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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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898 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

  1. 1 Simona

    Sicura di avere preso gli esempi giusti per parlare di romanzi brutti ma onesti?
    Federico Moccia è un uomo che conosce per esempio perfettamente i meccanismi per scrivere una storia piaciona. D’altronde ha come padre uno sceneggiatore storico del cinema italiano, uno che scriveva i film che la gente andava a vedere e, pensa un po’, riusciva persino a trovare piacevoli… E in più scrive come autore per i personaggi televisivi più amati dal grande pubblico. Credici, conoscere il meccanismo per piacere a tutti fa un’enorme differenza. E non ti rende sicuramente uno scrittore, figuriamoci onesto… Semmai ti rende capace di confezionare un prodotto che il pubblico si compra. Credi che il libro di Moccia stampato a sue spese (e poteva permetterselo…) sia capitato per una pura coincidenza a qualche editor Feltrinelli? Siamo sicuri che essere il figlio di Pipolo nonché un autore di persone come Bonolis e via dicendo non sia stato un ottimo calcio in quel posto?
    Sulla seconda… Forse non sai che Melissa P. ha avuto ilfidanzato giusto al momento giusto: il figlio del suo editore. Ottima spinta, per farsi leggere da una casa editrice… Inoltre, forse sai ancora meno che la casa editrice in questione ha la brutta abitudine di riscrivere i romanzi che decide di pubblicare. Ossia: 100 colpi di spazzola e ciò che è seguito non sono farina del sacco di Melissa P. Sono stati riscritti dagli editor Fazi. Non ho scritto ‘è stata richiesta a Melissa una revisione’. Sono stati proprio riscritti.
    Forse a quel punto si poteva curare meglio la forma… Forse no. In fondo quella di 100 colpi di spazzola è vera pornografia, e non dei sentimenti… Chissenefrega della forma. Ma a questo punto mi chiedo sinceramente dove stia l’onesta del brutto romanzo.
    Sei assoluamente sicura che in tutta questa tua campagna di odio nei confronti della Troisi non ci sia qualche cosa di personale? In fondo Licia Troisi non è il maggiore dei mali. Non è come Bruno Vespa, persona contro cui davvero dovresti scagliarti perché ha la capacità di riscrivere una storia a immagine e somiglianza del suo padrone di turno e di convincere le migliaia di italiani che se lo leggono perché vedono Porta a Porta che la sua storia in fondo è quella giusta…
    Licia Troisi scrive storie innocue, magari non per il palato fine degli amanti della lingua, ma chiuso il libro lasciano i neuroni intatti…
    Vorrei davvero leggere un tuo commento contro qualcuno che ha il vero potere di creare correnti di pensiero insane. Perché uno di questi giorni non rinunci al genere e cominci a darti alla saggistica, o addirittura ai testi scritti da politici? Il tuo fine senso dell’umorismo potrebbe avere molto più successo di quello che ti viene garantito dai lettori di narrativa fantasy… Minimo minimo il tuo sito comincerebbe a essere preso di mira dalla censura. E questa, per chi vuole essere letto a 360 gradi, è un’ottima pubblicità…
    Notte, gamberetta.

  2. 2 Marte

    Lunghissimo post: leggo da un pò il blog ed oramai sono convinto che DEVO farti una richiesta.

    Mi fai una recensione di un libro fantasy che ti é piaciuto?
    Grazie :D

  3. 3 AngicourtJester

    Bella rece.
    Sono d’accordo con quasi tutto.
    Che in Italia si vada per raccomandazioni, soprattutto nel campo editoriale, era risaputo. E che la “fortuna” conti più del talento è ovvio da quando sono stati pubblicati libri firmati da gente uscita da Il Grande Fratello.
    Solo non andrei a questionare troppo sulle architetture: il fantasy è pieno di architetture strane e impossibili. Certo, è un po’più coerente un Moorcock (e, dato il personaggio, ho detto tutto) che descrive le impossibili torri di Ymryrr, piuttosto che una Salazaar di L.T. Ma tant’è, in mezzo a tutto il resto, una città alta 600 m è la minor cosa.

  4. 4 mhrrr

    nihal mi ha disgustato e la tua recensione divertito tantissimo. complimenti.
    commenti:
    1) del condotto/deus ex machina si parla, mi pare, all’inizio del libro;
    2) secondo me, neppure nella bocca (penna?) del narratore certe espressioni sono passabili: rovinano comunque l’atmosfera.

    ma sono sciocchezze. continua così ché aspetto trepidante gli altri cinque pezzi.

  5. 5 Niccolò

    Non ho letto la Troisi, ma questo post e’ assolutamente fantastico. Ho fatto una sbornia di fantasy ai tempi dei tempi, e credo in massima parte faccia cagare, perche’ la principale lacuna di questi libri e’ proprio la fantasia. Il fatto che non si ristampino piu’ (almeno nella nostra trogloditica nazione) scrittori di ben altro livello come Leiber o il Vance di “Lyonesse” per lasciare spazio esclusivo a ‘sta roba, beh, la dice lunga. Io ero rimasto indietro: consideravo Weiss e Hickman come l’apoteosi della merda, ma mi rendo conto di essermi perso un sacco di degrado. In tutto questo, considero ancor piu’ meritorio George Martin, sperando regga fino in fondo. Ciao!

  6. 6 marcy

    Va bene brutta cattiva di una Gamberetta, hai fatto piangere anche me! dal ridere, ovviamente.
    I tuoi articoli mi fanno uno strano effetto: questo su Licia Troisi mi ha risvegliato un gran desiderio di rileggere Ariosto. Da usare come antidoto contro i libri spazzatura.
    Anche io ho una richiesta. So che è molto più divertente
    parlare di Nihal ma, almeno per una volta, parlaci di un romanzo che ti è piaciuto.
    Ciao Marcy

  7. 7 Gamberetta

    @Simona. Eh?! Se c’è una cosa che non cerco è la pubblicità. Gli unici link che io ho lasciato verso questo blog sono in un paio di thread del forum di FantasyMagazine. Fine. Chi mi trova è per buona parte attraverso google o altro motore di ricerca, e per ora mi sta benissimo così.
    La censura su Internet non esiste. I “censurati” si lasciano appunto censurare solo per farsi pubblicità. All’occorrenza, tra me e mio fratello, in mezzo pomeriggio possiamo aprire 20 siti con contenuto uguale a questo in 20 Paesi diversi.
    Non parlo di politica perché non conosco a sufficienza l’argomento. E non parlo di Bruno Vespa perché in pratica non accendo la televisione dalla finale dei mondiali di calcio. Se voglio vedere un film, telefilm o cartone animato lo scarico o lo compro. Al massimo guardo “Report” dal sito della Rai, bello depurato dalla pubblicità. Non ho idea di cosa dica Vespa o chi per lui, né m’interessa. Oltre a un appello generico a spegnere la televisione non saprei che altro aggiungere.

    Me la prendo con Licia Troisi perché è una pessima scrittrice, forse la peggiore che abbia mai letto in vita mia, se non si conta l’editoria a pagamento o certe cose che si trovano su Internet. Non è il male in assoluto, ma nel campo narrativa fantastica italiana sì.
    In quanto al discorso dell’onesta è solo questo: quando ho preso in mano “Ho voglia di te” (l’unico romanzo di Moccia che ho letto, una porcata) sapevo di avere in mano la storia di una coppia di adolescenti fessi. Ero lo stesso curiosa, l’ho letto, ributtante, fine. Con la Troisi credevo di avere in mano un fantasy, ma come dice la stessa autrice non è così. E ha ragione: davvero se si tolgono tutti gli elementi “fantastici” la storia di Nihal non cambia. È questo è prendere per i fondelli i lettori (oltre a tutti gli altri difetti).

    @ AngicourtJester. È la Troisi che se l’è andata a cercare con la città-torre. All’inizio del romanzo Nihal è una bambina analfabeta, sarebbe bastato tenere sempre il suo punto di vista, e Salazar sarebbe stata solo un torre “altissima”. Invece no, la Troisi ha voluto mettersi lei a parlare, ed è andata a specificare l’altezza fino all’ultimo braccio. Come si dice: “meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio”.

    @ mhrrr. Sì, è vero, all’inizio del romanzo si parla dei condotti di manutenzione, ma in generale, non che, colpo di fortuna!, ce ne sia uno giusto dietro casa di Nihal!

    @Niccolò. Hai ragione. Sembra un paradosso, ma un sacco del fantasy attuale si chiama così ma è del tutto privo di fantasia e inventiva.

    ***

    Per chi vuole recensioni di romanzi che mi siano piaciuti. Ci saranno. Purtroppo non è tanto che lo faccia apposta (be’, un po’ sì con certo fantasy specie italiano), è che ultimamente di romanzi belli, che mi spingano a recensioni entusiaste non ne ho letti. Ma quando succederà, non mancherò di recensirli.

  8. 8 Niccolo'

    Se ce l’hai gia’/riesci prima o poi a trovarlo, sarei curiosissimo di leggere una recensione di un libro con le supercontropalle: “La Via Della Gloria” di Robert Heinlein. Giusto per dimostrare qualcosa ai fantasysti che passassero di qui cercando la Troisi.

  9. 9 Carraronan

    Un articolo bellissimo, come pochi che ho mai visto in anni.
    Sicuramente il migliore che ho mai letto su Nihal della Terra del Vento.

    Concordo su tutto: i due piani di salto con sbucciatura (dodici metri o più di caduta! Ahhh!); le pessime scene di battaglia, prive di ritmo e azione (e di buon senso); la recensione demente di FC (pura pubblicità e servilismo); il sospetto cambio di rotta di Sosio (e della Delos) rispetto al primo parere dato anni fa; l’assoluta disinformazione della Troisi etcetera etcetera.
    Anche le riflessioni sul fatto che la Troisi possa aver fatto bene o male al fantasy italiano mi sono piaciute molto.

    Un tempo ero più “positivo” nella mia visione di come la Troisi avrebbe potuto contribuire ad aprire la strada ad altri autori e aiutare a far emergere il fantasy italiano, ma ormai ho cambiato idea: è dannosa su tutti i fronti.
    Le tue riflessioni rafforzano il parere che me ne sono fatto.

    Bravissima Gamberetta, come sempre. Ti ho messa nel FeedDemon da alcune settimane. Ero in dubbio se linkare o meno Gamberi Fantasy nel mio nuovo blog, ma ora so per certo che merita un posto di onore.

    Serviva qualcuno che dicesse le cose come stanno, che non avesse timore di dire che due e due fa quattro, senza le ipocrisie pubblicitarie e i servilismi che inquinano tante pseudo-recensioni.
    Continua così! ;-)

  10. 10 Gamberetta

    @Niccolò. “La Via della Gloria” l’ha letto mio fratello, e non pare gli sia piaciuto molto, almeno rispetto all’Heinlein più bravo (“Universo”, “Fanteria dello Spazio”, “La Luna è una Severa Maestra”, “Il Terrore della Sesta Luna”). Lo leggerò anch’io. Che comunque sia (molto) meglio della Troisi ci posso già scommettere.
    Di fantasy recenti simili come tema alla Troisi (eroina femminile guerriera prescelta, ambientazione pseudo medievale) credo il migliore sia “Ash” della Gentle. Verosimile, violento, e con elementi fantasy/fantascientifici non di contorno, ma fondamentali per la trama (anche troppo, specie nel finale). Tra l’altro, pur senza certe esagerazioni tipiche dei giapponesi, l’opera della Gentle è molto più “mangosa” di quella della Troisi. “Ash” somiglia molto più a Berserk (una delle fonti d’ispirazione per Nihal, a detta della stessa Troisi) delle Cronache del Mondo Emerso.

    @Carraronan. Grazie per i complimenti. E per avermi dato in pasto al Demone. Credo.

  11. 11 Shad

    Uhm… una sola domanda, forse stupida…

    “…della giovane mezzelfo…”

    Uhm… dellA giovane mezzelfO?

    Strafalcione? Oppure nel mondo della Troisi non esiste un elfo che non sia maschio? O forse sono tutti ermafroditi?

    Beh, in realtà non sarebbe il solo dubbio, ma quello maggiore è stato espresso più o meno all’inizio dell’articolo (ottimo, soprattutto per aver inframezzato dei commenti piacevolmente sarcastici e taglienti a dei paragrafi del libro che mi hanno quasi fatto piangere dalle risate).
    Grazie dell’eventuale chiarimento.

  12. 12 Gamberetta

    Nel Mondo Emerso tutti i mezzelfi sono chiamati mezzelfo, sia i maschi sia le femmine. Un po’ come, non so, gli ippopotami. C’è l’ippopotamo maschio e femmina, non c’è l’ippopotama, uguale per i mezzelfi.

  13. 13 Simona

    Gamberetta, non sentirti sotto accusa. Non ti sto accusando di cercare pubblicità. Facevo una considerazione. So bene che tu sei dura e pura, e per giunta lotti per la buona scrittura (ahimè, solo a parole…). E stai tranquilla che la censura si pratica anche su internet. Certo, bisogna essere veramente in grado di dare fastidio a qualcuno. E tu non lo sei. Quindi puoi dormire tranquilla tra due guanciali e con l’approvazione dei tuoi 23 lettori, che ti bastano e avanzano. Non ti serve altro, a parte un romanzo della Troisi su cui pontificare. Sei davvero una persona fortunata… Così giovane e già così appagata!!!
    Peccato. Speravo in una nuova leva capace di dare pane al pane e vino al vino, in grado di parlare anche di politica con lo stesso fervore distruttivo… Saresti stata decisamente più interessante da seguire.
    Pardon. Questo non ti interessa, e non ti interessa nemmeno il mio parere. Ma così, purtroppo, rimani solo chiacchiere e distintivo (forse cito un film che non conosci… D’altronde non è fantasy e non potresti nemmeno parlarne male… L’ha scritto un uomo da cui avresti solo da imparare…).
    D’ora in poi ti lascerò in pace. So che non sentirai la mia mancanza, e la cosa mi rende felice. Dopotutto mi dispiacerebbe farti no sgarbo.
    Ciao, Gamberetta Yè-Yè.

  14. 14 Niccolo'

    Dacci una letta, secondo me e’ uno dei capitoli sottovalutati della copiosa (e quasi sempre eccelsa) produzione di Heinlein. Mi citi “Universo”: lo adoro particolarmente, credo sia uno dei libri piu’ vicini al concetto di perfezione!

  15. 15 Daisy

    brava Gamberetta, BRAVA! La recensione è bellissima, e non sono del tutto convinta che dovresti recensire i libri che ti piacciono… sei troppo forte negli sputtanamenti!

    Inoltre, non dare retta a chi ti dice (la fulminata qui sopra, ad esempio) che se non parli di politica non sei nessuno. A parte che la politica vera, e io sì che me ne intendo, è da un po’ che non esiste più, per dare fastidio a qualcuno basta una brutale sincerità come la tua, come hai potuto notare quando hai criticato una quasi blogstar come Navarra (è capitato anche a me di parlare male di un esordiente blogger e trovarmi addosso l’orda inferocita di sabbipodi).

    Molti scrittori anche famosi, e te lo dico per esperienza personale perchè ci lavoro, ancora non concepiscono che qualcuno possa farsi un blog e scrivere che il loro libro è una cagata punto e basta, bypassando i filtri e le cazzate dei giornalisti compiacenti. La tua personalità già ti caratterizza, la pubblicità verrà da sola, e le chiacchiere e il distintivo so io dove devono finire…

  16. 16 Shad

    “Nel Mondo Emerso tutti i mezzelfi sono chiamati mezzelfo, sia i maschi sia le femmine. Un po’ come, non so, gli ippopotami. C’è l’ippopotamo maschio e femmina, non c’è l’ippopotama, uguale per i mezzelfi.”

    Ecco perchè la Mondadori ha deciso di pubblicarla!!! Ecco perchè piace!!! E’ un’autrice o-r-i-g-i-n-a-l-e!!! Altro che tutti quegli autori banali che ancora si ostinano a usare le declinazioni dei nomi quando parlano degli elfi…

    Ad essere onesti, un’altra risposta possibile al primo dubbio esposto nel tuo articolo viene da te esposta più avanti, e mi stupisce che una ragazza sveglia come te non se ne sia accorta. Riporto la precisa frase.

    “Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita.”

    Pensiamo alla scena: la Mondadori, ricevuto le mille e passa pagine della Troisi, magari risponde negativamente. Dopo quanto? Una settimana, arriva un altro plico da mille pagine a nome della Troisi, tutte bianche e punteggiate da innumerevoli macchioline umide. Alla Mondadori cominciano a sentirsi a disagio. La Troisi li chiama, e comincia a piangere e lamentarsi. Alla Mondadori sono sempre più a disagio. La scena si ripete (pagine inumidite dalle lacrime, telefonate-pianto con in sottofondo il rumore di piedi sbattuti sul pavimento), finchè alla Mondadori non gettano la spugna! Verrà pubblicata!!!

    Quanto al perchè sia riuscita a vendere simili cifre, purtroppo questa interpretazione non da risposta…

  17. 17 Federico Russo "Taotor"

    Che dire, l’ho letto nel 2004, forse in una giornata, e per questo motivo, dolce Gamberetta, credevo che dietro ci fosse stato un ottimo editor – ma avevo 14 anni ed ero stupido. Ora ho capito, però. La Troisi scrive malissimo e un editor scarso le corregge le bozze. Peggio di così? Eh, peggio di così si pubblica…

    Ottima “tesi”. Non ricordavo tanta lordura in 300 pagine, se devo essere sincero. Per fortuna mi sono fermato al primo libro… Conoscendo il carattere di una mia amica (di Torino, Adolescente colla A maiuscola, “Sonosfigatailmondocel’haconmenessunomicapiscevogliomorire”), le ho regalato la trilogia. Ne è uscita pazza.

    Alla prossima. ;)

    P.S. Se scrivi post più corti, magari dividendoli in più parti, potrebbe essere più facile per te pubblicarli e per noi leggerli tutti d’un fiato e commentarli subito… XD

  18. 18 Gamberetta

    @Taotor. In effetti è un articolo molto lungo, anche per via delle citazioni. E ti assicuro che ho lasciato perdere un sacco di roba che mi ero segnata (per esempio tutti e 10 i combattimenti di Nihal per entrare in Accademia sono assurdi). La “Missione di Sennar” magari la spezzerò in due, anche se non ricordo così tante scempiaggini come in Nihal, lo ricordo più che altro noioso. Però c’è Ondine che seduce Sennar e Laio che deve convincere il padre a lasciargli fare il cantante invece di finire l’università l’imboscato.

    P.S. Da come la descrivi la tua amica era già a pazza a sufficienza anche prima! ^_^

  19. 19 Angra

    Ciao Gamberetta, un uccellino ben informato mi dice che sì, la Troisi è raccomandata da Sandrone Dazieri. Ma non trarre conclusioni affrettate, ciò non significa che lei sia conscia di avere scritto una porcata (cosa che le darebbe invece tutta la mia ammirazione). Può semplicemente pensare: “sì, io scrivo dei bei romanzi, ma in questo schifo di paese se qualcuno non ti dà una spinta non vai lo stesso da nessuna parte”, e quindi sentirsi moralmente autorizzata a farsi raccomandare. Il che non esclude la fortuna: la fortuna di essere raccomandati. Sì, dai, la storia è incredibile, un esordiente con un romanzo di mille pagine verrebbe cestinato persino da un editore pagamento.

    Sulle unità di misura: se il braccio è il fathom inglese (=2 yard, circa 1,80 metri), allora il drago è effettivamente grossino (7,2 metri al garrese), ma la torre diventa alta più di 2 km (!!!).

    Sulle recensioni di FantasyMagazine: non è poi così strano che abbiano cambiato idea, visto che Mondadori gli paga il bannerone sul sito.

    Buona notte

  20. 20 Valpur

    Quoto Angra qui sopra per la faccenda “raccomandazione”. Mi mancava lo spezzone della Troisi sul “oh, che qlo che ho avuto, mi hanno pubblicata alla Mondadori! Sono stata proprio proprio fortunata!”.
    Piuttosto deprimente, a mio parere: se avessi avuto modo di pubblciare con la Mondadori forse avre iavuto l’onestà di ammettere che sì, ne ero orgogliosa e sì, forse avevo scritto qualcosa di abbastanza valido. Che poi appunto io non pubblicherò mai con la Mondadori, e che la casa editrice grande non sia sinonimo di bravura… be’, è un dato di fatto.

    Diciamo che mi trovo d’accordo con una larga parte della recensione; ho *detestato* Nihal, è uno dei personaggi più antipatici e spocchiosi che abbia mai incontrato.
    Bazzico molto il mondo delle fanfiction, in realtà più per farmi quattro ghignate che per altro, e Nihal ha tutte le caratteristiche per essere una Mary Sue: gnocca all’inverosimile, praticamente immortale (salvo quando, per esigenze narrative, piglia una botta in testa e sviene: lo faceva anche Dante quando non sapeva come sbrogliare la trama), ultima erede di una stirpe di blablabla e chissene, visto che il suo esser mezzelfO non la rende minimamente speciale; poi ovviamente ha la spada tamarra, il drago fiKo, le turbe adolscenziali, un tatuaggio osceno sulla schiena eccetera eccetera.
    No, dico sul serio, Nihal è una palla al piede. Mi sta quasi più simpatico Sennar, nella sua bidimensionalità.
    Ho letto solo le Cronache e mi è bastato. Non mi sono piaciute, anche se devo riconoscere che è un romanzo scorrevole; anche se( e qui parlo per esperienza personale e a fronte di critiche che io stessa ho ricevuto) questo non è sufficiente a renderlo un bel libro.
    Scorre, appunto, come l’acqua, e non lascia proprio niente.
    Mi è sembrato plasticoso, una specie di grosso giocattolo neanche tanto divertente.
    La mia unica, pallida speranza è che per chi si approccia al fantasy la Troisi sia una soglia da superare, un passaggio che conduce ad autori migliori. Ma non so, forse mi illudo.

    Ecco, l’unica cosa su cui non posso esprimere un’opinione è la critica alla persona dell’autrice; non la conosco, tutto qui, e sebbene possa immaginare che sia un po’furbetta, con le sue dichiaraioni vagamente infantili che fanno tanta tenerezza, di più non posso dire.

    Però aspetto un eventuale continuo della recensione: era da tempo che me la pregustavo!

  21. 21 Gamberetta

    Ah, il tatuaggio! Un’altra scena di rara idiozia. Ma non voglio anticipare troppo dalla prossima recensione, solo un pezzettino:

    «Che tatuaggio vuoi?» chiese l’uomo [...]
    «Due ali di drago, una per spalla. Chiuse.»
    «Perché chiuse?»
    «Perché quando sarà il momento le spiegherò al vento e volerò via. Puoi girarti, ora.»

    E mentre Nihal così parlava, sono sicura che nella sua torre il Tiranno ha chiuso il Nintendo DS e si è messo a piangere.

  22. 22 Fede

    Sono approdato qui perchè un blog che leggo spesso indica questa pagina come la migliore recensione di sempre. Indipendentemente dall’opera recensita, che credo proprio non leggerò mai, l’opinione sulla recensione è confermata. Grandissima.

  23. 23 StarEnd

    Quando ho più volte visto tale libro sugli scaffali dei negozi non so perchè ma non sono mai stato assolutamentre attratto all’acquisto. Forse la così detta fortuna… (quella della Troisi).
    Dopo tale recensione mi dico che molto probabilmente ho fatto bene a non cadere nell’acquisto… anche se ammetto una piccola morbosa voglia di leggerlo per farmi magari qualche grassa risata ehehe. Ma odio spendere soldi in cose che non valgon il prezzo (già il librone di Eldest giace impolverato sullo scaffale, dopo 30 pagine di lettura), quindi devo cercare di farmi prestare il libro da qualche anima pia.

    Comunque a parte tutto, credo che non ci sia molto da criticare alla scrittrice, in quanto lei ha solo peccato di ingenuità e forse di una forma buona di presunzione, nello scrivere il libro. Sarebbero invece da fustigare e sottoporre a torture cinesi chi ha deciso di pubblicare il volume, e agli editor, che probabilmente hanno riletto il tutto sotto effetto di forti sostanze psicotropiche.

    Saluti e buon lavoro ;)
    Marco

  24. 24 Dottor D.

    A proposito degli editor.

    Io, per mestiere, ho a che fare con gli editor tutti i giorni. Non è un mestiere difficile, se lo sai fare. Il problema è che nove editor su dieci, almeno in Italia, non lo sanno fare.

    Per quanto riguarda la Troisi, anch’io penso che non sappia scrivere. Ma anche se fosse una grande scrittrice, è noto che un esordiente ha solo tre modi per essere pubblicato da una grande casa editrice:

    1) vincere un concorso;

    2) godere dei servizi di un agente letterario;

    3) avere alle spalle una grossa raccomandazione.

    Non mi risulta che la Troisi abbia mai vinto un concorso. Non credo che abbia un agente letterario, anche perché in realtà penso che in Italia gli agenti letterari siano figure più mitiche che altro. Resta solo la terza opzione.

    E i motivi del successo? Ovvio: il 90% dei lettori della Troisi (ma, secondo me, anche il 90% dei lettori di fantasy in generale) è composto da ragazzini acritici, ai quali basta che i topoi classici del genere siano rispettati per essere contenti. Dodicenni che comprano qualsiasi cosa abbia in copertina un drago.

    Infatti non capisco perché le case editrici italiane non puntano molto di più sul genere fantasy. E’ un genere che, sempre secondo me, richiede pochissimi sforzi e garantisce sempre un certo ritorno di pubblico.

    A prescindere dalla qualità.

  25. 25 Max

    Io ho fatto un enorme sforzo per arrivare al terzo capitolo, poi non ce l’ho fatta ad andare avanti.
    I dialoghi sono semplicemente assurdi; il personaggio è meno credibile dell’alieno di Roswell e come diceva Gamberetta la signora Felicia scrive spesso su cose di cui non ha la minima idea.

    Mi chiedo una cosa. Ma questo “odio” verso di lei è contagioso?

  26. 26 Dottor D.

    Comunque, fermo restando che l’ho trovato un pessimo libro, sono d’accordo con la tua disamina circa lo stile della Troisi, ma non con i tuoi appunti sul realismo del romanzo. Nel campo dell’arte, in generale, e della letteratura in particolare il realismo non è mai un criterio di giudizio assoluto. E non solo quando si parla di fantasy.

  27. 27 Angra

    @Dottor D: il realismo no, ma la verosimiglianza e la coerenza sì. Persino nel caso in cui si stia scrivendo un’opera del tutto surreale deve esserci coerenza e verosimiglianza all’interno del contesto surreale che si è creato.

  28. 28 Dottor D.

    Esatto: all’interno del contesto. L’opera non deve contraddire le proprie regole, ma quello verso se stessa è il suo unico debito. Quando, nella recensione, si tenta di smontare il romanzo della Troisi tirando in ballo la Guerra dei Trent’Anni, le basi dell’edilizia o qualsiasi altro riferimento alla realtà tangibile, si commette un fallo da fuori gioco.

    Ribadisco: non penso che il libro della Troisi sia un buon libro, anzi, l’ho trovato pessimo, concepito da un’immaginazione di terza mano e scritto con una prosa di quarta mano. Ma proprio perché i difetti non gli mancano non mi sembra il caso di inventarsene degli altri.

  29. 29 Angra

    Diciamo che su qualcosa può esserci margine, se è un universo parallelo con una fisica diversa una torre di 2 km può anche stare in piedi. Resta il fatto che 15.000 persone non ci possono stare “stipate” come scrive l’autrice a pag 1. Il problema non è che le cose (ad esempio la guerra) nel mondo di Nihal funzionino in modo diverso da come funzionanano nel nostro, il problema è che nessuno sa come funzionano, neanche l’autrice, perché non si pone il problema.

  30. 30 Federica

    Ciao,

    ho letto il libro, mi e’ piaciucchiato, anche se credo che ci possa essere ben poco spazio per qualunque idea davvero nuova nel fantasy dopo Tolkien.
    Capisco molto bene il successo che ha avuto: e’ uno stile di scrittura scorrevole, Nihal e’ l’eroina perfetta, incarna benissimo l’ideale di molti.
    Questo e’ solo un parere personale, naturalmente.
    Quello che trovo davvero irritante invece e’ la tua recensione. Penso che sia piena di pregiudizi, di desiderio di protagonismo e di frustrazione (se non sbaglio hai ammesso anche tu di voler scrivere). La tua recensione non e’ in alcun modo costruttiva, contiene degli attacchi assolutamente gratuiti e delle insinuazioni pesanti (non credi che alla Mondadori serva ben altro che una raccomandazione per investire tanto su un nuovo autore? Io sono convinta che sappiano fare il loro mestiere e se hanno scelto di pubblicarle cosi’ tanto e con tanta enfasi magari hanno l’occhio un po’ piu’ lungo del tuo).
    Va bene che un libro non ti piace, va bene farne una recensione negativa, ma credo che tu abbia esagerato. Una trattazione lunghissima, ripetitiva, anche noiosa (altra opinione del tutto personale). Dalla quale alla fine trasuda l’opinione che tu avresti sicuramente fatto di Molto Meglio. Questa a casa mia si chiama frustrazione, e voglio avvertirti che non ci fai una bella figura.
    In ogni caso, e con questo chiudo, mi dispiace ma i fatti ti danno torto. Licia Troisi vende tantissimo (e per questo non basta una raccomandazione, devi piacere alla gente che di certo non scialaqua i soldi in libreria), la Mondadori continua ad investire su di lei (e stai tranquilla che non hanno intenzione di andarci in perdita e il mercato lo conoscono bene) ed e’ invitata a destra e a manca a presentare il libro e non solo. Quindi piace. Su questo non puoi farci nulla e, come dicevo, a rosicare non ci fai una bella figura.
    E in ogni caso, io preferisco che i ragazzini leggano libri di cattiva qualita’ (in assoluto, qui non mi riferisco alla Troisi) piuttosto che passare ore davanti alla playstation. Almeno si avvicinano di un passo alla letteratura di buona qualita’ e non si rovinano gli occhi: un libro fa pensare. Sempre. Anche solo per costruirsi un giudizio negativo.

  31. 31 Slan

    Ho appena finito di leggere questa recensione, trovata per caso in rete. Che dire, mi vuoi sposare?

  32. 32 AryaSnow

    Complimenti per gli articoli, li ho letti tutti e mi hanno veramente fatta rotolare dalle risate :D
    E fa niente se non sono gentili, pacati, educati ecc… Non mi dispiace affatto vedere un po’ di schietta e arguta “cattiveria” di tanto in tanto. Anzi, è liberatorio.
    Quelli che ti criticano si basano molto sulla forma dei tuoi discorsi, ma nessuno fino ad ora ha confutato la sostanza. Beh, io non ho mai letto questi tre libri e non penso che li leggerò (sto leggendo il primo libro delle Guerre e non mi viene certo voglia di prendere in mano altro della Troisi…). Però, se qualcuno non è daccordo con le critiche mosse, sarei molto più curiosa di leggerlo contestare i contenuti piuttosto che i toni.
    Mi pare che le critiche qui mosse ai libri, nonostante siano farcite da toni poco moderati, siano comunque molto razionalmente argomentate.
    Poi Gamberetta non la conosco e sinceramente non mi interessa sapere se è invidiosa/frustrata o meno, sono affari suoi, l’unica cosa che conta è che mi fa ridere e argomenta bene. Inoltre sto leggendo pure io l’autrice e, con tutta franchezza, in molti momenti mi viene voglia di scagliare il libro contro il muro…
    Altra cosa: che senso ha dire che la Troisi vende molto e piace a molti? E’ forse in base a questo che si misura la qualità di un prodotto? Mamma mia… secondo questo ragionamento Gigi D’alessio e DJ Francesco sono dei geni musicali incredibili.

  33. 33 Simòn R.

    …bé cara “arya snow”, dopo Martin, tentare la troisi… è davvero cominciare a scavare ;P conosci già labarriera.net? Lì puoi trovare molti consigli su autori decisamente più affini al creatore dei Sette Regni ^_^

  34. 34 AryaSnow

    Ehm sì, lo so, hai proprio ragione… ;)
    Comunque so dove poter trovare qualcosa di più adatto alle mie esigenze, ma ho voluto comunque sperimentare anche la Troisi.
    Grazie lo stesso del consiglio!

  35. 35 Gianmarco

    Salve a tutti.
    Sono un fan di Licia Troisi e sono felice di esserlo. Sono anche fan Di Harry Potter (sono webmaster di una delle comunity italiane più grande d’Italia), e sebbene non siano paragonabili non trovo il senso di questa critica.

    Innanzitutto, alla Mondadori, questo romanzo poteva anche piacere. I numeri dicono tutto, e ovviamente anche la copertina (i dati dicono che chi compra il libro valuta la copertina e anche molto, nonostante il detto). La Troisi, almeno per me, riesce a metterti nei panni di Nihal.

    Ora mi chiedo: Scrivetelo VOI un romanzo, vediamo quando sarete bravi. Vediamo. Siete tanto bravi? Il vostro libro? Ohhh… ^^

    Sono senza parole.

  36. 36 Stefano

    Caro Gianmarco,
    il diritto di critica credo debba essere rispettato e trovo francamente puerile tirare in balla la solita solfa del “provaci tu”. Chi legge, lo ribadisco, ha tutto il diritto di dire la sua. Gamberetta ha fatto delle critiche molto precise, per rendere meno velenosa la discussione potresti magari sforzarti un pochino e spiegarci dove non sei d\’accordo e cosa ti è piaciuto. La mondadori, lo ricordo, è un\’azienda che deve fare utili e le considerazioni che la spingono ad accettare un romanzo non sono sempre legate al valore artistico di quest’ultimo. Hai accennato all\’immedesimazione in Nihal, ma poi? C’è altro? Trovi forse idee originali nell\’intreccio? Personaggi caratterizzati decentemente oltre all\’insopportabile protagonista? Una background definito e descritto a dovere? Se questi aspetti mancano , perchè dovrebbe essere sbagliato rilevarlo? Alcuni hanno anche fatto notare delle improprietà linguistiche, perchè se queste ci sono non dovrebbero essere rilevate?
    Come avrai capito l\’immedesimazione per me è stata impossibile: ho odiato la protagonista fin dall\’inizio e non sono proprio riuscito a considerarla un altro me stesso. Non è la prima volta che mi capita, ma ho sempre trovato altri aspetti interessanti in questi romanzi, che mi hanno permesso di rivalutarli: è capitato, per esempio, per l’ultimo romanzo di D’Angelo che sulle prime non mi aveva molto convinto. Nella trilogia della Troisi non ho trovato nulla… ma proprio nulla, perchè non dovrebbe essere mio diritto o nostro diritto evidenziarlo? Parlare di se stessi è facile Gianmarco: se si è fortunati, si puo’ risultare interessanti facendo appello a esperienze condivise e utilizzando un linguaggio semplice e diretto, con l\’ulteriore fortuna di avere due editor che limano, sgrossano e fanno anche riscrivere (cosa che non capita a tutti i manoscritti, che nel caso di mondadori finiscono spesso nel cestino). Purtroppo la vita, quella vera, ci offre qualcosa di più complesso: bisogna descrivere, dunque, personaggi radicalmente diversi da sé, con pensieri e un linguaggio coerente: la Troisi riesce in questo? Nihal e Dubhe sono molto diverse?

  37. 37 Angra

    Scusa Gianmarco, fammi capire, non posso più dire che il tale film non mi è piaciuto senza averne girato uno e possibilmente aver vinto un oscar?

    E il fatto che i romanzi della Troisi vendano tanto anche perché hanno delle belle copertine (sono d’accordo con te, la copertina è molto importante) ne fa dei bei romanzi?

  38. 38 liceale

    Il tuo articolo mi ha alquanto indignata….la metà di questo si spreca in speculazioni su come l’autrice sia arrivata a pubblicare il suo romanzo…questo è forse importante ai fini della storia? NO.
    Per quanto riguarda il termine “boiate” che hai usato per definire i suoi romanzi: ti è passato per la testa che era il suo primo libro? che deve ancora maturare come scrittrice?

  39. 39 Stefano

    Non dovresti sprecare la tua indignazione per una recensione, che è , invece, molto accurata e molto meno diffamatoria di certe cose che ho letto in giro. Ci sono cose più importanti: le morti sul lavoro, un delinquente pluricondannato che forse ci governerà di nuovo, la disoccupazione, il carovita ecc…

  40. 40 Angel

    nn si possono scrivere delle cattoverie così su una scrittrice che ha saputo darci così tanto: ci ha fatto piangere, ridere e sperare… nn si possono fare critiche negative su questo fantasy. Io penso che non sia importante il particolare della battaglia ma ciò che il libro ci da nel complesso. Sono dispiaciuta per chi non comprende queste cose.
    bravissima licia!!!!!

  41. 41 Sandy85

    Sono capitata qui per caso, cliccando su un link consigliatomi da qualcuno e l’unica cosa che mi sento di dire è: finalmente qualcuno che la pensa come me sulla Troisi.
    Certo non ho letto questo libro, ho letto solo il primo delle Guerre del Mondo Emerso e mi sono messa le mani nei capelli in una cinquantina (per dire poco) di punti, visto che non mi è piaciuto per niente.
    Un po’ di documentazione non fa mai male, ma pare che a qualcuno secchi cercare informazioni più… importanti e necessarie per scrivere. Ho notato che nella scrittura semplice di quel libro c’erano però molte parole che stonavano, perché troppo auliche e “da intenditori”, sempre che così si possa dire di una cosa scritta tanto per scrivere.
    Ho notato fin dalla prima riga che la Troisi effettivamente aveva avuto una fortuna sfacciata, che in molti, chissà come mai, non riescono ad averla, pur scrivendo centinaia di volte meglio. Oddio, non che sia così difficile scrivere meglio di lei, anche il mio gatto di peluche ci riuscirebbe.
    Vorrei anche capire come molta gente che apprezza la saga, lo “stile” della Troisi e quant’altro, non si sia minimamente accorta di cose riprese e copiate da Tolkien o dalla Rowling o da chissà che altro autore fantasy ben più dotato.
    Neanch’io ho una grande cultura fantasy, infatti ho letto solo LOTR (solo parte, infatti sto cercando di leggerlo tutto) e HP (mi manca il settimo libro), ma alcune cose basilari le so e le noto anche se posso essere considerata ignorante in materia.
    Da appassionata di scrittura, ho sempre pensato che per scrivere qualcosa di valido ci volessero alcune doti come grammatica, sintassi, documentazione, fantasia e (aggiungete voi altre cose che a me non sono venute in mente)… talento. Tutte doti che la Troisi non ha e per questo motivo mi chiedo se alla fin fine il gioco valga la candela, perché mi sembra che ormai la letteratura italiana sia caduta non in basso, di più e che quindi chiunque (in fondo Moccia ha fatto scuola) possa essere pubblicato anche avendo scritto delle boiate assurde.

    Mi dispiace essere stata dura e un po’ offensiva, ma questo “fenomeno Troisi” non mi è piaciuto per niente e denota il decadimento della letteratura italiana.

  42. 42 pamela

    Premetto che sono una delle fan più longeve di Licia, che amo come scrittrice, che conosco personalmente e che seguo assiduamente nei suoi incontri per Roma.
    Ho letto tutta la tua recensione e ammetto anche di aver riso in più punti… Adoro l’ironia pungente!^^
    Però non mi trovo d’accordo quando tu ed altre persone definite i libri di Licia “spazzatura”. Io ho amato quei libri, specialmente il primo libro delle Guerre del Mondo Emerso. Li ho amati perché mi hanno regalato innumerevoli emozioni, perché non mi soffermo su dettagli insignificanti, ma guardo oltre. Guardo alla storia, ai personaggi, ai sentimenti. Anch’io non amo particolarmente Nihal… Però trovo che Ido, per esempio, sia uno dei personaggi più belli mai inventati. Io credo che si possa parlare più che altro di un gusto personale, non di “libri spazzatura”. Anche perché trovo che Licia diventi più brava libro dopo libro… Magari tu la vedi in modo diverso, ma chi può dire chi ha torto e chi ha ragione? Io prediligo una Licia Troisi piuttosto che un Terry Brooks, proprio per il suo stile semplice che, come hai detto tu, non è un difetto, anzi. Prediligo i libri di Licia perché mi piacciono le storie che racconta, poiché prende spunto da tutto ciò che fa parte della sua natura e del suo vissuto (in cui mi rispecchio enormemente). Che male c’è a voler raccontare una storia? Con sincerità, con semplicità, forse anche con ingenuità… Per me, l’importante è che mi abbia regalato qualcosa. Anch’io spero di diventare una scrittrice e, se mai lo diventassi, mi piacerebbe avere una tua recensione!!! Comunque non ho niente da ridire fin quando scrivi dei libri di Licia… Ma attaccare LEI, anche con insinuazioni poco carine, questo non è corretto.
    Bye bye!!!

  43. 43 Simòn R.

    Hmm. Mi incuriosisce sempre notare amanti dell’opera Troisiana che specificano “meglio di Terry Brooks”. Mi stupisce per il semplice fatto che Brooks è un pessimo scrittore, e ha rovinato la fantasy più che migliorarla. Sarei VERAMENTE curioso di conoscere il fan che apprezza la Troisi quanto George Martin, David Gemmell, Robert Jordan, Robin Hobb, Greg Keyes. Tutti autori estremamente superiori, in tecnica e intreccio. Sono inoltre personalmente convinto che anche Eddings, Goodkind e Pratchett diano parecchi punti a Licia Troisi, ma mi rendo conto che è opinabile.

  44. 44 pamela

    @ Simòn R. : ho citato Terry Brooks solo perché ha uno stile completamento diverso da quello di Licia Troisi, nel senso che è molto più descrittivo, più “lento”… Ma avrei anche potuto citare Tolkien. Ci tengo a precisare che non era mia intenzione dare un giudizio negativo a Brooks o a Tolkien… Volevo solo spiegare qual è lo stile che preferisco… Proprio per sottolineare che è una questione di gusto personale.

  45. 45 Stefano

    In una recensione ci sono elementi soggettivi e oggettivi: la narrazione potrà prendere al punto da far dimenticare i particolari, ciò non toglie che questi rimangano.
    Oltretutto, come ho scritto altrove, non tutti i lettori sono preda della magia dell’immedesimazione. Dipende dalla propria esperienza… come dipende dal proprio background di letture. Io amo la storia e per un certo periodo me ne sono occupato anche dal punto professionale: la figura di Ido, francamente, mi fa sorridere, soprattutto dopo aver letto autori come Turtledove o Gemmell. Ido, paragonato a Parmenion o a Gaius Philippus fa sorridere, perchè questi autori conoscono la storia e descrivono bene lo svolgimento di una battaglia, Licia Troisi no, e lo ammette lei stessa. Si può parlare di guerra senza conoscere nulla? Si può creare un mondo fantastico senza riuscire a tratteggiare nulla di questo mondo in ben 6 libri?
    L’amore, tanto per evocare un adagio stranoto, è cieco, ma anche fuggevole… Un invito a chi apprezza: leggete altri autori poi prendete in mano nuovamente i romanzi della troisi: scommetto che avrete altre sensazioni.

  46. 46 Ricciardo

    Sto finendo il terzo libro… dopo un immane sforzo. Non mi piace lasciare le cose a meta’, e sono stato sempre fiducioso, speravo di trovare qualche colpo di scena.. ma c’e’ ben poco.
    Inizialmente ho chiuso gli occhi su certe scempiaggini, prima fra tutte quella relativa alla forza NON richiesta per usare l’arco.. Poi si sono ripetuti i “divari” temporali, i combattimenti in equilibrio sui draghi… Nemmeno i maestri di dragonlance erano capaci di tanto, nonostante le bardature!
    Ora voglio solo finirlo, riporlo nello scaffale (le copertine non sono male) e passare a qualcos’altro.
    E’ venuta pure a me la voglia di scrivere… se hanno pubblicato questo…

  47. 47 gabbry

    Ho letto tutta la prima trilogia e sto iniziando in questi giorni la seconda, e devo dire che mi è piaciuta molto, comunque sono dei libri che si leggono volentieri e sicuramente non mi fermo a pensare a quanti metri precisamente sono alti gli edifici, e come ci siano delle contrapposizioni di idee e di come aggiunga particolari non indispensabili. per me la storia è comunque bella e con molte scene o luoghi caratteristici…

    Certo, era il suo primo libro, lo ha iniziato a scrivere da giovane, ovvio che non è un capolavoro ai livelli di Tolkien.. ma te che critichi tanto sui lavori di una vita degli altri.. saresti capace a fare di meglio?

    Se sì, se veramente riesci a fare un libro perfetto senza nemmeno uno degli errori che hai fatto notare, sarò contento di leggerlo. :)

    Gabriele

  48. 48 Sandy85

    saresti capace a fare di meglio?

    Ma voi fan non vi stancate di fare sempre la stessa domanda a coloro che criticano i vostri beniamini?
    Comunque, per come la vedo io, non è poi tanto difficile fare di meglio della Troisi.

  49. 49 Max

    Che dire, che IMO esageri un po’.

    Cio` che dici e` (quasi) tecnicamente corretto, ma, senza
    offesa, da tanto l’impressione di una gigantesca “rosicata”.

    Hai per caso provato a pubblicare qualcosa ed e` stato rifiutato?

    Io i romanzi in questione li ho letti, non sono certo dei capolavori,
    quasi tutto cio` che dici e` vero, sono pieni di assurdita` ed
    inconsistenze (prima tra tutte il combattimento con la spada sul
    dorso del drago!) pero` nulla toglie al fatto che *si vendano*.

    E per vendere le raccomandazioni non c’entrano nulla, la
    pubblicita`poco, idem la fortuna; la gente non butta via soldi in
    libri che poi deve fare *anche* la fatica di leggere. Ed il fine ultimo
    di uno scrittore e` vendere, non scrivere cose intelligenti (almeno
    per uno scrittore di romanzi, a maggior ragione fantasy).

  50. 50 Sandy85

    Ed il fine ultimo
    di uno scrittore e` vendere, non scrivere cose intelligenti

    Il fine ultimo di uno scrittore non è vendere, almeno non quando uno ha talento (certo, questa è un’affermazione opinabile, ma non tutti scrivono per soldi).
    Io scrivo, ma per il momento non ho ancora pubblicato con case editrici, ho pubblicato solo su internet e questo mi ripaga molto di più dei soldi che ci potrei guadagnare, perché mi bastano le letture degli utenti dei siti.
    Per quanto riguarda lo scrivere cose intelligenti penso sia doveroso verso coloro che leggono, visto che non sono stupidi ed un po’ di rispetto per gli altri ci vuole sempre. Se uno vuole scrivere cavolate, liberissimo di farlo, ma poi non si lamenti se riceve critiche per ciò che ha scritto e pubblicato.

  51. 51 Max

    OK caro/a Sandy, ho volutamente esagerato per essere un
    po’ provocatorio; quello che intendevo e` che, imo, se uno
    scrittore vende significa che, per un certo target almeno, cio`
    che scrive e` apprezzato ed il suo obiettivo e` raggiunto;
    secondo me ai fan della Trosi non frega nulla della forza
    necessaria per tendere un arco, non sono esperti di balistica.
    O se un generale non parlerebbe mai di persona ad una recluta,
    ma al massimo ad un colonnello. E non e` fregato nulla
    nemmeno a me quando li ho letti (che solitamente leggo
    tutt’altro, e nemmeno romanzi), li ho presi per quel che erano,
    storielle non spiacevoli nell’insieme. Molte delle critiche
    rivolte dalla nostra implacabile recensionista (si dice?) sono
    imo _le classiche critiche dei perdenti_. Con cio` non voglio
    certo dire che L.T. sia una grande scrittrice, ma forse per il
    suo target va bene cosi com’e’, e prestare piu` attenzione a
    dettagli come quelli di sopra forse non darebbe grande valore
    aggiunto. E non mi pare assurdo pensare che Mondadori possa
    averlo capito. Ma magari dopo i suggerimenti della nostra,
    cambiera idea … ;) vedremo !

  52. 52 Gamberetta

    Ciao Max! Visto che anche tu hai letto i romanzi della Troisi, mi fai un esempio invece di critica da “vincente”?

  53. 53 Max

    Mah non saprei, non avrò usato un termine felicissimo (non
    sono uno scrittore), comunque intendevo dire che ciò che hai
    scritto, pur condivisibile da un punto di vista letterario, è un
    po’ eccessivo; dopo tutto quel veleno cosi ben distribuito con
    meticolosa ferocia, non ho potuto fare a meno di pensare che
    fosse dettato anche da invidia. Di una persona fortemente
    indispettita verso un’altra che è riuscita a diventare una scrittrice.
    Solo una sensazione, ovviamente; ma l’impressione che mi hai
    dato è stata quella. Ho letto un 25% della tua opera divertito, poi
    ha iniziato ad irritarmi; forse era solo troppo lunga. (Irritarmi per
    modo di dire ovviamente, L.T. non è ne mia moglie ne mia sorella).

    Ciao :)

  54. 54 Simòn R.

    @Max: “prestare piu` attenzione a
    dettagli come quelli di sopra forse non darebbe grande valore
    aggiunto.”

    Questo davvero non posso condividerlo. Ma come, e tutti gli altri scrittori, fantasy ma non solo, che ci spendono anni per documentarsi su una certa cosa, e alla fine tirano fuori storie bellissime? Scrivere di fantasy senza documentarsi né di fantasy, né di medioevo, né di tattica militare, né di armi o armature, è come scrivere “I Pilastri della Terra” senza distinguere una chiesetta da un monastero o girare “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere” senza distinguere tra erezione ed eiaculazione. E’ semplicemente… ASSURDO!

  55. 55 BPSL

    Ho appena letto la tua recensione (link letto su it-alt.fan.harry-potter Che c’entra HP? Niente, perche’?).
    Dunque, io ho letto la Troisi.
    Ricordo di aver comprato il primo romanzo, perche’ in edizione economica ed autrice italiana. Ne ho anche comprato un altro, primo romanzo, probabilmente editoria a pagamento e decisamente molto piu’ faticoso da leggere.
    Il primo romanzo, mi e’ piaciuto. Lasciamo stare un attimo le contraddizioni. Droghiamoci di sospensione dell’incredulita’.
    Mi e’ piaciuta Nihal, per la sua rabbia, per la sua furia.
    Non e’ stato il peggiore romanzo che io abbia letto. Probabilmente, ho letto di peggio.

    Pero’, non sono d’accordo, nel dare dell’idiota (o peggio, qualsiasi altra cosa di peggio) a chiunque non sia dello stesso parere.
    Spero di non dover spiegare di piu’ questa frase.

    Riassumendo: ho trovato questa recensione troppo velenosa, troppo rabbiosa, troppo… tutto.
    E non abbastanza… ecco, criticare gli altri per aver curato poco uno scritto, espone alle stesse critiche.
    Hai dato un’occhiatina a quanto hai scritto?
    Saro’ sensibile, ma mi si e’ accapponata la pelle, vedendo certi strafalcioni, espressioni dialettali e cosi’ via.
    Non semplici errori di battitura.

    Scusa tanto se mi permetto di criticarti, eh? Non vorrei farti piangere come Nihal.

  56. 56 Gamberetta

    @BPSL.

    Saro’ sensibile, ma mi si e’ accapponata la pelle, vedendo certi strafalcioni, espressioni dialettali e cosi’ via.
    Non semplici errori di battitura.

    Se vorrai essere così gentile da segnalarmi gli errori (anche quelli eventuali di battitura) sarò felice di correggerli subito. Grazie.

  57. 57 Andrew

    Più di un anno fa (gennaio 2007, mi sembra) mia madre mi ha comprato Nihal della terra del vento, manco a dirlo. Se devo essere sincero avevo sentito dei commenti negativi in proposito e la copertina non mi era piaciuta per niente (mi sembrava un ibrido tra un manga giapponese e lo stereotipo del fantasy più stupido). Poi vabe’, siccome era un regalo e non mi andava di giudicare male la Troisi solo per sentito dire, l’ho iniziato a leggere e… be’, mi ha fatto odiare i libri; non solo i suoi, tutti i libri. Sono arrivato a 50 o 150 pagine, neanche lo ricordo, ed ero disgustato. Sono caduto in uno stato di depressione assurdo perché si dà il caso che nel mio piccolo stia scrivendo dei racconti e – specialmente in questo periodo – progettando un romanzo. Non avevo né ho molte pretese, ma ricordo che aver letto anche solo l’inizio della storia della Troisi mi aveva fatto pensare qualcosa tipo “Ma se pubblicano storie così banali che senso ha cercare di scrivere qualcosa di emozionante, con personaggi e situazioni interessanti e originali che non cadono nel cliché?”
    Ok, sembrerà un po’ esagerato, ma per diverso tempo non sono riuscito né a scrivere né a leggere.
    Il libro in sé – per quel che ho letto – mi ha annoiato a morte: la protagonista è insopportabile, l’unica nota che la potrebbe rendere originale è la sua capacità di farsi detestare, al contrario degli altri protagonisti di altri romanzi (fantasy e non), a cui in un modo o nell’altro ci si affeziona e/o ci si immedesima. Il padre – era il padre, giusto? – mi metteva una pena assurda, perché il rapporto con Nihal mi ricordava/ricorda lo stesso che qualsiasi ragazzina fighetta vorrebbe avere con i suoi genitori (ovvero sottometterli). Mi sembra di ricordare Sennar piatto piatto e la maga/zia bellissima, se non sbaglio.
    A quel punto è scattato il “Se un libro non mi interessa e mi fa stare realmente così male non ha senso che io vada oltre”. Già basandomi su questo ti dovrei adorare: mi devi spiegare come hai fatto non solo a finirlo una sola volta, ma a rileggerlo anche una seconda! XD
    Però sei un po’ offensiva nei confronti di chi apprezza la Troisi. Insomma, cavoli loro (anzi, e se dopo la Troisi – che magari è il loro primo libro – si informano sul buon fantasy che c’è in giro e cominciano ad apprezzare la Letteratura con la L maiuscola?) :P Per il resto ti quoto in tutto e per tutto, appena avrò tempo mi leggerò anche le altre recensioni.

  58. 58 Poflin

    Le tue recenzioni sulle cronache del mondo emerso sono favolose! Hanno davvero rallegrato il mio pomeriggio. Lunghe, complete, precise e divertentissime! Grazie davvero del tempo che impieghi per scrivere questi capolavori.
    Nonostante abbia letto tutti i tuoi post, ho voluto commentare su questo perchè volevo far notare un grande strafalcione che denota ancora una volta l’ignoranza della signora Troisi. (ma che mi ha fatto comunque sbellicare dale risate per parecchio tempo)

    Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
    Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

    Adesso, sfido chiunque ad aver mai sentito nominare ciò che lei chiama “un condotto per la manutenzione delle mura”. La manutenzione delle mura?!? Studio architettura da appena un anno all’università, ma credo di non essere affatto l’unica a sapere che le mura, a maggior ragione se svolgono la funzione di sostegno della struttura, NON hanno condotti concavi per far passare gente al loro interno!
    Il massimo di vuoto che si può trovare all’interno di una muratura ha lo spessore di 5 cm, e ha l’unica funzione di isolare l’abitazione; ma questo metodo è utilizzato da tempi relativamente recenti. Se volessimo ipotizzare che l’architettura utilizzata nel libro sia simil-medievale, la situazione è ancora più ridicola: le murature piene erano composte da mattoni o pietre sovrapposte, sempre con funzioni portanti… non credo che qualcuno abbia mai avuto l’insana idea di scavarci cunicoli per la “manutenzione” (di cosa poi? E se anche esistesse questa manutenzione dell’interno dei muri, perchè i cunicoli non hanno vie d’ariazione per tale scopo?).

    Chiedo scusa, forse mi sono dilungata troppo :) Ci sono talmente tante cose da notare che se ci soffermassimo su ognuna di esse staremmo qui anni!
    Concludo con un nuovo, sincero grazie.

    Valeria

  59. 59 Poflin

    P.S: Oh, a proposito, ho scoperto ora, leggendo i commenti precedenti, che si parla anche all’inizio del libro di questi curiosi “condotti di manutenzione” o.o se è possibile vorrei saperne un po’ di più al riguardo, visto che non ho il libro a casa :)

  60. 60 D.

    @Poflin: mmm non saprei, nelle mura ci possono benissimo essere dei cunicoli, come ad esempio nella cupola di S.Pietro in Vaticano. Le scale salgono al suo interno a spirale.
    In alcuni castelli ci sono passaggi usati dalla servitù per non mescolarsi coi nobili, esistono tuttora negli alberghi a 5 stelle.
    Ma io non studio architettura, quindi se mi dici che c’è differenza ti credo.
    La manutenzione lascia qualche perplessità, perché quella costruzione non può esistere realmente. Se avesse detto che per manutenzione si intendeva rinnovare incantesimi magici avrebbe potuto funzionare, o magari aggiungere malta dove ne manca.
    Ma la descrizione è un pò vaga, quindi il lettore non sa bene cosa pensare e questo è un male secondo me.
    Ma ora che me lo fai notare, ci sono delle frasi che aumentano il senso di confusione, non tanto la storia del condotto.

    Anticamente veniva usato per la manutenzione : Quindi ad un certo punto non è stato più necessario restaurarle? Boh.

    Un cunicolo scuro e senz’aria: Senz’aria? Significa quello che penso io?

    Poflin, visto che studi architettura aspetto il tuo giudizio.

  61. 61 D.

    @Poflin:
    …maggior ragione se svolgono la funzione di sostegno della struttura, NON hanno condotti concavi per far passare gente al loro interno!

    http://www.vps.it/new_vps/article/the_secrets/nelle_mura_un_passaggio_segreto/19/

    O-o

  62. 62 Gamberetta

    @Poflin. Dei condotti di manutenzione è detto brevemente nelle prime pagine del romanzo, questo è il passaggio nel quale se ne parla di più:

    «Eccoci.» La ragazzina [Nihal] assunse un’aria solenne. «Da qui in poi nessuna paura, come al solito. Il nostro alto compito non ci permette cedimenti.»
    Gli altri annuirono seri, quindi entrarono strisciando nel cunicolo.
    Non si vedeva nulla. Anche l’aria era spessa e densa, satura d’odore di chiuso. Dopo un po’ però gli occhi si abituarono all’oscurità e riuscirono a distinguere la scala di gradini umidi e sconnessi che si inabissava nel buio.
    «Non sarà mica che oggi qualcuno passa di qua? Ho sentito dire che le mura occidentali hanno delle crepe da riparare…» fece un ragazzino.

    Perciò i condotti di manutenzione servono per raggiungere le crepe da riparare… non so, forse è solo mancanza di proprietà di linguaggio da parte della Troisi: i condotti saranno tra case e mura, più che all’interno delle mura stesse.

  63. 63 D.

    Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

    Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

    Ma invece del cunicolo se ne parla, queta parte non dovresti toglierla?

  64. 64 Gamberetta

    @D. Si parla dei cunicoli in generale, non che ce ne sia giusto uno dietro casa di Nihal. Un conto è dire che esistono gli elicotteri, un conto è scoprire che il protagonista ha un eliporto sul tetto di casa, eliporto di cui si accorge giusto quando ne ha bisogno…

  65. 65 Poflin

    @Gamberetta: Grazie per aver riportato il passo! Certo che cosa strana…Comunque, da come hai detto tu, anch\’io sono più portata a credere che fossero \”condotti\” nel senso di cunicoli: ma la mancazza di linguaggio c\’è sicuramente.

    @D.:Ahahah! Non hai affatto capito ciò che intendevo! L\’articolo che hai linkato, come puoi vedere anche tu, parla di passaggi sotterranei, non di cunicoli scavati nella nuda pietra. Si notano molto gli archi a botte costituiti da minuscoli mattoncini usati per sostenere la struttura superiore, o il metodo chiamato a trullo, rivestito degli stessi mattoncini, usato per impedire il cedimento delle aule maggiori. Inoltre, nelle fortezze, le mura erano di uno spessore estremamente grande: quei \”passaggi nel muro\” dell\’articolo si potrebbero persino definire normali corridoi, chiusi e protetti per la necessità per la difesa del Forte piuttosto che per la \”manutenzione\” (?) del suo interno (?).

  66. 66 Poflin

    @D.: Oops, avevo perso il tuo primo messaggio! Ovviamente è vero, di condotti che ne sono in San Pietro come nella cupola di Santa Maria del Fiore come in Castel Sant’Angelo come in mille altri posti. Ma quelli sono semplici passaggi.
    Non ho inteso il tuo pensiero sulla mancanza d’areazione nei cunicoli: potresti esplicitarlo, gentilmente?
    Del resto, almeno che non fossero di emergenza (fughe, incendi, ecc.) dubito che qualche antico abbia avuto la splendida idea di costruire un luogo dove SA che la’ria non arriva. Figuriamoci un “condotto di manutenzione”, dove se un tizio dovesse “riparare una crepa” ci dovrebbe restare pure per un po’ di ore!

  67. 67 D.

    @Poflin: Scusami, avevo inteso cunicoli come dei passaggi costruiti apposta per lo scopo, non scavati successivamente nei mattoni. Mi spiace :(
    Per la manutenzione dall’interno non so, bisognerebbe sapere che mezzi usano e la tecnica di costruzione o se lo fa un mago, ma sarebbero solo supposizioni di fantasia. Ma non è poi cosi assurdo, è pur sempre una torre di 600 metri, io piuttosto che calarmi all’esterno con una fune per riparare un muro scaverei cunicoli ovunque XD

  68. 68 Poflin

    @D.: Beh, probabilmente abbiamo inteso cose diverse da ciò che è scritto su Le Cronache o.o Quanti accenni impossibili e dispersivi! Riassumendo la mia polemica, facevo solo notare che non esistono cunicoli del la manutenzione interni ai muri, soprattutto perchè non esiste la manutenzione delle murature dall’interno, in nessun tempo e luogo ^^ Per riparare crepe di una alta torre si alzerebbero ponteggi, non si scenderebbe con una fune dalla cima :P E poi non avevano draghi o creature volanti? non possono aiutarli nell’intento?
    Mah, magari nel mondo emerso le mura sono cave all’interno per risparmiare pietra, chissà come fanno a resistere agli attacchi esterni e al collasso. Magia forse? fantasia portata all’eccesso? Su questo Gamberetta ne sa molto più di me.

  69. 69 D.

    @Poflin: Lol, ok il ponteggio, ma di 600 metri pure quello :D E poi perché per lavare i vetri si e riparare i muri no? Lo so che non hanno mai riparato le mura dall’interno nel mondo reale >.<
    Lasciamo perdere va, tanto non concludiamo nulla ^^ … e poi la torre è piena di crepe, prima o poi crolla ;)

  70. 70 jiggly

    Poverina.. sono sempre più sorpreso dall’ignoranza dilagante

  71. 71 Nemesi

    Cara gambera dei miei stivali….visto che non hai un minimo di rispetto nè per il lavoro altrui, nè per l’autrice, nè per chi scegliere di leggere le Cronache, nè tantomeno per chi ha un’opinione positiva dei libri della Troisi, nemmeno io mi farò tanti scrupoli nei tuoi confronti e andrò dritta al punto: non è la Troisi a scrivere male o a dire cose senza senso…qua l’unica che scrive cazzate su cazzate sei TU!!!!! Non hai capito una bene emerita mazza di nienteeeee!!!!! Ti sei arrampicata sui vetri per tutto il tempo, cercando ad ogni costo qualcosa da poter criticare!!!! Come cavolo leggi i libri??? Ragioni su quello che l’autore ti propone e narra??? A quanto pare no. Viste le nefandezze che sei andata blaterando per questa recensione chilometrica e priva di senso!

  72. 72 jiggly

    Allora, non mi spreco a leggere tutti i vari commenti, che tanto quello che si scrive ha scarsi effetti su menti chiuse e forse sarà questo il caso. Cmq si da il caso che io non abbia niente da fare, per cui, oltre a rinnovare il mio disprezzo per gamberì gamberà mi accingo a rispondere alla storiella dei condotti (o, ma le trovate tutte per spaccare i maroni è?).
    Probabilmente (e dico probabilmente, non osando mettermi contro una quasi quasi quasi quasi quasi architettA) i condotti sono stati creati in un secondo momento (rispetto alla costruzione del complesso). Ora, non vi viene il dubbio che siano stati fatti per portare materiali, strumenti, forse persone, dall’interno della città in linea diretta con la prossimità delle mura per evitare di fare il giro, bypassare ostacoli, magari scendere scale e impiegare un mucchio di tempo? Chissà, magari va di moda farmi i lavori il più lentamente possibile di questi tempo…
    Altra parentesina.. chi cavolo ha detto che sono pareti portanti? Ma anche se fosse il caso prima di destabilizzare un massiccio muro portante di pietra ce ne vuole, altrochè buchetto

  73. 73 jiggly

    uff. Tempi

  74. 74 Giacomo

    Sarò breve e schietto, come non è riuscita ad essere la tua recensione, che mi è apparsa ai limiti dell’umana decenza.

    Apparte il fatto che non condivido l’opinione apocalittica che tu hai del libro. In tutta franchezza, se si può parlare di fortuna sfacciata, nel caso della Troisi… Beh, nel tuo caso deve essere per forza merito di un miracolo…

    Perchè per concedere che una recensione come questa, scritta con la maturità di una giocatrice di campana (senza offesa per chi gioca a campana), solo in questo modo può essere accettata nel Web.

    Sputare sul lavoro degli altri con tale divertimento è una pratica indegna, e con sommo piacere, adesso, io sputo sul tuo.

    Si, sono stato immaturo. Si, sono un ragazzino. E spero che qualcun’altro ti possa mettere in mutande come io non sono riuscito a fare.

  75. 75 Claudia

    Purtroppo non posso che condividere appieno tutta la recensione, soprattutto la parte iniziale in cui si mette in dubbio la “fortuna sfacciata” dell’autrice a vedere pubblicato un suo romanzo, altro testo che riempe gli scaffali con la targhetta “fantasy” senza però darne un effettivo contributo al genere. Dico che hai ragione Gamberi Fantasy, per un semplice fatto: lo so. Lavoro nel campo dell’editoria e attraverso persone che hanno pubblicato con case editrici grandi, tra cui la sopracitata Mondadori, so per certo che per farsi “notare” da queste ultime, sopra al malloppo che invii e che riempirà le loro scrivanie, deve starci una bella letterina in cui qualcuno prega chi di dovere a dare almeno un’occhiata al prodotto. Sennò lo cestinano e senza indugio alcuno. Il fatto che un libro diventi best seller è tutta, e ripeto, tutta questione di marketing, a prescindere che sia valido o meno, di qualità o no. Dalla copertina, che è la presentazione, è la cosa più importante e che deve essere “bella” per un certo target di persone, fino alla pubblicità più becera con cui riescono ad addobbare gli autobus che girano per le nostre città. Inoltre vorrei portare all’attenzione di come nella rete imperversino migliaia di siti\forum di giochi di ruolo narrati, di genere fantasy o meno in cui ci sono persone completamente anonime anche perché nascoste dietro un nickname, che scrivono e intrecciano storie anche meglio della Troisi (bhè, ci vuole poco!). Quindi secondo voi il talento paga? Secondo me no, ma è dimostrato che in Italia la meritocrazia non esiste, basta guardare chi ci governa ogni volta…ma non voglio uscire dal seminato.
    Mi rammarica molto dover leggere commenti che prima giudicano la recensitrice come “immatura” perché “insulta e non rispetta il lavoro altrui” e poi leggere gli insulti che voi le rivolgete…voglio dire se giudicate un comportamento immaturo è piuttosto contraddittorio poi comportarsi in tal modo. Ma la cosa più grave è che la prendete sul personale: ma siete tutti suoi parenti (ma pure se lo foste, che vi cambia?) oppure per ogni commento ricevete un assegno? Vi paga per questo? Quindi è un semplice rimborso spese…mah!
    Imparate che quando una persona è così esposta ai media sarà sempre oggetto di critiche, costruttive e distruttive (perché solo costruttive, bhè è pretendere troppo dalla gente!), anzi dovreste ringraziare chi ne parla, anche male…vi assicuro che per lei sarebbe peggio se fosse il contrario! Ma vabè, quanti anni avete, quattordici…quindici? L’adolescenza è una contraddizione in termini, poi si cresce…spero (per voi)…
    A rileggerci…

    PS: non è che per caso hai scritto recensioni anche su Twilight della Meyer? No perchè sono curiosa…

  76. 76 jamila

    io proprio non capisco..sebbene io adori le cronache e siano state uno dei miei romanzi di riferimento mi reputo abbastanza matura e aperta da accettare le critiche…ma qui stiamo davvero esagerando…gente che dibatte x dei chilometri su un cunicolo dietro le mura di salazar….semplicemente assurdo…x poi non parlare della (a volte) eccessiva presa di posizione contro la troisi, che ho conosciuto personalmente e nn mi è proprio sembrata la persona opportunista e “mafiosa” che definisci…qui non si tratta solo di una pura, semplice e chiara recensione, si parla di diffamazione di una persona che nemmeno conosci, di disprezzo infondato e umiliazione verso una persona che perlomeno ci ha provato a fare qualcosa…ripeto, a me stanno bene tutte le critiche, a me nn interessa che crediate o farvi credere che le cronache siano i libri + belli mai scritti, possono perfettamente non piacere, ma questo è solo uno sfogo d’ira verso una PERSONA con dei SENTIMENTI come tutti GLI ESSERI UMANI..e prenderla x il culo x il solo fatto che pianga se viene attaccata come del resto tutte le persone sensibili mi sembra più un atto di vigliaccheria più che di critica letteraria…grazie x l’attenzione.

  77. 77 mitoancess

    per Jamila:

    Noooo, ma che dici? Quà è tutto ponderato! Quà l’invidia si taglia a fette…E dire che Iddio ha dato a ciascuno di noi un talento, non capisco perché si deve sprecare il tempo nel breve arco di una vita a cercare di pretendere ciò che è stato dato agli altri. Dico, potenzia il tuo e piantala di fare i capricci no?
    Saluti

  78. 78 jamila

    @ mitoancess…

    (scusate l-omissione degli accenti, apostrofi o di altri caratteri ma come vedete il pc della biblioteca non sta bene XD)

    senti scusami sai….non so proprio su che base mi vieni a dire “smettila di fare i capricci” ma facciamo finta di niente…

    invidia da parte mia intendi?
    guarda…fare la critica letteraria non mi è mai manco passato x la testa quindi della tua fantomatica invidia non c’è traccia XD …
    ma dal momento che cio che ha scritto gamberetta e soggetto a critiche esattamente come lo sono i testi della troisi mi permetto di dare un giudizio secondo la mia impressione e la maturita generalmente richiederebbe che non venissero date (perdona la franchezza) risposte acide, saputelle, arroganti e ironiche come invece tu hai fatto solo perche la penso diversamente da molta gente che ha commentato ^^

    ad ogni modo non mi tocca…sono semplicemente passata di qui, ho letto x intero la recensione e ho detto semplicemente quello che pensavo come avete fatto tutti voi, non mi sembra il caso di farne un dramma. inoltre non e che ho preso in odio gamberetta come altri (scioccamente penso) hanno fatto, ci vuole ben altro x farmi odiare una persona, ho solo commentato un suo atteggiamento che (a mio parere) e stato poco corretto, tutto qui.

    anzi, per il resto vorrei complimentarmi con lei x la forma scorrevole e chiara della recensione ^^

    Saluti anche a te mitoancess!

  79. 79 mitoancess

    per Jamila:

    hai equivocato, non mi riferivo a te. Anzi stavo proprio ironizzando con te sulle fesserie scritte dai commentatori…
    No comment…

  80. 80 Jamila

    @mitoancess

    allora mi scuso tanto x aver equivocato ^^

    scusami ma da come era scritto il post sembrava quasi riferito a me XD come ho avuto l’occasione di leggere, molti sostenitori accaniti di gamberetta si sono accaniti a volte anche in maniera acida e sgarbata contro chi la pensava diversamente (e non solo parlo di chi se lo meritava perché ci sono dei post di persone che pur pensandola come me hanno espresso il loro pensiero in maniera a mio avviso un po’ immatura e a volte anche offensiva) e questo mi ha dato un po’ noia…
    ad ogni modo scusami ancora^^ anzi sono molto contenta che ci sia qualcuno che condivide il mio pensiero^^

    ciao! ^^

  81. 81 mitoancess

    JAMILA:

    Si si ma rileggendo il pezzo ho capito che avrei dovuto sistemare la punteggiatura per non incorrere nell’equivoco.
    Comunque è vero che agli inizi mi sono lasciato andare ad un sarcasmo retorico per metterli di fronte ad uno specchio, dopodiché mi sono accostato alla diplomazia.
    Infine ho deciso di rispondere a commentatrici/tori come te, Federica ecc., perché eravate nelle linee d’onda cerebrali di questa realtà. Mi riferisco non al fatto che diate contro a questi critici improvvisati, ma alla validità e bilateralità del vostro modo di affrontare le problematiche e discuterle. Le mie non sono lusinghe ma consatazioni sul vostro scritto.
    Detto ciò potranno presentarsi dei casi in cui saremo di diverse opinioni ma, che cavolo, un conto è confrontarsi civilmente, un altro è gridare ognuno qualcosa per conto suo, dimostrando di non voler recepire le parole dell’interlocutore.
    Non voglio essere offensivo ma giuro mentre leggo i loro commenti mi ricordano i costruttori della torre di Babele!
    A presto.

  82. 82 D.

    -A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

    -Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
    Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

    D: No, non la trovo un idea demente. La guerra lo è di per se :D
    Negli eserciti realmente esistiti spesso gli ufficiali avevano divise per che li distinguevano.

    Un altro esempio di idee dementi è che gli ufficiali dell’esercito napoleonico, per dimostrare il loro valore, non potevano gettarsi a terra ma dovevano stare stoicamente eretti dinnanzi al pericolo.

    Durante le guerre dei comuni del medioevo italiano, vigeva un codice d’onore in cui era vietato assalire di nascosto o assediare senza preavviso. Le città si davano battaglia avvisandosi con un largo anticipo.
    Le battaglie prevedevano che ogni esercito possedesse un carroccio e chi prendeve quello avversario vinceva, anche se era in minoranza o aveva subito grandi perdite.

    Non mi pare un gran che come idea balzana, nella realtà ce ne sono di peggio. Un nemico può anche essere intimorito sapendo di affrontare le migliori truppe del regno, inoltre perche dovresti madare allo sbaraglio le peggiori?

    Nel raccondo sulla caduta di Costantinopoli di Tursun Bey si apprende che le prime trupe ad assaltare la città furono i “Giannizzeri”, cioè le truppe migliori addestrate dalla nascita alla guerra, tra cui si erano nascosti degli “azeb”, normali soldati.
    Il racconto specifica che gli “azeb” dovettero cammuffarsi da giannizzeri, quindi le truppe specializzate indossavano un abbigliamento che le distingueva dai normali soldati.

  83. 83 Clio

    Giusta osservazione sulle divise, ma nelle guerre citate si tratta o di reparti speciali (quindi comunque alcune decine di persone che hanno già ampiamente completato l’addestramento), o di isolati condottieri, non si tratta un pugno di reclute che ancora non hanno completato l’addestramento!
    Ergo il paragone non calza.
    Quanto agli assedi, si adottava questa condotta perchè era comunemente condivisa, e non ci si faceva la guerra per annientarsi definitivamente, il vincitore non massacrava tutti i vinti, non radeva al suolo la città. E’ successo, certamente, ma non era la norma (d’altronde gli americani hanno sganciato due testate atomiche, non vuol dire che sparino a zero bombe nucleari appena ne hanno l’occasione…).

  84. 84 Claudio Chianese

    in realtà l’assurdità non sta nelle livree sgargianti, per quanto più vicine ad un concetto di guerre en dentelles che alla battaglia contro gli orchetti (o come si chiamano, sempre orchetti sono). L’assurdità sta nella motivazione fornita: secondo la Troisi i colori sgargianti servono per far risaltare in battaglia uno che cavalca un drago. Un po’ come dire “dipingiamo la Yamato di un bel rosa shocking, altrimenti non si nota”. Ora, figurarsi, avesse scritto un buon romanzo, chissenefrega… però così…

  85. 85 jiggly

    Claudio non hai la più pallida idea di quello di cui stai parlando. Non erano sui draghi proprio perchè erano in via di addestramento. Ecco un altro che parla a caso senza aver letto il libro nemmeno di sfuggita. Per il fatto dei corpetti.. In guerra le divise per distinguere le parti sono sempre esistite (ora non rompetemi dicendo che non è vero, che a volte non si usavano.. parlo in generale). In questo caso di “gruppetto di reclute”. Nessuno dei nemici in quella battaglia sapeva che quei guerrieri con quei colori erano reclute dei cavalieri e quindi da eliminare. Il testo lascia presuppore che fosse la prima volta che si usava tale metodo e quindi gli avversari non potevano sapere. Inoltre in quella battaglia penso che i nemici avessero altro a cui pensare che non l’andare alla carica di ragazzini che in un probabile futuro sarebbero diventati cavalieri. E che non avessero nemmeno il tempo di notare una forza misera del genere in mezzo a una moltitudine di guerrieri e a qualche vero cavaliere di drago.

