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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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898 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

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  1. 98 -Ayame-

    Non ho letto nulla della Troisi e dopo aver letto questo articolo, che ha confermato le parole di una mia carissima amica accanita lettrice come me, non intendo farlo per nulla al mondo.

    Chi è quel rincretinito che si azzarda a paragonare la Troisi a Marion Zimmer Bradley? Non sa mica, il damerino, che MZB è la signora suprema del fantasy, pietra miliare della sua storia e superba scrittrice?!
    Mah.

  2. 97 _Hilary_

    Meravigliosa! Semplicemente meravigliosa!
    Ti dirò, ho letto di tutto e di più della Troisi e, all’inizio, mi ero invaghita del suo stile di scrittura (Il suo romanzo è il primo in assoluto che ho letto). Leggendo altri romanzi, altri autrici, altri generi, in effetti ho riscontrato alcune cose nei suoi romanzi che non mi entusiasmavano più. Inoltre, è anche vero che ciò che scrive lo fa per lo più in riassunto. ç_______ç
    Secondo me la sua pecca maggiore è che si ostina a scrivere in terza persona. Chissà, può darsi che in prima riesca a concentrarsi molto di più sulle varie scene che accadono e meno sul “riassunto”.
    ^^

  3. 96 Clio

    Dunque, con ordine:
    divise sgargianti sono state usate storicamente, ma identificavano soldati d’élite, non reclute inesperte ancorché preziose.
    In secondo luogo, il Nemico non è forse uno degli esseri più potenti della terra, uno dei più astuti conoscitori della magia? E non riesce ad infiltrare nessuno? Nemmeno per spiare un’accademia? Va bene, abbiamo capito, è un mentecatto, è l’unica spiegazione.

  4. 95 alice

    non posso far altro che quotare gugand.
    Comunque se a qualcuno non sopporta il tono di gamberetta, può benissimo andare via senza creare scompiglio.
    Anche a me, all’inizio, dava un po’ di fastidio su come gamberetta esponeva il suo parere, ma poi vedendo che le cose che scrive sono giusto, l’ho accettato. Punto e basta.

    Comunque Nihal è davvero un personaggio penoso. Non prendetevela se vi dico che non vale la pena di spendere nemmeno un euro per comprare il libro. Nihal è il personaggio più inverosimile che abbia mai trovato in un libro fantasy. Se poi piace alle ragazzine piagnucolone con gli ormoni a mille, bene!! Amen, mica posso ammazzarle per questo o convincerle a cambiare gusti…

  5. 94 Stefano

    Io credo che la questione dei corpetti sgragianti possa anche venire messa da parte: è un ciclo fantasy per ragazzini, non un trattato di arte militare. Tuttavia il corpetto sgargiante è oggettivamente una sciocchezza: non ricordo, magari, molti particolari del romanzo, ma mettere in evidenza al nemico delle truppe scarsamente addestrate che diventeranno in futuro truppe di elite è un bel favore che gli si fa. Le spiegazioni offerte da D non mi vedono concorde: i bizantini, di fronte a Giannizzeri veri e presunti, si saranno considerevolmente spaventati dal numero di questi soldati scelti ( che avevano già allora una fama nefasta), i soldati del tiranno, per converso, si saranno fregati le mani di fronte alla possibilità di ammazzare reclute potenzialmente pericolose in futuro (Nihal guiderà un drago).
    Anche in guerra si commettono stupidaggini, sopratutto quando entrano in gioco l’onore e la vanità, ma è l’autrice a darci una spiegazione “razionalista” che fa acqua da tutte le parti.

  6. 93 Gugand

    Trovo che le critiche a gamberetta siano spesso campate in aria.
    Lei (e tutto l’equipaggio), come tutti recensori/opinionisti, ha il suo metodo di valutazione concentrandosi su alcuni aspetti che ritiene importanti e ha il

    suo metodi di quantificazione. Anche se il suo metodo non puo’ piacere non si puo’ dire che lo distorca o lo modifica a seconda del libro o come si e’ alzata

    la mattina.
    Quello che sembra eccessivo rigore e’ invece il tentativo di non apparire faziosa.
    Ha i suoi metodi e li usa sempre nello stesso modo.
    Voi lettori del blog avete sotto gli occhi quali sono i suoi punti di riferimento e la lunghezza del suo metro, potete semplicemente ritoccare le valutazioni

    in funzione del vostro “sistema di misura”. Con questo non voglio dire che non possiate criticare il suo metodo, ma se vi limitaste a farlo presente, magari

    gamberetta lo terra’ in considerazione correggendo il suo metodo o semplicemente aggiungendo una parola che venga incontro a chi non la pensa come lei.
    Non si nasconde dietro frasi “e’ brutto e basta”, ma tende a spiegare il perche’ la ritiene brutta. Non serve dire che il romanzo X (inserite il vostro

    mostro sacro del fantasy o altro) sarebbe distrutto con i metodi “gamberosi”, perche’ e’ vero. Di fronte ad una analisi rigorosa e “ottusa” (nel senso che

    non sente ragioni, non come chiusura mentale) nessuna opera superebbe indenne l’esame.
    Quanto a me sono in parte in disaccordo con lei riguardo la ricerca del mostrare invece del raccontare perche’ non sono un appassionato delle meccaniche del

    mondo (strano detto da un ingegnere) e cerco di concentrarmi sulla trama nel suo complesso.
    Purtroppo tanti scrittori (tra i quali ci metto la Troisi) hanno il vizio di inserire le descrizioni solo ed unicamente per far vedere quanto e’ fico il loro

    personaggio scadendo quasi nel Deus-Ex Machina nella risoluzione di combattimenti spesso impari a discapito del loroo eroe (ma perche’ mettono i loro

    personaggi in queste situazioni? mah), oppure non usano la descrizione dettagliata perche’ non sanno come far uscire indenne il loro personaggio da una

    situazione troppo complicata e buttano giu’ una descizione approssimativa.
    L’esempio, che non ricordo dove fosse (avro’ letto 7-800 commenti di questo blog abbiate pazienza), del tipo che spara al protagonista ad un metro e lo

    scrittore scrive “incredibilmente lo manca” e’ una di quelle cose che meriterebbero una riga di spiegazione, magari dicendo “mentre punta la pistola [nome

    del cattivo] perde la concentrazione a causa al coniglietto grumo che lo morde alla caviglia” (scusa se ci ho messo in mezzo la tua mascotte come deus ex

    machina) saranno anche deus ex machina, ma lo scrittore dovrebbe avere l’accortezza di non ficcare in situazioni assurde i propri personaggi solo per farli

    apparire fighi o metterci qualche “colpo di scena” di bassa lega.

    Per tornare alla Troisi vi dico in tutta sincerita’ che l’unica cosa che ho apprezzato delle cronache del mondo emerso e’ la scorrevolezza del linguaggio, ma

    la trama era tutt’altro che originale e imprevedibile. Senza tener conto il fastidio di vedere ‘sta piagnona(non l’avevo notato, ma ripensandoci non posso

    che dar ragione a Gamberetta) di Nihal che e’ super fica, e’ super brava, e’ super tutto. Eccheppalle. Aggiungiamoci oltre ai metodi che aborro di cui sopra

    il contorno con una serie di personaggi stereotipati all’eccesso che la circondano (il piu’ ridicolo di tutti e sfacciato di tutti e’ sicuramente il tizio

    dell’accademia col barboncino). Roba che era originale all’inizio del secolo scorso, poi aveva gia’ iniziato a stufare.
    Certo adesso per dare un supporto a questa mia tesi che cosa dico senza spoilerare tutto il libro?
    Piu’ che dire che e’ un misto tra guerre stellari e vari cliche’ manga non vado. Come non puo’ neanche gamberetta che si e’ concentrata su quelli che ha

    ritenuto sfrondoni logici, dei quali gran parte condivido l’opinione negativa.

    Comunque la si giri rileggetevi la troisi fra qualche anno e poi ditemi se non vi fara’ vomitare.
    Successo a me con storie che ritenevo (perche’ le ricordavo cosi’) intoccabili, ma riviste con occhi piu’ maturi (nel fantasy/fantascienza) sono da vomito.

    Succedera’ lo stesso a tutti coloro che adesso apprezzano Nihal la piagnona e Sennar il supermago timidone.

  7. 92 jiggly

    Per inciso, provando a motivarle xD

  8. 91 jiggly

    Solo a volte! Solo certe volte è un’ultima risorsa da buttare lì così, ma altre volte è una cosa vera. Ora, non si può dire in generale “quando lo si dice lo si dice come ultima spiaggia”. Se per quella persona è realmente così, magari certi atteggiamenti suoi lo dimostrano e se qualcuno pensa seriamente chi sia invidiosa ha tutte le ragioni per dirlo.
    E la storia dei corpetti non può essere una questione di gusti, perchè chi ne ha parlato in negativo ha sempre detto che non ha senso, a volte motivandone perchè. E il senso non è una questione di gusti. Nessuno ha mai detto “non mi piace che glieli abbiano fatti mettere” e basta.
    Ciao ciao

  9. 90 alice

    jiggly scrive
    hai una visuale un po’ sbagliata dell’argomento

    è una cosa soggettiva, a me sembra più che corretta.

    Jiggly scrive:
    Se qualcuno pensa che certe stupidate vengono scritte per invidia non ha forse il diritto di dirlo?

    Sì, può dirlo. Ma mi sembra una delle cagate più assurde che uno possa dire…sai, non sapendo che pesci pigliare…

    E la storia dei corpetti purtroppo non è una questione di gusti, bensì di incapacità di ragionamento.

    Non credo. Dopo il commento di D. non la penso più così. Se nelle guerre si usava utilizzare qualcosa di simile, i corpetti di Troisi possono essere accettati. Ma se uno li trova una boiata assurda è giusta che continui a pensarlo.
    E’ un altro elemento che riguarda i gusti, poi puoi benissimo pensarla come vuoi.

  10. 89 jiggly

    Ciao Ali, hai una visuale un po’ sbagliata dell’argomento.. Se qualcuno pensa che certe stupidate vengono scritte per invidia non ha forse il diritto di dirlo? E forse ci becca pure, dipende a chi si riferesce. E il fatto dei corpetti è una delle cose su cui vive questo blog, non puoi pretendere che smettano di parlare del perchè a qualcuno un libro fa schifo. E’ molto più corretto che dire “non mi piace” e basta. Poi sta agli altri vedere se la motivazione è sensata e utile o meno… E la storia dei corpetti purtroppo non è una questione di gusti, bensì di incapacità di ragionamento.

  11. 88 alice

    secondo me state tutti dando troppo peso a questi corpetti a colori sgargianti (cosa che poi, non so perchè, mi fa pensare a un giallo fosforescente…)
    Credo che sia accettabile questa cosa dei corpetti. Qui entra il gusto personale di ognuno di noi.

    Vorrei però rispondere a quelli che considerano i commentatori di questo blog dei grandi invidiosi (cosa che non mi pare proprio). Tralasciando i dettagli sui quali molti si stanno accannando, io vedo solo gente che esprime il proprio parere. Chi con civiltà e chi no. Amen. Mica possiamo ucciderli per questo.

