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	<title>Commenti a: «Uno a zero» urlò il re</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: LOoth</title>
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		<dc:creator>LOoth</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 14:20:07 +0000</pubDate>
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		<description>Aldebaran sono d&#039;accordo con te e credo che quello che hai scritto sia estremamente migliore di quello scritto in questo articolo e nei suoi commentucci infantili</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aldebaran sono d&#8217;accordo con te e credo che quello che hai scritto sia estremamente migliore di quello scritto in questo articolo e nei suoi commentucci infantili</p>
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		<title>Di: Aldebaran</title>
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		<dc:creator>Aldebaran</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 18:31:39 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Oltretutto vorrei sapere quali libri considerate dei buoni fantasy…&lt;/blockquote&gt;

Oh, dimenticavo. Be&#039;, parlando per me...
I romanzi ambientati a Faerie di Michael Swanwick, La Caduta di Malazan di Steven Erikson, i romanzi ambientati ad Ambegris di Jeff VanderMeer, Ash: Una Storia Segreta di Mary Gentle, La Leggenda di Otori di Lian Hearn, La Torre Nera di Stephen King, Pan di Francesco Dimitri, i romanzi ambientati a Bas-Lag di China Miéville (tecnicamente scarso, ma con un&#039;enorme fantasia. E poi adoro i suoi contenuti socio-politici), Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin (originalità sotto zero, ma scritto bene), Lo Specchio di Atlante di Bernardo Cicchetti, Il Sentiero di Legno e Sangue di Luca Tarenzi, L&#039;Acchiapparatti di Francesco Barbi,  The Half-Made World di Felix Gilman. 

Poi, il fantasy ha molti sottogeneri diversi tra loro. Lì è questione di gusti, ad esempio io &lt;u&gt;odio&lt;/u&gt; il fantasy classico (mondo medievale, elfi, signore oscuro etc etc).
La tecnica, però, è oggettiva. Ed è oggettivo che la Troisi è scarsa. L&#039;unico suo romanzo leggibile è I Dannati di Malva, che comunque è carente di revisioni ed editing. Forse, sistemato, potrebbe esser decente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Oltretutto vorrei sapere quali libri considerate dei buoni fantasy…</p></blockquote>
<p>Oh, dimenticavo. Be&#8217;, parlando per me&#8230;<br />
I romanzi ambientati a Faerie di Michael Swanwick, La Caduta di Malazan di Steven Erikson, i romanzi ambientati ad Ambegris di Jeff VanderMeer, Ash: Una Storia Segreta di Mary Gentle, La Leggenda di Otori di Lian Hearn, La Torre Nera di Stephen King, Pan di Francesco Dimitri, i romanzi ambientati a Bas-Lag di China Miéville (tecnicamente scarso, ma con un&#8217;enorme fantasia. E poi adoro i suoi contenuti socio-politici), Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin (originalità sotto zero, ma scritto bene), Lo Specchio di Atlante di Bernardo Cicchetti, Il Sentiero di Legno e Sangue di Luca Tarenzi, L&#8217;Acchiapparatti di Francesco Barbi,  The Half-Made World di Felix Gilman. </p>
<p>Poi, il fantasy ha molti sottogeneri diversi tra loro. Lì è questione di gusti, ad esempio io <u>odio</u> il fantasy classico (mondo medievale, elfi, signore oscuro etc etc).<br />
La tecnica, però, è oggettiva. Ed è oggettivo che la Troisi è scarsa. L&#8217;unico suo romanzo leggibile è I Dannati di Malva, che comunque è carente di revisioni ed editing. Forse, sistemato, potrebbe esser decente.</p>
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		<title>Di: Aldebaran</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-26034</link>
		<dc:creator>Aldebaran</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 18:16:02 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;In quanto stiamo parlando di fantasy e non di realtà ( come il discorso delle unità di misura).&lt;/blockquote&gt;

E&#039; appunto questo il problema. La difficoltà del fantasy è rendere reale ciò che si scrive. Insomma, stai parlando di aria fritta e catturare il lettore facendogli credere, almeno mentre legge, che sia tutto reale. 
Per far questo ci vuole grande attenzione e cura dei dettagli. Bisogna raggiungere un altissimo grado di verosimiglianza.
La scusa &quot;Perché sì, tanto è fantasy&quot; è, per l&#039;appunto, una scusa. Pure stupida. 
Gli scrittori fantasy che scrivono alla come capita &quot;perché tanto è fantasy&quot; sono poco professionali, sciatti e ignoranti nel loro stesso genere. La Troisi scrive boiate con l&#039;originalità sotto i tacchi, ma con più attenzione potrebbe scriverle bene. Il punto è che non ci mette attenzione, non revisiona, non ricontrolla, è tutto fuorché precisa. La Troisi è sciatta!

Un episodio demente e senza senso (come quello della caduta dalla torre in Nihal della Terra del Vento) è intollerabile in ogni tipo di romanzo, soprattutto nel fantasy dove c&#039;è bisogno di forte verosimiglianza. 
Il fantasy è forse il genere letterario più difficile da scrivere, non va preso alla leggera. Ma al di là di ciò, nessun tipo di romanzo si scrive &quot;alla come capita&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In quanto stiamo parlando di fantasy e non di realtà ( come il discorso delle unità di misura).</p></blockquote>
<p>E&#8217; appunto questo il problema. La difficoltà del fantasy è rendere reale ciò che si scrive. Insomma, stai parlando di aria fritta e catturare il lettore facendogli credere, almeno mentre legge, che sia tutto reale.<br />
Per far questo ci vuole grande attenzione e cura dei dettagli. Bisogna raggiungere un altissimo grado di verosimiglianza.<br />
La scusa &#8220;Perché sì, tanto è fantasy&#8221; è, per l&#8217;appunto, una scusa. Pure stupida.<br />
Gli scrittori fantasy che scrivono alla come capita &#8220;perché tanto è fantasy&#8221; sono poco professionali, sciatti e ignoranti nel loro stesso genere. La Troisi scrive boiate con l&#8217;originalità sotto i tacchi, ma con più attenzione potrebbe scriverle bene. Il punto è che non ci mette attenzione, non revisiona, non ricontrolla, è tutto fuorché precisa. La Troisi è sciatta!</p>
<p>Un episodio demente e senza senso (come quello della caduta dalla torre in Nihal della Terra del Vento) è intollerabile in ogni tipo di romanzo, soprattutto nel fantasy dove c&#8217;è bisogno di forte verosimiglianza.<br />
Il fantasy è forse il genere letterario più difficile da scrivere, non va preso alla leggera. Ma al di là di ciò, nessun tipo di romanzo si scrive &#8220;alla come capita&#8221;.</p>
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		<title>Di: LOoth</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-26023</link>
		<dc:creator>LOoth</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 14:59:33 +0000</pubDate>
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		<description>Egregi frequentatori di questo sito e naturalmente egregia redattrice dell&#039;articolo , avrei una domanda da porvi : come diavolo fate a dire certe cose sui libri della Troisi ?
