Archivio per Agosto, 2007

Masters of Science Fiction Episodio 4: The Discarded

Episodio quarto di Masters of Science Fiction. La regia questa volta è di Jonathan Frakes ovvero il Comandante William T. Riker di Star Trek: The Next Generation. Frakes però oltre che attore è appunto anche regista e ha diretto un paio di film di Star Trek (First Contact e Insurrection), vari episodi di telefilm e lo stupidino ma tutto sommato divertente Clockstoppers.

Jonathan Frakes
Jonathan Frakes

La storia alla base di quest’episodio è The Discarded (apparso anche con il titolo The Abnormals) un racconto breve di Harlan Ellison. Lo stesso Ellison si è occupato di sceneggiare per la TV il proprio racconto. Harlan Ellison non è tra i miei scrittori di fantascienza preferiti, e sono restia a concedergli il titolo di Maestro, tuttavia è indubbio che diversi suoi racconti siano dei classici chikas_pink23.gif (I Have No Mouth and I Must Scream, A Boy and his Dog, The Beast That Shouted Love at the Heart of the World, «Repent, Harlequin!» said the Ticktockman, ecc.)

Alone Against Tomorrow
La retrospettiva Alone Against Tomorrow, contenente il racconto The Discarded

La trama. Una misteriosa sindrome, la Malattia, trasforma gli esseri umani in mutanti deformi. Quelli colpiti sono esiliati dalla Terra e costretti a vivere su navi spaziali, perché nessuna colonia del Sistema Solare è disposta a ospitarli. In parte per paura del contagio, ma sospettano i malati, soprattutto per il loro aspetto ributtante. chikas_pink55.gif Un giorno una di queste navi è raggiunta da un ambasciatore terrestre, con una proposta che non si può rifiutare…

L'Ambasciatore terrestre
L’Ambasciatore terrestre

Dato che lo stesso Ellison si è occupato della sceneggiatura, non sorprende che l’episodio segua abbastanza fedelmente il racconto di partenza. L’unica differenza di un certo rilievo è l’omicidio, che nel racconto è atto volontario, e nell’episodio è quasi una fatalità.

Questo The Discarded è probabilmente il miglior episodio finora trasmesso di Masters of Science Fiction. Benché in assoluto non un granché, rispetto ai tre precedenti è una visione piacevole. chikas_pink37.gif Il difetto più evidente è una certa mancanza di ritmo dovuta probabilmente alla necessità di “stiracchiare” per quaranta minuti un racconto di poche pagine. Gli effetti speciali sarebbero dovuti essere migliori (è strano che, per esempio, sia stata tolta la scena degli uomini-pesce, se non partendo dalla considerazione che per renderli credibili si sarebbero dovuti spendere troppi soldi).

Due teste
Due teste sono meglio di una

Masters of Science Fiction Episodio 4: Quasi Decente.

Una piccola considerazione “filosofica”. Un’interpretazione superficiale ma non errata della storia è riassumibile nel detto: «Non si possono giudicare le persone dall’aspetto.» Bene, tuttavia uno dei punti del racconto è che queste “persone” sono ripugnanti; siamo davvero pronti a non giudicare di fronte a creature tanto orribili da non poterle neanche guardare per più di mezzo secondo? L’ABC non si è posta il problema, proponendo i suoi mutanti in versione molto edulcorata e politicamente corretta, è ovvio che in questi termini la questione non si presenta o quasi. Sarebbe stato più interessante avere nella storia non mutanti “divertenti” (la cheerleader con un occhio solo chikas_pink01.gif ), ma sul serio esseri disgustosi, il quesito morale di fondo sarebbe risultato molto più attinente.

Cheerleader Ciclope
Cheerleader Ciclope

Questo potrebbe essere stato l’ultimo episodio di Masters of Science Fiction, visto che IMDB non riporta alcun dettaglio riguardo le date di trasmissione dei due successivi, Little Brother e Watchbird. Se così fosse, Masters of Science Fiction è stata una delusione, ma nella vita ci sono delusioni peggiori: si muore, si va all’Inferno chikas_pink43.gif e fra una decina di giorni ricomincia la scuola…


Approfondimenti:

Harlan Ellison su Wikipedia

Celebri fenomeni da baraccone

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Writer’s Café

Negli ultimi anni sono apparsi centinaia di software per aiutare chiunque lavori nell’industria cinematografica. I più diffusi sono i programmi di montaggio video, che però hanno tutti un grosso difetto: richiedono che uno abbia un qualche video da montare! Senza video, i programmi di montaggio video servono a poco o niente… chikas_pink27.gif

Un’altra categoria è quella dei programmi pensati per facilitare il lavoro degli sceneggiatori. In quest’ambito pare che lo strumento più diffuso sia Final Draft, che purtroppo anche lui ha un grosso difetto: costa 229 dollari. In cerca di un’alternativa meno costosa o persino gratuita, mi sono imbattuta in Writer’s Café un programma shareware con diverse caratteristiche interessanti. L’ho provato e l’ho trovato degno d’attenzione.

Writer’s Café
Writer’s Café

Writer’s Café è un programma pensato per tutte quelle persone che hanno la necessità di scrivere storie. Lo scopo che si propone è di facilitare l’organizzazione delle idee, dei personaggi, delle ambientazioni, degli eventi e dell’ordine con cui si svolgono. È importante notare come non sia un word processor, l’enfasi è sull’organizzazione, sull’outline (o scaletta) della storia, non sulla sua scrittura vera e propria. Infatti gli strumenti offerti in campo scrittura vera e propria sono minimali e non prevedono nessun particolare aiuto nell’impaginazione, editing, correzione automatica, ecc. Perciò Writer’s Café va necessariamente abbinato a un word processor, chikas_pink17.gif che sia OpenOffice.org Writer o Word o quel che si preferisce.

Writer’s Café è diviso in moduli. Il principale e cuore di tutto il programma è il modulo chiamato StoryLines.

