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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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898 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

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  1. 498 Maudh

    @Galahad: GamberettA
    Comunque sono d’accordo con te, eccetto il ritenere Twilight decente.

  2. 497 Galahad (si mi chiamo così veramente...strani genitori)

    A me il libri sono piaciuti…ma sta diventando un’enorme questione di businnes…
    prima una trilogia…ok
    poi un’altra…e va bene…leggiamola…compriamo i libri…
    poi il continuo…e non lo compri nemmeno più…
    adesso il fumetto!!! poi ci sarà il film…
    QUELLO CHE VOGLIO DIRE in sostanza è: più giri di soldi ci sono attorno ad un opera…più essa perde il suo significato primo…cioè far sognare le persone…
    quindi…
    + soldi – bellezza…
    tutto qui il mio parere…
    e in più non lo definisco un capolavoro…come twilight o eragon…nessuno di essi sono capolavori…ritengo siano delle narrazzioni accettabili non eccelse; ma accettabili…
    in più ci tengo a precisare che secondo me sei un’pò troppo duro con questa autrice (nota che non ho detto scrittrice) sembra quasi che tu abbia letto il libro con l’intento di trovarne gli errori…non farne un dramma…
    è come la musica…gruppi di merd* come i tokio hotel o i sonohra o tutte quelle “finte star” che piacciono alle ragazzine esistono e continueranno ad esistere…quindi non darti pena di loro ma, come diceva Dante Alighieri, guarda e passa…
    finisco con la frase storica: “La madre degli idioti è sempre incinta”

  3. 496 Mary

    Ho fatto leggere questa recensione ad un mio amico fissato con la Troisi che in precedenza non aveva accettato alcuna critica verso la sua “scrittrice preferita in assoluto” (testuali parole) e… ha deciso che, in effetti, avevo ragione a definirla incoerente! Grazie per essermi (ed essergli) stata utile e complimenti per il blog, è molto intelligente e mi fa ridere molto la tua ironia.

  4. 495 Dr Jack

    … talvolta mi chiedo se questi SUPER FAN non siano in realtà uno scherzo :p.
    beh… se sono uno scherzo, complimenti!!!!!!1111oneoneone

  5. 494 Fos87

    Total, a me le Cronache sono piaciute abbastanza, ma da qui a definirle un capolavoro…

  6. 493 ...TotalFantasyholic...

    sono totalmente sconvolta!!!!tu (che hai scritto questa ROBACCIA) hai letto il libro con il chiaro intento di trovare il pelo nell’uovo…cos’è, hai scritto un fantasy che hai inviato ma che hannoo cestinato senza tanti problemi??mi dispiace taaaanto (muahahahahahah) ma se è piaciuto così tanto vuol dire che non è così male come l’hai descritto no??le cronache del mondo emerso sono un capolavoro del fantasy!!!!magari non negli altri libri che ha scritto, ma qui la troisi è fantastica!!!!rileggi e magari con meno invidia (sì perché quella era INVIDIA allo stato puro), vedremo se non penserai di essere stata un po’ fuori (sì come un balcone) oltre che invidiosa (anche di nihal…capirai si vede bella e allora??è un crimine?? )…W LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO 4EVER!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. 492 Grifis

    Se solo avessi letto prima questa recensione avrei risparmiato 14€ della raccolta e tre settimane di lettura (perché ho l’abitudine di finire un libro quando lo inizio).

  8. 491 chiara

    Meraviglioso!!!! Ho pinato (dalle risate) per tutta la recensione…che, tra l’altro, è molto più divertente (e scritta meglio!!!) del libro (libro???) in questione.

  9. 490 anneheche

    Da grande fan di Tolkien non posso che applaudire!
    Licia Troisi… uno dei misteri dell’universo…

  10. 489 TheClue

    ave, per gli dei!
    sono lieto di vedere che c’è ancora qualcuno che ha capito che razza di scrittrice indegna sia la troisi!
    bellissima recensione :D non avrei potuto dire di meglio (e di meritatamente perfido) a riguardo

  11. 488 lingua dei draghi - Pagina 2 | hilpers

    [...] si sta a guardare i particolari la situazione peggiora inmodo drastico. rispolveriamo un classico: http://fantasy.gamberi.org/2008/01/1…rra-del-vento/ >Io sono una fan di Licia Troisi…! capita. e’ grave, ma si guarisce. :P ilSimo — now [...]

  12. 487 Eclipse Keeper

    @Alves
    Visto che sei piuttosto familiare con il latino, azzardo una risposta alla tua ultima domanda (sebbene sottointesa). Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos. Non rimarrei sconvolto se tali persone non potessero mentalmente apprezzare qualcosa di più raffinato (sia dato per scontato che “leggere” e “apprezzare” non sono la medesima cosa.) e lo dico con tutta la più “struggente” compassione o per dirla alla Troisi lo dico con piuttosto compassione.

    La mia opinione riguardo ai libri della Troisi rimane invariata, come ho già ribadito in un altro intervento, la sua pecca è di scrivere in modo sciatto (il che riassume parte degli aspetti di questa ed altre recensioni successive), ma non vi è meraviglia in questo giacché, come dimostrato da Gamberetta, sia la complicità di una revisione dai definiti tratti degni del più pregiato quadro impressionista, sia la volontà stessa della scrittrice di non volersi dedicare alle proprie opere collabora attivamente a farci avere i “masterpieces” attuali.

  13. 486 Alves

    ARGUMENTUM AD POPULUM
    Si ottiene il consenso basandosi sul fatto che la propria tesi è condivisa da un grande numero di persone. Lo schema adottato è il seguente:

    1. Tutti sanno che X è vero.
    2. Quindi X è vero.

    ARGUMENTUM AD VERECUNDIAM
    Fare appello all’autorità è una forma di argomentazione molto persuasiva ed è utilizzata in pubblicità (con i testimonial), in politica e, ovviamente, in religione. Lo schema adottato è il seguente:

    1. Che X sia vero lo dice anche A.
    2. Quindi X è vero.

    Questo genere di argomentazione si chiama “sofisma”, ovvero un ragionamento in apparenza considerato valido ma che in realta’ non e’ sostenuto da alcuna vera logica; per intenderci, se un muro e’ blu non importa quanta gente dica di vederlo rosso, resta comunque blu.
    Faclo fa uso del primo nel discutere del di popolo e del secondo quando parla dell’approvazione editoriale.

    Il problema della vendita dei libri Mondadori e’ invece profondamente differente: immagina questa gente che si vede arrivare un malloppone di 1500 pagine, scritto con poche idee e molti luoghi comuni da una scrittrice visibilmente senza esperienze… e decide di pubblicarlo. Perche’?
    Io non credo che alla Mondadori ci sia gente che non capisce di libri, ma allo stesso modo sono assolutamente SICURO di capirne di fantasy quanto basta da poter dire che quanto ho letto della Troisi e’ dozzinale e scontato, come chiunque ne saprebbe scrivere.

    E allora immagino che lei sia stata ne’ piu’ ne’ meno che l’esperimento in versione letteraria dei reality show, o del tipico programma De Filippi: prendi un gruppo di sconosciuti, buttali in televisione e fa’ in modo che diventino famosi. Non c’entra il talento, la simpatia o che altro, si tratta soltanto di mostrarli alla gente ed attendere che sappiano riconoscerli.
    Ed e’ proprio questa la cosa piu’ triste del fenomeno Troisi: non sono i migliori ad essere i piu’ letti, sono semplicemente quelli che vengono piu’ fatti conoscere al pubblico… con una campagna pubblicitaria massiccia, per esempio, con volumi presentati da subito in hardback e formato sontuoso, in modo che SEMBRINO davvero grandi opere del piu’ grande scrittore del decennio.
    E la gente ci casca e li compra, e’ chiaro. Ma persino io, generico appassionato di fantasy, mi sono sentito incurosito dal fenomeno e mi sono comprato al volo l’edizione economica delle “guerre del mondo emerso”: ne parlano tutti da un po’, vediamo com’e’. Ed e’ mediocre, purtroppo… ma anche ora che lo so la Mondadori ha le mie tre copie all’attivo.

    La cosa che piu trovo triste e’ che ci sia gente che, nonostante tutto, continui a considerarla una grande scrittrice (lei o chi adesso scrive al suo posto) quando i suoi libri sono poco piu’ di qualcosa per tappare le noiose ore passate sotto l’ombrellone. Non che siano brutti, almeno IMHO… ma considerarli belli significa non aver mai letto che la parte piu’ superficiale del fantasy.

  14. 485 svitellone

    Anch’io come altri conosco Lot (ci gioco) e ho avuto l’impressione anche io che i libri della Troisi ricordino molto da vicino il gioco in questione.

    Non so se lei sia brava o meno, se i libri da lei scritti siano validi o meno, ma posso commentare un punto della critica: ricorda vagamente altri libri del genere fantasy. Anche la spada di Shannara, almeno a me, è sembrata una brutta copia del Signore degli Anelli, eppure è molto considerata come saga…

  15. 484 marco

    Ho letto soltanto oggi le prime 43 pagine del ‘Nihal?… (e a pagina 43 già avevo capito i 3/4 della ‘trama’) e soltanto oggi queste tue MERAVIGLIOSE recensioni… sono un tentativo di scrittore esordiente in erba (e altre 4 o 5 espressioni inutili che rafforzino l’idea di ‘principiante’) e leggere libri come questo offende l’impegno che ‘noartri’ (come direbbe la Troisi, romana) mettiamo nei ‘lavori’ che intendiamo trasformare in libri…

    PS mi vuoi sposare? sei UN GENIO!!!!

  16. 483 Faclo

    [1]Anche se la Troisi avesse avuto un immensa fortuna ciò non spiega il fatto che ha venduto tutte quelle copie perchè i l’ettori prima di comprare un libro vedono com’è e se i libri della Troisi fanno cosi scifo caome dici non lo avvrebbero comprato: Perciò hai sparato una cazzata…

    [2]“Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.” Questo e un pezzo della tua recenzione; se uno come dici te adesso ci pensa 5 volte prima di comprare un fantasy italiano allora come spieghi l’incredibile sucesso dei libri della Troisi? Se rispondi che è solo fortuna ti prendi per il culo da solo…

    [3] Secondo te la Mondadori ha publicato i libri della Troisi che sono delle schifezze, dicendo questo insinui che quelli della mondadori sono dei stupidi che non sanno riconoscere un libro che merita di essere publicato da uno che fa schifo, insinui anche che neanche i milioni di lettori sono in grado di riconoscere il valore di un libro…

    [4]Dal punto di vista degli scrittori è il punto in cui sono arrivato a leggere oltre non ce la faccio + a leggere le cazzate che dici peso che quello che ti ho fatto notare nel punto 3 sia molto grave e che dimostri la tua ignoranza nel andare contro milioni di lettori dicendo che i milioni di libri che hanno comprato siano scritti da un incapace…. Secondo me te sei solo uno scrittore fallito che ce l’ha a morte con la Troisi perchè è riuscita a fare cariera molto velocemente a diferenza di te che sarai stato rifiutato decine di volte perciò te la prendi con la Troisi ciao sfigato

  17. 482 Paggio

    È bello dopo anni passati a rifuggire le recensioni sui libri fantasy che girano su internet, trovare qualcuno che finalmente (anche se è un post di un anno fa…potevo trovarlo prima :S ) parla male della troisi.
    Ho smesso di andare su fantasymagazine.it proprio dopo aver letto la recensione sopra linkata.

    Purtroppo è vero, certi autori, casi editoriali, che vendono centinaia di migliaia di copie di spazzatura fanno sorgere domande del tipo:
    “Ma chi adora Licia Troisi, cosa mai penserà di un George Martin o di uno Scott Lynch?”
    Una recensione sulla quarta di copertina dell’ultimo libro di martin recita
    “a work of fiction that elevates an entire genre to fine elevation”.
    Di certo non si può dire lo stesso della nostra Troisi… anche facessimo tradurre Martin dai vecchi traduttori Armenia, dio ce ne scampi (e gamberi :P), avremmo comunque dei libri che sono come farfalle davanti ai tafani del mondo emerso.

    Alla fine però mi rendo conto che anche per me fu così. Ricordo che quando lessi i primi romanzi fantasy (terry brook e i cicli di shannara) li divorai e li considerai dei romanzi bellissimi… mi ci volle del tempo e molte altre letture per ridimensionare terry brooks e i suoi romanzi.

    Il primo libro l’ho trovato pietoso, il secondo l’ho letto perché un amico mi ha detto che era meglio e come punizione per avermi mentito quell’amico mi ha dovuto raccontare la trama del terzo senza sprecare piu’ di 3 minuti del mio tempo.

    Quello che mi dispiace è vedere che tutto ciò che di positivo viene detto delle cronache del mondo emerso riguarda il pathos e i sentimenti che tali libri suscitano e tanto basta per elevarli a capolavori.
    Letteratura è ben più di questo.
    Letteratura significa un lessico ed un’articolazione di periodi e sintassi costruiti con perizia, significa caratterizzare i personaggi mostrando tutte le loro sfaccettature.
    Un personaggio che ripete sempre gli stessi errori, che si intestardisce e sbaglia di nuovo non è caratterizzato, è stupido.

    E soprattutto non è letteratura proiettare sulla protagonista del romanzo, le proprie fantasie di diventare un’eroina di un mondo fantastico.

  18. 481 ikustang88

    @Nihal
    …sono curiosa. Potresti mandarmi quello che hai scritto? Immagino che Licia non abbia tanto tempo per leggerlo. Il mio indirizzo è ikustang88@hotmail.it
    Se non ti dispiace, sai. Prometto che sarò oggettiva. E sono molto curiosa anche riguardo ai libri che hai letto. Che libri hai letto?

  19. 480 AnnaLety

    A me la Troisi piace. Piaceva. Quello che è.
    Io leggo, tanto, di tutto: e ho trovato i romanzi della Troisi tanto belli da comprarli (i primi sei, in edizione economica).
    Ecco: leggendo questo post ho realizzato che quando leggo, a volte, potrebbe capitarmi di spegnere il cervello. Perché non c’è altra spiegazione. (Mi sento male…)
    E così ti ringrazio per aver svegliato la bella addormentata :D

  20. 479 DelemnO

    Pensa, Nihal, che io quando lessi tale libro avevo più o meno la tua età, e la mia prima reazione è stata “Oh santo cielo come hanno potuto pubblicare una cosa del genere!”. Ora, se una persona di 13-14 anni sipuò accorgere di questo lo potevi fare anche tu. Quindi forse il tuo bagaglio culturale non è così sterminato, hai letto sto libro così tante volte e non hai mai notato che viene fatto colare l’olio bollente durante gli assedi quando invece basta guardare un qualcune documentario alla tv per vedere smentita tale cosa ( basterebbe ragionare, in realtà)? Mi viene da pensare che qualcosa ti manchi..

  21. 478 the Phoenix

    Voglio fare i complimenti all’autrice della recensione, l’ho trovata allo stesso tempo interessante, ben argomentata e divertente con il suo pungente uso dell’ironia. Alcune volte va giù pesante, però non è mai stata veramente offensiva verso la persona di Licia, quindi le si può perdonare un pizzico di cattiveria.
    Dunque, premesso che so che il possesso di un titolo non è sempre sinonimo di intelligenza e che quindi non voglio sembrare arrogante, ho una laurea in lettere moderne e quindi penso di sapere di che cosa sto parlando quando affronto l’argomento della narrativa. Il libro della Troisi (ne ho letto soltanto uno che mi è stato prestato per curiosità, non ho avuto il desiderio di proseguire con tutta la saga) è scritto male. Il fatto che mostri situazioni banali non è un grosso difetto, queste ci potrebbero anche stare SE fossero affrontate in maniera interessante, il problema è la già denunciata incoerenza che permea le pagine del romanzo, segno che la scrittrice stessa non si è davvero posta il problema di ciò che stava narrando! Attualmente sto scrivendo un romanzo fantasy (spero di avere la stessa fortuna per la pubblicazione quando l’avrò terminato), non so se sarà un opera piacevole o meno alla lettura ma non è questo il punto, quello che voglio far capire è che ho presenti le difficoltà nel costruire un mondo immaginario coerente, funzionante e, nella sua irrealtà, comunque “realistico” o meglio verosimile (si possono stabilire leggi fisiche/politico/temporali anche stranissime se lo si vuole, basta che queste siano chiare e rispettate per tutto il romanzo e non solo ad intermittenza). Alcuni errori della Troisi sono quindi imputabili a leggerezza e disattenzione nello scrivere: la scarsa esperienza nel campo letterario è perdonabile ad una scrittrice giovane, la pigrizia nel documentarsi circa cosa scrive no.
    Anche l’affrontare i problemi interiori dei personaggi presenta un problema: per rendere più “umani” e accattivanti i personaggi, l’introsprezione almeno a mio avviso dovrebbe andare più a fondo e non limitarsi ad un paio di osservazioni piuttosto superficiali (ma questo è solo un parere personale quindi può anche non essere condiviso, mentre le critiche all’impostazione della narrazione sono tecniche e obiettive).
    Per il resto l’aver poco talento (se così fosse) non è una colpa, se qualcuno scrive un romanzo e sente il desiderio di pubblicarlo (si chiamo Tolkien, Brooks, Troisi o chi altro) è giusto che lo faccia: al massimo avrà scritto una brutta opera, pazienza, non è certo un danno per nessuno. Ad essere criticabile è piuttosto il modus operandi di alcune grandi case editrici che prendono un’opera magari sincera ma brutta/mediocre e grazie al loro potere pubblicitario (recensioni, copertine, etc) ne fanno un best seller a scapito di romanzi magari molto più validi.

