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	<title>Commenti a: Crudeltà Editoriale: Due Esempi</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-8001</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 16:50:56 +0000</pubDate>
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		<description>@Darlene Alibigie. Scrive Gabriel García Márquez a proposito degli avverbi (citato da Oakley Hall in &lt;i&gt;How Fiction Works&lt;/i&gt;):&lt;blockquote&gt;Prima di &lt;i&gt;Cronaca di una morte annunciata&lt;/i&gt;, ce ne sono molti. Nella &lt;i&gt;Cronaca&lt;/i&gt; credo ce ne sia solo uno. Dopo, ne &lt;i&gt;L’amore ai tempi del colera&lt;/i&gt; non ce n’è nessuno. In spagnolo, l’avverbio in &lt;i&gt;-mente&lt;/i&gt; è una soluzione molto facile. Ma se non si vuole usare il &lt;i&gt;-mente&lt;/i&gt; e si cerca un’alternativa, è sempre meglio.&lt;/blockquote&gt;È al 99% in assoluto, quasi sempre si può trovare un verbo più preciso o altri termini che rendono più scorrevole la narrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Darlene Alibigie. Scrive Gabriel García Márquez a proposito degli avverbi (citato da Oakley Hall in <i>How Fiction Works</i>):<br />
<blockquote>Prima di <i>Cronaca di una morte annunciata</i>, ce ne sono molti. Nella <i>Cronaca</i> credo ce ne sia solo uno. Dopo, ne <i>L’amore ai tempi del colera</i> non ce n’è nessuno. In spagnolo, l’avverbio in <i>-mente</i> è una soluzione molto facile. Ma se non si vuole usare il <i>-mente</i> e si cerca un’alternativa, è sempre meglio.</p></blockquote>
<p>È al 99% in assoluto, quasi sempre si può trovare un verbo più preciso o altri termini che rendono più scorrevole la narrazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Darlene Alibigie</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-7998</link>
		<dc:creator>Darlene Alibigie</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 13:39:01 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;[...] il 99% degli avverbi è inutile [...]&quot;

Intendi in questo testo o in assoluto?

Se intendi in assoluto, direi che è quantomeno un&#039;affermazione discutibile. C&#039;è addirittura chi dice che il vero talento di uno scrittore si vede da come usa gli avverbi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;[...] il 99% degli avverbi è inutile [...]&#8221;</p>
<p>Intendi in questo testo o in assoluto?</p>
<p>Se intendi in assoluto, direi che è quantomeno un&#8217;affermazione discutibile. C&#8217;è addirittura chi dice che il vero talento di uno scrittore si vede da come usa gli avverbi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ???</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-4442</link>
		<dc:creator>???</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 21:23:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-4442</guid>
		<description>Ecco, mi sembrava. In questo caso lasciare la frase com&#039;è è accettabile allora! 

Grazie Sgerwk!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, mi sembrava. In questo caso lasciare la frase com&#8217;è è accettabile allora! </p>
<p>Grazie Sgerwk!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sgerwk</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-4441</link>
		<dc:creator>sgerwk</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 17:17:59 +0000</pubDate>
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		<description>...in altri casi si possono usare verbi come &quot;sembrare&quot;:

&lt;blockquote&gt;la sua avversaria non sembro&#039; accorgersi di lei&lt;/blockquote&gt;

Non funziona pero&#039; nel caso in questione: &quot;la sua avversaria sembro&#039; accorgersi di lei&quot; suona un po&#039; assurdo. Meglio &quot;Berrie capi&#039; che la sua avversaria si era accorta di lei&quot;, se uno proprio deve chiarire di chi&#039; e&#039; il punto di vista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;in altri casi si possono usare verbi come &#8220;sembrare&#8221;:</p>
<blockquote><p>la sua avversaria non sembro&#8217; accorgersi di lei</p></blockquote>
<p>Non funziona pero&#8217; nel caso in questione: &#8220;la sua avversaria sembro&#8217; accorgersi di lei&#8221; suona un po&#8217; assurdo. Meglio &#8220;Berrie capi&#8217; che la sua avversaria si era accorta di lei&#8221;, se uno proprio deve chiarire di chi&#8217; e&#8217; il punto di vista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sgerwk</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-4437</link>
		<dc:creator>sgerwk</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 13:26:07 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;La contendente si avvide della sua presenza e si avvicinò al centro del campo&quot;

Per chiarire il punto di vista uno dovrebbe scrivere &quot;Berrie vide che la sua contendente si era accorta di lei&quot; o qualcosa di simile. 

In questo caso non mi sembra necessario. Voglio dire, se il punto di vista e&#039; stato gia&#039; stabilito (cioe&#039; il lettore ha gia&#039; chiaro di chi e&#039; il punto di vista) la frase originaria dovrebbe avere lo stesso significato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La contendente si avvide della sua presenza e si avvicinò al centro del campo&#8221;</p>
<p>Per chiarire il punto di vista uno dovrebbe scrivere &#8220;Berrie vide che la sua contendente si era accorta di lei&#8221; o qualcosa di simile. </p>
<p>In questo caso non mi sembra necessario. Voglio dire, se il punto di vista e&#8217; stato gia&#8217; stabilito (cioe&#8217; il lettore ha gia&#8217; chiaro di chi e&#8217; il punto di vista) la frase originaria dovrebbe avere lo stesso significato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ???</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-4433</link>
		<dc:creator>???</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 06:08:51 +0000</pubDate>
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		<description>Una domanda per Gamberetta riguardo il cambio del punto di vista: com&#039;è possibile evitare il problema in questo caso? D&#039;altra parte vogliamo comunicare che è l&#039;avversaria ad accorgersi della protagonista e non viceversa.

Ci ho pensato su, ma proprio non riesco a trovare una soluzione. Mi daresti una mano?

Per il resto sono d&#039;accordo con tutti i tuoi commenti.

Good Bye Crocodile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una domanda per Gamberetta riguardo il cambio del punto di vista: com&#8217;è possibile evitare il problema in questo caso? D&#8217;altra parte vogliamo comunicare che è l&#8217;avversaria ad accorgersi della protagonista e non viceversa.</p>
<p>Ci ho pensato su, ma proprio non riesco a trovare una soluzione. Mi daresti una mano?</p>
<p>Per il resto sono d&#8217;accordo con tutti i tuoi commenti.</p>
<p>Good Bye Crocodile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: makkox</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-450</link>
		<dc:creator>makkox</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 04:27:21 +0000</pubDate>
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		<description>però, come altrove sostenuto da te (oppure da un altro dei vostri) alla fine conta se chi t&#039;ascolta è rapito. (la cosa della curiosità... la  monna lisa, ricordi?)
certo, fare la magia in bello stile è preferibile.
mi piace l&#039;esempio della musica e le sue regole. 
ma è anche vero che ci sono una marea di strimpelloni audoditatti che non sanno leggere una nota e che ti strappano il cuore per quanto son efficaci.
di base ci vuol la qualità di saper raccontare. quella per cui gli amici ragazzini ti stavano attorno in cerchio ad ascoltare con tanto d&#039;occhi.

tipo te. non so quanto tu sia una critica attendibile (perchè poi non provo curiosità per quel che recensisci) ma di sicuro sei una gran raccontatrice! e ti piace anche la tecnica che imbriglia e doma questa capacità.
però, il vero è, che aivoglia a tennica se non ciai quel dono lì.
M.

PS
che se IMPARASSI a leggere PRIMA i commenti dell&#039;altri, mi accorgerei, ad esempio, che ho detto (peggio) le stesse cose di Marcy.
ma ormai tant&#039;è...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>però, come altrove sostenuto da te (oppure da un altro dei vostri) alla fine conta se chi t&#8217;ascolta è rapito. (la cosa della curiosità&#8230; la  monna lisa, ricordi?)<br />
certo, fare la magia in bello stile è preferibile.<br />
mi piace l&#8217;esempio della musica e le sue regole.<br />
ma è anche vero che ci sono una marea di strimpelloni audoditatti che non sanno leggere una nota e che ti strappano il cuore per quanto son efficaci.<br />
di base ci vuol la qualità di saper raccontare. quella per cui gli amici ragazzini ti stavano attorno in cerchio ad ascoltare con tanto d&#8217;occhi.</p>
<p>tipo te. non so quanto tu sia una critica attendibile (perchè poi non provo curiosità per quel che recensisci) ma di sicuro sei una gran raccontatrice! e ti piace anche la tecnica che imbriglia e doma questa capacità.<br />
però, il vero è, che aivoglia a tennica se non ciai quel dono lì.<br />
M.</p>
<p>PS<br />
che se IMPARASSI a leggere PRIMA i commenti dell&#8217;altri, mi accorgerei, ad esempio, che ho detto (peggio) le stesse cose di Marcy.<br />
ma ormai tant&#8217;è&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-394</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 12:46:59 +0000</pubDate>
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		<description>Marcy, mi fa piacere che apprezzi lo stile degli articoli, sono in parte scritti così proprio per cercare di non renderli noiosi.

