La Fogna dei Commenti

Problema: negli ultimi tempi il livello dei commenti è sceso tanto che le pubblicità del viagra bloccate dal filtro anti-spam sarebbero più interessanti. Per ogni commento semi intelligente ci sono pagine e pagine di spazzatura. Perciò ho deciso di cambiare politica riguardo ai commenti.

I commenti Off Topic (fuori argomento) non saranno più accettati.

I commenti contenenti insulti ad altri commentatori non saranno più accettati.

* * *

Partiamo dagli insulti. Da ora in avanti, le uniche persone che possono essere fatte oggetto d’insulti, allusioni, ingiurie, minacce e quant’altro di carino, sono le seguenti:

  • me stessa (Gamberetta).
  • Capitan Gambero.
  • Bubba.
  • Signor Stockfish.
  • L’autore del romanzo oggetto della recensione in esame, se l’articolo è una recensione.

FINE. Se volete insultarvi tra di voi andate da un’altra parte. Grazie.

I commenti fuori argomento. Qui mi devo affidare all’intelligenza di ognuno, ma se non vi dimostrerete abbastanza furbi, ci penserò io per voi. E visto che molti dimostrano l’acume di un criceto, farò qualche esempio:

«Gamberetta dice che Il Talismano del Potere è brutto, vuol dire che Gamberetta è scema!!!» (questo è un commento idiota, ma è in argomento, sarà accettato).

«Gamberetta non dovrebbe insultare gli autori, perché è maleducazione.» (questo è un commento altrettanto idiota, e in più non è in argomento perché non riguarda né il romanzo né la recensione dello stesso, bensì la “filosofia” di Gamberetta, tale commento non sarà accettato).

«Gamberetta non può criticare la Troisi quando lei scrive recensioni tutte sgrammaticate!!!» (non importa se l’affermazione sia vera o no, questo commento non sarà accettato perché non riguarda la recensione, ma in generale il mio modo di scrivere).

«Gamberetta è cretina, perché ha scritto “o avuto” senz’acca nel terzo paragrafo della recensione.» (questo commento è specifico alla recensione in esame, e non solo sarà ben accetto, ma mi scuserò e correggerò subito l’errore).

I commenti non accettati non saranno cancellati. Odio la censura, non cancellerò mai niente, bensì sposterò i commenti incriminati dall’articolo originale a questo, che non a caso è chiamato Fogna dei Commenti. Lo spostamento non sarà “in tempo reale” perché né io né mio fratello siamo tutto il giorno davanti a un PC, non di meno, appena ne avrò la possibilità provvederò. Perciò se sapete che il vostro commento è fuori argomento, potete metterlo direttamente qui, tanto ci finirà comunque.

Qualche altra noticina:

Se ho scritto qualcosa che non vi piace e volete farmi cambiare idea, l’unica possibilità è attraverso un ragionamento con basi logiche e documentate. Insulti, minacce, ripetizione ad nauseam, vanto di titoli accademici e non, precetti religiosi o filosofici: niente di tutto ciò mi fa né caldo né freddo.
Se commette degli errori di ortografia nel commento, NON scrivetene un altro per correggervi. NON CE N’È BISOGNO. A meno che il commento non sia del tutto sgrammatico, tanto da risultare incomprensibile, lasciatelo così com’è. Sbagliare a digitare capita a tutti e non c’è niente di male. Ciò non toglie che spendere un paio di minuti a rileggere, o magari installare lo spellchecker per la lingua italiana dentro Firefox male non vi fa.

Spellchecker di Firefox
Non è difficile, persino per una fan della Troisi!!!

* * *

E già che ci siamo parliamo dei furboni che commentano con nick diversi, dicendo la stessa cosa. Uno degli ultimi esempi:

Accessi al sito la notte del 30 Aprile
mitoancess & amiketti. Clicca per ingrandire

Ora, io non so se “Pamy & Moldy” e “mitoancess” siano la stessa persona, o gente diversa che usa lo stesso computer. Non lo so e non m’interessa. PIANTATELA CON QUESTI GIOCHINI. Non è la prima volta che succede, finora sono stata tollerante, ma davvero non c’è nessuna ragione per la quale uno non possa esprimere la propria opinione, per quanto rude, senza spacciarsi per tre persone diverse contemporaneamente. D’ora in poi, quando beccherò qualcun altro a fare ‘ste cose, farò un’eccezione ai miei principi e cancellerò i suoi commenti.

Infine, ricordo che in fondo a ogni pagina e nella sidebar a destra c’è l’indirizzo di posta elettronica con il quale potete contattarmi in privato: usatelo pure per qualunque argomento, meglio una mail in più (anche d’insulti) che non un commento a vanvera che non c’entra un tubo.

Spero di essere stata chiara, ma se avete dubbi chiedete.

EDIT: per maggiori informazioni sulla politica dei commenti di questo blog, consultate l’apposita sezione nella pagina delle FAQ.


Approfondimenti:

bandiera IT La Cloaca Massima, una delle più antiche fogne del mondo

bandiera IT L’homepage di Firefox

 

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2.447 Commenti a “La Fogna dei Commenti”

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  1. 1447 Zave

    riguardo a quello che scrive gamberetta anche io me ne sono tenuto alla larga.
    avevo provato a leggere il primo capitolo di qualcosa e non appena mi sono ritrovato la parola “nekomata” ho deciso che non era il caso di proseguire.
    il mix di nomi italiani e mostri dell’immaginario giapponese è bastato a oneshottare il mio interesse.
    e in generale ho riscontrato che i miei gusti e quelli di gamberetta spesso sono agli antipodi.

  2. 1446 IlBianConiglio

    Ma questa è una gabbia di matti…

    Che bello! Mi sento a casa!

  3. 1445 cafeine

    Lo so che non hai insinuato nessuno scambio di mazzette, ci mancherebbe!
    Era per dire che ho solo fatto una segnalazione disinteressata, pensando che qualcuno avrebbe potuto trovarla utile.

    Riguardo l’eterna questione di contenuto e forma, penso che qui non esista una verità assoluta, ma solo opinioni. In teoria metterei contenuto e forma sullo stesso piano, perchè in un buon libro dovrebbero essere entrambi ben curati.
    Però spesso le cose non sono bilanciate.
    Per quanto mi riguarda, riesco a sopportare uno stile non proprio impeccabile, magari a tratti un po’ indigesto, se comunque la storia mi invita a voltare pagina. In linea di massima tendo a preferire la sostanza. Come dice questo Bonifacci, appunto, in un libro io cerco una storia, non uno stile. Ovviamente lo stile deve mantenersi sulla decenza.

    Invece faccio una fatica immensa ad andare avanti quando un libro è ben scritto ma vuoto, banale.
    Facendo un esempio scontato, non sono mai riuscita a terminare una cosa scritta da Gamberetta. Anche se tutto funziona, se tutto è ben studiato, alla fin fine io non sto leggendo niente. Solo un esercizio di stile.

  4. 1444 Zave

    @cafeine:
    scusami per il maschile, provvederò ad usare il genere corretto.

    non conosco bonifacci, non sapevo nemmeno che esistesse e non ero assolutamente prevenuto nei suoi confronti. lungi da me insinuare che tu sia sul suo libro paga e amenità di questo tipo.

    il motivo per cui ti ho risposto in maniera inacidita è semplicemente che hai segnalato questo corso di scrittura spiegando quanto fosse FANTASTICO in questo modo:
    non ci sono conigli
    non ci sono manga
    tratta argomenti come la molla interiore che spinge a scrivere
    esistono blog di autori e blog con roditori

    a me queste sembrano solo frecciate gratuite e volutamente polemiche, a parte quella della molla interiore che comunque ha poca presa su di me.

    che importa che gamberetta spezzi i suoi articoli con foto di conigli o criceti? potranno non piacerti i roditori ma come inficia la validità di quanto ha scritto?
    sterile polemica.
    gamberetta talvolta usa immagini di manga per fare esempi o dare esercizi di scrittura? in che modo questa pratica sarebbe dannosa?
    sterile polemica.
    e calchi anche la mano col tuo intervento successivo dove denigri il blog definendolo semplicemente “blog di roditori” per metterlo a confronto con “blog di autori”.

    nonostante la tua presentazione controproducente ho comunque cliccato sul tuo link e ho iniziato a leggere.
    ho letto i primi 9 paragrafi e poi mi sono fermato (sono andato a controllare).
    il decalogo che hai citato non l’ho proprio letto.

    in questi 9 paragrafi ho trovato solo “giri di parole in stile guru” in cui era presente anche qualcosa che mi aveva fatto storcere il naso.
    non ho assolutamente l’intenzione di giudicare il corso di bonifacci solo da questi 9 paragrafi (tra l’altro quando sono andato a controllare per vedere dove ero arrivato a leggere la prima volta ho notato che quella lezione del corso era proprio su argomenti più astratti e meno pratici, quindi può darsi che le lezioni pratiche siano validissime) nè tantomeno di esprimere un giudizio sull’autore.

    anche se posso aver dato l’impressione sbagliata ti assicuro che le mie critiche non erano in nessun modo rivolte a bonifacci ma tutte a te.

    se mi sono fermato dopo 9 paragrafi è in buona parte grazie alla tua presentazione che ha fatto sì che la mia disponibilità fosse molto limitata, e visto che la prima impressione che ho avuto era in linea con le mie scarse aspettative ho piantato lì.

    se avessi presentato questo benedetto corso evitando insulti velati e attacchi pretestuosi (le critiche vanno benissimo anche se feroci, ma vanno motivate) avresti fatto all’autore un servizio molto migliore.

    avresti potuto scrivere questo tuo elenco degli argomenti trattati fin dal principio invece di limitarti a lanciare frecciate.
    meglio tardi che mai comunque.
    ora un minimo di interesse sei riuscita a suscitarmelo e non escludo di andare a leggermi il corso di bonifacci nel prossimo futuro.

    per il resto concordo con te che per scrivere un buon libro ci voglia sia la tecnica che i contenuti.
    un altro concetto con cui sono assolutamente d’accordo è quello che ha espresso più volte gamberetta sul fatto che uno può avere anche la storia più bella del mondo ma se non ha la tecnica io non lo scoprirò mai perché abbandonerò il libro dopo 10 pagine.
    ho letto diversi romanzi piuttosto carenti dal punto di vista delle idee originali che però erano ben scritti e non avevano incoerenze nella trama e che si sono rivelati piacevoli letture.

    ma non penso che tu sia in disaccordo su questo dopotutto.

  5. 1443 cafeine

    PS: grazie comunque per aver preso in considerazione le mie argomentazioni sul limite dell’idiozia. Ho ricambiato leggendo le tue, che invece erano ben oltre il limite.

  6. 1442 cafeine

    @ Zave: prima di tutto, appartengo al genere femminile.

    Secondo, non conosco Bonifacci e non ricevo assegni per pubblicizzare il suo blog, quindi poco mi importa che a te non piace. L’ho segnalato semplicemente perchè questo è un sito di gente che ama scrivere e cerca di imparare i trucchi del mestiere. Purtroppo sapevo anche che per qualcun altro sarebbe stato soltanto l’ennesimo spunto di discussione inacidita, e infatti ho indovinato :)

    Comunque, rimango dell’opinione che tu abbia letto soltanto due o tre righe del “decalogo del narratore felice”, che è una divagazione giocosa dell’autore. Se tu fossi andato un po’ oltre, avresti scoperto che Bonifacci è uno che, PER MESTIERE, deve sfornare storie come una macchina industriale. E’ uno sceneggiatore, quindi immagino che la sappia mooolto lunga sul lato tecnico dello scrivere. Non è un guru che passa le giornate in meditazione per mettersi in contatto con il suo io interiore.

    Quello che ti sfugge è che un buon libro è il frutto di due abilità fondamentali:

    saper scrivere bene + avere qualcosa da dire

    Lo Stupido Inutile Astruso Blog Di Seghe Mentali Senza Conigli Di Bonifacci infatti è composto da:

    -Lezioni su come costruire una trama, su come dare spessore ai personaggi, su come creare un conflitto, su come dare ritmo alla narrazione, su come dare un senso alla vicenda, su come disciplinare la creatività e smetterla di affidarsi all’ispirazione. Esercizi di scrittura. Obiettivo –> Scrivere bene

    -Divagazioni sulle tematiche, su come tirar fuori l’argomento che più ci preme, su come mettere da parte dubbi ed esitazioni, su come sviluppare uno stile, un punto di vista originale, una scrittura connessa al nostro mondo interiore. Obiettivo –> Dire qualcosa

    Ovviamente puoi benissimo ignorare tutto questo. Non è necessario per scrivere un romanzo bello (quasi) come Brian di Boscoquieto :)

    Saluti!

  7. 1441 GeneraleMerdez

    Thugg for president !

  8. 1440 Zave

    @cafeine:

    hai poco da lamentarti, anzi dovresti ringraziare di essere stato preso in considerazione viste le tue argomentazioni al limite dell’idiozia.

    il corso di bonifacci è fantastico, anzi FANTASTICO perché lui è un autore?
    è FANTASTICO perché non ci sono coniglietti e criceti?
    è FANTASTICO perché non ci sono immagini di manga?

    l’unica cosa che hai detto che non fosse sterile polemica è la parte sulla molla interiore che spinge a scrivere.
    e la considero una cazzata.

    a me poco importa delle motivazioni che portano una persona a scrivere, che siano nobili oppure no, che le parole vengano come un ruggito o come un peto.
    ci sono tanti onesti operai della scrittura che producono narrativa molto migliore di gente con tutte le buone intenzioni di questo mondo, spinti da più molle interiori di quante ce ne siano in un materasso della eminflex, che scrivono a starnuti… i cui risultati siano solo spazzatura.

    sono andato sul tuo link al corso di bonifacci e ho iniziato a leggere per farmi un’idea. anche se non sono andato molto avanti ho trovato prevalentemente “giri di parole in stile guru”, per usare le stesse parole del bonsai bicromato.

    è verò che non sono andato molto avanti ma partivo già con una disposizione molto bassa dovuta alla mancanza di argomenti validi nello spiegare perché il corso di bonifacci sarebbe FANTASTICO mentre quello di gamberetta sarebbe una merda.
    e una persona che argomenta in questo modo

    esistono blog con i roditori e blog di autori

    di credibilità ai miei occhi ne ha meno di zero, tanto che la prima impressione (sfavorevole) mi è stata più che sufficiente per abbandonare la lettura del FANTASTICO corso da te segnalato.

    se magari provassi a sforzarti un po’ e spiegare il perché la presenza di immagini di conigli e criceti pregiudicherebbe la validità degli argomenti di gamberetta potrei anche dargli una seconda possibilità.

  9. 1439 Marco Albarello

    Ma per tua sfortuna mi sono sedato

    Sei sempre stato migliore di me in tutto, cinismo compreso. Pertanto non avrei mai avuto possibilità di controbattere. Avresti vinto in partenza. Speravo un giorno di riuscire a diventare come te, diretto e sintetico, ma come vedi non ci sono riuscito. Ho sempre ammirato la tua capacità di essere te stesso senza paranoie, dico sul serio. Se la mia presenza qui ti infastidisce, non posso che darti ragione e andarmene. Buon proseguimento.

  10. 1438 cafeine

    Lo sapevo che qualcuno avrebbe tratto le sue conclusioni dopo aver letto soltanto la frase che ho postato :)

  11. 1437 cafeine

    Beh, credo che l’unico manuale di scrittura più pratico e tangibile di questo sia Il Grande Alfabeto Illustrato :)

    Comunque, per carità, esistono blog con i roditori e blog di autori proprio perchè ognuno ha il sacrosanto diritto di scegliere quello che preferisce. Il bello del blog di Bonifacci è che unisce esercizi e lezioni “pratiche” a momenti di riflessione su un’attività che, guarda caso, è proprio l’arte dell’astrazione. Sempre se accettiamo il fastioso problema che bisogna scrivere con il cervello.

  12. 1436 Il Guardiano

    Che classe…

  13. 1435 Thugg

    O gesùgesùgesù, guarda chi scovo sulla rete?
    Marco “Scattiato” Albarello. Possibile che dove passi te lasci post chilometrici da stracciamento di cazzo? Milioni di caratteri di “cosmico nulla siderale” nel dire NIENTE, come ai bei vecchi tempi.
    Sai che sono un lurkatore, ma quando ho visto la tua foto allegata ad un papiro di boiate (palesemente) finte intellettual-chic che difendevi gamberetta mi si è tappata una vena: dovevo assolutamente insultarLa.
    Ma per tua sfortuna mi sono sedato, leggo il blog perchè mi mette cinica allegria e lei mi sta anche simpatica nel ruolo del Clitoride d’Oro. Quindi per favore Scattiato, non insozzare anche questo sito con la tua presenza da difensore di forseverginimanoncicredotanto, tanto Gamberetta non te la dà.

    Saluti all’amministratrice, e ben tornata.

  14. 1434 Alberello

    @cafeine
    Era già stato segnalato, proprio in questo articolo, qualche commento più sotto già il 19 dicembre scorso.

    Commento 1.
    Commento 2.

    come la molla interiore che spinge a scrivere.

    A questo proposito ti mostro una poesia di Charles Bukowski. La metto sotto spoiler perché molto lungo.
    Mostra spoiler ▼

    “Non cercherò di mettere in evidenza la mia abilità perché, poca o tanta che sia, deve essere usata per raccontare il resto del mondo, non per mostrare se stessa.”

    Retorica vecchio stile. Prof, le giuro che ho studiato e so la risposta, ma non è certo a lei che devo dimostrarlo. Perché noi valiamo.
    Non è un tipo di discorso che mi entusiasma, preferisco esempi e prove tangibili a giri di parole stile guru. San Tommaso è il mio patrono.

