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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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898 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

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  1. 798 DagoRed

    Ma giusto a titolo di personale curiosità: quale parte di

    Don’t feed the troll

    vi risulta incomprensibile?

  2. 797 MakKo

    @Bethan: … un altra cosa sui “nuovi scrittori fantasy” tutti Tolkien…. La Troisi ha ormai scritto, se non erro, oltre dieci romanzi, più o meno lunghi. Non è che tra il primo e l’ultimo mi risulti ci sia poi questa gran differenza. Un pessimo scrittore rimane un pessimo scrittore…
    Tra l’altro Tolkien ammetteva di non essere un buon romanziere. Figuriamoci che invidiava C. S. Lewis. in quanto a capacità e stile.
    La Troisi invece se la tira nemmeno fosse la nuova Dickens. Ma per favore…

  3. 796 Koda

    Quoto Cecilia direi, uhm, al 100%, ma soprattutto, Bethan… hai letto metà articolo: non ha molto senso che parli, no?

    Io non ho scritto nulla, di completo almeno, ma ti assicuro che la BUONA soddisfazione di avere un personaggio realistico perchè hai passato un’ora a cercare nomi e cognomi più comuni in Irlanda e Stati Uniti, e a informarti sui luoghi in cui ambienti una storia, è notevole.
    Hai ragione, la Troisi non è affatto il peggio in Italia, infatti dopo di lei è arrivato il peggio vero e la gente che prima sorrideva sarcastica, ora piange senza tregua. Io ho letto tutto quello che aveva scritto nelle prime serie e la verità è che le pagine erano scivolate via leggere, senza problemi. Poi ho iniziato a studiare e ho capito: volavano via leggere come mi vola via Twilight, spengo il cervello e la storia va avanti. Perchè una qualità accomuna la Meyer e la Troisi, scrivono di niente, ma lo scrivono in maniera fluida. E va benissimo, ma non è abbastanza per scrivere buona narrativa. Le buone idee pagano più di uno stile… dignitoso (?), ma le buone idee, spesso, vanno costruite bene, se no rimangono buoni spunti ampliati male, quindi inutili. E per carità, si vede che la Troisi ha letto solo Tolkien, non ha fantasia.
    Tu dici che bisogna avere immaginazione quando si legge, e concordo, infatti io ho una grande immaginazione, mi immergo proprio quando leggo, e mi sono immerso anche nelle Cronache del Mondo Emerso, ma ho ricordi più forti de La Prigione della Libertà di Ende, letto da bambino, che dei libri di Licia, letti sopra i vent’anni. E sai perchè? Perchè Ende aveva le idee.
    E sapeva anche mostrarle, ma questo è un altro discroso. ‘Notte! : )

  4. 795 Cecilia

    Comincio ad adorare i troll. Dimostrano un’ignoranza tale che fa quasi tenerezza.

    tutti gli scrittori fantasy devono essere dei nuovi Tolkien?

    Se solo tu avessi indagato un attimo più a fondo ti saresti resa conto che a Gamberetta Tolkien non piace. L’ha detto più e più volte, quindi, per cortesia, prima di digitare idiozie, documentati. Fai una figura migliore.

    perchè si devono trovare assillati con gente che gli contesta ogni frase?

    Perché magari avrebbero potuto far di meglio? A inventare personaggi e storie son buoni tutti, è farlo bene che è difficile. E siccome non è che i libri vengono proprio regalati… uno se trova una schifezza si lamenta.

    Ma non è che perchè lo dici tu a tutti debba fregare qualcosa se per tendere un arco ci vogliano braccia da culturista o se la battaglia dura poco.

    All’autrice avrebbe dovuto fregare. Non si scrivono boiate: se non sai qualcosa ti informi e la scrivi giusta.
    E’ una cosa che da tanta soddisfazione, sai? Impiegare 15 minuti su internet per scrivere un solo termine corretto. Il lettore disattento non se ne accorgerà; uno attento sì, sarà più contento e non penserà che l’autore è un imbecille. E io sono sicura, almeno in quel punto, di aver fatto il mio lavoro.

    Anzi, invece di quelle descrizioni assurde in cui viene minuziosamente riportato anche il pelo sul naso del cavallo dipinto sull’armatura del soldato di fanteria, preferisco tre righe in cui capisco che cacchio succede e poi la storia va avanti.

    Qui ti sfugge il concetto che non va mostrato tutto. Vanno mostrate le cose importanti, non le inezie che riporti tu. Tipico commento da chi non ha capito un accidente. O non vuole capire, che è peggio.

    La Troisi non si presenta come un saggio sulla storia e tattica militari.

    Nessuno pretende questo da lei o da qualsivoglia romanziere. Si pretende che una che scrive di guerra sappia di cosa parli, per cui i saggi se li deve leggere prima di scrivere il suo romanzo.
    Dimmi, chi è da ammirare: uno che scrive a caso, usando come unica “documentazione” i telefilm e i fumetti, o uno che ha tanto rispetto per i suoi lettori da laurearsi in storia militare prima di mettere mano alla tastiera? Troisi o Gentle? Li ho provati entrambi e, due mani sul fuoco: Gentle.

    Se hai un genio inespresso così grande, scrivilo tu, un libro, e poi guarda come ci si sente a vedersi scassare i maroni in questo modo.

    E rieccoci con la stronzata cosmica. E tu che elogi la Troisi hai scritto almeno un libro? No? E allora non puoi elogiarla. Perchè, cara, il ragionamento o funziona nei due casi o non funziona. Se non bisogna essere scrittori per tesserne le lodi, allora non bisogna nemmeno per esserne detrattori. Non è difficile da capire: se un pizza ti fa schifo non lo capisci da sola senza bisogno di essere una pizzaiola? Ovviamente sì.
    E giusto per la cronaca, Gamberetta di libri ne ha scritti tre. Per cui, anche secondo il tuo ragionamento, sì, può criticare.

    EDIT:
    Lo so, “Don’t feed the troll, please”. Però è divertente, IT e magari, magari, a qualcuno si aprono gli occhi. In fondo anche a me, da ingeuotta lettrice, la prima volta la Troisi piaque. Si cambia e si migliora.

  5. 794 MakKo

    @Bethan: lascia stare. I libri della Troisi sono pessimi libri. La tua difesa all’arma bianca fa solo capire che di letteratura ne capisci meno della mia gatta.
    Poi, se a te piacere leggere porcherie, sei liberissima di farlo. Ma Gamberetta ha ragione. Sacrosanta ragione. E non serve avere una laurea in letteratura. Basta leggere buoni libri.

  6. 793 Bethan

    Non ho avuto voglia di leggere tutto il tuo articolo perchè sinceramente a metà mi sono rotta le palle.
    Ma cos’è, tutti gli scrittori fantasy devono essere dei nuovi Tolkien? Finchè uno riesce a creare personaggi e storie che, per quanto imperfette e non gradite da tutti, riescono comunque a raccogliere un pubblico che ne è coinvolto, perchè si devono trovare assillati con gente che gli contesta ogni frase?
    Mi sembri una di quelle che recensiscono le fanfiction di efp con le osservazioni più pedanti e rompicoglioni per totalizzare più punti. Seriamente, con un saggio del genere ti ritroveresti in cima alla classifica a vita natural durante.
    Sinceramente, avesse fatto degli errori grammaticali, avesse una scrittura che non scorre, avesse copiato altri libri, attacchi di vario genere si potrebbero già più capire.
    Ma non è che perchè lo dici tu a tutti debba fregare qualcosa se per tendere un arco ci vogliano braccia da culturista o se la battaglia dura poco. Anzi, invece di quelle descrizioni assurde in cui viene minuziosamente riportato anche il pelo sul naso del cavallo dipinto sull’armatura del soldato di fanteria, preferisco tre righe in cui capisco che cacchio succede e poi la storia va avanti.
    La Troisi non si presenta come un saggio sulla storia e tattica militari. Alcuni libri possono non essere dei capolavori della letteratura, ma sono in grado di coinvolgere persone che hanno un minimo di immaginazione e non si fermano a sottoporre a rigido esame ogni virgola.
    In poche parole, datti un po’ meno arie. Un libro può non piacere, può anche fare schifo, ma scrivere pagine e pagine il cui significato implicito è “avrei potuto scriverlo meglio io” è un tantino patetico. Per non parlare delle sottili (nemmeno tanto, anzi) allusioni all’idiozia della scrittrice e di chi legge i suoi libri. Se hai un genio inespresso così grande, scrivilo tu, un libro, e poi guarda come ci si sente a vedersi scassare i maroni in questo modo.

  7. 792 Gamberetta

    Spostati tutti i commenti in Fogna che erano off topic. Una sola nota: qui si parla di narrativa dal punto di vista tecnico. E basta. Che Harry Potter induca al satanismo può essere argomento di discussione in ambito sociologico o teologico, non in ambito letterario. Dal punto di vista letterario la “moralità” di un’opera o la sua presunta influenza sul pubblico non ha importanza.

  8. 791 Ste

    Se c’è gente secondo al quale Willy il coyote è nettamente meglio di qualsiasi anime, ci saranno sempre post come quelli precedenti.

  9. 790 Dan

    Ho trovato assai di più, aprendolo a caso un giorno (gli stessi scaffali piangevano di liberarsi almeno per un attimo di tale fardello, e m’è sembrato poco rispettoso non assecondare una tale comprensibile richiesta); ho letto:
    Sii te stessa… o cerca te stessa, non ricordo…
    Maporcadiquellaporcachec’hapureillimoneinbocca…
    Uno compra un libro proprio per ritrovare se stesso… che inutilità è scrivere ciò che non dovresti scrivere per dimostrare…?
    E’ come andare da un concessionario, e dopo aver visto una macchina sentirsi dire: “Ah, sai una cosa? Si guida pure…!”.
    Comunque io sarei per dirla ancora più lunga: e cioè che non fiuto proprio nulla di buono da nessuna parte… e sì che non sarei (e che non sono stato) lo scialaquone di turno, sempre pronto a mettersi una new entry in casa. Non fiuto novità, non fiuto coraggio; questo blog è quanto il fantasy sta dando di più bello…
    Persino altri di cui non faccio nomi per non far rimanere male i genitori, non scrivono che poco più che temi scolastici…
    Specie, poi, ultimamente, va di moda lo scrittore ‘asettico’, che si finge telecamera e che dice ciò che vede, non ciò che sente (e che mi dovrebbe far sentire); sembrano dei maghi da quattro soldi in preda a folli sogni delirici… Non va di moda la metafora, l’allitterazione, il pasticcio, i giochi linguastici; non va di moda scrivere. Invidio il tuo coraggio: di dar loro soldi per recensire… dementicando, con uno sforzo di reni, che Papà Manzoni ci guarda dall’Alto dei Cieli…

  10. 789 Mauro

    Tranquillo, era giusto una risposta tanto per sottolineare un paio di cazzate contenute nel commento.

  11. 788 DagoRed

    Don’t feed the troll, please.