  22. 477 Stefano

    Mi aggiungo anch’io ai consigli di Tony e trovo vergognoso che vengano alimentate in questo modo le illusioni dei ragazzini.

  23. 476 Tony

    X Nihal
    Per prima cosa Quello che ha scritto la recensione è una lei, dunque ti forse dovresti mettere più attenzione a come leggi.
    Seconda cosa che cosa diavolo significa il solito banale discorso “scrivilo tu un libro”, o “girato tu un film”???
    Tu ci vai al cinema???
    Vedi film in tv???
    Credo di si, ma dubito che tu faccia la regista….dunque secondo il tuo fantastico ragionamento, non hai diritto ad esprimere opinioni su quello che leggi o vedi! Anzi peggio ancora, secondo il tuo modo di ragionare bisogna dare “solo giudizi positivi!
    A me non sembra sensato, ma se tu ci credi fai pure!
    Secondo la Troisi un libro basta sentirlo dentro???
    Credo che a Tolkien (spero tu sappia chi sia) un’affermazione del genere darebbe il voltastomaco.
    Hai idea del tempo che ci ha messo per fare un capolavoro immortale come il Signore degli anelli???
    Se non lo sai informati e informati anche i tempi che i grandi del passato ci mettevano per fare capolavori che sono diventati immortali!
    I capolavori non si fanno così (starnutendo come dice la Strazzulla) ma con studio tempo e passione (oltre al talento).
    Dici che gli errori non contano???
    Contano solo i sentimenti e le emozioni???
    La sciatteria è sempre un male, Tolkien, Leonardo, Michelangelo, Kubrick, Visconti odiavano la sciatteria, per ogni loro opera studiavano si impegnavano ed impiegavano tempo, e soprattutto conoscevano bene quello che facevano, è per questo che sono diventati fari nei loro campi, e non solo fenomeni passeggeri.
    Hai detto di avere solo 13 anni, e di aver letto tantissimi libri, ma se pensi di aver raggiunto un qualche traguardo a quest’età credo che nella vita ti troverai abbastanza male, perchè nelle tue affermazioni manca umiltà, umiltà verso la cultura, cultura che si crea in anni di studi, e non solo con i libri ma anche con l’esperienza!
    Se vuoi scrivere un libro, lascia stare consigli generici che vogliono dire tutto e niente come quelli della Troisi, ma studia e fai esperienze,
    se vuoi scrivere qualcosa devi sapere di cosa scrivi, non basta sentirle dentro, perchè se non le conosci in realtà non stai sentendo nulla di vero.
    In bocca al lupo per il libro, ma se prendi come esempio i libri della Troisi non farai molta strada!

  24. 475 Nihal

    Tu (che hai scritto le recensioni) non hai capito niente!!!!! La trilogia delle “Cronache del Mondo Emerso” è la più bella trilogia che abbia mai letto. ( e io di libri ne ho letti tantissimi). Per leggere tutti e tre i libri ci ho messo un mezzo pomeriggio per ogni libro. ( Stupito èh!!!) Oltre a essere una meravigliosa trilogia fantasy nel suo interno ha anche dei sentimenti e delle emozioni che sono sempre le stesse ma allo stesso tempo sono nuove ogni volta che leggi quei libri ( Li ho letti 9 volte).
    Io ho 13 anni e stò scrivendo un libro e ho mandato una mail alla Troisi per sapere cosa ne pensava e mi ha detto che se il libro lo senti dentro anche alla mia età si può scrivere un libro adatto a essere pubblicato! Anche se ha fatto alcuni errori non importa perchè il vero senso di un libro è l’emozione che riesce a suscitare in te ogni volta che lo leggi e la Troisi ci è riuscita! Visto che fai tanto lo spaccone provaci tu a scrivere un libro fantasy originale, senza errori e che riesca a emozzionare la gente!!! Scommetto che non riesci a scrivere neanche un capitolo decentemente!!!
    Spero tu abbia imparato la lezione
    Nihal della Terra del Vento
    P.S.
    Hai detto che quasi nessuno considera Nihal, ma che viene elogiato solo Sennar, bene io sono una ragazza ma adoro Nihal.

  25. 474 alicearth

    SFOGO NOTTURNO
    premessa:dopo l’una di notte non sono responsabile delle mie parole e degli errori ortografici!!!

    Mi ha intenerito troppo rivedere le pagine della piccola Ai
    IL che mi spinge alla solita riflessione…che sottopongo anche a voi:
    Ho letto Video Girl Ai troppo tempo fa,a 17 anni!!e mi ha fatto impazzire credo di aver pianto in più di un punto.Mi ha toccato profondamente, e lo stesso vale per le amiche a cui lo prestai 2anni dopo(una molto ligia ne è rimasta così turbata e si è ripromessa di non leggere più manga..altrimenti non si sarebbe mai laureata poichè non era riuscita a smettere di leggere per 2 giorni!!)
    All’epoca non avevo ancora conosciuto questo grande sentimento, e neanche l’attrazione fisica ne la confusione tra i due!!
    Le mie amiche forse erano messe un pò meglio di me…ma non troppo, mi chiedo spesso. se lo rileggessi oggi con tutto quello che sò e che ho provato, chissà che effetto mi farebbe?, ci farebbe?
    Forse lo troveremmo scontato ed ingenuo?Con personaggi maschere?Rileggerlo non potrebbe certo fornirci un giudizio più distaccato, poichè ormai Ai è dentro di noi, le vogliamo bene come ne vogliamo ai 17enni o 14enni o 19enni che eravamo quando l’abbiamo incotrata…Vorrei sapere che effetto possa fare, magari ad un 27, o ad un 25, insomma a chi non ha più troppi misteri…
    Pensate a questo per un attimo e su un altro piano, quando giudicate i ragazzini che leggono la Troisi.Ho trovato la prima edizione della spada di shannara quando avevo 14anni a casa della nonna!!E’ stato una grandissimo amore consumato un estate in 4 giorni!!Sapevo forse dell’esistenza del signore degli anelli quando l’ho letto?o di Dune?no, ferma alle favole ero!!!
    Ho letto 1 mese fa queste cronache!!!Che mi ha fatto decidere definitivamente di scrivere anche io un bel fantasy!!!!Per i seguenti motivi:
    *.Mi laureo ad aprile in fisica, e poiché oggi i fisici vanno di moda(il premio strega a quell’altro libro è qualcosa di spaventosamente esagerato)è duopo cavalcare l’onda!!(prima è stata la volta dei magistrati!!)
    *Se le hanno publicato questa cosa, tutti possiamo pubblicare, anche io!!!!
    *Ma non perchè sogno di essere una scrittrice (spero di fare solo il fisico).Ma poichè invento tante storie nella mia mente solo per il mio divertiment
    lo farò per i semplici soldi!!!!lo so che gli scrittori non diventano miliardari, ma sicuramente si può integrare meglio un dottorato (magari un posto triste e sperduto all’estero)che con le ripetizioni, che all’estero non potrei certo dare!!!Inoltre il denaro delle ripetizioni di matematica e fisica è veramente rubato!!!

    I vari personaggi si stanno formando ma sono ancora slegati(forse è meglio mettere su una serie di racconti) inoltre anche io non so un piffero di battaglie e cavalli…vorrà dire che questa estate si va all’agriturismo, o si scopiazza dal bel romanzo di Riotta :il principe delle nuvole!!!O scelgo la strada della mia predecessora e si inventa alla meglio??!!!
    Il problema è ovviamente essere publicati…Che la Troisi sia raccomandata è proprio un segreto di pulcinella!!
    In fondo bisogna darle atto è stata furba nel discorso che ha fatto, non ha detto nessuna bugia, solo omissioni…
    Inoltre non è affatto facile scrivere di cose di cui non si sa un tubo, attaccare pezzi che non si attaccano, collegare in modo coerente le varie vicende quando le idee non arrivano, o meglio i personaggi non ne vogliono sapere di incontrarsi o perfino di animarsi!!!E’ così perito miseramente a 20 anni un mio prologo a guerre stellari che prometteva cose strepitose(tutto programmato sino alla terza generazione!!!)

    Vabbè buona Notte

  26. 473 Fos87

    A me la prima trilogia della Troisi era piaciuta, a dire il vero, e anche il primo volume della seconda. La tragedia è giunta dopo, quando ho aperto il secondo libro delle Guerre del Mondo Emerso e, allibita, mi sono chiesta: “Com’è possibile disimparare a scrivere?”
    La stessa domanda me la sono posta con Brisingr di Paolini, libro che considererei per una buona metà inutile; la cosa triste è che, nei libri precedenti, il tratto migliore dell’autore era l’essere coinciso…

  27. 472 KoShiatar

    Che poi i libri di Paolini a me hanno annoiato a morte, difficile impresa per lui visto che io adoro i draghi!, ma la Troisi secondo me gli fa fare un figurone. E alla Rowling ancora di più, visto che gli strafamosi libri di Harry Potter non sono dei capolavori della letteratura, ma si lasciano leggere abbastanza gradevolmente.

  28. 471 Beatrice

    Io.. io… io ti amo!!
    Ho letto le cronache del mondo emerso – e le guerre, anche se non mi sono mai piaciute – tutte d’un soffio, ma mi ero già accorta di quelle sviste come l’arco per cui non serve forza – ma dai, lo sapevo io a 14 anni o.o – o le interessantissime tecniche strategiche – ASSENTI – …no comment…
    Insomma tu hai speso il tuo tempo a fare questa cosa stupenda come andare contro la Troisi che ha veramente rotto l’anima – finché era una trilogia ok °° la seconda… passi (anche se è oscena)… ma diamine <_> è troppo facile scrivere un libro in cui gli eventi potrebbero svolgersi anche ai nostri tempi e pretendere di dire che al di là del Fantasy parla della vita di tutti i giorni °_°

    Io mi permetto di commentare perché a 16 anni ho finito il mio primo racconto-romanzo (45 pagine) e ora voglio continuare con la mia gavetta per scrivere un grande fantasy che distrugga la Rowling, Paolini e Troisi – ambiziosa! XD – e di certo non voglio mantenermi al loro livello ù.ù anzi, leggere i tuoi commenti mi ha dato spunti vivacissimi per migliorarmi e per riflettere su i miei errori!! Grazie mille millissimo!! *___*

    Shire_Girl@hotmail.it per la gamberetta e per chi abbia voglia di parlarne! – no bimbeminkia please xD

  29. 470 Ex-Soldier

    Ho letto tutto l’articolo.
    Se potessi ti inviterei a cena
    Ma purtroppo l’unica cosa che posso fare è aggiungere il tuo blog ai Preferiti :(
    Pazienza!
    Ah, inutile aggiungere che sono d’accordissimo con ogni punto XD

  30. 469 leia87

    Ho letto quella tesi, e francamente non mi è sembrata un granchè, al di là dell’argomento troisi, anzi mi è sembrata piuttosto scarna ed elementare.Ho capito che è una tasi per una triennale, ma poteva approfondire di più.

  31. 468 Nocoldin

    Nella tesi di laurea sulla Troisi di quel Domenico Marino ho trovato questa frase che mi ha lasciato perplesso:

    “l’autrice ha comunque evitato di riproporre le creature più classiche che da quella tradizione derivano (in particolare gli elfi e i nani, diventati canonici dopo Tolkien)”

    Come ha evitato di riproporre elfi e nani?
    Ido non è altro che un nano sotto mentite spoglie (un pò come gli Eterni della Strazzu) mentre gli elfi ci sono anche se non fanno niente di eclatante tranne che provocare indirettamente la morte di Nihal.

  32. 467 mousse

    “In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti.”

    Sai, non mi sembra il caso di definire ignorante una persona che non è d’accordo con te e ha dei gusti differenti dai tuoi.
    Se fino a quel punto potevo condividere alcuni passaggi della tua recensione, e non tutti peraltro, dopo aver letto questa frase tutto quel che hai scritto perde di senso.

    Complimenti davvero.

  33. 466 DelemnO

    Oddio, io conosco extremelot, e non so se riterrei la troisi una lottiana, perchè le descrizioni non sono abbastanza poetiche ( una vera lottiana non ha i capelli blu, ce li ha “color zaffiro increspato come il mare in tempesta”). Per il resto, ho visto pg e background lottiani mooolto più curati dei suoi romanzi, il che la dice lunga.

  34. 465 KoShiatar

    Ho provato, cara gamberetta, ad iscrivermi (non sotto questo nick) al suo forum, e a fare la domanda a lei direttamente, se si fosse ispirata a qualche gioco di ruolo, cosa che molti autori fantasy non faticano ad ammettere dal momento che la loro passione spesso include essere anche giocatori. Di tutte le domande che le venivano poste in quel periodo nel forum, la mia è stata tra quelle totalmente ignorate. La cosa, lungi dal farmi desistere dalla mia idea, mi ha anzi ulteriormente insospettita… anche perchè in quel gioco capelli blu ed altre caratteristiche strane non mancano, e tutte le possibili banalità del fantasy neppure. Io per prima avevo un personaggio giocato tra il 2002 e il 2005 (in tempi dunque non sospetti) che aveva i capelli blu ed era un cavalcadraghi. Potrai capire quindi che le copertine dei romanzi del Mondo Emerso (affidate nostro malgrado a un bravo illustratore) mi avevano attratta ed incuriosita. Cosa ci ho trovato, beh, lo sai anche tu.

  35. 464 Okamis

    Che io sappia, l’unica opera di cui la Troisi non ha mai nascosto l’amore sviscerato è Berserker, di cui i suoi libri riprendono il lato più idiota (ovvero il fattore “violenza da lottatore di wrestling stupido”), tralasciando invece tutti gli aspetti più originali della suddetta opera (che comunque negli ultimi anni è un po’ calata di qualità, ma questo non c’entra nulla con il presente discorso ^_^). Non a caso i suoi romanzi vengono spesso identificati come dei “manga scritti”.

  36. 463 Gamberetta

    @KoShiatar. Non conosco questo Extremelot, dunque non saprei. La Troisi non mi pare abbia mai accennato nelle varie interviste che giocasse online, ma tutto può essere.

  37. 462 KoShiatar

    Ah, purtroppo il mio commento precedente non è editabile, ma ci tenevo a mettere a conoscenza te ed altri critici della Troisi di una cosa che ho trovato interessante.
    Conoscete per caso un sito web che si chiama Extremelot? Aperto suppergiù da una decina d’anni, vorrebbe essere un gioco di ruolo fantasy via browser con delle chat programmate in Asp. Si tratta di un guazzabuglio di ambientazioni che nulla hanno a che fare l’una con l’altra e di regole “fatte in casa”, che inizialmente era piuttosto divertente e su cui ho giocato per qualche anno, ma che è anche un covo di cosiddetti bimbiminkia da far spavento, oltre che di inutile burocrazia e di altre cose che ci vorrebbero mesi per spiegare.
    Per farla breve, leggendo la Troisi ho avuto più volte la netta impressione che Nihal fosse derivata da qualche personaggio lottiano, e i libri una specie di background del personaggio (di quelli che a volte i giocatori sono costretti a scrivere) esteso all’infinito. Naturalmente non avrò mai conferma della mia teoria dalle labbra dell’autrice, ma sarebbe interessante sapere se sono l’unica che la pensa a questo modo (i lottiani sono molti). Saluti!

