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	<title>Commenti a: La Fogna dei Commenti</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Drest</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19380</link>
		<dc:creator>Drest</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 03:01:13 +0000</pubDate>
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		<description>Visto avatar.
Una baracconata visuale, senza profondità, senza trama, con personaggi inutili e buchi nella sceneggiatura che fan passare i tram.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Visto avatar.<br />
Una baracconata visuale, senza profondità, senza trama, con personaggi inutili e buchi nella sceneggiatura che fan passare i tram.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19359</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 09:21:08 +0000</pubDate>
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		<description>Tapiroulant
&lt;blockquote&gt;Cosa ti fa pensare che quelli siano un corpo americano, innanzitutto?&lt;/blockquote&gt;
Se non ricordo male, ci sono almeno due elementi che puntano in quella direzione: che li chiamino &quot;marine&quot;, e che venga detto qualcosa del tipo che una volta che si è marine non si smette di esserlo.
Certo: non viene detto che siano i marine degli Stati Uniti e quelle potrebbero essere coincidenze; ma credo siano sufficienti se non altro ad aiutare l&#039;associazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tapiroulant</p>
<blockquote><p>Cosa ti fa pensare che quelli siano un corpo americano, innanzitutto?</p></blockquote>
<p>Se non ricordo male, ci sono almeno due elementi che puntano in quella direzione: che li chiamino &#8220;marine&#8221;, e che venga detto qualcosa del tipo che una volta che si è marine non si smette di esserlo.<br />
Certo: non viene detto che siano i marine degli Stati Uniti e quelle potrebbero essere coincidenze; ma credo siano sufficienti se non altro ad aiutare l&#8217;associazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19345</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 20:51:08 +0000</pubDate>
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		<description>Direi che sono del tutto in sintonia con quanto detto da Francesco.

@Pyros: Se voleva capire aveva già capito^^&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che sono del tutto in sintonia con quanto detto da Francesco.</p>
<p>@Pyros: Se voleva capire aveva già capito^^&#8217;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19344</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 19:47:55 +0000</pubDate>
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		<description>@GSeck:

&#039;Il Trionfo della Volontà&#039; non è un capolavoro della storia del cinema, non mistifichiamo. E&#039; un film importante per la tecnica cinematografica, esattamente come lo sono stati film come &#039;Nascita di una Nazione&#039;, &#039;Ottobre&#039;, come i primi corti dei fratelli Lumière o le sperimentazioni di Vertov.
A prescindere dal loro contenuto, questi film hanno contribuito a creare l&#039;alfabeto tecnico e stilistico della regia moderna (per il taglio delle riprese, l&#039;uso di una strumentazione innovativa, la strutturazione delle scene etc.), e gliene va dato atto. 
Oggi, nel 2010, non conosco appassionato di storia del cinema che non guardi questi &#039;capolavori&#039; al fast forward (e senza sbadigliare più o meno frequentemente).
Sono film importanti, ma il fucro della loro importanza (l&#039;impianto tecnico e scenografico) è ormai irrimediabilmente datato. Ciò può apparire anche ingiusto, dal momento che il linguaggio filmico di qualsiasi opera cinematografica odierna è debitore di questi illustri antenati. 
A tutt&#039;oggi però è come se l&#039;architetto di un grattacielo osservasse la baracca di legno di un uomo primitivo e dicesse “Beh, era un bel passo in avanti rispetto alle capanne di sterco”. 
E poi cavolo se sono noiose, queste vecchie glorie del cinema. 
Eppure anche tra le vecchie glorie ci sono quelle che non tramontano.
Ci sono i film che rivedresti sempre, anche se sono in bianco e nero, anche se hanno le didascalie invece del sonoro: da &#039;Luci della Città&#039; a &#039;Quarto Potere&#039; (film relativamente più recente, anche se in bianco e nero), ci sono esempi di opere che non sono mai tramontate, e che saranno godibili dal pubblico del 2050 come lo sono stati da quello del 1980. Cos&#039;hanno questi film in più degli altri? Hanno una bella storia dietro.
Una bella sceneggiatura, delle belle idee.
Poi ci sono anche i film (come &#039;Quarto Potere&#039;) che coniugano la genialità della storia con la raffinatezza dell&#039;innovazione tecnica, e allora siamo nell&#039;Olimpo del cinema. Ma in genere se la storia è bella e convincente (oltre che coinvolgente), si sorvola volentieri sulla realizzazione, anche nei casi di film in cui la regia è un poco sciatta (tipo nel free cinema inglese, tanto per fare un esempio basato su gusti personali). Il contrario avviene solo per il periodo immediatamente successivo all&#039;uscita del film. Una trama banale, inorganica o sconclusionata desta al massimo indifferenza. Poi, semplicemente, la memoria sovrascrive. 
Tra 50 anni, quando Avatar sarà un film tecnicamente datato, chi lo considererà più un &#039;capolavoro&#039;? Magari sarà un film importante, certo: ma i &#039;capolavori&#039; sono quelli che reggono all&#039;urto del tempo.
E&#039; difficile dire sin da subito se un film è un capolavoro o no... esistono anche i bei film che invecchiano male. Ma di sicuro è possibile riconoscere fin da subito i film che il tempo non risparmierà, se si è un pochino scafati.
E Avatar, ahimè, è uno di essi.

&lt;blockquote&gt;
[&lt;em&gt;Nel 2060&lt;/em&gt;]
“Ma lo sai che i primi film ambientali li proiettavano su uno schermo piatto? E che per rendere l&#039;effetto tridimensionale lo spettatore doveva essere munito di visori speciali?”
“Ah ah ah, mi stai a prende&#039; per il culo...”
“No no, davvero! Dico davvero! Il primo film in cui la grafica computerizzata e gli effetti 3-D si sono sposati alla perfezione si chiamava &#039;Avatar&#039;. Pensa che non c&#039;erano nemmeno gli odori sintetizzati!”
“Wow, molto vintage! E di che parlava questo &#039;Avatar&#039;?”
“E che ne so?”&lt;/blockquote&gt;

Quanto ai consensi che ha riscosso, personalmente non me ne potrebbe importare di meno: do valore solo alle opinioni di alcuni critici e mi confronto con i loro pareri.
Poi, se mi va, mi faccio due risate leggendo Ciak o facendo un giro su Rotten Tomatoes :P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@GSeck:</p>
<p>&#8216;Il Trionfo della Volontà&#8217; non è un capolavoro della storia del cinema, non mistifichiamo. E&#8217; un film importante per la tecnica cinematografica, esattamente come lo sono stati film come &#8216;Nascita di una Nazione&#8217;, &#8216;Ottobre&#8217;, come i primi corti dei fratelli Lumière o le sperimentazioni di Vertov.<br />
A prescindere dal loro contenuto, questi film hanno contribuito a creare l&#8217;alfabeto tecnico e stilistico della regia moderna (per il taglio delle riprese, l&#8217;uso di una strumentazione innovativa, la strutturazione delle scene etc.), e gliene va dato atto.<br />
Oggi, nel 2010, non conosco appassionato di storia del cinema che non guardi questi &#8216;capolavori&#8217; al fast forward (e senza sbadigliare più o meno frequentemente).<br />
Sono film importanti, ma il fucro della loro importanza (l&#8217;impianto tecnico e scenografico) è ormai irrimediabilmente datato. Ciò può apparire anche ingiusto, dal momento che il linguaggio filmico di qualsiasi opera cinematografica odierna è debitore di questi illustri antenati.<br />
A tutt&#8217;oggi però è come se l&#8217;architetto di un grattacielo osservasse la baracca di legno di un uomo primitivo e dicesse “Beh, era un bel passo in avanti rispetto alle capanne di sterco”.<br />
E poi cavolo se sono noiose, queste vecchie glorie del cinema.<br />
Eppure anche tra le vecchie glorie ci sono quelle che non tramontano.<br />
Ci sono i film che rivedresti sempre, anche se sono in bianco e nero, anche se hanno le didascalie invece del sonoro: da &#8216;Luci della Città&#8217; a &#8216;Quarto Potere&#8217; (film relativamente più recente, anche se in bianco e nero), ci sono esempi di opere che non sono mai tramontate, e che saranno godibili dal pubblico del 2050 come lo sono stati da quello del 1980. Cos&#8217;hanno questi film in più degli altri? Hanno una bella storia dietro.<br />
Una bella sceneggiatura, delle belle idee.<br />
Poi ci sono anche i film (come &#8216;Quarto Potere&#8217;) che coniugano la genialità della storia con la raffinatezza dell&#8217;innovazione tecnica, e allora siamo nell&#8217;Olimpo del cinema. Ma in genere se la storia è bella e convincente (oltre che coinvolgente), si sorvola volentieri sulla realizzazione, anche nei casi di film in cui la regia è un poco sciatta (tipo nel free cinema inglese, tanto per fare un esempio basato su gusti personali). Il contrario avviene solo per il periodo immediatamente successivo all&#8217;uscita del film. Una trama banale, inorganica o sconclusionata desta al massimo indifferenza. Poi, semplicemente, la memoria sovrascrive.<br />
Tra 50 anni, quando Avatar sarà un film tecnicamente datato, chi lo considererà più un &#8216;capolavoro&#8217;? Magari sarà un film importante, certo: ma i &#8216;capolavori&#8217; sono quelli che reggono all&#8217;urto del tempo.<br />
E&#8217; difficile dire sin da subito se un film è un capolavoro o no&#8230; esistono anche i bei film che invecchiano male. Ma di sicuro è possibile riconoscere fin da subito i film che il tempo non risparmierà, se si è un pochino scafati.<br />
E Avatar, ahimè, è uno di essi.</p>
<blockquote><p>
[<em>Nel 2060</em>]<br />
“Ma lo sai che i primi film ambientali li proiettavano su uno schermo piatto? E che per rendere l&#8217;effetto tridimensionale lo spettatore doveva essere munito di visori speciali?”<br />
“Ah ah ah, mi stai a prende&#8217; per il culo&#8230;”<br />
“No no, davvero! Dico davvero! Il primo film in cui la grafica computerizzata e gli effetti 3-D si sono sposati alla perfezione si chiamava &#8216;Avatar&#8217;. Pensa che non c&#8217;erano nemmeno gli odori sintetizzati!”<br />
“Wow, molto vintage! E di che parlava questo &#8216;Avatar&#8217;?”<br />
“E che ne so?”</p></blockquote>
<p>Quanto ai consensi che ha riscosso, personalmente non me ne potrebbe importare di meno: do valore solo alle opinioni di alcuni critici e mi confronto con i loro pareri.<br />
Poi, se mi va, mi faccio due risate leggendo Ciak o facendo un giro su Rotten Tomatoes :P</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Pyros</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19343</link>
		<dc:creator>Pyros</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 19:27:59 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco. Bravo. Adesso che hai reagito in questo modo, chi glielo spiega più a GSeck che non sei un leccaculo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco. Bravo. Adesso che hai reagito in questo modo, chi glielo spiega più a GSeck che non sei un leccaculo?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19341</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 18:39:31 +0000</pubDate>
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		<description>Caro GSeck, non so più come fartelo capire: io sono in disaccordo con Gamberetta, okay? Sono in disaccordo con colei che comanda qui! D-I-S-A-C-C-O-R-D-O. Cos&#039;è che non capisci?
Sì: sono in disaccordo contemporaneamente con lei e con te!!!! Incredibbile! Del resto io passo la mia vita ad essere in disaccordo con quasi tutte le persone su quasi qualsiasi argomento, quindi la situazione non mi sorprende.

