Recensioni :: Romanzo :: La Setta degli Assassini

Copertina de La Setta degli Assassini Titolo originale: La Setta degli Assassini
Autore: Licia Troisi

Anno: 2006
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 516

Prima di avventurarmi a parlare de La Setta degli Assassini (una setta… di assassini! Che paura!), voglio ribadire alcuni concetti espressi nelle precedenti recensioni dei romanzi della Troisi, concetti dispersi nella marea dei commenti idioti e delle polemiche.

Non ho mai offeso Licia Troisi. Ho solo detto che la disprezzo, e non potrebbe essere altrimenti, dato che la mia passione è la narrativa fantastica e lei ha scritto alcune delle opere peggiori in tale ambito. Al di là del fantasy, la signora Troisi potrebbe essere – molto probabilmente è – una degnissima persona. Non lo so e non m’interessa. Qui è come se un cuoco sputasse nella minestra: può essere benissimo che fuori dal ristorante sia la persona migliore del mondo, non di meno non ha certo la mia simpatia.
Discorso più complicato per personaggi come Dazieri o gli editor dei romanzi. Quando il signor Dazieri afferma per esempio che Le Cronache del Mondo Emerso sono un’opera “originale”, io cosa dovrei pensare?
Potrei pensare che il signor Dazieri non ha letto molti fantasy. Niente di male, sennonché come mai si trova nella posizione di dover scegliere chi o cosa pubblicare qualcuno che non ha esperienza del genere? E non sarebbe onesto rifiutarsi di ricoprire incarichi per i quali non si ha la necessaria competenza?
Potrei pensare che il signor Dazieri stia mentendo. Come dovrei giudicare una persona che cerca d’ingannarmi? Potrei anche fregarmene, ma attenzione: Dazieri e Mondadori non sono lì per la gloria, lo scopo è vendere. Io credo che le persone dovrebbero sapere che quando comprano le opere di certa gente stanno dando soldi a dei bugiardi.
Potrei infine pensare che il signor Dazieri stia dicendo stronzate. Ovvero non gliene importi un tubo se il romanzo sia davvero originale o no, è solo pubblicità. Non aggiungo altro, ognuno valuti quale dovrebbe essere l’atteggiamento da tenere con gente che si comporta così.

I toni. Joseph Goebbels, il famoso Ministro della Propaganda del Terzo Reich, diceva che se si continua a ripetere una bugia abbastanza grande, la gente finirà col crederci. Quello che sfugge è che il meccanismo funziona anche con se stessi.
Uno legge un libro della Troisi e pensa: “Dio, che schifo!”. Poi però quando ne parla con gli amici, quando scrive sul proprio blog, quando interviene su un forum, crede che più importanti della verità siano l’educazione, il “rispetto”, il “politicamente corretto”:

Innanzi tutto vorrei fare i complimenti a Licia perché è davvero brava! Scrive molto bene, ho letto il suo nuovo romanzo in appena due giorni! Questo dimostra che anche gli scrittori italiani possono competere con quelli anglosassoni: ancora brava! Devo però aggiungere – parere del tutto personale, da non prendere certo come una critica – che il personaggio di Nihal alle volte si comporta in maniera un po’ infantile. Per i miei gusti, ben inteso! Ma è solo un piccolo appunto riguardo un romanzo per altro ottimo.

Non solo qui abbiamo quel misto di ipocrisia & falsità che a me fa venir nausea, ma il nostro anonimo commentatore dovrebbe rendersi conto che a furia di ripetere ‘ste scempiaggini, rischia anche lui di crederci!
Dire che la spazzatura è spazzatura, dire che quando un romanzo fa schifo, fa schifo, è la condizione necessaria per mantenere la giusta lucidità di giudizio. Ogni volta che si smussa, si addolcisce, si fa finta di niente, solo perché il contrario viene considerato socialmente disdicevole, si rischia di perdere la capacità di giudicare in maniera corretta. Secondo me non vale la pena.

Joseph Goebbels
Joseph Goebbels

I libri di Licia incoraggiano alla lettura!!! Secondo una certa corrente di pensiero, ogni romanzo che riscuota un minimo di successo, tipo le opere di Moccia o di Melissa P. o appunto della Troisi, è comunque un romanzo “positivo”, perché ha spinto la gente a leggere, in particolar modo i giovani. Sarà. Non ho la preparazione per affrontare un discorso di questo genere, ma non è questo il punto, il punto è che non m’interessa.
Mettiamo che la Troisi devolvesse tutti i suoi ricavi in beneficienza. In questo caso i suoi romanzi avrebbero di sicuro un positivo impatto sociale, ma per tale ragione sarebbero dal punto di vista letterario meno brutti? No.
Prendo atto che non tutto il male vien per nuocere, ma male rimane. In più, e questo è già facilmente constatabile, il grande successo dei romanzi della Troisi ha cementificato in pubblico, autori ed editori il concetto che il fantasy sia roba neanche per ragazzi, proprio per bambocci. Non mi sembra una bella cosa.

Basi minime. La Setta degli Assassini viene spacciato quale romanzo fantasy. Per tale ragione sarebbe opportuna una minima conoscenza dei meccanismi del genere. Ho cercato d’illustrare alcuni dei principali meccanismi nell’articolo Riassunto delle Puntate Precedenti.

La Setta degli Assassini

La Setta degli Assassini è il primo romanzo della seconda trilogia di Licia Troisi, Le Guerre del Mondo Emerso. Per chi fosse interessato a un’introduzione al Mondo Emerso, può leggere le recensioni della prima trilogia, Le Cronache del Mondo Emerso:
Nihal della Terra del Vento.
La Missione di Sennar.
Il Talismano del Potere.

* * *

Sono passati quarant’anni dalla sconfitta del Tiranno e il Mondo Emerso è di nuovo sconvolto dalla guerra. Dohor, divenuto Re della Terra del Sole, ha deciso di conquistare il Mondo!!! Ad aiutarlo nell’infame impresa una misteriosa setta di assassini, che per non sbagliarsi ha scelto di chiamarsi: la Gilda degli Assassini.

Maghetta
Ciao a tt. ho trovato qst romanzo sul banco libri di 1 supermercato e me ne sono innamorata all’istante: dovevo leggerlo, subito. 1bella copertina, 1titolo ad effetto e finalmente 1donna x protagonista, 1assassina x giunta. avevo già sentito il nome dell’autrice ma nn avevo letto la sua opera precedente. sn corsa subito in biblioteca. ho letto tt i libri della trilogia in 1 settimana! La Setta degli Assassini in 2 giorni. Stupendi!!! ho apprezzato di + il personaggio di Dubhe ke qll di Nihal xk mi è+ vicino. mi sn immedesimata in lei cm mai avevo fatto cn 1 xsonaggio di 1 libro. 1 storia veramente commovente e ben scritta. avrei fatto + attenzione al lessico, ma nn si può certo negare ke la trama sia ottima, anke xk l’autrice ha sl 26anni ed è molto migliorata dal 1° libro ke ha scritto. Nn vedo l’ora ke esca il 2° volume. sxo ke sia bello cm il 1°, anzi, ne sn sicura! Brava Licia!
Voto: 5 / 5

In realtà Le Guerre del Mondo Emerso, nonostante il titolo, non contengono guerre! Come sottolineato da Francesco Falconi in un’indegna recensione-sviolinata al terzo romanzo delle Guerre, Un Nuovo Regno:

Un libro che si può riassumere in una sola parola: Guerra. Una guerra di anime, sensazioni e sentimenti contrastanti.

Infatti la signora Troisi si tiene ben lontana da battaglie campali e assedi. Visti i precedenti è stata una buona idea, ma mi sembra il caso di sottolineare che se qualcuno cercasse azione militare in una trilogia intitolata Le Guerre del Mondo Emerso, non la troverebbe.

La storia è incentrata intorno alla figura di Dubhe, che incredibile a dirsi – non ci avrei creduto se non l’avessi letto con i miei occhi – è una ragazzina, come Nihal!!!
Nihal si è scavata una nicchia tutta sua nell’ambito delle donne guerriere del fantasy, grazie alla sovrannaturale capacità di frignare a ogni piè sospinto. Nel primo romanzo delle Cronache, Nihal scoppia a piangere ben 22 volte.
Dubhe com’è messa ne La Setta degli Assassini ? Vediamo…

Dubhe e Gornar rotolano a terra, e lui le tira forte i capelli, fino a farla piangere. (1)
Dubhe si tira su dal letto e stringe forte a sé suo padre, e piange, piange, (2) come quel giorno in riva al fiume, come da allora non ha più fatto.
Dubhe inizia a piangere lentamente. (3)
Dubhe piange in silenzio. (4)
Dubhe piange ancora. (5) È tutto assurdo, confuso. (a chi lo dici!)
[Dubhe] Ogni tanto piange, (6 – eh, ma piange solo ogni tanto!) chiama suo padre, come se la sua voce potesse arrivare fino a Selva.
[A Dubhe] Le viene da piangere. (7 – anche a me)
«Su, su, non fare così» le dice il cavaliere asciugandole una lacrima. (ancora 7, è una lacrima sola!)
[Dubhe] La sera piange ancora. (8)
Dubhe si mette a piangere. (9)
Dubhe si mette a piangere. (10 – sì uguale come sopra, ma più avanti)
[Dubhe] Piange con rabbia, (11) soffocando i singhiozzi, come gli adulti.
Prima ancora della voce, è il suo odore che Dubhe riconosce. Si getta sul suo petto, lo stringe, piange. (12)
[Dubhe] piange un pianto di bambina, (13) l’ultimo pianto della sua infanzia.
e poi [Dubhe] si accucciò a terra, il volto tra le mani, a piangere come una bambina. (14)
[Dubhe] Si sentiva ancora gli occhi lucidi, e le bruciavano per le lacrime. (15) Era un sacco di tempo che non piangeva così tanto. (proprio!)
Le lacrime presero a scendere (16) di nuovo da sole. (sì, è sempre Dubhe che piange!)
[Dubhe] Riprese a piangere. (17)
E lei [Dubhe] si mette a piangere. (18)
Dubhe piange di nuovo. (19)
[Dubhe] Piange. (20)
[Dubhe] Non sa darsi pace, piange, (21) poi cerca di farsi forza, si incolla alla finestra.
Dubhe inizia a piangere. (22)
[Dubhe] Non ha più lacrime da piangere. (23 – che schifo!)
Con le mani tremanti e la testa che gira [Dubhe] lo apre, prende il formaggio e piangendo (24) lo mangia a morsi.
Dubhe cadde in ginocchio e pianse (25) senza più alcun freno.
Dubhe allora era andata nel solaio, senza sapere perché lo faceva, e si era chiusa lì. Le lacrime le scendevano da sole lungo le guance, (26) ma non si sentiva triste.
La prima lacrima le scese giù per la guancia senza neppure un singhiozzo. Aveva dimenticato come si facesse, in tutti quegli anni. (sempre 26, magari non ci sono state altre lacrime!)
Dubhe si è alzata in piedi, e grida con le lacrime agli occhi. (27)
Dubhe tira su col naso, cerca di asciugarsi le lacrime, ma non c’è niente da fare. (28)
Il Maestro la ascolta senza battere ciglio, lascia che racconti tutto, non la riprende neppure quando spuntano le prime lacrime. (29 – lacrime al plurale)
Dubhe stringe gli occhi, ma stavolta non c’è nulla che possa fermare le lacrime. (30)
«No! Non lo voglio! Non lo voglio più fare!» dice [Dubhe] tra le lacrime, (31) stringendolo con forza. «Ma tu non mi lasciare!»
Singhiozza, lo guarda negli occhi cercando di frenare le lacrime. (32)
Dubhe si gira di scatto, gli occhi pieni di lacrime. (33)

Menzione d’onore per la frignata numero 23. Quel non ha più lacrime da piangere è orribile. È un’espressione trita, vuota di significato, che indica solo pigrizia nell’autore.

Dubhe
Una foto di Dubhe

A parte ciò, vincerebbe Dubhe 33 contro 22! Ma La Setta è un romanzo più lungo di Nihal della Terra del Vento, dunque non basta il dato assoluto, bisogna considerare l’indice PpP (Pianti per Parola).

  • Nihal in Nihal della Terra del Vento: 22 pianti in circa 88.586 parole, indice PpP: 4026,63.
  • Dubhe in La Setta degli Assassini: 33 pianti in circa 123.094 parole, indice PpP: 3730,12.

Con un margine di circa 300 parole vince Dubhe!
A onor del vero, Nihal bambina occupa solo poche pagine del suo romanzo, molte meno rispetto a Dubhe bambina. Molti dei pianti occorono a Dubhe nell’arco che va dagli 8 ai 17 anni, successivamente le scenate si diradano.
Non che abbia granché importanza: la sciatteria della Troisi rimane evidente. Come si fa a ripetere per 33 volte la stessa situazione? E sempre con le stesse parole o quasi!

SOFY
MI SPIACE MA DUETTO E CERVANTES NON HANNO CAPITO PROPRIO 1 BEL NULLA!!!!QUESTO LIBRO MI è PIACIUTO MOLTO E MI SPIACE SOLO DI NON AVER POTUTO LEGGERE GLI ALTRI TRE PRECEDENTI…NON è VERO NIENTE KE NON DANNO EMOZIONI, ANZI..TUTT’ALTRO!!!ATTENDO CON ANSIA I PROSSIMI 2 LIBRI DELLA SAGA DI DUBHE!!!!LICIA TROISI IN BOCCA AL LUPO!!!NON TI FAR SCONCERTARE SE Sè QUALCUNO KE NON APPREZZA I TUOI LIBRI!!!
Voto: 5 / 5

A proposito di statistiche e ripetizioni: la Troisi ha un’insana passione per la parola “piuttosto”, tanto da usarla ben 87 volte nel corso del romanzo, comprese perle di questo tipo:

In fondo alla stanza c’era una porta piuttosto anonima. Dubhe si avvicinò. Era di legno consunto ed era chiusa da una serratura piuttosto semplice. Non perse tempo; lavorò per qualche secondo col grimaldello, la porta si aprì docile innanzi a lei.
L’interno era ancora buio, ma piuttosto piccolo, e la candela riuscì a rischiararlo senza problemi.

A me sembra piuttosto brutto: Mondadori potrebbe pagare degli editor competenti piuttosto che affidarsi a gente che ha come pinnacolo della carriera un manuale per donne single pubblicato da Harmony. Sì, sono piuttosto cattiva!!!