    Per quanto riguarda i coniglietti, trovo che siano molto fotogenici, sicuramente trovo più gradevoli loro degli esseri umani.

  15. 1433 Zave

    cafeine, non volermene ma ho letto l’inizio di questa terza lezione e ho mollato poco dopo.
    non posso farci nulla ma sono intollerante a seghe mentali e astrazioni inutili e se mi capita di sorbirne in una concentrazione troppo elevata devo correre al bagno con i dolori di pancia.

    ben vengano i manga e i roditori sui quali tu hai ritenuto opportuno fare delle sterili polemiche.

  16. 1432 cafeine

    Cercando istruzioni su “Come Costruire Una Trama”, mi sono imbattuta in questo FANTASTICO corso di scrittura online. Lo sto leggendo in questo momento, perciò non so se è concluso o no, ma in ogni caso va segnalato assolutamente. L’autore sa spiegarsi perfettamente anche senza utilizzare immagini di manga e coniglietti, e approfondisce questioni spesso sottovalutate, come la molla interiore che spinge a scrivere. E’ una vera perla. Inoltre vorrei riportare, senza alcun riferimento a persone realmente esistenti che tengono un blog pieno di gamberi, una frase del “decalogo del narratore”:

    “Non cercherò di mettere in evidenza la mia abilità perché, poca o tanta che sia, deve essere usata per raccontare il resto del mondo, non per mostrare se stessa.”

    Il sito è: http://www.bonifacci.it/?cat=27

    Spero che a qualcuno tornerà utile!

  17. 1431 Merphit Kydillis

    Curiosando sul librofaccia, mi trovo nella pagina “Licia Troisi” gestita da Maria Vivenzio. Nel 12 maggio 2010 ti becco questo post:

    Nei vari mondi la terra
    tremò, i vulcani eruttarno e le stelle cadderò dal cielo, l’inizio di
    non si sa cosa stava arrivando.
    Dubhe stava dormendo,
    Un grido
    lontano la sveglio di soprassalto e le mise il terrore addosso,
    cos’era??
    Alzo lo sguardo per ammirare le stelle ma si accorse che
    aveva preso il loro posto una luna gigantesca che sembrava diventare
    sempre più grande.
    La paura del sovrannaturale la sopraffò, non
    sapeva cosa fare, poi, una sensazione di vuoto la colse, un sensazione
    di pace cosi profonda che la face svenire, si sveglio pochi minuti dopo
    ma non era piu nello stesso posto in cui si era addormentata era in un
    posto lontano, sconosciuto, davanti a lei un castello con grandi torri
    le si presentava davanti.
    Dubhe si alzo, estrasse il suo pugnale e
    gli si avvicinò,

    E poi, sotto:

    Cosa accadrebbe se Dubhè venisse catapultata ad
    Hogwars???

    Tre punti di domanda quando ne bastava uno, e Hogwarts senza la “t”. Per un attimo ho creduto che, ha scriverlo, era Licia Troisi ma forse si tratta dell’amministratrice della pagina.

    Sinceramente, però, che sarebbe accaduto se Dubhe si fosse imbucata dentro al castello magicco? Magari s’imbatteva nel guardiacaccia della scuola e veniva trattenuta in quanto Babbana… ma, al posto di Hagrid, c’era il grazioso Duca a legarla in una stanza piena di fagiani impagliati e baionette tirate a lucido…

  18. 1430 Zave

    se mi conti nell’elenco degli offesi puoi anche depennarmi.
    visto che ti si stava facendo il processo e che sei così fan del codice penale avevo pensato di aggregarmi.
    per il detto che hai scelto a dirla tutta pensavo che fossi autoironico. :P
    e il riferimento alla fogna era perché tutto questo off topic verrà spostato a breve da quelle parti non appena passerà gamberetta e se ne accorgerà.

    non che questa sia una marcia indietro rispetto a quanto ho detto, solo non avrei preso l’iniziativa per farti notare queste cose perché non siamo in confidenza (avevo provato a buttarti lì la cosa quando nella fogna volevi far ridere a tutti i costi gamberetta, partecipando però al gioco anche io per stemperare), ma già che c’ero…

    per concludere: secondo me esprimi opinioni rispettabilissime ma i tuoi commenti (lo hai ammesso tu stesso) erano diventati per una porzione troppo grande esercizi di stile piuttosto che un mezzo per esprimere le tue idee. e avevo iniziato a saltarli per questa ragione.

    e come ho detto prima
    senza rancore (almeno da parte mia che lo so che te la leghi al dito maledetto!!!11!!11UNO)

  19. 1429 Marco Albarello

    Ho esagerato, chiedo scusa agli offesi, hai difesi e agli indifesi. Con “a buon intenditor” ho sbagliato io il proverbio, non intendevo dire che amo la brevità, a me piacciono le cose lunghe e corpose (non pensate male, pensate peggio), era un modo errato di dire tipo: “Ci siamo capiti?” riferito in generale ai troll. Spesso uso tale detto in siffatta maniera e ciò causa disguido tecnico. Inoltre la pappardella legislativa non era tanto buttata lì estemporanea per fare il figo, può essere di pubblica utilità ed utilizzo per chiunque possegga un blog.

    Che poi siamo palesemente OT è chiaro come il sole. Il problema è che non riesco mai a limitarmi nei contenuti, mi viene da spaziare partendo da qualsiasi cosa. Sono matto, non ho altre attenuanti, scrivere è più forte di me. Chiamatemi pure Ramhona.

  20. 1428 Zave

    a parte che è marco e non mario, nemmeno io sono un grande fan di determinati modi di porsi.
    per il fatto di difendere gamberetta secondo me uno dovrebbe limitarsi ad esprimere di volta in volta le sue opinioni, che possono anche essere perfettamente in linea con quelle dell’autrice di questo blog (spesso anche le mie lo sono), ma è sbagliato porsi come difensori come è anche sbagliato fornire motivazioni che siano avulse dall’argomento di cui si parla (come ad esempio la situazione di gamberetta).
    non vado matto nemmeno per i post chilometrici quando una tale lunghezza non è giustificata dal contenuto ma è solo fine a sè stessa.
    e nemmeno gradisco particolarmente uscite di questo tipo:

    L’ho fatto apposta, adoro stuzzicare le persone alla riflessione e alla scrittura.

    quello che traspare, a mio parere, è una voglia di fare il fenomeno a tutti i costi, che a lungo andare stanca.

    senza rancore.

  21. 1427 Il Guardiano

    Non vedo perché Mario (samantha) Alberello non debba difendere Gamberetta.
    Salvo una sua esplicita richiesta di non farlo, credo sia un diritto di Mario difenderla.
    Non è che per dire che non si è il portavoce o un parente stretto, non si debba prendere le parti di chi viene attaccato (ingiustamente, almeno dal proprio punto di vista). La solidarietà penso sia la base di una società civile. Troppe volte ci si gira dall’altra parte quando si vede qualcosa che non va’ (soprattutto nella realtà).

    Tutt’al più si potrebbe contestare ad Mario di portare avanti una discussione trolleggiante.

  22. 1426 Geki84

    Concordo appieno con Ylunio. Ovvero:

    Andragon secondo me ha torto nei toni e nel merito.

    MA

    Il fenomeno “difendiamo Gamberetta in questo luogo pubblico che pero’ e’ privato, indi non la si critica” e’ drammatico. Poi, dire di amare la stringatezza e l’essenzialita’ (che e’ forse il cuore del Blog di gamberetta, al di la’ degli strafalcioni) e poi scrivere SEMPRE post di 30-50 righe mi sembra un po’ ipocrita peculiare

  23. 1425 Ylunio

    È un po’ che leggo questi commenti e, onestamente, più che la posizione di andregon (troll, fan, spammer, lettore accanito della Troisi, persona che ha sinceramente apprezzato i suoi romanzi e chi più ne ha più ne metta) non capisco Marco Albarello..

    Smettila di sentirti tirato in ballo come se tu fossi il centro dell’universo e l’avvocato difensore di Gamberetta.
    Se lei riesce – e ci riesce, mi sembra – a farsi scivolare addosso certe sterili polemiche (quando sono sterili polemiche), o a discutere sul suo blog, non vedo perché tu, che sei un ospite quanto adregon e un estraneo quanto lui e non parli in nome di Gamberetta, devi andare a insultare un altro utente del suo blog.

    Se adregon insulta sbaglia.. be’, sta a Gamberetta moderarlo, non a te.
    Tanto più che hai continuato a spingerlo a rispondere, quando magari adregon stesso avrebbe lasciato perdere subito se fosse stato ignorato.

    Datti una calmata.

    Qui, in questo topic, si parla della Troisi e del romanzo recensito da Gamberetta. Tutto il resto, a partire dal tuo sfoggiare una cultura legale e tutto il resto che continui a fare nei tuoi post chilometrici, è abbastanza fastidioso..

    Rispondendo a adregon e al suo dubbio riguardo il fantasy con protagonista tormentati, sempre restando nell’ambito del fantasy medievale, basta leggere Martin o anche Robin Hobb per vedere come i personaggi possano essere sfortunati, con una vita misera e con una valanga di problemi addosso, ma non per questo debbano piangere ogni due o tre pagine.. :)
    Per il resto, credo che Gamberetta nella sua recensione abbia elencato le debolezze del romanzo. Questo non costringe nessuno a *non* farselo piacere. Se a te, adregon, è piaciuto, buon per te, significa che almeno tu – a differenza di altri che si sono sentiti presi per i fondelli – non hai speso soldi inutilmente..

  24. 1424 Zave

    a buon intenditor un paio di palle: hai scritto un papiro!

    prevedo la fogna…

  25. 1423 Marco Albarello

    secondo me non è necessario scomodare il codice penale e definizioni varie.

    Paura? Secondo me invece è bene scomodare il codice penale.

    Il decreto legge n. 11/09 introduce nel nostro ordinamento, peraltro con notevole ritardo rispetto agli altri ordinamenti europei, una “nuova” fattispecie di reato finalizzata a far venire meno la pericolosa condotta “persecutoria” nei confronti soprattutto delle donne (NB: Gamberetta per esempio).
    La figura ai sensi dell’art 612 bis c.p. prevede che, “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo (NB: internet per esempio), minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, con la reclusione da sei mesi a quattro anni”.

    Il bene giuridico tutelato dal legislatore si ravvisa, in primo luogo, nella libertà morale, ovvero nella libertà di autodeterminazione dell’individuo. Inoltre, tale condotta delittuosa potrebbe ledere, una volta realizzatasi in capo alla vittima quel grave disagio psichico, il bene costituzionalmente garantito della salute. In tale ipotesi, il bene protetto potrebbe essere individuato nella tutela della incolumità individuale. Pertanto, l’illecito de quo deve essere considerato un reato essenzialmente plurioffensivo.

    L’illecito in esame è connotato dalla sussistenza di tre elementi costitutivi:1) la condotta “tipica del reo; 2) la reiterazione di tale condotta; 3) l’insorgere di un particolare stato d’animo nella vittima.

    La condotta illecita in esame è ascrivibile in genere nelle classiche ipotesi delittuose di minacce e molestie, peraltro già previste e sanzionate autonomamente dal Legislatore. Sussiste la minaccia nel caso in cui il reo prospetti alla vittima un male futuro, in modo tale da turbare in modo grave la tranquillità della vittima stessa. La molestia, invece, si ravvisa nel caso in cui venga alterata in modo fastidioso o importuno l’equilibrio psichico di una persona media.

    L’ultimo degli eventi sopra riportati riguarda il caso in cui, a seguito delle condotte persecutorie, il soggetto leso sia costretto, contro la sua volontà e non potendo fare altrimenti, a modificare gratificanti abitudini di vita (NB: Avere un blog è gratificante se non ti molestano).

    La pena è aumentata fino alla metà e si procede d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore ovvero se ricorre una delle condizioni previste dall’articolo 339 c.p.

    La polizia postale e delle comunicazioni è dunque il reparto specializzato per tutte quelle attività di controllo/repressione degli illeciti penali ed amministrativi rientranti nella vasta e complessa materia delle comunicazioni, incluse (ed in primis ovviamente) le attività illecite perpetrate per mezzo della rete internet.
    La polizia postale e delle comunicazioni compie alte investigazioni di polizia giudiziaria, in via generale per tutti quei reati correlati al computer-crime/cybercrime/ingegneria sociale, e per tutte le fattispecie criminali che sono poste in essere con l’ausilio dei più recenti strumenti tecnologici/informatici, e/o che mirano a creare danno a quest’ultimi.

    A buon intenditor.

  26. 1422 Zave

    secondo me non è necessario scomodare il codice penale e definizioni varie.

    la differenza tra quello che fa gamberetta rispetto a quello che fanno diversi utenti che arrivano qui è che gamberetta, anche quando arriva ad insultare (questo è opinabile), lo fa sempre forte di argomenti.
    per qualcuno certi toni non sono accettabili tout court, ed è una posizione più che legittima, ma la stragrande maggioranza di coloro che è venuta qui ad insultare si è limitata all’insulto fine a sè stesso, e questo è inaccettabile da ogni punto di vista.

    se gamberetta, forte di gravi strafalcioni segnalati nella sua recensione, dà dell’incapace ad uno scrittore e tu non sei d’accordo, invece di ribattere con degli insulti faresti bene a cercare di smontare gli argomenti su cui gamberetta si basa per esprimere il suo giudizio, pur forte che sia.

  27. 1421 andregon

    bhè io sono entrato su questo sito per caso.ho letto,ed o detto quello che pensavo e poi mi sono limitato od offendere chi offendeva me che tra l’altro è una piccola tesat di bruco:)

  28. 1420 Marco Albarello

    internet non puo esserew paragonato ad un luogo reale perchè su questo sito ci possono venire tutti e quindi corrisponderebbe ad una piazza o ad un luogo pubblico.

    In diritto il luogo pubblico è:
    “Un luogo pubblico è uno spazio pubblico a cui può accedere chiunque senza alcuna particolare formalità, essendo quello il suo scopo ed utilizzo normale e prevalente (ad esempio strade, piazze, giardini pubblici, spiagge demaniali).”
    Internet è un luogo pubblico in quanto rispecchia questo profilo.
    “Un luogo aperto al pubblico è uno spazio in cui chiunque può accedere, limitatamente e regolatamente a regole (che possono ad esempio essere un orario d’apertura, il pagamento di un biglietto d’ingresso, l’obbligo d’iscrizione ad un’associazione che lo gestisca) stabilite dal proprietario (sia esso un privato o un ente pubblico) o da altre norme.”
    Un blog è un luogo aperto al pubblico. Per il semplice motivo percui un blog soggiace a delle regole alle quali internet non è tenuto a rispettare. Inoltre un blog può “aprire” e “chiudere” a seconda della volontà del proprietario, cosa che internet non può fare.

    che differenza c’è tra quello che ho fatto io e quello che hai fatto tu?

    Che io non vado a fare il troll in posti dove la gente desidera leggere ciò che le piace, mi limito a insultare i troll che lo fanno e pure male. Scusa se è poco.

    Risposta impeccabile, anche se mi chiedo cosa direbbe Freud leggendo del tuo esempio sui nudisti… :P

    Freud direbbe che ho decisamente subito traumi in quei campi. xD

  29. 1419 IlBianConiglio

    Risposta impeccabile, anche se mi chiedo cosa direbbe Freud leggendo del tuo esempio sui nudisti… :P

  30. 1418 andregon

    ma allora non ci arrivi propio…gamberetta ha offeso la torisi.io per difendere dei romanzi che ho apprezzato o offeso gamberetta…tu per difendere gamberetta hai offeso me.ti chiedo lo stesso favore di prima ovvero di rispondere sinceramente anche se forse non c’è ne bisogno.che differenza c’è tra quello che ho fatto io e quello che hai fatto tu?internet non puo esserew paragonato ad un luogo reale perchè su questo sito ci possono venire tutti e quindi corrisponderebbe ad una piazza o ad un luogo pubblico.

  31. 1417 Marco Albarello

    allora marco ti devo far notare che io ho fatto la stessa identica cosa che hai fatto tu.possiamo dire che gamberetta ha espresso la sua opinione sulla troisi(è chiaro che ognuno puo avere la propia opinione)in un modo però non troppo cordiale.o mi sbaglio?non sono offese ma prese in giro.io,che ho apprezzato i romanzi della troisi(anche se non perfetti chiaramente)ho preso le difese della troisi.quindi non abbiamo fatto la stessa cosa?

    Mi sfidi dunque in retorica? Lasciami sgranchire i neuroni prima. :)
    Dunque, poniamo per esempio che a me piaccia girare nudo per casa. Questo è contro la legge? No.
    Poniamo che a me piaccia girare nudo nelle piazze. Questo è contro la legge? Si.
    Il reato di atti osceni è previsto e punito dall’art. 527 del codice penale italiano, il quale prevede che “chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni”. Ai sensi dell’art. 36, comma 1, della legge 104/1992, se la persona offesa dal reato è “handicappata” (oggi si direbbe “diversamente abile”) la pena è aumentata di un terzo.
    Poniamo che la mia morale di condivisione di nudo voglia prevaricare questo concetto e desideri avere dei luoghi in cui io possa stare nudo senza violare la legge, è possibile? Certo, i campi per nudisti.

