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	<title>Commenti a: Laura &amp; I Demoni dell’Editoria</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-3882</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 14:59:21 +0000</pubDate>
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		<description>@Balena Bianca. In effetti sono indietrissimo a fare l’editing di questo racconto, ma puoi leggere l’altro:
&lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2008/03/20/laura-e-gli-anime/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://fantasy.gamberi.org/2008/03/20/laura-e-gli-anime/&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Balena Bianca. In effetti sono indietrissimo a fare l’editing di questo racconto, ma puoi leggere l’altro:<br />
<a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/03/20/laura-e-gli-anime/" rel="nofollow">http://fantasy.gamberi.org/2008/03/20/laura-e-gli-anime/</a></p>
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		<title>Di: Balena Bianca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-3880</link>
		<dc:creator>Balena Bianca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 11:53:21 +0000</pubDate>
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		<description>In questo momento non ci sono i link per leggere.
Intanto, mi sto leggendo tutte le recensioni.
Vorrei mostrarti la scena: una trentenne che ride a tratti, davanti al computer, con suo marito che ogni tanto la guarda perplesso.
Da quello che ho letto finora, e dai commenti qui sopra, mi è venuta una gran voglia di leggere, soprattutto perché dai pochi estratti postati da Nick Truth, credo di capire quello che stai (o stavi) facendo. Questa frase poi:
“Le sembrava la vergogna fosse diventata una sostanza concreta e palpabile,
una sorta di salsa al gusto di peperoncino rosso. Era immersa nella salsa dalla
testa ai piedi.” 
è geniale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento non ci sono i link per leggere.<br />
Intanto, mi sto leggendo tutte le recensioni.<br />
Vorrei mostrarti la scena: una trentenne che ride a tratti, davanti al computer, con suo marito che ogni tanto la guarda perplesso.<br />
Da quello che ho letto finora, e dai commenti qui sopra, mi è venuta una gran voglia di leggere, soprattutto perché dai pochi estratti postati da Nick Truth, credo di capire quello che stai (o stavi) facendo. Questa frase poi:<br />
“Le sembrava la vergogna fosse diventata una sostanza concreta e palpabile,<br />
una sorta di salsa al gusto di peperoncino rosso. Era immersa nella salsa dalla<br />
testa ai piedi.”<br />
è geniale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tyreal</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-2018</link>
		<dc:creator>Tyreal</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 16:47:20 +0000</pubDate>
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		<description>... abbiamo un&#039;amica Laura in comune?!?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; abbiamo un&#8217;amica Laura in comune?!?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Wyvern</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-984</link>
		<dc:creator>Wyvern</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 18:40:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gamberetta,
ho scoperto il tuo blog solo di recente, trovandolo interessante e ben scritto. La profondità di analisi è notevole e spesso ho riscontrato una certa affinità con le mie opinioni. Se devo essere onesto quasi non cicredevo quando andando a ritroso nella lettura ho scoperto che avevi solo 17 anni. 
Con grande curiosità, e aspettative, ho quindi letto la storia di Laura. Purtroppo non mi ha emozionato. E&#039; evidente l&#039;attenzione posta in ogni frase, però è tutto un po&#039; didattico e, soprattutto, i personaggi mancano di profondità. Devo dire che in generale sono concordo con il commento di Zuddas. 
Ad attenuare le mie considerazioni il fatto che proprio non è il mio genere, sia per le note divertenti-surreali che a qualcuno hanno ricordato Benni, sia per l&#039;universo culturale a cui si fa riferimento.

Continuerò a leggerti con attenzione e leggerò sicuramente quanto vorrai postare di tuo in futuro.

Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gamberetta,<br />
ho scoperto il tuo blog solo di recente, trovandolo interessante e ben scritto. La profondità di analisi è notevole e spesso ho riscontrato una certa affinità con le mie opinioni. Se devo essere onesto quasi non cicredevo quando andando a ritroso nella lettura ho scoperto che avevi solo 17 anni.<br />
Con grande curiosità, e aspettative, ho quindi letto la storia di Laura. Purtroppo non mi ha emozionato. E&#8217; evidente l&#8217;attenzione posta in ogni frase, però è tutto un po&#8217; didattico e, soprattutto, i personaggi mancano di profondità. Devo dire che in generale sono concordo con il commento di Zuddas.<br />
Ad attenuare le mie considerazioni il fatto che proprio non è il mio genere, sia per le note divertenti-surreali che a qualcuno hanno ricordato Benni, sia per l&#8217;universo culturale a cui si fa riferimento.</p>
<p>Continuerò a leggerti con attenzione e leggerò sicuramente quanto vorrai postare di tuo in futuro.</p>
<p>Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: barbara</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-569</link>
		<dc:creator>barbara</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 12:23:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ma che avete contro buffy???
Il racconto è un simil-manga rivolto probabilmente a un pubblico adolescenziale: se voleva essere questo è riuscito, altrimenti no.
Io credo che volesse essere questo, ma continuo a preferirti in veste di critica!
Buon Natale (in ritardo come questo commento)!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che avete contro buffy???<br />
Il racconto è un simil-manga rivolto probabilmente a un pubblico adolescenziale: se voleva essere questo è riuscito, altrimenti no.<br />
Io credo che volesse essere questo, ma continuo a preferirti in veste di critica!<br />
Buon Natale (in ritardo come questo commento)!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-548</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 12:51:33 +0000</pubDate>
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		<description>@Domenico. Mi spiace anche nel tuo caso che non ti sia piaciuto, anche se da quel che ho capito ci sarebbe stato poco da fare in ogni caso, visto che non pare sia il tuo genere.
Riguardo al peperoncino. Il paragonare la crescente vergogna all’essere progressivamente immersi nella salsa al peperoncino può non sembrare appropriato, e può non piacere, però è appunto un &lt;i&gt;mostrare&lt;/i&gt;: la storia è narrata dal punto di vista di Laura, lei non potrebbe dire: “Laura si vergognava da morire”, nessuno che sia imbarazzato dice a se stesso: “sono imbarazzato”, uno nota che ha i palmi sudati, la sensazione di calore alle guancie, la netta impressione di star arrossendo anche se non ha davanti uno specchio per verificare, una certa fatica a respirare, ecc. Ho cercato di rendere queste sensazioni con un’immagine, perché è quello che una persona farebbe. Quando sono capitate a me situazioni imbarazzanti, spesso ho avuto la sensazione di non potermi muovere con agio, proprio come se il sudore avesse preso la consistenza della salsa o della marmellata.
Per altro in tutto il racconto le similitudini si contano sulle dita di una mano sola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Domenico. Mi spiace anche nel tuo caso che non ti sia piaciuto, anche se da quel che ho capito ci sarebbe stato poco da fare in ogni caso, visto che non pare sia il tuo genere.<br />
Riguardo al peperoncino. Il paragonare la crescente vergogna all’essere progressivamente immersi nella salsa al peperoncino può non sembrare appropriato, e può non piacere, però è appunto un <i>mostrare</i>: la storia è narrata dal punto di vista di Laura, lei non potrebbe dire: “Laura si vergognava da morire”, nessuno che sia imbarazzato dice a se stesso: “sono imbarazzato”, uno nota che ha i palmi sudati, la sensazione di calore alle guancie, la netta impressione di star arrossendo anche se non ha davanti uno specchio per verificare, una certa fatica a respirare, ecc. Ho cercato di rendere queste sensazioni con un’immagine, perché è quello che una persona farebbe. Quando sono capitate a me situazioni imbarazzanti, spesso ho avuto la sensazione di non potermi muovere con agio, proprio come se il sudore avesse preso la consistenza della salsa o della marmellata.<br />
Per altro in tutto il racconto le similitudini si contano sulle dita di una mano sola.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-547</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 21:55:24 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei spezzare una lancia a favore di Gamberetta.
A me il racconto non è piaciuto, però devo dire che lo stile di scrittura, a differenza delle premesse, non mi ha lasciato alcuna perplessità, anzi... Posso dire di non aver gradito il genere narrativo, ma sinceramente la stoffa si vede, obiettivamente Gamberetta sa scrivere e come ha già detto  Zuddas prima di me, molto meglio di tanti altri che si fingono aspiranti scrittori senza avere un minimo di talento. Ho trovato un po&#039; noiosi i capitoli che ha proposto, tra l&#039;altro c&#039;erano anche dei refusi, ma non è questo il problema...Voglio fare i miei compliementi a Gamberetta perché nelle risposte ha dimostrato una grande onestà, cosa che non ti aspetteresti mai  da una come lei. A me la metafora della salsa al peperoncino è piaciuta, credo sia una buona maniera di rendere tramite immagini palpabili una sensazione che a poco a poco diventa opprimente. Questo dimostra che le teorie di Gamberetta non rispettano - fortunatamente- la prassi della scrittura: se lei credesse ciecamente in quello che ha più spesso ribadito in altri post, avrebbe scritto una frase tipo &quot;Laura si vergognava da morire &quot;. Voglio mandare i miei migliori auguri alla mitica Gamberetta, che mi sta sempre più simpatica, forse perché ho sempre apprezzato chi ha una personalità forte. Il mio umile consiglio è di continuare a scrivere magari sperimentando nuovi genere e perché no, anche nuovi stili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei spezzare una lancia a favore di Gamberetta.<br />
A me il racconto non è piaciuto, però devo dire che lo stile di scrittura, a differenza delle premesse, non mi ha lasciato alcuna perplessità, anzi&#8230; Posso dire di non aver gradito il genere narrativo, ma sinceramente la stoffa si vede, obiettivamente Gamberetta sa scrivere e come ha già detto  Zuddas prima di me, molto meglio di tanti altri che si fingono aspiranti scrittori senza avere un minimo di talento. Ho trovato un po&#8217; noiosi i capitoli che ha proposto, tra l&#8217;altro c&#8217;erano anche dei refusi, ma non è questo il problema&#8230;Voglio fare i miei compliementi a Gamberetta perché nelle risposte ha dimostrato una grande onestà, cosa che non ti aspetteresti mai  da una come lei. A me la metafora della salsa al peperoncino è piaciuta, credo sia una buona maniera di rendere tramite immagini palpabili una sensazione che a poco a poco diventa opprimente. Questo dimostra che le teorie di Gamberetta non rispettano &#8211; fortunatamente- la prassi della scrittura: se lei credesse ciecamente in quello che ha più spesso ribadito in altri post, avrebbe scritto una frase tipo &#8220;Laura si vergognava da morire &#8220;. Voglio mandare i miei migliori auguri alla mitica Gamberetta, che mi sta sempre più simpatica, forse perché ho sempre apprezzato chi ha una personalità forte. Il mio umile consiglio è di continuare a scrivere magari sperimentando nuovi genere e perché no, anche nuovi stili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Russo "Taotor"</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-546</link>
		<dc:creator>Federico Russo "Taotor"</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 14:52:18 +0000</pubDate>
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		<description>Ieri avevo scritto un commento lunghissimo, ma il browser è andato a puttane e io, come un c...ampione, non avevo copiato il testo...

In sintesi: ho notato che alcuni, come Nick Truth e qualcun altro, hanno commentato, del brano, certi particolari abbastanza stupidi (trascurabili). Ricordo di aver scritto che l&#039;epiteto dell&#039;ascensore, che Nick ha criticato, io trovo assolutamente neutrale, o ancora la salsa di peperoncino. A me la similitudine è piaciuta, e la trovo anche funzionale. Il volersi attaccare ai particolari è una cosa inutile, secondo me. Però un po&#039; condivido il resto del commento di Nick (da &quot;Se questo è il tuo stile, devi lavorare tanto&quot; in poi.)

Morale della favola...: questo mi è sembrato un esempio di critica nei confronti delle scelte dell&#039;autore, assolutamente trascurabili e moralmente e logicamente inattaccabili.