Accostare il talento alla puzza è interessante. Spiegherebbe perché ogni tanto incontro della gente che mi guarda con aria schifata e poi sbotta: «Potresti almeno lavarti!»
Sono solo invidiosi del mio Talento!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marcy, mi fa piacere che apprezzi lo stile degli articoli, sono in parte scritti così proprio per cercare di non renderli noiosi.</p>
<p>Accostare il talento alla puzza è interessante. Spiegherebbe perché ogni tanto incontro della gente che mi guarda con aria schifata e poi sbotta: «Potresti almeno lavarti!»<br />
Sono solo invidiosi del mio Talento!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marcy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-393</link>
		<dc:creator>Marcy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 11:46:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gamberetta
mi piace lo stile diretto, cattivo e divertente con cui scrivi le recensioni. Non condivido tutto quello che scrivi, ma certo non sei mai noiosa.
Gli scrittori sono molto sensibili alle critiche e si adombrano con facilità...
Io credo che il vero problema sia il talento, non le regole, non i manuali di scrittura o l&#039;infodump. Il talento e l&#039;esercizio costante della scrittura, tutto il resto sono questioni di lana caprina.
Parafrasando un amico: il talento è come la puzza, non si può nascondere.
Ciao Marcy</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gamberetta<br />
mi piace lo stile diretto, cattivo e divertente con cui scrivi le recensioni. Non condivido tutto quello che scrivi, ma certo non sei mai noiosa.<br />
Gli scrittori sono molto sensibili alle critiche e si adombrano con facilità&#8230;<br />
Io credo che il vero problema sia il talento, non le regole, non i manuali di scrittura o l&#8217;infodump. Il talento e l&#8217;esercizio costante della scrittura, tutto il resto sono questioni di lana caprina.<br />
Parafrasando un amico: il talento è come la puzza, non si può nascondere.<br />
Ciao Marcy</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-386</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 16:55:03 +0000</pubDate>
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		<description>@Saryo: anch&#039;io gli zombie di Romero l&#039;avevo interpretati come te. Poi però ho letto interpretazioni quasi diametralmente opposte: gli zombie come metafora del comunismo. Il problema delle metafore è che ciascuno poi ci vede quello che gli pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Saryo: anch&#8217;io gli zombie di Romero l&#8217;avevo interpretati come te. Poi però ho letto interpretazioni quasi diametralmente opposte: gli zombie come metafora del comunismo. Il problema delle metafore è che ciascuno poi ci vede quello che gli pare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saryo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-384</link>
		<dc:creator>Saryo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 15:02:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-384</guid>
		<description>@Gamberetta:
Avvaloro ancor di più la tesi delle metafore, o espedienti nascosti all&#039;interno di trame di film o romanzi, sfruttate persino nella cinematografia horror. Il signor Romero, il regista di &quot;L&#039;alba dei morti viventi&quot;, &quot;Zombi&quot; e &quot;The Land of the dead&quot;, ecc, ha ambientato due dei suoi film in un grande centro commerciale e all&#039;interno di una città fortificata. Tutto questo per avvalorare alcune idee che aveva in proposito del consumismo, di come la società attuale si fosse spinta ad un consumo smisurato. Pesino i &quot;suoi&quot; zombi, creature dal poco intelletto, si radunavano in tali luoghi a causa di un vago ricordo della loro esistenza.
Secondo me, scrivendo o girando film, l&#039;essere umano dona agli altri pensieri profondi. Immette in ciò che vuole trasmettere, idee sulla società in cui vive, porzioni della sua esistenza, sfaccettature del proprio carattere. A volte accade senza volerlo, quasi inconsciamente, ci saranno persone che leggeranno fra le righe, che cercheranno significati nascosti anche nelle frasi più semplici, o nelle azioni più ovvie.
La frase: &quot;Il cielo è nero&quot; potrebbe essere usata se per l&#039;autore il tempo, o il clima del momento, non è di interesse vitale per quello che sta raccontando. Un semplice dettaglio. Se dovesse servire a &quot;suggestionare&quot; il lettore che legge, magari costruendo un&#039;atmosfera, la frase andrebbe ampliata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta:<br />
Avvaloro ancor di più la tesi delle metafore, o espedienti nascosti all&#8217;interno di trame di film o romanzi, sfruttate persino nella cinematografia horror. Il signor Romero, il regista di &#8220;L&#8217;alba dei morti viventi&#8221;, &#8220;Zombi&#8221; e &#8220;The Land of the dead&#8221;, ecc, ha ambientato due dei suoi film in un grande centro commerciale e all&#8217;interno di una città fortificata. Tutto questo per avvalorare alcune idee che aveva in proposito del consumismo, di come la società attuale si fosse spinta ad un consumo smisurato. Pesino i &#8220;suoi&#8221; zombi, creature dal poco intelletto, si radunavano in tali luoghi a causa di un vago ricordo della loro esistenza.<br />
Secondo me, scrivendo o girando film, l&#8217;essere umano dona agli altri pensieri profondi. Immette in ciò che vuole trasmettere, idee sulla società in cui vive, porzioni della sua esistenza, sfaccettature del proprio carattere. A volte accade senza volerlo, quasi inconsciamente, ci saranno persone che leggeranno fra le righe, che cercheranno significati nascosti anche nelle frasi più semplici, o nelle azioni più ovvie.<br />
La frase: &#8220;Il cielo è nero&#8221; potrebbe essere usata se per l&#8217;autore il tempo, o il clima del momento, non è di interesse vitale per quello che sta raccontando. Un semplice dettaglio. Se dovesse servire a &#8220;suggestionare&#8221; il lettore che legge, magari costruendo un&#8217;atmosfera, la frase andrebbe ampliata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-383</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 12:46:10 +0000</pubDate>
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		<description>@Domenico. D’ora in poi ti chiamerò &lt;b&gt;modesto lettore&lt;/b&gt;, dato che è quello che sei. Ci sarà un momento nel quale anche la tua opinione di &lt;b&gt;modesto lettore&lt;/b&gt; potrà avere un peso e un utilizzo, ma non è questo quel momento.
In questo momento preferisco fidarmi delle opinioni e seguire i consigli di chi sia &lt;b&gt;esperto scrittore&lt;/b&gt;, esperto scrittore di narrativa fantastica.
 
Anch’io ogni sera osservo meravigliata la luce che si accende in camera mia quando premo l’interruttore, non per questo mi &lt;i&gt;sovviene&lt;/i&gt; di poter dare pareri all’elettricista. Perciò, non imitare le persone arroganti! Questa è una discussione che va oltre le tue capacità, almeno per ora, non c’è nulla di male ad ammetterlo.

