Le Chiavi del Cassonetto
Qualche giorno fa ho segnalato la presenza su emule del romanzo di Sergio Rocca, Le Chiavi del Fato.

Copertina de Le Chiavi del Fato
Ne ho lette tre pagine e l’ho trovato scritto in maniera indegna, tale da farmi perdere ogni desiderio di continuare. L’autore, con nick mitoancess, è venuto da queste parti a offendere. Non si meriterebbe altro che il silenzio, ma io sono una brava persona. Perciò gli spiegherò perché bastano poche pagine del suo sedicente romanzo per capire che il posto giusto di tale opera non è una libreria ma il cestino della carta straccia.
Spero la mia analisi sia utile anche ad altri.
Potete leggere le prime due pagine del romanzo qui di seguito:
|
PROLOGO Tra i sottili lineamenti degli occhi a mandorla brillavano due gemme cerulee come il cielo terso, striate di zaffiro. Il bambino guardava gli erbosi prati che scorrevano oltre il foro della carrozza. Lo stridio del cocchio tirato da robusti e infaticabili frisoni, lo scalpitio dei cavalli al trotto, il ballonzolare delle ruote sul terreno, sassoso e inumidito dallo scroscio della notte precedente, giungevano ovattati alla mente di Odino. Egli era assorto nei suoi pensieri e il suo sguardo fissava l’incantato e florido ambiente esterno. Non pensava però agli arbusti elfici e allo splendore della terra Jaline, né alle distese erbose, il cui verde si scorgeva attraverso gli sprazzi tra l’albore, ma a colui che gli era stato amico e salvatore, nonché fratello maggiore e padre, pedagogo e maestro o addirittura dio protettore allo stesso tempo. Aveva il viso e il naso arrossati dopo un pianto disperato, straziante, e ora non gli rimanevano più lacrime da versare. Gli rimaneva solo la quiete angosciante della rassegnazione. Il silenzio smorzava la rigenerazione dello stato d’animo, poiché era il guardiano fedele della sofferenza, e lui era troppo piccolo per farlo invece suo alleato. Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi, colmo di una sofferenza interiore, a lungo andare fatale. «Kalos…» echeggiava ogni tanto nella sua mente come un richiamo del ricordo dell’amico, del fratello… Al bambino non interessava se il suo destino fosse quello di diventare il nuovo sovrano dei regni di Aesir, prossimi ad unificarsi in un unico impero, essendo lui la tanto supposta reincarnazione del dio Odino di Asgard. Non gli interessava nemmeno diventare l’anello di congiunzione tra i popoli di tutto il continente occidentale con quello orientale. Nemmeno di dover accettare che il suo destino fosse diventare il più potente dei monaci Rei di Zen-San, voleva semplicemente essere di nuovo accanto al suo Kalos. Odino prendeva atto che il monaco Kalos (il suo amico, fratello maggiore, maestro…) gli aveva insegnato molte cose sulla vita e sulla realtà, ma la sua morte era la prova dell’inapplicabilità e inveridicità di alcune di esse. Quella di Kalos era stata, però, una morte degna di un guerriero e un giustiziere. Egli era un eroe come pochi, vinto forse dall’ingannevole filosofia che seguiva e applicava fedelmente, perché in essa aveva fede. «Non tutto era vero, amico mio…» pronunciò sommessamente con amarezza il bambino, non distogliendo lo sguardo dalle valli lontane. Ma l’ammirazione verso Kalos non era scomparsa con la sua morte, neanche gli Dei assassini potevano vincere la sua grandezza. «Dei assassini e vigliacchi… vili!» pensò ancora il bambino, questa volta con disprezzo. «Oh Kalos, perché mi hai coinvolto nelle tue illusioni? Perché mi hai insegnato cose false? Perché non impedisci che il dolore mi uccida lentamente? Ora sento un veleno che fermenta nelle mie carni e mi tortura spietatamente… Con quale autorità mi ordinasti di vivere per inseguire i miei sogni? Quali sogni? Avevo ragione a non averne! Quanto desiderio ho di raggiungerti in Ade…» Il bambino sospirò e cambiò leggermente posizione sul sedile, sentendo il calore della pelliccia d’orso e del berretto di montone sulla testa. Il silenzio si fece sentire nuovamente nella carrozza come una folata di vento gelido. «Non troveresti l’Ade così interessante, sai?» disse una voce argentina, improvvisamente. Il bambino si voltò spaventato, in direzione dell’angolo destro della panca opposta alla sua. D’incanto vi era seduto un fanciullo più grande di lui, i cui occhi smeraldini erano rivolti all’esterno del cocchio, anch’egli fissava il paesaggio che scorreva. I suoi neri capelli semi-corti e il glabro viso gli davano un’aria da ‘lupetto spartano’. Il suo grande cappotto di ermellino, lungo fino alle caviglie, gli dava invece un’aria da principe di quei nuovi tempi. «Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare. Continua… (purtroppo)
|
Non solo queste due pagine bastano e avanzano per definire Le Chiavi del Fato uno schifo, ma arrivo a dire che la prima frase basta e avanza:
Tra i sottili lineamenti degli occhi a mandorla brillavano due gemme cerulee come il cielo terso, striate di zaffiro.
Da questa frase si evince:
- L’incapacità dell’autore di essere semplice e diretto: per dire che un bambino ha gli occhi azzurri deve usare due metafore e una similitudine.
- La mancanza di proprietà di linguaggio: “ceruleo” vuol proprio dire del colore del cielo limpido (terso), dunque la similitudine è pleonastica.
- L’insistenza su particolari inutili, come le striature zaffiro sul ceruleo. Questo pezzettino, tolto il linguaggio artefatto, significa: occhi azzurri come il cielo azzurro, striati d’azzurro.
- La banalità: l’uso della metafora della gemma per parlare degli occhi è quanto di più scontato esista.
Ma andiamo avanti:
Il bambino guardava gli erbosi prati che scorrevano oltre il foro della carrozza. Lo stridio del cocchio tirato da robusti e infaticabili frisoni, lo scalpitio dei cavalli al trotto, il ballonzolare delle ruote sul terreno, sassoso e inumidito dallo scroscio della notte precedente, giungevano ovattati alla mente di Odino.
Quel “prati erbosi” è un’oscenità. Come l’acqua bagnata.

Un prato, ma non un prato qualunque: è un prato erboso!!!
Abbiamo poi il “foro” della carrozza. Sarebbe? Il bambino sta guardando fuori dal finestrino? No? Quali “fori” ci dovrebbero essere in una carrozza? “prati erbosi” e fori nelle carrozze, altri due per la categoria “mancanza di proprietà di linguaggio”.
“Lo stridio del cocchio”? Perché il cocchio stride? Ammetto di non avere grandi esperienze di carrozze, se non al Luna Park, ma non le ho mai sentite “stridere”: e tre per la mancanza di proprietà di linguaggio.
“I robusti e infaticabili frisoni“: i due aggettivi sono di troppo, e il secondo è esiziale (visto? anch’io posso parlare forbito!) È al contempo inforigurgito, raccontato e non mostrato, e implica un punto di vista onnisciente che allontana dalla narrazione. Cool!
“Il ballonzolare” non è un suono, e dunque mischiarlo con stridio e scalpitio è una quarta dimostrazione di scarsa attenzione nell’uso del linguaggio. Poi ci si potrebbe chiedere perché la carrozza procede in mezzo ai sassi, quando intorno ci sono prati erbosi…
Egli era assorto nei suoi pensieri e il suo sguardo fissava l’incantato e florido ambiente esterno.
Essere assorto vuol dire proprio essere immersi nei propri pensieri, perciò ennesima prova che il signor Rocca non conosce il significato dei termini che usa. “l’incantato e florido ambiente esterno” cioè? Finora c’è un prato erboso e dei sassi. Incantato e florido, sarà…
Non pensava però agli arbusti elfici e allo splendore della terra Jaline, né alle distese erbose, il cui verde si scorgeva attraverso gli sprazzi tra l’albore, ma a colui che gli era stato amico e salvatore, nonché fratello maggiore e padre, pedagogo e maestro o addirittura dio protettore allo stesso tempo. Aveva il viso e il naso arrossati dopo un pianto disperato, straziante, e ora non gli rimanevano più lacrime da versare. Gli rimaneva solo la quiete angosciante della rassegnazione.
Gli “arbusti elfici”, ovvero? Gli “sprazzi tra l’albore”, perché la luce dell’alba solo a sprazzi permette di distinguere il verde dei prati? Scrivere un romanzo non significa giocare con le parole, significa mostrare una storia. Il bambino guarda fuori dalla carrozza, e che vede? Un bel niente, ci sono solo parole, non ci sono immagini. Questo è indice di pessimo scrittore.
Il fratello maggiore, amico, ecc. ma sul serio un bambino sta pensando a tutto ciò? Non è che sta pensando alla persona che è tutto questo? Brutto esempio di inforigurgito.

Elfo fra gli arbusti (elfici)
“disperato, straziante”, almeno uno è di troppo, ed è probabile entrambi, perché, se si esclude il caso particolare del pianto di gioia, l’atto stesso di piangere veicola strazio e disperazione.
Il “non gli rimanevano più lacrime da versare” è un’altra frase che da sola fa meritare all’intero romanzo il cestino. Non si possono scrivere banalità del genere, a meno che non si voglia essere ironici! È come cominciare sul serio un romanzo con: “Era un notte buia e tempestosa”! Cliché di questo tipo sono dolorosi fisicamente per il lettore. Sergio: mi hai fatto male!
Il silenzio smorzava la rigenerazione dello stato d’animo, poiché era il guardiano fedele della sofferenza, e lui era troppo piccolo per farlo invece suo alleato.
Quale silenzio? Non c’è lo stridio, lo scalpitio, e il “ballonzolare”(sic)? È vero, arrivano ovattati, ma non mi pare ci sia silenzio.
Cos’è “la rigenerazione dello stato d’animo”?
«Chiara, come va oggi?»
«Depressa, e tu?»
«Il mio stato d’animo è integro. Ieri invece si stava ancora rigenerando.»
Sergio, non è che tu devi buttar giù parole a caso, non funziona così, le parole devono avere un senso. Per esercizio riscrivi la frase successiva col guardiano, in modo che abbia un significato.
Il cuore di Odino era gonfio come gli occhi, colmo di una sofferenza interiore, a lungo andare fatale.
Non bastavano le lacrime, ci voleva proprio anche il cuore gonfio di sofferenza. Volendo apposta essere più banali, una non ci riuscirebbe. Come non bastasse c’è l’aggettivo inutile in più, bonus: interiore. È un po’ dura che il cuore sia colmo di sofferenza esterna…
«Kalos…» echeggiava ogni tanto nella sua mente come un richiamo del ricordo dell’amico, del fratello…
Perché non metterci ecc. ecc. invece dei tre puntini di sospensione? L’effetto ridicolo è lo stesso.
Al bambino non interessava se il suo destino fosse quello di diventare il nuovo sovrano dei regni di Aesir, prossimi ad unificarsi in un unico impero, essendo lui la tanto supposta reincarnazione del dio Odino di Asgard. Non gli interessava nemmeno diventare l’anello di congiunzione tra i popoli di tutto il continente occidentale con quello orientale. Nemmeno di dover accettare che il suo destino fosse diventare il più potente dei monaci Rei di Zen-San, voleva semplicemente essere di nuovo accanto al suo Kalos.
Il bello è che non frega un tubo neanche al lettore del nuovo sovrano dei regni di Aesir e dell’anello di congiunzione fra occidente e oriente: questo dicesi inforigurgito, sbattuto in faccia al lettore nella maniera meno elegante possibile.
Brutto davvero quel “la tanto supposta reincarnazione”.
«Suppongo che Le Chiavi del Fato sia un romanzo scritto da un autore alle prime armi.»
«Ma supponi tanto o poco?»
«Ehm, non saprei, suppongo moltissimissimo?»

«Il dottor Livingstone, suppongo?» «Tanto o poco?»
Odino prendeva atto che il monaco Kalos (il suo amico, fratello maggiore, maestro…) gli aveva insegnato molte cose sulla vita e sulla realtà, ma la sua morte era la prova dell’inapplicabilità e inveridicità di alcune di esse.
L’abbiamo capito che Kalos è amico, fratello, amante, segretario, e guerriero insostituibile giocando online, ma questo sottolinearlo tre volte in mezza pagina è RIDICOLO. “inveridicità” non è una parola della lingua italiana, oltre al fatto di essere cacofonica e di sembrare uscita dalla neolingua di Orwell.
Quella di Kalos era stata, però, una morte degna di un guerriero e un giustiziere. Egli era un eroe come pochi, vinto forse dall’ingannevole filosofia che seguiva e applicava fedelmente, perché in essa aveva fede.
Pensa che sagoma questo Kalos: applica fedelmente una filosofia, perché in essa ha fede! Incredibile! Il resto è fuffa, non solo è fuffa raccontata e non mostrata, ma rimane fuffa nella nebbia più fitta: insegnamenti riguardo “cose”, “ingannevole filosofia”, “morte degna di [...] un giustiziere”, come prima sono solo parole. Non stanno comunicando niente, non stanno mostrando niente, sono puro spreco d’inchiostro.
«Non tutto era vero, amico mio…» pronunciò sommessamente con amarezza il bambino, non distogliendo lo sguardo dalle valli lontane. Ma l’ammirazione verso Kalos non era scomparsa con la sua morte, neanche gli Dei assassini potevano vincere la sua grandezza.
«Dei assassini e vigliacchi… vili!» pensò ancora il bambino, questa volta con disprezzo.
«Oh Kalos, perché mi hai coinvolto nelle tue illusioni? Perché mi hai insegnato cose false? Perché non impedisci che il dolore mi uccida lentamente? Ora sento un veleno che fermenta nelle mie carni e mi tortura spietatamente… Con quale autorità mi ordinasti di vivere per inseguire i miei sogni? Quali sogni? Avevo ragione a non averne! Quanto desiderio ho di raggiungerti in Ade…»
Lo sbrodolarsi di domande retoriche è di uno squallore che ha pochi paragoni. Tra l’altro dopo la fine delle lacrime e il cuore gonfio abbiamo la terza Banalità con la B maiuscola: “vivere per inseguire i sogni”.
Ma soprattutto questi dovrebbero essere i pensieri di un bambino. Sergio, quanti bambini senti esprimersi così? Nessuno. Questo non è un bambino, sei tu autore che parli a vanvera.
Il pezzetto da “Oh Kalos” in poi, anch’esso è sufficiente per buttare via tutto, perché è la dimostrazione che l’autore non ha idea di come si caratterizzano in maniera corretta i personaggi.
Il bambino sospirò e cambiò leggermente posizione sul sedile, sentendo il calore della pelliccia d’orso e del berretto di montone sulla testa. Il silenzio si fece sentire nuovamente nella carrozza come una folata di vento gelido.
Perché cambiare leggermente posizione permette di sentire il calore della pelliccia e del berretto? Il silenzio si fece nuovamente sentire? Ma se non c’è mai stato? E se invece c’è stato, quand’è sparito?
«Non troveresti l’Ade così interessante, sai?» disse una voce argentina, improvvisamente.
Il bambino si voltò spaventato, in direzione dell’angolo destro della panca opposta alla sua. D’incanto vi era seduto un fanciullo più grande di lui, i cui occhi smeraldini erano rivolti all’esterno del cocchio, anch’egli fissava il paesaggio che scorreva.
I suoi neri capelli semi-corti e il glabro viso gli davano un’aria da ‘lupetto spartano’. Il suo grande cappotto di ermellino, lungo fino alle caviglie, gli dava invece un’aria da principe di quei nuovi tempi.
“buh!” lo dici improvvisamente, non “nontroverestil’adecosi’interessantevirgolasaipuntodidomanda”.
Che è un “lupetto spartano”?
«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.
E con un bambino che ruggisce in maniera isterica, chiudo qui. Alla prima lettura ero andata avanti un’altra paginetta, ma adesso non ce la faccio a ripetere l’esperienza.
Per ricapitolare: abbiamo un narratore onnisciente che spesso e volentieri racconta invece di mostrare e che altrettanto spesso rigurgita informazioni inutili addosso al lettore. In più tale narratore ha una conoscenza a livello di asilo della lingua italiana. Infine tutto ciò per parlare di un bambino con il cuore gonfio di sofferenza, che non ha più lacrime da piangere, e che deve inseguire i suoi sogni. Mi assento un attimo per vomitare e poi concludo.
