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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi solo l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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815 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

  1. 1 Simona

    Sicura di avere preso gli esempi giusti per parlare di romanzi brutti ma onesti?
    Federico Moccia è un uomo che conosce per esempio perfettamente i meccanismi per scrivere una storia piaciona. D’altronde ha come padre uno sceneggiatore storico del cinema italiano, uno che scriveva i film che la gente andava a vedere e, pensa un po’, riusciva persino a trovare piacevoli… E in più scrive come autore per i personaggi televisivi più amati dal grande pubblico. Credici, conoscere il meccanismo per piacere a tutti fa un’enorme differenza. E non ti rende sicuramente uno scrittore, figuriamoci onesto… Semmai ti rende capace di confezionare un prodotto che il pubblico si compra. Credi che il libro di Moccia stampato a sue spese (e poteva permetterselo…) sia capitato per una pura coincidenza a qualche editor Feltrinelli? Siamo sicuri che essere il figlio di Pipolo nonché un autore di persone come Bonolis e via dicendo non sia stato un ottimo calcio in quel posto?
    Sulla seconda… Forse non sai che Melissa P. ha avuto ilfidanzato giusto al momento giusto: il figlio del suo editore. Ottima spinta, per farsi leggere da una casa editrice… Inoltre, forse sai ancora meno che la casa editrice in questione ha la brutta abitudine di riscrivere i romanzi che decide di pubblicare. Ossia: 100 colpi di spazzola e ciò che è seguito non sono farina del sacco di Melissa P. Sono stati riscritti dagli editor Fazi. Non ho scritto ‘è stata richiesta a Melissa una revisione’. Sono stati proprio riscritti.
    Forse a quel punto si poteva curare meglio la forma… Forse no. In fondo quella di 100 colpi di spazzola è vera pornografia, e non dei sentimenti… Chissenefrega della forma. Ma a questo punto mi chiedo sinceramente dove stia l’onesta del brutto romanzo.
    Sei assoluamente sicura che in tutta questa tua campagna di odio nei confronti della Troisi non ci sia qualche cosa di personale? In fondo Licia Troisi non è il maggiore dei mali. Non è come Bruno Vespa, persona contro cui davvero dovresti scagliarti perché ha la capacità di riscrivere una storia a immagine e somiglianza del suo padrone di turno e di convincere le migliaia di italiani che se lo leggono perché vedono Porta a Porta che la sua storia in fondo è quella giusta…
    Licia Troisi scrive storie innocue, magari non per il palato fine degli amanti della lingua, ma chiuso il libro lasciano i neuroni intatti…
    Vorrei davvero leggere un tuo commento contro qualcuno che ha il vero potere di creare correnti di pensiero insane. Perché uno di questi giorni non rinunci al genere e cominci a darti alla saggistica, o addirittura ai testi scritti da politici? Il tuo fine senso dell’umorismo potrebbe avere molto più successo di quello che ti viene garantito dai lettori di narrativa fantasy… Minimo minimo il tuo sito comincerebbe a essere preso di mira dalla censura. E questa, per chi vuole essere letto a 360 gradi, è un’ottima pubblicità…
    Notte, gamberetta.

  2. 2 Marte

    Lunghissimo post: leggo da un pò il blog ed oramai sono convinto che DEVO farti una richiesta.

    Mi fai una recensione di un libro fantasy che ti é piaciuto?
    Grazie :D

  3. 3 AngicourtJester

    Bella rece.
    Sono d’accordo con quasi tutto.
    Che in Italia si vada per raccomandazioni, soprattutto nel campo editoriale, era risaputo. E che la “fortuna” conti più del talento è ovvio da quando sono stati pubblicati libri firmati da gente uscita da Il Grande Fratello.
    Solo non andrei a questionare troppo sulle architetture: il fantasy è pieno di architetture strane e impossibili. Certo, è un po’più coerente un Moorcock (e, dato il personaggio, ho detto tutto) che descrive le impossibili torri di Ymryrr, piuttosto che una Salazaar di L.T. Ma tant’è, in mezzo a tutto il resto, una città alta 600 m è la minor cosa.

  4. 4 mhrrr

    nihal mi ha disgustato e la tua recensione divertito tantissimo. complimenti.
    commenti:
    1) del condotto/deus ex machina si parla, mi pare, all’inizio del libro;
    2) secondo me, neppure nella bocca (penna?) del narratore certe espressioni sono passabili: rovinano comunque l’atmosfera.

    ma sono sciocchezze. continua così ché aspetto trepidante gli altri cinque pezzi.

  5. 5 Niccolò

    Non ho letto la Troisi, ma questo post e’ assolutamente fantastico. Ho fatto una sbornia di fantasy ai tempi dei tempi, e credo in massima parte faccia cagare, perche’ la principale lacuna di questi libri e’ proprio la fantasia. Il fatto che non si ristampino piu’ (almeno nella nostra trogloditica nazione) scrittori di ben altro livello come Leiber o il Vance di “Lyonesse” per lasciare spazio esclusivo a ‘sta roba, beh, la dice lunga. Io ero rimasto indietro: consideravo Weiss e Hickman come l’apoteosi della merda, ma mi rendo conto di essermi perso un sacco di degrado. In tutto questo, considero ancor piu’ meritorio George Martin, sperando regga fino in fondo. Ciao!

  6. 6 marcy

    Va bene brutta cattiva di una Gamberetta, hai fatto piangere anche me! dal ridere, ovviamente.
    I tuoi articoli mi fanno uno strano effetto: questo su Licia Troisi mi ha risvegliato un gran desiderio di rileggere Ariosto. Da usare come antidoto contro i libri spazzatura.
    Anche io ho una richiesta. So che è molto più divertente
    parlare di Nihal ma, almeno per una volta, parlaci di un romanzo che ti è piaciuto.
    Ciao Marcy

  7. 7 Gamberetta

    @Simona. Eh?! Se c’è una cosa che non cerco è la pubblicità. Gli unici link che io ho lasciato verso questo blog sono in un paio di thread del forum di FantasyMagazine. Fine. Chi mi trova è per buona parte attraverso google o altro motore di ricerca, e per ora mi sta benissimo così.
    La censura su Internet non esiste. I “censurati” si lasciano appunto censurare solo per farsi pubblicità. All’occorrenza, tra me e mio fratello, in mezzo pomeriggio possiamo aprire 20 siti con contenuto uguale a questo in 20 Paesi diversi.
    Non parlo di politica perché non conosco a sufficienza l’argomento. E non parlo di Bruno Vespa perché in pratica non accendo la televisione dalla finale dei mondiali di calcio. Se voglio vedere un film, telefilm o cartone animato lo scarico o lo compro. Al massimo guardo “Report” dal sito della Rai, bello depurato dalla pubblicità. Non ho idea di cosa dica Vespa o chi per lui, né m’interessa. Oltre a un appello generico a spegnere la televisione non saprei che altro aggiungere.

    Me la prendo con Licia Troisi perché è una pessima scrittrice, forse la peggiore che abbia mai letto in vita mia, se non si conta l’editoria a pagamento o certe cose che si trovano su Internet. Non è il male in assoluto, ma nel campo narrativa fantastica italiana sì.
    In quanto al discorso dell’onesta è solo questo: quando ho preso in mano “Ho voglia di te” (l’unico romanzo di Moccia che ho letto, una porcata) sapevo di avere in mano la storia di una coppia di adolescenti fessi. Ero lo stesso curiosa, l’ho letto, ributtante, fine. Con la Troisi credevo di avere in mano un fantasy, ma come dice la stessa autrice non è così. E ha ragione: davvero se si tolgono tutti gli elementi “fantastici” la storia di Nihal non cambia. È questo è prendere per i fondelli i lettori (oltre a tutti gli altri difetti).

    @ AngicourtJester. È la Troisi che se l’è andata a cercare con la città-torre. All’inizio del romanzo Nihal è una bambina analfabeta, sarebbe bastato tenere sempre il suo punto di vista, e Salazar sarebbe stata solo un torre “altissima”. Invece no, la Troisi ha voluto mettersi lei a parlare, ed è andata a specificare l’altezza fino all’ultimo braccio. Come si dice: “meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio”.

    @ mhrrr. Sì, è vero, all’inizio del romanzo si parla dei condotti di manutenzione, ma in generale, non che, colpo di fortuna!, ce ne sia uno giusto dietro casa di Nihal!

    @Niccolò. Hai ragione. Sembra un paradosso, ma un sacco del fantasy attuale si chiama così ma è del tutto privo di fantasia e inventiva.

    ***

    Per chi vuole recensioni di romanzi che mi siano piaciuti. Ci saranno. Purtroppo non è tanto che lo faccia apposta (be’, un po’ sì con certo fantasy specie italiano), è che ultimamente di romanzi belli, che mi spingano a recensioni entusiaste non ne ho letti. Ma quando succederà, non mancherò di recensirli.

  8. 8 Niccolo'

    Se ce l’hai gia’/riesci prima o poi a trovarlo, sarei curiosissimo di leggere una recensione di un libro con le supercontropalle: “La Via Della Gloria” di Robert Heinlein. Giusto per dimostrare qualcosa ai fantasysti che passassero di qui cercando la Troisi.

  9. 9 Carraronan

    Un articolo bellissimo, come pochi che ho mai visto in anni.
    Sicuramente il migliore che ho mai letto su Nihal della Terra del Vento.

    Concordo su tutto: i due piani di salto con sbucciatura (dodici metri o più di caduta! Ahhh!); le pessime scene di battaglia, prive di ritmo e azione (e di buon senso); la recensione demente di FC (pura pubblicità e servilismo); il sospetto cambio di rotta di Sosio (e della Delos) rispetto al primo parere dato anni fa; l’assoluta disinformazione della Troisi etcetera etcetera.
    Anche le riflessioni sul fatto che la Troisi possa aver fatto bene o male al fantasy italiano mi sono piaciute molto.

    Un tempo ero più “positivo” nella mia visione di come la Troisi avrebbe potuto contribuire ad aprire la strada ad altri autori e aiutare a far emergere il fantasy italiano, ma ormai ho cambiato idea: è dannosa su tutti i fronti.
    Le tue riflessioni rafforzano il parere che me ne sono fatto.

    Bravissima Gamberetta, come sempre. Ti ho messa nel FeedDemon da alcune settimane. Ero in dubbio se linkare o meno Gamberi Fantasy nel mio nuovo blog, ma ora so per certo che merita un posto di onore.

    Serviva qualcuno che dicesse le cose come stanno, che non avesse timore di dire che due e due fa quattro, senza le ipocrisie pubblicitarie e i servilismi che inquinano tante pseudo-recensioni.
    Continua così! ;-)

  10. 10 Gamberetta

    @Niccolò. “La Via della Gloria” l’ha letto mio fratello, e non pare gli sia piaciuto molto, almeno rispetto all’Heinlein più bravo (“Universo”, “Fanteria dello Spazio”, “La Luna è una Severa Maestra”, “Il Terrore della Sesta Luna”). Lo leggerò anch’io. Che comunque sia (molto) meglio della Troisi ci posso già scommettere.
    Di fantasy recenti simili come tema alla Troisi (eroina femminile guerriera prescelta, ambientazione pseudo medievale) credo il migliore sia “Ash” della Gentle. Verosimile, violento, e con elementi fantasy/fantascientifici non di contorno, ma fondamentali per la trama (anche troppo, specie nel finale). Tra l’altro, pur senza certe esagerazioni tipiche dei giapponesi, l’opera della Gentle è molto più “mangosa” di quella della Troisi. “Ash” somiglia molto più a Berserk (una delle fonti d’ispirazione per Nihal, a detta della stessa Troisi) delle Cronache del Mondo Emerso.

    @Carraronan. Grazie per i complimenti. E per avermi dato in pasto al Demone. Credo.

  11. 11 Shad

    Uhm… una sola domanda, forse stupida…

    “…della giovane mezzelfo…”

    Uhm… dellA giovane mezzelfO?

    Strafalcione? Oppure nel mondo della Troisi non esiste un elfo che non sia maschio? O forse sono tutti ermafroditi?

    Beh, in realtà non sarebbe il solo dubbio, ma quello maggiore è stato espresso più o meno all’inizio dell’articolo (ottimo, soprattutto per aver inframezzato dei commenti piacevolmente sarcastici e taglienti a dei paragrafi del libro che mi hanno quasi fatto piangere dalle risate).
    Grazie dell’eventuale chiarimento.

  12. 12 Gamberetta

    Nel Mondo Emerso tutti i mezzelfi sono chiamati mezzelfo, sia i maschi sia le femmine. Un po’ come, non so, gli ippopotami. C’è l’ippopotamo maschio e femmina, non c’è l’ippopotama, uguale per i mezzelfi.

  13. 13 Simona

    Gamberetta, non sentirti sotto accusa. Non ti sto accusando di cercare pubblicità. Facevo una considerazione. So bene che tu sei dura e pura, e per giunta lotti per la buona scrittura (ahimè, solo a parole…). E stai tranquilla che la censura si pratica anche su internet. Certo, bisogna essere veramente in grado di dare fastidio a qualcuno. E tu non lo sei. Quindi puoi dormire tranquilla tra due guanciali e con l’approvazione dei tuoi 23 lettori, che ti bastano e avanzano. Non ti serve altro, a parte un romanzo della Troisi su cui pontificare. Sei davvero una persona fortunata… Così giovane e già così appagata!!!
    Peccato. Speravo in una nuova leva capace di dare pane al pane e vino al vino, in grado di parlare anche di politica con lo stesso fervore distruttivo… Saresti stata decisamente più interessante da seguire.
    Pardon. Questo non ti interessa, e non ti interessa nemmeno il mio parere. Ma così, purtroppo, rimani solo chiacchiere e distintivo (forse cito un film che non conosci… D’altronde non è fantasy e non potresti nemmeno parlarne male… L’ha scritto un uomo da cui avresti solo da imparare…).
    D’ora in poi ti lascerò in pace. So che non sentirai la mia mancanza, e la cosa mi rende felice. Dopotutto mi dispiacerebbe farti no sgarbo.
    Ciao, Gamberetta Yè-Yè.

  14. 14 Niccolo'

    Dacci una letta, secondo me e’ uno dei capitoli sottovalutati della copiosa (e quasi sempre eccelsa) produzione di Heinlein. Mi citi “Universo”: lo adoro particolarmente, credo sia uno dei libri piu’ vicini al concetto di perfezione!

  15. 15 Daisy

    brava Gamberetta, BRAVA! La recensione è bellissima, e non sono del tutto convinta che dovresti recensire i libri che ti piacciono… sei troppo forte negli sputtanamenti!

    Inoltre, non dare retta a chi ti dice (la fulminata qui sopra, ad esempio) che se non parli di politica non sei nessuno. A parte che la politica vera, e io sì che me ne intendo, è da un po’ che non esiste più, per dare fastidio a qualcuno basta una brutale sincerità come la tua, come hai potuto notare quando hai criticato una quasi blogstar come Navarra (è capitato anche a me di parlare male di un esordiente blogger e trovarmi addosso l’orda inferocita di sabbipodi).

    Molti scrittori anche famosi, e te lo dico per esperienza personale perchè ci lavoro, ancora non concepiscono che qualcuno possa farsi un blog e scrivere che il loro libro è una cagata punto e basta, bypassando i filtri e le cazzate dei giornalisti compiacenti. La tua personalità già ti caratterizza, la pubblicità verrà da sola, e le chiacchiere e il distintivo so io dove devono finire…

  16. 16 Shad

    “Nel Mondo Emerso tutti i mezzelfi sono chiamati mezzelfo, sia i maschi sia le femmine. Un po’ come, non so, gli ippopotami. C’è l’ippopotamo maschio e femmina, non c’è l’ippopotama, uguale per i mezzelfi.”

    Ecco perchè la Mondadori ha deciso di pubblicarla!!! Ecco perchè piace!!! E’ un’autrice o-r-i-g-i-n-a-l-e!!! Altro che tutti quegli autori banali che ancora si ostinano a usare le declinazioni dei nomi quando parlano degli elfi…

    Ad essere onesti, un’altra risposta possibile al primo dubbio esposto nel tuo articolo viene da te esposta più avanti, e mi stupisce che una ragazza sveglia come te non se ne sia accorta. Riporto la precisa frase.

    “Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita.”

    Pensiamo alla scena: la Mondadori, ricevuto le mille e passa pagine della Troisi, magari risponde negativamente. Dopo quanto? Una settimana, arriva un altro plico da mille pagine a nome della Troisi, tutte bianche e punteggiate da innumerevoli macchioline umide. Alla Mondadori cominciano a sentirsi a disagio. La Troisi li chiama, e comincia a piangere e lamentarsi. Alla Mondadori sono sempre più a disagio. La scena si ripete (pagine inumidite dalle lacrime, telefonate-pianto con in sottofondo il rumore di piedi sbattuti sul pavimento), finchè alla Mondadori non gettano la spugna! Verrà pubblicata!!!

    Quanto al perchè sia riuscita a vendere simili cifre, purtroppo questa interpretazione non da risposta…

  17. 17 Federico Russo "Taotor"

    Che dire, l’ho letto nel 2004, forse in una giornata, e per questo motivo, dolce Gamberetta, credevo che dietro ci fosse stato un ottimo editor – ma avevo 14 anni ed ero stupido. Ora ho capito, però. La Troisi scrive malissimo e un editor scarso le corregge le bozze. Peggio di così? Eh, peggio di così si pubblica…

    Ottima “tesi”. Non ricordavo tanta lordura in 300 pagine, se devo essere sincero. Per fortuna mi sono fermato al primo libro… Conoscendo il carattere di una mia amica (di Torino, Adolescente colla A maiuscola, “Sonosfigatailmondocel’haconmenessunomicapiscevogliomorire”), le ho regalato la trilogia. Ne è uscita pazza.

    Alla prossima. ;)

    P.S. Se scrivi post più corti, magari dividendoli in più parti, potrebbe essere più facile per te pubblicarli e per noi leggerli tutti d’un fiato e commentarli subito… XD

  18. 18 Gamberetta

    @Taotor. In effetti è un articolo molto lungo, anche per via delle citazioni. E ti assicuro che ho lasciato perdere un sacco di roba che mi ero segnata (per esempio tutti e 10 i combattimenti di Nihal per entrare in Accademia sono assurdi). La “Missione di Sennar” magari la spezzerò in due, anche se non ricordo così tante scempiaggini come in Nihal, lo ricordo più che altro noioso. Però c’è Ondine che seduce Sennar e Laio che deve convincere il padre a lasciargli fare il cantante invece di finire l’università l’imboscato.

    P.S. Da come la descrivi la tua amica era già a pazza a sufficienza anche prima! ^_^

  19. 19 Angra

    Ciao Gamberetta, un uccellino ben informato mi dice che sì, la Troisi è raccomandata da Sandrone Dazieri. Ma non trarre conclusioni affrettate, ciò non significa che lei sia conscia di avere scritto una porcata (cosa che le darebbe invece tutta la mia ammirazione). Può semplicemente pensare: “sì, io scrivo dei bei romanzi, ma in questo schifo di paese se qualcuno non ti dà una spinta non vai lo stesso da nessuna parte”, e quindi sentirsi moralmente autorizzata a farsi raccomandare. Il che non esclude la fortuna: la fortuna di essere raccomandati. Sì, dai, la storia è incredibile, un esordiente con un romanzo di mille pagine verrebbe cestinato persino da un editore pagamento.

    Sulle unità di misura: se il braccio è il fathom inglese (=2 yard, circa 1,80 metri), allora il drago è effettivamente grossino (7,2 metri al garrese), ma la torre diventa alta più di 2 km (!!!).

    Sulle recensioni di FantasyMagazine: non è poi così strano che abbiano cambiato idea, visto che Mondadori gli paga il bannerone sul sito.

    Buona notte

  20. 20 Valpur

    Quoto Angra qui sopra per la faccenda “raccomandazione”. Mi mancava lo spezzone della Troisi sul “oh, che qlo che ho avuto, mi hanno pubblicata alla Mondadori! Sono stata proprio proprio fortunata!”.
    Piuttosto deprimente, a mio parere: se avessi avuto modo di pubblciare con la Mondadori forse avre iavuto l’onestà di ammettere che sì, ne ero orgogliosa e sì, forse avevo scritto qualcosa di abbastanza valido. Che poi appunto io non pubblicherò mai con la Mondadori, e che la casa editrice grande non sia sinonimo di bravura… be’, è un dato di fatto.

    Diciamo che mi trovo d’accordo con una larga parte della recensione; ho *detestato* Nihal, è uno dei personaggi più antipatici e spocchiosi che abbia mai incontrato.
    Bazzico molto il mondo delle fanfiction, in realtà più per farmi quattro ghignate che per altro, e Nihal ha tutte le caratteristiche per essere una Mary Sue: gnocca all’inverosimile, praticamente immortale (salvo quando, per esigenze narrative, piglia una botta in testa e sviene: lo faceva anche Dante quando non sapeva come sbrogliare la trama), ultima erede di una stirpe di blablabla e chissene, visto che il suo esser mezzelfO non la rende minimamente speciale; poi ovviamente ha la spada tamarra, il drago fiKo, le turbe adolscenziali, un tatuaggio osceno sulla schiena eccetera eccetera.
    No, dico sul serio, Nihal è una palla al piede. Mi sta quasi più simpatico Sennar, nella sua bidimensionalità.
    Ho letto solo le Cronache e mi è bastato. Non mi sono piaciute, anche se devo riconoscere che è un romanzo scorrevole; anche se( e qui parlo per esperienza personale e a fronte di critiche che io stessa ho ricevuto) questo non è sufficiente a renderlo un bel libro.
    Scorre, appunto, come l’acqua, e non lascia proprio niente.
    Mi è sembrato plasticoso, una specie di grosso giocattolo neanche tanto divertente.
    La mia unica, pallida speranza è che per chi si approccia al fantasy la Troisi sia una soglia da superare, un passaggio che conduce ad autori migliori. Ma non so, forse mi illudo.

    Ecco, l’unica cosa su cui non posso esprimere un’opinione è la critica alla persona dell’autrice; non la conosco, tutto qui, e sebbene possa immaginare che sia un po’furbetta, con le sue dichiaraioni vagamente infantili che fanno tanta tenerezza, di più non posso dire.

    Però aspetto un eventuale continuo della recensione: era da tempo che me la pregustavo!

  21. 21 Gamberetta

    Ah, il tatuaggio! Un’altra scena di rara idiozia. Ma non voglio anticipare troppo dalla prossima recensione, solo un pezzettino:

    «Che tatuaggio vuoi?» chiese l’uomo [...]
    «Due ali di drago, una per spalla. Chiuse.»
    «Perché chiuse?»
    «Perché quando sarà il momento le spiegherò al vento e volerò via. Puoi girarti, ora.»

    E mentre Nihal così parlava, sono sicura che nella sua torre il Tiranno ha chiuso il Nintendo DS e si è messo a piangere.

  22. 22 Fede

    Sono approdato qui perchè un blog che leggo spesso indica questa pagina come la migliore recensione di sempre. Indipendentemente dall’opera recensita, che credo proprio non leggerò mai, l’opinione sulla recensione è confermata. Grandissima.

  23. 23 StarEnd

    Quando ho più volte visto tale libro sugli scaffali dei negozi non so perchè ma non sono mai stato assolutamentre attratto all’acquisto. Forse la così detta fortuna… (quella della Troisi).
    Dopo tale recensione mi dico che molto probabilmente ho fatto bene a non cadere nell’acquisto… anche se ammetto una piccola morbosa voglia di leggerlo per farmi magari qualche grassa risata ehehe. Ma odio spendere soldi in cose che non valgon il prezzo (già il librone di Eldest giace impolverato sullo scaffale, dopo 30 pagine di lettura), quindi devo cercare di farmi prestare il libro da qualche anima pia.

    Comunque a parte tutto, credo che non ci sia molto da criticare alla scrittrice, in quanto lei ha solo peccato di ingenuità e forse di una forma buona di presunzione, nello scrivere il libro. Sarebbero invece da fustigare e sottoporre a torture cinesi chi ha deciso di pubblicare il volume, e agli editor, che probabilmente hanno riletto il tutto sotto effetto di forti sostanze psicotropiche.

    Saluti e buon lavoro ;)
    Marco

  24. 24 Dottor D.

    A proposito degli editor.

    Io, per mestiere, ho a che fare con gli editor tutti i giorni. Non è un mestiere difficile, se lo sai fare. Il problema è che nove editor su dieci, almeno in Italia, non lo sanno fare.

    Per quanto riguarda la Troisi, anch’io penso che non sappia scrivere. Ma anche se fosse una grande scrittrice, è noto che un esordiente ha solo tre modi per essere pubblicato da una grande casa editrice:

    1) vincere un concorso;

    2) godere dei servizi di un agente letterario;

    3) avere alle spalle una grossa raccomandazione.

    Non mi risulta che la Troisi abbia mai vinto un concorso. Non credo che abbia un agente letterario, anche perché in realtà penso che in Italia gli agenti letterari siano figure più mitiche che altro. Resta solo la terza opzione.

    E i motivi del successo? Ovvio: il 90% dei lettori della Troisi (ma, secondo me, anche il 90% dei lettori di fantasy in generale) è composto da ragazzini acritici, ai quali basta che i topoi classici del genere siano rispettati per essere contenti. Dodicenni che comprano qualsiasi cosa abbia in copertina un drago.

    Infatti non capisco perché le case editrici italiane non puntano molto di più sul genere fantasy. E’ un genere che, sempre secondo me, richiede pochissimi sforzi e garantisce sempre un certo ritorno di pubblico.

    A prescindere dalla qualità.

  25. 25 Max

    Io ho fatto un enorme sforzo per arrivare al terzo capitolo, poi non ce l’ho fatta ad andare avanti.
    I dialoghi sono semplicemente assurdi; il personaggio è meno credibile dell’alieno di Roswell e come diceva Gamberetta la signora Felicia scrive spesso su cose di cui non ha la minima idea.

    Mi chiedo una cosa. Ma questo “odio” verso di lei è contagioso?

  26. 26 Dottor D.

    Comunque, fermo restando che l’ho trovato un pessimo libro, sono d’accordo con la tua disamina circa lo stile della Troisi, ma non con i tuoi appunti sul realismo del romanzo. Nel campo dell’arte, in generale, e della letteratura in particolare il realismo non è mai un criterio di giudizio assoluto. E non solo quando si parla di fantasy.

  27. 27 Angra

    @Dottor D: il realismo no, ma la verosimiglianza e la coerenza sì. Persino nel caso in cui si stia scrivendo un’opera del tutto surreale deve esserci coerenza e verosimiglianza all’interno del contesto surreale che si è creato.

  28. 28 Dottor D.

    Esatto: all’interno del contesto. L’opera non deve contraddire le proprie regole, ma quello verso se stessa è il suo unico debito. Quando, nella recensione, si tenta di smontare il romanzo della Troisi tirando in ballo la Guerra dei Trent’Anni, le basi dell’edilizia o qualsiasi altro riferimento alla realtà tangibile, si commette un fallo da fuori gioco.

    Ribadisco: non penso che il libro della Troisi sia un buon libro, anzi, l’ho trovato pessimo, concepito da un’immaginazione di terza mano e scritto con una prosa di quarta mano. Ma proprio perché i difetti non gli mancano non mi sembra il caso di inventarsene degli altri.

  29. 29 Angra

    Diciamo che su qualcosa può esserci margine, se è un universo parallelo con una fisica diversa una torre di 2 km può anche stare in piedi. Resta il fatto che 15.000 persone non ci possono stare “stipate” come scrive l’autrice a pag 1. Il problema non è che le cose (ad esempio la guerra) nel mondo di Nihal funzionino in modo diverso da come funzionanano nel nostro, il problema è che nessuno sa come funzionano, neanche l’autrice, perché non si pone il problema.

  30. 30 Federica

    Ciao,

    ho letto il libro, mi e’ piaciucchiato, anche se credo che ci possa essere ben poco spazio per qualunque idea davvero nuova nel fantasy dopo Tolkien.
    Capisco molto bene il successo che ha avuto: e’ uno stile di scrittura scorrevole, Nihal e’ l’eroina perfetta, incarna benissimo l’ideale di molti.
    Questo e’ solo un parere personale, naturalmente.
    Quello che trovo davvero irritante invece e’ la tua recensione. Penso che sia piena di pregiudizi, di desiderio di protagonismo e di frustrazione (se non sbaglio hai ammesso anche tu di voler scrivere). La tua recensione non e’ in alcun modo costruttiva, contiene degli attacchi assolutamente gratuiti e delle insinuazioni pesanti (non credi che alla Mondadori serva ben altro che una raccomandazione per investire tanto su un nuovo autore? Io sono convinta che sappiano fare il loro mestiere e se hanno scelto di pubblicarle cosi’ tanto e con tanta enfasi magari hanno l’occhio un po’ piu’ lungo del tuo).
    Va bene che un libro non ti piace, va bene farne una recensione negativa, ma credo che tu abbia esagerato. Una trattazione lunghissima, ripetitiva, anche noiosa (altra opinione del tutto personale). Dalla quale alla fine trasuda l’opinione che tu avresti sicuramente fatto di Molto Meglio. Questa a casa mia si chiama frustrazione, e voglio avvertirti che non ci fai una bella figura.
    In ogni caso, e con questo chiudo, mi dispiace ma i fatti ti danno torto. Licia Troisi vende tantissimo (e per questo non basta una raccomandazione, devi piacere alla gente che di certo non scialaqua i soldi in libreria), la Mondadori continua ad investire su di lei (e stai tranquilla che non hanno intenzione di andarci in perdita e il mercato lo conoscono bene) ed e’ invitata a destra e a manca a presentare il libro e non solo. Quindi piace. Su questo non puoi farci nulla e, come dicevo, a rosicare non ci fai una bella figura.
    E in ogni caso, io preferisco che i ragazzini leggano libri di cattiva qualita’ (in assoluto, qui non mi riferisco alla Troisi) piuttosto che passare ore davanti alla playstation. Almeno si avvicinano di un passo alla letteratura di buona qualita’ e non si rovinano gli occhi: un libro fa pensare. Sempre. Anche solo per costruirsi un giudizio negativo.

  31. 31 Slan

    Ho appena finito di leggere questa recensione, trovata per caso in rete. Che dire, mi vuoi sposare?

  32. 32 AryaSnow

    Complimenti per gli articoli, li ho letti tutti e mi hanno veramente fatta rotolare dalle risate :D
    E fa niente se non sono gentili, pacati, educati ecc… Non mi dispiace affatto vedere un po’ di schietta e arguta “cattiveria” di tanto in tanto. Anzi, è liberatorio.
    Quelli che ti criticano si basano molto sulla forma dei tuoi discorsi, ma nessuno fino ad ora ha confutato la sostanza. Beh, io non ho mai letto questi tre libri e non penso che li leggerò (sto leggendo il primo libro delle Guerre e non mi viene certo voglia di prendere in mano altro della Troisi…). Però, se qualcuno non è daccordo con le critiche mosse, sarei molto più curiosa di leggerlo contestare i contenuti piuttosto che i toni.
    Mi pare che le critiche qui mosse ai libri, nonostante siano farcite da toni poco moderati, siano comunque molto razionalmente argomentate.
    Poi Gamberetta non la conosco e sinceramente non mi interessa sapere se è invidiosa/frustrata o meno, sono affari suoi, l’unica cosa che conta è che mi fa ridere e argomenta bene. Inoltre sto leggendo pure io l’autrice e, con tutta franchezza, in molti momenti mi viene voglia di scagliare il libro contro il muro…
    Altra cosa: che senso ha dire che la Troisi vende molto e piace a molti? E’ forse in base a questo che si misura la qualità di un prodotto? Mamma mia… secondo questo ragionamento Gigi D’alessio e DJ Francesco sono dei geni musicali incredibili.

  33. 33 Simòn R.

    …bé cara “arya snow”, dopo Martin, tentare la troisi… è davvero cominciare a scavare ;P conosci già labarriera.net? Lì puoi trovare molti consigli su autori decisamente più affini al creatore dei Sette Regni ^_^

  34. 34 AryaSnow

    Ehm sì, lo so, hai proprio ragione… ;)
    Comunque so dove poter trovare qualcosa di più adatto alle mie esigenze, ma ho voluto comunque sperimentare anche la Troisi.
    Grazie lo stesso del consiglio!

  35. 35 Gianmarco

    Salve a tutti.
    Sono un fan di Licia Troisi e sono felice di esserlo. Sono anche fan Di Harry Potter (sono webmaster di una delle comunity italiane più grande d’Italia), e sebbene non siano paragonabili non trovo il senso di questa critica.

    Innanzitutto, alla Mondadori, questo romanzo poteva anche piacere. I numeri dicono tutto, e ovviamente anche la copertina (i dati dicono che chi compra il libro valuta la copertina e anche molto, nonostante il detto). La Troisi, almeno per me, riesce a metterti nei panni di Nihal.

