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	<title>Commenti a: Sulle Case Editrici a Pagamento</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: PlatinumV</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-29504</link>
		<dc:creator>PlatinumV</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 06:49:01 +0000</pubDate>
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		<description>Molto, molto, molto, molto interessante. E condivisibile. Ma c&#039;è una cosa che non hai considerato in questo post: anche se hai scritto un capolavoro, potresti non venire mai pubblicato. Ora, per come la penso io, non è un grosso problema: scrivo per piacere personale, non mi è mai nemmeno venuta in mente l&#039;idea di provare a farmi pubblicare. Ma per una persona che abbia scritto qualcosa di veramente valido e con velleità editoriali, penso che la voglia di pubblicare ci sia tutta. Per loro (che tendo a ribadire sono POCHI, praticamente inesistenti) che consigli?
Perché se proprio dovessi valutare le possibilità di pubblicazione di un VALIDO esordiente considerando ciò che viene pubblicato ogni giorno dalle patrie case editrici... beh, consiglierei piuttosto corda e sapone :-(
V</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto, molto, molto, molto interessante. E condivisibile. Ma c&#8217;è una cosa che non hai considerato in questo post: anche se hai scritto un capolavoro, potresti non venire mai pubblicato. Ora, per come la penso io, non è un grosso problema: scrivo per piacere personale, non mi è mai nemmeno venuta in mente l&#8217;idea di provare a farmi pubblicare. Ma per una persona che abbia scritto qualcosa di veramente valido e con velleità editoriali, penso che la voglia di pubblicare ci sia tutta. Per loro (che tendo a ribadire sono POCHI, praticamente inesistenti) che consigli?<br />
Perché se proprio dovessi valutare le possibilità di pubblicazione di un VALIDO esordiente considerando ciò che viene pubblicato ogni giorno dalle patrie case editrici&#8230; beh, consiglierei piuttosto corda e sapone :-(<br />
V</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-15524</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:15:08 +0000</pubDate>
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		<description>@Merphit Kydillis:

Il contratto con la casa editrice a pagamento è molto simile a quello con una casa editrice normale, tranne che per un particolare: invece di essere l&#039;editore a dare un anticipo all&#039;autore (che in ogni caso non va restituito), è l&#039;autore a dare un anticipo all&#039;editore (!) per le spese (*), spesso sotto forma di acquisto di un certo numero (100-150) di copie del proprio romanzo. Per il resto è prevista come di consueto una percentuale sulle vendite per l&#039;autore, che spesso è anche più alta (tipo il 15%) di quella normalmente prevista da un editore normale (8-10%). In realtà questa percentuale è del tutto ipotetica: l&#039;editore a pagamento non venderà mai una copia del romanzo, limitandosi invece a stampare solo le 100-150 copie che si è impegnato a comprare l&#039;autore, e la cosa finisce lì.

(*) presentato come un anticipo per le spese, questo invece è il vero e unico guadagno dell&#039;editore a pagamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Merphit Kydillis:</p>
<p>Il contratto con la casa editrice a pagamento è molto simile a quello con una casa editrice normale, tranne che per un particolare: invece di essere l&#8217;editore a dare un anticipo all&#8217;autore (che in ogni caso non va restituito), è l&#8217;autore a dare un anticipo all&#8217;editore (!) per le spese (*), spesso sotto forma di acquisto di un certo numero (100-150) di copie del proprio romanzo. Per il resto è prevista come di consueto una percentuale sulle vendite per l&#8217;autore, che spesso è anche più alta (tipo il 15%) di quella normalmente prevista da un editore normale (8-10%). In realtà questa percentuale è del tutto ipotetica: l&#8217;editore a pagamento non venderà mai una copia del romanzo, limitandosi invece a stampare solo le 100-150 copie che si è impegnato a comprare l&#8217;autore, e la cosa finisce lì.</p>
<p>(*) presentato come un anticipo per le spese, questo invece è il vero e unico guadagno dell&#8217;editore a pagamento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Merphit Kydillis</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-15523</link>
		<dc:creator>Merphit Kydillis</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 07:06:54 +0000</pubDate>
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		<description>Allora... premetto che quello che sto per dire è &lt;strong&gt;sicuramente&lt;/strong&gt; una domanda stupida, ma chiedo giusto per capire una cosa.

Ma uno, quando pubblica con le case editrici a pagamento (ed è tanto furbo da &lt;strike&gt;&lt;strong&gt;evitare inculate&lt;/strong&gt;&lt;/strike&gt; leggere le righe piccole) poi, in base al numero di libri che vende, ci guadagna in termini economici come può capitare con una casa editrice normale?
... Anche se, in Italia, a me pare che &lt;em&gt;tutte&lt;/em&gt; le case editrici siano a pagamento, specie Mondadori...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora&#8230; premetto che quello che sto per dire è <strong>sicuramente</strong> una domanda stupida, ma chiedo giusto per capire una cosa.</p>
<p>Ma uno, quando pubblica con le case editrici a pagamento (ed è tanto furbo da <strike><strong>evitare inculate</strong></strike> leggere le righe piccole) poi, in base al numero di libri che vende, ci guadagna in termini economici come può capitare con una casa editrice normale?<br />
&#8230; Anche se, in Italia, a me pare che <em>tutte</em> le case editrici siano a pagamento, specie Mondadori&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-15522</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 05:09:42 +0000</pubDate>
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		<description>@silvio: l&#039;elenco è presto fatto: bisogna stare alla larga da &lt;strong&gt;tutte&lt;/strong&gt; le case editrici a pagamento. 