* * *
Un lettore de Le Chiavi del Fato mi ha fatto notare come, soffermandomi solo sulle prime pagine, non avrei colto i profondi significati dell’opera. Prendo atto che sepolta nell’immondizia ci sarebbe una perla, ma mi spiace: non è mio hobby frugare nei sacchi della spazzatura.

Ancess Volume I: Le Chiavi del Fato
Le Chiavi del Fato è un romanzo che puzza. Puzza di pigrizia e pretenziosità. Trasmette un malcelato disprezzo per il lettore, il cui ruolo non è godersi la storia, ma rimanere ammirato da quante parole conosce l’autore o dagli accostamenti finto poetici. È soprattutto un romanzo noioso, ché i difetti evidenziati non sono difetti in sé, sono solo la spiegazione del perché a pagina tre la Noia abbia il sopravvento sul desiderio di leggere.
Mi rendo conto che è molto probabile stia parlando a vuoto per quanto riguarda l’autore e i suoi amichetti, ma ripeto: ho speranza che queste osservazioni possano risultare utili per qualcuno.
Mi rendo anche conto di essere suonata più supponente del solito. È che sono stanca. Stanca di ripetere sempre le stesse cose. Stanca di vedere gente che arriva alla laurea e oltre senza capire che scrivere narrativa non è facile, e richiede studio, esperienza, impegno e inventiva, tutte cose che non è l’Università a fornire. Stanca che la gente scriva senza leggere, che pretenda di scrivere fantasy o fantascienza senza aver dedicato anni a leggere questi generi. Stanca che ci si metta a scrivere romanzi con “obiettivi culturali e pedagogici” invece di raccontare belle storie. Stanca della banalità, dei cliché, della mancanza di fantasia e umorismo, stanchissima degli “arbusti elfici”.
Visto che sono così stanca, anticipo subito che non replicherò alle solite emerite stupidate, tipo: “Se si fa un’analisi così tutte le opere divengono brutte!”, “Se un professore universitario dice che è bello, allora è bello!”, “L’Arte è Arte, non la si può ingabbiare in regole!”, “Non è mancanza di proprietà di linguaggio, è poesia!”, “Sei solo invidiosa perché non hai i soldi per pubblicare a pagamento!”, “Va bene la critica, ma non si può offendere l’autore!”, “Bisogna leggere con grande attenzione fino in fondo un romanzo!”, ecc. ecc.
Se non vi sta bene, girate al largo.
Approfondimenti:
L’unica recensione de Le Chiavi del Fato che sia riuscita a trovare
Pratosubito: per avere subito un prato (erboso)!
La neolingua su Wikipedia
David Livingstone su Wikipedia
I rifiuti: problema o risorsa?
Scritto da Gamberetta •
Gamberolink •
Lascia un Commento »
Questo articolo in versione stampabile

maggio 4th, 2008 at 02:43
No, ma nemmeno pisciare controvento lo e’.
maggio 3rd, 2008 at 22:47
Uff… io non volevo entrare nel flame, mi ero limitata solo a far i complimenti a Gamberetta, ma pare che qui mi ci stiano tirando per i capelli… (scusate, so già che sara un lungo testo, il mio)
Ancora non ho avuto il piacere di leggere i ciclo di Artù o opere bretoni, quindi non posso far altro che fidarmi quando dici che sono piene di tali metafore (permettetemi però di sperare che non siano a questi livelli) e chetarmi a riguardo.
Su similitudini e metafore, però vorrei portare “alla luce” le parole di un premio Nobel, per quanto ironiche queste siano, che sono diventate il mio Vademecum personale (porto solo alcune parti). Oh, ovviamente non sono legge, solo consigli di buona scritture. Se uno vuole ignorarli, liberissimo di far come meglio crede:
(Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000)
allora direi che è in difetto di almeno una parola. Se non intendeva lo zaffiro azzurro (quello che in genere viene subito in mente, soprattutto in quel contesto) doveva specificare di quale parlava… oppure dovevamo immaginare gli occhi cerulei scagliati di azzurro, viola, giallo e altri?
Sì, bisogna solo vedere il risultato e ciò che suscita. Appunto perché soggettivo, la tua critica su questo punto è insensata: a lei (e altri) non è piaciuta.
Come per lo zaffiro del punto b, allora, avrebbe dovuto specificare di quale foro parlava.
Ed è a discrezione del lettore dire: “Mi ha dato di più leggere il pensierino scolastico di mia sorella di otto anni.”
Un buon autore sa farti vedere la carrozza che corre, con tanto di intarsiature e graffi, che quasi ti sembra di starci sopra!
Sei mai uscito all’alba? Deduco di no, se non capisci la differenza…
Oh, a proposito… dove si parla degli alberi? Non sapevo che “distese erbose” intendesse anche gli alberi… a me, sinceramente, evoca un immenso prato di sola erba, al massimo delle margherite sparse qua e là.
E per tornare all’alba, ci si vede discretamente già dall’inizio dell’aurora e, anche concesso che ci siano gli alberi (seppure non sia scritto e il lettore non può entrare nella mente dell’autore), l’ombra che provocano renderà il verde del prato più scuro, non lo trasformerà in un’altro colore. (Qui non ammetto repliche, l’arte visiva è il mio campo e so di quel che parlo!)
Parole, solo parole. Non evocano, nel contesto, nessuna immagine tangibile, di quelle in cui ti ci perdi e non ti sembra più di essere nella tua camera, sdraiato sul letto a leggere un libro, ma lì, accanto al protagonista a sorridere, piangere, aver paura e gioire con lui.
Queste sono le “immagini”. Il resto, mere parole vuote.
Ho vissuto in campagna per dieci anni, passava una macchina ogni morto di papa e quando ero sola a casa era talmente tranquillo che sentivo le macchine che passavano ad un paio di chilometri e più di distanza.
Appunto perché è un posto isolato e “vuoto”, il più minimo rumore si nota come una cannonata e da più fastidio di una tv accesa in centro città.
L’ortografia non fa parte del testo? I segni di interpunzione non contano nulla?
Allora perché metterli e avere delle regole per usarli nel modo giusto, se tanto si possono usare come ci pare?
Ogni minima scelta è importante.
Ricorda, per un punto Martin perse la cappa. Era sul mio libro di grammatica delle elementari.
Immagini, si parla di immagini. (Di cui ho già parlato al punto j).
Ripetere tre volte il colore degli occhi e due la forza dei cavalli è più importante di spendere due parole per introdurre un personaggio?
Non ha detto che non possono essere tutt’e tre. Ha detto che non c’è bisogno che ripeta lo stesso concetto (che è suo fratello, amico, maestro e quant’altro) per tre volte. E’ leggermente diversa, la situazione.
Così come molte delle critiche a tali considerazioni…
Comunque, mi pare che pure io ho motivato le mie risposte alle tue critiche, pacificamente.
Solo… me la togli una curiosità, per favore?
Anche altri prima di te hanno detto questo:
Ma non hanno risposto a quest’altra domanda:
Tu, voi, come giudicate se un libro merita o meno di essere comprato?
Sono seria: sempre pronta ad imparare metodi migliori per giudicare un libro e portarmene a casa uno che si fa leggere (Ho provato sulla mia pelle che basarsi solo su “Ci hanno fatto su un film che ho adorato” non è sufficiente perché piaccia anche il libro… ù_ù)
Gwin
maggio 3rd, 2008 at 22:46
@Rob.
Sì, lo è. Quando scrivi in italiano segui delle precise regole di ortografia e sintassi, quando scrivi narrativa di genere ci sono regole altrettanto precise.
Ora, un autore può ignorare le regole dell’italiano (per esempio facendo parlare un personaggio in dialetto) e allo stesso modo può violare le regole e le consuetudini della narrativa, tuttavia se non sa quello che sta facendo vengono fuori disastri, come il caso in esame.
Infatti il problema di fondo è che il testo è noioso e sconclusionato, tanto appunto che dopo poche pagine non si ha più voglia di proseguire. Questa mancanza di voglia è dovuta al fatto che l’autore ha violato tutta una serie di regole, senza ottenere da tale libertà nessun particolare effetto positivo.
Il paragone con le opere medievali lascia il tempo che trova: se io scrivessi in italiano trecentesco non mi pubblicherebbe e leggerebbe nessuno. La narrativa si evolve (puoi anche sostenere si evolva in peggio, ma questo è un altro discorso) e se si vuole essere letti occorre farsi capire.
Poi niente vieta al signor Rocca di scrivere in greco antico per il suo pubblico raffinato che tanto apprezza, e niente vieta a te di apprezzare Le Chiavi del Fato così com’è, rimane il fatto che usare tre metafore e otto similitudini quando non servono è un errore.
maggio 3rd, 2008 at 22:42
A Rob
Perlomeno qualcuno che argomenta invece di sgallinare, alleluja!
Tanto per cominciare: la recensione è piena di acredine e accanimento, vero, ma la situazione rende comprensibile tutto ciò.
Vero, i poemi medievali sono molto “ricchi”, ma chissà perchè, non “offendono” il lettore. Personalmente ciò che ho trovato insopportabile di questo brano (e non penso che la cosa riguardi solo me) non è il linguaggio forbito, quanto il fatto che questo linguaggio è “fine a se stesso”. Leggendo sembra che l’autore voglia essere ricercato e ricco, e va a finire che è sovrabbondante. Qui non si tratta di ricchezza di prosa, si tratta di “asianesimo terminale”, passatemi il terimne…
b) “L’insistenza su particolari inutili come le striature zaffiro sul ceruleo.”
Lo zaffiro può essere di vari colori, non necessariamente azzurro (esiste lo zaffiro giallo, viola etc… è una gemma che può assumere diverse varietà cromatiche). Per l’appunto, lo scrittore non dà un’immagine, è un mero arzigogolo letterario, ed anche piuttosto usato. Giustamente se uno mi dice “occhi di ametista”, io so che la persona avrà gli occhi di una qualche sfumatura di viola. Se uno mi dice “occhi di agata”, già non dice più nulla, è un preziosismo, non comunica nulla.
c) “Banalità dell’uso della metafora.”
Molti scrittori, partendo da metafore banali, hanno costruito discrete opere.
Usando figure e paragoni ricorrenti si possono ottenere risultati notevoli, ma è difficilissimo, come dice Saba. Niente di male se paragoni gli occhi a gemme, se lo sai fare è bello, sennò è banale. Nel caso appare banale, perchè anche qui non si cerca di comunicare un’immagine, ma di fare un esercizio poetico.
d) “Abbiamo poi il “foro” della carrozza. Sarebbe?”
Perchè alle carrozze è assolutamente vietato avere fori o aperture che non siano finestrini? Bè, è un po’ strano, non trovi? Certo, io posso anche dire che il personaggio guardava il cielo dalla cappa del camino, ma è bizzarro. Non tutte le carrozze hanno i finestrini, ma i buchi?… Mah…
e) “Lo stridio del cocchio”? Perché il cocchio stride?”
Il cocchio può stridere eccome. Stridere può anche significare scricchiolare o cigolare e un vecchio mezzo di trasporto quale una carrozza, fatta da assemblaggi di pezzi di legno in movimento su una strada può stridere. No, il gessetto sulla lavagna sgtride, la chiave nella serratura stride, un maialetto scannato stride, è un suono differente dal cigolio. E ad ogni modo io sui carri c’ho viaggiato di tanto in tanto, e non calessini da turisti, ma non li ho mai sentiti cigolare. Poi, tutto è possibile, ma cigolare non è stridere.
Un movimento non è ovattato, il rumore di un movimento è ovattato. Gomenne, ma questa è proprietà di linguaggio.
C’è di sbagliato che la scena è irreale. Sono stata a zonzo nei boschi a diverse ore del giorno e della notte, e non esiste che tu distingua solo le radure od i pascoli, soprattutto in un’epoca remota, in cui i boschi sono adulti. L’autore, come la maggioranza della gente, conosce solo boschi giovani, e forse nemmeno quelli, non pensa che secoli fa un bosco potesse essere differente. All’alba la luce grigia si riflette sulle foglie, alberi e cespugli sono ben visibili, e tutto pare come “grigio”. Forse se tu ti trovassi ad attraversare un bosco di sole conifere potresti passare, ma questo genere di avventure capitano nei rimboschimenti, i boschi quelli veri non sono MAI di soli aghifoglie.
Non sono resi, sono “poetati”, non so se mi spiego: non comunica immagini, adorna un’idea vaga di parole desuete.
No, il verbo essere è parte integrante della lingua italiana. Questa frase invece è la tipica frase da sussidiario. Poi, non è vietato usarla, ma è stata talmente sfruttata che ormai ha perso ogni carica patetica.
No, ma tra silenzio e cagnara c’è vari gradi, non pensi? E’ proprio degli scrittori alle prime armi essere incoerenti, e questa è incoerenza, perchè per quanto ovattata possa essere una carrozza od un carro non è silenziosa. Sarebbe come dire che in metropolitana c’è silenzio. Possono stare tutti zitti, ma silenzio non c’è!
Va benissimo, è solo ridicolo: cerca di essere patetico senza saperlo fare.
Se nella storia è ininfluente, perchè mettercelo? Per dare un po’ di colore locale?
Noi stiamo commentando le prime pagine, e l’autore non ha detto “ma dopo si risolve, siete voi che non avete letto bene”, si limita a dire” non capisci nulla, è perfetto!”, al che io mi fido e penso che non comunichi nulla nemmeno dopo…
Giustissimo, ma qui il bambino non sta parlando, il bambino sta pensando, è diverso. Io penso “o Madonna, che sonno!” e dico al mio vicino di casa “Questa mattina mi sento un po’ stanca, sa…”. Se il bambino stesse parlando con qualcuno, niente da eccepire, ma sta pensando, e quindi il tutto diventa trombone e tirato per i capelli.
Penso che tutti quelli che si interessano almeno un pochino all’epoca medievale conoscano Le Goff XD Ti consiglio anche regine Pernaud
Chiuso OT
Non c’entra niente, qui si discute il fatto che la scena è descritta male. Il bambino sussulta non appena sente una voce straniera, ma detto così sembra che senta la frase e poi trasecoli “omamma, chissaramai?”. L’autore non sa descrivere la scena, semplicemente. “Una voce inattesa lo fece trasalire: -Non troveresti, ecc.”, ora è scritto a cane, lo so, ma in questo modo tu vedi il bambino sussultare appena sente parlare l’altro, nell’altro modo i personaggi sono scoordinati.
Certo che può, può anche preparargli i panini se vuole, chi dice niente? La critica è al fatto che ribattere per tre volte in mezza pagina che costui era maestro, fratello, zio, cugino di secondo grado, pittore di acquerelli ecc. è ridicolo. Non il fatto che lui fosse tutto ciò, quanto il ripeterlo tre volte in mezza pagina.
Sì, d’accordo, ma tre volte in mezza pagina?! Anche il paragone è una splendida figura retorica, ma se io mi metto a scrivere: “la mia camicia è rossa come i papaveri, come le ciliegie, come le fragole che maturano nelle estati calde come il forno” ecc. scrivo boiate!
A chiosa, l’autore non ha controbattutto, ha iniziato a darci dei barbari ignoranti come Assurancetourix d’Armorica: denota che non è sicuro del fatto suo.
maggio 3rd, 2008 at 21:51
Carlo, non esser troppo sagace, potrebbe risentirsi :)
Però ad un certo punto potremmo anche smetterla, più si continua e più ho l’impressione di sparare sulla Croce Rossa…
maggio 3rd, 2008 at 21:47
Ragazzi, vi prego, basta! Sono stravolto. Avete davvero estenuato con questo prato erboso e altre cose simili… che monotonia e soprattutto, che palle!
La critica si fa in altri modi, lo sanno anche i bambini dello zecchino d’oro (senza offesa verso loro e questa manifestazione)… E’ stato detto mille volte, ma nulla da fare… Prendere frasetta per frasetta e trovare al suo interno tutto ciò a cui posso attaccarmi per demolirla o distruggerla, indipendentemente da qualsiasi spiegazione… non è critica !!