E per fortuna che la Troisi, dopo la trionfale esperienza delle Cronache, sarebbe migliorata! No, non è migliorata neanche di poco. È vero, il numero di clamorose incongruenze ne La Setta è inferiore rispetto a quello dei romanzi de Le Cronache, ma è anche diminuito drasticamente il numero degli avvenimenti. Nihal della Terra del Vento è un romanzo sconclusionato ma con un buon ritmo. Gli avvenimenti si susseguono veloci: non hanno senso, ma si sostituiscono uno all’altro ogni poche pagine. Infatti non mi sono annoiata a rileggerlo per recensirlo.
Invece questa recensione de La Setta arriva dopo così tanti mesi anche perché ho fatto una fatica enorme a rileggere il romanzo in questione. Per tre volte mi sono letteralmente addormentata. Le scene si trascinano oltre la loro naturale conclusione. La storia si muove piano, lenta, impantanata, non succede niente di notevole per pagine e pagine. In più i già scarsi elementi fantastici della prima trilogia spariscono: i draghi sono relegati sullo sfondo, i Fammin sono trattati alla stregua dei mendicanti per le vie di Bombay, e la magia è quasi assente.
Anche la maledizione di Dubhe non ha niente di “inevitabilmente” fantastico: se la Setta avesse usato un qualche tipo di veleno allucinogeno sarebbero stato lo stesso.

Lettura Consigliata

Di romanzi dove il protagonista deve combattere contro la sua Bestia interiore ce ne sono a mucchi. Perciò ne segnalo uno non molto famoso ma che ho trovato divertente: When Gravity Fails (Senza Tregua è il titolo italiano) di George Alec Effinger.
È un miscuglio di poliziesco e cyberpunk con un’originale ambientazione mediorientale. Qui la “Bestia” si scatena non per colpa di maledizioni ma grazie a particolari chip che s’interfacciano direttamente con il cervello.

Copertina di When Gravity Fails
Copertina di When Gravity Fails

La solita solfa

Ho criticato Le Cronache per la loro mancanza di originalità, eppure sono sfavillanti d’idee rispetto a questo nuovo romanzo!
Per il resto il solito, la Troisi colleziona tutti i possibili errori che i dilettanti compiono scrivendo, per esempio:

Inforigurgito molesto, che quando va bene è un paragrafo:

«È un uomo di fiducia di Dohor.»
«Tutti sono uomini di fiducia di Dohor. Ti ricordo che buona parte del Mondo Emerso è suo.»
Era vero. Partito come semplice Cavaliere di Drago, col matrimonio con Sulana era diventato re, quindi, lentamente, s’era dato alla conquista di tutto il Mondo Emerso. Sei delle Otto Terre erano più o meno direttamente sotto il suo controllo, e con le ultime tre terre completamente indipendenti, la Terra del Mare e le Marche delle Paludi e dei Boschi, un tempo unite nella Terra dell’Acqua, era ormai quasi guerra aperta.

e quando va meno bene è inforigurgito da manuale:

Cenarono discutendo a bassa voce dell’impresa che li attendeva e del loro bersaglio. Dubhe partecipò controvoglia. Non vedeva l’ora che quella maledetta storia finisse. Toph assunse l’aria da cospiratore, e si chinò verso di lei, per non farsi udire dall’oste e dagli altri avventori della locanda.
«Nerla, quel babbeo di figlio del sacerdote Berla, a chi credi che obbedisca?»

Inforigurgito molesto… ▼


«So bene che appartengono di fatto a Dohor» rispose Dubhe.

Lunghe parti raccontate, tra l’altro di una banalità dolorosa, come l’amore di Dubhe per il suo Maestro, Sarnek:

Dubhe ha avuto un’educazione del tutto differente da quella delle altre ragazzine della sua età, e i suoi interessi non hanno mai contemplato bambole, giochi o cose come l’amore. [Dubhe non conosce l'amore, oh poverina!] Però anche lei ha letto qualche ballata, di sera, di nascosto dal Maestro, e ha fantasticato su quei racconti. Il sentimento per Mathon è morto insieme alla sua vecchia vita, ma spesso, prima di addormentarsi, ha sognato di trovare qualcuno di cui innamorarsi, un omicida come lei, magari.
Ora, all’improvviso, ha capito che quell’uomo è il Maestro.
A volte sente irresistibile la voglia di baciarlo ancora, e ancora, e dirgli tutto, chiedergli se anche lui la vuole, se la ama anche lui. Ma si trattiene sempre. Un po’ perché lui da quel giorno non si è più concesso alcun gesto di tenerezza nei suoi confronti, un po’ perché ha paura. Finché non gli dice nulla, tutto è sospeso, e può continuare a guardarlo con occhi adoranti, e sognare un giorno di diventare sua moglie. Se glielo dicesse, invece, lui risponderebbe qualcosa, forse un no, e tutto finirebbe in un istante. E lei non vuole. Vuole continuare così, ad amarlo senza chiedere nulla in cambio, per sempre.
[...]
Quel periodo è completamente offuscato dall’amore per il Maestro. Non c’è posto per altro nella sua vita. Tutto gira attorno a quell’unico argomento, tutti i sentimenti sono inghiottiti da quella passione senza confini che la fa sentire come se fosse sempre intontita, che toglie contorno e nitidezza a tutto ciò che la circonda.
Lui è come sempre, forse più freddo del solito, anche se Dubhe non vuole ammetterlo. I suoi occhi sono sfuggenti, e il suo sguardo sempre più spesso triste.
[...]
Dubhe vorrebbe prendere su di sé quella stanchezza, quella tristezza, vorrebbe che il suo amore fosse capace di risollevarlo dalla prostrazione e dargli finalmente pace, perché sente che ne ha bisogno. Semplicemente non è possibile. Resta sempre qualcosa tra loro, uno schermo che li separa, qualcosa cui Dubhe non sa dare nome, ma che l’addolora infinitamente.
Così scorrono i giorni uno dopo l’altro come grani di una collana. Fino al giorno in cui qualcuno appare sulla soglia della loro casa.
[...]
Dubhe si alza di scatto. Si sente irata, tradita, e spaventata. Corre verso il mare.
Sulla sabbia, resta un scritta.
Amo Sarnek.

L’amore di Dubhe per il Maestro è una delle chiavi del romanzo, eppure di mostrato abbiamo… “Amo Sarnek” scritto sulla sabbia. È tutto molto bello.

Saretta
ho solo una parola per descrivere l’intera triologia più questo nuovo libro della troisi….STUPENDO!!! é stato molto avvincente..mi sn sempre piaciuti i libri ke trattano di fantasy e devo dire k qst volta la Troisi ha colto nel segno..sn molto presa da questo libro e anche se nn sn contenta di alcuni avvenimenti presenti sul finale, aspetto il secondo con molta impazienza..spero solo ke esca presto..Consiglio le cronache e le guerre del mondo emerso a kiunque legga libri fantasy..il motivo???PERKÈ SONO STUPENDE…!!!!
Voto: 5 / 5

Situazioni inverosimili. Questo più che un errore diffuso fra i dilettanti, è un marchio di fabbrica della Troisi. Le incongruenze più grosse purtroppo non si possono “citare” perché si spandono su troppe pagine, ma qualche chicca da poche righe si trova:

Pubblicità progresso

«Salve! Ancora bisogno del mio aiuto?» la salutò lo gnomo quando Dubhe entrò.
«Come sempre…» sorrise lei da sotto il cappuccio.
«Mi complimento per il tuo ultimo lavoro… perché sei stata tu, vero?»
Tori era uno dei pochi che sapesse qualcosa di lei e del suo passato.
«Già, sono stata io» tagliò corto Dubhe. Poca pubblicità era sempre stato il suo motto.
Tori l’accompagnò nel retrobottega, e lei si sentì a casa propria.

Braccio di ferro

[Dubhe] Ha otto anni. Una vivace ragazzina con lunghi capelli castani non molto diversa da altre. Niente fratelli né sorelle, genitori contadini.
[...]
Dubhe tira su il secchio dal pozzo e si lava con l’acqua gelida. È una cosa che le piace, lavarsi con l’acqua fredda. E poi si sente forte ogni volta che tira fuori il secchio. È orgogliosa della propria forza: tra tutte le ragazzine, è l’unica a saper tener testa a Gornar, il più vecchio della sua compagnia. È un gigante di dodici anni, il capo indiscusso della banda, e la sua supremazia se l’è conquistata a botte. Dubhe però non la riesce a mettere sotto, e la tratta con diffidenza, avendo cura di non stuzzicarla troppo. Qualche volta lei l’ha battuto a braccio di ferro, e sa che la cosa gli brucia molto.

Il mistero della finestra

La donna entrò, e Dubhe la seguì. La stanza era oltremodo piccola. Non aveva alcuna finestra, se non il solito piccolo buco che dava verso l’esterno, e in fondo una finestrella di vetro, da chiudere in caso di pioggia o neve.
[...]
Entrò e sbatté l’uscio dietro di sé. L’odore di chiuso la prese alla gola. Non c’era fuga alcuna in quel luogo affondato nelle viscere della terra, né una finestra da cui contemplare il cielo per sognare una impossibile libertà.
[...]
La notte trascorse tormentata. Sebbene la finestra fosse spalancata, Dubhe era perseguitata dal sentore del sangue. [ovviamente si sta sempre parlando della stessa stanza sotterranea…]

E così via. C’è anche Dubhe che si arrampica dentro un camino chikas_pink03.gif e che scala un muro alto fino a dieci metri (a proposito, il Mondo Emerso dopo la sconfitta del Tiranno ha assunto il sistema metrico decimale) come niente fosse e con un ginocchio in disordine; la stessa Dubhe avendo la possibilità di rubare o sfasciare la teca che contiene lo spirito di Aster non fa né una cosa né l’altra, pur essendo consapevole del pericolo; la “segretissima” setta degli assassini lascia entrare chiunque nella sua base sotterranea, senza controlli, basta che sia vestito di nero!; quando è ordinato a Dubhe di uccidere Jenna, le viene concesso un intero mese, anche se basterebbero pochi giorni e questo solo perché la poverina altrimenti non troverebbe una via di fuga; ecc. ecc.

Babbo Natale & un'amica
Quando Babbo Natale ha saputo che Dubhe era tanto abile nell’arrampicarsi dentro i camini, le ha offerto un posto di assistente. Ma Dubhe l’ha ucciso!!! Poi quel capitolo è stato censurato…

È tutto campato per aria, com’era ne Le Cronache. Certi particolari sono persino divertenti, tipo quando è descritta la vita tra la setta degli assassini, gente spietata, spinta da cieca obbedienza, tesa solo a render gloria al Dio oscuro Thenaar, però hanno stanze singole, sauna, e:

La cena finì in poco più di un’ora. Furono ancora una volta i servi a prendere i piatti sporchi. Avevano occhi vuoti, e si muovevano con gesti meccanici.

Ci vuole molta disciplina per riuscire a cenare in appena un’ora o poco più…
E non entro neanche nel merito del problema della continuità fra Le Cronache e Le Guerre: basti dire che in questo romanzo scopriamo come il Tiranno avesse un braccio destro fedelissimo, Yeshol, così importante per i suoi piani che ne Le Cronache non è citato neanche una volta! Ah, e le macchine da guerra volanti? Che fine hanno fatto?

rossella
questo libro mi ha affascinato tanto vorrei che farebbero un film su di esso
Voto: 5 / 5

Struttura non lineare senza nessuna buona ragione. La Setta degli Assassini è narrato in terza persona limitata. Il punto di vista è quasi sempre quello di Dubhe, tranne poche pagine dove invece il punto di vista è del giovane mago Lonerin. La narrazione inizia con Dubhe diciassettenne ed è al passato. Tuttavia quasi altrettante pagine sono dedicate alla storia di Dubhe bambina, e queste parti sono al presente. Infine spesso Lonerin ha dei flashback del suo di passato, ancora una volta al presente e in corsivo.
Perché gli eventi più lontani nel passato sono narrati con il tempo presente? L’importanza di questa domanda sta nel fatto che mi pongo la domanda (e me la sono posta anche alla prima lettura), ovvero sono distratta dalla storia per meditare su una incomprensibile scelta di stile. Così come non ha molto senso intrecciare passato e presente: già la storia è scarsa di ritmo, interromperla di continuo con questi sbalzi temporali non è una grande idea. In più già da subito sappiamo quale sia stato il destino di Dubhe bambina e che il Maestro è morto, dunque si sa già il finale della narrazione al tempo presente, non c’è neanche il gusto di sapere come andrà a finire la sottotrama di Dubhe bambina.
Certo, rispetto ad altri, questo non è un grosso difetto, ma per me è emblematico di un tipo di scrittura inconsapevole, dove le scelte non sono compiute con raziocinio, ma così, “tanto per”.

* * *

Di buono c’è poco o niente. La Troisi scrive ancora in maniera semplice e scorrevole, ma come già ne Le Cronache le sbavature abbondano, sbavature che nessun editor ha pensato di correggere (a che pro? tanto vendi lo stesso) e così tocca leggere:

Lì dove l’ago dell’assassino della Gilda l’aveva colpita c’era ora un simbolo assai chiaramente visibile.

Ma proprio si vedeva bene! Oppure stralci di dialogo insulsi, come questo fra Theana e Lorenin

«Io devo andare. Se mi conosci, se mi vuoi bene, lo sai.»
Theana scosse la testa, i riccioli si mossero con lei.
«No, invece. Avevi detto che saresti tornato da me, ma è come se non lo avessi fatto, se ora riparti. Io credevo che avremmo avuto del tempo per noi.»
Già, lo aveva creduto anche lui. Si fermò, la guardò.
«Sono successe molte cose…»
Theana lasciò che le lacrime scendessero.
«È per lei?»
«Chi?»
Ma lo sapeva bene.
«Lo sai.»
«No, affatto.»
Theana si alzò.
«Devi decidere, capire.»
«Non fare la stupida, non c’è nulla da capire, nulla su tutta la linea.»
Theana scosse la testa.
«E invece sì. Perché io non riesco mai a tenerti qui con me, a fermarti, mentre per lei hai rischiato la vita.»
Lonerin scosse il capo.
«Sono solo tue fantasie.»
Theana sorrise tristemente.
«Cerca di tornare, ma se anche lo farai, so che non sarà da me.»

Sembra la peggior Meyer. Comunque Theana ha anche ragione dato che: «Partire è sempre un po’ morire [...]» parola di Ido.
Finito di leggere La Setta degli Assassini, ho dovuto lavarmi le mani, erano tutte appiccicaticce di Banalità. Ho temuto persino di poter sfasciare il lettore di ebook, con tutta quella Banalità che si spandeva sullo schermo.

Irresistibili furetti!
Sarebbero potuti mancare i furetti? No! “[...] corrono come furetti nel bosco, senza che niente li fermi e senza che nessuno li senta.”

Tirando le somme

Un brutto romanzo. Neanche così brutto da essere divertente, come a tratti era Nihal. La mancanza d’idee è tale che anche la scrittura semplice della Troisi non riesce a tenere lontana la noia. Mi ricordo di averci messo una settimana buona a leggerlo appena comprato, e adesso per rileggerlo ho impiegato un mese.