  38. 461 KoShiatar

    Finalmente ho trovato qualcuno che la pensa esattamente come me sulla Troisi, con la differenza che tu sai dare motivazioni molto più complete e articolate.

  39. 460 GiD

    Vi siete dilungati su strafalcioni ortografici piuttosto che sulla psicologia dei personaggi, avete discusso sui cunicoli, sui tunnel, addirittura sui biscotti di Tolkien, avete anche detto che Terry Brooks ha distrutto il fantasy….. In tutti i vostri post (nessuno escluso tra + e -) non ho trovato una critica alle emozioni, all’essere intimo del personaggio, non un cenno su Dubhe, tutto quello che avete scritto si incentra su Nihal e basta.

    Hai un po’ ragione, ma c’è da considerare il fatto che discutere sulle emozioni e sulla psicologia del personaggio è spesso inutile. Quando si parla di emozioni diventa tutto estremamente soggettivo. Non penso valga la pena cominciare un botta e risposta del tipo “A me quel personaggi piace!”/”A me no!”/”Ma dai, è bellissimo…”/”Non capisci niente!”…
    Discutere sull’ortografia e sulle scelte lessicali ha già più senso perché ci sono delle regole a cui far riferimento (senza contare che anche qua si aprono inutili botta e risposta senza fine).

    p.s.
    Tra l’altro le emozioni non vengono trasmesse soltanto da ciò che è raccontato, ma anche da come lo si racconta, dal modo di scrivere (ortografia, scelte lessicali, punteggiatura…).

  40. 459 AryaSnow

    Vi siete dilungati su strafalcioni ortografici piuttosto che sulla psicologia dei personaggi, avete discusso sui cunicoli, sui tunnel, addirittura sui biscotti di Tolkien, avete anche detto che Terry Brooks ha distrutto il fantasy….. In tutti i vostri post (nessuno escluso tra + e -) non ho trovato una critica alle emozioni, all’essere intimo del personaggio, non un cenno su Dubhe, tutto quello che avete scritto si incentra su Nihal e basta

    Va benissimo, parliamo pure delle emozioni e sull’essere intimo del personaggio.
    Io non mi sono emozionata. E tu?
    E’ normale che si parli di Nihal, visto che questo è lo spazio dedicato alle Cronache (specialmente al primo libro) e non alle Guerre. Per parlare di Dubhe c’è la recensione della Setta degli Assassini.

    Bè, sarà anche scarsa nello scrivere come dite voi, ma una cosa è certa: le emozioni le sa regalare, e sotto questo punto di vista mi sembra che nessuno abbia detto nulla. Se volete scrivere davvero un racconto vincente imparate prima a regalare emozioni.

    Le saprà regalare a te. A me no =P
    Comunque per me la capacità di scrivere c’entra molto con le emozioni. Quello che conta non è tanto ciò che si dice (visto che a livello di messaggio di base ormai è stato detto e ridetto tutto ciò che c’è da dire, e si sono trattate e ritrattate tutte le tematiche principali), ma il modo in cui lo si dice.
    Non è che una trama e dei personaggi come quelli delle Cronache siano qualcosa di difficile da concepire. E’ fondamentale il modo in cui si dà loro vita, a qui entra in gioco la capacità di scrivere. Poi vabbè, già a livello di contenuti di base tanti elementi presenti nella Troisi non fanno per me…

    E lo “show don’t tell” è una regola che non permette di trasmettere emozioni, almeno secondo me.

    Invece è importantissima pure questa regola per le emozioni. Mostrare le cose al momento giusto permette di immergersi meglio nella situazione, dunque di emozionarsi di più.

    Trama scialba e scontata? Perchè non è sempre la lotta tra il Bene e il Male, presente in tutti gli autori Fantasy??

    Ma non è assolutamente vero che è presente in tutti.
    Comunque a me già la lotta tra il Bene e il Male non attira di per sè. Se poi si tratta anche di un libro scritto male…

  41. 458 l'ele

    beh, che dire. mi avete aperto gli occhi. fino ad adesso mi era piaciuta molto la saga della troisi, ma devo dire che è stato utile leggere questa recensione.
    grazie.

  42. 457 Mirko

    Bene, mi sono spolpato tutti i 456 post, a partire dalla recensione che trovo non esattamente “coridale”. Piuttosto leggendola, mi ha dato l’impressione di una persona totalmente rosa dall’invidia (e questo è certo) come del resto non mi era piaciuto il personaggio di Nihal che era sempre vincente. Vi siete dilungati su strafalcioni ortografici piuttosto che sulla psicologia dei personaggi, avete discusso sui cunicoli, sui tunnel, addirittura sui biscotti di Tolkien, avete anche detto che Terry Brooks ha distrutto il fantasy….. In tutti i vostri post (nessuno escluso tra + e -) non ho trovato una critica alle emozioni, all’essere intimo del personaggio, non un cenno su Dubhe, tutto quello che avete scritto si incentra su Nihal e basta. Bè, sarà anche scarsa nello scrivere come dite voi, ma una cosa è certa: le emozioni le sa regalare, e sotto questo punto di vista mi sembra che nessuno abbia detto nulla. Se volete scrivere davvero un racconto vincente imparate prima a regalare emozioni. E lo “show don’t tell” è una regola che non permette di trasmettere emozioni, almeno secondo me. Il mio punto di vista per tornare “on topic”? Le trilogie le ho apprezzate, per la semplicità del linguaggio, per il ritmo degli eventi che quantomeno non mi paiono essere noiosi, e soprattutto per l’aver saputo regalare delle emozioni. Quando si legge un libro fantasy prima di tutto occorrer immedesimarsi nei personaggi, dopo si può anche discutere del resto. Trama scialba e scontata? Perchè non è sempre la lotta tra il Bene e il Male, presente in tutti gli autori Fantasy?? Mi sembra di sì. Mi piacerebbe sapere se Cecilia Dart Thornton vi suscita emozioni. Brava, per l’amor del cielo, scrive bene, c’è del reale(?) perchè utilizza fantasie popolari come gli eldritch, però quale emozioni lascia?? Nessuna..Ogni autore che è in grado di regalare un’emozione è un grande autore! Gli altri sono esteti della lingua, ottimi scrittori ma non artisti.

    @Gamberetta: se hai scritto qualcosa mandamelo pure in e-mail che vorrei dare una letta. Te ne sono grato

  43. 456 Funny

    Questo sito l’ho trovato proprio tramite il forum di FM, in cui, stufa di leggere recensioni positive della Troisi, stavo cercando qualcuno che la pensasse diversamente.
    Non ho mai letto i suoi libri, non mi ispirano proprio…soprattutto fin dalle premesse. Avevo cominciato a frequentare il forum di FM (presto abbandonato) nel periodo in cui la Troisi, brava utenteSSA (come l’ippopotamessa!!!) di FM, stava pubblicando Nihal. Prima di tutto la Troisi, leggendo quel che scriveva, mi sembrava una persona spocchiosa e piena di sé…per cui naturale antipatia che mi ha portata a non acquistare i suoi libri per principio. Poi…”Nihal della VALLE del vento”…..NO ops mi sono sbagliata… “Nausicaa della TERRA del vento”…uhm no, ma ci siamo quasi! “Nihal della terra del vento”! Sì era questo il titolo!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Nausica%C3%A4_della_Valle_del_Vento_(manga)
    Scopiazzatura del titolo di una grande opera di Miyazaki…scopiazzatura da Berserk…da questo manga e poi quell’altro..come da sue stesse ammissioni.
    E poi ragazzi, inchinatevi davanti a me, sono la persona che ha “ispirato” una parola che la Troisi da quel giorno in avanti avrebbe sempre usato parlando del suo ingaggio con la Mondadori!! In un Messaggio Privato le chiesi della recente pubblicazione del suo libro su Nihal, e di come avesse fatto a farsi pubblicare, se si fosse limitata a spedire alla Mondadori il suo MALLOPPO e basta. Mi ricordo che mi rispose mettendo fra virgolette “malloppo”, probabilmente le era suonata strana quella parola. Da quel giorno ne trasse profonda ispirazione e non se ne separò più!! Ora, per chi volesse gli autografi….se ne può discutere :-)

  44. 455 cla

    wow…che post lungo xD Comunque non ho ancora avuto l’occasione di leggere queste trilogie ma penso lo farò presto anche se dopo il tuo commento partitò un pò preventuta.
    In più avevo una richiesta da farti: potresti fare la recensione di “Vento di Magia” di Marianne Curley? è un libro che a me è piaciuto molto ma vorrei anche la tua opinione.

  45. 454 Davide

    Bellissima e divertentissima recensione, complimenti! Forse un po’ troppo cattivella, ma accanirsi contro i “giganti delle vendite” a beneficio dell’ironia mi sembra proprio una buona pratica (tanto più che in effetti condivido gran parte delle tue acute osservazioni).

  46. 453 Gamberetta

    @Stefano.

    Piccolo excursus, credo che gamberetta collabori con il Rifugio visto che mi è pervenuta una recensione dallo stile inconfondibile, non positiva, di una cosa che ho scritto.

    No, non sono io. Allo stato attuale, a parte commenti privati via mail, le uniche mie recensioni sono qui sul blog.

  47. 452 Stefano

    Guglielmo, è chiaro, per te tutto è relativo, e per certi versi è cosi: del resto anche la lingua muta, ma certe regole \”editoriali\” sono frutto di convenzioni più o meno tacite. Vogliamo passarci sopra, benissimo… Rimangono le incoerenze logiche della trama: per te non sono errori assoluti, per me si, se non mi si offre un artificio anche magico per risolverle. Luigi parte da casa con una maglia gialla, se dopo due ore ne indossa una nera lo scrittore deve mostrarmi qualcosa per giustificare il cambiamento.
    Ripeto per l\’ennesima volta: di fronte a una recensione di gamberetta, che spezza in due il capello, poi tu sarai libero di ritenere validi o meno i suoi parametri. Piccolo excursus, credo che gamberetta collabori con il Rifugio visto che mi è pervenuta una recensione dallo stile inconfondibile, non positiva, di una cosa che ho scritto. Visto che l\’altro commento non era del tutto distruttivo, valuterò le critiche sulla base dei miei parametri, come immagino faranno i lettori con questa recensione.

  48. 451 gugand

    @guglielmo
    Veramente il romanzo e’ stato rivoltato come un calzino.
    Il 90% della storia e’ intorno alle battaglie , duelli ed allenamenti eppure sono descritti alla “cazzo di cane”.
    Le turbe di Nihal che si mette a piangere ogni volta che qualcuno la contraddice a me sembrano stupide.
    Senza contare le incoerenze.

    Riguardo Dick te lo puoi permettere di dire che fanno schifo le sue storie perche’ prive di Romance. Viene da chiedermi come mai ti e’ venuto in mente di cercare storie d’amore in libri di fantascienza, ma la tua recensione per me vale 0, lettrici di harmony invece potrebbero cosi’ scoprire che Dick non e’ l’autore per loro.

    Infine riguardo gli errori ho glissato solo perche’ mi sono stufato.
    Vorrei pero’ che mi spiegassi una cosa:
    come mai ritieni che non ci sono regole da seguire nella scrittura, mentre le pretendi per le recensioni?

  49. 450 Guglielmo

    Si. Servono per dare una idea, molto vaga, di quello che ci si potrebbe aspettare di trovare nel racconto, ma non sono un compartimento stagno dal quale non si puo’ uscire. Per dare una idea di cosa aspettarsi e’ meglio leggersi ultima di copertina

    Eh?L’ultima di copertina è proprio l’ultima cosa che si dovrebbe guardare lol

    Dipende dal libro. Se nel rosa ci fosse una indagine di polizia, per quanto sia marginale, se e’ fatta male, incoerente o scontata va detto, idem con un giallo che ha una brutta storia d’amore al suo interno.
    Un libro potrebbe essere comico o horror o tutte e due. Si analizza quello che c’e’ e se il libro ha un genere posso dire se l’apetto fulcro del genere e’ stato inserito bene. Il mondo di Nihal, ad esempio e’ un fantasy in cui la magia e i draghi potevano non esserci e la trama avrebbe subito solo leggere modifiche. Il che per un fantasy e’ male.

    Bravo, hai scritto bene: si analizza il genere,anzi, in questo caso il sottogenere.- Il fantasy ha decine di sottogeneri, non è un blocco granitico.
    E stato fatto?Qualcuno di voi si è preso la briga di analizzare le caratteristiche del libro che sono piaciute così tanto a chi lo ha apprezzato?
    No, col cavolo: eravate tutti occupati a dirvi quanto la Troisi fosse spazzatura, quanto chi la leggesse fosse un cretino, e compagnia cantante.
    Me che meno il recensore, il che è abbastanza ridicolo:
    Non si costruiscono ad arte errori dicendo che gli aspetti tal dei tali lo scrittore li doveva affrontare con le caratteristiche di un genere diverso.

    E chi cavolo mai ha detto che la storia della Troisi era una storia d’amore?

    In soldoni secondo il tuo ragionamento io posso prendere quasi tutti i libri di Dick e dire che fanno schifo perchè l’aspetto romance nelle sue storie è scadente, e sarei un bravo recensore.
    Rotfl.
    Oppure, andare nel reparto gialli e dire che tutti i romanzi giallo sono merda perchè non parlano di guerra e io lettore voglio le battaglie.
    Rotfl.

    Ti faccio notare che per l’ennesima volta hai glissato sulla questione errori ^^

  50. 449 Guglielmo

    A me lo chiedi?Io te l’ho data la mia risposta:
    Se prendo il tuo libro preferito e ti trovo un errore grossolano, questo smette di essere il tuo libro preferito?Perde qualità ai tuoi occhi?Forse sì, forse no.
    Ma la scelta dipende da te, giusto?Appunto,e questa è la questione su cui non potete che concordare con me, perchè l’esserne in disaccordo implicherebbe l’esistenza di termini assoluti che stabiliscano quanto, quando, e come una persona dovrebbe apprezzare un’opera.
    Questi termini assoluti NON esistono.

    Quindi, riassumendo: chi dice che il libro della Troisi è spazzatura in assoluto perchè ci sono gli errori, sbaglia.

    A chi pensa che sia spazzatura perchè quelli che lui considera errori non gli fanno apprezzare il libro o per altre ragioni di gusto personale, non ho nulla da dire né mai ne ho voluto mettere in discussione il gusto.
    Così come non ho nulla da dire con chi apprezza il libro per i motivi opposti.
    La discussione sugli errori è saltata fuori con cui ragionava per assoluti.
    Ok?Hai capito ora perchè il discorso si è incasinato?

  51. 448 gugand

    Convenzionalmente, esistono i generi letterari?

    Si. Servono per dare una idea, molto vaga, di quello che ci si potrebbe aspettare di trovare nel racconto, ma non sono un compartimento stagno dal quale non si puo’ uscire. Per dare una idea di cosa aspettarsi e’ meglio leggersi ultima di copertina

    Tu recensiresti un romanzo giallo con gli stessi parametri di un romanzo rosa?
    O un libro comico con gli stessi di un libro horror?

    Dipende dal libro. Se nel rosa ci fosse una indagine di polizia, per quanto sia marginale, se e’ fatta male, incoerente o scontata va detto, idem con un giallo che ha una brutta storia d’amore al suo interno.
    Un libro potrebbe essere comico o horror o tutte e due. Si analizza quello che c’e’ e se il libro ha un genere posso dire se l’apetto fulcro del genere e’ stato inserito bene. Il mondo di Nihal, ad esempio e’ un fantasy in cui la magia e i draghi potevano non esserci e la trama avrebbe subito solo leggere modifiche. Il che per un fantasy e’ male.

    “Mostra, non raccontare”, la regola di Gamberetta, è una regola che 1)Non determina necessariamente l’abilità di uno scrittore – Martin ne “il Cavaliere errante”, non la usa quasi mai e….
    …2)il discriminante è la noia. Lo dice Gamberetta stessa. Quindi lo scrittore decide cosa mostrare e cosa raccontare in base alla storia che vuole raccontare.
    Non puoi *decidere* tu lettore quale sia il genere del libro e poi criticarlo perchè non corrisponde.

    E perche’ no?
    Il genere e la 4^ di copertina mi danno delle aspettative che se non vengono rispettate ho tutto il diritto di lamentarmene.
    Indipendentemente da questo se un libro mi e’ piaciuto o no lo dico e basta, elencando tutto cio’ che mi e’ piaciuto e cosa no.
    Il giudizio finale e’ sottointeso che e’ sempre personale.