StoryLines permette di creare un piccolo database dei personaggi e dei luoghi dove si svolgerà la storia. Luoghi e personaggi possono poi diventare protagonisti delle varie scene, organizzate in schede (card) liberamente sistemabili lungo le varie linee narrative (le story lines vere e proprie). La bellezza del modulo sta proprio nell’approccio visuale: senza alcuna difficoltà si può spostare una scena da un punto all’altro, cancellarla, modificarla, disporla su una nuova story line, o creare una story line ad hoc per quella scena. Le card rappresentanti le scene possono poi essere personalizzate in più modi, in maniera tale da essere subito identificabili (per esempio si può aggiungere a ogni card un’immagine, magari del o dei personaggi protagonisti della tal scena).
Delle varie scene si può specificare i personaggi coinvolti, i luoghi, gli orari, darne una breve descrizione e volendo scrivere il testo completo di quel che succede.

Immagine d'Insieme Scheda Personaggio Scheda Luogo
Linee Narrative Personalizzazione di una Card Anteprima del Report della Storia

Screenshot di StoryLines. Clicca per ingrandire.

Usare StoryLines è divertente. chikas_pink38.gif Forse troppo. Infatti, provandolo a fondo è capitata una situazione curiosa:
Ho cominciato a mettere in StoryLines le idee che avevo per un racconto con protagonista il Coniglietto Grumo, kaos-whiteusagi16.gif ho creato personaggi e ambientazioni, e giocato un po’ con le varie opzioni. Poi ho preso a delineare le varie scene e disporle nel giusto ordine. Mi sono ritrovata con una sequenza di card una dietro l’altra, perché in effetti era quello che avevo in mente: una storia lineare con il punto di vista “ancorato” alla protagonista. Tuttavia una sola linea narrativa? Quando con pochi clic ne posso creare e gestire a mucchi?! È così mi è venuta in mente una nuova storia “parallela” per “arricchire” la principale. E una terza, e visto che ci stava sul monitor pure una quarta! Insomma, invece di aiutarmi, in qualche maniera il programma mi stava influenzando! chikas_pink32.gif

Però, a parte questo episodio, devo ammettere che StoryLines può essere oltre che divertente anche utile. L’utilità sarà minima nel caso di storie corte e/o lineari, ma secondo me può essere ben più rilevante quando si vogliano narrare storie con tanti personaggi e piene di vicende intrecciate fra loro. La possibilità di poter osservare la propria storia dall’”alto”, abbracciando decine di scene in un solo colpo d’occhio, credo sia un validissimo aiuto. In fondo, quando ho aggiunto la quarta linea narrativa, in un attimo mi sono resa conto che la storia era diventata troppo complessa.

Il secondo modulo di Writer’s Café è il Desk, che è anche il modulo che fa da congiunzione a tutti gli altri. Con il Desk, oltre a poter avviare gli altri moduli, è possibile prendere appunti. Si possono prendere appunti sia in forma libera, sia già organizzati per data in una sorta di diario. Inoltre si possono importare “appunti” da altra fonte (file di testo, link a siti internet, immagini, ecc.) Il tutto poi è gestibile come si preferisce e i contenuti facilmente ricercabili.

Questo modulo può venir buono, e rispetto a programmi analoghi di gestione/catalogazione/indicizzazione di documenti, ha il vantaggio di essere molto leggero in termini di risorse consumate (memoria e spazio su disco), tuttavia è anche molto limitato come feature. Nel complesso non mi ha impressionata, e per esempio l’estensione per Firefox ScrapBook è molto più versatile (però richiede appunto Firefox per essere usata).

Gli altri moduli sono tutti piccole cose, e vanno da un manuale di scrittura creativa a un paio di giochini con i quali trastullarsi chikas_pink42.gif quando non si ha voglia di scrivere, a link vari verso siti specializzati. Questi moduli li ho presi più come bonus che non parte integrante del software.

Menu Principale Gestione degli Appunti Diario
Il Libro in Omaggio Primo Giochino: Crea una Storia Secondo Giochino: Solitario

Screenshot di Writer’s Café Desk e altri moduli. Clicca per ingrandire.

Writer’s Café costa 45 dollari (~38 euro al cambio attuale) ed è disponibile per Windows, Linux e Mac OS X (da notare che la versione per Mac OS X è totalmente gratuita, il perché di questa curiosa scelta è spiegato al sito del programma). Si può scaricare una versione dimostrativa, nel complesso usabile, tranne alcune limitazioni.

Il mio consiglio è che valga la pena provarlo. chikas_pink07.gif Ognuno potrà poi giudicare se il prezzo di 45 dollari (o 0 dollari per Mac OS X) sia giusto.


Approfondimenti:

Il sito di Writer’s Café
Il sito di Final Draft

L’estensione ScrapBook per Firefox
Il sito di OpenOffice.org

 

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Fine settimana al cinema

Ho approfittato del fine settimana per guardare alcuni film che avevo in arretrato. Il mio sesto senso mi aveva indirizzato bene, tenendomene lontana, infatti nessuno dei film varrebbe neppure il tempo di una recensione. Perciò, li ho messi tutti e quattro assieme!

The Bourne Ultimatum
28 Weeks Later
4: Rise of the Silver Surfer
Spider-Man 3


The Bourne Ultimatum

Locandina di The Bourne Ultimatum Titolo originale: The Bourne Ultimatum
Regia: Paul Greengrass

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Universal Pictures
Genere: Azione, Thriller
Durata: 1 ora e 51 minuti

Lingua: Inglese

Per certi versi, The Bourne Ultimatum appartiene a una categoria di film nuova, che sta emergendo negli ultimi anni: i film-videogioco. Vedere uno di questi film è come assistere a qualcuno che giochi con un videogioco d’azione: una serie di sequenze spericolate e che non hanno alcun rapporto con la fisica del nostro pianeta, intercalate da brevi cut scene per tutte quelle esigenze della trama che richiederebbero al giocatore di dover pensare. chikas_pink55.gif Per esempio, in The Bourne Ultimatum, Jason Bourne, pur essendo ricercato da FBI, CIA, Interpol, Carabinieri, Guardia di Finanza e le altre polizie di mezzo mondo, è in grado di viaggiare per ogni dove senza mai essere controllato, e senza neanche preoccuparsi di avere sempre la stessa identica faccia da tre anni. Per questo tali sequenze sono brevi cut scene: un aereo che vola, un treno che galoppa, un breve passaggio alla dogana, chikas_pink41.gif e voilà, si può passare al prossimo inseguimento o sparatoria in un nuovo scenario! Lo stesso dicasi di Bourne che si introduce in un palazzo della CIA o in qualunque altro posto: inquadratura di lui alla porta, di lui al terzo piano, di lui che esce, e via verso un nuovo pestaggio o l’ennesimo inseguimento!