  12. 787 Mauro

    io. (ma non io io, io l’altro):

    non hai la minima idea di quello che sia davvero scrivere perchè non penso tu abbia mai scritto un libro

    Le Avventure della Giovane Laura.
    S.M.Q..
    Assault Fairies.

    sei un IDIOTA

    non mi farò venire ad insultare da un idiota come te

    mi da fastidio il fatto che tu insulti altre persone

    non voglio [...] giudicare te

  13. 786 io.

    ciao :) so di essere in ritardo di due anni comunque volevo solo dirti una cosa… secondo me tu sei un IDIOTA. non perchè insulti questo romanzo che a me è sembrato piuttosto bello, ma perchè stai insultando una persona che ha lavorato per produrre quello che tu chiami spazzatura. TU non hai la minima idea di quello che sia davvero scrivere perchè non penso tu abbia mai scritto un libro… comunque, a parte questo, non voglio giudicare i tuoi gusti e tanto meno giudicare te (cosa che tu invece hai fatto verso le persone come me, che apprezzano il romanzo), puoi essere intelligente quanto vuoi, ma in questo caso hai torto. non solo i difetti che hai elencato del romanzo sono irrilevanti, ma sono anche stupidi, perchè il pubblico certe cose non le nota! il libro ha venduto tante copie perchè comunque è un libro bello nel complesso, non sono quei due o tre particolari che hai elencato a renderlo spazzatura. puoi odiare la Troisi quanto vuoi, ma non hai il diritto di insultare lei e i suoi fans perchè hanno gusti diversi dai tuoi. se ho capito male, scusami, ma mi pare proprio che tu reputi dei puri deficienti tutti quelli che hanno letto questa serie. ho ancora due o tre cosette da dirti: 1) mi fai innervosire per quello che dici 2 i romanzi di Licia Troisi MI PIACCIONO e ne sono orgogliosa 3 non mi farò venire ad insultare da un idiota come te perchè ho gusti diversi dai tuoi 4 se la Troisi ha azzeccato la casa editrice giusta, nel momento giusto sono fatti suoi, magari può essere stata raccomandata o che so io, ma il fatto è che il libro ha venduto e sparsi per l’Italia e l’Europa ci sono tantissimi suoi fans 5 beh non ho più niente da dire, se mi viene in mente altro lo scriverò qui comunque… ADDIO. per il resto non controllerò più questo blog perchè mi da fastidio il fatto che tu insulti altre persone o altri libri o quello che vuoi. mi fai venire veramente i nervi. fai quello che vuoi cancella il mio commento insultami non me ne frega. sappi che solo che prima di dire cose così, tipo quelle del post dovresti contare fino a dieci e poi non scriverle kiss… me :D
    P.S.: per la cronaca gli scrittori italiani fantasy non sono così odiati come pensi tu, anzi. ecco un altra cosa da aggiungere all’elenco e al fatto che hai torto su praticamente tutto un altro bacio :)

  14. 785 Francesco Pan.

    Ciao a tutti
    Io mi sono affacciato al fantasy qualche anno fa quindi premetto che sono abbastanza profano in questo tema.Mi sono avvicinato al genere proprio con questa trilogia,mi piaceva la scorrevolezza della lettura,caratteristica ricercata volutamente visto che stavo sperimentando.Ora,parlando dal mio punto di vista che ripeto è profanissimo,beh a me nel complesso è piaciuto,certo non sono mancate parti in cui mi sembrava che ci fosse del “ripetitivo” e neanche erano poche ma allo stesso tempo ci sono state molte parti che mi hanno coinvolto,con queto cosa voglio dire?che leggo tutti i vostri commenti tecnicissimi (e ci sta perchè voi siete sicuramente molto esperti nel settore) ma..incongruenze e non,conoscenza delle tecniche militari e non,come è vero che ognuno su questa terra si salva da se,ognuno deve “farsi” la cultura fantasy da se.Ora sto leggendo la ragazza drago e mi rendo conto di molte cose..Per esempio del fatto che anche questo per molte pagine è ripetitivo,’sta sofia che al terzo volume ancora sta a timido style nonostante sappia di essere un drago (scusate la “forma” ma Sofia frignante al terzo volume comincia a diventare una martellata laddove non batte il sole..)e di fatto anche questa serie ha stessi pregi e difetti della prima trilogia del mondo emerso,i pregi secondo me è che è leggero di lettura e senza pretese,scorrevole,ideale dopo un’intera giornata di lavoro e studio quando non ti ricordi neanche come si chiama tua madre.Tra le 2 serie,però,mi è capitato di conoscere in libreria Sapkowskj e quando ho finito 2 suoi libri mi sono reso conto che li il livello è differente..cosa voglio dire con tutto ciò? leggevo un post di Gamberetta che diceva “spero che almeno il fenomeno Troisi faccia avvicinare le persone al fantasy” beh è stato così per me,solo rovistando in libreria,dove andavo per trovare romanzi della Troisi,ho trovato Sapkowskj ed ho scoperto un altro fantasy a mio avviso molto profondo e ben scritto ed ora ho fame di fanatsy.Tutto ciò è stato per me un trampolino..un’inizializzazione al genere..è questa mia “testimonianza” che voglio condividere.Poi un’altra cosa che volevo dire è che ok,le storie della Troisi magari sono banali,classico fanatsy,classici elementi tutto ok,ma le persone che si affacciano al genere molto spesso vogliono proprio questo(!!)perchè se non hanno mai masticato fanatsy allora anche la storia classica sarà stupenda,magica e bella.Per me è stato così ed infatti ho un bel ricordo delle cronache e mi dispiace quando leggo “le croncache provocano danni celebrali” o altre cose del genere perchè le trovo davvero “gratuite”.Una critica è costruttiva e molto,lo sbeffeggiamento è da frustrati.

  15. 784 Cecilia

    @arnica

    Capisco. I Veri e Sinceri Democratici fanno sempre così, chissà perché.

  16. 783 arnica

    @cecilia

    guarda,ho rimosso tutto perchè tra una cosa e l’altra è stato un vero e proprio trauma.
    ad un certo punto sono impazzita e ho cominciato a ribattere a tutto,specie alla psicologa in sala che stava dicendo amenità qualunquiste da quattro soldi,e mi hanno fatto chiudere la bocca per far parlare gli altri e lasciar loro sciorinare idiozie chiesto cortesemente di tacere

  17. 782 Cecilia

    P.S. ma cambiare punto di vista durante un racconto è così brutto?Io pensavo fosse divertente.

    Il problema non è cambiarlo “in generale”. è cambiarlo ogni tre-quattro righe senza un senso. Così, a caso, senza neanche averne la consapevolezza.

    Prendi “L’anello di Salomone”: si alternano tre o quattro punti di vista, alcuni in terza persona e uno in prima. Ognuno ha un capitolo a disposizione, non salti dalla zucca di uno a quella di un altro ogni tre righe.
    Tutto sta a saper gestire la cosa.

  18. 781 giovanni

    Ho letto la recensione e mi sento di dover fare i complimenti.
    Mai letta la saga del mondo emerso,NON ci tengo a farlo e mi è capitata questa recensione sotto gl’occhi per caso,però davvero complimenti, divertente ma seria nei contenuti (non è un controsenso,ci si può divertire anche leggendo cose serie!!)

    P.S. ma cambiare punto di vista durante un racconto è così brutto?Io pensavo fosse divertente.

  19. 780 Cecilia

    Ma no! La glottologa doveva ribellarsi, e che diamine! Sono molto triste.
    Guardala dal lato positivo, tu ghignavi cinicamente, a me forse sarebbe scappato da ridere ed è ancora più brutto. Ma forse avrei voluto esserci. Qualche altra perla?

  20. 779 arnica

    Ti capisco benissimo. Io non l’ho fatto solo perchè stavo lì in prima fila,ma visti gli sguardi che ogni tanto mi lanciavano, credo che il mio ghigno fosse abbastanza cinico.
    La glottologa ha dovuto riparare balbettando “Ma no,ma no…”.
    Confesso che ho provato molto imbarazzo per la Troisi in quel momento. Non era falsa modestia, era pura convinzione.
    Stavo per dirglielo “Beh allora non scrivere!”ma mi pareva TANTO brutto..

  21. 778 Cecilia

    Che ha chiesto:” Leggendo i Suoi libri, ho notato una semplicità esagerata nel Suo modo di scrivere. Lo stile è molto semplice e ripetitivo, inoltre i personaggi hanno tutti lo stesso registro, che siano Re, Generali o ragazzini. E’ una cosa voluta?”

    risposta: (dopo sgranamento degli occhi)”non c’ho mai pensato. Credo che sia perchè scrivo male”.

    Voi non potete vedermi, ma io sto sbattendo la testa contro un muro.
    “Non ci ho mai pensato”… non che ne dubitassi, ma avere la confessione è pure peggio.
    “credo sia perché scrivo male”. Porre rimedio? No?

    Per curiosità: che faccia ha fatto la glottologa a sentire la risposta? Ha risposto qualcosa?

  22. 777 arnica

    oh,mia cara gamberetta!
    Lo so che non ti piace essere presa per Vangelo, ma mi hai convinta così tanto con le tue argomentazioni che alla fin fine quando si parla di Troisi,ti cito a memoria.

    Ti riporto due ahem gradevoli esperienze a riguardo.

    1) CONFERENZA CON LA TROISI.
    ebbene sì, è venuta nella nostra università e io, per spirito masochista oppure semplicemente per l’affetto che provo per una mia amica che ne è appassionata(ognuno ha i suoi difetti),ho deciso di assistere per beccarmi l’autografo e regalarlo.
    3 ore buttate nel cesso.
    Intendo dire,la professoressa di sociologia psicologia infantile vattelapesca non lo so, s’è letta la trilogia e ha deciso di trovare una scusa per beccarsi il suo autografo. Ha quindi invitato la Troisi per una conferenza sul disagio giovanile, con un bel parallelismo con la protagonista delle guerre del mondo emerso.

    Ora,la Troisi mi fa quasi tenerezza. Giuro.
    Perchè è arrivata lì e non sapeva cosa aspettarsi, ha detto tante di quelle sciocchezze a livello di psicologia e letteratura da far piangere i morti…ma il problema è che da lei ce lo potremmo aspettare, mentre da professori universitari che operano nel campo della psicologia NO.
    Non so bene perchè,ma l’organizzatrice ha obbligato una GLOTTOLOGA a intervenire.
    Che ha chiesto:” Leggendo i Suoi libri, ho notato una semplicità esagerata nel Suo modo di scrivere. Lo stile è molto semplice e ripetitivo, inoltre i personaggi hanno tutti lo stesso registro, che siano Re, Generali o ragazzini. E’ una cosa voluta?”

    risposta: (dopo sgranamento degli occhi)”non c’ho mai pensato. Credo che sia perchè scrivo male”.

    Oltre alle leccate di culo da parte degli altri presenti, vorrei aggiungere l’ultima perla: sempre l’organizzatrice ha detto << I suoi sì che sono libri profondi, con personaggi che maturano, questa sì che è narrazione di formazione…MICA COME HARRY POTTER,DOVE GLI ADULTI SONO PIATTI."

    Ora. So che non hai mai letto Harry Potter per davvero, non tutta la saga almeno, e che il primo libro non t'è parso granchè, e così a tanta gente non interessa perchè non a tutti,giustamente per carità,attira quella tematica. Personalmente amo la saga non tanto per la storia( abbastanza trita e ritrita)ma per l'ambientazione e alcuni personaggi secondari.
    Venirmi a dire che gli adulti di Harry potter sono piatti è FOLLIA. Basti pensare a Piton, o Silente, o anche semplicemente a zia Petunia.
    Anche altri personaggi più giovani cambiano e per motivi coerenti.
    Inoltre dire che la saga non è un racconto di formazione è seconda follia: lo sanno pure i polli che un libro equivale ad un anno scolastico ad Hogwarts, che muoiono un sacco di persone a cui Harry tiene, che deve affrontare decine di prove durissime, che deve affrontare SCELTE a volte durissime…e mi vieni a dire che non è un racconto di formazione.