&lt;blockquote&gt;Se la quasi unanimità della grande critica la pensa diversamente da te, io magari la metterei in modo più umile. Non dico di cambiare idea, magari hai ragione tu, però darei meno presuzione di oggettività alle affermazioni.&lt;/blockquote&gt;
Sì, lo dicevano anche a Galileo. (attenzione!!!: mi sto paragonando a Galileo! Temo di non essere abbastanza umile per sostenere una conversazione. Pensavo che in una discussione servissero logica, rigore argomentativo e coerenza; invece no, serve l&#039;umiltà. In altre parole: TACI STRONZO tu non sei un grande critico!!).

&lt;blockquote&gt;Puoi dilungarti quanto ti pare, rimane che nulla è stato dimostrato: l’ultima perla che mi offri è quella secondo cui non avrebbe senso la “fusione psicofisica” di Jake con l’avatar perché avvenuta in poco tempo. La base scientifica consiste nel fatto che di solito, nella fantscienza accade diversamente. ‘ccidenti, che prova scientifica.&lt;/blockquote&gt;
Veramente è lo stesso film a dirlo. Prima di avatarizzare Jake, la scienziata gli dice che ci vogliono mesi per padroneggiare il controllo di un avatar, ed è detto a più riprese che non si tratta di una cosa facile. E comunque c&#039;è una regola della letteratura fantastica che dice: se utilizzi un&#039;invenzione ormai &#039;istituzionalizzata&#039; dal genere che però funziona in modo differente dalla sua versione istituzionalizzata, devi rendere ragione del cambiamento. In Avatar, il messaggio che passa è: tutti gli altri fanno la consueta fatica ad abituarsi a controllare l&#039;avatar, Jake no perché è speciale.

&lt;blockquote&gt;Sulla questione soldati, preciso che noi non siamo statunitensi e non abbiamo parenti marine, quindi è fuori luogo tirare in ballo le nostre sale. E quando qualche statunitense plaude alla sconfitta degli statunitensi stessi, vuol dire che il film è riuscito a far stare gli spettatori dall’altra parte. Grazie all’empatia.&lt;/blockquote&gt;
Cosa ti fa pensare che quelli siano un corpo americano, innanzitutto? Essendo ambientato nel futuro, potrebbe trattarsi di un esercito mondiale. Anche oggi,nelle zone di guerra importanti vengono inviati contingenti ONU: mi risulta che siamo impegnati anche noi nelle missioni americane (in Iraq, in Afghanistan; lo eravamo in Kosovo...). L&#039;empatia quindi dovrebbe scattare in Italia come negli States.
Detto questo, ciò che tu stai cercando di dirmi è che gli americani, guardando la battaglia finale di Avatar, hanno fisicamente sofferto per i militari che venivano spappolati dai Na&#039;Vi e dai rinoceronti? Stai quindi cercando di dirmi che Avatar è un film impegnato (impegnato tipo Gomorra) perché ci sono i soldati?
A questo punto mi sorge una domanda laterale: ma tu sei uno di quelli che crede nell&#039;importanza sociale della Giornata della Memoria o cose del genere?

Comunque devo dire una cosa: me la sono sempre presa con Gamberetta perché trattava a pesci in faccia le persone un po&#039; dure di comprendonio, ma adesso improvvisamente, chissà perché mi sento &lt;em&gt;un po&#039; empatica&lt;/em&gt; con lei! (oh no: vuoldire che mi sono schierato con la webmaster!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro GSeck, non so più come fartelo capire: io sono in disaccordo con Gamberetta, okay? Sono in disaccordo con colei che comanda qui! D-I-S-A-C-C-O-R-D-O. Cos&#8217;è che non capisci?<br />
Sì: sono in disaccordo contemporaneamente con lei e con te!!!! Incredibbile! Del resto io passo la mia vita ad essere in disaccordo con quasi tutte le persone su quasi qualsiasi argomento, quindi la situazione non mi sorprende.</p>
<blockquote><p>Se la quasi unanimità della grande critica la pensa diversamente da te, io magari la metterei in modo più umile. Non dico di cambiare idea, magari hai ragione tu, però darei meno presuzione di oggettività alle affermazioni.</p></blockquote>
<p>Sì, lo dicevano anche a Galileo. (attenzione!!!: mi sto paragonando a Galileo! Temo di non essere abbastanza umile per sostenere una conversazione. Pensavo che in una discussione servissero logica, rigore argomentativo e coerenza; invece no, serve l&#8217;umiltà. In altre parole: TACI STRONZO tu non sei un grande critico!!).</p>
<blockquote><p>Puoi dilungarti quanto ti pare, rimane che nulla è stato dimostrato: l’ultima perla che mi offri è quella secondo cui non avrebbe senso la “fusione psicofisica” di Jake con l’avatar perché avvenuta in poco tempo. La base scientifica consiste nel fatto che di solito, nella fantscienza accade diversamente. ‘ccidenti, che prova scientifica.</p></blockquote>
<p>Veramente è lo stesso film a dirlo. Prima di avatarizzare Jake, la scienziata gli dice che ci vogliono mesi per padroneggiare il controllo di un avatar, ed è detto a più riprese che non si tratta di una cosa facile. E comunque c&#8217;è una regola della letteratura fantastica che dice: se utilizzi un&#8217;invenzione ormai &#8216;istituzionalizzata&#8217; dal genere che però funziona in modo differente dalla sua versione istituzionalizzata, devi rendere ragione del cambiamento. In Avatar, il messaggio che passa è: tutti gli altri fanno la consueta fatica ad abituarsi a controllare l&#8217;avatar, Jake no perché è speciale.</p>
<blockquote><p>Sulla questione soldati, preciso che noi non siamo statunitensi e non abbiamo parenti marine, quindi è fuori luogo tirare in ballo le nostre sale. E quando qualche statunitense plaude alla sconfitta degli statunitensi stessi, vuol dire che il film è riuscito a far stare gli spettatori dall’altra parte. Grazie all’empatia.</p></blockquote>
<p>Cosa ti fa pensare che quelli siano un corpo americano, innanzitutto? Essendo ambientato nel futuro, potrebbe trattarsi di un esercito mondiale. Anche oggi,nelle zone di guerra importanti vengono inviati contingenti ONU: mi risulta che siamo impegnati anche noi nelle missioni americane (in Iraq, in Afghanistan; lo eravamo in Kosovo&#8230;). L&#8217;empatia quindi dovrebbe scattare in Italia come negli States.<br />
Detto questo, ciò che tu stai cercando di dirmi è che gli americani, guardando la battaglia finale di Avatar, hanno fisicamente sofferto per i militari che venivano spappolati dai Na&#8217;Vi e dai rinoceronti? Stai quindi cercando di dirmi che Avatar è un film impegnato (impegnato tipo Gomorra) perché ci sono i soldati?<br />
A questo punto mi sorge una domanda laterale: ma tu sei uno di quelli che crede nell&#8217;importanza sociale della Giornata della Memoria o cose del genere?</p>
<p>Comunque devo dire una cosa: me la sono sempre presa con Gamberetta perché trattava a pesci in faccia le persone un po&#8217; dure di comprendonio, ma adesso improvvisamente, chissà perché mi sento <em>un po&#8217; empatica</em> con lei! (oh no: vuoldire che mi sono schierato con la webmaster!).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GSeck</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19340</link>
		<dc:creator>GSeck</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 17:09:11 +0000</pubDate>
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		<description>Sembra che su questi lidi la parola oggettivo vada giù come acqua. Io ne farei un uso più oculato.
Se guardi tutti i blog, &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt;, i casi in cui la maggioranza la pensa diversamente dal webmaster sono rarissimi. Anche qua è così, non c&#039;è nulla di strano. Quindi sì, hai gioco facile e ti trovi in una posizione di supremazia. Ma bada, non ti ho mai dato del leccaculo.
Puoi dilungarti quanto ti pare, rimane che nulla è stato dimostrato: l&#039;ultima perla che mi offri è quella secondo cui non avrebbe senso la &quot;fusione psicofisica&quot; di Jake con l&#039;avatar perché avvenuta in poco tempo. La base scientifica consiste nel fatto che di solito, nella fantscienza accade diversamente. &#039;ccidenti, che prova scientifica. Evito anche di spiegare le differenze tra plot e archetipo, che mi paiono ovvie.
Sulla questione soldati, preciso che noi non siamo statunitensi e non abbiamo parenti marine, quindi è fuori luogo tirare in ballo le nostre sale. E quando qualche statunitense plaude alla sconfitta degli statunitensi stessi, vuol dire che il film è riuscito a far stare gli spettatori dall&#039;altra parte. Grazie all&#039;empatia. Poi se &lt;em&gt;A serious man&lt;/em&gt; ti ha dato l&#039;amato groppone e l&#039;agognata sofferenza, magari è avvenuto solo perché è un film drammatico  e &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; no. È risaputo (spero) quanto la sofferenza crei più empatia, a livello superficiale, rispetto al divetrtimento.

