Archivio per agosto 2007

Masters of Science Fiction Episodio 4: The Discarded

Episodio quarto di Masters of Science Fiction. La regia questa volta è di Jonathan Frakes ovvero il Comandante William T. Riker di Star Trek: The Next Generation. Frakes però oltre che attore è appunto anche regista e ha diretto un paio di film di Star Trek (First Contact e Insurrection), vari episodi di telefilm e lo stupidino ma tutto sommato divertente Clockstoppers.

Jonathan Frakes
Jonathan Frakes

La storia alla base di quest’episodio è The Discarded (apparso anche con il titolo The Abnormals) un racconto breve di Harlan Ellison. Lo stesso Ellison si è occupato di sceneggiare per la TV il proprio racconto. Harlan Ellison non è tra i miei scrittori di fantascienza preferiti, e sono restia a concedergli il titolo di Maestro, tuttavia è indubbio che diversi suoi racconti siano dei classici chikas_pink23.gif (I Have No Mouth and I Must Scream, A Boy and his Dog, The Beast That Shouted Love at the Heart of the World, «Repent, Harlequin!» said the Ticktockman, ecc.)

Alone Against Tomorrow
La retrospettiva Alone Against Tomorrow, contenente il racconto The Discarded

La trama. Una misteriosa sindrome, la Malattia, trasforma gli esseri umani in mutanti deformi. Quelli colpiti sono esiliati dalla Terra e costretti a vivere su navi spaziali, perché nessuna colonia del Sistema Solare è disposta a ospitarli. In parte per paura del contagio, ma sospettano i malati, soprattutto per il loro aspetto ributtante. chikas_pink55.gif Un giorno una di queste navi è raggiunta da un ambasciatore terrestre, con una proposta che non si può rifiutare…

L'Ambasciatore terrestre
L’Ambasciatore terrestre

Dato che lo stesso Ellison si è occupato della sceneggiatura, non sorprende che l’episodio segua abbastanza fedelmente il racconto di partenza. L’unica differenza di un certo rilievo è l’omicidio, che nel racconto è atto volontario, e nell’episodio è quasi una fatalità.

Questo The Discarded è probabilmente il miglior episodio finora trasmesso di Masters of Science Fiction. Benché in assoluto non un granché, rispetto ai tre precedenti è una visione piacevole. chikas_pink37.gif Il difetto più evidente è una certa mancanza di ritmo dovuta probabilmente alla necessità di “stiracchiare” per quaranta minuti un racconto di poche pagine. Gli effetti speciali sarebbero dovuti essere migliori (è strano che, per esempio, sia stata tolta la scena degli uomini-pesce, se non partendo dalla considerazione che per renderli credibili si sarebbero dovuti spendere troppi soldi).

Due teste
Due teste sono meglio di una

Masters of Science Fiction Episodio 4: Quasi Decente.

Una piccola considerazione “filosofica”. Un’interpretazione superficiale ma non errata della storia è riassumibile nel detto: «Non si possono giudicare le persone dall’aspetto.» Bene, tuttavia uno dei punti del racconto è che queste “persone” sono ripugnanti; siamo davvero pronti a non giudicare di fronte a creature tanto orribili da non poterle neanche guardare per più di mezzo secondo? L’ABC non si è posta il problema, proponendo i suoi mutanti in versione molto edulcorata e politicamente corretta, è ovvio che in questi termini la questione non si presenta o quasi. Sarebbe stato più interessante avere nella storia non mutanti “divertenti” (la cheerleader con un occhio solo chikas_pink01.gif ), ma sul serio esseri disgustosi, il quesito morale di fondo sarebbe risultato molto più attinente.

