Incipit e nuove abitudini di lettura

Fra poche ore chiuderò il sondaggio, perché mi sembra che ormai i risultati siano chiari. La Strazzulla ha stravinto, ottenendo quasi più voti degli altri tre romanzi messi assieme. Avevo intuito che avrebbe trionfato la novità, ma sono rimasta sorpresa dalle proporzioni, e non credevo che ci fosse più curiosità su Bryan di Boscoquieto rispetto a La Ragazza Drago.

Copertina di Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni
Copertina di Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni

Avendo promesso di attenermi ai risultati del sondaggio, mi sono già procurata Gli Eroi del Crepuscolo. Ho letto un centinaio di pagine, posso solo dire che se riesco ad arrivare in fondo (ed è un grosso se, perché la mia soglia di sopportazione è al limite), ci sarà da “divertirsi”.

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo
Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo

A partire dall’incipit, che riporto di seguito:

Il primo giorno fu un giorno di sole.
Non era in realtà il primo giorno, perché migliaia di giorni erano già scivolati via, silenziosamente registrati da sguardi che si nascondevano nelle ombre in mezzo agli alberi, e da memorie create per durare in eterno e conservare il ricordo di ogni singolo secondo perduto. Ma i Primi non potevano saperlo, e lo chiamarono il primo giorno, dopo che la prima notte ebbe insegnato loro cos’era un giorno, e cos’era una notte. I Primi avevano molto da imparare e lo sapevano.

Bello? Brutto? Basta confrontarlo con qualche altro incipit. Non scelto apposta, solo di romanzi in coda di lettura caricati sul lettore di ebook.

L’incipit di Singularity Sky di Charles Stross:

The day war was declared, a rain of telephones fell clattering to the cobblestones from the skies above Novy Petrograd. Some of them had half melted in the heat of re-entry; others pinged and ticked, cooling rapidly in the postdawn chill. An inquisitive pigeon hopped close, head cocked to one side; it pecked at the shiny case of one such device, then fluttered away in alarm when it beeped. A tinny voice spoke: “Hello? Will you entertain us?”
The Festival had come to Rochard’s World.

Avevo riportato le prime 89 parole del romanzo della Strazzulla, qui ci sono le prime 85 di Stross. Già dalla prima frase una preferirebbe leggere Stross rispetto alla Strazzulla. La Strazzulla si preoccupa di comunicarci che il primo giorno c’era il sole, Stross invece chiarisce che il giorno in cui scoppiò la guerra, una pioggia di telefoni cadde su Novy Petrograd.
La reazione alla Strazzulla è: “C’era il sole, ottimo, e allora? Chi se ne importa!”, la reazione a Stross è: “C’è una guerra e piovono telefoni?! Che diamine sta succedendo?”, ovvero, suscita curiosità.
Nel proseguo, la Strazzulla racconta, è generica, Stross mostra. È difficile immaginare nella propria testa quel che racconta la Strazzulla, perché è vaga, perché riferisce concetti astratti (come faccio a rendere nella mia mente: “I Primi avevano molto da imparare e lo sapevano”? A questo punto non so neanche chi o cosa siano i Primi!)
Stross invece è preciso, concreto: i telefoni sono mezzi sciolti, un piccione si avvicina, sono riportate le esatte parole della voce. Posso senza difficoltà immaginare l’intera scena.

Copertina di Singularity Sky
Copertina di Singularity Sky

L’incipit de Il Tramonto degli Dei di Mary Gentle:

Nella piazza della cattedrale la folla ormai rauca si apprestava ad impiccare un maiale.
Un giovane rallentò il passo per guardare.
Le assi gialle del patibolo, inchiodate frettolosamente, stillavano linfa; un odore resinoso di pino giunse alle sue narici, e ancora più forte, il fetore di sterco animale. Lucas cercò un fazzoletto per tergersi il volto sudato. Non trovandolo, usò, disgustato, un lembo della manica. Si fece strada fra gli spettatori, con la testa che gli rintronava per il rumore.

80 parole per la Gentle. Anche in questo caso, basta la prima frase ad “acchiappare” il lettore, infatti l’impiccagione di un suino non può che suscitare molta curiosità. Il proseguo è, come nel caso di Stross, mostrato.

Copertina de Il Tramonto degli Dei
Copertina de Il Tramonto degli Dei

L’incipit di Wizard of the Pigeons di Megan Lindholm (meglio conosciuta come Robin Hobb):

On the far western shore of a northern continent there was once a harbour city called Seattle. It did not have much of a reputation for sunshine and beaches, but it did have plenty of rain, and the folk who lived there were wont to call it “The Emerald City” for the greenness of its foliage. And the other thing it boasted was a great friendliness that fell upon strangers like its rain, but with more warmth. In that city, there dwelt a wizard.

84 parole per la Hobb. Questo incipit mi piace meno di altri, d’altra parte, come detto, non li ho scelti apposta. Qui la curiosità, benché non così stimolata come nel caso di Stross e della Gentle, è data dal contrasto fra il tono fiabesco “c’era una volta [...] un mago” e l’ambientazione moderna: Seattle.

Copertina di Wizard of the Pigeons
Copertina di Wizard of the Pigeons

E per ultimo l’incipit di un romanzo che non ho nel lettore, ma che ho una gran voglia di rileggere, dopo essermi sorbita tante stupidate, Cuore d’Acciaio di Michael Swanwick

Anche se allora la bimba rapita ai mortali non lo sapeva, la sua decisione di rubare un drago e scappare nacque la notte in cui i bambini si riunirono per complottare la morte del loro supervisore.
Fino da quando era stata in grado di ricordare, era vissuta nella fabbrica dei draghi ad alta energia. Ogni giorno all’alba veniva condotta a passo di marcia, assieme agli altri minori a contratto, dal dormitorio nel Fabbricato 5 alla caffetteria, per una colazione che aveva a malapena il tempo di trangugiare prima del lavoro. A quel tempo solitamente veniva mandata al reparto cilindri per il lavoro di lucidatura, ma altre volte veniva assegnata al Fabbricato 12, dove i neri corpi di ferro venivano collaudati e lubrificati prima di passare al reparto costruzioni per l’assemblaggio finale. I tunnel addominali erano troppo piccoli per un adulto, e il suo compito consisteva nello strisciarci dentro per strofinare e ingrassare quei cunicoli bui. Lavorava fino al tramonto e talvolta anche oltre se sotto contratto c’era un drago particolarmente importante.
Il suo nome era Jane.

176 parole, non ho voluto tagliare a metà il secondo paragrafo. Anche nel caso di Swanwick, basta la prima frase a invogliare alla lettura: abbiamo in due righe una bambina rapita, un progetto di furto di rettile gigante e fuga e infine un complotto teso all’omicidio di un supervisore! Un tantino più significativo rispetto a una giornata di sole…

Copertina di Cuore d’Acciaio (edizione russa)
Copertina di Cuore d’Acciaio (edizione russa)

Un paio di considerazioni. L’incipit è importante e lo diventerà sempre di più. Mi spiego: non ho comprato nessuno dei romanzi sopra citati, a parte Cuore d’Acciaio, che comunque è stata acquistato a suo tempo da mio fratello. Li ho scaricati. E come ho scaricato questi, negli ultimi sei mesi ne ho scaricati qualche altro migliaio. Avendo a disposizione, non più in là di qualche click del mouse, centinaia e centinaia di romanzi di fantasy e fantascienza, con quale criterio dovrei scegliere quali leggere?
Ci sono i consigli altrui, la conoscenza dell’autore, le recensioni, ma comunque coprono una percentuale piccolissima di tutti i romanzi. Non mi rimane altro che provare a leggere qualche pagina o spesso non più di qualche frase, perché anche solo leggere 10 pagine da ogni romanzo richiederebbe anni.
Mi rendo conto che non sia un criterio “giusto”, e così facendo possa perdermi anche dei capolavori, ma questo piccolo esperimento mi pare significativo: guarda caso l’incipit più banale e “vuoto” è quello dell’autore alle prime armi.
Credo che in futuro, in un futuro prossimo, l’incipit sostituirà a tutti gli effetti la copertina. Adesso, con le librerie come principale fonte di approvvigionamento, la copertina è la presentazione di un romanzo. Ma in uno scenario di pirateria capillare, come avviene già con musica, videogiochi e film, la “presentazione” non è altro che un nome di file. Saranno le prime frasi a rendere o no attraente un romanzo (al di là di altre considerazioni riguardo la fama dell’autore o l’argomento trattato).
Non che manchino i tentativi di trasferire nel virtuale la stessa impostazione delle librerie fisiche, si veda il per altro notevole sito zoomii books, ma per me sono tentativi morti in partenza.

L’altra considerazione è che Einaudi avrebbe potuto inaugurare la sua collana fantasy traducendo – magari con particolare cura – qualche romanzo inedito in Italia di Swanwick o della Gentle. Ma pazienza, inutile ripetere sempre gli stessi discorsi, utile però ribadire: NON BISOGNA COMPRARE PIÙ LIBRI. Bisogna scaricarli, o prenderli in prestito in biblioteca.
Se un editore vuole soldi, deve giustificare tale pretesa. Una bella copertina e tanta pubblicità non sono scuse sufficienti.

* * *

A proposito di libri gratuiti, riprendo il discorso riguardo il lettore di ebook. Ho ricevuto alcune mail che mi chiedevano chiarimenti rispetto alla mia precedente recensione. Dopo sei mesi circa d’intenso utilizzo vale quanto già detto, ma posso aggiungere qualche nota in più:

Icona di un gamberetto Il recente (Maggio) aggiornamento del firmware, non solo non ha risolto i problemi riscontrati – al massimo li ha attenuati – ma ne ha introdotti di nuovi, tipo un consumo abnorme della batteria in determinate situazioni. Inutile dire che dal punto di vista del supporto la Bookeen si sta rivelando un’azienda non proprio affidabile.

Icona di un gamberetto Ciò significa che certi PDF e certe immagini jpeg continuano a far “crashare” il lettore, il che rende leggere manga o libri con molte illustrazioni un’impresa frustrante. La soluzione è ridimensionare e ridurre il numero di colori di ogni singola immagine, per adattarla alla caratteristiche dello schermo. Operazione lunga e noiosissima nel caso dei PDF; alla fine si fa prima a leggere a video o stampare.

Icona di un gamberetto Devo inoltre confermare che i PDF in formato A4 sono in pratica illeggibili. Se sono quasi esclusivamente testo si possono convertire in altri formati più digeribili dal lettore senza colpo ferire, altrimenti è meglio lasciar perdere.