Io ho letto le recensioni che avete fatto su questo sito e credo fermamente che siano eccezzionalmente ingiuste.
Naturalmente il discorso della raccomandazione può essere reale o no ma credo che tutto il resto sia fuoriluogo anche i commenti qui sopra sono stupidi e infantili in quanto stiamo parlando di fantasy e non di realtà ( come il discorso delle unità di misura).
Oltretutto vorrei sapere quali libri considerate dei buoni fantasy...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregi frequentatori di questo sito e naturalmente egregia redattrice dell&#8217;articolo , avrei una domanda da porvi : come diavolo fate a dire certe cose sui libri della Troisi ?<br />
Io ho letto le recensioni che avete fatto su questo sito e credo fermamente che siano eccezzionalmente ingiuste.<br />
Naturalmente il discorso della raccomandazione può essere reale o no ma credo che tutto il resto sia fuoriluogo anche i commenti qui sopra sono stupidi e infantili in quanto stiamo parlando di fantasy e non di realtà ( come il discorso delle unità di misura).<br />
Oltretutto vorrei sapere quali libri considerate dei buoni fantasy&#8230;</p>
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		<title>Di: Nekoi Echizen</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-14201</link>
		<dc:creator>Nekoi Echizen</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 23:31:15 +0000</pubDate>
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		<description>Non posso credere che la demenza pervada la nostra terra fino a tal punto! Ma posso credere ancora meno che quella maledetta spenda i soldi di chi legge i suoi libr in così tanti siti di poca utilità!!!!!!!!!!!!!!!! E ci sono pure siti stranieri già! Si vede che gli editor stranieri avran fatto un lavoro migliore nelle traduzioni? Speriamo se no siamo fritti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso credere che la demenza pervada la nostra terra fino a tal punto! Ma posso credere ancora meno che quella maledetta spenda i soldi di chi legge i suoi libr in così tanti siti di poca utilità!!!!!!!!!!!!!!!! E ci sono pure siti stranieri già! Si vede che gli editor stranieri avran fatto un lavoro migliore nelle traduzioni? Speriamo se no siamo fritti.</p>
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		<title>Di: Hastur</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-10516</link>
		<dc:creator>Hastur</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 21:12:56 +0000</pubDate>
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		<description>Sicuramente se tutte le sceneggiatrici sono così c&#039;è un motivo in più per spiegare perché l&#039;editoria italiana di qualità stia latitando da tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente se tutte le sceneggiatrici sono così c&#8217;è un motivo in più per spiegare perché l&#8217;editoria italiana di qualità stia latitando da tempo.</p>
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		<title>Di: noby</title>
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		<dc:creator>noby</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 23:33:29 +0000</pubDate>
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		<description>@Simona: guarda che Gamberetta ha scritto che &quot;a dispetto del titolo&quot;, il Paradiso degli Orchi NON è un libro fantasy. Ma tutte le sceneggiatrici sono analfabete? T_T</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Simona: guarda che Gamberetta ha scritto che &#8220;a dispetto del titolo&#8221;, il Paradiso degli Orchi NON è un libro fantasy. Ma tutte le sceneggiatrici sono analfabete? T_T</p>
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		<title>Di: Auletride</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-998</link>
		<dc:creator>Auletride</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 16:43:40 +0000</pubDate>
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		<description>Una considerazione del tutto generale, non legata a questi libri e alle cretinate più eclatanti che giustamente hai segnalato.
Penso che non si debba essere troppo rigorosi sui modi di dire:  qualunque frase idiomatica è strettissimamente legata alla cultura di chi la pronuncia, e infatti è quasi sempre intraducibile. Noi magari non ce ne rendiamo conto, ma ogni volta che usiamo un modo di dire stiamo facendo riferimento a qualche abitudine degli antichi Romani, citando la frase di un Papa, alludendo a un episodio storico...
A rigore, in un mondo inventato non si potrebbe dire niente, neanche usare tutte le parole la cui etimologia risale a qualche altra cosa che nel mondo fantastico non è esistita! Ma se è sottinteso che i personaggi del libro parlino in realtà una loro lingua, si può supporre lo stesso riguardo ai modi di dire, no? Entro certi limiti, certo.
Ma se imprecisioni come queste sono gli unici errori in un libro che per il resto funziona (libro ipotetico: non è il caso della Troisi, mi par di capire ^^), io ci passerei sopra.