Su &lt;a href=&quot;http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/caseeditrici.asp&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/caseeditrici.asp&lt;/a&gt; trovi un elenco di quasi un migliaio di case editrici, la maggior parte a pagamento. Quelli che ci hanno avuto a che fare possono dare &quot;un voto&quot;: per &lt;a href=&quot;http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=statale+11&amp;tipo_pubblicazione=&amp;provincia=TUTTE&amp;inediti=TUTTI&amp;contributo=TUTTI&amp;NOME_TABELLA=CaseEditrici&amp;submit=Avvia+la+ricerca&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Statale 11&lt;/a&gt; c&#039;è solo una faccina triste, mi spiace. Se vai a vedere ce ne sono altre tipo &lt;em&gt;Il Filo&lt;/em&gt; che hanno una lunga serie di faccine allegre. La mia personalissima idea è che siano semplicemente più bravi degli altri nell&#039;arte di farti passar le brache dalla testa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@silvio: l&#8217;elenco è presto fatto: bisogna stare alla larga da <strong>tutte</strong> le case editrici a pagamento. </p>
<p>Su <a href="http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/caseeditrici.asp" rel="nofollow">http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/caseeditrici.asp</a> trovi un elenco di quasi un migliaio di case editrici, la maggior parte a pagamento. Quelli che ci hanno avuto a che fare possono dare &#8220;un voto&#8221;: per <a href="http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=statale+11&amp;tipo_pubblicazione=&amp;provincia=TUTTE&amp;inediti=TUTTI&amp;contributo=TUTTI&amp;NOME_TABELLA=CaseEditrici&amp;submit=Avvia+la+ricerca" rel="nofollow">Statale 11</a> c&#8217;è solo una faccina triste, mi spiace. Se vai a vedere ce ne sono altre tipo <em>Il Filo</em> che hanno una lunga serie di faccine allegre. La mia personalissima idea è che siano semplicemente più bravi degli altri nell&#8217;arte di farti passar le brache dalla testa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: silvio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-15517</link>
		<dc:creator>silvio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 00:15:39 +0000</pubDate>
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		<description>avete un elenco di case editrici a pagamento da cui stare alla larga?ho appena iniziato un rapporto con Statale11 editrice,e l&#039;inizio e&#039; tutt&#039;altro ke promettente(ho pagato 450 euro e sostengono di nn aver ricevuto nessuna mia email di contatto x la conferma ne&#039;il fax ke attestava il pagamento)...vi terro&#039;aggiornati</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>avete un elenco di case editrici a pagamento da cui stare alla larga?ho appena iniziato un rapporto con Statale11 editrice,e l&#8217;inizio e&#8217; tutt&#8217;altro ke promettente(ho pagato 450 euro e sostengono di nn aver ricevuto nessuna mia email di contatto x la conferma ne&#8217;il fax ke attestava il pagamento)&#8230;vi terro&#8217;aggiornati</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: -Ayame-</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-5812</link>
		<dc:creator>-Ayame-</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 08:25:49 +0000</pubDate>
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		<description>Torno sull&#039;argomento perché mi sono accorta di non aver risposto a Chiara.

Al Writer&#039;s Dream abbiamo diviso gli editori in tre categorie: Inferno, Purgatorio e Paradiso. 
I criteri sono esposti sul forum, ma sono facilmente intuibili.

In punto, Chiara, è che in paradiso ci sono i nomi di 33 editori - piccoli, medi e grandi - che pubblicano gratis, correggono le bozze, distribuiscono. Tra questi ce n&#039;è uno nato ufficialmente il 14 gennaio di quest&#039;anno, Tanit, di cui ci sarà una presentazione con i responsabili (due donne straordinariamente abili nel loro lavoro che collaborano con noi da mesi) domenica sera sul nostro forum. 

Quindi... l&#039;alternativa alla pubblicazione a pagamento, se il libro è valido, C&#039;È. Anche gli editori del Purgatorio sono buoni, nonostante chiedano contributi - bassi e non sempre, ma li chiedono - ma io sono per la pubblicazione gratuita.

E sull&#039;argomento ho già versato fiumi di inchiostro (virtuale), quindi stop...   

Gamberetta: ti stimo, sorella! (vedi Zelig xD)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Torno sull&#8217;argomento perché mi sono accorta di non aver risposto a Chiara.</p>
<p>Al Writer&#8217;s Dream abbiamo diviso gli editori in tre categorie: Inferno, Purgatorio e Paradiso.<br />
I criteri sono esposti sul forum, ma sono facilmente intuibili.</p>
<p>In punto, Chiara, è che in paradiso ci sono i nomi di 33 editori &#8211; piccoli, medi e grandi &#8211; che pubblicano gratis, correggono le bozze, distribuiscono. Tra questi ce n&#8217;è uno nato ufficialmente il 14 gennaio di quest&#8217;anno, Tanit, di cui ci sarà una presentazione con i responsabili (due donne straordinariamente abili nel loro lavoro che collaborano con noi da mesi) domenica sera sul nostro forum. </p>
<p>Quindi&#8230; l&#8217;alternativa alla pubblicazione a pagamento, se il libro è valido, C&#8217;È. Anche gli editori del Purgatorio sono buoni, nonostante chiedano contributi &#8211; bassi e non sempre, ma li chiedono &#8211; ma io sono per la pubblicazione gratuita.</p>
<p>E sull&#8217;argomento ho già versato fiumi di inchiostro (virtuale), quindi stop&#8230;   </p>
<p>Gamberetta: ti stimo, sorella! (vedi Zelig xD)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Uriele</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-4304</link>
		<dc:creator>Uriele</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 10:00:44 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Gradirei che il romanzo fosse pubblicato, ma non a mie spese&quot;- appunto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa prima di morire