Icona di un gamberetto Manuali o altri testi di consultazione, anche se in formato idoneo, sono anche loro inutilizzabili. La lentezza dell’aggiornamento dello schermo rende molto problematico “sfogliarli”, e la mancanza di tastiera impedisce qualunque tipo di ricerca delle informazioni.

Icona di un gamberetto Il calcolo della durata della batteria è complesso. Come ricordato nella recensione, la batteria si consuma solo a ogni refresh dello schermo, perciò una misurazione in termini di tempo non è significativa. Così com’è poco significativo parlare di “pagine girate”, perché a seconda di come si imposta la grandezza dei caratteri per leggere uno stesso testo si possono voltare un numero diverso di pagine.
Con le impostazioni che sto usando, sullo schermo appaiono poco meno della metà dei caratteri di una pagina media di un libro stampato. In pratica un romanzo di 400 pagine mi richiede circa 900 refresh dello schermo (senza contare altri refresh quando apro i menu o navigo la biblioteca). Con tali impostazioni, leggo tre romanzi appunto sulle 400 pagine “reali” prima di dover ricaricare. O meglio leggevo, perché dall’aggiornamento di Maggio la batteria ha cominciato a consumarsi molto più in fretta. Il sospetto è che per qualche bug ora il lettore consumi energia anche quando è fermo. In ogni caso se si sono salvati i file di sistema prima di aggiornare è possibile tornare al firmware precedente, cosa che quasi sicuramente farò.
EDIT: Proprio oggi (25 Giugno) la Bookeen ha rilasciato un nuovo firmware che dovrebbe risolvere il problema del consumo eccessivo della batteria.

Icona di un gamberetto E con queste premesse, sono entusiasta del mio lettore! In questi sei mesi ci ho letto sopra 20-25 romanzi, ed è stata un’esperienza del tutto piacevole. Anzi, è stato meglio che non leggere su carta. Soprattutto quando il libro di carta è un tomo da 500 e più pagine con copertina rigida, si può facilmente capire quanto sia più comodo leggerlo usando un lettore del peso di appena 174 grammi.
Quando si ha in mano un libro con caratteri troppo minuti o troppo grandi si può solo far finta di niente, adesso invece li regolo io come preferisco. Senza contare che posso cambiare il tipo dei caratteri e con un po’ di fatica anche l’interlinea e i margini della pagina.
Certo, ci sono libri non troppo pesanti, con caratteri della grandezza giusta e stampati su carta patinata di lusso: questi sono superiori all’esperienza che offre il lettore, ma in media è il lettore a garantire l’esperienza migliore.
Anche grazie al fatto che per fortuna la durezza iniziale dei tasti è andata via via diminuendo, e già dopo circa un mese potevo voltare pagina tenendo il lettore con una mano sola, senza bisogno dell’appoggio della seconda mano.

Icona di un gamberetto È opportuno rimarcare la qualità dello schermo e-ink: leggendo sul balcone, al sole, lo schermo è perfettamente visibile, non ci sono paragoni con un LCD. Ho anche apprezzato l’opzione di rendere tutto il testo sempre in grassetto. All’inizio sembra strano, ma a lungo andare l’aumento di contrasto dovuto al grassetto rende la lettura meno faticosa.

Cybook all'aperto
Il Cybook all’aria aperta. La mano non è mia ma del signor Iddo Genuth. Qui la sua recensione dell’apparecchio

Icona di un gamberetto Ci sono poi i vantaggi collaterali, primo fra tutti appunto il poter leggere con facilità a sbafo. O poter avere in un paio di memory card 5.000 e passa volumi di narrativa fantastica, con occupazione di spazio inferiore a una scatola di fiammiferi. O non dover aspettare giorni che arrivi un libro ordinato da iBS.it, ma qualche minuto perché si completi il download.

Perciò le conclusioni sono più o meno le stesse della recensione: se si è appassionati di narrativa e non si hanno scrupoli a rifornirsi via P2P, il lettore è tutto di guadagnato, sebbene sia sotto molti aspetti un prodotto ancora “rozzo”. Altrimenti non vale la pena, in particolare riguardo all’acquisto di ebook: in Italia non li vende nessuno o quasi, e anche in lingua inglese è più facile trovare ciò che si vuole via eMule e BitTorrent piuttosto che presso i siti delle librerie online.

Rispetto alla recensione c’è poi da aggiungere che ora allo stesso prezzo la Bookeen vende il Cybook Gen3 New Edition con 512MB di memoria interna rispetto ai 64, e tasti più morbidi (o almeno così pare, non ho avuto modo di provare personalmente).

* * *

Da Gli Eroi del Crepuscolo:

Per strada la gente accolse il Capitano con clamorose ovazioni. Vandriyan era molto alto, e malgrado la stanchezza camminava a testa alta. Era vestito di verde, con un lungo mantello svolazzante; portava polsiere di oro zecchino su cui erano incisi caratteri runici, e al collo un monile d’oro bruno, che si era trovato già addosso all’inizio dei tempi e che da allora non aveva mai tolto. Al lobo sinistro portava un grosso orecchino d’oro su cui era incastonato uno smeraldo. I suoi lineamenti erano belli e fieri; la pelle glabra e liscia, come quella di tutti gli Eterni. Aveva due intensi occhi verdi e una lunga chioma di fluenti capelli dorati, fra i quali, dietro l’orecchio a punta, portava un giglio nero, un po’ provato dal caldo. Il suo figlio maggiore, Hilsir, era invece vestito di blu; aveva un fisico asciutto e muscoloso, lunghi capelli argentei, occhi color ghiaccio. Il secondogenito, Tyhanar, era invece alto e fino, con dei lineamenti aguzzi molto simili a quelli del padre; portava abiti di seta turchese e aveva gli stessi splendidi occhi verdi di Vandriyan. Per strada molte ragazze lo salutarono, e salutarono Lanyan, il terzo. Lanyan era alto e snello, con un fisico asciutto e portamento elegante; era vestito di rosso e aveva le gambe lunghe e scattanti inguainate in un bel paio di stivali di cuoio marroncino.

Perché leggo ’sta roba e mi viene in mente: brutta fanfic yaoi? Soprattutto perché leggo ’sta roba? Se ne riparlerà nella recensione, quando e se ci sarà (e stendo un velo pietoso sulla lettera di estorsione firmata “Signore delle Tenebre” e scritta con inchiostro viola…)

Vandriyan e socio
Quello in verde dovrebbe essere Vandriyan, l’altro tipo non so. In ogni caso sono solo dannati elfi, non gnokki come Edward il vampiro!!!


Approfondimenti:

Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
Il già citato video nel quale la Strazzulla parla dello scrivere

Singularity Sky su Amazon.com
Il blog di Charles Stross

Il Tramonto degli Dei acquistabile usato…
…oppure ci si può affidare a emule

Wizard of the Pigeons su Amazon.com
Una recensione di Wizard of the Pigeons

Cuore d’Acciaio (edizione inglese) su Amazon.com
Il blog di Michael Swanwick

Scritto da GamberettaGamberolinkLascia un Commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

103 Commenti per “Incipit e nuove abitudini di lettura”

  1. Stefano scrive:

    Aggiungo una piccola considerazione, a proposito delle biblioteche. Esiste un misconosciuto strumento che si chiama “registo dei desiderata” dove potete far richiedere alla vostra biblioteca il libro che volete. Usatelo, e usatelo bene, anche per propagandare scrittori validi, ma editi da piccole realtà

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 4:08pm

  2. Carlo scrive:

    Mah, a me l’incipit della Strazzulla, nella sua purezza e semplicita’, piace. Non smetterei di leggere a questo punto, probabilmente andrei avanti. Comunque e’ vero che gli altri incipit che hai citato sono piu’ stimolanti - ed e’ verissimo che l’incipit e’ importante.

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 4:26pm

  3. alice scrive:

    L’incipit de “Gli eroi del crepuscolo” non mi piace affatto. Se fossi stata in una libreria e ne avessi letto l’incipit, lo avrei sicuramente messo giù.
    La descrizione degli Eterni mi ha fatto venire la pelle d’oca. La Strazzulla riteneva veramente importante descrivere tutto così minizuosamente? E’ importante ai fini della trama? Mah, sarebbe stato molto meglio ridurre tutto a due righe. Forse c’è qualcuno che apprezza tutti questi dettagli.

    Il lettore, invece, non mi attira molto. Non è più bello sfogliare un libro? Ora sto leggendo un e-book sul mio computer e il libro sta perdendo ogni suo fascino.

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 4:47pm

  4. wewec scrive:

    Non so, sinceramente io non me la sentirei di stroncarla fin dall’incipit. Certo, il suo è uno stile indubbiamente particolare ( per non dire decisamente strano ), ma resta comunque leggibile e scorrevole ( e confrontarla con Stross e la Gentle è un colpo basso! ): più che altro io mi preoccuperei un casino per il gay pride degli elfi.
    @ alice. Nemmeno a me convince molto l’idea di abbandonare il cartaceo: vogliamo mettere lo scorrere uno schermo con il fascino di voltare pagina?!

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 6:01pm

  5. Raimi scrive:

    Gamberetta:

    Questo è il modo per far capire, anche a chi non è molto edotto in materia di narrativa, il tuo ragionamento e anche la validità di un’opera a differenza di un’altra.
    Infatti a livello inconscio i lettori percepiscono l’abisso tra veri talenti, promettenti o affermati, e….”mezze calzette” con qualche raccomandazione nel posto giusto. Ora è veramente difficile contrattaccare le tue puntualizzazioni perchè le citazioni, relative al concetto che vuoi esprimere e parallele a quelle del romanzo criticato, parlano da sé.

    Il primo giorno fu un giorno di sole.
    Non era in realtà il primo giorno, perché migliaia di giorni erano già scivolati via, silenziosamente registrati da sguardi che si nascondevano nelle ombre in mezzo agli alberi, e da memorie create per durare in eterno e conservare il ricordo di ogni singolo secondo perduto.

    Nella piazza della cattedrale la folla ormai rauca si apprestava ad impiccare un maiale.
    Un giovane rallentò il passo per guardare.
    Le assi gialle del patibolo, inchiodate frettolosamente, stillavano linfa; un odore resinoso di pino giunse alle sue narici, e ancora più forte, il fetore di sterco animale.