Dissento invece sull&#039;idea che la &quot;verosimiglianza&quot; stia nel ricreare tutto precisamente com&#039;è stato nel nostro medioevo: quello che è accaduto nella storia vera non è l&#039;unico modo in cui potevano andare le cose. Cosa c&#039;entrano i gradi militari, scusate? Non è una lezione di storia. Devo fare attenzione a non inserire oggetti davvero impossibili per quel livello tecnologico, perlomeno non senza inventarmi una qualche spiegazione, anche fantastica (e per questo devo studiare e documentarmi almeno un po&#039;, non c&#039;è dubbio) o situazioni senza senso, ma uno che mi venisse a criticare perché un personaggio suona l&#039;ocarina (inventata nell&#039;800? ok! ma è un semplice aggeggio di terracotta con dei buchi!!!) francamente lo manderei a quel paese ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una considerazione del tutto generale, non legata a questi libri e alle cretinate più eclatanti che giustamente hai segnalato.<br />
Penso che non si debba essere troppo rigorosi sui modi di dire:  qualunque frase idiomatica è strettissimamente legata alla cultura di chi la pronuncia, e infatti è quasi sempre intraducibile. Noi magari non ce ne rendiamo conto, ma ogni volta che usiamo un modo di dire stiamo facendo riferimento a qualche abitudine degli antichi Romani, citando la frase di un Papa, alludendo a un episodio storico&#8230;<br />
A rigore, in un mondo inventato non si potrebbe dire niente, neanche usare tutte le parole la cui etimologia risale a qualche altra cosa che nel mondo fantastico non è esistita! Ma se è sottinteso che i personaggi del libro parlino in realtà una loro lingua, si può supporre lo stesso riguardo ai modi di dire, no? Entro certi limiti, certo.<br />
Ma se imprecisioni come queste sono gli unici errori in un libro che per il resto funziona (libro ipotetico: non è il caso della Troisi, mi par di capire ^^), io ci passerei sopra.</p>
<p>Dissento invece sull&#8217;idea che la &#8220;verosimiglianza&#8221; stia nel ricreare tutto precisamente com&#8217;è stato nel nostro medioevo: quello che è accaduto nella storia vera non è l&#8217;unico modo in cui potevano andare le cose. Cosa c&#8217;entrano i gradi militari, scusate? Non è una lezione di storia. Devo fare attenzione a non inserire oggetti davvero impossibili per quel livello tecnologico, perlomeno non senza inventarmi una qualche spiegazione, anche fantastica (e per questo devo studiare e documentarmi almeno un po&#8217;, non c&#8217;è dubbio) o situazioni senza senso, ma uno che mi venisse a criticare perché un personaggio suona l&#8217;ocarina (inventata nell&#8217;800? ok! ma è un semplice aggeggio di terracotta con dei buchi!!!) francamente lo manderei a quel paese ^^</p>
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	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-635</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 15:21:39 +0000</pubDate>
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		<description>Volendo, sull&#039;esempio della motosega ingolfata, si possono distinguere due casi:

- se è in un dialogo, allora è proprio un errore, perché in quel mondo non esistono le motoseghe e i personaggi non possono nominarle

- se non è in un dialogo, è lo stesso un errore (anche se più lieve) perché facendo pensare il lettore a qualcosa che in quel mondo non esiste interrompo la sua &quot;immersione&quot; nella storia. A meno che l&#039;effetto non sia volutamente comico.

Esistono poi casi limite: se parlo di cacciatori di mammuth nel paleolitico, uno non può chiedere all&#039;altro &quot;che ore sono?&quot;, e fin qui non ci piove. Se io scrittore dico che erano circa le dieci del mattino è un caso limite, perché anche se nessuno ha ancora inventato le ore e gli orologi, le dieci del mattino esistono lo stesso,  e corrispondono ad una certa posizione del sole nel cielo. Ma non è lo stesso una buona idea nominare un concetto così moderno, perché si finisce comunque per rompere l&#039;incanto. La cosa migliore è dire che era metà mattina, e via. Questo per dire che per essere buoni scrittori (e buoni editor) bisogna stare molto molto attenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volendo, sull&#8217;esempio della motosega ingolfata, si possono distinguere due casi:</p>
<p>- se è in un dialogo, allora è proprio un errore, perché in quel mondo non esistono le motoseghe e i personaggi non possono nominarle</p>
<p>- se non è in un dialogo, è lo stesso un errore (anche se più lieve) perché facendo pensare il lettore a qualcosa che in quel mondo non esiste interrompo la sua &#8220;immersione&#8221; nella storia. A meno che l&#8217;effetto non sia volutamente comico.</p>
<p>Esistono poi casi limite: se parlo di cacciatori di mammuth nel paleolitico, uno non può chiedere all&#8217;altro &#8220;che ore sono?&#8221;, e fin qui non ci piove. Se io scrittore dico che erano circa le dieci del mattino è un caso limite, perché anche se nessuno ha ancora inventato le ore e gli orologi, le dieci del mattino esistono lo stesso,  e corrispondono ad una certa posizione del sole nel cielo. Ma non è lo stesso una buona idea nominare un concetto così moderno, perché si finisce comunque per rompere l&#8217;incanto. La cosa migliore è dire che era metà mattina, e via. Questo per dire che per essere buoni scrittori (e buoni editor) bisogna stare molto molto attenti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alladr</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-634</link>
		<dc:creator>alladr</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 13:42:21 +0000</pubDate>
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		<description>@bartimeus: mi sono spiegato male, scusa. NON è un problema se ci sono gli scrittori, ma se ci sono devi dirlo prima, perché io come lettore non me lo aspetto, alla luce di due fatti: la professione di narratore per iscritto è recente e non appartiene all&#039;universo medievale; nei mondi fantasy, di solito, non ci sono scrittori. ti chiederai: è pazzo o cosa?
il punto è che se tu leggessi in un romanzo fantasy (tradizionale, non comico alla pratchett) che una persona dice di un&#039;altra che &quot;respira come una motosega ingolfata&quot; verresti probabilmente proiettato violentemente fuori dal mondo finzionale perché la motosega non c&#039;entra niente. ecco, a me ha fatto lo stesso effetto. mi ha dato profondamente fastidio perché mi ha impedito di immedesimarmi.