Chiedo scusa in anticipo per la lunghezza di questo messaggio ma a me non è concesso scrivere articoli.
Di tempo da perdere per dimostrare l’infondatezza di diverse parti della recensione e dei commenti non ne ho molto, a me pareva già così lampante, ma visto che non siete soddisfatti ve ne faccio alcuni esempi:
a) “per dire che un bambino ha gli occhi azzurri deve usare due metafore e una similitudine.”
Perchè, è proibito? Qualcuno ha stabilito per legge un prontuario su quante figure retoriche uno scrittore debba utilizzare? E’ vero, forse poteva essere espresso in maniera più semplice, e quindi? chi se ne frega, non è questo il punto. Le più grandi opere bretoni e medievali sono proprio caratterizzate dall’amplificatio che rende la lettura un vero e proprio viaggio tridimensionale nella realtà creata dall’autore, per non parlare del famosissimo ciclo arturiano ricolmo fino all’orlo di similitudini !
b) “L’insistenza su particolari inutili come le striature zaffiro sul ceruleo.”
Lo zaffiro può essere di vari colori, non necessariamente azzurro (esiste lo zaffiro giallo, viola etc… è una gemma che può assumere diverse varietà cromatiche). Donde si deduce non sia un particolare poi così inutile…
c) “Banalità dell’uso della metafora.”
Molti scrittori, partendo da metafore banali, hanno costruito discrete opere. La banalità di questa metafora poi è del tutto discutibile e soggettiva.
d) “Abbiamo poi il “foro” della carrozza. Sarebbe?”
Perchè alle carrozze è assolutamente vietato avere fori o aperture che non siano finestrini?
e) “Lo stridio del cocchio”? Perché il cocchio stride?”
Il cocchio può stridere eccome. Stridere può anche significare scricchiolare o cigolare e un vecchio mezzo di trasporto quale una carrozza, fatta da assemblaggi di pezzi di legno in movimento su una strada può stridere.
f) “I robusti e infaticabili frisoni: i due aggettivi sono di troppo, e il secondo è esiziale (visto? anch’io posso parlare forbito!)”
Esiziale significa mortale, che apporta un danno grave, e di certo non è consono che venga utilizzato in relazione a questi aggettivi, bensì ad una malattia e in ambito medico… Esiste anche una cosa che si chiama “campo semantico”! Sulla correlazione aggettivo/sostantivo tra frisoni e robusti/infaticabili si è già espresso l’autore in maniera esauriente in un post che ho letto e al quale rimando.
g) “Raccontato e non mostrato.”
Sta raccontando il movimento di una carrozza in corsa. Cos’altro dovrebbe dire? Credo sia a discrezione dello scrittore poter aggiungere di più o di meno…
h) ” Il ‘ballonzolare’ non è un suono.”
Il ballonzolare è un movimento, dove si è dedotto che potesse essere un suono dal contesto della frase? Il movimento può risultare tranquillamente ovattato.
i) “Gli ’sprazzi tra l’albore’, perché la luce dell’alba solo a sprazzi permette di distinguere il verde dei prati?
La frase originale è “né alle distese erbose, il cui verde si scorgeva attraverso gli sprazzi tra l’albore” … significa che si potevano vedere solo parti del verde delle distese perchè la luce dell’alba che filtrava tra gli alberi permetteva di distinguere solo quei pezzi…. Cosa c’è da capire? Dove sarebbe lo sbaglio o la mancata chiarezza?
j) “Non ci sono immagini…”
I prati e il paesaggio cosa sono? Pere cotte?
k) “Non gli rimanevano più lacrime da versare” è un’altra frase che da sola fa meritare all’intero romanzo il cestino.”
Da quando questa frase è stata inserita nel Sillabo? Proibito usarla? Sarebbe una critica? Indubbiamente potrebbero esserci modi migliori ma mi raccomando, spulciamo bene fino in fondo, vediamo quante se ne possono beccare… Ah, in una frase c’è anche scritto “gli era stato amico” … cooooosa?? Era ??? il verbo essere è davvero banale, ridicolo…
l) “Quale silenzio? Non c’è lo stridio, lo scalpitio, e il “ballonzolare”(sic)? È vero, arrivano ovattati, ma non mi pare ci sia silenzio.”
Che elasticità mentale… Una persona sola, in una carrozza, in un paesaggio comunque isolato e nonostante lo scalpitio che giunge ovattato secondo voi è sinonimo di bailamme e cagnara?? Mio Dio…
m) -«Kalos…» echeggiava ogni tanto nella sua mente come un richiamo del ricordo dell’amico, del fratello…- Perché non metterci ecc. ecc. invece dei tre puntini di sospensione? L’effetto ridicolo è lo stesso.”
Ora ci attacchiamo pure sui segni di interpunzione… Queste sono semplici scelte insignificanti su più livelli… per la serie “attacchiamoci a tutto!”. Se uno vuol usare i puntini di sospensione anziché scrivere “etc…etc…” non va bene?? Sarebbero queste le critiche costruttive, valide e forbite??? Ammazza…
n) “Il bello è che non frega un tubo neanche al lettore del nuovo sovrano dei regni di Aesir e dell’anello di congiunzione fra occidente e oriente .”
Signori, da oggi in avanti nessun personaggio dei vostri romanzi e delle vostre storie può più affermare di essere disinteressato a qualunque cosa…. mi raccomando! Non è più possibile minimamente esprimere questo stato… Ipse dixit!
o) “Sono solo parole. Non stanno comunicando niente.(riferito ad una descrizione).”
Forse perchè potrebbe comunicarlo dopo? (magari nelle pagine NON lette?) Ah, no… bisogna impeccabilmente spiegare e rivelare tutto subito, altrimenti si è ridicoli e si spreca inchiostro.
p) “…essere i pensieri di un bambino. Sergio, quanti bambini senti esprimersi così? Nessuno.”
Eppure mi sembra chiaro in che epoca sia ambientata la scena. Dei dettagli che potrebbero farlo evincere ci sono… Siamo forse ai giorni nostri? Un bambino colto in epoca antico/medievale poteva parlare proprio con questa proprietà di linguaggio… (come avrete notato in diversi film, ma anche in diversi libri, ad esempio Jacques Le Goff, grande medievista, parla proprio dell’acutezza di linguaggio in bambini già in tenera età (ovviamente non figli di contadini…) NB = Mi sono permesso la citazione di un nome come Jacques Le Goff non per vantarmi, ma dato che avete mosso questa critica all’autore mi auguro vi siate almeno documentati per supportarla ( o almeno spero!)
q) «Non troveresti l’Ade così interessante, sai?» “buh!” lo dici improvvisamente.” Dunque se non ho capito male, se si fanno preamboli per introdurre e spiegare cose e situazioni si è pedanti e inutili, se non lo si fa si sbaglia comunque perchè si dice il tutto improvvisamente e ‘senza preparazione’. Mah… insomma non ci si azzecca mai.
r) “il suo amico, fratello maggiore, maestro… sottolinearlo tre volte in mezza pagina è RIDICOLO.”
Uno non può essere amico e insieme fratello e maestro ok ??? Sappiatelo… solo uno dei tre mi raccomando !!!(che chicche queste critiche !!!) Quanta professionalità.. Guarda caso tra le figure retoriche che hanno portato sul piano mondiale questa metodologia narrativa c’è la ripetizione dello stesso concetto con la medesima struttura semantico-sintattica o con espressioni alternative ma di identico significato.
Sono per l’esattezza ben diciotto esempi.
Non posso proseguire perchè il tempo stringe, ma vi assicuro che ce ne sarebbero altri da aggiungere al già consistente elenco.
Dunque, facciamo il punto della situazione. Stante il fatto che il libro possa piacere o meno, nonché la palese e possibile buona fede di alcuni consigli, la recensione e altri commenti hanno in qualche circostanza ovviato un chiaro criterio di obiettività, privilegiando piuttosto la ricerca spasmodica, tra gli “anfratti” delle parole, di ogni cosa possibile a cui potersi aggrappare (costi quel che costi) per contestare e giudicare, cadendo in certi casi nell’errore di muovere osservazioni non sempre plausibili, come ho cercato di dimostrare.
Molte considerazioni sono state abbastanza pretestuose, con il solo fine di poter riversare l’ovvio senso di fastidio derivato dai copiosi messaggi che arrivano e che sono discordanti con alcune linee di pensiero.
Come vedete non ho insultato, ho espresso ancora una volta un parere, ben supportato direi. Siamo tutti liberi di dire certe opinioni piuttosto che altre, ma purtroppo ciò non basta per recensire un libro! E non mi stancherò mai di dirlo. So che ormai quello che ho scritto non servirà a nulla, anzi… mi pioveranno accuse e ingiurie a 360 gradi, ma davvero… non ne potevo più di leggere alcune valutazioni demenziali e stupide ironie su prati erbosi e altro…
Ho ben motivato ciò che ho sostenuto, anche se contestare frase per frase come siete usati a fare qui è senza dubbio un delitto nel giudizio su un libro che ha spiegazioni ben più complesse ( e ciò vale per qualsiasi libro).
E’ vero che il primo impatto conta, ma è altrettanto vero che chi va in libreria, come qualcuno, e si basa sulle prime due righe per optare sull’acquisto o meno, non se ne dovrebbe vantare… anzi; può fornire giusto considerazioni molto sbrigative e gran poco attendibili. E qui non c’entra nulla il fatto di essere studenti universitari o intellettualoidi, basta avere perspicacia, consapevolezza solida e motivata delle proprie convinzioni e tanto buon senso per essere credibili. Qua non solo si esprime un parere, ma si recensiscono due pagine come matrice per il valore addirittura di un libro intero.
Questo metodo di lavoro, semmai, è da cassonetto d’immondizia.
Ribadisco, il libro può piacere o meno, uno può anche dire che faccia schifo, ma non diffamare ( e non dite che non è così ) sulla base di giudizi, “critiche” o “pseudo-osservazioni” come quelle che ho visto qui, molte delle quali azzeccate e affidabili come le previsioni di una bufera di neve in Africa equatoriale.
Ho letto il libro, PER INTERO, e per la cronaca, non sono né mi sento affatto scemo nell’averlo fatto, caro Sig./Sig.ra Scemo chi legge (ho visto che poi si è scusato/a, be.. ci mancherebbe altro!)
So che questo mio commento e queste mie notizie turberanno questo sito, ovvero un’istituzione che si gloria del suo decoro (visto! anch’io so usare l’ironia nelle critiche), però davvero… non se ne può più!
maggio 3rd, 2008 at 21:38
Lilith:
Mito? E dove e’ finito il “cesso”?
… ah, eccolo.
… nessuno risponde, e nemmeno tu a quanto pare. E secondo te che cosa vuol dire questo? Lascio rispondere a te:
Sei una “fanfarona bla bla”? E lo e’ anche Mitoancess, perche’ ti assicuro che lui non dira’ mai qual e’ l’etimologia della parola “elisione” e il suo utilizzo nella metrica classica. E sai perche’ non lo dira’ mai? Perche’ se lo dicesse si offrirebbe di nuovo allle critiche. E a lui le critiche non piacciono. Gli fanno la bua, poer nano.
maggio 3rd, 2008 at 16:26
Ahah stiamo raggiungendo livelli davvero esilaranti!
Del ritardato non era ancora stato dato a nessuno.
Complimenti, Lilith, mi sa che sei sulla strada giusta per “mitoancetizzarti”! Le basi, soprattutto di scarsa educazione, ci sono tutte!
Clio e Sandy hanno già commentato esprimendo il mio pensiero, quindi aggiungo: Lilith, tu che difendi a spada tratta Sergio Rocca, dici di non aver letto il suo libro. Bene, compralo e leggilo. Poi torna qui e prova a essere obbiettiva.
Ah, ovviamente, prima prendi una laurea in lettere classiche. E magari una specializzazione in filologia moderna e classica. Il tutto possibilmente con il massimo dei voti. Altrimenti, come ha affermato l’autore, non potrai mai essere all’altezza di comprenderlo. Tantomeno di dare non dico giudizi, ma anche solo e soltanto una benchè minima opinione sulla sua opera.
Mi raccomando, quindi.
In bocca al lupo, eh!?
Ps. Lo so, avevo detto che era il caso di smetterla con questo flame, che continuo a ritenere assolutamente inutile. Ma Lilith mi ha davvero fatta morire dal ridere! Avvocatospadaccino, dove sei finito? XD
maggio 3rd, 2008 at 15:55
(XD) È vero, non ho calcolato l’onniscienza di qualcuno, ma come ho fatto a dimenticarmene…
maggio 3rd, 2008 at 15:51
Sandy, hai centrato il punto XD
Ma forse loro, in quanto numi d’arte e scienza, sono anche onniscienti…
maggio 3rd, 2008 at 15:42
@ Lilith:
Oddio sto ancora rotolando a terra per questa affermazione:
So che rischierò di ripetere ciò che ha già detto qualcuno, ma voi fate lo stesso, se non peggio, infatti noi staremmo dando giudizi sul libro (o su ciò che abbiamo letto del libro), mentre voi state dando giudizi sulle persone che neanche conoscete e che non sarebbero (a quanto dici tu e qualcun altro) in grado di comprendere quanto valga un libro.
Ma finché sono in grado di leggere, sono anche in grado di esprimere opinioni e giudizi su quanto leggo, così come per ogni cosa che vedo, sento, guardo, ecc.
maggio 3rd, 2008 at 15:10
Lilith, cara, che faccia soldi o crepi di stenti a me non interessa punto, sai? Mi sorprende solo la tua mastodontica ingenuità. Noi i fanfaroni? Mah, vabbè, buon viaggio, ed attenta a non scivolare sulle bucce di banana. :)
Ad ogni modo non rovinare l’ingenuità con l’atio, sarebbe un crimine gratuito.
maggio 3rd, 2008 at 14:57
Metto più che altro in dubbio la vostra buona educazione, direi. Ammetto che i toni del mio post non fossero proprio pacifici di fondo, ma penso sia una reazione più che normale di fronte ad una faccenda del genere: un autore che chiama ignoranti i propri potenziali lettori. E’ semplicemente paradossale, non sta nè in cielo nè in terra. Al contrario, io personalmente non ti ho mai chiamato “ritardato/a”, perchè qui sfociamo nel personale, e penso che tu questo diritto non possa arrogartelo. Tra l’altro, sono un ragazzO, con la lettera “o”. Potrei approfittarne per fare tristi battute riguardo al fatto che tu possa essere più ritardata di me non avendo tu notato la cosa, ma non mi abbasso a questi livelli e confido in un eventuale errore di battitura da parte tua. Per la questione “è sacrosanto avere un’opinione ma bisogna avere delle competenze per esprimere giudizi”, bene, il problema è questo: come vi permettete di mettere in dubbio le competenze dei lettori, cioè, ma chi vi credete di essere? Le uniche persone intelligenti sulla faccia della terra? E’ puro assolutismo culturale, e sinceramente, la cosa non può che farmi sorridere: prendere tutto ciò seriamente è solo una perdita di tempo.
maggio 3rd, 2008 at 14:37
In generale pensavo che criticando la Troisi foste dei poveri invidiosi, ma con tutta sta faccenda su Mito ho capito che non capite prorpio una mazza, il vostro cervello allora è davvero tarato.
Porca miseria, Crowley urla che c’è il diritto di opinione, ma dico hai letto i messaggi di Mito e anche qualche mio? Sei ritardata? Entrambi dicevamo prorpio che le opinioni sono di dirittissimo, ma i giudizi se non si è competenti non si possono esprimere. Per il resto inutile insistere perchè vedo che ci state facendo più che esserci…poverini.
Clio è inutile che dici che Mito non sa la materia se non sei neanche in grado di confrontarti col cesso per vedere chi è più preparato!
Mito vedo che ci ha fatto una domanda e nessuno oltre alle stronzate solite risponde, allora vuol dire che siete dei fanfaroni bla bla che se foste innanzi a lui diffronte ad un giudice di gara la vostra faccina di bronzo diverrebbe rossa rossa…
E’ inutile che puntiate tanto sul pagamento della stampa, perchè c’è chi non arriva neanche a quel traguardo, e poi so che alcuni editori chiedono addirittura una bassa percntuale sul costo totale se il libro merita. Detto ciò io lo voglio leggere e poi dargli dei veri suggerimenti innocenti di una lettrice non di una sbruffona come voi!