  86. 86 Clio

    Ed il Nemico, in tutto il suo potere, non aveva nessuna spia od osservatore nei ranghi avversari? Allora è vero: è scemo…

  87. 87 jiggly

    yes yes yes.. e poi? Tu pensi che la gente potesse andarsene a passeggio tranquillamente da uno schieramento e l’altro? Magari potevano usare la magia! E pensi che non ci sarebbero state protezioni anch’esse magiche? E ripeto, in una guerra con milioni di uomini o quant’altro, dubito che “il nemico” avesse un qualche interesse a prendersela maggiormente con le reclute cavalieri, rispetto che con il resto delle forze o con i cavalieri stessi.

  88. 88 alice

    secondo me state tutti dando troppo peso a questi corpetti a colori sgargianti (cosa che poi, non so perchè, mi fa pensare a un giallo fosforescente…)
    Credo che sia accettabile questa cosa dei corpetti. Qui entra il gusto personale di ognuno di noi.

    Vorrei però rispondere a quelli che considerano i commentatori di questo blog dei grandi invidiosi (cosa che non mi pare proprio). Tralasciando i dettagli sui quali molti si stanno accannando, io vedo solo gente che esprime il proprio parere. Chi con civiltà e chi no. Amen. Mica possiamo ucciderli per questo.

    Comunque io penso che la Troisi non sia in grado di scrivere e che la trama faccia un po\’ schifo. E\’ una trilogia che leggerei volentieri a 13, oltre quet\’età mi sembra una cosa da buttare.
    Che poi sia un\’astrofisica incapace o meno, una raccomandata o una fortunatissima posso dire… ma chissenefrega!!!
    Io giudico il libro e dico che mi fa schifo (senza offendere). Punto. Chi è d\’accordo con me bene, chi no … non importa. Non cominciamo a tirare fuori insulti o l\’invidia dal cappello magico. E\’ una boiata dei bambini delle elementare… e che diamine!

  89. 89 jiggly

    Ciao Ali, hai una visuale un po’ sbagliata dell’argomento.. Se qualcuno pensa che certe stupidate vengono scritte per invidia non ha forse il diritto di dirlo? E forse ci becca pure, dipende a chi si riferesce. E il fatto dei corpetti è una delle cose su cui vive questo blog, non puoi pretendere che smettano di parlare del perchè a qualcuno un libro fa schifo. E’ molto più corretto che dire “non mi piace” e basta. Poi sta agli altri vedere se la motivazione è sensata e utile o meno… E la storia dei corpetti purtroppo non è una questione di gusti, bensì di incapacità di ragionamento.

  90. 90 alice

    jiggly scrive
    hai una visuale un po’ sbagliata dell’argomento

    è una cosa soggettiva, a me sembra più che corretta.

    Jiggly scrive:
    Se qualcuno pensa che certe stupidate vengono scritte per invidia non ha forse il diritto di dirlo?

    Sì, può dirlo. Ma mi sembra una delle cagate più assurde che uno possa dire…sai, non sapendo che pesci pigliare…

    E la storia dei corpetti purtroppo non è una questione di gusti, bensì di incapacità di ragionamento.

    Non credo. Dopo il commento di D. non la penso più così. Se nelle guerre si usava utilizzare qualcosa di simile, i corpetti di Troisi possono essere accettati. Ma se uno li trova una boiata assurda è giusta che continui a pensarlo.
    E’ un altro elemento che riguarda i gusti, poi puoi benissimo pensarla come vuoi.

  91. 91 jiggly

    Solo a volte! Solo certe volte è un’ultima risorsa da buttare lì così, ma altre volte è una cosa vera. Ora, non si può dire in generale “quando lo si dice lo si dice come ultima spiaggia”. Se per quella persona è realmente così, magari certi atteggiamenti suoi lo dimostrano e se qualcuno pensa seriamente chi sia invidiosa ha tutte le ragioni per dirlo.
    E la storia dei corpetti non può essere una questione di gusti, perchè chi ne ha parlato in negativo ha sempre detto che non ha senso, a volte motivandone perchè. E il senso non è una questione di gusti. Nessuno ha mai detto “non mi piace che glieli abbiano fatti mettere” e basta.
    Ciao ciao

  92. 92 jiggly

    Per inciso, provando a motivarle xD

  93. 93 Gugand

    Trovo che le critiche a gamberetta siano spesso campate in aria.
    Lei (e tutto l’equipaggio), come tutti recensori/opinionisti, ha il suo metodo di valutazione concentrandosi su alcuni aspetti che ritiene importanti e ha il

    suo metodi di quantificazione. Anche se il suo metodo non puo’ piacere non si puo’ dire che lo distorca o lo modifica a seconda del libro o come si e’ alzata

    la mattina.
    Quello che sembra eccessivo rigore e’ invece il tentativo di non apparire faziosa.
    Ha i suoi metodi e li usa sempre nello stesso modo.
    Voi lettori del blog avete sotto gli occhi quali sono i suoi punti di riferimento e la lunghezza del suo metro, potete semplicemente ritoccare le valutazioni

    in funzione del vostro “sistema di misura”. Con questo non voglio dire che non possiate criticare il suo metodo, ma se vi limitaste a farlo presente, magari

    gamberetta lo terra’ in considerazione correggendo il suo metodo o semplicemente aggiungendo una parola che venga incontro a chi non la pensa come lei.
    Non si nasconde dietro frasi “e’ brutto e basta”, ma tende a spiegare il perche’ la ritiene brutta. Non serve dire che il romanzo X (inserite il vostro

    mostro sacro del fantasy o altro) sarebbe distrutto con i metodi “gamberosi”, perche’ e’ vero. Di fronte ad una analisi rigorosa e “ottusa” (nel senso che

    non sente ragioni, non come chiusura mentale) nessuna opera superebbe indenne l’esame.
    Quanto a me sono in parte in disaccordo con lei riguardo la ricerca del mostrare invece del raccontare perche’ non sono un appassionato delle meccaniche del

    mondo (strano detto da un ingegnere) e cerco di concentrarmi sulla trama nel suo complesso.
    Purtroppo tanti scrittori (tra i quali ci metto la Troisi) hanno il vizio di inserire le descrizioni solo ed unicamente per far vedere quanto e’ fico il loro

    personaggio scadendo quasi nel Deus-Ex Machina nella risoluzione di combattimenti spesso impari a discapito del loroo eroe (ma perche’ mettono i loro

    personaggi in queste situazioni? mah), oppure non usano la descrizione dettagliata perche’ non sanno come far uscire indenne il loro personaggio da una

    situazione troppo complicata e buttano giu’ una descizione approssimativa.
    L’esempio, che non ricordo dove fosse (avro’ letto 7-800 commenti di questo blog abbiate pazienza), del tipo che spara al protagonista ad un metro e lo

    scrittore scrive “incredibilmente lo manca” e’ una di quelle cose che meriterebbero una riga di spiegazione, magari dicendo “mentre punta la pistola [nome

    del cattivo] perde la concentrazione a causa al coniglietto grumo che lo morde alla caviglia” (scusa se ci ho messo in mezzo la tua mascotte come deus ex

    machina) saranno anche deus ex machina, ma lo scrittore dovrebbe avere l’accortezza di non ficcare in situazioni assurde i propri personaggi solo per farli

    apparire fighi o metterci qualche “colpo di scena” di bassa lega.

    Per tornare alla Troisi vi dico in tutta sincerita’ che l’unica cosa che ho apprezzato delle cronache del mondo emerso e’ la scorrevolezza del linguaggio, ma

    la trama era tutt’altro che originale e imprevedibile. Senza tener conto il fastidio di vedere ‘sta piagnona(non l’avevo notato, ma ripensandoci non posso

    che dar ragione a Gamberetta) di Nihal che e’ super fica, e’ super brava, e’ super tutto. Eccheppalle. Aggiungiamoci oltre ai metodi che aborro di cui sopra

    il contorno con una serie di personaggi stereotipati all’eccesso che la circondano (il piu’ ridicolo di tutti e sfacciato di tutti e’ sicuramente il tizio

    dell’accademia col barboncino). Roba che era originale all’inizio del secolo scorso, poi aveva gia’ iniziato a stufare.
    Certo adesso per dare un supporto a questa mia tesi che cosa dico senza spoilerare tutto il libro?
    Piu’ che dire che e’ un misto tra guerre stellari e vari cliche’ manga non vado. Come non puo’ neanche gamberetta che si e’ concentrata su quelli che ha

    ritenuto sfrondoni logici, dei quali gran parte condivido l’opinione negativa.

    Comunque la si giri rileggetevi la troisi fra qualche anno e poi ditemi se non vi fara’ vomitare.
    Successo a me con storie che ritenevo (perche’ le ricordavo cosi’) intoccabili, ma riviste con occhi piu’ maturi (nel fantasy/fantascienza) sono da vomito.

    Succedera’ lo stesso a tutti coloro che adesso apprezzano Nihal la piagnona e Sennar il supermago timidone.

  94. 94 Stefano

    Io credo che la questione dei corpetti sgragianti possa anche venire messa da parte: è un ciclo fantasy per ragazzini, non un trattato di arte militare. Tuttavia il corpetto sgargiante è oggettivamente una sciocchezza: non ricordo, magari, molti particolari del romanzo, ma mettere in evidenza al nemico delle truppe scarsamente addestrate che diventeranno in futuro truppe di elite è un bel favore che gli si fa. Le spiegazioni offerte da D non mi vedono concorde: i bizantini, di fronte a Giannizzeri veri e presunti, si saranno considerevolmente spaventati dal numero di questi soldati scelti ( che avevano già allora una fama nefasta), i soldati del tiranno, per converso, si saranno fregati le mani di fronte alla possibilità di ammazzare reclute potenzialmente pericolose in futuro (Nihal guiderà un drago).
    Anche in guerra si commettono stupidaggini, sopratutto quando entrano in gioco l’onore e la vanità, ma è l’autrice a darci una spiegazione “razionalista” che fa acqua da tutte le parti.

  95. 95 alice

    non posso far altro che quotare gugand.
    Comunque se a qualcuno non sopporta il tono di gamberetta, può benissimo andare via senza creare scompiglio.
    Anche a me, all’inizio, dava un po’ di fastidio su come gamberetta esponeva il suo parere, ma poi vedendo che le cose che scrive sono giusto, l’ho accettato. Punto e basta.

    Comunque Nihal è davvero un personaggio penoso. Non prendetevela se vi dico che non vale la pena di spendere nemmeno un euro per comprare il libro. Nihal è il personaggio più inverosimile che abbia mai trovato in un libro fantasy. Se poi piace alle ragazzine piagnucolone con gli ormoni a mille, bene!! Amen, mica posso ammazzarle per questo o convincerle a cambiare gusti…

  96. 96 Clio

    Dunque, con ordine:
    divise sgargianti sono state usate storicamente, ma identificavano soldati d’élite, non reclute inesperte ancorché preziose.
    In secondo luogo, il Nemico non è forse uno degli esseri più potenti della terra, uno dei più astuti conoscitori della magia? E non riesce ad infiltrare nessuno? Nemmeno per spiare un’accademia? Va bene, abbiamo capito, è un mentecatto, è l’unica spiegazione.

  97. 97 _Hilary_

    Meravigliosa! Semplicemente meravigliosa!
    Ti dirò, ho letto di tutto e di più della Troisi e, all’inizio, mi ero invaghita del suo stile di scrittura (Il suo romanzo è il primo in assoluto che ho letto). Leggendo altri romanzi, altri autrici, altri generi, in effetti ho riscontrato alcune cose nei suoi romanzi che non mi entusiasmavano più. Inoltre, è anche vero che ciò che scrive lo fa per lo più in riassunto. ç_______ç
    Secondo me la sua pecca maggiore è che si ostina a scrivere in terza persona. Chissà, può darsi che in prima riesca a concentrarsi molto di più sulle varie scene che accadono e meno sul “riassunto”.
    ^^

  98. 98 -Ayame-

    Non ho letto nulla della Troisi e dopo aver letto questo articolo, che ha confermato le parole di una mia carissima amica accanita lettrice come me, non intendo farlo per nulla al mondo.

    Chi è quel rincretinito che si azzarda a paragonare la Troisi a Marion Zimmer Bradley? Non sa mica, il damerino, che MZB è la signora suprema del fantasy, pietra miliare della sua storia e superba scrittrice?!
    Mah.

  99. 99 -Ayame-

    Hila, mia utente, mia moderatrice e mia spietata commentatrice, anche tu qui? Ah già, ti ho dato io il link…xD

  100. 100 _Hilary_

    My god, Ayame! XDDDDDDDD

  101. 101 Luca

    Fantastico!! Ho comprato questo libro come lettura a tempo perso perché ne avevo sentito parlare bene.. ma sin dalle prime pagine, vabé avete capito! Ho letto decine di fantasy seri, ma mai italiani (sempre in lingua originale).. mi ispirava l’idea di leggere qualcosa in italiano… peccato!

    Concordo con quasi tutto, la maggior parte delle cose che hai detto le avevo notate leggendo il libro..

    la cosa che più mi sconcerta è la totale stupidità e dilagante incoerenza della scrittrice..

    dai caliamo un velo pietoso!
    ciao!

  102. 102 Carlo

    Ma allora, Luca, e’ del tutto evidente che tu sei una persona davvero intelligente. Grazie di avercelo comunicato.

  103. 103 Okamis

    E io che pensavo di essere il solo “non apprezzare” le “sublimi” pagine di “quell’artista” nota con il nome di Licia Troisi (che dite, si capisce che sono sarcastico?). Se penso che è da 7 anni che mi sto rompendo il culo per scrivere un VERO romanzo Fantasy, passando ore a documentarmi sulle tecnologie in uso nel nostro medioevo, sulle unità di misura corrette (a proposito, l’uso delle braccia è sbagliato già alla partenza, in quanto si tratta di un’unità di misura nautica, o al massimo della lughezza delle stoffe; fonti Zingarelli e DIR (d’Anna/Sintesi), leggere per credere)… e poi arriva questa ignorante (nel senso etimologico del termine e non biecamente offensivo) e si fa pubblicare al primo colpo? E poi mi chiedono perchè sono ateo…

  104. 104 Carlo

    Caro Okamis, che cosa desideri esattamente: che ti dica “bravo” prima ancora di avere letto quello che scrivi, solo perche’ “ti sei fatto il culo”?

  105. 105 Okamis

    No di certo. Non era questo il senso del mio discorso. A prescindere dal caso personale, la mia era un’affermazione rivolta a qualsiasi scrittore esordiente. Quello che intendevo dire è trovo particolarmente irritante che una scrittrice come la Troisi, pur con opere d’infima categoria come le sue, riesca a farsi pubblicare dalla più grande casa editrice italiana (nel senso di fetta di mercato) al primo colpo e spedendo un solo manoscritto (sempre ammesso che vogliamo credere a questa storia, ma io voglio darle fiducia e le credo). Non credo di peccare di superbia se dico di saper scrivere meglio. Anche se lo dicesse un ragazzino dei primi anni di superiori probabilmente non peccherebbe di superbia. Ora, a un’affermazione come la mia, seguono due obbiezioni:
    1) “Sei solo invidioso.” In parte è vero. Sono invidioso, ma non dello stile della Troisi, ma di come sia riuscita ad imporsi tanto sul mercato vendendo solo aria. Beh, di questo bisognerebbe rendere merito a chi si è occupato della sua campagna pubblicitaria. A prescindere dell’opera di cui stiamo parlando, bisogna ammettere che ha fatto un lavoro straordinario.

    2) “Prova tu a scrivere di meglio, allora.” Ora, non bisogna essere Umberto Eco per rendersi conto che i libri della Troisi sono quanto di peggio un’opera possa offrire. Anche gli Harmony (di cui è recentemente uscita una collana Fantasy) sono scritti male, ma almeno loro sono sinceri. È come se ti dicessero: <>

    Poi sono d’accordo che forse la recensione di Gamberetta sia troppo dura e che in alcuni punti compia degli errori di giudizio (ad esempio, quando dice che nel Mondo Emerso non si gioca a carte solo perché la cosa non viene indicata; è ovviamente una critica fuori luogo questa, in quanto in questo caso interviene la cosiddetta “sospensione della concordanza”), ma resta il fatto che è una delle poche che senza troppi giri di parole renda noto che il re è nudo… anzi, che la regina è nuda.

  106. 106 Carlo

    Okamis:

    Non credo di peccare di superbia se dico di saper scrivere meglio.

    Magari sai scrivere meglio – e chi lo sa? Magari scrivi divinamente, ma le tue storie sono pallosissime – e chi lo sa? Magari scrivi penosamente, ma le tue storie sono lo stesso avvincenti – e chi lo sa?

    Ho un suggerimento: visto che e’ virtualmente certo che non sarai mai pubblicato, perche’ non rendi disponibile questo meraviglioso romanzo sulla tua pagina web? Magari cosi’ ti fai notare, e qualche editore ti propone di scrivere un nuovo romanzo a pagamento.

    Oppure spedisci il tuo romanzo alla Gamberetta, e fattelo giudicare da lei. Puo’ essere un aiuto formidabile, per sapere se sei davvero cosi’ bravo. O hai paura? Ti senti piu’ sicuro a giudicarti da solo, per poi annunciare sui blog la bravura che hai concluso di avere?

  107. 107 Okamis

    Cosa dicevo? Ecco spuntare fuori l’opzione 2 che avevo già indicato nell’intervento precedente. Mamma mia quanto sei prevedibile… Comunque, riguardo al fatto di mostrare le mie capacità per poterne dare prova, t’informo che puoi già leggere un mio brano su Fantasy Magazine (“Il sonno del re”) e un altro su Writer’s Dream (“Un grido oltre la nebbia”). Su quest’ultimo sito se ne aggiungeranno poi altri due settimana prossima, di cui uno è proprio il prologo al mio romanzo (ah, come adoro quelli che parlano prima ancora d’informarsi…). Comunque, qualora gamberetta, tra un romanzo e l’altro volesse stroncare uno qualsiasi dei miei racconti, sarà liberissima di farlo. Anzi, non potrei sperare in onore più grande XD

  108. 108 AryaSnow

    Okamis:
    potresti linkarmi direttamente uno di quei racconti? :-)

  109. 109 Okamis

    Certamente. “Il sonno del re” lo trovi andando su: http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=11779
    Invece, “Un grido oltre la nebbia” lo trovi andando su: http://writersdream.forumfree.net/?t=28874480&view=getlastpost#lastpost
    Aggiungo, anche se mi piacerebbe che non ce ne fosse bisogno, che tutti i miei racconti sono depositati in SIAE, e pertanto la loro riproduzione parziale o integrale senza la mia autorizzazione è illegale. Perdonate l’aggiunta, ma purtroppo i “furti” anche di racconti sono meno rari di quanto si possa pensare.

  110. 110 Gamberetta

    @Okamis. In questi giorni ho poco tempo, perciò scusa se non leggo i tuoi racconti. Prova a guardare il forum della Edizioni XII, si possono postare racconti (c’è anche ogni mese un concorso per scegliere il migliore) e commentare quelli altrui. Il livello di “cattiveria” e competenza dei partecipanti mi sembra un gradino sopra la media del Web.

  111. 111 Okamis

    Grazie mille dell’indicazione, Gamberetta, e scusa se mi sono fatto (su “richiesta”) un po’ di pubblicità gratuita. Nel momento stesso in cui mandavo il mio commento una vocina dentro di me (ovvero la mia versione “uomo raggno-Phos”… v. mio commento su “Il talismano del potere” per capire XD) mi diceva che forse non era correttissimo. Chiedo scusa comunque. Purtroppo tendo ad essere impetuoso a volte. Comunque il mio non era un invito nei tuoi confronti perchè leggessi i miei racconti, ma soltanto un modo per dimostrare che non temo le critiche di nessuno. Al contrario, le apprezzo. Se non fosse per le critiche nessun artista sarebbe in grado di migliorare le sue opere. Peccatto che questo la Troisi non l’abbia ancora capito…

  112. 112 Stefano

    Guarda Okamis che il furto di racconti è davvero una cosa rara, rarissima: in primis (e non mi riferisco a te) spesso la qualità dello stesso non giustifica lo sforzo, in secondo luogo viene spontanea una domanda: per farne che? Le antologie di racconti non vendono particolarmente, in libreria e nei concorsi, ormai, si considera “inedito” anche uno scritto apparso sul web. Come ti direbbe anche franz (di FM) meglio autospedirsi una raccomandata con ricevuta di ritorno e conservarla. Il valore legale della stessa è discutibile, ma spendere dei soldi per la SIAE, suvvia…

  113. 113 Okamis

    Raro ma non impossibile, purtroppo. Basta farsi un salto a questo indirizzo per rendersene conto: http://writersarena.forumfree.net/?t=27974741
    E di casi come questo ce ne sono più di quanto si possa immaginare. A prescindere poi della qualità del racconto sottratto, è indubbio che la cosa dia alquanto fastidio all’autore.
    Per quanto riguarda la storia della raccomandata con ricevuta di ritorno hai ragione. Tuttavia sono stato per così dire “obbligato” ad iscrivermi alla SIAE. Un anno fa circa ho scritto il testo di una canzone per un gruppo di amici, iscritti in SIAE. Visto che la musica era stata depositata, ho dovuto fare altrettanto, altrimenti la raccomandata in questo caso non avrebbe avuto valore legale. Già che c’ero poi ho depositato le mie opere ;-)

  114. 114 Carlo

    Okamis, ho letto “Il sonno del re”. L’ho trovato bruttissimo e noioso. Suggerirei di cambiarne il titolo in “Il sonno del lettore”, che e’ un notevole traguardo se si considera che e’ un racconto brevissimo. Al solito trovo confermato che l’arroganza spesso si accompagna all’inadeguatezza e all’incapacita’.

    Non sei orribile come Rocca, ma quasi. I motivi sono i soliti: troppi avverbi e aggettivi, spesso scelti male (scuri che oscillano in modo convulso, il serpentino avanzare dell’esercito, il massiccio guerriero), dettagli irrilevanti (l’arpa col profilo di un volto femminile – perche’?), e frasi pompose e ricalcate su luoghi comuni, che spesso vanno oltre il limite del ridicolo (“Strisciante come solo il sospetto può essere, il timore che oramai il proprio sovrano fosse giunto al termine della sua esistenza cominciò a serpeggiare tra il popolo”).

    Spero di non averti offeso, e’ solo la mia opinione: sei meglio di Rocca, ma peggio della Troisi.

  115. 115 Okamis

    De gustibus.

  116. 116 gugand

    @Okamis
    Ho letto entrambi i tuoi racconti.
    Il “il sonno del re” ha le pecche che indica carlo. Non l’ho trovato interessante.

    Il secondo, senza mettermi a giudicare le singole frasi (gia’ nel forum stesso ti hanno fatto delle giuste osservazioni, quindi non aggiungerei nulla), l’ho trovato molto scritto meglio ed interessante.
    Con pochi ritocchi, IMHO, potrebbe essere un bel racconto.

    Comunque la pecca peggiore della Troisi non e’ nello stile di scrittura, ma nell’incoerenze contenute nella trama e la evidente mancanza di voglia della scrittrice a documentarsi.
    Visto che non traspare dai romanzi l’impegno dell’autore (sembra tutto un buttar su), fa rodere questa “fortuna troisiana” a chi si fa un culo tanto per creare una storia decente, logica e coerente che studia un sacco di documentazione, ma che viene scartato senza nemmeno una possibilita’ di vedersi aiutato da un editor professionista per correggere la storia e/o lo stile.

    Ne’ io, ne’ miei conoscenti ha tentato di pubblicare libri percio’ non so come funzionano le cose, ma gli editor si degnano di una risposta a qualcuno che manda loro dei testi?
    Almeno per far capire che hanno letto qualcosa e per dare un suggerimento allo scrittore in erba.
    Te, Okamis, hai detto nel forum linkato che un editor ti aveva detto qualcosa riguardo lo stile, ma mi sembra che una ragazza che scrive in questo Blog non abbia mai piu’ saputo nulla.

  117. 117 Okamis

    Subito una domanda: che significa IMHO? Perdona l’ignoranza, ma non l’ho mai capito XD
    Passando alla tua ultima frase, non ho ben compreso cosa intendi… Non ho mica detto di avere un contratto con una casa editrice. Semplicemente, qualche mese fa ho avuto la fortuna di presentare di persona ad una casa editrice italiana specializzata in narrativa fantastica (nemmeno tanto piccola) il mio romanzo, dietro loro invito, dopo che avevano ricevuto alcuni stralci dell’opera. Tutto qua. So benissimo che quell’incontro non equivale a poter dire “wow, mi pubblicheranno”, ma allo stesso tempo dimostra che il mio stile non è poi tanto “orribile”, per usare il felice termine usato da Carlo. Comunque, “Il sonno del re” è nulla più che una favoletta breve, un divertissement, lontanissimo da quello che è il mio stile nel romanzo in fase di lavorazione. Grazie comunque del tuo giudizio.

  118. 118 wewec

    IMHO = In My Humble Opinion ( a mio parere )

  119. 119 Carlo

    Voler veder premiato un romanzo perche’ ci si e’ fatti il culo sarebbe come pretendere di essere pagati per la quantita’ di sudore prodotta in una qualsiasi attivita’ fisica – incluso girare in tondo. E’ sulla base del risultato finale che si giudica, non su quanto e’ costato ottenerlo (e se e’ costato poco, in effetti, tanto meglio… o no?).

    Gli editori (che vogliono vendere) ti chiedono di leggere il tuo romanzo, e non quanti capelli bianchi ti sono venuti a scriverlo.

    Inoltre: documentarsi e’ sicuramente utile; seguire le regole indicate dalla Gamberetta e’ sicuramente utile; tante belle cosine possono essere utili – ma alla fine il romanzo, per avere successo, deve essere avvincente. Come ho gia’ detto, se un romanzo piace significa che le incongruenze possono essere trascurate. Se non piace, significa che le incongruenze forse ne sono la causa. In altre parole, il seguire le regole non e’ una condizione ne’ necessaria ne’ sufficiente per scrivere un qualcosa che piace.

  120. 120 AryaSnow

    1)Per me il difetto peggiore della Troisi sta proprio prima di tutto nel modo di scrivere (nel fatto di scrivere male, al di là dello stile scelto).

    2) Mi sembra che scriva meglio sia di Rocca che della Troisi.
    Però ci sono alcune cose come…
    Le donne si coprirono la bocca, soffocando un grido di dolore, nel riconoscere il figlio del re, mentre gli uomini abbassarono la testa, non riuscendo a trovare altro modo per mostrare il proprio dolore. Ancora vestito della sua armatura, il principe era stato disteso sopra i mantelli dei compagni, le mani strette attorno all’elsa della sua spada, sulla cui lama spezzata si riflettevano i volti pieni di dolore dei sudditi.
    ^^”
    Gli aggettivi non li trovo il linea generale così fastidiosi. A volte c’è dell’esagerazione, ma in linea generale non ho provato fastidio. Rocca è ben peggio =P
    - scuri che oscillano in modo convulso non lo trovo poi così brutto. Può marcare l’atmosfera di tensione che in quel pezzo di vuole creare.
    - idem per il serpentino avanzare dell’esercito, può mostrare meglio l’immagine dell’esercito che si vede dall’alto, che compie un percorso tortuoso (non è così ovvio che l’avanzare sia “serpentino”).
    - il massiccio guerriero è un modo per marcare il modo in cui il re è stato ridotto dalla malattia, il fatto che avrà sicuramente perso un sacco di muscoli.
    - l’arpa col profilo di un volto femminile è un modo per descrivere l’oggetto, che merita pure un po’ di descrizione, visto che è speciale e magico.
    - Strisciante come solo il sospetto può essere, il timore che oramai il proprio sovrano fosse giunto al termine della sua esistenza cominciò a serpeggiare tra il popolo invece è effettivamente brutto, banalmente e inutilmente pomposo. Fastidioso.

    COMUNQUE in generale il racconto non mi è piaciuto per nulla.
    Prima di tutto: non c’è dentro niente, ma proprio niente di minimamente interessante. Qual’è il suo scopo? Cosa dovrebbe trasmettere? Trama ultrabanale e con nulla da dire nel modo in cui viene raccontata.
    Il fatto che all’inizio tutta la gente comune sia così così incredibilmente addolorata per la morte del principe fa un po’ troppo “candy candy”. Dovrebbero essere molto più ansiosi di scrutare tra le file dei soldati e vedere se ci trovano i loro figli/padri/mariti sopravissuti alla battaglia. Ma poi, ‘sta battaglia è stata vinta o persa? Non interessa a nessuno questo? Tra l’altro mi pare strano che la notizia della morte del principe non si sia già saputa prima del ritorno di tutto l’esercito, non hanno mandato avanti un cavolo di messaggero? =P Vabbè…
    In ogni caso, all’inizio viene descritto dettagliatamente l’arrivo di questa notizia, dal punto di vista del popolo. Questo pezzo iniziale viene mostrato. Poi si passa bruscamente a parlare del re e tutto inizia ad essere raccontato vagamente, fino alla scena finale e alla classica conclusione generica-moralista-leggendaria-fiabesca. Boh, non mi convince per niente questa struttura. Mi sembra un po’ alla cazzo di cane.
    Inoltre: perchè quel povero pirla dello sconosciuto dovrebbe sbattersi così tanto e infine sacrificare la propria vita per ridare serenità al re? Il re non era nulla per lui, per quello che ne sappiamo.
    Poi, come ho già detto: zero assoluto. Tutto banalissimo, nessun’ambientazione o atmosfera particolare, nessuna carattrizzazione dei personaggi, nessun passaggio interessante, nessun elemento un minimo originale. L’unico spunto potenzialmente decente poteva essere nel paragrafo inziale, con l’aria di tensione e di “tempesta in arrivo”. Ma poi non viene sfruttato manco questo.
    Secondo me avresti fatto meglio almeno a descrivere la scena iniziale dal punto di vista di… chessò… un nobile consigliere, magari amico del principe e del re (così avrebbe più motivo di vivere la notizia come “profondamente dolorosa”). Poi magari facevi continuare lui a raccontare ciò che avviene in seguito. Ci sarebbe stato anche un elemento di unità. Anche se non mi sarebbe piaciuto per nulla lo stesso.

    3) Il secondo racconto l’ho letto più frettolosamente del primo, ma mi è sembrato sicuramente meglio. Nulla di speciale, però qualcosa già c’è. Il finale e il modo in cui si giunge ad esso non è male, il racconto in generale trasmette un “senso complessivo unitario”, non è male nemmeno la resa dell’atmosfera squallida.

    Comunque sì, secondo me sai scrivere meglio della Troisi.
    Anche se Il sonno del Re come racconto mi fa schifo.

  121. 121 Stefano

    Paragonare Rocca , Okamis e la Troisi non ha molto senso… della Troisi leggiamo solo il testo finale, sfrondato dai vari editor. Lei stessa, mi pare, abbia ammesso di aver dovuto scrivere nuovamente delle parti dei suoi libri. Faccio notare che di solito un manoscritto prende le vie del cestino, in simili condizioni. il romanzo di Rocca non è stato minimamente riletto: non è vero che scrive male, è soltanto pesante e volutamente ricercato. Per esempio, in una delle recensioni di Rocca si parla addirittura di mancate concordanze tra verbo e soggetto: simili errori, frutto della distrazione, possono essere perdonati all’autore, che magari avrà letto e riletto il suo scritto fino alla noia, ma non a un editor. A Okamis mi sento di dire: non abbatterti, continua a scrivere. Non è vero che le critiche debbano essere sempre accettate: devi valutare tu stesso quali critiche siano corrette. A parte l’abusato discorso dello scrivere per sé stessi, devi chiederti, una volta terminato il racconto: è quello che volevo? Sono soddisfatto? Se ti risponderai si’, sarà il risultato che conta.

  122. 122 Okamis

    Faccio una brevissima premessa. Questa sarà lultima volta che parlerò dei miei due racconti su questo sito. Per qualsiasi commento al riguardo, vi prego di scriverlo su Fantasy Magazine o su Writer’s Dream, in quanto comunque questa non è la sede adatta. Siamo, come dire, tutti ospiti su questo sito, e pertanto in una sezione dedicata ad uno specifico libro della Troisi è bene parlare di quell’opera, anzichè di quelle degli altri.
    Rispondo solo ad AryaSnow per completezza, e poi la chiudo qui.

    In riferimento a “Il sonno del re”, come accennavo su Fantasy Magazine, si tratta di una riscrittura di una parte del romanzo. Riscrittura presentante sia uno stile che uno struttura molto diversa dall’originale. Ho semplicemente voluto scrivere una fiabetta, nulla di più. Come tale è ovvio che i personaggi siano privi di qualsiasi spessore (quale spesso psicologico puoi dare alle fiabe dei fratelli Grimm? nessuno, il che ovviamente non significa che siano racconti spregevoli, tutt’altro, sebbene fossero tutti dei plagi, ma quello è un altro discorso ;-)). La favola, per sua stessa natura, non prevede una vera e proprio evoluzione dei personaggi, se non a livello minimo. Pertanto la tua osservazione al riguardo non è molto pertinente.
    Hai invece perfettamente ragione su due punti.
    La ripetizione della parola “dolore”, derivata dal fatto che il tutto e’ stato scritto in breve tempo, senza un’opportuna rilettura. Vedrò di provvedere al riguardo :)
    Ma soprattutto hai ragione riguardo la diversità tra la prima e la seconda parte. Sempre come scrivevo su Fantasy Magazine, la prima parte è quella effettivamente nuova, mentre la seconda appartiene al romanzo, sebbene sia stata riscritta da capo a piedi. Visto che nel romanzo quella parte viene effettivamente raccontata, e non mostrata, è probabile che inconsciamente mi sia rifatto all’originale, ormai fisso nella mia mente.
    Infine la famosa frase “ampollosa”. Ho riletto il racconto poco fa, e ammetto che non fa impazzire nemmeno me ora. Ripeto, quel racconto a differenza de “Un grido oltre la nebbia” non è stato praticamente riletto, se non in forma molto veloce.
    Sono felice invece che proprio quest’ultimo ti sia piaciuto maggiormente. Ammetto di andare fiero. Poi è ovvio che ognuno ha le sue preferenze in fatto di stile o di tema trattato. Non pretendo certo di essere apprezzato da tutti (anzi…).

  123. 123 AryaSnow

    Okamis:
    Non ho detto che ci deve essere per forza uno spessore dei personaggi.
    Ho detto che in generale in quel racconto non c’è niente di anche solo minimamente interessante. Ho elencato alcuni fattori come esempio, per dire che nel tuo racconto non c’è proprio nulla di nulla.
    Sarà anche una favoletta, ma anche una favoletta per essere decente qualcosa deve dirmela (mica devono essere necessariamente i personaggi o qualche altro specifico aspetto, però qualcosa…).

  124. 124 Okamis

    Però così mi istighi alla risposta, AriaSnow XD
    Questa è proprio l’ultima ultimissima straultraipermegaultima volta che rispondo su questo sito (non perchè mi stiate antipatici, anzi, ma è solo per correttezza verso la povera Gamberetta e i suoi conigli). La debolezza de “Il sonno del re” rispetto a tutti gli altri miei racconti risiede nel fatto che privo del suo legame con la struttura originale (quella del romanzo) perde buona parte la sua forza. Ho chiesto a tal proposito ad alcuni miei amici cosa ne pensassero delle due versioni, e anche loro concordano che all’interno del libro il tutto assume un perchè, assente invece nel racconto singolo.
    THAT’S ALL FOLKS. D’ora in poi vi prego di scrivermi su Fantasy Magazine o Writer’s Dream, grazie. Scusa ancora Gamberetta per lo spazio rubato al tuo sito.

  125. 125 Psicomama

    Bravissima! Acuta e simpatica. Grazie a te stasera abbiamo fatto grasse risate. Complimenti.

  126. 126 sammy

    ok, posso essere d’accordo su tutto, ma la storia non è disperata: ti posso assicurare di aver letto di peggio…!!!
    cmq, hai fatto anke una recensione di eragon?
    sei stata molto simpatica, ciao sammy

  127. 127 Vash

    volevo ringraziarti per questa opera di così grandi verita!
    sei un genio sei riuscita a fare una vera recensione a differenza di qui suddetti giornalisti specializati in questo campo…hai un futuro!
    In fondo i libri di licia nn sono da buttare..o meglio si ma prima toglieteli l sovra copertina xkè a mio avviso i disegni meritano rispetto…e per fortuna che nn si è improvvisata anche pittrice la nostra licia!

  128. 128 gugand

    @sammy
    La recensione, in breve, te la faccio io:
    Stessa storia di Star Wars, ma:
    -Luke Skywalker si chiama Eragon
    -Il Millennium Dra…,ehm, Falcon ora si chiama Saphira
    -Obi Wan Kenobi si chiama Brom
    -Leila si chiama Arya (con la y altrimenti fa freddo), ma non e’ piu’ sorella, quindi ora trombabile
    -Dart Vader si chiama Murtagh ed e’ diventato fratellastro
    -L’imperatore si chiama Galbatorix
    -Han Solo si chiama Roran ed e’ il cuggino (quello delle leggende metropolitane)
    -Boba Fett si chiama Durza, ma dura piu’ a lungo
    -Yoda, dopo lezioni di infighimento dal maestro dei 5 picchi (per chi ha letto il manga), si chiama Oromis
    -Jabba the Hut ha smesso con le pizze (Balle spaziali) e si e’ dato alla macelleria
    -Chewbecca si chiama Orik
    -La forza finalmente si fa chiamare magia
    -Il padre e’ morto, sul serio (almeno lo e’ ancora nei primi 2 libri)
    -Lando ha cambiato sesso e ora si fa chiamare Nasuada

    Il tutto meno i robot che nel passaggio dimensionale si sono arrugginiti e quindi non riproducibili. Ma ci sono voci non confermate che R2D2 si faccia chiamare Elva.

  129. 129 gugand

    Mi fanno sapere che probabilmente C3PO si e’ fatto costruire un corpo per andare in giro meglio e comunicare normalmente (anche se continua a parlare in modo criptico) e si fa chiamare Angela.

  130. 130 Carlo

    AryaSnow ha scritto:

    1)Per me il difetto peggiore della Troisi sta proprio prima di tutto nel modo di scrivere (nel fatto di scrivere male, al di là dello stile scelto).

    Va bene.

    2) Mi sembra che scriva meglio sia di Rocca che della Troisi.

    Okamis scrive meglio? Beh, non e’ assolutamente vero. Grazieaddio, la Troisi non si perde in vomitevoli frasi che tentano di risultare “poetiche” – che e’ il dramma di Rocca, e in misura minore di Okamis. La Troisi sara’ puerile quanto vuoi, ma in questo errore narcisistico non ci cade. MAI. Ti sfido a trovarmi un brano della Troisi scritto in questo modo.

    - scuri che oscillano in modo convulso non lo trovo poi così brutto. Può marcare l’atmosfera di tensione che in quel pezzo di vuole creare.

    “Convulso” e’ un aggettivo muscolare, organico. Le scuri sono oggetti di metallo, e se oscillano lo possono fare solo come come pendoli secondo una legge naturale immodificabile: l’immagine evocata qui e’ di oscillazioni forzatamente accelerate, una immagine folle e innaturale.

    - idem per il serpentino avanzare dell’esercito, può mostrare meglio l’immagine dell’esercito che si vede dall’alto, che compie un percorso tortuoso (non è così ovvio che l’avanzare sia “serpentino”).

    L’aggettivo appropriato qui e’ “sinuoso”. Quando torna l’esercito del regno non vuoi che il lettore si metta a pensare ai serpenti – a meno che non ci sia un’ottima ragione per questo (che magari emerge piu’ tardi). Come la Troisi ama la parola “piuttosto”, Okamis sembra adorare i serpenti. Per questo il percorso dell’esercito gli sembra “serpentino”, il timore “serpeggia”, e il sospetto “striscia”. A questo punto viene voglia di chiamare lo psicoanalista.

    - il massiccio guerriero è un modo per marcare il modo in cui il re è stato ridotto dalla malattia, il fatto che avrà sicuramente perso un sacco di muscoli.

    L’aggettivo “massiccio” viene usualmente usato per metalli, pietra, minerali, e montagne. Se applicato a esseri viventi porta un senso di ottusita’ e forza bruta, piu’ appropriata a un orco che all’amato guerriero, che sara’ stato imponente, vigoroso – ma non massiccio.

    - l’arpa col profilo di un volto femminile è un modo per descrivere l’oggetto, che merita pure un po’ di descrizione, visto che è speciale e magico.

    Nulla che non torni utile alla storia deve essere descritto: i “riempitivi” messi li’ perche’ “fa figo” non sono altro che il vezzo inutile di un autore alla ricerca affannosa di qualcosa da dire.

  131. 131 Okamis

    Carlo, invece di fare il critico dei poveri commenta nelle sezioni appropriate. Qui si parla del libro della Troisi, non dei miei. Tra l’altro paragonare un racconto di due pagine (che sono il primo ad aver definito privo di alcuna valenza artistica) con una che ha già pubblicato 8 romanzi non ha senso. Se vuoi commentare quanto scrivo vai su FM o Writer’s Dream, dove tra l’altro trovi il mio romanzo. Qui non rispondo nemmeno alle tue note prive di senso. Basta aprire un dizionario infatti per smentire quanto da te detto. Vai a cercare massicio, poi ne riparliamo se non fa riferimento alla corporatura come aggettivo.

  132. 132 Carlo

    Okamis scrive:

    Carlo, invece di fare il critico dei poveri commenta nelle sezioni appropriate. Qui si parla del libro della Troisi, non dei miei.

    E’ bello sentirselo dire da colui che e’ venuto proprio qui a far pubblicita’ ai propri libri.

    Tra l’altro paragonare un racconto di due pagine (che sono il primo ad aver definito privo di alcuna valenza artistica)

    … no, tu sei stato il primo a metterci un link per mostrare quanto scrivi bene. “Privo di alcuna valenza artistica” lo hai definito per ultimo, non per primo…

    con una che ha già pubblicato 8 romanzi non ha senso.

    Questo avresti dovuto dirlo ad AryaSnow, non a me… :-)
    Inoltre e’ gia’ stato piu’ volte assodato che quanto la Troisi ha pubblicato e venduto non deve contare un cazzo sul giudizio che ci facciamo di lei.

    Se vuoi commentare quanto scrivo vai su FM o Writer’s Dream, dove tra l’altro trovi il mio romanzo.

    Non ci penso nemmeno: mi piace la barca dei gamberi, e resto qui. Dopo avere letto quelle poche pagine, ho deciso di non leggere piu’ nulla di tuo (si fa cosi’ anche con la Troisi, con la Strazzulla, ecc, quindi non vedo perche’ non si possa fare con te).

    Okamis, sei venuto qui facendo lo sbruffone. Cosa ti (vi) sarebbe costata un po’ di generosita’? Quale figura migliore ci avresti fatto mostrando tolleranza, amicizia, comprensione nei confronti di altri tuoi colleghi scrittori? Non credi che la gente sarebbe stata persino piu’ ben disposta nei tuoi confronti? Guarda che e’ vero che chi semina vento raccoglie tempesta.

    Qui non rispondo nemmeno alle tue note prive di senso. Basta aprire un dizionario infatti per smentire quanto da te detto.

    L’ho aperto, e non ho trovato smentite.

    Vai a cercare massicio, poi ne riparliamo se non fa riferimento alla corporatura come aggettivo.

    Non ho detto che massiccio non e’ usabile con riferimento alla corporatura. Ho detto che, se usato, comunica un senso di ottusita’ e forza bruta. Era quello che volevi comunicare? Ricorda che per imparare a scrivere devi imparare a leggere, prima.

  133. 133 Okamis

    1) I link ai miei racconti me li ha chiesti Aryasnow se vai a vedere.

    2) La mia “comprensione”, come la chiami tu, la mostro verso autori italiani e stranieri che se la meritano (la strazzulla ad esempio, pur rivolgendosi a un pubblico di giovanissimi, non la trovo poi così malvagia). I miei scrittori di riferimento sono, per quanto riguarda il Fantasy, Mieville, Jordan, Carey. Gente ben lontana, stilisticamente, dalla Troisi. Lodare una scrittrice solo perchè italiana non avrebbe senso per me. Senza contare che tu parli al plurale, come si io avessi criticato tutti gli scrittori italiani, quando invece finora ho commentato solo a riguardo di questo libro.

  134. 134 Carlo

    Okamis scrive:

    1) I link ai miei racconti me li ha chiesti Aryasnow se vai a vedere.

    E’ vero. E poi io stesso ti avevo sfidato a mostrare qualcosa di tuo. Pero’ la forte sensazione che non miravi ad altro che questo rimane: e’ abbastanza ovvio che tu sia venuto qui per farti pubblicita’.

    2) La mia “comprensione”, come la chiami tu, la mostro verso autori italiani e stranieri che se la meritano [...] Lodare una scrittrice solo perchè italiana non avrebbe senso per me.

    E’ colpa mia, evidentemente non mi sono spiegato bene: la sostanza del mio discorso e’ che occorre un minimo di umilta’ e di prudenza: fa abbastanza specie vedere uno che scrive cosi’ male mettersi a giudicare cosi’ ferocemente altri autori come lui, piuttosto che giudicare ferocemente se’ stesso. Di nuovo: trovo triste vedere una persona che non cerca di emergere migliorando se’ stessa, ma che ci prova cercando di tagliare le gambe ai suoi competitori.

    Se sei un critico, critica meglio che puoi. Se sei uno scrittore, scrivi meglio che puoi. Non puoi fare entrambe le cose: se sei uno scrittore, l’unica reale “critica” che potrai fare in modo credibile consistera’ nello scrivere bene.

  135. 135 dawe

    Ciao, sono finito su questa recensione assolutamente per caso.
    Non ho mai letto Licia Troisi (e forse non mi piace troppo la fantasy) e non credo la leggero’ mai… ad ogni modo ho trovato i tuoi appunti e commenti esilaranti e pungenti, mi sono fatto piu’ che due risate! Complimenti, devo aggiungerti ai favoriti!

  136. 136 Poflin

    Perdonate, riporto un vecchio post a cui ho sentito l\’impellente bisogno di rispondere! Ricordate la discussione sulla manutenzione delle mura? Io per prima non sono una vera esperta, ma per favore, informati, prima di dare spiegazioni \”supposte\” :)

    jiggly dixit:

    Probabilmente (e dico probabilmente, non osando mettermi contro una quasi quasi quasi quasi quasi architettA) i condotti sono stati creati in un secondo momento (rispetto alla costruzione del complesso).

    Molto, molto poco probabile dal punto di vista costruttivo. Come cotruiresti una porta? Monti un muro di mattoni e poi lo sfondi creando una forma rettangolare? Se anche lo facessi, potrebbero crollarti mattoni in testa, perchè manca un\’architrave, cioè una cosa nascosta sotto la traversa della porta che impedisce al vano/porta di collassare. Adesso, appurato questo, e che i mattoni sono relativamente leggeri perchè forati all\’interno, immagina di scavare un cunicolo nelle solide pietre di una fortezza! Se fosse troppo largo, la muratura rischierebbe di crollare. Le mura esterne (cioè di difesa, le più massicce) di un castello medievale sono spesse mediamente 3 o 4 metri. Probabilmente se si scavasse all\’interno di queste un cunicolo di 80 cm di larghezza (minimo spazio per il passaggio umano) reggerebbero, ma che mura di difesa sarebbero, se, una volta distrutto quel metro o poco più che separa l\’esterno dal cunicolo, i nemici riuscissero a passare tutti da lì?

    Ora, non vi viene il dubbio che siano stati fatti per portare materiali, strumenti, forse persone, dall’interno della città in linea diretta con la prossimità delle mura per evitare di fare il giro, bypassare ostacoli, magari scendere scale e impiegare un mucchio di tempo? Chissà , magari va di moda farmi i lavori il più lentamente possibile di questi tempo…

    Mi va benissimo che fossero dei passaggi simili a corridoi, costruiti a tale scopo. Il problema sostanziale è che NON sono stati costruiti a tale scopo, ma per una cosidetta \”manutenzione\”. Non credo sia spiegata bene nel libro, questa cosa: c\’è un cunicolo in cui si striscia, poi delle scale…Se volevano mantenere le mura avrebbero dovuto riempire quel cunicolo! Se fosse stato un muro senza passaggi, ovviamente, si sarebbero create meno crepe :) è una cosa che si contraddice da sola!

    Altra parentesina.. chi cavolo ha detto che sono pareti portanti?

    Perchè un sistema di costruire diverso da quello a pareti portanti, per edifici in laterizio o pietra, è stato scoperto solo alla fine del 1800!! Inoltre, visto che LT ci fa intendere che il Mondo sia simil-medievale, in quell\’epoca non esistevano altri mezzi di costruzione, era tutto portante, a causa del peso eccessivo della pietra. Ti sei mai chiesta perchè molte palazzine medievali hanno le finestre allungate tutte in fila, o quelle superiori più larghe di quelle inferiori? perchè se non fosse stato così la struttura sarebbe crollata! :)

    grazie dello spazio e scusate, spero che questa lettura sia stata utile a qualcuno.

  137. 137 Diamo a Licia quel che è di Licia « Il Trenino di Marzapane

    [...] Nihal della Terra del Vento – La missione di Sennar – Il Talismano del [...]

  138. 138 Lori

    Ciao!
    Ho appena finito di leggere le Cronache…
    Le tue recensioni mi hanno fatto spanciare dalle risate, grazie! (le ho citate sul mio blog).
    Secondo me hai lasciato un po’ a margine della tua critica il fatto che i personaggi sono sostanzialmente obbligati dal narratore a fare quello che fanno, solo perchè sono stati inventati così. o mezz’elfi, o donne o con i capelli neri. Non c’è nessun approfondimento psicologico.
    E poi chiediamocelo, se il Tiranno lavora da decenni ad un incantesimo per distruggere le Terre, perchè non se ne è stato al caldo nella sua stanzetta con cioccolata e Digestive? Pensa la soddisfazione di fregare tutti di sorpresa.
    Secondo me avrebbe detto “Uno a zero palla al centro”!

  139. 139 Stefano

    Beh, Carlo, di critici che non fossero scrittori ne ho visti davvero pochi e di scrittori che criticano i colleghi ce ne sono a decine, siano essi editi o no. Il nostro amor proprio ci fa ritenere le nostre opere migliori di altre. Non ci vedo nulla di male, come non vedo nulla di strano nel volersi fare un po’ di pubblicità.
    Come mai Licia Troisi ha urtato tanto una categoria di scrittori e lettori?
    Direi che la causa principale è stata la campagna pubblicitaria enfatica che ha ricevuto, di cui fa parte anche la strana vicenda della sua pubblicazione. Una cosa che ha fatto prudere le mani a molti.

  140. 140 LilianAstria

    Come credo buona parte dei commentatori di questo sito, anche io sto scrivendo un libro (naturalmente fantasy), e sono rimasta sconcertata dall’ottusità ed ignoranza che ha mostrato la troisi non solo nel descrivere le scene di guerra, ma nello sbagliare addirittura semplici termini militari o lo svolgimento di azioni come tendere la corda di un arco… non è semplice, non è facile! (come già citato da gamberetta), io mi sono fatta il culo in quello sport! Oltre che una notevole forza fisica, se non mantieni le spalle in asse col tuo bersaglio, e la giusta posizione di gambe e piedi, quando lasci andare la corda, ti mozzi il naso o le tette! (naturalmente ciò e valido solo per le donne) Io sono tornata a casa decine di volte con dei begli ematomi viola su viso e petto durante i primi allenamenti…
    Insomma, credo che prima di descrivere certe azioni bisogni provarle sulla propria pelle, non per altro io ho fatto nuoto, equitazione, tiro con l’arco e scherma, e sono sicura che descriverò 200 miliardi volte meglio della troisi, e di altri scrittori inetti…

  141. 141 alice

    piccolo OT (perdonatemi, ma sono disperata :( )
    @LilianAstria

    non è semplice, non è facile! (come già citato da gamberetta), io mi sono fatta il culo in quello sport! Oltre che una notevole forza fisica, se non mantieni le spalle in asse col tuo bersaglio, e la giusta posizione di gambe e piedi, quando lasci andare la corda, ti mozzi il naso o le tette! (naturalmente ciò e valido solo per le donne) Io sono tornata a casa decine di volte con dei begli ematomi viola su viso e petto durante i primi allenamenti…

    sono mesi e mesi che voglio praticare tiro con l’arco, ma non so proprio cosa devo aspettarmi e a chi devo rivolgermi. Inoltre un guaio è il fatto che ho sentito che gli allenamenti si svolgono ale 21. So che è una richiesta stupida, ma potresti darmi qualsiasi informazione su questo meraviglioso sport?
    Grazie mille

  142. 142 Kuni

    Cara gamberetta (non avendo trovato il tuo nome non posso chiamarti altrimenti),
    ieri sera ho letto il tuo articolo e sono molto interessata a discuterne. Vi sono punti in cui mi trovo in pieno disappunto e altri in cui devo darti ragione. Ieri ho appunto provato a scrivere una mia discussione, ma non mi è stato possibile pubblicarla… Non so per quale motivo non mi riconosceva valida la anti-spam word, sebbene l’abbia inserita correttamente più di una volta. Spero che mi sia pubblicato almeno questo commento. Se così sarà, vorrei parlarne con te, magari via e-mail. Grazie dell’attenzione!

  143. 143 Gamberetta

    @Kuni. Purtroppo non so cosa possa essere andato storto. Ogni tanto i commenti non appaiono subito perché per qualche ragione fanno scattare il filtro anti-spam e devono essere approvati a mano. Tuttavia il tuo commento non compare tra lo spam. Posso solo pensare ci sia un problema o dal tuo lato o dal nostro, però non saprei quale.
    Prova a postarlo di nuovo, se ancora non funziona, mandalo a:
    gamberifantasy@gmail.com
    lo pubblicherò poi io a tuo nome.

  144. 144 LilianAstria

    sono mesi e mesi che voglio praticare tiro con l’arco, ma non so proprio cosa devo aspettarmi e a chi devo rivolgermi. Inoltre un guaio è il fatto che ho sentito che gli allenamenti si svolgono ale 21. So che è una richiesta stupida, ma potresti darmi qualsiasi informazione su questo meraviglioso sport?

    Se hai mano ferma e una discreta mira riuscirai certamente bene. Se utilizzi l’arco tradizionale, cioè quello che ti danno in dotazione nella struttura nella quale ti alleni, certamente ti farai dei bei muscoli alle braccia, poiché tenere in tensione la corda è molto più faticoso di quello che sembra, sopratutto le prime volte quando, per prendere la mira, ci metterai diverso tempo… se invece acquisti un arco in un negozio d’armi (naturalmente devi possedere un porto d’armi), puoi acquistare uno di quegli archi moderni, grazie ai quali tenere in tensione la corda non comporta alcuno sforzo (ma secondo me si perde il bello del tiro con l’arco; facile è brutto XD).
    Se intraprenderai questo sport, ti consiglio inoltre di comprarti una pettorina (o come lo chiamo io un “para tette”), dato che, sopratutto durante i primi allenamenti, quando non hai imparato ancora la giusta posizione da tenere, ti capiterà di mollare la corda in tensione che, nel tornare alla sua posizione originale, con un rapidissimo movimento sfregherà contro le guance, ti mozzerà il naso e finirà per “urtare” dolorosamente il seno… almeno con l’adeguata protezione torni a casa con qualche livido in meno ^^

    OT end

  145. 145 Kuni

    Ho notato con piacere che questa volta il mio commento è stato pubblicato. Bene, allora posso già cominciare la mia discussione. Ho notato innanzitutto che non hai minimamente dato spazio alla comprensione nei confronti dell’autrice -certo, certo, sadismo che ti diverte ai limiti del possibile- e non ho alcuna intenzione di chiederti o di pregarti in ginocchio di farlo (anche perché mi sarebbe fisicamente impossibile). Solo che io al posto tuo gliene avrei data un po’. Dunque, vorrei cominciare da quello che tu stessa hai definito null’altro che un piccolo particolare. L’arco.

    –> INSOLITO: inatteso, inconsueto, fuori dal normale [...] (Dal lat. insolitus , composto di in- e solitus, “abituale”) {Citazione da “Il Dizionario della Lingua Italiana, Giacomo Devoto – Gian Carlo Oli}

    Dunque, a parer mio, l’utilizzo dell’aggettivo “insolito” nel contesto da te analizzato è opportuno, in quanto l’arma -ricordiamo, arco e frecce- non è sconosciuta alla conoscenza della protagonista, bensì alla sua esperienza personale (forse alzerai gli occhi al cielo, “ancora questa lagnosa e le sue esperienze personali!”). Infatti, in quel punto della storia, Nihal è una sedicenne, la cui “esperienza combattiva” è limitata all’utilizzo della spada. Perciò credo che l’autrice volesse intendere l’arco “insolito” a lei, in quanto non l’ha mai preso in mano prima, è fuori dalla sua abitudine (così come si nota dall’etimologia della parola, da me analizzata precedentemente) e che sia questa la corretta interpretazione da darsi -anche se ovviamente sono solo pareri. Per quanto riguarda la forza, devo ricordarti che hai preso ad esempio l’arco inglese che -ad esclusione di quello moderno- è il più grande della categoria, quindi anche il più necessito di potenza da parte dell’arciere. Sapevi che sono stati ritrovati resti di natura umana, appartenenti al medioevo, di uomini etichettati appunto come arcieri i cui avambracci e spalle (destri o sinistri che fossero) erano sproporzionatamente sviluppati? Ad ogni modo, di archi, andando anche in retromarcia nel tempo (e continuando ad escludere quelli moderni, che mi sembrano totalmente fuori discussione al momento), ne esistono di innumerevoli tipologie, e ve ne sono anche di molto piccoli e leggeri. Ma voglio andare incontro all’autrice. Dal momento che la storia si svolge in un mondo non documentato -chiaramente- e quindi anche inesistente, che ospita creature altrettanto inesistenti, quali mezzelfi, maghi, gnomi, folletti e draghi, non è da escludere che le armi di cui si parla siano inesistenti anch’esse e che quindi un arco di tale mondo possa essere alla portata di una ragazzina deboluccia. Materiale straordinariamente leggero e flessibile? Presa agevole alla mano? Chissà. Ma penso che sia difficile e non sempre opportuno paragonare un luogo immaginario e i suoi elementi alla realtà con cui ogni giorno noi troviamo a rappportarci. In fondo, intenzione o meno dell’autrice, stiamo parlando di un “fantasy” (lo metto tra virgolette, che è meglio per tutti) e di cose impossibili per noi “esistenti” ce ne sono a valanghe.

    Va bene, va bene, alterniamo punti di disaccordo con punti di accordo. Devo darti ragione nel momento in cui lamenti l’ignoranza militare della Troisi (fatto dell’arco a parte) e la sua poca attenzione a quelli che dovrebbero essere i momenti “clue” della storia, quali le famose battaglie contro le truppe del Tiranno. È vero che dedica molto più tempo alle descrizioni vanesie dell’aspetto di Nihal che non ai momenti di guerra, intorno ai quali dovrebbe svolgersi la trama. Forse questo a dimostrazione della ben poca esperienza dell’autrice, che parlando di una donna da donna, non riesce ad equilibrare i momenti descrittivi a quelli narrativi e preferisce dilungarsi sulla bellezza dei capelli blu invece che sulla sconfitta del nemico (una volta tanto che viene sconfitto…). Concordo anche sulle misure assolutamente improbabili che la scrittrice (dovrei mettere anche questo tra virgolette secondo te? ;) ) deve aver scelto a caso tra i suoi numeri preferiti, inappropriatamente però, dal momento che si riferiscono ad elementi che hanno bisogno di misure realistiche -e anche ragionate. Un “gigantesco” drago di solo due metri mi lascia perplessa, ma devo trovare una piccola difesa per l’altezza della torre. Infatti ti sei trovata di nuovo a paragonare questo mondo inesistente al mondo odierno e alle sue modernità. Devo ricordarti che nel primo tutto è possibile? Trovo quindi abbastanza accettabile l’altezza di 600m (mh, forse comunque esagerata), ma trovo stupida la relazione con l’ “imponente” portone d’ingresso, di soli 5 metri. È vero che probabilmente la Troisi non ricorda nemmeno ciò che ha scritto parlando di una guerra cominciata da quarant’anni, di una giovane apprendista che, a un mese dal suo primo combattimento, si può già dire uscita vincente e perdente da “molte battaglie”. Per quanto riguarda il fatto del corpetto colorato -o qualsiasi segno di riconoscimento fosse- indossato dai Cavalieri di Drago, devo riconoscere la banalità dell’idea, ma non per questo la sua stupidità. I nemici avrebbero saputo comunque che i Cavalieri in questione erano le prede più “pregiate”, corpetto o meno. Certo, piuttosto infantile l’immagine della persona più importante col vestitino più bello, ma non la trovo stupida.

    Bene bene, per ora mi sono dilungata abbastanza e il mio tempo stringe. Non so se la considererai come una minaccia o come un piacevole confrontro, ma… tornerò! Voglio concludere la mia discussione… =)

    Saluti interessati, Kuni :D

    P.S.= comunque io ho appena finito di leggere il primo libro della trilogia e devo ammettere che è davvero scorrevole, una lettura leggera e rilassante. Lo dico, mi è piaciuto. Imperfezioni a parte…

  146. 146 Il Paladino

    Comunque un braccio è pari a 1,828 m, perciò la Torre sarebbe alta 2193,6 m (solo 550 piani?), il portale è alto 18,28 m, la cascata 109,68 m e il drago al garrese 7,31 m (gli serve una scala parecchio alta per salirvi).

    Un miglio = 1,61 km

    Una lega (3 miglia) = 4,83 km

    Io mi interesso di strategia militare, e puoi capire come la Troisi sia una fonte inesauribile di comicità. L’esercito di centinaia di migliaia di uomini, mi sembra molto Erodoto coi Persiani alle Termopili o a Platea, dove, secondo i miei calcoli, ogni greco avrebbe dovuto uccidere 776 persiani. Ipotizzando anche un arco ed un ottimo arciere, in una faretra ci stanno dalle 15 alle 30 frecce al massimo.

    Un esercito di 100.000 uomini per prima cosa non può viaggiare compatto, perchè consumerebbe ogni risorsa presente in una regione (150.000 litri d’acqua e almeno 100 tonnellate di cibo al giorno), perciò deve essere dislocato in varie legioni, coorti, reggimenti che dir si voglia. Senza contare che è immensamente complicato condurlo, servirebbero schiere di centinaia di musicanti e trombettieri o di araldi per impartire gli ordini di marcia.
    Questo è il motivo per cui l’assedio, nel caso di un esercito così grande, è la forma meno preferibile d’attacco, in quanto si protrae nel tempo.
    E’ ciò che sprimentarono i crociati durante la Prima Crociata sotto le mura di Antiochia, nel 1098, dove persero tutti i cavalli (che morirono di fame e furono mangiati), devastarono la regione tanto che non ci fu più cibo nel raggio di 30 miglia da Antiochia, e persero quasi 1\4 degli effettivi tra morti, inabili al combattimento e defezioni.
    Loro erano 25.000 però, non centinaia di migliaia.

    Certamente non esiste solo l’arco inglese (60 kg di trazione sono comunque esagerati), anche di più piccoli, ma ovviamente ne risente la gittata e l’efficacia della freccia. Il materiale con cui è fatto può migliorare la presa e il comfort generale, dal momento che l’arco pesa meno, però ogni arco è libbrato in un certo modo e di lì non si scappa. Per ovviare all’inconveniente esistevano le balestre, che potevano essere caricate sia mediante l’utilizzo delle due braccia, che mediante l’appoggio della balestra al petto e l’utilizzo di braccia e di un piede.
    Mediamente la balestra aveva una gittata superiore rispetto ad un arco, tuttavia gli archi lunghi inglesi la superavano (e fu una delle ragioni per cui i francesi in battaglia persero spesso durante la guerra dei Cent’Anni).

  147. 147 Kuni

    Propongo lezioni da parte di Paladino a Licia Troisi sulla strategia militare u.u .

  148. 148 Il Paladino

    No, non esageriamo, anche se ne avrebbe bisogno.

    Non serve avere nozioni avanzate di strategia militare come la conoscenza della difesa \”avanzata\”, \”interna\”, \”esterna\”, le modalità di costruzione di un castello, di un terrapieno, di un limes.
    Basterebbe un po\’ di buonsenso e un attimino di riflessione (oppure un minimo di documentazione).

    Prima o poi qualcuno mi spiegherà come sia possibile salire su un drago con un\’armatura di metallo che peserà almeno 20 kg, più spada (2 kg diciamo), e vestiti (1 kg). I cavalieri non per niente in battaglia avevano almeno due scudieri e uno stalliere ciascuno.
    Non ci ho mai provato, ma salire su una scala con pendenza praticamente del 90-100%, con 25 kg di roba addosso deve essere parecchio faticoso. Difficile adattare delle staffe ad un drago!

    Perchè quando la magia potrebbe risolvere tutto non la mettono in campo?

  149. 149 Stefano

    Non è il caso, a mio parere, di fossilizzarsi sulle minuzie in ambito militare: in Brooks o in D&D queste cose si vedono a bizzeffe. Magari c’è da rimanere perplessi se un’armata viaggia alla velocità della luce o se in una sola battaglia, i pochi striminziti regni rimasti riescono a capovolgere l’esito di una decennale guerra.
    Capisco che gli arceri tra voi possano inalberarsi di fronte a certe pecche, ma, lo sappiamo, lo scopo più o meno consapevole di questo ciclo era ammaliare i lettori con i sentimenti. Quando questo non succede… beh non rimane proprio nulla.

  150. 150 Kuni

    Certo, scusami, Paladino, non intendevo “lezioni nello specifico”, ma proprio come hai detto tu, come minimo un po’ di buon senso.
    E, per Stefano, il fatto dell’arco non è al centro della mia critica. Come ho scritto, non è nient’altro che un minuscolo particolare. Volevo solo discuterne e dare la mia opinione all’autrice della recensione. In futuro vorrò discutere degli altri aspetti proposti da Gamberetta, ben più rilevanti di un arco!

  151. 151 alice

    LilianAstria scrive:
    sono mesi e mesi che voglio praticare tiro con l’arco, ma non so proprio cosa devo aspettarmi e a chi devo rivolgermi. Inoltre un guaio è il fatto che ho sentito che gli allenamenti si svolgono ale 21. So che è una richiesta stupida, ma potresti darmi qualsiasi informazione su questo meraviglioso sport?

    Se hai mano ferma e una discreta mira riuscirai certamente bene. Se utilizzi l’arco tradizionale, cioè quello che ti danno in dotazione nella struttura nella quale ti alleni, certamente ti farai dei bei muscoli alle braccia, poiché tenere in tensione la corda è molto più faticoso di quello che sembra, sopratutto le prime volte quando, per prendere la mira, ci metterai diverso tempo… se invece acquisti un arco in un negozio d’armi (naturalmente devi possedere un porto d’armi), puoi acquistare uno di quegli archi moderni, grazie ai quali tenere in tensione la corda non comporta alcuno sforzo (ma secondo me si perde il bello del tiro con l’arco; facile è brutto XD).
    Se intraprenderai questo sport, ti consiglio inoltre di comprarti una pettorina (o come lo chiamo io un “para tette”), dato che, sopratutto durante i primi allenamenti, quando non hai imparato ancora la giusta posizione da tenere, ti capiterà di mollare la corda in tensione che, nel tornare alla sua posizione originale, con un rapidissimo movimento sfregherà contro le guance, ti mozzerà il naso e finirà per “urtare” dolorosamente il seno… almeno con l’adeguata protezione torni a casa con qualche livido in meno ^^

    OT end

    Grazie, adesso non mi resta che iscrivermi a un corso… anche se non ho la minima idea di dove andare a cercare.
    Comunque, grazie ancora. Gentilissima.

  152. 152 wewec

    @Kuni. Nel passaggio su Nihal arciera Gamberetta non ha contestato il chiamare insolito l’arco, ma si è limitata a riportare uno stralcio della scena e a specificare di che arma si parlasse, evitando di dover includere altre dieci righe di citazione: poi la critica era rivolta unicamente alla parte sulla forza necessaria a tenderlo.
    Inoltre, riguardo all’altezza della torre, il vero problema era più che altro il suo essere divisa in 15 piani ( alti 40 metri l’uno ): un ragazzo che cadesse per due di questi piani difficilmente se la caverebbe con le ginocchia sbucciate XD ( se non sbaglio nel primo libro c’è proprio questa scena )

  153. 153 Kuni

    @Wewek: hai ragione, mi sono soffermata troppo sul punto dell’ “insolito”. Comunque, il fatto della torre ha lasciato veramente perplessa anche me… E certo, un ragazzino che cadendo da 80 m riuscisse a cavarsela solo con una sbucciatura sarebbe davvero strano ._. … Lol!

  154. 154 wewec

    @Kuni. No, non è strano, è fantasy! XD

  155. 155 Bagongo

    Quoto in pieno l’articolo di critica.
    In particolare vorrei sottolineare un aspetto, ovvero la genialità dell’operazione commerciale proposta con la pubblicazione di questo libro.
    Se effettivamente analizziamo lo spessore e le vicende umane della protagonista, operazione che la stessa autrice suggerisce per cogliere l’intrinseco valore dell’opera (“Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”), ci si può benissimo rendere conto di essere di fronte al primo caso di fotoromanzo travestita da romanzo fantasy.
    Le vicende sentimentali di Nihal hanno lo spessore di quelle narrate in in Kiss me Lycia o nei romanzi Harmony, presentando amorazzi infantili conditi in salsa di pseudo ribellione adolescenziale, in cui l’eroina di turno lotta contro il mondo per raggiungere l’amore.
    In questo senso credo vada colta l’astuzia della cosa, ovvero l’idea di unire due generi completamente diversi per attrarre un pubblico variegato, e forse anche in questo modo si può spegare il successo che ha avuto.
    D’altra parte il romanzo rosa è un genere che sopravvive da decenni mentre il fantasy è un genere che ultimamente, sulla scorta della versione cinematografica de il Signore degli Anelli ha ritrovato nuova linfa.
    Probabilmente il libro della Troisi è stato visto come un punto di sintesi di questi due generi.
    Quanto sia stata felice questa operazione è sotto gli occhi di tutti.

    Con l’augurio che un simile abominio non si ripeta (più che per la commistione in sè, per il risultato), porgo cordiali saluti.

    P.S. questo post sicuramente irriterà qualcuno, per tutti gli altri buona lettura ;-)

  156. 156 Davide

    “Con l’augurio che un simile abominio non si ripeta (più che per la commistione in sè, per il risultato), porgo cordiali saluti.”

    La commistione si è già ripetuta. Guarda Twilight, per dire.

  157. 157 Alice

    Guarda, non ho letto nulla di Licia Troisi, ma dopo la tua recensione credo mi dedicherò ad attività più utili (penso che anche contare i nei sul mio braccio sinistro potrebbe rientrare nella categoria, a questo punto)!
    In compenso, mi hai regalato una lunga sequenza di risate… non è tanto per la tematica, ma per l’ironia con cui hai esposto il tuo pensiero!
    Hai mai pensato di scrivere un libro? :-P
    Buona giornata!!!

  158. 158 alice90

    un’altra alice :)
    Credo che, per non creare confusione, cambierò il mio nick lasciando alla nuova il suo.

    alice90

  159. 159 DelemnO

    Vi adoro. Sapere che qualcuno la pensa come me sul conto della troisi è così corroborante per i nervi di una povera aspirante scrittrice fantasy qual sono, sapendo bene che i miei personaggi femminili verranno sempre paragonati a Nihal quando sono stati concepiti prima che lei avesse la malaugurata idea di scrivere.
    L’idea di contare quante volte piange Nihal è geniale sappiatelo.
    Vorrei segnalare altresì un’altro sfondone: Nihal è armata di una spada di cristallo nero. Ora, perchè? che domande, perchè fa figo.
    Peccato però che uno dei requisiti principali di una lama è la flessibilità.. come le leggendarie lame di damasco che, si diceva, potessero piegarsi attorno a una roccia e riprendere la forma originale.
    E come cavolo fa una spada di cristallo nero, sia pure di un’elogiata solidità, a essere flessibile? Semplice, non lo è.
    E qui si potrebbe anche fare un lungo discorso sulle possibilità di sopravvivenza ad uno scontro con 10 ottimi soldati in un’arena..e dell’utilità in battaglia di un corpetto di pelle e pantaloni coi lacci ai fianchi e basta!. A sto punto era più protetta se andava in giro nuda, tanto c’era la sua fedele spada a proteggerla da eventuali stupratori.
    Per me che faccio rievocazione storica, leggere queste cose è stato doloroso, specie per il tempo speso su trattati e in chiacchere con esperti per evitare ( dove possibile) tali errori..

  160. 160 gugand

    DelemnO: le spade flessibili (tipo fioretti) sono ottime solo contro avversari privi di armatura o comunque non troppo corazzati.
    Le armi piu’ grandi come la claymore a 2 mani o la flamberga erano tutt’altro che flessibili e spazzavano via i nemici per la sola massa.
    O la daga romana che era simile ad un pugnale grosso.
    Ad ogni arma si associa uno stile di combattimento appropriato e puo’ dare vantaggi e svantaggi a seconda dell’equipaggiamento dell’avversario.
    Se sia meglio uno o l’altro non lo so giudicare, ma visto che la troisi non si e’ mai degnata di far capire cosa succede durante uno scontro, credo che il problema che hai posto sia il male minore.

  161. 161 DelemnO

    Per carità, hai ragione. Ma la spada di Nihal dovrebbe essere una semplice spada a due mani, al massimo uno spadone, stando alle descrizioni.Che dovrebbero essere flessibili no? (adesso mi viene il dubbio..)Almeno un minimo..E per quanto riguarda la flamberga ( o la claymore), non credo che la spada di Nihal sia una di esse, stando alle “descrizioni” dei duelli.In caso contrario la voglio vedere una sottile come un giunco con una flamberga, e così giovane.
    Sarebbe più alta di lei.

  162. 162 mariateresa

    Io vorrei tanto vedere una sottile come un giunco alle prese con una spada o spadone a due mani e per giunta di cristallo nero…ma siamo impazziti? Un po’ di coerenza, diamine! E ditemi un po’:come fanno i cavalieri dei draghi a combattere sul dorso delle bestie in questione impugnando spade che di certo non superano il metro di lunghezza(massimo un metro e mezzo)? Se si sporgono troppo, rischiano di farsi male. Povero Fen, sarà cascato di dosso al drago mentre si sporgeva per colpire? Mannaggia ste spade, le potevano fare lunghe come lance!
    Una scena del romanzo però la devo proprio difendere, mi ha tenuto lontana dalla depressione scolastica per mesi:Nihal in gonnella sul dorso di Oarf che combatte contro Ido.Esilarante! Già è difficile stare su qualsiasi tipo di bestia da soma in gonnella, figuriamoci a combattere! Mi chiedo se Licia abbia messo la scena non rendendosi conto di rendere il contesto ridicolo, oppure per rendere la storia un po’ interessante e divertente dopo tutte le lacrime di angoscia e tristezza versate da Nihal(e da me per la trama della storia).

  163. 163 DelemnO

    In effetti… sarebbe più sensato se combattessero solo armati di lancia finchè sono a dorso di drago. E vi giuro che non ho mai capito come fossero esattamente fatte le città della terra del vento. Mai. Avrò riletto la descrizione di Salazar 387456 volte. Sarebbero tipo dei pozzi con al centro i giardini? Ma allora una gran parte delle case non sarebbe mai illuminata.. Sarebbero tipo dei colossei? Plausibile, ma allora perchè parlare di torri?
    Magari sono scema io eh.

  164. 164 mariateresa

    No no, non sei scema…e che a leggere certe cose uno o due neuroni li perdi sempre.