se, in più, consideri che si trattava di un racconto orale e non scritto, l&#039;esclamazione di sennar è proprio il termometro di una narrazione piuttosto trasandata (&quot;dovresti fare lo scrittore&quot; se l&#039;è scritto l&#039;autrice medesima per complimentarsi o è una cosa che le ha detto qualche suo amico, ma non può essere quello che una persona nella situazione e soprattutto nel contesto di sennar direbbe).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@bartimeus: mi sono spiegato male, scusa. NON è un problema se ci sono gli scrittori, ma se ci sono devi dirlo prima, perché io come lettore non me lo aspetto, alla luce di due fatti: la professione di narratore per iscritto è recente e non appartiene all&#8217;universo medievale; nei mondi fantasy, di solito, non ci sono scrittori. ti chiederai: è pazzo o cosa?<br />
il punto è che se tu leggessi in un romanzo fantasy (tradizionale, non comico alla pratchett) che una persona dice di un&#8217;altra che &#8220;respira come una motosega ingolfata&#8221; verresti probabilmente proiettato violentemente fuori dal mondo finzionale perché la motosega non c&#8217;entra niente. ecco, a me ha fatto lo stesso effetto. mi ha dato profondamente fastidio perché mi ha impedito di immedesimarmi.<br />
se, in più, consideri che si trattava di un racconto orale e non scritto, l&#8217;esclamazione di sennar è proprio il termometro di una narrazione piuttosto trasandata (&#8220;dovresti fare lo scrittore&#8221; se l&#8217;è scritto l&#8217;autrice medesima per complimentarsi o è una cosa che le ha detto qualche suo amico, ma non può essere quello che una persona nella situazione e soprattutto nel contesto di sennar direbbe).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-633</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 21:11:01 +0000</pubDate>
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		<description>In genere si tende a chiamarlo &quot;bardo&quot;, o qualcosa del genere, così come si tende a parlare di miglia e non di chilometri, perché i secondi hanno un sapore un po&#039; troppo moderno. Poi un conto è usare un certo termine nella narrazione, e un altro in un dialogo: il dialogo impone più restrizioni. 
Se un personaggio di un romanzo di ambientazione medioevaleggiante usa il termine &quot;scrittore&quot;, sembra proprio uno svarione dell&#039;autore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In genere si tende a chiamarlo &#8220;bardo&#8221;, o qualcosa del genere, così come si tende a parlare di miglia e non di chilometri, perché i secondi hanno un sapore un po&#8217; troppo moderno. Poi un conto è usare un certo termine nella narrazione, e un altro in un dialogo: il dialogo impone più restrizioni.<br />
Se un personaggio di un romanzo di ambientazione medioevaleggiante usa il termine &#8220;scrittore&#8221;, sembra proprio uno svarione dell&#8217;autore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bartimeus88 (Claudio GIubrone)</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-632</link>
		<dc:creator>Bartimeus88 (Claudio GIubrone)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 19:23:56 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa, ma dov&#039;è il problema se in un mondo fantasy esiste la professione di scrittore? A me sembrerebbe più strano se non ci fosse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa, ma dov&#8217;è il problema se in un mondo fantasy esiste la professione di scrittore? A me sembrerebbe più strano se non ci fosse.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alladr</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-628</link>
		<dc:creator>alladr</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 09:46:53 +0000</pubDate>
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		<description>in realtà, il ciclo è abbastanza ricco di battute fuori contesto, me ne vengono in mente due, all&#039;inizio del secondo libro, che, ignoro il motivo, mi sono rimaste impresse (non sono peggio di molte altre).
1) quando sennar arriva sulla barca e viene mandato nella stiva e sente il rumore di zampette di topi (sorvoliamo sulla loro presenza in una barca piccola, o sull&#039;assenza di gatti o di operazioni di derattizzazione, e anche sul fatto che una volta che la stiva è piena, dove va a dormire sennar?) , lui o la sua autrice commentano: &quot;a quanto pareva, la classe economica era già abitata&quot;. ancora, sorvoliamo sul fatto che in una classe economica non si abita, la si occupa semmai, ma... classe economica? classe economica?
2) quando dodi (il tipo di lady d! sui nomi in troisi si potrebbe scrivere un libro) finisce di raccontare la storia di benares (ovvero varanasi, città indiana nello stato di Uttar Pradesh), dalla quale peraltro si evince che lui non condivide la stima che tutto il resto dell&#039;equipaggio prova per l&#039;avventuriero (o almeno che la troisi non è semplicemente in grado di mettersi nei panni di qualcun altro a raccontare), sennar gli dice: &quot;dovresti fare lo scrittore, dodi&quot;. sorvoliamo sul fatto che non sono mai stati citati prima dei romanzi ma, messa in questi termini, pare proprio che lo scrittore possa essere una professione, cosa piuttosto insolita in un mondo fantasy. ora, sono solo dettagli, ma è attraverso i dettagli che uno scrittore -- imho, ovviamente -- garantisce quel principio di sospensione del giudizio che rende leggibile un&#039;opera di fantasia. puoi scrivere davvero qualsiasi cosa, ma la tua costruzione deve essere coerente: se non specifichi che nel tuo romanzo fantasy ci sono anche i romanzi e in generale, in quel che di condiviso da più o meno tutti i mondi fantasy, non ci sono, allora devi spiegare il perché e il percome. altrimenti il lettore che ha letto più di te ti sgama e la narrazione va a farsi benedire.
vabbé, scusate il polpettone, ma la questione della puntigliosità e dell&#039;accanimento sui dettagli era già uscita, soprattutto in relazione a fatti di guerra, e questo polpettone vale come risposta generale.