Spero faccia i soldi come la Troisi così vi scoppia il fegato ancora di più…Mamma mia che piccoli immaturi che siete…
Viva la Troisi!!!! Dai Licia raggiungici ti prego!!!!
maggio 3rd, 2008 at 13:59
Carlo, forse hai ragione… Quando sapremo la storia filologica e filosofica di “elisione”, allora saremo persone complete, saremo di nuovo la Biga Alata nell’Iperuranio, e Le Chiavi del Cassonetto brillerà nel nostro universo come un nuovo, incontestabile Libro Sacro. ragzzi, convertiamoci all’elisione, elidiamoci tutti e facciamola finita XD
Ah…
Per Lilith
Già, che tipo di ragazzo sarà il nostro Mitoman? Secondo me, a furia di guardare i celi celestiali ha ottenuto occhi azzurri venati d’azzurro tendenti all’azzurro ma con quella punta d’azzurro che cambia tutto…
Tesoro, io sono affetta da curiosità compulsiva, se trovo qualcuno che mi può insegnare cerco di risucchiarne tutto il possibile, anche se il tale è un cialtrone, ma Abelardo non me ne voglia: qui il significante è troppo, troppo farlocco per poter prestar orecchio ad un supposto significato!
Chi la materia la sa davvero, non la ostenta, non ti sfida a trovare l’etimologia di “cirimbraccolo” ed il suo uso in Livio Andronico per non dover discutere del nocciolo della faccenda. Rocca la materia NON LA SA! Avrà un mucchio di nozioni zeppate in testa in qualche modo, ma non è un sapiente. Meno ingenuità, chica, apri gli occhi: potrà essere un passabile tecnico, non certo un artista.
maggio 3rd, 2008 at 10:39
Non ho avuto il coraggio di andare oltre a:
Tra i sottili lineamenti degli occhi a mandorla brillavano due gemme cerulee come il cielo terso, striate di zaffiro. Il bambino guardava gli erbosi prati che scorrevano oltre il foro della carrozza.
O__O
La mia stima immensa e imperitura verso Gamberetta che è riuscita addirittura a leggerne alcune pagine.
Ciao ciao, Gwin.
maggio 3rd, 2008 at 09:48
Grazie Carlo, ci voleva un commento così XD
maggio 3rd, 2008 at 01:55
Tacete, asini ignoranti: quando avrete imparato l’etimologia della parola “elisione” e il suo utilizzo nella metrica classica, allora l’Opera di Rocca vi piacera’. Oh, se vi piacera’. Potrete finalmente capire la bellezza di espressioni come “il ventoso vento”, “i cespugli cespugliosi”, e “i vegetali vegetanti”. Potrete finalmente districarvi in espressioni maestose tipo: “gli sprazzi tra l’albore”, e “il silenzio smorzava la rigenerazione dello stato d’animo”. Non soffrirete piu’ di nausea, quando vi troverete a leggere coraggiosi luoghi comuni come “non gli rimanevano più lacrime da versare” e “occhi smeraldini”. Non vi verra’ piu’ da pensare istintivamente al buco del culo, quando leggerete “la tanto supposta reincarnazione”. Non sobbalzerete, sconcertati, alla descrizione di “neri capelli semi-corti”. Studiate il latino, ASINI!
maggio 2nd, 2008 at 21:28
Salve a tutti.
Mi sono imbattuto in questa discussione per motivi non proprio casuali, direi, visto che la questione pare che stia diventando piuttosto… famosa? Vorrei esprimere la mia opinione in merito.
Ciò che ho avuto modo di leggere in questo momento rasenta il ridicolo. Dov’è finita la libertà di opinione? Indipendentemente dal titolo di studio che si possa possedere, di fondo mi pare che manchi una buona dose di educazione e sopratutto di rispetto nei confronti degli altri. Questo libro (che ammetto di non avere letto nella sua interezza, e che probabilmente non avrò mai voglia di farlo) deve piacere PER FORZA? E’ obbligatorio? E’ inconcepibile che un’opinione debba essere praticamente forzata in una direzione, e trovo veramente riprovevole che a qualcuno che ritiene di avere una cultura superiore alla media, possa anche minimamente passare per la testa una cosa simile. Arrivando ad offendere addirittura, e tacciando di ignoranza a destra e a manca. Chiamando ignoranti i lettori, che sono i potenziali acquirenti che decidono le sorti di un determinato autore. Un lettore può benissimo giudicare uno scrittore, nel bene e nel male – è un diritto in quanto acquirente. L’autore al contrario non dovrebbe permettersi di mettere in dubbio la cultura dei propri lettori, forte di un titolo di studio che, visti i fatti, ritengo di potere considerare un semplice foglio di carta straccia.
Tutti i grandi scrittori penso che abbiano ricevuto delle critiche negative ad un certo punto della loro carriera, e non penso che abbiano mai sbattuto i loro piedini per terra, offendendo i responsabili di tale affronto. Una risposta di dissenso? Certo, è normalissima e dovuta. Ma sempre nel rispetto dell’altro, che qui non c’è.
Personalmente il libro, da quel poco che ho letto, non mi piace. Forse gli avrei dato una chance in più se non fosse scoppiato uno scandalo del genere, ora mi tengo ben lontano da tale possibilità, che l’autore non merita. I docenti universitari possono dire quello che vogliono: io ritengo di possedere il sacrosanto diritto di pensare quello che IO voglio del libro, e alla luce di quel poco che sono riuscito a conoscere di quest’autore, posso benissimo dire di avere il diritto di farmi una superficiale opinione sulla sua persona. Non positiva, certo, arrivo addirittura ad affermare che o ti ha raccomandato qualcuno e che questi docenti universitari son tutti tuoi zii, cugini, fratelli e sorelle, oppure che tu sia un fake che ci sta prendendo tutti in giro. Spero in quest’ultima possibilità, visto che scoprire che esiste veramente un autore che si comporta così provocherebbe in me una reazione mista di depressione e ilarità. E no, non vivo in qualche mondo pseudo-onirico.
A presto e mi scuso degli eventuali toni forti di questo post, ma parlo come lettore che si sente OFFESO da comportamenti del genere, e non penso di essere l’unico.
maggio 2nd, 2008 at 15:14
Lilith
Mitoancess non è una persona che fa pesare il suo sapere agli altri.Ne ho conosciuta gente così che si vantavano per il gusto di farti sentire una merda e lui non è quel tipo di persona come invece è sembrato ai gamberettiani qui.
Sono d’accordo con te su quanto hai detto.
L’ho detto e lo ripeto qui son tutte persone che hanno le basi per leggere e commentare anche positivamente il libro di Sergio leggendolo però tutto come lo è stato per la signora madre di una mia conoscente di cui ho riportato i sinceri giudizi.
maggio 2nd, 2008 at 15:06
Tumprobabilmente,avvocatospadaccino,non sei nemmeno andato il libreria!Sei venuto in questo sito e ne hai tratto le tue conclusioni in base a quello che han scritto altri sul libro,non di un’idea che ti sei fatto tu.
Libri preferiti…ho letto mediamente,ma di tutto e di più.Non ho niente di preferito.
Qui,si stava discutendo sulla forma e non il contenuto del libro.Il contenuto non lo conosci,perché non lo hai neanche aperto e tu potresti intendertene venti volte più di me,e da qui poterlo apprezzare,solo che sei partito a priori dall’idea che non ti piace.
maggio 2nd, 2008 at 13:22
Devo ancora capire se si possono avere opinioni diverse da altri (e quindi essere d’accordo con certuni) o se a tutti deve per forza piacere un libro che già dall’inizio si dimostra pessimo.
Lilith, …io…, a voi piace, niente da dire, ma dare a noi degli ignoranti ed invidiosi sembra leggermente esagerato. Qui sono stati presentati pareri soggettivi ed oggettivi, ma sono stati bellamente considerati vaneggiamenti di asini che non capiscono niente.
Il fatto che a molti il libro (o anche solo le prime pagine, dalle quali si capisce molto dello stile di uno scrittore) non piaccia direi che dovrebbe far pensare l’autore e non crogiolarsi solo in alcuni commenti positivi che fanno piacere, non lo nego, ma sono solo una piccolissima parte.
Non metto in dubbio il fatto che a qualcuno possa piacere o meno una data opera, metto in dubbio la conoscenza letteraria di queste persone, ma, d’altra parte, di questi tempi è normale ergere a miti quelli che in altri tempi sarebbero stati dei grandi ignoranti e non idonei alla professione di scrittori.
Ma si sa, la cultura (anche quella tanto sbandierata da Rocca) e la preparazione sono inutili di questi tempi, quindi non mi stupisco che qualcuno consideri ignorante un lettore che sa riconoscere una buona opera da un’altra insignificante (sia soggettivamente sia oggettivamente). Vorrei solo far notare che vi state comportando come il bue che dà del cornuto all’asino e, stranamente, non siamo noi i buoi della situazione.
maggio 2nd, 2008 at 11:21
…io…
Ah ma allora lo conosci Mito! Che uomo o ragazzo è? Me sembra un intellettualoide, non sarà di quei secchioni con gli occhiali riga di lato tipo sgarbi?
Comunque siccome io mi differenzio da queste creature rabbiose e (come diceva Mito) “unilaterali” mentalmente, ho comprato via internet il libro che l’editore manda addirittura senza spese di posta !!!
Allora Signori, io sarò un pò tarda in certe materie, sarò sciroccata quando sento musica metal, ma quando una persona mi parla e capisco che è più informata o ne sa più di me, ascolto e imparo! Solo dei menomati potevano tirar dritto come zombie senza accorgergi che anche nella più volgare ironia di Rocca c’erano dei concetti precisi e stragiusti.
A questo punto mi viene proprio da pensare che la maggior parte siete amici o conoscenti di Gambero-Woman! Altrimenti non si spiega davvero la vostra incredibile testa a disco incantato! Mamma mia che ignoranza psicologica! Ammazza che COCCI ! Beh io non so se riuscirò a terminare il libro, ma spero che la Troisi venga in questo forum vi faccia crepare di invidia. ammesso che si possa più di quello che siete già! Anche se non credo che una grande girl come lei si abbassi ai vostri livelli. è già incredibile che l’abbia fatto Mito, sarà mica un samaritano degli sfasati ?
Troisi SEI MITICA DAI VIENI QUI ANCHE TU!
maggio 1st, 2008 at 23:03
p.s. Io, non ti ho mai detto che devi leggere fantasy. Leggi fantasy se ti piace, se non ti piace leggi altro. E quando ti presentarai a fare un provino da V-jay, spera di avere l’assorbente giusto. é il più grande consiglio che so darti, di tutto il resto sono ignorante assoluto.
maggio 1st, 2008 at 22:59
ah, sei la sorellina di mito o’cess, complimenti, mia sorella non mi avrebbe mai difeso come fai tu, quella putt..
aspettavo la tua lista, cara Io, dov’è?
Ma, che, sei ammattita? Leggere Ancess? E perchè? Mica me l’ha consigliato il medico.
Un lettore ha diritto a dire che un libro non gli piace anche se non lo legge. Se tu qualche volta vai in quello strano posto pieno di libri che si chiama libreria, bookstore o, orrore, persino biblioteca (che nome osceno, vero?), avrai fatto anche tu così.
Altrimenti staresti ancora lì dentro a valutare quale, delle migliaia di libri, ti piace di più per poterlo comprare. Oppure come fai? Vai in libreria, afferri il primo volume sotto mano, lo compri, lo leggi e se non ti piace torni e spari al libraio?
Non me ne vanto, ma neppure lamento che sono i tempi del mondo corrotto in cui viviamo. Semplicemente non si può leggere tutto e mito o’ cess è proprio l’ultima cosa da leggere!
Ho citato Baricco a caso, ma si vedeva che avevi dei profondi segni di turbe mentali.
Ma non è colpa tua se, come hai detto, te l’hanno fatto leggere a forza. (che merda sono i professori di scuola, peggio ancora che ai tempi miei. No, davvero, capite? fare leggere agli studenti Baricco… questo è mille volte peggio del nazismo, povera Io, davvero questo non te lo meritavi.
Lista, voglio la lista, voglio la lista. Visto che sei così giovane, bastano anche cinque libri, i tuoi cinque libri preferiti. Dai, già mi sei un pò più simpatica perchè schifi Baricco.
maggio 1st, 2008 at 20:11
voglio leggere leggo cose che mi piacciono
non l’hai letto e già deduci MI PIACE – NON MI PIACE. Va beh…..
Scommetterei che c’è anche Baricco nella tua lista, quello che ha scritto l’Odissea!!!!!
L’odissea di Baricco me l’hanno fatta leggere alle superiori per forza, non l’ho scelto io di leggere l’Odissea trascritta da lui.
Poi è vero non mi sono mai sbattuta a prenderne in mano l’originale.
IO LO AMMETTO, però almeno..altro che prendere in mano un libro sentirne qualche recensione qua e la’ allora dichiarare a me stessa NO NON MI PIACE .BON…chiudiamolo!
Io posso essere amica / amante/ madre / sorella del Sig.Rocca. ,
che non ti proccupare IO gli ho sempre riportato critiche e elogi per quanto riguardava il suo libro e su chi so che l’ha letto..TUTTO.
E LUI PUO DIRLO ..non per niente alcune le ho riportate anche qui
non rigirare la frittata chiedendomi quanti fantasy ho letto, perchè all’inizio ad un altra persona, LILITH forse ho detto di non poter dire di intendermene
MA STAI TRANQUILLO….. apro un libro.Lo leggo TUTTO… IO!
E QUESTO E LA BASE DEL BUON LETTORE per chi un buon lettore vuole essere, come te ad esempio
TU STESSO DICI : SVEGLIA, TUTTI I LETTORI FAN COSI
Ed io ti ripeto , vantatevene!
Adesso ti stringo la manina, e ti dico VAI AVANTI PER LE TUE IDEE
CHE IO PROSEGUO PER LE MIE.
Io leggerò più fantasy.
Tu finisci di leggere Ancess.
Che siamo entrambi un passo avanti per continuare a ruotare intorno alle nostre convinzioni.
maggio 1st, 2008 at 19:53
Non ci credo, Io ha scritto Libro e autore con le iniziali maiuscole, vuol dire che stiamo parlando di libro capolavoro e di autore maestro (maestro di tutto.) Io, tu superi ogni mia aspettativa, ti amo, donna, pianta, uomo o hobbit che tu sia. Posso ararti il prato? Ovviamente solo se è un prato erboso.
il mondo è pieno di ottimi libri ed è inondato da buoni libri. Mica sono masochista come gamberetta che legge la troisi, io quando voglio leggere leggo cose che mi piacciono.
E ti dirò di più: ci sono anche molti romanzi brutti che sono scritti bene. Ma Rocca è proprio fuori anche da quest’ultima categoria.
Ma per un momento voglio essere serio, caro/a Io.
Dici che il romanzo di rocca ti piace, va bene, voglio credere alla tua buona fede e al fatto che non sei amico/a mamma/padre fratello/sorella amante di rocca. allora dimmi, caro/a Io, altri dieci libri fantasy che ti sono piaciuti?
perchè certo tu leggi molti fantasy vero?
oppure, se è troppo difficile per te citare dieci libri fantasy che ti sono piaciuti, dimmi solo dieci libri in generale che ti sono piaciuti, a prescindere dai generi.
Scommetterei che c’è anche Baricco nella tua lista, quello che ha scritto l’Odissea!!!!!
Avanti, Io, non tirarti indietro, il gioco si fa interessante.
maggio 1st, 2008 at 19:39
Io non seguo nessuno, se a Gamberetta non piacciono le prime pagine non è affar mio. La prgo di non definire gli utenti del forum caproni. Non faccia come il sottoscritto che poche ore fa ha definito scemi i lettori come lei.
maggio 1st, 2008 at 19:33
sveglia, i lettori in libreria fanno tutti così, a volte neppure aprono il libro
E VANTATEVENE…POI FATE GLI UOMINI VISSUTI QUI.
Caro Io, ho forse mai detto che voglio aiutare? Aiutare Rocca? Ma scusa che me ne frega? Non sono un suo nemico, ma neppure un amico e solo gli amici aiutano.
