Le Chiavi del Cassonetto

Qualche giorno fa ho segnalato la presenza su emule del romanzo di Sergio Rocca, Le Chiavi del Fato.

Copertina de Le Chiavi del Fato
Copertina de Le Chiavi del Fato

Ne ho lette tre pagine e l’ho trovato scritto in maniera indegna, tale da farmi perdere ogni desiderio di continuare. L’autore, con nick mitoancess, è venuto da queste parti a offendere. Non si meriterebbe altro che il silenzio, ma io sono una brava persona. Perciò gli spiegherò perché bastano poche pagine del suo sedicente romanzo per capire che il posto giusto di tale opera non è una libreria ma il cestino della carta straccia.
Spero la mia analisi sia utile anche ad altri.

Potete leggere le prime due pagine del romanzo qui di seguito:

PROLOGO

Tra i sottili lineamenti degli occhi a mandorla brillavano due gemme cerulee come il cielo terso, striate di zaffiro. Il bambino guardava gli erbosi prati che scorrevano oltre il foro della carrozza. Lo stridio del cocchio tirato da robusti e infaticabili frisoni, lo scalpitio dei cavalli al trotto, il ballonzolare delle ruote sul terreno, sassoso e inumidito dallo scroscio della notte precedente, giungevano ovattati alla mente di Odino.

Egli era assorto nei suoi pensieri e il suo sguardo fissava l’incantato e florido ambiente esterno. Non pensava però agli arbusti elfici e allo splendore della terra Jaline, né alle distese erbose, il cui verde si scorgeva attraverso gli sprazzi tra l’albore, ma a colui che gli era stato amico e salvatore, nonché fratello maggiore e padre, pedagogo e maestro o addirittura dio protettore allo stesso tempo. Aveva il viso e il naso arrossati dopo un pianto disperato, straziante, e ora non gli rimanevano più lacrime da versare. Gli rimaneva solo la quiete angosciante della rassegnazione.

Il silenzio smorzava la rigenerazione dello stato d’animo, poiché era il guardiano fedele della sofferenza, e lui era troppo piccolo per farlo invece suo alleato.

Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi, colmo di una sofferenza interiore, a lungo andare fatale.

«Kalos…» echeggiava ogni tanto nella sua mente come un richiamo del ricordo dell’amico, del fratello…

Al bambino non interessava se il suo destino fosse quello di diventare il nuovo sovrano dei regni di Aesir, prossimi ad unificarsi in un unico impero, essendo lui la tanto supposta reincarnazione del dio Odino di Asgard. Non gli interessava nemmeno diventare l’anello di congiunzione tra i popoli di tutto il continente occidentale con quello orientale. Nemmeno di dover accettare che il suo destino fosse diventare il più potente dei monaci Rei di Zen-San, voleva semplicemente essere di nuovo accanto al suo Kalos.

Odino prendeva atto che il monaco Kalos (il suo amico, fratello maggiore, maestro…) gli aveva insegnato molte cose sulla vita e sulla realtà, ma la sua morte era la prova dell’inapplicabilità e inveridicità di alcune di esse.

Quella di Kalos era stata, però, una morte degna di un guerriero e un giustiziere. Egli era un eroe come pochi, vinto forse dall’ingannevole filosofia che seguiva e applicava fedelmente, perché in essa aveva fede.

«Non tutto era vero, amico mio…» pronunciò sommessamente con amarezza il bambino, non distogliendo lo sguardo dalle valli lontane. Ma l’ammirazione verso Kalos non era scomparsa con la sua morte, neanche gli Dei assassini potevano vincere la sua grandezza.

«Dei assassini e vigliacchi… vili!» pensò ancora il bambino, questa volta con disprezzo.

«Oh Kalos, perché mi hai coinvolto nelle tue illusioni? Perché mi hai insegnato cose false? Perché non impedisci che il dolore mi uccida lentamente? Ora sento un veleno che fermenta nelle mie carni e mi tortura spietatamente… Con quale autorità mi ordinasti di vivere per inseguire i miei sogni? Quali sogni? Avevo ragione a non averne! Quanto desiderio ho di raggiungerti in Ade…»

Il bambino sospirò e cambiò leggermente posizione sul sedile, sentendo il calore della pelliccia d’orso e del berretto di montone sulla testa. Il silenzio si fece sentire nuovamente nella carrozza come una folata di vento gelido.

«Non troveresti l’Ade così interessante, sai?» disse una voce argentina, improvvisamente.

Il bambino si voltò spaventato, in direzione dell’angolo destro della panca opposta alla sua. D’incanto vi era seduto un fanciullo più grande di lui, i cui occhi smeraldini erano rivolti all’esterno del cocchio, anch’egli fissava il paesaggio che scorreva.

I suoi neri capelli semi-corti e il glabro viso gli davano un’aria da ‘lupetto spartano’. Il suo grande cappotto di ermellino, lungo fino alle caviglie, gli dava invece un’aria da principe di quei nuovi tempi.

«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.

Continua… (purtroppo)

Una scimmia alla macchina da scrivere

Non solo queste due pagine bastano e avanzano per definire Le Chiavi del Fato uno schifo, ma arrivo a dire che la prima frase basta e avanza:

Tra i sottili lineamenti degli occhi a mandorla brillavano due gemme cerulee come il cielo terso, striate di zaffiro.

Da questa frase si evince:

  • L’incapacità dell’autore di essere semplice e diretto: per dire che un bambino ha gli occhi azzurri deve usare due metafore e una similitudine.
  • La mancanza di proprietà di linguaggio: “ceruleo” vuol proprio dire del colore del cielo limpido (terso), dunque la similitudine è pleonastica.
  • L’insistenza su particolari inutili, come le striature zaffiro sul ceruleo. Questo pezzettino, tolto il linguaggio artefatto, significa: occhi azzurri come il cielo azzurro, striati d’azzurro.
  • La banalità: l’uso della metafora della gemma per parlare degli occhi è quanto di più scontato esista.

Ma andiamo avanti:

Il bambino guardava gli erbosi prati che scorrevano oltre il foro della carrozza. Lo stridio del cocchio tirato da robusti e infaticabili frisoni, lo scalpitio dei cavalli al trotto, il ballonzolare delle ruote sul terreno, sassoso e inumidito dallo scroscio della notte precedente, giungevano ovattati alla mente di Odino.

Quel “prati erbosi” è un’oscenità. Come l’acqua bagnata.

Prato (erboso)
Un prato, ma non un prato qualunque: è un prato erboso!!!

Abbiamo poi il “foro” della carrozza. Sarebbe? Il bambino sta guardando fuori dal finestrino? No? Quali “fori” ci dovrebbero essere in una carrozza? “prati erbosi” e fori nelle carrozze, altri due per la categoria “mancanza di proprietà di linguaggio”.
“Lo stridio del cocchio”? Perché il cocchio stride? Ammetto di non avere grandi esperienze di carrozze, se non al Luna Park, ma non le ho mai sentite “stridere”: e tre per la mancanza di proprietà di linguaggio.
“I robusti e infaticabili frisoni“: i due aggettivi sono di troppo, e il secondo è esiziale (visto? anch’io posso parlare forbito!) È al contempo inforigurgito, raccontato e non mostrato, e implica un punto di vista onnisciente che allontana dalla narrazione. Cool!
“Il ballonzolare” non è un suono, e dunque mischiarlo con stridio e scalpitio è una quarta dimostrazione di scarsa attenzione nell’uso del linguaggio. Poi ci si potrebbe chiedere perché la carrozza procede in mezzo ai sassi, quando intorno ci sono prati erbosi

Egli era assorto nei suoi pensieri e il suo sguardo fissava l’incantato e florido ambiente esterno.

Essere assorto vuol dire proprio essere immersi nei propri pensieri, perciò ennesima prova che il signor Rocca non conosce il significato dei termini che usa. “l’incantato e florido ambiente esterno” cioè? Finora c’è un prato erboso e dei sassi. Incantato e florido, sarà…

Non pensava però agli arbusti elfici e allo splendore della terra Jaline, né alle distese erbose, il cui verde si scorgeva attraverso gli sprazzi tra l’albore, ma a colui che gli era stato amico e salvatore, nonché fratello maggiore e padre, pedagogo e maestro o addirittura dio protettore allo stesso tempo. Aveva il viso e il naso arrossati dopo un pianto disperato, straziante, e ora non gli rimanevano più lacrime da versare. Gli rimaneva solo la quiete angosciante della rassegnazione.

Gli “arbusti elfici”, ovvero? Gli “sprazzi tra l’albore”, perché la luce dell’alba solo a sprazzi permette di distinguere il verde dei prati? Scrivere un romanzo non significa giocare con le parole, significa mostrare una storia. Il bambino guarda fuori dalla carrozza, e che vede? Un bel niente, ci sono solo parole, non ci sono immagini. Questo è indice di pessimo scrittore.
Il fratello maggiore, amico, ecc. ma sul serio un bambino sta pensando a tutto ciò? Non è che sta pensando alla persona che è tutto questo? Brutto esempio di inforigurgito.

elfo
Elfo fra gli arbusti (elfici)

“disperato, straziante”, almeno uno è di troppo, ed è probabile entrambi, perché, se si esclude il caso particolare del pianto di gioia, l’atto stesso di piangere veicola strazio e disperazione.
Il “non gli rimanevano più lacrime da versare” è un’altra frase che da sola fa meritare all’intero romanzo il cestino. Non si possono scrivere banalità del genere, a meno che non si voglia essere ironici! È come cominciare sul serio un romanzo con: “Era un notte buia e tempestosa”! Cliché di questo tipo sono dolorosi fisicamente per il lettore. Sergio: mi hai fatto male!

Il silenzio smorzava la rigenerazione dello stato d’animo, poiché era il guardiano fedele della sofferenza, e lui era troppo piccolo per farlo invece suo alleato.

Quale silenzio? Non c’è lo stridio, lo scalpitio, e il “ballonzolare”(sic)? È vero, arrivano ovattati, ma non mi pare ci sia silenzio.
Cos’è “la rigenerazione dello stato d’animo”?
«Chiara, come va oggi?»
«Depressa, e tu?»
«Il mio stato d’animo è integro. Ieri invece si stava ancora rigenerando.»
Sergio, non è che tu devi buttar giù parole a caso, non funziona così, le parole devono avere un senso. Per esercizio riscrivi la frase successiva col guardiano, in modo che abbia un significato.

Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi, colmo di una sofferenza interiore, a lungo andare fatale.

Non bastavano le lacrime, ci voleva proprio anche il cuore gonfio di sofferenza. Volendo apposta essere più banali, una non ci riuscirebbe. Come non bastasse c’è l’aggettivo inutile in più, bonus: interiore. È un po’ dura che il cuore sia colmo di sofferenza esterna…

«Kalos…» echeggiava ogni tanto nella sua mente come un richiamo del ricordo dell’amico, del fratello…

Perché non metterci ecc. ecc. invece dei tre puntini di sospensione? L’effetto ridicolo è lo stesso.

Al bambino non interessava se il suo destino fosse quello di diventare il nuovo sovrano dei regni di Aesir, prossimi ad unificarsi in un unico impero, essendo lui la tanto supposta reincarnazione del dio Odino di Asgard. Non gli interessava nemmeno diventare l’anello di congiunzione tra i popoli di tutto il continente occidentale con quello orientale. Nemmeno di dover accettare che il suo destino fosse diventare il più potente dei monaci Rei di Zen-San, voleva semplicemente essere di nuovo accanto al suo Kalos.

Il bello è che non frega un tubo neanche al lettore del nuovo sovrano dei regni di Aesir e dell’anello di congiunzione fra occidente e oriente: questo dicesi inforigurgito, sbattuto in faccia al lettore nella maniera meno elegante possibile.
Brutto davvero quel “la tanto supposta reincarnazione”.
«Suppongo che Le Chiavi del Fato sia un romanzo scritto da un autore alle prime armi.»
«Ma supponi tanto o poco?»
«Ehm, non saprei, suppongo moltissimissimo?»

Livingstone
«Il dottor Livingstone, suppongo?» «Tanto o poco?»

Odino prendeva atto che il monaco Kalos (il suo amico, fratello maggiore, maestro…) gli aveva insegnato molte cose sulla vita e sulla realtà, ma la sua morte era la prova dell’inapplicabilità e inveridicità di alcune di esse.

L’abbiamo capito che Kalos è amico, fratello, amante, segretario, e guerriero insostituibile giocando online, ma questo sottolinearlo tre volte in mezza pagina è RIDICOLO. “inveridicità” non è una parola della lingua italiana, oltre al fatto di essere cacofonica e di sembrare uscita dalla neolingua di Orwell.

Quella di Kalos era stata, però, una morte degna di un guerriero e un giustiziere. Egli era un eroe come pochi, vinto forse dall’ingannevole filosofia che seguiva e applicava fedelmente, perché in essa aveva fede.

Pensa che sagoma questo Kalos: applica fedelmente una filosofia, perché in essa ha fede! Incredibile! Il resto è fuffa, non solo è fuffa raccontata e non mostrata, ma rimane fuffa nella nebbia più fitta: insegnamenti riguardo “cose”, “ingannevole filosofia”, “morte degna di [...] un giustiziere”, come prima sono solo parole. Non stanno comunicando niente, non stanno mostrando niente, sono puro spreco d’inchiostro.

«Non tutto era vero, amico mio…» pronunciò sommessamente con amarezza il bambino, non distogliendo lo sguardo dalle valli lontane. Ma l’ammirazione verso Kalos non era scomparsa con la sua morte, neanche gli Dei assassini potevano vincere la sua grandezza.
«Dei assassini e vigliacchi… vili!» pensò ancora il bambino, questa volta con disprezzo.
«Oh Kalos, perché mi hai coinvolto nelle tue illusioni? Perché mi hai insegnato cose false? Perché non impedisci che il dolore mi uccida lentamente? Ora sento un veleno che fermenta nelle mie carni e mi tortura spietatamente… Con quale autorità mi ordinasti di vivere per inseguire i miei sogni? Quali sogni? Avevo ragione a non averne! Quanto desiderio ho di raggiungerti in Ade…»

Lo sbrodolarsi di domande retoriche è di uno squallore che ha pochi paragoni. Tra l’altro dopo la fine delle lacrime e il cuore gonfio abbiamo la terza Banalità con la B maiuscola: “vivere per inseguire i sogni”.
Ma soprattutto questi dovrebbero essere i pensieri di un bambino. Sergio, quanti bambini senti esprimersi così? Nessuno. Questo non è un bambino, sei tu autore che parli a vanvera.
Il pezzetto da “Oh Kalos” in poi, anch’esso è sufficiente per buttare via tutto, perché è la dimostrazione che l’autore non ha idea di come si caratterizzano in maniera corretta i personaggi.

Il bambino sospirò e cambiò leggermente posizione sul sedile, sentendo il calore della pelliccia d’orso e del berretto di montone sulla testa. Il silenzio si fece sentire nuovamente nella carrozza come una folata di vento gelido.

Perché cambiare leggermente posizione permette di sentire il calore della pelliccia e del berretto? Il silenzio si fece nuovamente sentire? Ma se non c’è mai stato? E se invece c’è stato, quand’è sparito?

«Non troveresti l’Ade così interessante, sai?» disse una voce argentina, improvvisamente.
Il bambino si voltò spaventato, in direzione dell’angolo destro della panca opposta alla sua. D’incanto vi era seduto un fanciullo più grande di lui, i cui occhi smeraldini erano rivolti all’esterno del cocchio, anch’egli fissava il paesaggio che scorreva.
I suoi neri capelli semi-corti e il glabro viso gli davano un’aria da ‘lupetto spartano’. Il suo grande cappotto di ermellino, lungo fino alle caviglie, gli dava invece un’aria da principe di quei nuovi tempi.

“buh!” lo dici improvvisamente, non “nontroverestil’adecosi’interessantevirgolasaipuntodidomanda”.
Che è un “lupetto spartano”?

«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.

E con un bambino che ruggisce in maniera isterica, chiudo qui. Alla prima lettura ero andata avanti un’altra paginetta, ma adesso non ce la faccio a ripetere l’esperienza.

Per ricapitolare: abbiamo un narratore onnisciente che spesso e volentieri racconta invece di mostrare e che altrettanto spesso rigurgita informazioni inutili addosso al lettore. In più tale narratore ha una conoscenza a livello di asilo della lingua italiana. Infine tutto ciò per parlare di un bambino con il cuore gonfio di sofferenza, che non ha più lacrime da piangere, e che deve inseguire i suoi sogni. Mi assento un attimo per vomitare e poi concludo.

