La Fogna dei Commenti

Problema: negli ultimi tempi il livello dei commenti è sceso tanto che le pubblicità del viagra bloccate dal filtro anti-spam sarebbero più interessanti. Per ogni commento semi intelligente ci sono pagine e pagine di spazzatura. Perciò ho deciso di cambiare politica riguardo ai commenti.

I commenti Off Topic (fuori argomento) non saranno più accettati.

I commenti contenenti insulti ad altri commentatori non saranno più accettati.

* * *

Partiamo dagli insulti. Da ora in avanti, le uniche persone che possono essere fatte oggetto d’insulti, allusioni, ingiurie, minacce e quant’altro di carino, sono le seguenti:

  • me stessa (Gamberetta).
  • Capitan Gambero.
  • Bubba.
  • Signor Stockfish.
  • L’autore del romanzo oggetto della recensione in esame, se l’articolo è una recensione.

FINE. Se volete insultarvi tra di voi andate da un’altra parte. Grazie.

I commenti fuori argomento. Qui mi devo affidare all’intelligenza di ognuno, ma se non vi dimostrerete abbastanza furbi, ci penserò io per voi. E visto che molti dimostrano l’acume di un criceto, farò qualche esempio:

«Gamberetta dice che Il Talismano del Potere è brutto, vuol dire che Gamberetta è scema!!!» (questo è un commento idiota, ma è in argomento, sarà accettato).

«Gamberetta non dovrebbe insultare gli autori, perché è maleducazione.» (questo è un commento altrettanto idiota, e in più non è in argomento perché non riguarda né il romanzo né la recensione dello stesso, bensì la “filosofia” di Gamberetta, tale commento non sarà accettato).

«Gamberetta non può criticare la Troisi quando lei scrive recensioni tutte sgrammaticate!!!» (non importa se l’affermazione sia vera o no, questo commento non sarà accettato perché non riguarda la recensione, ma in generale il mio modo di scrivere).

«Gamberetta è cretina, perché ha scritto “o avuto” senz’acca nel terzo paragrafo della recensione.» (questo commento è specifico alla recensione in esame, e non solo sarà ben accetto, ma mi scuserò e correggerò subito l’errore).

I commenti non accettati non saranno cancellati. Odio la censura, non cancellerò mai niente, bensì sposterò i commenti incriminati dall’articolo originale a questo, che non a caso è chiamato Fogna dei Commenti. Lo spostamento non sarà “in tempo reale” perché né io né mio fratello siamo tutto il giorno davanti a un PC, non di meno, appena ne avrò la possibilità provvederò. Perciò se sapete che il vostro commento è fuori argomento, potete metterlo direttamente qui, tanto ci finirà comunque.

Qualche altra noticina:

Se ho scritto qualcosa che non vi piace e volete farmi cambiare idea, l’unica possibilità è attraverso un ragionamento con basi logiche e documentate. Insulti, minacce, ripetizione ad nauseam, vanto di titoli accademici e non, precetti religiosi o filosofici: niente di tutto ciò mi fa né caldo né freddo.
Se commette degli errori di ortografia nel commento, NON scrivetene un altro per correggervi. NON CE N’È BISOGNO. A meno che il commento non sia del tutto sgrammatico, tanto da risultare incomprensibile, lasciatelo così com’è. Sbagliare a digitare capita a tutti e non c’è niente di male. Ciò non toglie che spendere un paio di minuti a rileggere, o magari installare lo spellchecker per la lingua italiana dentro Firefox male non vi fa.

Spellchecker di Firefox
Non è difficile, persino per una fan della Troisi!!!

* * *

E già che ci siamo parliamo dei furboni che commentano con nick diversi, dicendo la stessa cosa. Uno degli ultimi esempi:

Accessi al sito la notte del 30 Aprile
mitoancess & amiketti. Clicca per ingrandire

Ora, io non so se “Pamy & Moldy” e “mitoancess” siano la stessa persona, o gente diversa che usa lo stesso computer. Non lo so e non m’interessa. PIANTATELA CON QUESTI GIOCHINI. Non è la prima volta che succede, finora sono stata tollerante, ma davvero non c’è nessuna ragione per la quale uno non possa esprimere la propria opinione, per quanto rude, senza spacciarsi per tre persone diverse contemporaneamente. D’ora in poi, quando beccherò qualcun altro a fare ‘ste cose, farò un’eccezione ai miei principi e cancellerò i suoi commenti.

Infine, ricordo che in fondo a ogni pagina e nella sidebar a destra c’è l’indirizzo di posta elettronica con il quale potete contattarmi in privato: usatelo pure per qualunque argomento, meglio una mail in più (anche d’insulti) che non un commento a vanvera che non c’entra un tubo.

Spero di essere stata chiara, ma se avete dubbi chiedete.

EDIT: per maggiori informazioni sulla politica dei commenti di questo blog, consultate l’apposita sezione nella pagina delle FAQ.


Approfondimenti:

bandiera IT La Cloaca Massima, una delle più antiche fogne del mondo

bandiera IT L’homepage di Firefox

 

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2.447 Commenti a “La Fogna dei Commenti”

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  1. 547 Mauro

    Rispondo a questo commento: http://fantasy.gamberi.org/2009/05/24/recensioni-romanzo-wunderkind/#comment-10964 e al successivo (non metto il collegamento ipertestuale perché mi dà problemi).

    Potreste provare qualcuno dei giochi con manuali piccoli, senza una parte solo per il master e senza possibilità da parte del master di cambiare regole; per esempio, Dogs in the Vineyard ha un manuale di 160 pagine A5 e un sistema solido; difficile cercarci cavilli.
    Altri esempi sono In a Wicked Age, Don’t Rest Your Head, My Life With Master; alcuni li trovi anche in vendita in PDF (quelli elencati tutti) a prezzi accessibili (per dire, In a Wicked Age costa dieci dollari).
    Poi ce ne sono mille altri, dipende da cosa cercate. Alcuni sono anche stati tradotti in Italiano; se si possono dare collegamenti commerciali, vi segnalo le case editrici.

  2. 546 Mariano

    sOb! hO appena letto la noticina di Gamberetta sugli errori di ortografia. Eviterò gli errata corrige in futuro. Chiedo venia.

  3. 545 Mariano

    ERRATA CORRIGE del mio ultimo commento.

    [strerminata ----> sterminata]
    [acuisti --------> acquisti]

  4. 544 Mariano

    @Gamberetta

    Mi piacerebbe che prima o poi venisse redatta la recensione del Ciclo di Shannara di Terry Brooks. Non per niente. Forse più per la serie “Mal comune, mezzo gaudio”.Cioè secondo me tanto Gamberetta, che molti qui, lo troverebbero una micidiale boiata.
    Non solo “stra-copia” il Signore Degli Anelli, ma ha precipitose cadute di stile (oddio! Lo stile in quel cosiddetto ciclo è una caduta in un baratro senza fondo), le descrizioni sono autenticamente soporifere, quasi scritte per allungare il brodo, addirittura ripetitive e i personaggi sono una serie strerminata di cliché.
    Se vi fidate del mio giudizio, non leggetelo. Lo dico per il vostro bene. Ovviamente lo stesso consiglio a Gamberetta, in quanto non sono sadico, e dio ne scampi dalla lettura di un simile obbrobrio.
    Tengo a ribadire che quando ho acquistato il libro ero reduce da una passeggiata in città che mi aveva sfinito.
    Quindi, quando si fanno gli acuisti, bisogna farli a testa lucida. :D

  5. 543 alicearth

    porca miseria ho sbagliato argaomento il ps era per Fan Club, vabbè non è serata.
    Se si potesse togliere…

  6. 542 mariateresa

    Qualcuno di voi ha letto il libro di Elisa Rosso, il Libro del destino? Me lo consigliate?

  7. 541 Lu

    http://www.hoepli.it/libro/zeferina.asp?ib=9788895313085&pc=000010001001011
    Per chi fosse interessato (mi pareva che qualcuno lo cercasse, era esaurito da un po’) è stato ristampato Zeferina, l’ho trovato anche in negozio, non l’ho letto ma ne ho sentito parlare bene.

  8. 540 Mariano

    La mia incapacità a linkare è venuta fuori. Riferito al mio precedente post.
    Il link che dicevo è questo: http://idiscepolidellamanticora.wordpress.com/2009/03/10/fiaba-vs-fantasy-pt-ii-dd-vs-vampiri/

  9. 539 Mariano

    Nelle mie folli navigazioni nel maremagnum del web, ho trovato questo:

    Il link in questione rimanda a un articolo che parla di quanto sia fondamnetale il ruolo nei gichi di ruolo. Ossia dibatte in fondo sul significato stesso del ruolo.
    L’autore parte da una diatriba tra Vampiri e D&D, che nella mia vita di giocatore di ruolo (ruolo nel senso vero della parola, e non entra e distruggi le creature e vinci), non ho mai avuto modo di affrontare direttamente.
    I giocatori di D&D e Vampiri non sono necessariamente diversi tra loro. Ma questa è un’altra storia.
    Mi sembrava utile far presente ai Gamberi questo articolo in quanto premia l’importanza dei dettagli nel gioco di ruolo, l’importanza del personaggio e delle descrizioni.
    Un parallelismo con la letteratura salta subito all’occhio!