    A meno che io non sia particolarmente sensibile direi che in uno dei due pezzi c’è un ritmo sincopato e incosciente di cosa sia veramente l’abilità innata di tramandare con lo scritto.
    Inutile dire che solo uno dei due pezzi fa assaporare l’aroma di un talento scoperto e ben scelto, oltre che di qualche ritocco di leggera rifinitura. Bastano poche righe per sentirsi immerso nello scenario che lo scrittore vuole farci vivere.
    Non ricordo chi ha parlato di editing ma la verità è che, come in qualsiasi arte o mestiere, o il talento e l’abilità c’è o è inutile qualsiasi lavorio aggiuntivo. Una dozzinale katana la si riconosce subito se usata contro un’altra fatta di 7 strati di acciaio temprato.

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 7:12pm

  6. Davide scrive:

    Mh… Devo dire che la primissima frase della Strazzulla non mi dispiace affatto. Il problema è quello che viene dopo, che secondo me scricchiola parecchio.

    Detto questo, gli incipit di “Singularity Sky” e de “Il tramonto degli dei” surclassano abbondantemente quello dell\’italiana, é indubbio.

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 7:44pm

  7. Okamis scrive:

    Ammetto di rientrare in quella (ancora) piccola schiera di chi si è già letto tutto il romanzo della Strazzulla (e che se lo sta pure rileggendo, causa recensione de scrivere… sob). Di certo, Gamberetta, avrai pane per i tuoi denti ;) Tra l’altro se hai già letto le prime cento pagine, suppongo che tu sia già arrivata alla scena in cui uno dei protagonisti inizia una frase con un agghiacciante “cioè” (ORRORE!!!). Comunque il meglio (o peggio, dipende dai punti di vista) lo devi ancora raggiungere. Ad esempio i dialoghi tra il Signore delle Tenebre e la bella principessa (a confronto il dialogo tra Hurin e Morgoth gli fa una pippa XD), o ancora il primo combattimento di Slyman (ancora mi chiedo il senso di quella scena…), piuttosto che l’imbarazzante scena dell’arrivo a Cascata delle Fate…
    Comunque, a parte tutti i difetti del libro, la Strazzulla mi ispira più pena che antipatia. Mi sembra quasi l’agnello sacrificale della Einaudi, una ragazza che con un po’ di esercizio e affiancata da un editor serio potrebbe anche dare buoni risultati. Ora come ora è solo un bruco a cui viene impedito di crescere, a onore del solo dio delle vendite.

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 8:10pm

  8. Gamberetta scrive:

    @Okamis. Finora il momento più bello è stata la lettera di estorsione. Quando il Signore delle Tenebre si vanta di essere una “versione migliorata” del padre. Signore delle Tenebre 2.0. E poi il tocco di classe: la lettera scritta con grafia elegante e inchiostro viola.
    Lì ero quasi sicura sarebbe spuntato fuori un folletto del marketing Einaudi: «Sì, ti stiamo prendendo per i fondelli, ma tranquilla, è tutto sotto controllo! Ehi, ma li hai pagati i 20 euro?!»
    Bellissimo anche quando arrivano alla città nella Foresta e non vogliono dire quale sia la loro missione perché è un “segreto”, quando partendo c’erano ali di folla ad acclamarli perché andavano a liberare la principessa. ROTFL!
    (che poi è una storia imbecille: in tutto il Reame gli unici che possono compiere una missione pericolosa sono, a) il generale capoccia, b) quattro fessi appena usciti dal collegio militare. Fine. Non c’è nessun altro grado intermedio).
    Non tanto io, ma la Troisi ha trovato pane per i suoi denti! ^_^

    Martedì, 24 Giugno 2008 @ 8:34pm

  9. Carlo scrive:

    Gamberetta scrive:

    Lì ero quasi sicura sarebbe spuntato fuori un folletto del marketing Einaudi: «Sì, ti stiamo prendendo per i fondelli, ma tranquilla, è tutto sotto controllo! Ehi, ma li hai pagati i 20 euro?!»

    Ecco, tu almeno un ottimo senso dell’umorismo ce l’hai. Ti apprezzo soprattutto per questo! :-)

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 1:11am

  10. Gwen scrive:

    Anche io ho letto il libro della Strazzulla e credo di non avre mai letto di peggio (sarà che non ho comprato la Troisi?)! Comunque, Gamberetta, non ti fermare, leggilo fino alla fine, perchè nella seconda parte ci sono delle scene che fanno morire dalle risate (per chi l’ha già letto: l’incontro con i centauri, una parte allucinante!)!

    Complimenti per il sito e le recensioni, mi diverto un mondo a leggerti!

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 1:32am

  11. Federico Russo "Taotor" scrive:

    Per strada la gente accolse il Capitano con clamorose ovazioni. Vandriyan era molto alto, e malgrado la stanchezza camminava a testa alta. Era vestito di verde, con un lungo mantello svolazzante; portava polsiere di oro zecchino su cui erano incisi caratteri runici, e al collo un monile d’oro bruno, che si era trovato già addosso all’inizio dei tempi e che da allora non aveva mai tolto. Al lobo sinistro portava un grosso orecchino d’oro su cui era incastonato uno smeraldo. I suoi lineamenti erano belli e fieri; la pelle glabra e liscia, come quella di tutti gli Eterni. Aveva due intensi occhi verdi e una lunga chioma di fluenti capelli dorati, fra i quali, dietro l’orecchio a punta, portava un giglio nero, un po’ provato dal caldo. Il suo figlio maggiore, Hilsir, era invece vestito di blu; aveva un fisico asciutto e muscoloso, lunghi capelli argentei, occhi color ghiaccio. Il secondogenito, Tyhanar, era invece alto e fino, con dei lineamenti aguzzi molto simili a quelli del padre; portava abiti di seta turchese e aveva gli stessi splendidi occhi verdi di Vandriyan. Per strada molte ragazze lo salutarono, e salutarono Lanyan, il terzo. Lanyan era alto e snello, con un fisico asciutto e portamento elegante; era vestito di rosso e aveva le gambe lunghe e scattanti inguainate in un bel paio di stivali di cuoio marroncino.

    Ora, a parte le ripetizioni, è bello leggere di personaggi alti, fieri ed eleganti, ma io questi qui, malgrado la descrizione Dolce e Garbata, me l’immagino tutti e tre uguali. :-|

    P.S. Gambera, non ci regali nemmeno la foto di una tua unghia, perdinci! E io che mi ero tanto illuso (”Me lo sento, ha postato una sua foto, quantunque di un’unghia, ma chìssene, è l’unghia di Gamberetta!)

    P.P.S. Ad ogni modo, per quanto possa allontanarsi dallo stile accalappialettori del “mostra, non raccontare!”, l’esimia Strazzulla mi sembra una lettura abbastanza “piacevole”. Certo, gli esempi che hai citato, però, non mi fanno scommettere nulla, a riguardo… XD

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 11:33am

  12. Fitz scrive:

    Per colpa della Strazzulla e di Gamberetta domani dovrò andarmi a comprare il libro coi draghi di ferro.

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 11:38am

  13. mhrrr scrive:

    che palle: possibile che le tue recensioni siano più divertenti dei libri che recensiscono? è incredibile. grazie per la dritta.

    basta questo.

    (quanto al lettore: a me piace l’odore della carta).

    quanto al non comprare libri, penso che debba essere un consumo critico, non una assenza di consumo: se amo swanwick e voglio avere qualche certezza che scriva ancora, pagarlo acquistando i suoi libri potrebbe essere una soluzione. se lui non ottiene nulla in cambio per le sue fatiche, potrebbe privarmi anche della sua narrativa.
    cosa ne pensi?

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 11:55am

  14. Luca Zaffini scrive:

    Il primo giorno fu un giorno di sole. Non era in realtà il primo giorno, perché migliaia di giorni erano già scivolati via, silenziosamente registrati da sguardi che si nascondevano nelle ombre in mezzo agli alberi, e da memorie create per durare in eterno e conservare il ricordo di ogni singolo secondo perduto. Ma i Primi non potevano saperlo, e lo chiamarono il primo giorno, dopo che la prima notte ebbe insegnato loro cos’era un giorno, e cos’era una notte. I Primi avevano molto da imparare e lo sapevano.

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 12:19pm

  15. Klaus scrive:

    No, la lettera di minaccia no! O_O

    P.S. Seguendo i consigli all’interno della recensione precedente, ho scaricato The forbidden kingdom: è divertente! ^_^

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 1:41pm

  16. Gamberetta scrive:

    @mhrrr.

    quanto al non comprare libri, penso che debba essere un consumo critico, non una assenza di consumo: se amo swanwick e voglio avere qualche certezza che scriva ancora, pagarlo acquistando i suoi libri potrebbe essere una soluzione. se lui non ottiene nulla in cambio per le sue fatiche, potrebbe privarmi anche della sua narrativa.
    cosa ne pensi?

    È un discorso lunghissimo, e tra l’altro ne abbiamo già parlato diverse volte. L’idea comunque è di cominciare a tagliare gli intermediari: paghi direttamente Swanwick via paypal o simile. E poi c’è il discorso più generale: siamo sicuri che se non fosse pagato Swanwick smetterebbe di scrivere?
    In ogni caso adesso non voglio entrare nel filosofico, ma rimane sul pratico: Einaudi inaugura una collana fantasy e invece di tradurre Swanwick pubblica una porcheria (tra l’altro con spesa notevole, si veda pubblicità, illustrazioni, la qualità stessa del libro fisico). Questo dimostra totale incompetenza, dunque è solo giusto che si diano all’ippica.
    O si prenda Mondadori: con tutti i soldi guadagnati con i romanzi della Troisi, quanto hanno investito in nuovi scrittori fantasy italiani decenti? Zero. Niente. Devono morire di fame così si libera lo spazio nelle librerie per qualcosa di più degno.

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 2:37pm

  17. Morea scrive:

    Il primo giorno fu un giorno di sole.
    Non era in realtà il primo giorno, perché migliaia di giorni erano già scivolati via, silenziosamente registrati da sguardi che si nascondevano nelle ombre in mezzo agli alberi, e da memorie create per durare in eterno e conservare il ricordo di ogni singolo secondo perduto. Ma i Primi non potevano saperlo, e lo chiamarono il primo giorno, dopo che la prima notte ebbe insegnato loro cos’era un giorno, e cos’era una notte. I Primi avevano molto da imparare e lo sapevano.

    Sinceramente ho fatica a credere (o ad accettare?) che una persona che scrive un libro (e soprattutto la persona che glielo pubblica!), possa cadere in errori che a noi paiono così scontati.
    Quindi, ipotizzando che la soluzione scelta sia stata voluta e l’autrice fosse consapevole dei dubbi a cui avrebbe dato adito, mi sono chiesta: perché avrebbe optato per un incipit così confusionario?