P.S. Nick, scusa se prendo proprio te come esempio! Ma non mi va di rileggere tutti i commenti, citare, e scrivere una risposta lunghissima... XD</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri avevo scritto un commento lunghissimo, ma il browser è andato a puttane e io, come un c&#8230;ampione, non avevo copiato il testo&#8230;</p>
<p>In sintesi: ho notato che alcuni, come Nick Truth e qualcun altro, hanno commentato, del brano, certi particolari abbastanza stupidi (trascurabili). Ricordo di aver scritto che l&#8217;epiteto dell&#8217;ascensore, che Nick ha criticato, io trovo assolutamente neutrale, o ancora la salsa di peperoncino. A me la similitudine è piaciuta, e la trovo anche funzionale. Il volersi attaccare ai particolari è una cosa inutile, secondo me. Però un po&#8217; condivido il resto del commento di Nick (da &#8220;Se questo è il tuo stile, devi lavorare tanto&#8221; in poi.)</p>
<p>Morale della favola&#8230;: questo mi è sembrato un esempio di critica nei confronti delle scelte dell&#8217;autore, assolutamente trascurabili e moralmente e logicamente inattaccabili.</p>
<p>P.S. Nick, scusa se prendo proprio te come esempio! Ma non mi va di rileggere tutti i commenti, citare, e scrivere una risposta lunghissima&#8230; XD</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-545</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 07:20:18 +0000</pubDate>
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		<description>(continua)
Nel senso che Laura, la protagonista, è proprio così: cresciuta a cinema e tv, cosa che ha un&#039;importanza fondamentale riguardo a ciò che le andrà a succedere. Ci sono due modi per dire che è cresciuta a cinema e tv: uno è dirlo: &quot;Laura era cresciuta a cinema e tv&quot;, l&#039;altro è farla parlare come in un b-movie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(continua)<br />
Nel senso che Laura, la protagonista, è proprio così: cresciuta a cinema e tv, cosa che ha un&#8217;importanza fondamentale riguardo a ciò che le andrà a succedere. Ci sono due modi per dire che è cresciuta a cinema e tv: uno è dirlo: &#8220;Laura era cresciuta a cinema e tv&#8221;, l&#8217;altro è farla parlare come in un b-movie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-544</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 07:14:25 +0000</pubDate>
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		<description>@Nick Truth: è normale che alla lunga si finisca per parlare, vestirsi e (ahimè) ragionare e comportarsi come nei film. Cinema e TV oltre che per vendere il loro prodotto lavorano per imporre dei modelli, e ci riescono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Nick Truth: è normale che alla lunga si finisca per parlare, vestirsi e (ahimè) ragionare e comportarsi come nei film. Cinema e TV oltre che per vendere il loro prodotto lavorano per imporre dei modelli, e ci riescono.</p>
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		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-543</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 22:13:38 +0000</pubDate>
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		<description>@Gamberetta: dei giudizi non spassionati possono tutt&#039;al più far propendere per pubblicare con uno pseudonimo ;))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta: dei giudizi non spassionati possono tutt&#8217;al più far propendere per pubblicare con uno pseudonimo ;))</p>
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	<item>
		<title>Di: Nick Truth</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-542</link>
		<dc:creator>Nick Truth</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 21:42:54 +0000</pubDate>
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		<description>@angra: tutti abbiamo minacciato a qualcuno di ficcargli qualcosa in culo. Tuttavia non ho mai sentito nessuno minacciare in quel modo, con quel tono, se non nei film. Non è la minaccia in se, ma il modo in cui viene formulata a farmi storcere il naso.
Mi piace il linguaggio crudo, e mi piace il linguaggio realistico. Il punto è che non è così facile come sembra, spesso si cade nel ridicolo.
E poi a quanto pare, Gamberetta ha fatto apposta a far parlare i suoi personaggi come un film.

@gamberetta: puoi non credermi, ma se avessi scritto qualcosa di bello ti avrei fatto i complimenti. E se sono stata secca nel dirti perchè non mi è piaciuto è solo perchè penso che tu apprezzi di più un commento diretto che un giro di parole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@angra: tutti abbiamo minacciato a qualcuno di ficcargli qualcosa in culo. Tuttavia non ho mai sentito nessuno minacciare in quel modo, con quel tono, se non nei film. Non è la minaccia in se, ma il modo in cui viene formulata a farmi storcere il naso.<br />
Mi piace il linguaggio crudo, e mi piace il linguaggio realistico. Il punto è che non è così facile come sembra, spesso si cade nel ridicolo.<br />
E poi a quanto pare, Gamberetta ha fatto apposta a far parlare i suoi personaggi come un film.</p>
<p>@gamberetta: puoi non credermi, ma se avessi scritto qualcosa di bello ti avrei fatto i complimenti. E se sono stata secca nel dirti perchè non mi è piaciuto è solo perchè penso che tu apprezzi di più un commento diretto che un giro di parole.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-541</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 20:44:55 +0000</pubDate>
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		<description>@Saryo: ooops! Hai ragione! Era quello dopo, di Nick Truth :))

Allora lo riscrivo:

@Nick Truth: non hai mai sentito minacciare nessuno in quel modo forse perché frequenti gente troppo perbene. Io una volta ad un tizio (che era anche stato in galera) ho detto proprio “ti stacco la testa e te la infilo nel culo”, e le americanate al cinema e in tv nemmeno le guardo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Saryo: ooops! Hai ragione! Era quello dopo, di Nick Truth :))</p>
<p>Allora lo riscrivo:</p>
<p>@Nick Truth: non hai mai sentito minacciare nessuno in quel modo forse perché frequenti gente troppo perbene. Io una volta ad un tizio (che era anche stato in galera) ho detto proprio “ti stacco la testa e te la infilo nel culo”, e le americanate al cinema e in tv nemmeno le guardo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saryo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-540</link>
		<dc:creator>Saryo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 19:51:50 +0000</pubDate>
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		<description>@Gamberetta:
Quì non si parla di ciò che hai scritto, se è scorrevole oppure no. Quando si legge entrano in gioco molti fattori, fattori che tu, nelle tue numerose recensioni, hai scandito a suon di sarcasmo. Gli aspetti tecnici, la profondità dei personaggi, dei loro dialoghi, della trama in sé. 
La noia che alcune volte avevi leggendo romanzi altrui, (è sacrosanto scrivere una recensione su ciò che si è letto), nulla di sbagliato in questo.
La mia personale opinione: la trama non attira. Una parte fondamentale nella stesura di un racconto, o di un romanzo.
Se un giorno scrivessi altro, leggerei con curiosità, come leggo altri racconti in rete, o romanzi cartacei.
Un mio parere spassionato: continua a scrivere, l&#039;esercizio fa sempre bene, che possa piacere a molti, o a pochi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta:<br />
Quì non si parla di ciò che hai scritto, se è scorrevole oppure no. Quando si legge entrano in gioco molti fattori, fattori che tu, nelle tue numerose recensioni, hai scandito a suon di sarcasmo. Gli aspetti tecnici, la profondità dei personaggi, dei loro dialoghi, della trama in sé.<br />
La noia che alcune volte avevi leggendo romanzi altrui, (è sacrosanto scrivere una recensione su ciò che si è letto), nulla di sbagliato in questo.<br />
La mia personale opinione: la trama non attira. Una parte fondamentale nella stesura di un racconto, o di un romanzo.<br />
Se un giorno scrivessi altro, leggerei con curiosità, come leggo altri racconti in rete, o romanzi cartacei.<br />
Un mio parere spassionato: continua a scrivere, l&#8217;esercizio fa sempre bene, che possa piacere a molti, o a pochi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saryo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-539</link>
		<dc:creator>Saryo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 19:37:39 +0000</pubDate>
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		<description>@Angra:
Forse hai sbagliato nick, non era mio il commento sul linguaggio usato in questo racconto!
Comunque, per la cronaca, non vivo fra gente per bene. Ho sentito di peggio...
Riguardo al commento sul racconto: E&#039; il mio punto di vista, il parere di un lettore, avrei scritto le stesse cose anche se fosse un tuo racconto, o di qualcun altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Angra:<br />
Forse hai sbagliato nick, non era mio il commento sul linguaggio usato in questo racconto!<br />
Comunque, per la cronaca, non vivo fra gente per bene. Ho sentito di peggio&#8230;<br />
Riguardo al commento sul racconto: E&#8217; il mio punto di vista, il parere di un lettore, avrei scritto le stesse cose anche se fosse un tuo racconto, o di qualcun altro.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-538</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 18:28:58 +0000</pubDate>
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		<description>@Angra. Non importa. Nel senso che un giudizio rimane tale e valido anche se non è spassionato. In fondo io l’eventuale prossimo romanzo della Troisi non lo comprerò solo perché l’ha scritto lei. Se io sono “antipatica” e questo anche inconsciamente rovina l’esperienza della lettura è al 100% responsabilità mia, non di chi legge. Chi legge ha sempre ragione, se non si diverte non si diverte, e se stava leggendo qualcosa di mio è un problema solo mio, non della capacità di giudizio del lettore.
Con questo non sto dicendo che i giudizi di chi ha commentato non siano spassionati, sto solo dicendo che non ha importanza, rimangono ugualmente commenti validi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Angra. Non importa. Nel senso che un giudizio rimane tale e valido anche se non è spassionato. In fondo io l’eventuale prossimo romanzo della Troisi non lo comprerò solo perché l’ha scritto lei. Se io sono “antipatica” e questo anche inconsciamente rovina l’esperienza della lettura è al 100% responsabilità mia, non di chi legge. Chi legge ha sempre ragione, se non si diverte non si diverte, e se stava leggendo qualcosa di mio è un problema solo mio, non della capacità di giudizio del lettore.<br />
Con questo non sto dicendo che i giudizi di chi ha commentato non siano spassionati, sto solo dicendo che non ha importanza, rimangono ugualmente commenti validi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-537</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 18:09:20 +0000</pubDate>
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		<description>@Signor Zuddas: certo il fatto di essere suddiviso in capitoli autoconclusivi rende l&#039;opera di Gamberetta più simile alla sceneggiatura di una serie di anime che ad un romanzo tradizionale. Avendo letto solo gli episodi 3 e 4 sono molto curioso di vedere come riuscirà a rendere il crescendo della tensione pur rispettando l&#039;esigenza di conclusioni parziali ad ogni episodio. 

