Il Crepuscolo del Fantasy

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo Titolo originale: Gli Eroi del Crepuscolo
Autore: Chiara Strazzulla

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi

Genere: Fantasy, Elfi
Pagine: 772

Per tutti quelli che hanno a cuore il mio tempo libero, che si preoccupano che io sprechi la mia giovinezza a scrivere critiche inutili, ecco una recensione veritiera, precisa e di poche parole de Gli Eroi del Crepuscolo:

Gli Eroi del Crepuscolo è una schifezza.

Contenti? Avete la vostra recensione, potete chiudere la finestra del browser e passare ad altro. Se invece decidete di continuare, è una vostra scelta, non vi sto puntando una pistola alla tempia, perciò evitate di venire a rompermi l’anima riguardo quello che avrei o non avrei dovuto fare.

Piccola premessa

Nel corso della recensione non farò alcun riferimento all’età dell’autrice. Com’è giusto che sia: non credo che cambi per nessuno l’esperienza di lettura sapendo che l’autore ha 17 anni piuttosto che 71. O è un bel romanzo o non lo è, non importa chi l’ha scritto.
Tuttavia voglio prendere ad esempio la Strazzulla per rimarcare una certa differenza di mentalità fra gli autori nostrani e anglosassoni. Differenza che secondo me è una delle ragioni per cui gente come Crichton vende milioni di copie anche da noi, ma nessun nostro autore vende milioni di copie in Inghilterra o in America.

Come già avevo ricordato, la Strazzulla, alla presentazione del suo romanzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla scrittura che ho trovato poco condivisibili:

[...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

Sfogliando il volume The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective ho trovato questa lettera di un giovanissimo Harlan Ellison, indirizzata alla rivista Writer’s Digest:

Dear Editor:
I’ve been following W.D.’s wonderful material for years now, and couldn’t resist sharing the glad news with you. I’ve made my first sale, and I owe every bit of the kick I get out of it to good old DIGEST. Of course it was only six dollars, but I’m on my way. I’m only sixteen years old, so this means a lot to me. Everything in the DIGEST is tremendously helpful to young writers like me, so keep it coming.
Harlan Ellison

L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.

Il video con le affermazioni “incriminate” della Strazzulla

Un romanzo da manuale

Un mondo abitato da elfi debosciati (qui chiamati Eterni) è minacciato dalla Tenebra, malvagia creatura, incarnatasi nel Signore delle Tenebre (d’oh!), all’anagrafe “Gylion Cuore di Ghiaccio”. I piani del Signore delle Tenebre sono tanto precisi quanto terrificanti:

A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta. Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

Per fortuna a difendere felicità, amore, pietà, speranza, democrazia e diritti degli animali, ci sono quattro baldi giovanotti adolescenti (in realtà hanno 300 anni circa, ma un elfo di 300 anni in rapporto agli altri della sua specie è più o meno come un umano di 16).
A guidare il gruppo, Lyannen, figlio di un’umana e di un elfo. Ovvero un mezzelfo! Lyannen si nota subito fra i suoi compatrioti perché gli altri hanno i capelli color oro, lui li ha corvini, gli altri sono alti due metri e mezzo, lui solo poco meno di due, gli altri sono nipoti del Re, lui è solo figlio del più importante generale dell’intero Reame, gli altri sono immortali, e lui pure, perché è uno dei pochi meticci con il tratto genetico dell’immortalità. Ah, è anche amante della principessa Eileen, sebbene sia un amore proibito (Ohhh!!!) Da non sottovalutare la sua abilità di spadaccino e l’essere uno dei pochi elfi (mezzi o no) a poter usare la magia, seppur inconsciamente.
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: uno così lo definirei proprio un reietto, o forse uno scarto, “diverso” ci può stare, così com’è “diverso” il Sultano del Brunei.

Il sultano del Brunei
Il Sultano del Brunei: tipico adolescente?

Le parole della Postorino sono la ragione per la quale così tante mie recensioni sono brutali: mi procura enorme fastidio sentire la gente mentire o raccontare stronzate con l’unico scopo di vendere, di guadagnare, di intascare un euro in più. Un minimo di dignità, che diamine!
Senza contare che anche la storia del “perdente” che diventa eroe è di per sé un cliché.
Dunque abbiamo una banda di eroi banali e stereotipati che cerca, senza riuscirci, di imitare una banda di eroi banali ma che seguono altri stereotipi. Geniale!

