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	<title>Commenti a: Indovina la citazione</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: wewec</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2821</link>
		<dc:creator>wewec</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 14:46:20 +0000</pubDate>
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		<description>@Carlo. Chiaro, concordo anch&#039;io che per una casa editrice che non voglia fallire sia necessario ( per non dire ovvio ) pubblicare ciò che attira i favori del pubblico: che poi dal punto di vista letterario questo sia un bene o un male è cosa opinabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Carlo. Chiaro, concordo anch&#8217;io che per una casa editrice che non voglia fallire sia necessario ( per non dire ovvio ) pubblicare ciò che attira i favori del pubblico: che poi dal punto di vista letterario questo sia un bene o un male è cosa opinabile.</p>
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		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2802</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 22:13:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2802</guid>
		<description>Angra scrive:
&lt;blockquote&gt;se mi girano le palle (niente a che fare con la stanca saggezza) è perché le stesse case editrici che pubblicano gli scrittori adolescenti a precisa domanda se sono interessati a visionare manoscritti fantasy rispondono NO. L’unico requisito per poter essere cagati a quanto pare è l’essere minorenni. 
&lt;/blockquote&gt;
Dazieri dice il contrario, e io gli credo. Non metto in dubbio che gli adolescenti adesso siano &quot;di moda&quot;, e quindi siano avvantaggiati: ma non lo trovo sbagliato. Anzi, mi piace molto questo aver capito che gli adolescenti si leggono comunque fra di loro (su internet), e agire conseguentemente aprendo loro le porte a scrivere libri veri e propri. E&#039; intelligente, per lo meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Angra scrive:</p>
<blockquote><p>se mi girano le palle (niente a che fare con la stanca saggezza) è perché le stesse case editrici che pubblicano gli scrittori adolescenti a precisa domanda se sono interessati a visionare manoscritti fantasy rispondono NO. L’unico requisito per poter essere cagati a quanto pare è l’essere minorenni.
</p></blockquote>
<p>Dazieri dice il contrario, e io gli credo. Non metto in dubbio che gli adolescenti adesso siano &#8220;di moda&#8221;, e quindi siano avvantaggiati: ma non lo trovo sbagliato. Anzi, mi piace molto questo aver capito che gli adolescenti si leggono comunque fra di loro (su internet), e agire conseguentemente aprendo loro le porte a scrivere libri veri e propri. E&#8217; intelligente, per lo meno.</p>
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		<title>Di: Spike</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2789</link>
		<dc:creator>Spike</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 09:34:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2789</guid>
		<description>@Signor Stockfish: fare due anni in uno è tecnicamente possibile, almeno a quanto mi ha sempre raccontato di madre di una sua compagna di scuola al liceo classico che aveva anticipato l&#039;esame di maturità di un anno, facendo gli ultimi due anni insieme (certo, si parla di più di 30 anni fa, ma presumo sia possibile anche oggi). Concordo sul &lt;strong&gt;popò&lt;/strong&gt;: sublime!
Avendo perso l&#039;intervista della mitica Miss Strazzulla al tg, l&#039;ho recuperata in rete (tutto il tg è &lt;a href=&quot;http://news.centrodiascolto.it/view/270443/n=STRAZZULLA+CHIARA/esami_di_maturit%E0%E2%80%B3&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; qui&lt;/a&gt;). Da notare la scritta a fianco:   Chiara Strazzulla - Esponenti del mondo della cultura. Stiamo proprio messi bene!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Signor Stockfish: fare due anni in uno è tecnicamente possibile, almeno a quanto mi ha sempre raccontato di madre di una sua compagna di scuola al liceo classico che aveva anticipato l&#8217;esame di maturità di un anno, facendo gli ultimi due anni insieme (certo, si parla di più di 30 anni fa, ma presumo sia possibile anche oggi). Concordo sul <strong>popò</strong>: sublime!<br />
Avendo perso l&#8217;intervista della mitica Miss Strazzulla al tg, l&#8217;ho recuperata in rete (tutto il tg è <a href="http://news.centrodiascolto.it/view/270443/n=STRAZZULLA+CHIARA/esami_di_maturit%E0%E2%80%B3" rel="nofollow"> qui</a>). Da notare la scritta a fianco:   Chiara Strazzulla &#8211; Esponenti del mondo della cultura. Stiamo proprio messi bene!!!</p>
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		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2757</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 14:53:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2757</guid>
		<description>@Carlo: sento una vaga nota polemica, e non so se con quell&#039;ultima frase ti riferisci anche a me. Personalmente, lungi dall&#039;essere nullafacente, se mi girano le palle (niente a che fare con la stanca saggezza) è perché le stesse case editrici che pubblicano gli scrittori adolescenti a precisa domanda se sono interessati a visionare manoscritti fantasy rispondono NO. L&#039;unico requisito per poter essere cagati a quanto pare è l&#039;essere minorenni. Ti pare una cosa normale? Non ho capito se la competizione sulla qualità quando il mercato sarà saturo è da intendersi sempre nel girone Under 18.

Unica nota positiva, la Troisi è già troppo vecchia, e verrà abbandonata sull&#039;autostrada.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Carlo: sento una vaga nota polemica, e non so se con quell&#8217;ultima frase ti riferisci anche a me. Personalmente, lungi dall&#8217;essere nullafacente, se mi girano le palle (niente a che fare con la stanca saggezza) è perché le stesse case editrici che pubblicano gli scrittori adolescenti a precisa domanda se sono interessati a visionare manoscritti fantasy rispondono NO. L&#8217;unico requisito per poter essere cagati a quanto pare è l&#8217;essere minorenni. Ti pare una cosa normale? Non ho capito se la competizione sulla qualità quando il mercato sarà saturo è da intendersi sempre nel girone Under 18.</p>
<p>Unica nota positiva, la Troisi è già troppo vecchia, e verrà abbandonata sull&#8217;autostrada.</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2755</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 14:30:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2755</guid>
		<description>Si&#039;, e&#039; nato un nuovo genere, il fantasy adolescenziale. Siccome questi libri vendono, era inevitabile che succedesse. Quando il mercato sara&#039; saturo di adolescenti che scrivono fantasy, iniziera&#039; una reale competizione sulla qualita&#039;: non prima. E&#039; sempre successo cosi&#039;, in ogni cosa - come e&#039; sempre successo che ci fosse una bella schiera di pseudo-intellettuali nulla-facenti a seguire lo spettacolo scuotendo la testa con stanca saggezza ed espressione studiatamente disgustata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si&#8217;, e&#8217; nato un nuovo genere, il fantasy adolescenziale. Siccome questi libri vendono, era inevitabile che succedesse. Quando il mercato sara&#8217; saturo di adolescenti che scrivono fantasy, iniziera&#8217; una reale competizione sulla qualita&#8217;: non prima. E&#8217; sempre successo cosi&#8217;, in ogni cosa &#8211; come e&#8217; sempre successo che ci fosse una bella schiera di pseudo-intellettuali nulla-facenti a seguire lo spettacolo scuotendo la testa con stanca saggezza ed espressione studiatamente disgustata.</p>
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	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2744</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 12:21:40 +0000</pubDate>
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		<description>@Mari:

&lt;blockquote&gt;Ragazzi, ne arriva un altro. Lo annunciano nelle news odierne di FM:

    il prossimo caso letterario, appena diciottenne e presto in libreria, Thomas Mazzantini (Baldini &amp; Castoldi)

Ma basta … BASTA!
Non se ne può più -.-&lt;/blockquote&gt;

Persino il buon Azzolini sembra perplesso dal fenomeno,  anche se poi cerca di rimangiarsi i dubbi:

&lt;blockquote&gt;Se è vero che tre casi letterari, o quantomeno presentati come tali, in tre mesi sono statisticamente impossibili e improponibili (e qui sono i numeri a parlare), è altrettanto vero che congiunture come queste non sono poi sempre così incredibili come si può pensare, e non sempre nascono per pura premeditazione editoriale.&lt;/blockquote&gt;

La cosa invece che mi salta all&#039;occhio è che tutte queste opere vengono classificate senza batter ciglio come &quot;fantasy per adolescenti&quot;: è nato un nuovo genere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mari:</p>
<blockquote><p>Ragazzi, ne arriva un altro. Lo annunciano nelle news odierne di FM:</p>
<p>    il prossimo caso letterario, appena diciottenne e presto in libreria, Thomas Mazzantini (Baldini &amp; Castoldi)</p>
<p>Ma basta … BASTA!<br />
Non se ne può più -.-</p></blockquote>
<p>Persino il buon Azzolini sembra perplesso dal fenomeno,  anche se poi cerca di rimangiarsi i dubbi:</p>
<blockquote><p>Se è vero che tre casi letterari, o quantomeno presentati come tali, in tre mesi sono statisticamente impossibili e improponibili (e qui sono i numeri a parlare), è altrettanto vero che congiunture come queste non sono poi sempre così incredibili come si può pensare, e non sempre nascono per pura premeditazione editoriale.</p></blockquote>
<p>La cosa invece che mi salta all&#8217;occhio è che tutte queste opere vengono classificate senza batter ciglio come &#8220;fantasy per adolescenti&#8221;: è nato un nuovo genere?</p>
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	<item>
		<title>Di: Signor Stockfish</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2707</link>
		<dc:creator>Signor Stockfish</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 05:33:58 +0000</pubDate>
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		<description>@Spike: mi sembra tanto una balla, una precisazione non richiesta che sa di coda di paglia. Perché uno che è anche in anticipo dovrebbe fare due anni in uno? Fra l&#039;altro, non credo proprio sia possibile in una scuola statale.