  165. 165 Vincent Law

    neanche io ho mai capito come accidenti è fatta Salazar. ho capito solo che ha tante torri e pinnacoli. A proposito, ho notato che a Licia Troisi piacciono molto questi pinnacoli: in ogni città ce ne sono almeno una decina con torri e torrette varie.
    Me la immaggino la Troisi, bendata, che apre a caso il dizionario dicendo: “la parola che punto con il dito la metto a pag. 125!” :)

  166. 166 DelemnO

    Non lo escluderei.

    Comunque non so se sono fortunata io o questo libro contiene più errori che cose sensate, o forse entrambi. Ieri ho aperto delle pagine a caso e: ( a proposito di Salazar)
    Un’unica immensa torre che conteneva una piccola metropoli di quindicimila persone..

    Definizione di “metropoli” da wikipedia

    Una metropoli (in greco antico metèr = madre e polis = città/popolazione) è una città di grandi dimensioni la cui area metropolitana si aggira intorno o supera il millione di abitanti

    Io dico che tra quindicimila e un milione c’è parecchia differenza. Va bene, si parla di “piccola metropoli”, ma avrei accettato il termine per novecentomila o ottocentomila persone, o giù di lì. Considerando che spesso il termine metropoli indica anche l’area che la circonda ( periferia, zona industriale..), diventa poco applicabile a una torre. Altro che la rocca del tiranno! Oltretutto stona molto come termine, troppo moderno nel contesto, imho.

    Poi un paio di pignolerie..

    Soana raccolse un po’ di verdura fresca e si mise a preparare una zuppa. Nihal stava a guardare: a vederla lì, intenta a tagliare zucchine, la zia sembrava una donna del tutto normale.

    La Troisi dichiara di riferirsi a un medioevo scolastico, studiato sui libri di scuola. Probabilmente non ha aperto manco quelli. Le zucchine sono americane, inserirle in tale contesto sarebbe come far bere un caffè al tiranno o far mangiare le patatine a Nihal e Sennar in giorno libero in un fast food di Makrat. Le uniche zucche diffuse in europa erano quelle che crescevano sottili e si rigonfiavano in fondo assumendo una forma rotonda, che venivano usate spesso come al posto degli otri.

    Dulcis in fundo. Sennar racconta la sua vita.

    Improbabile. Molte donne seguivano gli uomini in battaglia, senza bisogno di essere imparentate, a volte vi erano anche semplici vivandiere che preparavano i pasti, curavano i feriti e derubavano i cadaveri. Tant’è che la Troisi stessa parla di procaci vivandiere, quindi su sua stessa ammissione le donne sono presenti negli accampamenti.

  167. 167 Vincent Law

    Ma Delemn0, tu pretendi un po’ troppo. figurati se uno che pubblica per la mondadori si mette a documentare sulle vivandiere medievali e sulle zucchine! c’è pathos! c’e emotion! chissenefrega degli archi tesi delle 17enni e le scorte di un mese raccolte in una foresta di pietra!

    l’unica cosa che conserverei del libro è la bella copertina di paolo barbieri :)

  168. 168 DelemnO

    Ahahhaha vero anche quello. Comunque sugli archi tesi, la cosa la si poteva risolvere semplicemente con frasi tipo “Dopo un serio allenamento, NIhal fu anche in grado di tirare con l’arco, e la cosa più difficile per lei, così magra e sottile, fu proprio tendere la corda in maniera soddisfacente.” Non sarebbe in realtà impossibile, io ho quasi vent’anni ma sono magrissima, però sono in grado di tirare con l’arco ( devo solo aggiustare la mira..).
    La copertina è molto ben disegnata, ma mi sono stufata queste cose. Io a chi disegna/descrive certi abbigliamenti per una battaglia li sbatterei loro in mezzo a uno scontro vestiti così, poi vediamo. Di solito tollero di più i disegnatori, ma gli scrittori no.

  169. 169 Vincent Law

    è vero che ormai da un bel po’ di anni si è attestato che la donna guerriera non ha bisogno di una vera armatura (vedi: Xena) ma solo di qualche pezzo di ferro qua e là che lascia poco spazio all’immaginazione. Ma alla fine non mi sento di criticare i disegnatori di copertine, a loro gli si fa un ordine, in questo caso di disegnare una mezz’elfa 17enne in assetto da guerra ma allo stesso tempo abbastanza sensuale, e loro eseguono. Rimane poi il fatto che ad un imbecille qualsiasi basta una spadata nel giro vita per farle secche, ma questa è un’altra storia…

  170. 170 mariateresa

    La Troisi ha detto di rifarsi al medioevo scolastico, a quello studiato sui libri. Lì non c’è traccia dell’equipaggiamento delle donne guerriere. A questo punto, la poveretta va compatita. Ha dovuto per forza inventarsi un’improbabile diciasettene sex simbol armata di una spada che è due volte il suo peso(parliamo di spada in cristallo nero) e stretta fino a mozzare il fiato in corpetti stile settecento. Dal romanzo si evince che Nihal non era proprio elegante nell’abbigliamento militare, ma nemmeno tanto protetta e semplice. Era comunque roba aderente, soprattutto il corpetto di pelle, molto sexy e poco a prova di freccia e lama. Ma, ripeto, che colpa ne ha lei se sui libri scolastici non si parla di donne guerriere?
    Chiariamo una cosa:la Troisi odia documentarsi. Questo è evidente nel racconto, in modo più o meno grave. Passi la storia delle zucchine, può darsi che il medioevo della Troisi è basso e non alto(anche così si dovrebbe supporre sia un periodo pre-rinascimentale e appena di poco post-colombiano). Passi pure per i gatti e gli altri animali da lei citati nei paragoni, il fatto che non siano menzionati prima non significa che non esistano nel suo mondo. A forza potrebbe passare anche il fatto delle unità di misura e della metropoli, può darsi che i termini nel suo mondo per lei cambino di significato(eppure Tolkien diceva che se uno narra di un mondo opposto a quello dove vivono i lettori non sarà mai creduto, e aveva ragione!). Ma le donne guerriere no, quelle non possono passare. Sono il perno, il punto di partenza delle sue narrazioni, e per tanto devono essere verosimili. Non credo che Licia si sarebbe rovinata gli occhioni belli qualora avesse preso un qualsiasi libro di storia medievale non scolastico, contenente saggi, storie dei vari popoli ecc, e avesse cercato uno straccetto di notizia sulle donne guerriere. Avrebbe scoperto che, durante l’alto medioevo, le donne guerriere erano di stirpe nordica, prevalentemente celtica, scandinava, irlandese, islandese, scozzese(particolarmente feroci, appartenevano agli Scoti e ai Piti ed erano abili con l’arco), anglosassone, normanna(seguivano i pirati di solito), longobarda e burgunda(anche se più raramente). Ovviamente ci sono anche i sottogruppi di tali popoli, come ad esempio tra i celti spiccavano le donne galliche, che usavano tingersi il corpo con una strana sostanza bluastra chiamata vitrum in latino(De bello gallico di Giulio Cesare). Le amazzoni mitiche pare fossero di tale stirpe celtica, ma affine ai Galati, celti stanziatisi nella zona dei Carpazi(anche se spesso i romani confondevano i celti in generale con i Galati). In questi libri non scolastici vi sono vari documenti dell’epoca, riportati con tanto di commento, di come vestivano le donne guerriere e quali armi usavano. Premesso che non erano di costituzione esile, eccetto per alcune nordiche insulane(irlandesi, piti, scoti), erano capaci di portare armi come spade ad una mano e mezza, archi gallesi(gittata di circa 400 metri), piccole asce e grandi asce(le prime per le nordiche insulane), pugnali ricurvi usati a mo di piccole spade spesso accoppiati(si, non se li è inventati Tolkien i pugnali elfici accoppiati. Erano di moda presso gli anglosassoni, e il loro nome era saex). Dai dipinti, dalle sculture e da saggi sulla moda dell’epoca invece si evince che il tipo di abbigliamento era comodo e spartano, nulla di pretenzioso. Avete presente Ginevra interpretata da Keira knightley in king Arthur?Ecco, quello di solito era l’abbigliamento usato dalle donne in battaglia, ma spesso portavano i pantaloni, soprattutto le celtiche non romanizzate. Gli elmi erano poco usati, anche dai maschi, mentre erano molto importanti spallacci di cuoio e protezioni alle gambe. Erano robuste e comunque anche se magre muscolose e scattanti, capaci di una resistenza davvero notevole, tanto che molti storici dell’epoca se ne meravigliavano.
    Le cose qui riportate si trovano anche su internet, basta cercare!
    ps.alcune donne combattevano anche con gonne lunghe ma abbastanza larche e non ingombranti, ma non nel corpo a corpo

  171. 171 Vittorio

    Ho letto il post e tutti i commenti. Non ho letto il libro di Troisi, né lo leggerò, penso. Sono un appassionato di Tolkien, e ho letto un sacco di fantasy. Ora meno, anche se non disdegno ritorni occasionali. Vorrei fare due notazioni:

    1) Ai sostenitori di Troisi che hanno scritto arrabbiati sostenendo la superorità dell’emozione rispetto all’intreccio, dico che, di fronte a assurdità quali quelle che Gambera mette in luce, dovrebbero sentirsi presi in giro. Non rispettati. Quando un lettore legge Tolkien, si sente coccolato. Sa che tutto è controllato a perfezione, sa che, se controllasse, le fasi lunari sarebbero perfettamente coerenti allo scorrere del tempo nella narrazione, sa che il tempo dei viaggi è stato controllato e ricontrollato in modo maniacale, sa che la flora descritta è perfettamente coerente con la latitudine, sa che se un dialogo occupa lo spazio per percorrere cento metri, Tolkien controllava se fosse possibile. Sa che il numero dei contingenti descritti è compatibile con la qualità e la quantità di spazio che percorrono (l’armata di Saruman è composta da 10.000 orchetti, e impiega un sacco di tempo per percorrere lo spazio da Isengard a Deep’s Helm, saccheggiando nel percorso ogni risorsa agricola disponibile, e arrivando stremata alla meta).
    Non parliamo poi della sapienza linguistica. Leggendo il libro in inglese, ci si rende conto che ogni popolo usa una sfumatura linguistica diversa, da quella colloquiale e contadina degli Hobbit, a quella “alta” dei Gondoriani, a quella “arcaica” degli Elfi, e così via. Non parliamo, poi, delle lingue inventate! Quanto lavoro, per un libro, in fondo, più corto dell’opera d Troisi. Ma chi legge si sente rispettato. Parte per il viaggio, e sa che non si deve preoccupare di altro che di guardare e meravigliarsi. Può essere sicuro che non dovrà dirsi in continuazione “mah, vabbè, passiamoci sopra, tanto è fantasy”, che non dovrà riformulare continuamente le regole del mondo che sta visitando, o, peggio ancora, abrogarle per un paio di pagine per poi restituire loro vigore. Sono perfettamente d’accordo con Gambera: un libro così è diseducativo, non solo perché incita all’incuria, ma anche perché incita al disprezzo nei confronti di chi ci leggerà. Sono d’accordo con lei, certi errori significano che il libro non è stato nemmeno riletto (l’episodio delle abilità schermistiche di Fen è significativo). Io rileggo anche gli sms, perché mi sembra che un sms con degli errori segnali il mio disinteresse nei confronti della persona cui scrivo: non rileggere il libro è un atto di maleducazione, innanzitutto; non importa se poi l’approfondimento psicologico è meraviglioso: vuol dire che chi scrive se ne sbatte le palle di chi legge.

    2) Ho letto con divertimento il dibattito sulle zucchine: anche Tolkien mette nella Terra di mezzo le Patate e il Tabacco (o la maria: non c’è perfetto accordo su che cosa sia l’erba pipa). Non direi che questo è il difetto peggiore tra quelli che ho letto.

    3) Leggete la trilogia di Magdeburgo, di Altieri. Nonostante diversi difetti, si capisce il lavoro di documentazione sulle tecniche belliche e schermistiche, e il fascino che questo lavoro conferisce alle descrizioni di battaglie. Non è inutile o opzionale: è fondamentale per dare spessore e anche magia al mondo che si sta descrivendo.

    Un saluto, e complimenti per il post!

  172. 172 DelemnO

    Interessante il tuo discorso sulle armature,Mariateresa. Ma anche senza sapere che armature avevano le celte, basta riflettere: “devo mettere una donna guerriera, voglio farle l’armatura di pelle” Nessun problema! Basta creare una variante di quella da uomo con il pettorale però sagomato per il seno femminile, stessa cosa dicasi per un’armatura in metallo. Laddove non serviva nemmeno una gran documentazione… non vi è stato nemmeno un minimo di ragionamento di base. Ecco, sono questi gli autori che vorrei schiaffare sul campo di battaglia vestiti come le loro eroine. Mi danno fastidio.

  173. 173 mariateresa

    Concordo su tutto riguardo Tolkien con te, è stato il mio maestro e senza di lui non avrei mai scritto la prima trilogia…poi mi sono staccata dal legame che ci univa per inventare cose mie, ma le sue basi mi sono rimaste e lo amo ancora tanto. Comunque fa attenzione…se guardi in giro vedrai che qui pochi amano Tolkien…e tendono a tartassare chi lo ama!(tartassare si fa per dire!).

  174. 174 Morgante

    Anche io amo molto Tolkien,
    infatti dopo aver letto il Signore degli Anelli, chiunque mi dica di aver inventato una lingua, m’incupisco. Scrivere due o tre parole in un finto linguaggio non vuol dire inventarsi una lingua intera.
    Comunque, non è proprio vero che qui si tende a tartassare chi ama Tolkien. Più che altro si fanno appunti a chi prende ogni sua parola per oro colato, e scrive opere che sembrano cercare solo di prendere in prestito l’anima del professore…fallendo puntualmente : ) (questo commento non era per te, Mariateresa, dato che il tuo libro non l’ho letto e non so com’è fino in fondo).

  175. 175 mariateresa

    Stavo facendo ironia(non sarcasmo) ovviamente. Comunque ora che ci penso la questione dell’erba-pipa mi pare un po’ sospetta…che fosse una sorta di droga degli hobbit? Ecco perchè sono sempre così allegri!
    Ribadisco che copiare per filo e per segno Tolkien è impossibile. Era un genio lettarario e storico, e non credo ci saranno mai eguali. Uno dei forum letterari che frequentavo si è visto mollare da me dopo qualche giorno proprio perchè quando postavo brani del mio racconto sapeva solo dire “copia di Tolkien”e non commentava nulla di quello che avevo scritto. Non è umanamente possibile, anche se io fossi una specie di bambino prodigio. Nè mi risulta che prendere spunto da un modello sia reato. Il reato viene se io copio tutto o metà di SdA o dello Hobbit.
    Tolgo la curiosità a Morgante. Come è fino in fondo il mio libro?Si passa dalla gloria alla decadenza, dal nuovo regno dei mezzielfi(gli elfi salpano verso la loro isola natale)ai regni crudeli dei popoli invasori dei nord, e gli elfi e le altre creature magiche vengono dimenticate.

  176. 176 mariateresa

    Rispondo a DelemnO. I corpetti di cui parli tu erano usati dalle celte ed erano in cuoio o comunque pelle molto resistente alle frecce. Potevano esserci lamine di metallo, soprattutto verso le gambe di solito inguainate in stivali-schinieri. Ma la Troisi avrebbe dovuto tener presente, e anche a questo poteva arrivare da sola, che una donna difficilmente avrà la meglio in un corpo a corpo diretto. Se non ha una spada valida, o un bastone(molto usato dalle donne guerriere e che io ho dimenticato di citare), non riuscirà mai ad atterrare un uomo. Questo perchè, e lo sanno anche i muri, la muscolatura dell’uomo è più sviluppata di quella della donna, e lui risulta più forte fisicamente.
    La forza delle donne guerriere celtiche stava nella loro incrollabile forza di volontà. ferocia e resistenza(avendo meno muscolatura e scheletro più leggero rispetto agli uomini, di questi erano più agili)ma soprattutto nel loro indomabile spirito combattivo. Gli uomini le ammiravano perchè esse infondevano coraggio ai combattenti. Ma vi era anche di più dietro queste fiere guerriere. Non erano usate come carne da “spada” nelle battaglie. Essendo anche molto sagge(molte di esse erano druide)venivano messe a capo delle spedizioni come consigliere ed organizzatrici. I celti non amavano le strategie, si gettavano nel corpo a corpo, ma dopo aver incontrato i romani cominciarono a ricredersi. E furono le donne, secondo gli storici, ad organizzarli. Il loro primo compito era questo, poi in caso di necessità non disdegnavano di certo di scendere a combattere, ma per lo più facevano le strateghe e difendevano le mura usando gli archi.
    Segno che non erano selvagge e rozze come Nihal, ma forti di fisico e soprattutto di mente.

  177. 177 Davide

    “Ribadisco che copiare per filo e per segno Tolkien è impossibile.”

    Nonché inutile, aggiungerei. E dannoso.
    Ho sempre pensato che una delle componenti essenziali ed irrinunciabili del fantastico debba essere l’originalità. Ricalcare paro paro qualcosa finisce solo per creare obbrobri alla “Eragon”.

  178. 178 Vittorio

    @ Mariateresa
    “Stavo facendo ironia(non sarcasmo) ovviamente. Comunque ora che ci penso la questione dell’erba-pipa mi pare un po’ sospetta…che fosse una sorta di droga degli hobbit? Ecco perchè sono sempre così allegri!”

    La faccenda dell’erba pipa è sospettissima, MT. Quando Gandalf va da Saruman a dirgli di temere che l’anello di Bilbo sia l’Unico, Saruman lo rimprovera con durezza per averlo avuto tutti quegli anni sotto gli occhi senza alcuni sospetto, dicendogli che a forza di fumare l’erba degli hobbit Gandalf si è rincretinito. Se l’erba pipa fosse semplice tabacco, questo rimprovero non avrebbe senso.

  179. 179 mariateresa

    Si si, anche io ho pensato sempre con sospetto a quell’episodio…ma so per certo che tutte le fonti riguardanti Tolkien dichiarano che aveva la passione del fumo con la pipa ma non per altri tipi di erbe. E poi, se fosse stato drogato, credo che i giornali scandalistici ne avrebbero fatto menzione,e credo pure che sarebbe crepato giovane. Anche volendo ignorare tutto questo, dove la trovava l’erba? Non è che nel dopoguerra ne circolasse poi tanta, più durante la guerra, ed era comunque esportata da Africa e Asia, e si sospetta anche America.
    Io credo che l’erba pipa sia un tabacco un po’ particolare, tipo quelle erbette da fumo che le donne del medioevo usavano per avere leggere allucinazioni e immaginarsi streghe a cavallo di scope volanti, ma sicuramente l’effetto dell’erba pipa era meno “drogante”.

  180. 180 mariateresa

    Scusatemi se posto ancora una volta su Tolkien, ma mi è venuta in mente una cosa alla quale non avevo mai pensato più di tanto. Avete presente quando Galion, l’elfo silvano maggiordomo, e il suo amico che fa da guardia a Bilbo e i nani in prigione si ubriacano e fanno dolci sogni? Non è che gli hobbit si “rallegravano” con l’erba pipa, e gli elfi si “tiravano su” mettendo qualche strana erba o “polverina” nel vino(tipo come succede in alcune discoteche)?

  181. 181 xantology di antonio pagliaro» Blog Archive » del perché i gialli di stieg larsson non sono poi questi gran capolavori

    [...] spuntarono dalla terra come qualcosa di misterioso”) – neanche fossimo in un fantasy di Licia Troisi – e a sconfiggere il cattivone alto due metri, altro personaggio perfetto per un cartoon ma poco [...]

  182. 182 gamberone

    E’ la prima volta che salgo su questa nave.Ciao a tutti.
    Ho scelto un nome in argomento, spero non troppo invadente! Volevo ringraziare gamberetta per avermi tenuto compagnia tutta la notte con le sue acute osservazioni e voi altri per i vostri post.
    MI SONO “SCOMPISCIATO” dalle risate!!Che bello!!Era da tempo che non ridevo come un matto da solo leggendo nel web.Sono arrivato qui con google.Ho segnato il sito tra i preferiti.Mi son dato un nick adeguato.Che posso fare di più? Non smettete mai, vi prego.Continuate così.Attendo con ansia le future recensioni.

    PS: non è che la “Simona” di prima è la Troisi in incognito ? Mha!Mi sa di si!

    PSS: mi spiace solo che Troisi per me significa “Massimo” e a questo cognome sono molto affezionato!!Vabbè, un saluto a tutti

    Un’ultima cosa .Una domanda!Non so se è scritto da qualche parte ma : gamberetta ,quanti anni hai?Ho letto fra le righe che sei giovanissima.E’ vero?…scusa ma è pura curiosità se vuoi rispondere.ciao

  183. 183 DelemnO

    Ho sfogliato una pagina a caso prima, mentre facevo merenda. Credo fosse la parte della città assediata…e, signori e signore..l’olio bollente! Rovesciano sui nemici l’olio bollente. Sbaglio o non si usava affatto l’olio, troppo prezioso?

  184. 184 alice

    Una domanda!Non so se è scritto da qualche parte ma : gamberetta ,quanti anni hai?Ho letto fra le righe che sei giovanissima.E’ vero?…scusa ma è pura curiosità se vuoi rispondere.ciao

    mi permetto di rispondere (solo perchè non ho proprio nulla da fare).
    Credo che ora abbia 19 anni (ha terminato da poco la maturità) e credo che sia nata, mi corregga se sbaglio, il 4 aprile 1989.
    Ciaoo
    P.S.: spero di non aver violato la privacy di gamberetta con questa “rivelazione”, che tra l’altro potrebbe essere sbagliata

  185. 185 alice90

    … il messaggio di prima è sempre mio.
    No, volevo solo dire che ho riletto il libro della Troisi “Nihal della Terra del vento” dato che l’ho letto 4 anni fa e non mi ricordavo molto delle schifezze che aveva scritto (non mi ha lasciato niente, allora!! XD). Quindi, per evitare errori madornali fatti in passato, ho deciso di rinfrescarmi le idee così, la prossima volta che criticherò il libro, lo farò con decenza. Purtroppo i miei amici adorano questa trilogia
    Lo so, sono troppo masochista.
    Comunque il mio gusto in fatto di letteratura è cambiato, “cresciuto” (leggo libri d’altro calibro), ma il mio disgusto verso questo libro è rimasto. Che abbia 14 anni (prima lettura) o 18 (adesso) questo libro continua a farmi vomitare. Ci ho messo due settimane per finirlo, una fatica bestiale. E dire che di solito divoro i libri.
    Mah…

  186. 186 DelemnO

    Non ti preoccupare, capita. Diventa quasi gustoso, come una “caccia all’ errore” stile settimana enigmistica.

  187. 187 alice90

    @delemno:

    Non ti preoccupare, capita. Diventa quasi gustoso, come una “caccia all’ errore” stile settimana enigmistica.

    Sì, credo proprio di sì XD

  188. 188 gamberone

    Grazie per le info Alice.Devo proprio fare i miei complimenti ancora a gamberetta: così giovane, così in gamba!
    Un saluto e a prestissimo

  189. 189 DelemnO

    Io ho un’idea, ma siccome non ho i mezzi per metterla in pratica, la posto qui.
    Materiale Necessario:
    1 parrucca blu
    1 telecamera
    1 bottiglia di Brio Blu.

    Come Fare:
    Avete presenta la pubblicità della Brio Blu, dove uno dei due,vestito in giacca e cravatta, con una parrucca bionda da donna in testa dice cose tipo: “Sono un’attrice di fiction. Nella fiction Doctor, quando nasce il mio primo figlio, piango. Nella fiction Criminal, quando mi sparano, piango pure lì [..] Brio Blu, equilibrata frizzantezza!”. Bhe, dato l’immenso numero di volte in cui piange Nihal, io lo farei con qualcuno (un maschio, sarebbe più divertente) che si mette la parrucca e dice: “Sono Nihal della terra del vento. Quando Sennar mi sconfigge, piango.
    quando..” e via dicendo.

  190. 190 golaprofonda

    La trilogia delle Cronache… mi è stata regalata a Natale da una mia cara amica ma non sono riuscita ad andare oltre pagina 30 (nonostante provi affetto ad ammirazione per la mia amica il mio masochismo non è riuscito ad andare più in là J
    Oltre ad essere rimasta sconcertata per banalità e scrittura su cui non ritornerò visto che ne hai parlato già tu abbastanza, ovviamente, sono rimasta sconvolta del successo della Troisi. Da qualche tempo sono in contatto con uno scrittore (vero) che pubblica per Mondadori e gli ho domandato una qualche spiegazione. Ebbene, posso svelare l’arcano. Mettiamo da parte lady fortuna… Non solo Le Cronache non sono scritte dalla signorina Troisi che fa da semplice porta nome, ma dietro a tutto questo ci sarebbe lo zampino di un giornalista noto che, per non sputtanarsi, si nasconde dietro le sottane di una donzella. Ora capisci perché Mondadori ha preso in considerazione questo romanzo?! E perché non c’è traccia di editing?!

  191. 191 Angra

    Mah, mi sembra una cosa un po’ strana. Lungi da me sostenere che non ci sia nulla sotto (basta telefonare alla redazione editoriale di Mondadori: non gli interessa visionare manoscritti di esordienti). Però la questione diventerebbe: perché Licia Troisi? Insomma, è una spiegazione che spiega poco e niente.

  192. 192 golaprofonda

    Perché, naturalmente, tra la signorina Troisi e il signore in questione c’è un qualche tipo di relazione… a buon intenditore…

  193. 193 Paolo

    In realtà la spiegazione è molto semplice: dopo aver rifiutato la pubblicazione di Harry Potter, la Mondadori, delusa e fiutato l’affare, ha iniziato a cercare una ragazza attorno alla quale creare un fenomeno mediatico. Dazieri probabilmente già conosceva l’autrice suddetta, e avendo responsabilità sul settore ragazzi della Mondadori la invita a inviare il manoscritto promettendole che sarebbe stato quantomeno letto ( e non buttato nella spazzatura come decine di altri).
    Il manoscritto passa l’esame:
    - C’è una ragazza giovane come protagonista
    - Gli elementi fantasy come battaglie e avventura sono tutti presenti
    - C’è poca magia, per non inimicare i ben pensanti cattolici
    - La scrittura e la trama sono elementari
    - Il sesso è assente, ma è presente una storia romantica
    A questo punto inizia la fase della pubblicità: la copertina è provocante e ben costruita, si inizia il massiccio lavorio con i librari che sono costretti dal distributore Mondadori a prenderne diverse copie.
    Dopo la prima fase, la mondadori scatena le sue artiglierie: giornali, televisioni, tutti parlano del fenomeno fantasy dell’anno, tutto nostrano per l’orgoglio dei reduci dei campi hobbit.
    Il resto è storia

  194. 194 Angra

    @golaprofonda: naaa, dai! Con la prospettiva di farle vendere 600-900mila copie uno può permettersi una fotomodella di playboy.

    @paolo: be’, sì. Ha venduto perché è un romanzo rosa in salsa fantasy (optional) che non contiene nulla che lo renda inadatto a un pubblico adolescente (la violenza ormai possiamo considerarla sdoganata, il sesso no).

  195. 195 golaprofonda

    Vi assicuro che il mio informatore è uno a cui dare molto credito (pubblica da anni con Mondadori). La Troisi che, ammettiamolo è pure cessa, era già in precedenza l’amante di questo mr X, per questo ci ha messo la faccia. A mio avviso la storia regge eccome…

  196. 196 wewec

    @golaprofonda. Eh, insomma, a me sa molto di boiata.
    Che poi, seriamente, ma di che spiegazione ha bisogno il fenomeno Troisi?! Fantasy giocoruolistico, pubblico facilone e Mondadori abile nel fiutare l’affarone: personalmente mi sembra già abbastanza chiaro e grave così, a dispetto di chi sia l’autore dell’intera porcata!

  197. 197 Angra

    @golaprofonda: come dice wewec non è che sia importante sapere chi ha scritto il romanzo per valutarlo, né si vede perché non debba essere stata davvero la Troisi a scriverlo. Fra l’altro non è che sia nemmeno un capolavoro che richieda dietro chissà quale mano esperta.

    Poi, lasciami dire che il tuo intervento è parecchio pesante e va ben al di là dei confini della diffamazione personale. E’ roba da querela, in altre parole. Non è che per caso ti manda qualcuno con l’idea di inguaiare il blog?

  198. 198 golaprofonda

    Assolutamente, lungi da me! Per carità! La mia intenzione era solo quella di dare una spiegazione plausibile, poi ognuno pensi quello che vuole. Siamo tutti d’accordo che il materiale in esame è una boiata e che non ha importanza chi scrive cosa… la realtà è solo la pubblicazione di qualcosa che si fa fatica (da lettore) a veder su carta stampata, figuriamoci per giovani autori, magari davvero bravi, a cui non viene data neanche un’occasione. Semplicemente questo. Poi io posso essere una pazza visionaria che guarda troppa tv e ha manie di persecuzione… Non voglio davvero inguaiare nessuno e la Troisi ha sicuramente scritto di suo pugno ogni singola e sublime riga dei suoi meravigliosi e appassionati romanzi!

  199. 199 Aletheia Loki

    @Angra

    Con la prospettiva di farle vendere 600-900mila copie uno può permettersi una fotomodella di playboy.

    Scherzi? Le scrittrici di fantasy non possono essere fighe. Credo sia contro una qualche legge di natura. La stessa per cui gli scrittori di fantasy che scrivono saghe molto lunghe devono essere uomini barbuti e massicci del West Virginia.

    Devo smetterla di dire cazzate col mio ex. @_@
    Comunque scherzavo, sia chiaro. y_y <3

  200. 200 Carraronan

    Concordo con Angra: questa “storia” del tizio famoso amante di ecc… mi pare 1- Inutile (non giustifica il successo del libro), 2- pericolosa per il sito dei Gamberi e 3- lesiva dell’onore della Troisi (ma di questo chissenefrega, l’importante è che non finisca nei guai Gamberetta! ^_^)

    Il successo della troisi è dovuto in gran parte alla mente dei lettori, non resta che capire esattamente cosa abbia eccitato i loro neuroni malcollegati. Forse sequestrarne un paio e studiarne il cervello come si fa coi gattini dal cranio scoperchiato può essere utile.
    Credo lo abbia già consigliato Gamberetta in passato, ma se non lo ha fatto: guardatevi il film Idiocracy. In futuro la Troisi sarà letteratura di alta qualità: mai dubitare del potere del degrado umano.

    @Aletheia Loki
    dissento: le giovani scrittrici di fantasy devono necessariamente avere un fisico da pornostar. Non potrei sopportare un mondo diverso. Ho bisogno di immaginarle così: faccio editing gratis e dò consigli solo nella speranza che mi mandino foto di nudo e mutandine usate… ._.

    Io sono grosso e barbuto. E sono anche sovrappeso. Posso mettermi a scrivere già così o devo diventare per forza obeso?

  201. 201 Federico Russo "Taotor"

    Con Taotor ha inizio l’era degli scrittori (pseudo-)fantasy belli e mediterranei, sciupafemmine, amanti dell’alcol e delle donne, disprezzanti dei giovani cocainomani figli di papà che studiano filosofia o lettere e indossano polo. E disprezzanti degli “uomini barbuti e massicci del West Virginia” [cit. Angra].
    Una nuova Era ha inizio! lol

  202. 202 Morgante

    Hm,
    la storia dell’autore paravento l’ho sentita un sacco di volte. Un classico da manuale: si citano sempre fonti attendibili, ma mai che si faccia un solo nome. Mi sembra sinceramente una vigliaccata; un pettegolezzo da comari, buttato lì al vento, ma per il gusto di buttarla fuori, la malignata. Chissà mai che qualcuno ci crede anche!
    E’ a dir poco inelegante sollevare sempre il dubbio (più spesso e più malignamente sulle donne) che qualcuno ottenga una qualunque cosa solo a patto di relazioni sessuali.
    Ecco, queste sono cose volgari e da quattro soldi, altro che qualche recensione in punta di coltello. Complimenti!

    Per quanto riguarda i rifiuti al telefono dalla M. non so, nella mia assoluta ignoranza io non ho mai telefonato a una casa editrice. Avevo letto dei consigli su come si contattano le case editrici, prima di inziare. Con Mondadori ho fatto come con altre: ho scritto una presentazione, ho aggiunto tre capitoli (per un totale di 30 pagine circa) e ho spedito all’indirizzo indicato. Dopo tre mesi mi è arrivata una lettera e mi è stato richiesto in visione il manoscritto. Nessuna conoscenza, o contatto. Ho solo spedito. E quando mi hanno rifiutato, cinque mesi dopo, ho comunque ricevuto la comunicazione, non mi hanno lasciato nel nulla. Boh.

  203. 203 Stefano

    Mi sento di appoggiare l’interpretazione di Paolo che coincide perfettamente con l’idea che mi sono fatto della questione.

  204. 204 Aletheia Loki

    @Carraronan
    Se sei grande, grosso e barbuto devi metterti a scrivere MINIMO una saga da 10 libri. Ma è il minimo sindacale,sia chiaro. Più sono meglio è.
    Comunque, dopo aver iniziato a scrivere almeno 15 volte ed essermi sempre arenata in prossimità del capitolo 5 (il mio attuale ragazzo la chiama “La maledizione del quinto capitolo”) mi sono data come ragione che, considerando che rispetto a tante scrittrici di fantasy io sia piuttosto carina, l’universo non può permettermi di scrivere. u_ù Dev’essere una cosa contro natura…
    Sigh.

  205. 205 golaprofonda

    Ok, ci ritorno su ancora una volta e poi basta, anche perché non pensavo proprio di sollevare questo polverone. Ma, Troisi a parte (che a questo punto ripeto a scanso di equivoci e per non inguaiare nessuno è sicuramente l’unica autrice dei Le Cronache…), non avete mai sentito parlare di Ghostwriter? Non è che me li sono inventati io, è un fatto che esistano. Mi sembra piuttosto ingenuo credere che tutto ciò che esce sulla carta stampata sia stato scritto dall’autore che è in copertina. E questo è un fatto, non sono io che lo dico e vale sia per scrittori maschi che per le femmine. Lo stesso Paolini, sono sicura che Eragon e seguito l’abbia scritto tutto lui, però, obbiettivamente a quindici anni, credo che l’editing, anche piuttosto massiccio, glielo abbiano fatto. Poi, sono d’accordo che il problema non è chi scrive ma come mai ste ciofecche vendono. In linea di principio uno pensa che, per quanto l’autore possa avere il culo parato da raccomandazioni, pubblicità, ecc… se scrive male non dovrebbe vendere una copia. Punto, e su questo sono d’accordo.

    Per quanto riguarda l’avvenenza fisica delle scrittrici fantasy… beh, la Rowling mi sembra una bella signora, no? E lei sì che è pure brava!

  206. 206 Morgante

    Anch’io torno un’ultima volta sulla questione.
    Golaprofonda, un conto è il ghostwriting, un conto è quello che hai chiaramente insinuato tu, parlando addirittura di fonti sicure interne alla Mondadori che parlavano di sesso fra la Troisi e qualche Innominato personaggio all’interno della casa editrice, come UNICA motivazione della sua pubblicazione.
    Cosa ti aspetti di sollevare, buttando lì un’insinuazione così meschina? Non stare a rimestare o a rigirar le parole agganciandoti a ipotesi (ben più sensate) di altri, per salvarti dalla scemenza che hai detto. Evita, perché, perdonami, ma hai già fatto una figura pietosa. Il silenzio è più elegante, a questo punto.

    Ho concluso.

  207. 207 Morgante

    Anzi, no,
    concludo adesso.
    Quello che hai insinuato era pure più bieco (e da veri fessi, senza speranze): la Troisi neanche si vende per pubblicare cose scritte da lei, si vende anche solo per vedere il proprio nome in cima a una copertina. Fai una gran tristezza, davvero. Torna a guardare la tv, te lo auguro di cuore.

  208. 208 golaprofonda

    perdona Morgante, ma a questo punto non riesco d’avvero a capire questo tuo accanimento.
    Punto primo, a me personalmente non viene in tasca assolutamente niente nel parlare della Troisi o chiunque altro…
    Punto secondo, la discussione mi sembrava interessante sul perché e sul percome uno viene pubblicato. Semplicemente ho riferito una cosa che ho sentito e, perdonami se non faccio nomi ma non mi pare proprio il caso.
    Punto terzo, ma scusa, se tu hai una relazione stabile con uno e questo ti chiede di usare il tuo nome per pubblicare una cosa perché, magari non può usare il suo, non la vedo come una cosa così schifosa… non è sicuramente onesta ma mica ha ammazzato sua madre. Secondo me è peggio se una ha scritto un libro e poi la dà all’editore solo per farlo pubblicare…
    non ho mai inteso dire che la Troisi si sia venduta, anzi…
    Punto quarto, io non ti ho offeso personalmente per cui non vedo per quale motivo tu lo debba fare.
    Ripeto, a me non viene in tasca niente se Paolini, Camilleri o King scrivono di loro pugno i libri o no, ognuno è libero di pensare quello che vuole.

  209. 209 wewec

    @golaprofonda. No, questo è semplicemente ridicolo! Ora non puoi rimescolare le carte in tavola fingendo di aver solamente espresso un parere: hai formulato un’accusa meschina ( per non dire veramente stronza ) tirando in ballo “fonti certe all’interno della Mondadori”! Questo è ingiusto e crudele, oltre che del tutto fuori luogo rispetto all’argomento del blog! Ora smettila di rettificare per pararti il culo e chiudila qui!

  210. 210 Morgante

    Golaprofonda,
    wewec ha già detto tutto quello che penso.

    Adieu

  211. 211 gamberone

    Francamente, sento più volte ripetere la stessa domanda :
    come ha fatto a vendere tante copie?
    Ma l’abbiamo capito che è tutta una questione di pubblicità! Non vedo perché si continui a porre la stessa domanda!

    La cosa interessante invece è analizzare le cavolate scritte in quei libri e farsi tante tristi risate come gamberetta ci sta facendo fare.

    Ancora più importante è che ci sia questo forum dove chiunque può leggere le opinioni dei “consumatori” ed esprimere la sua (anche l’autrice medesima e quindi il suo esercito di “difensori” e la Mondadori stessa).Almeno questo si è liberi di farlo e menomale!!

    *******VIVA GAMBERETTA E VIVA QUESTO FORUM …..alla faccia dei libracci e dei finti scrittori pompati (che però ahimè si fanno un sacco di soldi) ma almeno li sputtaniamo, no? non se la possono cavare con la “gloria” immeritata, ma devono poter passare anche nel nostro piccolo mare.
    Il web, almeno per ora, è davvero più libero,vero e pieno degli altri media.Siamo piccoli?pochi?sconosciuti?Ma ci siamo e diciamo: NON CI PIACCIONO LE BUFALE CHE CI PROPINATE E CI VOLETE PER FORZA VENDERE!

    Infine aggiungo che, non mi è piaciuto molto come è stata trattata una certa golaprofonda che prima ha scritto.
    Non mi meraviglierei se ad attaccarla così ingiustificatamente sia stata la stessa Licia Troisi (in incognito) o il marito o i nipotini o un altro parente difensore stretto (magari della/nella Mondadori ad esempio), perchè nessun altro avrebbe usato quei toni e quella venatura di “rancore”.
    Ma di quale querela si parla, è tutta roba buona! Anzi vi dico che se così non fosse dovrebbero arrestare quasi tutti e chiudere la maggior parte dei forum.Ma andate….da Licia,per favore!

    Volete capire che alla meraviglia di tali “edizioni” si deve per forza contrapporre una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse?Non vi lamentate e parlate, parlate …senza attaccare ne offendere però, tanto vi si becca “rosiconi della verità”.

    ciao Gamberetta, ciao forum….sto aspettando le altre recensioni per altre nottate di risate.

  212. 212 Morgante

    Bah, io non sono la Troisi, ho dato un’occhiata ai suoi libri, e non mi hanno attirata. In più leggendo questo blog, non mi è venuta la curiosità di leggerli. Allora? Crolla già la teoria tipo: “se la difendi sei per forza una sua fan?”
    Si fosse trattato d’altri, avrei detto le stesse cose: parlare di stile, di refusi, problemi di editing, sviste grosse o piccole, mancanze presunte o vere di documentazione (basandosi di solito su dichiarazioni degli autori stessi), per me è questo parlare di letteratura e libri. Della Troisi io non ho nessuna opinione, perché non l’ho letta, e anche se leggo queste recensioni, la mia opinione potrebbe esseri solo se vedessi con i miei occhi quelle opere.
    Comunque, questo sito mi piace, anche anche quando Gamberetta ipotizza le ragioni di una pubblicazione, perché anche questo è giusto, sono d’accordo: ma almeno cita frasi dell’autrice, per ricostruire il suo possibile percorso. Puoi avercelo sotto gli occhi, il materiale che si discute. E viene direttamente dall’autore.
    Ecco: quando si parla di qualcosa, per me si devono mostrare le fonti, ci si documenta, così ognuno si fa poi un’opinione. Qui di solito si parla proprio di commenti di autori, di brani tratti da interviste…
    Si Cita, però, per dio! Non si parla di aria fritta!
    Dar retta ai solti pettegolezzi di corridoio, supportati dal niente (Fonti Certe, però non sia mai che siano dichiarate e verificate), per me è semplicemente come leggere una sciocca rivista da spiaggia.
    Tutto qui. Della storia di querele o altro io me ne infischio, non mi interessa: per me è solo una questione di buon gusto. A ognuno poi il suo.

  213. 213 Morgante

    Un’ora dopo…

    Scusate, quando scrivo di mattina sono sempre di cattivo umore. Ho usato un tono un po’ troppo stizzito. Volevo chiederti, Gamberone, tu cosa ne pensi allora? Anche tu credi che per essere pubblicati occorra sempre e per forza qualche conoscenza? (Non è sarcasmo, è una vera domanda). Dato che era uno dei temi dell’articolo, le tue ipotesi quali sono?

    P.S.
    Ho letto proprio ieri un articolo, era citato in un link, non ricordo dove l’ho scovato, di un certo Luca Oleastri che diceva di aver lavorato nel mondo dell’editoria, e che appunto secondo la sua esperienza, bisogna necessariamente avere delle conoscenze per essere pubblicati.
    Leggere quell’articolo mi ha resto infinitamente triste e scoraggiata. Se fosse davvero così… : (

    Come diceva Fox Mulder: Io Voglio credere (che non sia così).

  214. 214 golaprofonda

    Grazie Gamberone!

  215. 215 wewec

    Gamberone, ma che diavolo vuol dire ” è tutta roba buona!”?! Che concetto grottesco e ridicolo! Come dire che l’intero lavoro svolto da Gamberetta fino ad adesso è fatica buttata nel cesso, tanto mostrare e argomentare sono perdite tempo, l’importante è dare tutti insieme addosso a qualcuno e al diavolo l’onestà!
    No, mi dispiace ma una simile linea di condotta non coincide con lo spirito di questo blog, quanto piuttosto con quello di una fan della Meyer che sbraita isterica perchè qualcuno le ha toccato il suo Twilight: è un atteggiamento sterile e dogmatico, da estremista esaltato che rifiuta qualunque argomentazione e confronto pur di rimanere arroccato sulle sue posizioni.
    “…una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse”,?! Be, Francis Bacon sarebbe fiero di te, ma a quest’ora il povero Calvino si starà rivoltando nella tomba! Non capisco: da quanto sfottere la Troisi è diventato così di moda da rendere d’un tratto superflua la realtà dei fatti?! È veramente una persona talmente antipatica da giustificarne l’aggressione personale, al di là della qualità dei suoi libri? O siamo forse di fronte ad uno sparare alla cieca nella speranza di colpire comunque qualcuno?
    Non so voi, ma io inizio a temere che i bimbiminkia siano ormai alle porte, e tremo.

  216. 216 Morgante

    @wewec
    : ) Sei davvero agguerrita!
    Scusate l’ignoranza, ma…cosa sono i bimbiminkia?

  217. 217 wewec

    @Morgante. Agguerrito, prego ( si, lo so, il nick non è molto di aiuto XD )

  218. 218 Sandy85

    I bimbiminkia sono tutti quei ragazzini (e non, in certi caso sono anche quarant’enni) che amano una cosa perché va di moda, scrivono in sms-ese e si offendono a morte se gli dici di tradurre in una lingua meno sconosciuta, visto che ti reputano un matusa anche se hai uno o due anni più di loro, si credono tanto maturi ma sono solo esseri privi di personalità. Emo convinti anche se non sanno cosa voglia dire essere emo; adorano libri come Twilight (e infatti nei commenti alla critica di Gamberetta si sono presentate tante bimbeminkia) e quelli della Troisi o Moccia perché per loro sono il meglio, sono i più grandi scrittori viventi e se gli dici “Ma vai a leggerti Leopardi” ti possono anche rispondere “Nn mi pccno animals grss & pls” (scusate ancora per il mio sms-ese, ma non sono laureata in bimbiminkiaggine). Si strappano i capelli quando vedeno i Tokio Hotel alla tv e pensano che le loro canzoni arrivate in Italia siano le migliori che hanno mai ascoltato, ma se gli chiedi se conoscono i Queen (o altri che hanno fatto la storia della musica) la loro sicurezza vacilla e ti rispondono male.
    Per saperne di più ti conviene fare un giro su Nonciclopedia, almeno ti fai due risate^^ (anche perché mi sa che ho dimenticato più di qualche punto distintivo).

  219. 219 Morgante

    Sandy,
    la tua descrizione non lascia alcuna speranza! Il mondo di internet è proprio crudele.
    Forse avevo già chiesto una volta questa cosa, ma ora non lo scorderò più. Non navigo molto, non avevo bene idea che tra i navigatori ci fossero delle “categorie” così specifiche, che si riconoscono appena le incontri. Sono ancora al giurassico…a parte fighetto, o tirone, o sfigato, io non ero ancora andata. Mi si è aperto un abisso sotto gli occhi. Grazie, Sandy.
    Caparezza dice: “sull’orlo di un burrone, avrei bisogno di una spinta”.

    Vado a riposare in pace.

  220. 220 Sandy85

    Figurati, sempre un piacere delineare le caratteristiche dei vari gruppetti di inernet (e non solo, perché ci sono anche nella vita reale questi tipi)^^
    Comunque, se ti può consolare, c’è anche altra gente che non sa dell’esistenza di determinate categorie, anch’io il più delle volte non so cosa voglia dire il nome che indica un determinato gruppo, quindi non sentirti così vecchia^^

  221. 221 wewec

    @Morgante. Scusa, credevo di aver inserito nell’ultimo post anche un link alla pagina di Nonciclopedia. Comunque bimbominkia si usa in generale per indicare chi difende od attacca qualcosa in maniera isterica e dogmatica, ignorando fatti e argomentazioni.

  222. 222 Vincent Law

    Provate a cercare “bimbominkia”, “Twilight” o “Tokio Hotel” :]

  223. 223 Francesca B.

    Ho seguito il tuo consiglio, Vincent Law, ed ho preferito ridere anzichè piangere pensando alla veridicità delle affermazioni!

  224. 224 gamberone

    x morgante:

    “se la difendi sei per forza una sua fan”

    non è certo la mia teoria in generale, parlavo solo dei toni usati in alcuni post che ho avvertito particolarmente ed immotivatamente “cattivi”.Immotivatamente cattivi a meno che certe affermazioni non ti tocchino veramente al “cuore”.Si possono dire le cose in altro modo penso.

    “Anche tu credi che per essere pubblicati occorra sempre e per forza qualche conoscenza? (Non è sarcasmo, è una vera domanda). Dato che era uno dei temi dell’articolo, le tue ipotesi quali sono?”

    Sempre e per forza è solo la morte.Le mie ipotesi sono che era il momento giusto per il pubblico e c’erano le conoscenze giuste per la Troisi.Molto banalmente e tragicamente.

    x wewec

    ” Gamberone, ma che diavolo vuol dire ” è tutta roba buona!”?!Che concetto grottesco e ridicolo! Come dire che l’intero lavoro svolto da Gamberetta fino ad adesso è fatica buttata nel cesso, tanto mostrare e argomentare sono perdite tempo, l’importante è dare tutti insieme addosso a qualcuno e al diavolo l’onestà! ”

    We we, calmati.E che è! Non so quanti anni hai ma, potresti anche avere un infarto.in fondo in fondo qui siamo in un forum per parlare.Nessuno butta niente nel bagno (cesso mi sa di scostumatezza), questo forum mi piace e il lavoro di Gamberetta è fantastico.No, no, non mi piace dare addosso senza motivo e in maniera disonesta, non ti preoccupare.

    “…una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse”,?! Be, Francis Bacon sarebbe fiero di te, ma a quest’ora il povero Calvino si starà rivoltando nella tomba! ”

    Conosci così bene il “povero” Calvino che sai come reagirebbe ad una mia frase?Mi congratulo per l’umiltà .
    A sparare addosso alla gente mi sembri tu a dire il vero .!!

    ” Non capisco: da quanto sfottere la Troisi è diventato così di moda da rendere d’un tratto superflua la realtà dei fatti?! È veramente una persona talmente antipatica da giustificarne l’aggressione personale, al di là della qualità dei suoi libri? O siamo forse di fronte ad uno sparare alla cieca nella speranza di colpire comunque qualcuno? ”

    1) Io non ho avallato la “rivelazione” di golaprofonda (anche se nella vita tutto può accadere) ma non mi è piaciuto come è stata trattata e l’ho detto!
    2) a me non è antipatica la Troisi (non la conosco) e non la sto “aggredendo” come persona ma , al limite (se vuoi vedere dell’aggressione da qualche parte), come scrittrice (mondadori inclusa).Da questo punto di vista mi sembra non essere solo (pensa a Gamberetta ad esempio…) , non credi?non vedi?
    E siccome qualcuno dà un’ipotesi bizzarra della sua “ascesa” tu impazzisci di rabbia e getti panico? ma dai…ma sei nel forum sbagliato per caso?
    3) attenzione a non sparare alla cieca, si diventa BIMBIMINKIA. La realtà dei fatti (inspiegabili ed inaccettabili) è fin troppo chiara,evidente, drammatica.Io non ho mai perso di vista il suo non essere superflua :)

    x golaprofonda

    prego, figurati.Dì quello che pensi tranquillamente e quello che sai, tanto non accadrà nulla.Ci si preoccupa di una ipotesi o di una invenzione ?

    Ma su….Ma da quando è successo questo nel web?Dove sn stato?

    (NB: chiaro riferimento a bimbiminkia)

  225. 225 Morgante

    Ho capito, Gamberone.
    La tua posizione è più chiara, adesso. Resto comunque anch’io della mia opinione. Certe risposte accalorate seguivano un’insinuazione che (parlo per me) ho trovato di cattivo gusto e maligna, e soprattutto lasciava il tempo che trovava: insomma, il solito sassolino lanciato, e zampa che subito si nasconde dietro la schiena.
    Solo per questo ho reagito in modo deciso. Naturalmente questa è la mia opinione e il mio modo di reagire, che a te può non piacere. Ma come tu stesso dici a Golaprofonda, di dire sempre e tranquillamente quel che vuole, anch’io ho il diritto di replicare. E ad un’insinuazione maligna (sempre per me, è ovvio, siamo nel mondo delle opinioni), mi sento di replicare come sento più giusto. Non ho offeso nessuno. Semmai è sulla Troisi che si dicono spesso cose inutili. Ci siamo spiegati.

  226. 226 golaprofonda

    Beh, Morgante, mi sono sentita offesa e attaccata sul personale. Le tue risposte implicavano la certezza di una cattiva fede da parte mia e tu non mi conosci, così come non ho mai avuto il piacere di sedere a tavola con wewec. Se così fosse, non avrei alcun problema a rivelarvi il nome del mio amico, ma siamo in uno spazio pubblico e il nome che farei è il suo non il mio. Questo concetto non mi sembra difficile da capire.
    Seconda cosa, come dice bene Gamberone, il mio non era un attacco PERSONALE alla Troisi, forse sono stata fraintesa e mi scuso con tutti quelli che ne possono essere rimasti offesi. Non sto rimescolando le carte in tavola ma, se leggete bene i miei post, forse capirete che la cosa che a me personalmente fa arrabbiare è il SISTEMA. Che si tratti della Troisi o di chiunque altro per me è UGUALE. Mi dispiace, forse sono cinica, ma non credo nella fortuna (così come non mi è sembrato crederci neanche Gamberetta). Penso che se nel 2008 Tolkien proponesse, come giovane scrittore esordiente, Il Signore degli Anelli alla Mondadori, così come ad altre case editrici, diciamo “importanti”, verrebbe ignorato. QUESTO mi indigna. Poi, sono sicura che se uno è bravo, comunque trova il modo con fatica e con tanta e tanta gavetta di emergere.

  227. 227 wewec

    @Gamberone. Quello che mi fa incazzare nelle affermazioni tue e di golaprofonda è il fatto che non venga criticata come scrittrice, ma si arrivi ad insinuare ( e questo per me significa andare sul personale ) che non sia nemmeno lei l’autrice di quelle che poi sono indubbiamente delle boiate, non solo senza portare delle prove a sostegno di tale tesi, ma addirittura ammettendo nel tuo caso la volontà a priori di sputtanarla, così, tanto per fare ( citavo Calvino perché sostenitore della necessaria onestà intellettuale dello scrittore, poi nello specifico non parlo con i morti XD ).
    La cosa più assurda poi è il fatto che l’idea di un ghost writer ti renda d’un tratto più chiara l’”ascesa” della Troisi. Perché, se delle cazzate le scrive una sconosciuta non regge ma se le scrive uno famoso dietro la figura di una sconosciuta allora è comprensibile? Sarà, ma per me tra un caso e l’altro non cambia proprio niente: la colpa resta comunque di un pubblico che apprezza simili standard qualitativi e di un editoria che se ne approfitta.
    Vedi, non mi interessa dei toni che usi, quanto dei concetti che esprimi: è indifferente che esalti le recensioni di Gamberetta, se poi consideri superflui e “da amico della Troisi” i criteri su cui si fondano, così come è inutile affermare che non ti sia antipatica personalmente, se poi avvalli ogni “bizzarra teoria” che gira su di lei.

    @golaprofonda. Bon, scusa se me la sono presa con te senza motivo: condivido l’irritazione per il sistema editoriale, ma d’altra parte l’insinuazione su come la Troisi si fosse guadagnata il nome in copertina mi era sembrata una cattiveria veramente gratuita.

    P.S. Gamberone, questo è un blog, non un forum. Oh, e riguardo all’umiltà, be, mi sembra ovvio che Calvino sarebbe onorato di pensarla come me XD

  228. 228 Morgante

    Certo, Golaprofonda,
    ovvio che il mio intento non era di offenderti. Tu ce l’hai col sistema, e io non accettavo quella che per me è la solita “soffiata” senza possibilità di riscontro, (di solito sono quelle a cui purtroppo qualcuno crede sempre). Che poi tu sia un’ottima persona in qualunque altro frangente, benissimo, non lo metto in dubbio. Per me, quello era un brutto scivolone. Mi sono sempre riferita a quello, mi hai fatto tristezza per quell’intervento. Questo intendevo.
    Dici che non puoi fare il nome di questa persona, ma quello della Troisi non hai avuto alcun problema a farlo, no? Questo per me è inelegante.
    Il fatto che qualcuno sia un “personaggio pubblico”, non vuol dire che sia un bersaglio mobile a cui si può lasciare un codazzo di illazioni, e supposizioni poco gentili e inutili…a meno che non le si dimostri. Non dico affatto che le persone “note” siano intoccabili, non sia mai! Ma non è nemmeno giusto fare insinuazioni, solo perché sono bersagli più grossi degli altri e in qualche modo li si colpisce lo stesso, mentre noi si rimane serenamente nell’anonimato, Fonti incluse.
    O si va fino in fondo, o per me è un pettegolezzo da comari, e privo di stile. Gamberetta all’inizio di questo articolo mostra un’intervista dell’autrice, e parte da lì, poi altrove riprende frasi sempre dell’autrice, o dell’editor che l’ha scoperta, e riparte di nuovo da lì.
    M è sembrato tanto che tu sparassi, e poi nascondessi la pistola. Ho estremizzato, lo so, ma tanto per intenderci.
    Spero che questo intervento chiarisca la mia posizione e che non ci resti male. Ok? Come ho detto, e credo che tu l’abbia già capito, ho attaccato solo i contenuti, perché non li condividevo affatto. Solo questo.
    Ciao

  229. 229 golaprofonda

    wewec, non ho mai inteso dire che il lavoro di Gamberetta è inutile, anzi. Lei opera una critica del testo, io semplicemente ho inserito un tassello del contesto. Le due cose non si escludono mi pare. E’ come se un critico cinematografico commentasse un film americano senza avere idea di come funzionano le major… Non mi pare che Gamberetta lo faccia. Mi permetto di dire che credo che anche Gamberone intendesse questo e che il suo intervento fosse rivolto a sostenere una più ampia libertà di parola e di opinione anche nel dire stupidaggini. Anche se sostenessi che la Troisi è un alieno venuto sulla Terra per colonizzare la nostra mente con le sue boiate, avrei tutto il diritto di dirlo, così come tu hai tutto il diritto di contestarlo ma sempre con una certa educazione.
    Comunque, per quanto riguarda il ghost writer dietro la Troisi o chi che sia, scusa, ma non ti fa arrabbiare? A me sì. Mi irrita essere presa in giro dalle favolette sdolcinate che ci propinano stile american dream. Giovane quindicenne scrive libro: subito successo, libro fotocopiato dai ragazzi romani (vedi Moccia): subito successo, ventenne scrive un fantasy: subito successo. Beh, io non ci credo! Ma a chi vogliono darla a bere? Per questo mi sono informata con chi di dovere visto che ne ho la possibilità, e per questo mi sembra più convincente il fatto che Mondadori abbia investito migliaia di euro su un nome noto piuttosto che su un’emerita sconosciuta! E poi, vuoi che nel maremagnum degli scrittori di fantasy non ce ne fosse stato uno che scriveva meglio di lei? Questa sì che sarebbe ua fortuna sfacciata… anche se progettavano già da tempo di lanciare sul mercato il genere visto il successo dei film di Jackson? Boh, io e questa idea che contesto e mi scandalizza molto di più rispetto alle quindicenni che trovano Twilight l’opera più bella del mondo. Non so voi ma io a quindici anni non è che avessi questi gusti raffinati.
    Morgante, probabilmente hai ragione tu, è vero, ho avuto una caduta di stile, ma mi crediate o no, questa è la prima volta che scrivo in un blog, forum, quel che è e, probabilmente, l’ho fatto con un po’ troppa ingenuità… Ho fatto quell’intervento perché avevo un’informazione che pensavo potesse interessare a qualcuno non perché la Troisi è un personaggio pubblico sul quale mi piace sparare.

  230. 230 gugand

    @golaprofonda
    Quando gamberetta mostra dei dubbi sulla “fortuna” implicitamente dice anche quello che dici tu, nel senso che la cosa non e’ credibile.
    Non va oltre perche’ anche se chiunque si e’ immaginato anche uno scenario simile a quello descritto da te non ha prove per affermarlo.
    Senza prove e’ calunnia, inoltre la Mondadori e la Troisi non hanno violato nessuna legge, anche avendo fatto quello che dici tu. Questo non toglie che e’ una cosa schifosa lo stesso.

  231. 231 gamberone

    x wewec

    ..aò…allora sei de coccio!!

    Punto primo:

    come già detto ( e ripeto per fartici arrivare prima ), non ho mai avallato la “rivelazione ” di golaprofonda. Addò l’hai letto?Ho solo detto che tutto è possibile!Dire che secondo me è stata attaccata in malo modo a tuo avviso significa appoggiarne la possibile favola?Ma leggi solo Calvino?Un po di logica ti farebbe meglio secondo me, ne avresti bisogno.

    Dove avrei scritto che per me lei non è l’autrice di quelle boiate? E dove avrei scritto che un ghost writer ne avrebbe reso più chiara l’ascesa?Che fai, fantasy?Ed è per te addirittura la cosa più assurda che, guarda caso non ho mai detto ! sdoing !

    punto secondo:

    Vista la tua recidività , te lo ripeto: ho criticato il modo di attaccare chi dice una sua opinione, favola, stupidaggine, invenzione.
    Ti è chiaro? riesci ad arrivarci? E poi non farmi ridere con questa questione delle prove!Cosa dovrebbe dirti o darti golaprofonda? E soprattutto come e dove?ma và…..

    punto terzo:

    giusto per chiarezza, vai su wikipedia e:

    ” Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. ”

    risparmiaci se puoi le sottili differenze fra concetti affini…non essere “pesante”.

    Solo una delle cose che hai scritto è vera:
    io appoggio in pieno la recensione di Gamberetta, non mi serve per ora aggiungere altro alle sue osservazioni.E’ così completo quello che ha scritto!

    PS: a proposito di Calvino, sempre i miei complimenti.

    Ciao forum , a prestissimo

  232. 232 wewec

    @golaprofonda. Parlando di ridicolizzare il lavoro di Gamberetta mi riferivo a Gamberone, non a te: non è la questione del ghost writing il problema, quanto l’idea che in virtù del diritto di parola ogni affermazione assuma la medesima dignità intellettuale, indipendentemente dalla realtà dei fatti. Per restare in tema, concordo che tu possa liberamente andare in giro a dire che la Troisi è un’aliena ( diritto sacrosanto ), ma allo stesso tempo non puoi nemmeno pensare che a questa idea debba essere dato il medesimo peso riservato ad un’altra: in sostanza, parallelamente al diritto di fare un affermazione va il diritto di darvi credito unicamente se questa si rivela sensata ( ossia, nel tuo caso, l’idea che la Troisi non abbia scritto i suoi libri acquista valore solo se supportata da fatti: se per questioni di privacy non puoi fare nomi allora la tua ipotesi rimane purtroppo infondata ). Poi è chiaro che resta legittimo formulare ipotesi anche in assenza di prove a loro sostegno, eppure questa, all’interno di una discussione fra persone assennate, è a mio parere una grave forma di maleducazione concettuale.

  233. 233 wewec

    @Gamberone. Ma ci sei o ci fai?! Va bon, non ho né la forza né la pazienza per continuare a darti retta: continua pure a ridere dei fatti e a sparare boiate, che tanto l’importante è non annoiare con le sottili differenze.

  234. 234 vash

    ma dove siamo finiti?
    @Gamberone
    carissimo e STIMATISSIMO mi vuoi spiegare cosa diavolo vai dicendo?
    ti stai contraddicendo in una maniera straordinaria!
    quindi ti prego fermati, rileggi oggettivamente quello che hai scritto e rifletti!
    te la stai prendendo con wewec…te la sei presa perché ha precisato le differenze tra forum e blog e tu testardamente ti offendi
    ti ha risposto a modo!
    ti stai comportando da bambino…metti in mezzo calvino
    ha solo riportato il pensiero calviniano non calvino stesso
    tutte cose che puoi trovare su un qualsiasi libro di scuola
    e tu ti abbassi a fare il grande moralista con battute di bassa lega?
    so che vuoi atteggiarti a grande uomo cercando vocaboli forbiti ma ti rendi ridicolo
    poi quanto lecchinaggio fai dai!
    rifletti e torna da noi quando sarai convinto!!!

    e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te

  235. 235 gamberone

    x wewec

    vedo che i tuoi toni sono tornati “leggibili” e questo è quello che ti facevo osservare, non altro.

    x vash:

    “ti stai contraddicendo in una maniera straordinaria!”

    dimmi dove.

    “te la stai prendendo con wewec…te la sei presa perché ha precisato le differenze tra forum e blog e tu testardamente ti offendi ”

    ci vuole ben altro per offendermi e credimi sono altri i motivi per cui gli rispondo.Basta che tu rilegga “bene” quello su scritto.

    “metti in mezzo calvino”

    non l’ho messo io

    “e tu ti abbassi a fare il grande moralista con battute di bassa lega?”

    perdon, quando avrò capito meglio di che materiale hai bisogno mi impegnerò di più.

    “so che vuoi atteggiarti a grande uomo cercando vocaboli forbiti ma ti rendi ridicolo ”

    azz, io sto scrivendo nel modo più naturale possibile.bhò!?

    “poi quanto lecchinaggio fai dai!”

    si, infatti sto sperando di vincere il premio

    “e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te”

    ma , riscrivilo così poi ci penso

    Comunque, non sono venuto qui dentro a fare le guerre perciò mi fermo,solo..un pochino più di calma e serenità per piacere

  236. 236 gamberone

    ..dimenticavo, una precisazione

    ho sempre scritto in molti forum perciò sono abituato ad usare tale termine anche nel saluto…perdonate se potete (ma la sostanza non cambia)

    ciao blog

  237. 237 gamberone

    lo so,lo so non avevo alcuna intenzione di riempire il blog coi miei interventi ma sento il dovere di dire che :
    solo adesso ho letto l’articolo riguardante la politica dei commenti :(
    E’ scritto in grande e rosso ma NON AVEVO LETTO.Ora si e, mi scuso anticipatamente dei miei “fuoriargomento”.Non accadrà più, giuro.

    Per rimediare : Gamberetta dice di disprezzare la Troisi ed io sono d’accordo.Il problema è che la Troisi potrebbe essere sia scema, disonesta che raccomandata. Non trovi Gamberetta ?

    saluti a tutti

  238. 238 golaprofonda

    Caro wewec, sarò pure stata maleducata concettualmente ma non formalmente :-) Ok, passami la stoccata. Comunque, mai preteso di godere dello stesso credito di Gamberetta con le sue critiche supportate da un’analisi dettagliata e comprovata del testo. Diciamo e, per rispondere anche a gugand, ovvio che sono intervenuta sulla falsa riga di Gamberetta che si interrogava sulla fortuna della Troisi. Non penso neanche che la Mondadori faccia qualcosa di illegale, però, chiamatemi l’ultima romantica, trovo il suo gioco immorale. Secondo me c’è una bella differenza tra vendere panini farciti e libri… Sono sicurissima che molti si siano interrogati sulla fortuna strabiliante di certi autori e magari in buona fede, credano davvero alle storielle che ci rifilano. Il mio intervento voleva creare qualche dubbio anche soltanto in una persona. Se ci sono riuscita mi basta. Poi tutti gli altri possono pure ritenere che il mio attacco sia stato ingiustificato e maleducato perché non supportato da prove tangibili. Scusate se sono stata politically incorrect…

  239. 239 Morgante

    Io avrei una domanda, da un po’ di tempo…per chiunque abbia voglia di rispondere.
    Non saprei in che altro “spazio” farla, spero di non andare fuori tema: mi chiedo quale sia il confine tra segnalazione e raccomandazione. Se è un’agenzia che riesce a farti ottenere una pubblicazione, è segnalazione, no?
    Mi spiego: parlo della mia esperienza. Nella mia prima ricerca di case editrici, mi è stato richiesto il manoscritto da un paio di case editrici, e poi è stato rifiutato. A quel punto ho riscritto il libro, l’ho rivoltato come un calzino, perché poteva e doveva migliorare, molto.
    Ho contattato un’agenzia, che ha valutato il libro, ha accettato di rappresentarmi, mi ha fatto fare altre due revisioni complete, con riletture comprese (la prima pagata, e l’ultima, ed ennesima : ) , no). Allora ha preso contatti con delle case editrici; tra quelle anche le due già contattate da me (ho informato prima della cosa, chiedendo se si poteva rifare un tentativo, giusto per orgoglio).
    Una delle due ha risposto, dicendo che sapeva di aver rifiutato il manoscritto tempo prima, e che lo avrebbe riletto solo se si garantivano sostanziali modifiche. In effetti, nel frattempo il libro ha perso 200 pagine e subito 3 riscritture…L’editor con cui ho lavorato ha spedito la scheda tecnica sul libro, e la casa editrice ha accettato una seconda valutazione.
    La mia domanda è questa (mi logora, in realtà): nel caso incredibile e molto improbabile che la casa editrice accetti il mio libro o anche solo il fatto che abbia accettato di leggerlo una seconda volta è così brutto?
    Dove finisce la raccomandazione, con la sua aura sgradevole, e dove inizia la repubblica delle legittime segnalazioni?
    Grazie a chiunque mi darà un’opinione.

  240. 240 vash

    o scusami piccolino gamberone
    “e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te”

    ma , riscrivilo così poi ci penso

    questo conferma quanto tu sia infantile!!!

    Non mi sembra che gamberetta abbia mai detto di disprezzare la Torisi ma i suoi operati!
    sei solo te che ti sei abbassato a offenderla di persona!
    …ma quanto sei lecca culo????
    Non trovi Gamberetta?

    se sei uomo non risponderai.se sei un bambino ti renderai ancora + ridicolo!

  241. 241 wewec

    @golaprofonda. Già, ma come Gamberetta insegna, l’educazione nelle maniere è apprezzabile, l’educazione intellettuale è fondamentale. Comunque puntualizzo che non era mia intenzione prendermela con te, quanto sottolineare come la tua ipotesi, priva di una concreta dimostrazione, si trovasse ad essere un attacco fino a stesso: magari fatto assodato per te, ma non giudicabile da parte di chi con conoscesse la tua medesima fonte certa.
    Se poi il tuo scopo era unicamente quello di sollevare il dubbio sulla paternità dei libri della Trosi, be, allora niente in contrario: è sicuramente un’ipotesi come un’altra, anche se continua non spiegarmi da dove siano arrivate quelle 600.000mila copie vendute.

    @Gamberone. Si, potrebbe essere sia scema che raccomandata, ma per dare peso ad un’affermazione del genere sarebbe necessario poterla prima dimostrare.

    @Morgante. Non sono un esperto nel campo, ma credo che la sottile linea di demarcazione fra raccomandazione e segnalazione stia nella loro origine: se un lavoro viene segnalato perchè ritenuto meritevole sul piano tecnico allora è proprio una segnalazione, se lo si fa per amicizia o dietro compenso allora sfocia nella raccomandazione ( ma chiaramente è una distinzione in via molto teorica XD )

  242. 242 Morgante

    E’ quello che penso anch’io, wewec. : )
    Non è il fatto che qualcuno ti appoggi, ma il perché lo fa, e come.
    Siamo d’accordo! Grazie per l’opinione.

  243. 243 wewec

    @Morgante. Figurati, dovere XD

  244. 244 gamberone

    x Morgante

    ..uhm…segnalazione o raccomandazione.
    Non volevo darti una conclusione banale subito,ma pensare insieme.

    Dapprima riflettevo : se fra cento opere scritte con simile argomentazione e genere ( un giallo ad esempio) ed equivalente spessore letterario (esempio estremo ma giusto per capirci) tutte frutto di segnalazioni, ce ne fossero una o due raccomandate allora è chiaro che queste ultime avrebbero la meglio e dunque la raccomandazione avrebbe un ruolo di “spinta in più” della sola segnalazione.
    Dopo pensandoci ancora mi dicevo:
    ma le grandi “industrie” editoriali devono far soldi e libri per forza è il loro lavoro.Esse sanno che di capolavori ne escono pochi ogni cent’anni e quindi se dovessero pubblicare solo per segnalazione e/o raccomandazione questo non basterebbe.Devono fiutare l’affare e/o costruirlo.E dunque penso ragioneranno in questo modo:
    tra le tante opere di statura più o meno bassa (o standard per essere gentile) che ci vengono segnalate(neanche inviate magari, perché così tante che vengono subito cestinate), scegliamo quelle che per “argomentazione e genere” pompate con una incredibile pubblicità (e quest’ultima poi dipende dalla forza del gruppo editoriale in questione) si prestano maggiormente a diventare un “reddito quotidiano sicuro”, niente di straordinario ma per sostenerci e sostenere poi le pubblicazioni che riteniamo capolavori poco vendibili nell’immediato o per finanziare altri progetti..ecc. Meglio ancora se l’opera in questione magari è accompagnata da una lettera dell’autore (o parenti o amici o…ecc..) ove dichiara di voler contribuire con una più o meno modesta somma di euro X alla pubblicazione del suo primo libro .Sicuramente (in base alla somma e al gruppo editoriale bersaglio) quell’opera avrebbe più probabilità di essere pubblicata (corretta, ovviamente e/o riscritta ;impacchettata insomma come secondo manuale del caso).Restando in quest’ottica allora il confine fra raccomandazione e segnalazione ha poco senso perché tanto loro pubblicano solo quello che decidono di pubblicare e a modo loro a prescindere.Seguono le loro statistiche di vendita e decidono di pubblicare solo quello che non per contenuto ma per forma (e copertina aggiungerei) e grande pubblicità si presti ad un forte impatto iniziale.Così la gente compra anche solo per curiosità, e noi incassiamo tanto.Quando poi quel pubblico è saturo, facciamo la stessa cosa in altri paesi ( e da qui le varie traduzioni in varie lingue anche indiane o in geroglifico ).Insomma questo è quello che penso del confine tra segnalazione e raccomandazione in termini pratici, cioè : inesistente. Ovviamente questo dal punto di vista dell’editore perché prima della segnalazione e prima della raccomandazione conta cosa sto cercando io,gruppo editoriale,in quel momento e, penso che sicuramente, è solo questo che farò, non altro.

    Per fare un esempio estremo, facciamo finta che il figlio di Mondadori dica al padre:
    -papà, papà, voglio pubblicare il mio racconto del fico secco che va in campagna.

    In questo caso penso che più raccomandato di lui non ce ne sia .

    e il padre da esperto gli dirà:
    - no, no se pubblichiamo dobbiamo vendere.Adesso vanno di moda le guerre e le cronache perciò adesso lascia stare il fico secco e scriviamo insieme un fantasy. Faremo tanti bei disegni e una pubblicità immensa vedrai quanto vendiamo.Magari scegliamo pure un tuo nome d’arte, meglio non farsi riconoscere,no?

    Alla fine che tu sia segnalato o raccomandato faranno sempre e solo i loro affari.

    Ben altra cosa invece,se tu ti poni la questione dal tuo punto di vista come autore.Cioè se vieni pubblicato grazie ad una segnalazione che tu ritieni possa essere qualcosa in più di una semplice segnalazione e dici a te stesso: ma sono stato segnalato o raccomandato?Qual’è il confine fra le due cose per capire come mi devo sentire?
    in questo caso il tuo è un problema etico, di onestà intellettuale nei confronti di te stesso.
    E qui vengo alla risposta apparentemente banale che volevo darti all’inizio e cioè:

    è il pubblico, i lettori che lo stabiliranno leggendo ed esprimendo la loro opinione della tua opera.Ecco,ad esempio se hai scritto un libro e qualcuno scrivesse della tua opera come Gamberetta ha fatto della Troisi mostrando in maniera evidente delle carenze allora io,al posto tuo, non mi sentirei tanto segnalato.Ok?

    Ho scritto molto perché volevo renderti partecipe delle cose che mi son passate per la testa in seguito alla tua domanda.Mi scuso
    se troppo lungo.
    A presto

    PS: x vash: “se sei uomo non risponderai”….hi hi hi hi hi

  245. 245 Morgante

    Grazie della risposta, Gamberone.
    Beh, dal mio punto di vista sono tranquilla, naturalmene. So di non avere conoscenze, e continuo ad essere rifiutata anche se attraverso un’agenzia, quindi…Mi arrovellavo su una simile domanda, perché dato che le agenzie non sono molte in Italia, è difficile capire com’è sentita la cosa. Chi sbraita contro, chi non le considera proprio, ecc. Non c’è il sistema massiccio degli Stati Uniti, ad esempio. Non so dove l’ho letto, forse in On Writing: mi pare che il concetto fosse “senza un agente, non sperare neppure di poter sfiorare una casa editrice, nemmeno per sbaglio (per le riviste forse è diverso).”
    Qui invece la stragrande maggioranza della gente spedisce e basta.
    Più che questione etica per me, che so bene cosa faccio, diciamo che era una curiosità insistente. Mi chiedevo proprio come viene visto qualcuno che si rivolge a un’agenzia in Italia. Allora pensavo: chi contatta un’agenzia e grazie a quella riesce ad ottenere anche solo che uno stesso libro venga letto due volte, com’è considerato?
    Viene già sbattuto nel grande circo delle raccomandazioni, o è percepita una differenza? Poi è ovvio, dipende tutto dalle case editrici. Anche dall’agenzia me l’hanno detto. La prima, quella di mezzo, e ultima parola è sempre e solo loro.
    Grazie, ciao

  246. 246 Guglielmo

    Scusate il ritardo.
    Ci sarebbero un bel po’ di cose da chiarire, una volta letta la recensione senza farsi fuorviare dalla patina di sarcasmo [che, ricordo, spesso è un efficace mezzo per dividere in pareri opposti senza far riflettere].