  10. 538 achille della ragione

    Un flagello ubiquitario: i writers
    Da tempo le mura private e pubbliche di tutte le città italiane sono umiliate da scritte demenziali e disegni osceni e lo stesso dicasi delle carrozze ferroviarie, delle statue e dei monumenti anche i più famosi, imbrattati da vernici colorate, che penetrando in profondità creano danni irreversibili. Una situazione intollerabile, sconosciuta all’estero, dove tali scempi non solo non sono tollerati, ma nemmeno immaginabili.
    Alcuni cattivi maestri, che si credono critici d’arte, hanno in passato tessuto le lodi di questa arte povera ed espressiva ed hanno cercato di spiegarci che si trattava di pittori incompresi, una fandonia alla quale stesso loro non credevano, ma blateravano in giro queste idiozie per mostrarsi alla page e anticonformisti.
    Questa scriteriata devastazione deve essere fermata al più presto e per farlo, in attesa di una auspicabile normativa che preveda pene esemplari per i writers, basterebbe applicare la legge, imputando i trasgressori di danneggiamento aggravato e, quando molto spesso agiscono in gruppo, prevedere anche l’ipotesi dell’associazione a delinquere, che permette l’arresto, un escamotage ben noto alla magistratura quando vuole eseguire dei provvedimenti con grande risalto mediatico.
    Non dovrebbe essere difficile raggiungere lo scopo, gli avversari da battere sono semplicemente dei giovani disadattati, non certo pericolosi criminali, per cui una eventuale sconfitta contro tali scalcagnati personaggi rappresenterebbe per le istituzioni una cocente sconfitta e la lampante dimostrazione di non saper gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione.
    Achille della Ragione

  11. 537 Hellfire

    Cercando tutt’altro mi sono imbattuto in questo:

    Umberto Eco – come scrivere bene

    Ho trovato in Internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
    Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.
    1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
    2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
    3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
    4. Esprimiti siccome ti nutri.
    5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
    6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
    7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
    8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
    9. Non generalizzare mai.
    10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
    11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
    12.I paragoni sono come le frasi fatte.
    13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
    14.Solo gli stronzi usano parole volgari.
    15.Sii sempre più o meno specifico.
    16.La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
    17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
    18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
    19.Metti, le virgole, al posto giusto.
    20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
    21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
    22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
    23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?
    24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
    25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
    26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
    27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
    28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
    29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
    30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
    31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
    32.Cura puntiliosamente l’ortograffia.
    33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
    34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
    35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
    36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
    37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
    38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
    39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
    40. Una frase compiuta deve avere.
    tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000

  12. 536 Merphit Kydillis

    Gamberetta, grazie… a dire il vero non ho ancora capito come ho postato per 2 volte lo stesso post. Forse ero stato posseduto dallo Spirito <.<
    Comunque, riguardo il commento nella recensione del Bryan ho fatto un piccolo errore: volevo scrivere leggible non accettabile. Prendiamo ad esempio L’isola di Arturo : per me è un romanzo che ti mette angoscia, ma per alcuni è bello, anzi ci pescano pure delle metafore… tanto che la mia insegnante di lettere del secondo anno delle superiori c’è lo aveva assegnato per le vacanze natalizie. Quello è accettabile (sebbene provi un ribrezzo ogni volta che lo guardo).
    Il romanzo di Federico Ghirardi: non è che sia accettabile, non è leggibile: se, come dice Gamberetta, fosse stata una parodia bene: ma secondo uno che fa 100 pagine la trama principale, 100 pagine sulle turbe mentali di Bryan che fa pensieri sconsci con Marta (e c’è una differenza d’età notevole fra i due), 100 pagine andarsene a zonzo con il suo nuovo amico tra orge e scavatori di tombe, e 100 pagine descrivere la “battaglia” fra le due organizzazioni… era meglio che faceva una fan fiction e la pubblicava nel suo sito.
    Ultima cosa: ragazzo mio, non puoi parlare del fantomatico Talismano se me lo citi solo nel primo capitolo (giusto 3 pagine) e nel pensiero di un tizio che sta per figliare (scusate il termine :P): perché se NON mi dici cos’è questo oggetto e le sue caratteristiche, tanto valeva risparmiartelo…

  13. 535 AngicourtJester

    scusate per il doppio. Gamberetta, se possibile rimuovere il primo.

  14. 534 Gamberetta

    @Marzolino. Grazie! E sei il benvenuto nel Fan Club, però il tuo commento non c’entrava niente con Wunderkind.

    @Merphit Kydillis. Ho cancellato il post doppio.

    @Klaus. Non sono su FB. Passo – e purtroppo devo dire spesso perdo – già troppo tempo online. Tuttavia la pagina del Fan Club è pubblica e la possono vedere tutti anche se non si è iscritti.

  15. 533 Klaus

    OT

    Ho cercato anche io Gamberetta su FB, ma non l’ho trovata. :-(

    /OT

  16. 532 Mariano

    Il celebre aforsima attribuito ad A.Einstei.
    Due cose sono infinite: “l’universo e la stupidità umana. Del primo non sono sicuro”.
    Bene, con buona pace di tutti noi che qui e altrove ci ostiniamo a combattere la crociata del buon fantasy…Leggevo più indietro nei commenti di un romanzo uscito con un maghetto all’università di magia etc. Praticamente storia già sentita.
    Dico: continuiamo a lottare contro la banalità.
    Ma tutto questo sarà se siamo fortunati riducibile nelle sue dimensioni ma non del tutto eliminabile.
    è un discorso analogo un po’ a certi film da cassetta.
    Qunate storie trasmesse e ritrasmesse in tv hanno la stessa trama e cambiano solo i nomi dei personaggi? Beh, anche così continuano a fare successo (più o meno relativo successo).
    Questo perché non tutti hanno il palato sopraffino.
    Non tutti hanno il senso dell’appetito. A molti piace saziarsi con delle porcherie che rimepiono lo stomaco.
    è come lottare contro i mulini a vento, ma speriamo bene…!
    Paragone assurdo: ti faccio il film Supersizeme contro le multinazionali dei fast food….poco tempo dopo esce la legge che proibisce di fare causa a queste multinazionali.
    Certo, qui si parla di letteratura. Ma contro la sete di denaro…

    Oh tempore, oh mores….

  17. 531 Merphit Kydillis

    Ooops, scusate.. per sbaglio ho postato per 2 volte lo stesso messaggio :P Gamberetta, chiedo perdono, m’inghinocchio sui ceci x dimostrarti la mia sincerità…

  18. 530 Marzolino

    Ciao,
    ti scrivo solo per dirti che il tuo blog mi piace moltissimo e che leggo sempre i tuoi post con interesse.

    Mi dirai: “Ma allora perché mi lasci questi commenti, che ricordano quelli delle fan sfegatate della Troisi (quelle con la gigantografia di Sennar appesa sopra il letto) su ibs?”

    Risposta: perché non ho il tempo di scriverti qualcosa di più originale e dettagliato…accontentati, oppure non accettarmi nel tuo fan club!

  19. 529 Lara

    Oh, Lo stagno di fuoco. L’ho letto anche io, era una bella storia. Forse un po’ ridondante, ma niente male…

  20. 528 Blakie

    @Gamberetta.
    Prego. Magari se ti piace puoi farne una piccola recensione. Non è un fantasy in senso stretto. Niente mondo da medioevo, niente elfi (^.^ di questo sarai contenta). Viene affrontato un viaggio all’Inferno e la caratterizzazione di esso è particolare. Ci sono varie digressioni culturali secondarie raccontate da vari dannati (in pratica il signor Nadir aveva possibilità infinite avendo quasi tutta l’umanità dei dannati da far parlare). In alcuni passaggi magari lo scritto non è proprio charissimo, ma sono piccole pecche su quasi 800 pagine. Lo Stagno di Fuoco ha un finale per niente scontato e presenta elementi decisamente nuovi rispetto all’immaginario dantesco che un pò tutti abbiamo dell’inferno.

  21. 527 Gamberetta

    @Blakie. È il solito discorso che si è fatto anche qui con Strazzulla, Ghirardi & soci: se sono così giovani, hanno scritto un romanzo, e sono pubblicati da una (grossa) casa editrice allora sono dei gegni. E chi non vorrebbe leggere il romanzo di un gegno?
    E viste le vendite questo tipo di ragionamento pubblicitario ha funzionato in pieno. Dunque si continuerà. Magari il prossimo fantasy sarà scritto da un gatto.

    Grazie per la segnalazione de Lo stagno di Fuoco, lo leggerò.

  22. 526 Blakie

    @Mauro
    Sul La Scacchiera Nera io so solo che dovebbe essere rivolto a young adults.
    La trama ad una prima occhiata ricorda qualcosa del film Jumanji.

  23. 525 Blakie

    Non c’è fine all’inconcepibile…in Spagna è stato pubblicato un bimbetto di 9 anni con la storia di ”Thok, il drago inutile”..e ha pure venduto 1000 copie il primo giorno in cui è uscito il libro (che almeno ha solo 38 pagine.)..
    Ora, io dico, ma la gente è veramente impazzita o sono io che non sono di lunghe vedute?
    Intano è uscito Bryan di BoscoGnocca 2! urrà

    @Gamberetta.
    Ti consiglio Lo stagno di Fuoco. L’ho finito qualche giorno fa e ne sono rimasto soddisfatto, anche se nel finale avrei preferito qualche chiarimento in più su vari aspetti, ma credo che questo sia stato voluto dall’autore stesso per lasciare spazio ad interpretazioni personali.

  24. 524 Akenathon

    Edit di Gamberetta. Ehm, ok. Ma con John Woo non c’entra niente.

    Salve a tutti
    in quanto al libro “il nome del vento” di Patrick Tothfuss si puo’ tranquillamente usare il lapidario commento di Fantozzi nei riguardi de ” La corazzata Kotiomkin”. Vi basti sapere che la storia è quella di un ragazzino a cui il signore del male ammazza i genitori e che va all’universitá della Magia. Già sentito?
    Risparmiate i soldi che è meglio.
    Ciao

  25. 523 Gamberetta

    @Mauro. Io no, però i due romanzi precedenti di Miki Monticelli mi sembravano per bambini.

    @Barbara. Ok, ho scaricato Imagica, proverò a leggerlo.

  26. 522 barbara

    @Gamberetta, appunto perchè in Imagica si parte dal nostro mondo per finire a “Imagica”, un mondo alternativo parecchio strano, denso di simbologie religiose, creature strane, città fantastiche, regni ecc.
    Dovrei rileggerlo perchè da adolescente lo avevo trovato troppo strano e abbastanza difficoltoso, mi chiedevo solo se non potesse ricadere almeno in parte nella definizione.
    Comunque se vuoi darci un occhio forse potrebbe piacerti, i personaggi sono abbastanza ambigui ^^

  27. 521 Mauro

    Sapete qualcosa su La Scacchiera Nera?