Non posso che condividere TUTTO quello che è stato detto nell&#039;articolo. La casa editrice a pagamento è la peggiore piaga per la narrativa, seguita a ruota dai roghi di libri. L&#039;editore a pagamento ammazza sia il lettore che lo pseudoscrittore.
Da quando esistono gli editori, la pubblicazione è sempre stata come una prova del fuoco per chi scrive e, contemporaneamente, chi legge ha la possibilità di scegliere un prodotto filtrato e rifinito. Le case editrici per sopravvivere puntano a pubblicare un prodotto di qualità. Se il prodotto fa schifo freghi un lettore, forse due, ma dopo la voce incomincia a circolare e le recensioni ad uscire. A quel punto ci si trova con tanta carta da macero che non porta alcun profitto all&#039;azienda.

Parliamo del presunto scrittore, quello che è disposto a pagare per veder pubblicata la sua opera.  Non veder pubblicata la propria opera con mezzi tradizionali non sempre vuol dire che questa faccia schifo o sia scritta male (basti pensare al caso del Gattopardo, rifiutato sia da mondadori che da enaudi e pubblicata solamente postumo per intercessione di Bassani presso Feltrinelli), ma nel 99% dei casi è un indice affidabile. Se tutti gli editori non accettano la nostra opera, allora è meglio incominciare a farci delle domande sulla qualità di quello che abbiamo scritto: non ci si taglia le palle per far dispetto alla moglie. 

Non ci si improvvisa scrittori da un giorno all&#039;altro e il talento, quando c&#039;è, senza tecnica non porta da nessuna parte. Non basta avere letto molti libri per sapere come ordire una trama e creare una storia coerente. Servono allenamento, fatica, idee e un muro su cui testare i nostri progressi. Non dico che chiunque pubblichi a pagamento sia un cane senza appello, anche se tutte le anteprime che ho letto erano al limite inferiore dell&#039;orrendo, ma di sicuro è una persona che non riesce a mettere in discussione il suo lavoro. Così facendo non si può migliorare nè se stessi come autori, nè la propria opera.
Pubblicare ed essere pagato per farlo è un segno che il tempo speso a lavorare sul nostro progetto non solo è stato piacevole per noi, ma è stato anche apprezzato da chi su quei prodotti ci campa, una soddisfazione non da poco. Se poi si vuole rendere disponibile la propria opera anche a chi non si può permettere di comprare il libro o si pensa, giustamente, che la cultura debba essere libera, esistono sempre le pubblicazioni con licenza copyleft, appannaggio di collettivi di scrittura come Wu Ming e Kai Zen. Il vaglio dell&#039;editoria non è altro che un controllo qualità indispensabile per non annegare fra testi che non vale la pena siano letti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Gradirei che il romanzo fosse pubblicato, ma non a mie spese&#8221;- appunto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa prima di morire</p>
<p>Non posso che condividere TUTTO quello che è stato detto nell&#8217;articolo. La casa editrice a pagamento è la peggiore piaga per la narrativa, seguita a ruota dai roghi di libri. L&#8217;editore a pagamento ammazza sia il lettore che lo pseudoscrittore.<br />
Da quando esistono gli editori, la pubblicazione è sempre stata come una prova del fuoco per chi scrive e, contemporaneamente, chi legge ha la possibilità di scegliere un prodotto filtrato e rifinito. Le case editrici per sopravvivere puntano a pubblicare un prodotto di qualità. Se il prodotto fa schifo freghi un lettore, forse due, ma dopo la voce incomincia a circolare e le recensioni ad uscire. A quel punto ci si trova con tanta carta da macero che non porta alcun profitto all&#8217;azienda.</p>
<p>Parliamo del presunto scrittore, quello che è disposto a pagare per veder pubblicata la sua opera.  Non veder pubblicata la propria opera con mezzi tradizionali non sempre vuol dire che questa faccia schifo o sia scritta male (basti pensare al caso del Gattopardo, rifiutato sia da mondadori che da enaudi e pubblicata solamente postumo per intercessione di Bassani presso Feltrinelli), ma nel 99% dei casi è un indice affidabile. Se tutti gli editori non accettano la nostra opera, allora è meglio incominciare a farci delle domande sulla qualità di quello che abbiamo scritto: non ci si taglia le palle per far dispetto alla moglie. </p>
<p>Non ci si improvvisa scrittori da un giorno all&#8217;altro e il talento, quando c&#8217;è, senza tecnica non porta da nessuna parte. Non basta avere letto molti libri per sapere come ordire una trama e creare una storia coerente. Servono allenamento, fatica, idee e un muro su cui testare i nostri progressi. Non dico che chiunque pubblichi a pagamento sia un cane senza appello, anche se tutte le anteprime che ho letto erano al limite inferiore dell&#8217;orrendo, ma di sicuro è una persona che non riesce a mettere in discussione il suo lavoro. Così facendo non si può migliorare nè se stessi come autori, nè la propria opera.<br />
Pubblicare ed essere pagato per farlo è un segno che il tempo speso a lavorare sul nostro progetto non solo è stato piacevole per noi, ma è stato anche apprezzato da chi su quei prodotti ci campa, una soddisfazione non da poco. Se poi si vuole rendere disponibile la propria opera anche a chi non si può permettere di comprare il libro o si pensa, giustamente, che la cultura debba essere libera, esistono sempre le pubblicazioni con licenza copyleft, appannaggio di collettivi di scrittura come Wu Ming e Kai Zen. Il vaglio dell&#8217;editoria non è altro che un controllo qualità indispensabile per non annegare fra testi che non vale la pena siano letti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alice</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-3799</link>
		<dc:creator>alice</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 09:02:42 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Io collaboro con una casa editrice aperta da poco e che quando pubblica un piccolo contributo all’autore lo chiede, proprio in via di questa sua recente nascita.
Curano editing, selezione manoscritti (io lavoro in questa sezione) e via dicendo, sono seri e professionali al massimo.
Parlo dell’editrice Parole Sparse.&lt;/blockquote&gt;