* * *

Un lettore de Le Chiavi del Fato mi ha fatto notare come, soffermandomi solo sulle prime pagine, non avrei colto i profondi significati dell’opera. Prendo atto che sepolta nell’immondizia ci sarebbe una perla, ma mi spiace: non è mio hobby frugare nei sacchi della spazzatura.

spazzatura
Ancess Volume I: Le Chiavi del Fato

Le Chiavi del Fato è un romanzo che puzza. Puzza di pigrizia e pretenziosità. Trasmette un malcelato disprezzo per il lettore, il cui ruolo non è godersi la storia, ma rimanere ammirato da quante parole conosce l’autore o dagli accostamenti finto poetici. È soprattutto un romanzo noioso, ché i difetti evidenziati non sono difetti in sé, sono solo la spiegazione del perché a pagina tre la Noia abbia il sopravvento sul desiderio di leggere.

Mi rendo conto che è molto probabile stia parlando a vuoto per quanto riguarda l’autore e i suoi amichetti, ma ripeto: ho speranza che queste osservazioni possano risultare utili per qualcuno.
Mi rendo anche conto di essere suonata più supponente del solito. È che sono stanca. Stanca di ripetere sempre le stesse cose. Stanca di vedere gente che arriva alla laurea e oltre senza capire che scrivere narrativa non è facile, e richiede studio, esperienza, impegno e inventiva, tutte cose che non è l’Università a fornire. Stanca che la gente scriva senza leggere, che pretenda di scrivere fantasy o fantascienza senza aver dedicato anni a leggere questi generi. Stanca che ci si metta a scrivere romanzi con “obiettivi culturali e pedagogici” invece di raccontare belle storie. Stanca della banalità, dei cliché, della mancanza di fantasia e umorismo, stanchissima degli “arbusti elfici”.
Visto che sono così stanca, anticipo subito che non replicherò alle solite emerite stupidate, tipo: “Se si fa un’analisi così tutte le opere divengono brutte!”, “Se un professore universitario dice che è bello, allora è bello!”, “L’Arte è Arte, non la si può ingabbiare in regole!”, “Non è mancanza di proprietà di linguaggio, è poesia!”, “Sei solo invidiosa perché non hai i soldi per pubblicare a pagamento!”, “Va bene la critica, ma non si può offendere l’autore!”, “Bisogna leggere con grande attenzione fino in fondo un romanzo!”, ecc. ecc.
Se non vi sta bene, girate al largo.


Approfondimenti:

bandiera IT L’unica recensione de Le Chiavi del Fato che sia riuscita a trovare
bandiera IT Pratosubito: per avere subito un prato (erboso)!
bandiera EN La neolingua su Wikipedia
bandiera EN David Livingstone su Wikipedia
bandiera IT I rifiuti: problema o risorsa?

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

454 Commenti a “Le Chiavi del Cassonetto”

Pagine: [5] 4 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 454 Recensione: I Regni di Nashira 1- Il Sogno di Talitha | Cal the Pal

    […] si salva la caratterizzazione dei personaggi, e incredibile dictu esiste di peggio (ad esempio qui, qui e qui, per rifarmi alla vecchia guardia che dice mèrde ma non si arrende. Anche se forse […]

  2. 453 Solvente

    Livello di scrittura infimo.
    Avverbi inutili e aggettivi forbiti ammucchiati a quintalate, credendo che ciò serva la buona narrativa.
    Mancanza di verosimiglianza e naturalezza; inforigurgito spudorato; metafore banali.

    Soprattutto, l’incapacità di valutare obiettivamente la qualità della propria scrittura.
    Quando si scrive non avendo la minima idea di cosa sia la narrativa.

  3. 452 Yuki

    Credo di non aver perso qualsiasi fiducia nei confronti dell’umanità (quella nell’editoria fantasy italiana, a pagamento e non, è purtroppo già finita nel cestino). Il rispetto per le idee altrui e l’accettare una critica come spinta a migliorarsi sono cose che normalmente vengono insegnate ai bambini sin dalle elementari, se non dall’asilo. Ma evidentemente il sign.Rocca era troppo “gegnio” e deve averle saltate.
    Non ho letto il romanzo, in quanto studentessa sono obbligata a stare attenta a dove spendo i miei soldi (ed evidentemente ragiona così anche la biblioteca che frequento, contando che il libro non compare nell’elenco), ma ho trovato la trama su un sito. Leggendola, l’ho trovata la classica trama da romanzo fantasy, con elementi visti e rivisti (Perchè no, gli dei e la mitologia greca, nordica, ostrogota, pakistana, marziana e chi più ne ha più ne metta, non sono affatto una rivoluzione) ma che, se ben scritta, può risultare un piacevole modo per passare qualche pomeriggio. Purtroppo lo stile è un insieme di termini forbiti che intendeva porre l’autore su un piedistallo per essere lodato e glorificato nei secoli dei secoli amen, ma che purtroppo risulta una brodaglia da poetuncoli da quattro soldi che al massimo viene condivisa da ragazzine celebrolese su facebook. Contando che non vi è nessuna prova che da una trama sviluppata in un linguaggio complesso possa venire fuori un capolavoro (anzi, leggendo si direbbe il contrario), l’autore anzichè dare del maiale a destra e a manca dovrebbe trovarsi un buon editor (servizio che le case editrici a pagamento spesso non offrono), e lo dico come persona convinta che tutti possano avere una possibilità. Ma nonostante ciò, l’autore continua a insultare gli altri e a farsi pubblicità in maniera a dir poco odiosa. I commenti della serie “io sono troppo “gegnio” per essere compreso da comuni mortali come voi” può permetterselo solo un autore del calibro di Asimov (ovviamente alludo anche ad altri) e poi anche detto da loro risulterebbe arrogante. Una delle prime doti di un autore deve essere l’umiltà, perciò consiglio vivamente al sig. Rocca di chiudersi in un eremo a meditare e di tornare giù solo quando sarà in pace con se stesso e con il mondo. Concludo augurandole un miglioramento, caro Sergio Rocca, sia sul piano caratteriale che letterario.

  4. 451 Elisabetta

    Al Signor Rocca e a tutti i suoi account.

    Metta a posto la testa e si faccia un bidet di umiltà. Crearsi account per autocompiacimento e per far vedere agli altri che ha dei lettori inesistenti è davvero molto triste. Sono una lettrice assidua e in quanto tale non posso che rimanere costernata dal vostro comportamento nei confronti delle critiche e dai vostri paraocchi per quanto riguarda il vostro stile di scrittura. Non metto in dubbio la vostra cultura, anzi, riesco a carpirla, a sentirla. Ma questo non vuol dire che può scrivere. L’ha detto anche lei nella sua intervista: nel momento in cui non ci si nasce, scrittori non si diventa. Il talento deve esserci, e per quanto mi rattristi tarparvi le ali, lei non ne ha. Il vostro stile di scrittura si riconosce in tutti gli account da lei gestiti. E ho letto talmente di quegli errori grammaticali da farmi accapponare la pelle. “qual è” scritto con l’apostrofo, pronomi personali inseriti alla meno peggio (“meno” per modo di dire). Ha una presunzione che non ha limiti. E poi lei pensa davvero che per pubblicare servano per forza delle raccomandazioni? Prenda per esempio “Eragon” è un libro al livello della Troisi, ma è stato un ragazzo di quindici anni a pubblicarlo prima con una casa editrice modesta e poi con un importante, semplicemente perché si è rimasti stupiti dal linguaggio articolato di quel ragazzo che superava qualsiasi altro individuo della stessa età. Ora, lei non è un bambino di quindici anni. Eppure, come faceva Paolini da adolescente, lei tenta di dimostrare di sapere le cose, quando non è questo quello di cui il lettore ha bisogno. Il lettore ha bisogno di immagini. E poi la variazione del mito di Hermes… Mi scusi, ma lei sa che lo zufolo è uno strumento dei secoli del secondo millennio, ovvero dal 1000 al 2000, più precisamente nel ’300. Come faceva un dio, anni addietro rispetto alla creazione dello strumento, a scambiarlo con una verga (che in realtà era una mandria)? Non era uno zufolo, ma una lira, Messere, che è divenuta il simbolo di Apollo. Il vostro modo di esprimervi è pressocchè irritante. Date insulti a destra e a manca, quando le persone da lei insultate potrebbero avere davvero dei titoli di studio molto più importanti dei suoi ma non facendosene vanto. I libri imparati a memoria non sono segno di capacità intellettuale. Ma i titoli di studio sono, sì, importantissimi, Lei accenna solamente a degli interessi e non a dei titoli veri e propri. Come farebbe un uomo di 32 anni ad essere laureato in storia, filosofia, antichistica, comparatistica, lettere greche e latine e ad avere intrapreso lo studio della cultura orientale? E, se non mi sbaglio, lei critica molto il ’68 dicendo che è per questo che le persone sono meno acculturate. Si sbaglia. Le persone non acculturate sono poche, quelle acculturate mediamente sono tante, ma lo sono. E per leggere e criticare basta sapere cosa si vuole e cose vuole la gente e lei che scrive per il pubblico è tenuto a rispettare ciò che vuole il lettore. Tutte le recensioni che ho letto sono negative, ho letto il libro e lo trovo irrispettoso verso i lettori. Dice che le persone che la criticano sono delle ignoranti quando l’unico ignorante non dotato di padronanza linguistica è lei. Sapere l’italiano equivale anche a saper usare determinati registri in determinati contesti, e queste cose si studiano alle superiori, quindi in media tutti possono criticare questa sua mancanza. Il vostro registro è adatto ad un trattato, alla saggistica, non al romanzo, che necessita di una comunicazione diretta. Comunicazione che in generale non avviene tra lei e i lettori. Il pubblico a cui lei si rivolge con il romanzo è un pubblico di cultura media, non ad insegnanti d’università. E con tutti i romanzi esistenti, non penso ci sia tempo per studiare questo libro che dalle mie parti sarebbe definito una “sola” nelle aule. Quindi, prima di criticare le persone che criticano, facendo il loro dovere, cioè quello di esprimersi, si faccia un bell’esame di coscienza. Tuttavia la lettera non voleva essere un insulto. Non sfogo la mia frustrazione su nessuno e non intendo farlo, perché i disagi della mia età sono i disagi di tutti e se tutti si sfogassero addosso a tutti sarebbe un pandemonio. A 15 anni ho letto Freud, a 12 Oscar WIlde, a 14 Orwell, a 16 nietzsche e Calvino, a 11 Tolkien. E le mie letture fino ad oggi sono aumentate. Non bisogna essere per forza letterati per sapere le cose. Non si è tutti ignoranti. Pensiamo. E dovrebbe farlo anche lei, invece di riunchiudersi nella sua teca di narcisismo per compensare qualcosa che non ha. SI dedichi ad altro. Perché non incomincia a fare anche lei le recensioni, visto che è abbastanza acculturato da poterlo fare? C’è bisogno di persone esperte in questo ambito. Si differisca da coloro che la criticano e dimostri un po’ di apertura mentale. Così forse, col senno di poi potrà tornare a scrivere e trovare dei lettori ammaliati dalla vostra umiltà ma non dalla
    presunzione.
    Le auguro più fortuna riguardo suoi futuri romanzi sperando che accolga questi miei consigli e in parte anche rimproveri.

  5. 450 Alessandro

    Io… io credo che mi accoccolerò qui sulla cenere ancora tiepida di questo post e dei suoi risvolti inaspettati.

    Si potrebbe trarre un libro istruttivo da tutto questo… decisamente.

    NON commenterò la recensione o i commenti in sé… sarebbe solo un motivo per riaccendere il rage e quindi me ne astengo.

    solo… wow. ecco… il mio commento si può riassumere in un sussurrato “wow”.

    Adoro questo blog, anche se non sono un frequentatore abituale

  6. 449 Clio

    @Asami
    L’autore E’ passato di qui. Se scavi nei commenti più vecchi, potrai goderti la sua reazione: un lampante esempio di rachitismo psichico e isterismo analfabeta. Rocca è il bodhisattva del fantatrash ^_^

  7. 448 Asami

    Io sono una grande lettrice.Giuro.
    E’ bastata la prima riga di questo testo (non lo chiamerei ‘romanzo’) a stroncarmi.Un’oscenità.Terribile.Giustissima recensione.Se l’autore passasse di qui lo pregherei di non prendersela a male per le recensioni negative ma anzi di cercare di trarne utili insegnamenti,di rivedere le sue idee e il suo stile ed eventualmente -dopo parecchie prove e parecchi anni- di ritentare con un altro libro.Meglio se pubblicato da una qualche casa editrice che -si spera visto che purtroppo la maggior parte delle volte non è così- sappia filtrare ciò che è più o meno leggibile da ciò che proprio non lo è.
    Ah,ultima cosa.Esiste la libertà di parola ed ognuno sul proprio blog può scrivere ciò che più gli piace.Ovvio che se qualcuno pubblica qualcosa dovrebbe aspettarsi anche critiche o pareri contrari al proprio.Saluti a tutti.

  8. 447 Manuele

    Ho cenato pesantemente stasera, cosa che normalmente non faccio, e, anche se ormai ho digerito, ho sentito risalire in superficie tutta la cena dopo aver letto le prima dieci righe del “romanzo”. Ammiro Gamberetta per essere andata ancora più avanti, io non ce l’avrei fatta.

  9. 446 Zave

    dura trovarlo in libreria visto che è stato pubblicato a pagamento.
    forse potresti avere più fortuna cercando tra gli arbusti elfici. :D

    ho letto l’articolo e buona parte dei commenti molto tempo fa, e ricordo che avevo giudicato le critiche pienamente meritate. la parte citata è veramente atroce.

  10. 445 Ilune

    Per motivi di tempo e forze non ce la faccio a leggere tutti e 444 i commenti, per cui mi scuso se ripeterò qualcosa che altri hanno già detto…
    Ho fatto leggere la paginetta riportata anche a mio fratello. Notare che non siamo gli ultimi analfabeti di questo mondo, ci leggiamo quei 1-2 libri a settimana a testa, di tutti i tipi (saggi, narrativa, divulgazione scientifica di ogni tipo). Entrambi abbiamo risocntrato gli stessi errori segnalati da gamberetta: lessico ripetitivo, pesante, pomposo, artificioso. Il commento di mio fratello “leggo, ma non riesco a visualizzare la scena. Vedo solo le parole, non le immagini”. E io lo quoto appieno.
    Per l’autore, che ho notato dai primi commenti essersi precipitato qui a rosicare e sproloquiare e a offendere a destra e a manca in una maniera squisitamente burina e tamarra, consiglio caldamente di andarsi a rileggere il significato della parola “modestia”, di accettare anche le critiche negative, seppur brucianti, quando fatte bene. Ma forse l’autore era uno di quei bambini che si offendeva quando la maestra gli correggeva i compiti con il lapis rosso e blu, facendo i capricci e mettendo il muso…
    per Gamberetta: acidità da HCl a parte, condivido la tua critica appieno! Anzi, ti ammiro… io per arrivare a leggere tutta quell apaginetta, ho fatto violenza a me stessa. Avessi trovato quel libro in libreria, l’avrei messo giù, disgustata dopo la prima mezza pagina, e sarei andata a lavarmi le mani…

  11. 444 Chi più male scrive, più si loda. « Il Respiro Dell'Ira

    [...] E se volete guardate la recensione fatta su Gamberi Fantasy: http://fantasy.gamberi.org/2008/04/17/le-chiavi-del-cassonetto/ [...]

  12. 443 Cosimo

    @Gamberetta: ho scoperto solo di recente questo blog e sto leggendo tutti gli articoli a partire dal numero uno. Voglio ringraziarti. Apprezzo molto, molto di più quello che leggo, ho uno sguardo più critico e attento e sto revisionando tutto quello che scrivo io con gioia, meraviglia e un gran divertimento: bastava veramente pochissimo per evitare certe ingenuità che appesantiscono la narrazione. Grazie!

  13. 442 Cecilia

    Questa roba è oscena. Punto.

    @Gamberetta e Zwei
    Sentitevi in colpa. A causa vostra non riesco più a rileggere certi libri che prima mi erano piaciuti, non mi accontento più e trovo subito gli errori.

  14. 441 Maurizio

    Porca miseria.
    Mi sa che ha ragione Sergio.
    Io sono solo laureato in Fisica e quindi non parlo molto bene l’italiano!
    Io non so sulla di elisioni, di esiaziali, di kenning (questa poi veramente non l’avevo mai sentita) ma ho capito che solo chi le conosce puo’ apprezzare fino in fondo il lavoro di Sergio. Quindi io nemmeno ci penso a leggere il suddetto romanzo. Non posso mica prendere un’ altra laurea solo per sapere di cosa parla Ancess!!!!

    Divertente invece il troll che si diverte a difendere il buon sergio (probabilmente la stessa persona che lo intervista nelle sua cameretta!!!)

  15. 440 zweilawyer

    Ancess è il miglior fanta-trash di tutti i tempi, semplicemente fenomenale. Non si salva davvero nulla, è la trasposizione letteraria dei film der Monnezza, davvero, manca solo Bombolo e il sue “tze tze” seguito dal numero di pizze rifilategli da Tomas Milian.
    Non dico bufie, ho riso dall’inizio alla fine, con la gente in metro che mi guardava e si tamburellava la tempia con l’indice. L’autore poi, ha una comicità involontaria da nerd senza speranza che a volte commuove. I filmati su youtube trasudano mestizia da tutti i pori, roba da cadere in ginocchio e chiedere al creatore che la profezia di 2012 possa avverarsi con largo anticipo. Io adoro Sergio Rocca.