Come sempre però questa è solo la mia opinione, altri molto più preparati di me hanno tessuto le lodi de La Setta degli Assassini, ad esempio gli espertoni di FantasyMagazine. Perciò lasciate perdere quel che scrivo io, affidatevi a gente che sa quello che dice, come Luca Azzolini.

Licia Troisi ancora una volta ha affilato la sua penna e con una stoccata e un affondo ha vinto l’ennesima battaglia col foglio bianco.

Questo si chiama recensire!

sasuke
mitico supremo!! Anke se nn al livello di eragon ma di certo è migliore del signore degli anelli e della leggenda di earthsea
Voto: 5 / 5

La Setta degli Assassini è il primo volume di una trilogia. Il secondo volume si intitola: Le Due Guerriere. Dal capitolo primo de Le Due Guerrire:

Lei fece un cenno col capo, poi si rimise il cappuccio. «Grazie mille, ci siete stato di grande aiuto.»
Uscirono senza aggiungere altro, e Bhyf notò con inquietudine che i loro passi, e persino i loro mantelli, non producevano quasi rumore.
Torio era seduto sul bordo di casa sua, con le gambe che penzolavano fuori dalla piattaforma. Era un vecchio piuttosto vigoroso, con l’aria un po’ ottusa di chi è sempre vissuto nello stesso luogo, senza neppure immaginare che fuori possa esserci un mondo più grande. Stava riparando le reti da pesca quando sentì un rumore di tacchi avvicinarsi.

Insomma sono un po’ stufa dell’Idiozia imperante nel Mondo Emerso. Per questo lascerò perdere per un po’ Le Guerre per dedicarmi ad altro, e anzi propongo un sondaggio: di quale romanzo preferireste che ci occupassimo sulla Barca dei Gamberi?

  • Le Due Guerriere! Le Due Guerriere! Non si può lasciare la trilogia in sospeso!
  • Gli Eroi del Crepuscolo! La Strazzulla è la nuova Troisi!
  • Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni! Con un titolo così non può essere che strabellissimo!!!
  • La Ragazza Drago! La Troisi questa volta è migliorata! Sul serio!

Irresistibili furetti!
È un uccello? È un aereo? È Superman? No! È La Ragazza Drago!

Perciò votate, usando il widget in alto a destra. Notate però che cercherò sempre di essere obbiettiva, e dunque non è detto che votando la Strazzulla ne verrà fuori una presa in giro dell’autrice e del suo romanzo. Se è bello, ne parlerò bene. Vale anche per la Troisi e la sua ragazza lucertola.


Approfondimenti:

bandiera IT La Setta degli Assassini su iBS.it
bandiera IT La Setta degli Assassini su Wikipedia
bandiera IT Un’intervista alla Troisi alla vigilia dell’uscita de La Setta degli Assassini

bandiera EN When Gravity Fails su Amazon.com
bandiera IT Senza Tregua presso Delos Store
bandiera IT George Alec Effinger su Wikipedia

bandiera EN La verità su Babbo Natale
bandiera IT Joseph Goebbels su Wikipedia
bandiera EN La Web TV dedicata ai furetti!!!

bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
bandiera IT Bryan di Boscoquieto presso il sito dell’editore
bandiera IT La Ragazza Drago presso il sito dell’editore

 

Giudizio:

Da qualche parte, scavando, forse c’è qualcosa di decente. +1 -1 Noioso…
-1 …tanto da far addormentare.
-1 Dubhe è una lagna peggio di Nihal…
-1 …ed è pure una lagna stupida.
-1 Le solite situazioni inverosimili.
-1 Le solite situazioni banali.
-1 Le solite sbavature nello stile.
-1 Totale mancanza di idee.
-1 Ancora una volta un romanzo della Troisi che è fantasy per modo di dire.
-1 Più di un dialogo insulso.
-1 Struttura narrativa inutilmente complessa.
-1 Inforigurgito molesto.
-1 La Troisi non è migliorata di una virgola.

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216 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: La Setta degli Assassini”

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  1. 116 gugand

    Basta che leggi l’ultima recensione di gamberetta :D

  2. 115 Gigi

    Dopo la pessima esperienza coi primi due libri di “Le Cronache”, credo proprio che non mi darò la zappa sui piedi continuando a leggere Guerre, ragazze drago, o che altro scritto dalla Troisi.
    Mi dispiace principalmente perchè è una scrittrice italiana.. ma pazienza! ce ne saranno sicuramente altri e di più bravi (spero).

    A tal proposito, se mi potete suggerire qualche BUON scrittore fantasy italiano, sarei lieto di leggere qualcosa si suo.

  3. 114 Il Paladino

    Gamberetta ti amo.

    (si legge: Gamberetta ti amo, punto.)

    Recensione ottima come sempre. Mi son pure stufato di commentare questi fantasy mediocri, quantomeno dichiaro il mio amore verso colei che ha scritto tutto questo.

  4. 113 elena

    cioè….dopo un articolo del genere nessuno più scriverà una parola, sembra che non ci sia un cavolo di un libro che ti vada bene!
    vediamo quello che hai scritto tu e lo diamo a chi lo distrugge in modo idilliaco come fai te con il lavoro altrui.

    SEMPRE SE HAI SCRITTO MAI MEZZA PAROLA!

    a parte questo apprezzo l’ironia, pur avendo amato la setta degli assassini dalla prima all’ultima parola, i pianti di Dubhe all’inizio del libro avevano proprio rotto i mar…. ecco ;)

  5. 112 Neurox

    Ciao Gamberetta,
    stavo cazzeggiando in uffico, visto che avevo un paio d’ore libere (stranamente) e cercando con google ho scoperto questo sito.
    Incuriosito dai tuoi commenti acidi nei confronti della Troisi,
    mi sono letto tutta la tua recensione sulla Setta degli Assassini…
    … che dire … Sei Grande! Non solo riesci a mantenere la vena comica presente in tutti i giudizi ma riesci a creare una sorta di cocktail dove gli elementi acidi, ironici e critici sono equilibrati. Io ho letto le due seghe opss saghe della Troisi ma non le rileggerei per niente al mondo, tu sei riuscita anche a rileggerli, complimenti! Io sono convinto che le scimmie del sotterraneo non erano del tutto sole c’era anche l’autrice. Comunque spezzando una lancia, non dicendo dove, per la Troisi , in giro c’è di peggio… credo o per lo meno spero, di essere uno dei pochi che avendo voglia di buttare via i propri soldi ha comprato tutti i 4 volumi della Spada della Verità di Goodkind, in quattro anni non sono riuscito a finirli e credo che mai lo farò, quindi la Troisi ha solo da imparare! :)))

    Comunque complimenti ancora per le tue recensioni anche se mi hanno fatto venir voglia di smettere di scrivere.

    Bacioni!
    Neurox

  6. 111 Thirrin

    Con questo commento, hai il mio indirizzo di posta elettronica.
    Fammi un favore, quando avrai pubblicato qualcosa tu, scrivimi.
    Non vedo l’ora di leggere il capolavoro che una persona così brillante può realizzare.

    Dimenticavo, la prossima volta occupati di recensire le Pagine Gialle.
    Risulterebbe senza dubbio più interessante.

  7. 110 Emmenems

    >Capisco che forse sarebbe stato più giusto chiamarlo “Parole per Pianti”

    bhe… il fatto è che chiamarlo “Pianti per Parole” è sbagliato :P

  8. 109 Gamberetta

    @Emmenems. L’indice indica ogni quante parole un personaggio piange, si calcola Numero Parole diviso Numero Pianti. Capisco che forse sarebbe stato più giusto chiamarlo “Parole per Pianti”, ma era bruttissimo! ^_^

  9. 108 Emmenems

    ma alla fine come si calcola l’indice “pianti per parola” PpP ?
    numero parole -diviso- pianti ?
    oppure pianti -diviso- numero parole ?
    o forse volevi scrivere “Parole per pianti” ?

  10. 107 alice

    Grazie, Carlo. Credo che finalmente (anche se in parte) ci siamo chiariti.
    Terrò presente i tuoi consigli :)
    Ciao

  11. 106 Carlo

    Alice scrive:

    Ti ringrazio. Non lo so, può darsi che sia pigrizia perchè in effetti scrivo in fretta. Scusami, Carlo, ma non ho ancora capito in che cosa sbaglio. Potresti spiegarmelo, per favore? Almeno vedo di migliorare e di non scrivere sempre le sesse boiate.

    Mah, adesso stai scrivendo bene – hai solo mancato un congiuntivo, ma questo ormai lo fanno tutti (pure io). L’importante e’ che ora stiamo realmente comunicando.

    A dire la verià non so se hai i mezzi per farlo o meno. Perchè non ce li dimostri?

    Non sono cose che si possono “dimostrare” (per fortuna). Comunque so che ti rendi conto che parecchie delle cose che scrivo qui sono chiaramente sensate (non parlo in particolare delle cose che dico a te). Alice, credimi, sto facendo del mio meglio, e lo sto facendo il piu’ lealmente e onestamente possibile.

    Magari scrivendo una recensione su un libro e postandolo in questo blog. Se non mi sbaglio, Gamberetta ci aveva dato il permesso di farlo.

    Non mi ero posto il problema se Gamberetta permettesse di fare recensioni o meno: davo per scontato che si potesse. Pero’ non capisco come potrei riuscire a “dimostrare” di avere i mezzi per aiutarvi a pensare (cioe’, lasciando perdere gli idealismi, l’illusione di dover salvare la faccia, e quelle cose li’) facendo una recensione. Una “recensione” alla maniera di Gamberetta sarebbe una cosa che farei sbadigliando – e sarei persino piu’ divertente di lei. Mentre non riuscirei a uguagliare Gamberetta nei suoi articoli “teorici” (tipo il Riassunto delle Puntate Precedenti, o quell’articolo sulle armi del Terzo Reich), dove mostra davvero una acutezza e una scioltezza straordinarie. Ma e’ impossibile “dimostrare” qualcosa, quando si parla di arte: questa e’ l’illusione che vi da’ Gamberetta, che essendo giovane si lascia ancora facilmente sedurre da un’idea “totalitaristica” del sapere.

    Non ce l’hai personalmente con me? Bene, nemmeno io. Però devo dire che quando commenti usi un tono che non mi piace affatto. Non so se sia voluto o meno.

    E’ voluto. Serve a “svegliare”. Tu ti sei svegliata, e mi fa un immenso piacere.

    Sì, spero che mi aiuterai a migliorare, però prima vorrei vedere una tua recensione :) La aspetto con ansia!!!

    Dubito che la faro’: e’ troppo facile. Non mi divertirebbe quanto mi diverte discutere direttamente con voi.

    Puoi togliermi una curiosità? Niente di importante, ma quanti anni hai?

    E’ una cosa che preferisco non dirti: ti distrarrebbe. Concentrati sulle cose che dico, solo quelle contano.

    P.S.: mi iscriverò a un corso di scrittura, forse ne ho proprio bisogno :)

    In tutta sincerita’, non credo tu ne abbia bisogno. Cerca solo di scrivere con meno fretta… e soprattutto cerca di scrivere quando hai davvero qualcosa da dire! :-)

  12. 105 Sandy85

    Ho capito, ma l’avevi già detto.

  13. 104 alice

    @sandy: sì, scusa. Non era per continuare a tirarlo in ballo oppure offenderti. Era solo per dire che non mi piacciono le frasi così. Non vedo cosa ci sia di sbagliato.

  14. 103 Sandy85
    Alcune volte mi sembra che tu non sappia il significato delle parole che usi. Ti sembra che sia una buona proprietà della lingua questa?
    “Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo”… niente contro Sandy.
    Mi dispiace darti un dispiacere? Ma com’è brutto dirlo.

    Boh, io l’avevo preso per una spiritosaggine: “Mi spiace spiacerti” e’ carino, se ci pensi. E’ voluto.

    Invece a me non piacciono proprio e non l’ho visto come una spiritosaggine.

    Vi rendete conto che state litigando per una cavolata? Non so se vi sembri molto normale continuare. Alice ha detto che non le sembrava corretto, Carlo che era una spiritosaggine. Basta. Non c’è altro da dire, in fondo ho già spiegato il perché di quell’espressione e mi sembra alquanto infantile continuare a parlarne. (soprattutto da parte di alice, visto che continua a tirarlo in ballo)
    I commenti dovrebbero essere sul libro e non su ciò che ho scritto e che volevo celare dietro le mie parole.

  15. 102 alice

    Ah, finalmente sono riuscita a capire come si fa a quotare!!

  16. 101 alice

    Come fai a non capire? Il punto e’ proprio che fai di ogni erba un fascio. Lo vedi che l’hai rifatto? “Gli adolescenti scrivono male”. Tutti gli adolescenti? E chi l’ha deciso che debba essere sempre cosi’? Quando leggo qualcosa lo giudico indipendentemente dal fatto che sia scritto da un adolescente o da un cinquantenne. E’ la tua generalizzazione che mi offende – mi limito a comunicartelo. Ribadisco: Gamberetta sa scrivere benissimo, e ha 17 anni (o 18, pare che sia passato il suo compleanno).

    Boh, non riesco a farmi capire da te. Amen. Vorrà dire che seguirò un orso di scrittura.

    No, assolutamente no: la Troisi sa scrivere miliardi di volte meglio di te, e lo posso constatare ogni giorno nel suo blog. Lei e’ veramente brava. Magari e’ vero che nei suoi romanzi tende a semplificare il linguaggio, forse pensando al fatto che si rivolge a un pubblico molto giovane (e qui tra parentesi ho i miei dubbi che stia facendo la cosa giusta). Comunque, tu non sai scrivere bene come lei, te lo assicuro.

    Questa è la tua opinione. Molte delle persone che conoscono non la pensano così e non sono ragazzini. Secondo me dovresti rileggerti bene tutti i libri della Troisi. Non dico questo per ribadire che scrivo meglio di lei (perchè io so di fare pena), ma che la signora Troisi non è proprio capace e non se ne rende neanche conto(opinione personale, ma condiviso da molti).

    Mi scuso infinitamente se non sono brava quanto te, o Sommo Scrittore o quello che sei.

    Mah, qui stai scrivendo bene. Secondo me, e’ solo questione di pigrizia: quando ti ci metti d’impegno, te la cavi.

    Ti ringrazio. Non lo so, può darsi che sia pigrizia perchè in effetti scrivo in fretta. Scusami, Carlo, ma non ho ancora capito in che cosa sbaglio. Potresti spiegarmelo, per favore? Almeno vedo di migliorare e di non scrivere sempre le sesse boiate. Boh, vediamo…

    Alcune volte mi sembra che tu non sappia il significato delle parole che usi. Ti sembra che sia una buona proprietà della lingua questa?
    “Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo”… niente contro Sandy.
    Mi dispiace darti un dispiacere? Ma com’è brutto dirlo.

    Boh, io l’avevo preso per una spiritosaggine: “Mi spiace spiacerti” e’ carino, se ci pensi. E’ voluto.