wow, a 17 anni collabori già con una casa editrice?!? 
Beata te!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Io collaboro con una casa editrice aperta da poco e che quando pubblica un piccolo contributo all’autore lo chiede, proprio in via di questa sua recente nascita.<br />
Curano editing, selezione manoscritti (io lavoro in questa sezione) e via dicendo, sono seri e professionali al massimo.<br />
Parlo dell’editrice Parole Sparse.</p></blockquote>
<p>wow, a 17 anni collabori già con una casa editrice?!?<br />
Beata te!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: -Ayame-</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-3786</link>
		<dc:creator>-Ayame-</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 14:22:16 +0000</pubDate>
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		<description>Io collaboro con una casa editrice aperta da poco e che quando pubblica un piccolo contributo all&#039;autore lo chiede, proprio in via di questa sua recente nascita.
Curano editing, selezione manoscritti (io lavoro in questa sezione) e via dicendo, sono seri e professionali al massimo.
Parlo dell&#039;editrice Parole Sparse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io collaboro con una casa editrice aperta da poco e che quando pubblica un piccolo contributo all&#8217;autore lo chiede, proprio in via di questa sua recente nascita.<br />
Curano editing, selezione manoscritti (io lavoro in questa sezione) e via dicendo, sono seri e professionali al massimo.<br />
Parlo dell&#8217;editrice Parole Sparse.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tuareg</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-3702</link>
		<dc:creator>Tuareg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 21:02:36 +0000</pubDate>
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		<description>@Teresa M:

Pubblicare libri chiedendo soldi all&#039;autore non è vietato, ok, come non lo è leggere le carte o vendere talismani. Convincere qualcuno che è un talento letterario per scucirgli dei soldi sarà pure legittimo, ma non mi sembra comunque una bella cosa. L&#039;analogia puoi eventualmente farla con un commercialista che dia una consulenza fasulla o un commerciante che ceda una merce avariata. 
Una casa editrice non è una tipografia. L&#039;autore si aspetta che il fine dell&#039;operazione sia la diffusione e la vendita del libro. Ciò che accade veramente è che alcune copie del libro vengono appioppate all&#039;autore stesso, e stop. Se poi l&#039;autore è felice per questo, buon per lui, ma una transazione di questo tipo non è onesta.
Per non parlare poi del triste spettacolo di quei tizi che dopo essere stati pubblicati a pagamento lo menano a tutti convinti di essere dei geni! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Teresa M:</p>
<p>Pubblicare libri chiedendo soldi all&#8217;autore non è vietato, ok, come non lo è leggere le carte o vendere talismani. Convincere qualcuno che è un talento letterario per scucirgli dei soldi sarà pure legittimo, ma non mi sembra comunque una bella cosa. L&#8217;analogia puoi eventualmente farla con un commercialista che dia una consulenza fasulla o un commerciante che ceda una merce avariata.<br />
Una casa editrice non è una tipografia. L&#8217;autore si aspetta che il fine dell&#8217;operazione sia la diffusione e la vendita del libro. Ciò che accade veramente è che alcune copie del libro vengono appioppate all&#8217;autore stesso, e stop. Se poi l&#8217;autore è felice per questo, buon per lui, ma una transazione di questo tipo non è onesta.<br />
Per non parlare poi del triste spettacolo di quei tizi che dopo essere stati pubblicati a pagamento lo menano a tutti convinti di essere dei geni! :-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Teresa M.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-3688</link>
		<dc:creator>Teresa M.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 22:54:19 +0000</pubDate>
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		<description>Far pubblicare libri a pagamento è legittimo come comprarsi una collanina o un pacchetto di caramelle o farsi una briscola al bar o fumarsi una sigaretta. Può fare bene o male a seconda di come lo vive il diretto interessato. Ciò significa che come non si demonizzano i tabaccai, i baristi e i venditori di collanine e baggianate varie, non si possono demonizzare gli editori a pagamento che non fanno atro che un mestiere dignitoso come tutti gli altri: tutto si fa per lucro e non c&#039;è da scandaizzarsi, trattandosi di libere scelte, altrmenti dovremmo pretendere che i negozianti distribiscano gratis la loro merce o che i commercialisti e gli avvocati diano consulenze gratis. Smettiamola di fare gli ipocriti e non parliamo a vanvera solo per partito preso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Far pubblicare libri a pagamento è legittimo come comprarsi una collanina o un pacchetto di caramelle o farsi una briscola al bar o fumarsi una sigaretta. Può fare bene o male a seconda di come lo vive il diretto interessato. Ciò significa che come non si demonizzano i tabaccai, i baristi e i venditori di collanine e baggianate varie, non si possono demonizzare gli editori a pagamento che non fanno atro che un mestiere dignitoso come tutti gli altri: tutto si fa per lucro e non c&#8217;è da scandaizzarsi, trattandosi di libere scelte, altrmenti dovremmo pretendere che i negozianti distribiscano gratis la loro merce o che i commercialisti e gli avvocati diano consulenze gratis. Smettiamola di fare gli ipocriti e non parliamo a vanvera solo per partito preso!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-806</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 21:00:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-806</guid>
		<description>@Simòn. La mail è giusta, e a me gmail conferma le mail spedite. Fai così, creati tu un nuovo account gmail, ci vuole un attimo (&lt;a href=&quot;http://mail.google.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;mail.google.com&lt;/a&gt;), e da quello manda una mail a gamberifantasy@gmail.com. Prova anche a mandare una mail a te stesso, per verifica; se itroos.com è un’azienda può essere che per qualche oscura ragione blocchino gmail. Ogni tanto capita che ci sia diffidenza verso i provider gratuiti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Simòn. La mail è giusta, e a me gmail conferma le mail spedite. Fai così, creati tu un nuovo account gmail, ci vuole un attimo (<a href="http://mail.google.com" rel="nofollow">mail.google.com</a>), e da quello manda una mail a <a href="mailto:gamberifantasy@gmail.com">gamberifantasy@gmail.com</a>. Prova anche a mandare una mail a te stesso, per verifica; se itroos.com è un’azienda può essere che per qualche oscura ragione blocchino gmail. Ogni tanto capita che ci sia diffidenza verso i provider gratuiti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simòn R.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-805</link>
		<dc:creator>Simòn R.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 20:42:39 +0000</pubDate>
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		<description>--OT-- chiedo di nuovo scusa... Gamberetta, purtroppo la mitica risposta continua, imperterrita, a vagare per le lande di internet senza alcuna intenzione di giungere a destino. Ecco la mia mail, vedi se è giusta, non si sa mai: france@itroos.com . Grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211;OT&#8211; chiedo di nuovo scusa&#8230; Gamberetta, purtroppo la mitica risposta continua, imperterrita, a vagare per le lande di internet senza alcuna intenzione di giungere a destino. Ecco la mia mail, vedi se è giusta, non si sa mai: <a href="mailto:france@itroos.com">france@itroos.com</a> . Grazie!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-802</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 10:04:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-802</guid>
		<description>@Stefano: avevo mandato il mio romanzo a Il FIlo non sapendo che era a pagamento (il sito non lo dice). Richiesta: comprarmi 150 copie a 19,50 euro l&#039;una = 2925 euro. AH AH AH AH AH!!!! ^_^

Ma questa non è la cosa peggiore. La cosa peggiore è il fatto che mettere 19,50 euro un romanzo di 250 pagine di un esordiente vuol dire avere la precisa intenzione di non volerne vendere nemmeno una copia, neanche per sbaglio, tanto per non avere la rottura di palle di doverla stampare se qualche gonzo per disgrazia ne ordinasse una.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Stefano: avevo mandato il mio romanzo a Il FIlo non sapendo che era a pagamento (il sito non lo dice). Richiesta: comprarmi 150 copie a 19,50 euro l&#8217;una = 2925 euro. AH AH AH AH AH!!!! ^_^</p>
<p>Ma questa non è la cosa peggiore. La cosa peggiore è il fatto che mettere 19,50 euro un romanzo di 250 pagine di un esordiente vuol dire avere la precisa intenzione di non volerne vendere nemmeno una copia, neanche per sbaglio, tanto per non avere la rottura di palle di doverla stampare se qualche gonzo per disgrazia ne ordinasse una.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-800</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 07:24:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-800</guid>
		<description>Parlo della mia piccola esperienza: ho tentanto con due case editrici, una di esse sapevo che era a pagamento, solo per il semplice fatto che mi permettevano di mandare il mio lavoro via mail. La prima mi ha chiesto 800 euro, ma sono certo che abbiano letto almeno qualcosa del mio scritto... la seconda è arrivata a propormi addirittura 1500 euro, ma la recensione che ricevetti sembrava il commento a un poema epico, scritto con un linguaggio talmente aulico da far sorridere. Per quanto riguarda l&#039;associazione culturale, scrivevo in alcuni noti forum, ma dopo che mi è prevenuta per ben due volte la pubblicità di un libro di uno dei gestori, mi sono sentito un pollo da battaria e me ne sono andato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parlo della mia piccola esperienza: ho tentanto con due case editrici, una di esse sapevo che era a pagamento, solo per il semplice fatto che mi permettevano di mandare il mio lavoro via mail. La prima mi ha chiesto 800 euro, ma sono certo che abbiano letto almeno qualcosa del mio scritto&#8230; la seconda è arrivata a propormi addirittura 1500 euro, ma la recensione che ricevetti sembrava il commento a un poema epico, scritto con un linguaggio talmente aulico da far sorridere. Per quanto riguarda l&#8217;associazione culturale, scrivevo in alcuni noti forum, ma dopo che mi è prevenuta per ben due volte la pubblicità di un libro di uno dei gestori, mi sono sentito un pollo da battaria e me ne sono andato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-799</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 23:21:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-799</guid>
		<description>@Chiara: scusa, ma il nome di questa casa editrice non lo puoi dire? Non credo si offendano, visto che ne parli bene. Il FIlo chiede dai 2500 ai 3000 euro per stampare 150 copie che deve comprarsi all&#039;autore = sono pazzi. Dicono di stamparne in tutto 300 ma in realtà lavorano probabilmente con il printi on demand, infatti i tempi per comprare un loro libro (direttamente da loro, non tramite IBS) sono di un mese. Io davvero mi chiedo come qualcuno possa essere contento di tutto questo. Ah sì, ecco: ti fanno fare l&#039;intervista radiofonica...