Cheerleader Ciclope
Cheerleader Ciclope

Questo potrebbe essere stato l’ultimo episodio di Masters of Science Fiction, visto che IMDB non riporta alcun dettaglio riguardo le date di trasmissione dei due successivi, Little Brother e Watchbird. Se così fosse, Masters of Science Fiction è stata una delusione, ma nella vita ci sono delusioni peggiori: si muore, si va all’Inferno chikas_pink43.gif e fra una decina di giorni ricomincia la scuola…


Approfondimenti:

bandiera EN Harlan Ellison su Wikipedia

bandiera EN Celebri fenomeni da baraccone

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Writer’s Café

Negli ultimi anni sono apparsi centinaia di software per aiutare chiunque lavori nell’industria cinematografica. I più diffusi sono i programmi di montaggio video, che però hanno tutti un grosso difetto: richiedono che uno abbia un qualche video da montare! Senza video, i programmi di montaggio video servono a poco o niente… chikas_pink27.gif

Un’altra categoria è quella dei programmi pensati per facilitare il lavoro degli sceneggiatori. In quest’ambito pare che lo strumento più diffuso sia Final Draft, che purtroppo anche lui ha un grosso difetto: costa 229 dollari. In cerca di un’alternativa meno costosa o persino gratuita, mi sono imbattuta in Writer’s Café un programma shareware con diverse caratteristiche interessanti. L’ho provato e l’ho trovato degno d’attenzione.

Writer’s Café
Writer’s Café

Writer’s Café è un programma pensato per tutte quelle persone che hanno la necessità di scrivere storie. Lo scopo che si propone è di facilitare l’organizzazione delle idee, dei personaggi, delle ambientazioni, degli eventi e dell’ordine con cui si svolgono. È importante notare come non sia un word processor, l’enfasi è sull’organizzazione, sull’outline (o scaletta) della storia, non sulla sua scrittura vera e propria. Infatti gli strumenti offerti in campo scrittura vera e propria sono minimali e non prevedono nessun particolare aiuto nell’impaginazione, editing, correzione automatica, ecc. Perciò Writer’s Café va necessariamente abbinato a un word processor, chikas_pink17.gif che sia OpenOffice.org Writer o Word o quel che si preferisce.

Writer’s Café è diviso in moduli. Il principale e cuore di tutto il programma è il modulo chiamato StoryLines.

StoryLines permette di creare un piccolo database dei personaggi e dei luoghi dove si svolgerà la storia. Luoghi e personaggi possono poi diventare protagonisti delle varie scene, organizzate in schede (card) liberamente sistemabili lungo le varie linee narrative (le story lines vere e proprie). La bellezza del modulo sta proprio nell’approccio visuale: senza alcuna difficoltà si può spostare una scena da un punto all’altro, cancellarla, modificarla, disporla su una nuova story line, o creare una story line ad hoc per quella scena. Le card rappresentanti le scene possono poi essere personalizzate in più modi, in maniera tale da essere subito identificabili (per esempio si può aggiungere a ogni card un’immagine, magari del o dei personaggi protagonisti della tal scena).
Delle varie scene si può specificare i personaggi coinvolti, i luoghi, gli orari, darne una breve descrizione e volendo scrivere il testo completo di quel che succede.

Immagine d'Insieme Scheda Personaggio Scheda Luogo
Linee Narrative Personalizzazione di una Card Anteprima del Report della Storia

Screenshot di StoryLines. Clicca per ingrandire.

Usare StoryLines è divertente. chikas_pink38.gif Forse troppo. Infatti, provandolo a fondo è capitata una situazione curiosa:
Ho cominciato a mettere in StoryLines le idee che avevo per un racconto con protagonista il Coniglietto Grumo, kaos-whiteusagi16.gif ho creato personaggi e ambientazioni, e giocato un po’ con le varie opzioni. Poi ho preso a delineare le varie scene e disporle nel giusto ordine. Mi sono ritrovata con una sequenza di card una dietro l’altra, perché in effetti era quello che avevo in mente: una storia lineare con il punto di vista “ancorato” alla protagonista. Tuttavia una sola linea narrativa? Quando con pochi clic ne posso creare e gestire a mucchi?! È così mi è venuta in mente una nuova storia “parallela” per “arricchire” la principale. E una terza, e visto che ci stava sul monitor pure una quarta! Insomma, invece di aiutarmi, in qualche maniera il programma mi stava influenzando! chikas_pink32.gif

Però, a parte questo episodio, devo ammettere che StoryLines può essere oltre che divertente anche utile. L’utilità sarà minima nel caso di storie corte e/o lineari, ma secondo me può essere ben più rilevante quando si vogliano narrare storie con tanti personaggi e piene di vicende intrecciate fra loro. La possibilità di poter osservare la propria storia dall’”alto”, abbracciando decine di scene in un solo colpo d’occhio, credo sia un validissimo aiuto. In fondo, quando ho aggiunto la quarta linea narrativa, in un attimo mi sono resa conto che la storia era diventata troppo complessa.