  28. 520 Gamberetta

    @barbara. Non ho letto Imagica, ma dubito c’entri qualcosa con il New Weird. E in generale non mi pare che nessuna opera di Barker si avvicini (magari qualche momento di Abarat). Il New Weird è molto weird, lo strano e il bizzarro devono abbondare, devono permeare l’ambientazione. Non basta una cosa strampalata qui e là, ci dev’essere il progetto di creare un intero mondo secondario weird.

  29. 519 barbara

    @lo zeno, le Montagne della Follia, uno dei miei racconti preferiti di Lovecraft, non il migliore ma ricordo che è stato uno dei pochi libri in grado di inquietarmi parecchio mentre lo leggevo.

    @Gamberetta vorrei sapere cosa ne pensi di Barker, libri tipo Imagica se lo hai letto tu come lo definiresti? Potrebbe essere New Weird? Mi sembra che ci siano alcuni elementi in comune, anche se l’ho letto più di quindici anni fa e non lo ricordo molto bene.

  30. 518 Lo Zeno

    @Finnegan, @Gamberetta: io vedo la differenza in Lovecraft nel fatto che i suoi aggettivi sono sempre accompagnatori di un oggetto. MI spiego in modo molto semplice: Lovecraft non descrive mai Un quadro che rappresenta l’immagine più abominevole che l’uomo possa concepire, ma semmai descrive un bassorilievo abominevole, rappresentante alieni dalla forma cilindrica con orrendi tentacoli posti a stella attorno alla bocca demoniaca, intenti in rituali blasfemi attorno ad un altare sacrilego.
    La profusione di aggettivi è indubbia, ma almeno so che cosa è rappresentato in quel cavolo di quadro!

  31. 517 Gamberetta

    @Finnegan. È una bella domanda. Potrei dire che semplicemente Lovecraft “funziona”. Mi spiego: non è che c’è l’ho su con gli aggettivi in sé. Il problema è che quando arrivo alla fine di una pagina scritta come quella di Wunderkind che ho citato ho noia. Mi vien voglia di chiudere il romanzo. Invece raramente mi sono annoiata con Lovecraft.
    Però sono convinta che sia nonostante gli aggettivi. Il caso di Charles Dexter Ward è affascinante perché strapieno di fatti oscuri, abominevoli, fantasiosi, nonostante lo stile non sia un granché (per esempio è più raccontato che mostrato).
    Lo stesso Lovecraft diceva di non avere l’abilità narrativa di E.A. Poe o altri contemporanei. Però aveva sicuramente una fantasia eccezionale.
    Inoltre non è che Lovecraft scrivesse come capita: magari avrebbe potuto compiere scelte migliori, ma c’è un’attenzione nel creare la giusta atmosfera che hanno in pochi. La crescente tensione ne La maschera di Innsmouth prima che gli uomini-pesce assaltino la camera del protagonista è difficile trovarla in altri romanzi.

  32. 516 Finnegan

    Ciao! Leggendo alcune recensioni e commenti sul blog, mi è parso di capire che apprezzi la narrativa di Lovecraft. Visto che l’argomento mi intressa per motivi di studio, volevo chiederti come concili la sua “aggettivazione incontrollata” con la tua concezione di scrittura pulita. In pratica: cos’è che rende le storie di Lovecraft così speciali da farti chiudere un occhio su tutti quegli “aborrito” e “blasfemo”?

  33. 515 Drest

    mah, io non mi riferisco alle quest (che sono state ottimamente sistemate dal “Circle of Eight”) mi riferisco a bug più pesanti, come gli incantesimi che un round vanno e quello dopo no, quelli che proprio non funzionano come dovrebbero, i corpi che non si riesce a lootare, memory leak spaventosi e casuali…

    ecco, quelli. :P

  34. 514 Gamberetta

    @Drest. Non sto parlando in assoluto, sto parlando per me. Quel poco che ho visto degli RPG carta & penna mi ha annoiata, ma ribadisco che è un problema mio.

    ToEE: sì, aveva molti problemi, un sacco di quest “rotte”, però sono riuscita a finirlo tutto sommato senza particolari disagi. Mi è piaciuto, perché i combattimenti erano ottimo e al tempo stesso c’era una certa libertà di azione. ToEE non è un “dungeon crawler” come può esserlo Icewind Dale.

  35. 513 Drest

    @Gamberetta: I PnP non sono più noiosi di quanto può essere noioso leggere. Se giochi qualcosa di coinvolgente, con qualcuno che ti sa coinvolgere, penso sia alla pari, se non meglio, di un ottimo libro, proprio per la questione che descrivevi in uno dei tuoi articoli passati sullo “show, don’t tell”.
    C’è però da dire che non so se ti godresti una campagna di D&D. Io personalmente, come master, avrei paura a farti giocare: se fossi anche solo per la metà puntigliosa di come sei nei tuoi articoli, mi distruggeresti la campagna nel mezzo della prima sessione, scovando 15 buchi narrativi, 12 espressioni errate e almeno un paio di acque bagnate.
    Al contrario, però, ti vedrei non male come DM, se possedessi delle doti interpretative e di improvvisazione (cosa che non so – le hai? – e dando ovviamente per scontato che ti servirebbe almeno un pò di esperienza come giocatrice, prima).

    p.s. non so come tu abbia fatto a giocare (e finire) il tempio del male elementale: per quando abbia i combattimenti più fedeli nelle meccaniche a D&D3e che ho visto, è IMPESTATO di bug all’inverosimile, nonchè trasposizione di una tra le campagne più noiose mai create (il fatto che sia roba ammodernata si sente…i dungeon andavano di più, na volta :D )

  36. 512 Gamberetta

    @Mariano. Ho seguito Lost solo a spizzichi e bocconi. Penso lo riguarderò dal principio quando finirà e ci saranno in Rete i vari DVD.

  37. 511 Mariano

    Grazie per la risposta.
    Io non ci gioco più da un po’ e cioè da quando il gruppo si è un po’ spezzato per imepgni vari.
    A parte questo, faccio un’ultima domanda idiota:

    @Gamberetta
    segui LOST? Se si, sei d’accordo con me nel giudicare che la sua costruzione narrativa ha molto da insegnare anche alla letteratura fantasy? Intendo il modo in cui è congegnata questa serie di successo, assolutamente fenomenale!

  38. 510 Gamberetta

    @Mariano. No, in pratica non ho mai giocato. Mio fratello ogni tanto giocava, e io ci ho provato un paio di volte, ma ammetto di non essere mai entrata nello spirito della cosa e di aver accettato di partecipare solo per dar fastidio a lui e ai suoi amici.
    Perciò non saprei che dire. In generale gli RPG carta & penna mi sono sempre parsi noiosi.
    Ho invece giocato diversi RPG di D&D su PC, tipo Baldur’s Gate II o The Temple of Elemental Evil. Mi sono piaciuti entrambi.

  39. 509 Mariano

    Prima o poi la domanda banale doveva arrivare!
    O magari “tornare” se è già stata fatta in passato…
    Ma si…facciamola…!

    @Gamberetta:

    hai mai giocato/giochi a D&D? Se si, cosa ne pensi di questo gdr?

  40. 508 mariateresa

    Mi scuso per i tre post uguali…mi era andato in tilt il pc!

  41. 507 mariateresa

    Gamberetta, grazie mille! Comunque c’ero andata vicina col ragionamento…avevo mancato di appena mezz’ora.

  42. 506 mariateresa

    Gamberetta, grazie mille! Comunque c’ero andata vicina col ragionamento…avevo mancato di appena mezz’ora.

  43. 505 mariateresa

    Gamberetta, grazie mille! Comunque c’ero andata vicina col raggionamento…avevo mancato di appena mezz’ora.

  44. 504 Gamberetta

    @Mauro. Settimana prossima rileggo i primi volumi del manga e poi ti rispondo con accuratezza.

  45. 503 Mauro

    Scusa il doppio messaggio, ma mi sono accorto di aver sottinteso una cosa (magari è ovvia, ma sempre meglio specificare): ho ripetuto tutto il discorso dei marine perché mi interesserebbe particolarmente sapere se lo trovi un ragionamento plausibile; e, se no, perché.

  46. 502 Gamberetta

    @mariateresa. Leggi qui.

  47. 501 mariateresa

    Chiedo scusa, ma ho disperato bisogno non solo di gamberetta, ma di tutti voi. Chi sa dove posso trovare gli orari dei treni che partono da Londra e arrivano ad Edimburgo? Sto facendo l’editing del mio racconto e mi sono resa conto di aver sbagliato conteggio di ore. Vi prego, aiutatemi!