@Stefano:

&lt;blockquote&gt;Nel panorama editoriale nascono anche fenomeni strani, che ne pensate delle case editrici che passano come associazioni culturali? Non facciamo nomi eh?&lt;/blockquote&gt;

Tutto il male possibile! ^_^

Sono come quei bar travestiti da circoli ARCI che ti danno da bere nei bicchieri sudici, perché come associazioni culturali non sono tenuti a comprarsi la lavastoviglie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Chiara: scusa, ma il nome di questa casa editrice non lo puoi dire? Non credo si offendano, visto che ne parli bene. Il FIlo chiede dai 2500 ai 3000 euro per stampare 150 copie che deve comprarsi all&#8217;autore = sono pazzi. Dicono di stamparne in tutto 300 ma in realtà lavorano probabilmente con il printi on demand, infatti i tempi per comprare un loro libro (direttamente da loro, non tramite IBS) sono di un mese. Io davvero mi chiedo come qualcuno possa essere contento di tutto questo. Ah sì, ecco: ti fanno fare l&#8217;intervista radiofonica&#8230;</p>
<p>@Stefano:</p>
<blockquote><p>Nel panorama editoriale nascono anche fenomeni strani, che ne pensate delle case editrici che passano come associazioni culturali? Non facciamo nomi eh?</p></blockquote>
<p>Tutto il male possibile! ^_^</p>
<p>Sono come quei bar travestiti da circoli ARCI che ti danno da bere nei bicchieri sudici, perché come associazioni culturali non sono tenuti a comprarsi la lavastoviglie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-795</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 21:15:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-795</guid>
		<description>bhè Stefano hai ragione: una casa editrice non dovrebbe mai pubblicare opere di scarissimo valore o comunque senza cognizione di causa!
In ogni caso per le associazioni culturali ne conosco una che mi ha tirato un bel tiro: ha pubblicato la mia opera (facendomi pagare seppure va dicendo che è gratuita la pubblicazione) e poi ho scoperto che non aveva nemmeno letto nè pubblicizzato la mia opera.
Da lì ho iniziato a leggere meglio il contratto e a fare più domande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bhè Stefano hai ragione: una casa editrice non dovrebbe mai pubblicare opere di scarissimo valore o comunque senza cognizione di causa!<br />
In ogni caso per le associazioni culturali ne conosco una che mi ha tirato un bel tiro: ha pubblicato la mia opera (facendomi pagare seppure va dicendo che è gratuita la pubblicazione) e poi ho scoperto che non aveva nemmeno letto nè pubblicizzato la mia opera.<br />
Da lì ho iniziato a leggere meglio il contratto e a fare più domande.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-794</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 21:10:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-794</guid>
		<description>Io conosco una casa editrice e forse più di una che rispettano tutti quei punti (almeno quasi tutti), però sono editori molto giovani che pubblicano &lt;strong&gt;anche &lt;/strong&gt;gratis: c&#039;è una casa editrice che non ha nemmeno un anno e ha pubblicato un saggio di mio zio a sue spese ma chiede aiuti per opere più difficili da piazzare, come i romanzi. Questa casa editrice mi sembra davvero seria.
Poi invece c&#039;è Il Filo che non ancora riesco a capire... la nomino solo perchè è già stata nominata prima. Non mi garba tanto però alcuni dicono che ci si trovano bene.. non so proprio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io conosco una casa editrice e forse più di una che rispettano tutti quei punti (almeno quasi tutti), però sono editori molto giovani che pubblicano <strong>anche </strong>gratis: c&#8217;è una casa editrice che non ha nemmeno un anno e ha pubblicato un saggio di mio zio a sue spese ma chiede aiuti per opere più difficili da piazzare, come i romanzi. Questa casa editrice mi sembra davvero seria.<br />
Poi invece c&#8217;è Il Filo che non ancora riesco a capire&#8230; la nomino solo perchè è già stata nominata prima. Non mi garba tanto però alcuni dicono che ci si trovano bene.. non so proprio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-792</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 21:04:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-792</guid>
		<description>Come in tante cose della vita ci sono leggi scritte e leggi non scritte.  Una casa editrice a pagamento non è certo illegale, ma mi chiedo, che valore aggiunto puo&#039; dare a un autore? E&#039; qualcosa che uno scrittore emergente potrà vantare nel suo curriculum? Direi di no.  Contrapporre le grosse case editrici con le piccole non ha senso, visto che ci sono piccoli editori che pubblicano senza imporre alcun contributo. Un bravo scrittore dovrebbe essere incoraggiato, un pessimo scrittore dovrebbe essere scoraggiato. Perchè? Perché il rumore di fondo disturba, e magari impedisce agli editor di valutare con serietà dei buoni scritti. Un editore dovrebbe investire sugli autori di valore: è compito dell&#039;editore promuoverlo... chi si lamenta di non poterlo fare non sa fare il proprio lavoro. Nel panorama editoriale nascono anche fenomeni strani, che ne pensate delle case editrici che passano come associazioni culturali? Non facciamo nomi eh?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come in tante cose della vita ci sono leggi scritte e leggi non scritte.  Una casa editrice a pagamento non è certo illegale, ma mi chiedo, che valore aggiunto puo&#8217; dare a un autore? E&#8217; qualcosa che uno scrittore emergente potrà vantare nel suo curriculum? Direi di no.  Contrapporre le grosse case editrici con le piccole non ha senso, visto che ci sono piccoli editori che pubblicano senza imporre alcun contributo. Un bravo scrittore dovrebbe essere incoraggiato, un pessimo scrittore dovrebbe essere scoraggiato. Perchè? Perché il rumore di fondo disturba, e magari impedisce agli editor di valutare con serietà dei buoni scritti. Un editore dovrebbe investire sugli autori di valore: è compito dell&#8217;editore promuoverlo&#8230; chi si lamenta di non poterlo fare non sa fare il proprio lavoro. Nel panorama editoriale nascono anche fenomeni strani, che ne pensate delle case editrici che passano come associazioni culturali? Non facciamo nomi eh?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simòn R.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-791</link>
		<dc:creator>Simòn R.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 20:20:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-791</guid>
		<description>--OT-- uhm, purtroppo no... comunque non intendevo farti pressione, aspetterò di vedere se arrivasse domani, sai, siamo pur sempre in Italia... anche le e-mail ritardano! :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211;OT&#8211; uhm, purtroppo no&#8230; comunque non intendevo farti pressione, aspetterò di vedere se arrivasse domani, sai, siamo pur sempre in Italia&#8230; anche le e-mail ritardano! :D</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-789</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 19:56:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-789</guid>
		<description>@Simòn. Ho risposto alla tua mail ieri usando il mio indirizzo di email, non è arrivato niente? Ora ho appena fatto anche un reply diretto.
In ogni caso puoi usare anche: gamberifantasy@gmail.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Simòn. Ho risposto alla tua mail ieri usando il mio indirizzo di email, non è arrivato niente? Ora ho appena fatto anche un reply diretto.<br />
In ogni caso puoi usare anche: <a href="mailto:gamberifantasy@gmail.com">gamberifantasy@gmail.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-788</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 19:48:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-788</guid>
		<description>@Chiara: tu conosci un editore a pagamento che rispetti non dico tutti, ma almeno i punti 1, 3 e 5 tra quelli che hai elencato? Come si chiama?