Tu critichi .
In quanto critichi dai giudizi(o pregiudizi).
Di conseguenza “aiuti”,nel senso lato del termine,a migliorare,nel tuo caso a PEGGIORARE,un qualcosa appartenente a qualcuno,in questo caso il libro di uno scrittore emergente.
NON DAI GIUDIZI ALLA RINFUSA,PENSANDO DI NON COLPIRE QUALCUN’ALTRO CON GLI STESSI GIUDIZI CHE TU STAI ESPRIMENDO SE NO EVITERESTI ANCHE DI PARLARE.
SE TU HAI LA MAGLIETTA CON SCRITTO VECCHIO BRUTTO BASTARDO,CAZZI TUOI!!
VE L’HO GIà DETTO CHE NON STATE SGRIDANDO UN BAMBINO DELL’ASILO NIDO.
STATE PARLANDO DI UN LIBRO E DEL SUO AUTORE.
Ti rendi conto che non ho voglia di leggere il libro neppure sapendo che è gratis su emule?
Non vi fa pensare questo?<
sì,mi fa pensare,e tanto anche.
Comunque…VANTATENE DOPPIAMENTE.
hai voglia di fare qualcosa nella vita,oltre criticare qualcosa che non conosci?
Crede che il nostro parere favorevole porterà gloria all’autore? Le è piaciuto il libro? Benissimo, sono felice che abbia passato del tempo con una buona lettura
Criticandolo Gamberetta ha portato le persone a leggere le prime pagine,essere d’accordo con lei e a non essere motivati a non finire il libro.Da qui la sua frase all’inizio del post-critica “spero che la mia analisi srvirà ad altri”.
Servirà a cosa?A non finire di leggero,come Gamberetta,come tanti caproni?La usate la vostra testa?
Concludo dicendo che quando incontro una persona per strada di cui non mi piace la punta del naso evito di conoscerla, mi fido del mio istinto.
Questi son fatti suoi,prima di tutto.Lungi da me il giudicarla sui suoi fatti personali
L’istinto può essere di vari tipi e far pentire la persona di averlo seguito,e questo può capitare a tutti,anche a lei che non si ferma a conoscere una persona di cui non piace la punta del naso
maggio 1st, 2008 at 19:05
Mia/o cara/o …io…,
lei ha perfettamente ragione, mi sono comportato da cafone insultando i lettori di Sergio Rocca. Chiedo scusa al signor Rocca, a lei e a tutti coloro che hanno letto il libro. Tuttavia non posso non farle notare che il mio commento era diretto a disprezzare i modi in cui il signor mitoancess si è comportato all’interno di questo forum, denigrando chi commentava e creando così una spirale di commenti che via via sta degenerando. Si tratta di persone che esprimono il proprio parere relativamente a, come ha ricordato lei, due pagine di un libro, tutto qui. Non vedo il motivo per cui lei se la sia presa così. Arti marziali?Non ricordo di aver parlato di arti marziali. Il libro? Penso sia scritto bene dato che docenti universitari hanno dato questo parere. Ma io non mi riferivo al libro, mi riferivo alla cafoneria del signor mitoancess, il quale ha alzato la cresta (capito al metafora?) in un forum, ripeto, un forum. Perché ne sta facendo una questione di principio? Crede che il nostro parere favorevole porterà gloria all’autore? Le è piaciuto il libro? Benissimo, sono felice che abbia passato del tempo con una buona lettura. Non so se comprerò il libro, anche perché non so se lo troverò dato che la mia libreria di fiducia scarseggia in fatto di fantasy. Un’altra cosa a me ignota è il motivo per cui lei sia convinta che gli utenti di questo forum conoscano solo 300 parole…da cosa lo ha dedotto? Me lo spiegherebbe? Non credo che lei sia l’unica persona vissuta che visualizza la pagina web. Inoltre le faccio notare che qui non si usa linguaggio sms-ese (come xkè in luogo di perché). Concludo dicendo che quando incontro una persona per strada di cui non mi piace la punta del naso evito di conoscerla, mi fido del mio istinto.
Cordiali saluti,
Scemo chi legge (il mio commento)
maggio 1st, 2008 at 18:59
ho acchiappato ..Io.. , finalmente. Cominciavo a temere fosse tutta fatica inutile. Ma io sono un pescatore paziente, anche se non di gamberi.
Caro Io, ho forse mai detto che voglio aiutare? Aiutare Rocca? Ma scusa che me ne frega? Non sono un suo nemico, ma neppure un amico e solo gli amici aiutano.
Molti ci hanno provato, in buona fede, e non avete dato loro neppure un briciolo di credito solo perchè dicevano cose che non volevate sentire. Non gli avete neppure detto: grazie, ma la penso diversamente.
Io non sono così buono come loro, io cammino con una maglietta con su scritto: vecchio brutto bastardo.
Costruttivo, distruttivo? Ma come parli?
Io giudico senza aver letto, dopo aver appena dato un’occhiata all’incipit.
Sveglia, i lettori in libreria fanno tutti così, a volte neppure aprono il libro.
Ma tanto gli editori a pagamento non portano i libri in libreria, è questo che mi vuoi dire?
Ti rendi conto che non ho voglia di leggere il libro neppure sapendo che è gratis su emule?
Non vi fa pensare questo?
Ok, Io valeva uno nella battaglia navale, rob due e ho centrato le caselle, mito o’cess pur silurato, si nasconde fuori portata radar, codardo (eh, ti dico codardo e neppure rispondi? ha ha).
Ciao, dal vostro distruttivo avvocatospadaccino, sempre pronto per ogni mala causa.
maggio 1st, 2008 at 18:59
Da quando i consigli di scendere da un piedistallo sono diventati prese per i fondelli?
E poi, imparare a leggere, per favore: ho detto che la sua (di Scemo chi legge) firma era sarcastica, visto che il suo post – come quello di altri – era infarcito di consigli.
maggio 1st, 2008 at 18:52
Non mi sono affatto sentita presa in mezzo, ho solo fatto notare che il sarcasmo non lo sai neanche vedere. E non lo dico perché mi credo superiore, ma perché ho letto ciò che ha scritto Scemo chi legge e ho sorriso leggendo la sua firma. Sarò strana io.
A me non sembrano tanto sarcastiche le cose che hanno scritto fin ora!!Sono più clatro prese per i fondelli!!Sappi distinguere!!Sarò strana anche io…
maggio 1st, 2008 at 18:49
Non mi sono affatto sentita presa in mezzo, ho solo fatto notare che il sarcasmo non lo sai neanche vedere. E non lo dico perché mi credo superiore, ma perché ho letto ciò che ha scritto Scemo chi legge e ho sorriso leggendo la sua firma. Sarò strana io.
maggio 1st, 2008 at 18:42
È bello vedere che il sarcasmo in certe persone non è proprio di casa.
Mi sa che si è sentita messa in mezzo!! ahahahahahahah
ABBASSATE LA CRESTA,CHE COSì NON ANDRETE DA NESSUNA PARTE E VE LO DICO COL CUORE E SERIAMENTE,DAVVERO. :(
avvocatospadaccino
Il tuo sarcasmo,forse non te ne accorgi,è unicamente distruttivo piuttosto che costruttivo,quindi non puoi pretendere di aiutare nessuno con i tuoi giudizi.Finisci di leggere il libro e poi giudica!!
maggio 1st, 2008 at 18:36
Cara Mari, ma noi mica continuiamo per finalità educative o filantropiche. Hai ragione quando dici che non si parla a chi non vuol ascoltare. Noi stiamo continuando a sfottere mito o’ cess per una ragione puramente egoistica: ammettiamolo, ci stiamo divertendo un casino, è meglio di quando i clown al circo prendono le torte in faccia. Ed è raro, davvero, trovare qualcuno come mito o’ cess talmente stupido o di buon carattere disposto a farsi sfottere tanto.
Ok, non sarà politicamente corretto, ma dio mio se è divertente. alcuni diranno che mi diverto con poco. Bè, lo lascio giudicare a voi se è poco.
grazie, di cuore.
maggio 1st, 2008 at 18:29
È bello vedere che il sarcasmo in certe persone non è proprio di casa.
maggio 1st, 2008 at 18:24
edit
“LA VOLTA IN CUI QUALCUNO VI INCONTRERà E A QUESTA PERSONA NON PIACERà LA PUNTA DEL VOSTRO NASO,NON CERCHERà DI CONOSCERE IL RESTO DI VOI!!
maggio 1st, 2008 at 18:17
Scemo chi legge (il suo libro)
Caro il mio Scemo,il Signor MITOANCESS sarà stato un cafone,ma lei non si è risparmiato dicendo scemo chi legge il suo libro.PIù CAFONATA DI QUESTA!!E POI ANCHE LEI CI FA ALTRETTANTO PENA…..Allora dovrebbero esserlo madri di miei conoscenti che hanno letto il libro??Nel vocabolario italiano ci sono centinaia e centiania di parole e voi sapete usarne giusto 300 per mandare sms!!
A parere di una persona che l’ha letto,(49 anni,quindi abbastanza vissuta)
la seconda parte è la migliore( COSA CHE VOI NON AVETE ANCORA FATTO PERCHé VI SIETE FERMATI TUTTI ALLE PRIME PAGINE)
La critica che lei ha fatto è che bisognerebbe evitare le scene di arti marziali che non a tutti potrebbero interessare o possono capire,ma la signora non si è comunque fermata nel leggerlo come avete fatto tutti Voi quando avete giudicato illegibile il libro dalle sole prime tre pagine!!
Come la gente stupida compra i quadri di Picasso,altrettanto lo sono quelli che leggono certi libri di scrittori moderni tutto violenza,sesso e latte alle ginocchia!!
NON TUTTI SI NASCE IMPARATI…NON TUTTI NASCONO TOLKIEN O BROOKS O LEWIS!!
La signora a cui ho chiesto di commentare vuole dire a Gamberetta e a tutti i suoi compari: “LA VOLTA IN CUI QUALCUNO VI INCONTRERà E A QUESTA PERSONA NON PIACERà LA PUNTA DEL VOSTRO NASO E NON GLI PIACERà,NON CERCHERà DI CONOSCERE IL RESTO DI VOI!!” Chi ha orecchie per intendere,intenda… Capite la metafora??
maggio 1st, 2008 at 15:14
Ragazzi, gli ripetiamo le stesse cose da ormai 200 messaggi. Ora basta…
E’ inutile e, secondo me, stiamo dando fin troppa corda a una persona così. Soprattutto perchè, a mio parere, sta sfogando qui tutta la sua repressione.
Lasciatelo cuocere nel suo brodo latinizzante e grecizzante.
Non dategli la possibilità di continuare a darsi arie …
Ps.
Solidarietà a tutti, soprattutto a Sandy che si è rapportata con lui in maniera simile a come ho provato a fare io, ricevendo pesci in faccia nel medesimo modo ^^
maggio 1st, 2008 at 15:09
Notevole come, nonostante i nostri monologhi unilaterali la annoino, lei sia tornato sul forum 40 minuti dopo aver risposto ad Andrew per definire Sandy85 (la informo che la y è una lettera diversa dalla i) una ragazza connessa con il suo mondo immaginario pseudo onirico. Ora, tutti noi conosciamo il significato di immaginario ma lei, siccome è dotato di conoscenze a noi sconosciute, ha preferito rafforzare tale significato ricorrendo a quella che sicuramente reputerà una bella-parola-sconosciuta-ai-molti-che-frequentano-il-forum con il solo scopo di impressionare, di fare sfoggio della sua conoscenza del vocabolario di lingua italiana. Il risultato è il seguente: chi non aveva mai sentito la parola ‘onirico’ oggi ha imparato un nuovo vocabolo; lei ha dimostrato di passare un 1° Maggio triste dato che preferisce rispondere in modo senz’altro grammaticamente corretto ma offensivo a ragazzi nel modo più vigliacco possibile ossia virtualmente, tramite internet, nascondendosi dietro uno schermo piuttosto che uscire per una passeggiata o una scampagnata.
Lei ha inoltre sottolineato quanto tenga al parere di persone che non leggeranno mai il suo libro per il piacere di leggerlo e quanto disprezzi i nostri. Oscar Wilde mi ha insegnato che nel momento in cui l’artista è apprezzato dai critici non è un artista, nel momento in cui i critici si complimentano con l’artista per la sua opera allora l’opera è penosa perché il suo significato deve restare a chi l’arte l’apprezza e non deve assolutamente essere compresa da chi l’arte la giudica. Lei scrive docenti con la d maiuscola e sbaglia: possono anche dirle che la grammatica, le parole, i periodi sono ineguagliabili ma, mio non caro signore, sono i Lettori quelli che contano e con ciò non sto elogiando certi scrittori di successo(?) sebbene ignorino le regole fondamentali della mia (e di tutti gli utenti) cara lingua italiana; non affermo che non si deve saper articolare bene un periodo per scrivere. Io affermo che si deve scrivere con la passione di scrivere, quella stessa passione che ci spinge a imparare l’arte del ’saper scrivere’ ogni giorno, quella stessa passione alimentata da chi legge i nostri lavori e ne rimane favorevolmente colpito, pur non avendo alcun titolo pregiato quale dott., prof.re, egr., e via dicendo.
Concludo dicendo che lei mi fa pena, vorrei augurarle di avere successo con il suo libro ma non psso ignorare il fatto che sia un cafone. Una cosa mi consola: il fatto che lei perderà 3 minuti della sua importantissima e grammaticalmente corretta vita a leggere il mio commento.
Non cordiali saluti,
Scemo chi legge (il suo libro)
maggio 1st, 2008 at 15:01
@mitoancess:
Continui a parlare di sintassi e regole grammaticali, quando hai scritto un testo che da questo punto di vista è assolutamente penoso.
Credo che ci voglia anche un po’ di umiltà per essere scrittori:
Lo scrittore si mette a scrivere perché prima ascolta i dolori dell’umanità, le persone che gli si siedono di fianco, le critiche che gli vengono fatte…tu non fai altro che attaccare, invece, e vomitare sentenze senza prima nemmeno riflettere su ciò che le tue dita stanno facendo su quella strafottuta tastiera che hai di fronte, corroso dalla superbia e dall’ira.
Cavolo, ma accendi il cervello!
Hemingway è stato uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi:
Ha iniziato mettendosi ad ascoltare le parole degli amici ubriachi che si cofidavano con lui la notte; stando attendo alle confidenze dei matador spiantati dei bar di Madrid; raccogliendo il sangue e i dolori dei lottatori di box di qualche repellente palestra di Chicago…non si è mai messo sulla cattedra, e meno che mai agli inizi, quando tutti gli scrittori contano meno di un cazzo.
Mitoancess, avrai anche 800 lauree, ma sei agli inizi: conti meno di una cazzo….quanto me.
maggio 1st, 2008 at 14:49
sandy, rocca è un comico, non prendere troppo sul serio quello che dice… piuttosto speriamo raggranelli subito altre 3-4 mila euro così da pagare un altro editore a pagamento e donarci il seguito: il bidè del destino!
sia sandy che pochi altri, troppo pochi, affrontano un argomento decisivo: la lettura è intrattenimento, è un piacere, è un ozio (non vorrei tirare in ballo quel grassone di cicerone, ma tant’è).
allora perchè einstein non è stato anche un grandissimo romanziere?
gli americani ci provano da anni con la formula: intrattenere e insieme raccontarti qualcosa di utile. Forse questa formula non è perfetta per i romanzi, ma loro l’hanno travasata anche in altri prodotti, ad esempio i serial tv. Ad esempio, in desperate housewife si insegna come riparare un tubo (giuro che mi è stato utile) oppure in csi come farla franca dopo aver ammazzato qualcuno (questo mi sarà utile in seguito)
hanno persino migliorato the office, e dire che io sono contrarissimo ai remake. Ok, forse sono uscito un pò Off topic, ma il senso è: il nome della rosa è un grande romanzo quando resta sul piano del thriller e dell’azione intelligente , ma una vera palla nelle quindici pagine dove cita riferimenti cristologici (sono quindici pagine di seguito) da semantico segaiolo. Fortuna che sono solo quindici pagine su 500 e quindi si può e si perdona, ce ne fossero di più di romanzi come quello!
maggio 1st, 2008 at 13:14
Se posso chiederle, quale sarebbe il mio mondo pseudo onirico? Solo perché ho detto che ci sarebbe bisogno di un po\’ più di maturità per accettare le critiche? O solo perché ho detto che ogni giorno tento di scrivere qualcosa di decente da mandare alle stampe?