    Ora mi chiedo: Scrivetelo VOI un romanzo, vediamo quando sarete bravi. Vediamo. Siete tanto bravi? Il vostro libro? Ohhh… ^^

    Sono senza parole.

  36. 36 Stefano

    Caro Gianmarco,
    il diritto di critica credo debba essere rispettato e trovo francamente puerile tirare in balla la solita solfa del “provaci tu”. Chi legge, lo ribadisco, ha tutto il diritto di dire la sua. Gamberetta ha fatto delle critiche molto precise, per rendere meno velenosa la discussione potresti magari sforzarti un pochino e spiegarci dove non sei d\’accordo e cosa ti è piaciuto. La mondadori, lo ricordo, è un\’azienda che deve fare utili e le considerazioni che la spingono ad accettare un romanzo non sono sempre legate al valore artistico di quest’ultimo. Hai accennato all\’immedesimazione in Nihal, ma poi? C’è altro? Trovi forse idee originali nell\’intreccio? Personaggi caratterizzati decentemente oltre all\’insopportabile protagonista? Una background definito e descritto a dovere? Se questi aspetti mancano , perchè dovrebbe essere sbagliato rilevarlo? Alcuni hanno anche fatto notare delle improprietà linguistiche, perchè se queste ci sono non dovrebbero essere rilevate?
    Come avrai capito l\’immedesimazione per me è stata impossibile: ho odiato la protagonista fin dall\’inizio e non sono proprio riuscito a considerarla un altro me stesso. Non è la prima volta che mi capita, ma ho sempre trovato altri aspetti interessanti in questi romanzi, che mi hanno permesso di rivalutarli: è capitato, per esempio, per l’ultimo romanzo di D’Angelo che sulle prime non mi aveva molto convinto. Nella trilogia della Troisi non ho trovato nulla… ma proprio nulla, perchè non dovrebbe essere mio diritto o nostro diritto evidenziarlo? Parlare di se stessi è facile Gianmarco: se si è fortunati, si puo’ risultare interessanti facendo appello a esperienze condivise e utilizzando un linguaggio semplice e diretto, con l\’ulteriore fortuna di avere due editor che limano, sgrossano e fanno anche riscrivere (cosa che non capita a tutti i manoscritti, che nel caso di mondadori finiscono spesso nel cestino). Purtroppo la vita, quella vera, ci offre qualcosa di più complesso: bisogna descrivere, dunque, personaggi radicalmente diversi da sé, con pensieri e un linguaggio coerente: la Troisi riesce in questo? Nihal e Dubhe sono molto diverse?

  37. 37 Angra

    Scusa Gianmarco, fammi capire, non posso più dire che il tale film non mi è piaciuto senza averne girato uno e possibilmente aver vinto un oscar?

    E il fatto che i romanzi della Troisi vendano tanto anche perché hanno delle belle copertine (sono d’accordo con te, la copertina è molto importante) ne fa dei bei romanzi?

  38. 38 liceale

    Il tuo articolo mi ha alquanto indignata….la metà di questo si spreca in speculazioni su come l’autrice sia arrivata a pubblicare il suo romanzo…questo è forse importante ai fini della storia? NO.
    Per quanto riguarda il termine “boiate” che hai usato per definire i suoi romanzi: ti è passato per la testa che era il suo primo libro? che deve ancora maturare come scrittrice?

  39. 39 Stefano

    Non dovresti sprecare la tua indignazione per una recensione, che è , invece, molto accurata e molto meno diffamatoria di certe cose che ho letto in giro. Ci sono cose più importanti: le morti sul lavoro, un delinquente pluricondannato che forse ci governerà di nuovo, la disoccupazione, il carovita ecc…

  40. 40 Angel

    nn si possono scrivere delle cattoverie così su una scrittrice che ha saputo darci così tanto: ci ha fatto piangere, ridere e sperare… nn si possono fare critiche negative su questo fantasy. Io penso che non sia importante il particolare della battaglia ma ciò che il libro ci da nel complesso. Sono dispiaciuta per chi non comprende queste cose.
    bravissima licia!!!!!

  41. 41 Sandy85

    Sono capitata qui per caso, cliccando su un link consigliatomi da qualcuno e l’unica cosa che mi sento di dire è: finalmente qualcuno che la pensa come me sulla Troisi.
    Certo non ho letto questo libro, ho letto solo il primo delle Guerre del Mondo Emerso e mi sono messa le mani nei capelli in una cinquantina (per dire poco) di punti, visto che non mi è piaciuto per niente.
    Un po’ di documentazione non fa mai male, ma pare che a qualcuno secchi cercare informazioni più… importanti e necessarie per scrivere. Ho notato che nella scrittura semplice di quel libro c’erano però molte parole che stonavano, perché troppo auliche e “da intenditori”, sempre che così si possa dire di una cosa scritta tanto per scrivere.
    Ho notato fin dalla prima riga che la Troisi effettivamente aveva avuto una fortuna sfacciata, che in molti, chissà come mai, non riescono ad averla, pur scrivendo centinaia di volte meglio. Oddio, non che sia così difficile scrivere meglio di lei, anche il mio gatto di peluche ci riuscirebbe.
    Vorrei anche capire come molta gente che apprezza la saga, lo “stile” della Troisi e quant’altro, non si sia minimamente accorta di cose riprese e copiate da Tolkien o dalla Rowling o da chissà che altro autore fantasy ben più dotato.
    Neanch’io ho una grande cultura fantasy, infatti ho letto solo LOTR (solo parte, infatti sto cercando di leggerlo tutto) e HP (mi manca il settimo libro), ma alcune cose basilari le so e le noto anche se posso essere considerata ignorante in materia.
    Da appassionata di scrittura, ho sempre pensato che per scrivere qualcosa di valido ci volessero alcune doti come grammatica, sintassi, documentazione, fantasia e (aggiungete voi altre cose che a me non sono venute in mente)… talento. Tutte doti che la Troisi non ha e per questo motivo mi chiedo se alla fin fine il gioco valga la candela, perché mi sembra che ormai la letteratura italiana sia caduta non in basso, di più e che quindi chiunque (in fondo Moccia ha fatto scuola) possa essere pubblicato anche avendo scritto delle boiate assurde.

    Mi dispiace essere stata dura e un po’ offensiva, ma questo “fenomeno Troisi” non mi è piaciuto per niente e denota il decadimento della letteratura italiana.

  42. 42 pamela

    Premetto che sono una delle fan più longeve di Licia, che amo come scrittrice, che conosco personalmente e che seguo assiduamente nei suoi incontri per Roma.
    Ho letto tutta la tua recensione e ammetto anche di aver riso in più punti… Adoro l’ironia pungente!^^
    Però non mi trovo d’accordo quando tu ed altre persone definite i libri di Licia “spazzatura”. Io ho amato quei libri, specialmente il primo libro delle Guerre del Mondo Emerso. Li ho amati perché mi hanno regalato innumerevoli emozioni, perché non mi soffermo su dettagli insignificanti, ma guardo oltre. Guardo alla storia, ai personaggi, ai sentimenti. Anch’io non amo particolarmente Nihal… Però trovo che Ido, per esempio, sia uno dei personaggi più belli mai inventati. Io credo che si possa parlare più che altro di un gusto personale, non di “libri spazzatura”. Anche perché trovo che Licia diventi più brava libro dopo libro… Magari tu la vedi in modo diverso, ma chi può dire chi ha torto e chi ha ragione? Io prediligo una Licia Troisi piuttosto che un Terry Brooks, proprio per il suo stile semplice che, come hai detto tu, non è un difetto, anzi. Prediligo i libri di Licia perché mi piacciono le storie che racconta, poiché prende spunto da tutto ciò che fa parte della sua natura e del suo vissuto (in cui mi rispecchio enormemente). Che male c’è a voler raccontare una storia? Con sincerità, con semplicità, forse anche con ingenuità… Per me, l’importante è che mi abbia regalato qualcosa. Anch’io spero di diventare una scrittrice e, se mai lo diventassi, mi piacerebbe avere una tua recensione!!! Comunque non ho niente da ridire fin quando scrivi dei libri di Licia… Ma attaccare LEI, anche con insinuazioni poco carine, questo non è corretto.
    Bye bye!!!

  43. 43 Simòn R.

    Hmm. Mi incuriosisce sempre notare amanti dell’opera Troisiana che specificano “meglio di Terry Brooks”. Mi stupisce per il semplice fatto che Brooks è un pessimo scrittore, e ha rovinato la fantasy più che migliorarla. Sarei VERAMENTE curioso di conoscere il fan che apprezza la Troisi quanto George Martin, David Gemmell, Robert Jordan, Robin Hobb, Greg Keyes. Tutti autori estremamente superiori, in tecnica e intreccio. Sono inoltre personalmente convinto che anche Eddings, Goodkind e Pratchett diano parecchi punti a Licia Troisi, ma mi rendo conto che è opinabile.

  44. 44 pamela

    @ Simòn R. : ho citato Terry Brooks solo perché ha uno stile completamento diverso da quello di Licia Troisi, nel senso che è molto più descrittivo, più “lento”… Ma avrei anche potuto citare Tolkien. Ci tengo a precisare che non era mia intenzione dare un giudizio negativo a Brooks o a Tolkien… Volevo solo spiegare qual è lo stile che preferisco… Proprio per sottolineare che è una questione di gusto personale.

  45. 45 Stefano

    In una recensione ci sono elementi soggettivi e oggettivi: la narrazione potrà prendere al punto da far dimenticare i particolari, ciò non toglie che questi rimangano.
    Oltretutto, come ho scritto altrove, non tutti i lettori sono preda della magia dell’immedesimazione. Dipende dalla propria esperienza… come dipende dal proprio background di letture. Io amo la storia e per un certo periodo me ne sono occupato anche dal punto professionale: la figura di Ido, francamente, mi fa sorridere, soprattutto dopo aver letto autori come Turtledove o Gemmell. Ido, paragonato a Parmenion o a Gaius Philippus fa sorridere, perchè questi autori conoscono la storia e descrivono bene lo svolgimento di una battaglia, Licia Troisi no, e lo ammette lei stessa. Si può parlare di guerra senza conoscere nulla? Si può creare un mondo fantastico senza riuscire a tratteggiare nulla di questo mondo in ben 6 libri?
    L’amore, tanto per evocare un adagio stranoto, è cieco, ma anche fuggevole… Un invito a chi apprezza: leggete altri autori poi prendete in mano nuovamente i romanzi della troisi: scommetto che avrete altre sensazioni.

  46. 46 Ricciardo

    Sto finendo il terzo libro… dopo un immane sforzo. Non mi piace lasciare le cose a meta’, e sono stato sempre fiducioso, speravo di trovare qualche colpo di scena.. ma c’e’ ben poco.
    Inizialmente ho chiuso gli occhi su certe scempiaggini, prima fra tutte quella relativa alla forza NON richiesta per usare l’arco.. Poi si sono ripetuti i “divari” temporali, i combattimenti in equilibrio sui draghi… Nemmeno i maestri di dragonlance erano capaci di tanto, nonostante le bardature!
    Ora voglio solo finirlo, riporlo nello scaffale (le copertine non sono male) e passare a qualcos’altro.
    E’ venuta pure a me la voglia di scrivere… se hanno pubblicato questo…

  47. 47 gabbry

    Ho letto tutta la prima trilogia e sto iniziando in questi giorni la seconda, e devo dire che mi è piaciuta molto, comunque sono dei libri che si leggono volentieri e sicuramente non mi fermo a pensare a quanti metri precisamente sono alti gli edifici, e come ci siano delle contrapposizioni di idee e di come aggiunga particolari non indispensabili. per me la storia è comunque bella e con molte scene o luoghi caratteristici…

    Certo, era il suo primo libro, lo ha iniziato a scrivere da giovane, ovvio che non è un capolavoro ai livelli di Tolkien.. ma te che critichi tanto sui lavori di una vita degli altri.. saresti capace a fare di meglio?

    Se sì, se veramente riesci a fare un libro perfetto senza nemmeno uno degli errori che hai fatto notare, sarò contento di leggerlo. :)

    Gabriele

  48. 48 Sandy85

    saresti capace a fare di meglio?

    Ma voi fan non vi stancate di fare sempre la stessa domanda a coloro che criticano i vostri beniamini?
    Comunque, per come la vedo io, non è poi tanto difficile fare di meglio della Troisi.

  49. 49 Max

    Che dire, che IMO esageri un po’.

    Cio` che dici e` (quasi) tecnicamente corretto, ma, senza
    offesa, da tanto l’impressione di una gigantesca “rosicata”.

    Hai per caso provato a pubblicare qualcosa ed e` stato rifiutato?

    Io i romanzi in questione li ho letti, non sono certo dei capolavori,
    quasi tutto cio` che dici e` vero, sono pieni di assurdita` ed
    inconsistenze (prima tra tutte il combattimento con la spada sul
    dorso del drago!) pero` nulla toglie al fatto che *si vendano*.

    E per vendere le raccomandazioni non c’entrano nulla, la
    pubblicita`poco, idem la fortuna; la gente non butta via soldi in
    libri che poi deve fare *anche* la fatica di leggere. Ed il fine ultimo
    di uno scrittore e` vendere, non scrivere cose intelligenti (almeno
    per uno scrittore di romanzi, a maggior ragione fantasy).

  50. 50 Sandy85

    Ed il fine ultimo
    di uno scrittore e` vendere, non scrivere cose intelligenti

    Il fine ultimo di uno scrittore non è vendere, almeno non quando uno ha talento (certo, questa è un’affermazione opinabile, ma non tutti scrivono per soldi).
    Io scrivo, ma per il momento non ho ancora pubblicato con case editrici, ho pubblicato solo su internet e questo mi ripaga molto di più dei soldi che ci potrei guadagnare, perché mi bastano le letture degli utenti dei siti.
    Per quanto riguarda lo scrivere cose intelligenti penso sia doveroso verso coloro che leggono, visto che non sono stupidi ed un po’ di rispetto per gli altri ci vuole sempre. Se uno vuole scrivere cavolate, liberissimo di farlo, ma poi non si lamenti se riceve critiche per ciò che ha scritto e pubblicato.

  51. 51 Max

    OK caro/a Sandy, ho volutamente esagerato per essere un
    po’ provocatorio; quello che intendevo e` che, imo, se uno
    scrittore vende significa che, per un certo target almeno, cio`
    che scrive e` apprezzato ed il suo obiettivo e` raggiunto;
    secondo me ai fan della Trosi non frega nulla della forza
    necessaria per tendere un arco, non sono esperti di balistica.
    O se un generale non parlerebbe mai di persona ad una recluta,
    ma al massimo ad un colonnello. E non e` fregato nulla
    nemmeno a me quando li ho letti (che solitamente leggo
    tutt’altro, e nemmeno romanzi), li ho presi per quel che erano,
    storielle non spiacevoli nell’insieme. Molte delle critiche
    rivolte dalla nostra implacabile recensionista (si dice?) sono
    imo _le classiche critiche dei perdenti_. Con cio` non voglio
    certo dire che L.T. sia una grande scrittrice, ma forse per il
    suo target va bene cosi com’e', e prestare piu` attenzione a
    dettagli come quelli di sopra forse non darebbe grande valore
    aggiunto. E non mi pare assurdo pensare che Mondadori possa
    averlo capito. Ma magari dopo i suggerimenti della nostra,
    cambiera idea … ;) vedremo !

  52. 52 Gamberetta

    Ciao Max! Visto che anche tu hai letto i romanzi della Troisi, mi fai un esempio invece di critica da “vincente”?

  53. 53 Max

    Mah non saprei, non avrò usato un termine felicissimo (non
    sono uno scrittore), comunque intendevo dire che ciò che hai
    scritto, pur condivisibile da un punto di vista letterario, è un
    po’ eccessivo; dopo tutto quel veleno cosi ben distribuito con
    meticolosa ferocia, non ho potuto fare a meno di pensare che
    fosse dettato anche da invidia. Di una persona fortemente
    indispettita verso un’altra che è riuscita a diventare una scrittrice.
    Solo una sensazione, ovviamente; ma l’impressione che mi hai
    dato è stata quella. Ho letto un 25% della tua opera divertito, poi
    ha iniziato ad irritarmi; forse era solo troppo lunga. (Irritarmi per
    modo di dire ovviamente, L.T. non è ne mia moglie ne mia sorella).

    Ciao :)

  54. 54 Simòn R.

    @Max: “prestare piu` attenzione a
    dettagli come quelli di sopra forse non darebbe grande valore
    aggiunto.”

    Questo davvero non posso condividerlo. Ma come, e tutti gli altri scrittori, fantasy ma non solo, che ci spendono anni per documentarsi su una certa cosa, e alla fine tirano fuori storie bellissime? Scrivere di fantasy senza documentarsi né di fantasy, né di medioevo, né di tattica militare, né di armi o armature, è come scrivere “I Pilastri della Terra” senza distinguere una chiesetta da un monastero o girare “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere” senza distinguere tra erezione ed eiaculazione. E’ semplicemente… ASSURDO!

  55. 55 BPSL

    Ho appena letto la tua recensione (link letto su it-alt.fan.harry-potter Che c’entra HP? Niente, perche’?).
    Dunque, io ho letto la Troisi.
    Ricordo di aver comprato il primo romanzo, perche’ in edizione economica ed autrice italiana. Ne ho anche comprato un altro, primo romanzo, probabilmente editoria a pagamento e decisamente molto piu’ faticoso da leggere.
    Il primo romanzo, mi e’ piaciuto. Lasciamo stare un attimo le contraddizioni. Droghiamoci di sospensione dell’incredulita’.
    Mi e’ piaciuta Nihal, per la sua rabbia, per la sua furia.
    Non e’ stato il peggiore romanzo che io abbia letto. Probabilmente, ho letto di peggio.

    Pero’, non sono d’accordo, nel dare dell’idiota (o peggio, qualsiasi altra cosa di peggio) a chiunque non sia dello stesso parere.
    Spero di non dover spiegare di piu’ questa frase.

    Riassumendo: ho trovato questa recensione troppo velenosa, troppo rabbiosa, troppo… tutto.
    E non abbastanza… ecco, criticare gli altri per aver curato poco uno scritto, espone alle stesse critiche.
    Hai dato un’occhiatina a quanto hai scritto?
    Saro’ sensibile, ma mi si e’ accapponata la pelle, vedendo certi strafalcioni, espressioni dialettali e cosi’ via.
    Non semplici errori di battitura.

    Scusa tanto se mi permetto di criticarti, eh? Non vorrei farti piangere come Nihal.

  56. 56 Gamberetta

    @BPSL.

    Saro’ sensibile, ma mi si e’ accapponata la pelle, vedendo certi strafalcioni, espressioni dialettali e cosi’ via.
    Non semplici errori di battitura.

    Se vorrai essere così gentile da segnalarmi gli errori (anche quelli eventuali di battitura) sarò felice di correggerli subito. Grazie.

  57. 57 Andrew

    Più di un anno fa (gennaio 2007, mi sembra) mia madre mi ha comprato Nihal della terra del vento, manco a dirlo. Se devo essere sincero avevo sentito dei commenti negativi in proposito e la copertina non mi era piaciuta per niente (mi sembrava un ibrido tra un manga giapponese e lo stereotipo del fantasy più stupido). Poi vabe’, siccome era un regalo e non mi andava di giudicare male la Troisi solo per sentito dire, l’ho iniziato a leggere e… be’, mi ha fatto odiare i libri; non solo i suoi, tutti i libri. Sono arrivato a 50 o 150 pagine, neanche lo ricordo, ed ero disgustato. Sono caduto in uno stato di depressione assurdo perché si dà il caso che nel mio piccolo stia scrivendo dei racconti e – specialmente in questo periodo – progettando un romanzo. Non avevo né ho molte pretese, ma ricordo che aver letto anche solo l’inizio della storia della Troisi mi aveva fatto pensare qualcosa tipo “Ma se pubblicano storie così banali che senso ha cercare di scrivere qualcosa di emozionante, con personaggi e situazioni interessanti e originali che non cadono nel cliché?”
    Ok, sembrerà un po’ esagerato, ma per diverso tempo non sono riuscito né a scrivere né a leggere.
    Il libro in sé – per quel che ho letto – mi ha annoiato a morte: la protagonista è insopportabile, l’unica nota che la potrebbe rendere originale è la sua capacità di farsi detestare, al contrario degli altri protagonisti di altri romanzi (fantasy e non), a cui in un modo o nell’altro ci si affeziona e/o ci si immedesima. Il padre – era il padre, giusto? – mi metteva una pena assurda, perché il rapporto con Nihal mi ricordava/ricorda lo stesso che qualsiasi ragazzina fighetta vorrebbe avere con i suoi genitori (ovvero sottometterli). Mi sembra di ricordare Sennar piatto piatto e la maga/zia bellissima, se non sbaglio.
    A quel punto è scattato il “Se un libro non mi interessa e mi fa stare realmente così male non ha senso che io vada oltre”. Già basandomi su questo ti dovrei adorare: mi devi spiegare come hai fatto non solo a finirlo una sola volta, ma a rileggerlo anche una seconda! XD
    Però sei un po’ offensiva nei confronti di chi apprezza la Troisi. Insomma, cavoli loro (anzi, e se dopo la Troisi – che magari è il loro primo libro – si informano sul buon fantasy che c’è in giro e cominciano ad apprezzare la Letteratura con la L maiuscola?) :P Per il resto ti quoto in tutto e per tutto, appena avrò tempo mi leggerò anche le altre recensioni.

  58. 58 Poflin

    Le tue recenzioni sulle cronache del mondo emerso sono favolose! Hanno davvero rallegrato il mio pomeriggio. Lunghe, complete, precise e divertentissime! Grazie davvero del tempo che impieghi per scrivere questi capolavori.
    Nonostante abbia letto tutti i tuoi post, ho voluto commentare su questo perchè volevo far notare un grande strafalcione che denota ancora una volta l’ignoranza della signora Troisi. (ma che mi ha fatto comunque sbellicare dale risate per parecchio tempo)

    Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
    Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

    Adesso, sfido chiunque ad aver mai sentito nominare ciò che lei chiama “un condotto per la manutenzione delle mura”. La manutenzione delle mura?!? Studio architettura da appena un anno all’università, ma credo di non essere affatto l’unica a sapere che le mura, a maggior ragione se svolgono la funzione di sostegno della struttura, NON hanno condotti concavi per far passare gente al loro interno!
    Il massimo di vuoto che si può trovare all’interno di una muratura ha lo spessore di 5 cm, e ha l’unica funzione di isolare l’abitazione; ma questo metodo è utilizzato da tempi relativamente recenti. Se volessimo ipotizzare che l’architettura utilizzata nel libro sia simil-medievale, la situazione è ancora più ridicola: le murature piene erano composte da mattoni o pietre sovrapposte, sempre con funzioni portanti… non credo che qualcuno abbia mai avuto l’insana idea di scavarci cunicoli per la “manutenzione” (di cosa poi? E se anche esistesse questa manutenzione dell’interno dei muri, perchè i cunicoli non hanno vie d’ariazione per tale scopo?).

    Chiedo scusa, forse mi sono dilungata troppo :) Ci sono talmente tante cose da notare che se ci soffermassimo su ognuna di esse staremmo qui anni!
    Concludo con un nuovo, sincero grazie.

    Valeria

  59. 59 Poflin

    P.S: Oh, a proposito, ho scoperto ora, leggendo i commenti precedenti, che si parla anche all’inizio del libro di questi curiosi “condotti di manutenzione” o.o se è possibile vorrei saperne un po’ di più al riguardo, visto che non ho il libro a casa :)

  60. 60 D.

    @Poflin: mmm non saprei, nelle mura ci possono benissimo essere dei cunicoli, come ad esempio nella cupola di S.Pietro in Vaticano. Le scale salgono al suo interno a spirale.
    In alcuni castelli ci sono passaggi usati dalla servitù per non mescolarsi coi nobili, esistono tuttora negli alberghi a 5 stelle.
    Ma io non studio architettura, quindi se mi dici che c’è differenza ti credo.
    La manutenzione lascia qualche perplessità, perché quella costruzione non può esistere realmente. Se avesse detto che per manutenzione si intendeva rinnovare incantesimi magici avrebbe potuto funzionare, o magari aggiungere malta dove ne manca.
    Ma la descrizione è un pò vaga, quindi il lettore non sa bene cosa pensare e questo è un male secondo me.
    Ma ora che me lo fai notare, ci sono delle frasi che aumentano il senso di confusione, non tanto la storia del condotto.

    Anticamente veniva usato per la manutenzione : Quindi ad un certo punto non è stato più necessario restaurarle? Boh.

    Un cunicolo scuro e senz’aria: Senz’aria? Significa quello che penso io?

    Poflin, visto che studi architettura aspetto il tuo giudizio.

  61. 61 D.

    @Poflin:
    …maggior ragione se svolgono la funzione di sostegno della struttura, NON hanno condotti concavi per far passare gente al loro interno!

    http://www.vps.it/new_vps/article/the_secrets/nelle_mura_un_passaggio_segreto/19/

    O-o

  62. 62 Gamberetta

    @Poflin. Dei condotti di manutenzione è detto brevemente nelle prime pagine del romanzo, questo è il passaggio nel quale se ne parla di più:

    «Eccoci.» La ragazzina [Nihal] assunse un’aria solenne. «Da qui in poi nessuna paura, come al solito. Il nostro alto compito non ci permette cedimenti.»
    Gli altri annuirono seri, quindi entrarono strisciando nel cunicolo.
    Non si vedeva nulla. Anche l’aria era spessa e densa, satura d’odore di chiuso. Dopo un po’ però gli occhi si abituarono all’oscurità e riuscirono a distinguere la scala di gradini umidi e sconnessi che si inabissava nel buio.
    «Non sarà mica che oggi qualcuno passa di qua? Ho sentito dire che le mura occidentali hanno delle crepe da riparare…» fece un ragazzino.

    Perciò i condotti di manutenzione servono per raggiungere le crepe da riparare… non so, forse è solo mancanza di proprietà di linguaggio da parte della Troisi: i condotti saranno tra case e mura, più che all’interno delle mura stesse.

  63. 63 D.

    Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

    Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

    Ma invece del cunicolo se ne parla, queta parte non dovresti toglierla?

  64. 64 Gamberetta

    @D. Si parla dei cunicoli in generale, non che ce ne sia giusto uno dietro casa di Nihal. Un conto è dire che esistono gli elicotteri, un conto è scoprire che il protagonista ha un eliporto sul tetto di casa, eliporto di cui si accorge giusto quando ne ha bisogno…

  65. 65 Poflin

    @Gamberetta: Grazie per aver riportato il passo! Certo che cosa strana…Comunque, da come hai detto tu, anch\’io sono più portata a credere che fossero \”condotti\” nel senso di cunicoli: ma la mancazza di linguaggio c\’è sicuramente.

    @D.:Ahahah! Non hai affatto capito ciò che intendevo! L\’articolo che hai linkato, come puoi vedere anche tu, parla di passaggi sotterranei, non di cunicoli scavati nella nuda pietra. Si notano molto gli archi a botte costituiti da minuscoli mattoncini usati per sostenere la struttura superiore, o il metodo chiamato a trullo, rivestito degli stessi mattoncini, usato per impedire il cedimento delle aule maggiori. Inoltre, nelle fortezze, le mura erano di uno spessore estremamente grande: quei \”passaggi nel muro\” dell\’articolo si potrebbero persino definire normali corridoi, chiusi e protetti per la necessità per la difesa del Forte piuttosto che per la \”manutenzione\” (?) del suo interno (?).

  66. 66 Poflin

    @D.: Oops, avevo perso il tuo primo messaggio! Ovviamente è vero, di condotti che ne sono in San Pietro come nella cupola di Santa Maria del Fiore come in Castel Sant’Angelo come in mille altri posti. Ma quelli sono semplici passaggi.
    Non ho inteso il tuo pensiero sulla mancanza d’areazione nei cunicoli: potresti esplicitarlo, gentilmente?
    Del resto, almeno che non fossero di emergenza (fughe, incendi, ecc.) dubito che qualche antico abbia avuto la splendida idea di costruire un luogo dove SA che la’ria non arriva. Figuriamoci un “condotto di manutenzione”, dove se un tizio dovesse “riparare una crepa” ci dovrebbe restare pure per un po’ di ore!

  67. 67 D.

    @Poflin: Scusami, avevo inteso cunicoli come dei passaggi costruiti apposta per lo scopo, non scavati successivamente nei mattoni. Mi spiace :(
    Per la manutenzione dall’interno non so, bisognerebbe sapere che mezzi usano e la tecnica di costruzione o se lo fa un mago, ma sarebbero solo supposizioni di fantasia. Ma non è poi cosi assurdo, è pur sempre una torre di 600 metri, io piuttosto che calarmi all’esterno con una fune per riparare un muro scaverei cunicoli ovunque XD

  68. 68 Poflin

    @D.: Beh, probabilmente abbiamo inteso cose diverse da ciò che è scritto su Le Cronache o.o Quanti accenni impossibili e dispersivi! Riassumendo la mia polemica, facevo solo notare che non esistono cunicoli del la manutenzione interni ai muri, soprattutto perchè non esiste la manutenzione delle murature dall’interno, in nessun tempo e luogo ^^ Per riparare crepe di una alta torre si alzerebbero ponteggi, non si scenderebbe con una fune dalla cima :P E poi non avevano draghi o creature volanti? non possono aiutarli nell’intento?
    Mah, magari nel mondo emerso le mura sono cave all’interno per risparmiare pietra, chissà come fanno a resistere agli attacchi esterni e al collasso. Magia forse? fantasia portata all’eccesso? Su questo Gamberetta ne sa molto più di me.

  69. 69 D.

    @Poflin: Lol, ok il ponteggio, ma di 600 metri pure quello :D E poi perché per lavare i vetri si e riparare i muri no? Lo so che non hanno mai riparato le mura dall’interno nel mondo reale >.<
    Lasciamo perdere va, tanto non concludiamo nulla ^^ … e poi la torre è piena di crepe, prima o poi crolla ;)

  70. 70 jiggly

    Poverina.. sono sempre più sorpreso dall’ignoranza dilagante

  71. 71 Nemesi

    Cara gambera dei miei stivali….visto che non hai un minimo di rispetto nè per il lavoro altrui, nè per l’autrice, nè per chi scegliere di leggere le Cronache, nè tantomeno per chi ha un’opinione positiva dei libri della Troisi, nemmeno io mi farò tanti scrupoli nei tuoi confronti e andrò dritta al punto: non è la Troisi a scrivere male o a dire cose senza senso…qua l’unica che scrive cazzate su cazzate sei TU!!!!! Non hai capito una bene emerita mazza di nienteeeee!!!!! Ti sei arrampicata sui vetri per tutto il tempo, cercando ad ogni costo qualcosa da poter criticare!!!! Come cavolo leggi i libri??? Ragioni su quello che l’autore ti propone e narra??? A quanto pare no. Viste le nefandezze che sei andata blaterando per questa recensione chilometrica e priva di senso!

  72. 72 jiggly

    Allora, non mi spreco a leggere tutti i vari commenti, che tanto quello che si scrive ha scarsi effetti su menti chiuse e forse sarà questo il caso. Cmq si da il caso che io non abbia niente da fare, per cui, oltre a rinnovare il mio disprezzo per gamberì gamberà mi accingo a rispondere alla storiella dei condotti (o, ma le trovate tutte per spaccare i maroni è?).
    Probabilmente (e dico probabilmente, non osando mettermi contro una quasi quasi quasi quasi quasi architettA) i condotti sono stati creati in un secondo momento (rispetto alla costruzione del complesso). Ora, non vi viene il dubbio che siano stati fatti per portare materiali, strumenti, forse persone, dall’interno della città in linea diretta con la prossimità delle mura per evitare di fare il giro, bypassare ostacoli, magari scendere scale e impiegare un mucchio di tempo? Chissà, magari va di moda farmi i lavori il più lentamente possibile di questi tempo…
    Altra parentesina.. chi cavolo ha detto che sono pareti portanti? Ma anche se fosse il caso prima di destabilizzare un massiccio muro portante di pietra ce ne vuole, altrochè buchetto

  73. 73 jiggly

    uff. Tempi

  74. 74 Giacomo

    Sarò breve e schietto, come non è riuscita ad essere la tua recensione, che mi è apparsa ai limiti dell’umana decenza.

    Apparte il fatto che non condivido l’opinione apocalittica che tu hai del libro. In tutta franchezza, se si può parlare di fortuna sfacciata, nel caso della Troisi… Beh, nel tuo caso deve essere per forza merito di un miracolo…

    Perchè per concedere che una recensione come questa, scritta con la maturità di una giocatrice di campana (senza offesa per chi gioca a campana), solo in questo modo può essere accettata nel Web.

    Sputare sul lavoro degli altri con tale divertimento è una pratica indegna, e con sommo piacere, adesso, io sputo sul tuo.