  16. 439 Clio

    Perché insiste con le lingue straniere? E’ uno strazio! Persino mio fratello ha una migliore “pRonuncieiscion”!
    Fetish?… Hum, questo termine l’ho già trovato. Ma non in ambito mitologico :D

  17. 438 Drest

    i video di talesassociation su youtube sono una presa in giro. spero. perchè se non lo sono, sono veramente oltre il patetico, di uno schifo (come contenuti e realizzazione) difficilmente eguagliabile.

  18. 437 Matteo Turini

    Forse mentre lo traduceva in inglese, ha speziato un po’ la narrazione, si sa mai!

  19. 436 kanako91

    @ Matteo T:

    Oh.
    My.
    God.
    O.O
    A parte la fantastica pronuncia inglese, the fetish keys? °_°

  20. 435 Matteo T


    Ancess: the FETISH key!?

  21. 434 Maudh

    @ lalla: Sorvolando sulla mania del “sono abbastanza grande per…” che spesso ricorre nei tuoi commenti, potrei farti notare ciò che io considero una contraddizione? Citi come fossero parole tue un post in cui viene detto che “erbosi prati” è italiano corretto.
    Bene, fantastico!
    Ma, per carità di Grumo (e sia fatta la sua volontà), evita di fare della grammatica il tuo cavallo di battaglia, tu stessa non la rispetti minimamente (maiuscole e punteggiatura, baby, maiuscole e punteggiatura…).

  22. 433 Clio

    A Lalla
    Mi sembra che sia tu a sbattere la testa.
    Prima hai detto che non era giusto in un blog bistrattare un romanzo che non è piaciuto al commentatore.
    Poi hai detto che le recensoni negative sono deleteree perché condizionano la gente e che non ti fanno risparmiare tempo, perché secondo te uno fa prima a prender le gambe, andare alla biblioteca, richiedere un libro che probabilmente non è sugli scaffali, leggerselo, invece di farsi un’idea in 10 minuti se vale la pena o no muovere il culo. Converrai che il contrsenso è tuo.

    Tra l’altro hai ignorato la domanda: se la recensione non serve a far risparmiare tempo e denaro al lettore, a che serve?
    In the end: la lingua di Rocca è grammaticalmente corretta. Chi lo nega? Ma “scrivere bene” non vuol dire solo “corretto”! Ovvio, ci sono diversi stili. Ci sono scrittori che usano un lessico semplice (tipo King) e altri che sono più forbiti (vedi Tolkien). Da cosa si distingue allora se lo scrittore sa scrivere o no? Se avessi letto bene la recensione lo sapresti: dalla capacità di suscitare immagini, sensazione e idee nel lettore.
    “Il cuore gonfio come gli occhi di una sofferenza interiore a lungo andare fatale”. Grammaticalmente corretto, ma inefficacie, perché è troppo. E’ pleonastico, asiano. Come osserva Abe no Seimei, a voler esagerare, si ottiene il contrario di ciò che si vuole (Onmyouji).
    Kerr “orinò contro un sasso”. Hai visto qualcosa, sì?
    Kerr “liberò il suo corpo dal fardello”. Ora? No. Che sta facendo? Caga? Piscia? Vomita? Ha posato lo zaino? Ha compiuto seppuku?
    Più avanti l’azione è spiegata, ma se per un’azione semplice come pisciare (pisciare, non creare un microcampo di antimateria) l’autore ha bisogno di trenta parole per farti capire, l’autore è un cane.

    A meno che vermente non si sia messo li’ a sparare vocaboli che non conosceva, ma mi sembra un autolesionismo puro, non uno scrivere per , un giorno, pubblicare con successo!

    Détrompe-toi! Rocca ha pubblicato a pagamento! Nessun editore sano di mente manderebbe una cosa simile alle stampe!
    Quoi que… sulla sanità di mente degli editori ce ne sarebbero da dire…

  23. 432 Merphit Kydillis

    Se hai letto il libro, come l’hai trovato? Nel senso, se ti è piaciuto sì e perché?

  24. 431 Lalla

    Se un commentatore ha dei metri di giudizio che condivido
    Se questo commentatore dice che è una schifezza
    Se il solito commentatore spiega il perché del suo giudizio con opportune citazioni
    PERCHE’ farei prima a leggermi il libro?
    In dieci minuti so che la prosa è pesante e pretenziosa, talmente pesante e pretenziosa che non sono riuscita ad arrivare in fondo all’estratto: dovrei perdere una settimana di tempo a leggere un libro che probabilmente mi farà schifo? E questo secondo te è guadagnar tempo?
    Ovvio, puoi non cadere sulle zampe. Tipo comprare un film che il commentatore ha definito splendido (tipo Azumi, *cof cf* :D) e trovarlo una porcheria. Ma sono rare eccezioni. Di solito, come ho detto, le recensioni della Barca dei Gamberi mi hanno fatto scopire film o libri che non conoscevo e risparmiare soldi e tempo per altri libri e film che non incontrano le mie aspettative.

    vabbe’ continui a sbattere la testa sui tuoi stessi ragionamenti io non posso di certo convincerti!

    A quello che mi ha chiesto se l’ho letto
    Si l’ho letto ma dal punto di vista del contenuto non mi esprimo perche’ io di mitologia greca ne capisco gran poco.
    Di personaggi fantasy tantomeno.
    Io non critico la forma nella quale e’ stato scritto perche’….. che cavolo c’e’ da criticare? E’ questo che da 400 e passa commenti che proprio non riesco a concepire.
    Un lettore non dovrebbe essere uno che fa il suo mestiere? cioe’ SAPER LEGGERE?
    Tu ti trovwei a leggere miriade di cose, scritte bene scritte male…piu’ semplici piu’ auliche. Ma una volta che non hai le basi ( se non le hai , grammaticalmente dico ,il che non sono io ad averlo detto ma l’autore… non che se lo dice lui e’ verita’ colata come l’oro, intendiamoci..) e’ stato LUI a scrivere, sa come ha scritto.
    A meno che vermente non si sia messo li’ a sparare vocaboli che non conosceva, ma mi sembra un autolesionismo puro, non uno scrivere per , un giorno, pubblicare con successo!

    Non e’ che tutti devono scrivere come la Rowling o come la Meyer.
    In modo semplicistico.
    Se a te PRATO ERBOSO non piace non vieni a sparare a zero su un blog per la critica e dire NO!!!! PRATO ERBOSO NON SI PUO’ DIRE!!! NO NO!!
    Io in passato ho chiesto alla madre di un mio amico , professoressa di lettere all’universita’ se nel lessico italiano si poteva esprimere un prato erboso..
    Lei mi ha detto di si , che era una forma corretta.
    Adesso non e’ che bisogna stare li ad interpellare tutti i professori d’italia ( PRIMA PERO’ ASSICURATI CHE NON SI SIANO COMPRATI LA LAUREA…-.- )
    pero’ se piu’ persone. l’autore stesso, ti dice GUARDA QUESTA FORMA E’ USATA PER QUESTO MOTIVO…CAZZO, LO DEVI METTERE IN DUBBIO TE ???
    Io ho capito che tu sei una lettrice.. ma se ti dichiari tanto esperta allora per lo meno.. sappilo dimostrare!
    Cazzo in 20 ti hanno detto che e’ una forma corretta di espressione.. se ti documenti o chiedi anche tu magari trovi le tue risposte e non ti frustri piu’ per lo sto Prato Erboso e gli OCCHI CERULEI… o.O.
    Chiuso!!!!
    Allora Tolkien che cosa doveva dire? Eppure mi pare ci sia chi lo abbia apprezzato.. anzi! E’ ritentuto un grande nel suo genere

  25. 430 Stefano

    Grazie ai video ho scoperto di essere nato lo stesso giorno di Sergio Rocca…

  26. 429 kanako91

    A kanako 91
    Grazie per i video :D Ho potuto apprezzare la travolgente comicità del Rocca (Kerr che “libera il suo corpo dal fardello”, che ridere…) e la pronuncia francese dello speaker: assolutamente SPAVENTOSA! XD

    Di nulla ^^ Certe perle devono essere mostrate al mondo intero XD

  27. 428 Merphit Kydillis

    Lalla, una domanda: ma tu il libro l’hai letto?

  28. 427 Clio

    Bon, l’ultima.

    Sara’ ma guarda fai prima a leggertelo per conto tuo, con opinioni tue..
    cosa sei finocchio col sedere degli altri?
    O.o ma per Dio!

    Se un commentatore ha dei metri di giudizio che condivido
    Se questo commentatore dice che è una schifezza
    Se il solito commentatore spiega il perché del suo giudizio con opportune citazioni
    PERCHE’ farei prima a leggermi il libro?
    In dieci minuti so che la prosa è pesante e pretenziosa, talmente pesante e pretenziosa che non sono riuscita ad arrivare in fondo all’estratto: dovrei perdere una settimana di tempo a leggere un libro che probabilmente mi farà schifo? E questo secondo te è guadagnar tempo?
    Ovvio, puoi non cadere sulle zampe. Tipo comprare un film che il commentatore ha definito splendido (tipo Azumi, *cof cf* :D) e trovarlo una porcheria. Ma sono rare eccezioni. Di solito, come ho detto, le recensioni della Barca dei Gamberi mi hanno fatto scopire film o libri che non conoscevo e risparmiare soldi e tempo per altri libri e film che non incontrano le mie aspettative.

  29. 426 Lalla

    Right, ma non tutti hanno una biblioteca vicino. Secundo: non è detto che una bibliotecuccia di quartiere sia fornita di tutti i romanzi possibili. Inoltre: peché di tutti i libri al mondo dovrei leggere Rocca (qui usato a titolo di esempio)? Esce un libro X, qualcosa di esso attira la mia attenzione. Come faccio a sapere se vale la pena perdere mezz’ora della mia peziosa vita a cercarlo alla biblioteca o

    Sara’ ma guarda fai prima a leggertelo per conto tuo, con opinioni tue..
    cosa sei finocchio col sedere degli altri?
    O.o ma per Dio!

  30. 425 Clio

    A Lalla

    I libri puoi benissimo noleggiarteli in biblioteca se non li vuoi acquistare!

    Right, ma non tutti hanno una biblioteca vicino. Secundo: non è detto che una bibliotecuccia di quartiere sia fornita di tutti i romanzi possibili. Inoltre: peché di tutti i libri al mondo dovrei leggere Rocca (qui usato a titolo di esempio)? Esce un libro X, qualcosa di esso attira la mia attenzione. Come faccio a sapere se vale la pena perdere mezz’ora della mia peziosa vita a cercarlo alla biblioteca o venti euro dei miei preziosi fondi per comprarlo? Cerco una recensione.
    Il commentatore ha certi criteri che condivido (almeno per la maggior parte) e dice ce vale la pena? Ci investo (tempo o denaro). Dice che fa schifo riportando come e perchè? Lascio perdere (o per lo meno ci penso due volte).
    Le recensioni dovrebbero servire a farti risparmiare tempo e/o denaro.
    Se pensi sia una stupidata allora dimmi: a che servono? Perché la gente le legge?

    ah beh si dai ragioniamo tutti cosi
    occhio per occhio , dente per dente…
    Non me ne frega se lui e’ isterico o no.

    Hai ragione, è stato sparare sulla croce rossa, ma a volte è impossibile resistere alle prvocazioni puerili e pretenziose ^_^

    Ma mi rendo conto che il lettore ha anche il diritto di esprimersi. E’ il lettore il centro del mondo, quando si vuole diventare scrittori.

    Non proprio, ma il lettore è quello che ti paga per scrivere, quindi che esprima il proprio gudizio mi pare il minimo, no?

    Ma come tu ti esprimi, nella tua SAGGEZZA e grandezza, anche gli altri POSSONO o no? esprimersi nella loro immensa saggezza? !

    E io mica sono andata a sparare a Rocca! Tantomeno mi troverai sotto casa con ago e filo per cucirti la bocca. Rocca, o tu, o chiunque ha dritto di dire cosa ne pensa. Rocca può dire che siamo una manica di squallidi ignoranti e che lui è un genio; io posso dire che per quanto mi riguarda Rocca è grottesco; tu puoi dire che sono maledcata. Dove sta il probema? Tra l’altro quello che si è espresso in modo più cafone e stupido è proprio l’autore!

    Non piace nemmeno a me il timbro di voce dello speaker, ma non per questo trovo i video puerili, sinceramente!

    Attends un peu, i video sono puerili, le inqadrature degne di una telenovela brasiliana, ma la voce dello speaker non è un problema! Mi fa ridere la sua pronuncia francese. E fa ridere, ce n’est point ma faute!

    Anche perche’ sul lavoro altrui il rispetto deve esserci.

    Il lavoro fa pena. E’ un fatto.

    Stiamo parlando di Rocca che legge i passi del suo libro a chi abbia voglia di vedere quei video.
    Non : HO FATTO QUESTI VIDEO SFOTTETEMI PURE!

    Io avevo voglia di vedere i video. E li ho trovati ridicoli. VERAMENTE ridicoli. Ho diritto di ridere, no? Si torna al poter esprimere le proprie opinoni.

    Sfottere vuol dire criticare.. anche perche’ come ripeto e qui volete continuare a mio parere a fare gli gnorri, e’ , questa, ancora una volta, prendere per il culo una persona, non il suo operato.

    Vero, perché è Rocca stesso a mettersi al centro della pubblicità! Vogliamo fare un paragone con un’altra pessima scrittrice? Licia Troisi. Nelle pubblicità troverai roba sullo stile “avventure magnifiche super-originali! Sussegirsi di colpi di genio e emozioni profonde!!” e in piccolo “Licia studia astrofisica nel tal posto ed è tanto giovane”.
    Nel caso Rocca non si sa nemmeno quale sia la storia o quali fonti abbia usato! Si sa che lui è un genio, che è figo e che la sa tanto lunga. Tra l’altro questa ridicola publicità presenta aspetti che fanno scompsciare lo spirito più compassionevole, perché ad una pretenzione enorme si uniscono scivoloni di un’ignoranza tanto palese da lasciare sbalorditi. Se lui non ci tenesse a fare la primadonna, nessuno lo metterebbe alla gogna come persona (magari come scrittore incapace…)

  31. 424 Lalla

    E’ esattamente lo scopo delle rensoni ^_^ Evitarti di comprare libri inutili e spendere 20 euro per nulla.

    Mio Dio mai sentita una piu’ gran stronzata
    I libri puoi benissimo noleggiarteli in biblioteca se non li vuoi acquistare!

    Ti segnalo che se l’autore è stato smerdato è perché lo ha voluto: avrebbe potuto ignorare il blog e vivere felice. Ha pensato, nella sua immensa saggezza, di fare scene isteriche e insultare a raffica tutti quelli che non riconoscevano la sua grandezza

    ah beh si dai ragioniamo tutti cosi
    occhio per occhio , dente per dente…
    Non me ne frega se lui e’ isterico o no.
    Ma mi rendo conto che il lettore ha anche il diritto di esprimersi. E’ il lettore il centro del mondo, quando si vuole diventare scrittori.
    Ma come tu ti esprimi, nella tua SAGGEZZA e grandezza, anche gli altri POSSONO o no? esprimersi nella loro immensa saggezza? !
    No, perche’ dimmi che parole sagge e leggere usano certe persone qui. . .

    A kanako 91
    Grazie per i video :D Ho potuto apprezzare la travolgente comicità del Rocca (Kerr che “libera il suo corpo dal fardello”, che ridere…) e la pronuncia francese dello speaker: assolutamente SPAVENTOSA! XD

    ridendo ai link di kanako ti sei gia’ smerdata da sola.
    Non piace nemmeno a me il timbro di voce dello speaker, ma non per questo trovo i video puerili, sinceramente!
    Anche perche’ sul lavoro altrui il rispetto deve esserci.
    Stiamo parlando di Rocca che legge i passi del suo libro a chi abbia voglia di vedere quei video.
    Non : HO FATTO QUESTI VIDEO SFOTTETEMI PURE!
    Sfottere vuol dire criticare.. anche perche’ come ripeto e qui volete continuare a mio parere a fare gli gnorri, e’ , questa, ancora una volta, prendere per il culo una persona, non il suo operato.

  32. 423 Clio

    A Lalla

    Ma chi vi credete di essere di giudicare cose scritte da altri

    Mi credo di essere… una lettrice! Ovvero una persona che legge qalcosa e dà la propria opinione. Io leggo le prime venti righe del libro e dico “lo stile e la scrittura denotano quanto meno isterismo analfabeta” (così non ho detto che mi fa cagare, happy? ^_^)

    solo perche’ avete letto due cazzo di libri di caccaccia in croce e magari stante tentando di scriverne.