Gli Eroi del Crepuscolo è una presa per i fondelli. È stato preso un celeberrimo articolo, in Rete da anni, How to write a best selling fantasy novel, e lo si è seguito quasi alla lettera. Peccato quello sia nelle intenzioni dell’autore un articolo ironico.

Qualche citazione a caso.

How to:

Despite the need to keep the book long, some bits are just too hard to write. A thousand mile journey by foot is long, but easy to write. Battles on the other hand are hard because there’s a lot going on and you probably require some knowledge of military strategy. So if you’re writing a battle scene and it’s just getting too hard, simply have the hero suffer a wound and lapse into unconsciousness [...] Next thing our hero wakes on a white alabaster slab in the Healing Room where the Pure Maiden Warrior tells him that the battle is over and, Guess what? They won! Result: you’ve saved 50 pages of intricate military description.

Strazzulla:

Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava, intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra, illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
– Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più beceri deus ex machina mai concepiti!

How to:

It will be necessary to create Bad Expendables. These are the orcs, goblins, trolls, dragons, wights or any other creatures that we are happy to kill in their thousands. They are usually black, hairy, sweaty or in some other way unacceptable by middle class Caucasian standards. Often they are deformed, based on the traditional belief that an ugly body reflects an ugly soul. It is our way of doing a service to the sick and disabled by reminding readers that people who are disfigured look that way because they’re evil.

I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq). La Strazzulla è adamantina su questo punto:

E poi ci sono Brandan Fierolampo e Venissian l’Arciere, e Leidhall di Mymar, in persona! Vengono per combattere ovviamente: pare che il nemico arriverà qui a giorni. Figurati che c’è anche il Sire, tutto vestito di bianco, con Alvidrin che gli regge lo stendardo. Uno spettacolo. Sono così belli che inizi a chiederti come è possibile che stiano perdendo la guerra.

Ma niente paura! I Belli alla fine vinceranno, mentre i Brutti finiranno tutti quanti bruciati vivi, com’è giusto che sia. D’altra parte:

Lyannen non era mai parso bello come in quel momento, mentre da solo sbaragliava i pixies confusi e spaventati, menando fendenti a destra e a manca, i capelli scompigliati, gli abiti e la pelle luridi di sangue e di polvere. Quando infine con un solo colpo tagliò di netto le teste di due folletti, i tre o quattro pixies superstiti lasciarono cadere le armi e scapparono senza ritegno, andando a rifugiarsi nel bosco.

Quello che mi disturba in questo passaggio non è tanto l’esaltazione della violenza (cosa rende una persona più bella se non il decapitare nemici confusi e spaventati?), esaltazione perpetrata dal Narratore in persona, quanto la banalità di tutto ciò. Come ricordato anche dall’articolo, è cliché scontatissimo quello di Bello = Buono e Brutto = Cattivo. Sarebbe ora di andare oltre…

Uno gnometto
Uno gnometto. Avanti, Lyannen, fai vedere quanto sei uomo elfo, ammazza anche lui mentre scappa spaventato!

How to:

If Wizards and Lords actually used their magical powers they wouldn’t need the Loser/Hero to save them and the book will be over in a hundred pages. So, although wizards can bring trees to life, summon spirits from earth and sky, they have to use guile to defeat the stupidest troll.

Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra, ma:

– Il punto è, – proseguì il Solitario, – che molto spesso è utile avere la magia a disposizione senza saperlo. Molte persone, pensando di poter contare sulla magia in ogni caso, ne diventano dipendenti. Si affidano sempre alla magia e sono incapaci di andare avanti da soli quando non possono usarla. E, fattelo dire da uno che usa la magia da sempre, non conviene affatto affidarsi a una forza del genere. Meglio contare su se stessi. –

In altri termini, non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti. Meglio una guerra lunga anni, un numero incalcolabile di morti, città distrutte e interi popoli annientati, piuttosto che diventare dipendenti della magia… Ovviamente Slyman, l’allievo del Solitario, la persona alla quale il Solitario si sta rivolgendo, accetterà senza batter ciglio le sagge parole del maestro.

How to:

Note: the Enemy’s fatal flaw will always be that he is over-confident.