ah, ho sorvolato sul fatto che se hai il mal di mare possono raccontarti qualsiasi cosa, ma il mal di mare rimane.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in realtà, il ciclo è abbastanza ricco di battute fuori contesto, me ne vengono in mente due, all&#8217;inizio del secondo libro, che, ignoro il motivo, mi sono rimaste impresse (non sono peggio di molte altre).<br />
1) quando sennar arriva sulla barca e viene mandato nella stiva e sente il rumore di zampette di topi (sorvoliamo sulla loro presenza in una barca piccola, o sull&#8217;assenza di gatti o di operazioni di derattizzazione, e anche sul fatto che una volta che la stiva è piena, dove va a dormire sennar?) , lui o la sua autrice commentano: &#8220;a quanto pareva, la classe economica era già abitata&#8221;. ancora, sorvoliamo sul fatto che in una classe economica non si abita, la si occupa semmai, ma&#8230; classe economica? classe economica?<br />
2) quando dodi (il tipo di lady d! sui nomi in troisi si potrebbe scrivere un libro) finisce di raccontare la storia di benares (ovvero varanasi, città indiana nello stato di Uttar Pradesh), dalla quale peraltro si evince che lui non condivide la stima che tutto il resto dell&#8217;equipaggio prova per l&#8217;avventuriero (o almeno che la troisi non è semplicemente in grado di mettersi nei panni di qualcun altro a raccontare), sennar gli dice: &#8220;dovresti fare lo scrittore, dodi&#8221;. sorvoliamo sul fatto che non sono mai stati citati prima dei romanzi ma, messa in questi termini, pare proprio che lo scrittore possa essere una professione, cosa piuttosto insolita in un mondo fantasy. ora, sono solo dettagli, ma è attraverso i dettagli che uno scrittore &#8212; imho, ovviamente &#8212; garantisce quel principio di sospensione del giudizio che rende leggibile un&#8217;opera di fantasia. puoi scrivere davvero qualsiasi cosa, ma la tua costruzione deve essere coerente: se non specifichi che nel tuo romanzo fantasy ci sono anche i romanzi e in generale, in quel che di condiviso da più o meno tutti i mondi fantasy, non ci sono, allora devi spiegare il perché e il percome. altrimenti il lettore che ha letto più di te ti sgama e la narrazione va a farsi benedire.<br />
vabbé, scusate il polpettone, ma la questione della puntigliosità e dell&#8217;accanimento sui dettagli era già uscita, soprattutto in relazione a fatti di guerra, e questo polpettone vale come risposta generale.</p>
<p>ah, ho sorvolato sul fatto che se hai il mal di mare possono raccontarti qualsiasi cosa, ma il mal di mare rimane.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Simona</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-599</link>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 17:23:48 +0000</pubDate>
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		<description>Gamberetta, amore della mia insalata di mare... La tua intelligenza è davvero sopraffina, così sopraffina da permettere solo a te di prendere per fantasy un romanzo come Il paradiso degli orchi che non solo in nessuna libreria potrai mai trovare nella sezione da te nominata.
Pensa: nemmeno Pennac ha mai pensato di scrivere un fantasy. Ha scritto un giallo, e come tale lo ha portato al suo editore Gallimard, il quale ha pensato bene di pubblicarlo proprio nella sua collana dedicata ai gialli (che naturalmente in francese si chiamano noir, in quanto gialli sono quelli pubblicati in Italia da Mondadori, con copertina gialla... Questo te lo scrivo non perché tu non lo sappia, la tua intelligenza e capacità di documentare le tue fonti ti esime certamente dall&#039;ignorare il particolare... Ma ricordarlo non è mai male...).
Quindi, puoi spiegare a tutta la popolazione che ti segue dove hai mai avuto il sentore che Il Paradiso degli Orchi fosse un fantasy? Se tu avessi letto bene il romanzo forse ti saresti accorta che gli orchi sono quelli disegnati dal Piccolo, che esorcizza in questo modo i suoi incubi...
Ma tu evidentemente hai letto un romanzo che per la tua mente era di troppo difficile comprensione. 
Quindi ti perdoniamo. Ti perdoneremmo più volentieri, comunque, se tu scendessi dal piedistallo su cui ti sei messa da sola, e la piantassi di scrivere recensioni che non dimostrano particolare arguzia. Denotano semmai la solita, trita e ritrita mania degli adolescenti frustrati, che  pur di ottenere un grammo di visibilità sputano veleno su tutto e tutti.
Ho letto sul tuo blog che da grande vuoi fare la sceneggiatrice. 
Bene. Ti consiglio di imparare subito un po&#039; di umiltà. Io lavoro come sceneggiatrice, da anni, e ti assicuro che le aspiranti saccenti quale sei tu non piacciono a nessuno. Soprattutto quando non riescono a dimostrare nei fatti il talento presunto con cui si riempiono la bocca nelle loro critiche che solo un imbecille può trovare divertenti, sagaci o minimamente interessanti...
Ora ti saluto e ti auguro per il nuovo anno di imparrae qualcosa che non sia il disprezzo a prescindere da ogni libro che ti capiterà sotto mano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gamberetta, amore della mia insalata di mare&#8230; La tua intelligenza è davvero sopraffina, così sopraffina da permettere solo a te di prendere per fantasy un romanzo come Il paradiso degli orchi che non solo in nessuna libreria potrai mai trovare nella sezione da te nominata.<br />
Pensa: nemmeno Pennac ha mai pensato di scrivere un fantasy. Ha scritto un giallo, e come tale lo ha portato al suo editore Gallimard, il quale ha pensato bene di pubblicarlo proprio nella sua collana dedicata ai gialli (che naturalmente in francese si chiamano noir, in quanto gialli sono quelli pubblicati in Italia da Mondadori, con copertina gialla&#8230; Questo te lo scrivo non perché tu non lo sappia, la tua intelligenza e capacità di documentare le tue fonti ti esime certamente dall&#8217;ignorare il particolare&#8230; Ma ricordarlo non è mai male&#8230;).<br />
Quindi, puoi spiegare a tutta la popolazione che ti segue dove hai mai avuto il sentore che Il Paradiso degli Orchi fosse un fantasy? Se tu avessi letto bene il romanzo forse ti saresti accorta che gli orchi sono quelli disegnati dal Piccolo, che esorcizza in questo modo i suoi incubi&#8230;<br />
Ma tu evidentemente hai letto un romanzo che per la tua mente era di troppo difficile comprensione.<br />
Quindi ti perdoniamo. Ti perdoneremmo più volentieri, comunque, se tu scendessi dal piedistallo su cui ti sei messa da sola, e la piantassi di scrivere recensioni che non dimostrano particolare arguzia. Denotano semmai la solita, trita e ritrita mania degli adolescenti frustrati, che  pur di ottenere un grammo di visibilità sputano veleno su tutto e tutti.<br />
Ho letto sul tuo blog che da grande vuoi fare la sceneggiatrice.<br />
Bene. Ti consiglio di imparare subito un po&#8217; di umiltà. Io lavoro come sceneggiatrice, da anni, e ti assicuro che le aspiranti saccenti quale sei tu non piacciono a nessuno. Soprattutto quando non riescono a dimostrare nei fatti il talento presunto con cui si riempiono la bocca nelle loro critiche che solo un imbecille può trovare divertenti, sagaci o minimamente interessanti&#8230;<br />
Ora ti saluto e ti auguro per il nuovo anno di imparrae qualcosa che non sia il disprezzo a prescindere da ogni libro che ti capiterà sotto mano.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-597</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 01:08:23 +0000</pubDate>
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		<description>@*Serpe*. Sì, si possono definire “carini” i libri della Troisi, il problema è che se un romanzo che ha per tema guerre e battaglie è “carino” è un romanzo ridicolo.