    Comunque io penso che la Troisi non sia in grado di scrivere e che la trama faccia un po\’ schifo. E\’ una trilogia che leggerei volentieri a 13, oltre quet\’età mi sembra una cosa da buttare.
    Che poi sia un\’astrofisica incapace o meno, una raccomandata o una fortunatissima posso dire… ma chissenefrega!!!
    Io giudico il libro e dico che mi fa schifo (senza offendere). Punto. Chi è d\’accordo con me bene, chi no … non importa. Non cominciamo a tirare fuori insulti o l\’invidia dal cappello magico. E\’ una boiata dei bambini delle elementare… e che diamine!

  12. 87 jiggly

    yes yes yes.. e poi? Tu pensi che la gente potesse andarsene a passeggio tranquillamente da uno schieramento e l’altro? Magari potevano usare la magia! E pensi che non ci sarebbero state protezioni anch’esse magiche? E ripeto, in una guerra con milioni di uomini o quant’altro, dubito che “il nemico” avesse un qualche interesse a prendersela maggiormente con le reclute cavalieri, rispetto che con il resto delle forze o con i cavalieri stessi.

  13. 86 Clio

    Ed il Nemico, in tutto il suo potere, non aveva nessuna spia od osservatore nei ranghi avversari? Allora è vero: è scemo…

  14. 85 jiggly

    Claudio non hai la più pallida idea di quello di cui stai parlando. Non erano sui draghi proprio perchè erano in via di addestramento. Ecco un altro che parla a caso senza aver letto il libro nemmeno di sfuggita. Per il fatto dei corpetti.. In guerra le divise per distinguere le parti sono sempre esistite (ora non rompetemi dicendo che non è vero, che a volte non si usavano.. parlo in generale). In questo caso di “gruppetto di reclute”. Nessuno dei nemici in quella battaglia sapeva che quei guerrieri con quei colori erano reclute dei cavalieri e quindi da eliminare. Il testo lascia presuppore che fosse la prima volta che si usava tale metodo e quindi gli avversari non potevano sapere. Inoltre in quella battaglia penso che i nemici avessero altro a cui pensare che non l’andare alla carica di ragazzini che in un probabile futuro sarebbero diventati cavalieri. E che non avessero nemmeno il tempo di notare una forza misera del genere in mezzo a una moltitudine di guerrieri e a qualche vero cavaliere di drago.

  15. 84 Claudio Chianese

    in realtà l’assurdità non sta nelle livree sgargianti, per quanto più vicine ad un concetto di guerre en dentelles che alla battaglia contro gli orchetti (o come si chiamano, sempre orchetti sono). L’assurdità sta nella motivazione fornita: secondo la Troisi i colori sgargianti servono per far risaltare in battaglia uno che cavalca un drago. Un po’ come dire “dipingiamo la Yamato di un bel rosa shocking, altrimenti non si nota”. Ora, figurarsi, avesse scritto un buon romanzo, chissenefrega… però così…

  16. 83 Clio

    Giusta osservazione sulle divise, ma nelle guerre citate si tratta o di reparti speciali (quindi comunque alcune decine di persone che hanno già ampiamente completato l’addestramento), o di isolati condottieri, non si tratta un pugno di reclute che ancora non hanno completato l’addestramento!
    Ergo il paragone non calza.
    Quanto agli assedi, si adottava questa condotta perchè era comunemente condivisa, e non ci si faceva la guerra per annientarsi definitivamente, il vincitore non massacrava tutti i vinti, non radeva al suolo la città. E’ successo, certamente, ma non era la norma (d’altronde gli americani hanno sganciato due testate atomiche, non vuol dire che sparino a zero bombe nucleari appena ne hanno l’occasione…).

  17. 82 D.

    -A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

    -Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
    Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

    D: No, non la trovo un idea demente. La guerra lo è di per se :D
    Negli eserciti realmente esistiti spesso gli ufficiali avevano divise per che li distinguevano.

    Un altro esempio di idee dementi è che gli ufficiali dell’esercito napoleonico, per dimostrare il loro valore, non potevano gettarsi a terra ma dovevano stare stoicamente eretti dinnanzi al pericolo.

    Durante le guerre dei comuni del medioevo italiano, vigeva un codice d’onore in cui era vietato assalire di nascosto o assediare senza preavviso. Le città si davano battaglia avvisandosi con un largo anticipo.
    Le battaglie prevedevano che ogni esercito possedesse un carroccio e chi prendeve quello avversario vinceva, anche se era in minoranza o aveva subito grandi perdite.

    Non mi pare un gran che come idea balzana, nella realtà ce ne sono di peggio. Un nemico può anche essere intimorito sapendo di affrontare le migliori truppe del regno, inoltre perche dovresti madare allo sbaraglio le peggiori?

    Nel raccondo sulla caduta di Costantinopoli di Tursun Bey si apprende che le prime trupe ad assaltare la città furono i “Giannizzeri”, cioè le truppe migliori addestrate dalla nascita alla guerra, tra cui si erano nascosti degli “azeb”, normali soldati.
    Il racconto specifica che gli “azeb” dovettero cammuffarsi da giannizzeri, quindi le truppe specializzate indossavano un abbigliamento che le distingueva dai normali soldati.

  18. 81 mitoancess

    JAMILA:

    Si si ma rileggendo il pezzo ho capito che avrei dovuto sistemare la punteggiatura per non incorrere nell’equivoco.
    Comunque è vero che agli inizi mi sono lasciato andare ad un sarcasmo retorico per metterli di fronte ad uno specchio, dopodiché mi sono accostato alla diplomazia.
    Infine ho deciso di rispondere a commentatrici/tori come te, Federica ecc., perché eravate nelle linee d’onda cerebrali di questa realtà. Mi riferisco non al fatto che diate contro a questi critici improvvisati, ma alla validità e bilateralità del vostro modo di affrontare le problematiche e discuterle. Le mie non sono lusinghe ma consatazioni sul vostro scritto.
    Detto ciò potranno presentarsi dei casi in cui saremo di diverse opinioni ma, che cavolo, un conto è confrontarsi civilmente, un altro è gridare ognuno qualcosa per conto suo, dimostrando di non voler recepire le parole dell’interlocutore.
    Non voglio essere offensivo ma giuro mentre leggo i loro commenti mi ricordano i costruttori della torre di Babele!
    A presto.

  19. 80 Jamila

    @mitoancess

    allora mi scuso tanto x aver equivocato ^^

    scusami ma da come era scritto il post sembrava quasi riferito a me XD come ho avuto l’occasione di leggere, molti sostenitori accaniti di gamberetta si sono accaniti a volte anche in maniera acida e sgarbata contro chi la pensava diversamente (e non solo parlo di chi se lo meritava perché ci sono dei post di persone che pur pensandola come me hanno espresso il loro pensiero in maniera a mio avviso un po’ immatura e a volte anche offensiva) e questo mi ha dato un po’ noia…
    ad ogni modo scusami ancora^^ anzi sono molto contenta che ci sia qualcuno che condivide il mio pensiero^^

    ciao! ^^

  20. 79 mitoancess

    per Jamila:

    hai equivocato, non mi riferivo a te. Anzi stavo proprio ironizzando con te sulle fesserie scritte dai commentatori…
    No comment…

  21. 78 jamila

    @ mitoancess…

    (scusate l-omissione degli accenti, apostrofi o di altri caratteri ma come vedete il pc della biblioteca non sta bene XD)

    senti scusami sai….non so proprio su che base mi vieni a dire “smettila di fare i capricci” ma facciamo finta di niente…

    invidia da parte mia intendi?
    guarda…fare la critica letteraria non mi è mai manco passato x la testa quindi della tua fantomatica invidia non c’è traccia XD …
    ma dal momento che cio che ha scritto gamberetta e soggetto a critiche esattamente come lo sono i testi della troisi mi permetto di dare un giudizio secondo la mia impressione e la maturita generalmente richiederebbe che non venissero date (perdona la franchezza) risposte acide, saputelle, arroganti e ironiche come invece tu hai fatto solo perche la penso diversamente da molta gente che ha commentato ^^

    ad ogni modo non mi tocca…sono semplicemente passata di qui, ho letto x intero la recensione e ho detto semplicemente quello che pensavo come avete fatto tutti voi, non mi sembra il caso di farne un dramma. inoltre non e che ho preso in odio gamberetta come altri (scioccamente penso) hanno fatto, ci vuole ben altro x farmi odiare una persona, ho solo commentato un suo atteggiamento che (a mio parere) e stato poco corretto, tutto qui.

    anzi, per il resto vorrei complimentarmi con lei x la forma scorrevole e chiara della recensione ^^

    Saluti anche a te mitoancess!

  22. 77 mitoancess

    per Jamila:

    Noooo, ma che dici? Quà è tutto ponderato! Quà l’invidia si taglia a fette…E dire che Iddio ha dato a ciascuno di noi un talento, non capisco perché si deve sprecare il tempo nel breve arco di una vita a cercare di pretendere ciò che è stato dato agli altri. Dico, potenzia il tuo e piantala di fare i capricci no?
    Saluti

  23. 76 jamila

    io proprio non capisco..sebbene io adori le cronache e siano state uno dei miei romanzi di riferimento mi reputo abbastanza matura e aperta da accettare le critiche…ma qui stiamo davvero esagerando…gente che dibatte x dei chilometri su un cunicolo dietro le mura di salazar….semplicemente assurdo…x poi non parlare della (a volte) eccessiva presa di posizione contro la troisi, che ho conosciuto personalmente e nn mi è proprio sembrata la persona opportunista e “mafiosa” che definisci…qui non si tratta solo di una pura, semplice e chiara recensione, si parla di diffamazione di una persona che nemmeno conosci, di disprezzo infondato e umiliazione verso una persona che perlomeno ci ha provato a fare qualcosa…ripeto, a me stanno bene tutte le critiche, a me nn interessa che crediate o farvi credere che le cronache siano i libri + belli mai scritti, possono perfettamente non piacere, ma questo è solo uno sfogo d’ira verso una PERSONA con dei SENTIMENTI come tutti GLI ESSERI UMANI..e prenderla x il culo x il solo fatto che pianga se viene attaccata come del resto tutte le persone sensibili mi sembra più un atto di vigliaccheria più che di critica letteraria…grazie x l’attenzione.