Perciò, ricapitolando la trama di The Bourne Ultimatum:

    Livello 1

  • Scenario: Londra
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dal Giornalista
  • Bonus: Il Giornalista sopravvive
  • Mini-Boss: Il Cecchino
    Livello 2

  • Scenario: Madrid
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dall’Agente della CIA Traditore
  • Bonus: -
  • Mini-Boss: Squadra speciale CIA
    Livello 3

  • Scenario: Tangeri
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dall’Agente della CIA Traditore
  • Bonus: L’ex fidanzata sopravvive
  • Mini-Boss: Desh, il killer extracomunitario
    Livello 4

  • Scenario: New York
  • Obbiettivo: Raggiungere la sede dei Cattivi
  • Bonus: -
  • Mini-Boss: Il Cecchino (che ritorna con più HP!)
    Livello 5

  • Scenario: New York
  • Obbiettivo: Scoprire il segreto nel passato di Jason Bourne
  • Bonus: Rimanere vivi
  • Boss: Direttore della CIA / Lo Scienziato Pazzo / Il Cecchino (con ancora più HP!)

E lo sconvolgente segreto di Jason Bourne è…

Show ▼

Inutile dire che i film-videogioco sono vaccate, chikas_pink06.gif perché i giochi sono divertenti da giocare, non tanto da guardare.

Trailer di The Bourne Ultimatum

Giudizio:

Spettacolari scene d’azione. +1 -1 Spettacolari ma irrealistiche.
-1 Videogioco al quale non puoi giocare.
-1 Il segreto di Jason Bourne è il segreto di Pulcinella.
-1 Matt Damon in tre film di Bourne non è mai riuscito a cambiare espressione una volta…

Tre Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti


28 Weeks Later

Locandina di 28 Weeks Later Titolo originale: 28 Weeks Later
Titolo italiano: 28 Settimane Dopo
Regia: Juan Carlos Fresnadillo

Anno: 2007
Nazione: Regno Unito / Spagna
Studio: Fox Atomic
Genere: Orrore
Durata: 1 ora e 41 minuti

Lingua: Inglese

Il celebre Il Giorno dei Trifidi, di John Wyndham, comincia così:
«Quando un giorno che secondo voi dovrebbe essere mercoledì, vi sembra fin dall’inizio domenica, potete star certi che qualcosa non va.»
Il protagonista è in ospedale, e l’assenza dei familiari rumori di una giornata lavorativa chikas_pink03.gif l’avverte che il mondo non è più quello che crede. Negli stessi termini cominciava 28 Days Later, con il nostro eroe che si risveglia in ospedale e si aggira per una Londra deserta, 28 giorni dopo che un terribile virus ha ucciso buona parte della popolazione o l’ha trasformata in zombie.
Adesso sono passate 28 settimane, il regista non è più Danny Boyle e il film è la classica operazione commerciale che prevede seguiti per ogni pellicola che abbia anche solo marginale successo.

28 Weeks Later ha tutto quello che un pessimo film d’orrore deve avere: trama illogica e piena di buchi (uno per tutti: il centro medico che può venire a contatto con il virus più letale della storia dell’umanità, non ha nessuna misura di sicurezza), assenza di spaventi, poca o inesistente macelleria, protagonisti antipatici (due dannatissimi bambini cretini) e scene d’azione riprese come se la telecamera fosse retta da un canguro epilettico (per usare le parole di un commentatore su IMDB).
Ciliegina sulla torta il finale, che già prefigura un bel 28 Months Later o qualcosa del genere. chikas_pink43.gif E in effetti hanno ragione: questo 28 Weeks Later è spazzatura, ma impegnandosi si può fare di peggio!

Trailer di 28 Weeks Later

Giudizio:

Niente. -1 Buchi enormi nella trama.
-1 Bambini cretini protagonisti.
-1 Niente paura o gore.
-1 Cameraman ubriaco.
-1 Concreta possibilità di un terzo film.

Cinque Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti


4: Rise of the Silver Surfer

Locandina di 4: Rise of the Silver Surfer Titolo originale: 4: Rise of the Silver Surfer
Titolo italiano: I Fantastici 4 e Silver Surfer
Regia: Tim Story

Anno: 2007
Nazione: USA / Germania / Regno Unito
Studio: 20th Century Fox
Genere: Azione, Fantascienza, Stupidaggine
Durata: 1 ora e 32 minuti

Lingua: Inglese

Porcheria. Non saprei davvero da dove cominciare. Non c’è una trama, ci sono (pochi) effetti speciali che sfigurerebbero in un cartone animato, c’è Jessica Alba a un livello degno del mio nella recita di Natale alle elementari, e ci sono alcuni patetici tentativi di umorismo che hanno avuto l’unico effetto di farmi rimpiangere di non essere nata cieca. chikas_pink34.gif Il primo film dei Fantastici Quattro era brutto, ma poteva ancora essere considerato un film, questo è novanta minuti di pellicola sprecata.
La minuscola soddisfazione è constatare che le mie aspettative erano centrate: mi aspettavo una schifezza, ho visto una schifezza.