    Posso sapere quali sono secondo te libri decenti da leggere? Nn ironizzo, sono davver curosa.

    ma fa talmente cagare che se pubblicherete un giorno con gli stessi editori di Moccia , Rowling ecc ecc.. VI TIRERANNO I POMODORI perche’ cazzo .. gli avrete dato la gnocca per arrivare li!

    Questa frase non ha senso. Da un punto di vista di analisi logica, eh!

    ma fatevi i cazzi vostri e lasciate pubblicare la gente… lasciatela comportare, esprimere.. lasciatela inseguire i suoi sogni…

    Be quiet, nessuno qui sta impedendoa chicchessia di pubblicare! Gamberetta ha dato un gudizio. C’è chi si fiderà (tipo me) e chi se ne infischierà e comprerà questa meraviglia (tipo te, immagino). Perché Rocca avreb diritto di esprimersi indisturbato e Gamberetta no? Lascia la commentatrice esprimersi!
    E poi non temere: un anatema dei gamberi non danneggia l’autore. Altrimenti a quest’ora Meyer e Troisi si sarebbero dovute trovare un lavoro più adatto alle loro capacità.

    ma perche’…? che gusto ci trova la gente a smerdare a quel Dio qua una persona..

    Ti segnalo che se l’autore è stato smerdato è perché lo ha voluto: avrebbe potuto ignorare il blog e vivere felice. Ha pensato, nella sua immensa saggezza, di fare scene isteriche e insultare a raffica tutti quelli che non riconoscevano la sua grandezza.

    OGNI BATTUTINA, OGNI GIUDIZIO ESPRESSO, ogni cazzata che dite LA GENTE LA INFLUENZA

    Come già detto: non è vero, altrimenti la Troisi sarebbe rovinata.

    c’e’ gente che purtroppo e’ ancora suscettibile, nella vita…
    Legge QUESTO LIBRO FA SCHIFO … e non lo leggera’ mai piu’…

    E’ esattamente lo scopo delle rensoni ^_^ Evitarti di comprare libri inutili e spendere 20 euro per nulla.
    La gente conosce il metro di misura di Gamberetta. Se lo condivide, segue il so consiglio ed evita di comprare un liro inutile. Se non lo condivide, se ne infischia. O forse noialtri tutti dovremmo comprare il libro per far piacere a Mister Simpatia (l’autore)?

    Personalmente tovo Rocca un personaggio grottesco. Non per quello che dice Gamberetta, beninteso (tra l’altro io non condivido nemmeno parte dei suoi criteri), per quello che dice Rocca stesso.
    “Esperto di civiltà orientale”? Lalla, la civiltà orientale non esiste. E’ una stronzata. E questa sparata è sufficiente a far di Rocca il buffone di corte.

    A kanako 91
    Grazie per i video :D Ho potuto apprezzare la travolgente comicità del Rocca (Kerr che “libera il suo corpo dal fardello”, che ridere…) e la pronuncia francese dello speaker: assolutamente SPAVENTOSA! XD

  33. 422 Fos87

    @Lalla
    Prima di tutto i libri si giudicano e si scelgono sempre in base a poche frasi, per quanto la cosa possa non fare piacere: passeggi in libreria, vedi un libro, leggi il titolo, decidi se vale la pena aprirlo, eventualemente apri e dai un’occhiata. Se le poche parole lette ti piacciono lo compri, altrimenti lo lasci lì dov’è. Non vedo che differenza ci sia tra il fare tutto ciò con il libro cartaceo tra le mani o con una sua versione digitale.
    Secondo: chiunque conosca l’alfabeto e abbia letto “due cazzo di libri di caccaccia in croce” (tra cui nel mio caso rientrerebbero anche libri di merda come “Il Simposio”, “L’Asino d’Oro”, “Il Satyricon” e altro ancora) ha il diritto di esprimere una propria opinione, in quanto possibile acquirente dell’opera. Poi questa opinione può essere espressa in maniera troppo dura e ferire, ma è in ogni caso leggittima quanto la più sperticata delle lodi.
    Terzo: perché dovremmo invidiare il signor Rocca? Ok, ha pubblicato. Bene, sono contenta per lui, ma se devo invidiare qualcuno invidio Pennac, Benni, Pratchett, che considero delle divinità della letteratura e che sono mille volte più famose di Sergio Rocca.
    Quarto: la gente viene influenzata? Relativamente: se nel leggere i brani riportati qui sopra ho detto “non mi piace”, significa che difficilmente avrei formulato un pensiero diverso nel leggerli in libreria. Al contrario, se il libro è scritto in uno stile che mi manda in estasi, la recensione di Gamberetta potrebbe addirittura aiutarmi a scoprire un’opera che altrimenti non avrei notato.

  34. 421 kanako91

    Scusate se spunto così, dal nulla, ma dovevo segnalarvi delle meraviglie, che meritano, davvero:

    Video 1
    Video 2
    Video 3
    Video 4

    Buon divertimento ^^

  35. 420 Stefano

    L’informazione è vera, basta cercare il gruppo creato in onore di Ancess su FB. Non era mia intenzione prendere per i fondelli l’autore, in questo è bravissimo da solo, basta rileggersi i messaggi messi qui da lui direttamente e dai suoi vari pseudonimi.

  36. 419 Dr Jack

    @ lalla:
    Non volevo psicanalizzarti :p, ma solo consigliarti di usare un ragionamento più solido se vuoi comunicare un giudizio.

    Riguardo alla “tafoneria” o al livello degli utenti ce ne sono molti qua, qualche idiota c’è di sicuro, ma molti mi sono sembrati parecchio maturi… e in più c’è un colorito gruppo di folli :p.
    Molto spesso qua ho trovato opinioni utili… o quantomeno divertenti.

    Riguardo agli autori:
    Gli autori sanno di questo sito, gamberetta mica glielo nasconde :p, e gamberi fantasy è stato attaccato da più fronti, solo che gli autori di solito non vengono qua a parlarne. Effettivamente ne dovrebbero avere molto di coraggio per venire qua… ma se lo facessero io quantomeno apprezzerei il loro sforzo.
    In ogni caso, come ti dicevo, gli autori parlarno e si difendono sui loro blog, immagino possa andare bene anche così: ognuno legge i vari blog e fa le proprie libere valutazioni.

    Riguardo al messaggio che hai quotato:
    Facebook è solo un mezzo di comunicazione… puoi trovarlo divertente e utile o meno. Ognuno può valutarlo per se :).
    Comunicare un fatto è solo un’informazione.
    Dare informazioni errate è MALE :p, ma di solito la verità salta sempre fuori (io non so se l’informazione in sè sia vera o falsa).

  37. 418 Lalla

    Informazione da facebook, dove l’autore ha un gruppo di ammiratori: pare che la Editing edizioni che l’ha pubblicato sia fallita.

    questo e’ un esempio di tafoneria

  38. 417 Lalla

    guarda non piscoanalizzarmi su come scrivo, sono abbastanza grande da capire da sola!
    E’ ovvio che esprimersi e’ liberta’.. ma la liberta’ di questi lettori di esprimersi scrivendo dove la lasciate, voi, sparando a zero?

  39. 416 Dr Jack

    Secondo me, quando supera i 15 anni, qualsiasi essere umano può riuscire a capire che esprimere pareri, opinioni e giudizi è la base della libertà.

    In compenso approvo il linguaggio, un po’ di linguaggio colorito da sempre quel tono in più. E ANCHE SCRIVERE IN MAIUSCOLO fa capire bene i PUNTI SU CUI FONDI IL TUO RAGIONAMENTO.

    Magari, tra cinque o sei anni, torna a rileggerti e fatti quattro risate anche te :p.

  40. 415 Lalla

    mamma mia ma non vi accorgete della miriade di cazzate che scrivete…
    accuse su accuse..
    prime otto parole e mi fa vomitare…prime 5 pagine e fa cagare…
    cambiate repertorio!
    tutti suoi libri dalla mattina alla sera…tutti che vogliono fare i laureati col culo degli altri…sempre in Chiesa questi e poi se non fanno andare il pisello o si bagnano la bernarda vengono a rompere qui andando dietro ( a mo’ di pecoroni) alle cose che scrive sta ragazza..
    Ma siete dei frustrati o cosa?
    Perche’ c’e’ gente che i libri che recensisce Gamberetta li apprezza e voi no???
    Ma c’e’ bisogno di farne nascere un blog di accuse e merda varia spruzzata sui lavori altrui perche’ voi non apprezzate gli autori / i libri / il modo di scrivere ecc…
    Poi si viene qui nella vera FOGNA DEI COMMENTI.. ( CIOE’ TUTTI) e veramente ti viene il vomito..
    Il vomito di pensare ma andatevene a farvi un po’ U CAZZI VOSTRI invece di parlare a vanvera!

    Che interesse avete di mettere le pulci nelle orecchie alla gente, mi dico io?
    Che cosa volete ottenere?
    Chi vi chiede di esprime opinioni sul lavoro altrui in questo modo?
    IL BUON SENSO??????
    SPERO DI NO PERCHE’ SENNO’ STIAMO FRESCHI…!!!!
    Ma chi vi credete di essere di giudicare cose scritte da altri solo perche’ avete letto due cazzo di libri di caccaccia in croce e magari stante tentando di scriverne, finire e Pubblicare ( ODDIO, STIAMO FRESCHI. un’ altra volta..) uno voi.. ma fa talmente cagare che se pubblicherete un giorno con gli stessi editori di Moccia , Rowling ecc ecc.. VI TIRERANNO I POMODORI perche’ cazzo .. gli avrete dato la gnocca per arrivare li!

    ma fatevi i cazzi vostri e lasciate pubblicare la gente… lasciatela comportare, esprimere.. lasciatela inseguire i suoi sogni…
    NON SONO CAZZI VOSTRI TUTTO IL RESTO
    TAFONI CHE NON SIETE ALTRO!!!!!

    ma perche’…? che gusto ci trova la gente a smerdare a quel Dio qua una persona..
    OGNI BATTUTINA, OGNI GIUDIZIO ESPRESSO, ogni cazzata che dite LA GENTE LA INFLUENZA
    c’e’ gente che purtroppo e’ ancora suscettibile, nella vita…
    Legge QUESTO LIBRO FA SCHIFO … e non lo leggera’ mai piu’…

    Putroppo internet oltre che aiutare a diffondere aiuta anche a smerdare.
    quello che posso dire agli autori di questi libri recensiti ( e per la maggior parte delle volte smerdati… ) di non mollare mai che la vita li ripaghera’ in un qualche modo

  41. 414 Stefano

    Informazione da facebook, dove l’autore ha un gruppo di ammiratori: pare che la Editing edizioni che l’ha pubblicato sia fallita.

  42. 413 lilyj

    Assolutamente illegibile. Ho vomitato dopo le prime otto parole.
    Non ho idea di che università abbia frequentato lo stimatissimo autore, ma spero tanto non sia la mia. Inizierei a dubitare della preparazione che è in grado di darmi. Inoltre vorrei sapere come lo stimatissimo autore è diventato telepatico. Perché la telepatia è l’unico superpotere che ti può permettere di sapere se la persona dall’altro lato dello schermo è un operaio con la terza elementare o un professore universitario plurilaureato.
    Ah, quanto son belli gli editori a pagamento!

  43. 412 eLLe

    Lo sbrodolarsi di domande retoriche è di uno squallore che ha pochi paragoni.

    Oddio XD io amo le domande retoriche… serve a far capire al lettore lo stato di confusione del protagonista.

    Comunque hai ragione, lo stile è pessimo -.-°°°°

  44. 411 mox

    Ammetto che non so scrivere e leggendo questa recensione, fatta bene secondo il mio modesto parere di non laureato in lettere ad minkiam con orgasmo della commissione. Mi sono accorto pero’ che effettivamente non sono nemmeno in grado di leggere =(
    eh si perche’ da quale non erudito che sono non mi sono accorto nell’ordine che:
    - lo scrittore non sa scrivere (siccome non so leggere e scrivere come faccio a saperlo, pura immaginazione, ma nel fantasy ce ne vuole no?)
    - lo scrittore non ne sa molto piu’ di me di mitologia/scienze orientali( ma io non so leggere)
    - lo scrittore e’ leggermente e inutilmente prolisso nel descrivere scene come questa in cui con una mano “masturbo” il mio naso (se usi stridio per il crocchio io posso usare masturbare al posto di scaccolare) con l’altra “zappo” alcuni tasti del mio portatile mentre “visiono” alcune penne per scoprire quale potrebbe “disegnare” meglio.

    Di sicuro tutti questi “orrori” non mi sarebbero mai saltati all’occhio, ma di una cosa sono sicuro: se mai avessi comprato il libro, dopo aver letto le prime due pagine, sarebbe finito a prendere polvere nella mia libreria piena di fumetti. Come mai? Forse perche’ la vista e la voce di mia madre, non piu’ in tenera eta’, sono quasi giunte al capolinea (la pazienza mai in quanto i figli son sempre figli). Dopo anni capisce al volo quale libro mi piace e quale no. Ad esempio ci mise 3 giorni per farmi addormentare leggendomi quella schifezza della saga di Martin … Credo di aver battuto ogni record nell’addormentarmi …. Mia madre ascolta i consigli dei giovani autori come questo Sergio: comperare libri come il suo, qualche uso se ne puo’ sempre fare …. e poi dopo aver letto in 3 anni la troisi, mia madre aveva finito il valium ben vengano i nuovi autori fantasy … pero’ riesce a mettermelo nel culo un paio di volte e poi basta …. se pero’ prolificano cosi’ tanto sono fottuto …. ….

    firmato: la madre di mox

    PS: vi avverto non volevo scrivere quello che ho scirtto e se ho offeso qualcuno mi spiace non era mia intenzione e neppure intenzione di mia madre che sta scrivendo in quanto io non so leggere/scrivere, ma questo forse lo avevo gia’ detto

  45. 410 Hellfire

    sono stato io a fare quel macello? cancellate tutto, vi prego :° mi vergogno :°

  46. 409 TAVERNA dell'Orco Bevitore [OT permessi :D ] - Page 1656 - Il Forum ufficiale di Multiplayer.it, con discussioni, sondaggi e le ultime informazioni

    [...] Gamberi Fantasy Blog Archive Le Chiavi del Cassonetto purtroppo io non riesco a pensare in piccolo: [...]

  47. 408 Hellfire

    no. non è vero. non è possibile. io a quello che ha scritto emile non voglio credere.

  48. 407 Purple Pixie

    Ma da qualcuno capace di mettere un video su youtube in cui si vanta della poesia che ha usato per descrivere un tizio che piscia, cosa vi aspettavate?
    Beh oddio, a pensarci bene una persona simile potrebbe quasi starmi simpatica, peccato che poi dai commenti su questo blog ho capito che si prendeva sul serio XD

  49. 406 ???

    @ Emile

    Hai ragione.
    Piuttosto: a che serve questo pezzo sui capelli? A eccitare improbabili lettrici? O chi l’ha scritto?

    Mistero

  50. 405 Fos87

    Cielo…

  51. 404 Emile

    Scusate, ma questo pezzo imo VA sottolineato nuovamente:

    [Lesto si tolse via dal capo l’elmo e osservò l’amico, ma Nembo notò la strana capigliatura di Soter e, prima ancora che questo lo descrivesse, gli riferì dell’aspetto dei suoi capelli.
    «Aspetta Soter, vedo che i tuoi neri capelli sono come spinti dal vento verso il lato posteriore della testa, e ora la frangia è tenuta all’indietro come se fossi uscito dall’acqua di un lago. Quale strano effetto ti permette di averli così?»
    Soter si toccò i capelli e sentì sulle mani che erano come attaccati fra di essi, parzialmente irrigiditi, tenuti in posa come magicamente.
    Nembo, colpito da tale misterioso effetto, non controllò le parole ed esclamò che un fascino travolgente come la passione traspariva dall’immagine di Lesto, quell’assetto da combattente dava al suo viso un’espressione più dura e decisa. Soter però volle far conoscere anche a Ker il suo aspetto.
    «Ascoltami Ker! Lascia che ti dica com’è il tuo aspetto prima che il tempo scivoli via come i granuli di sabbia tra le dita!… Anche il tuo elmo è come quello di Atena, ha un eretto cimiero di metallo ed è unito ad una maschera come quella del mio elmo. Ma le tue vestigia sono di un colore purpureo, la cui tonalità è lievemente scura. Anche tu hai dunque il petto e le spalle coperte da uno strato rinforzato di tessuto. Come anche tu puoi vedere, hai un cinturone la cui fibbia è tonda come la mia.»]

    Fa talmente CAGARE che pare una presa per il culo, l’avessi visto pubblicato in altri contesti avrei pensato subito ad un fake.
    Davvero: come DIAVOLO è possibile che sia stata pubblicata questa immonda PORCATA?