  24. 75 Claudia

    Purtroppo non posso che condividere appieno tutta la recensione, soprattutto la parte iniziale in cui si mette in dubbio la “fortuna sfacciata” dell’autrice a vedere pubblicato un suo romanzo, altro testo che riempe gli scaffali con la targhetta “fantasy” senza però darne un effettivo contributo al genere. Dico che hai ragione Gamberi Fantasy, per un semplice fatto: lo so. Lavoro nel campo dell’editoria e attraverso persone che hanno pubblicato con case editrici grandi, tra cui la sopracitata Mondadori, so per certo che per farsi “notare” da queste ultime, sopra al malloppo che invii e che riempirà le loro scrivanie, deve starci una bella letterina in cui qualcuno prega chi di dovere a dare almeno un’occhiata al prodotto. Sennò lo cestinano e senza indugio alcuno. Il fatto che un libro diventi best seller è tutta, e ripeto, tutta questione di marketing, a prescindere che sia valido o meno, di qualità o no. Dalla copertina, che è la presentazione, è la cosa più importante e che deve essere “bella” per un certo target di persone, fino alla pubblicità più becera con cui riescono ad addobbare gli autobus che girano per le nostre città. Inoltre vorrei portare all’attenzione di come nella rete imperversino migliaia di siti\forum di giochi di ruolo narrati, di genere fantasy o meno in cui ci sono persone completamente anonime anche perché nascoste dietro un nickname, che scrivono e intrecciano storie anche meglio della Troisi (bhè, ci vuole poco!). Quindi secondo voi il talento paga? Secondo me no, ma è dimostrato che in Italia la meritocrazia non esiste, basta guardare chi ci governa ogni volta…ma non voglio uscire dal seminato.
    Mi rammarica molto dover leggere commenti che prima giudicano la recensitrice come “immatura” perché “insulta e non rispetta il lavoro altrui” e poi leggere gli insulti che voi le rivolgete…voglio dire se giudicate un comportamento immaturo è piuttosto contraddittorio poi comportarsi in tal modo. Ma la cosa più grave è che la prendete sul personale: ma siete tutti suoi parenti (ma pure se lo foste, che vi cambia?) oppure per ogni commento ricevete un assegno? Vi paga per questo? Quindi è un semplice rimborso spese…mah!
    Imparate che quando una persona è così esposta ai media sarà sempre oggetto di critiche, costruttive e distruttive (perché solo costruttive, bhè è pretendere troppo dalla gente!), anzi dovreste ringraziare chi ne parla, anche male…vi assicuro che per lei sarebbe peggio se fosse il contrario! Ma vabè, quanti anni avete, quattordici…quindici? L’adolescenza è una contraddizione in termini, poi si cresce…spero (per voi)…
    A rileggerci…

    PS: non è che per caso hai scritto recensioni anche su Twilight della Meyer? No perchè sono curiosa…

  25. 74 Giacomo

    Sarò breve e schietto, come non è riuscita ad essere la tua recensione, che mi è apparsa ai limiti dell’umana decenza.

    Apparte il fatto che non condivido l’opinione apocalittica che tu hai del libro. In tutta franchezza, se si può parlare di fortuna sfacciata, nel caso della Troisi… Beh, nel tuo caso deve essere per forza merito di un miracolo…

    Perchè per concedere che una recensione come questa, scritta con la maturità di una giocatrice di campana (senza offesa per chi gioca a campana), solo in questo modo può essere accettata nel Web.

    Sputare sul lavoro degli altri con tale divertimento è una pratica indegna, e con sommo piacere, adesso, io sputo sul tuo.

    Si, sono stato immaturo. Si, sono un ragazzino. E spero che qualcun’altro ti possa mettere in mutande come io non sono riuscito a fare.

  26. 73 jiggly

    uff. Tempi

  27. 72 jiggly

    Allora, non mi spreco a leggere tutti i vari commenti, che tanto quello che si scrive ha scarsi effetti su menti chiuse e forse sarà questo il caso. Cmq si da il caso che io non abbia niente da fare, per cui, oltre a rinnovare il mio disprezzo per gamberì gamberà mi accingo a rispondere alla storiella dei condotti (o, ma le trovate tutte per spaccare i maroni è?).
    Probabilmente (e dico probabilmente, non osando mettermi contro una quasi quasi quasi quasi quasi architettA) i condotti sono stati creati in un secondo momento (rispetto alla costruzione del complesso). Ora, non vi viene il dubbio che siano stati fatti per portare materiali, strumenti, forse persone, dall’interno della città in linea diretta con la prossimità delle mura per evitare di fare il giro, bypassare ostacoli, magari scendere scale e impiegare un mucchio di tempo? Chissà, magari va di moda farmi i lavori il più lentamente possibile di questi tempo…
    Altra parentesina.. chi cavolo ha detto che sono pareti portanti? Ma anche se fosse il caso prima di destabilizzare un massiccio muro portante di pietra ce ne vuole, altrochè buchetto

  28. 71 Nemesi

    Cara gambera dei miei stivali….visto che non hai un minimo di rispetto nè per il lavoro altrui, nè per l’autrice, nè per chi scegliere di leggere le Cronache, nè tantomeno per chi ha un’opinione positiva dei libri della Troisi, nemmeno io mi farò tanti scrupoli nei tuoi confronti e andrò dritta al punto: non è la Troisi a scrivere male o a dire cose senza senso…qua l’unica che scrive cazzate su cazzate sei TU!!!!! Non hai capito una bene emerita mazza di nienteeeee!!!!! Ti sei arrampicata sui vetri per tutto il tempo, cercando ad ogni costo qualcosa da poter criticare!!!! Come cavolo leggi i libri??? Ragioni su quello che l’autore ti propone e narra??? A quanto pare no. Viste le nefandezze che sei andata blaterando per questa recensione chilometrica e priva di senso!

  29. 70 jiggly

    Poverina.. sono sempre più sorpreso dall’ignoranza dilagante

  30. 69 D.

    @Poflin: Lol, ok il ponteggio, ma di 600 metri pure quello :D E poi perché per lavare i vetri si e riparare i muri no? Lo so che non hanno mai riparato le mura dall’interno nel mondo reale >.<
    Lasciamo perdere va, tanto non concludiamo nulla ^^ … e poi la torre è piena di crepe, prima o poi crolla ;)

  31. 68 Poflin

    @D.: Beh, probabilmente abbiamo inteso cose diverse da ciò che è scritto su Le Cronache o.o Quanti accenni impossibili e dispersivi! Riassumendo la mia polemica, facevo solo notare che non esistono cunicoli del la manutenzione interni ai muri, soprattutto perchè non esiste la manutenzione delle murature dall’interno, in nessun tempo e luogo ^^ Per riparare crepe di una alta torre si alzerebbero ponteggi, non si scenderebbe con una fune dalla cima :P E poi non avevano draghi o creature volanti? non possono aiutarli nell’intento?
    Mah, magari nel mondo emerso le mura sono cave all’interno per risparmiare pietra, chissà come fanno a resistere agli attacchi esterni e al collasso. Magia forse? fantasia portata all’eccesso? Su questo Gamberetta ne sa molto più di me.

  32. 67 D.

    @Poflin: Scusami, avevo inteso cunicoli come dei passaggi costruiti apposta per lo scopo, non scavati successivamente nei mattoni. Mi spiace :(
    Per la manutenzione dall’interno non so, bisognerebbe sapere che mezzi usano e la tecnica di costruzione o se lo fa un mago, ma sarebbero solo supposizioni di fantasia. Ma non è poi cosi assurdo, è pur sempre una torre di 600 metri, io piuttosto che calarmi all’esterno con una fune per riparare un muro scaverei cunicoli ovunque XD

  33. 66 Poflin

    @D.: Oops, avevo perso il tuo primo messaggio! Ovviamente è vero, di condotti che ne sono in San Pietro come nella cupola di Santa Maria del Fiore come in Castel Sant’Angelo come in mille altri posti. Ma quelli sono semplici passaggi.
    Non ho inteso il tuo pensiero sulla mancanza d’areazione nei cunicoli: potresti esplicitarlo, gentilmente?
    Del resto, almeno che non fossero di emergenza (fughe, incendi, ecc.) dubito che qualche antico abbia avuto la splendida idea di costruire un luogo dove SA che la’ria non arriva. Figuriamoci un “condotto di manutenzione”, dove se un tizio dovesse “riparare una crepa” ci dovrebbe restare pure per un po’ di ore!

  34. 65 Poflin

    @Gamberetta: Grazie per aver riportato il passo! Certo che cosa strana…Comunque, da come hai detto tu, anch\’io sono più portata a credere che fossero \”condotti\” nel senso di cunicoli: ma la mancazza di linguaggio c\’è sicuramente.

    @D.:Ahahah! Non hai affatto capito ciò che intendevo! L\’articolo che hai linkato, come puoi vedere anche tu, parla di passaggi sotterranei, non di cunicoli scavati nella nuda pietra. Si notano molto gli archi a botte costituiti da minuscoli mattoncini usati per sostenere la struttura superiore, o il metodo chiamato a trullo, rivestito degli stessi mattoncini, usato per impedire il cedimento delle aule maggiori. Inoltre, nelle fortezze, le mura erano di uno spessore estremamente grande: quei \”passaggi nel muro\” dell\’articolo si potrebbero persino definire normali corridoi, chiusi e protetti per la necessità per la difesa del Forte piuttosto che per la \”manutenzione\” (?) del suo interno (?).

  35. 64 Gamberetta

    @D. Si parla dei cunicoli in generale, non che ce ne sia giusto uno dietro casa di Nihal. Un conto è dire che esistono gli elicotteri, un conto è scoprire che il protagonista ha un eliporto sul tetto di casa, eliporto di cui si accorge giusto quando ne ha bisogno…

  36. 63 D.

    Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

    Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

    Ma invece del cunicolo se ne parla, queta parte non dovresti toglierla?

  37. 62 Gamberetta

    @Poflin. Dei condotti di manutenzione è detto brevemente nelle prime pagine del romanzo, questo è il passaggio nel quale se ne parla di più:

    «Eccoci.» La ragazzina [Nihal] assunse un’aria solenne. «Da qui in poi nessuna paura, come al solito. Il nostro alto compito non ci permette cedimenti.»
    Gli altri annuirono seri, quindi entrarono strisciando nel cunicolo.
    Non si vedeva nulla. Anche l’aria era spessa e densa, satura d’odore di chiuso. Dopo un po’ però gli occhi si abituarono all’oscurità e riuscirono a distinguere la scala di gradini umidi e sconnessi che si inabissava nel buio.
    «Non sarà mica che oggi qualcuno passa di qua? Ho sentito dire che le mura occidentali hanno delle crepe da riparare…» fece un ragazzino.

    Perciò i condotti di manutenzione servono per raggiungere le crepe da riparare… non so, forse è solo mancanza di proprietà di linguaggio da parte della Troisi: i condotti saranno tra case e mura, più che all’interno delle mura stesse.

  38. 61 D.

    @Poflin:
    …maggior ragione se svolgono la funzione di sostegno della struttura, NON hanno condotti concavi per far passare gente al loro interno!

    http://www.vps.it/new_vps/article/the_secrets/nelle_mura_un_passaggio_segreto/19/

    O-o

  39. 60 D.

    @Poflin: mmm non saprei, nelle mura ci possono benissimo essere dei cunicoli, come ad esempio nella cupola di S.Pietro in Vaticano. Le scale salgono al suo interno a spirale.
    In alcuni castelli ci sono passaggi usati dalla servitù per non mescolarsi coi nobili, esistono tuttora negli alberghi a 5 stelle.
    Ma io non studio architettura, quindi se mi dici che c’è differenza ti credo.
    La manutenzione lascia qualche perplessità, perché quella costruzione non può esistere realmente. Se avesse detto che per manutenzione si intendeva rinnovare incantesimi magici avrebbe potuto funzionare, o magari aggiungere malta dove ne manca.
    Ma la descrizione è un pò vaga, quindi il lettore non sa bene cosa pensare e questo è un male secondo me.
    Ma ora che me lo fai notare, ci sono delle frasi che aumentano il senso di confusione, non tanto la storia del condotto.

    Anticamente veniva usato per la manutenzione : Quindi ad un certo punto non è stato più necessario restaurarle? Boh.

    Un cunicolo scuro e senz’aria: Senz’aria? Significa quello che penso io?

    Poflin, visto che studi architettura aspetto il tuo giudizio.