    Invece a me non piacciono proprio e non l’ho visto come una spiritosaggine.

    Sarebbe come dire alla Troisi “i mercanti mercanteggiavano”. Perchè fai il giudice se non hai i mezzi per farlo, Carlo?

    Cerchi di intimidirmi? :-) Ti posso assicurare che i mezzi per farlo ce li ho. Comunque: non ce l’ho con te personalmente. Non ti ho preso di mira, se e’ questo quello che pensi. Mi piacerebbe solo mettere in chiaro alcune cose, e aiutarvi a migliorarvi, si’… ;-) In modo del tutto disinteressato. In realta’, mi state tutti simpatici.

    No, non cerco di intimidirti :) A dire la verià non so se hai i mezzi per farlo o meno. Perchè non ce li dimostri? Magari scrivendo una recensione su un libro e postandolo in questo blog. Se non mi sbaglio, Gamberetta ci aveva dato il permesso di farlo.
    Non ce l’hai personalmente con me? Bene, nemmeno io. Però devo dire che quando commenti usi un tono che non mi piace affatto. Non so se sia voluto o meno.
    Sì, spero che mi aiuterai a migliorare, però prima vorrei vedere una tua recensione :) La aspetto con ansia!!!

    Puoi togliermi una curiosità? Niente di importante, ma quanti anni hai? Grazie e ciao!!
    P.S.: mi iscriverò a un corso di scrittura, forse ne ho proprio bisogno :)

  17. 100 Carlo

    alice scrive:

    Comunque non è carino da parte tua tagliare i miei commenti per farmi passare come una scema… la prossima volta trascrivili per intero.

    Calma: io sono una persona corretta come Eddard Stark. Nei punti dove ho tagliato i tuoi commenti ho inserito un [...], per far vedere che c’era il taglio.

    Forse non sono stata chiara. In quel commento sugli scrittori giovanissimi volevo intendere che non mi stanno “antipatici” perchè sono giovani, ma perchè scrivono male (in genere) e (alcune volte non lo specifico) questo potrebbe far sembrare agli altri che non mi piacciono solo perchè sono adolescenti. Eppure mi sembrava di essere stata chiara… sarà…

    Come fai a non capire? Il punto e’ proprio che fai di ogni erba un fascio. Lo vedi che l’hai rifatto? “Gli adolescenti scrivono male”. Tutti gli adolescenti? E chi l’ha deciso che debba essere sempre cosi’? Quando leggo qualcosa lo giudico indipendentemente dal fatto che sia scritto da un adolescente o da un cinquantenne. E’ la tua generalizzazione che mi offende – mi limito a comunicartelo. Ribadisco: Gamberetta sa scrivere benissimo, e ha 17 anni (o 18, pare che sia passato il suo compleanno).

    Comunque, Carlo, non sono una dea nella scrittura ma, credo di non dire una boiata, ho una buona padronanza della lingua (sempre meglio della signora Troisi).

    No, assolutamente no: la Troisi sa scrivere miliardi di volte meglio di te, e lo posso constatare ogni giorno nel suo blog. Lei e’ veramente brava. Magari e’ vero che nei suoi romanzi tende a semplificare il linguaggio, forse pensando al fatto che si rivolge a un pubblico molto giovane (e qui tra parentesi ho i miei dubbi che stia facendo la cosa giusta). Comunque, tu non sai scrivere bene come lei, te lo assicuro.

    Mi scuso infinitamente se non sono brava quanto te, o Sommo Scrittore o quello che sei.

    Mah, qui stai scrivendo bene. Secondo me, e’ solo questione di pigrizia: quando ti ci metti d’impegno, te la cavi.

    Alcune volte mi sembra che tu non sappia il significato delle parole che usi. Ti sembra che sia una buona proprietà della lingua questa?
    “Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo”… niente contro Sandy.
    Mi dispiace darti un dispiacere? Ma com’è brutto dirlo.

    Boh, io l’avevo preso per una spiritosaggine: “Mi spiace spiacerti” e’ carino, se ci pensi. E’ voluto.

    Sarebbe come dire alla Troisi “i mercanti mercanteggiavano”. Perchè fai il giudice se non hai i mezzi per farlo, Carlo?

    Cerchi di intimidirmi? :-) Ti posso assicurare che i mezzi per farlo ce li ho. Comunque: non ce l’ho con te personalmente. Non ti ho preso di mira, se e’ questo quello che pensi. Mi piacerebbe solo mettere in chiaro alcune cose, e aiutarvi a migliorarvi, si’… ;-) In modo del tutto disinteressato. In realta’, mi state tutti simpatici.

  18. 99 Sandy85

    niente contro Sandy.
    Mi dispiace darti un dispiacere? Ma com’è brutto dirlo.

    Tranquilla, so che non ce l’hai con me^^ So anche che è brutto usare i termini così, ma quando me ne sono accorta (nonostante avessi letto non so quante volte) avevo già postato e non mi è passato per la mente di infestare ulteriormente lo spazio con correzione di errori.

  19. 98 alice

    @Carlo: non so quotare quindi ho preso la frase di Sandy così come era… perchè è la stessa cosa che penso anch’io.
    I miei interventi non servono a niente? Bè, allora appena leggi il mio nome salta il commento. Ti costa tanto lasciar perdere?

    Comunque non è carino da parte tua tagliare i miei commenti per farmi passare come una scema… la prossima volta trascrivili per intero. Forse non sono stata chiara. In quel commento sugli scrittori giovanissimi volevo intendere che non mi stanno “antipatici” perchè sono giovani, ma perchè scrivono male (in genere) e (alcune volte non lo specifico) questo potrebbe far sembrare agli altri che non mi piacciono solo perchè sono adolescenti. Eppure mi sembrava di essere stata chiara… sarà…

    Comunque, Carlo, non sono una dea nella scrittura ma, credo di non dire una boiata, ho una buona padronanza della lingua (sempre meglio della signora Troisi).
    Mi scuso infinitamente se non sono brava quanto te, o Sommo Scrittore o quello che sei.

    Alcune volte mi sembra che tu non sappia il significato delle parole che usi. Ti sembra che sia una buona proprietà della lingua questa?
    “Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo”… niente contro Sandy.
    Mi dispiace darti un dispiacere? Ma com’è brutto dirlo. Sarebbe come dire alla Troisi “i mercanti mercanteggiavano”. Perchè fai il giudice se non hai i mezzi per farlo, Carlo?
    Poi cos’è che avevi scritto… ah, che ti sembrava strano che avessi scritto cose così ragionevoli. Io credo (anche se mi piacerebbe scrivere “SO”) di dire cose ragionevoli e preferisco chiedere ad altri se è vero o no.

    Ciao

  20. 97 Roberto

    Personalmente ho letto entrambe le trilogie della Troisi ed anche “La Ragazza Drago”, secondo il mio modesto parere la Troisi è riuscita a superare se stessa. Il libro non è avvincente, ho impiegato circa 2 settimane per finirlo (per lenggere uno qualsiasi dei precedenti ho impiegato circa 3/4 giorni). Per non parlare della profondità della trama o della caratterizzazione dei personaggi (fattori che secondo me hanno il loro notevole peso) praticamente assenti entrambe. Posso capire che siano libri molto facili da leggere e per i neofiti del genere siano straordinari, ma per coloro che sono abituati al fantasy gli errori della Troisi sono evidenti e la cosa non ammissibile è che derivano da leggerezze (mancanza di preparazione).
    La Troisi che scrive fantasy è come un bambino che scrive un testo di fisica, per quanto si voglia impegnare gli mancano profondità e background.

  21. 96 Carlo

    Sandy: Fantastico! In effetti ero rimasto parecchio sorpreso a vedere Alice scrivere con tanta proprieta’, e dire cose cosi’ ragionevoli… E come vedi, sono stato sincero: non sapevo che eri tu, credevo fosse Alice, e lo stesso le ho dato ragione – perche’ l’unica cosa che contava per me era cio’ che era scritto, e non chi lo diceva. Non ho pregiudizi, non ho “dispetti” da fare, e scrivo quello che penso.

  22. 95 Sandy85

    Veramente questo:

    Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo.

    l’ho scritto io e visti i rapporti più o meno ottimi che siamo riusciti ad instaurare, pensavo te la saresti un po’ presa per la mia quasi mancanza di giudizio (a volte mi faccio problemi dove non sono… brutto vizio XD).
    Comunque per il resto ti do ragione, anche se mi piace sempre proseguire un po’ la lettura prima di dare un qualche giudizio. In questo, però, dopo il prologo già mi sembrava di aver toccato il fondo.

  23. 94 Carlo

    alice scrive:

    non ho niente contro gli scrittori giovanissimi, ma [...] non posso far altro che essere contro di loro

    Ecco, questa frase e’ una contraddizione in termini: e’ come dire “Non ho niente contro i negri, ma [...] non posso far altro che essere contro di loro” (oppure devi imparare a scrivere meglio…). Un buon recensore non ha pregiudizi, lo capisci perche’ questa e’ una condizione essenziale? Cosa cazzo vuol dire essere contro a priori? Che senso ha? A che ci serve?

  24. 93 Carlo

    alice scrive:

    Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo.

    Molte volte basta solo quello… mica ti devi per forza leggere tutto il mattone.

    Beh, ma non mi dai alcun dispiacere: qui concordo. Uno si legge il prologo, non s’attizza, e lascia perdere.

    Guarda che se in precedenza me la sono presa con te e’ perche’ il tuo intervento non serviva proprio a niente (e pareva persino scritto da un bambino delle elementari – ma ora noto che sai scrivere con molta proprieta’, quindi la mia prima impressione e’ stata sbagliata): ma se qualcuno mi dice: “Senti, ho letto il prologo e francamente mi e’ passata la voglia di leggere il resto”, questa si’ che per me e’ una informazione utile.

  25. 92 alice

    P.S.: non ho niente contro gli scrittori giovanissimi, ma siccome la maggior parte (tutti) di quelli che ho letto scrivono male, non posso far altro che essere contro di loro

  26. 91 alice

    @Mari: sì basta con questi scrittori adolescenti… ma chissà, forse questo è davvero bravo, speriamo.
    Comunque io mi tengo sempre a distanza da questi libri scritti da adolescenti. Aspetto che questa “moda” scompaia presto…

  27. 90 Sandy85

    @Ettore: È una svista della Troisi (o, cosa che non escludo, dell’editor), c’è lo stesso errore anche sul libro in formato cartaceo.

  28. 89 Crakowski

    Ho trovato questo blog per caso. E appena ho letto le prima righe del post mi son detto “ecco finalmente una recensione con la C maiuscola”….irriverente, sfrontata e “simpatica”. Ma poi il “chilometraggio” del post ha bruciato tutto. E tutto è diventato freddo, algido e “smorto”. Peccato davvero, ma credo siano errori di “gioventù” che si possono affinare col tempo.

  29. 88 Gamberetta

    @Ettore. Avendo fatto copia/incolla dall’ebook, o è un refuso nel testo, è un errore di OCR, ora non ho sotto mano il libro cartaceo per verificare. In ogni caso lo correggo.

  30. 87 Ettore

    @Gamberetta

    «Mi complimento per il tuo ultimo lavoro… perché sai stata tu, vero?»

    E’ una svista della Troisi o tua?

  31. 86 Mari

    Ragazzi, ne arriva un altro. Lo annunciano nelle news odierne di FM:

    il prossimo caso letterario, appena diciottenne e presto in libreria, Thomas Mazzantini (Baldini & Castoldi)

    Ma basta … BASTA!
    Non se ne può più -.-

  32. 85 alice

    Sandy85: Avendo letto il prologo de “La ragazza drago” o come cavolo si chiama il suo nuovo libro, direi che non è né stata attenta (ci sono parole che… boh, stonano col resto del contesto) né migliorata.

    L’ho letto anch’io e fa davvero pena… quindi ho ragione nel dire che anche 3-4 pagine bastano per capire se un libro fa schifo o meno.

    Sandy85: Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo.

    Molte volte basta solo quello… mica ti devi per forza leggere tutto il mattone.

  33. 84 Diarista incostante

    Ti prego: recensisci braian di boscocoso nella terra dei mezzicosi!

    Sono settimane che lo vedo nel supermercato dove faccio la spesa e medito di scriverti una mail per supplicare la demolizione pubblica dell’Opera in questione.

    Un’anticipazione per stimolare se non altro la peristalsi: ad un certo punto qualcuna sventola in faccia a braian di boscocoso due tramezzini (lì hanno i tramezzini, pare, non so se la scena si svolga a boscocoso, ma fa niente) e chiede “salame o pomodoro e mozzarella?”. Tutto il mondo è paese! E come avrei fatto io, anche braian sceglie pomodoro e mozzarella, il salame appesantisce il guerriero (come il brasato, direbbe Abatantuono). Cioè, voglio dire, mi sono immedesimata una cifra, cioè!!!

    Poi magari la scena si svolge nel mondo reale e io ci sto facendo una figura dimm…da, ma non importa: Gamberetta, sii buona, dai una letta a boscocoso dei cosi di braian, e scrivici due righe sopra, su.

    Grazie!

  34. 83 Sandy85

    Speriamo stia più attenta la prossima volta e che migliori.

    Avendo letto il prologo de “La ragazza drago” o come cavolo si chiama il suo nuovo libro, direi che non è né stata attenta (ci sono parole che… boh, stonano col resto del contesto) né migliorata.
    Carlo, mi dispiace darti un dispiacere, ma anch’io ho giudicato il libro solo leggendo il prologo. Vedendo, però, i commenti dei fan (ormai ex-fan, in qualche caso) direi che ho più o meno ragione, ma, siccome non ho voglia di discutere, non vado oltre con i giudizi.

    Ultimo appunto sul libro: ma proprio Gilda doveva chiamare il gruppo degli assassini? Usare un nome meno… ambiguo? Qualcuno potrebbe pensare che i sindacalisti della Gilda siano assassini. (lo so, lo so, può sembrare una battuta stupida, tuttavia sono in parte seria, poteva avere un po’ più di fantasia)

  35. 82 alice

    scusate, ma a me sembra inutile soffermarci ancora su questa cosa… altrimenti rimarremo in eterno ad analizzare gli anacronismi sfornati dalla carissima Troisi (v. diavolo, pubblicità, gratis e chi più ne ha, più ne metta). Tutti questi piccoli “dettagli” dimostrano la poca attenzione che questa scrittrice presta al proprio lavoro. Stima? Zero.
    Speriamo stia più attenta la prossima volta e che migliori. Dai, Licia!!! Ce la puoi fare (oggi mi sento partiolarmente buona…passerà)!!!