P.S. Adesso che non devi più sbagliare per forza, puoi anche imparare a mettere gli spazi dove occorra. Non ci fai una bella figura, in più il tuo modo di scrivere senza spazi dopo la punteggiatura è faticoso da seguire, in particolar modo a video.
Io non scrivo nn, cmq, xché e porcate simili in quanto sbagliate in sé, ma perché costringono chi legge a fare lo sforzo mentale di trasformare nn in non, cmq in comunque e così via. Non è il caso di far faticare apposta chi sta dedicando del tempo a leggerti. Così avviene per gli spazi, quando tu scrivi “...tu?Se...” il lettore deve a mente separare le parole. Alla lunga è fastidioso. Capisco che in quanto &lt;b&gt;modesto lettore&lt;/b&gt; sia un concetto difficile da afferrare, provaci lo stesso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Domenico. D’ora in poi ti chiamerò <b>modesto lettore</b>, dato che è quello che sei. Ci sarà un momento nel quale anche la tua opinione di <b>modesto lettore</b> potrà avere un peso e un utilizzo, ma non è questo quel momento.<br />
In questo momento preferisco fidarmi delle opinioni e seguire i consigli di chi sia <b>esperto scrittore</b>, esperto scrittore di narrativa fantastica.</p>
<p>Anch’io ogni sera osservo meravigliata la luce che si accende in camera mia quando premo l’interruttore, non per questo mi <i>sovviene</i> di poter dare pareri all’elettricista. Perciò, non imitare le persone arroganti! Questa è una discussione che va oltre le tue capacità, almeno per ora, non c’è nulla di male ad ammetterlo.</p>
<p>P.S. Adesso che non devi più sbagliare per forza, puoi anche imparare a mettere gli spazi dove occorra. Non ci fai una bella figura, in più il tuo modo di scrivere senza spazi dopo la punteggiatura è faticoso da seguire, in particolar modo a video.<br />
Io non scrivo nn, cmq, xché e porcate simili in quanto sbagliate in sé, ma perché costringono chi legge a fare lo sforzo mentale di trasformare nn in non, cmq in comunque e così via. Non è il caso di far faticare apposta chi sta dedicando del tempo a leggerti. Così avviene per gli spazi, quando tu scrivi “&#8230;tu?Se&#8230;” il lettore deve a mente separare le parole. Alla lunga è fastidioso. Capisco che in quanto <b>modesto lettore</b> sia un concetto difficile da afferrare, provaci lo stesso!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-382</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 01:20:37 +0000</pubDate>
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		<description>Cara correttrice di bozze( ti chiamerò così visto che sei così brava), ho molto apprezzato la tua risposta.
Denota una totale fiducia nelle tue idee e una arroganza fuori dal comune.I miei complimenti davvero.
Hai detto che Landolfi, Savinio e persino King scrivono male.Mi chiedo come mai uno dei tuoi spiriti guida della scrittura abbia scritto propio nella maniera che non sopporti.Chiaramente hai fatto finta di niente come si conface ad una persona arrogante come te.E&#039; tutto vero, non sono avvezzo alla scrittura, non sono che un lettore, sto fuori da queste meccaniche perché non ho nulla da dire per il momento al mondo.Se un giorno dovessi avere questo bisogno della scrittura così come si sente la necessità di mangiare o dormire non esiterò.
Per il momento mi reputo un modesto lettore.
Hai usato le mie parole a tuo piacimento e questo ti rende onore, faresti carriera in politica, visto che sai dissimulare così bene ciò che dicono gli altri.
Non ho mai detto che in letteratura conta solo la forma, ho solo ribadito l&#039;importanza della parola perchè è dalle parole che nascono i significati, se io cambio le parole cambio i significati.
Anche il ritmo di un romanzo ha un significato che si aggiunge a quello della trama.Non si usano dei termini solo perché sono quelli più utilizzati di frequente dai comuni mortali, spesso nei romanzi alcune parole sono scelte in base al loro suono all&#039;interno della struttura ritmica dell&#039;opera.
Chi sei tu per giudicare Savinio, fratello di De Chirico, ispiratore del surrealismo, inventore della Metafisica?
Cosa hai creato tu?Se questa non è arroganza...
E poi come fai a dire che un alieno è semplicemente un alieno?In questo mi trovo molto d&#039;accordo con quanto detto da Saryo. Chi ti dice che dietro il significato base di un romanzo non ce ne sia un altro?La psicanalsi insegna che molte immagini utilizzate dagli scrittori corrispondono a degli archetipi.Si può fare di un romanzo una lettura sociologica, psicanalitica, ecc.
Ognuna è legittima.Tu credi che esista la verità assoluta?Cioè tu credi che ciò che vedi col tuo involucro umano sia la realtà oggettiva?
E poi a cosa serve la letteratura te lo sei mai chiesta?
Hoffmann, l&#039;ispiratore di Poe, fu uno dei primi scrittori ad aver intuito il linguaggio dell&#039;inconscio e gli sdoppiamenti della coscienza, in poche parole anticipò quella che Freud scoprì essere la psicanalisi.
La letteratura può affiancarsi alla scienza nel compito di ricerca della verità( ammesso che esista)?
Io non so cosa sia per te la letteratura, per me si tratta di una sfida verso la realtà, di ricerca incessante, ricerca che non esclude il gioco.Perché tu non leggi per svagarti, per trascorrere delle ore piacevoli?
La mia letteratura è quella di Sartre, Proust, Pirandello, Savinio, Landolfi, Kafka, ma anche Poe, Lovecraft, Clark Ashton Smith, Bradbury, Neil Gaiman, Zelazny, Vance, Urulsa Le Guinn, Farmer, Ballard, Kurt Vonnegut  e tanti altri che ora non mi sovvengono...
Non mi interessa minimante il mero artificio, la retorica fine a se stessa, se questi autori ti sembrano dei cani che scrivono, credo tu sappia molto poco di letteratura.
Del resto non mi interessa nulla, ma forse a te si, a te interressa solo avere ragione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara correttrice di bozze( ti chiamerò così visto che sei così brava), ho molto apprezzato la tua risposta.<br />
Denota una totale fiducia nelle tue idee e una arroganza fuori dal comune.I miei complimenti davvero.<br />
Hai detto che Landolfi, Savinio e persino King scrivono male.Mi chiedo come mai uno dei tuoi spiriti guida della scrittura abbia scritto propio nella maniera che non sopporti.Chiaramente hai fatto finta di niente come si conface ad una persona arrogante come te.E&#8217; tutto vero, non sono avvezzo alla scrittura, non sono che un lettore, sto fuori da queste meccaniche perché non ho nulla da dire per il momento al mondo.Se un giorno dovessi avere questo bisogno della scrittura così come si sente la necessità di mangiare o dormire non esiterò.<br />
Per il momento mi reputo un modesto lettore.<br />
Hai usato le mie parole a tuo piacimento e questo ti rende onore, faresti carriera in politica, visto che sai dissimulare così bene ciò che dicono gli altri.<br />
Non ho mai detto che in letteratura conta solo la forma, ho solo ribadito l&#8217;importanza della parola perchè è dalle parole che nascono i significati, se io cambio le parole cambio i significati.<br />
Anche il ritmo di un romanzo ha un significato che si aggiunge a quello della trama.Non si usano dei termini solo perché sono quelli più utilizzati di frequente dai comuni mortali, spesso nei romanzi alcune parole sono scelte in base al loro suono all&#8217;interno della struttura ritmica dell&#8217;opera.<br />
Chi sei tu per giudicare Savinio, fratello di De Chirico, ispiratore del surrealismo, inventore della Metafisica?<br />
Cosa hai creato tu?Se questa non è arroganza&#8230;<br />
E poi come fai a dire che un alieno è semplicemente un alieno?In questo mi trovo molto d&#8217;accordo con quanto detto da Saryo. Chi ti dice che dietro il significato base di un romanzo non ce ne sia un altro?La psicanalsi insegna che molte immagini utilizzate dagli scrittori corrispondono a degli archetipi.Si può fare di un romanzo una lettura sociologica, psicanalitica, ecc.<br />
Ognuna è legittima.Tu credi che esista la verità assoluta?Cioè tu credi che ciò che vedi col tuo involucro umano sia la realtà oggettiva?<br />
E poi a cosa serve la letteratura te lo sei mai chiesta?<br />
Hoffmann, l&#8217;ispiratore di Poe, fu uno dei primi scrittori ad aver intuito il linguaggio dell&#8217;inconscio e gli sdoppiamenti della coscienza, in poche parole anticipò quella che Freud scoprì essere la psicanalisi.<br />
La letteratura può affiancarsi alla scienza nel compito di ricerca della verità( ammesso che esista)?<br />
Io non so cosa sia per te la letteratura, per me si tratta di una sfida verso la realtà, di ricerca incessante, ricerca che non esclude il gioco.Perché tu non leggi per svagarti, per trascorrere delle ore piacevoli?<br />
La mia letteratura è quella di Sartre, Proust, Pirandello, Savinio, Landolfi, Kafka, ma anche Poe, Lovecraft, Clark Ashton Smith, Bradbury, Neil Gaiman, Zelazny, Vance, Urulsa Le Guinn, Farmer, Ballard, Kurt Vonnegut  e tanti altri che ora non mi sovvengono&#8230;<br />
Non mi interessa minimante il mero artificio, la retorica fine a se stessa, se questi autori ti sembrano dei cani che scrivono, credo tu sappia molto poco di letteratura.<br />
Del resto non mi interessa nulla, ma forse a te si, a te interressa solo avere ragione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-381</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 18:36:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-381</guid>
		<description>@Saryo. Non c’è alcun problema a scrivere un romanzo con viaggi nel tempo, specie se appunto il viaggio è solo una componente. Certo, se tutto il romanzo fosse basato solo sull’idea che si possa viaggiare nel tempo, sarebbe un po’ banale al giorno d’oggi.
Ai tempi di Wells l’idea che il tempo fosse una dimensione “addomesticabile” dalla scienza, era idea originale e rivoluzionaria, oggi lo è un po’ meno.
Infatti anche Timeline di Crichton non è basato sui viaggi nel tempo, i viaggi nel tempo sono solo una scusa per un’avventura medievaleggiante. Per altro è forse il romanzo meno riuscito di Crichton.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Saryo. Non c’è alcun problema a scrivere un romanzo con viaggi nel tempo, specie se appunto il viaggio è solo una componente. Certo, se tutto il romanzo fosse basato solo sull’idea che si possa viaggiare nel tempo, sarebbe un po’ banale al giorno d’oggi.<br />
Ai tempi di Wells l’idea che il tempo fosse una dimensione “addomesticabile” dalla scienza, era idea originale e rivoluzionaria, oggi lo è un po’ meno.<br />
Infatti anche Timeline di Crichton non è basato sui viaggi nel tempo, i viaggi nel tempo sono solo una scusa per un’avventura medievaleggiante. Per altro è forse il romanzo meno riuscito di Crichton.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saryo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-380</link>
		<dc:creator>Saryo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 17:33:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-380</guid>
		<description>@Domenico:
Tutto ciò che hai scritto riguardo il mercato italiano, lo condivido. Il nostro paese credo sia un discorso a parte. Siamo uno degli stati in cui si vende libri persino agli autogrill, nei supermercati (anche i più piccoli). Molti stranieri ne rimangono colpiti, visto che da loro non accade.