  40. 59 Poflin

    P.S: Oh, a proposito, ho scoperto ora, leggendo i commenti precedenti, che si parla anche all’inizio del libro di questi curiosi “condotti di manutenzione” o.o se è possibile vorrei saperne un po’ di più al riguardo, visto che non ho il libro a casa :)

  41. 58 Poflin

    Le tue recenzioni sulle cronache del mondo emerso sono favolose! Hanno davvero rallegrato il mio pomeriggio. Lunghe, complete, precise e divertentissime! Grazie davvero del tempo che impieghi per scrivere questi capolavori.
    Nonostante abbia letto tutti i tuoi post, ho voluto commentare su questo perchè volevo far notare un grande strafalcione che denota ancora una volta l’ignoranza della signora Troisi. (ma che mi ha fatto comunque sbellicare dale risate per parecchio tempo)

    Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
    Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

    Adesso, sfido chiunque ad aver mai sentito nominare ciò che lei chiama “un condotto per la manutenzione delle mura”. La manutenzione delle mura?!? Studio architettura da appena un anno all’università, ma credo di non essere affatto l’unica a sapere che le mura, a maggior ragione se svolgono la funzione di sostegno della struttura, NON hanno condotti concavi per far passare gente al loro interno!
    Il massimo di vuoto che si può trovare all’interno di una muratura ha lo spessore di 5 cm, e ha l’unica funzione di isolare l’abitazione; ma questo metodo è utilizzato da tempi relativamente recenti. Se volessimo ipotizzare che l’architettura utilizzata nel libro sia simil-medievale, la situazione è ancora più ridicola: le murature piene erano composte da mattoni o pietre sovrapposte, sempre con funzioni portanti… non credo che qualcuno abbia mai avuto l’insana idea di scavarci cunicoli per la “manutenzione” (di cosa poi? E se anche esistesse questa manutenzione dell’interno dei muri, perchè i cunicoli non hanno vie d’ariazione per tale scopo?).

    Chiedo scusa, forse mi sono dilungata troppo :) Ci sono talmente tante cose da notare che se ci soffermassimo su ognuna di esse staremmo qui anni!
    Concludo con un nuovo, sincero grazie.

    Valeria

  42. 57 Andrew

    Più di un anno fa (gennaio 2007, mi sembra) mia madre mi ha comprato Nihal della terra del vento, manco a dirlo. Se devo essere sincero avevo sentito dei commenti negativi in proposito e la copertina non mi era piaciuta per niente (mi sembrava un ibrido tra un manga giapponese e lo stereotipo del fantasy più stupido). Poi vabe’, siccome era un regalo e non mi andava di giudicare male la Troisi solo per sentito dire, l’ho iniziato a leggere e… be’, mi ha fatto odiare i libri; non solo i suoi, tutti i libri. Sono arrivato a 50 o 150 pagine, neanche lo ricordo, ed ero disgustato. Sono caduto in uno stato di depressione assurdo perché si dà il caso che nel mio piccolo stia scrivendo dei racconti e – specialmente in questo periodo – progettando un romanzo. Non avevo né ho molte pretese, ma ricordo che aver letto anche solo l’inizio della storia della Troisi mi aveva fatto pensare qualcosa tipo “Ma se pubblicano storie così banali che senso ha cercare di scrivere qualcosa di emozionante, con personaggi e situazioni interessanti e originali che non cadono nel cliché?”
    Ok, sembrerà un po’ esagerato, ma per diverso tempo non sono riuscito né a scrivere né a leggere.
    Il libro in sé – per quel che ho letto – mi ha annoiato a morte: la protagonista è insopportabile, l’unica nota che la potrebbe rendere originale è la sua capacità di farsi detestare, al contrario degli altri protagonisti di altri romanzi (fantasy e non), a cui in un modo o nell’altro ci si affeziona e/o ci si immedesima. Il padre – era il padre, giusto? – mi metteva una pena assurda, perché il rapporto con Nihal mi ricordava/ricorda lo stesso che qualsiasi ragazzina fighetta vorrebbe avere con i suoi genitori (ovvero sottometterli). Mi sembra di ricordare Sennar piatto piatto e la maga/zia bellissima, se non sbaglio.
    A quel punto è scattato il “Se un libro non mi interessa e mi fa stare realmente così male non ha senso che io vada oltre”. Già basandomi su questo ti dovrei adorare: mi devi spiegare come hai fatto non solo a finirlo una sola volta, ma a rileggerlo anche una seconda! XD
    Però sei un po’ offensiva nei confronti di chi apprezza la Troisi. Insomma, cavoli loro (anzi, e se dopo la Troisi – che magari è il loro primo libro – si informano sul buon fantasy che c’è in giro e cominciano ad apprezzare la Letteratura con la L maiuscola?) :P Per il resto ti quoto in tutto e per tutto, appena avrò tempo mi leggerò anche le altre recensioni.

  43. 56 Gamberetta

    @BPSL.

    Saro’ sensibile, ma mi si e’ accapponata la pelle, vedendo certi strafalcioni, espressioni dialettali e cosi’ via.
    Non semplici errori di battitura.

    Se vorrai essere così gentile da segnalarmi gli errori (anche quelli eventuali di battitura) sarò felice di correggerli subito. Grazie.

  44. 55 BPSL

    Ho appena letto la tua recensione (link letto su it-alt.fan.harry-potter Che c’entra HP? Niente, perche’?).
    Dunque, io ho letto la Troisi.
    Ricordo di aver comprato il primo romanzo, perche’ in edizione economica ed autrice italiana. Ne ho anche comprato un altro, primo romanzo, probabilmente editoria a pagamento e decisamente molto piu’ faticoso da leggere.
    Il primo romanzo, mi e’ piaciuto. Lasciamo stare un attimo le contraddizioni. Droghiamoci di sospensione dell’incredulita’.
    Mi e’ piaciuta Nihal, per la sua rabbia, per la sua furia.
    Non e’ stato il peggiore romanzo che io abbia letto. Probabilmente, ho letto di peggio.

    Pero’, non sono d’accordo, nel dare dell’idiota (o peggio, qualsiasi altra cosa di peggio) a chiunque non sia dello stesso parere.
    Spero di non dover spiegare di piu’ questa frase.

    Riassumendo: ho trovato questa recensione troppo velenosa, troppo rabbiosa, troppo… tutto.
    E non abbastanza… ecco, criticare gli altri per aver curato poco uno scritto, espone alle stesse critiche.
    Hai dato un’occhiatina a quanto hai scritto?
    Saro’ sensibile, ma mi si e’ accapponata la pelle, vedendo certi strafalcioni, espressioni dialettali e cosi’ via.
    Non semplici errori di battitura.

    Scusa tanto se mi permetto di criticarti, eh? Non vorrei farti piangere come Nihal.

  45. 54 Simòn R.

    @Max: “prestare piu` attenzione a
    dettagli come quelli di sopra forse non darebbe grande valore
    aggiunto.”

    Questo davvero non posso condividerlo. Ma come, e tutti gli altri scrittori, fantasy ma non solo, che ci spendono anni per documentarsi su una certa cosa, e alla fine tirano fuori storie bellissime? Scrivere di fantasy senza documentarsi né di fantasy, né di medioevo, né di tattica militare, né di armi o armature, è come scrivere “I Pilastri della Terra” senza distinguere una chiesetta da un monastero o girare “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere” senza distinguere tra erezione ed eiaculazione. E’ semplicemente… ASSURDO!

  46. 53 Max

    Mah non saprei, non avrò usato un termine felicissimo (non
    sono uno scrittore), comunque intendevo dire che ciò che hai
    scritto, pur condivisibile da un punto di vista letterario, è un
    po’ eccessivo; dopo tutto quel veleno cosi ben distribuito con
    meticolosa ferocia, non ho potuto fare a meno di pensare che
    fosse dettato anche da invidia. Di una persona fortemente
    indispettita verso un’altra che è riuscita a diventare una scrittrice.
    Solo una sensazione, ovviamente; ma l’impressione che mi hai
    dato è stata quella. Ho letto un 25% della tua opera divertito, poi
    ha iniziato ad irritarmi; forse era solo troppo lunga. (Irritarmi per
    modo di dire ovviamente, L.T. non è ne mia moglie ne mia sorella).

    Ciao :)

  47. 52 Gamberetta

    Ciao Max! Visto che anche tu hai letto i romanzi della Troisi, mi fai un esempio invece di critica da “vincente”?

  48. 51 Max

    OK caro/a Sandy, ho volutamente esagerato per essere un
    po’ provocatorio; quello che intendevo e` che, imo, se uno
    scrittore vende significa che, per un certo target almeno, cio`
    che scrive e` apprezzato ed il suo obiettivo e` raggiunto;
    secondo me ai fan della Trosi non frega nulla della forza
    necessaria per tendere un arco, non sono esperti di balistica.
    O se un generale non parlerebbe mai di persona ad una recluta,
    ma al massimo ad un colonnello. E non e` fregato nulla
    nemmeno a me quando li ho letti (che solitamente leggo
    tutt’altro, e nemmeno romanzi), li ho presi per quel che erano,
    storielle non spiacevoli nell’insieme. Molte delle critiche
    rivolte dalla nostra implacabile recensionista (si dice?) sono
    imo _le classiche critiche dei perdenti_. Con cio` non voglio
    certo dire che L.T. sia una grande scrittrice, ma forse per il
    suo target va bene cosi com’e’, e prestare piu` attenzione a
    dettagli come quelli di sopra forse non darebbe grande valore
    aggiunto. E non mi pare assurdo pensare che Mondadori possa
    averlo capito. Ma magari dopo i suggerimenti della nostra,
    cambiera idea … ;) vedremo !

  49. 50 Sandy85

    Ed il fine ultimo
    di uno scrittore e` vendere, non scrivere cose intelligenti

    Il fine ultimo di uno scrittore non è vendere, almeno non quando uno ha talento (certo, questa è un’affermazione opinabile, ma non tutti scrivono per soldi).
    Io scrivo, ma per il momento non ho ancora pubblicato con case editrici, ho pubblicato solo su internet e questo mi ripaga molto di più dei soldi che ci potrei guadagnare, perché mi bastano le letture degli utenti dei siti.
    Per quanto riguarda lo scrivere cose intelligenti penso sia doveroso verso coloro che leggono, visto che non sono stupidi ed un po’ di rispetto per gli altri ci vuole sempre. Se uno vuole scrivere cavolate, liberissimo di farlo, ma poi non si lamenti se riceve critiche per ciò che ha scritto e pubblicato.

  50. 49 Max

    Che dire, che IMO esageri un po’.

    Cio` che dici e` (quasi) tecnicamente corretto, ma, senza
    offesa, da tanto l’impressione di una gigantesca “rosicata”.

    Hai per caso provato a pubblicare qualcosa ed e` stato rifiutato?

    Io i romanzi in questione li ho letti, non sono certo dei capolavori,
    quasi tutto cio` che dici e` vero, sono pieni di assurdita` ed
    inconsistenze (prima tra tutte il combattimento con la spada sul
    dorso del drago!) pero` nulla toglie al fatto che *si vendano*.

    E per vendere le raccomandazioni non c’entrano nulla, la
    pubblicita`poco, idem la fortuna; la gente non butta via soldi in
    libri che poi deve fare *anche* la fatica di leggere. Ed il fine ultimo
    di uno scrittore e` vendere, non scrivere cose intelligenti (almeno
    per uno scrittore di romanzi, a maggior ragione fantasy).

  51. 48 Sandy85

    saresti capace a fare di meglio?

    Ma voi fan non vi stancate di fare sempre la stessa domanda a coloro che criticano i vostri beniamini?
    Comunque, per come la vedo io, non è poi tanto difficile fare di meglio della Troisi.