Il secondo modulo di Writer’s Café è il Desk, che è anche il modulo che fa da congiunzione a tutti gli altri. Con il Desk, oltre a poter avviare gli altri moduli, è possibile prendere appunti. Si possono prendere appunti sia in forma libera, sia già organizzati per data in una sorta di diario. Inoltre si possono importare “appunti” da altra fonte (file di testo, link a siti internet, immagini, ecc.) Il tutto poi è gestibile come si preferisce e i contenuti facilmente ricercabili.

Questo modulo può venir buono, e rispetto a programmi analoghi di gestione/catalogazione/indicizzazione di documenti, ha il vantaggio di essere molto leggero in termini di risorse consumate (memoria e spazio su disco), tuttavia è anche molto limitato come feature. Nel complesso non mi ha impressionata, e per esempio l’estensione per Firefox ScrapBook è molto più versatile (però richiede appunto Firefox per essere usata).

Gli altri moduli sono tutti piccole cose, e vanno da un manuale di scrittura creativa a un paio di giochini con i quali trastullarsi chikas_pink42.gif quando non si ha voglia di scrivere, a link vari verso siti specializzati. Questi moduli li ho presi più come bonus che non parte integrante del software.

Menu Principale Gestione degli Appunti Diario
Il Libro in Omaggio Primo Giochino: Crea una Storia Secondo Giochino: Solitario

Screenshot di Writer’s Café Desk e altri moduli. Clicca per ingrandire.

Writer’s Café costa 45 dollari (~38 euro al cambio attuale) ed è disponibile per Windows, Linux e Mac OS X (da notare che la versione per Mac OS X è totalmente gratuita, il perché di questa curiosa scelta è spiegato al sito del programma). Si può scaricare una versione dimostrativa, nel complesso usabile, tranne alcune limitazioni.

Il mio consiglio è che valga la pena provarlo. chikas_pink07.gif Ognuno potrà poi giudicare se il prezzo di 45 dollari (o 0 dollari per Mac OS X) sia giusto.


Approfondimenti:

bandiera EN Il sito di Writer’s Café
bandiera EN Il sito di Final Draft

bandiera EN L’estensione ScrapBook per Firefox
bandiera EN Il sito di OpenOffice.org

 

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Fine settimana al cinema

Ho approfittato del fine settimana per guardare alcuni film che avevo in arretrato. Il mio sesto senso mi aveva indirizzato bene, tenendomene lontana, infatti nessuno dei film varrebbe neppure il tempo di una recensione. Perciò, li ho messi tutti e quattro assieme!

The Bourne Ultimatum
28 Weeks Later
4: Rise of the Silver Surfer
Spider-Man 3


The Bourne Ultimatum

Locandina di The Bourne Ultimatum Titolo originale: The Bourne Ultimatum
Regia: Paul Greengrass

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Universal Pictures
Genere: Azione, Thriller
Durata: 1 ora e 51 minuti

Lingua: Inglese

Per certi versi, The Bourne Ultimatum appartiene a una categoria di film nuova, che sta emergendo negli ultimi anni: i film-videogioco. Vedere uno di questi film è come assistere a qualcuno che giochi con un videogioco d’azione: una serie di sequenze spericolate e che non hanno alcun rapporto con la fisica del nostro pianeta, intercalate da brevi cut scene per tutte quelle esigenze della trama che richiederebbero al giocatore di dover pensare. chikas_pink55.gif Per esempio, in The Bourne Ultimatum, Jason Bourne, pur essendo ricercato da FBI, CIA, Interpol, Carabinieri, Guardia di Finanza e le altre polizie di mezzo mondo, è in grado di viaggiare per ogni dove senza mai essere controllato, e senza neanche preoccuparsi di avere sempre la stessa identica faccia da tre anni. Per questo tali sequenze sono brevi cut scene: un aereo che vola, un treno che galoppa, un breve passaggio alla dogana, chikas_pink41.gif e voilà, si può passare al prossimo inseguimento o sparatoria in un nuovo scenario! Lo stesso dicasi di Bourne che si introduce in un palazzo della CIA o in qualunque altro posto: inquadratura di lui alla porta, di lui al terzo piano, di lui che esce, e via verso un nuovo pestaggio o l’ennesimo inseguimento!

