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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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898 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

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  1. 398 Uriele

    PREMESSA:il fantasy è un genere letterario non ancora assorbito in Italia. È stato bistrattato per anni da tutti i paesi non angosassoni, considerato come cultura di seconda scelta e non si è formato quell’humus adatto alla crescita di scrittori del genere (nell’Europa continentale abbiamo avuto grandi autori di romanzi d’avventura o di fiabe, ma pochissimi autori validi di fantasy). È un po’ come il karate, il sumo o altre arti marziali giapponesi: per decine e decine di anni i giapponesi hanno fatto il mazzo al resto del mondo, solo dopo una settantina d’anni che la disciplina è stata “sdoganata” qualche raro elemento straniero è riuscito ad arrivare ai loro livelli e alle volte anche a vincere. Perchè dico questo? Perchè non c’è ancora nessun autore fantasy che possa rivaleggiare con gli autori americani e inglesi di fascia alta (ok, Pan è carino, molto, ma se gli metti di fianco American’s God pui pure buttarlo). In questi paesi ci sono scuole specifiche di scrittura di genere, testi e saggi di scrittori esperti nel settore, ecc… Qui in linea di massima siamo ancora alla mimesi.

    ipotizzando che tutti qui siano wannabe (cosa che, a parte per i fanboy che impazzano sui post su Nihal o twilight, potrebbe essere anche vera), ragioniamo un attimo:
    Possono esistere più scuole di pensiero sull’azione. Prendiamo il cinema o i manga, esiste john Woo ed esiste Bruce Lee; esiste la tigre e il dragone (o Hero) ed esiste Kurosawa; esiste Kenshin e lone wolf and cub; esiste Noritaka ed esiste Shamo (o rocky joe se lo conoscete meglio)
    Sono due scuole di pensiero antitetiche: i primi puntano alla spettacolarità e all’azione frenetica, alla fantasia evocativa uber realtà/realisticità dell’azione (gente che si spara a distanza zero nello stomaco senza conseguenze a lungo termine tranne quando funzionale alla trama, uomini che volano e menano fendenti per mezz’ora prima di azzeccare un solo colpo, spade che si infuocano per il grasso corporeo incastrato fra le seghettature della lama, gente che in due giorni impara colpi fortissimi allenandosi con costumi da alligatori); i secondi ad un’aziona più sobria, efficace e tecnicamente e strategicamente ineccepibili (il combattimento fra il maestro e lo spaccone nei sette samurai che finisce in un unico colpo pulito e diretto, combattimenti che per quanto spettacolari sono solamente il livello reale di maestri come Norris e Lee, tecniche di spada che riprendono kata realmente esistiti e combattimenti -anche contro i nemici più potenti- che si concludono in pochi secondi e vignette con un unico colpo o giù di lì, gente che passa mesi ad allenarsi seguendo diete ferre e prendendo sostanze dopanti per riuscire a sostenere ritmi inumani con ripercussioni sul fegato e sulla salute e, spesso, non riuscendo comunque con il lavoro di pochi mesi a battere i campioni, ma riuscendo a farsi valere contro gente molto più esperta e molto più allenata).
    Esiste il realismo ed esiste la coreografia, ci possono essere Aiaci che rifiutano l’aiuto degli dei e mettono il freno da soli all’incedere dell’esercito avversari, ci sono Benkei che combattono anche dopo la morte e alla fine della battaglia rimangono in piedi senza vita e trafitti dalle frecce del nemico terrorizzando i nemici e ci sono eroi che vengono mutilati, cadono per seticemia, vengono feriti e muoiono per colpi accidentali (come è in guerra) piuttosto che in epici duelli che gli garantiscono una fine da “funerale vichingo”.
    Le battaglie di 300 sono belle visivamente, ma superata la parte dello scudo sono inverosimili, mentre una “sottile linea rossa” o un “Alessandro il Grande” hanno battaglie storicamente ben ricostruite (nei limiti del cinema).
    Insomma se l’immaginario è solleticato, se la scena e la catena di comando non rispecchia quella reale, non è detto che si tratti di un errore oggettivo. È una scelta, finchè a una “lettura sospesa”, ma critica non appaiono delle incongruenze così forti da interrompere l’azione, la coreografia può essere un’ottima scelta (se sono concentrato sul combattimento frenetico, il fatto che gli ordini siano urlati è una quisquiglia, anzi, me le immagino le urla del generale che combatte spalla a spalla con i suoi uomini fra la polvere che si alzano a sovrastare gli altri rumori, il trottare dei cavalli, il clangore del ferro e le urla dei mutilati, così come mi immagino il corno di Ronaldo a Roncivalle)

    Insomma non tutti gli autori sono fiamminghi.

  2. 397 Gamberetta

    @gugand.

    Ammetto che non conoscevo l’etimologia della parola tunnel che per me era solo un passaggio sotterraneo.
    Il giudizio di gamberetta (ed anche mio) su questo punto era sbagliato e credo si possa chiudere qui (anche se ci sono altri dettagli che vi girano intorno che quadrano poco).

    Calma! Il tuo giudizio sarà sbagliato, il mio no. L’etimologia di tunnel c’entra fino a un certo punto, nel significato attuale inglese non c’è nessuna indicazione che il passaggio sotterraneo o tunnel che dir si voglia debba essere tondo.
    Inoltre in italiano tunnel è sinonimo di galleria. E la galleria non ha nessuna necessità di essere tonda ed è normalmente artificiale (infatti in entrambi gli esempi la Troisi si sta riferendo a strutture artificiali, nel primo esempio basta leggere le pagine intorno, nel secondo esempio è la stessa Troisi a chiarire che Nihal è nel cunicolo di una miniera – o se non è una miniera è una struttura artificiale avente struttura analoga).
    Ora, nel primo caso Nihal si trova in un’enorme struttura artificiale che attraversa buona parte della Terra del Fuoco. Ci sono sale, passaggi, slarghi, stanze, tubi, e quant’altro. Se mi dice che un tunnel è stretto, lo penso appunto stretto, non necessariamente basso.
    Nel secondo caso, non solo la struttura è artificiale, ma non è neanche stata creata da esseri umani, visto che Nihal – non proprio il fisico del minatore – deve stare carponi e sono visibili i colpi di piccone. Sarà la miniera abbandonata delle formiche giganti antropomorfe, non ho idea. Ma proprio perché non ho idea, se la galleria viene definita “stretta” me l’aspetto “stretta” non necessariamente “bassa”.
    Fonti: dictionary.com, garzantilinguistica.it, demauroparavia.it.

    ***

    Poi ognuno può ragionare come gli pare. Il ragionamento:
    - La Troisi ha pubblicato da esordiente con Mondadori.
    - La Troisi ha avuto successo.
    dunque:
    - La Troisi è una grande scrittrice, un talento sopraffino della narrativa.
    perciò:
    - I romanzi della Troisi sono privi di errori e se l’apparenza è diversa è colpa del lettore, specie quando il lettore è invidioso, sfigato, non combinerà mai nulla nella vita, ecc.
    È un ragionamento che va benissimo, per secoli l’umanità è andata avanti basandosi sul concetto che un fatto era dimostrato se così diceva Aristotele o San Tommaso.
    Però, una volta chiarito ciò, c’è bisogno d’insistere per decine e decine di commenti? (tra l’altro nell’articolo sbagliato, perché la faccenda del tunnel è ne Il Talismano del Potere)
    Io essendo invidiosa, sfigata e quanto sopra non sarò certo in grado di capire la Verità, perciò se evitate di raccontarmela è meglio. Non buttate perle ai porci! Grazie.

  3. 396 gugand

    Ammetto che non conoscevo l’etimologia della parola tunnel che per me era solo un passaggio sotterraneo.
    Il giudizio di gamberetta (ed anche mio) su questo punto era sbagliato e credo si possa chiudere qui (anche se ci sono altri dettagli che vi girano intorno che quadrano poco).

    Adesso veniamo al mal di fegato di Guglielmo:
    tutta la gente qui dentro, mi ci gioco quello che vuoi, ha provato a scrivere o sta scrivendo dei racconti.
    Queste analisi aiutano a capire quali errori sono da evitare perche’ un racconto non solo piaccia agli ignoranti della materia (fantasy in genere, ma anche tecniche di scherma, strategie militari, materiali, etc..), ma anche a chi quegli argomenti li conosce bene e che potrebbe storcere il naso o avere la storia rovinata da certi aspetti trascurati, specie se sono centrali. La coerenza deve essere mantenuta perche’ c’e’ gente per cui e’ importante e ci fa caso, non importa se il lettore medio gira pagina e si e’ scordato meta’ dei dettagli. Il racconto deve risultare buono (pochi errori e inesattezze) alla lente d’ingrandimento per essere etichettato come capolavoro.
    Il bello e il brutto ognuno lo giudica da se.
    Una certa ipocrisia vuole che giudicare bello o capolavoro senza spiegare nulla si puo’ senza venire criticati, al piu’ si viene etichettati come esaltati, ma niente di piu’. Chi giudica brutto viene sempre criticato dal guglielmo di turno che lo accusa di non poterlo dire anche se spiega cosa ha trovato brutto.

  4. 395 Clio

    Se posso intromettermi, Guglielmo scrive:

    Quindi cosa fà lo scrittore?Prima di scrivere prende almeno 10 lauree?
    No, si concentra sugli aspetti che gli interessano e che PENSA interesseranno al suo lettore ideale, e cui è rivolta la storia, e scrive di quello.

    No, uno scrittore decide di raccontare una storia. Non vorrei sembrar troppo romantica, ma penso che il tipo di storia da raccontare derivi dall’ispirazione dello scrittore. in secondo luogo, decide quali sono i punti importanti di una storia. Quindi si documenta su suddetti aspetti.
    Pertanto, nessuno si sconvolge se in un film come “Sturdust” Tristan impara a duellare con un tipo di spada e poi ne brandisce con maestria un tipo diverso: è una sciocchezza, ma non è fondamentale nella storia, Tristan sguaina la spada tre volte sì e no, e non ci combina niente di capitale. Nella storia della Troisi invece la guerra ed il combattimento in generale sono fondamentali: Nihal è un guerriero, combatte spesso ed il suo essere guerrerriero determina la storia (se fosse stata una ballerina la trama verrebbe stravolta).
    Non servono 10 lauree per scrivere una bella storia, basta un minimo di dedizione e di desiderio di comunicare qualcosa. Qualcosa, non fracasso gratuito.

  5. 394 Uriele

    ” lo scrittore che non ha mai pubblicato e che non scrive per fare uno spicinio di successo, ma perché gli piace raccontare una storia, gli piace raccontarla bene. ”

    Questa creatura è un essere leggendario con le palle di toro e viso di Proust, generalmente si narrano le sue geste in Chiese chiamate forum o pub, insieme ad altre creature mai avvistate quali: sirene, ninfomani, minotauri e Dio.
    Uno scrittore non vuole solo raccontare storie che non vedranno mai la luce del pubblico, vuole che vedano la luce e che siano apprezzate (generalmente ha anche la pretesa che le sue opere facciano epoca, ma non è un tratto comune). Lo scrittore è spesso un essere egocentrico che vuole gloria e onori per le sue opere o, nei peggiori dei casi, uno che vuole solo mantenersi (i più ottimisti arricchirsi) con il suo lavoro.

    Quando una persona che scrive (non uno scrittore o uno che si definisce tale) non vuole provare a pubblicare ci possono essere due ragioni:
    1) ha paura del confronto con la realtà (perchè un libro nel cassetto se questo rimane chiuso, o confinato a una cerchia di amici con gli stessi gusti, è sempre un capolavoro)
    2) È un puro. Ma un puro non si indigna per quello che viene pubblicato, racconta le sue storie ai bimbi la seri, rimaneggia il suo testo ed è contento così, senza deridere chi si è fatto il mazzo e ci ha provato, perchè sa che fatica si fa a scrivere un romanzo (non dei racconti, quelli bene o male, con un po’ di tecnica e studio sono accessibili a molti) e sa perfettamente che una storia complessa è difficile da gestire.

    Chi critica in modo selvaggio, non solo per seguire le mode, ma con furore/cattiveria è un qualcuno che vuole pubblicare, vuole la fama e quello che ne consegue: vuole far conoscere la sua opera e vuole che piaccia, in poche parole vuole essere uno scrittore! Ed è anche giusto che sia così, perchè il mondo dell’editoria è spietato, perchè bisogna che si pieghi a compromessi per rientrare negli standard editoriali, perché molto probabilmente prenderà tanti colpi appena il suo lavoro uscirà sugli scaffali (gli “esordi perfetti” sono il sogno di ogni scrittore, ma sono rari come le venticinquesime ore e le rose alchemiche, così ad occhio mi viene solo “il dio delle piccole cose” di un’autrice indiana) e deve saper menare e ricevere i colpi per “sopravvivere” (uno scritto buono è qualcosa di intimo, se ci sputano sopra è come se buttassero del sale su una ferita).

    Gli artisti sono sempre feroci verso i colleghi o verso quelli che possono sbarrargli la strada (se la Troisi satura il mercato, poi è difficile che un autore “migliore” che nuota nello stesso stagno possa essere pubblicato). Gli scrittori devono essere cattivi e avere penne affilate, è sempre stato così (vedere Foscolo-Monti per farsi un idea con autori classici, vedere un qualsiasi wannabe-autore esordiente per avere un esempio più pop).

  6. 393 Giglielmo

    Gugand ma ancora insisti sul Tunnel?Almeno informati, e poi parla.
    Vatti a leggere l\’etimologia della parola tunnel.
    Anzi, te la dico io: viene dall\’inglese, significa \”botte\”. Botte!! Vivi forse a Flatlandia e da te sono triangolari o quadrate le botti?
    E non si soprassiede per nulla. O è un errore o non lo è. E dato che non lo è perchè secondo il significato della parole usate dalla Troisi quello NON è un errore, Gamberetta ha cannato.

    Ma anzi no. Soprassediamo, caro avvocato, siccome è un errore suo, facciamo finta di niente. A voi fà comodo, e io evito di fare la parte di chi, non sia mai, si appella a un cavillo per smontare una teoria. O peggio ancora accanirsi.
    Sai come la penso, io so cosa tu pensi, inutile andare avanti a rispondersi.

    @Delemno: non mi riferivo di certo a te. Mi riferivo a chi di mestiere fà lo scova-errori altrui.
    E poi, dopo averti gettato badilate di merda addosso gratis, chiama gente come gugand e dice \”Io?ma io usavo il mio metro di misura, i miei parametri\” dopo aver scritto pagine e pagine di sproloqui su quanto tu faccia schifo oggettivamente.

    Tu dici che stai scrivendo un libro. Perfetto. Spero, anzi sono convinto che sia molto bello.
    E magari non avrà gli stessi errori della Troisi. Ma può essere che ne abbia altri, perchè uno scrittore non può sapere tutto, non può studiare tutto.
    Tu parlavi di errori di oplologia nel libro della Troisi. Magari tu non ne farai, ma ne farai,chessò, sulla costruzione del personaggio dal punto di vista psicologico.
    Non si può sapere tutto, non è possibile controllare ogni aspetto perchè sempre e comunque farai degli errori.
    Quindi cosa fà lo scrittore?Prima di scrivere prende almeno 10 lauree?
    No, si concentra sugli aspetti che gli interessano e che PENSA interesseranno al suo lettore ideale, e cui è rivolta la storia, e scrive di quello.
    Di conseguenza, la recensione di Gamberetta è tutta sbagliata, è stata fatta al contrario, evidenziando esattamente gli aspetti su cui la Troisi non si è concentrata, e non sugli aspetti e le meccaniche su cui lei ha costruito una storia che – vi piaccia o no – ha avuto successo proprio per la sua bravura nel mettere su carta gli aspetti che le interessavano e interessavano a chi ha comprato il suo libro.

    A voi piacciono gli assedi?Compratevi i libri della Osprey e lasciate in pace la Troisi lol

  7. 392 Uriele

    gugand le parole hanno il loro peso… se proprio proprio vogliamo essere precisi Tunnel deriva etimologicamente da Tonnel che in francese antico significa piccola botte (recipiente cilindrico con una bombatura nel centro). I tunnel, architettonicamente parlando sono strutture a volta allungata (la volta ha un certo Raggio di curvatura) in cui la larghezza e l’altezza non sono troppo diverse (solitamente il passaggio è alto da 1.5 a 3 volte quanto è largo), e i primi ricordavano proprio delle botti come forma, magari non perfettamente emisferiche, ma comunque con una forma tondeggiante.
    In fisica per i condotti o i passaggi (per semplicità di calcolo) spesso si assumono i passaggi tondeggianti, ovali o comunque quando le dimensioni non troppo diverse (con un altezza>> alla larghezza) come i tunnel come delle circonferenze equivalenti il cui diametro è dato da:
    D=4*Area/Perimetro
    Quindi indicare un diametro stretto in un tunnel significa indicare una forma poco larga e abbastanza bassa. Una galleria è un po’ diversa invece…

    Ora il molto stretto mi fa immaginare che difficilmente un personaggio ci possa andare carponi (è più il molto che lo stretto in sè, perchè se un passaggio è molto stretto difficilmente ci passo con le spalle e mi sembra più logico cercare di mettermi di lato). So anche però che il tunnel stretto deve essere però anche piuttosto basso (per rispettare le proporzioni classiche) e quindi il personaggio non può procedere ritto in piedi, ma deve almeno curvare la schiena e piegarsi (un tunnel nei casi più comune è sempre un po’ più alto di quanto è largo, ma non eccessivamente, mentre una galleria può avere caratteristiche diverse, non ci sono troppi limiti a riguardo). Ma se l’attenzione è concentrata sulla larghezza MOLTO limitata, la cosa più logica per me sarebbe o mettersi di lato (se l’altezza è circa 3 volte la larghezza o poco più), o procedere strisciando sul fianco (se il rapporto è di circa 1.5).

    Illogicità più o meno marcate ce ne sono (e probabilmente la Troisi non sapev nè l’etimologia del termine tunnel e neppure la differenza con una galleria), però se uno interpreta lo stretto come riferito al diametro equivalente (considerando anche che la scrittrice è un’astrofisica) in una costruzione che, comunemente, ha un certo rapporto fra le dimensioni la cosa non sarebbe troppo sbagliata.

  8. 391 Clio

    A Guglielmo,
    com’è che ti ritiri in questo modo? Trincerarsi dietro mucchi di parole che non vogliono apportare niente di nuovo ad una discussione è un sotterfugio talmente sciocco e abusato che sinceramente mi aspettavo di meglio.
    Puoi arruffare le penne quanto vuoi, non hai fatto che affermare che certi dettagli ininfluenti (vedi il tunnel) non possono essere catalogati errori con il 100% di sicurezza. Grande conquista, mi verrebbe da paragonarla all’Olintiaca.
    Secondo, quello che gioca con le parole sei tu (tunnel, micatunnel, ecc.), e ti stai anche aggrappando a dettagli: come detto e ripetuto cento vlte, non è quello “stretto” a far del libro una boiata, ma decine di altre sviste ben più pregnanti.

    arrivando pure a dire che il vostro ano non è stretto, ma è basso, o ridicolizzandovi pretendendo che la Troisi metta note a piè pagina solo per voi perchè non capite le scene più elementari….