    Mi son dovuta alzare e chiederle "ma lei ha letto Harry potter per dire una cosa simile?"

    vabbè, ti ho pensata intensamente. E imho la glottologa ha letto le tue recensioni, perchè più volte ha detto parole molto simili alle tue, e si vedeva che era d'accordo con le tue argomentazioni ma non poteva,ovviamente,dirle in faccia alla Troisi.

    Secondo episodio.

    Purtroppo alcune mie amiche amano la Troisi. Pazienza, hanno molti altri pregi. Parlando della conferenza su descritta,però,abbiamo LITIGATO.sì.
    Perchè una di loro si è messa a urlare che non è vero che è banale, che è il massimo esponente del fantasy AL MONDO ,che la cosa dell'arco era voluta-sì certo- e tante altre sciocchezze.
    citandoti, ha osato dire "SE LO SARà INVENTATO" e quando ho detto "ma veramente cita frase per frase indicanto anche le pagine" ha risposto "ALLORA è IGNORANTE e STUPIDA".

    CAPITO gamberetta?Sei ignorante e stupida!

    Poveri noi.

    *scusatemi il papiro*

  23. 776 betta

    ammetto che a me 2-3 anni fa piaceva la troisi, e l’ultimo di guerre era il mio libro preferito, ma a “quel tempo” aveva 10 anni! poi sono cresciuta e mi sono ricreduta! questa è l’unica recensione che ho letto e non so se lo dici nelle prossime oppure noi ma: tutti i suoi libri sono uguali, hanno lo stesso schema! eroina perfetta, amico/ragazzo/sposo, nemico che bisogna sconfiggere, perchè si, contendente dell’amico/ragazzo ma che poi non si sposa con la protagonista, una serie di aiutanti che hanno una personalità presso che nulla e un lieto fine stile favola disney.
    io personalmente dopo il primo di leggende nn ce l’ho fatta più a continuare con la troisi, contando che avevo in quel peiodo anche il secondo di “la ragazza drago”, e accorgendomi che erano tutti uguli ho deciso di lasciar perdere… adesso parlando con alcune mie amiche (anche loro ex-fan della troisi) a vote parliamo del fatto che all’inizio i suoi libri erano bellissimi, poi ti chiedi come facevi solo a pensare che prima ti piacevano…
    p.s comunque credo che tutti crescendo capiscano che i libri della troisi fanno schifo…

  24. 775 Andrea

    ho appena deciso che ti amo. beh, in realtà l’ho deciso circa 15 minuti fa, intorno a metà recensione. stavo sfogliando pagine e pagine web cercando di capire come fosse possibile non trovare neanche una recensione che stroncasse quest’osannato capolavoro, quando mi sono imbattuto nella tua. mentre leggevo il suddetto capolavoro pensavo esattamente tutte le cose che tu hai scritto. solo che tu le hai scritte meglio di quanto io le abbia pensate. e mi hai fatto venire mal di pancia a furia di ridere. grazie, grazie, grazie.
    ps: alla dodicesima volta che a nihal si sono riempiti gli occhi di lacrime ho cominciato a sbattere la testa sul libro ridendo (per non piangere anch’io).
    pps: giuro che finisco la trilogia solo per godermi appieno anche le altre due recensioni. sarà dura, ma ce la posso fare. ora so di non essere solo.

  25. 774 Tollard

    Complimenti, un’ottima recensione . Non ho nulla da obiettare.. mia ha fatto riflettere… avrò letto il libro 5 o 6 anni fa, non mi era dispiacuto e lessi tutta la trilogia.. poi abbandonai i seguiti e in generale la Troisi perchè la reputai ripetitiva.. però non mi accorsi all’epoca di tutte le incoerenze e inesattezze prenti nel libro ( forse perchè era una delle mie prime letture fantasy.. o perchè leggevo distrattamente… ) e adesso mi sento un pò cretino… Grazie!

  26. 773 Corillo

    Complimento all’autrice per il blog sagacissimo e zeppo di umorismo e anche saggezza. Ho letto con piacere tutta la recensione e ovviamente concordo su tutto e ho molto riso per le tue battute e motti di qua e di là lungo la recensione. Quasi giunto alla fine, leggo i commenti dei lettori su iBS… ed ecco l’agnizione! Uno di quei fan sfegatati era il mio Me di 12 anni!!! Il Cory che si legge cialtronare idiozie quasi più deliranti che stupide… ero io. Grazie a questo blog ho conosciuto me stesso e sono morto dalle risate. Grazie.

  27. 772 D-Lord

    “L’invidioso offeso è un impotente incapace di rassegnarsi.”

    Direi che calza a pennello, dal 2008 c’è ancora chi non si è rassegnato ad accettare questa critica XD
    Inoltre purtroppo sono tornate in voga perchè siamo messi uguali, da Nihal della terra del vento a Gli ultimi eroi non è cambiato nulla, solo la data di pubblicazione. Anzi no la trama è pure peggiorata!

  28. 771 Magdalena

    C’è un revival delle vecchie recensioni negli ultimi giorni!
    Gaudio.

  29. 770 lilyj

    Quoto DagoRed. XDDD

  30. 769 DagoRed

    Unsuccessful troll is unsuccessful.

  31. 768 Flavia

    Non mi dilungo. Mi chiedo solo se la tanto esperta Gamberetta si sia ingozzata di pane e vipere prima di dare sfogo alla sua “ira funesta” contro la Troisi.
    Ricordo il detto di Gervaso: “L’invidioso è un impotente incapace di rassegnarsi.”
    Quoto “Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo.”….sono certa che il tempo non mancherà per “annientare con tanto entusiasmo” anche altro lavoro altrui.
    Suggerisco letture diverse, se in queste ci sono tante cose che non piacciono…Inutile “rileggerle”….a meno che non si sia degli autolesionisti.

  32. 767 Cecilia

    Parrebbe essere in lavorazione un film sulle Cronache del Mondo Emerso.
    Tremate.

  33. 766 Lan

    A me non piace il narratore onnisciente, ed esistono casi in cui il suo uso è controproducente rispetto alla narrazione, ma non lo considero un errore a prescindere. Dipende da come e quando viene usato. Ora, per quanto riguarda il nostro chiodo fisso, prendi “narratore onnisciente”, togli, sostituisci con “modo di dire corrente”.

  34. 765 Il Guardiano

    Veramente nemmeno a me piace, come detto molti post fa.
    Io penso che siccome un Romanzo non è una storia vera e quindi non deve essere raccontata così come viene ma costruita a tavolino, si deve cercare di eliminare il maggior numero di errori (gravi, lievi e cazzatine).

    Semi-Spoiler su “Il Cigno Nero”:
    Ho appena visto il film, mi è piaciuto e vorrei prendere una scena come esempio, anche se non c’entra direttamente col gioco delle carte.

    Nel film, la protagonista sta provando una scena de “il lago dei cigni”; è sola; c’è un blackout. Ha paura, corre, ha delle visioni, la tensione della scena aumenta, scappa dall’edificio.

    Ora, potrebbe andare già bene così…magari potrebbe sembrare un po’ troppo artificiosa la scusa del blackout, potrebbe far pensare allo spettatore che è stata creata apposta per mostrare la pressione psicologica della protagonista attraverso le sue visioni e le sue paure.
    E’ stato fatto meglio. Perché? Perché essendo una storia fittizia e non un resoconto si può “giocare” a creare una coerenza e “sense of wonder” con scene che stanno lì proprio per aprire la strada alla scena successiva; infatti 10-15 minuti prima (non so effettivamente quanto) c’è stato un blackout durante le prove in cui c’erano tutti…facendo così sembrare naturale il secondo e non prendendo a calci in culo lo spettatore facendogli pensare “che palle, un’altra scena allucinante”.

  35. 764 Lan

    @Zave

    i riferimenti culturali riconoscibili per forza di cose diminuiscono il coinvolgimento.
    sono in primo luogo delle distrazioni, visto che fanno venire in mente qualcosa che è familiare ma è associato ad un contesto diverso da quello della storia.
    inoltre l’ambientazione risulta meno vera, la prendi meno sul serio.
    per essere coinvolgente l’ambientazione deve andare avanti con le sue gambe, non deve dare l’impressione di essere composta da pezzi presi di qua e di là.

    Visto che stiamo parlando di questo tipo di riferimenti in generale, nel loro insieme, a me sorge il dubbio che più che essere un errore oggettivo siano una cosa che non piace proprio a te, ovvero che siano da evitare nel tipo di libro che scriveresti o che ti piacerebbe leggere. Non riesco a condividere la tua posizione sullo straniamento che causerebbe il loro uso a prescindere: continuo a pensare che, prima di parlare di effettivo errore, sia necessario considerare anche quale espressione si usa e in quale contesto. Poi è un tuo sacrosanto diritto pensare che questa soluzione faccia schifo comunque, eh. Però rientra nel tuo personalissimo decalogo delle cose da non fare in un romanzo.

  36. 763 Zave

    @Lan: i riferimenti culturali riconoscibili per forza di cose diminuiscono il coinvolgimento.
    sono in primo luogo delle distrazioni, visto che fanno venire in mente qualcosa che è familiare ma è associato ad un contesto diverso da quello della storia.
    inoltre l’ambientazione risulta meno vera, la prendi meno sul serio.
    per essere coinvolgente l’ambientazione deve andare avanti con le sue gambe, non deve dare l’impressione di essere composta da pezzi presi di qua e di là.
    il problema non risiede tanto nel fatto che la troisi non ha mai dato alcun segno che nel mondo emerso si giochi a carte. cioè, il problema più grosso. perché “la carta vincente” sia un modo di dire del mondo emerso il gioco delle carte deve essere ampiamente conosciuto e diffuso. e quindi da qualche parte dovrebbero vedersi, che ne so, dei soldati che giocano una partita, anche senza approfondire (sarebbe infodump se la cosa non è rilevante ai fini della storia) ma un accenno buttato lì dovrebbe esserci.
    ma anche ammettendo che se esiste quel modo di dire significa che le carte ci sono pur non venendo mai nominate perché irrilevanti, rimane il fatto che “la carta vincente” è un’espressione nostra riconoscibile e secondo me è la cosa più grave.
    quando poi il riferimento è incoerente con l’ambientazione la cosa diventa gravissima ovviamente, e ti sbatte fuori dalla storia a calci nel culo.

    @Emile: scusa, avevo letto il tuo commento ma mi sono dedicato ad altro prima di rispondere e quando l’ho fatto, complice il sonno, ho scazzato travisando completamente quanto avevi scritto.

    avendo ora riletto con attenzione quando hai scritto vedo chiaramente che siamo d’accordo in buona parte anche se:
    tu non ritieni necessaria la presenza di accenni del gioco delle carte perché non lo consideri un elemento rilevante, io al contrario penso che, se nell’ambientazione esiste un modo di dire proveniente dal gioco delle carte, significa che le carte sono conosciute e diffuse, di conseguenza un mazzo di carte da qualche parte, in una delle descrizioni dovrebbe spuntare.

    se fosse solo un caso naturalmente ci si passerebbe sopra, ma è palese che la troisi abbia usato le nostre espressioni e i nostri modi di dire nella sua ambientazione senza porsi proprio il problema.

    anche in mancanza di tutti gli altri problemi (enormi) del romanzo, questa sua “sciatteria” sarebbe già una pecca molto grave.