Trailer di 4: Rise of the Silver Surfer

Giudizio:

Niente. -1 Trama sconclusionata.
-1 Recitato da cani.
-1 Effetti speciali da oratorio.
-1 Umorismo che non fa ridere nessuno.
-1 La Donna Invisibile.
-1 La “Cosa”.
-1 La Torcia Umana.
-1 Il Signor Fantastico.
-1 Silver Surfer.

Nove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti4


Spider-Man 3

Locandina di Spider-Man 3 Titolo originale: Spider-Man 3
Regia: Sam Raimi

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Columbia Pictures
Genere: Commedia romantica, Fantascienza
Durata: 2 ore e 20 minuti

Lingua: Inglese

Noiosissimo chikas_pink20.gif terzo episodio delle avventure cinematografiche del ragno umano. Il fulcro della storia è che Kirsten Dunst non sa recitare, neppure per finta, così Mary Jane perde la parte nel musical di Broadway e si ritrova a dover fare la cameriera, Peter Parker non è lì pronto a consolarla perché deve giocare al supereroe e così lei si sente sola, povera cocca, interviene allora l’amico Harry che ha convenientemente perso la memoria e… e Spider-Man 3 è in pratica una soap-opera di quarta categoria. Compreso il “Cattivo”, un misero disgraziato uomo di sabbia che deve racimolare i soldi per aiutare la figlioletta malata.

Ma il punto più basso è toccato con la creatura aliena che fa affiorare il Lato Oscuro di Peter Parker. Sotto l’influenza aliena, Peter Parker compie alcune azioni che gridano Malvagità! solo a elencarle:

  • Esce di casa spettinato.
  • Si veste di nero.
  • Balla per strada.
  • Mangia caramelle.
  • Cerca di sedurre la vicina di casa e/o le colleghe in ufficio, e, mi tremano le mani sulla tastiera a digitarlo:
  • Tenta di far ingelosire la ex fidanzata uscendo con un’altra!!!

Ora che ci penso, rileggendo l’elenco mi accorgo che anch’io sono Malvagia! chikas_pink27.gif O poco ci manca. E non ho neanche la scusa dell’infezione aliena…

Trailer di Spider-Man 3

Giudizio:

Il cameo di Bruce Campbell. +1 -1 Noioso e troppo lungo.
-1 Banale, festival del cliché.
-1 Kirsten Dunst non sa recitare.
-1 Il triste uomo di sabbia.
-1 Spider-Man cattivo che esce spettinato.
-1 Spider-Man cattivo che balla per strada.
-1 Spider-Man cattivo che mangia caramelle.
-1 Spider-Man cattivo ecc. ecc.

Sette Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti2


Approfondimenti:

The Bourne Ultimatum su IMDB
28 Weeks Later su IMDB
4: Rise of the Silver Surfer su IMDB
Spider-Man 3 su IMDB

Jason Bourne su Wikipedia
The Day of the Triffids su Wikipedia
I Fantastici Quattro su Marvel Universe
Spider-Man su Marvel Universe

Scritto da GamberettaGamberolinkCommenti (5)Lascia un commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

Zero no Tsukaima: Futatsuki no Kishi Episodi 6 & 7

La seconda stagione di Zero ha preso decisamente una brutta piega. chikas_pink06.gif Le puntate 6 e 7, benché non così orribili come la 5, in poche parole, non hanno senso nel contesto della storia finora. Nella puntata 6 pare che la guerra non sia ancora iniziata chikas_pink03.gif e nella 7 Henrietta firma formale dichiarazione di guerra. Perciò nell’ultimo hanno si è combattuto contro chi?!

Oltre a ciò, ho trovato pessima la scelta di sostituire il “cast”: Kirche, Tabitha, Guiche e Montmorency sono spariti senza alcuna buona ragione per far posto alle sorelle di Louise, Agnese e Giulio Cesare. Sono stati tolti dei personaggi sì stereotipati, ma con un anno di sviluppo alle spalle, per altri, altrettanto stereotipati e meno divertenti.

Personaggi dispersi
Disperse

Nella puntata 7 in particolare suona assurdo che non sia stata interpellata Tabitha, o che lei non sia interessata alla biblioteca segreta nascosta sotto l’Accademia. Così come non ha senso che Louise non sia in prima linea a combattere, ora che è in grado di usare la magia, mentre lo era un anno fa, quando ancora era soprannominata Zero Louise.

Nella prossima puntata pare ci sarà un po’ d’azione. Si spera. Per ora non rimane altro che consolarmi con i baci! chikas_pink40.gif

Henrietta e Saito
Henrietta & Saito

Agnese e Louise
Agnese & Louise (…)


Approfondimenti:

La Biblioteca del Monastero di Santa Scolastica

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Masters of Science Fiction Episodio 3: Jerry Was a Man

Terzo episodio per Masters of Science Fiction, e ancora una volta un regista che non ha mai diretto film di fantascienza in vita sua, tale Michael Tolkin. chikas_pink03.gif In compenso il racconto sul quale si basa questo episodio è stato scritto da un vero Maestro della fantascienza: Robert A. Heinlein.
Non è chiaro però con quale criterio sia stato scelto Jerry Was a Man (titolo italiano: Jerry Era un Uomo) un racconto del 1947 e non certo uno dei migliori di Heinlein.

Copertina de Missione nell'Eternità
Copertina dell’antologia “Missione nell’Eternità”, contenente il racconto “Jerry Era un Uomo”

In più, dal racconto originale sono state tolte le parti più fantascientifiche (i Marziani), si è trasformato Jerry da scimmia modificata geneticamente a una specie di Data demente, è stata aggiunta una parte sullo sminamento che non c’entra un tubo e non si è resa giustizia neanche all’elefantino Napoleon, chikas_pink23.gif molto più intelligente nella storia di Heinlein. Infine il tono dell’episodio è sullo scherzoso/parodistico, dove Heinlein, benché non del tutto serio, non aveva scritto un racconto umoristico.