Per il resto:

@Saryo: non hai mai sentito minacciare nessuno in quel modo forse perché frequenti gente troppo perbene. Io una volta ad un tizio (che era anche stato in galera) ho detto proprio &quot;ti stacco la testa e te la infilo nel culo&quot;, e le americanate al cinema e in tv nemmeno le guardo.

@Gamberetta: non credo proprio che potessi aspettarti giudizi sereni e spassionati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Signor Zuddas: certo il fatto di essere suddiviso in capitoli autoconclusivi rende l&#8217;opera di Gamberetta più simile alla sceneggiatura di una serie di anime che ad un romanzo tradizionale. Avendo letto solo gli episodi 3 e 4 sono molto curioso di vedere come riuscirà a rendere il crescendo della tensione pur rispettando l&#8217;esigenza di conclusioni parziali ad ogni episodio. </p>
<p>Per il resto:</p>
<p>@Saryo: non hai mai sentito minacciare nessuno in quel modo forse perché frequenti gente troppo perbene. Io una volta ad un tizio (che era anche stato in galera) ho detto proprio &#8220;ti stacco la testa e te la infilo nel culo&#8221;, e le americanate al cinema e in tv nemmeno le guardo.</p>
<p>@Gamberetta: non credo proprio che potessi aspettarti giudizi sereni e spassionati.</p>
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		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-536</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 17:27:39 +0000</pubDate>
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		<description>@Nick. Non era lo scopo creare una scena d’orrore, è orrore &lt;i&gt;apposta&lt;/i&gt; da cartone animato: il Ducati che taglia una mano a Elena è come Wile E. Coyote che si spiaccica al suolo e gli cade il masso sopra.
Ti devi immaginare il Ducati con in mano il seghetto luccicante ed Elena con gli occhioni spalancati (magari in stile anime così sono di natura più grandi). È &lt;i&gt;apposta&lt;/i&gt; cliché, il pensiero dev’essere: “eh, eh, eh”, non “che paura!”.
Come dicevo prima, è in stile Darwin Awards. Un tizio si è ucciso dopo aver montato il motore di un jet alla sua auto. In 5 secondi il trabiccolo è esploso. È divertente in maniera nera, perché il tizio è pur vero sia morto, ma non fa certo orrore.

Inoltre il Ducati è un contrattempo, come se Laura perdesse il treno, il punto focale è il confronto con Murmur: il climax è il giudizio del Demone. Infatti solo in quel caso Laura è emozionata (anche se non si può davvero capir quanto senza aver letto il resto).

Quello che dovrebbe far sorridere è il fatto che da una parte c’è un contesto da (brutto, banale) telefilm: il “cattivo” che adesca le ragazzine per nutrire il mostro, ma dall’altra parte i personaggi non si comportano come se fossero in tal scenario, infatti a Laura e Murmur interessa la letteratura molto più rispetto al destino delle ragazzine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Nick. Non era lo scopo creare una scena d’orrore, è orrore <i>apposta</i> da cartone animato: il Ducati che taglia una mano a Elena è come Wile E. Coyote che si spiaccica al suolo e gli cade il masso sopra.<br />
Ti devi immaginare il Ducati con in mano il seghetto luccicante ed Elena con gli occhioni spalancati (magari in stile anime così sono di natura più grandi). È <i>apposta</i> cliché, il pensiero dev’essere: “eh, eh, eh”, non “che paura!”.<br />
Come dicevo prima, è in stile Darwin Awards. Un tizio si è ucciso dopo aver montato il motore di un jet alla sua auto. In 5 secondi il trabiccolo è esploso. È divertente in maniera nera, perché il tizio è pur vero sia morto, ma non fa certo orrore.</p>
<p>Inoltre il Ducati è un contrattempo, come se Laura perdesse il treno, il punto focale è il confronto con Murmur: il climax è il giudizio del Demone. Infatti solo in quel caso Laura è emozionata (anche se non si può davvero capir quanto senza aver letto il resto).</p>
<p>Quello che dovrebbe far sorridere è il fatto che da una parte c’è un contesto da (brutto, banale) telefilm: il “cattivo” che adesca le ragazzine per nutrire il mostro, ma dall’altra parte i personaggi non si comportano come se fossero in tal scenario, infatti a Laura e Murmur interessa la letteratura molto più rispetto al destino delle ragazzine.</p>
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	<item>
		<title>Di: Nick Truth</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-535</link>
		<dc:creator>Nick Truth</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 16:28:02 +0000</pubDate>
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		<description>Non è questione di genere distante dall&#039;orrore o meno. La scena dovrebbe esprimere in qualche modo l&#039;orrore, perchè è realistico che sia perverso e orrido qualcuno che cattura le ragazze per darle in &quot;pasto&quot; al mostro, tra l&#039;altro lui la tocca, la lecca. Al massimo la comicità può nascere dal distacco in cui si osserva la scena.
Non voglio spaventarmi, voglio solo essere immersa in qualcosa, di qualunque genere sia.
L&#039;intento di parodia non è riuscito. A meno che il tuo lavoro non sia un tentativo di scrivere un brutto racconto, in quel caso ci sei riuscita, ma non viene da sorridere. 