    Stabilito dunque che secondo norme sociali condivise, una cosa diviene sbagliata non tanto quanto sbagliata in sé, ma in relazione al loco ove essa viene compiuta, reputo coerente applicare tale visione al caso di specie. La differenza tra la mia e la tua azione è proprio in questo parametro. Io non mi sono permesso e non mi permetterei mai di andare sul blog della signora Licia Troisi ad insultarla, tutt’al più contesterei con logica alcuni errori dei suoi romanzi. Tu invece, di tua spontanea volontà, sei venuto su un blog privato ed aperto al pubblico, in diritto:
    “Un luogo aperto al pubblico è uno spazio in cui chiunque può accedere, limitatamente e regolatamente a regole (che possono ad esempio essere un orario d’apertura, il pagamento di un biglietto d’ingresso, l’obbligo d’iscrizione ad un’associazione che lo gestisca) stabilite dal proprietario (sia esso un privato o un ente pubblico) o da altre norme.”
    È come se tu entrassi in una pizzeria (luogo aperto al pubblico) e cominciassi a dire che la pizza ti fa vomitare. Secondo te i commensali che vi mangiano non comincerebbero a mandarti a quel paese? Potresti dargli torto se facessero lo stesso con te?
    Non ti piace la pizza? Benissimo, vai a mangiare al McDonald, nessuno ti vieta di farlo. Nessuno verrà al McDonald dicendoti che fa schifo perché sarebbe da decerebrati perdere tempo in quel modo e sarei contento se lo insultassero anche da parte mia.

    Ho concluso, vostro onore.

    e io che la stavo per offendere…meno male che ho letto prima il tuo intervento :P

    Facepalm.

  32. 1416 andregon

    Con un per favore si ottiene tutto. Ammesso e non concesso che parli seriamente, rileggiti nel primo intervento:

    Questa non è una replica di una persona normale ad una recensione di un romanzo, per quanto questa sia caustica. Questo pastrocchio di pensieri è un attacco velato alla padrona del blog. Prima insinui che lei scrive cose che non pensa, solo per portare gente al suo mulino. In secondo luogo dici che le sue sono critiche assurde, banali e stupide senza argomentare tali affermazioni. Poi continui dicendo che lei di fantasy non capisce niente. Per concludere con un simpatico: Sei ridicola.

    Per quanto tu possa mascherare tali parole condendole con rarefatti estratti di logica, sono chiaramente insulti e attacchi. Al che tu potresti replicare: “Si, ma tu cosa c’entri, che te ne frega?”
    Motivo del mio intervento numero uno: Siccome ho letto in giro per il blog che spesso l’hanno attaccata, offesa ecc. che passa un momento non proprio felice e che in passato ha dovuto anche chiudere per questo, mi è dispiaciuto. E allora per non farle perdere tempo nel rispondere e per evitare che il tuo commento acido le facesse passare la voglia di proseguire nell’ottimo lavoro che sta facendo, mi sono preso la briga di risponderti io portandoti a prendertela con me, che non sono in condizioni sfavorevoli per prendermi qualche insulto gratis.
    Motivo numero due: Mi piacciono le sue recensioni e i suoi manuali. Se smettesse di nuovo di scriverle per colpa di qualche troll insulso mi girerebbero non poco le palle.

    E adesso, ti lamenti se qualcuno ti insulta dopo che sei venuto armato di lancia e scudo? È come lamentarsi che la partita a poker a cui stai giocando è truccata mentre hai un asso nascosto nella manica della giacca. Io rispondo sempre e solo a tono del mio interlocutore. Sei venuto per la guerra? E quella hai trovato. Come prova di ciò, nella recensione di Twilight una ragazza ha scritto:
    “Cara Gamberetta, ti ringrazio x i sagaci complimenti con cui hai accompagnato la mia descrizione: Fan di Twilight.
    Non penso di essere una demente se ho apprezzato questa saga. Non mi ritengo in alcun modo stupida, tantomeno una persona con cattivo gusto. Dopo aver letto Capolavori come Cime Tempestose, Orgoglio e Pregiudizio, Bel Ami, Madame Bovary… Non penso di essermi sprecata nel leggere questa serie di romanzi. Trovo sia giusto esprimere le proprie idee e percezioni, però, non trovo corretto criticare (in modo tanto sarcastico) apertamente giudizi altrui. Un caro saluto.”

    Hai notato qualcuno risponderle male? No. Perché è una ragazza? No. Perché non ha insultato nessuno ed anzi ha esposto un pensiero tutto sommato condivisibile, soprattutto scrivendo in maniera corretta (a parte la x al posto del per). E concludo con uno stucchevole: “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.” “Chi semina vento, raccoglie tempesta.” Ecc.

    Non ho contagiato proprio nessuno, io sono un verme solitario, non ho gregari né commilitoni. Ognuno è libero di scrivere ciò che vuole.
    (Lettera di San Marco apostolo ai Corinzi. xD)

    allora marco ti devo far notare che io ho fatto la stessa identica cosa che hai fatto tu.possiamo dire che gamberetta ha espresso la sua opinione sulla troisi(è chiaro che ognuno puo avere la propia opinione)in un modo però non troppo cordiale.o mi sbaglio?non sono offese ma prese in giro.io,che ho apprezzato i romanzi della troisi(anche se non perfetti chiaramente)ho preso le difese della troisi.quindi non abbiamo fatto la stessa cosa?
    vabbè quella del contagio era una battuta ovvio.

  33. 1415 Il Guardiano

    e io che la stavo per offendere…meno male che ho letto prima il tuo intervento :P

  34. 1414 Marco Albarello

    ti chiedo un favore rispondi sinceramente alla mia domanda di prima.

    Con un per favore si ottiene tutto. Ammesso e non concesso che parli seriamente, rileggiti nel primo intervento:

    uff…non so se tu pensi veramente quello che hai scritto o lo hai scritto solo per far venire persone su questo sito.ma perfavore…tutte le critiche che ho letto solno assurde e banali.sono critiche stupide la maggior parte non vere e le poche vere sono su cose prive di importanza.spero che tu sia una scrittrice,per poter dire queste cose sai.in un romanzo fantasy è NORMALE che il protagonista spesso pianga e sia afflitto.è questo il tema principale di un fantasy:la ricerca della pace del protagonista.ma tu non ne capisci niente tanto.e se poi anche fossero veri quegli errori sulle lunghezze ma chi se ne frega!non è quello l’importante di un romanzo.cioè è normale che se poi diventassero troppo frequenti allora si che sarebbe brutto, ma in un romanzo di 400 pg. non credo sia sempre facile ricordarsi bene le proporzioni già descritte in precedenza…sei ridicola dai…

    Questa non è una replica di una persona normale ad una recensione di un romanzo, per quanto questa sia caustica. Questo pastrocchio di pensieri è un attacco velato alla padrona del blog. Prima insinui che lei scrive cose che non pensa, solo per portare gente al suo mulino. In secondo luogo dici che le sue sono critiche assurde, banali e stupide senza argomentare tali affermazioni. Poi continui dicendo che lei di fantasy non capisce niente. Per concludere con un simpatico: Sei ridicola.

    Per quanto tu possa mascherare tali parole condendole con rarefatti estratti di logica, sono chiaramente insulti e attacchi. Al che tu potresti replicare: “Si, ma tu cosa c’entri, che te ne frega?”
    Motivo del mio intervento numero uno: Siccome ho letto in giro per il blog che spesso l’hanno attaccata, offesa ecc. che passa un momento non proprio felice e che in passato ha dovuto anche chiudere per questo, mi è dispiaciuto. E allora per non farle perdere tempo nel rispondere e per evitare che il tuo commento acido le facesse passare la voglia di proseguire nell’ottimo lavoro che sta facendo, mi sono preso la briga di risponderti io portandoti a prendertela con me, che non sono in condizioni sfavorevoli per prendermi qualche insulto gratis.
    Motivo numero due: Mi piacciono le sue recensioni e i suoi manuali. Se smettesse di nuovo di scriverle per colpa di qualche troll insulso mi girerebbero non poco le palle.

    E adesso, ti lamenti se qualcuno ti insulta dopo che sei venuto armato di lancia e scudo? È come lamentarsi che la partita a poker a cui stai giocando è truccata mentre hai un asso nascosto nella manica della giacca. Io rispondo sempre e solo a tono del mio interlocutore. Sei venuto per la guerra? E quella hai trovato. Come prova di ciò, nella recensione di Twilight una ragazza ha scritto:
    “Cara Gamberetta, ti ringrazio x i sagaci complimenti con cui hai accompagnato la mia descrizione: Fan di Twilight.
    Non penso di essere una demente se ho apprezzato questa saga. Non mi ritengo in alcun modo stupida, tantomeno una persona con cattivo gusto. Dopo aver letto Capolavori come Cime Tempestose, Orgoglio e Pregiudizio, Bel Ami, Madame Bovary… Non penso di essermi sprecata nel leggere questa serie di romanzi. Trovo sia giusto esprimere le proprie idee e percezioni, però, non trovo corretto criticare (in modo tanto sarcastico) apertamente giudizi altrui. Un caro saluto.”

    Hai notato qualcuno risponderle male? No. Perché è una ragazza? No. Perché non ha insultato nessuno ed anzi ha esposto un pensiero tutto sommato condivisibile, soprattutto scrivendo in maniera corretta (a parte la x al posto del per). E concludo con uno stucchevole: “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.” “Chi semina vento, raccoglie tempesta.” Ecc.

    Non ho contagiato proprio nessuno, io sono un verme solitario, non ho gregari né commilitoni. Ognuno è libero di scrivere ciò che vuole.
    (Lettera di San Marco apostolo ai Corinzi. xD)

  35. 1413 andregon

    E non offendermi Marco Albarello! Il ragazzo scrive post di lunghezza biblica, ma ha tutto il mio rispetto

    Bisogna fargli la statua :D

    io parlo del fantasy diciamo più classico in un ambietazione più o meno medievale.e non ho detto che il protagonista debba sempre piangere ma ho parlato di disturbi interiori(non mentali come quelli di marco albarello,e non parlo neanche di disturbi intestinali).e comunque hai ragione marco scrive post molto lunghi ma scrive solo ed unicamente michiate:)

    ahhahahhhahhahha (risata ironica e non di ammirazione, non si sa mai con certa gente…magari non capisce e si gasa :)

    ecco un altro che si sente forte…Marco li hai contagiati propio tutti eh?

  36. 1412 andregon

    …e tento di provocarmi perchè tu hai provocato me…

    Questo che all’apparenza può sembrare un banale errore di digitazione è in realtà un lapsus freudiano. Lo si può scovare in mezzo al resto degli errori ortografici dettati dalla fretta perchè la lettera M che sostituisce la lettera T non è vicina nella tastiera. Dunque non è possibile che sia un errore di scorrimento dita, altrimenti la parola risultante avrebbe dovuto avere una lettera attigua al posto della T, come capita nei normali refusi. Puoi prendere in giro me, puoi prendere in giro chi vuoi, ma non puoi prendere in giro te stesso e il tuo inconscio. Questo lapsus indica chiaramente che mentre il tuo cosciente ha cercato di censurare la rabbia che provi verso te stesso, causata dalla frustrazione, il tuo inconscio ha rivelato chiaramente che l’unica persona con cui sei adirato sei tu.

    Puoi non credermi, anzi ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo laureato ed esperto per aiutarti. Non ho motivo di mentirti, provo compassione per te.

    e dai andiamo il tuo tentativo di fare il forte e di elevarti al di sopra di me facendo finta di capire tutto con parole difficili è davvero ridicolo.io scrivo veloce e faccio spesso errori del genere.ma possibile che non ti accorgi che sei stato tu ad offendermi per primo e a fare tutto quello che tu hai detto che io ho fatto?ora rispondi sinceramente ti prego:rileggi la nostra conversazione e dimmi chi ha offeso chi per primo?chi ha provocato chi?smettila di fare finta di essere una persona geniale perchè sei ridicolo.io non provo alcuna rabbia verso me stesso.anche posso avere intuizioni geniali sai?avevi detto che non avresti risposto più,ma lo hai fatto segno che evidentemente non eri affatto serio e che ti stai solo divertendo un pò.ti chiedo un favore rispondi sinceramente alla mia domanda di prima.

  37. 1411 Il Guardiano

    o mio dio…abbiamo un dio fra noi…scusa ma chi ti dice che la mia vita non mi soddisfa?adoro la mia vita e sicuramente quello che cerca attenzione non so io ma tu dato che io non ho mai parlato con te ma mi rivolgevo alla recensione di gamberetta.penso che tu sia anche peggio di una testa di bruco…semplicemnte…la tua testa è vuotaoO…e tento di provocarmi perchè tu hai provocato me…e chi sarebbe quello che provoca su internet solo perchè non ci si puo incontrare?hai detto che ho fatto cose che in realtà hai fatto tu.pensaci perchè ti accorgerai che è così.la mia vita è fantastica(almeno per ora e speriamo che rimanga così).senti fammi un favore.non sopravvalutarti non sentirti superiore agli altri pensando di sapere le cose.e se lo voui sapere io non ho mai cercato attenzione gridando “cacca” o “pipi”cose che probabilmente tu fai ancora oggi.e non ho neanche mai fatto lo scherzo del campanello.se vorrai rispondermi bene sarò contento cara la mia testa di bru…ah,già è vero la tua testa è vuota:)

    un troll trollato. ahahhhhahhhahha

  38. 1410 Marco Albarello

    …e tento di provocarmi perchè tu hai provocato me…

    Questo che all’apparenza può sembrare un banale errore di digitazione è in realtà un lapsus freudiano. Lo si può scovare in mezzo al resto degli errori ortografici dettati dalla fretta perchè la lettera M che sostituisce la lettera T non è vicina nella tastiera. Dunque non è possibile che sia un errore di scorrimento dita, altrimenti la parola risultante avrebbe dovuto avere una lettera attigua al posto della T, come capita nei normali refusi. Puoi prendere in giro me, puoi prendere in giro chi vuoi, ma non puoi prendere in giro te stesso e il tuo inconscio. Questo lapsus indica chiaramente che mentre il tuo cosciente ha cercato di censurare la rabbia che provi verso te stesso, causata dalla frustrazione, il tuo inconscio ha rivelato chiaramente che l’unica persona con cui sei adirato sei tu.

    Puoi non credermi, anzi ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo laureato ed esperto per aiutarti. Non ho motivo di mentirti, provo compassione per te.

  39. 1409 Il Guardiano

    E non offendermi Marco Albarello! Il ragazzo scrive post di lunghezza biblica, ma ha tutto il mio rispetto

    Bisogna fargli la statua :D

    io parlo del fantasy diciamo più classico in un ambietazione più o meno medievale.e non ho detto che il protagonista debba sempre piangere ma ho parlato di disturbi interiori(non mentali come quelli di marco albarello,e non parlo neanche di disturbi intestinali).e comunque hai ragione marco scrive post molto lunghi ma scrive solo ed unicamente michiate:)

    ahhahahhhahhahha (risata ironica e non di ammirazione, non si sa mai con certa gente…magari non capisce e si gasa :) )

  40. 1408 andregon

    o mio dio…abbiamo un dio fra noi…scusa ma chi ti dice che la mia vita non mi soddisfa?adoro la mia vita e sicuramente quello che cerca attenzione non so io ma tu dato che io non ho mai parlato con te ma mi rivolgevo alla recensione di gamberetta.penso che tu sia anche peggio di una testa di bruco…semplicemnte…la tua testa è vuotaoO…e tento di provocarmi perchè tu hai provocato me…e chi sarebbe quello che provoca su internet solo perchè non ci si puo incontrare?hai detto che ho fatto cose che in realtà hai fatto tu.pensaci perchè ti accorgerai che è così.la mia vita è fantastica(almeno per ora e speriamo che rimanga così).senti fammi un favore.non sopravvalutarti non sentirti superiore agli altri pensando di sapere le cose.e se lo voui sapere io non ho mai cercato attenzione gridando “cacca” o “pipi”cose che probabilmente tu fai ancora oggi.e non ho neanche mai fatto lo scherzo del campanello.se vorrai rispondermi bene sarò contento cara la mia testa di bru…ah,già è vero la tua testa è vuota:)

  41. 1407 Marco Albarello

    andregon, analizziamo i fatti. Hai tentato di fare il troll e sei stato scoperto al volo. Ora tenti di provocarmi perché noti che sono l’unico a risponderti e a darti retta. Ma non è certo perché mi hai offeso, non ne sei capace, è solo perché mi sono divertito a smontare i tuoi messaggi in modo cinico. Per me è un passatempo, non una cosa seria.

    A livello di psicologia spicciola, solitamente il troll è una persona triste e frustrata che nella vita vera non ha soddisfazioni e dunque deve rivalersi nel virtuale usando l’anonimato e sfogando la sua aggressività repressa. Il troll è allo stesso livello del bambino di tre anni che, quando mamma e papà stanno parlando con gli amici, cerca di attirare l’attenzione gridando “Cacca” e “Pipì”, o dell’adolescente che cerca di scandalizzare i genitori facendosi un pearcing e un tatuaggio: il troll di questo tipo, in sostanza, come il patetico goliarda nelle università contemporanee, ha solo bisogno di sentirsi “trasgressivo” per qualche ora prima di ritornare alla sua vita normale, e lo fa nel modo meno faticoso e più sicuro: si inventa un nick e va a rompere le palle a qualcuno, ben sapendo che in realtà non rischia nulla. Il troll estemporaneo è come il ragazzino che suona i campanelli del quartiere e poi scappa, salvo naturalmente farsela in braghe e piangere a dirotto chiamando in aiuto papà se qualcuno dei condomini minaccia di chiamare sul serio un vigile.