  48. 500 Mauro

    Sulle Falkland hai ragione, ma la risposta della Thatcher è comunque partita da un’invasione. Nel fumetto è vero che stavano morendo molti americani, ma il Governo rischierebbe una guerra per salvare quasi solo criminali? o preferirebbe, volendo fare qualcosa, dei modi forse meno efficaci, ma meno rischiosi? Magari no, ma non ne sono cosí certo. Anche perché scatenare una guerra avrebbe significato comunque la morte di centinaia di americani…
    Inoltre, a questo si aggiunge la nota già fatta: mandare i marine è un’opzione, ma senza avere nemmeno una minima idea su cosa si sta cercando c’è il rischio non indifferente di metterli tutti in pericolo per nulla. Se poi la città è grossa… si rischia ancora di piú che la notizia dei marine arrivi a Kira prima che loro arrivino a casa sua.
    Ne vale la pena? Magari sí, personalmente per i motivi detti non sono cosí certo che una simile politica sarebbe attuata. Onestamente, “Andate a controllare tutti gli abitanti di quella città/zona per cercare un’arma che non sappiano nemmeno come sia fatta, in tutto questo rischiando una guerra” (quindi magari con l’esercito giapponese che ostacola la ricerca) non mi pare una strategia molto realistica…
    Per la scena sull’autobus… dovrei rileggerla. Premessa: non ricordo se a quel punto del fumetto era già noto che a Kira serve il nome di chi vuole uccidere.
    Se no, non ci sono grossi problemi nel fatto che l’agente glielo faccia vedere.
    Se sí, a memoria l’agente a seguito dei pedinamenti si era convinto che Light non fosse Kira (prima aveva già pensato che, dopo quel giorno, avrebbe smesso di pedinarlo); poi, so dire che ai tempi non mi aveva creato particolari problemi leggere la scena (ricordo che il tesserino viene fatto vedere come prova di non essere complice del dirottatore), per dire qualcosa di certo dovrei rileggerla.
    Piuttosto, e questo sí è assurdo, se l’FBI sapeva già della necessità del nome… perché non dare tesserini falsi?
    Il fatto che L non spari a Light appena lo vede non penso sia necessariamente assurdo: non sa se sia lui o no. Per provare se lo è o no fa altre cose (oltre quella dei cinquanta giorni), ma considerare irrealistico che non lo faccia implica pensare che chiunque lo farebbe; mentre credo che verosimilmente ci sia anche chi non attuerebbe una simile linea d’azione.
    Non ho praticamente seguito Buffy (né lo seguirò, almeno in Italiano… mi hanno detto che la traduzione fa pena e rovina tutto, a livello di The Master rose tradotto con Il Maestro rosa…); evito quindi commenti sull’argomento.

  49. 499 Gamberetta

    @Mauro. Premetto che anch’io ho letto il manga ormai diverso tempo fa e dunque per parlarne in maniera ideale dovrei rileggerlo.

    Hai ragione, è probabile che nella realtà la vicenda di Light sfoci in una crisi internazionale se non addirittura in una guerra. Ma la cosa non è strana, anzi.
    Pensa alle Falkland: sono isolette semidisabitate, di nessun valore. Ma sono comunque territorio inglese. Quando l’Argentina ha invaso la signora Thatcher non ci ha pensato due volte a mandare la flotta e dichiarare guerra.
    Uccidere centinaia di cittadini americani (e probabilmente russi e inglesi e non è mai chiarito di chissà quante altre nazioni) è motivo sufficiente (e abbondante) per scatenare una guerra.

    Ma al di là di quello, io ho il ricordo di una narrazione inverosimile e ingenua (tipo la scena con l’autobus dirottato o com’era e l’agente americano che svela il suo vero nome a Light – è roba a livello Troisi per quanto è poco plausibile).
    Non so se hai mai seguito Buffy. La storia va avanti più o meno razionalmente fino a quella puntata nella quale Buffy uccide un superdemone con il lanciarazzi.
    A quel punto la vicenda non ha più molto senso. Puoi continuare a seguire perché i personaggi sono simpatici o per le parti di commedia, però il cuore della storia è andato a farsi benedire.
    Non ha alcun senso che Buffy continui a prendere a calci e pugni i vampiri quando basta appunto sparare.
    È la stessa sensazione che ho avuto con Light e L.: non ha alcun senso che L. faccia i salti mortali per incastrare Light quando basta sparargli la prima volta che lo vede.
    E siccome a differenza di Buffy, Willow, Spike, ecc. i personaggi di Death Note non mi hanno mai entusiasmata, ho lasciato perdere di proseguire.

  50. 498 Mauro

    Premetto un paio di cose: dovrei rileggere il fumetto per essere certo di ricordarlo bene, quindi è possibile che riporti male alcune cose; personalmente l’ho apprezzato (un po’ meno il finale), ma considerando che mi è piaciuta la trama “psicologica”, i ragionamenti, può essere che questo abbia fatto passare in secondo piano una piú generale inverosimiglianza.
    Fatte le mie premesse, quelle del fumetto: la Terra di Death Note ha (almeno) due differenze fondamentali, rispetto alla nostra: esistono gli dei della morte e i loro quaderni; esiste un investigatore talmente bravo da risolvere casi che FBI e simili non riescono a risolvere e da avere la fiducia dell’Interpol e dei maggiori governi del mondo.
    Queste due premesse possono non piacere, ma per apprezzare il fumetto si devono accettare (nota: “devono” non nel senso che è obbligatorio; semplicemente, se si rifiutano quelle premesse è naturale che quanto ne discende appaia assurdo).
    Quanto segue è scritto presupponendo di accettare queste due premesse (seguono anche anticipazioni non ulteriormente segnalate: chi non ha letto il fumetto stia attento).

    Che il Governo lasci la cosa nelle mani di L (almeno in parte, non ricordo per certo se dopo la morte degli agenti dell’FBI faccia subito ancora qualcosa) penso discenda sia dalla sua bravura, sia dal fatto che le soluzioni che proponi sono, se non piú delicate del lasciare che Kira continui a uccidere criminali, almeno altrettanto: avrebbe potuto mandare i marine, ma non sapendo come Kira uccide avrebbe rischiato la loro vita per salvare quella di criminali; inoltre, avrebbe dovuto farlo o apertamente o rischiando ritorsioni dal Governo giapponese (già l’FBI era andata di nascosto).
    A tutto questo si aggiunge che si è saputo dov’è Kira grazie a L, che però almeno inizialmente ha ristretto la zona all’area del Kanto; quindi si trattava di rastrellare 32 423,90 km² per 42 124 194 abitanti. Anche sapendo la città di Light (non ricordo se è detta, ma in Internet non l’ho trovata), la cosa non è necessariamente fattibile: se fosse Tokyo, come erroneamente ricordavo, avrebbe 12 570 000 abitanti. Tutto questo senza sapere cosa fosse l’arma, quindi non avrebbero saputo cosa cercare (“Non sappiamo cosa sia né come sia l’arma con cui Kira uccide a mezzo mondo di distanza, ma andate e trovatela tra chissà quanti abitanti”; non mi pare una strategia molto realistica).
    Lecito pensare che scegliere di non farlo sia irrealistico, ma le motivazioni mi pare ci siano. Del resto, il rischio di essere uccisi era legato all’opporsi a Kira, quindi se il Presidente temeva quello anche non opporsi ha una sua logica.
    Il bombardamento sarebbe stato piú sicuro (se incenerisci l’intero Kanto, probabile che Kira non ne esca vivo), ma una cosa simile facilmente avrebbe dato il via a una guerra.
    La legge per sparare a vista sui sospettati potrebbe essere una soluzione, ma non penso sia cosí certo che sarebbe fatta, soprattutto per quei sospettati che accettano di collaborare: piú avanti (questa la segnalo perché è abbastanza grossa come anticipazione; vedi tu se leggerla, il messaggio “normale” riprende al prossimo capoverso) Light viene imprigionato con indosso una camicia di forza per mi pare cinquanta giorni, sorvegliato a vista da telecamere, giorni durante i quali le esecuzioni continuano, salvo un breve stacco, normalmente.

    Non dico che il fumetto sia perfetto (l’intestardirsi di L su Light nonostante tutto a volte ha del ridicolo), ma personalmente non sono cosí convinto che Kira non sia stato ucciso in un paio di giorni a causa di un contesto non realistico.

  51. 497 Gamberetta

    @luigi. Un cittadino di un paese straniero è a quanto pare in possesso di un’arma sconosciuta. Uccide centinaia di americani, compresa una dozzina di agenti dell’FBI. Secondo te, il Governo americano si spaventa sul serio e lascia tutto nelle mani di L. o non manda invece i marines a rastrellare casa per casa l’intera città di Light? Peggio, secondo te, se un tizio come Bush è sul serio spaventato, pensa davvero che possano ucciderlo da un momento all’altro, lascia tutto nelle mani di L. o non butta una terza bomba atomica sul Giappone?
    E questo vale anche per tutte le altre nazioni del mondo.
    È una completa idiozia che di fronte ad avvenimenti di tale gravità, tutti facciano finta di niente per lasciar giocare Light e L. E ancora, data appunto l’incredibile gravità della faccenda, non è che la polizia riempie le case di telecamere, pedina questo e quello: vengono varate leggi apposta per sparare a vista sui sospetti.
    E per questa ragione il comportamento di Light è del tutto cretino. Esponendosi così, in un contesto realistico, sarebbe morto in un paio di giorni.

  52. 496 luigi

    L’idea di fondo è buona, ma la storia precipita troppo in fretta nell’inverosimile per essere interessante

    Ci sono personaggi fuori dal comune ma non l’ho trovato inverosimile; come mai l’hai trovata inverosimile?

  53. 495 Mariano

    Grazie per aver soddisfatto la mia curiosità. A dire la verità avevo notato anch’io la non verosomiglianza, dovuta più che altro a questa caccia continua tra Elle e Kira.
    Kira poteva essere ucciso subito, tanto fa quella tri(s)ta fine!
    Peccato perché la prospettiva di un Nuovo Mondo era l’unica vera suspence che teneva in piedi tutto l’apparato.

  54. 494 Gamberetta

    @Mariano.

    volevo sapere se hai visto Death Note. Se si, che ne pensi del finale?

    Non ho visto l’anime. Ho seguito il manga per qualche volume (più o meno fino all’arrivo di Misa). L’idea di fondo è buona, ma la storia precipita troppo in fretta nell’inverosimile per essere interessante.

    Inoltre, domanda banale, quando scrivi pezzi di altri libri nelle tue recensioni, a scopo appunto di recensione e da esempio, non infrangi alcun diritto d’autore?

    Finché si tratta di studio o di critica (e una recensione rientra in questa categoria) puoi citare senza remore.

  55. 493 Mariano

    @Gamberetta

    Alla fine il fascino della fogna (o cisternone se vogliamo usare un termine più elegantemente archeologico) ha fatto breccia nel mio cuore. Bisogna pur aggirarsi nei meandri del sottosuolo se si vuol capire il mondo soprastante.