    Veramente, da te non mi aspettavo una caduta di stile così colossale XD Visto che tu sei tanto intelligente, spiegami allora come può funzionare un esercito senza catena di comando (il generale parla direttamente alle reclute, come se i sergenti non fossero stati messi lì apposta) e come fanno a manovrare senza altro mezzo che le corde vocali.
    Spiegami inoltre perché in Clavell si capisce benissimo come fa Anjinsan a sfuggire ai ninja di Ishido (bada, è uno dei punti deboli del romanzo!), mentre non si capisce come Nihal, colpendo il nemico al fianco, lo ferisce al petto.

    Clio l’ha dimostrato ancora: voi citate “stetto” come errore, io rispondo e sono quello che s’accanisce.

    Sai, ti abbiamo fatto spesso notare come questa fosse una sciocchezza, e come ci fossero argomenti più importanti… senza che la cosa ti interessasse.

    la gente che critica chi ha successo in realtà nella vita non combina e non combinerà mai un cazzo. E quando ha un minimo di attenzione da parte degli altri è sempre perchè sta sputtanando qualcun altro, che , al contrario di lui, ha almeno avuto le palle di creare qualcosa e mettersi in gioco.

    Oh, per Tyr, non dirmi che lo credi davvero! XD
    Ti sei ridotto al livello delle fans di Twilight: “sei kosì kattiva pkè 6 invidiosa!!! Nn ai un ragaxo, 6 fallita!!!”
    Forse a voialtri sfugge un dettaglio: c’è gente a cui non frega un cazzo di essere al centro dell’attenzione o fare un successo strepitoso (nè di contendere alla Troisi il trono del pattume fantasy). C’è anche gente che semplicemente ama analizzare i fenomeni curiosi (il boom troisiano, per esempio), o, banalmente, farsi solo quattro risate su di un dato argomento. Inoltre esiste un tipo leggendario di creatura: lo scrittore che non ha mai pubblicato e che non scrive per fare uno spicinio di successo, ma perché gli piace raccontare una storia, gli piace raccontarla bene. Esistono anche questi, incredibile, nevvero?
    E cosa vuol dire “non combinare un cazzo”? Sincermante, spiegamelo.

    Lui o lei se ne guarda bene dal fare qualcosa e sottoporla al giudizio degli altri e se ne guarda bene da mettersi in discussione. Infatti, è facile discutere con delle 15enni incazzate o con Sergio Rocca, ma quando il gioco si fà duro… ]

    Ma toh, gli scrittori leggendari di cui parlavo sopra sottopongono volentieri i loro “parti” allo scempio, perché a loro piace raccontare e raccontar bene, quindi vogliono esser criticati e poter così migliorare. Come avevo detto in un vecchio intervento, se mai un giorno finirò una delle mie storie, sarei ben felice di vederla massacrata da Gamberetta: non condivido in toto le sue idee, ma la maggior parte sì, ed un giudizio crudele e pignolo è quel che ci vuole per imparare. Come nelle arti marziali cominci col prenderti un sacco di culate in terra e poi impari a cadder bene, nella scrittura impari se passi per le stroncature.
    Quando il gioco si fa duro”… Omammamia, sono terrorizzata… Ma quale gioco duro? Stiamo semplicemente discutendo di argomenti leggeri, che gioco duro? Nessuno vince, nessuno perde, semplicemente si dialoga. Hai visto mai sì gran contesa!

    Per il resto, due cose:
    1)Brevemente, mi dici dove ha trovato Nihal i viveri per un mese? Ma brevemente, in modo succinto, la questione sta diventando noiosa.
    2)Quanto è grande un drago?
    3)Vedi sopra per quanto riguarda l’ars bellandi.
    Sayonara

  9. 390 DelemnO

    Intanto vorrei precisare una cosa, io non critico chi ha successo di default, così, perchè ha succcesso. Paragone musicale. I Dimmu Borgir potranno anche essere il gruppo più sputtanato della storia del black metal, ma al di là delle apparenze, In Sorte Diaboli per me non è un album malvagio, magari non ci terrei ad averlo originale e non lo classificherò come capolavoro, ma rimane comunque godibilissimo.
    Non ho ancora pubblicato, è vero. Ma entro pochi mesi dovrei essere finalmente pronta per fare qualche tentativo con le case editrici. Non è il coraggio che mi manca, credimi. Poi come al solito io rispondo per me, e non tanto perchè mi senta attaccata ma per provare a spiegare come io vedo le cose, tutto qua. Poi voglio sperare che come “combinare nulla nella vita” tu ti riferissi dal punto di vista letterario.

  10. 389 gugand

    Chi gioca con le parole sei te, guglielmo…
    L’ano e’ risaputo essere di sezione piu’ o meno circolare, i tunnel, i passaggi e i cunicoli no. Possono avere qualunque forma. Se sono stretti non significa anche bassi.
    E in ogni caso questo e’ uno degli errori su cui si potrebbe soprassedere se il resto del racconto non ne contenesse altre decine anche peggiori (tutti elencati nella recensione).
    Sei tu che hai iniziato la pappardella su questo errore per cercare di “smontare” il modo di recensire. Abbiamo capito che non ti piace, ma sarebbe ora che spiegassi come mai un lettore della recensione non avrebbe il modo di capire come e’ nato il giudizio finale e scartare tutti quegli aspetti che potrebbe considerare marginali o ininfluenti al proprio punto di vista.
    Nella recensione si spiega quale e’ il parametro, si fa un esempio e lo giudica.
    Cosa ti manca per capire?
    Vuoi avere ragione? Prenditela, perche’ ce l’hai. Il tuo punto di vista e giudizio ritiene certi aspetti banali, insignificanti o sbagliati? Ok. Contemporaneamente ce l’ha pure Gamberetta che non pretende che tu condivida il suo parametro, ma essendo il suo punto di vista lo scrive.

  11. 388 Giglielmo

    In realtà hai ragione solo in parte, Uriele. Tu vedi la cosa dalla prospettiva del lettore, che può essere al suo primo romanzo fantasy e trovare alcuni snodi della trama nuovi.
    Però la trama bisogna anche giudicarla in base al contesto, il periodo e agli altri autori contemporanei.
    Se tutti oggi usano gli stessi snodi o archetipi di personaggi, un ennesimo libro che li sfruttasse risulterebbe in un certo senso banale.Ecco, forse dovremmo metterci d’accordo sul significato di banale.Io intendevo: scontato.

    Per quanto riguarda gli altri errori trattati nella recensione, io non mi metto certo a analizzarli tutti insieme con il rischio che poi vi mettiate a giocare sulle parole pur di difendere posizioni indifendibili, arrivando pure a dire che il vostro ano non è stretto, ma è basso, o ridicolizzandovi pretendendo che la Troisi metta note a piè pagina solo per voi perchè non capite le scene più elementari….bè no grazie.
    Anche perchè, Clio l’ha dimostrato ancora: voi citate “stetto” come errore, io rispondo e sono quello che s’accanisce.
    LOL?
    Scegliete voi un argomento citato nella recensione e discutiamone.
    Se volete discutere. Se volete fare muro contro muro, darvi tante pacche sulla spalla sentendovi ganzi perchè avete sgamato quando sia scema Licia Troisi, vi lascio nella vostra miseria [e questo era per spiegarti, Delemno, che in rete la gente che critica chi ha successo in realtà nella vita non combina e non combinerà mai un cazzo. E quando ha un minimo di attenzione da parte degli altri è sempre perchè sta sputtanando qualcun altro, che , al contrario di lui, ha almeno avuto le palle di creare qualcosa e mettersi in gioco. Lui o lei se ne guarda bene dal fare qualcosa e sottoporla al giudizio degli altri e se ne guarda bene da mettersi in discussione. Infatti, è facile discutere con delle 15enni incazzate o con Sergio Rocca, ma quando il gioco si fà duro… ]

    Chiusa parentesi.
    Allora, di cosa vogliamo parlare?Degli archi?Dell’assedio?Delle lotte sui draghi?Delle uniformi?Degli ent?
    Scegliete voi.

  12. 387 Uriele

    Ok, prima di creare confusione. Visto che prima si è parlato di parametri oggettivi e soggettivi sulla scrittura e sul testo (le basi della linguistica e della logica classica, sono da prendere come assiomi, come il respirare quando si parla di vita umana), ho voluto fare una parentesi sul tema originalità/banalità. Quindi:
    1)PER ME LA STORIA È BANALE E SVILUPPATA IN MODO BANALE, MA SE NON AVESSI MAI LETTO FANTASY O NE AVESSI LETTO POCO (COME AMMETTE DI AVER FATTO ANCHE LA TROISI), POTREI CONSIDERARLA ORIGINALE
    2) ESSENDO QUESTO UN SITO CHE TRATTA DI FANTASY, FREQUENTATO DA LETTORI DI FANTASY PIÙ O MENO ESPERTI CON UN BACKGROUND DI BASE PIUTTOSTO SIMILE (Epica classica dalle scuole, Tolkien, Brooke, forse Gaiman, Bradley, Howard, ecc…), ALLORA TRAMA E SVILUPPO POSSONO ESSERE DEFINITI BANALI PER IL TARGET A CUI SI RIVOLGE LA RECENSIONE.

    Altro esempio, per nessuno di noi è un mistero che se due esseri umani di sesso opposto hanno un rapporto sessuale completo non protetto e vaginale, dopo nove mesi c’è la possibilità che nasca un bambino (spero di non aver SPOILERATO nulla a nessuno), per noi è banale. Per questa coppia sposata da 8 anni (e non ritardata mentalmente) la cosa era originale e incredibile:

    http://notizie.delmondo.info/2007/12/18/dopo-otto-anni-di-matrimonio-scoprono-che-bisogna-fare-sesso-per-avere-figli/

  13. 386 barbara

    Stargate LOL, un telefilm azzeccato per fare il paragone, a me piace molto però della serie credibilità saltami addosso :)

    @Uriele però anche dal basso di un non-lettore giovanissimo, puoi dirmi al di la di ogni ragionevole dubbio che la storia: Giovane Eroe rimasto orfano scopre di essere il predestinato salvatore del Mondo contro il Signore Oscuro, mediante la cerca di oggetti magici che lo sconfiggeranno; è in qualche modo originale?

    No perchè è il maelstrom di tutti i clichè e gli archetipi del genere.
    Poi se uno ha vissuto su Abydos (per rimanere in tema stargate) è un altro discorso.

    Direi che al massimo può essere originale il modo in cui è trattato un tema banale, oppure lo stile e la caratterizzazione dei personaggi sono eccellenti e quindi non importa se la trama non brilla di originalità.
    In questo caso non ho trovato niente del genere.

    Forse, se mai finirà, si scoprirà la stessa traccia nella saga di Martin, la qual cosa mi deluderebbe assai, ma non si può dire che la storia non sia stata scritta con maestria.

    Concordo con The Departed, quando l’ho visto l’ho classificato niente più che un remake americano di Infernal Affair.

  14. 385 Uriele

    È giusto, ma dato che neppure la nostra conoscenza è totale, una cosa che possiamo giudicare originale può già essere stata usata in altri romanzi o storie che non abbiamo mai sentito nominare perchè, magari, altre opere simili non sono mai state pubblicate in Italia(es. io ho trovato scontato e sviluppato piuttosto male The Departed, mentre altri lo han trovato un capolavoro con una trama originale; per me non era così, avevo visto Infernal Affair anni prima e il film di Scott era una copia buonistica e meno allegorica dell’originale)
    Per portare un esempio personale, io ho trovato originale Il serpente Ouroboros di Edison (non mi è piaciuto, ma questi sono gusti personali) per molte trovate narrative, usi di punti di vista, eccetera… Però, nel commentario in Appendice, si scopre che quasi tutte le trovate migliori sono state prese da romanzi Vittoriani o di inizio novecento (l’autore è di quel periodo) molto famosi all’epoca, ma sconosciuti ai più oggigiorno ( o comunque non entrati a far parte dell’immaginario collettivo).
    Quello che dico è: la banalità della storia non è un parametro universale è oggettivo, ma se ci prendiamo come riferimento il fantasy e una conoscenza media del genere, allora possiamo definire la trama come banale (lo so è solo un modo di complicarsi la vita, ma visto che si discuteva di oggettività e soggettività, era un modo per mettere i punti sulle i). Possiamo affermare che, per un lettore tipo di romanzi fantasy, la trama è banale. CVD

  15. 384 DelemnO

    Bhe, ma il metro di valutazione personale non credo sia corretto in questo caso. Voglio dire, bisognerebbe valutare in merito alle altre opere scritte e non alla conoscenza del lettore, per una critica oggettiva. Poi il fatto che non sia originale non significa sempre che sia pessimo, quanti romanzi/film/telefilm di fantascienza parlano di alieni? non per questo sono tutti uguali o pessimi. Il personaggio che deve sconfiggere l’evil overlord del momento non è originale. Può essere nuova per quel determinato lettore, ma non originale.

  16. 383 Uriele

    @ Guglielmo e DalemnO: se fosse il primo libro fantasy che leggete potrebbe anche risultare originale (a quanto dice l’autrice sul suo rapporto con il fantasy, forse anche per lei la storia è originale…). L’originalità è data solo dal fatto che vi siete fatti un metro di paragone leggendo, negli anni, molte storie con storie simili (magari scritte meglio o con sviluppi più articolati ). È oggettivo per un lettore di fantasy (che è il target di un sito che parla di questo genere, quindi possiamo prendere come assioma che chi commenta abbia letto un buon numero di romanzi di genere), ma no a livello assoluto; le bimbe integraliste che difendono a spada tratta l’originalità della trama dal loro punto di vista, o nell loro ignoranza (con accezione neutra), hanno ragione

    Tunnel:

  17. 382 DelemnO

    Uno stargate, ma certo!Questo spiegherebbe molte cose. Nihal è stata aiutata dagli Asgard, ecco tutto.
    Comunque, come Clio e io abiamo suggerito, credo sia il caso di passare ad altro anzichè incaponirsi su questo..

  18. 381 Clio

    Guglielmo, quello che si sta accanendo sul tunnel/cunicolo/stargate sei tu, tanto e vero che non hai degnato minimamente il mio invito di discutere di cose ben più serie e importanti (come ad esempio faccende guerresche e combattimenti, per dirne una, ma anche misure sballate, contraddizioni, ecc.), ma hai continuato a tuonare che quel “carponi” potrebbe starci.
    Quanto a ‘ste benedette gallette, ho già detto che ovviamente le mie non hanno l’efficacia di quelle degli elfi, e pensavo che non ce ne fosse bisogno, è una cosa talmente elementare! L’autore si è ispirato a del cibo da viaggio reale e lo ha “potenziato”. La Troisi non si è disturbata a pensare un espediente che facesse sopravvivere la sua eroina, semplicemente ci dice: “ce la fa, credetemi!”.
    Certo, le credo, non è forse la regina del fantasy italiano?

    Vuoi continuare a dire che il tunnel era basso e che quindi le Cronache sono l’emblema della credibilità? Fai, fai, gambattene ^_^ (sursum corda, N.d.T.)

    P.S. So di avere una simpatia travolgente, non c’è bisogno che tu lo ripeta -_^

  19. 380 gugand

    @Guglielmo
    Gli errori di cui si parla e’ roba che fa a cazzotti col buon senso se il cervello non ti aiutasse mettendoci le pezze per giustificarli. Una volta che e’ stabilito (ottica gamberettiana) che un buon narratore deve lasciare il minimo idispensabile all’immaginazione (show, don’t tell) e’ ovvio notare che il caso foresta di pietra e quello del cunicolo non rispettano tale regola, quindi vengono bollati come errori.

    A te non ti piace questa regola o ti sembra una scusa per cercare errori apposta?
    Bon, ignori quella parte di giudizio, ma non puoi dire che la regola e’ stata rispettata.

    Stai soltanto facendo cagnara per dimostrare cosa lo sai solo tu.

  20. 379 DelemnO

    Sinceramente, non ho capito. Le nostre manine sporche di nutella? Sulla banalità dalla trama non posso darti torto, e incide parecchio, come altre cose. Suo malgrado incide anche la copertina, se adesso uscisse Nihal non lo prenderei nemmeno in mano, perchè già essa è un insulto al buon senso. Qui si sta parlando però di alcuni errori che non sono opinabili, come dissi sopra, il classico olio bollente degli assedi. Sostuendolo con la pece non cambierebbe la trama, ma sarebbe più credibile. Poi uno è liberissimo di dire che non gliene frega niente di queste cose, ma non che non sono errori.

  21. 378 Guglielmo

    il sistema piu’ viscido di tutti: non vogliono dimostrare di aver ragione (perche’ in realta’ non ne hanno), ma mostrare che l’altro ha in qualche modo torto cosi’ da apparire lui stesso nel giusto.

    Anche se fosse, non è lo stesso metodo che usate qui voi, facendovi belli nello scovare errori – spesso presunti- fatti da altri?
    Ma la cosa singolare è che non è neanche questo: sono pagine e pagine che ripeto che il tutto è opinabile, mai detto: “questo è giusto oggettivamente”.
    OGGETTIVO: Tu hai usato questa parola. Quando discuti cerca almeno di non contraddirti ogni due parole addossando agli altri gli errori che tu fai.

    E in ultimo: non mi attacco alla critica più opinabile. Mi sono stati fatti degli esempi nel discorso – che tu non hai seguito, da buon sofista interessato solo a difendere a priori un concetto – e io li ho discussi.
    Faccio notare che, ogni volta, gli errori importanti diventavano “altri”.
    Io però ho già dichiarato sin dal primo post che tutta la recensione può essere smontata, presunto errore dopo presunto errore.

    L’unica critica su cui Gamberetta ha ragione, e questa ragione non può essere discussa, è la banalità della storia [secondo me, relativa al target a cui è rivolta - e qui possiamo fare tante belle discussioni. Con Uriele ci stavamo provando, ma ci siamo fermati per non andare OT] e gli errori di misura.

    Il resto sono solo il prodotto delle vostre manine paciocose sporche di nutella contro la cattiva Licia che ha venduto così tanto e non se lo meritava.

  22. 377 gugand

    @barbara
    La tecnica di guglielmo e’ quella spiegata al figlio dal protagonista di thank you for smoking.
    Si sta attaccando alla critica piu’ opinabile per smontare l’intera recensione e il “metodo gamberetta” in toto.
    Anche Carlo faceva la stessa cosa.
    Sembrano argomentare bene, ma in realta’ stanno usando il sistema piu’ viscido di tutti: non vogliono dimostrare di aver ragione (perche’ in realta’ non ne hanno), ma mostrare che l’altro ha in qualche modo torto cosi’ da apparire lui stesso nel giusto.

  23. 376 barbara

    Bhe adesso non esageriamo, io, e come me credo, molti altri che criticano i libri della Troisi, non necessariamente la ritengono il male in terra. Per me è solamente una scrittrice mediocre (almeno per quello che riguarda puramente il fantasy). Probabilmente ha ampi margini di miglioramento, che io difficilmente seguirò, ma che sempre probabilmente farà si che nel momento che si dovesse mettere a scrivere storie qualitativamente superiori (sia come trama, che stile, che concetti trattati) venga abbandonata dai fedeli fan che la adorano. Magari sbaglierò, magari non scriverà mai storie più complesse ma ripeterà all’infinito la solita solfa del mondo emerso, che è quello che poi vuole la maggior parte dei fan.