    Quindi visto che la vita vera non ti soddisfa abbastanza e in quella virtuale fallisci perfino come troll, posso consigliarti di raccogliere quel poco di dignità che ti rimane e lasciar perdere? Questa è l’ultima cosa che ti scrivo anche se risponderai ulteriormente, dato che nutrire i troll non ha mai portato a niente di utile.

  42. 1406 andregon

    Uuh, un troll! Che bello che bello!

    mi dovete trovare un solo fantasy UNO SOLO in cui il protagonista non sia triste come un tacchino il giorno del ringraziamento.tutti i protagonisti sono sempre disturbati da qualcosa che puo essere la guerra,un passato oscuro o qualsiasi altra cosa.

    Challenge accepted! Ecco i primi tre titoli che mi vengono in mente: Rumo e i prodigi nell’oscurità di Moers, Le porte di Anubi di Powers e La storia infinita di Ende. Wow! I protagonisti ne subiscono di tutti i colori, ma non sono costantemente in lacrime! Stupefacente! :D

    in un romanzo fantasy è NORMALE che il protagonista spesso pianga e sia afflitto.è questo il tema principale di un fantasy:la ricerca della pace del protagonista.

    Eeeh… no.
    Può dover salvare il mondo, può essere rimasto orfano da piccolo, può avere una scheggia nel dito indice…ma non è necessario che piagnucoli ogni due minuti per essere il personaggio principale di un fantasy. Non penso sia ancora nato il genere emofantasy. Voglio dire, ne avrei sentito parlare di sicuro.
    E non offendermi Marco Albarello! Il ragazzo scrive post di lunghezza biblica, ma ha tutto il mio rispetto

    io parlo del fantasy diciamo più classico in un ambietazione più o meno medievale.e non ho detto che il protagonista debba sempre piangere ma ho parlato di disturbi interiori(non mentali come quelli di marco albarello,e non parlo neanche di disturbi intestinali).e comunque hai ragione marco scrive post molto lunghi ma scrive solo ed unicamente michiate:)

  43. 1405 andregon

    Ho già preso il metro per le misure della bara. :)

    ah, la tua?bene cosi mi risparmi un bel po di lavoro:)e comunque il fatto che tu non abbia saputo rispondere a quello che ho detto ma hai solo pensato alla mia grammatica conferma che…bhè che ho ragione io caro il mio bruchetto:)perdonami se ho offeso il tuo linguaggio perfetto con un mio “assurdo” forse non così azzeccato.come vorresti punirmi?con la tua bava da bruchetto?

  44. 1404 Marco Albarello

    Uuh, un troll! Che bello che bello!

    La caccia al troll è sempre stato il mio sport preferito. :D

    E non offendermi Marco Albarello! Il ragazzo scrive post di lunghezza biblica, ma ha tutto il mio rispetto.

    Freud direbbe che la lunghezza dei commenti è il risultato di una compensazione fisica…
    Non resisto al cinismo gratuito e senza impegno, anche quando colpisce me stesso! xD

    Ed ora vieni Sancho Panza, mio fido scudiero, abbiamo ancora tanti giganti da sconfiggere in queste lande virtuali. I due si diressero al galoppo verso l’orizzonte al suono di questa melodia: Sottofondo.

  45. 1403 Mr. Giobblin

    Uuh, un troll! Che bello che bello!

    mi dovete trovare un solo fantasy UNO SOLO in cui il protagonista non sia triste come un tacchino il giorno del ringraziamento.tutti i protagonisti sono sempre disturbati da qualcosa che puo essere la guerra,un passato oscuro o qualsiasi altra cosa.

    Challenge accepted! Ecco i primi tre titoli che mi vengono in mente: Rumo e i prodigi nell’oscurità di Moers, Le porte di Anubi di Powers e La storia infinita di Ende. Wow! I protagonisti ne subiscono di tutti i colori, ma non sono costantemente in lacrime! Stupefacente! :D

    in un romanzo fantasy è NORMALE che il protagonista spesso pianga e sia afflitto.è questo il tema principale di un fantasy:la ricerca della pace del protagonista.

    Eeeh… no.
    Può dover salvare il mondo, può essere rimasto orfano da piccolo, può avere una scheggia nel dito indice…ma non è necessario che piagnucoli ogni due minuti per essere il personaggio principale di un fantasy. Non penso sia ancora nato il genere emofantasy. Voglio dire, ne avrei sentito parlare di sicuro.
    E non offendermi Marco Albarello! Il ragazzo scrive post di lunghezza biblica, ma ha tutto il mio rispetto.

    Detto questo, mi siedo e mi metto a mangiare popcorn.

  46. 1402 Marco Albarello

    bè il nome aon mi sono è uscito cosi senza motivo effettivamente è un po strano…

    Per non parlare della tua grammatica.

    e devo anche ammettere che forse ho scritto una cavolata su quella parte della lunghezza del libro e sul fatto che è difficile ricordarsi…

    Onestà intellettuale. Hai guadagnato +1 sul parametro intelligenza e +1 in saggezza.

    queste critiche ripeto che sono ASSURDE perchè criticano errori piccoli privi di importanza per un vero appassionato.

    Non volevo arrivare a tanto, ma: “assurdo 1 (agg. e sm. agg.) 1 Contrario alla ragione, alla logica. ~ irrazionale. Contr. logico. 2 Impossibile. ~ inconcepibile.
    Sinonimi: contraddittorio, folle, illogico, incoerente, incongruente, incongruo, insensato, irrazionale, paradossale, pazzesco, stravagante.”
    Quello che dici tu è: “ininfluente 1 (agg.) Che non ha influenza. ~ irrilevante. Contr. determinante.
    Sinonimi: insignificante, irrilevante, secondario, trascurabile.”
    Non so da quale pianeta tu provenga, ma scrivere la stessa parola con il CAPS acceso non le fa cambiare magicamente di significato. E se mi dici che non vuoi rispettare il significato del vocabolario, vuol dire che parliamo due lingue diverse e prima devi darmi tempo di imparare la tua: “Io amico, io venire in pace”.

    BANALI perchè sono davvero banali.

    “Si, perché si.” Wow, resto allibito davanti ad un tale livello di logica semantica. “banale 1 (agg.) Privo di originalità, comune. ~ ovvio. Contr. inconsueto.
    Sinonimi: comune, conformista, convenzionale, impersonale, incolore, insignificante, ovvio, piatto, scialbo, superficiale, usuale.”
    Se fossero critiche banali come dici, l’intero web o carta stampata dovrebbero essere pieni delle stesse considerazioni, invece mi pare che Gamberetta sia l’unica ad aver fatto suddette analisi.

    ma Marco albarello credo che il tuo cervello da verme solitario non possa arrivarci.e un altra cosa mie care teste di vermi solitari:

    Noto che la figura del verme solitario ti è molto cara, problemi nel digerire sconfitte?

    mi dovete trovare un solo fantasy UNO SOLO in cui il protagonista non sia triste come un tacchino il giorno del ringraziamento.tutti i protagonisti sono sempre disturbati da qualcosa che puo essere la guerra,un passato oscuro o qualsiasi altra cosa.

    Buona Apocalisse a tutti! (titolo originale: Good Omens, “Buoni presagi”) scritto a due mani da Terry Pratchett e Neil Gaiman. Non posso dire di ricordarlo a memoria tutto, ma è difficile trovare un vero protagonista. E anche a volerlo riscontrare in Adam, non ricordo una sola scena in cui sia triste e pianga come una fontana. Anzi ti consiglio di leggerlo, potrebbe rallegrarti la giornata! (Ma non dimenticare l’ipotesi del suicidio, che è sempre molto valida!). :D

    ma ovvio che le vostre menti da bruchetti non possano arrivare ad un concetto cosi complicato:)

    Meglio bruchi che farfalloni.

    ah, e marco non ho problemi a prendermela con uno della mia taglia:)quando vuoi sono qui:)

    Ho già preso il metro per le misure della bara. :)

  47. 1401 Merphit Kydillis

    @andregon:

    mi dovete trovare un solo fantasy UNO SOLO in cui il protagonista non sia triste come un tacchino il giorno del ringraziamento.tutti i protagonisti sono sempre disturbati da qualcosa che puo essere la guerra,un passato oscuro o qualsiasi altra cosa.ma ovvio che le vostre menti da bruchetti non possano arrivare ad un concetto cosi complicato

    Scusa, una domanda… ma che razza di libri ti leggi? oO

  48. 1400 andregon

    ah, e marco non ho problemi a prendermela con uno della mia taglia:)quando vuoi sono qui:)

  49. 1399 andregon

    bè il nome aon mi sono è uscito cosi senza motivo effettivamente è un po strano…e devo anche ammettere che forse ho scritto una cavolata su quella parte della lunghezza del libro e sul fatto che è difficile ricordarsi…ma non sul resto.queste critiche ripeto che sono ASSURDE perchè criticano errori piccoli privi di importanza per un vero appassionato.BANALI perchè sono davvero banali. ma Marco albarello credo che il tuo cervello da verme solitario non possa arrivarci.e un altra cosa mie care teste di vermi solitari:mi dovete trovare un solo fantasy UNO SOLO in cui il protagonista non sia triste come un tacchino il giorno del ringraziamento.tutti i protagonisti sono sempre disturbati da qualcosa che puo essere la guerra,un passato oscuro o qualsiasi altra cosa.ma ovvio che le vostre menti da bruchetti non possano arrivare ad un concetto cosi complicato:)

  50. 1398 Andrea

    Grazie per la risposta Gamberetta :)

  51. 1397 Mr. Giobblin

    @ Corina

    Mia cara, non so di quale quadro tu stia parlando, ma forse c’è un piccolo problema col tuo Caps lock.

  52. 1396 Marco Albarello

    E la parte del suicidio mi ha fatto cadere dalla sedia dal ridere, lol.

    La speranza è sempre l’ultima a morire. ^__^ Avrei potuto fare di peggio. Avrei potuto fargli vedere questo: Metafora impegnata. E dimostrargli come il suo punto di vista è simile a quello di un’ameba il cui unico neurone, dopo che è andato a sbattere contro uno specchio, inizia a riflettere. Ed ha anche il coraggio di chiamarla “metafora impegnata”.
    Infine avrei potuto dedicargli una canzone: Dimmi Dimmi Tu.
    Ma per fortuna il dottor Jekyll riesce ancora a nascondere mr. Hyde, che appare solo sporadicamente nei commenti al vetriolo, senza dare nell’occhio.

  53. 1395 CORINA

    ciaooo a tutti!!!!! vi posso chiedere una cosa?? MA SECONDO VOI È POSSIBILE CHE CI SIA UN’ALTRA COPPIA DI QUESTO QUADRO??? PERCHÈ IO NE HO UNO A CASA E VI DICO CHE È IDENTICO, STESSE MISURE,FATTO DI LEGNO, CON LE STESSE CARATTERISTICHE E TUTTO…E STAVO PENSANDO CHE MAGARI POTRREBBE ESSERE UNA BELLISSIMA SCOPERTA..IL QUADRO SI VEDE CHE È MOLTO VECCHIO, CHE PRIMA LO HANNO CONSERVATO DUE VECCHI INFATTI È X QUESTO CHE LORO NN LI HANNO DATO NESSUNA IMPORTANZA, PERCHÈ MAGARI NN CONOSCEVA IL SUO VALORE..IL VALORE DEL QUADRO!!!!ASPETTO UNA RISPOSTA =)

  54. 1394 IlBianConiglio

    @Mark littletree

    Mi permetto di rispondere al tuo commento, non perchè voglia difendere Gamberetta (credo che sia benissimo capace di difendersi da sola) o il fantasy in quanto genere letterario, ma solo perché sono un sadico bastardo.

    Ammetto che il ‘sadico bastardo’ suona meglio del mio semplice:

    ma solo perchè non mi trovo d’accordo con ciò che hai scritto.

    E la parte del suicidio mi ha fatto cadere dalla sedia dal ridere, lol.

  55. 1393 Marco Albarello

    @andregon
    Mi permetto di rispondere al tuo commento, non perchè voglia difendere Gamberetta (credo che sia benissimo capace di difendersi da sola) o il fantasy in quanto genere letterario, ma solo perché sono un sadico bastardo. ^__^

    uff…

    Ma “uff…” cosa? Se una semplice recensione di romanzo ti mette così tristezza posso consigliarti il suicidio? E tu dirai: “Ma no, il suicidio è una brutta cosa!” E se ti dimostrassi che, secondo stime scientifiche su cui non mi dilungo, per garantire a tutti uno stile di vita decente la terra dovrebbe essere grande sette volte tanto quella attuale e che dunque stanno cercando nuovi metodi di terraforming ed altri pianeti simili al nostro? Dunque, se tu ti suicidassi, garantiresti alla specie umana e all’intero pianeta un po’ più di respiro perché ci aiuteresti nel risparmiare ossigeno fintanto che impariamo del tutto come fanno i virus a modificare il DNA delle cellule che li ospitano. Pensaci, segui il consiglio di Donatella Rettore.

    o lo hai scritto solo per far venire persone su questo sito.

    Brillante idea! Lei paga lo spazio per un blog, perde tempo a scrivere recensioni, raramente da retta a chi ci scrive e se lo fa di certo non lo coccola, non si è mai fatta pubblicità da nessuna parte se non sono altri a fargliela gratis, non ha sponsor e quindi non ci guadagna dal contatore visite che nemmeno esiste ma… Attenzione! Il suo unico scopo è far venire persone su questo blog! Dove hai studiato marketing, al cepu?

    ma perfavore…tutte le critiche che ho letto solno assurde e banali.

    Se una cosa è assurda, non è banale. Una rosa che mangia le persone è assurda. Una rosa rossa è banale. Una rosa rossa che mangia le persone è assurda e banale? No, è sempre assurda. Assurdo: Fuori dal comune. Banale: Comune. Tra l’altro se fossero state critiche banali non le avresti lette e non avresti avuto motivo di commentare, dato che il banale non attira l’attenzione. Tu ti fermi a commentare ogni rosa rossa che vedi? E se invece vedi una rosa che mangia le persone? Diamo per scontato allora che le critiche in questione sono assurde, ora devi dimostrare il perché.

    spero che tu sia una scrittrice,per poter dire queste cose sai.

    Le basi della logica. Io sono un cuoco e ti do da mangiare della cacca di mucca. Tu giustamente schifato mi dici: A me questa cosa non piace argomentando anche sull’odore, sul sapore ecc. Ed io ti rispondo con: “Spero che tu sia un cuoco, per poter dire queste cose sai.” Altra cosa, non esiste una scuola per scrittori, non esiste un titolo ufficiale e non esiste nessun albo. Dunque, chiunque è potenzialmente scrittore, nel momento stesso in cui scrive, così come chiunque è opinionista fintanto che ha opinioni, così come chiunque è intellettuale finché usa l’intelletto. Se io devo definire scrittore semplicemente chi è stato pubblicato almeno una volta, stiamo freschi. L’intellettuale è fine a se stesso, con te ho appena cominciato.

    in un romanzo fantasy è NORMALE che il protagonista spesso pianga e sia afflitto.è questo il tema principale di un fantasy:la ricerca della pace del protagonista.

    Come no, è risaputo che il fantasy è un genere nato da sensibili massaie infelici del loro matrimonio. Come dimenticare la famosa commedia: “Casalinghe insoddisfatte” di Loredana La Pantera, o “Bad&Break-Fast” degli autori Love e Craft, un thriller fatto con amore ambientato in un simpatico chalet di montagna dove un depresso piagnucolone alieno piangeva notti intere dopo aver mangiato le sue vittime che cercavano rifugio.

    cioè è normale che se poi diventassero troppo frequenti allora si che sarebbe brutto, ma in un romanzo di 400 pg. non credo sia sempre facile ricordarsi bene le proporzioni già descritte in precedenza…

    E dove l’hai letto che scrivere romanzi sia facile? Dipingere è facile? Cucinare è facile? Cantare è facile? E allora perché scrivere lo deve essere? “Cacca di mucca al tavolo uno!” “Eh, ma fa schifo.” “Hey amico, ma lo sai quanto è difficile cucinare bene?” “Hai ragione, mangerò merda e ne sarò anche felice, scusami chef.”

    sei ridicola dai…

    Ha parlato andregon. Fammi indovinare, è una fusione tra il nome Andrea e la parola Gonade? No perché spiegherebbe tante cose!

    Ed ora avanti, prenditela con qualcuno della tua taglia.
    Con affetto e simpatia, Mark Littletree. xD

  56. 1392 Emanuele

    @andregon: spero che il tuo non sia un commento vero, ma una presa in giro del lettore della Troisi :)

    Davvero splendido il finale “non credo sia sempre facile ricordarsi le cose scritte in precedenza”, come se scrivere un libro sia una cosa che si fa durante la ricreazione, di getto e senza rileggerlo.
    Oltretutto questa è la scusa definitiva. E’ brutto? “Eh, ma non credo sia facile scrivere un buon libro”. Ottima giustificazione.

  57. 1391 Il Guardiano

    La ricerca della pace del protagonista?
    Ma se nemmeno nel Signore Degli Anelli c’è la ricerca della pace del protagonista.
    Gli hobbit che sono stati obbligati a partire sarebbero stati più che felici se li avessero lasciati per i fatti loro.
    LOL

  58. 1390 Mauro

    andregon:

    non credo sia sempre facile ricordarsi bene le proporzioni già descritte in precedenza

    Orson Scott consiglia, proprio per ridurre al minimo il rischio di simili cose, di tenere note sulle decisioni fatte nel corso della scrittura: colore degli occhi, vestiario, nomi, famiglia, ecc. Laborioso, ma utile.

  59. 1389 Merphit Kydillis

    @andregon

    .in un romanzo fantasy è NORMALE che il protagonista spesso pianga e sia afflitto.