    Ciao Gamberetta,
    volevo sapere se hai visto Death Note. Se si, che ne pensi del finale?
    Inoltre, domanda banale, quando scrivi pezzi di altri libri nelle tue recensioni, a scopo appunto di recensione e da esempio, non infrangi alcun diritto d’autore? (noi italiani siamo ossessionati da questo diritto d’autore e ci dimentichiamo dei diritti del lettore…) Ti chiedo questo perché scrivo recensioni per un giornlaino locale, e volevo sapere se un’operazione del genere è lecita, o condividiamo lo stesso rischio.

    A presto,

    Mariano

  56. 492 Lidia

    @Anacarnil.
    Grazie per i nomi che hai citato (Oliviero di Pino e gli altri). Ho trovato link molto interessanti e salvato articoli che leggerò subito. Hai ragione quando dici che Doctorow è straniero, e quindi sarebbe meglio sapere cosa vogliono gli editori italiani prima di quelli di altri paesi, almeno sull’aspetto che deve avere un manoscritto. So che esistono regole abbastanza comuni, ma prima di guardare il prato del vicino, darei un’occhiatina al mio.
    E per i programmi usati: anch’io uso Open Office, ma non so come impedire che tenti di concludere al posto mio le parole! E’ una tortura! Ecco perché quando posso ogni tipo di correzione la faccio da sola; non sono un’esperta di pc e detesto che un programma cerchi di far le cose al posto mio (molto spesso sbagliando pure!) Sigh!
    Se hai qualche dritta su come imporre il mio volere sulla macchina… :)

  57. 491 Lidia

    @Ancarnil
    Grazie per il consiglio, ma il metodo che uso dà già i risultati richiesti. Nessun “gat-to”. In famiglia altre due paia di occhi rileggono il lavoro per trovare refusi. Siamo una piccola catena di montaggio, e mi piace così. :) Del resto, voglio essere consapevole di ogni millimetro di lavoro che faccio, e certi programmi mi infastidiscono.
    Ciao ciao

  58. 490 Anacarnil

    Gamby, tranquilla, so chi è Doctorow :) La battuta sul suo essere programmatore è dovuta al fatto che, in genere, un programma (che può essere molto lungo) viene scritto su editor con font monospace.

    Ad ogni modo, non basta che Doctorow lo consigli perché diventi uno standard. Lui è uno scrittore, come centinaia di altri, e non sono certi i meriti letterari a poter fare di lui un esperto su queste faccende. Poi è pur sempre un anglosassone, qui da noi le consuetudini (sempre che lo siano) possono tranquillamente essere diverse. Le motivazioni che porta a sostegno della sua tesi mi paiono, inoltre, sinceramente deboli: dire che usare un’impaginazione povera permette al lettore di concentrarsi sul contenuto è un’affermazione che non mi convince neanche un po’. E’ come dire che per meglio assaggiare i vini, si devono bere in bicchieri di plastica. Migliore è l’impaginazione e più è facile leggere il testo, e su questo non ci piove. Non è che si chieda allo scrittore di confezionare un capolavoro di tipografia, ma non per questo bisogna tirarsi la zappa sui piedi. Prova a leggere un lungo libro scritto tutto in Courier: è naturale aver la nausea dopo poche pagine, altro che concentrarsi sulla storia.

    Se proprio dovessi affidarmi a qualcuno per decidere come presentare un manoscritto, sceglierei Oliviero Ponte di Pino (o Giulio Mozzi o Davide Musso), che conoscono bene la realtà editoriale italiana.

  59. 489 Gamberetta

    @Anacarnil. Non capisco. Professionale in questo ambito non significa migliore o più efficiente, significa semplicemente standard. Doctorow è anche programmatore ma è soprattutto uno scrittore professionista. Karl Schroeder pure è un famoso autore di fantascienza.

    Doctorow / Schroeder scrivono:

    Proper manuscript formatting isn’t a mystery, nor is overly complex. Beginning writers often obsess about format, as though there were some magical configuration of words and pages that will punch through an editor’s ennui and seize her attention with the tenacity of a terrier. In fact, it’s the writing that carries the story: the aim of formatting is to be invisible.
    [...]
    The standard manuscript evolved in the era of the Underwood Noiseless Type-Writing Machine, and even though you’re using a 16 page-per-minute, 600-dots-per-inch laser printer, your manuscript needs to look like it came off a clunky old manual. You want your manuscript’s format to disappear from the editor’s consciousness, leaving only the story behind.

    Seguono le varie indicazioni, le prime due sono:

    * Use a nonproportional typeface, such as Courier or Monaco. (A nonproportional typeface is one in which every character is the same width, so that an “i” and an “m” occupy the same amout of space.)
    * Leave a ragged-right margin (also called “rag-right” o “left justify”). Your right margin should not be even (“justified”).

    A margine Doctorow / Schroeder aggiungono:

    There are many reasons for the plain format of story manuscripts. The more invisible the formatting, the more an editor can judge each work on its own (literary) merits. Double-spacing provides room for an editor to mark up a manuscript if necessary, and by insisting on left-justified Courier, the editor can guess word lenghts simply by counting the pages. Twelve-point type is easier to read than ten point.

  60. 488 Anacarnil

    @Gamberetta
    Scrivere un testo lungo, in Courier New, non è professionale, a meno che il proprio lavoro sia il sicario o il programmatore (magari Doctorow lo è, programmatore).
    Su altri aspetti del suo formato, se vedi, ho già concordato, ma sul font e sulla giustificazione non si può.

    @Lidia
    Nulla ti vieta di impiegare il doppio del tempo per scrivere il tuo libro, per curare anche la parte di impaginazione. Ma ci sono 2 motivi per cui mi sento di sconsigliartelo:

    a) se lo vuoi proprio impaginare bene, devi usare gli strumenti giusti. Usa Word (o Open Office) per scrivere il romanzo, LaTeX (o Quark o Scribus) per impaginare. I risultati saranno molto, ma molto superiori, e con minor fatica. Con un programma di videoscrittura non hai il controllo su quelle piccole cose che sono essenziali per la pura resa grafica, come il kerning.
    b) se tu hai in proposito di pubblicare il tuo romanzo, prima o poi dovrai trasmettere il tuo romanzo sotto forma di file, o al redattore per la messa a punto del testo o all’impaginatore. E se iniziano a trovarsi nel testo delle cose tipo “il gat- to saltò agilmente nel fosso per arti- gliare il topo”, non saranno contenti…

    @Vale
    Ah ok, credevo fosse stato intenzionale! Beh, per fortuna che alla fine ci sono anche lettori che non si fermano dinanzi a piccoli difetti di impaginazione e leggono comunque il testo.

  61. 487 Vale

    Anacaril: ehm, ero io che avevo mandato il manoscritto in corpo 16, ma l’ho fatto solo perché non l’ho formattato… Hai ragione, sono stata sbadata, comunque volevo solo dire che lo hanno letto ugualmente (anche se non spedirò più un romanzo in corpo 16… coff coff)

  62. 486 Lidia

    @Anacarnil
    Capisco il tuo punto di vista, ma per me è una cosa naturale (non lo è?) rileggere almeno dieci volte il testo, prima di ritenerlo concluso. Le prime cinque volte la rilettura riguarda (e prima di tutto!) il contenuto, la grammatica, poi le ripetizioni di aggettivi, o nomi, per cui è meglio trovare dei sinonimi, ecc. Le successive 5 soltanto l’impaginazione, i refusi, la punteggiatura le sbarrette messe nei punti sbagliati, se ho cambiato larghezza del formato o altro. E infine una rilettura generale che comprenda tutto. Non mi è mai stato di peso, anzi, credevo che tutti facessero così. Mi pare abbastanza ovvio anche andar sempre a rivedere cosa ha subito un testo quando faccio un copia incolla, o scrivo una frase in corsivo piuttosto che maiuscolo. Vado a vedere se la pagina si è allungata di una riga, se è tutto a posto, insomma.
    I programmi automatici sono tanto utili, ma con quelli mi impigrisco. A me piace sudarmela una pagina; anche perché, incattivendomi quando devo fare venti correzioni, divento molto più critica e realistica quando leggo il testo. Mi balzano agli occhi le incongruenze, mi infastidisce a morte un refuso, e non ho alcuna remora a tranciare un paragrafo che mi annoia.
    Devo dire che sono contenta, finalmente, di poter discutere un po’ non solo sui contenuti (ogni articolo parla di quelli in fondo), ma anche del modo per rendere un testo il più presentabili e leggibile possibile, da un punto di vista meramente visivo.
    Come si dice sempre, anche l’occhio vuole la sua parte.

  63. 485 mariateresa

    @Gamberetta:te lo dico qui sul blog perchè è più pratico. Grazie di cuore dei tuoi consigli sul mio racconto. Non ho tolto nulla delle parole definite inutili, ma facendo editing per la seconda volta(la prima lo avevo fatto alla leggera) ho dovuto cambiare tutta la parte narrativa del primo capitolo e sfoltire le descrizioni dei personaggi. Ora mi sembra molto più scorrevole. Grazie!

  64. 484 Gamberetta

    @Anacarnil. Il formato consigliato da Angra è considerato professionale, vedi per esempio The Complete Idiot’s Guide to Publishing Science Fiction di Doctorow / Schroeder al capitolo 12.
    Lo stampare solo fronte è per consentire più facilmente di fare fotocopie del manoscritto se deve essere letto da più persone e per questa stessa ragione è meglio non rilegarlo, l’interlinea doppia è per consentire di prendere appunti, ecc.

  65. 483 Anacarnil

    @Angra
    D’accordo allora, anche tu trovi poco leggibile quello che è effettivamente poco leggibile :) Quello che contestavo è il fatto che quello che tu hai presentato come “formato professionale” lo sia per davvero. Forse per alcuni editori lo è, ma non per altri, e per questi ho motivato le scelte.