@Gamberetta:
Hai scritto: &quot;Non è la metafora sull’espansionismo inglese, sulla condizione dell’uomo, sul significato della vita a dar forza alla narrativa fantastica, queste sono BOIATE, sono le idee che danno forza alla narrativa fantastica!&quot;.
Che bei concetti! Ho scoperto che molte persone, leggendo anche racconti o romanzi di genere fantastico, cercano delle metafore sul mondo attuale: anche se l&#039;autore non lo aveva pensato. 
Parli di idee. Sei stata un po&#039; vaga, vista la tua pignoleria. Specifica, fai qualche esempio.
Parliamo della &quot;macchina del tempo&quot;, un &quot;oggetto&quot; usato persino da Crichton. Se io scrivessi un romanzo basato sui viaggi del tempo, penseresti che sia un tema già sfruttato da altri autori, magari ripetitivo. Questo &quot;oggetto&quot; non è altro che un mezzo per costruire una storia fantastica ed io lo userei come tale. 
Cosa ne pensi a riguardo?
Secondo te gli autori di fantascienza dovrebbero lasciare stare questo &quot;oggetto&quot; perché lo si trova in molte storie? Si tratta di un&#039;idea superata? Io non credo. Penso che qualsiasi autore potrebbe sfruttarla per i propri scopi, creando intorno ad esso nuove idee innovative.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Domenico:<br />
Tutto ciò che hai scritto riguardo il mercato italiano, lo condivido. Il nostro paese credo sia un discorso a parte. Siamo uno degli stati in cui si vende libri persino agli autogrill, nei supermercati (anche i più piccoli). Molti stranieri ne rimangono colpiti, visto che da loro non accade.</p>
<p>@Gamberetta:<br />
Hai scritto: &#8220;Non è la metafora sull’espansionismo inglese, sulla condizione dell’uomo, sul significato della vita a dar forza alla narrativa fantastica, queste sono BOIATE, sono le idee che danno forza alla narrativa fantastica!&#8221;.<br />
Che bei concetti! Ho scoperto che molte persone, leggendo anche racconti o romanzi di genere fantastico, cercano delle metafore sul mondo attuale: anche se l&#8217;autore non lo aveva pensato.<br />
Parli di idee. Sei stata un po&#8217; vaga, vista la tua pignoleria. Specifica, fai qualche esempio.<br />
Parliamo della &#8220;macchina del tempo&#8221;, un &#8220;oggetto&#8221; usato persino da Crichton. Se io scrivessi un romanzo basato sui viaggi del tempo, penseresti che sia un tema già sfruttato da altri autori, magari ripetitivo. Questo &#8220;oggetto&#8221; non è altro che un mezzo per costruire una storia fantastica ed io lo userei come tale.<br />
Cosa ne pensi a riguardo?<br />
Secondo te gli autori di fantascienza dovrebbero lasciare stare questo &#8220;oggetto&#8221; perché lo si trova in molte storie? Si tratta di un&#8217;idea superata? Io non credo. Penso che qualsiasi autore potrebbe sfruttarla per i propri scopi, creando intorno ad esso nuove idee innovative.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-378</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 16:06:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-378</guid>
		<description>@Domenico. Anche tu sei molto divertente! La storiella del “ah, ah, ah! Sbaglio apposta!” non la sentivo da quando avevo 12 anni. Congratulazioni! In realtà non sbagli apposta, è solo che non hai abitudine a scrivere, niente di male, non a caso sei laureato in letteratura (italiana?) che, se non l’avessi ancora capito, &lt;b&gt;non ha niente a che fare con la scrittura&lt;/b&gt;.
Così come una laurea in fisica non t’insegna a fare l’elettricista, una laurea in letteratura non t’insegna a scrivere. Non è un caso che i tre grandi della fantascienza, Asimov, Clarke ed Heinlein non abbiano svolto alcuno studio letterario. Asimov era fisico e chimico, Clarke non ci è neanche andato all’università fino a età avanzata, poi è diventato fisico e matematico, Heinlein era ufficiale di marina e ha studiato anche lui fisica e matematica.
Anche parlando con amiche più grandi di me, comincio a convincermi che una laurea in materie umanistiche sia uno svantaggio, se una vuole scrivere.
Persino nel nostro modesto e triste piccolo, l’unica autrice di fantasy che ha ottenuto un minimo di successo, la Troisi, ha una laurea in fisica.

A me non piace la matematica, ma comincio ad apprezzare fisica e informatica. Sono piene di &lt;i&gt;idee&lt;/i&gt;. Quest’estate ho letto un paio di libri sulla meccanica quantistica, per documentarmi, e benché abbia capito magari un terzo dei concetti, mi hanno comunicato un sacco di &lt;i&gt;idee&lt;/i&gt;. Idee che userò per costruirci sopra &lt;i&gt;storie&lt;/i&gt;.
Invece tu per tua stessa ammissione sei fermo alle parole. A te e alle persone come te piace giocare con le parole, siete spiriti semplici, in fondo un po’ d’invidia ce l’ho! Perché giocare è facile, giocare non richiede avere idee nuove e originali. La letteratura che piace a te è solo un passettino sopra quei programmi automatici che compongo frasi in maniera semicasuale. Sono appunto solo parole. È il trionfo della forma sul contenuto, peggio è la confusione fra forma e contenuto.
Le parole sono un mezzo. Le parole servono per comunicare, non servono per giocare. Ci vuoi giocare lo stesso? Buon per te! Io no, io voglio raccontare, che è tutt’altra faccenda.