Purtroppo la maggioranza degli italiani si sente minoranza, persone di cultura superiore non capite dal popolo bue. Io invece tendo a farmi qualche domanda se tutti la pensano in modo diverso. Se la quasi unanimità della grande critica la pensa diversamente da te, io magari la metterei in modo più umile. Non dico di cambiare idea, magari hai ragione tu, però darei meno presuzione di oggettività alle affermazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che su questi lidi la parola oggettivo vada giù come acqua. Io ne farei un uso più oculato.<br />
Se guardi tutti i blog, <em>tutti</em>, i casi in cui la maggioranza la pensa diversamente dal webmaster sono rarissimi. Anche qua è così, non c&#8217;è nulla di strano. Quindi sì, hai gioco facile e ti trovi in una posizione di supremazia. Ma bada, non ti ho mai dato del leccaculo.<br />
Puoi dilungarti quanto ti pare, rimane che nulla è stato dimostrato: l&#8217;ultima perla che mi offri è quella secondo cui non avrebbe senso la &#8220;fusione psicofisica&#8221; di Jake con l&#8217;avatar perché avvenuta in poco tempo. La base scientifica consiste nel fatto che di solito, nella fantscienza accade diversamente. &#8216;ccidenti, che prova scientifica. Evito anche di spiegare le differenze tra plot e archetipo, che mi paiono ovvie.<br />
Sulla questione soldati, preciso che noi non siamo statunitensi e non abbiamo parenti marine, quindi è fuori luogo tirare in ballo le nostre sale. E quando qualche statunitense plaude alla sconfitta degli statunitensi stessi, vuol dire che il film è riuscito a far stare gli spettatori dall&#8217;altra parte. Grazie all&#8217;empatia. Poi se <em>A serious man</em> ti ha dato l&#8217;amato groppone e l&#8217;agognata sofferenza, magari è avvenuto solo perché è un film drammatico  e <em>Avatar</em> no. È risaputo (spero) quanto la sofferenza crei più empatia, a livello superficiale, rispetto al divetrtimento.</p>
<p>Purtroppo la maggioranza degli italiani si sente minoranza, persone di cultura superiore non capite dal popolo bue. Io invece tendo a farmi qualche domanda se tutti la pensano in modo diverso. Se la quasi unanimità della grande critica la pensa diversamente da te, io magari la metterei in modo più umile. Non dico di cambiare idea, magari hai ragione tu, però darei meno presuzione di oggettività alle affermazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19331</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:38:21 +0000</pubDate>
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		<description>@GSeck: Senti, tu sul mio conto puoi pensarla come ti pare, ma non trovo giusto che tu affermi una falsità oggettiva come il fatto che io sarei stato superficiale o che non avrei dimostrato niente.
Al contrario, ho scritto paragrafi e paragrafi di argomentazione su praticamente qualsiasi incongruenza del film che sia stata tirata fuori, a partire da &quot;la diserzione di un soldato è credibile, e da cosa è dettata?&quot;, per finire con una breve ricognizione storica sulle alleanze tribali contro nemici comuni. Ho tirato in ballo letteratura, antropologia, storia. Mi sono dilungato più e più volte.
Dall&#039;altra parte, vedo che tu invece tendi facilmente a considerazioni del tutto avulse dal film e preconcette, argomentazioni del tutto aprioristiche come l&#039;idea che se la critica ha apprezzato quasi unanimemente il film allora vuoldire che ha ragione (?), che se uno critica questo film è snob, o addirittura che lo facciamo per ingraziarci Gamberetta (!). Le mie argomentazioni, GSeck, entrano molto più nel merito delle tue, sono più precise delle tue, e meno tendenziose.
Inoltre, un appunto sul mio rapporto con Gamberetta. Io e lei non andiamo per niente d&#039;accordo: ci saremo scontrati una decina di volte su praticamente ogni argomento; dal suo primo romanzo alle possibilità di un&#039;interpretazione oggettiva di un&#039;opera, dal modo in cui trattava Bianchini a diversi punti delle sue regole di scrittura, e ho polemizzato con lei anche su Avatar. Quindi, non venirmi a dire che io mi trovo in una posizione di supremazia nella discussione, o che ho gioco facile perché do ragione alla webmaster. Non ci sarebbe posizione più lontana dalla verità.

Detto questo, un altro po&#039; di varie ed eventuali, giusto per amor di precisione:

&lt;blockquote&gt;Affermare che avrebbe “i limiti congeniti di ogni blockbuster hollywoodiano” dimostra il pregiudizio con cui si è guardata quest’opera&lt;/blockquote&gt;
Guarda che non è una mia invenzione. Tutti i film di epica hollywoodiana seguono il medesimo plot. Puoi chiamarlo archetipo: va bene. Puoi dire che gli archetipi sono belli: va bene. Rimane il fatto che la stessa identica intelaiatura (in cui le variazioni da film a film sono l&#039;elemento accidentale, mentre l&#039;essenza rimane sempre la stessa) è riproposta in ogni stramaledetto film di questo tipo.

&lt;blockquote&gt;Vorrei anche farti notare che il pubblico americano vede i marines come “i cattivi”, morire. Vede “i cattivi” indossare la stessa divisa dei loro amici, dei loro parenti, dei loro figli. È abbastanza per far scattare il meccanismo dell’empatia.&lt;/blockquote&gt;
Per verificare se l&#039;empatia scatti o meno è sufficiente guardare le reazioni degli spettatori. Se quando i Na&#039;Vi frecciano a morte i soldati, il pubblico soffre, allora l&#039;empatia è scattata; se il pubblico si esalta, vuoldire che è empatico con i Na&#039;Vi e non con i soldati, oppure con nessuno dei due ma di certo non con i soldati. Bene: la gente in sala era esaltata, io mi divertivo. A quanto ne so, nessuno soffriva durante quelle scene (se non quando morivano i personaggi chiave: la Trudy, la scienziata, etc. - forse). Ergo: non c&#039;era empatia con i soldati. E&#039; molto semplice.
A dicembre invece sono andato a vedere &lt;em&gt;A serious man&lt;/em&gt;, dei Coen: l&#039;empatia che si instaurava col protagonista era tale che la mia ragazza a un certo punto voleva lasciare la sala perché non ce la faceva più. E anch&#039;io, un bel groppone sullo stomaco ce l&#039;avevo. &lt;em&gt;Questa&lt;/em&gt; è l&#039;empatia.