Jerry e Data
Jerry - Data

In ogni caso la trama: nel 2077 la plasto-biologia permette la realizzazione di ogni tipo di manipolazione genetica; i coniugi van Vogel si recano alla Controlled Genetics per acquistare un pegaso (compreranno invece un elefante in miniatura), un cavallo alato con il quale impressionare gli amici del circolo dei ricconi annoiati. chikas_pink20.gif Durante la visita ai laboratori, la signora van Vogel prende a cuore il caso di Jerry, una sorta di androide biologico destinato a diventare cibo per cani, in quanto non più utile. La questione se Jerry e gli altri come lui siano mera proprietà o possano avere diritti analoghi agli esseri umani, sarà oggetto di contenzioso in tribunale.

Napoleon
L’elefantino Napoleon, adorabile!

Masters of Science Fiction Episodio 3: Una Porcheria, chikas_pink06.gif se si escludono le poche scene con Napoleon.


Approfondimenti:

Robert Anson Heinlein su Wikipedia
Un’analisi di “Jerry Was a Man”

La Realtà supera Heinlein! Forse.

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Il Coniglietto Grumo & l’Arte della Guerra: Edizione Tedesca

Gli storici sono discordi sull’Ufficiale che abbia dato il celebre ordine:
«Non sparate finché non vedete il bianco dei loro occhi!»
durante la battaglia di Bunker Hill. Ebbene, posso chiarire il mistero: il disguido nasce dal fatto che gli storici hanno cercato di attribuire l’ordine a un essere umano, invece l’ordine è stato dato un coniglietto, nient’altri che il mio coniglietto, il Coniglietto Grumo! kaos-whiteusagi03.gif Per l’esattezza, il Coniglietto Grumo era appollaiato sulla spalla destra del Colonnello William Prescott, e ha dovuto sgolarsi dall’inizio alla fine della battaglia, altrimenti l’esercito dei Rivoluzionari si sarebbe sciolto come un gelato fuori dal freezer.

Bunker Hill
Battaglia di Bunker Hill, riuscite a scorgere il Coniglietto Grumo?

Ho raccontato questo particolare per onestà storica e per sottolineare l’impareggiabile esperienza del Coniglietto Grumo in fatto di arte bellica, non limitata alla sua carriera di Ufficiale di Marina.
Con alle spalle tale vissuto, è difficile kaos-whiteusagi09.gif per il Coniglietto Grumo accettare che ci siano così tanti scrittori che s’impuntano a scrivere di guerre e battaglie senza sapere di che parlano.
Il Coniglietto Grumo si era già occupato dell’argomento, a proposito de Il Segreto di Krune, ora gli è capitato tra le zampette tale Le Cinque Stirpi di Markus Heitz e un nuovo intervento è d’obbligo.

Copertina de Le Cinque Stirpi
Copertina de Le Cinque Stirpi

Come molti altri prima di lui, il signor Heitz decide di aprire il suo romanzo con una battaglia, e come molti altri prima di lui, riesce in poche pagine a inanellare una quantità allucinante di stupidaggini. chikas_pink43.gif

La situazione tattica è la seguente: la Porta di Pietra, un gigantesco portone di granito opera del Dio Vraccas in persona, tiene chiuso l’unico possibile accesso alla Terra Nascosta, dove i “buoni” (nani, elfi, umani, ecc.) vivono in pace e armonia. All’esterno si aggirano le creature delle tenebre (orchi, mezz’orchi, troll, ecc.), che però non hanno speranze di aprire la Porta, in quanto sigillata magicamente. Intorno alla Porta si ergono montagne, invalicabili per contratto.
Da migliaia di cicli solari le creature delle tenebre provano ugualmente ad assaltare la Porta, mentre difenderla è compito dei nani della Quinta stirpe.

Ovviamente, nella miglior tradizione del fantasy, non solo migliaia di cicli solari di guerra non hanno portato al minimo sviluppo tecnologico, ma non hanno neanche spronato le parti in causa a ideare semplici stratagemmi: alle creature delle tenebre non è mai neanche passato per la mente di provare a scavare sotto la Porta, così come ai nani non è mai sembrato utile costruire opere difensive, quale ad esempio un misero fossato. chikas_pink27.gif

Il romanzo si apre con un nano, tale Glandallin che raggiunge il posto di guardia. E già, com’era successo con Il Segreto di Krune, bastano poche frasi iniziali per far storcere il nasino al Coniglietto Grumo. Infatti Glandallin non incontra nessuno al posto di guardia, ovvero, chi era di guardia prima di lui?
La risposta credo sia Nessuno, d’altro canto, si scoprirà presto che montare la guardia è solo una perdita di tempo.

Nano
I Nani: non brillano per intelligenza…

Glandallin osserva distrattamente l’orizzonte, finché non avvista un’armata (più avanti stimata in ~40.000 unità) di mezz’orchi in avvicinamento. Glandallin ha giusto il tempo di suonare l’allarme, prima che i mostri inizino l’assalto. Ora i casi sono due:
A) Il punto di guardia scelto dai nani offre una visione di poche decine di metri, ovvero non serve a nulla, visto che permette di accorgersi dell’avvicinarsi del nemico con appena pochi secondi di anticipo.
B) L’esercito dei mezz’orchi si sposta con una velocità tale da fare invidia alle divisioni corazzate di Von Manstein.
Dato che i mezz’orchi non hanno trasporto truppe o reparti aviotrasportati, e non è accennato che possano correre veloce come Flash, l’ipotesi B è da escludersi. Rimane la A. I nani, in migliaia di cicli, non hanno mai avuto l’intuizione di costruire un posto di guardia che permettesse di avvistare i nemici con anticipo. Neppure hanno mai pensato di costruire una torre di guardia più alta. I nani sono dei completi imbecilli. chikas_pink55.gif Ci si chiede come siano riusciti, idioti quali sono, a sopravvivere. L’unica risposta che mi viene in mente è che anche le creature delle tenebre siano una manica di mentecatti… che meraviglia! Un mondo dove si fa a gara per vedere chi sia più cretino!

Orco
Gli Orchi: non brillano per intelligenza…

Per rendere il tutto ancora più surreale, i mezz’orchi

[...]costruirono catapulte portatili per sostenere la carica contro i merli con proiettili incendiari.

