La Fogna dei Commenti

Problema: negli ultimi tempi il livello dei commenti è sceso tanto che le pubblicità del viagra bloccate dal filtro anti-spam sarebbero più interessanti. Per ogni commento semi intelligente ci sono pagine e pagine di spazzatura. Perciò ho deciso di cambiare politica riguardo ai commenti.

I commenti Off Topic (fuori argomento) non saranno più accettati.

I commenti contenenti insulti ad altri commentatori non saranno più accettati.

* * *

Partiamo dagli insulti. Da ora in avanti, le uniche persone che possono essere fatte oggetto d’insulti, allusioni, ingiurie, minacce e quant’altro di carino, sono le seguenti:

  • me stessa (Gamberetta).
  • Capitan Gambero.
  • Bubba.
  • Signor Stockfish.
  • L’autore del romanzo oggetto della recensione in esame, se l’articolo è una recensione.

FINE. Se volete insultarvi tra di voi andate da un’altra parte. Grazie.

I commenti fuori argomento. Qui mi devo affidare all’intelligenza di ognuno, ma se non vi dimostrerete abbastanza furbi, ci penserò io per voi. E visto che molti dimostrano l’acume di un criceto, farò qualche esempio:

«Gamberetta dice che Il Talismano del Potere è brutto, vuol dire che Gamberetta è scema!!!» (questo è un commento idiota, ma è in argomento, sarà accettato).

«Gamberetta non dovrebbe insultare gli autori, perché è maleducazione.» (questo è un commento altrettanto idiota, e in più non è in argomento perché non riguarda né il romanzo né la recensione dello stesso, bensì la “filosofia” di Gamberetta, tale commento non sarà accettato).

«Gamberetta non può criticare la Troisi quando lei scrive recensioni tutte sgrammaticate!!!» (non importa se l’affermazione sia vera o no, questo commento non sarà accettato perché non riguarda la recensione, ma in generale il mio modo di scrivere).

«Gamberetta è cretina, perché ha scritto “o avuto” senz’acca nel terzo paragrafo della recensione.» (questo commento è specifico alla recensione in esame, e non solo sarà ben accetto, ma mi scuserò e correggerò subito l’errore).

I commenti non accettati non saranno cancellati. Odio la censura, non cancellerò mai niente, bensì sposterò i commenti incriminati dall’articolo originale a questo, che non a caso è chiamato Fogna dei Commenti. Lo spostamento non sarà “in tempo reale” perché né io né mio fratello siamo tutto il giorno davanti a un PC, non di meno, appena ne avrò la possibilità provvederò. Perciò se sapete che il vostro commento è fuori argomento, potete metterlo direttamente qui, tanto ci finirà comunque.

Qualche altra noticina:

Se ho scritto qualcosa che non vi piace e volete farmi cambiare idea, l’unica possibilità è attraverso un ragionamento con basi logiche e documentate. Insulti, minacce, ripetizione ad nauseam, vanto di titoli accademici e non, precetti religiosi o filosofici: niente di tutto ciò mi fa né caldo né freddo.
Se commette degli errori di ortografia nel commento, NON scrivetene un altro per correggervi. NON CE N’È BISOGNO. A meno che il commento non sia del tutto sgrammatico, tanto da risultare incomprensibile, lasciatelo così com’è. Sbagliare a digitare capita a tutti e non c’è niente di male. Ciò non toglie che spendere un paio di minuti a rileggere, o magari installare lo spellchecker per la lingua italiana dentro Firefox male non vi fa.

Spellchecker di Firefox
Non è difficile, persino per una fan della Troisi!!!

* * *

E già che ci siamo parliamo dei furboni che commentano con nick diversi, dicendo la stessa cosa. Uno degli ultimi esempi:

Accessi al sito la notte del 30 Aprile
mitoancess & amiketti. Clicca per ingrandire

Ora, io non so se “Pamy & Moldy” e “mitoancess” siano la stessa persona, o gente diversa che usa lo stesso computer. Non lo so e non m’interessa. PIANTATELA CON QUESTI GIOCHINI. Non è la prima volta che succede, finora sono stata tollerante, ma davvero non c’è nessuna ragione per la quale uno non possa esprimere la propria opinione, per quanto rude, senza spacciarsi per tre persone diverse contemporaneamente. D’ora in poi, quando beccherò qualcun altro a fare ‘ste cose, farò un’eccezione ai miei principi e cancellerò i suoi commenti.

Infine, ricordo che in fondo a ogni pagina e nella sidebar a destra c’è l’indirizzo di posta elettronica con il quale potete contattarmi in privato: usatelo pure per qualunque argomento, meglio una mail in più (anche d’insulti) che non un commento a vanvera che non c’entra un tubo.

Spero di essere stata chiara, ma se avete dubbi chiedete.

EDIT: per maggiori informazioni sulla politica dei commenti di questo blog, consultate l’apposita sezione nella pagina delle FAQ.


Approfondimenti:

bandiera IT La Cloaca Massima, una delle più antiche fogne del mondo

bandiera IT L’homepage di Firefox

 

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2.447 Commenti a “La Fogna dei Commenti”

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  1. 1047 Emile

    PS questo “My recent novel [Nineteen Eighty-Four] is NOT intended as an attack on Socialism or on the British Labour Party (of which I am a supporter), but as a show-up of the perversions . . . which have already been partly realized in Communism and Fascism. . . . The scene of the book is laid in Britain in order to emphasize that the English-speaking races are not innately better than anyone else, and that totalitarianism, if not fought against, could triumph anywhere.” l’ha scritto Orwell in persona, e come si può vedere si parla chiaramente di determinati regimi totalitaristi, di come 1984 sia stato creato per mettere in guardia da questo tipo di cose.
    Mi pare che questo chiuda la questione…

  2. 1046 Tapiroulant

    Rettifica: ho sbagliato nel dire che il manifesto di Kitchener fosse una campagna di arruolamento (avevo visto World War II e sono partito per la tangente); ma il succo rimane lo stesso, di per sé il manifesto originale non c’entra una sega col Grande Fratello. Sicuramente è la fonte di ispirazione, come dice Burgess, ma poi Orwell ha fatto il salto.

  3. 1045 Emile

    Eh, lampante per chi conosce abbastanza la materia (ovvero lo stalinismo, dando per scontato che 1984 tu lo ricordi bene). Non tu, suppongo a questo punto; del resto è lampante anche che la Troisi faccia pena come scrittrice, ma non per questo saranno tutti d’accordo, anzi.
    Comunque: wikipedia lo dà per scontato, la mia copia commentata di 1984 lo dà per scontato, la copia che avevo qualche anno fa idem, la prima recensione online (pur super breve) che ho trovato lo dà per scontato ( “l’opera è palesemente ispirata alla potenza sovietica imperante nell’est Europa staliniano” ): OGNI commento un minimo esaustivo (e competente) sull’opera lo darà per scontato e via dicendo, vedi tu.

  4. 1044 Tapiroulant

    @Gamberetta: Okay, devo ammettere che le tue risposte al mio post sono molto argute e ti faccio i miei complimenti^^ Oltretutto quella storia su Lord Kitchener non la conoscevo, quindi ti ringrazio.
    Però… però!

    Un conto è la fonte di ispirazione, un conto è lo scopo. Orwell ha utilizzato quel manifesto come ispirazione, ma è chiaro che non è lui il bersaglio: quello era un manifesto per arruolarsi, al contrario quelli del Grande Fratello sono manifesti esaltatori della società del controllo e della società giusta. Quindi, è chiaro che l’obiettivo polemico non è Kirchener.

    Come dici tu spesso, si può stabilire che un romanzo faccia schifo oggettivamente. Ma si può anche stabilire – ed Emile ha ragione – che un’intepretazione è oggettivamente corretta.
    Nel partito nazista non veniva messa tutta questa enfasi sul Partito, mentre invece nello stalinismo sì. La società di 1984 rispecchia, nella sua struttura generale (non certo negli elementi fantascientifici), quella stalinista, ma non quella nazista.
    Se questo non dovesse bastare, basta controllare la biografia di Orwell. Comunista convinto fin da giovane, Orwell si dedicò alla distopia dopo le sue esperienze nella guerra di Spagna, dove apprese (contrariamente a quanto pensava) che lo stalinismo agiva contro gli interessi del comunismo e del proletariato, massacrando i rivoluzionari. Da allora si dedicò (tra le altre cose) allo studio della propaganda sovietica, e scrisse in quegli anni La fattoria degli animali e 1984. Che poi la sua attenzione fosse rivolta in generale a tutti i fenomeni di propaganda, di controllo dell’opinione, di controllo delle masse, etc., è un fatto; ma è anche un fatto che il suo primo bersaglio polemico e la sua prima fonte era lo stalinismo.

    Ribadisco comunque che sono d’accordo con te sulla questione dei piani di lettura e dell’indipendenza del romanzo dal contesto per essere fruibile.

  5. 1043 Gamberetta

    @Emile. Dato che stiamo discutendo non mi sembra che l’interpretazione sia LAMPANTE. Comunque non capisco il problema: nessuno vuole privati del piacere del “secondo piano” di lettura. Per carità.
    Io non lo vedo. E non riesco a trovare riferimenti nel testo che supportino il piano che mi indichi. Sarò stupida io, non è grave.

  6. 1042 Emile


    Per l’ultima volta perché mi pare che sia inutile: si tratta di una “interpretazione” su cui sono concordi TUTTI gli studiosi, che non è mai stata nemmeno lontanamente posta in dubbio visto quanto è LAMPANTE.
    Anche parlare di “allegoria” nel caso de La Fattoria degli Animali è dare una certa “interpretazione” del libro, solo che in quel caso si tratta dell’interpretazione GIUSTA, senza se e senza ma, proprio come per 1984.
    Poi per carità: libera di sostenere che hanno tutti preso lucciole per lanterne per decenni, che in realtà Orwell non aveva in mente proprio nulla e che certe “piccole” somiglianze sono al massimo coincidenze, per carità.

  7. 1041 Gamberetta

    @Emile. Di solito wikipedia inglese è più accurata della controparte italiana. Comunque non è quello il punto, il punto è che sono tutte interpretazioni. La tua vale la mia e vale quella di chiunque altro. Non c’è niente nel romanzo che davvero indichi in maniera esplicita o implicita che il Grande Fratello è Stalin piuttosto di una pubblicità o di Lord Kitchener.

  8. 1040 Emile

    @ Gamberetta: infatti Orwell si ispirò ANCHE al nazismo, seppur in parte minore.
    E se citi wikipedia, ti faccio notare come lì a più riprese si trovino frasi tipo: “Il totalitarismo del Grande Fratello sviluppa caratteristiche dell’URSS di Stalin e della Germania preconizzata dai nazisti[1].” , “”1984″ è, in effetti, un terribile ed efficace atto d’accusa da parte di Orwell nei confronti della pretesa staliniana di voler piegare la realtà e le persone ad un fine superiore, che formalmente coincideva con la felicità del proletariato, ma alla fin fine si identificava nell’ubbidienza cieca al partito comunista stesso, ed a Stalin.