  37. 762 Emile

    Zave: spiacente ma della mia argomentazione non hai capito un tubo, tant’è che nelle prime righe non fai che ripetere quanto detto da me con altre parole.
    E che ti faccia schifo sentire “avere un asso nella manica” è un TUO problema, non un difetto oggettivo.

  38. 761 Lan

    riferimenti culturali chiaramente riconoscibili sono secondo me da evitare anche qualora ci fossero i presupposti nell’ambientazione perché il concetto possa esistere anche nel romanzo, perché anche quando plausibili possono far pensare al riferimento culturale in questione e quindi diminuire il coinvolgimento (tipo una frase tipo “avere un asso nella manica” mi farebbe schifo anche qualora esistessero le carte da gioco).
    e quando i presupposti mancano addirittura è un errore grave.

    Ma, al di là della tua idiosincrasia in merito, perché tecnicamente i riferimenti culturali chiaramente riconoscibili di per sé dovrebbero diminuire il coinvolgimento?
    Un conto è l’anacronismo grave (Nihal disse: “Non ci credevo, sono rimasta sbalordita come se avessi visto un dinosauro in panetteria”), un conto è un riferimento plausibile – ancorché non splendido – all’interno del mondo di riferimento. Nel primo caso il WTF conseguente crea il black-out, e ci siamo. Nel secondo no. Se in un mondo pseudo-medievale alludo alla presenza del sidro (elemento plausibile e culturalmente sputtanato), dovrò mica inserire una scena in cui si spremono le mele in allegria per essere coerente? Se i miei personaggi vanno in una locanda e mangiano lo stufato di cinghiale dovrò mica trasformarlo in uno sgnappox alla brace perché lo stufato di cinghiale è a sua volta un riferimento culturale preciso e va evitato?
    Poi siamo tutti d’accordo, credo, che in questo caso specifico alla Troisi è semplicemente andata di lusso, che nelle sue scelte non si legge il minimo tentativo di coerenza e che ha avuto solo fortuna a riferirsi ad un dettaglio (il gioco delle carte) che non era totalmente astruso nel contesto. Il senso della critica a monte è appunto questo, non si può scrivere così alla cazzo. Il resto mi pare solo fraintendimento – e conseguente ricamo ad uncinetto di aria fritta sullo stesso.

  39. 760 Zave

    @Emile:
    spiacente ma la tua argomentazione mi pare ridicola.

    un mondo fantasy non deve essere composto esclusivamente da elementi originali.
    ci sono gli esseri umani? significa semplicemente che nel mondo fantasy tal dei tali ci sono gli esseri umani.
    piove? significa che c’è la pioggia.
    anche il fatto che i personaggi parlino e pensino nella lingua del lettore non è un problema.

    il problema è che il mondo fantasy deve essere coerente. e non tutto può essere dato per scontato.

    riferimenti culturali chiaramente riconoscibili sono secondo me da evitare anche qualora ci fossero i presupposti nell’ambientazione perché il concetto possa esistere anche nel romanzo, perché anche quando plausibili possono far pensare al riferimento culturale in questione e quindi diminuire il coinvolgimento (tipo una frase tipo “avere un asso nella manica” mi farebbe schifo anche qualora esistessero le carte da gioco).
    e quando i presupposti mancano addirittura è un errore grave.

    e infatti gli autori fantasy un minimo decenti per dare colore e verosimiglianza al proprio mondo inventano detti e modi di dire plausibili piuttosto che usare quelli preconfezionati della lingua in cui si esprimono.
    perché anche se tu stai leggendo il romanzo nella tal lingua, nell’ambientazione i personaggi si esprimono in un’altra lingua.
    motivo per cui non ho una buona opinione dei giochi di parole basati sulle caratteristiche della lingua in cui è scritto il libro, a meno che il romanzo non sia ambientato in un luogo dove si parla quella lingua (ad esempio un romanzo ambientato in una pseudo inghilterra, tipo HP può avere benissimo giochi di parole propri della lingua inglese).

  40. 759 Emile

    France: ma che stai dicendo? Ogni singolo fantasy sulla faccia della terra è pieno di riferimenti al nostro mondo.
    Ripeto: OGNI SINGOLO FANTASY, senza nessuna eccezione.

    Ci sono esseri umani? Riferimento al nostro mondo.
    Si parla di alberi? Riferimento al nostro mondo.
    Scende un pò di pioggia? Riferimento al nostro mondo.

    ecc ecc ecc (e no, non importa se lì la pioggia è verde e gli umani sono alti 7 metri: rimane un elemento in comune le cui caratteristiche vengono parzialmente modificate)

    Anche le storie più fantasiose ed originali hanno, giocoforza, sempre la stessa base di partenza: il mondo per come noi lo conosciamo, e quanto poi lo riusciamo a stravolgere con la fantasia.
    E non hai capito il senso del mio discorso: io non dico che un mondo fantasy “deve essere descritto poco, il resto se lo immagina il lettore!”, dico che

    a)E’ semplicemente IMPOSSIBILE descrivere OGNI cosa di quel mondo
    b)E’ semplicemente IMPOSSIBILE creare un mondo senza attingere a piene mani dalla realtà. Il fatto è che le differenze risaltano 1000 volte più delle somiglianze e ci può sembrare il contrario, ma è pura illusione.
    c)E’ idiota e rende il libro una palla specificare l’esistenza di elementi presi dalla nostra realtà chiaramente desumibili dal contesto.
    Il mondo che abbiamo creato è davvero così diverso dal nostro dal dover puntualizzare l’esistenza dell’erba? E’ possibile, ma spesso non sarà minimamente necessario.
    E’ realmente importante puntualizzare la presenza di strade, che il loro stesso concetto è conosciuto? Anche qui: se il mondo ideato è così bizzarro da poter mettere in dubbio una cosa simile va bene, altrimenti è ridicolo.
    E naturalmente non va mai scordato un criterio FONDAMENTALE: è importante PER LA STORIA precisare un X dettaglio? Nella Ruota del Tempo che è stata citata si parla del gioco d’azzardo non a casaccio o per giustificare il fatto che uno dei protagonisti una volta abbai pronunciato la parola “carte”, ma è perché è un elemento rilevante all’interno della trama, PARECCHIO rilevante anzi.
    E’ necessario mostrare una gallina che fa le uova se qualche pagina prima qualcuno ha detto “mamma che frittata abbiamo fatto!”? Se il mondo appare così diverso dalla terra da rendere improbabile l’esistenza delle galline (o se per qualche motivo è funzionale alla storia) sì, altrimenti, cazzo, PRENDI E TIRI DRITTO senza ammorbare il lettore con descrizioni totalmente superflue

  41. 758 Zarathustra

    Se da una parte sono d’accordo col dire che è una piccolezza in sé (non è mica da questi particolari che si giudica uno scrittore, direbbe qualcuno), è un elemento a favore della critica, perché è una delle tante, tantissime manifestazioni della sciatteria della Troisi. E la “tesi” della recensione è proprio questa: la Troisi è sciatta, imprecisa, vaga, scrive in modo raffazzonato.

  42. 757 france

    Maddai france, è talmente tirata per i capelli che fa ridere.
    “Soldati che giocano a pallone”? Davvero?

    Soldati in armatura ovviamente no. Ragazzini all’accademia durante un’ora buca o di ricreazione perché no? Quand’ero bambino noi per i corridoi si tirava calci a una lattina. Magari loro potrebbero aver avuto, che so, un involto di stracci.

    Bianconiglio: per piacere eh. Non è che perché è un mondo è diverso dalla terra si deve spiegare tutto altrimenti non va bene, anzi.

    Hmmm. Sono MOLTO in disaccordo con quest’affermazione. Buona parte del fascino del fantasy, per quanto mi riguarda, è proprio nell’immergermi in un mondo a parte, e se ci sono riferimenti al NOSTRO mondo questa cosa va a perdersi, a meno che non sia spiegata nel resto del romanzo. Si perde d’immedesimazione, perché prendi una cosa che ha un GROSSO e specifico significato nella nostra cultura e lo butti lì senza circostanziarlo.
    Posso far dire a un PG, in un fantasy “sei un pistola”? sì, ma c’è una parola moderna che stona, anche se ha un significato totalmente diverso!
    Posso far dire a un PG, in un fantasy “de’, o bischero!” ? sì, ma se è ambientato in un luogo diverso dall’Italia, mi fa storcere il naso.

    Farlo sarebbe impossibile e renderebbe il libro uno schifo.
    L’ambientazione è fantasy simil-medievaleggiante? Benissimo: si spiegano le DIFFERENZE più rilevanti tra quell’ambientazione e il “medio evo classico” e si dà per scontato il resto.

    Vediamo se mi viene qualche esempio di fantasy simil-medievaleggianti e quanto approfondiscono l’ambientazione.
    - La Ruota del Tempo di Jordan-Sanderson è l’esempio più eclatante che mi viene in mente. Si parla non solo di giochi d’azzardo, ma addirittura ne vengono definite le regole. Ogni dettaglio dell’ambientazione è investigato approfonditamente.
    - Il Ciclo dei Reami degli Antichi di Robin Hobb. Bardi e menestrelli hanno un’importante figura sociale e addirittura legale, e la loro figura viene molto approfondita (complice anche un PG). A parte questo, c’è un peculiare gioco di logica simile al GO che viene ripreso più volte.
    - Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin. Le scene in cui Tyrion beve e gioca nei bordelli sono tipiche, e questo mi fa capire che il gioco d’azzardo esiste ed è comune. Come altra attività… sportiva / hobbystica si parla parecchio dei Tornei e delle Giostre, attività tipicamente medievale ma che comunque VIENE citata E mostrata all’interno del romanzo, per dare profondità e coerenza all’ambientazione.
    - La saga di Phédrè della Carey. Anche qui ci asono scene di taverna, in cui si vede il gioco d’azzardo; addirittura c’è la variante specifica del gioco delle tre carte fatta coi bicchieri.
    - Ne Il Libro dei Caduti Malazan i protagonisti sono, per l’appunto, soldati di professione. Giocano comunemente d’azzardo, ma giustamente altre attività sportive 0 (zero). Sono soldati, mica cazzari a zonzo!
    - Nella Saga del Figlio Soldato della Hobb (romanzi pessimi che sconsiglio a chiunque) un particolare gioco di carte in uso presso le dame nobili come passatempo innocente viene citato e praticato più volte. Già solo questo dettaglio ti fa capire un background culturale di un certo tipo.
    - Per ultimo voglio citare un fantasy semisconosciuto, la Saga di Paksenarrion della Moon, perché particolarmente attinente (oltre ad essere una gran bella storia!). In questi romanzi noi seguiamo il percorso di vita – e di crescita – dell’eroina, una contadina, che si arruola nella compagnia mercenaria del Duca Phelan per fare la soldatessa. Sono romanzi del 1989, eh. La vita da soldato medieval/rinascimentale è descritta splendidamente, ed è un fantasy, sì, ma sensato ed oggettivato. In tutti i tre romanzi c’è solo UNA scena inerente il gioco d’azzardo: quando due reclute vengono scoperte a giocare e vengono cacciate, perché il gioco d’azzardo, in quella Compagnia, è proibito. In un paragrafo ti dice che sì, certo, il gioco d’azzardo esiste; ma subito dopo ti dice anche che Paks non ci giocherà mai, perché non è permesso. E in effetti quest’elemento non comparirà più.
    La figura di Paks richiama molto quella di Nihal, tanto che leggendolo mi chiesi se per caso la Troisi non avesse sco… omaggiato l’opera della Moon: entrambi sono donne, entrambi si danno al mestiere del soldato, entrambi aspirano a far parte del corpo d’elitè, entrambi avranno una crisi che le spingerà a cercare di rifarsi una vita. Con la differenza che la Moon ha una gavetta lunga chilometri ed è stata nei marines, e ogni sua pagina trasuda di competenza bellica.