    Allora buona parte delle critiche che fa Gamberetta nella recensione, tipo i pianti, le descrizioni delle battaglie solo raccontate, la toeletta di nihial, i dialoghi “infantili”, sono tutte caratteristiche di un genere letterario, quindi totalmente fuori bersaglio.
    Recensisce un romanzo rosa come se fosse un romanzo di guerra.
    Ti sembra ragionevole?A me, no.

    Se il recensore ritiene che le battaglie sarebbero dovute essere descritte meglio, una guerriera che sta sempre a piagnucolare non fa una bella figura o che viene scritto che per usare un arco non serve la forza e’ giusto che lo dica.
    Comunque qui leggo :

    Nihal è davvero strana, nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. È stata cresciuta da un armaiolo e vive in una delle tante città-torri della Terra del Vento, giocando a combattere insieme a un gruppo di amici che l’ha eletta capo per la sua forza e agilità. Ma tutto cambia all’improvviso quando la Terra del Vento viene attaccata dal Tiranno, il despota che già ha conquistato cinque delle otto Terre che compongono il Mondo Emerso. A nulla vale la resistenza dell’esercito dei popoli liberi, né i maghi che cercano di proteggere le città con incantesimi. A Nihal rimane solo una scelta: diventare un vero guerriero e difendere gli innocenti che rischiano di cadere sotto il potere del Tiranno.

    Non mi sembra un libro d’amore adolescienziale, tu che dici?
    Perche’ qualcuno che compra il libro se ne dovrebbe aspettare una?
    Anche volendo il recensore si puo’ lamentare che la copertina blu del libro e’ orrenda e non si adatta al suo mobile stile Luigi XIV.
    Tu non hai capacita’ di giudizio per sapere se quegli aspetti non sono importanti?

    Poi ci sono anche gli errori “semplici e incontestabili”. Ma dato che sono un discorso a parte, prima rispondimi su questo.

    Accontentato.

  52. 447 Stefano

    In primis Guglielmo cerca di uscire dalla dimensione egocentrica che ti sei creato. Se metti a confronto una tua affermazione con una mia, posso sostenere che nella mia frase volevo dire cose diverse? E’ permesso?
    Qui non si sta tirando in ballo l’intelligenza del lettore, ma il suo senso critico. Parlare di lettori comuni non è una definizione classista: si legge per svago, per studio e magari chi ha scribacchiato qualcosa e si è visto fare critiche feroci (come è capitato a me più volte) sviluppa una certa sensibilità nei confronti di certi particolari “errori”. La questione “errori” direi che è già stata trattata fino alla noia. Gli errori certo, non spariscono, anche se non se ne ha consapevolezza, ma ciò influisce o no nella valutazione che il lettore dà di uno scrittore?

  53. 446 Guglielmo

    Siamo d’accordo?a me non pareva:

    Saro’ duro, ma solo tu sai quali siano le tue argomentazioni a cui io sto da dando ragione.
    Io ho capito solo che per te tutto e’ bello basta dire che le cazzate sono non sono tali nel contesto. Io dico che sono eventualmente trascurabili, ma dipendono dai gusti.
    Trascurabili non vuol dire che gli errori non ci siano. Quindi ritengo una recensione ben fatta quando elenca gli errori. Le conclusioni che tira il recensore sono aggiunte che possono essere ignorate, gli errori li decido io quali sono trascurabili. Il recensore non deve sostituirsi al mio cervello.

    Tu in questo post sei riuscito a dire la stessa cosa che avevo detto io rispondendo a Clio poco prima, affermando di non capire su cosa fossimo d’accordo.
    A me sembra leggermente schizofrenico come comportamento.

    E ora rispondo anche al resto, facendoti un po’ di domande:

    Convenzionalmente, esistono i generi letterari?
    Tu recensiresti un romanzo giallo con gli stessi parametri di un romanzo rosa?
    O un libro comico con gli stessi di un libro horror?
    “Mostra, non raccontare”, la regola di Gamberetta, è una regola che 1)Non determina necessariamente l’abilità di uno scrittore – Martin ne “il Cavaliere errante”, non la usa quasi mai e….
    …2)il discriminante è la noia. Lo dice Gamberetta stessa. Quindi lo scrittore decide cosa mostrare e cosa raccontare in base alla storia che vuole raccontare.
    Non puoi *decidere* tu lettore quale sia il genere del libro e poi criticarlo perchè non corrisponde.

    Allora buona parte delle critiche che fa Gamberetta nella recensione, tipo i pianti, le descrizioni delle battaglie solo raccontate, la toeletta di nihial, i dialoghi “infantili”, sono tutte caratteristiche di un genere letterario, quindi totalmente fuori bersaglio.
    Recensisce un romanzo rosa come se fosse un romanzo di guerra.
    Ti sembra ragionevole?A me, no.

    Poi ci sono anche gli errori “semplici e incontestabili”. Ma dato che sono un discorso a parte, prima rispondimi su questo.

  54. 445 gugand

    Per quanto mi riguarda, Guglielmo mi sembri uno che vuole far cagnara a tutti i costi.
    Hai detto piu’ volte che hai ragione e noi te l’abbiamo data inconsapevolmente. Allora mi sono preso la briga ti tornare indietro tante le volte mi fosse sfuggito qualcosa.
    Il discorso stava prendendo la piega sbagliata e ho riaggiustato il tiro, ma tu adesso dici che ho cambiato discorso.

    Tu dici:

    L’errore non scompare, quello che è importante è la rilevanza che ciascun lettore dà agli errori. Ogni libro ha i suoi errori, c’è chi ne vede di più e chi ne vede di meno, questo può o non può influenzare la fruizione di un’opera. Dipende dal soggetto.
    Sei d’accordo su questo o non sei d’accordo e pensi che un errore non influenzi negativamente il piacere di un’opera SOLO quando non viene recepito?Fammi capire.

    Su questo siamo d’accordo, pare.
    Dato che fino a qui c’eravamo arrivati ti mandato il messaggio qui sopra perche’ altrimenti non si capisce quale e’ il bersaglio delle tue critiche.
    Non mi sembra un cambio di discorso, ma un ritorno in carreggiata.
    Allora vuoi rispondere si o no?

  55. 444 barbara

    @Guglielmo non ti preoccupare per la mia dignità, semmai preoccupati della tua.^^
    Anche tu a quanto pare non hai molto da dire, a parte che critichi direttamente le persone che intervengono invece che i loro commenti, cosa che poi induce anche gli altri a fare lo stesso con te.
    Nessuno si è messo su un piedistallo e nessuno di noi ha usato toni particolarmente accesi, a parte te.
    Mi sembra che ognuno di noi abbia argomentato a sufficienza perchè il libro qui recensito non è piaciuto e perchè abbia invece apprezzato la recensione stessa.
    Per i lettori mi spiace deluderti, ma di persone poco intelligenti ne è pieno il mondo, non vedo perchè i lettori o pseudo tali (per me quelli che leggono solo best sellers facili facili) debbano fare differenza.
    E’ ovvio che più uno è ignorante e meno abbia strumenti per criticare, analizzare o apprezzare qualsiasi opera.
    Di persone che leggono ma non capiscono probabilmente ce n’è a paccate, prova ne è anche il fatto che i libri più famosi e più venduti da me letti, alla fine si rivelino opere estremamente semplici e banali.
    Per la questione degli errori mi sembra che ci siamo spiegati abbastanza, solo tu sembri non voler capire.
    Io però non ho capito se difendi la Troisi perchè ti è piaciuta (cosa che non mi sembra da quanto hai scritto più sopra), o solo perchè ti sta antipatica la recensione e quindi la vuoi smontare a ogni costo.
    Poi non è che io affermi che tu voglia avere ragione, sei tu che te lo dici da solo, cosa che scusami è alquanto fastidiosa.
    Per favore non fare più battute sulla mia dignità e non trattarmi con sufficienza e io non lo farò con te, si possono avere idee diverse ma questo non vuol dire per forza che uno abbia ragione e l’altro torto, sono magari solo modi diversi di vedere un’opera.

  56. 443 Guglielmo

    Se permetti la tiro in ballo quando faccio notare una cosa ben precisa e per svicolare si cambia argomento.

    Il discorso non cambia con la consapevolezza delle presenza dell’errore.
    Io posso sapere che c’è un errore e fregarmene oppure non fregarmene.
    L’errore non scompare, quello che è importante è la rilevanza che ciascun lettore dà agli errori. Ogni libro ha i suoi errori, c’è chi ne vede di più e chi ne vede di meno, questo può o non può influenzare la fruizione di un’opera. Dipende dal soggetto.
    Sei d’accordo su questo o non sei d’accordo e pensi che un errore non influenzi negativamente il piacere di un’opera SOLO quando non viene recepito?Fammi capire.

    Poi, il “lettore comune” per me non esiste. E’ una semplificazione, e la tua testi non regge nel momento in cui parli di errori di logica o di coerenza nella trama:
    delle due una o i lettori che non se ne sono accorti sono esseri privi di logica o dei ritardati [vuoi sostenere questo?] o hanno valutato questi errori in modo diverso o non sono neppure errori.

  57. 442 Stefano

    Addirittura tiri in ballo l’onestà intellettuale Guglielmo? Decidi tu chi discute correttamente e chi argomenta?
    Le due affermazioni da te citate differiscono in un concetto fondamentale:
    nella prima affermazione si parla di un lettore consapevole, dotato degli strumenti per giudicare. Io mi riferivo al lettore comune, che spesso non è dotato degli strumenti per giudicare. Un piccolo esempio già riportato: se l’autore Pinco usa a raglio le d eufoniche, il lettore Pallo, consapevole del loro corretto uso puo’ incavolarsi o fregarsene. Chi di queste cose non sa nulla, semplicemente ci passa sopra senza porsi il problema. Tutto chiaro? E adesso, o impareggiabile retore, potrei ricevere risposta sulle frasi che tu definisci “sparate a vanvera”?

  58. 441 Guglielmo

    @gugand: mi rifiuto di andare avanti a discutere con te, finchè non ammetterai di aver discusso finora con i paraocchi.
    I quote li ho fatti. Hai fatto finta di niente e hai cambiato discorso.

    @stefano: vale la stessa cosa di gugand: io cito, quoto, argomento: tu spari frasi a vanvera e quando ti chiedo di dimostrare, non lo fai.
    Aspetto ancora che tu mi venga a citare le mie famose frasi.
    uno

    visto che non esistono e non esisteranno mai opere perfette e prive di errori.Scelgo io quali errori non influenzano negativamente il mio piacere nel godere dell’opera.

    due

    Gli errori esistono e non dipendono dal gusto di ciascuno, ma sono semplicemente percepiti come tali diversamente da ognuno.

    Hai citato la prima frase e hai risposto con la seconda.
    Ora se mi spieghi in cosa concettualmente queste due affermazioni differiscono, te ne sarei grato.
    POI se volete, rispondo anche al resto.
    Ma prima gradirei un minimo di onestà intellettuale da parte vostra.

    @Barbara: non ti è mai sfiorata l’idea che se avessi voluto aver ragione a tutti i costi, sarei andato, chessò, a scrivere su un forum di fan della Troisi?
    Accendi il cervello e inizia a usarlo per discutere, se hai qualcosa da dire [non sembrerebbe dai tuoi interventi...] ; altrimenti evita queste uscite umilianti per la tua dignità.
    Stai a vedere che ora è colpa mia se le ragazzine invece di leggere la Lee leggono la Troisi. Ma fammi il piacere lol. Non conosci i miei gusti letterari, stai solo sparando a salve.
    “Thinking is not to agree or disagree. That is voting.”

  59. 440 barbara

    No dai, diamo tutti ragione a Guglielmo così è contento.
    Guglielmo hai ragione, sicuramente Tanith lee non c’entra una mazza con la Troisi, anche perchè è trenta volte meglio, ma le ragazzine di sicuro non possono capirla (è troppo difficile).
    Per loro è meglio leggere Moccia, Meyer, Troisi e Paolini, loro si che sono grandi scrittori che capiscono i ggiovani ^^
    Perchè sbattersi a scrivere storie coerenti, fantasiose e originali mi chiedo io, basta fare copia incolla e metterci un protagonista adolescente.
    Che poi piace tanto anche a chi non è più tanto ggiovane fuori ma è ggiovane dentro^^

    Per la recensione, io l’ho scoperta per caso ma avevo già letto i libri tempo prima, quello che pensavo quindi non è cambiato, semmai ho visto confermare i miei sospetti.
    Però ha ragione Guglielmo, non me ne sono accorta ma sicuramente prima di leggere questa recensione a me la Troisi piaceva un casino, in realtà Gamberetta è una astuta manipolatrice di menti deboli, che stia tramando per conquistare il mondo?

  60. 439 Stefano

    Geglielmo, ma seriamente, ma hai qualche problema di elaborazione? Posso essermi perso qualcosa di quello che hai scritto in precedenza, ma ho risposto commentando il tuo ultimo messaggio, riportando i tuoi medesimi punti… ci riprovo.
    1) Citami altri casi di manipolazione, siamo sempre fermi all’esempio del tunnel
    2) La Lee c’entra è ovvio: hai mai letto il “Signore delle Tenebre”? Che cosa conosciamo di quel mondo? Ovviamente in quel contesto la costruzione di una ambientazione fatta di popoli, tradizioni e compagnia cantante non è fondamentale. Esempio più semplice, per venire incontro alle tue capacità cognitive: in Dragon lance o in qualche altro polpettone Kriniano o Feruniano l’ambientazione “da gioco di ruolo” non ha nulla a che vedere con l’etnografia di un Turtledove ad esempio.
    3) Ripeto ancora una volta: posto che la grammatica dovrebbe appartenere a tutti gli aspiranti scrittori, usare efficacemente la lingua è una qualità innata per qualcuno ma non per tutti. Trovi ogni cosa nel punto 1 qui sopra, che tu hai ovviamente sviscerato con attenzione, si parlava degli “errori”, non “errori”… La troisi, a mio parere, punta soltanto sull’immedesimazione emotiva: protagonisti ragazzini, il mago “figo”, con problemi adolescenziali ma con capacità erculee. Per quanto andranno di moda?
    4) Ti ho risposto chiaramente qui sopra “Quindi certo, se avessi scritto qualcosa e un editore la volesse pubblicare a tutti i costi, nonostante gli errori di cui sopra, in prima battuta me ne fregherei. In seconda battuta no, semplicemente perché vorrei acquisire una professionalità”
    Prima di accusare gli altri di non elaborare, perchè non ti sforzi di leggere quello che scrivono gli altri?
    5) Ma caro Guglielmo, io mi sono ben guardato di fare sproloqui sulla storia d’arte, ho semplicemente detto la mia sull’editoria, rispondendo al tuo punto 3 che ti invito a rileggere.

  61. 438 gugand

    Allora ti ricordo il tuo esordio che me lo ero scordato ed abbiamo spostato la discussione su altro:
    Guglielmo

    Partiamo però dal romanzo della Troisi: la mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Prendendo atto di questo, e mettendosi il cuore in pace, una buona metà della tua recensione si può tranquillamente eliminare, perché è del tutto dipendente dal tuo punto di vista – che è soggettivo, ogni tanto ricordiamocelo.

    Tu vorresti buttare via mezza recensione perche’ e’ un punto di vista personale.
    Allora veniamo al punto:
    Cosa avrebbe dovuto scrivere un recensore? Qualunque cosa e’ punto di vista personale.
    Da quello che intuisco sul tuo punto di vista (altrimenti non si capisce che diavolo fai qui dentro) il recensore vorresti vederlo immedesimarsi al target ideale del racconto e qundi ignorare tutti gli aspetti che un apersona del target ignora.
    Questo ragionamento per me e’ sbagliato. Intanto mettere le persone dentro un target mi sembra qualunquista se non razzista. Ognuno ha conoscenze ed esperienze uniche che potrebbero non uniformarsi con la massa delle persone (e’ abbastanza comune pensare che la massa e’ ignorante, ma ognuno e’ esperto in settori magari specifici come calcio e musica, ma non saper mettere 2 parole in fila). In piu’ fai supposizioni sulle intenzioni dello scrittore. Per esempio “racconto per ragazzi” puo’ voler dire tutto e niente.
    Dato che pochi ragazzi conoscono il congiuntivo lo scrittore si puo’ permettere di non usarlo e quindi passarla liscia nelle recensioni?
    Questo esempo e’ assurdo, ma il tuo punto di vista(se interpretato bene) porta a questo.