No, non l’ho letto quel romanzo di Pennac, di Pennac ho letto solo “Il Paradiso degli Orchi”, che a dispetto del titolo non ha niente o quasi di fantasy.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@*Serpe*. Sì, si possono definire “carini” i libri della Troisi, il problema è che se un romanzo che ha per tema guerre e battaglie è “carino” è un romanzo ridicolo.<br />
No, non l’ho letto quel romanzo di Pennac, di Pennac ho letto solo “Il Paradiso degli Orchi”, che a dispetto del titolo non ha niente o quasi di fantasy.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: *Serpe*</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-596</link>
		<dc:creator>*Serpe*</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 23:43:30 +0000</pubDate>
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		<description>Dio santo Gamberetta,sei tremenda...a me sn piaciute molto sia le Cronache,che le Guerre...
Certo,nn penso ke sia quello l&#039;ambiente su un campo di battaglia però in fin dei conti sono dei libri carini...
una domanda,hai mai letto &quot;L&#039;occhio del lupo&quot; di Daniel Pennnac???</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dio santo Gamberetta,sei tremenda&#8230;a me sn piaciute molto sia le Cronache,che le Guerre&#8230;<br />
Certo,nn penso ke sia quello l&#8217;ambiente su un campo di battaglia però in fin dei conti sono dei libri carini&#8230;<br />
una domanda,hai mai letto &#8220;L&#8217;occhio del lupo&#8221; di Daniel Pennnac???</p>
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	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-560</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 16:01:19 +0000</pubDate>
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		<description>@fabbiuzz. Credo abbia ragione Federico: il punto è che i romanzi della Troisi non cercando la verosimiglianza, se non quella del Diario del Cuore. Non sono le Cronache del Mondo Emerso, sono le Cronache del Meraviglioso Mondo dei Sentimenti.
In tale mondo, non si assale una fortezza per conquistarla, si assale una fortezza per far vedere quanto Laio sia un ragazzo pacifico e sensibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fabbiuzz. Credo abbia ragione Federico: il punto è che i romanzi della Troisi non cercando la verosimiglianza, se non quella del Diario del Cuore. Non sono le Cronache del Mondo Emerso, sono le Cronache del Meraviglioso Mondo dei Sentimenti.<br />
In tale mondo, non si assale una fortezza per conquistarla, si assale una fortezza per far vedere quanto Laio sia un ragazzo pacifico e sensibile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fabbiuzz</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-559</link>
		<dc:creator>fabbiuzz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 15:16:52 +0000</pubDate>
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		<description>Non tutti gli assedi si concludevano con lo sfinimento di una delle due parti: a volte l&#039;assalto era necessario per piegare la resistenza degli avversari. Non tutte le fortezze erano inespugnabili e già gli assiro-babilonesi (che erano maestri negli assedi) costruivano macchine da guerra con le quali superare le mura.
Tuttavia nel medioevo la guerra non era certo fatta di assedi e battaglie campali come quelle che si vedono nel film (o si leggono nei romanzi^^): gli eserciti erano piccoli e costavano parecchio, quindi di lunghe campagne non se ne parlava proprio. La &quot;guerra&quot; era un insieme di raid nel territorio nemico fatti con l&#039;unico scopo di depredare o devastare, la corruzione dei comandanti nemici era il metodo preferito per evitare di avere &quot;fastidi&quot; o di subire scorrerie continue. Gli assedi erano rari perché le capacità difensive erano molto superiori a quelle offensive (costruire macchine da guerra come torri e catapulte era costoso: servivano legname, metallo e decine di carpentieri esperti). Con l&#039;introduzione dei cannoni tornarono ad avere un senso e poi scomparvero del tutto, perché a quel punto era inutile costruire intorno alle città mura che potevano essere sgretolate in poche ore dal fuoco di artiglieria.
Ciò non toglie che quanto scritto dalla Troisi sfiori il surreale: perché spendere tante risorse per addestrare dei cadetti in un&#039;accademia (che immagino rappresenti il TOP dell&#039;epoca/mondo in fatto di guerra) per poi mandarli al massacro sconsiderato come dei fanti qualsiasi?
Non ha senso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti gli assedi si concludevano con lo sfinimento di una delle due parti: a volte l&#8217;assalto era necessario per piegare la resistenza degli avversari. Non tutte le fortezze erano inespugnabili e già gli assiro-babilonesi (che erano maestri negli assedi) costruivano macchine da guerra con le quali superare le mura.<br />
Tuttavia nel medioevo la guerra non era certo fatta di assedi e battaglie campali come quelle che si vedono nel film (o si leggono nei romanzi^^): gli eserciti erano piccoli e costavano parecchio, quindi di lunghe campagne non se ne parlava proprio. La &#8220;guerra&#8221; era un insieme di raid nel territorio nemico fatti con l&#8217;unico scopo di depredare o devastare, la corruzione dei comandanti nemici era il metodo preferito per evitare di avere &#8220;fastidi&#8221; o di subire scorrerie continue. Gli assedi erano rari perché le capacità difensive erano molto superiori a quelle offensive (costruire macchine da guerra come torri e catapulte era costoso: servivano legname, metallo e decine di carpentieri esperti). Con l&#8217;introduzione dei cannoni tornarono ad avere un senso e poi scomparvero del tutto, perché a quel punto era inutile costruire intorno alle città mura che potevano essere sgretolate in poche ore dal fuoco di artiglieria.<br />
Ciò non toglie che quanto scritto dalla Troisi sfiori il surreale: perché spendere tante risorse per addestrare dei cadetti in un&#8217;accademia (che immagino rappresenti il TOP dell&#8217;epoca/mondo in fatto di guerra) per poi mandarli al massacro sconsiderato come dei fanti qualsiasi?<br />
Non ha senso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Russo "Taotor"</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-558</link>
		<dc:creator>Federico Russo "Taotor"</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 13:40:41 +0000</pubDate>
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		<description>Oh, marcy, parole sante! Io &lt;b&gt;odio&lt;/b&gt; il karaoke. Sarà divertente per chi canta, ma non per chi ascolta! Poi lo danno pure in tv! Bah...