  52. 47 gabbry

    Ho letto tutta la prima trilogia e sto iniziando in questi giorni la seconda, e devo dire che mi è piaciuta molto, comunque sono dei libri che si leggono volentieri e sicuramente non mi fermo a pensare a quanti metri precisamente sono alti gli edifici, e come ci siano delle contrapposizioni di idee e di come aggiunga particolari non indispensabili. per me la storia è comunque bella e con molte scene o luoghi caratteristici…

    Certo, era il suo primo libro, lo ha iniziato a scrivere da giovane, ovvio che non è un capolavoro ai livelli di Tolkien.. ma te che critichi tanto sui lavori di una vita degli altri.. saresti capace a fare di meglio?

    Se sì, se veramente riesci a fare un libro perfetto senza nemmeno uno degli errori che hai fatto notare, sarò contento di leggerlo. :)

    Gabriele

  53. 46 Ricciardo

    Sto finendo il terzo libro… dopo un immane sforzo. Non mi piace lasciare le cose a meta’, e sono stato sempre fiducioso, speravo di trovare qualche colpo di scena.. ma c’e’ ben poco.
    Inizialmente ho chiuso gli occhi su certe scempiaggini, prima fra tutte quella relativa alla forza NON richiesta per usare l’arco.. Poi si sono ripetuti i “divari” temporali, i combattimenti in equilibrio sui draghi… Nemmeno i maestri di dragonlance erano capaci di tanto, nonostante le bardature!
    Ora voglio solo finirlo, riporlo nello scaffale (le copertine non sono male) e passare a qualcos’altro.
    E’ venuta pure a me la voglia di scrivere… se hanno pubblicato questo…

  54. 45 Stefano

    In una recensione ci sono elementi soggettivi e oggettivi: la narrazione potrà prendere al punto da far dimenticare i particolari, ciò non toglie che questi rimangano.
    Oltretutto, come ho scritto altrove, non tutti i lettori sono preda della magia dell’immedesimazione. Dipende dalla propria esperienza… come dipende dal proprio background di letture. Io amo la storia e per un certo periodo me ne sono occupato anche dal punto professionale: la figura di Ido, francamente, mi fa sorridere, soprattutto dopo aver letto autori come Turtledove o Gemmell. Ido, paragonato a Parmenion o a Gaius Philippus fa sorridere, perchè questi autori conoscono la storia e descrivono bene lo svolgimento di una battaglia, Licia Troisi no, e lo ammette lei stessa. Si può parlare di guerra senza conoscere nulla? Si può creare un mondo fantastico senza riuscire a tratteggiare nulla di questo mondo in ben 6 libri?
    L’amore, tanto per evocare un adagio stranoto, è cieco, ma anche fuggevole… Un invito a chi apprezza: leggete altri autori poi prendete in mano nuovamente i romanzi della troisi: scommetto che avrete altre sensazioni.

  55. 44 pamela

    @ Simòn R. : ho citato Terry Brooks solo perché ha uno stile completamento diverso da quello di Licia Troisi, nel senso che è molto più descrittivo, più “lento”… Ma avrei anche potuto citare Tolkien. Ci tengo a precisare che non era mia intenzione dare un giudizio negativo a Brooks o a Tolkien… Volevo solo spiegare qual è lo stile che preferisco… Proprio per sottolineare che è una questione di gusto personale.

  56. 43 Simòn R.

    Hmm. Mi incuriosisce sempre notare amanti dell’opera Troisiana che specificano “meglio di Terry Brooks”. Mi stupisce per il semplice fatto che Brooks è un pessimo scrittore, e ha rovinato la fantasy più che migliorarla. Sarei VERAMENTE curioso di conoscere il fan che apprezza la Troisi quanto George Martin, David Gemmell, Robert Jordan, Robin Hobb, Greg Keyes. Tutti autori estremamente superiori, in tecnica e intreccio. Sono inoltre personalmente convinto che anche Eddings, Goodkind e Pratchett diano parecchi punti a Licia Troisi, ma mi rendo conto che è opinabile.

  57. 42 pamela

    Premetto che sono una delle fan più longeve di Licia, che amo come scrittrice, che conosco personalmente e che seguo assiduamente nei suoi incontri per Roma.
    Ho letto tutta la tua recensione e ammetto anche di aver riso in più punti… Adoro l’ironia pungente!^^
    Però non mi trovo d’accordo quando tu ed altre persone definite i libri di Licia “spazzatura”. Io ho amato quei libri, specialmente il primo libro delle Guerre del Mondo Emerso. Li ho amati perché mi hanno regalato innumerevoli emozioni, perché non mi soffermo su dettagli insignificanti, ma guardo oltre. Guardo alla storia, ai personaggi, ai sentimenti. Anch’io non amo particolarmente Nihal… Però trovo che Ido, per esempio, sia uno dei personaggi più belli mai inventati. Io credo che si possa parlare più che altro di un gusto personale, non di “libri spazzatura”. Anche perché trovo che Licia diventi più brava libro dopo libro… Magari tu la vedi in modo diverso, ma chi può dire chi ha torto e chi ha ragione? Io prediligo una Licia Troisi piuttosto che un Terry Brooks, proprio per il suo stile semplice che, come hai detto tu, non è un difetto, anzi. Prediligo i libri di Licia perché mi piacciono le storie che racconta, poiché prende spunto da tutto ciò che fa parte della sua natura e del suo vissuto (in cui mi rispecchio enormemente). Che male c’è a voler raccontare una storia? Con sincerità, con semplicità, forse anche con ingenuità… Per me, l’importante è che mi abbia regalato qualcosa. Anch’io spero di diventare una scrittrice e, se mai lo diventassi, mi piacerebbe avere una tua recensione!!! Comunque non ho niente da ridire fin quando scrivi dei libri di Licia… Ma attaccare LEI, anche con insinuazioni poco carine, questo non è corretto.
    Bye bye!!!

  58. 41 Sandy85

    Sono capitata qui per caso, cliccando su un link consigliatomi da qualcuno e l’unica cosa che mi sento di dire è: finalmente qualcuno che la pensa come me sulla Troisi.
    Certo non ho letto questo libro, ho letto solo il primo delle Guerre del Mondo Emerso e mi sono messa le mani nei capelli in una cinquantina (per dire poco) di punti, visto che non mi è piaciuto per niente.
    Un po’ di documentazione non fa mai male, ma pare che a qualcuno secchi cercare informazioni più… importanti e necessarie per scrivere. Ho notato che nella scrittura semplice di quel libro c’erano però molte parole che stonavano, perché troppo auliche e “da intenditori”, sempre che così si possa dire di una cosa scritta tanto per scrivere.
    Ho notato fin dalla prima riga che la Troisi effettivamente aveva avuto una fortuna sfacciata, che in molti, chissà come mai, non riescono ad averla, pur scrivendo centinaia di volte meglio. Oddio, non che sia così difficile scrivere meglio di lei, anche il mio gatto di peluche ci riuscirebbe.
    Vorrei anche capire come molta gente che apprezza la saga, lo “stile” della Troisi e quant’altro, non si sia minimamente accorta di cose riprese e copiate da Tolkien o dalla Rowling o da chissà che altro autore fantasy ben più dotato.
    Neanch’io ho una grande cultura fantasy, infatti ho letto solo LOTR (solo parte, infatti sto cercando di leggerlo tutto) e HP (mi manca il settimo libro), ma alcune cose basilari le so e le noto anche se posso essere considerata ignorante in materia.
    Da appassionata di scrittura, ho sempre pensato che per scrivere qualcosa di valido ci volessero alcune doti come grammatica, sintassi, documentazione, fantasia e (aggiungete voi altre cose che a me non sono venute in mente)… talento. Tutte doti che la Troisi non ha e per questo motivo mi chiedo se alla fin fine il gioco valga la candela, perché mi sembra che ormai la letteratura italiana sia caduta non in basso, di più e che quindi chiunque (in fondo Moccia ha fatto scuola) possa essere pubblicato anche avendo scritto delle boiate assurde.

    Mi dispiace essere stata dura e un po’ offensiva, ma questo “fenomeno Troisi” non mi è piaciuto per niente e denota il decadimento della letteratura italiana.

  59. 40 Angel

    nn si possono scrivere delle cattoverie così su una scrittrice che ha saputo darci così tanto: ci ha fatto piangere, ridere e sperare… nn si possono fare critiche negative su questo fantasy. Io penso che non sia importante il particolare della battaglia ma ciò che il libro ci da nel complesso. Sono dispiaciuta per chi non comprende queste cose.
    bravissima licia!!!!!

  60. 39 Stefano

    Non dovresti sprecare la tua indignazione per una recensione, che è , invece, molto accurata e molto meno diffamatoria di certe cose che ho letto in giro. Ci sono cose più importanti: le morti sul lavoro, un delinquente pluricondannato che forse ci governerà di nuovo, la disoccupazione, il carovita ecc…

  61. 38 liceale

    Il tuo articolo mi ha alquanto indignata….la metà di questo si spreca in speculazioni su come l’autrice sia arrivata a pubblicare il suo romanzo…questo è forse importante ai fini della storia? NO.
    Per quanto riguarda il termine “boiate” che hai usato per definire i suoi romanzi: ti è passato per la testa che era il suo primo libro? che deve ancora maturare come scrittrice?

  62. 37 Angra

    Scusa Gianmarco, fammi capire, non posso più dire che il tale film non mi è piaciuto senza averne girato uno e possibilmente aver vinto un oscar?

    E il fatto che i romanzi della Troisi vendano tanto anche perché hanno delle belle copertine (sono d’accordo con te, la copertina è molto importante) ne fa dei bei romanzi?

  63. 36 Stefano

    Caro Gianmarco,
    il diritto di critica credo debba essere rispettato e trovo francamente puerile tirare in balla la solita solfa del “provaci tu”. Chi legge, lo ribadisco, ha tutto il diritto di dire la sua. Gamberetta ha fatto delle critiche molto precise, per rendere meno velenosa la discussione potresti magari sforzarti un pochino e spiegarci dove non sei d\’accordo e cosa ti è piaciuto. La mondadori, lo ricordo, è un\’azienda che deve fare utili e le considerazioni che la spingono ad accettare un romanzo non sono sempre legate al valore artistico di quest’ultimo. Hai accennato all\’immedesimazione in Nihal, ma poi? C’è altro? Trovi forse idee originali nell\’intreccio? Personaggi caratterizzati decentemente oltre all\’insopportabile protagonista? Una background definito e descritto a dovere? Se questi aspetti mancano , perchè dovrebbe essere sbagliato rilevarlo? Alcuni hanno anche fatto notare delle improprietà linguistiche, perchè se queste ci sono non dovrebbero essere rilevate?
    Come avrai capito l\’immedesimazione per me è stata impossibile: ho odiato la protagonista fin dall\’inizio e non sono proprio riuscito a considerarla un altro me stesso. Non è la prima volta che mi capita, ma ho sempre trovato altri aspetti interessanti in questi romanzi, che mi hanno permesso di rivalutarli: è capitato, per esempio, per l’ultimo romanzo di D’Angelo che sulle prime non mi aveva molto convinto. Nella trilogia della Troisi non ho trovato nulla… ma proprio nulla, perchè non dovrebbe essere mio diritto o nostro diritto evidenziarlo? Parlare di se stessi è facile Gianmarco: se si è fortunati, si puo’ risultare interessanti facendo appello a esperienze condivise e utilizzando un linguaggio semplice e diretto, con l\’ulteriore fortuna di avere due editor che limano, sgrossano e fanno anche riscrivere (cosa che non capita a tutti i manoscritti, che nel caso di mondadori finiscono spesso nel cestino). Purtroppo la vita, quella vera, ci offre qualcosa di più complesso: bisogna descrivere, dunque, personaggi radicalmente diversi da sé, con pensieri e un linguaggio coerente: la Troisi riesce in questo? Nihal e Dubhe sono molto diverse?