    Il concentrarsi su dettagli di poco conto è solo una conseguenza della discussione, in realtà nella recensione di orrori ne vengono elencati a decine.
    C’è anche da dire che alcuni interventi sembrano voler trovare giusti a tutti i costi passaggi che sono alquanto discutibili, per me ad es. non è possibile oggettivamente combattere con le spade su draghi, e nemmeno andare spediti carponi in un cunicolo stretto, per non parlare delle già citate scorte di cibo. Per me è un errore perchè io anche con tutta la mia buona volontà e fantasia, in quei passaggi devo interrompere il film mentale che sto girando mentre leggo il libro, perchè proprio non riesco a immaginarmi come fare e poi diciamocelo non ne ho voglia, è lo scrittore che me lo deve dire.

    Insomma, dei libri che leggo e che mi colpiscono mi rimangono impresse a fuoco nella mente alcune scene o alcuni paesaggi, proprio come se fossero dei pezzi di film, nel caso delle Cronache, che pure ho letto non molto tempo fa, le immagini che ricordo maggiormente sono quelle delle copertine, tutto il resto è sfocato e fumoso.

  24. 375 Polymetis

    Per un motivo piuttosto banale: non ha senso discutere con persone che si sforzano in ogni modo di travare errori in ogni dove solo per poter sostenere che la loro opinione è oggettiva. Volendo si può parlare di qualsiasi errore, ma la questione del tunnel è emblematica. Si va a criticare una caz***a del genere per sostenere che l’autore faccia schifo o non sappia l’italiano e non considerando la propria un opinione ma una verità di fede. Penso che se si fondasse una religione con il male incarnato nella Troisi in troppi aderirebbero…Viva l’estremismo dunque…

  25. 374 DelemnO

    Io non capisco perchè ci si accanisce contro la faccenda dei cunicoli quando ci sono altri errori ben più evidenti, e non scusabili, tipo il classico olio bollente buttato dalle mura durante gli assedi…

  26. 373 Guglielmo

    Cunicolo, passaggio, tunnel, sono TRE PAROLE DIVERSE che indicano TRE DIVERSI tipi di spazi di collegamento.
    Cunicolo e Tunnel possono essere simili, la differenza è la dimensione.
    Un passaggio e un tunnel NON sono la stessa cosa, perchè mentre un tunnel è sicuramente un passaggio, un passaggio può non avere le caratteristiche di un tunnel. Passaggio è una definizione generica, tunnel specifica.
    Voi continuate a insistere a scambiarle a piacere. Questo non è un modo serio di discutere.

    E ora, scusate, ma vi prendo un po’ per il culo:

    “E’ risaputo che le talpe scavano cunicoli,piccole gallerie, e piccoli tunnel sotteranei di forma rettangolare. Ci camminano poi carponi perchè la natura li ha fatto idioti, come Nihal.
    Quando invece i loro cunicoli, gallerie, e tunnel sono di forma circolare, se provate a infilarci una mano, non ci riuscite non perchè sono stretti, ma perchè sono BASSI. Di fatti, un predatore ci si può infilare agilmente non carponi, ma solo procedendo lateralmente.”

    Tratto da:
    Rieducational Channel
    “La talpa e gli ‘Mbuti ”

    Clio, graziosa fanciulla dalla simpatia travolgente: fai una bella scorta di gallette tolkeniane e poi vieni a fare una settimana – una , non tre quattro – di trekking con me sul Monte Rosa mangiando solo quelle. Se reggi, giuro che mi mangio i racconti di Tom Bombadil insieme all’insalata.
    Che l’espediente di Tolkien sia un minimo più sensato di quello della Troisi posso capirlo, ma a una certa si scade nel ridicolo, nell’accanirsi solo per il gusto di farlo.

  27. 372 Uriele

    @ Clio:
    spedito:che si muove con agilità e scioltezza, libero da impedimenti (dal Devoto Oli)

    Non vuol dire necessariamente che siano degli speedy gonzales, semplicemente che si muovono tranquillamente e senza impicci. Considera che Nihal è dal primo capitolo che va mezza in giro mezza nuda e capirai che non ha gli impedimenti di una che viaggia con una “logica” armatura pesante e carica come un mulo di bagagli (un camminare spedito non necessariamente è veloce, questo è un sostantivo che ha anche altre accezioni, basta controllare su un qualsiasi vocabolario).

    Perchè bisogna aggiungere elementi superflui o controproducenti per sostenere la nostra tesi?! Forzare troppo una cosa per avere ragione, soprattutto quando probabilmente la si ha, rischia di portarci dalla parte del torto (principio antropico della stronzata equivalente potremmo chiamarlo)

  28. 371 Clio

    Guglielmo,
    Si scaldi meno, sensei, che si copre di ridicolo altrimenti ^_^
    1) “Stretto” significa in primo luogo “poco largo”,
    2) “Tunnel” vuol dire semplicemente “galleria sotterranea”, quindi il diametro non so dove andartelo a cercare.
    3) Vedi quanto scritto da Gugand.
    4) Quanto al carponare cito il seguente pezzo dal romanzo “Il talismano del potere”:

    Il viaggio iniziò nel modo peggiore, perché si dovettero infilare in un tunnel lungo e stretto, dove furono costretti ad avanzare carponi.
    «Alcuni condotti sono a rischio, sono conosciuti dal Tiranno e dai suoi. Questi più scomodi sono molto più sicuri» spiegò Aires.
    Camminavano spediti, Aires era una guida abilissima e si muoveva con agilità fra tunnel e gallerie.

    Ammettendo anche che “stretto” sia corretto, camminano carponi e vanno spediti in un passaggio angusto? Se non si sono trasformati in arvicole non so proprio come facciano.
    5)

    Tolkien non specifica l’apporto calorico delle gallette,

    XD
    Questa giuro che mi ha fatto rotolare in terra dalle risate!
    Apporto calorico?! Cioè, secondo te sarebbe stato molto meglio se Frodo avesse voltato la scatola per leggere gli ingredienti e le calorie?!
    Già m’immagino Galadriel che spiega: “sapete, io non ne posso mangiare, troppe calorie“.

    la Troisi non specifica cosa trova la sua protagonista.

    Ma… ma sul serio… XDD
    Tokien dice che ricevono da esseri magici (esistenti nel mondo da lui inventato e che sapevano dover incontrare, non incrociati per caso) biscotti molto nutrienti. Biscotti che è possibile cucinare nel mondo reale con un risultato meno efficiente ma simile, biscotti probabilmente ispirati ad una ricetta medievale, dato che gallette del genere sono da sempre usate in lunghe tratte (specificazione che mi sembra inutile, ma non sia mai che qualcuno non lo sappia).
    La Troisi non dice niente, solo che Nihal sopravvive.
    Ok, Guglielmo, è uguale, anzi! La Troisi è meglio, perché lascia più spazio al lettore per interpretare, immaginare, creare, calarsi nella storia e farsi demiurgo! Geniale! Hai proprio ragione! Viva Licia!

    6) Vuoi continuare a scalmanarti su questi due punti (gallette e tunnel)? Ci sono bizzeffe di altri strafalcioni madornali, che ne dici di cambiare? Tanto per movimentare questo inutile battibecco…

    Ciao, Spiderman ;)

    Suppongo volesse essere spiritoso ò.O
    Devo darti un soprannome anch’io?
    Sayonara

  29. 370 Uriele

    “Certo è come dire che mi abbasso per raccogliere le mele dall’albero”

    Il vantaggio del cervello umano è che in una frase riesce a coprire i refusi con un completamento automatico (è stato dimostrato che quando leggiamo velocemente il nostro cervello non si sofferma su ogni parola, ma legge le prime lettere e poi completa logicamente). Se io avessi letto una frase del genere ci sarei passato sopra anche senza accorgermene, anche perchè sarebbe stato evidente che la frase corretta sarebbe stata:

    “mi abbasso per raccogliere le mele dEll’albero”

    è un errore ortografico insomma non concettuale (o almeno può essere spacciato per tale senza nessuna forzatura) ed è uno di quei piccoli errori che può sfuggire senza troppi problemi sia a un’autore che a un revisore (le versioni economiche urania e oscar mondadori sono pieni di errori simili, che però non spezzano la narrazione e non risultano particolarmente fastidiosi neppure per il lettore)

  30. 369 barbara

    Certo è come dire che mi abbasso per raccogliere le mele dall’albero ^_^
    In teoria è possibile, però dovrei spiegare che o sono un gigante oppure l’albero è un bonsai.
    Se un cunicolo o una galleria o qualsiasi altra cosa intenda un passaggio nella roccia è stretto, io penso alla larghezza (come credo quasi tutti) altrimenti dico che è basso.

    Ma poi sembra di parlare al vento, sono secoli che si dice che qualsiasi trovata fantastica va bene, se è spiegata, e poi arriva qualcuno che in un fantasy trova più realistico fare scorte per un mese in una foresta di pietra, piuttosto che usare artifici magici per sopravvivere.

    Il bello è che Gamberetta e detrattori sembrano degli sfigati perchè si incapponiscono su particolari senza importanza, quando di fatto sono gli estimatori di certe opere che per dimostrarne la valenza li ritirano sempre fuori.

  31. 368 gugand

    quindi se il suo personaggio si mette carponi solo voi prevenuti

    potete pensare

    che intendesse un PASSAGGIO POCO LARGO E ALTO.

    Scusa, ma lo scrittore non e\’ li per descrivere la scena?
    Io non mi dovrei inventare nulla a parte il minimo indispensabile, invece leggendo il racconto prima immagino un cunicolo stretto quindi immagino della gente che camina di taglio, poi si viene a sapere che camminano a carponi, quindi cancello la scena formata, riavvolgo e mi riimmagino tutto con questi che camminano carponi in un tunnel basso ed abbastanza stretto da far strisciare le spalle.
    L\’operazione di riavvolgimento costringe il lettore ad uscire dall\’immersione della lettura, questo e\’ un errore. Se per te e\’ insignificante sono affari tuoi.

  32. 367 Guglielmo

    Clio, ma ci sei o ci fai?Un tunnel se è stretto ha un diametro piccolo.
    Tu fai la sofista cambiando i termini: cunicolo, passaggio, non sono tunnel.
    La forma geometrica la troisi non l’ha specificata, quindi se il suo personaggio si mette carponi solo voi prevenuti potete pensare che intendesse un PASSAGGIO POCO LARGO E ALTO.
    Ripigliati, o unisciti alla folta schiera di chi non sa neppure affrontare l’evidenza.
    Qui si arrampica sugli specchi chi fà finta di non capire il senso di una parola, pur di criticare.
    Ho parlato di tunnel, e tu ti sei messa a citare passaggi segreti e pozzi archeologici, almeno evita di prendere per il culo, ok?

    3, 30, 1000 gallette, sono comunque una stronzata. Tolkien non specifica l’apporto calorico delle gallette, la Troisi non specifica cosa trova la sua protagonista.

    Ciao, Spiderman ;)

  33. 366 Clio

    Guglielmo
    “stretto” si riferisce solitamente alla “larghezza”, “basso” all’altezza. Se io leggo di un tunnel stretto in cui un personaggio va carponi resto perplessa. Tra l’altro sei tu che poco fa hai tirato in ballo il fatto che, essendo i tunnel “tondi” “stretto” equivale a basso,
    >>

    Io non so dove vive Gamberetta, dove vivete voi e che tunnel vi immaginante, ma di sicuro nella nostra realtà un tunnel può essere o largo o stretto. Se è largo non ci sono problemi,ma se è stretto devi muovertici carponi.
    Non esistono tunnel rettangolari, che io sappia.

    mentre ora dici che discutere della forma sono sofisticherie. Ergo, cessa di arrampicarti su specchi insaponati, anche perché quello del tunnel non è il solo errore del romanzo, come già detto che ne sono a biffeffe e molto più eclatanti, quindi puoi anche evitare di aggrapparti al fatto che “però quel carponamento potrebbe non essere un errore!!!”. E’ pietoso.

    In secondo luogo, 3 gallette? Oh diavolo, va bene che sono hobbit e son piccini, ma io di gallette ne porto agilmente una cinquantina, non pesano praticamente nulla!
    Se la Troisi avesse inventato l’albero sparapuffola, alberello le cui bacche nutrono quanto le famose gallette, chissenefrega se Nihal ne trova uno in una foresta e lo sfrutta! E’ fantasy, posso inventare un albero magico, posso inventare un tortino energizzante, posso inventare una sporta sempre piena, una tovaglia che si apparecchia da sola, una pagnotta che non termina mai, ecc.
    Quello che non posso fare senza apparir ridicola invece è scrivere di un personaggio che, senza supporto di magia od aiuti esterni, compie azioni impossibili.
    Cela dit, il tuo paragone non regge. Tra l’altro ti dimostri estremamente superficiale: in Tolkien ci sono incongruenze, ma nella fattispecie quella delle gallette non lo è. Può non piacerti come trovata, ma è possibile e legittima. Invece è assolutamente impossibile che una persona trovi in una mattinata provviste per un giorno (figuriamoci un mese) nelle condizioni descritte (ma nemmeno in una foresta normale, ti assicuro!).
    Sayonara

  34. 365 Guglielmo

    Clio scusa, ma stai sofisticheggiando inutilmente.
    La Troisi scrive “tunnel” e “galleria”. Non scrive passaggio, non scrive cunicolo artificiale, non menziona la forma geometrica.
    Se avesse scritto : passaggio rettangolare stretto, la critica avrebbe avuto senso.
    Ma ha scritto tunnel stretto.E ha poi specificato: in cui il personaggio deve mettersi carponi.
    Ora, una persona non prevenuta SE proprio è incerta sul significato di stretto, quando legge “carponi” realizza che si sta parlando del diametro.
    Una persona prevenuta, o imbecille, pensa che il personaggio intanto non è in un tunnel ma in un passaggio generico, o peggio che tunnel e passaggio siano la stessa cosa [ma allora perchè chiamarlo tunnel?] e che questo passaggio sia stretto ma alto e il personaggio, sia un coglione, scusate il termine, e si inginocchi per attraversarlo.

    Il resto, come dici tu, è amenità.

    La questione delle scorte vale anche per la Troisi, se con 3[perchè le gallette sono come dici tu usate come razioni, ma gli hobbit non si portano certo kili di galbusera sul groppone] 3 biscotti elfici tiri avanti circa un mese, con quello che lei trova nella foresta avvizzita ci campa altrettanto.
    Dov’è il problema?
    Almeno la Troisi ha avuto il pudore di non inventarsi il cibo elfico iperenergetico superconcentrato.
    Il problema è sempre nel pregiudizio con cui vuoi criticare.

    Ps: Uriele, il mio contatto msn è: legionsofdoom@hotmail.it

    Ovviamente non è la mia mail privata, è solo il contatto msn.

  35. 364 Clio

    A Uriele
    Ho visitato solo una volta una miniera, e ci hanno fatto camminare in cunicoli rettangolari (più o meno), almeno per quel che ricordo, quindi in effetti hai ragione, i cunicoli secondari forse hanno forme diverse (ma… tonde mi sembra strano…).

    2) Oddio, qualcosa può aver spaventato gli uccelli, quello che dico è: cosa, in un mondo medievaleggiante, può essere più spaventoso di una cannonata? E perché Licia non ce ne parla?
    Il poligono è francese perché il bosco che conosco è in Massiccio Centrale ;) dipartimento del Puy de Dome, ad esser precisi.

    3)Hai ragione, ma uno in certe situazioni prende il rischio :) Tanto più che in un mondo pseudo-medievale, dove non credo esistano cose sterilizzate, uffici USL e altre coe simili, gli anticorpi devono averceli buoni.

    Comunque questa del bosco non è il solo strafalcione. Come già detto, la storia delle misure non torna (la signora Troisi non si è nemmeno preoccupata di fare una tavola delle conversioni! Omamma, che roba >.<), i combattimenti sono a dir poco allucinati, eccetera. Ci sono anche contraddizioni (Fen è prevedibile o no?), e non sciocchezze o errori di battitura che uno non vede rileggendo. In breve, sembra che l’autrice la storia non l’abbia proprio riletta!
    Quanto agli editor competenti… Non ci vuole una leurea per notare certi strafalcioni, basta star attenti a ciò che si legge. Ma, come ho già detto, la Troisi non vuole raccontare una storia, vuol fare rumore, e la Mondadori non intendeva pubblicare un buon libro, ma qualcosa che, con la giusta pubblicità, si sarebbe venduto bene.
    Quello che è interessante, secondo me, del “fenomeno Troisi”, è notare come la gente non vuole che gli si racconti una storia, vuole semplice rumore per occupare il tempo. Ahimé, Taliesin sarebbe disoccupato in questi tempi bui :(

  36. 363 Uriele

    Non so quali gallerie rettangolari o quasi tu abbia visto, le miniere difficilmente lo sono (se tu mi dici l’ingresso è rettangolare, questo può essere vero, ma la galleria o una miniera in sè difficilmente può avere una forma regolare, ma visto che abbiamo un architetto lascio dire a lui)

    2) Quando arriva Nihal c’è silenzio, quindi può essere successo qualcosa che ha spaventato gli animali (difficilmente un uccello depone quando sa che non ritornerà a covare). Il fatto che la foresta sia di pietra è assodato (non è che gli alberi si trasformano), il fatto che sia silenziosa può essere transitorio. (ma i francesi un poligono vero no, eh?! :D:D)

    3) L’acqua, se non conosci il luogo, sarebbe sempre buona norma bollirla. Se bevi acqua non potabile e non hai i giusti anticorpi, puoi rischiare malattie quali la dissenteria (certo non sono mortali forse, ma è spiacevole). Ad esempio in India negli alberghi o nelle case i locali bevono tranquillamente l’acqua di rubinetto (sono immunizzati), gli europei bevendo la stessa acqua sono colti da attacchi di dissenteria o influenze intestinali

    4) Il problema infatti ho detto che è ridotto (ti va fatta di culo 2 giorni con provviste minime li fai, però non ne fai per un mese)

    Insomma siamo al punto di partenza. Continua a essere una cosa illogica e a mio avviso un errore oggettivo dell’opera, ma non esasperiamola che si cade nel ridicolo (alcune tue note come quelle sui funghi le ho trovate molto pertinenti per esempio, altre un po’ forzate tutto qua)

  37. 362 Clio

    A Uriele

    bhè… la tana di una volpe è una galleria tonda

    Anche quella di un lombrico, se è per questo…

    se scavate nella roccia con mezzi non attuali difficilmente hanno una forma definita (ciò vuol dire che non sono rettangolari, ma neppure quadrate)

    Magari non perfettamente quadrate, ma ti assicuro che quelle che ho visto erano decisamente rettangolari.
    Per Nihal, mi pare che si arrampichi sugli specchi chi dice “ma via, magari lo ha imparato e non si viene a sapere”, in tutta sincerità :D

    Il silenzio della foresta può anche dipendere dal fatto che gli animali siano stati spaventati da qualche cosa, ma questo non vuol dire che non ci possano essere uova e nidi: il silenzio da solo non giustifica l’assenza di nidi e uova

    Ma anche no! Il bosco che conosco meglio viene usato come poligono di tiro dall’esercito francese, ci sono zone in cui non si può passare certi giorni perché sparano, e talvolta sparano cose abbastanza grosse da far tremare i vetri al villaggio (è raro, ma è successo), ma ti assicuro che gli uccelli continuano a cantare. Quindi alla Foresta di Pietra deve essere accaduto qualcosa di ancora più sconvolgente di una grande esplosione! Mizzica! Perché l’autrice non ne parla?