@Gamberetta, se si scrive un romanzo storico bisogna rispettare ovviamente la storia, ma chi &quot;scrive fantasy&quot; (precisiamo, chi &lt;i&gt;crede&lt;/i&gt; di scrivere fantasy) pensa che, essendo tutto &quot;fantastico&quot;, non è importante essere coerenti, basta dire che quel popolo si comporta in quel modo, o che è tutto frutto di una magia. Nel caso della Troisi, dato che il fantasy classico è medievaleggiante, l&#039;autrice avrebbe dovuto sapere come minimo i gradi di un esercito, e, grosso modo, come funzionava una battaglia nell&#039;alto medioevo.
Uno scrittore fantasy  che decide di variare dagli elementi storici pur conoscendoli è da ammirare - sarà originale e agirà con coerenza, mi sembra ovvio. Nel caso di Licia, penso abbia agito per il 50% in base ai film visti (film, non libri: i film sono tutta fanfara e niente realismo... basterebbe leggere qualche romanzo storico per capire le battaglie medievali), e per il 50% in base ai suoi sentimenti. Sigh, molto toccante, davvero molto toccante... ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, marcy, parole sante! Io <b>odio</b> il karaoke. Sarà divertente per chi canta, ma non per chi ascolta! Poi lo danno pure in tv! Bah&#8230;</p>
<p>@Gamberetta, se si scrive un romanzo storico bisogna rispettare ovviamente la storia, ma chi &#8220;scrive fantasy&#8221; (precisiamo, chi <i>crede</i> di scrivere fantasy) pensa che, essendo tutto &#8220;fantastico&#8221;, non è importante essere coerenti, basta dire che quel popolo si comporta in quel modo, o che è tutto frutto di una magia. Nel caso della Troisi, dato che il fantasy classico è medievaleggiante, l&#8217;autrice avrebbe dovuto sapere come minimo i gradi di un esercito, e, grosso modo, come funzionava una battaglia nell&#8217;alto medioevo.<br />
Uno scrittore fantasy  che decide di variare dagli elementi storici pur conoscendoli è da ammirare &#8211; sarà originale e agirà con coerenza, mi sembra ovvio. Nel caso di Licia, penso abbia agito per il 50% in base ai film visti (film, non libri: i film sono tutta fanfara e niente realismo&#8230; basterebbe leggere qualche romanzo storico per capire le battaglie medievali), e per il 50% in base ai suoi sentimenti. Sigh, molto toccante, davvero molto toccante&#8230; ^_^</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: marcy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-557</link>
		<dc:creator>marcy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 10:43:52 +0000</pubDate>
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		<description>Io, visto che siamo in tema di battaglie, depongo le armi: sarà lo spirito dei tempi che fa sì che il talento non sia indispensabile, la competenza sia ridicolizzata e i dilettanti esaltati. Ha vinto il karaoke: persone stonate, prive di qualunque virtù canora, assediano le nostre povere orecchie, e non c&#039;è scampo...
Marcy</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io, visto che siamo in tema di battaglie, depongo le armi: sarà lo spirito dei tempi che fa sì che il talento non sia indispensabile, la competenza sia ridicolizzata e i dilettanti esaltati. Ha vinto il karaoke: persone stonate, prive di qualunque virtù canora, assediano le nostre povere orecchie, e non c&#8217;è scampo&#8230;<br />
Marcy</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-556</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 08:18:01 +0000</pubDate>
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		<description>Immagino che il tono fosse di chi se ne vanta pure. Vantarsi preventivamente di ciò per cui si verrà criticati è un&#039;ottima tecnica psicologica ^_^

Cioè, quelli che non ne sanno niente neppure loro diranno: ma pensa, è riuscita a immaginare battaglie COSì REALISTCHE senza sapere nulla di tattica militare! Gli altri si sentiranno in imbarazzo a dire che l&#039;autrice non sa nulla di tattica militare: lo ha già detto lei!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che il tono fosse di chi se ne vanta pure. Vantarsi preventivamente di ciò per cui si verrà criticati è un&#8217;ottima tecnica psicologica ^_^</p>
<p>Cioè, quelli che non ne sanno niente neppure loro diranno: ma pensa, è riuscita a immaginare battaglie COSì REALISTCHE senza sapere nulla di tattica militare! Gli altri si sentiranno in imbarazzo a dire che l&#8217;autrice non sa nulla di tattica militare: lo ha già detto lei!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-555</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 20:33:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio e ricambio tutti gli auguri. Chiunque passi il suo tempo a leggere il blog lo considero tra i simpatici, tranne “Cheese”.

E già che ci siamo un altro spuntino:&lt;blockquote&gt;«Laio!» 
Anche il ragazzino si trovava sotto le mura. 
Iniziata la battaglia era partito all&#039;attacco come tutti, ma poi si era ritirato dietro un cespuglio, tremante. Il supervisore l&#039;aveva visto e l&#039;aveva costretto ad andare all&#039;attacco del portone insieme agli altri fanti. Ora era lì, come inebetito. La spada gli era sfuggita dalle mani. 
«Scappa!» 
Nihal lo raggiunse. 
«Vuoi scappare sì o no?» gli urlò furiosa. 
Laio si riscosse e prese a fuggire verso l&#039;accampamento. Non sarebbe mai riuscito a raggiungerlo se il supervisore non avesse avuto pietà di quel ragazzino, sbattuto in guerra contro il suo volere. Lo raccolse al volo e lo caricò sul suo drago. 
«È tutto finito. Sei salvo. È tutto finito.» 
Laio si strinse a lui e iniziò a piangere disperato.&lt;/blockquote&gt;Questa scena è parte della battaglia anticipata dal discorso del generale. Laio è un’altra recluta uscita dall’Accademia, come Nihal.
Immaginatevi la situazione (lo so che è difficile perché la Troisi non sa scrivere, provateci lo stesso): è un assalto frontale a una fortezza, condotto senza alcun tipo di tattica. L’unica speranza è che i soldati siano più delle frecce nemiche. È un carnaio, ci sono morti da tutte le parti, e quelli ancora vivi sono mezzi bruciati dal fiato dei draghi. Laio decide di disertare e di nascondersi dietro un cespuglio (...) ma viene richiamato all’ordine. Finché, per la seconda volta, sceglie la diserzione.