    Si, sono stato immaturo. Si, sono un ragazzino. E spero che qualcun’altro ti possa mettere in mutande come io non sono riuscito a fare.

  75. 75 Claudia

    Purtroppo non posso che condividere appieno tutta la recensione, soprattutto la parte iniziale in cui si mette in dubbio la “fortuna sfacciata” dell’autrice a vedere pubblicato un suo romanzo, altro testo che riempe gli scaffali con la targhetta “fantasy” senza però darne un effettivo contributo al genere. Dico che hai ragione Gamberi Fantasy, per un semplice fatto: lo so. Lavoro nel campo dell’editoria e attraverso persone che hanno pubblicato con case editrici grandi, tra cui la sopracitata Mondadori, so per certo che per farsi “notare” da queste ultime, sopra al malloppo che invii e che riempirà le loro scrivanie, deve starci una bella letterina in cui qualcuno prega chi di dovere a dare almeno un’occhiata al prodotto. Sennò lo cestinano e senza indugio alcuno. Il fatto che un libro diventi best seller è tutta, e ripeto, tutta questione di marketing, a prescindere che sia valido o meno, di qualità o no. Dalla copertina, che è la presentazione, è la cosa più importante e che deve essere “bella” per un certo target di persone, fino alla pubblicità più becera con cui riescono ad addobbare gli autobus che girano per le nostre città. Inoltre vorrei portare all’attenzione di come nella rete imperversino migliaia di siti\forum di giochi di ruolo narrati, di genere fantasy o meno in cui ci sono persone completamente anonime anche perché nascoste dietro un nickname, che scrivono e intrecciano storie anche meglio della Troisi (bhè, ci vuole poco!). Quindi secondo voi il talento paga? Secondo me no, ma è dimostrato che in Italia la meritocrazia non esiste, basta guardare chi ci governa ogni volta…ma non voglio uscire dal seminato.
    Mi rammarica molto dover leggere commenti che prima giudicano la recensitrice come “immatura” perché “insulta e non rispetta il lavoro altrui” e poi leggere gli insulti che voi le rivolgete…voglio dire se giudicate un comportamento immaturo è piuttosto contraddittorio poi comportarsi in tal modo. Ma la cosa più grave è che la prendete sul personale: ma siete tutti suoi parenti (ma pure se lo foste, che vi cambia?) oppure per ogni commento ricevete un assegno? Vi paga per questo? Quindi è un semplice rimborso spese…mah!
    Imparate che quando una persona è così esposta ai media sarà sempre oggetto di critiche, costruttive e distruttive (perché solo costruttive, bhè è pretendere troppo dalla gente!), anzi dovreste ringraziare chi ne parla, anche male…vi assicuro che per lei sarebbe peggio se fosse il contrario! Ma vabè, quanti anni avete, quattordici…quindici? L’adolescenza è una contraddizione in termini, poi si cresce…spero (per voi)…
    A rileggerci…

    PS: non è che per caso hai scritto recensioni anche su Twilight della Meyer? No perchè sono curiosa…

  76. 76 jamila

    io proprio non capisco..sebbene io adori le cronache e siano state uno dei miei romanzi di riferimento mi reputo abbastanza matura e aperta da accettare le critiche…ma qui stiamo davvero esagerando…gente che dibatte x dei chilometri su un cunicolo dietro le mura di salazar….semplicemente assurdo…x poi non parlare della (a volte) eccessiva presa di posizione contro la troisi, che ho conosciuto personalmente e nn mi è proprio sembrata la persona opportunista e “mafiosa” che definisci…qui non si tratta solo di una pura, semplice e chiara recensione, si parla di diffamazione di una persona che nemmeno conosci, di disprezzo infondato e umiliazione verso una persona che perlomeno ci ha provato a fare qualcosa…ripeto, a me stanno bene tutte le critiche, a me nn interessa che crediate o farvi credere che le cronache siano i libri + belli mai scritti, possono perfettamente non piacere, ma questo è solo uno sfogo d’ira verso una PERSONA con dei SENTIMENTI come tutti GLI ESSERI UMANI..e prenderla x il culo x il solo fatto che pianga se viene attaccata come del resto tutte le persone sensibili mi sembra più un atto di vigliaccheria più che di critica letteraria…grazie x l’attenzione.

  77. 77 mitoancess

    per Jamila:

    Noooo, ma che dici? Quà è tutto ponderato! Quà l’invidia si taglia a fette…E dire che Iddio ha dato a ciascuno di noi un talento, non capisco perché si deve sprecare il tempo nel breve arco di una vita a cercare di pretendere ciò che è stato dato agli altri. Dico, potenzia il tuo e piantala di fare i capricci no?
    Saluti

  78. 78 jamila

    @ mitoancess…

    (scusate l-omissione degli accenti, apostrofi o di altri caratteri ma come vedete il pc della biblioteca non sta bene XD)

    senti scusami sai….non so proprio su che base mi vieni a dire “smettila di fare i capricci” ma facciamo finta di niente…

    invidia da parte mia intendi?
    guarda…fare la critica letteraria non mi è mai manco passato x la testa quindi della tua fantomatica invidia non c’è traccia XD …
    ma dal momento che cio che ha scritto gamberetta e soggetto a critiche esattamente come lo sono i testi della troisi mi permetto di dare un giudizio secondo la mia impressione e la maturita generalmente richiederebbe che non venissero date (perdona la franchezza) risposte acide, saputelle, arroganti e ironiche come invece tu hai fatto solo perche la penso diversamente da molta gente che ha commentato ^^

    ad ogni modo non mi tocca…sono semplicemente passata di qui, ho letto x intero la recensione e ho detto semplicemente quello che pensavo come avete fatto tutti voi, non mi sembra il caso di farne un dramma. inoltre non e che ho preso in odio gamberetta come altri (scioccamente penso) hanno fatto, ci vuole ben altro x farmi odiare una persona, ho solo commentato un suo atteggiamento che (a mio parere) e stato poco corretto, tutto qui.

    anzi, per il resto vorrei complimentarmi con lei x la forma scorrevole e chiara della recensione ^^

    Saluti anche a te mitoancess!

  79. 79 mitoancess

    per Jamila:

    hai equivocato, non mi riferivo a te. Anzi stavo proprio ironizzando con te sulle fesserie scritte dai commentatori…
    No comment…

  80. 80 Jamila

    @mitoancess

    allora mi scuso tanto x aver equivocato ^^

    scusami ma da come era scritto il post sembrava quasi riferito a me XD come ho avuto l’occasione di leggere, molti sostenitori accaniti di gamberetta si sono accaniti a volte anche in maniera acida e sgarbata contro chi la pensava diversamente (e non solo parlo di chi se lo meritava perché ci sono dei post di persone che pur pensandola come me hanno espresso il loro pensiero in maniera a mio avviso un po’ immatura e a volte anche offensiva) e questo mi ha dato un po’ noia…
    ad ogni modo scusami ancora^^ anzi sono molto contenta che ci sia qualcuno che condivide il mio pensiero^^

    ciao! ^^

  81. 81 mitoancess

    JAMILA:

    Si si ma rileggendo il pezzo ho capito che avrei dovuto sistemare la punteggiatura per non incorrere nell’equivoco.
    Comunque è vero che agli inizi mi sono lasciato andare ad un sarcasmo retorico per metterli di fronte ad uno specchio, dopodiché mi sono accostato alla diplomazia.
    Infine ho deciso di rispondere a commentatrici/tori come te, Federica ecc., perché eravate nelle linee d’onda cerebrali di questa realtà. Mi riferisco non al fatto che diate contro a questi critici improvvisati, ma alla validità e bilateralità del vostro modo di affrontare le problematiche e discuterle. Le mie non sono lusinghe ma consatazioni sul vostro scritto.
    Detto ciò potranno presentarsi dei casi in cui saremo di diverse opinioni ma, che cavolo, un conto è confrontarsi civilmente, un altro è gridare ognuno qualcosa per conto suo, dimostrando di non voler recepire le parole dell’interlocutore.
    Non voglio essere offensivo ma giuro mentre leggo i loro commenti mi ricordano i costruttori della torre di Babele!
    A presto.

  82. 82 D.

    -A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

    -Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
    Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

    D: No, non la trovo un idea demente. La guerra lo è di per se :D
    Negli eserciti realmente esistiti spesso gli ufficiali avevano divise per che li distinguevano.

    Un altro esempio di idee dementi è che gli ufficiali dell’esercito napoleonico, per dimostrare il loro valore, non potevano gettarsi a terra ma dovevano stare stoicamente eretti dinnanzi al pericolo.

    Durante le guerre dei comuni del medioevo italiano, vigeva un codice d’onore in cui era vietato assalire di nascosto o assediare senza preavviso. Le città si davano battaglia avvisandosi con un largo anticipo.
    Le battaglie prevedevano che ogni esercito possedesse un carroccio e chi prendeve quello avversario vinceva, anche se era in minoranza o aveva subito grandi perdite.

    Non mi pare un gran che come idea balzana, nella realtà ce ne sono di peggio. Un nemico può anche essere intimorito sapendo di affrontare le migliori truppe del regno, inoltre perche dovresti madare allo sbaraglio le peggiori?

    Nel raccondo sulla caduta di Costantinopoli di Tursun Bey si apprende che le prime trupe ad assaltare la città furono i “Giannizzeri”, cioè le truppe migliori addestrate dalla nascita alla guerra, tra cui si erano nascosti degli “azeb”, normali soldati.
    Il racconto specifica che gli “azeb” dovettero cammuffarsi da giannizzeri, quindi le truppe specializzate indossavano un abbigliamento che le distingueva dai normali soldati.

  83. 83 Clio

    Giusta osservazione sulle divise, ma nelle guerre citate si tratta o di reparti speciali (quindi comunque alcune decine di persone che hanno già ampiamente completato l’addestramento), o di isolati condottieri, non si tratta un pugno di reclute che ancora non hanno completato l’addestramento!
    Ergo il paragone non calza.
    Quanto agli assedi, si adottava questa condotta perchè era comunemente condivisa, e non ci si faceva la guerra per annientarsi definitivamente, il vincitore non massacrava tutti i vinti, non radeva al suolo la città. E’ successo, certamente, ma non era la norma (d’altronde gli americani hanno sganciato due testate atomiche, non vuol dire che sparino a zero bombe nucleari appena ne hanno l’occasione…).

  84. 84 Claudio Chianese

    in realtà l’assurdità non sta nelle livree sgargianti, per quanto più vicine ad un concetto di guerre en dentelles che alla battaglia contro gli orchetti (o come si chiamano, sempre orchetti sono). L’assurdità sta nella motivazione fornita: secondo la Troisi i colori sgargianti servono per far risaltare in battaglia uno che cavalca un drago. Un po’ come dire “dipingiamo la Yamato di un bel rosa shocking, altrimenti non si nota”. Ora, figurarsi, avesse scritto un buon romanzo, chissenefrega… però così…

  85. 85 jiggly

    Claudio non hai la più pallida idea di quello di cui stai parlando. Non erano sui draghi proprio perchè erano in via di addestramento. Ecco un altro che parla a caso senza aver letto il libro nemmeno di sfuggita. Per il fatto dei corpetti.. In guerra le divise per distinguere le parti sono sempre esistite (ora non rompetemi dicendo che non è vero, che a volte non si usavano.. parlo in generale). In questo caso di “gruppetto di reclute”. Nessuno dei nemici in quella battaglia sapeva che quei guerrieri con quei colori erano reclute dei cavalieri e quindi da eliminare. Il testo lascia presuppore che fosse la prima volta che si usava tale metodo e quindi gli avversari non potevano sapere. Inoltre in quella battaglia penso che i nemici avessero altro a cui pensare che non l’andare alla carica di ragazzini che in un probabile futuro sarebbero diventati cavalieri. E che non avessero nemmeno il tempo di notare una forza misera del genere in mezzo a una moltitudine di guerrieri e a qualche vero cavaliere di drago.

  86. 86 Clio

    Ed il Nemico, in tutto il suo potere, non aveva nessuna spia od osservatore nei ranghi avversari? Allora è vero: è scemo…

  87. 87 jiggly

    yes yes yes.. e poi? Tu pensi che la gente potesse andarsene a passeggio tranquillamente da uno schieramento e l’altro? Magari potevano usare la magia! E pensi che non ci sarebbero state protezioni anch’esse magiche? E ripeto, in una guerra con milioni di uomini o quant’altro, dubito che “il nemico” avesse un qualche interesse a prendersela maggiormente con le reclute cavalieri, rispetto che con il resto delle forze o con i cavalieri stessi.

  88. 88 alice

    secondo me state tutti dando troppo peso a questi corpetti a colori sgargianti (cosa che poi, non so perchè, mi fa pensare a un giallo fosforescente…)
    Credo che sia accettabile questa cosa dei corpetti. Qui entra il gusto personale di ognuno di noi.

    Vorrei però rispondere a quelli che considerano i commentatori di questo blog dei grandi invidiosi (cosa che non mi pare proprio). Tralasciando i dettagli sui quali molti si stanno accannando, io vedo solo gente che esprime il proprio parere. Chi con civiltà e chi no. Amen. Mica possiamo ucciderli per questo.

    Comunque io penso che la Troisi non sia in grado di scrivere e che la trama faccia un po\’ schifo. E\’ una trilogia che leggerei volentieri a 13, oltre quet\’età mi sembra una cosa da buttare.
    Che poi sia un\’astrofisica incapace o meno, una raccomandata o una fortunatissima posso dire… ma chissenefrega!!!
    Io giudico il libro e dico che mi fa schifo (senza offendere). Punto. Chi è d\’accordo con me bene, chi no … non importa. Non cominciamo a tirare fuori insulti o l\’invidia dal cappello magico. E\’ una boiata dei bambini delle elementare… e che diamine!

  89. 89 jiggly

    Ciao Ali, hai una visuale un po’ sbagliata dell’argomento.. Se qualcuno pensa che certe stupidate vengono scritte per invidia non ha forse il diritto di dirlo? E forse ci becca pure, dipende a chi si riferesce. E il fatto dei corpetti è una delle cose su cui vive questo blog, non puoi pretendere che smettano di parlare del perchè a qualcuno un libro fa schifo. E’ molto più corretto che dire “non mi piace” e basta. Poi sta agli altri vedere se la motivazione è sensata e utile o meno… E la storia dei corpetti purtroppo non è una questione di gusti, bensì di incapacità di ragionamento.

  90. 90 alice

    jiggly scrive
    hai una visuale un po’ sbagliata dell’argomento

    è una cosa soggettiva, a me sembra più che corretta.

    Jiggly scrive:
    Se qualcuno pensa che certe stupidate vengono scritte per invidia non ha forse il diritto di dirlo?

    Sì, può dirlo. Ma mi sembra una delle cagate più assurde che uno possa dire…sai, non sapendo che pesci pigliare…

    E la storia dei corpetti purtroppo non è una questione di gusti, bensì di incapacità di ragionamento.

    Non credo. Dopo il commento di D. non la penso più così. Se nelle guerre si usava utilizzare qualcosa di simile, i corpetti di Troisi possono essere accettati. Ma se uno li trova una boiata assurda è giusta che continui a pensarlo.
    E’ un altro elemento che riguarda i gusti, poi puoi benissimo pensarla come vuoi.

  91. 91 jiggly

    Solo a volte! Solo certe volte è un’ultima risorsa da buttare lì così, ma altre volte è una cosa vera. Ora, non si può dire in generale “quando lo si dice lo si dice come ultima spiaggia”. Se per quella persona è realmente così, magari certi atteggiamenti suoi lo dimostrano e se qualcuno pensa seriamente chi sia invidiosa ha tutte le ragioni per dirlo.
    E la storia dei corpetti non può essere una questione di gusti, perchè chi ne ha parlato in negativo ha sempre detto che non ha senso, a volte motivandone perchè. E il senso non è una questione di gusti. Nessuno ha mai detto “non mi piace che glieli abbiano fatti mettere” e basta.
    Ciao ciao

  92. 92 jiggly

    Per inciso, provando a motivarle xD

  93. 93 Gugand

    Trovo che le critiche a gamberetta siano spesso campate in aria.
    Lei (e tutto l’equipaggio), come tutti recensori/opinionisti, ha il suo metodo di valutazione concentrandosi su alcuni aspetti che ritiene importanti e ha il

    suo metodi di quantificazione. Anche se il suo metodo non puo’ piacere non si puo’ dire che lo distorca o lo modifica a seconda del libro o come si e’ alzata

    la mattina.
    Quello che sembra eccessivo rigore e’ invece il tentativo di non apparire faziosa.
    Ha i suoi metodi e li usa sempre nello stesso modo.
    Voi lettori del blog avete sotto gli occhi quali sono i suoi punti di riferimento e la lunghezza del suo metro, potete semplicemente ritoccare le valutazioni

    in funzione del vostro “sistema di misura”. Con questo non voglio dire che non possiate criticare il suo metodo, ma se vi limitaste a farlo presente, magari

    gamberetta lo terra’ in considerazione correggendo il suo metodo o semplicemente aggiungendo una parola che venga incontro a chi non la pensa come lei.
    Non si nasconde dietro frasi “e’ brutto e basta”, ma tende a spiegare il perche’ la ritiene brutta. Non serve dire che il romanzo X (inserite il vostro

    mostro sacro del fantasy o altro) sarebbe distrutto con i metodi “gamberosi”, perche’ e’ vero. Di fronte ad una analisi rigorosa e “ottusa” (nel senso che

    non sente ragioni, non come chiusura mentale) nessuna opera superebbe indenne l’esame.
    Quanto a me sono in parte in disaccordo con lei riguardo la ricerca del mostrare invece del raccontare perche’ non sono un appassionato delle meccaniche del

    mondo (strano detto da un ingegnere) e cerco di concentrarmi sulla trama nel suo complesso.
    Purtroppo tanti scrittori (tra i quali ci metto la Troisi) hanno il vizio di inserire le descrizioni solo ed unicamente per far vedere quanto e’ fico il loro

    personaggio scadendo quasi nel Deus-Ex Machina nella risoluzione di combattimenti spesso impari a discapito del loroo eroe (ma perche’ mettono i loro

    personaggi in queste situazioni? mah), oppure non usano la descrizione dettagliata perche’ non sanno come far uscire indenne il loro personaggio da una

    situazione troppo complicata e buttano giu’ una descizione approssimativa.
    L’esempio, che non ricordo dove fosse (avro’ letto 7-800 commenti di questo blog abbiate pazienza), del tipo che spara al protagonista ad un metro e lo

    scrittore scrive “incredibilmente lo manca” e’ una di quelle cose che meriterebbero una riga di spiegazione, magari dicendo “mentre punta la pistola [nome

    del cattivo] perde la concentrazione a causa al coniglietto grumo che lo morde alla caviglia” (scusa se ci ho messo in mezzo la tua mascotte come deus ex

    machina) saranno anche deus ex machina, ma lo scrittore dovrebbe avere l’accortezza di non ficcare in situazioni assurde i propri personaggi solo per farli

    apparire fighi o metterci qualche “colpo di scena” di bassa lega.

    Per tornare alla Troisi vi dico in tutta sincerita’ che l’unica cosa che ho apprezzato delle cronache del mondo emerso e’ la scorrevolezza del linguaggio, ma

    la trama era tutt’altro che originale e imprevedibile. Senza tener conto il fastidio di vedere ‘sta piagnona(non l’avevo notato, ma ripensandoci non posso

    che dar ragione a Gamberetta) di Nihal che e’ super fica, e’ super brava, e’ super tutto. Eccheppalle. Aggiungiamoci oltre ai metodi che aborro di cui sopra

    il contorno con una serie di personaggi stereotipati all’eccesso che la circondano (il piu’ ridicolo di tutti e sfacciato di tutti e’ sicuramente il tizio

    dell’accademia col barboncino). Roba che era originale all’inizio del secolo scorso, poi aveva gia’ iniziato a stufare.
    Certo adesso per dare un supporto a questa mia tesi che cosa dico senza spoilerare tutto il libro?
    Piu’ che dire che e’ un misto tra guerre stellari e vari cliche’ manga non vado. Come non puo’ neanche gamberetta che si e’ concentrata su quelli che ha

    ritenuto sfrondoni logici, dei quali gran parte condivido l’opinione negativa.

    Comunque la si giri rileggetevi la troisi fra qualche anno e poi ditemi se non vi fara’ vomitare.
    Successo a me con storie che ritenevo (perche’ le ricordavo cosi’) intoccabili, ma riviste con occhi piu’ maturi (nel fantasy/fantascienza) sono da vomito.

    Succedera’ lo stesso a tutti coloro che adesso apprezzano Nihal la piagnona e Sennar il supermago timidone.

  94. 94 Stefano

    Io credo che la questione dei corpetti sgragianti possa anche venire messa da parte: è un ciclo fantasy per ragazzini, non un trattato di arte militare. Tuttavia il corpetto sgargiante è oggettivamente una sciocchezza: non ricordo, magari, molti particolari del romanzo, ma mettere in evidenza al nemico delle truppe scarsamente addestrate che diventeranno in futuro truppe di elite è un bel favore che gli si fa. Le spiegazioni offerte da D non mi vedono concorde: i bizantini, di fronte a Giannizzeri veri e presunti, si saranno considerevolmente spaventati dal numero di questi soldati scelti ( che avevano già allora una fama nefasta), i soldati del tiranno, per converso, si saranno fregati le mani di fronte alla possibilità di ammazzare reclute potenzialmente pericolose in futuro (Nihal guiderà un drago).
    Anche in guerra si commettono stupidaggini, sopratutto quando entrano in gioco l’onore e la vanità, ma è l’autrice a darci una spiegazione “razionalista” che fa acqua da tutte le parti.

  95. 95 alice

    non posso far altro che quotare gugand.
    Comunque se a qualcuno non sopporta il tono di gamberetta, può benissimo andare via senza creare scompiglio.
    Anche a me, all’inizio, dava un po’ di fastidio su come gamberetta esponeva il suo parere, ma poi vedendo che le cose che scrive sono giusto, l’ho accettato. Punto e basta.

    Comunque Nihal è davvero un personaggio penoso. Non prendetevela se vi dico che non vale la pena di spendere nemmeno un euro per comprare il libro. Nihal è il personaggio più inverosimile che abbia mai trovato in un libro fantasy. Se poi piace alle ragazzine piagnucolone con gli ormoni a mille, bene!! Amen, mica posso ammazzarle per questo o convincerle a cambiare gusti…

  96. 96 Clio

    Dunque, con ordine:
    divise sgargianti sono state usate storicamente, ma identificavano soldati d’élite, non reclute inesperte ancorché preziose.
    In secondo luogo, il Nemico non è forse uno degli esseri più potenti della terra, uno dei più astuti conoscitori della magia? E non riesce ad infiltrare nessuno? Nemmeno per spiare un’accademia? Va bene, abbiamo capito, è un mentecatto, è l’unica spiegazione.

  97. 97 _Hilary_

    Meravigliosa! Semplicemente meravigliosa!
    Ti dirò, ho letto di tutto e di più della Troisi e, all’inizio, mi ero invaghita del suo stile di scrittura (Il suo romanzo è il primo in assoluto che ho letto). Leggendo altri romanzi, altri autrici, altri generi, in effetti ho riscontrato alcune cose nei suoi romanzi che non mi entusiasmavano più. Inoltre, è anche vero che ciò che scrive lo fa per lo più in riassunto. ç_______ç
    Secondo me la sua pecca maggiore è che si ostina a scrivere in terza persona. Chissà, può darsi che in prima riesca a concentrarsi molto di più sulle varie scene che accadono e meno sul “riassunto”.
    ^^

  98. 98 -Ayame-

    Non ho letto nulla della Troisi e dopo aver letto questo articolo, che ha confermato le parole di una mia carissima amica accanita lettrice come me, non intendo farlo per nulla al mondo.

    Chi è quel rincretinito che si azzarda a paragonare la Troisi a Marion Zimmer Bradley? Non sa mica, il damerino, che MZB è la signora suprema del fantasy, pietra miliare della sua storia e superba scrittrice?!
    Mah.

  99. 99 -Ayame-

    Hila, mia utente, mia moderatrice e mia spietata commentatrice, anche tu qui? Ah già, ti ho dato io il link…xD

  100. 100 _Hilary_

    My god, Ayame! XDDDDDDDD

  101. 101 Luca

    Fantastico!! Ho comprato questo libro come lettura a tempo perso perché ne avevo sentito parlare bene.. ma sin dalle prime pagine, vabé avete capito! Ho letto decine di fantasy seri, ma mai italiani (sempre in lingua originale).. mi ispirava l’idea di leggere qualcosa in italiano… peccato!

    Concordo con quasi tutto, la maggior parte delle cose che hai detto le avevo notate leggendo il libro..

    la cosa che più mi sconcerta è la totale stupidità e dilagante incoerenza della scrittrice..

    dai caliamo un velo pietoso!
    ciao!

  102. 102 Carlo

    Ma allora, Luca, e’ del tutto evidente che tu sei una persona davvero intelligente. Grazie di avercelo comunicato.

  103. 103 Okamis

    E io che pensavo di essere il solo “non apprezzare” le “sublimi” pagine di “quell’artista” nota con il nome di Licia Troisi (che dite, si capisce che sono sarcastico?). Se penso che è da 7 anni che mi sto rompendo il culo per scrivere un VERO romanzo Fantasy, passando ore a documentarmi sulle tecnologie in uso nel nostro medioevo, sulle unità di misura corrette (a proposito, l’uso delle braccia è sbagliato già alla partenza, in quanto si tratta di un’unità di misura nautica, o al massimo della lughezza delle stoffe; fonti Zingarelli e DIR (d’Anna/Sintesi), leggere per credere)… e poi arriva questa ignorante (nel senso etimologico del termine e non biecamente offensivo) e si fa pubblicare al primo colpo? E poi mi chiedono perchè sono ateo…

  104. 104 Carlo

    Caro Okamis, che cosa desideri esattamente: che ti dica “bravo” prima ancora di avere letto quello che scrivi, solo perche’ “ti sei fatto il culo”?

  105. 105 Okamis

    No di certo. Non era questo il senso del mio discorso. A prescindere dal caso personale, la mia era un’affermazione rivolta a qualsiasi scrittore esordiente. Quello che intendevo dire è trovo particolarmente irritante che una scrittrice come la Troisi, pur con opere d’infima categoria come le sue, riesca a farsi pubblicare dalla più grande casa editrice italiana (nel senso di fetta di mercato) al primo colpo e spedendo un solo manoscritto (sempre ammesso che vogliamo credere a questa storia, ma io voglio darle fiducia e le credo). Non credo di peccare di superbia se dico di saper scrivere meglio. Anche se lo dicesse un ragazzino dei primi anni di superiori probabilmente non peccherebbe di superbia. Ora, a un’affermazione come la mia, seguono due obbiezioni:
    1) “Sei solo invidioso.” In parte è vero. Sono invidioso, ma non dello stile della Troisi, ma di come sia riuscita ad imporsi tanto sul mercato vendendo solo aria. Beh, di questo bisognerebbe rendere merito a chi si è occupato della sua campagna pubblicitaria. A prescindere dell’opera di cui stiamo parlando, bisogna ammettere che ha fatto un lavoro straordinario.

    2) “Prova tu a scrivere di meglio, allora.” Ora, non bisogna essere Umberto Eco per rendersi conto che i libri della Troisi sono quanto di peggio un’opera possa offrire. Anche gli Harmony (di cui è recentemente uscita una collana Fantasy) sono scritti male, ma almeno loro sono sinceri. È come se ti dicessero: <>

    Poi sono d’accordo che forse la recensione di Gamberetta sia troppo dura e che in alcuni punti compia degli errori di giudizio (ad esempio, quando dice che nel Mondo Emerso non si gioca a carte solo perché la cosa non viene indicata; è ovviamente una critica fuori luogo questa, in quanto in questo caso interviene la cosiddetta “sospensione della concordanza”), ma resta il fatto che è una delle poche che senza troppi giri di parole renda noto che il re è nudo… anzi, che la regina è nuda.

  106. 106 Carlo

    Okamis:

    Non credo di peccare di superbia se dico di saper scrivere meglio.

    Magari sai scrivere meglio – e chi lo sa? Magari scrivi divinamente, ma le tue storie sono pallosissime – e chi lo sa? Magari scrivi penosamente, ma le tue storie sono lo stesso avvincenti – e chi lo sa?

    Ho un suggerimento: visto che e’ virtualmente certo che non sarai mai pubblicato, perche’ non rendi disponibile questo meraviglioso romanzo sulla tua pagina web? Magari cosi’ ti fai notare, e qualche editore ti propone di scrivere un nuovo romanzo a pagamento.

    Oppure spedisci il tuo romanzo alla Gamberetta, e fattelo giudicare da lei. Puo’ essere un aiuto formidabile, per sapere se sei davvero cosi’ bravo. O hai paura? Ti senti piu’ sicuro a giudicarti da solo, per poi annunciare sui blog la bravura che hai concluso di avere?

  107. 107 Okamis

    Cosa dicevo? Ecco spuntare fuori l’opzione 2 che avevo già indicato nell’intervento precedente. Mamma mia quanto sei prevedibile… Comunque, riguardo al fatto di mostrare le mie capacità per poterne dare prova, t’informo che puoi già leggere un mio brano su Fantasy Magazine (“Il sonno del re”) e un altro su Writer’s Dream (“Un grido oltre la nebbia”). Su quest’ultimo sito se ne aggiungeranno poi altri due settimana prossima, di cui uno è proprio il prologo al mio romanzo (ah, come adoro quelli che parlano prima ancora d’informarsi…). Comunque, qualora gamberetta, tra un romanzo e l’altro volesse stroncare uno qualsiasi dei miei racconti, sarà liberissima di farlo. Anzi, non potrei sperare in onore più grande XD

  108. 108 AryaSnow

    Okamis:
    potresti linkarmi direttamente uno di quei racconti? :-)

  109. 109 Okamis

    Certamente. “Il sonno del re” lo trovi andando su: http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=11779
    Invece, “Un grido oltre la nebbia” lo trovi andando su: http://writersdream.forumfree.net/?t=28874480&view=getlastpost#lastpost
    Aggiungo, anche se mi piacerebbe che non ce ne fosse bisogno, che tutti i miei racconti sono depositati in SIAE, e pertanto la loro riproduzione parziale o integrale senza la mia autorizzazione è illegale. Perdonate l’aggiunta, ma purtroppo i “furti” anche di racconti sono meno rari di quanto si possa pensare.

  110. 110 Gamberetta

    @Okamis. In questi giorni ho poco tempo, perciò scusa se non leggo i tuoi racconti. Prova a guardare il forum della Edizioni XII, si possono postare racconti (c’è anche ogni mese un concorso per scegliere il migliore) e commentare quelli altrui. Il livello di “cattiveria” e competenza dei partecipanti mi sembra un gradino sopra la media del Web.

  111. 111 Okamis

    Grazie mille dell’indicazione, Gamberetta, e scusa se mi sono fatto (su “richiesta”) un po’ di pubblicità gratuita. Nel momento stesso in cui mandavo il mio commento una vocina dentro di me (ovvero la mia versione “uomo raggno-Phos”… v. mio commento su “Il talismano del potere” per capire XD) mi diceva che forse non era correttissimo. Chiedo scusa comunque. Purtroppo tendo ad essere impetuoso a volte. Comunque il mio non era un invito nei tuoi confronti perchè leggessi i miei racconti, ma soltanto un modo per dimostrare che non temo le critiche di nessuno. Al contrario, le apprezzo. Se non fosse per le critiche nessun artista sarebbe in grado di migliorare le sue opere. Peccatto che questo la Troisi non l’abbia ancora capito…

  112. 112 Stefano

    Guarda Okamis che il furto di racconti è davvero una cosa rara, rarissima: in primis (e non mi riferisco a te) spesso la qualità dello stesso non giustifica lo sforzo, in secondo luogo viene spontanea una domanda: per farne che? Le antologie di racconti non vendono particolarmente, in libreria e nei concorsi, ormai, si considera “inedito” anche uno scritto apparso sul web. Come ti direbbe anche franz (di FM) meglio autospedirsi una raccomandata con ricevuta di ritorno e conservarla. Il valore legale della stessa è discutibile, ma spendere dei soldi per la SIAE, suvvia…

  113. 113 Okamis

    Raro ma non impossibile, purtroppo. Basta farsi un salto a questo indirizzo per rendersene conto: http://writersarena.forumfree.net/?t=27974741
    E di casi come questo ce ne sono più di quanto si possa immaginare. A prescindere poi della qualità del racconto sottratto, è indubbio che la cosa dia alquanto fastidio all’autore.
    Per quanto riguarda la storia della raccomandata con ricevuta di ritorno hai ragione. Tuttavia sono stato per così dire “obbligato” ad iscrivermi alla SIAE. Un anno fa circa ho scritto il testo di una canzone per un gruppo di amici, iscritti in SIAE. Visto che la musica era stata depositata, ho dovuto fare altrettanto, altrimenti la raccomandata in questo caso non avrebbe avuto valore legale. Già che c’ero poi ho depositato le mie opere ;-)

  114. 114 Carlo

    Okamis, ho letto “Il sonno del re”. L’ho trovato bruttissimo e noioso. Suggerirei di cambiarne il titolo in “Il sonno del lettore”, che e’ un notevole traguardo se si considera che e’ un racconto brevissimo. Al solito trovo confermato che l’arroganza spesso si accompagna all’inadeguatezza e all’incapacita’.