Stendo poi un velo pietoso sulla consueta lagna che gli editori sono malvagi, gli italiani non leggono, l’esterofilia impazza, e via dicendo. Anche fosse tutto vero, che diamine, un minimo d’orgoglio! Cos’è tutto questo piangere? Non si piange! Non è dignitoso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Domenico. Anche tu sei molto divertente! La storiella del “ah, ah, ah! Sbaglio apposta!” non la sentivo da quando avevo 12 anni. Congratulazioni! In realtà non sbagli apposta, è solo che non hai abitudine a scrivere, niente di male, non a caso sei laureato in letteratura (italiana?) che, se non l’avessi ancora capito, <b>non ha niente a che fare con la scrittura</b>.<br />
Così come una laurea in fisica non t’insegna a fare l’elettricista, una laurea in letteratura non t’insegna a scrivere. Non è un caso che i tre grandi della fantascienza, Asimov, Clarke ed Heinlein non abbiano svolto alcuno studio letterario. Asimov era fisico e chimico, Clarke non ci è neanche andato all’università fino a età avanzata, poi è diventato fisico e matematico, Heinlein era ufficiale di marina e ha studiato anche lui fisica e matematica.<br />
Anche parlando con amiche più grandi di me, comincio a convincermi che una laurea in materie umanistiche sia uno svantaggio, se una vuole scrivere.<br />
Persino nel nostro modesto e triste piccolo, l’unica autrice di fantasy che ha ottenuto un minimo di successo, la Troisi, ha una laurea in fisica.</p>
<p>A me non piace la matematica, ma comincio ad apprezzare fisica e informatica. Sono piene di <i>idee</i>. Quest’estate ho letto un paio di libri sulla meccanica quantistica, per documentarmi, e benché abbia capito magari un terzo dei concetti, mi hanno comunicato un sacco di <i>idee</i>. Idee che userò per costruirci sopra <i>storie</i>.<br />
Invece tu per tua stessa ammissione sei fermo alle parole. A te e alle persone come te piace giocare con le parole, siete spiriti semplici, in fondo un po’ d’invidia ce l’ho! Perché giocare è facile, giocare non richiede avere idee nuove e originali. La letteratura che piace a te è solo un passettino sopra quei programmi automatici che compongo frasi in maniera semicasuale. Sono appunto solo parole. È il trionfo della forma sul contenuto, peggio è la confusione fra forma e contenuto.<br />
Le parole sono un mezzo. Le parole servono per comunicare, non servono per giocare. Ci vuoi giocare lo stesso? Buon per te! Io no, io voglio raccontare, che è tutt’altra faccenda.</p>
<p>Stendo poi un velo pietoso sulla consueta lagna che gli editori sono malvagi, gli italiani non leggono, l’esterofilia impazza, e via dicendo. Anche fosse tutto vero, che diamine, un minimo d’orgoglio! Cos’è tutto questo piangere? Non si piange! Non è dignitoso!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-375</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 14:58:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-375</guid>
		<description>Ci tenevo poi a fare una precisazione. In Italia l&#039;editoria è uno dei settori più precari che esista.
Anzi, non c&#039;è propio mercato.I libri non li compra più quasi nessuno se dietro non c&#039;è una pubblicità massiccia, una firma famosa o come autore un tizio che si chiama Costantino.Se ti lludi di poter vendere tantissime copie creando soltanto un buon romanzo fantasy, fosse anche perfetto, stai tranquilla che in Italia, pur avendo successo, non venderà mai come quelli stranieri.
E&#039; il nostro mercato che tra l&#039;altro soffre di una certa esterofilia.Sei una illusa se ccredi che per poter vendere tante copie di un libro basta scrivere un &quot;buon libro&quot;.La tua arroganza ti porterà senz&#039;altro tante delusioni lo dico per te, cerca di smorzare gli entusiasmi.La realtà editoriale in Italia è una delle più squallide che esista, ci sono editori che si suiciano perché non riescono ad estinguere i loro debiti con le banche.Ci sono autori che non prendono che il cinque per cento degli incassi sulle loro opere vendute.
Questa è realtà.Se credi che per poter vendere libri basta la qualità allora mi chiedo dove tu viva, dove ti trovi?Nell&#039;iperuranio? Rifletti.In bocca al lupo per tutto, spero tu posso diventare una buona scrittrice ad ogni modo.Sempre che tu capisca che il mercato è quello che è.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci tenevo poi a fare una precisazione. In Italia l&#8217;editoria è uno dei settori più precari che esista.<br />
Anzi, non c&#8217;è propio mercato.I libri non li compra più quasi nessuno se dietro non c&#8217;è una pubblicità massiccia, una firma famosa o come autore un tizio che si chiama Costantino.Se ti lludi di poter vendere tantissime copie creando soltanto un buon romanzo fantasy, fosse anche perfetto, stai tranquilla che in Italia, pur avendo successo, non venderà mai come quelli stranieri.<br />
E&#8217; il nostro mercato che tra l&#8217;altro soffre di una certa esterofilia.Sei una illusa se ccredi che per poter vendere tante copie di un libro basta scrivere un &#8220;buon libro&#8221;.La tua arroganza ti porterà senz&#8217;altro tante delusioni lo dico per te, cerca di smorzare gli entusiasmi.La realtà editoriale in Italia è una delle più squallide che esista, ci sono editori che si suiciano perché non riescono ad estinguere i loro debiti con le banche.Ci sono autori che non prendono che il cinque per cento degli incassi sulle loro opere vendute.<br />
Questa è realtà.Se credi che per poter vendere libri basta la qualità allora mi chiedo dove tu viva, dove ti trovi?Nell&#8217;iperuranio? Rifletti.In bocca al lupo per tutto, spero tu posso diventare una buona scrittrice ad ogni modo.Sempre che tu capisca che il mercato è quello che è.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-374</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 14:37:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-374</guid>
		<description>Credimi, è davvero divertente sentirti parlare.Guarda sapevo che mi avresti criticato per l&#039;errore che ho volutamente fatto apposta per darti un minimo di soddisfazione.Potresti fare la corretrice di bozze ci hai mai pensato?Di solito correggono gli errori di questo tipo.Saresti molto brava, parlo sul serio.Ora ti dirò, come promesso, chi sono gli scrittori misteriosi delle citazioni.Il primo è Landolfi e la citazione è tratta da un racconto intitolato &quot;La Morte del re di Francia&quot;.
 Il secondo - udite, udite - è Stephen King con Misery, un bel romanzo devo dire, molto diverso da altri suoi lavori.Il terzo è Savinio con il racconto  &quot;Walde&gt;&quot;.Adesso viene il bello:hai detto che tutti e tre scrivono da cani, affermazione che suona tra l&#039;altro come il commento di uno che non ha mai letto qualcosa di serio in vita sua.
A mio avviso King con Misery ha scritto un romanzo che merita di essere letto e ricordato, anche come esempio di stile che ovviamente tu reputi come coatico e oscuro.
E se ti dicessi che è l&#039;argomento di cui si parla, il tema del romanzo a veicolare un linguaggio del genere?
Qui si stava parlando di un uomo che è in uno stato alterato di coscienza, che sta per entrare nel coma, quale linguaggio potrebbe rendere questa condizione?Il cielo è nero?A quanto pare King non la pensa come te.Ma ci sono tantissimi passi del romanzo che smentiscono le tue tesi, vattelo a rileggere, che è anche una lezione di stile.King è un bravo scrittore, non un genio, ma uno che sa il fatto suo.Certo ha scritto grandi stronzate ma in molti suoi testi dimostra certo una padronanza dello strumento della scrittura.
Tuttavia insegnare a qualcuno come scrivere è una cosa ardua, difficilmente i grandi scrittori sono anche buoni insegnati.E l&#039;esperienza insegna che il maestro va sempre &quot;superato&quot; e con questa parola intedo dire che si deve proseguire per la propria strada.
&quot;Il cielo è nero&quot; è una frase impersonale.Chi è che parla?Il narratore?Un protagonista?A seconda del punto di vista da cui sono raccontati gli eventi lo stile subisce delle variazioni che sono in assoluto necessarie per rendere verosimile un qualsiasi romanzo.C&#039;era una volta scrittore americano chiamato Raymond Carver che scriveva un pò come vorresti tu, si avrebbe propio scritto che il cielo era nero e basta.
Il suo stile scarno ed essenziale è servito da guida per moltissimi scrittori moderni, addirittura è diventato il padre di un nuovo modo di scrivere, il minimalismo americano.Non troverai astronavi, alieni, uomini invisibili e quant&#039;altro nei suoi racconti. Carver porta sulla carta la vita della gente semplice e disperata dell&#039;America, quella di provincia che non si vede mai nei film, quella che lotta contro il male di ogni giorno per sopravvivere.Qui la quotidianità della vita di provincia americana veicola il linguaggio verso uno stile scarno e umile così come lo sono i protagonisti delle storie di Carver.Dietro questo livello di scrittura c&#039;è una poetica.Tu puoi dire altrettanto?
Mi sembra francamente che tu abbia ancora molto da imparare e da leggere.Inoltre non si giudica la qualità di un libro da quante copie ha venduto.
Allora Dan Brown e Melissa P per te sarebbero dei grandi scrittori perché han venduto tanto in tutto in mondo.Credo propio che tu di letteratura capisca ben poco, se sei convita di questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credimi, è davvero divertente sentirti parlare.Guarda sapevo che mi avresti criticato per l&#8217;errore che ho volutamente fatto apposta per darti un minimo di soddisfazione.Potresti fare la corretrice di bozze ci hai mai pensato?Di solito correggono gli errori di questo tipo.Saresti molto brava, parlo sul serio.Ora ti dirò, come promesso, chi sono gli scrittori misteriosi delle citazioni.Il primo è Landolfi e la citazione è tratta da un racconto intitolato &#8220;La Morte del re di Francia&#8221;.<br />
 Il secondo &#8211; udite, udite &#8211; è Stephen King con Misery, un bel romanzo devo dire, molto diverso da altri suoi lavori.Il terzo è Savinio con il racconto  &#8220;Walde&gt;&#8221;.Adesso viene il bello:hai detto che tutti e tre scrivono da cani, affermazione che suona tra l&#8217;altro come il commento di uno che non ha mai letto qualcosa di serio in vita sua.<br />
A mio avviso King con Misery ha scritto un romanzo che merita di essere letto e ricordato, anche come esempio di stile che ovviamente tu reputi come coatico e oscuro.<br />
E se ti dicessi che è l&#8217;argomento di cui si parla, il tema del romanzo a veicolare un linguaggio del genere?<br />
Qui si stava parlando di un uomo che è in uno stato alterato di coscienza, che sta per entrare nel coma, quale linguaggio potrebbe rendere questa condizione?Il cielo è nero?A quanto pare King non la pensa come te.Ma ci sono tantissimi passi del romanzo che smentiscono le tue tesi, vattelo a rileggere, che è anche una lezione di stile.King è un bravo scrittore, non un genio, ma uno che sa il fatto suo.Certo ha scritto grandi stronzate ma in molti suoi testi dimostra certo una padronanza dello strumento della scrittura.<br />
Tuttavia insegnare a qualcuno come scrivere è una cosa ardua, difficilmente i grandi scrittori sono anche buoni insegnati.E l&#8217;esperienza insegna che il maestro va sempre &#8220;superato&#8221; e con questa parola intedo dire che si deve proseguire per la propria strada.<br />
&#8220;Il cielo è nero&#8221; è una frase impersonale.Chi è che parla?Il narratore?Un protagonista?A seconda del punto di vista da cui sono raccontati gli eventi lo stile subisce delle variazioni che sono in assoluto necessarie per rendere verosimile un qualsiasi romanzo.C&#8217;era una volta scrittore americano chiamato Raymond Carver che scriveva un pò come vorresti tu, si avrebbe propio scritto che il cielo era nero e basta.<br />
Il suo stile scarno ed essenziale è servito da guida per moltissimi scrittori moderni, addirittura è diventato il padre di un nuovo modo di scrivere, il minimalismo americano.Non troverai astronavi, alieni, uomini invisibili e quant&#8217;altro nei suoi racconti. Carver porta sulla carta la vita della gente semplice e disperata dell&#8217;America, quella di provincia che non si vede mai nei film, quella che lotta contro il male di ogni giorno per sopravvivere.Qui la quotidianità della vita di provincia americana veicola il linguaggio verso uno stile scarno e umile così come lo sono i protagonisti delle storie di Carver.Dietro questo livello di scrittura c&#8217;è una poetica.Tu puoi dire altrettanto?<br />
Mi sembra francamente che tu abbia ancora molto da imparare e da leggere.Inoltre non si giudica la qualità di un libro da quante copie ha venduto.<br />
Allora Dan Brown e Melissa P per te sarebbero dei grandi scrittori perché han venduto tanto in tutto in mondo.Credo propio che tu di letteratura capisca ben poco, se sei convita di questo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-372</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 13:06:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-372</guid>
		<description>@Domenico. Sei laureato in letteratura e fai un corso di editing? Dovresti sapere che si mette uno spazio dopo i segni d’interpunzione, ma non prima. Eppure hai continuato a sbagliare, il che mi dimostra che forse il corso non lo segui con tanta attenzione.
Che poi in Italia sia pieno di editor che non conoscono il proprio mestiere, come spero non diventerai tu, è scontato. Lo dimostra il livello di quanto viene pubblicato, che in campo narrativa fantastica è penoso. Non a caso poi i romanzi vendono poco e quasi nessuno è venduto all’estero, ancora meno nei paesi anglosassoni, dove conoscono la materia un po’ meglio.
Inoltre non sono credenziali queste, la credenziale che ti chiedevo è quello &lt;b&gt;che hai scritto tu&lt;/b&gt;. Scott Card e King si possono permettere d’insegnare perché hanno dimostrato di saperci fare. In campo scrittura, in particolare narrativa, e per rimanere in argomento del blog, narrativa fantastica, saperci fare significa saper scrivere storie di argomento fantastico.
In quanto alle citaziocine, sì sono scritte da cani, adesso tu mi dirai che è Dante, Aristotele e il Padre Eterno, come se la cosa dovesse impressionarmi. Spero almeno tu sia stato abbastanza furbo da pescare qualche passaggio disgraziato da King o Wells. In ogni caso continuano a essere scritte da cani. Io giudico con la mia testa.
Il penultimo romanzo di King, Cell, fa schifo. Non ho difficoltà ad ammetterlo. Non sono una cretina che segue quello che dicono King o Scott Card perché si chiamano King o Scott Card. Seguo quello che dicono perché hanno scritto bei romanzi, e perché provando ad applicare poche singole regole a quello che scrivo io mi accorgo subito di quanto divenga più efficace e scorrevole, oltre al maggior divertimento che deriva dall’usare uno stile essenziale e preciso.