    Il nome “Grande Fratello” si ispira alla retorica comunista sovietica: Stalin si faceva chiamare “Piccolo Padre”, Palmiro Togliatti, alto dirigente dell’Internazionale Comunista staliniana, si faceva chiamare “Il Migliore” dagli aderenti al Pci [3],[4] . Così pure gli slogan, si ispirano agli slogan sovietici: a titolo di esempio, si possono citare “Lenin è semplice come la verità”, “La scienza di Lenin presidente fa forti le braccia ed anche la mente”, “Il partito è la saggezza del popolo” ecc.[5]” e via dicendo.
    Poi wikipedia in se non è necessariamente la Verità Rivelata, ma in questo caso non fa che riportare quello che è conoscenza comune su 1984.

  9. 1039 Gamberetta

    @Emile. Quali eventi storici? Il Grande Fratello è ispirato da una pubblicità, altro che stalinismo!

  10. 1038 Emile

    PS il mio ultimo reply era per Angra, scusate.

  11. 1037 Emile

    Pardon, errore mio che dimentico di specificare a chi mi riferisco: il mio ultimo reply era per Angra.

  12. 1036 Emile

    No.
    Primo piano di lettura: “oh che bel libro che ha scritto Orwell, come è interessante la sua idea di questa fantascientifica società futura ecc”
    Secondo piano: “aspetta un attimo, fantascientifica mica tanto! Orwell ha solamente estremizzato alcuni degli aspetti più terribili dello Stalinismo, che attraverso il suo racconto vuole analizzare e criticare”
    Un conto è “parlare del nostro mondo nel futuro” in modo generico, un conto è farlo per effettuare chiarissimi paragoni con determinati eventi storici.

  13. 1035 Gamberetta

    @Tapiroulant.

    I manifesti del Grande Fratello (se non ricordo male) hanno la faccia di Stalin.

    Oppure di Lord Kitchener, vedi wikipedia.

    Il governo è rappresentato dal Partito, che si chiama Socing.

    Chiaro riferimento al partito nazionalsocialista dei lavoratori, più noto come partito nazista.

    Il volgo è chiamato prolet.

    Nella versione inglese è ‘proles’ che è molto meno “russo”.
    Secondo me interpretare un’opera è perdere tempo, perché è valido tutto e il contrario di tutto. Dopodiché ognuno è libero di farlo, ovviamente.

  14. 1034 Angra

    A me non sembra che né La fattoria degli animali1984 abbiano due piani di lettura. La fattoria degli animali è un’allegoria, e di piani di lettura ha solo quello allegorico. 1984 non parla di un’altro mondo per parlare del nostro, parla proprio del nostro mondo immaginandolo qualche decennio avanti.

  15. 1033 Emile

    Sigh.
    Nessuno sta dicendo che 1984 non è fruibile senza il suo “secondo piano”, nessuno.
    Il punto è che un “secondo piano” esiste eccome e che, questo secondo me, è interessante.

  16. 1032 Uriele

    Dune, se lo leggi adesso, ha come secondo piano di lettura la situazione mediorienale e lo sfruttamento delle risorse energetiche da parte della società occidentale.
    1984 si riferisce allo Stalinismo e al comunismo oggi, è ancora storia moderna. Se il nostro bisbisnipote, che vive in una società anarchica, lo leggesse senza sapere nulla di capitalismo, comunismo e altre dittature, si gusterebbe la storia anche senza conoscere il sottotesto.

  17. 1031 Tapiroulant

    @Gamberetta:

    Non c’è nessun riferimento allo stalinismo nel romanzo, chiaro o no.

    Beh, oddio… I manifesti del Grande Fratello (se non ricordo male) hanno la faccia di Stalin. Il governo è rappresentato dal Partito, che si chiama Socing. Il volgo è chiamato prolet. Più esplicito di così…

    Sulla questione dei piani. Io ho parlato di “al limite, valore aggiunto”, intendendo appunto che l’opera è completamente autonoma e fruibile indipendentemente dagli ulteriori piani di lettura – e questo è fondamentale per un romanzo moderno. Il valore aggiunto sta nel fatto che l’opera può dare anche più piacere nel momento in cui si colgono i piani di lettura successiva: per esempio molti qui hanno detto di aver apprezzato il romanzo di più perché comprendevano il contesto in cui era inserito. Ma naturalmente, è un interesse che non scatta con tutti (per esempio, non con Gamberetta), e che comunque non è necessario per la fruizione dell’opera. E’ un di più.

    @Cristiano: Il secondo piano non era specificamente riferito allo stalinismo; anzi, sono d’accordo nel ritenere che La Fattoria degli Animali sia una metafora del meccanismo generale delle contro-rivoluzioni capitaliste. Ma il libro, di per sé, parla di animali. Quando tu capisci che parla dei meccanismi di instaurazione di una dittatura, sei già sul secondo piano, quello della metafora; dato che in una vera fattoria con veri animali queste cose non possono succedere, men che meno che i maiali si trasformino in uomini. Come dicevo prima, Orwell adotta il meccanismo delle fiabe alla Esopo, in cui gli animali diventano ‘parlanti’ e impersonificano vizi e abitudini sociali degli esseri umani.

  18. 1030 Emile

    Non c’é nessun riferimento ESPLICITO allo Stalismo, che è diverso.

  19. 1029 Cristiano

    1984, come “La Fattoria degli Animali”, ha un sottotesto che non perde una virgola nemmeno se non si sapesse una ceppa di stalinismo. Proprio perché

    Claustrofobia, omologazione, tristezza e costante senso di disumanizzazione e sospetto rendono l’opera unica

    E tutte queste cose le puoi cogliere benissimo senza la minima preparazione sul periodo/discorso storico che è all’origine.

  20. 1028 Gamberetta

    @scriterio.

    Se 1984 non avesse un chiarissimo riferimento allo stalinismo, varrebbe la metà, forse meno.

    Non c’è nessun riferimento allo stalinismo nel romanzo, chiaro o no. È semplicemente un’interpretazione – così come è un’interpretazione dire che sono comunisti gli alieni de L’Invasione degli Ultracorpi e dire che è fascista la fanteria dello spazio.
    Comunque io di interpretazioni non discuto, perché non è possibile offrire dati oggettivi e i pareri (mio compreso) non contano.

    Inoltre più tardi sposterò tutto in Fogna perché siamo andati ben oltre l’OT.

  21. 1027 Emile

    @ Scriterio:Ma il mio voleva appunto essere un esempio di un libro in cui il secondo piano E’ importante.
    Poi secondo me esageri sul suo peso, ma non ho mai nemmeno pensato che non avesse una sua importanza.

  22. 1026 scriterio

    Se 1984 non avesse un chiarissimo riferimento allo stalinismo, varrebbe la metà, forse meno.

    Personalmente ritengo la sottotraccia schiacciante, per peso e significato, sulla prima.
    Claustrofobia, omologazione, tristezza e costante senso di disumanizzazione e sospetto rendono l’opera unica. Soprattutto perché nel 1948, quando fu scritta, lo stalinismo era più di uno spauracchio.

    Un esempio errato, a mio avviso. Lo abbandonerei.

  23. 1025 Cristiano

    Io rilancio e dico (per rispondere a Tapiroulant) che pure “La Fattoria degli Animali” si regge perfettamente in piedi da solo. A me non frega niente di sapere a quale dittatura si riferisca: racconta in modo ottimo come nasca UNA dittatura, che può essere nazista, marxista, veghiana o puffa.

    Non seguo invece questo discorso:

    Poi può essere benissimo che Orwell e Wells abbiano avuto una spinta decisiva a scrivere per via del comunismo o dell’imperialismo, ma questo che importa (biografi esclusi)? Quella che rimane è l’opera. Le intenzioni dello scrittore non hanno importanza. Non è che cambia il romanzo se invece Orwell l’ha scritto perché si annoiava.

    E’ vero, c’è tutta una branca di critica che è d’accordo a considerare l’opera d’arte in modo indipendente dall’autore e che pensa sia legittimo anche attribuirle significati del tutto slegati dalla volontà di chi l’ha scritta-o-che-so-io… sinceramente, però, non mi ci trovo molto d’accordo. Anche se vivo pure senza sapere se Orwell ha scritto 1984 per ragioni “politiche” o perché ha mangiato pesante, nel giudizio al romanzo, sapere cosa gli passava per la testa mi aiuta a capire un po’ di percorso e maturazione, a cogliere dei riferimenti che magari sembrano messi lì a caso e non lo sono e a calarmi meglio nel contesto.
    Poi, ok, è sempre l’opera in sé che ha l’ultima parola, ma il pensiero dell’autore non lo trovo così superfluo.

  24. 1024 Emile

    Una precisazione, pardon: ovviamente se un autore non vuole fare consciamente nessun tipo di critiche o paragoni ma le sue idee e convinzioni finiscono ugualmente per trasparire chiarissimamente dalla sua opera allora il discorso cambia.
    Viceversa un autore che VOGLIA fare critiche/paragoni ma non ne sia assolutamente in grado e la cui opera finisca per non avere al suo interno niente del genere (quantomeno di capibile da persone diverse da lui stesso) ovviamente avrà realizzato un libro ad un solo piano.

  25. 1023 Emile

    @ Gamberetta: dissento.
    Le intenzioni dell’autore hanno eccome importanza se si riflettono nell’opera, e questo è il caso di 1984, che non può non far venire in mente certi paragoni ad un conoscitore della Russia di Stalin.
    Per dire: io sono tutto tranne uno storico e la mia cultura è tutto tranne che vasta, ma anche io ricordo che leggendo il romanzo ho immediatamente associato mentalmente alcuni suoi elementi a quel preciso contesto storico/geografico e ho trovato il paragone interessante e sicuramente non superfluo.
    E, ripeto, parlo da deciso ignorante in materia, conscio di essermi perso la maggior parte dei riferimenti.
    Ma, come ho scritto nel mio altro reply, Russia o meno COMUNQUE parlarei di un secondo piano di lettura.

  26. 1022 Emile

    Altra cosa: secondo me se anche un libro come 1984 non si ispirasse specificamente a qualche determinato evento storico sarebbe da considerare con due piani di lettura.
    Perché a mio parere un libro di fantascienza con UN solo piano deve parlare di un mondo più o meno immaginario ma comunque senza la minima pretesa o interesse di fare impliciti paragoni con quello reale per sottolineare determinate storture della nostra società o qualsivoglia altro motivo.
    Per fare un esempio banale: imo un autore A che parla delle vicende del pianeta Zyrion V col solo scopo di confezionare una storia avvincente ha realizzato un libro “ad un piano”, l’autore B che riflette su come la religione in generale stia secondo lui rallentando il progresso dell’umanità e su queste basi realizza un libro di fantascienza dove si parla di un popolo afflitto da questo tipo di problema (magari estremizzati) per fare una sua critica personale (e più o meno “nascosta” )alla nostra società per me ha creato qualcosa che di piani ne ha già due.
    E questo a prescindere dall’importanza di simili tematiche all’interno dell’opera: possono occupare un 10% scarso del libro o anche meno, se sono state inserite con quell’intento la cosa non cambia (anche se naturalmente meno la cosa è importante nell’economia della storia più il “secondo piano” sarà superfluo o comunque poco importante).
    Viceversa l’autore A può anche rendere Zyrion V abbastanza simile alla terra per molti aspetti, magari per mancanza di fantasia: ma se non lo fa allo scopo di “paragonare e criticare” il piano resta chiaramente uno.