    Penso che dal rivo si sia procurata solo l’acqua (che magari bollita è anche potabile anche se qui insorge il problema legno e sterpaglie per il fuoco)

    In questo caso il problema non sussiste invece :D Se la devi solo bere (e non curarci una ferita e cose simili), in una zona come quella descritta penso tu la possa bere senza bollirla, un po’ di fango non ha mai ammazzato nessuno ;)

    difficilmente penso che si possano trovare provviste per 30 giorni, ma comunque alcuni delle possibili soluzioni hanno un certo senso, a mio avviso non risolvono il problema illogico, ma ne riducono notevolmente la portata

    Io di soluzioni sensate ancora non ne ho trovate, a parte una: come disse un mio amico, Nihal trova viveri PER UN MESE in una foresta di pietra. Embé? Hai idea di quanto ci vuole a digerire un sasso? :D In questo caso calo le armi, è vero, se mangia sassi può benissimo aver trovato viveri per un mese in una mattinata in una foresta di pietra.
    Tra l’altro i sassi non li devi neanche conservare, cosa che devi fare con qualsiasi altra provvista che non siano gallette (ma Nihal non ha elfi volenterosi a cui chiederle)

  38. 361 Uriele

    bhè… la tana di una volpe è una galleria tonda (però in questo caso difficilmente una persona ci entrerebbe) diciamo piuttosto che le gallerie umane non sono tonte o comunque se scavate nella roccia con mezzi non attuali difficilmente hanno una forma definita (ciò vuol dire che non sono rettangolari, ma neppure quadrate)

    -Nihal è un guerriero, quindi non per forza esperta di radici o piante o funghi commestibili (la Troisi non ne parla, quindi presumo che non lo sia): ergo le sue possibilità di procurarsi cibo sono ridutte in partenza.

    Ok è una situazione illogica, ma non arrampichiamoci sugli specchi. noi non seguiamo tutta la vita del personaggio un momento dopo l’altro, ma solo le avventure inerenti alla storia. Può benissimo essere andata nei boschi da bimba e che le abbiano insegnato qualcosa. Magari non saprà riconoscere tutte le piante, ma quelle più note se le vede sì. Queste abilità, a livello elementare può averle quasi chiunque senza che sia inverosimile. Trovo molto più strani i militari di Clarke che sono esperti astromatechimoingegneristicoarchitettofisica a livello universitario (non per essere cattivo, ma se eri un genio plurilaureato perchè cazzo hai scelto di fare il najone? Neanche l’ufficiale di carriera, anche se comunque potevi aspirare a molto di più, proprio il militare semplice)

    -La foresta è caratterizzata dal silenzio: non ci sono quindi uccelli, quindi niente nidi, niente uova.

    Il silenzio della foresta può anche dipendere dal fatto che gli animali siano stati spaventati da qualche cosa, ma questo non vuol dire che non ci possano essere uova e nidi: il silenzio da solo non giustifica l’assenza di nidi e uova

    -Il rivo è esiguo e fangoso, quindi niente pesci, e comunque a mani nude sarebbe complicato pescarli.

    Penso che dal rivo si sia procurata solo l’acqua (che magari bollita è anche potabile anche se qui insorge il problema legno e sterpaglie per il fuoco)

    Insomma a mio avviso è un errore logico molto marcato e alcune delle soluzioni proposte da Guglielmo per razionalizzarlo sono un po’ tirate per i capelli, ma alcune critiche alle sue soluzioni alle volte superano la barriera della credibilità e diventano forzature insostenibili a loro volta. Abbiamo idee diverse, difficilmente penso che si possano trovare provviste per 30 giorni, ma comunque alcuni delle possibili soluzioni hanno un certo senso, a mio avviso non risolvono il problema illogico, ma ne riducono notevolmente la portata

  39. 360 Clio

    A Guglielmo

    Inoltre, anche ammettendo che abbia fatto confusione tra *vegetazione* e *foresta* non vedo perchè l’impressione iniziale di Nihal, quando entra nella foresta (visto che la scena è descritta nel suo entrare nella foresta) non possa essere smentita da successive esplorazioni. Che è il ragionamento che fà la Troisi: manda la tizia a cercare “ovunque” in tutta la foresta e non trova certo more e lamponi, ma piante “avvizzite” e uno sfigatissimo “rivolo fangoso”.

    Forse è il ragionamento che ha fatto la Troisi, io nella sua testa non ci sono, ma ad esser pignoli, come dici tu, il tuo discorso tiene se nel pezzo comparisse un “contrariamente a come le era apparso in un primo momento” o qualcosa del genere. Altrimenti l’impressione è proprio che la signora stia cercando di aggiustarsi.
    Inoltre, come ha detto Barbara e come avevo osservato io tempo fa, è impensabile trovare viveri per un mese in una mattinata in una foresta rigogliosa e rutilante di vita. Ti dirò di più, è impensabile trovarli per la giornata!
    -Nihal è un guerriero, quindi non per forza esperta di radici o piante o funghi commestibili (la Troisi non ne parla, quindi presumo che non lo sia): ergo le sue possibilità di procurarsi cibo sono ridutte in partenza.
    -La foresta è caratterizzata dal silenzio: non ci sono quindi uccelli, quindi niente nidi, niente uova.
    -Nihal non ha con sé reti o trappole, ergo non può cacciare con agio, le sue possibilità si riducono a funghi e piante, non esattamente la cosa più nutriente del mondo.
    -I funghi inoltre crescono in genere in zone boscose (che non è il caso, visto che gli alberi sono di pietra), quindi non in un ambiente simile.
    -Il rivo è esiguo e fangoso, quindi niente pesci, e comunque a mani nude sarebbe complicato pescarli.
    -Nihal non può quindi avvalersi solo di qualche pianta avvizzita.

    E fa viveri per un mese? Con le piante avvizzite? Diavolo… Vorrei averla come cambusiere alla prossima spedizione!
    La Troisi dice che fruga la foresta e fa viveri, e basta. Troppo faticoso spiegare in quale prodigiosa maniera, è molto più semplice lasciare il compito ingrato al lettore. Tanto è fantasy!
    I libri della Torisi non raccontano una storia, fanno solo rumore. Come i bambini con le maracas, non vogliono comporre una musica, sono solo divertiti dal fracasso. Ganzo.

    Fa le scorte per un mese?Vale lo stesso discorso di Tolkien.

    Questa non l’ho capita.

    Quanto al tunnel, ti segnalo che in TUTTI i castelli/rovine/miniere/siti in cui sono stata cunicoli eventuali e passaggi sotterranei sono SEMPRE rettangolari. L’unica eccezione? Una specie di pozzo inclinato all’Acropoli di Atene, probabilmente uno scarico fognario, niente che un essere umano potesse usare per parraggio a meno che non fosse l’uomo-ventosa. A parte ciò non ho MAI visto una galleria tonda, e credo che queste richiedano una tecnologia molto moderna (tipo il cemento armato). Non diciamo quindi amenità.

    Mata

  40. 359 Uriele

    Perchè è PALLOSA Darkover e prolissa all’inverosimile (quindi non dico errori oggettivi), mi è piaciuto il primo, la matrice ombra e qualcun’altro, ma in generale non è una delle mie serie preferite (paradossalmente mi è piaciuta all’inverosimile la saga della Luce ambientata nel mondo moderno, in cui la magia non influenzava il mondo fisico direttamente, ma solo il mondo del “subconscio”, molto la giudicano bruttina, ma a me continua a piacere)

    Ecco appunto, io non cerco le scaccolate dei vari personaggi e penso che King porti avanti descrizioni di due pagine e mezzo su ogni singola boiata senza averne le capacità (“Borges diceva che non scriviamo quello che vorremo scrivere, ma solo quello che riusciamo). È per questo che la mia non è un avversione totale, ma lo apprezzo come autore di racconti (il racconto ti costringe a concentrarti di più sulla vicenda). Ho trovato molte di queste cose anche nella torre nera, ma il tutto sembra un po’ più scorrevole di altri romanzi e mi piace com’è stata tratteggiata la figura di Roland.

    @ Guglielmo: Il punto è che se si tratta di un tunnel stretto andare a carponi è una cosa logicamente idiota, senza altre indicazioni poi,si intendeper galleria un posto dove possa passare una persona piuttosto che un cunicolo scavato da un animale. Ma non è l’altezza il punto
    è la larghezza: mettendomi a carponi sono più largo (ho le spalle e i fianchi) che mettendomi di lato (dove la larghezza è data approssimativamente solo dalla mia testa).
    Se anche il corridoio fosse basso (ma non è questa la sua caratteristica predominante perchè se no si sarebbe posta l’attenzione sull’altezza piuttosto che la larghezza; potrebbe trattarsi di una fenditura all’interno di una grotta se per galleria si intende qualcosa di naturale), la scelta più logica sarebbe quella di strisciare sul fianco (e qui arriva la mia ignoranza, se qualcuno conosce una parola per descrivere questa azione con una sola parola per favore me la dica) non quella di camminare a quattro zampe.

    Per il contatto volentieri, però non so come fare, l’email è nascosta e non è una grande idea pubblicare il proprio contatto messanger su internet… forse chiedendo a chi gestisci il sito si può fare

  41. 358 Stefano

    Guglielmo di esempi te ne sono stati fatti diversi… sulla tua domanda la risposta è sì. Qualcuno sostiene che Falconi sia un bravo scrittore, io non ho letto che poche pagine del suo primo romanzo e mi sentirei di negarlo con forza. Andrea d\’Angelo, per quanto lo stimi come persona, non sono mai riuscito ad apprezzarlo fino in fondo come scrittore. Ho sentito cose lusinghiere su Pan e personalmente mi sento di consigliare a tutti Pentar di Luca Tarenzi, Saranno fenomeni semisconosciuti, ma rimarranno tali se persiste l\’equivalenza fantasy=letteratura per bambini.

  42. 357 barbara

    @Guglielmo, forse sei tu che non capisci ^^, io ho infatti detto che il contesto e l’opera prima sono i miei parametri, quindi se Gamberetta recensisce Farenehit di Bradbury mettendo come errore il fatto che sia banale perchè tutti guardano la televisione e c’è un inseguimento, io ovviamente posso obiettare che è stato scritto nel ’50. Oltretutto quelli che ho elencato, come già detto, sono parametri esterni all’opera scritta, influiscono ma solo indirettamente, se un autore ha scritto una cazzata nell’ 800 rimane sempre una cazzata.
    Ti rinnovo la proposta, se riesci a demolire un libro con i parametri di Gamberetta e a farlo in modo divertente e puntuale, io lo leggerò volentieri. :-)
    Ma forse non mi sono spiegata bene io.
    Quella della Bradley non l’ho capita ?_?

    @Uriele ma come? il Ciclo di Darkover è il migliore e se proprio vuoi trovare un autore che descrive personaggi che si scaccolano e scoreggiano quello è proprio King.^_^

    Per Nhial e la foresta di pietra:
    io stessa in quel passaggio sono rimasta piuttosto perplessa, non tanto per la foresta di pietra in sè, ma proprio per il fatto che andare in un bosco qualsiasi e sperare di trovarci qualcosa da mangiare, come so per esperienza personale, è pura follia. Fare scorte per un mese poi butta la mia sospensione direttamente nel cesso.
    Se avesse usato uno stratagemme alla Brooks nel ciclo di Landover, dove le foglie di alcune piante sono commestibili, lo avrei trovato molto più credibile.
    Altra cosa che mi è rimasta molto impressa è il fatto che Nihal se ne stia su una statua per un tot di giorni, ebbene io ho pensato: ma dove cavolo li fa i suoi bisogni? E li fa sulla statua dove la vedono tutti? Oppure i mezzelfi non hanno bisogni corporali?
    Mah è fantasy..

  43. 356 Guglielmo

    E’ interessante come le giustificazioni siano a senso unico: vogliamo essere pignoli?
    La Troisi nel passo della foresta di pietra dice solo che gli alberi sono di pietra, è Gamberetta che dice “la vegetazione è di pietra”.
    Mi dispiace, non è quello che dice la Troisi, quindi canna in pieno.
    Inoltre, anche ammettendo che abbia fatto confusione tra *vegetazione* e *foresta* non vedo perchè l’impressione iniziale di Nihal, quando entra nella foresta (visto che la scena è descritta nel suo entrare nella foresta) non possa essere smentita da successive esplorazioni. Che è il ragionamento che fà la Troisi: manda la tizia a cercare “ovunque” in tutta la foresta e non trova certo more e lamponi, ma piante “avvizzite” e uno sfigatissimo “rivolo fangoso”.
    Fa le scorte per un mese?Vale lo stesso discorso di Tolkien.

    Questo è uno dei tanti pezzi che Gamberetta ha manipolato.

    Ne volete un altro?Visto che avete citato la questione dello “stretto”.
    Andiamo a rileggere le frasi:

    “perché si dovettero infilare in un tunnel lungo e stretto, dove furono costretti ad avanzare carponi.”

    e successivamente:

    “Si trovò in un luogo stretto e umido, una lunga galleria buia che digradava verso il basso.”

    Io non so dove vive Gamberetta, dove vivete voi e che tunnel vi immaginante, ma di sicuro nella nostra realtà un tunnel può essere o largo o stretto. Se è largo non ci sono problemi,ma se è stretto devi muovertici carponi.
    Non esistono tunnel rettangolari, che io sappia.

    Posso andare avanti quanto volete :D

    ” Ma perché un lettore dovrebbe essere preso per i fondelli in questa maniera?”

    ps: Uriele mi piacerebbe continuare il discorso sui vari autori, la Bradley l’ho letta quasi tutta quando ero un ragazzino e l’ho anche apprezzata, ma rischiamo di finire in fogna.
    Se vuoi ti passo il mio msn.
    Ciauz

  44. 355 Clio

    A Guglielmo:
    La differenza tra la foresta di pietra ed i biscotti elfici è semplice: in un caso abbiamo una foresta di pietra ed un personaggio che non si sa come (senza magia, enza aiuto, senza nulla) trova da mangiare per un mese (sembra in una mattina, a com’è scritto). Nel secondo caso abbiamo dei personaggi che aiutati da altra gente si procurano dei biscotti “ricaricanti”, biscotti che nel mondo in cui i personaggi si muovono esistono. In un caso il cibo appare dal nulla, nel secondo viene portato da qualcuno che sapevamo dover incontrare.
    Ad ogni modo ti posso assicurare che ho preparato delle gallette da viaggio seguendo una ricetta tolkeniana, sono piuttosto buone, ed effettivamente in una giornata di viaggio ne ho mangiate tre o quattro e non avevo fame (erano vere bombe caloriche) ^_^
    Gallette da viaggio sono usate fin dalla notte dei tempi, la sola differenza è che a Lorien sono elfi e le cucinano in versione perfezionata.
    Invece fin dalla notte dei tempi un tale che si trova solo in una landa desolata di pietra e polvere muore di fame.
    Aggiungerei anche che in Tolkien si sa da subito che sarebbero passati per Lorien (ricevendo quindi un probabile aiuto), mentre la Troisi prima ci dice che la foresta è tutta di pietra e senz’acqua, poi si contraddice dicendo che Nihal trova lo stesso del cibo.

    Per il resto:

    esistono scrittori italiani fantasy migliori della Troisi? Se esistono, perchè Gamberetta non li ha recensiti?

    Perché dovrebbe? Ad ogni modo ha recensito Pan, dicendo che era migliore. Fracamente non l’ho letto, quindi non saprei.
    Per il resto io credo che la maggior parte della gente che frequenta questo blog concordi almeno in parte coi criteri dei gestori e venga qui per trarre ispirazione e farsi quattro risate. La recensioni negative sono tanto divertenti da scrivere quanto da leggere, poi sta al lettore trarne altra utilità che non il divertimento.

  45. 354 Uriele

    Ti ringrazio (maledizione i miei baffi finti non son riusciti a celar la mia vera natura di fan della Bradley) e… sì i biscotti elfici sono sempre stati come le razioni con la croce dei videogame… però in un certo senso sono un assioma del mondo di tolkien: esistono dei biscottini alla creatina elfici impastati con della benzina diesel e ti danno una carica che manco un poket coffe. In un certo senso è come se Tolkien avesse inserito le razioni militari dell’esercito: sono piccole, liofilizzate, durano 3 anni, fanno schifo ed una garantisce il tuo fabbisogno energetico giornaliero… Non mi han mai convinto, ma era ancora al limite della sospensione (ma capisco perfettamente che qualcuno possa trovarlo un errore oggettivo, perchè rientra nella logica di tutti i giorni :) )
    Poi un romanzo non deve essere per forza un seguire passo passo ogni azione del protagonista, ma solo quelle che fanno avanzare la storia o possono essere svaghi interessanti (ti giuro io non ho mai visto letto neppure di un protagonista che si scaccola), i periodi intermedi le azioni comuni sono “coperte” dal nostro livello superiori che, se necessario, rielabora la parte mancante con le nostre conoscenze personali (es. nell’ articolo su Brakin Dawn,già dalla terza riga dopo quella bianca abbiamo capito che i due protagonisti hanno fatto i porcelli, la nostra fantasia ha coperto il buco prima dell’intervento dell’autrice). Quando però ti sforzi di inserire qualcosa devi stare attento a non spezzare in modo troppo evidente la coerenza narrativa.

    PS: ognuno ha le sue debolezze. Le mie sono la Rice ( che non ha un gran stile, ha molti difetti, ma di cui amo il mondo) e la Bradley (che scrive molto meglio, è probabilmente l’unica donna del fantasy che rispetti veramente come scrittrice, e mi ha coinvolto con storie come La Torcia e Le nebbie di Avalon, anche se non ho mai amato il resto della saga di Avalon e la serie di Darkover).
    Invece ho un’avversione quasi patologica per King (che ritengo non abbia le capacità per dilungarsi in descrizioni così lunghe e piatte) dopo aver letto L’ombra dello Scorpione, It e Shining. Lo ritengo al pari della Rice come stile (non è un complimento, ma neppure un’offesa), solo che non mi piacciono (gusto personale) le sue storie. L’ho rivalutato nei racconti, in cui a mio parere riesce ad esprimersi meglio. Ultimamente sto leggendo la saga della Torre Nera e devo ammettere che è una serie carina, quasi scritta da un altro King (un po’ come quando ho letto Memnoch il Diavolo della Rice… prima di accorgermi che le descrizioni migliori del inferno di Milton :D)

  46. 353 DelemnO

    Delemno: non capisco, in ogni tuo post che ho letto non manchi di ribadire che tu stai scrivendo e blablabla.
    Bè, curioso, non trovi?Pubblicità?Egocentrismo?In fondo, non è importante.

    No, non esattamente, ho parlato di me perchè so quanto ci ho messo a scrivere ma non so quanto ci hanno messo altri autori, solo per quello,e per una cosa che aveva detto Carraronan in altra sede.