    Tutto questo che dire che descrivere il più possibile nel dettaglio il proprio mondo immaginario è FONDAMENTALE. Non si può solo dire “più o meno è medievale, poi il lettore se l’immaginerà”. Non va bene. Il lettore deve immergersi nella storia e nella sua mente si devono creare le immagini che tu hai descritto sulla carta; non deve alzare gli occhi dal libro e dire: “ma questo…? vabbé, ci può stare dai”. Questo è un grossolano errore da parte dell’autore. Poi okay, può capitare a tutti. Ma gli autori “capaci” prima di pubblicare il libro vanno a caccia di queste cose e cercano di risolverle. Sono importanti. Il mondo dev’essere immersivo e realistico. E ci sono dozzine di BUONI libri fantasy (e io leggo principalmente High Fantasy, eh) che rispettano questa regola.
    Non serve un capitolo dedicato al gioco d’azzardo. Basta far vedere che esiste, e come è considerato. Soprattutto perché c’è gente al mondo che PUO’ incolpevolmente non sapere che la diffusione dei dadi come gioco popolare è successivo a quello della dama, ad esempio. Strano ma vero! Non tutti sanno COSA C’ERA e COME ERA nel Medioevo europeo (che è durato 1000 anni eh… ne cambiano di cose, in 1000 anni), e il tuo compito come autore è proprio evitare che se lo chiedano.

  43. 756 IlBianConiglio

    Emile:
    Capisco cosa vuoi dire e devo ammettere che la tua obiezione ha senso, ma (e qui mi accorgo di essere io quello un po’ troppo esigente) personalmente anche la semplice espressione ‘siamo a cavallo’ mi darebbe fastidio.
    Attenzione, però: ‘siamo a cavallo’ mi darebbe fastidio anche se l’autore perdesse pagine su pagine a descrivere i cavalli. Quello che mi distrae dalla lettura è proprio il fatto che sia un modo di dire del nostro(terrestre) mondo. Noi diciamo siamo a cavallo per indicare un vantaggio, una situazione favorevole, ecc… Il fatto che creature del Mondo Emerso usino la stessa espressione per indicare la stessa cosa è improbabile, e rompe la finzione scenica. Stesso discorso per ‘la carta vincente’: un’espressione come questa sarebbe giustificata se l’autore mi descrivesse (in maniera indiretta, ovvio, senza annoiare) un gioco di carte in cui ne basta una per chiudere la partita.
    Ancor meglio se l’autore inventasse un’espressione simile ad un nostro modo di dire senza creare anacronismi, della serie sostituire ‘Vai al diavolo’ con ‘Che la terra ti inghiottisca’.

    Ma mi rendo conto che forse esagero: l’esempio della ‘carta vincente’ è più tirato del ‘siamo a cavallo’. Ciò non toglie che molti modi di dire o espressioni varie del nostro tempo si sarebbero benissimo potute motivare (o tutt’al più sostituire) ai fini di creare una migliore finzione scenica.

    Che poi molti non riescano a sospendere l’incredulità davanti a simili uscite credo sia un effetto del fatto che non hanno trovato il mondo e la vicenda narrati sufficientemente intriganti e solidi. In altre parole, si sbuffa davanti alla carta vincente perché non si riesce a credere a quello che viene raccontato.

    Giusto: ma anche ‘la carta vincente’ non è sufficientemente ‘solida’ come espressione. E’ una piccola cosa, ma anch’essa contribuisce a rendere meno ‘vero’ il mondo narrato e riduce la credibilità del raccontato. Almeno in fase di editing, ce ne si sarebbe dovuti accorgere.

  44. 755 Lan

    Personalmente mi trovo d’accordo con Emile. La questione delle carte – perdonate il francese – è un po’ fare il boccolo allo stronzo: mi pare ovvio che la Troisi non si è preoccupata minimamente di rischiare l’anacronismo, ma nel caso specifico le è andata di lusso. Che poi molti non riescano a sospendere l’incredulità davanti a simili uscite credo sia un effetto del fatto che non hanno trovato il mondo e la vicenda narrati sufficientemente intriganti e solidi. In altre parole, si sbuffa davanti alla carta vincente perché non si riesce a credere a quello che viene raccontato. Ma questo è un risvolto di un più grave problema di inconsistenza dell’immaginario. Che si debba spiegare o motivare qualsiasi dettaglio in un fantasy è semplicemente assurdo.

  45. 754 Emile

    Bianconiglio: per piacere eh. Non è che perché è un mondo è diverso dalla terra si deve spiegare tutto altrimenti non va bene, anzi. Farlo sarebbe impossibile e renderebbe il libro uno schifo.
    L’ambientazione è fantasy simil-medievaleggiante? Benissimo: si spiegano le DIFFERENZE più rilevanti tra quell’ambientazione e il “medio evo classico” e si dà per scontato il resto.
    Altrimenti il giochino con le carte lo possiamo fare con 390322323982389 cose in 348943349348343489389 romanzi, garantito: a voler spaccare il capello in quattro posso indignarmi perché leggo “siamo a cavallo” in un mondo fantasy (classico) dove per caso poi non se ne vedono nell’avventura (chi ci dice che ci siano anche lì eh eh? per me l’autore è caduto in contraddizione!”).
    Si deve invece fare il ragionamento inverso: è impossibile o comunque improbabile che un determinato elemento sia presente in quell’ambientazione? Se sì allora la critica è giusta, se no, nel dubbio, l’autore non ha fatto errori. Se la Troisi avesse detto che la protagonista “era rapida a calcolare come un computer” avrebbe toppato perché è MOLTO improbabile l’esistenza di una cosa simile in quel mondo; ma la polemica sulle carte è davvero la polemica sul NULLA.

  46. 753 IlBianConiglio

    Se la storia fosse ambientata nel nostro mondo, tutti saprebbero che cosa sono le carte, come si usano, ecc.. In questo caso non ci sarebbe bisogno di descrivere una scena con soldati che giocano a carte, e se d’un tratto uno dei protagonisti dicesse:
    ‘Ho la carta vincente’, nessuno avrebbe da storcere il naso, perchè questa è un’espressione usata, appunto, nel nostro mondo.

    Ma il Mondo Emerso (grazie al cielo) non è il nostro mondo: è un pianeta diverso, creato dall’autrice e quindi fondato su regole che, si presume e ci si augura, l’autrice conosca, diverse da quelle della Terra. Licia Troisi è la Dea che ha creato il Mondo Emerso (e poi ci lamentiamo delle nostre religioni); se non lo sa lei se le carte da gioco vengono usate o meno, lo devo sapere io che neppure appartengo al Mondo Emerso? Ma non basta che l’autrice usi espressioni come ‘la carta vincente’ sopra citata per farmi capire che le carte si conoscono e si usano. Torno a dire: io non vivo nel Mondo Emerso, vivo sulla Terra. Se l’autrice in quanto dea mi invita nel suo mondo, io mi aspetto che mi descriva come funzioni quel mondo da lei costruito e mi mostri dei soldati che giocano a carte per giustificare la sua espressione. Altrimenti resterà sempre il dubbio: ma le carte da gioco esistono o è la Troisi che ha usato impropriamente un termine del nostro tempo/pianeta?

    Ora, si trattasse di un caso o due, potrei anche essere d’accordo con Emile: se la storia fila, mi immagino che la Troisi sappia quello che dice e chissenefrega. Ma purtroppo i casi non sono uno o due, e non si tratta solo di carte: più volte vengono citati menestrelli e cantastorie (Laio stesso lo diventa per un po’ di tempo), eppure questi non vengono mai mostrati e non si sa esattamente dove lavorino, dato che di ‘castelli’ nel senso medievale del termine non ce ne sono. Se non ricordo male l’unico menestrello che si vede è ai festeggiamenti quando Sennar diventa mago (credo, non ne sono sicuro), ma anche in questo caso tutto rimane nel vago, raccontato e non mostrato, appunto, e questo mi fa pensare che la Troisi non sappia nemmeno come lavorassero i cantastorie nel medioevo (neanche io se è per questo, ma non mi metto a scrivere un libro ficcandoceli dentro a caso).
    E poi in più punti si citano: ballate, sonetti, dei e divinità senza che vengano neppure descritti templi o chiese. L’apoteosi si raggiunge in espressioni come ‘Vai al diavolo’, una frase che mi fa pensare: ma se conoscono il diavolo, allora la loro fede è il cristianesimo. Ma allora sono monoteisti o politeisti? E Gesù? Ha fatto un salto nel Mondo Emerso dopo essere passato dall’Impero Romano?

    Insomma: non dico che tutti questi dettagli siano funzionali alla storia, ma almeno servono per la verosimiglianza. L’autrice può anche scegliere di citarmeli e basta, senza mostrarmi scene in cui si giustifichi il loro utilizzo, ma deve anche capire che un lettore esigente come me poi potrebbe pensare che i termini sono piazzati a caso, tanto per scrivere qualcosa, senza cognizione di causa.

    L’unica frase che perdono alla Troisi è proprio ‘Uno a zero per me’. Questa non è un’espressione tipicamente terrestre, se mi passate il termine. Voglio dire: non è citato il calcio, o un pallone, o un qualunque gioco. Si dice solo ‘uno a zero’, una frase che, come dice Mario:

    è indicazione generica di un punteggio calcolato nel modo più semplice, il conteggio degli obiettivi raggiunti.

  47. 752 Clio

    Io vedo meglio la soldataglia che per distrarsi gioca a pallone (penso al divertente ancorché poco elgante Calcio Fiorentino) che non a carte (che mi sanno molto di articolo troppo lussioso per un soldao semplice).
    Comunque il problema non è quello. Il fatto è che perché un generale in piena battaglia se ne esca con “1 a 0 per me!” presuppone la presenza di uno sport molto popolare in cui si contano i punti (tipo il calcio). Questo gioco è talmente popolare che a nessuno dei personaggi, mai, passa nemmeno per la testa, né nessuno di loro fa mai uil benché minimo riferimento allo sport agonistico in generale.

    Detto ciò, mi pare che questa sia la ciliegina marcia su quella torta di fango che è l’opera troisiana :D E’ un particolare insignificante che conferma come l’autrice non bia idea di quello che fa e come l’editor sia il mestiere più riposante della terra.