  64. 35 Gianmarco

    Salve a tutti.
    Sono un fan di Licia Troisi e sono felice di esserlo. Sono anche fan Di Harry Potter (sono webmaster di una delle comunity italiane più grande d’Italia), e sebbene non siano paragonabili non trovo il senso di questa critica.

    Innanzitutto, alla Mondadori, questo romanzo poteva anche piacere. I numeri dicono tutto, e ovviamente anche la copertina (i dati dicono che chi compra il libro valuta la copertina e anche molto, nonostante il detto). La Troisi, almeno per me, riesce a metterti nei panni di Nihal.

    Ora mi chiedo: Scrivetelo VOI un romanzo, vediamo quando sarete bravi. Vediamo. Siete tanto bravi? Il vostro libro? Ohhh… ^^

    Sono senza parole.

  65. 34 AryaSnow

    Ehm sì, lo so, hai proprio ragione… ;)
    Comunque so dove poter trovare qualcosa di più adatto alle mie esigenze, ma ho voluto comunque sperimentare anche la Troisi.
    Grazie lo stesso del consiglio!

  66. 33 Simòn R.

    …bé cara “arya snow”, dopo Martin, tentare la troisi… è davvero cominciare a scavare ;P conosci già labarriera.net? Lì puoi trovare molti consigli su autori decisamente più affini al creatore dei Sette Regni ^_^

  67. 32 AryaSnow

    Complimenti per gli articoli, li ho letti tutti e mi hanno veramente fatta rotolare dalle risate :D
    E fa niente se non sono gentili, pacati, educati ecc… Non mi dispiace affatto vedere un po’ di schietta e arguta “cattiveria” di tanto in tanto. Anzi, è liberatorio.
    Quelli che ti criticano si basano molto sulla forma dei tuoi discorsi, ma nessuno fino ad ora ha confutato la sostanza. Beh, io non ho mai letto questi tre libri e non penso che li leggerò (sto leggendo il primo libro delle Guerre e non mi viene certo voglia di prendere in mano altro della Troisi…). Però, se qualcuno non è daccordo con le critiche mosse, sarei molto più curiosa di leggerlo contestare i contenuti piuttosto che i toni.
    Mi pare che le critiche qui mosse ai libri, nonostante siano farcite da toni poco moderati, siano comunque molto razionalmente argomentate.
    Poi Gamberetta non la conosco e sinceramente non mi interessa sapere se è invidiosa/frustrata o meno, sono affari suoi, l’unica cosa che conta è che mi fa ridere e argomenta bene. Inoltre sto leggendo pure io l’autrice e, con tutta franchezza, in molti momenti mi viene voglia di scagliare il libro contro il muro…
    Altra cosa: che senso ha dire che la Troisi vende molto e piace a molti? E’ forse in base a questo che si misura la qualità di un prodotto? Mamma mia… secondo questo ragionamento Gigi D’alessio e DJ Francesco sono dei geni musicali incredibili.

  68. 31 Slan

    Ho appena finito di leggere questa recensione, trovata per caso in rete. Che dire, mi vuoi sposare?

  69. 30 Federica

    Ciao,

    ho letto il libro, mi e’ piaciucchiato, anche se credo che ci possa essere ben poco spazio per qualunque idea davvero nuova nel fantasy dopo Tolkien.
    Capisco molto bene il successo che ha avuto: e’ uno stile di scrittura scorrevole, Nihal e’ l’eroina perfetta, incarna benissimo l’ideale di molti.
    Questo e’ solo un parere personale, naturalmente.
    Quello che trovo davvero irritante invece e’ la tua recensione. Penso che sia piena di pregiudizi, di desiderio di protagonismo e di frustrazione (se non sbaglio hai ammesso anche tu di voler scrivere). La tua recensione non e’ in alcun modo costruttiva, contiene degli attacchi assolutamente gratuiti e delle insinuazioni pesanti (non credi che alla Mondadori serva ben altro che una raccomandazione per investire tanto su un nuovo autore? Io sono convinta che sappiano fare il loro mestiere e se hanno scelto di pubblicarle cosi’ tanto e con tanta enfasi magari hanno l’occhio un po’ piu’ lungo del tuo).
    Va bene che un libro non ti piace, va bene farne una recensione negativa, ma credo che tu abbia esagerato. Una trattazione lunghissima, ripetitiva, anche noiosa (altra opinione del tutto personale). Dalla quale alla fine trasuda l’opinione che tu avresti sicuramente fatto di Molto Meglio. Questa a casa mia si chiama frustrazione, e voglio avvertirti che non ci fai una bella figura.
    In ogni caso, e con questo chiudo, mi dispiace ma i fatti ti danno torto. Licia Troisi vende tantissimo (e per questo non basta una raccomandazione, devi piacere alla gente che di certo non scialaqua i soldi in libreria), la Mondadori continua ad investire su di lei (e stai tranquilla che non hanno intenzione di andarci in perdita e il mercato lo conoscono bene) ed e’ invitata a destra e a manca a presentare il libro e non solo. Quindi piace. Su questo non puoi farci nulla e, come dicevo, a rosicare non ci fai una bella figura.
    E in ogni caso, io preferisco che i ragazzini leggano libri di cattiva qualita’ (in assoluto, qui non mi riferisco alla Troisi) piuttosto che passare ore davanti alla playstation. Almeno si avvicinano di un passo alla letteratura di buona qualita’ e non si rovinano gli occhi: un libro fa pensare. Sempre. Anche solo per costruirsi un giudizio negativo.

  70. 29 Angra

    Diciamo che su qualcosa può esserci margine, se è un universo parallelo con una fisica diversa una torre di 2 km può anche stare in piedi. Resta il fatto che 15.000 persone non ci possono stare “stipate” come scrive l’autrice a pag 1. Il problema non è che le cose (ad esempio la guerra) nel mondo di Nihal funzionino in modo diverso da come funzionanano nel nostro, il problema è che nessuno sa come funzionano, neanche l’autrice, perché non si pone il problema.

  71. 28 Dottor D.

    Esatto: all’interno del contesto. L’opera non deve contraddire le proprie regole, ma quello verso se stessa è il suo unico debito. Quando, nella recensione, si tenta di smontare il romanzo della Troisi tirando in ballo la Guerra dei Trent’Anni, le basi dell’edilizia o qualsiasi altro riferimento alla realtà tangibile, si commette un fallo da fuori gioco.

    Ribadisco: non penso che il libro della Troisi sia un buon libro, anzi, l’ho trovato pessimo, concepito da un’immaginazione di terza mano e scritto con una prosa di quarta mano. Ma proprio perché i difetti non gli mancano non mi sembra il caso di inventarsene degli altri.

  72. 27 Angra

    @Dottor D: il realismo no, ma la verosimiglianza e la coerenza sì. Persino nel caso in cui si stia scrivendo un’opera del tutto surreale deve esserci coerenza e verosimiglianza all’interno del contesto surreale che si è creato.

  73. 26 Dottor D.

    Comunque, fermo restando che l’ho trovato un pessimo libro, sono d’accordo con la tua disamina circa lo stile della Troisi, ma non con i tuoi appunti sul realismo del romanzo. Nel campo dell’arte, in generale, e della letteratura in particolare il realismo non è mai un criterio di giudizio assoluto. E non solo quando si parla di fantasy.

  74. 25 Max

    Io ho fatto un enorme sforzo per arrivare al terzo capitolo, poi non ce l’ho fatta ad andare avanti.
    I dialoghi sono semplicemente assurdi; il personaggio è meno credibile dell’alieno di Roswell e come diceva Gamberetta la signora Felicia scrive spesso su cose di cui non ha la minima idea.

    Mi chiedo una cosa. Ma questo “odio” verso di lei è contagioso?

  75. 24 Dottor D.

    A proposito degli editor.

    Io, per mestiere, ho a che fare con gli editor tutti i giorni. Non è un mestiere difficile, se lo sai fare. Il problema è che nove editor su dieci, almeno in Italia, non lo sanno fare.

    Per quanto riguarda la Troisi, anch’io penso che non sappia scrivere. Ma anche se fosse una grande scrittrice, è noto che un esordiente ha solo tre modi per essere pubblicato da una grande casa editrice:

    1) vincere un concorso;

    2) godere dei servizi di un agente letterario;

    3) avere alle spalle una grossa raccomandazione.

    Non mi risulta che la Troisi abbia mai vinto un concorso. Non credo che abbia un agente letterario, anche perché in realtà penso che in Italia gli agenti letterari siano figure più mitiche che altro. Resta solo la terza opzione.

    E i motivi del successo? Ovvio: il 90% dei lettori della Troisi (ma, secondo me, anche il 90% dei lettori di fantasy in generale) è composto da ragazzini acritici, ai quali basta che i topoi classici del genere siano rispettati per essere contenti. Dodicenni che comprano qualsiasi cosa abbia in copertina un drago.

    Infatti non capisco perché le case editrici italiane non puntano molto di più sul genere fantasy. E’ un genere che, sempre secondo me, richiede pochissimi sforzi e garantisce sempre un certo ritorno di pubblico.

    A prescindere dalla qualità.

  76. 23 StarEnd

    Quando ho più volte visto tale libro sugli scaffali dei negozi non so perchè ma non sono mai stato assolutamentre attratto all’acquisto. Forse la così detta fortuna… (quella della Troisi).
    Dopo tale recensione mi dico che molto probabilmente ho fatto bene a non cadere nell’acquisto… anche se ammetto una piccola morbosa voglia di leggerlo per farmi magari qualche grassa risata ehehe. Ma odio spendere soldi in cose che non valgon il prezzo (già il librone di Eldest giace impolverato sullo scaffale, dopo 30 pagine di lettura), quindi devo cercare di farmi prestare il libro da qualche anima pia.

    Comunque a parte tutto, credo che non ci sia molto da criticare alla scrittrice, in quanto lei ha solo peccato di ingenuità e forse di una forma buona di presunzione, nello scrivere il libro. Sarebbero invece da fustigare e sottoporre a torture cinesi chi ha deciso di pubblicare il volume, e agli editor, che probabilmente hanno riletto il tutto sotto effetto di forti sostanze psicotropiche.

    Saluti e buon lavoro ;)
    Marco

  77. 22 Fede

    Sono approdato qui perchè un blog che leggo spesso indica questa pagina come la migliore recensione di sempre. Indipendentemente dall’opera recensita, che credo proprio non leggerò mai, l’opinione sulla recensione è confermata. Grandissima.

  78. 21 Gamberetta

    Ah, il tatuaggio! Un’altra scena di rara idiozia. Ma non voglio anticipare troppo dalla prossima recensione, solo un pezzettino:

    «Che tatuaggio vuoi?» chiese l’uomo [...]
    «Due ali di drago, una per spalla. Chiuse.»
    «Perché chiuse?»
    «Perché quando sarà il momento le spiegherò al vento e volerò via. Puoi girarti, ora.»