  52. 403 Emile

    Mamma mia, mi ero perso questa perla.
    Penso di poter affermare senza timore di esagerare di non aver mai letto qualcosa di così brutto e stupidamente arrogante, davvero non concepisco come una simile porcata possa essere stata pubblicata.
    O l’autore ha pagato per un simile “onore” o c’è davvero da mettersi le mani nei capelli.

  53. 402 Flavour

    Ho appena finito di leggere i commenti a questa recensione e la cosa che più mi ha turbato è stato leggere non tanto le due pesantissime pagine d’anteprima quanto l’immotivata supponenza con cui l’autore ha tenuto a replicare all’irreplicabile, quando era chiaro fin dalle prime righe del romanzo che teneva soprattutto a far bella mostra del suo italiano forbito e della sua conoscenza di vocaboli altisonanti (purtroppo non accompagnata da un eguale consapevolezza del loro significato), pensando probabilmente di rivolgersi a un pubblico di beoti. Ma la cosa che mi ha più infastidito è stato trovare un mucchio di errori (non di battitura) e di frasi illeggibili nei suoi commenti. Si suppone che un laureato in lettere e novello scrittore dia il buon esempio nel non maltrattare la lingua italiana. Ecco invece alcuni errori che forse vi sono sfuggiti: perchè anziché perché, un pò anziché un po’, avvallare anziché avallare, da retta a me anziché da’ retta a me ecc.

    Se anche non avessi deciso di non leggere il libro dopo l’impressione negativa dell’anteprima, farei comunque voto di non leggerlo dopo aver letto i commenti dell’autore.

  54. 401 Fos87

    Figurati che io all’inizio pensavo che l’autore avesse 16/17 anni…

  55. 400 Runa Magus

    Scusate, vorrei contribuire alla discussione anche se non ho mai postato prima.
    Seguo spesso il blog, e spessissimo non sono d’accordo con Gamberetta per svariate ragioni. Non sono una sua sostenitrice. Non sono una discepola e nemmeno una fan. Eppure, in questo caso la sua recensione mi toglie le parole di bocca.
    Credo sia innegabile: l’estratto qui riportato è ILLEGGIBILE. Apprendo da internet che il signor Sergio Rocca dovrebbe avere 29 anni, oggi. Magari se avesse impiegato questi anni a scrivere di più, a leggere di più e a farsi criticare di più, forse non proporrebbe brani abominevoli come questo. Che, tra l’altro, mi ricordano come io stessa scrivevo tra i tredici e i quattordici anni, quando mi ero messa in testa di ricalcare lo stile di Omero.
    Con una differenza. Di quegli scritti io oggi mi vergogno. Non li mostrerei nemmeno per soldi, tanto meno avrei la faccia tosta di farli passare per grande letteratura.
    Il resto di ciò che avrei voluto dire è stato espresso in maniera perfetta da Dehro, quindi finisco qui.

    Saluti a tutti.

  56. 399 Fos87

    Ho trovato questa discussione per caso e sono allibita: le critiche sono critiche, vanno accettate anche quando fanno male, non ignorate o peggio ancora tacciate di ignoranza.

  57. 398 Dehro

    sono profondamente offeso, come lettore, come intenditore “fai da te” di letteratura fantasy e come medievista amatoriale

    ho letto la recensione su consiglio di un amico, (evidentemente mi vuole male, il bastardo) e senza conoscere nè gamberetta nè l’autore.
    l’ho letta nell’ordine in cui è riportata, leggendo quindi dapprima il testo e poi i commenti, senza essere prevenuto per un verso o l’altro. per quanto ne sapevo io poteva trattarsi di un flame da parte di gamberetta o di un testo effettivamente scarso.

    francamente, ho fatto uno sforzo di volontà per arrivare in fondo alle 2 paginette riportate da gamberetta.

    “Da segnalare qualche caduta di stile in espressioni a volta involute, ripetizioni di sostantivi ed errate corrispondenze fra soggetti e verbi.”

    quoto questa ultima frase dalla recensione di cui gamberetta riporta il link.
    nel mondo dell’editoria, nessun testo che riporti vistosi errori di sintassi o grammatica verrebbe neppure considerato per la pubblicazione. figuriamoci un testo in cui questi errori siano tali e tanto frequenti da meritarsi di essere citati nella recensione, per quanto “amatoriale” possa essere quella del link.

    mi ritengo una persona di moderato livello culturale. ho lasciato a metà un percorso universitario in ambito economico, ma ho da sempre coltivato con passione un interesse per la letteratura, con particolare passione per quella di genere fantasy, e la saggistica storica, in ambito medioevale.
    soprattutto in ambito di letteratura fantasy mi ritengo in grado di sostenere ed argomentare una discussione serena e competente. quanto sopra è per “qualificarmi” come lettore e come, eventuale, critico.
    in apertura ho sostenuto di essere offeso come lettore. qui di seguito elaboro il pensiero.
    ho letto un gran numero di romanzi fantasy, dedicandomi con particolare passione ad alcuni dei “grandi nomi” del genere, alla ricerca di autori semi-sconosciuti italiani, alla ricerca di nomi che in italia neppure sono mai stati sentiti (vivo in inghilterra da qualche tempo).
    mi permetto quindi di avere un’opinione da lettore in qualche modo “esperto”.
    nessuno di questi autori, più o meno grandi, più o meno celebri e di successo, si sarebbe mai permesso di trattare i propri critici e i propri lettori con la supponenza e l’arroganza di questo individuo.
    sentirsi dire “se non ti piace il mio libro è perchè sei un incompetente ed un ignorante, non hai le basi” è quanto di più vigliacco e volgare ci possa essere. offendere i propri lettori, reali o potenziali è indegno di chiunque voglia intraprendere la professione di autore.

    ho detto che sono offeso come intenditore di fantasy:
    come ho già profusamente affermato, di fantasy, ne so qualcosa, sia come lettore che come “studioso” del genere letterario e come scribacchino amatoriale (ma io scrivo per me stesso soltanto, e pertanto sono disposto a perdonarmi sviste grammaticali e cadute di stile).
    l’autore non è il primo a sfruttare temi classici e nomi famosi, e neppure sarebbe il primo a dare una personale chiave di lettura di miti più o meno antichi, più o meno celebri.
    qualcuno ha mostrato ribrezzo perchè l’autore ha preso nomi e miti, magari anche discordanti e lontani tra loro, e li ha sfruttati a proprio modo. ogni autore è libero di fare questo, se fatto con classe, rispetto e abilità. l’errore e la colpa non stanno li!
    l’errore e la colpa stanno nel uso di questi miti e leggende non per volontà di rendere omaggio o farli propri, ma per mancanza di creatività e pensiero originale. chiaro, da due pagine scarse è difficile dire cosa aspettarsi in termini di trama e sviluppo, ma se il buongiorno si vede dal mattino..la qualità dello scritto e la faciloneria con cui è esposto quel poco che di esposto c’è, non lascia presagire nulla di buono.
    raccattare a piene mani dall’opera altrui può andare, ma DEVE essere fatto su un substrato o in un contesto originale e creativo, altrimenti si tratta nè più nè meno di facile plagio..chiunque è in grado di farlo, probabilmente meglio.
    mi sono occupato per qualche anno di giochi di ruolo online, in ambito specificamente fantasy. anche li riscontravo la difficoltà dei giocatori di accettare un’ambientazione originale che sovvertisse i clichès del genere e sapesse distinguere tra un elfo “tolkieniano” uno di ambientazione D&D e uno “originale dell’ambientazione. in queste due paginette si vedono soltanto un paio di nomi noti e stranoti..(odino, gli aesir..) nessuna caratterizzazione, nessun dettaglio chiarificatore di quale è il “contesto fantastico”.. nessuna impronta creativa. per quanto ne sappiamo, la scena può svolgersi nel alto medioevo, nel rinascimento, a asgard, nei fiordi del nord europa, a buckingham palace nei giorni nostri, o alla corte di lady isabel, (si i cavalieri dello zodiaco)..odino potrebbe essere armato di spada laser o daga romana. non c’è modo di saperlo..si saprà più avanti? lo spero.. certo è che non c’è uno sprazzo di contestualizzazione spazio-temporale…e la scarsa qualità dello scrivere non spinge a continuare a leggere per scoprirlo. comunque sia, spacciare per dotti richiami letterari/filosofici quattro nomi buttati li, è da poveri.
    tornando sull’ambito giochi di ruolo online: quel che ho letto di questo libro è scritto nello stesso stile “pomposo” e parolaio di un giocatore di ruolo alle prime armi.. solitamente si tratta di ragazzini di 13-15 anni. la stessa scelta di parole “più per come suonano archaicheggianti, che per il loro valore letterario o evocativo”, la stessa banale pretesa che sia giusto usare parole altisonanti e non necessariamente corrette, o inversioni tra aggettivo e sostantivo per dare un tono aulico/epico al testo. così non è, purtroppo.
    già, perchè nonostante le “dotte citazioni” e il valore se vogliamo educativo (prendo per buone le parole dell’autore, non avendo modo nè intenzione di verificare se il suo testo nel complesso ha effettivamente valore educativo)…quel che conta in un’opera di narrativa, specialmente fantasy, è evocare ciò che il lettore non vede e non sa, anticipare (senza rivelare a mò di “lista della spesa”) tratti dei personaggi e degli eventi passati e “futuri”. creare un ritmo piacevole di lettura, che mescoli ambientazione e trama, caratterizzazione e svolgimento, in un’unico fluire armonioso.
    questo non avviene nelle due pagine che ho letto, pagine in cui c’è una profusione di aggettivi che aggiungono poco o nulla al contenuto e non aiutano neppure nel creare l’atmosfera..pagine in cui si elencano le virtù e doti di un personaggio defunto, che non significa nulla per noi e la cui fibbra ci è del tutto sconosciuta, salvo per questo ripetitivo elenco sconnesso di doti, che ce lo rende antipatico più che darcene un’immagine eroica.
    la sua storia ci è sconosciuta e pertanto non ci è possibile “empatizzare” con il personaggio che ne lamenta la scomparsa.tanto più che l’intero processo di “lutto” è descritto in maniera sciatta e melodrammatica, per nulla appetibile, che appare impropria al grado di maturità che ci si può aspettare da un “fanciullo”.
    francamente, tutto questo ce lo si può aspettare da un liceale scrittore in erba, volendo anche da uno studente di grado più elevato; certo però l’autore non può pretendere di attaccare con supponenza chi nota la scarsa qualità di uno scritto, e dovrebbe invece mostrare l’umiltà di chi è alle prime armi e si rende conto dei propri limiti.
    temo che ci sia una forte disparità tra “volontà di espressione” e resa effettiva.
    allo stesso modo io, che ho una immaginazione vivida, posso immaginare un soggetto per un quadro, e averne una immagine più o meno precisa in mente. poichè però conosco i miei limiti, so che se provassi a mettere su tela quanto ho in mente, ne uscirebbe uno sgorbio che a ben pochi mostrerebbe quanto ho in testa, sicuramente sarebbe un risultato lontano dal soggetto luminoso e aggraziato che ho in mente. neppure ci vorrebbe vittorio sgarbi, per dirmi che è il mio lavoro è una schifezza, lo potrebbe capire anche il profano d’arte.
    questa analogia è precisamente quanto avviene nel leggere queste due pagine..non ci vuole un Montanelli, un Eco o un Ungaretti, per sapere che è scritto male e poco digeribile.
    questo è un libro scritto dall’autore per l’autore..e solo l’autore ne può apprezzare la qualità e la trama, perchè solo l’autore ha in mente lo scenario, i dettagli, i “sapori” del racconto e dei personaggi…elementi di fantasia che suppliscono alle carenze del testo.
    un buon libro è in grado di evocare questi elementi, usando strumenti più o meno espliciti. questo non lo fa, e quindi è un libro personale, del tutto inutile al pubblico.
    tutto questo sarebbe ancora perdonabile, se davanti a critiche ragionevoli e costruttive ci fosse un atteggiamento di comprensione e di “volontà di migliorarsi”..invece no, si è confrontati con un presuntuoso che dall’alto di una laurea (ma l’ha presa o ci sta ancora lavorando? e l’ha meritata? conosco diversi laureati in materie letterarie e umanistiche che non saprebbero scrivere narrativa neppure per salvarsi la vita).. ha l’arroganza di dare degli ignoranti a persone che non conosce, di difendere uno scritto fatto con poca abilità e scarso talento per la narrativa, accusando i detrattori di scarsa intelligenza e/o preparazione.
    quattro citazioni dotte non giustificano un comportamento del genere, nè il facile sarcasmo verso i “meno titolati”.
    la maggiore critica “letteraria” che mi sento di fare è una carenza di proprietà di linguaggio che è del tutto in disaccordo con la tanto sbandierata preparazione accademica. tanto sono più o meno ben strutturati (non ben argomentati, non confondiamoci eh, che metà delle risposte dell’autore sono offensive quando non sono errate), dicevo..tanto sono ben strutturate le risposte alle critiche, tanto è caotica e segmentata l’esposizione narrativa nel brano..
    manca di fluidità, di capacità di coinvolgere, di correttezza lessicale e soprattutto di attrattiva.

  58. 397 Dehro

    insomma non è un bel leggere, e questo è un argomento che da solo è più forte di qualsiasi pretesa educativa, intreccio narrativo o pletora di citazioni dotte.

    sono offeso come medievista: puramente dall’arroganza dell’autore, che sbandiera le sue credenziali come fossero un marchio di qualità e una garanzia di capacità letteraria.
    conoscere i dettagli dell’editto di Rotari, conoscere le sorti dei vari esponenti della dinastia merovingia o le capacità tecnologiche dei picti e le strategie militari dei catafratti non equivale a saper fare della buona narrativa, e usare quel bagaglio di conoscenze (vere o presunte che siano) come un argomento per una diatriba su un argomento del tutto diverso (la narrativa) è da poveretti.
    ci sono fior di medievisti, professionisti o meno, che trattano l’argomento della loro passione con un rispetto sacro e una dedizione totale..dubito avrebbero piacere di essere accomunati a tanta boria.
    l’idea stessa che l’autore possa essere tanto ingenuo o arrogante da pensare davvero che il suo libro abbia un valore didattico di qualsiasi genere, non può che farmi ridere.

    infine, alcune semplici osservazioni: un libro, di narrativa beninteso, per vendere (e quindi essere di successo) deve essere ben scritto. se non lo è, quale che sia l’intento o la mole di lavoro che l’ha preceduto, non è un buo libro. nessuno lo vorrà mai leggere fino in fondo, semplicemente perchè non ce l’ha ordinato il medico, non c’è nessun effetto benefico allo svoltare dell’ultima pagina. l’ultima pillola di un ciclo di antibiotici ci guarisce dal malanno..per cui siamo disposti a sopportare il saporaccio di ogni pillola…
    quale miracolosa rivelazione ci aspetta nelle ultime pagine di questo obbrobrio? dove sta la ricompensa al lettore? nel dubbio, preferisco non ingerire le pillole.
    un libro di narrativa deve essere un modo piacevole di passare il tempo… queste pagine per me non lo sono state..
    altre volte mi sono trovato davanti a un inizio poco coinvolgente, ma la qualità dello scrivere mi ha comunque spinto ad arrivare fino in fondo al libro. a volte è stata una buona scelta perchè il libro era bello, altre è stato comunque un buon passatempo, anche se il libro l’ho rimosso dalla mente quasi subito.
    queste due pagine invece, sono scritte talmente male da scoraggiarmi a tentare questa “scommessa” col mio tempo.
    come posso sapere che improvvisamente la qualità dello scritto non subisca un’impennata positiva e si riveli all’altezza di una trama che si dimostra ben fatta? non posso, ma non ho motivo di crederlo
    come diceva mio nonno buonanima: se puzza di merda, sa di merda ed è marrone, non sono violette!

  59. 396 Elena

    Commento qui, dopo aver letto alcune delle tue recensioni (e anche una parte dei commenti).
    Se ti dovessi recensire io, direi che sebbene a tratti un po’ pedanti (suvvia, un cocchio può pure stridere… nel senso di “cigolare forte” credo ci possa stare; era meglio scrivere che cigolava, mh? Dai, scherzo), le tue pagine sono ricche, approfondite, e spesso fanno ribaltare dal ridere.
    Un amico mi ha segnalato questo blog e mi ha fatto dono di qualche ora molto piacevole.

    Sono anni che ogni tanto mi diverto a scrivere storie, o meglio pezzi di storie, che poi in genere restano lì. Devo dire che non m’è mai venuto in mente di pubblicarle, e dopo aver letto un po’ le tue analisi, ne sono veramente felice. Scribacchio per il mio personale piacere di registrare qualcosa che mi s’è formato in testa: un’immagine, una situazione, o poco più.
    Mi sono accorta che quando scrivo non penso praticamente mai a come un lettore potrebbe recepire forma e contenuti (buffo, perchè per lavoro ho fatto dei corsi sulla comunicazione – verbale, ma pur sempre comunicazione – che ho trovato rivelatori ed entusiasmanti).

