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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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898 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

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  1. 298 Polymetis

    Vorrei che tu capissi che io condivido le vostre idee, ma non penso che questo le renda assolutamente e globalmente corrette. Ma non importa, quello che cerco di chiarire non è l’errore nel dire che ci sono incoerenze negli scritti della Troisi ( punto di vista oggettivo ), ma che non si può coniare restrizioni e catalogazioni universali.

  2. 297 Polymetis

    Il riferimento che fai al Partenone e ad altri esempi della classicità mi fanno sorridere perchè è un tema abbastanza discusso. Caravaggio toglilo, è un innovatore per troppi concetti ed è stato criticato e parecchio dai suoi contemporanei (classicisti) e riabilitato solo con la storia. Per quanto riguarda il classicismo, le risposte alle tue domande sono state a lungo discusse da molti studiosi. Il problema è che noi non concepiamo a pieno la classicità a causa del buco medievale che non ci ha permesso di poter leggere trattati di autori dell’epoca classica ma gli stessi architetti (me compreso) studiano lo stile classico su trattati del 1500 e quindi già di per sè non attendibili a livello di genesi artistica. Io ho un mio parere sul perchè ci è facile apprezzare l’arte classica, perchè è banalmente composta con un simbolismo più analitico e filologico.

    Purtroppo devi renderti conto che la modernità è senza assoluti e il modo per dire se una cosa ha più o meno valore dipende appunto dal metro che decido di considerare per misurarla. Lo stesso Benedetto XVI, uno dei più grandi esperti della dottrina cattolica (assolutista) nel suo capolavoro: Introduzione al Cristianesimo; parla nei primi capitoli del fatto che la modernità guarda al futuro mentre la classicità alla tradizione, di conseguenza è impossibile per un moderno ancorarsi a un punto di vista e prenderlo per assoluto in quanto il futuro lo cambierà. Devi stare molto attento a questo punto. Come dici tu, nel nostro secolo il RELATIVISMO fa da padrone e non puoi mai, MAI cercare degli assoluti senza incorrere in incoerenze molto grosse.
    Io tuttavia non comprendo il problema, perchè per te è così importante che la tua opinione sia assolutamente corretta? Perchè devi credere che qualcosa sia assolutamente bello? E’ inutile e sciocco. E’ molto meglio credere che qualcosa sia PERSONALMENTE bello in quanto attraverso questa stessa idea si valorizza il tuo essere e la tua persona.
    I classicismo è assoluto perchè è un canone artistico rivolto agli dei, in questo senso è assoluto. La modernità è invece antropocentrica e guarda all’uomo che non è uno, ma milioni e in questo senso tutta la produzione moderna non è soggetta a regole che ne determinino l’assoluta bellezza o correttezza. Se sottomettessi a paletti una produzione destinata alla massa sarebbe come dire che la massa ha caratteristiche comuni tra tutti i suoi individui e non in termini di natura genetica ( il che è più probabile ), ma in termini RELATIVI e PERSONALI come il gusto e l’estetica. E’ una cosa sbagliata in maniera pazzesca. Se senti il bisogno di avere dei vincoli va bene, ma poni i TUOI vincoli a te stesso, ma saranno comunque e sempre i tuoi perchè purtroppo ci sarà sempre qualcuno che avrà idee diverse dalle tue e alla luce di tali regole ribalterà il tuo punto di vista. Perchè questo è un problema? Perchè è necessario che ci siano qualcosa di assoluto?
    Ricorda sempre che è dagli assoluti che sono partite le più grandi stronzate fatte dall’uomo…

  3. 296 gugand

    @Polymetis
    Confesso che non sono esperto di arte. E’ tutta la vita che mi dedico a materie tecniche.
    Il discorso che fai, forse, non l’ho compreso appieno soprattutto perche’ mi manca una conoscienza storica dell’arte e una base umanistica sufficiente a supporto.

    E’ ovvio che i canoni di bellezza cambiano col tempo, ma c’e’ qualcuno che ritiene brutte le statue greche o romane?
    Qualcuno che pensa che il partenone sia una costruzione brutta?
    C’e’ gente che apprezza l’arte moderna, ma c’e’ qualcuno che disprezza i quadri di un Caravaggio o Raffaello?

    Se stabiliamo che misuriamo la bellezza in funzione di quanta gente apprezza allora dovremmo dire che il grande fratello e’ un gran bel programma.
    Quindi e’ evidente che bisogna circoscrivere e mettere dei paletti o dei presupposti per determinare la tipologia di utente.
    Le regole guida sono necessarie. Questo non significa che non si possa ignorarle.

    Non dico altro altrimenti si parla per un secolo.
    Leggiti Riassunto delle puntate precedenti e chiarirai molti aspetti del punto di vista di molti di noi lettori del blog

  4. 295 Polymetis

    Le regole di buona scrittura sono come le proporzioni auree, se le rispetti rientri in canoni di bellezza ed armonia tali che la critica piu’ forte potra’ essere: “Non e’ brutto, ma a me non piace”.

    Guarda che non ha senso dire questa cosa, la sezione aurea come canone di bellezza è un retaggio classicista. Ora l’estetica classica non è + applicabile alla modernità. E’ un grosso errore, l’idea di bello come armonia è ank’essa classica e non la puoi prendere in considerazione per un semplice fatto: il romanzo è un tipologia di scrittura moderna e nasce come genere borghese non più elitario come nel classicismo. Con il romanzo cadono i precetti della classicità. Ovvio non è una cosa immediata, ma già Nietzeche nella “nascita della tragedia” spiega bene questo passaggio di consegna, tra apolineo e dionisiaco: l’uno tipico del classicismo e l’altro della modernità dicendo che il nuovo canone estetico sta negli attriti non più nell’armonia. Questo concetto è al centro di tutta la produzione letteraria moderna. Tu parli di regole perchè la classicità aveva delle regole, questo è vero. Ad esempio la concordanza degli stili; l’uso di determinate figure retoriche e di un determinato lessico. Ma se tu cerchi delle regole nel moderno fai un errore anacronistico in quanto ti collochi fuori dal tuo contesto. Lo stesso teorema dell’indeterminazione di Eisenberg (si scrive così?) tratta appunto dell’assenza di verità (quindi assoluti e regole) in tutto il mondo a esclusione forse della matematica, ma neanche in quella per certi aspetti. Quando tu dici che ci sono delle regole nello scrivere sbagli in quanto viviamo appunto in un secolo che le regole le ha disintegrate perchè purtroppo non può esistere un canone di bellezza che si regge su assoluti quando l’ultimo secolo si è basato su dottrine filosofiche del relativismo. Quindi attento a non cadere in un errore che fanno molti al nostro tempo. Te lo dico perchè il tuo punto di vista è incoerente a priori in un’ottica moderna e RELATIVISTA.
    In un certo senso purtroppo le regole non esistono più e quindi nulla può bollare il lavoro della troisi come “brutto” o di bassa caratura all’infuori degli evidenti problemi di coerenza logica. Tutti gli altri concetti rientrano nell’ambito RELATIVO delle opinioni personali. Questo a mio avviso è un ottima cosa perchè finalmente ognuno ha la possibilità di esprimere le proprie opinioni.

    Guglielmo da quanto ho capito non sta affatto dicendo che il lavoro della Troisi sia bello, anzi lo critica oggettivamente prendendo spunto dai problemi di coerenza logica; quello che, a mio avviso, sta cercando di fare è di fermarvi dal fare il passo di troppo che vi porta su punti di vista incoerenti e sbagliati a priori.

    Sinceramente sono molto colpito da vedere persone come voi discutere così animatamente di argomenti che alla maggior parte delle persone sembrano cazzate e che invece, a mio parere, sono realmente importanti. Quello che misento di dirvi però è questo: non perdete il vostro tempo e la vostra intelligenza a discutere di cose abbastanza ovvie. Se, come me, credete che si dovrebbe proporre al mondo anche altre opzioni di lettura oltre che la Troisi (anche se sinceramente già ci sono); potete e possiamo fare 2 cose: una è di lasciar perdere e decidere che il mondo possa andare come gli pare; la seconda è quella di mettersi a fare qualcosa per produrre un alternativa. Io per quanto possa non apprezzare il lavoro di Licia Troisi devo comunque ammettere che si è messa d’impegno e ha scritto un racconto di quasi 1200 pagine. Certo con molte incoerenze, ma cavolo io non penso che riuscirebbero in molti a farlo e per questo la rispetto; per la sua passione e per la sua costanza. Credo si possa fare di molto meglio, ma spetta a chi lo credono, come noi, dimostrarlo.

    Però non sarà mai possibile fare nulla di buono se ci dimentichiamo del nostro mondo e del tempo in cui viviviamo e soprattutto se restiamo attaccati a punti di vista estremamente saturi di concetti di stampo classicista (come bellezza e armonia in relazione ) morti già da quasi 150 anni. E’ un mondo diverso certo, ma non per questo peggiore. Detto questo ragazzi, complimenti per l’attenzione che mostrate alla letteratura moderna, seguirò più attivamente questo forum…

  5. 294 gugand

    @Guglielmo
    Non dovrebbe servire specificare che la recensione e’ un punto di vista personale, quindi non serve nemmeno riempirla di “mi” ed “a me”.
    Le regole di buona scrittura sono come le proporzioni auree, se le rispetti rientri in canoni di bellezza ed armonia tali che la critica piu’ forte potra’ essere: “Non e’ brutto, ma a me non piace”.
    Se non le rispetti a chiunque non piacera’ avra’ dalla sua la regola del cuore infranta.
    Quelle regole che spesso cita gamberetta non le dice lei, ma scrittori che hanno gia’ dimostrato di saper scrivere e che cercano di seguire nelle loro opere i propri insegnamenti.

    Infine se lo scrittore non si documenta chi conosce l’argomento tende a notare le incongruenze. Potranno non essere sufficienti ad affossare il racconto, ma se ogni 3×2 si vedono svarioni in tutti i contesti aumenta la probabilita’ di persone che li notano.
    Gente che legge un determinato genere tende a diventare a suo modo esperto dei temi ricorrenti, non li puoi fregare. Infatti questo blog si concentra intorno al fantasy e i temi ricorrenti sono combattimenti con armi bianche ed archi, battaglie, magie e salvataggio del mondo dal signore del male.
    La troisi non sa un cavolo di battaglie e di combattimenti, usa la magia praticamente solo come deus ex machina e ha fatto un signore del male completamente privo di ogni capacita’ di organizzare una strategia e soprattutto non ha un modo di comportarsi coerente col proprio obbiettivo (distruggere il mondo con una super magia, ma prima deve conquistarlo solo lui sa perche’, manco la troisi lo sa).

  6. 293 Guglielmo

    @gugand: magie della parola. Il mio discorso puzza, e dopo sole 2 righe sei tu stesso a riproporlo.
    - “gli fa schifo” != “fa schifo”.
    - “perché io considero valide queste regole narrative” != “perché queste sono le regole della Vera Narrativa”.

    Quando se ne parla bene, quando se ne parla male, il problema è come ne parli bene o male.
    In ultimo:

    A questo punto sta al lettore giudicare se quelle cose a lui importano o no.

    @clio: che palle, scusa eh. Non vale ripetere sempre le stesse cose, cerchiamo di non girare intorno al discorso. Ho già detto che la tizia fa errori logici, ma stavamo parlando della guerriera che sbaraglia tutti, no?
    Perché non si può scrivere una cosa del genere?
    Il Fantasy è pieno di episodi in cui il protagonista, che spesso ha doti eccezionali, compie cose fuori dal comune. Ma si sa, se guardi in modo obliquo tutto sembrerà storto, quindi se una cosa viene accettata in mano a un qualunque scrittore fantasy, per la Troisi diventa “inverosimile”.

    Sul Documentarsi: che sia un dovere morale è una tua opinione, ci sono tantissimi scrittori, che magari anche tu hai letto e hai apprezzato, che invece di documentarsi hanno usato la fantasia.
    Oppure sapevano di scrivere cose poco corrette sul piano storico, ma per ragioni narrative preferivano passarci sopra.
    Tanto per dire, la maggior parte delle persone non conosce la differenza reale tra acciaio e ferro, tra le varie armature e così via.
    Quando legge un libro in cui c’è un errore di questo tipo non se ne accorge.
    Sarà capitato a tutti voi di leggere libri con parecchi errori di questo tipo, senza notarli. La storia vi è piaciuta di meno?
    Chi se ne accorge – di solito- avvisa lo scrittore dell’errore, che nelle edizioni successive – di solito- corregge.
    Col passare del tempo e con l’aumentare anche dei tuoi money, tu scrittore affidi il compito di controllare le castronerie a veri e propri esperti del settore.
    Come ammette King stesso, quando parla del suo consulente sulle armi da fuoco, senza il quale avrebbe scritto molte fesserie.

    La Troisi, a 20anni, al suo primo romanzo, non l’ha fatto. Accendete il fuoco!

  7. 292 Clio

    A Guglielmo

    E’ un po’ come dire che se scrivo un romanzo di fantascienza dove gli esseri umani viaggiano da un sistema solare all’altro su astronavi oltre la velocità della luce, accanto al libro devo mettere un trattato di fisica futuristica.

    Che c’entra?
    In una storia fantasy uno può ficcare un drago a reazione ed un licantropo in kilt che giocano a scacchi, il problema non è il drago, il problema non è il licantropo, ma potrebbe essere gli scacchi: se i due non seguono le regole del gioco, la storia è stupida. Perché? Perché il gioco degli scacchi esiste, ed ha certe regole. Se vuoi che il gioco si svolga diversamente li farai giocare a dama, go, gobbiglie, quello che ti pare, ma se giocano a scacchi devono seguire le regole del gioco degli scacchi.
    In altre parole, nessuno sta parlando di estremo realismo, ma usare la fantasia e scrivere cazzate sono due cose diverse. Un mezz’elfo blu può esser fantasia, una torre alta 16 Km in un ambito pseudomedievale è una cazzata, a meno che non sia giustificato (esempio, in un ambito pseudomedievale sbarcano gli alieni e costruiscono la torre).

    LoTR ha molti difetti, se prendi la storia e tenti di devastarla sminuzzandola.
    Tanto per iniziare , il libro poteva finire a pagina 100 usando le aquile e anche se una cotta di maglia ti protegge dalla perforazione, non può proteggerti dall’impatto [vero Frodo?]

    LOTR ha molti difetti, ma quelle due cose a cui alludi non le capisco. Usare le aquile, e come? E poi Frodo ne risente eccome del colpo, tanto da non riuscire a camminare da solo.
    In Tolkien una differenza da altri autori c’è. Rièprendendo l’esempio di Tom Bombadil di Uriele, Tom potrebbe davvero risolvere la storia in 80 pagine. Non lo fa per una ragione semplice: non gliene importa un fico, dato che, essendo lui longevo e inattaccabile come la Terra stessa, anche qualcosa come il un’era governata da Sauron sta a Bombadil come una giornata uggiosa ad un comune mortale.
    Ne “La setta degli Assassini” Dubhe, ladra provetta, arriva nella stanza in cui è conservata l’anima del Cattivissimo e la lascia lì. Il suo amicone (un mago, pensa un po’!) non glielo rimprovera nemmeno. Perché? Io non lo so, me lo sto ancora chiedendo.
    La differenza è: in un caso un autore cerca di rendere la sua storia verosimile nell’universo in cui si ambienta, nell’altro l’autrice vuol solo riempire pagine di rumore.

    Documentarsi non è un dovere civico, nessuno ti arresta se non lo fai. E’ un dovere morale casomai, perchè vuol dire fare onestamente il lavoro di scrittore.

  8. 291 gugand

    @Guglielmo
    Il tuo discorso che sembra equilibrato a me puzza solo di una cosa:
    nessuno si puo’ azzardare che una cosa gli fa schifo, specialmente un recensore.
    Si puo’ parlare bene di un romanzo, ma come se ne parla male arriva subito qualcuno che dice quello che scrivi tu.
    Visto che la recensione e’ vista dal punto di vista personale, se il recensore trova insopportabile certe cose deve dire 2 cose:
    -cosa gli fa rivoltare lo stomaco se questo non svela parti importanti della trama
    -perche’ quelle cose gli fanno schifo.
    A questo punto sta al lettore giudicare se quelle cose a lui importano o no.

  9. 290 Guglielmo

    @gugand: attenzione a non passare dall’ipocrisia all’arroganza idiota.
    Un’opera a una persona può piacere al di là degli errori che contiene per motivi che tu, da esterno, puoi anche non arrivare a comprendere. Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di dire chi o cosa deve piacere.
    Tu [un tu ipotetico] puoi al massimo stabilire cosa non ti piace e comunicarlo **entro** questi termini; oppure stabilire una serie di limiti-regole [un canone] per cui un’opera la consideri di valore oppure no.
    Puoi condividere il tuo canone con un gruppo più o meno ristretto di persone, ma pensare che quello sia l’unico importante e/o veritiero è irragionevole, oltre che arrogante.
    Questo modo di vedere le cose non è ipocrita, o politicamente corretto.
    Non è neanche il “mio” modo di pensare e basta. A ben vedere è la Storia dell’arte stessa a darmi ragione.