    Partiamo però dal romanzo della Troisi: la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Prendendo atto di questo, e mettendosi il cuore in pace, una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.
    In un altro tuo post hai scritto:

    “Non di meno, ci sono anche dei momenti dove è corretto raccontare. È un discorso lungo, ma il discriminante essenziale è la noia. Se quello che dobbiamo mostrare è noioso, è meglio raccontarlo.”

    Sono l’unico a pensare che la NOIA sia un fattore del tutto dipendente dal gusto personale?
    Spero, e immagino, di non essere il solo a pensarla così.
    Il tono e la competenza con cui poni le critiche tendono a mascherare agli occhi di un lettore poco attento le falle piu’ larghe nei tuoi ragionamenti.
    Per esempio, il fatto che la Troisi ignori del tutto l’aspetto marziale di una battaglia – raccontandolo – e si concentri piuttosto sull’eroina che si taglia i capelli – mostrandolo- è una cosa del tutto dipendente dal suo gusto e da quello delle sue lettrici.
    Che come tutte le lettrici di questo mondo, si smaronano di fronte a una battaglia sanguinosa, e invece di eccitano di fronte a una barbie da pettinare.
    Non dovresti considerare il tuo piacere come un fatto oggettivo, prova è il fatto che tu, femmina 18enne, hai gusti diversi dalla maggioranza delle tue coetanee.
    Giuro, in vita mia di ragazze che si esaltassero di fronte a una battaglia ben filmata o scritta o quant’altro ne ho trovate davvero poche, e quelle poche mi ricordavano Vàsquez di Aliens Scontro Finale
    ["Hudson: Ehi Vasquez, ti hanno mai scambiato per un uomo?
    Vasquez: No, e a te?"]

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.
    Niente di male. Sono convito che il 90% delle ragazze, nei panni della protagonista, sottoposte al medesimo stress, reagirebbero nello stesso modo.
    In un certo senso si può dire che la Troisi abbia usato un tocco di verismo nel caratterizzare Nihal [ahahha]

    Per tutte le altre critiche mi trovi d’accordo.
    La coerenza, la cura nel caratterizzare l’ambientazione e la logica sono state completamente sottovalutate dalla Troisi.
    Inesperienza?Inettitudine o semplice disinteresse?
    Perché avrebbe dovuto puntare su aspetti che non le interessavano e sapeva benissimo non sarebbero interessati al suo Lettore?
    Il successo di fatto ha dimostrato che molti lettori hanno trovato piacevole il suo modo di affrontare una storia fantasy [ci possiamo anche fare discussione di alta filosofia su quanto sia importante la pubblicità, ma sono d'accordo su questo punto con Danzieri. Il mercato è in mano soprattutto al passaparola.]

    Lasciando da parte la Troisi e tornando ai punti da chiarire.
    Se accetti la sfida, posso dimostrarti che i punti su cui basi la maggior parte delle tue critiche, da te esaminati qui, sono del tutto fallaci.
    Come? recensendo un classico della narrativa fantasy di R.E. Howard.

  247. 247 gugand

    @Guglielmo
    Il fatto che un libro sia scritto per un determinato target non significa che sia bello giocare sull’ignoranza o la stupida’ del proprio target per non documentarsi o descrivere approssimativamente parti importanti.
    Il mostrare e non raccontare non e’ solo questione di gusti, ma riconosciuta come regola di buona scrittura. Le regole di buona scrittura non sono assolute, ma quando vengono ignorante continuamente il racconto diventa brutto perche’ alla fine trasparira’ la poca cura posta nel racconto da parte dell’autore e dell’editor. Qualcuno o anche molti potrebbero non notare le mancanze, specie se il linguaggio e’ scorrevole, ma un lettore attento le nota.
    Io ricordo quando lessi la trilogia delle cronache ricordo solo che non mi era piaciuto ed avevo la sensazione che non fosse solo per una trama debole, c’era qualcosa di bassa qualita’ che non percepivo. Leggendo questo blog mi sono fatto un’idea a cosa bisogna fare attenzione ed usando i criteri di gamberetta ho capito cosa non mi piace dei racconti e sono diventato un lettore piu’ consapevole.

  248. 248 Guglielmo

    Quelle che TU ritieni parti importanti, possono non esserlo per il Lettore della Troisi.
    E scusa se te lo faccio notare, ma il tuo punto di vista è arrogante, dà per scontato che i lettori della Troisi, avendo dei gusti diversi dai tuoi, siano stupidi o ignoranti.
    Non ti ha mai sfiorato l’idea che qualcuno potrebbe avere esigenze narrative diverse dalle tue?
    La regola del mostrare non è assoluta, come ammette anche Gamberetta, il suo utilizzo dipende dalla sensibilità dello scrittore e da quello che vuole mostrare.

    =>>
    Se quello che mostra provoca piacere nel lettore, l’opera viene apprezzata.

  249. 249 GiD

    @ Guglielmo

    Però c’è da dire, come spesso fa notare Gamberetta, che l’autore non può aggirare le conseguenze di una sua scelta. Se la Troisi sceglie come protagonista una donna guerriero, destinata a grandi battaglie e sempre nel cuore dell’azione, allora tutto diventa meno soggettivo. Con una donna guerriero per protagonista le battaglie sono oggettivamente qualcosa di cruciale. In ogni battaglia lei rischia la vita, ogni battaglia potrebbe essere l’ultima. Raccontare in questo caso è sbagliato, al di là della sensibilità dell’autore.
    Anche il discorso della noia non è da gettare del tutto nel campo della soggettività. Mostrare attimo per attimo una normalissima giornata d’ufficio del protagonsta è oggettivamente noioso (e inutile), anche se magari allo scrittore piacerebbe farlo e a qualcuno piacerebbe leggerne.
    Se si ripete a oltranza “è soggettivo”, “de gustibus” e compagnia bella, non si arriva da nessuna parte. Uno deve anche saper distinguere tra gusto personale e valore oggettivo.

  250. 250 Guglielmo

    Scusa Gid ma dici sciocchezze.
    La noia è soggettiva, altrimenti allora poniti questa domanda: chi stabilisce cosa è oggettivamente noioso. Tu? Io? Gamberetta? Un Arbiter elegantiae alle opinioni del quale dobbiamo sottometterci?
    L’esempio che poni è forzato dal TUO modo di vedere cosa è o non è noioso.
    Per me potrebbe essere eccitante una giornata in ufficio, se fossi un aborigeno australiano, viceversa scuoiare serpenti sarebbe di una noia mortale.
    Come la mettiamo?

    Il valore oggettivo non esiste, se fai una critica estetica. Anzi, diciamo che non esiste nell’ambito che ci riguarda in questo momento.
    Non si può stabilire con assoluta certezza che il romanzo della Troisi sia bello o brutto, noioso o stimolante.
    C’è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Puoi unirti alla schiera di coloro che pensano, come gugand e altri, che l’opposto del loro parere sia l’ignoranza e/o la stupidità. Fai pure.
    Ti confido però che anche dall’altra parte, la reazione è simile. Chi ha ragione?

    Ah poi, ultima cosa: la ragazza guerriera è un pretesto. Prendi con le pinze quello che scrivo, perchè non sono nella testa della scrittrice. Comunque penso sia stato un pretesto per raccontare la sua storia.
    Mi sembra che lei stessa lo abbia ammesso.

  251. 251 AryaSnow

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.
    Niente di male. Sono convito che il 90% delle ragazze, nei panni della protagonista, sottoposte al medesimo stress, reagirebbero nello stesso modo.

    Ma il 90% delle comuni ragazze della nostra società nemmeno andrebbe ad arruolarsi in un’accademia militare (andando tra l’altro controcorrente rispetto alla società), a fare duri addestramenti con le armi, a buttarsi in mezzo alle battaglie (senza adeguate protezionii, tra l’altro O_o) ammazzando un sacco di “gente” ed esponendosi ad un alto rischio di lasciarci le penne. Quindi questo paragone non ha molto senso. Sinceramente da una tipa del genere non mi aspetto un comportamento identico a quello di una qualsiasi adolescente di oggi. Soprattutto non mi aspetto che poco prima della sua prima battaglia in assoluto pensi a guardarsi allo specchio e a contemplare i suoi occhionionioni. Quella l’ho trovata un’uscita proprio penosa O_o.

    Al di là di questa precisazione…

    Io non concordo con GiD e non credo nella possibilità di calcolare un valore oggettivo. Per in fondo è tutta una questione veramente soggettiva. Ciò lo sottintendo sempre, in genere non sto nemmeno specificarlo. E concordo con Guglielmo, la noia è qualcosa di personale. Anche la critica che ho mosso poco sopra per qualcuno potrebbe non costituire un difetto. Ci saranno sicuramente tante ragazzine che vogliono leggere di una ragazzina simile a loro, ma vogliono che sia anche una guerriera, perchè ciò “fa figo”. Il fatto che sia poco realistico passerà in secondo piano, perchè l’importante è che “sia bello”, e per loro lo è.

    Però, Guglielmo:
    Il fatto che tutto in fondo sia soggettivo non significa che non si possa esprimere la propria opinione, no? Allora che senso ha criticare una recensione con questo concetto? E’ sottinteso che una recensione esprima sempre il punto di vista del recensore. Tutto e soggettivo, embè?
    Piuttosto dicci cosa pensi tu del libro, se ti piace, se non ti piace e perchè. Questo è un confronto interessante.

  252. 252 Gamberetta

    @Guglielmo.

    Lasciando da parte la Troisi e tornando ai punti da chiarire.
    Se accetti la sfida, posso dimostrarti che i punti su cui basi la maggior parte delle tue critiche, da te esaminati qui, sono del tutto fallaci.
    Come? recensendo un classico della narrativa fantasy di R.E. Howard.

    Guarda che è pieno di scrittori di narrativa fantastica che non seguono (tutti) i “precetti” indicati in quell’articolo. Tanto per dirtene due che mi piacciono: H.P. Lovecraft e Neal Stephenson. C’è però una bella differenza fra costoro e la Troisi: gente come Lovecraft e Stephenson è consapevole di quello che fa. La Troisi no, la Troisi non segue certi principi per motivi stilistici-filosofici, ma perché li ignora.
    Tra l’altro uno Stephenson, a mio modesto avviso, sarebbe molto più efficace se si convincesse anche lui che narrare solo l’essenziale è un’ottima pratica. Perciò nel suo caso direi che è un buon scrittore nonostante non segua quella regola. Non perché ma nonostante.
    Ciò premesso, non è che tu debba convincere me, dato che di mio in quell’articolo c’è molto poco. Devi convincere Scott Card, David Gerrold, Stephen King, Cory Doctorow, Dean Koontz & soci.
    Perciò cerca i manuali relativi, leggili e poi manda una bella mail di critica agli autori, se la invii per conoscenza anche a me la leggerò volentieri.

  253. 253 Guglielmo

    Mostrare attimo per attimo una normalissima giornata d’ufficio del protagonsta è oggettivamente noioso (e inutile), anche se magari allo scrittore piacerebbe farlo e a qualcuno piacerebbe leggerne

    .

    Scusami se aggiungo: questa frase è oggettivamente sbagliata.
    Riesci a capire perchè? :P

  254. 254 Guglielmo

    @Gamberetta: parbleu, riesci a contraddirti e non poco.
    Al di là del fatto che tu non puoi sapere con certezza se la Troisi ignori o meno questi principi – sei nella sua mente? – il fatto che lei commetta gli stessi errori di tanti altri grandi autori di fantasy del passato come può essere motivo di critica?
    Dici: la regola X è una buona regola, la Troisi scrivendo non la segue e il suo romanzo fa schifo [sto semplificando eh].
    Poi andiamo a vedere gli altri scrittori, e anche loro non la seguono.
    Com’è possibile?C’è qualcosa che non torna, non credi?
    Non è vero poi che la Troisi non segua nessuna regola, le segue in base alla sua sensibilità, come nel caso dell’utilizzo del mostrare.
    Per dare un tuo giudizio spacciandolo per corretto e assoluto ti sei dovuta appoggiare a una regola, ritenendola oggettiva, senza sospettare che neppure gli scrittori più affermati la utilizzano tutti allo stesso modo – ecco il fattore che determina le differenze tra loro.

    Sul secondo pezzo. Non è citandomi manuali e manualetti di scrittura che dimostri la tua posizione o la sua validità.
    Ora che ci penso, dovrei mandare una mail anche a vecchio Samuel, che in un suo testo scriveva:

    Fondo la mia tesi su quegli elementi già stabiliti in altra sede, che definiscono il metro come la forma propria della poesia e la poesia senza metro come imperfetta e difettosa
    S.T.Coleridge, “Shakespeare e la forma poetica”

    chissà, magari riesco a spiegargli la poesia degli ultimi centocinquantanni :D
    Questo per dire, che lo scrivere bene o l’essere un autore di fama non garantisce né garantirà mai il possedere l’autorità assoluta nel stabilire come sia corretto scrivere. O cosa sia bello e cosa non lo sia.
    Non farmi fare esempi.

    @Arya: il tuo nick è stupendo, adoro la piccola Arya :D
    I libri della Troisi non mi piacciono per tanti motivi, ma non sono così sciocco da pensare che il mio gusto personale sia IL valore di riferimento.
    Non è neanche corretto dire che è tutto soggettivo: ci si mette d’accordo sui parametri da adottare, accettati da un gruppo più o meno ristretto di persone e attraverso questi si giudica un prodotto.
    L’utilità della recensione serve proprio per mettere in luce le caratteristiche peculiari di qualcosa, per indirizzare il gusto personale alla scelta o meno.Non possono pretendere di giudicare – in assoluto- qualcosa.

    In questo senso, la recensione corretta, secondo me, sarebbe dovuta essere:
    “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    E’ ben diverso dal dire:

    “La Troisi è scema perché ignora….e il suo libro fa schifo”.

    ps: valar morghulis!

  255. 255 Gamberetta

    @Guglielmo. Ho citato delle eccezioni. Ci sono un sacco di scrittori che non seguono certi principi, ma ce ne sono 10 volte tanti che invece ne tengono conto. Un buon 90% degli scrittori professionisti di narrativa fantastica applica i principi fondamentali del mostrare e non raccontare, documentarsi prima di scrivere, mantenere saldo il punto di vista, ecc.
    Ciò non vuol dire che non si possano trovare altre strade, come c’è riuscito Lovecraft e come a tratti ci riesce Stephenson. La Troisi non ci riesce. I suoi romanzi sono delle vaccate a prescindere, poi, andando ad analizzarli, si può scoprire che molto del “marcio” deriva da una scarsa conoscenza delle basi della narrativa.
    Questo discorso però l’ho già fatto più di una volta e sono stufa di ripetermi. Se ti sta bene, bene, se non ti sta bene, bene uguale. Se la faccenda davvero t’interessa, ti esorto di nuovo a leggere le fonti, perché di sicuro King o Gerrold sanno spiegare certi meccanismi meglio della sottoscritta.

  256. 256 GiD

    @ Guglielmo & AryaSnow

    L’esempio che poni è forzato dal TUO modo di vedere cosa è o non è noioso.
    Per me potrebbe essere eccitante una giornata in ufficio, se fossi un aborigeno australiano, viceversa scuoiare serpenti sarebbe di una noia mortale.
    Come la mettiamo?

    La mettiamo che io nel mio romanzo glisserò sulla giornata d’ufficio e l’aborigeno glisserà sullo scuoiare i serpenti. E’ naturale che ognuno sia “impigliato” nella propria cultura e nel proprio modo di vivere, che determina di fatto il modo di vedere e concepire la realtà.
    Se si fa un discorso generale sul concetto di “noia” è naturale sfociare nella soggettività. Qui si sta parlando (se non mi sbaglio) di narrativa, nel particolare di narrativa fantastica. Gamberetta parla della noia nell’ottica del dover scegliere fra raccontare e mostrare. La stessa Gamberetta dice che non è facile capire quando fare una cosa e quando fare l’altra, ma campare per aria la frase “a volte è bene raccontare, a volte è bene mostrare” non serve a niente. Proprio per questo Gamberetta prende come discriminante principale la noia. Se si devono descrivere azioni meccaniche e ripetitive, che hanno scarso peso nella storia, allora è meglio raccontare piuttosto che mostrare (vedi l’esempio dei maiali squartati).
    Tu hai risposto a un’indicazione del tutto ragionevole con un ostinato “è tutto relativo!”, posizione che puoi benissimo difendere con discorsi astratti sulla concezione della noia e sul relativismo culturale, ma che sul piano pratico della stesura di un romanzo ha dei forti limiti.
    Quando dico che bisogna saper andare oltre il gusto personale forse non mi spiego bene. Non voglio dire che esiste il bello in assoluto e il brutto in assoluto, anzi, non voglio proprio entrare nel merito di una questione così comoplessa. Dico semplicemente che anche quando ci piace qualcosa dobbiamo essere in grado di capire se ci sono dei difetti “oggettivi” e non arroccarci dietro il “a me piace così!”. Per spiegarmi meglio: io ho imparato ad amare la lettura con Harry Potter quando ero piccolo e di certo è ancora l’opera letteraria che più mi ha coinvolto e che più mi è piaciuta, ma questo non mi impedisce di vederne i difetti. Se c’è una forzatura, c’è , non importa se “a me piace!”.
    Capite cosa intendo quando dico “distinguere fra gusto personale e valore oggettivo”?

    Ah poi, ultima cosa: la ragazza guerriera è un pretesto. Prendi con le pinze quello che scrivo, perchè non sono nella testa della scrittrice. Comunque penso sia stato un pretesto per raccontare la sua storia.
    Mi sembra che lei stessa lo abbia ammesso.

    La ragazza guerriero c’è, pretesto o no. Ogni scelta in un’opera ha delle conseguenze, ignorarle è sintomo di pigrizia dell’autore e di poco rispetto verso il lettore.

    Scusami se aggiungo: questa frase è oggettivamente sbagliata.
    Riesci a capire perchè? :P

    Spero tu non ti riferisca ai tempi verbali perché (accento acuto!) ti garantisco che sono corretti.

  257. 257 AryaSnow

    I libri della Troisi non mi piacciono per tanti motivi, ma non sono così sciocco da pensare che il mio gusto personale sia IL valore di riferimento.

    Certo, ho capito, sono pure d’accordo.
    Però… mah… piuttosto mi interesserebbe sentire come mai a te la Troisi non piace ^^

    Non è neanche corretto dire che è tutto soggettivo: ci si mette d’accordo sui parametri da adottare, accettati da un gruppo più o meno ristretto di persone e attraverso questi si giudica un prodotto.
    L’utilità della recensione serve proprio per mettere in luce le caratteristiche peculiari di qualcosa, per indirizzare il gusto personale alla scelta o meno.Non possono pretendere di giudicare – in assoluto- qualcosa.
    In questo senso, la recensione corretta, secondo me, sarebbe dovuta essere:
    “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    Primo: e perchè mai la recensione corretta dovrebbe essere quella? Chi ti dice che i suoi parametri si riducono solo a questo? Secondo i suoi parametri probabilmente è fastidiosa pure una grande guerriera che si comporta da adoloscente capricciosa dei paesi occidentali del XXI secolo. Perchè non potrebbe usare anche questo criterio?
    Secondo: perchè uno dovrebbe “mettersi d’accordo” su dei parametri? Io personalmente non ne fisso mai. Certo, i miei gusti hanno delle tendenze più o meno marcate, ma c’è differenza tra le due cose. Lascio sempre un ampio margine di flessibilità e non mi sento affatto in dovere ad essere “strettamente coerente con dei parametri”. Personalmente non scrivo recensioni, ma il punto è che non mi sentirei in dovere di farlo nemmeno se ne scrivessi . Una recensione per me non è nient’altro che una propria opinione espressa in maniera più dettagliata e argomentata, preferibilmente con un aggiunta di informazioni in più (ad esempio, segnalare da cosa l’opera trattata è stata influenzata).
    Boh, a me sembra un discorso un po’ senza senso.

    PS: valar dohaeris =P

  258. 258 AryaSnow

    GiD:

    Dico semplicemente che anche quando ci piace qualcosa dobbiamo essere in grado di capire se ci sono dei difetti “oggettivi” e non arroccarci dietro il “a me piace così!”. Per spiegarmi meglio: io ho imparato ad amare la lettura con Harry Potter quando ero piccolo e di certo è ancora l’opera letteraria che più mi ha coinvolto e che più mi è piaciuta, ma questo non mi impedisce di vederne i difetti. Se c’è una forzatura, c’è , non importa se “a me piace!”.

    E’ chiaro che tu non devi far finta di non vedere la forzatura solo perchè nel complesso ami HP. In questo caso devi dire “A me HP piace molto, ma non è perfetto e ci vedo questi difetti”. Però essi rimangono pur sempre difetti per te. Un altro ti potrebbe dire “mah… io non la vedo come una forzatura, secondo me anzi rende al meglio quel tale concetto…”. Chi ha ragione? Se il tuo interlocutore è intellettualmente disonesto e vuole solo idealizzare HP è un conto, ma se invece è sincero? Cioè, alla fine è sempre qualcosa di legato alla soggettività. Tu hai messo “oggettivi” tra virgolette, hai fatto bene, io personalmente cerco di trattenermi proprio dall’usare quella parola.
    Per carità, non voglio fissarmi con questa storia XD Volevo solo precisare la cosa.
    Poi ovviamente questo relativismo di fondo non dovrebbe impedire di esprimere le proprie opinioni, nè tantomeno di farlo con una certa forza. Altrimenti non si potrebbe discutere seriamente di niente. Inoltre vivremmo in un mondo molto palloso ^_^

  259. 259 Guglielmo

    @Gamberetta: io sarei anche stufo di leggere gente che ignora dibattiti millenari sull’Estetica e si promuove ad arbitro del Bello, dopo aver letto un paio di “fonti”. Hai aperto un blog, hai lasciato il commento libero, se ti stufa rispondere non farlo.
    Posso dimostrarti che un romanzo di Howard, a seguire il tuo metro di giudizio, verrebbe devastato e il suo autore farebbe la fine della Troisi.
    E non si parla di piccoli errori , o di “eccezioni”, sia chiaro. Howard non si documenta, mostra quello che gli interessa e racconta il resto, usa l’infodump in maniera spesso assurda. Com’è possibile?
    Anche il padre della S&S scriveva vaccate, suppongo.
    Ma nasconditi pure nell’ipse dixit.

    @GiD no, mi riferivo al fatto che una cosa non può essere allo stesso tempo oggettivamente noiosa e soggettivamente non noiosa.
    Contraddizione.
    Detto questo, il tuo discorso è già diverso da quello che fa Gamberetta. Molto più complesso e profondo perché distingue tra difetti oggettivi – es: logica nella trama – e gusto personale.
    Gamberetta fa un bel mischione e va anche a sfottere i lettori che hanno apprezzato i romanzi della Troisi.
    Poi, per rincarare la dose, si mette a citare regole di buona scrittura considerandole la Bibbia. Perché è evidente, i soli difetti oggettivi sono rari e le serve qualcosa di più solido per criticare negativamente qualcuno[La Troisi in questo senso è un'eccezione, perché di errori ne commette tanti].
    Ma ogni epoca, anzi ogni scrittore ha le sue regole. Non esistono LE regole.
    Per esempio: rompere la coerenza descrittiva – come fa la Troisi nel bosco di pietra – è un difetto oggettivo.
    Non documentarsi, che dovrebbe essere una delle REGOLE SACRE [dannati King E Gerrold!] NON è un difetto oggettivo.
    Howard per esempio non lo fa, e vediamo Conan spaccare elmi d’acciaio con le spadine.
    Cosa?Come dici?Conan non si è documentato?Ha usato la fantasia?!!
    Tipico dei barbari…
    Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.
    Come come nella serie Harmony Amori nei Caraibi immagino -immagino eh- gli autori concentrati più su quello che i pirati fanno nelle camere da letto con la figlia del Governatore, piuttosto che sulle loro imprese guerresche.

    Per questo motivo si può anche apprezzare un romanzo al di là dei suoi difetti “oggettivi”, e un’eventuale critica [se vuole essere una critica decente] si deve fermare nel momento in cui si entra nel campo del gusto personale.

    @Arya:

    Cosa non mi piace dei romanzi della Troisi?
    La trama scontata – dopo 15 anni di fantasy,di evil overlord ed eroi eletti dal destino ne ho piene le scatole.
    Martin è uno dei pochi che si discosta, e infatti apprezzo.
    Non essendo poi né donna né teenager, battaglie e duelli sono almeno un gradino sopra Barbie Gira La Moda fantasy

    Per il resto:

    Puoi recensire come ti pare, però si deve anche stare attenti a non passare dalla recensione al parere personale.
    Una recensione, quando è fatta bene, è influenzata il meno possibile dal giudizio personale, ed è molto utile per valutare se quel prodotto ci potrebbe interessare o meno.
    Il fatto che al recensore il prodotto piaccia o no è del tutto irrilevante, non ti pare?

  260. 260 Guglielmo

    Poi ovviamente questo relativismo di fondo non dovrebbe impedire di esprimere le proprie opinioni, nè tantomeno di farlo con una certa forza. Altrimenti non si potrebbe discutere seriamente di niente. Inoltre vivremmo in un mondo molto palloso

    Dici?Io mi annoierei di più in un mondo dove la Verità è una e una sola, immutabile.

  261. 261 AryaSnow

    Puoi recensire come ti pare, però si deve anche stare attenti a non passare dalla recensione al parere personale.
    Una recensione, quando è fatta bene, è influenzata il meno possibile dal giudizio personale, ed è molto utile per valutare se quel prodotto ci potrebbe interessare o meno.
    Il fatto che al recensore il prodotto piaccia o no è del tutto irrilevante, non ti pare?

    No, non mi pare, perchè per me la recensione alla fine è pur sempre un giudizio personale.

    Dici?Io mi annoierei di più in un mondo dove la Verità è una e una sola, immutabile.

    Un mondo dove la verità è una sola non solo mi annoierebbe, ma mi nauserebbe. Ma cosa c’entra questo ora? Non mi pare di aver detto di desiderare un mondo così.

  262. 262 GiD

    Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.

    ma di quale genere parli visto che il romanzo in questione è catalogato e pubblicizzato come “fantasy”?

  263. 263 Guglielmo

    Con “genere” intendevo il filone interno al fantasy a cui appartiene la saga della Troisi.
    E’ la mia idea, l’ho specificata nelle prime righe del primo intervento.
    Sai, non esiste solo 1 tipo di Fantasy, e anche tra i vari sottogeneri di Fantasy ci sono grosse differenze.
    Ne devi tener conto quando parli di un libro. Tu recensiresti un giallo con gli stessi canoni di un romanzo d’amore. No? Bene, non vedo perché i libri della Troisi debbano subire questo trattamento.

  264. 264 gamberone

    Guglielmo,
    dopo aver letto i tuoi interventi fino a questo ultimo mi sorprende ancora che tu non sia d’accordo in toto con Gamberetta (o almeno pensi di non esserlo).
    Dico questo perché fra le altre cose hai detto :

    1) “la ragazza guerriera è un pretesto”

    2) “Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze”

    3) “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    4) “Non essendo poi né donna né teenager, battaglie e duelli sono almeno un gradino sopra Barbie Gira La Moda fantasy”

    Ma allora de che stamo a parlà ?
    Da quello che hai scritto io deduco solo che quelli della Mondadori avrebbero dovuto realizzare delle bamboline stile Barbie ben confezionate , coi capelli blu e gli occhioni un pò tristi/umidi, vestite da guerriere seminude e all’interno della scatola (magari tipo ovetti kinder) mettere le storielle scritte dalla Troisi.Allora forse sarebbe stata una mossa commerciale più degna!Invece l’hanno spacciati per LIBRI.LIBRI,capisci? E inoltre tu, continui dicendo:

    “Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.”

    (mi domando proprio quale!!???dove? ed ecco subito la tua risposta..)

    “Come come nella serie Harmony Amori nei Caraibi immagino -immagino eh- gli autori concentrati più su quello che i pirati fanno nelle camere da letto con la figlia del Governatore, piuttosto che sulle loro imprese guerresche.”

    E quindi….

    “Con “genere” intendevo il filone interno al fantasy a cui appartiene la saga della Troisi. Sai, non esiste solo 1 tipo di Fantasy, e anche tra i vari sottogeneri di Fantasy ci sono grosse differenze.
    Ne devi tener conto quando parli di un libro. ”

    Appunto, quando parli di un libro, però!

    di quale filone stai parlando?quello Troisiano? Unico delle risate forse?
    La verità che Gamberetta evidenzia (e che io avallo pienamente) è che questi nuovi “generi” e/o filoni “fantasy” di cui tu parli hanno segnato e stanno segnando solo il declino della vera narrativa con questi “pacchetti ben confezionati ” per bambine!Alla faccia dei veri e vari talenti sconosciuti e sparsi per l’Italia (e il mondo) e che si fanno un “cu*o” così per migliorarsi e tentare inutilmente di trovare una prima pubblicazione.

    E infine fiore all’occhiello:

    “Posso dimostrarti che un romanzo di Howard, a seguire il tuo metro di giudizio, verrebbe devastato e il suo autore farebbe la fine della Troisi.”

    Non ho letto Howard (me ne scuso ma ora non avrei nemmeno tempo di farlo) ma se tu inorridisci di fronte alla possibilità che tale scrittore venga devastato secondo i parametri di Gamberetta, questo vuol dire che almeno tu stimi Howard, giusto?posso allora permettermi di chiederti:

    Per quale fascia di età e sesso scrive Howard?

    saluti

  265. 265 Guglielmo

    Ciao Gamberone :)

    I discorsi erano tre:

    1)vorrei farvi riflettere sul fatto che le regole narrative di cui parla gamberetta e con sui giudica un romanzo non sono valide in assoluto.
    C’è sempre stato e sempre ci sarà un furbone che stabilisce arbitrariamente delle regole per censurare quello che non gradisce. Ho fatto l’esempio di Coleridge non a caso.

    2)a voler guardare il pelo nell’uovo, anche i capolavori di scrittori illustri fanno una pessima fine [vedi Howard, ma anche lo stesso King che gamberetta cita].

    3)Le storie scritte dalla Troisi seguono le caratteristiche di un genere[nuovo?] che a quanto pare sta avendo molto successo – e non solo qui in Italia. Lo stesso discorso si può fare per Paolini, per esempio. Non scrivono rivolgendosi al target classico che era il lettore maschio 15-30enne, attirato da caratteristiche particolare del Fantasy che in queste storie ci sono poco o nulla.
    E quindi?Non è fantasy?
    Prendi questo modo di ragionare, portalo in un qualsiasi altro campo della comunicazione umana – musica, poesia, arti figurative etc – Ti accorgerai di quanto è ristretto e “stupido”.

    Questo paragrafo è significativo:

    di quale filone stai parlando?quello Troisiano? Unico delle risate forse?La verità che Gamberetta evidenzia (e che io avallo pienamente) è che questi nuovi “generi” e/o filoni “fantasy” di cui tu parli hanno segnato e stanno segnando solo il declino della vera narrativa con questi “pacchetti ben confezionati ” per bambine!Alla faccia dei veri e vari talenti sconosciuti e sparsi per l’Italia (e il mondo) e che si fanno un “cu*o” così per migliorarsi e tentare inutilmente di trovare una prima pubblicazione.

    - Il declino?scusa ma non capisco: la gente che prima leggeva opere di qualità ora legge opere di minor qualità?
    O, più realisticamente, si è allargato il mercato e quelli che prima NON leggevano ora hanno un prodotto che corrisponde ai loro gusti?I parametri con cui giudichi un declino, poi, sono del tutto soggettivi.

    - Parliamo di cose che si possono dimostrare, per favore, e non di aria fritta: portami gli esempi di questi talenti incompresi rifiutati in modo sistematico per favorire la mediocrità e ne possiamo discutere.
    Inoltre, posta anche l’esistenza di autori che non trovano un editore disposto a pubblicarli, per quanto bravi, bè ragazzo mio: è la legge del mercato.
    Non vedo però cosa c’entri la Troisi in questo discorso…

    p.s: Howard non penso intendesse rivolgersi a una fascia d’età precisa.E’ stato il padre di un filone – di più, un’autostrada – del fantasy per cui immagino si rivolgesse a un lettore con i suoi stessi gusti, più che a un target d’età.
    Certo poi, i lettori della rivista su cui sono usciti i suoi lavori, negli anni 20′-30′ erano quasi tutti ragazzi, maschi.

  266. 266 Clio

    A Guglielmo

    la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    credo che tu abbia ragione, ma… con questo? Il fatto che Nihal in piena battaglia senta gli ordini del generale è una sciocchezza (“Gli ordini a voce non vengono uditi; per questo si usano tamburi e gong.” Sunzi, Arte della Guerra, settimo capitolo, Junzheng), è oggettivamente una stupidaggine. Forse la maggior parte delle lettrici non se ne accorgeranno (anche se trovo la cosa piuttosto strana), ma ciò non toglie al fatto che la scrittrice stia cercando di spacciare aria fritta. E’ come un falsario, ti vende un Mirò, tu magari non te ne accorgi, ma il quadro è un falso.
    Ovviamente è un esempio, ma diciotto euro per pagine e pagine di castronerie sono comunque un furto.

    una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.

    No, certi errori sono oggettivi. Le misure sono sballate, i movimenti degli eserciti sono degni di una parodia ed i combattimenti sono assurdi. E’ un fatto, non un punto di vista (con buona pace di Nietzche, se non ricordo male).
    Inoltre distanze, manovre e combattimenti sono punti focali del romanzo, la cui trama è decisamente scarna. nel film “The legend of the evil lake” si intravedono due brevi scene di battaglia, alquanto malriuscite secondo me, ma ciò non invalida il film, perchè il punto non è la battaglia, che è intravista a malapena, il punto è la storia di Biharang e di Janubi.
    In un film come “Kingdom of Havens” invece la battaglia è fondamentale, non può essere sostituita da un messaggero che la racconta, e qui se il regista non sa fare il suo lavoro son dolori.

    Sono l’unico a pensare che la NOIA sia un fattore del tutto dipendente dal gusto personale?

    Qui sono d’accordo, anche se ci sono occasioni in cui qualcosa è talmente noioso da sfiorare l’oggettività.

    Per esempio, il fatto che la Troisi ignori del tutto l’aspetto marziale di una battaglia – raccontandolo – e si concentri piuttosto sull’eroina che si taglia i capelli – mostrandolo- è una cosa del tutto dipendente dal suo gusto e da quello delle sue lettrici.

    Qui invece non sono d’accordo. Ai fini della trama è vitale sapere come sta andando la battaglia, invece di come Nihal si taglia i capelli non cambia nulla. I fatti in un libro non sono davvero prestabiliti, accadono mentre li leggo. Per me lettrice, sapere se il terreno è bagnato o secco è vitale, perchè così, leggendo, posso immaginare come e perchè certe cose si verifichino e a chiandr la vittoria. invece se Nihal si scioglie i capelli prima di tagliarli non ha nessun effetto sugli avvenimenti.
    Anche se io mi sono tagliata, una volta, i capelli con un coltello, e vi assicuro che non è una cosa intelligente disfare la treccia per un’operazione simile (nemmeno con un paio di forbici).

    Che come tutte le lettrici di questo mondo, si smaronano di fronte a una battaglia sanguinosa, e invece di eccitano di fronte a una barbie da pettinare.

    Frase insulsa e sessista.

    tu, femmina 18enne, hai gusti diversi dalla maggioranza delle tue coetanee.

    Non c’entra. Lei, femmina 18enne, ha conoscenze più vaste e approfondite, che le permettono di rilevare le idiozie. E ti assicuro che molti maschi 18enni sono altrettanto ignoranti delle loro coetanee.

    Giuro, in vita mia di ragazze che si esaltassero di fronte a una battaglia ben filmata o scritta o quant’altro ne ho trovate davvero poche, e quelle poche mi ricordavano Vàsquez di Aliens Scontro Finale

    Forse le tue conoscenze non sono molto vaste. Personalmente le scene di battaglia e combattimento (se fatte bene) mi esaltano e mi catturano, e non sono certamente mascolina, ma il punto è un altro: la battaglia è importante nella storia?
    -No. Allora chi se ne frega se è scritta/filmata male.
    -Sì. Allora DEVE esser fatta bene, altrimenti l’opera è pattume. Se in un film è cruciale esplorare la tundra (mettiamo stiamo parlando di cacciatori…) e costoro sono preoccupati dai possibili attacchi dei lupi, la storia è idiota. E’ idiota anche se a nessuno importa nulla della tundra, e se ci sono lupi nella tundra, e se i lupi attaccano gli uomini ecc.
    Quindi non c’entra “ma tanto una ragazzina ignorante non se ne accorge”, c’entra “io sto spacciando aria fritta.

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.

    Mah… Io continuo a restare perplessa su questo genere di affermazioni. Parola di ragazza raomantica con tante amiche romantiche.

    Inesperienza?Inettitudine o semplice disinteresse?
    Perché avrebbe dovuto puntare su aspetti che non le interessavano e sapeva benissimo non sarebbero interessati al suo Lettore?

    E perchè non ha scritto una storia in stile Moccia?
    Uno il suo lavoro deve farlo bene e con coscienza. Se tu fai lo scrittore e parli di musicisti non puoi metterci che il pianista non sa leggere la chiave di basso, e se tu scrivi di gente che si fa guerra con cavalli elance non puoi metterci che i cavalieri impugnano picche. Il fatto che il lettore sia ignorante non è una scusante.
    Uno scrittore non deve contribuire all’ignoranza.
    Casomai, se ti rivolgi a ragazzine romantiche, porrai al centro la storia d’amore e manderai in dissolvenza il resto. Ma non è il caso della Troisi, in cui il punto non è sopravvivere e restare accanto all’amato, ma vincere la guerra.

    Il successo di fatto ha dimostrato che molti lettori hanno trovato piacevole il suo modo di affrontare una storia fantasy

    Il pubblico acclamava felice gli spettacoli gladiatori, allora erano una cosa ganza, perchè non rimetterli?
    Ripeto, marciare sull’ignoranza della gente è una bassezza rivoltante, nel caso parzialmente scusata, dato che sono convinta che l’autrice non sia una meschina approfittatrice di fanciulle ingenue, ma una donna ignorante e poco intelligente.

  267. 267 gamberone

    per Guglielmo:

    “Il declino?scusa ma non capisco: la gente che prima leggeva opere di qualità ora legge opere di minor qualità? ”

    no Guglielmo,no!

    Se una grande casa editrice ti dice (e ti vende in realtà) :
    qui in Italia abbiamo un’astrofisica, giovanissima , un vero talento che ha scritto una grandiosa opera fantasy (le cronache di Narnia….perdon del mondo emerso) e poi te la confeziona con copertine allettanti, allora tu sei CURIOSO, sei ATTRATTO dall’evento (o almeno spacciato come tale) e vuoi andare a vedere (= comprare) un simile “capolavoro” e poi……. TI SENTI SOLO PRESO IN GIRO e pensi alle bambole .

    E non è vero che non si può educare il “popolo” alla buona lettura.Sono proprio le case editrici con le loro produzioni in grande che dovrebbero contribuire alla “buona lettura”.
    Il fatto che si siano vendute tante copie è proprio colpa di questa falsa,mirata e ingigantita pubblicità fatta all’opera , NON perché (come dici tu)

    “si è allargato il mercato e quelli che prima NON leggevano ora hanno un prodotto che corrisponde ai loro gusti?I ”

    No, no…non credo proprio sia così!Non è l’avvento di “nuovi” generi per una maggioranza (o minoranza ,questo decidilo tu) di popolo che ora finalmente “incontra il proprio gusto”.Non è il naturale cambiare delle cose , l’evolversi.E’ solo una conseguenza di una spaventosa ,invadente ,ingannevole,mirata e incredibile pubblicità !
    Come il Grande fratello, l’isola dei mongoloidi , i Take That , tutti i cantantucoli bellini di passaggio che irrompono con una canzoncina sull’amore a sanremo e le ragazzette sbavano e comprano e…..chi più ne ha più ne metta (proprio per trasportare il discorso nei vari campi artistici come dicevi tu).

    piuttosto chiediamoci :

    Perché sono principalmente le ragazzine a comprare?
    Questo è il vero messaggio che negli ultimi anni mi sta arrivando dai media, da ciò che si vende. Tutte le principali attività artistiche moderne stanno puntando su questo se non vedi.
    Non si vede più un vero gruppo musicale dagli anni ’70 .Si fanno dischi per l’estate (tipo usa e getta) ed ora anche libri.E’ questo il “nuovo ” genere narrativo di cui stai parlando e che avrebbe diritto a crescere? A me sembra più un vero cancro diffuso dappertutto.
    Sarà una mia opinione !

    Saluti

    Infine tu dici:

    \”Howard non penso intendesse rivolgersi a una fascia d’età precisa \”

    ma era proprio qui che ti volevo portare.Un libro, VERO, non ha e non può avere di questi \”limiti\”. Non so se ora mi sono spiegato meglio.

    Saluti

  268. 268 Guglielmo

    Gamberone, mi vien da chiederti: in che mondo vivi?

    Le case editrici sono attività commerciali, non hanno nessun obbligo morale di vendere “buona letteratura” [qualunque cosa rappresenti questa idea].
    Devono vendere, e per farlo usano la pubblicità. Amen.
    Poi, il resto del tuo discorso non può che farmi sorridere, detto bonariamente s’intende.
    Parli di Vera Narrativa come un fanatico parlerebbe di Vera Musica, Vera Fede, Vera Politica, Vera Storia, Vera Arte.
    Queste prese di posizione ti portano a dire cose a mio modo di vedere poco serie, tipo

    “Non si vede più un vero gruppo musicale dagli anni ‘70″

    Lo dici tu?Interessante.
    E le ragazzine urlanti?Lo stesso tipo di ragazzine che sbavava davanti ai Beatles?
    Usi termini di cui non conosci la portata. Parli di “declino”, di “cancro diffuso”, il prossimo passo quale sarà? Stabilire un elenco di “arte degenerata” e poi farne roghi, come nella Germania hitleriana?
    Ti prego, in questo elenco post declino anni ’70, salvami almeno i Pearl Jam ok?

    @ Clio: Mettiamoci d’accordo su una cosa: va bene discutere, ma non spezzettare ogni singolo paragrafo, e quotarlo pezzo per pezzo.
    Altrimenti si finisce in una gara a chi multiquota di più e il senso della discussione si perde.
    Inizio subito col dire che non c’era nessuna volontà di offendere e/o dare giudizi sessisti. E a differenza tua non avevo intenzione di giudicare le frequentazioni di nessuno.
    Il concetto era comunque il punto debole del mio ragionamento, perché non ho nessuna possibilità di dimostrare che a una parte delle ragazze di questo mondo le battaglie annoiano.

    Errori oggettivi: avevo già risposto a GiD. Ci sono, sono innegabili, non ho certo intenzione di giustificare la Troisi su questo versante. Se li può permettere perché non ha concorrenza, per ora [o meglio, la concorrenza ci sarebbe anche, tipo La ZB].

    Non infierisco sul paragone con i gladiatori, ti faccio solo notare che il lettore moderno ha una vasta possibilità di scelta, quando entra in libreria. Può vedere la trama riassunta in quarta e leggere quanto vuole il libro prima di sceglierlo. La mia frase in questo senso significava non che se una cosa fa schifo ma ha successo, ben venga lo schifo e ci sommerga tutti. Piuttosto intendevo che quando una cosa ha successo, evidentemente a qualcuno piace e anche se non rientra nei miei gusti, chi sono io per giudicare?

    Il resto del tuo discorso si fonda su una contraddizione che nasce dal tuo modo personale di vedere le cose, per cui se anche accetti, come fai all’inizio, la definizione di “fantasy per ragazze” dei libri della Troisi, poi dai giudizi non con i parametri di quel genere, ma con quelli del tuo gusto personale [che sarà legato a un altro genere di fantasy].
    Quindi:
    Le battaglie sono vitali per la trama?
    No, lo sono per te. Perché a te piacciono le battaglie o perché il genere di fantasy che prediligi considera vitali per la trama gli scontri armati.

    Chi non ha i tuoi stessi gusti è ignorante e ingenuo, o forse quello che per te è fondamentale in una storia, può non esserlo per un altra persona?

  269. 269 Clio

    A Guglielmo
    Andando al succo del tuo post:
    -Alla gente piace. Bene, alla gente piacciono Nihal e le sue turbe adolescenziali. Non entro nel merito di quanto sia credibile o meno, facciamo che lice ciò che piace. Bene, ma ciò non implica che la storia di Nihal e delle sue turbe debba essere servita in un pinzimonio di buffonate e castronerie. La Troisi poteva benissimo raccontare una storia di un’adolescente complessata facendo attenzione alle misure, documentandosi un momento e descrivendo scene credibili. Il suo lettore medio non se ne sarebbe comunque accorto? Vero, probabilmente la maggior parte delle ragazzine che apprezzano Nihal non si accorgerebbero della differenza tra un soldato che sente le urla di un generale ed uno che sente i colpi dei timpani, ma questo non ha alcuna importanza: documentarsi e scrivere cose corrette e verosimili, nel limite del possibile, vuol dire fare onestamente il lavoro di scrittore.
    Dare un’ambientazione buffonesca e tirata via alla storia vuol dire spacciare baggianate, ed è disonesto.

    -Giudico secondo il mio gusto personale dicendo che battaglie e scontri sono vitali. No, assolutamente. Avevo fatto l’esempio del film “The legend of the evil lake”: la guerra c’è, il protagonista è un generale, ma tutto ciò è secondario, la storia non riguarda le sue imprese in battaglia, nè la storia politica del Regno Millenario, la storia riguarda il protagonista e sua moglie. Non lo dico io, è un fatto. Ergo, se le brevi scene di ammazzagione sono tirate via non è un grosso problema, perchè sono elementi dello sfondo, vaghi, appena nominati.
    In Nihal invece la guerra è fondamentale. Lei è una guerriera, vuole salvare il mondo, diventa cavaliere e partecipa a molti scontri, Sennar parte per cercare rinforzi, alla fine l’ultimo romanzo vede la classica Ultima Battaglia gigantesca in cui i buoni vincono. Il cattivo non è un rivale in amore, è un signore oscuro, le battaglie ed i combattimenti non sono nominati di sfuggita ma occupano gran parte delle pagine. E infine il riassunto fattibile non è “Nihal s’innamora di un mago e alla fine si sposano”, ma “c’era bisogno di un Talismano ecc.”

    Chi non ha i tuoi stessi gusti è ignorante e ingenuo, o forse quello che per te è fondamentale in una storia, può non esserlo per un altra persona?

    Nuovamente: non c’entrano i miei gusti. Nella storia della Troisi battaglie e scontri sono vitali, al di là dei gusti. Negarlo sarebbe come dire che in “Star Wars”, siccome il nocciolo del discorso è il percorso di formazione di Luke Skywalker, allora anche se le scene di guerra e sparatoria sono fatte coi piedi non è grave.
    Alle lettrici interessa di più la storia di Nihal e Sennar? Buon per loro. Questo sì, rientra nel gusto personale. A me, in Shogun, piaceva il personaggio di Omi, ma la storia non parla di Omi, parla di Anjin-san. Ugualmente, il romanzo della Troisi parla di una guerra. La storia d’amore è senz’altro importante, almeno nell’ultimo romanzo, ma cio non toglie che la guerra è vitale per la trama.

  270. 270 Stefano

    Abbi pazienza Guglielmo, non ci vuole un fulmine di guerra per rendersi conto di quanto sia improbabile che una novizia in procinto di entrare in una scuola di cavalieri metta fuori combattimento una masnada di studenti anziani e un mercenario. Non ci vuole un fulmine di guerra a capire che un ufficiale su un drago difficilmente potrebbe comandare dei fanti, nè ci vogliono particolari competenze per sapere che un assedio non finisce in una giornata. Mettere a posto questi particolari avrebbe nuociuto alla storia?

  271. 271 Uriele

    “non ci vuole un fulmine di guerra per rendersi conto di quanto sia improbabile che una novizia in procinto di entrare in una scuola di cavalieri metta fuori combattimento una masnada di studenti anziani e un mercenario.” – Bhè, non ho letto nè sono interessato a leggere il romanzo, ma questo non è vero.
    D’Artagnan, giovane guascone con l’aiuto di tre moschettieri riesce a mettere alle corde un gruppo di guardie combattendo da pari. Ok per i moschettieri, ma D’Artagnan all’inizio del romanzo è un giovane talentuoso e di belle speranze, come diavolo fa a combattere da pari con le guardie addestrate?
    Edmond Dantes fugge di prigione, istruito dallo scienziato Faria e con un tesoro immenso fra le mani, in pochi anni, dopo aver vissuto una vita da marinaio, diventa un nobile coltissimo, raffinato ed elegante, capace di diventare in un attimo abate e milord inglese senza che nessuno sospetti di nulla… Jerod il camaleonte e Hannibal Smith hanno solo da imparare!

    Insomma una cosa è sbagliare oggettivamente qualcosa (picche per lance, fanteria per cavalleria, ecc…) e non documentarsi, un altro è introdurre un protagonista eroico con un talento impensabile per qualunque altro uomo, il primo è un errore, il secondo un clichè, ma di quelli che funzionano

  272. 272 gamberone

    Continuare a dare opinioni a Guglielmo, è una cosa che serve o no?
    E’ tutta una questione di gusti, di opinioni,di genere.Chi siamo noi per dire che sta dicendo stupidate? E’ solo una opinione.

    Ha ragione lui!A che serve continuare.
    Probabilmente bisognerebbe essere nel target giusto di maturità per essergli d’accordo.
    Non lo so, è tutta una questione di gusti.

    saluti

  273. 273 Stefano

    Uriele, la domanda che mi sono posto è la seguente, se una novizia mette fuori combattimento uno dopo l’altro ben 9 studenti anziani e un mercenario a che pro entrare nella scuola? Poi, va bene l’enfasi, però Nihal, a fronte di questa forza sovrumana è psicologicamente assai fragile. Se poi alle ragazze piace immedesimarsi così va bene, però io trovo l’episodio del tutto gratuito

  274. 274 Uriele

    Guarda, non lo so perchè come ripeto non l’ho letto e non mi pare interessante come libro, la butto lì… vuole entrare nella scuola perchè il MAESTRO è più forte di lei (battere gli studenti anziani è certo meno dura che battere il maestro).

    In Giappone nel Dojo gli studenti al saluto si dispongono in ordine di grado, con i più inesperti vicini alla porta e i più abile lontano. Perchè? Anticamente non era raro che un gruppo di persone entrasse per devastare la palestra (e far vedere la propria superiorità); i più giovani si immolavano per rallentare e stancare gli avversari in modo tale che il maestro fosse pronto ad affrontarli.
    Un altro caso era quello dei maestri in cerca di fama che ne sfidavano altri già affermati. In questo caso il maestro gli mandava contro uno alla volta i suoi allievi migliori, dal più scarso al migliore, per saggiare la capacità dell’avversario e decidere se concedergli o no il diritto di sfida [come nel caso precedente anche questo metodo serviva ANCHE per fiaccare l'avversario prima della sfida, in modo da garantire un vantaggio allo sfidato NdU]

    Essere un veterano nelle arti marziali, non vuol dire essere più bravo. Dopo alcuni anni i progressi si fanno sempre più lenti e impercettibili. La curva di apprendimento, come in ogni disciplina, è molto veloce quando non si conosce nulla e molto più lenta quando si deve perfezionare la tecnica (in alcuni sport come il kendo ci vuole in media un 4-5 anni per apprendere realmente il Men, il colpo di base per intenderci…). Il talento permette ad alcune persone molto dotate di apprendere prima il movimento o di comprenderlo a livello fisico dall’osservazione del modello (io non ho questa dote, ma ho conosciuto chi ce l’ha). Ho visto nell’arco di pochi mesi i miglioramenti di un ragazzo particolarmente dotato che è riuscito a segnare ippon ad avversari molto più “anziani” di lui e si tratta solamente di una persona molto dotata, non di un vero e proprio genio sportivo.

    Ora io non so se questa Nihal non avesse mai preso in mano una spada o si fosse allenata un po’ da autodidatta per apprendere almeno le basi, ma nel secondo caso, trattandosi di un eroina, un genio della spada, e non essendo i veterani i migliori della scuola (sennò il livello sarebbe stato davvero basso), ma solo dei combattenti che combattevano da più anni in quella scuola, trovo la cosa, per quanto improbabile comunque possibile.

    Altra cosa: nel Kendo, alcune volte durante il jigeiko (che potremmo chiamare il combattimento, anche se non è proprio esatto), i nuovi arrivati riescono a battere i più vecchi (3° o 4° dan). Questa strana cosa è dovuta alla “scordinazione del principiante”: dopo alcuni anni, applicando la tecnica a livello accademico, cercando di migliorare il nostro stile e renderlo più efficace, si incomincia a sentire il Ki e la pressione dell’avversario. Un principiante non ha queste cose e non ha neppure una tabella di movimenti codificati. Può quindi accadere che un movimento veloce e sgraziato penetri la guardia dell’avversario, colpendo il proprio bersaglio. I Maestri non si fanno MAI cogliere impreparati dai giovani (di solito in Italia si parla di 7° o, se ci son visite dal giappone o dalla Corea, di 8°Dan, al massimo qualche 6°, a livelli più bassi sono solo degli allenatori). Poi quando si tratta di Maestri il combattimento si sposta sul Seme e il Kizeme, la tecnica è già impeccabile.

    Il romanzo poi può essere la ciofeca o il capolavoro che vuoi.

  275. 275 DelemnO

    Non si vede più un vero gruppo musicale dagli anni ‘70

    Dissento. Non so cosa tu intenda per “vero gruppo”, ma di gente che si fa il mazzo suonando dell’ottima musica ce n’è ancora, e non si tratta di gruppetti costruiti a tavolino. Non sono popolari questo sì, ma ciò non significa non siano “veri”.

    Non ho seguito tutto il discorso giapponese da voi fatto, perchè, niente di personale, ma il Giappone mi ha rotto le scatole, credo sia una cosa trita e ritrita.
    Si accennava alla probabilità che Nihal potesse effettivamente battere dieci tra i migliori allievi dell’accademia, bene, questa proprio a me suona pressochè impossibile, anche a livello fisico.
    Ma probabilmente una delle cose più orrende del romanzo è il dialogo Nihal-Ido:
    -Combatti senza corazza?
    -Preferisco così…
    -Fà come ti pare.

    Miodddio, è raccapricciante oltre che impossibile, sarebbe come se un soldato di un corpo speciale dicesse ” si so che vado a una missione dove potrei benissimo morire, ma non metto il giubbotto antiproiettile, non è fashion.”

  276. 276 Angra

    Traduzione:

    -Combatti senza corazza?
    -Così sono più sexy…
    -Giusto, tanto è fantasi!!!!1111!!!!!!!!

  277. 277 Valentina

    Io penso che ognuno e libero di leggere quello che vuole, faccio un esempio anche se a me non pice Moccia non dico che a quelli che piace fanno schifo o offese simili (il mondo è bello perche vario)
    A me son piaciuti tutti i libri della troisi e amo tantissimo il fantasy (in particolare marion zimmer bradley), e non mi reputo ne una persona stupida e tanto meno ingniorante!!
    Voi avete tanti preconcetti da fare rabbrividire, voi che dite tutte queste stupidaggini vi sentite tanto più intelliggenti di noi che apprezziamo la Troisi!!
    A me non sembra proprio
    Leggere è un bene e ogniuno legge quello che gli pare!!

  278. 278 barbara

    Certo “ogniuno” di noi può leggere quello che gli pare, mi sembra scontato dirlo. ^_-
    Così come mi sembra scontato che poi se ne possa dire quello che si vuole.
    Anche io adoro la Bradley, e proprio perchè ho letto i suoi lavori, oltre che quelli di altri autori fantasy, che la Troisi l’ho trovata banale e superficiale.
    Anche passando sopra a tutte le castronerie, perchè tanto è fantasy e le lettrici a quanto pare sono stupide, la trama in sè è ben lontata dall’avere qualche parvenza di originalità e i temi presenti (se ce n’è), sono infantili e banali.
    Poi qualcuno come Guglielmo potrà dire che tutto è soggettivo, ma a mio parere una trama straabusata e straritrita è un fatto oggettivo, che poi chi legge la Troisi la trovi originale perchè non ha nemmeno mai letto un manga in vita sua, beh allora è ignoranza.
    Trovo più sensato che qualcuno la apprezzi perchè si immedesima (anche se non so come sia possibile) nell’eroina di turno, questo lo posso capire, il resto no perchè nei suoi libri non c’è praticamente niente altro.

  279. 279 gamberone

    @ DalemnO

    Intendevo dire proprio questo,e cioè che quelli che fanno musica vera (nel senso appunto di non costruita) ed hanno talento, non sono popolari nella maggior parte dei casi perché le casette discografiche (come quelle editoriali) sono in questi ultimi anni interessate a proporre pacchi preconfezionati di scempiaggini super pubblicizzate. Avendo visto il successo NELLE VENDITE di un certo tipo di prodotto (specie per ragazzine in amore),costruiscono di continuo lo stesso tipo di gruppo/cantante musicale (ed ora anche lo stesso tipo di libri) cambiando nomi e facce ( e trame) ma seguendo sempre gli stessi modelli.Sarà anche una legge di mercato ( questo l’ho già anticipato in qualche intervento più sopra), ma assieme a questo dovrebbero comunque proporre qualcosa di realmente nuovo e originale che non fanno a mio avviso.Inoltre vendendoti per grandioso e originale ciò che non è, ti prendono solo in giro.
    Questo era il succo.

    saluti

  280. 280 DelemnO

    @gamberone

    Ah si, ho capito. Anche io intendevo questo. Il successo della troisi è paragonabile a quello di gruppetti a mio gusto orribili tipo finley o tokio hotel, orecchiabili e adatti alle ragazzine ma di scarsissima qualità la cui esistenza e successo costituisce un insulto verso i musicisti seri, idem con gli scrittori che spendono una vita a curare le proprie opere.
    Potete leggere la troisi si, ma sappiate che vi stanno prendendo in giro. comprare un suo romanzo è come comprare una maglia fatta di un pessimo cotone e/o tinta male che al primo lavaggio scolorisce/ perde le perline o che so io, che però esteticamente sembra figa. O chi mette nel cibo schifezze per poi vendertelo come buonissimo, e magari lo è ma ti ridurrà il fegato a pezzi.

    @Valentina

    Le tue sgrammaticature sono volute, vero?ù.ù

  281. 281 Uriele

    “Anche io adoro la Bradley, e proprio perchè ho letto i suoi lavori, oltre che quelli di altri autori fantasy, che la Troisi l’ho trovata banale e superficiale.”

    NON MISCHIAMO LA MERDA CON LA CIOCCOLATA: La saga della luce, darkover, le nebbie di avalon, la Torcia… La Bradley è tanto brava quanto morta!!! Ok, scusate… ho un’infatuazione ancora infantile per quest’ autrice. Le nebbie di Avalon è probabilmente la più bella storia ambientata nel mondo Arturiano che abbia mai letto

  282. 282 AryaSnow

    Ora io non so se questa Nihal non avesse mai preso in mano una spada o si fosse allenata un po’ da autodidatta per apprendere almeno le basi, ma nel secondo caso, trattandosi di un eroina, un genio della spada, e non essendo i veterani i migliori della scuola (sennò il livello sarebbe stato davvero basso), ma solo dei combattenti che combattevano da più anni in quella scuola, trovo la cosa, per quanto improbabile comunque possibile.

    Si trattava dei 10 migliori della scuola, invece.
    Inoltre doveva sconfiggerli tutti di seguito, senza un attimo di respiro.
    Come se non bastasse, la Troisi è stata ben attenta a specificare che Nihal ha sconfitto addirittura con facilità molti di essi.

    Per i miei gusti siamo decisamente a livelli ridicoli e quella è una della parti più orrende del libro O_o

    E no, non voleva entrare nella scuola perchè c’era un maestro particolarmente forte che ammirava. Voleva diventare in generale una studentessa di quell’accademia (come quelli contro cui si è dovuta battere).

    -Combatti senza corazza?
    -Preferisco così…
    -Fà come ti pare.

    Wahahah! Per l’appunto, l’avevo già evidenziata pure io questa XD

    Ma il top del top sta nella parte in cui lei deve convincere il generale a farla entrare nell’accademia. Lo persuade facendo i capricci, restandosene ferma nella hall e rifiutandosi di uscire. Tanti militari armati provano a mandarla via in tutti i modi, lei riesce a rimanere lì e a disarmare tutte le guardie che vengono mandate a portarla via. Inoltre le vengono tirate delle frecce, ma lei sale su una statua e rimane lì, senza essere mai beccata. Alla fine il generale decide di darle una possibilità.

  283. 283 Guglielmo

    A questo punto, penso di non essere stato molto chiaro.
    Non ho detto che è tutto soggettivo, tutto dipende dal gusto.
    Gli errori ci sono, nei libri della Troisi.
    Non c’è niente di soggettivo in questo.

    Ci sono poi elementi, tra i quali l’episodio che citate, ma anche altre cose tirate in ballo da gamberetta, che sono vostre fissazioni.
    Non è scritto da nessuna parte che un libro fantasy debba seguire un realismo estremo, né che l’autore debba documentarsi.
    Perchè è fantasy? Si, esatto.
    L’accettazione di elementi esagerati è lasciata al gusto del lettore – che può schifare il libro oppure fregarsene.
    I libri fantasy sono pieni di questi elementi, dal LoTR al già citato Conan.
    Quando volete posso farvi esempi.
    Non tiriamo in ballo poi la sci-fi.
    E non potete giudicare le battaglie dei “mio mini-pony” con gli standard di quelle di Ken-Shiro [o vice versa].

    O meglio, potete anche farlo, e sentirvi tanto intelligenti quando parlate con persone che la pensano come voi, ma questa strada porta dritta ala fanatismo [vero Gamberone?].

  284. 284 Sandy85

    Non è scritto da nessuna parte che un libro fantasy debba seguire un realismo estremo, né che l’autore debba documentarsi.
    Perchè è fantasy? Si, esatto.

    No, invece.
    Gli elementi irrealisti devono essere giustificati, uno può inserire elfi, fate, streghe, maghi, ecc. quanto gli pare ma deve anche dare una parvenza di realtà a tutto questo. Nella Troisi tutto questo non c’è, è tutto campato per aria senza dare uno straccio di spiegazione, cosa che non è in LoTR, per citare quello che hai citato anche tu, o in ciò che ha scritto la Bradley o qualunque altro scrittore che si sia documentato prima di scrivere.
    Vorrei sottolineare che sì, documentarsi non è obbligatorio, ma è buona norma farlo per scrivere qualcosa di valido e, quindi, consultare qualcosa di attendibile è indispensabile. Si sa che di solito ciò che valido molto spesso non piace alle nuove generazioni, ma sinceramente è meglio avere lettori un po’… datati, piuttosto che ragazzine invasate che si strappano i capelli appena vedono un cosplay che si veste come il loro idolo.

    Naturalmente ognuno la pensa come vuole, ma nessuno può negare che è melgio leggere un libro di un autore che sa di ciò che scrive, piuttosto che uno dove l’autore non sa niente e, magari, se ne vanta.

  285. 285 Guglielmo

    E’ un po’ come dire che se scrivo un romanzo di fantascienza dove gli esseri umani viaggiano da un sistema solare all’altro su astronavi oltre la velocità della luce, accanto al libro devo mettere un trattato di fisica futuristica.
    Ma quando mai…
    LoTR ha molti difetti, se prendi la storia e tenti di devastarla sminuzzandola.
    Tanto per iniziare , il libro poteva finire a pagina 100 usando le aquile e anche se una cotta di maglia ti protegge dalla perforazione, non può proteggerti dall’impatto [vero Frodo?]. Non parliamo poi dell’incipit. Io penso che quasi ogni libro, preso alla maniera di Gamberetta, farebbe una pessima figura. Questa era la prima critica.

    Questo vuol dire che la Troisi abbia scritto un capolavori privo di difetti? No, per nulla. Il libro è scritto male, ma non perché l’autrice ha scelto di scrivere la storia in un certo modo piuttosto che in un altro. E questa era la seconda critica.

  286. 286 Sandy85

    E’ un po’ come dire che se scrivo un romanzo di fantascienza dove gli esseri umani viaggiano da un sistema solare all’altro su astronavi oltre la velocità della luce, accanto al libro devo mettere un trattato di fisica futuristica.

    Lo sai benissimo che non si intende questo, non far finta di non capire ciò che ho scritto.

  287. 287 Uriele

    @Guglielmo: se Tom Bombadil fosse davvero il maya che appare (è una cosa che dipende dall\’interpretazione degli altri libri di Tolkien) e fosse intervenuto nella lotta, allora il romanzo sarebbe finito anche a pagina 80… D\’altra parte quel libro segue tutti i canoni classici dell\’epica, insomma si basa su delle regole e le segue o le infrange CONSAPEVOLMENTE.
    Un altro libro probabilmente devastato da una critica simile, se non si tiene conto della consapevolezza dell\’autore, sarebbe Il Serpente Uroboros di Edison che usa uno stile narrativo molto particolare e sperimentale che degenera, con il proseguire del romanzo.
    (Ok, a me il libro non è piaciuto, ma devo ammettere che sono stato colpito positivamente dall\’uso del punto di vista adottato inizialmente e dallo studio dell\’epica dietro al racconto)

    PS: scusatemi per l’Italiano, sono appena uscito da un esame. Normalmente non sono analfabeta

  288. 288 Diarista incostante

    Non è scritto da nessuna parte che un libro fantasy debba seguire un realismo estremo, né che l’autore debba documentarsi.
    Perchè è fantasy? Si, esatto.

    No, esatto un ceppa. Questa Guglielmo è una baggianata. Non è scritto da nessuna parte perchè è una cosa ovvia. Non è scritto da nessuna parte che per campare devo respirare sempre, ma io lo faccio lo stesso.

    Il fantasy presuppone che chi scrive e chi legge usi la fantasia, il che qui sta benissimo a tutti, persino a te. Quello che sembri non riuscire ad afferrare è che la fantasia ha le sue regole. Non cadiamo nel luogo comune che fantasia e strampalato siano sinonimi. O che fantasia e inverosimiglianza siano la stessa cosa.

    Leggere un intero libro ripieno di inverosimiglianze è come mangiare un’intera torta di mele farcita di sardine. Fa schifo perchè mele e sarde stanno bene per conto loro e non assieme, punto. Fine della storia.

    Non puoi venirmi a dire che siccome un libro è -oh yeah- un fantasy, allora devo accettare con un bel sorrisone beota che ad un certo punto della storia una sbarbatella vada in guerra in pantacalza e reggiseno e ne esca col fard ancora bello brillante sulle guance (lisce come il culetto di un neonato elfo, ovviamente).

    Guglielmo, non so te, ma il mio cervello pretende di meglio da qualsiasi libro, non ultimi i fantasy. Qui non è questione di realismo estremo, qui è questione di consapevole disprezzo per la verosimiglianza, che cede il passo al cool, al fa figo. Ma io non voglio che qualcuno mi scriva un libro figo, voglio una buona storia. E questa non lo è, perchè si basa sulla ricerca spasmodica del consenso di un certo tipo di pubblico pagante. Non la scrivi una buona storia se tutto quello che hai nella zucca è voglio che piaccia, voglio che venda, voglio che le ragazzine ci si immedesimino.

    Diversamente, se cioè la Troisi non stava pensando questo quando ha messo assieme le cronache, devo dedurne che miss T. ha una mente davvero semplice. Perchè quello che sei dentro si trasferisce in quello che scrivi, quindi o lei ha fatto marketing, o è una poveretta. Quale delle due eventualità mi devo augurare?

  289. 289 gugand

    @Guglielmo
    Il signore degli anelli ha degli errori sparsi ed anche degli aspetti illogici, come tutti i libri, specie cosi’ lunghi.
    Un conto e’ vedere un errore qua e la un conto e’ basarela trama su presupposti sbagliati e presentare continuamente scene improbabili.

    Per me una recensione deve portare gli errori in risalto, ma anche specificare quanto siano frequenti. Gli scrittori devono evitare il piu’ possibile gli errori e tutti coloro che vorrebbero imparare a scrivere devono essere educati ad evitarli.

    ES: A me il signore degli anelli e’ piaciuto (non appassionato perche’ non ci ho visto niente di geniale) nonostante degli errori, mentre le cronache del mondo emerso non mi sono piaciute per parecchi errori.

    Se una categoria di persone non rileva alcuni errori o non rilevano alcune finezze e’ spesso per mancanza di esperienza, e’ per questo che certe storie piacciono ad un determinato pubblico che spesso e’ identificabile dalla fascia di eta’.
    Dare dell’ignorante ad una persona non e’ un’offesa, ma solo dirgli che certe cose non le sa.
    Ed e’ corretto dargli dello stupido se non capisce che certe cose le imparera’ ed accettare le critiche per quello che sono.
    Invece una certa ipocrisia nascosta dal politically correct impedisce di dire le cose come stanno

  290. 290 Guglielmo

    @gugand: attenzione a non passare dall’ipocrisia all’arroganza idiota.
    Un’opera a una persona può piacere al di là degli errori che contiene per motivi che tu, da esterno, puoi anche non arrivare a comprendere. Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di dire chi o cosa deve piacere.
    Tu [un tu ipotetico] puoi al massimo stabilire cosa non ti piace e comunicarlo **entro** questi termini; oppure stabilire una serie di limiti-regole [un canone] per cui un’opera la consideri di valore oppure no.
    Puoi condividere il tuo canone con un gruppo più o meno ristretto di persone, ma pensare che quello sia l’unico importante e/o veritiero è irragionevole, oltre che arrogante.
    Questo modo di vedere le cose non è ipocrita, o politicamente corretto.
    Non è neanche il “mio” modo di pensare e basta. A ben vedere è la Storia dell’arte stessa a darmi ragione.

    Vedo che la discussione vi sta appassionando, però tengo a precisare che la mia posizione non è

    -il libro è scritto bene
    o
    -il libro non può essere giudicato oggettivamente.

    Il punto della questione era un altro, un pelo più complesso.
    Nella storia della Troisi ci sono errori che possono essere giudicati oggettivamente e altri che dipendono dal gusto.
    In buona parte della recensione e anche voi nei commenti state portando ad esempio situazioni ed errori che possono o non possono essere ritenuti tali, a seconda del lettore, che sceglie anche quando
    la verosimiglianza è determinante per giudicare bene o male una storia.

  291. 291 gugand

    @Guglielmo
    Il tuo discorso che sembra equilibrato a me puzza solo di una cosa:
    nessuno si puo’ azzardare che una cosa gli fa schifo, specialmente un recensore.
    Si puo’ parlare bene di un romanzo, ma come se ne parla male arriva subito qualcuno che dice quello che scrivi tu.
    Visto che la recensione e’ vista dal punto di vista personale, se il recensore trova insopportabile certe cose deve dire 2 cose:
    -cosa gli fa rivoltare lo stomaco se questo non svela parti importanti della trama
    -perche’ quelle cose gli fanno schifo.
    A questo punto sta al lettore giudicare se quelle cose a lui importano o no.

  292. 292 Clio

    A Guglielmo

    E’ un po’ come dire che se scrivo un romanzo di fantascienza dove gli esseri umani viaggiano da un sistema solare all’altro su astronavi oltre la velocità della luce, accanto al libro devo mettere un trattato di fisica futuristica.

    Che c’entra?
    In una storia fantasy uno può ficcare un drago a reazione ed un licantropo in kilt che giocano a scacchi, il problema non è il drago, il problema non è il licantropo, ma potrebbe essere gli scacchi: se i due non seguono le regole del gioco, la storia è stupida. Perché? Perché il gioco degli scacchi esiste, ed ha certe regole. Se vuoi che il gioco si svolga diversamente li farai giocare a dama, go, gobbiglie, quello che ti pare, ma se giocano a scacchi devono seguire le regole del gioco degli scacchi.
    In altre parole, nessuno sta parlando di estremo realismo, ma usare la fantasia e scrivere cazzate sono due cose diverse. Un mezz’elfo blu può esser fantasia, una torre alta 16 Km in un ambito pseudomedievale è una cazzata, a meno che non sia giustificato (esempio, in un ambito pseudomedievale sbarcano gli alieni e costruiscono la torre).

    LoTR ha molti difetti, se prendi la storia e tenti di devastarla sminuzzandola.
    Tanto per iniziare , il libro poteva finire a pagina 100 usando le aquile e anche se una cotta di maglia ti protegge dalla perforazione, non può proteggerti dall’impatto [vero Frodo?]

    LOTR ha molti difetti, ma quelle due cose a cui alludi non le capisco. Usare le aquile, e come? E poi Frodo ne risente eccome del colpo, tanto da non riuscire a camminare da solo.
    In Tolkien una differenza da altri autori c’è. Rièprendendo l’esempio di Tom Bombadil di Uriele, Tom potrebbe davvero risolvere la storia in 80 pagine. Non lo fa per una ragione semplice: non gliene importa un fico, dato che, essendo lui longevo e inattaccabile come la Terra stessa, anche qualcosa come il un’era governata da Sauron sta a Bombadil come una giornata uggiosa ad un comune mortale.
    Ne “La setta degli Assassini” Dubhe, ladra provetta, arriva nella stanza in cui è conservata l’anima del Cattivissimo e la lascia lì. Il suo amicone (un mago, pensa un po’!) non glielo rimprovera nemmeno. Perché? Io non lo so, me lo sto ancora chiedendo.
    La differenza è: in un caso un autore cerca di rendere la sua storia verosimile nell’universo in cui si ambienta, nell’altro l’autrice vuol solo riempire pagine di rumore.

    Documentarsi non è un dovere civico, nessuno ti arresta se non lo fai. E’ un dovere morale casomai, perchè vuol dire fare onestamente il lavoro di scrittore.

  293. 293 Guglielmo

    @gugand: magie della parola. Il mio discorso puzza, e dopo sole 2 righe sei tu stesso a riproporlo.
    - “gli fa schifo” != “fa schifo”.
    - “perché io considero valide queste regole narrative” != “perché queste sono le regole della Vera Narrativa”.

    Quando se ne parla bene, quando se ne parla male, il problema è come ne parli bene o male.
    In ultimo:

    A questo punto sta al lettore giudicare se quelle cose a lui importano o no.

    @clio: che palle, scusa eh. Non vale ripetere sempre le stesse cose, cerchiamo di non girare intorno al discorso. Ho già detto che la tizia fa errori logici, ma stavamo parlando della guerriera che sbaraglia tutti, no?
    Perché non si può scrivere una cosa del genere?
    Il Fantasy è pieno di episodi in cui il protagonista, che spesso ha doti eccezionali, compie cose fuori dal comune. Ma si sa, se guardi in modo obliquo tutto sembrerà storto, quindi se una cosa viene accettata in mano a un qualunque scrittore fantasy, per la Troisi diventa “inverosimile”.

    Sul Documentarsi: che sia un dovere morale è una tua opinione, ci sono tantissimi scrittori, che magari anche tu hai letto e hai apprezzato, che invece di documentarsi hanno usato la fantasia.
    Oppure sapevano di scrivere cose poco corrette sul piano storico, ma per ragioni narrative preferivano passarci sopra.
    Tanto per dire, la maggior parte delle persone non conosce la differenza reale tra acciaio e ferro, tra le varie armature e così via.
    Quando legge un libro in cui c’è un errore di questo tipo non se ne accorge.
    Sarà capitato a tutti voi di leggere libri con parecchi errori di questo tipo, senza notarli. La storia vi è piaciuta di meno?
    Chi se ne accorge – di solito- avvisa lo scrittore dell’errore, che nelle edizioni successive – di solito- corregge.
    Col passare del tempo e con l’aumentare anche dei tuoi money, tu scrittore affidi il compito di controllare le castronerie a veri e propri esperti del settore.
    Come ammette King stesso, quando parla del suo consulente sulle armi da fuoco, senza il quale avrebbe scritto molte fesserie.

    La Troisi, a 20anni, al suo primo romanzo, non l’ha fatto. Accendete il fuoco!

  294. 294 gugand

    @Guglielmo
    Non dovrebbe servire specificare che la recensione e’ un punto di vista personale, quindi non serve nemmeno riempirla di “mi” ed “a me”.
    Le regole di buona scrittura sono come le proporzioni auree, se le rispetti rientri in canoni di bellezza ed armonia tali che la critica piu’ forte potra’ essere: “Non e’ brutto, ma a me non piace”.
    Se non le rispetti a chiunque non piacera’ avra’ dalla sua la regola del cuore infranta.
    Quelle regole che spesso cita gamberetta non le dice lei, ma scrittori che hanno gia’ dimostrato di saper scrivere e che cercano di seguire nelle loro opere i propri insegnamenti.

