Masters of Science Fiction Episodio 4: The Discarded
Episodio quarto di Masters of Science Fiction. La regia questa volta è di Jonathan Frakes ovvero il Comandante William T. Riker di Star Trek: The Next Generation. Frakes però oltre che attore è appunto anche regista e ha diretto un paio di film di Star Trek (First Contact e Insurrection), vari episodi di telefilm e lo stupidino ma tutto sommato divertente Clockstoppers.

Jonathan Frakes
La storia alla base di quest’episodio è The Discarded (apparso anche con il titolo The Abnormals) un racconto breve di Harlan Ellison. Lo stesso Ellison si è occupato di sceneggiare per la TV il proprio racconto. Harlan Ellison non è tra i miei scrittori di fantascienza preferiti, e sono restia a concedergli il titolo di Maestro, tuttavia è indubbio che diversi suoi racconti siano dei classici
(I Have No Mouth and I Must Scream, A Boy and his Dog, The Beast That Shouted Love at the Heart of the World, «Repent, Harlequin!» said the Ticktockman, ecc.)

La retrospettiva Alone Against Tomorrow, contenente il racconto The Discarded
La trama. Una misteriosa sindrome, la Malattia, trasforma gli esseri umani in mutanti deformi. Quelli colpiti sono esiliati dalla Terra e costretti a vivere su navi spaziali, perché nessuna colonia del Sistema Solare è disposta a ospitarli. In parte per paura del contagio, ma sospettano i malati, soprattutto per il loro aspetto ributtante.
Un giorno una di queste navi è raggiunta da un ambasciatore terrestre, con una proposta che non si può rifiutare…

L’Ambasciatore terrestre
Dato che lo stesso Ellison si è occupato della sceneggiatura, non sorprende che l’episodio segua abbastanza fedelmente il racconto di partenza. L’unica differenza di un certo rilievo è l’omicidio, che nel racconto è atto volontario, e nell’episodio è quasi una fatalità.
Questo The Discarded è probabilmente il miglior episodio finora trasmesso di Masters of Science Fiction. Benché in assoluto non un granché, rispetto ai tre precedenti è una visione piacevole.
Il difetto più evidente è una certa mancanza di ritmo dovuta probabilmente alla necessità di “stiracchiare” per quaranta minuti un racconto di poche pagine. Gli effetti speciali sarebbero dovuti essere migliori (è strano che, per esempio, sia stata tolta la scena degli uomini-pesce, se non partendo dalla considerazione che per renderli credibili si sarebbero dovuti spendere troppi soldi).

Due teste sono meglio di una
Masters of Science Fiction Episodio 4: Quasi Decente.
Una piccola considerazione “filosofica”. Un’interpretazione superficiale ma non errata della storia è riassumibile nel detto: «Non si possono giudicare le persone dall’aspetto.» Bene, tuttavia uno dei punti del racconto è che queste “persone” sono ripugnanti; siamo davvero pronti a non giudicare di fronte a creature tanto orribili da non poterle neanche guardare per più di mezzo secondo? L’ABC non si è posta il problema, proponendo i suoi mutanti in versione molto edulcorata e politicamente corretta, è ovvio che in questi termini la questione non si presenta o quasi. Sarebbe stato più interessante avere nella storia non mutanti “divertenti” (la cheerleader con un occhio solo
), ma sul serio esseri disgustosi, il quesito morale di fondo sarebbe risultato molto più attinente.

Cheerleader Ciclope
Questo potrebbe essere stato l’ultimo episodio di Masters of Science Fiction, visto che IMDB non riporta alcun dettaglio riguardo le date di trasmissione dei due successivi, Little Brother e Watchbird. Se così fosse, Masters of Science Fiction è stata una delusione, ma nella vita ci sono delusioni peggiori: si muore, si va all’Inferno
e fra una decina di giorni ricomincia la scuola…
Approfondimenti:
Scritto da Gamberetta •
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Commenti (1) •
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che sia OpenOffice.org Writer o Word o quel che si preferisce.
Forse troppo. Infatti, provandolo a fondo è capitata una situazione curiosa:
ho creato personaggi e ambientazioni, e giocato un po’ con le varie opzioni. Poi ho preso a delineare le varie scene e disporle nel giusto ordine. Mi sono ritrovata con una sequenza di card una dietro l’altra, perché in effetti era quello che avevo in mente: una storia lineare con il punto di vista “ancorato” alla protagonista. Tuttavia una sola linea narrativa? Quando con pochi clic ne posso creare e gestire a mucchi?! È così mi è venuta in mente una nuova storia “parallela” per “arricchire” la principale. E una terza, e visto che ci stava sul monitor pure una quarta! Insomma, invece di aiutarmi, in qualche maniera il programma mi stava influenzando!
quando non si ha voglia di scrivere, a link vari verso siti specializzati. Questi moduli li ho presi più come bonus che non parte integrante del software.
Ognuno potrà poi giudicare se il prezzo di 45 dollari (o 0 dollari per Mac OS X) sia giusto.
e voilà, si può passare al prossimo inseguimento o sparatoria in un nuovo scenario! Lo stesso dicasi di Bourne che si introduce in un palazzo della CIA o in qualunque altro posto: inquadratura di lui alla porta, di lui al terzo piano, di lui che esce, e via verso un nuovo pestaggio o l’ennesimo inseguimento!
perché i giochi sono divertenti da giocare, non tanto da guardare.

l’avverte che il mondo non è più quello che crede. Negli stessi termini cominciava 28 Days Later, con il nostro eroe che si risveglia in ospedale e si aggira per una Londra deserta, 28 giorni dopo che un terribile virus ha ucciso buona parte della popolazione o l’ha trasformata in zombie.

Il primo film dei Fantastici Quattro era brutto, ma poteva ancora essere considerato un film, questo è novanta minuti di pellicola sprecata.

terzo episodio delle avventure cinematografiche del ragno umano. Il fulcro della storia è che Kirsten Dunst non sa recitare, neppure per finta, così Mary Jane perde la parte nel musical di Broadway e si ritrova a dover fare la cameriera, Peter Parker non è lì pronto a consolarla perché deve giocare al supereroe e così lei si sente sola, povera cocca, interviene allora l’amico Harry che ha convenientemente perso la memoria e… e Spider-Man 3 è in pratica una soap-opera di quarta categoria. Compreso il “Cattivo”, un misero disgraziato uomo di sabbia che deve racimolare i soldi per aiutare la figlioletta malata. 