  47. 352 gugand

    Gamberetta ha recensito Pan e lo ha trovato bello.

  48. 351 Guglielmo

    Si, cazzolina, si. Finalmente. Potrei quotare i vostri due interventi interamente.
    @Uriele: non ho letto nulla di specifico al riguardo, me ne sono occupato quando ho studiato la FIT della Treisman e in generale i processi di percezione.
    L’errore della foresta di pietra, sai, ci ho pensato. Effettivamente è una cavolata. Ma la gestione del vitto degli eroi è sempre stata un problema per ogni scrittore. Ti dicono niente i mitici biscotti galbusera elfici che li mangi e tarelli per montagne impervie, paludi e regioni inospitali come un atleta?vogliamo parlarne?Lol.
    Gli scrittori più furbi non cascano nell’errore: i loro eroi non mangiano, non vanno di corpo, non hanno magagne fisiche. “Acido lattico?non so cosa sia”.
    La risposta l’ha data tu e ti ringrazio perchè, nel farlo, mi hai anche insegnato un paio di cose importanti, tra cui: a volte anche un fan della Bradley può avere un gran cervello ed essere cazzuto :P

    @Stefano: tutto il mio sforzo dialettico era diretto a portare chi criticava la Troisi a fare una riflessione come la tua.
    E le conseguenze sono poi inevitabili: esistono scrittori italiani fantasy migliori della Troisi? Se esistono, perchè Gamberetta non li ha recensiti?
    Se non esistono, esistono autori stranieri migliori?
    Non ho sentito forse dire a qualcuno “la Troisi danneggia il fantasy”?Ebbene, perchè non presentiamo qualche esempio di eccellenza per far scoprire o riscoprire il fantasy a chi non ha già letto tutto il leggibile?
    Non robe semi-sconosciute come alcune recensioni che ho letto qui, ma classici, o anche autori che stanno diventando vere e proprie leggende, tipo chessò, G.R.R.Martin?
    C’è chi sostiene che la strategia alla base di questo blog non sia quella di promuovere la buona scrittura o il buon fantasy, ma quella di garantirsi pubblicità tramite i tanti polli che accorrono a difendere i loro beniamini dalle stroncature.
    Vero?Falso?

    ai posteri…

  49. 350 Stefano

    Beh, Guglielmo, francamente risulta un po’ incredibile pensare che gli editor di mondadori siano degli incapaci. Credo piuttosto che un’opera fantasy dedicata ai ragazzi, che è un pubblico notoriamente poco critico, si presti a una certa trascuratezza. Non condivido, intendiamoci…
    Vogliamo fare dei paragoni? Terry Brooks nel suo libro “A volte la magia funziona” ci parla delle sue traversie editoriali e di quanto sia stato portato per mano nei primi tempi della sua vicenda editoriale. A me non sembra che Licia Troisi sia stata coltivata, ma soltanto spremuta battendo il ferro finchè è caldo. Tutti sono a conoscenza del relativo flop della “Ragazza drago” e il recente ritorno al Mondo Emerso dimostra il chiaro intento di raccogliere più che si può, piuttosto che coltivare. Vuoi altri esempi? Paolini, non certo un astro in fatto di originalità, è stato senz’altro gestito meglio: dai suoi genitori (anche se personalmente toglierei loro la patria potestà soltanto per averlo lasciato a casa da scuola e per aver “spinto” la sorellina a scrivere), dai suoi editor, dalla sua casa editrice. Allungare il brodo, aggiungendo un volume alla sua saga e’ cosa ben diversa dal proporre testi a iosa, stampati con caratteri da ipovedenti a prezzi vergognosamente esosi. Se i ragazzi queste cose non le sanno, le sanno che gli fornisce la paghetta…
    Personalmente sono il primo a sostenere la buona fede di Licia Troisi, anche se credo che una piccola spintarella il suo manoscritto l’abbia avuta, almeno per superare la scrematura iniziale: come ha scritto qualcuno, nessuno è tanto pazzo da mandare in prima battuta un pacco di più di 1000 pagine alla più grande casa editrice italiana con fondate speranze di essere pubblicati, e io non investirei mai decine di euro stampando un simile plico di fogli senza aver avuto qualche rassicurazione… la Mondadori, infatti, risulta essere l’unica casa editrice ad aver visionato il famoso manoscritto. Quali sono stati gli elementi fondamentali per la sua scelta? L’amore, senza particolari scabrosi; l’avventura e la magia, senza esagerazioni che potessero scatenare il MOIGE o gli invasati cattolici (vedi critiche a Hetty potter)
    Questi elementi garantiscono vendite a breve, ma alla lunga un autore dovrebbe trasformarsi in un professionista della scrittura per saper cogliere in prima persona le tendenze del pubblico. Terry Brooks è diventato un professionista della scrittura: oltre a Shannara è stato in grado anche di mutare radicalmente registro, del resto pubblica dagli anni 70. Tra sei o sette anni vedremo la Troisi ancora ingombrare gli scaffali? Francamente ne dubito, e qui entrano in gioco i rosikoni i quali credo possano dividersi in tre categorie: gli invidiosi della fama e del successo (e li troviamo ovunque), i lettori delusi e gli aspiranti scrittori danneggiati, che tra qualche anno proveranno invano a proporre le loro cose, anche molto diverse, e si sentiranno rispondere che dopo le abbuffate troisiane il fantasy ha ormai stancato.

  50. 349 Uriele

    “non è che si sia ristretto il mondo, l’autrice ha scelto di fare una semplificazione” (ripetizione dissonante ed errore grammaticale nella stessa frase, poi ho anche scritto puù al posto di può, ma quello è un errore di battitura)
    In questo caso non l’ho fatto apposta: era un messaggio lungo ed io non sono uno scrittore professionista. Però rileggendolo mi è saltato agli occhi. Se possibile chiederei ai gestori di editare il mio messaggio con questa correzione e di cancellare questo. Grazie

  51. 348 Uriele

    Ecco questa è una risposta e ti ringrazio. Io avevo chiesto prima quale psicologo e quale teoria psicologica supportava la tua tesi e aggiungevo che non mi fermavo a Jung e Freud (due autori scelti a caso che operavano in un certo ramo della psicologia, probabilmente i più famosi per le masse, se avessi citato Kelly molti non avrebbero neppure saputo di chi parlavo come se avessi citato Brentano). Quando scrivo e porto degli esempi, cerco, nelle mie possibilità, di portare esempi più o meno noti a tutti.

    Permettimi quindi una piccola introduzione elementare del fenomeno in modo che anche gli altri capiscano, a grandi linee di cosa stiamo parlando (lo spiego come lo hanno spiegato inizialmente durante l’introduzione nei corsi di psicologia, se riesci a spiegarlo in modo più semplice ed elementare ti prego di correggermi)
    In termini generali però lo schema driving (o top-down) è legato all’esperienza (l’esempio classico per spiegare il fenomeno è quello del fumetto, se vediamo due vignette, data l’esperienza reale, la nostra mente “copre i passaggi intermedi”, es. vediamo un pugno chiuso caricato subito dopo una testa girata e un rivolo di sangue dalla bocca e la nostra mente ci suggerisce che in mezzo ci sia stato un pugno). Le nostre scale di valori e i concetti astratti vengono definiti LIVELLO SUPERIORE in letteratura,mentre cose come i dati ottenuti dall’esterno sono detti LIVELLO INFERIORE. Si parla di Top -down ogni volta che un concetto di LIVELLO SUPERIORE influenza l’interpretazione di dati “reali” di livello inferiore.

    Io ho parlato solo di alcuni errori che ritengo importanti: le frecce che volano per chilometri sono entrate nell’immaginario collettivo grazie al cinema e una persona non appassionata può trovare normale la cosa, come uno che non abbia mai preso in mano una spada o studiato strategia militare può ritenere plausibili le battaglie della Troisi, qui i nostri concetti SUPERIORI hanno avuto il sopravvento rispetto a quello che avremmo potuto osservare nella realtà, questi per me non sono errori. Sono supposizioni razionali per chi sia cresciuto guardando vecchi e nuovi film d’avventura, leggendo fumetti pulp e molti romanzi.

    Io ho specificato fin dall’inizio quelli che consideravo errori “oggettivi” (quello lessicali, alcune costruzioni sintattiche e gli errori logici basati sull’esperienza di tutti i giorni oppure sulle premesse, prese come assiomi, introdotti dall’autrice stessa per il suo mondo)

    Quando una persona attraversa un cunicolo STRETTO (non basso STRETTO) e si mette a CARPONI, non una volta ma ogni volta che trova un passaggio stretto , bhè quello è un errore non riconducibile al top-down (ok potresti dirmi che lei pensava di conoscere il significato della parola e i suoi preconcetti hanno influenzato l’interprettazione del testo, ma è un po’ tirata come cosa e uno scrittore dovrebbe avere una certa padronanza della lingua, non dico conoscere tutti i vocaboli, ma o usare solo quelli di cui conosce il significato o almeno verificare quelli di cui non è sicuro e non usati comunemente. Poi errori ortografici possono capitare, poi ci sono anche i refusi di stampa, ma essere uno scrittore, fare errori grammaticali e NON riuscire ad accorgersene neppure rileggendo e controllando più volte… bhè è una cosa veramente triste, ma di errori grammaticali non è che ne abbia visti leggendo)
    L’esempio della foresta di pietra, citato da gamberetta in un altro articolo(che continuo a citare come un mantra), in cui in poche righe si passa da una foresta totalmente di pietra e senza vita, alla protagonista che ci va a cercare e trova delle erbe mebe mediche, bhè questo è un errore che non ha nulla a che vedere con il top-down è semplice sciatteria e noncuranza che si sarebbe potuta evitare rileggendo con attenzione.
    Insomma io sono a favore del processo chiamato SOSPENSIONE DELL’INCREDULITA’, i tecnicismi possono essere importanti per alcuni lettori, ma in un opera di intrattenimento l’importante è che il racconto scorra in modo plausibile per il tipo di narrazione (da un eroe mi aspetto cose incredibile e inumane e posso glissare tranquillamente su scene di battaglia strutturate non per essere una ricostruzione dettagliata di eventi storici reali, ma per rappresentare il concetto stesso di combattimento).

    PS: Le unità di misura possono essere tranquillamente scelte della Troisi, se uno cade per 24 metri di scale e si sbuccia un ginocchio non è un errore è una scelta a cui si puù applicare la sospensione dell’incredulità (John McClaine è sempre ferito di striscio anche quando lo beccano nel fegato ed è una scelta narrativa,successivamente esasperata per creare un effetto comico, ma nessuno ha mai avuto un cazzo da dire). Le distanze che dovrebbero essere percorse a piedi o a cavallo, sono state considerate come percorse da mezzi moderni (che hanno una velocità molto maggiore), non è che si è ristretto il mondo, l’autrice ha semplicemente fatto una semplificazione per rendere più scorrevole il romanzo; anche qui possiamo applicare la sospensione dell’incredulità.

    PPS: curiosità mia, ma ti riferisci a Brumer e alle teorie esposte in Beyond the information Given? Mi potresti consigliare qualche altro buon testo sull’argomento

  52. 347 Guglielmo

    Uriele, non so che dirti, Jung e Freud non c’entrano con il discorso che facevo io. Ho parlato di aspetti psicologici e non psicanalitici non a caso e per questo ti ripeto: siamo in un altro campo.
    E pure la psicologia dei costrutti non c’entra niente!
    Stiamo parlando di revisione. Forse ho fatto l’errore, e mi scuso, di usare la parola “schemi” in maniera poco chiara. Avrei dovuto parlare semplicemente di elaborazione. Infatti quello che intendevo dire è che quello che noi ci aspettiamo e sappiamo, è stato provato, influenza a priori la nostra percezione – il top down concept driven appunto.
    Questo significa che se io compio, per esempio un errore di grammatica o di ortografia, ho poi grosse difficoltà a scovarlo.
    Sempre allo stesso modo, se scrivo una cavolata – ma se la scrivo, non penso lo sia, giusto?altrimenti non la scriverei – o se descrivo male una scena difficilmente poi riesco a correggermi da solo.
    Per questo motivo gli autori di LF appena hanno un po’ di soldi si riempiono di esperti, rilettori specializzati e chi più ne ha più ne metta.
    E’ facile dire: un bravo autore non fa questi errori, quando non si può fare un confronto perchè mentre la Troisi è stata seguita – male – da editor che voi stessi definite incapaci, mentre gli autori che prendete come paragone sono seguiti da gente valida, e preparata.

    Inoltre, il discorso secondo me è ancora più complesso: perchè alcune di quelle che qui sono state presentate come “cazzate” o “errori” sono in realtà frutto di opinioni, prevenute aggiungerei. Le stesse situazioni, messe in mano ad altri autori più blasonati non susciterebbero lo stesso scandalo.
    Non per niente sono andato a rileggermi brani di autori famosi e ho riscontrato parecchie assurdità: nessuno mai se n’è lamentato. Ma siccome la Troisi è italiana e ha avuto un grosso successo, giù a rosikare.
    Seconda cosa: perchè penso e sono pronto a scommerci quello che vuoi, che alcune cose siano state modificate alla cazzo dagli editor. Vedi per esempio le unità di misura.

  53. 346 Uriele

    guarda se vuoi fare orecchie da mercante fai pure, non ho problemi. La psicanalisi è una branca della psicologia e quella freudiana è un’evoluzione della scuola del filosofo Brentano. Se poi vogliamo la correttezza formale quella la “Psicologia analitica” di Jung non è psicanalisi e si è sviluppata indipendentemente dalla prima. Se vuoi discutere va bene, se vuoi prendere per il culo è tutto un altro paio di maniche, da quello che scrivi sei troppo intelligente e colto per non averlo fatto con malizia.
    Secondo io ti ho chiesto quale articolo (o quale autore se preferisci)sostiene la tua tesi. Tu hai parlato di schemi mentali che sono alla base della psicologia dei costrutti personali di George A. Kelly e gli errori lessicali o le illogicità manifeste a distanza di poche righe, quando rilette non possono essere ricondotte al fenomeno del top-down (questi sono errori che possono essere commessi nella prima stesura e sono comprensibili, ma non è normale che sfugganno alle successive revisioni, non sono errori minori, denotano una scarsa conoscenza della lingua, un vocabolario lacunoso e una scarsa attenzione alla propria storia).
    Ci possono essere degli errori che sfuggono all’autore anche dopo la revisione, incongruenze minori riscontrate a grande distanza l’una dall’altra, queste non inficiano la lettura, ma quando sono ripetuti lungo tutto il testo, abbondanti e molto vicini, tendo ad attribuire il tutto alla non curanza e alla sciatteria (visto che sulla carta la Troisi non è l’ultima delle sceme)

  54. 345 Guglielmo

    @Uriele: Jung e Freud sono psicanalisti. Altro campo da gioco.
    Quello che tu non conosci è un aspetto della percezione e dell’attenzione spaziale, studiato in psicologia e si chiama fenomeno del top down, in cui è l’elaborazione precedente a influenzare il percetto.

    @Grace: io rimarrò nel club del “tanto è fantasy” finchè voi non mi direte in modo preciso e chiaro cosa rientra nel fantasy e cosa invece è un errore.
    Anche qui, esempi di famosi romanzi, insospettabili, come potenziali vittime della vostra idiozia critica si sprecano.

    Delemno: non capisco, in ogni tuo post che ho letto non manchi di ribadire che tu stai scrivendo e blablabla.
    Bè, curioso, non trovi?Pubblicità?Egocentrismo?In fondo, non è importante.

  55. 344 Grace

    @Guglielmo
    Quelli per te non sono errori? Quelle per te sono esagerazioni SUPPOSTE poiché si tratta di fantasy? Quindi deduco che tu sia uno dei facenti parte del club “tanto è fantasy”. Questo sì che è molto intelligente, complimenti.

  56. 343 Uriele

    … scusa ma per quanti libri rimane un’esordiente la Troisi? 10-15?
    “La strada per Los Angeles” (Fante è un autore POP, alle volte trascinato nella cultura alta, forzatamente) è un romanzo d’esordio carino (non apprezzo nè lo stile, nè lo sviluppo, ma devo ammettere che ha una stuttura narrativa solida, e scritta con stile e padronanza del linguaggio), “Aspetta primavara, Bandini” era scritto meglio, c’era un lavoro di documentazione più accurato, una gestione dei ritmi narrativi che mancava al primo libro: ha fatto tesoro delle critiche sia delle rivisti di settore che di altri amici scrittori.

    L’esordio può non essere perfetto, ma già nel secondo libro, quando si viene criticati (non è un caso isolato la recensione di gamberetta, e ce ne sono molte, anche se non così caustiche, di penne migliori e più famose) bisognerebbe far tesoro delle critiche…

    Gli errori oggettivi uno scrittore non li trova mai o quasi mai perchè,e chi scrive [o studia psicologia] comprende bene questo meccanismo, nel momento in cui costruisce una scena si crea uno schema mentale di essa che gli sembra corretto [altrimenti la modificherebbe].

    ??? Questa mi è nuova, ti prego portami l’articolo o il saggio che parla di questo argomento… Ti assicuro che non mi son fermato a Jung e Freud e questa teoria per la quale l’autore non riesca riscontrare gli errori oggettivi (lessicali, grammaticali, le illogicità manifeste come quelle del bosco di pietra) rileggendo l’opera mi sfugge.
    I costrutti mentali riguardano cose come i pregiudizi e la visione personale del mondo e l’interpretazione dei gesti e delle azioni di altre persone riportandole alla nostra individualità. Il costruzionismo non può modificare la nostra visione della grammatica, la capacità di usare in modo corretto i vocaboli, o gli errori di logica

  57. 342 DelemnO

    Anche per questo un po’ mi viene da ridere quando leggo una diciottenne che nella vita non ha combinato nulla, pubblicato zero, curriculum adolescenziale, dare alla Troisi della scema.
    Il mondo va al contrario.

    Niente mi fa saltare i nervi come queste affermazioni, sembra detta dalle ragazzine in difesa di twilight, l’unica differenza è la presenza di vocali.
    Come fai a sapere se abbiamo combinato qualcosa? Da dove si definisce che uno ha combinato qualcosa, nella vita? Sì, non ho ancora pubblicato, però sono dieci anni che scrivo perchè se devo dare in pasto un’opera non pronta come le Cronache del mondo emerso ( a cui mancavano anni di revisioni, imho) a un editor oltretutto incapace di correggere gli errori di base ( non sarebbe cambiato molto dire che Nihal dopo mesi di addestramento riuscì a tendere l’arco, io sono magra come Nihal e ci riesco) ,cosa che si poterebbe fare senza modificare la storia, preferisco aspettare. Scusate tanto se non ho il nobel per la lettratura, ma i suoi libri sono un ottimo argomento in mano a chi dice che la fantasy italiana fa pena.
    Si può sempre tirare fuori il vecchio discorso, che so, dell’idraulico: se io chiamo un idraulico per farmi le tubature in casa e questo me le fa che spilla acqua dovunque e i muri fanno la muffa, dato che l’ho pagato ho tutti i miei diritti di dire ” è un lavoro che fa schifo” anche se io non sono capace di fare il lavoro, dato che però i difetti sono evidenti, no?
    Cioè, in Nihal me ne sono accorta a 14 anni ( o 13, non ricordo), quando uscì, che la spada di cristallo nero era impossibile e che nessuna persona con un po’ di buon senso andrebbe in battaglia senza corazza.