    Se facessi recensire a te qualcosa che ho scritto, probabilmente dopo andrei ad impiccarmi, quindi evito a priori, ma con questo commento volevo ringraziarti sia per le sghignazzate, sia perché mi hai dato innumerevoli spunti per cercare di migliorare. :)

  60. 395 Celtibera

    [scusate eventuali errori ortografici, non sono 100% italiana ;-)]

    Come amante di mitologia e simpatizzante della “religione nordica” avrei da dire qualcosina:s e uno deve parlare di Odino che parli di Odino, non di un personaggio che non gli somiglia per niente.
    Sono due anni che sto scrivendo un romanzo ambientato nel mondo vikingo e sono dovuta fermarmi perché comprendere la religione di questo popolo è un affare complicato; poi leggo:

    Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi

    Odino aveva un occhio solo, quindi questo Odino non è Odino!
    E’ la stessa cosa che una persona utilizzasse il personaggio di Budda descrivendolo come “magro, quasi denutrito”.

    Al bambino non interessava se il suo destino fosse quello di diventare il nuovo sovrano dei regni di Aesir

    Il regni di Aesir? Sarebbero? Ma se gli Aesir sono una stirpe divina, alla quale, fra altri, appartiene Odino. Quali regni?

    Odino prendeva atto che il monaco Kalos (il suo amico, fratello maggiore, maestro…)

    Che cosa??? Cosa fa un monaco in Scandinavia e farsi amico di Odino? Suo maestro? Non sapevo che Odino, padre degli Dèi, avesse un maestro, credevo fosse lui il Maestro!

    Quanto desiderio ho di raggiungerti in Ade…»

    Nell’Ade? Mah…questo è mitologia greca. Non eravamo nel mondo nordico?

    Penso che se uno scrittore utilizza un personaggio creato da un altro scrittore, oppure, come in questo caso, una divinità con la propria storia e con un profilo abbastanza definito, dovrebbe prima documentarsi, altrimenti, se non ha voglia di farlo, è meglio inventarsi un personaggio del tutto nuovo, no? Perché questo Odino in verità non so chi sia.

    Mi sa che questo “fantasy” è peggio della Troisi, personalmente non sopporto errori concernienti la mitologia, soprattutto quella scandinava che è alla base del fantasy. Boh…forse ultimamente fa figo parlare di Odino e della chiave inglese di Thor…a no… scusate era un martello.

  61. 394 Clio

    @ Joan Lui 2
    Come dice Zora, uno un personaggio può chiamarlo come vole, ma a volte sembra buffo. Mi spiego:
    se il tizio si ciama Zensan e fa il cavaliere di ventura pseudo-gotico, la reazione è “che buffa coincidenza, in giapponese il suo nome significa “signor zen””.
    Se il tipo fa lo pseudo-monaco-orientale, allora la reazione è “che nome stupido!” Come, appunto, se in un romanzo americano lo scrittore chiamasse un cuoco italiano Lasagna.
    In Pratchett ci sono nomi volutamente ridicoli (misemba sia in Piedi d’argilla, l’agente Visita L’Infedele Con Opusoli Informativi!), ma sono romanzi ironici, divertenti, spiritosi. Cosa che “Le chiavi del Fato” non è :D
    E non serve essere neppomaniaci per pensare allo Zen davanti al nome Zen-san ;)
    Chiaro, ciò è uno sputo in mare: il libro è scritto da cani, tutto questo discorso è semplicemente una chiosa buffa. Non ho resistito all’impulso di stuzzicare la pustola semplicemente perché il tizio afferma di essere “intenditore di civiltà Orientale”, bufalata senza senso che meritava un po’ di sfotto…

  62. 393 zora

    @ Clio: anata mo ganbatte ne!
    @ Gamberetta: wow! Devo proprio leggerlo…
    @ chiunque mi contesti l’eccessiva pignoleria per il nome del personaggio: scusate, ma per una nipponista leggere in un libro che il personaggio simbolo dell’oriente si chiama Zen-san è come leggere di un personaggio incarnazione dell’italianità di nome “Lasagna Mandolini”. Spiego meglio: in una parodia ci sta, in un libro serio non molto. Poteva cercare un nome più consono ad un gran maestro/dio supremo dell’Asia.
    @ Anacarnil: (no il nick non è preso dalla vampira, è un sinonimo del mio nome in slavo, è una lunga storia). Lo zen giapponese in effetti arriva “contaminato” dalla Cina, ma non solo dal Tao. All’interno dello stesso Giappone si formarono varie scuole zen.
    Il succo del discorso, in ogni caso, era evidenziare la superficialità nel trattare l’oriente. Non l’avrei fatto se nei commenti precedenti l’autore stesso non avesse insistito più volte che era necessaria una grande cultura per comprendere il significato del libro. Sì, mi sono dilungata troppo per ribadire un unico concetto: meglio parlare di ciò che si sa.

  63. 392 Anacarnil

    @Clio
    Sì, ho notato i modi non molto amabili di Sergio Rocca, come pure i suoi blog in terza persona. Eh, il mondo è bello perché è vario.

    @Zora (la vampira?)
    Mi pare di capire che sei abbastanza ferrata in Nipponerie et “civiltà orientali”. Solo un’osservazione: da quanto sapevo, lo Zen è l’erede del Taoismo di Lao-Tzu…

    Ah, ho poi svelato l’arcano del bambino che pensa come un adulto e ruggisce: è Benjamin Button sotto falso nome.

  64. 391 Joan Lui 2

    Zen-san: ZEN SAN???? Il SIGNOR ZEN??? Per chiarire: in giapponese “san” è un suffisso cortese, traducibile in italiano con la parola “signore/signora” a cui segue il nome proprio. Se l’intenzione era questa mi viene davvero da piangere.
    Io spero vivamente che intendesse l’altra possibile traduzione, ovvero “montagna zen” (san in giapponese è una delle letture di montagna), in riferimento al fatto che la motagna è spesso ripresa nella dottrina zen. Ho provato a cercare su internet un possibile altro significato di Zen-san, ma ho trovato solamente un albergo delle Filippine con tale nome. Questo signor Zen poi viene dal Giappone? Dal nome si direbbe di si, dato che in sanscrito il termine è Dhyana, in cinese Ch’an o Ch’en. Che bel salto continentale! A parte la disquisizione linguistica, prendiamo per buono che si sta parlando di zen, ovvero di una dottrina BEN PRECISA. Quindi che c’entrano yin e yang? Quello è il Tao.

    Tutta questa sbrodolata per chiedersi quale sia l’ipotetica origine o derivazione che sta dietro un nome? E’ il nome di un personaggio, punto. Sarebbe come dire ad una porta perché si chiama così.
    A forza di scavare rischiate la pazzia mi sa.
    Zora, credo sia solo un nome, non fasciarti troppo la testa. E’ il nome inventato di un personaggio, stop. Fattene una ragione. Non aprire una disquisizione tipo simposio… e dai!

    Lo scrittore Jan K?esadlo ha scritto un poema epico di fantascienza, Astronautilia imitando lo stile di Omero. E l’ha scritto in greco antico! È stato pubblicato poco dopo la sua morte (1995).

    Davvero! Provo a buttarci un occhio per curiosità.

  65. 390 Clio

    @ Gamberetta
    Ho trovato un brano.
    Wow! Era un paio d’anni che non leggevo in greco! ça me fait toute bizarre ^_^
    Strano che una cosa simile non sia conosciuta, mi pare un esercizio molto interessante. Certo che l’autore non doveva avere tutte le rotelle a posto XD

  66. 389 Gamberetta

    @zora.

    E’ difficilissimo imitare un modo di scrivere di un’altra epoca, Manzoni stesso ci è riuscito solamente per due pagine nel suo prologo (quando finge di aver ritrovato il manoscritto seicentesco). Che io sappia uno dei pochi che è riuscito a imitare uno stile greco antico è stato Leopardi, scrivendo i Paralipomeni alla Batracomiomachia.

    Angolo delle Curiosità Inutili:
    Lo scrittore Jan K?esadlo ha scritto un poema epico di fantascienza, Astronautilia imitando lo stile di Omero. E l’ha scritto in greco antico! È stato pubblicato poco dopo la sua morte (1995).

  67. 388 Ila

    - Zen-san: ZEN SAN???? Il SIGNOR ZEN??? Per chiarire: in giapponese “san” è un suffisso cortese, traducibile in italiano con la parola “signore/signora” a cui segue il nome

    IO POSSO CHIAMARLO COME VOGLIO UN PERSONAGGIO

    ANCHE

    scusisenonsitogliedadavantiamelepiscioaddosso- SAN

    che cacchio vuol dire ? O.o

    cmq mi e’ piaciuto il fatto che tu l’abbia letto zora
    a tutto c’e’ un perche’
    soprattuto quando si scrive un libro… PENSO EH 0.O

  68. 387 Ila

    Frequento questo sito da un po’, ma solo in questi giorni mi è venuta la voglia di leggere anche i commenti di qualche recensione… e adesso pure di apporre un commento.

    si spuntate come funghetti tutti adesso
    UHM MI E’ VENUTA VOGLIA DI COMMENTARE
    COME SPUTTANARE CODESTO SERGIO ROCCA E COMPANY
    ma che bello uhhhhhhh che conicidenza uhhhhhhhhhhh
    UUUUUUUUH SERGIO GUARDA quanti miriade di persone che ti sei guadagnato
    allora signor PARTECIPO ADESSO AL BLOG… come e’ stato leggere per lei le prime due pagine del libro di Rocca???
    SI REPUTA UN GRAN LETTORE?

    COME PASSERA’ ALLA STORIA ANCESS LE CHIAVI DEL FATO, COMPOSTO DALLE PRIME DUE PAGINE???
    E ATTENZIONE DUE PAGINE DI MMMMMERDA , VI RACCOMANDO EH..

    particolare spiccio ma molto molto significante nel percorso della lettura del libro

    cavolo ma fatemi il piacere vah
    Gamby evita di dire a tutti i tuoi amichetti di venire qui a commentare come fai tu.
    Sai com’e… loro potrebbero E DICO POTREBBERO avere una loro testa
    e apprezzarci qualcosa dei libri che tu recensisci dicendo che fanno schifo. e stop! NON BISOGNA LEGGERLI

  69. 386 Clio

    @ Zora
    Mi sa che siamo colleghe :) Studio giapponese all’Inalco.

    Concordo in pieno con ciò che scrivi, anzi, direi di più.

    Arti marziali: non so in che epoca si ambienti ‘sta storia, comunque fino a non molto tempo fa ogni scuola faceva parrocchia a sé. Più che specificare se si trattava di karate o aikido avrebbe dovuto casomai dire la scuola da cui l’insegnamento veniva. Arte marziale orientale non significa nulla. :D
    A chiosa! Quella di addestrare anima e corpo allo stesso tempo non è un’idea orientale, è un’idea universale! Si è “persa” quando la lotta è diventata uno sport e la guerra non una faccenda di esclusiva competenza della casta guerriera ma un affare di tutti. Ma mi sembra che la storia del Rocca si ambienti ben prima di ciò.

    Principi di filosofia: non mi pronuncio sul taosimo, che non conosco bene. Soltanto così, da profana, mi ricorda un po’ Eraclito. Perché andare a pescare il taoismo quando sei (stando a ciò che Rocca dichiara) un esperto di filosofia e storia greca?

    Zen: che io sappia il termine “zen” nasce dopo il dodicesimo secolo, quando questo tipo di dottrina è importata in Giappone. La storia di Rocca si situerebbe quindi dopo il 1200? Ad ogni modo in quest’epoca è semplicemente assurdo parlare di un Giapponese che se ne va a zonzo.

    Diventa Kalos, un monaco guerriero made in Japan o in China”
    Sai sono andata in erasmus a Londra…o era Berlino? Non mi ricordo, ma tanto è lo stesso!

    XDD Precisamente!
    Ma tanto si sa, tutto quello che sta ad est di Calcutta è Cina.

    Qui non si tratta nemmeno di fare studi specifici, questa è semplice cultura generale (non c’è bisogno di un corso universitario per capire che Cina e Giappone non sono esattamente la stessa cosa).
    Ma di certo siamo noi a non aver capito nulla: lui è intenditore di “civiltà Orientale” dopotutto.
    (Sergio, se sei in ascolto, manifestati e dimmi, ti supplico, cosa diavolo significa “civiltà Orientale”!)

    Quanto al prato erboso e alle concavi navi:
    non c’entra soltanto il fatto che l’Iliade era recitata a memoria, quanto che l’Iliade era in metrica, formule come “concave navi”, oltre ad essere delle formule per la memoria, servono alla melodia della poesia (infatti un poema recitato non vuole semplicemente raccontare una storia, ma anche suonar bene all’orecchio). Quindi mi spiace per il Rocca, ma in un romanzo ciò non ha nessun senso.

    Gambattene, zora-san ;)

  70. 385 zora

    @ Clio: Da altri tuoi commenti mi pare che siamo colleghe (parlavi di kanji da studiare, vero?)
    volevo finire il libro prima di commentare di nuovo, ma credo che darò una prima impressione (sono a metà): nel libro questa cultura orientale si manifesta in vari aspetti…
    - arti marziali orientali (non identificate: kung fu? karate? tai chi? muay thai? ikebana?) : pare che siano il metodo di combattimento più sofisticato e letale, poichè lo spirito viene allenato assieme al corpo. Però in una ambientazione occidentale avrei preferito vedere una forma evoluta di pancrazio. Poi già da questa voce si inizia a intrevadere un difetto.
    - principi di filosofia orientale: già citata la forza fisica che si evolve assieme a quella spirituale. In aggiunta un accenno allo yin-yang:
    “Tutto è nato da un’unica entità, figliolo, e tutto dovrà tendere a riformare l’unità. La creazione si trasforma per dare luce ad altra creazione. Quindi non vi può essere distruzione ma solo pace ed equilibrio: Yin e Yang”. Poi varie altri accenni, il tutto però più simile ad un ingarbuglio new age che alla chiara distinzione delle dottrine orientali.
    - Zen-san: ZEN SAN???? Il SIGNOR ZEN??? Per chiarire: in giapponese “san” è un suffisso cortese, traducibile in italiano con la parola “signore/signora” a cui segue il nome proprio. Se l’intenzione era questa mi viene davvero da piangere.
    Io spero vivamente che intendesse l’altra possibile traduzione, ovvero “montagna zen” (san in giapponese è una delle letture di montagna), in riferimento al fatto che la motagna è spesso ripresa nella dottrina zen. Ho provato a cercare su internet un possibile altro significato di Zen-san, ma ho trovato solamente un albergo delle Filippine con tale nome. Questo signor Zen poi viene dal Giappone? Dal nome si direbbe di si, dato che in sanscrito il termine è Dhyana, in cinese Ch’an o Ch’en. Che bel salto continentale! A parte la disquisizione linguistica, prendiamo per buono che si sta parlando di zen, ovvero di una dottrina BEN PRECISA. Quindi che c’entrano yin e yang? Quello è il Tao.
    I tre punti sopra volevano portare ad una riflessione generale sulla fantomatica “civiltà orientale” presente nel libro : DI QUALE ORIENTE PARLIAMO? Ce lo dice lo stesso Rocca in uno dei commenti sul suo sito:
    (si sta parlando di una dei due protagonisti):”Nel secondo Soter subisce una evoluzione fisico-spirituale (a mò di Gandalf) ed è costretto a cambiare nome. Diventa Kalos, un monaco guerriero made in Japan o in China”
    Sai sono andata in erasmus a Londra…o era Berlino? Non mi ricordo, ma tanto è lo stesso!
    E’ questo che mi fa davvero imbestialire: non è che l’oriente è un’unica macchia indistinta, con saggi dalla lunga barba che vivono sulle montagne e fanno discorsi spirituali. Questo è orientalismo da treno, da corso di yoga, da “apriamo i nostri chakra e sintonizziamoci con l’armonia dell’universo”.
    Già ero perplessa dalla mescolanza di pantheon nordici, egizi e greci: sono tre culture ricchissime, sfruttandone bene una soltanto si potrebbero ricavare decine di libri. Invece si vuole strafare, ed ecco che appare pure l’oriente new age.