Però mi ha fatto sganasciare quel &quot;è stato pubblicato niente &lt;strong&gt;popò&lt;/strong&gt; di meno che da Einaudi&quot; ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Spike: mi sembra tanto una balla, una precisazione non richiesta che sa di coda di paglia. Perché uno che è anche in anticipo dovrebbe fare due anni in uno? Fra l&#8217;altro, non credo proprio sia possibile in una scuola statale.</p>
<p>Però mi ha fatto sganasciare quel &#8220;è stato pubblicato niente <strong>popò</strong> di meno che da Einaudi&#8221; ^_^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Spike</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2702</link>
		<dc:creator>Spike</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:57:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2702</guid>
		<description>@Signor Stockfish:

Una spiegazione sull&#039;età di Miss Strazzulla e la classe che frequenta la trovi in &lt;a href=&quot;http://www.chitarradaspiaggia.com/forum/viewtopic.php?f=4&amp;t=13516&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;  questo forum&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Signor Stockfish:</p>
<p>Una spiegazione sull&#8217;età di Miss Strazzulla e la classe che frequenta la trovi in <a href="http://www.chitarradaspiaggia.com/forum/viewtopic.php?f=4&amp;t=13516" rel="nofollow">  questo forum</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Signor Stockfish</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2701</link>
		<dc:creator>Signor Stockfish</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:12:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2701</guid>
		<description>Sì, potrebbe avere 18 anni se fosse andata a scuola a 5. Comunque, il succo del discorso è che la giovane età sembra diventata il requisito n. 1 per fare lo scrittore fantasy in Italia. Forse potrei fare il goshtwriter per un dodicenne? O devastarmi di nutella fino a farmi tornare i brufoli? O magari cambiare genere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, potrebbe avere 18 anni se fosse andata a scuola a 5. Comunque, il succo del discorso è che la giovane età sembra diventata il requisito n. 1 per fare lo scrittore fantasy in Italia. Forse potrei fare il goshtwriter per un dodicenne? O devastarmi di nutella fino a farmi tornare i brufoli? O magari cambiare genere&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tuareg</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2700</link>
		<dc:creator>Tuareg</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:31:14 +0000</pubDate>
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		<description>Testimonianza personale: io ho fatto la maturità a 17 anni e l&#039;Einaudi non c&#039;entrava niente... per il resto è fin troppo ovvio che tutti questi prodigi editoriali minorenni arrivano alla pubblicazione attraverso canali preferenziali che il semplice autore si può scordare. Canali all&#039;interno dei quali credo probabile venga scritta o riscritta buona parte del testo, anche se con criteri commerciali distanti da quelli della buona letteratura. D&#039;altra parte la stessa cosa vale per i gruppi musicali di teenager, con la differenza che allo scrittore imberbe non è richiesto sembrare una baldracca appena sbarcata da Urano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Testimonianza personale: io ho fatto la maturità a 17 anni e l&#8217;Einaudi non c&#8217;entrava niente&#8230; per il resto è fin troppo ovvio che tutti questi prodigi editoriali minorenni arrivano alla pubblicazione attraverso canali preferenziali che il semplice autore si può scordare. Canali all&#8217;interno dei quali credo probabile venga scritta o riscritta buona parte del testo, anche se con criteri commerciali distanti da quelli della buona letteratura. D&#8217;altra parte la stessa cosa vale per i gruppi musicali di teenager, con la differenza che allo scrittore imberbe non è richiesto sembrare una baldracca appena sbarcata da Urano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carraronan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2698</link>
		<dc:creator>Carraronan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:17:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2698</guid>
		<description>Uhm... Può darsi che la Strazzulla sia un caso limite di &quot;primina&quot; più età verso il limite per l&#039;ingresso nella scuola. Quando ero al sud (seconda-terza elementare) era pieno zeppo di bambini che avevano un anno meno di me causa &quot;primina&quot;.

Se compisse gli anni a Giugno 2008, ad esempio, e avesse frequentato (come mi pare di capire) il quinto anno di liceo nel 2007/2008 (17 anni a Settembre -18 anni a Giugno) allora avrebbe frequentato il primo anno di liceo nel 2003/2004 (13-14 anni), la prima media nel 2000/2001 (10-11 anni) e la prima elementare nel 1995-1996 (5-6 anni).

Bingo: aveva cinque anni compiuti in prima elementare. 
Sufficienti per la &quot;primina&quot;.

Il sistema con queste ipotesi può far convivere esame di maturità a giugno 2008 e un&#039;età di 17 anni nel maggio 2008.

I conti sono corretti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uhm&#8230; Può darsi che la Strazzulla sia un caso limite di &#8220;primina&#8221; più età verso il limite per l&#8217;ingresso nella scuola. Quando ero al sud (seconda-terza elementare) era pieno zeppo di bambini che avevano un anno meno di me causa &#8220;primina&#8221;.</p>
<p>Se compisse gli anni a Giugno 2008, ad esempio, e avesse frequentato (come mi pare di capire) il quinto anno di liceo nel 2007/2008 (17 anni a Settembre -18 anni a Giugno) allora avrebbe frequentato il primo anno di liceo nel 2003/2004 (13-14 anni), la prima media nel 2000/2001 (10-11 anni) e la prima elementare nel 1995-1996 (5-6 anni).</p>
<p>Bingo: aveva cinque anni compiuti in prima elementare.<br />
Sufficienti per la &#8220;primina&#8221;.</p>
<p>Il sistema con queste ipotesi può far convivere esame di maturità a giugno 2008 e un&#8217;età di 17 anni nel maggio 2008.</p>
<p>I conti sono corretti?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Signor Stockfish</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2697</link>
		<dc:creator>Signor Stockfish</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:57:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2697</guid>
		<description>Qualcuno ha visto il TG3 sabato? Si parlava di esame di maturità, e indovinate un po&#039; chi hanno intervistato a (s)proposito? Sì, lei!

Fra parentesi: se la Strazzulla fa l&#039;esame di maturità, facendo due conticini  vuol dire che &lt;strong&gt;di anni ne ha 19 o quasi, non 17&lt;/strong&gt;. Insomma, l&#039;hanno ringiovanita per questioni di marketing... si può essere più squallidi? Bleargh!

Esilarante la storia del romanzo che ha convinto Einaudi ad aprire al fantasy... io ho sempre sentito dire che:

1) se una casa editrice non è interessata al genere, il manoscritto finisce nel cestino a pag. 1

2) se un esordiente manda un tomo di 750 pagine allora finisce nel cestino a pag. 0