    1. Ha scelto di privilegiare un’atmosfera incerta e misteriosa, volutamente confusa, al fine spingere il lettore a voler proseguire nella lettura per capire cosa diamine stava dicendo;
    2 Ha voluto concentrare in poche righe tutti gli elementi sostanziali alla storia, nello stile prologo/sprologo tanto in voga oggigiorno;
    3 Ha cercato di conferire un’impronta poetica e allusiva, cosicchè la ripetizione delle parole e l’ampollosità delle frasi, possa essere giustificata in una tendenza all’enfasi (enfasi allucinogena oserei dire).

    Non ho più ipotesi. Non ho comunque letto il libro forse la soluzione si cela tra le sue eroiche e crepuscolari (*__^) pagine, ma sinceramente credo mi terrò il dubbio a meno che Gamberetta non lo recensisca (se è scritto così per intero sarà una tortura, non vorrei essere nei tuoi panni!).

    Devo essere sincera: mi è capitato di pensare che, visto il “pacchettume” che pubblicano, il mio arrovellarsi di mesi e anni per scrivere qualcosa di decente sia più che altro una fatica sprecata. Se gli standard continuano a mantenersi su questi livelli e la richiesta di mercato non varia, ma si fossilizza su codesti canoni, non oso immaginare cosa succederà da qui a 10 anni! Chiunque sappia tenere la penna in mano si considerarà una promessa della letteratura mondial-nazionale perchè come unico criterio di paragone avrà diciassettenni-geni-del-verbo in grado di spodestare le classifiche avendo all’attivo temi scolastici 10 e lode e la sua “storia del cuore” rilegata e smistata come un veeeero Ca-po-la-vo-ro!
    Che bellezza, non vedo l’ora!

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 2:43pm

  18. Angra scrive:

    @Morea: secondo me non la 1) e la 2), che sarebbero scelte consapevoli. Direi in parte la 3), la velleità più o meno consapevole di impressionare parenti e compagni di scuola. La spiegazione comunque l’ha già data l’autrice stessa: per lei scrivere è come tirare uno starnuto ^_^

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 3:01pm

  19. Gamberetta scrive:

    @Morea. Stamattina mi sono messa di buzzo buono e ho letto altre 150 e passa pagine. Invece d’immaginarmi la storia, m’immaginavo la Strazzulla che esce da un cinema, dopo aver visto Il Signore degli Anelli o Guerre Stellari, e zampetta felice verso casa, mentre nella testa compone una bella fanfiction nella quale Han Solo e Aragorn si fanno il bagno assieme sommersi dalla schiuma.
    Siamo a quel livello, anzi forse sono generosa.

    Non c’è niente di male, se non che alle persone normali che spediscono manoscritti così non rispondono neanche. Sarà anche lei parte dei “fortunati”, come la Troisi (della quale a tratti imita lo stile con rara perizia, tipo che a pagina tot è un’afosa e soffocante notte estiva, e due pagine dopo il personaggio si lamenta che rischia di morire assiderato…)

    In quanto al tuo arrovellarti, ti ricordo che: “[...] se uno crede veramente in quello che fa prima o poi viene premiato.” e Achille è quello cattivo! ^_^

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 3:40pm

  20. Spike scrive:

    Credo che il sondaggio sia stato (stra)vinto da Miss Strazzulla anche in virtù delle sue affermazioni sullo scrivere…

    @Gamberetta: leggendo gli stralci del libro che hai postato, comincio a capire cosa intendevi quando hai scritto - di ritorno dalla spedizione in libreria - che la Strazzulla ha maggiore proprietà di linguaggio, ma la Troisi più verve… comunque faccio il tifo per te (che riuscirai a resistere fino alla fine)!
    Riguardo l’incipit del crepuscolo, lo trovo piuttosto monotono e, come ha già notato qualcuno, un po’ confuso.

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 5:27pm

  21. Clio scrive:

    La primissima frase della Strazzulla non mi sconvolge. Non mi fa urlare “Perdincibacco che trovata!” ma nemmeno “Uff, che flemma”. Piuttosto sono le righe successive che mi hanno un po’ confusa.
    Trad: Era il primo giorno, cioè non proprio, voglio dire, ce ne erano stati altri… insomma, tecnicamente non era il primo, ecco! Se con “giorno” intendete il sole che sorge, insomma, era già successo!
    E via di questo passo.
    Quanto agli eterni… va bene, riprendi gli elfi tolkeniani, no problem, belli, orecchie a punta, perfetto! Ma perchè invece di prendere gli elfi di Rivendel o Bosco Atro o altro devi prendere per forza quelli di Torre del Lago? Non hanno paura di rovinarsi lo smalto, andando in battaglia?

    Gamberetta, non lo sai che non ci sono gradi intermedi tra Generale e soldato sfigato? Non è il primo libro in cui il capoccia dell’esercito si occupa personalmente dei novellini (CFR Troisi e altri. Perchè i generali devono urlare discorsi e incitamenti? I sergenti esistono apposta!).
    Sarcasmo a parte, questa è l’ennesima sciocchezza di una scrittrice alle prime armi completamente priva di una qualche cultura bellica. Un’altra ciliegina è il Signore delle tenebre.
    -Come si chiama?
    -Signore delle Tenebre.
    -Tutto attaccato?
    Dev’esse un calvario rinnovare i documenti con un nome così.

    Quanto al libro o lettore, io sono una libridinosa, leggo poco volentieri uno schermo e sono una strenua fan del cartaceo (su carta riciclata, ovviamente).

    @Fitz: non ti lamentare, io per colpa di Gamberetta mi sono comprata Dororo coi sottotitoli in castigliano XD

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 9:59pm

  22. Gamberetta scrive:

    @Clio. Il vero nome del Signore delle Tenebre è “Gylion Cuore di Ghiaccio”, ma così lo chiamano solo gli amici, per tutti gli altri è “Signore delle Tenebre” (da pronunciarsi con tono spaventato).

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 10:20pm

  23. Clio scrive:

    Allora si capisce anche perchè è tanto malefico. Con un nome simile deve aver avuto un’infanzia difficile.
    Devi finire il libro e commentarlo! Avevi dato la Troisi come zero assoluto del fantasy, chissà che tu non cambi idea.
    Gambattene!

    Mercoledì, 25 Giugno 2008 @ 11:26pm

  24. Marcy scrive:

    Nuove abitudini di lettura? Ovvero?

    Il libro di Chiara Strazzulla fa pietà. Da lettrice mi sento indignata! 20 euro!! Banale, prolisso… ripetitivo. Sarebbe questo l’esordio di Einaudi? Uau…

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 11:01am

  25. Fabrizio scrive:

    Gamberetta, hai scoperto l’acqua calda?
    E’ abbastanza plausibile che l’incipit meno efficace sia quello dell’autrice meno esperta.
    In virtù della sua inesperienza.

    Ti pare?

    Dopo la maturità la vediamo una tua sceneggiatura?

    Fab

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 11:56am

  26. wewec scrive:

    @ Fabrizio. Il problema è che l’acqua calda l’ha scoperta Gamberetta ma non l’Einaudi: perchè cazzo la pubblicano se è ancora inesperta?

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 12:10pm

  27. Uljanka scrive:

    Invece d’immaginarmi la storia, m’immaginavo la Strazzulla che esce da un cinema, dopo aver visto Il Signore degli Anelli o Guerre Stellari, e zampetta felice verso casa, mentre nella testa compone una bella fanfiction nella quale Han Solo e Aragorn si fanno il bagno assieme sommersi dalla schiuma.

    Meraviglioso… Io trovo che le pellicole di Jackson abbiano sortito l’effetto di un migliaio di bombe atomiche sulla mente delle adolescenti medie.
    La cattiva scrittura della povera Strazzulla è quella di una ragazza intelligente che si lascia prendere troppo dai suoi miti. L’incipit è una brutta rielaborazione del risveglio dei primi elfi nel Silmarillion. La noia seppellisce tutta la suggestione che le frasi vorrebbero ispirare.
    La descrizione dei due eterni dalle orecchie a punta è banalmente agghiacciante. Tutti alti, belli e ariani! Sono nati dal progetto Lebensborn, gli elfi? Qualcuno con i foruncoli? Con un’unghia scheggiata?

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 12:13pm

  28. Gamberetta scrive:

    @Marcy.

    Nuove abitudini di lettura? Ovvero?

    Ovvero prima, almeno per me, l’incipit aveva un valore relativo: anche se non mi piaceva, dopo aver speso 10-20 euro per un romanzo lo leggevo lo stesso. Ora che il costo è zero e la disponibilità enorme, l’incipit ha un valore decisivo per capire se leggere o no qualcosa.

    @Fabrizio. Perché Einaudi pubblica e mi chiede 20 euro (che comunque non ho speso/spenderò) per una scrittrice inesperta? Se il romanzo lo scrive un dodicenne sordomuto e zoppo, potevano chiedere 30 euro per una schifezza ancora maggiore?

    @Uljanka. No, finora (pag. 450), non esiste elfo che non sia alto e bello e senza il minimo difetto.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 2:18pm

  29. Okamis scrive:

    @ gamberetta: Come non esiste? E il povero Lyannen dove lo metti? Guarda che dev’essere dura essere l’unico elf… pardon “Eterno” con i capelli scuri. Senza contare che lui è alto solo due metri, mentre tutti gli altri sono giganti da due metri e mezzo. E poi vogliamo parlare di tutti i problemi che si ritrova? Troppo facile pensare che solo i difetti fisici (e che difetti!) abbiano portato il povero Lyannen alla sofferenza più cupa. Alla fine lui è “solo” il figlio del più grande eroe elfic… “Eterno”, amico del nipote del re e se la fa con la principessa. Ma lo sai cosa vuol dire vivere in una situazione così svantaggiata, mia cara Gamberetta? Un po’ di rispetto, prego, per quest’anima sensibile che risponde al nome di Lyannen!

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 2:29pm

  30. Gamberetta scrive:

    @Okamis. Lyannen non è elfo, è mezzelfo, cambia tutto!

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 2:36pm

  31. Okamis scrive:

    @ Gamberetta: Hai ragione pure tu XD Comunque questo particolare non fa che aumentare il senso di disperazione che trasuda da questo grandioso personaggio. Ah, come avremmo fatto senza di lui?

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 2:45pm

  32. Morea scrive:

    @Gamberetta:

    …nella quale Han Solo e Aragorn si fanno il bagno assieme sommersi dalla schiuma.
    Siamo a quel livello, anzi forse sono generosa.