Il contesto non è che &quot;assomigli ma è molto diverso da quello di un telefilm&quot;: il contesto imita (male) un telefilm.

Il &quot;fastidio&quot; per Laura è la scena dove si scioglie il racconto. Lo schema è questo: arriva alla tana del mostro -Laura viene rapita- Laura ammazza il cattivo. E Laura ammazza il cattivo dovrebbe essere il momento in cui l&#039;attenzione del lettore è massima. Questo non succede, perchè la scena è descritta male.
Questo è quello che penso, e quello che penso è che devi concentrarti di più quando scrivi e sforzarti di immergere il lettore nella tua storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è questione di genere distante dall&#8217;orrore o meno. La scena dovrebbe esprimere in qualche modo l&#8217;orrore, perchè è realistico che sia perverso e orrido qualcuno che cattura le ragazze per darle in &#8220;pasto&#8221; al mostro, tra l&#8217;altro lui la tocca, la lecca. Al massimo la comicità può nascere dal distacco in cui si osserva la scena.<br />
Non voglio spaventarmi, voglio solo essere immersa in qualcosa, di qualunque genere sia.<br />
L&#8217;intento di parodia non è riuscito. A meno che il tuo lavoro non sia un tentativo di scrivere un brutto racconto, in quel caso ci sei riuscita, ma non viene da sorridere. </p>
<p>Il contesto non è che &#8220;assomigli ma è molto diverso da quello di un telefilm&#8221;: il contesto imita (male) un telefilm.</p>
<p>Il &#8220;fastidio&#8221; per Laura è la scena dove si scioglie il racconto. Lo schema è questo: arriva alla tana del mostro -Laura viene rapita- Laura ammazza il cattivo. E Laura ammazza il cattivo dovrebbe essere il momento in cui l&#8217;attenzione del lettore è massima. Questo non succede, perchè la scena è descritta male.<br />
Questo è quello che penso, e quello che penso è che devi concentrarti di più quando scrivi e sforzarti di immergere il lettore nella tua storia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-534</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 15:32:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-534</guid>
		<description>@Saryo. Non mi dispiaccio che non interessi. Mi dispiace se qualcuno deve appunto far fatica a leggere quel che ho scritto. Se uno si annoia è “colpa” mia, e mi spiace, almeno un pochino.
Murmur deve lui aprire gli occhi a Laura, perché Laura non è che sia tanto furba di suo... ^_^

@jackvenom. Ehm, sì Laura parla &lt;i&gt;apposta&lt;/i&gt; come una svampita uscita da un telefilm, non a caso prima che le capitasse quel che le è capitato passava ore e ore attaccata alla TV. Il divertimento dovrebbe nascere (anche) dal mettere un personaggio del genere in un contesto che assomiglia ma è molto diverso da quello di un telefilm.

@Nick. Vedi anche quello detto a Jack. Laura parla proprio &lt;i&gt;apposta&lt;/i&gt; in quella maniera da telefilm perché così è cresciuta. È &lt;i&gt;voluto&lt;/i&gt; che certi suoi pensieri siano così ingenui e banali. Il fatto che il Ducati sia divorato non è il culmine della storia, &lt;i&gt;non ha nessuna importanza&lt;/i&gt; è solo appunto un &lt;i&gt;fastidio&lt;/i&gt; per Laura, nulla più, a lei interessa il suo romanzo e basta.
E comunque, ripeto: lo scopo era divertire. Non era un racconto dell’orrore, era una mezza &lt;i&gt;parodia&lt;/i&gt; dei cliché presenti in certo tipo di racconti. Avresti dovuto (sor)ridere, non spaventarti.

Con ciò rimane un problema mio, nel senso che è ovvio che non sia riuscita a trasmettere tale direzione, ma non si può giudicare L’Esorcista, Frankenstein Junior e Shaun of the Dead come se fossero tutti e tre uguali film dell’orrore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Saryo. Non mi dispiaccio che non interessi. Mi dispiace se qualcuno deve appunto far fatica a leggere quel che ho scritto. Se uno si annoia è “colpa” mia, e mi spiace, almeno un pochino.<br />
Murmur deve lui aprire gli occhi a Laura, perché Laura non è che sia tanto furba di suo&#8230; ^_^</p>
<p>@jackvenom. Ehm, sì Laura parla <i>apposta</i> come una svampita uscita da un telefilm, non a caso prima che le capitasse quel che le è capitato passava ore e ore attaccata alla TV. Il divertimento dovrebbe nascere (anche) dal mettere un personaggio del genere in un contesto che assomiglia ma è molto diverso da quello di un telefilm.</p>
<p>@Nick. Vedi anche quello detto a Jack. Laura parla proprio <i>apposta</i> in quella maniera da telefilm perché così è cresciuta. È <i>voluto</i> che certi suoi pensieri siano così ingenui e banali. Il fatto che il Ducati sia divorato non è il culmine della storia, <i>non ha nessuna importanza</i> è solo appunto un <i>fastidio</i> per Laura, nulla più, a lei interessa il suo romanzo e basta.<br />
E comunque, ripeto: lo scopo era divertire. Non era un racconto dell’orrore, era una mezza <i>parodia</i> dei cliché presenti in certo tipo di racconti. Avresti dovuto (sor)ridere, non spaventarti.</p>
<p>Con ciò rimane un problema mio, nel senso che è ovvio che non sia riuscita a trasmettere tale direzione, ma non si può giudicare L’Esorcista, Frankenstein Junior e Shaun of the Dead come se fossero tutti e tre uguali film dell’orrore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nick Truth</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-533</link>
		<dc:creator>Nick Truth</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 15:05:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-533</guid>
		<description>Ciao, vuoi un parere sincero, e un parere sincero avrai.

Forse a pagina 5 avrei voluto chiudere il racconto, ma poi mi sono detta, sono solo 20 pagine, leggiamolo tutto, così poi potrò commentarlo con più gusto ;)

Partiamo dai difetti minimi: le frasi sono banali, i paragoni sono totalmente inazzeccati. Nonostante i tuoi comandamenti non riesci a mostrare.
Argomento con degli esempi:

&quot;Le sembrava la vergogna fosse diventata una sostanza concreta e palpabile,
una sorta di salsa al gusto di peperoncino rosso. Era immersa nella salsa dalla
testa ai piedi.&quot;

Beh, dai, un pò di fantasia... perchè non scrivi direttamente: &quot;la vergongna si tagliava col coltello?&quot; la banalità è la stessa. Poi, la vergogna e la salsa al peperoncino? Il peperoncino rimanda a qualcosa di erotico, piccante, non certo all&#039;imbarazzo. E non è il peggiore dei paragoni.