Oggi alla Coop c&#039;erano un bel po&#039; di copie del libro nell&#039;espositore dei libri più venduti (ellapeppa, di già? diciamo pure nell&#039;espositore dei libri che si vogliono vendere di più). Peccato che, unico tra tutti i titoli, tutte le copie fossero incellophanate. Dato che è una pratica che non si usa nemmeno coi libri porno, me ne chiedo il senso. Bisogna comprarlo a scatola chiusa senza nemmeno poterne sfogliare una pagina?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno ha visto il TG3 sabato? Si parlava di esame di maturità, e indovinate un po&#8217; chi hanno intervistato a (s)proposito? Sì, lei!</p>
<p>Fra parentesi: se la Strazzulla fa l&#8217;esame di maturità, facendo due conticini  vuol dire che <strong>di anni ne ha 19 o quasi, non 17</strong>. Insomma, l&#8217;hanno ringiovanita per questioni di marketing&#8230; si può essere più squallidi? Bleargh!</p>
<p>Esilarante la storia del romanzo che ha convinto Einaudi ad aprire al fantasy&#8230; io ho sempre sentito dire che:</p>
<p>1) se una casa editrice non è interessata al genere, il manoscritto finisce nel cestino a pag. 1</p>
<p>2) se un esordiente manda un tomo di 750 pagine allora finisce nel cestino a pag. 0</p>
<p>Oggi alla Coop c&#8217;erano un bel po&#8217; di copie del libro nell&#8217;espositore dei libri più venduti (ellapeppa, di già? diciamo pure nell&#8217;espositore dei libri che si vogliono vendere di più). Peccato che, unico tra tutti i titoli, tutte le copie fossero incellophanate. Dato che è una pratica che non si usa nemmeno coi libri porno, me ne chiedo il senso. Bisogna comprarlo a scatola chiusa senza nemmeno poterne sfogliare una pagina?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2608</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 21:57:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2608</guid>
		<description>@Tyrion Lannister. Ho parlato in un paio di commenti dei miei romanzi preferiti, ad esempio &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2008/01/30/recensioni-romanzo-il-talismano-del-potere/#comment-2180&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2007/07/11/recensioni-romanzo-geshwa-olers-e-il-viaggio-nel-masso-verde/#comment-1112&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
Per quanto riguarda Martin, credo sia un bravo scrittore, ma la storia del ghiaccio e del fuoco non mi piace. Troppo poco fantasy e troppa telenovela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Tyrion Lannister. Ho parlato in un paio di commenti dei miei romanzi preferiti, ad esempio <a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/01/30/recensioni-romanzo-il-talismano-del-potere/#comment-2180" rel="nofollow">qui</a> e <a href="http://fantasy.gamberi.org/2007/07/11/recensioni-romanzo-geshwa-olers-e-il-viaggio-nel-masso-verde/#comment-1112" rel="nofollow">qui</a>.<br />
Per quanto riguarda Martin, credo sia un bravo scrittore, ma la storia del ghiaccio e del fuoco non mi piace. Troppo poco fantasy e troppa telenovela.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tyrion Lannister</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2588</link>
		<dc:creator>Tyrion Lannister</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 15:13:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti! Io sto leggendo Gli Eroi del crepuscolo, e francamente non è proprio il massimo. Piatto, pieno di trovate banali e leggerezze tipiche di un&#039;autrice così giovane. Ho provato orrore leggendo espressioni come &quot;testa di pigna&quot;, ma ce ne sono tante altre ben peggiori. Zero documentazione, zero fantasia. Chiama Eterni i suoi protagonisti, lasciando credere al lettore di trovarsi di fronte a una razza inventata. Poi vai avanti e scopri che sono esili, bellissimi e con le orecchie a punta. *_* 
I suoi 17 anni si sentono tutti, purtroppo. Che poi le baggianate dell&#039;Einaudi fossero per pura promozione del resto non ci voleva molto a capirlo, e che la Strazzulla non incarna il nuovo Moravia era da escludere per puro buon senso. Comunque, almeno a livello tecnico, pur nelle sue imperfezioni è una spanna sopra a quella chiavica della Troisi. Non che ci voglia molto, però direi che stiamo migliorando un pochino. E&#039; un libro che sconsiglio vivamente.

A parte questo, dato che seguo con piacere il tuo blog, vorrei sapere qual&#039;è e se esiste il tuo libro fantasy preferito o un autore che reputi un fuoriclasse. E vorrei sapere anche che te ne pare, se le hai lette, delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, e se hai apprezzato i suoi racconti di fantascienza che ha scritto in passato. Io lo trovo un autore favoloso, che ha dato il meglio di se soprattutto in quel genere. 
Aspettiamo tutti la stroncatura della Setta degli assassini!

Ps: cercando su internet ho trovato alcune foto di una certa gamberetta. http://milano.tonight.eu/user/gamberetta/fotografie/soggetto/31918

Per caso sei tu? Se si, vivi complimenti alla mamma!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Io sto leggendo Gli Eroi del crepuscolo, e francamente non è proprio il massimo. Piatto, pieno di trovate banali e leggerezze tipiche di un&#8217;autrice così giovane. Ho provato orrore leggendo espressioni come &#8220;testa di pigna&#8221;, ma ce ne sono tante altre ben peggiori. Zero documentazione, zero fantasia. Chiama Eterni i suoi protagonisti, lasciando credere al lettore di trovarsi di fronte a una razza inventata. Poi vai avanti e scopri che sono esili, bellissimi e con le orecchie a punta. *_*<br />
I suoi 17 anni si sentono tutti, purtroppo. Che poi le baggianate dell&#8217;Einaudi fossero per pura promozione del resto non ci voleva molto a capirlo, e che la Strazzulla non incarna il nuovo Moravia era da escludere per puro buon senso. Comunque, almeno a livello tecnico, pur nelle sue imperfezioni è una spanna sopra a quella chiavica della Troisi. Non che ci voglia molto, però direi che stiamo migliorando un pochino. E&#8217; un libro che sconsiglio vivamente.</p>
<p>A parte questo, dato che seguo con piacere il tuo blog, vorrei sapere qual&#8217;è e se esiste il tuo libro fantasy preferito o un autore che reputi un fuoriclasse. E vorrei sapere anche che te ne pare, se le hai lette, delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, e se hai apprezzato i suoi racconti di fantascienza che ha scritto in passato. Io lo trovo un autore favoloso, che ha dato il meglio di se soprattutto in quel genere.<br />
Aspettiamo tutti la stroncatura della Setta degli assassini!</p>
<p>Ps: cercando su internet ho trovato alcune foto di una certa gamberetta. <a href="http://milano.tonight.eu/user/gamberetta/fotografie/soggetto/31918" rel="nofollow">http://milano.tonight.eu/user/gamberetta/fotografie/soggetto/31918</a></p>
<p>Per caso sei tu? Se si, vivi complimenti alla mamma!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jack Monkey</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2539</link>
		<dc:creator>Jack Monkey</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 10:06:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2539</guid>
		<description>A me, ad esempio, piace pensare che ci siano autori più o meno sinceri verso il proprio pubblico.
Per sincerità, intendo la voglia reale di comunicare qualcosa al proprio lettore. Che, insomma, non si stia solamente sfruttando un hype e qualche comodo trucchetto letterario. E&#039; quello che di solito mi fa andare oltre alcune carenze &quot;tecniche&quot; e viceversa non mi fa necessariamente coinvolgere quando le vedo messe giù in maniera un po&#039; fine a se stessa.
Occhio, sono perfettamente consapevole che qui ci addentriamo nel magico regno della Sensibilità Personale. Per me, ad esempio, un ciclo di libri &quot;sinceri&quot; è quello della Rowling, per quanto molti altri autori le diano la birra in stile. Vuoi per la cura nei personaggi, vuoi per una sensibilità che vedo oltre determinate trame. Alcuni altri potrebbero rinfacciarmi invece la loro natura incredibilmente commerciale. Anne Rice credo che invece la sua sincerità se la sia giocata in Intervista col Vampiro e basta. La Hamilton non mi ha mai fatto venire voglia di leggere nessuno dei suoi libri proprio per questa ragione.
Insomma sì, sono molto d&#039;accordo quando Carlo dice che si giudica a priori e non a posteriori. E aggiungo che un buon lettore (buono anche solo nel senso di abbastanza allenato) ha un istinto affidabile, nel vedere quando un libro &quot;suona male&quot; perchè porta nelle sue pagine un Nulla paragonabile a quello contro cui deve combattere Atreiu...

Uh... magari stiamo esulando dal discorso principale, però...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me, ad esempio, piace pensare che ci siano autori più o meno sinceri verso il proprio pubblico.<br />
Per sincerità, intendo la voglia reale di comunicare qualcosa al proprio lettore. Che, insomma, non si stia solamente sfruttando un hype e qualche comodo trucchetto letterario. E&#8217; quello che di solito mi fa andare oltre alcune carenze &#8220;tecniche&#8221; e viceversa non mi fa necessariamente coinvolgere quando le vedo messe giù in maniera un po&#8217; fine a se stessa.<br />
Occhio, sono perfettamente consapevole che qui ci addentriamo nel magico regno della Sensibilità Personale. Per me, ad esempio, un ciclo di libri &#8220;sinceri&#8221; è quello della Rowling, per quanto molti altri autori le diano la birra in stile. Vuoi per la cura nei personaggi, vuoi per una sensibilità che vedo oltre determinate trame. Alcuni altri potrebbero rinfacciarmi invece la loro natura incredibilmente commerciale. Anne Rice credo che invece la sua sincerità se la sia giocata in Intervista col Vampiro e basta. La Hamilton non mi ha mai fatto venire voglia di leggere nessuno dei suoi libri proprio per questa ragione.<br />
Insomma sì, sono molto d&#8217;accordo quando Carlo dice che si giudica a priori e non a posteriori. E aggiungo che un buon lettore (buono anche solo nel senso di abbastanza allenato) ha un istinto affidabile, nel vedere quando un libro &#8220;suona male&#8221; perchè porta nelle sue pagine un Nulla paragonabile a quello contro cui deve combattere Atreiu&#8230;</p>
<p>Uh&#8230; magari stiamo esulando dal discorso principale, però&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2537</link>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 06:46:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2537</guid>
		<description>Jack Monkey scrive:
&lt;blockquote&gt;Diciamo che a me piace anche un altro punto di vista: una storia talmente coinvolgente (e qui potremmo parlare per ore sui motivi che la renderebbero tale, ma esula dal discorso) che mi fa passare in secondo piano certi “strappi”. 
&lt;/blockquote&gt;
Ecco, questo e&#039; un punto davvero importante: magari certi &quot;strappi&quot; esistono oggettivamente, e li si puo&#039; elencare uno per uno, ma alla fine la domanda e&#039;: ti e&#039; piaciuto o no? Se non ti e&#039; piaciuto, la colpa sara&#039; molto probabilmente degli &quot;strappi&quot; (come ha spiegato Gamberetta pochi giorni fa). Se invece ti e&#039; piaciuto, vuol dire che gli strappi non hanno importanza (si potrebbe correggerli, machissenefrega).