  27. 1021 Gamberetta

    @Emile. / @Tapiroulant. Ma appunto Stalin è del tutto superfluo per 1984. Anzi, Londra attualmente è la città più sorvegliata al mondo (quella con il maggior numero di telecamere che riprendono luoghi pubblici per metro quadrato), la città dove si possono vedere manifesti come questo:

    che sembrano appunto uscire da 1984. E il comunismo non c’entra niente. Dunque io voto per il “secondo piano” come superfluo al 100%.
    Poi può essere benissimo che Orwell e Wells abbiano avuto una spinta decisiva a scrivere per via del comunismo o dell’imperialismo, ma questo che importa (biografi esclusi)? Quella che rimane è l’opera. Le intenzioni dello scrittore non hanno importanza. Non è che cambia il romanzo se invece Orwell l’ha scritto perché si annoiava.

  28. 1020 Emile

    @ Tapiroulant: 1984 si regge benissimo da solo, l’avevo specificato anche io. Ma dicendo che quel “secondo piano” è un valore aggiunto implicitamente smentisci che sia superfluo, se con superfluo intendiamo qualcosa di inutile, che poteva non esserci senza togliere nulla alla sua opera.

  29. 1019 Emile

    Sono stato anticipato, la risposta l’ha data Tapiroulant.
    Orwell prende spunto dalla Russia di Stalin e usa 1984 per criticarla ferocemente.

  30. 1018 Tapiroulant

    Quale sarebbe il secondo piano di lettura?

    Stalin.

    (ma sono d’accordissimo nel dire che il libro è perfettamente godibile a prescindere dalla considerazione del contesto socio-politico degli anni ’40, e dalle fisime personali di Orwell. Anzi, direi che al limite il secondo piano di lettura è un valore aggiunto: il romanzo sta in piedi di per sé. Diversamente dalla Fattoria degli Animali, che invece rientra nel genere della fiaba allegorica - una rivisitazione moderna di Esopo e Fedro – e non sta in piedi da sola)

  31. 1017 Gamberetta

    @Emile. Lasciamo stare La Fattoria degli Animali che appunto non saprei se si possa classificare come “narrativa fantastica”.
    Prendiamo invece 1984 che è fantascienza. 1984 estrapola progressi scientifici e mutamenti sociali per presentare un possibile futuro nel quale tutti sono spiati, il linguaggio è corrotto, non c’è libertà, ecc.
    Questo è quello che c’è scritto, il significato letterale del testo. Quale sarebbe il secondo piano di lettura?

  32. 1016 Emile

    Il discorso di Gamberetta è condivisibilissimo, vorrei però far notare che esistono libri eterni come 1984 che presentano un “secondo piano di lettura” assolutamente NON superfluo, nonostante il romanzo rimanga più che meritevole anche fermandosi al primo.
    Ci sono poi casi come La Fattoria degli Animali, che diventano di difficile collocazione: la lettura di quel libro va TUTTA fatta su “due piani di lettura”; si possono ignorare i precisi riferimenti storici inseriti, ma perlomeno si deve avere sempre chiaro che la Fattoria non è altri che una rappresentazione della società umana e di sue determinate meccaniche.
    E’ per questo un libro brutto o comunque poco valido? A mio parere assolutamente no (l’ho trovato anzi geniale in molti punti), però è vero che limitandosi a vederla come una bizzarra storia di animali parlanti lo si snatura totalmente.
    Va precisato che, come ho già accennato, a mio giudizio per “arrivare al secondo piano” basta un MINIMO di intelligenza e non servono certo conoscenze specifiche particolari (quelle al massimo per arrivare ancora oltre e analizzare quello che del libro è in effetti legato indissolubilmente a certi avvenimenti storici), può essere questa forse una distinzione tracciabile (un’altra possibile è il fatto che non definirei certo il libro come un normale “romanzo di narrativa”).

    @Angra: grazie per la risposta.

  33. 1015 Cristiano

    @Gamberetta e Angra:

    Direi che vi siete spiegati benissimo e, con gli ultimi commenti, sento di condividere molto di più la vostra opinione.
    D’accordissimo con Angra quando dice che gioca molto il modo con cui metti giù le cose… non so dirti quanto sia riuscito nel tuo romanzo perché non l’ho ancora letto, ma conto di farlo in questa pausa vacanziera :)
    Concordo pure con Gamberetta sul discorso delle storie eterne, personalmente è anche uno dei miei metri di giudizio. Tanto per fare un esempio dei libri in cui l’intento “politico” rende abbastanza brutta e poco curata la parte narrativa, metto dentro “Actarus” di Morici. Oltre che l’umorismo nel romanzo mi ha lasciato un po’ indifferente, la storia per me fa fatica a reggersi in piedi.
    E’ che magari, dovendo scegliere, c’è più gusto a sgranare gli occhi davanti a un mondo particolarmente bello, che fare un sorrisetto saputo da “sì, ho capito di che stai parlando”…
    Sull’intervento maxi-filosofico del narratore… sì, in media sono un po’ una tagliola. Per come la vedo io, preferisco quando alcune riflessioni sono legate (ovvio, in modo credibile) a personaggi che mi vengono presentati come fallibili, o che vedremo contraddirsi sui propri principi. Almeno si lima un po’ l’impressione che arrivi l’Avatar del Narratore a snocciolarmi aforismi.

  34. 1014 Gamberetta

    @Cristiano. Il discorso è lungo e complicato.
    Ma per riassumere i punti cruciali:

    1) Il problema del Narratore. Come più volte spiegato, il Narratore – comunque si manifesti la sua presenza – tende a ridurre la verosimiglianza, e questo non è l’effetto che di solito si vuole in una storia di narrativa fantastica.
    Perciò gli interventi del Narratore devono avere un valore che superi la ridotta verosimiglianza.
    Il valore può essere il divertimento: a me è piaciuta la presenza (comunque velata) del Narratore in Pan perché i suoi interventi erano ironici e divertenti – e tieni conto che io non condivido le idee del Narratore, io ero al 99% per Grayface, il “cattivo” (o almeno il “meno buono”) della storia.
    Oppure i Narratore può inserirsi con un intervento sociofiloscientificologicomorale. È un grosso rischio: spesso sono interventi goffi, scontati, puerili. La ridotta verosimiglianza non è recuperata. Certo se vieni da Tuilait sarebbe tutto grasso che cola, ma in assoluto avere un Narratore che esprime idee filosofiche così sofisticate da valere il suo intervento non è facile trovarlo. È il solito problema delle opinioni: il fatto che siano le opinioni di uno scrittore, magari anche di un grande scrittore, non le rende di per sé interessanti. A meno che il grande scrittore non sia anche grande filosofo o grande scienziato. Non è sempre il caso.

    2) Il problema dell’interpretazione. Mettiamo che uno scrittore inserisca un altro piano di lettura nel suo romanzo: non è solo un viaggio su Marte, è anche un’allegoria per quello-che-volete; non è solo la ricerca della Pietra Magica è anche un riflettere sull’Italia del dopoguerra. Ottimo? No. Perché se va male – e dato il livello pietoso degli autori italiani è la possibilità più concreta – il secondo piano di lettura si incrocia con il primo mandandolo a catafascio. Quando la ricerca della Pietra Magica non ha più coerenza in sé, ma ha coerenza solo se si prende in considerazione l’altro piano di lettura, la storia perde di verosimiglianza, e dunque come storia di narrativa fantastica diventa uno schifo.
    E quando va bene, il secondo piano di lettura è superfluo. Prendiamo il mio favorito: La Guerra dei Mondi di H.G. Wells. È uscito da più di un secolo ed è stato continuamente ristampato in ogni angolo del mondo. È una storia in grado di entusiasmare chiunque, qualunque sia la sua cultura.
    Secondo alcuni critici, La Guerra dei Mondi non è altro che una metafora per l’imperialismo britannico. È vero? È falso? Chi se ne frega? Se questa metafora dell’imperialismo sul serio importasse, il romanzo dovrebbe risultare incomprensibile, ora che non c’è più l’imperialismo britannico – ora che non si sa neanche cos’era l’imperialismo britannico. Eppure il romanzo è ancora totalmente godibile.
    Dunque, perché inserire altri piani di lettura quando sono superflui? Un storia davvero bella è eterna. È slegata al qui e all’adesso. Una storia davvero bella non ha bisogno di interpretazioni.

    Comunque, riprendendo la premessa iniziale, è un discorso lungo e complicato e non pretendo che nessuno la pensi come me. Ma, all’atto pratico, quando così tanti autori non sono neanche capaci di mettere insieme una storia decente a livello di testo – ben più di uno “scrittore” delle nostre parti non è capace di mettere assieme un paragrafo decente! – andare a cercare la metafora, il simbolo, l’allegoria è tra il patetico e il ridicolo.

  35. 1013 Angra

    @Cristiano:

    che in un romanzo ci siano le convinzioni dell’autore sui temi che vengono trattati è quasi inevitabile, ma come dici tu la differenza la fa il come viene gestita la cosa. ??? non intendeva che le convinzioni dell’autore non ci debbano essere, ma che non si deve sentire che è l’autore che parla. Lui questa cosa l’ha sentita, e se l’ha sentita ha ragione. La cosa strana è che così a rileggere mi sembra che quei discorsi fossero inevitabili. Immagino una situazione analoga nel nostro mondo, una islamica e un ateo che si innamorano e si mettono inseme (facciamo che lei è orfana e senza parenti che viene più semplice ^_^), e mi sembra inevitabile che presto lei cercherà di salvare lui dall’inferno, e lui cercherà di convincere lei che l’inferno è solo una favola e che comunque non ci si finisce mangiando la piadina romagnola. Ci sono altri aspetti invece nei rapporti fra i due personaggi che, quelli sì, avrebbero potuto andare anche diversamente, e vanno invece in un certo modo a causa delle mie convinzioni e della mia esperienza più o meno diretta, ma per qualche ragione invece la cosa non si nota.

    Riguardo alle stupidate sociopolitiche, il problema è quando sono il fine dell’autore e il fantasy diventa l’ennesima occasione per dire la propria su qualcosa che non si conosce senza documentarsi, dimenticando che chi ha comprato il romanzo voleva leggere un fantasy.

  36. 1012 Darlene Alibigie

    C’ha ragione Cristiano, eh.

  37. 1011 Cristiano

    Piccola discussione a margine:

    Perché

    stupidaggini sociopolitiche che riflettono come uno specchio deformante l’attualità, o idiozie del genere

    e

    Il far trasparire le proprie posizioni penso sia da evitare.

    ?

    A me non sembra necessariamente un delitto, se la cosa è gestita bene. Nei fumetti penso a “Hellblazer”, o a “Il ritorno del cavaliere oscuro”. Parlando di romanzi mi vengono invece in mente “Strega” o il futuro angosciante descritto da Evangelisti. Certo, la morale o la parodia fatta male non esalta nemmeno me, intendiamoci, ma al contrario amo molto un libro con un autore che prende posizione, se ben gestito a livello tecnico.
    Senza nessuna volontà di aprire una polemica, ero solo curioso di approfondire.

  38. 1010 Clio

    A Vincent

    Perché il punto non è dimostrare che Show, don’tell è mejo di Tell, don’t show. Qui si dimentica una cosa fondamentale: uno scrittore scrive per i lettori. E se i lettori approvano il suo modo di narrare, gli altri che non apprezzano possono semplicemente non leggere, criticare ma non dare istruzioni su come.