  58. 341 Guglielmo

    @Barbara: no, allora vedi, ho ragione: non hai capito il discorso. Gli strumenti critici usati da G non sono influenzati minimamente dall’epoca, [o dal contesto,o dal fatto che l'autore sia un esordiente - e questi hai detto essere poi i tuoi parametri].
    Diciamo che non sai di cosa stiamo parlando, ok?Vatteli a leggere e poi torniamo a discutere.

    Per quanto riguarda le critiche sempre agli stessi libri, ti ribalto il discorso: sono i libri che hanno successo che vengono criticati di più, perchè anche il critico ha bisogno di visibilità – vedi il numero di commenti nelle recensioni di libri semi-sconosciuti.
    Il meccanismo che probabilmente Gamberetta sta mettendo in atto è stato descritto da un certo Fabrizio in Fogna dei Commenti.

    @Grace: quelli per te sono errori?Pensavo a una risposta intelligente. Criticare un’esagerazione [supposta] in un romanzo fantasy è una delle cose più imbecilli che si possano fare, è la scusa del critico svogliato.

    @Uriele: boh, continui a citare autori di generi e di qualità molto diverse rispetto alla Troisi. Non puoi paragonare i suoi libri, da esordiente, scritti a vent’anni, con Bulgakov, Eco e sarcazzo.
    Gli errori oggettivi uno scrittore non li trova mai o quasi mai perchè,e chi scrive [o studia psicologia] comprende bene questo meccanismo, nel momento in cui costruisce una scena si crea uno schema mentale di essa che gli sembra corretto [altrimenti la modificherebbe].
    Oppure l’errore può essere dato dall’incapacità, dall’inesperienza di mettere su carta alcune descrizioni. Cose accettabili per un esordiente.

  59. 340 barbara

    @Guglielmo, non vorrei essere rude, ma ho capito benissimo ^_^
    Volevo solo dire che se vuoi fare una recensione di Conan ad esempio, dovresti oltre che usare i parametri di Gamberetta, tenere conto di quando è stato scritto, ovvero negli anni ’30.
    Il mio metro di giudizio per quanto riguarda gli aspetti di un opera esterni all’opera stessa, sono infatti il contesto, cioè quando, come, dove e perchè è stato scritto, e se l’autore è un esordiente.
    Per il resto non me ne frega niente della nazionalità, dell’età o del sesso, sono parametri per me ininfluenti, almeno per la moderna letteratura.
    Se vuoi fare una recensione usando i parametri dei Gamberi puoi benissimo farlo, magari mandi l’articolo a Gamberetta che alcuni post fa ha detto che chiunque può mandarle una recensione con quelle caratteristiche. Se riesci a demolire un’opera di Howard e a renderlo anche divertente io lo leggerò volentieri ^_^

    Per la questione dei gusti, a parte le solite banalità, vorrei dire che un lettore onesto con se stesso e con un minimo di spirito critico, dovrebbe avere ben presente il valore di quello che sta leggendo.
    Io cerco sempre di essere obiettiva e mi rendo conto che molte delle cose che mi piacciono sono spazzatura e non ci trovo niente di male ad ammetterlo. Così come ci sono opere che non mi piacciono ma che probabilmente sono al di là della mia portata, oppure non mi interessa quello che raccontato, ad es. Il Maestro e Margherita l’ho dovuto abbandonare, non per questo dico che fa schifo.
    Per me non c’è niente di male ad affermare che c’è molta gente ignorante e senza nessuno spirito critico, che si beve tutte le cazzate che vengono scritte, che leggono alcuni libri semplici e banali perchè probabilmente non riuscirebbero a capire quelli appena un po’ più complessi, che magari non hanno nemmeno voglia di impegnarsi per evolversi e imparare. Io non li giudico per questo però non li posso certo mettere sullo stesso piano di chi invece nella lettura cerca qualcosa di più che non sia lo sconnettere il cervello, per quello basta la tv. Quando vedo scritti commenti che dicono: a me la Troisi piace tantissimo e mi da un sacco di emozioni, invece la Austen mi fa schifo scrive malissimo, a me vengono i brividi, poi sarà sinistroide e snob per questo ma non ci posso fare niente.
    E’ ovvio che la cultura non è appannaggio di tutti così come la comprensione e la consapevolezza, chi dice il contrario secondo me mente.

    Curioso poi notare che c’è un sacco di gente che dice: a ma come fai tu si può demolire qualsiasi libro; però poi alla fine dei conti quelli che vengono maggiormente criticati sono sempre i soliti libri, mi viene spontaneo pensare che sia perchè effettivamente offrono il fianco molto più facilmente. (piuttosto che ci sia una cospirazione ai loro danni).

  60. 339 Grace

    Scusa, ma da cos’avresti dedotto che io “parto dalla Troisi per dare un giudizio lapidario sulla letteratura nel suo compenso”? XD La Troisi non l’ho neanche mai letta, l’ho presa ad esempio soltanto perché il romanzo preso in esame è suo. Ma il mio era un discorso generale, che rispondeva alla domanda “è più importante piacere o essere privo di errori?”. Allora, non si tratta di semplificare, perché la cosa è già semplice: quale delle due caratteristiche ha più importanza, secondo te? Sì, lo so che un buon romanzo è un compromesso di diverse caratteristiche, ma la domanda poneva esplicitamente di fronte alla scelta tra una sola di queste due. Io, se dovessi scegliere una sola tra queste due caratteristiche, preferirei un libro privo di errori (ovvero un libro in cui SO di non trovare incongruenze o elementi incoerenti con il realismo interno al contesto) piuttosto che un libro che “piace a tanta gente”, perché in quest’ultimo caso potrei trovare una perla così come un pezzo di carta straccia.
    Per riassumere: la mancanza di incongruenze è in sé una buona qualità, la “piacevolezza” no. Come è stato scritto in un commento ad un altro post, anche le mosche trovano tanto piacevole la cacca.
    Con questo, non sto dicendo che un romanzo perfettamente privo di errori oggettivi sia automaticamente un romanzo perfetto, né che sia questo il solo metro di giudizio per misurarne la qualità. Se hai inteso questo, si vede che mi sono spiegata male.

    @Guglielmo
    Una definizione di errore?! Scusa, ma non mi sembra così difficile capire cosa si intenda con “errori oggettivi”. Se in un libro viene descritta una scena in cui un sasso galleggia nell’acqua, è stata oggettivamente scritta una cazzata. Se una ragazzina esile impugna senza problemi uno spadone, a meno che non abbia appena bevuto la pozione magica di Panoramix, è oggettivamente una cazzata. Stavolta, il tuo mi sembra veramente un voler polemizzare sull’ovvio, perdonami.

  61. 338 Uriele

    Cultura pop verso cultura alta è una forzatura, alcune opere nascono pop e diventano alte (difficilmente vale il viceversa), ma anche questo discorso porterebbe a una nuova discussione tangenziale, stimolante, ma contingente. Comunque la mia risposta al commento di Grace era anche una critica al suo metodo induttivo universale, in cui parte dalla Troisi per dare un giudizio lapidario sulla letteratura nel suo compenso (basta guardare come conclude il messaggio)

  62. 337 Uriele

    @ Guglielmo: guarda che io non ho mai dato contro alla tua visione e in gran parte fino a qui l’ho condivisa, quindi non mi stupisce il fatto che ti dia ragione su gran parte degli argomenti…
    Io ti ho fatto l’esempio di molti autori del passato e gente come Bulgakov nelle loro opere non ha subito un gran lavoro di editing (al massimo di censura). La prima versione del maestro e margherita integrale, riprodotta poi nelle ultime edizioni italiane, è stata pubblicata in samizdat (quindi rieditata in proprio dall’autore e pubblicata clandestinamente); questa edizione è quella che è arrivata a noi, quindi dove sono le schiere di professionisti*

    Tomasi di Lampedusa ha lavorarato tutta la vita al suo grande romanzo borghese (poi pubblicato senza NESSUNA modifica) trovando sempre qualcosa da cambiare, rimaneggiandolo, migliorandolo e modificandolo nel corso degli anni. A rileggere la propria opera si trovano sempre errori o cose che sarebbero potute essere state scritte meglio. Molto spesso è più la noncuranza o la sciatteria piuttosto che l’incapacità di trovare l’errore, quello che spinge l’autore a spedire il manoscritto alla casa editrice lasciando il resto agli “esperti del settore”. Rileggendolo con attenzione e occhio critico un autore avrebbe trovato e corretto errori oggettivi come quello del già citato “carponi”.

    PS: Eco si edita da solo, se ne vantava pure nelle sue lezioni…

    * Lo so ho scelto questo autore apposta nel post precedente, sapevo che qualcuno avrebbe tirato fuori questa argomentazione e mi ero premunito. Chiedo scusa per la scorrettezza intellettuale…

  63. 336 Guglielmo

    vi rendete conto che, con la vostra discussione, mi state dando ragione, vero?
    Uriele la tua risposta porterebbe ad almeno due discussioni che esulano da questo argomento: Scrittore eccellente vs Troisi, e cultura pop vs cultura “alta”.
    Troppe cose insieme.

    Gli errori.

    Grace non da una definizione di “errore”, quindi finché rimane sul generico evito di risponderle, mi limito a farle notare che lei rientra in pieno nella categoria di intellettualoidi che quando criticano negativamente qualcosa si posizionano SEMPRE nei posti giusti,quelli dei capaci e dalle alte qualità critiche.Brecht mi manca molto.
    Invece, Uriele, il tuo discorso è facile da spiegare.
    Primo:
    gli autori che tu ora vedi bravi e famosi hanno una schiera di professionisti al loro servizio che correggono qualunque castroneria scrivano. Fare quindi un confronto è impossibile, oltre che scorretto.
    Secondo:
    è difficilissimo rendersi conto dei propri errori, per questo le case editrici usano gli editori. La stessa Gamberetta evidenzia quanto gli editor della Troisi fossero professionalmente impreparati. Questi non solo non hanno rilevato quelle incongruenze – poche ma gravi – in alcuni punti della trama, ma devono aver anche cambiato qualche cosa.
    Metto la mano sul fuoco per la questione delle unità di misura.
    Non per niente, ma la Troisi dovrebbe collaborare con l’ASI, come astrofisica.
    Anche per questo un po’ mi viene da ridere quando leggo una diciottenne che nella vita non ha combinato nulla, pubblicato zero, curriculum adolescenziale, dare alla Troisi della scema.
    Il mondo va al contrario.

  64. 335 Clio

    A Guglielmo

    1)Come fai a dire che è ininfluente?Qui siamo all’assurdo. Scriveresti un libro per bambini nello stesso modo in cui scriveresti un saggio scientifico?Pensaci su per bene e poi rispondi.

    Ha già risposto Uriele ed io sono d’accordo. Inoltre una storia può essere per bambini (magari non gli racconterai una storia di complicate trame di palazzo, lo annoieresti), ed essere splendida (io ho trovato “Anand e lo specchio del fuoco e del sogno” godibile, nonostante fosse per bambini), il punto è: non deve essere piena di cazzate (errori).

    2)E’ ininfluente che possa piacere?Ma come, se può piacere, allora svolge correttamente la sua funzione, e tutto il vostro discorso sulle REGOLE OGGETTIVE CHE LO SCRITTORE DEVE SEGUIRE ALTRIMENTI IL LIBRO FA’ SCHIFO non valgono nulla.

    Quello che sto cercando di dire (senza riuscire a farmi capire, si vede) è che non mi interessa assolutamente discutere del gusto delle persone. Esistono criteri secondo cui un libro è buono o meno, che non sono per forza i criteri stilistici descritti da gamberetta nel Riassunto della Puntate Precedenti, ma punti molto semplici: realismo, credibilità. Credibilità relativa ovviamente. Se io scrivo di un mondo dove ci sono i puffi ed il mio personaggio incontra i puffi, niente di strano, è perfettamente credibile dato il contesto, ma se nel mio libro una ragazzina qualsiasi (e sottolineo qualsiasi) infreccia un catafratto a cento metri con un arco non meglio specificato (perché magari l’autore ritiene esistano archi qualsiasi), allora questo non è credibile, è una cazzata (se l’arco è magico o altro il discorso cambia, ovviamente). Parimenti se io scrivo di un personaggio avaro fino all’ossessione, non posso escrivere una scena in cui si mostra gratuitamente generoso (a meno di non dare una spiegazione decente).

    3)Il romanzo è pieno di errori, che secondo me sono da imputare alla scarsa cura editoriale.

    Se l’autrice non fosse un’ignorante (cosa che lei stessa ammette candidamente) certi strafalcioni non ci sarebbero.

    Quelle che TU ritieni cazzate sono invece opinabili. Esempio per capire: la storia del signore delle tenebre. Cazzate?Certo, per uno che ha letto 500 romanzi e racconti fantasy di cui 490 con un antagonista simile, è una cazzata. Per chi è al primo libro fantasy, potrebbe non esserlo.

    Il Signore delle Tenebre rientra nel gusto personale, a me non interessa assolutamente in una discussione simile, mi interessa però se il tale, dopo essersi mangiato mezzo mondo subito, in 40 anni non avanza di un metro. Non è per forza un errore, ma… com’è possibile? L’autrice no mlo dice, e quindi diventa un errore (con ridserva, diciamo). LAtre cose sono invece indiscutibili: le misure che la Troisi ci dà sono completamente sballate, come dimostrato da Gamberetta. Questo genere di errore e quello che chiamo “cazzata”.

    E’ una mistificazione da intellettualoidi di sinistra dire che un prodotto fa schifo ma può piacere.

    Ma per piacere… Il manga di Inuyasha è piaciuto ad un sacco di gente (me compresa), questo fa di lui un opera di qualità? No, è una stupidaggine, ma piace.

    Cos’è più importante: piacere o essere privo di errori?

    A parer mio? Esser privo di errori è il primo punto, piacere è il secondo. Facendo una scala, la correttezza è importante 10, il piacere lo è 7.

    Se fossero davvero pattume, la gente non li comprerebbe.

    Non diciamo assurdità…

  65. 334 Grace

    Non ho mai detto che la mancanza di errori significhi la perfezione di un’opera, ma personalmente ritengo sia una caratteristica più importante rispetto al “può piacere”, perché la prima si basa su un’oggettività qualitativa (perché la mancanza di errori è una qualità; poi il libro può anche difettare di coinvolgimento, di “anima”, ma da qui a dire che la mancanza di errori non significhi nulla ce ne corre), mentre la seconda è priva di parametri. “Può piacere”, grazie tante… ma a chi? A chi non capisce nulla di arte guerresca al punto di bersi delle cretinate colossali senza accorgersi di quanto siano colossali? E’ il “può piacere” a non significare nulla. La mancanza di errori ed incongruenze non fa da sola la qualità dell’intera opera, ma è di per sé una qualità. E per come la vedo io, la presenza di errori ed incongruenze ogni due per tre, rende un’opera ridicola e di basso livello, a prescindere da quanto possa risultare “piacevole” a chi questi errori non li vede/non li considera.

  66. 333 Uriele

    @ Grace: Non è vero, essere privo di errori formali, non vuol dire essere un’opera degna o bella, può semplicemente trattarsi di un opera senz’anima. I tre moschettieri, guerra e pace, i fratelli Karamazov e moltissimi altri romanzi sono infarciti di “errori” narrativi, dovuti in parte anche alla loro natura di opere d’appendice (ebbene sì anche molti capolavori della letteratura russa sono stati inizialmente pubblicati come opere d’appendice), ci sono lungaggini piccole incongruenze e forzature, ma queste non impediscono la lettura o la rendono meno scorrevole.
    La perfezione accademica di un opera non ne determina la qualità (molti autori italiani hanno avuto da ridire con i puristi della Crusca, D’Annunzio usava spesso coniugazioni poetiche per mantenere la musicalità del testo piuttosto che adottare le forme più corrette e in molti manuali di scritturi o saggi letterari sono portati un’enormità di esempi di questo tipo).
    Tu lettrice colta preferisci leggere un “Il Nome della Rosa” (comunque un gran bel romanzo, semiologicamente e storicamente impeccabile) o un “Il Maestro e Margherita ( potevo prendere qualche opera come l’immortale di Borges, ma ho scelto questo esempio perchè è un romanzo che quasi tutti avranno letto, definito unanimamente un capolavoro, ma non esente da piccoli “difetti formali” e piccole incongruenze volutamente inserite e distribuite in un opera massiccia e coinvolgente)?

    In linea di massima dire che la bellezza sta nell’assenza di errori è sbagliato, la bellezza sa nel saper scegliere oculatamente quali errori ci è permesso fare e costruire una trama solida, sviluppata con uno stile coinvolgente e ritmato. Una buona storia è un compromesso fra perfezione formale, idee e intreccio. È questo che crea un opera “piacevole”. La mancanza di errori ed inconguenze non ha nessun significato per se stessa

  67. 332 Grace

    Cos’è più importante: piacere o essere privo di errori?

    Essere privo di errori. La qualità di un libro non si misura guardando a quanta gente piaccia.
    Che poi ci sia una marea di gente in grado di apprezzare un libro in cui una persona filiforme riesce a usare arco e frecce nonché uno spadone a due mani, significa semplicemente che c’è una marea di gente ignorante in materia e soprattutto con poca capacità logica (io pure sono ignorante in materia, ma basta mettere in moto il cervello per capire che non è possibile maneggiare una spada così pesante senza una buona dose di muscoli).
    Qualche errore può ovviamente scappare, ma se un romanzo è PIENO di errori e piace, la spiegazione è una: piace ai sempliciotti, oppure agli ignoranti (non inteso come insulto, ma proprio “nel senso che ignorano”). Tra:
    1) essere pieno di errori ma piacere a duemila sempliciotti/ignoranti
    2) essere privo di errori ma piacere a dieci persone dalla capacità critica
    beh, io sceglierei la seconda, decisamente.

  68. 331 Uriele

    1)Come fai a dire che è ininfluente?Qui siamo all’assurdo. Scriveresti un libro per bambini nello stesso modo in cui scriveresti un saggio scientifico?Pensaci su per bene e poi rispondi.

    Se i saggi scentifici dovessero essere giudicati per la forma e non solamente per i contenuti verrebbero quasi tutti respinti dalle riviste specialistiche. Comunque qui si parla di intrattenimento, non di materiale specialistico. Una buona storia è universale (ad esempio Jim Bottone e la storia infinita sono scritte rispettivamente per bambini e giovani adulti, ma possono essere letti e apprezzati da tutti). Romanzo per ragazzi indica solamente la “fascia di ingresso” dei lettori, non quella di uscita.

    2)E’ ininfluente che possa piacere?Ma come, se può piacere, allora svolge correttamente la sua funzione, e tutto il vostro discorso sulle REGOLE OGGETTIVE CHE LO SCRITTORE DEVE SEGUIRE ALTRIMENTI IL LIBRO FA’ SCHIFO non valgono nulla.