Ho detto qualcosa che non ha senso nel mio precedente commento? Io ci ho letto solo dei sacrosanti consigli sull\’umiltà e la smetta di stare sul piedistallo che si è auto-creato, perché avrà anche fatto leggere il libro ai più esimi professori, docenti, rettori universitari, ma sono solo una piccola parte di ciò che potrebbe essere il suo pubblico.
Io ho cercato un dialogo pacato ed intelligente con lei, ma vedo che è inutile, perché continua ad offendere senza conoscere le persone che ha al di là dello schermo e come ho chiesto ad altri, lei sa vita, morte e miracoli di chi scrive dall\’altra parte per dire che vive nel proprio mondo pseudo onirico? Forse è meglio che inizi a crescere ed a considerare più punti di vista, perché così non farà molta strada.
Ma purtroppo anche questo mio post non sarà sensato, quindi continuerà a dire che sono un\’idiota perché mi pongo sempre nuove sfide e so accettare le critiche costruttive meglio di un autore che cerca di essere famoso.
maggio 1st, 2008 at 13:04
Sandi85:
Vedo che anche tu sei connessa con il tuo mondo immaginario pseudo onirico. Quando dirai qualcosa di sensato l’interscambio potrà avvenire, diversamente sarebbe come se qua ognuno dei due parlasse per conto suo nonostante la compresenza.
Poi io mi sto divertendo in questo forum, sono solo minimamente irritato dalle assurdità surreali e dal girotondo ostinato di una stretta cerchia di commentatori.
Saluti
maggio 1st, 2008 at 12:44
ANDREW:
Hai scritto una marea di fesserie:
Nel tuo scritto
-Lo stile non è scorrevole, è forzato, ci sono frasi senza senso, e nel complesso sembra che chi l’ha scritto non ha mai impugnato una penna prima d’ora, cosa che non mi piace affatto.-
Hai gravemente sbagliato i tempi verbali nonché la forma sintattica. Quella sottospecie di spiegazione che hai riposrtato vale per il parlato che è flessibile ai mutamenti sociali (in peggio).
Le chiacchiere stanno a zero.
Comunque se vuoi fare il testone e rimanere convinto dei tuoi errori prova a consegnare uno scritto con orrori grammaticali del genere a qualche Docente, poi vedrai che belle parole che ti riserverà.
A parte questo quà chiudo nuovamente perchè i vostri monologhi unilaterali mi annoiano alquanto.
Ravvedersi, ravvedersi, ravvedersi…
maggio 1st, 2008 at 12:05
Ok, posto ancora per precisare che non sto scrivendo una mail ad una persona importante, sto commentando in un blog, e visto che…
Poi devo ancora capire perché cerchi di dimostrare la mia/nostra/altrui stupidità, è per sminuire i nostri commenti? Anche perché ai miei ho sentito come risposte solo domande su particolarità latine e prese per il culo su congiuntivi omissibili omessi.
Se poi giochiamo a chi scrive peggio, allora dimmi da quando i punti interrogativi vanno a coppia e distanziati dalla parola che li precede (”come va ??”).
maggio 1st, 2008 at 01:01
Mi è scappata una “e” al posto della “i” in “potenziale”… uff, avevo anche riletto per bene per non incorrere in errori di battitura.
Chiedo venia per la seconda volta.
maggio 1st, 2008 at 00:57
È da molto che non passo di qua e, cavolo, mai prima di allora avevo visto un autore prendersela tanto per una critica costruttiva… tredicenni che scrivono per moda e non sanno distinguere una “a” da un “ha” ne ho viste tante, ma questo è un altro paio di maniche.
Mi meraviglia che uno che ammetta di avere una grande cultura poi scada in affermazioni a dir poco ingiuriose contro possibili lettori. So di non essere una fonte affidabile, che cerco di scrivere qualcosa di decente da mandare in stampa, che scrivo critiche solo a ciofeche che non si sa bene perché vengano scritte (sto parlando di ficcyne = fan fiction scritte con i piedi e, il più delle volte, in sms-ese e che martoriano altre opere, quindi niente di personale con il signor Rocca) e che probabilmente la mia opinione non importerà ad anima viva, ma quello che mi sento di dire (e che ripeto il più delle volte) è: se una persona non è pronta per ricevere delle critiche costruttive da parte di potenziale lettori, allora farebbe meglio a non pubblicare ed a crescere ancora un pochino.
Coloro che scrivono (e leggono) qui, sia i post che Gamberetta ed altri ci propongono, sia i commenti, sono potenziali lettori di un’opera, come tali sono sempre liberi di esprimere il proprio gradimento sulla suddetta. Mi sembra veramente infantile insultare i “potenziali lettori”, perché qui non leggeranno solo loro che sono i diretti interessati dell’insulto, ma anche altri e potranno farsi un’idea di come sia un autore, al di là di ciò che uno abbia scritto e/o pubblicato. Anche il fatto di sbagliare – involontariamente, magari – certe cose elementari come “quì”, “quà”, “pò” danno un’idea assolutamente erronea dello scrittore.
Non vedo cosa c’entri il dimostrare di sapere l’etimologia di una parola ed il suo uso nella letteratura antica. Qui non siamo in un’aula universitaria, non c’è bisogno di dimostrare la propria cultura con mezzucci da quattro soldi. La cultura non si fonda solo su nozioni scolastiche, va al di là di ciò che uno impara sui banchi di scuola (io avrei imparato ben poco, allora, visto che sono uscita per il rotto della cuffia dal liceo).
Ho riscontrato in molti, che si credono grandi scrittori, lo stesso problema: pensano di essere più acculturati di altri solo perché hanno una laurea in più, ma non è così, perché anche un artigiano con la passione per la storia, la letteratura, le scienze, ecc. che non ha avuto la possibilità di proseguire gli studi ne saprà di più di un pluri-laureato che si vanta tanto della sua – talvolta esigua – cultura.
Tutto questo per dirle, caro signor Rocca, che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e scendere dal gradino più alto che si è creato da solo, perché non è nessuno e continuando a pensare di essere migliore non fa altro che peggiorare la sua posizione.
Forse sarò andata un po’ fuori tema, ormai, ma non ho letto tutti gli altri commenti, chiedo venia, ma anch’io, come altri, sto preparando gli esami universitari e non ho molto tempo.
aprile 30th, 2008 at 23:38
per Andrew:
-Lo stile non è scorrevole, è forzato, ci sono frasi senza senso, e nel complesso sembra che chi l’ha scritto non ha mai impugnato una penna prima d’ora, cosa che non mi piace affatto.-
(A proposito di lezioni di grammatica) Che ne dici di scambiare quattro chiacchiere al bar, con un aperitivo, per parlare del congiuntivo che nel tuo testo non ha diritto di cittadinanza ?? Poverino, guarda che poi si offende…
Ascolta, due accenti sono sorvolabili… ma l’erroneo uso dei tempi verbali lo è un po’ meno, ne convieni ?? Ma chi era la tua insegnante di italiano, Pippicalzelunghe ??
Poi suvvia, non sminuiamo i cani e i porci…
aprile 30th, 2008 at 22:38
… Io aspetto la tua ammissione di ignoranza. Scrivere “pò”, “quì” e “quà” non è una questione di attenzione, o si sa scrivere in italiano o no. Può sfuggire un “qual è” con l’apostrofo o metterne uno di troppo, si può saltare una lettera o invertirne qualcuna per la fretta, ma mettere un accento a po’, qui e qua è tutt’altro.
Detto questo, visto che sono così stupido da non essere nato abbastanza in tempo da potermi essere già laureato per poter rispondere ad una domanda di così grande importanza ed essere considerato intelligente da Sergio Rocca – il che esclude qualsiasi commento su come sia scritto il testo – ecco un semplice parere sulla trama: sembra accettabile, azzardando anche interessante, ma io – in quanto diciassettenne ignorante che pensa che sapere come si scrive in italiano sia più utile dell’etimologia e dell’uso peculiare nella metrica latina di elisione – se trovassi quel libro in una biblioteca/libreria/scantinato a caso, e se mi fermassi a leggere le prime righe per pura curiosità, oltre quello non andrei. Lo stile non è scorrevole, è forzato, ci sono frasi senza senso, e nel complesso sembra che chi l’ha scritto non ha mai impugnato una penna prima d’ora, cosa che non mi piace affatto.
Se poi i non laureati (perché ignoranti) e i laureati (perché ormai si laureano tutti) non possono esprimere un parere preso sul serio, allora non so proprio chi possa apprezzare/leggere tale… capolavoro.
(Ma vedendo chi lo apprezza posso dire di essere felice di essere tra i cani e porci. Forse se tutti i cani e porci fossero così il nostro mondo sarebbe migliore…)
E con questo chiudo qui: la mia opinione è questa, se non piace amen, vorrà dire che sono troppo stupido/intelligente/pretenzioso (a voi la scelta).
aprile 30th, 2008 at 21:35
Per tutti:
Tante chiacchiere ma ancora non ho visto la risposta al mio quesito:
etimologia della parola “elisione” e suo utilizzo nella metrica classica.
Oltre alle ciance e bazzecole riuscite a rispondermi appropriatamente ?
Ripeto, non fate i furbi con wikipedia, dizionari, enciclopedie ecc… Sono pronto prontino prontuccio a beccarvi in flagrante.
Il concorso è aperto anche per ECO, su mi faccia sognare Chiarissimo Docente.
Ravvedersi, ravvedersi, ravvedersi …
aprile 30th, 2008 at 16:57
Sono un docente del sig. Rocca. Leggendo il romanzo del suddetto mi sono reso conto che la sua preparazione lede all’immagine del nostro ateneo. Invito quindi il sig. Rocca a reimmatricolarsi per poter saggiare di nuovo la sua preparazione con gli esami del primo anno, così da poter verificare se la mancanza di proprietà nel coniugare modi e tempi verbali sia dovuta al nostro corso di laurea o alla preparazione dello studente.
aprile 30th, 2008 at 01:38
Mostruoso cosa capita scrivendo. Chiedo venia!
Un articolo.
aprile 30th, 2008 at 01:27
Seguo spesso questo blog perché è scritto con passione e, fra le righe, si trovano spunti mirabili.
Mi piace come è costruito, specialmente la linea editoriale: gli approfondimenti in calce all’articolo, le note bibliografiche costruite come una sorta di sitografia.
Nel mio commento ho inserito un link ad un’articolo di Paul Graham, How to disagree, tradotto dal Blog dell’Internazionale.
E’ un articolo interessante.
Il cuore di tutta la conversazione che anima i commenti di questo post, a mio avviso, può essere rinvenuto non solo e non tanto nella critica dell’autrice del blog ad un libro; bensì nell’incapacità di avere fantasia nel essere in disaccordo.
L’assenza di fantasia mi ha provocato un po’ di tristezza.
Mi piace molto la chiosa finale dell’articolo:
Un abbraccio… Senza alcuna tristezza
aprile 29th, 2008 at 21:04
Va bene, fino ad ora avevo lasciato perdere, ma adesso mi chiedo veramente se non avete iniziato a parlare calmucco mentre ero distratta… Spesso ho trovato commenti del tipo “eh, li hai messi in difficoltà!” o “li hai smontati, eh?!”.
Va bene, mi rivolgo al sommo poeta, il signor Rocca, che non ho ancora avuto il piacere di sfidare in duello: può riportarmi i brani in cui ci avete messi con le spalle al muro?
perchè a me sembra, mio caro amico, andata diversamente: all’inizio la gente criticava in modo mediamente serio, e lei ha risposto “sgallinando” che eravamo inetti trogloditi; questa sua reazione a dir poco ridicola ha scatenato l’ilarità generale, ed in diversi vi han dato la baia senza pietà. A questo punto lei si è trincerato dietro uno spirito di patata travestito da intellettualismo trito: “eh, sapete, solo se siete esperti di filologia lappone trecentesca potete capire”, eccetera. Per di più rimarco una buffa cosa:
-Hai detto che tu sei uno studioso, che professori universitari e compagnia danzante hanno apprezzato e che solo questa enclave di favoriti dalle muse poteva leggere IL Capolavoro.
MA
Quando in diversi abbiamo fatto notare che Università non significa saper leggere e scrivere e che con basi culturali tutt’altro che nulle il suo lavoro risulta poco più che puerile, ha ribattuto che:
-E’ vero gli universitari sono uno strazio, l’Università non forma più nessuno e se noi abbiamo qualche titolo di studio è perchè al giorno d’oggi passano cani e porci.
Esimio, e lei ha studiato nel 1949? No, per sapere… Non le sembra un tantino contraddittorio? Solo l’Università può accogliere il suo Capolavoro, quell’Università infestata di ignoranti leninisti (occheschifo!). Allora, ti decidi? Così, come ha detto qualcuno (un genio, non ricordo il nome) sappiamo per che verso sbranarti…
Ah, a chiosa, è vero, la scuola non è meritocratica al giorno d’oggi. Attento, sto per dirti una cosa eclatante: non lo era nemmeno nel 1930.
A dimostrazione, ieri come oggi girano scimmie in toga convinte di esser Petrarca. Ogni riferimento o fatti o persone è pienamente voluto.
Di solito cerco di non offendere, ma tesoro bello, per te posso fare un’eccezione :)
A Lilith: I tuoi commenti hanno del surreale… Continuo a sospettare che tu sia una fine umorista e ci stia prendendo tutti per i fondelli.
aprile 29th, 2008 at 19:13
*Edit*: non era stato pubblicato il mio commento, quindi gli \ vengono dal salvataggio automatico del messaggio da parte del server. Ho letto solo ora le altre risposte, altrimenti ero rimasto a questa: http://fantasy.gamberi.org/2008/04/17/le-chiavi-del-cassonetto/#comment-1770
aprile 29th, 2008 at 19:04
@Sergio Rocca, ho commentato solo in risposta a Lilith, senza alcuna intenzione di offendere – anzi, solo il mio primo commento era diretto a voi, e mi pare tutt\’altro che un\’offesa. Non ho nemmeno visto tutti i commenti, dato che il vostro libro non l\’ho letto e non m\’interessa, per il momento, quindi non vedo perché mai dovrei \”schierarmi\” a vostro favore o a sfavore.
A vostro favore posso però dire che saper mettere un accento o un apostrofo non significa essere bravi scrittori; semmai può rappresentare un appiglio per i frustrati. Ammetto però di essere una persona che a queste sottigliezze \”tipografiche\” ci tiene, ma non mi sogno mica di correggere le persone, né mi curo più di tanto se vedo qualche accento sbagliato.
La metrica latina la studio, dato che ho 17 anni e frequento un liceo classico – non ho capito bene il termine richiesto, però.
Internet è una fonte utilissima, dato che permette a tutti di poter informarsi in modo superciale e no, soprattutto se si ha una certa destrezza nel p2p. Sono contento, infatti, di notare che molti della mia età – gente conosciuta su internet – sono qualche gradino più in alto rispetto ai soliti caproni adolescenti (quanto a cultura, generale o specifica). Non so, quindi, quanto possa tornare utile una \”sfida\” culturale online. Del resto, personalmente, ammetto con tranquillità la mia ignoranza profonda in moltissimi campi, letteratura compresa. Ma ho 17 anni, e non ho avuto, ahimè, il tempo materiale per poter studiare certi argomenti, e mi accontento di una conoscenza superficiale.
@Sparviero: \”un\’umile parassita\”? Mi sa proprio di sì! :P
aprile 29th, 2008 at 19:02
caro Jess, non mi fai affatto tristezza (la tristezza era riferita a jerry, ma tanto lui non ci degnerà mai di tornare neppure per pontificare… tu ti sei comportato mille volte meglio, perchè comunque dimostri propensione a discutere… ora qualcuno mi dirà che non si può scrivere mille volte meglio…). Però tra l’essere tutti buoni come il panettone bauli e lo scannarci non ci passa un’infinità di gradi intermedi?
Io poi i miei amici li scelgo solo tra le persone che hanno opinioni diverse dalle mie.