    Infine se lo scrittore non si documenta chi conosce l’argomento tende a notare le incongruenze. Potranno non essere sufficienti ad affossare il racconto, ma se ogni 3×2 si vedono svarioni in tutti i contesti aumenta la probabilita’ di persone che li notano.
    Gente che legge un determinato genere tende a diventare a suo modo esperto dei temi ricorrenti, non li puoi fregare. Infatti questo blog si concentra intorno al fantasy e i temi ricorrenti sono combattimenti con armi bianche ed archi, battaglie, magie e salvataggio del mondo dal signore del male.
    La troisi non sa un cavolo di battaglie e di combattimenti, usa la magia praticamente solo come deus ex machina e ha fatto un signore del male completamente privo di ogni capacita’ di organizzare una strategia e soprattutto non ha un modo di comportarsi coerente col proprio obbiettivo (distruggere il mondo con una super magia, ma prima deve conquistarlo solo lui sa perche’, manco la troisi lo sa).

  295. 295 Polymetis

    Le regole di buona scrittura sono come le proporzioni auree, se le rispetti rientri in canoni di bellezza ed armonia tali che la critica piu’ forte potra’ essere: “Non e’ brutto, ma a me non piace”.

    Guarda che non ha senso dire questa cosa, la sezione aurea come canone di bellezza è un retaggio classicista. Ora l’estetica classica non è + applicabile alla modernità. E’ un grosso errore, l’idea di bello come armonia è ank’essa classica e non la puoi prendere in considerazione per un semplice fatto: il romanzo è un tipologia di scrittura moderna e nasce come genere borghese non più elitario come nel classicismo. Con il romanzo cadono i precetti della classicità. Ovvio non è una cosa immediata, ma già Nietzeche nella “nascita della tragedia” spiega bene questo passaggio di consegna, tra apolineo e dionisiaco: l’uno tipico del classicismo e l’altro della modernità dicendo che il nuovo canone estetico sta negli attriti non più nell’armonia. Questo concetto è al centro di tutta la produzione letteraria moderna. Tu parli di regole perchè la classicità aveva delle regole, questo è vero. Ad esempio la concordanza degli stili; l’uso di determinate figure retoriche e di un determinato lessico. Ma se tu cerchi delle regole nel moderno fai un errore anacronistico in quanto ti collochi fuori dal tuo contesto. Lo stesso teorema dell’indeterminazione di Eisenberg (si scrive così?) tratta appunto dell’assenza di verità (quindi assoluti e regole) in tutto il mondo a esclusione forse della matematica, ma neanche in quella per certi aspetti. Quando tu dici che ci sono delle regole nello scrivere sbagli in quanto viviamo appunto in un secolo che le regole le ha disintegrate perchè purtroppo non può esistere un canone di bellezza che si regge su assoluti quando l’ultimo secolo si è basato su dottrine filosofiche del relativismo. Quindi attento a non cadere in un errore che fanno molti al nostro tempo. Te lo dico perchè il tuo punto di vista è incoerente a priori in un’ottica moderna e RELATIVISTA.
    In un certo senso purtroppo le regole non esistono più e quindi nulla può bollare il lavoro della troisi come “brutto” o di bassa caratura all’infuori degli evidenti problemi di coerenza logica. Tutti gli altri concetti rientrano nell’ambito RELATIVO delle opinioni personali. Questo a mio avviso è un ottima cosa perchè finalmente ognuno ha la possibilità di esprimere le proprie opinioni.

    Guglielmo da quanto ho capito non sta affatto dicendo che il lavoro della Troisi sia bello, anzi lo critica oggettivamente prendendo spunto dai problemi di coerenza logica; quello che, a mio avviso, sta cercando di fare è di fermarvi dal fare il passo di troppo che vi porta su punti di vista incoerenti e sbagliati a priori.

    Sinceramente sono molto colpito da vedere persone come voi discutere così animatamente di argomenti che alla maggior parte delle persone sembrano cazzate e che invece, a mio parere, sono realmente importanti. Quello che misento di dirvi però è questo: non perdete il vostro tempo e la vostra intelligenza a discutere di cose abbastanza ovvie. Se, come me, credete che si dovrebbe proporre al mondo anche altre opzioni di lettura oltre che la Troisi (anche se sinceramente già ci sono); potete e possiamo fare 2 cose: una è di lasciar perdere e decidere che il mondo possa andare come gli pare; la seconda è quella di mettersi a fare qualcosa per produrre un alternativa. Io per quanto possa non apprezzare il lavoro di Licia Troisi devo comunque ammettere che si è messa d’impegno e ha scritto un racconto di quasi 1200 pagine. Certo con molte incoerenze, ma cavolo io non penso che riuscirebbero in molti a farlo e per questo la rispetto; per la sua passione e per la sua costanza. Credo si possa fare di molto meglio, ma spetta a chi lo credono, come noi, dimostrarlo.

    Però non sarà mai possibile fare nulla di buono se ci dimentichiamo del nostro mondo e del tempo in cui viviviamo e soprattutto se restiamo attaccati a punti di vista estremamente saturi di concetti di stampo classicista (come bellezza e armonia in relazione ) morti già da quasi 150 anni. E’ un mondo diverso certo, ma non per questo peggiore. Detto questo ragazzi, complimenti per l’attenzione che mostrate alla letteratura moderna, seguirò più attivamente questo forum…

  296. 296 gugand

    @Polymetis
    Confesso che non sono esperto di arte. E’ tutta la vita che mi dedico a materie tecniche.
    Il discorso che fai, forse, non l’ho compreso appieno soprattutto perche’ mi manca una conoscienza storica dell’arte e una base umanistica sufficiente a supporto.

    E’ ovvio che i canoni di bellezza cambiano col tempo, ma c’e’ qualcuno che ritiene brutte le statue greche o romane?
    Qualcuno che pensa che il partenone sia una costruzione brutta?
    C’e’ gente che apprezza l’arte moderna, ma c’e’ qualcuno che disprezza i quadri di un Caravaggio o Raffaello?

    Se stabiliamo che misuriamo la bellezza in funzione di quanta gente apprezza allora dovremmo dire che il grande fratello e’ un gran bel programma.
    Quindi e’ evidente che bisogna circoscrivere e mettere dei paletti o dei presupposti per determinare la tipologia di utente.
    Le regole guida sono necessarie. Questo non significa che non si possa ignorarle.

    Non dico altro altrimenti si parla per un secolo.
    Leggiti Riassunto delle puntate precedenti e chiarirai molti aspetti del punto di vista di molti di noi lettori del blog

  297. 297 Polymetis

    Il riferimento che fai al Partenone e ad altri esempi della classicità mi fanno sorridere perchè è un tema abbastanza discusso. Caravaggio toglilo, è un innovatore per troppi concetti ed è stato criticato e parecchio dai suoi contemporanei (classicisti) e riabilitato solo con la storia. Per quanto riguarda il classicismo, le risposte alle tue domande sono state a lungo discusse da molti studiosi. Il problema è che noi non concepiamo a pieno la classicità a causa del buco medievale che non ci ha permesso di poter leggere trattati di autori dell’epoca classica ma gli stessi architetti (me compreso) studiano lo stile classico su trattati del 1500 e quindi già di per sè non attendibili a livello di genesi artistica. Io ho un mio parere sul perchè ci è facile apprezzare l’arte classica, perchè è banalmente composta con un simbolismo più analitico e filologico.

    Purtroppo devi renderti conto che la modernità è senza assoluti e il modo per dire se una cosa ha più o meno valore dipende appunto dal metro che decido di considerare per misurarla. Lo stesso Benedetto XVI, uno dei più grandi esperti della dottrina cattolica (assolutista) nel suo capolavoro: Introduzione al Cristianesimo; parla nei primi capitoli del fatto che la modernità guarda al futuro mentre la classicità alla tradizione, di conseguenza è impossibile per un moderno ancorarsi a un punto di vista e prenderlo per assoluto in quanto il futuro lo cambierà. Devi stare molto attento a questo punto. Come dici tu, nel nostro secolo il RELATIVISMO fa da padrone e non puoi mai, MAI cercare degli assoluti senza incorrere in incoerenze molto grosse.
    Io tuttavia non comprendo il problema, perchè per te è così importante che la tua opinione sia assolutamente corretta? Perchè devi credere che qualcosa sia assolutamente bello? E’ inutile e sciocco. E’ molto meglio credere che qualcosa sia PERSONALMENTE bello in quanto attraverso questa stessa idea si valorizza il tuo essere e la tua persona.
    I classicismo è assoluto perchè è un canone artistico rivolto agli dei, in questo senso è assoluto. La modernità è invece antropocentrica e guarda all’uomo che non è uno, ma milioni e in questo senso tutta la produzione moderna non è soggetta a regole che ne determinino l’assoluta bellezza o correttezza. Se sottomettessi a paletti una produzione destinata alla massa sarebbe come dire che la massa ha caratteristiche comuni tra tutti i suoi individui e non in termini di natura genetica ( il che è più probabile ), ma in termini RELATIVI e PERSONALI come il gusto e l’estetica. E’ una cosa sbagliata in maniera pazzesca. Se senti il bisogno di avere dei vincoli va bene, ma poni i TUOI vincoli a te stesso, ma saranno comunque e sempre i tuoi perchè purtroppo ci sarà sempre qualcuno che avrà idee diverse dalle tue e alla luce di tali regole ribalterà il tuo punto di vista. Perchè questo è un problema? Perchè è necessario che ci siano qualcosa di assoluto?
    Ricorda sempre che è dagli assoluti che sono partite le più grandi stronzate fatte dall’uomo…

  298. 298 Polymetis

    Vorrei che tu capissi che io condivido le vostre idee, ma non penso che questo le renda assolutamente e globalmente corrette. Ma non importa, quello che cerco di chiarire non è l’errore nel dire che ci sono incoerenze negli scritti della Troisi ( punto di vista oggettivo ), ma che non si può coniare restrizioni e catalogazioni universali.

  299. 299 DelemnO

    per quanto possa non apprezzare il lavoro di Licia Troisi devo comunque ammettere che si è messa d’impegno e ha scritto un racconto di quasi 1200 pagine. Certo con molte incoerenze, ma cavolo io non penso che riuscirebbero in molti a farlo e per questo la rispetto; per la sua passione e per la sua costanza.

    Dai, l’ho fatto anche io, adesso fatemi una statua. Questi non sono parametri applicabili, è come se uno costruisse una casa senza geometrie e piena di errori ( alla maniera di Numerobis, per chi conosce Asterix), al punto che è invivibile. Non è da ammirare, è un’idiota. Se non hai gli strumenti, createli. Ci può stare che costruisci la prima casa male, ma una volta che ti sei avveduto che fa schifo non la affitti, ne costruisci una migliore.
    Allora anche io avrei potuto anni fa mandare il mio romanzo e se l’avessi fatto prima della troisi ci sarei io al suo posto.

  300. 300 gugand

    @Polymetis
    Capisco il punto, ma non e’ importante sottolineare che la propria opinione sia vera in assoluto. Mi sembra che ci siano dei malintesi, anche per colpa mia che sono partito a fare un discorso vago mentre dovevo riferirmi a qualcosa di piu’ specifico.
    Il discorso e’ che le recensioni al fulmicotone della barca dei gamberi devono considerarsi per quel che sono: opinioni personali.
    Inoltre le regole usate, oltre ad essere ampiamente condivise, sono per considerate il metro di giudizio o, se infrante, motivo della bruttura.

    Ad esempio:Se alla gran parte della gente non importa che le scene siano mostrate o raccontate e’ naturale che il giudizio di questo aspetto sembri ingiusto agli occhi dei piu’ (sia in positivo che in negativo).

    Quello che infastidisce sono gli attacchi ingiustificati alle recensioni. Tanti non capiscono che ognuno di noi ha il suo modo di “misurare” la bellezza perche’ non si sono mai messi ad analizzare perche’ qualcosa piace o non piace.
    Nessuno qui pretende di dire che il proprio “sistema di misura” sia assoluto, ma visto che viene spiegato e in base a questo si analizza un romanzo non si capisce perche’ tirar fuori ogni volta il discorso che la bellezza e’ soggettiva. Lo sanno tutti, pero’ le discussioni si ripetono ad ogni recensione negativa.

    E’ curioso notare che nelle recensioni positive del blog non si vedono decine di persone che attaccano l’opera o la recensione.
    Questo e’ segno di una societa’ che ha qualcosa che non va.

  301. 301 Polymetis

    Non ho capito in toto quello che hai detto, ma sono d’accordo su quasi tutto. La recensione è un opinione personale e le regole attraverso cui giudica il romanzo sono personali: sono spiegate e condivisibili o meno da tutti. Personalmente ne condivido alcune e altre no, ma il fatto è che non si attacca la recensione. La puntualità e la capacità con cui Gamberetta scova errori è ammirevole i impressionante, l’unica cosa che sia io che, suppongo, Guglielmo intendesse è che Gamberetta sia passata da errori oggettivi ( come le incoerenze logiche ) ad altri soggettivi che dipendono dal suo punto di vista. Il problema è che dalla recensione non si evince che alcuni siano solo personali ma sembrano elevati tutti a dati oggettivi, come la stessa Gamberetta ha più volte detto. E’ solo questa la critica. Io condivido la recensione e non sono certo un sostenitore della Troisi, so anche che uno non può mettersi sempre a specificare qst è mio punto di vista, questo no, etcetc. Se la cosa è implicita allora non c’è nessun problema.

  302. 302 Clio

    A Guglielmo

    Ho già detto che la tizia fa errori logici, ma stavamo parlando della guerriera che sbaraglia tutti, no?

    No, con me stavi parlando del fatto che la guerra è o no fondamentale e vitale alla trama, della guerriera che sbaraglia tutti non me ne importa una ceppa ^_^
    Detto questo, metà della tua rosposta non mi riguarda.
    Non ce l’ho con la Troisi perché mi va di prendermela con lei, ma perché è un’ignorante e vende pezze di lino per seta orientale, punto.

    Quanto agli scrittori, a me piace il lavoro fatto bene, uno scrittore che scrive bene, anche molto bene, ma che riempie il romanzo di stupidaggini storiche (esempio già citato, Magdeburg) non mi piace. Fantasioso? Forse. Scritto bene? Anche benissimo. Ma pieno di stupidaggini.
    Un libro è fatto di molte cose, e tutte sono importanti.
    Poi ci sono libri-spazzatura che piacciono lo stesso per i più svariati motivi, non mi interessa assolutamente il gusto personale della gente, anche perché esso non cambia la realtà: un libro è decente o no. Ci sono criteri per deciderlo. Il fatto che piaccia non vuol dire che sia decente.

    Tanto per dire, la maggior parte delle persone non conosce la differenza reale tra acciaio e ferro, tra le varie armature e così via.
    Quando legge un libro in cui c’è un errore di questo tipo non se ne accorge.

    Non ha nessunissima importanza! Tu scrittore devi offrire al pubblico qualcosa di onesto e ben fatto, non rifilargli una ciofeca perché tanto non se ne accorge! La storia può essere bellissima, ma va servita in un abito decoroso. La carne di cervo è ottima, ma va servita in un vassoio, non buttata cruda sulla tavola. Poi magari ai commensali piace lo stesso, ciò non cambia il fatto che tu, cuoco, sei un paraculo e un pessimo cuoco.
    Inoltre una cosa sono alcuni errori. In un romanzo ambientato in Islanda nell’830 d.C. metterci che gli scambi sono valutati in lana grezza invece che in aune tessute è un errore, un grosso errore, ma se è solo quello che importa? Nella seconda edizione sarà corretto e buona notte. Se invece costoro calcolano in lana grezza, vanno al mare in inverno e pescano razze, allora importa eccome!
    Una cosa sono alcuni errori, un’altra è la lussureggiante selva di castroneria del romanzo della Troisi. In un caso l’autore può correggere, nel secondo caso no, perché gli errori sono talmente tanti da invalidare la storia.

    Dai, l’ho fatto anche io, adesso fatemi una statua. Questi non sono parametri applicabili, è come se uno costruisse una casa senza geometrie e piena di errori ( alla maniera di Numerobis, per chi conosce Asterix), al punto che è invivibile. Non è da ammirare, è un’idiota.

    Un applauso a DelemnO. Sono perfettamente d’accordo.

  303. 303 Polymetis

    Questi non sono parametri applicabili, è come se uno costruisse una casa senza geometrie e piena di errori ( alla maniera di Numerobis, per chi conosce Asterix), al punto che è invivibile

    Prima non avevo dato degno peso a questa frase che da architetto mi colpisce molto. Ludwinc Mies Van de Rohe quando costrì casa Tugendhat e Farnsworth House, stravolse geometrie e assiomi dell’architettura; i proprietari e committenti dei due lavori gli fecero causa in quanto ritennero le case non vivibili. Oggi è uno dei padri fondatori dell’architettura moderna…Guardate i suoi lavori, sono la priva vera rottura con il classicismo.

  304. 304 Spongebob&Patrick

    Scusa Polymetis,
    ma tutta questa manfrina filosofica per dire alla fine che la Troisi non rientra nel tuo indice di gradimento? Vogliamo filosofeggiare? Ebbene, così sia!
    Analizzando con spirito critico ciò che hai scritto, hai bisogno di un ripasso sulla storia dell’architettura da parte di un paio di colleghi (architetti).
    In primis, le regole sono alla base dell’architettura (sia essa classica, gotica, moderna, ecc.), passando in generale dalle regole tecniche a quelle estetico-funzionali, oltre alle norme di regolamentazione!
    In secondo luogo, parli dei trattati del 1500; ma dimentichi che questi trattati sono nati dalla riscoperta nel 1414 del De Architectura di Vitruvio, che è sopravvissuto grazie agli amanuensi appartenuti a quello che tu hai definito “buco medievale”!
    Infine, il pensiero classicista è stato alla base del Rinascimento e successivamente dell’Illuminismo; e quest’ultimo è alla base del concetto di Moderno che tu tanto tiri in ballo, ma è qui che sbagli! Ti facciamo subito un semplice esempio: basti pensare al Movimento Moderno che è nato tra le due guerre mondiali. Esso vantava un concetto del tutto razionale dell’architettura, razionalità che ha sempre delineato le correnti “classiciste” perché perseguono un rigore assoluto nelle geometrie.
    Non è quindi corretto accostare “non regole” con Moderno: forse è più giusto parlare di Post-Moderno, la corrente di pensiero che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha parlato di crisi del Moderno e di tutto il bagaglio di regole che si portava appresso!
    Una breve fonte:
    http://www.funzioniobiettivo.it/glossadid/post_moderno.htm

    Per quanto riguarda la Troisi, d’accordo ognuno ha le sue opinioni e per fortuna, altrimenti se non esistesse qualcuno che ci contraddica ogni tanto, saremmo pecore degne di dittatura, rattrappite sulle proprie opinioni ed ipocrisie! Ma ciò non toglie che la Troisi dovrebbe impegnarsi nettamente di più con la sintassi delle sue frasi e, soprattutto, con la punteggiatura! Per non parlare delle frasi monche che finiscono a capo per qualsiasi motivo possibile! E, se non sbagliamo, sono tutte cose che fanno parte dell’abc del saper scrivere, ovvero delle REGOLE!
    Per concludere, il fine non giustifica i mezzi! Rimanendo in campo architettonico, per quanto tu possa presentare un progetto dettagliato e studiato, se privo di personalità e di carattere, oltre che del linguaggio architettonico per eccellenza – il disegno -, rimmarrà pur sempre un progetto debole. Quindi possono anche essere 1200 pagine, come anche 3000 o 2, la stima va NON nei confronti della quantità, ma di ciò che è in grado di trasmetterti, disgusto o apprezzamento che sia!

  305. 305 Polymetis

    Scommetto che tu sei uno di quelli che se deve criticare il lavoro di qualcuno vai a riprendere la triade vitruviana. Senti, se vuoi ne parliamo in privato io e te perchè sinceramente di ribadire che il Novecente è RELATIVISMO e che ovviamente il retaggio di classicità è difficilmente scaricabile di getto. Sul razionalismo sono d’accordo con te, ci sono molti canoni classici (ad esempio la ben nota sezione aurea) ma ricorda anche che uno dei suoi padri fondatori: Le Corbusier, ha scritto nei suoi cayer dopo i viaggi di studi: Questa non è architettura, dopo alcuni disegni di opere classiche. Se il fondatore del Modernismo tra le due guerre se ne vuole distaccare un motivo ci sarà. Ci sarebbero molte cose da dire, ma in fondo mi chiedo: se sei d’accordo con me sul fatto che sia soggettivo il giudizio e la possibilità di esprimerlo, e che quindi questo non sia assoluto perchè cerchi di confutare un ragionamento che porta a questo esito? Se vuoi discutere di architettura moderna (tu e i tuoi colleghi) ti lascio la mia mail e lo facciamo in privato; Io sono pure d’accordo con te su difetti oggettivi, come incorenze logiche e errori grammaticali, l’ho detto ….

    la stima va NON nei confronti della quantità, ma di ciò che è in grado di trasmetterti, disgusto o apprezzamento che sia!

    Poi mi concludi così, è quello che credo anch’io. Lo ripeto da mezz’ora, a certe persone ha trasmesso molto e dunque per loro è bello, a me no e quindi non lo è. Siamo d’accordo. RELATIVISMO. Ho scritto molto solo perchè certe cose vanno spiegate scusami, la prossima volta mi limiterò a esprimere giudizi, ma non lo credo produttivo.

  306. 306 Polymetis

    A voglio poi aggiungere che quando parlo di Modernità parlo del mondo nel suo globale non di movimento/corrente o orientamento culturale. La loro esistenza è un ulteriore prova dell\’assenza di regole assolute in quanto ogni movimento si coniava le sue e in base ad esse lavorava.

  307. 307 Uriele

    Polymetis: se costruisci qualcosa questa è sottoposta sempre a delle regole, che sia un motore o che sia un palazzo. Per quanto si sperimenti non si possono infrangere alcune regole fondamentali della fisica e della meccanica (non so se ad architettura facciano scienze delle costruzioni, metallurgia e meccanica e materie simili). Questo è un dato OGGETTIVO (trovami un palazzo che non riesce a sopportare il suo carico e a ridistribuirlo in modo corretto che stia su).

    Seconda cosa: quando non si rispettano i modelli classici, si cerca di variare le regole estetiche, generalmente si conoscono i principi estetici pre esistenti che si cercano di infrangere (impressionisti, espressionisti, cubisti, dadaisti, futuristi,…). La conoscenza di ciò che viene prima è un fattore essenziale per creare qualcosa di innovativo, altrimenti si parla solo di errori, e solo in rari e fortuiti casi un errore involontario porta a qualcosa di buono

  308. 308 Polymetis

    Infatti concordo che ci sono errori oggettivi della Troisi, ma avete letto quello che scrivo? Errori paragonabili alla statica per un edificio, ma sempre in quello che scrivo ho ben detto che l’unico modo per approdare a qualcosa di oggettivamente giusto ( e non sempre è possibile ) è la matematica. Statica e Meccanica SONO Matematica, così come parlare di errori grammaticali è una questione oggettiva e matematizzabile. Sono tipo 5 post che concordo con voi su questi punti; vi sto facendo riflettere sull’altro: non ci sono regole per dire che si scrive bene, al di là della grammatica. Capiamoci su questo punto. Lo dico perchè apprezzo molto il lavoro e la passione di tutti voi e voglio fermarvi dal fare un passo che rende vani tutti i vostri punti di vista, quello dell’imporre canoni assoluti. Non si può fare perchè tutta la filosofia moderna e tutta la cultura degli ultimi 100 anni lo ha reso impossibile. Fermiamoci quindi a cose che sono assolute: coerenza logica e grammatica e su questi punti, cari amici, siamo tutti d’accordo che i lavori della Troisi siano tutt’altro che capolavori.

  309. 309 Polymetis

    Seconda cosa: quando non si rispettano i modelli classici, si cerca di variare le regole estetiche, generalmente si conoscono i principi estetici pre esistenti che si cercano di infrangere (impressionisti, espressionisti, cubisti, dadaisti, futuristi,…). La conoscenza di ciò che viene prima è un fattore essenziale per creare qualcosa di innovativo, altrimenti si parla solo di errori, e solo in rari e fortuiti casi un errore involontario porta a qualcosa di buono

    Secondo questo punto di vista la Troisi ne esce come avanguardista. Gli scrittori medi si documentano e sono coerenti? Bene io farò qualcosa di nuovo e non lo sarò. Conoscere il passato può anche essere stato utile per tutte le correnti letterarie, ma nel momento in cui coniano regole proprie e rigettano le passate dimostrano l’inesistenza di regole assolute; che è quello che cercate di sostenere. Ragazzi, non possiamo dire certe cose, sennò passiamo noi per i pirla e non la Troisi.

  310. 310 gugand

    @Polymetis
    Credo di aver capito quello che intendi.
    In effetti c’e’ una piccola differenza di punti di vista tra me e te.
    Pensi che alcune cose che vengono fatte passare come parametro oggettivo in realta’ siano (molto) opinabili.
    In realta’ vedere l’oggettivita’ dei parametri usati da gamberetta, secondo me, e’ un errore di interpretazione delle recensioni.
    Ne’ gamberetta, ne’ gli altri hanno mai detto che le regole che usano siano oggettive, ma hanno diversi gradi di condivisibilita’ che cercano di giustificare citando i diversi scrittori famosi le hanno esposte. Anche se nelle recensioni sembrano mettere tutti i parametri sullo stesso piano in realta’ sono tutti opinabili (pure l’uso della grammatica). E’ un discorso implicito nel termine recensione che spesso ci si scorda.
    Vista l’impossibilita’ di essere obbiettivi tanto vale dire le regole usate e mostrare tutto cio’ che piace o no. Per esempio gamberetta usa persino il rapporto di pianti/parole per mostrare quanto spesso nihal pianga. Lo sanno tutti che e’ un parametro a cavolo, tu lettore della recensione pensi subito che per te e’ insignificante e lo ignori nella valutazione che ti stai costruendo mano a mano che leggi la recensione.
    L’opinione del recensore non significa nulla, sono i fatti elencati che formano un’idea di cosa aspettarsi.
    La recensione serve solo a preparare il potenziale lettore e di certo questo blog aiuta molto di piu’ delle recensioni di tanti giornali e riviste che raramente focalizzano l’attenzione su vari aspetti e spesso sono vaghe, talmente vaghe che se il recensore avesse sintetizzato con “mi e’ piaciuto”, “l’ho trovato infantile”, “E’ stato divertente” era uguale.
    Che poi il tutto sia infarcito e ricamato con sarcasmo, cinismo ed ironia a me rende interessante la recensione in se indipendentemente dal libro.

  311. 311 Polymetis

    Si su questo sono del tutto d’accordo, ed è questo che intendevo dire. Poi vabbè, sugli errori grammaticali non ci sono storie; nel senso che è un modo oggettivo per dire se lavori bene o male. Il linguaggio è una convenzione per comunicare ok, ma nel momento in cui scrivi hai scelto di utilizzarlo e ti spetta farlo in modo quantomeno corretto. Per il resto anchio sono convinto il lavoro di Gaberetta sia importante e fatto bene e ci tengo che non possa essere vanificato dal fatto che ponga le proprie opinioni come concetti assoluti. Ma se non è così tanto meglio…

  312. 312 Guglielmo

    Gugand, è proprio qui che ti volevo: se sei consapevole di applicare un insieme di regole per dare un tuo giudizio, non cadi nell’errore di definire “cerebroleso”, “scemo”, “stupido”, “ignorante” chi la pensa in modo diverso.
    Vuoi una recensione seria, che sia valida pur nell’ambito della sua soggettività?
    Parti dal contestualizzare l’opera che stai analizzando. L’errore è qui, non aver contestualizzato il romanzo nel sottogenere fantasy che gli compete.
    E qui mi ricollego anche al discorso che facevo con Clio.
    Nell’ambito in cui scrive la Troisi documentarsi non è un dovere morale, considerato che non sta scrivendo per esperti oplologhi ma per delle ragazzine che non sono minimamente interessate all’aspetto marziale della vicenda.
    E questo è un fatto: ha avuto successo, evidentemente ci sono persone a cui interessa un romanzo fantasy con quelle caratteristiche.
    Per quale motivo la Troisi si sarebbe dovuta documentare, per anni, su dieta, usi e costumi, abbigliamento, oplologia, strategia, arti marziali e scherma e non so che altro?Per non far storcere il naso a un lettore che comunque non avrebbe apprezzato il suo libro, visto il genere?
    Questa cosa non ha senso.
    Non solo, vi ostinate a ignorare la massa di scrittori famosi e non che non si documentano. Quando lo fanno è perché sono già esperti nel campo o sembrano esperti, ma in realtà hanno alle spalle collaboratori selezionati che revisionano.
    O magari, come Martin per esempio, è probabile che si siano documentati ma evitano di seguire la via del realismo estremo per non tagliarsi le gambe da soli.

    Per questo motivo, sono propenso a puntare il dito sull’editore, che ha prodotto – lui sì – un lavoro poco onesto.Perchè io scrittore posso anche essere sbadato, soprattutto se scrivo tanto. Posso anche fare errori più o meno grossolani, ma tu editore hai uno staff apposta per evitare che il libro esca con questi errori.

    [ io non penso che la Troisi abbia usato il braccio come unità di misura nel suo libro; è più probabile, vista la qualità di editing, che avesse scritto metri e qualcuno abbia cambiato. L'unica cosa che non torna è l'altezza della torre, ma non ho ancora capito cosa intende quando descrive la città: se è come Minas Tirith è tutto sommato verosimile, altrimenti è una cavolata immane.]

    Questo per dire che, con un editing “decente” , la Troisi avrebbe avuto lo stesso successo, e lo spazio per le critiche si sarebbe ridotto al puro “mi piace il genere”/”non mi piace il genere”.

  313. 313 gugand

    Guglielmo

    Gugand, è proprio qui che ti volevo: se sei consapevole di applicare un insieme di regole per dare un tuo giudizio, non cadi nell’errore di definire “cerebroleso”, “scemo”, “stupido”, “ignorante” chi la pensa in modo diverso.

    Anche a me non piacciono quei termini. Pero’ capisco l’intenzione volutamente provocatoria di gamberetta e perche’ usa quei termini.
    Dopo infinite discussioni con certa gente che evidentemente non capisce il suo punto di vista e spesso non ragiona su quello che gli viene detto non ammettendo che certi difetti notati esistono(tipico dei scemi e i celebrolesi), ma fa commenti spinti solo dal “mi e’ piaciuto il libro come a tanta gente non puo’ essere brutto” e’ naturale prendere in giro alla prima occasione. La vendetta e’ un sentimento poco nobile e forse poco maturo, ma certo aiuta a sfogarsi.
    A me fanno molto ridere tutti quelli che entrano dicendo che gamberetta non ha capito niente del libro, quando e’ probabile che lo abbia letto con la lente d’ingrandimento e spulciato a fondo, altrimenti non potrebbe fare recensioni tanto dettagliate.
    Senza tener conto le ragazzine che scrivono in smsese.
    Diversi scrittori ed editori sono entrati qui dentro sentendo offeso il loro lavoro (e qui rispondo indirettamente al tuo puntare il dito sugli editor ed editore).
    Dai fan all’editor qui prendono bordate e spesso offese dirette pero’ penso che questo blog in qualche modo porti scrttori ed editori a stare piu’ attenti al loro lavoro e i fan a pretendere qualcosa di piu’ perche’ tolte le offese rimangono analisi ben documentate.
    Le offese sono un modo, magari poco elegante, di attirare l’attenzione su cose che la gente sta sempre piu’ ignorando, ma causano un’inevitabile caduta della qualita’.

  314. 314 Polymetis

    Argomentazione un po’ debole questa delle offese, soprattutto se supportata da idee come quelle della caduta di qualità che se non condivisa porta invevitabilmente a considerare tali offese gratuite in quanto non motivate.

  315. 315 Spongebob&Patrick

    a Polymetis,
    In realtà siamo in due ad aver commentato, comunque non volevamo criticare il tuo commento o quello che tu pensi; ma il nostro dubbio era sorto rispetto ai riferimenti storico-architettonici che tu hai tirato in ballo, che meritavano, e meritano (soprattutto sulla questione Moderna), di essere chiariti e approfonditi. Capiamo anche che bisogna spiegarsi ma a volte due parole sono meglio di cento, soprattutto quando si è mordaci al punto giusto. Un riassunto, se ben costruito, è più efficace di tanti paroloni e riferimenti extratestuali che tanti non riescono a cogliere. La semplicità è la via per la grandezza, come ha scritto Shakespeare e non è un caso che ancora oggi Lui faccia parlare di sè.
    Comunque, molti dei commenti qui presenti sono forse mossi dal proprio relativismo, ma cerca di capire che sono anche il frutto della rabbia di vedere un simile risultato venir osannato semplicemente sotto l’influsso della pubblicità o perché la Troisi è italiana! Troviamo entrambe le cose patetiche e tipicamente italiane, che premia chi manovra e non chi è manovrato, facendo deficitare tutto il sistema (che già fa ribrezzo) e coloro che potrebbero portare ORIGINALITA rispetto ad altri contesti triti e ritriti! è anche vero che sarebbe più da prendersela con l’Immondadori che con la Troisi: lei forse è veramente una pedina per far soldi… pedina che però sembra crederci non poco a quello che fa, soprattutto perché non sembra in grado di accettare qualsivoglia critica e si rintana tra i suoi proseliti che la difendono a spada tratta a destra e a manca! Se noi fossimo degli Scrittori avremmo qualche serio dubbio se NESSUNO che conta nel panorama letterario del nostro Paese desse un commento al nostro lavoro… un silenzio eloquente che sembra far riflettere sull’operato della Troisi, in quanto considerato da alcuni come CAPOLAVORO del fantasy italiano; e dubitiamo che qui valga la regola “chi tace acconsente”!
    La verità sembra essere una sola nei confronti di questo libro: le 300.000 copie vendute sono state per buona parte il premio per il bel lavoro di copertina fatto da Paolo Barbieri! Errore commesso superficialmente anche da noi e da tanti altri…

  316. 316 Guglielmo

    Insomma, se ti dico “sei un cerebroleso”, non ti sto offendendo, ti sto ***volutamente provocando***.
    A quale scopo?
    Ma allora ha ragione Sgarbi! Perché fare lo sforzo di rispettare le persone? Vai con l’insulto libero, tanto se ci criticano possiamo dire che era una tattica provocatoria oppure che siamo i paladini anti-ipocrisia [il famoso "io sono l'unico a dire le cose come stanno, perché ho le palle"].

    Vendetta, poca maturità, sfogo: non mi sembrano le motivazioni ideali per fare una critica “decente”.

  317. 317 gugand

    Per Guglielmo e Polymetis:
    Un conto e’ capire un conto e’ condividere.
    Secondo me certi insulti si potevano risparmiare senza incidere sulla qualita’ delle recensioni e sull’humor.
    Il bello che grazie quelle offese quanta gente e’ entrata qui per commentare e leggere le risposte spesso intavolando discussioni, per me interessantissime, come quella che stiamo portando avanti?
    Non dico che e’ il modo giusto, ma non tutto il male vien nuocere.
    E poi non me la sento di dare ulteriori giustificazioni. Non posso spacciarmi per uno che sa quello che passa per la testa dei blogger.

  318. 318 Stefano

    Vorrei dire a Guglielmo: sei davvero sicuro che l’autrice si sia posta davanti alla sua opera con il target adolescenziale in mente? Perchè credo che sarebbe la stessa autrice a smentirti… queste, piuttosto, sono elucubrazioni editoriali. Qui non si sta dissertando sulla buona fede dell’autrice: lei è sicuramente convinta di aver scritto un’ottima cosa, come tanti altri autori del resto. L’autrice sostiene di aver soltanto voluto descrivere una storia e ci parla spesso dell’importanza del progetto dietro i suoi romanzi (la cartina dovrebbe essere nata prima del romanzo) ma se tutti i difetti e le incoerenze rilevate esistono, allora che fase progettuale ha alle spelle un simile romanzo?

  319. 319 Clio

    Quoto Stefano.
    In secondo luogo, Guglielmo, sto cercando di dire una cosa molto facile:
    1) E’ ininfluente il tipo di lettore a cui il romanzo è destinato;
    2) E’ ininfluente il fatto che tale romanzo possa piacere;
    3) Il romanzo è pieno di indiscutibili cazzate.
    Tirando le somme: Il romanzo è spazzatura.
    Può piacere lo stesso, può piacere ad un determinato tipo di lettore, può aver aperto il cuore a centinaia di adolescenti complessate, non è questo il punto. Il punto è: il romanzo è pattume.
    Perché è pattume?
    Non per forza perché la trama è banale, ci sono opere prevedibili e godibili fino in fondo.
    E’ pattume perché è pieno di errori.
    Il lettore non se ne accorge.
    Non mi frega nulla, ci sono, e di per sé il romanzo ne è stracolmo, perché non sono cinquanta, sono cinquecento.

  320. 320 Spinozzi Simone Pietro

    Non vi pare di stare facendovi troppe pippe mentali un po’ troppo per il linguaggio usato e per come potrebbe potrebbe essere (fra)inteso?

    A me pare che Gamberetta ha detto cose giuste e motivate? Si.

    Poteva dirle con piu’ grazia? Si, ma a lei non andava.

    Sarebbe servito a qualcosa porle con piu’ grazia? Non credo sarebbe cambiato nulla.

    Ha fornito svariati spunti di riflessione ed ha elencato una serie di errori tipici all’interno del racconto spiegando che si rilevano spesso e per alcuni casi ha fatto anche l’elenco delle singole volte in cui un errore si e’ ripetuto talmente tante volte da farsi involontariamente ritrovare un bassorilievo della copertina del libro sul muro piu’ vicino anche se fosse da solo, e ve ne erano tanti.

    Certamente uno che non ha mai letto fantasy potrebbe non notarli, ma persino io che ne ho letto poco, ma comunque leggo spesso, ero riuscito a trovarne almeno una meta’ (assieme ad altri che gamberetta non ha nominato) perche’ diversi di quegli errori trascendono l’essere un libro fantasy.

    Sinceramente quando uno vuole fare un libro che deve vendere cosi’ tanto dovrebbe avere perlomeno la cura di farlo in maniera decente. Anche perche’ il fatto che abbia venduto per “fortuna” si e’ visto con progressivo ed inesorabile crollo delle vendite. Se non impara a scrivere continuera’ a non vendere.

  321. 321 Simone Pietro Spinozzi

    Riporto, riguardo l’argomento del mio precedente commento, un pezzo tratto da una dichiarazione di un noto giornalista, che mi pare particolarmente azzeccata in questo caso, dato che si parlava per l’appunto dell’uso “gratuito” di insulti con tanto di esempio riguardo un caso professionale (ovvero di qualcuno che l’insulto lo faceva anche per vendere, mentre gamberetta non vende niente, da le sue opinioni in modo gratuito):

    Ecco, naturalmente il fatto di essere contrario alle condanne per diffamazione sempre è una pura follia: i giornalisti che diffamano devono essere condannati per diffamazione!
    Poi uno deve decidere se sia più saggia la pena pecuniaria, detentiva, l’obbligo di rettificare.
    Ma non è che noi possiamo vivere con la licenza di uccidere senza che veniamo minimamente sanzionati, altrimenti ci sarebbero diffamatori professionali che continuerebbero senza più nemmeno la paura di essere puniti.
    Per carità, lungi da me chiedere l’abolizione del reato di diffamazione: semmai bisognerebbe tipizzarlo meglio e stabilire che quando uno racconta un fatto vero non si scappa.
    Le parole che ha usato, il contesto in cui l’ha raccontato non contano, conta solo il fatto vero.
    E quando esprime una propria opinione, anche per dire che il presidente degli Stati Uniti è un cretino, può dirlo, se lo motiva.
    Infatti, negli Stati Uniti, si può dire che il presidente è un cretino.
    Il regista Michael Moore ha pubblicato un libro, che in Italia è edito dalla Mondadori, che si intitola “Stupid white man” e si riferisce all’attuale presidente degli Stati Uniti Bush, al quale viene dato del coglione.
    E non è successo niente.
    Con queste precisazioni, se uno pubblica un fatto falso e si rifiuta di rettificarlo sul giornale, allora certo che deve essere sanzionato per diffamazione.

  322. 322 barbara

    @Guglielmo, scusa ma quello che dici sul target non ha senso, Gamberetta lo ha letto e l’ha trovato una cazzata, come molti altri del resto, che sia rivolto ai bambini, alle donne, agli anziani o al mio gatto non fa nessuna differenza (beh forse per il mio gatto si :).

    Finiti di leggere i libri della Troisi l’unica sensazione che ho provato è di qualcosa di approssimativo, non completo, scritto un po’ a casaccio, buttato li insomma.
    Poi sempre per il target, quando ho comprato il libro appena uscito (eh si una piramide ti invoglia) non c’era scritto da nessuna parte che fosse un fantasy per ragazzi, o per ragazze, quindi l’ho preso attratta dall’eroina femminile protagonista (non dalla copertina), se avessi saputo che era per ragazzine lo avrei lasciato volentieri al suo posto e avrei risparmiato in tutto.
    Poi proprio tu dici di voler demolire Howard, ma anche in questo caso le sue opere vanno contestualizzate, non ha senso rapportarle alle opere del presente.

  323. 323 Stefano

    E poi Howard le battaglie le sapeva descrivere decorosamente, ricordate gli arcieri bossoniani, i picchieri di Gunder e la cavalleria pesante di Aquilonia? Certo, Conan è sicuramente un personaggio enfatico, ma l’enfasi del personaggio è giustificata dalle sue origini Cimmerie, popolazione del resto veramente esistita che creò lo sgomento in Medio oriente , distruggendo anche il regno dei Frigi

  324. 324 laio97

    scusate sono entrato in questo momento nel blog, di che si parla?

  325. 325 laio97

    scusate lo so che non rigurda ciò di cui state parlando ma chi ha scritto
    che nihal è capricciosa?!

  326. 326 DelemnO

    Ommiodddiioooo su fantasy italia in un sondaggio su chi potesse essere l’erede di Tolkien tra le opzioni c’è la troisi! Sono stati i Goa’Uld, che intendono invaderci dall’interno?Uh, no.. forse gli Ori. Comunque, povero Tolkien.

  327. 327 Clio

    DelemnO, hai accorciato di vent’anni la mia speranza di vita con questa notizia =_= Iste mundus furibundus… Ma perché devono sempre tirare in ballo quel pover’uomo? Sempre! Quando ci si ispirano, quando lo riprendono, quando lo reinterpretano, quando lo riporpongono, ma lo volete lasciar tranquillo?! Perché mai nessuno cerca di emulare qualche altro genio, Pratchett per esempio?! Dico, tanto per cambiare!

  328. 328 Uriele

    C’è di peggio, un associazione “amici di Tolkien” o qualcosa di simile, due o tre anni fa aveva incominciato a riscrivere il signore degli anelli “COME L’AVREBBE RISCRITTO TOLKIEN SE FOSSE VIVO OGGI” (sic!)… neppure i morti neppure i morti.

    Se volete metterlo nella fogna non mi offendo, però… Neppure i morti!!!!

  329. 329 Clio

    Urieleeee!
    Corvotempesta, questa mi ha dato il colpo di grazia!

    La dovrebbero mettere come massima nei manuali e riviste per scrittori: “Se vuoi scrivere fantasy, lascia riposare in pace Tolkien!”.

  330. 330 Guglielmo

    Quoto Stefano.
    In secondo luogo, Guglielmo, sto cercando di dire una cosa molto facile:
    1) E’ ininfluente il tipo di lettore a cui il romanzo è destinato;
    2) E’ ininfluente il fatto che tale romanzo possa piacere;
    3) Il romanzo è pieno di indiscutibili cazzate.
    Tirando le somme: Il romanzo è spazzatura.
    Può piacere lo stesso, può piacere ad un determinato tipo di lettore, può aver aperto il cuore a centinaia di adolescenti complessate, non è questo il punto. Il punto è: il romanzo è pattume.
    Perché è pattume?
    Non per forza perché la trama è banale, ci sono opere prevedibili e godibili fino in fondo.
    E’ pattume perché è pieno di errori.
    Il lettore non se ne accorge.
    Non mi frega nulla, ci sono, e di per sé il romanzo ne è stracolmo, perché non sono cinquanta, sono cinquecento.

    1)Come fai a dire che è ininfluente?Qui siamo all’assurdo. Scriveresti un libro per bambini nello stesso modo in cui scriveresti un saggio scientifico?Pensaci su per bene e poi rispondi.

    2)E’ ininfluente che possa piacere?Ma come, se può piacere, allora svolge correttamente la sua funzione, e tutto il vostro discorso sulle REGOLE OGGETTIVE CHE LO SCRITTORE DEVE SEGUIRE ALTRIMENTI IL LIBRO FA’ SCHIFO non valgono nulla.

    3)Il romanzo è pieno di errori, che secondo me sono da imputare alla scarsa cura editoriale.
    Quelle che TU ritieni cazzate sono invece opinabili. Esempio per capire: la storia del signore delle tenebre. Cazzate?Certo, per uno che ha letto 500 romanzi e racconti fantasy di cui 490 con un antagonista simile, è una cazzata. Per chi è al primo libro fantasy, potrebbe non esserlo.

    E’ una mistificazione da intellettualoidi di sinistra dire che un prodotto fa schifo ma può piacere. Di quelli che rosikano pesantemente, di solito.

    Cos’è più importante: piacere o essere privo di errori?
    Sarebbe meglio entrambe le cose, ma dovendo scegliere, mi sembra che i libri della Troisi abbiano svolto la loro funzione dignitosamente.
    Se fossero davvero pattume, la gente non li comprerebbe.

    @Barbara: scusa se sono rude, ma di quello che ho scritto non hai capito una ceppa.
    Io non ho nessuna intenzione di demolire Howard, al contrario. Il punto è che le regole OGGETTIVE di buona scrittura professate da Gamberetta per criticare la Troisi e altri autori, sono fuffa.
    Usandole, potresti demolire quasi qualsiasi autore, anche coloro che Gamberetta cita come promotori delle stesse [vedi King].
    Le proponevo quindi una recensione in cui, usando le sue regole, avrei fatto a pezzi l’ultimo romanzo di Howard [e ho scelto lui perchè era il primo libro che mi sono trovato in mano guardando gli scaffali].
    Claro adesso?

  331. 331 Uriele

    1)Come fai a dire che è ininfluente?Qui siamo all’assurdo. Scriveresti un libro per bambini nello stesso modo in cui scriveresti un saggio scientifico?Pensaci su per bene e poi rispondi.

    Se i saggi scentifici dovessero essere giudicati per la forma e non solamente per i contenuti verrebbero quasi tutti respinti dalle riviste specialistiche. Comunque qui si parla di intrattenimento, non di materiale specialistico. Una buona storia è universale (ad esempio Jim Bottone e la storia infinita sono scritte rispettivamente per bambini e giovani adulti, ma possono essere letti e apprezzati da tutti). Romanzo per ragazzi indica solamente la “fascia di ingresso” dei lettori, non quella di uscita.

    2)E’ ininfluente che possa piacere?Ma come, se può piacere, allora svolge correttamente la sua funzione, e tutto il vostro discorso sulle REGOLE OGGETTIVE CHE LO SCRITTORE DEVE SEGUIRE ALTRIMENTI IL LIBRO FA’ SCHIFO non valgono nulla.

    Ok qui sono perfettamente d’accordo, questa affermazione è un stronzata. Separiamo il mondo reale da quello delle idee. Se una storia è avvincente e coinvolgente per il recensore, il giudizio sarà falsato dal suo gusto personale, indipendentemente dai canoni estetici, modificherà il giudizio sull’opera. Un buona recensione è sempre una miscela di giudizi tecnici e gusti soggettivi (bisognerebbe mantenere un proporzione 70-30 fra le due cose per fare un buon lavoro, a un uomo non si può chiedere di più)

    3)Il romanzo è pieno di errori, che secondo me sono da imputare alla scarsa cura editoriale.

    … Se l’autore fosse stato capace non ci sarebbero stati tanti errori in primo luogo, basta rileggere un paio di volte le bozze con vocabolario, sintassi e spirito critico alla mano.

    E’ una mistificazione da intellettualoidi di sinistra dire che un prodotto fa schifo ma può piacere. Di quelli che rosikano pesantemente, di solito.

    Miii che palle la politica forzata… la svettete di cercare di inserire il cilindro nel buco triangolare??? No, non ci entra, neppure con il martelletto! Una cosa può essere qualitativamente brutta eppure piacere. Il Trash è questo, opere obbiettivamente di scarsa qualità che si prendono troppo sul serio e divertono per la loro inconsistenza o per l’eccesso di pathos.

    Se fossero davvero pattume, la gente non li comprerebbe.

    Ogni fottuto anno “vacanze di natale” sbanca ai botteghini e la gente ride alle battute dei fichi d’india. McDonald fattura miliardi in tutto il mondo e Pizza Hut è la pizza più venduta al mondo. Per la maggioranza della popolazione mondiale Sturbucks produce caffè—

  332. 332 Grace

    Cos’è più importante: piacere o essere privo di errori?

    Essere privo di errori. La qualità di un libro non si misura guardando a quanta gente piaccia.
    Che poi ci sia una marea di gente in grado di apprezzare un libro in cui una persona filiforme riesce a usare arco e frecce nonché uno spadone a due mani, significa semplicemente che c’è una marea di gente ignorante in materia e soprattutto con poca capacità logica (io pure sono ignorante in materia, ma basta mettere in moto il cervello per capire che non è possibile maneggiare una spada così pesante senza una buona dose di muscoli).
    Qualche errore può ovviamente scappare, ma se un romanzo è PIENO di errori e piace, la spiegazione è una: piace ai sempliciotti, oppure agli ignoranti (non inteso come insulto, ma proprio “nel senso che ignorano”). Tra:
    1) essere pieno di errori ma piacere a duemila sempliciotti/ignoranti
    2) essere privo di errori ma piacere a dieci persone dalla capacità critica
    beh, io sceglierei la seconda, decisamente.

  333. 333 Uriele

    @ Grace: Non è vero, essere privo di errori formali, non vuol dire essere un’opera degna o bella, può semplicemente trattarsi di un opera senz’anima. I tre moschettieri, guerra e pace, i fratelli Karamazov e moltissimi altri romanzi sono infarciti di “errori” narrativi, dovuti in parte anche alla loro natura di opere d’appendice (ebbene sì anche molti capolavori della letteratura russa sono stati inizialmente pubblicati come opere d’appendice), ci sono lungaggini piccole incongruenze e forzature, ma queste non impediscono la lettura o la rendono meno scorrevole.
    La perfezione accademica di un opera non ne determina la qualità (molti autori italiani hanno avuto da ridire con i puristi della Crusca, D’Annunzio usava spesso coniugazioni poetiche per mantenere la musicalità del testo piuttosto che adottare le forme più corrette e in molti manuali di scritturi o saggi letterari sono portati un’enormità di esempi di questo tipo).
    Tu lettrice colta preferisci leggere un “Il Nome della Rosa” (comunque un gran bel romanzo, semiologicamente e storicamente impeccabile) o un “Il Maestro e Margherita ( potevo prendere qualche opera come l’immortale di Borges, ma ho scelto questo esempio perchè è un romanzo che quasi tutti avranno letto, definito unanimamente un capolavoro, ma non esente da piccoli “difetti formali” e piccole incongruenze volutamente inserite e distribuite in un opera massiccia e coinvolgente)?

    In linea di massima dire che la bellezza sta nell’assenza di errori è sbagliato, la bellezza sa nel saper scegliere oculatamente quali errori ci è permesso fare e costruire una trama solida, sviluppata con uno stile coinvolgente e ritmato. Una buona storia è un compromesso fra perfezione formale, idee e intreccio. È questo che crea un opera “piacevole”. La mancanza di errori ed inconguenze non ha nessun significato per se stessa

  334. 334 Grace

    Non ho mai detto che la mancanza di errori significhi la perfezione di un’opera, ma personalmente ritengo sia una caratteristica più importante rispetto al “può piacere”, perché la prima si basa su un’oggettività qualitativa (perché la mancanza di errori è una qualità; poi il libro può anche difettare di coinvolgimento, di “anima”, ma da qui a dire che la mancanza di errori non significhi nulla ce ne corre), mentre la seconda è priva di parametri. “Può piacere”, grazie tante… ma a chi? A chi non capisce nulla di arte guerresca al punto di bersi delle cretinate colossali senza accorgersi di quanto siano colossali? E’ il “può piacere” a non significare nulla. La mancanza di errori ed incongruenze non fa da sola la qualità dell’intera opera, ma è di per sé una qualità. E per come la vedo io, la presenza di errori ed incongruenze ogni due per tre, rende un’opera ridicola e di basso livello, a prescindere da quanto possa risultare “piacevole” a chi questi errori non li vede/non li considera.

  335. 335 Clio

    A Guglielmo

    1)Come fai a dire che è ininfluente?Qui siamo all’assurdo. Scriveresti un libro per bambini nello stesso modo in cui scriveresti un saggio scientifico?Pensaci su per bene e poi rispondi.

    Ha già risposto Uriele ed io sono d’accordo. Inoltre una storia può essere per bambini (magari non gli racconterai una storia di complicate trame di palazzo, lo annoieresti), ed essere splendida (io ho trovato “Anand e lo specchio del fuoco e del sogno” godibile, nonostante fosse per bambini), il punto è: non deve essere piena di cazzate (errori).

    2)E’ ininfluente che possa piacere?Ma come, se può piacere, allora svolge correttamente la sua funzione, e tutto il vostro discorso sulle REGOLE OGGETTIVE CHE LO SCRITTORE DEVE SEGUIRE ALTRIMENTI IL LIBRO FA’ SCHIFO non valgono nulla.

    Quello che sto cercando di dire (senza riuscire a farmi capire, si vede) è che non mi interessa assolutamente discutere del gusto delle persone. Esistono criteri secondo cui un libro è buono o meno, che non sono per forza i criteri stilistici descritti da gamberetta nel Riassunto della Puntate Precedenti, ma punti molto semplici: realismo, credibilità. Credibilità relativa ovviamente. Se io scrivo di un mondo dove ci sono i puffi ed il mio personaggio incontra i puffi, niente di strano, è perfettamente credibile dato il contesto, ma se nel mio libro una ragazzina qualsiasi (e sottolineo qualsiasi) infreccia un catafratto a cento metri con un arco non meglio specificato (perché magari l’autore ritiene esistano archi qualsiasi), allora questo non è credibile, è una cazzata (se l’arco è magico o altro il discorso cambia, ovviamente). Parimenti se io scrivo di un personaggio avaro fino all’ossessione, non posso escrivere una scena in cui si mostra gratuitamente generoso (a meno di non dare una spiegazione decente).

    3)Il romanzo è pieno di errori, che secondo me sono da imputare alla scarsa cura editoriale.

    Se l’autrice non fosse un’ignorante (cosa che lei stessa ammette candidamente) certi strafalcioni non ci sarebbero.

    Quelle che TU ritieni cazzate sono invece opinabili. Esempio per capire: la storia del signore delle tenebre. Cazzate?Certo, per uno che ha letto 500 romanzi e racconti fantasy di cui 490 con un antagonista simile, è una cazzata. Per chi è al primo libro fantasy, potrebbe non esserlo.

    Il Signore delle Tenebre rientra nel gusto personale, a me non interessa assolutamente in una discussione simile, mi interessa però se il tale, dopo essersi mangiato mezzo mondo subito, in 40 anni non avanza di un metro. Non è per forza un errore, ma… com’è possibile? L’autrice no mlo dice, e quindi diventa un errore (con ridserva, diciamo). LAtre cose sono invece indiscutibili: le misure che la Troisi ci dà sono completamente sballate, come dimostrato da Gamberetta. Questo genere di errore e quello che chiamo “cazzata”.

    E’ una mistificazione da intellettualoidi di sinistra dire che un prodotto fa schifo ma può piacere.

    Ma per piacere… Il manga di Inuyasha è piaciuto ad un sacco di gente (me compresa), questo fa di lui un opera di qualità? No, è una stupidaggine, ma piace.

    Cos’è più importante: piacere o essere privo di errori?

    A parer mio? Esser privo di errori è il primo punto, piacere è il secondo. Facendo una scala, la correttezza è importante 10, il piacere lo è 7.

    Se fossero davvero pattume, la gente non li comprerebbe.

    Non diciamo assurdità…

  336. 336 Guglielmo

    vi rendete conto che, con la vostra discussione, mi state dando ragione, vero?
    Uriele la tua risposta porterebbe ad almeno due discussioni che esulano da questo argomento: Scrittore eccellente vs Troisi, e cultura pop vs cultura “alta”.
    Troppe cose insieme.

    Gli errori.

    Grace non da una definizione di “errore”, quindi finché rimane sul generico evito di risponderle, mi limito a farle notare che lei rientra in pieno nella categoria di intellettualoidi che quando criticano negativamente qualcosa si posizionano SEMPRE nei posti giusti,quelli dei capaci e dalle alte qualità critiche.Brecht mi manca molto.
    Invece, Uriele, il tuo discorso è facile da spiegare.
    Primo:
    gli autori che tu ora vedi bravi e famosi hanno una schiera di professionisti al loro servizio che correggono qualunque castroneria scrivano. Fare quindi un confronto è impossibile, oltre che scorretto.
    Secondo:
    è difficilissimo rendersi conto dei propri errori, per questo le case editrici usano gli editori. La stessa Gamberetta evidenzia quanto gli editor della Troisi fossero professionalmente impreparati. Questi non solo non hanno rilevato quelle incongruenze – poche ma gravi – in alcuni punti della trama, ma devono aver anche cambiato qualche cosa.
    Metto la mano sul fuoco per la questione delle unità di misura.
    Non per niente, ma la Troisi dovrebbe collaborare con l’ASI, come astrofisica.
    Anche per questo un po’ mi viene da ridere quando leggo una diciottenne che nella vita non ha combinato nulla, pubblicato zero, curriculum adolescenziale, dare alla Troisi della scema.
    Il mondo va al contrario.

  337. 337 Uriele

    @ Guglielmo: guarda che io non ho mai dato contro alla tua visione e in gran parte fino a qui l’ho condivisa, quindi non mi stupisce il fatto che ti dia ragione su gran parte degli argomenti…
    Io ti ho fatto l’esempio di molti autori del passato e gente come Bulgakov nelle loro opere non ha subito un gran lavoro di editing (al massimo di censura). La prima versione del maestro e margherita integrale, riprodotta poi nelle ultime edizioni italiane, è stata pubblicata in samizdat (quindi rieditata in proprio dall’autore e pubblicata clandestinamente); questa edizione è quella che è arrivata a noi, quindi dove sono le schiere di professionisti*

    Tomasi di Lampedusa ha lavorarato tutta la vita al suo grande romanzo borghese (poi pubblicato senza NESSUNA modifica) trovando sempre qualcosa da cambiare, rimaneggiandolo, migliorandolo e modificandolo nel corso degli anni. A rileggere la propria opera si trovano sempre errori o cose che sarebbero potute essere state scritte meglio. Molto spesso è più la noncuranza o la sciatteria piuttosto che l’incapacità di trovare l’errore, quello che spinge l’autore a spedire il manoscritto alla casa editrice lasciando il resto agli “esperti del settore”. Rileggendolo con attenzione e occhio critico un autore avrebbe trovato e corretto errori oggettivi come quello del già citato “carponi”.

    PS: Eco si edita da solo, se ne vantava pure nelle sue lezioni…

    * Lo so ho scelto questo autore apposta nel post precedente, sapevo che qualcuno avrebbe tirato fuori questa argomentazione e mi ero premunito. Chiedo scusa per la scorrettezza intellettuale…

  338. 338 Uriele

    Cultura pop verso cultura alta è una forzatura, alcune opere nascono pop e diventano alte (difficilmente vale il viceversa), ma anche questo discorso porterebbe a una nuova discussione tangenziale, stimolante, ma contingente. Comunque la mia risposta al commento di Grace era anche una critica al suo metodo induttivo universale, in cui parte dalla Troisi per dare un giudizio lapidario sulla letteratura nel suo compenso (basta guardare come conclude il messaggio)

  339. 339 Grace

    Scusa, ma da cos’avresti dedotto che io “parto dalla Troisi per dare un giudizio lapidario sulla letteratura nel suo compenso”? XD La Troisi non l’ho neanche mai letta, l’ho presa ad esempio soltanto perché il romanzo preso in esame è suo. Ma il mio era un discorso generale, che rispondeva alla domanda “è più importante piacere o essere privo di errori?”. Allora, non si tratta di semplificare, perché la cosa è già semplice: quale delle due caratteristiche ha più importanza, secondo te? Sì, lo so che un buon romanzo è un compromesso di diverse caratteristiche, ma la domanda poneva esplicitamente di fronte alla scelta tra una sola di queste due. Io, se dovessi scegliere una sola tra queste due caratteristiche, preferirei un libro privo di errori (ovvero un libro in cui SO di non trovare incongruenze o elementi incoerenti con il realismo interno al contesto) piuttosto che un libro che “piace a tanta gente”, perché in quest’ultimo caso potrei trovare una perla così come un pezzo di carta straccia.
    Per riassumere: la mancanza di incongruenze è in sé una buona qualità, la “piacevolezza” no. Come è stato scritto in un commento ad un altro post, anche le mosche trovano tanto piacevole la cacca.
    Con questo, non sto dicendo che un romanzo perfettamente privo di errori oggettivi sia automaticamente un romanzo perfetto, né che sia questo il solo metro di giudizio per misurarne la qualità. Se hai inteso questo, si vede che mi sono spiegata male.

    @Guglielmo
    Una definizione di errore?! Scusa, ma non mi sembra così difficile capire cosa si intenda con “errori oggettivi”. Se in un libro viene descritta una scena in cui un sasso galleggia nell’acqua, è stata oggettivamente scritta una cazzata. Se una ragazzina esile impugna senza problemi uno spadone, a meno che non abbia appena bevuto la pozione magica di Panoramix, è oggettivamente una cazzata. Stavolta, il tuo mi sembra veramente un voler polemizzare sull’ovvio, perdonami.

  340. 340 barbara

    @Guglielmo, non vorrei essere rude, ma ho capito benissimo ^_^
    Volevo solo dire che se vuoi fare una recensione di Conan ad esempio, dovresti oltre che usare i parametri di Gamberetta, tenere conto di quando è stato scritto, ovvero negli anni ’30.
    Il mio metro di giudizio per quanto riguarda gli aspetti di un opera esterni all’opera stessa, sono infatti il contesto, cioè quando, come, dove e perchè è stato scritto, e se l’autore è un esordiente.
    Per il resto non me ne frega niente della nazionalità, dell’età o del sesso, sono parametri per me ininfluenti, almeno per la moderna letteratura.
    Se vuoi fare una recensione usando i parametri dei Gamberi puoi benissimo farlo, magari mandi l’articolo a Gamberetta che alcuni post fa ha detto che chiunque può mandarle una recensione con quelle caratteristiche. Se riesci a demolire un’opera di Howard e a renderlo anche divertente io lo leggerò volentieri ^_^

    Per la questione dei gusti, a parte le solite banalità, vorrei dire che un lettore onesto con se stesso e con un minimo di spirito critico, dovrebbe avere ben presente il valore di quello che sta leggendo.
    Io cerco sempre di essere obiettiva e mi rendo conto che molte delle cose che mi piacciono sono spazzatura e non ci trovo niente di male ad ammetterlo. Così come ci sono opere che non mi piacciono ma che probabilmente sono al di là della mia portata, oppure non mi interessa quello che raccontato, ad es. Il Maestro e Margherita l’ho dovuto abbandonare, non per questo dico che fa schifo.
    Per me non c’è niente di male ad affermare che c’è molta gente ignorante e senza nessuno spirito critico, che si beve tutte le cazzate che vengono scritte, che leggono alcuni libri semplici e banali perchè probabilmente non riuscirebbero a capire quelli appena un po’ più complessi, che magari non hanno nemmeno voglia di impegnarsi per evolversi e imparare. Io non li giudico per questo però non li posso certo mettere sullo stesso piano di chi invece nella lettura cerca qualcosa di più che non sia lo sconnettere il cervello, per quello basta la tv. Quando vedo scritti commenti che dicono: a me la Troisi piace tantissimo e mi da un sacco di emozioni, invece la Austen mi fa schifo scrive malissimo, a me vengono i brividi, poi sarà sinistroide e snob per questo ma non ci posso fare niente.
    E’ ovvio che la cultura non è appannaggio di tutti così come la comprensione e la consapevolezza, chi dice il contrario secondo me mente.

    Curioso poi notare che c’è un sacco di gente che dice: a ma come fai tu si può demolire qualsiasi libro; però poi alla fine dei conti quelli che vengono maggiormente criticati sono sempre i soliti libri, mi viene spontaneo pensare che sia perchè effettivamente offrono il fianco molto più facilmente. (piuttosto che ci sia una cospirazione ai loro danni).

  341. 341 Guglielmo

    @Barbara: no, allora vedi, ho ragione: non hai capito il discorso. Gli strumenti critici usati da G non sono influenzati minimamente dall’epoca, [o dal contesto,o dal fatto che l'autore sia un esordiente - e questi hai detto essere poi i tuoi parametri].
    Diciamo che non sai di cosa stiamo parlando, ok?Vatteli a leggere e poi torniamo a discutere.

    Per quanto riguarda le critiche sempre agli stessi libri, ti ribalto il discorso: sono i libri che hanno successo che vengono criticati di più, perchè anche il critico ha bisogno di visibilità – vedi il numero di commenti nelle recensioni di libri semi-sconosciuti.
    Il meccanismo che probabilmente Gamberetta sta mettendo in atto è stato descritto da un certo Fabrizio in Fogna dei Commenti.

    @Grace: quelli per te sono errori?Pensavo a una risposta intelligente. Criticare un’esagerazione [supposta] in un romanzo fantasy è una delle cose più imbecilli che si possano fare, è la scusa del critico svogliato.

    @Uriele: boh, continui a citare autori di generi e di qualità molto diverse rispetto alla Troisi. Non puoi paragonare i suoi libri, da esordiente, scritti a vent’anni, con Bulgakov, Eco e sarcazzo.
    Gli errori oggettivi uno scrittore non li trova mai o quasi mai perchè,e chi scrive [o studia psicologia] comprende bene questo meccanismo, nel momento in cui costruisce una scena si crea uno schema mentale di essa che gli sembra corretto [altrimenti la modificherebbe].
    Oppure l’errore può essere dato dall’incapacità, dall’inesperienza di mettere su carta alcune descrizioni. Cose accettabili per un esordiente.

  342. 342 DelemnO

    Anche per questo un po’ mi viene da ridere quando leggo una diciottenne che nella vita non ha combinato nulla, pubblicato zero, curriculum adolescenziale, dare alla Troisi della scema.
    Il mondo va al contrario.

    Niente mi fa saltare i nervi come queste affermazioni, sembra detta dalle ragazzine in difesa di twilight, l’unica differenza è la presenza di vocali.
    Come fai a sapere se abbiamo combinato qualcosa? Da dove si definisce che uno ha combinato qualcosa, nella vita? Sì, non ho ancora pubblicato, però sono dieci anni che scrivo perchè se devo dare in pasto un’opera non pronta come le Cronache del mondo emerso ( a cui mancavano anni di revisioni, imho) a un editor oltretutto incapace di correggere gli errori di base ( non sarebbe cambiato molto dire che Nihal dopo mesi di addestramento riuscì a tendere l’arco, io sono magra come Nihal e ci riesco) ,cosa che si poterebbe fare senza modificare la storia, preferisco aspettare. Scusate tanto se non ho il nobel per la lettratura, ma i suoi libri sono un ottimo argomento in mano a chi dice che la fantasy italiana fa pena.
    Si può sempre tirare fuori il vecchio discorso, che so, dell’idraulico: se io chiamo un idraulico per farmi le tubature in casa e questo me le fa che spilla acqua dovunque e i muri fanno la muffa, dato che l’ho pagato ho tutti i miei diritti di dire ” è un lavoro che fa schifo” anche se io non sono capace di fare il lavoro, dato che però i difetti sono evidenti, no?
    Cioè, in Nihal me ne sono accorta a 14 anni ( o 13, non ricordo), quando uscì, che la spada di cristallo nero era impossibile e che nessuna persona con un po’ di buon senso andrebbe in battaglia senza corazza.

  343. 343 Uriele

    … scusa ma per quanti libri rimane un’esordiente la Troisi? 10-15?
    “La strada per Los Angeles” (Fante è un autore POP, alle volte trascinato nella cultura alta, forzatamente) è un romanzo d’esordio carino (non apprezzo nè lo stile, nè lo sviluppo, ma devo ammettere che ha una stuttura narrativa solida, e scritta con stile e padronanza del linguaggio), “Aspetta primavara, Bandini” era scritto meglio, c’era un lavoro di documentazione più accurato, una gestione dei ritmi narrativi che mancava al primo libro: ha fatto tesoro delle critiche sia delle rivisti di settore che di altri amici scrittori.

    L’esordio può non essere perfetto, ma già nel secondo libro, quando si viene criticati (non è un caso isolato la recensione di gamberetta, e ce ne sono molte, anche se non così caustiche, di penne migliori e più famose) bisognerebbe far tesoro delle critiche…

    Gli errori oggettivi uno scrittore non li trova mai o quasi mai perchè,e chi scrive [o studia psicologia] comprende bene questo meccanismo, nel momento in cui costruisce una scena si crea uno schema mentale di essa che gli sembra corretto [altrimenti la modificherebbe].

    ??? Questa mi è nuova, ti prego portami l’articolo o il saggio che parla di questo argomento… Ti assicuro che non mi son fermato a Jung e Freud e questa teoria per la quale l’autore non riesca riscontrare gli errori oggettivi (lessicali, grammaticali, le illogicità manifeste come quelle del bosco di pietra) rileggendo l’opera mi sfugge.
    I costrutti mentali riguardano cose come i pregiudizi e la visione personale del mondo e l’interpretazione dei gesti e delle azioni di altre persone riportandole alla nostra individualità. Il costruzionismo non può modificare la nostra visione della grammatica, la capacità di usare in modo corretto i vocaboli, o gli errori di logica

  344. 344 Grace

    @Guglielmo
    Quelli per te non sono errori? Quelle per te sono esagerazioni SUPPOSTE poiché si tratta di fantasy? Quindi deduco che tu sia uno dei facenti parte del club “tanto è fantasy”. Questo sì che è molto intelligente, complimenti.

  345. 345 Guglielmo

    @Uriele: Jung e Freud sono psicanalisti. Altro campo da gioco.
    Quello che tu non conosci è un aspetto della percezione e dell’attenzione spaziale, studiato in psicologia e si chiama fenomeno del top down, in cui è l’elaborazione precedente a influenzare il percetto.

    @Grace: io rimarrò nel club del “tanto è fantasy” finchè voi non mi direte in modo preciso e chiaro cosa rientra nel fantasy e cosa invece è un errore.
    Anche qui, esempi di famosi romanzi, insospettabili, come potenziali vittime della vostra idiozia critica si sprecano.

    Delemno: non capisco, in ogni tuo post che ho letto non manchi di ribadire che tu stai scrivendo e blablabla.
    Bè, curioso, non trovi?Pubblicità?Egocentrismo?In fondo, non è importante.

  346. 346 Uriele

    guarda se vuoi fare orecchie da mercante fai pure, non ho problemi. La psicanalisi è una branca della psicologia e quella freudiana è un’evoluzione della scuola del filosofo Brentano. Se poi vogliamo la correttezza formale quella la “Psicologia analitica” di Jung non è psicanalisi e si è sviluppata indipendentemente dalla prima. Se vuoi discutere va bene, se vuoi prendere per il culo è tutto un altro paio di maniche, da quello che scrivi sei troppo intelligente e colto per non averlo fatto con malizia.
    Secondo io ti ho chiesto quale articolo (o quale autore se preferisci)sostiene la tua tesi. Tu hai parlato di schemi mentali che sono alla base della psicologia dei costrutti personali di George A. Kelly e gli errori lessicali o le illogicità manifeste a distanza di poche righe, quando rilette non possono essere ricondotte al fenomeno del top-down (questi sono errori che possono essere commessi nella prima stesura e sono comprensibili, ma non è normale che sfugganno alle successive revisioni, non sono errori minori, denotano una scarsa conoscenza della lingua, un vocabolario lacunoso e una scarsa attenzione alla propria storia).
    Ci possono essere degli errori che sfuggono all’autore anche dopo la revisione, incongruenze minori riscontrate a grande distanza l’una dall’altra, queste non inficiano la lettura, ma quando sono ripetuti lungo tutto il testo, abbondanti e molto vicini, tendo ad attribuire il tutto alla non curanza e alla sciatteria (visto che sulla carta la Troisi non è l’ultima delle sceme)

  347. 347 Guglielmo

    Uriele, non so che dirti, Jung e Freud non c’entrano con il discorso che facevo io. Ho parlato di aspetti psicologici e non psicanalitici non a caso e per questo ti ripeto: siamo in un altro campo.
    E pure la psicologia dei costrutti non c’entra niente!
    Stiamo parlando di revisione. Forse ho fatto l’errore, e mi scuso, di usare la parola “schemi” in maniera poco chiara. Avrei dovuto parlare semplicemente di elaborazione. Infatti quello che intendevo dire è che quello che noi ci aspettiamo e sappiamo, è stato provato, influenza a priori la nostra percezione – il top down concept driven appunto.
    Questo significa che se io compio, per esempio un errore di grammatica o di ortografia, ho poi grosse difficoltà a scovarlo.
    Sempre allo stesso modo, se scrivo una cavolata – ma se la scrivo, non penso lo sia, giusto?altrimenti non la scriverei – o se descrivo male una scena difficilmente poi riesco a correggermi da solo.
    Per questo motivo gli autori di LF appena hanno un po’ di soldi si riempiono di esperti, rilettori specializzati e chi più ne ha più ne metta.
    E’ facile dire: un bravo autore non fa questi errori, quando non si può fare un confronto perchè mentre la Troisi è stata seguita – male – da editor che voi stessi definite incapaci, mentre gli autori che prendete come paragone sono seguiti da gente valida, e preparata.

    Inoltre, il discorso secondo me è ancora più complesso: perchè alcune di quelle che qui sono state presentate come “cazzate” o “errori” sono in realtà frutto di opinioni, prevenute aggiungerei. Le stesse situazioni, messe in mano ad altri autori più blasonati non susciterebbero lo stesso scandalo.
    Non per niente sono andato a rileggermi brani di autori famosi e ho riscontrato parecchie assurdità: nessuno mai se n’è lamentato. Ma siccome la Troisi è italiana e ha avuto un grosso successo, giù a rosikare.
    Seconda cosa: perchè penso e sono pronto a scommerci quello che vuoi, che alcune cose siano state modificate alla cazzo dagli editor. Vedi per esempio le unità di misura.

  348. 348 Uriele

    Ecco questa è una risposta e ti ringrazio. Io avevo chiesto prima quale psicologo e quale teoria psicologica supportava la tua tesi e aggiungevo che non mi fermavo a Jung e Freud (due autori scelti a caso che operavano in un certo ramo della psicologia, probabilmente i più famosi per le masse, se avessi citato Kelly molti non avrebbero neppure saputo di chi parlavo come se avessi citato Brentano). Quando scrivo e porto degli esempi, cerco, nelle mie possibilità, di portare esempi più o meno noti a tutti.

    Permettimi quindi una piccola introduzione elementare del fenomeno in modo che anche gli altri capiscano, a grandi linee di cosa stiamo parlando (lo spiego come lo hanno spiegato inizialmente durante l’introduzione nei corsi di psicologia, se riesci a spiegarlo in modo più semplice ed elementare ti prego di correggermi)
    In termini generali però lo schema driving (o top-down) è legato all’esperienza (l’esempio classico per spiegare il fenomeno è quello del fumetto, se vediamo due vignette, data l’esperienza reale, la nostra mente “copre i passaggi intermedi”, es. vediamo un pugno chiuso caricato subito dopo una testa girata e un rivolo di sangue dalla bocca e la nostra mente ci suggerisce che in mezzo ci sia stato un pugno). Le nostre scale di valori e i concetti astratti vengono definiti LIVELLO SUPERIORE in letteratura,mentre cose come i dati ottenuti dall’esterno sono detti LIVELLO INFERIORE. Si parla di Top -down ogni volta che un concetto di LIVELLO SUPERIORE influenza l’interpretazione di dati “reali” di livello inferiore.