    Vedo che la discussione vi sta appassionando, però tengo a precisare che la mia posizione non è

    -il libro è scritto bene
    o
    -il libro non può essere giudicato oggettivamente.

    Il punto della questione era un altro, un pelo più complesso.
    Nella storia della Troisi ci sono errori che possono essere giudicati oggettivamente e altri che dipendono dal gusto.
    In buona parte della recensione e anche voi nei commenti state portando ad esempio situazioni ed errori che possono o non possono essere ritenuti tali, a seconda del lettore, che sceglie anche quando
    la verosimiglianza è determinante per giudicare bene o male una storia.

  10. 289 gugand

    @Guglielmo
    Il signore degli anelli ha degli errori sparsi ed anche degli aspetti illogici, come tutti i libri, specie cosi’ lunghi.
    Un conto e’ vedere un errore qua e la un conto e’ basarela trama su presupposti sbagliati e presentare continuamente scene improbabili.

    Per me una recensione deve portare gli errori in risalto, ma anche specificare quanto siano frequenti. Gli scrittori devono evitare il piu’ possibile gli errori e tutti coloro che vorrebbero imparare a scrivere devono essere educati ad evitarli.

    ES: A me il signore degli anelli e’ piaciuto (non appassionato perche’ non ci ho visto niente di geniale) nonostante degli errori, mentre le cronache del mondo emerso non mi sono piaciute per parecchi errori.

    Se una categoria di persone non rileva alcuni errori o non rilevano alcune finezze e’ spesso per mancanza di esperienza, e’ per questo che certe storie piacciono ad un determinato pubblico che spesso e’ identificabile dalla fascia di eta’.
    Dare dell’ignorante ad una persona non e’ un’offesa, ma solo dirgli che certe cose non le sa.
    Ed e’ corretto dargli dello stupido se non capisce che certe cose le imparera’ ed accettare le critiche per quello che sono.
    Invece una certa ipocrisia nascosta dal politically correct impedisce di dire le cose come stanno

  11. 288 Diarista incostante

    Non è scritto da nessuna parte che un libro fantasy debba seguire un realismo estremo, né che l’autore debba documentarsi.
    Perchè è fantasy? Si, esatto.

    No, esatto un ceppa. Questa Guglielmo è una baggianata. Non è scritto da nessuna parte perchè è una cosa ovvia. Non è scritto da nessuna parte che per campare devo respirare sempre, ma io lo faccio lo stesso.

    Il fantasy presuppone che chi scrive e chi legge usi la fantasia, il che qui sta benissimo a tutti, persino a te. Quello che sembri non riuscire ad afferrare è che la fantasia ha le sue regole. Non cadiamo nel luogo comune che fantasia e strampalato siano sinonimi. O che fantasia e inverosimiglianza siano la stessa cosa.

    Leggere un intero libro ripieno di inverosimiglianze è come mangiare un’intera torta di mele farcita di sardine. Fa schifo perchè mele e sarde stanno bene per conto loro e non assieme, punto. Fine della storia.

    Non puoi venirmi a dire che siccome un libro è -oh yeah- un fantasy, allora devo accettare con un bel sorrisone beota che ad un certo punto della storia una sbarbatella vada in guerra in pantacalza e reggiseno e ne esca col fard ancora bello brillante sulle guance (lisce come il culetto di un neonato elfo, ovviamente).

    Guglielmo, non so te, ma il mio cervello pretende di meglio da qualsiasi libro, non ultimi i fantasy. Qui non è questione di realismo estremo, qui è questione di consapevole disprezzo per la verosimiglianza, che cede il passo al cool, al fa figo. Ma io non voglio che qualcuno mi scriva un libro figo, voglio una buona storia. E questa non lo è, perchè si basa sulla ricerca spasmodica del consenso di un certo tipo di pubblico pagante. Non la scrivi una buona storia se tutto quello che hai nella zucca è voglio che piaccia, voglio che venda, voglio che le ragazzine ci si immedesimino.

    Diversamente, se cioè la Troisi non stava pensando questo quando ha messo assieme le cronache, devo dedurne che miss T. ha una mente davvero semplice. Perchè quello che sei dentro si trasferisce in quello che scrivi, quindi o lei ha fatto marketing, o è una poveretta. Quale delle due eventualità mi devo augurare?

  12. 287 Uriele

    @Guglielmo: se Tom Bombadil fosse davvero il maya che appare (è una cosa che dipende dall\’interpretazione degli altri libri di Tolkien) e fosse intervenuto nella lotta, allora il romanzo sarebbe finito anche a pagina 80… D\’altra parte quel libro segue tutti i canoni classici dell\’epica, insomma si basa su delle regole e le segue o le infrange CONSAPEVOLMENTE.
    Un altro libro probabilmente devastato da una critica simile, se non si tiene conto della consapevolezza dell\’autore, sarebbe Il Serpente Uroboros di Edison che usa uno stile narrativo molto particolare e sperimentale che degenera, con il proseguire del romanzo.
    (Ok, a me il libro non è piaciuto, ma devo ammettere che sono stato colpito positivamente dall\’uso del punto di vista adottato inizialmente e dallo studio dell\’epica dietro al racconto)

    PS: scusatemi per l’Italiano, sono appena uscito da un esame. Normalmente non sono analfabeta

  13. 286 Sandy85

    E’ un po’ come dire che se scrivo un romanzo di fantascienza dove gli esseri umani viaggiano da un sistema solare all’altro su astronavi oltre la velocità della luce, accanto al libro devo mettere un trattato di fisica futuristica.

    Lo sai benissimo che non si intende questo, non far finta di non capire ciò che ho scritto.

  14. 285 Guglielmo

    E’ un po’ come dire che se scrivo un romanzo di fantascienza dove gli esseri umani viaggiano da un sistema solare all’altro su astronavi oltre la velocità della luce, accanto al libro devo mettere un trattato di fisica futuristica.
    Ma quando mai…
    LoTR ha molti difetti, se prendi la storia e tenti di devastarla sminuzzandola.
    Tanto per iniziare , il libro poteva finire a pagina 100 usando le aquile e anche se una cotta di maglia ti protegge dalla perforazione, non può proteggerti dall’impatto [vero Frodo?]. Non parliamo poi dell’incipit. Io penso che quasi ogni libro, preso alla maniera di Gamberetta, farebbe una pessima figura. Questa era la prima critica.

    Questo vuol dire che la Troisi abbia scritto un capolavori privo di difetti? No, per nulla. Il libro è scritto male, ma non perché l’autrice ha scelto di scrivere la storia in un certo modo piuttosto che in un altro. E questa era la seconda critica.

  15. 284 Sandy85

    Non è scritto da nessuna parte che un libro fantasy debba seguire un realismo estremo, né che l’autore debba documentarsi.
    Perchè è fantasy? Si, esatto.

    No, invece.
    Gli elementi irrealisti devono essere giustificati, uno può inserire elfi, fate, streghe, maghi, ecc. quanto gli pare ma deve anche dare una parvenza di realtà a tutto questo. Nella Troisi tutto questo non c’è, è tutto campato per aria senza dare uno straccio di spiegazione, cosa che non è in LoTR, per citare quello che hai citato anche tu, o in ciò che ha scritto la Bradley o qualunque altro scrittore che si sia documentato prima di scrivere.
    Vorrei sottolineare che sì, documentarsi non è obbligatorio, ma è buona norma farlo per scrivere qualcosa di valido e, quindi, consultare qualcosa di attendibile è indispensabile. Si sa che di solito ciò che valido molto spesso non piace alle nuove generazioni, ma sinceramente è meglio avere lettori un po’… datati, piuttosto che ragazzine invasate che si strappano i capelli appena vedono un cosplay che si veste come il loro idolo.

    Naturalmente ognuno la pensa come vuole, ma nessuno può negare che è melgio leggere un libro di un autore che sa di ciò che scrive, piuttosto che uno dove l’autore non sa niente e, magari, se ne vanta.

  16. 283 Guglielmo

    A questo punto, penso di non essere stato molto chiaro.
    Non ho detto che è tutto soggettivo, tutto dipende dal gusto.
    Gli errori ci sono, nei libri della Troisi.
    Non c’è niente di soggettivo in questo.

    Ci sono poi elementi, tra i quali l’episodio che citate, ma anche altre cose tirate in ballo da gamberetta, che sono vostre fissazioni.
    Non è scritto da nessuna parte che un libro fantasy debba seguire un realismo estremo, né che l’autore debba documentarsi.
    Perchè è fantasy? Si, esatto.
    L’accettazione di elementi esagerati è lasciata al gusto del lettore – che può schifare il libro oppure fregarsene.
    I libri fantasy sono pieni di questi elementi, dal LoTR al già citato Conan.
    Quando volete posso farvi esempi.
    Non tiriamo in ballo poi la sci-fi.
    E non potete giudicare le battaglie dei “mio mini-pony” con gli standard di quelle di Ken-Shiro [o vice versa].

    O meglio, potete anche farlo, e sentirvi tanto intelligenti quando parlate con persone che la pensano come voi, ma questa strada porta dritta ala fanatismo [vero Gamberone?].

  17. 282 AryaSnow

    Ora io non so se questa Nihal non avesse mai preso in mano una spada o si fosse allenata un po’ da autodidatta per apprendere almeno le basi, ma nel secondo caso, trattandosi di un eroina, un genio della spada, e non essendo i veterani i migliori della scuola (sennò il livello sarebbe stato davvero basso), ma solo dei combattenti che combattevano da più anni in quella scuola, trovo la cosa, per quanto improbabile comunque possibile.

    Si trattava dei 10 migliori della scuola, invece.
    Inoltre doveva sconfiggerli tutti di seguito, senza un attimo di respiro.
    Come se non bastasse, la Troisi è stata ben attenta a specificare che Nihal ha sconfitto addirittura con facilità molti di essi.

    Per i miei gusti siamo decisamente a livelli ridicoli e quella è una della parti più orrende del libro O_o

    E no, non voleva entrare nella scuola perchè c’era un maestro particolarmente forte che ammirava. Voleva diventare in generale una studentessa di quell’accademia (come quelli contro cui si è dovuta battere).

    -Combatti senza corazza?
    -Preferisco così…
    -Fà come ti pare.

    Wahahah! Per l’appunto, l’avevo già evidenziata pure io questa XD

    Ma il top del top sta nella parte in cui lei deve convincere il generale a farla entrare nell’accademia. Lo persuade facendo i capricci, restandosene ferma nella hall e rifiutandosi di uscire. Tanti militari armati provano a mandarla via in tutti i modi, lei riesce a rimanere lì e a disarmare tutte le guardie che vengono mandate a portarla via. Inoltre le vengono tirate delle frecce, ma lei sale su una statua e rimane lì, senza essere mai beccata. Alla fine il generale decide di darle una possibilità.

  18. 281 Uriele

    “Anche io adoro la Bradley, e proprio perchè ho letto i suoi lavori, oltre che quelli di altri autori fantasy, che la Troisi l’ho trovata banale e superficiale.”

    NON MISCHIAMO LA MERDA CON LA CIOCCOLATA: La saga della luce, darkover, le nebbie di avalon, la Torcia… La Bradley è tanto brava quanto morta!!! Ok, scusate… ho un’infatuazione ancora infantile per quest’ autrice. Le nebbie di Avalon è probabilmente la più bella storia ambientata nel mondo Arturiano che abbia mai letto

  19. 280 DelemnO

    @gamberone

    Ah si, ho capito. Anche io intendevo questo. Il successo della troisi è paragonabile a quello di gruppetti a mio gusto orribili tipo finley o tokio hotel, orecchiabili e adatti alle ragazzine ma di scarsissima qualità la cui esistenza e successo costituisce un insulto verso i musicisti seri, idem con gli scrittori che spendono una vita a curare le proprie opere.
    Potete leggere la troisi si, ma sappiate che vi stanno prendendo in giro. comprare un suo romanzo è come comprare una maglia fatta di un pessimo cotone e/o tinta male che al primo lavaggio scolorisce/ perde le perline o che so io, che però esteticamente sembra figa. O chi mette nel cibo schifezze per poi vendertelo come buonissimo, e magari lo è ma ti ridurrà il fegato a pezzi.

    @Valentina

    Le tue sgrammaticature sono volute, vero?ù.ù

  20. 279 gamberone

    @ DalemnO

    Intendevo dire proprio questo,e cioè che quelli che fanno musica vera (nel senso appunto di non costruita) ed hanno talento, non sono popolari nella maggior parte dei casi perché le casette discografiche (come quelle editoriali) sono in questi ultimi anni interessate a proporre pacchi preconfezionati di scempiaggini super pubblicizzate. Avendo visto il successo NELLE VENDITE di un certo tipo di prodotto (specie per ragazzine in amore),costruiscono di continuo lo stesso tipo di gruppo/cantante musicale (ed ora anche lo stesso tipo di libri) cambiando nomi e facce ( e trame) ma seguendo sempre gli stessi modelli.Sarà anche una legge di mercato ( questo l’ho già anticipato in qualche intervento più sopra), ma assieme a questo dovrebbero comunque proporre qualcosa di realmente nuovo e originale che non fanno a mio avviso.Inoltre vendendoti per grandioso e originale ciò che non è, ti prendono solo in giro.
    Questo era il succo.

    saluti

  21. 278 barbara

    Certo “ogniuno” di noi può leggere quello che gli pare, mi sembra scontato dirlo. ^_-
    Così come mi sembra scontato che poi se ne possa dire quello che si vuole.
    Anche io adoro la Bradley, e proprio perchè ho letto i suoi lavori, oltre che quelli di altri autori fantasy, che la Troisi l’ho trovata banale e superficiale.
    Anche passando sopra a tutte le castronerie, perchè tanto è fantasy e le lettrici a quanto pare sono stupide, la trama in sè è ben lontata dall’avere qualche parvenza di originalità e i temi presenti (se ce n’è), sono infantili e banali.
    Poi qualcuno come Guglielmo potrà dire che tutto è soggettivo, ma a mio parere una trama straabusata e straritrita è un fatto oggettivo, che poi chi legge la Troisi la trovi originale perchè non ha nemmeno mai letto un manga in vita sua, beh allora è ignoranza.
    Trovo più sensato che qualcuno la apprezzi perchè si immedesima (anche se non so come sia possibile) nell’eroina di turno, questo lo posso capire, il resto no perchè nei suoi libri non c’è praticamente niente altro.

  22. 277 Valentina

    Io penso che ognuno e libero di leggere quello che vuole, faccio un esempio anche se a me non pice Moccia non dico che a quelli che piace fanno schifo o offese simili (il mondo è bello perche vario)
    A me son piaciuti tutti i libri della troisi e amo tantissimo il fantasy (in particolare marion zimmer bradley), e non mi reputo ne una persona stupida e tanto meno ingniorante!!
    Voi avete tanti preconcetti da fare rabbrividire, voi che dite tutte queste stupidaggini vi sentite tanto più intelliggenti di noi che apprezziamo la Troisi!!
    A me non sembra proprio
    Leggere è un bene e ogniuno legge quello che gli pare!!

  23. 276 Angra

    Traduzione:

    -Combatti senza corazza?
    -Così sono più sexy…
    -Giusto, tanto è fantasi!!!!1111!!!!!!!!

  24. 275 DelemnO

    Non si vede più un vero gruppo musicale dagli anni ‘70

    Dissento. Non so cosa tu intenda per “vero gruppo”, ma di gente che si fa il mazzo suonando dell’ottima musica ce n’è ancora, e non si tratta di gruppetti costruiti a tavolino. Non sono popolari questo sì, ma ciò non significa non siano “veri”.

    Non ho seguito tutto il discorso giapponese da voi fatto, perchè, niente di personale, ma il Giappone mi ha rotto le scatole, credo sia una cosa trita e ritrita.
    Si accennava alla probabilità che Nihal potesse effettivamente battere dieci tra i migliori allievi dell’accademia, bene, questa proprio a me suona pressochè impossibile, anche a livello fisico.
    Ma probabilmente una delle cose più orrende del romanzo è il dialogo Nihal-Ido:
    -Combatti senza corazza?
    -Preferisco così…
    -Fà come ti pare.

    Miodddio, è raccapricciante oltre che impossibile, sarebbe come se un soldato di un corpo speciale dicesse ” si so che vado a una missione dove potrei benissimo morire, ma non metto il giubbotto antiproiettile, non è fashion.”

  25. 274 Uriele

    Guarda, non lo so perchè come ripeto non l’ho letto e non mi pare interessante come libro, la butto lì… vuole entrare nella scuola perchè il MAESTRO è più forte di lei (battere gli studenti anziani è certo meno dura che battere il maestro).