  48. 751 Il Guardiano

    proprio perché soldati che giocano a pallone fa ridere, è stupido mettere una battuta sul punteggio in un duello. L’improbabilità che esista un gioco del calcio aumenta il “disagio” del lettore quando legge “1 a 0″…cosa che invece verrebbe eliminata se, casualmente, viene mostrata, anche di sfuggita, una scena di calcio…allora sarebbe tutto normale e filerebbe liscio.
    Stessa cosa con le carte. Hai ragione nel dire che è facile pensare che in un mondo medievale il gioco di carte sia diffuso ma io quando leggo devo leggere senza essere sbattuto fuori dalla storia chiedendomi “Ma che cazzo, esistono le carte?”. Mi potrò anche rispondere da solo che sì, esistono…è probabilissimo. Però questo pensiero non deve proprio nascere in me, tutto deve scorrere come un fiume e io (lettore) non devo avere quella sensazione di fastidio che si sarebbe potuto eliminare con un po’ di furbizia mostrando da qualche parte (prima della scena) una partita a carte.
    Come diceva France, io storcerei il naso per un “vai al diavolo” dove il diavolo è una cosa tipica del nostro mondo (occidentale), ma se qualche scena prima vedo una funzione religiosa dove si venera/rinnega il diavolo, metabolizzo l’informazione e poi quando qualcuno parla del diavolo non c’è niente di strano.

  49. 750 Emile

    Maddai france, è talmente tirata per i capelli che fa ridere.
    “Soldati che giocano a pallone”? Davvero?
    Le carte potrebbero essere mostrate, ma anche no: mi stai dicendo che ogni triologia ambientata in mondi in cui si presume esista il gioco delle carte (banalmente, una triologia non fantasy ambientata sulla Terra) devono mostrare una scena in cui si gioca? La Troisi ha buttato lì quel commento, da quel commento si può dedurre facilmente come le carte siano usate in quel mondo, stop.
    Poi intendiamoci: è probabilissimo che la Troisi non abbia pensato a nulla di tutto e abbia ciò e abbia usato quell’espressione a casaccio, ciò non toglie che, magari per pura fortuna, il tutto fili senza problemi.
    Col calcio come ho detto la cosa è pelino diversa, ma NON perché “non si vede gente che gioca a calcio”, quanto perché in un mondo medievaleggiante il gioco delle carte me lo figuro senza problemi, una pseudo variante del nostro sport nazionale un pò meno; non è IMPOSSIBILE ci sia, ma lì sarebbe più gradita una specificazione.

  50. 749 france

    @Mario: il punto è che se certe cose esistessero, dovrebbero vedersi, prima o poi, in tre libri. Che so, nell’accampamento dei soldati qualcuno che gioca a carte… i ragazzi dell’accademia che si svagano con un pallone… funzioni religiose in cui viene rinnegato il Diavolo: invece niente di tutto ciò…

  51. 748 Emile

    D’accordissimo con l’appunto sulle carte di Marco, un pelino meno sull’ “1 a 0″.

  52. 747 Mario

    Secondo me sbagli nella parte in cui critichi l’uso di espressioni come “ho la carta vincente” o “uno a zero per me” da parte dei personaggi.
    Il fatto che non venga detto che nel Mondo Emerso si giochi a carte o non si descrivano situazioni in cui ciò avvienga non vuol dire che in quel mondo le carte non esistonano. Anzi è proprio il fatto che un personaggio usi una tale espressione che porta il lettore a concludere che, evidentemente, nel mondo emerso è presente il gioco delle carte.
    Idem per l’altra espressione che è indicazione generica di un punteggio calcolato nel modo più semplice, il conteggio degli obiettivi raggiunti. In fondo è anche attraverso l’uso di espressioni che si descrive un mondo senza dover fare all’inizio un elenco di ciò che vi è e ciò che non c’è.

  53. 746 Gamberetta

    Tutti le risposte ad andregon sono state spostate in Fogna (a partire da qui) perché più o meno off topic.

  54. 745 andregon

    uff…non so se tu pensi veramente quello che hai scritto o lo hai scritto solo per far venire persone su questo sito.ma perfavore…tutte le critiche che ho letto solno assurde e banali.sono critiche stupide la maggior parte non vere e le poche vere sono su cose prive di importanza.spero che tu sia una scrittrice,per poter dire queste cose sai.in un romanzo fantasy è NORMALE che il protagonista spesso pianga e sia afflitto.è questo il tema principale di un fantasy:la ricerca della pace del protagonista.ma tu non ne capisci niente tanto.e se poi anche fossero veri quegli errori sulle lunghezze ma chi se ne frega!non è quello l’importante di un romanzo.cioè è normale che se poi diventassero troppo frequenti allora si che sarebbe brutto, ma in un romanzo di 400 pg. non credo sia sempre facile ricordarsi bene le proporzioni già descritte in precedenza…sei ridicola dai…

  55. 744 Max

    Gamberetta, che dire!
    E’ evidente il tuo stato di frustrazione di fronte ad un capolavoro letterario quale è “Le cronache delle terre emerse”. XD
    Ma poi mi chiedo: le terre non sono tutte emerse? Ce ne sono anche non emerse?
    Io purtroppo sono riuscito a leggere una ventina di pagine e oltre non ce l’ho fatta.
    Tra l’altro appena mi sento fortunato penso di pubblicare un romanzo (di formazione, d’appendice, storico… Vedremo).
    Devo confessare una cosa: in quelle poche pagine lette mi sono immedesimato talmente tanto che ad ogni paragrafo scoppiavo in un fiume di lacrime XD

  56. 743 Cecilia

    @Marco
    completamente d’accordo.

    @mister Giobbin
    ottimo uso per quel libro

    @Gamberetta
    ho trovato i post di Dazieri. Ridicoli. Non una volta che sia una ha contestato o anche solo parlato di tutte le oscenità che tu hai riportato. Posso capire che gli sia piaciuto ma tutte quelle stronzate non potevano essere corrette? In fondo mi pare che l’unica cosa che gli si chiedesse di spiegare era quella.
    “Licia piace” e con ciò? questo secondo lui la rende un’ottima autrice? Bah

  57. 742 Mr. Giobblin

    Beh, mi hanno regalato il primo volume della terza trilogia, e devo dire che, nonostante le critiche, Mostra spoiler ▼

    Yay, necroposting!

  58. 741 Marco Albarello

    sono l’unico ad aver pensato che i protagonisti maschili e femminili siano sempre gli stessi, a cui viene cambiato solo il nome?

    dite che è arrivata a odiare i suoi personaggi?

    Io la chiamo sindrome della telenovela. Colpisce quegli autori che pretendono di trascinare per intere serie/saghe/cronache/cicli(mestruali?) ecc. personaggi che veramente non hanno più niente da fare o dire.
    Ed ecco che allora li fanno morire, cambiare atteggiamento, resuscitare, vengono colpiti da malattie terminali, fargli trombare chiunque nel mondo da loro creato (stile Brooke di Beautiful), insomma non sanno più che inventarsi.
    Ed è allora che la soap diventa soporifera oltre che scivolosa come il sapone.

  59. 740 Cecilia

    @Federico
    Hai dimenticato la terza trilogia… ma forse lì c’è più originalità perché lui Mostra spoiler ▼

    e alla fine la coppietta di eroi Mostra spoiler ▼

    dite che è arrivata a odiare i suoi personaggi?

  60. 739 Federico

    ho letto i link e ho letto fino a metà della prima pagina, lo ammetto, ma la cosa mi lascia perplesso, visto che il senso dei loro post è “sì è vero, i romanzi di licia sono pieni di errori, ma come si permette di dirlo con quel tono!”. Sarebbe da andare lì e scatenare flame gratuiti, giusto per ridere.

    incidentalmente, visto che anch’io sono stato punito col regalo sia della prima che della seconda trilogia, sono l’unico ad aver pensato che i protagonisti maschili e femminili siano sempre gli stessi, a cui viene cambiato solo il nome?

  61. 738 Cecilia

    @Gamberetta
    Capisco, pazienza, penso che ci saremmo divertiti (ma tu avresti forse perso la pazienza…)

    @france
    Eccoti il link, sono due pagine di discussione:
    http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9445463

  62. 737 PlatinumV

    Guarda, sono capitata qui per caso e ho letto la recensione di Twilight (che, ammetto, non ho letto [e non ne ho nemmeno l'intenzione], ma di cui ho sentito parlare decisamente troppo) e poi ho letto questa. Mi hanno regalato la raccolta dei primi tre volumi del Mondo Emerso per un compleanno (sì, suppongo che la mia amica volesse farmela pagare per qualcosa) e alla fine ho concluso il tomo solo per non offendere l’amica, appunto.
    Uno dei (tre) peggiori fantasy che io abbia mai letto in vita mia. A iniziare dalla trama semplicistica, banale, ovvia, scontata (giuro che dopo i primi 3 o 4 capitoli ho detto “andrà a finire così, così e così” e le ho azzeccate tutte), passando per i non-sense, per finire con dei personaggi che non stanno in piedi.
    Ti sei guadagnata una nuova lettrice!
    V

    PS: e detto fra noi, sono anni che mi chiedevo pure io come mai avessero deciso di pubblicarla!

  63. 736 Gamberetta

    @Cecilia. No, non ho mai avuto contatti con Licia (non che ci tenga). Però se frughi tra la montagna di commenti alla recensione de Il Talismano del Potere, puoi trovare un paio di commenti lasciati da Sandrone Dazieri editor Mondadori e “scopritore” di Licia.

  64. 735 france

    @Cecilia:

    Nel suo forum c’è una sezione su di te

    dove?! o___O;; /me curiosissimissimo!!

  65. 734 Cecilia

    Gamberetta, una curiosità: la Troisi ha mai letto/commentato le tue recensioni o avete comunque avuto contatti?
    Nel suo forum c’è una sezione su di te, ma non ho visto nulla di suo…

    e grazie mille per gli articoli, tutti: sto riscrivendo da cima a fondo e il tutto viene due volte meglio! (anche se devo ancora procurarmi i manuali…)

  66. 733 AndreaFurlan

    D’accordo su tutto.
    Però son riuscito a leggerlo. Non è noioso perlomeno, però non prende.

    Andrea di

  67. 732 IlBianConiglio

    Non capisco se quella di NN lo dico sia una presa in giro verso i fan troisiani o se il suo commento sia serio.
    In entrambi i casi mi permetterei di citare Gamberetta e di dire ‘Schifo è vago, indistinto, raccontato. MOSTRA in cosa fa schifo l’articolo: c’è una virgola tra soggetto e verbo? Le immagini stimolano la nausea? Lo sfondo coi gamberi fa venire il volta-stomaco?’
    E in più consiglierei di andare a leggere la pagina delle FAQ riguardo la politica dei commenti (l’ultimo punto, a questo proposito, mi pare il più appropriato).

    Al di là di questo devo dire che l’articolo, oggettivamente parlando, è ben fatto, corredato di esempi e citazioni puntuali. La parentesi ‘algebrica’ su quanto siano lunghi i draghi mi è particolarmente piaciuta e, permettetemi lo sfogo, col cavolo il ‘perchè sì!’. Fantasy non vuol dire campato per aria: la verosimiglianza è necessaria per una buona storia, sia essa horror o storica o di qualunque altro genere. Con l’eccezione delle biografie, tutte le storie sono sempre verosimili, mai vere: se manca questo, manca la materia prima per il racconto.

    Riguardo il personaggio di Nihal, invece, ho poche cose da dire: è insopportabile. Il suo spessore psicologico è pari a quello di una zanzara spiaccicata, e le sue crisi di pianto/grida di furore in battaglia/patemi d’amore per Fen sono quanto di più esagerato e inverosimile possa esistere.

    Concludendo, dico che se fosse stato spacciato come un libro per bambini (molto piccoli), quella di Nihal sarebbe anche stata una fiaba passabile, ma così com’è rimane solo un romanzo mal scritto.