Il mio era solo un appello a mettere da parte la melassa… mitoancess prende colpi, a sua volta reagisce, è un buon match e ad onor suo non ha mai chiesto di essere difeso da altri.
(anche se negli ultimi tempi sono stranamente comparse delle disinteressate truppe cammellate a suo supporto… meglio, il grano si taglia meglio quand’è maturo! ha ha)
Poi tanto loro ci mettono sempre con le spalle al muro, magari gridando: raus, raus.
(C’è gente che scrive: vi ho messo con le spalle al muro!!!)
E voglio dire anche un’altra cosa.
Per chi scrive il ridicolo è sempre dietro la porta.
Io rido dei prati erbosi, ma – e non ho difficoltà a dirlo – avevo scritto in un mio romanzo di “coppia di due”
esatto, avevo scritto coppia di due e non me n’ero accorto neppure dopo la terza rilettura. Il capitano mi ha massacrato ed io l’ho ringraziato, ne abbiamo riso assieme e dire che neppure ci conosciamo (però ha promesso di presentarmi una certa Daniela… inutile che sparisci, ogni promessa è debito, ha ha)
Se fossi pio, direi: scagli la prima pietra chi non ha peccato.
Invece ho “peccato” e scaglio comunque la prima pietra.
altrimenti nessuno lancerebbe pietre, mitoancess forse dormirebbe più contento o forse il suo ego lo tiene indenne da ogni critica meglio di un impermeabile, ma nessuno mi avrebbe detto: coglione, hai scritto coppia di due.
In fin dei conti, noi siamo i cavalieri dello zodiaco e mitoancess e i suoi, sporchi sgherri di Asgard!
(sottotitolo per non “comprendenti”: frase più simpatica che ironica, che molti non troveranno nè simpatica nè ironica)
p.s. ragazzi, non lasciate guardare ai vs, figli cartoni animati giapponesi, io ne sono la dimostrazione.
aprile 29th, 2008 at 18:45
No grazie, non ho bisogno di dimostrare nulla, mitoacess caro.
Non vado in giro a cercare a tutti i costi di apparire strabordante di cultura da ogni poro.
Anche perchè non sono laureata in lettere classiche come te e, evidentemente, chi non ha questo genere di preparazione, non ha il diritto di osare prendere la parola.
Ti proporrei di parlare di arte o di letterarura, visto che il mio indirizzo è quello, ma non è assolutamente questo il luogo e, come ho detto prima, non ha senso discutere con te di questi argomenti, soprattutto in questa sede.
Aggiungo che, a differenza di molti altri, ero stata cortese nei tuoi riguardi, e speravo di ricevere il medesimo trattamento. Ma evidentemente mi sbagliavo. Non rispondi male a chi ti insulta, ma semplicemente a chi, anche gentilmente e con criterio, ti contesta.
A ogni modo, ragazzi, direi di piantarla con sto flame. Non so come la vedete voi, ma per me stiamo solo dando a un borioso la possibilità di mettersi in mostra. Abbiamo letto le 3 pagine iniziali del suo romanzo, l’abbiamo commentato, magari aspramente. Direi che gamberetta può scrivere un nuovo articolo, in modo da poter passare a discussioni decisamente più costruttive di questa.
Passo e chiudo ^_^
aprile 29th, 2008 at 18:36
Gamberetta, rassegnati, se non conosci l’etimologia del termine “elisione” non potrai mai avere il diritto di esprimere un’opinione su un qualunque romanzo.
E per fortuna mitoancess è convinto di dire cose intelligenti!
aprile 29th, 2008 at 18:32
ahahahahah
Ma Mito! E dire che ancora non sei così famoso!
Mamma mia quanto ve rode ahò!
Io non sarò una cima in letteratura, ma questi quà vedo che non capiscono neanche quello che dici! Soprattutto Katerina…Ammazza ma siete de coccio!
Comunque ti auguro di diventare quasi quanto la Troisi !
( dico QUASI perchè un fenomeno come lei è ormai dura egualiarlo!)
Ciao a tutti un bacio!
aprile 29th, 2008 at 18:31
Ragazzi, mabbasta! :D Se mitoancess vuol credere di aver scritto un capolavoro e che noi non abbiamo le “competenze” per valutarlo faccia pure, che importanza può mai avere? E’ chiaro che accanirci non serve a niente. Tanto a pagamento si può pubblicare ciò che si vuole, mica ha rubato il posto a qualcuno (che io sappia). E di scrittori bravi ne è pieno il mondo.
Gamberè, non ne posso di più sentir parlare delle “Chiavi del fato”. A quando il tuo nuovo post? ;) Magari la recensione di un bel libro, stavolta.
aprile 29th, 2008 at 18:25
No Rob, non devi essere così spietato nei loro confronti…Suvvia, c’è chi per non rispondere al mio quesito fa finta di capire a quale termine mi riferisco anche se l’ho omesso per errore…laurea il lettere…tanta chiacchiera ma i grandi professori non sanno nel concreto dimostrare di avere requisiti per esprimere giudizi appropriati anziché pareri camuffati da sentenze illuminanti.
La parola tanto desiderata è: ELISIONE. Vuoi provarci Mari cara? “Latinizziamo” o “Ellenizziamo” ?
Ravvedersi, ravvedersi, ravvedersi…
aprile 29th, 2008 at 18:08
Spero però che prima o poi vi rendiate conto che se voi siete diplomati e, alcuni di voi, iscritti ad una Facoltà, è proprio grazie a questo abbassamento di livello dottrinale, nonché all’assenza di meritocrazia nelle scuole.
Quindi chi dice che il suo libro, o sommo poeta, non è un capolavoro della letteratura modern, passata e futura, o è un’ignorante troglodita oppure, se possiede una laurea o un qualsivoglia titolo di studio, l’ha ottenuto perchè la scuola italiana è un colabrodo.
E quelli chiusi al dialogo siamo noi, già.
aprile 29th, 2008 at 17:35
a Mari:
In un commento hai scritto:
“nella mia università (sottolineo: di lettere) i laureandi sono di livello talmente elevato che i professori, prima di accettare qualcuno come tesista, fanno un colloquio orale e soprattutto una prova scritta per vedere se lo studente è capace di mettere per iscritto un pensiero senza incappare in errori-orrori …”
Semplice curiosità, in che ateneo studi ?? Perchè ti assicuro che NON è così ovunque, specialmente nei corsi di laurea in Lettere, credimi !!
Varia molto da caso a caso…
Concordo assolutamente sull’assenza di meritocrazia nelle scuole…
Un esempio banale ma concreto… gente che ha frequentato il liceo classico negli anni cinquanta, sessanta e settanta e ha poi proseguito in percorsi universitari è ancora in grado addirittura di comprendere un testo in latino e tradurlo, ad esempio… oggi studenti diplomati da nemmeno un anno hanno bisogno di due ore con ausilio di dizionario per tradurre ( o “vertere” come si dice) un branetto di 8 righe scarse…
La differenza sta sia nella metodologia didattica, sia nel diverso atteggiamento ( e livello) degli studenti verso lo studio…
(Questo è solo un esempio indicativo, ovviamente).
aprile 29th, 2008 at 17:30
Ho aspettato che in questo sito qualcuno esprimesse semplici opinioni personali, eppure fin’ora ho trovato solo presuntuosi che non sanno reggere una conversazione aperta, con qualche eccezione. Infatti vedo che sgusciate via come anguille quando io, Federica, Jiggly, dottorando ecc., vi mettiamo con le spalle al muro grazie alla nostra reale cognizione di causa.
Detto questo, continuate a girare su voi stessi come trottole…
Io non vedo gente con le spalle al muro tranne voi, messere.
Andiamo, che ammasso di stupidaggini..
Non sai accettare le critiche, neanche quelle motivate da esempi concreti, e ti rifugi nella stolta convinzione che solamente i laureati possano comprendere la tua grandezza, l’unico in grado di unire in modo maldestro elementi nordici con elementi chiaramente meridionali..
aprile 29th, 2008 at 17:19
Mmm quindi mi stai dicendo che mi sono diplomata e poi laureata soltanto perchè si è abbassato il livello culturale.
Può essere, ma non credo che tu abbia molti anni più di me, quindi anche il tuo titolo di studio è evidentemente frutto di questo abbassamento culturale. Facciamocene tutti una ragione.
A parte che, siccome sono ignorante, non ho capito quale termine vorresti analizzato in maniera così specifica.
Comunque, andare in giro spacciando come basilari per dimostrare la propria preparazione, studi specialistici di filologia e metrica classica, non è una cosa che ti fa molto onore.
Sono studi, come dicevo, specialistici di una particolare branca di conoscenza. Non è certo questa la cultura di cui si ha bisogno per avere il diritto di commentare un testo …
aprile 29th, 2008 at 17:14
Oh, tu, mitoancess, potentissimo signore di tutto ciò che vedi. Io, un’umile parassita se messo a tuo confronto, chiedo perdono per la mia infinita ignoranza.
Non sono degno nemmeno di lustrarti le scarpe, la tua potenza non ha eguali e tutti dobbiamo inchinarci di fronte alla tua magnificenza.
MA! (eh, sì, un ma ci deve sempre essere), permettimi di ribadire quanto ho detto nel mio umile e modesto commento.
Un’osservazione patetica, indegna della vostra divina attenzione, mio signore:
“Se ripensiamo al dialogho da attore-drammatico-quarantenne del bambino ci accorgiamo subito che il signor Rocca non ha saputo ben definire questo personaggio.
Nel creare il proprio protagonista bisogna stare attenti: sì, vabbè, lo controlli tu, gli fai fare tutto quello che vuoi, ma durante un dialogo devi tenere conto che non sei tu a parlare, bensì il personaggio.
Perciò fai un passo indietro quando fai parlare i tuoi personaggi: diffida di quei dialoghi che sembrano all’apparenza fluidi e che scrivi di getto. Devi pensare a cosa direbbe il personaggio in base al suo carattere e alla situazione corrente.
Se il bambino citato di sopra non è abbastanza infantile la colpa è solo tua. Non perché non trovi le parole adatte, ma perché non hai saputo cstruire bene il personaggio[...]”
Ecco, sì, un’osservazione priva di valore, Luce di tutte le Luci. Inchiniamoci tutti di fronte al potente, mitoancess e chiediamo perdono per la nostra ignoranza e per le nostre futili osservazioni!
aprile 29th, 2008 at 17:12
Buongiorno e bentornato Sig. Mitoancess, ancora Tsuyu, (quella che è intervenuta ancora all’inizio di questi commenti-fiume che si sono riversati sulla barca dei gamberi :)) Posso chiederle un chiarimento? Nel suo post qui sopra scrive
‘ Sono d’accordo che il livello culturale degli universitari sia calato. Spero però che prima o poi vi rendiate conto che se voi siete diplomati e, alcuni di voi, iscritti ad una Facoltà, è proprio grazie a questo abbassamento di livello dottrinale, nonché all’assenza di meritocrazia nelle scuole’
Può dirmi da che anno parte questo abbassamento del livello culturale degli universitari, dato che immagino lei e le persone a cui si rivolge nei suoi scritti ne siate esclusi? Mi incuriosisce la cosa. :)
E comunque, non me ne voglia se non leggerò il suo libro, avrei fatto lo stesso se avessi letto le due pagine citate da Gamberetta in libreria. Grazie se deciderà di rispondermi.
aprile 29th, 2008 at 16:27
Mari e tutti gli opinionisti sull’Università:
Sono d’accordo che il livello culturale degli universitari sia calato. Spero però che prima o poi vi rendiate conto che se voi siete diplomati e, alcuni di voi, iscritti ad una Facoltà, è proprio grazie a questo abbassamento di livello dottrinale, nonché all’assenza di meritocrazia nelle scuole.
Ho aspettato che in questo sito qualcuno esprimesse semplici opinioni personali, eppure fin’ora ho trovato solo presuntuosi che non sanno reggere una conversazione aperta, con qualche eccezione. Infatti vedo che sgusciate via come anguille quando io, Federica, Jiggly, dottorando ecc., vi mettiamo con le spalle al muro grazie alla nostra reale cognizione di causa.
Detto questo, continuate a girare su voi stessi come trottole…
aprile 29th, 2008 at 16:06
Federico Russo e Andrew:
Avevo detto che sarei tornato per discussioni costruttive ed eccomi qua (ora nel battere sto più attento, visto?!).
Bravi! Mi spiace per chi ha tentato di difendere dei miei errori di digitazione ma avete ragione…Però vediamo se è meglio che impariate a non fare i professori pur non avendone la preparazione:
Spiegate l’etimologia del termine e suo utilizzo peculiare nella metrica latina. Sotto a chi tocca!
Ah mi raccomando, è inutile che tentiate di fare i “furbetti” con wikipedia, vocabolario, enciclopedia…o altri mezzi insufficienti, perché o la preparazione c’è, come ho detto parecchie volte, o ci si deve dare ad altri campi. Altrimenti sarò sempre qua (visto come imparo in fretta?) ad insegnare a voi, come faccio con altri ragazzi, a farsi strada con ciò che si è veramente, non ciò che si millanta di avere.
Capito figliuoli?
Aspetto la vostra ammissione di ignoranza o che insistiate a volervi far smentire.
Saluti.
aprile 29th, 2008 at 15:42
per avvocatospadaccino:
Ciao… ho visto la tua risposta. Tengo a precisare che il mio non era “falso buonismo”, però quando scrivi “perchè dovremmo essere più pacati? qual’è il senso? Neanche su internet si può essere un pò sinceri, un pò cazzari?
una volta litigai con uno, venne vicino una nostra amica e ci disse: ragazzi, ma è natale… è questa la tua parrocchia, Jess…?
che tristezza… ”
Va be, che ti devo dire ?? Allora scanniamoci perchè magari abbiamo visioni diverse.. Essere più pacati ha senso perchè ci dev’essere rispetto in ogni cosa, indipendentemente dal fatto che sia via internet, via sms, o faccia a faccia. Non sono un missionario (visto come mi hai descritto tu) però bisogna sapersi moderare e non lasciarsi andare a sfondoni pazzeschi, insulti, prese in giro e sfottimenti vari per delle banalità… Se ti faccio tristezza pazienza…
aprile 29th, 2008 at 13:28
Aggiungo, per confermare quanto detto da Clio, che nella mia università (sottolineo: di lettere) i laureandi sono di livello talmente elevato che i professori, prima di accettare qualcuno come tesista, fanno un colloquio orale e soprattutto una prova scritta per vedere se lo studente è capace di mettere per iscritto un pensiero senza incappare in errori-orrori …
Quindi, per piacere, smettiamola di prendere per vero il binomio “laureato=erudito”!
Ps.
A me lo dissero alle medie: “sui paperi non c’è l’accento” (per paperi, ovviamente, si intendono “qui quo qua”). Magari una dritta così “elementare” può servire a qualcuno per imparare una regola della lingua italiana :-)
aprile 29th, 2008 at 01:38
Ah, gomenne…
per …Io…
Se il concetto è stato espresso 2000 volte è perchè è vero: un bambino che cerca di scrivere “da grande” scrive in questo modo, perchè il detto bambino non cerca di esprimersi o comunicare, in realtà non vuol dire nulla, vuole solo sorprendere la maestra.
E sai, è una cosa che fanno in tantissimi, me non esclusa, proprio tra gli otto ed i tredici anni, in genere, ovvero nel periodo in cui uno comincia a costruire un proprio stile ed una propria personalità.
Per quanto riguarda il sottoporre i nostri lavori a Gamberetta, se il mio l’avessi concluso e lei fosse disponibile, lo farei senza pensarci due volte.
Me lo smonterebbe, certamente, anzi, meglio dire che me lo massacrerebbe… Ma dopo essere passata dalle sue force caudine avrei molte più probabilità di rimettere insieme qualcosa di valido. Questo perchè io voglio, credo sinceramente, migliorare, non stupire la maestra.
aprile 29th, 2008 at 01:32
Lilith, come si scrivono quì, quà, pò?!
Se avessi sparato una cosa simile al mio prof di Lettere mi avrebbe impiccata come monito alle future generazioni XD
Ah, la reazione isterica di mito-man denota quanto poco siano solide le sue basi. Avete presente Assurancetourix il bardo quando sbotta in “barbari ignoranti”?! Ecco, parimenti mito-man è un bardo stonato che in fondo sa di esserlo.