    Ok qui sono perfettamente d’accordo, questa affermazione è un stronzata. Separiamo il mondo reale da quello delle idee. Se una storia è avvincente e coinvolgente per il recensore, il giudizio sarà falsato dal suo gusto personale, indipendentemente dai canoni estetici, modificherà il giudizio sull’opera. Un buona recensione è sempre una miscela di giudizi tecnici e gusti soggettivi (bisognerebbe mantenere un proporzione 70-30 fra le due cose per fare un buon lavoro, a un uomo non si può chiedere di più)

    3)Il romanzo è pieno di errori, che secondo me sono da imputare alla scarsa cura editoriale.

    … Se l’autore fosse stato capace non ci sarebbero stati tanti errori in primo luogo, basta rileggere un paio di volte le bozze con vocabolario, sintassi e spirito critico alla mano.

    E’ una mistificazione da intellettualoidi di sinistra dire che un prodotto fa schifo ma può piacere. Di quelli che rosikano pesantemente, di solito.

    Miii che palle la politica forzata… la svettete di cercare di inserire il cilindro nel buco triangolare??? No, non ci entra, neppure con il martelletto! Una cosa può essere qualitativamente brutta eppure piacere. Il Trash è questo, opere obbiettivamente di scarsa qualità che si prendono troppo sul serio e divertono per la loro inconsistenza o per l’eccesso di pathos.

    Se fossero davvero pattume, la gente non li comprerebbe.

    Ogni fottuto anno “vacanze di natale” sbanca ai botteghini e la gente ride alle battute dei fichi d’india. McDonald fattura miliardi in tutto il mondo e Pizza Hut è la pizza più venduta al mondo. Per la maggioranza della popolazione mondiale Sturbucks produce caffè—

  69. 330 Guglielmo

    Quoto Stefano.
    In secondo luogo, Guglielmo, sto cercando di dire una cosa molto facile:
    1) E’ ininfluente il tipo di lettore a cui il romanzo è destinato;
    2) E’ ininfluente il fatto che tale romanzo possa piacere;
    3) Il romanzo è pieno di indiscutibili cazzate.
    Tirando le somme: Il romanzo è spazzatura.
    Può piacere lo stesso, può piacere ad un determinato tipo di lettore, può aver aperto il cuore a centinaia di adolescenti complessate, non è questo il punto. Il punto è: il romanzo è pattume.
    Perché è pattume?
    Non per forza perché la trama è banale, ci sono opere prevedibili e godibili fino in fondo.
    E’ pattume perché è pieno di errori.
    Il lettore non se ne accorge.
    Non mi frega nulla, ci sono, e di per sé il romanzo ne è stracolmo, perché non sono cinquanta, sono cinquecento.

    1)Come fai a dire che è ininfluente?Qui siamo all’assurdo. Scriveresti un libro per bambini nello stesso modo in cui scriveresti un saggio scientifico?Pensaci su per bene e poi rispondi.

    2)E’ ininfluente che possa piacere?Ma come, se può piacere, allora svolge correttamente la sua funzione, e tutto il vostro discorso sulle REGOLE OGGETTIVE CHE LO SCRITTORE DEVE SEGUIRE ALTRIMENTI IL LIBRO FA’ SCHIFO non valgono nulla.

    3)Il romanzo è pieno di errori, che secondo me sono da imputare alla scarsa cura editoriale.
    Quelle che TU ritieni cazzate sono invece opinabili. Esempio per capire: la storia del signore delle tenebre. Cazzate?Certo, per uno che ha letto 500 romanzi e racconti fantasy di cui 490 con un antagonista simile, è una cazzata. Per chi è al primo libro fantasy, potrebbe non esserlo.

    E’ una mistificazione da intellettualoidi di sinistra dire che un prodotto fa schifo ma può piacere. Di quelli che rosikano pesantemente, di solito.

    Cos’è più importante: piacere o essere privo di errori?
    Sarebbe meglio entrambe le cose, ma dovendo scegliere, mi sembra che i libri della Troisi abbiano svolto la loro funzione dignitosamente.
    Se fossero davvero pattume, la gente non li comprerebbe.

    @Barbara: scusa se sono rude, ma di quello che ho scritto non hai capito una ceppa.
    Io non ho nessuna intenzione di demolire Howard, al contrario. Il punto è che le regole OGGETTIVE di buona scrittura professate da Gamberetta per criticare la Troisi e altri autori, sono fuffa.
    Usandole, potresti demolire quasi qualsiasi autore, anche coloro che Gamberetta cita come promotori delle stesse [vedi King].
    Le proponevo quindi una recensione in cui, usando le sue regole, avrei fatto a pezzi l’ultimo romanzo di Howard [e ho scelto lui perchè era il primo libro che mi sono trovato in mano guardando gli scaffali].
    Claro adesso?

  70. 329 Clio

    Urieleeee!
    Corvotempesta, questa mi ha dato il colpo di grazia!

    La dovrebbero mettere come massima nei manuali e riviste per scrittori: “Se vuoi scrivere fantasy, lascia riposare in pace Tolkien!”.

  71. 328 Uriele

    C’è di peggio, un associazione “amici di Tolkien” o qualcosa di simile, due o tre anni fa aveva incominciato a riscrivere il signore degli anelli “COME L’AVREBBE RISCRITTO TOLKIEN SE FOSSE VIVO OGGI” (sic!)… neppure i morti neppure i morti.

    Se volete metterlo nella fogna non mi offendo, però… Neppure i morti!!!!

  72. 327 Clio

    DelemnO, hai accorciato di vent’anni la mia speranza di vita con questa notizia =_= Iste mundus furibundus… Ma perché devono sempre tirare in ballo quel pover’uomo? Sempre! Quando ci si ispirano, quando lo riprendono, quando lo reinterpretano, quando lo riporpongono, ma lo volete lasciar tranquillo?! Perché mai nessuno cerca di emulare qualche altro genio, Pratchett per esempio?! Dico, tanto per cambiare!

  73. 326 DelemnO

    Ommiodddiioooo su fantasy italia in un sondaggio su chi potesse essere l’erede di Tolkien tra le opzioni c’è la troisi! Sono stati i Goa’Uld, che intendono invaderci dall’interno?Uh, no.. forse gli Ori. Comunque, povero Tolkien.

  74. 325 laio97

    scusate lo so che non rigurda ciò di cui state parlando ma chi ha scritto
    che nihal è capricciosa?!

  75. 324 laio97

    scusate sono entrato in questo momento nel blog, di che si parla?

  76. 323 Stefano

    E poi Howard le battaglie le sapeva descrivere decorosamente, ricordate gli arcieri bossoniani, i picchieri di Gunder e la cavalleria pesante di Aquilonia? Certo, Conan è sicuramente un personaggio enfatico, ma l’enfasi del personaggio è giustificata dalle sue origini Cimmerie, popolazione del resto veramente esistita che creò lo sgomento in Medio oriente , distruggendo anche il regno dei Frigi

  77. 322 barbara

    @Guglielmo, scusa ma quello che dici sul target non ha senso, Gamberetta lo ha letto e l’ha trovato una cazzata, come molti altri del resto, che sia rivolto ai bambini, alle donne, agli anziani o al mio gatto non fa nessuna differenza (beh forse per il mio gatto si :).

    Finiti di leggere i libri della Troisi l’unica sensazione che ho provato è di qualcosa di approssimativo, non completo, scritto un po’ a casaccio, buttato li insomma.
    Poi sempre per il target, quando ho comprato il libro appena uscito (eh si una piramide ti invoglia) non c’era scritto da nessuna parte che fosse un fantasy per ragazzi, o per ragazze, quindi l’ho preso attratta dall’eroina femminile protagonista (non dalla copertina), se avessi saputo che era per ragazzine lo avrei lasciato volentieri al suo posto e avrei risparmiato in tutto.
    Poi proprio tu dici di voler demolire Howard, ma anche in questo caso le sue opere vanno contestualizzate, non ha senso rapportarle alle opere del presente.

  78. 321 Simone Pietro Spinozzi

    Riporto, riguardo l’argomento del mio precedente commento, un pezzo tratto da una dichiarazione di un noto giornalista, che mi pare particolarmente azzeccata in questo caso, dato che si parlava per l’appunto dell’uso “gratuito” di insulti con tanto di esempio riguardo un caso professionale (ovvero di qualcuno che l’insulto lo faceva anche per vendere, mentre gamberetta non vende niente, da le sue opinioni in modo gratuito):

    Ecco, naturalmente il fatto di essere contrario alle condanne per diffamazione sempre è una pura follia: i giornalisti che diffamano devono essere condannati per diffamazione!
    Poi uno deve decidere se sia più saggia la pena pecuniaria, detentiva, l’obbligo di rettificare.
    Ma non è che noi possiamo vivere con la licenza di uccidere senza che veniamo minimamente sanzionati, altrimenti ci sarebbero diffamatori professionali che continuerebbero senza più nemmeno la paura di essere puniti.
    Per carità, lungi da me chiedere l’abolizione del reato di diffamazione: semmai bisognerebbe tipizzarlo meglio e stabilire che quando uno racconta un fatto vero non si scappa.
    Le parole che ha usato, il contesto in cui l’ha raccontato non contano, conta solo il fatto vero.
    E quando esprime una propria opinione, anche per dire che il presidente degli Stati Uniti è un cretino, può dirlo, se lo motiva.
    Infatti, negli Stati Uniti, si può dire che il presidente è un cretino.
    Il regista Michael Moore ha pubblicato un libro, che in Italia è edito dalla Mondadori, che si intitola “Stupid white man” e si riferisce all’attuale presidente degli Stati Uniti Bush, al quale viene dato del coglione.
    E non è successo niente.
    Con queste precisazioni, se uno pubblica un fatto falso e si rifiuta di rettificarlo sul giornale, allora certo che deve essere sanzionato per diffamazione.

  79. 320 Spinozzi Simone Pietro

    Non vi pare di stare facendovi troppe pippe mentali un po’ troppo per il linguaggio usato e per come potrebbe potrebbe essere (fra)inteso?

    A me pare che Gamberetta ha detto cose giuste e motivate? Si.

    Poteva dirle con piu’ grazia? Si, ma a lei non andava.

    Sarebbe servito a qualcosa porle con piu’ grazia? Non credo sarebbe cambiato nulla.

    Ha fornito svariati spunti di riflessione ed ha elencato una serie di errori tipici all’interno del racconto spiegando che si rilevano spesso e per alcuni casi ha fatto anche l’elenco delle singole volte in cui un errore si e’ ripetuto talmente tante volte da farsi involontariamente ritrovare un bassorilievo della copertina del libro sul muro piu’ vicino anche se fosse da solo, e ve ne erano tanti.

    Certamente uno che non ha mai letto fantasy potrebbe non notarli, ma persino io che ne ho letto poco, ma comunque leggo spesso, ero riuscito a trovarne almeno una meta’ (assieme ad altri che gamberetta non ha nominato) perche’ diversi di quegli errori trascendono l’essere un libro fantasy.

    Sinceramente quando uno vuole fare un libro che deve vendere cosi’ tanto dovrebbe avere perlomeno la cura di farlo in maniera decente. Anche perche’ il fatto che abbia venduto per “fortuna” si e’ visto con progressivo ed inesorabile crollo delle vendite. Se non impara a scrivere continuera’ a non vendere.

  80. 319 Clio

    Quoto Stefano.
    In secondo luogo, Guglielmo, sto cercando di dire una cosa molto facile:
    1) E’ ininfluente il tipo di lettore a cui il romanzo è destinato;
    2) E’ ininfluente il fatto che tale romanzo possa piacere;
    3) Il romanzo è pieno di indiscutibili cazzate.
    Tirando le somme: Il romanzo è spazzatura.
    Può piacere lo stesso, può piacere ad un determinato tipo di lettore, può aver aperto il cuore a centinaia di adolescenti complessate, non è questo il punto. Il punto è: il romanzo è pattume.
    Perché è pattume?
    Non per forza perché la trama è banale, ci sono opere prevedibili e godibili fino in fondo.
    E’ pattume perché è pieno di errori.
    Il lettore non se ne accorge.
    Non mi frega nulla, ci sono, e di per sé il romanzo ne è stracolmo, perché non sono cinquanta, sono cinquecento.

  81. 318 Stefano

    Vorrei dire a Guglielmo: sei davvero sicuro che l’autrice si sia posta davanti alla sua opera con il target adolescenziale in mente? Perchè credo che sarebbe la stessa autrice a smentirti… queste, piuttosto, sono elucubrazioni editoriali. Qui non si sta dissertando sulla buona fede dell’autrice: lei è sicuramente convinta di aver scritto un’ottima cosa, come tanti altri autori del resto. L’autrice sostiene di aver soltanto voluto descrivere una storia e ci parla spesso dell’importanza del progetto dietro i suoi romanzi (la cartina dovrebbe essere nata prima del romanzo) ma se tutti i difetti e le incoerenze rilevate esistono, allora che fase progettuale ha alle spelle un simile romanzo?

  82. 317 gugand

    Per Guglielmo e Polymetis:
    Un conto e’ capire un conto e’ condividere.
    Secondo me certi insulti si potevano risparmiare senza incidere sulla qualita’ delle recensioni e sull’humor.
    Il bello che grazie quelle offese quanta gente e’ entrata qui per commentare e leggere le risposte spesso intavolando discussioni, per me interessantissime, come quella che stiamo portando avanti?
    Non dico che e’ il modo giusto, ma non tutto il male vien nuocere.
    E poi non me la sento di dare ulteriori giustificazioni. Non posso spacciarmi per uno che sa quello che passa per la testa dei blogger.

  83. 316 Guglielmo

    Insomma, se ti dico “sei un cerebroleso”, non ti sto offendendo, ti sto ***volutamente provocando***.
    A quale scopo?
    Ma allora ha ragione Sgarbi! Perché fare lo sforzo di rispettare le persone? Vai con l’insulto libero, tanto se ci criticano possiamo dire che era una tattica provocatoria oppure che siamo i paladini anti-ipocrisia [il famoso "io sono l'unico a dire le cose come stanno, perché ho le palle"].

    Vendetta, poca maturità, sfogo: non mi sembrano le motivazioni ideali per fare una critica “decente”.

  84. 315 Spongebob&Patrick

    a Polymetis,
    In realtà siamo in due ad aver commentato, comunque non volevamo criticare il tuo commento o quello che tu pensi; ma il nostro dubbio era sorto rispetto ai riferimenti storico-architettonici che tu hai tirato in ballo, che meritavano, e meritano (soprattutto sulla questione Moderna), di essere chiariti e approfonditi. Capiamo anche che bisogna spiegarsi ma a volte due parole sono meglio di cento, soprattutto quando si è mordaci al punto giusto. Un riassunto, se ben costruito, è più efficace di tanti paroloni e riferimenti extratestuali che tanti non riescono a cogliere. La semplicità è la via per la grandezza, come ha scritto Shakespeare e non è un caso che ancora oggi Lui faccia parlare di sè.
    Comunque, molti dei commenti qui presenti sono forse mossi dal proprio relativismo, ma cerca di capire che sono anche il frutto della rabbia di vedere un simile risultato venir osannato semplicemente sotto l’influsso della pubblicità o perché la Troisi è italiana! Troviamo entrambe le cose patetiche e tipicamente italiane, che premia chi manovra e non chi è manovrato, facendo deficitare tutto il sistema (che già fa ribrezzo) e coloro che potrebbero portare ORIGINALITA rispetto ad altri contesti triti e ritriti! è anche vero che sarebbe più da prendersela con l’Immondadori che con la Troisi: lei forse è veramente una pedina per far soldi… pedina che però sembra crederci non poco a quello che fa, soprattutto perché non sembra in grado di accettare qualsivoglia critica e si rintana tra i suoi proseliti che la difendono a spada tratta a destra e a manca! Se noi fossimo degli Scrittori avremmo qualche serio dubbio se NESSUNO che conta nel panorama letterario del nostro Paese desse un commento al nostro lavoro… un silenzio eloquente che sembra far riflettere sull’operato della Troisi, in quanto considerato da alcuni come CAPOLAVORO del fantasy italiano; e dubitiamo che qui valga la regola “chi tace acconsente”!
    La verità sembra essere una sola nei confronti di questo libro: le 300.000 copie vendute sono state per buona parte il premio per il bel lavoro di copertina fatto da Paolo Barbieri! Errore commesso superficialmente anche da noi e da tanti altri…

  85. 314 Polymetis

    Argomentazione un po’ debole questa delle offese, soprattutto se supportata da idee come quelle della caduta di qualità che se non condivisa porta invevitabilmente a considerare tali offese gratuite in quanto non motivate.

  86. 313 gugand

    Guglielmo

    Gugand, è proprio qui che ti volevo: se sei consapevole di applicare un insieme di regole per dare un tuo giudizio, non cadi nell’errore di definire “cerebroleso”, “scemo”, “stupido”, “ignorante” chi la pensa in modo diverso.

    Anche a me non piacciono quei termini. Pero’ capisco l’intenzione volutamente provocatoria di gamberetta e perche’ usa quei termini.
    Dopo infinite discussioni con certa gente che evidentemente non capisce il suo punto di vista e spesso non ragiona su quello che gli viene detto non ammettendo che certi difetti notati esistono(tipico dei scemi e i celebrolesi), ma fa commenti spinti solo dal “mi e’ piaciuto il libro come a tanta gente non puo’ essere brutto” e’ naturale prendere in giro alla prima occasione. La vendetta e’ un sentimento poco nobile e forse poco maturo, ma certo aiuta a sfogarsi.
    A me fanno molto ridere tutti quelli che entrano dicendo che gamberetta non ha capito niente del libro, quando e’ probabile che lo abbia letto con la lente d’ingrandimento e spulciato a fondo, altrimenti non potrebbe fare recensioni tanto dettagliate.
    Senza tener conto le ragazzine che scrivono in smsese.
    Diversi scrittori ed editori sono entrati qui dentro sentendo offeso il loro lavoro (e qui rispondo indirettamente al tuo puntare il dito sugli editor ed editore).
    Dai fan all’editor qui prendono bordate e spesso offese dirette pero’ penso che questo blog in qualche modo porti scrttori ed editori a stare piu’ attenti al loro lavoro e i fan a pretendere qualcosa di piu’ perche’ tolte le offese rimangono analisi ben documentate.
    Le offese sono un modo, magari poco elegante, di attirare l’attenzione su cose che la gente sta sempre piu’ ignorando, ma causano un’inevitabile caduta della qualita’.

  87. 312 Guglielmo

    Gugand, è proprio qui che ti volevo: se sei consapevole di applicare un insieme di regole per dare un tuo giudizio, non cadi nell’errore di definire “cerebroleso”, “scemo”, “stupido”, “ignorante” chi la pensa in modo diverso.
    Vuoi una recensione seria, che sia valida pur nell’ambito della sua soggettività?
    Parti dal contestualizzare l’opera che stai analizzando. L’errore è qui, non aver contestualizzato il romanzo nel sottogenere fantasy che gli compete.
    E qui mi ricollego anche al discorso che facevo con Clio.
    Nell’ambito in cui scrive la Troisi documentarsi non è un dovere morale, considerato che non sta scrivendo per esperti oplologhi ma per delle ragazzine che non sono minimamente interessate all’aspetto marziale della vicenda.
    E questo è un fatto: ha avuto successo, evidentemente ci sono persone a cui interessa un romanzo fantasy con quelle caratteristiche.
    Per quale motivo la Troisi si sarebbe dovuta documentare, per anni, su dieta, usi e costumi, abbigliamento, oplologia, strategia, arti marziali e scherma e non so che altro?Per non far storcere il naso a un lettore che comunque non avrebbe apprezzato il suo libro, visto il genere?
    Questa cosa non ha senso.
    Non solo, vi ostinate a ignorare la massa di scrittori famosi e non che non si documentano. Quando lo fanno è perché sono già esperti nel campo o sembrano esperti, ma in realtà hanno alle spalle collaboratori selezionati che revisionano.
    O magari, come Martin per esempio, è probabile che si siano documentati ma evitano di seguire la via del realismo estremo per non tagliarsi le gambe da soli.