    Un cuoco cucina per i clienti. Centinaia di migliaia di persone adorano il cibo di McDonald o Kentuky F.C., ciò non toglie che la loro cucina sia una porcheria cosmica. Sia oggettivamente una porcheria cosmica.
    Come qualsiasi cosa, di un libro si può valutare oggettivamente la qualità (nota: parlo ora di romanzi contemporanei!): coerenza, verosimigianza (sì, anche nel fantasy), documentazione, e altri ancora. La regoletta del “mostra, non racconare” è oggettivamente più coinvolgente e di solito una caratteristica del romanzo (il che lo differenzia, per esempio, dalle favole).
    Un libro in cui manca la coerenza interna, la documentazione, e in cui vengono tralasciate le regolette base dello scrivere, è un pessimo libro.
    Scrivere senza rispettare le regole non vuol dire per forza scrivere porcherie, ma è probabile; come guidare in contromano sull’autstrada, che non vuol dire per forza schiantarsi.
    Con questo, un pessimo libro può piacere!
    La qualità non è misurabile in base a “quanto piace”, essendo questa una variabile contingente e comunqe soggettiva. Qualcosa di infima qualità può piacere un sacco (vedi il Big Mac).
    Apprezzare boiate non vuol dire essere ignoranti o stupidi. Conosco gente con una certa cultura e un cervello ragguardevole che ha apprezzato Twilight o film trash come Super Hero. L’importante è essere coscienti che quelle ali di pollo che stai fagocitando sono piene di ormoni e fritte in olio esausto.
    Infine riprendo:

    gli altri che non apprezzano possono semplicemente non leggere, criticare ma non dare istruzioni su come.

    E perché mai? Si può dre “fikixximo, cotinua coì!” e non “fa schifo, riscrivi daccapo!”? Tra l’altro ti assicuro che un “fa schifo per tale e tale ragione” è molto più utile di “blxxmo!11!!”.

  39. 1009 Uriele

    @Vincent: saper scrivere dei dialoghi, delle descrizioni e avere un minimo di stile e coerenza è l’abc, ma non finiscono lì le “regole”: c’è la costruzione dei personaggi (Characters Emotion & Viewpoint della Kress o Characters& Viewpoints di Orson Scott Card ne parlano) e c’è la costruzione della trama e la struttura che sono importanti in racconto/romanzo (“Plot&Structure” di Bell, “Beginnings, middles and ends” della Kress, il viaggio dell’eroe,…).

    Se un romanzo è pieno di incoerenze, i soggetti delle frasi sono ambigui ed il testo è appesantito da avverbi e aggettivi che non arricchiscono la frase, difficilmente un lettore andrà avanti nel racconto. Poi anche se un racconto è scritto bene non è detto che sia eccezionale, vuoi per la mancanza di originalità, vuoi per dialoghi troppo sopra o sotto le righe, vuoi per personaggi poco empatici, vuoi per sviluppi che sembrano non portare a nulla.

    Prova a leggere senza pregiudizi SMQ, non potrai mai dire, se sei in buona fede, che è scritto male e anche come storia non è malaccio. Il coniglietto Grumo è un personaggio eccezionale (divertente, ben caratterizato e con un carattere forte) , anche se non riesco a provare nulla per Silvia.

  40. 1008 Vincent

    Per Clio:
    Per me il racconto può continuare. E non mi dilungo ancora sulla questione del Show, don’t tell. Resto fermo nella mia convinzione che si può narrare usando le regole e non (è un vizio immotivato dire che chi le trasgredisce è consapevole, dato che questo sembra essere concesso solo ai grandi). A me piacciono tutti i due modi. So gustare il meglio dalle cose. Voi giratela come volete, portate esempi illuminati, ma io dai miei gusti non mi muovo. C’è chi mangia solo l’uovo strapazzato, chi lo mangia anche bollito. Di vita ne ho una sola, prendo il meglio (per me) e affanculo tutto il resto. La Troisi non mi piace, ma al mondo non ci sono solo io, e se a qualcun altro piace ben venga. (Tra dieci anni, vediamo che fine hanno fatto i lettori della Troisi a livello cerebrale. Magari sono migliori di quelli che guardano uomini e donne. Ma anche qui, abbiamo l’arroganza di sostenere e prevedere che saranno dei deficienti!!!). Non campo di ideologie, campo di emozioni e esperienze. Io voglio questo da una storia, un’esperienza. Non cerco solo il buon scrivere. La storia deve avere anche un’ anima. G. scrive bene, ma le sue storie per me sono senza nessun alone. Si notano subito le regole, i trucchi da quattro soldi, come diceva Carver (ma no vado lì a centellinare le frasi, le parole). Io voglio altro, con o senza show, don’t tell. Chiunque può sostenere che una storia non è scritta bene, ma nessuno può dimostrare “oggettivamente” che fa schifo. G. e altri possono dire che la descrizione di Mosca fa schifo e altri 10 possono trarre piacere dalla suddetta descrizione. Ciò determina due visioni differenti, punto. Poi, si sa con le interpretazioni estetiche e con tutti i saggi, le teorie, le regole, i pensieri, ognuno può combattere a suon di citazioni e portare acqua al suo mulino, quindi come diceva Francesco si tornerà a parlare del sesso degli angeli.
    Perché il punto non è dimostrare che Show, don’tell è mejo di Tell, don’t show. Qui si dimentica una cosa fondamentale: uno scrittore scrive per i lettori. E se i lettori approvano il suo modo di narrare, gli altri che non apprezzano possono semplicemente non leggere, criticare ma non dare istruzioni su come. Perché a quel punto lo scrittore accontenta loro e tradisce gli altri. Ma dove sta scritto che tutti devono adeguarsi???
    Ma in quale legge naturale sta scritto che è così? Già solo il termine letteratura apre una voragine di dibattiti su generi di serie A e di serie B.
    G. è convinta che il fantasy è un invenzione degli alieni per rincretinire la popolazione, io penso che questi discorsi servono invece a rincretinire la popolazione. Con tutti i problemi che ci sono al mondo che potremmo risolvere l’intrattenimento a tutti i livelli è la migliore invenzione degli alieni.

  41. 1007 Vincent Law

    Riguardo a Ghost in The shell, di cui si parlava qualche battaglia intellettuale più giù, Innocence è il secondo episodio?

    è il secondo film sì, ribattezzato qui in italia “l’attacco dei cyborg” (sob)

    è il più strano dei tre, qualcuno lo ha definito “il primo noir di fantascienza”

  42. 1006 Clio

    A Giulia
    A dire il vero si era parlato anche del suo adorato cagnolino, ma poi non ne fecero di nulla :D
    Spero che arrivi presto qualche noble difensore del Male, ho già preparato un equivalente del cerca-draghi. Posti link di una recensione e aspetti: roscchia rosicchia i primi avtar si faranno vivi. Certo, ci vuole qualcosa di veramente Nazista, Sadico, Scandaloso e Blasfemo per attirare i bodhisattva della Fanasia, ma il Male tutto può.

  43. 1005 Anacarnil

    Riguardo a Ghost in The shell, di cui si parlava qualche battaglia intellettuale più giù, Innocence è il secondo episodio?

  44. 1004 Giulia

    quotato male, era la zia il premio, ma poi si è rifiutata.

  45. 1003 Giulia

    Ricordo che Vetinari fece una cosa del genere quando ci fu quella spinosa vicenda del drago…

    Sua zia, se non sbaglio X)

  46. 1002 Clio

    In effetti solo il Duca ha abbastanza potere per contrastare il Benefico Potere della Fanta-Triade, ma sembra disdegni il campo di battaglia :’(
    Nessuno soccorre il Male nel momento di maggior bisogno?
    Potremmo offrire un premio al Campione. Ricordo che Vetinari fece una cosa del genere quando ci fu quella spinosa vicenda del drago… (A me le guardie!, se non erro)

  47. 1001 Uriele

    @ Clio: purtroppo è così, io speravo in un duca per continuare la storia, magari alternando i punti di vista fra “i perfidi e dispotici gamberettiani imperialisti” e i ” forti e valorosi fantanarratori ribelli”: stavo seguendo la fogna aspettando un seguito :)

  48. 1000 Clio

    Acc, si direbbe che Rocca-nyorai abbia neutralizzato ogni possibile replica delle Truppe del Male! E non ho nemmeno parlato dei due bodhisattva che lo accompagnano (pamy e moldy)

    Come già detto da qualche utente illuminato, mostrare e non raccontare non è una regola assoluta imposta dall’America Tamarra, ma una dritta fortissimamente consigliata sin da sempe e sin da ovunque. Sarà mica che funziona?
    Uno libero di respirare sott’acqua. Le srene ce la fanno. Se però è un essere umano qualsiasi e affoga, non si lamenti =_=

  49. 999 Uriele

    Pensa noi che non lo abbiamo ancora letto (parlo di gente che si è messa a discutere della mancanza di pissing o altro) che visione dell’opera ancora più limitata abbiamo ^^

    Un po’ mi ha incuriosito e me lo procurerò (a fine gennaio dovrei avere il guinzaglio un po’ più lungo e potrò leggere anche anche quello che normalmente non leggerei)

    Per quanto riguarda Saramago posso parlare con poca cognizione di causa: ho letto solo Il vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità (perché volevo andare a vedere il film NdU) che non sono neppure i suoi primi romanzi.
    Sospetto però che i dialoghi e lo stile che lo contraddistinguono siano il frutto di studio ed evoluzione del suo stile con le opere.
    Un autore alle prime armi dovrebbe cospargersi il capo di cenere ed emulare la struttura delle sue opere di riferimento (puoi conoscere tutta la teoria del mondo, ma se non la sai applicare non serve a nulla: posso conoscere le regole della fisica a memoria, ma se non le so applicare a un caso reale o non riesco a intuire l’influenza relativa dei vari fenomeni analizzando i dati sono conoscenze inutili).

    Gli americani hanno solo formalizzato quello che esisteva già da prima in comodi manuali di scrittura basandosi sulla lettura o la scrittura di romanzi considerati belli. Cosa hanno in comune? Che cos’è che fa rimanere attaccato un lettore alla pagina? Le regole sono come quelle di un gioco di ruolo: puoi non rispettarle tutte e crearne di nuove nel masterizzare una sessione, ma devi capire qual è il nucleo: un gioco senza regole e senza struttura diventa ingiocabile o comunque poco divertente. Inizialmente seguirai il manuale come una bibbia, poi farai i tuoi cambiamenti per andare incontro ai tuoi giocatori e al tuo modo di dirigere una sessione (tirare ogni due metri per valutare gli incontri casuali, tolto; attenersi ai bonus di protezione standard invece che alla logica, via; affidarsi totalmente a tabella e dadi per azioni interpretative come ingannare o intimidire quando è molto più divertente e realistica l’interpretazione, via; elfi di Salvatore, a morte a morte a morte).

  50. 998 Angra

    @Vincent:

    Caro Angra, la mente semplice lei ha una mente così semplice.

    LOL, ti è partita la frizione? ^____^

  51. 997 Vincent

    Uriele quello che dici è giusto in parte perché la creazione artistica non impone determinate leggi. (Vedesi Basquiat).
    Il show, don’t tell è soltanto un consiglio non una regola.
    Gli americani l’hanno fatta diventare una regola.
    Come hai sostenuto e come ha detto Gamberetta, Saramago ha deciso di infrangere le regole.
    Ma perché se il signor Verso dice la stessa cosa: “non ho voluto seguire il show, don’t tell” quindi ha deciso di non seguire la regola gli si dà addosso?
    G. non avrebbe potuto dire va bene, accetto il tuo stile ma a me non piace.
    L’arte di ogni corrente pittorica è nata dalla rottura.
    Qui invece se uno non segue è tacciato di essere pigro, incompetente, fetente. Che magari qualcuno lo sarà:) ma perchè si fa di tutta l’erba un fascio sia dall’una che dall’altra parte?