    Qualcosa tipo:
    “Nella foresta millenaria il nobile cavaliere era impegnato nella nobile impresa di assestare la gualdrappa al suo nobile destriero. Mentre i ricami di questa richiamavano alla sua nobile memoria gli screziati occhi della sua amata (”oh, come somigliavano a quella gualdrappa!”), da un abnorme mezzo metallico saltò giù un rozzo individuo dal sardonico cipiglio. Al nobile cavaliere bastò incrociare il suo sguardo per capire che le loro strade, nobili, sarebbero rimaste appaiate sulla via della gloria e fu il nuovo venuto stesso a confermarlo, iniziando a bofonchiare di minacce fantasma non più tanto fantasma e di lati oscuri.
    Il discorso verteva oramai da giorni sulle nefandezze perpetrate dagli Oscuri Signori delle loro rispettive galassie, quando sbucò un ragazzino con un tatuaggio sulla fronte e rivendicò il suo diritto a essere l’unico vero ammazza-Signori-Oscuri. I due nobili paladini dovettero, quindi, rimandare il loro bagno nella schiuma per censura.”

    Sulla questione “fortuna di certi esordienti ” non so proprio cosa pensare. Razionalmente sembrerebbe l’unica spiegazione comprensibile, ma ancor più razionalmente pensare che case editrici rinomate pubblichino iniquità per così futili ragioni, lo trovo scandaloso. Più che altro temo che ricerche di mercato diano esiti favorevoli a questo genere di storie e di letteratura scadente ed è questo che mi preoccupa alquanto. Mettici poi la moda degli adolescenti scrittori (voluta probabilmente, perchè così spingono altri giovani a comprare libri e perchè l’idea del “genio precoce” fà tanta tenerezza e…pubblicità al libro) e qui be…senza dubbio la “fortuna” spinge editori a scegliere un giovane autore piuttosto che l’altro.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 3:44pm

  33. Fabrizio scrive:

    Perchè Einaudi è notoriamente abituata a fare l’elemosina in “pescheria”…

    Io credo che la casa editrice sia libera di pubblicare chiunque ritengano opportuno. Quello che conta sono i dati di vendita. Fine. Se la Strazzula non verrà ritenuta abbastanza brava per poter continuare, l’Einaudi prenderà provvedimenti.

    Mi sembra molto semplice, no?

    NON SOLO. Sono convinto che possa essere interessante questa pubblicazione “palestra” per giovani scrittori.
    E’ una cosa che nel fumetto - giusto per fare un esempio - in Italia manca completamente e che la letteratura fantasy sta reintroducendo.
    Vi leggete un sacco di fan fiction sulla rete. Tuttavia se una casa editrice grossa decide di pubblicare una cosa simile, vi sentite defraudati per soldi che non avete nemmeno speso…

    Fab

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 4:11pm

  34. Gamberetta scrive:

    @Fabrizio.

    Perchè Einaudi è notoriamente abituata a fare l’elemosina in “pescheria”…
    Io credo che la casa editrice sia libera di pubblicare chiunque ritengano opportuno. Quello che conta sono i dati di vendita. Fine. Se la Strazzula non verrà ritenuta abbastanza brava per poter continuare, l’Einaudi prenderà provvedimenti.
    Mi sembra molto semplice, no?

    Einaudi è libera di pubblicare quel che vuole, vero. Così come io sono libera di constatare che quel che ha pubblicato è carta straccia. Mi sembra molto semplice, no?

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 4:43pm

  35. Tuareg scrive:

    @fabrizio:
    a volte non tutto il male viene per nuocere. Il fatto che dalla pubblicazione di romanzi dozzinali possano (forse, ma non è mica detto) derivare anche conseguenze positive non esclude che dalla pubblicazione di romanzi migliori avrebbero potuto ottenersi conseguenze più fauste.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:08pm

  36. Angra scrive:

    @Morea: ma davvero hanno pubblicato questa roba? Una volta si diceva “vabbe’, gliel’hanno riscritto gli editor”, qui è chiaro invece che gli editor non l’hanno nemmeno guardato…

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:12pm

  37. Fabrizio scrive:

    Anche più che semplice. E’ limpidissimo.
    Quel che lascia divertiti è l’assoluta prevedibilità della tua etichettatura.
    Il tuo essere, per così dire, “stracciofila”.
    Il tuo non è un blog di recensioni. E’ un blog di stroncature. Tenuto in questo modo per la pura ricerca di visite.

    Per questo motivo, se TU dici che la Strazzulla scrive male, il lettore non si può fidare.
    Perchè il tuo parere non è obiettivo.
    ANZI.
    Dovresti quasi ringraziarla la Strazzulla, se ha scritto carta straccia.
    Non solo stai leggendo il suo romanzo a sbafo, ma lo stai usando per farti leggere sul blog.
    Ergo, ti fornisce acqua per il mulino, cara Gamberetta.

    Io personalmente credo che l’apertura di grosse case editrici ad autori italiani di fantasy sia cosa buona e giusta.
    Adesso è un fenomeno che va di moda?
    Sono d’accordo.
    E’ decisamente probabile che le case editrici cerchino “giovani talenti” da pubblicizzare. E’ altamente probabile che il fenomeno si inflazionerà e andrà poi scemando.
    Intanto ci sarà la possibilità per numerosi autori di emergere e provare a restare in libreria anche quando la bolla si sarà sgonfiata.

    La Terribile e Catastrofica conseguenza potrebbe essere uno sdoganamento della lettura di genere nel Bel Paese, che compra sempre solo prodotti oltremanica oppure oltreoceno.

    Non un uccisione del fantasy, come tu e i tuoi frustrati lettori volete far credere…

    Fab

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:18pm

  38. Tuareg scrive:

    Accidenti, ho appena viaggiato nel tempo. Il mio commento è finito indietro di due. Che fissa! :-)

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:27pm

  39. Gamberetta scrive:

    @Fabrizio. In tutta onestà: se la pensi così, perché vieni qui? Non cadere nella trappola!!! Non aumentare il numero di visite, grazie al quale… boh, non vendendo niente e non avendo neanche mezzo banner pubblicitario non vedo bene quale vantaggio ne ottenga. In ogni caso scappa finché sei in tempo! Lascia stare i frustrati e torna da chi sia più degno della tua compagnia.

    @Tuareg. Dipende forse dal fatto che hai commentato senza prima aver ricaricato la pagina: il blog prende come orario quello della pagina ultima caricata, se l’hai aperta da un po’ e poi commenti, l’ora risulterà non quella attuale ma quella al momento dell’apertura della pagina.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:39pm

  40. Tuareg scrive:

    Ok. La cosa strana però è che sono finita dietro a un commento che c’era già quando ho caricato la pagina.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:48pm

  41. Fabrizio scrive:

    @ gamberetta:
    puro confronto di opinioni? Comunque il ritorno non è detto che debba essere direttamente monetario. Può essere un puro fattore di ego. Basta anche vedere l’exploit di blogger come http://www.oltreinfinito.blogspot.com

    @ Tuareg:
    sono assolutamente d’accordo. Essendo questo ciò che passa il convento, non si può fare altro che vedere le case editrici crearsi - man mano - degli standard qualitativi in base ai movimenti dei lettori e del mercato.
    Anche questo è un’ulteriore aspetto positivo.

    Fab

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:48pm

  42. Tuareg scrive:

    Oppure può darsi che preferiscano abbassarli, gli standard qualitativi. Mi sembri un seguace della teoria dello sviluppo infinito e del progresso inevitabile. La storia di ha già dato torto una moltitudine di volte… Ti segnalo anche che spesso fai confusione quando usi gli apostrofi e l’articolo un-una.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 6:53pm

  43. gugand scrive:

    Una bellissima wikipedia sui luoghi comuni e cavolate varie che si vedono nei film o si leggono nei romanzi.
    Prima di criticare le parole di gamberetta fate un salto qui:
    http://tvtropes.org/
    Partendo (poi magari seguite i link per farvi 2 risate) dalla logica del frigorifero (o meglio a mente fredda) che da sola e’ sufficiente per capire che le critiche di Gamberetta rientrano in questo discorso.
    Per chi non ha voglia o tempo di leggere la riassumo in due righe:
    Quando si distoglie l’attenzione al racconto o al film che si sta guardando o leggendo (magari per andare a prendersi una birra in frigo :) ) si pensa a quello che si e’ letto o visto poco prima e in questi momenti ci si accorge delle boiate che li per li’ non erano state percepite.
    La cosa che fa gamberetta viene meglio spiegata da questo articolo: wall banger e riassumibile nella citazione all’inizio dell’articolo.

    Per farla breve se un racconto contiene elementi contenuti in questa wikipedia e non li usa bene e’ una vaccata.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 7:06pm

  44. Fabrizio scrive:

    @ Tuareg:
    abbassare gli standard qualitativi significa mettersi a novanta e tirar giù le braghe davanti alla concorrenza. E’ assolutamente inverosimile in un mercato. Chi dà vantaggio ad un avversario? Perchè mai dovrebbe rischiare di vendere di meno?
    Piuttosto c’è il pericolo della sindrome di Amici. Un programma di bassa qualità con bassi costi e alto guadagno.
    Cose che si son viste nel recente boom di film supereroistici ad hollywood. Ma la gente dimentica troppo in fretta che PRIMA i supereroi erano Adam West e Burt Ward in pigiama. E che Tim Burton non è stato un caso così comune.

    Adesso, per quanti siano i prodotti senza una qualità altissima, esiste un fenomeno di costume. Che porta stilisti come Armani ad organizzare mostre a tema al MOMA di New York.

    Non credo che la storia mi abbia dato torto fino ad ora.

    @ gugand:
    non sto dicendo che gamberetta prenda solo svarioni. E sono convinto dell’utilità del sito che hai segnalato. Sto dicendo che un blog fatto quasi esclusivamente di stroncature ti fa porre qualche domanda.
    Specialmente se un romanzo è giudicato dalla percentuale di pianti!!!
    Insomma, sembra che più che un gambero si tratti di uno stercorario.