“Il cielo è nero” esprime il concetto che il &lt;i&gt;fottuto&lt;/i&gt; cielo è nero. Credo che una delle ragioni per le quali la narrativa di genere fantastico in Italia è così ridotta male è questa insensata ricerca del “significato”, dell’esprimere più di quanto le parole non dicano. Del cercare qualcosa in più, senza rendersi conto che inventarsi (ché la narrativa fantastica si basa sull’invenzione) cose come la macchina del tempo, la guerra tra i mondi, gli uomini invisibili e le corazzate terrestri è di per sé dimostrazione d’incredibile creatività e genio artistico. Non è la metafora sull’espansionismo inglese, sulla condizione dell’uomo, sul significato della vita a dar forza alla narrativa fantastica, queste sono &lt;b&gt;BOIATE&lt;/b&gt;, sono le &lt;b&gt;idee&lt;/b&gt; che danno forza alla narrativa fantastica!
Non ci credi? Scusa, ma chi se ne sbatte! Vuoi davvero dimostrarmi il contrario? Scrivi un romanzo di fantasy/fantascienza che mi piaccia. Anzi no, voglio essere neutrale: scrivi un romanzo di fantasy/fantascienza che venda almeno 10.000 copie in America.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Domenico. Sei laureato in letteratura e fai un corso di editing? Dovresti sapere che si mette uno spazio dopo i segni d’interpunzione, ma non prima. Eppure hai continuato a sbagliare, il che mi dimostra che forse il corso non lo segui con tanta attenzione.<br />
Che poi in Italia sia pieno di editor che non conoscono il proprio mestiere, come spero non diventerai tu, è scontato. Lo dimostra il livello di quanto viene pubblicato, che in campo narrativa fantastica è penoso. Non a caso poi i romanzi vendono poco e quasi nessuno è venduto all’estero, ancora meno nei paesi anglosassoni, dove conoscono la materia un po’ meglio.<br />
Inoltre non sono credenziali queste, la credenziale che ti chiedevo è quello <b>che hai scritto tu</b>. Scott Card e King si possono permettere d’insegnare perché hanno dimostrato di saperci fare. In campo scrittura, in particolare narrativa, e per rimanere in argomento del blog, narrativa fantastica, saperci fare significa saper scrivere storie di argomento fantastico.<br />
In quanto alle citaziocine, sì sono scritte da cani, adesso tu mi dirai che è Dante, Aristotele e il Padre Eterno, come se la cosa dovesse impressionarmi. Spero almeno tu sia stato abbastanza furbo da pescare qualche passaggio disgraziato da King o Wells. In ogni caso continuano a essere scritte da cani. Io giudico con la mia testa.<br />
Il penultimo romanzo di King, Cell, fa schifo. Non ho difficoltà ad ammetterlo. Non sono una cretina che segue quello che dicono King o Scott Card perché si chiamano King o Scott Card. Seguo quello che dicono perché hanno scritto bei romanzi, e perché provando ad applicare poche singole regole a quello che scrivo io mi accorgo subito di quanto divenga più efficace e scorrevole, oltre al maggior divertimento che deriva dall’usare uno stile essenziale e preciso.</p>
<p>“Il cielo è nero” esprime il concetto che il <i>fottuto</i> cielo è nero. Credo che una delle ragioni per le quali la narrativa di genere fantastico in Italia è così ridotta male è questa insensata ricerca del “significato”, dell’esprimere più di quanto le parole non dicano. Del cercare qualcosa in più, senza rendersi conto che inventarsi (ché la narrativa fantastica si basa sull’invenzione) cose come la macchina del tempo, la guerra tra i mondi, gli uomini invisibili e le corazzate terrestri è di per sé dimostrazione d’incredibile creatività e genio artistico. Non è la metafora sull’espansionismo inglese, sulla condizione dell’uomo, sul significato della vita a dar forza alla narrativa fantastica, queste sono <b>BOIATE</b>, sono le <b>idee</b> che danno forza alla narrativa fantastica!<br />
Non ci credi? Scusa, ma chi se ne sbatte! Vuoi davvero dimostrarmi il contrario? Scrivi un romanzo di fantasy/fantascienza che mi piaccia. Anzi no, voglio essere neutrale: scrivi un romanzo di fantasy/fantascienza che venda almeno 10.000 copie in America.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-369</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 12:09:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-369</guid>
		<description>1)

&quot;Ma non c&#039;è da pensare a capirci qualcosa nel ragionamento, i pensieri hanno ora il ritmo falso e accelerato di quando la nostra mente non vi aderisce perché è altrove, sminuzzata tra le apparenze.Anzi la mente allora non è più mente, è tutta colata( e s&#039;è colorata di fuoco) più giù più su chi lo sa, alla bocca dello stomaco, alla radice dei capelli.Ecco la vera mente.Che è paura, macché paura: fissità.La bocca dello stooomaco, dello stooomaco, cacchio.&quot;.



2)

&quot;Ogni tanto i suoni si affievolivano, come il dolore e allora restava solo la nebbia .Prima della nebbia ricordava l&#039;oscurità : oscurità totale.Doveva dedurne che stava facendo progressi? Sia fatta la luce( anche se di tipo nebbioso), e la luce era così buona così via e così via?Erano esistiti quei suoni nell&#039;oscurità?Non era in grado di dare risposta ad alcuna di quelle domande.Aveva senso porsele?No, non aveva risposta nemmeno a questa.&quot;.