  36. 81 Okamis

    Scusate la parentesi che non c’entra una verza, ma come vengono registrati gli orari dei messaggi su questo sito? La mia risposta a Carlo risulta scritta prima O_o Altro che ritorno al futuro XD

  37. 80 Okamis

    Non avrei mai pensato di dirlo, ma sta volta mi (parzialmente) d’accordo con Carlo XD Sulla prima parte condivido (è sostanzialmente la stessa cosa che dicevo io). Sulla questione dello zero un po’ meno. Lo zero si diffuse sì nel medioevo, ma in ambiente accademico. Pertanto che che un personaggio dalla scarsa cultura usi questo termine è da considerarsi più una licenza poetica. Detto questo, rimango dell’idea che siano espressione dal livello piuttosto basso, ma che comunque non stonano più di tanto all’interno di un’opera rivolta ad un pubblico giovane. Sono ben altri i difetti che vanno ad inficiare il mio (pessimo) giudizio su questo libro.
    Se si vuole smontare un’opera, a mio avviso, è meglio farlo soffermandosi sugli errori macroscopici (contraddizioni interne, scarsa caratterizzazione dei personaggi ecc.) e non su quelli microscopici, altrimenti si rischia di mostrare il fianco a (legittime) obiezioni come questa.

  38. 79 Michele

    Appunto, visto che si va a cercare il pelo nell’uovo, sarà bene dire le cose come stanno.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Zero

    Per cui lo “zero” esiste nel mondo medioevale, il discorso di Fibonacci (che viene giustamente citato anche in wikipedia) non invalida la sua presenza nel medioevo.
    Michele.

  39. 78 Carlo

    Mah, Clio… continuare ad accanirsi su dettagli come quello dell’”uno a zero”, oltretutto per mesi e mesi, riesce solo a creare l’impressione che la Troisi scrive cosi’ bene, ma cosi’ bene, da avervi ridotto alla fame – o voi, appassionati di “Caccia all’Errore”.

    Ma se ti fa tanto piacere, parliamone pure… Dunque, ti e’ stato finalmente indicato un gioco (dopo mesi che tu e i tuoi amici vi “affannavate” a cercarlo), la morra, che esiste da migliaia di anni, e che si adatta bene ad ambienti militari in tempo di guerra. Pero’, obbietti a questo punto, nel libro della Troisi questo gioco “non si vede mai”. Sottintendendo che l’espressione “uno a zero” possa essere legittimata solo mostrando almeno una volta un paio di soldati che giocano a morra. E perche’ mai, di grazia? La morra esiste da migliaia di anni, quindi posso senza alcun problema dare per scontata la sua esistenza nel mondo “medievale” pre-tecnologico o vattelapesca tipico del fantasy. Altrimenti l’espressione “uno a zero” dovrebbe essere considerata un errore in qualsiasi romanzo, appartenente a qualsiasi genere, dove non sia mai mostrato un incontro di calcio o di morra. Che mi sa vagamente di stronzata – a te no?

    Riguardo all’uso della parola “zero” – altra ennesima pirlatina tirata fuori dalla Gamberetta, forse perche’ percepiva questa scomoda penuria di critiche reali da portare al romanzo della Troisi – volendo ammettere che il fantasy sia “ambientato” in una specie di Europa medievale alternativa, beh, lo zero si e’ diffuso in Europa proprio nel Medioevo. Quindi non vedo davvero dove sia il problema.

  40. 77 Clio

    La morra è diffusa da migliaia di anni dappertutto, ed ha il vantaggio che la puoi giocare sempre e dovunque, basta essere in due, quindi un gioco che si adatta anche particolarmente bene ad ambienti militari in tempo di guerra (presumendo che dei guerrieri in viaggio per il fronte abbiano altro per la testa che la scacchiera di alquerque).
    Ma allora, perchè nei romanzi non ci gioca mai nessuno? Tra parentesi “Uno a zero per me” lo urla qualcosa che umano non è, se non erro, quindi questo gioco dev’essere davvero un tormentone… Ma non si vede mai.

  41. 76 DaisyM

    cioè…scusate… non ho mai letto niente della Troisi, e mi guardo bene dal farlo, ma non so se vi rendete conto… gli “assassini della Gilda”… della GILDA?
    …cioè, della GILDA? è una setta o un circolo di cucito? gente così (parlo anche di Dazieri e del recensore di FantasyMagazine) dovrebbe essere obbligata a stare distante almeno un chilometro dall’alfabeto.
    detto questo, due cose:
    - non è vero che la tua recensione non fa ridere, anzi! Leggendo della “pubblicità” dell’assassina con il tuo grassetto ho riso da matti!
    - la Strazzulla! LA STRAZZULLAAAAA!!!!
    ciao :-)

  42. 75 Dottor D.

    Come prossima lettura suggerisco La Ragazza Drago, che, a quanto pare, non è piaciuto neanche ai fan hardcore della Troisi (forse perché nel frattempo hanno compiuto tredici anni):

    http://www.ibs.it/code/9788804579243/troisi-licia/eredita-thuban-ragazza.html

  43. 74 Stefano

    Beh… anche in Eddings si tiene punteggio, con questo non voglio dire che Eddings scriva capolavori. Eviterei fossilizzazioni su questo punto, del resto anche gli scrittori di fy più bravi non riescono a trasmetterci tutto dei loro mondi fantastici. Magari nella terra del fuoco giocavano a palla come gli antichi Inca :-)

  44. 73 Tuareg

    Il riferimento potrebbe essere al punteggio di un incontro di scherma? E’ vero, però, che ad un povero lettore immerso da sempre in una cultura calciocentrica è più probabile che venga in mente Aldo Biscardi che D’Artagnan. Non che Biscardi non sia fantasy allo stato puro :-)

  45. 72 Carlo

    Preciso per i non vedenti: la morra esiste da migliaia di anni, quindi e’ permessa nei romanzi fantasy.

  46. 71 alice

    @Carlo: solo perchè altri hanno espresso ciò che anch’io penso, non vuol dire che io non debba esprimere il mio. Insomma non facciamo del buonismo. Leggendo le Cronache ho trovato errori enormi (sì, pure una scema come me può trovarli :) ) e leggo questa recensione trovandone altri assurdi che l’editor poteva correggere. Cosa dovrei dire? Che il libro è un capolavoro? Insomma, c’è un menefreghismo sia da parte della Mondadori che della Troisi. Smettiamola di prendere in giro i lettori, dai… Perchè pubblicare scemenza del genere? E se proprio vogliamo farlo, almeno presentiamola senza errori così dementi. E io vedendo i lettori trattati da cretini non posso far altro che arrabbiarmi e dire:”Fa schifo!”
    A te picciono le Guerre e non ti sembra di essere preso in giro dalla Troisi (che sembra non curare molto il suo lavoro)? Bene, sono contenta per te, almeno c’è qualcuno che si diverte leggendo queste castronerie. Posso solo dirti che abbiamo gusti MOLTO diversi. A differenza di molti altri in internet (e non lo dico per tirarmela) rispetto i tuoi gusti, non ti insulterò e non cercherò di farti cambiare idea al riguardo (ci mancherebbe altro). Continua a divertirti leggendo i libri della Troisi, cosa vuoi che ti dica?

    Ribadisco (e sì, mi piace ribadirlo sempre… che ci posso fare?). Non mi piace lo stile della Troisi e spero che non verranno pubblicate altre porcherie… altrimenti ci troveremmo davanti al “crepuscolo del fantasy italiano” (una bellla frase di gamberetta) ma anche a quello della letteratura italiana. Sono finiti i bei tempi.
    Solo al pensare al fatto che la Troisi è la regina del fantasy mi fa venire i brividi, BRRR… vado a riscaldarmi

    Ciao, Carlo. Stammi bene

    P.S.: ho letto il prologo de “La ragazzo drago”. Una fatica enorme… una volta finito mi sono spaccata la testa contro il muro. Una cosa illeggibile e orrenda. Ora sono fermamente convinta che io, scrittrice dilettante (molto), potrò un giorno far pubblicare un mio libro fantasy, per di più dalla Mondadori… che amarezza (Cesare Cesaroni).

    Sosteniamo la Strazzulla!! Ehi, non prendere il posto della Troisi.
    Dai, per aiutarla vado a leggere il suo libro (lo prenderò in prestito dalla biblioteca perchè non voglio sprecare 15 euro).

    Sono stata troppo prolissa per i miei GUSTI (spesso ci si dimentica che quasi tutto gira intorno al gusto). Avrò scritto a vanvera? Boh.

  47. 70 Carlo

    Gamberetta scrive:

    @Carlo. La stai facendo più lunga di quella che è: “La stanza [...] Non aveva alcuna finestra” e “Sebbene la finestra fosse spalancata”. E non mi dire che la seconda finestra è la finestrella, perché la Troisi è stata lì apposta a specificare che finestra e finestrella sono entità diverse.

    E tu davvero ti aspetti di essere presa sul serio scrivendo simili cazzate? “La stanza non aveva finstre, tranne una finestrella in fondo a un buco” e’ una frase che persino un cerebroleso riuscirebbe a comprendere. Mi butta davvero giu’ di morale quando ti metti a fare l’imbecille in questo modo: ripeto, non ne hai bisogno. Sei brava. Perche’ ti distruggi cosi’?

    @Federico. Be’, vediamo, l’espressione “uno a zero per me!” è significativa:
    - nel calcio, e poi? [...]

    Nella morra. Cretina.

  48. 69 Gamberetta

    @Carlo. La stai facendo più lunga di quella che è: “La stanza [...] Non aveva alcuna finestra” e “Sebbene la finestra fosse spalancata”. E non mi dire che la seconda finestra è la finestrella, perché la Troisi è stata lì apposta a specificare che finestra e finestrella sono entità diverse.

    @Federico. Be’, vediamo, l’espressione “uno a zero per me!” è significativa:
    - nel calcio, e poi?
    Scacchi, no; basket no (in teoria può esistere ma nessuno si vanta nel basket di essere 1-0!); rugby no; scherma no; tennis, no; poker no; corse di cani, no; pallavolo no; videogiochi vari, direi nessuno, perciò forse non è un modo così naturale di tenere un punteggio.
    Inoltre è 1 a zero, il termine zero arriva in Europa solo con Fibonacci nel 1200, e ci vogliono secoli perché il suo uso si diffonda, perciò per me è tutt’altro che un’espressione “felice”. Poi certo, non ne faccio un dramma, in confronto al resto questi sono piccoli errori, ma errori rimangono.

  49. 68 Federico Russo "Taotor"

    @Chiara, se non ricordo male Jack Whyte, in una nota a uno (o forse a tutti?) dei suoi romanzi, scriveva di aver preferito usare nella narrazione misure e compagnia adatte al periodo storico in cui era ambientata la storia. Quando lessi questa cosa (era il 2003, mi pare, e allora ero uno scarso scrittoruncolo sbarbatello da quattro soldi) pensai fosse più che normale, coerente, ma non indispensabile. Diedi un’occhiata allora al Signore degli anelli e trovai, nelle parole del narratore, una frase del tipo: “sentirono un gran rumore come di un treno lanciato ad alta velocità”. La frase è una mia ricostruzione, comunque la similitudine col treno c’era.
    Quindi pensai che, dopo tutto, non era un errore ma una (ovvia) scelta.

    David Gemmell ambienta la storia dei Drenai in un mondo fantasy post-apocalittico. Il narratore (e forse anche i personaggi, mi pare) usa il sistema metrico. Anche se giustamente siamo nel futuro, come è possibile che una società medievaleggiante abbia conservato l’unità di misura? Il metro originale si trova al Louvre credo, quindi a meno che non abbiano conservato un righello dopo le guerre nucleari, mi sembra più normale che usino il cubito o o il piede come unità di misura. XD

    Insomma, mi sembra che la scelta di certe parole in bocca ai narratori non sia obbligata, ma ponderata con criterio. Quindi, non mi pare che si possa definire errore parlare di furetti e animali vari (un altro conto è se certe parole escono dalla bocca dei personaggi, cosa molto grave)(il fatto dell1 a 0 invece non mi sembra affatto un errore: è il modo più semplice di tenere i punti, applicabile a qualsiasi gioco). Se si parla di un treno e l’atmosfera è medievale, magari, la scelta sarà un po’ bruttina, ma non credo sia necessario farne un dramma… :)

  50. 67 alice

    Ora che rileggo bene la tua frase, mi sono accorta che c’è una cosa che non va.

    Carlo: Inoltre e’ precisato che la finestrella si trova in fondo al solito piccolo buco.

    Da quanto avevo capito io, il buco non è una parte della stanza ma proprio un vero e proprio buco, cioè un foro. Come fa una finestrella a trovarsi dentro a un piccolo buco che dà verso l’esterno?
    Mah… sarò scema io, ma secondo me non hai capito bene ciò che ha scritto la Troisi. Stai interpretando quelle poche frasi come non ho mai visto in vita mia… non è mica una poesia… va bè, ho capito. Quando si legge la Troisi bisogna per forza interpretare, che bello!!!

  51. 66 alice

    La donna entrò, e Dubhe la seguì. La stanza era oltremodo piccola. Non aveva alcuna finestra, se non il solito piccolo buco che dava verso l’esterno, e in fondo una finestrella di vetro, da chiudere in caso di pioggia o neve.

    Carlo: … Allora: qui abbiamo una finestrella, che da’ verso l’esterno, e ad assicurarci che si parla proprio di ESTERNO si spiega che la finestra e’ da chiudere in caso di pioggia o neve.

    Mi dispiace, ma concordo ancora con gamberetta. Ma allora vedi che c’è una finestrella (cosa di cui ti sei accorto anche tu :) ) ?
    Allora perchè la Troisi ha scritto un po’ prima che non c’era alcuna finestra nella stanza? Perchè forse una finestrella non è una finestra?
    Ammazza, la differenza tra una finestrella e una finestra è davvero gigantesca!!

  52. 65 alice

    Carlo: …sarebbe come se cercassi di invalidare le tue recensioni citando i messaggi di Alice, ad esempio. Che c’entra una cosa del genere in una recensione? Boh.

    Infatti, non c’entra niente, Carletto. Almeno io, a differenza dei fan della Troisi, so scrivere in modo comprensibile.
    Poi a me basta leggere un brano per capire se quel libro è interessante o meno. Ho letto le prime tre pagine delle Guerre, tempo fa, e mi sembravano scritte da una bambina delle elementari. Esagerata? No, è solo il parere di una lettrice. Leggendo quelle pagine e la recensione di Gamberetta si capisce di già come sia questo libro. Fa schifo! E che diamine, è forse un crimine dirlo? Ma che sta succedendo alla gente? Bisogna per forza dare dei giudizi positivi alla montagna di spazzatura che giace nelle librerie? No, mi dispiace ma non ci sto.

    P.S.: Comunque non leggerò le Guerre e continuerò a commentare fino a quando mi pare. Non è forse un mio diritto?
    Mi renderà una stupita ai tuoi occhi o a quegli degli altri? Amen, continuerò a nuotare nella mia ignoranza e un giorno rimpiangerò il fatto di non aver letto le Guerre. Cavoli, mi sono fatta sfuggire un libro pieno di cultura e per di più della regina del Fantasy… :)

  53. 64 alice

    alice scrive:
    E’ una cosa orribile questo libro, anche se devo ammettere che non l’ho letto

    Eh, capisco… Interessante.