    Verso si è dedicato al suo romanzo.
    Non sarà un capolavoro, ma si ci è dedicato.
    Non ha scritto paroloni a caso.
    E ha fatto delle scelte linguistiche e contenutistiche.
    Poi se non è Dick, non possiamo crocifiggerlo per questo.
    Inoltre G. si è limitata a leggere fino a pag 36.
    Quindi non ha una visione totale dell’opera.
    è dato che tu mi citi Leonardo, in un quadro si parla di visione totale del quadro. Non posso limitarmi ad osservare un ciuffo di capelli e dire che schifo. Perché l’insieme mi nasconde magari qualche altro difetto.
    è l’insieme a volte è più delle sue parti.
    Così avviene in ogni campo dell’arte e della vita.

    E ci tengo a dire dico questo, perché c’è gente come Matteo che dice: “Tranquilla G. sto litigando io con lui da un’altra parte”.
    Ecco perché parlo di modi e modi di fare le critiche, per evitare che si instilli un tale atteggiamento negli altri, che scambiano l’ironia per qualcosa di diverso.
    Persone come te, che mettono l’onesta davanti a tutto, hanno giustamente fatto un passo indietro sul caso del colore della pelle di uno dei personaggi.
    Angra è convinto che io non voglio che qualcuno dica che le cose non gli piacciono e invece non è così perché sennò andrei contro tutti.
    Sono i modi che non mi piacciono perché non dimostrano intelligenza.
    Io ho letto molti altri commenti negativi, e devo dire che per esempio nel sito di iguana c’è una critica costruttiva che è stata accolta anche dall’autore stesso.

    Vi rendete conto del clima che si crea qui, o no?
    O va bene fare discorsi solo su pezzi di commenti che ci interessano e ignorarne altri.

    Poi se tutto quello che si dice qui o pensate qui è sempre sinonimo della parola di DIO. Sempre ragione, mai torto. Allora è un’altro discorso.

    Angra argomenta questo:
    “Ho letto gli incipit, che schifo”
    Schifo: bell’argomentazione.
    Esempio: lettore n. 1: l’incipit del romanzo di Angra fa cagare.
    Angra: “Okay, dimmi dove è l’errore?” “Ah, va bene, hai
    ragione! Ora lo modifico”.
    Lettore n. 1: “Ora è meraviglioso!”
    Lettore n. 2: “Veramente!”
    Lettore n. 3: “No! é una merda!”
    Lettore n. 4; “No! Fa cagare!”
    Angra riflette, in fondo stanno pari, perchè cambiare?
    Lettore n. 5: “Una storia vomitevole, come l’incipit”:.
    Angra: “OKay, va bene, lo modifico.
    Lettore n. 3-4-5: “BEllOOOO!”
    Lettore n. 1- 2: “FA CAGAREEEEE!!!
    Angra è di nuovo in difficoltà, chi fare felice.
    Una soluzione c’è: fallo scrivere a loro, Angra!!

  52. 996 Vincent

    Caro Angra, la mente semplice lei ha una mente così semplice.
    In ogni suo intervento non esiste mai un’argomentazione.
    Ma riporta parole altrui.

    CAro Angra, dispiace aver dimenticato di aggiungere scrivere a Tutti gli Scrittori, TUTTI GLI SCRITTORI FANTASY ITALIANI.

    ARGOMENTA ANGRA
    ARGOMENTA
    SHOW, DON’T TELL

  53. 995 Angra

    @VIncent:

    Angra vedi che la tagliola non me la sono trovata
    perchè quello che si lamenta contro tutti gli scrittori sei tu, che non riesci a pubblicare e ti rodi.
    Avevi bisogno di una spalla e l’hai trovata in gamberetta che li prende in giro.

    Si, mi lamento contro tutti gli scrittori, LOL!
    Brava Gamberetta, continua a prenderli in giro! Ma proprio tutti, eh! Mi raccomando!

    Oh Signore, Vincent, hai una mente così semplice che fai tenerezza… ^____^

  54. 994 Vincent

    Angra vedi che la tagliola non me la sono trovata
    perchè quello che si lamenta contro tutti gli scrittori sei tu, che non riesci a pubblicare e ti rodi.
    Avevi bisogno di una spalla e l’hai trovata in gamberetta che li prende in giro.
    In giro per la rete ci sono tutti i tuoi commenti lagnosi sin dal 2008.
    Anche su blog che di Fantasy se ne sbattono come quello di Simone.

    Avevo deciso di chiudere perchè i versi che mi hai dedicato mi hanno fatto capire che sei un poveretto/a che no ammette che è lui a lamentarsi e prendersela con gli altri perchè non ti pubblicano.

  55. 993 Uriele

    Bhè, l’uscita degli ignavi non è malissimo come citazione anche se è poco show e molto tell. Potevi usare i neutrali di futurama:

    ” Quanto odio questi luridi neutrali, Kliff.I nemici sai da che parte stanno, ma i neutrali chi può dirlo. Mi danno la nausea”

    “Cosa rende un uomo neutrale? La sete di denaro? Di potere? O ci siete nati con il cuore gonfio di neutralità?”

    @Vincent: non tirarmi in mezzo, io non ho mai detto nulla contro Angra o il Duca o il Dr.Jack (contro Gugand sì, ma è un altra storia). Metti in conto anche una cosa: qui non siamo in democrazia ed è una cosa buonissima. Siamo in casa di qualcun altro, qualcuno che avrebbe tutto il diritto (e il dovere) di prenderci a calci in culo e censurarci.

    Un articolo di Gamberetta vale come 1000 commenti di un qualsiasi utente perché:
    1) E’ scritto bene
    2) Introduce e approfondisce un argomento
    3) Da lo spunto iniziale per tutti gli altri mille commenti, gli indirizza

    Per quanto riguarda gli articoli sulla scrittura, Gamberetta al 90% si rifà a teorie comuni a moltissimi autori (altre volte sono regole un po’ più avanzate di grammatica) e aggiunge al tutto il suo marchio personale. Non è l’unico modo di scrivere fiction, ma è un metodo che funziona. Volenti o nolenti nella narrativa delle regole ci sono: quelle di base su cui sono tutti d’accordo (avverbi da usare solo quando necessario, evitare eccessiva aggettivazione) e altre che variano da autore ad autore ( io ho sentito spesso dire che le frasi lunghe e composte sono il male assoluto, la Kress propone di usare una struttura variabile per variare il ritmo, mantenere alta l’attenzione e focalizzare l’attenzione su una parte del testo).
    Le regole devono essere assimilate e studiate da ogni autore, solo così potrà infrangerle in modo conscio e creare l’effetto desiderato. (Picasso sapeva disegnare in modo accademico, conosceva bene sia la prospettiva che l’anatomia). Chi scrive di core spesso non ha il controllo sullo strumento, ma sol solo sulla storia
    Es: Se Michelangelo non avesse conosciuto le proporzioni del corpo umano, l’uso delle ombre e dei colori per dare spessore e profondità, il suo Adamo sarebbe stato così
    L’idea di fondo è ancora buona, ma su una volta farebbe cagare. Gamberetta nel vecchio articolo sui dialoghi ha portato Saramago, se avesse parlato di punteggiatura avrebbe potuto citare Joyce, parlando di punti di vista si poteva citare John Barrett McInerney (citato in molti manuali perchè uno dei pochi a scrivere usando la seconda persona singolare come POV). Tutta questa gente forzava le norma classiche, ma lo faceva consapevolmente e conoscendo bene le regole sia della lingua, sia della punteggiatura, sia della narrativa. Molto spesso nei romanzi degli esordienti, quelli che si vedono sono solo errori inconsapevoli.

    In breve: volenti o nolenti delle regole che fanno funzionare la storia ci sono. Se si parlasse di programmazione di un videogame o di un film, gli errori sarebbero più visibili (un immagine troppo esposta, una giraffa che entra nel campo visivo, un addetto alle luci con il panino che passa dietro alla porta, un programma che non compila, un gioco che non possiamo completare se non usando un offetto opzionale a cui non possiamo più avere accesso, ecc…). Nella narrativa questi errori non si maniferstano in modo così evidente, ma ci sono.

  56. 992 Angra

    @Vincent:

    LOL, sei proprio uno spasso! Tutte le volte arrivi e cerchi di infilarmi un dito nelle terga a tradimento, poi ti metti a frignare perché ci trovi una tagliola ^____^

  57. 991 Vincent

    Chiudo qui il discorso, per non tediare utenti seri come Uriele.
    Angra fai finta che questo post non esiste.
    Così l’ultima parola è tua.
    Bravo hai vinto.
    Bandiera Bianca
    Bandiera Bianca

    Visto che sei più intelligente.
    Hole!

  58. 990 Angra

    @Vincent:

    Ho capito uno che non si schiera è lecchino.

    Rotfl! Scusa ma è troppo bella…

    «E io ch’avea d’error la testa cinta,
    dissi: “Maestro, che è quel ch’i’ odo?
    e che gent’è che par nel duol sì vinta?”.

    Ed elli a me: “Questo misero modo
    tengon l’anime triste di coloro
    che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

    Mischiate sono a quel cattivo coro
    de li angeli che non furon ribelli
    né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

    Caccianli i ciel per non esser men belli,
    né lo profondo inferno li riceve,
    ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”.

    E io: “Maestro, che è tanto greve
    a lor che lamentar li fa sì forte?”.
    Rispuose: “Dicerolti molto breve.

    Questi non hanno speranza di morte,
    e la lor cieca vita è tanto bassa,
    che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.

    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. »

  59. 989 Angra

    @Vincent:

    No, io sono matto Angra non è una iena:
    “l’arroganza di chi usa paroloni pensando di poter impressionare i bifolchi, o quella di chi crede di non avere niente da imparare da nessuno”
    Quindi i lettori che non condividono le tue opinioni sono BIFOLCHI.

    LOL!

    Quel quindi (il grassetto è mio) dove l’hai trovato, nell’uovo di Pasqua? ^__^

    Io ho parlato, e mi sembra chiarissimo, dell’atteggiamento dello scrittore che pensa di avere a che fare con dei bifolchi, e nulla ho detto riguardo ai lettori, né nulla di ciò che ho scritto implica qualcosa in quel senso. Basta saper leggere.

  60. 988 dr Jack

    @ Vincent:

    Pongo, una domanda: cosa è per voi un metodo nazista??

    E’ stato Eleas a usarlo, sarebbe lui a doversi spiegare come mai ha scelto un termine con una marea di significati.

    Autorità indiscriminata

    Hai ragione. Anche le regole possono essere messe in discussione.

    Perchè se F. Verso ha sostenuto che non si vuole adeguare totalmente a delle regole di scrittura, il discorso finisce.

    Vero.

    Prima che iniziano i commenti ironici alla Dottor Jack che non servano a niente.

    Grazie.
    Cerco di stare all’altezza di quelli a cui controbatto. Più contenuto metti tu, più ne metto io.

    Ma te la prendi troppo.

  61. 987 Vincent

    A questo punto dopo la clamorosa scoperta del duca (vero ideatore, a mio parere del sito gambery).
    Pongo, una domanda: cosa è per voi un metodo nazista??
    Prima che iniziano i commenti ironici alla Dottor Jack che non servano a niente.