Al volo, così, mentre vanno all’assalto costruiscono catapulte! Catapulte… un’idea sarebbe di bombardare i nani e dopo assaltare la Porta. Non per l’armata delle tenebre! Anzi, pare sia un divertimento per i mezz’orchi tirare contro i propri simili, forse perché i nani (ninja) chikas_pink23.gif sono in grado di schivare sia le frecce sia i proiettili incendiari, e ovviamente continuando a combattere!

L’improbabile battaglia si trascina nella notte (è accennato che i nani ci vedono benissimo nell’oscurità più fitta, si spera che anche i mostri ci riescano, altrimenti non si capisce perché cominciare la battaglia al tramonto invece che all’alba). Al sorgere del Sole, qualcuno apre la Porta!
La Porta di Pietra infatti si può aprire se vengono recitare le giuste parole magiche, cosa che un nano traditore sta facendo. Il nano traditore non è un nano di particolare importanza, è uno dei tanti della stirpe, eppure conosce le parole magiche per aprire la Porta. Non solo, più avanti viene accennato il fatto che in pratica tutti i nani conoscono tali parole! chikas_pink03.gif Sarebbe come se tutti i cittadini degli Stati Uniti conoscessero i codici per autorizzare il lancio dei missili con testate nucleari! D’altra parte, i nani sono degli imbecilli, e le creature delle tenebre pure, dato che hanno assaltato prima che il traditore aprisse la Porta! Aspettare che il nano infingardo tradisse e poi attaccare sarebbe stato un tal sfoggio di furbizia, da far tremare le fondamenta del mondo.

Coniglietto
I Coniglietti: intelligentissimi!

Un accenno lo merita la scaramuccia con la Porta aperta: fino a quel momento gli orchi hanno avuto l’accortezza d’indossare armature, che almeno costringono i nani a dover mirare i loro colpi d’ascia, giunto lo scontro decisivo, pare se le dimentichino nelle tende. Altrimenti non si capirebbe come mai ora i nani siano in grado di sbudellare gli avversari con facilità, ignorando qualunque protezione. Forse il signor Heitz ha parlato in privato con i Generali del Male e li ha convinti a dare un piccolo vantaggio ai nani, per rendere la scena più sanguinolenta e spettacolare?

Come nel caso di Krune, questo è solo sfiorare la superficie, evidenziando i problemi più grossi, ché a elencare chikas_pink17.gif tutte le scempiaggini presenti nel primo capitolo de Le Cinque Stirpi ci vorrebbero tante pagine quante sono quelle del capitolo stesso.

Mostra MiniFAQ Etica ▼


Approfondimenti:

Il Sito di Markus Heitz (in tedesco)
Le Cinque Stirpi su Ibs.it

La Battaglia di Bunker Hill

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Masters of Science Fiction Episodio 2: The Awakening

L’episodio di questa settimana è stato scritto e diretto da Michael Petroni, sulla base del racconto The General Zapped an Angel di Howard Fast.
Michael Petroni è un perfetto sconosciuto chikas_pink12.gif con due soli film diretti alle spalle e nessuno dei due di fantascienza. Howard Fast è un onesto scrittore, ma non certo un Maestro della narrativa fantascientifica.

The General Zapped an Angel
Copertina dell’antologia contenente The General Zapped an Angel

Alla fine ne è venuto fuori un episodio bruttino, ma non così orribile come l’Episodio 1.
Trama. Misteriose creature aliene, che forse però non sono aliene, ma angeliche (in senso biblico, non evangelico), scendono sulla Terra. Gli alieni cominciano a predicare pace universale e ha smantellare gli arsenali nucleari delle grandi potenze. Sono davvero angeli pieni di buone intenzioni, o è il preludio a un’invasione? chikas_pink03.gif A indagare il caso viene chiamato il tizio che interpreta John Locke in Lost.

Alieno
Angelo benefattore o Alieno invasore?

I pregi di questa puntata: è una storia di fantascienza! I difetti: storia il cui unico scopo è far la morale, morale irrealistica e ai limiti dell’assurdo; il tizio che interpreta John Locke in Lost pare essere stato inserito solo per tirare per le lunghe una storia che altrimenti finirebbe in 10 minuti; gli effetti speciali sono tristi. chikas_pink01.gif

Masters of Science Fiction Episodio 2: Almeno la testa spunta dal sacco della spazzatura!

Cosa avrei fatto io se mi fossi trovata al posto del Presidente? Ovviamente avrei ordinato di lanciare i missili! chikas_pink07.gif

Ikari Gendo
So io come trattare gli Angeli!


Approfondimenti:

Angeli e Extraterrestri

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Zero no Tsukaima: Futatsuki no Kishi Episodio 5 e un aggiornamento su Sky Girls

Pessima la quinta puntata di Zero. Probabilmente il peggior episodio chikas_pink06.gif finora trasmesso, contando anche la prima stagione.
Una trama sconclusionata pensata solo per costringere Saito a guardare le tette degli altri personaggi chikas_pink03.gif e ovviamente venire seviziato da Louise e le sue sorelle. Nel finale si cerca di spiegare quel che è successo, ma non l’ho ben capito, e peggio non m’interessava più.
La nuova frusta di Louise è davvero di cattivo gusto.

La frusta di Louise
La nuova frusta di Louise. Povero Saito!

Nella prossima puntata, a quanto pare, ci si occuperà delle vacanze di Henrietta. Giustamente. Con una guerra in corso, le vacanze di Henrietta meritano assolutamente un episodio.

Sky Girls
Sky Girls

Frattanto anche Sky Girls è arrivato al quinto episodio e in pratica è successo poco o niente. chikas_pink20.gif Le nostre eroine continuano ad allenarsi in previsione di affrontare la minaccia dallo spazio profondo, minaccia che finora è rimasta vaga e decisamente poco minacciosa.