@Pyros: Guerre Stellari non mi ha mai fatto impazzire, detto francamente, e questo perché il plot ondeggiava tra il ridicolo e il banale, e alla fine il tema era la stessa solfa del &#039;salva l&#039;universo dalla tirannia, viva la libertà e l&#039;indipendenza dei popoli&#039;. Sì, queste cose mi stufavano anche da piccolo. Dove il film mi piaceva era quando proponeva &#039;ecosistemi&#039; affascinanti: nello specifico solamente due, il pianeta Tatooin (adoravo il bar gestito dal vermone) e la palude dove Yoda addestrava Luke. Punto. Ah sì: e le spade laser!
Sono comunque d&#039;accordo su quello che dici, quando parli di idee male sfruttate. Credo che non abbiano fatto vedere le fibre ottiche che si intrecciavano durante la scena di sesso perché altrimenti molti genitori coscienziosi si sarebbero indignati (lo sai come sono i wasp). Invece a me è piaciuta parecchio la scena degli avatar che giocano a basket: mi è parso un dettaglio vivido, piacevole, oltre che sensato; univa la sensatezza - immagini che stiano giocando per abituarsi a pilotare bene l&#039;avatar - a un elemento di gioco infantile che risaltava sulla generale atmosfera seriosa dell&#039;operazione militare. Quel che non ha senso invece è che Jake dopo tre secondi diventi un guidatore provetto. Da che mondo è mondo, la fusione psicofisica nella fantascienza ha sempre creato immensi problemi gestionali e richiesto un certo addestramento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@GSeck: Senti, tu sul mio conto puoi pensarla come ti pare, ma non trovo giusto che tu affermi una falsità oggettiva come il fatto che io sarei stato superficiale o che non avrei dimostrato niente.<br />
Al contrario, ho scritto paragrafi e paragrafi di argomentazione su praticamente qualsiasi incongruenza del film che sia stata tirata fuori, a partire da &#8220;la diserzione di un soldato è credibile, e da cosa è dettata?&#8221;, per finire con una breve ricognizione storica sulle alleanze tribali contro nemici comuni. Ho tirato in ballo letteratura, antropologia, storia. Mi sono dilungato più e più volte.<br />
Dall&#8217;altra parte, vedo che tu invece tendi facilmente a considerazioni del tutto avulse dal film e preconcette, argomentazioni del tutto aprioristiche come l&#8217;idea che se la critica ha apprezzato quasi unanimemente il film allora vuoldire che ha ragione (?), che se uno critica questo film è snob, o addirittura che lo facciamo per ingraziarci Gamberetta (!). Le mie argomentazioni, GSeck, entrano molto più nel merito delle tue, sono più precise delle tue, e meno tendenziose.<br />
Inoltre, un appunto sul mio rapporto con Gamberetta. Io e lei non andiamo per niente d&#8217;accordo: ci saremo scontrati una decina di volte su praticamente ogni argomento; dal suo primo romanzo alle possibilità di un&#8217;interpretazione oggettiva di un&#8217;opera, dal modo in cui trattava Bianchini a diversi punti delle sue regole di scrittura, e ho polemizzato con lei anche su Avatar. Quindi, non venirmi a dire che io mi trovo in una posizione di supremazia nella discussione, o che ho gioco facile perché do ragione alla webmaster. Non ci sarebbe posizione più lontana dalla verità.</p>
<p>Detto questo, un altro po&#8217; di varie ed eventuali, giusto per amor di precisione:</p>
<blockquote><p>Affermare che avrebbe “i limiti congeniti di ogni blockbuster hollywoodiano” dimostra il pregiudizio con cui si è guardata quest’opera</p></blockquote>
<p>Guarda che non è una mia invenzione. Tutti i film di epica hollywoodiana seguono il medesimo plot. Puoi chiamarlo archetipo: va bene. Puoi dire che gli archetipi sono belli: va bene. Rimane il fatto che la stessa identica intelaiatura (in cui le variazioni da film a film sono l&#8217;elemento accidentale, mentre l&#8217;essenza rimane sempre la stessa) è riproposta in ogni stramaledetto film di questo tipo.</p>
<blockquote><p>Vorrei anche farti notare che il pubblico americano vede i marines come “i cattivi”, morire. Vede “i cattivi” indossare la stessa divisa dei loro amici, dei loro parenti, dei loro figli. È abbastanza per far scattare il meccanismo dell’empatia.</p></blockquote>
<p>Per verificare se l&#8217;empatia scatti o meno è sufficiente guardare le reazioni degli spettatori. Se quando i Na&#8217;Vi frecciano a morte i soldati, il pubblico soffre, allora l&#8217;empatia è scattata; se il pubblico si esalta, vuoldire che è empatico con i Na&#8217;Vi e non con i soldati, oppure con nessuno dei due ma di certo non con i soldati. Bene: la gente in sala era esaltata, io mi divertivo. A quanto ne so, nessuno soffriva durante quelle scene (se non quando morivano i personaggi chiave: la Trudy, la scienziata, etc. &#8211; forse). Ergo: non c&#8217;era empatia con i soldati. E&#8217; molto semplice.<br />
A dicembre invece sono andato a vedere <em>A serious man</em>, dei Coen: l&#8217;empatia che si instaurava col protagonista era tale che la mia ragazza a un certo punto voleva lasciare la sala perché non ce la faceva più. E anch&#8217;io, un bel groppone sullo stomaco ce l&#8217;avevo. <em>Questa</em> è l&#8217;empatia.</p>
<p>@Pyros: Guerre Stellari non mi ha mai fatto impazzire, detto francamente, e questo perché il plot ondeggiava tra il ridicolo e il banale, e alla fine il tema era la stessa solfa del &#8217;salva l&#8217;universo dalla tirannia, viva la libertà e l&#8217;indipendenza dei popoli&#8217;. Sì, queste cose mi stufavano anche da piccolo. Dove il film mi piaceva era quando proponeva &#8216;ecosistemi&#8217; affascinanti: nello specifico solamente due, il pianeta Tatooin (adoravo il bar gestito dal vermone) e la palude dove Yoda addestrava Luke. Punto. Ah sì: e le spade laser!<br />
Sono comunque d&#8217;accordo su quello che dici, quando parli di idee male sfruttate. Credo che non abbiano fatto vedere le fibre ottiche che si intrecciavano durante la scena di sesso perché altrimenti molti genitori coscienziosi si sarebbero indignati (lo sai come sono i wasp). Invece a me è piaciuta parecchio la scena degli avatar che giocano a basket: mi è parso un dettaglio vivido, piacevole, oltre che sensato; univa la sensatezza &#8211; immagini che stiano giocando per abituarsi a pilotare bene l&#8217;avatar &#8211; a un elemento di gioco infantile che risaltava sulla generale atmosfera seriosa dell&#8217;operazione militare. Quel che non ha senso invece è che Jake dopo tre secondi diventi un guidatore provetto. Da che mondo è mondo, la fusione psicofisica nella fantascienza ha sempre creato immensi problemi gestionali e richiesto un certo addestramento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GSeck</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19308</link>
		<dc:creator>GSeck</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 01:24:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19308</guid>
		<description>Vabè. MI dispiace non trovarmi d&#039;accordo con te, Tapiroulant, perché ho apprezzato molto alcuni tuoi interventi su altri argomenti. Ma su &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; non ci siamo.
Se arriviamo a dire che &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; avrebbe dei limiti tecnici, siamo all&#039;acriticità, all&#039;assurdo.
Sarebbe bene ammettere che, dopo una noiosissima mitragliata di post, le accuse di illogicità e grossolanità di alcuni passaggi non sono state dimostrate. Neanche di striscio. Affermare che avrebbe &quot;i limiti congeniti di ogni blockbuster hollywoodiano&quot; dimostra il pregiudizio con cui si è guardata quest&#039;opera. E non dimentichiamo che basarsi su archetipi è tutt&#039;altro che un difetto, tutt&#039;altro che copiare o banalizzare. Vorrei anche farti notare che il pubblico americano vede i marines come &quot;i cattivi&quot;, morire. Vede &quot;i cattivi&quot; indossare la stessa divisa dei loro amici, dei loro parenti, dei loro figli. È abbastanza per far scattare il meccanismo dell&#039;empatia.

Fra messaggio, tematiche e nucleo di idee ci sono differenze abissali. Meglio non stare qui a spiegarlo, sono elementi base nella critica affrontati già milioni di volte.
Dire che qualcosa è scontato, banale, retorico e così via, è inutile. Aggettivi usati perché sono gratis. Le idee stratificate di Avatar, che ne fanno un&#039;opera spiccatamente autoriale, non possono lasciare indifferente uno spettatore che ha la voglia e il coraggio di affrontarli. &lt;em&gt;Solo scimmie blu da ammazzare, una religione illogica (?) perché segue un albero&lt;/em&gt;. Spero di non doverti spiegare come contraddicano lo stile di vita e la mentalità odierna.