3)

&quot;Waldemar aveva detto che si partiva per il mare, ma né durante il viaggio in ferrovia che fu lungo e faticoso, né alla meta che toccammo al crepuscolo , il mare fece la più piccola mostra di sé, la più fuggitiva apparizione tra il grigio amplesso della terra con le nubi.Quale contrato coi ricordi marini che serbavo dall&#039;infanzia, col mare greco che è la vita nella vita,e brilla d&#039;improvviso tra i pini, s&#039;accende allo sbocco di un anfratto montano, scintilla in fondo alle strade delle città marittime, gioca con i tendoni variegati dei caffè,  gonfia le casacche bianche dei marinai appiedati, che passeggiano a dondolo sul molo , stretti a catena per le braccia come le ragazze di paese!&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1)</p>
<p>&#8220;Ma non c&#8217;è da pensare a capirci qualcosa nel ragionamento, i pensieri hanno ora il ritmo falso e accelerato di quando la nostra mente non vi aderisce perché è altrove, sminuzzata tra le apparenze.Anzi la mente allora non è più mente, è tutta colata( e s&#8217;è colorata di fuoco) più giù più su chi lo sa, alla bocca dello stomaco, alla radice dei capelli.Ecco la vera mente.Che è paura, macché paura: fissità.La bocca dello stooomaco, dello stooomaco, cacchio.&#8221;.</p>
<p>2)</p>
<p>&#8220;Ogni tanto i suoni si affievolivano, come il dolore e allora restava solo la nebbia .Prima della nebbia ricordava l&#8217;oscurità : oscurità totale.Doveva dedurne che stava facendo progressi? Sia fatta la luce( anche se di tipo nebbioso), e la luce era così buona così via e così via?Erano esistiti quei suoni nell&#8217;oscurità?Non era in grado di dare risposta ad alcuna di quelle domande.Aveva senso porsele?No, non aveva risposta nemmeno a questa.&#8221;.</p>
<p>3)</p>
<p>&#8220;Waldemar aveva detto che si partiva per il mare, ma né durante il viaggio in ferrovia che fu lungo e faticoso, né alla meta che toccammo al crepuscolo , il mare fece la più piccola mostra di sé, la più fuggitiva apparizione tra il grigio amplesso della terra con le nubi.Quale contrato coi ricordi marini che serbavo dall&#8217;infanzia, col mare greco che è la vita nella vita,e brilla d&#8217;improvviso tra i pini, s&#8217;accende allo sbocco di un anfratto montano, scintilla in fondo alle strade delle città marittime, gioca con i tendoni variegati dei caffè,  gonfia le casacche bianche dei marinai appiedati, che passeggiano a dondolo sul molo , stretti a catena per le braccia come le ragazze di paese!&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-368</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:33:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ti accontento subito.Facciamo un gioco.Io ora ti riporto dei passi tratti da alcuni autori e tu mi dici ciò che non va secondo i tuoi parametri di giudizio.
Poi io ti dico i loro nomi uno ad uno.Prima di lasciarti alla piacevole lettura, volevo farti sapere che ho letto anche gli altri interventi e so benissimo che gli altri hanno scritto cose simili a ciò che ho detto io.
Se vuoi avere una dimostrazione di ciò che dico presto l&#039;avrai, intanto ti dico solo che sono laureato in letteratura e sto facendo un corso di editing, inoltre conosco diverse persone che lavorano nel campo dell&#039;editoria.In un altro post mi sembra che tu abbia voluto ancora ribadire il fatto che usare la retoria in letteratura non è conforme ai tuoi dogmi narrativi.
Io ti dico soltanto che una frase come &quot;il cielo era nero&quot;
verrebbe immediatamente cerchiata di rosso da qualsiasi editor per la sua banalità.E&#039; già successo al corso che sto frequentando.La letteratura non è un reportage su qualcosa( almeno non solo quello) ma una disciplina che si basa sul linguaggio,sulle parole.
Se mi scrivi &quot;il cielo è nero&quot; io da questa frase deduco che l&#039;autore, o non mi vuole esprimere niente di rilevante oppure non sa scrivere.
Un cielo mi può trasmettere infinite sensazioni che vanno al di là del terrore fisico per qualcosa( come lo piuò essere la minaccia di chissà quale entità aliena).
Il poeta Baudelaire sapeva bene esprimere questo terrore, questo disagio, questo spleen per la realtà...
Ma al di là di questo credimi la letteratura è fatta di parole, con tutto il rispetto per la letteratura di genere, ma se vuoi solo una storia con una trama e un intreccio ti consiglio di andare al cinema, lì non ci sono parole, non c&#039;è narratore( a parte rare eccezioni), ci sono solo voci e personaggi.
La letteratura si crea con le parole e se non riesci a formarti con uno stile riconoscibile come scrittore hai fallito.Per questo motivo ti mostro tre esempi di scrittura, uno dovresti conoscerlo senz&#039;altro ma per non rovinare la sorpresa non dico nulla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti accontento subito.Facciamo un gioco.Io ora ti riporto dei passi tratti da alcuni autori e tu mi dici ciò che non va secondo i tuoi parametri di giudizio.<br />
Poi io ti dico i loro nomi uno ad uno.Prima di lasciarti alla piacevole lettura, volevo farti sapere che ho letto anche gli altri interventi e so benissimo che gli altri hanno scritto cose simili a ciò che ho detto io.<br />
Se vuoi avere una dimostrazione di ciò che dico presto l&#8217;avrai, intanto ti dico solo che sono laureato in letteratura e sto facendo un corso di editing, inoltre conosco diverse persone che lavorano nel campo dell&#8217;editoria.In un altro post mi sembra che tu abbia voluto ancora ribadire il fatto che usare la retoria in letteratura non è conforme ai tuoi dogmi narrativi.<br />
Io ti dico soltanto che una frase come &#8220;il cielo era nero&#8221;<br />
verrebbe immediatamente cerchiata di rosso da qualsiasi editor per la sua banalità.E&#8217; già successo al corso che sto frequentando.La letteratura non è un reportage su qualcosa( almeno non solo quello) ma una disciplina che si basa sul linguaggio,sulle parole.<br />
Se mi scrivi &#8220;il cielo è nero&#8221; io da questa frase deduco che l&#8217;autore, o non mi vuole esprimere niente di rilevante oppure non sa scrivere.<br />
Un cielo mi può trasmettere infinite sensazioni che vanno al di là del terrore fisico per qualcosa( come lo piuò essere la minaccia di chissà quale entità aliena).<br />
Il poeta Baudelaire sapeva bene esprimere questo terrore, questo disagio, questo spleen per la realtà&#8230;<br />
Ma al di là di questo credimi la letteratura è fatta di parole, con tutto il rispetto per la letteratura di genere, ma se vuoi solo una storia con una trama e un intreccio ti consiglio di andare al cinema, lì non ci sono parole, non c&#8217;è narratore( a parte rare eccezioni), ci sono solo voci e personaggi.<br />
La letteratura si crea con le parole e se non riesci a formarti con uno stile riconoscibile come scrittore hai fallito.Per questo motivo ti mostro tre esempi di scrittura, uno dovresti conoscerlo senz&#8217;altro ma per non rovinare la sorpresa non dico nulla.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-345</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 14:42:45 +0000</pubDate>
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		<description>Domenico, ripeti quanto già detto da altri. Bene, prendo atto, ti faccio solo notare che nella maggior parte dei casi non riporto idee mie, ma di signori che si chiamano:
Orson Scott Card
Stephen King
Isaac Asimov
Mark Twain
Ben Bova
ecc. ecc.
In più i loro consigli li ho sperimentati constatandone la validità. Detto ciò, o mi dici il titolo di un tuo romanzo che sia al livello de Il Gioco di Ender, o di Un Americano alla Corte di Re Artù, a dimostrazione che le &lt;b&gt;tue&lt;/b&gt; idee sulla letteratura portano da qualche parte, oppure se permetti il tuo post lo butto idealmente nel cestino.
Perché tra l’altro neanche riporti che, non so, Landolfi ha scritto che occorre riempire le proprie pagine di aggettivi, già sarebbe un argomento più interessante sul quale discutere, no, in base alla &lt;b&gt;tua analisi&lt;/b&gt; delle opere del Landolfi, &lt;b&gt;tu&lt;/b&gt; deduci che gli aggettivi possano starci. Ripeto, qual è la tua esperienza nel campo che mi faccia pensare che la &lt;b&gt;tua analisi&lt;/b&gt; sia corretta? Perché i signori di cui sopra hanno dato ampia dimostrazione di sapere quel che dicono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Domenico, ripeti quanto già detto da altri. Bene, prendo atto, ti faccio solo notare che nella maggior parte dei casi non riporto idee mie, ma di signori che si chiamano:<br />
Orson Scott Card<br />
Stephen King<br />
Isaac Asimov<br />
Mark Twain<br />
Ben Bova<br />
ecc. ecc.<br />
In più i loro consigli li ho sperimentati constatandone la validità. Detto ciò, o mi dici il titolo di un tuo romanzo che sia al livello de Il Gioco di Ender, o di Un Americano alla Corte di Re Artù, a dimostrazione che le <b>tue</b> idee sulla letteratura portano da qualche parte, oppure se permetti il tuo post lo butto idealmente nel cestino.<br />