    E mentre Nihal così parlava, sono sicura che nella sua torre il Tiranno ha chiuso il Nintendo DS e si è messo a piangere.

  79. 20 Valpur

    Quoto Angra qui sopra per la faccenda “raccomandazione”. Mi mancava lo spezzone della Troisi sul “oh, che qlo che ho avuto, mi hanno pubblicata alla Mondadori! Sono stata proprio proprio fortunata!”.
    Piuttosto deprimente, a mio parere: se avessi avuto modo di pubblciare con la Mondadori forse avre iavuto l’onestà di ammettere che sì, ne ero orgogliosa e sì, forse avevo scritto qualcosa di abbastanza valido. Che poi appunto io non pubblicherò mai con la Mondadori, e che la casa editrice grande non sia sinonimo di bravura… be’, è un dato di fatto.

    Diciamo che mi trovo d’accordo con una larga parte della recensione; ho *detestato* Nihal, è uno dei personaggi più antipatici e spocchiosi che abbia mai incontrato.
    Bazzico molto il mondo delle fanfiction, in realtà più per farmi quattro ghignate che per altro, e Nihal ha tutte le caratteristiche per essere una Mary Sue: gnocca all’inverosimile, praticamente immortale (salvo quando, per esigenze narrative, piglia una botta in testa e sviene: lo faceva anche Dante quando non sapeva come sbrogliare la trama), ultima erede di una stirpe di blablabla e chissene, visto che il suo esser mezzelfO non la rende minimamente speciale; poi ovviamente ha la spada tamarra, il drago fiKo, le turbe adolscenziali, un tatuaggio osceno sulla schiena eccetera eccetera.
    No, dico sul serio, Nihal è una palla al piede. Mi sta quasi più simpatico Sennar, nella sua bidimensionalità.
    Ho letto solo le Cronache e mi è bastato. Non mi sono piaciute, anche se devo riconoscere che è un romanzo scorrevole; anche se( e qui parlo per esperienza personale e a fronte di critiche che io stessa ho ricevuto) questo non è sufficiente a renderlo un bel libro.
    Scorre, appunto, come l’acqua, e non lascia proprio niente.
    Mi è sembrato plasticoso, una specie di grosso giocattolo neanche tanto divertente.
    La mia unica, pallida speranza è che per chi si approccia al fantasy la Troisi sia una soglia da superare, un passaggio che conduce ad autori migliori. Ma non so, forse mi illudo.

    Ecco, l’unica cosa su cui non posso esprimere un’opinione è la critica alla persona dell’autrice; non la conosco, tutto qui, e sebbene possa immaginare che sia un po’furbetta, con le sue dichiaraioni vagamente infantili che fanno tanta tenerezza, di più non posso dire.

    Però aspetto un eventuale continuo della recensione: era da tempo che me la pregustavo!

  80. 19 Angra

    Ciao Gamberetta, un uccellino ben informato mi dice che sì, la Troisi è raccomandata da Sandrone Dazieri. Ma non trarre conclusioni affrettate, ciò non significa che lei sia conscia di avere scritto una porcata (cosa che le darebbe invece tutta la mia ammirazione). Può semplicemente pensare: “sì, io scrivo dei bei romanzi, ma in questo schifo di paese se qualcuno non ti dà una spinta non vai lo stesso da nessuna parte”, e quindi sentirsi moralmente autorizzata a farsi raccomandare. Il che non esclude la fortuna: la fortuna di essere raccomandati. Sì, dai, la storia è incredibile, un esordiente con un romanzo di mille pagine verrebbe cestinato persino da un editore pagamento.

    Sulle unità di misura: se il braccio è il fathom inglese (=2 yard, circa 1,80 metri), allora il drago è effettivamente grossino (7,2 metri al garrese), ma la torre diventa alta più di 2 km (!!!).

    Sulle recensioni di FantasyMagazine: non è poi così strano che abbiano cambiato idea, visto che Mondadori gli paga il bannerone sul sito.

    Buona notte

  81. 18 Gamberetta

    @Taotor. In effetti è un articolo molto lungo, anche per via delle citazioni. E ti assicuro che ho lasciato perdere un sacco di roba che mi ero segnata (per esempio tutti e 10 i combattimenti di Nihal per entrare in Accademia sono assurdi). La “Missione di Sennar” magari la spezzerò in due, anche se non ricordo così tante scempiaggini come in Nihal, lo ricordo più che altro noioso. Però c’è Ondine che seduce Sennar e Laio che deve convincere il padre a lasciargli fare il cantante invece di finire l’università l’imboscato.

    P.S. Da come la descrivi la tua amica era già a pazza a sufficienza anche prima! ^_^

  82. 17 Federico Russo "Taotor"

    Che dire, l’ho letto nel 2004, forse in una giornata, e per questo motivo, dolce Gamberetta, credevo che dietro ci fosse stato un ottimo editor – ma avevo 14 anni ed ero stupido. Ora ho capito, però. La Troisi scrive malissimo e un editor scarso le corregge le bozze. Peggio di così? Eh, peggio di così si pubblica…

    Ottima “tesi”. Non ricordavo tanta lordura in 300 pagine, se devo essere sincero. Per fortuna mi sono fermato al primo libro… Conoscendo il carattere di una mia amica (di Torino, Adolescente colla A maiuscola, “Sonosfigatailmondocel’haconmenessunomicapiscevogliomorire”), le ho regalato la trilogia. Ne è uscita pazza.

    Alla prossima. ;)

    P.S. Se scrivi post più corti, magari dividendoli in più parti, potrebbe essere più facile per te pubblicarli e per noi leggerli tutti d’un fiato e commentarli subito… XD

  83. 16 Shad

    “Nel Mondo Emerso tutti i mezzelfi sono chiamati mezzelfo, sia i maschi sia le femmine. Un po’ come, non so, gli ippopotami. C’è l’ippopotamo maschio e femmina, non c’è l’ippopotama, uguale per i mezzelfi.”

    Ecco perchè la Mondadori ha deciso di pubblicarla!!! Ecco perchè piace!!! E’ un’autrice o-r-i-g-i-n-a-l-e!!! Altro che tutti quegli autori banali che ancora si ostinano a usare le declinazioni dei nomi quando parlano degli elfi…

    Ad essere onesti, un’altra risposta possibile al primo dubbio esposto nel tuo articolo viene da te esposta più avanti, e mi stupisce che una ragazza sveglia come te non se ne sia accorta. Riporto la precisa frase.

    “Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita.”

    Pensiamo alla scena: la Mondadori, ricevuto le mille e passa pagine della Troisi, magari risponde negativamente. Dopo quanto? Una settimana, arriva un altro plico da mille pagine a nome della Troisi, tutte bianche e punteggiate da innumerevoli macchioline umide. Alla Mondadori cominciano a sentirsi a disagio. La Troisi li chiama, e comincia a piangere e lamentarsi. Alla Mondadori sono sempre più a disagio. La scena si ripete (pagine inumidite dalle lacrime, telefonate-pianto con in sottofondo il rumore di piedi sbattuti sul pavimento), finchè alla Mondadori non gettano la spugna! Verrà pubblicata!!!

    Quanto al perchè sia riuscita a vendere simili cifre, purtroppo questa interpretazione non da risposta…

  84. 15 Daisy

    brava Gamberetta, BRAVA! La recensione è bellissima, e non sono del tutto convinta che dovresti recensire i libri che ti piacciono… sei troppo forte negli sputtanamenti!

    Inoltre, non dare retta a chi ti dice (la fulminata qui sopra, ad esempio) che se non parli di politica non sei nessuno. A parte che la politica vera, e io sì che me ne intendo, è da un po’ che non esiste più, per dare fastidio a qualcuno basta una brutale sincerità come la tua, come hai potuto notare quando hai criticato una quasi blogstar come Navarra (è capitato anche a me di parlare male di un esordiente blogger e trovarmi addosso l’orda inferocita di sabbipodi).

    Molti scrittori anche famosi, e te lo dico per esperienza personale perchè ci lavoro, ancora non concepiscono che qualcuno possa farsi un blog e scrivere che il loro libro è una cagata punto e basta, bypassando i filtri e le cazzate dei giornalisti compiacenti. La tua personalità già ti caratterizza, la pubblicità verrà da sola, e le chiacchiere e il distintivo so io dove devono finire…

  85. 14 Niccolo'

    Dacci una letta, secondo me e’ uno dei capitoli sottovalutati della copiosa (e quasi sempre eccelsa) produzione di Heinlein. Mi citi “Universo”: lo adoro particolarmente, credo sia uno dei libri piu’ vicini al concetto di perfezione!

  86. 13 Simona

    Gamberetta, non sentirti sotto accusa. Non ti sto accusando di cercare pubblicità. Facevo una considerazione. So bene che tu sei dura e pura, e per giunta lotti per la buona scrittura (ahimè, solo a parole…). E stai tranquilla che la censura si pratica anche su internet. Certo, bisogna essere veramente in grado di dare fastidio a qualcuno. E tu non lo sei. Quindi puoi dormire tranquilla tra due guanciali e con l’approvazione dei tuoi 23 lettori, che ti bastano e avanzano. Non ti serve altro, a parte un romanzo della Troisi su cui pontificare. Sei davvero una persona fortunata… Così giovane e già così appagata!!!
    Peccato. Speravo in una nuova leva capace di dare pane al pane e vino al vino, in grado di parlare anche di politica con lo stesso fervore distruttivo… Saresti stata decisamente più interessante da seguire.
    Pardon. Questo non ti interessa, e non ti interessa nemmeno il mio parere. Ma così, purtroppo, rimani solo chiacchiere e distintivo (forse cito un film che non conosci… D’altronde non è fantasy e non potresti nemmeno parlarne male… L’ha scritto un uomo da cui avresti solo da imparare…).
    D’ora in poi ti lascerò in pace. So che non sentirai la mia mancanza, e la cosa mi rende felice. Dopotutto mi dispiacerebbe farti no sgarbo.
    Ciao, Gamberetta Yè-Yè.

  87. 12 Gamberetta

    Nel Mondo Emerso tutti i mezzelfi sono chiamati mezzelfo, sia i maschi sia le femmine. Un po’ come, non so, gli ippopotami. C’è l’ippopotamo maschio e femmina, non c’è l’ippopotama, uguale per i mezzelfi.

  88. 11 Shad

    Uhm… una sola domanda, forse stupida…

    “…della giovane mezzelfo…”

    Uhm… dellA giovane mezzelfO?

    Strafalcione? Oppure nel mondo della Troisi non esiste un elfo che non sia maschio? O forse sono tutti ermafroditi?

    Beh, in realtà non sarebbe il solo dubbio, ma quello maggiore è stato espresso più o meno all’inizio dell’articolo (ottimo, soprattutto per aver inframezzato dei commenti piacevolmente sarcastici e taglienti a dei paragrafi del libro che mi hanno quasi fatto piangere dalle risate).
    Grazie dell’eventuale chiarimento.