    Non sei orribile come Rocca, ma quasi. I motivi sono i soliti: troppi avverbi e aggettivi, spesso scelti male (scuri che oscillano in modo convulso, il serpentino avanzare dell’esercito, il massiccio guerriero), dettagli irrilevanti (l’arpa col profilo di un volto femminile – perche’?), e frasi pompose e ricalcate su luoghi comuni, che spesso vanno oltre il limite del ridicolo (“Strisciante come solo il sospetto può essere, il timore che oramai il proprio sovrano fosse giunto al termine della sua esistenza cominciò a serpeggiare tra il popolo”).

    Spero di non averti offeso, e’ solo la mia opinione: sei meglio di Rocca, ma peggio della Troisi.

  115. 115 Okamis

    De gustibus.

  116. 116 gugand

    @Okamis
    Ho letto entrambi i tuoi racconti.
    Il “il sonno del re” ha le pecche che indica carlo. Non l’ho trovato interessante.

    Il secondo, senza mettermi a giudicare le singole frasi (gia’ nel forum stesso ti hanno fatto delle giuste osservazioni, quindi non aggiungerei nulla), l’ho trovato molto scritto meglio ed interessante.
    Con pochi ritocchi, IMHO, potrebbe essere un bel racconto.

    Comunque la pecca peggiore della Troisi non e’ nello stile di scrittura, ma nell’incoerenze contenute nella trama e la evidente mancanza di voglia della scrittrice a documentarsi.
    Visto che non traspare dai romanzi l’impegno dell’autore (sembra tutto un buttar su), fa rodere questa “fortuna troisiana” a chi si fa un culo tanto per creare una storia decente, logica e coerente che studia un sacco di documentazione, ma che viene scartato senza nemmeno una possibilita’ di vedersi aiutato da un editor professionista per correggere la storia e/o lo stile.

    Ne’ io, ne’ miei conoscenti ha tentato di pubblicare libri percio’ non so come funzionano le cose, ma gli editor si degnano di una risposta a qualcuno che manda loro dei testi?
    Almeno per far capire che hanno letto qualcosa e per dare un suggerimento allo scrittore in erba.
    Te, Okamis, hai detto nel forum linkato che un editor ti aveva detto qualcosa riguardo lo stile, ma mi sembra che una ragazza che scrive in questo Blog non abbia mai piu’ saputo nulla.

  117. 117 Okamis

    Subito una domanda: che significa IMHO? Perdona l’ignoranza, ma non l’ho mai capito XD
    Passando alla tua ultima frase, non ho ben compreso cosa intendi… Non ho mica detto di avere un contratto con una casa editrice. Semplicemente, qualche mese fa ho avuto la fortuna di presentare di persona ad una casa editrice italiana specializzata in narrativa fantastica (nemmeno tanto piccola) il mio romanzo, dietro loro invito, dopo che avevano ricevuto alcuni stralci dell’opera. Tutto qua. So benissimo che quell’incontro non equivale a poter dire “wow, mi pubblicheranno”, ma allo stesso tempo dimostra che il mio stile non è poi tanto “orribile”, per usare il felice termine usato da Carlo. Comunque, “Il sonno del re” è nulla più che una favoletta breve, un divertissement, lontanissimo da quello che è il mio stile nel romanzo in fase di lavorazione. Grazie comunque del tuo giudizio.

  118. 118 wewec

    IMHO = In My Humble Opinion ( a mio parere )

  119. 119 Carlo

    Voler veder premiato un romanzo perche’ ci si e’ fatti il culo sarebbe come pretendere di essere pagati per la quantita’ di sudore prodotta in una qualsiasi attivita’ fisica – incluso girare in tondo. E’ sulla base del risultato finale che si giudica, non su quanto e’ costato ottenerlo (e se e’ costato poco, in effetti, tanto meglio… o no?).

    Gli editori (che vogliono vendere) ti chiedono di leggere il tuo romanzo, e non quanti capelli bianchi ti sono venuti a scriverlo.

    Inoltre: documentarsi e’ sicuramente utile; seguire le regole indicate dalla Gamberetta e’ sicuramente utile; tante belle cosine possono essere utili – ma alla fine il romanzo, per avere successo, deve essere avvincente. Come ho gia’ detto, se un romanzo piace significa che le incongruenze possono essere trascurate. Se non piace, significa che le incongruenze forse ne sono la causa. In altre parole, il seguire le regole non e’ una condizione ne’ necessaria ne’ sufficiente per scrivere un qualcosa che piace.

  120. 120 AryaSnow

    1)Per me il difetto peggiore della Troisi sta proprio prima di tutto nel modo di scrivere (nel fatto di scrivere male, al di là dello stile scelto).

    2) Mi sembra che scriva meglio sia di Rocca che della Troisi.
    Però ci sono alcune cose come…
    Le donne si coprirono la bocca, soffocando un grido di dolore, nel riconoscere il figlio del re, mentre gli uomini abbassarono la testa, non riuscendo a trovare altro modo per mostrare il proprio dolore. Ancora vestito della sua armatura, il principe era stato disteso sopra i mantelli dei compagni, le mani strette attorno all’elsa della sua spada, sulla cui lama spezzata si riflettevano i volti pieni di dolore dei sudditi.
    ^^”
    Gli aggettivi non li trovo il linea generale così fastidiosi. A volte c’è dell’esagerazione, ma in linea generale non ho provato fastidio. Rocca è ben peggio =P
    - scuri che oscillano in modo convulso non lo trovo poi così brutto. Può marcare l’atmosfera di tensione che in quel pezzo di vuole creare.
    - idem per il serpentino avanzare dell’esercito, può mostrare meglio l’immagine dell’esercito che si vede dall’alto, che compie un percorso tortuoso (non è così ovvio che l’avanzare sia “serpentino”).
    - il massiccio guerriero è un modo per marcare il modo in cui il re è stato ridotto dalla malattia, il fatto che avrà sicuramente perso un sacco di muscoli.
    - l’arpa col profilo di un volto femminile è un modo per descrivere l’oggetto, che merita pure un po’ di descrizione, visto che è speciale e magico.
    - Strisciante come solo il sospetto può essere, il timore che oramai il proprio sovrano fosse giunto al termine della sua esistenza cominciò a serpeggiare tra il popolo invece è effettivamente brutto, banalmente e inutilmente pomposo. Fastidioso.

    COMUNQUE in generale il racconto non mi è piaciuto per nulla.
    Prima di tutto: non c’è dentro niente, ma proprio niente di minimamente interessante. Qual’è il suo scopo? Cosa dovrebbe trasmettere? Trama ultrabanale e con nulla da dire nel modo in cui viene raccontata.
    Il fatto che all’inizio tutta la gente comune sia così così incredibilmente addolorata per la morte del principe fa un po’ troppo “candy candy”. Dovrebbero essere molto più ansiosi di scrutare tra le file dei soldati e vedere se ci trovano i loro figli/padri/mariti sopravissuti alla battaglia. Ma poi, ‘sta battaglia è stata vinta o persa? Non interessa a nessuno questo? Tra l’altro mi pare strano che la notizia della morte del principe non si sia già saputa prima del ritorno di tutto l’esercito, non hanno mandato avanti un cavolo di messaggero? =P Vabbè…
    In ogni caso, all’inizio viene descritto dettagliatamente l’arrivo di questa notizia, dal punto di vista del popolo. Questo pezzo iniziale viene mostrato. Poi si passa bruscamente a parlare del re e tutto inizia ad essere raccontato vagamente, fino alla scena finale e alla classica conclusione generica-moralista-leggendaria-fiabesca. Boh, non mi convince per niente questa struttura. Mi sembra un po’ alla cazzo di cane.
    Inoltre: perchè quel povero pirla dello sconosciuto dovrebbe sbattersi così tanto e infine sacrificare la propria vita per ridare serenità al re? Il re non era nulla per lui, per quello che ne sappiamo.
    Poi, come ho già detto: zero assoluto. Tutto banalissimo, nessun’ambientazione o atmosfera particolare, nessuna carattrizzazione dei personaggi, nessun passaggio interessante, nessun elemento un minimo originale. L’unico spunto potenzialmente decente poteva essere nel paragrafo inziale, con l’aria di tensione e di “tempesta in arrivo”. Ma poi non viene sfruttato manco questo.
    Secondo me avresti fatto meglio almeno a descrivere la scena iniziale dal punto di vista di… chessò… un nobile consigliere, magari amico del principe e del re (così avrebbe più motivo di vivere la notizia come “profondamente dolorosa”). Poi magari facevi continuare lui a raccontare ciò che avviene in seguito. Ci sarebbe stato anche un elemento di unità. Anche se non mi sarebbe piaciuto per nulla lo stesso.

    3) Il secondo racconto l’ho letto più frettolosamente del primo, ma mi è sembrato sicuramente meglio. Nulla di speciale, però qualcosa già c’è. Il finale e il modo in cui si giunge ad esso non è male, il racconto in generale trasmette un “senso complessivo unitario”, non è male nemmeno la resa dell’atmosfera squallida.

    Comunque sì, secondo me sai scrivere meglio della Troisi.
    Anche se Il sonno del Re come racconto mi fa schifo.

  121. 121 Stefano

    Paragonare Rocca , Okamis e la Troisi non ha molto senso… della Troisi leggiamo solo il testo finale, sfrondato dai vari editor. Lei stessa, mi pare, abbia ammesso di aver dovuto scrivere nuovamente delle parti dei suoi libri. Faccio notare che di solito un manoscritto prende le vie del cestino, in simili condizioni. il romanzo di Rocca non è stato minimamente riletto: non è vero che scrive male, è soltanto pesante e volutamente ricercato. Per esempio, in una delle recensioni di Rocca si parla addirittura di mancate concordanze tra verbo e soggetto: simili errori, frutto della distrazione, possono essere perdonati all’autore, che magari avrà letto e riletto il suo scritto fino alla noia, ma non a un editor. A Okamis mi sento di dire: non abbatterti, continua a scrivere. Non è vero che le critiche debbano essere sempre accettate: devi valutare tu stesso quali critiche siano corrette. A parte l’abusato discorso dello scrivere per sé stessi, devi chiederti, una volta terminato il racconto: è quello che volevo? Sono soddisfatto? Se ti risponderai si’, sarà il risultato che conta.

  122. 122 Okamis

    Faccio una brevissima premessa. Questa sarà lultima volta che parlerò dei miei due racconti su questo sito. Per qualsiasi commento al riguardo, vi prego di scriverlo su Fantasy Magazine o su Writer’s Dream, in quanto comunque questa non è la sede adatta. Siamo, come dire, tutti ospiti su questo sito, e pertanto in una sezione dedicata ad uno specifico libro della Troisi è bene parlare di quell’opera, anzichè di quelle degli altri.
    Rispondo solo ad AryaSnow per completezza, e poi la chiudo qui.

    In riferimento a “Il sonno del re”, come accennavo su Fantasy Magazine, si tratta di una riscrittura di una parte del romanzo. Riscrittura presentante sia uno stile che uno struttura molto diversa dall’originale. Ho semplicemente voluto scrivere una fiabetta, nulla di più. Come tale è ovvio che i personaggi siano privi di qualsiasi spessore (quale spesso psicologico puoi dare alle fiabe dei fratelli Grimm? nessuno, il che ovviamente non significa che siano racconti spregevoli, tutt’altro, sebbene fossero tutti dei plagi, ma quello è un altro discorso ;-)). La favola, per sua stessa natura, non prevede una vera e proprio evoluzione dei personaggi, se non a livello minimo. Pertanto la tua osservazione al riguardo non è molto pertinente.
    Hai invece perfettamente ragione su due punti.
    La ripetizione della parola “dolore”, derivata dal fatto che il tutto e’ stato scritto in breve tempo, senza un’opportuna rilettura. Vedrò di provvedere al riguardo :)
    Ma soprattutto hai ragione riguardo la diversità tra la prima e la seconda parte. Sempre come scrivevo su Fantasy Magazine, la prima parte è quella effettivamente nuova, mentre la seconda appartiene al romanzo, sebbene sia stata riscritta da capo a piedi. Visto che nel romanzo quella parte viene effettivamente raccontata, e non mostrata, è probabile che inconsciamente mi sia rifatto all’originale, ormai fisso nella mia mente.
    Infine la famosa frase “ampollosa”. Ho riletto il racconto poco fa, e ammetto che non fa impazzire nemmeno me ora. Ripeto, quel racconto a differenza de “Un grido oltre la nebbia” non è stato praticamente riletto, se non in forma molto veloce.
    Sono felice invece che proprio quest’ultimo ti sia piaciuto maggiormente. Ammetto di andare fiero. Poi è ovvio che ognuno ha le sue preferenze in fatto di stile o di tema trattato. Non pretendo certo di essere apprezzato da tutti (anzi…).

  123. 123 AryaSnow

    Okamis:
    Non ho detto che ci deve essere per forza uno spessore dei personaggi.
    Ho detto che in generale in quel racconto non c’è niente di anche solo minimamente interessante. Ho elencato alcuni fattori come esempio, per dire che nel tuo racconto non c’è proprio nulla di nulla.
    Sarà anche una favoletta, ma anche una favoletta per essere decente qualcosa deve dirmela (mica devono essere necessariamente i personaggi o qualche altro specifico aspetto, però qualcosa…).

  124. 124 Okamis

    Però così mi istighi alla risposta, AriaSnow XD
    Questa è proprio l’ultima ultimissima straultraipermegaultima volta che rispondo su questo sito (non perchè mi stiate antipatici, anzi, ma è solo per correttezza verso la povera Gamberetta e i suoi conigli). La debolezza de “Il sonno del re” rispetto a tutti gli altri miei racconti risiede nel fatto che privo del suo legame con la struttura originale (quella del romanzo) perde buona parte la sua forza. Ho chiesto a tal proposito ad alcuni miei amici cosa ne pensassero delle due versioni, e anche loro concordano che all’interno del libro il tutto assume un perchè, assente invece nel racconto singolo.
    THAT’S ALL FOLKS. D’ora in poi vi prego di scrivermi su Fantasy Magazine o Writer’s Dream, grazie. Scusa ancora Gamberetta per lo spazio rubato al tuo sito.

  125. 125 Psicomama

    Bravissima! Acuta e simpatica. Grazie a te stasera abbiamo fatto grasse risate. Complimenti.

  126. 126 sammy

    ok, posso essere d’accordo su tutto, ma la storia non è disperata: ti posso assicurare di aver letto di peggio…!!!
    cmq, hai fatto anke una recensione di eragon?
    sei stata molto simpatica, ciao sammy

  127. 127 Vash

    volevo ringraziarti per questa opera di così grandi verita!
    sei un genio sei riuscita a fare una vera recensione a differenza di qui suddetti giornalisti specializati in questo campo…hai un futuro!
    In fondo i libri di licia nn sono da buttare..o meglio si ma prima toglieteli l sovra copertina xkè a mio avviso i disegni meritano rispetto…e per fortuna che nn si è improvvisata anche pittrice la nostra licia!

  128. 128 gugand

    @sammy
    La recensione, in breve, te la faccio io:
    Stessa storia di Star Wars, ma:
    -Luke Skywalker si chiama Eragon
    -Il Millennium Dra…,ehm, Falcon ora si chiama Saphira
    -Obi Wan Kenobi si chiama Brom
    -Leila si chiama Arya (con la y altrimenti fa freddo), ma non e’ piu’ sorella, quindi ora trombabile
    -Dart Vader si chiama Murtagh ed e’ diventato fratellastro
    -L’imperatore si chiama Galbatorix
    -Han Solo si chiama Roran ed e’ il cuggino (quello delle leggende metropolitane)
    -Boba Fett si chiama Durza, ma dura piu’ a lungo
    -Yoda, dopo lezioni di infighimento dal maestro dei 5 picchi (per chi ha letto il manga), si chiama Oromis
    -Jabba the Hut ha smesso con le pizze (Balle spaziali) e si e’ dato alla macelleria
    -Chewbecca si chiama Orik
    -La forza finalmente si fa chiamare magia
    -Il padre e’ morto, sul serio (almeno lo e’ ancora nei primi 2 libri)
    -Lando ha cambiato sesso e ora si fa chiamare Nasuada

    Il tutto meno i robot che nel passaggio dimensionale si sono arrugginiti e quindi non riproducibili. Ma ci sono voci non confermate che R2D2 si faccia chiamare Elva.

  129. 129 gugand

    Mi fanno sapere che probabilmente C3PO si e’ fatto costruire un corpo per andare in giro meglio e comunicare normalmente (anche se continua a parlare in modo criptico) e si fa chiamare Angela.

  130. 130 Carlo

    AryaSnow ha scritto:

    1)Per me il difetto peggiore della Troisi sta proprio prima di tutto nel modo di scrivere (nel fatto di scrivere male, al di là dello stile scelto).

    Va bene.

    2) Mi sembra che scriva meglio sia di Rocca che della Troisi.

    Okamis scrive meglio? Beh, non e’ assolutamente vero. Grazieaddio, la Troisi non si perde in vomitevoli frasi che tentano di risultare “poetiche” – che e’ il dramma di Rocca, e in misura minore di Okamis. La Troisi sara’ puerile quanto vuoi, ma in questo errore narcisistico non ci cade. MAI. Ti sfido a trovarmi un brano della Troisi scritto in questo modo.

    - scuri che oscillano in modo convulso non lo trovo poi così brutto. Può marcare l’atmosfera di tensione che in quel pezzo di vuole creare.

    “Convulso” e’ un aggettivo muscolare, organico. Le scuri sono oggetti di metallo, e se oscillano lo possono fare solo come come pendoli secondo una legge naturale immodificabile: l’immagine evocata qui e’ di oscillazioni forzatamente accelerate, una immagine folle e innaturale.

    - idem per il serpentino avanzare dell’esercito, può mostrare meglio l’immagine dell’esercito che si vede dall’alto, che compie un percorso tortuoso (non è così ovvio che l’avanzare sia “serpentino”).

    L’aggettivo appropriato qui e’ “sinuoso”. Quando torna l’esercito del regno non vuoi che il lettore si metta a pensare ai serpenti – a meno che non ci sia un’ottima ragione per questo (che magari emerge piu’ tardi). Come la Troisi ama la parola “piuttosto”, Okamis sembra adorare i serpenti. Per questo il percorso dell’esercito gli sembra “serpentino”, il timore “serpeggia”, e il sospetto “striscia”. A questo punto viene voglia di chiamare lo psicoanalista.

    - il massiccio guerriero è un modo per marcare il modo in cui il re è stato ridotto dalla malattia, il fatto che avrà sicuramente perso un sacco di muscoli.

    L’aggettivo “massiccio” viene usualmente usato per metalli, pietra, minerali, e montagne. Se applicato a esseri viventi porta un senso di ottusita’ e forza bruta, piu’ appropriata a un orco che all’amato guerriero, che sara’ stato imponente, vigoroso – ma non massiccio.

    - l’arpa col profilo di un volto femminile è un modo per descrivere l’oggetto, che merita pure un po’ di descrizione, visto che è speciale e magico.

    Nulla che non torni utile alla storia deve essere descritto: i “riempitivi” messi li’ perche’ “fa figo” non sono altro che il vezzo inutile di un autore alla ricerca affannosa di qualcosa da dire.

  131. 131 Okamis

    Carlo, invece di fare il critico dei poveri commenta nelle sezioni appropriate. Qui si parla del libro della Troisi, non dei miei. Tra l’altro paragonare un racconto di due pagine (che sono il primo ad aver definito privo di alcuna valenza artistica) con una che ha già pubblicato 8 romanzi non ha senso. Se vuoi commentare quanto scrivo vai su FM o Writer’s Dream, dove tra l’altro trovi il mio romanzo. Qui non rispondo nemmeno alle tue note prive di senso. Basta aprire un dizionario infatti per smentire quanto da te detto. Vai a cercare massicio, poi ne riparliamo se non fa riferimento alla corporatura come aggettivo.

  132. 132 Carlo

    Okamis scrive:

    Carlo, invece di fare il critico dei poveri commenta nelle sezioni appropriate. Qui si parla del libro della Troisi, non dei miei.

    E’ bello sentirselo dire da colui che e’ venuto proprio qui a far pubblicita’ ai propri libri.

    Tra l’altro paragonare un racconto di due pagine (che sono il primo ad aver definito privo di alcuna valenza artistica)

    … no, tu sei stato il primo a metterci un link per mostrare quanto scrivi bene. “Privo di alcuna valenza artistica” lo hai definito per ultimo, non per primo…

    con una che ha già pubblicato 8 romanzi non ha senso.

    Questo avresti dovuto dirlo ad AryaSnow, non a me… :-)
    Inoltre e’ gia’ stato piu’ volte assodato che quanto la Troisi ha pubblicato e venduto non deve contare un cazzo sul giudizio che ci facciamo di lei.

    Se vuoi commentare quanto scrivo vai su FM o Writer’s Dream, dove tra l’altro trovi il mio romanzo.

    Non ci penso nemmeno: mi piace la barca dei gamberi, e resto qui. Dopo avere letto quelle poche pagine, ho deciso di non leggere piu’ nulla di tuo (si fa cosi’ anche con la Troisi, con la Strazzulla, ecc, quindi non vedo perche’ non si possa fare con te).

    Okamis, sei venuto qui facendo lo sbruffone. Cosa ti (vi) sarebbe costata un po’ di generosita’? Quale figura migliore ci avresti fatto mostrando tolleranza, amicizia, comprensione nei confronti di altri tuoi colleghi scrittori? Non credi che la gente sarebbe stata persino piu’ ben disposta nei tuoi confronti? Guarda che e’ vero che chi semina vento raccoglie tempesta.

    Qui non rispondo nemmeno alle tue note prive di senso. Basta aprire un dizionario infatti per smentire quanto da te detto.

    L’ho aperto, e non ho trovato smentite.

    Vai a cercare massicio, poi ne riparliamo se non fa riferimento alla corporatura come aggettivo.

    Non ho detto che massiccio non e’ usabile con riferimento alla corporatura. Ho detto che, se usato, comunica un senso di ottusita’ e forza bruta. Era quello che volevi comunicare? Ricorda che per imparare a scrivere devi imparare a leggere, prima.

  133. 133 Okamis

    1) I link ai miei racconti me li ha chiesti Aryasnow se vai a vedere.

    2) La mia “comprensione”, come la chiami tu, la mostro verso autori italiani e stranieri che se la meritano (la strazzulla ad esempio, pur rivolgendosi a un pubblico di giovanissimi, non la trovo poi così malvagia). I miei scrittori di riferimento sono, per quanto riguarda il Fantasy, Mieville, Jordan, Carey. Gente ben lontana, stilisticamente, dalla Troisi. Lodare una scrittrice solo perchè italiana non avrebbe senso per me. Senza contare che tu parli al plurale, come si io avessi criticato tutti gli scrittori italiani, quando invece finora ho commentato solo a riguardo di questo libro.

  134. 134 Carlo

    Okamis scrive:

    1) I link ai miei racconti me li ha chiesti Aryasnow se vai a vedere.

    E’ vero. E poi io stesso ti avevo sfidato a mostrare qualcosa di tuo. Pero’ la forte sensazione che non miravi ad altro che questo rimane: e’ abbastanza ovvio che tu sia venuto qui per farti pubblicita’.

    2) La mia “comprensione”, come la chiami tu, la mostro verso autori italiani e stranieri che se la meritano [...] Lodare una scrittrice solo perchè italiana non avrebbe senso per me.

    E’ colpa mia, evidentemente non mi sono spiegato bene: la sostanza del mio discorso e’ che occorre un minimo di umilta’ e di prudenza: fa abbastanza specie vedere uno che scrive cosi’ male mettersi a giudicare cosi’ ferocemente altri autori come lui, piuttosto che giudicare ferocemente se’ stesso. Di nuovo: trovo triste vedere una persona che non cerca di emergere migliorando se’ stessa, ma che ci prova cercando di tagliare le gambe ai suoi competitori.

    Se sei un critico, critica meglio che puoi. Se sei uno scrittore, scrivi meglio che puoi. Non puoi fare entrambe le cose: se sei uno scrittore, l’unica reale “critica” che potrai fare in modo credibile consistera’ nello scrivere bene.

  135. 135 dawe

    Ciao, sono finito su questa recensione assolutamente per caso.
    Non ho mai letto Licia Troisi (e forse non mi piace troppo la fantasy) e non credo la leggero’ mai… ad ogni modo ho trovato i tuoi appunti e commenti esilaranti e pungenti, mi sono fatto piu’ che due risate! Complimenti, devo aggiungerti ai favoriti!

  136. 136 Poflin

    Perdonate, riporto un vecchio post a cui ho sentito l\’impellente bisogno di rispondere! Ricordate la discussione sulla manutenzione delle mura? Io per prima non sono una vera esperta, ma per favore, informati, prima di dare spiegazioni \”supposte\” :)

    jiggly dixit:

    Probabilmente (e dico probabilmente, non osando mettermi contro una quasi quasi quasi quasi quasi architettA) i condotti sono stati creati in un secondo momento (rispetto alla costruzione del complesso).

    Molto, molto poco probabile dal punto di vista costruttivo. Come cotruiresti una porta? Monti un muro di mattoni e poi lo sfondi creando una forma rettangolare? Se anche lo facessi, potrebbero crollarti mattoni in testa, perchè manca un\’architrave, cioè una cosa nascosta sotto la traversa della porta che impedisce al vano/porta di collassare. Adesso, appurato questo, e che i mattoni sono relativamente leggeri perchè forati all\’interno, immagina di scavare un cunicolo nelle solide pietre di una fortezza! Se fosse troppo largo, la muratura rischierebbe di crollare. Le mura esterne (cioè di difesa, le più massicce) di un castello medievale sono spesse mediamente 3 o 4 metri. Probabilmente se si scavasse all\’interno di queste un cunicolo di 80 cm di larghezza (minimo spazio per il passaggio umano) reggerebbero, ma che mura di difesa sarebbero, se, una volta distrutto quel metro o poco più che separa l\’esterno dal cunicolo, i nemici riuscissero a passare tutti da lì?

    Ora, non vi viene il dubbio che siano stati fatti per portare materiali, strumenti, forse persone, dall’interno della città in linea diretta con la prossimità delle mura per evitare di fare il giro, bypassare ostacoli, magari scendere scale e impiegare un mucchio di tempo? Chissà , magari va di moda farmi i lavori il più lentamente possibile di questi tempo…

    Mi va benissimo che fossero dei passaggi simili a corridoi, costruiti a tale scopo. Il problema sostanziale è che NON sono stati costruiti a tale scopo, ma per una cosidetta \”manutenzione\”. Non credo sia spiegata bene nel libro, questa cosa: c\’è un cunicolo in cui si striscia, poi delle scale…Se volevano mantenere le mura avrebbero dovuto riempire quel cunicolo! Se fosse stato un muro senza passaggi, ovviamente, si sarebbero create meno crepe :) è una cosa che si contraddice da sola!

    Altra parentesina.. chi cavolo ha detto che sono pareti portanti?

    Perchè un sistema di costruire diverso da quello a pareti portanti, per edifici in laterizio o pietra, è stato scoperto solo alla fine del 1800!! Inoltre, visto che LT ci fa intendere che il Mondo sia simil-medievale, in quell\’epoca non esistevano altri mezzi di costruzione, era tutto portante, a causa del peso eccessivo della pietra. Ti sei mai chiesta perchè molte palazzine medievali hanno le finestre allungate tutte in fila, o quelle superiori più larghe di quelle inferiori? perchè se non fosse stato così la struttura sarebbe crollata! :)

    grazie dello spazio e scusate, spero che questa lettura sia stata utile a qualcuno.

  137. 137 Diamo a Licia quel che è di Licia « Il Trenino di Marzapane

    [...] Nihal della Terra del Vento – La missione di Sennar – Il Talismano del [...]

  138. 138 Lori

    Ciao!
    Ho appena finito di leggere le Cronache…
    Le tue recensioni mi hanno fatto spanciare dalle risate, grazie! (le ho citate sul mio blog).
    Secondo me hai lasciato un po’ a margine della tua critica il fatto che i personaggi sono sostanzialmente obbligati dal narratore a fare quello che fanno, solo perchè sono stati inventati così. o mezz’elfi, o donne o con i capelli neri. Non c’è nessun approfondimento psicologico.
    E poi chiediamocelo, se il Tiranno lavora da decenni ad un incantesimo per distruggere le Terre, perchè non se ne è stato al caldo nella sua stanzetta con cioccolata e Digestive? Pensa la soddisfazione di fregare tutti di sorpresa.
    Secondo me avrebbe detto “Uno a zero palla al centro”!

  139. 139 Stefano

    Beh, Carlo, di critici che non fossero scrittori ne ho visti davvero pochi e di scrittori che criticano i colleghi ce ne sono a decine, siano essi editi o no. Il nostro amor proprio ci fa ritenere le nostre opere migliori di altre. Non ci vedo nulla di male, come non vedo nulla di strano nel volersi fare un po’ di pubblicità.
    Come mai Licia Troisi ha urtato tanto una categoria di scrittori e lettori?
    Direi che la causa principale è stata la campagna pubblicitaria enfatica che ha ricevuto, di cui fa parte anche la strana vicenda della sua pubblicazione. Una cosa che ha fatto prudere le mani a molti.

  140. 140 LilianAstria

    Come credo buona parte dei commentatori di questo sito, anche io sto scrivendo un libro (naturalmente fantasy), e sono rimasta sconcertata dall’ottusità ed ignoranza che ha mostrato la troisi non solo nel descrivere le scene di guerra, ma nello sbagliare addirittura semplici termini militari o lo svolgimento di azioni come tendere la corda di un arco… non è semplice, non è facile! (come già citato da gamberetta), io mi sono fatta il culo in quello sport! Oltre che una notevole forza fisica, se non mantieni le spalle in asse col tuo bersaglio, e la giusta posizione di gambe e piedi, quando lasci andare la corda, ti mozzi il naso o le tette! (naturalmente ciò e valido solo per le donne) Io sono tornata a casa decine di volte con dei begli ematomi viola su viso e petto durante i primi allenamenti…
    Insomma, credo che prima di descrivere certe azioni bisogni provarle sulla propria pelle, non per altro io ho fatto nuoto, equitazione, tiro con l’arco e scherma, e sono sicura che descriverò 200 miliardi volte meglio della troisi, e di altri scrittori inetti…

  141. 141 alice

    piccolo OT (perdonatemi, ma sono disperata :( )
    @LilianAstria

    non è semplice, non è facile! (come già citato da gamberetta), io mi sono fatta il culo in quello sport! Oltre che una notevole forza fisica, se non mantieni le spalle in asse col tuo bersaglio, e la giusta posizione di gambe e piedi, quando lasci andare la corda, ti mozzi il naso o le tette! (naturalmente ciò e valido solo per le donne) Io sono tornata a casa decine di volte con dei begli ematomi viola su viso e petto durante i primi allenamenti…

    sono mesi e mesi che voglio praticare tiro con l’arco, ma non so proprio cosa devo aspettarmi e a chi devo rivolgermi. Inoltre un guaio è il fatto che ho sentito che gli allenamenti si svolgono ale 21. So che è una richiesta stupida, ma potresti darmi qualsiasi informazione su questo meraviglioso sport?
    Grazie mille

  142. 142 Kuni

    Cara gamberetta (non avendo trovato il tuo nome non posso chiamarti altrimenti),
    ieri sera ho letto il tuo articolo e sono molto interessata a discuterne. Vi sono punti in cui mi trovo in pieno disappunto e altri in cui devo darti ragione. Ieri ho appunto provato a scrivere una mia discussione, ma non mi è stato possibile pubblicarla… Non so per quale motivo non mi riconosceva valida la anti-spam word, sebbene l’abbia inserita correttamente più di una volta. Spero che mi sia pubblicato almeno questo commento. Se così sarà, vorrei parlarne con te, magari via e-mail. Grazie dell’attenzione!

  143. 143 Gamberetta

    @Kuni. Purtroppo non so cosa possa essere andato storto. Ogni tanto i commenti non appaiono subito perché per qualche ragione fanno scattare il filtro anti-spam e devono essere approvati a mano. Tuttavia il tuo commento non compare tra lo spam. Posso solo pensare ci sia un problema o dal tuo lato o dal nostro, però non saprei quale.
    Prova a postarlo di nuovo, se ancora non funziona, mandalo a:
    gamberifantasy@gmail.com
    lo pubblicherò poi io a tuo nome.