Il punto e&#039; che sappiamo &lt;em&gt;a priori&lt;/em&gt; se un romanzo ci e&#039; piaciuto o no: non a posteriori, dopo avere esaminato &quot;le regole&quot;.

E parlando di regole: non dimentichiamo che Gamberetta ha chiarito che qui non stiamo parlando del modo di forgiare frasi e utilizzare parole per produrre uno scritto di bellezza abbagliante - che finisce col farti perdere di vista la storia. Non e&#039; di &lt;em&gt;literary fiction&lt;/em&gt; che stiamo parlando. Stiamo parlando di cosa raccontare, e come e in quale sequenza raccontarlo, ecc. E questo - per me non c&#039;e&#039; alcun dubbio - si puo&#039; imparare anche senza manuale. E&#039; sufficiente possedere un buon senso (auto)critico, e saper rileggere molte volte quello che si e&#039; scritto, correggerlo, modificarlo, e alla fine chiedersi: funziona? Non funziona? Il manuale aiuta, certo, ma puo&#039; anche rappresentare un impedimento. Se il manuale dice che una certa cosa si fa in un certo modo, potrebbe impedire di vedere che la si potrebbe fare in modo diverso, magari completamente nuovo. E anche seguendo &quot;le regole&quot;, un autore non potra&#039; evitare di chiedersi, giunto alla fine: &quot;Funziona? Non funziona?&quot;, e solo il suo talento e la sua sensibilita&#039; potranno dargli la risposta corretta. Un autore che ragionasse: &quot;Ho seguito le regole alla perfezione, &lt;em&gt;ergo&lt;/em&gt; e&#039; bello&quot;, sarebbe un idiota.

Dopotutto, e&#039; proprio questo il significato della frase: &lt;em&gt;le regole sono fatte per essere violate&lt;/em&gt; (naturalmente, con giudizio!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Jack Monkey scrive:</p>
<blockquote><p>Diciamo che a me piace anche un altro punto di vista: una storia talmente coinvolgente (e qui potremmo parlare per ore sui motivi che la renderebbero tale, ma esula dal discorso) che mi fa passare in secondo piano certi “strappi”.
</p></blockquote>
<p>Ecco, questo e&#8217; un punto davvero importante: magari certi &#8220;strappi&#8221; esistono oggettivamente, e li si puo&#8217; elencare uno per uno, ma alla fine la domanda e&#8217;: ti e&#8217; piaciuto o no? Se non ti e&#8217; piaciuto, la colpa sara&#8217; molto probabilmente degli &#8220;strappi&#8221; (come ha spiegato Gamberetta pochi giorni fa). Se invece ti e&#8217; piaciuto, vuol dire che gli strappi non hanno importanza (si potrebbe correggerli, machissenefrega).</p>
<p>Il punto e&#8217; che sappiamo <em>a priori</em> se un romanzo ci e&#8217; piaciuto o no: non a posteriori, dopo avere esaminato &#8220;le regole&#8221;.</p>
<p>E parlando di regole: non dimentichiamo che Gamberetta ha chiarito che qui non stiamo parlando del modo di forgiare frasi e utilizzare parole per produrre uno scritto di bellezza abbagliante &#8211; che finisce col farti perdere di vista la storia. Non e&#8217; di <em>literary fiction</em> che stiamo parlando. Stiamo parlando di cosa raccontare, e come e in quale sequenza raccontarlo, ecc. E questo &#8211; per me non c&#8217;e&#8217; alcun dubbio &#8211; si puo&#8217; imparare anche senza manuale. E&#8217; sufficiente possedere un buon senso (auto)critico, e saper rileggere molte volte quello che si e&#8217; scritto, correggerlo, modificarlo, e alla fine chiedersi: funziona? Non funziona? Il manuale aiuta, certo, ma puo&#8217; anche rappresentare un impedimento. Se il manuale dice che una certa cosa si fa in un certo modo, potrebbe impedire di vedere che la si potrebbe fare in modo diverso, magari completamente nuovo. E anche seguendo &#8220;le regole&#8221;, un autore non potra&#8217; evitare di chiedersi, giunto alla fine: &#8220;Funziona? Non funziona?&#8221;, e solo il suo talento e la sua sensibilita&#8217; potranno dargli la risposta corretta. Un autore che ragionasse: &#8220;Ho seguito le regole alla perfezione, <em>ergo</em> e&#8217; bello&#8221;, sarebbe un idiota.</p>
<p>Dopotutto, e&#8217; proprio questo il significato della frase: <em>le regole sono fatte per essere violate</em> (naturalmente, con giudizio!)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jack Monkey</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2536</link>
		<dc:creator>Jack Monkey</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 00:05:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2536</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Infatti non è che il livello medio degli Urania sia proprio eccelso… la buona parte sono boiate, alcune sono almeno boiate divertenti, altre stupidate e basta. E poi ci sono Heinlein, Clarke, Asimov, ecc. che però sanno di quel che parlano.&lt;/blockquote&gt;

Certo, verissimo... vero anche che ci sono un Howard che sicuramente non si poneva troppi problemi al riguardo, un Moorcock che nelle sue battaglie è decisamente piuttosto approssimativo e un Lovecraft nei cui racconti alcuni pregiudizi rendevano un po&#039; risibili certi passaggi. Se vogliamo, anche Dick non si pone mai troppo la pretesa di dare credibilità in quel senso. 
Se ho ben capito il tuo discorso (che comunque mi pare estremamente sensato), tu fai coincidere il bisogno di &quot;realismo&quot; con quello di credibilità. Cerco di essere ineccepibile nella mia narrazione per darti l&#039;idea di essere veramente lì, in ciò che sto raccontando. Diciamo che a me piace anche un altro punto di vista: una storia talmente coinvolgente (e qui potremmo parlare per ore sui motivi che la renderebbero tale, ma esula dal discorso) che mi fa passare in secondo piano certi &quot;strappi&quot;. Ovvio, parliamo sempre di una qualità della storia e della narrazione altissima in entrambi i casi, non voglio certo costruire l&#039;alibi alla svogliatezza.
Mettiamola così: da una parte ci si esalta al cinema a guardare Star Wars perchè ha un&#039;ottima storia ed effetti talmente reali da farmi sembrare &quot;vere&quot; quelle astronavi. Dall&#039;altra ci esalta a vedere un&#039;opera a teatro perché, malgrado i cavalli di legno, il contesto è curato in maniera tale da coinvolgermi lo stesso. 

&lt;blockquote&gt;Be’, stiamo parlando di guerra vera, non di guerra interiore, tempesta dei sentimenti e roba simile. Che ci può stare, ma non quando la gente si sta sbudellando.
&lt;/blockquote&gt;

Sì sì... la faccina, messa alla fine della frase che hai quotato prima della tua risposta, era un modo per dire che la stavo tirando in battuta, sul discorso fucili ;) Il discorso l&#039;avevo capito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Infatti non è che il livello medio degli Urania sia proprio eccelso… la buona parte sono boiate, alcune sono almeno boiate divertenti, altre stupidate e basta. E poi ci sono Heinlein, Clarke, Asimov, ecc. che però sanno di quel che parlano.</p></blockquote>
<p>Certo, verissimo&#8230; vero anche che ci sono un Howard che sicuramente non si poneva troppi problemi al riguardo, un Moorcock che nelle sue battaglie è decisamente piuttosto approssimativo e un Lovecraft nei cui racconti alcuni pregiudizi rendevano un po&#8217; risibili certi passaggi. Se vogliamo, anche Dick non si pone mai troppo la pretesa di dare credibilità in quel senso.<br />
Se ho ben capito il tuo discorso (che comunque mi pare estremamente sensato), tu fai coincidere il bisogno di &#8220;realismo&#8221; con quello di credibilità. Cerco di essere ineccepibile nella mia narrazione per darti l&#8217;idea di essere veramente lì, in ciò che sto raccontando. Diciamo che a me piace anche un altro punto di vista: una storia talmente coinvolgente (e qui potremmo parlare per ore sui motivi che la renderebbero tale, ma esula dal discorso) che mi fa passare in secondo piano certi &#8220;strappi&#8221;. Ovvio, parliamo sempre di una qualità della storia e della narrazione altissima in entrambi i casi, non voglio certo costruire l&#8217;alibi alla svogliatezza.<br />
Mettiamola così: da una parte ci si esalta al cinema a guardare Star Wars perchè ha un&#8217;ottima storia ed effetti talmente reali da farmi sembrare &#8220;vere&#8221; quelle astronavi. Dall&#8217;altra ci esalta a vedere un&#8217;opera a teatro perché, malgrado i cavalli di legno, il contesto è curato in maniera tale da coinvolgermi lo stesso. </p>
<blockquote><p>Be’, stiamo parlando di guerra vera, non di guerra interiore, tempesta dei sentimenti e roba simile. Che ci può stare, ma non quando la gente si sta sbudellando.
</p></blockquote>
<p>Sì sì&#8230; la faccina, messa alla fine della frase che hai quotato prima della tua risposta, era un modo per dire che la stavo tirando in battuta, sul discorso fucili ;) Il discorso l&#8217;avevo capito.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2533</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 18:27:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2533</guid>
		<description>@Jack Monkey.&lt;blockquote&gt;Sennò buttiamo decenni di numeri di Urania e di cinema sf di fantascienza anni Cinquanta che, sicuramente, non faceva del realismo il suo forte.&lt;/blockquote&gt;Infatti non è che il livello medio degli Urania sia proprio eccelso... la buona parte sono boiate, alcune sono almeno boiate divertenti, altre stupidate e basta. E poi ci sono Heinlein, Clarke, Asimov, ecc. che però sanno di quel che parlano.&lt;blockquote&gt;Sinceramente, di solito preferisco leggere di quello che passa in testa a Laura mentre spara. Di come è fatto il fucile, non me ne frega assolutamente nulla e informarmi in proposito non riesce quasi mai a dare pathos al momento, solo ad annoiarmi a morte. Sono gusti miei, però, e oltremodo opinabili ^__^&lt;/blockquote&gt;Be’, stiamo parlando di &lt;i&gt;guerra vera&lt;/i&gt;, non di guerra interiore, tempesta dei sentimenti e roba simile. Che ci può stare, ma non quando la gente si sta sbudellando.
Tu puoi avere ragione con i robot giganti: lì credibilità e realismo possono essere separati, perché (entro certi limiti) le regole di comportamento e la “fisica” dei robot giganti possono essere inventate dall’autore. Ma se parli di uomini, cavalli, spade e lance, credibilità e realismo coincidono o quasi.