    Sul discorso del formato elettronico: capisco le tue ragioni. Se un editore pretende che il romanzo sia inviato in forma completa e stampato, per poi leggere 10 pagine poteva evitare di far stampare il tutto. Però, a questo punto, nulla vieta di inviare solo il primo capitolo, facendo presente di chiedere l’intero manoscritto se interessati. Una traduttrice professionista, che mi pare abbia lavorato per Einaudi, suggeriva proprio quest’approccio per un aspirante traduttore: ovvero quello di tradurre il primo capitolo di un’opera inedita in italiano e di inviarlo all’eventuale editore interessato.

    Voglio fare una domanda però agli aspiranti scrittori debuttanti: quando inviate le vostre opere, come scegliete l’editore cui mandarlo? Perché mandarlo, più o meno alla cieca, alle maggiori sigle editoriali non è, in genere, la scelta migliore. Un compito delle agenzie letterarie è spesso quello di scegliere la casa editrice più adatta per un determinato manoscritto/autore.

    @Lidia
    In genere l’autore non si deve occupare di come il testo è impaginato, ma semplicemente di come è scritto. Pertanto, i tuoi sforzi di giustificare il testo, andando a mettere pure gli “a capo” potrebbe essere fatica sprecata, se non addirittura un danno. Ci sono già i software di impaginazione che si occupano di spezzare le parole con la giusta sillabazione. Se tu le spezzi, magari su un documento Word in formato A4 (che è quello predefinito), rischi di avere un testo… che non è nemmeno italiano.

    Vedo se con un esempio riesco ad essere più chiaro. Se tu scrivi:

    Mario correva dietro a un gatto rosso che gli aveva appena ru-
    bato una bistecca.

    basterà farà una modifica al testo o alla dimensione della pagina perché la tua sillabazione diventi sbagliata:

    Mario correva dietro un gatto bianco e rosso che gli aveva
    appena ru-bato una bistecca.

    oppure

    Mario correva dietro un gatto rosso
    che gli aveva appena ru-bato una
    bistecca.

    Insomma, viene fuori il classico testo che pare ottenuto da un OCR su un libro scansionato.

  66. 482 perissi

    Esistono varie forme di censura, e voi che siete “furbetti” le sapete usare tutte.
    Ipocriti.

  67. 481 perissi

    Non ho letto tutto il blablare, per cui magari qualcuno ve lo ha già segnalato: i western di Leone non erano girati in Val Padana o in Maremma, bensì in Almeria, e gli americani, quelli veri, lo adoravano (leggere per credere le dichiarazioni d’amore dei registi Sam Peckinpah e Don Siegle)!
    Del post -vero e proprio- devo dire di non averci capito molto, eppure il mio lavoro è appunto quello dell’editor… Forse anche voi date, di ciò che scrivete, immagini sfocate(esamino di coscienza, please).
    Nessuno è perfetto, voi meno di tutti.
    Da quando vi leggo non faccio che immaginarvi come dei simpatici blooperisti che si fingono critici, o -peggio ancora- editors.
    Blooperisti da poco, oltretutto, e lo si evince proprio da come trattate la materia “letteratura”. Troppa televisione e troppo web fanno malissimo!
    Ma grazie lo stesso di esistere, una sana risata -di tanto in tanto- fa sempre bene a tutti.

  68. 480 perissi

    Edit di Gamberetta.
    Cianciare riferito ai commenti altrui è offensivo, dunque contro il regolamento del blog.
    ===

    Non ho letto tutto il cianciare, per cui magari qualcuno ve lo ha già segnalato: i western di Leone non erano girati in Val Padana o in Maremma, bensì in Almeria, e gli americani, quelli veri, lo adoravano (leggere per credere le dichiarazioni d’amore dei registi Sam Peckinpah e Don Siegle)!
    Del post -vero e proprio- devo dire di non averci capito molto, eppure il mio lavoro è appunto quello dell’editor… Forse anche voi date, di ciò che scrivete, immagini sfocate(esamino di coscienza, please).
    Nessuno è perfetto, voi meno di tutti.
    Da quando vi leggo non faccio che immaginarvi come dei simpatici blooperisti che si fingono critici, o -peggio ancora- editors.
    Blooperisti da poco, oltretutto, e lo si evince proprio da come trattate la materia “letteratura”. Troppa televisione e troppo web fanno malissimo!
    Ma grazie lo stesso di esistere, una sana risata -di tanto in tanto- fa sempre bene a tutti.

  69. 479 Angra

    @Anacarnil: una precisazione riguardo al formato editoriale di cui parlavo. Quelle che ho esposto non sono idee mie, a me personalmente fa schifo, in special modo la mancanza dei rientri di paragrafo. Lì non è una questione solo di più leggibile o meno, i rientri hanno una semantica che viene a mancare se li togli. Stesso discorso per il Courier, non lo trovo affatto più leggibile rispetto a un Times. Se qualcuno mi convincesse che un testo scritto in Book Antiqua, fronte retro, giustificato e coi rientri di paragrafo è la cosa migliore sarei solo contento.

    Riguardo al rifiuto del formato elettronico non sono d’accordo. Togliendo intanto i manoscritti che finiscono nella spazzatura (o nel caminetto) con la busta ancora sigillata, la maggior parte di quelli che rimangono ci finiscono alla lettera di presentazione o tutt’al più alla prima pagina. Quella minima parte che vengono letti potrebbero essere richiesti all’autore in forma cartacea dopo la preselezione del formato elettronico, se proprio non si vuole stamparseli in ufficio. Il fatto di volere stampato tutto e subito è una pretesa di comodità che sconfina nella pigrizia mentale, nella sciatteria.

  70. 478 Lidia

    @Anacarnil.

    Interessante il tuo intervento. Ma mi sorge una domanda, sulla questione del giustificato. Io giustifico i testi che scrivo, prima in automatica, poi semplicemente andando a capo con le lineette. Insomma, come sui libri. Spezzo le parole. Certo, rallenta un po’ la scrittura, qualche volta. Ma non è la fine del mondo. O non si possono spezzare le parole come ci hanno insegnato fin dalle elementari, con quei lunghi esercizi di sillabazione? Mi sembra assurdo.

    Comunque, è una discussione interessante.

  71. 477 Anacarnil

    Ho letto gli interventi di Angra e Annaf riguardo al formato con cui inviare i manoscritti. Preciso sempre che non lavoro per case editrici, ma comunque ho visto più di un manoscritto che poi è stato pubblicato.

    Ebbene, ritengo errato quanto dice Angra sul font: i manoscritti che ho visto sono in Times New Roman, perché, tra i font usati maggiormente dai non esperti in tipografia, è tra i più leggibili. Non è assolutamente vero che un font monospace (quale il Courier New) sia più leggibile, anzi: sulla carta è sempre preferibile un font Serif (“con grazie”), ossia il Times, il Palatino, il Garamond o il New Century Gothic (per dire alcuni tra i più comuni).

    Questione del giustificato: un testo ben giustificato è sicuramente bello da leggere, ma uno scrittore in genere non usa programmi capaci di rendere una buona impaginazione. Il classico giustificato di Word fa schifo. Dunque, mi sento di condividere la scelta editoriale di chiedere l’allineamento a sinistro: altrimenti c’è il forte rischio di un layout orripilante.

    Margini e interlinea: lasciarli ampi (anche più di 2 cm i margini e magari anche 2 l’interlinea) ha un grosso vantaggio per chi lo legge: avere lo spazio per le note. Io stesso, per un racconto mandato a un concorso letterario, l’ho stampato così su suggerimento di un editor della Fabbri.

    Fronte e retro: qui sinceramente non capisco perché si debba preferire il solo fronte. Non è solo lo scrittore a sprecare carta e spese di spedizione, ma poi anche chi lo legge (il Dazieri della situazione, per intenderci) si trova un malloppo francamente più scomodo del necessario.

    Dimensione del font: qualcuno (scusate, non ricordo il nick) ha detto di aver usato un font con corpo 16. Va bene che deve essere leggibile, ma una dimensione simile viene usata solo per gli ipovedenti. Anzi, già la 14; tant’è che c’è una casa editrice (o forse una collana?) che si chiama proprio “Corpo 14″ che pubblica titoli per ipovedenti. Dunque, credo che una dimensione (o corpo, che dir si voglia) da 10 a 12 sia quella migliore.

    Ultimo punto: la stragrande maggioranza delle case editrici non vuole copie digitali ma la versione su carta. Non ho mai visto una (per carità, esisteranno pure) che accettasse il romanzo su file. Il motivo è che nessun editor, correttore o lettore lavora a schermo, ma direttamente sulla carta, facendo le correzioni a mano. Pertanto, immagino, se tu scrittore vuoi farti pubblicare, inizia a spendere tu i dindi per mettere su carta la tua opera.

    Ad ogni modo, in caso di dubbio, provate a interpellare direttamente via mail gli addetti della casa editrice. Spesso e volentieri già sui propri siti web danno indicazioni di massima per l’invio dei manoscritti.

  72. 476 Leekanh

    No. Lo sto criticando perchè non mi piace il suo tipo di fantasy(o falso fantasy, così amo chiamarlo). Nel gergo, io sarei una di quelli chiamati puristi o tradizionalisti(mi rifaccio al fantasy di Tolkien, e con questo ho detto tutto)

    Va bene, per quanto a me sinceramente il fantasy tradizionale mi abbia un po’ stancato… L’opera di Tolkien è innegabilmente un ottima opera con una grandissima influenza, ma dopo 50 anni dalla pubblicazione possiamo permetterci anche di uscire dai soliti cliché della Terra di Mezzo. Insomma, il fantasy tolkeniano ha i suoi connotati, che non sono però assolutamente i migliori (anche perché definire una fantasia migliore di un altra è un pelino arduo, diciamo che ci sono fantasie meglio raccontate di altre!). Bisogna inoltre ricordare che esistono un gran numero di scrittori precedenti a Tolkien che hanno avuto ed hanno un impatto fortissimo sulla narrativa fantastica, come ad esempio Howard (il creatore di Conan insomma) ed io aggiungerei anche Lovecraft ed E. A. Poe… Insomma, definire fantasy “puro” solo quello Tolkeniano mi pare una mossa piuttosto azzardato, visto che ci sono diversi altri autori di influenza paragonabile e connotati estremamente diversi da Tolkien (Conan, Solomon Kane, Cthulhu e Terra di Mezzo sono abbastanza lontani tra di loro).