La minaccia dovrebbe essere contrastata con i “Sonic Diver”, mech scopiazzati da Evangelion, compresi i difetti. Infatti anche i Sonic Diver hanno tutti i problemi di sincronia con il pilota e di sbalzi d’umore che avevano le unità EVA. Il vantaggio è che, uhm, non lo so, fanno un figurone alle parate? chikas_pink11.gif
L’unica idea carina e un pochino originale è la nanoskin, la tuta di volo in nanotecnologia che protegge i piloti. Peccato che dopo venti minuti debba essere sostituita, in altri termini, il raggio d’azione dei Sonic Diver è di circa dieci minuti di volo, andata e ritorno. Speriamo che quando gli alieni si decideranno ad arrivare siano così gentili da attaccare solo nei dintorni della basa aerea!

Applicazione della nanoskin
Applicazione della nanoskin prima del lancio

Nota storica!!!

Non è la prima volta che i giapponesi prendono cantonate progettando i loro mezzi bellici. La corazzata Yamato, una delle navi da guerra più imponenti mai costruite (70.000 tonnellate di dislocamento e decine e decine di cannoni di ogni calibro), riuscì a partecipare solo a pochissime battaglie durante la seconda guerra mondiale, perché i consumi della nave erano tali che l’autonomia era minima.

La corazzata Yamato
La corazzata Yamato (ancora in costruzione)

Un’altra evidente scopiazzatura è stata l’imbarazzo di Karen perché la tuta di volo è troppo aderente, scena presa disegno per disegno dall’analogo episodio in Stellvia of the Universe. Per altro Karen è sempre imbarazzata. Qualunque cosa faccia. Appena apre bocca arrossisce, quando qualcuno le rivolge la parola arrossisce, quando non c’è nessuno in giro arrossisce da sola. chikas_pink32.gif Mi piacerebbe sapere quale becera fantasia maschile stia alla base di un personaggio che si vergogna di respirare. No, non lo voglio davvero sapere!

Karen
Ciao, sono Karen… il mio hobby è arrossire…

Un appunto lo merita l’episodio quarto. In questa tesa storia di giovani donne nell’esercito, di mech e alieni e crepuscolo dell’umanità, l’episodio quattro è stato dedicato allo shopping! Poi Karen perde la penna stilografica regalatagli dal fratello (DRAMMA!) ma per fortuna un giovanotto con la passione per la fotografia la ritrova e riesce a restituirgliela. Karen arrossisce e non è grado di ringraziarlo (DRAMMA!) e a quel punto mi veniva nausea chikas_pink34.gif e non so bene cosa succeda dopo…

La penna di Karen
Un DRAMMA nel suo svolgimento


Approfondimenti:

Vincere la Timidezza!

La corazzata Yamato

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Recensione :: Film :: Thank you for smoking

Thank you for smoking locandina Titolo: Thank you for smoking
Regista: Jason Reitman

Anno: 2005
Uscita in italia: 2006
Nazione: USA
Studio: Room 9 Entertainment
Genere: Commedia, Satira

Durata: 92′
Lingua: Italiano
Distributore Italia: Lucky Red

Arr, il Capitano ha pescato proprio un bel pesciolino quest’oggi. Dovrò deludere i miei amichetti marinai d’acqua dolce, ma questa volta il mio sarcasmo sarà scarso di fronte a un prodotto di tale livello, arr.

Nick Naylor (Aaron Eckhart) è il vicepresidente dell’Accademia degli Studi sul Tabacco e questo lo rende in pratica il portavoce della Big Tobacco: il suo lavoro è difendere il tabacco dai detrattori e spiegare al pubblico che in fondo le sigarette non sono così cattive come le si dipinge. Il presidente della Big Tobacco è “Il Capitano” (Robert Duvall), uno degli ultimi grandi magnate del tabacco, che con il suo completo bianco e i servitori negri attorno fa pensare a un gentiluomo del sud uscito da una foto dei bei tempi andati.

nick naylor
Nick Naylor

Poche persone al mondo sanno cosa sia essere veramente disprezzati. Ma chi può biasimarle? Io mi guadagno da vivere rappresentando un’organizzazione che uccide 1.200 esseri umani al giorno. 1.200 persone. Stiamo parlando di due jumbo stracarichi di uomini, donne e bambini. Praticamente c’è Attila, Genghis Khan… e io, Nick Naylor, il volto delle sigarette, lo Zio Sam della nicotina.

Contro il tabacco è schierato l’agguerrito senatore Ortolan Finistirre (William H. Macy) del Vermont, lo Stato del formaggio cheddar. Come gli farà notare Nick il colesterolo uccide molti più americani del cancro, quindi il formaggio del Vermont è molto più pericoloso delle sigarette per la salute pubblica. E ha ragione, arr, cavolo se la ha!
Dopo la miserabile sconfitta di un suo inviato in un dibattito televisivo contro Nick Naylor, il senatore decide di usare la linea dura contro l’avversario: ogni arma è lecita contro i demoni del tabacco.

senatore vermont
Senatore Ortolan Finistirre

Sen. Finistirre: Signor Naylor, chi provvede al sostegno finanziario per gli studi dell’Accademia del Tabacco?
Nick Naylor: La Conglomerated Tobacco.
Sen. Finistirre: L’associazione dei produttori di sigarette?
Nick Naylor: Per la maggior parte, sì.
Sen. Finistirre: Pensa che questo possa influire sulle loro priorità?
Nick Naylor: Oh no, come i contributi per la sua campagna non influiscono sulle sue.

Nick Naylor ha, come ama dire, una moralità flessibile e questo lo ha reso insopportabile all’ex-moglie che teme possa essere un pessimo modello per il figlio Joey. E’ un maestro della dialettica eristica, l’arte di avere sempre ragione, ed è uno specialista nell’usare la propria oratoria per mostrare al pubblico che l’avversario ha torto “su qualcosa”: se uno ha torto il suo avversario ha automaticamente ragione, e così Nick riesce a superare anche le situazioni più disperate, come l’incontro televisivo con il ragazzo affetto da cancro. E’ un vero Sofista estremista come il greco Crizia.