@Clio.&lt;blockquote&gt;P.S. Gamberetta, io sto aspettando lo scempio della Setta degli Assassini, quando pubblichi?&lt;/blockquote&gt;Credo giovedì o venerdì.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Jack Monkey.<br />
<blockquote>Sennò buttiamo decenni di numeri di Urania e di cinema sf di fantascienza anni Cinquanta che, sicuramente, non faceva del realismo il suo forte.</p></blockquote>
<p>Infatti non è che il livello medio degli Urania sia proprio eccelso&#8230; la buona parte sono boiate, alcune sono almeno boiate divertenti, altre stupidate e basta. E poi ci sono Heinlein, Clarke, Asimov, ecc. che però sanno di quel che parlano.<br />
<blockquote>Sinceramente, di solito preferisco leggere di quello che passa in testa a Laura mentre spara. Di come è fatto il fucile, non me ne frega assolutamente nulla e informarmi in proposito non riesce quasi mai a dare pathos al momento, solo ad annoiarmi a morte. Sono gusti miei, però, e oltremodo opinabili ^__^</p></blockquote>
<p>Be’, stiamo parlando di <i>guerra vera</i>, non di guerra interiore, tempesta dei sentimenti e roba simile. Che ci può stare, ma non quando la gente si sta sbudellando.<br />
Tu puoi avere ragione con i robot giganti: lì credibilità e realismo possono essere separati, perché (entro certi limiti) le regole di comportamento e la “fisica” dei robot giganti possono essere inventate dall’autore. Ma se parli di uomini, cavalli, spade e lance, credibilità e realismo coincidono o quasi.</p>
<p>@Clio.<br />
<blockquote>P.S. Gamberetta, io sto aspettando lo scempio della Setta degli Assassini, quando pubblichi?</p></blockquote>
<p>Credo giovedì o venerdì.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Clio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2532</link>
		<dc:creator>Clio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:59:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2532</guid>
		<description>Gamberetta, hai colto perfettamente il punto.
Una battaglia di tipo medievale è lontana dalla nostra esperienza, e la gente è pronta a bersi qualsiasi cosa, ma sei io scrivessi: &quot;Giorgio tornò a casa dalle elementari, accese il computer e s&#039;infiltrò nella banca dati del Pentagono senza che nessuno se ne accorgesse. Che fortuna!&quot; o anche &quot;Luigino salì sul Concorde, tolse il freno a mano, mise la retromarcia voltandosi per vedere bene dal lunotto, fece manovra ed ingranò la prima&quot;? Tutti saranno d&#039;accordo nel dire che sto scrivendo corbellerie. Nessuno prenederebbe sul serio un romanzo simile, a meno che non sia una parodia, e avrebbe ragione! Tra questo e dire che le battaglie sono una rissa di gente in gonnellino che mena al grido &quot;ognun per sè e Dio per tutti&quot; non c&#039;è nessuna differenza.
Ergo, può dare fastidio se ti intendi un minimo dell&#039;argomento (non serva una gran cultura per rendersi conto di certi sfondoni), può passarti se sei un perfetto ignorante dell&#039;argomento, ma ciò non toglie che &lt;em&gt;in sé &lt;/em&gt;è una corbelleria mostruosa.

P.S. Gamberetta, io sto aspettando lo scempio della Setta degli Assassini, quando pubblichi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gamberetta, hai colto perfettamente il punto.<br />
Una battaglia di tipo medievale è lontana dalla nostra esperienza, e la gente è pronta a bersi qualsiasi cosa, ma sei io scrivessi: &#8220;Giorgio tornò a casa dalle elementari, accese il computer e s&#8217;infiltrò nella banca dati del Pentagono senza che nessuno se ne accorgesse. Che fortuna!&#8221; o anche &#8220;Luigino salì sul Concorde, tolse il freno a mano, mise la retromarcia voltandosi per vedere bene dal lunotto, fece manovra ed ingranò la prima&#8221;? Tutti saranno d&#8217;accordo nel dire che sto scrivendo corbellerie. Nessuno prenederebbe sul serio un romanzo simile, a meno che non sia una parodia, e avrebbe ragione! Tra questo e dire che le battaglie sono una rissa di gente in gonnellino che mena al grido &#8220;ognun per sè e Dio per tutti&#8221; non c&#8217;è nessuna differenza.<br />
Ergo, può dare fastidio se ti intendi un minimo dell&#8217;argomento (non serva una gran cultura per rendersi conto di certi sfondoni), può passarti se sei un perfetto ignorante dell&#8217;argomento, ma ciò non toglie che <em>in sé </em>è una corbelleria mostruosa.</p>
<p>P.S. Gamberetta, io sto aspettando lo scempio della Setta degli Assassini, quando pubblichi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jack Monkey</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2531</link>
		<dc:creator>Jack Monkey</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:20:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2531</guid>
		<description>Probabilmente sul punto uno è vero, non saremo mai troppo d&#039;accordo. Intendiamoci: non sto denigrando il valore delle scuole o degli insegnanti di scrittura. Ho però dei dubbi sull&#039;insegnare in modo metodico una materia che ha così tanto a che fare con l&#039;interiorità. Un buon insegnante, per me, può insegnarti nemmeno delle tecniche ma degli accorgimenti diciamo. Gli accorgimenti che ha usato lui. Ed è per quello che sono sicuro che, con un po&#039; di attenzione, quegli accorgimenti saltino fuori anche &quot;solo&quot; leggendo. Ovvio, con la dovuta attenzione. Probabilmente, il ruolo di un insegnante di scrittura è anche quello di allenare l&#039;occhio nel distinguere questi accorgimenti quando leggi. Nel qual caso, ben venga, per carità.
Non dico che il discorso manuali\corsi faccia acqua da tutte le parti. Corsi ne ho frequentati anche io e credo di averne visti limiti e potenzialità. Dico però che nemmeno il discorso della Strazzulla è una baggianata tale da far gridare allo scandalo. D&#039;altra parte, moltissimi grandi scrittori non hanno frequentato nulla, ma non per questo li si può accusare automaticamente di &quot;svogliatezza&quot; nella loro professione. Il loro lavoro è stato appunto quello pratico di scrivere e leggere molto, molto più degli altri. Andando a culo di chi chiamava &quot;hobby&quot; quello che stavano facendo.

Sul punto due. Mi riappello alla premessa fatta nel mio post: &quot;non ho letto il romanzo, può darsi che la storia mi dia completamente contro&quot;. 
Se parliamo in termini del tutto generali, però, dissento dal tuo punto di vista. 
Anzi, diciamo che mi chiarisco, perchè forse salta fuori che non siamo così in disaccordo. 

Sinceramente, anche in un romanzo in cui la guerra sia un elemento non trascurabile, credo che non sempre Von Clausewitz sia obbligatorio. Ovvio, se il mio scopo è quello di descrivere minuziosamente una scena stile &quot;Fanteria dello Spazio&quot;, una qualche infarinatura dovrò averla. D&#039;altro canto, se voglio descrivere una caotica ed epica battaglia tra il Grande Mazinga, Goldrake e i mostri venuti dallo spazio, penso di potermene sbattere (ovviamente tengo per scontato che da parte tua non ci siano prevenzioni tra Heinlein e Go Nagai). E&#039; il contesto che detta le leggi, ovviamente.
In questo siamo credo d&#039;accordo, quando parliamo di &quot;consapevolezza&quot;. 