&quot;Lei avrebbe voluto che la stupida scatola di metallo si sbrigasse, perché
si accorgeva che fiducia e ottimismo si stavano consumando in fretta, come
un gelato tra le fauci di un ghiottone.&quot;

Scatola di metallo per ascensore si può risparmiare. Ok, l&#039;ascensore è una scatola di metallo, ma preferiamo comunque chiamarlo ascensore, anche se l&#039;hai ripetuto prima, per il semplice motivo che nessuno pensa ad un ascensore come una scatola di metallo... inoltre come definizione è un pò banale. E poi non è stupido. Non è nè intelligente nè stupido. 
Il paragone... i paragoni servono a chiarire, illuminare, non a confondere. L&#039;ottimismo si consuma come un gelato? Tra le fauci di un ghiottone????
Tra un paragone del genere e nessun paragone scegli nessun paragone.

Continuo:
&quot;E ciò detto, con uno scatto improvviso decine di
tentacoli si proiettarono in avanti, avvinghiandosi al signor Ducati. Sulla superficie delle protuberanze nacquero schiere di bocche irte di denti acuminati come spilli. Al Ducati riuscì di lanciare un singolo urlo, prima di venir divorato, alla stregua di un prosciutto gettato in una vasca piena di piranha.&quot;

Questo sarebbe il momento saliente... è totalmente cieco, il lettore non vede un tubo. &quot;con uno scatto improvviso&quot;... se è uno scatto, è ovvio che è improvviso... mi pare difficile che qualcuno anticipi uno scatto. 
Questa scena è noia. è banale Gamberetta, le parole scelte sono facili facili, il paragone è terribile. 
Se questo è il tuo stile, devi lavorare tanto.

Ora passiamo ai difetti gravissimi.
La credibilità: questa storia sembra la fantasia mal riuscita di una ragazzina. è tutto uno stereotipo, il personaggio di Laura si comporta come un eroina americana, di quelle che vorrei buttare nel fuoco: Buffy, che durante le scene più tese riempie il nemico di freddure. 
I dialoghi sono pessimi, per niente credibili:

&quot;Apri bene le orecchie, figlio
di troia: finora sono stata gentile, ma ora cominci a darmi fastidio. Lasciami
subito andare o quella cazzo di mano te la taglio e te la ficco su per il culo!&quot;

Da quale film deriva questo dialogo? Prendi ispirazione dalla realtà quando scrivi dialoghi, non dalle americanate. Non ho mai sentito nessuno, nella vita vera minacciare in quel modo. 

Poi:

&quot;— Aiuto! Se qualcuno mi sente, aiuto! Aiutatemi! Aiuto... —&quot;

eh, già, è proprio spaventata la bambina...

&quot;— Meno di un giorno e potrai Rinascere!
Dovresti esserne felice!
— No, no... vi prego — piagnucolò lei.&quot;

Si, lui è il classico cattivo che si è visto in tutti i film: &quot;devi essere contenta, hai l&#039;onore di diventare parte del mio signore bla bla bla&quot;.
La bambina invece piagnucola dando al nemico del voi. e che dice?
&quot;no, no... vi prego&quot;. Sta proprio supplicando, la scena è proprio realistica, il lettore lo sente proprio...
Gamberetta, concentrati. Quando scrivi qualcosa cerca di immergere te stessa e il lettore nell&#039;orrore della scena, nella perversione. C&#039;erano un mucchio di modi in cui si poteva realizzare una scena del genere, tantissime sensazioni da trasmettere. Tu hai scelto di non trasmetterne nessuna.

Beh, mi fermo, non perchè non ci sia altro, ma perchè non posso incollare l&#039;intero racconto. 
Giudizio complessivo: la storia è banale, è una puntata brutta di un brutto telefilm, con personaggi piatti. Non fa nè ridere nè sorridere.
Il mostro che vuole liberare il mondo dalle cattive scrittrici fantasy ti dovrebbe far riflettere... 