Perciò, ricapitolando la trama di The Bourne Ultimatum:

    Livello 1

  • Scenario: Londra
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dal Giornalista
  • Bonus: Il Giornalista sopravvive
  • Mini-Boss: Il Cecchino
    Livello 2

  • Scenario: Madrid
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dall’Agente della CIA Traditore
  • Bonus: -
  • Mini-Boss: Squadra speciale CIA
    Livello 3

  • Scenario: Tangeri
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dall’Agente della CIA Traditore
  • Bonus: L’ex fidanzata sopravvive
  • Mini-Boss: Desh, il killer extracomunitario
    Livello 4

  • Scenario: New York
  • Obbiettivo: Raggiungere la sede dei Cattivi
  • Bonus: -
  • Mini-Boss: Il Cecchino (che ritorna con più HP!)
    Livello 5

  • Scenario: New York
  • Obbiettivo: Scoprire il segreto nel passato di Jason Bourne
  • Bonus: Rimanere vivi
  • Boss: Direttore della CIA / Lo Scienziato Pazzo / Il Cecchino (con ancora più HP!)

E lo sconvolgente segreto di Jason Bourne è…

Mostra spoiler ▼

Inutile dire che i film-videogioco sono vaccate, chikas_pink06.gif perché i giochi sono divertenti da giocare, non tanto da guardare.

Trailer di The Bourne Ultimatum

Giudizio:

Spettacolari scene d’azione. +1 -1 Spettacolari ma irrealistiche.
-1 Videogioco al quale non puoi giocare.
-1 Il segreto di Jason Bourne è il segreto di Pulcinella.
-1 Matt Damon in tre film di Bourne non è mai riuscito a cambiare espressione una volta…

Tre Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti


28 Weeks Later

Locandina di 28 Weeks Later Titolo originale: 28 Weeks Later
Titolo italiano: 28 Settimane Dopo
Regia: Juan Carlos Fresnadillo

Anno: 2007
Nazione: Regno Unito / Spagna
Studio: Fox Atomic
Genere: Orrore
Durata: 1 ora e 41 minuti

Lingua: Inglese

Il celebre Il Giorno dei Trifidi, di John Wyndham, comincia così:
«Quando un giorno che secondo voi dovrebbe essere mercoledì, vi sembra fin dall’inizio domenica, potete star certi che qualcosa non va.»
Il protagonista è in ospedale, e l’assenza dei familiari rumori di una giornata lavorativa chikas_pink03.gif l’avverte che il mondo non è più quello che crede. Negli stessi termini cominciava 28 Days Later, con il nostro eroe che si risveglia in ospedale e si aggira per una Londra deserta, 28 giorni dopo che un terribile virus ha ucciso buona parte della popolazione o l’ha trasformata in zombie.
Adesso sono passate 28 settimane, il regista non è più Danny Boyle e il film è la classica operazione commerciale che prevede seguiti per ogni pellicola che abbia anche solo marginale successo.

28 Weeks Later ha tutto quello che un pessimo film d’orrore deve avere: trama illogica e piena di buchi (uno per tutti: il centro medico che può venire a contatto con il virus più letale della storia dell’umanità, non ha nessuna misura di sicurezza), assenza di spaventi, poca o inesistente macelleria, protagonisti antipatici (due dannatissimi bambini cretini) e scene d’azione riprese come se la telecamera fosse retta da un canguro epilettico (per usare le parole di un commentatore su IMDB).
Ciliegina sulla torta il finale, che già prefigura un bel 28 Months Later o qualcosa del genere. chikas_pink43.gif E in effetti hanno ragione: questo 28 Weeks Later è spazzatura, ma impegnandosi si può fare di peggio!

Trailer di 28 Weeks Later

Giudizio:

Niente. -1 Buchi enormi nella trama.
-1 Bambini cretini protagonisti.
-1 Niente paura o gore.
-1 Cameraman ubriaco.
-1 Concreta possibilità di un terzo film.