  62. 437 Uriele

    Quindi certo, se avessi scritto qualcosa e un editore la volesse pubblicare a tutti i costi, nonostante gli errori di cui sopra, in prima battuta me ne fregherei. In seconda battuta no, semplicemente perché vorrei acquisire una professionalità e qui veniamo a gamberetta…

    Se ti vedono come una fonte di reddito ti pubblicheranno, ma in prima (e probabilmente neppure in seconda) battuta non troverai un editore che ti si prostra ai piedi per pubblicarti: te la dovrai sudare, ingoiare tanto e piegarti ai compromessi. Poi viene la seconda battuta. Sei famoso, sei sulla cresta dell’onda, ai party ti portano la ferrarelle da convertire in borgogna, non riesci più a farti il bagno perché rimani in superficie. Credi veramente che rifiuteresti di pubblicare il tuo secondo libro quando hai autostima al massimo e senso critico al minimo?!
    La Troisi ha azzeccato un terno al lotto e finché rimarrà un fenomeno mainstream (ovvero finché o la ami alla follia “perché cioè è troppo forte” o la odi “perché l’alabarda di pagina 16 è diventata una picca a pagina 666, ahahaha che ignoranza!”) non pubblicherà nulla di meglio: lei consegna il disegnino di un cazzetto fatto al telefono e glielo pubblicano. Ormai ci sono i fan talebani che le leggono e permettono tutto e i delatori jihadisti che le fanno pubblicità aiutando le vendite. Quando si scenderà sotto la massa critica mediatica avrà due possibilità:
    1) Ritornare a lavorare a tempo pieno per il CNR
    2) Impegnarsi per evolvere come autrice (diventando, chessò, Troismender)

    È stata sfortunata, forse se le avessero sbattuto un paio di porte sul grugno avrebbe tirato fuori un’opera molto migliore. Si è creata un enclave d’odio (che tende a rimanere) e un sinodo di ammiratori(che tende a dissolversi col tempo e con le mode): se cercherà di intraprendere la seconda Via, il suo percorso per diventare una scrittrice professionista sarà molto più duro di quello di un esordiente qualunquis. Quando si raggiunge il successo (meritato o immeritato che sia) passando davanti agli altri senza gavetta e senza fatica, la gente non ti perdona facilmente.

  63. 436 Guglielmo

    Stefano, ma seriamente: hai qualche problema di elaborazione?

    Gli errori esistono e non dipendono dal gusto di ciascuno, ma sono semplicemente percepiti come tali diversamente da ognuno.

    E’ la stessa cosa che sto dicendo io da tipo 20 post: se ho scritto il contrario, quotami il pezzo in cui l’avrei fatto.
    Con la sola precisazione che molti dei presunti errori che Gamberetta avrebbe scovato, sono manipolazioni – vedi l’esempio del tunnel.
    Ne posso fare altri.
    Ribadisco: se ho scritto il contrario, citamelo, altrimenti fattene una ragione: non hai capito una ceppa del mio discorso, hai i paraocchi e stai ripetendo le mie stesse opinioni credendo di dire il contrario.

    2)Che caspita c’entra la Lee con la Troisi lo sai solo tu. Ne ho letto quasi tutte le opere e non c’entrano una mazza né con il target Troisi né mi pare avessero un target particolare[e visto che la Lee ha scritto diverse opere,e non solo fantasy, e non un solo ciclo, l'affermazione sulla sua "ambientazione" mi risulta abbastanza sospetta. A cosa ti riferisci?Sai di cosa parli?].
    Perchè non facciamo paragoni eccellenti, come King, lo stesso Twain, che fanno porcate assurde eppure nella lettura dei loro romanzi la sospensione del giudizio c’è. E quando non c’è, ci si passa sopra lo stesso?
    Il resto del discorso è già compreso nel punto 1

    3)

    3)Se pensi che per pubblicare si debba seguire un percorso artistico sei tu il pirla.

    Mai scritto questo. Non ci siamo capiti su questo punto.
    Per artistico intendevo “arte dello scrivere”. Tu hai parlato di miglioramento, giusto? Penso, a questo punto, che dovresti chiarire quali siano per te questi standard da raggiungere.

    4)Avresti rifiutato la pubblicazione?Secondo me è una risposta ipocrita.

    5)L’arte nel discorso editoria non c’entra una mazza: si parlava di Arte e di Storia dell’Arte quando si discuteva di bellezza, oggettività di giudizio e di critica, canoni di giudizio. E si prendeva ad esempio l’evoluzioni di questi canoni nella storia dell’arte.

  64. 435 Stefano

    Poi sarei io a non leggere
    1) Gli errori esistono e non dipendono dal gusto di ciascuno, ma sono semplicemente percepiti come tali diversamente da ognuno. La lingua cambia, cambiano anche i gusti: Lovecraft avrebbe scritto le stesse cose, nel medesimo modo, se fosse vissuto adesso? Se uno vuol pubblicare deve senz’altro venire a compromessi con certe leggi formali che tu disprezzi, non perché sia un delitto infrangerle, non soltanto perché sono le chiavi per pubblicare, ma perché sono gli attrezzi di lavoro di un vero scrittore qui e adesso (non parlo di arte bada) . Avvocati, medici, insegnanti, operatori ecologici usano nel loro lavoro una metodica e adottano anche nel parlare un loro formulario. Se si vuole diventare uno scrittore, che è un artigiano della scrittura, bisogna adottarle. Ciò non toglie che tra dieci, venti anni queste regole possano anche essere cambiate.
    2) Nelle Cronache non sappiamo nulla delle tradizioni del Mondo Emerso, gli unici veri protagonisti sono Sennar e Nihal, questo è un dato oggettivo, ciò non toglie che un romanzo fantasy possa anche fare a meno di un’ambientazione decente, Tanith Lee ne è un esempio. I vari particolari legati all’arte bellica sono errori e lo rimarranno anche nelle epoche future, ma si può fare a meno anche di quelli, in nome del target. Quando, però, i fatti e i personaggi si muovono in maniera incoerente, questi sono errori gravi, sempre che non si voglia dimostrare, per esempio, che i servi del Tiranno sono stupidi, quando attentano alla vita del sovrano del Mondo Sommerso causandone l’intervento. Qui non si tratta degli artifici linguistici del punto 1, questi sono errori e rimangono tali. Tu lettore, poi, sei liberissimo di fare spallucce, e affermare che nei romanzi della Troisi stai cercando altro, ma gli errori rimangono.
    3) Se pensi che per pubblicare si debba seguire un percorso artistico sei tu il pirla. L’arte la si coltiva altrove, quando si deve vendere e si deve vendere a un pubblico mutevole e poco esigente, bisogna appropriarsi della tecnica. Il fantasy in italia è solo un fenomeno di traino, altrove è stato imposto da Harry Potter o da Eragon. In altri interventi, appunto, paragonavo scrittori non certo pretenziosi come Terry Brooks con la nostra Troisi: qui non si tratta di vendere palate di libri, si tratta di rimanere nella breccia. Ritengo che scrivere libri fotocopia a mitraglia, sfruttando il periodo favorevole, alla lunga non paghi per chi vuole vivere di scrittura. Quindi certo, se avessi scritto qualcosa e un editore la volesse pubblicare a tutti i costi, nonostante gli errori di cui sopra, in prima battuta me ne fregherei. In seconda battuta no, semplicemente perché vorrei acquisire una professionalità e qui veniamo a gamberetta… per la milionesima volta quello che scrive non è vangelo, possibile che tu, fautore del senso critico, ritenga tutti i lettori di questo blog dei beoti? Veniamo infine all’arte: se sono convinto di aver qualcosa di utile da dire o da offrire agli altri ho due scelte, o esprimere la mia arte sul mio portatile, o arrivare a un compromesso per permettere che il mio messaggio raggiunga il lettore. Tu che faresti?

  65. 434 Guglielmo

    Quando un romanzo trascura l’ambientazione, la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi ed è pieno di errori nella trama e si affida soltanto all’impatto emotivo, è un’opera valida, a tuo parere? Lasciami indovinare… hai già risposto.

    Si, ho già risposto, ma te lo ribadisco volentieri:

    1)un’opera per me è valida quando mi piace, non quando è priva di errori, visto che non esistono e non esisteranno mai opere perfette e prive di errori.
    Scelgo io quali errori non influenzano negativamente il mio piacere nel godere dell’opera.
    Vedi discorso sopra con gugand.

    2)Che l’ambientazione, la caratterizzazione, la trama siano piene di errori nei libri della Troisi è una vostra opinione secondo me falsata in parte dalle recensioni di Gamberetta e in parte da un mix di pregiudizi, ignoranza, mancanza di contestualizzazione e invidia.
    Già detto di poter discutere degli errori, quando volete.

    3)Anche ammettendo determinati errori nei libri della Troisi, è dimostrabile che scrittori molto più famosi e quotati di lei li hanno commessi, alcuni dei quali vengono addirittura citati da Gamberetta come suoi modelli!
    Comico.

    ultima cosa:

    a che pro cercare di migliorarsi per raggiungere certi standard, richiesti DA CHI TI DOVREBBE PUBBLICARE

    Dal mio personalissimo punto di vista, se il tuo percorso di crescita e miglioramento artistico si appiattisce o si indirizza sugli standard richiesti da chi ti dovrebbe pubblicare, sei un pirla(fermo restando che qui non si sta parlando di standard di base tipo ortografia, sintassi ecc).
    E questo è un altro discorso ancora, su cui mi ero soffermato un po’ di post indietro: in questo paese tutti vogliono pubblicare la loro storia ma pochi hanno qualcosa da raccontare: in quel determinato settore, la Troisi è solo stata la prima ad andarlo a coprire commercialmente. Perchè non ci provava nessuno, o non c’era nessuno migliore, vai a sapere.
    Ho anche chiesto, sempre “al tempo”, chi fossero quegli scrittori italiani rifiutati dalle case editrici, migliori della Troisi. Nessuno mi ha risposto.
    La casa editrice è un’attività commerciale, prende il meglio che ha a disposizione e lo piazza nella confezione migliore. E al posto della Troisi, vorrei vedere quanti di voi, con il vostro romanzo, si sarebbero tirati indietro con la scusa della “qualità”.
    Ma non fatemi ridere, ipocriti!

    ps: “Ma questa è un’altra storia” [cit.]

  66. 433 Stefano

    Beh, Guglielmo, visto che sarei io a non capire nulla (considerazione di cui ti ringrazio), potresti citarmi dove avrei scritto che esiste un valore oggettivo nella valutazione della qualità di un romanzo? Qui sopra ho semplicemente fatto presente, con esempi, che ci sono dei paramentri di valutazione che quasi tutte le case editrici e i loro editor accolgono per valutare un romanzo. Non sono regole oggettive, ma sono normalmente accolte da tutti, sono i precetti che si imparano nei corsi di scrittura. Le cose sono due: o l’autrice ha le spalle così coperte da un bagaglio di esperienza e di gavetta tale, che pur conoscendo queste regole, sceglie di sua volontà di fregarsene o siamo di fronte a una scrittrice alle prima armi sulla quale non si è lavorato tanto perchè basta la pubblicità, il momento favorevole e ci si affida allo scarso senso critico dei lettori. La critica era appunto rivolta a questo secondo aspetto, del resto mi pare che anche gamberetta abbia messo in luce un interrogativo: a che pro cercare di migliorarsi per raggiungere certi standard, richiesti DA CHI TI DOVREBBE PUBBLICARE se ci sono autori che li calpestano? Certe regole, seppur non oggettive, avranno comunque una ragion d’essere, oppure no?
    Quando un romanzo trascura l’ambientazione, la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi ed è pieno di errori nella trama e si affida soltanto all’impatto emotivo, è un’opera valida, a tuo parere? Lasciami indovinare… hai già risposto.

  67. 432 Guglielmo

    prendo pezzi caso miei:

    uno

    Allora chi decide gli “errori logici” e la loro rilevanza a causa dei quali dire “questo è bene, questo è male”?
    Il Lettore.

    due

    Ora tu mi dirai: ma gli errori, di qualunque genere essi siano,esistono nel libro non importa chi sia il Lettore.
    Vero*. E’ per questo che entra in gioco il gusto, la rilevanza.Di Chi?Del Lettore.

    tre

    Allora TUTTI i libri fanno schifo?Tutti i libri sono spazzatura?No, ovviamente.
    E qui entra in gioco l’importanza che ciascun lettore da’ a questi errori.

    e ora il TUO pezzo:

    Le conclusioni che tira il recensore sono aggiunte che possono essere ignorate, gli errori li decido io quali sono trascurabili. Il recensore non deve sostituirsi al mio cervello.

    Questo la dice lunga sulla qualità del vostro modo di “discutere”. Nessuna elaborazione, paraocchi e via.
    Ora, di fronte all’evidenza, hai le palle almeno di buttare via i paraocchi o continuerai a insistere che diciamo cose diverse?
    Byez

  68. 431 gugand

    Saro’ duro, ma solo tu sai quali siano le tue argomentazioni a cui io sto da dando ragione.
    Io ho capito solo che per te tutto e’ bello basta dire che le cazzate sono non sono tali nel contesto. Io dico che sono eventualmente trascurabili, ma dipendono dai gusti.
    Trascurabili non vuol dire che gli errori non ci siano. Quindi ritengo una recensione ben fatta quando elenca gli errori. Le conclusioni che tira il recensore sono aggiunte che possono essere ignorate, gli errori li decido io quali sono trascurabili. Il recensore non deve sostituirsi al mio cervello.

  69. 430 Guglielmo

    Quindi anche tu sei d’accordo con me.
    Figo. Ora devi solo capirlo, e poi siamo a cavallo.
    lol.

  70. 429 gugand

    Ho sbagliato a scrivere. parlo del ’900.

  71. 428 gugand

    Non hai capito una cosa: Della storia dell’arte e di tutti gli studiosi dell’arte me ne sbatto. Io giudico secondo i miei gusti punto.
    Anzi, ho grossi dubbi riguardo la capacita’ di giudizio di questi studiosi.
    Ad esempio, fino ai primi dell’800 i pittori facevano opere che nessuno poteva dire brutte tecnicamente, anzi sono andati migliorando sempre di piu’. Poi sono arrivati i Picasso e i Mirò a fare roba inguardabile per i quali bastava la capacità pittorica di un bambino di 4 anni, ma “piene di significato” che le rendevano bellissime per alcuni, non ai miei occhi.
    Il fatto che il pittore fosse capace di fare cose molto migliori tecnicamente non era una giustificazione, ma un demerito. Per me mostrano solo la pigrizia.
    Altro campo, la cucina moderna, una scusa per farti pagare cifre assurde per pasti infimi.
    Idem con la narrativa, piena di inesattezze e sfrondoni in nome di significati nascosti, insegnamenti morali e metafore di cui io me ne sbatto.

    Per concludere, sono ignorante di arte, ma di fronte a certi scempi sono contento di esserlo.

  72. 427 Guglielmo

    Gugand io non devo dimostrare che questa metodologia critica è sbagliata, la storia dell’arte stessa lo dimostra.
    In 3 ci siamo messi a spiegarvelo, ma contro la vostra ignoranza – in questo campo- di più non si può fare.
    Non si può stabilire oggettivamente la qualità letteraria -e non solo- di un’opera.
    Voi [Gamberetta, Clio, Barbara, Stefano e compagnia bella] state dicendo che si può e io vi sto solo facendo notare che è una cagata pazzesca.
    Sono un rumore di fondo?si, come quella vocina che ti avverte che hai appena fatto una figura di merda…

    ps: secondo i miei parametri il libro è perfetto a guardare i dati di vendita.
    E che le ragazze siano sceme lo dite voi, direttamente e prendendo per il culo le fan della Troisi e della Mayer.

  73. 426 gugand

    @guglielmo
    Logicamente i parametri di ognuno non li puoi criticare perche’ si rientra nel gusto personale che dipendono da cosi’ tanti fattori che nemmeno noi stessi sappiamo perche’ li adottiamo, non e’ questione di fanatismo.
    Cosa non mi trovera’ mai d’accordo coi tuoi discorsi sono i cosiddetti errori oggettivi tu li fai scomparire perche’ li contestualizzi al genere, al target e alle intenzioni dell’autore (espresse e non). Sinceramente queste per me sono facili paraventi per nascondere la pigrizia dell’autore o dell’editore, anche se penso che non si possa pretendere la perfezione.
    Posso essere d’accordo che certi errori pesino meno al punto di essere insignificanti in certi contesti, ma ognuno da importanza a quello che vuole e, quindi, considerare pattume quello che vuole.