Comunque hai 17 anni e tutto il tempo per migliorare e scrivere qualcosa di buono.
In bocca al lupo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, vuoi un parere sincero, e un parere sincero avrai.</p>
<p>Forse a pagina 5 avrei voluto chiudere il racconto, ma poi mi sono detta, sono solo 20 pagine, leggiamolo tutto, così poi potrò commentarlo con più gusto ;)</p>
<p>Partiamo dai difetti minimi: le frasi sono banali, i paragoni sono totalmente inazzeccati. Nonostante i tuoi comandamenti non riesci a mostrare.<br />
Argomento con degli esempi:</p>
<p>&#8220;Le sembrava la vergogna fosse diventata una sostanza concreta e palpabile,<br />
una sorta di salsa al gusto di peperoncino rosso. Era immersa nella salsa dalla<br />
testa ai piedi.&#8221;</p>
<p>Beh, dai, un pò di fantasia&#8230; perchè non scrivi direttamente: &#8220;la vergongna si tagliava col coltello?&#8221; la banalità è la stessa. Poi, la vergogna e la salsa al peperoncino? Il peperoncino rimanda a qualcosa di erotico, piccante, non certo all&#8217;imbarazzo. E non è il peggiore dei paragoni.</p>
<p>&#8220;Lei avrebbe voluto che la stupida scatola di metallo si sbrigasse, perché<br />
si accorgeva che fiducia e ottimismo si stavano consumando in fretta, come<br />
un gelato tra le fauci di un ghiottone.&#8221;</p>
<p>Scatola di metallo per ascensore si può risparmiare. Ok, l&#8217;ascensore è una scatola di metallo, ma preferiamo comunque chiamarlo ascensore, anche se l&#8217;hai ripetuto prima, per il semplice motivo che nessuno pensa ad un ascensore come una scatola di metallo&#8230; inoltre come definizione è un pò banale. E poi non è stupido. Non è nè intelligente nè stupido.<br />
Il paragone&#8230; i paragoni servono a chiarire, illuminare, non a confondere. L&#8217;ottimismo si consuma come un gelato? Tra le fauci di un ghiottone????<br />
Tra un paragone del genere e nessun paragone scegli nessun paragone.</p>
<p>Continuo:<br />
&#8220;E ciò detto, con uno scatto improvviso decine di<br />
tentacoli si proiettarono in avanti, avvinghiandosi al signor Ducati. Sulla superficie delle protuberanze nacquero schiere di bocche irte di denti acuminati come spilli. Al Ducati riuscì di lanciare un singolo urlo, prima di venir divorato, alla stregua di un prosciutto gettato in una vasca piena di piranha.&#8221;</p>
<p>Questo sarebbe il momento saliente&#8230; è totalmente cieco, il lettore non vede un tubo. &#8220;con uno scatto improvviso&#8221;&#8230; se è uno scatto, è ovvio che è improvviso&#8230; mi pare difficile che qualcuno anticipi uno scatto.<br />
Questa scena è noia. è banale Gamberetta, le parole scelte sono facili facili, il paragone è terribile.<br />
Se questo è il tuo stile, devi lavorare tanto.</p>
<p>Ora passiamo ai difetti gravissimi.<br />
La credibilità: questa storia sembra la fantasia mal riuscita di una ragazzina. è tutto uno stereotipo, il personaggio di Laura si comporta come un eroina americana, di quelle che vorrei buttare nel fuoco: Buffy, che durante le scene più tese riempie il nemico di freddure.<br />
I dialoghi sono pessimi, per niente credibili:</p>
<p>&#8220;Apri bene le orecchie, figlio<br />
di troia: finora sono stata gentile, ma ora cominci a darmi fastidio. Lasciami<br />
subito andare o quella cazzo di mano te la taglio e te la ficco su per il culo!&#8221;</p>
<p>Da quale film deriva questo dialogo? Prendi ispirazione dalla realtà quando scrivi dialoghi, non dalle americanate. Non ho mai sentito nessuno, nella vita vera minacciare in quel modo. </p>
<p>Poi:</p>
<p>&#8220;— Aiuto! Se qualcuno mi sente, aiuto! Aiutatemi! Aiuto&#8230; —&#8221;</p>
<p>eh, già, è proprio spaventata la bambina&#8230;</p>
<p>&#8220;— Meno di un giorno e potrai Rinascere!<br />
Dovresti esserne felice!<br />
— No, no&#8230; vi prego — piagnucolò lei.&#8221;</p>
<p>Si, lui è il classico cattivo che si è visto in tutti i film: &#8220;devi essere contenta, hai l&#8217;onore di diventare parte del mio signore bla bla bla&#8221;.<br />
La bambina invece piagnucola dando al nemico del voi. e che dice?<br />
&#8220;no, no&#8230; vi prego&#8221;. Sta proprio supplicando, la scena è proprio realistica, il lettore lo sente proprio&#8230;<br />
Gamberetta, concentrati. Quando scrivi qualcosa cerca di immergere te stessa e il lettore nell&#8217;orrore della scena, nella perversione. C&#8217;erano un mucchio di modi in cui si poteva realizzare una scena del genere, tantissime sensazioni da trasmettere. Tu hai scelto di non trasmetterne nessuna.</p>
<p>Beh, mi fermo, non perchè non ci sia altro, ma perchè non posso incollare l&#8217;intero racconto.<br />
Giudizio complessivo: la storia è banale, è una puntata brutta di un brutto telefilm, con personaggi piatti. Non fa nè ridere nè sorridere.<br />
Il mostro che vuole liberare il mondo dalle cattive scrittrici fantasy ti dovrebbe far riflettere&#8230; </p>
<p>Comunque hai 17 anni e tutto il tempo per migliorare e scrivere qualcosa di buono.<br />
In bocca al lupo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saryo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-532</link>
		<dc:creator>Saryo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 14:41:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-532</guid>
		<description>@Gamberetta:
Lo stile è scorrevole, come accade in molti romanzi scritti in maniera tale.  La trama non mi attira, non avvince me personalmente. Questione di gusti?
Quando una persona comincia a scrivere su un argomento, nel frattempo vive un&#039;esperienza fuori dal comune, è probabile che accantoni l&#039;argomento &quot;vecchio&quot; per quello &quot;nuovo&quot;, più vivo in lei, con esperienze dirette che la tocchino nel profondo. Non è plausibile che la protagonista continui a lavorare sul manoscritto già cominciato. Mi sembra una macchinazione per alterare la trama, per condurre la storia su punti che vuoi toccare, senza lasciare andare Laura verso strade a lei più congeniali.
Ci vuole il Demone Murmur che le apra gli occhi? Che le faccia capire di scrivere su un argomento che conosce?
Poi, non ho mai scritto di un&#039;ambientazione americana, ma che la ricorda dall&#039;edificio. Che fosse solo uno me lo hai detto tu. 
Non ti devi dispiacere se ciò che scrivi non provoca interesse, parlo di me, una sola voce: non si può accontentare tutti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta:<br />
Lo stile è scorrevole, come accade in molti romanzi scritti in maniera tale.  La trama non mi attira, non avvince me personalmente. Questione di gusti?<br />
Quando una persona comincia a scrivere su un argomento, nel frattempo vive un&#8217;esperienza fuori dal comune, è probabile che accantoni l&#8217;argomento &#8220;vecchio&#8221; per quello &#8220;nuovo&#8221;, più vivo in lei, con esperienze dirette che la tocchino nel profondo. Non è plausibile che la protagonista continui a lavorare sul manoscritto già cominciato. Mi sembra una macchinazione per alterare la trama, per condurre la storia su punti che vuoi toccare, senza lasciare andare Laura verso strade a lei più congeniali.<br />
Ci vuole il Demone Murmur che le apra gli occhi? Che le faccia capire di scrivere su un argomento che conosce?<br />
Poi, non ho mai scritto di un&#8217;ambientazione americana, ma che la ricorda dall&#8217;edificio. Che fosse solo uno me lo hai detto tu.<br />
Non ti devi dispiacere se ciò che scrivi non provoca interesse, parlo di me, una sola voce: non si può accontentare tutti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: jackvenom</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-531</link>
		<dc:creator>jackvenom</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 14:35:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-531</guid>
		<description>Ho letto (con molta fatica) tutto il lavoro che hai voluto condividere. Non posso certo dire che il commento possa essere positivo.
Mi fa piacere che ti sia divertita scrivendolo, ma purtroppo non hai divertito me. Anzi il tutto appariva assai ridicolo, inverosimile all&#039;interno del contesto della storia. Il personaggio di Laura è piatto, ogni cosa che dice appare veramente insulsa. I dialoghi sono una via di mezzo tra il manga e il telefilm americano di serie b (leggi Buffy) e per questo assolutamente falsi. Nemmeno per un attimo mi sono sentito rapito dalla storia, e su questo ha aiutato parecchio anche il fatto che tutto quanto dicessi (si, dicessi, perchè in quanto a mostrare hai ancora molto da imparare) fosse cieco. insomma, se lo stile è apposta orientato all&#039;essere il più scorrevole possibile, prova ad orientarlo nella maniera meno scorrevole possibile. Forse così ne uscirà qualcosa di davvero scorrevole.