    In Giappone nel Dojo gli studenti al saluto si dispongono in ordine di grado, con i più inesperti vicini alla porta e i più abile lontano. Perchè? Anticamente non era raro che un gruppo di persone entrasse per devastare la palestra (e far vedere la propria superiorità); i più giovani si immolavano per rallentare e stancare gli avversari in modo tale che il maestro fosse pronto ad affrontarli.
    Un altro caso era quello dei maestri in cerca di fama che ne sfidavano altri già affermati. In questo caso il maestro gli mandava contro uno alla volta i suoi allievi migliori, dal più scarso al migliore, per saggiare la capacità dell’avversario e decidere se concedergli o no il diritto di sfida [come nel caso precedente anche questo metodo serviva ANCHE per fiaccare l'avversario prima della sfida, in modo da garantire un vantaggio allo sfidato NdU]

    Essere un veterano nelle arti marziali, non vuol dire essere più bravo. Dopo alcuni anni i progressi si fanno sempre più lenti e impercettibili. La curva di apprendimento, come in ogni disciplina, è molto veloce quando non si conosce nulla e molto più lenta quando si deve perfezionare la tecnica (in alcuni sport come il kendo ci vuole in media un 4-5 anni per apprendere realmente il Men, il colpo di base per intenderci…). Il talento permette ad alcune persone molto dotate di apprendere prima il movimento o di comprenderlo a livello fisico dall’osservazione del modello (io non ho questa dote, ma ho conosciuto chi ce l’ha). Ho visto nell’arco di pochi mesi i miglioramenti di un ragazzo particolarmente dotato che è riuscito a segnare ippon ad avversari molto più “anziani” di lui e si tratta solamente di una persona molto dotata, non di un vero e proprio genio sportivo.

    Ora io non so se questa Nihal non avesse mai preso in mano una spada o si fosse allenata un po’ da autodidatta per apprendere almeno le basi, ma nel secondo caso, trattandosi di un eroina, un genio della spada, e non essendo i veterani i migliori della scuola (sennò il livello sarebbe stato davvero basso), ma solo dei combattenti che combattevano da più anni in quella scuola, trovo la cosa, per quanto improbabile comunque possibile.

    Altra cosa: nel Kendo, alcune volte durante il jigeiko (che potremmo chiamare il combattimento, anche se non è proprio esatto), i nuovi arrivati riescono a battere i più vecchi (3° o 4° dan). Questa strana cosa è dovuta alla “scordinazione del principiante”: dopo alcuni anni, applicando la tecnica a livello accademico, cercando di migliorare il nostro stile e renderlo più efficace, si incomincia a sentire il Ki e la pressione dell’avversario. Un principiante non ha queste cose e non ha neppure una tabella di movimenti codificati. Può quindi accadere che un movimento veloce e sgraziato penetri la guardia dell’avversario, colpendo il proprio bersaglio. I Maestri non si fanno MAI cogliere impreparati dai giovani (di solito in Italia si parla di 7° o, se ci son visite dal giappone o dalla Corea, di 8°Dan, al massimo qualche 6°, a livelli più bassi sono solo degli allenatori). Poi quando si tratta di Maestri il combattimento si sposta sul Seme e il Kizeme, la tecnica è già impeccabile.

    Il romanzo poi può essere la ciofeca o il capolavoro che vuoi.

  26. 273 Stefano

    Uriele, la domanda che mi sono posto è la seguente, se una novizia mette fuori combattimento uno dopo l’altro ben 9 studenti anziani e un mercenario a che pro entrare nella scuola? Poi, va bene l’enfasi, però Nihal, a fronte di questa forza sovrumana è psicologicamente assai fragile. Se poi alle ragazze piace immedesimarsi così va bene, però io trovo l’episodio del tutto gratuito

  27. 272 gamberone

    Continuare a dare opinioni a Guglielmo, è una cosa che serve o no?
    E’ tutta una questione di gusti, di opinioni,di genere.Chi siamo noi per dire che sta dicendo stupidate? E’ solo una opinione.

    Ha ragione lui!A che serve continuare.
    Probabilmente bisognerebbe essere nel target giusto di maturità per essergli d’accordo.
    Non lo so, è tutta una questione di gusti.

    saluti

  28. 271 Uriele

    “non ci vuole un fulmine di guerra per rendersi conto di quanto sia improbabile che una novizia in procinto di entrare in una scuola di cavalieri metta fuori combattimento una masnada di studenti anziani e un mercenario.” – Bhè, non ho letto nè sono interessato a leggere il romanzo, ma questo non è vero.
    D’Artagnan, giovane guascone con l’aiuto di tre moschettieri riesce a mettere alle corde un gruppo di guardie combattendo da pari. Ok per i moschettieri, ma D’Artagnan all’inizio del romanzo è un giovane talentuoso e di belle speranze, come diavolo fa a combattere da pari con le guardie addestrate?
    Edmond Dantes fugge di prigione, istruito dallo scienziato Faria e con un tesoro immenso fra le mani, in pochi anni, dopo aver vissuto una vita da marinaio, diventa un nobile coltissimo, raffinato ed elegante, capace di diventare in un attimo abate e milord inglese senza che nessuno sospetti di nulla… Jerod il camaleonte e Hannibal Smith hanno solo da imparare!

    Insomma una cosa è sbagliare oggettivamente qualcosa (picche per lance, fanteria per cavalleria, ecc…) e non documentarsi, un altro è introdurre un protagonista eroico con un talento impensabile per qualunque altro uomo, il primo è un errore, il secondo un clichè, ma di quelli che funzionano

  29. 270 Stefano

    Abbi pazienza Guglielmo, non ci vuole un fulmine di guerra per rendersi conto di quanto sia improbabile che una novizia in procinto di entrare in una scuola di cavalieri metta fuori combattimento una masnada di studenti anziani e un mercenario. Non ci vuole un fulmine di guerra a capire che un ufficiale su un drago difficilmente potrebbe comandare dei fanti, nè ci vogliono particolari competenze per sapere che un assedio non finisce in una giornata. Mettere a posto questi particolari avrebbe nuociuto alla storia?

  30. 269 Clio

    A Guglielmo
    Andando al succo del tuo post:
    -Alla gente piace. Bene, alla gente piacciono Nihal e le sue turbe adolescenziali. Non entro nel merito di quanto sia credibile o meno, facciamo che lice ciò che piace. Bene, ma ciò non implica che la storia di Nihal e delle sue turbe debba essere servita in un pinzimonio di buffonate e castronerie. La Troisi poteva benissimo raccontare una storia di un’adolescente complessata facendo attenzione alle misure, documentandosi un momento e descrivendo scene credibili. Il suo lettore medio non se ne sarebbe comunque accorto? Vero, probabilmente la maggior parte delle ragazzine che apprezzano Nihal non si accorgerebbero della differenza tra un soldato che sente le urla di un generale ed uno che sente i colpi dei timpani, ma questo non ha alcuna importanza: documentarsi e scrivere cose corrette e verosimili, nel limite del possibile, vuol dire fare onestamente il lavoro di scrittore.
    Dare un’ambientazione buffonesca e tirata via alla storia vuol dire spacciare baggianate, ed è disonesto.

    -Giudico secondo il mio gusto personale dicendo che battaglie e scontri sono vitali. No, assolutamente. Avevo fatto l’esempio del film “The legend of the evil lake”: la guerra c’è, il protagonista è un generale, ma tutto ciò è secondario, la storia non riguarda le sue imprese in battaglia, nè la storia politica del Regno Millenario, la storia riguarda il protagonista e sua moglie. Non lo dico io, è un fatto. Ergo, se le brevi scene di ammazzagione sono tirate via non è un grosso problema, perchè sono elementi dello sfondo, vaghi, appena nominati.
    In Nihal invece la guerra è fondamentale. Lei è una guerriera, vuole salvare il mondo, diventa cavaliere e partecipa a molti scontri, Sennar parte per cercare rinforzi, alla fine l’ultimo romanzo vede la classica Ultima Battaglia gigantesca in cui i buoni vincono. Il cattivo non è un rivale in amore, è un signore oscuro, le battaglie ed i combattimenti non sono nominati di sfuggita ma occupano gran parte delle pagine. E infine il riassunto fattibile non è “Nihal s’innamora di un mago e alla fine si sposano”, ma “c’era bisogno di un Talismano ecc.”

    Chi non ha i tuoi stessi gusti è ignorante e ingenuo, o forse quello che per te è fondamentale in una storia, può non esserlo per un altra persona?

    Nuovamente: non c’entrano i miei gusti. Nella storia della Troisi battaglie e scontri sono vitali, al di là dei gusti. Negarlo sarebbe come dire che in “Star Wars”, siccome il nocciolo del discorso è il percorso di formazione di Luke Skywalker, allora anche se le scene di guerra e sparatoria sono fatte coi piedi non è grave.
    Alle lettrici interessa di più la storia di Nihal e Sennar? Buon per loro. Questo sì, rientra nel gusto personale. A me, in Shogun, piaceva il personaggio di Omi, ma la storia non parla di Omi, parla di Anjin-san. Ugualmente, il romanzo della Troisi parla di una guerra. La storia d’amore è senz’altro importante, almeno nell’ultimo romanzo, ma cio non toglie che la guerra è vitale per la trama.

  31. 268 Guglielmo

    Gamberone, mi vien da chiederti: in che mondo vivi?

    Le case editrici sono attività commerciali, non hanno nessun obbligo morale di vendere “buona letteratura” [qualunque cosa rappresenti questa idea].
    Devono vendere, e per farlo usano la pubblicità. Amen.
    Poi, il resto del tuo discorso non può che farmi sorridere, detto bonariamente s’intende.
    Parli di Vera Narrativa come un fanatico parlerebbe di Vera Musica, Vera Fede, Vera Politica, Vera Storia, Vera Arte.
    Queste prese di posizione ti portano a dire cose a mio modo di vedere poco serie, tipo

    “Non si vede più un vero gruppo musicale dagli anni ‘70″

    Lo dici tu?Interessante.
    E le ragazzine urlanti?Lo stesso tipo di ragazzine che sbavava davanti ai Beatles?
    Usi termini di cui non conosci la portata. Parli di “declino”, di “cancro diffuso”, il prossimo passo quale sarà? Stabilire un elenco di “arte degenerata” e poi farne roghi, come nella Germania hitleriana?
    Ti prego, in questo elenco post declino anni ’70, salvami almeno i Pearl Jam ok?

    @ Clio: Mettiamoci d’accordo su una cosa: va bene discutere, ma non spezzettare ogni singolo paragrafo, e quotarlo pezzo per pezzo.
    Altrimenti si finisce in una gara a chi multiquota di più e il senso della discussione si perde.
    Inizio subito col dire che non c’era nessuna volontà di offendere e/o dare giudizi sessisti. E a differenza tua non avevo intenzione di giudicare le frequentazioni di nessuno.
    Il concetto era comunque il punto debole del mio ragionamento, perché non ho nessuna possibilità di dimostrare che a una parte delle ragazze di questo mondo le battaglie annoiano.

    Errori oggettivi: avevo già risposto a GiD. Ci sono, sono innegabili, non ho certo intenzione di giustificare la Troisi su questo versante. Se li può permettere perché non ha concorrenza, per ora [o meglio, la concorrenza ci sarebbe anche, tipo La ZB].

    Non infierisco sul paragone con i gladiatori, ti faccio solo notare che il lettore moderno ha una vasta possibilità di scelta, quando entra in libreria. Può vedere la trama riassunta in quarta e leggere quanto vuole il libro prima di sceglierlo. La mia frase in questo senso significava non che se una cosa fa schifo ma ha successo, ben venga lo schifo e ci sommerga tutti. Piuttosto intendevo che quando una cosa ha successo, evidentemente a qualcuno piace e anche se non rientra nei miei gusti, chi sono io per giudicare?

    Il resto del tuo discorso si fonda su una contraddizione che nasce dal tuo modo personale di vedere le cose, per cui se anche accetti, come fai all’inizio, la definizione di “fantasy per ragazze” dei libri della Troisi, poi dai giudizi non con i parametri di quel genere, ma con quelli del tuo gusto personale [che sarà legato a un altro genere di fantasy].
    Quindi:
    Le battaglie sono vitali per la trama?
    No, lo sono per te. Perché a te piacciono le battaglie o perché il genere di fantasy che prediligi considera vitali per la trama gli scontri armati.

    Chi non ha i tuoi stessi gusti è ignorante e ingenuo, o forse quello che per te è fondamentale in una storia, può non esserlo per un altra persona?

  32. 267 gamberone

    per Guglielmo:

    “Il declino?scusa ma non capisco: la gente che prima leggeva opere di qualità ora legge opere di minor qualità? ”

    no Guglielmo,no!

    Se una grande casa editrice ti dice (e ti vende in realtà) :
    qui in Italia abbiamo un’astrofisica, giovanissima , un vero talento che ha scritto una grandiosa opera fantasy (le cronache di Narnia….perdon del mondo emerso) e poi te la confeziona con copertine allettanti, allora tu sei CURIOSO, sei ATTRATTO dall’evento (o almeno spacciato come tale) e vuoi andare a vedere (= comprare) un simile “capolavoro” e poi……. TI SENTI SOLO PRESO IN GIRO e pensi alle bambole .

    E non è vero che non si può educare il “popolo” alla buona lettura.Sono proprio le case editrici con le loro produzioni in grande che dovrebbero contribuire alla “buona lettura”.
    Il fatto che si siano vendute tante copie è proprio colpa di questa falsa,mirata e ingigantita pubblicità fatta all’opera , NON perché (come dici tu)

    “si è allargato il mercato e quelli che prima NON leggevano ora hanno un prodotto che corrisponde ai loro gusti?I ”

    No, no…non credo proprio sia così!Non è l’avvento di “nuovi” generi per una maggioranza (o minoranza ,questo decidilo tu) di popolo che ora finalmente “incontra il proprio gusto”.Non è il naturale cambiare delle cose , l’evolversi.E’ solo una conseguenza di una spaventosa ,invadente ,ingannevole,mirata e incredibile pubblicità !
    Come il Grande fratello, l’isola dei mongoloidi , i Take That , tutti i cantantucoli bellini di passaggio che irrompono con una canzoncina sull’amore a sanremo e le ragazzette sbavano e comprano e…..chi più ne ha più ne metta (proprio per trasportare il discorso nei vari campi artistici come dicevi tu).

    piuttosto chiediamoci :

    Perché sono principalmente le ragazzine a comprare?
    Questo è il vero messaggio che negli ultimi anni mi sta arrivando dai media, da ciò che si vende. Tutte le principali attività artistiche moderne stanno puntando su questo se non vedi.
    Non si vede più un vero gruppo musicale dagli anni ’70 .Si fanno dischi per l’estate (tipo usa e getta) ed ora anche libri.E’ questo il “nuovo ” genere narrativo di cui stai parlando e che avrebbe diritto a crescere? A me sembra più un vero cancro diffuso dappertutto.
    Sarà una mia opinione !

    Saluti

    Infine tu dici:

    \”Howard non penso intendesse rivolgersi a una fascia d’età precisa \”

    ma era proprio qui che ti volevo portare.Un libro, VERO, non ha e non può avere di questi \”limiti\”. Non so se ora mi sono spiegato meglio.

    Saluti

  33. 266 Clio

    A Guglielmo

    la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    credo che tu abbia ragione, ma… con questo? Il fatto che Nihal in piena battaglia senta gli ordini del generale è una sciocchezza (“Gli ordini a voce non vengono uditi; per questo si usano tamburi e gong.” Sunzi, Arte della Guerra, settimo capitolo, Junzheng), è oggettivamente una stupidaggine. Forse la maggior parte delle lettrici non se ne accorgeranno (anche se trovo la cosa piuttosto strana), ma ciò non toglie al fatto che la scrittrice stia cercando di spacciare aria fritta. E’ come un falsario, ti vende un Mirò, tu magari non te ne accorgi, ma il quadro è un falso.
    Ovviamente è un esempio, ma diciotto euro per pagine e pagine di castronerie sono comunque un furto.

    una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.

    No, certi errori sono oggettivi. Le misure sono sballate, i movimenti degli eserciti sono degni di una parodia ed i combattimenti sono assurdi. E’ un fatto, non un punto di vista (con buona pace di Nietzche, se non ricordo male).
    Inoltre distanze, manovre e combattimenti sono punti focali del romanzo, la cui trama è decisamente scarna. nel film “The legend of the evil lake” si intravedono due brevi scene di battaglia, alquanto malriuscite secondo me, ma ciò non invalida il film, perchè il punto non è la battaglia, che è intravista a malapena, il punto è la storia di Biharang e di Janubi.
    In un film come “Kingdom of Havens” invece la battaglia è fondamentale, non può essere sostituita da un messaggero che la racconta, e qui se il regista non sa fare il suo lavoro son dolori.

    Sono l’unico a pensare che la NOIA sia un fattore del tutto dipendente dal gusto personale?

    Qui sono d’accordo, anche se ci sono occasioni in cui qualcosa è talmente noioso da sfiorare l’oggettività.

    Per esempio, il fatto che la Troisi ignori del tutto l’aspetto marziale di una battaglia – raccontandolo – e si concentri piuttosto sull’eroina che si taglia i capelli – mostrandolo- è una cosa del tutto dipendente dal suo gusto e da quello delle sue lettrici.