Apprezzo molto quando parli di credibilità, ma per me non sempre la credibilità coincide con il realismo. Se invece di realismo mi parli di coerenza, allora sono più incline a darti ragione. 
Il problema è se la storia si inceppa o no. Se non si inceppa malgrado alcune ingenuità, a me va bene. E, sinceramente, se la storia mi convince aldilà anche di cose mostruosamente grossolane, a me va bene lo stesso. Sennò buttiamo decenni di numeri di Urania e di cinema sf di fantascienza anni Cinquanta che, sicuramente, non faceva del realismo il suo forte. Non almeno in TUTTI i casi. 

&lt;blockquote&gt;Preferisci leggere: “Laura strinse saldo il fucile, il calcio contro la spalla, l’indice della mano destra disteso lungo la cassa dell’arma, sopra il grilletto. Spiò attraverso il reticolo verde del mirino. Aggiustò i controlli per compensare la distanza e il tipo di proiettili caricati. Tolse la sicura. ecc.”
Oppure preferisci: “Laura prese quell’affare lungo e con un buco tondo in cima e lo puntò in avanti. Poi premette un coso sull’affare e si sentì bum!”&lt;/blockquote&gt;
Sinceramente, di solito preferisco leggere di quello che passa in testa a Laura mentre spara. Di come è fatto il fucile, non me ne frega assolutamente nulla e informarmi in proposito non riesce quasi mai a dare pathos al momento, solo ad annoiarmi a morte. Sono gusti miei, però, e oltremodo opinabili ^__^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente sul punto uno è vero, non saremo mai troppo d&#8217;accordo. Intendiamoci: non sto denigrando il valore delle scuole o degli insegnanti di scrittura. Ho però dei dubbi sull&#8217;insegnare in modo metodico una materia che ha così tanto a che fare con l&#8217;interiorità. Un buon insegnante, per me, può insegnarti nemmeno delle tecniche ma degli accorgimenti diciamo. Gli accorgimenti che ha usato lui. Ed è per quello che sono sicuro che, con un po&#8217; di attenzione, quegli accorgimenti saltino fuori anche &#8220;solo&#8221; leggendo. Ovvio, con la dovuta attenzione. Probabilmente, il ruolo di un insegnante di scrittura è anche quello di allenare l&#8217;occhio nel distinguere questi accorgimenti quando leggi. Nel qual caso, ben venga, per carità.<br />
Non dico che il discorso manuali\corsi faccia acqua da tutte le parti. Corsi ne ho frequentati anche io e credo di averne visti limiti e potenzialità. Dico però che nemmeno il discorso della Strazzulla è una baggianata tale da far gridare allo scandalo. D&#8217;altra parte, moltissimi grandi scrittori non hanno frequentato nulla, ma non per questo li si può accusare automaticamente di &#8220;svogliatezza&#8221; nella loro professione. Il loro lavoro è stato appunto quello pratico di scrivere e leggere molto, molto più degli altri. Andando a culo di chi chiamava &#8220;hobby&#8221; quello che stavano facendo.</p>
<p>Sul punto due. Mi riappello alla premessa fatta nel mio post: &#8220;non ho letto il romanzo, può darsi che la storia mi dia completamente contro&#8221;.<br />
Se parliamo in termini del tutto generali, però, dissento dal tuo punto di vista.<br />
Anzi, diciamo che mi chiarisco, perchè forse salta fuori che non siamo così in disaccordo. </p>
<p>Sinceramente, anche in un romanzo in cui la guerra sia un elemento non trascurabile, credo che non sempre Von Clausewitz sia obbligatorio. Ovvio, se il mio scopo è quello di descrivere minuziosamente una scena stile &#8220;Fanteria dello Spazio&#8221;, una qualche infarinatura dovrò averla. D&#8217;altro canto, se voglio descrivere una caotica ed epica battaglia tra il Grande Mazinga, Goldrake e i mostri venuti dallo spazio, penso di potermene sbattere (ovviamente tengo per scontato che da parte tua non ci siano prevenzioni tra Heinlein e Go Nagai). E&#8217; il contesto che detta le leggi, ovviamente.<br />
In questo siamo credo d&#8217;accordo, quando parliamo di &#8220;consapevolezza&#8221;. </p>
<p>Apprezzo molto quando parli di credibilità, ma per me non sempre la credibilità coincide con il realismo. Se invece di realismo mi parli di coerenza, allora sono più incline a darti ragione.<br />
Il problema è se la storia si inceppa o no. Se non si inceppa malgrado alcune ingenuità, a me va bene. E, sinceramente, se la storia mi convince aldilà anche di cose mostruosamente grossolane, a me va bene lo stesso. Sennò buttiamo decenni di numeri di Urania e di cinema sf di fantascienza anni Cinquanta che, sicuramente, non faceva del realismo il suo forte. Non almeno in TUTTI i casi. </p>
<blockquote><p>Preferisci leggere: “Laura strinse saldo il fucile, il calcio contro la spalla, l’indice della mano destra disteso lungo la cassa dell’arma, sopra il grilletto. Spiò attraverso il reticolo verde del mirino. Aggiustò i controlli per compensare la distanza e il tipo di proiettili caricati. Tolse la sicura. ecc.”<br />
Oppure preferisci: “Laura prese quell’affare lungo e con un buco tondo in cima e lo puntò in avanti. Poi premette un coso sull’affare e si sentì bum!”</p></blockquote>
<p>Sinceramente, di solito preferisco leggere di quello che passa in testa a Laura mentre spara. Di come è fatto il fucile, non me ne frega assolutamente nulla e informarmi in proposito non riesce quasi mai a dare pathos al momento, solo ad annoiarmi a morte. Sono gusti miei, però, e oltremodo opinabili ^__^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2529</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 16:07:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2529</guid>
		<description>@Jack Monkey. Sul punto Uno pensala come vuoi, non c’è modo che possa dimostrarti di aver ragione. Secondo me a meno che una persona non sia dotata di enorme talento e capacità di analisi, è difficile che imparti a scrivere fantasy solo leggendo. È un tipo di conoscenza &lt;i&gt;specialistica&lt;/i&gt; come imparare a giocare a scacchi o suonare uno strumento: non è impossibile, ma è molto difficile imparare bene solo guardando gli altri.

Punto Due. In generale se vuoi scrivere un fantasy puoi ignorare senza problemi Von Clausewitz, ma se decidi che nel tuo fantasy la guerra ha un ruolo decisivo (come capita in un bel po’ di fantasy) allora sì, devi conoscere Von Clausewitz e non solo lui. D’altra parte non vedo il problema: se uno scrive di guerra è perché l’argomento gli interessa, dunque non è una fatica documentarsi, Von Clausewitz lo leggerebbe comunque.
Adesso non so il peso della guerra nel romanzo della Strazzulla, può essere pure sia un elemento secondario e dunque i difetti veniali, ma ponendo invece che la guerra sia importante, certe cose non si possono scrivere.

- Situazione strategica che non ha alcun senso.
Se la situazione strategica non ha alcun senso, la storia diventa inverosimile. Vedi il generale nel romanzo della Troisi che decide di attaccare la fortezza nemica quando il giorno dopo potrebbe prenderla per fame. Certo, uno scrittore potrebbe farlo apposta, a sottolineare l’imbecillità di certi ambienti, non mi pare però che Troisi e Strazzulla abbiano questa consapevolezza.

- Tattiche di combattimento inesistenti.
- Organizzazione, catena di comando, ordine di battaglia assenti o quasi.
Le battaglie non sono risse. Se senza una buona ragione vengono descritte come risse, ancora una volta viene intaccata la verosimiglianza. Prendi un’operazione: in un romanzo il chirurgo comincia ad aprire la pancia del paziente usando un coltello da cucina e senza anestesia. E a tutti i presenti sembra normale. A meno che non sia un horror o una parodia, una scena del genere rovina completamente la credibilità. Stesso principio si applica alle scene di guerra.