    Non è normale che piange ogni cinque pagine, e ogni pianto dura almeno mezza pagina… la cosa mi ha stupito di Nihal è della sua riserva idrica…

    è questo il tema principale di un fantasy:la ricerca della pace del protagonista.

    Ma anche no. Cioè, alcuni fantasy mettono questa tematica ma non è una cosa principale da attuare per forza.

  60. 1388 IlBianConiglio

    @andregon
    Mi permetto di rispondere al tuo commento, non perchè voglia difendere Gamberetta (credo che sia benissimo capace di difendersi da sola) o il fantasy in quanto genere letterario, ma solo perchè non mi trovo d’accordo con ciò che hai scritto.
    Intanto premetto che non sono un grande lettore di fantasy: ho letto il Signore degli Anelli più per un senso di dovere morale che per vera curiosità, e degli autori che seguono il filone tolkieniano (quelli che riempiono i loro libri di elfi folletti e hobbit, per intenderci) non ho mai letto nulla.
    In compenso posso dirti questo: a me non importa che un ragazzo cada da una torre alta tot metri e si sbucci solo le ginocchia. Basta che l’autore me lo motivi: c’è una magia protettiva su di lui? In realtà quella parte della torre di Salazar non era così alta? Su ogni gradino della scala c’era un cuscino e per questo il ragazzo non si è fatto niente?
    L’autore non può scrivere a caso: se da una parte del libro mette una misura, non può cambiarla quando gli fa più comodo e senza giustificazione. E la stora della lunghezza del libro non vuol dire niente: Nihal della terra del vento sono 400 pagine scritte a caratteri cubitali; davanti a me ho l’edizione della bur de ‘Anna Karenina’ di 910 pagine a caratteri minuscoli. 400 pagine sono tante? E 910 allora? Non è la lunghezza del libro che conta: è relativo. Potrebbe anche esserci solo un errore, ma è comunque un errore. Che poi debbano intervenire anche gli editor per prevenire simili sbagli dall’autore è ovvio, ma questo è un altro discorso.
    Insomma, il punto è che ogni passo deve essere motivato: Nihal piange ogni due pagine. Perchè? Cos’ha da frignare sempre? Perchè le hanno ucciso il padre? Ma se la scena della morte di Livon viene descritta (raccontata) in tre righe soltanto! Se è così importante che Livon muoia, che la Troisi me lo sappia mostrare, mi faccia sentire il dolore di Nihal, la sua rabbia, la frustrazione. No, quello che fa la Troisi è dirmi: ‘Nihal è arrabbiata. Nihal piange’. Bene, ma a me cosa cambia?
    Torno a dire: non è tanto il fatto che Nihal pianga ogni due per tre, è il fatto che il suo pianto è immotivato. La Troisi può anche raccontarmi che Nihal piange per il suo popolo, ma finchè non me lo fa sentire il dolore di Nihal, continuerà a non comunicarmi niente.
    Infine, non è questione di dover essere scrittori per giudicare altri scrittori. Anzi è il contrario: chi legge (e paga per comprare libri) ha diritto di giudicare gli scrittori, di lamentarsi se non gli piace la loro scrittura, di far notare gli errori. Se compro merce scadente, mi lamento con chi l’ha fabbricata o venduta.
    Ah, un’ultima cosa: hai detto che è normale che il protagonista di un fantasy sia un perseguitato, con un triste passato e un incerto destino davanti a sè, che è normale se piange spesso. Be’, non è vero. Sono gli scrittori che creano i topoi (=motivi ricorrenti di un genere letterario), non i topoi che si creano da soli. Basta essere un po’ fantasiosi e innovativi (non dico che sia semplice, ma nemmeno che sia impossibile) e si possono benissimo creare nuovi canoni, o giocare e modificare quelli già esistenti. O, se non ci si riesce, per lo meno bisogna essere in grado di saper ben descrivere (mostrare, far sentire) i pensieri e le emozioni del protagonista, così da non annoiare o da non cadere nei soliti cliché.

  61. 1387 TalesDreamer

    Volevo linkare questo agli aspiranti scrittori di fantasy.
    E’ una raccolta di post/lamentele (in inglese) circa i più comuni errori e clichè del genere, correlato da consigli sul come evitarli. L’ho trovato un lavoro piuttosto utile e ben scritto, potrebbe tornare utile a qualcuno.

  62. 1386 Merphit Kydillis

    L’altro giorno ho comprato Le Cronache di Legend, spendendo 3,50€ per un libricino contenenti “sei storie inedite”.

    Con lo stesso prezzo era meglio se compravo un fumetto delle Cronache del Mondo Emerso, e forse era meglio. Non sto scherzando, ve ne sconsiglio l’acquisto

  63. 1385 Gamberetta

    @Andrea. Non posso dire molto su Jordan perché ho letto solo il primo romanzo della Ruota del Tempo. Ma mi è bastato. Non è il genere di fantasy che mi piace. Mi annoia.

  64. 1384 Ari

    Grazie mille, leggerò quello che mi hai consigliato e mi informerò per il resto!
    Avevo letto un libro scritto da un editor americano (“78 ragioni per cui il vostro libro non sarà mai pubblicato…”), tempo fa, che parlava anche del mondo editoriale… ma naturalmente di quello americano, quindi un po’ fuori tema.
    Non dubito che in Italia le cose spesso funzionino male, come hai dato prova sul blog, però i testi sull’argomento (oltre che per interesse personale) mi servono per preparare la tesina di maturità, quindi volevo semplicemente esporre il funzionamento della casa editrice, il futuro del libro, la distribuzione, etc.
    Grazie ancora per la disponibilità! :)

  65. 1383 Andrea

    Ciao gamberetta mi piacerebbe avere una tua opinione su Robert Jordan. Grazie :)

  66. 1382 Gamberetta

    @Ari. Allora, per quanto riguarda il funzionamento di una casa editrice: nei vari manuali spesso sono spiegati anche gli aspetti pratici (che cosa fa l’editor, cosa fa correttore di bozze, cosa fa l’agente letterario, com’è un contratto editoriale, ecc.), però non mi viene in mente un libro specifico che abbia letto sull’argomento.
    Inoltre quella è la teoria (anglosassone), la pratica italiana è incompetenza, gente che non lavora, contratti non rispettati e idioti ignoranti a ogni passo – e ormai di scrittori, editor e altri furboni ne ho conosciuti abbastanza, fin troppi.
    Comunque, prova a dare un’occhiata a questa serie di articoli di Charles Stross: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.

    Per quanto riguarda il copyright al tempo di Internet ormai c’è ampia bibliografia, consiglio solo un paio di titoli:
    Free Culture di Lawrence Lessig.
    Content di Cory Doctorow.
    The Public Domain di James Boyle.
    Sono tutti e tre reperibili gratuitamente e legalmente. Dei primi due esiste anche la traduzione italiana. Tenendo presente che per gli aspetti legali è meglio rivolgersi a un avvocato perché le leggi in materia cambiano di continuo e spesso sono di difficile interpretazione. Per quanto riguarda il ruolo della SIAE, è tutto spiegato al loro sito.

    Per l’argomento ebook, segui il blog di Teleread e il forum di MobileRead, oltre agli articoli del Duca (se hai dubbi o domande, scrivigli, di solito è gentile e risponde).
    Inoltre Ebook: ovvero né E né book di Cory Doctorow. Anche questo reperibile gratuitamente.

  67. 1381 Ari

    Ciao Gamberetta! Vorrei chiederti un consiglio. Mi sembra di capire che tu conosca il mondo editoriale (i diversi mestieri interni alla casa editrice -chi si occupa di cosa-, il diritto d’autore, i guadagni che spettano agli autori, come funziona la distribuzione, le biblioteche, l’avvento degli e-book) mentre io ne so pochino. Sull’argomento ho letto un libro, edizione del 2005, chiamato “Il lavoro editoriale” di Dario Moretti, che come argomenti andava benissimo ma non è molto lungo, inoltre dal 2005 a oggi potrebbero essere cambiate alcune cose. Quindi in sostanza ti chiedo se potresti consigliarmi qualche libro (meglio se esistente in forma cartacea perché non ho un lettore e-book)/articolo/sito internet in proposito. Alcuni argomenti sono già trattati nel tuo blog, in ogni caso magari conosci un libro che calza a pennello. Ti ringrazio comunque!

  68. 1380 Mr. Giobblin

    L’ironia è un concetto che Internet non può esprimere, purtroppo. Un pò come Alanis Morissette.

  69. 1379 Tapiroulant

    Riguardo al mio carattere: non capisco cosa dia l’impressione che io sia cattiva. Torturare piccoli animaletti è un hobby come un altro…

    Ma infatti. Secondo me non è colpa tua: è colpa di quella tizia che usi come avatar. I suoi occhi promettono brutte cose.

  70. 1378 Il Guardiano

    @marco:
    Io leggo narrativa per “le parole”… se voglio immagini ci sono fumetti, quella specie di telenovelle stampate che fanno molto anni 80 o al massimo la TV e il Cinema.
    Se leggo è perché mi piace leggere quel che scrivi, e immaginarlo.

  71. 1377 Gamberetta

    @Il Guardiano.

    Gamberetta, la tua presenza attiva in questi giorni può farci sperare in un imminente nuovo post-manuale? :)

    Non prima di fine mese.

    Riguardo al mio carattere: non capisco cosa dia l’impressione che io sia cattiva. Torturare piccoli animaletti è un hobby come un altro…

  72. 1376 Marco Albarello

    @Zave
    o_O La mia era solo una battuta, giuro. xD Mi hai battuto nella gara di seghe mentali, complimenti. xD Dev’essere questo clima di anonimato generale che porta alla paranoia, dopo un pò si vedono complotti ovunque!

    Mi sembra di essere entrato nell’anonima scrittori:
    «Ciao, mi chiamo Marco…»
    «Ciaaaaaaaaao Marco»
    «Ho inziato a scrivere all’età di 5 anni e ho consumato la mia prima penna in tre giorni»
    «ooooooooooooooooooooooooooooooo»
    «Poi la cosa è andata aggravandosi, dovevo farmi una dose di inchiostro sempre più spesso!»
    «ooooooooooooooooooooooooooooooo»
    «Le bic finivano e io cominciai a vendere i giocattoli per pagarmele!»
    «ooooooooooooooooooooooooooooooo»
    «Ero lì che mi dicevo: ancora una e poi smetto, smetto quando voglio!»
    «ooooooooooooooooooooooooooooooo»
    «Finchè arrivai al punto di… rubare una penna!»
    «ooooooooooooooooooooooooooooooo»
    «Lì capì che dovevo cercare aiuto ed eccomi qui.»
    «Un applauso per Marco che ci ha raccontato la sua esperienza.»
    «Clap clap clap»
    «Ed ora Zave, coraggio apriti, che ci dici di te, perchè sei qui?»
    xD

  73. 1375 Zave
    Quello che mi diverte: l’humor nero, il sadismo, la crudeltà, le vivisezioni e le autopsie. E l’ironia.

    Così solare da poter causare un’eclissi in qualsiasi momento oscurando tutto. ._.

    secondo me questo tuo modo di volercela fare a tutti i costi è un po’ forzato.

    tra l’altro se leggi il post con attenzione noterai che l’ironia è stata messa alla fine e separata da tutto il resto. magari significa che bisogna leggere quanto ha scritto prima in chiave ironica. potrebbe darsi che dietro alla maschera di malvagità si nasconda un animo gentile!
    magari le piacciono le cose pucciose e i buoni sentimenti!!!

    a me però intriga di più il personaggio “gamberetta malvagia” quindi non mi soffermerò su questa possibilità. :D

    è anche possibile che l’intenzione di gamberetta fosse quella di farci leggere TUTTO il post in chiave ironica, compreso il finale dove cita l’ironia, per farci entrare in un loop irrisolvibile e farci esplodere la testa a causa del paradosso.
    questo si sposa decisamente meglio con l’idea di gamberetta che preferisco.

  74. 1374 Zave

    estimatrice di manga guro?

  75. 1373 Marco Albarello

    Quello che mi diverte: l’humor nero, il sadismo, la crudeltà, le vivisezioni e le autopsie. E l’ironia.

    Così solare da poter causare un’eclissi in qualsiasi momento oscurando tutto. ._.

  76. 1372 Il Guardiano

    Gamberetta, la tua presenza attiva in questi giorni può farci sperare in un imminente nuovo post-manuale? :)

  77. 1371 Gamberetta

    Quello che mi diverte: l’humor nero, il sadismo, la crudeltà, le vivisezioni e le autopsie. E l’ironia.

  78. 1370 Zave

    visto che gamberetta dovrebbe anche essere appassionata di steampunk non posso fare a meno di segnalare questa stupenda creazione:

    http://www.youtube.com/watch?v=CiJeHHGqSSw

  79. 1369 Zave

    cosa potrebbe far ridere gamberetta?
    un pene più sottile di 25cm di circonferenza?
    questa mia battuta cattiva sul suo svarione nelle proporzioni?

    no dai, ci penso seriamente…

    battute sarcastiche come “il blog di luca centi” credo che la farebbero solo deprimere…

    dai, andiamo sul sicuro:

    http://www.youtube.com/watch?v=t1GaGv9_Iu8

    enjoy, hime sama!

  80. 1368 Marco Albarello

    Voglio partecipare anche io a questo gioco! Far ridere Gamberetta, mmm, io credo che questo la faccia ridere: Test

    Mi ci gioco ben un penny! :D

  81. 1367 Tapiroulant

    Dopodiché non insisto, anche perché credo ci sia una differenza di giudizio di fondo: io non ho trovato la scena divertente. Neanche da sorriso accennato. È meh.

    Oh noes ;_;
    Peccato!

    Oddio, magari sono io che ho un senso dell’umorismo sballato.

    Mmmm… quali sono delle cose o delle scene che ti fanno ridere?
    (se posso chiederlo, considerato quanto ormai siamo OT… Vabbè che è la fogna)

  82. 1366 Gamberetta

    @Cecilia. Pleonastico significa superfluo. In generale devi porti questa domanda: sul serio hai bisogno di cambiare punto di vista? Si cambia punto di vista quando serve, e nella gran parte dei casi non serve cambiarlo all’interno di una scena. Non è che dici: 2-3-4-n cambi. Non ha senso. Ha senso cambiare quando entrare nella testa dell’altro personaggio porta così tanti vantaggi alla narrazione da sopperire al fastidio del movimento brusco.

    @Tapiroulant. Hacketts è molto vicino allo scià, tanto da guardarlo negli occhi, perciò può ascoltare benissimo la conversazione. Per curiosità ho cercato il testo originale, la traduzione è più o meno giusta, la parte in cui si passa dai pensieri allo scià è:

    [...] and all he had to do was hang around with the old gang in Hooker’s in Evansville and wait for the old pension check and to hell with you buddy because I don’t have to take no crap from nobody no more because I’m through and —
    The Shah clapped his hands delightedly and continued to stare at Private First Class Hacketts, who was a huge, healthy man. “Niki Takaru!” he cried, exhaling a strong effluvium of Sumklish.

    Secondo me Hacketts è strappato dai suoi pensieri dal clap dello scià e ascolta la conversazione. Dopodiché non insisto, anche perché credo ci sia una differenza di giudizio di fondo: io non ho trovato la scena divertente. Neanche da sorriso accennato. È meh.

    @Merphit Kydillis. No, non credo che recensirò la trilogia di Ring. Perché ormai l’ho letta più di due anni fa e dovrei rileggerla, e perché sono a disagio a parlare di stile senza poter consultare il testo originale. Specie contando che tante volte le traduzioni italiane non sono neanche dal giapponese, ma già dalla traduzione inglese.

  83. 1365 Merphit Kydillis

    Gamberetta, recensirai la trilogia di Ring di Koji Suzuki? Ho letto i tre romanzi (comprati in forma tascabile dalla Tea Libri con un prezzo accettabile *Mondadori Fail ^^*) e mi è piaciuto, sebbene abbia trovato nelle librerie della mia città solo Ring come horror giapponese.

    Certo, ci sono i film (la versione americana di Ring e The Grudge) ma preferisco leggere :)

  84. 1364 Marco Albarello

    @Cecilia
    Non che a Gesù sia andata meglio è: Depresso.xD
    Comunque se hai bisogno d’altro chiedi pure! Posso psicanalizzarti l’intero set di angeli, demoni e quant’altro ti venga in mente. Non c’è niente che un pò di fantasia e la pipa di Freud non possano spiegare. :P

    Se proprio non vuoi intasare qui, ti lascio anche io la mia mail: scattiato@gmail.com

    Buona fortuna con il romanzo, fammi sapere quando sarà completo. :)

  85. 1363 Cecilia

    Ommioddio… in casa si stanno chiedendo perché rido come una deficiente: ebbene è perchè sto leggendo i vostri post! Sto morendo… i traumi infantili del diavolo…

    @Marco
    Le 666 mani… direi proprio che ne avete tutto il diritto! giuro solennemente che lo farò. Lo scrivo ora, così non rischio di dimenticarmelo. Anche i due pazzi col manicomio sono bellissimi…
    Meglio uscire dalla Fogna o qui straripa tutto e poi manda cattivo odore

    @france
    Non volevo spaventarti, chiedo venia… vieni pure fuori…
    Ma adesso ti spavento sì: ehi, bigotta a chi? (e io, tutta no, ma un bel po’ di libri della Bibbia me li sono letti, e per documentarsi per il libro e per lo studio dell’università).
    Comunque, leggi la mail… poi si vedrà anche per gli altri post

  86. 1362 Marco Albarello

    Ok è finita a tarallucci e vin… santo ovviamente! xD Sono d’accordo con tutti e due, è che in un blog con commenti in differita è veramente un macello discutere di qualsiasi cosa, figurarsi poi di filosofia! Ha ha!
    Cioè in realtà stavamo dicendo le stesse cose, solo che tutto si è trascinato in giro.