    Qui invece non sono d’accordo. Ai fini della trama è vitale sapere come sta andando la battaglia, invece di come Nihal si taglia i capelli non cambia nulla. I fatti in un libro non sono davvero prestabiliti, accadono mentre li leggo. Per me lettrice, sapere se il terreno è bagnato o secco è vitale, perchè così, leggendo, posso immaginare come e perchè certe cose si verifichino e a chiandr la vittoria. invece se Nihal si scioglie i capelli prima di tagliarli non ha nessun effetto sugli avvenimenti.
    Anche se io mi sono tagliata, una volta, i capelli con un coltello, e vi assicuro che non è una cosa intelligente disfare la treccia per un’operazione simile (nemmeno con un paio di forbici).

    Che come tutte le lettrici di questo mondo, si smaronano di fronte a una battaglia sanguinosa, e invece di eccitano di fronte a una barbie da pettinare.

    Frase insulsa e sessista.

    tu, femmina 18enne, hai gusti diversi dalla maggioranza delle tue coetanee.

    Non c’entra. Lei, femmina 18enne, ha conoscenze più vaste e approfondite, che le permettono di rilevare le idiozie. E ti assicuro che molti maschi 18enni sono altrettanto ignoranti delle loro coetanee.

    Giuro, in vita mia di ragazze che si esaltassero di fronte a una battaglia ben filmata o scritta o quant’altro ne ho trovate davvero poche, e quelle poche mi ricordavano Vàsquez di Aliens Scontro Finale

    Forse le tue conoscenze non sono molto vaste. Personalmente le scene di battaglia e combattimento (se fatte bene) mi esaltano e mi catturano, e non sono certamente mascolina, ma il punto è un altro: la battaglia è importante nella storia?
    -No. Allora chi se ne frega se è scritta/filmata male.
    -Sì. Allora DEVE esser fatta bene, altrimenti l’opera è pattume. Se in un film è cruciale esplorare la tundra (mettiamo stiamo parlando di cacciatori…) e costoro sono preoccupati dai possibili attacchi dei lupi, la storia è idiota. E’ idiota anche se a nessuno importa nulla della tundra, e se ci sono lupi nella tundra, e se i lupi attaccano gli uomini ecc.
    Quindi non c’entra “ma tanto una ragazzina ignorante non se ne accorge”, c’entra “io sto spacciando aria fritta.

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.

    Mah… Io continuo a restare perplessa su questo genere di affermazioni. Parola di ragazza raomantica con tante amiche romantiche.

    Inesperienza?Inettitudine o semplice disinteresse?
    Perché avrebbe dovuto puntare su aspetti che non le interessavano e sapeva benissimo non sarebbero interessati al suo Lettore?

    E perchè non ha scritto una storia in stile Moccia?
    Uno il suo lavoro deve farlo bene e con coscienza. Se tu fai lo scrittore e parli di musicisti non puoi metterci che il pianista non sa leggere la chiave di basso, e se tu scrivi di gente che si fa guerra con cavalli elance non puoi metterci che i cavalieri impugnano picche. Il fatto che il lettore sia ignorante non è una scusante.
    Uno scrittore non deve contribuire all’ignoranza.
    Casomai, se ti rivolgi a ragazzine romantiche, porrai al centro la storia d’amore e manderai in dissolvenza il resto. Ma non è il caso della Troisi, in cui il punto non è sopravvivere e restare accanto all’amato, ma vincere la guerra.

    Il successo di fatto ha dimostrato che molti lettori hanno trovato piacevole il suo modo di affrontare una storia fantasy

    Il pubblico acclamava felice gli spettacoli gladiatori, allora erano una cosa ganza, perchè non rimetterli?
    Ripeto, marciare sull’ignoranza della gente è una bassezza rivoltante, nel caso parzialmente scusata, dato che sono convinta che l’autrice non sia una meschina approfittatrice di fanciulle ingenue, ma una donna ignorante e poco intelligente.

  34. 265 Guglielmo

    Ciao Gamberone :)

    I discorsi erano tre:

    1)vorrei farvi riflettere sul fatto che le regole narrative di cui parla gamberetta e con sui giudica un romanzo non sono valide in assoluto.
    C’è sempre stato e sempre ci sarà un furbone che stabilisce arbitrariamente delle regole per censurare quello che non gradisce. Ho fatto l’esempio di Coleridge non a caso.

    2)a voler guardare il pelo nell’uovo, anche i capolavori di scrittori illustri fanno una pessima fine [vedi Howard, ma anche lo stesso King che gamberetta cita].

    3)Le storie scritte dalla Troisi seguono le caratteristiche di un genere[nuovo?] che a quanto pare sta avendo molto successo – e non solo qui in Italia. Lo stesso discorso si può fare per Paolini, per esempio. Non scrivono rivolgendosi al target classico che era il lettore maschio 15-30enne, attirato da caratteristiche particolare del Fantasy che in queste storie ci sono poco o nulla.
    E quindi?Non è fantasy?
    Prendi questo modo di ragionare, portalo in un qualsiasi altro campo della comunicazione umana – musica, poesia, arti figurative etc – Ti accorgerai di quanto è ristretto e “stupido”.

    Questo paragrafo è significativo:

    di quale filone stai parlando?quello Troisiano? Unico delle risate forse?La verità che Gamberetta evidenzia (e che io avallo pienamente) è che questi nuovi “generi” e/o filoni “fantasy” di cui tu parli hanno segnato e stanno segnando solo il declino della vera narrativa con questi “pacchetti ben confezionati ” per bambine!Alla faccia dei veri e vari talenti sconosciuti e sparsi per l’Italia (e il mondo) e che si fanno un “cu*o” così per migliorarsi e tentare inutilmente di trovare una prima pubblicazione.

    - Il declino?scusa ma non capisco: la gente che prima leggeva opere di qualità ora legge opere di minor qualità?
    O, più realisticamente, si è allargato il mercato e quelli che prima NON leggevano ora hanno un prodotto che corrisponde ai loro gusti?I parametri con cui giudichi un declino, poi, sono del tutto soggettivi.

    - Parliamo di cose che si possono dimostrare, per favore, e non di aria fritta: portami gli esempi di questi talenti incompresi rifiutati in modo sistematico per favorire la mediocrità e ne possiamo discutere.
    Inoltre, posta anche l’esistenza di autori che non trovano un editore disposto a pubblicarli, per quanto bravi, bè ragazzo mio: è la legge del mercato.
    Non vedo però cosa c’entri la Troisi in questo discorso…

    p.s: Howard non penso intendesse rivolgersi a una fascia d’età precisa.E’ stato il padre di un filone – di più, un’autostrada – del fantasy per cui immagino si rivolgesse a un lettore con i suoi stessi gusti, più che a un target d’età.
    Certo poi, i lettori della rivista su cui sono usciti i suoi lavori, negli anni 20′-30′ erano quasi tutti ragazzi, maschi.

  35. 264 gamberone

    Guglielmo,
    dopo aver letto i tuoi interventi fino a questo ultimo mi sorprende ancora che tu non sia d’accordo in toto con Gamberetta (o almeno pensi di non esserlo).
    Dico questo perché fra le altre cose hai detto :

    1) “la ragazza guerriera è un pretesto”

    2) “Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze”

    3) “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    4) “Non essendo poi né donna né teenager, battaglie e duelli sono almeno un gradino sopra Barbie Gira La Moda fantasy”

    Ma allora de che stamo a parlà ?
    Da quello che hai scritto io deduco solo che quelli della Mondadori avrebbero dovuto realizzare delle bamboline stile Barbie ben confezionate , coi capelli blu e gli occhioni un pò tristi/umidi, vestite da guerriere seminude e all’interno della scatola (magari tipo ovetti kinder) mettere le storielle scritte dalla Troisi.Allora forse sarebbe stata una mossa commerciale più degna!Invece l’hanno spacciati per LIBRI.LIBRI,capisci? E inoltre tu, continui dicendo:

    “Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.”

    (mi domando proprio quale!!???dove? ed ecco subito la tua risposta..)

    “Come come nella serie Harmony Amori nei Caraibi immagino -immagino eh- gli autori concentrati più su quello che i pirati fanno nelle camere da letto con la figlia del Governatore, piuttosto che sulle loro imprese guerresche.”

    E quindi….

    “Con “genere” intendevo il filone interno al fantasy a cui appartiene la saga della Troisi. Sai, non esiste solo 1 tipo di Fantasy, e anche tra i vari sottogeneri di Fantasy ci sono grosse differenze.
    Ne devi tener conto quando parli di un libro. ”

    Appunto, quando parli di un libro, però!

    di quale filone stai parlando?quello Troisiano? Unico delle risate forse?
    La verità che Gamberetta evidenzia (e che io avallo pienamente) è che questi nuovi “generi” e/o filoni “fantasy” di cui tu parli hanno segnato e stanno segnando solo il declino della vera narrativa con questi “pacchetti ben confezionati ” per bambine!Alla faccia dei veri e vari talenti sconosciuti e sparsi per l’Italia (e il mondo) e che si fanno un “cu*o” così per migliorarsi e tentare inutilmente di trovare una prima pubblicazione.

    E infine fiore all’occhiello:

    “Posso dimostrarti che un romanzo di Howard, a seguire il tuo metro di giudizio, verrebbe devastato e il suo autore farebbe la fine della Troisi.”

    Non ho letto Howard (me ne scuso ma ora non avrei nemmeno tempo di farlo) ma se tu inorridisci di fronte alla possibilità che tale scrittore venga devastato secondo i parametri di Gamberetta, questo vuol dire che almeno tu stimi Howard, giusto?posso allora permettermi di chiederti:

    Per quale fascia di età e sesso scrive Howard?

    saluti

  36. 263 Guglielmo

    Con “genere” intendevo il filone interno al fantasy a cui appartiene la saga della Troisi.
    E’ la mia idea, l’ho specificata nelle prime righe del primo intervento.
    Sai, non esiste solo 1 tipo di Fantasy, e anche tra i vari sottogeneri di Fantasy ci sono grosse differenze.
    Ne devi tener conto quando parli di un libro. Tu recensiresti un giallo con gli stessi canoni di un romanzo d’amore. No? Bene, non vedo perché i libri della Troisi debbano subire questo trattamento.

  37. 262 GiD

    Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.

    ma di quale genere parli visto che il romanzo in questione è catalogato e pubblicizzato come “fantasy”?

  38. 261 AryaSnow

    Puoi recensire come ti pare, però si deve anche stare attenti a non passare dalla recensione al parere personale.
    Una recensione, quando è fatta bene, è influenzata il meno possibile dal giudizio personale, ed è molto utile per valutare se quel prodotto ci potrebbe interessare o meno.
    Il fatto che al recensore il prodotto piaccia o no è del tutto irrilevante, non ti pare?

    No, non mi pare, perchè per me la recensione alla fine è pur sempre un giudizio personale.

    Dici?Io mi annoierei di più in un mondo dove la Verità è una e una sola, immutabile.

    Un mondo dove la verità è una sola non solo mi annoierebbe, ma mi nauserebbe. Ma cosa c’entra questo ora? Non mi pare di aver detto di desiderare un mondo così.

  39. 260 Guglielmo

    Poi ovviamente questo relativismo di fondo non dovrebbe impedire di esprimere le proprie opinioni, nè tantomeno di farlo con una certa forza. Altrimenti non si potrebbe discutere seriamente di niente. Inoltre vivremmo in un mondo molto palloso

    Dici?Io mi annoierei di più in un mondo dove la Verità è una e una sola, immutabile.

  40. 259 Guglielmo

    @Gamberetta: io sarei anche stufo di leggere gente che ignora dibattiti millenari sull’Estetica e si promuove ad arbitro del Bello, dopo aver letto un paio di “fonti”. Hai aperto un blog, hai lasciato il commento libero, se ti stufa rispondere non farlo.
    Posso dimostrarti che un romanzo di Howard, a seguire il tuo metro di giudizio, verrebbe devastato e il suo autore farebbe la fine della Troisi.
    E non si parla di piccoli errori , o di “eccezioni”, sia chiaro. Howard non si documenta, mostra quello che gli interessa e racconta il resto, usa l’infodump in maniera spesso assurda. Com’è possibile?
    Anche il padre della S&S scriveva vaccate, suppongo.
    Ma nasconditi pure nell’ipse dixit.

    @GiD no, mi riferivo al fatto che una cosa non può essere allo stesso tempo oggettivamente noiosa e soggettivamente non noiosa.
    Contraddizione.
    Detto questo, il tuo discorso è già diverso da quello che fa Gamberetta. Molto più complesso e profondo perché distingue tra difetti oggettivi – es: logica nella trama – e gusto personale.
    Gamberetta fa un bel mischione e va anche a sfottere i lettori che hanno apprezzato i romanzi della Troisi.
    Poi, per rincarare la dose, si mette a citare regole di buona scrittura considerandole la Bibbia. Perché è evidente, i soli difetti oggettivi sono rari e le serve qualcosa di più solido per criticare negativamente qualcuno[La Troisi in questo senso è un'eccezione, perché di errori ne commette tanti].
    Ma ogni epoca, anzi ogni scrittore ha le sue regole. Non esistono LE regole.
    Per esempio: rompere la coerenza descrittiva – come fa la Troisi nel bosco di pietra – è un difetto oggettivo.
    Non documentarsi, che dovrebbe essere una delle REGOLE SACRE [dannati King E Gerrold!] NON è un difetto oggettivo.
    Howard per esempio non lo fa, e vediamo Conan spaccare elmi d’acciaio con le spadine.
    Cosa?Come dici?Conan non si è documentato?Ha usato la fantasia?!!
    Tipico dei barbari…
    Scegliere come protagonista una ragazza guerriera e poi concentrarsi sulla sua toeletta invece che sulle battaglie NON è un difetto oggettivo, perché è una caratteristica del genere.
    Come come nella serie Harmony Amori nei Caraibi immagino -immagino eh- gli autori concentrati più su quello che i pirati fanno nelle camere da letto con la figlia del Governatore, piuttosto che sulle loro imprese guerresche.

    Per questo motivo si può anche apprezzare un romanzo al di là dei suoi difetti “oggettivi”, e un’eventuale critica [se vuole essere una critica decente] si deve fermare nel momento in cui si entra nel campo del gusto personale.

    @Arya:

    Cosa non mi piace dei romanzi della Troisi?
    La trama scontata – dopo 15 anni di fantasy,di evil overlord ed eroi eletti dal destino ne ho piene le scatole.
    Martin è uno dei pochi che si discosta, e infatti apprezzo.
    Non essendo poi né donna né teenager, battaglie e duelli sono almeno un gradino sopra Barbie Gira La Moda fantasy

    Per il resto:

    Puoi recensire come ti pare, però si deve anche stare attenti a non passare dalla recensione al parere personale.
    Una recensione, quando è fatta bene, è influenzata il meno possibile dal giudizio personale, ed è molto utile per valutare se quel prodotto ci potrebbe interessare o meno.
    Il fatto che al recensore il prodotto piaccia o no è del tutto irrilevante, non ti pare?

  41. 258 AryaSnow

    GiD:

    Dico semplicemente che anche quando ci piace qualcosa dobbiamo essere in grado di capire se ci sono dei difetti “oggettivi” e non arroccarci dietro il “a me piace così!”. Per spiegarmi meglio: io ho imparato ad amare la lettura con Harry Potter quando ero piccolo e di certo è ancora l’opera letteraria che più mi ha coinvolto e che più mi è piaciuta, ma questo non mi impedisce di vederne i difetti. Se c’è una forzatura, c’è , non importa se “a me piace!”.

    E’ chiaro che tu non devi far finta di non vedere la forzatura solo perchè nel complesso ami HP. In questo caso devi dire “A me HP piace molto, ma non è perfetto e ci vedo questi difetti”. Però essi rimangono pur sempre difetti per te. Un altro ti potrebbe dire “mah… io non la vedo come una forzatura, secondo me anzi rende al meglio quel tale concetto…”. Chi ha ragione? Se il tuo interlocutore è intellettualmente disonesto e vuole solo idealizzare HP è un conto, ma se invece è sincero? Cioè, alla fine è sempre qualcosa di legato alla soggettività. Tu hai messo “oggettivi” tra virgolette, hai fatto bene, io personalmente cerco di trattenermi proprio dall’usare quella parola.
    Per carità, non voglio fissarmi con questa storia XD Volevo solo precisare la cosa.
    Poi ovviamente questo relativismo di fondo non dovrebbe impedire di esprimere le proprie opinioni, nè tantomeno di farlo con una certa forza. Altrimenti non si potrebbe discutere seriamente di niente. Inoltre vivremmo in un mondo molto palloso ^_^

  42. 257 AryaSnow

    I libri della Troisi non mi piacciono per tanti motivi, ma non sono così sciocco da pensare che il mio gusto personale sia IL valore di riferimento.