    Sinceramente il tuo sembra solo un attacco a testa bassa contro questa metodologia di critica ed ancora devo capire che cosa vuoi dimostrare.

  74. 425 barbara

    @Guglielmo, parli parli, anzi scrivi scrivi, ma alla fine non dici niente, sei un rumore di fondo anche tu, come la Troisi.
    Praticamente ti dai ragione da solo.
    I parametri che usa Gamberetta sono quelli che lei ha spiegato, se a te non vanno bene pazienza.
    Una volta che si ha il modo di operare del recensore, si può valutare una recensione proprio in base a quello.
    Nel sito non si tiene in conto il target? Bene io posso farmi una idea sapendo che quel parametro non viene preso in considerazione.
    Poi come dice Stefano, evidentemente il target iniziale con cui hanno iniziato la campagna pubblicitaria era un tantino più ampio.
    Di errori saranno pieni tutti i libri, io non credo di aver detto che errore uguale schifo, ho detto solo che un errore è un errore, se in una pagina la mia protagonista ha gli occhi verdi e in quella dopo sono marroni è evidente che a meno che non specifico che può cambiare colore, ho sbagliato, questo non inficia certamente tutto il romanzo, c’è chi se ne accorgerà oppure no e a chi darà fastidio.
    Secondo i TUOI parametri il libro è perfetto perchè è per ragazze, già dimenticavo le ragazze sono tutte sceme, basta dare loro una copertina colorata e un personaggio fiko e appesteranno tutta la rete (vedi Twilight).
    Comunque se puoi fare di meglio, come ti ho già detto accomodati.

  75. 424 Guglielmo

    Stefano, hai ragione, non voglio perdere tempo a discutere con te perchè a tutte le domande che hai fatto, anche qui sopra, ho già risposto.
    E poi

    Vuoi davvero inerpicarti nello stabilire ciò che è oggettivo e ciò che non lo è?

    sta frase mi fa capire che non hai capito nulla, ma proprio nulla, del mio punto di vista. E insisti a darmi ragione.
    Paraocchi rulez.

  76. 423 Stefano

    Gugliemo che pretendi? Mi dici in pratica che non vuoi perdere tempo a discutere con me. Vuoi davvero inerpicarti nello stabilire ciò che è oggettivo e ciò che non lo è? Alcuni esempi: il buon Sergio Rocca non ha tutti i torti quando afferma che l’uso delle d eufoniche in maniera, passami il termine “liberale” non è un errore grammaticale, rimane il fatto che quasi tutti gli editor storcerebbero la bocca di fronte a un “ed adesso”. Anche il deus ex machina come mezzo per risolvere una situazione intricata non è certo deprecabile, ma è deprecato da quasi tutti coloro che si occupano di narrativa. Il target non è dio: ripeto ancora una volta che il target è stato costruito a posteriori, sopratutto dopo che ci si era illusi che il libro andasse bene a tutti. Ma facciamoci delle domande, perchè mai la troisi è cosi’ criticata? Possibile che il target inizialmente fosse un pochino più ampio? Chi sono i lettori di Focus o di repubblica? I bambini di 11-14 anni?

  77. 422 Guglielmo

    No gugand ascolta, te lo rispiego.
    La mia posizione era che in alcuni punti la recensione era del tutto opinabile.
    Per esempio, la questione del tunnel era un errore?opinabile.

    Poi c’erano gli errori “oggettivi”.
    E qui cascava l’asino, perchè, tralasciando il fatto che alcuni di questi errori che imputate alla Troisi per me non lo sono, c’è chi dice che se fai tanti errori di questo tipo il libro fa schifo.
    Il punto è che di errori ogni scrittore ne fa a ufo.
    Allora TUTTI i libri fanno schifo?Tutti i libri sono spazzatura?No, ovviamente.
    E qui entra in gioco l’importanza che ciascun lettore da’ a questi errori.

    Infatti ho smesso di discutere con te quando hai specificato che il tuo giudizio era soggettivo. Ho provato anche a mettere in discussione i vostri parametri, poi, visto che si rasenta il fanatismo ho rinunciato.
    Ma non con chi dice “no il libro della Troisi è spazzatura e basta”.

    Come avevo già scritto eoni prima:

    il prossimo passo quale sarà? Stabilire un elenco di “arte degenerata”?

    Poi c’era un’altra questione ancora, parallela: questo è un sito frequentato da gente che di fantasy contemporaneo ha qualche infarinatura e ha superato da tempo l’età del lettore ideale della Troisi.
    E’ inevitabile che per quanto uno si sforzi, non l’apprezzeremo mai in pieno.
    Io non la difendevo in quanto scrittrice abilissima nel gestire una trama complessa o evocare mondi immaginari e/o originali in maniera coerente, ma è indubbio che il suo target sia riuscito a conquistarselo.
    E infatti Gamberetta, non considerando questo aspetto, toppa clamorosamente anche del citare la vostra regola del “mostra, non raccontare” quando critica l’uso che ne fa la Troisi.
    Un recensore imparziale avrebbe capito perchè e a vantaggio di chi la Troisi mostra una cosa e ne racconta un’altra.

  78. 421 Uriele

    Lo schifo e’ il risultato dei nostri parametri. Ti avevo pure dato parzialmente ragione. Se un errore e’ presente secondo i nostri parametri tu non ti puoi arrampicare sugli specchi a dimostrarci che non e’ un errore perche’ secondo i tuoi non lo e’. Come noi non possiamo convincerti del contrario.
    O dimostri che l’errore e’ stato percepito per un errore di interpretazione e quindi che in realta’ non c’e’, oppure esprimi la tua opinione facendo riferimento ai tuoi parametri.

    Condivido queste tue affermazioni e penso riassumano perfettamente decine e decine di commenti. Penso che basti una semplice cosa per trovarci tutti d’accordo (o quasi): togliere “l’oggettività” dal discorso. Se introduciamo dei parametri di giudizio, evitiamo di ritenerli validi über alles e ci limitiamo a quelli, allora credo sia possibile trovare un punto di incontro in questa discussione (che sta diventando un muro contro muro in cui alcuni parlano di metodo e universalità, mentre altri parlano di tecnicismo e realismo) e andare avanti. Non dico di ripetere ogni volta la dichiarazione di intenti (“questa è un opinione personale basata su parametri personali”, ” questo è il mio giudizio basato sulla mia personale esperienza”, “gran parte, ma non tutti, i lettori ritengono questo un errore”, ecc…), sarebbe stupido e burocratichese (ho avuto a che fare con le autocertificazioni e ,quando se ne scrivono molte di fila, è una palla ricopiare le prime 5 righe che spiegano come io sottoscritto blablabla sappia che la dichiarazione mendace sia punibile a norma degli articoli blablabla).
    L’importante (almeno per me e penso per Guglielmo, ma non mi sento di parlare a nome di nessun altro) è non saltare fuori con cose tipo è “oggettivamente brutto, uno schifo assoluto” oppure citare come “errori oggettivi” dei tecnismi quali “la mancanza di catene di comando con capitani che urlano per dare gli ordini”(non essere realistici è una scelta, quando un romanzo piace ed è scritto bene, nonostante la mancanza di aderenza alla realtà, riusciamo a figurarci la scena “restando” nel romanzo). Alle volte qualcosa che risulta “sbagliato” o “brutto” usando certi parametri di giudizio non lo è neppure per recensore che li applica, perché alle volte gli “errori” sono veramente volti a creare un certo effetto (mi viene in mente Adams e le “domande” del narratore che sono funzionali alla comicità della storia; in molti punti del diario di Adamo ed Eva, Twain racconta piuttosto che mostrare, ma la forma del diario e la paradossalità e la purezza di certe “introspezioni” rendono il tutto scorrevole e realmente piacevole): è per questo che non condivido questa presunta oggettività.

    Un romanzo poi può essere brutto* e contemporaneamente divertirci e piacerci (penso alla saga dei gemelli, per me è scritto male e bruttarello, ma dopo essermi letto un mattone una cosa semplice e infantile può piacermi e divertirmi: dopo aver mangiato caviale puliamoci la bocca con una cocacola). Definire un certo testo “uno schifo che può piacere solo a chi non ha gusto o è ignorante” è supponente e riduttivo: il gusto dipende anche dal nostro umore momentaneo.

    Non pretendo di avere ragione o la verità assoluta – Cthulhu me ne scampi, la Verità è l’ultima roccaforte dell’imbecillità- lancio solo un sasso nell’acqua (anche provocatorio, lo ammetto) per esprimere il mio punto di vista e vedo come si espandono le onde concentriche.

    PS: La missione di Sennar, unico libro che ho in casa delle cronache (mi è stato regalato insieme a “La luce di Orione” che ritengo un romanzo fra il carino e il molto carino), è stato lasciato a tre quarti: era bruttino e al momento cercavo qualcos’altro, ma sono sicuro che quando avrò bisogno di un libro semplice e rilassante per togliermi un mattone dallo stomaco, sarà al primo posto e magari mi piacerà anche

    *nel senso che gli errori non sono funzionali o volontari e, seguendo il nostro metodo di giudizio, continuiamo a considerarlo consciamente brutto

  79. 420 gugand

    Lo schifo e’ il risultato dei nostri parametri. Ti avevo pure dato parzialmente ragione. Se un errore e’ presente secondo i nostri parametri tu non ti puoi arrampicare sugli specchi a dimostrarci che non e’ un errore perche’ secondo i tuoi non lo e’. Come noi non possiamo convincerti del contrario.
    O dimostri che l’errore e’ stato percepito per un errore di interpretazione e quindi che in realta’ non c’e’, oppure esprimi la tua opinione facendo riferimento ai tuoi parametri. Dato che in questo blog e’ scritto chiaro e tondo cosa si intende per errore e cosa no ogni tua contestazione e’ inutile.
    Infatti io avevo lasciato perdere perche’ tanto non c’e’ niente da discutere. Sei te che vuoi farti portavoce di una verita’ assoluta di un metodo di vautazione che non esiste e finche’ non capisci che l’obbiettivita’ non puo’ esistere e l’unico modo per “simularla” e’ portare a conoscenza gli altri del proprio modo di valutazione, si discutera’ a vanvera.

  80. 419 Guglielmo

    Le mie posizioni sono indifendibili?
    Dimostralo, invece di dirlo soltanto. Anzi, invece di continuare a darmi ragione implicitamente.
    “io credo”, “personalmente” ,”ritengo”, l’uso del congiuntivo, l’ennesimo ragionamento “i parametri dicono che il libro fa’ schifo”. I tuoi.
    Tutto qui?

  81. 418 Stefano

    Puo’ darsi che mi sia perso qualcosa, ma a me sembra piuttosto che tu ti sia fossilizzato su posizioni indifendibili nonostante tutto e tutti. Anche perchè, personalmente, non ritengo che fare errori tout court significhi fare schifo, ma se gli errori spaziano dalla trama, allo sviluppo dei personaggi, alla coerenza interna del mondo ideato, come in questo caso, CREDO CHE IL ROMANZO POSSA ESSERE DEFINITO UNO SCHIFO.

  82. 417 Guglielmo

    La mia tesi è che la scrittrice abbia in mente un Lettore Ideale, e si rivolga ad esso senza preoccuparsi di altro.
    Il suo lettore target è una ragazza, teenager.
    Detto in parole povere, la Troisi scrive fantasy per ragazze.

    Per me, sotto questo aspetto, la Troisi ha scritto un libro quasi perfetto.
    A me non piace il fantasy per ragazze.
    E cmq stefano e barbara, vi siete persi tutto il discorso, e non sto a ricominciare anche con voi. Fare errori non vuol dire fare schifo, gli errori ci sono ma decidi tu e blablabla ho già risposto a tutti e su tutto quello che avete scritto e tutte le vostre posizioni dimostrano la mia tesi.

    Se pensate che non sia così, quotatemi del discorso che ho fatto due post addietro quello che secondo voi è sbagliato.
    Clio l’ha fatto, e si è contraddetta.
    Voi mi sembra abbiate detto le sue stesse cose, cambiando esempi e parole…

  83. 416 barbara

    @Guglielmo, ma tu che sei spsicologo ha quanto ho capito, apprezzi i libri della suddetta perchè la psiche della protagonista è affrontata in modo realistico?
    No perchè a me è sembrato tutto il contrario, non mi sono immedesimata per niente in Nihal, mentre in genere anche se un personaggio è molto diverso da me, vedi Tiryon de Le Cronache di Martin a esempio, se descritto in modo realistico e credibile non ho problemi a immedesimarmi.
    Nihal sinceramente mi è sembrata tutto meno che ben delineata, troppo eccessiva e non coerente per essere un buon personaggio. Gli altri pg poi non sono pervenuti visto che sono niente di più che clichè appena abbozzati.
    Dal punto di vista psicologico quindi per me è comunque un pessimo libro, se invece i protagonisti fossero vivi lo avrei potuto comunque apprezzare nonostante il resto.

    Poi gli errori sono errori, non capisco tutto l’accanirsi sul fatto che non lo siano o che lo siano solo per qualcuno. Vabbè evidentemente è tutto soggettivo, se io investo un ciclista, e a me i ciclisti stanno sulle balle, evidentemente per me non è un errore, anzi è giusto così.^^

  84. 415 Stefano

    Scusami Gugliemo, francamente faccio fatica a comprendere il tuo zelo. Ritieni che il termine errore sia opinabile? Libero di pensarlo, ma siamo in tanti ad affermare il contrario: Licia Troisi avrà pure usato il fantasy come scusa per raccontare una storia generazionale, la guerra potrà essere mero contesto, ma purtroppo cio’ non significa che si possa chiudere gli occhi di fronte a certe cose.
    Se Sennar parte per il mondo sommerso per chiedere aiuto, rimane inascoltato e viene imprigionato, ti sembra logico e credibile che un inviato del Tiranno trami per uccidere quel sovrano? Il risultato piu’ semplice è che quel sovrano, prima riluttante a intervenire, si incazzi e intervenga nel conflitto. QUESTO E’ UN ERRORE, ammesso dalla stessa autrice su FM. Possiamo tranquillamente pensare che gli amori e gli amorazzi del ciclo nascondano certe cose per qualcuno, ma gli errori rimangono.
    Essere verosimili, se non si puo’ essere realistici, è un altro comandamento che Brooks consiglia: nessuno è un tuttologo, certo, qualcosa sfuggirà sempre, ma non si può ricostruire un addestramento militare parlando di combattimento “tutti contro tutti”, che cavolo sono, dei gladiatori? E i ranghi? La catena di comando? Per non parlare delle unità di fanteria guidate da cavalieri in groppa a un drago… come cavolo avviene? Come comunicano, col pensiero? La magia?
    Posto che l’autrice abbia definitivamente rinunciato a costruire un contesto credibile (cosa assai rara nel fantasy), posto che abbia definitivamente fatto una scelta di target, gli errori rimangono e il sottoscritto e altri che li vedono potranno essere liberi di evidenziarli?
    Se, tu, poi, esulando dall’ambito militare, ritieni che questo romanzo abbia dei punti di forza puoi enfatizzare questi ultimi e mettere in secondo piano gli errori, che ribadisco ci sono.
    Spartacus sarà pure un capolavoro cinematografico, ma militarmente parlando è una tranvata colossale (ricordate i tronchi infuocati gettati contro i Romani?)
    Sugli errori trovati da gamberetta si puo’ discutere, ma lei ti da’ almeno un appiglio su cui concordare o meno… non molte recensioni ti danno questo: pensa che su FM un moderatore voleva censurare in nome della privacy una citazione del romanzo di Sergio Rocca (ignorando palesemente la legge, ma lasciamo stare…) In soldoni la cosa che mi ha colpito è che siamo cosi’ abituati a scrivere e a leggere recensioni sui massimi sistemi, che ci stiamo disabituando a un approccio piu’ diretto. Toglimi una curiosità, forse ho perso qualcosa di questa lunga diatriba, come giudichi tu le opere della Troisi?

  85. 414 Guglielmo

    …e gli errori “semplici e indiscutibili” lo sono per te.
    E tu decidi anche quali “errori semplici e indiscutibili” sono importanti per il tuo giudizio e quali altri errori semplici e indiscutibili non lo sono.
    Tutto il tuo sproloquio non fa altro che confermare appieno il mio precedente intervento.
    Eviteresti di fare questi scivoloni, contraddicendoti, se almeno ragionassi su quello di cui stiamo parlando, invece di ripetere a vuoto.