    Sulla conoscenza della mitologia indispensabile per comprendere il libro: chi conosce la mitologia è effettivamente avantaggiato, non deve cercare i nomi dei personaggi ogni volta.
    Tutto qui.
    Per tutto il resto se uno conosce la mitologia è portato ad avere attacchi di nervoso: Rocca si attiene al personaggio mitico quando gli fa comodo, quando non gli fa comodo lo fa agire come meglio crede. Giustificazioni? “I tempi sono cambiati”, “Come invero sono diversi gli dei da quanto noi stolti mortali credevamo!”. Io aggiungerei “perché si!!!!”
    Il prato erboso: credo di aver capito la giustificazione dell’autore. E’ una ripresa delle espressioni dei poemi epici, tipo le “concave navi” (se una nave fosse convessa ci sarebbe da preoccuparsi). Però c’è un però. I poemi epici erano in origine recitati dagli aedi, e queste formule servivano come punti fermi nella memoria, insomma facilitavano la recitazione. La vera fruizione di Iliade e Odissea sarebbe orale, non scritta. Quindi non vedo perchè voler riprendere una caratteristica dell’oralità in un romanzo che non nasce per essere recitato. Se invece lo scopo fosse stato quello di imitare il genere epico, allora mancano altre parti: dov’è l’invocazione alle muse? E la metrica?
    E’ difficilissimo imitare un modo di scrivere di un’altra epoca, Manzoni stesso ci è riuscito solamente per due pagine nel suo prologo (quando finge di aver ritrovato il manoscritto seicentesco). Che io sappia uno dei pochi che è riuscito a imitare uno stile greco antico è stato Leopardi, scrivendo i Paralipomeni alla Batracomiomachia.

    Conclusione: mi manca metà del libro, e la leggerò, ma temo proprio che non sarà un giudizio positivo.

  71. 384 Purple Pixie

    @clio
    Hai presente Michele l’Intenditore che c’era sul vecchio programma avanzi (o tunnel, non mi ricordo)? Secondo me Sergio Rocca ci rientra benissimo, anche la faccia è quella giusta.

  72. 383 Clio

    @Anacarnil
    Aiya Anac! :) Qual buon vento!
    Se hai dato un’occhiata alle risposte del signor Rocca puoi vedere quantosia incline ad ascoltare consigli o quanto sia coerente :D
    Tra l’altro si legge sul blog:

    Promotore di “rievocazioni storiche” (ma perché virglettato?), Sergio Rocca é anche cultore dell’epoca, oltre che classica, Medievale, nonché intenditore e studioso di civiltà Orientale.

    Qualcuno mi spiega cosa diavolo significa intendersi di “civiltà Orientale”?

  73. 382 Angra

    @Anacarnil:

    In un caso come questo l’editore a pagamento, scucendo qualche migliaio di euro all’autore, si comporta più da giustiziere che da truffatore ^_^

  74. 381 Anacarnil

    Frequento questo sito da un po’, ma solo in questi giorni mi è venuta la voglia di leggere anche i commenti di qualche recensione… e adesso pure di apporre un commento.

    Che dire? Quando in un’altra recensione, Gamberetta diceva peste e corna di questo romanzo, pensavo che fosse semplicemente un altro brutto fantasy. Trovo che lei sia una ragazza molto in gamba, ma nelle recensioni noto, che, a parer mio, diventa iper-puntigliosa su alcuni dettagli, per poi lasciar correre su cose su cui io mi impunterei (per chiarire: faccio editing/revisioni in modo amatoriale, anche se magari poi i testi vengono pubblicati).

    Questo per dire che sono rimasto davvero colpito quando mi sono accorto che sì, il testo era davvero brutto. Una sovrabbondanza di aggettivi degna di una parodia. Per non parlare di quei “capelli semi-corti” o di quel “il suo amico, fratello maggiore, maestro…” che rivelano un’ingenuità e un’inesperienza nello scrivere che nessuna casa editrice che si rispetti potrebbe tollerare. Non è un caso che sia stato stampato da un editore a pagamento, tipologia di azienda che campa solo sull’ego di chi vuole a tutti i costi il suo volume su carta.

    Mi sento di dare un consiglio al signor Rocca, o a chi altri non riesca a farsi pubblicare: quello di scegliere il print-on-demand oppure un sano pdf con licenza Creative Commons, da distribuire sul proprio sito. Meno carta buttata, meno truffatori ingrassati, più soldi nel proprio portafoglio.

    Forse attraverso quest’opera si volevano veicolare significati reconditi e preziosi rimandi a una letteratura altamente dotta. Può darsi, non ho i mezzi accademici per poterlo negare. Però, perché nascondere tali perle (o presunte tali) in una confezione così scadente? Un romanzo non può prescindere dal raccontare una storia in modo chiaro. Non solo, ma se per poter capire l’opera serve una preparazione così elevata come ce la racconta l’autore, a che pro farla distribuire in massa anziché mantenerla riservata al circolo capace di apprezzarla a pieno?

    PS: ciao Clio! ti dice qualcosa “Mario/BG”? :D

  75. 380 Faby

    Ma è una faccia da pinolo di proporzioni bibliche!
    Tanta spocchia da uno con una faccia del genere? Bwahahahaha!
    Fai dei debiti ma curati…

    Fossi nei panni di Sergio Rocca,ti querelerei!!

  76. 379 Joan Lui 2

    Ma è una faccia da pinolo di proporzioni bibliche!
    Tanta spocchia da uno con una faccia del genere? Bwahahahaha!
    Fai dei debiti ma curati…

    Ahahahahahahahahah! Che cosa devo fare per non schiattar per terra dalle risate!

    Vale questa semplice regola per riconoscere Sergio Rocca: se gli è piaciuto il romanzo di Sergio Rocca, allora è Sergio Rocca.

    Ahahahahahahahahahah! Siete fantastici, troppo avanti raga. Bene così.

  77. 378 Joan Lui

    Oh, cielo:

    fantasyancess.splinder.com

    Ma è una faccia da pinolo di proporzioni bibliche!
    Tanta spocchia da uno con una faccia del genere? Bwahahahaha!
    Fai dei debiti ma curati…

  78. 377 Ila

    HAHAHAHHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAH
    e quindi tu Faby saresti la sorella di Sergio Rocca
    STIAMO ATTENTI CHE QUI DIVENTA PEGGIO DI BEAUTIFUL

  79. 376 Faby

    @ Angra

    Mi dispiace offenderti,ma allora sei un MENTECATTO COME GLI ALTRI CHE DICONO CHE IO SONO SERGIO ROCCA!!!!Mi dispiace,ma non è sua madre è quindi lui non è mio fratello.Sai leggere quel che ho scritto o no????

  80. 375 Angra

    @faby:

    MIA MADRE HA LETTO IL LIBRO,E NON è SERGIO ROCCA!!!!!

    E’ vero, tua madre non è Sergio Rocca, è solo la madre di Sergio Rocca. ^_^

  81. 374 Ila

    @Joan Lui

    2) Non mi sono rivolto esplicitamente a te: mi spieghi perché ti sei sentita chiamata in causa?

    Perché ogni tanto Sergio si confonde tra tutti i falsi nomi che usa: mitoancess, pamy, moldy, ila, faby, marco, sono sempre Sergio Rocca stesso.

    pwahhahahahahahhahahahahhahahahahahahhahahahahhahahahaha
    questa volta si che mi butto per terra ridendo come una pazza
    CHIAMATA IN CAUSA????
    CHIAMATA IN CAUSA

    MA FACCIAMOLA FINITA
    A ME GLI IPOCRITI MI GRATTANO IL DERETANO NON C’E’ NULLA DA FARE!!!!!

    vabbe’ lasciamo perdere va’ che e’ meglio
    POI LA FRASE : LA MIA VITA NON MI DA’ GROSSE SODDISFAZIONI
    E PER CIO’ DOVREI VENIRE QUI A PARLARE CON VOI???
    HAHAHAHHAHAH QUESTA E’ LA BOMBA DELLE BOMBE CAVOLO…
    -.-
    quella che proprio vi esplode nel didietro e vi fa tanto tanto male
    mamma mia…

  82. 373 Faby

    COME VE LO DEVO DIRE…

  83. 372 Faby

    AVETE ROTTO IL C***O!!!!!!!!!!COME VE LO DOBBIAMO DIRE CHE IO NON SONO SERGIO????MA CE L’AVETE IL CERVELLO PER CAPIRE O SIETE DEI MENTECATTI?????MIA MADRE HA LETTO IL LIBRO,E NON è SERGIO ROCCA!!!!!AVETE CAPITO O VI DEVO FARE UN DISEGNINO?????
    @Joan Lui
    Se a te il libro non è piaciuto,pazienza,ma,come ripeto,mia madre lo ha letto e le è piaciuto.E’ un problema??Non è perché se fa schifo a te e ad altri,allora nessuno lo deve leggere!!Padrone di non farlo,ma non rompere la M*****A a chi è piaciuto!!!!!

  84. 371 Ila

    1) Pretendere di ottenere rispetto esordendo con l’inciso “Fatti i cazzi tuoi” è ridicolo, ma cercherò di resistere all’erompere del brutale “ma vaffan********loooo” che garrulo mi riempie già i polmoni.

    2) Non mi sono rivolto esplicitamente a te: mi spieghi perché ti sei sentita chiamata in causa?

    3) Se ti degni di rileggere i primi commenti, vedrai che è proprio mitoancess, il 17 aprile 2008 alle 8.08, a usare per primo “pò” in vece di “po’”, per cui, perdona, ma sei in malafede.
    4) Questo libro è brutto. Punto e basta. Brutto. E questo non me lo cava dalla testa nessuno. Puoi buttarti per terra, pestare i piedi, piangere, strillare, invocare aiuto da n divinità con n maggiore di un qualsiasi intero positivo, ma il libro resta quel che è. Una schifezza. Incartata in una confezione da regalo (leggasi linguaggio forbito), ma resta una schifezza. Un qualcosa che non augurerei di leggere al mio peggior nemico. Un qualcosa al cui confronto il Paolini di “Brisingr” fa la figura del genio. Persino Twilight (che pure è orrendo) scorre meglio, a livello di forma. E’ un’opera irrimediabilmente affossata dalla sciagurata autostima dell’autore, che affastella paroloni per il puro gusto di mostrare la sua cultura al lettore, il quale dopo due pagine scarse userà il libro per una serie di nobili scopi, quale fermaporta, oggetto contundente, o più probabilmente succedaneo della carta igienica. E su questo c’è – purtroppo – poco da discutere. Non hai nemmeno avuto la capacità di mettere in piedi un morphing convincente, per cui cercare di far credere che non sei l’autore (o un di lui congiunto/a) sotto mentite spoglie, è al di sopra delle tue possibilità.

    5) Last but not least. Chiunque scriva, sa che si espone al giudizio dei suoi lettori, pochi o tanti che siano. Pretendere che questo giudizio debba essere positivo, pena il tacciarli di “non aver capito niente” suona maluccio (stai a vedere che adesso siamo tutti cog****i…), specie considerando che i gusti son difficilmente sindacabili (in tal senso, al punto 4, tu mi puoi dire che sei coprofila. Io ti capirò. D’altro canto, “miliardi di mosche non possono sbagliare”…).
    E ancor di più, trovarsi a quasi un anno dall’uscita della recensione di Gamberetta a sputare ancora livore su questo sito, tenendo d’occhio i commenti di questo post e continuando a insultare chi (la maggioranza) non la pensa come te, significa (perdona) che la tua vita non deve essere un coacervato di altre grosse soddisfazioni.

    zzzzzzzzZZZZZZZZZZZZZZZZZZZzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

  85. 370 Signor Stockfish

    @Joan Lui

    2) Non mi sono rivolto esplicitamente a te: mi spieghi perché ti sei sentita chiamata in causa?

    Perché ogni tanto Sergio si confonde tra tutti i falsi nomi che usa: mitoancess, pamy, moldy, ila, faby, marco, sono sempre Sergio Rocca stesso.

    Lo specifico con questo piccolo OT perché altrimenti si ricomincia sempre daccapo con le stesse discussioni, pensando di parlare con una persona diversa. Vale questa semplice regola per riconoscere Sergio Rocca: se gli è piaciuto il romanzo di Sergio Rocca, allora è Sergio Rocca.

  86. 369 Joan Lui

    @ Ila

    1) Pretendere di ottenere rispetto esordendo con l’inciso “Fatti i cazzi tuoi” è ridicolo, ma cercherò di resistere all’erompere del brutale “ma vaffan********loooo” che garrulo mi riempie già i polmoni.

    2) Non mi sono rivolto esplicitamente a te: mi spieghi perché ti sei sentita chiamata in causa?

    3) Se ti degni di rileggere i primi commenti, vedrai che è proprio mitoancess, il 17 aprile 2008 alle 8.08, a usare per primo “pò” in vece di “po’”, per cui, perdona, ma sei in malafede.
    4) Questo libro è brutto. Punto e basta. Brutto. E questo non me lo cava dalla testa nessuno. Puoi buttarti per terra, pestare i piedi, piangere, strillare, invocare aiuto da n divinità con n maggiore di un qualsiasi intero positivo, ma il libro resta quel che è. Una schifezza. Incartata in una confezione da regalo (leggasi linguaggio forbito), ma resta una schifezza. Un qualcosa che non augurerei di leggere al mio peggior nemico. Un qualcosa al cui confronto il Paolini di “Brisingr” fa la figura del genio. Persino Twilight (che pure è orrendo) scorre meglio, a livello di forma. E’ un’opera irrimediabilmente affossata dalla sciagurata autostima dell’autore, che affastella paroloni per il puro gusto di mostrare la sua cultura al lettore, il quale dopo due pagine scarse userà il libro per una serie di nobili scopi, quale fermaporta, oggetto contundente, o più probabilmente succedaneo della carta igienica. E su questo c’è – purtroppo – poco da discutere. Non hai nemmeno avuto la capacità di mettere in piedi un morphing convincente, per cui cercare di far credere che non sei l’autore (o un di lui congiunto/a) sotto mentite spoglie, è al di sopra delle tue possibilità.

    5) Last but not least. Chiunque scriva, sa che si espone al giudizio dei suoi lettori, pochi o tanti che siano. Pretendere che questo giudizio debba essere positivo, pena il tacciarli di “non aver capito niente” suona maluccio (stai a vedere che adesso siamo tutti cog****i…), specie considerando che i gusti son difficilmente sindacabili (in tal senso, al punto 4, tu mi puoi dire che sei coprofila. Io ti capirò. D’altro canto, “miliardi di mosche non possono sbagliare”…).
    E ancor di più, trovarsi a quasi un anno dall’uscita della recensione di Gamberetta a sputare ancora livore su questo sito, tenendo d’occhio i commenti di questo post e continuando a insultare chi (la maggioranza) non la pensa come te, significa (perdona) che la tua vita non deve essere un coacervato di altre grosse soddisfazioni.

  87. 368 Babbollu

    Premetto che questa è la prima volta che partecipo al blog e continuare a discutere di una risposta ufficiale ad una recensione dopo quasi un anno dalla pubblicazione mi sembra un po’ inutile.
    Vorrei come prima cosa fare i complimenti a Gamberetta che, in pieno stile dr House, mi ha fatto passare uno stupendo quarto d’ora con i suoi commenti caustici, con il risultato che sono riuscito a leggere le due pagine iniziali del romanzo unicamente grazie all’analisi che ne ha fatto. L’effetto è proprio quello che Gamberetta, infatti, voleva dimostrare: il lettore si distacca dall’opera, prova noia e non riesce a continuare nella narrazione.
    In secondo luogo una piccola bacchettata, però, perché, conscia dell’interlocutore, dovrebbe sapere che con certa gente non si discute, specie quando poi questi minaccia di adire per vie legali (e tralasciamo l’ignoranza dimostrata in materia. Talvolta mi chiedo se la gente abbia chiaro in mente la distinzione fra libertà di parola e, quindi, di critica e la diffamazione e le altre lesioni della dignità personale.)
    Detto questo, in quanto aspirante scrittore, ti ringrazio per il lavoro che svolgi con passione e simpatia (acida, forse, ma sempre simpatia), sperando di trarre qualche consiglio utile dalle tue recensioni!
    P.S.: mi piacerebbe discutere con te, sia in generale sia del romanzo che ho scritto e spero di pubblicare. In caso, la mia e-mail dovresti averla! ;)

  88. 367 Ila

    * NEL MODO di scrivere.. pardon -.-

  89. 366 Ila

    Joan Lui

    fatti i cazzi tuoi poi su chi siamo e su chi non siamo, prima di tutto
    Eppoi mi dispiace dovertelo dire ma e’ stato il primo l’utente che si firma MITOANCESS a correggere te e uno dei vostri seguaci nello modo di scrivere PO’ / PO’
    vai moooolto in la’ coi commenti..e vedrai!
    Non venite qui a correggere lui o noi ( NON SONO SERGIO E TE LO RIPETO… NON SONO NESSUNO.. MI SONO “PIACIUTE” ALCUNE COSE SCRITTE.. CAMPATE COMPLETAMENTE IN ARIA…PER QUESTO SONO INTERVENUTA…)

  90. 365 Joan Lui

    @marco/sergio/mitoUncess/ecc…

    Ho letto cose migliori. Ma peggiori mai.
    E ti assicuro che ho letto molto, nella mia vita. E già che ci siamo, il fatto che tu non riesca ad accettare critiche senza produrti in comportamenti infantili, non depone a tuo favore. Provo pena per i tuoi studenti, e ti ricordo (poiché curiosamente tu pari ignorarlo, e sì che è roba da elementari) che “po’” si scrive con l’apostrofo, e non con l’accento, e che quindi, quanto a italiano, sei un ignorante.