    Certo, ho capito, sono pure d’accordo.
    Però… mah… piuttosto mi interesserebbe sentire come mai a te la Troisi non piace ^^

    Non è neanche corretto dire che è tutto soggettivo: ci si mette d’accordo sui parametri da adottare, accettati da un gruppo più o meno ristretto di persone e attraverso questi si giudica un prodotto.
    L’utilità della recensione serve proprio per mettere in luce le caratteristiche peculiari di qualcosa, per indirizzare il gusto personale alla scelta o meno.Non possono pretendere di giudicare – in assoluto- qualcosa.
    In questo senso, la recensione corretta, secondo me, sarebbe dovuta essere:
    “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    Primo: e perchè mai la recensione corretta dovrebbe essere quella? Chi ti dice che i suoi parametri si riducono solo a questo? Secondo i suoi parametri probabilmente è fastidiosa pure una grande guerriera che si comporta da adoloscente capricciosa dei paesi occidentali del XXI secolo. Perchè non potrebbe usare anche questo criterio?
    Secondo: perchè uno dovrebbe “mettersi d’accordo” su dei parametri? Io personalmente non ne fisso mai. Certo, i miei gusti hanno delle tendenze più o meno marcate, ma c’è differenza tra le due cose. Lascio sempre un ampio margine di flessibilità e non mi sento affatto in dovere ad essere “strettamente coerente con dei parametri”. Personalmente non scrivo recensioni, ma il punto è che non mi sentirei in dovere di farlo nemmeno se ne scrivessi . Una recensione per me non è nient’altro che una propria opinione espressa in maniera più dettagliata e argomentata, preferibilmente con un aggiunta di informazioni in più (ad esempio, segnalare da cosa l’opera trattata è stata influenzata).
    Boh, a me sembra un discorso un po’ senza senso.

    PS: valar dohaeris =P

  43. 256 GiD

    @ Guglielmo & AryaSnow

    L’esempio che poni è forzato dal TUO modo di vedere cosa è o non è noioso.
    Per me potrebbe essere eccitante una giornata in ufficio, se fossi un aborigeno australiano, viceversa scuoiare serpenti sarebbe di una noia mortale.
    Come la mettiamo?

    La mettiamo che io nel mio romanzo glisserò sulla giornata d’ufficio e l’aborigeno glisserà sullo scuoiare i serpenti. E’ naturale che ognuno sia “impigliato” nella propria cultura e nel proprio modo di vivere, che determina di fatto il modo di vedere e concepire la realtà.
    Se si fa un discorso generale sul concetto di “noia” è naturale sfociare nella soggettività. Qui si sta parlando (se non mi sbaglio) di narrativa, nel particolare di narrativa fantastica. Gamberetta parla della noia nell’ottica del dover scegliere fra raccontare e mostrare. La stessa Gamberetta dice che non è facile capire quando fare una cosa e quando fare l’altra, ma campare per aria la frase “a volte è bene raccontare, a volte è bene mostrare” non serve a niente. Proprio per questo Gamberetta prende come discriminante principale la noia. Se si devono descrivere azioni meccaniche e ripetitive, che hanno scarso peso nella storia, allora è meglio raccontare piuttosto che mostrare (vedi l’esempio dei maiali squartati).
    Tu hai risposto a un’indicazione del tutto ragionevole con un ostinato “è tutto relativo!”, posizione che puoi benissimo difendere con discorsi astratti sulla concezione della noia e sul relativismo culturale, ma che sul piano pratico della stesura di un romanzo ha dei forti limiti.
    Quando dico che bisogna saper andare oltre il gusto personale forse non mi spiego bene. Non voglio dire che esiste il bello in assoluto e il brutto in assoluto, anzi, non voglio proprio entrare nel merito di una questione così comoplessa. Dico semplicemente che anche quando ci piace qualcosa dobbiamo essere in grado di capire se ci sono dei difetti “oggettivi” e non arroccarci dietro il “a me piace così!”. Per spiegarmi meglio: io ho imparato ad amare la lettura con Harry Potter quando ero piccolo e di certo è ancora l’opera letteraria che più mi ha coinvolto e che più mi è piaciuta, ma questo non mi impedisce di vederne i difetti. Se c’è una forzatura, c’è , non importa se “a me piace!”.
    Capite cosa intendo quando dico “distinguere fra gusto personale e valore oggettivo”?

    Ah poi, ultima cosa: la ragazza guerriera è un pretesto. Prendi con le pinze quello che scrivo, perchè non sono nella testa della scrittrice. Comunque penso sia stato un pretesto per raccontare la sua storia.
    Mi sembra che lei stessa lo abbia ammesso.

    La ragazza guerriero c’è, pretesto o no. Ogni scelta in un’opera ha delle conseguenze, ignorarle è sintomo di pigrizia dell’autore e di poco rispetto verso il lettore.

    Scusami se aggiungo: questa frase è oggettivamente sbagliata.
    Riesci a capire perchè? :P

    Spero tu non ti riferisca ai tempi verbali perché (accento acuto!) ti garantisco che sono corretti.

  44. 255 Gamberetta

    @Guglielmo. Ho citato delle eccezioni. Ci sono un sacco di scrittori che non seguono certi principi, ma ce ne sono 10 volte tanti che invece ne tengono conto. Un buon 90% degli scrittori professionisti di narrativa fantastica applica i principi fondamentali del mostrare e non raccontare, documentarsi prima di scrivere, mantenere saldo il punto di vista, ecc.
    Ciò non vuol dire che non si possano trovare altre strade, come c’è riuscito Lovecraft e come a tratti ci riesce Stephenson. La Troisi non ci riesce. I suoi romanzi sono delle vaccate a prescindere, poi, andando ad analizzarli, si può scoprire che molto del “marcio” deriva da una scarsa conoscenza delle basi della narrativa.
    Questo discorso però l’ho già fatto più di una volta e sono stufa di ripetermi. Se ti sta bene, bene, se non ti sta bene, bene uguale. Se la faccenda davvero t’interessa, ti esorto di nuovo a leggere le fonti, perché di sicuro King o Gerrold sanno spiegare certi meccanismi meglio della sottoscritta.

  45. 254 Guglielmo

    @Gamberetta: parbleu, riesci a contraddirti e non poco.
    Al di là del fatto che tu non puoi sapere con certezza se la Troisi ignori o meno questi principi – sei nella sua mente? – il fatto che lei commetta gli stessi errori di tanti altri grandi autori di fantasy del passato come può essere motivo di critica?
    Dici: la regola X è una buona regola, la Troisi scrivendo non la segue e il suo romanzo fa schifo [sto semplificando eh].
    Poi andiamo a vedere gli altri scrittori, e anche loro non la seguono.
    Com’è possibile?C’è qualcosa che non torna, non credi?
    Non è vero poi che la Troisi non segua nessuna regola, le segue in base alla sua sensibilità, come nel caso dell’utilizzo del mostrare.
    Per dare un tuo giudizio spacciandolo per corretto e assoluto ti sei dovuta appoggiare a una regola, ritenendola oggettiva, senza sospettare che neppure gli scrittori più affermati la utilizzano tutti allo stesso modo – ecco il fattore che determina le differenze tra loro.

    Sul secondo pezzo. Non è citandomi manuali e manualetti di scrittura che dimostri la tua posizione o la sua validità.
    Ora che ci penso, dovrei mandare una mail anche a vecchio Samuel, che in un suo testo scriveva:

    Fondo la mia tesi su quegli elementi già stabiliti in altra sede, che definiscono il metro come la forma propria della poesia e la poesia senza metro come imperfetta e difettosa
    S.T.Coleridge, “Shakespeare e la forma poetica”

    chissà, magari riesco a spiegargli la poesia degli ultimi centocinquantanni :D
    Questo per dire, che lo scrivere bene o l’essere un autore di fama non garantisce né garantirà mai il possedere l’autorità assoluta nel stabilire come sia corretto scrivere. O cosa sia bello e cosa non lo sia.
    Non farmi fare esempi.

    @Arya: il tuo nick è stupendo, adoro la piccola Arya :D
    I libri della Troisi non mi piacciono per tanti motivi, ma non sono così sciocco da pensare che il mio gusto personale sia IL valore di riferimento.
    Non è neanche corretto dire che è tutto soggettivo: ci si mette d’accordo sui parametri da adottare, accettati da un gruppo più o meno ristretto di persone e attraverso questi si giudica un prodotto.
    L’utilità della recensione serve proprio per mettere in luce le caratteristiche peculiari di qualcosa, per indirizzare il gusto personale alla scelta o meno.Non possono pretendere di giudicare – in assoluto- qualcosa.

    In questo senso, la recensione corretta, secondo me, sarebbe dovuta essere:
    “La Troisi ignora del tutto le battaglie e si preoccupa di più dei tormenti della sua protagonista”

    E’ ben diverso dal dire:

    “La Troisi è scema perché ignora….e il suo libro fa schifo”.

    ps: valar morghulis!

  46. 253 Guglielmo

    Mostrare attimo per attimo una normalissima giornata d’ufficio del protagonsta è oggettivamente noioso (e inutile), anche se magari allo scrittore piacerebbe farlo e a qualcuno piacerebbe leggerne

    .

    Scusami se aggiungo: questa frase è oggettivamente sbagliata.
    Riesci a capire perchè? :P

  47. 252 Gamberetta

    @Guglielmo.

    Lasciando da parte la Troisi e tornando ai punti da chiarire.
    Se accetti la sfida, posso dimostrarti che i punti su cui basi la maggior parte delle tue critiche, da te esaminati qui, sono del tutto fallaci.
    Come? recensendo un classico della narrativa fantasy di R.E. Howard.

    Guarda che è pieno di scrittori di narrativa fantastica che non seguono (tutti) i “precetti” indicati in quell’articolo. Tanto per dirtene due che mi piacciono: H.P. Lovecraft e Neal Stephenson. C’è però una bella differenza fra costoro e la Troisi: gente come Lovecraft e Stephenson è consapevole di quello che fa. La Troisi no, la Troisi non segue certi principi per motivi stilistici-filosofici, ma perché li ignora.
    Tra l’altro uno Stephenson, a mio modesto avviso, sarebbe molto più efficace se si convincesse anche lui che narrare solo l’essenziale è un’ottima pratica. Perciò nel suo caso direi che è un buon scrittore nonostante non segua quella regola. Non perché ma nonostante.
    Ciò premesso, non è che tu debba convincere me, dato che di mio in quell’articolo c’è molto poco. Devi convincere Scott Card, David Gerrold, Stephen King, Cory Doctorow, Dean Koontz & soci.
    Perciò cerca i manuali relativi, leggili e poi manda una bella mail di critica agli autori, se la invii per conoscenza anche a me la leggerò volentieri.

  48. 251 AryaSnow

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.
    Niente di male. Sono convito che il 90% delle ragazze, nei panni della protagonista, sottoposte al medesimo stress, reagirebbero nello stesso modo.

    Ma il 90% delle comuni ragazze della nostra società nemmeno andrebbe ad arruolarsi in un’accademia militare (andando tra l’altro controcorrente rispetto alla società), a fare duri addestramenti con le armi, a buttarsi in mezzo alle battaglie (senza adeguate protezionii, tra l’altro O_o) ammazzando un sacco di “gente” ed esponendosi ad un alto rischio di lasciarci le penne. Quindi questo paragone non ha molto senso. Sinceramente da una tipa del genere non mi aspetto un comportamento identico a quello di una qualsiasi adolescente di oggi. Soprattutto non mi aspetto che poco prima della sua prima battaglia in assoluto pensi a guardarsi allo specchio e a contemplare i suoi occhionionioni. Quella l’ho trovata un’uscita proprio penosa O_o.

    Al di là di questa precisazione…

    Io non concordo con GiD e non credo nella possibilità di calcolare un valore oggettivo. Per in fondo è tutta una questione veramente soggettiva. Ciò lo sottintendo sempre, in genere non sto nemmeno specificarlo. E concordo con Guglielmo, la noia è qualcosa di personale. Anche la critica che ho mosso poco sopra per qualcuno potrebbe non costituire un difetto. Ci saranno sicuramente tante ragazzine che vogliono leggere di una ragazzina simile a loro, ma vogliono che sia anche una guerriera, perchè ciò “fa figo”. Il fatto che sia poco realistico passerà in secondo piano, perchè l’importante è che “sia bello”, e per loro lo è.

    Però, Guglielmo:
    Il fatto che tutto in fondo sia soggettivo non significa che non si possa esprimere la propria opinione, no? Allora che senso ha criticare una recensione con questo concetto? E’ sottinteso che una recensione esprima sempre il punto di vista del recensore. Tutto e soggettivo, embè?
    Piuttosto dicci cosa pensi tu del libro, se ti piace, se non ti piace e perchè. Questo è un confronto interessante.

  49. 250 Guglielmo

    Scusa Gid ma dici sciocchezze.
    La noia è soggettiva, altrimenti allora poniti questa domanda: chi stabilisce cosa è oggettivamente noioso. Tu? Io? Gamberetta? Un Arbiter elegantiae alle opinioni del quale dobbiamo sottometterci?
    L’esempio che poni è forzato dal TUO modo di vedere cosa è o non è noioso.
    Per me potrebbe essere eccitante una giornata in ufficio, se fossi un aborigeno australiano, viceversa scuoiare serpenti sarebbe di una noia mortale.
    Come la mettiamo?

    Il valore oggettivo non esiste, se fai una critica estetica. Anzi, diciamo che non esiste nell’ambito che ci riguarda in questo momento.
    Non si può stabilire con assoluta certezza che il romanzo della Troisi sia bello o brutto, noioso o stimolante.
    C’è chi la pensa in un modo e chi in un altro. Puoi unirti alla schiera di coloro che pensano, come gugand e altri, che l’opposto del loro parere sia l’ignoranza e/o la stupidità. Fai pure.
    Ti confido però che anche dall’altra parte, la reazione è simile. Chi ha ragione?

    Ah poi, ultima cosa: la ragazza guerriera è un pretesto. Prendi con le pinze quello che scrivo, perchè non sono nella testa della scrittrice. Comunque penso sia stato un pretesto per raccontare la sua storia.
    Mi sembra che lei stessa lo abbia ammesso.

  50. 249 GiD

    @ Guglielmo

    Però c’è da dire, come spesso fa notare Gamberetta, che l’autore non può aggirare le conseguenze di una sua scelta. Se la Troisi sceglie come protagonista una donna guerriero, destinata a grandi battaglie e sempre nel cuore dell’azione, allora tutto diventa meno soggettivo. Con una donna guerriero per protagonista le battaglie sono oggettivamente qualcosa di cruciale. In ogni battaglia lei rischia la vita, ogni battaglia potrebbe essere l’ultima. Raccontare in questo caso è sbagliato, al di là della sensibilità dell’autore.
    Anche il discorso della noia non è da gettare del tutto nel campo della soggettività. Mostrare attimo per attimo una normalissima giornata d’ufficio del protagonsta è oggettivamente noioso (e inutile), anche se magari allo scrittore piacerebbe farlo e a qualcuno piacerebbe leggerne.
    Se si ripete a oltranza “è soggettivo”, “de gustibus” e compagnia bella, non si arriva da nessuna parte. Uno deve anche saper distinguere tra gusto personale e valore oggettivo.

  51. 248 Guglielmo

    Quelle che TU ritieni parti importanti, possono non esserlo per il Lettore della Troisi.
    E scusa se te lo faccio notare, ma il tuo punto di vista è arrogante, dà per scontato che i lettori della Troisi, avendo dei gusti diversi dai tuoi, siano stupidi o ignoranti.
    Non ti ha mai sfiorato l’idea che qualcuno potrebbe avere esigenze narrative diverse dalle tue?
    La regola del mostrare non è assoluta, come ammette anche Gamberetta, il suo utilizzo dipende dalla sensibilità dello scrittore e da quello che vuole mostrare.

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    Se quello che mostra provoca piacere nel lettore, l’opera viene apprezzata.

  52. 247 gugand

    @Guglielmo
    Il fatto che un libro sia scritto per un determinato target non significa che sia bello giocare sull’ignoranza o la stupida’ del proprio target per non documentarsi o descrivere approssimativamente parti importanti.
    Il mostrare e non raccontare non e’ solo questione di gusti, ma riconosciuta come regola di buona scrittura. Le regole di buona scrittura non sono assolute, ma quando vengono ignorante continuamente il racconto diventa brutto perche’ alla fine trasparira’ la poca cura posta nel racconto da parte dell’autore e dell’editor. Qualcuno o anche molti potrebbero non notare le mancanze, specie se il linguaggio e’ scorrevole, ma un lettore attento le nota.
    Io ricordo quando lessi la trilogia delle cronache ricordo solo che non mi era piaciuto ed avevo la sensazione che non fosse solo per una trama debole, c’era qualcosa di bassa qualita’ che non percepivo. Leggendo questo blog mi sono fatto un’idea a cosa bisogna fare attenzione ed usando i criteri di gamberetta ho capito cosa non mi piace dei racconti e sono diventato un lettore piu’ consapevole.

  53. 246 Guglielmo

    Scusate il ritardo.
    Ci sarebbero un bel po’ di cose da chiarire, una volta letta la recensione senza farsi fuorviare dalla patina di sarcasmo [che, ricordo, spesso è un efficace mezzo per dividere in pareri opposti senza far riflettere].