Puoi saltare a piè pari la parte della critica se ti fa comodo, ma rimane il fatto che la grande critica, quella un po&#039; snob per intenderci, ha apprezzato Avatar nella quasi totalità. È un dato di fatto. Qua sono la minoranza, come accade sempre nei blog a chi non la pensa esattamente come il moderatore, perciò, come ho già detto, è facile battermi nello scontro dialettico. Ma fuori da qui, sono in vergognosa maggioranza. Qualcosa vorrà dire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vabè. MI dispiace non trovarmi d&#8217;accordo con te, Tapiroulant, perché ho apprezzato molto alcuni tuoi interventi su altri argomenti. Ma su <em>Avatar</em> non ci siamo.<br />
Se arriviamo a dire che <em>Avatar</em> avrebbe dei limiti tecnici, siamo all&#8217;acriticità, all&#8217;assurdo.<br />
Sarebbe bene ammettere che, dopo una noiosissima mitragliata di post, le accuse di illogicità e grossolanità di alcuni passaggi non sono state dimostrate. Neanche di striscio. Affermare che avrebbe &#8220;i limiti congeniti di ogni blockbuster hollywoodiano&#8221; dimostra il pregiudizio con cui si è guardata quest&#8217;opera. E non dimentichiamo che basarsi su archetipi è tutt&#8217;altro che un difetto, tutt&#8217;altro che copiare o banalizzare. Vorrei anche farti notare che il pubblico americano vede i marines come &#8220;i cattivi&#8221;, morire. Vede &#8220;i cattivi&#8221; indossare la stessa divisa dei loro amici, dei loro parenti, dei loro figli. È abbastanza per far scattare il meccanismo dell&#8217;empatia.</p>
<p>Fra messaggio, tematiche e nucleo di idee ci sono differenze abissali. Meglio non stare qui a spiegarlo, sono elementi base nella critica affrontati già milioni di volte.<br />
Dire che qualcosa è scontato, banale, retorico e così via, è inutile. Aggettivi usati perché sono gratis. Le idee stratificate di Avatar, che ne fanno un&#8217;opera spiccatamente autoriale, non possono lasciare indifferente uno spettatore che ha la voglia e il coraggio di affrontarli. <em>Solo scimmie blu da ammazzare, una religione illogica (?) perché segue un albero</em>. Spero di non doverti spiegare come contraddicano lo stile di vita e la mentalità odierna.</p>
<p>Puoi saltare a piè pari la parte della critica se ti fa comodo, ma rimane il fatto che la grande critica, quella un po&#8217; snob per intenderci, ha apprezzato Avatar nella quasi totalità. È un dato di fatto. Qua sono la minoranza, come accade sempre nei blog a chi non la pensa esattamente come il moderatore, perciò, come ho già detto, è facile battermi nello scontro dialettico. Ma fuori da qui, sono in vergognosa maggioranza. Qualcosa vorrà dire.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pyros</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19307</link>
		<dc:creator>Pyros</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 01:12:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19307</guid>
		<description>Ma poi, questo 3D, era davvero poi tutta &#039;sta gran cosa? Io della sua presenza non me ne sono quasi accorto. Le scene in cui ricordo di averlo percepito sono state giusto un paio. Il 3D che si vedeva in una vecchia attrazione di Gardaland secondo me era fatto meglio, e si usavano ancora gli occhialini rossi e blu.
Per quanto riguarda la faccenda &quot;banalità&quot;, &quot;messaggio&quot; e &quot;incongruenze&quot;, penso che siano temi trascurabili. &lt;em&gt;Guerre Stellari&lt;/em&gt; era la trasposizione in chiave fantascientifica dell&#039;archetipo della &lt;em&gt;damsel in distress&lt;/em&gt;, ma il design e la mitologia che Lucas aveva creato per il suo film erano sfruttate talmente bene da far passare banalità e incongruenze in secondo piano. Per me, il vero difetto di &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; è che è più vuoto di un sacco vuoto: non solo è banale, ma quel poco di mitologia che è stata creata con 400 milioni di dollari e 20 anni di studi non è stato sfruttato in modo serio - tutto viene raccontato e pochissimo viene mostrato, che è una regola fondamentale anche per il cinema. L&#039;handicap di Jake Sully viene liquidato in tre secondi, e quando esce a spasso nel suo avatar se ne vedono molti altri attorno alla capanna, rendendo inutile l&#039;importanza del suo coinvolgimento nel progetto. La magia della trasmissione della propria anima da un corpo all&#039;altro viene trattata come se fosse una faccenda quotidiana, non mi ha offerto lo stupore che cerco in un film di fantascienza. E quanto è brutta quella scena di sesso tra esseri che non hanno genitali? E se nei loro codini i Na&#039;vi hanno quegli affari che gli permettono di collegarsi con gli altri animali, perché non è stata sfruttata quest&#039;idea per farli collegare tra di loro durante l&#039;accoppiamento?
Per me &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; poteva avere buone potenzialità anche sul punto di vista narrativo, ma la sua serietà è andata completamente a farsi benedire in mezzo a personaggi inesistenti e a dei dialoghi dimenticabili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma poi, questo 3D, era davvero poi tutta &#8217;sta gran cosa? Io della sua presenza non me ne sono quasi accorto. Le scene in cui ricordo di averlo percepito sono state giusto un paio. Il 3D che si vedeva in una vecchia attrazione di Gardaland secondo me era fatto meglio, e si usavano ancora gli occhialini rossi e blu.<br />
Per quanto riguarda la faccenda &#8220;banalità&#8221;, &#8220;messaggio&#8221; e &#8220;incongruenze&#8221;, penso che siano temi trascurabili. <em>Guerre Stellari</em> era la trasposizione in chiave fantascientifica dell&#8217;archetipo della <em>damsel in distress</em>, ma il design e la mitologia che Lucas aveva creato per il suo film erano sfruttate talmente bene da far passare banalità e incongruenze in secondo piano. Per me, il vero difetto di <em>Avatar</em> è che è più vuoto di un sacco vuoto: non solo è banale, ma quel poco di mitologia che è stata creata con 400 milioni di dollari e 20 anni di studi non è stato sfruttato in modo serio &#8211; tutto viene raccontato e pochissimo viene mostrato, che è una regola fondamentale anche per il cinema. L&#8217;handicap di Jake Sully viene liquidato in tre secondi, e quando esce a spasso nel suo avatar se ne vedono molti altri attorno alla capanna, rendendo inutile l&#8217;importanza del suo coinvolgimento nel progetto. La magia della trasmissione della propria anima da un corpo all&#8217;altro viene trattata come se fosse una faccenda quotidiana, non mi ha offerto lo stupore che cerco in un film di fantascienza. E quanto è brutta quella scena di sesso tra esseri che non hanno genitali? E se nei loro codini i Na&#8217;vi hanno quegli affari che gli permettono di collegarsi con gli altri animali, perché non è stata sfruttata quest&#8217;idea per farli collegare tra di loro durante l&#8217;accoppiamento?<br />
Per me <em>Avatar</em> poteva avere buone potenzialità anche sul punto di vista narrativo, ma la sua serietà è andata completamente a farsi benedire in mezzo a personaggi inesistenti e a dei dialoghi dimenticabili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19304</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 21:15:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19304</guid>
		<description>@GSeck: Gamberetta ha detto più di una volta che un romanzo può essere bello e affascinante nonostante le carenze stilistiche. Vorrei dire la stessa cosa per il cinema: un film può essere bello nonostante le carenze nella trama o nelle idee. Il che significa che il film è bello, ma che i suoi limiti (di trama, di idee, etc.) rimangono. La corazzata Potemkin è considerato un capolavoro, un&#039;opera rivoluzionaria, &lt;em&gt;nonostante&lt;/em&gt; si riconosca che il suo contenuto è grettamente ideologico, e che quindi lasci un po&#039; il tempo che trova.
Detto questo, due rilevazioni su &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt;. 1) Avatar è pieno di errori grossolani e passaggi che sono illogici, a prescindere dell&#039;estetica o dei metri di giudizio che ciascuno di noi può adottare. Questi elementi minano la credibilità del &lt;em&gt;plot&lt;/em&gt; e del film tutto, di conseguenza sono dei grossi difetti. 2) Ciononostante, come ho già detto non mi è dispiaciuto guardare Avatar: gli riconosco dei meriti e una generale gradevolezza, &lt;em&gt;nonostante&lt;/em&gt; tutti i suoi limiti (che sono poi, in larga parte, i limiti congeniti di ogni blockbuster hollywoodiano). 3) Non venirmi a dire che tra i punti di forza di Avatar ci sarebbe il messaggio morale. Il messaggio ecologista e umanitario ha dei grossi problemi: a. &lt;em&gt;E&#039; banale&lt;/em&gt;, nel senso che è lo stesso che viene reiterato in milioni e milioni di film, hollywoodiani e non; b. Di conseguenza è inutile, perché lo spettatore questo messaggio lo sa già a memoria; al massimo ha la funzione di essere &#039;rassicurante&#039;, familiare, e di suscitare un tiepido sentimento edificante che tanto piace all&#039;uomo medio (ma ciò è disgustoso, oltre che reazionario e anti-artistico); c. E&#039; un messaggio sbagliato in sé perché è &lt;em&gt;asettico&lt;/em&gt;: in un contesto realistico le cose non sarebbero potuto andare come vanno nel film - vedi alla voce 1) - ossia la popolazione di Pandora non avrebbe potuto vincere e salvare la foresta, perciò il messaggio è aria fritta completamente scollegata dalla realtà.

Detto questo, aggiungo varie ed eventuali (a costo di ripetermi):

&lt;blockquote&gt; “messaggio” (i bei film non mandano sms, ma contengono idee)&lt;/blockquote&gt;
Evita di fare della piatta retorica sulla terminologia. Se non ti piace la parola &#039;messaggio&#039; puoi sostituirla con &#039;nucleo di idee&#039;, &#039;idea forte del film&#039;, &#039;tematiche&#039;: in una parola, ciò che il film vuole comunicare. Detto fra noi il tema forte del film, quello che fa venire la gente al botteghino, è &quot;porca puttana che figata 3D&quot;; il resto è retorica che hanno appiccicato per l&#039;esigenza hollywoodiana di una conclusione edificante (come già detto).