Per tutti: c&#039;è un modo semplicissimo per riconoscere un editore a pagamento anche se non c&#039;è scritto sul sito: se si dice interessato anche alla poesia allora è a pagamento. La poesia non ha mercato, se all&#039;editore interessa lo stesso allora vuol dire che lucra sull&#039;autore e non sulle vendite.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Chiara: tu conosci un editore a pagamento che rispetti non dico tutti, ma almeno i punti 1, 3 e 5 tra quelli che hai elencato? Come si chiama?</p>
<p>Per tutti: c&#8217;è un modo semplicissimo per riconoscere un editore a pagamento anche se non c&#8217;è scritto sul sito: se si dice interessato anche alla poesia allora è a pagamento. La poesia non ha mercato, se all&#8217;editore interessa lo stesso allora vuol dire che lucra sull&#8217;autore e non sulle vendite.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simòn R.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-787</link>
		<dc:creator>Simòn R.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 19:22:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-787</guid>
		<description>Perdonami Chiara, ma... il discorso sulle Grandi Case Editrici temo che valga a seconda della Casa. Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli sicuramente curano le strategie di mercato; ma esattamente, chi glielo faceva fare a Feltrinelli di pubblicare Daniel Picouly o Mariateresa Di Lascia? O a Sonzogno, o a Sellerio? In campo fantasy, Fanucci è un autore che diverse volte ha &quot;rischiato&quot;, ad esempio con Luca Trugenberger (che infatti non è stato il successo che avrebbe meritato, e ha cambiato editore per il seguito); io sono, sinceramente, per il discorso Qualità: se la tua opera è DAVVERO valida, un editore lo troverai bene, e un editore &quot;importante&quot; (anche sperling &amp; kupfer eh...).
Onestamente, ritengo che pubblicare a proprie spese non valga la pena anche solo perché, tanto, non c&#039;è la distribuzione adatta per vendere, per farsi conoscere. Può andar bene per fare 50, 100 copie del proprio libro rilegato di poesie da regalare agli amici (che di certo, ne saranno deliziati...), ma se uno spera di camparci perlomeno, beh... ha decisamente sbagliato strada. Ha senso anche se pubblichi un saggio, un volume particolarmente tecnico: Mondadori difficilmente accetterà il manoscritto di &quot;I prologomeni astrali nei paguri austroantartici&quot;... anche se è di certo una lettura che potrebbe avere i suoi 100-200 estimatori in tutt&#039;Italia, non lo metto in dubbio. 