    Io ho parlato solo di alcuni errori che ritengo importanti: le frecce che volano per chilometri sono entrate nell’immaginario collettivo grazie al cinema e una persona non appassionata può trovare normale la cosa, come uno che non abbia mai preso in mano una spada o studiato strategia militare può ritenere plausibili le battaglie della Troisi, qui i nostri concetti SUPERIORI hanno avuto il sopravvento rispetto a quello che avremmo potuto osservare nella realtà, questi per me non sono errori. Sono supposizioni razionali per chi sia cresciuto guardando vecchi e nuovi film d’avventura, leggendo fumetti pulp e molti romanzi.

    Io ho specificato fin dall’inizio quelli che consideravo errori “oggettivi” (quello lessicali, alcune costruzioni sintattiche e gli errori logici basati sull’esperienza di tutti i giorni oppure sulle premesse, prese come assiomi, introdotti dall’autrice stessa per il suo mondo)

    Quando una persona attraversa un cunicolo STRETTO (non basso STRETTO) e si mette a CARPONI, non una volta ma ogni volta che trova un passaggio stretto , bhè quello è un errore non riconducibile al top-down (ok potresti dirmi che lei pensava di conoscere il significato della parola e i suoi preconcetti hanno influenzato l’interprettazione del testo, ma è un po’ tirata come cosa e uno scrittore dovrebbe avere una certa padronanza della lingua, non dico conoscere tutti i vocaboli, ma o usare solo quelli di cui conosce il significato o almeno verificare quelli di cui non è sicuro e non usati comunemente. Poi errori ortografici possono capitare, poi ci sono anche i refusi di stampa, ma essere uno scrittore, fare errori grammaticali e NON riuscire ad accorgersene neppure rileggendo e controllando più volte… bhè è una cosa veramente triste, ma di errori grammaticali non è che ne abbia visti leggendo)
    L’esempio della foresta di pietra, citato da gamberetta in un altro articolo(che continuo a citare come un mantra), in cui in poche righe si passa da una foresta totalmente di pietra e senza vita, alla protagonista che ci va a cercare e trova delle erbe mebe mediche, bhè questo è un errore che non ha nulla a che vedere con il top-down è semplice sciatteria e noncuranza che si sarebbe potuta evitare rileggendo con attenzione.
    Insomma io sono a favore del processo chiamato SOSPENSIONE DELL’INCREDULITA’, i tecnicismi possono essere importanti per alcuni lettori, ma in un opera di intrattenimento l’importante è che il racconto scorra in modo plausibile per il tipo di narrazione (da un eroe mi aspetto cose incredibile e inumane e posso glissare tranquillamente su scene di battaglia strutturate non per essere una ricostruzione dettagliata di eventi storici reali, ma per rappresentare il concetto stesso di combattimento).

    PS: Le unità di misura possono essere tranquillamente scelte della Troisi, se uno cade per 24 metri di scale e si sbuccia un ginocchio non è un errore è una scelta a cui si puù applicare la sospensione dell’incredulità (John McClaine è sempre ferito di striscio anche quando lo beccano nel fegato ed è una scelta narrativa,successivamente esasperata per creare un effetto comico, ma nessuno ha mai avuto un cazzo da dire). Le distanze che dovrebbero essere percorse a piedi o a cavallo, sono state considerate come percorse da mezzi moderni (che hanno una velocità molto maggiore), non è che si è ristretto il mondo, l’autrice ha semplicemente fatto una semplificazione per rendere più scorrevole il romanzo; anche qui possiamo applicare la sospensione dell’incredulità.

    PPS: curiosità mia, ma ti riferisci a Brumer e alle teorie esposte in Beyond the information Given? Mi potresti consigliare qualche altro buon testo sull’argomento

  349. 349 Uriele

    “non è che si sia ristretto il mondo, l’autrice ha scelto di fare una semplificazione” (ripetizione dissonante ed errore grammaticale nella stessa frase, poi ho anche scritto puù al posto di può, ma quello è un errore di battitura)
    In questo caso non l’ho fatto apposta: era un messaggio lungo ed io non sono uno scrittore professionista. Però rileggendolo mi è saltato agli occhi. Se possibile chiederei ai gestori di editare il mio messaggio con questa correzione e di cancellare questo. Grazie

  350. 350 Stefano

    Beh, Guglielmo, francamente risulta un po’ incredibile pensare che gli editor di mondadori siano degli incapaci. Credo piuttosto che un’opera fantasy dedicata ai ragazzi, che è un pubblico notoriamente poco critico, si presti a una certa trascuratezza. Non condivido, intendiamoci…
    Vogliamo fare dei paragoni? Terry Brooks nel suo libro “A volte la magia funziona” ci parla delle sue traversie editoriali e di quanto sia stato portato per mano nei primi tempi della sua vicenda editoriale. A me non sembra che Licia Troisi sia stata coltivata, ma soltanto spremuta battendo il ferro finchè è caldo. Tutti sono a conoscenza del relativo flop della “Ragazza drago” e il recente ritorno al Mondo Emerso dimostra il chiaro intento di raccogliere più che si può, piuttosto che coltivare. Vuoi altri esempi? Paolini, non certo un astro in fatto di originalità, è stato senz’altro gestito meglio: dai suoi genitori (anche se personalmente toglierei loro la patria potestà soltanto per averlo lasciato a casa da scuola e per aver “spinto” la sorellina a scrivere), dai suoi editor, dalla sua casa editrice. Allungare il brodo, aggiungendo un volume alla sua saga e’ cosa ben diversa dal proporre testi a iosa, stampati con caratteri da ipovedenti a prezzi vergognosamente esosi. Se i ragazzi queste cose non le sanno, le sanno che gli fornisce la paghetta…
    Personalmente sono il primo a sostenere la buona fede di Licia Troisi, anche se credo che una piccola spintarella il suo manoscritto l’abbia avuta, almeno per superare la scrematura iniziale: come ha scritto qualcuno, nessuno è tanto pazzo da mandare in prima battuta un pacco di più di 1000 pagine alla più grande casa editrice italiana con fondate speranze di essere pubblicati, e io non investirei mai decine di euro stampando un simile plico di fogli senza aver avuto qualche rassicurazione… la Mondadori, infatti, risulta essere l’unica casa editrice ad aver visionato il famoso manoscritto. Quali sono stati gli elementi fondamentali per la sua scelta? L’amore, senza particolari scabrosi; l’avventura e la magia, senza esagerazioni che potessero scatenare il MOIGE o gli invasati cattolici (vedi critiche a Hetty potter)
    Questi elementi garantiscono vendite a breve, ma alla lunga un autore dovrebbe trasformarsi in un professionista della scrittura per saper cogliere in prima persona le tendenze del pubblico. Terry Brooks è diventato un professionista della scrittura: oltre a Shannara è stato in grado anche di mutare radicalmente registro, del resto pubblica dagli anni 70. Tra sei o sette anni vedremo la Troisi ancora ingombrare gli scaffali? Francamente ne dubito, e qui entrano in gioco i rosikoni i quali credo possano dividersi in tre categorie: gli invidiosi della fama e del successo (e li troviamo ovunque), i lettori delusi e gli aspiranti scrittori danneggiati, che tra qualche anno proveranno invano a proporre le loro cose, anche molto diverse, e si sentiranno rispondere che dopo le abbuffate troisiane il fantasy ha ormai stancato.

  351. 351 Guglielmo

    Si, cazzolina, si. Finalmente. Potrei quotare i vostri due interventi interamente.
    @Uriele: non ho letto nulla di specifico al riguardo, me ne sono occupato quando ho studiato la FIT della Treisman e in generale i processi di percezione.
    L’errore della foresta di pietra, sai, ci ho pensato. Effettivamente è una cavolata. Ma la gestione del vitto degli eroi è sempre stata un problema per ogni scrittore. Ti dicono niente i mitici biscotti galbusera elfici che li mangi e tarelli per montagne impervie, paludi e regioni inospitali come un atleta?vogliamo parlarne?Lol.
    Gli scrittori più furbi non cascano nell’errore: i loro eroi non mangiano, non vanno di corpo, non hanno magagne fisiche. “Acido lattico?non so cosa sia”.
    La risposta l’ha data tu e ti ringrazio perchè, nel farlo, mi hai anche insegnato un paio di cose importanti, tra cui: a volte anche un fan della Bradley può avere un gran cervello ed essere cazzuto :P

    @Stefano: tutto il mio sforzo dialettico era diretto a portare chi criticava la Troisi a fare una riflessione come la tua.
    E le conseguenze sono poi inevitabili: esistono scrittori italiani fantasy migliori della Troisi? Se esistono, perchè Gamberetta non li ha recensiti?
    Se non esistono, esistono autori stranieri migliori?
    Non ho sentito forse dire a qualcuno “la Troisi danneggia il fantasy”?Ebbene, perchè non presentiamo qualche esempio di eccellenza per far scoprire o riscoprire il fantasy a chi non ha già letto tutto il leggibile?
    Non robe semi-sconosciute come alcune recensioni che ho letto qui, ma classici, o anche autori che stanno diventando vere e proprie leggende, tipo chessò, G.R.R.Martin?
    C’è chi sostiene che la strategia alla base di questo blog non sia quella di promuovere la buona scrittura o il buon fantasy, ma quella di garantirsi pubblicità tramite i tanti polli che accorrono a difendere i loro beniamini dalle stroncature.
    Vero?Falso?

    ai posteri…

  352. 352 gugand

    Gamberetta ha recensito Pan e lo ha trovato bello.

  353. 353 DelemnO

    Delemno: non capisco, in ogni tuo post che ho letto non manchi di ribadire che tu stai scrivendo e blablabla.
    Bè, curioso, non trovi?Pubblicità?Egocentrismo?In fondo, non è importante.

    No, non esattamente, ho parlato di me perchè so quanto ci ho messo a scrivere ma non so quanto ci hanno messo altri autori, solo per quello,e per una cosa che aveva detto Carraronan in altra sede.

  354. 354 Uriele

    Ti ringrazio (maledizione i miei baffi finti non son riusciti a celar la mia vera natura di fan della Bradley) e… sì i biscotti elfici sono sempre stati come le razioni con la croce dei videogame… però in un certo senso sono un assioma del mondo di tolkien: esistono dei biscottini alla creatina elfici impastati con della benzina diesel e ti danno una carica che manco un poket coffe. In un certo senso è come se Tolkien avesse inserito le razioni militari dell’esercito: sono piccole, liofilizzate, durano 3 anni, fanno schifo ed una garantisce il tuo fabbisogno energetico giornaliero… Non mi han mai convinto, ma era ancora al limite della sospensione (ma capisco perfettamente che qualcuno possa trovarlo un errore oggettivo, perchè rientra nella logica di tutti i giorni :) )
    Poi un romanzo non deve essere per forza un seguire passo passo ogni azione del protagonista, ma solo quelle che fanno avanzare la storia o possono essere svaghi interessanti (ti giuro io non ho mai visto letto neppure di un protagonista che si scaccola), i periodi intermedi le azioni comuni sono “coperte” dal nostro livello superiori che, se necessario, rielabora la parte mancante con le nostre conoscenze personali (es. nell’ articolo su Brakin Dawn,già dalla terza riga dopo quella bianca abbiamo capito che i due protagonisti hanno fatto i porcelli, la nostra fantasia ha coperto il buco prima dell’intervento dell’autrice). Quando però ti sforzi di inserire qualcosa devi stare attento a non spezzare in modo troppo evidente la coerenza narrativa.

    PS: ognuno ha le sue debolezze. Le mie sono la Rice ( che non ha un gran stile, ha molti difetti, ma di cui amo il mondo) e la Bradley (che scrive molto meglio, è probabilmente l’unica donna del fantasy che rispetti veramente come scrittrice, e mi ha coinvolto con storie come La Torcia e Le nebbie di Avalon, anche se non ho mai amato il resto della saga di Avalon e la serie di Darkover).
    Invece ho un’avversione quasi patologica per King (che ritengo non abbia le capacità per dilungarsi in descrizioni così lunghe e piatte) dopo aver letto L’ombra dello Scorpione, It e Shining. Lo ritengo al pari della Rice come stile (non è un complimento, ma neppure un’offesa), solo che non mi piacciono (gusto personale) le sue storie. L’ho rivalutato nei racconti, in cui a mio parere riesce ad esprimersi meglio. Ultimamente sto leggendo la saga della Torre Nera e devo ammettere che è una serie carina, quasi scritta da un altro King (un po’ come quando ho letto Memnoch il Diavolo della Rice… prima di accorgermi che le descrizioni migliori del inferno di Milton :D)

  355. 355 Clio

    A Guglielmo:
    La differenza tra la foresta di pietra ed i biscotti elfici è semplice: in un caso abbiamo una foresta di pietra ed un personaggio che non si sa come (senza magia, enza aiuto, senza nulla) trova da mangiare per un mese (sembra in una mattina, a com’è scritto). Nel secondo caso abbiamo dei personaggi che aiutati da altra gente si procurano dei biscotti “ricaricanti”, biscotti che nel mondo in cui i personaggi si muovono esistono. In un caso il cibo appare dal nulla, nel secondo viene portato da qualcuno che sapevamo dover incontrare.
    Ad ogni modo ti posso assicurare che ho preparato delle gallette da viaggio seguendo una ricetta tolkeniana, sono piuttosto buone, ed effettivamente in una giornata di viaggio ne ho mangiate tre o quattro e non avevo fame (erano vere bombe caloriche) ^_^
    Gallette da viaggio sono usate fin dalla notte dei tempi, la sola differenza è che a Lorien sono elfi e le cucinano in versione perfezionata.
    Invece fin dalla notte dei tempi un tale che si trova solo in una landa desolata di pietra e polvere muore di fame.
    Aggiungerei anche che in Tolkien si sa da subito che sarebbero passati per Lorien (ricevendo quindi un probabile aiuto), mentre la Troisi prima ci dice che la foresta è tutta di pietra e senz’acqua, poi si contraddice dicendo che Nihal trova lo stesso del cibo.

    Per il resto:

    esistono scrittori italiani fantasy migliori della Troisi? Se esistono, perchè Gamberetta non li ha recensiti?

    Perché dovrebbe? Ad ogni modo ha recensito Pan, dicendo che era migliore. Fracamente non l’ho letto, quindi non saprei.
    Per il resto io credo che la maggior parte della gente che frequenta questo blog concordi almeno in parte coi criteri dei gestori e venga qui per trarre ispirazione e farsi quattro risate. La recensioni negative sono tanto divertenti da scrivere quanto da leggere, poi sta al lettore trarne altra utilità che non il divertimento.

  356. 356 Guglielmo

    E’ interessante come le giustificazioni siano a senso unico: vogliamo essere pignoli?
    La Troisi nel passo della foresta di pietra dice solo che gli alberi sono di pietra, è Gamberetta che dice “la vegetazione è di pietra”.
    Mi dispiace, non è quello che dice la Troisi, quindi canna in pieno.
    Inoltre, anche ammettendo che abbia fatto confusione tra *vegetazione* e *foresta* non vedo perchè l’impressione iniziale di Nihal, quando entra nella foresta (visto che la scena è descritta nel suo entrare nella foresta) non possa essere smentita da successive esplorazioni. Che è il ragionamento che fà la Troisi: manda la tizia a cercare “ovunque” in tutta la foresta e non trova certo more e lamponi, ma piante “avvizzite” e uno sfigatissimo “rivolo fangoso”.
    Fa le scorte per un mese?Vale lo stesso discorso di Tolkien.

    Questo è uno dei tanti pezzi che Gamberetta ha manipolato.

    Ne volete un altro?Visto che avete citato la questione dello “stretto”.
    Andiamo a rileggere le frasi:

    “perché si dovettero infilare in un tunnel lungo e stretto, dove furono costretti ad avanzare carponi.”

    e successivamente:

    “Si trovò in un luogo stretto e umido, una lunga galleria buia che digradava verso il basso.”

    Io non so dove vive Gamberetta, dove vivete voi e che tunnel vi immaginante, ma di sicuro nella nostra realtà un tunnel può essere o largo o stretto. Se è largo non ci sono problemi,ma se è stretto devi muovertici carponi.
    Non esistono tunnel rettangolari, che io sappia.

    Posso andare avanti quanto volete :D

    ” Ma perché un lettore dovrebbe essere preso per i fondelli in questa maniera?”

    ps: Uriele mi piacerebbe continuare il discorso sui vari autori, la Bradley l’ho letta quasi tutta quando ero un ragazzino e l’ho anche apprezzata, ma rischiamo di finire in fogna.
    Se vuoi ti passo il mio msn.
    Ciauz

  357. 357 barbara

    @Guglielmo, forse sei tu che non capisci ^^, io ho infatti detto che il contesto e l’opera prima sono i miei parametri, quindi se Gamberetta recensisce Farenehit di Bradbury mettendo come errore il fatto che sia banale perchè tutti guardano la televisione e c’è un inseguimento, io ovviamente posso obiettare che è stato scritto nel ’50. Oltretutto quelli che ho elencato, come già detto, sono parametri esterni all’opera scritta, influiscono ma solo indirettamente, se un autore ha scritto una cazzata nell’ 800 rimane sempre una cazzata.
    Ti rinnovo la proposta, se riesci a demolire un libro con i parametri di Gamberetta e a farlo in modo divertente e puntuale, io lo leggerò volentieri. :-)
    Ma forse non mi sono spiegata bene io.
    Quella della Bradley non l’ho capita ?_?

    @Uriele ma come? il Ciclo di Darkover è il migliore e se proprio vuoi trovare un autore che descrive personaggi che si scaccolano e scoreggiano quello è proprio King.^_^

    Per Nhial e la foresta di pietra:
    io stessa in quel passaggio sono rimasta piuttosto perplessa, non tanto per la foresta di pietra in sè, ma proprio per il fatto che andare in un bosco qualsiasi e sperare di trovarci qualcosa da mangiare, come so per esperienza personale, è pura follia. Fare scorte per un mese poi butta la mia sospensione direttamente nel cesso.
    Se avesse usato uno stratagemme alla Brooks nel ciclo di Landover, dove le foglie di alcune piante sono commestibili, lo avrei trovato molto più credibile.
    Altra cosa che mi è rimasta molto impressa è il fatto che Nihal se ne stia su una statua per un tot di giorni, ebbene io ho pensato: ma dove cavolo li fa i suoi bisogni? E li fa sulla statua dove la vedono tutti? Oppure i mezzelfi non hanno bisogni corporali?
    Mah è fantasy..

  358. 358 Stefano

    Guglielmo di esempi te ne sono stati fatti diversi… sulla tua domanda la risposta è sì. Qualcuno sostiene che Falconi sia un bravo scrittore, io non ho letto che poche pagine del suo primo romanzo e mi sentirei di negarlo con forza. Andrea d\’Angelo, per quanto lo stimi come persona, non sono mai riuscito ad apprezzarlo fino in fondo come scrittore. Ho sentito cose lusinghiere su Pan e personalmente mi sento di consigliare a tutti Pentar di Luca Tarenzi, Saranno fenomeni semisconosciuti, ma rimarranno tali se persiste l\’equivalenza fantasy=letteratura per bambini.

  359. 359 Uriele

    Perchè è PALLOSA Darkover e prolissa all’inverosimile (quindi non dico errori oggettivi), mi è piaciuto il primo, la matrice ombra e qualcun’altro, ma in generale non è una delle mie serie preferite (paradossalmente mi è piaciuta all’inverosimile la saga della Luce ambientata nel mondo moderno, in cui la magia non influenzava il mondo fisico direttamente, ma solo il mondo del “subconscio”, molto la giudicano bruttina, ma a me continua a piacere)

    Ecco appunto, io non cerco le scaccolate dei vari personaggi e penso che King porti avanti descrizioni di due pagine e mezzo su ogni singola boiata senza averne le capacità (“Borges diceva che non scriviamo quello che vorremo scrivere, ma solo quello che riusciamo). È per questo che la mia non è un avversione totale, ma lo apprezzo come autore di racconti (il racconto ti costringe a concentrarti di più sulla vicenda). Ho trovato molte di queste cose anche nella torre nera, ma il tutto sembra un po’ più scorrevole di altri romanzi e mi piace com’è stata tratteggiata la figura di Roland.

    @ Guglielmo: Il punto è che se si tratta di un tunnel stretto andare a carponi è una cosa logicamente idiota, senza altre indicazioni poi,si intendeper galleria un posto dove possa passare una persona piuttosto che un cunicolo scavato da un animale. Ma non è l’altezza il punto
    è la larghezza: mettendomi a carponi sono più largo (ho le spalle e i fianchi) che mettendomi di lato (dove la larghezza è data approssimativamente solo dalla mia testa).
    Se anche il corridoio fosse basso (ma non è questa la sua caratteristica predominante perchè se no si sarebbe posta l’attenzione sull’altezza piuttosto che la larghezza; potrebbe trattarsi di una fenditura all’interno di una grotta se per galleria si intende qualcosa di naturale), la scelta più logica sarebbe quella di strisciare sul fianco (e qui arriva la mia ignoranza, se qualcuno conosce una parola per descrivere questa azione con una sola parola per favore me la dica) non quella di camminare a quattro zampe.

    Per il contatto volentieri, però non so come fare, l’email è nascosta e non è una grande idea pubblicare il proprio contatto messanger su internet… forse chiedendo a chi gestisci il sito si può fare

  360. 360 Clio

    A Guglielmo

    Inoltre, anche ammettendo che abbia fatto confusione tra *vegetazione* e *foresta* non vedo perchè l’impressione iniziale di Nihal, quando entra nella foresta (visto che la scena è descritta nel suo entrare nella foresta) non possa essere smentita da successive esplorazioni. Che è il ragionamento che fà la Troisi: manda la tizia a cercare “ovunque” in tutta la foresta e non trova certo more e lamponi, ma piante “avvizzite” e uno sfigatissimo “rivolo fangoso”.

    Forse è il ragionamento che ha fatto la Troisi, io nella sua testa non ci sono, ma ad esser pignoli, come dici tu, il tuo discorso tiene se nel pezzo comparisse un “contrariamente a come le era apparso in un primo momento” o qualcosa del genere. Altrimenti l’impressione è proprio che la signora stia cercando di aggiustarsi.
    Inoltre, come ha detto Barbara e come avevo osservato io tempo fa, è impensabile trovare viveri per un mese in una mattinata in una foresta rigogliosa e rutilante di vita. Ti dirò di più, è impensabile trovarli per la giornata!
    -Nihal è un guerriero, quindi non per forza esperta di radici o piante o funghi commestibili (la Troisi non ne parla, quindi presumo che non lo sia): ergo le sue possibilità di procurarsi cibo sono ridutte in partenza.
    -La foresta è caratterizzata dal silenzio: non ci sono quindi uccelli, quindi niente nidi, niente uova.
    -Nihal non ha con sé reti o trappole, ergo non può cacciare con agio, le sue possibilità si riducono a funghi e piante, non esattamente la cosa più nutriente del mondo.
    -I funghi inoltre crescono in genere in zone boscose (che non è il caso, visto che gli alberi sono di pietra), quindi non in un ambiente simile.
    -Il rivo è esiguo e fangoso, quindi niente pesci, e comunque a mani nude sarebbe complicato pescarli.
    -Nihal non può quindi avvalersi solo di qualche pianta avvizzita.

    E fa viveri per un mese? Con le piante avvizzite? Diavolo… Vorrei averla come cambusiere alla prossima spedizione!
    La Troisi dice che fruga la foresta e fa viveri, e basta. Troppo faticoso spiegare in quale prodigiosa maniera, è molto più semplice lasciare il compito ingrato al lettore. Tanto è fantasy!
    I libri della Torisi non raccontano una storia, fanno solo rumore. Come i bambini con le maracas, non vogliono comporre una musica, sono solo divertiti dal fracasso. Ganzo.

    Fa le scorte per un mese?Vale lo stesso discorso di Tolkien.

    Questa non l’ho capita.

    Quanto al tunnel, ti segnalo che in TUTTI i castelli/rovine/miniere/siti in cui sono stata cunicoli eventuali e passaggi sotterranei sono SEMPRE rettangolari. L’unica eccezione? Una specie di pozzo inclinato all’Acropoli di Atene, probabilmente uno scarico fognario, niente che un essere umano potesse usare per parraggio a meno che non fosse l’uomo-ventosa. A parte ciò non ho MAI visto una galleria tonda, e credo che queste richiedano una tecnologia molto moderna (tipo il cemento armato). Non diciamo quindi amenità.

    Mata

  361. 361 Uriele

    bhè… la tana di una volpe è una galleria tonda (però in questo caso difficilmente una persona ci entrerebbe) diciamo piuttosto che le gallerie umane non sono tonte o comunque se scavate nella roccia con mezzi non attuali difficilmente hanno una forma definita (ciò vuol dire che non sono rettangolari, ma neppure quadrate)

    -Nihal è un guerriero, quindi non per forza esperta di radici o piante o funghi commestibili (la Troisi non ne parla, quindi presumo che non lo sia): ergo le sue possibilità di procurarsi cibo sono ridutte in partenza.

    Ok è una situazione illogica, ma non arrampichiamoci sugli specchi. noi non seguiamo tutta la vita del personaggio un momento dopo l’altro, ma solo le avventure inerenti alla storia. Può benissimo essere andata nei boschi da bimba e che le abbiano insegnato qualcosa. Magari non saprà riconoscere tutte le piante, ma quelle più note se le vede sì. Queste abilità, a livello elementare può averle quasi chiunque senza che sia inverosimile. Trovo molto più strani i militari di Clarke che sono esperti astromatechimoingegneristicoarchitettofisica a livello universitario (non per essere cattivo, ma se eri un genio plurilaureato perchè cazzo hai scelto di fare il najone? Neanche l’ufficiale di carriera, anche se comunque potevi aspirare a molto di più, proprio il militare semplice)

    -La foresta è caratterizzata dal silenzio: non ci sono quindi uccelli, quindi niente nidi, niente uova.

    Il silenzio della foresta può anche dipendere dal fatto che gli animali siano stati spaventati da qualche cosa, ma questo non vuol dire che non ci possano essere uova e nidi: il silenzio da solo non giustifica l’assenza di nidi e uova

    -Il rivo è esiguo e fangoso, quindi niente pesci, e comunque a mani nude sarebbe complicato pescarli.

    Penso che dal rivo si sia procurata solo l’acqua (che magari bollita è anche potabile anche se qui insorge il problema legno e sterpaglie per il fuoco)

    Insomma a mio avviso è un errore logico molto marcato e alcune delle soluzioni proposte da Guglielmo per razionalizzarlo sono un po’ tirate per i capelli, ma alcune critiche alle sue soluzioni alle volte superano la barriera della credibilità e diventano forzature insostenibili a loro volta. Abbiamo idee diverse, difficilmente penso che si possano trovare provviste per 30 giorni, ma comunque alcuni delle possibili soluzioni hanno un certo senso, a mio avviso non risolvono il problema illogico, ma ne riducono notevolmente la portata

  362. 362 Clio

    A Uriele

    bhè… la tana di una volpe è una galleria tonda

    Anche quella di un lombrico, se è per questo…

    se scavate nella roccia con mezzi non attuali difficilmente hanno una forma definita (ciò vuol dire che non sono rettangolari, ma neppure quadrate)

    Magari non perfettamente quadrate, ma ti assicuro che quelle che ho visto erano decisamente rettangolari.
    Per Nihal, mi pare che si arrampichi sugli specchi chi dice “ma via, magari lo ha imparato e non si viene a sapere”, in tutta sincerità :D

    Il silenzio della foresta può anche dipendere dal fatto che gli animali siano stati spaventati da qualche cosa, ma questo non vuol dire che non ci possano essere uova e nidi: il silenzio da solo non giustifica l’assenza di nidi e uova

    Ma anche no! Il bosco che conosco meglio viene usato come poligono di tiro dall’esercito francese, ci sono zone in cui non si può passare certi giorni perché sparano, e talvolta sparano cose abbastanza grosse da far tremare i vetri al villaggio (è raro, ma è successo), ma ti assicuro che gli uccelli continuano a cantare. Quindi alla Foresta di Pietra deve essere accaduto qualcosa di ancora più sconvolgente di una grande esplosione! Mizzica! Perché l’autrice non ne parla?

    Penso che dal rivo si sia procurata solo l’acqua (che magari bollita è anche potabile anche se qui insorge il problema legno e sterpaglie per il fuoco)

    In questo caso il problema non sussiste invece :D Se la devi solo bere (e non curarci una ferita e cose simili), in una zona come quella descritta penso tu la possa bere senza bollirla, un po’ di fango non ha mai ammazzato nessuno ;)

    difficilmente penso che si possano trovare provviste per 30 giorni, ma comunque alcuni delle possibili soluzioni hanno un certo senso, a mio avviso non risolvono il problema illogico, ma ne riducono notevolmente la portata

    Io di soluzioni sensate ancora non ne ho trovate, a parte una: come disse un mio amico, Nihal trova viveri PER UN MESE in una foresta di pietra. Embé? Hai idea di quanto ci vuole a digerire un sasso? :D In questo caso calo le armi, è vero, se mangia sassi può benissimo aver trovato viveri per un mese in una mattinata in una foresta di pietra.
    Tra l’altro i sassi non li devi neanche conservare, cosa che devi fare con qualsiasi altra provvista che non siano gallette (ma Nihal non ha elfi volenterosi a cui chiederle)

  363. 363 Uriele

    Non so quali gallerie rettangolari o quasi tu abbia visto, le miniere difficilmente lo sono (se tu mi dici l’ingresso è rettangolare, questo può essere vero, ma la galleria o una miniera in sè difficilmente può avere una forma regolare, ma visto che abbiamo un architetto lascio dire a lui)

    2) Quando arriva Nihal c’è silenzio, quindi può essere successo qualcosa che ha spaventato gli animali (difficilmente un uccello depone quando sa che non ritornerà a covare). Il fatto che la foresta sia di pietra è assodato (non è che gli alberi si trasformano), il fatto che sia silenziosa può essere transitorio. (ma i francesi un poligono vero no, eh?! :D:D)

    3) L’acqua, se non conosci il luogo, sarebbe sempre buona norma bollirla. Se bevi acqua non potabile e non hai i giusti anticorpi, puoi rischiare malattie quali la dissenteria (certo non sono mortali forse, ma è spiacevole). Ad esempio in India negli alberghi o nelle case i locali bevono tranquillamente l’acqua di rubinetto (sono immunizzati), gli europei bevendo la stessa acqua sono colti da attacchi di dissenteria o influenze intestinali

    4) Il problema infatti ho detto che è ridotto (ti va fatta di culo 2 giorni con provviste minime li fai, però non ne fai per un mese)

    Insomma siamo al punto di partenza. Continua a essere una cosa illogica e a mio avviso un errore oggettivo dell’opera, ma non esasperiamola che si cade nel ridicolo (alcune tue note come quelle sui funghi le ho trovate molto pertinenti per esempio, altre un po’ forzate tutto qua)

  364. 364 Clio

    A Uriele
    Ho visitato solo una volta una miniera, e ci hanno fatto camminare in cunicoli rettangolari (più o meno), almeno per quel che ricordo, quindi in effetti hai ragione, i cunicoli secondari forse hanno forme diverse (ma… tonde mi sembra strano…).

    2) Oddio, qualcosa può aver spaventato gli uccelli, quello che dico è: cosa, in un mondo medievaleggiante, può essere più spaventoso di una cannonata? E perché Licia non ce ne parla?
    Il poligono è francese perché il bosco che conosco è in Massiccio Centrale ;) dipartimento del Puy de Dome, ad esser precisi.

    3)Hai ragione, ma uno in certe situazioni prende il rischio :) Tanto più che in un mondo pseudo-medievale, dove non credo esistano cose sterilizzate, uffici USL e altre coe simili, gli anticorpi devono averceli buoni.

    Comunque questa del bosco non è il solo strafalcione. Come già detto, la storia delle misure non torna (la signora Troisi non si è nemmeno preoccupata di fare una tavola delle conversioni! Omamma, che roba >.<), i combattimenti sono a dir poco allucinati, eccetera. Ci sono anche contraddizioni (Fen è prevedibile o no?), e non sciocchezze o errori di battitura che uno non vede rileggendo. In breve, sembra che l’autrice la storia non l’abbia proprio riletta!
    Quanto agli editor competenti… Non ci vuole una leurea per notare certi strafalcioni, basta star attenti a ciò che si legge. Ma, come ho già detto, la Troisi non vuole raccontare una storia, vuol fare rumore, e la Mondadori non intendeva pubblicare un buon libro, ma qualcosa che, con la giusta pubblicità, si sarebbe venduto bene.
    Quello che è interessante, secondo me, del “fenomeno Troisi”, è notare come la gente non vuole che gli si racconti una storia, vuole semplice rumore per occupare il tempo. Ahimé, Taliesin sarebbe disoccupato in questi tempi bui :(

  365. 365 Guglielmo

    Clio scusa, ma stai sofisticheggiando inutilmente.
    La Troisi scrive “tunnel” e “galleria”. Non scrive passaggio, non scrive cunicolo artificiale, non menziona la forma geometrica.
    Se avesse scritto : passaggio rettangolare stretto, la critica avrebbe avuto senso.
    Ma ha scritto tunnel stretto.E ha poi specificato: in cui il personaggio deve mettersi carponi.
    Ora, una persona non prevenuta SE proprio è incerta sul significato di stretto, quando legge “carponi” realizza che si sta parlando del diametro.
    Una persona prevenuta, o imbecille, pensa che il personaggio intanto non è in un tunnel ma in un passaggio generico, o peggio che tunnel e passaggio siano la stessa cosa [ma allora perchè chiamarlo tunnel?] e che questo passaggio sia stretto ma alto e il personaggio, sia un coglione, scusate il termine, e si inginocchi per attraversarlo.

    Il resto, come dici tu, è amenità.

    La questione delle scorte vale anche per la Troisi, se con 3[perchè le gallette sono come dici tu usate come razioni, ma gli hobbit non si portano certo kili di galbusera sul groppone] 3 biscotti elfici tiri avanti circa un mese, con quello che lei trova nella foresta avvizzita ci campa altrettanto.
    Dov’è il problema?
    Almeno la Troisi ha avuto il pudore di non inventarsi il cibo elfico iperenergetico superconcentrato.
    Il problema è sempre nel pregiudizio con cui vuoi criticare.

    Ps: Uriele, il mio contatto msn è: legionsofdoom@hotmail.it

    Ovviamente non è la mia mail privata, è solo il contatto msn.

  366. 366 Clio

    Guglielmo
    “stretto” si riferisce solitamente alla “larghezza”, “basso” all’altezza. Se io leggo di un tunnel stretto in cui un personaggio va carponi resto perplessa. Tra l’altro sei tu che poco fa hai tirato in ballo il fatto che, essendo i tunnel “tondi” “stretto” equivale a basso,
    >>

    Io non so dove vive Gamberetta, dove vivete voi e che tunnel vi immaginante, ma di sicuro nella nostra realtà un tunnel può essere o largo o stretto. Se è largo non ci sono problemi,ma se è stretto devi muovertici carponi.
    Non esistono tunnel rettangolari, che io sappia.

    mentre ora dici che discutere della forma sono sofisticherie. Ergo, cessa di arrampicarti su specchi insaponati, anche perché quello del tunnel non è il solo errore del romanzo, come già detto che ne sono a biffeffe e molto più eclatanti, quindi puoi anche evitare di aggrapparti al fatto che “però quel carponamento potrebbe non essere un errore!!!”. E’ pietoso.

    In secondo luogo, 3 gallette? Oh diavolo, va bene che sono hobbit e son piccini, ma io di gallette ne porto agilmente una cinquantina, non pesano praticamente nulla!
    Se la Troisi avesse inventato l’albero sparapuffola, alberello le cui bacche nutrono quanto le famose gallette, chissenefrega se Nihal ne trova uno in una foresta e lo sfrutta! E’ fantasy, posso inventare un albero magico, posso inventare un tortino energizzante, posso inventare una sporta sempre piena, una tovaglia che si apparecchia da sola, una pagnotta che non termina mai, ecc.
    Quello che non posso fare senza apparir ridicola invece è scrivere di un personaggio che, senza supporto di magia od aiuti esterni, compie azioni impossibili.
    Cela dit, il tuo paragone non regge. Tra l’altro ti dimostri estremamente superficiale: in Tolkien ci sono incongruenze, ma nella fattispecie quella delle gallette non lo è. Può non piacerti come trovata, ma è possibile e legittima. Invece è assolutamente impossibile che una persona trovi in una mattinata provviste per un giorno (figuriamoci un mese) nelle condizioni descritte (ma nemmeno in una foresta normale, ti assicuro!).
    Sayonara

  367. 367 Guglielmo

    Clio, ma ci sei o ci fai?Un tunnel se è stretto ha un diametro piccolo.
    Tu fai la sofista cambiando i termini: cunicolo, passaggio, non sono tunnel.
    La forma geometrica la troisi non l’ha specificata, quindi se il suo personaggio si mette carponi solo voi prevenuti potete pensare che intendesse un PASSAGGIO POCO LARGO E ALTO.
    Ripigliati, o unisciti alla folta schiera di chi non sa neppure affrontare l’evidenza.
    Qui si arrampica sugli specchi chi fà finta di non capire il senso di una parola, pur di criticare.
    Ho parlato di tunnel, e tu ti sei messa a citare passaggi segreti e pozzi archeologici, almeno evita di prendere per il culo, ok?

    3, 30, 1000 gallette, sono comunque una stronzata. Tolkien non specifica l’apporto calorico delle gallette, la Troisi non specifica cosa trova la sua protagonista.

    Ciao, Spiderman ;)

  368. 368 gugand

    quindi se il suo personaggio si mette carponi solo voi prevenuti

    potete pensare

    che intendesse un PASSAGGIO POCO LARGO E ALTO.

    Scusa, ma lo scrittore non e\’ li per descrivere la scena?
    Io non mi dovrei inventare nulla a parte il minimo indispensabile, invece leggendo il racconto prima immagino un cunicolo stretto quindi immagino della gente che camina di taglio, poi si viene a sapere che camminano a carponi, quindi cancello la scena formata, riavvolgo e mi riimmagino tutto con questi che camminano carponi in un tunnel basso ed abbastanza stretto da far strisciare le spalle.
    L\’operazione di riavvolgimento costringe il lettore ad uscire dall\’immersione della lettura, questo e\’ un errore. Se per te e\’ insignificante sono affari tuoi.

  369. 369 barbara

    Certo è come dire che mi abbasso per raccogliere le mele dall’albero ^_^
    In teoria è possibile, però dovrei spiegare che o sono un gigante oppure l’albero è un bonsai.
    Se un cunicolo o una galleria o qualsiasi altra cosa intenda un passaggio nella roccia è stretto, io penso alla larghezza (come credo quasi tutti) altrimenti dico che è basso.

    Ma poi sembra di parlare al vento, sono secoli che si dice che qualsiasi trovata fantastica va bene, se è spiegata, e poi arriva qualcuno che in un fantasy trova più realistico fare scorte per un mese in una foresta di pietra, piuttosto che usare artifici magici per sopravvivere.

    Il bello è che Gamberetta e detrattori sembrano degli sfigati perchè si incapponiscono su particolari senza importanza, quando di fatto sono gli estimatori di certe opere che per dimostrarne la valenza li ritirano sempre fuori.

  370. 370 Uriele

    “Certo è come dire che mi abbasso per raccogliere le mele dall’albero”

    Il vantaggio del cervello umano è che in una frase riesce a coprire i refusi con un completamento automatico (è stato dimostrato che quando leggiamo velocemente il nostro cervello non si sofferma su ogni parola, ma legge le prime lettere e poi completa logicamente). Se io avessi letto una frase del genere ci sarei passato sopra anche senza accorgermene, anche perchè sarebbe stato evidente che la frase corretta sarebbe stata:

    “mi abbasso per raccogliere le mele dEll’albero”

    è un errore ortografico insomma non concettuale (o almeno può essere spacciato per tale senza nessuna forzatura) ed è uno di quei piccoli errori che può sfuggire senza troppi problemi sia a un’autore che a un revisore (le versioni economiche urania e oscar mondadori sono pieni di errori simili, che però non spezzano la narrazione e non risultano particolarmente fastidiosi neppure per il lettore)

  371. 371 Clio

    Guglielmo,
    Si scaldi meno, sensei, che si copre di ridicolo altrimenti ^_^
    1) “Stretto” significa in primo luogo “poco largo”,
    2) “Tunnel” vuol dire semplicemente “galleria sotterranea”, quindi il diametro non so dove andartelo a cercare.
    3) Vedi quanto scritto da Gugand.
    4) Quanto al carponare cito il seguente pezzo dal romanzo “Il talismano del potere”:

    Il viaggio iniziò nel modo peggiore, perché si dovettero infilare in un tunnel lungo e stretto, dove furono costretti ad avanzare carponi.
    «Alcuni condotti sono a rischio, sono conosciuti dal Tiranno e dai suoi. Questi più scomodi sono molto più sicuri» spiegò Aires.
    Camminavano spediti, Aires era una guida abilissima e si muoveva con agilità fra tunnel e gallerie.

    Ammettendo anche che “stretto” sia corretto, camminano carponi e vanno spediti in un passaggio angusto? Se non si sono trasformati in arvicole non so proprio come facciano.
    5)

    Tolkien non specifica l’apporto calorico delle gallette,

    XD
    Questa giuro che mi ha fatto rotolare in terra dalle risate!
    Apporto calorico?! Cioè, secondo te sarebbe stato molto meglio se Frodo avesse voltato la scatola per leggere gli ingredienti e le calorie?!
    Già m’immagino Galadriel che spiega: “sapete, io non ne posso mangiare, troppe calorie“.

    la Troisi non specifica cosa trova la sua protagonista.

    Ma… ma sul serio… XDD
    Tokien dice che ricevono da esseri magici (esistenti nel mondo da lui inventato e che sapevano dover incontrare, non incrociati per caso) biscotti molto nutrienti. Biscotti che è possibile cucinare nel mondo reale con un risultato meno efficiente ma simile, biscotti probabilmente ispirati ad una ricetta medievale, dato che gallette del genere sono da sempre usate in lunghe tratte (specificazione che mi sembra inutile, ma non sia mai che qualcuno non lo sappia).
    La Troisi non dice niente, solo che Nihal sopravvive.
    Ok, Guglielmo, è uguale, anzi! La Troisi è meglio, perché lascia più spazio al lettore per interpretare, immaginare, creare, calarsi nella storia e farsi demiurgo! Geniale! Hai proprio ragione! Viva Licia!

    6) Vuoi continuare a scalmanarti su questi due punti (gallette e tunnel)? Ci sono bizzeffe di altri strafalcioni madornali, che ne dici di cambiare? Tanto per movimentare questo inutile battibecco…

    Ciao, Spiderman ;)

    Suppongo volesse essere spiritoso ò.O
    Devo darti un soprannome anch’io?
    Sayonara

  372. 372 Uriele

    @ Clio:
    spedito:che si muove con agilità e scioltezza, libero da impedimenti (dal Devoto Oli)

    Non vuol dire necessariamente che siano degli speedy gonzales, semplicemente che si muovono tranquillamente e senza impicci. Considera che Nihal è dal primo capitolo che va mezza in giro mezza nuda e capirai che non ha gli impedimenti di una che viaggia con una “logica” armatura pesante e carica come un mulo di bagagli (un camminare spedito non necessariamente è veloce, questo è un sostantivo che ha anche altre accezioni, basta controllare su un qualsiasi vocabolario).

    Perchè bisogna aggiungere elementi superflui o controproducenti per sostenere la nostra tesi?! Forzare troppo una cosa per avere ragione, soprattutto quando probabilmente la si ha, rischia di portarci dalla parte del torto (principio antropico della stronzata equivalente potremmo chiamarlo)

  373. 373 Guglielmo

    Cunicolo, passaggio, tunnel, sono TRE PAROLE DIVERSE che indicano TRE DIVERSI tipi di spazi di collegamento.
    Cunicolo e Tunnel possono essere simili, la differenza è la dimensione.
    Un passaggio e un tunnel NON sono la stessa cosa, perchè mentre un tunnel è sicuramente un passaggio, un passaggio può non avere le caratteristiche di un tunnel. Passaggio è una definizione generica, tunnel specifica.
    Voi continuate a insistere a scambiarle a piacere. Questo non è un modo serio di discutere.

    E ora, scusate, ma vi prendo un po’ per il culo:

    “E’ risaputo che le talpe scavano cunicoli,piccole gallerie, e piccoli tunnel sotteranei di forma rettangolare. Ci camminano poi carponi perchè la natura li ha fatto idioti, come Nihal.
    Quando invece i loro cunicoli, gallerie, e tunnel sono di forma circolare, se provate a infilarci una mano, non ci riuscite non perchè sono stretti, ma perchè sono BASSI. Di fatti, un predatore ci si può infilare agilmente non carponi, ma solo procedendo lateralmente.”

    Tratto da:
    Rieducational Channel
    “La talpa e gli ‘Mbuti ”

    Clio, graziosa fanciulla dalla simpatia travolgente: fai una bella scorta di gallette tolkeniane e poi vieni a fare una settimana – una , non tre quattro – di trekking con me sul Monte Rosa mangiando solo quelle. Se reggi, giuro che mi mangio i racconti di Tom Bombadil insieme all’insalata.
    Che l’espediente di Tolkien sia un minimo più sensato di quello della Troisi posso capirlo, ma a una certa si scade nel ridicolo, nell’accanirsi solo per il gusto di farlo.

  374. 374 DelemnO

    Io non capisco perchè ci si accanisce contro la faccenda dei cunicoli quando ci sono altri errori ben più evidenti, e non scusabili, tipo il classico olio bollente buttato dalle mura durante gli assedi…

  375. 375 Polymetis

    Per un motivo piuttosto banale: non ha senso discutere con persone che si sforzano in ogni modo di travare errori in ogni dove solo per poter sostenere che la loro opinione è oggettiva. Volendo si può parlare di qualsiasi errore, ma la questione del tunnel è emblematica. Si va a criticare una caz***a del genere per sostenere che l’autore faccia schifo o non sappia l’italiano e non considerando la propria un opinione ma una verità di fede. Penso che se si fondasse una religione con il male incarnato nella Troisi in troppi aderirebbero…Viva l’estremismo dunque…

  376. 376 barbara

    Bhe adesso non esageriamo, io, e come me credo, molti altri che criticano i libri della Troisi, non necessariamente la ritengono il male in terra. Per me è solamente una scrittrice mediocre (almeno per quello che riguarda puramente il fantasy). Probabilmente ha ampi margini di miglioramento, che io difficilmente seguirò, ma che sempre probabilmente farà si che nel momento che si dovesse mettere a scrivere storie qualitativamente superiori (sia come trama, che stile, che concetti trattati) venga abbandonata dai fedeli fan che la adorano. Magari sbaglierò, magari non scriverà mai storie più complesse ma ripeterà all’infinito la solita solfa del mondo emerso, che è quello che poi vuole la maggior parte dei fan.

    Il concentrarsi su dettagli di poco conto è solo una conseguenza della discussione, in realtà nella recensione di orrori ne vengono elencati a decine.
    C’è anche da dire che alcuni interventi sembrano voler trovare giusti a tutti i costi passaggi che sono alquanto discutibili, per me ad es. non è possibile oggettivamente combattere con le spade su draghi, e nemmeno andare spediti carponi in un cunicolo stretto, per non parlare delle già citate scorte di cibo. Per me è un errore perchè io anche con tutta la mia buona volontà e fantasia, in quei passaggi devo interrompere il film mentale che sto girando mentre leggo il libro, perchè proprio non riesco a immaginarmi come fare e poi diciamocelo non ne ho voglia, è lo scrittore che me lo deve dire.

    Insomma, dei libri che leggo e che mi colpiscono mi rimangono impresse a fuoco nella mente alcune scene o alcuni paesaggi, proprio come se fossero dei pezzi di film, nel caso delle Cronache, che pure ho letto non molto tempo fa, le immagini che ricordo maggiormente sono quelle delle copertine, tutto il resto è sfocato e fumoso.

  377. 377 gugand

    @barbara
    La tecnica di guglielmo e’ quella spiegata al figlio dal protagonista di thank you for smoking.
    Si sta attaccando alla critica piu’ opinabile per smontare l’intera recensione e il “metodo gamberetta” in toto.
    Anche Carlo faceva la stessa cosa.
    Sembrano argomentare bene, ma in realta’ stanno usando il sistema piu’ viscido di tutti: non vogliono dimostrare di aver ragione (perche’ in realta’ non ne hanno), ma mostrare che l’altro ha in qualche modo torto cosi’ da apparire lui stesso nel giusto.

  378. 378 Guglielmo

    il sistema piu’ viscido di tutti: non vogliono dimostrare di aver ragione (perche’ in realta’ non ne hanno), ma mostrare che l’altro ha in qualche modo torto cosi’ da apparire lui stesso nel giusto.

    Anche se fosse, non è lo stesso metodo che usate qui voi, facendovi belli nello scovare errori – spesso presunti- fatti da altri?
    Ma la cosa singolare è che non è neanche questo: sono pagine e pagine che ripeto che il tutto è opinabile, mai detto: “questo è giusto oggettivamente”.
    OGGETTIVO: Tu hai usato questa parola. Quando discuti cerca almeno di non contraddirti ogni due parole addossando agli altri gli errori che tu fai.

    E in ultimo: non mi attacco alla critica più opinabile. Mi sono stati fatti degli esempi nel discorso – che tu non hai seguito, da buon sofista interessato solo a difendere a priori un concetto – e io li ho discussi.
    Faccio notare che, ogni volta, gli errori importanti diventavano “altri”.
    Io però ho già dichiarato sin dal primo post che tutta la recensione può essere smontata, presunto errore dopo presunto errore.

    L’unica critica su cui Gamberetta ha ragione, e questa ragione non può essere discussa, è la banalità della storia [secondo me, relativa al target a cui è rivolta - e qui possiamo fare tante belle discussioni. Con Uriele ci stavamo provando, ma ci siamo fermati per non andare OT] e gli errori di misura.

    Il resto sono solo il prodotto delle vostre manine paciocose sporche di nutella contro la cattiva Licia che ha venduto così tanto e non se lo meritava.

  379. 379 DelemnO

    Sinceramente, non ho capito. Le nostre manine sporche di nutella? Sulla banalità dalla trama non posso darti torto, e incide parecchio, come altre cose. Suo malgrado incide anche la copertina, se adesso uscisse Nihal non lo prenderei nemmeno in mano, perchè già essa è un insulto al buon senso. Qui si sta parlando però di alcuni errori che non sono opinabili, come dissi sopra, il classico olio bollente degli assedi. Sostuendolo con la pece non cambierebbe la trama, ma sarebbe più credibile. Poi uno è liberissimo di dire che non gliene frega niente di queste cose, ma non che non sono errori.

  380. 380 gugand

    @Guglielmo
    Gli errori di cui si parla e’ roba che fa a cazzotti col buon senso se il cervello non ti aiutasse mettendoci le pezze per giustificarli. Una volta che e’ stabilito (ottica gamberettiana) che un buon narratore deve lasciare il minimo idispensabile all’immaginazione (show, don’t tell) e’ ovvio notare che il caso foresta di pietra e quello del cunicolo non rispettano tale regola, quindi vengono bollati come errori.

    A te non ti piace questa regola o ti sembra una scusa per cercare errori apposta?
    Bon, ignori quella parte di giudizio, ma non puoi dire che la regola e’ stata rispettata.

    Stai soltanto facendo cagnara per dimostrare cosa lo sai solo tu.

  381. 381 Clio

    Guglielmo, quello che si sta accanendo sul tunnel/cunicolo/stargate sei tu, tanto e vero che non hai degnato minimamente il mio invito di discutere di cose ben più serie e importanti (come ad esempio faccende guerresche e combattimenti, per dirne una, ma anche misure sballate, contraddizioni, ecc.), ma hai continuato a tuonare che quel “carponi” potrebbe starci.
    Quanto a ‘ste benedette gallette, ho già detto che ovviamente le mie non hanno l’efficacia di quelle degli elfi, e pensavo che non ce ne fosse bisogno, è una cosa talmente elementare! L’autore si è ispirato a del cibo da viaggio reale e lo ha “potenziato”. La Troisi non si è disturbata a pensare un espediente che facesse sopravvivere la sua eroina, semplicemente ci dice: “ce la fa, credetemi!”.
    Certo, le credo, non è forse la regina del fantasy italiano?

    Vuoi continuare a dire che il tunnel era basso e che quindi le Cronache sono l’emblema della credibilità? Fai, fai, gambattene ^_^ (sursum corda, N.d.T.)

    P.S. So di avere una simpatia travolgente, non c’è bisogno che tu lo ripeta -_^

  382. 382 DelemnO

    Uno stargate, ma certo!Questo spiegherebbe molte cose. Nihal è stata aiutata dagli Asgard, ecco tutto.
    Comunque, come Clio e io abiamo suggerito, credo sia il caso di passare ad altro anzichè incaponirsi su questo..

  383. 383 Uriele

    @ Guglielmo e DalemnO: se fosse il primo libro fantasy che leggete potrebbe anche risultare originale (a quanto dice l’autrice sul suo rapporto con il fantasy, forse anche per lei la storia è originale…). L’originalità è data solo dal fatto che vi siete fatti un metro di paragone leggendo, negli anni, molte storie con storie simili (magari scritte meglio o con sviluppi più articolati ). È oggettivo per un lettore di fantasy (che è il target di un sito che parla di questo genere, quindi possiamo prendere come assioma che chi commenta abbia letto un buon numero di romanzi di genere), ma no a livello assoluto; le bimbe integraliste che difendono a spada tratta l’originalità della trama dal loro punto di vista, o nell loro ignoranza (con accezione neutra), hanno ragione

    Tunnel:

  384. 384 DelemnO

    Bhe, ma il metro di valutazione personale non credo sia corretto in questo caso. Voglio dire, bisognerebbe valutare in merito alle altre opere scritte e non alla conoscenza del lettore, per una critica oggettiva. Poi il fatto che non sia originale non significa sempre che sia pessimo, quanti romanzi/film/telefilm di fantascienza parlano di alieni? non per questo sono tutti uguali o pessimi. Il personaggio che deve sconfiggere l’evil overlord del momento non è originale. Può essere nuova per quel determinato lettore, ma non originale.

  385. 385 Uriele

    È giusto, ma dato che neppure la nostra conoscenza è totale, una cosa che possiamo giudicare originale può già essere stata usata in altri romanzi o storie che non abbiamo mai sentito nominare perchè, magari, altre opere simili non sono mai state pubblicate in Italia(es. io ho trovato scontato e sviluppato piuttosto male The Departed, mentre altri lo han trovato un capolavoro con una trama originale; per me non era così, avevo visto Infernal Affair anni prima e il film di Scott era una copia buonistica e meno allegorica dell’originale)
    Per portare un esempio personale, io ho trovato originale Il serpente Ouroboros di Edison (non mi è piaciuto, ma questi sono gusti personali) per molte trovate narrative, usi di punti di vista, eccetera… Però, nel commentario in Appendice, si scopre che quasi tutte le trovate migliori sono state prese da romanzi Vittoriani o di inizio novecento (l’autore è di quel periodo) molto famosi all’epoca, ma sconosciuti ai più oggigiorno ( o comunque non entrati a far parte dell’immaginario collettivo).
    Quello che dico è: la banalità della storia non è un parametro universale è oggettivo, ma se ci prendiamo come riferimento il fantasy e una conoscenza media del genere, allora possiamo definire la trama come banale (lo so è solo un modo di complicarsi la vita, ma visto che si discuteva di oggettività e soggettività, era un modo per mettere i punti sulle i). Possiamo affermare che, per un lettore tipo di romanzi fantasy, la trama è banale. CVD

  386. 386 barbara

    Stargate LOL, un telefilm azzeccato per fare il paragone, a me piace molto però della serie credibilità saltami addosso :)

    @Uriele però anche dal basso di un non-lettore giovanissimo, puoi dirmi al di la di ogni ragionevole dubbio che la storia: Giovane Eroe rimasto orfano scopre di essere il predestinato salvatore del Mondo contro il Signore Oscuro, mediante la cerca di oggetti magici che lo sconfiggeranno; è in qualche modo originale?

    No perchè è il maelstrom di tutti i clichè e gli archetipi del genere.
    Poi se uno ha vissuto su Abydos (per rimanere in tema stargate) è un altro discorso.

    Direi che al massimo può essere originale il modo in cui è trattato un tema banale, oppure lo stile e la caratterizzazione dei personaggi sono eccellenti e quindi non importa se la trama non brilla di originalità.
    In questo caso non ho trovato niente del genere.

    Forse, se mai finirà, si scoprirà la stessa traccia nella saga di Martin, la qual cosa mi deluderebbe assai, ma non si può dire che la storia non sia stata scritta con maestria.

    Concordo con The Departed, quando l’ho visto l’ho classificato niente più che un remake americano di Infernal Affair.

  387. 387 Uriele

    Ok, prima di creare confusione. Visto che prima si è parlato di parametri oggettivi e soggettivi sulla scrittura e sul testo (le basi della linguistica e della logica classica, sono da prendere come assiomi, come il respirare quando si parla di vita umana), ho voluto fare una parentesi sul tema originalità/banalità. Quindi:
    1)PER ME LA STORIA È BANALE E SVILUPPATA IN MODO BANALE, MA SE NON AVESSI MAI LETTO FANTASY O NE AVESSI LETTO POCO (COME AMMETTE DI AVER FATTO ANCHE LA TROISI), POTREI CONSIDERARLA ORIGINALE
    2) ESSENDO QUESTO UN SITO CHE TRATTA DI FANTASY, FREQUENTATO DA LETTORI DI FANTASY PIÙ O MENO ESPERTI CON UN BACKGROUND DI BASE PIUTTOSTO SIMILE (Epica classica dalle scuole, Tolkien, Brooke, forse Gaiman, Bradley, Howard, ecc…), ALLORA TRAMA E SVILUPPO POSSONO ESSERE DEFINITI BANALI PER IL TARGET A CUI SI RIVOLGE LA RECENSIONE.

    Altro esempio, per nessuno di noi è un mistero che se due esseri umani di sesso opposto hanno un rapporto sessuale completo non protetto e vaginale, dopo nove mesi c’è la possibilità che nasca un bambino (spero di non aver SPOILERATO nulla a nessuno), per noi è banale. Per questa coppia sposata da 8 anni (e non ritardata mentalmente) la cosa era originale e incredibile:

    http://notizie.delmondo.info/2007/12/18/dopo-otto-anni-di-matrimonio-scoprono-che-bisogna-fare-sesso-per-avere-figli/

  388. 388 Giglielmo

    In realtà hai ragione solo in parte, Uriele. Tu vedi la cosa dalla prospettiva del lettore, che può essere al suo primo romanzo fantasy e trovare alcuni snodi della trama nuovi.
    Però la trama bisogna anche giudicarla in base al contesto, il periodo e agli altri autori contemporanei.
    Se tutti oggi usano gli stessi snodi o archetipi di personaggi, un ennesimo libro che li sfruttasse risulterebbe in un certo senso banale.Ecco, forse dovremmo metterci d’accordo sul significato di banale.Io intendevo: scontato.

    Per quanto riguarda gli altri errori trattati nella recensione, io non mi metto certo a analizzarli tutti insieme con il rischio che poi vi mettiate a giocare sulle parole pur di difendere posizioni indifendibili, arrivando pure a dire che il vostro ano non è stretto, ma è basso, o ridicolizzandovi pretendendo che la Troisi metta note a piè pagina solo per voi perchè non capite le scene più elementari….bè no grazie.
    Anche perchè, Clio l’ha dimostrato ancora: voi citate “stetto” come errore, io rispondo e sono quello che s’accanisce.
    LOL?
    Scegliete voi un argomento citato nella recensione e discutiamone.
    Se volete discutere. Se volete fare muro contro muro, darvi tante pacche sulla spalla sentendovi ganzi perchè avete sgamato quando sia scema Licia Troisi, vi lascio nella vostra miseria [e questo era per spiegarti, Delemno, che in rete la gente che critica chi ha successo in realtà nella vita non combina e non combinerà mai un cazzo. E quando ha un minimo di attenzione da parte degli altri è sempre perchè sta sputtanando qualcun altro, che , al contrario di lui, ha almeno avuto le palle di creare qualcosa e mettersi in gioco. Lui o lei se ne guarda bene dal fare qualcosa e sottoporla al giudizio degli altri e se ne guarda bene da mettersi in discussione. Infatti, è facile discutere con delle 15enni incazzate o con Sergio Rocca, ma quando il gioco si fà duro… ]

    Chiusa parentesi.
    Allora, di cosa vogliamo parlare?Degli archi?Dell’assedio?Delle lotte sui draghi?Delle uniformi?Degli ent?
    Scegliete voi.

  389. 389 gugand

    Chi gioca con le parole sei te, guglielmo…
    L’ano e’ risaputo essere di sezione piu’ o meno circolare, i tunnel, i passaggi e i cunicoli no. Possono avere qualunque forma. Se sono stretti non significa anche bassi.
    E in ogni caso questo e’ uno degli errori su cui si potrebbe soprassedere se il resto del racconto non ne contenesse altre decine anche peggiori (tutti elencati nella recensione).
    Sei tu che hai iniziato la pappardella su questo errore per cercare di “smontare” il modo di recensire. Abbiamo capito che non ti piace, ma sarebbe ora che spiegassi come mai un lettore della recensione non avrebbe il modo di capire come e’ nato il giudizio finale e scartare tutti quegli aspetti che potrebbe considerare marginali o ininfluenti al proprio punto di vista.
    Nella recensione si spiega quale e’ il parametro, si fa un esempio e lo giudica.
    Cosa ti manca per capire?
    Vuoi avere ragione? Prenditela, perche’ ce l’hai. Il tuo punto di vista e giudizio ritiene certi aspetti banali, insignificanti o sbagliati? Ok. Contemporaneamente ce l’ha pure Gamberetta che non pretende che tu condivida il suo parametro, ma essendo il suo punto di vista lo scrive.

  390. 390 DelemnO

    Intanto vorrei precisare una cosa, io non critico chi ha successo di default, così, perchè ha succcesso. Paragone musicale. I Dimmu Borgir potranno anche essere il gruppo più sputtanato della storia del black metal, ma al di là delle apparenze, In Sorte Diaboli per me non è un album malvagio, magari non ci terrei ad averlo originale e non lo classificherò come capolavoro, ma rimane comunque godibilissimo.
    Non ho ancora pubblicato, è vero. Ma entro pochi mesi dovrei essere finalmente pronta per fare qualche tentativo con le case editrici. Non è il coraggio che mi manca, credimi. Poi come al solito io rispondo per me, e non tanto perchè mi senta attaccata ma per provare a spiegare come io vedo le cose, tutto qua. Poi voglio sperare che come “combinare nulla nella vita” tu ti riferissi dal punto di vista letterario.

  391. 391 Clio

    A Guglielmo,
    com’è che ti ritiri in questo modo? Trincerarsi dietro mucchi di parole che non vogliono apportare niente di nuovo ad una discussione è un sotterfugio talmente sciocco e abusato che sinceramente mi aspettavo di meglio.
    Puoi arruffare le penne quanto vuoi, non hai fatto che affermare che certi dettagli ininfluenti (vedi il tunnel) non possono essere catalogati errori con il 100% di sicurezza. Grande conquista, mi verrebbe da paragonarla all’Olintiaca.
    Secondo, quello che gioca con le parole sei tu (tunnel, micatunnel, ecc.), e ti stai anche aggrappando a dettagli: come detto e ripetuto cento vlte, non è quello “stretto” a far del libro una boiata, ma decine di altre sviste ben più pregnanti.

    arrivando pure a dire che il vostro ano non è stretto, ma è basso, o ridicolizzandovi pretendendo che la Troisi metta note a piè pagina solo per voi perchè non capite le scene più elementari….

    Veramente, da te non mi aspettavo una caduta di stile così colossale XD Visto che tu sei tanto intelligente, spiegami allora come può funzionare un esercito senza catena di comando (il generale parla direttamente alle reclute, come se i sergenti non fossero stati messi lì apposta) e come fanno a manovrare senza altro mezzo che le corde vocali.
    Spiegami inoltre perché in Clavell si capisce benissimo come fa Anjinsan a sfuggire ai ninja di Ishido (bada, è uno dei punti deboli del romanzo!), mentre non si capisce come Nihal, colpendo il nemico al fianco, lo ferisce al petto.

    Clio l’ha dimostrato ancora: voi citate “stetto” come errore, io rispondo e sono quello che s’accanisce.

    Sai, ti abbiamo fatto spesso notare come questa fosse una sciocchezza, e come ci fossero argomenti più importanti… senza che la cosa ti interessasse.

    la gente che critica chi ha successo in realtà nella vita non combina e non combinerà mai un cazzo. E quando ha un minimo di attenzione da parte degli altri è sempre perchè sta sputtanando qualcun altro, che , al contrario di lui, ha almeno avuto le palle di creare qualcosa e mettersi in gioco.

    Oh, per Tyr, non dirmi che lo credi davvero! XD
    Ti sei ridotto al livello delle fans di Twilight: “sei kosì kattiva pkè 6 invidiosa!!! Nn ai un ragaxo, 6 fallita!!!”
    Forse a voialtri sfugge un dettaglio: c’è gente a cui non frega un cazzo di essere al centro dell’attenzione o fare un successo strepitoso (nè di contendere alla Troisi il trono del pattume fantasy). C’è anche gente che semplicemente ama analizzare i fenomeni curiosi (il boom troisiano, per esempio), o, banalmente, farsi solo quattro risate su di un dato argomento. Inoltre esiste un tipo leggendario di creatura: lo scrittore che non ha mai pubblicato e che non scrive per fare uno spicinio di successo, ma perché gli piace raccontare una storia, gli piace raccontarla bene. Esistono anche questi, incredibile, nevvero?
    E cosa vuol dire “non combinare un cazzo”? Sincermante, spiegamelo.

    Lui o lei se ne guarda bene dal fare qualcosa e sottoporla al giudizio degli altri e se ne guarda bene da mettersi in discussione. Infatti, è facile discutere con delle 15enni incazzate o con Sergio Rocca, ma quando il gioco si fà duro… ]

    Ma toh, gli scrittori leggendari di cui parlavo sopra sottopongono volentieri i loro “parti” allo scempio, perché a loro piace raccontare e raccontar bene, quindi vogliono esser criticati e poter così migliorare. Come avevo detto in un vecchio intervento, se mai un giorno finirò una delle mie storie, sarei ben felice di vederla massacrata da Gamberetta: non condivido in toto le sue idee, ma la maggior parte sì, ed un giudizio crudele e pignolo è quel che ci vuole per imparare. Come nelle arti marziali cominci col prenderti un sacco di culate in terra e poi impari a cadder bene, nella scrittura impari se passi per le stroncature.
    Quando il gioco si fa duro”… Omammamia, sono terrorizzata… Ma quale gioco duro? Stiamo semplicemente discutendo di argomenti leggeri, che gioco duro? Nessuno vince, nessuno perde, semplicemente si dialoga. Hai visto mai sì gran contesa!

    Per il resto, due cose:
    1)Brevemente, mi dici dove ha trovato Nihal i viveri per un mese? Ma brevemente, in modo succinto, la questione sta diventando noiosa.
    2)Quanto è grande un drago?
    3)Vedi sopra per quanto riguarda l’ars bellandi.
    Sayonara

  392. 392 Uriele

    gugand le parole hanno il loro peso… se proprio proprio vogliamo essere precisi Tunnel deriva etimologicamente da Tonnel che in francese antico significa piccola botte (recipiente cilindrico con una bombatura nel centro). I tunnel, architettonicamente parlando sono strutture a volta allungata (la volta ha un certo Raggio di curvatura) in cui la larghezza e l’altezza non sono troppo diverse (solitamente il passaggio è alto da 1.5 a 3 volte quanto è largo), e i primi ricordavano proprio delle botti come forma, magari non perfettamente emisferiche, ma comunque con una forma tondeggiante.
    In fisica per i condotti o i passaggi (per semplicità di calcolo) spesso si assumono i passaggi tondeggianti, ovali o comunque quando le dimensioni non troppo diverse (con un altezza>> alla larghezza) come i tunnel come delle circonferenze equivalenti il cui diametro è dato da:
    D=4*Area/Perimetro
    Quindi indicare un diametro stretto in un tunnel significa indicare una forma poco larga e abbastanza bassa. Una galleria è un po’ diversa invece…

    Ora il molto stretto mi fa immaginare che difficilmente un personaggio ci possa andare carponi (è più il molto che lo stretto in sè, perchè se un passaggio è molto stretto difficilmente ci passo con le spalle e mi sembra più logico cercare di mettermi di lato). So anche però che il tunnel stretto deve essere però anche piuttosto basso (per rispettare le proporzioni classiche) e quindi il personaggio non può procedere ritto in piedi, ma deve almeno curvare la schiena e piegarsi (un tunnel nei casi più comune è sempre un po’ più alto di quanto è largo, ma non eccessivamente, mentre una galleria può avere caratteristiche diverse, non ci sono troppi limiti a riguardo). Ma se l’attenzione è concentrata sulla larghezza MOLTO limitata, la cosa più logica per me sarebbe o mettersi di lato (se l’altezza è circa 3 volte la larghezza o poco più), o procedere strisciando sul fianco (se il rapporto è di circa 1.5).

    Illogicità più o meno marcate ce ne sono (e probabilmente la Troisi non sapev nè l’etimologia del termine tunnel e neppure la differenza con una galleria), però se uno interpreta lo stretto come riferito al diametro equivalente (considerando anche che la scrittrice è un’astrofisica) in una costruzione che, comunemente, ha un certo rapporto fra le dimensioni la cosa non sarebbe troppo sbagliata.

  393. 393 Giglielmo

    Gugand ma ancora insisti sul Tunnel?Almeno informati, e poi parla.
    Vatti a leggere l\’etimologia della parola tunnel.
    Anzi, te la dico io: viene dall\’inglese, significa \”botte\”. Botte!! Vivi forse a Flatlandia e da te sono triangolari o quadrate le botti?
    E non si soprassiede per nulla. O è un errore o non lo è. E dato che non lo è perchè secondo il significato della parole usate dalla Troisi quello NON è un errore, Gamberetta ha cannato.

    Ma anzi no. Soprassediamo, caro avvocato, siccome è un errore suo, facciamo finta di niente. A voi fà comodo, e io evito di fare la parte di chi, non sia mai, si appella a un cavillo per smontare una teoria. O peggio ancora accanirsi.
    Sai come la penso, io so cosa tu pensi, inutile andare avanti a rispondersi.

    @Delemno: non mi riferivo di certo a te. Mi riferivo a chi di mestiere fà lo scova-errori altrui.
    E poi, dopo averti gettato badilate di merda addosso gratis, chiama gente come gugand e dice \”Io?ma io usavo il mio metro di misura, i miei parametri\” dopo aver scritto pagine e pagine di sproloqui su quanto tu faccia schifo oggettivamente.

    Tu dici che stai scrivendo un libro. Perfetto. Spero, anzi sono convinto che sia molto bello.
    E magari non avrà gli stessi errori della Troisi. Ma può essere che ne abbia altri, perchè uno scrittore non può sapere tutto, non può studiare tutto.
    Tu parlavi di errori di oplologia nel libro della Troisi. Magari tu non ne farai, ma ne farai,chessò, sulla costruzione del personaggio dal punto di vista psicologico.
    Non si può sapere tutto, non è possibile controllare ogni aspetto perchè sempre e comunque farai degli errori.
    Quindi cosa fà lo scrittore?Prima di scrivere prende almeno 10 lauree?
    No, si concentra sugli aspetti che gli interessano e che PENSA interesseranno al suo lettore ideale, e cui è rivolta la storia, e scrive di quello.
    Di conseguenza, la recensione di Gamberetta è tutta sbagliata, è stata fatta al contrario, evidenziando esattamente gli aspetti su cui la Troisi non si è concentrata, e non sugli aspetti e le meccaniche su cui lei ha costruito una storia che – vi piaccia o no – ha avuto successo proprio per la sua bravura nel mettere su carta gli aspetti che le interessavano e interessavano a chi ha comprato il suo libro.

    A voi piacciono gli assedi?Compratevi i libri della Osprey e lasciate in pace la Troisi lol

  394. 394 Uriele

    ” lo scrittore che non ha mai pubblicato e che non scrive per fare uno spicinio di successo, ma perché gli piace raccontare una storia, gli piace raccontarla bene. ”

    Questa creatura è un essere leggendario con le palle di toro e viso di Proust, generalmente si narrano le sue geste in Chiese chiamate forum o pub, insieme ad altre creature mai avvistate quali: sirene, ninfomani, minotauri e Dio.
    Uno scrittore non vuole solo raccontare storie che non vedranno mai la luce del pubblico, vuole che vedano la luce e che siano apprezzate (generalmente ha anche la pretesa che le sue opere facciano epoca, ma non è un tratto comune). Lo scrittore è spesso un essere egocentrico che vuole gloria e onori per le sue opere o, nei peggiori dei casi, uno che vuole solo mantenersi (i più ottimisti arricchirsi) con il suo lavoro.

    Quando una persona che scrive (non uno scrittore o uno che si definisce tale) non vuole provare a pubblicare ci possono essere due ragioni:
    1) ha paura del confronto con la realtà (perchè un libro nel cassetto se questo rimane chiuso, o confinato a una cerchia di amici con gli stessi gusti, è sempre un capolavoro)
    2) È un puro. Ma un puro non si indigna per quello che viene pubblicato, racconta le sue storie ai bimbi la seri, rimaneggia il suo testo ed è contento così, senza deridere chi si è fatto il mazzo e ci ha provato, perchè sa che fatica si fa a scrivere un romanzo (non dei racconti, quelli bene o male, con un po’ di tecnica e studio sono accessibili a molti) e sa perfettamente che una storia complessa è difficile da gestire.

    Chi critica in modo selvaggio, non solo per seguire le mode, ma con furore/cattiveria è un qualcuno che vuole pubblicare, vuole la fama e quello che ne consegue: vuole far conoscere la sua opera e vuole che piaccia, in poche parole vuole essere uno scrittore! Ed è anche giusto che sia così, perchè il mondo dell’editoria è spietato, perchè bisogna che si pieghi a compromessi per rientrare negli standard editoriali, perché molto probabilmente prenderà tanti colpi appena il suo lavoro uscirà sugli scaffali (gli “esordi perfetti” sono il sogno di ogni scrittore, ma sono rari come le venticinquesime ore e le rose alchemiche, così ad occhio mi viene solo “il dio delle piccole cose” di un’autrice indiana) e deve saper menare e ricevere i colpi per “sopravvivere” (uno scritto buono è qualcosa di intimo, se ci sputano sopra è come se buttassero del sale su una ferita).

    Gli artisti sono sempre feroci verso i colleghi o verso quelli che possono sbarrargli la strada (se la Troisi satura il mercato, poi è difficile che un autore “migliore” che nuota nello stesso stagno possa essere pubblicato). Gli scrittori devono essere cattivi e avere penne affilate, è sempre stato così (vedere Foscolo-Monti per farsi un idea con autori classici, vedere un qualsiasi wannabe-autore esordiente per avere un esempio più pop).

  395. 395 Clio

    Se posso intromettermi, Guglielmo scrive:

    Quindi cosa fà lo scrittore?Prima di scrivere prende almeno 10 lauree?
    No, si concentra sugli aspetti che gli interessano e che PENSA interesseranno al suo lettore ideale, e cui è rivolta la storia, e scrive di quello.

    No, uno scrittore decide di raccontare una storia. Non vorrei sembrar troppo romantica, ma penso che il tipo di storia da raccontare derivi dall’ispirazione dello scrittore. in secondo luogo, decide quali sono i punti importanti di una storia. Quindi si documenta su suddetti aspetti.
    Pertanto, nessuno si sconvolge se in un film come “Sturdust” Tristan impara a duellare con un tipo di spada e poi ne brandisce con maestria un tipo diverso: è una sciocchezza, ma non è fondamentale nella storia, Tristan sguaina la spada tre volte sì e no, e non ci combina niente di capitale. Nella storia della Troisi invece la guerra ed il combattimento in generale sono fondamentali: Nihal è un guerriero, combatte spesso ed il suo essere guerrerriero determina la storia (se fosse stata una ballerina la trama verrebbe stravolta).
    Non servono 10 lauree per scrivere una bella storia, basta un minimo di dedizione e di desiderio di comunicare qualcosa. Qualcosa, non fracasso gratuito.