  144. 144 LilianAstria

    sono mesi e mesi che voglio praticare tiro con l’arco, ma non so proprio cosa devo aspettarmi e a chi devo rivolgermi. Inoltre un guaio è il fatto che ho sentito che gli allenamenti si svolgono ale 21. So che è una richiesta stupida, ma potresti darmi qualsiasi informazione su questo meraviglioso sport?

    Se hai mano ferma e una discreta mira riuscirai certamente bene. Se utilizzi l’arco tradizionale, cioè quello che ti danno in dotazione nella struttura nella quale ti alleni, certamente ti farai dei bei muscoli alle braccia, poiché tenere in tensione la corda è molto più faticoso di quello che sembra, sopratutto le prime volte quando, per prendere la mira, ci metterai diverso tempo… se invece acquisti un arco in un negozio d’armi (naturalmente devi possedere un porto d’armi), puoi acquistare uno di quegli archi moderni, grazie ai quali tenere in tensione la corda non comporta alcuno sforzo (ma secondo me si perde il bello del tiro con l’arco; facile è brutto XD).
    Se intraprenderai questo sport, ti consiglio inoltre di comprarti una pettorina (o come lo chiamo io un “para tette”), dato che, sopratutto durante i primi allenamenti, quando non hai imparato ancora la giusta posizione da tenere, ti capiterà di mollare la corda in tensione che, nel tornare alla sua posizione originale, con un rapidissimo movimento sfregherà contro le guance, ti mozzerà il naso e finirà per “urtare” dolorosamente il seno… almeno con l’adeguata protezione torni a casa con qualche livido in meno ^^

    OT end

  145. 145 Kuni

    Ho notato con piacere che questa volta il mio commento è stato pubblicato. Bene, allora posso già cominciare la mia discussione. Ho notato innanzitutto che non hai minimamente dato spazio alla comprensione nei confronti dell’autrice -certo, certo, sadismo che ti diverte ai limiti del possibile- e non ho alcuna intenzione di chiederti o di pregarti in ginocchio di farlo (anche perché mi sarebbe fisicamente impossibile). Solo che io al posto tuo gliene avrei data un po’. Dunque, vorrei cominciare da quello che tu stessa hai definito null’altro che un piccolo particolare. L’arco.

    –> INSOLITO: inatteso, inconsueto, fuori dal normale [...] (Dal lat. insolitus , composto di in- e solitus, “abituale”) {Citazione da “Il Dizionario della Lingua Italiana, Giacomo Devoto – Gian Carlo Oli}

    Dunque, a parer mio, l’utilizzo dell’aggettivo “insolito” nel contesto da te analizzato è opportuno, in quanto l’arma -ricordiamo, arco e frecce- non è sconosciuta alla conoscenza della protagonista, bensì alla sua esperienza personale (forse alzerai gli occhi al cielo, “ancora questa lagnosa e le sue esperienze personali!”). Infatti, in quel punto della storia, Nihal è una sedicenne, la cui “esperienza combattiva” è limitata all’utilizzo della spada. Perciò credo che l’autrice volesse intendere l’arco “insolito” a lei, in quanto non l’ha mai preso in mano prima, è fuori dalla sua abitudine (così come si nota dall’etimologia della parola, da me analizzata precedentemente) e che sia questa la corretta interpretazione da darsi -anche se ovviamente sono solo pareri. Per quanto riguarda la forza, devo ricordarti che hai preso ad esempio l’arco inglese che -ad esclusione di quello moderno- è il più grande della categoria, quindi anche il più necessito di potenza da parte dell’arciere. Sapevi che sono stati ritrovati resti di natura umana, appartenenti al medioevo, di uomini etichettati appunto come arcieri i cui avambracci e spalle (destri o sinistri che fossero) erano sproporzionatamente sviluppati? Ad ogni modo, di archi, andando anche in retromarcia nel tempo (e continuando ad escludere quelli moderni, che mi sembrano totalmente fuori discussione al momento), ne esistono di innumerevoli tipologie, e ve ne sono anche di molto piccoli e leggeri. Ma voglio andare incontro all’autrice. Dal momento che la storia si svolge in un mondo non documentato -chiaramente- e quindi anche inesistente, che ospita creature altrettanto inesistenti, quali mezzelfi, maghi, gnomi, folletti e draghi, non è da escludere che le armi di cui si parla siano inesistenti anch’esse e che quindi un arco di tale mondo possa essere alla portata di una ragazzina deboluccia. Materiale straordinariamente leggero e flessibile? Presa agevole alla mano? Chissà. Ma penso che sia difficile e non sempre opportuno paragonare un luogo immaginario e i suoi elementi alla realtà con cui ogni giorno noi troviamo a rappportarci. In fondo, intenzione o meno dell’autrice, stiamo parlando di un “fantasy” (lo metto tra virgolette, che è meglio per tutti) e di cose impossibili per noi “esistenti” ce ne sono a valanghe.

    Va bene, va bene, alterniamo punti di disaccordo con punti di accordo. Devo darti ragione nel momento in cui lamenti l’ignoranza militare della Troisi (fatto dell’arco a parte) e la sua poca attenzione a quelli che dovrebbero essere i momenti “clue” della storia, quali le famose battaglie contro le truppe del Tiranno. È vero che dedica molto più tempo alle descrizioni vanesie dell’aspetto di Nihal che non ai momenti di guerra, intorno ai quali dovrebbe svolgersi la trama. Forse questo a dimostrazione della ben poca esperienza dell’autrice, che parlando di una donna da donna, non riesce ad equilibrare i momenti descrittivi a quelli narrativi e preferisce dilungarsi sulla bellezza dei capelli blu invece che sulla sconfitta del nemico (una volta tanto che viene sconfitto…). Concordo anche sulle misure assolutamente improbabili che la scrittrice (dovrei mettere anche questo tra virgolette secondo te? ;) ) deve aver scelto a caso tra i suoi numeri preferiti, inappropriatamente però, dal momento che si riferiscono ad elementi che hanno bisogno di misure realistiche -e anche ragionate. Un “gigantesco” drago di solo due metri mi lascia perplessa, ma devo trovare una piccola difesa per l’altezza della torre. Infatti ti sei trovata di nuovo a paragonare questo mondo inesistente al mondo odierno e alle sue modernità. Devo ricordarti che nel primo tutto è possibile? Trovo quindi abbastanza accettabile l’altezza di 600m (mh, forse comunque esagerata), ma trovo stupida la relazione con l’ “imponente” portone d’ingresso, di soli 5 metri. È vero che probabilmente la Troisi non ricorda nemmeno ciò che ha scritto parlando di una guerra cominciata da quarant’anni, di una giovane apprendista che, a un mese dal suo primo combattimento, si può già dire uscita vincente e perdente da “molte battaglie”. Per quanto riguarda il fatto del corpetto colorato -o qualsiasi segno di riconoscimento fosse- indossato dai Cavalieri di Drago, devo riconoscere la banalità dell’idea, ma non per questo la sua stupidità. I nemici avrebbero saputo comunque che i Cavalieri in questione erano le prede più “pregiate”, corpetto o meno. Certo, piuttosto infantile l’immagine della persona più importante col vestitino più bello, ma non la trovo stupida.

    Bene bene, per ora mi sono dilungata abbastanza e il mio tempo stringe. Non so se la considererai come una minaccia o come un piacevole confrontro, ma… tornerò! Voglio concludere la mia discussione… =)

    Saluti interessati, Kuni :D

    P.S.= comunque io ho appena finito di leggere il primo libro della trilogia e devo ammettere che è davvero scorrevole, una lettura leggera e rilassante. Lo dico, mi è piaciuto. Imperfezioni a parte…

  146. 146 Il Paladino

    Comunque un braccio è pari a 1,828 m, perciò la Torre sarebbe alta 2193,6 m (solo 550 piani?), il portale è alto 18,28 m, la cascata 109,68 m e il drago al garrese 7,31 m (gli serve una scala parecchio alta per salirvi).

    Un miglio = 1,61 km

    Una lega (3 miglia) = 4,83 km

    Io mi interesso di strategia militare, e puoi capire come la Troisi sia una fonte inesauribile di comicità. L’esercito di centinaia di migliaia di uomini, mi sembra molto Erodoto coi Persiani alle Termopili o a Platea, dove, secondo i miei calcoli, ogni greco avrebbe dovuto uccidere 776 persiani. Ipotizzando anche un arco ed un ottimo arciere, in una faretra ci stanno dalle 15 alle 30 frecce al massimo.

    Un esercito di 100.000 uomini per prima cosa non può viaggiare compatto, perchè consumerebbe ogni risorsa presente in una regione (150.000 litri d’acqua e almeno 100 tonnellate di cibo al giorno), perciò deve essere dislocato in varie legioni, coorti, reggimenti che dir si voglia. Senza contare che è immensamente complicato condurlo, servirebbero schiere di centinaia di musicanti e trombettieri o di araldi per impartire gli ordini di marcia.
    Questo è il motivo per cui l’assedio, nel caso di un esercito così grande, è la forma meno preferibile d’attacco, in quanto si protrae nel tempo.
    E’ ciò che sprimentarono i crociati durante la Prima Crociata sotto le mura di Antiochia, nel 1098, dove persero tutti i cavalli (che morirono di fame e furono mangiati), devastarono la regione tanto che non ci fu più cibo nel raggio di 30 miglia da Antiochia, e persero quasi 1\4 degli effettivi tra morti, inabili al combattimento e defezioni.
    Loro erano 25.000 però, non centinaia di migliaia.

    Certamente non esiste solo l’arco inglese (60 kg di trazione sono comunque esagerati), anche di più piccoli, ma ovviamente ne risente la gittata e l’efficacia della freccia. Il materiale con cui è fatto può migliorare la presa e il comfort generale, dal momento che l’arco pesa meno, però ogni arco è libbrato in un certo modo e di lì non si scappa. Per ovviare all’inconveniente esistevano le balestre, che potevano essere caricate sia mediante l’utilizzo delle due braccia, che mediante l’appoggio della balestra al petto e l’utilizzo di braccia e di un piede.
    Mediamente la balestra aveva una gittata superiore rispetto ad un arco, tuttavia gli archi lunghi inglesi la superavano (e fu una delle ragioni per cui i francesi in battaglia persero spesso durante la guerra dei Cent’Anni).

  147. 147 Kuni

    Propongo lezioni da parte di Paladino a Licia Troisi sulla strategia militare u.u .

  148. 148 Il Paladino

    No, non esageriamo, anche se ne avrebbe bisogno.

    Non serve avere nozioni avanzate di strategia militare come la conoscenza della difesa \”avanzata\”, \”interna\”, \”esterna\”, le modalità di costruzione di un castello, di un terrapieno, di un limes.
    Basterebbe un po\’ di buonsenso e un attimino di riflessione (oppure un minimo di documentazione).

    Prima o poi qualcuno mi spiegherà come sia possibile salire su un drago con un\’armatura di metallo che peserà almeno 20 kg, più spada (2 kg diciamo), e vestiti (1 kg). I cavalieri non per niente in battaglia avevano almeno due scudieri e uno stalliere ciascuno.
    Non ci ho mai provato, ma salire su una scala con pendenza praticamente del 90-100%, con 25 kg di roba addosso deve essere parecchio faticoso. Difficile adattare delle staffe ad un drago!

    Perchè quando la magia potrebbe risolvere tutto non la mettono in campo?

  149. 149 Stefano

    Non è il caso, a mio parere, di fossilizzarsi sulle minuzie in ambito militare: in Brooks o in D&D queste cose si vedono a bizzeffe. Magari c’è da rimanere perplessi se un’armata viaggia alla velocità della luce o se in una sola battaglia, i pochi striminziti regni rimasti riescono a capovolgere l’esito di una decennale guerra.
    Capisco che gli arceri tra voi possano inalberarsi di fronte a certe pecche, ma, lo sappiamo, lo scopo più o meno consapevole di questo ciclo era ammaliare i lettori con i sentimenti. Quando questo non succede… beh non rimane proprio nulla.

  150. 150 Kuni

    Certo, scusami, Paladino, non intendevo “lezioni nello specifico”, ma proprio come hai detto tu, come minimo un po’ di buon senso.
    E, per Stefano, il fatto dell’arco non è al centro della mia critica. Come ho scritto, non è nient’altro che un minuscolo particolare. Volevo solo discuterne e dare la mia opinione all’autrice della recensione. In futuro vorrò discutere degli altri aspetti proposti da Gamberetta, ben più rilevanti di un arco!

  151. 151 alice

    LilianAstria scrive:
    sono mesi e mesi che voglio praticare tiro con l’arco, ma non so proprio cosa devo aspettarmi e a chi devo rivolgermi. Inoltre un guaio è il fatto che ho sentito che gli allenamenti si svolgono ale 21. So che è una richiesta stupida, ma potresti darmi qualsiasi informazione su questo meraviglioso sport?

    Se hai mano ferma e una discreta mira riuscirai certamente bene. Se utilizzi l’arco tradizionale, cioè quello che ti danno in dotazione nella struttura nella quale ti alleni, certamente ti farai dei bei muscoli alle braccia, poiché tenere in tensione la corda è molto più faticoso di quello che sembra, sopratutto le prime volte quando, per prendere la mira, ci metterai diverso tempo… se invece acquisti un arco in un negozio d’armi (naturalmente devi possedere un porto d’armi), puoi acquistare uno di quegli archi moderni, grazie ai quali tenere in tensione la corda non comporta alcuno sforzo (ma secondo me si perde il bello del tiro con l’arco; facile è brutto XD).
    Se intraprenderai questo sport, ti consiglio inoltre di comprarti una pettorina (o come lo chiamo io un “para tette”), dato che, sopratutto durante i primi allenamenti, quando non hai imparato ancora la giusta posizione da tenere, ti capiterà di mollare la corda in tensione che, nel tornare alla sua posizione originale, con un rapidissimo movimento sfregherà contro le guance, ti mozzerà il naso e finirà per “urtare” dolorosamente il seno… almeno con l’adeguata protezione torni a casa con qualche livido in meno ^^

    OT end

    Grazie, adesso non mi resta che iscrivermi a un corso… anche se non ho la minima idea di dove andare a cercare.
    Comunque, grazie ancora. Gentilissima.

  152. 152 wewec

    @Kuni. Nel passaggio su Nihal arciera Gamberetta non ha contestato il chiamare insolito l’arco, ma si è limitata a riportare uno stralcio della scena e a specificare di che arma si parlasse, evitando di dover includere altre dieci righe di citazione: poi la critica era rivolta unicamente alla parte sulla forza necessaria a tenderlo.
    Inoltre, riguardo all’altezza della torre, il vero problema era più che altro il suo essere divisa in 15 piani ( alti 40 metri l’uno ): un ragazzo che cadesse per due di questi piani difficilmente se la caverebbe con le ginocchia sbucciate XD ( se non sbaglio nel primo libro c’è proprio questa scena )

  153. 153 Kuni

    @Wewek: hai ragione, mi sono soffermata troppo sul punto dell’ “insolito”. Comunque, il fatto della torre ha lasciato veramente perplessa anche me… E certo, un ragazzino che cadendo da 80 m riuscisse a cavarsela solo con una sbucciatura sarebbe davvero strano ._. … Lol!

  154. 154 wewec

    @Kuni. No, non è strano, è fantasy! XD

  155. 155 Bagongo

    Quoto in pieno l’articolo di critica.
    In particolare vorrei sottolineare un aspetto, ovvero la genialità dell’operazione commerciale proposta con la pubblicazione di questo libro.
    Se effettivamente analizziamo lo spessore e le vicende umane della protagonista, operazione che la stessa autrice suggerisce per cogliere l’intrinseco valore dell’opera (“Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”), ci si può benissimo rendere conto di essere di fronte al primo caso di fotoromanzo travestita da romanzo fantasy.
    Le vicende sentimentali di Nihal hanno lo spessore di quelle narrate in in Kiss me Lycia o nei romanzi Harmony, presentando amorazzi infantili conditi in salsa di pseudo ribellione adolescenziale, in cui l’eroina di turno lotta contro il mondo per raggiungere l’amore.
    In questo senso credo vada colta l’astuzia della cosa, ovvero l’idea di unire due generi completamente diversi per attrarre un pubblico variegato, e forse anche in questo modo si può spegare il successo che ha avuto.
    D’altra parte il romanzo rosa è un genere che sopravvive da decenni mentre il fantasy è un genere che ultimamente, sulla scorta della versione cinematografica de il Signore degli Anelli ha ritrovato nuova linfa.
    Probabilmente il libro della Troisi è stato visto come un punto di sintesi di questi due generi.
    Quanto sia stata felice questa operazione è sotto gli occhi di tutti.

    Con l’augurio che un simile abominio non si ripeta (più che per la commistione in sè, per il risultato), porgo cordiali saluti.

    P.S. questo post sicuramente irriterà qualcuno, per tutti gli altri buona lettura ;-)

  156. 156 Davide

    “Con l’augurio che un simile abominio non si ripeta (più che per la commistione in sè, per il risultato), porgo cordiali saluti.”

    La commistione si è già ripetuta. Guarda Twilight, per dire.

  157. 157 Alice

    Guarda, non ho letto nulla di Licia Troisi, ma dopo la tua recensione credo mi dedicherò ad attività più utili (penso che anche contare i nei sul mio braccio sinistro potrebbe rientrare nella categoria, a questo punto)!
    In compenso, mi hai regalato una lunga sequenza di risate… non è tanto per la tematica, ma per l’ironia con cui hai esposto il tuo pensiero!
    Hai mai pensato di scrivere un libro? :-P
    Buona giornata!!!

  158. 158 alice90

    un’altra alice :)
    Credo che, per non creare confusione, cambierò il mio nick lasciando alla nuova il suo.

    alice90

  159. 159 DelemnO

    Vi adoro. Sapere che qualcuno la pensa come me sul conto della troisi è così corroborante per i nervi di una povera aspirante scrittrice fantasy qual sono, sapendo bene che i miei personaggi femminili verranno sempre paragonati a Nihal quando sono stati concepiti prima che lei avesse la malaugurata idea di scrivere.
    L’idea di contare quante volte piange Nihal è geniale sappiatelo.
    Vorrei segnalare altresì un’altro sfondone: Nihal è armata di una spada di cristallo nero. Ora, perchè? che domande, perchè fa figo.
    Peccato però che uno dei requisiti principali di una lama è la flessibilità.. come le leggendarie lame di damasco che, si diceva, potessero piegarsi attorno a una roccia e riprendere la forma originale.
    E come cavolo fa una spada di cristallo nero, sia pure di un’elogiata solidità, a essere flessibile? Semplice, non lo è.
    E qui si potrebbe anche fare un lungo discorso sulle possibilità di sopravvivenza ad uno scontro con 10 ottimi soldati in un’arena..e dell’utilità in battaglia di un corpetto di pelle e pantaloni coi lacci ai fianchi e basta!. A sto punto era più protetta se andava in giro nuda, tanto c’era la sua fedele spada a proteggerla da eventuali stupratori.
    Per me che faccio rievocazione storica, leggere queste cose è stato doloroso, specie per il tempo speso su trattati e in chiacchere con esperti per evitare ( dove possibile) tali errori..

  160. 160 gugand

    DelemnO: le spade flessibili (tipo fioretti) sono ottime solo contro avversari privi di armatura o comunque non troppo corazzati.
    Le armi piu’ grandi come la claymore a 2 mani o la flamberga erano tutt’altro che flessibili e spazzavano via i nemici per la sola massa.
    O la daga romana che era simile ad un pugnale grosso.
    Ad ogni arma si associa uno stile di combattimento appropriato e puo’ dare vantaggi e svantaggi a seconda dell’equipaggiamento dell’avversario.
    Se sia meglio uno o l’altro non lo so giudicare, ma visto che la troisi non si e’ mai degnata di far capire cosa succede durante uno scontro, credo che il problema che hai posto sia il male minore.

  161. 161 DelemnO

    Per carità, hai ragione. Ma la spada di Nihal dovrebbe essere una semplice spada a due mani, al massimo uno spadone, stando alle descrizioni.Che dovrebbero essere flessibili no? (adesso mi viene il dubbio..)Almeno un minimo..E per quanto riguarda la flamberga ( o la claymore), non credo che la spada di Nihal sia una di esse, stando alle “descrizioni” dei duelli.In caso contrario la voglio vedere una sottile come un giunco con una flamberga, e così giovane.
    Sarebbe più alta di lei.

  162. 162 mariateresa

    Io vorrei tanto vedere una sottile come un giunco alle prese con una spada o spadone a due mani e per giunta di cristallo nero…ma siamo impazziti? Un po’ di coerenza, diamine! E ditemi un po’:come fanno i cavalieri dei draghi a combattere sul dorso delle bestie in questione impugnando spade che di certo non superano il metro di lunghezza(massimo un metro e mezzo)? Se si sporgono troppo, rischiano di farsi male. Povero Fen, sarà cascato di dosso al drago mentre si sporgeva per colpire? Mannaggia ste spade, le potevano fare lunghe come lance!
    Una scena del romanzo però la devo proprio difendere, mi ha tenuto lontana dalla depressione scolastica per mesi:Nihal in gonnella sul dorso di Oarf che combatte contro Ido.Esilarante! Già è difficile stare su qualsiasi tipo di bestia da soma in gonnella, figuriamoci a combattere! Mi chiedo se Licia abbia messo la scena non rendendosi conto di rendere il contesto ridicolo, oppure per rendere la storia un po’ interessante e divertente dopo tutte le lacrime di angoscia e tristezza versate da Nihal(e da me per la trama della storia).

  163. 163 DelemnO

    In effetti… sarebbe più sensato se combattessero solo armati di lancia finchè sono a dorso di drago. E vi giuro che non ho mai capito come fossero esattamente fatte le città della terra del vento. Mai. Avrò riletto la descrizione di Salazar 387456 volte. Sarebbero tipo dei pozzi con al centro i giardini? Ma allora una gran parte delle case non sarebbe mai illuminata.. Sarebbero tipo dei colossei? Plausibile, ma allora perchè parlare di torri?
    Magari sono scema io eh.

  164. 164 mariateresa

    No no, non sei scema…e che a leggere certe cose uno o due neuroni li perdi sempre.

  165. 165 Vincent Law

    neanche io ho mai capito come accidenti è fatta Salazar. ho capito solo che ha tante torri e pinnacoli. A proposito, ho notato che a Licia Troisi piacciono molto questi pinnacoli: in ogni città ce ne sono almeno una decina con torri e torrette varie.
    Me la immaggino la Troisi, bendata, che apre a caso il dizionario dicendo: “la parola che punto con il dito la metto a pag. 125!” :)

  166. 166 DelemnO

    Non lo escluderei.

    Comunque non so se sono fortunata io o questo libro contiene più errori che cose sensate, o forse entrambi. Ieri ho aperto delle pagine a caso e: ( a proposito di Salazar)
    Un’unica immensa torre che conteneva una piccola metropoli di quindicimila persone..

    Definizione di “metropoli” da wikipedia

    Una metropoli (in greco antico metèr = madre e polis = città/popolazione) è una città di grandi dimensioni la cui area metropolitana si aggira intorno o supera il millione di abitanti

    Io dico che tra quindicimila e un milione c’è parecchia differenza. Va bene, si parla di “piccola metropoli”, ma avrei accettato il termine per novecentomila o ottocentomila persone, o giù di lì. Considerando che spesso il termine metropoli indica anche l’area che la circonda ( periferia, zona industriale..), diventa poco applicabile a una torre. Altro che la rocca del tiranno! Oltretutto stona molto come termine, troppo moderno nel contesto, imho.

    Poi un paio di pignolerie..

    Soana raccolse un po’ di verdura fresca e si mise a preparare una zuppa. Nihal stava a guardare: a vederla lì, intenta a tagliare zucchine, la zia sembrava una donna del tutto normale.

    La Troisi dichiara di riferirsi a un medioevo scolastico, studiato sui libri di scuola. Probabilmente non ha aperto manco quelli. Le zucchine sono americane, inserirle in tale contesto sarebbe come far bere un caffè al tiranno o far mangiare le patatine a Nihal e Sennar in giorno libero in un fast food di Makrat. Le uniche zucche diffuse in europa erano quelle che crescevano sottili e si rigonfiavano in fondo assumendo una forma rotonda, che venivano usate spesso come al posto degli otri.

    Dulcis in fundo. Sennar racconta la sua vita.

    Improbabile. Molte donne seguivano gli uomini in battaglia, senza bisogno di essere imparentate, a volte vi erano anche semplici vivandiere che preparavano i pasti, curavano i feriti e derubavano i cadaveri. Tant’è che la Troisi stessa parla di procaci vivandiere, quindi su sua stessa ammissione le donne sono presenti negli accampamenti.

  167. 167 Vincent Law

    Ma Delemn0, tu pretendi un po’ troppo. figurati se uno che pubblica per la mondadori si mette a documentare sulle vivandiere medievali e sulle zucchine! c’è pathos! c’e emotion! chissenefrega degli archi tesi delle 17enni e le scorte di un mese raccolte in una foresta di pietra!

    l’unica cosa che conserverei del libro è la bella copertina di paolo barbieri :)

  168. 168 DelemnO

    Ahahhaha vero anche quello. Comunque sugli archi tesi, la cosa la si poteva risolvere semplicemente con frasi tipo “Dopo un serio allenamento, NIhal fu anche in grado di tirare con l’arco, e la cosa più difficile per lei, così magra e sottile, fu proprio tendere la corda in maniera soddisfacente.” Non sarebbe in realtà impossibile, io ho quasi vent’anni ma sono magrissima, però sono in grado di tirare con l’arco ( devo solo aggiustare la mira..).
    La copertina è molto ben disegnata, ma mi sono stufata queste cose. Io a chi disegna/descrive certi abbigliamenti per una battaglia li sbatterei loro in mezzo a uno scontro vestiti così, poi vediamo. Di solito tollero di più i disegnatori, ma gli scrittori no.

  169. 169 Vincent Law

    è vero che ormai da un bel po’ di anni si è attestato che la donna guerriera non ha bisogno di una vera armatura (vedi: Xena) ma solo di qualche pezzo di ferro qua e là che lascia poco spazio all’immaginazione. Ma alla fine non mi sento di criticare i disegnatori di copertine, a loro gli si fa un ordine, in questo caso di disegnare una mezz’elfa 17enne in assetto da guerra ma allo stesso tempo abbastanza sensuale, e loro eseguono. Rimane poi il fatto che ad un imbecille qualsiasi basta una spadata nel giro vita per farle secche, ma questa è un’altra storia…

  170. 170 mariateresa

    La Troisi ha detto di rifarsi al medioevo scolastico, a quello studiato sui libri. Lì non c’è traccia dell’equipaggiamento delle donne guerriere. A questo punto, la poveretta va compatita. Ha dovuto per forza inventarsi un’improbabile diciasettene sex simbol armata di una spada che è due volte il suo peso(parliamo di spada in cristallo nero) e stretta fino a mozzare il fiato in corpetti stile settecento. Dal romanzo si evince che Nihal non era proprio elegante nell’abbigliamento militare, ma nemmeno tanto protetta e semplice. Era comunque roba aderente, soprattutto il corpetto di pelle, molto sexy e poco a prova di freccia e lama. Ma, ripeto, che colpa ne ha lei se sui libri scolastici non si parla di donne guerriere?
    Chiariamo una cosa:la Troisi odia documentarsi. Questo è evidente nel racconto, in modo più o meno grave. Passi la storia delle zucchine, può darsi che il medioevo della Troisi è basso e non alto(anche così si dovrebbe supporre sia un periodo pre-rinascimentale e appena di poco post-colombiano). Passi pure per i gatti e gli altri animali da lei citati nei paragoni, il fatto che non siano menzionati prima non significa che non esistano nel suo mondo. A forza potrebbe passare anche il fatto delle unità di misura e della metropoli, può darsi che i termini nel suo mondo per lei cambino di significato(eppure Tolkien diceva che se uno narra di un mondo opposto a quello dove vivono i lettori non sarà mai creduto, e aveva ragione!). Ma le donne guerriere no, quelle non possono passare. Sono il perno, il punto di partenza delle sue narrazioni, e per tanto devono essere verosimili. Non credo che Licia si sarebbe rovinata gli occhioni belli qualora avesse preso un qualsiasi libro di storia medievale non scolastico, contenente saggi, storie dei vari popoli ecc, e avesse cercato uno straccetto di notizia sulle donne guerriere. Avrebbe scoperto che, durante l’alto medioevo, le donne guerriere erano di stirpe nordica, prevalentemente celtica, scandinava, irlandese, islandese, scozzese(particolarmente feroci, appartenevano agli Scoti e ai Piti ed erano abili con l’arco), anglosassone, normanna(seguivano i pirati di solito), longobarda e burgunda(anche se più raramente). Ovviamente ci sono anche i sottogruppi di tali popoli, come ad esempio tra i celti spiccavano le donne galliche, che usavano tingersi il corpo con una strana sostanza bluastra chiamata vitrum in latino(De bello gallico di Giulio Cesare). Le amazzoni mitiche pare fossero di tale stirpe celtica, ma affine ai Galati, celti stanziatisi nella zona dei Carpazi(anche se spesso i romani confondevano i celti in generale con i Galati). In questi libri non scolastici vi sono vari documenti dell’epoca, riportati con tanto di commento, di come vestivano le donne guerriere e quali armi usavano. Premesso che non erano di costituzione esile, eccetto per alcune nordiche insulane(irlandesi, piti, scoti), erano capaci di portare armi come spade ad una mano e mezza, archi gallesi(gittata di circa 400 metri), piccole asce e grandi asce(le prime per le nordiche insulane), pugnali ricurvi usati a mo di piccole spade spesso accoppiati(si, non se li è inventati Tolkien i pugnali elfici accoppiati. Erano di moda presso gli anglosassoni, e il loro nome era saex). Dai dipinti, dalle sculture e da saggi sulla moda dell’epoca invece si evince che il tipo di abbigliamento era comodo e spartano, nulla di pretenzioso. Avete presente Ginevra interpretata da Keira knightley in king Arthur?Ecco, quello di solito era l’abbigliamento usato dalle donne in battaglia, ma spesso portavano i pantaloni, soprattutto le celtiche non romanizzate. Gli elmi erano poco usati, anche dai maschi, mentre erano molto importanti spallacci di cuoio e protezioni alle gambe. Erano robuste e comunque anche se magre muscolose e scattanti, capaci di una resistenza davvero notevole, tanto che molti storici dell’epoca se ne meravigliavano.
    Le cose qui riportate si trovano anche su internet, basta cercare!
    ps.alcune donne combattevano anche con gonne lunghe ma abbastanza larche e non ingombranti, ma non nel corpo a corpo

  171. 171 Vittorio

    Ho letto il post e tutti i commenti. Non ho letto il libro di Troisi, né lo leggerò, penso. Sono un appassionato di Tolkien, e ho letto un sacco di fantasy. Ora meno, anche se non disdegno ritorni occasionali. Vorrei fare due notazioni:

    1) Ai sostenitori di Troisi che hanno scritto arrabbiati sostenendo la superorità dell’emozione rispetto all’intreccio, dico che, di fronte a assurdità quali quelle che Gambera mette in luce, dovrebbero sentirsi presi in giro. Non rispettati. Quando un lettore legge Tolkien, si sente coccolato. Sa che tutto è controllato a perfezione, sa che, se controllasse, le fasi lunari sarebbero perfettamente coerenti allo scorrere del tempo nella narrazione, sa che il tempo dei viaggi è stato controllato e ricontrollato in modo maniacale, sa che la flora descritta è perfettamente coerente con la latitudine, sa che se un dialogo occupa lo spazio per percorrere cento metri, Tolkien controllava se fosse possibile. Sa che il numero dei contingenti descritti è compatibile con la qualità e la quantità di spazio che percorrono (l’armata di Saruman è composta da 10.000 orchetti, e impiega un sacco di tempo per percorrere lo spazio da Isengard a Deep’s Helm, saccheggiando nel percorso ogni risorsa agricola disponibile, e arrivando stremata alla meta).
    Non parliamo poi della sapienza linguistica. Leggendo il libro in inglese, ci si rende conto che ogni popolo usa una sfumatura linguistica diversa, da quella colloquiale e contadina degli Hobbit, a quella “alta” dei Gondoriani, a quella “arcaica” degli Elfi, e così via. Non parliamo, poi, delle lingue inventate! Quanto lavoro, per un libro, in fondo, più corto dell’opera d Troisi. Ma chi legge si sente rispettato. Parte per il viaggio, e sa che non si deve preoccupare di altro che di guardare e meravigliarsi. Può essere sicuro che non dovrà dirsi in continuazione “mah, vabbè, passiamoci sopra, tanto è fantasy”, che non dovrà riformulare continuamente le regole del mondo che sta visitando, o, peggio ancora, abrogarle per un paio di pagine per poi restituire loro vigore. Sono perfettamente d’accordo con Gambera: un libro così è diseducativo, non solo perché incita all’incuria, ma anche perché incita al disprezzo nei confronti di chi ci leggerà. Sono d’accordo con lei, certi errori significano che il libro non è stato nemmeno riletto (l’episodio delle abilità schermistiche di Fen è significativo). Io rileggo anche gli sms, perché mi sembra che un sms con degli errori segnali il mio disinteresse nei confronti della persona cui scrivo: non rileggere il libro è un atto di maleducazione, innanzitutto; non importa se poi l’approfondimento psicologico è meraviglioso: vuol dire che chi scrive se ne sbatte le palle di chi legge.