Ma io, personalmente, parto dal presupposto che nella vita, vorrei scrivere, farlo di mestiere, non lavorare più ma dedicarmi solo a quello. E allora la mia meta deve, Deve, DEVE!! essere per forza il grande editore, ovvero la grande distribuzione. Se no... ha poco senso. IMHO.


-- OT -- scusatemi se non c&#039;entra, ma c&#039;è modo di contattare privatamente uno dei recensori? --OT--</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonami Chiara, ma&#8230; il discorso sulle Grandi Case Editrici temo che valga a seconda della Casa. Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli sicuramente curano le strategie di mercato; ma esattamente, chi glielo faceva fare a Feltrinelli di pubblicare Daniel Picouly o Mariateresa Di Lascia? O a Sonzogno, o a Sellerio? In campo fantasy, Fanucci è un autore che diverse volte ha &#8220;rischiato&#8221;, ad esempio con Luca Trugenberger (che infatti non è stato il successo che avrebbe meritato, e ha cambiato editore per il seguito); io sono, sinceramente, per il discorso Qualità: se la tua opera è DAVVERO valida, un editore lo troverai bene, e un editore &#8220;importante&#8221; (anche sperling &amp; kupfer eh&#8230;).<br />
Onestamente, ritengo che pubblicare a proprie spese non valga la pena anche solo perché, tanto, non c&#8217;è la distribuzione adatta per vendere, per farsi conoscere. Può andar bene per fare 50, 100 copie del proprio libro rilegato di poesie da regalare agli amici (che di certo, ne saranno deliziati&#8230;), ma se uno spera di camparci perlomeno, beh&#8230; ha decisamente sbagliato strada. Ha senso anche se pubblichi un saggio, un volume particolarmente tecnico: Mondadori difficilmente accetterà il manoscritto di &#8220;I prologomeni astrali nei paguri austroantartici&#8221;&#8230; anche se è di certo una lettura che potrebbe avere i suoi 100-200 estimatori in tutt&#8217;Italia, non lo metto in dubbio. </p>
<p>Ma io, personalmente, parto dal presupposto che nella vita, vorrei scrivere, farlo di mestiere, non lavorare più ma dedicarmi solo a quello. E allora la mia meta deve, Deve, DEVE!! essere per forza il grande editore, ovvero la grande distribuzione. Se no&#8230; ha poco senso. IMHO.</p>
<p>&#8211; OT &#8212; scusatemi se non c&#8217;entra, ma c&#8217;è modo di contattare privatamente uno dei recensori? &#8211;OT&#8211;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-785</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 17:22:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-785</guid>
		<description>scusami: ribadisco che sono anche io contro le imprese truffaldine o quasi... A me spiace per quei piccoli editori onesti che ne subisconi le conseguenze e che continuano a lavorare sodo e non meritano questo trattamento così aggressivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusami: ribadisco che sono anche io contro le imprese truffaldine o quasi&#8230; A me spiace per quei piccoli editori onesti che ne subisconi le conseguenze e che continuano a lavorare sodo e non meritano questo trattamento così aggressivo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-784</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 17:20:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/01/sulle-case-editrici-a-pagamento/#comment-784</guid>
		<description>Ripeto, per me le cose non sono così nette come le vuoi descrivere e se per i piccoli editori non è facile emergere è proprio per chi la pensa come te, ma ricorda che tutti sono partiti dall&#039;inizio e in piccolo.
Inoltre è la maggiorparte della gente che fa confusione: la tipografia è una cosa, la casa editrice è un&#039;altra cosa...
Per me non fila il tuo discorso, perchè rimane il fatto che la grosse case editrici non si filano gli esordienti: è un dato di fatto, preferiscono gli stranieri e i personaggi.
Vabbè vorrà dire che se andrà come tu speri, migliaia di scrittori in erba, più o meno bravi, non pubblicheranno più, in nessun modo (se non su internet).
E l&#039;economia italiana avrà un altro piccolo motivo in più per andare in crisi con migliaia di piccole imprese che tu aboliresti in un secondo senza nemmeno rifletterci sopra un attimo.
Ripeto e lo ribadisco: le posizioni estreme mi sembrano le peggiori, e la storia mi da ragione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripeto, per me le cose non sono così nette come le vuoi descrivere e se per i piccoli editori non è facile emergere è proprio per chi la pensa come te, ma ricorda che tutti sono partiti dall&#8217;inizio e in piccolo.<br />
Inoltre è la maggiorparte della gente che fa confusione: la tipografia è una cosa, la casa editrice è un&#8217;altra cosa&#8230;<br />
Per me non fila il tuo discorso, perchè rimane il fatto che la grosse case editrici non si filano gli esordienti: è un dato di fatto, preferiscono gli stranieri e i personaggi.<br />
Vabbè vorrà dire che se andrà come tu speri, migliaia di scrittori in erba, più o meno bravi, non pubblicheranno più, in nessun modo (se non su internet).<br />
E l&#8217;economia italiana avrà un altro piccolo motivo in più per andare in crisi con migliaia di piccole imprese che tu aboliresti in un secondo senza nemmeno rifletterci sopra un attimo.<br />
Ripeto e lo ribadisco: le posizioni estreme mi sembrano le peggiori, e la storia mi da ragione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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