Strazzulla:

– Eileen, – ripeté. [...] – Dimmi dov’è Eileen, maledetto!
Questa volta fu Gylion a ridere. [...] – Ma sì, in fondo penso che te lo dirò, – concluse Gylion a sorpresa. Si accarezzò il mento liscio, senza smettere di sorridere in modo inquietante. – Tanto poi a chi andresti a dirlo? I morti non parlano –. [nota: qui oltre all'eccessiva confidenza c'è anche la cosa da non fare numero 7 per gli aspiranti Evil Overlord]

In realtà, al di là di questa citazione, Gylion perde perché si fida ciecamente del suo unico amico, il demone Scrubb. Scrubb, senza nessun buon motivo, lo tradirà.
E visto che ne parliamo, l’ottimo finale del romanzo è il seguente: i Buoni stanno perdendo la battaglia finale, Lyannen sta per essere ucciso; a questo punto Scrubb decide appunto di cambiare bandiera. Con assoluta nonchalance scatena fiamme magiche che:

  • Uccidono i soldati delle Truppe Nere (sì solo loro, la fiamma brucia solo i malvagi i brutti).
  • Uccidono Il Signore delle Tenebre (sì, così come se niente fosse).
  • Liberano Eileen dalla prigione senza uscite dov’era tenuta.

Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni. Ma perché privare il lettore di questo delizioso deus ex machina?

È sempre la solita solfa

Potrei fare copia/incolla dalla recensione di Nihal della Terra del Vento, e, cambiando le citazioni, potrei lasciare il testo identico. Con questo non voglio dire che Gli Eroi del Crepuscolo sia al livello dell’esordio della Troisi, voglio dire che è peggio. Sono presenti tutti i difetti già visti in Nihal, e manca invece il ritmo della Troisi, che almeno in quel romanzo riusciva a tenere lontana la noia. Da un punto di vista linguistico la Strazzulla è più brava, ha più dimestichezza con le parole, tuttavia non ha la stessa energia della Troisi. Nihal non lascia indifferenti, sebbene per le ragioni sbagliate; Gli Eroi del Crepuscolo è piatto, vuoto, inutile. Roba che si dimentica due giorni dopo averla letta.

Ciò premesso, ripetete in coro con me…

PRIMA DI SCRIVERE OCCORRE DOCUMENTARSI.
Chissà se prima o poi entrerà nella testa di qualcuno. Se si scrive di guerre e duelli (e purtroppo per la Strazzulla tali attività sono parti importanti della sua storia), bisogna conoscere l’argomento, altrimenti si fa la figura dei fessi.
E per l’ennesima volta, tendere un arco richiede forza! Ne richiede tanta!

E allora, all’improvviso, le frecce crosciarono come una pioggia, e il nemico, stupito dall’inaspettata pioggia mortale, si fermò e perse la sicurezza, e tutti levarono lo sguardo al cielo, stupiti. [...] sugli spalti, le mogli, le figlie, le madri avevano preso gli archi dei loro padri, fratelli, figli e mariti, e adesso tiravano sull’esercito nemico.

La popolazione femminile dell’Ultima Città sta riversando una “pioggia mortale” sulle truppe del Signore delle Tenebre, truppe che si trovano ad almeno 100 metri di distanza (ma con ogni probabilità la distanza è maggiore). Be’, è in pratica impossibile. Una persona, senza specifico addestramento, non è in grado di compiere un gesto del genere, e parliamo di anni d’addestramento.
In più, nella società degli elfi, le donne non solo non ricevono addestramento all’uso dell’arco, ma di nessun tipo. Il loro compito è badare alla casa e ai figli, non hanno nessun ruolo civile o militare. Dal fidanzamento fino al matrimonio devono anche girare velate, e si rivolgono al proprio sposo chiamandolo “Mio Signore”. Che bello!

Un brano da un tipico duello in stile “troisiano”, stile qui così ben imitato dalla Strazzulla:

L’essere misterioso aveva attaccato con un guizzo rapidissimo, che Lyannen non si sarebbe mai aspettato, ma dal canto suo Lyannen aveva subito provato una mossa d’alta scherma, e credeva che l’altro avesse notato la sua abilità. Lentamente allontanarono le spade, arretrando di un passo. Si squadrarono ancora, immobili, poi Lyannen tentò fulmineo un affondo. Dimostrando di nuovo una velocità e un’abilità ragguardevoli, l’essere rovesciò la lama e parò il colpo. Si separarono di nuovo, e ripresero a duellare con velocità crescente. Lo scontro proseguiva in un botta e risposta equilibrato: i due contendenti sembravano equivalersi per bravura, all’attacco di uno corrispondeva sempre una pronta parata e risposta dell’altro. Nessuno dei due abbassava la guardia, neppure per un momento, e d’altra parte nessuno dei due aveva davvero cercato di uccidere l’altro, ma solo di disarmarlo, o al massimo ferirlo in maniera non grave.