Scappa ma viene intercettato da un supervisore (un ufficiale nei ranghi troisiani). Ora: rifiuto di obbedire a un ordine diretto (il supervisore l’ha già richiamato prima), codardia di fronte al nemico, diserzione, c’è da fucilarlo sul posto. Ma no! L’ufficiale, nel bel mezzo della battaglia, mette da parte i suoi doveri per scortare il disertore fino all’accampamento amico. Lo consola pure!
Come dice mio fratello: «Be’, ma queste cose succedono spesso, &lt;i&gt;nell’esercito di Candy Candy&lt;/i&gt;»
La Troisi ha più volte dichiarato di aver scritto Le Cronache senza aver mai letto nessun tipo di saggio che parlasse di argomenti bellici. Le ha scritte anche senza aver mai letto nessun altro fantasy prima, se non il Signore degli Anelli. Sarebbe però stato chiedere troppo se almeno avesse prenotato una visita dal signor Buon Senso prima di mettersi alla tastiera?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio e ricambio tutti gli auguri. Chiunque passi il suo tempo a leggere il blog lo considero tra i simpatici, tranne “Cheese”.</p>
<p>E già che ci siamo un altro spuntino:<br />
<blockquote>«Laio!»<br />
Anche il ragazzino si trovava sotto le mura.<br />
Iniziata la battaglia era partito all&#8217;attacco come tutti, ma poi si era ritirato dietro un cespuglio, tremante. Il supervisore l&#8217;aveva visto e l&#8217;aveva costretto ad andare all&#8217;attacco del portone insieme agli altri fanti. Ora era lì, come inebetito. La spada gli era sfuggita dalle mani.<br />
«Scappa!»<br />
Nihal lo raggiunse.<br />
«Vuoi scappare sì o no?» gli urlò furiosa.<br />
Laio si riscosse e prese a fuggire verso l&#8217;accampamento. Non sarebbe mai riuscito a raggiungerlo se il supervisore non avesse avuto pietà di quel ragazzino, sbattuto in guerra contro il suo volere. Lo raccolse al volo e lo caricò sul suo drago.<br />
«È tutto finito. Sei salvo. È tutto finito.»<br />
Laio si strinse a lui e iniziò a piangere disperato.</p></blockquote>
<p>Questa scena è parte della battaglia anticipata dal discorso del generale. Laio è un’altra recluta uscita dall’Accademia, come Nihal.<br />
Immaginatevi la situazione (lo so che è difficile perché la Troisi non sa scrivere, provateci lo stesso): è un assalto frontale a una fortezza, condotto senza alcun tipo di tattica. L’unica speranza è che i soldati siano più delle frecce nemiche. È un carnaio, ci sono morti da tutte le parti, e quelli ancora vivi sono mezzi bruciati dal fiato dei draghi. Laio decide di disertare e di nascondersi dietro un cespuglio (&#8230;) ma viene richiamato all’ordine. Finché, per la seconda volta, sceglie la diserzione.<br />
Scappa ma viene intercettato da un supervisore (un ufficiale nei ranghi troisiani). Ora: rifiuto di obbedire a un ordine diretto (il supervisore l’ha già richiamato prima), codardia di fronte al nemico, diserzione, c’è da fucilarlo sul posto. Ma no! L’ufficiale, nel bel mezzo della battaglia, mette da parte i suoi doveri per scortare il disertore fino all’accampamento amico. Lo consola pure!<br />
Come dice mio fratello: «Be’, ma queste cose succedono spesso, <i>nell’esercito di Candy Candy</i>»<br />
La Troisi ha più volte dichiarato di aver scritto Le Cronache senza aver mai letto nessun tipo di saggio che parlasse di argomenti bellici. Le ha scritte anche senza aver mai letto nessun altro fantasy prima, se non il Signore degli Anelli. Sarebbe però stato chiedere troppo se almeno avesse prenotato una visita dal signor Buon Senso prima di mettersi alla tastiera?</p>
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		<title>Di: Klaus</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-554</link>
		<dc:creator>Klaus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 19:59:50 +0000</pubDate>
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		<description>Giusto, giusto, anche io voglio il seguito! :-P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto, giusto, anche io voglio il seguito! :-P</p>
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		<title>Di: Bartimeus88 (Claudio GIubrone)</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-553</link>
		<dc:creator>Bartimeus88 (Claudio GIubrone)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 19:57:44 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo questa chicca non vedo l&#039;ora di leggere il seguito del tuo commento. Non che abbia qualcosa contro l&#039;autrice, per carità (anche se il suo primo libro non mi è per nulla piaciuto) ma mi diverto sempre a leggere i tuoi post. 
Buone Feste ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo questa chicca non vedo l&#8217;ora di leggere il seguito del tuo commento. Non che abbia qualcosa contro l&#8217;autrice, per carità (anche se il suo primo libro non mi è per nulla piaciuto) ma mi diverto sempre a leggere i tuoi post.<br />
Buone Feste ^_^</p>
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		<title>Di: Federico Russo "Taotor"</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/12/18/%c2%abuno-a-zero%c2%bb-urlo-il-re/#comment-552</link>
		<dc:creator>Federico Russo "Taotor"</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 18:57:43 +0000</pubDate>
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		<description>Per gli déi, voglio leggere subito il prossimo post! T_T Dopo aver letto questo, so che si rivelerà un capolavoro! 
Però... 

&quot; Buon Natale a quelli che mi stanno simpatici. Agli altri, niente! &quot;

Spero di stare tra quelli simpatici, sennò non ti faccio gli auguri. :P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli déi, voglio leggere subito il prossimo post! T_T Dopo aver letto questo, so che si rivelerà un capolavoro!<br />
Però&#8230; </p>
<p>&#8221; Buon Natale a quelli che mi stanno simpatici. Agli altri, niente! &#8221;</p>
<p>Spero di stare tra quelli simpatici, sennò non ti faccio gli auguri. :P</p>
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