- Nessun particolare tecnico.
Preferisci leggere: “Laura strinse saldo il fucile, il calcio contro la spalla, l’indice della mano destra disteso lungo la cassa dell’arma, sopra il grilletto. Spiò attraverso il reticolo verde del mirino. Aggiustò i controlli per compensare la distanza e il tipo di proiettili caricati. Tolse la sicura. ecc.”
Oppure preferisci: “Laura prese quell’affare lungo e con un buco tondo in cima e lo puntò in avanti. Poi premette un coso sull’affare e si sentì bum!”
?
Ovviamente non si deve esagerare con i particolari tecnici, ma un minimo di competenza di linguaggio rendere la vicenda molto più coinvolgente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Jack Monkey. Sul punto Uno pensala come vuoi, non c’è modo che possa dimostrarti di aver ragione. Secondo me a meno che una persona non sia dotata di enorme talento e capacità di analisi, è difficile che imparti a scrivere fantasy solo leggendo. È un tipo di conoscenza <i>specialistica</i> come imparare a giocare a scacchi o suonare uno strumento: non è impossibile, ma è molto difficile imparare bene solo guardando gli altri.</p>
<p>Punto Due. In generale se vuoi scrivere un fantasy puoi ignorare senza problemi Von Clausewitz, ma se decidi che nel tuo fantasy la guerra ha un ruolo decisivo (come capita in un bel po’ di fantasy) allora sì, devi conoscere Von Clausewitz e non solo lui. D’altra parte non vedo il problema: se uno scrive di guerra è perché l’argomento gli interessa, dunque non è una fatica documentarsi, Von Clausewitz lo leggerebbe comunque.<br />
Adesso non so il peso della guerra nel romanzo della Strazzulla, può essere pure sia un elemento secondario e dunque i difetti veniali, ma ponendo invece che la guerra sia importante, certe cose non si possono scrivere.</p>
<p>- Situazione strategica che non ha alcun senso.<br />
Se la situazione strategica non ha alcun senso, la storia diventa inverosimile. Vedi il generale nel romanzo della Troisi che decide di attaccare la fortezza nemica quando il giorno dopo potrebbe prenderla per fame. Certo, uno scrittore potrebbe farlo apposta, a sottolineare l’imbecillità di certi ambienti, non mi pare però che Troisi e Strazzulla abbiano questa consapevolezza.</p>
<p>- Tattiche di combattimento inesistenti.<br />
- Organizzazione, catena di comando, ordine di battaglia assenti o quasi.<br />
Le battaglie non sono risse. Se senza una buona ragione vengono descritte come risse, ancora una volta viene intaccata la verosimiglianza. Prendi un’operazione: in un romanzo il chirurgo comincia ad aprire la pancia del paziente usando un coltello da cucina e senza anestesia. E a tutti i presenti sembra normale. A meno che non sia un horror o una parodia, una scena del genere rovina completamente la credibilità. Stesso principio si applica alle scene di guerra.</p>
<p>- Nessun particolare tecnico.<br />
Preferisci leggere: “Laura strinse saldo il fucile, il calcio contro la spalla, l’indice della mano destra disteso lungo la cassa dell’arma, sopra il grilletto. Spiò attraverso il reticolo verde del mirino. Aggiustò i controlli per compensare la distanza e il tipo di proiettili caricati. Tolse la sicura. ecc.”<br />
Oppure preferisci: “Laura prese quell’affare lungo e con un buco tondo in cima e lo puntò in avanti. Poi premette un coso sull’affare e si sentì bum!”<br />
?<br />
Ovviamente non si deve esagerare con i particolari tecnici, ma un minimo di competenza di linguaggio rendere la vicenda molto più coinvolgente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jack Monkey</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2528</link>
		<dc:creator>Jack Monkey</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:16:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2528</guid>
		<description>Io però sono un po&#039; perplesso.
Mi spiego: buona parte delle recensioni e dei commenti qui sono molto puntuali e - cosa non da poco - dannatamente divertenti. Però più ti leggo, Gamberetta, più mi rendo conto di non trovarmi troppo coi tuoi parametri. 
Uno. Il discorso della scrittura-starnuto non lo trovo così stupido o fuori di testa. Non è un rigetto della tecnica. Da come vedo io il discorso, è dire semplicemente che la scrittura non si impara dalla teoria, ma dalla pratica. La si impara scrrivendo e leggendo romanzi. Io non credo che manuali di scrittura servano troppo, essendo per loro stessa ammissione generici e incompleti. Sono una base, magari, ma senza lo starnuto di cui sopra, rimaniamo a livello di un bel compitino. 
Non vi piace il termine starnuto? nemmeno a me, sembra ridicolo e svilente. Chiamiamola Ispirazione Divina o Conversazione Celeste Con la Propria Musa Interiore e il risultato non cambia.

Due. E&#039; un due che avevo esplicitato in un commento più vecchio, ma non ho mai ben capito come la vedi (e ovviamente mi interessa).
Scrivi:

&lt;blockquote&gt;Solita solfa già rilevata in mille altre occasioni:
- Situazione strategica che non ha alcun senso.
- Tattiche di combattimento inesistenti.
- Organizzazione, catena di comando, ordine di battaglia assenti o quasi.
- Nessun particolare tecnico.
- Narratore onnisciente che racconta e non mostra mai niente (è tutto un urlo, il sangue, la furia, la lotta, ecc. ecc. ma non si vede un tubo).
- e ciliegina sulla torta, ci sono quei tocchi dementi che farebbero la gioia della Troisi, tipo il Re che combatte con un gonnellino color panna (?!) e non porta l’elmo per lasciare che i capelli biondi danzino scompigliati dal vento (o qualcosa del genere).
&lt;/blockquote&gt;
Gli ultimi due punti, sono d&#039;accordo rappresentino un problema. L&#039;ultimo soprattutto.
Per i primi mi viene spontaneo un: &quot;beh... e chi se ne frega?&quot;
Non voglio sminuire il valore della documentazione a monte di un racconto ma, a meno che non mi si stia propinando &quot;Niente di nuovo sul fronte occidentale&quot; in versione fantasy, o qualsiasi altra trama che si regge del tutto sull&#039;aspetto militare... beh, io sinceramente non vedo quei punti come così devastanti. Premetto, è un discorso generale, magari leggere il libro non mi darà affatto ragione. 
Ma è così necessario studiarsi Von Clausewitz per scrivere del fantasy.