  396. 396 gugand

    Ammetto che non conoscevo l’etimologia della parola tunnel che per me era solo un passaggio sotterraneo.
    Il giudizio di gamberetta (ed anche mio) su questo punto era sbagliato e credo si possa chiudere qui (anche se ci sono altri dettagli che vi girano intorno che quadrano poco).

    Adesso veniamo al mal di fegato di Guglielmo:
    tutta la gente qui dentro, mi ci gioco quello che vuoi, ha provato a scrivere o sta scrivendo dei racconti.
    Queste analisi aiutano a capire quali errori sono da evitare perche’ un racconto non solo piaccia agli ignoranti della materia (fantasy in genere, ma anche tecniche di scherma, strategie militari, materiali, etc..), ma anche a chi quegli argomenti li conosce bene e che potrebbe storcere il naso o avere la storia rovinata da certi aspetti trascurati, specie se sono centrali. La coerenza deve essere mantenuta perche’ c’e’ gente per cui e’ importante e ci fa caso, non importa se il lettore medio gira pagina e si e’ scordato meta’ dei dettagli. Il racconto deve risultare buono (pochi errori e inesattezze) alla lente d’ingrandimento per essere etichettato come capolavoro.
    Il bello e il brutto ognuno lo giudica da se.
    Una certa ipocrisia vuole che giudicare bello o capolavoro senza spiegare nulla si puo’ senza venire criticati, al piu’ si viene etichettati come esaltati, ma niente di piu’. Chi giudica brutto viene sempre criticato dal guglielmo di turno che lo accusa di non poterlo dire anche se spiega cosa ha trovato brutto.

  397. 397 Gamberetta

    @gugand.

    Ammetto che non conoscevo l’etimologia della parola tunnel che per me era solo un passaggio sotterraneo.
    Il giudizio di gamberetta (ed anche mio) su questo punto era sbagliato e credo si possa chiudere qui (anche se ci sono altri dettagli che vi girano intorno che quadrano poco).

    Calma! Il tuo giudizio sarà sbagliato, il mio no. L’etimologia di tunnel c’entra fino a un certo punto, nel significato attuale inglese non c’è nessuna indicazione che il passaggio sotterraneo o tunnel che dir si voglia debba essere tondo.
    Inoltre in italiano tunnel è sinonimo di galleria. E la galleria non ha nessuna necessità di essere tonda ed è normalmente artificiale (infatti in entrambi gli esempi la Troisi si sta riferendo a strutture artificiali, nel primo esempio basta leggere le pagine intorno, nel secondo esempio è la stessa Troisi a chiarire che Nihal è nel cunicolo di una miniera – o se non è una miniera è una struttura artificiale avente struttura analoga).
    Ora, nel primo caso Nihal si trova in un’enorme struttura artificiale che attraversa buona parte della Terra del Fuoco. Ci sono sale, passaggi, slarghi, stanze, tubi, e quant’altro. Se mi dice che un tunnel è stretto, lo penso appunto stretto, non necessariamente basso.
    Nel secondo caso, non solo la struttura è artificiale, ma non è neanche stata creata da esseri umani, visto che Nihal – non proprio il fisico del minatore – deve stare carponi e sono visibili i colpi di piccone. Sarà la miniera abbandonata delle formiche giganti antropomorfe, non ho idea. Ma proprio perché non ho idea, se la galleria viene definita “stretta” me l’aspetto “stretta” non necessariamente “bassa”.
    Fonti: dictionary.com, garzantilinguistica.it, demauroparavia.it.

    ***

    Poi ognuno può ragionare come gli pare. Il ragionamento:
    - La Troisi ha pubblicato da esordiente con Mondadori.
    - La Troisi ha avuto successo.
    dunque:
    - La Troisi è una grande scrittrice, un talento sopraffino della narrativa.
    perciò:
    - I romanzi della Troisi sono privi di errori e se l’apparenza è diversa è colpa del lettore, specie quando il lettore è invidioso, sfigato, non combinerà mai nulla nella vita, ecc.
    È un ragionamento che va benissimo, per secoli l’umanità è andata avanti basandosi sul concetto che un fatto era dimostrato se così diceva Aristotele o San Tommaso.
    Però, una volta chiarito ciò, c’è bisogno d’insistere per decine e decine di commenti? (tra l’altro nell’articolo sbagliato, perché la faccenda del tunnel è ne Il Talismano del Potere)
    Io essendo invidiosa, sfigata e quanto sopra non sarò certo in grado di capire la Verità, perciò se evitate di raccontarmela è meglio. Non buttate perle ai porci! Grazie.

  398. 398 Uriele

    PREMESSA:il fantasy è un genere letterario non ancora assorbito in Italia. È stato bistrattato per anni da tutti i paesi non angosassoni, considerato come cultura di seconda scelta e non si è formato quell’humus adatto alla crescita di scrittori del genere (nell’Europa continentale abbiamo avuto grandi autori di romanzi d’avventura o di fiabe, ma pochissimi autori validi di fantasy). È un po’ come il karate, il sumo o altre arti marziali giapponesi: per decine e decine di anni i giapponesi hanno fatto il mazzo al resto del mondo, solo dopo una settantina d’anni che la disciplina è stata “sdoganata” qualche raro elemento straniero è riuscito ad arrivare ai loro livelli e alle volte anche a vincere. Perchè dico questo? Perchè non c’è ancora nessun autore fantasy che possa rivaleggiare con gli autori americani e inglesi di fascia alta (ok, Pan è carino, molto, ma se gli metti di fianco American’s God pui pure buttarlo). In questi paesi ci sono scuole specifiche di scrittura di genere, testi e saggi di scrittori esperti nel settore, ecc… Qui in linea di massima siamo ancora alla mimesi.

    ipotizzando che tutti qui siano wannabe (cosa che, a parte per i fanboy che impazzano sui post su Nihal o twilight, potrebbe essere anche vera), ragioniamo un attimo:
    Possono esistere più scuole di pensiero sull’azione. Prendiamo il cinema o i manga, esiste john Woo ed esiste Bruce Lee; esiste la tigre e il dragone (o Hero) ed esiste Kurosawa; esiste Kenshin e lone wolf and cub; esiste Noritaka ed esiste Shamo (o rocky joe se lo conoscete meglio)
    Sono due scuole di pensiero antitetiche: i primi puntano alla spettacolarità e all’azione frenetica, alla fantasia evocativa uber realtà/realisticità dell’azione (gente che si spara a distanza zero nello stomaco senza conseguenze a lungo termine tranne quando funzionale alla trama, uomini che volano e menano fendenti per mezz’ora prima di azzeccare un solo colpo, spade che si infuocano per il grasso corporeo incastrato fra le seghettature della lama, gente che in due giorni impara colpi fortissimi allenandosi con costumi da alligatori); i secondi ad un’aziona più sobria, efficace e tecnicamente e strategicamente ineccepibili (il combattimento fra il maestro e lo spaccone nei sette samurai che finisce in un unico colpo pulito e diretto, combattimenti che per quanto spettacolari sono solamente il livello reale di maestri come Norris e Lee, tecniche di spada che riprendono kata realmente esistiti e combattimenti -anche contro i nemici più potenti- che si concludono in pochi secondi e vignette con un unico colpo o giù di lì, gente che passa mesi ad allenarsi seguendo diete ferre e prendendo sostanze dopanti per riuscire a sostenere ritmi inumani con ripercussioni sul fegato e sulla salute e, spesso, non riuscendo comunque con il lavoro di pochi mesi a battere i campioni, ma riuscendo a farsi valere contro gente molto più esperta e molto più allenata).
    Esiste il realismo ed esiste la coreografia, ci possono essere Aiaci che rifiutano l’aiuto degli dei e mettono il freno da soli all’incedere dell’esercito avversari, ci sono Benkei che combattono anche dopo la morte e alla fine della battaglia rimangono in piedi senza vita e trafitti dalle frecce del nemico terrorizzando i nemici e ci sono eroi che vengono mutilati, cadono per seticemia, vengono feriti e muoiono per colpi accidentali (come è in guerra) piuttosto che in epici duelli che gli garantiscono una fine da “funerale vichingo”.
    Le battaglie di 300 sono belle visivamente, ma superata la parte dello scudo sono inverosimili, mentre una “sottile linea rossa” o un “Alessandro il Grande” hanno battaglie storicamente ben ricostruite (nei limiti del cinema).
    Insomma se l’immaginario è solleticato, se la scena e la catena di comando non rispecchia quella reale, non è detto che si tratti di un errore oggettivo. È una scelta, finchè a una “lettura sospesa”, ma critica non appaiono delle incongruenze così forti da interrompere l’azione, la coreografia può essere un’ottima scelta (se sono concentrato sul combattimento frenetico, il fatto che gli ordini siano urlati è una quisquiglia, anzi, me le immagino le urla del generale che combatte spalla a spalla con i suoi uomini fra la polvere che si alzano a sovrastare gli altri rumori, il trottare dei cavalli, il clangore del ferro e le urla dei mutilati, così come mi immagino il corno di Ronaldo a Roncivalle)

    Insomma non tutti gli autori sono fiamminghi.

  399. 399 Uriele

    @ Gamberetta: il demauroparavia.it (lo uso spesso) è un vocabolario molto “stringato”, buono ma stringato (il Devoto Oli è molto più completo, l’Utet, anche se forse è un po’ datato e mancano i neologismi, è un capolavoro di completezza).
    In Italiano è raro (quasi impossibile a dir la verità) che due sinonimi abbiano esattamente lo stesso significano, quando capita di solito si tratta di diverse grafie della stessa parola o di arcaicismi: se è vero che un tunnel è anche una galleria, non è vero che una galleria è anche un tunnel. (se cerchi su etimo.it ad esempio hai delle definizioni più accurate, ma lì purtroppo “tunnel “manca).

    Da quello che ho letto qui posso dire che hai stile (e una cultura spaventosa, personaggi come Django, che citi in altre recensioni, appartengono a fatica alla mia generazione), una padronanza linguistica sopra la media e un certa capacità di raccontare e affabulare. Insomma sei dotata e ti impegni per affinare la tua tecnica.
    Il punto è che, proprio per queste ragioni e proprio perchè punti a scrivere opere di qualità (penso), devi andare più a fondo delle persone normali nella ricerca dei significati di certi significanti (è un ottima tecnica per migliorare e dai tuoi ottimi consigli di “lettura per lo scrivere”, penso che su questo punto siamo sulla stessa lunghezza d’onda).
    Io non dico che la Troisi sia una buona scrittrice – e neppure discreta- sono il primo a pensare che quello del tunnel sia stato un involontario colpo di fortuna dell’autrice (dicesi “culo nell’aver scelto una parola senza conoscerne il significato più profondo”).
    Andando più in profondità gli “errori oggettivi” (citati da gente come gugand o Clio, tu parli semplicemente di errori e dai i parametri di giudizio che utilizzi per valutarli che, per tua stessa ammissione, non sono universali, ma comunemente accettati dalla maggior parte dei lettori, quelli “seri”) sono pochi:

    -Per me la galleria è un “errore logico semioggettivo” per i motivi che ho esposto, mentre altre motivazioni che ho letto nei commenti sono molto tirate via e opinabili (quindi non critico il fatto che un particolare elemento sia definito errato, ma critico soltanto alcune motivazioni)

    -Sul bosco di pietra sono perfettamente d’accordo con te

    - Sulle scene di battaglia irrealistiche (in generale) ho un punto di vista diverso (anche se come lettore lo stile dell’autrice proprio non mi piace), ma quelle sono motivazioni personali

    In Breve: il libro non mi piace, per i miei gusti è brutto, ci sono alcuni errori e molte scelte che non condivido. La storia è scontata perchè ne ho già lette tante altre simili (e che quasi sempre ho considerato migliori per una serie di motivi personali che sarebbe troppo lungo elencare). Fin qui “tutti” d’accordo. Poi però arrivano i fondamentalisti del Verbo, signori e padroni del Bello e del Buono e allora ci si sofferma a pensare: si riprende in mano il Male e lo si seziona per vedere se è realmente fatto di Tenebra e Malizia o se è solo il prodotto storpio di un demiurgo affrettato, se in fondo la sua cattiveria non era data solo da un’apparenza superficiale poco attraente.

  400. 400 gugand

    @Uriele
    Da quello che dici mi sembra di capire, riassumendo: tutto e’ lecito purche’ la lettura scorra piacevole.
    Io invece non sono d’accordo (sempre che abbia capito bene).
    Ritencgo che una cazzata e’ una cazzata. Sia se rovina la lettura che no.
    Se poi l’autore l’ha fatto apposta per qualche motivo non mi tocca un dente.
    Se lui la trova geniale contento lui, ma cazzata resta.
    Infatti non sopporto le storiali con le morali con trame forzatissime per esaltare i momenti topici.
    I racconti mi possono piacere nonostante ci trovi grosse cazzate, ma non dico che non ce ne sono perche’ il racconto scorre ed e’ bello uguale.
    Berserk e’ il mio manga fantasy preferito eppure so riconoscere che la forza e resistenza di Gatsu sono forzature narrative per attirare i ragazzini e che la stessa trama poteva essere scritta rendendo piu’ umano il protagonista (e magari accorciando un po’ i combattimenti).
    C’e’ gente che non riesce ad apprezzare il fantasy perche’ non riesce a far finta che la magia in un mondo immaginario possa esistere eppure guardano Steven Seagal con ammirazione.

  401. 401 Uriele

    Berserk è perfetto sotto queto punto di vista, è l’eroe classico, è il Beowolf, il Gilgamesh, l’Aiace Telamonio, il Sigfrido e l’Achille, ha le caratteristiche dell’eroe classico. Ha una genesi improbabile: nato dal corpo della madre morta appesa all’albero degli impiccati (una scena piuttosto simbolica); è l’uomo che si fa bestia, che riesce ad usare una spada costruita per uccidere creature che non possono esistere (e per questo è stata fatta in modo che nessun uomo la possa usare); che tira giù le colonne di un palazzo con un solo fendente (qualcuno ha detto Sansone con i Filistei?!). Probabilmente morirà nello scontro finale, sacrificandosi per Cascha o redimendo Griffis, ma comunque con una fine alla Benkei in una morte spettacolare e simbolica.
    Sono “forzature narrative”, forse, ma la gente in generale la chiama “epica”. Ogni genere ha le sue caratteristiche e anche nel fantasy ci sono diversi filoni con diverse regole. Se un romanzo fosse realistico sarebbero realmente pochi gli ufficiali in prima linea e sarebbe veramente difficile che tutto il “party ufficiale dei buoni” dopo innumerevoli battaglie, arrivi SEMPRE vivo alla fine del romanzo (combattono sempre in prima linea, sono sempre nell’epicentro del combattimento e hanno un culo mostruoso); sarebbe difficile che a scontrarsi contro l’oscuro sire nel mezzo della battaglia fosse sempre il Re o il nobile protagonista della storia (la storia del “cervello” in Starship Trooper è molto più realistica in questo, a risolvere tutto alla fine non è Rico…)

  402. 402 gugand

    Io certe cose prorpio non riesco a digerirle. E’ piu’ forte di me.
    Solo perche’ una cosa si rifa’ a qualcosa di classico o ha un significato nascosto si trasforma da boiata a grande trovata? Mi sembra una forzatura o, meglio, una cazzata.
    Sara’ per questo che non capiro’ mai l’arte moderna…
    Possibile che un racconto non puo’ essere un racconto e basta e giudicarlo per quello che e’ invece di farsi domande su cosa abbia voluto raffigurare l’autore?
    Gia’ il fatto che me lo chiedo significa che l’autore non e’ riuscito a trasmettere il messaggio, o no?

  403. 403 Uriele

    ossibile che un racconto non puo’ essere un racconto e basta e giudicarlo per quello che e’ invece di farsi domande su cosa abbia voluto raffigurare l’autore?

    Forse non te ne sei accorto, ma ti sei risposto da solo… un racconto è un racconto, un modo per fuggire la realtà, per divertirsi, non per ricrearla. La grigia monotonia di un ragazzo che scrive commenti su un sito e passa le sue giornate fra youporn e il sito dei gamberi non solo non ha “il conflitto” (punto di partenza per ogni romanzo d’avventura), ma non frega niente a nessuno.
    Un eroe che muore a pagina cinque perchè investito da una macchina e fine non è certo interessante come un essere sovraumano che lancia dieci frecce a botta ed è capace di combattere senza soccombere contro orde di orchi che sovrastano le sue truppe in numero e forza bruta… Tu porti come esempio di buon fantasy, a ragione per me, Tolkein, ma i personaggi di Tolkien SONO epici, lo è Aragorn e lo sono Legolas e Gimli.

  404. 404 Guglielmo

    Nella storia della Troisi invece la guerra ed il combattimento in generale sono fondamentali: Nihal è un guerriero, combatte spesso ed il suo essere guerrerriero determina la storia (se fosse stata una ballerina la trama verrebbe stravolta).

    No, Clio, è su questo punto che non ci capiamo,anzi, che non capisci. Sono fondamentali per te, ma non per la Troisi o per il suo lettore Target. Se io scrivo una storia che si chiama “guerra” che parla di guerra, e guerrieri, e faccio un sacco di errori e scrivo incoerenze e cazzate sulla guerra e nonostante questo ho successo l’unico motivo plausibile è questo: la guerra era un pretesto, ho scritto di qualcos’altro.

    Se arrivi a concordare con me su questo punto, sviluppandolo saremmo molto più vicini a pensarla allo stesso modo di quanto tu non creda.

    @Gamberetta: dopo pagine e pagine di discussione sul tunnel, arrivi tu bella fresca e dici che l’etimologia non conta, se non in parte, ovviamente quella parte che non dà ragione all’utilizzo che ne fà la Troisi.
    Ma ragionamoci su, senza cadere nel tuo sofismo: la parola tunnel ha un suo etimo, che guarda caso coincide con una forma geometrica particolare. Dalla fine del XVIII secolo in poi se dicevi tunnel intendevi foro più o meno circolare. Oggigiorno ci possono essere tunnel di altre forme?
    D’accordo, ma se l’autore usa la parola seguendo il suo etimo orginale, nel momento in cui fa interagire il protagonista con l’oggetto descritto da quella parola, tutti gli aggettivi relativi si orientano di conseguenza.
    Per cui, se avesse scritto : “entrò in un tunnel rettangolare stretto e si mise carponi”, avresti avuto ragione nel definirla idiota come descrizione. Ma la Troisi non specifica, non dice né che sia rettangolare, né che sia tondo.
    E quindi, in sunto, se la forma non viene specificata, ci si rifà al significato originale della parola, non a quello che tu deliberatamente decidi possa essere il significato con l’unico scopo di scovare l’ennesimo errore fasullo e far passare la Troisi come cretina.
    Altrimenti, chiunque avrebbe potuto criticare la Troisi in base alla propria concezione di forma di un tunnel.
    Già sento i maziani scrivere feroci recensioni di questo libro perchè da loro i tunnel sono di forma triagolare.

    Altre due cose:

    1) che in italiano tunnel sia sinonimo di galleria è un altro punto a favore della Troisi.

    2)il viaggi inizia in sto benedetto tunnel, e solo in quel punto è STRETTO, poi non viene specificato.

    Riguardo l’ultimo commento: a parte il capzioso scambio lettore/recensore, ti volevo far notare questo: qui non si insiste, si discute.
    Certamente io ho la mia posizione, e la difendo come posso. Liberissimi tutti di darmi torto, sfottermi come anche ignorarmi.
    Per me discutere è più importante che gettare il sasso e nascondermi finchè non viene qualcuno a darmi ragione.
    Il confronto è utile, l’elogio letale.

    ps: Ipse dixit?Ti ricordi quando mi hai citato i tuoi autori dei manuale sulla buona scrittura?Ecco..

    @Gugand: allora, parto dal dire che mi dispiace di aver usato un tono troppo brusco nel commento precedente.
    Hai ragione nel dire che queste recensioni, in alcune loro parti, aiutano un autore alle prime armi a non commettere grossolani errori, o meglio, a stare più attenti.
    Su questo mi trovavi d’accordo già pagine e pagine addietro.
    Ma considerate anche il fatto che, se diventerete degli scrittori affermati, le gamberette pronte a sbranarvi aumenteranno in maniera direttamente proporzionale al vostro successo,così come aumenteranno gli ingrandimenti dei microscopi con cui analizzeranno ogni vostra singola parola. Visualizzatela, questa lunga schiera di crostacei pronti a discutere su quali e quanti errori avete fatto , dove come e perchè.
    E voi?Piangerete?Vi incazzerete?Capirete di essere degli scemi?Spero proprio di no.
    No, penso che vi farete una grassa risata alla faccia loro.
    Perché scrivere non è evitare gli errori ma comunicare qualcosa, qualunque cosa esso sia – non voglio discuterne qui e ora -
    e quando sei capace di farlo, non esistono regole al mondo capaci di levarti questo “successo”, così come non esistono regole al mondo capaci di garantirtelo.

  405. 405 Clio

    A Guglielmo

    No, Clio, è su questo punto che non ci capiamo,anzi, che non capisci. Sono fondamentali per te, ma non per la Troisi o per il suo lettore Target. Se io scrivo una storia che si chiama “guerra” che parla di guerra, e guerrieri, e faccio un sacco di errori e scrivo incoerenze e cazzate sulla guerra e nonostante questo ho successo l’unico motivo plausibile è questo: la guerra era un pretesto, ho scritto di qualcos’altro.

    Scusa un momento ma:
    -Nihal è una guerriera;
    -Nihal combatte per buona parte del romanzo;
    -Come ho detto, secondo te, se Nihal fosse stata una pescatrice di conchiglie incapace di sollevare una spada, sarebbe stata la stessa ideantica storia? Non credo proprio.
    Come ho già spiegato portando l’esempio di “Sturdust”, il fatto che Tristan impari a combattere in qualche giorno con qualsiasi spada è certamente una stupidaggine (altresì detta cazzata), ma:
    -Tristan sguaina la spada tre volte in tutto il film;
    -Le svolte fondamentali della storia non sono ottenute a colpi di spada o duelli da parte sua (una strega la fanno fuori le bestie, se Tristan fosse stato armato di tenaglie sarebbe stata la stessa cosa; un’altra la uccide Septimus; la terza la silura Yvaine).
    Invece in Nihal è importante che lei sia un guerriero: lei difende i suoi compari, si trova in un certo ambiente, conosce un certo tipo di persone.
    La storia parla di guerre, anche se non c’è “guerra” nel titolo (nemmeno in “Goyokin” c’è “guerra”, ma si ammazzano con un entusiasmo a dir poco commovente…).
    Il fatto che abbia avuto successo secondo me non dimostra che la guerra non sia fondamentale, bensì dimostra che:
    1)L’individuo medio (non per forza la ragazzina in crisi ormonale) è un ignorante patentato per quanto riguarda affari ammazzerecci e affini (e penso che sin qui siamo tutti d’accordo), nonché disabituato ad avere un approccio critico a ciò che legge (qualsiasi cazzata va bene, e ciò, tempo, non solo per la letteratura fantasy!). Può amare gli ammazzamenti, ma non si accorge quando lo stanno prendendo per il didietro. Per fare un esempio, è come un turista che in Giappone va a comprare un manekineko, tipico “prendi-polvere” giapponissimo, ignorando che quel manekineko è fabbricato in Cina e che magari nessun giapponese se lo metterebbe in casa.
    2)(Ma questa è un’opinione molto personale) La maggior parte della gente al giorno d’oggi non vuole sentire una storia, non vuole sapere qualcosa, vuole solo smettere di pensare per un po’, riempirsi la testa di confusione e frastuono: questo è ciò a cui si è ridotta l’”evasione”. Non si vuole andare a vedere/venire a sapere/sentire, si vuole andare in standby e basta.

  406. 406 Clio

    Dimenticavo, mi intrometto di nuovo:

    Visualizzatela, questa lunga schiera di crostacei pronti a discutere su quali e quanti errori avete fatto , dove come e perchè.
    E voi?Piangerete?Vi incazzerete?Capirete di essere degli scemi?Spero proprio di no.

    Penso che leggerei lo scempio, m’incazzerei i primi venti minuti, poi mi farei un cicchetto ci penserei su: e se davvero questi malvagi crostacei avessero trovato delle falle? E se davvero certi punti fossero deboli?
    Mi farei un secondo cicchetto e procederei a tappare eventuali mancanze (del genere “occacchio, ‘sto libro che cita non l’ho letto, magari è davvero interessante e utile…).
    Disperarsi è demente, uniformarsi parimenti, lo è altrettanto ignorare bellamente una critica, ma prendere in considerazione un parere spietato è ottimo, aiuta moltissimo, immensamente più di qualcuno che ti dice “è la mia autrice preferita la looooovvvvvvvooooo!!!!!!”.

    Per la Troisi questo blog sarebbe un’eccellente palestra, ma sua signoria non è interessata a raccontar bene, si direbbe, dato che non mi sembra mutare minimamente stile o contenuti. Non penso neanche che sia malafede, la sua (“finché vendo a questi stolti ignoranti bene!”), semplicemente temo che la signora non sia esattamente brillante, almeno non in campo artistico, e che in modo piuttosto infantile si diverta a giocare alla grande scrittrice (avendone, tra l’altro, un sacco di vantaggi). Non vuole far fatica o migliorare, vuole giocare, uffa!!!
    Ovviamente quest’ultimo giudizio è pienamente personale e arbitrario, nonché inquinato dal mio antipatico snobismo per la sfacciata ignoranza.

  407. 407 Giglielmo

    Scusa, Clio, non voglio sembrarti pedante..ma a sto punto ho seri dubbi sul fatto che tu comprenda il significato di “pretesto”.

    Ok, visto che con la troisi vedi rosso, ti faccio un altro esempio: Jack Vance ha scritto libri meravigliosi, è il mio scrittore di sci-fi preferito.
    Il suo punto forte?Descrivere dei suoi mondi le culture, le tradizioni e i costumi bizzarri e originali.
    I suoi protagonisti?spesso viaggiatori, esploratori. Con tanto di navicella spaziale.
    Si mette per caso a spiegare la dinamica del viaggio interstellare?No, e quando lo fa, un fanatico dell’hard sci-fi inorridisce.
    Io lettore ME NE SBATTO se Vance dice puttanate da un punto di vista fisico. I suoi pregi sono altrove.
    “Si ma lui ha scritto puttanate”, “Si ma chissenefrega” ti rispondo io.
    Tu continui a insistere sull’aspetto che tutti i lettori della Troisi non solo non hanno minimamente considerato, ma anche una volta venuti a conoscenza degli errori – supposti, ribadisco- se ne fregano.
    Il sugo[cit.]della storia è altrove.
    Tu non lo percepisci e penso non lo percepirai mai a questo punto. Ma fidati, c’è.
    La Troisi ha fatto il suo dovere.
    Accetta il fatto che la troisi non volesse scrivere un libro fantasy incentrato sulla guerra e sulla ragazza guerriera, ma abbia scritto di altro con il pretesto di [e non perchè te lo dico io. Lei l'ha detto, e quello i suoi fan hanno apprezzato].
    Se no, muro contro muro, come gugand, e ci salutiamo qui.

    Poi che il lettore medio ignori l’oplologia, è vero.
    Ma solo il lettore medio?No, il 99% dei lettori e il 99% degli scrittori di fantasy usano fantasia e logica nel descrivere armi e battaglie e se ne sbattono del realismo e della storicità.
    Esempio eccellente?un Martin a caso.

    Confondere l’ignoranza in campo oplologico con l’ignoranza in generale è un atteggiamento decisamente ridicolo, diciamo che da una con la tua testa e la tua cultura ci si aspetterebbe più profondità di pensiero.

  408. 408 Guglielmo

    E cosa vuol dire “non combinare un cazzo”? Sincermante, spiegamelo.

    Criticare gli altri, per esempio. Offenderli, infamarli, umiliarli, manipolare le parole e fare in modo di mettere in luce quanti errori hanno commesso e quanto sia incapaci.
    Chi ha capacità creative, le usa per fare qualcosa. Chi vuole distruggere si concentra sul lavoro degli altri.
    Fromm docet lol.

  409. 409 Clio

    A Guglielmo
    A quello che mi sembra di capire continuiamo a parlare di cose diverse. La Troisi voleva parlare delle sue fisime adolescenziali… Ci credo, ma la sua storia di fisime (che magari di per sé potrebbe essere anche godibile) è annegata in mezzo alle boiate (alcune delle quali indiscutibili).
    Il sugo sarà anche altrove, ma invece di servirtelo in un piatto d’alluminio come prescrive la Convenzione di Ginevra (metaforicamente parlando), l’autrice te lo sbatte a romaiolate in faccia. E beninteso, non vedo rosso con la Troisi, la detesto cordialmente, ma non basta il suo nome per farmi imbufalire :P
    I fan se ne sbattono degli errori, l’opera piace, tutto questo rientra nel gusto personale e a me non interessa. Il punto iniziale della discussione era:
    “La saga del Mondo Emerso” è o non è spazzatura?
    Sì, lo è, perché è piena di strafalcioni. Piace ugualmente? Alla gente non interessa? Affari loro, questo non cambia il fatto che sia pieno di errori. Voleva raccontare fisime a ragazzine depresse? Ci sarà anche riuscita, ma lo ha fatto in modo grossolano e tamarro. Avrebbe potuto tranquillamente scrivere la stessa storia, comunicare le stesse cose, commettendo la metà degli errori. Forse il lettore medio non avrebbe colto la differenza, ma avrebbe letto una storia migliore e più “pulita”, e gli sarebbe rimasto qualcosa di più che non le fisime di un’adolescente qualunque. Perché? Perché senza errori logici il Mondo Emerso sarebbe diventato reale (in un caerto senso), il lettore sarebbe entrato in esso ed avrebbe assistito ad una vicenda.
    Invece in questa maniera il lettore si muove in un mondo falso e plastificato, un diorama mal fatto, in cui un’attricetta racconta fatterelli scollegati tra loro.

    Criticare gli altri, per esempio. Offenderli, infamarli, umiliarli, manipolare le parole e fare in modo di mettere in luce quanti errori hanno commesso e quanto sia incapaci.

    Criticare qualcosa che non ci piace e prenderlo in giro è un passatempo divertente :) E nemmeno troppo sterile in questo caso, dato che in questo modo saltano fuori molti luoghi comuni sui quali un autore inesperto cade senza rendersene conto, vuoi per ignoranza o disattenzione. Un esempio personale? A furia di trovarmi d’accordo sulla pignoleria che Gamberetta riserva alle armi ho portato più attenzione a cosa mettevo in mano ai miei personaggi, e mi sono resa conto che in una mia storia un islandese del 998 impugnava una spada a due mani, ORRORE RACCAPRICCIANTE (che magari il lettore non noterà mai, ma che ho notato io!) di cui non mi ero resa conto. E’ importante che il mio islandese sia credibile, perché in un certo senso il mio islandese “esiste”, e in quella realtà è impossibile fargli impugnare una dspada del genere: stavo inquinando la storia.
    Io penso che la Troisi non abbia mai voluto rendere reale il suo mondo (forse per fatica, forse per ignoranza, non lo so), e ciò è una gravissima perdita per la storia, anche se riesce a “far l’affare” per certi aspetti.

    Chi ha capacità creative, le usa per fare qualcosa. Chi vuole distruggere si concentra sul lavoro degli altri.

    Si possono fare entrambe le cose :) Tra l’altro, smontando altri si individuano falle anche nel proprio lavoro (del genere: “effettivamente questa è una cazzata… azz, l’ho combinata anch’io!”).

  410. 410 Guglielmo

    Nella prima parte dimostri di non avere una vasta cultura almeno in un determinato campo specifico letterario.
    Se l’avessi, avresti capito il discorso che ti ho fatto con Jack Vance.
    Hai glissato e sei tornata sulla Troisi, sintomo di debolezza negli argomenti oltre che di scarsa elasticità mentale.
    Tutte i giudizi che dai sul libro della Troisi sono opinabili, se ne sentono a badilate in ogni campo umano in cui è in gioco la creazione e la comunicazione.
    Più o meno argomentati, più o meno logici.

    La qualità non c’entra con gli errori, ma con quello che comunichi.
    E’ del tutto irrilevante se il tuo danese impugni lo scopetto del cesso di Pinin Farina o l’ascia, se non hai un quid da trasmettere al lettore.
    Pensi che I libri della Troisi siano spazzatura? Lo sono si, da un punto di vista oplologico [non mi metto a questionare sul fatto che non mi avete proposto 1 esempio 1 da farmi discutere].
    Questo non vuol dire che non abbia avuto niente da dire: il suo successo dimostra il contrario.

    E tu non farai errori oplologici, no.
    Ma ne farai altri. Non te lo dico come una minaccia, è una certezza, in campo creativo. Ci sono un sacco di categorie con un sacco di esperti pronti, manuale sul tavolo aperto, che fremono di ridurre quello che hai scritto in coriandoli.
    Ma chi deciderà davver sui tuoi errori?Il singolo Lettore.
    E il giudizio non sarà su quanti errori hai fatto e in quale campo dello scibilie umano, ma se hai trasmesso quel quid.

    Nella seconda parte, bè…se per te umiliare,offendere, e scovare errori altrui è un passatempo divertente, un po’ mi fai pena, un po’ ti trovo ridicola.
    Hai capito benissimo il mio discorso, non far finta di confondere apprendimento nella critica con la presa per il culo.

  411. 411 Clio

    A Guglielmo
    Sarà l’ultima volta che entro nel merito, dato che mi sembra di averlo ripetuto già svariate volte senza essere intesa: cosa un’opera comunichi è un valore soggettivo, non misurabile (a me la Troisi non dice assolutamente nulla, sono quasi stramazzata di noia durante la lenta lettura de “La setta degli assassini”); gli errori logici invece sono misurabili.
    E’ in base ad essi quindi che puoi decidere se in generale qualcosa è pattume o meno. Se gli errori sono tanto gravi e tanto numerosi rispetto alla complessità ed alla lunghezza della trama, allora il romanzo è pattume. Se gli scappa un errore stupido ogni 3000 pagine, chissene.
    Uno può amare qualcosa che è di qualità scadente, può arrivare al satori dalla contemplazione di un temino elementare pieno di strafalcioni, sono affaracci del singolo e non mi interessano affatto. Il punto è: quel temino è pieno di stupidaggini. La mamma del bambino lo legge e capisce tutto della vita, ma la maestra gli darà comunque 5, perché è pieno di sciocchezze.
    Non posso sapere cosa un’opera comunichi (quello che comunica a me è soggettivo, diverso da quello che comunica agli altri): il fatto che a tanti sia piaciuto non è influente, dato che s’innesca anche un effetto “moda” ed a ciò si aggiunge l’ignoranza generale del lettore medio. Se non hai mai letto niente di meglio, è facile che certa roba ti sembri ottima.
    Quanto al mio islandese, non posso essere certa che sia un personaggio efficacie, ma posso esser sicura che sarà un personaggio realistico (salvo altri raccapriccianti errori) ^_^.

    Ovviamente io faccio un sacco di errori, ci mancherebbe altro, è per questo che, quando avrò finito di cincischiare i capitoli, cercherò un malvagio crostaceo che me li scempi (o magari più di uno). Questo ovviamente non significa che mi uniformerò alla sua opinione, significa che, malvagiamente, andrà a conficcare le chele in tutte le falle che riuscirà a trovare, e starà a me decidere se quelle sono effettivamente falle o se val meglio lasciar perdere.

    Nella seconda parte, bè…se per te umiliare,offendere, e scovare errori altrui è un passatempo divertente, un po’ mi fai pena, un po’ ti trovo ridicola.

    Se non ti sei mai fatto quattro sane risate in compagnia su qualcosa che hai letto/visto, ti sei perso qualcosa, fidati. E’ un piacevole passatempo parlare con i compari di un argomento comune e sghignazzarci sopra. Nessuno qui è andato a diffamare la Troisi dicendo che è una pedofila o dandole della passeggiatrice, abbiamo al massimo constatato la sua disarmante ignoranza. Ignoranza che lei stessa ammette senza il minimo pudore. Se vuoi provar pena per me, fai pure, la cosa non mi tocca ^_^
    Tra l’altro, come ho già detto e ridetto, il metodo di recensire di Gamberetta è un tantino crudele e sarcastico, ma se l’autore avesse veramente le palle supererebbe l’incazzatura di vedersi mettere alla berlina e prenderebbe in esame i punti evidenziati dalla recensione.

  412. 412 Guglielmo

    Quanto piace è molto influente Clio, perchè quello che sto cercando di farti capire da mille pagine è che LA PRESENZA, il NUMERO e la RILEVANZA degli errori presenti in uno scritto è ****decisa***** in maniera soggettiva dal lettore.

    Esempio finale, poi basta perchè hai rotto le scatole

    Leggo la Troisi: sono un oplologo –> il libro è spazzatura.
    Leggo la Troisi: sono uno psicologo –> il libro è perfetto.

    Leggo il tuo libro: sono un oplologo –> il libro è perfetto
    Leggo il tuo libro: sono uno psicologo –> il tuo libro è spazzatura.

    oppure, se non vogliamo metterla sullo specialistico:

    Leggo la Troisi: sono un appassionato di guerra e affini — > spazzatura
    Leggo la Troisi: mi piacciono le barbie guerriere e le storie fatte in quel modo –> libro perfetto

    e così via, lo stesso per il tuo libro.

    Allora chi decide gli “errori logici” e la loro rilevanza a causa dei quali dire “questo è bene, questo è male”?
    Il Lettore.
    Ora tu mi dirai: ma gli errori, di qualunque genere essi siano,esistono nel libro non importa chi sia il Lettore.

    Vero*. E’ per questo che entra in gioco il gusto, la rilevanza.Di Chi?
    Del Lettore.
    E così sorsero dalla bruma eterea del caos primordiale Eurinome e i generi letterari, le correnti letterarie e l’Estetica.
    Gran cosa, il gusto.
    Perchè, Clio, gli errori ci sono sempre in ogni libro, non esistono i libri perfetti, non esistono i libri privi di errori o corretti sotto ogni punto di vista. Sbagli da una parte, fai bene da un’altra.

    Tu puoi farti un culo quadro a studiare le armi dell’epoca che descrivi, andare dal collaboratore di cui ti fidi che è esperto di armi, avere un giudizio positivo e ILLUDERTI che i tuoi personaggi siano realistici.
    Poi arrivo io, che ho studiato [per es: psicologia] e pensare che i tuoi personaggi siano di cartone, o assurdi.
    O essere un esperto di oplologia e trovare degli errori in quel campo perchè potrei non essere d’accordo con le teorie del tuo esperto.

    E visto che qualunque cosa scriva commetterai un errore, l’aspetto da considerare è

    QUANTO MI IMPORTA cosa è corretto o cosa è errore.

    Così hanno fatto i lettori della Troisi, così hai fatto tu e tutti quelli che hanno letto, e leggono qualcosa.

    Dire quindi che un libro fà schifo perchè ci sono degli errori è una cavolata colossale.

    ps: la Troisi qui è stata data per scema, sfottuta, ridicolizzata.
    E’ ben diverso dal farsi quattro risate in compagnia.
    Sono cose diverse, tutto qui.

    *non è del tutto vero[ahah], ma rischiavo di entrare in coma ad affrontare ancora quel discorso.

  413. 413 Clio

    Perchè, Clio, gli errori ci sono sempre in ogni libro, non esistono i libri perfetti, non esistono i libri privi di errori o corretti sotto ogni punto di vista. Sbagli da una parte, fai bene da un’altra.

    Oh, ma dai! Grazie per avermelo detto, non lo sapevo ^_^

    Sinceramente, è diventato mortalmente noioso discutere con te, dato che continui ad accanirti sul gusto mentre io ti sto dicendo che del gusto non me ne cale affatto.

    Ora tu mi dirai: ma gli errori, di qualunque genere essi siano,esistono nel libro non importa chi sia il Lettore.

    Vero*.

    E’ qui che il mio interessa nella discussione si ferma. Ci sono tanti errori (e non solo in ambito bellico), il libro è scadente.
    Parlo di errori del genere perché sono facili da quantificare. Un personaggio psicologicamente piatto è unb difetto enorme, ma è più difficile decidere (per gente che non ha studiato 10 anni psicologia e forse anche per chi lo a fatto) se il dato personaggio è o no inconsistente. Invece errori logici come quello delle misure o come il fatto che in piena battaglia l’esercito manovri a voce sono semplici e indiscutibili (dato che non ci viene detto quanto misura un braccio, né viene detto se il generale ha un megafono magico).
    Pertanto è su questo che io giudico se un libro è di qualità o meno.
    Al lettore piace lo stesso.
    Buon per lui. Vorrà dire che il libro farà successo. Tanti auguri. Sesta pieno di errori e quindi di cattiva qualità.

    La storia del famigerato islandese sarà piena di errori pure quella? Senza dubbio. Cercare di scrivere un libro di qualità non significa riuscirci ^_^

    Tra parentesi, far della satira su un personaggio conosciuto e umiliarlo non è la stessa cosa: nessuno è andato a ricoprire di merda la signora in questione, questo è un blog i cui autori non apprezzano la sua “arte” e la sfottono. E ci ridiamo sopra, nessuno è partito per assassinare la suddetta in quanto caria del fantasy italiano. Essere oggetto di pasquinate è l’inconveniente di esser famosi e non c’è niente di male (dato che si tratta di satira, non di diffamazione).
    E a questo punto sayonara per sul serio, non vedo l’utilità di proseguire questa discussione.

  414. 414 Guglielmo

    …e gli errori “semplici e indiscutibili” lo sono per te.
    E tu decidi anche quali “errori semplici e indiscutibili” sono importanti per il tuo giudizio e quali altri errori semplici e indiscutibili non lo sono.
    Tutto il tuo sproloquio non fa altro che confermare appieno il mio precedente intervento.
    Eviteresti di fare questi scivoloni, contraddicendoti, se almeno ragionassi su quello di cui stiamo parlando, invece di ripetere a vuoto.

    So long, and thanks for all the fish, baby :)

  415. 415 Stefano

    Scusami Gugliemo, francamente faccio fatica a comprendere il tuo zelo. Ritieni che il termine errore sia opinabile? Libero di pensarlo, ma siamo in tanti ad affermare il contrario: Licia Troisi avrà pure usato il fantasy come scusa per raccontare una storia generazionale, la guerra potrà essere mero contesto, ma purtroppo cio’ non significa che si possa chiudere gli occhi di fronte a certe cose.
    Se Sennar parte per il mondo sommerso per chiedere aiuto, rimane inascoltato e viene imprigionato, ti sembra logico e credibile che un inviato del Tiranno trami per uccidere quel sovrano? Il risultato piu’ semplice è che quel sovrano, prima riluttante a intervenire, si incazzi e intervenga nel conflitto. QUESTO E’ UN ERRORE, ammesso dalla stessa autrice su FM. Possiamo tranquillamente pensare che gli amori e gli amorazzi del ciclo nascondano certe cose per qualcuno, ma gli errori rimangono.
    Essere verosimili, se non si puo’ essere realistici, è un altro comandamento che Brooks consiglia: nessuno è un tuttologo, certo, qualcosa sfuggirà sempre, ma non si può ricostruire un addestramento militare parlando di combattimento “tutti contro tutti”, che cavolo sono, dei gladiatori? E i ranghi? La catena di comando? Per non parlare delle unità di fanteria guidate da cavalieri in groppa a un drago… come cavolo avviene? Come comunicano, col pensiero? La magia?
    Posto che l’autrice abbia definitivamente rinunciato a costruire un contesto credibile (cosa assai rara nel fantasy), posto che abbia definitivamente fatto una scelta di target, gli errori rimangono e il sottoscritto e altri che li vedono potranno essere liberi di evidenziarli?
    Se, tu, poi, esulando dall’ambito militare, ritieni che questo romanzo abbia dei punti di forza puoi enfatizzare questi ultimi e mettere in secondo piano gli errori, che ribadisco ci sono.
    Spartacus sarà pure un capolavoro cinematografico, ma militarmente parlando è una tranvata colossale (ricordate i tronchi infuocati gettati contro i Romani?)
    Sugli errori trovati da gamberetta si puo’ discutere, ma lei ti da’ almeno un appiglio su cui concordare o meno… non molte recensioni ti danno questo: pensa che su FM un moderatore voleva censurare in nome della privacy una citazione del romanzo di Sergio Rocca (ignorando palesemente la legge, ma lasciamo stare…) In soldoni la cosa che mi ha colpito è che siamo cosi’ abituati a scrivere e a leggere recensioni sui massimi sistemi, che ci stiamo disabituando a un approccio piu’ diretto. Toglimi una curiosità, forse ho perso qualcosa di questa lunga diatriba, come giudichi tu le opere della Troisi?

  416. 416 barbara

    @Guglielmo, ma tu che sei spsicologo ha quanto ho capito, apprezzi i libri della suddetta perchè la psiche della protagonista è affrontata in modo realistico?
    No perchè a me è sembrato tutto il contrario, non mi sono immedesimata per niente in Nihal, mentre in genere anche se un personaggio è molto diverso da me, vedi Tiryon de Le Cronache di Martin a esempio, se descritto in modo realistico e credibile non ho problemi a immedesimarmi.
    Nihal sinceramente mi è sembrata tutto meno che ben delineata, troppo eccessiva e non coerente per essere un buon personaggio. Gli altri pg poi non sono pervenuti visto che sono niente di più che clichè appena abbozzati.
    Dal punto di vista psicologico quindi per me è comunque un pessimo libro, se invece i protagonisti fossero vivi lo avrei potuto comunque apprezzare nonostante il resto.

    Poi gli errori sono errori, non capisco tutto l’accanirsi sul fatto che non lo siano o che lo siano solo per qualcuno. Vabbè evidentemente è tutto soggettivo, se io investo un ciclista, e a me i ciclisti stanno sulle balle, evidentemente per me non è un errore, anzi è giusto così.^^

  417. 417 Guglielmo

    La mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Per me, sotto questo aspetto, la Troisi ha scritto un libro quasi perfetto.
    A me non piace il fantasy per ragazze.
    E cmq stefano e barbara, vi siete persi tutto il discorso, e non sto a ricominciare anche con voi. Fare errori non vuol dire fare schifo, gli errori ci sono ma decidi tu e blablabla ho già risposto a tutti e su tutto quello che avete scritto e tutte le vostre posizioni dimostrano la mia tesi.

    Se pensate che non sia così, quotatemi del discorso che ho fatto due post addietro quello che secondo voi è sbagliato.
    Clio l’ha fatto, e si è contraddetta.
    Voi mi sembra abbiate detto le sue stesse cose, cambiando esempi e parole…

  418. 418 Stefano

    Puo’ darsi che mi sia perso qualcosa, ma a me sembra piuttosto che tu ti sia fossilizzato su posizioni indifendibili nonostante tutto e tutti. Anche perchè, personalmente, non ritengo che fare errori tout court significhi fare schifo, ma se gli errori spaziano dalla trama, allo sviluppo dei personaggi, alla coerenza interna del mondo ideato, come in questo caso, CREDO CHE IL ROMANZO POSSA ESSERE DEFINITO UNO SCHIFO.

  419. 419 Guglielmo

    Le mie posizioni sono indifendibili?
    Dimostralo, invece di dirlo soltanto. Anzi, invece di continuare a darmi ragione implicitamente.
    “io credo”, “personalmente” ,”ritengo”, l’uso del congiuntivo, l’ennesimo ragionamento “i parametri dicono che il libro fa’ schifo”. I tuoi.
    Tutto qui?

  420. 420 gugand

    Lo schifo e’ il risultato dei nostri parametri. Ti avevo pure dato parzialmente ragione. Se un errore e’ presente secondo i nostri parametri tu non ti puoi arrampicare sugli specchi a dimostrarci che non e’ un errore perche’ secondo i tuoi non lo e’. Come noi non possiamo convincerti del contrario.
    O dimostri che l’errore e’ stato percepito per un errore di interpretazione e quindi che in realta’ non c’e’, oppure esprimi la tua opinione facendo riferimento ai tuoi parametri. Dato che in questo blog e’ scritto chiaro e tondo cosa si intende per errore e cosa no ogni tua contestazione e’ inutile.
    Infatti io avevo lasciato perdere perche’ tanto non c’e’ niente da discutere. Sei te che vuoi farti portavoce di una verita’ assoluta di un metodo di vautazione che non esiste e finche’ non capisci che l’obbiettivita’ non puo’ esistere e l’unico modo per “simularla” e’ portare a conoscenza gli altri del proprio modo di valutazione, si discutera’ a vanvera.

  421. 421 Uriele

    Lo schifo e’ il risultato dei nostri parametri. Ti avevo pure dato parzialmente ragione. Se un errore e’ presente secondo i nostri parametri tu non ti puoi arrampicare sugli specchi a dimostrarci che non e’ un errore perche’ secondo i tuoi non lo e’. Come noi non possiamo convincerti del contrario.
    O dimostri che l’errore e’ stato percepito per un errore di interpretazione e quindi che in realta’ non c’e’, oppure esprimi la tua opinione facendo riferimento ai tuoi parametri.

    Condivido queste tue affermazioni e penso riassumano perfettamente decine e decine di commenti. Penso che basti una semplice cosa per trovarci tutti d’accordo (o quasi): togliere “l’oggettività” dal discorso. Se introduciamo dei parametri di giudizio, evitiamo di ritenerli validi über alles e ci limitiamo a quelli, allora credo sia possibile trovare un punto di incontro in questa discussione (che sta diventando un muro contro muro in cui alcuni parlano di metodo e universalità, mentre altri parlano di tecnicismo e realismo) e andare avanti. Non dico di ripetere ogni volta la dichiarazione di intenti (“questa è un opinione personale basata su parametri personali”, ” questo è il mio giudizio basato sulla mia personale esperienza”, “gran parte, ma non tutti, i lettori ritengono questo un errore”, ecc…), sarebbe stupido e burocratichese (ho avuto a che fare con le autocertificazioni e ,quando se ne scrivono molte di fila, è una palla ricopiare le prime 5 righe che spiegano come io sottoscritto blablabla sappia che la dichiarazione mendace sia punibile a norma degli articoli blablabla).
    L’importante (almeno per me e penso per Guglielmo, ma non mi sento di parlare a nome di nessun altro) è non saltare fuori con cose tipo è “oggettivamente brutto, uno schifo assoluto” oppure citare come “errori oggettivi” dei tecnismi quali “la mancanza di catene di comando con capitani che urlano per dare gli ordini”(non essere realistici è una scelta, quando un romanzo piace ed è scritto bene, nonostante la mancanza di aderenza alla realtà, riusciamo a figurarci la scena “restando” nel romanzo). Alle volte qualcosa che risulta “sbagliato” o “brutto” usando certi parametri di giudizio non lo è neppure per recensore che li applica, perché alle volte gli “errori” sono veramente volti a creare un certo effetto (mi viene in mente Adams e le “domande” del narratore che sono funzionali alla comicità della storia; in molti punti del diario di Adamo ed Eva, Twain racconta piuttosto che mostrare, ma la forma del diario e la paradossalità e la purezza di certe “introspezioni” rendono il tutto scorrevole e realmente piacevole): è per questo che non condivido questa presunta oggettività.

    Un romanzo poi può essere brutto* e contemporaneamente divertirci e piacerci (penso alla saga dei gemelli, per me è scritto male e bruttarello, ma dopo essermi letto un mattone una cosa semplice e infantile può piacermi e divertirmi: dopo aver mangiato caviale puliamoci la bocca con una cocacola). Definire un certo testo “uno schifo che può piacere solo a chi non ha gusto o è ignorante” è supponente e riduttivo: il gusto dipende anche dal nostro umore momentaneo.

    Non pretendo di avere ragione o la verità assoluta – Cthulhu me ne scampi, la Verità è l’ultima roccaforte dell’imbecillità- lancio solo un sasso nell’acqua (anche provocatorio, lo ammetto) per esprimere il mio punto di vista e vedo come si espandono le onde concentriche.

    PS: La missione di Sennar, unico libro che ho in casa delle cronache (mi è stato regalato insieme a “La luce di Orione” che ritengo un romanzo fra il carino e il molto carino), è stato lasciato a tre quarti: era bruttino e al momento cercavo qualcos’altro, ma sono sicuro che quando avrò bisogno di un libro semplice e rilassante per togliermi un mattone dallo stomaco, sarà al primo posto e magari mi piacerà anche

    *nel senso che gli errori non sono funzionali o volontari e, seguendo il nostro metodo di giudizio, continuiamo a considerarlo consciamente brutto

  422. 422 Guglielmo

    No gugand ascolta, te lo rispiego.
    La mia posizione era che in alcuni punti la recensione era del tutto opinabile.
    Per esempio, la questione del tunnel era un errore?opinabile.

    Poi c’erano gli errori “oggettivi”.
    E qui cascava l’asino, perchè, tralasciando il fatto che alcuni di questi errori che imputate alla Troisi per me non lo sono, c’è chi dice che se fai tanti errori di questo tipo il libro fa schifo.
    Il punto è che di errori ogni scrittore ne fa a ufo.
    Allora TUTTI i libri fanno schifo?Tutti i libri sono spazzatura?No, ovviamente.
    E qui entra in gioco l’importanza che ciascun lettore da’ a questi errori.

    Infatti ho smesso di discutere con te quando hai specificato che il tuo giudizio era soggettivo. Ho provato anche a mettere in discussione i vostri parametri, poi, visto che si rasenta il fanatismo ho rinunciato.
    Ma non con chi dice “no il libro della Troisi è spazzatura e basta”.

    Come avevo già scritto eoni prima:

    il prossimo passo quale sarà? Stabilire un elenco di “arte degenerata”?

    Poi c’era un’altra questione ancora, parallela: questo è un sito frequentato da gente che di fantasy contemporaneo ha qualche infarinatura e ha superato da tempo l’età del lettore ideale della Troisi.
    E’ inevitabile che per quanto uno si sforzi, non l’apprezzeremo mai in pieno.
    Io non la difendevo in quanto scrittrice abilissima nel gestire una trama complessa o evocare mondi immaginari e/o originali in maniera coerente, ma è indubbio che il suo target sia riuscito a conquistarselo.
    E infatti Gamberetta, non considerando questo aspetto, toppa clamorosamente anche del citare la vostra regola del “mostra, non raccontare” quando critica l’uso che ne fa la Troisi.
    Un recensore imparziale avrebbe capito perchè e a vantaggio di chi la Troisi mostra una cosa e ne racconta un’altra.

  423. 423 Stefano

    Gugliemo che pretendi? Mi dici in pratica che non vuoi perdere tempo a discutere con me. Vuoi davvero inerpicarti nello stabilire ciò che è oggettivo e ciò che non lo è? Alcuni esempi: il buon Sergio Rocca non ha tutti i torti quando afferma che l’uso delle d eufoniche in maniera, passami il termine “liberale” non è un errore grammaticale, rimane il fatto che quasi tutti gli editor storcerebbero la bocca di fronte a un “ed adesso”. Anche il deus ex machina come mezzo per risolvere una situazione intricata non è certo deprecabile, ma è deprecato da quasi tutti coloro che si occupano di narrativa. Il target non è dio: ripeto ancora una volta che il target è stato costruito a posteriori, sopratutto dopo che ci si era illusi che il libro andasse bene a tutti. Ma facciamoci delle domande, perchè mai la troisi è cosi’ criticata? Possibile che il target inizialmente fosse un pochino più ampio? Chi sono i lettori di Focus o di repubblica? I bambini di 11-14 anni?

  424. 424 Guglielmo

    Stefano, hai ragione, non voglio perdere tempo a discutere con te perchè a tutte le domande che hai fatto, anche qui sopra, ho già risposto.
    E poi

    Vuoi davvero inerpicarti nello stabilire ciò che è oggettivo e ciò che non lo è?

    sta frase mi fa capire che non hai capito nulla, ma proprio nulla, del mio punto di vista. E insisti a darmi ragione.
    Paraocchi rulez.

  425. 425 barbara

    @Guglielmo, parli parli, anzi scrivi scrivi, ma alla fine non dici niente, sei un rumore di fondo anche tu, come la Troisi.
    Praticamente ti dai ragione da solo.
    I parametri che usa Gamberetta sono quelli che lei ha spiegato, se a te non vanno bene pazienza.
    Una volta che si ha il modo di operare del recensore, si può valutare una recensione proprio in base a quello.
    Nel sito non si tiene in conto il target? Bene io posso farmi una idea sapendo che quel parametro non viene preso in considerazione.
    Poi come dice Stefano, evidentemente il target iniziale con cui hanno iniziato la campagna pubblicitaria era un tantino più ampio.
    Di errori saranno pieni tutti i libri, io non credo di aver detto che errore uguale schifo, ho detto solo che un errore è un errore, se in una pagina la mia protagonista ha gli occhi verdi e in quella dopo sono marroni è evidente che a meno che non specifico che può cambiare colore, ho sbagliato, questo non inficia certamente tutto il romanzo, c’è chi se ne accorgerà oppure no e a chi darà fastidio.
    Secondo i TUOI parametri il libro è perfetto perchè è per ragazze, già dimenticavo le ragazze sono tutte sceme, basta dare loro una copertina colorata e un personaggio fiko e appesteranno tutta la rete (vedi Twilight).
    Comunque se puoi fare di meglio, come ti ho già detto accomodati.

  426. 426 gugand

    @guglielmo
    Logicamente i parametri di ognuno non li puoi criticare perche’ si rientra nel gusto personale che dipendono da cosi’ tanti fattori che nemmeno noi stessi sappiamo perche’ li adottiamo, non e’ questione di fanatismo.
    Cosa non mi trovera’ mai d’accordo coi tuoi discorsi sono i cosiddetti errori oggettivi tu li fai scomparire perche’ li contestualizzi al genere, al target e alle intenzioni dell’autore (espresse e non). Sinceramente queste per me sono facili paraventi per nascondere la pigrizia dell’autore o dell’editore, anche se penso che non si possa pretendere la perfezione.
    Posso essere d’accordo che certi errori pesino meno al punto di essere insignificanti in certi contesti, ma ognuno da importanza a quello che vuole e, quindi, considerare pattume quello che vuole.

    Sinceramente il tuo sembra solo un attacco a testa bassa contro questa metodologia di critica ed ancora devo capire che cosa vuoi dimostrare.

  427. 427 Guglielmo

    Gugand io non devo dimostrare che questa metodologia critica è sbagliata, la storia dell’arte stessa lo dimostra.
    In 3 ci siamo messi a spiegarvelo, ma contro la vostra ignoranza – in questo campo- di più non si può fare.
    Non si può stabilire oggettivamente la qualità letteraria -e non solo- di un’opera.
    Voi [Gamberetta, Clio, Barbara, Stefano e compagnia bella] state dicendo che si può e io vi sto solo facendo notare che è una cagata pazzesca.
    Sono un rumore di fondo?si, come quella vocina che ti avverte che hai appena fatto una figura di merda…

    ps: secondo i miei parametri il libro è perfetto a guardare i dati di vendita.
    E che le ragazze siano sceme lo dite voi, direttamente e prendendo per il culo le fan della Troisi e della Mayer.

  428. 428 gugand

    Non hai capito una cosa: Della storia dell’arte e di tutti gli studiosi dell’arte me ne sbatto. Io giudico secondo i miei gusti punto.
    Anzi, ho grossi dubbi riguardo la capacita’ di giudizio di questi studiosi.
    Ad esempio, fino ai primi dell’800 i pittori facevano opere che nessuno poteva dire brutte tecnicamente, anzi sono andati migliorando sempre di piu’. Poi sono arrivati i Picasso e i Mirò a fare roba inguardabile per i quali bastava la capacità pittorica di un bambino di 4 anni, ma “piene di significato” che le rendevano bellissime per alcuni, non ai miei occhi.
    Il fatto che il pittore fosse capace di fare cose molto migliori tecnicamente non era una giustificazione, ma un demerito. Per me mostrano solo la pigrizia.
    Altro campo, la cucina moderna, una scusa per farti pagare cifre assurde per pasti infimi.
    Idem con la narrativa, piena di inesattezze e sfrondoni in nome di significati nascosti, insegnamenti morali e metafore di cui io me ne sbatto.

    Per concludere, sono ignorante di arte, ma di fronte a certi scempi sono contento di esserlo.

  429. 429 gugand

    Ho sbagliato a scrivere. parlo del ’900.

  430. 430 Guglielmo

    Quindi anche tu sei d’accordo con me.
    Figo. Ora devi solo capirlo, e poi siamo a cavallo.
    lol.

  431. 431 gugand

    Saro’ duro, ma solo tu sai quali siano le tue argomentazioni a cui io sto da dando ragione.
    Io ho capito solo che per te tutto e’ bello basta dire che le cazzate sono non sono tali nel contesto. Io dico che sono eventualmente trascurabili, ma dipendono dai gusti.
    Trascurabili non vuol dire che gli errori non ci siano. Quindi ritengo una recensione ben fatta quando elenca gli errori. Le conclusioni che tira il recensore sono aggiunte che possono essere ignorate, gli errori li decido io quali sono trascurabili. Il recensore non deve sostituirsi al mio cervello.

  432. 432 Guglielmo

    prendo pezzi caso miei:

    uno

    Allora chi decide gli “errori logici” e la loro rilevanza a causa dei quali dire “questo è bene, questo è male”?
    Il Lettore.

    due

    Ora tu mi dirai: ma gli errori, di qualunque genere essi siano,esistono nel libro non importa chi sia il Lettore.
    Vero*. E’ per questo che entra in gioco il gusto, la rilevanza.Di Chi?Del Lettore.

    tre

    Allora TUTTI i libri fanno schifo?Tutti i libri sono spazzatura?No, ovviamente.
    E qui entra in gioco l’importanza che ciascun lettore da’ a questi errori.

    e ora il TUO pezzo:

    Le conclusioni che tira il recensore sono aggiunte che possono essere ignorate, gli errori li decido io quali sono trascurabili. Il recensore non deve sostituirsi al mio cervello.

    Questo la dice lunga sulla qualità del vostro modo di “discutere”. Nessuna elaborazione, paraocchi e via.
    Ora, di fronte all’evidenza, hai le palle almeno di buttare via i paraocchi o continuerai a insistere che diciamo cose diverse?
    Byez

  433. 433 Stefano

    Beh, Guglielmo, visto che sarei io a non capire nulla (considerazione di cui ti ringrazio), potresti citarmi dove avrei scritto che esiste un valore oggettivo nella valutazione della qualità di un romanzo? Qui sopra ho semplicemente fatto presente, con esempi, che ci sono dei paramentri di valutazione che quasi tutte le case editrici e i loro editor accolgono per valutare un romanzo. Non sono regole oggettive, ma sono normalmente accolte da tutti, sono i precetti che si imparano nei corsi di scrittura. Le cose sono due: o l’autrice ha le spalle così coperte da un bagaglio di esperienza e di gavetta tale, che pur conoscendo queste regole, sceglie di sua volontà di fregarsene o siamo di fronte a una scrittrice alle prima armi sulla quale non si è lavorato tanto perchè basta la pubblicità, il momento favorevole e ci si affida allo scarso senso critico dei lettori. La critica era appunto rivolta a questo secondo aspetto, del resto mi pare che anche gamberetta abbia messo in luce un interrogativo: a che pro cercare di migliorarsi per raggiungere certi standard, richiesti DA CHI TI DOVREBBE PUBBLICARE se ci sono autori che li calpestano? Certe regole, seppur non oggettive, avranno comunque una ragion d’essere, oppure no?
    Quando un romanzo trascura l’ambientazione, la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi ed è pieno di errori nella trama e si affida soltanto all’impatto emotivo, è un’opera valida, a tuo parere? Lasciami indovinare… hai già risposto.

  434. 434 Guglielmo

    Quando un romanzo trascura l’ambientazione, la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi ed è pieno di errori nella trama e si affida soltanto all’impatto emotivo, è un’opera valida, a tuo parere? Lasciami indovinare… hai già risposto.

    Si, ho già risposto, ma te lo ribadisco volentieri:

    1)un’opera per me è valida quando mi piace, non quando è priva di errori, visto che non esistono e non esisteranno mai opere perfette e prive di errori.
    Scelgo io quali errori non influenzano negativamente il mio piacere nel godere dell’opera.
    Vedi discorso sopra con gugand.

    2)Che l’ambientazione, la caratterizzazione, la trama siano piene di errori nei libri della Troisi è una vostra opinione secondo me falsata in parte dalle recensioni di Gamberetta e in parte da un mix di pregiudizi, ignoranza, mancanza di contestualizzazione e invidia.
    Già detto di poter discutere degli errori, quando volete.

    3)Anche ammettendo determinati errori nei libri della Troisi, è dimostrabile che scrittori molto più famosi e quotati di lei li hanno commessi, alcuni dei quali vengono addirittura citati da Gamberetta come suoi modelli!
    Comico.

    ultima cosa:

    a che pro cercare di migliorarsi per raggiungere certi standard, richiesti DA CHI TI DOVREBBE PUBBLICARE

    Dal mio personalissimo punto di vista, se il tuo percorso di crescita e miglioramento artistico si appiattisce o si indirizza sugli standard richiesti da chi ti dovrebbe pubblicare, sei un pirla(fermo restando che qui non si sta parlando di standard di base tipo ortografia, sintassi ecc).
    E questo è un altro discorso ancora, su cui mi ero soffermato un po’ di post indietro: in questo paese tutti vogliono pubblicare la loro storia ma pochi hanno qualcosa da raccontare: in quel determinato settore, la Troisi è solo stata la prima ad andarlo a coprire commercialmente. Perchè non ci provava nessuno, o non c’era nessuno migliore, vai a sapere.
    Ho anche chiesto, sempre “al tempo”, chi fossero quegli scrittori italiani rifiutati dalle case editrici, migliori della Troisi. Nessuno mi ha risposto.
    La casa editrice è un’attività commerciale, prende il meglio che ha a disposizione e lo piazza nella confezione migliore. E al posto della Troisi, vorrei vedere quanti di voi, con il vostro romanzo, si sarebbero tirati indietro con la scusa della “qualità”.
    Ma non fatemi ridere, ipocriti!

    ps: “Ma questa è un’altra storia” [cit.]

  435. 435 Stefano

    Poi sarei io a non leggere
    1) Gli errori esistono e non dipendono dal gusto di ciascuno, ma sono semplicemente percepiti come tali diversamente da ognuno. La lingua cambia, cambiano anche i gusti: Lovecraft avrebbe scritto le stesse cose, nel medesimo modo, se fosse vissuto adesso? Se uno vuol pubblicare deve senz’altro venire a compromessi con certe leggi formali che tu disprezzi, non perché sia un delitto infrangerle, non soltanto perché sono le chiavi per pubblicare, ma perché sono gli attrezzi di lavoro di un vero scrittore qui e adesso (non parlo di arte bada) . Avvocati, medici, insegnanti, operatori ecologici usano nel loro lavoro una metodica e adottano anche nel parlare un loro formulario. Se si vuole diventare uno scrittore, che è un artigiano della scrittura, bisogna adottarle. Ciò non toglie che tra dieci, venti anni queste regole possano anche essere cambiate.
    2) Nelle Cronache non sappiamo nulla delle tradizioni del Mondo Emerso, gli unici veri protagonisti sono Sennar e Nihal, questo è un dato oggettivo, ciò non toglie che un romanzo fantasy possa anche fare a meno di un’ambientazione decente, Tanith Lee ne è un esempio. I vari particolari legati all’arte bellica sono errori e lo rimarranno anche nelle epoche future, ma si può fare a meno anche di quelli, in nome del target. Quando, però, i fatti e i personaggi si muovono in maniera incoerente, questi sono errori gravi, sempre che non si voglia dimostrare, per esempio, che i servi del Tiranno sono stupidi, quando attentano alla vita del sovrano del Mondo Sommerso causandone l’intervento. Qui non si tratta degli artifici linguistici del punto 1, questi sono errori e rimangono tali. Tu lettore, poi, sei liberissimo di fare spallucce, e affermare che nei romanzi della Troisi stai cercando altro, ma gli errori rimangono.
    3) Se pensi che per pubblicare si debba seguire un percorso artistico sei tu il pirla. L’arte la si coltiva altrove, quando si deve vendere e si deve vendere a un pubblico mutevole e poco esigente, bisogna appropriarsi della tecnica. Il fantasy in italia è solo un fenomeno di traino, altrove è stato imposto da Harry Potter o da Eragon. In altri interventi, appunto, paragonavo scrittori non certo pretenziosi come Terry Brooks con la nostra Troisi: qui non si tratta di vendere palate di libri, si tratta di rimanere nella breccia. Ritengo che scrivere libri fotocopia a mitraglia, sfruttando il periodo favorevole, alla lunga non paghi per chi vuole vivere di scrittura. Quindi certo, se avessi scritto qualcosa e un editore la volesse pubblicare a tutti i costi, nonostante gli errori di cui sopra, in prima battuta me ne fregherei. In seconda battuta no, semplicemente perché vorrei acquisire una professionalità e qui veniamo a gamberetta… per la milionesima volta quello che scrive non è vangelo, possibile che tu, fautore del senso critico, ritenga tutti i lettori di questo blog dei beoti? Veniamo infine all’arte: se sono convinto di aver qualcosa di utile da dire o da offrire agli altri ho due scelte, o esprimere la mia arte sul mio portatile, o arrivare a un compromesso per permettere che il mio messaggio raggiunga il lettore. Tu che faresti?

  436. 436 Guglielmo

    Stefano, ma seriamente: hai qualche problema di elaborazione?

    Gli errori esistono e non dipendono dal gusto di ciascuno, ma sono semplicemente percepiti come tali diversamente da ognuno.

    E’ la stessa cosa che sto dicendo io da tipo 20 post: se ho scritto il contrario, quotami il pezzo in cui l’avrei fatto.
    Con la sola precisazione che molti dei presunti errori che Gamberetta avrebbe scovato, sono manipolazioni – vedi l’esempio del tunnel.
    Ne posso fare altri.
    Ribadisco: se ho scritto il contrario, citamelo, altrimenti fattene una ragione: non hai capito una ceppa del mio discorso, hai i paraocchi e stai ripetendo le mie stesse opinioni credendo di dire il contrario.

    2)Che caspita c’entra la Lee con la Troisi lo sai solo tu. Ne ho letto quasi tutte le opere e non c’entrano una mazza né con il target Troisi né mi pare avessero un target particolare[e visto che la Lee ha scritto diverse opere,e non solo fantasy, e non un solo ciclo, l'affermazione sulla sua "ambientazione" mi risulta abbastanza sospetta. A cosa ti riferisci?Sai di cosa parli?].
    Perchè non facciamo paragoni eccellenti, come King, lo stesso Twain, che fanno porcate assurde eppure nella lettura dei loro romanzi la sospensione del giudizio c’è. E quando non c’è, ci si passa sopra lo stesso?
    Il resto del discorso è già compreso nel punto 1

    3)

    3)Se pensi che per pubblicare si debba seguire un percorso artistico sei tu il pirla.

    Mai scritto questo. Non ci siamo capiti su questo punto.
    Per artistico intendevo “arte dello scrivere”. Tu hai parlato di miglioramento, giusto? Penso, a questo punto, che dovresti chiarire quali siano per te questi standard da raggiungere.

    4)Avresti rifiutato la pubblicazione?Secondo me è una risposta ipocrita.

    5)L’arte nel discorso editoria non c’entra una mazza: si parlava di Arte e di Storia dell’Arte quando si discuteva di bellezza, oggettività di giudizio e di critica, canoni di giudizio. E si prendeva ad esempio l’evoluzioni di questi canoni nella storia dell’arte.

  437. 437 Uriele

    Quindi certo, se avessi scritto qualcosa e un editore la volesse pubblicare a tutti i costi, nonostante gli errori di cui sopra, in prima battuta me ne fregherei. In seconda battuta no, semplicemente perché vorrei acquisire una professionalità e qui veniamo a gamberetta…

    Se ti vedono come una fonte di reddito ti pubblicheranno, ma in prima (e probabilmente neppure in seconda) battuta non troverai un editore che ti si prostra ai piedi per pubblicarti: te la dovrai sudare, ingoiare tanto e piegarti ai compromessi. Poi viene la seconda battuta. Sei famoso, sei sulla cresta dell’onda, ai party ti portano la ferrarelle da convertire in borgogna, non riesci più a farti il bagno perché rimani in superficie. Credi veramente che rifiuteresti di pubblicare il tuo secondo libro quando hai autostima al massimo e senso critico al minimo?!
    La Troisi ha azzeccato un terno al lotto e finché rimarrà un fenomeno mainstream (ovvero finché o la ami alla follia “perché cioè è troppo forte” o la odi “perché l’alabarda di pagina 16 è diventata una picca a pagina 666, ahahaha che ignoranza!”) non pubblicherà nulla di meglio: lei consegna il disegnino di un cazzetto fatto al telefono e glielo pubblicano. Ormai ci sono i fan talebani che le leggono e permettono tutto e i delatori jihadisti che le fanno pubblicità aiutando le vendite. Quando si scenderà sotto la massa critica mediatica avrà due possibilità:
    1) Ritornare a lavorare a tempo pieno per il CNR
    2) Impegnarsi per evolvere come autrice (diventando, chessò, Troismender)

    È stata sfortunata, forse se le avessero sbattuto un paio di porte sul grugno avrebbe tirato fuori un’opera molto migliore. Si è creata un enclave d’odio (che tende a rimanere) e un sinodo di ammiratori(che tende a dissolversi col tempo e con le mode): se cercherà di intraprendere la seconda Via, il suo percorso per diventare una scrittrice professionista sarà molto più duro di quello di un esordiente qualunquis. Quando si raggiunge il successo (meritato o immeritato che sia) passando davanti agli altri senza gavetta e senza fatica, la gente non ti perdona facilmente.

  438. 438 gugand

    Allora ti ricordo il tuo esordio che me lo ero scordato ed abbiamo spostato la discussione su altro:
    Guglielmo

    Partiamo però dal romanzo della Troisi: la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Prendendo atto di questo, e mettendosi il cuore in pace, una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.

    Tu vorresti buttare via mezza recensione perche’ e’ un punto di vista personale.
    Allora veniamo al punto:
    Cosa avrebbe dovuto scrivere un recensore? Qualunque cosa e’ punto di vista personale.
    Da quello che intuisco sul tuo punto di vista (altrimenti non si capisce che diavolo fai qui dentro) il recensore vorresti vederlo immedesimarsi al target ideale del racconto e qundi ignorare tutti gli aspetti che un apersona del target ignora.
    Questo ragionamento per me e’ sbagliato. Intanto mettere le persone dentro un target mi sembra qualunquista se non razzista. Ognuno ha conoscenze ed esperienze uniche che potrebbero non uniformarsi con la massa delle persone (e’ abbastanza comune pensare che la massa e’ ignorante, ma ognuno e’ esperto in settori magari specifici come calcio e musica, ma non saper mettere 2 parole in fila). In piu’ fai supposizioni sulle intenzioni dello scrittore. Per esempio “racconto per ragazzi” puo’ voler dire tutto e niente.
    Dato che pochi ragazzi conoscono il congiuntivo lo scrittore si puo’ permettere di non usarlo e quindi passarla liscia nelle recensioni?
    Questo esempo e’ assurdo, ma il tuo punto di vista(se interpretato bene) porta a questo.

  439. 439 Stefano

    Geglielmo, ma seriamente, ma hai qualche problema di elaborazione? Posso essermi perso qualcosa di quello che hai scritto in precedenza, ma ho risposto commentando il tuo ultimo messaggio, riportando i tuoi medesimi punti… ci riprovo.
    1) Citami altri casi di manipolazione, siamo sempre fermi all’esempio del tunnel
    2) La Lee c’entra è ovvio: hai mai letto il “Signore delle Tenebre”? Che cosa conosciamo di quel mondo? Ovviamente in quel contesto la costruzione di una ambientazione fatta di popoli, tradizioni e compagnia cantante non è fondamentale. Esempio più semplice, per venire incontro alle tue capacità cognitive: in Dragon lance o in qualche altro polpettone Kriniano o Feruniano l’ambientazione “da gioco di ruolo” non ha nulla a che vedere con l’etnografia di un Turtledove ad esempio.
    3) Ripeto ancora una volta: posto che la grammatica dovrebbe appartenere a tutti gli aspiranti scrittori, usare efficacemente la lingua è una qualità innata per qualcuno ma non per tutti. Trovi ogni cosa nel punto 1 qui sopra, che tu hai ovviamente sviscerato con attenzione, si parlava degli “errori”, non “errori”… La troisi, a mio parere, punta soltanto sull’immedesimazione emotiva: protagonisti ragazzini, il mago “figo”, con problemi adolescenziali ma con capacità erculee. Per quanto andranno di moda?
    4) Ti ho risposto chiaramente qui sopra “Quindi certo, se avessi scritto qualcosa e un editore la volesse pubblicare a tutti i costi, nonostante gli errori di cui sopra, in prima battuta me ne fregherei. In seconda battuta no, semplicemente perché vorrei acquisire una professionalità”
    Prima di accusare gli altri di non elaborare, perchè non ti sforzi di leggere quello che scrivono gli altri?
    5) Ma caro Guglielmo, io mi sono ben guardato di fare sproloqui sulla storia d’arte, ho semplicemente detto la mia sull’editoria, rispondendo al tuo punto 3 che ti invito a rileggere.