    Per questo motivo, sono propenso a puntare il dito sull’editore, che ha prodotto – lui sì – un lavoro poco onesto.Perchè io scrittore posso anche essere sbadato, soprattutto se scrivo tanto. Posso anche fare errori più o meno grossolani, ma tu editore hai uno staff apposta per evitare che il libro esca con questi errori.

    [ io non penso che la Troisi abbia usato il braccio come unità di misura nel suo libro; è più probabile, vista la qualità di editing, che avesse scritto metri e qualcuno abbia cambiato. L'unica cosa che non torna è l'altezza della torre, ma non ho ancora capito cosa intende quando descrive la città: se è come Minas Tirith è tutto sommato verosimile, altrimenti è una cavolata immane.]

    Questo per dire che, con un editing “decente” , la Troisi avrebbe avuto lo stesso successo, e lo spazio per le critiche si sarebbe ridotto al puro “mi piace il genere”/”non mi piace il genere”.

  88. 311 Polymetis

    Si su questo sono del tutto d’accordo, ed è questo che intendevo dire. Poi vabbè, sugli errori grammaticali non ci sono storie; nel senso che è un modo oggettivo per dire se lavori bene o male. Il linguaggio è una convenzione per comunicare ok, ma nel momento in cui scrivi hai scelto di utilizzarlo e ti spetta farlo in modo quantomeno corretto. Per il resto anchio sono convinto il lavoro di Gaberetta sia importante e fatto bene e ci tengo che non possa essere vanificato dal fatto che ponga le proprie opinioni come concetti assoluti. Ma se non è così tanto meglio…

  89. 310 gugand

    @Polymetis
    Credo di aver capito quello che intendi.
    In effetti c’e’ una piccola differenza di punti di vista tra me e te.
    Pensi che alcune cose che vengono fatte passare come parametro oggettivo in realta’ siano (molto) opinabili.
    In realta’ vedere l’oggettivita’ dei parametri usati da gamberetta, secondo me, e’ un errore di interpretazione delle recensioni.
    Ne’ gamberetta, ne’ gli altri hanno mai detto che le regole che usano siano oggettive, ma hanno diversi gradi di condivisibilita’ che cercano di giustificare citando i diversi scrittori famosi le hanno esposte. Anche se nelle recensioni sembrano mettere tutti i parametri sullo stesso piano in realta’ sono tutti opinabili (pure l’uso della grammatica). E’ un discorso implicito nel termine recensione che spesso ci si scorda.
    Vista l’impossibilita’ di essere obbiettivi tanto vale dire le regole usate e mostrare tutto cio’ che piace o no. Per esempio gamberetta usa persino il rapporto di pianti/parole per mostrare quanto spesso nihal pianga. Lo sanno tutti che e’ un parametro a cavolo, tu lettore della recensione pensi subito che per te e’ insignificante e lo ignori nella valutazione che ti stai costruendo mano a mano che leggi la recensione.
    L’opinione del recensore non significa nulla, sono i fatti elencati che formano un’idea di cosa aspettarsi.
    La recensione serve solo a preparare il potenziale lettore e di certo questo blog aiuta molto di piu’ delle recensioni di tanti giornali e riviste che raramente focalizzano l’attenzione su vari aspetti e spesso sono vaghe, talmente vaghe che se il recensore avesse sintetizzato con “mi e’ piaciuto”, “l’ho trovato infantile”, “E’ stato divertente” era uguale.
    Che poi il tutto sia infarcito e ricamato con sarcasmo, cinismo ed ironia a me rende interessante la recensione in se indipendentemente dal libro.

  90. 309 Polymetis

    Seconda cosa: quando non si rispettano i modelli classici, si cerca di variare le regole estetiche, generalmente si conoscono i principi estetici pre esistenti che si cercano di infrangere (impressionisti, espressionisti, cubisti, dadaisti, futuristi,…). La conoscenza di ciò che viene prima è un fattore essenziale per creare qualcosa di innovativo, altrimenti si parla solo di errori, e solo in rari e fortuiti casi un errore involontario porta a qualcosa di buono

    Secondo questo punto di vista la Troisi ne esce come avanguardista. Gli scrittori medi si documentano e sono coerenti? Bene io farò qualcosa di nuovo e non lo sarò. Conoscere il passato può anche essere stato utile per tutte le correnti letterarie, ma nel momento in cui coniano regole proprie e rigettano le passate dimostrano l’inesistenza di regole assolute; che è quello che cercate di sostenere. Ragazzi, non possiamo dire certe cose, sennò passiamo noi per i pirla e non la Troisi.

  91. 308 Polymetis

    Infatti concordo che ci sono errori oggettivi della Troisi, ma avete letto quello che scrivo? Errori paragonabili alla statica per un edificio, ma sempre in quello che scrivo ho ben detto che l’unico modo per approdare a qualcosa di oggettivamente giusto ( e non sempre è possibile ) è la matematica. Statica e Meccanica SONO Matematica, così come parlare di errori grammaticali è una questione oggettiva e matematizzabile. Sono tipo 5 post che concordo con voi su questi punti; vi sto facendo riflettere sull’altro: non ci sono regole per dire che si scrive bene, al di là della grammatica. Capiamoci su questo punto. Lo dico perchè apprezzo molto il lavoro e la passione di tutti voi e voglio fermarvi dal fare un passo che rende vani tutti i vostri punti di vista, quello dell’imporre canoni assoluti. Non si può fare perchè tutta la filosofia moderna e tutta la cultura degli ultimi 100 anni lo ha reso impossibile. Fermiamoci quindi a cose che sono assolute: coerenza logica e grammatica e su questi punti, cari amici, siamo tutti d’accordo che i lavori della Troisi siano tutt’altro che capolavori.

  92. 307 Uriele

    Polymetis: se costruisci qualcosa questa è sottoposta sempre a delle regole, che sia un motore o che sia un palazzo. Per quanto si sperimenti non si possono infrangere alcune regole fondamentali della fisica e della meccanica (non so se ad architettura facciano scienze delle costruzioni, metallurgia e meccanica e materie simili). Questo è un dato OGGETTIVO (trovami un palazzo che non riesce a sopportare il suo carico e a ridistribuirlo in modo corretto che stia su).

    Seconda cosa: quando non si rispettano i modelli classici, si cerca di variare le regole estetiche, generalmente si conoscono i principi estetici pre esistenti che si cercano di infrangere (impressionisti, espressionisti, cubisti, dadaisti, futuristi,…). La conoscenza di ciò che viene prima è un fattore essenziale per creare qualcosa di innovativo, altrimenti si parla solo di errori, e solo in rari e fortuiti casi un errore involontario porta a qualcosa di buono

  93. 306 Polymetis

    A voglio poi aggiungere che quando parlo di Modernità parlo del mondo nel suo globale non di movimento/corrente o orientamento culturale. La loro esistenza è un ulteriore prova dell\’assenza di regole assolute in quanto ogni movimento si coniava le sue e in base ad esse lavorava.

  94. 305 Polymetis

    Scommetto che tu sei uno di quelli che se deve criticare il lavoro di qualcuno vai a riprendere la triade vitruviana. Senti, se vuoi ne parliamo in privato io e te perchè sinceramente di ribadire che il Novecente è RELATIVISMO e che ovviamente il retaggio di classicità è difficilmente scaricabile di getto. Sul razionalismo sono d’accordo con te, ci sono molti canoni classici (ad esempio la ben nota sezione aurea) ma ricorda anche che uno dei suoi padri fondatori: Le Corbusier, ha scritto nei suoi cayer dopo i viaggi di studi: Questa non è architettura, dopo alcuni disegni di opere classiche. Se il fondatore del Modernismo tra le due guerre se ne vuole distaccare un motivo ci sarà. Ci sarebbero molte cose da dire, ma in fondo mi chiedo: se sei d’accordo con me sul fatto che sia soggettivo il giudizio e la possibilità di esprimerlo, e che quindi questo non sia assoluto perchè cerchi di confutare un ragionamento che porta a questo esito? Se vuoi discutere di architettura moderna (tu e i tuoi colleghi) ti lascio la mia mail e lo facciamo in privato; Io sono pure d’accordo con te su difetti oggettivi, come incorenze logiche e errori grammaticali, l’ho detto ….

    la stima va NON nei confronti della quantità, ma di ciò che è in grado di trasmetterti, disgusto o apprezzamento che sia!

    Poi mi concludi così, è quello che credo anch’io. Lo ripeto da mezz’ora, a certe persone ha trasmesso molto e dunque per loro è bello, a me no e quindi non lo è. Siamo d’accordo. RELATIVISMO. Ho scritto molto solo perchè certe cose vanno spiegate scusami, la prossima volta mi limiterò a esprimere giudizi, ma non lo credo produttivo.

  95. 304 Spongebob&Patrick

    Scusa Polymetis,
    ma tutta questa manfrina filosofica per dire alla fine che la Troisi non rientra nel tuo indice di gradimento? Vogliamo filosofeggiare? Ebbene, così sia!
    Analizzando con spirito critico ciò che hai scritto, hai bisogno di un ripasso sulla storia dell’architettura da parte di un paio di colleghi (architetti).
    In primis, le regole sono alla base dell’architettura (sia essa classica, gotica, moderna, ecc.), passando in generale dalle regole tecniche a quelle estetico-funzionali, oltre alle norme di regolamentazione!
    In secondo luogo, parli dei trattati del 1500; ma dimentichi che questi trattati sono nati dalla riscoperta nel 1414 del De Architectura di Vitruvio, che è sopravvissuto grazie agli amanuensi appartenuti a quello che tu hai definito “buco medievale”!
    Infine, il pensiero classicista è stato alla base del Rinascimento e successivamente dell’Illuminismo; e quest’ultimo è alla base del concetto di Moderno che tu tanto tiri in ballo, ma è qui che sbagli! Ti facciamo subito un semplice esempio: basti pensare al Movimento Moderno che è nato tra le due guerre mondiali. Esso vantava un concetto del tutto razionale dell’architettura, razionalità che ha sempre delineato le correnti “classiciste” perché perseguono un rigore assoluto nelle geometrie.
    Non è quindi corretto accostare “non regole” con Moderno: forse è più giusto parlare di Post-Moderno, la corrente di pensiero che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha parlato di crisi del Moderno e di tutto il bagaglio di regole che si portava appresso!
    Una breve fonte:
    http://www.funzioniobiettivo.it/glossadid/post_moderno.htm

    Per quanto riguarda la Troisi, d’accordo ognuno ha le sue opinioni e per fortuna, altrimenti se non esistesse qualcuno che ci contraddica ogni tanto, saremmo pecore degne di dittatura, rattrappite sulle proprie opinioni ed ipocrisie! Ma ciò non toglie che la Troisi dovrebbe impegnarsi nettamente di più con la sintassi delle sue frasi e, soprattutto, con la punteggiatura! Per non parlare delle frasi monche che finiscono a capo per qualsiasi motivo possibile! E, se non sbagliamo, sono tutte cose che fanno parte dell’abc del saper scrivere, ovvero delle REGOLE!
    Per concludere, il fine non giustifica i mezzi! Rimanendo in campo architettonico, per quanto tu possa presentare un progetto dettagliato e studiato, se privo di personalità e di carattere, oltre che del linguaggio architettonico per eccellenza – il disegno -, rimmarrà pur sempre un progetto debole. Quindi possono anche essere 1200 pagine, come anche 3000 o 2, la stima va NON nei confronti della quantità, ma di ciò che è in grado di trasmetterti, disgusto o apprezzamento che sia!

  96. 303 Polymetis

    Questi non sono parametri applicabili, è come se uno costruisse una casa senza geometrie e piena di errori ( alla maniera di Numerobis, per chi conosce Asterix), al punto che è invivibile

    Prima non avevo dato degno peso a questa frase che da architetto mi colpisce molto. Ludwinc Mies Van de Rohe quando costrì casa Tugendhat e Farnsworth House, stravolse geometrie e assiomi dell’architettura; i proprietari e committenti dei due lavori gli fecero causa in quanto ritennero le case non vivibili. Oggi è uno dei padri fondatori dell’architettura moderna…Guardate i suoi lavori, sono la priva vera rottura con il classicismo.

  97. 302 Clio

    A Guglielmo

    Ho già detto che la tizia fa errori logici, ma stavamo parlando della guerriera che sbaraglia tutti, no?

    No, con me stavi parlando del fatto che la guerra è o no fondamentale e vitale alla trama, della guerriera che sbaraglia tutti non me ne importa una ceppa ^_^
    Detto questo, metà della tua rosposta non mi riguarda.
    Non ce l’ho con la Troisi perché mi va di prendermela con lei, ma perché è un’ignorante e vende pezze di lino per seta orientale, punto.

    Quanto agli scrittori, a me piace il lavoro fatto bene, uno scrittore che scrive bene, anche molto bene, ma che riempie il romanzo di stupidaggini storiche (esempio già citato, Magdeburg) non mi piace. Fantasioso? Forse. Scritto bene? Anche benissimo. Ma pieno di stupidaggini.
    Un libro è fatto di molte cose, e tutte sono importanti.
    Poi ci sono libri-spazzatura che piacciono lo stesso per i più svariati motivi, non mi interessa assolutamente il gusto personale della gente, anche perché esso non cambia la realtà: un libro è decente o no. Ci sono criteri per deciderlo. Il fatto che piaccia non vuol dire che sia decente.

    Tanto per dire, la maggior parte delle persone non conosce la differenza reale tra acciaio e ferro, tra le varie armature e così via.
    Quando legge un libro in cui c’è un errore di questo tipo non se ne accorge.

    Non ha nessunissima importanza! Tu scrittore devi offrire al pubblico qualcosa di onesto e ben fatto, non rifilargli una ciofeca perché tanto non se ne accorge! La storia può essere bellissima, ma va servita in un abito decoroso. La carne di cervo è ottima, ma va servita in un vassoio, non buttata cruda sulla tavola. Poi magari ai commensali piace lo stesso, ciò non cambia il fatto che tu, cuoco, sei un paraculo e un pessimo cuoco.
    Inoltre una cosa sono alcuni errori. In un romanzo ambientato in Islanda nell’830 d.C. metterci che gli scambi sono valutati in lana grezza invece che in aune tessute è un errore, un grosso errore, ma se è solo quello che importa? Nella seconda edizione sarà corretto e buona notte. Se invece costoro calcolano in lana grezza, vanno al mare in inverno e pescano razze, allora importa eccome!
    Una cosa sono alcuni errori, un’altra è la lussureggiante selva di castroneria del romanzo della Troisi. In un caso l’autore può correggere, nel secondo caso no, perché gli errori sono talmente tanti da invalidare la storia.

    Dai, l’ho fatto anche io, adesso fatemi una statua. Questi non sono parametri applicabili, è come se uno costruisse una casa senza geometrie e piena di errori ( alla maniera di Numerobis, per chi conosce Asterix), al punto che è invivibile. Non è da ammirare, è un’idiota.

    Un applauso a DelemnO. Sono perfettamente d’accordo.

  98. 301 Polymetis

    Non ho capito in toto quello che hai detto, ma sono d’accordo su quasi tutto. La recensione è un opinione personale e le regole attraverso cui giudica il romanzo sono personali: sono spiegate e condivisibili o meno da tutti. Personalmente ne condivido alcune e altre no, ma il fatto è che non si attacca la recensione. La puntualità e la capacità con cui Gamberetta scova errori è ammirevole i impressionante, l’unica cosa che sia io che, suppongo, Guglielmo intendesse è che Gamberetta sia passata da errori oggettivi ( come le incoerenze logiche ) ad altri soggettivi che dipendono dal suo punto di vista. Il problema è che dalla recensione non si evince che alcuni siano solo personali ma sembrano elevati tutti a dati oggettivi, come la stessa Gamberetta ha più volte detto. E’ solo questa la critica. Io condivido la recensione e non sono certo un sostenitore della Troisi, so anche che uno non può mettersi sempre a specificare qst è mio punto di vista, questo no, etcetc. Se la cosa è implicita allora non c’è nessun problema.

  99. 300 gugand

    @Polymetis
    Capisco il punto, ma non e’ importante sottolineare che la propria opinione sia vera in assoluto. Mi sembra che ci siano dei malintesi, anche per colpa mia che sono partito a fare un discorso vago mentre dovevo riferirmi a qualcosa di piu’ specifico.
    Il discorso e’ che le recensioni al fulmicotone della barca dei gamberi devono considerarsi per quel che sono: opinioni personali.
    Inoltre le regole usate, oltre ad essere ampiamente condivise, sono per considerate il metro di giudizio o, se infrante, motivo della bruttura.

    Ad esempio:Se alla gran parte della gente non importa che le scene siano mostrate o raccontate e’ naturale che il giudizio di questo aspetto sembri ingiusto agli occhi dei piu’ (sia in positivo che in negativo).

    Quello che infastidisce sono gli attacchi ingiustificati alle recensioni. Tanti non capiscono che ognuno di noi ha il suo modo di “misurare” la bellezza perche’ non si sono mai messi ad analizzare perche’ qualcosa piace o non piace.
    Nessuno qui pretende di dire che il proprio “sistema di misura” sia assoluto, ma visto che viene spiegato e in base a questo si analizza un romanzo non si capisce perche’ tirar fuori ogni volta il discorso che la bellezza e’ soggettiva. Lo sanno tutti, pero’ le discussioni si ripetono ad ogni recensione negativa.

    E’ curioso notare che nelle recensioni positive del blog non si vedono decine di persone che attaccano l’opera o la recensione.
    Questo e’ segno di una societa’ che ha qualcosa che non va.

  100. 299 DelemnO

    per quanto possa non apprezzare il lavoro di Licia Troisi devo comunque ammettere che si è messa d’impegno e ha scritto un racconto di quasi 1200 pagine. Certo con molte incoerenze, ma cavolo io non penso che riuscirebbero in molti a farlo e per questo la rispetto; per la sua passione e per la sua costanza.

    Dai, l’ho fatto anche io, adesso fatemi una statua. Questi non sono parametri applicabili, è come se uno costruisse una casa senza geometrie e piena di errori ( alla maniera di Numerobis, per chi conosce Asterix), al punto che è invivibile. Non è da ammirare, è un’idiota. Se non hai gli strumenti, createli. Ci può stare che costruisci la prima casa male, ma una volta che ti sei avveduto che fa schifo non la affitti, ne costruisci una migliore.
    Allora anche io avrei potuto anni fa mandare il mio romanzo e se l’avessi fatto prima della troisi ci sarei io al suo posto.

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