    Quindi, in definitiva… Perché “falso fantasy”, visto che quello “vero” di certo non è quello di Tolkien (né il primo né il migliore)?

  73. 475 mariateresa

    No. Lo sto criticando perchè non mi piace il suo tipo di fantasy(o falso fantasy, così amo chiamarlo). Nel gergo, io sarei una di quelli chiamati puristi o tradizionalisti(mi rifaccio al fantasy di Tolkien, e con questo ho detto tutto)

  74. 474 Gladstone

    @Mariateresa
    Quindi stai criticando un autore fantasy perché è troppo fantasy?
    Curiosa analisi, la tua…

  75. 473 mariateresa

    Andimo, dobbiamo essere realisti. Licia Troisi non è coerente in quello che scrive, il suo fantasy può non piacere per la trama sconclusionata, ma non si può negare che sappia conquistare l’attenzione del lettore. I suoi personaggi, proprio perchè “infantili”, attirano molti lettori che vi si immedesimano. Con questo, non voglio dare degli stupidi a tutti i lettori, ma voglio solo dire che ogni lettore ha delle diverse esigenze.
    Riguardo a Matteo Mazzuca, specifico che ho avuto una conversazione con lui e mi ha spiegato l’equivoco della data. Non mi piace il suo fantasy con elementi eccessivamente “soprannaturali”. Abbiamo vedute opposte, ecco tutto.

  76. 472 Annaf

    @Gladstone

    @Annaf:
    Qua si giunge a un paradosso, cioè che un autore dovrebbe addirittura rifiutare la proposta Mondadori… tu, anna, la rifiuteresti?

    Sì, la rifiuterei senza tanti complimenti perché non mi va di essere equiparata a gente come la Troisi.
    E, per la cronaca, rifiuterei anche proposte da grandi case editrici che hanno avuto il coraggio di pubblicare gente che non sa manco scrivere. Capisco il giochetto del mercato, ma non mi sembra giusto che gente che sa oggettivamente scrivere qualcosa in modo decente debba essere messa nello stesso catalogo di gente che non lo sa fare.
    È un pensiero estremista? Sì. E difficilmente cambio idee su queste cose.

    @Angra

    E’ solo che il suo lavoro non è quello che intendi tu: il suo lavoro, purtroppo, è quello di vendere un milione di copie, e c’è riuscito. Il problema sta a monte, nell’editoria in sé.

    Penso ancora che un domani mi piacerebbe diventare editor (oltre che una scrittrice capace), ma spero di non diventare come Dazieri, attenta solo alle vendite, ma anche al “bene della cultura”… poi è una cosa un po’ utopica, visto il mercato editoriale attuale.

  77. 471 Angra

    @mariateresa: lungi da me la volontà di smontarti, e non so nemmeno come siano andate le cose, ma… se è semplicemente che hai scritto a Dazieri chiedendogli di potergli mandare il tuo manoscritto e ti ha detto di sì, be’, il fatto che un editor ti dica di mandargli il manoscritto non vuol necessariamente dire che troverà il tempo di dargli un’occhiata.

  78. 470 Gamberetta

    @Annaf. In realtà rimango del parere che avevo espresso al tempo della recensione de La Missione di Sennar: non è un peccato pubblicare con Mondadori a patto che l’autore abbia l’onestà di offrire il romanzo anche gratuitamente.
    Se prima puoi verificare la qualità e poi pagare, va bene pure Mondadori (anche perché non è che in media le altre case editrici facciano meglio, vedi Einaudi con la Strazzulla o Newton Compton con Ghirardi, e le piccole case editrici fanno pure peggio).

  79. 469 Gladstone

    @Annaf:
    Qua si giunge a un paradosso, cioè che un autore dovrebbe addirittura rifiutare la proposta Mondadori… tu, anna, la rifiuteresti?

    @Mariateresa:
    Vedo che gli dai addosso pesantemente a Matteo Mazzuca (anche su altri siti), e senza nemmeno averlo letto, a quel che mi è parso di capire… Sono curioso di sapere che cos’ha di brutto il suo libro (e non tirare in ballo la storia del 1720 sulla copertina, perchè all’interno del libro non c’è nessuna data; io l’ho letto e ho toccato con mano)..

  80. 468 Angra

    @Annaf:

    E sì, ne faccio la pietra dello scandalo e lo considero il Maligno perché non sa fare il suo lavoro e l’ha ampiamente dimostrato.

    E’ solo che il suo lavoro non è quello che intendi tu: il suo lavoro, purtroppo, è quello di vendere un milione di copie, e c’è riuscito. Il problema sta a monte, nell’editoria in sé.

    Ancora non digeriamo il fatto che le logiche editoriali non si discostino più tanto da quelle della programmazione televisiva, dove ormai lo schifo che fa audience è dato per scontato, ma la realtà è quella.

  81. 467 Annaf

    e Sandrone solo un editor

    Ce ne saranno (e ci sono) di migliori, a questo mondo? Diciamo che per la Troisi (appunto) non ha fatto un bel lavoro, no? E chi sa per altri autori di cui ha avuto in mano i romanzi.

    è stato più fortunato, perché la Troisi il manoscritto l’ha mandato solo a lui!

    Se la Troisi non avesse mandato a lui il proprio manoscritto, di sicuro non sarebbe mai stata pubblicata. E se ha veramente editato il lavoro della suddetta Troisi, allora non c’è molto da fidarsi, no? (parlo della Troisi perché è l’esempio lampante di come lui non abbia lavorato)
    Ci sono fior fiore di editor e agenzie letterarie (anche gratuite) che offrono questo servizio, perché mandare qualcosa proprio a quell’uomo?
    E sì, ne faccio la pietra dello scandalo e lo considero il Maligno perché non sa fare il suo lavoro e l’ha ampiamente dimostrato.

  82. 466 Angra

    @Annaf: mi sembra che esageri un po’: Dazieri non è mica il Maligno ^_^
    Chiunque al suo posto avesse fiutato la porcheria che vende (avendo alle spalle i mezzi della Mondadori per spingerla) avrebbe fatto la stessa cosa, non credi? Con questo non dico che fanno bene, ma fare di Dazieri la pietra dello scandalo mi pare eccessivo. E’ stato più bravo di altri, commercialmente parlando. No no no, mi correggo: è stato più fortunato, perché la Troisi il manoscritto l’ha mandato solo a lui! :))

  83. 465 mariateresa

    Che sia il libro più bello del mondo, non direi proprio. C’è ancora molto editing da fare oltre quello già fatto da me, ne sono consapevole. Non ho pregiudizi nei confronti della Mondadori, anche se alcuni autori lanciati da Dazieri non si sono rilevati all’altezza della situazione. Io sono io, non Licia Troisi o Matteo Mazzuca, e Sandrone solo un editor che vuole darmi una possibilità di farmi conoscere e apprezzare(non è detto che questo avvenga comunque). Comunque, per chi non vuole spendere soldini ma vuole leggere il mio racconto, sono disposta ad inviarlo via msn o hotmail. Mi farebbe piacere ricevere consigli e critiche. Mi preme la felicità del lettore, non tanto il denaro(sarà che sono benestante…^^).
    Il mio indirizzo:meloth@live.it

  84. 464 Vale

    Devo dire che io ho mandato un manoscritto in times new roman, corpo 16, interlinea singola e giustificato, e lo hanno letto. Mi hanno pure risposto in una lettera ciò che non andava e quali fossero i punti di forza del romanzo (lo dico solo per riportare una mia esperienza).

  85. 463 Annaf

    @ Angra: Grazie per le delucidazioni, anche se non ho ancora scritto qualcosa di importante da mandare a qualche editore è sempre utile sapere certe cose e… basta, rischio di offendere un’intera categoria di persone e non mi va molto XD

    @ mariateresa: Ma proprio alla Mondadori (o a Dazieri) dovevi mandare il manoscritto? Le cose dette e ridette da Gamberetta non sono servite a molto, vedo. Comunque sono affari tuoi, io di sicuro non comprerò più nulla della Mondadori, quindi il tuo libro non vedrà mai i miei dindini, mi dispiace. (Potrebbe anche essere il libro più bello scritto negli ultimi decenni, ma la Mondadori sta cadendo sempre più in basso e io non voglio aiutarla a risalire)
    Non vorrei far scoppiare un flame per questo, sappiate che è solo la mia più sincera opinione sull’operato di quell’uomo e di quella casa editrice.

  86. 462 mariateresa

    So che sicuramente non importa a nessuno quello che sto per dire, e che forse ad alcuni non farà piacere…ma scoppio di gioia e devo dirlo a qualcuno e, siccome sono rimasta affezionata a questo blog, lo dirò. Sandrone Dazieri ha accettato di valutare il mio manoscritto! Non è tanto, lo so, ma è già un buon passo. Ci ho messo tempo per rendermi conto che era sul nuovo racconto che dovevo puntare(non sulla trilogia di ispirazione tolkeniana, ma su un qualcosa più legato a me e al mio stile personale) ma adesso l’ho capito. E di questo devo ringraziare principalmente le critiche di alcuni frequentatori e soprattutto di gamberetta.
    ps:spero recensirai il manoscritto, se Mondadori deciderà di pubblicarlo. La trilogia può aspettare, non ho fretta, e credo che nemmeno Aliberti Editore l’abbia!