    [ma noi chi poi, che dovrebbe essere unico?! XDD]

    Ho la spiegazione!!! O Dio è il Divino Otelma oppure… soffre di un disturbo di personalità multipla!!! :O
    Questo spiegherebbe perché in alcuni punti è misericordioso, in altri vendicativo e incazzato come una bestia! Vi rendete conto? Finalmente ho capito, la psicologia spiega tutto xD Altro che uno e trino, Dio sente le voci e il diavolo ha mille traumi infantili! Con questi due semplici enunciati abbiamo risolto tutti i misteri, la terra non è altro che un enorme manicomio gestito da due pazzi e noi siamo i pazienti. Che culo è? Ha ha ha.

    Cecilia, in pratica questo libro lo stiamo scrivendo a 6 mani ormai, anzi direi a 666 mani. xD Come minimo ci devi mettere nei ringraziamenti in copertina. U_U Scherzi a parte, non ti preoccupare che non si azzuffa nessuno, non siamo più nel passato dove due gentiluomini si picchiavano per l’amata che scrive libri sul demonio. O_o

    Ma, guarda, te lo sconsiglio. A parlare con certa gente butti solo il tuo tempo, saluta il coniglietto Grumo, che è più simpatico!

    Il coniglietto Grumo è il benvenuto in qualsiasi momento. ^_^ Sono sicuro che al mio Tamburino non dispiacerebbe la sua compagnia.
    In effetti ora che siamo riusciti ad andare OT nella fogna… Verso il marciume ed oltre! xD
    Concludo questa sessione di nonsense filosofico con: Ecco il diavolo!

  87. 1361 france

    OT

    (con lui la risolvo per mail)

    nu! me pauLa adesso! ;__;
    *corre a nascondersi dietro un tòtano*

    /OT
    scusate… non ho resistito XD
    scherzi a parte, aspetto volentieri la mail =)

  88. 1360 france

    @Marco: mi sa che stiamo andando un po’ OT… persino per la Fogna! xD
    ADORO la filosofia nella scienza *_* E’ affascinante notare che mentre le teorie fisiche di Einstein vengono ridimensionate anno dopo anno, le sue concezioni etiche sono sempre attuali e segno di un’intelligenza davvero fuori dal comune.

    Parto dal fondo: De André non era cattolico, ma era profondamente cristiano. Aveva una spiritualità intensissima e traspare dalla maggior parte delle sue composizioni…
    Per andare nello specifico, in quel brano il blasfemo parla chiaramente dell’ateismo, in quanto la religione è al servizio del Potere (“e non dio ma qualcuno, che per noi l’ha inventato / ci costringe a sognare, un giardino incantato”). In diverse interviste chiarì anche che con “potere” in quella canzone intende la polizia.
    Il fatto che il Blasfemo citi la morte dopo il pranzo non indica minimamente, pertanto, alcuna sua fede in tale concetto (e per estensione, idem dicasi per l’autore): sta solo mostrando ai bigotti credenti l’assurdità intrinseca dei loro testi sacri (a tempo perso tra l’altro, poiché tutti sanno che, a parte i testimoni di geova, nessun bigotto ha MAI letto un testo sacro in vita sua – e questo vale per qualunque religione), tra l’altro con un ragionamento che è pari pari quello di Epicuro (quello che dice: dio odia il male ma non può evitarlo… ecc. ecc.), che mi ha sempre lasciato abbastanza indifferente, visto che lo trovo viziato di partenza. Qui però sconfinerei nelle mie credenze personali.

    Cavilliamo sulla Genesi, piuttosto, che è più divertente! :D
    Genesi 2, 17-18
    “16 Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,
    17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».”

    Genesi 3, 1-5 / 22
    “1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?».
    2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
    3 ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete».
    4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto!
    5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male».”
    [...]
    22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!»”

    Lui poteva intendere che, sì, se l’avessero mangiato nel loro destino vi sarebbe stato di morire e che dunque era meglio che…
    Ma dai. Stiamo cavillando. Parliamo dello stesso testo che dice (Genesi 3, 14-15):

    “14 Allora il Signore Dio disse al serpente:
    «Poiché tu hai fatto questo,
    sii tu maledetto più di tutto il bestiame
    e più di tutte le bestie selvatiche;
    sul tuo ventre camminerai
    e polvere mangerai
    per tutti i giorni della tua vita.
    15 Io porrò inimicizia tra te e la donna,
    tra la tua stirpe
    e la sua stirpe:
    questa ti schiaccerà la testa
    e tu le insidierai il calcagno».”

    Maddai!! Il serpente, la bestia più astuta di tutte, inganna la donna che da quel giorno è condannata ad essere morsa ai garetti epperò gli schiaccerà la testa! XD Qui non c’è da star a ragionare su che cosa chissà mai poteva voler intendere Dio in base a…
    Questa è mitologia spicciola. Siamo al livello di Prometeo e il fuoco, del Narciso che si chiama così perché Narciso il vanitoso è caduto nel fiume specchiandocisi. Chilometri di distanza dalle sottigliezze di Orfeo ed Euridice, o Amore e Psiche. Qui è proprio mitologia terra-terra… da mito creazionistico centrafricano o neozelandese.

    Quello che c’è scritto, in sunto è appunto:
    Dio: non mangiate o schiattate
    Diavolo: mangiate e gli occhi vi s’apriranno
    loro mangiano, NON schiattano e gli occhi s’aprono. Pure Dio lo conferma: “chi ti ha fatto sapere ch’eri nudo?” [quindi è vero!! NdR] “ecco, l’uomo è come uno di noi” [ma noi chi poi, che dovrebbe essere unico?! XDD]. Ergo, Dio ammette di aver raccontato una bischerata. O di essersi sbagliato.

    Qualunque sia il caso, io questo lo chiamo EPIC FAIL per Dio ed EPIC WIN per il Diavolo! XD
    (che poi è evidente come nella mente dell’autore non ci fosse manco il più flebile barlume di collegare il serpente al diavolo! poraccio! tutte le colpe gli danno, pure quelle che non ha!! XDDD)

    Penso che ci sia tutto :D

  89. 1359 Cecilia

    @Marco Albarello
    Ma non solo a te: sono lusingata di aver ricevuto tante risposte e di questo genere, davvero. Ma non c’è bisogno che vi azzuffiate, dico sul serio.
    Mi piace l’idea del serial killer (su scala universale, così si fan più danni). non sei il primo che la nomina, vedesi appunto Amorth.
    Sai, per gli adoratori, lo danneggerebbero se adesso in tanti credessero alla sua esistenza ma chi lo fa più? Appena si sa di Bestie e gentaglia del genere la definizione della gente (studiosi, passanti, non c’è differenza) è “pazzi e/o drogati” e la cosa si chiude lì. Quindi non c’è pericolo.

    Forse non dovrei inserirmi nel messaggio che hai scritto a france, ma un paio di cose mi vien da dirle (con lui la risolvo per mail).

    Dunque:
    1-Einstein è ufficialmente diventato un mio mito
    2-L’idea di “non essere” non è intesa come se non esistesse, ma nel senso che non ha essenza “in sé” (la mia mente si perde…). In pratica, S. Tommaso spiega che il male è “un’imperfezione del bene”. è nato come bene (Lucifero) poi, per problemi mentali, direi io, è mutato in male. Ma all’origine era bene pure lui. è l’idea che sconfessa i catari, che pensavano a bene e male come due entità uguali ed opposte.
    è quello che intendevi anche tu?

    per la questione della tv macedone non ho capito se sei d’accordo con Einstein o scherzi.

    “te lo saluto”
    Ma, guarda, te lo sconsiglio. A parlare con certa gente butti solo il tuo tempo, saluta il coniglietto Grumo, che è più simpatico! Nel caso comunque ti capitasse a tiro, insultalo da parte mia.

  90. 1358 Cecilia

    @france
    Approfondisco in mail se non ti dispiace. Farei un post troppo lungo

  91. 1357 Marco Albarello

    Che casino, si sono accavallate risposte e argomenti, cercherò di seguire un filo logico per tutto senza sforare troppo. xD

    @Cecilia
    Nessun problema, in realtà non ho mai parlato con il diavolo e non ho mai avuto occasione di psicanalizzarlo, ma dato che sia Freud che Jung hanno tentato di dargli connotati più o meno sessuali e di inserirlo in qualche loro strampalata teoria, ho voluto tentare l’impresa io stesso. xD Non ho mai sostenuto che egli non abbia adoratori, ma secondo me, da una parte questo gli fa piacere per il senso di ripicca di cui parli, dall’altro lo danneggiano perché mettono a rischio la sua “copertura”.
    Per la gentilezza sugli uomini, in realtà era sempre in contesto psicanalitico e dunque il rapporto tra fratelli maggiori e minori ecc.
    Ammetto che ho umanizzato eccessivamente la sua figura, volevo solo tentare di rendere più plausibili ed accessibili i suoi comportamenti ad una logica affine alla nostra, niente più. Siccome avevi detto che incontravi difficoltà in chiave mistica e dai libri degli esorcisti, ho voluto farne una comparazione terrena. Per me resta comunque l’archetipo del serial killer. xD

    @france
    Ciò che dici di Hagiwara mi ricorda vagamente il film City of Angels dove un angelo decide di “cadere” volontariamente rinunciando al suo ruolo e diventare umano. Ovviamente è postumo al manga in questione, quindi chissà che non gli abbiano fregato l’idea. xD

    Per quanto riguarda la tesi di Sant’Agostino: Guarda qui.
    Einstein?! Semmai Platone e Plotino.
    1) aprite il vocabolario di Filosofia alla voce “MALE”
    Risposta: questo che viene detto nel video è la 1° definizione di male, anzi è la più antica definizione di male che c’è in filosofia (quella Metafisica di “non-essere”) e va da Platone, passa per gli Gnostici del 3° sec. d.C. per arrivare a S.Anselmo, S.Agostino fino a S.T.d’Aquino.
    2) Principalmente è stata sviluppata da Plotino.
    3) Einstein non ha mai sostenuto questo. Anzi: “Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo (nella misura in cui ci sia lecito parlarne) come a un miracolo o a un eterno mistero. A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Ci si potrebbe (forse addirittura si dovrebbe) attendere che il mondo si manifesti come soggetto alle leggi solo a condizione che noi operiamo un intervento ordinatore. Questo tipo di ordinamento sarebbe simile all’ordine alfabetico delle parole di una lingua. Al contrario, il tipo d’ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall’uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d’ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del “miracoloso”, che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli. La cosa curiosa, certo, è che dobbiamo accontentarci di riconoscere il “miracolo”, senza poter individuare una via legittima per andar oltre. Capisco che devo ben esplicitare quest’ultima considerazione in modo che non ti venga in mente che, indebolito dall’età, io sia divenuto vittima dei preti.” (Albert Einstein)

    Fa specie perché è un video realizzato per la TV Macedone promosso dal Ministero dell’Educazione e Scienza, intesa a promuovere l’educazione. Ma sti macedoni a scuola cosa studiano? xD
    Messa in questi termini, condivido questa tesi.

    Pertanto, non esistendo il Male, non lo si può scegliere: si può solo “scegliere male”, cioé sbagliare nella scelta.

    Esiste un sistema simile, il librogame. Esso è un perfetto connubio tra destino e libero arbitrio, tutto è già stato scritto, ma è il lettore a scegliere a che pagine andare. “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.” Legge III della dinamica. Se tu fai una cosa sai già come andrà a finire, ma nessuno ha deciso cosa tu devi fare. Considerando l’universo come un infinito librogame e Dio come colui che l’ha scritto, è sensata l’affermazione del: “Si può solo sbagliare nella scelta.”

    ATTENZIONE!!! Sono morti? No. Dio ha sbagliato / mentito.
    […]il bene (i bei tempi andati, senza morte, freddo, malattie e ciclo mestruale)[…]

    Ti sei contraddetto da solo dicendo che finché non hanno mangiato il frutto proibito non c’era la morte e dopo si. Dunque per estensione si può presumere che intendesse questo Dio con il significato de: “Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire”.
    Tutto ciò risale all’Antologia di Spoon River (1914). In uno degli epitaffi presenti c’è un certo:

    WENDELL P. BLOOYD
    Prima mi incastrarono con l’accusa di condotta immorale,
    non c’era alcuno statuto sulla blasfemia.
    Poi mi rinchiusero come pazzo
    dove fui picchiato a morte da una guardia cattolica.
    La mia offesa era questa:
    dicevo che Dio mentì ad Adamo, e lo destinò
    a trascorrere una vita da stolto,
    ignorando che al mondo c’è il male così come c’è il bene
    E quando Adamo mise nel sacco Dio mangiando la mela
    E vide oltre la menzogna,
    Dio lo cacciò fuori dall’Eden per impedirgli di cogliere
    il frutto della vita immortale.
    Cristo Santo, voi gente di buon senso,
    ecco quello che Dio stesso dice nel libro della Genesi:
    “E il Signore Iddio disse: ecco che l’uomo
    è diventato uno di noi” (un po’ d’invidia, vedete)
    “a conoscere il bene e il male” (la bugia che-tutto-è-bene smascherata)
    “E allora, perchè non allungasse oltre la mano a prendere
    e mangiare anche dall’albero della vita, e non vivesse in eterno:
    per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell’Eden”.
    (La ragione per cui, credo, Dio crugifisse Suo Figlio
    per tirarsi fuori da quel brutto pasticcio, è che è proprio da par Suo)

    Ti do ragione sul fatto della presa in giro sul discorso bene/male ma non su quello della morte, come ricorda anche Fabrizio De Andrè in una sua reinterpretazione poetica dello stesso brano: Un blasfemo.

    “Quando vide che l’uomo allungava le dita
    a rubargli il mistero di una mela proibita
    per paura che ormai non avesse padroni
    lo fermò con la morte, inventò le stagioni.”

    Lui stesso ammette che Dio introdusse la morte dopo e di certo egli non era un fanatico religioso, anzi.

    Hmmm… sulla figura di Satana / Lucifero dovrebbe essere più o meno tutto.

    La prossima volta che lo vedo te lo saluto, sarà contento di avere un fan così accanito. xD

  92. 1356 france

    dimenticavo:

    @Cecilia:

    se Satana è un personaggio principale della tua storia, ti consiglio un GROSSO lavoro di documentazione: dalla Bibbia (in particolare il libro di Giobbe, non a caso molto antecedente a quello di Isaia) al Paradiso Perduto di John Milton.

    Un interessante punto di vista lo propone anche Hagiwara nella sua opera Bastard!!, anche se i brandelli di interesse sono da scovare nella marea di boiate pseudo-pornografiche. In breve, la tesi dell’autore è che gli Angeli fossero privi del Libero Arbitrio, mere marionette di Dio comandate attraverso il legame dell’Amore, come muscoli comandati attraverso i nervi. Quando Dio creò Adamo ed Eva, e diede loro il Libero Arbitrio, Lucifero se ne ingelosì poiché vi vide grande ingiustizia: perché a loro sì e a lui (e gli altri angeli) no?!
    Perciò si ribellò, ma come sappiamo non ebbe successo ecc. ecc.; la fine è quella solita. Francamente non so da dove Hagi abbia preso spunto per questa teoria, ma mi piace molto, e mi sembra largamente foriera di spunti narrativi. Soprattutto perché inserisce un elemento di personalità negli Angeli: la possibilità di scegliere o rinunciare al Libero Arbitrio, e dunque la possibilità di Cadere quando fanno la scelta sbagliata.

    Anche Sant’Agostino ha parlato molto di Satana, ma francamente lo considero un segaiolo idiota, quindi non so quanto credito dargli. Per riassumere, la sua tesi è che il male non esiste, poiché per esistere dovrebbe essere creato da Dio (perché TUTTO è creato da Dio… ha anticipato il paradosso dell’insieme universale di Bertrand Russell insomma XD), e nulla di ciò che Dio fa può essere considerato “male” (LOL!!). Pertanto, non esistendo il Male, non lo si può scegliere: si può solo “scegliere male”, cioé sbagliare nella scelta.
    Per estensione, possiamo dire che pertanto nessuno sceglie il male, ma si sbaglia nel ritenere cosa sia meglio o peggio per sé e gli altri. Vallo a dire al Divin Marchese! xD

    Che altro? Ah già, Queste Oscure Materie di Pullman. Lì il Diavolo non c’è affatto, ma il discorso teologico è piuttosto importante. Stringendo, l’idea è che la Caduta sia effettivamente avvenuta come dice il Libro della Genesi, ovvero:

    Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre: per sempre felici e contenti.
    - Dio: non mangiate la mela o morirete.
    - Diavolo: mangiatela e conoscerete il bene e il male.
    La mangiano, Dio s’incazza e li butta fuori.

    ATTENZIONE!!! Sono morti? No. Dio ha sbagliato / mentito.
    Hanno conosciuto il bene e il male? Certo: ciò che hanno ora diverso e più brutto da ciò che avevano prima; pertanto in effetti conoscono sia il bene (i bei tempi andati, senza morte, freddo, malattie e ciclo mestruale) che il male (“no stasera non mi va”). Il Diavolo c’ha azzeccato / ha detto la verità.