    Carlo, si può capire se un libro fa schifo o meno anche dalle recensioni (sai, è per questo che ci sono in giro le recensioni, per aiutarti nella scelta dei libri da leggere. Forse questo non lo sapevi). Grazie a Gamberetta ho capito che fa schifo. Comunque avevo letto le Cronache (una schifezza che non sta nè in cielo cè in terra) e mi sembra che non siano molto diverse dalle Guerre, anzi… da quanto ho capito sono anche meglio. Quindi non credo di dire una boiata affermando che questo libro fa schifo.

    Alice: La Setta degli assassini fa proprio schifo… no commento O.O

    Carlo: Certo, “no commento”…
    Se aprissi i tuoi bellissimi occhietti, vedresti che subito dopo l’ho corretto. Ma sì, sei uno dei tanti che rompe se qualcuno esprime un giudizio diverso dal proprio…. no comment.

    Alice:Ho votato per la Strazzulla, speriamo che almeno lei sia brava.

    Carlo:Mi raccomando, non leggere nemmeno lei, pero’ non scordare di venire qui a dirci cosa ne pensi.

    Leggerò le cose che mi sembrano interessanti. Se dalla recensione di Gamberetta (che mi sembra davvero una dei pochissimi a scriverne delle vere) mi sembrerà un libro interessante lo leggerò, altrimenti niente. E nulla e niente mi vieta di esprimere un giudizio anche soltanto basandomi su una recensione. Sì, è vero. Sarebbe meglio farlo quando si legge un libro, ma siccome non ho tempo da sprecare per leggere le super cazzate che scrivono i re e le regine del fantasy italiano… bè, esprimo il giudizio leggendo solo la recensione di una persona qualificata. Se questo ti disturba, amen. Gira al largo.

  54. 63 Carlo

    Cara Gamberetta, eccomi qua… :-)

    Premetto che, purtroppo, stavolta non bisticceremo troppo, visto che questo e’ l’unico libro della Troisi che mi e’ piaciuto poco. Concordo con le tue conclusioni: la storia si muove piano, lenta, impantanata, non succede niente di notevole per pagine e pagine, eccetera. Nel complesso, noioso. Per questo ho votato per una tua recensione de “Le Due Guerriere”, che invece ho trovato bellissimo.

    Detto questo, pero’, anche la tua recensione mi ha deluso (ora la posso chiamare “recensione”, vero? Anche se come contenuto e’ paragonabile al tuo “anticipo”, quello che tu mi correggevi indispettita quando mi sbagliavo a chiamarlo “recensione”). In genere le tue recensioni sono molto piu’ cattive, colorite, e da crepare dal ridere. Qui ti ho visto un po’ moscia… Ma capisco, forse e’ la lettura del libro che ti ha ammosciata. Comunque, vedo che ti appoggi inutilmente a dettagli pescati un po’ a casaccio, a fare “search word” sulla versione elettronica per contare quanti “piuttosto” sono stati usati nel libro… E’ un po’ triste, anche se e’ vero che la Troisi usa troppi “purtroppo” (Manzoni nei Promessi Sposi lo usa solo 42 volte). Suggerimento: magari se conti quante volte Dubhe fa pipi’, scopri che la fa zero volte: quindi Dubhe dovrebbe avere una vescica grande come un’anguria, e la Troisi si scorda di menzionarlo. La solita incapace.

    Non e’ nemmeno grandioso da parte tua inserire nella recensione una selezione dei commenti piu’ sgrammaticati e cretini dei fan della Troisi: sarebbe come se cercassi di invalidare le tue recensioni citando i messaggi di Alice, ad esempio. Che c’entra una cosa del genere in una recensione? Boh.

    Le incongruenze: hai gia’ avuto risposte da altri, a me resta “la finestra” (a proposito, uno dei tuoi lettori parlava di recensioni a “sandwich”, cioe’ che iniziano e finiscono con complimenti generici, e in mezzo c’e’ la critica mirata: beh, ho visto che molti tuoi fan hanno mandato proprio dei sandwich – pero’ al contrario: iniziavano e terminavano con critiche generiche alla Troisi, ma in mezzo c’era un complimento mirato: se fossi in te mi preoccuperei, perche’ sento il vento cambiare… se persino in un romanzo noiosetto come questo i critici della Troisi ci trovano qualcosa di bello, forse la Troisi in effetti sa un po’ scrivere). Va bene, la finestra. Qui fai la classica (e inutile: non ce n’era bisogno) arrampicata sugli specchi:

    La donna entrò, e Dubhe la seguì. La stanza era oltremodo piccola. Non aveva alcuna finestra, se non il solito piccolo buco che dava verso l’esterno, e in fondo una finestrella di vetro, da chiudere in caso di pioggia o neve.

    Allora: qui abbiamo una finestrella, che da’ verso l’esterno, e ad assicurarci che si parla proprio di ESTERNO si spiega che la finestra e’ da chiudere in caso di pioggia o neve. Inoltre e’ precisato che la finestrella si trova in fondo al solito piccolo buco. Significa che questo buco e’ gia’ stato descritto altrove, e ben piu’ di una volta. Infatti tutte le stanze della Casa dono dotate di questo buco per l’aerazione. Si tratta di qualcosa di minuscolo e lontano: “In alto, molto in alto, si vedeva un minuscolo spiraglio da cui entrava un po’ d’aria”; “C’era il solito pozzo per l’aria, in alto, sul soffitto”; e cosi’ via.

    Entrò e sbatté l’uscio dietro di sé. L’odore di chiuso la prese alla gola. Non c’era fuga alcuna in quel luogo affondato nelle viscere della terra, né una finestra da cui contemplare il cielo per sognare una impossibile libertà.

    Nulla di strano: e’ impossibile vedere il cielo da una finestra di questo tipo. Si vede un chiarore – ma vedere il cielo e’ tutta un’altra cosa. Dopotutto, la stanza e’ affondata nelle viscere della terra, e la finestra e’ come detto ben lontana.

    La notte trascorse tormentata. Sebbene la finestra fosse spalancata, Dubhe era perseguitata dal sentore del sangue. [ovviamente si sta sempre parlando della stessa stanza sotterranea…]

    E come risolviamo il problema dell’aria, se non facciamo comunicare ciascuna stanza sotterranea con l’esterno? Questa si’ che sarebbe stata una stupidaggine… meno male che la Troisi ci ha pensato. Se la scrivevi tu questa roba, Gamberetta, chissa’ che potaccio avresti fatto…

    Infine: a quanto pare non sono il solo a pensare che rendere il ricordo del passato al tempo presente sia stata una buona idea – io l’ho trovata estremamente azzeccata. Altro che “incomprensibile scelta di stile”: sei troppo affezionata alle tue regolette, che come abbiamo detto dovrebbero essere solo delle guidelines: e come tali dovrebbero farsi da parte per lasciare spazio al genio creativo! Gamberetta, mi stai dando la sgradevole impressione che tutto cio’ che non trovi riscontro nel manuale, per te sia “incomprensibile”! :-D Dai, smettila di fare la secchiona.

  55. 62 Carlo

    alice scrive:

    E’ una cosa orribile questo libro, anche se devo ammettere che non l’ho letto

    Eh, capisco… Interessante.

    La Setta degli assassini fa proprio schifo… no commento O.O

    Certo, “no commento”…

    Ho votato per la Strazzulla, speriamo che almeno lei sia brava.

    Mi raccomando, non leggere nemmeno lei, pero’ non scordare di venire qui a dirci cosa ne pensi.

  56. 61 Mari

    Sì, Okamis, sono d’accordo sulla differenza di “livello di gravità”, ma mi resta comunque il disgusto per l’utilizzo di frasi fatte appartenenti al “nostro mondo”. Nemmeno nei fantasy dichiaratamente per bambini (se fatti bene, s’intende) si permettono lo stile, come dici tu, “alla mano” che usa la Troisi. Ovviamente sarebbero problemi ovviabili se ci fosse un editor serio che facesse il suo lavoro correggendo tutte le boiate dei suoi libri, ma vabbè… E’ la regina del fantasy italiano, dopotutto -.-

    Per quanto riguarda i tuoi post su FM: lo sai che la Troisi non ti riponderà mai, vero? Da quello che ho potuto notare, risponde solo ai complimenti. Poi magari mi smentirà: sono sempre pronta a ricredermi sulle sue buone intenzioni (forse).

  57. 60 Okamis

    Eh sì, sono lo stesso Okamis. E anche su IBS sono sempre io, anche se li c’è un mio omonimo che si diverte pure a firmare con la mia mail (non ho mai capito come faccia ad esistere gente del genere, ma vabbè) Comunque, sul fatto che siano espressioni brutte dal punto di vista stilistico mi trovi perfettamente d’accordo, anche se il loro legame con il nostro mondo mi pare più una forzatura (oddio, sto difendendo la Troisi! domani piovono rane…). Mi spiego. Le Cronache e le Guerre rimangono pur sempre libri che non basano la loro forza (ammesso che ne abbiano) sullo stile ricercato, quindi una scrittura per così dire “alla mano” posso anche accettarla (ma non giustificarla). Un conto sono termini palesemente anacronistici (v. gratis) i quali rappresentano un errore, così come anche l’uso di concetti del nostro mondo (v. diavolo). Ma formule (seppur brutte) come quelle aventi per protagonisti i famigerati furetti (che tra l’altro, anche da noi non è che si vedano tutti i giorni per le strade, poi non so dove abiti tu, Gamberetta XD) piuttosto che le carte mi sembrano più una forzatura (tra l’altro mi pare che in alcune scene delle Cronache alcuni personaggi di contorno giochino a carte, non ricordo se in una taverna o all’accampamento di Ido… ma chi se ne frega XD). Per il resto mi trovo d’accordo sulle restanti critiche.

  58. 59 Gamberetta

    @Okamis. I problemi sono due: da un lato espressioni appunto come “la carta vincente” o “uno a zero per me” implicano che nel Mondo Emerso ci sono giochi che hanno una fin troppo fastidiosa somiglianza con quelli nostri, dall’altro il fatto che i personaggi usino certe espressioni indica che tali giochi sono diffusissimi (come da noi): allora perché mai nessuno ci gioca?
    Lo stesso vale per i furetti: possibile che ci sia una marea di riferimenti ai furetti ma sempre solo come similitudine? Tutti si paragonano ai furetti e nessuno vede mai un furetto dal vivo!
    La sensazione comunicata al lettore è che la Troisi stia facendo una similitudine proprio con la bestia terrestre, il che è un errore grossolano quando il punto di vista è quello di un personaggio e una roba sciatta quando il punto di vista è onnisciente.

  59. 58 Stefi

    Bella lanuova recensione!
    Io, dopo le Cronache non ce l’ho fatta a leggere anche le Guerre

  60. 57 Mari

    Okamis, sei lo stesso okamis che sta inutilmente cercando di intavolare una discussione con la Troisi sul forum di FantasyMagazine (che leggo, anche se con disgusto)?

    Per quanto riguarda la domanda che hai fatto a Gamberetta, devo dirti che anche a me dà fastidio leggere frasi come quelle. Non so cosa ci trovi di sbagliato Gamberetta, ma per quanto mi riguarda le ritengo fuori luogo rispetto al mondo fantasy in cui dovrebbe essere ambientato il suo libro (scrivo “dovrebbe” perchè la Troisi non ha una ambientazione: come ci ha ben mostrato in diverse occasioni, scrive a caso). Sono modi di dire del nostro mondo, non di quello del personaggio. Si può dire la stessa cosa senza usare modi di dire italiani che spezzano la narrazione a chiunque abbia un minimo di conoscenze per notarli. Come quando, nel primo libro di Nihal, scrive che suo padre faceva lavoretti “gratis”. Un obbrobbrio da leggere, almeno per me. Poteva esprimere lo stesso concetto in 20 modi differenti, ma no!
    Gli errori anacronistici che citi tu sono da sottolineare in blu, cerchiare, cerchiare ancora e poi spingono a bruciare un libro; la gran quantità di “cosa diavolo” e robe simili sono inaccettabili tanto quanto.
    Il “veloce come un furetto” è semplicemente brutto da leggere, e diciamo che partecipa, insieme a tutto il resto, a rendere illegibili i libri della Troisi.

  61. 56 Okamis

    Mi ci è voluta la concentrazione di un monaco zen per leggere la seconda trilogia della Troisi. E questo non perchè il libro sia pesante (nel bene e nel male, tutto si può dire del suo stile tranne che sia di difficile lettura), ma perchè di fronte a una tale sequela di errori, imprecisioni, contraddizioni interne arrivare fino in fondo è davvero dura. Solo che tendo ad essere più buono del necessario a volte, e così avevo deciso di darle una seconda possibilità (eh sì, anch’io sono caduto nella trappola “tanto peggio del primo non potrà essere”). Che illuso… A prescindere da ciò, però, il libro non è proprio riuscito a lasciarmi nulla. Ci fosse stata una sola pagina capace di farmi provare un’emezione qualsiasi che fosse diversa dalla noia.
    Solo un appunto, Gamberetta. Continuo a non capire il senso di una delle critiche che muovi alla Troisi. Quando citi, ad esempio, i modi di uso corrente che lei usa (come: “la carta vincente” o “rapido come un furetto”) dove starebbe l’errore? Non c’è bisogno da parte dell’autore di mostrarci una scena in cui dei personaggi giocano a carte per farci intuire che nel Mondo Emerso conoscono quell’oggetto. Un conto sono le metafore del tipo “il cavallo correva veloce come un treno”, anacronisticamente sbagliate, un conto è supporre l’esistenza di oggetti già in uso nel nostro medioevo senza che l’autore sia obbligato a spiattellarceli ogni volta in una sorta di presentazione.

  62. 55 Spike

    @Gamberetta: Buona lettura!

    la cosa che mi inquieta di più sulla saga della ragazza drago è sapere che la signora Troisi ha in mente addirittura una pentalogia, come dichiarato qui… insomma non ce ne liberiamo più…

  63. 54 scriterio

    @clio: sarà che ho letto un altro articolo…
    Da parte mia tengo a dire che rispetto della storicità e documentazione possono permettere un minimo di forzatura nella presentazione di un caso-limite (rendendo plausibile un evento unico nel suo genere).
    Per quel che mi riguarda le congetture alla base dell’articolo riportato sono buone quanto le tue, e si basano su ragionamenti altrettanto validi e corroborati.
    Perciò non mi sono sentito preso in giro nel leggere di un ninja nel corso della Guerra dei Trent’anni, né lo fui di un singolo inglese naufragato sulle coste nipponiche nel XV secolo e divenuto intimo di uno shogun…

    @ Gamberetta: anche da parte mia la cosa si chiude qui.