    Partiamo però dal romanzo della Troisi: la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Prendendo atto di questo, e mettendosi il cuore in pace, una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.
    In un altro tuo post hai scritto:

    “Non di meno, ci sono anche dei momenti dove è corretto raccontare. È un discorso lungo, ma il discriminante essenziale è la noia. Se quello che dobbiamo mostrare è noioso, è meglio raccontarlo.”

    Sono l’unico a pensare che la NOIA sia un fattore del tutto dipendente dal gusto personale?
    Spero, e immagino, di non essere il solo a pensarla così.
    Il tono e la competenza con cui poni le critiche tendono a mascherare agli occhi di un lettore poco attento le falle piu’ larghe nei tuoi ragionamenti.
    Per esempio, il fatto che la Troisi ignori del tutto l’aspetto marziale di una battaglia – raccontandolo – e si concentri piuttosto sull’eroina che si taglia i capelli – mostrandolo- è una cosa del tutto dipendente dal suo gusto e da quello delle sue lettrici.
    Che come tutte le lettrici di questo mondo, si smaronano di fronte a una battaglia sanguinosa, e invece di eccitano di fronte a una barbie da pettinare.
    Non dovresti considerare il tuo piacere come un fatto oggettivo, prova è il fatto che tu, femmina 18enne, hai gusti diversi dalla maggioranza delle tue coetanee.
    Giuro, in vita mia di ragazze che si esaltassero di fronte a una battaglia ben filmata o scritta o quant’altro ne ho trovate davvero poche, e quelle poche mi ricordavano Vàsquez di Aliens Scontro Finale
    ["Hudson: Ehi Vasquez, ti hanno mai scambiato per un uomo?
    Vasquez: No, e a te?"]

    Stessa cosa vale anche per i pianti di Nihal. Le ragazze piangono.E tanto.
    Niente di male. Sono convito che il 90% delle ragazze, nei panni della protagonista, sottoposte al medesimo stress, reagirebbero nello stesso modo.
    In un certo senso si può dire che la Troisi abbia usato un tocco di verismo nel caratterizzare Nihal [ahahha]

    Per tutte le altre critiche mi trovi d’accordo.
    La coerenza, la cura nel caratterizzare l’ambientazione e la logica sono state completamente sottovalutate dalla Troisi.
    Inesperienza?Inettitudine o semplice disinteresse?
    Perché avrebbe dovuto puntare su aspetti che non le interessavano e sapeva benissimo non sarebbero interessati al suo Lettore?
    Il successo di fatto ha dimostrato che molti lettori hanno trovato piacevole il suo modo di affrontare una storia fantasy [ci possiamo anche fare discussione di alta filosofia su quanto sia importante la pubblicità, ma sono d'accordo su questo punto con Danzieri. Il mercato è in mano soprattutto al passaparola.]

    Lasciando da parte la Troisi e tornando ai punti da chiarire.
    Se accetti la sfida, posso dimostrarti che i punti su cui basi la maggior parte delle tue critiche, da te esaminati qui, sono del tutto fallaci.
    Come? recensendo un classico della narrativa fantasy di R.E. Howard.

  54. 245 Morgante

    Grazie della risposta, Gamberone.
    Beh, dal mio punto di vista sono tranquilla, naturalmene. So di non avere conoscenze, e continuo ad essere rifiutata anche se attraverso un’agenzia, quindi…Mi arrovellavo su una simile domanda, perché dato che le agenzie non sono molte in Italia, è difficile capire com’è sentita la cosa. Chi sbraita contro, chi non le considera proprio, ecc. Non c’è il sistema massiccio degli Stati Uniti, ad esempio. Non so dove l’ho letto, forse in On Writing: mi pare che il concetto fosse “senza un agente, non sperare neppure di poter sfiorare una casa editrice, nemmeno per sbaglio (per le riviste forse è diverso).”
    Qui invece la stragrande maggioranza della gente spedisce e basta.
    Più che questione etica per me, che so bene cosa faccio, diciamo che era una curiosità insistente. Mi chiedevo proprio come viene visto qualcuno che si rivolge a un’agenzia in Italia. Allora pensavo: chi contatta un’agenzia e grazie a quella riesce ad ottenere anche solo che uno stesso libro venga letto due volte, com’è considerato?
    Viene già sbattuto nel grande circo delle raccomandazioni, o è percepita una differenza? Poi è ovvio, dipende tutto dalle case editrici. Anche dall’agenzia me l’hanno detto. La prima, quella di mezzo, e ultima parola è sempre e solo loro.
    Grazie, ciao

  55. 244 gamberone

    x Morgante

    ..uhm…segnalazione o raccomandazione.
    Non volevo darti una conclusione banale subito,ma pensare insieme.

    Dapprima riflettevo : se fra cento opere scritte con simile argomentazione e genere ( un giallo ad esempio) ed equivalente spessore letterario (esempio estremo ma giusto per capirci) tutte frutto di segnalazioni, ce ne fossero una o due raccomandate allora è chiaro che queste ultime avrebbero la meglio e dunque la raccomandazione avrebbe un ruolo di “spinta in più” della sola segnalazione.
    Dopo pensandoci ancora mi dicevo:
    ma le grandi “industrie” editoriali devono far soldi e libri per forza è il loro lavoro.Esse sanno che di capolavori ne escono pochi ogni cent’anni e quindi se dovessero pubblicare solo per segnalazione e/o raccomandazione questo non basterebbe.Devono fiutare l’affare e/o costruirlo.E dunque penso ragioneranno in questo modo:
    tra le tante opere di statura più o meno bassa (o standard per essere gentile) che ci vengono segnalate(neanche inviate magari, perché così tante che vengono subito cestinate), scegliamo quelle che per “argomentazione e genere” pompate con una incredibile pubblicità (e quest’ultima poi dipende dalla forza del gruppo editoriale in questione) si prestano maggiormente a diventare un “reddito quotidiano sicuro”, niente di straordinario ma per sostenerci e sostenere poi le pubblicazioni che riteniamo capolavori poco vendibili nell’immediato o per finanziare altri progetti..ecc. Meglio ancora se l’opera in questione magari è accompagnata da una lettera dell’autore (o parenti o amici o…ecc..) ove dichiara di voler contribuire con una più o meno modesta somma di euro X alla pubblicazione del suo primo libro .Sicuramente (in base alla somma e al gruppo editoriale bersaglio) quell’opera avrebbe più probabilità di essere pubblicata (corretta, ovviamente e/o riscritta ;impacchettata insomma come secondo manuale del caso).Restando in quest’ottica allora il confine fra raccomandazione e segnalazione ha poco senso perché tanto loro pubblicano solo quello che decidono di pubblicare e a modo loro a prescindere.Seguono le loro statistiche di vendita e decidono di pubblicare solo quello che non per contenuto ma per forma (e copertina aggiungerei) e grande pubblicità si presti ad un forte impatto iniziale.Così la gente compra anche solo per curiosità, e noi incassiamo tanto.Quando poi quel pubblico è saturo, facciamo la stessa cosa in altri paesi ( e da qui le varie traduzioni in varie lingue anche indiane o in geroglifico ).Insomma questo è quello che penso del confine tra segnalazione e raccomandazione in termini pratici, cioè : inesistente. Ovviamente questo dal punto di vista dell’editore perché prima della segnalazione e prima della raccomandazione conta cosa sto cercando io,gruppo editoriale,in quel momento e, penso che sicuramente, è solo questo che farò, non altro.

    Per fare un esempio estremo, facciamo finta che il figlio di Mondadori dica al padre:
    -papà, papà, voglio pubblicare il mio racconto del fico secco che va in campagna.

    In questo caso penso che più raccomandato di lui non ce ne sia .

    e il padre da esperto gli dirà:
    - no, no se pubblichiamo dobbiamo vendere.Adesso vanno di moda le guerre e le cronache perciò adesso lascia stare il fico secco e scriviamo insieme un fantasy. Faremo tanti bei disegni e una pubblicità immensa vedrai quanto vendiamo.Magari scegliamo pure un tuo nome d’arte, meglio non farsi riconoscere,no?

    Alla fine che tu sia segnalato o raccomandato faranno sempre e solo i loro affari.

    Ben altra cosa invece,se tu ti poni la questione dal tuo punto di vista come autore.Cioè se vieni pubblicato grazie ad una segnalazione che tu ritieni possa essere qualcosa in più di una semplice segnalazione e dici a te stesso: ma sono stato segnalato o raccomandato?Qual’è il confine fra le due cose per capire come mi devo sentire?
    in questo caso il tuo è un problema etico, di onestà intellettuale nei confronti di te stesso.
    E qui vengo alla risposta apparentemente banale che volevo darti all’inizio e cioè:

    è il pubblico, i lettori che lo stabiliranno leggendo ed esprimendo la loro opinione della tua opera.Ecco,ad esempio se hai scritto un libro e qualcuno scrivesse della tua opera come Gamberetta ha fatto della Troisi mostrando in maniera evidente delle carenze allora io,al posto tuo, non mi sentirei tanto segnalato.Ok?

    Ho scritto molto perché volevo renderti partecipe delle cose che mi son passate per la testa in seguito alla tua domanda.Mi scuso
    se troppo lungo.
    A presto

    PS: x vash: “se sei uomo non risponderai”….hi hi hi hi hi

  56. 243 wewec

    @Morgante. Figurati, dovere XD

  57. 242 Morgante

    E’ quello che penso anch’io, wewec. : )
    Non è il fatto che qualcuno ti appoggi, ma il perché lo fa, e come.
    Siamo d’accordo! Grazie per l’opinione.

  58. 241 wewec

    @golaprofonda. Già, ma come Gamberetta insegna, l’educazione nelle maniere è apprezzabile, l’educazione intellettuale è fondamentale. Comunque puntualizzo che non era mia intenzione prendermela con te, quanto sottolineare come la tua ipotesi, priva di una concreta dimostrazione, si trovasse ad essere un attacco fino a stesso: magari fatto assodato per te, ma non giudicabile da parte di chi con conoscesse la tua medesima fonte certa.
    Se poi il tuo scopo era unicamente quello di sollevare il dubbio sulla paternità dei libri della Trosi, be, allora niente in contrario: è sicuramente un’ipotesi come un’altra, anche se continua non spiegarmi da dove siano arrivate quelle 600.000mila copie vendute.

    @Gamberone. Si, potrebbe essere sia scema che raccomandata, ma per dare peso ad un’affermazione del genere sarebbe necessario poterla prima dimostrare.

    @Morgante. Non sono un esperto nel campo, ma credo che la sottile linea di demarcazione fra raccomandazione e segnalazione stia nella loro origine: se un lavoro viene segnalato perchè ritenuto meritevole sul piano tecnico allora è proprio una segnalazione, se lo si fa per amicizia o dietro compenso allora sfocia nella raccomandazione ( ma chiaramente è una distinzione in via molto teorica XD )

  59. 240 vash

    o scusami piccolino gamberone
    “e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te”

    ma , riscrivilo così poi ci penso

    questo conferma quanto tu sia infantile!!!

    Non mi sembra che gamberetta abbia mai detto di disprezzare la Torisi ma i suoi operati!
    sei solo te che ti sei abbassato a offenderla di persona!
    …ma quanto sei lecca culo????
    Non trovi Gamberetta?

    se sei uomo non risponderai.se sei un bambino ti renderai ancora + ridicolo!

  60. 239 Morgante

    Io avrei una domanda, da un po’ di tempo…per chiunque abbia voglia di rispondere.
    Non saprei in che altro “spazio” farla, spero di non andare fuori tema: mi chiedo quale sia il confine tra segnalazione e raccomandazione. Se è un’agenzia che riesce a farti ottenere una pubblicazione, è segnalazione, no?
    Mi spiego: parlo della mia esperienza. Nella mia prima ricerca di case editrici, mi è stato richiesto il manoscritto da un paio di case editrici, e poi è stato rifiutato. A quel punto ho riscritto il libro, l’ho rivoltato come un calzino, perché poteva e doveva migliorare, molto.
    Ho contattato un’agenzia, che ha valutato il libro, ha accettato di rappresentarmi, mi ha fatto fare altre due revisioni complete, con riletture comprese (la prima pagata, e l’ultima, ed ennesima : ) , no). Allora ha preso contatti con delle case editrici; tra quelle anche le due già contattate da me (ho informato prima della cosa, chiedendo se si poteva rifare un tentativo, giusto per orgoglio).
    Una delle due ha risposto, dicendo che sapeva di aver rifiutato il manoscritto tempo prima, e che lo avrebbe riletto solo se si garantivano sostanziali modifiche. In effetti, nel frattempo il libro ha perso 200 pagine e subito 3 riscritture…L’editor con cui ho lavorato ha spedito la scheda tecnica sul libro, e la casa editrice ha accettato una seconda valutazione.
    La mia domanda è questa (mi logora, in realtà): nel caso incredibile e molto improbabile che la casa editrice accetti il mio libro o anche solo il fatto che abbia accettato di leggerlo una seconda volta è così brutto?
    Dove finisce la raccomandazione, con la sua aura sgradevole, e dove inizia la repubblica delle legittime segnalazioni?
    Grazie a chiunque mi darà un’opinione.

  61. 238 golaprofonda

    Caro wewec, sarò pure stata maleducata concettualmente ma non formalmente :-) Ok, passami la stoccata. Comunque, mai preteso di godere dello stesso credito di Gamberetta con le sue critiche supportate da un’analisi dettagliata e comprovata del testo. Diciamo e, per rispondere anche a gugand, ovvio che sono intervenuta sulla falsa riga di Gamberetta che si interrogava sulla fortuna della Troisi. Non penso neanche che la Mondadori faccia qualcosa di illegale, però, chiamatemi l’ultima romantica, trovo il suo gioco immorale. Secondo me c’è una bella differenza tra vendere panini farciti e libri… Sono sicurissima che molti si siano interrogati sulla fortuna strabiliante di certi autori e magari in buona fede, credano davvero alle storielle che ci rifilano. Il mio intervento voleva creare qualche dubbio anche soltanto in una persona. Se ci sono riuscita mi basta. Poi tutti gli altri possono pure ritenere che il mio attacco sia stato ingiustificato e maleducato perché non supportato da prove tangibili. Scusate se sono stata politically incorrect…

  62. 237 gamberone

    lo so,lo so non avevo alcuna intenzione di riempire il blog coi miei interventi ma sento il dovere di dire che :
    solo adesso ho letto l’articolo riguardante la politica dei commenti :(
    E’ scritto in grande e rosso ma NON AVEVO LETTO.Ora si e, mi scuso anticipatamente dei miei “fuoriargomento”.Non accadrà più, giuro.

    Per rimediare : Gamberetta dice di disprezzare la Troisi ed io sono d’accordo.Il problema è che la Troisi potrebbe essere sia scema, disonesta che raccomandata. Non trovi Gamberetta ?

    saluti a tutti

  63. 236 gamberone

    ..dimenticavo, una precisazione

    ho sempre scritto in molti forum perciò sono abituato ad usare tale termine anche nel saluto…perdonate se potete (ma la sostanza non cambia)

    ciao blog

  64. 235 gamberone

    x wewec

    vedo che i tuoi toni sono tornati “leggibili” e questo è quello che ti facevo osservare, non altro.

    x vash:

    “ti stai contraddicendo in una maniera straordinaria!”

    dimmi dove.

    “te la stai prendendo con wewec…te la sei presa perché ha precisato le differenze tra forum e blog e tu testardamente ti offendi ”

    ci vuole ben altro per offendermi e credimi sono altri i motivi per cui gli rispondo.Basta che tu rilegga “bene” quello su scritto.

    “metti in mezzo calvino”

    non l’ho messo io

    “e tu ti abbassi a fare il grande moralista con battute di bassa lega?”

    perdon, quando avrò capito meglio di che materiale hai bisogno mi impegnerò di più.

    “so che vuoi atteggiarti a grande uomo cercando vocaboli forbiti ma ti rendi ridicolo ”

    azz, io sto scrivendo nel modo più naturale possibile.bhò!?

    “poi quanto lecchinaggio fai dai!”

    si, infatti sto sperando di vincere il premio

    “e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te”

    ma , riscrivilo così poi ci penso

    Comunque, non sono venuto qui dentro a fare le guerre perciò mi fermo,solo..un pochino più di calma e serenità per piacere

  65. 234 vash

    ma dove siamo finiti?
    @Gamberone
    carissimo e STIMATISSIMO mi vuoi spiegare cosa diavolo vai dicendo?
    ti stai contraddicendo in una maniera straordinaria!
    quindi ti prego fermati, rileggi oggettivamente quello che hai scritto e rifletti!
    te la stai prendendo con wewec…te la sei presa perché ha precisato le differenze tra forum e blog e tu testardamente ti offendi
    ti ha risposto a modo!
    ti stai comportando da bambino…metti in mezzo calvino
    ha solo riportato il pensiero calviniano non calvino stesso
    tutte cose che puoi trovare su un qualsiasi libro di scuola
    e tu ti abbassi a fare il grande moralista con battute di bassa lega?
    so che vuoi atteggiarti a grande uomo cercando vocaboli forbiti ma ti rendi ridicolo
    poi quanto lecchinaggio fai dai!
    rifletti e torna da noi quando sarai convinto!!!

    e ricordati io nn ti vluterò mai ma le tu e azione parlano per te

  66. 233 wewec

    @Gamberone. Ma ci sei o ci fai?! Va bon, non ho né la forza né la pazienza per continuare a darti retta: continua pure a ridere dei fatti e a sparare boiate, che tanto l’importante è non annoiare con le sottili differenze.