    Non riesco a capire come cavolo facciano i sacerdoti ebrei e cattolici a raccontare in giro che in questa scena Dio ha in realtà ragione e il Diavolo torto. Pensa che sofismi e seghe mentali devono tirare fuori! allucinante. E la gente gli da’ retta! Da 3000 anni!! Pazzesco! XD

    Che altro? hmmm… bé, in Preacher di Garth Ennis il Diavolo non c’è, ma c’è Dio, e con la figura che ci fa direi che non si sente affatto la mancanza di quell’altro xD

    Un bel libro di antropologia / studio comparato delle religioni dell’area mediterranea dai babilonesi al cattolicesimo attuale (diciamo fino al Concilio di Nicea, va’) sarebbe piutttosto utile per capire come le religioni ebraica prima, e cattolica poi, abbiano incorporato dei e demoni delle popolazioni vicine volta volta come santi e demoni propri.

    Hmmm… sulla figura di Satana / Lucifero dovrebbe essere più o meno tutto.

  93. 1355 Cecilia

    @Gamberetta
    Pleo che? Vuol dire che è ovvio/scontato? Perdona la mia ignoranza.
    Comunque sì, effettivamente troppo serrato non è un granché ed è pure scomodo per me saltare da uno all’altro. Forse potrei optare per due/tre cambi a testa nel capitolo?

  94. 1354 Cecilia

    @france
    Proprio combattimento. Arma bianca e, in un paio di caso, pistole. Non sono però come in un esercito, un unico scontro, tante persone; ma tanti duelli diversi, anche se fisicamente vicini.

    @Marco
    Uao. No, dico sul serio. Hai psicanalizzato “l’inquilino del pian di sotto”.
    Mi sa però che la parte della madre (e affini) in questo caso non può funzionare. Sono stati creati così, per loro era assolutamente naturale che ci fosse solo Dio. Se oltre a lui fosse necessario qualcos’altro per essere felici, non sarebbe più Dio.
    Per il punto marginale: non è cosa nota, ma se sfogli un libro di Amorth di accorgi che invece non è così. Certo “il capolavoro del diavolo è aver convinto gli uomini della sua inesistenza” (attribuita a Baudelaire) ma di adoratori ne ha, eccome. Ha senso, se ci pensi: anziché adorare Dio, questi imbecilli (penso che la considerazione sia più o meno questa) adorano me. è una specie di ripicca, un po’ infantile forse, ma ci sta.
    Sei molto gentile sulla visione degli uomini.
    Siamo degli insetti, altro che fratelli minori. Meno intelligenti, con un corpo, mortali… e chi più ne ha ne metta. Nonostante questo, Dio è diventato come noi, non come lui. Da qui, secondo Tommaso d’Aquino, ribellione e discesa dal paradiso a calci. Perchè era un insulto alla sua intelligenza dover adorare carne mortale anzichè spirito. I vari complessi, pur interessanti, temo funzionino solo sugli uomini o sulle invenzioni… ma sicuramente mi saranno utili.
    e fin qui, a me va bene. il vero problema, più che le motivazioni, è: come diamine rendo l’odio assoluto e gratuito? Perché la cosa inquitante è questa: gratuito.
    fare un personaggio cattivo è una cosa, fare IL male, un’altra.

    Tranquillo, nessun problema coi post chilometrici, come vedi anch’io non scherzo. Ti ringrazio molto anzi. metterò in pratica.

  95. 1353 Tapiroulant

    @Gamberetta:

    Ti rispondo per punti.

    Il punto di vista di Halyard.
    Dunque: tecnicamente hai ragione, non c’è un punto di vista di Halyard, ed è anche vero che l’opinione di Halyard non è pensata ma solo detta (che poi le sue parole e il suo pensiero più o meno coincidano, è una mia estrapolazione, credo corretta, basata sulle altre apparizione del personaggio).
    In un certo senso è vero, non c’è un corrispettivo del pov dentro Halyard. A me sembra comunque che ci siano due pov distinti nella scena. Uno è quello che dici tu, ossia la telecamera presso Hacketts, che si avvicina e si allontana, a volte entrando nella sua testa, a volte tendendo al narratore onnisciente. Onestamente, però, la costruzione della scena mi fa dubitare che questo pov sia l’unico, e mi sembra che ci sia un secondo pov. E’ quello che ho chiamato “pov di Halyards”, e che in effetti potremmo considerare come pov nei pressi di Halyards e dello scià.

    Perché trovo sbagliato ricondurre al pov “presso Hacketts” le parti riferite a Halyard e allo scià?
    Innanzitutto, non è mai detto esplicitamente che Hacketts senta la conversazione tra Halyard e lo scià. L’unico contatto tra i due quadri è che Hacketts vede lo scià inchinarsi. C’è contatto visivo, ma non sappiamo se Hacketts possa sentirli. Immagino che Halyard e lo scià parleranno a un tono di voce normale, mentre vengono urlati ordini per la parata, dunque non dev’essere semplicissimo.
    Non è un po’ improbabile, poi, che Hacketts riesca a sviluppare tre binari di pensiero contemporaneamente? Deve stare attento agli ordini per la parata (che immagino continuino anche durante i suoi pensieri), sviluppa le sue macerazioni personali, e per di più ascolta anche quello che si dicono Halyard e lo scià?
    “Hacketts si mise a pensare…” in realtà si aggancia non alla conversazione tra i due, ma all’ordine dell’altoparlante. Hacketts smette di pensare (il fatto che il pensiero precedente si fosse interrotto con un “e…” mi lascia immaginare che abbia continuato a pensare per tutto il tempo fino a – Fianco -), dice tra sé – Fianco! -, poi ricomincia a pensare.
    L’impressione che Hacketts non senta quello che dicono (sia che gli sia impossibile, sia che non gli interessi) è amplificata dal fatto che la conversazione continua tranquillamente dopo che se n’è andato, come a dire che a Vonnegut non importa che lui sia o meno presente: tanto il pov usato nella conversazione tra Halyard e lo scià è da un’altra parte (ossia una telecamera nei loro pressi).
    Infine, dato lo stato d’animo di Hacketts, mi viene da credere che, se avesse veramente ascoltato la conversazione, l’avrebbe in qualche modo commentata, ci si sarebbe ‘inserito’ (nei suoi pensieri). Invece – e questa cosa non fa che amplificare il divertente – l’impressione è che i due personaggi, Hacketts e Halyard, sviluppino i loro pensieri (e Halyard, anche le sue parole) indipendentemente l’uno dall’altro, contraddicendosi inconsapevolmente. Hacketts dà l’idea di essere troppo ripiegato su sé stesso per seguire la conversazione.

    Ora, non è impossibile che quello che dici tu sia giusto.
    A me però sembra improbabile. Trovo più probabile la mia tesi dei due pov, rispetto alla tua.

    Inoltre, io credo che la distinzione tra i due pov, “pov-Hacketts” e pov-nei pressi di Halyard”, sia benefica per l’elemento comico della scena. Voglio dire: se i pensieri di Hacketts fossero soltanto ruminazioni più o meno astiose su quello che dice Halyard, e quindi tutto si riducesse a un botta-e-risposta mentale, non sarebbe così divertente. Mi sembra essenziale, per la bellezza della scena, che i due personaggi si ignorino l’un l’altro il più possibile, come credo accada.
    Hacketts maledice l’esercito senza sapere che Halyard e il generale esprimono opinioni sul patriottismo dei soldati; così come costoro parlano del patriottismo senza immaginare le maledizioni che proprio in quel momento Hacketts e probabilmente altri soldati stanno pensando. So che si tratta di una cosa rischiosa, ma io, se avessi potuto, avrei accentuato ancora di più l’assenza di contatto tra i due personaggi, dato che questa “assenza di contatto” è proprio il cuore tematico, diciamo, della scena (e una delle fonti del divertimento).

    Forse la scelta della scena non è stata tra le più felici, dato che Vonnegut non è un gran maestro della tecnica narrativa. Ma volevo cercare di sviscerare il perché una determinata scena m’è piaciuta, e tra i motivi cardine mi sembra d’aver trovato proprio la contrapposizione di pov. Spero solo di non essere parso saccente.

  96. 1352 france

    @Cecilia:

    Ugh! Se tutto il romanzo è scritto così, auguri! o__O

    Questa mocciosetta era pericolosa. Dovevo starle il più lontano possibile. E non era nemmeno spaventata! Mi fissava, mi girava intorno e cercava d’intavolare una conversazione con Astarte, che sembrava averla presa in simpatia.

    Già solo l’uso dell’imperfetto rende tutta l’azione lenta e distaccata – mentre io, in questa scena, dovrei immedesimarmi nei problemi del POV. Neppure i pensieri sono mostrati, poi! “era pericolosa… dovevo starle lontano…”. Più sensatamente avrebbe dovuto sentire un brivido giù per la schiena, magari, o mancare un battito di cuore, o che so io… insomma, MOSTRARE al lettore COSA PROVA il PG anziché farglielo descrivere come se si fosse al di fuori!

    Non conosco la trama né la situazione, quindi non approfondirò l’inverosimiglianza di tutta la scena: Satana che teme una “mocciosa”, Lilith che la vede come una rivale, il fatto che lei gli giri intorno e lo fissi, ma quando s’avvicina sia di spalle… per non dire del fatto che Satana deve *camminare* verso di lei e stringerle la spalla per farla girare.
    Come già detto, non conosco la situazione, ma esattamente PERCHE’ questa figliola è in una stessa stanza con lui senza impazzire / essere costretta a strisciare, estasiata dalla goduria di farsi calpestare dai suoi tacchi alti (sì, di Satana)?
    Voglio dire, è Satana. Dovrebbe avere un pochino di capacità soprannaturali di qualche genere, no? E’ quello che ti aspetti da lui, dato il nome. Se no chiamalo Steve o Giangiorgio…

    Se vuoi approfondire, la mia mail è simonrmoon@gmail.com .

    @Marco Alberello:

    Tutto il discorso che fai sulla psicologia di Satana, IMHO non ha il minimo senso, perlomeno quando parliamo della parte “umana”. Innanzitutto non ha senso scindere una parte umana da una mitologica: o è il Satana mitologico, e quindi analizziamo la sua psicologia in base a questo, o non lo è, ed è una sua versione umana studiata per questo romanzo, e quindi analizziamo la sua psicologia in base a questo.

    Quindi, psicanalizzare Satana dal punto di vista umano ma facendo riferimento alla sua genesi mitologica, IMHO non ha senso.
    Nel dettaglio, se accettiamo la genesi mitologica come quella generalmente accettata dagli amanti del fantasy, ovvero la storia di Lucifero, l’Angelo più importante, Caduto per invidia di Dio e punito per questo da Michele con la spada di fuoco che l’ha cacciato negli Inferi, dobbiamo accettare anche tutta l’ambientazione e i tecnicismi che ciò comporta, ovvero la fisiologia.

    - Dio non è una persona. Fino a quando non crea Adamo non viene mai fatto riferimento a un suo aspetto estetico umanoide.
    - Gli angeli sono asessuati. Lucifero è un Angelo, quindi non ha sesso. Non ha mai avuto sesso, né alcuno di quelli che lui abbia mai conosciuto l’ha mai avuto. D’altronde perché dovrebbero averlo? Non hanno bisogno di alcun meccanismo riproduttivo, non avendo alcun nemico al mondo, né soffrendo alcuna morte o malattia. Da tutto questo si evince che essendo cresciuto in una società completamente priva della differenzazione maschio/femmina, in una (di fatto) non-cultura, non ha alcun senso affermare che possa sviluppare una qualunque forma di patologia psichica, men che meno basata sul sesso. E’ come se io ti dicessi che soffri di sgnaupeorofobia: non avendo senso la parola “sgnaupero” non puoi temere ciò che rappresenta, poiché non rappresenta nulla. E’ una parola senza significato.

    Tra l’altro, l’interpretazione attuale del mito di Lucifero (che è poi un grossolano errore d’intepretazione / traduzione del Libro di Isaia, ma tanto la tradizione cattolica è piena di queste cose) spiega chiaramente la psicologia di Satana: prima, vedendosi così vicino a Dio, si considera pari a lui; poi lo invidia, e decide di sostituirsi a lui e scatena la guerra; infine viene gettato negli Inferi e, lontano dalla luce divina, le sue fattezze cambiano e il suo aspetto diventa mostruoso; concludendo, da allora decide che cercherà di corrompere gli Uomini, la nuova “invenzione” di Dio per renderli simili a sè, così da fare dispetto a Dio.
    Più chiaro di così!

  97. 1351 Gamberetta

    @Cecilia. Il problema è che andare avanti pagine e pagine così, con il pdv cambiato ogni pochi paragrafi, è faticoso. Anche se devi cambiare pdv l’idea è di farlo solo quando è indispensabile.
    Per esempio: c’è bisogno di passare a Sara? No. Si capisce benissimo che Sara non dà retta a Satana perché lui non è stato abbastanza “gentile”. Il pensiero di Sara sul non rispondere a uno che ti apostrofa “ehi tu” è pleonastico. E il resto si può rendere anche con il punto di vista di Satana.

    @Tapiroulant.

    Ora, Vonnegut utilizza una telecamera lontana che a volte sembra sfumare nel narratore onnisciente, ma in realtà qui ci sono due pov ben riconoscibili, ossia il soldato Hacketts e il dottor Halyard, che scorta lo scià.

    Proprio per niente. Non c’è il punto di vista del dottor Halyard. C’è il punto di vista di Hacketts più o meno lontano (in alcuni punti così lontano che è quello del narratore, come all’inizio e quando dice: “[...] Hacketts, grande e grosso e traboccante di salute”). Dove lo vedi il punto di vista del dottore?

    La sequenza è:
    * Narratore/Hacketts molto lontano (“Il soldato scelto Hacketts si trovava nel mezzo della prima squadra del secondo plotone della compagnia B del primo battaglione del 427esimo reggimento della 107esima divisione di fanteria del nono corpo della dodicesima armata”).
    * Hacketts sempre più vicino fino a entrare nella sua testa (“[...] non intendeva fare assolutamente niente che non avesse l’ordine di fare [...]”).
    * Narratore/Hacketts lontano (Lo scià che batte le mani strappa il personaggio di Hacketts dai suoi pensieri, se non ci fosse quella frase sul grande e grosso – che tra l’altro per me è solo una svista – sarebbe ancora Hacketts vicino. Dici che Hacketts non può sentire il dialogo, ma se i personaggi sono davanti a lui? Certo che può sentire! E inoltre non è vero che è perso nei suoi pensieri: è perso nei suoi pensieri finché lo scià non applaude, a quel punto l’attenzione di Hacketts è portata sul dialogo).
    * Hacketts vicino (“E Hacketts si mise a pensare che sarebbe rimasto solo nelle camerate [...]”).
    * Narratore per l’ultimo pezzetto. (Hacketts se ne va: “«Bum!» fece la grancassa, e il piede sinistro di Hacketts si abbassò, e si mise ad andare in mezzo a quella grande e docile valanga umana.” E ci sono ancora alcune righe di dialogo, senza particolare punto di vista).

    Non ci sono veri e propri salti di punto di vista, c’è l’avvicinarsi e l’allontanarsi della telecamera da Hacketts. Notare che basta pochissimo perché il punto di vista rimanga sempre saldamente con Hacketts: togli quel “grande e grosso” e sposti la frase con Hacketts che se ne va alla fine, in modo che possa ascoltare anche l’ultimo pezzo di conversazione.
    Il punto di vista del dottore dove sarebbe?

    Poi sostieni che l’umorismo nasce dal fatto che i pensieri di Hacketts e Halyard sono in contrasto: non è vero. Sono in contrasto i pensieri di Hacketts e le battute di Halyard. Non c’è mezzo pensiero del dottore. Dunque perché dovremmo cambiare a lui il pdv? Basta far ascoltare il dialogo ad Hacketts (come avviene).

  98. 1350 Marco Albarello

    @Cecilia

    la difficoltà di capire e rendere capibile cosa pensa il diavolo è una fatica allucinante… e nemmeno i libri degli esorcisti aiutano troppo.

    Ti ammiro molto per la difficoltà dell’argomento che hai scelto di narrare e voglio esserti utile se possibile. Innanzitutto ti consiglio la lettura di questo libro: Il libro del Diavolo.

    Per il resto, ti do il mio punto di vista su questa figura per come ne hanno parlato diversi testi, sperando di poterti essere utile per capire meglio la sua psicologia e dunque il suo pensiero, le sue azioni.

    Parlando da un punto di vista prettamente umano e non considerando l’aspetto mitologico, egli è un primogenito a cui è mancata una delle due componenti generative (madre, secondo la visione tradizionale che vede Dio come maschio Alfa), pertanto come sostiene John Bowlby è molto importante che il legame di attaccamento si sviluppi in maniera adeguata, poiché dipende da questo un buono sviluppo della persona: stati di angoscia e depressione, in cui un soggetto si può imbattere durante l’età adulta, possono essere ricondotti a periodi in cui la persona ha fatto esperienza di disperazione, angoscia e distacco durante l’infanzia. Il modello di attaccamento, sviluppatosi durante i primi anni di vita, è qualcosa che va a caratterizzare la relazione stessa con la figura di riferimento durante l’infanzia. Questo diviene successivamente un aspetto della personalità e un modello relazionale per i futuri rapporti. Con questo Bowlby non intende affatto delineare percorsi di vita prestabiliti per soggetti che fanno simili esperienze negative. La separazione dalla figura materna, evento traumatico per un bambino, è vissuto ed ha diverse ripercussioni sulla vita dell’individuo a seconda della durata e del periodo in cui si verifica la separazione, delle capacità di resilienza del soggetto e delle caratteristiche dell’ambiente. La separazione dalla figura di riferimento si snoda, secondo le ricerche di Bowlby, in tre momenti: la protesta, la disperazione ed il distacco. Ma può risultare più facile viverla e superarla se vi sono alcune circostanze favorevoli come la presenza di un fratello, la presenza di un’altra persona che riesce a sostituire in maniera ottimale la madre oppure un ambiente accogliente.