  64. 53 Giupeppe

    o forse volevi scrivere Parole per Pianti ?
    :D

  65. 52 Clio

    Il link della Ragazza Drago è… è…
    No, una signorina certe cose non le dice!
    Però può agire. Può dare fuoco a quella donna, per esempio.
    Quando ho letto Albero del Mondo mi è venuta un’ulcera quadrupla.
    Santa donna, sei una scrittrice incapace, superficiale e banale, vuoi, per favore, tenere quelle zampacce profane lontane dalla mitologia?! La mitologia è una cosa seria, non un self service per confezionare piatti precotti!
    Io avevo votato la Ragazza Drago, forse per sesto senso… Gamberetta, prima o poi mi piacerebbe davvero tanto vederla massacrata.
    La massacrerei io, ma dovrei leggere il libro, ed io sono uno spirito delicato, ho già avuto una sincope nel Prologo. Qui ci vuole qualcuno tosto che riesca a resistere fino all’ultima pagina!

  66. 51 Giupeppe

    >bisogna considerare l’indice PpP (Pianti per Parola).
    ehm… mi sai che hai sbagliato i calcoli.
    PpP= numero pianti/parole , e non il contrario ;-)
    prendendo per buoni i tuoi dati:
    Nihal= 0,000248346 PpP
    Dubhe= 0,00026808 PpP
    la vincitrice resta Dubhe :D

    ps:Concordo con la recensione, il libro è una vera schifezza.

  67. 50 Gamberetta

    @Spike. Mi sono segnata il titolo del romanzo della Malley. Se c’è su emule, lo metto in coda di lettura.

    Per il prologo della Troisi: solita solfa. Situazione banale, il tizio scoppia a piangere due volte in 11 pagine, solita solfa appunto… comunque visto come procede l’inchiesta, non ci sarà bisogno di approfondire.

    @gealach. Hai ragione, mi sono confusa io con i commenti. Per il viaggio di Aelin, non so, avevo letto non so dove un commento che diceva che in pratica era una fanfiction con tanto di autrice inserita nella storia…
    “Lo stagno di fuoco” non lo conosco, grazie della segnalazione. Invece riguardo all’usignolo ho avuto uno scambio di mail con l’autrice e non siamo proprio partite con il piede giusto, perciò lo leggerò un’altra volta.

    @Clio. Sei off topic, ma è molto interessante. Devo ammettere che io non mi ero posta questo problema dei rapporti fra giapponesi e filippini. Ho guardato un po’ i libri che ho in casa e cercato su Internet, ma non ho trovato niente di particolare. Probabilmente dovrei cercare google scrivendo in giapponese, ma non sono capace. ^_^

  68. 49 Clio

    @scriterio
    Sulle informazioni storico tecniche lascerei perdere. L’articolo decanta la sua bravura e la sua prosa. Io non sto dicendo che scrive male, sto dicendo che scrive assurdità, che è diverso.
    Se l’amico combattesse secondo una disciplina Filippina, nessun problema, ma, come lo stesso articolo riporta, il tutto è infarcito di trovate ninja che nessun occidentale poteva avere perchè:
    - Portoghesi e spagnoli andavano e venivano dal Giappone, ma se non ricordo male erano relegati a Nagasaki, e potevano muoversi per l’isola solo con enormi difficoltà, pastoie e controlli.
    - I ninja erano estremamente gelosi del loro sapere.
    E’ possibile che un Barbaro del Sud sia riuscito ad insinuarsi, sono possibili tante cose, poi io non ho letto tutti i libri…
    Ma ciò sarebbe possibile solo se costui fosse un ispanico.

    Inoltre:
    “Nel 1500 esistevano scuole di Escrima in tutto l’arcipelago delle Filippine e non inverosimile pensare che i ryu ninja, sempre alla ricerca di tecniche efficaci, ne avessero avuto notizia”
    E’ molto inverosimile invece. I ninja, dopo Nobunaga, se ne stavano di moooolto tranquilli. Per quanto ne so, ancora oggi i discendenti stanno seduti in un catino d’acqua fradda da quante ne hanno prese. Non penso avessero il fiato nè i mezzi di andare e venire dalle Filippine, e se anche qualche eco di questa scherma particolare fosse giunta per miracolo a Kiyushu dubito che loro si sarebbero lasciati sfuggire altrettante eco della loro arte verso l’esterno. La lotta ninja è sempre rimasta un’arte proibita per i giapponesi non ninja, che ora la impari qualcuno nelle Filippine… Mah.

    Poi, magari negli altri due libri la cosa è spiegata in modo realistico ed illuminante, anche se non immagino come ciò sia possibile. Io non li ho letti nè mi vien voglia di leggerli dopo quell’articolo XD

    Chiedo umilmente perdono alla Barca dei Gamberi, questo sarà il mio ultimo post fuori luogo, prometto!

  69. 48 gealach

    Gamberetta, mi ero persa la tua risposta, la stavo cercando dall’altra parte, dove ti avevo scritto… Comunque, Ethlinn è in effetti, in un po’ di punti, soporifero. Il vero bel lavoro della Rizzo, come ha fatto notare Davide dall’altra parte- insomma, ai commenti a “Riassunto delle puntate precedenti”- è “Il viaggio di Aelin”, che ti consiglio vivamente. E se vogliamo restare in tema, giusto per dimostrarti che in Italia il fantasy di qualità esiste e non è un’utopia, ti consiglio anche “Lo stagno di fuoco” di Daniele Nadir… e “Il lamento dell’usignolo di Laura Schirru.
    Ecco, io un paio di titoli te li ho detti… Con la speranza prima o poi di trovarne una tua recensione positiva. ;)

  70. 47 Terra

    Devo dire una cosa: meno male che non ho comprato i libri delle Guerre del Mondo Emerso! Volevo mantenere il ricordo delle buone idee che ho visto nelle Cronache, senza dovermi sorbire un’altra trilogia, e a quanto pare ho fatto bene.
    (Tra parentesi, le Cronache le ho lette con disimpegno totale: manco visto le incongruenze, pensavo sempre ad altro mentre leggevo. XD)
    Ottima recensione, pungente come piace a me, e la citazione dei commenti in perfetto amyketta/o-style è il colpo di grazia. Ho riso quasi fino alle lacrime, soprattutto per la comparazione tra i pianti di Nihal e di Dubhe… Un comportamento non molto guerresco!

    Quel link sul prologo della Ragazza Drago è inquietante: mi son trovata stampati davanti al naso il font di Nightmare Before Christmas, il Book Antiqua e l’Yggdrasil. Ma non si finisce mai di saccheggiare la mitologia nordica e la saga di Earthsea? Sì, la storia dei draghi saggi e intelligenti che interagiscono con gli umani mi ricorda tanto uno degli ultimi libri di Earthsea… Se poi consideriamo che coprotagonista di detto libro è una ragazza-drago, siamo a cavallo.
    Mi scuso per l’OT, ma trattandosi della Troisi.. ^^”’

    E prima di dimenticarlo, voterò per Bryan di Boscoquieto ecc ecc, il titolo promette bene!

  71. 46 Spike

    Ciao Gamberetta!

    In tema di recensioni future… Pensi di leggere prima o poi anche il romanzo “La dichiarazione” dell’inglese Gemma Malley, che è uscito da poco in Italia? si tratta di un romanzo con ambientazione fantascientifica, non fantasy. Magari in inglese lo trovi già su internet.

    Per soddisfare un po’ la tua curiosità morbosa sulla ragazza drago, puoi leggerne il prologo qui (se non lo hai già fatto…)

  72. 45 scriterio

    @Clio:
    ti giro questo link che spero troverai interessante.

    Riguardo lo scontro, cercherò di ritrovarlo per leggerlo in nuova ottica.

  73. 44 Sandy85

    Bene, finalmente la recensione tanto attesa XD Cosa dire: come sempre ben fatta ed arguta al punto giusto. Naturalmente sono d’accordo con te al 110%, visto che ho trovato il libro talmente insulso, banale, scritto per bambocci scemi e chi più ne ha, più ne metta.
    Ma cos’è questa mania, in Italia, di ridurre tutto a “letture per ragazzi”, che poi non sono neanche per ragazzi (visto quanto sangue – e non solo – scorra in questo libro… e ci stupiamo del bullismo a scuola)? E poi gli editor dove sono? Nascosti sotto il mantello insonorizzato di Dubhe, l’ennesima Mary Sue della letteratura Troisiana?
    Forse queste domande sono già state poste, ma non ho ancora letto tutti i commenti, quindi perdonate le ripetizioni.

  74. 43 Clio

    @scriterio
    La scherma sarà filippina, ma una daikatana è giapponese, come anche gli shuriken che fa fare all’ebreo. Che ci fanno in Germania? I tedeschi il Cipengo lo hanno a malapena intravisto nel 1866 (se non ricordo male).
    Non posso girarti le pagine perchè il libro ce l’ho in Italia, ma posso dirti in che “punto”: l’eretico ha raccattato la ragazza e si è ritirato in una (credo) convento abbandonato (sempre che non mi ricordi male), il posto viene attaccato dai mercenari tra cui il ragazzotto di buona volontà di cui non ricordo il nome, e che poi seguirà l’eretico. Uno dei mercenari ha anche l’idea assolutamente geniale di tentare di violentare lei mentre i suoi si fanno massacrare. Giuro che, se in frangente simile ci fosse riuscito, tanto di cappello…
    Poi, io lessi solo il primo libro, se nel secondo spiega che l’amico era una spia portoghese e che i pipistrelli delle sterminate fogne di Magdeburg erano, nel 1600, l’unica specie al mondo pericolosa per gli esseri umani, mi scuso, ma sono rimasta talmente male del primo che certamente non mi è venuta voglia di leggere il secondo… Anche per le cose che non mi sono piaciute non sono soltanto queste, ce ne sono molte altre, ma stiamo andando mostruosamente fuori tema.

  75. 42 scriterio

    @Clio:

    il Giappone è ermeticamente chiuso ai gaijin

    Corretto: infatti si tratta di Kali (escrima filippina).

    Inoltre anche prima solo i portoghesi (e forse gli spagnoli) avevano i portolani per recarsi in Giappone.

    Corretto anche questo (complimenti per la tua cultura!): infatti le Filippine sono colonia spagnola dal ca. 1521.

    PS ti invito, se ne avrai voglia, a girarmi le pagine del combattimento cui ti riferisci, così mi diverto a girarlo ad un paio di professionisti del forum Altieri… eheh

  76. 41 Clio

    @Gamberetta
    Mah, a me pare abbastanza inverosimile che dei mercenari si facciano macellare a quel modo in delle rovine. Non ricordo la pagina, ma ricordo che li massacra come se fossero stati nudi: un mescenario di solito era protetto da una cotta di maglia con relativa imbottitura, pettorale d’acciaio ed elmo… Ma anche un pettorale e basta non lo tagli con una katana, amico, ma nemmeno se sei Benkei. Uno addirittura viene fatto secco da un secchio che gli cade -vuoto- sulla testa sfondandogli l’elmo. Ammazza, e di che era, titanio?
    Inoltre nell’epoca descritta (inizi 1600, se non sbaglio), il Giappone è ermeticamente chiuso ai gaijin. Inoltre anche prima solo i portoghesi (e forse gli spagnoli) avevano i portolani per recarsi in Giappone. Quindi non capisco tutte ‘ste katane da dove arrivino. Non dalla Cina, che ha sempre usato armi differenti.

    Poi la chicca della fuga dei due ebre per i sotterranei di Magdeburg… E poi vedere i pipistrelli… oddio i pipistrelli, attenzione, fate piano! Ma perchè? Uno o mille, sono tra le bestie più innoque della Terra…

    Hum, gomenne, mi sono fatta prendere dal furor e sto andando fuori tema…

  77. 40 Gamberetta

    @Tuareg, @GiD. Avete probabilmente ragione. Ho sbagliato a promettere di recensire l’opera omnia della Troisi. In futuro cercherò di recensire romanzi più interessanti (ma il blog ha un occhio di riguardo per il fantasy italiano, perciò spesso c’è solo da scegliere tra il brutto e il più brutto).

    @Storm. È normale per la Troisi usare termini e riferimenti moderni, non credo si sia mai posta il problema.

    @gealach. Ethlinn non sono riuscito a finirlo, non sono andata neanche tanto in là, solo fino a pagina 80 o giù di lì. È soporifero.

    @Clio. Oddio. Così su due piedi non mi viene in mente nessuna particolare scena di combattimento del tutto inverosimile.

  78. 39 The Jackal

    Gamby,
    Sto traducendo il libro di Gerrold per un’amica.
    Quando l’avrò finito, lo mandiamo alla Troisi? Non imparerà a scrivere ma… chissà…

  79. 38 Clio

    @Gamberetta
    Scusa l’OT, per Magdeburg: lo spacciano per romanzo storico. Io l’ho comprato per questo e lo odio con tutte le mie forze sempre per questo. Se quello è un romanzo storico, Indiana Pipps ed il mistero di Eldorado è un saggio di storia precolombiana. Raramente mi sono trovata per le mani un’accozzaglia di baggianate simili.
    Anche a me piacerebbe sapere cosa ne pensi (contando che ci sono alcune delle scene di combattimento più deliranti che abbia mai letto! Notare che le armature non servono MAI a NULLA! Ma ce le mettevano a fare?).

  80. 37 Loreley

    Qua mi sembra ci sia un errore ancora più grave, cioè l’uso del termine ‘pubblicità’.

    Sì, anche io ricordo di aver storto il naso quando ho letto il termine. Lo trovo ben poco appropriato nel contesto specifico (che dovrebbe essere simil-medievale) e indica una generale sciatteria dell’autrice nella scelta dei termini per denotare un concetto, che ricorre il più delle volte a terminologie banali e fastidiosamente moderne.
    Comunque a essere sincera mi sono stancata delle cronache Troisiane. Aspetto la prossima recensione del libro della Strazzulla! (che infatti ho votato :D)

  81. 36 Asher-Kunitz

    Piuttosto interessante come recensione, anche se piuttosto cattivella. Ma io adoro le cose piuttosto cattivelle, piuttosto che cose faziose. Piuttosto, piuttosto, piuttosto XD

  82. 35 Storm

    Dubhe pensa di non farsi pubblicità ammettendo di essere lei ad aver compiuto il furto…

    Qua mi sembra ci sia un errore ancora più grave, cioè l’uso del termine ‘pubblicità’.

    Premetto che non ho mai letto nulla della Troisi, e pertanto non so se nel mondo che ha creato siano a conoscenza del concetto di pubblicità o meno. Nel caso non lo fossero, come credo sia probabile, l’utilizzare la parola pubblicità equivale a inserire una sparatoria in un romanzo storico ambientato ai tempi di Gesù, quando la polvere da sparo era sconosciuta.