La missione di Nick è convincere il produttore Jeff Megall a realizzare un film in cui i protagonisti “positivi” fumino, magari dopo una scena di sesso, riportando così in voga il vecchio binomio “eroe del cinema / sigaretta”. Un’ottima pubblicità per l’industria del tabacco, aggredita da tempo su ogni fronte.
Sembra che vada tutto per il meglio, come al solito, ma il rapporto troppo intimo (”fottere come cani” è abbastanza intimo?) di Nick con la giornalista Heather Holloway (Katie Holmes) e l’aggressione da parte di terroristi “anti-fumo” lo porterà sull’orlo della distruzione…

Eccellente commedia, ricca di cinismo e battute sarcastiche. Gli attori risultano tutti adatti al ruolo anche se, devo dirlo, non ho gradito troppo Katie Holmes, ma forse è solo antipatia mia. Particolarmente godibili alcune scenette surreali che, proprio per la loro brevità e rarità, risultano ancora più incisive e divertenti.

Nick Naylor ci regala anche alcune chicche come “Questo è il bello della discussione: se argomenti in modo giusto non hai mai torto” o anche “Io non nascondo la verità: la filtro“.
In generale l’impressione è che nessuno scambio di battute sia buttato senza motivo: ogni scena e ogni dialogo si integra piacevolmente nella storia raccontata, senza sprechi né eccessi.
Straordinaria l’idea dei Mercanti di Morte, i tre amici lobbysti che si incontrano per discutere delle rispettive abilità nel difendere il proprio settore (alcolici, armi e tabacco): bella la scena in cui Nick si vanta di essere quello che difende l’industria che causa il maggior numero di morti.

mercanti di morte
(da sinistra) Alcool, Armi e Tabacco: i Mercanti di Morte.

In conclusione un film godibilissimo e ricco di ottime battute che sdrammatizza il problema del fumo ed evita falsi moralismi dato che Nick, alla fine della storia, continuerà a difendere i “cattivi” come faceva prima. Anzi, i Mercanti di Morte che condividono tecniche ed esperienze diverranno ben più di tre!


Approfondimenti:

Un sano Tumore al Polmone
Informazioni sul Tabacco
Dialettica Eristica

Giudizio:

Ottimi dialoghi, un sacco di sano cinismo. +1 Niente
Recitazione e attori perfetti per il ruolo. +1  
Evita falsi moralismi e messaggi di pentimento. +1  
I Mercanti di Morte sono una gran trovata. +1  

Scritto da Capitan GamberoGamberolinkCommenti (2)Lascia un commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

Masters of Science Fiction Episodio 1: A Clean Escape

Negli ultimi due anni Mick Garris ha prodotto per la televisione via cavo americana Showtime una serie di telefilm sotto il titolo Masters of Horror. L’idea era quella di prendere famosi registi dell’orrore (tra gli altri hanno partecipato John Carpenter, Dario Argento, Tobe Hooper, Stuart Gordon e Takashi Miike chikas_pink39.gif ), e fare dirigere da ognuno un episodio, di tema orrorifico e non necessariamente legato agli altri altri episodi. Inoltre sarebbero stati episodi da un’ora reale (e non quaranta minuti + pubblicità, come capita attualmente con i telefilm), ed essendo Showtime una rete via cavo a pagamento, non avrebbero dovuto esserci neanche problemi di censura.
L’esperimento ha funzionato fino a un certo punto: la qualità media degli episodi non si è rivelata granché, a parte eccezioni (l’episodio di Carpenter nella prima stagione), e la censura ha comunque colpito l’episodio di Miike (Imprint, condito di torture e aborti) che non è stato trasmesso. Più che altro è apparso chiaro che più d’uno di questi “Master” (tipo il signor Argento) forse dovrebbe andare in pensione…

Dario Argento
Dario Argento: ormai fa più paura lui che quello che dirige!

Adesso lo spettacolo si è trasferito sulla rete ABC, e da Masters of Horror è diventato Masters of Science Fiction.
Il primo episodio, A Clean Escape, è stato diretto da tale Mark Rydell, che non conoscevo, e che nel suo curriculum di regista su IMDB non può vantare neanche un film di fantascienza. Cominciamo bene! chikas_pink43.gif La sceneggiatura è invece tratta da un racconto di John Kessel che è sì uno scrittore di fantascienza, ma da qui a chiamarlo “Maestro” ce ne vuole! È un po’ come se la Mondadori avesse pubblicato Licia Troisi nella collana “I Massimi della Fantascienza” chikas_pink27.gif
Infine, la durata è tornata ad essere di quaranta minuti + pubblicità, invece dell’ora reale.

Fotogramma
Questo primo episodio sprizza fantascienza da tutti i pori…

Con queste premesse non mi aspettavo molto da A Clean Escape e ne ho ricevuto ancora meno.
Trama. In un futuro prossimo una psichiatra è alle prese con un paziente affetto dalla sindrome di Korsakoff e che perciò non ricorda più gli avvenimenti degli ultimi vent’anni. Il paziente sta mentendo? È solo malato o davvero è stato da qualche altra parte negli ultimi anni? C’entrano gli alieni?
Non rispondo per non togliere il gusto a chi volesse vederlo, ma posso dire che di “fantascientifico” in questo episodio c’è stato davvero pochissimo. È inoltre recitato da cani, le scenografie sono da spettacolo scolastico e i quaranta minuti paiono tre ore. Ciliegina sulla torta, nel finale c’è la lezioncina con morale appiccicata, che darebbe fastidio al termine di un bel film, ma al termine di questa boiata fa solo venir voglia di lanciare oggetti contro il televisore.
Masters of Science Fiction Episodio 1: Spazzatura! chikas_pink06.gif


Approfondimenti:

Masters of Science Fiction su IMDB
Masters of Science Fiction Sito Ufficiale

La sindrome di Korsakoff

 

Scritto da GamberettaGamberolinkCommenti (0)Lascia un commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

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