  440. 440 barbara

    No dai, diamo tutti ragione a Guglielmo così è contento.
    Guglielmo hai ragione, sicuramente Tanith lee non c’entra una mazza con la Troisi, anche perchè è trenta volte meglio, ma le ragazzine di sicuro non possono capirla (è troppo difficile).
    Per loro è meglio leggere Moccia, Meyer, Troisi e Paolini, loro si che sono grandi scrittori che capiscono i ggiovani ^^
    Perchè sbattersi a scrivere storie coerenti, fantasiose e originali mi chiedo io, basta fare copia incolla e metterci un protagonista adolescente.
    Che poi piace tanto anche a chi non è più tanto ggiovane fuori ma è ggiovane dentro^^

    Per la recensione, io l’ho scoperta per caso ma avevo già letto i libri tempo prima, quello che pensavo quindi non è cambiato, semmai ho visto confermare i miei sospetti.
    Però ha ragione Guglielmo, non me ne sono accorta ma sicuramente prima di leggere questa recensione a me la Troisi piaceva un casino, in realtà Gamberetta è una astuta manipolatrice di menti deboli, che stia tramando per conquistare il mondo?

  441. 441 Guglielmo

    @gugand: mi rifiuto di andare avanti a discutere con te, finchè non ammetterai di aver discusso finora con i paraocchi.
    I quote li ho fatti. Hai fatto finta di niente e hai cambiato discorso.

    @stefano: vale la stessa cosa di gugand: io cito, quoto, argomento: tu spari frasi a vanvera e quando ti chiedo di dimostrare, non lo fai.
    Aspetto ancora che tu mi venga a citare le mie famose frasi.
    uno

    visto che non esistono e non esisteranno mai opere perfette e prive di errori.Scelgo io quali errori non influenzano negativamente il mio piacere nel godere dell’opera.

    due

    Gli errori esistono e non dipendono dal gusto di ciascuno, ma sono semplicemente percepiti come tali diversamente da ognuno.

    Hai citato la prima frase e hai risposto con la seconda.
    Ora se mi spieghi in cosa concettualmente queste due affermazioni differiscono, te ne sarei grato.
    POI se volete, rispondo anche al resto.
    Ma prima gradirei un minimo di onestà intellettuale da parte vostra.

    @Barbara: non ti è mai sfiorata l’idea che se avessi voluto aver ragione a tutti i costi, sarei andato, chessò, a scrivere su un forum di fan della Troisi?
    Accendi il cervello e inizia a usarlo per discutere, se hai qualcosa da dire [non sembrerebbe dai tuoi interventi...] ; altrimenti evita queste uscite umilianti per la tua dignità.
    Stai a vedere che ora è colpa mia se le ragazzine invece di leggere la Lee leggono la Troisi. Ma fammi il piacere lol. Non conosci i miei gusti letterari, stai solo sparando a salve.
    “Thinking is not to agree or disagree. That is voting.”

  442. 442 Stefano

    Addirittura tiri in ballo l’onestà intellettuale Guglielmo? Decidi tu chi discute correttamente e chi argomenta?
    Le due affermazioni da te citate differiscono in un concetto fondamentale:
    nella prima affermazione si parla di un lettore consapevole, dotato degli strumenti per giudicare. Io mi riferivo al lettore comune, che spesso non è dotato degli strumenti per giudicare. Un piccolo esempio già riportato: se l’autore Pinco usa a raglio le d eufoniche, il lettore Pallo, consapevole del loro corretto uso puo’ incavolarsi o fregarsene. Chi di queste cose non sa nulla, semplicemente ci passa sopra senza porsi il problema. Tutto chiaro? E adesso, o impareggiabile retore, potrei ricevere risposta sulle frasi che tu definisci “sparate a vanvera”?

  443. 443 Guglielmo

    Se permetti la tiro in ballo quando faccio notare una cosa ben precisa e per svicolare si cambia argomento.

    Il discorso non cambia con la consapevolezza delle presenza dell’errore.
    Io posso sapere che c’è un errore e fregarmene oppure non fregarmene.
    L’errore non scompare, quello che è importante è la rilevanza che ciascun lettore dà agli errori. Ogni libro ha i suoi errori, c’è chi ne vede di più e chi ne vede di meno, questo può o non può influenzare la fruizione di un’opera. Dipende dal soggetto.
    Sei d’accordo su questo o non sei d’accordo e pensi che un errore non influenzi negativamente il piacere di un’opera SOLO quando non viene recepito?Fammi capire.

    Poi, il “lettore comune” per me non esiste. E’ una semplificazione, e la tua testi non regge nel momento in cui parli di errori di logica o di coerenza nella trama:
    delle due una o i lettori che non se ne sono accorti sono esseri privi di logica o dei ritardati [vuoi sostenere questo?] o hanno valutato questi errori in modo diverso o non sono neppure errori.

  444. 444 barbara

    @Guglielmo non ti preoccupare per la mia dignità, semmai preoccupati della tua.^^
    Anche tu a quanto pare non hai molto da dire, a parte che critichi direttamente le persone che intervengono invece che i loro commenti, cosa che poi induce anche gli altri a fare lo stesso con te.
    Nessuno si è messo su un piedistallo e nessuno di noi ha usato toni particolarmente accesi, a parte te.
    Mi sembra che ognuno di noi abbia argomentato a sufficienza perchè il libro qui recensito non è piaciuto e perchè abbia invece apprezzato la recensione stessa.
    Per i lettori mi spiace deluderti, ma di persone poco intelligenti ne è pieno il mondo, non vedo perchè i lettori o pseudo tali (per me quelli che leggono solo best sellers facili facili) debbano fare differenza.
    E’ ovvio che più uno è ignorante e meno abbia strumenti per criticare, analizzare o apprezzare qualsiasi opera.
    Di persone che leggono ma non capiscono probabilmente ce n’è a paccate, prova ne è anche il fatto che i libri più famosi e più venduti da me letti, alla fine si rivelino opere estremamente semplici e banali.
    Per la questione degli errori mi sembra che ci siamo spiegati abbastanza, solo tu sembri non voler capire.
    Io però non ho capito se difendi la Troisi perchè ti è piaciuta (cosa che non mi sembra da quanto hai scritto più sopra), o solo perchè ti sta antipatica la recensione e quindi la vuoi smontare a ogni costo.
    Poi non è che io affermi che tu voglia avere ragione, sei tu che te lo dici da solo, cosa che scusami è alquanto fastidiosa.
    Per favore non fare più battute sulla mia dignità e non trattarmi con sufficienza e io non lo farò con te, si possono avere idee diverse ma questo non vuol dire per forza che uno abbia ragione e l’altro torto, sono magari solo modi diversi di vedere un’opera.

  445. 445 gugand

    Per quanto mi riguarda, Guglielmo mi sembri uno che vuole far cagnara a tutti i costi.
    Hai detto piu’ volte che hai ragione e noi te l’abbiamo data inconsapevolmente. Allora mi sono preso la briga ti tornare indietro tante le volte mi fosse sfuggito qualcosa.
    Il discorso stava prendendo la piega sbagliata e ho riaggiustato il tiro, ma tu adesso dici che ho cambiato discorso.

    Tu dici:

    L’errore non scompare, quello che è importante è la rilevanza che ciascun lettore dà agli errori. Ogni libro ha i suoi errori, c’è chi ne vede di più e chi ne vede di meno, questo può o non può influenzare la fruizione di un’opera. Dipende dal soggetto.
    Sei d’accordo su questo o non sei d’accordo e pensi che un errore non influenzi negativamente il piacere di un’opera SOLO quando non viene recepito?Fammi capire.

    Su questo siamo d’accordo, pare.
    Dato che fino a qui c’eravamo arrivati ti mandato il messaggio qui sopra perche’ altrimenti non si capisce quale e’ il bersaglio delle tue critiche.
    Non mi sembra un cambio di discorso, ma un ritorno in carreggiata.
    Allora vuoi rispondere si o no?

  446. 446 Guglielmo

    Siamo d’accordo?a me non pareva:

    Saro’ duro, ma solo tu sai quali siano le tue argomentazioni a cui io sto da dando ragione.
    Io ho capito solo che per te tutto e’ bello basta dire che le cazzate sono non sono tali nel contesto. Io dico che sono eventualmente trascurabili, ma dipendono dai gusti.
    Trascurabili non vuol dire che gli errori non ci siano. Quindi ritengo una recensione ben fatta quando elenca gli errori. Le conclusioni che tira il recensore sono aggiunte che possono essere ignorate, gli errori li decido io quali sono trascurabili. Il recensore non deve sostituirsi al mio cervello.

    Tu in questo post sei riuscito a dire la stessa cosa che avevo detto io rispondendo a Clio poco prima, affermando di non capire su cosa fossimo d’accordo.
    A me sembra leggermente schizofrenico come comportamento.

    E ora rispondo anche al resto, facendoti un po’ di domande:

    Convenzionalmente, esistono i generi letterari?
    Tu recensiresti un romanzo giallo con gli stessi parametri di un romanzo rosa?
    O un libro comico con gli stessi di un libro horror?
    “Mostra, non raccontare”, la regola di Gamberetta, è una regola che 1)Non determina necessariamente l’abilità di uno scrittore – Martin ne “il Cavaliere errante”, non la usa quasi mai e….
    …2)il discriminante è la noia. Lo dice Gamberetta stessa. Quindi lo scrittore decide cosa mostrare e cosa raccontare in base alla storia che vuole raccontare.
    Non puoi *decidere* tu lettore quale sia il genere del libro e poi criticarlo perchè non corrisponde.

    Allora buona parte delle critiche che fa Gamberetta nella recensione, tipo i pianti, le descrizioni delle battaglie solo raccontate, la toeletta di nihial, i dialoghi “infantili”, sono tutte caratteristiche di un genere letterario, quindi totalmente fuori bersaglio.
    Recensisce un romanzo rosa come se fosse un romanzo di guerra.
    Ti sembra ragionevole?A me, no.

    Poi ci sono anche gli errori “semplici e incontestabili”. Ma dato che sono un discorso a parte, prima rispondimi su questo.

  447. 447 Stefano

    In primis Guglielmo cerca di uscire dalla dimensione egocentrica che ti sei creato. Se metti a confronto una tua affermazione con una mia, posso sostenere che nella mia frase volevo dire cose diverse? E’ permesso?
    Qui non si sta tirando in ballo l’intelligenza del lettore, ma il suo senso critico. Parlare di lettori comuni non è una definizione classista: si legge per svago, per studio e magari chi ha scribacchiato qualcosa e si è visto fare critiche feroci (come è capitato a me più volte) sviluppa una certa sensibilità nei confronti di certi particolari “errori”. La questione “errori” direi che è già stata trattata fino alla noia. Gli errori certo, non spariscono, anche se non se ne ha consapevolezza, ma ciò influisce o no nella valutazione che il lettore dà di uno scrittore?

  448. 448 gugand

    Convenzionalmente, esistono i generi letterari?

    Si. Servono per dare una idea, molto vaga, di quello che ci si potrebbe aspettare di trovare nel racconto, ma non sono un compartimento stagno dal quale non si puo’ uscire. Per dare una idea di cosa aspettarsi e’ meglio leggersi ultima di copertina

    Tu recensiresti un romanzo giallo con gli stessi parametri di un romanzo rosa?
    O un libro comico con gli stessi di un libro horror?

    Dipende dal libro. Se nel rosa ci fosse una indagine di polizia, per quanto sia marginale, se e’ fatta male, incoerente o scontata va detto, idem con un giallo che ha una brutta storia d’amore al suo interno.
    Un libro potrebbe essere comico o horror o tutte e due. Si analizza quello che c’e’ e se il libro ha un genere posso dire se l’apetto fulcro del genere e’ stato inserito bene. Il mondo di Nihal, ad esempio e’ un fantasy in cui la magia e i draghi potevano non esserci e la trama avrebbe subito solo leggere modifiche. Il che per un fantasy e’ male.

    “Mostra, non raccontare”, la regola di Gamberetta, è una regola che 1)Non determina necessariamente l’abilità di uno scrittore – Martin ne “il Cavaliere errante”, non la usa quasi mai e….
    …2)il discriminante è la noia. Lo dice Gamberetta stessa. Quindi lo scrittore decide cosa mostrare e cosa raccontare in base alla storia che vuole raccontare.
    Non puoi *decidere* tu lettore quale sia il genere del libro e poi criticarlo perchè non corrisponde.

    E perche’ no?
    Il genere e la 4^ di copertina mi danno delle aspettative che se non vengono rispettate ho tutto il diritto di lamentarmene.
    Indipendentemente da questo se un libro mi e’ piaciuto o no lo dico e basta, elencando tutto cio’ che mi e’ piaciuto e cosa no.
    Il giudizio finale e’ sottointeso che e’ sempre personale.

    Allora buona parte delle critiche che fa Gamberetta nella recensione, tipo i pianti, le descrizioni delle battaglie solo raccontate, la toeletta di nihial, i dialoghi “infantili”, sono tutte caratteristiche di un genere letterario, quindi totalmente fuori bersaglio.
    Recensisce un romanzo rosa come se fosse un romanzo di guerra.
    Ti sembra ragionevole?A me, no.

    Se il recensore ritiene che le battaglie sarebbero dovute essere descritte meglio, una guerriera che sta sempre a piagnucolare non fa una bella figura o che viene scritto che per usare un arco non serve la forza e’ giusto che lo dica.
    Comunque qui leggo :

    Nihal è davvero strana, nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. È stata cresciuta da un armaiolo e vive in una delle tante città-torri della Terra del Vento, giocando a combattere insieme a un gruppo di amici che l’ha eletta capo per la sua forza e agilità. Ma tutto cambia all’improvviso quando la Terra del Vento viene attaccata dal Tiranno, il despota che già ha conquistato cinque delle otto Terre che compongono il Mondo Emerso. A nulla vale la resistenza dell’esercito dei popoli liberi, né i maghi che cercano di proteggere le città con incantesimi. A Nihal rimane solo una scelta: diventare un vero guerriero e difendere gli innocenti che rischiano di cadere sotto il potere del Tiranno.

    Non mi sembra un libro d’amore adolescienziale, tu che dici?
    Perche’ qualcuno che compra il libro se ne dovrebbe aspettare una?
    Anche volendo il recensore si puo’ lamentare che la copertina blu del libro e’ orrenda e non si adatta al suo mobile stile Luigi XIV.
    Tu non hai capacita’ di giudizio per sapere se quegli aspetti non sono importanti?

    Poi ci sono anche gli errori “semplici e incontestabili”. Ma dato che sono un discorso a parte, prima rispondimi su questo.

    Accontentato.

  449. 449 Guglielmo

    A me lo chiedi?Io te l’ho data la mia risposta:
    Se prendo il tuo libro preferito e ti trovo un errore grossolano, questo smette di essere il tuo libro preferito?Perde qualità ai tuoi occhi?Forse sì, forse no.
    Ma la scelta dipende da te, giusto?Appunto,e questa è la questione su cui non potete che concordare con me, perchè l’esserne in disaccordo implicherebbe l’esistenza di termini assoluti che stabiliscano quanto, quando, e come una persona dovrebbe apprezzare un’opera.
    Questi termini assoluti NON esistono.

    Quindi, riassumendo: chi dice che il libro della Troisi è spazzatura in assoluto perchè ci sono gli errori, sbaglia.

    A chi pensa che sia spazzatura perchè quelli che lui considera errori non gli fanno apprezzare il libro o per altre ragioni di gusto personale, non ho nulla da dire né mai ne ho voluto mettere in discussione il gusto.
    Così come non ho nulla da dire con chi apprezza il libro per i motivi opposti.
    La discussione sugli errori è saltata fuori con cui ragionava per assoluti.
    Ok?Hai capito ora perchè il discorso si è incasinato?

  450. 450 Guglielmo

    Si. Servono per dare una idea, molto vaga, di quello che ci si potrebbe aspettare di trovare nel racconto, ma non sono un compartimento stagno dal quale non si puo’ uscire. Per dare una idea di cosa aspettarsi e’ meglio leggersi ultima di copertina

    Eh?L’ultima di copertina è proprio l’ultima cosa che si dovrebbe guardare lol

    Dipende dal libro. Se nel rosa ci fosse una indagine di polizia, per quanto sia marginale, se e’ fatta male, incoerente o scontata va detto, idem con un giallo che ha una brutta storia d’amore al suo interno.
    Un libro potrebbe essere comico o horror o tutte e due. Si analizza quello che c’e’ e se il libro ha un genere posso dire se l’apetto fulcro del genere e’ stato inserito bene. Il mondo di Nihal, ad esempio e’ un fantasy in cui la magia e i draghi potevano non esserci e la trama avrebbe subito solo leggere modifiche. Il che per un fantasy e’ male.

    Bravo, hai scritto bene: si analizza il genere,anzi, in questo caso il sottogenere.- Il fantasy ha decine di sottogeneri, non è un blocco granitico.
    E stato fatto?Qualcuno di voi si è preso la briga di analizzare le caratteristiche del libro che sono piaciute così tanto a chi lo ha apprezzato?
    No, col cavolo: eravate tutti occupati a dirvi quanto la Troisi fosse spazzatura, quanto chi la leggesse fosse un cretino, e compagnia cantante.
    Me che meno il recensore, il che è abbastanza ridicolo:
    Non si costruiscono ad arte errori dicendo che gli aspetti tal dei tali lo scrittore li doveva affrontare con le caratteristiche di un genere diverso.

    E chi cavolo mai ha detto che la storia della Troisi era una storia d’amore?

    In soldoni secondo il tuo ragionamento io posso prendere quasi tutti i libri di Dick e dire che fanno schifo perchè l’aspetto romance nelle sue storie è scadente, e sarei un bravo recensore.
    Rotfl.
    Oppure, andare nel reparto gialli e dire che tutti i romanzi giallo sono merda perchè non parlano di guerra e io lettore voglio le battaglie.
    Rotfl.

    Ti faccio notare che per l’ennesima volta hai glissato sulla questione errori ^^

  451. 451 gugand

    @guglielmo
    Veramente il romanzo e’ stato rivoltato come un calzino.
    Il 90% della storia e’ intorno alle battaglie , duelli ed allenamenti eppure sono descritti alla “cazzo di cane”.
    Le turbe di Nihal che si mette a piangere ogni volta che qualcuno la contraddice a me sembrano stupide.
    Senza contare le incoerenze.

    Riguardo Dick te lo puoi permettere di dire che fanno schifo le sue storie perche’ prive di Romance. Viene da chiedermi come mai ti e’ venuto in mente di cercare storie d’amore in libri di fantascienza, ma la tua recensione per me vale 0, lettrici di harmony invece potrebbero cosi’ scoprire che Dick non e’ l’autore per loro.

    Infine riguardo gli errori ho glissato solo perche’ mi sono stufato.
    Vorrei pero’ che mi spiegassi una cosa:
    come mai ritieni che non ci sono regole da seguire nella scrittura, mentre le pretendi per le recensioni?

  452. 452 Stefano

    Guglielmo, è chiaro, per te tutto è relativo, e per certi versi è cosi: del resto anche la lingua muta, ma certe regole \”editoriali\” sono frutto di convenzioni più o meno tacite. Vogliamo passarci sopra, benissimo… Rimangono le incoerenze logiche della trama: per te non sono errori assoluti, per me si, se non mi si offre un artificio anche magico per risolverle. Luigi parte da casa con una maglia gialla, se dopo due ore ne indossa una nera lo scrittore deve mostrarmi qualcosa per giustificare il cambiamento.
    Ripeto per l\’ennesima volta: di fronte a una recensione di gamberetta, che spezza in due il capello, poi tu sarai libero di ritenere validi o meno i suoi parametri. Piccolo excursus, credo che gamberetta collabori con il Rifugio visto che mi è pervenuta una recensione dallo stile inconfondibile, non positiva, di una cosa che ho scritto. Visto che l\’altro commento non era del tutto distruttivo, valuterò le critiche sulla base dei miei parametri, come immagino faranno i lettori con questa recensione.

  453. 453 Gamberetta

    @Stefano.

    Piccolo excursus, credo che gamberetta collabori con il Rifugio visto che mi è pervenuta una recensione dallo stile inconfondibile, non positiva, di una cosa che ho scritto.

    No, non sono io. Allo stato attuale, a parte commenti privati via mail, le uniche mie recensioni sono qui sul blog.

  454. 454 Davide

    Bellissima e divertentissima recensione, complimenti! Forse un po’ troppo cattivella, ma accanirsi contro i “giganti delle vendite” a beneficio dell’ironia mi sembra proprio una buona pratica (tanto più che in effetti condivido gran parte delle tue acute osservazioni).

  455. 455 cla

    wow…che post lungo xD Comunque non ho ancora avuto l’occasione di leggere queste trilogie ma penso lo farò presto anche se dopo il tuo commento partitò un pò preventuta.
    In più avevo una richiesta da farti: potresti fare la recensione di “Vento di Magia” di Marianne Curley? è un libro che a me è piaciuto molto ma vorrei anche la tua opinione.

  456. 456 Funny

    Questo sito l’ho trovato proprio tramite il forum di FM, in cui, stufa di leggere recensioni positive della Troisi, stavo cercando qualcuno che la pensasse diversamente.
    Non ho mai letto i suoi libri, non mi ispirano proprio…soprattutto fin dalle premesse. Avevo cominciato a frequentare il forum di FM (presto abbandonato) nel periodo in cui la Troisi, brava utenteSSA (come l’ippopotamessa!!!) di FM, stava pubblicando Nihal. Prima di tutto la Troisi, leggendo quel che scriveva, mi sembrava una persona spocchiosa e piena di sé…per cui naturale antipatia che mi ha portata a non acquistare i suoi libri per principio. Poi…”Nihal della VALLE del vento”…..NO ops mi sono sbagliata… “Nausicaa della TERRA del vento”…uhm no, ma ci siamo quasi! “Nihal della terra del vento”! Sì era questo il titolo!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Nausica%C3%A4_della_Valle_del_Vento_(manga)
    Scopiazzatura del titolo di una grande opera di Miyazaki…scopiazzatura da Berserk…da questo manga e poi quell’altro..come da sue stesse ammissioni.
    E poi ragazzi, inchinatevi davanti a me, sono la persona che ha “ispirato” una parola che la Troisi da quel giorno in avanti avrebbe sempre usato parlando del suo ingaggio con la Mondadori!! In un Messaggio Privato le chiesi della recente pubblicazione del suo libro su Nihal, e di come avesse fatto a farsi pubblicare, se si fosse limitata a spedire alla Mondadori il suo MALLOPPO e basta. Mi ricordo che mi rispose mettendo fra virgolette “malloppo”, probabilmente le era suonata strana quella parola. Da quel giorno ne trasse profonda ispirazione e non se ne separò più!! Ora, per chi volesse gli autografi….se ne può discutere :-)

  457. 457 Mirko

    Bene, mi sono spolpato tutti i 456 post, a partire dalla recensione che trovo non esattamente “coridale”. Piuttosto leggendola, mi ha dato l’impressione di una persona totalmente rosa dall’invidia (e questo è certo) come del resto non mi era piaciuto il personaggio di Nihal che era sempre vincente. Vi siete dilungati su strafalcioni ortografici piuttosto che sulla psicologia dei personaggi, avete discusso sui cunicoli, sui tunnel, addirittura sui biscotti di Tolkien, avete anche detto che Terry Brooks ha distrutto il fantasy….. In tutti i vostri post (nessuno escluso tra + e -) non ho trovato una critica alle emozioni, all’essere intimo del personaggio, non un cenno su Dubhe, tutto quello che avete scritto si incentra su Nihal e basta. Bè, sarà anche scarsa nello scrivere come dite voi, ma una cosa è certa: le emozioni le sa regalare, e sotto questo punto di vista mi sembra che nessuno abbia detto nulla. Se volete scrivere davvero un racconto vincente imparate prima a regalare emozioni. E lo “show don’t tell” è una regola che non permette di trasmettere emozioni, almeno secondo me. Il mio punto di vista per tornare “on topic”? Le trilogie le ho apprezzate, per la semplicità del linguaggio, per il ritmo degli eventi che quantomeno non mi paiono essere noiosi, e soprattutto per l’aver saputo regalare delle emozioni. Quando si legge un libro fantasy prima di tutto occorrer immedesimarsi nei personaggi, dopo si può anche discutere del resto. Trama scialba e scontata? Perchè non è sempre la lotta tra il Bene e il Male, presente in tutti gli autori Fantasy?? Mi sembra di sì. Mi piacerebbe sapere se Cecilia Dart Thornton vi suscita emozioni. Brava, per l’amor del cielo, scrive bene, c’è del reale(?) perchè utilizza fantasie popolari come gli eldritch, però quale emozioni lascia?? Nessuna..Ogni autore che è in grado di regalare un’emozione è un grande autore! Gli altri sono esteti della lingua, ottimi scrittori ma non artisti.

    @Gamberetta: se hai scritto qualcosa mandamelo pure in e-mail che vorrei dare una letta. Te ne sono grato

  458. 458 l'ele

    beh, che dire. mi avete aperto gli occhi. fino ad adesso mi era piaciuta molto la saga della troisi, ma devo dire che è stato utile leggere questa recensione.
    grazie.

  459. 459 AryaSnow

    Vi siete dilungati su strafalcioni ortografici piuttosto che sulla psicologia dei personaggi, avete discusso sui cunicoli, sui tunnel, addirittura sui biscotti di Tolkien, avete anche detto che Terry Brooks ha distrutto il fantasy….. In tutti i vostri post (nessuno escluso tra + e -) non ho trovato una critica alle emozioni, all’essere intimo del personaggio, non un cenno su Dubhe, tutto quello che avete scritto si incentra su Nihal e basta

    Va benissimo, parliamo pure delle emozioni e sull’essere intimo del personaggio.
    Io non mi sono emozionata. E tu?
    E’ normale che si parli di Nihal, visto che questo è lo spazio dedicato alle Cronache (specialmente al primo libro) e non alle Guerre. Per parlare di Dubhe c’è la recensione della Setta degli Assassini.

    Bè, sarà anche scarsa nello scrivere come dite voi, ma una cosa è certa: le emozioni le sa regalare, e sotto questo punto di vista mi sembra che nessuno abbia detto nulla. Se volete scrivere davvero un racconto vincente imparate prima a regalare emozioni.

    Le saprà regalare a te. A me no =P
    Comunque per me la capacità di scrivere c’entra molto con le emozioni. Quello che conta non è tanto ciò che si dice (visto che a livello di messaggio di base ormai è stato detto e ridetto tutto ciò che c’è da dire, e si sono trattate e ritrattate tutte le tematiche principali), ma il modo in cui lo si dice.
    Non è che una trama e dei personaggi come quelli delle Cronache siano qualcosa di difficile da concepire. E’ fondamentale il modo in cui si dà loro vita, a qui entra in gioco la capacità di scrivere. Poi vabbè, già a livello di contenuti di base tanti elementi presenti nella Troisi non fanno per me…

    E lo “show don’t tell” è una regola che non permette di trasmettere emozioni, almeno secondo me.

    Invece è importantissima pure questa regola per le emozioni. Mostrare le cose al momento giusto permette di immergersi meglio nella situazione, dunque di emozionarsi di più.

    Trama scialba e scontata? Perchè non è sempre la lotta tra il Bene e il Male, presente in tutti gli autori Fantasy??

    Ma non è assolutamente vero che è presente in tutti.
    Comunque a me già la lotta tra il Bene e il Male non attira di per sè. Se poi si tratta anche di un libro scritto male…

  460. 460 GiD

    Vi siete dilungati su strafalcioni ortografici piuttosto che sulla psicologia dei personaggi, avete discusso sui cunicoli, sui tunnel, addirittura sui biscotti di Tolkien, avete anche detto che Terry Brooks ha distrutto il fantasy….. In tutti i vostri post (nessuno escluso tra + e -) non ho trovato una critica alle emozioni, all’essere intimo del personaggio, non un cenno su Dubhe, tutto quello che avete scritto si incentra su Nihal e basta.

    Hai un po’ ragione, ma c’è da considerare il fatto che discutere sulle emozioni e sulla psicologia del personaggio è spesso inutile. Quando si parla di emozioni diventa tutto estremamente soggettivo. Non penso valga la pena cominciare un botta e risposta del tipo “A me quel personaggi piace!”/”A me no!”/”Ma dai, è bellissimo…”/”Non capisci niente!”…
    Discutere sull’ortografia e sulle scelte lessicali ha già più senso perché ci sono delle regole a cui far riferimento (senza contare che anche qua si aprono inutili botta e risposta senza fine).

    p.s.
    Tra l’altro le emozioni non vengono trasmesse soltanto da ciò che è raccontato, ma anche da come lo si racconta, dal modo di scrivere (ortografia, scelte lessicali, punteggiatura…).

  461. 461 KoShiatar

    Finalmente ho trovato qualcuno che la pensa esattamente come me sulla Troisi, con la differenza che tu sai dare motivazioni molto più complete e articolate.

  462. 462 KoShiatar

    Ah, purtroppo il mio commento precedente non è editabile, ma ci tenevo a mettere a conoscenza te ed altri critici della Troisi di una cosa che ho trovato interessante.
    Conoscete per caso un sito web che si chiama Extremelot? Aperto suppergiù da una decina d’anni, vorrebbe essere un gioco di ruolo fantasy via browser con delle chat programmate in Asp. Si tratta di un guazzabuglio di ambientazioni che nulla hanno a che fare l’una con l’altra e di regole “fatte in casa”, che inizialmente era piuttosto divertente e su cui ho giocato per qualche anno, ma che è anche un covo di cosiddetti bimbiminkia da far spavento, oltre che di inutile burocrazia e di altre cose che ci vorrebbero mesi per spiegare.
    Per farla breve, leggendo la Troisi ho avuto più volte la netta impressione che Nihal fosse derivata da qualche personaggio lottiano, e i libri una specie di background del personaggio (di quelli che a volte i giocatori sono costretti a scrivere) esteso all’infinito. Naturalmente non avrò mai conferma della mia teoria dalle labbra dell’autrice, ma sarebbe interessante sapere se sono l’unica che la pensa a questo modo (i lottiani sono molti). Saluti!

  463. 463 Gamberetta

    @KoShiatar. Non conosco questo Extremelot, dunque non saprei. La Troisi non mi pare abbia mai accennato nelle varie interviste che giocasse online, ma tutto può essere.

  464. 464 Okamis

    Che io sappia, l’unica opera di cui la Troisi non ha mai nascosto l’amore sviscerato è Berserker, di cui i suoi libri riprendono il lato più idiota (ovvero il fattore “violenza da lottatore di wrestling stupido”), tralasciando invece tutti gli aspetti più originali della suddetta opera (che comunque negli ultimi anni è un po’ calata di qualità, ma questo non c’entra nulla con il presente discorso ^_^). Non a caso i suoi romanzi vengono spesso identificati come dei “manga scritti”.

  465. 465 KoShiatar

    Ho provato, cara gamberetta, ad iscrivermi (non sotto questo nick) al suo forum, e a fare la domanda a lei direttamente, se si fosse ispirata a qualche gioco di ruolo, cosa che molti autori fantasy non faticano ad ammettere dal momento che la loro passione spesso include essere anche giocatori. Di tutte le domande che le venivano poste in quel periodo nel forum, la mia è stata tra quelle totalmente ignorate. La cosa, lungi dal farmi desistere dalla mia idea, mi ha anzi ulteriormente insospettita… anche perchè in quel gioco capelli blu ed altre caratteristiche strane non mancano, e tutte le possibili banalità del fantasy neppure. Io per prima avevo un personaggio giocato tra il 2002 e il 2005 (in tempi dunque non sospetti) che aveva i capelli blu ed era un cavalcadraghi. Potrai capire quindi che le copertine dei romanzi del Mondo Emerso (affidate nostro malgrado a un bravo illustratore) mi avevano attratta ed incuriosita. Cosa ci ho trovato, beh, lo sai anche tu.

  466. 466 DelemnO

    Oddio, io conosco extremelot, e non so se riterrei la troisi una lottiana, perchè le descrizioni non sono abbastanza poetiche ( una vera lottiana non ha i capelli blu, ce li ha “color zaffiro increspato come il mare in tempesta”). Per il resto, ho visto pg e background lottiani mooolto più curati dei suoi romanzi, il che la dice lunga.

  467. 467 mousse

    “In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti.”

    Sai, non mi sembra il caso di definire ignorante una persona che non è d’accordo con te e ha dei gusti differenti dai tuoi.
    Se fino a quel punto potevo condividere alcuni passaggi della tua recensione, e non tutti peraltro, dopo aver letto questa frase tutto quel che hai scritto perde di senso.

    Complimenti davvero.

  468. 468 Nocoldin

    Nella tesi di laurea sulla Troisi di quel Domenico Marino ho trovato questa frase che mi ha lasciato perplesso:

    “l’autrice ha comunque evitato di riproporre le creature più classiche che da quella tradizione derivano (in particolare gli elfi e i nani, diventati canonici dopo Tolkien)”

    Come ha evitato di riproporre elfi e nani?
    Ido non è altro che un nano sotto mentite spoglie (un pò come gli Eterni della Strazzu) mentre gli elfi ci sono anche se non fanno niente di eclatante tranne che provocare indirettamente la morte di Nihal.

  469. 469 leia87

    Ho letto quella tesi, e francamente non mi è sembrata un granchè, al di là dell’argomento troisi, anzi mi è sembrata piuttosto scarna ed elementare.Ho capito che è una tasi per una triennale, ma poteva approfondire di più.

  470. 470 Ex-Soldier

    Ho letto tutto l’articolo.
    Se potessi ti inviterei a cena
    Ma purtroppo l’unica cosa che posso fare è aggiungere il tuo blog ai Preferiti :(
    Pazienza!
    Ah, inutile aggiungere che sono d’accordissimo con ogni punto XD

  471. 471 Beatrice

    Io.. io… io ti amo!!
    Ho letto le cronache del mondo emerso – e le guerre, anche se non mi sono mai piaciute – tutte d’un soffio, ma mi ero già accorta di quelle sviste come l’arco per cui non serve forza – ma dai, lo sapevo io a 14 anni o.o – o le interessantissime tecniche strategiche – ASSENTI – …no comment…
    Insomma tu hai speso il tuo tempo a fare questa cosa stupenda come andare contro la Troisi che ha veramente rotto l’anima – finché era una trilogia ok °° la seconda… passi (anche se è oscena)… ma diamine <_> è troppo facile scrivere un libro in cui gli eventi potrebbero svolgersi anche ai nostri tempi e pretendere di dire che al di là del Fantasy parla della vita di tutti i giorni °_°

    Io mi permetto di commentare perché a 16 anni ho finito il mio primo racconto-romanzo (45 pagine) e ora voglio continuare con la mia gavetta per scrivere un grande fantasy che distrugga la Rowling, Paolini e Troisi – ambiziosa! XD – e di certo non voglio mantenermi al loro livello ù.ù anzi, leggere i tuoi commenti mi ha dato spunti vivacissimi per migliorarmi e per riflettere su i miei errori!! Grazie mille millissimo!! *___*

    Shire_Girl@hotmail.it per la gamberetta e per chi abbia voglia di parlarne! – no bimbeminkia please xD

  472. 472 KoShiatar

    Che poi i libri di Paolini a me hanno annoiato a morte, difficile impresa per lui visto che io adoro i draghi!, ma la Troisi secondo me gli fa fare un figurone. E alla Rowling ancora di più, visto che gli strafamosi libri di Harry Potter non sono dei capolavori della letteratura, ma si lasciano leggere abbastanza gradevolmente.

  473. 473 Fos87

    A me la prima trilogia della Troisi era piaciuta, a dire il vero, e anche il primo volume della seconda. La tragedia è giunta dopo, quando ho aperto il secondo libro delle Guerre del Mondo Emerso e, allibita, mi sono chiesta: “Com’è possibile disimparare a scrivere?”
    La stessa domanda me la sono posta con Brisingr di Paolini, libro che considererei per una buona metà inutile; la cosa triste è che, nei libri precedenti, il tratto migliore dell’autore era l’essere coinciso…

  474. 474 alicearth

    SFOGO NOTTURNO
    premessa:dopo l’una di notte non sono responsabile delle mie parole e degli errori ortografici!!!

    Mi ha intenerito troppo rivedere le pagine della piccola Ai
    IL che mi spinge alla solita riflessione…che sottopongo anche a voi:
    Ho letto Video Girl Ai troppo tempo fa,a 17 anni!!e mi ha fatto impazzire credo di aver pianto in più di un punto.Mi ha toccato profondamente, e lo stesso vale per le amiche a cui lo prestai 2anni dopo(una molto ligia ne è rimasta così turbata e si è ripromessa di non leggere più manga..altrimenti non si sarebbe mai laureata poichè non era riuscita a smettere di leggere per 2 giorni!!)
    All’epoca non avevo ancora conosciuto questo grande sentimento, e neanche l’attrazione fisica ne la confusione tra i due!!
    Le mie amiche forse erano messe un pò meglio di me…ma non troppo, mi chiedo spesso. se lo rileggessi oggi con tutto quello che sò e che ho provato, chissà che effetto mi farebbe?, ci farebbe?
    Forse lo troveremmo scontato ed ingenuo?Con personaggi maschere?Rileggerlo non potrebbe certo fornirci un giudizio più distaccato, poichè ormai Ai è dentro di noi, le vogliamo bene come ne vogliamo ai 17enni o 14enni o 19enni che eravamo quando l’abbiamo incotrata…Vorrei sapere che effetto possa fare, magari ad un 27, o ad un 25, insomma a chi non ha più troppi misteri…
    Pensate a questo per un attimo e su un altro piano, quando giudicate i ragazzini che leggono la Troisi.Ho trovato la prima edizione della spada di shannara quando avevo 14anni a casa della nonna!!E’ stato una grandissimo amore consumato un estate in 4 giorni!!Sapevo forse dell’esistenza del signore degli anelli quando l’ho letto?o di Dune?no, ferma alle favole ero!!!
    Ho letto 1 mese fa queste cronache!!!Che mi ha fatto decidere definitivamente di scrivere anche io un bel fantasy!!!!Per i seguenti motivi:
    *.Mi laureo ad aprile in fisica, e poiché oggi i fisici vanno di moda(il premio strega a quell’altro libro è qualcosa di spaventosamente esagerato)è duopo cavalcare l’onda!!(prima è stata la volta dei magistrati!!)
    *Se le hanno publicato questa cosa, tutti possiamo pubblicare, anche io!!!!
    *Ma non perchè sogno di essere una scrittrice (spero di fare solo il fisico).Ma poichè invento tante storie nella mia mente solo per il mio divertiment
    lo farò per i semplici soldi!!!!lo so che gli scrittori non diventano miliardari, ma sicuramente si può integrare meglio un dottorato (magari un posto triste e sperduto all’estero)che con le ripetizioni, che all’estero non potrei certo dare!!!Inoltre il denaro delle ripetizioni di matematica e fisica è veramente rubato!!!

    I vari personaggi si stanno formando ma sono ancora slegati(forse è meglio mettere su una serie di racconti) inoltre anche io non so un piffero di battaglie e cavalli…vorrà dire che questa estate si va all’agriturismo, o si scopiazza dal bel romanzo di Riotta :il principe delle nuvole!!!O scelgo la strada della mia predecessora e si inventa alla meglio??!!!
    Il problema è ovviamente essere publicati…Che la Troisi sia raccomandata è proprio un segreto di pulcinella!!
    In fondo bisogna darle atto è stata furba nel discorso che ha fatto, non ha detto nessuna bugia, solo omissioni…
    Inoltre non è affatto facile scrivere di cose di cui non si sa un tubo, attaccare pezzi che non si attaccano, collegare in modo coerente le varie vicende quando le idee non arrivano, o meglio i personaggi non ne vogliono sapere di incontrarsi o perfino di animarsi!!!E’ così perito miseramente a 20 anni un mio prologo a guerre stellari che prometteva cose strepitose(tutto programmato sino alla terza generazione!!!)

    Vabbè buona Notte

  475. 475 Nihal

    Tu (che hai scritto le recensioni) non hai capito niente!!!!! La trilogia delle “Cronache del Mondo Emerso” è la più bella trilogia che abbia mai letto. ( e io di libri ne ho letti tantissimi). Per leggere tutti e tre i libri ci ho messo un mezzo pomeriggio per ogni libro. ( Stupito èh!!!) Oltre a essere una meravigliosa trilogia fantasy nel suo interno ha anche dei sentimenti e delle emozioni che sono sempre le stesse ma allo stesso tempo sono nuove ogni volta che leggi quei libri ( Li ho letti 9 volte).
    Io ho 13 anni e stò scrivendo un libro e ho mandato una mail alla Troisi per sapere cosa ne pensava e mi ha detto che se il libro lo senti dentro anche alla mia età si può scrivere un libro adatto a essere pubblicato! Anche se ha fatto alcuni errori non importa perchè il vero senso di un libro è l’emozione che riesce a suscitare in te ogni volta che lo leggi e la Troisi ci è riuscita! Visto che fai tanto lo spaccone provaci tu a scrivere un libro fantasy originale, senza errori e che riesca a emozzionare la gente!!! Scommetto che non riesci a scrivere neanche un capitolo decentemente!!!
    Spero tu abbia imparato la lezione
    Nihal della Terra del Vento
    P.S.
    Hai detto che quasi nessuno considera Nihal, ma che viene elogiato solo Sennar, bene io sono una ragazza ma adoro Nihal.

  476. 476 Tony

    X Nihal
    Per prima cosa Quello che ha scritto la recensione è una lei, dunque ti forse dovresti mettere più attenzione a come leggi.
    Seconda cosa che cosa diavolo significa il solito banale discorso “scrivilo tu un libro”, o “girato tu un film”???
    Tu ci vai al cinema???
    Vedi film in tv???
    Credo di si, ma dubito che tu faccia la regista….dunque secondo il tuo fantastico ragionamento, non hai diritto ad esprimere opinioni su quello che leggi o vedi! Anzi peggio ancora, secondo il tuo modo di ragionare bisogna dare “solo giudizi positivi!
    A me non sembra sensato, ma se tu ci credi fai pure!
    Secondo la Troisi un libro basta sentirlo dentro???
    Credo che a Tolkien (spero tu sappia chi sia) un’affermazione del genere darebbe il voltastomaco.
    Hai idea del tempo che ci ha messo per fare un capolavoro immortale come il Signore degli anelli???
    Se non lo sai informati e informati anche i tempi che i grandi del passato ci mettevano per fare capolavori che sono diventati immortali!
    I capolavori non si fanno così (starnutendo come dice la Strazzulla) ma con studio tempo e passione (oltre al talento).
    Dici che gli errori non contano???
    Contano solo i sentimenti e le emozioni???
    La sciatteria è sempre un male, Tolkien, Leonardo, Michelangelo, Kubrick, Visconti odiavano la sciatteria, per ogni loro opera studiavano si impegnavano ed impiegavano tempo, e soprattutto conoscevano bene quello che facevano, è per questo che sono diventati fari nei loro campi, e non solo fenomeni passeggeri.
    Hai detto di avere solo 13 anni, e di aver letto tantissimi libri, ma se pensi di aver raggiunto un qualche traguardo a quest’età credo che nella vita ti troverai abbastanza male, perchè nelle tue affermazioni manca umiltà, umiltà verso la cultura, cultura che si crea in anni di studi, e non solo con i libri ma anche con l’esperienza!
    Se vuoi scrivere un libro, lascia stare consigli generici che vogliono dire tutto e niente come quelli della Troisi, ma studia e fai esperienze,
    se vuoi scrivere qualcosa devi sapere di cosa scrivi, non basta sentirle dentro, perchè se non le conosci in realtà non stai sentendo nulla di vero.
    In bocca al lupo per il libro, ma se prendi come esempio i libri della Troisi non farai molta strada!

  477. 477 Stefano

    Mi aggiungo anch’io ai consigli di Tony e trovo vergognoso che vengano alimentate in questo modo le illusioni dei ragazzini.

  478. 478 the Phoenix

    Voglio fare i complimenti all’autrice della recensione, l’ho trovata allo stesso tempo interessante, ben argomentata e divertente con il suo pungente uso dell’ironia. Alcune volte va giù pesante, però non è mai stata veramente offensiva verso la persona di Licia, quindi le si può perdonare un pizzico di cattiveria.
    Dunque, premesso che so che il possesso di un titolo non è sempre sinonimo di intelligenza e che quindi non voglio sembrare arrogante, ho una laurea in lettere moderne e quindi penso di sapere di che cosa sto parlando quando affronto l’argomento della narrativa. Il libro della Troisi (ne ho letto soltanto uno che mi è stato prestato per curiosità, non ho avuto il desiderio di proseguire con tutta la saga) è scritto male. Il fatto che mostri situazioni banali non è un grosso difetto, queste ci potrebbero anche stare SE fossero affrontate in maniera interessante, il problema è la già denunciata incoerenza che permea le pagine del romanzo, segno che la scrittrice stessa non si è davvero posta il problema di ciò che stava narrando! Attualmente sto scrivendo un romanzo fantasy (spero di avere la stessa fortuna per la pubblicazione quando l’avrò terminato), non so se sarà un opera piacevole o meno alla lettura ma non è questo il punto, quello che voglio far capire è che ho presenti le difficoltà nel costruire un mondo immaginario coerente, funzionante e, nella sua irrealtà, comunque “realistico” o meglio verosimile (si possono stabilire leggi fisiche/politico/temporali anche stranissime se lo si vuole, basta che queste siano chiare e rispettate per tutto il romanzo e non solo ad intermittenza). Alcuni errori della Troisi sono quindi imputabili a leggerezza e disattenzione nello scrivere: la scarsa esperienza nel campo letterario è perdonabile ad una scrittrice giovane, la pigrizia nel documentarsi circa cosa scrive no.
    Anche l’affrontare i problemi interiori dei personaggi presenta un problema: per rendere più “umani” e accattivanti i personaggi, l’introsprezione almeno a mio avviso dovrebbe andare più a fondo e non limitarsi ad un paio di osservazioni piuttosto superficiali (ma questo è solo un parere personale quindi può anche non essere condiviso, mentre le critiche all’impostazione della narrazione sono tecniche e obiettive).
    Per il resto l’aver poco talento (se così fosse) non è una colpa, se qualcuno scrive un romanzo e sente il desiderio di pubblicarlo (si chiamo Tolkien, Brooks, Troisi o chi altro) è giusto che lo faccia: al massimo avrà scritto una brutta opera, pazienza, non è certo un danno per nessuno. Ad essere criticabile è piuttosto il modus operandi di alcune grandi case editrici che prendono un’opera magari sincera ma brutta/mediocre e grazie al loro potere pubblicitario (recensioni, copertine, etc) ne fanno un best seller a scapito di romanzi magari molto più validi.

  479. 479 DelemnO

    Pensa, Nihal, che io quando lessi tale libro avevo più o meno la tua età, e la mia prima reazione è stata “Oh santo cielo come hanno potuto pubblicare una cosa del genere!”. Ora, se una persona di 13-14 anni sipuò accorgere di questo lo potevi fare anche tu. Quindi forse il tuo bagaglio culturale non è così sterminato, hai letto sto libro così tante volte e non hai mai notato che viene fatto colare l’olio bollente durante gli assedi quando invece basta guardare un qualcune documentario alla tv per vedere smentita tale cosa ( basterebbe ragionare, in realtà)? Mi viene da pensare che qualcosa ti manchi..

  480. 480 AnnaLety

    A me la Troisi piace. Piaceva. Quello che è.
    Io leggo, tanto, di tutto: e ho trovato i romanzi della Troisi tanto belli da comprarli (i primi sei, in edizione economica).
    Ecco: leggendo questo post ho realizzato che quando leggo, a volte, potrebbe capitarmi di spegnere il cervello. Perché non c’è altra spiegazione. (Mi sento male…)
    E così ti ringrazio per aver svegliato la bella addormentata :D

  481. 481 ikustang88

    @Nihal
    …sono curiosa. Potresti mandarmi quello che hai scritto? Immagino che Licia non abbia tanto tempo per leggerlo. Il mio indirizzo è ikustang88@hotmail.it
    Se non ti dispiace, sai. Prometto che sarò oggettiva. E sono molto curiosa anche riguardo ai libri che hai letto. Che libri hai letto?

  482. 482 Paggio

    È bello dopo anni passati a rifuggire le recensioni sui libri fantasy che girano su internet, trovare qualcuno che finalmente (anche se è un post di un anno fa…potevo trovarlo prima :S ) parla male della troisi.
    Ho smesso di andare su fantasymagazine.it proprio dopo aver letto la recensione sopra linkata.

    Purtroppo è vero, certi autori, casi editoriali, che vendono centinaia di migliaia di copie di spazzatura fanno sorgere domande del tipo:
    “Ma chi adora Licia Troisi, cosa mai penserà di un George Martin o di uno Scott Lynch?”
    Una recensione sulla quarta di copertina dell’ultimo libro di martin recita
    “a work of fiction that elevates an entire genre to fine elevation”.
    Di certo non si può dire lo stesso della nostra Troisi… anche facessimo tradurre Martin dai vecchi traduttori Armenia, dio ce ne scampi (e gamberi :P), avremmo comunque dei libri che sono come farfalle davanti ai tafani del mondo emerso.

    Alla fine però mi rendo conto che anche per me fu così. Ricordo che quando lessi i primi romanzi fantasy (terry brook e i cicli di shannara) li divorai e li considerai dei romanzi bellissimi… mi ci volle del tempo e molte altre letture per ridimensionare terry brooks e i suoi romanzi.

    Il primo libro l’ho trovato pietoso, il secondo l’ho letto perché un amico mi ha detto che era meglio e come punizione per avermi mentito quell’amico mi ha dovuto raccontare la trama del terzo senza sprecare piu’ di 3 minuti del mio tempo.

    Quello che mi dispiace è vedere che tutto ciò che di positivo viene detto delle cronache del mondo emerso riguarda il pathos e i sentimenti che tali libri suscitano e tanto basta per elevarli a capolavori.
    Letteratura è ben più di questo.
    Letteratura significa un lessico ed un’articolazione di periodi e sintassi costruiti con perizia, significa caratterizzare i personaggi mostrando tutte le loro sfaccettature.
    Un personaggio che ripete sempre gli stessi errori, che si intestardisce e sbaglia di nuovo non è caratterizzato, è stupido.

    E soprattutto non è letteratura proiettare sulla protagonista del romanzo, le proprie fantasie di diventare un’eroina di un mondo fantastico.

  483. 483 Faclo

    [1]Anche se la Troisi avesse avuto un immensa fortuna ciò non spiega il fatto che ha venduto tutte quelle copie perchè i l’ettori prima di comprare un libro vedono com’è e se i libri della Troisi fanno cosi scifo caome dici non lo avvrebbero comprato: Perciò hai sparato una cazzata…

    [2]“Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.” Questo e un pezzo della tua recenzione; se uno come dici te adesso ci pensa 5 volte prima di comprare un fantasy italiano allora come spieghi l’incredibile sucesso dei libri della Troisi? Se rispondi che è solo fortuna ti prendi per il culo da solo…

    [3] Secondo te la Mondadori ha publicato i libri della Troisi che sono delle schifezze, dicendo questo insinui che quelli della mondadori sono dei stupidi che non sanno riconoscere un libro che merita di essere publicato da uno che fa schifo, insinui anche che neanche i milioni di lettori sono in grado di riconoscere il valore di un libro…

    [4]Dal punto di vista degli scrittori è il punto in cui sono arrivato a leggere oltre non ce la faccio + a leggere le cazzate che dici peso che quello che ti ho fatto notare nel punto 3 sia molto grave e che dimostri la tua ignoranza nel andare contro milioni di lettori dicendo che i milioni di libri che hanno comprato siano scritti da un incapace…. Secondo me te sei solo uno scrittore fallito che ce l’ha a morte con la Troisi perchè è riuscita a fare cariera molto velocemente a diferenza di te che sarai stato rifiutato decine di volte perciò te la prendi con la Troisi ciao sfigato

  484. 484 marco

    Ho letto soltanto oggi le prime 43 pagine del ‘Nihal?… (e a pagina 43 già avevo capito i 3/4 della ‘trama’) e soltanto oggi queste tue MERAVIGLIOSE recensioni… sono un tentativo di scrittore esordiente in erba (e altre 4 o 5 espressioni inutili che rafforzino l’idea di ‘principiante’) e leggere libri come questo offende l’impegno che ‘noartri’ (come direbbe la Troisi, romana) mettiamo nei ‘lavori’ che intendiamo trasformare in libri…

    PS mi vuoi sposare? sei UN GENIO!!!!

  485. 485 svitellone

    Anch’io come altri conosco Lot (ci gioco) e ho avuto l’impressione anche io che i libri della Troisi ricordino molto da vicino il gioco in questione.

    Non so se lei sia brava o meno, se i libri da lei scritti siano validi o meno, ma posso commentare un punto della critica: ricorda vagamente altri libri del genere fantasy. Anche la spada di Shannara, almeno a me, è sembrata una brutta copia del Signore degli Anelli, eppure è molto considerata come saga…

  486. 486 Alves

    ARGUMENTUM AD POPULUM
    Si ottiene il consenso basandosi sul fatto che la propria tesi è condivisa da un grande numero di persone. Lo schema adottato è il seguente:

    1. Tutti sanno che X è vero.
    2. Quindi X è vero.

    ARGUMENTUM AD VERECUNDIAM
    Fare appello all’autorità è una forma di argomentazione molto persuasiva ed è utilizzata in pubblicità (con i testimonial), in politica e, ovviamente, in religione. Lo schema adottato è il seguente:

    1. Che X sia vero lo dice anche A.
    2. Quindi X è vero.

    Questo genere di argomentazione si chiama “sofisma”, ovvero un ragionamento in apparenza considerato valido ma che in realta’ non e’ sostenuto da alcuna vera logica; per intenderci, se un muro e’ blu non importa quanta gente dica di vederlo rosso, resta comunque blu.
    Faclo fa uso del primo nel discutere del di popolo e del secondo quando parla dell’approvazione editoriale.

    Il problema della vendita dei libri Mondadori e’ invece profondamente differente: immagina questa gente che si vede arrivare un malloppone di 1500 pagine, scritto con poche idee e molti luoghi comuni da una scrittrice visibilmente senza esperienze… e decide di pubblicarlo. Perche’?
    Io non credo che alla Mondadori ci sia gente che non capisce di libri, ma allo stesso modo sono assolutamente SICURO di capirne di fantasy quanto basta da poter dire che quanto ho letto della Troisi e’ dozzinale e scontato, come chiunque ne saprebbe scrivere.

    E allora immagino che lei sia stata ne’ piu’ ne’ meno che l’esperimento in versione letteraria dei reality show, o del tipico programma De Filippi: prendi un gruppo di sconosciuti, buttali in televisione e fa’ in modo che diventino famosi. Non c’entra il talento, la simpatia o che altro, si tratta soltanto di mostrarli alla gente ed attendere che sappiano riconoscerli.
    Ed e’ proprio questa la cosa piu’ triste del fenomeno Troisi: non sono i migliori ad essere i piu’ letti, sono semplicemente quelli che vengono piu’ fatti conoscere al pubblico… con una campagna pubblicitaria massiccia, per esempio, con volumi presentati da subito in hardback e formato sontuoso, in modo che SEMBRINO davvero grandi opere del piu’ grande scrittore del decennio.
    E la gente ci casca e li compra, e’ chiaro. Ma persino io, generico appassionato di fantasy, mi sono sentito incurosito dal fenomeno e mi sono comprato al volo l’edizione economica delle “guerre del mondo emerso”: ne parlano tutti da un po’, vediamo com’e’. Ed e’ mediocre, purtroppo… ma anche ora che lo so la Mondadori ha le mie tre copie all’attivo.

    La cosa che piu trovo triste e’ che ci sia gente che, nonostante tutto, continui a considerarla una grande scrittrice (lei o chi adesso scrive al suo posto) quando i suoi libri sono poco piu’ di qualcosa per tappare le noiose ore passate sotto l’ombrellone. Non che siano brutti, almeno IMHO… ma considerarli belli significa non aver mai letto che la parte piu’ superficiale del fantasy.

  487. 487 Eclipse Keeper

    @Alves
    Visto che sei piuttosto familiare con il latino, azzardo una risposta alla tua ultima domanda (sebbene sottointesa). Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos. Non rimarrei sconvolto se tali persone non potessero mentalmente apprezzare qualcosa di più raffinato (sia dato per scontato che “leggere” e “apprezzare” non sono la medesima cosa.) e lo dico con tutta la più “struggente” compassione o per dirla alla Troisi lo dico con piuttosto compassione.

    La mia opinione riguardo ai libri della Troisi rimane invariata, come ho già ribadito in un altro intervento, la sua pecca è di scrivere in modo sciatto (il che riassume parte degli aspetti di questa ed altre recensioni successive), ma non vi è meraviglia in questo giacché, come dimostrato da Gamberetta, sia la complicità di una revisione dai definiti tratti degni del più pregiato quadro impressionista, sia la volontà stessa della scrittrice di non volersi dedicare alle proprie opere collabora attivamente a farci avere i “masterpieces” attuali.

  488. 488 lingua dei draghi - Pagina 2 | hilpers

    [...] si sta a guardare i particolari la situazione peggiora inmodo drastico. rispolveriamo un classico: http://fantasy.gamberi.org/2008/01/1…rra-del-vento/ >Io sono una fan di Licia Troisi…! capita. e’ grave, ma si guarisce. :P ilSimo — now [...]

  489. 489 TheClue

    ave, per gli dei!
    sono lieto di vedere che c’è ancora qualcuno che ha capito che razza di scrittrice indegna sia la troisi!
    bellissima recensione :D non avrei potuto dire di meglio (e di meritatamente perfido) a riguardo

  490. 490 anneheche

    Da grande fan di Tolkien non posso che applaudire!
    Licia Troisi… uno dei misteri dell’universo…

  491. 491 chiara

    Meraviglioso!!!! Ho pinato (dalle risate) per tutta la recensione…che, tra l’altro, è molto più divertente (e scritta meglio!!!) del libro (libro???) in questione.

  492. 492 Grifis

    Se solo avessi letto prima questa recensione avrei risparmiato 14€ della raccolta e tre settimane di lettura (perché ho l’abitudine di finire un libro quando lo inizio).

  493. 493 ...TotalFantasyholic...

    sono totalmente sconvolta!!!!tu (che hai scritto questa ROBACCIA) hai letto il libro con il chiaro intento di trovare il pelo nell’uovo…cos’è, hai scritto un fantasy che hai inviato ma che hannoo cestinato senza tanti problemi??mi dispiace taaaanto (muahahahahahah) ma se è piaciuto così tanto vuol dire che non è così male come l’hai descritto no??le cronache del mondo emerso sono un capolavoro del fantasy!!!!magari non negli altri libri che ha scritto, ma qui la troisi è fantastica!!!!rileggi e magari con meno invidia (sì perché quella era INVIDIA allo stato puro), vedremo se non penserai di essere stata un po’ fuori (sì come un balcone) oltre che invidiosa (anche di nihal…capirai si vede bella e allora??è un crimine?? )…W LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO 4EVER!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  494. 494 Fos87

    Total, a me le Cronache sono piaciute abbastanza, ma da qui a definirle un capolavoro…

  495. 495 Dr Jack

    … talvolta mi chiedo se questi SUPER FAN non siano in realtà uno scherzo :p.
    beh… se sono uno scherzo, complimenti!!!!!!1111oneoneone

  496. 496 Mary

    Ho fatto leggere questa recensione ad un mio amico fissato con la Troisi che in precedenza non aveva accettato alcuna critica verso la sua “scrittrice preferita in assoluto” (testuali parole) e… ha deciso che, in effetti, avevo ragione a definirla incoerente! Grazie per essermi (ed essergli) stata utile e complimenti per il blog, è molto intelligente e mi fa ridere molto la tua ironia.

  497. 497 Galahad (si mi chiamo così veramente...strani genitori)

    A me il libri sono piaciuti…ma sta diventando un’enorme questione di businnes…
    prima una trilogia…ok
    poi un’altra…e va bene…leggiamola…compriamo i libri…
    poi il continuo…e non lo compri nemmeno più…
    adesso il fumetto!!! poi ci sarà il film…
    QUELLO CHE VOGLIO DIRE in sostanza è: più giri di soldi ci sono attorno ad un opera…più essa perde il suo significato primo…cioè far sognare le persone…
    quindi…
    + soldi – bellezza…
    tutto qui il mio parere…
    e in più non lo definisco un capolavoro…come twilight o eragon…nessuno di essi sono capolavori…ritengo siano delle narrazzioni accettabili non eccelse; ma accettabili…
    in più ci tengo a precisare che secondo me sei un’pò troppo duro con questa autrice (nota che non ho detto scrittrice) sembra quasi che tu abbia letto il libro con l’intento di trovarne gli errori…non farne un dramma…
    è come la musica…gruppi di merd* come i tokio hotel o i sonohra o tutte quelle “finte star” che piacciono alle ragazzine esistono e continueranno ad esistere…quindi non darti pena di loro ma, come diceva Dante Alighieri, guarda e passa…
    finisco con la frase storica: “La madre degli idioti è sempre incinta”

  498. 498 Maudh

    @Galahad: GamberettA
    Comunque sono d’accordo con te, eccetto il ritenere Twilight decente.

  499. 499 Greylines

    Dopo aver letto questa recensione e aver riso più di una volta non posso che segnarmi il sito per tornarci spesso.
    Qui c’è la recensione (insieme a quella della saga degli Orchi di Nicholls, che mi dici a riguardo?) di Nihal che avevo fatto sul vecchio blog. Per questioni di tempo non mi sono accanito su quella robaccia ma penso sia davvero il peggior libro letto negli ultimi due-tre anni. Tornerò volentieri da queste parti.

    Greylines

  500. 500 Valentina

    La recensione è approfondita e, non ho altro da ridire, perfetta e logica.
    Hai dimenticato solo una cosa:
    le emozioni e i sentimenti che si prova leggendolo.

  501. 501 moon18

    nn mi trovo assolutamente d’accordo con questa recensione, un libro come quelli di Licia Troisi nn viene pubblicato per la “FORTUNA” ma per il talento dell’autore, per il contenuto, e per il linguaggio e la passione con cui è stato scritto.. mi sembra molto offensivo nei suoi confronti..!!!!!!!!!!!!!!!! quello ke ha scritto la recensione deve imparare a leggere..!!!!

  502. 502 Maudh

    @ moon18
    Guarda che è la Troisi stessa ad aver detto che è stata pubblicata principalmente per fortuna. E per la Mondadori è meglio così, se l’avessero pubblicata per i contenuti, beh, sarebbe da preoccuparsi.

    P.S. Pare che la Licia nazionale stia per dare un erede al fantasi italiano. Auguri, ma spero che la signora si dia completamente al ruolo di madre e lasci perdere la scrittura.

  503. 503 DelemnO

    Più che altro, speriamo: 1) che non la chiami Nihal se femmina o Sennar se maschio 2) che lei/lui non segua le orme della madre.

  504. 504 Davide

    @ Valentina
    “Hai dimenticato solo una cosa:
    le emozioni e i sentimenti che si prova leggendolo.”

    Dici? A me sembra che le emozioni provate da Gamberetta siano ottimamente evidenziate nella recensione: il disgusto provato nel leggere il libro, l’incredulità di fronte al fatto che Mondadori lo abbia pubblicato, la noia e lo sconcerto per l’ennesima frignata di Nihal.

  505. 505 Cronache del Mondo Emerso, vol.1 ~ Nihal della Terra del Vento « Lucciole e Lanterne

    [...] devo ammettere che qualcuno ha fanno una stroncatura di gran lunga più precisa della mia. merita. [...]

  506. 506 sara

    allora…ti devvo dare un’informazione…x tirare con l’arco non c’è bisogno di grande forza…ulisse aveva bisogno di forza xk il suo arco era fatto in corno e xciò aveva bidogno di una forza maggiore…ma l’arco che usa nihal è in legno…credimi è così anche io ho usato un arco… x secondouna cosa fondamentale è ricordare che nihal ha avuto confidenza solo con la spada e l’arco l’ha solo sentito citare da qualcuno…

  507. 507 Drest

    Sara, mi spiace per te, ma un arco *da guerra* richiede forza.
    L’arco che avrai usato sarà stato un arco scuola o comunque un arco moderno appunto adattato all’utilizzatore che – a meno che tu sia una body builder – è piuttosto debole.
    Anche io ho tirato con l’arco da ragazzino.

  508. 508 kanako91

    Se si parla di archi, intervengo anche io ^^

    Come ha detto Drest, l’arco scuola non ci vuole molto per tenderlo: faccio tiro con l’arco nella mia scuola da tre anni e sono una persona per cui la massima attività fisica, ultimamente, è camminare fino alla stazione. Eppure non ho alcuna difficoltà a tendere un arco da 16 libbre, nè a centrare il bersaglio. E’ elementare, persino le donne e le bambine Eterne di Strazzu ci riuscirebbero.
    Dopotutto, gli archi scuola sono di 16 o 18 libbre per tirare a una distanza di 15 metri: in guerra (e per difendere una città sotto assedio u.ù) sarebbe ridicolo usare un arco a questa distanza ^^

  509. 509 Lo Zeno

    Confermo anche io ciò che dicono Drest e kanako91:
    Ho fatto e faccio saltuariamente ancora tiro con l’arco per ricostruzioni rinascimentali, e un arco fiorentino da guerra, calibrato 100 libbre, è sufficientemente duro da tendere se non si ha una forza discreta.
    L’arco scuola è un arco leggerissimo e con una libbratura inferiore a 18, può tenderlo anche un ragazzino di 12 anni ma non tirerà mai oltre i 15-16 metri; un arco lungo inglese, al contrario, nel medioevo poteva essere calibrato a 150 o anche 200 libbre e la gittata superava i 70 metri (ma difficilmente arrivava a 100);

    Visto che Wikipedia esiste, nella pagina sul LongBow:

    Many men in medieval England were capable of shooting bows from 670–900 N (150–200 pounds) — skeletons of archers have been studied, revealing spur like projections on the bones where their over-developed muscles pulled. However, these men did train daily from a very young age and their lives depended on being able to use such powerful bows.[5] There are modern day examples of men who can draw such powerful bows. Mark Stretton currently holds the world record for shooting a 900 N (200 pound) longbow.

    Sempre wikipedia:

    Worldwide the average power for bows of all designs is about 220 newtons (50 pounds) at 70 cm (28 inches) of draw which is suitable for most hunting applications.

    Quindi, muscoli sovrasviluppati, si allenavano tutti i giorni fin dalla più tenera età per poterli tirare, il record del mondo attuale è un uomo in grado di tendere un arco da 200 libbre, la media mondiale è di 50 libbre per una tensione di 70 cm (50 libbre, ripeto che l’arco scuola non arriva a 18). Così a occhio, secondo me, significa che della forza ci vuole per tenderli. Altro che pistolate, tirare con l’arco non è come pettinare bambole.

  510. 510 Merphit Kydillis

    I nuovi fumetti di Nihal.
    Sinceramente parlando: dopo essere stato illuminato da una gamberetta, oramai la Troisi la evito come la peste. Siano i romanzi (che ho dato via) o i fumetti. A parte che non intendo spendere 3.50€ per tre paginette (e di sicuro il prezzo aumenterà), ma cavoli almeno i fumetti si attenessero al romanzo!

    Ho dato una sfogliata ai primi due numeri. Le nuove avventure di Nihal non sono nuove: il fumetto riprende le scene della prima trilogia, aggiungendo ad ogni numero una scenetta non-sense.

    I disegni, alla lunga, sono carini. Tuttavia il disegnatore sembra (è una mia impressione, poi giudicate voi) imitare lo stile del fumetto giapponese, i manga. Non so il perché mi è venuto in mente una cosa del genere.

    Il prmo numero La Paura vediamo l’esordio della mezzelfa mentre questi viene umiliata e sconfitta da Sennar grazie al trucco del serpente. La piccola piange. Una nuova avventura, non c’è che dire. Una cosa positiva è Soana, una bella maga… anzi, direi gnokka >.> Ma eccovi i momenti clou: la prima sera che Nihal passa nella foresta sente un fruscio di alberi. È Sennar! La ragazza lo prende a pugni, ma lui l’abbraccia. “Sennar, ma cosa…?!” Infatti, cosa minchia mi combinate voi due, nel romanzo non c’era ‘sta scenetta in stile manga.
    Ma il pezzo forte è quando ti sbuca il cugino di Fenrir! Ecco quali sono le Nuove Avventure di Nihal: con Sennar la mezzelfa si è mangiata un coniglietto allo spiedo con funghi allucinogeni come contorno! Non dico che l’idea era male… ma insomma, Nihal passeggia tranquillamente per la città finché non cade in un tombino e si ritrova davanto a Balto. Ti prego…

    Il secondo numero, La Rabbia, fa vedere Nihal che combatte contro i fammin. Non so perché, ma i fammin me li facevo più piccoli o.? La nostra combatte con una cannottiera sopra l’armatura. Non capisco, intende disorientare il nemico? Una cosa non ho digerito del secondo fumetto. Passi l’Erinni (la new entry di turno) che cerca di mangiarsi il cadavere di Fen. Ma quando Nihal sente parlare due soldati che il suo amato è caduto, caro disegnatore, non puoi trasfigurare la faccia della mezzelfa uguale a quella di Ai Amano, ossia quella di Gamberetta!
    … So di aver bestemmiato, e chiedo venia. Mi mettero in ginocchio sui ceci alle 23.00 di stanotte, con tutte le luci accese, così le zanzare fanno il cenone di Capodanno con il sottoscritto a furia di pungermi per succhiarmi il sangue.

  511. 511 Davide

    Piccolo appunto sul fumetto: l’ho sfogliato in fumetteria… Metà delle espressioni di Nihal sono prese da 100% Fragola della Miyashita. Non è che ci si ispira allo stile di disegno, son proprio copiate.

  512. 512 Koshiatar

    Andate a leggere qui.
    Questo fumettista lo fa come abitudine. E non si ispira, non copia. RICALCA. A chi gli chiede spiegazione, da risposte infastidite per non dire arroganti.
    Uno schiaffo a tutti i fumettisti che si impegnano un minimo per fare il proprio mestiere e a tutti quelli (mi dicono tanti) che si sono presentati per fare il fumetto del Mondo Emerso e che erano preparati a farlo senza ricalcare spudoratamente tavole altrui. In 19 pagine almeno 9 esempi solo da Miyazaki e chissà quanto altri da autori meno famosi.

  513. 513 Gamberetta

    @Koshiatar. Mi avevano segnalato il link ieri. Che roba patetica. D’altra parte forse il fumetto voleva fare concorrenza al romanzo in quanto a sciatteria.

  514. 514 Merphit Kydillis

    I miei sospetti erano dunque fondati.
    Più che un ricopiare mi pare un plagio, uno sputo in faccia ai mangaka ma soprattutto a noi lettori, noi fessi che spendiamo soldi per questa roba. Non merita di essere chiamato fumetto.

    Nel mio ultimo commento mi sono lamentato sia i disegni, ma generalmente delle nuove epopee di Candy Candy, che invece ricicla la prima trilogia. Se almeno apparisse Harlan Draka di Dampyr

    Ma a quanto pare il plagio si estende anche nel mondo dei fumetti. Un conto è Hiro Mashima, i cui disegni “ricordano” quelli di Eiichiro Oda, il creatore di One Piece. Un conto, porca puttana, sono gli indiscutibili maestri del fumetto italiano che, sbattendosene sia di noi autori e anche della Troisi (facendole fare un’ennesima figura di merda), ruba i disegni altrui spacciandolesi per propri. Ruba. Mio caro Gianluca Gugliotta (disegnatore “emergente” della roba), dato che sei così bravo a ricopiare già che ci stavi potevi anche metterci i TUOI di disegni. O sei così pigro che sei ricorso al plagio? Questo fumetto merita di essere esposta alla raccolta dell’ignoranza e vergogna italiana riguardo il fantasy (rimpiango Italo Calvino de I nostri antenati). Nemmeno Rat-Man di Leo Ortolani plagia gli altri autori, siano americani o giapponesi. Ovviamente se non come parodie. Stronzi.
    Scusate per il mio linguaggio, ma mi sono appena iscritto alla Scuola del Fumetto a Pescara (corsi: sceneggiatura e narrativa liberra). Tra le lezioni mi capiterà d’incontrare fumettisti famosi. Mi sento uno schifo sapere che le carogne e gli arroganti non sono solo gli editor delle case editrici ed autori che emulano alla mal peggio Barker e Lovecraft.
    Cioè, è come se il disegnatore che deve convertire Gli Eroi del Crepuscolo da romanzo-spazzatura a fumetto-cartaigienicato, si mettesse a scopiazzare emulare Etorouji Shiono, l’autore di Übel Blatt (ve lo consiglio xP), o Kentaro Miura, l’autore di Berserk, quest’ultimo a mio parere una vera e propria grapich novel.

    Ma in che Paese abitiamo… giuro, se dovessi fare un romanzo o un fumetto emigro in Inghilterra e lo pubblico là. Almeno gli inglesi sono persone serie e sincere, sebbene un pò antiquati e pignoli.

  515. 515 DelemnO

    Che vergogna. Oltretutto, maledizione, dato che siamo italiani si poteva anche fare qualcosa che non avesse rimandi al giappone, no? Santo cielo, manga e compagnia hanno abbondantemente stufato, se poi ci si mettono a pseudocopiarli anche gli italiani…insomma, ma trovarsi un proprio stile vagamente decente no?

  516. 516 ???

    Licia Troisi guarda il suo fumetto: “UAU ke bello! Farebbe invidia anke a Miyazaki!!!111!!! 6 trpp brav!!!!!!!!!!!!!!!11111111!!!!!11111

    Il disegnatore la guarda, incredulo: “Si, Licia. E’ proprio così…”

  517. 517 Merphit Kydillis

    Riguardo il mio ultimo commento ho fatto un errore: le mie “lamentele” non sono rivolte al signor Gugliotta ma al signor Ferrario (quest’ultimo disegnatore de “Topolino”).

  518. 518 Sireseppia

    Salve a tutti,
    per prima cosa vorrei complimentarmi con Gamberetta per la recensione molto attenta e dettagliata.
    In seguito, sebbene sia cosciente del fatto che non sia un argomento di interesse comune, vorrei parlarvi della mia esperienza con l’autrice Licia Troisi che ho avuto modo di conoscere personalmente ad un meeting letterario.
    Qualche mese prima dell’incontro ho comprato il romanzo che avrebbe presentato (La Ragazza Drago, di cui evito ogni commento) e successivamente, sperando che almeno stavolta non mi avrebbe delusa, il primo libro della saga di Nihal, non dando per nulla ascolto a mia madre che mi sconsigliava fortemente di prendere un romanzo di un’autrice che non mi aveva convinto.
    E si sa… le madri, chissà perché!, hanno sempre ragione.

    Ad ogni modo, un po’ perché l’avevo promesso alle mie amiche, accanite fans della Troisi, un po’ presa dall’entusiasmo di incontrare una scrittrice di fama nazionale, al meeting ci andai lo stesso, portando con me un mio racconto breve.

    Che cosa abbia detto alla giornalista che dialogava con lei non chiedetemelo, perché non lo ricordo (e questo già può farvi immaginare quanto fossero profonde le risposte…). Deve aver accennato a qualcosa sulla lotta tra il male e il bene, e alle differenze tra il mondo fantasy e quello reale.
    Banalità e luoghi comuni.
    Come il suo libro del resto.
    Poi, giunto il momento delle domande, alla mia

    “Come mai ha scelto uno stile così semplice, non le verrebbe voglia d