Mi viene in mente un mio amico, in fissa con le armi, che andò al cinema a vedere &quot;Hulk&quot;. Hulk è un film pallosissimo, ma ci piace tanto quel momento in cui il nostro bruttone verde saltella con mezzo esercito che lo insegue, sfracellando cose. Il mio amico guarda disgustato la scena, non se la gode affatto e per lui è una grandissima vaccata. 
Gli si chiede perché.
&quot;C&#039;erano un mucchio di errori balistici, nelle scene con le armi da fuoco&quot;
Lo abbiamo accuratamente deriso e continuiamo felicemente a farlo.
Ecco, il mio dubbio è: non è che si corra il rischio di vedere troppi errori balistici?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io però sono un po&#8217; perplesso.<br />
Mi spiego: buona parte delle recensioni e dei commenti qui sono molto puntuali e &#8211; cosa non da poco &#8211; dannatamente divertenti. Però più ti leggo, Gamberetta, più mi rendo conto di non trovarmi troppo coi tuoi parametri.<br />
Uno. Il discorso della scrittura-starnuto non lo trovo così stupido o fuori di testa. Non è un rigetto della tecnica. Da come vedo io il discorso, è dire semplicemente che la scrittura non si impara dalla teoria, ma dalla pratica. La si impara scrrivendo e leggendo romanzi. Io non credo che manuali di scrittura servano troppo, essendo per loro stessa ammissione generici e incompleti. Sono una base, magari, ma senza lo starnuto di cui sopra, rimaniamo a livello di un bel compitino.<br />
Non vi piace il termine starnuto? nemmeno a me, sembra ridicolo e svilente. Chiamiamola Ispirazione Divina o Conversazione Celeste Con la Propria Musa Interiore e il risultato non cambia.</p>
<p>Due. E&#8217; un due che avevo esplicitato in un commento più vecchio, ma non ho mai ben capito come la vedi (e ovviamente mi interessa).<br />
Scrivi:</p>
<blockquote><p>Solita solfa già rilevata in mille altre occasioni:<br />
- Situazione strategica che non ha alcun senso.<br />
- Tattiche di combattimento inesistenti.<br />
- Organizzazione, catena di comando, ordine di battaglia assenti o quasi.<br />
- Nessun particolare tecnico.<br />
- Narratore onnisciente che racconta e non mostra mai niente (è tutto un urlo, il sangue, la furia, la lotta, ecc. ecc. ma non si vede un tubo).<br />
- e ciliegina sulla torta, ci sono quei tocchi dementi che farebbero la gioia della Troisi, tipo il Re che combatte con un gonnellino color panna (?!) e non porta l’elmo per lasciare che i capelli biondi danzino scompigliati dal vento (o qualcosa del genere).
</p></blockquote>
<p>Gli ultimi due punti, sono d&#8217;accordo rappresentino un problema. L&#8217;ultimo soprattutto.<br />
Per i primi mi viene spontaneo un: &#8220;beh&#8230; e chi se ne frega?&#8221;<br />
Non voglio sminuire il valore della documentazione a monte di un racconto ma, a meno che non mi si stia propinando &#8220;Niente di nuovo sul fronte occidentale&#8221; in versione fantasy, o qualsiasi altra trama che si regge del tutto sull&#8217;aspetto militare&#8230; beh, io sinceramente non vedo quei punti come così devastanti. Premetto, è un discorso generale, magari leggere il libro non mi darà affatto ragione.<br />
Ma è così necessario studiarsi Von Clausewitz per scrivere del fantasy.</p>
<p>Mi viene in mente un mio amico, in fissa con le armi, che andò al cinema a vedere &#8220;Hulk&#8221;. Hulk è un film pallosissimo, ma ci piace tanto quel momento in cui il nostro bruttone verde saltella con mezzo esercito che lo insegue, sfracellando cose. Il mio amico guarda disgustato la scena, non se la gode affatto e per lui è una grandissima vaccata.<br />
Gli si chiede perché.<br />
&#8220;C&#8217;erano un mucchio di errori balistici, nelle scene con le armi da fuoco&#8221;<br />
Lo abbiamo accuratamente deriso e continuiamo felicemente a farlo.<br />
Ecco, il mio dubbio è: non è che si corra il rischio di vedere troppi errori balistici?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: cassiana</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2526</link>
		<dc:creator>cassiana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:11:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2526</guid>
		<description>Ritorniamo sempre al vecchio stereotipo dello scrittore posseduto dalle muse, tutto genio e sregolatezza. Che noia. Chi è che diceva che il genio è 1% ispirazione e 99% lavoro? Il problema è che a scrivere si deve imparare, ci sono una serie di regolette in ogni libro di prima elementare che insegnano come si fa. A maggior ragione per scrivere bene occorre tanto, tanto, tanto lavoro. E bene che vada si diventa un buon artigiano della parola che quando si trova a dover mettere per iscritto un articolo, delle idee, una relazione non s&#039;impantana alla seconda parola. Poi c&#039;è il talento, che è un&#039;altra cosa, si può perfino non essere in grado di sfruttarlo perchè non si hanno idee o la conoscenza delle regole di cui sopra. E poi c&#039;è l&#039;ispirazione che è un&#039;altra cosa ancora ed è una brutta bestiaccia. Invece chissà  perchè si fa un gran calderone di tutto. E non mi piace per niente la solita frasetta &quot;scrivo per me&quot; e allora, di grazia, per quale motivo astruso pubblichi le tue cose? (oltre la fama e la ricchezza). Se scrivi per te, lascia la tua roba in un cassetto. Ammiro molto più quelle persone che dicono: &quot;scrivo per gli altri, per raccontare una storia&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorniamo sempre al vecchio stereotipo dello scrittore posseduto dalle muse, tutto genio e sregolatezza. Che noia. Chi è che diceva che il genio è 1% ispirazione e 99% lavoro? Il problema è che a scrivere si deve imparare, ci sono una serie di regolette in ogni libro di prima elementare che insegnano come si fa. A maggior ragione per scrivere bene occorre tanto, tanto, tanto lavoro. E bene che vada si diventa un buon artigiano della parola che quando si trova a dover mettere per iscritto un articolo, delle idee, una relazione non s&#8217;impantana alla seconda parola. Poi c&#8217;è il talento, che è un&#8217;altra cosa, si può perfino non essere in grado di sfruttarlo perchè non si hanno idee o la conoscenza delle regole di cui sopra. E poi c&#8217;è l&#8217;ispirazione che è un&#8217;altra cosa ancora ed è una brutta bestiaccia. Invece chissà  perchè si fa un gran calderone di tutto. E non mi piace per niente la solita frasetta &#8220;scrivo per me&#8221; e allora, di grazia, per quale motivo astruso pubblichi le tue cose? (oltre la fama e la ricchezza). Se scrivi per te, lascia la tua roba in un cassetto. Ammiro molto più quelle persone che dicono: &#8220;scrivo per gli altri, per raccontare una storia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Clio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2519</link>
		<dc:creator>Clio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 18:59:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2519</guid>
		<description>Scrivere &lt;em&gt;è&lt;/em&gt; qualcosa che s&#039;impara, secondo me. Se hai talento, impari a scrivere bene se non benissimo. Se il talento non lo hai resti un mediocre scribacchino.
L&#039;ispirazione è un altro par di maniche, quella non te la insegna nessuno secondo me.
Quanto ai cliché, penso che il cliché altro non sia che un archetipo sfruttato in modo banale. Non ho nulla contro gli archetipi, anzi, ma devono essere sfruttati bene. Quello che mi fa sogghignare è che mi si spacci per aspetti originali cose che originali non sono affatto (l&#039;eroe sfigato, per fare un esempio). Poi magari lei è bravissima ed il libro è bellissimo, non c&#039;è bisogno d&#039;inventare qualcosa di nuovo a tutti i costi... Ma ho i miei dubbi che una fanciulla di diciassette anni abbia la possibilità fisica di partorire qualcosa di tanto eccezionale da convincere un colosso dell&#039;editoria a pubblicare una sconosciuta ed iniziare con un genere fino ad ora disdegnato. Diavolo, Chiara ha diciassette anni e le piace scrivere, è un&#039;oscura sconosciuta mai sentita nè vista, ma nonostante tutto decide di mandare la sua Opera ad uno dei più grossi editori italiani! Il coraggio e la fede della ragazza sono premiati, il gigante è abbagliato dalla bellezza del romanzo e decide di lanciarlo (o scaraventarlo) sul mercato... Avvincente! Se fosse una storiella la bollerei di fyccyneria...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere <em>è</em> qualcosa che s&#8217;impara, secondo me. Se hai talento, impari a scrivere bene se non benissimo. Se il talento non lo hai resti un mediocre scribacchino.<br />
L&#8217;ispirazione è un altro par di maniche, quella non te la insegna nessuno secondo me.<br />
Quanto ai cliché, penso che il cliché altro non sia che un archetipo sfruttato in modo banale. Non ho nulla contro gli archetipi, anzi, ma devono essere sfruttati bene. Quello che mi fa sogghignare è che mi si spacci per aspetti originali cose che originali non sono affatto (l&#8217;eroe sfigato, per fare un esempio). Poi magari lei è bravissima ed il libro è bellissimo, non c&#8217;è bisogno d&#8217;inventare qualcosa di nuovo a tutti i costi&#8230; Ma ho i miei dubbi che una fanciulla di diciassette anni abbia la possibilità fisica di partorire qualcosa di tanto eccezionale da convincere un colosso dell&#8217;editoria a pubblicare una sconosciuta ed iniziare con un genere fino ad ora disdegnato. Diavolo, Chiara ha diciassette anni e le piace scrivere, è un&#8217;oscura sconosciuta mai sentita nè vista, ma nonostante tutto decide di mandare la sua Opera ad uno dei più grossi editori italiani! Il coraggio e la fede della ragazza sono premiati, il gigante è abbagliato dalla bellezza del romanzo e decide di lanciarlo (o scaraventarlo) sul mercato&#8230; Avvincente! Se fosse una storiella la bollerei di fyccyneria&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Loreley</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/03/indovina-la-citazione/#comment-2518</link>
		<dc:creator>Loreley</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 18:21:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=806#comment-2518</guid>
		<description>Io son d&#039;accordo che lo scrivere è &lt;em&gt;in parte&lt;/em&gt; qualcosa che non si impara. Il talento o c&#039;è o non c&#039;è, anche se penso che con un po&#039; di impegno e soprattutto passione si possa arrivare a scrivere qualcosa di leggibile comunque, una volta acquisito un metodo.
Ma quello che penso io è che scrivere non è una cosa che ti viene, una risata, uno starnuto. La ragazza fa riferimento a un tipo di spontaneità nella scrittura che non è affatto scontata. Se scrivi spontaneamente, il 90% delle volte scrivi cazzate. L&#039;ispirazione è spontanea, vi possono essere alcuni passaggi che scrivi di getto perché &quot;è una cosa che ti viene, devi pigliare la penna e scrivere&quot;. Ma un libro scritto di getto o è un capolavoro (1 caso su quanti, 10&#039;000?) o è una completa stronzata.

Per il resto non voglio giudicare. La trama non attira nemmeno a me, ma può aver scritto qualcosa di carino comunque. Aspetto i pareri di qualcuno che l&#039;ha letto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io son d&#8217;accordo che lo scrivere è <em>in parte</em> qualcosa che non si impara. Il talento o c&#8217;è o non c&#8217;è, anche se penso che con un po&#8217; di impegno e soprattutto passione si possa arrivare a scrivere qualcosa di leggibile comunque, una volta acquisito un metodo.<br />
Ma quello che penso io è che scrivere non è una cosa che ti viene, una risata, uno starnuto. La ragazza fa riferimento a un tipo di spontaneità nella scrittura che non è affatto scontata. Se scrivi spontaneamente, il 90% delle volte scrivi cazzate. L&#8217;ispirazione è spontanea, vi possono essere alcuni passaggi che scrivi di getto perché &#8220;è una cosa che ti viene, devi pigliare la penna e scrivere&#8221;. Ma un libro scritto di getto o è un capolavoro (1 caso su quanti, 10&#8217;000?) o è una completa stronzata.</p>
<p>Per il resto non voglio giudicare. La trama non attira nemmeno a me, ma può aver scritto qualcosa di carino comunque. Aspetto i pareri di qualcuno che l&#8217;ha letto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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