  87. 461 Angra

    @Lidia:

    Be’, se ti chiedono la rilegatura allora la spirale va benissimo. Dicevo no alla spirale (tollerato Ogino Knaus ^_^) perché secondo quello che mi hanno detto persone che con gli editori hanno a che fare spesso la rilegatura non rientrerebbe nel formato professionale, ma poi magari ci sono editori che la vogliono per esigenze loro.

    In effetti no, non credo che basti un Times New Roman o il paragrafo giustificato (magari il fronte retro sì) per farsi scartare il manoscritto… il problema è che la probabilità che te ne leggano qualche riga è già bassa di per sé a prescindere. Io ho il dente avvelenato con quegli editori come Editrice Nord che pretendono che tu spedisca il manoscritto completo e poi leggono solo la sinossi di dieci righe, quando tutto potrebbe risolversi con una mail.

  88. 460 Lidia

    @Angra

    Ho letto il seguito degli interventi su queste tacite (ma perché, poi?) regole sui formati dei manoscritti.
    Mi sorgono varie domande, alcune intervallate da epiteti poco gentili verso gli editori. Una fra tutte: ma se un manoscritto deve essere rilegato, cosa può sostituire una dannata spirale di plastica?

    E poi:
    Ma è davvero possibile che un editor di una casa editrice, trovandosi per esempio di fronte a un testo:

    - in times new roman 12 (invece che curier new 10),

    - giustificato (al meglio possibile), con rientri ordinati e precisi proprio come in tutti i libri che possano definirsi decenti,

    - e stampato in fronte e retro (con un mormorio di sottofondo – i grazie delle foreste pluviali), possa gettar via tutto senza nemmeno leggere una riga?

    Se è così…vado a sotterrarmi sotto tre metri di risme.

  89. 459 Angra

    @Annaf

    Purtroppo non sono mai riuscito a trovare un’indicazione definitiva sul formato ideale per tutti gli editori, ed è probabile che questo non esista neppure e che invece ciascun editore abbia le sue idee in proposito. Quello che ho scritto io è comunque un formato che dovrebbe far apparire il manoscritto come “professionale”.

    In generale, la prima regola è che qualsiasi cosa che non sia di lettura più che facile e riposante verrà scartata alla prima occhiata. In questo rientrano purtroppo tutti gli artifici che permettono di risparmiare carta. Bisogna quindi usare caratteri abbastanza grandi e lasciare una buona interlinea. Probabilmente anche il carattere Times New Roman va bene, non credo che un editore possa scartare un manoscritto solo per questo, ma pare che un carattere come il Courier New, che ha tutte le lettere larghe uguali (monospace) venga da alcuni ritenuto più leggibile. Il fatto che gli editori non usino caratteri monospace né interlinea larga per la stampa dei loro libri sarebbe quindi, dal loro punto di vista, un atto di sadismo nei confronti del lettore ^_^
    Riguardo al testo giustificato, pare che venga ritenuto anche questo di lettura più difficoltosa proprio a causa della spaziatura variabile. A me sembrano tutte e due idiozie, ma tant’è.

    Poi, tieni presente che sebbene fra l’arte amanuense e il giorno d’oggi si sia passati per la macchina da scrivere (prima manuale, poi elettronica) e il computer, gli editori continuano a parlare di manoscritti, per cui è probabile che il formato a cui sono rimasti più affezionati sia proprio lo scritto a mano ^_^

    L’altra cosa che mi è stata venduta per oro colato è che non bisogna mettere il rientro all’inizio del paragrafo. Di questo non capisco proprio la ragione, perché mi sembra anzi che senza rientri venga fuori un gran casino.

    Mandare per posta il dischetto non va bene: se un editore accetta invii in formato elettronico (ce ne sono) allora ti chiederà di mandarlo via mail, se invece vuole il manoscritto non c’è niente da fare, deve essere cartaceo e sprecare più carta possibile. Sul perché di tutto questo ho una mia teoria: la carta (bagnata, pressata in mattonelle e poi fatta asciugare) è un ottimo combustibile. Un editor di una casa editrice media può superare un inverno anche molto rigido solo bruciando nella stufa o nel caminetto i manoscritti ricevuti in visione durante l’anno. Forse per questo si dice che gli editori non amano la spirale di plastica: quando brucia nel caminetto fa una puzza terribile.

  90. 458 Annaf

    Interessante l’intervento di Angra per quanto riguarda le cose da fare (e non) quando si deve spedire un manoscritto, ma avrei qualche domandina ulteriore (le mie domande/considerazioni sono quelle incorsivo e tra parenetesi quadre):

    - font Courier New (è quello della macchina da scrivere) dimensione 10 [ma non è più bello Times New Roman? O.O Io avevo sentito che andava bene anche questo font]

    - allineato a sinistra (non giustificato, quindi) [anche qui, ma giustificato non dimostra un certo ordine nel presentare qualcosa per cui si è sudato molto, anche anni a volte? Che senso ha dare l'impressione sciatta? Tanto varrebbe scrivere a mano come facevano prima dell'avvento di macchine da scrivere e affini u.u]

    - singola faccia (abbasso l’Amazzonia) [l'apoteosi dello spreco... ma va bene anche inviare il dischetto col romanzo? Almeno non si spreca e siamo tutti più felici]

    Un’altra cosa che si sono inventati gli editori è che la “d” eufonica si usa solo e sempre quando c’è la stessa vocale: “a uso e consumo” e non “ad uso e consumo”, “ed essere” e non “e essere”. L’unica eccezione è “ad esempio”.

    L’ultima cosa me l’ha spiegata una beta-reader tempo fa e da allora non inserisco più le “d” dove non vanno.

  91. 457 Gamberetta

    @Arha, @Nocoldin. Capisco che questo tale Graceling possa inquietare, ma comunque non c’entra un tubo con la segnalazione di Miraggi di Silicio.

  92. 456 Nocoldin

    @arha
    Ho letto l’intervista, non ne posso più di queste eroine invincibili!
    Questa uccide pure a mani nude!

  93. 455 Arha

    http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/graceling-libro/graceling-libro/graceling-libro.html?ref=hpspr1

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
    Fantasy mio, cosa dovrai ancora soffrire?

  94. 454 Lidia

    Grazie molte, Angra!
    (Ah, citavo te nella mia domanda, perché avevo appena dato una sbirciata al prologo e al primo capitolo di un tuo romanzo; mi sono piaciuti; hai uno stile accattivante, vai subito al sodo…e soprattutto, hai ambietato il tutto in Italia, bene).

    Però, scusa, abbiamo abbandonato le macchine da scrivere per usare i computer, ma dobbiamo continuare a scrivere fingendo un risultato da macchina da scrivere col courier new? Inconcepibile, o sbaglio?
    Per il resto, su una cosa continuerò a fregarmene, sarò sempre fiera della mia figura da pisquanella: il fronte e retro è un diritto per tutte le foreste, me ne frego che certe persone non siano neanche capaci di girare un foglio.
    Oltre al secondo motivo che mi spinge: lo spreco doppio di soldi per la spedizione più “corposa”.

    E si beccheranno pure la spirale! Se non gli piace, che la sfilino e la usino come stuzzicadente, se ci riescono.

    Grazie ancora,

    ciao

  95. 453 Angra

    Ciao Lidia, per quello che so io una veste professionale sarebbe questa:

    - font Courier New (è quello della macchina da scrivere) dimensione 10

    - interlinea 1,5 righe

    - margini sopra-sotto-destra-sinistra tutti 2 cm

    - allineato a sinistra (non giustificato, quindi)

    - niente grassetto nemmeno per il titolo e i capitoli

    - singola faccia (abbasso l’Amazzonia)

    Un’altra cosa che si sono inventati gli editori è che la “d” eufonica si usa solo e sempre quando c’è la stessa vocale: “a uso e consumo” e non “ad uso e consumo”, “ed essere” e non “e essere”. L’unica eccezione è “ad esempio”.

    Spero di esserti stato utile.

  96. 452 Lidia

    Per Gamberetta (o chiunque abbia la più pallida idea di cosa vogliano le case editrici! : ) )
    Mi piace molto leggere articoli in cui si sviscerano tutte le paranoie, le speranze e i “dolori” degli aspiranti scrittori.
    Ma qualcuno può sviscerarmi per un attimo un’altra questioncina dolente? Gamberetta, o Angra, o chiunque abbia spedito o voglia spedire un proprio lavoro a una casa editrice: come si deve fare? Quali trappole evitare (errori nel formato, fronte e retri vietati e non, formati elettroni tra sigle scioglilingua -rtf, PDF, word)! Ne aggiungo io un’altra: A.R.G.H!
    E’ terribile pensare che dopo tanti sforzi, e con la consapevolezza che le occasioni di successo si contano sulle dita di uomo monco, non ci sia nemmeno la sicurezza di presentare un testo in una forma gradita, e che per questo si verrà cestinati senza possibilità di appello!

    Grazie, avevo proprio bisogno di andar fuori di testa.
    Ora mi ritiro di nuovo nel mio guscio.
    Adieu

  97. 451 Gamberetta

    @Vale. Anche a me Park piace. Sympathy for Mr. Vengeance è un film bellissimo e anche gli altri sono notevoli. Vedrò anche questo quando uscirà. Speriamo l’abbia diretto perché davvero aveva qualche idea interessante sui vampiri e non solo per seguire la moda.

  98. 450 Vale

    Chiara, hai visto che anche Park Chan-wok ha girato un film di succhiasangue?
    Solo che il suo non è uno gnokko, è un prete con la faccia da scemo:
    http://www.grindhouse.it/index.php?/562-Thirst-di-Park-Chan-wook-Anteprima-Prossimamente-al-Cinema-Info-Trama-Trailer-Originale.html

    (puntualizzo che Park Chan-wok mi piace)

  99. 449 Gamberetta

    @Simone. Ma se mi hai mandato letteralmente affanculo non più di un paio di mesi fa, si può sapere adesso che vuoi? I tuoi complimenti e auguri non sono graditi.

  100. 448 Simone

    Ma io volevo quello degli alieni! Comunque complimenti, e in bocca al lupo!

    Simone

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