    So long, and thanks for all the fish, baby :)

  86. 413 Clio

    Perchè, Clio, gli errori ci sono sempre in ogni libro, non esistono i libri perfetti, non esistono i libri privi di errori o corretti sotto ogni punto di vista. Sbagli da una parte, fai bene da un’altra.

    Oh, ma dai! Grazie per avermelo detto, non lo sapevo ^_^

    Sinceramente, è diventato mortalmente noioso discutere con te, dato che continui ad accanirti sul gusto mentre io ti sto dicendo che del gusto non me ne cale affatto.

    Ora tu mi dirai: ma gli errori, di qualunque genere essi siano,esistono nel libro non importa chi sia il Lettore.

    Vero*.

    E’ qui che il mio interessa nella discussione si ferma. Ci sono tanti errori (e non solo in ambito bellico), il libro è scadente.
    Parlo di errori del genere perché sono facili da quantificare. Un personaggio psicologicamente piatto è unb difetto enorme, ma è più difficile decidere (per gente che non ha studiato 10 anni psicologia e forse anche per chi lo a fatto) se il dato personaggio è o no inconsistente. Invece errori logici come quello delle misure o come il fatto che in piena battaglia l’esercito manovri a voce sono semplici e indiscutibili (dato che non ci viene detto quanto misura un braccio, né viene detto se il generale ha un megafono magico).
    Pertanto è su questo che io giudico se un libro è di qualità o meno.
    Al lettore piace lo stesso.
    Buon per lui. Vorrà dire che il libro farà successo. Tanti auguri. Sesta pieno di errori e quindi di cattiva qualità.

    La storia del famigerato islandese sarà piena di errori pure quella? Senza dubbio. Cercare di scrivere un libro di qualità non significa riuscirci ^_^

    Tra parentesi, far della satira su un personaggio conosciuto e umiliarlo non è la stessa cosa: nessuno è andato a ricoprire di merda la signora in questione, questo è un blog i cui autori non apprezzano la sua “arte” e la sfottono. E ci ridiamo sopra, nessuno è partito per assassinare la suddetta in quanto caria del fantasy italiano. Essere oggetto di pasquinate è l’inconveniente di esser famosi e non c’è niente di male (dato che si tratta di satira, non di diffamazione).
    E a questo punto sayonara per sul serio, non vedo l’utilità di proseguire questa discussione.

  87. 412 Guglielmo

    Quanto piace è molto influente Clio, perchè quello che sto cercando di farti capire da mille pagine è che LA PRESENZA, il NUMERO e la RILEVANZA degli errori presenti in uno scritto è ****decisa***** in maniera soggettiva dal lettore.

    Esempio finale, poi basta perchè hai rotto le scatole

    Leggo la Troisi: sono un oplologo –> il libro è spazzatura.
    Leggo la Troisi: sono uno psicologo –> il libro è perfetto.

    Leggo il tuo libro: sono un oplologo –> il libro è perfetto
    Leggo il tuo libro: sono uno psicologo –> il tuo libro è spazzatura.

    oppure, se non vogliamo metterla sullo specialistico:

    Leggo la Troisi: sono un appassionato di guerra e affini — > spazzatura
    Leggo la Troisi: mi piacciono le barbie guerriere e le storie fatte in quel modo –> libro perfetto

    e così via, lo stesso per il tuo libro.

    Allora chi decide gli “errori logici” e la loro rilevanza a causa dei quali dire “questo è bene, questo è male”?
    Il Lettore.
    Ora tu mi dirai: ma gli errori, di qualunque genere essi siano,esistono nel libro non importa chi sia il Lettore.

    Vero*. E’ per questo che entra in gioco il gusto, la rilevanza.Di Chi?
    Del Lettore.
    E così sorsero dalla bruma eterea del caos primordiale Eurinome e i generi letterari, le correnti letterarie e l’Estetica.
    Gran cosa, il gusto.
    Perchè, Clio, gli errori ci sono sempre in ogni libro, non esistono i libri perfetti, non esistono i libri privi di errori o corretti sotto ogni punto di vista. Sbagli da una parte, fai bene da un’altra.

    Tu puoi farti un culo quadro a studiare le armi dell’epoca che descrivi, andare dal collaboratore di cui ti fidi che è esperto di armi, avere un giudizio positivo e ILLUDERTI che i tuoi personaggi siano realistici.
    Poi arrivo io, che ho studiato [per es: psicologia] e pensare che i tuoi personaggi siano di cartone, o assurdi.
    O essere un esperto di oplologia e trovare degli errori in quel campo perchè potrei non essere d’accordo con le teorie del tuo esperto.

    E visto che qualunque cosa scriva commetterai un errore, l’aspetto da considerare è

    QUANTO MI IMPORTA cosa è corretto o cosa è errore.

    Così hanno fatto i lettori della Troisi, così hai fatto tu e tutti quelli che hanno letto, e leggono qualcosa.

    Dire quindi che un libro fà schifo perchè ci sono degli errori è una cavolata colossale.

    ps: la Troisi qui è stata data per scema, sfottuta, ridicolizzata.
    E’ ben diverso dal farsi quattro risate in compagnia.
    Sono cose diverse, tutto qui.

    *non è del tutto vero[ahah], ma rischiavo di entrare in coma ad affrontare ancora quel discorso.

  88. 411 Clio

    A Guglielmo
    Sarà l’ultima volta che entro nel merito, dato che mi sembra di averlo ripetuto già svariate volte senza essere intesa: cosa un’opera comunichi è un valore soggettivo, non misurabile (a me la Troisi non dice assolutamente nulla, sono quasi stramazzata di noia durante la lenta lettura de “La setta degli assassini”); gli errori logici invece sono misurabili.
    E’ in base ad essi quindi che puoi decidere se in generale qualcosa è pattume o meno. Se gli errori sono tanto gravi e tanto numerosi rispetto alla complessità ed alla lunghezza della trama, allora il romanzo è pattume. Se gli scappa un errore stupido ogni 3000 pagine, chissene.
    Uno può amare qualcosa che è di qualità scadente, può arrivare al satori dalla contemplazione di un temino elementare pieno di strafalcioni, sono affaracci del singolo e non mi interessano affatto. Il punto è: quel temino è pieno di stupidaggini. La mamma del bambino lo legge e capisce tutto della vita, ma la maestra gli darà comunque 5, perché è pieno di sciocchezze.
    Non posso sapere cosa un’opera comunichi (quello che comunica a me è soggettivo, diverso da quello che comunica agli altri): il fatto che a tanti sia piaciuto non è influente, dato che s’innesca anche un effetto “moda” ed a ciò si aggiunge l’ignoranza generale del lettore medio. Se non hai mai letto niente di meglio, è facile che certa roba ti sembri ottima.
    Quanto al mio islandese, non posso essere certa che sia un personaggio efficacie, ma posso esser sicura che sarà un personaggio realistico (salvo altri raccapriccianti errori) ^_^.

    Ovviamente io faccio un sacco di errori, ci mancherebbe altro, è per questo che, quando avrò finito di cincischiare i capitoli, cercherò un malvagio crostaceo che me li scempi (o magari più di uno). Questo ovviamente non significa che mi uniformerò alla sua opinione, significa che, malvagiamente, andrà a conficcare le chele in tutte le falle che riuscirà a trovare, e starà a me decidere se quelle sono effettivamente falle o se val meglio lasciar perdere.

    Nella seconda parte, bè…se per te umiliare,offendere, e scovare errori altrui è un passatempo divertente, un po’ mi fai pena, un po’ ti trovo ridicola.

    Se non ti sei mai fatto quattro sane risate in compagnia su qualcosa che hai letto/visto, ti sei perso qualcosa, fidati. E’ un piacevole passatempo parlare con i compari di un argomento comune e sghignazzarci sopra. Nessuno qui è andato a diffamare la Troisi dicendo che è una pedofila o dandole della passeggiatrice, abbiamo al massimo constatato la sua disarmante ignoranza. Ignoranza che lei stessa ammette senza il minimo pudore. Se vuoi provar pena per me, fai pure, la cosa non mi tocca ^_^
    Tra l’altro, come ho già detto e ridetto, il metodo di recensire di Gamberetta è un tantino crudele e sarcastico, ma se l’autore avesse veramente le palle supererebbe l’incazzatura di vedersi mettere alla berlina e prenderebbe in esame i punti evidenziati dalla recensione.

  89. 410 Guglielmo

    Nella prima parte dimostri di non avere una vasta cultura almeno in un determinato campo specifico letterario.
    Se l’avessi, avresti capito il discorso che ti ho fatto con Jack Vance.
    Hai glissato e sei tornata sulla Troisi, sintomo di debolezza negli argomenti oltre che di scarsa elasticità mentale.
    Tutte i giudizi che dai sul libro della Troisi sono opinabili, se ne sentono a badilate in ogni campo umano in cui è in gioco la creazione e la comunicazione.
    Più o meno argomentati, più o meno logici.

    La qualità non c’entra con gli errori, ma con quello che comunichi.
    E’ del tutto irrilevante se il tuo danese impugni lo scopetto del cesso di Pinin Farina o l’ascia, se non hai un quid da trasmettere al lettore.
    Pensi che I libri della Troisi siano spazzatura? Lo sono si, da un punto di vista oplologico [non mi metto a questionare sul fatto che non mi avete proposto 1 esempio 1 da farmi discutere].
    Questo non vuol dire che non abbia avuto niente da dire: il suo successo dimostra il contrario.

    E tu non farai errori oplologici, no.
    Ma ne farai altri. Non te lo dico come una minaccia, è una certezza, in campo creativo. Ci sono un sacco di categorie con un sacco di esperti pronti, manuale sul tavolo aperto, che fremono di ridurre quello che hai scritto in coriandoli.
    Ma chi deciderà davver sui tuoi errori?Il singolo Lettore.
    E il giudizio non sarà su quanti errori hai fatto e in quale campo dello scibilie umano, ma se hai trasmesso quel quid.

    Nella seconda parte, bè…se per te umiliare,offendere, e scovare errori altrui è un passatempo divertente, un po’ mi fai pena, un po’ ti trovo ridicola.
    Hai capito benissimo il mio discorso, non far finta di confondere apprendimento nella critica con la presa per il culo.

  90. 409 Clio

    A Guglielmo
    A quello che mi sembra di capire continuiamo a parlare di cose diverse. La Troisi voleva parlare delle sue fisime adolescenziali… Ci credo, ma la sua storia di fisime (che magari di per sé potrebbe essere anche godibile) è annegata in mezzo alle boiate (alcune delle quali indiscutibili).
    Il sugo sarà anche altrove, ma invece di servirtelo in un piatto d’alluminio come prescrive la Convenzione di Ginevra (metaforicamente parlando), l’autrice te lo sbatte a romaiolate in faccia. E beninteso, non vedo rosso con la Troisi, la detesto cordialmente, ma non basta il suo nome per farmi imbufalire :P
    I fan se ne sbattono degli errori, l’opera piace, tutto questo rientra nel gusto personale e a me non interessa. Il punto iniziale della discussione era:
    “La saga del Mondo Emerso” è o non è spazzatura?
    Sì, lo è, perché è piena di strafalcioni. Piace ugualmente? Alla gente non interessa? Affari loro, questo non cambia il fatto che sia pieno di errori. Voleva raccontare fisime a ragazzine depresse? Ci sarà anche riuscita, ma lo ha fatto in modo grossolano e tamarro. Avrebbe potuto tranquillamente scrivere la stessa storia, comunicare le stesse cose, commettendo la metà degli errori. Forse il lettore medio non avrebbe colto la differenza, ma avrebbe letto una storia migliore e più “pulita”, e gli sarebbe rimasto qualcosa di più che non le fisime di un’adolescente qualunque. Perché? Perché senza errori logici il Mondo Emerso sarebbe diventato reale (in un caerto senso), il lettore sarebbe entrato in esso ed avrebbe assistito ad una vicenda.
    Invece in questa maniera il lettore si muove in un mondo falso e plastificato, un diorama mal fatto, in cui un’attricetta racconta fatterelli scollegati tra loro.

    Criticare gli altri, per esempio. Offenderli, infamarli, umiliarli, manipolare le parole e fare in modo di mettere in luce quanti errori hanno commesso e quanto sia incapaci.

    Criticare qualcosa che non ci piace e prenderlo in giro è un passatempo divertente :) E nemmeno troppo sterile in questo caso, dato che in questo modo saltano fuori molti luoghi comuni sui quali un autore inesperto cade senza rendersene conto, vuoi per ignoranza o disattenzione. Un esempio personale? A furia di trovarmi d’accordo sulla pignoleria che Gamberetta riserva alle armi ho portato più attenzione a cosa mettevo in mano ai miei personaggi, e mi sono resa conto che in una mia storia un islandese del 998 impugnava una spada a due mani, ORRORE RACCAPRICCIANTE (che magari il lettore non noterà mai, ma che ho notato io!) di cui non mi ero resa conto. E’ importante che il mio islandese sia credibile, perché in un certo senso il mio islandese “esiste”, e in quella realtà è impossibile fargli impugnare una dspada del genere: stavo inquinando la storia.
    Io penso che la Troisi non abbia mai voluto rendere reale il suo mondo (forse per fatica, forse per ignoranza, non lo so), e ciò è una gravissima perdita per la storia, anche se riesce a “far l’affare” per certi aspetti.

    Chi ha capacità creative, le usa per fare qualcosa. Chi vuole distruggere si concentra sul lavoro degli altri.

    Si possono fare entrambe le cose :) Tra l’altro, smontando altri si individuano falle anche nel proprio lavoro (del genere: “effettivamente questa è una cazzata… azz, l’ho combinata anch’io!”).

  91. 408 Guglielmo

    E cosa vuol dire “non combinare un cazzo”? Sincermante, spiegamelo.

    Criticare gli altri, per esempio. Offenderli, infamarli, umiliarli, manipolare le parole e fare in modo di mettere in luce quanti errori hanno commesso e quanto sia incapaci.
    Chi ha capacità creative, le usa per fare qualcosa. Chi vuole distruggere si concentra sul lavoro degli altri.
    Fromm docet lol.

  92. 407 Giglielmo

    Scusa, Clio, non voglio sembrarti pedante..ma a sto punto ho seri dubbi sul fatto che tu comprenda il significato di “pretesto”.

    Ok, visto che con la troisi vedi rosso, ti faccio un altro esempio: Jack Vance ha scritto libri meravigliosi, è il mio scrittore di sci-fi preferito.
    Il suo punto forte?Descrivere dei suoi mondi le culture, le tradizioni e i costumi bizzarri e originali.
    I suoi protagonisti?spesso viaggiatori, esploratori. Con tanto di navicella spaziale.
    Si mette per caso a spiegare la dinamica del viaggio interstellare?No, e quando lo fa, un fanatico dell’hard sci-fi inorridisce.
    Io lettore ME NE SBATTO se Vance dice puttanate da un punto di vista fisico. I suoi pregi sono altrove.
    “Si ma lui ha scritto puttanate”, “Si ma chissenefrega” ti rispondo io.
    Tu continui a insistere sull’aspetto che tutti i lettori della Troisi non solo non hanno minimamente considerato, ma anche una volta venuti a conoscenza degli errori – supposti, ribadisco- se ne fregano.
    Il sugo[cit.]della storia è altrove.
    Tu non lo percepisci e penso non lo percepirai mai a questo punto. Ma fidati, c’è.
    La Troisi ha fatto il suo dovere.
    Accetta il fatto che la troisi non volesse scrivere un libro fantasy incentrato sulla guerra e sulla ragazza guerriera, ma abbia scritto di altro con il pretesto di [e non perchè te lo dico io. Lei l'ha detto, e quello i suoi fan hanno apprezzato].
    Se no, muro contro muro, come gugand, e ci salutiamo qui.

    Poi che il lettore medio ignori l’oplologia, è vero.
    Ma solo il lettore medio?No, il 99% dei lettori e il 99% degli scrittori di fantasy usano fantasia e logica nel descrivere armi e battaglie e se ne sbattono del realismo e della storicità.
    Esempio eccellente?un Martin a caso.

    Confondere l’ignoranza in campo oplologico con l’ignoranza in generale è un atteggiamento decisamente ridicolo, diciamo che da una con la tua testa e la tua cultura ci si aspetterebbe più profondità di pensiero.