    P.S: stamattina in un servizio al tg3 una donna alla domanda perchè non si era accorta che Fidanzati era un mafioso ha risposto: “ma io mai avrei potuto pensare che una persona così educata potesse essere così cattivo”

    P.S: Non mi riferivo a G. Prima di evitare polemiche per l’equazione G. = mafioso.

  62. 986 Vincent

    No, io sono matto Angra non è una iena:
    “l’arroganza di chi usa paroloni pensando di poter impressionare i bifolchi, o quella di chi crede di non avere niente da imparare da nessuno”
    Quindi i lettori che non condividono le tue opinioni sono BIFOLCHI.
    F. Verso scrive cercando di convincere i BIFOLCHI.
    Del resto chi scrive Science-fiction in italia, diventa ricco, mooooltooo ricco.
    I lettori saggi sono solo quelli come te.
    I più bravi, i più intelligenti, i più belli.

    “Ho letto gli incipit, che schifo”
    Schifo: bell’argomentazione.
    Esempio: lettore n. 1: l’incipit del romanzo di Angra fa cagare.
    Angra: “Okay, dimmi dove è l’errore?” “Ah, va bene, hai
    ragione! Ora lo modifico”.
    Lettore n. 1: “Ora è meraviglioso!”
    Lettore n. 2: “Veramente!”
    Lettore n. 3: “No! é una merda!”
    Lettore n. 4; “No! Fa cagare!”
    Angra riflette, in fondo stanno pari, perchè cambiare?
    Lettore n. 5: “Una storia vomitevole, come l’incipit”:.
    Angra: “OKay, va bene, lo modifico.
    Lettore n. 3-4-5: “BEllOOOO!”
    Lettore n. 1- 2: “FA CAGAREEEEE!!!
    Una soluzione c’è: fallo scrivere a loro, Angra!!

    Io sarei lecchino????
    Ho capito uno che non si schiera è lecchino.
    Ho capito ad uno che possono piacere sia i paroloni che lo show, don’t tell, è un lecchino??????????????
    Io non boicotto, Angra, te lo dico civilmente e ironicamente quello che penso. Non ho bisogno di urlare per difendere le mie idee, e non cerco di imporle.
    Poi mi deve spiegare qualcuno che senso ha fare una critica a chi di ce che un libro è splendido????
    Questa proprio non l’ho capita!!!!
    Chi ha detto che E-DOll, per esempio, deve piacere a Gamberetta?

    Per Dottor Jack
    se per te non è “Autorità indiscriminata” imporre un unico metodo di scrittura, non so veramente cosa sia.
    La recensione di G. non mi sembra istruttiva.
    Perchè se F. Verso ha sostenuto che non si vuole adeguare totalmente a delle regole di scrittura, il discorso finisce.
    Punto.
    I lettori che non apprezzano questo metodo di scrittura non leggeranno più qualcosa di F. Verso; i lettori che apprezzano il suo stile, continueranno a leggerlo.
    Nessuno delle due parti è mejo.
    Poi se qualcuno si vuole sentire superiore, pazienza.
    Continui pure a gettare merda dall’altra parte.
    E già, la libertà di scelta fa male…

    Concludo nessuno ha detto che G. non è libera di continuare le sue recensione, ma come lei è libera di criticare deve accettare di essere a sua volta criticata nei metodi e nei modi.

  63. 985 Angra

    @Vincent:

    Sei tu Angra che se uno ti dice che e-doll gli è piaciuto ti incazzzi come una iena e gli dici che Verso fa schifo e che il suo non è un capolavoro perchè non c’è lo show, don’t tell.

    Sì, fammi vedere dove l’ho scritto.

    Ti invece te ne esci con:

    Non far caso ad Angra, è uno di quelli che aspetta ancora uan risposta da alcuni editori e si rode.

    che è un “ragionamento” valido quanto non far caso a Vincent, è un lecchino, è più forte di lui, non ti pare?

    E poi chi ha visto mai un fantasy ottenere un premio nobel????
    Anche come battuta ironica fa….

    Guarda che il Nobel non lo vincono le singole opere, ma gli autori (non è l’Oscar). Anche se fosse, non c’entra niente con quello che ho detto io.

    Fatti un giro anche in altri blog, e vedrai come una critica negativa può essere anche costruttiva.

    Questo romanzo fa cagare a spruzzo perché l’autore scrive sempre “gli azzurri occhi” e non “gli occhi azzurri” è una critica costruttiva. Confondi il tono coi contenuti.

    Se è lecito dire questo romanzo non è solo bello, è splendido, allora deve essere lecito dire questo romanzo non è solo brutto, è una merda, altrimenti un dissenso che parla sottovoce e cammina in punta di piedi si deve confrontare con un consenso che urla sparando in aria.

  64. 984 Vincent

    Per Angra
    Riflessione del mattino.

    Ogni volta tornano fuori i soliti discorsi, frutto della convinzione che parlare bene di qualcosa sia intrinsecamente buono, e parlarne male intrinsecamente sbagliato. In realtà, è banalmente ovvio che parlare bene di un truffatore è dannoso almeno quanto parlar male di una persona onesta, ma tant’è…
    Forse il tutto deriva dalla convinzione, errata, che non si può parlar bene di qualcosa in modo maleducato. Un controesempio? “I romanzi della Troisi fanno vomitare i maiali” non è più maleducato di “La Troisi è parecchie spanne al disopra di tutti i premi Nobel per la letteratura passati e futuri”.

    Ma chi l’ha detto?
    Mi sono riletto tutttttiiiiiii i commenti, non c’è stato uno che ha perlomeno insinuato una cosa del genere.
    Non mi pare che romanzi di chicchessià, che per alcuni sono buoni e per altri mediocri, siano stati tacciati di letteratura maxima.
    Sei tu e alcuni altri che avete questo timore referenziale.
    E poi chi ha visto mai un fantasy ottenere un premio nobel????
    Anche come battuta ironica fa….

    Sei tu Angra che se uno ti dice che e-doll gli è piaciuto ti incazzzi come una iena e gli dici che Verso fa schifo e che il suo non è un capolavoro perchè non c’è lo show, don’t tell.
    Senza renderti conto che il giudizio mi piace non sottointende l’affermazione CAPOLAVORO ASSOLUTO.

    Fatti un giro anche in altri blog, e vedrai come una critica negativa può essere anche costruttiva.

  65. 983 Angra

    Riflessione del mattino.

    Ogni volta tornano fuori i soliti discorsi, frutto della convinzione che parlare bene di qualcosa sia intrinsecamente buono, e parlarne male intrinsecamente sbagliato. In realtà, è banalmente ovvio che parlare bene di un truffatore è dannoso almeno quanto parlar male di una persona onesta, ma tant’è…
    Forse il tutto deriva dalla convinzione, errata, che non si può parlar bene di qualcosa in modo maleducato. Un controesempio? “I romanzi della Troisi fanno vomitare i maiali” non è più maleducato di “La Troisi è parecchie spanne al disopra di tutti i premi Nobel per la letteratura passati e futuri”.

    Si sentono spesso autori rispondere “Stai zitto tu, che non hai un Diploma di Letteratura Epica Aborigena della CEPU e non hai mai vinto il Premio Ulan Bator Magazine: non hai i titoli e le competenze per giudicare.” Come mai la stessa risposta non la danno a quelli da cui ricevono complimenti?

    Un mondo in cui si plaude o si sta zitti (come molti si vantano di fare) non è un mondo più educato, è un mondo sull’orlo del baratro, come un Parlamento dove si può solo votare a favore o astenersi.

    Se vale un argomento del tipo “non ascoltare Angra, è un rosicone invidioso”, allora vale anche il suo speculare “ma non ascoltare neanche me, sono un lecchino compulsivo”, o no?

  66. 982 Tapiroulant

    Ma grazie!

  67. 981 Vincent

    vabbè,
    quasi quasi potremmo scrivere un romanzo!
    Cmq, bel pezzo Tapiroulant!

  68. 980 Uriele

    Scusate, pensavo che il commento si riferisse alla parte su Stalin…

    La fogna è il posto ideale eravamo fuori tema e ci siamo messi a giocare, non siamo stati cancellati, ma semplicemente spostati dove era meglio. Non prendertela Vincent sono le regole e sono anche giuste: l’articolo era sul libro di Natale e su E-Doll. Il gioco poteva non interessare tutti.
    Gamberetta non ha spostato nella fogna il discorso nato in LIBRI COME SE PIOVESSE, quello su copyright e CC, solo perchè, probabilmente, lo riteneva interessante e sapeva che nella fogna si sarebbe perso, ma questo è solo un gioco :)

  69. 979 Uriele

    Ora che Clio ha proposto l’eroe dei ribelli direi che manca solo copertina e titolo:

    Io suggerisco questi:

    http://img6.imageshack.us/img6/1176/crayfishlegacy.png

    @Vincent: un po’ di autoironia, non si vuole prendere per il culo nessuno, ma il gioco è divertente. L’introduzione mi aveva fatto ridere, Dr. Jack che sa scherzare ha preso la palla al balzo, io ho continuato e Clio è andata avanti sulla stessa lunghezza d’onda.
    Poi in questi giochi c’è sempre chi non capisce il senso. Ad esempio dopo il servizio di Giacobbo a Voyager sul Necronomicon, su Anobii è uscito questo, con tanto di recensioni fittizie e traduttori immaginari:

    http://www.anobii.com/books/Necronomicon_Al_Azif/0120dc16c203ba8b1b/

    Poi come al solito c’è chi non capisce lo spirito e la butta sulla politica, come la recensione di Ten :(

  70. 978 Tapiroulant

    Maddai, non prenderla come una decisione ideologica, era solo per tenere in ordine. Anche perché la Fogna è accessibile e leggibile quanto l’altro topic…

  71. 977 Vincent

    Si applausi!!!
    Voi intellettuali mi fate morire.
    Non hai capito neanche il giochino!!!
    Biricchina!!!
    Infatti, il giochino era arrivato a prendere per il culo sia i gambarettisti che gli intellettuali, he credono di poter imporre.
    C’è gusto solo con Uriele, l’ho detto io.

  72. 976 Tapiroulant

    @Vincent: Beh, non è esatto dire che Lenin fu trombato da Stalin, dato che Stalin gli succedette dopo la sua morte. Comunque, se hai notato che Gamberetta ha spostato in Fogna la nostra bellissima storia, perché continui a parlarne qui invece che là?