Cinque Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti


4: Rise of the Silver Surfer

Locandina di 4: Rise of the Silver Surfer Titolo originale: 4: Rise of the Silver Surfer
Titolo italiano: I Fantastici 4 e Silver Surfer
Regia: Tim Story

Anno: 2007
Nazione: USA / Germania / Regno Unito
Studio: 20th Century Fox
Genere: Azione, Fantascienza, Stupidaggine
Durata: 1 ora e 32 minuti

Lingua: Inglese

Porcheria. Non saprei davvero da dove cominciare. Non c’è una trama, ci sono (pochi) effetti speciali che sfigurerebbero in un cartone animato, c’è Jessica Alba a un livello degno del mio nella recita di Natale alle elementari, e ci sono alcuni patetici tentativi di umorismo che hanno avuto l’unico effetto di farmi rimpiangere di non essere nata cieca. chikas_pink34.gif Il primo film dei Fantastici Quattro era brutto, ma poteva ancora essere considerato un film, questo è novanta minuti di pellicola sprecata.
La minuscola soddisfazione è constatare che le mie aspettative erano centrate: mi aspettavo una schifezza, ho visto una schifezza.

Trailer di 4: Rise of the Silver Surfer

Giudizio:

Niente. -1 Trama sconclusionata.
-1 Recitato da cani.
-1 Effetti speciali da oratorio.
-1 Umorismo che non fa ridere nessuno.
-1 La Donna Invisibile.
-1 La “Cosa”.
-1 La Torcia Umana.
-1 Il Signor Fantastico.
-1 Silver Surfer.

Nove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti4


Spider-Man 3

Locandina di Spider-Man 3 Titolo originale: Spider-Man 3
Regia: Sam Raimi

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Columbia Pictures
Genere: Commedia romantica, Fantascienza
Durata: 2 ore e 20 minuti

Lingua: Inglese

Noiosissimo chikas_pink20.gif terzo episodio delle avventure cinematografiche del ragno umano. Il fulcro della storia è che Kirsten Dunst non sa recitare, neppure per finta, così Mary Jane perde la parte nel musical di Broadway e si ritrova a dover fare la cameriera, Peter Parker non è lì pronto a consolarla perché deve giocare al supereroe e così lei si sente sola, povera cocca, interviene allora l’amico Harry che ha convenientemente perso la memoria e… e Spider-Man 3 è in pratica una soap-opera di quarta categoria. Compreso il “Cattivo”, un misero disgraziato uomo di sabbia che deve racimolare i soldi per aiutare la figlioletta malata.

Ma il punto più basso è toccato con la creatura aliena che fa affiorare il Lato Oscuro di Peter Parker. Sotto l’influenza aliena, Peter Parker compie alcune azioni che gridano Malvagità! solo a elencarle:

  • Esce di casa spettinato.
  • Si veste di nero.
  • Balla per strada.
  • Mangia caramelle.
  • Cerca di sedurre la vicina di casa e/o le colleghe in ufficio, e, mi tremano le mani sulla tastiera a digitarlo:
  • Tenta di far ingelosire la ex fidanzata uscendo con un’altra!!!

Ora che ci penso, rileggendo l’elenco mi accorgo che anch’io sono Malvagia! chikas_pink27.gif O poco ci manca. E non ho neanche la scusa dell’infezione aliena…

Trailer di Spider-Man 3

Giudizio:

Il cameo di Bruce Campbell. +1 -1 Noioso e troppo lungo.
-1 Banale, festival del cliché.
-1 Kirsten Dunst non sa recitare.
-1 Il triste uomo di sabbia.
-1 Spider-Man cattivo che esce spettinato.
-1 Spider-Man cattivo che balla per strada.
-1 Spider-Man cattivo che mangia caramelle.
-1 Spider-Man cattivo ecc. ecc.