  89. 10 Gamberetta

    @Niccolò. “La Via della Gloria” l’ha letto mio fratello, e non pare gli sia piaciuto molto, almeno rispetto all’Heinlein più bravo (“Universo”, “Fanteria dello Spazio”, “La Luna è una Severa Maestra”, “Il Terrore della Sesta Luna”). Lo leggerò anch’io. Che comunque sia (molto) meglio della Troisi ci posso già scommettere.
    Di fantasy recenti simili come tema alla Troisi (eroina femminile guerriera prescelta, ambientazione pseudo medievale) credo il migliore sia “Ash” della Gentle. Verosimile, violento, e con elementi fantasy/fantascientifici non di contorno, ma fondamentali per la trama (anche troppo, specie nel finale). Tra l’altro, pur senza certe esagerazioni tipiche dei giapponesi, l’opera della Gentle è molto più “mangosa” di quella della Troisi. “Ash” somiglia molto più a Berserk (una delle fonti d’ispirazione per Nihal, a detta della stessa Troisi) delle Cronache del Mondo Emerso.

    @Carraronan. Grazie per i complimenti. E per avermi dato in pasto al Demone. Credo.

  90. 9 Carraronan

    Un articolo bellissimo, come pochi che ho mai visto in anni.
    Sicuramente il migliore che ho mai letto su Nihal della Terra del Vento.

    Concordo su tutto: i due piani di salto con sbucciatura (dodici metri o più di caduta! Ahhh!); le pessime scene di battaglia, prive di ritmo e azione (e di buon senso); la recensione demente di FC (pura pubblicità e servilismo); il sospetto cambio di rotta di Sosio (e della Delos) rispetto al primo parere dato anni fa; l’assoluta disinformazione della Troisi etcetera etcetera.
    Anche le riflessioni sul fatto che la Troisi possa aver fatto bene o male al fantasy italiano mi sono piaciute molto.

    Un tempo ero più “positivo” nella mia visione di come la Troisi avrebbe potuto contribuire ad aprire la strada ad altri autori e aiutare a far emergere il fantasy italiano, ma ormai ho cambiato idea: è dannosa su tutti i fronti.
    Le tue riflessioni rafforzano il parere che me ne sono fatto.

    Bravissima Gamberetta, come sempre. Ti ho messa nel FeedDemon da alcune settimane. Ero in dubbio se linkare o meno Gamberi Fantasy nel mio nuovo blog, ma ora so per certo che merita un posto di onore.

    Serviva qualcuno che dicesse le cose come stanno, che non avesse timore di dire che due e due fa quattro, senza le ipocrisie pubblicitarie e i servilismi che inquinano tante pseudo-recensioni.
    Continua così! ;-)

  91. 8 Niccolo'

    Se ce l’hai gia’/riesci prima o poi a trovarlo, sarei curiosissimo di leggere una recensione di un libro con le supercontropalle: “La Via Della Gloria” di Robert Heinlein. Giusto per dimostrare qualcosa ai fantasysti che passassero di qui cercando la Troisi.

  92. 7 Gamberetta

    @Simona. Eh?! Se c’è una cosa che non cerco è la pubblicità. Gli unici link che io ho lasciato verso questo blog sono in un paio di thread del forum di FantasyMagazine. Fine. Chi mi trova è per buona parte attraverso google o altro motore di ricerca, e per ora mi sta benissimo così.
    La censura su Internet non esiste. I “censurati” si lasciano appunto censurare solo per farsi pubblicità. All’occorrenza, tra me e mio fratello, in mezzo pomeriggio possiamo aprire 20 siti con contenuto uguale a questo in 20 Paesi diversi.
    Non parlo di politica perché non conosco a sufficienza l’argomento. E non parlo di Bruno Vespa perché in pratica non accendo la televisione dalla finale dei mondiali di calcio. Se voglio vedere un film, telefilm o cartone animato lo scarico o lo compro. Al massimo guardo “Report” dal sito della Rai, bello depurato dalla pubblicità. Non ho idea di cosa dica Vespa o chi per lui, né m’interessa. Oltre a un appello generico a spegnere la televisione non saprei che altro aggiungere.

    Me la prendo con Licia Troisi perché è una pessima scrittrice, forse la peggiore che abbia mai letto in vita mia, se non si conta l’editoria a pagamento o certe cose che si trovano su Internet. Non è il male in assoluto, ma nel campo narrativa fantastica italiana sì.
    In quanto al discorso dell’onesta è solo questo: quando ho preso in mano “Ho voglia di te” (l’unico romanzo di Moccia che ho letto, una porcata) sapevo di avere in mano la storia di una coppia di adolescenti fessi. Ero lo stesso curiosa, l’ho letto, ributtante, fine. Con la Troisi credevo di avere in mano un fantasy, ma come dice la stessa autrice non è così. E ha ragione: davvero se si tolgono tutti gli elementi “fantastici” la storia di Nihal non cambia. È questo è prendere per i fondelli i lettori (oltre a tutti gli altri difetti).

    @ AngicourtJester. È la Troisi che se l’è andata a cercare con la città-torre. All’inizio del romanzo Nihal è una bambina analfabeta, sarebbe bastato tenere sempre il suo punto di vista, e Salazar sarebbe stata solo un torre “altissima”. Invece no, la Troisi ha voluto mettersi lei a parlare, ed è andata a specificare l’altezza fino all’ultimo braccio. Come si dice: “meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio”.

    @ mhrrr. Sì, è vero, all’inizio del romanzo si parla dei condotti di manutenzione, ma in generale, non che, colpo di fortuna!, ce ne sia uno giusto dietro casa di Nihal!

    @Niccolò. Hai ragione. Sembra un paradosso, ma un sacco del fantasy attuale si chiama così ma è del tutto privo di fantasia e inventiva.

    ***

    Per chi vuole recensioni di romanzi che mi siano piaciuti. Ci saranno. Purtroppo non è tanto che lo faccia apposta (be’, un po’ sì con certo fantasy specie italiano), è che ultimamente di romanzi belli, che mi spingano a recensioni entusiaste non ne ho letti. Ma quando succederà, non mancherò di recensirli.

  93. 6 marcy

    Va bene brutta cattiva di una Gamberetta, hai fatto piangere anche me! dal ridere, ovviamente.
    I tuoi articoli mi fanno uno strano effetto: questo su Licia Troisi mi ha risvegliato un gran desiderio di rileggere Ariosto. Da usare come antidoto contro i libri spazzatura.
    Anche io ho una richiesta. So che è molto più divertente
    parlare di Nihal ma, almeno per una volta, parlaci di un romanzo che ti è piaciuto.
    Ciao Marcy

  94. 5 Niccolò

    Non ho letto la Troisi, ma questo post e’ assolutamente fantastico. Ho fatto una sbornia di fantasy ai tempi dei tempi, e credo in massima parte faccia cagare, perche’ la principale lacuna di questi libri e’ proprio la fantasia. Il fatto che non si ristampino piu’ (almeno nella nostra trogloditica nazione) scrittori di ben altro livello come Leiber o il Vance di “Lyonesse” per lasciare spazio esclusivo a ‘sta roba, beh, la dice lunga. Io ero rimasto indietro: consideravo Weiss e Hickman come l’apoteosi della merda, ma mi rendo conto di essermi perso un sacco di degrado. In tutto questo, considero ancor piu’ meritorio George Martin, sperando regga fino in fondo. Ciao!

  95. 4 mhrrr

    nihal mi ha disgustato e la tua recensione divertito tantissimo. complimenti.
    commenti:
    1) del condotto/deus ex machina si parla, mi pare, all’inizio del libro;
    2) secondo me, neppure nella bocca (penna?) del narratore certe espressioni sono passabili: rovinano comunque l’atmosfera.

    ma sono sciocchezze. continua così ché aspetto trepidante gli altri cinque pezzi.

  96. 3 AngicourtJester

    Bella rece.
    Sono d’accordo con quasi tutto.
    Che in Italia si vada per raccomandazioni, soprattutto nel campo editoriale, era risaputo. E che la “fortuna” conti più del talento è ovvio da quando sono stati pubblicati libri firmati da gente uscita da Il Grande Fratello.
    Solo non andrei a questionare troppo sulle architetture: il fantasy è pieno di architetture strane e impossibili. Certo, è un po’più coerente un Moorcock (e, dato il personaggio, ho detto tutto) che descrive le impossibili torri di Ymryrr, piuttosto che una Salazaar di L.T. Ma tant’è, in mezzo a tutto il resto, una città alta 600 m è la minor cosa.

  97. 2 Marte

    Lunghissimo post: leggo da un pò il blog ed oramai sono convinto che DEVO farti una richiesta.

    Mi fai una recensione di un libro fantasy che ti é piaciuto?
    Grazie :D

  98. 1 Simona

    Sicura di avere preso gli esempi giusti per parlare di romanzi brutti ma onesti?
    Federico Moccia è un uomo che conosce per esempio perfettamente i meccanismi per scrivere una storia piaciona. D’altronde ha come padre uno sceneggiatore storico del cinema italiano, uno che scriveva i film che la gente andava a vedere e, pensa un po’, riusciva persino a trovare piacevoli… E in più scrive come autore per i personaggi televisivi più amati dal grande pubblico. Credici, conoscere il meccanismo per piacere a tutti fa un’enorme differenza. E non ti rende sicuramente uno scrittore, figuriamoci onesto… Semmai ti rende capace di confezionare un prodotto che il pubblico si compra. Credi che il libro di Moccia stampato a sue spese (e poteva permetterselo…) sia capitato per una pura coincidenza a qualche editor Feltrinelli? Siamo sicuri che essere il figlio di Pipolo nonché un autore di persone come Bonolis e via dicendo non sia stato un ottimo calcio in quel posto?
    Sulla seconda… Forse non sai che Melissa P. ha avuto ilfidanzato giusto al momento giusto: il figlio del suo editore. Ottima spinta, per farsi leggere da una casa editrice… Inoltre, forse sai ancora meno che la casa editrice in questione ha la brutta abitudine di riscrivere i romanzi che decide di pubblicare. Ossia: 100 colpi di spazzola e ciò che è seguito non sono farina del sacco di Melissa P. Sono stati riscritti dagli editor Fazi. Non ho scritto ‘è stata richiesta a Melissa una revisione’. Sono stati proprio riscritti.
    Forse a quel punto si poteva curare meglio la forma… Forse no. In fondo quella di 100 colpi di spazzola è vera pornografia, e non dei sentimenti… Chissenefrega della forma. Ma a questo punto mi chiedo sinceramente dove stia l’onesta del brutto romanzo.
    Sei assoluamente sicura che in tutta questa tua campagna di odio nei confronti della Troisi non ci sia qualche cosa di personale? In fondo Licia Troisi non è il maggiore dei mali. Non è come Bruno Vespa, persona contro cui davvero dovresti scagliarti perché ha la capacità di riscrivere una storia a immagine e somiglianza del suo padrone di turno e di convincere le migliaia di italiani che se lo leggono perché vedono Porta a Porta che la sua storia in fondo è quella giusta…
    Licia Troisi scrive storie innocue, magari non per il palato fine degli amanti della lingua, ma chiuso il libro lasciano i neuroni intatti…
    Vorrei davvero leggere un tuo commento contro qualcuno che ha il vero potere di creare correnti di pensiero insane. Perché uno di questi giorni non rinunci al genere e cominci a darti alla saggistica, o addirittura ai testi scritti da politici? Il tuo fine senso dell’umorismo potrebbe avere molto più successo di quello che ti viene garantito dai lettori di narrativa fantasy… Minimo minimo il tuo sito comincerebbe a essere preso di mira dalla censura. E questa, per chi vuole essere letto a 360 gradi, è un’ottima pubblicità…
    Notte, gamberetta.

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