  73. 975 Tapiroulant

    Applausi x°D

  74. 974 Vincent

    Siamo nelle fogne!!!!
    AH AH AH

    Tapiroulant non credevo che eri davvero convinta che leggevano solo i borghesi…
    Ah vero Lenin che fu trombato da Stalin non permettev al popolo di istruirsi.
    Già…

  75. 973 Clio

    Sarà il caso di entrare nel clou?
    Martina svoltò in un vicolo e si appiattì contro il muro, lottando per non ansimare. Il cuore a mille, ascoltò il frastuono degli stivali chiodati dei suoi inseguitori. Si avvicinavano. Strinse al petto il suo dattloscritto, le lacrime agli occhi.
    -L’hai persa!
    -Aspetta un secondo, vuoi?
    -Attiva il rilevatore di castronerie, svelto!
    -L’ho fatto! E se ora chiudi la fogna e la smetti di mandarlo in palla… di là!
    Martina non poteva vederli, ma seppe che l’avevano trovata. SI voltò e corse, alla cieca. Uno degli inseguitori lanciò un grido di giubilo, uno sparo, schegge di asfalto volarono via accanto al suo piede. Inciampò, cadde travolgendo i bidoni della spazzatra.
    Si ritrovò a terra. Copie di Twilight e Il libro del destino erano rotolate fuori assieme a carcatori vuoti, bucce di banana, assorbenti usati…
    -Ecco la nostra piccola promessa del fantasy.
    Tre di loro l’avevano accerchiata. Uno di loro teneva in mano una specie di walkie-talkie a forma di coniglio: il rilevatore. Quello che aveva parlato aggiustò il calcio del kashnikov contro la spalla. Martina chiuse gli occhi. Il suo ultimo pensiero fu per Elyuwuinhervynn, il suo personaggio, l’elfo immortale e sedicenne che, a differenza di ogni altro, aveva un neo sotto la pianta del piede destro. Elyuwuinhervynn il puro, che non l’avrebbe salvata…
    Un lampo di luce filtrò attraverso le sue palpebre chiuse, qualcosa esplose.
    -Il rilevatore!
    -Spara, cazzo, spara!
    Una raffica.
    -E’ inutile che ve la prendiate con me. Non siete niente. Non siete minimamente alla mia altezza. Potrei tendere la mia salvifica mano soccorritrice, poiché lo impone il mio ruolo di educatore, ma so che voi trogloditi non riuscirete mai a sollevarvi oltre la merda di Stalin.
    La voce era forte e maschia, chiara come un hirote eseguito con spirituale intelletto frammentato, rassicurante come il ventre metafisico dell’animo felino.
    Martina aprì gli occhi. I Gamberettisti erano fuggiti, sola nel vicolo, l’accecante figura riverberante di un giovine virgulto dal viso trascendentale, emanante aura estremamente virile, indiscutibimente intellettuale, definitivamente irraggiungibile.
    Martina seppe chi era: il Dio degli intellettuali, colui che era stato presagito dalle profezie, l’essere perfetto che avrebbe sconfitto il Male e riportato il mondo all’età dell’oro della riforma Gentile.
    Senza fiato, si mise in ginocchio.
    -Sei tu… Il prescelto…
    Sergio Rocca sorrise dall’altro della sua inarrivabile inarrivabilità. L’autore di Ancess, the fetish keys stava per entrare in lizza.

  76. 972 Tapiroulant

    Ma ecco che i due lettori gridarono d’orrore, quando videro di fronte a loro aprirsi il mausoleo di Lenin. “La vostra mentalità piccolo-borghese non merita di vivere” dichiarò Lenin, e ignorando le grida disperate dei due lettori li trascinò con sé nelle viscere della terra.

  77. 971 Vincent

    Perdonate gli errori grammaticali, ho scritto di fretta.

  78. 970 Vincent

    Per Clio: Ho l’ha detto uno scrittore, che paura!!!!
    Ma aveva il fucile e diprezzava chi la pensava diversamente???

    sì, sì, giochiamo:

    Angra stava infilzando con una lama il costato dell’editore Vattela La Pesca mentre Gamberetta radunate le sue orde di troll si prestava a fucilare giovani scrittori in erba, vittime della loro infantilità.
    I sudisti della letteratura, si erano definiti così, erano pronti.
    Armi sulle spalle, canne puntate.
    Gamberetta piegò gli angoli delle labbra verso l’alto.
    I giovani scrittori in erba, i nordisti della letteratura, accussati di essere asserviti al vil padrone dell’arte commerciale, si stavano pisciando addosso.
    Gamberetta esito per un momento.
    Si godette quello spettacolo.
    Quell’acqua calda e gialla che bagnava l’orlo dei jeans degli scrittori dissidenti alle regole.
    Infine proruppe il suo verbo:”Fuoco!”
    Partirono 12 raffiche.

    Le strade della città ormai era in pieno caos, i muri, imbrattati di sangue nero, recavano la scritta “Show, don’t tell”, i marciapiedi densi di liquame e carne in poltiglia.
    Tom e Matteo, nascosti all’interno dello scantinato della pizzeria di un tunisino, respiravano faticosamente.
    “ma che succedde?”
    “è la fine!”
    “Ti rendi conto? Si stanno ammazzando” Matteo dondolava nervosamente con la testa
    “Sì, intellettuali e gambarretisti” disse tom con gli ochi rivolti al pavimento polveroso.
    “e dire che a noi piaceva solo leggere…”
    “Neanche contro la mafia è stato sparso tanto sangue…”

  79. 969 Uriele

    Gamberetta ha in mano un fucile. Al seguito Angra e Gugland. Fermo ad una vetrina della Feltrinelli, dall’altra parte della strada c’è un ragazzo smilzo, dalla carnagione chiara. Osserva la copertina de “Il mondo sommerso”. G. con voce stridula: “Show, don’t tell”. Prende la mira e spara. La testa del ragazzo esplode. Pezzi di cervello e sangue invadono la strada e si infrangono sulla vetrina.
    Un solo grido si propaga per tutta la città.
    I ragazzi di G. con i fucili sollevati al cielo, in un unico suono ossesso:
    “Show, don’t tel”
    “Show,don’t tell”
    “Show, don’t tell”

    …nel frattempo…

    All’interno di una stanza buia e fuori mano si nascondeva la resistenza dei pochi intellettuali rimasti, ormai in via d’estinzione.
    Il loro capo, intelligente, bello, socialmente indiscutibile si approntava a eseguire un discorso indimenticabile.
    “Come tutti i liberi pensatori ben sanno l’analisi di un’opera parte dalla sua scomposizione, inestricabile non solo dal testo, ma anche dall’io interiore del lettore che introduce nel contesto i suoi gusti personalissi nonché leciti come già dimostrato molto spesso in passato da persone di cui non farò il nome ma che non puoi non conoscere. A meno che tu non sia stupido. C’è qualche stupido qua?”
    Tutti gli intellettuali scossero la testa.

    FG incominciò a torcersi le dita. Sopra di loro il zonzio delle raffiche, attutito dallo spesso soffitto, incombeva minaccioso.
    ” Per l’Arte! Parlate più piano o ci sentiranno.”disse” Se ci scoprono siamo finiti. Vi ricordate Micia, quello che quegli illetterati -”
    Il falò alimentato pagine delle “Canzoni del Planetoide Fluttuante”; il corpo flaccido della giovane autrice che si dimenava fra le fiamme; la pelle del viso che si liquefaceva, il bianco che colava dalle cavità oculari ormai vuote e l’interminabile latrato. FG vomitò: chiunque in quella stanza sarebbe potuto essere il prossimo.

    Sta diventando un giochino divertente :D

  80. 968 Clio

    Con le forze del male, è chiaro: sono le uniche che non ti contano le cartucce >.>

    Gamberetta ha in mano un fucile. Al seguito Angra e Gugland. Fermo ad una vetrina della Feltrinelli, dall’altra parte della strada c’è un ragazzo smilzo, dalla carnagione chiara. Osserva la copertina de “Il mondo sommerso”. G. con voce stridula: “Show, don’t tell”. Prende la mira e spara. La testa del ragazzo esplode. Pezzi di cervello e sangue invadono la strada e si infrangono sulla vetrina.
    Un solo grido si propaga per tutta la città.
    I ragazzi di G. con i fucili sollevati al cielo, in un unico suono ossesso:
    “Show, don’t tel”
    “Show,don’t tell”
    “Show, don’t tell”

    Vero. E dopotutto che ne può sapere lei? Mica è una scrittrice! Mica ha pubblicato! Si è ritagliata uno spazietto sul web e si è circondata di una loggia di accoliti cerebrolesi, punto. Non ha nessun titolo, nessuna legittimità.

    C’è solo un piccolo problema.
    “Show, don’t tell” non l’ha inventato la Malefica Regina dei Gamberi, lo dice David Gerrold in World of Wonder, se non erro.
    Ops! Lo ha detto uno scrittore, uno scrittore importante.

    Gente bella, quando imparete ad ascoltare il significato (ciò che viene detto e basta) e non il significante (chi lo sta dicendo)?

  81. 967 Tapiroulant

    @Vincent: Bellissima rappresentazione; ma:

    Fermo ad una vetrina della Feltrinelli, dall’altra parte della strada c’è un ragazzo smilzo, dalla carnagione chiara. Osserva la copertina de “Il mondo sommerso”.

    Ti riferisci al romanzo di Ballard? Perché se è così, non vedo come tu possa paragonare quel libro alle opere che Gamberetta stronca abitualmente.

  82. 966 dr Jack

    Gamberetta ha in mano un fucile. Al seguito Angra e Gugland. Fermo ad una vetrina della Feltrinelli, dall’altra parte della strada c’è un ragazzo smilzo, dalla carnagione chiara. Osserva la copertina de “Il mondo sommerso”. G. con voce stridula: “Show, don’t tell”. Prende la mira e spara. La testa del ragazzo esplode. Pezzi di cervello e sangue invadono la strada e si infrangono sulla vetrina.
    Un solo grido si propaga per tutta la città.
    I ragazzi di G. con i fucili sollevati al cielo, in un unico suono ossesso:
    “Show, don’t tel”
    “Show,don’t tell”
    “Show, don’t tell”

    …nel frattempo…

    All’interno di una stanza buia e fuori mano si nascondeva la resistenza dei pochi intellettuali rimasti, ormai in via d’estinzione.
    Il loro capo, intelligente, bello, socialmente indiscutibile si approntava a eseguire un discorso indimenticabile.
    “Come tutti i liberi pensatori ben sanno l’analisi di un’opera parte dalla sua scomposizione, inestricabile non solo dal testo, ma anche dall’io interiore del lettore che introduce nel contesto i suoi gusti personalissi nonché leciti come già dimostrato molto spesso in passato da persone di cui non farò il nome ma che non puoi non conoscere. A meno che tu non sia stupido. C’è qualche stupido qua?”
    Tutti gli intellettuali scossero la testa.

    Decidi da che parte stare. Un solo consiglio…
    Arruolati anche tu con le forze del male!

  83. 965 Uriele

    Inutile è la definizione esatta della parte centrale delle due serie di CG, hai ragione :D

    E’ un peccato perché è una delle poche storie che affronta in modo più profondo il rapporto fra la liberazione e la violenza esercitata per ottenerla

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  84. 964 Tapiroulant

    @Vincent: Sì, il finale è bello, ma a onor del vero di passaggi gustosi ce ne sono parecchi anche nella seconda stagione. Per quanto riguarda Ergo Proxy, non è che mi infastidiscano le citazioni e l’intellettualismo in sé; è che alla fine la “sostanza” non m’è parsa all’altezza delle pretese che quest’anime aveva. E sì, la parte della telefonata in Ef è spettacolare.

    @Uriele: Il problema di Code Geass secondo me è più complesso, e anche più retarded, di come dici tu. Nella seconda serie succede un assurdo: le prime otto puntate sono (salvando qualche, ma solo *qualche*, passaggio necessario), completamente inutili; al contrario quelle dopo, per rimediare alla lentezza di queste, devono premere il piede sull’acceleratore in una maniera a dir poco irritante. E così, un’anime che potevano, senza annoiare, spalmare in tre stagioni (direi che con tutto quel cast di personaggi e l’obiettivo piuttosto ambizioso: la conquista del mondo, c’era materiale da vendere), è stato condensato in fretta e furia in due, di cui un sesto è sprecato.