    Io non credo che il fantasy italiano pubblicato finora dopo il boom Troisi sia tutto una merda.
    Poi, se gamberetta vuole far credere che i lettori di tali volumi sono tutti degli idioti cerebrolesi, è una sua interpretazione. Ma anche i cerebrolesi hanno diritto alle loro letture…

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 8:36pm

  45. Loreley scrive:

    L’incipit della Strazzulla non piace neanche un po’, e gli altri stralci che ho letto mi hanno fatto rabbrividire, a essere onesta. Ma confesso che già dal principio non avevo granché intenzione di leggerla (ma di leggere la recensione di Gamberetta sì!) ;)

    @Fabrizio: a me sembra invece che ci sia un generale accanimento da parte dei frequentatori del blog nei confronti delle stroncature di Gamberetta (basta vedere il numero dei commenti alle recensioni negative e i commenti agli articoli più “neutri”), e la cosa porta più visibilità a quegli articoli piuttosto che ad altri, facendo pensare che si punti alla critica e basta. Poi è ovvio che critiche e stroncature attirano di più le lodi e in parte spiegherebbero il numero delle visite, ma se il blog si occupa prevalentemente di fantasy italiano e ciò che legge non le piace non c’è ragione per cui non dovrebbe dirlo. Mi sembra scontato. Il “vasto” pubblico è una conseguenza, ma buon per lei.
    Se la si vuole criticare credo abbia più senso commentare le sue opinioni piuttosto che le presunte “macchinazioni” per aumentare il numero delle visite.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 9:16pm

  46. gugand scrive:

    @Fabrizio
    Veramente non credo che chi legga ed apprezzi la Troisi o tante altre vaccate siano stupidi, ma spesso mancano di occhio allenato alla ricerca degli errori. Tanta gente guarda le cose senza spirito di osservazione, per loro scelta perche’ vogliono spegnere il cervello ed hanno tutto il diritto di farlo perche’ e’ anche giusto avere un momento di pausa dallo stress che la vita comporta.
    Il problema e’ che questa fetta di popolazione e’ quella a cui l’editoria punta (vedi Gli ascoltatori sono idioti su quella wikipedia citata prima).
    Questo lo fanno per un semplice motivo, e’ piu’ facile e veloce fare qualcosa apprezzato da chi non ha pretese.
    Le stroncature vengono fatte apposta da chi, come gamberetta, chiede che il prodotto pagato sia curato. Spesso ci sono errori che chiunque puo’ vedere, altre volte bisogna fare un po’ piu’ attenzione, ma non si puo’ non farle notare.
    E’ una questione anche di principio.
    Come ho detto in un altro commento il libro e un po’ tutte le produzioni intellettuali sono tra i pochi prodotti commerciali privi di qualsiasi garanzia di qualita’.
    Se si notano delle incoerenze nella trama che mi rovinano il racconto perche’ lo fa perdere di credibilita’ non vengo ne’ risarcito ne’ frega a qualcuno, ormai il libro l’ho comprato. Stessa cosa se trovo errori di battitura, grammaticali, logici o altri tipi di errore.
    Se compri un apparecchio qualunque e lo trovi rovinato o guasto corri subito dal rivenditore e cerchi di fartelo o sostituire o riparare, finche’ sei nel periodo di garanzia, perche’ non pretendere la stessa cosa su prodotti “artistici”?
    Io pago con soldi buoni e voglio un prodotto altrettanto buono.

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 9:23pm

  47. Fabrizio scrive:

    Premetto che l’ultima frase del tuo commento è sacra e santa.
    Tuttavia probabilmente cambiano i modi di fruizione in base alle tipologie di lettori.
    Non credo che sia da standardizzare per forza un prodotto sull’idea de “gli ascoltatori sono idioti”, ma nemmeno esagerare su “gli ascoltatori sono geni”.
    Il fatto che molti lettori si leggano con relax i suddetti libri, senza usare per forza tutti i propri “chunk” di attenzione, non significa che spengano il cervello e si lascino prendere per il culo.
    Diciamo che aumentano la soglia di incredulità, senza fare troppo caso ai particolari, ma lasciandosi trasportare dalla narrazione. Un flusso che alle volte può cedere alle omissioni o alle incoerenze, ma che non lascia inappagato il lettore medio.

    E questo è il caso di Licia Troisi, a mio parere. Che non crea un’ambientazione approfodita come un Tolkien, ma usa un set con le case di cartapesta, perchè quello che più le preme è un’altra cosa.
    E così i lettori più esigenti - anche se io direi più “fissati” - storcono il naso perchè il “braccio” nel mondo reale è una misura che manda tutto fuori scala. Mentre nel Mondo Emerso misura circa un metro, come un braccio vero, e allora tutto torna.
    Oppure tutti i vari piagnini che il lettore meno puntiglioso recepisce come un “unicum” di un personaggio e non come qualcosa di così importante e ridicolo.

    Per l’incipit, convengo che quello della Strazzula non acchiappa il lettore come gli altri. Ma non avendo letto il resto, non saprei dire se questo abbia un senso nell’architettura del romanzo.
    Bisogna davvero studiare gli incipit per venire in contro a chi scarica illegalmente copie elettroniche dei libri?
    Insomma, bisogna davvero andare incontro ad una blogger “figlia-di-papà” che spende i soldi per un lettore e-book avveniristico, ma scarica libri illegalmente? Mi chiedo se questa blogger sarà felice, una volta diventata una rinomata regista, che i suoi spettatori guardino i suoi film a sbafo.
    E magari li critichino pure, facendo finta che lo si fa “per principio”…

    Fab

    Giovedì, 26 Giugno 2008 @ 11:10pm

  48. Carraronan scrive:

    Comunque, tornando IT, ho provato a leggere un po’ il libro della Strazzulla e mi ha fatto un’impressione molto peggiore di “Nihal della Terra del Vento”. Manca del tutto della vitalità e della semplicità (e del personaggio cardine) che ha fatto del primo libro di Licia Troisi un successo tra i giovanissimi.

    Non so quanto venderà o quanto dovrà vendere per raggiungere il Break Even point (che di certo non saranno la classiche 3000 copie!) con tutta la pubblicità e altri costi sostenuti, ma la Strazzulla con questa premessa non mi pare proprio una nuova Troisi.

    PS: nell’altro blog il mio commento risulta ancora in “Attesa di Approvazione” seppure un commento successivo sia stato accettato già… boh… misteri della vita.

    Venerdì, 27 Giugno 2008 @ 9:49am

  49. Morea scrive:

    @Angra:

    ma davvero hanno pubblicato questa roba? Una volta si diceva “vabbe’, gliel’hanno riscritto gli editor”, qui è chiaro invece che gli editor non l’hanno nemmeno guardato…

    Ma no!! Era un mio sviluppo sarcastico del commento che Gamberetta aveva fatto sulle prime pagine de “Gli eroi del Crepuscolo”, precisamente questo ( se ho ben capito, comunque, non è molto distante dal testo ufficiale…o_0):

    Invece d’immaginarmi la storia, m’immaginavo la Strazzulla che esce da un cinema, dopo aver visto Il Signore degli Anelli o Guerre Stellari, e zampetta felice verso casa, mentre nella testa compone una bella fanfiction nella quale Han Solo e Aragorn si fanno il bagno assieme sommersi dalla schiuma.
    Siamo a quel livello, anzi forse sono generosa

    Tornando alla questione metri-altezza-torre-Troisi-Nihal, direi che errori del genere sono orridi ed esecrabili, ma considerato l’andamento generale della saga sono quasi il male minore. Denotano comunque una pochezza professionale e artistica che spaventa: ti fa temere che la pubblicità eserciti un controllo mentale tale, da spingere migliaia di persone a considerare un lavoro “non proprio brillante” come un capolavoro. Che anche la “merda” possa essere venduta per oro se bell’infiocchettata?!
    E non mi riferisco necessariamente ai (soli) romanzi della Troisi…

    P.S.:considerate le dimostrazioni, seppur misere, che una laureata in astrofisica dimostra delle sue competenze, la mia fiducia nelle università italiane sprofonda irrimediabilemente dallo “scarsa” alla “inesistente”. ^__^

    Venerdì, 27 Giugno 2008 @ 12:34pm

  50. Clio scrive:

    A Fabrizio

    Insomma, all’interno dell’onda, che comunque esiste, mi pare che tutti abbiano un motivo per sostenere o criticare gli scritti di Licia. Ma gli indifferenti sono ben pochi. Già solo questo dà un’idea del valore del suo lavoro.

    Non puoi restare indifferente quando vedi un colosso che dovrebbe proporre i migliori esempi di letteratura contemporanea presentarti come magnifica un’opera insulsa. Se a La tour d’argent chiedi la spechialità della chef e ti portano “spaghettì alla bologneees” scotti protesti, ma non perchè la roba abbia valore in sè, anzi!
    Il libri della Troisi sono, nel migliore dei casi, romanzetti. Ora, se me li presentassero come tascabili a 3 euro l’uno, sarebbero romanzetti divertenti, se me li spacciano come capolavori, sono baggianate insulse. Inoltre io penso che ci siano molti scrittori più avvincenti e bravi che vengono ignorati.
    Non faccio una questione di età, per me uno può scrivere un capolavoro anche a quindici anni, lo vedo difficile ma non impossibile. Autrement dit, credo che l’erà dello scrittore sia ininfluente, un libro lo si deve giudicare per quel che c’è scritto, l’autore deve destare un interesse secondario.

    Venerdì, 27 Giugno 2008 @ 10:42pm

  51. Clio scrive:

    A Fabrizio

    ma per quale masochistico motivo gli editor dovrebbero farsi maciullare le balle dalle vostre “chele” (!), proponendo romanzetti, quando fuori è pieno di autori validissimi che stanno sotto nascosti sotto le pietre come le scolopendre.

    Voilà la bonne question, non lo so! Tuttavia sono sicura che ci siano decine di libri non editi migliori di quelli della Troisi (per la legge della probabilità). Penso che dipenda dal fattore GdR. I libri della Troisi non sono documentati, non sono originali, sono gemmazioni da banali GdR, e la banalità vende di sicuro. Un autore più originale e fantasioso è una scommessa, potrebbe piacere come no, invece un romanzetto banale, se pubblicizzato a dovere, vende per forza.

    E’ colpa di Licia Troisi, che ha assassinato il fantasy e ha incantato tutti gli scrittori migliori di lei.
    E’ una strega! BRUCIAMOLA!!!

    Relax, realx, non è colpa sua se il fantasy italiano è ridotto come è ridotto. La colpa è degli editori che pubblicano baggianate presentandole come opere eccezionali (della serie, la colpa è di chia spara, non della pistola in sé). Come ho già detto, il problema non è che vendono romanzetti, il problema è che te li spacciano per caplavori. E’ come quando i venditori ambulanti vogliono rifilarti alluminio per argento: sono disonesti e ipocriti.

    Venerdì, 27 Giugno 2008 @ 11:34pm

  52. Fabrizio scrive:

    Ritorno in topic, non potendo rispondere a tutti in un’unico commento.