  67. 232 wewec

    @golaprofonda. Parlando di ridicolizzare il lavoro di Gamberetta mi riferivo a Gamberone, non a te: non è la questione del ghost writing il problema, quanto l’idea che in virtù del diritto di parola ogni affermazione assuma la medesima dignità intellettuale, indipendentemente dalla realtà dei fatti. Per restare in tema, concordo che tu possa liberamente andare in giro a dire che la Troisi è un’aliena ( diritto sacrosanto ), ma allo stesso tempo non puoi nemmeno pensare che a questa idea debba essere dato il medesimo peso riservato ad un’altra: in sostanza, parallelamente al diritto di fare un affermazione va il diritto di darvi credito unicamente se questa si rivela sensata ( ossia, nel tuo caso, l’idea che la Troisi non abbia scritto i suoi libri acquista valore solo se supportata da fatti: se per questioni di privacy non puoi fare nomi allora la tua ipotesi rimane purtroppo infondata ). Poi è chiaro che resta legittimo formulare ipotesi anche in assenza di prove a loro sostegno, eppure questa, all’interno di una discussione fra persone assennate, è a mio parere una grave forma di maleducazione concettuale.

  68. 231 gamberone

    x wewec

    ..aò…allora sei de coccio!!

    Punto primo:

    come già detto ( e ripeto per fartici arrivare prima ), non ho mai avallato la “rivelazione ” di golaprofonda. Addò l’hai letto?Ho solo detto che tutto è possibile!Dire che secondo me è stata attaccata in malo modo a tuo avviso significa appoggiarne la possibile favola?Ma leggi solo Calvino?Un po di logica ti farebbe meglio secondo me, ne avresti bisogno.

    Dove avrei scritto che per me lei non è l’autrice di quelle boiate? E dove avrei scritto che un ghost writer ne avrebbe reso più chiara l’ascesa?Che fai, fantasy?Ed è per te addirittura la cosa più assurda che, guarda caso non ho mai detto ! sdoing !

    punto secondo:

    Vista la tua recidività , te lo ripeto: ho criticato il modo di attaccare chi dice una sua opinione, favola, stupidaggine, invenzione.
    Ti è chiaro? riesci ad arrivarci? E poi non farmi ridere con questa questione delle prove!Cosa dovrebbe dirti o darti golaprofonda? E soprattutto come e dove?ma và…..

    punto terzo:

    giusto per chiarezza, vai su wikipedia e:

    ” Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. ”

    risparmiaci se puoi le sottili differenze fra concetti affini…non essere “pesante”.

    Solo una delle cose che hai scritto è vera:
    io appoggio in pieno la recensione di Gamberetta, non mi serve per ora aggiungere altro alle sue osservazioni.E’ così completo quello che ha scritto!

    PS: a proposito di Calvino, sempre i miei complimenti.

    Ciao forum , a prestissimo

  69. 230 gugand

    @golaprofonda
    Quando gamberetta mostra dei dubbi sulla “fortuna” implicitamente dice anche quello che dici tu, nel senso che la cosa non e’ credibile.
    Non va oltre perche’ anche se chiunque si e’ immaginato anche uno scenario simile a quello descritto da te non ha prove per affermarlo.
    Senza prove e’ calunnia, inoltre la Mondadori e la Troisi non hanno violato nessuna legge, anche avendo fatto quello che dici tu. Questo non toglie che e’ una cosa schifosa lo stesso.

  70. 229 golaprofonda

    wewec, non ho mai inteso dire che il lavoro di Gamberetta è inutile, anzi. Lei opera una critica del testo, io semplicemente ho inserito un tassello del contesto. Le due cose non si escludono mi pare. E’ come se un critico cinematografico commentasse un film americano senza avere idea di come funzionano le major… Non mi pare che Gamberetta lo faccia. Mi permetto di dire che credo che anche Gamberone intendesse questo e che il suo intervento fosse rivolto a sostenere una più ampia libertà di parola e di opinione anche nel dire stupidaggini. Anche se sostenessi che la Troisi è un alieno venuto sulla Terra per colonizzare la nostra mente con le sue boiate, avrei tutto il diritto di dirlo, così come tu hai tutto il diritto di contestarlo ma sempre con una certa educazione.
    Comunque, per quanto riguarda il ghost writer dietro la Troisi o chi che sia, scusa, ma non ti fa arrabbiare? A me sì. Mi irrita essere presa in giro dalle favolette sdolcinate che ci propinano stile american dream. Giovane quindicenne scrive libro: subito successo, libro fotocopiato dai ragazzi romani (vedi Moccia): subito successo, ventenne scrive un fantasy: subito successo. Beh, io non ci credo! Ma a chi vogliono darla a bere? Per questo mi sono informata con chi di dovere visto che ne ho la possibilità, e per questo mi sembra più convincente il fatto che Mondadori abbia investito migliaia di euro su un nome noto piuttosto che su un’emerita sconosciuta! E poi, vuoi che nel maremagnum degli scrittori di fantasy non ce ne fosse stato uno che scriveva meglio di lei? Questa sì che sarebbe ua fortuna sfacciata… anche se progettavano già da tempo di lanciare sul mercato il genere visto il successo dei film di Jackson? Boh, io e questa idea che contesto e mi scandalizza molto di più rispetto alle quindicenni che trovano Twilight l’opera più bella del mondo. Non so voi ma io a quindici anni non è che avessi questi gusti raffinati.
    Morgante, probabilmente hai ragione tu, è vero, ho avuto una caduta di stile, ma mi crediate o no, questa è la prima volta che scrivo in un blog, forum, quel che è e, probabilmente, l’ho fatto con un po’ troppa ingenuità… Ho fatto quell’intervento perché avevo un’informazione che pensavo potesse interessare a qualcuno non perché la Troisi è un personaggio pubblico sul quale mi piace sparare.

  71. 228 Morgante

    Certo, Golaprofonda,
    ovvio che il mio intento non era di offenderti. Tu ce l’hai col sistema, e io non accettavo quella che per me è la solita “soffiata” senza possibilità di riscontro, (di solito sono quelle a cui purtroppo qualcuno crede sempre). Che poi tu sia un’ottima persona in qualunque altro frangente, benissimo, non lo metto in dubbio. Per me, quello era un brutto scivolone. Mi sono sempre riferita a quello, mi hai fatto tristezza per quell’intervento. Questo intendevo.
    Dici che non puoi fare il nome di questa persona, ma quello della Troisi non hai avuto alcun problema a farlo, no? Questo per me è inelegante.
    Il fatto che qualcuno sia un “personaggio pubblico”, non vuol dire che sia un bersaglio mobile a cui si può lasciare un codazzo di illazioni, e supposizioni poco gentili e inutili…a meno che non le si dimostri. Non dico affatto che le persone “note” siano intoccabili, non sia mai! Ma non è nemmeno giusto fare insinuazioni, solo perché sono bersagli più grossi degli altri e in qualche modo li si colpisce lo stesso, mentre noi si rimane serenamente nell’anonimato, Fonti incluse.
    O si va fino in fondo, o per me è un pettegolezzo da comari, e privo di stile. Gamberetta all’inizio di questo articolo mostra un’intervista dell’autrice, e parte da lì, poi altrove riprende frasi sempre dell’autrice, o dell’editor che l’ha scoperta, e riparte di nuovo da lì.
    M è sembrato tanto che tu sparassi, e poi nascondessi la pistola. Ho estremizzato, lo so, ma tanto per intenderci.
    Spero che questo intervento chiarisca la mia posizione e che non ci resti male. Ok? Come ho detto, e credo che tu l’abbia già capito, ho attaccato solo i contenuti, perché non li condividevo affatto. Solo questo.
    Ciao

  72. 227 wewec

    @Gamberone. Quello che mi fa incazzare nelle affermazioni tue e di golaprofonda è il fatto che non venga criticata come scrittrice, ma si arrivi ad insinuare ( e questo per me significa andare sul personale ) che non sia nemmeno lei l’autrice di quelle che poi sono indubbiamente delle boiate, non solo senza portare delle prove a sostegno di tale tesi, ma addirittura ammettendo nel tuo caso la volontà a priori di sputtanarla, così, tanto per fare ( citavo Calvino perché sostenitore della necessaria onestà intellettuale dello scrittore, poi nello specifico non parlo con i morti XD ).
    La cosa più assurda poi è il fatto che l’idea di un ghost writer ti renda d’un tratto più chiara l’”ascesa” della Troisi. Perché, se delle cazzate le scrive una sconosciuta non regge ma se le scrive uno famoso dietro la figura di una sconosciuta allora è comprensibile? Sarà, ma per me tra un caso e l’altro non cambia proprio niente: la colpa resta comunque di un pubblico che apprezza simili standard qualitativi e di un editoria che se ne approfitta.
    Vedi, non mi interessa dei toni che usi, quanto dei concetti che esprimi: è indifferente che esalti le recensioni di Gamberetta, se poi consideri superflui e “da amico della Troisi” i criteri su cui si fondano, così come è inutile affermare che non ti sia antipatica personalmente, se poi avvalli ogni “bizzarra teoria” che gira su di lei.

    @golaprofonda. Bon, scusa se me la sono presa con te senza motivo: condivido l’irritazione per il sistema editoriale, ma d’altra parte l’insinuazione su come la Troisi si fosse guadagnata il nome in copertina mi era sembrata una cattiveria veramente gratuita.

    P.S. Gamberone, questo è un blog, non un forum. Oh, e riguardo all’umiltà, be, mi sembra ovvio che Calvino sarebbe onorato di pensarla come me XD

  73. 226 golaprofonda

    Beh, Morgante, mi sono sentita offesa e attaccata sul personale. Le tue risposte implicavano la certezza di una cattiva fede da parte mia e tu non mi conosci, così come non ho mai avuto il piacere di sedere a tavola con wewec. Se così fosse, non avrei alcun problema a rivelarvi il nome del mio amico, ma siamo in uno spazio pubblico e il nome che farei è il suo non il mio. Questo concetto non mi sembra difficile da capire.
    Seconda cosa, come dice bene Gamberone, il mio non era un attacco PERSONALE alla Troisi, forse sono stata fraintesa e mi scuso con tutti quelli che ne possono essere rimasti offesi. Non sto rimescolando le carte in tavola ma, se leggete bene i miei post, forse capirete che la cosa che a me personalmente fa arrabbiare è il SISTEMA. Che si tratti della Troisi o di chiunque altro per me è UGUALE. Mi dispiace, forse sono cinica, ma non credo nella fortuna (così come non mi è sembrato crederci neanche Gamberetta). Penso che se nel 2008 Tolkien proponesse, come giovane scrittore esordiente, Il Signore degli Anelli alla Mondadori, così come ad altre case editrici, diciamo “importanti”, verrebbe ignorato. QUESTO mi indigna. Poi, sono sicura che se uno è bravo, comunque trova il modo con fatica e con tanta e tanta gavetta di emergere.

  74. 225 Morgante

    Ho capito, Gamberone.
    La tua posizione è più chiara, adesso. Resto comunque anch’io della mia opinione. Certe risposte accalorate seguivano un’insinuazione che (parlo per me) ho trovato di cattivo gusto e maligna, e soprattutto lasciava il tempo che trovava: insomma, il solito sassolino lanciato, e zampa che subito si nasconde dietro la schiena.
    Solo per questo ho reagito in modo deciso. Naturalmente questa è la mia opinione e il mio modo di reagire, che a te può non piacere. Ma come tu stesso dici a Golaprofonda, di dire sempre e tranquillamente quel che vuole, anch’io ho il diritto di replicare. E ad un’insinuazione maligna (sempre per me, è ovvio, siamo nel mondo delle opinioni), mi sento di replicare come sento più giusto. Non ho offeso nessuno. Semmai è sulla Troisi che si dicono spesso cose inutili. Ci siamo spiegati.

  75. 224 gamberone

    x morgante:

    “se la difendi sei per forza una sua fan”

    non è certo la mia teoria in generale, parlavo solo dei toni usati in alcuni post che ho avvertito particolarmente ed immotivatamente “cattivi”.Immotivatamente cattivi a meno che certe affermazioni non ti tocchino veramente al “cuore”.Si possono dire le cose in altro modo penso.

    “Anche tu credi che per essere pubblicati occorra sempre e per forza qualche conoscenza? (Non è sarcasmo, è una vera domanda). Dato che era uno dei temi dell’articolo, le tue ipotesi quali sono?”

    Sempre e per forza è solo la morte.Le mie ipotesi sono che era il momento giusto per il pubblico e c’erano le conoscenze giuste per la Troisi.Molto banalmente e tragicamente.

    x wewec

    ” Gamberone, ma che diavolo vuol dire ” è tutta roba buona!”?!Che concetto grottesco e ridicolo! Come dire che l’intero lavoro svolto da Gamberetta fino ad adesso è fatica buttata nel cesso, tanto mostrare e argomentare sono perdite tempo, l’importante è dare tutti insieme addosso a qualcuno e al diavolo l’onestà! ”

    We we, calmati.E che è! Non so quanti anni hai ma, potresti anche avere un infarto.in fondo in fondo qui siamo in un forum per parlare.Nessuno butta niente nel bagno (cesso mi sa di scostumatezza), questo forum mi piace e il lavoro di Gamberetta è fantastico.No, no, non mi piace dare addosso senza motivo e in maniera disonesta, non ti preoccupare.

    “…una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse”,?! Be, Francis Bacon sarebbe fiero di te, ma a quest’ora il povero Calvino si starà rivoltando nella tomba! ”

    Conosci così bene il “povero” Calvino che sai come reagirebbe ad una mia frase?Mi congratulo per l’umiltà .
    A sparare addosso alla gente mi sembri tu a dire il vero .!!

    ” Non capisco: da quanto sfottere la Troisi è diventato così di moda da rendere d’un tratto superflua la realtà dei fatti?! È veramente una persona talmente antipatica da giustificarne l’aggressione personale, al di là della qualità dei suoi libri? O siamo forse di fronte ad uno sparare alla cieca nella speranza di colpire comunque qualcuno? ”

    1) Io non ho avallato la “rivelazione” di golaprofonda (anche se nella vita tutto può accadere) ma non mi è piaciuto come è stata trattata e l’ho detto!
    2) a me non è antipatica la Troisi (non la conosco) e non la sto “aggredendo” come persona ma , al limite (se vuoi vedere dell’aggressione da qualche parte), come scrittrice (mondadori inclusa).Da questo punto di vista mi sembra non essere solo (pensa a Gamberetta ad esempio…) , non credi?non vedi?
    E siccome qualcuno dà un’ipotesi bizzarra della sua “ascesa” tu impazzisci di rabbia e getti panico? ma dai…ma sei nel forum sbagliato per caso?
    3) attenzione a non sparare alla cieca, si diventa BIMBIMINKIA. La realtà dei fatti (inspiegabili ed inaccettabili) è fin troppo chiara,evidente, drammatica.Io non ho mai perso di vista il suo non essere superflua :)

    x golaprofonda

    prego, figurati.Dì quello che pensi tranquillamente e quello che sai, tanto non accadrà nulla.Ci si preoccupa di una ipotesi o di una invenzione ?

    Ma su….Ma da quando è successo questo nel web?Dove sn stato?

    (NB: chiaro riferimento a bimbiminkia)

  76. 223 Francesca B.

    Ho seguito il tuo consiglio, Vincent Law, ed ho preferito ridere anzichè piangere pensando alla veridicità delle affermazioni!

  77. 222 Vincent Law

    Provate a cercare “bimbominkia”, “Twilight” o “Tokio Hotel” :]

  78. 221 wewec

    @Morgante. Scusa, credevo di aver inserito nell’ultimo post anche un link alla pagina di Nonciclopedia. Comunque bimbominkia si usa in generale per indicare chi difende od attacca qualcosa in maniera isterica e dogmatica, ignorando fatti e argomentazioni.

  79. 220 Sandy85

    Figurati, sempre un piacere delineare le caratteristiche dei vari gruppetti di inernet (e non solo, perché ci sono anche nella vita reale questi tipi)^^
    Comunque, se ti può consolare, c’è anche altra gente che non sa dell’esistenza di determinate categorie, anch’io il più delle volte non so cosa voglia dire il nome che indica un determinato gruppo, quindi non sentirti così vecchia^^

  80. 219 Morgante

    Sandy,
    la tua descrizione non lascia alcuna speranza! Il mondo di internet è proprio crudele.
    Forse avevo già chiesto una volta questa cosa, ma ora non lo scorderò più. Non navigo molto, non avevo bene idea che tra i navigatori ci fossero delle “categorie” così specifiche, che si riconoscono appena le incontri. Sono ancora al giurassico…a parte fighetto, o tirone, o sfigato, io non ero ancora andata. Mi si è aperto un abisso sotto gli occhi. Grazie, Sandy.
    Caparezza dice: “sull’orlo di un burrone, avrei bisogno di una spinta”.