Sette Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti2


Approfondimenti:

bandiera EN The Bourne Ultimatum su IMDB
bandiera EN 28 Weeks Later su IMDB
bandiera EN 4: Rise of the Silver Surfer su IMDB
bandiera EN Spider-Man 3 su IMDB

bandiera EN Jason Bourne su Wikipedia
bandiera EN The Day of the Triffids su Wikipedia
bandiera EN I Fantastici Quattro su Marvel Universe
bandiera EN Spider-Man su Marvel Universe

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Zero no Tsukaima: Futatsuki no Kishi Episodi 6 & 7

La seconda stagione di Zero ha preso decisamente una brutta piega. chikas_pink06.gif Le puntate 6 e 7, benché non così orribili come la 5, in poche parole, non hanno senso nel contesto della storia finora. Nella puntata 6 pare che la guerra non sia ancora iniziata chikas_pink03.gif e nella 7 Henrietta firma formale dichiarazione di guerra. Perciò nell’ultimo hanno si è combattuto contro chi?!

Oltre a ciò, ho trovato pessima la scelta di sostituire il “cast”: Kirche, Tabitha, Guiche e Montmorency sono spariti senza alcuna buona ragione per far posto alle sorelle di Louise, Agnese e Giulio Cesare. Sono stati tolti dei personaggi sì stereotipati, ma con un anno di sviluppo alle spalle, per altri, altrettanto stereotipati e meno divertenti.

Personaggi dispersi
Disperse

Nella puntata 7 in particolare suona assurdo che non sia stata interpellata Tabitha, o che lei non sia interessata alla biblioteca segreta nascosta sotto l’Accademia. Così come non ha senso che Louise non sia in prima linea a combattere, ora che è in grado di usare la magia, mentre lo era un anno fa, quando ancora era soprannominata Zero Louise.

Nella prossima puntata pare ci sarà un po’ d’azione. Si spera. Per ora non rimane altro che consolarmi con i baci! chikas_pink40.gif

Henrietta e Saito
Henrietta & Saito

Agnese e Louise
Agnese & Louise (…)


Approfondimenti:

bandiera IT La Biblioteca del Monastero di Santa Scolastica

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Masters of Science Fiction Episodio 3: Jerry Was a Man

Terzo episodio per Masters of Science Fiction, e ancora una volta un regista che non ha mai diretto film di fantascienza in vita sua, tale Michael Tolkin. chikas_pink03.gif In compenso il racconto sul quale si basa questo episodio è stato scritto da un vero Maestro della fantascienza: Robert A. Heinlein.
Non è chiaro però con quale criterio sia stato scelto Jerry Was a Man (titolo italiano: Jerry Era un Uomo) un racconto del 1947 e non certo uno dei migliori di Heinlein.

Copertina de Missione nell'Eternità
Copertina dell’antologia “Missione nell’Eternità”, contenente il racconto “Jerry Era un Uomo”

In più, dal racconto originale sono state tolte le parti più fantascientifiche (i Marziani), si è trasformato Jerry da scimmia modificata geneticamente a una specie di Data demente, è stata aggiunta una parte sullo sminamento che non c’entra un tubo e non si è resa giustizia neanche all’elefantino Napoleon, chikas_pink23.gif molto più intelligente nella storia di Heinlein. Infine il tono dell’episodio è sullo scherzoso/parodistico, dove Heinlein, benché non del tutto serio, non aveva scritto un racconto umoristico.

Jerry e Data
Jerry – Data

In ogni caso la trama: nel 2077 la plasto-biologia permette la realizzazione di ogni tipo di manipolazione genetica; i coniugi van Vogel si recano alla Controlled Genetics per acquistare un pegaso (compreranno invece un elefante in miniatura), un cavallo alato con il quale impressionare gli amici del circolo dei ricconi annoiati. chikas_pink20.gif Durante la visita ai laboratori, la signora van Vogel prende a cuore il caso di Jerry, una sorta di androide biologico destinato a diventare cibo per cani, in quanto non più utile. La questione se Jerry e gli altri come lui siano mera proprietà o possano avere diritti analoghi agli esseri umani, sarà oggetto di contenzioso in tribunale.

Napoleon
L’elefantino Napoleon, adorabile!

Masters of Science Fiction Episodio 3: Una Porcheria, chikas_pink06.gif se si escludono le poche scene con Napoleon.


Approfondimenti:

bandiera IT Robert Anson Heinlein su Wikipedia

bandiera EN La Realtà supera Heinlein! Forse.

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