&lt;blockquote&gt;In questo blog è stato detto che sarebbe irreale che “Non si spari senza problemi sulle scimmie blu” e che sarebbe irreale che “delle persone seguano i presunti consigli di un albero”. Come vedi le idee di Avatar sono ben lontane dall’essere scontate&lt;/blockquote&gt;

Avatar non tratta questi argomenti in modo adeguato, dato che si tratta di passaggi un po&#039; raffazzonati, che corrono sul sottile filo tra la coerenza narrativa e il cliché-deus-ex-machina-retorico. In particolare l&#039;idea dell&#039;albero che &#039;sceglie&#039; il protagonista è di una banalità, di una scontatezza, di una tristezza infinita. Sull&#039;altro punto ho già discusso con la Gambera e con altri.

&lt;blockquote&gt;Non mi pare poi che nei film banali fatti per accontentare le mamme americane si faccia strage dei marines, che appaiono come i cattivi&lt;/blockquote&gt;

Non ti preoccupare: il pubblico americano ormai è abituato ad un gran mucchio di film con soldati americani cattivi e degni di ogni disprezzo. Tra l&#039;altro il fatto che il film sia ambientato in un futuro remoto e che coinvolga un generico esercito del domani (piuttosto che, per dire, i militari americani impegnati in Iraq) contribuisce a non far scattare un meccanismo di empatia tra quelli e il pubblico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@GSeck: Gamberetta ha detto più di una volta che un romanzo può essere bello e affascinante nonostante le carenze stilistiche. Vorrei dire la stessa cosa per il cinema: un film può essere bello nonostante le carenze nella trama o nelle idee. Il che significa che il film è bello, ma che i suoi limiti (di trama, di idee, etc.) rimangono. La corazzata Potemkin è considerato un capolavoro, un&#8217;opera rivoluzionaria, <em>nonostante</em> si riconosca che il suo contenuto è grettamente ideologico, e che quindi lasci un po&#8217; il tempo che trova.<br />
Detto questo, due rilevazioni su <em>Avatar</em>. 1) Avatar è pieno di errori grossolani e passaggi che sono illogici, a prescindere dell&#8217;estetica o dei metri di giudizio che ciascuno di noi può adottare. Questi elementi minano la credibilità del <em>plot</em> e del film tutto, di conseguenza sono dei grossi difetti. 2) Ciononostante, come ho già detto non mi è dispiaciuto guardare Avatar: gli riconosco dei meriti e una generale gradevolezza, <em>nonostante</em> tutti i suoi limiti (che sono poi, in larga parte, i limiti congeniti di ogni blockbuster hollywoodiano). 3) Non venirmi a dire che tra i punti di forza di Avatar ci sarebbe il messaggio morale. Il messaggio ecologista e umanitario ha dei grossi problemi: a. <em>E&#8217; banale</em>, nel senso che è lo stesso che viene reiterato in milioni e milioni di film, hollywoodiani e non; b. Di conseguenza è inutile, perché lo spettatore questo messaggio lo sa già a memoria; al massimo ha la funzione di essere &#8216;rassicurante&#8217;, familiare, e di suscitare un tiepido sentimento edificante che tanto piace all&#8217;uomo medio (ma ciò è disgustoso, oltre che reazionario e anti-artistico); c. E&#8217; un messaggio sbagliato in sé perché è <em>asettico</em>: in un contesto realistico le cose non sarebbero potuto andare come vanno nel film &#8211; vedi alla voce 1) &#8211; ossia la popolazione di Pandora non avrebbe potuto vincere e salvare la foresta, perciò il messaggio è aria fritta completamente scollegata dalla realtà.</p>
<p>Detto questo, aggiungo varie ed eventuali (a costo di ripetermi):</p>
<blockquote><p> “messaggio” (i bei film non mandano sms, ma contengono idee)</p></blockquote>
<p>Evita di fare della piatta retorica sulla terminologia. Se non ti piace la parola &#8216;messaggio&#8217; puoi sostituirla con &#8216;nucleo di idee&#8217;, &#8216;idea forte del film&#8217;, &#8216;tematiche&#8217;: in una parola, ciò che il film vuole comunicare. Detto fra noi il tema forte del film, quello che fa venire la gente al botteghino, è &#8220;porca puttana che figata 3D&#8221;; il resto è retorica che hanno appiccicato per l&#8217;esigenza hollywoodiana di una conclusione edificante (come già detto).</p>
<blockquote><p>In questo blog è stato detto che sarebbe irreale che “Non si spari senza problemi sulle scimmie blu” e che sarebbe irreale che “delle persone seguano i presunti consigli di un albero”. Come vedi le idee di Avatar sono ben lontane dall’essere scontate</p></blockquote>
<p>Avatar non tratta questi argomenti in modo adeguato, dato che si tratta di passaggi un po&#8217; raffazzonati, che corrono sul sottile filo tra la coerenza narrativa e il cliché-deus-ex-machina-retorico. In particolare l&#8217;idea dell&#8217;albero che &#8217;sceglie&#8217; il protagonista è di una banalità, di una scontatezza, di una tristezza infinita. Sull&#8217;altro punto ho già discusso con la Gambera e con altri.</p>
<blockquote><p>Non mi pare poi che nei film banali fatti per accontentare le mamme americane si faccia strage dei marines, che appaiono come i cattivi</p></blockquote>
<p>Non ti preoccupare: il pubblico americano ormai è abituato ad un gran mucchio di film con soldati americani cattivi e degni di ogni disprezzo. Tra l&#8217;altro il fatto che il film sia ambientato in un futuro remoto e che coinvolga un generico esercito del domani (piuttosto che, per dire, i militari americani impegnati in Iraq) contribuisce a non far scattare un meccanismo di empatia tra quelli e il pubblico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GSeck</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19288</link>
		<dc:creator>GSeck</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:12:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19288</guid>
		<description>Scrivere che un film è brutto perché il &quot;messaggio&quot; sarebbe sciatto, banale, inutile etc. è una bella fesseria. Il film &lt;em&gt;Triumph des Willens&lt;/em&gt; della Riefenstahl è considerato un capolavoro della cinematografia, eppure il &quot;messaggio&quot; (i bei film non mandano sms, ma contengono idee) è sicuramente sciatto, banale, da film di propaganda: il nostro governo è supermoderno, superfigo, superpotente e così via. Ma queste idee sono espresse con una forza e una concretezza tali da renderlo un film stupendo, imitato anche oggi da grandi maestri del cinema.

In questo blog è stato detto che sarebbe irreale che &quot;Non si spari senza problemi sulle scimmie blu&quot; e che sarebbe irreale che &quot;delle persone seguano i presunti consigli di un albero&quot;. Come vedi le idee di &lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt; sono ben lontane dall&#039;essere scontate.

Non mi pare poi che nei film banali fatti per accontentare le mamme americane si faccia strage dei marines, che appaiono come i cattivi.

Infine, ognuno conserverà le proprie opinioni, ma non facciamo passare l&#039;informazione secondo cui la critica colta avrebbe rigettato questo film, perché è falsa. I critici più stimati, quelli che adorano stroncare le megaproduzioni holliwoodiane, hanno espresso grandi lodi per questo film. I detrattori sono la minuscola minoranza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere che un film è brutto perché il &#8220;messaggio&#8221; sarebbe sciatto, banale, inutile etc. è una bella fesseria. Il film <em>Triumph des Willens</em> della Riefenstahl è considerato un capolavoro della cinematografia, eppure il &#8220;messaggio&#8221; (i bei film non mandano sms, ma contengono idee) è sicuramente sciatto, banale, da film di propaganda: il nostro governo è supermoderno, superfigo, superpotente e così via. Ma queste idee sono espresse con una forza e una concretezza tali da renderlo un film stupendo, imitato anche oggi da grandi maestri del cinema.</p>
<p>In questo blog è stato detto che sarebbe irreale che &#8220;Non si spari senza problemi sulle scimmie blu&#8221; e che sarebbe irreale che &#8220;delle persone seguano i presunti consigli di un albero&#8221;. Come vedi le idee di <em>Avatar</em> sono ben lontane dall&#8217;essere scontate.</p>
<p>Non mi pare poi che nei film banali fatti per accontentare le mamme americane si faccia strage dei marines, che appaiono come i cattivi.</p>
<p>Infine, ognuno conserverà le proprie opinioni, ma non facciamo passare l&#8217;informazione secondo cui la critica colta avrebbe rigettato questo film, perché è falsa. I critici più stimati, quelli che adorano stroncare le megaproduzioni holliwoodiane, hanno espresso grandi lodi per questo film. I detrattori sono la minuscola minoranza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19277</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 23:53:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19277</guid>
		<description>Sono d&#039;accordo con quasi tutto ciò che sostiene Francesco; nulla impedisce di fare film puramente visivi, o dove l&#039;elemento visivo schiacci ogni altro elemento (la poetica di Greenaway e di Lynch), ma Avatar è semplicemente un film visivamente bello e sciatto nella sceneggiatura. E&#039; sciatto per esigenze hollywoodiane, ma rimane sciatto. Il messaggio ecologista è banale, inutile, stravisto, moralista, rattoppato giusto per far contente le mamme americane e gli artisti impegnati, e altri aggettivi screditanti.
Detto questo, Inland Empire fa cagare e Mulholland Drive è bello proprio perché &lt;em&gt;non ha&lt;/em&gt; incongruenze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con quasi tutto ciò che sostiene Francesco; nulla impedisce di fare film puramente visivi, o dove l&#8217;elemento visivo schiacci ogni altro elemento (la poetica di Greenaway e di Lynch), ma Avatar è semplicemente un film visivamente bello e sciatto nella sceneggiatura. E&#8217; sciatto per esigenze hollywoodiane, ma rimane sciatto. Il messaggio ecologista è banale, inutile, stravisto, moralista, rattoppato giusto per far contente le mamme americane e gli artisti impegnati, e altri aggettivi screditanti.<br />
Detto questo, Inland Empire fa cagare e Mulholland Drive è bello proprio perché <em>non ha</em> incongruenze.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19275</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 21:54:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19275</guid>
		<description>@Cristiano:

Attenzione che io parlavo di film in formato tradizionale, non di esperimenti d&#039;avanguardia.
Le avanguardie possono proporre tutto quello che vogliono, ma &#039;Avatar&#039;, sfortunatamente, &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; è una proposta d&#039;avanguardia. 
Avatar si presenta come un film a narrazione lineare corredato da una sceneggiatura mimetica (ovvero &#039;fedele alle regole del suo contesto fittizio&#039;): si presume dunque che tale sceneggiatura sia coerente, a meno che il regista non sottoscriva qualche poetica personale di stravolgimento dell&#039;intreccio, e non è questo il caso, visto che Cameron non è David Lynch né il Tarkovsky di &#039;Solaris&#039;.
A questo punto qualsiasi incertezza o buco nella sceneggiatura diventa automaticamente un &lt;em&gt;errore&lt;/em&gt;.
E che ci vengano risparmiate (please!) le fallacie autoindulgenti del tipo “Se Ionesco riempiva di buchi le sue sceneggiature allora posso farlo anch&#039;io!” che poi suona come “Se Joyce scriveva senza rispettare la punteggiatura posso farlo anch&#039;io quando scrivo il tema a scuola!”.
Le regole di strutturazione di una storia sono già in nuce nel formato e nel registro che  l&#039;autore intende adottare. E&#039; possibile ibridare i generi, è possibile persino mescolare sequenze in cui la sceneggiatura fila linearmente con altre in cui la trama zoppica o è poco credibile, ma il tutto deve essere motivato dalla poetica del regista, non dalla pigrizia dello sceneggiatore.
Su Internet sono ventilati (cavolo, adesso cerco il link!) commenti positivi in cui si celebra l&#039;aspetto visivo di Avatar, e si screditano le opinioni negative in merito alla scontatezza del film, come se la sceneggiatura fosse roba da pallosi intellettualoidi da cineforum.
E in questo approccio non vi è nessuna presa di posizione filo-avanguardistica, solo la miopia mentale di chi si ferma all&#039;impianto visivo di un&#039;opera cinematografica – tralasciando tutto il resto. 

Personalmente sottoporrei i suddetti pseudo-critici alla &#039;visione forzata non-stop h24&#039; di veri film d&#039;avanguardia in cui la sceneggiatura non conta una mazza, tipo i film di Brakhage, di Snow, della Deren o di Rybczynski (ma basterebbero i film di Warhol o i primi esperimenti surrealisti). Nonostante l&#039;innegabile spettacolarità di alcune opere dei suddetti autori, vorrei proprio vedere chi resiste (senza pejote/pejotl/peyot/piotl, naturalmente ;) ) !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Cristiano:</p>
<p>Attenzione che io parlavo di film in formato tradizionale, non di esperimenti d&#8217;avanguardia.<br />
Le avanguardie possono proporre tutto quello che vogliono, ma &#8216;Avatar&#8217;, sfortunatamente, <em>non</em> è una proposta d&#8217;avanguardia.<br />
Avatar si presenta come un film a narrazione lineare corredato da una sceneggiatura mimetica (ovvero &#8216;fedele alle regole del suo contesto fittizio&#8217;): si presume dunque che tale sceneggiatura sia coerente, a meno che il regista non sottoscriva qualche poetica personale di stravolgimento dell&#8217;intreccio, e non è questo il caso, visto che Cameron non è David Lynch né il Tarkovsky di &#8216;Solaris&#8217;.<br />
A questo punto qualsiasi incertezza o buco nella sceneggiatura diventa automaticamente un <em>errore</em>.<br />
E che ci vengano risparmiate (please!) le fallacie autoindulgenti del tipo “Se Ionesco riempiva di buchi le sue sceneggiature allora posso farlo anch&#8217;io!” che poi suona come “Se Joyce scriveva senza rispettare la punteggiatura posso farlo anch&#8217;io quando scrivo il tema a scuola!”.<br />
Le regole di strutturazione di una storia sono già in nuce nel formato e nel registro che  l&#8217;autore intende adottare. E&#8217; possibile ibridare i generi, è possibile persino mescolare sequenze in cui la sceneggiatura fila linearmente con altre in cui la trama zoppica o è poco credibile, ma il tutto deve essere motivato dalla poetica del regista, non dalla pigrizia dello sceneggiatore.<br />
Su Internet sono ventilati (cavolo, adesso cerco il link!) commenti positivi in cui si celebra l&#8217;aspetto visivo di Avatar, e si screditano le opinioni negative in merito alla scontatezza del film, come se la sceneggiatura fosse roba da pallosi intellettualoidi da cineforum.<br />
E in questo approccio non vi è nessuna presa di posizione filo-avanguardistica, solo la miopia mentale di chi si ferma all&#8217;impianto visivo di un&#8217;opera cinematografica – tralasciando tutto il resto. </p>
<p>Personalmente sottoporrei i suddetti pseudo-critici alla &#8216;visione forzata non-stop h24&#8242; di veri film d&#8217;avanguardia in cui la sceneggiatura non conta una mazza, tipo i film di Brakhage, di Snow, della Deren o di Rybczynski (ma basterebbero i film di Warhol o i primi esperimenti surrealisti). Nonostante l&#8217;innegabile spettacolarità di alcune opere dei suddetti autori, vorrei proprio vedere chi resiste (senza pejote/pejotl/peyot/piotl, naturalmente ;) ) !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19273</link>
		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:22:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19273</guid>
		<description>Pardon, @Francesco non Mauro... la fretta anche io (e il peyotl!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pardon, @Francesco non Mauro&#8230; la fretta anche io (e il peyotl!)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19272</link>
		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:20:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19272</guid>
		<description>@Mauro

Alla fin fine, abbastanza d&#039;accordo con buona parte delle tue obiezioni sul film, a parte:
&lt;blockquote&gt;Ho letto in giro i commenti di alcuni pseudo-critici sul fatto che la sceneggiatura sia solo un elemento marginale di un film, che l’aspetto cruciale di una produzione cinematografica risieda nell’intrattenimento, nell’immersività virtuale, negli effetti speciali, nella spettacolarità dell’esperienza visiva.
&lt;/blockquote&gt;

Su questa pseudo-critica, il Novecento ha formato un buon numero di avanguardie - prima applicate al teatro e poi al grande schermo - e ha dato alla luce alcuni capolavori sperimentali. Ti prego, riassumimi le incongruenze di Mulholland Drive e Inland Empire! Oppure i bachi di sceneggiatura de &quot;La voce della Luna&quot;.
Gli psuedo critici commentano con un gustoso LOAL la loro ottima insalata di peyotl.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro</p>
<p>Alla fin fine, abbastanza d&#8217;accordo con buona parte delle tue obiezioni sul film, a parte:</p>
<blockquote><p>Ho letto in giro i commenti di alcuni pseudo-critici sul fatto che la sceneggiatura sia solo un elemento marginale di un film, che l’aspetto cruciale di una produzione cinematografica risieda nell’intrattenimento, nell’immersività virtuale, negli effetti speciali, nella spettacolarità dell’esperienza visiva.
</p></blockquote>
<p>Su questa pseudo-critica, il Novecento ha formato un buon numero di avanguardie &#8211; prima applicate al teatro e poi al grande schermo &#8211; e ha dato alla luce alcuni capolavori sperimentali. Ti prego, riassumimi le incongruenze di Mulholland Drive e Inland Empire! Oppure i bachi di sceneggiatura de &#8220;La voce della Luna&#8221;.<br />
Gli psuedo critici commentano con un gustoso LOAL la loro ottima insalata di peyotl.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GSeck</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19271</link>
		<dc:creator>GSeck</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:57:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19271</guid>
		<description>debba al posto di deve, sorry. La fretta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>debba al posto di deve, sorry. La fretta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GSeck</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19270</link>
		<dc:creator>GSeck</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:50:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19270</guid>
		<description>@Mauro:
&quot;Qui c’è un bivio: valutare il film in base al film; oppure in base a tutto quello che ci sta dietro, ma non è rappresentato?&quot;
Bella domanda. L&#039;opzione giusta è di certo la prima, dato che un film è pura rappresentazione e su quello ci si deve basare.
Ma facciamo attenzione: il fatto che la terra abbia bisogno dell&#039;Unobtanium per le sue necessità energetiche non cambia le idee del fillm, ma le ripete.
È una ridondanza, in poche parole.
Infatti, come ho scritto, mentre i Na&#039;Vi considerano ogni cosa che hanno un prestito di Pandora, gli umani vedono la Terra e la natura come un insieme di risorse da sfruttare. 
Appena una risorsa finisce se ne cerca un&#039;altra, a qualunque costo. Basti vedere come in Italia sia stia cercando di passare dal gas e dal petrolio al nucleare, anche se questo comporta molti più rischi in quanto a sicurezza.
L&#039;idea del film è che deve cambiare il rapporto uomo-ambiente, avvicinandosi a quello ciclico dei Na&#039;Vi, più naturale e quindi più umano.
Infatti, una volta finito l&#039;unobtanium, cosa si userà? E a che costo?