Hai definito il genere di questa storia come Urban Fantasy. Io te ne suggerisco un altro: Buffy Schifantasy. Rende meglio l&#039;idea.

Se non avessi solo 17 anni, e quindi per forza dei margini di miglioramento, ti direi che l&#039;ippica può dare davvero delle grandi soddisfazioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto (con molta fatica) tutto il lavoro che hai voluto condividere. Non posso certo dire che il commento possa essere positivo.<br />
Mi fa piacere che ti sia divertita scrivendolo, ma purtroppo non hai divertito me. Anzi il tutto appariva assai ridicolo, inverosimile all&#8217;interno del contesto della storia. Il personaggio di Laura è piatto, ogni cosa che dice appare veramente insulsa. I dialoghi sono una via di mezzo tra il manga e il telefilm americano di serie b (leggi Buffy) e per questo assolutamente falsi. Nemmeno per un attimo mi sono sentito rapito dalla storia, e su questo ha aiutato parecchio anche il fatto che tutto quanto dicessi (si, dicessi, perchè in quanto a mostrare hai ancora molto da imparare) fosse cieco. insomma, se lo stile è apposta orientato all&#8217;essere il più scorrevole possibile, prova ad orientarlo nella maniera meno scorrevole possibile. Forse così ne uscirà qualcosa di davvero scorrevole.</p>
<p>Hai definito il genere di questa storia come Urban Fantasy. Io te ne suggerisco un altro: Buffy Schifantasy. Rende meglio l&#8217;idea.</p>
<p>Se non avessi solo 17 anni, e quindi per forza dei margini di miglioramento, ti direi che l&#8217;ippica può dare davvero delle grandi soddisfazioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-530</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 11:53:40 +0000</pubDate>
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		<description>@Saryo. Laura scrive di Magikolandia perché già prima ne stava scrivendo, anche se non seriamente. L’ambientazione non è americana, non è mai citato che si siano tanti grattacieli, ce n’è &lt;b&gt;uno&lt;/b&gt; solo.
Mi spiace che tu non ti sia divertito, che addirittura abbia avuto difficoltà a finire di leggere, soprattutto la seconda cosa, per la quale ora come ora non ho soluzione, dato che, al di là dei contenuti che ti possono o meno piacere, lo stile è &lt;i&gt;apposta&lt;/i&gt; orientato all’essere più scorrevole possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Saryo. Laura scrive di Magikolandia perché già prima ne stava scrivendo, anche se non seriamente. L’ambientazione non è americana, non è mai citato che si siano tanti grattacieli, ce n’è <b>uno</b> solo.<br />
Mi spiace che tu non ti sia divertito, che addirittura abbia avuto difficoltà a finire di leggere, soprattutto la seconda cosa, per la quale ora come ora non ho soluzione, dato che, al di là dei contenuti che ti possono o meno piacere, lo stile è <i>apposta</i> orientato all’essere più scorrevole possibile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Saryo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/14/laura-i-demoni-dell%e2%80%99editoria/#comment-529</link>
		<dc:creator>Saryo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 11:15:17 +0000</pubDate>
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		<description>Premessa!
Ho letto il terzo capitolo e sinceramente ho faticato a terminarlo, ma, prima di scrivere un mio qualsiasi giudizio, mi sono costretto a farlo. Cosa mi ha spinto ad andare avanti?
Forza di volontà...

Penso tu possa fare di meglio, lo spero. Che sia scritto di tuo pugno, lo credo molto: ho trovato molto humor in queste pagine, a volte tagliente, a volte fuori-luogo.
Il personaggio principale, Laura, sembra semplice. Nella tua premessa sul post, l&#039;hai presentata come una ragazza che fa vincere l&#039;Oscuro Signore un po&#039; per caso, senza farlo apposta. Trovo una forzatura che, quando lei fa rientro nel suo mondo, si metta a scrivere &quot;Magikolandia&quot;, anziché ciò che le è capitato. E&#039; questa la forzatura a monte, che tu hai usato per parlare di quanto sia difficile scrivere un romanzo Fantasy avvincente e non banale. Tutto quello che avviene dopo, Murmur compreso, sembra un &quot;detto di Gamberetta&quot; nelle varie recenzioni: &quot;Parla di ciò che conosci&quot;. 
Il fatto che tu abbia ambientato la storia in una città dai contorni &quot;americani&quot;, con tutti quei grattacieli, e i personaggi dai nomi italiani credo siano un po&#039; fuori luogo, non trovi?
Non usare mai la scusa: &quot;Ho scritto questi capitoli solo per far divertire&quot;, perché quando si scrive ci si aspetta un po&#039; più di una risata. Ho solo sorriso leggendo il terzo capitolo, non mi sono divertito.
Non immagino come sia il resto...
Devi lavorare molto, Gamberetta, senza mettere in ciò che scrivi il tuo lato saccente e supponente.
Questo è il mio parere personale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa!<br />
Ho letto il terzo capitolo e sinceramente ho faticato a terminarlo, ma, prima di scrivere un mio qualsiasi giudizio, mi sono costretto a farlo. Cosa mi ha spinto ad andare avanti?<br />
Forza di volontà&#8230;</p>
<p>Penso tu possa fare di meglio, lo spero. Che sia scritto di tuo pugno, lo credo molto: ho trovato molto humor in queste pagine, a volte tagliente, a volte fuori-luogo.<br />
Il personaggio principale, Laura, sembra semplice. Nella tua premessa sul post, l&#8217;hai presentata come una ragazza che fa vincere l&#8217;Oscuro Signore un po&#8217; per caso, senza farlo apposta. Trovo una forzatura che, quando lei fa rientro nel suo mondo, si metta a scrivere &#8220;Magikolandia&#8221;, anziché ciò che le è capitato. E&#8217; questa la forzatura a monte, che tu hai usato per parlare di quanto sia difficile scrivere un romanzo Fantasy avvincente e non banale. Tutto quello che avviene dopo, Murmur compreso, sembra un &#8220;detto di Gamberetta&#8221; nelle varie recenzioni: &#8220;Parla di ciò che conosci&#8221;.<br />
Il fatto che tu abbia ambientato la storia in una città dai contorni &#8220;americani&#8221;, con tutti quei grattacieli, e i personaggi dai nomi italiani credo siano un po&#8217; fuori luogo, non trovi?<br />
Non usare mai la scusa: &#8220;Ho scritto questi capitoli solo per far divertire&#8221;, perché quando si scrive ci si aspetta un po&#8217; più di una risata. Ho solo sorriso leggendo il terzo capitolo, non mi sono divertito.<br />
Non immagino come sia il resto&#8230;<br />
Devi lavorare molto, Gamberetta, senza mettere in ciò che scrivi il tuo lato saccente e supponente.<br />
Questo è il mio parere personale.</p>
]]></content:encoded>
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