    Di fatto hai il lettore che si chiede “come cappero è possibile ‘sta cosa?” e tanti saluti al sense of wonder.

  83. 34 scriterio

    @Tuareg
    Anche a me interesserebbe una recensione della trilogia di maestro Altieri; ha però ragione Gamberetta nel non ritenerlo uno scrittore fantasy.
    Ancora se ne discute, sul perché lo abbiano incasellato nel fantastico, vista la sua solida struttura storica ed il lavoro di certosina ricerca.

    Ah, prima di dimenticarmene: voto anche io per Strazzulla

  84. 33 GiD

    Per quanto riguarda la prossima recensione ho votato per la Stazzulla, e non mi vergogno a dire che spero che la recensione sia distruttiva… Scusate, ma “Il signore delle tenebre” come cattivo non mi va proprio giù!

    @Gamberetta
    Mi piacerebbe leggere una tua recensione, o anche un articolo, sui libri di Terry Pratchett, soprattutto sotto il punto di vista tecnico. L’hai citato più volte, se non sbaglio in maniera positiva. Io ho provato a leggere due suoi libri (Il colore della magia e La luce fantastica) e entrambe le volte sono rimasto deluso e incazzato insieme. Idee geniali scritte in un modo… non so neanche come definirlo… confusionario, forse…
    So solo che non sono mai riuscito a leggerne neanche sei pagine di seguito; mi veniva mal di testa già alla quinta.

  85. 32 Tuareg

    Sì, anche secondo me Magdeburg rientra con difficoltà nel fantasy, ma dato che lo avevi citato ne approfittavo per suggerirtelo, anche per cambiare un po’ l’oggetto delle tue critiche. Personalmente non trovo costruttivo (anche se capisco i motivi dell’accanimento) esaminare tanti testi tanto simili tra loro. Va bene che repetita juvant, ma gli errori di uno scrittore possono essere tanti e su piani diversi. Magdeburg (tanto per dirne uno) amplierebbe lo spettro degli approcci letterari e delle tecniche di scrittura presi in esame. Sono scelte che a mio avviso sarebbero a volte criticabili già in sé e per sé. Anche se sarebbe inevitabile aprire l’ennesimo dibattito su cosa è soggettivo e cosa no…

  86. 31 Tuareg

    Prendo atto. Sul mio (Garzanti cartaceo del ’65) c’è scritto proprio che è errato, ma si vede che panta rei. Comunque a me suona “vernacolo meridionale” e preferisco senz’altro senza la i.

  87. 30 AryaSnow

    @GiD. Secondo me se la Troisi avesse cominciato con Dubhe bambina e fosse andata avanti in maniera lineare con la storia, ne sarebbe venuta fuori una vicenda più interessante, perché almeno la morte del Maestro sarebbe stata un “colpo di scena”.

    Mah, a me invece forse lo spezzettamento ha reso la lettura meno noiosa, almeno si passa un po’ da uno scenario all’altro.

    Comunque la parte di Dubhe da piccola è quella che ho sopportato meglio, probabilmente perchè la scrittura infantile e dilettantesca della Troisi stona un po’ meno con dei ricordi dell’infanzia.

  88. 29 AryaSnow

    2) La continua angoscia della Troisi nel ripetere sempre gli stessi pensieri dei personaggi, sempre nelle stesse situazioni. Sembra quasi che abbia paura che il lettore non capisca bene il personaggio, così non solo ti dice cosa fa, non solo ti dice cosa pensa, ma ti dice anche che fa quella cosa perché pensa quella cosa… va bene caratterizzare il personaggio mostrandone i tormenti interiori, ma a un certo punto il lettore conosce il personaggio e non ha certo bisogno del narratore che interviene a giustificare continuamente quello che il personaggio fa.

    Ohh, ecco! E’ quello che ho sempre detto pure io!
    Si sente proprio la Troisi preoccupata ad insegnare la lettore un particolare concetto, a ripeterlo e a spiegarlo nel modo più esplicito e chiaro possibile. Prende la manina del lettore e si preoccupa di guidarlo come un bambino, come se quello che dice fosse chissà quale grandiosa scoperta filosofica-psicologica. In realtà non c’è assolutamente bisogno di scrivere (e le scrive male, sembra un tema di prima superiore) in continuazione tutte quelle seghe mentali e “pseudo riflessioni profonde”. Si può rendere gli stessi concetti in un modo molto meno fastidioso e molto meno scolastico. Possono dire molto di più poche frasi ben strutturate, inserite nel modo giusto, un particolare gesto, un comportamento, una battuta ecc. Quando invece alcuni dicono che la Troisi “caratterizza bene i personaggi”, sembra che la qualità della caratterizzazione sia per forza proporzionale alla quantità di queste lagne banali.
    Leggere la Troisi mi dà fastidio anche perchè in vari momenti momenti mi viene da dire “Ehhh, ma va? Che scoperta, non si era capito. Avanti, rispiegamelo ancora!” =P

    Però devo ammettere che alcune delle idee di fondo del romanzo sono buone, e potevano davvero essere il punto di partenza per un buon fantasy.
    1)Il personaggio di Dubhe: ok, il protagonista tormentato non è una novità , però la figura della ragazza che costretta dagli eventi diventa assassina e ladra è molto interessante e ha molto potenziale.
    2)Anche la Gilda degli assassini non era male come idea, certo se non fosse stato un covo di imbecilli, oltre che di assassini, sarebbe stato meglio… però l’idea di base della setta che distorce il culto della divinità a cui era stata benedetta Nihal è una buona idea. (Spero che la Troisi avesse già parlato di Sheevrar nelle Cronache, altrimenti la storia di Theenar sarebbe una forzatura).

    Saranno anche idee buone, ma di sicuro non sono idee nuove :-)
    Non che richieda per forza chissà quali idee nuove, eh, era solo per precisare. La cosa principale che rende pessimi i libri della Troisi per me è che sono scritti male, sia negli eventi che nelle parti riflessive.

  89. 28 Gamberetta

    @Tuareg. Beneficienza si può scrivere anche con la ‘i’:
    http://www.demauroparavia.it/13255

    Per quanto riguarda Magdeburgo, c’è il problema che dire che sia fantasy è una forzatura. Comunque non è escluso che ne parli, Altieri è bravo (ma secondo me nei primi polizieschi lo è stato molto di più che non in quest’ultima trilogia).

    @GiD. Secondo me se la Troisi avesse cominciato con Dubhe bambina e fosse andata avanti in maniera lineare con la storia, ne sarebbe venuta fuori una vicenda più interessante, perché almeno la morte del Maestro sarebbe stata un “colpo di scena”.

  90. 27 Angra

    @Gamberetta: ti prego, non leggere più la Troisi, sto male per te ^_^
    Va bene che dai brutti libri si impara, ma mi pare che la Troisi tenda a ripetersi. Un appunto sul commento che hai citato:

    Innanzi tutto vorrei fare i complimenti a Licia perché è davvero brava! Scrive molto bene, ho letto il suo nuovo romanzo in appena due giorni! Questo dimostra che anche gli scrittori italiani possono competere con quelli anglosassoni: ancora brava! Devo però aggiungere – parere del tutto personale, da non prendere certo come una critica – che il personaggio di Nihal alle volte si comporta in maniera un po’ infantile. Per i miei gusti, ben inteso! Ma è solo un piccolo appunto riguardo un romanzo per altro ottimo.

    Questa in gergo si chiama “tecnica del sandwich” ed è un modo molto efficace di parlare male di qualcosa o qualcuno. Si chiama così perché i giudizi positivi all’inizio e alla fine sono le due fette di pane, mentre la sostanza del discorso è nel mezzo e solo quella viene percepita e ricordata da chi ascolta. Il partire con dei complimenti generici serve a convincere l’altro che non sei prevenuto e che quindi la tua critica è sincera e attendibile. La tecnica del sandwich si riconosce dal fatto che i complimenti all’inizio e alla fine sono sempre molto generici, mentre la critica che sta in mezzo è specifica. Non so di chi sia il commentatore ma scommetterei che il romanzo gli è piaciuto poco, solo che per qualche ragione ha paura a esprimersi liberamente.

  91. 26 Tuareg

    Mi piacerebbe che recensissi un libro della trilogia di Magdeburg, quando ti sarai stufata degli adolescenti. Non mi perdo un tuo articolo e sarei molto curiosa di sapere cosa ne pensi :-)

  92. 25 Tuareg

    Ciao, ho trovato un errore di ortografia: benefic-i-enza.

  93. 24 Tyreal

    @Gamberetta, ora è chiaro, grazie.

  94. 23 GiD

    “La setta degli assassini” è stato il primo romanzo della Troisi che ho letto (anche perché è stato il primo cho ho trovato in edizione economica!).
    In generale concordo con molte cose che hai evidenziato, Gamberetta, prima fra tutte la lentezza del racconto e la mancanza di elementi fantasy determinanti. Penso però che tu abbia trascurato due importanti pecche del romanzo.

    1) Il parallelismo fra la coppia Nihal/Sennar e la coppia Dubhe/Lonerin, che più che un parallelismo è un ripetersi degli stessi personaggi, quasi identici fra loro. Capisco tentare di ricordare in qualche modo i personaggi passati (per la gioia dei fan), ma sforzarsi di cambiare un po’ almeno… poteva anche proporre un LUI guerriero e una LEI maga stavolta, già sarebbe stato qualcosa.
    2) La continua angoscia della Troisi nel ripetere sempre gli stessi pensieri dei personaggi, sempre nelle stesse situazioni. Sembra quasi che abbia paura che il lettore non capisca bene il personaggio, così non solo ti dice cosa fa, non solo ti dice cosa pensa, ma ti dice anche che fa quella cosa perché pensa quella cosa… va bene caratterizzare il personaggio mostrandone i tormenti interiori, ma a un certo punto il lettore conosce il personaggio e non ha certo bisogno del narratore che interviene a giustificare continuamente quello che il personaggio fa.
    Altrettanto fastidioso è il continuo rimarcare gli stessi concetti: Dubhe è maledetta, la morte l’accompagna, non ha futuro, è tutto nero intorno a lei, si lascia solo vivere… mamma mia… soprattutto ne “Le due guerriere” c’è da prenderla a testate (non so se Dubhe o la Troisi).

    Però devo ammettere che alcune delle idee di fondo del romanzo sono buone, e potevano davvero essere il punto di partenza per un buon fantasy.
    1)Il personaggio di Dubhe: ok, il protagonista tormentato non è una novità , però la figura della ragazza che costretta dagli eventi diventa assassina e ladra è molto interessante e ha molto potenziale.
    2)Anche la Gilda degli assassini non era male come idea, certo se non fosse stato un covo di imbecilli, oltre che di assassini, sarebbe stato meglio… però l’idea di base della setta che distorce il culto della divinità a cui era stata benedetta Nihal è una buona idea. (Spero che la Troisi avesse già parlato di Sheevrar nelle Cronache, altrimenti la storia di Theenar sarebbe una forzatura).

    P.S.
    Anche a me l’idea del passato narrato al presente e col corsivo è piaciuta.
    Penso che la Troisi abbia ragione su questo punto. In un romanzo dove solitamente si parla al passato, la narrazzione al presente richiama subito la sensazione del ricordo, del passato quindi. Ma questa è un’osservazione soggettiva.
    Oggettivamente parlando, però, l’uso del presente e del corsivo permette al lettore di distinguere anche visivamente la linea narrativa principale (Dubhe adulta) da quella secondaria (Dubhe bambina).
    L’Idea poi di raccontare il passato del personaggio in questo modo è a mio parere intrigante,oltre che originale, soprattutto perchè il passato viene raccontato fino a ricongiungersi col presente.

  95. 22 Lo Sparviero

    Ottima recensione, però, secondo me, hai preso un gambero… ehm… un granchio quando hai affermato che in questa trilogia non ci sono guerre. Beh, sbagli, perché ci sono molte guerre solo che Dubhe non prende parte a nessuna di esse.
    Ancora complimenti ?!

  96. 21 mhrrr

    ok, grandiosa, al solito.
    mi permetto di consigliarti (ma non da recensire, come opera di purificazione) di leggere almeno i primi tre fumetti della serie “la fortezza” di lewis trondheim (quelli numerati dall’uno al tre)(ok, sembra una cazzata, ma il simpatico lewis ha fatto tre serie, numerandole a partire da 1, da 100 e da -100. meno cento poteva essere considerato il primo).
    non leggerò l’ennesima porcata, non credo che l’avrei comunque letta, ma ora ne sono proprio convinto (anche perché non credo nel discorso per cui bisogna leggere per poterne parlare: basta fidarsi di qualcuno che si è sobbarcato l’infausto compito oppure semplicemente non parlarne)(quel discorso sovvenziona cattive opere di editoria).
    l’idea del presente storico per il passato non era male, probabilmente lycia (detergente intimo) era anche più soddisfatta dell’astuto artificio stilistico. il fatto che accada poco è perché l’autrice ha capito che tutti quegli eventi danneggiano la sua capacità di espressione: non ci vuole un cazzo a raccontare qualcosa; il difficile è non dire alcunché.

    io ho votato strazzulla, ma solo perché mi spiace sentire dei tuoi tormenti da lettrice.

  97. 20 alice

    *no comment

  98. 19 alice

    Finalmente! Apettavo questa recensione con ansia.
    Scrivo poche righe perchè i libri della Troisi parlano da soli.
    E’ una cosa orribile questo libro, anche se devo ammettere che non l’ho letto (e non lo leggerò nemmeno morta!). La Troisi mi sembra quasi un Moccia con un pizzico di fantasy, tra l’altro orribile.

    La scempiaggine della finestra è una favola!!
    La Setta degli assassini fa proprio schifo… no commento O.O

    Ho votato per la Strazzulla, speriamo che almeno lei sia brava. Non vogliamo mico l’erede della Troisi!!

  99. 18 gugand

    @Mari
    Sono d’accordo che Miura stia allungando il brodo mostrando sempre di piu’ combattimenti che durano per numeri e per questo la storia prosegue lentamente, troppo lentamente.
    In giappone tendono a far allungare il piu’ possibile i manga di successo visto che prevedono che finiscano.
    Comunque ha una gran storia, per questo che mi era sembrata eccessiva la tua definizione di “vaccata”.

  100. 17 Stefano

    Io non ho votato per la Strazzulla, se poi si scopre che sei tu questa benedetta autrice, che figura ci fai? ;-)
    La recensione mi è piaciuta, ma non posso dire molto di più: non ho avuto lo stomaco di sciropparmi un altro libro della Troisi. Sull’ipocrisia, beh è un vizio diffuso: a volte ci vuole, la verità può essere deleteria, ma in letteratura il lettore che paga ha ogni diritto e il recensore delle responsabilità precise.
    La recensione di Falconi non va a suo onore, anche se credo che la redazione di FM, per prima, avrebbe dovuto irruvidire un po’ certe lisciate.

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