Piccola precisazione: a quanto pare, secondo Cameron l&#039;Unobtanium è un superconduttore. Quindi le mie deduzioni, dileggiate e paragonate a quelle dei creazionisti (seghe mentali, insomma), erano corrette, dato che ero arrivato alla stessa conclusione ragionando sul significato del film. Ma guarda un po&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro:<br />
&#8220;Qui c’è un bivio: valutare il film in base al film; oppure in base a tutto quello che ci sta dietro, ma non è rappresentato?&#8221;<br />
Bella domanda. L&#8217;opzione giusta è di certo la prima, dato che un film è pura rappresentazione e su quello ci si deve basare.<br />
Ma facciamo attenzione: il fatto che la terra abbia bisogno dell&#8217;Unobtanium per le sue necessità energetiche non cambia le idee del fillm, ma le ripete.<br />
È una ridondanza, in poche parole.<br />
Infatti, come ho scritto, mentre i Na&#8217;Vi considerano ogni cosa che hanno un prestito di Pandora, gli umani vedono la Terra e la natura come un insieme di risorse da sfruttare.<br />
Appena una risorsa finisce se ne cerca un&#8217;altra, a qualunque costo. Basti vedere come in Italia sia stia cercando di passare dal gas e dal petrolio al nucleare, anche se questo comporta molti più rischi in quanto a sicurezza.<br />
L&#8217;idea del film è che deve cambiare il rapporto uomo-ambiente, avvicinandosi a quello ciclico dei Na&#8217;Vi, più naturale e quindi più umano.<br />
Infatti, una volta finito l&#8217;unobtanium, cosa si userà? E a che costo?</p>
<p>Piccola precisazione: a quanto pare, secondo Cameron l&#8217;Unobtanium è un superconduttore. Quindi le mie deduzioni, dileggiate e paragonate a quelle dei creazionisti (seghe mentali, insomma), erano corrette, dato che ero arrivato alla stessa conclusione ragionando sul significato del film. Ma guarda un po&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19267</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:15:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19267</guid>
		<description>Francesco
&lt;blockquote&gt;E’ stato prescelto, ma il capo dei Na’vi non si fida di lui e dice alla figlia che potrebbe essere utile per guadagnare qualche insight sugli umani (in pratica adotta la stessa tattica del Colonnello, rovesciandola)&lt;/blockquote&gt;
È possibile che sia un&#039;esigenza di sceneggiatura (anzi: non ho problemi a credere che lo sia), ma di per sé visto come è presentata la cultura locale credo che l&#039;essere il prescelto possa aver avuto il suo peso. Magari questo non è stato reso, ma visto il peso delle credenze locali, che nel corso del film traspare, credo non sia da escludere.

&lt;blockquote&gt;Personalmente non sono di quelli che si vergognano a divertirsi con qualche buon action-movie, ma saper cogliere la differenza tra i contenuti per me rimane imprescindibile&lt;/blockquote&gt;
Certo; personalmente non voglio dire che &lt;i&gt;Avatar&lt;/i&gt; sia il capolavoro definitivo, o che sia al livello degli altri che hai citato (che al momento non ho visto tutti). Solo, credo sia comunque un film godibile, che non merita una bocciatura totale.

&lt;blockquote&gt;Perchè l’Unobtanium è fondamentale per l’umanità? Perchè la Terra è diventata un grosso sasso orbitante&lt;/blockquote&gt;
Qui c&#039;è un bivio: valutare il film in base al film; oppure in base a tutto quello che ci sta dietro, ma non è rappresentato?
Nel primo caso, direi che lo stato di emergenza non traspare, se non minimamente (personalmente, non lo avevo colto); nel secondo, diverse cose (come per esempio i tentativi di avvicinamento pacifico con i nativi) acquisiscono una spiegazione.

&lt;blockquote&gt;Se ci sono sempre state armi che devono essere impugnate questo non significa che gli strumenti d’offesa dal neolitico a oggi siano rimasti gli stessi, o *pressochè* gli stessi. ;) E’ un po’ come dire che siccome le meccaniche di funzionamento di un’arma prevedono lo spostamento di un corpo attraverso una traiettoria non c’è differenza tra il pitecantropo che lancia una pietra e la Morte Nera&lt;/blockquote&gt;
Certo, io stesso ho detto che si sono perfezionate, che sono diventate piú leggere, che hanno piú potere perforante, ecc.; ma di fatto il fucile di cinquecento anni fa si basa sullo stesso concetto di uno odierno: qualcosa esplode e spinge via qualcos&#039;altro.
Quello che mi chiedevo, visto che una critica mossa è che le armi sembrano residuati del Vietnam, è se non sia possibile che in un futuro come quello del film il principio di base si fosse mantenuto, pur con tutte le migliorie, cosí come si è mantenuto fino a oggi. Ossia: evolute finché si vuole, ma sempre armi da fuoco?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco</p>
<blockquote><p>E’ stato prescelto, ma il capo dei Na’vi non si fida di lui e dice alla figlia che potrebbe essere utile per guadagnare qualche insight sugli umani (in pratica adotta la stessa tattica del Colonnello, rovesciandola)</p></blockquote>
<p>È possibile che sia un&#8217;esigenza di sceneggiatura (anzi: non ho problemi a credere che lo sia), ma di per sé visto come è presentata la cultura locale credo che l&#8217;essere il prescelto possa aver avuto il suo peso. Magari questo non è stato reso, ma visto il peso delle credenze locali, che nel corso del film traspare, credo non sia da escludere.</p>
<blockquote><p>Personalmente non sono di quelli che si vergognano a divertirsi con qualche buon action-movie, ma saper cogliere la differenza tra i contenuti per me rimane imprescindibile</p></blockquote>
<p>Certo; personalmente non voglio dire che <i>Avatar</i> sia il capolavoro definitivo, o che sia al livello degli altri che hai citato (che al momento non ho visto tutti). Solo, credo sia comunque un film godibile, che non merita una bocciatura totale.</p>
<blockquote><p>Perchè l’Unobtanium è fondamentale per l’umanità? Perchè la Terra è diventata un grosso sasso orbitante</p></blockquote>
<p>Qui c&#8217;è un bivio: valutare il film in base al film; oppure in base a tutto quello che ci sta dietro, ma non è rappresentato?<br />
Nel primo caso, direi che lo stato di emergenza non traspare, se non minimamente (personalmente, non lo avevo colto); nel secondo, diverse cose (come per esempio i tentativi di avvicinamento pacifico con i nativi) acquisiscono una spiegazione.</p>
<blockquote><p>Se ci sono sempre state armi che devono essere impugnate questo non significa che gli strumenti d’offesa dal neolitico a oggi siano rimasti gli stessi, o *pressochè* gli stessi. ;) E’ un po’ come dire che siccome le meccaniche di funzionamento di un’arma prevedono lo spostamento di un corpo attraverso una traiettoria non c’è differenza tra il pitecantropo che lancia una pietra e la Morte Nera</p></blockquote>
<p>Certo, io stesso ho detto che si sono perfezionate, che sono diventate piú leggere, che hanno piú potere perforante, ecc.; ma di fatto il fucile di cinquecento anni fa si basa sullo stesso concetto di uno odierno: qualcosa esplode e spinge via qualcos&#8217;altro.<br />
Quello che mi chiedevo, visto che una critica mossa è che le armi sembrano residuati del Vietnam, è se non sia possibile che in un futuro come quello del film il principio di base si fosse mantenuto, pur con tutte le migliorie, cosí come si è mantenuto fino a oggi. Ossia: evolute finché si vuole, ma sempre armi da fuoco?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: GSeck</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/05/24/la-fogna-dei-commenti/comment-page-24/#comment-19264</link>
		<dc:creator>GSeck</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:50:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=785#comment-19264</guid>
		<description>Uff, ma non ci muoviamo dalla stessa analisi scorretta?
&lt;em&gt;
AK-47: The original AK-47 and its numerous variants are the most widely used and popular assault rifles in the world; more AK-type rifles have been produced than all other assault rifles combined.
&lt;/em&gt;
AK-47 sta per Avtomat Kalashnikova 1947
Il fucile d&#039;assalto più usato del mondo, che da solo viene prodotto in quantità maggiore di tutti gli altri fucili messi assieme, è del 1947. Di 63 anni fa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uff, ma non ci muoviamo dalla stessa analisi scorretta?<br />
<em><br />
AK-47: The original AK-47 and its numerous variants are the most widely used and popular assault rifles in the world; more AK-type rifles have been produced than all other assault rifles combined.<br />
</em><br />
AK-47 sta per Avtomat Kalashnikova 1947<br />
Il fucile d&#8217;assalto più usato del mondo, che da solo viene prodotto in quantità maggiore di tutti gli altri fucili messi assieme, è del 1947. Di 63 anni fa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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