    2) Ho letto con divertimento il dibattito sulle zucchine: anche Tolkien mette nella Terra di mezzo le Patate e il Tabacco (o la maria: non c’è perfetto accordo su che cosa sia l’erba pipa). Non direi che questo è il difetto peggiore tra quelli che ho letto.

    3) Leggete la trilogia di Magdeburgo, di Altieri. Nonostante diversi difetti, si capisce il lavoro di documentazione sulle tecniche belliche e schermistiche, e il fascino che questo lavoro conferisce alle descrizioni di battaglie. Non è inutile o opzionale: è fondamentale per dare spessore e anche magia al mondo che si sta descrivendo.

    Un saluto, e complimenti per il post!

  172. 172 DelemnO

    Interessante il tuo discorso sulle armature,Mariateresa. Ma anche senza sapere che armature avevano le celte, basta riflettere: “devo mettere una donna guerriera, voglio farle l’armatura di pelle” Nessun problema! Basta creare una variante di quella da uomo con il pettorale però sagomato per il seno femminile, stessa cosa dicasi per un’armatura in metallo. Laddove non serviva nemmeno una gran documentazione… non vi è stato nemmeno un minimo di ragionamento di base. Ecco, sono questi gli autori che vorrei schiaffare sul campo di battaglia vestiti come le loro eroine. Mi danno fastidio.

  173. 173 mariateresa

    Concordo su tutto riguardo Tolkien con te, è stato il mio maestro e senza di lui non avrei mai scritto la prima trilogia…poi mi sono staccata dal legame che ci univa per inventare cose mie, ma le sue basi mi sono rimaste e lo amo ancora tanto. Comunque fa attenzione…se guardi in giro vedrai che qui pochi amano Tolkien…e tendono a tartassare chi lo ama!(tartassare si fa per dire!).

  174. 174 Morgante

    Anche io amo molto Tolkien,
    infatti dopo aver letto il Signore degli Anelli, chiunque mi dica di aver inventato una lingua, m’incupisco. Scrivere due o tre parole in un finto linguaggio non vuol dire inventarsi una lingua intera.
    Comunque, non è proprio vero che qui si tende a tartassare chi ama Tolkien. Più che altro si fanno appunti a chi prende ogni sua parola per oro colato, e scrive opere che sembrano cercare solo di prendere in prestito l’anima del professore…fallendo puntualmente : ) (questo commento non era per te, Mariateresa, dato che il tuo libro non l’ho letto e non so com’è fino in fondo).

  175. 175 mariateresa

    Stavo facendo ironia(non sarcasmo) ovviamente. Comunque ora che ci penso la questione dell’erba-pipa mi pare un po’ sospetta…che fosse una sorta di droga degli hobbit? Ecco perchè sono sempre così allegri!
    Ribadisco che copiare per filo e per segno Tolkien è impossibile. Era un genio lettarario e storico, e non credo ci saranno mai eguali. Uno dei forum letterari che frequentavo si è visto mollare da me dopo qualche giorno proprio perchè quando postavo brani del mio racconto sapeva solo dire “copia di Tolkien”e non commentava nulla di quello che avevo scritto. Non è umanamente possibile, anche se io fossi una specie di bambino prodigio. Nè mi risulta che prendere spunto da un modello sia reato. Il reato viene se io copio tutto o metà di SdA o dello Hobbit.
    Tolgo la curiosità a Morgante. Come è fino in fondo il mio libro?Si passa dalla gloria alla decadenza, dal nuovo regno dei mezzielfi(gli elfi salpano verso la loro isola natale)ai regni crudeli dei popoli invasori dei nord, e gli elfi e le altre creature magiche vengono dimenticate.

  176. 176 mariateresa

    Rispondo a DelemnO. I corpetti di cui parli tu erano usati dalle celte ed erano in cuoio o comunque pelle molto resistente alle frecce. Potevano esserci lamine di metallo, soprattutto verso le gambe di solito inguainate in stivali-schinieri. Ma la Troisi avrebbe dovuto tener presente, e anche a questo poteva arrivare da sola, che una donna difficilmente avrà la meglio in un corpo a corpo diretto. Se non ha una spada valida, o un bastone(molto usato dalle donne guerriere e che io ho dimenticato di citare), non riuscirà mai ad atterrare un uomo. Questo perchè, e lo sanno anche i muri, la muscolatura dell’uomo è più sviluppata di quella della donna, e lui risulta più forte fisicamente.
    La forza delle donne guerriere celtiche stava nella loro incrollabile forza di volontà. ferocia e resistenza(avendo meno muscolatura e scheletro più leggero rispetto agli uomini, di questi erano più agili)ma soprattutto nel loro indomabile spirito combattivo. Gli uomini le ammiravano perchè esse infondevano coraggio ai combattenti. Ma vi era anche di più dietro queste fiere guerriere. Non erano usate come carne da “spada” nelle battaglie. Essendo anche molto sagge(molte di esse erano druide)venivano messe a capo delle spedizioni come consigliere ed organizzatrici. I celti non amavano le strategie, si gettavano nel corpo a corpo, ma dopo aver incontrato i romani cominciarono a ricredersi. E furono le donne, secondo gli storici, ad organizzarli. Il loro primo compito era questo, poi in caso di necessità non disdegnavano di certo di scendere a combattere, ma per lo più facevano le strateghe e difendevano le mura usando gli archi.
    Segno che non erano selvagge e rozze come Nihal, ma forti di fisico e soprattutto di mente.

  177. 177 Davide

    “Ribadisco che copiare per filo e per segno Tolkien è impossibile.”

    Nonché inutile, aggiungerei. E dannoso.
    Ho sempre pensato che una delle componenti essenziali ed irrinunciabili del fantastico debba essere l’originalità. Ricalcare paro paro qualcosa finisce solo per creare obbrobri alla “Eragon”.

  178. 178 Vittorio

    @ Mariateresa
    “Stavo facendo ironia(non sarcasmo) ovviamente. Comunque ora che ci penso la questione dell’erba-pipa mi pare un po’ sospetta…che fosse una sorta di droga degli hobbit? Ecco perchè sono sempre così allegri!”

    La faccenda dell’erba pipa è sospettissima, MT. Quando Gandalf va da Saruman a dirgli di temere che l’anello di Bilbo sia l’Unico, Saruman lo rimprovera con durezza per averlo avuto tutti quegli anni sotto gli occhi senza alcuni sospetto, dicendogli che a forza di fumare l’erba degli hobbit Gandalf si è rincretinito. Se l’erba pipa fosse semplice tabacco, questo rimprovero non avrebbe senso.

  179. 179 mariateresa

    Si si, anche io ho pensato sempre con sospetto a quell’episodio…ma so per certo che tutte le fonti riguardanti Tolkien dichiarano che aveva la passione del fumo con la pipa ma non per altri tipi di erbe. E poi, se fosse stato drogato, credo che i giornali scandalistici ne avrebbero fatto menzione,e credo pure che sarebbe crepato giovane. Anche volendo ignorare tutto questo, dove la trovava l’erba? Non è che nel dopoguerra ne circolasse poi tanta, più durante la guerra, ed era comunque esportata da Africa e Asia, e si sospetta anche America.
    Io credo che l’erba pipa sia un tabacco un po’ particolare, tipo quelle erbette da fumo che le donne del medioevo usavano per avere leggere allucinazioni e immaginarsi streghe a cavallo di scope volanti, ma sicuramente l’effetto dell’erba pipa era meno “drogante”.

  180. 180 mariateresa

    Scusatemi se posto ancora una volta su Tolkien, ma mi è venuta in mente una cosa alla quale non avevo mai pensato più di tanto. Avete presente quando Galion, l’elfo silvano maggiordomo, e il suo amico che fa da guardia a Bilbo e i nani in prigione si ubriacano e fanno dolci sogni? Non è che gli hobbit si “rallegravano” con l’erba pipa, e gli elfi si “tiravano su” mettendo qualche strana erba o “polverina” nel vino(tipo come succede in alcune discoteche)?

  181. 181 xantology di antonio pagliaro» Blog Archive » del perché i gialli di stieg larsson non sono poi questi gran capolavori

    [...] spuntarono dalla terra come qualcosa di misterioso”) – neanche fossimo in un fantasy di Licia Troisi – e a sconfiggere il cattivone alto due metri, altro personaggio perfetto per un cartoon ma poco [...]

  182. 182 gamberone

    E’ la prima volta che salgo su questa nave.Ciao a tutti.
    Ho scelto un nome in argomento, spero non troppo invadente! Volevo ringraziare gamberetta per avermi tenuto compagnia tutta la notte con le sue acute osservazioni e voi altri per i vostri post.
    MI SONO “SCOMPISCIATO” dalle risate!!Che bello!!Era da tempo che non ridevo come un matto da solo leggendo nel web.Sono arrivato qui con google.Ho segnato il sito tra i preferiti.Mi son dato un nick adeguato.Che posso fare di più? Non smettete mai, vi prego.Continuate così.Attendo con ansia le future recensioni.

    PS: non è che la “Simona” di prima è la Troisi in incognito ? Mha!Mi sa di si!

    PSS: mi spiace solo che Troisi per me significa “Massimo” e a questo cognome sono molto affezionato!!Vabbè, un saluto a tutti

    Un’ultima cosa .Una domanda!Non so se è scritto da qualche parte ma : gamberetta ,quanti anni hai?Ho letto fra le righe che sei giovanissima.E’ vero?…scusa ma è pura curiosità se vuoi rispondere.ciao

  183. 183 DelemnO

    Ho sfogliato una pagina a caso prima, mentre facevo merenda. Credo fosse la parte della città assediata…e, signori e signore..l’olio bollente! Rovesciano sui nemici l’olio bollente. Sbaglio o non si usava affatto l’olio, troppo prezioso?

  184. 184 alice

    Una domanda!Non so se è scritto da qualche parte ma : gamberetta ,quanti anni hai?Ho letto fra le righe che sei giovanissima.E’ vero?…scusa ma è pura curiosità se vuoi rispondere.ciao

    mi permetto di rispondere (solo perchè non ho proprio nulla da fare).
    Credo che ora abbia 19 anni (ha terminato da poco la maturità) e credo che sia nata, mi corregga se sbaglio, il 4 aprile 1989.
    Ciaoo
    P.S.: spero di non aver violato la privacy di gamberetta con questa “rivelazione”, che tra l’altro potrebbe essere sbagliata

  185. 185 alice90

    … il messaggio di prima è sempre mio.
    No, volevo solo dire che ho riletto il libro della Troisi “Nihal della Terra del vento” dato che l’ho letto 4 anni fa e non mi ricordavo molto delle schifezze che aveva scritto (non mi ha lasciato niente, allora!! XD). Quindi, per evitare errori madornali fatti in passato, ho deciso di rinfrescarmi le idee così, la prossima volta che criticherò il libro, lo farò con decenza. Purtroppo i miei amici adorano questa trilogia
    Lo so, sono troppo masochista.
    Comunque il mio gusto in fatto di letteratura è cambiato, “cresciuto” (leggo libri d’altro calibro), ma il mio disgusto verso questo libro è rimasto. Che abbia 14 anni (prima lettura) o 18 (adesso) questo libro continua a farmi vomitare. Ci ho messo due settimane per finirlo, una fatica bestiale. E dire che di solito divoro i libri.
    Mah…

  186. 186 DelemnO

    Non ti preoccupare, capita. Diventa quasi gustoso, come una “caccia all’ errore” stile settimana enigmistica.

  187. 187 alice90

    @delemno:

    Non ti preoccupare, capita. Diventa quasi gustoso, come una “caccia all’ errore” stile settimana enigmistica.

    Sì, credo proprio di sì XD

  188. 188 gamberone

    Grazie per le info Alice.Devo proprio fare i miei complimenti ancora a gamberetta: così giovane, così in gamba!
    Un saluto e a prestissimo

  189. 189 DelemnO

    Io ho un’idea, ma siccome non ho i mezzi per metterla in pratica, la posto qui.
    Materiale Necessario:
    1 parrucca blu
    1 telecamera
    1 bottiglia di Brio Blu.

    Come Fare:
    Avete presenta la pubblicità della Brio Blu, dove uno dei due,vestito in giacca e cravatta, con una parrucca bionda da donna in testa dice cose tipo: “Sono un’attrice di fiction. Nella fiction Doctor, quando nasce il mio primo figlio, piango. Nella fiction Criminal, quando mi sparano, piango pure lì [..] Brio Blu, equilibrata frizzantezza!”. Bhe, dato l’immenso numero di volte in cui piange Nihal, io lo farei con qualcuno (un maschio, sarebbe più divertente) che si mette la parrucca e dice: “Sono Nihal della terra del vento. Quando Sennar mi sconfigge, piango.
    quando..” e via dicendo.

  190. 190 golaprofonda

    La trilogia delle Cronache… mi è stata regalata a Natale da una mia cara amica ma non sono riuscita ad andare oltre pagina 30 (nonostante provi affetto ad ammirazione per la mia amica il mio masochismo non è riuscito ad andare più in là J
    Oltre ad essere rimasta sconcertata per banalità e scrittura su cui non ritornerò visto che ne hai parlato già tu abbastanza, ovviamente, sono rimasta sconvolta del successo della Troisi. Da qualche tempo sono in contatto con uno scrittore (vero) che pubblica per Mondadori e gli ho domandato una qualche spiegazione. Ebbene, posso svelare l’arcano. Mettiamo da parte lady fortuna… Non solo Le Cronache non sono scritte dalla signorina Troisi che fa da semplice porta nome, ma dietro a tutto questo ci sarebbe lo zampino di un giornalista noto che, per non sputtanarsi, si nasconde dietro le sottane di una donzella. Ora capisci perché Mondadori ha preso in considerazione questo romanzo?! E perché non c’è traccia di editing?!

  191. 191 Angra

    Mah, mi sembra una cosa un po’ strana. Lungi da me sostenere che non ci sia nulla sotto (basta telefonare alla redazione editoriale di Mondadori: non gli interessa visionare manoscritti di esordienti). Però la questione diventerebbe: perché Licia Troisi? Insomma, è una spiegazione che spiega poco e niente.

  192. 192 golaprofonda

    Perché, naturalmente, tra la signorina Troisi e il signore in questione c’è un qualche tipo di relazione… a buon intenditore…

  193. 193 Paolo

    In realtà la spiegazione è molto semplice: dopo aver rifiutato la pubblicazione di Harry Potter, la Mondadori, delusa e fiutato l’affare, ha iniziato a cercare una ragazza attorno alla quale creare un fenomeno mediatico. Dazieri probabilmente già conosceva l’autrice suddetta, e avendo responsabilità sul settore ragazzi della Mondadori la invita a inviare il manoscritto promettendole che sarebbe stato quantomeno letto ( e non buttato nella spazzatura come decine di altri).
    Il manoscritto passa l’esame:
    - C’è una ragazza giovane come protagonista
    - Gli elementi fantasy come battaglie e avventura sono tutti presenti
    - C’è poca magia, per non inimicare i ben pensanti cattolici
    - La scrittura e la trama sono elementari
    - Il sesso è assente, ma è presente una storia romantica
    A questo punto inizia la fase della pubblicità: la copertina è provocante e ben costruita, si inizia il massiccio lavorio con i librari che sono costretti dal distributore Mondadori a prenderne diverse copie.
    Dopo la prima fase, la mondadori scatena le sue artiglierie: giornali, televisioni, tutti parlano del fenomeno fantasy dell’anno, tutto nostrano per l’orgoglio dei reduci dei campi hobbit.
    Il resto è storia

  194. 194 Angra

    @golaprofonda: naaa, dai! Con la prospettiva di farle vendere 600-900mila copie uno può permettersi una fotomodella di playboy.

    @paolo: be’, sì. Ha venduto perché è un romanzo rosa in salsa fantasy (optional) che non contiene nulla che lo renda inadatto a un pubblico adolescente (la violenza ormai possiamo considerarla sdoganata, il sesso no).

  195. 195 golaprofonda

    Vi assicuro che il mio informatore è uno a cui dare molto credito (pubblica da anni con Mondadori). La Troisi che, ammettiamolo è pure cessa, era già in precedenza l’amante di questo mr X, per questo ci ha messo la faccia. A mio avviso la storia regge eccome…

  196. 196 wewec

    @golaprofonda. Eh, insomma, a me sa molto di boiata.
    Che poi, seriamente, ma di che spiegazione ha bisogno il fenomeno Troisi?! Fantasy giocoruolistico, pubblico facilone e Mondadori abile nel fiutare l’affarone: personalmente mi sembra già abbastanza chiaro e grave così, a dispetto di chi sia l’autore dell’intera porcata!

  197. 197 Angra

    @golaprofonda: come dice wewec non è che sia importante sapere chi ha scritto il romanzo per valutarlo, né si vede perché non debba essere stata davvero la Troisi a scriverlo. Fra l’altro non è che sia nemmeno un capolavoro che richieda dietro chissà quale mano esperta.

    Poi, lasciami dire che il tuo intervento è parecchio pesante e va ben al di là dei confini della diffamazione personale. E’ roba da querela, in altre parole. Non è che per caso ti manda qualcuno con l’idea di inguaiare il blog?

  198. 198 golaprofonda

    Assolutamente, lungi da me! Per carità! La mia intenzione era solo quella di dare una spiegazione plausibile, poi ognuno pensi quello che vuole. Siamo tutti d’accordo che il materiale in esame è una boiata e che non ha importanza chi scrive cosa… la realtà è solo la pubblicazione di qualcosa che si fa fatica (da lettore) a veder su carta stampata, figuriamoci per giovani autori, magari davvero bravi, a cui non viene data neanche un’occasione. Semplicemente questo. Poi io posso essere una pazza visionaria che guarda troppa tv e ha manie di persecuzione… Non voglio davvero inguaiare nessuno e la Troisi ha sicuramente scritto di suo pugno ogni singola e sublime riga dei suoi meravigliosi e appassionati romanzi!

  199. 199 Aletheia Loki

    @Angra

    Con la prospettiva di farle vendere 600-900mila copie uno può permettersi una fotomodella di playboy.

    Scherzi? Le scrittrici di fantasy non possono essere fighe. Credo sia contro una qualche legge di natura. La stessa per cui gli scrittori di fantasy che scrivono saghe molto lunghe devono essere uomini barbuti e massicci del West Virginia.

    Devo smetterla di dire cazzate col mio ex. @_@
    Comunque scherzavo, sia chiaro. y_y <3

  200. 200 Carraronan

    Concordo con Angra: questa “storia” del tizio famoso amante di ecc… mi pare 1- Inutile (non giustifica il successo del libro), 2- pericolosa per il sito dei Gamberi e 3- lesiva dell’onore della Troisi (ma di questo chissenefrega, l’importante è che non finisca nei guai Gamberetta! ^_^)

    Il successo della troisi è dovuto in gran parte alla mente dei lettori, non resta che capire esattamente cosa abbia eccitato i loro neuroni malcollegati. Forse sequestrarne un paio e studiarne il cervello come si fa coi gattini dal cranio scoperchiato può essere utile.
    Credo lo abbia già consigliato Gamberetta in passato, ma se non lo ha fatto: guardatevi il film Idiocracy. In futuro la Troisi sarà letteratura di alta qualità: mai dubitare del potere del degrado umano.

    @Aletheia Loki
    dissento: le giovani scrittrici di fantasy devono necessariamente avere un fisico da pornostar. Non potrei sopportare un mondo diverso. Ho bisogno di immaginarle così: faccio editing gratis e dò consigli solo nella speranza che mi mandino foto di nudo e mutandine usate… ._.

    Io sono grosso e barbuto. E sono anche sovrappeso. Posso mettermi a scrivere già così o devo diventare per forza obeso?

  201. 201 Federico Russo "Taotor"

    Con Taotor ha inizio l’era degli scrittori (pseudo-)fantasy belli e mediterranei, sciupafemmine, amanti dell’alcol e delle donne, disprezzanti dei giovani cocainomani figli di papà che studiano filosofia o lettere e indossano polo. E disprezzanti degli “uomini barbuti e massicci del West Virginia” [cit. Angra].
    Una nuova Era ha inizio! lol

  202. 202 Morgante

    Hm,
    la storia dell’autore paravento l’ho sentita un sacco di volte. Un classico da manuale: si citano sempre fonti attendibili, ma mai che si faccia un solo nome. Mi sembra sinceramente una vigliaccata; un pettegolezzo da comari, buttato lì al vento, ma per il gusto di buttarla fuori, la malignata. Chissà mai che qualcuno ci crede anche!
    E’ a dir poco inelegante sollevare sempre il dubbio (più spesso e più malignamente sulle donne) che qualcuno ottenga una qualunque cosa solo a patto di relazioni sessuali.
    Ecco, queste sono cose volgari e da quattro soldi, altro che qualche recensione in punta di coltello. Complimenti!

    Per quanto riguarda i rifiuti al telefono dalla M. non so, nella mia assoluta ignoranza io non ho mai telefonato a una casa editrice. Avevo letto dei consigli su come si contattano le case editrici, prima di inziare. Con Mondadori ho fatto come con altre: ho scritto una presentazione, ho aggiunto tre capitoli (per un totale di 30 pagine circa) e ho spedito all’indirizzo indicato. Dopo tre mesi mi è arrivata una lettera e mi è stato richiesto in visione il manoscritto. Nessuna conoscenza, o contatto. Ho solo spedito. E quando mi hanno rifiutato, cinque mesi dopo, ho comunque ricevuto la comunicazione, non mi hanno lasciato nel nulla. Boh.

  203. 203 Stefano

    Mi sento di appoggiare l’interpretazione di Paolo che coincide perfettamente con l’idea che mi sono fatto della questione.

  204. 204 Aletheia Loki

    @Carraronan
    Se sei grande, grosso e barbuto devi metterti a scrivere MINIMO una saga da 10 libri. Ma è il minimo sindacale,sia chiaro. Più sono meglio è.
    Comunque, dopo aver iniziato a scrivere almeno 15 volte ed essermi sempre arenata in prossimità del capitolo 5 (il mio attuale ragazzo la chiama “La maledizione del quinto capitolo”) mi sono data come ragione che, considerando che rispetto a tante scrittrici di fantasy io sia piuttosto carina, l’universo non può permettermi di scrivere. u_ù Dev’essere una cosa contro natura…
    Sigh.

  205. 205 golaprofonda

    Ok, ci ritorno su ancora una volta e poi basta, anche perché non pensavo proprio di sollevare questo polverone. Ma, Troisi a parte (che a questo punto ripeto a scanso di equivoci e per non inguaiare nessuno è sicuramente l’unica autrice dei Le Cronache…), non avete mai sentito parlare di Ghostwriter? Non è che me li sono inventati io, è un fatto che esistano. Mi sembra piuttosto ingenuo credere che tutto ciò che esce sulla carta stampata sia stato scritto dall’autore che è in copertina. E questo è un fatto, non sono io che lo dico e vale sia per scrittori maschi che per le femmine. Lo stesso Paolini, sono sicura che Eragon e seguito l’abbia scritto tutto lui, però, obbiettivamente a quindici anni, credo che l’editing, anche piuttosto massiccio, glielo abbiano fatto. Poi, sono d’accordo che il problema non è chi scrive ma come mai ste ciofecche vendono. In linea di principio uno pensa che, per quanto l’autore possa avere il culo parato da raccomandazioni, pubblicità, ecc… se scrive male non dovrebbe vendere una copia. Punto, e su questo sono d’accordo.

    Per quanto riguarda l’avvenenza fisica delle scrittrici fantasy… beh, la Rowling mi sembra una bella signora, no? E lei sì che è pure brava!

  206. 206 Morgante

    Anch’io torno un’ultima volta sulla questione.
    Golaprofonda, un conto è il ghostwriting, un conto è quello che hai chiaramente insinuato tu, parlando addirittura di fonti sicure interne alla Mondadori che parlavano di sesso fra la Troisi e qualche Innominato personaggio all’interno della casa editrice, come UNICA motivazione della sua pubblicazione.
    Cosa ti aspetti di sollevare, buttando lì un’insinuazione così meschina? Non stare a rimestare o a rigirar le parole agganciandoti a ipotesi (ben più sensate) di altri, per salvarti dalla scemenza che hai detto. Evita, perché, perdonami, ma hai già fatto una figura pietosa. Il silenzio è più elegante, a questo punto.

    Ho concluso.

  207. 207 Morgante

    Anzi, no,
    concludo adesso.
    Quello che hai insinuato era pure più bieco (e da veri fessi, senza speranze): la Troisi neanche si vende per pubblicare cose scritte da lei, si vende anche solo per vedere il proprio nome in cima a una copertina. Fai una gran tristezza, davvero. Torna a guardare la tv, te lo auguro di cuore.

  208. 208 golaprofonda

    perdona Morgante, ma a questo punto non riesco d’avvero a capire questo tuo accanimento.
    Punto primo, a me personalmente non viene in tasca assolutamente niente nel parlare della Troisi o chiunque altro…
    Punto secondo, la discussione mi sembrava interessante sul perché e sul percome uno viene pubblicato. Semplicemente ho riferito una cosa che ho sentito e, perdonami se non faccio nomi ma non mi pare proprio il caso.
    Punto terzo, ma scusa, se tu hai una relazione stabile con uno e questo ti chiede di usare il tuo nome per pubblicare una cosa perché, magari non può usare il suo, non la vedo come una cosa così schifosa… non è sicuramente onesta ma mica ha ammazzato sua madre. Secondo me è peggio se una ha scritto un libro e poi la dà all’editore solo per farlo pubblicare…
    non ho mai inteso dire che la Troisi si sia venduta, anzi…
    Punto quarto, io non ti ho offeso personalmente per cui non vedo per quale motivo tu lo debba fare.
    Ripeto, a me non viene in tasca niente se Paolini, Camilleri o King scrivono di loro pugno i libri o no, ognuno è libero di pensare quello che vuole.

  209. 209 wewec

    @golaprofonda. No, questo è semplicemente ridicolo! Ora non puoi rimescolare le carte in tavola fingendo di aver solamente espresso un parere: hai formulato un’accusa meschina ( per non dire veramente stronza ) tirando in ballo “fonti certe all’interno della Mondadori”! Questo è ingiusto e crudele, oltre che del tutto fuori luogo rispetto all’argomento del blog! Ora smettila di rettificare per pararti il culo e chiudila qui!

  210. 210 Morgante

    Golaprofonda,
    wewec ha già detto tutto quello che penso.

    Adieu

  211. 211 gamberone

    Francamente, sento più volte ripetere la stessa domanda :
    come ha fatto a vendere tante copie?
    Ma l’abbiamo capito che è tutta una questione di pubblicità! Non vedo perché si continui a porre la stessa domanda!

    La cosa interessante invece è analizzare le cavolate scritte in quei libri e farsi tante tristi risate come gamberetta ci sta facendo fare.

    Ancora più importante è che ci sia questo forum dove chiunque può leggere le opinioni dei “consumatori” ed esprimere la sua (anche l’autrice medesima e quindi il suo esercito di “difensori” e la Mondadori stessa).Almeno questo si è liberi di farlo e menomale!!

    *******VIVA GAMBERETTA E VIVA QUESTO FORUM …..alla faccia dei libracci e dei finti scrittori pompati (che però ahimè si fanno un sacco di soldi) ma almeno li sputtaniamo, no? non se la possono cavare con la “gloria” immeritata, ma devono poter passare anche nel nostro piccolo mare.
    Il web, almeno per ora, è davvero più libero,vero e pieno degli altri media.Siamo piccoli?pochi?sconosciuti?Ma ci siamo e diciamo: NON CI PIACCIONO LE BUFALE CHE CI PROPINATE E CI VOLETE PER FORZA VENDERE!

    Infine aggiungo che, non mi è piaciuto molto come è stata trattata una certa golaprofonda che prima ha scritto.
    Non mi meraviglierei se ad attaccarla così ingiustificatamente sia stata la stessa Licia Troisi (in incognito) o il marito o i nipotini o un altro parente difensore stretto (magari della/nella Mondadori ad esempio), perchè nessun altro avrebbe usato quei toni e quella venatura di “rancore”.
    Ma di quale querela si parla, è tutta roba buona! Anzi vi dico che se così non fosse dovrebbero arrestare quasi tutti e chiudere la maggior parte dei forum.Ma andate….da Licia,per favore!

    Volete capire che alla meraviglia di tali “edizioni” si deve per forza contrapporre una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse?Non vi lamentate e parlate, parlate …senza attaccare ne offendere però, tanto vi si becca “rosiconi della verità”.

    ciao Gamberetta, ciao forum….sto aspettando le altre recensioni per altre nottate di risate.

  212. 212 Morgante

    Bah, io non sono la Troisi, ho dato un’occhiata ai suoi libri, e non mi hanno attirata. In più leggendo questo blog, non mi è venuta la curiosità di leggerli. Allora? Crolla già la teoria tipo: “se la difendi sei per forza una sua fan?”
    Si fosse trattato d’altri, avrei detto le stesse cose: parlare di stile, di refusi, problemi di editing, sviste grosse o piccole, mancanze presunte o vere di documentazione (basandosi di solito su dichiarazioni degli autori stessi), per me è questo parlare di letteratura e libri. Della Troisi io non ho nessuna opinione, perché non l’ho letta, e anche se leggo queste recensioni, la mia opinione potrebbe esseri solo se vedessi con i miei occhi quelle opere.
    Comunque, questo sito mi piace, anche anche quando Gamberetta ipotizza le ragioni di una pubblicazione, perché anche questo è giusto, sono d’accordo: ma almeno cita frasi dell’autrice, per ricostruire il suo possibile percorso. Puoi avercelo sotto gli occhi, il materiale che si discute. E viene direttamente dall’autore.
    Ecco: quando si parla di qualcosa, per me si devono mostrare le fonti, ci si documenta, così ognuno si fa poi un’opinione. Qui di solito si parla proprio di commenti di autori, di brani tratti da interviste…
    Si Cita, però, per dio! Non si parla di aria fritta!
    Dar retta ai solti pettegolezzi di corridoio, supportati dal niente (Fonti Certe, però non sia mai che siano dichiarate e verificate), per me è semplicemente come leggere una sciocca rivista da spiaggia.
    Tutto qui. Della storia di querele o altro io me ne infischio, non mi interessa: per me è solo una questione di buon gusto. A ognuno poi il suo.

  213. 213 Morgante

    Un’ora dopo…

    Scusate, quando scrivo di mattina sono sempre di cattivo umore. Ho usato un tono un po’ troppo stizzito. Volevo chiederti, Gamberone, tu cosa ne pensi allora? Anche tu credi che per essere pubblicati occorra sempre e per forza qualche conoscenza? (Non è sarcasmo, è una vera domanda). Dato che era uno dei temi dell’articolo, le tue ipotesi quali sono?

    P.S.
    Ho letto proprio ieri un articolo, era citato in un link, non ricordo dove l’ho scovato, di un certo Luca Oleastri che diceva di aver lavorato nel mondo dell’editoria, e che appunto secondo la sua esperienza, bisogna necessariamente avere delle conoscenze per essere pubblicati.
    Leggere quell’articolo mi ha resto infinitamente triste e scoraggiata. Se fosse davvero così… : (

    Come diceva Fox Mulder: Io Voglio credere (che non sia così).

  214. 214 golaprofonda

    Grazie Gamberone!

  215. 215 wewec

    Gamberone, ma che diavolo vuol dire ” è tutta roba buona!”?! Che concetto grottesco e ridicolo! Come dire che l’intero lavoro svolto da Gamberetta fino ad adesso è fatica buttata nel cesso, tanto mostrare e argomentare sono perdite tempo, l’importante è dare tutti insieme addosso a qualcuno e al diavolo l’onestà!
    No, mi dispiace ma una simile linea di condotta non coincide con lo spirito di questo blog, quanto piuttosto con quello di una fan della Meyer che sbraita isterica perchè qualcuno le ha toccato il suo Twilight: è un atteggiamento sterile e dogmatico, da estremista esaltato che rifiuta qualunque argomentazione e confronto pur di rimanere arroccato sulle sue posizioni.
    “…una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse”,?! Be, Francis Bacon sarebbe fiero di te, ma a quest’ora il povero Calvino si starà rivoltando nella tomba! Non capisco: da quanto sfottere la Troisi è diventato così di moda da rendere d’un tratto superflua la realtà dei fatti?! È veramente una persona talmente antipatica da giustificarne l’aggressione personale, al di là della qualità dei suoi libri? O siamo forse di fronte ad uno sparare alla cieca nella speranza di colpire comunque qualcuno?
    Non so voi, ma io inizio a temere che i bimbiminkia siano ormai alle porte, e tremo.