  91. 364 Signor Stockfish

    @marco(sergio): per “vestigia” basta guardare sul vocabolario, può significare diverse cose ma non “vesti” come credevi tu quando lo hai usato sempre per la serie “guarda quante parole (non) conosco”.

    E non siamo alla scuola materna, semmai alla clinica psichiatrica, perché tu sei Sergio Rocca ^_^

  92. 363 Diarista incostante

    @marco
    per un filino più competente cosa intendi? Se non sono gli studi, come sembri pensare (io dico che non sono gli studi, lo puntualizzo perchè non si sa mai) saranno le letture.
    E quali/quante dovrebbero essere -secondo te- le letture che formano il senso critico di qualcuno? Io dico tante e tutte, belle e brutte.

    Ecco perchè sostengo che poi tutto si riduca a buonsenso e capacità di leggere.

    In quanto al discorso pagliuzza negli occhi altrui, trave nel proprio, stai cavillando. Nessuno qui si fregia del titolo di letterato/grande critico/sommo sapiente. Fare due, tre, venti errori in un commento rende forse meno credibili, ma non mi pare che tutti i post siano pieni di sviste grammaticali o sintattiche. D’altra parte non mi sembra nemmeno che sia obbligatorio avere l’orecchio assoluto di Mozart per giudicare se il nostro vicino di casa stecca o meno quando canta volare mentre si lava le dita dei piedi.

    Se hai dei contributi interessanti per la discussione, tipo hai letto il libro e t’è piaciuto per i motivi xyz, allora scrivili che se ne parla. Altrimenti è inutile che stai qui a dire sì però anche voi vi sbagliate quindi non avete nessun diritto di giudicare. Qui parliamo di un libro, mica della dirittura morale di qualcuno.

  93. 362 marco

    @ Stockfish

    Ok, siamo alla scuola materna: chiunque inserisca un commento differente dai vostri o dal vostro pensiero è per forza l’autore. Padronissimi di crederlo. Vi perdete proprio in un bicchier d’acqua.
    Comunque vestigia può significare un sacco di cose, giusto per la cronaca. Saluti a tutti.

  94. 361 Signor Stockfish

    @marco/sergio:

    A proposito di errori, ti segnalo che “vestigia” non è un modo erudito di chiamare i vestiti, i due termini non sono affatto sinonimi. “Vestigia significa “traccia di qualcosa di passato” o “rudere”.

  95. 360 marco

    @ Diarista incostante

    Per capire se vale o meno la pena leggere un libro servono solo la capacità di leggerlo e il comune buonsenso.

    Per leggerlo ed esprimere un gusto personale indubbiamente, per giudicarlo e muoverne critiche specifiche bisogna essere un filino più competenti direi. Non credo proprio il ‘buonsenso’ basti.

    Anche tu appartieni alla lunga lista di quelli che pensano che solo con una laurea in lettere sottobraccio e una lista di titoli propri pubblicati da prestigiosi editori si sia autorizzati a fare della critica a un libro?

    Scusa, ma credo tu abbia (volutamente) frainteso. Chiunque può esprimere un giudizio su un libro, ma non attacchiamoci a valutare figure retoriche o altro di specifico se poi sfondiamo in errori grammaticali da scuola primaria. A mio avviso si perde credibilità, punto. Non serve la laurea in lettere sottobraccio per considerare un’opera; del resto basta la licenza elementare anche per un corretto uso dei congiuntivi. Il mio appunto era volto a far notare come chi si atteggi a marcare errori e sviolinare correzioni sugli scritti altrui il più delle volte non si accorga di quanti ne commetta in prima persona in poco più di venti righe.

    Ma caspita, è possibile che siate davvero così prevenuti? Ci provate gusto per partito preso? Buono a sapersi, me ne vado.

  96. 359 Signor Stockfish

    @ila/faby/pamy/moldy/marco (la lista delle personalità multiple si allunga di ora in ora):

    Sergio, io non sono come quelli che criticano senza conoscere, infatti del tuo romanzo ne sto leggendo ampi stralci, pur se con lunghe pause nel mezzo. Da modesto aspirante scrittore, non certo al tuo livello, per carità, vorrei farti se me lo consenti una critica costruttiva (ma più che altro un suggerimento).

    Riporto un paio di brani, davvero belli, come questo:

    Dalle surreali ombre dei pioppi inferi emerse un guerriero che per tanto tempo si era addestrato nelle infime terre dell’Oltretomba. Incedeva con passo deciso, quasi solenne, attraverso i passaggi chiaro scuri, passaggi tra le ombre della navata, degli imperituri alberi affusolati.
    Il suo nudo corpo veniva a tratti illuminato dalla soffusa luce artificiale dell’Ade. In tal modo s’intravedevano con precisione i profili della sua muscolatura, scolpita dai duri allenamenti. Dal suo corpo traspariva una potente energia, che lo circondava accentuandone l’aspetto combattivo, resistente e corazzato di forza spirituale.
    Il capo era coperto da neri capelli lunghi sino alle orecchie e divisi da una riga centrale, con la frangia ai lati della fronte. Il viso, dal colorito leggermente scuro e dalla esotica fisionomia, era caratterizzato dal taglio degli occhi pressoché a mandorla, con iridi di un colore tra il castano e il rosso, dai quali si sprigionava uno sguardo cupo, felino e penetrante.

    E questo, davvero splendido:

    Lesto si tolse via dal capo l’elmo e osservò l’amico, ma Nembo notò la strana capigliatura di Soter e, prima ancora che questo lo descrivesse, gli riferì dell’aspetto dei suoi capelli.
    «Aspetta Soter, vedo che i tuoi neri capelli sono come spinti dal vento verso il lato posteriore della testa, e ora la frangia è tenuta all’indietro come se fossi uscito dall’acqua di un lago. Quale strano effetto ti permette di averli così?»
    Soter si toccò i capelli e sentì sulle mani che erano come attaccati fra di essi, parzialmente irrigiditi, tenuti in posa come magicamente.
    Nembo, colpito da tale misterioso effetto, non controllò le parole ed esclamò che un fascino travolgente come la passione traspariva dall’immagine di Lesto, quell’assetto da combattente dava al suo viso un’espressione più dura e decisa. Soter però volle far conoscere anche a Ker il suo aspetto.
    «Ascoltami Ker! Lascia che ti dica com’è il tuo aspetto prima che il tempo scivoli via come i granuli di sabbia tra le dita!… Anche il tuo elmo è come quello di Atena, ha un eretto cimiero di metallo ed è unito ad una maschera come quella del mio elmo. Ma le tue vestigia sono di un colore purpureo, la cui tonalità è lievemente scura. Anche tu hai dunque il petto e le spalle coperte da uno strato rinforzato di tessuto. Come anche tu puoi vedere, hai un cinturone la cui fibbia è tonda come la mia.»

    Il problema è che leggendo mi sono trovato a esclamare: “Per Zeus! Sono eccitato come un giovane cervo che con maschia potenza garrulo rincorre sugli erbosi prati gli altri giovani maschi con la sua bamiscente bramosia quando il mistico e primaverile Aprile si insinua imperituro fra gli elfici e vegetali arbusti della greca Argolide!”

    Poi però mi dico: “Accidenti, non posso diventare gay: mia madre mi ammazzerebbe a colpi di bastone per la polenta!”

    Insomma, è chiaro, no? Il lettore si distrae, e si rompe quel magico filo narrativo che l’Autore ha così sapientemente costruito.

  97. 358 Diarista incostante

    @marco
    Per capire se vale o meno la pena leggere un libro servono solo la capacità di leggerlo e il comune buonsenso. E’ per scrivere che serve qualcosa in più.

    Anche tu appartieni alla lunga lista di quelli che pensano che solo con una laurea in lettere sottobraccio e una lista di titoli propri pubblicati da prestigiosi editori si sia autorizzati a fare della critica a un libro?

  98. 357 marco

    @ Clio

    Non perché le parole sono troppo difficili.

    Si ha la netta impressione che il tipo non voglia farti arrivare un’immagine, bensì mostrarti quante belle parole sa.

    ogniuno ha i suoi gusti

    Ammazza, complimenti per l’italiano! I congiuntivi e l’ortografia ti ringraziano. Belle credenziali per una che si appresta a criticare in maniera minuziosa un libro (qualunque esso sia). Scommetto la risposta sarà: “Sono stati errori di battitura”.

    E’ ufficialmente aperta la diatriba su chi abbia sentito più ‘bambini isterici’ a quanto sembra.

    Per sovramercato… non so se hai notato la classe e la signorilità con cui il tipo si è difeso.

    … la stessa classe e signorilità con cui sono stati elaborati certi commenti, toni e la stessa ‘recensione’ al libro (non so se hai notato).

    Penso che mia cugina di 7 anni sarebbe stata più all’altezza.

    All’altezza di che? Ah già, forse lei non è una ‘bimba isterica’.

    Un simile figuro

    Figuro? Oddio… e chi è, Jack lo Squartatore?

  99. 356 Clio

    @Ila

    non e’ per essere inopportuna , Clio
    MA IO LI HO SENTITI BAMBINI ISTERICI

    Ma guarda, anch’io. A chiosa, in famiglia mia non mancano purtroppo, e facendo la baby-sitter dalla verde età di 13 anni ne incroci diversi ma… Nessuno di loro “ruggiva” XD
    Di solito strillavano. Ma lo strillo di un cinno non ricorda molto il ruggito. Piuttosto mi facevano pensare a porcelletti scannati, ad esser franchi ^//^

    FORSE HA MESSO TROPPA EMPATIA

    Non credo, credo che volesse enfatizzare il fatto che, cacchio, il bambino è proprio isterico!!! Ma è un tentativo piuttosto maldestro. In tutta franchezza, se fosse stato al liceo glielo avrebbero segnato di rosso come parola inppropriata.

    Inoltre non mescolerei tanto alla leggera testi d canzoni e prosa. Esempio, la canzone Hello degli Evanescence, è una canzone piuttosto bella secondo me, ma va ascoltata conoscendo il contesto, chi l’ha scritta, ecc.
    Un romanzo è diverso. Un buon romanzo deve dir qualcosa a prescindere. 1984 comunica una storia, che tu sappia chi era Orwell o no. Se hai studiato il contesto lo apprezzi meglio, ma anche da profano lo puoi apprezzare.
    Testi di canzoni e romanzi sono cose completamente diverse, è un po’ come dire che, siccome la panna montata sta bene sulla cioccolata calda, starà a meraviglia anche sulla pasta alla carbonara.

    Quanto alle figure retoriche, non sono affatto allergica, anzi, ma devono avere un senso e non essere eccessive! Le metafore sono una specie di droga, il principinte inizia a raccontare e ne infla una dietro l’altra… poi normalmente rilegge e ne elimina la maggior parte, per non rallentare il ritmo e non zavorrare l’intera storia.
    Per usare una metafora: un anno decidemmo di fare l’albero di Natale usando tutte le decorazioni che avevamo. Alla fine in salotto c’era una palla scintillante di fili dorati, argento, palline colorate e stelle, e non si vedeva più l’albero. Ci siamo guardati tutti e abbiamo concluso: “è bruttissimo!”

    ED IO LO ADORO PER QUESTO, CLIO!!!!

    Wow, passa il maiuscolo, ma con quattro ! mi assordi -_^

    Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi, colmo di una sofferenza interiore, a lungo andare fatale.

    Ecco, bell’esempio. Troppa roba! Alla fine uno si dimentica di Odino, perché è preso da una crisi glicemica. Non che un bambino non possa soffrire in modo atroce, lungi da me una simile baggianata! Semplicemente, se per dirmi che ‘sto cinno sta male da morire usi cinque metafore fuse maldestramente in una riga, il solo sentimento che mi provochi è sadica aspettativa (della serie “spero che gli occhi gonfi degenerino in cimurro!”).

    Tra l’altro ‘sto cinno non piange, monologa tra sé in un linuaggio che nessun bambino, parlando tra sé e sé, userebbe! Se il cinno fosse alla corte di Alfonso X a narrare la sua storia sfigata sarebbe diverso, ma così è veramente fuori luogo.

    tu qui devi immagìnarti un bambino che piange…
    E PIANGE COME NESSUN BAMBINO NEL TUO IMMAGINARIO POTREBBE RIUSCIRE A FARE
    Possibile? SI LO E’.

    Appunto, ci provo… e il bambino che vedo è raggomitolato in un angolo, digrigna i denti e pensa “non è giusto!” o “non voglio!” o “li odio tutti, spero che li mangino i cani, no, che li sbranino i ratti mannari!” Non fa discorsi aulici. I discorsi aulici li fai a qualcuno se vuoi carpirne la benevolenza, non con te stesso.

    MAI VISTO UN BAMBINO – O SENTITO DI UN BAMBINO -CHE PIANGE DI DOLORE, CLIO????

    Ancora… fidati, ho una certa esperienza, e anche a voler rievocare raccapriccianti memorie personali ti assicuro che i miei pensieri erano molto crudi e spicci, cose del genere “spero tu moia bruciato vivo!”, non la pappardella pseudo-intimistico-poetica del Rocca.
    Tanto per richiamare quanto detto su: in una canzone ci potrebbe stare, in un romanzo no.

    Se lo scrive e’ perche e’ convinto che qualcuno capisca quello che voglia far emergere.
    Stesso principio seguito anche da uno scrittore/ poeta.
    Se poi il lettore non lo capisce
    NON E’ CHE DEVE ANDARE IN GIRO A DIRLO A TUTTO IL MONDO!!!!!!!!
    DICENDO noooo fa schifo ..

    Ma non è che non si capisce quello che vuole dire! Si capisce cosa racconta, è come lo racconta che a me ripugna. C’è un bambino che piange in un carro che sfreccia nella bruma dell’alba. Ganzo. Ma se per sapere la storia devo sorbirmi l’esibizionismo di uno scrittore impacciato e principiante che infarcisce il tutto di fronzoli spesso fuori luogo, allora lascio perdere.
    Non è nemmeno questione di linguaggio sostenuto. Ad esempio ne “Il Signore degli Anelli” (in inglese, chiaro), il linguaggio non è proprio quello parlato! Ma se Tolkien vuole descrivere un sentimento te lo descrive senza fronzoli inutili, senza perdersi in paragoni farlocchi. Dico Tolkien, potrei dire altri: quando Tanizaki parla del sentimento lasciato dall’autunno in Yoshino lo fa in modo molto erudito, attraverso un’immagine, quasi stesse componendo un haiku, e proprio come in un haiku non usa giri di parole inutili, tu intuisci benissimo cosa intend dire.

    Infine! Se il libro ti è piaciuto, non è molto importante qui: ogniuno ha i suoi gusti, perfettamente legittimi. Qui stiamo dicutendo solo dello stile, e del fatto che spesso le fgure retoriche sono inesatte e fuori luogo, punto. Un “prato erboso” è un errore ridicolo, non c’è molto da discutere, così come i bambini che ruggiscono.

    Per sovramercato… non so se hai notato la classe e la signorilità con cui il tipo si è difeso. Penso che mia cugina di 7 anni sarebbe stata più all’altezza. Un simile figuro non inspira condiscendenza o simpatia, anzi il contrario.

  100. 355 DelemnO

    leggi bene sotto e capisci me, che ho molto umilmente spiegato che il maiuscolo non lo metto perche’ penso che voi siate ciechi , ma semplicemente ( dimmi se e’ difficile da capire, che te lo spiego con parole meno forbite..)

    Questo è facilmente esplicabile con il fatto che avevo postato pressochè insieme a te e qui sono apparsi prima il tuo poi il mio.
    Poi, per il resto, nessuno dice di non mettere le metafore in sè, sono comunque utili, per esempio, per me non c’è niente di male nel parlare degli “infaticabili frisoni”, perchè il lettore medio non è esperto di equitazione e non sa che sono animali infaticabili. Ma il “prato erboso” è ridicolo, pare l’acqua bagnata. Ho la vaga idea che lui avrebbe voltuto scrivere tappeto erboso e abbia accidentalmente mescolato le cose.
    Però certe descrizioni, come gli occhi del bambino, appesantiscono molto la narrativa. E per me se un vuol parlare forbito può, prendi Il Nome della Rosa,, non è certo scritto con il liguaggio dei paracarri, però non è per niente pesante. E ti dirò, a me non me ne frega niente se lui vuole usare i paroloni, se intende scrivere per un pubblico che debba leggere la sua opera e vuole che la leggano più persone possibile ( di solito è così), non scrive così. Non dico di mettersi a scrivere le barzellette di Totti, ma rimanendo in argomento generico della narrativa fantastica, uno stile che scorra è essenziale.
    E per la cronaca, di bambini isterici ne è pieno il mondo, ma credo che nemmeno Glen Benton ruggisse da bambino.

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