    Gli aspetti che io sto contestando a Gamberetta sono due.

    Primo punto.

    Gamberetta spende tempo ed energie per fare post di buon livello dal contenuto saggistico sulla narrativa di genere. Bene.
    Pubblica una “carta” per spiegare le modalità di valutazione delle sue recensioni, mettendo schiettezza e sincerità come valori massimi. Ottimo.
    Poi…
    Poi stronca ciclicamente quasi tutto quello che le capita sotto mano, dimenticandosi delle sue premesse e utilizzando appigli che, come ha già ben spiegato Carlo, fotterebbero pure Shakespear.
    Insomma, fa di tutta l’erba un fascio.
    Già qui si potrebbe disquisire per secoli sulla validità intrinseca ( caro wewec ) delle recensioni di Gamberetta. Se non mantieni un equilibrio e una lucidità, di che aiuto sei per i lettori?
    In più, se fornisci premesse di valutazione che poi ti dimentichi, la famosa sincerità dove va a finire? Oppure coerenza e sincerità non sono legate in un testo?
    Ma io non mi fermo qui. Vado oltre.
    Io mi chiedo perchè Gamberetta usi questa linea editoriale.
    Se le ragioni della nostra cara blogger fossero semplicemente il disappunto nei confronti dei romanzi di Troisi & Co, non farebbe un servizio migliore ai lettori - ed una protesta più effcace - attraverso delle recensioni obiettive?
    Se lei rispondesse con un testo di qualità, autori ed editor dovrebbero muoversi di conseguenza.
    A tutto vantaggio dei lettori, degli acquisti fatti bene e del genere fantasy.
    INVECE NO.
    Gamberetta puntualmente costruisce i suoi mirabolanti e furiosi siparietti. Sceglie un DETERMINATO tono per rivolgersi ai suoi lettori.
    E questi ultimi la premiano per questo.
    Perchè?
    La risposta è un cane che si morde la coda. PERCHè i suoi lettori la premiano per questo.
    Gamberetta è tutto fuorchè una cretina. Anzi, è un’ adolescente molto più furba della media. Abbastanza scafata sulle nuove tecnologie. In più è una blogger.
    E tutti i blogger sono a caccia di attenzioni, nessuno escluso.
    Gamberetta sa che quella linea editoriale premia le sue visite ed il suo ego. Sa che la maggioranza dei suoi lettori sono ex master falliti che vorrebbero pubblicare le loro storie e invidiano la Troisi. Sa che tasti premere.
    Non solo. Gamberetta sa che i fan della Troisi sono tanti. Alcuni rissosi, come in ogni buona community che si rispetti. Attraverso queste polemiche, Gamberetta sa di poter far vivere il suo blog a lungo, le basta essere sempre più “cattiva” nei suoi giudizi.
    Ha trovato il moto perpetuo della popolarità via blog.
    Tanto che ormai su Fantasy Magazine è diventata un personaggio…

    Se Gamberetta preferisce compiacere determinati lettori, invece che essere lucida, equilibrata e obiettiva, dove sono sincerità e schiettezza?
    Se anche lei ha un tornaconto editoriale, seppur non monetario, dov’è la differenza con gli editori? Loro vendono i loro libri, lei “vende” il suo blog.
    Voi siete le pecore che credete alle sue panzane e in realtà vi affidate semplicemente ad un altro che vi prenda in giro…

    Oppure c’è un’altra spiegazione. Che Gamberetta, nel turbinio dell’adolescenza, abbia degli ormoni grandi come rotweiler che causano la sua furia. Allora, nel momento in cui si troverà un ragazzo, dovrete dire addio alle sue recensioni…

    Punto Secondo.

    Scrivere che gli incipit saranno sempre più importanti perchè dovranno essere utili a chi scarica i libri illegalmente è una stronzata colossale.
    Specialmente da una “figlia-di-papà” con tanto di e-book reader da 400 euro, sbandierato ai quattro venti.
    Non voglio fare il bacchettone contro chi scarica. Lungi da me.
    Nemmeno contro i figli-di-papà, che sono sempre molto esilaranti nei loro viziati deliri di onnipotenza.
    Tuttavia, in un blog che posta per “educare” lettori e futuri autori su come si faccia fiction, dire che il target del futuro è il pirata della rete mi sembra una boiata fuori scala.
    E tanti saluti a chi difende il genere fantasy.
    Se Gamberetta è tanto appassionata alla narrativa fantastica - che per ora fonda le sue basi sulle case editrici, inutile negarlo - perchè non suggerisce e-book fantasy interessanti, legalmente scaricabili?

    Attualmente Gamberetta si meriterebbe la finanza a casa…

    E vedrete che quando sceneggerà o dirigerà un film, cambierà idea sui diritti d’autore…

    Aggiungerei infine che il vostro caro Idolo Sottomarino non ha risposto ad una di tali questioni. Chi tace, acconsente

    Fab

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 11:51am

  53. Gamberetta scrive:

    Ho appena finito di leggere Gli Eroi del Crepuscolo. La recensione sarà pronta per la fine di settimana prossima (spero).

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 1:30pm

  54. wewec scrive:

    @ Fabrizio.
    Sono dispiaciuto che tu mi consideri stupido al punto da accettare in toto le opinioni di Gamberetta senza anteporvi alcun filtro critico: non mi è mai capitato di leggere un suo articolo prendendolo per buono unicamente in quanto scritto da lei, né tanto meno di condividerlo completamente.
    Comunque ti assicuro che non mi faccio scoraggiare dal comprare un libro per il voto datogli o per il tono usato, ma decido con la mia testa se le critiche avanzate sono sensate e sufficienti a farne un’opera scadente, fregandomene dei rancori personali di chi scrive e dei motivi che lo spingono a recensire: se le pecche trovate sono serie le valuto in quanto tali, se sono delle cazzate ci rido su e le ignoro, che siano obbiettive o meno.
    Poi riguardo allo scaricare illegalmente sono d’accordo con te: il discorso sul boicottare l’editoria è una boiata e chi se ne ammanta per nobilitare la pirateria resta comunque un volgare ladro, né più né meno di chi ruba un libro dallo scaffale.

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 2:09pm

  55. alice scrive:

    Poi volevo chiedere a tutti una cosa… Ma scaricare da internet un e-book non equivale a prendere in prestito un libro dalla biblioteca?
    Insomma, l’autore non guadagna una lira in entrambi i casi.
    Sì, lo so che l’e-book rimane sul pc, ma secondo me è solo un dettaglio. Tra i due non c’è poi tutta questa differenza…

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 2:55pm

  56. Fabrizio scrive:

    @ Stefano:

    Un’ultima cosa: visto che hai attribuito ad altri scopi reconditi… e non mi sembra poi tanto grave voler ottenere un po’ di notorietà,

    Infatti Gamberetta non ha minimamente smentito la cosa.

    Quali sono gli scopi che ti muovono nel voler intervenire in un blog pieno di “master falliti e invidiosi”?

    Vedere fino a che punto arrivano il fallimento e l’invidia? No, troppo cattivo.
    In realtà io mostro semplicemente i punti non molto coerenti dei testi di una blogger.
    Se una pensa di essere così figa da nuotare con gli squali, qualche morso se lo becca… E’ lo stesso principio che lei applica con i libri che recensisce.

    E la tua indignazione raggiunge lo stesso livello quando frequenti forum gestiti da una casa editrice?

    Frequento due soli forum, neanche spessissimo. Entrambi non si occupano direttamente di fantasy e non sono legati a case editrici.

    il tuo ragionamento fa acqua:

    L’acqua è un bene prezioso, ma non è presente nei miei commenti, sorry.

    @ Alice:

    non ci affidiamo del tutto alle recensioni di Gamberetta

    Meno male! :D

    scaricare da internet un e-book non equivale a prendere in prestito un libro dalla biblioteca?

    Le biblioteche acquistano i volumi che offrono al pubblico.
    In compenso l’e-book resta nel tuo pc. Virtualmente è tuo, ormai. Puoi usufruirne quanto vuoi. Come la musica o i film.
    E’ una questione di diritto di autore.

    Sono d’accordo che la differenza nell’utilizzo non è così grossa. In realtà i numeri sono abbastanza diversi e questo dovrebbe portare ad un cambiamento delle regole per i diritti. O ad offerte migliori di e-book online.

    @ gugand:

    La pubblicita’ plagia quando dice che arriva il “tanto atteso” romanzo “della nuova promessa del fantasy”.
    Questo e’ plagio

    No, non è un plagio. E’ uno slogan.

    Sarebbe da mettere dentro chi dice certe fesserie

    Di solito questa frase la uso a proposito di un certo Silvio, ma pare con scarsi risultati…

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 4:34pm

  57. Raimi scrive:

    Gamberetta:

    Mai provato avviare un pò di gavetta in qualche periodico e/o proporre un adelle tue recensioni?
    Perché leggendo il tuo messaggio secondo il quale annunci di aver terminato il libro della Strazzulla, dopo quanto si è già evinto in questo spazio, mi chiedo come tu sia in grado di sopportare qualcosa che ti fa schifo fino in fondo al solo scopo di inserirne la recensione su questo forum… il gioco non vale la candela, sarebbe come ingurgitare un cotechino stomachevole solo per descriverne tutti i suoi lati disgustosi.
    Che pelo ragazzi..

    alice scrive:
    Poi volevo chiedere a tutti una cosa… Ma scaricare da internet un e-book non equivale a prendere in prestito un libro dalla biblioteca?
    Insomma, l’autore non guadagna una lira in entrambi i casi.
    Sì, lo so che l’e-book rimane sul pc, ma secondo me è solo un dettaglio. Tra i due non c’è poi tutta questa differenza

    No direi che la differenza è bella grossa e lampante: Del libro in biblioteca ne usufruisci solo per la lettura sia tu che tutti gli altri, mentre scaricandolo da internet te ne appropri indebitamente e lo rendi riproducibile (anche se tra inchiostro e carta non ne val la pena, fai prima a comprartelo).

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 5:03pm

  58. Carlo scrive:

    Bravo Fabrizio, apprezzo molto i tuoi post. Su una cosa pero’ non concordo molto, cioe’ sullo scaricare i libri dalla rete. Alice osserva giustamente che non c’e’ molta differenza fra questo e prendere il libro in biblioteca. I monopoli non mi sono mai piaciuti, perche’ tendono ad abbassare la qualita’ del prodotto, e ad alzarne il prezzo (per me 20 euro per un libro e’ un furto). Quindi e’ un bene che esista una possibilita’ di fuga via rete (o via biblioteca, o via “prestami il libro”).