  216. 216 Morgante

    @wewec
    : ) Sei davvero agguerrita!
    Scusate l’ignoranza, ma…cosa sono i bimbiminkia?

  217. 217 wewec

    @Morgante. Agguerrito, prego ( si, lo so, il nick non è molto di aiuto XD )

  218. 218 Sandy85

    I bimbiminkia sono tutti quei ragazzini (e non, in certi caso sono anche quarant’enni) che amano una cosa perché va di moda, scrivono in sms-ese e si offendono a morte se gli dici di tradurre in una lingua meno sconosciuta, visto che ti reputano un matusa anche se hai uno o due anni più di loro, si credono tanto maturi ma sono solo esseri privi di personalità. Emo convinti anche se non sanno cosa voglia dire essere emo; adorano libri come Twilight (e infatti nei commenti alla critica di Gamberetta si sono presentate tante bimbeminkia) e quelli della Troisi o Moccia perché per loro sono il meglio, sono i più grandi scrittori viventi e se gli dici “Ma vai a leggerti Leopardi” ti possono anche rispondere “Nn mi pccno animals grss & pls” (scusate ancora per il mio sms-ese, ma non sono laureata in bimbiminkiaggine). Si strappano i capelli quando vedeno i Tokio Hotel alla tv e pensano che le loro canzoni arrivate in Italia siano le migliori che hanno mai ascoltato, ma se gli chiedi se conoscono i Queen (o altri che hanno fatto la storia della musica) la loro sicurezza vacilla e ti rispondono male.
    Per saperne di più ti conviene fare un giro su Nonciclopedia, almeno ti fai due risate^^ (anche perché mi sa che ho dimenticato più di qualche punto distintivo).

  219. 219 Morgante

    Sandy,
    la tua descrizione non lascia alcuna speranza! Il mondo di internet è proprio crudele.
    Forse avevo già chiesto una volta questa cosa, ma ora non lo scorderò più. Non navigo molto, non avevo bene idea che tra i navigatori ci fossero delle “categorie” così specifiche, che si riconoscono appena le incontri. Sono ancora al giurassico…a parte fighetto, o tirone, o sfigato, io non ero ancora andata. Mi si è aperto un abisso sotto gli occhi. Grazie, Sandy.
    Caparezza dice: “sull’orlo di un burrone, avrei bisogno di una spinta”.

    Vado a riposare in pace.

  220. 220 Sandy85

    Figurati, sempre un piacere delineare le caratteristiche dei vari gruppetti di inernet (e non solo, perché ci sono anche nella vita reale questi tipi)^^
    Comunque, se ti può consolare, c’è anche altra gente che non sa dell’esistenza di determinate categorie, anch’io il più delle volte non so cosa voglia dire il nome che indica un determinato gruppo, quindi non sentirti così vecchia^^

  221. 221 wewec

    @Morgante. Scusa, credevo di aver inserito nell’ultimo post anche un link alla pagina di Nonciclopedia. Comunque bimbominkia si usa in generale per indicare chi difende od attacca qualcosa in maniera isterica e dogmatica, ignorando fatti e argomentazioni.

  222. 222 Vincent Law

    Provate a cercare “bimbominkia”, “Twilight” o “Tokio Hotel” :]

  223. 223 Francesca B.

    Ho seguito il tuo consiglio, Vincent Law, ed ho preferito ridere anzichè piangere pensando alla veridicità delle affermazioni!

  224. 224 gamberone

    x morgante:

    “se la difendi sei per forza una sua fan”

    non è certo la mia teoria in generale, parlavo solo dei toni usati in alcuni post che ho avvertito particolarmente ed immotivatamente “cattivi”.Immotivatamente cattivi a meno che certe affermazioni non ti tocchino veramente al “cuore”.Si possono dire le cose in altro modo penso.

    “Anche tu credi che per essere pubblicati occorra sempre e per forza qualche conoscenza? (Non è sarcasmo, è una vera domanda). Dato che era uno dei temi dell’articolo, le tue ipotesi quali sono?”

    Sempre e per forza è solo la morte.Le mie ipotesi sono che era il momento giusto per il pubblico e c’erano le conoscenze giuste per la Troisi.Molto banalmente e tragicamente.

    x wewec

    ” Gamberone, ma che diavolo vuol dire ” è tutta roba buona!”?!Che concetto grottesco e ridicolo! Come dire che l’intero lavoro svolto da Gamberetta fino ad adesso è fatica buttata nel cesso, tanto mostrare e argomentare sono perdite tempo, l’importante è dare tutti insieme addosso a qualcuno e al diavolo l’onestà! ”

    We we, calmati.E che è! Non so quanti anni hai ma, potresti anche avere un infarto.in fondo in fondo qui siamo in un forum per parlare.Nessuno butta niente nel bagno (cesso mi sa di scostumatezza), questo forum mi piace e il lavoro di Gamberetta è fantastico.No, no, non mi piace dare addosso senza motivo e in maniera disonesta, non ti preoccupare.

    “…una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse”,?! Be, Francis Bacon sarebbe fiero di te, ma a quest’ora il povero Calvino si starà rivoltando nella tomba! ”

    Conosci così bene il “povero” Calvino che sai come reagirebbe ad una mia frase?Mi congratulo per l’umiltà .
    A sparare addosso alla gente mi sembri tu a dire il vero .!!

    ” Non capisco: da quanto sfottere la Troisi è diventato così di moda da rendere d’un tratto superflua la realtà dei fatti?! È veramente una persona talmente antipatica da giustificarne l’aggressione personale, al di là della qualità dei suoi libri? O siamo forse di fronte ad uno sparare alla cieca nella speranza di colpire comunque qualcuno? ”

    1) Io non ho avallato la “rivelazione” di golaprofonda (anche se nella vita tutto può accadere) ma non mi è piaciuto come è stata trattata e l’ho detto!
    2) a me non è antipatica la Troisi (non la conosco) e non la sto “aggredendo” come persona ma , al limite (se vuoi vedere dell’aggressione da qualche parte), come scrittrice (mondadori inclusa).Da questo punto di vista mi sembra non essere solo (pensa a Gamberetta ad esempio…) , non credi?non vedi?
    E siccome qualcuno dà un’ipotesi bizzarra della sua “ascesa” tu impazzisci di rabbia e getti panico? ma dai…ma sei nel forum sbagliato per caso?
    3) attenzione a non sparare alla cieca, si diventa BIMBIMINKIA. La realtà dei fatti (inspiegabili ed inaccettabili) è fin troppo chiara,evidente, drammatica.Io non ho mai perso di vista il suo non essere superflua :)

    x golaprofonda

    prego, figurati.Dì quello che pensi tranquillamente e quello che sai, tanto non accadrà nulla.Ci si preoccupa di una ipotesi o di una invenzione ?

    Ma su….Ma da quando è successo questo nel web?Dove sn stato?

    (NB: chiaro riferimento a bimbiminkia)

  225. 225 Morgante

    Ho capito, Gamberone.
    La tua posizione è più chiara, adesso. Resto comunque anch’io della mia opinione. Certe risposte accalorate seguivano un’insinuazione che (parlo per me) ho trovato di cattivo gusto e maligna, e soprattutto lasciava il tempo che trovava: insomma, il solito sassolino lanciato, e zampa che subito si nasconde dietro la schiena.
    Solo per questo ho reagito in modo deciso. Naturalmente questa è la mia opinione e il mio modo di reagire, che a te può non piacere. Ma come tu stesso dici a Golaprofonda, di dire sempre e tranquillamente quel che vuole, anch’io ho il diritto di replicare. E ad un’insinuazione maligna (sempre per me, è ovvio, siamo nel mondo delle opinioni), mi sento di replicare come sento più giusto. Non ho offeso nessuno. Semmai è sulla Troisi che si dicono spesso cose inutili. Ci siamo spiegati.

  226. 226 golaprofonda

    Beh, Morgante, mi sono sentita offesa e attaccata sul personale. Le tue risposte implicavano la certezza di una cattiva fede da parte mia e tu non mi conosci, così come non ho mai avuto il piacere di sedere a tavola con wewec. Se così fosse, non avrei alcun problema a rivelarvi il nome del mio amico, ma siamo in uno spazio pubblico e il nome che farei è il suo non il mio. Questo concetto non mi sembra difficile da capire.
    Seconda cosa, come dice bene Gamberone, il mio non era un attacco PERSONALE alla Troisi, forse sono stata fraintesa e mi scuso con tutti quelli che ne possono essere rimasti offesi. Non sto rimescolando le carte in tavola ma, se leggete bene i miei post, forse capirete che la cosa che a me personalmente fa arrabbiare è il SISTEMA. Che si tratti della Troisi o di chiunque altro per me è UGUALE. Mi dispiace, forse sono cinica, ma non credo nella fortuna (così come non mi è sembrato crederci neanche Gamberetta). Penso che se nel 2008 Tolkien proponesse, come giovane scrittore esordiente, Il Signore degli Anelli alla Mondadori, così come ad altre case editrici, diciamo “importanti”, verrebbe ignorato. QUESTO mi indigna. Poi, sono sicura che se uno è bravo, comunque trova il modo con fatica e con tanta e tanta gavetta di emergere.

  227. 227 wewec

    @Gamberone. Quello che mi fa incazzare nelle affermazioni tue e di golaprofonda è il fatto che non venga criticata come scrittrice, ma si arrivi ad insinuare ( e questo per me significa andare sul personale ) che non sia nemmeno lei l’autrice di quelle che poi sono indubbiamente delle boiate, non solo senza portare delle prove a sostegno di tale tesi, ma addirittura ammettendo nel tuo caso la volontà a priori di sputtanarla, così, tanto per fare ( citavo Calvino perché sostenitore della necessaria onestà intellettuale dello scrittore, poi nello specifico non parlo con i morti XD ).
    La cosa più assurda poi è il fatto che l’idea di un ghost writer ti renda d’un tratto più chiara l’”ascesa” della Troisi. Perché, se delle cazzate le scrive una sconosciuta non regge ma se le scrive uno famoso dietro la figura di una sconosciuta allora è comprensibile? Sarà, ma per me tra un caso e l’altro non cambia proprio niente: la colpa resta comunque di un pubblico che apprezza simili standard qualitativi e di un editoria che se ne approfitta.
    Vedi, non mi interessa dei toni che usi, quanto dei concetti che esprimi: è indifferente che esalti le recensioni di Gamberetta, se poi consideri superflui e “da amico della Troisi” i criteri su cui si fondano, così come è inutile affermare che non ti sia antipatica personalmente, se poi avvalli ogni “bizzarra teoria” che gira su di lei.

    @golaprofonda. Bon, scusa se me la sono presa con te senza motivo: condivido l’irritazione per il sistema editoriale, ma d’altra parte l’insinuazione su come la Troisi si fosse guadagnata il nome in copertina mi era sembrata una cattiveria veramente gratuita.

    P.S. Gamberone, questo è un blog, non un forum. Oh, e riguardo all’umiltà, be, mi sembra ovvio che Calvino sarebbe onorato di pensarla come me XD

  228. 228 Morgante

    Certo, Golaprofonda,
    ovvio che il mio intento non era di offenderti. Tu ce l’hai col sistema, e io non accettavo quella che per me è la solita “soffiata” senza possibilità di riscontro, (di solito sono quelle a cui purtroppo qualcuno crede sempre). Che poi tu sia un’ottima persona in qualunque altro frangente, benissimo, non lo metto in dubbio. Per me, quello era un brutto scivolone. Mi sono sempre riferita a quello, mi hai fatto tristezza per quell’intervento. Questo intendevo.
    Dici che non puoi fare il nome di questa persona, ma quello della Troisi non hai avuto alcun problema a farlo, no? Questo per me è inelegante.
    Il fatto che qualcuno sia un “personaggio pubblico”, non vuol dire che sia un bersaglio mobile a cui si può lasciare un codazzo di illazioni, e supposizioni poco gentili e inutili…a meno che non le si dimostri. Non dico affatto che le persone “note” siano intoccabili, non sia mai! Ma non è nemmeno giusto fare insinuazioni, solo perché sono bersagli più grossi degli altri e in qualche modo li si colpisce lo stesso, mentre noi si rimane serenamente nell’anonimato, Fonti incluse.
    O si va fino in fondo, o per me è un pettegolezzo da comari, e privo di stile. Gamberetta all’inizio di questo articolo mostra un’intervista dell’autrice, e parte da lì, poi altrove riprende frasi sempre dell’autrice, o dell’editor che l’ha scoperta, e riparte di nuovo da lì.
    M è sembrato tanto che tu sparassi, e poi nascondessi la pistola. Ho estremizzato, lo so, ma tanto per intenderci.
    Spero che questo intervento chiarisca la mia posizione e che non ci resti male. Ok? Come ho detto, e credo che tu l’abbia già capito, ho attaccato solo i contenuti, perché non li condividevo affatto. Solo questo.
    Ciao

  229. 229 golaprofonda

    wewec, non ho mai inteso dire che il lavoro di Gamberetta è inutile, anzi. Lei opera una critica del testo, io semplicemente ho inserito un tassello del contesto. Le due cose non si escludono mi pare. E’ come se un critico cinematografico commentasse un film americano senza avere idea di come funzionano le major… Non mi pare che Gamberetta lo faccia. Mi permetto di dire che credo che anche Gamberone intendesse questo e che il suo intervento fosse rivolto a sostenere una più ampia libertà di parola e di opinione anche nel dire stupidaggini. Anche se sostenessi che la Troisi è un alieno venuto sulla Terra per colonizzare la nostra mente con le sue boiate, avrei tutto il diritto di dirlo, così come tu hai tutto il diritto di contestarlo ma sempre con una certa educazione.
    Comunque, per quanto riguarda il ghost writer dietro la Troisi o chi che sia, scusa, ma non ti fa arrabbiare? A me sì. Mi irrita essere presa in giro dalle favolette sdolcinate che ci propinano stile american dream. Giovane quindicenne scrive libro: subito successo, libro fotocopiato dai ragazzi romani (vedi Moccia): subito successo, ventenne scrive un fantasy: subito successo. Beh, io non ci credo! Ma a chi vogliono darla a bere? Per questo mi sono informata con chi di dovere visto che ne ho la possibilità, e per questo mi sembra più convincente il fatto che Mondadori abbia investito migliaia di euro su un nome noto piuttosto che su un’emerita sconosciuta! E poi, vuoi che nel maremagnum degli scrittori di fantasy non ce ne fosse stato uno che scriveva meglio di lei? Questa sì che sarebbe ua fortuna sfacciata… anche se progettavano già da tempo di lanciare sul mercato il genere visto il successo dei film di Jackson? Boh, io e questa idea che contesto e mi scandalizza molto di più rispetto alle quindicenni che trovano Twilight l’opera più bella del mondo. Non so voi ma io a quindici anni non è che avessi questi gusti raffinati.
    Morgante, probabilmente hai ragione tu, è vero, ho avuto una caduta di stile, ma mi crediate o no, questa è la prima volta che scrivo in un blog, forum, quel che è e, probabilmente, l’ho fatto con un po’ troppa ingenuità… Ho fatto quell’intervento perché avevo un’informazione che pensavo potesse interessare a qualcuno non perché la Troisi è un personaggio pubblico sul quale mi piace sparare.

  230. 230 gugand

    @golaprofonda
    Quando gamberetta mostra dei dubbi sulla “fortuna” implicitamente dice anche quello che dici tu, nel senso che la cosa non e’ credibile.
    Non va oltre perche’ anche se chiunque si e’ immaginato anche uno scenario simile a quello descritto da te non ha prove per affermarlo.
    Senza prove e’ calunnia, inoltre la Mondadori e la Troisi non hanno violato nessuna legge, anche avendo fatto quello che dici tu. Questo non toglie che e’ una cosa schifosa lo stesso.

  231. 231 gamberone

    x wewec

    ..aò…allora sei de coccio!!

    Punto primo:

    come già detto ( e ripeto per fartici arrivare prima ), non ho mai avallato la “rivelazione ” di golaprofonda. Addò l’hai letto?Ho solo detto che tutto è possibile!Dire che secondo me è stata attaccata in malo modo a tuo avviso significa appoggiarne la possibile favola?Ma leggi solo Calvino?Un po di logica ti farebbe meglio secondo me, ne avresti bisogno.

    Dove avrei scritto che per me lei non è l’autrice di quelle boiate? E dove avrei scritto che un ghost writer ne avrebbe reso più chiara l’ascesa?Che fai, fantasy?Ed è per te addirittura la cosa più assurda che, guarda caso non ho mai detto ! sdoing !

    punto secondo:

    Vista la tua recidività , te lo ripeto: ho criticato il modo di attaccare chi dice una sua opinione, favola, stupidaggine, invenzione.
    Ti è chiaro? riesci ad arrivarci? E poi non farmi ridere con questa questione delle prove!Cosa dovrebbe dirti o darti golaprofonda? E soprattutto come e dove?ma và…..

    punto terzo:

    giusto per chiarezza, vai su wikipedia e:

    ” Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. ”

    risparmiaci se puoi le sottili differenze fra concetti affini…non essere “pesante”.

    Solo una delle cose che hai scritto è vera:
    io appoggio in pieno la recensione di Gamberetta, non mi serve per ora aggiungere altro alle sue osservazioni.E’ così completo quello che ha scritto!

    PS: a proposito di Calvino, sempre i miei complimenti.

    Ciao forum , a prestissimo

  232. 232 wewec

    @golaprofonda. Parlando di ridicolizzare il lavoro di Gamberetta mi riferivo a Gamberone, non a te: non è la questione del ghost writing il problema, quanto l’idea che in virtù del diritto di parola ogni affermazione assuma la medesima dignità intellettuale, indipendentemente dalla realtà dei fatti. Per restare in tema, concordo che tu possa liberamente andare in giro a dire che la Troisi è un’aliena ( diritto sacrosanto ), ma allo stesso tempo non puoi nemmeno pensare che a questa idea debba essere dato il medesimo peso riservato ad un’altra: in sostanza, parallelamente al diritto di fare un affermazione va il diritto di darvi credito unicamente se questa si rivela sensata ( ossia, nel tuo caso, l’idea che la Troisi non abbia scritto i suoi libri acquista valore solo se supportata da fatti: se per questioni di privacy non puoi fare nomi allora la tua ipotesi rimane purtroppo infondata ). Poi è chiaro che resta legittimo formulare ipotesi anche in assenza di prove a loro sostegno, eppure questa, all’interno di una discussione fra persone assennate, è a mio parere una grave forma di maleducazione concettuale.

  233. 233 wewec

    @Gamberone. Ma ci sei o ci fai?! Va bon, non ho né la forza né la pazienza per continuare a darti retta: continua pure a ridere dei fatti e a sparare boiate, che tanto l’importante è non annoiare con le sottili differenze.

  234. 234 vash

    ma dove siamo finiti?
    @Gamberone
    carissimo e STIMATISSIMO mi vuoi spiegare cosa diavolo vai dicendo?
    ti stai contraddicendo in una maniera straordinaria!
    quindi ti prego fermati, rileggi oggettivamente quello che hai scritto e rifletti!
    te la stai prendendo con wewec…te la sei presa perché ha precisato le differenze tra forum e blog e tu testardamente ti offendi
    ti ha risposto a modo!
    ti stai comportando da bambino…metti in mezzo calvino
    ha solo riportato il pensiero calviniano non calvino stesso
    tutte cose che puoi trovare su un qualsiasi libro di scuola
    e tu ti abbassi a fare il grande moralista con battute di bassa lega?
    so che vuoi atteggiarti a grande uomo cercando vocaboli forbiti ma ti rendi ridicolo
    poi quanto lecchinaggio fai dai!
    rifletti e torna da noi quando sarai convinto!!!

    e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te

  235. 235 gamberone

    x wewec

    vedo che i tuoi toni sono tornati “leggibili” e questo è quello che ti facevo osservare, non altro.

    x vash:

    “ti stai contraddicendo in una maniera straordinaria!”

    dimmi dove.

    “te la stai prendendo con wewec…te la sei presa perché ha precisato le differenze tra forum e blog e tu testardamente ti offendi ”

    ci vuole ben altro per offendermi e credimi sono altri i motivi per cui gli rispondo.Basta che tu rilegga “bene” quello su scritto.

    “metti in mezzo calvino”

    non l’ho messo io

    “e tu ti abbassi a fare il grande moralista con battute di bassa lega?”

    perdon, quando avrò capito meglio di che materiale hai bisogno mi impegnerò di più.

    “so che vuoi atteggiarti a grande uomo cercando vocaboli forbiti ma ti rendi ridicolo ”

    azz, io sto scrivendo nel modo più naturale possibile.bhò!?

    “poi quanto lecchinaggio fai dai!”

    si, infatti sto sperando di vincere il premio

    “e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te”

    ma , riscrivilo così poi ci penso

    Comunque, non sono venuto qui dentro a fare le guerre perciò mi fermo,solo..un pochino più di calma e serenità per piacere

  236. 236 gamberone

    ..dimenticavo, una precisazione

    ho sempre scritto in molti forum perciò sono abituato ad usare tale termine anche nel saluto…perdonate se potete (ma la sostanza non cambia)

    ciao blog

  237. 237 gamberone

    lo so,lo so non avevo alcuna intenzione di riempire il blog coi miei interventi ma sento il dovere di dire che :
    solo adesso ho letto l’articolo riguardante la politica dei commenti :(
    E’ scritto in grande e rosso ma NON AVEVO LETTO.Ora si e, mi scuso anticipatamente dei miei “fuoriargomento”.Non accadrà più, giuro.

    Per rimediare : Gamberetta dice di disprezzare la Troisi ed io sono d’accordo.Il problema è che la Troisi potrebbe essere sia scema, disonesta che raccomandata. Non trovi Gamberetta ?

    saluti a tutti

  238. 238 golaprofonda

    Caro wewec, sarò pure stata maleducata concettualmente ma non formalmente :-) Ok, passami la stoccata. Comunque, mai preteso di godere dello stesso credito di Gamberetta con le sue critiche supportate da un’analisi dettagliata e comprovata del testo. Diciamo e, per rispondere anche a gugand, ovvio che sono intervenuta sulla falsa riga di Gamberetta che si interrogava sulla fortuna della Troisi. Non penso neanche che la Mondadori faccia qualcosa di illegale, però, chiamatemi l’ultima romantica, trovo il suo gioco immorale. Secondo me c’è una bella differenza tra vendere panini farciti e libri… Sono sicurissima che molti si siano interrogati sulla fortuna strabiliante di certi autori e magari in buona fede, credano davvero alle storielle che ci rifilano. Il mio intervento voleva creare qualche dubbio anche soltanto in una persona. Se ci sono riuscita mi basta. Poi tutti gli altri possono pure ritenere che il mio attacco sia stato ingiustificato e maleducato perché non supportato da prove tangibili. Scusate se sono stata politically incorrect…

  239. 239 Morgante

    Io avrei una domanda, da un po’ di tempo…per chiunque abbia voglia di rispondere.
    Non saprei in che altro “spazio” farla, spero di non andare fuori tema: mi chiedo quale sia il confine tra segnalazione e raccomandazione. Se è un’agenzia che riesce a farti ottenere una pubblicazione, è segnalazione, no?
    Mi spiego: parlo della mia esperienza. Nella mia prima ricerca di case editrici, mi è stato richiesto il manoscritto da un paio di case editrici, e poi è stato rifiutato. A quel punto ho riscritto il libro, l’ho rivoltato come un calzino, perché poteva e doveva migliorare, molto.
    Ho contattato un’agenzia, che ha valutato il libro, ha accettato di rappresentarmi, mi ha fatto fare altre due revisioni complete, con riletture comprese (la prima pagata, e l’ultima, ed ennesima : ) , no). Allora ha preso contatti con delle case editrici; tra quelle anche le due già contattate da me (ho informato prima della cosa, chiedendo se si poteva rifare un tentativo, giusto per orgoglio).
    Una delle due ha risposto, dicendo che sapeva di aver rifiutato il manoscritto tempo prima, e che lo avrebbe riletto solo se si garantivano sostanziali modifiche. In effetti, nel frattempo il libro ha perso 200 pagine e subito 3 riscritture…L’editor con cui ho lavorato ha spedito la scheda tecnica sul libro, e la casa editrice ha accettato una seconda valutazione.
    La mia domanda è questa (mi logora, in realtà): nel caso incredibile e molto improbabile che la casa editrice accetti il mio libro o anche solo il fatto che abbia accettato di leggerlo una seconda volta è così brutto?
    Dove finisce la raccomandazione, con la sua aura sgradevole, e dove inizia la repubblica delle legittime segnalazioni?
    Grazie a chiunque mi darà un’opinione.

  240. 240 vash

    o scusami piccolino gamberone
    “e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te”

    ma , riscrivilo così poi ci penso

    questo conferma quanto tu sia infantile!!!

    Non mi sembra che gamberetta abbia mai detto di disprezzare la Torisi ma i suoi operati!
    sei solo te che ti sei abbassato a offenderla di persona!
    …ma quanto sei lecca culo????
    Non trovi Gamberetta?

    se sei uomo non risponderai.se sei un bambino ti renderai ancora + ridicolo!

  241. 241 wewec

    @golaprofonda. Già, ma come Gamberetta insegna, l’educazione nelle maniere è apprezzabile, l’educazione intellettuale è fondamentale. Comunque puntualizzo che non era mia intenzione prendermela con te, quanto sottolineare come la tua ipotesi, priva di una concreta dimostrazione, si trovasse ad essere un attacco fino a stesso: magari fatto assodato per te, ma non giudicabile da parte di chi con conoscesse la tua medesima fonte certa.
    Se poi il tuo scopo era unicamente quello di sollevare il dubbio sulla paternità dei libri della Trosi, be, allora niente in contrario: è sicuramente un’ipotesi come un’altra, anche se continua non spiegarmi da dove siano arrivate quelle 600.000mila copie vendute.

    @Gamberone. Si, potrebbe essere sia scema che raccomandata, ma per dare peso ad un’affermazione del genere sarebbe necessario poterla prima dimostrare.

    @Morgante. Non sono un esperto nel campo, ma credo che la sottile linea di demarcazione fra raccomandazione e segnalazione stia nella loro origine: se un lavoro viene segnalato perchè ritenuto meritevole sul piano tecnico allora è proprio una segnalazione, se lo si fa per amicizia o dietro compenso allora sfocia nella raccomandazione ( ma chiaramente è una distinzione in via molto teorica XD )

  242. 242 Morgante

    E’ quello che penso anch’io, wewec. : )
    Non è il fatto che qualcuno ti appoggi, ma il perché lo fa, e come.
    Siamo d’accordo! Grazie per l’opinione.

  243. 243 wewec

    @Morgante. Figurati, dovere XD

  244. 244 gamberone

    x Morgante

    ..uhm…segnalazione o raccomandazione.
    Non volevo darti una conclusione banale subito,ma pensare insieme.

    Dapprima riflettevo : se fra cento opere scritte con simile argomentazione e genere ( un giallo ad esempio) ed equivalente spessore letterario (esempio estremo ma giusto per capirci) tutte frutto di segnalazioni, ce ne fossero una o due raccomandate allora è chiaro che queste ultime avrebbero la meglio e dunque la raccomandazione avrebbe un ruolo di “spinta in più” della sola segnalazione.
    Dopo pensandoci ancora mi dicevo:
    ma le grandi “industrie” editoriali devono far soldi e libri per forza è il loro lavoro.Esse sanno che di capolavori ne escono pochi ogni cent’anni e quindi se dovessero pubblicare solo per segnalazione e/o raccomandazione questo non basterebbe.Devono fiutare l’affare e/o costruirlo.E dunque penso ragioneranno in questo modo:
    tra le tante opere di statura più o meno bassa (o standard per essere gentile) che ci vengono segnalate(neanche inviate magari, perché così tante che vengono subito cestinate), scegliamo quelle che per “argomentazione e genere” pompate con una incredibile pubblicità (e quest’ultima poi dipende dalla forza del gruppo editoriale in questione) si prestano maggiormente a diventare un “reddito quotidiano sicuro”, niente di straordinario ma per sostenerci e sostenere poi le pubblicazioni che riteniamo capolavori poco vendibili nell’immediato o per finanziare altri progetti..ecc. Meglio ancora se l’opera in questione magari è accompagnata da una lettera dell’autore (o parenti o amici o…ecc..) ove dichiara di voler contribuire con una più o meno modesta somma di euro X alla pubblicazione del suo primo libro .Sicuramente (in base alla somma e al gruppo editoriale bersaglio) quell’opera avrebbe più probabilità di essere pubblicata (corretta, ovviamente e/o riscritta ;impacchettata insomma come secondo manuale del caso).Restando in quest’ottica allora il confine fra raccomandazione e segnalazione ha poco senso perché tanto loro pubblicano solo quello che decidono di pubblicare e a modo loro a prescindere.Seguono le loro statistiche di vendita e decidono di pubblicare solo quello che non per contenuto ma per forma (e copertina aggiungerei) e grande pubblicità si presti ad un forte impatto iniziale.Così la gente compra anche solo per curiosità, e noi incassiamo tanto.Quando poi quel pubblico è saturo, facciamo la stessa cosa in altri paesi ( e da qui le varie traduzioni in varie lingue anche indiane o in geroglifico ).Insomma questo è quello che penso del confine tra segnalazione e raccomandazione in termini pratici, cioè : inesistente. Ovviamente questo dal punto di vista dell’editore perché prima della segnalazione e prima della raccomandazione conta cosa sto cercando io,gruppo editoriale,in quel momento e, penso che sicuramente, è solo questo che farò, non altro.

    Per fare un esempio estremo, facciamo finta che il figlio di Mondadori dica al padre:
    -papà, papà, voglio pubblicare il mio racconto del fico secco che va in campagna.

    In questo caso penso che più raccomandato di lui non ce ne sia .

    e il padre da esperto gli dirà:
    - no, no se pubblichiamo dobbiamo vendere.Adesso vanno di moda le guerre e le cronache perciò adesso lascia stare il fico secco e scriviamo insieme un fantasy. Faremo tanti bei disegni e una pubblicità immensa vedrai quanto vendiamo.Magari scegliamo pure un tuo nome d’arte, meglio non farsi riconoscere,no?

    Alla fine che tu sia segnalato o raccomandato faranno sempre e solo i loro affari.

    Ben altra cosa invece,se tu ti poni la questione dal tuo punto di vista come autore.Cioè se vieni pubblicato grazie ad una segnalazione che tu ritieni possa essere qualcosa in più di una semplice segnalazione e dici a te stesso: ma sono stato segnalato o raccomandato?Qual’è il confine fra le due cose per capire come mi devo sentire?
    in questo caso il tuo è un problema etico, di onestà intellettuale nei confronti di te stesso.
    E qui vengo alla risposta apparentemente banale che volevo darti all’inizio e cioè:

    è il pubblico, i lettori che lo stabiliranno leggendo ed esprimendo la loro opinione della tua opera.Ecco,ad esempio se hai scritto un libro e qualcuno scrivesse della tua opera come Gamberetta ha fatto della Troisi mostrando in maniera evidente delle carenze allora io,al posto tuo, non mi sentirei tanto segnalato.Ok?

    Ho scritto molto perché volevo renderti partecipe delle cose che mi son passate per la testa in seguito alla tua domanda.Mi scuso
    se troppo lungo.
    A presto

    PS: x vash: “se sei uomo non risponderai”….hi hi hi hi hi

  245. 245 Morgante

    Grazie della risposta, Gamberone.
    Beh, dal mio punto di vista sono tranquilla, naturalmene. So di non avere conoscenze, e continuo ad essere rifiutata anche se attraverso un’agenzia, quindi…Mi arrovellavo su una simile domanda, perché dato che le agenzie non sono molte in Italia, è difficile capire com’è sentita la cosa. Chi sbraita contro, chi non le considera proprio, ecc. Non c’è il sistema massiccio degli Stati Uniti, ad esempio. Non so dove l’ho letto, forse in On Writing: mi pare che il concetto fosse “senza un agente, non sperare neppure di poter sfiorare una casa editrice, nemmeno per sbaglio (per le riviste forse è diverso).”
    Qui invece la stragrande maggioranza della gente spedisce e basta.
    Più che questione etica per me, che so bene cosa faccio, diciamo che era una curiosità insistente. Mi chiedevo proprio come viene visto qualcuno che si rivolge a un’agenzia in Italia. Allora pensavo: chi contatta un’agenzia e grazie a quella riesce ad ottenere anche solo che uno stesso libro venga letto due volte, com’è considerato?
    Viene già sbattuto nel grande circo delle raccomandazioni, o è percepita una differenza? Poi è ovvio, dipende tutto dalle case editrici. Anche dall’agenzia me l’hanno detto. La prima, quella di mezzo, e ultima parola è sempre e solo loro.
    Grazie, ciao

  246. 246 Guglielmo

    Scusate il ritardo.
    Ci sarebbero un bel po’ di cose da chiarire, una volta letta la recensione senza farsi fuorviare dalla patina di sarcasmo [che, ricordo, spesso è un efficace mezzo per dividere in pareri opposti senza far riflettere].