  85. 963 Uriele

    Il finale di code geass è inaspettatto e ben fatto, ma come per la prima serie ho visto le prime puntate e le ultime saltando quella pallosa lungaggine nel mezzo. Tutta la parte in mezzo ricordava la seconda serie di Death Note e non è un complimento.
    La seconda serie di DN è uno dei fumetti più brutti che abbia mai letto; dopo la morte di L c’è stata una parabola demente discendente che neppure Detective Conan:

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  86. 962 Vincent Law

    tapiroulant: si sono d’accordo, la seconda stagione di code geass fa un po’ schifo, ma per fortuna si riprende con il finale, che a me è piaciuto. Higurashi è meritevole, abbastanza psicotico lol
    Per quanto riguarda ergo proxy, è vero che lo hanno riempito di Citazioni Forbite e di Elementi Filosofici, ma a me è piaciuto comunque :D
    Purtroppo elfen lied, come ho scritto, ha un character design brutto, ma la trama secondo me merita assai. E anch’io ho apprezzato soprattutto la regia in Ef, mi ricordo il pezzo della telefonata di lei a lui, allucinante :D
    Guardalo baccano perché ha degli spunti davvero interessanti

  87. 961 Vincent Law

    il terzo film di GiTS si chiama Solid State Society, ed è diretto (a differenza degli altri 2) dallo stesso regista delle serie tv. E’ reperibile solo subbato, non è stato ancora doppiato in italiano. A me è piaciuto molto, ma tanti non hanno gradito il cambiamento di regia.

  88. 960 Tapiroulant

    @Vincent: Io ho trovato molto bello Code Geass, anche se la seconda stagione è davvero infarcita di passaggi demenziali (tipo guerre che si risolvono in una battaglia), personaggi poco sfruttati e ritmo insostenibile. Un altro anime parecchio interessante degli ultimi anni è “Higurashi no naku koro ni”, una roba strana ambientata in un vecchio villaggio rurale che parte come un horror psicologico e poi prende derive completamente diverse. Ergo Proxy ha delle trovate carine e una bella atmosfera, ma si dà una patina intellettuale più di quanto possa permetterselo. Elfen Lied l’ho trovato pacchiano, mentre Ef, contrariamente a quanto pensassi, mi è piaciuto molto (più per il taglio registico che per la storia in sé); Haruhi Suzumiya è molto carino, e nulla da dire sullo splendido Evangelion. Di Baccano avevo sentito parlare, ma poi non l’ho mai visto.

  89. 959 Vincent

    Uriele se uno dice: “Per quanto riguarda lo stile, dai brani letti, però continuo ad essere d’accordo con Gamberetta: è pomposo, pesante e artefatto oltre che poco efficacie”.
    Chi ti può dire cose?
    Non ti piace come scrive, okay.
    Io ancora lo devo leggere, ma se non mi piacerà mica gli sputo in faccia perchè a me piace il “show, don’t tell”.
    Io certi ragionamenti non li accetto, però mi sono stufato di ragionare con chi non accetta la diversità.
    Io condivido il vostro modo di vedere la leteratura ma non lo impongo.

    Gamberetta ha in mano un fucile. Al seguito Angra e Gugland. Fermo ad una vetrina della Feltrinelli, dall’altra parte della strada c’è un ragazzo smilzo, dalla carnagione chiara. Osserva la copertina de “Il mondo sommerso”. G. con voce stridula: “Show, don’t tell”. Prende la mira e spara. La testa del ragazzo esplode. Pezzi di cervello e sangue invadono la strada e si infrangono sulla vetrina.
    Un solo grido si propaga per tutta la città.
    I ragazzi di G. con i fucili sollevati al cielo, in un unico suono ossesso:
    “Show, don’t tel”
    “Show,don’t tell”
    “Show, don’t tell”

  90. 958 Uriele

    Oddio, allora non sono l’unico ad essermi preso una cotta spaventosa per Baccano! Spero tanto che traducano le light novel in italiano. Il discorso sui punti di vista che modificano la storia ed il finale degli OAV mi è piaciuto un sacco. Su TTGL… perfettamente d’accordo: Kamina e le superevoluzioni del Tengen Toppa sono memorabili.

    Ma qual’è il terzo film di Ghost? Conoscevo solo il primo, l’attacco dei Cyborg e le due serie di Stand Alone Complex che non ho ancora visto per intero

  91. 957 Sophitia

    Se cominciassi a dire e discutere sui miei manga e anime preferiti, mi sa che scriverei un commento così lungo, ma così lungo, che Gamberetta tirerebbe lo sciacquone e sarei portata via addirittura della Fogna ^_^. Se volete però lo faccio XD anche se Vincent Law ha già citato ottimi titoli!
    Perciò mi limito a fare una segnalazione, in quanto Rai4 (oltre agli anime che già manda) manderà in onda nel periodo natalizio dei film d’animazione integrali molto belli
    10 dicembre – ore 21.10 – GHOST IN THE SHELL
    17 dicembre – ore 21.10 – GHOST IN THE SHELL 2 – L’ATTACCO DEI CYBORG
    24 dicembre – ore 21.10 – LA RAGAZZA CHE SALTAVA NEL TEMPO
    25 dicembre – ore 13.55 – GHOST IN THE SHELL (replica)
    25 dicembre – ore 18.50 – MILLENNIUM ACTRESS

  92. 956 Vincent Law

    Dimenticavo Higashi no Eden (Eden of the East), con i disegni di Honey and clover, pure lui merita.

    Ok la smetto

  93. 955 Vincent Law

    Ah! se si parla di robe otaku non posso non dire la mia.
    Parlo di anime.
    Beh perché i manga costano un sacco mentre grazie al lavoro dei fansubber possiamo vedere molti anime semplicemente scaricandoli gratis. Fino a quando non vengono licenziati in italia. Allora c’è il m*u*l*o :D

    Vediamo quelli che secondo me sono ottimi anime.

    Neon Genesis Evangelion. No comment, stupendo. I rebuild fanno cagare però.
    Great Teacher Onizuka: l’anime rende meno del manga, che è migliore, ma rimane la storia del prof più cazzuto del mondo. Che spesso insegna perle di vita meglio di chiunque altro. Bellissimo spaccato (soprattutto nel manga) sulla vita solo apparentemente tranquilla degli studenti nipponici.
    Ghost in the shell: allora qua è un casino. 3 film, due serie tv. I film sono puro spettacolo. Le serie molto carine. Per gli appassionati di sci-fi è un MUST.
    Ergo proxy: altro anime MUST per gli sci-fi lover.
    Welcome to the NHK: racconta la vita di un hikikomori. E lo fa bene.
    PlanetES: Stupenda serie, che io ammiro soprattutto per lo sforzo evidente da parte degli autori di creare un anime sci-fi ambientato nel futuro che sia davvero plausibile.
    La malinconia di Haruhi suzumiya: Io mi sono convertito all’Haruhiism da quando l’ho visto.
    Spice and wolf: serie molto carina più che altro shojo (romantica), ma che offre un panorama godibile sulle società del medioevo orientale e che brilla, secondo me, per i dialoghi tra i protagonisti, davvero geniali.
    Elfen Lied: stile di disegno un po’ bruttino, ma storia con i controcoglioni.
    Tengen toppa gurren lagann: recente acquisto Dynit insieme a Code Geass, è un capolavoro della Gainax (evangelion). Nient’altro da dire se non EPICO.
    Clannad: per gli amanti del sentimentale/romantico un must. Dolce.
    Ef – a tale of memories: come sopra, ma più dolce ancora.
    Baccano! : serie cosiddetta silent hit, cioè non sa la fila nessuno ma merita davvero.

    altri molto belli che mi vengono in mente sono: Last exile, ToraDora, Sayonara Zetsubou sensei….

    Tutte quelle che ho scritto (piu o meno) sono serie concluse e post 2000. Per gli anime in corso, oppure ante 2000, o i manga che consiglio a tutti, magari scrivo un altro post.

    Scusate ma quando si parla di ste cose divento logorroico

  94. 954 Mauro

    Grazie, vedo se lo trovo.

    Drago Red

    Invece mi stanno parlando molto bene di un certo “L’orda del Vento”

    È un libro che incuriosisce anche me: i commenti di alcuni miei conoscenti sono a dir poco entusiasti, uno l’ha addirittura definito “capolavoro” e sta pensando di studiarsi il Francese per leggerlo in originale; ora sto cercando informazioni più approfondite, ma un’occhiata credo gliela darò

  95. 953 Sophitia

    @Mauro
    Si trova facilmente la versione integrale con audio giapponese e sottotitoli in inglese (io l’ho recuperata su emule, ma ho visto che si trova anche su torrent, basta cercare la versione sub) mi hanno detto che esiste anche una versione con sottotitoli in italiano, ma io non l’ho trovata (se la trovo posto il link!).

  96. 952 Mauro

    ’edizione italiana (come quella americana e quelle di molti altri paesi europee) è molto censurata (scusami se magari lo sapevi già); non nelle immagini, ma nei dialoghi, a dir poco stravolti

    Sai dove si possa trovare un adattamento più fedele?

  97. 951 Sophitia

    @Gamberetta
    Prego :-) spero ti piaccia.
    Ho letto, scusami, solo ora che non ti è piaciuto “Mononoke Hime” di Miyazaki; magari poi non ti piace ugualmente, ma volevo segnalarti che purtroppo l’edizione italiana (come quella americana e quelle di molti altri paesi europee) è molto censurata (scusami se magari lo sapevi già); non nelle immagini, ma nei dialoghi, a dir poco stravolti. Questo perchè in Occidente la distribuzione era a cura della Disney che ha pensato bene di ficcarci del buonismo inutile e tagliare tutti i riferimenti alla cultura giapponese….
    Per esempio, a inizio film Ashitaka lascia il villaggio nel cuore della notte e una ragazza va a salutarlo; in Italia viene detto che è la sorella; in originale NON è assolutamente sua sorella….
    Anche il finale, da noi è assurdamente buonista, con umani e natura che vanno daccordo, umani che capiscono i loro errori, vogliamoci tutti bene…. eccetera eccetera…. In originale non c’è niente di questo! Il dialogo finale è stato letteralemente stravolto passando da un approccio filosofico tipico orientale, per ricondurlo alla tipica struttura moralistica occidentale. Senza contare che in originale gli umani della città non hanno alcuna intenzione di “cedere” o cominciare a rispettare la natura… :-(

  98. 950 Gamberetta

    @Doarcissa. Non ho capito il problema con il feed. Comunque lo dico per voi più che per me: se una persona si presenta e lascia un commento offensivo e superficiale a un articolo di due anni fa, 99 su 100 non ha nessuna voglia di discutere, vuole solo dare fastidio. Dunque è inutile replicare.

  99. 949 Doarcissa

    @ Gamberetta
    Hai ragione, ma il feed dei commenti ci mette almeno un minuto a caricarmi la pagina, e io, che in quel minuto ho elaborato alte aspettative sul possibile inizio di una discussione interessante, trovo un commento cosi` e ci rimango male. Mi riempie di stizza. Mi esimero` in futuro.

  100. 948 Gamberetta

    @Doarcissa/@lilyj. È nel diritto di Eugenio darmi dell’invidiosa. Non è il primo, né sarà l’ultimo. Mi sembra inutile discutere, tra l’altro in un articolo vecchio di più di due anni.

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