  93. 406 Clio

    Dimenticavo, mi intrometto di nuovo:

    Visualizzatela, questa lunga schiera di crostacei pronti a discutere su quali e quanti errori avete fatto , dove come e perchè.
    E voi?Piangerete?Vi incazzerete?Capirete di essere degli scemi?Spero proprio di no.

    Penso che leggerei lo scempio, m’incazzerei i primi venti minuti, poi mi farei un cicchetto ci penserei su: e se davvero questi malvagi crostacei avessero trovato delle falle? E se davvero certi punti fossero deboli?
    Mi farei un secondo cicchetto e procederei a tappare eventuali mancanze (del genere “occacchio, ‘sto libro che cita non l’ho letto, magari è davvero interessante e utile…).
    Disperarsi è demente, uniformarsi parimenti, lo è altrettanto ignorare bellamente una critica, ma prendere in considerazione un parere spietato è ottimo, aiuta moltissimo, immensamente più di qualcuno che ti dice “è la mia autrice preferita la looooovvvvvvvooooo!!!!!!”.

    Per la Troisi questo blog sarebbe un’eccellente palestra, ma sua signoria non è interessata a raccontar bene, si direbbe, dato che non mi sembra mutare minimamente stile o contenuti. Non penso neanche che sia malafede, la sua (“finché vendo a questi stolti ignoranti bene!”), semplicemente temo che la signora non sia esattamente brillante, almeno non in campo artistico, e che in modo piuttosto infantile si diverta a giocare alla grande scrittrice (avendone, tra l’altro, un sacco di vantaggi). Non vuole far fatica o migliorare, vuole giocare, uffa!!!
    Ovviamente quest’ultimo giudizio è pienamente personale e arbitrario, nonché inquinato dal mio antipatico snobismo per la sfacciata ignoranza.

  94. 405 Clio

    A Guglielmo

    No, Clio, è su questo punto che non ci capiamo,anzi, che non capisci. Sono fondamentali per te, ma non per la Troisi o per il suo lettore Target. Se io scrivo una storia che si chiama “guerra” che parla di guerra, e guerrieri, e faccio un sacco di errori e scrivo incoerenze e cazzate sulla guerra e nonostante questo ho successo l’unico motivo plausibile è questo: la guerra era un pretesto, ho scritto di qualcos’altro.

    Scusa un momento ma:
    -Nihal è una guerriera;
    -Nihal combatte per buona parte del romanzo;
    -Come ho detto, secondo te, se Nihal fosse stata una pescatrice di conchiglie incapace di sollevare una spada, sarebbe stata la stessa ideantica storia? Non credo proprio.
    Come ho già spiegato portando l’esempio di “Sturdust”, il fatto che Tristan impari a combattere in qualche giorno con qualsiasi spada è certamente una stupidaggine (altresì detta cazzata), ma:
    -Tristan sguaina la spada tre volte in tutto il film;
    -Le svolte fondamentali della storia non sono ottenute a colpi di spada o duelli da parte sua (una strega la fanno fuori le bestie, se Tristan fosse stato armato di tenaglie sarebbe stata la stessa cosa; un’altra la uccide Septimus; la terza la silura Yvaine).
    Invece in Nihal è importante che lei sia un guerriero: lei difende i suoi compari, si trova in un certo ambiente, conosce un certo tipo di persone.
    La storia parla di guerre, anche se non c’è “guerra” nel titolo (nemmeno in “Goyokin” c’è “guerra”, ma si ammazzano con un entusiasmo a dir poco commovente…).
    Il fatto che abbia avuto successo secondo me non dimostra che la guerra non sia fondamentale, bensì dimostra che:
    1)L’individuo medio (non per forza la ragazzina in crisi ormonale) è un ignorante patentato per quanto riguarda affari ammazzerecci e affini (e penso che sin qui siamo tutti d’accordo), nonché disabituato ad avere un approccio critico a ciò che legge (qualsiasi cazzata va bene, e ciò, tempo, non solo per la letteratura fantasy!). Può amare gli ammazzamenti, ma non si accorge quando lo stanno prendendo per il didietro. Per fare un esempio, è come un turista che in Giappone va a comprare un manekineko, tipico “prendi-polvere” giapponissimo, ignorando che quel manekineko è fabbricato in Cina e che magari nessun giapponese se lo metterebbe in casa.
    2)(Ma questa è un’opinione molto personale) La maggior parte della gente al giorno d’oggi non vuole sentire una storia, non vuole sapere qualcosa, vuole solo smettere di pensare per un po’, riempirsi la testa di confusione e frastuono: questo è ciò a cui si è ridotta l’”evasione”. Non si vuole andare a vedere/venire a sapere/sentire, si vuole andare in standby e basta.

  95. 404 Guglielmo

    Nella storia della Troisi invece la guerra ed il combattimento in generale sono fondamentali: Nihal è un guerriero, combatte spesso ed il suo essere guerrerriero determina la storia (se fosse stata una ballerina la trama verrebbe stravolta).

    No, Clio, è su questo punto che non ci capiamo,anzi, che non capisci. Sono fondamentali per te, ma non per la Troisi o per il suo lettore Target. Se io scrivo una storia che si chiama “guerra” che parla di guerra, e guerrieri, e faccio un sacco di errori e scrivo incoerenze e cazzate sulla guerra e nonostante questo ho successo l’unico motivo plausibile è questo: la guerra era un pretesto, ho scritto di qualcos’altro.

    Se arrivi a concordare con me su questo punto, sviluppandolo saremmo molto più vicini a pensarla allo stesso modo di quanto tu non creda.

    @Gamberetta: dopo pagine e pagine di discussione sul tunnel, arrivi tu bella fresca e dici che l’etimologia non conta, se non in parte, ovviamente quella parte che non dà ragione all’utilizzo che ne fà la Troisi.
    Ma ragionamoci su, senza cadere nel tuo sofismo: la parola tunnel ha un suo etimo, che guarda caso coincide con una forma geometrica particolare. Dalla fine del XVIII secolo in poi se dicevi tunnel intendevi foro più o meno circolare. Oggigiorno ci possono essere tunnel di altre forme?
    D’accordo, ma se l’autore usa la parola seguendo il suo etimo orginale, nel momento in cui fa interagire il protagonista con l’oggetto descritto da quella parola, tutti gli aggettivi relativi si orientano di conseguenza.
    Per cui, se avesse scritto : “entrò in un tunnel rettangolare stretto e si mise carponi”, avresti avuto ragione nel definirla idiota come descrizione. Ma la Troisi non specifica, non dice né che sia rettangolare, né che sia tondo.
    E quindi, in sunto, se la forma non viene specificata, ci si rifà al significato originale della parola, non a quello che tu deliberatamente decidi possa essere il significato con l’unico scopo di scovare l’ennesimo errore fasullo e far passare la Troisi come cretina.
    Altrimenti, chiunque avrebbe potuto criticare la Troisi in base alla propria concezione di forma di un tunnel.
    Già sento i maziani scrivere feroci recensioni di questo libro perchè da loro i tunnel sono di forma triagolare.

    Altre due cose:

    1) che in italiano tunnel sia sinonimo di galleria è un altro punto a favore della Troisi.

    2)il viaggi inizia in sto benedetto tunnel, e solo in quel punto è STRETTO, poi non viene specificato.

    Riguardo l’ultimo commento: a parte il capzioso scambio lettore/recensore, ti volevo far notare questo: qui non si insiste, si discute.
    Certamente io ho la mia posizione, e la difendo come posso. Liberissimi tutti di darmi torto, sfottermi come anche ignorarmi.
    Per me discutere è più importante che gettare il sasso e nascondermi finchè non viene qualcuno a darmi ragione.
    Il confronto è utile, l’elogio letale.

    ps: Ipse dixit?Ti ricordi quando mi hai citato i tuoi autori dei manuale sulla buona scrittura?Ecco..

    @Gugand: allora, parto dal dire che mi dispiace di aver usato un tono troppo brusco nel commento precedente.
    Hai ragione nel dire che queste recensioni, in alcune loro parti, aiutano un autore alle prime armi a non commettere grossolani errori, o meglio, a stare più attenti.
    Su questo mi trovavi d’accordo già pagine e pagine addietro.
    Ma considerate anche il fatto che, se diventerete degli scrittori affermati, le gamberette pronte a sbranarvi aumenteranno in maniera direttamente proporzionale al vostro successo,così come aumenteranno gli ingrandimenti dei microscopi con cui analizzeranno ogni vostra singola parola. Visualizzatela, questa lunga schiera di crostacei pronti a discutere su quali e quanti errori avete fatto , dove come e perchè.
    E voi?Piangerete?Vi incazzerete?Capirete di essere degli scemi?Spero proprio di no.
    No, penso che vi farete una grassa risata alla faccia loro.
    Perché scrivere non è evitare gli errori ma comunicare qualcosa, qualunque cosa esso sia – non voglio discuterne qui e ora -
    e quando sei capace di farlo, non esistono regole al mondo capaci di levarti questo “successo”, così come non esistono regole al mondo capaci di garantirtelo.

  96. 403 Uriele

    ossibile che un racconto non puo’ essere un racconto e basta e giudicarlo per quello che e’ invece di farsi domande su cosa abbia voluto raffigurare l’autore?

    Forse non te ne sei accorto, ma ti sei risposto da solo… un racconto è un racconto, un modo per fuggire la realtà, per divertirsi, non per ricrearla. La grigia monotonia di un ragazzo che scrive commenti su un sito e passa le sue giornate fra youporn e il sito dei gamberi non solo non ha “il conflitto” (punto di partenza per ogni romanzo d’avventura), ma non frega niente a nessuno.
    Un eroe che muore a pagina cinque perchè investito da una macchina e fine non è certo interessante come un essere sovraumano che lancia dieci frecce a botta ed è capace di combattere senza soccombere contro orde di orchi che sovrastano le sue truppe in numero e forza bruta… Tu porti come esempio di buon fantasy, a ragione per me, Tolkein, ma i personaggi di Tolkien SONO epici, lo è Aragorn e lo sono Legolas e Gimli.

  97. 402 gugand

    Io certe cose prorpio non riesco a digerirle. E’ piu’ forte di me.
    Solo perche’ una cosa si rifa’ a qualcosa di classico o ha un significato nascosto si trasforma da boiata a grande trovata? Mi sembra una forzatura o, meglio, una cazzata.
    Sara’ per questo che non capiro’ mai l’arte moderna…
    Possibile che un racconto non puo’ essere un racconto e basta e giudicarlo per quello che e’ invece di farsi domande su cosa abbia voluto raffigurare l’autore?
    Gia’ il fatto che me lo chiedo significa che l’autore non e’ riuscito a trasmettere il messaggio, o no?

  98. 401 Uriele

    Berserk è perfetto sotto queto punto di vista, è l’eroe classico, è il Beowolf, il Gilgamesh, l’Aiace Telamonio, il Sigfrido e l’Achille, ha le caratteristiche dell’eroe classico. Ha una genesi improbabile: nato dal corpo della madre morta appesa all’albero degli impiccati (una scena piuttosto simbolica); è l’uomo che si fa bestia, che riesce ad usare una spada costruita per uccidere creature che non possono esistere (e per questo è stata fatta in modo che nessun uomo la possa usare); che tira giù le colonne di un palazzo con un solo fendente (qualcuno ha detto Sansone con i Filistei?!). Probabilmente morirà nello scontro finale, sacrificandosi per Cascha o redimendo Griffis, ma comunque con una fine alla Benkei in una morte spettacolare e simbolica.
    Sono “forzature narrative”, forse, ma la gente in generale la chiama “epica”. Ogni genere ha le sue caratteristiche e anche nel fantasy ci sono diversi filoni con diverse regole. Se un romanzo fosse realistico sarebbero realmente pochi gli ufficiali in prima linea e sarebbe veramente difficile che tutto il “party ufficiale dei buoni” dopo innumerevoli battaglie, arrivi SEMPRE vivo alla fine del romanzo (combattono sempre in prima linea, sono sempre nell’epicentro del combattimento e hanno un culo mostruoso); sarebbe difficile che a scontrarsi contro l’oscuro sire nel mezzo della battaglia fosse sempre il Re o il nobile protagonista della storia (la storia del “cervello” in Starship Trooper è molto più realistica in questo, a risolvere tutto alla fine non è Rico…)

  99. 400 gugand

    @Uriele
    Da quello che dici mi sembra di capire, riassumendo: tutto e’ lecito purche’ la lettura scorra piacevole.
    Io invece non sono d’accordo (sempre che abbia capito bene).
    Ritencgo che una cazzata e’ una cazzata. Sia se rovina la lettura che no.
    Se poi l’autore l’ha fatto apposta per qualche motivo non mi tocca un dente.
    Se lui la trova geniale contento lui, ma cazzata resta.
    Infatti non sopporto le storiali con le morali con trame forzatissime per esaltare i momenti topici.
    I racconti mi possono piacere nonostante ci trovi grosse cazzate, ma non dico che non ce ne sono perche’ il racconto scorre ed e’ bello uguale.
    Berserk e’ il mio manga fantasy preferito eppure so riconoscere che la forza e resistenza di Gatsu sono forzature narrative per attirare i ragazzini e che la stessa trama poteva essere scritta rendendo piu’ umano il protagonista (e magari accorciando un po’ i combattimenti).
    C’e’ gente che non riesce ad apprezzare il fantasy perche’ non riesce a far finta che la magia in un mondo immaginario possa esistere eppure guardano Steven Seagal con ammirazione.

  100. 399 Uriele

    @ Gamberetta: il demauroparavia.it (lo uso spesso) è un vocabolario molto “stringato”, buono ma stringato (il Devoto Oli è molto più completo, l’Utet, anche se forse è un po’ datato e mancano i neologismi, è un capolavoro di completezza).
    In Italiano è raro (quasi impossibile a dir la verità) che due sinonimi abbiano esattamente lo stesso significano, quando capita di solito si tratta di diverse grafie della stessa parola o di arcaicismi: se è vero che un tunnel è anche una galleria, non è vero che una galleria è anche un tunnel. (se cerchi su etimo.it ad esempio hai delle definizioni più accurate, ma lì purtroppo “tunnel “manca).

    Da quello che ho letto qui posso dire che hai stile (e una cultura spaventosa, personaggi come Django, che citi in altre recensioni, appartengono a fatica alla mia generazione), una padronanza linguistica sopra la media e un certa capacità di raccontare e affabulare. Insomma sei dotata e ti impegni per affinare la tua tecnica.
    Il punto è che, proprio per queste ragioni e proprio perchè punti a scrivere opere di qualità (penso), devi andare più a fondo delle persone normali nella ricerca dei significati di certi significanti (è un ottima tecnica per migliorare e dai tuoi ottimi consigli di “lettura per lo scrivere”, penso che su questo punto siamo sulla stessa lunghezza d’onda).
    Io non dico che la Troisi sia una buona scrittrice – e neppure discreta- sono il primo a pensare che quello del tunnel sia stato un involontario colpo di fortuna dell’autrice (dicesi “culo nell’aver scelto una parola senza conoscerne il significato più profondo”).
    Andando più in profondità gli “errori oggettivi” (citati da gente come gugand o Clio, tu parli semplicemente di errori e dai i parametri di giudizio che utilizzi per valutarli che, per tua stessa ammissione, non sono universali, ma comunemente accettati dalla maggior parte dei lettori, quelli “seri”) sono pochi:

    -Per me la galleria è un “errore logico semioggettivo” per i motivi che ho esposto, mentre altre motivazioni che ho letto nei commenti sono molto tirate via e opinabili (quindi non critico il fatto che un particolare elemento sia definito errato, ma critico soltanto alcune motivazioni)

    -Sul bosco di pietra sono perfettamente d’accordo con te

    - Sulle scene di battaglia irrealistiche (in generale) ho un punto di vista diverso (anche se come lettore lo stile dell’autrice proprio non mi piace), ma quelle sono motivazioni personali

    In Breve: il libro non mi piace, per i miei gusti è brutto, ci sono alcuni errori e molte scelte che non condivido. La storia è scontata perchè ne ho già lette tante altre simili (e che quasi sempre ho considerato migliori per una serie di motivi personali che sarebbe troppo lungo elencare). Fin qui “tutti” d’accordo. Poi però arrivano i fondamentalisti del Verbo, signori e padroni del Bello e del Buono e allora ci si sofferma a pensare: si riprende in mano il Male e lo si seziona per vedere se è realmente fatto di Tenebra e Malizia o se è solo il prodotto storpio di un demiurgo affrettato, se in fondo la sua cattiveria non era data solo da un’apparenza superficiale poco attraente.

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