    Non credo che il danno per l’autore sia poi cosi’ grande… dopotutto i romanzi della Troisi sono tutti scaricabili - e lo stesso ha venduto quasi un milione di copie. Questo e’ anche dovuto al fatto, forse, che la gente ama la carta: preferisce leggere tenendo un libro in mano, piuttosto che dallo schermo di un computer. Inoltre si ha come la sicurezza che il testo sia quello “vero” (magari la copia su rete e’ difettosa, o e’ stata scannata male, ecc.).

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 5:14pm

  59. Clio scrive:

    Ah, chiedo venia per il doppio post…
    Gamberetta, aspetto con ansia la recensione degli Eroi del Crepuscolo! :)

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 5:22pm

  60. Carlo scrive:

    Raimi scrive (riguardo a biblioteca vs scaricare):

    No direi che la differenza è bella grossa e lampante: Del libro in biblioteca ne usufruisci solo per la lettura sia tu che tutti gli altri, mentre scaricandolo da internet te ne appropri indebitamente e lo rendi riproducibile (anche se tra inchiostro e carta non ne val la pena, fai prima a comprartelo).

    Ma anche il libro dalla biblioteca e’ riproducibile: basta fotocopiarlo. E anche il libro scaricato puo’ essere utilizzato solo per la lettura (e tu stesso dici che riprodurlo non ne varrebbe davvero la pena). Quindi dove sarebbe il problema?

    Oltretutto, con la versione elettronica puoi fare un mucchio di cose divertenti: ad esempio, contare quante volte Licia Troisi usa “purtroppo”, e quante volte Dubhe piange per parola. Dati fondamentali, se alla fine vuoi decidere se il libro ti e’ piaciuto oppure no… ;-)

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 5:23pm

  61. Fabrizio scrive:

    @ Carlo:
    attenzione, io non sono contrario, tanto che i miei disegni sul blog sono pubblicati su licenza Creative Commons. Semplicemente considero la situazione attuale sui diritti. In attesa di regole più soddisfacenti, mi attengo a quel che c’è.
    Poi personalmente sono un cartofilo, ma questo è un altro discorso…

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 6:15pm

  62. wewec scrive:

    @ Fabrizio. La differenza fra la pubblicità delle case editrici e le recensioni di Gamberetta è che quest’ultime sono avvalorate da estratti commentati criticamente, mentre la pubblicità non è altro che un collage di marchette usate come merce di scambio, del tutto inutile per permettere di dare un giudizio ( come evidente nel caso specifico della Strazzulla, in cui si è arrivati addirittura a vendere il libro ancora incelofanato, impedendo persino di leggerne l’inpicit ).
    @ Raimi. Vedilo come un servizio alla comunità: lei lo legge e da modo a noi di decidere se correre lo stesso il rischio o girare al largo.
    Comunque la differenza fra il prendere un libro in biblioteca e lo scaricarlo illegalmente è che i libri vengono acquistati dalle biblioteche pubbliche con fondi statali, rendendo tutti liberi di usufruirne, mentre scaricarli illegalmente significa non pagare proprio nulla, rendendo la cosa un furto.

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 6:26pm

  63. alice scrive:

    Comunque la differenza fra il prendere un libro in biblioteca e lo scaricarlo illegalmente è che i libri vengono acquistati dalle biblioteche pubbliche con fondi statali, rendendo tutti liberi di usufruirne, mentre scaricarli illegalmente significa non pagare proprio nulla, rendendo la cosa un furto.

    Giusto, ma la biblioteca acquista un solo libro letto da decine e decin di persone. L’autore viene danneggiato lo stesso e così anche la casa editrice: guadagna 20 euro piuttosto che 400. Non è roba da poco se tieni conto che ci sono migliaia di biblioteche in Italia.
    Comunque sono una cartofila anch’io. L’e-book non mi attira per niente…

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 8:29pm

  64. Clio scrive:

    La biblioteca rende un servizio, perchè la cultura deve essere a portata di tutti nei limiti del possibile. Prendendo un libro alla biblioteca, oltre che a sfogare la “libridine” nel girare le pagine, sfrutti un servizio offerto dallo stato; scaricando un e-book continui a non pagare niente, ma sfrutti un settore non proprio regolare. Ovvio che ci sono dei vantaggi, ma preferisco restare nei limiti, senza contare che questa roba elettronica mi agita sempre. Sono come i boscagliosi della jungla, certi aggeggi all’avanguardia mi sgomentano ^_^ *torna a leggere le sue tavolette d’argilla*

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 8:43pm

  65. Carlo scrive:

    wewec scrive:

    Comunque la differenza fra il prendere un libro in biblioteca e lo scaricarlo illegalmente è che i libri vengono acquistati dalle biblioteche pubbliche con fondi statali, rendendo tutti liberi di usufruirne, mentre scaricarli illegalmente significa non pagare proprio nulla, rendendo la cosa un furto.

    Ma non mi sembra proprio che sia cosi’, wewec: i libri delle biblioteche sono pagati con fondi statali, e cioe’ con le nostre tasse. Io le tasse le ho pagate, quindi ho diritto di andare a prendere un libro in biblioteca per leggerlo. Non vedo perche’ non potrei a questo punto anche scaricarlo e leggerlo, visto che ho pagato. Pretendere che per leggerlo io debba per forza andare in biblioteca e’ pretestuoso, e se la legge dice questo, beh, e’ una legge stupida. La storia dell’umanita’ e’ sempre stata piena di leggi stupide, che grazie al progresso sono state superate (le donne che hanno tradito il marito, ad esempio, non si lapidano piu’).

    Il progresso e’ stato possibile grazie al rispetto della legge, ma anche grazie alla sua violazione: per sapere di volta in volta cosa e’ giusto fare, occorre una dote abbastanza rara… il buon senso.

    Sabato, 28 Giugno 2008 @ 11:32pm

  66. vash scrive:

    @Carlo:
    a mio parere non sono la stessa cosa lo scaricare o prendere in prestito un libro!Come avete detto tu e wewec i libri nelle nostre biblioteche sono stati prima pagati da contributi statali , mentre un libro scaricato non porta ad alcun introito per la casa editrice!
    Che sia chiaro non sono qui a fare il moralista, perché ,n fondo in fondo ,anche io scarico. Sinceramente credo che se mai dovessi leggere gli eroi del crepuscolo lo scaricherò, perché l’idea che qualsiasi persona o ente pubblico vada a spendere 20 euro per un libro,anche di “modeste dimensioni” mi sembra una follia!!!!

    Domenica, 29 Giugno 2008 @ 9:17am

  67. wewec scrive:

    @ Carlo. IMHO non puoi scaricarlo perchè hai pagato unicamente la copia presente in biblioteca, non quella pirata, il che la rende un furto ai danni dell’autore.
    Poi sono d’accordo con il discorso generale su legge e buonsenso, non con la sua applicazione a questo caso specifico: non vedo perchè dovrebbe essere giusto usufruire del lavoro altrui senza pagare, né tanto meno come il nascondersi dietro alla cattiva editoria possa giustificarne l’atto.

    Domenica, 29 Giugno 2008 @ 10:59am

  68. Spike scrive:

    @ Gamberetta: sarà un piacere leggerla! ^_^

    Anche nella libreria vicino casa mia, le copie del libro di Miss Strazzulla sono tutte imbustate nel cellophane e non ho potuto sfogliarle… sinceramente non mi piace comprare libri a “scatola chiusa”, preferisco poterli sfogliare un po’, leggendo a caso qua e là, tanto per farmi un’idea e non poterne guardare solo la copertina!

    Una nota sui prezzi dei libri: in realtà, il parametro interessante da valutare non è il prezzo in sé, nudo e crudo, ma il prezzo per pagina. Mi spiego: Gli eroi del crepuscolo sono un tomo di 772 pagine con un prezzo di copertina di 20 euro. Quindi, 0.0259 euro per pagina. Per fare un confronto, l’ultimo della signora Troisi - la ragazza drago ha un prezzo di copertina di 17 euro e consta di 343 pagine. Ergo, ha un prezzo per pagina molto più alto: 0.0459 euro per pagina, quasi il doppio di quello della Strazzulla. Già il primo libro della signora Troisi - Nihal della terra del vento - aveva un prezzo più alto di quello proposto per la Strazzulla: il prezzo di copertina era 16 euro e le pagine 380 che danno un costo di 0.0421 euro per pagina. I libri citati sono tutti e tre rilegati (non ha senso paragonare le edizioni in brossura con quelle rilegate perché anche il diverso tipo di copertina incide sul prezzo).

    Domenica, 29 Giugno 2008 @ 12:40pm

  69. Fabrizio scrive:

    Aprirei una mini-riflessione sul fatto che fumetti e fantasy sono quasi gli unici campi dell’editoria in cui la gente si lamenta puntualmente del prezzo di copertina.
    La discussione è legittima, per carità.
    La cosa che però mi fa sorridere è che il prezzo di copertina non viene mai messo in croce per le cagate che scrivono, chessò, Bruno Vespa, Giuliano Ferrara o Emilio Fede.
    Perchè sono autori considerati “seeeeeeeriiiii” (mi è venuta una fitta alla mano, durante la digitazione).

    Sono l’unico a trovare la cosa straniante? :P

    Fab

    Domenica, 29 Giugno 2008 @ 4:47pm

  70. Clio scrive:

    A Fabrizio

    La cosa che però mi fa sorridere è che il prezzo di copertina non viene mai messo in croce per le cagate che scrivono, chessò, Bruno Vespa, Giuliano Ferrara o Emilio Fede.

    Non so se la gente si lamenta anche di quello o meno. Io non me ne lamento perchè non li leggo (la carta igienica è più interessante, trovo, e molto più utile…).
    Per conto mio trovo scandaloso che un saggio di Lecouteux mi costi 20 € circa, come il libro della Strazzulla (o altri romanzetti fantasy, più o meno si gravita sempre 15-20 €). 20 € è già tanto per un saggio, che fate, mi spacciate un romanzetto allo stesso prezzo?

    Domenica, 29 Giugno 2008 @ 4:56pm

  71. Andrew scrive:

    Ho scaricato l’ebook, ho letto qualcosina qua e là e nel complesso sono stupito: quando la Strazzulla parlava di “sfigati che salvano il mondo” io mi immaginavo qualcosa come uno gnomo basso, brutto e con voce nasale… sono un illuso, sì.
    Aspetto la recensione, non c’ho proprio voglia di continuare a leggere.