    Vado a riposare in pace.

  81. 218 Sandy85

    I bimbiminkia sono tutti quei ragazzini (e non, in certi caso sono anche quarant’enni) che amano una cosa perché va di moda, scrivono in sms-ese e si offendono a morte se gli dici di tradurre in una lingua meno sconosciuta, visto che ti reputano un matusa anche se hai uno o due anni più di loro, si credono tanto maturi ma sono solo esseri privi di personalità. Emo convinti anche se non sanno cosa voglia dire essere emo; adorano libri come Twilight (e infatti nei commenti alla critica di Gamberetta si sono presentate tante bimbeminkia) e quelli della Troisi o Moccia perché per loro sono il meglio, sono i più grandi scrittori viventi e se gli dici “Ma vai a leggerti Leopardi” ti possono anche rispondere “Nn mi pccno animals grss & pls” (scusate ancora per il mio sms-ese, ma non sono laureata in bimbiminkiaggine). Si strappano i capelli quando vedeno i Tokio Hotel alla tv e pensano che le loro canzoni arrivate in Italia siano le migliori che hanno mai ascoltato, ma se gli chiedi se conoscono i Queen (o altri che hanno fatto la storia della musica) la loro sicurezza vacilla e ti rispondono male.
    Per saperne di più ti conviene fare un giro su Nonciclopedia, almeno ti fai due risate^^ (anche perché mi sa che ho dimenticato più di qualche punto distintivo).

  82. 217 wewec

    @Morgante. Agguerrito, prego ( si, lo so, il nick non è molto di aiuto XD )

  83. 216 Morgante

    @wewec
    : ) Sei davvero agguerrita!
    Scusate l’ignoranza, ma…cosa sono i bimbiminkia?

  84. 215 wewec

    Gamberone, ma che diavolo vuol dire ” è tutta roba buona!”?! Che concetto grottesco e ridicolo! Come dire che l’intero lavoro svolto da Gamberetta fino ad adesso è fatica buttata nel cesso, tanto mostrare e argomentare sono perdite tempo, l’importante è dare tutti insieme addosso a qualcuno e al diavolo l’onestà!
    No, mi dispiace ma una simile linea di condotta non coincide con lo spirito di questo blog, quanto piuttosto con quello di una fan della Meyer che sbraita isterica perchè qualcuno le ha toccato il suo Twilight: è un atteggiamento sterile e dogmatico, da estremista esaltato che rifiuta qualunque argomentazione e confronto pur di rimanere arroccato sulle sue posizioni.
    “…una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse”,?! Be, Francis Bacon sarebbe fiero di te, ma a quest’ora il povero Calvino si starà rivoltando nella tomba! Non capisco: da quanto sfottere la Troisi è diventato così di moda da rendere d’un tratto superflua la realtà dei fatti?! È veramente una persona talmente antipatica da giustificarne l’aggressione personale, al di là della qualità dei suoi libri? O siamo forse di fronte ad uno sparare alla cieca nella speranza di colpire comunque qualcuno?
    Non so voi, ma io inizio a temere che i bimbiminkia siano ormai alle porte, e tremo.

  85. 214 golaprofonda

    Grazie Gamberone!

  86. 213 Morgante

    Un’ora dopo…

    Scusate, quando scrivo di mattina sono sempre di cattivo umore. Ho usato un tono un po’ troppo stizzito. Volevo chiederti, Gamberone, tu cosa ne pensi allora? Anche tu credi che per essere pubblicati occorra sempre e per forza qualche conoscenza? (Non è sarcasmo, è una vera domanda). Dato che era uno dei temi dell’articolo, le tue ipotesi quali sono?

    P.S.
    Ho letto proprio ieri un articolo, era citato in un link, non ricordo dove l’ho scovato, di un certo Luca Oleastri che diceva di aver lavorato nel mondo dell’editoria, e che appunto secondo la sua esperienza, bisogna necessariamente avere delle conoscenze per essere pubblicati.
    Leggere quell’articolo mi ha resto infinitamente triste e scoraggiata. Se fosse davvero così… : (

    Come diceva Fox Mulder: Io Voglio credere (che non sia così).

  87. 212 Morgante

    Bah, io non sono la Troisi, ho dato un’occhiata ai suoi libri, e non mi hanno attirata. In più leggendo questo blog, non mi è venuta la curiosità di leggerli. Allora? Crolla già la teoria tipo: “se la difendi sei per forza una sua fan?”
    Si fosse trattato d’altri, avrei detto le stesse cose: parlare di stile, di refusi, problemi di editing, sviste grosse o piccole, mancanze presunte o vere di documentazione (basandosi di solito su dichiarazioni degli autori stessi), per me è questo parlare di letteratura e libri. Della Troisi io non ho nessuna opinione, perché non l’ho letta, e anche se leggo queste recensioni, la mia opinione potrebbe esseri solo se vedessi con i miei occhi quelle opere.
    Comunque, questo sito mi piace, anche anche quando Gamberetta ipotizza le ragioni di una pubblicazione, perché anche questo è giusto, sono d’accordo: ma almeno cita frasi dell’autrice, per ricostruire il suo possibile percorso. Puoi avercelo sotto gli occhi, il materiale che si discute. E viene direttamente dall’autore.
    Ecco: quando si parla di qualcosa, per me si devono mostrare le fonti, ci si documenta, così ognuno si fa poi un’opinione. Qui di solito si parla proprio di commenti di autori, di brani tratti da interviste…
    Si Cita, però, per dio! Non si parla di aria fritta!
    Dar retta ai solti pettegolezzi di corridoio, supportati dal niente (Fonti Certe, però non sia mai che siano dichiarate e verificate), per me è semplicemente come leggere una sciocca rivista da spiaggia.
    Tutto qui. Della storia di querele o altro io me ne infischio, non mi interessa: per me è solo una questione di buon gusto. A ognuno poi il suo.

  88. 211 gamberone

    Francamente, sento più volte ripetere la stessa domanda :
    come ha fatto a vendere tante copie?
    Ma l’abbiamo capito che è tutta una questione di pubblicità! Non vedo perché si continui a porre la stessa domanda!

    La cosa interessante invece è analizzare le cavolate scritte in quei libri e farsi tante tristi risate come gamberetta ci sta facendo fare.

    Ancora più importante è che ci sia questo forum dove chiunque può leggere le opinioni dei “consumatori” ed esprimere la sua (anche l’autrice medesima e quindi il suo esercito di “difensori” e la Mondadori stessa).Almeno questo si è liberi di farlo e menomale!!

    *******VIVA GAMBERETTA E VIVA QUESTO FORUM …..alla faccia dei libracci e dei finti scrittori pompati (che però ahimè si fanno un sacco di soldi) ma almeno li sputtaniamo, no? non se la possono cavare con la “gloria” immeritata, ma devono poter passare anche nel nostro piccolo mare.
    Il web, almeno per ora, è davvero più libero,vero e pieno degli altri media.Siamo piccoli?pochi?sconosciuti?Ma ci siamo e diciamo: NON CI PIACCIONO LE BUFALE CHE CI PROPINATE E CI VOLETE PER FORZA VENDERE!

    Infine aggiungo che, non mi è piaciuto molto come è stata trattata una certa golaprofonda che prima ha scritto.
    Non mi meraviglierei se ad attaccarla così ingiustificatamente sia stata la stessa Licia Troisi (in incognito) o il marito o i nipotini o un altro parente difensore stretto (magari della/nella Mondadori ad esempio), perchè nessun altro avrebbe usato quei toni e quella venatura di “rancore”.
    Ma di quale querela si parla, è tutta roba buona! Anzi vi dico che se così non fosse dovrebbero arrestare quasi tutti e chiudere la maggior parte dei forum.Ma andate….da Licia,per favore!

    Volete capire che alla meraviglia di tali “edizioni” si deve per forza contrapporre una meravigliosa varietà di ipotesi anche insulse?Non vi lamentate e parlate, parlate …senza attaccare ne offendere però, tanto vi si becca “rosiconi della verità”.

    ciao Gamberetta, ciao forum….sto aspettando le altre recensioni per altre nottate di risate.

  89. 210 Morgante

    Golaprofonda,
    wewec ha già detto tutto quello che penso.

    Adieu

  90. 209 wewec

    @golaprofonda. No, questo è semplicemente ridicolo! Ora non puoi rimescolare le carte in tavola fingendo di aver solamente espresso un parere: hai formulato un’accusa meschina ( per non dire veramente stronza ) tirando in ballo “fonti certe all’interno della Mondadori”! Questo è ingiusto e crudele, oltre che del tutto fuori luogo rispetto all’argomento del blog! Ora smettila di rettificare per pararti il culo e chiudila qui!

  91. 208 golaprofonda

    perdona Morgante, ma a questo punto non riesco d’avvero a capire questo tuo accanimento.
    Punto primo, a me personalmente non viene in tasca assolutamente niente nel parlare della Troisi o chiunque altro…
    Punto secondo, la discussione mi sembrava interessante sul perché e sul percome uno viene pubblicato. Semplicemente ho riferito una cosa che ho sentito e, perdonami se non faccio nomi ma non mi pare proprio il caso.
    Punto terzo, ma scusa, se tu hai una relazione stabile con uno e questo ti chiede di usare il tuo nome per pubblicare una cosa perché, magari non può usare il suo, non la vedo come una cosa così schifosa… non è sicuramente onesta ma mica ha ammazzato sua madre. Secondo me è peggio se una ha scritto un libro e poi la dà all’editore solo per farlo pubblicare…
    non ho mai inteso dire che la Troisi si sia venduta, anzi…
    Punto quarto, io non ti ho offeso personalmente per cui non vedo per quale motivo tu lo debba fare.
    Ripeto, a me non viene in tasca niente se Paolini, Camilleri o King scrivono di loro pugno i libri o no, ognuno è libero di pensare quello che vuole.

  92. 207 Morgante

    Anzi, no,
    concludo adesso.
    Quello che hai insinuato era pure più bieco (e da veri fessi, senza speranze): la Troisi neanche si vende per pubblicare cose scritte da lei, si vende anche solo per vedere il proprio nome in cima a una copertina. Fai una gran tristezza, davvero. Torna a guardare la tv, te lo auguro di cuore.

  93. 206 Morgante

    Anch’io torno un’ultima volta sulla questione.
    Golaprofonda, un conto è il ghostwriting, un conto è quello che hai chiaramente insinuato tu, parlando addirittura di fonti sicure interne alla Mondadori che parlavano di sesso fra la Troisi e qualche Innominato personaggio all’interno della casa editrice, come UNICA motivazione della sua pubblicazione.
    Cosa ti aspetti di sollevare, buttando lì un’insinuazione così meschina? Non stare a rimestare o a rigirar le parole agganciandoti a ipotesi (ben più sensate) di altri, per salvarti dalla scemenza che hai detto. Evita, perché, perdonami, ma hai già fatto una figura pietosa. Il silenzio è più elegante, a questo punto.

    Ho concluso.

  94. 205 golaprofonda

    Ok, ci ritorno su ancora una volta e poi basta, anche perché non pensavo proprio di sollevare questo polverone. Ma, Troisi a parte (che a questo punto ripeto a scanso di equivoci e per non inguaiare nessuno è sicuramente l’unica autrice dei Le Cronache…), non avete mai sentito parlare di Ghostwriter? Non è che me li sono inventati io, è un fatto che esistano. Mi sembra piuttosto ingenuo credere che tutto ciò che esce sulla carta stampata sia stato scritto dall’autore che è in copertina. E questo è un fatto, non sono io che lo dico e vale sia per scrittori maschi che per le femmine. Lo stesso Paolini, sono sicura che Eragon e seguito l’abbia scritto tutto lui, però, obbiettivamente a quindici anni, credo che l’editing, anche piuttosto massiccio, glielo abbiano fatto. Poi, sono d’accordo che il problema non è chi scrive ma come mai ste ciofecche vendono. In linea di principio uno pensa che, per quanto l’autore possa avere il culo parato da raccomandazioni, pubblicità, ecc… se scrive male non dovrebbe vendere una copia. Punto, e su questo sono d’accordo.

    Per quanto riguarda l’avvenenza fisica delle scrittrici fantasy… beh, la Rowling mi sembra una bella signora, no? E lei sì che è pure brava!

  95. 204 Aletheia Loki

    @Carraronan
    Se sei grande, grosso e barbuto devi metterti a scrivere MINIMO una saga da 10 libri. Ma è il minimo sindacale,sia chiaro. Più sono meglio è.
    Comunque, dopo aver iniziato a scrivere almeno 15 volte ed essermi sempre arenata in prossimità del capitolo 5 (il mio attuale ragazzo la chiama “La maledizione del quinto capitolo”) mi sono data come ragione che, considerando che rispetto a tante scrittrici di fantasy io sia piuttosto carina, l’universo non può permettermi di scrivere. u_ù Dev’essere una cosa contro natura…
    Sigh.

  96. 203 Stefano

    Mi sento di appoggiare l’interpretazione di Paolo che coincide perfettamente con l’idea che mi sono fatto della questione.

  97. 202 Morgante

    Hm,
    la storia dell’autore paravento l’ho sentita un sacco di volte. Un classico da manuale: si citano sempre fonti attendibili, ma mai che si faccia un solo nome. Mi sembra sinceramente una vigliaccata; un pettegolezzo da comari, buttato lì al vento, ma per il gusto di buttarla fuori, la malignata. Chissà mai che qualcuno ci crede anche!
    E’ a dir poco inelegante sollevare sempre il dubbio (più spesso e più malignamente sulle donne) che qualcuno ottenga una qualunque cosa solo a patto di relazioni sessuali.
    Ecco, queste sono cose volgari e da quattro soldi, altro che qualche recensione in punta di coltello. Complimenti!

    Per quanto riguarda i rifiuti al telefono dalla M. non so, nella mia assoluta ignoranza io non ho mai telefonato a una casa editrice. Avevo letto dei consigli su come si contattano le case editrici, prima di inziare. Con Mondadori ho fatto come con altre: ho scritto una presentazione, ho aggiunto tre capitoli (per un totale di 30 pagine circa) e ho spedito all’indirizzo indicato. Dopo tre mesi mi è arrivata una lettera e mi è stato richiesto in visione il manoscritto. Nessuna conoscenza, o contatto. Ho solo spedito. E quando mi hanno rifiutato, cinque mesi dopo, ho comunque ricevuto la comunicazione, non mi hanno lasciato nel nulla. Boh.

  98. 201 Federico Russo "Taotor"

    Con Taotor ha inizio l’era degli scrittori (pseudo-)fantasy belli e mediterranei, sciupafemmine, amanti dell’alcol e delle donne, disprezzanti dei giovani cocainomani figli di papà che studiano filosofia o lettere e indossano polo. E disprezzanti degli “uomini barbuti e massicci del West Virginia” [cit. Angra].
    Una nuova Era ha inizio! lol

  99. 200 Carraronan

    Concordo con Angra: questa “storia” del tizio famoso amante di ecc… mi pare 1- Inutile (non giustifica il successo del libro), 2- pericolosa per il sito dei Gamberi e 3- lesiva dell’onore della Troisi (ma di questo chissenefrega, l’importante è che non finisca nei guai Gamberetta! ^_^)

    Il successo della troisi è dovuto in gran parte alla mente dei lettori, non resta che capire esattamente cosa abbia eccitato i loro neuroni malcollegati. Forse sequestrarne un paio e studiarne il cervello come si fa coi gattini dal cranio scoperchiato può essere utile.
    Credo lo abbia già consigliato Gamberetta in passato, ma se non lo ha fatto: guardatevi il film Idiocracy. In futuro la Troisi sarà letteratura di alta qualità: mai dubitare del potere del degrado umano.

    @Aletheia Loki
    dissento: le giovani scrittrici di fantasy devono necessariamente avere un fisico da pornostar. Non potrei sopportare un mondo diverso. Ho bisogno di immaginarle così: faccio editing gratis e dò consigli solo nella speranza che mi mandino foto di nudo e mutandine usate… ._.

    Io sono grosso e barbuto. E sono anche sovrappeso. Posso mettermi a scrivere già così o devo diventare per forza obeso?

  100. 199 Aletheia Loki

    @Angra

    Con la prospettiva di farle vendere 600-900mila copie uno può permettersi una fotomodella di playboy.

    Scherzi? Le scrittrici di fantasy non possono essere fighe. Credo sia contro una qualche legge di natura. La stessa per cui gli scrittori di fantasy che scrivono saghe molto lunghe devono essere uomini barbuti e massicci del West Virginia.

    Devo smetterla di dire cazzate col mio ex. @_@
    Comunque scherzavo, sia chiaro. y_y <3

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