  68. 731 NN lo dico

    nn sn dacc mi fa schifo qst pagina …. e cmq qst romanzo è bllximo!!!
    sei soltanto una povera stupida!!!

  69. 730 Rachele

    Fantastica! Mi sono divertita tantissimo leggendo questa Recensione con la erre maiuscola e allo stesso tempo ho fissato in mente Obbrobri da evitare! Lezione perfetta su come NON scrivere! Complimenti!

  70. 729 Doc.Herbert West,M.D.

    Il commento di SuperKikka centra in pieno il motivo per cui trovare un estimatore del fantasy dopo i 30 anni d’età è facile quanto trovare un pinguino fra le dune del Sahara.
    Voglio dire,ci può anche stare che leggere del Regno Incantato N°769,governato dal Buon Re® di turno e minacciato dal classico Signore-del-male-incarnazione-di-tutte-le-possibili-malvagità sia piacevole,se sono i primi romanzi “seri”che leggi dopo ‘Le allegre avventure della Pimpa e dei suoi amici’…
    ma leggere per anni la stessa sbobba ?
    Tolkien è morto dal 1973.
    ‘Il Signore degli Anelli’ è stato scritto nel 1937.
    E allora perché,buon dio, devono continuare ad aleggiare in questo genere come lo spettro di Banko,con orchi,elfi,nani e compagnia cantante immersi in un Medioevo di cartapesta?!?
    * coro da stadio di decerebrati assortiti *
    Perché sì,perché è fentasi!!!1!1!
    Sigh!La sola speranza è che quanto scritto qua sia vero,sempre Lord Mondadori ed i suoi orchetti editoriali non abbiano comunque già vinto la loro battaglia…

  71. 728 tasso barbasso

    @Solvente.

    Lo so, lo so, ci sto lavorando… Grazie per l’osservazione, comunque! ;-)

  72. 727 Solvente

    @ tasso barbasso
    ok (Oh! Ti difetta il dono della sintesi e della semplificazione ;-))

  73. 726 tasso barbasso

    @Solvente.

    Dicevo che A QUANTO PARE gli editori considerano EFFETTIVAMENTE il fantasy (soprattutto il puro fantasy ma anche, seppure in misura minore, l’intero settore “fantastico”) un genere per l’infanzia. Perlomeno questa è la sensazione che ho sempre provato girando dentro le librerie (fisiche) italiane. Definire questo fatto una “soluzione di comodo” mi sembra un po’ impreciso. Sarebbe come dire che se Tizio (che magari è un po’ obeso) non corre 10 chilometri ogni mattina, allora è pigro, e fa pure un grosso errore, perché è chiaro che del moto gli farebbe bene. Questa affermazione probabilmente contiene delle verità, ma non necessariamente descrive bene la situazione. Tizio potrebbe rispondere che dal suo punto di vista il moto non è affatto necessario, o che magari non può correre perché soffre di cuore, oppure potrebbe onestamente sostenere che il rimanere in forma non è tra i suoi obiettivi, eccetera.
    Secondo me l’editore tipico non si propone di svolgere una funzione primariamente sociale e culturale, ma vuole sostanzialmente costruire e vendere prodotti. Si potrebbe dire: è pigro!, perché se facesse prodotti migliori, non solo avrebbe una splendida funzione sociale, ma venderebbe anche di più. Ma è proprio così? La situazione è controversa e troppo ingarbugliata per parlarne seriamente in un breve post.
    Quello che volevo dire, non in contrasto ma ad integrazione della tua osservazione, è che il “problema”, dal “loro” punto di vista, forse è già VERAMENTE “risolto”. In fin dei conti, se io editore mi propongo non tanto di elevare la “qualità” (e vai a capire cosa sia questa “qualità”, e bla-bla-bla…) di un certo settore letterario (o della mia collana dedicata a quel settore), quanto di “coprire” il target “bambini e ragazzini”, allora questa operazione la posso svolgere benissimo (ripeto: MI È POSSIBILE FARLO) con alcuni di quei tanti manoscritti fantasy (e affini) che mi ritrovo già per le mani. Ricapitolando: bassi investimenti (c’è l’ho!: esordienti giovanissimi + editing sottopagato); tempi brevi e poca ricerca (c’è l’ho!: belli, brutti, raccomandati, va bene tutto); target raggiunto (c’è l’ho!: la “qualità” è “sufficiente” per i miei scopi, e poi si sa che al 99% i libri si vendono o sventolando il nome famoso o facendo promozione). Tu dirai: “ma noi lettori adulti (o comunque maturi) vogliono leggere un fantasy meno infantile”! (adottiamo la convenzione per cui il fantasy “cattivo” è generalmente scritto da autori giovani e inesperti, o anche anziani e inesperti, che scrivono in maniera infantile, per lettori altrettanto inesperti e infantili); “gli editori devono pensare anche a noi!”; “tra l’altro la cosa gli converrebbe perché venderebbero più libri”; “perlomeno potrebbero offrire due differenti collane dello stesso genere, una per adulti/maturi e una per bambini/immaturi”. Allora io, cinico e spregevole editore, potrei dire: “grazie ma la cosa non mi interessa: i miei standard qualitativi io li soddisfo, sulla base delle mie esigenze e delle mie specifiche potenzialità, sfruttando strategicamente tutte le mie collane. In altri termini io nel fantasy ci voglio mettere soprattutto i libri per bambini/immaturi, mentre la “roba buona” per gli adulti/maturi la voglio mettere soprattutto in altri settori. Tu mi dici che la strategia è sbagliata? Allora fatti la tua casa editrice e gestiscila come ti pare, io ritengo di avere buoni motivi per non farlo”.
    Problema risolto. Per loro.
    Ma quello che mi premeva veramente dire, è che la roba veramente buona, quella per adulti/maturi, o anche quella (diversa) che va bene sia per i bambini/infantili che per gli adulti/maturi, alla fine viene fuori… e viene fuori in tutti i generi. Inoltre volevo dire che un buon libro fantasy, un buon libro di SF, un buon saggio, un buon libro di storia, ecc… sono solo buoni libri, scritti da bravi autori che avevano qualcosa di buono da dire. E saranno sempre pochi.

  74. 725 Solvente

    @ tasso barbasso:

    Non ho capito il tuo intervento: qual è il riferimento al mio?
    In che senso il fantasy sarebbe un genere “per l’infanzia”?

  75. 724 tasso barbasso

    @solvente.

    Io, nella mia beata ignoranza (la considero beata sul serio) delle strategie di marketing, ho sempre pensato che il genere fantasy sia, di fatto, un genere “per l’infanzia”. In altri termini, per rimanere: nel fantasy: se fa il verso di un drago e cammina come un drago, allora È un drago! Questo dipende soprattutto dal mercato editoriale, certo, ma d’altra parte i libri li vendono gli editori, mica i lettori. Per il resto è ovvio che la letteratura veramente “buona” (ma cosa intendiamo per buona? Bla-bla-bla…) è universale proprio perché tracima dal genere: fantasy, storico, literary novel, weird new, weird old, punk, pink, a pallini verdi, gessato, per adulti, per bambini…

  76. 723 Solvente

    E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.

    Credo che sia tutto qui.
    Considerare il fantasy un genere per ragazzini è una soluzione di comodo. La verità è che gli adulti che amano il fantasy hanno gusti difficili: cercano originalità e stile, non possono reggere più di dieci righe di banalità (di forma e contenuto).
    I ragazzini di sedici anni, alla loro prima lettura, bevono allegramente litri di banalità, che al lettore adulto fa venire la nausea al primo sorso.
    I ragazzi giovanissimi sono facili da accontentare e gli adulti sono di gusti difficili? Allora diciamo che il fantasy è genere per ragazzi e mettiamo in commercio soltanto per quel target.
    Problema risolto.

  77. 722 Merphit Kydillis

    se sei cosi brava da notare tutti questi errori perché non lo scrivi tu un bel romanzo fantasy???

    francesco, quello che hai appena detto dimostra il tuo livello di maturità.

    Allora, non per creare trolling o flame: tu pensi che i romanzi scritti da Licia sono stupendi, io ed un altro sacco di gente pensa l’esatto contrario. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione.

    non capisco come si possa criticare un fantasy perfetto sotto tutti i punti di vista: temi trattati, personaggi, modo di scrivere…

    Beh, i critici letterari giudicano romanzi PROPRIO su queste basi ^____^

  78. 721 Iris

    Francesco, sono curiosa: a parte la troisi quali altri romanzi fatnasy hai letto?

  79. 720 francesco

    brutta cosa l’invidia….. se sei cosi brava da notare tutti questi errori perché non lo scrivi tu un bel romanzo fantasy??? ah, quella che tu chiami fortuna…si chiama TALENTO! lo so…non ne hai mai sentito parlare…è quello che ti frustra vero? non capisco come si possa criticare un fantasy perfetto sotto tutti i punti di vista: temi trattati, personaggi, modo di scrivere… ma come dicevo prima c’è solo una spiegazione: l’invidia…

  80. 719 Roby

    Gamberetta ti adoro!! Cosa direbbe George Martin se leggesse questa schifezza?? Troisi, datti all’ippica e continua a studiare stelle e pianeti, va! Sparisci, scrivo molto meglio io di te eppure non ho il coraggio di pubblicare… un autoesame? La tua sintassi sono come unghie sulla lavagna…e la cosa peggiore è che hai successo!! Mentre grandi libri fantasy per l’ italia non vengono nemmeno tradotti… vergogna!!!

    Gamberetta, ripeto, ti ADORO.

  81. 718 La mappa definitiva del Giovane Esordiente « Werehare's Burrow

    [...] gli articoli. Gamberetta, però, è conosciuta principalmente per le recensioni sarcastiche di Nihal della Terra del Vento, Twilight e altri simili polpette a uso fanboi e fanghèrl: recensioni divertenti e ben costruite, [...]

  82. 717 cicca

    Il mondo troisiano:uno strano mondo in cui si trovanobambini volanti,mostri sanguinari vigliacchi,ragazze che marciscono,capelli blu-verdi-rosa,autrici a livello prima elementare e architravi con la chiave di volta.

  83. 716 Alric

    In questi romanzi il lettore scopre che gli elfi non sono solo creature belle e schive, ma che possono anche essere malvage e hanno un piano: vogliono sterminare tutti gli esseri viventi del Mondo Emerso”; qualcuno sa se hanno un motivo per un simile obiettivo?

    Avranno letto i libri della Troisi.

  84. 715 francesca

    Dirovvi che questo “Figlia del sangue” , dalla recensione linkata, è sempre un miscuglio di elementi già visti, ma almeno abbastanza eterogenei e bislacchi, e la trama sembra più particolare rispetto alle solite quest…Ci sono poi ben 2 elementi di conflittualità : il signore del Male reincarnatosi nel Gnokko di turno amato dalla protagonista; la protagonista stessa che pare di capire sia non una persona vera, ma una replicante-frankenstein (creata usando il corpo di una morta il cui destino però torna a perseguitarla). Il destino incompiuto di una morta, non avere un passato, il morbo misterioso che decima la popolazione, amare il diavolo…temi interessanti, nelle mani giuste. Avrà la Troisi prima di scrivere questo libro letto almeno Philip Dick, Mary Shelley e Stephen King, e riletto I promessi sposi (la parte sulla peste) ? Ne avrà fatto tesoro, per partire già da un gradino alto, o siccome è fantasy sarà scritto un tanto al chilo, come se nessuno avesse mai ragionato prima su queste cose?