    Partiamo però dal romanzo della Troisi: la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Prendendo atto di questo, e mettendosi il cuore in pace, una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.
    In un altro tuo post hai scritto:

    “Non di meno, ci sono anche dei momenti dove è corretto raccontare. È un discorso lungo, ma il discriminante essenziale è la noia. Se quello che dobbiamo mostrare è noioso, è meglio raccontarlo.”

    Sono l’unico a pensare che la NOIA sia un fattore del tutto dipendente dal gusto personale?
    Spero, e immagino, di non essere il solo a pensarla così.
    Il tono e la competenza con cui poni le critiche tendono a mascherare agli occhi di un lettore poco attento le falle piu’ larghe nei tuoi ragionamenti.
    Per esempio, il fatto che la Troisi ignori del tutto l’aspetto marziale di una battaglia – raccontandolo – e si concentri piuttosto sull’eroina che si taglia i capelli – mostrandolo- è una cosa del tutto dipendente dal suo gusto e da quello delle sue lettrici.
    Che come tutte le lettrici di questo mondo, si smaronano di fronte a una battaglia sanguinosa, e invece di eccitano di fronte a una barbie da pettinare.
    Non dovresti considerare il tuo piacere come un fatto oggettivo, prova è il fatto che tu, femmina 18enne, hai gusti diversi dalla maggioranza delle tue coetanee.
    Giuro, in vita mia di ragazze che si esaltassero di fronte a una battaglia ben filmata o scritta o quant’altro ne ho trovate davvero poche, e quelle poche mi ricordavano Vàsquez di Aliens Scontro Finale
    ["Hudson: Ehi Vasquez, ti hanno mai scambiato per un uomo?
    Vasquez: No, e a te?"]

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.
    Niente di male. Sono convito che il 90% delle ragazze, nei panni della protagonista, sottoposte al medesimo stress, reagirebbero nello stesso modo.
    In un certo senso si può dire che la Troisi abbia usato un tocco di verismo nel caratterizzare Nihal [ahahha]

    Per tutte le altre critiche mi trovi d’accordo.
    La coerenza, la cura nel caratterizzare l’ambientazione e la logica sono state completamente sottovalutate dalla Troisi.
    Inesperienza?Inettitudine o semplice disinteresse?
    Perché avrebbe dovuto puntare su aspetti che non le interessavano e sapeva benissimo non sarebbero interessati al suo Lettore?
    Il successo di fatto ha dimostrato che molti lettori hanno trovato piacevole il suo modo di affrontare una storia fantasy [ci possiamo anche fare discussione di alta filosofia su quanto sia importante la pubblicità, ma sono d'accordo su questo punto con Danzieri. Il mercato è in mano soprattutto al passaparola.]

    Lasciando da parte la Troisi e tornando ai punti da chiarire.
    Se accetti la sfida, posso dimostrarti che i punti su cui basi la maggior parte delle tue critiche, da te esaminati qui, sono del tutto fallaci.
    Come? recensendo un classico della narrativa fantasy di R.E. Howard.

  247. 247 gugand

    @Guglielmo
    Il fatto che un libro sia scritto per un determinato target non significa che sia bello giocare sull’ignoranza o la stupida’ del proprio target per non documentarsi o descrivere approssimativamente parti importanti.
    Il mostrare e non raccontare non e’ solo questione di gusti, ma riconosciuta come regola di buona scrittura. Le regole di buona scrittura non sono assolute, ma quando vengono ignorante continuamente il racconto diventa brutto perche’ alla fine trasparira’ la poca cura posta nel racconto da parte dell’autore e dell’editor. Qualcuno o anche molti potrebbero non notare le mancanze, specie se il linguaggio e’ scorrevole, ma un lettore attento le nota.
    Io ricordo quando lessi la trilogia delle cronache ricordo solo che non mi era piaciuto ed avevo la sensazione che non fosse solo per una trama debole, c’era qualcosa di bassa qualita’ che non percepivo. Leggendo questo blog mi sono fatto un’idea a cosa bisogna fare attenzione ed usando i criteri di gamberetta ho capito cosa non mi piace dei racconti e sono diventato un lettore piu’ consapevole.

  248. 248 Guglielmo

    Quelle che TU ritieni parti importanti, possono non esserlo per il Lettore della Troisi.
    E scusa se te lo faccio notare, ma il tuo punto di vista è arrogante, dà per scontato che i lettori della Troisi, avendo dei gusti diversi dai tuoi, siano stupidi o ignoranti.
    Non ti ha mai sfiorato l’idea che qualcuno potrebbe avere esigenze narrative diverse dalle tue?
    La regola del mostrare non è assoluta, come ammette anche Gamberetta, il suo utilizzo dipende dalla sensibilità dello scrittore e da quello che vuole mostrare.

    =>>
    Se quello che mostra provoca piacere nel lettore, l’opera viene apprezzata.

  249. 249 GiD

    @ Guglielmo

    Però c’è da dire, come spesso fa notare Gamberetta, che l’autore non può aggirare le conseguenze di una sua scelta. Se la Troisi sceglie come protagonista una donna guerriero, destinata a grandi battaglie e sempre nel cuore dell’azione, allora tutto diventa meno soggettivo. Con una donna guerriero per protagonista le battaglie sono oggettivamente qualcosa di cruciale. In ogni battaglia lei rischia la vita, ogni battaglia potrebbe essere l’ultima. Raccontare in questo caso è sbagliato, al di là della sensibilità dell’autore.
    Anche il discorso della noia non è da gettare del tutto nel campo della soggettività. Mostrare attimo per attimo una normalissima giornata d’ufficio del protagonsta è oggettivamente noioso (e inutile), anche se magari allo scrittore piacerebbe farlo e a qualcuno piacerebbe leggerne.
    Se si ripete a oltranza “è soggettivo”, “de gustibus” e compagnia bella, non si arriva da nessuna parte. Uno deve anche saper distinguere tra gusto personale e valore oggettivo.

  250. 250 Guglielmo

    Scusa Gid ma dici sciocchezze.
    La noia è soggettiva, altrimenti allora poniti questa domanda: chi stabilisce cosa è oggettivamente noioso. Tu? Io? Gamberetta? Un Arbiter elegantiae alle opinioni del quale dobbiamo sottometterci?
    L’esempio che poni è forzato dal TUO modo di vedere cosa è o non è noioso.
    Per me potrebbe essere eccitante una giornata in ufficio, se fossi un aborigeno australiano, viceversa scuoiare serpenti sarebbe di una noia mortale.
    Come la mettiamo?

    Il valore oggettivo non esiste, se fai una critica estetica. Anzi, diciamo che non esiste nell’ambito che ci riguarda in questo momento.
    Non si può stabilire con assoluta certezza che il romanzo della Troisi sia bello o brutto, noioso o stimolante.
    C’è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Puoi unirti alla schiera di coloro che pensano, come gugand e altri, che l’opposto del loro parere sia l’ignoranza e/o la stupidità. Fai pure.
    Ti confido però che anche dall’altra parte, la reazione è simile. Chi ha ragione?

    Ah poi, ultima cosa: la ragazza guerriera è un pretesto. Prendi con le pinze quello che scrivo, perchè non sono nella testa della scrittrice. Comunque penso sia stato un pretesto per raccontare la sua storia.
    Mi sembra che lei stessa lo abbia ammesso.

  251. 251 AryaSnow

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.
    Niente di male. Sono convito che il 90% delle ragazze, nei panni della protagonista, sottoposte al medesimo stress, reagirebbero nello stesso modo.

    Ma il 90% delle comuni ragazze della nostra società nemmeno andrebbe ad arruolarsi in un’accademia militare (andando tra l’altro controcorrente rispetto alla società), a fare duri addestramenti con le armi, a buttarsi in mezzo alle battaglie (senza adeguate protezionii, tra l’altro O_o) ammazzando un sacco di “gente” ed esponendosi ad un alto rischio di lasciarci le penne. Quindi questo paragone non ha molto senso. Sinceramente da una tipa del genere non mi aspetto un comportamento identico a quello di una qualsiasi adolescente di oggi. Soprattutto non mi aspetto che poco prima della sua prima battaglia in assoluto pensi a guardarsi allo specchio e a contemplare i suoi occhionionioni. Quella l’ho trovata un’uscita proprio penosa O_o.

    Al di là di questa precisazione…

    Io non concordo con GiD e non credo nella possibilità di calcolare un valore oggettivo. Per in fondo è tutta una questione veramente soggettiva. Ciò lo sottintendo sempre, in genere non sto nemmeno specificarlo. E concordo con Guglielmo, la noia è qualcosa di personale. Anche la critica che ho mosso poco sopra per qualcuno potrebbe non costituire un difetto. Ci saranno sicuramente tante ragazzine che vogliono leggere di una ragazzina simile a loro, ma vogliono che sia anche una guerriera, perchè ciò “fa figo”. Il fatto che sia poco realistico passerà in secondo piano, perchè l’importante è che “sia bello”, e per loro lo è.

    Però, Guglielmo:
    Il fatto che tutto in fondo sia soggettivo non significa che non si possa esprimere la propria opinione, no? Allora che senso ha criticare una recensione con questo concetto? E’ sottinteso che una recensione esprima sempre il punto di vista del recensore. Tutto e soggettivo, embè?
    Piuttosto dicci cosa pensi tu del libro, se ti piace, se non ti piace e perchè. Questo è un confronto interessante.

  252. 252 Gamberetta

    @Guglielmo.

    Lasciando da parte la Troisi e tornando ai punti da chiarire.
    Se accetti la sfida, posso dimostrarti che i punti su cui basi la maggior parte delle tue critiche, da te esaminati qui, sono del tutto fallaci.
    Come? recensendo un classico della narrativa fantasy di R.E. Howard.

    Guarda che è pieno di scrittori di narrativa fantastica che non seguono (tutti) i “precetti” indicati in quell’articolo. Tanto per dirtene due che mi piacciono: H.P. Lovecraft e Neal Stephenson. C’è però una bella differenza fra costoro e la Troisi: gente come Lovecraft e Stephenson è consapevole di quello che fa. La Troisi no, la Troisi non segue certi principi per motivi stilistici-filosofici, ma perché li ignora.
    Tra l’altro uno Stephenson, a mio modesto avviso, sarebbe molto più efficace se si convincesse anche lui che narrare solo l’essenziale è un’ottima pratica. Perciò nel suo caso direi che è un buon scrittore nonostante non segua quella regola. Non perché ma nonostante.
    Ciò premesso, non è che tu debba convincere me, dato che di mio in quell’articolo c’è molto poco. Devi convincere Scott Card, David Gerrold, Stephen King, Cory Doctorow, Dean Koontz & soci.
    Perciò cerca i manuali relativi, leggili e poi manda una bella mail di critica agli autori, se la invii per conoscenza anche a me la leggerò volentieri.

  253. 253 Guglielmo

    Mostrare attimo per attimo una normalissima giornata d’ufficio del protagonsta è oggettivamente noioso (e inutile), anche se magari allo scrittore piacerebbe farlo e a qualcuno piacerebbe leggerne

    .

    Scusami se aggiungo: questa frase è oggettivamente sbagliata.
    Riesci a capire perchè? :P

  254. 254 Guglielmo

    @Gamberetta: parbleu, riesci a contraddirti e non poco.
    Al di là del fatto che tu non puoi sapere con certezza se la Troisi ignori o meno questi principi – sei nella sua mente? – il fatto che lei commetta gli stessi errori di tanti altri grandi autori di fantasy del passato come può essere motivo di critica?
    Dici: la regola X è una buona regola, la Troisi scrivendo non la segue e il suo romanzo fa schifo [sto semplificando eh].
    Poi andiamo a vedere gli altri scrittori, e anche loro non la seguono.
    Com’è possibile?C’è qualcosa che non torna, non credi?
    Non è vero poi che la Troisi non segua nessuna regola, le segue in base alla sua sensibilità, come nel caso dell’utilizzo del mostrare.
    Per dare un tuo giudizio spacciandolo per corretto e assoluto ti sei dovuta appoggiare a una regola, ritenendola oggettiva, senza sospettare che neppure gli scrittori più affermati la utilizzano tutti allo stesso modo – ecco il fattore che determina le differenze tra loro.

    Sul secondo pezzo. Non è citandomi manuali e manualetti di scrittura che dimostri la tua posizione o la sua validità.
    Ora che ci penso, dovrei mandare una mail anche a vecchio Samuel, che in un suo testo scriveva:

    Fondo la mia tesi su quegli elementi già stabiliti in altra sede, che definiscono il metro come la forma propria della poesia e la poesia senza metro come imperfetta e difettosa
    S.T.Coleridge, “Shakespeare e la forma poetica”

    chissà, magari riesco a spiegargli la poesia degli ultimi centocinquantanni :D
    Questo per dire, che lo scrivere bene o l’essere un autore di fama non garantisce né garantirà mai il possedere l’autorità assoluta nel stabilire come sia corretto scrivere. O cosa sia bello e cosa non lo sia.
    Non farmi fare esempi.

    @Arya: il tuo nick è stupendo, adoro la piccola Arya :D
    I libri della Troisi non mi piacciono per tanti motivi, ma non sono così sciocco da pensare che il mio gusto personale sia IL valore di riferimento.
    Non è neanche corretto dire che è tutto soggettivo: ci si mette d’accordo sui parametri da adottare, accettati da un gruppo più o meno ristretto di persone e attraverso questi si giudica un prodotto.
    L’utilità della recensione serve proprio per mettere in luce le caratteristiche peculiari di qualcosa, per indirizzare il gusto personale alla scelta o meno.Non possono pretendere di giudicare – in assoluto- qualcosa.

    In questo senso, la recensione corretta, secondo me, sarebbe dovuta essere:
    “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    E’ ben diverso dal dire:

    “La Troisi è scema perché ignora….e il suo libro fa schifo”.

    ps: valar morghulis!

  255. 255 Gamberetta

    @Guglielmo. Ho citato delle eccezioni. Ci sono un sacco di scrittori che non seguono certi principi, ma ce ne sono 10 volte tanti che invece ne tengono conto. Un buon 90% degli scrittori professionisti di narrativa fantastica applica i principi fondamentali del mostrare e non raccontare, documentarsi prima di scrivere, mantenere saldo il punto di vista, ecc.
    Ciò non vuol dire che non si possano trovare altre strade, come c’è riuscito Lovecraft e come a tratti ci riesce Stephenson. La Troisi non ci riesce. I suoi romanzi sono delle vaccate a prescindere, poi, andando ad analizzarli, si può scoprire che molto del “marcio” deriva da una scarsa conoscenza delle basi della narrativa.
    Questo discorso però l’ho già fatto più di una volta e sono stufa di ripetermi. Se ti sta bene, bene, se non ti sta bene, bene uguale. Se la faccenda davvero t’interessa, ti esorto di nuovo a leggere le fonti, perché di sicuro King o Gerrold sanno spiegare certi meccanismi meglio della sottoscritta.

  256. 256 GiD

    @ Guglielmo & AryaSnow

    L’esempio che poni è forzato dal TUO modo di vedere cosa è o non è noioso.
    Per me potrebbe essere eccitante una giornata in ufficio, se fossi un aborigeno australiano, viceversa scuoiare serpenti sarebbe di una noia mortale.
    Come la mettiamo?

    La mettiamo che io nel mio romanzo glisserò sulla giornata d’ufficio e l’aborigeno glisserà sullo scuoiare i serpenti. E’ naturale che ognuno sia “impigliato” nella propria cultura e nel proprio modo di vivere, che determina di fatto il modo di vedere e concepire la realtà.
    Se si fa un discorso generale sul concetto di “noia” è naturale sfociare nella soggettività. Qui si sta parlando (se non mi sbaglio) di narrativa, nel particolare di narrativa fantastica. Gamberetta parla della noia nell’ottica del dover scegliere fra raccontare e mostrare. La stessa Gamberetta dice che non è facile capire quando fare una cosa e quando fare l’altra, ma campare per aria la frase “a volte è bene raccontare, a volte è bene mostrare” non serve a niente. Proprio per questo Gamberetta prende come discriminante principale la noia. Se si devono descrivere azioni meccaniche e ripetitive, che hanno scarso peso nella storia, allora è meglio raccontare piuttosto che mostrare (vedi l’esempio dei maiali squartati).
    Tu hai risposto a un’indicazione del tutto ragionevole con un ostinato “è tutto relativo!”, posizione che puoi benissimo difendere con discorsi astratti sulla concezione della noia e sul relativismo culturale, ma che sul piano pratico della stesura di un romanzo ha dei forti limiti.
    Quando dico che bisogna saper andare oltre il gusto personale forse non mi spiego bene. Non voglio dire che esiste il bello in assoluto e il brutto in assoluto, anzi, non voglio proprio entrare nel merito di una questione così comoplessa. Dico semplicemente che anche quando ci piace qualcosa dobbiamo essere in grado di capire se ci sono dei difetti “oggettivi” e non arroccarci dietro il “a me piace così!”. Per spiegarmi meglio: io ho imparato ad amare la lettura con Harry Potter quando ero piccolo e di certo è ancora l’opera letteraria che più mi ha coinvolto e che più mi è piaciuta, ma questo non mi impedisce di vederne i difetti. Se c’è una forzatura, c’è , non importa se “a me piace!”.
    Capite cosa intendo quando dico “distinguere fra gusto personale e valore oggettivo”?

    Ah poi, ultima cosa: la ragazza guerriera è un pretesto. Prendi con le pinze quello che scrivo, perchè non sono nella testa della scrittrice. Comunque penso sia stato un pretesto per raccontare la sua storia.
    Mi sembra che lei stessa lo abbia ammesso.

    La ragazza guerriero c’è, pretesto o no. Ogni scelta in un’opera ha delle conseguenze, ignorarle è sintomo di pigrizia dell’autore e di poco rispetto verso il lettore.

    Scusami se aggiungo: questa frase è oggettivamente sbagliata.
    Riesci a capire perchè? :P

    Spero tu non ti riferisca ai tempi verbali perché (accento acuto!) ti garantisco che sono corretti.

  257. 257 AryaSnow

    I libri della Troisi non mi piacciono per tanti motivi, ma non sono così sciocco da pensare che il mio gusto personale sia IL valore di riferimento.

    Certo, ho capito, sono pure d’accordo.
    Però… mah… piuttosto mi interesserebbe sentire come mai a te la Troisi non piace ^^

    Non è neanche corretto dire che è tutto soggettivo: ci si mette d’accordo sui parametri da adottare, accettati da un gruppo più o meno ristretto di persone e attraverso questi si giudica un prodotto.
    L’utilità della recensione serve proprio per mettere in luce le caratteristiche peculiari di qualcosa, per indirizzare il gusto personale alla scelta o meno.Non possono pretendere di giudicare – in assoluto- qualcosa.
    In questo senso, la recensione corretta, secondo me, sarebbe dovuta essere:
    “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    Primo: e perchè mai la recensione corretta dovrebbe essere quella? Chi ti dice che i suoi parametri si riducono solo a questo? Secondo i suoi parametri probabilmente è fastidiosa pure una grande guerriera che si comporta da adoloscente capricciosa dei paesi occidentali del XXI secolo. Perchè non potrebbe usare anche questo criterio?
    Secondo: perchè uno dovrebbe “mettersi d’accordo” su dei parametri? Io personalmente non ne fisso mai. Certo, i miei gusti hanno delle tendenze più o meno marcate, ma c’è differenza tra le due cose. Lascio sempre un ampio margine di flessibilità e non mi sento affatto in dovere ad essere “strettamente coerente con dei parametri”. Personalmente non scrivo recensioni, ma il punto è che non mi sentirei in dovere di farlo nemmeno se ne scrivessi . Una recensione per me non è nient’altro che una propria opinione espressa in maniera più dettagliata e argomentata, preferibilmente con un aggiunta di informazioni in più (ad esempio, segnalare da cosa l’opera trattata è stata influenzata).
    Boh, a me sembra un discorso un po’ senza senso.

    PS: valar dohaeris =P

  258. 258 AryaSnow

    GiD:

    Dico semplicemente che anche quando ci piace qualcosa dobbiamo essere in grado di capire se ci sono dei difetti “oggettivi” e non arroccarci dietro il “a me piace così!”. Per spiegarmi meglio: io ho imparato ad amare la lettura con Harry Potter quando ero piccolo e di certo è ancora l’opera letteraria che più mi ha coinvolto e che più mi è piaciuta, ma questo non mi impedisce di vederne i difetti. Se c’è una forzatura, c’è , non importa se “a me piace!”.

    E’ chiaro che tu non devi far finta di non vedere la forzatura solo perchè nel complesso ami HP. In questo caso devi dire “A me HP piace molto, ma non è perfetto e ci vedo questi difetti”. Però essi rimangono pur sempre difetti per te. Un altro ti potrebbe dire “mah… io non la vedo come una forzatura, secondo me anzi rende al meglio quel tale concetto…”. Chi ha ragione? Se il tuo interlocutore è intellettualmente disonesto e vuole solo idealizzare HP è un conto, ma se invece è sincero? Cioè, alla fine è sempre qualcosa di legato alla soggettività. Tu hai messo “oggettivi” tra virgolette, hai fatto bene, io personalmente cerco di trattenermi proprio dall’usare quella parola.
    Per carità, non voglio fissarmi con questa storia XD Volevo solo precisare la cosa.
    Poi ovviamente questo relativismo di fondo non dovrebbe impedire di esprimere le proprie opinioni, nè tantomeno di farlo con una certa forza. Altrimenti non si potrebbe discutere seriamente di niente. Inoltre vivremmo in un mondo molto palloso ^_^

  259. 259 Guglielmo

    @Gamberetta: io sarei anche stufo di leggere gente che ignora dibattiti millenari sull’Estetica e si promuove ad arbitro del Bello, dopo aver letto un paio di “fonti”. Hai aperto un blog, hai lasciato il commento libero, se ti stufa rispondere non farlo.
    Posso dimostrarti che un romanzo di Howard, a seguire il tuo metro di giudizio, verrebbe devastato e il suo autore farebbe la fine della Troisi.
    E non si parla di piccoli errori , o di “eccezioni”, sia chiaro. Howard non si documenta, mostra quello che gli interessa e racconta il resto, usa l’infodump in maniera spesso assurda. Com’è possibile?
    Anche il padre della S&S scriveva vaccate, suppongo.
    Ma nasconditi pure nell’ipse dixit.

    @GiD no, mi riferivo al fatto che una cosa non può essere allo stesso tempo oggettivamente noiosa e soggettivamente non noiosa.
    Contraddizione.
    Detto questo, il tuo discorso è già diverso da quello che fa Gamberetta. Molto più complesso e profondo perché distingue tra difetti oggettivi – es: logica nella trama – e gusto personale.
    Gamberetta fa un bel mischione e va anche a sfottere i lettori che hanno apprezzato i romanzi della Troisi.
    Poi, per rincarare la dose, si mette a citare regole di buona scrittura considerandole la Bibbia. Perché è evidente, i soli difetti oggettivi sono rari e le serve qualcosa di più solido per criticare negativamente qualcuno[La Troisi in questo senso è un'eccezione, perché di errori ne commette tanti].
    Ma ogni epoca, anzi ogni scrittore ha le sue regole. Non esistono LE regole.
    Per esempio: rompere la coerenza descrittiva – come fa la Troisi nel bosco di pietra – è un difetto oggettivo.
    Non documentarsi, che dovrebbe essere una delle REGOLE SACRE [dannati King E Gerrold!] NON è un difetto oggettivo.
    Howard per esempio non lo fa, e vediamo Conan spaccare elmi d’acciaio con le spadine.
    Cosa?Come dici?Conan non si è documentato?Ha usato la fantasia?!!
    Tipico dei barbari…
    Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.
    Come come nella serie Harmony Amori nei Caraibi immagino -immagino eh- gli autori concentrati più su quello che i pirati fanno nelle camere da letto con la figlia del Governatore, piuttosto che sulle loro imprese guerresche.

    Per questo motivo si può anche apprezzare un romanzo al di là dei suoi difetti “oggettivi”, e un’eventuale critica [se vuole essere una critica decente] si deve fermare nel momento in cui si entra nel campo del gusto personale.

    @Arya:

    Cosa non mi piace dei romanzi della Troisi?
    La trama scontata – dopo 15 anni di fantasy,di evil overlord ed eroi eletti dal destino ne ho piene le scatole.
    Martin è uno dei pochi che si discosta, e infatti apprezzo.
    Non essendo poi né donna né teenager, battaglie e duelli sono almeno un gradino sopra Barbie Gira La Moda fantasy

    Per il resto:

    Puoi recensire come ti pare, però si deve anche stare attenti a non passare dalla recensione al parere personale.
    Una recensione, quando è fatta bene, è influenzata il meno possibile dal giudizio personale, ed è molto utile per valutare se quel prodotto ci potrebbe interessare o meno.
    Il fatto che al recensore il prodotto piaccia o no è del tutto irrilevante, non ti pare?

  260. 260 Guglielmo

    Poi ovviamente questo relativismo di fondo non dovrebbe impedire di esprimere le proprie opinioni, nè tantomeno di farlo con una certa forza. Altrimenti non si potrebbe discutere seriamente di niente. Inoltre vivremmo in un mondo molto palloso

    Dici?Io mi annoierei di più in un mondo dove la Verità è una e una sola, immutabile.

  261. 261 AryaSnow

    Puoi recensire come ti pare, però si deve anche stare attenti a non passare dalla recensione al parere personale.
    Una recensione, quando è fatta bene, è influenzata il meno possibile dal giudizio personale, ed è molto utile per valutare se quel prodotto ci potrebbe interessare o meno.
    Il fatto che al recensore il prodotto piaccia o no è del tutto irrilevante, non ti pare?

    No, non mi pare, perchè per me la recensione alla fine è pur sempre un giudizio personale.

    Dici?Io mi annoierei di più in un mondo dove la Verità è una e una sola, immutabile.

    Un mondo dove la verità è una sola non solo mi annoierebbe, ma mi nauserebbe. Ma cosa c’entra questo ora? Non mi pare di aver detto di desiderare un mondo così.

  262. 262 GiD

    Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.

    ma di quale genere parli visto che il romanzo in questione è catalogato e pubblicizzato come “fantasy”?

  263. 263 Guglielmo

    Con “genere” intendevo il filone interno al fantasy a cui appartiene la saga della Troisi.
    E’ la mia idea, l’ho specificata nelle prime righe del primo intervento.
    Sai, non esiste solo 1 tipo di Fantasy, e anche tra i vari sottogeneri di Fantasy ci sono grosse differenze.
    Ne devi tener conto quando parli di un libro. Tu recensiresti un giallo con gli stessi canoni di un romanzo d’amore. No? Bene, non vedo perché i libri della Troisi debbano subire questo trattamento.

  264. 264 gamberone

    Guglielmo,
    dopo aver letto i tuoi interventi fino a questo ultimo mi sorprende ancora che tu non sia d’accordo in toto con Gamberetta (o almeno pensi di non esserlo).
    Dico questo perché fra le altre cose hai detto :

    1) “la ragazza guerriera è un pretesto”

    2) “Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze”

    3) “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    4) “Non essendo poi né donna né teenager, battaglie e duelli sono almeno un gradino sopra Barbie Gira La Moda fantasy”

    Ma allora de che stamo a parlà ?
    Da quello che hai scritto io deduco solo che quelli della Mondadori avrebbero dovuto realizzare delle bamboline stile Barbie ben confezionate , coi capelli blu e gli occhioni un pò tristi/umidi, vestite da guerriere seminude e all’interno della scatola (magari tipo ovetti kinder) mettere le storielle scritte dalla Troisi.Allora forse sarebbe stata una mossa commerciale più degna!Invece l’hanno spacciati per LIBRI.LIBRI,capisci? E inoltre tu, continui dicendo:

    “Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.”

    (mi domando proprio quale!!???dove? ed ecco subito la tua risposta..)

    “Come come nella serie Harmony Amori nei Caraibi immagino -immagino eh- gli autori concentrati più su quello che i pirati fanno nelle camere da letto con la figlia del Governatore, piuttosto che sulle loro imprese guerresche.”

    E quindi….

    “Con “genere” intendevo il filone interno al fantasy a cui appartiene la saga della Troisi. Sai, non esiste solo 1 tipo di Fantasy, e anche tra i vari sottogeneri di Fantasy ci sono grosse differenze.
    Ne devi tener conto quando parli di un libro. ”

    Appunto, quando parli di un libro, però!

    di quale filone stai parlando?quello Troisiano? Unico delle risate forse?
    La verità che Gamberetta evidenzia (e che io avallo pienamente) è che questi nuovi “generi” e/o filoni “fantasy” di cui tu parli hanno segnato e stanno segnando solo il declino della vera narrativa con questi “pacchetti ben confezionati ” per bambine!Alla faccia dei veri e vari talenti sconosciuti e sparsi per l’Italia (e il mondo) e che si fanno un “cu*o” così per migliorarsi e tentare inutilmente di trovare una prima pubblicazione.

    E infine fiore all’occhiello:

    “Posso dimostrarti che un romanzo di Howard, a seguire il tuo metro di giudizio, verrebbe devastato e il suo autore farebbe la fine della Troisi.”

    Non ho letto Howard (me ne scuso ma ora non avrei nemmeno tempo di farlo) ma se tu inorridisci di fronte alla possibilità che tale scrittore venga devastato secondo i parametri di Gamberetta, questo vuol dire che almeno tu stimi Howard, giusto?posso allora permettermi di chiederti:

    Per quale fascia di età e sesso scrive Howard?

    saluti

  265. 265 Guglielmo

    Ciao Gamberone :)

    I discorsi erano tre:

    1)vorrei farvi riflettere sul fatto che le regole narrative di cui parla gamberetta e con sui giudica un romanzo non sono valide in assoluto.
    C’è sempre stato e sempre ci sarà un furbone che stabilisce arbitrariamente delle regole per censurare quello che non gradisce. Ho fatto l’esempio di Coleridge non a caso.

    2)a voler guardare il pelo nell’uovo, anche i capolavori di scrittori illustri fanno una pessima fine [vedi Howard, ma anche lo stesso King che gamberetta cita].

    3)Le storie scritte dalla Troisi seguono le caratteristiche di un genere[nuovo?] che a quanto pare sta avendo molto successo – e non solo qui in Italia. Lo stesso discorso si può fare per Paolini, per esempio. Non scrivono rivolgendosi al target classico che era il lettore maschio 15-30enne, attirato da caratteristiche particolare del Fantasy che in queste storie ci sono poco o nulla.
    E quindi?Non è fantasy?
    Prendi questo modo di ragionare, portalo in un qualsiasi altro campo della comunicazione umana – musica, poesia, arti figurative etc – Ti accorgerai di quanto è ristretto e “stupido”.

    Questo paragrafo è significativo:

    di quale filone stai parlando?quello Troisiano? Unico delle risate forse?La verità che Gamberetta evidenzia (e che io avallo pienamente) è che questi nuovi “generi” e/o filoni “fantasy” di cui tu parli hanno segnato e stanno segnando solo il declino della vera narrativa con questi “pacchetti ben confezionati ” per bambine!Alla faccia dei veri e vari talenti sconosciuti e sparsi per l’Italia (e il mondo) e che si fanno un “cu*o” così per migliorarsi e tentare inutilmente di trovare una prima pubblicazione.

    - Il declino?scusa ma non capisco: la gente che prima leggeva opere di qualità ora legge opere di minor qualità?
    O, più realisticamente, si è allargato il mercato e quelli che prima NON leggevano ora hanno un prodotto che corrisponde ai loro gusti?I parametri con cui giudichi un declino, poi, sono del tutto soggettivi.

    - Parliamo di cose che si possono dimostrare, per favore, e non di aria fritta: portami gli esempi di questi talenti incompresi rifiutati in modo sistematico per favorire la mediocrità e ne possiamo discutere.
    Inoltre, posta anche l’esistenza di autori che non trovano un editore disposto a pubblicarli, per quanto bravi, bè ragazzo mio: è la legge del mercato.
    Non vedo però cosa c’entri la Troisi in questo discorso…

    p.s: Howard non penso intendesse rivolgersi a una fascia d’età precisa.E’ stato il padre di un filone – di più, un’autostrada – del fantasy per cui immagino si rivolgesse a un lettore con i suoi stessi gusti, più che a un target d’età.
    Certo poi, i lettori della rivista su cui sono usciti i suoi lavori, negli anni 20′-30′ erano quasi tutti ragazzi, maschi.

  266. 266 Clio

    A Guglielmo

    la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, t