    Introducendo ora l’aspetto mitologico, parlando di esseri asessuati, posso ipotizzare che il diavolo abbia sviluppato sia l’attaccamento che la mancanza di attaccamento, sia il complesso di Edipo e di Elettra, verso un’unica figura, Dio appunto. Questo ha scatenato una reazione a catena di amore ed odio portando egli a desiderare di sostituirsi al padre per possedere la madre (c. di Edipo) nonché un rancore verso la madre che considera responsabile di non avergli dato il pene (potere, c. di Elettra). Ergo, il suo unico obiettivo è diventato quello di sostituirsi a Dio in tutto e per tutto, amandolo ed odiandolo al tempo stesso. Per quanto questa teoria possa sembrare fantapsicologia, ti assicuro che ha senso fino a prova contraria, che difficilmente ci sarà.

    Da qui dunque ne scaturisce la sua ribellione, ma secondo i testi sacri Dio ha il potere di creare, il diavolo no, solo quello di contaminare o distruggere. Se hai un’ipotetica fonte d’acqua limpida infinita e tu tenti di inquinarla, per quanto ti impegni a valle, essa sgorgherà sempre pulita dalla sua fonte e la fonte è irraggiungibile. Dunque destinato a perdere. La figura del diavolo è molto simile alla figura di Icaro, stigmatizzato come colui che tenta di compiere azioni fuori dalla propria portata senza averne i mezzi sufficienti e tradisce i genitori. Entrambi hanno usato un paio di ali per tentare di raggiungere l’impossibile, entrambi sono “caduti” con rovinoso risultato. Esempio illustrato.

    Stabilito il suo rapporto con Dio, parliamo ora di quello con gli esseri umani. Gli uomini e le donne sono visti come fratelli minori e imperfetti che hanno una sostanzialmente una colpa secondo la sua visione. É quella di essere amati da Dio più di lui, gli portiamo via ciò che gli spetta di diritto. Ma egli non si limita ad ucciderci, il suo “passatempo” preferito è la dimostrazione della fallibilità nostra e di Dio. In questo modo vuole minare la coscienza suprema facendola sentire in colpa per il fatto di non essere capace di crescere figli. Dunque aizza Eva a mangiare la mela, Caino contro Abele, cerca di far cadere Gesù in tentazione una marea di volte ecc. Egli è il classico violento non contento, come il lupo di cappuccetto rosso. Non mangia subito la bambina perché ci tiene che lei veda quanto è furbo, gode nel prendere in giro gli umani, e farli soffrire il più possibile corrompendoli, prima di condurli verso la loro stessa fine. È subdolo. Nessuno capisce i piani di Dio? Benissimo, nessuno dovrà capire nemmeno i suoi, ma a differenza di Dio egli ci tiene ad essere “scoperto” ad un certo punto, come alcuni tra i serial killer, vuole dimostrare che è stato più bravo di tutti. Non ha potuto avere il paradiso? Benissimo, nessun altro dovrà averlo. Abbiamo dunque Invidia (per Dio e l’uomo), Superbia (si crede il più furbo), Accidia (indifferenza a tutto), Avarizia (non condividerebbe mai l’affetto di Dio con qualcun altro), Gola (ingordigia per il potere), Ira (si arrabbia facilmente se i suoi piani vengono sventati), Lussuria (desiderio morboso verso ciò di cui è privo; gli zombie non hanno cervello e lo vogliono, i vampiri non hanno vita e la succhiano dagli altri, lui non ha sesso e vuole sempre vederlo esaltato negli altri).

    Ultimo punto marginale. Mentre Dio ha bisogno di essere adorato, manifestato, pregato ecc. il diavolo per contrapposizione no. Egli tenta in tutti i modi di nascondere la sua presenza. L’ultima cosa di cui ha bisogno un serial killer che adora i piani elaborati e di far sapere a tutti della sua esistenza per essere contrastato.

    Se vuoi un esempio di faccia da diavolo: Charles Manson.

    Per alleggerire il tutto poi ti consiglio la visione del film Dogma. È una commedia e nemmeno c’è il diavolo (fisicamente), ma può aiutarti ad ampliare l’elasticità mentale su certi temi e ci ridi un po’ su.

    Spero di esserti stato d’aiuto, ho cercato di essere il più chiaro possibile peccando un po’ di superficialità a volte per non appesantire il tutto, se qualcosa non è chiaro o approfondito, chiedi pure (a tuo rischio e pericolo di altro commento chilometrico xD). ^^

  99. 1349 Tapiroulant

    @Gamberetta:

    È una cattiva idea. Il cambio continuo di punto di vista può funzionare, ma non lo suggerirei. Al di là tutto è un problema di semplicità: passi da una sola scelta (quale personaggio prendo come pdv nel tal scena?), a una serie di scelte (quante volte cambio punto di vista? Tra quali personaggi? In che punti della scena?). Aumenti la complessità senza certezza di ottenere sul serio un risultato migliore. Io, in generale, eviterei.

    Scusami, ma non ti seguo.
    Se il problema è che è difficile, sono d’accordo. Non penso che sia alla portata di chiunque. I pericoli sono di usarlo a sproposito, quando se ne può fare a meno, o di usarlo male, per esempio non facendo capire al lettore che c’è stato un cambio di pov o di chi è il pov in quel momento.
    Altrimenti non ho capito quale sia il problema.

    Ora, istintivamente capisco la tua scelta per la semplicità. Anche a me verrebbe da dire che meno pov, meglio è, e meno salti, meglio è. Di base, è giusto.
    Tuttavia, ho visto esempi in cui questo salto di pov produce risultati gradevoli. E la struttura di questi esempi è quasi sempre la stessa: il punto di vista rimbalza tra due personaggi che hanno visioni opposte della stessa cosa, o reazioni opposte alla stessa situazione. In genere, l’effetto è comico.
    Ora, visto che prima l’ho citato, riporto la scena di Piano meccanico che avevo letto. Vonnegut non è proprio il massimo della tecnica (per usare un eufemismo), e il suo stile è più raccontato che mostrato. Ne sono cosciente. Ciononostante la scena seguente è costruita bene. Chiedo scusa perché è un po’ lunga.

    Il soldato scelto Hacketts si trovava nel mezzo della prima squadra del secondo plotone della compagnia B del primo battaglione del 427esimo reggimento della 107esima divisione di fanteria del nono corpo della dodicesima armata, e restava fermo in quel punto, e abbassava il piede sinistro ogni volta che il tamburino batteva la grancassa.
    «Dii-vii-sione…» gridò il comandante di divisione attraverso un altoparlante.
    «Reg-gi-mento…» strillarono quattro comandanti di reggimento.
    «Com-pagnia…» urlarono trentasei comandanti di compagnia.
    «Batte-riaa…» gridarono dodici comandanti di batteria.
    «Plotone…» borbottarono centonovantadue comandanti di plotone.
    «Hacketts» disse tra sé e sé il soldato scelto Hacketts.
    «Alt!».
    E Hacketts eseguì, un, dué.
    «Fianco…» disse l’altoparlante.
    «Fianco, fianco, fianco, fianco, fianco, fianco…» fecero eco centocinquantasei voci.
    «Fianco» disse tra sé e sé il soldato scelto Hacketts.
    «Destr!».
    Hacketts si voltò a destra, un, dué. E fissò gli occhietti scintillanti dello scià del Bharatpur, capo spirituale di sei milioni di persone in qualche parte del mondo.
    Lo scià fece un leggero inchino col busto.
    Hacketts non restituì l’inchino perché non aveva l’ordine di farlo e non intendeva fare assolutamente niente che non avesse l’ordine di fare e solo altri ventitré anni di naia gli rimanevano e poi avrebbe chiuso con l’esercito e l’avrebbe mandato al diavolo, e se ventitré anni dopo qualche colonnello o tenente o generale figlio di buona donna fosse venuto da lui a dirgli «Fa’ il saluto» o «Raccogli quella cicca» o «Lucidati le scarpe» o qualcosa del genere, lui gli avrebbe risposto «Vaffanculo, amico» e gli avrebbe messo il congedo sotto il naso sputandogli in un occhio, e si sarebbe allontanato ridendo come un pazzo perché i suoi venticinque anni erano trascorsi e non avrebbe avuto altro da fare se non passare il tempo da Hooker con quelli della vecchia banda di Evansville aspettando l’assegno della pensione, e quindi va’ al diavolo amico perché non devo più mandar giù le vostre cazzate perché ho chiuso e…
    Lo scià applaudì entusiasta, continuando a fissare il soldato scelto Hacketts, grande e grosso e traboccante di salute. «Niki Takaru!». esclamò, emanando un forte effluvio di “Sumklish”.
    «Non “Takaru”!» disse il dottor Halyard. «Sol-da-ti».
    «Non “Takaru”?» ripeté lo scià, perplesso.
    «Che cosa ha detto?» chiese il Generale di Corpo d’Armata Bromley.
    «Ha detto che sono un bel gruppo di schiavi» rispose Halyard. Si volse di nuovo verso lo scià, agitando un dito davanti all’ometto dalla pelle scura. «Non “Takaru”. No, no no».
    Anche Khashdrahr parve confuso, e non si offri di aiutare Halyard a chiarire questo punto.
    «Sim koula Takaru, akka sahn salet?» disse lo scià a Khashdrahr.
    Khashdrahr scrollò le spalle e rivolse a Halyard uno sguardo interrogativo. «Lo scià dice, se questi non schiavi, come fai fare loro quello che fanno?».
    «Patriottismo» disse il Generale di Corpo d’Armata Bromley con aria severa. «Patriottismo, accidenti».
    «Amore per la nazione» disse Halyard.
    Khashdrahr lo disse allo scià, e lo scià fece un lieve cenno col capo, ma non perse l’espressione perplessa. «Sidi ba…» disse in tono esitante.
    «Eh?» disse Corbett.
    «Anche così…» tradusse Khashdrahr, con un’aria dubbiosa come quella dello scià.
    «Fianco…» gridò l’altoparlante.
    «Fianco, fianco, fianco, fianco, fianco, fianco…».
    «Fianco» disse Hacketts tra sé e sé.
    E Hacketts si mise a pensare che sarebbe rimasto solo nelle camerate quel fine settimana mentre tutti gli altri sarebbero andati in libera uscita a causa di ciò che era successo quel mattino all’ispezione dopo che aveva lavato e asciugato il pavimento e lavato le finestre vicino alla sua branda e aveva messo a posto le coperte e aveva controllato che il tubetto del dentifricio fosse a “sinistra” del tubetto del sapone da barba ed entrambi i coperchi dei tubetti puntassero in direzione “opposta” alla corsia e che i risvolti delle calze arrotolate fossero verso “l’alto” nell’armadietto e che la cassetta per gli utensili da mensa e la tazza e il cucchiaio e la forchetta e il coltello e la borraccia scintillassero e che il fucile di legno fosse lucidato e le parti in finto metallo scurite e che le scarpe luccicassero ed il paio di ricambio sotto la branda avesse le stringhe fino in “cima” e allacciate e che sugli appendiabiti ci fossero: due camicie grigioverdi; due paia di calzoni grigioverdi; tre camicie cachi; tre paia di calzoni cachi; due camicie spigate; due paia di calzoni spigati; giacca da esercitazione; giubba grigioverde; impermeabile grigioverde, e che tutte le tasche fossero vuote e abbottonate e poi era arrivato l’ufficiale d’ispezione e gli aveva detto, «Ehi soldato hai la patta aperta e non vai in libera uscita». e…
    «Sinistr».
    «Un, dué» disse Hacketts.
    «Avanti…».
    «Avanti, avanti, avanti, avanti, avanti, avanti…».
    «Avanti» disse Hacketts tra sé e sé.
    E Hacketts si chiese dove cavolo sarebbe andato nei ventitré anni successivi e pensò che sarebbe stato un sollievo stare via per un po’ dagli Stati Uniti e andare ad occupare qualche altro posto ed essere magari qualcuno in uno di quei paesi invece che un morto di fame senza un quattrino che cercava una scopata facile senza trovarla nel proprio paese o non trovava comunque una buona scopata ma era sempre meglio di nessuna scopata e comunque nella vita non c’erano solo le scopate e avrebbe voluto un po’ di gloria per Dio e forse oltremare ci sarebbero state sia le scopate che la gloria e anche se non si sparava e non si sarebbe sparato probabilmente per un bel pezzo aveva lo stesso un fucile e pallottole vere e in questo c’era un po’ di gloria e porco cane era più dignitoso di marciare su e giù con un fucile di legno e gli sarebbe anche piaciuto salire di grado ma sapeva qual era il suo quoziente d’intelligenza e lo sapevano anche tutti gli altri e specialmente le macchine perciò non c’era altro che lo aspettava per i prossimi ventitré anni a meno che in una delle macchine non si fondesse una valvola e leggesse male la sua tessera e lo mandasse alla Scuola Allievi Ufficiali e questo ogni tanto succedeva e c’era il vecchio Mulcahy che aveva preso la sua tessera e l’aveva ritoccata con un rompighiaccio per far credere alle macchine di avere i requisiti per una grossa promozione ma invece era stato consegnato in caserma per avere avuto lo scolo ventisei volte e poi era stato trasferito nell’orchestra a suonare il trombone anche se non sapeva neppure fischiettare “Hot Cross Buns” e comunque era sempre meglio di quel cavolo di Puzzi e Rottami e c’erano pochi problemi e una bella divisa a parte che i calzoni avrebbero dovuto avere la cerniera a lampo e dopo appena ventitré anni avrebbe potuto andare davanti a qualche generale o colonnello figlio di buona donna per dirgli «Vaffan…».
    «Marsc!».
    «Bum!» fece la grancassa, e il piede sinistro di Hacketts si abbassò, e si mise ad andare in mezzo a quella grande e docile valanga umana.
    «Takaru» disse lo scià a Khashdrahr al di sopra del frastuono.
    Khashdrahr annuì e fece un sorriso d’assenso: «Takaru».
    «Che cavolo devo fare?» disse Halyard mestamente al Generale di Corpo d’Armata Bromley. «Questo tipo pensa a tutto ciò che vede basandosi sul proprio paese, e il suo paese dev’essere un bel casino».
    «Amerikka vagga bouna, ni houri manko Salim da vagga dinko» disse lo scià.
    «Che cosa vuole adesso?» chiese Halyard con impazienza.
    «Dice che gli americani hanno cambiato quasi tutto al mondo» disse Khashdrahr «ma che sarebbe più facile spostare l’Himalaya che cambiare l’esercito».
    Lo scià salutava con la mano le truppe che si allontanavano. «Dibo, Takaru, dibo».

    Ora, Vonnegut utilizza una telecamera lontana che a volte sembra sfumare nel narratore onnisciente, ma in realtà qui ci sono due pov ben riconoscibili, ossia il soldato Hacketts e il dottor Halyard, che scorta lo scià.
    Questa scena non si sarebbe potuta rendere allo stesso modo con un unico pov per ragioni interne. Halyard e lo scià, ovviamente, non possono sapere cosa pensa Hacketts; ma il pov non potrebbe nemmeno essere di Hacketts, perché non può sentire cosa dicono gli altri due e in ogni caso è troppo preso dai suoi pensieri e dalla parata per mettersi ad ascoltare una conversazione.
    Vonnegut avrebbe potuto rinunciare ad una delle due sequenze e fare solo l’altra, ma allora la scena sarebbe stata molto meno significativa. Perché? Cosa c’è di bello? Perché la scena mi ha fatto sorridere?
    Perché vediamo che i pensieri dei due pov si contraddicono l’un l’altro in modo ridicolo. Perché Halyard fa discorsi sul patriottismo mentre Hacketts maledice l’esercito; perché Halyard non capisce il divertimento dello scià, mentre Hacketts lo capirebbe benissimo.
    Il salto di pov allontana il lettore e lo mette in una posa più critica, non catartica. Sì. Ma è proprio questo che fa scattare il meccanismo comico. Una eccessiva immedesimazione in Hacketts potrebbe deprimerci, o farci incazzare, ma non ridere; una telecamera fissa su Halyard ci farebbe condividere il suo sconforto verso lo scià. Essere proiettati ora dentro l’uno, ora presso l’altro, fa ridere.
    Inoltre il cambio di pov è chiarissimo, il lettore non esce confuso.
    Ogni salto è introdotto dal nome del personaggio e dall’azione che compie: “Lo scià applaudì entusiasta…”, poi “E Hacketts si mise a pensare…”, poi “-Takaru!- disse lo scià…”. Non ho avuto un attimo di esitazione, ho letto tutta la scena senza fermarmi e mi sono divertito.

    Questa scena si potrebbe migliorare? Sì, si potrebbe. Ma la struttura generale, con questa alternanza tra i due pov, funziona benissimo. Non vorrei mai che fosse cambiata.
    Di qui la mia opinione sull’argomento.

  100. 1348 Cecilia

    No, non è una rissa. sono duelli che si svolgono in contemporanea, nello stesso spazio. tecnicamente, i personaggi potrebbero parlarsi ma non può funzionare: se ti statto attaccando, tu ti difendi e non hai tempo e modo di badare agli altri.

    Per gli altri due… non saprei proprio. La prima persona mi sembrava azzeccata… farò una prova con la terza limitata, in fondo anche così posso vedere cosa pensano.

    Provo a inserire un micro estratto della versione attuale:

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