Ora, se detto mito-man avesse la stoffa, prenderebbe atto delle critiche (fondatissime, peraltro), e se ne servirebbe per migliorare.
Ah, dette cridiche sono, è vero, piene di acredine e brusche, ma il contesto giustificava tale reazione. Chi semina vento raccoglie tempesta, so desu ne?
In conclusione, vista la reazione molto matura di mito-man (”trogloditi”, “incompetenti”, ecc.) e di alcuni dei suoi sostenitori (”invidiosi, ehh???”, frase di cui mi sfugge ancora il senso ma che dovrebbe, secondo loro, mettere un punto a qualsiasi discussione… mah!), mi sa che abbiamo a che fare con una manica di presuntuosi che pensano che essere andati a scuola equivalga a saper la materia.
Ebbene, io in quinta elementare ho trovato professori che sparavano strafalcioni storici che a me parevano surreali. Avere un titolo di studio non per foza fa di te un sapiente. Conosco gente laureata col massimo dei voti in medicina, ma prima che farmi mettere le mani addosso da loro mi opero da sola, e con forbici dalla punta arrotondata! Uno può essere laureato in lettere ugrofinniche, storia visigota e mitologia calmucca comparata, pur restando un perfetto ignorante.
Nel caso specifico non si tratta di “piace” o “non piace”. A me può piacere un libro anche se scritto male. Il libro in questione è scritto oggettivamente male, a meno che non sia avanguardia di una nuova scuola pseudo-asiana-decadente.
In effetti Rocca scrive peggio della Troisi. E badate che a me il periodare lungo e poetico piace un sacco ! D’altro canto sono masochista XD Ma questa non è poesia, è ostentazione fine a se stessa.
aprile 29th, 2008 at 00:00
Caro Jess, guarda che Jerry non esprimeva alcuna opinione, l’opinione è fatta di idee e parole, non certo nell’affacciarsi come un gufo del malaugurio e dire: che tristezza.
Ma che tristezza sarà lui!
perchè altrimenti anche la mondaini che diceva: che barba che noia esprimeva un’opinione. Quanto ai toni… mah, sarà, ma da quando c’è internet sono tutti educati educatini. Già è difficile esprimere un concetto nello spazio stretto di un commento (ma almeno qualcuno di noi ci prova), se poi devo anche sprecare metà dello spazio per dire: eh, certo, non prenderla come un’offesa, sto esprimendo solo la mia modesta opinione, è solo il mio consiglio, se lo volete seguire, etc.
Facciamo così: fate conto che lo scrivo ogni volta che commento, va bene? Oppure datemi dello scostumato e non pensateci più.
diamine, Jess, ma sei fatto di carne e sangue anche tu? se uno ti taglia la strada lo mandi affanculo? Ti fai un bel rutto di tanto in tanto?
perchè dovremmo essere più pacati? qual’è il senso? Neanche su internet si può essere un pò sinceri, un pò cazzari?
una volta litigai con uno, venne vicino una nostra amica e ci disse: ragazzi, ma è natale… è questa la tua parrocchia, Jess…?
che tristezza…
uao, che culo, come spam mi è uscito holly… holly si allena, tirando i rigori…
aprile 28th, 2008 at 23:58
Intervengo solo per ringraziare l’autrice dell’articolo, davvero esilarante, anche se parte del merito va sicuramente al testo riportato, in più tratti già di per sè ridicolo.
aprile 28th, 2008 at 22:43
Trovo anch’io un po’ pesante il pezzo di Rocca, ma anche eccessiva la sua reazione di fronte alle critiche. Gamberetta non regala niene a nessuno, ok… ma addirittura minacciare denunce e sparare opinioni da un piedistalo non mi sembra molto intelligente, sopratutto per un’autore che deve promuoversi.
aprile 28th, 2008 at 18:44
Ps. E’ la seconda volta che scrivo, scusate.
aprile 28th, 2008 at 18:42
per avvocatospadaccino:
ciao… dico solo una cosa riguardo la tua risposta a jerry: forse lui (o lei) voleva dire che ci sono diversi modi per esprimere delle opinioni. Accusate l’autore di essere spocchioso e poco umile… oddio, ragazzi… non è che quanto scriviate voi verso di lui o nei post in generale grondi umiltà … ad esempio hai appena risposto:
“è venuto jerry a farci la morale… e citando il sito dell’internazionale addirittura…. grazie, jerry, per averci illuminato. Esseri superiori come te neppure nel cielo sopra berlino. complimenti.
la cosa bella di questi esseri superiori è che scendono fino al nostro basso livello per farci notare quanto loro siano superiori, civili, belli e bravi. vergogniamoci tutti, ok? grazie, grazie, jerry.”
Il punto è che, se qualcuno la pensa diversamente ed esprime pareri diversi dai vostri non significa che dobbiate prenderlo per il culo dicendo “ecco, è arrivato l’essere superiore, il dio in terra etc… etc…” Le opinioni sono varie, le PERSONE sono varie. Tutto dovrebbe essere espresso, da tutti, in maniera DECISAMENTE più pacata, ma visto che i toni in questo blog, a quanto sembra sono solo o da arroganti o da presa in giro (spesso veramente poco ironica)… le risposte che si danno sono quello che sono !
Io è la prima volta che scrivo, anche se da tempo guardo il blog. Non prenderla come un’offesa, mi raccomando. La mia è solo un’osservazione (o un consiglio, per chi lo volesse seguire). Ciao…
aprile 28th, 2008 at 16:26
@…Io…: Se leggi tutto il mio commento e non solo due righe a caso mi fai un favore, visto che il succo del mio discorso è solo che non mi piace proprio com’è scritto Le chiavi del fato.
@Lilith: …
@Federico Russo “Taotor”: Grazie per avermi risparmiato la spiegazione.
aprile 28th, 2008 at 16:11
a Carraronan
Carraronan scrive:
“Scoprire l’esistenza di un autore fantasy bergamasco mi ha fatto piacere. Poi, dopo aver letto l’estratto e i commenti di Mitoancess, ora sono ancora più orgoglioso di essere un piemontese in terra orobica e non un autoctono.”
Be, se non ti fa piacere vivere in terra orobica, non essere considerato autoctono e sei orgoglioso di essere piemontese tornatene da dove sei venuto !!!
aprile 28th, 2008 at 14:03
Io non ho proprio capito gli ultimi commenti, purtroppo comprendo solo la lingua italiana, l’inglese e lo spagnolo.
aprile 28th, 2008 at 13:17
@Lilith, “qui”, “po’ ” e “qua” si scrivono senz’accento: qui e qua si pronunciano necessariamente così, con o senza l’accento (che quindi risulta inutile), perché sono parole monosillabiche, e non possono essere confuse con altre parole – e questa sarebbe diciamo la “regola generale”: se una parola è uguale a un’altra, come “dà”, voce del verbo dare, terza persona singolare, e “da”, preposizione, se ne accenta una e ci si toglie il pensiero, idem con “sì” affermazione e “si” pronome. “Po’”, per quanto ne so, è semplicemente l’elisione di “poco”, e vuole l’apostrofo, non l’accento.
aprile 28th, 2008 at 13:11
ma tu leggi fantasy? Ti piace la Troisi, perchè ho l’impressione sia un pò vampiresca no?
non posso dire di intendermene.Per niente.
Ma succhio sangue.E mi piacciono i miei compari Vampiri.
Succhio ZZZZZangue ai vergini di acutezza e apertura mentale…
Nel senso che ne sono privi.
aprile 28th, 2008 at 12:29
Per …io… :
Aahahahahaha, ..io.. sei fantastica! Ma no per carità non dirgli di pubblicare perchè avremmo due categorie di conseguenze: 1) gente ancora più nervosa perché parecchi di loro si vedrebbero rispondere NO GRAZIE sto cercando di smettere! 2) tanto sterco in più a quello che già c’è in giro! mi vien da vomitare! Per fortuna Troisi vi sta facendo marameo a tutti ahahaha ahò, ammazza se ve rode!
…io… ma tu leggi fantasy? Ti piace la Troisi, perchè ho l’impressione sia un pò vampiresca no?
Ciao ciao
p.s. ANDREW
(((Due premesse: 1) non ho letto tutti i commenti; 2) concordo pienamente con la recensione di Gamberetta.
Anzi, più rileggo le prime righe e più le paragono ad un racconto che ho scritto a tredici anni, ricco di parole che suonavano bene e predisposte in maniera poetica/patetica, e che ora come ora giudico spazzatura, ma che in confronto a questo… be’, sì, probabilmente di meglio (perché ai prati erbosi non ci sarei mai arrivato).
L’altra cosa che mi stupisce è la serie di commenti dell’autore, specie “l’italiano lo conosco meglio di te”, quando giusto prima sfoggiava quì, pò e quà. Mah.))))
Guarda secondo me te la cavi solo perchè c’è lo schermo che vi allontana, ma se credi di poter sfidare mito-man ho l’impressione tu sia un pò stupidino, io non ho letto il suo libro, ma da come scrive e cosa dice me sembra un tantino più preparato di poppanti come te!
No Mito continua a rispondere a tutti questi qua qua ra quà, ti prego, giuro che faccio uno sforzo e prendo il tuo libro se riesci a farm,i “galvanizzare”!
Poi, tesoro, da quel che ne so io (quì, pò e quà) si scrivono così…ah già, è vero che voi siete tutti Professori…mi scusassero!
aprile 28th, 2008 at 11:37
fondiamo un partito
il
DLAGE
DISTRIBUIAMO LAVORO AI GAMBERETTIANi IN ERBA…
ANZI IN PRATO ERBOSO…(suona meglio… davvero!!)
un prato puo essere con tanto bello sterco…. eh.
aprile 28th, 2008 at 11:31
Anzi, più rileggo le prime righe e più le paragono ad un racconto che ho scritto a tredici anni,
questo concetto sarà stata espresso almeno 2000 volte qui
Mia volta compresa.
il lbro che ho iniziato a scirvere io… il racconto che ho scritto a 2 anni a 4 anni e blah blah… e che palle =,=
e pubblicateli sti racconti no…!!!!
cosi gamberetta ve lo analizza ben benino, nei minimi particolari… su su
aprile 28th, 2008 at 01:13
Ma LOL, è la stessa cosa che ho pensato anch’io :D
aprile 27th, 2008 at 22:22
Due premesse: 1) non ho letto tutti i commenti; 2) concordo pienamente con la recensione di Gamberetta.
Anzi, più rileggo le prime righe e più le paragono ad un racconto che ho scritto a tredici anni, ricco di parole che suonavano bene e predisposte in maniera poetica/patetica, e che ora come ora giudico spazzatura, ma che in confronto a questo… be’, sì, probabilmente di meglio (perché ai prati erbosi non ci sarei mai arrivato).
L’altra cosa che mi stupisce è la serie di commenti dell’autore, specie “l’italiano lo conosco meglio di te”, quando giusto prima sfoggiava quì, pò e quà. Mah.
aprile 27th, 2008 at 21:30
è venuto jerry a farci la morale… e citando il sito dell’internazionale addirittura…. grazie, jerry, per averci illuminato. Esseri superiori come te neppure nel cielo sopra berlino. complimenti.
la cosa bella di questi esseri superiori è che scendono fino al nostro basso livello per farci notare quanto loro siano superiori, civili, belli e bravi. vergogniamoci tutti, ok? grazie, grazie, jerry.
aprile 27th, 2008 at 19:32
Scoprire l’esistenza di un autore fantasy bergamasco mi ha fatto piacere.
Poi, dopo aver letto l’estratto e i commenti di Mitoancess, ora sono ancora più orgoglioso di essere un piemontese in terra orobica e non un autoctono.
:-)
Perfino la Troisi scrive meglio di Rocca. Non lo pensavo possibile.
aprile 27th, 2008 at 02:17
http://www.internazionale.it/interblog/index.php?itemid=2447
che tristezza queste conversazioni
aprile 26th, 2008 at 16:03
Ringrazio chi ha citato Bryan, dato che mi ha aperto un nuovo mondo per la scelta di titoli orripilanti.
E pensare che credevo che il mio facesse schifo XD
Maki
PS: non me ne vogliano gli estimatori di Braian XD
aprile 26th, 2008 at 15:47
Devo dire che spedendo a Gamberi Fantasy un manoscritto lo si vede massacrato nel giro di… un giorno?
Bisogna anche dire che, dopotutto, quello che dice Gamberetta è vero(indipendentemente dal fatto che ci piaccia o meno).
Consideriamo il caso del signor Rocca, ma prendiamo in particolare i dialoghi.
Se la trama è lo scheletro, i dialoghi sono la muscolatura del racconto.
Se ripensiamo al dialogho da attore-drammatico-quarantenne ci accorgiamo subito che il signor Rocca non ha saputo ben definire questo personaggio.
Nel creare il proprio protagonista bisogna stare attenti: sì, vabbè, lo controlli tu, gli fai fare tutto quello che vuoi, ma durante un dialogo devi tenere conto che non sei tu a parlare, bensì il personaggio.
Perciò fai un passo indietro quando fai parlare i tuoi personaggi: diffida di quei dialoghi che sembrano all’apparenza fluidi e che scrivi di getto. Devi pensare a cosa direbbe il personaggio in base al suo carattere e alla situazione corrente.
Se il bambino citato di sopra non è abbastanza infantile la colpa è solo tua. Non perché non trovi le parole adatte, ma perché non hai saputo cstruire bene il personaggio.
aprile 26th, 2008 at 14:58
io invece ho avuto il privilegio di essere massacrato nientemeno che dal capitano in persona. Confermo che è stato molto utile anche nel mio caso. Per due giorni non sono riuscito a scrivere una riga sulla tastiera, ma si sa, per la mia logorrea due giorni sono un’eternità.
Anch’io sono stato giudicato sulle sole prime tre pagine e non ritengo affatto che solo 3 pagine – o anche solo un incipit – non basti a dare il diritto di giudicare un’opera. Pensateci: quando siete in libreria, leggete l’intero libro prima di acquistarlo o vi basate solo sull’incipit ?
Io a volte se una copertina fa schifo neppure prendo in mano il libro.
Federico, mi sorge il dubbio: siamo autocritici o una massa di masochisti? ha ha
Mi spiace solo che sia caduto nel vuoto il mio invito a scriverci solo in latino o in altra lingua morta.
Federico conferma l’idea che i 17enni sanno difendersi da soli, cosa che mi conforta.
aprile 26th, 2008 at 11:41
@Clio, il prezioso parere di Gamberetta l’ho già avuto, ed è stato utile e più che lusinghiero! Per l’ultimo racconto pubblicato online mi ha dato -1 come voto “gamberesco”, ma considerati i -20 affibbiati alla Troisi è come prendere 28 a un esame. :D Inoltre aveva detto che le era piaciuto, quindi, più di così… ;)
aprile 25th, 2008 at 21:43
Federico, ti auguro veramente di poter affermarti! E’ anche un mio sogno nel cassetto XD Nel caso, se mai ti capiterà di essere smnembrato da Gamberetta, tieni preziosa la sua mancanza di pietà. Medico pietoso fa la piaga puzzolente. Si distingue bene fra vero scrittore e scribacchino: uno scrittore vero si sarebbe magari incavolato, ma poi avrebbe tenuto conto del parere, senza arruffar le penne. Uno scribacchino sa nel proprio intimo di esserlo, e non gli interessa migliorare, lui vuole vedersi accordare il proprio capriccio di giocare allo scrittore, e se ne infischia del parere altrui.
aprile 25th, 2008 at 19:18
Io vado per i 18, ma ho deciso di non (cercare di) pubblicare nulla, ora. È una follia.
Se sei un giovane talentuoso, passerai solo per il giovane e basta, e dopo tramonti. Ma se sei talentuoso, lo rimani o migliori, quindi tanto vale aspettare e, invece di cavalcare la cresta dell’onda (della giovinezza) per un breve periodo, sarebbe meglio dimostrare le proprie capacità in maturità in modo da diventare uno scrittore affermato.
Che fine farà Paolini, per esempio? O il tipo di Bryan? Saranno solo meteore, suppongo.
Ma questo è solo il mio umile parere. Sono il manager di me stesso, quindi potrei anche sbagliarmi.