  85. 714 Mauro

    Cito da qui, a proposito dell’ultimo libro della Troisi: “In questi romanzi il lettore scopre che gli elfi non sono solo creature belle e schive, ma che possono anche essere malvage e hanno un piano: vogliono sterminare tutti gli esseri viventi del Mondo Emerso”; qualcuno sa se hanno un motivo per un simile obiettivo?

  86. 713 Gloria

    Ok qui mi trovo totalmente d’accordo. Io mi chiedo dove gli scrittori, e le persone in generale, abbiano buttato la vera fantasia e il cervello.

    A parte il livello tecnico etc, è proprio un fatto di contenuto. Come si può creare sempre la solita storia? ( per altro fatta male) Perchè non ci possono essere altri fatti o dettagli? Perchè -_- deve essere sempre l’ultimo di una dinastia, o un poveraccio con i genitori morti in un incendio o uccisi da agenzie segrete che chiede vendetta, o l’ultimo superstite di una razza che deve salvare il mondo? -_- Cavolo ma non esiste solo questo!! Bah, io mi chiedo, il cervello e l’immaginazione è infinita … perchè dobbiamo buttare l’infinito nel cesso?

  87. 712 KillWolfen

    Questa ragazza è un genio!!!
    Porca eva vorrei stringerti la mano :D
    Credo che non ci siano aggettivi per dirti quanto sei brava

  88. 711 Kagura

    Io torna qui dopo poco e si è persa un sacco di cose. E vabbe’ :D

    Due parole sulla questione TroisivsFMA; grazie per aver postato il confronto :D

    Sulla questione “i termini” non mi esprimo diffusamente, ma resto dell’idea che una katana è una katana, e se il contesto permette di usare quel termine lo si deve usare.

    Metteresti le reclute in prima fila? Almeno che non intendi mandare carne al macello…

    Io ricordo che nel Settecento era consuetudine mandre in prima fila le reclute; se scappavano mostrando le spalle al nemico era sempre gente inutile in meno. E indossavano anche divise sgargianti, sì.
    Anche se ovviamente le indossavano tutti, non le poche preziosissime reclute fondamentali mandate allo sbaraglio.

    E’ passato un po’ di tempo, ma commento comunque questo passaggio:

    Non hai alcun diritto di insultare Licia Troisi, che scrive meravigliosamente, in un modo semplice e giovanile, riuscendo a rendere alla perfezione i personaggi che mette in scena nei suoi romanzi.

    Ora, tralasciando la questione “Tu non hai alcun diritto di insultare”, è vero che la Troisi scrive in maniera semplice (e giovanile, anch’io scrivevo così a quattordici anni ) ma i suoi libri contengono stupidaggini. Dopo aver letto Nihal non sapevo se decapottarmi dal ridere o piangere lacrime di sangue.

  89. 710 Maudh

    @Ualterius: dimenticavo un particolare, scusate per il doppio commento: l’assalto alla fortezza direi che non è un’azione secondaria, si parla di interi accampamenti e numerosi draghi che vanno all’assalto, credo che possa essere considerato uno degli obbiettivi strategici di tutto il fronte occidentale (che è poi quello più attivo, specie nei libri seguenti).

  90. 709 Maudh

    @ Ualterius:
    Mi semba comunque irrazionale farli combattere come fanti da quattro soldi dopo tutto quel popò d’addestramento, ma potrebbe essere una mia impressione.
    Ciò che davvero non mi spiego è perchè debbano evidenziarsi con i corpetti colorati! Non basterebbe affibbiargli un combattente esperto a valutarli?
    (Tralasciando su tutte le cretinate stile “hanno QUASI finito le provviste, attacchiamo”, catapulte che centrano la maggior parte degli obiettivi dragheschi IN MOVIMENTO ecc.)

    P.S.

    nel 3 sec. a.C. le legioni erano due, una per console (fonte wikipedia).

    Porco Quattro, mi crolla un mito!

  91. 708 Ualterius

    @ Maudh
    non concordo con la tua affermazione. Nel mare di strafalcioni ed anacronismi che costellano l’operato della Troisi, l’assalto al castello non mi sembra così assurdo. é (a mio avviso) palesemente inserito unicamente per esigenze di trama, tuttavia è verosimile, quasi credibile.
    Siamo d’accordo, i Cavalieri dei Draghi sono la truppa D’elite, ma sono in fondo guerrieri, gente che è chiamata a combattere, ed utilizzarli in un obbiettivo secondario (la presa di un “castello dei cattivi” TM) è un ottimo battesimo del fuoco, dove si può vedere in un contesto di combattimento reale cosa sono capaci di fare “when the s**t hit the fan”. Questa, però, è solo la mia opinione.

    P.S. nel 3 sec. a.C. le legioni erano due, una per console (fonte wikipedia).

  92. 707 Maudh

    Secondo wikipedia, in una legione della metà del 3° secolo a.C. c’erano 1.200 hastati. Non so a quell’epoca quante legioni avesse roma, ma direi che dovevano esserci ALMENO 10.000 hastati nell’esercito romano del periodo (secondo me, se il mondo emerso è grande quanto l’Europa come dice la troisi, i regni liberi sarebbero più estesi e popolati della repubblica romana).
    Di cavalieri di drago quanti ne potranno esistere? 200? 500? 1000? Anche fossero 2000 (secondo me non più di 4-500)stiamo parlando di soldati sceltissimi e il cui addestramento e equipaggiamento (chesso, tipo il DRAGO) varrebbe quanto quello di mille hastati.
    Mandare un’ intera generazione del corpo più scelto e costoso dell’esercito anti-tiranno al macello in questo modo è assolutamente ridicolo, punto e basta.

  93. 706 Rik

    @Ualterius
    Per il sondaggio.
    Ho iniziato a lurkare da queste parti proprio quando mi è stata segnalata una recenzione alle Cronache che esprimeva in modo diffuso e puntuale le sensazioni che espressi tempo fa sul mio blog.
    Credo di non essere stato il solo…
    Rik

  94. 705 Ualterius

    @Stefano… Hai ragione, wikipedia mi dice che gli hastatii sono stati rimossi con la riforma di Mario… Anche se mi sembrava di ricordare che la definizione, anche se non più legata al censo, né all’armamento, permanesse per lungo tempo nell’esercito romano… Mah, sarà l’età che avanza :-)

  95. 704 Stefano

    Ualterius, allora devi informarti meglio, visto che già con Mario il modello di legione cambia. Nel principato ormai, ma già al tempo di Cesare, non c’erano né hastati, né principes né triari.

  96. 703 Ualterius

    @ stefano: leggi sempre con attenzione i post, prima di commentarli.
    Ho scritto “l’esercito romano del principato”, non “l’esercito romano” sic et simpliciter. :-)
    L’esercito romano non è un esercito cittadino. Le legioni erano agli effetti un corpo che oggi definiremo d’elite. Composte da soldati stipediati (non coscritti), in molti casi altamete specializzati, ed addestrati per anni in maniera intesiva e totalizzante (tanto che ai legionari era inizialmente proibito sposarsi, ed il divieto permarrà a lungo per veire superato solo in epoca tarda). Volendo si potrebbe definire “cittadino” l’esercito romano originario e quello della repubblica, e la definizione potrebbe attanagliarsi alla legione consolare, ma non era quello il modello a cui facevo riferimento nel mio post, che, è bene precisarlo, non vuole in alcun modo essere a difesa della Troisi.
    Il senso del paragone era l’utilizzo in situazioni storiche reali di reclute addestrate come “carne da macello”. Niente di più.

    Non ho capito la tua risposta alla mia proposta di “sondaggio”… che peraltro vuol essere un invito a moderare i toni, ed a smettere di accanirsi. La Troisi fa schifo? Bene, lo sapevamo, e Gamberetta penso abbia già fatto un certosino lavorio di analisi dettagliata, sviscerando tutto quanto si possa sensatamente criticare delle opere della Troisi. Continuare ad infierire, a mio parere, è altrettanto stucchevole delle sporadiche sortite dei fan troisiani a difesa della propria beniamina.

    P.S. anche se in certi casi la discussione prende invece derive molto più costruttive… faccio rifriferimento per esempio, a quella sorta in merito all’utilizzo di terminologia connotata da riferimeti culturali precisi al “nostro” mondo di qualche post fa, verametne i teressante e sulla quale auspico un intervento dirtetto sotto forma di articolo o guida di Gamberetta

  97. 702 Stefano

    Aggiungo una cosa di carattere storico:
    non è vero che le truppe più giovani erano collacate sempre davanti nell’esercito romano, questo era il modello di legione polibiano, ma precedentemente non era cosi’. Livio, autore successivo, ma con fonti più antiche, restituisce un altro modello di legione: ricordo, infatti, che “principes” in latino significa i primi, e forse erano loro a trovarsi davanti, mentre “hastatus” significa portatore di lancia, quando Polibio attribuisce la lancia ai Triarii.

  98. 701 Stefano

    Ualterious, “hastati” non “hastatii” e comunque fare paragoni tra un esercito cittadino e un corpo professionale come erano i cavalieri descritti dalla Troisi (con la pletora di sciocchezze che vi ha introdotto) ha poco senso.
    Sulla tua domanda, Gamberetta non è sulle pagine gialle, magari dopo aver provato nausea dagli scritti troisiani si è cercato di trovare altri che hanno avuto le medesime sensazioni

  99. 700 Clio

    A Merphit Kydillis
    Ahi, OT in arrivo XD
    Lo stile mi è piaciuto, beninteso. Un po’ trombone, ma gradevole.
    Cosa mi ha deluso: una sfilza di anacronismi mostruosi.
    Il tizio non può avere armi giapponesi o una formazione da ninja, è impossibile. E’ possibile che lo abbiano addestrato i marziani, in via teorica, ma che lo abbia fatto un ninja no, stiamo parlando di realtà storica ben conosciuta.
    Non può essere un’eccezione. Shogun, parla di un’eccezion. Vero, ma la vicenda della nave olandese è vera, e lo è quella del pilota (anche se romanzata), mentre non è mai successo (e non poteva succedere) che un tedesco diventasse ninja. Clavell scriveva romanzi storici. Altieri scrive fuffa.
    Mi ha deluso inoltre una serie di castronerie gratuite: gli ebrei he scappano attraveso i sotterranei e, omammamia, dei pipistrelli! Camminiamo in punta dei piedi. Il pipistello è una creatura assolutamente innocua. O anche le armature di polistirolo dei cattivi che si sfasciano con niente (uno si schiaccia la testa con tanto di elmo perché un secchio vuoto gli cade addosso!).
    Chiuso OT. ^_^
    Beninteso, è fuffa con una trama decente, al contrario dell’obbrobrio di Il maestro del tè. Capisco che a molti sia piaciuto.
    Se il libro fosse stato un fantasy, forse sarebbe piaciuto anche a me. Ma mi dispiace: avere velleità storiche e sparare certe amenità è qualcosa che mi fa crescere le zanne, coprire di pelo e correre ululando per le strade di Vitry.
    Sarò io che sono una scassapalle pedante XD
    Fogna, arrivo!

  100. 699 Merphit Kydillis

    @ Clio

    In che senso L’Eretico ti ha delusa? La vicenda ruota attorno alla Guerra dei Trent’anni, e a me è piaciuto.

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