Perché tra l’altro neanche riporti che, non so, Landolfi ha scritto che occorre riempire le proprie pagine di aggettivi, già sarebbe un argomento più interessante sul quale discutere, no, in base alla <b>tua analisi</b> delle opere del Landolfi, <b>tu</b> deduci che gli aggettivi possano starci. Ripeto, qual è la tua esperienza nel campo che mi faccia pensare che la <b>tua analisi</b> sia corretta? Perché i signori di cui sopra hanno dato ampia dimostrazione di sapere quel che dicono.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-344</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 13:57:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-344</guid>
		<description>Ho letto questo blog per caso, con curiosità e non senza un minino di costernazione.
Vorrei consigliare alla autrice del blog un paio di cose, in tutta sincerità necessarie, se si vuol essere un vero scrittore e non un clone di ciò che hanno fatto altri.
Alcune delle argomentazioni che hai proposto come criterio di giudizio per un opera di scrittura( creativa o non che sia) lasciano un po&#039; il tempo che trovano.
Molte delle correzioni che hai fatto, se così si possono definire,di solito rappresentano il normale lavoro di editing che è routine per qualsiasi opera che venga proposta in una casa editrice.Questo perché molto di rado un testo che giunga nelle mani di un qualsivoglia redattore, è perfetto per la pubblicazione.
Voglio dire che a rigor di logica le tue osservazioni sono esatte.Ma ciò non significa che la qualità di un testo sia scadente solo perchè necessita di un sacrosanto lavoro di editing!
L&#039;editor è un vero e propio scrittore che tu lo sappia o no e spesso può anche manipolare in modo drastico la struttura di un testo.
Il tuo è più un lavoro di restiling sullo stile dell&#039;autore, di cui non nego l&#039;importanza, ma molte osservazioni che presenti risultano del tutto arbitrarie.
Chi mi dice che una aggettivazione eccessiva sia sbagliata in un opera letteraria?Hai mai letto scrittori come Savinio o Landolfi?Scrittori oltremodo &quot;fantastici&quot; che non hanno nulla da invidiare alla letteratura fantastica di oggigiorno.
Il loro stile è spesso difficile, fatto di giochi di parole, riflessioni sul linguaggio e sul senso nascosto delle cose.Molto spesso utilizzano termini desueti o comunque .Tu saresti in grado di dire che sono pessimi autori?E perché?
Lo stile minimalista americano, è secondo me uno dei danni maggiori per chi come te vuole imparare a scrivere.Non esiste un vero sistema per imparare a scrivere esistono I SISTEMI.Tu devi trovare il tuo, mi fa ridere una persona che dice mi leggo tutti i manuali di scrittura di S.King così divento una scrittrice cosi come si dicenta un ingegnere informatico.
Ti ripeto che esistono molti modi per imparare, ma sta ad ognuno di noi trovare quello giusto.Commetti un grave errore di giudizio se credi che la validità di un sistema stia nel maggior numero di persone che ti confermano la sua efficacia.
La scrittura necessita di tecnica, ma anche di contenuto, se non hai nulla  di nuovo da dire difficilmente farai strada.Ti consiglio di leggerti anche Cortazar così vedi cosa significa sfatare le attese del lettore medio come lo chiameresti tu.
Ora permettimi una piccola domanda, stupida certo, ma legittima: cosa si direbbe oggi a Proust se presentasse un manoscritto per una casa editrice?
Siamo spiacenti signor Proust lei non sa scrivere, i suoi periodi sono troppo lunghi, utilizza troppi aggettivi, troppi avverbi, inoltre la sua opera risulta troppo lunga per i nostri standard.Permettimi una grande risata, con tutto il rispetto dovuto e la sincerità necessaria.
In bocca al lupo per tutto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto questo blog per caso, con curiosità e non senza un minino di costernazione.<br />
Vorrei consigliare alla autrice del blog un paio di cose, in tutta sincerità necessarie, se si vuol essere un vero scrittore e non un clone di ciò che hanno fatto altri.<br />
Alcune delle argomentazioni che hai proposto come criterio di giudizio per un opera di scrittura( creativa o non che sia) lasciano un po&#8217; il tempo che trovano.<br />
Molte delle correzioni che hai fatto, se così si possono definire,di solito rappresentano il normale lavoro di editing che è routine per qualsiasi opera che venga proposta in una casa editrice.Questo perché molto di rado un testo che giunga nelle mani di un qualsivoglia redattore, è perfetto per la pubblicazione.<br />
Voglio dire che a rigor di logica le tue osservazioni sono esatte.Ma ciò non significa che la qualità di un testo sia scadente solo perchè necessita di un sacrosanto lavoro di editing!<br />
L&#8217;editor è un vero e propio scrittore che tu lo sappia o no e spesso può anche manipolare in modo drastico la struttura di un testo.<br />
Il tuo è più un lavoro di restiling sullo stile dell&#8217;autore, di cui non nego l&#8217;importanza, ma molte osservazioni che presenti risultano del tutto arbitrarie.<br />
Chi mi dice che una aggettivazione eccessiva sia sbagliata in un opera letteraria?Hai mai letto scrittori come Savinio o Landolfi?Scrittori oltremodo &#8220;fantastici&#8221; che non hanno nulla da invidiare alla letteratura fantastica di oggigiorno.<br />
Il loro stile è spesso difficile, fatto di giochi di parole, riflessioni sul linguaggio e sul senso nascosto delle cose.Molto spesso utilizzano termini desueti o comunque .Tu saresti in grado di dire che sono pessimi autori?E perché?<br />
Lo stile minimalista americano, è secondo me uno dei danni maggiori per chi come te vuole imparare a scrivere.Non esiste un vero sistema per imparare a scrivere esistono I SISTEMI.Tu devi trovare il tuo, mi fa ridere una persona che dice mi leggo tutti i manuali di scrittura di S.King così divento una scrittrice cosi come si dicenta un ingegnere informatico.<br />
Ti ripeto che esistono molti modi per imparare, ma sta ad ognuno di noi trovare quello giusto.Commetti un grave errore di giudizio se credi che la validità di un sistema stia nel maggior numero di persone che ti confermano la sua efficacia.<br />
La scrittura necessita di tecnica, ma anche di contenuto, se non hai nulla  di nuovo da dire difficilmente farai strada.Ti consiglio di leggerti anche Cortazar così vedi cosa significa sfatare le attese del lettore medio come lo chiameresti tu.<br />
Ora permettimi una piccola domanda, stupida certo, ma legittima: cosa si direbbe oggi a Proust se presentasse un manoscritto per una casa editrice?<br />
Siamo spiacenti signor Proust lei non sa scrivere, i suoi periodi sono troppo lunghi, utilizza troppi aggettivi, troppi avverbi, inoltre la sua opera risulta troppo lunga per i nostri standard.Permettimi una grande risata, con tutto il rispetto dovuto e la sincerità necessaria.<br />
In bocca al lupo per tutto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Signor Stockfish</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-264</link>
		<dc:creator>Signor Stockfish</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 10:54:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-264</guid>
		<description>Valpur potrebbe aprire la finestra e guardare sotto: non ci sono appigli per scendere, ed è troppo in alto anche per fare una corda annodando le coperte...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Valpur potrebbe aprire la finestra e guardare sotto: non ci sono appigli per scendere, ed è troppo in alto anche per fare una corda annodando le coperte&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valpur</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/11/02/crudelta-editoriale-due-esempi/#comment-263</link>
		<dc:creator>Valpur</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 10:05:34 +0000</pubDate>
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		<description>@Stockfish: tranquillo, non me la prendo affatto, sostanzialmente per un motivo: è vero!
Diciamo che con quel libro ho iniziato a imparare a scrivere, quindi sono ben consapevole che possa apparire zoppicante qua e là (anche se oh, a me piace così!^^).
Quindi... ben vengano i consigli e le critiche costruttive.

@Gamberetta: quella della finestra però non mi pare così atroce: visto che dopo si parla di rampe di scale, mi sembrava evidente che fosse decisamente troppo in alto per poterla utilizzare; del resto però potrebbe essere una pecca del mio &quot;visualizzare&quot; le cose: ho talmente tanto in mente la scena che dò per scontato -sbagliando, I know- che la cosa sia evidente.
Vedremo, comunque!^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Stockfish: tranquillo, non me la prendo affatto, sostanzialmente per un motivo: è vero!<br />
Diciamo che con quel libro ho iniziato a imparare a scrivere, quindi sono ben consapevole che possa apparire zoppicante qua e là (anche se oh, a me piace così!^^).<br />
Quindi&#8230; ben vengano i consigli e le critiche costruttive.</p>
<p>@Gamberetta: quella della finestra però non mi pare così atroce: visto che dopo si parla di rampe di scale, mi sembrava evidente che fosse decisamente troppo in alto per poterla utilizzare; del resto però potrebbe essere una pecca del mio &#8220;visualizzare&#8221; le cose: ho talmente tanto in mente la scena che dò per scontato -sbagliando, I know- che la cosa sia evidente.<br />
Vedremo, comunque!^_^</p>
]]></content:encoded>
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