Valgono sempre le solite considerazioni: innanzi tutto il duello è raccontato e non mostrato. E questo crea non pochi problemi al lettore: Lyannen prova una mossa d’alta scherma, ovvero? Cosa debbo immaginare nella mia testa? “una mossa d’alta scherma” sono solo parole, non sono immagini. Poi è un duello, un’attività emotivamente coinvolgente per i partecipanti, eppure il punto di vista è lontano, un debolissimo Narratore Onnisciente, che ciancia di parate e risposte e uguale abilità, senza però che ci sia alcuna partecipazione del lettore. Non assistiamo (perché non è mostrato) annoiati a uno spettacolo interpretato da gente che non conosciamo.

La prima stoccata arrivò piuttosto alta e non fu affatto il tipo di colpo che [Loredan] si sarebbe aspettato. Fu costretto a fare alta anche la sua parata e il peso che l’altro aveva caricato sulla lama fu tale che con la forza del proprio braccio e del polso quasi non riuscì a defletterla. Gli riuscì in qualche modo, ma fu costretto a fare un passo indietro e due a destra, scoprendosi il petto; non c’era nessuna speranza di un colpo di risposta. Prevedibilmente l’attacco successivo fu basso, ma il fatto che stavolta se lo aspettasse non rese meno complicato il pararlo. Due rapidi passi verso destra lo misero fuori portata, ma la sua guardia era tuttora troppo alta e una ferita al ginocchio destro che era rimasto scoperto, sarebbe stata la fine.
Fortunatamente il suo avversario optò invece per un’altra stoccata alta. Due passi indietro dettero a Loredan abbastanza spazio per parare di prima, caricando la lama di tutto il peso del proprio corpo e deviando così nettamente la spada dell’altro verso destra. A quel punto inclinò il polso per una botta corta, più che altro un fendente con il polso girato, diretto allo stomaco. Il suo avversario arretrò, ma non abbastanza in fretta; la punta della sua spada penetrò di qualche centimetro prima che Loredan la ritirasse [...]

Questo brano è invece preso da Tutti i Colori dell’Acciaio (Colours in the Steel) un fantasy di K.J. Parker. Parker non è un genio della letteratura, è un onesto scrittore, neanche poi tanto bravo. Ma appunto non bisogna essere dei geni per capire che occorre mostrare, che bisogna sapere di quel che si parla, e che è molto più efficace in una scena d’azione mantenere il punto di vista ancorato a un personaggio.

Copertina di Colours in the Steel
Copertina di Colours in the Steel

Ora mi rivolgo alla gentile editor del romanzo, Rosella Postorino, sperando che il mio tono sia abbastanza pacato perché vossignoria possa ritenere opportuno rispondermi. Se né lei né l’autrice ne capite niente di argomento bellico, non sarebbe stato il caso di assumere un consulente? Si risparmiava un po’ sul libretto pubblicitario pieno di disegni a colori, e si pagava qualcuno per dare una sistemata agli aspetti militari del romanzo. Funziona così, quando una casa editrice ha rispetto del pubblico.
E anche in mancanza di ciò, un editor dovrebbe forse correggere quando l’autore, per inesperienza o distrazione, non dipinge al meglio una scena. Gli errori commessi dalla Strazzulla sono elementari.

I problemi dal lato documentazione non finiscono certo qui. Non c’è niente di neanche vagamente razionale nel comportamento degli eserciti in campo. Nel mondo della Strazzulla è bandita ogni genere di strategia, tattica, catena di comando, ordine di battaglia; gli scontri si riducono a enormi risse senza capo né coda. Così come è sconclusionato l’uso dei termini, per esempio qualunque unità militare, da 30 a 5.000 uomini, è sempre un “plotone”.

Aveva gli occhi blu a pagina cinque e verdi a pagina diciotto

Le incongruenze possono essere più o meno gravi. In certi casi possono minare la credibilità della storia (il classico eroe che si salva sparando sette colpi, con una rivoltella che ne tiene nel tamburo solo sei), in altri casi possono solo sfregiarla.
È come andare dal concessionario, uscirne con un’auto nuova e scoprire che la carrozzeria è rigata. L’auto funziona lo stesso, ma non credo che si accetti la situazione con un’alzata di spalle.
Lo stesso vale per i romanzi. Le contraddizione e le incongruenze, anche quando non vitali per lo svolgimento della storia, sono comunque uno sputare in faccia al lettore. Non c’è nessuna buona ragione per la quale autore, editor e chiunque sia stato coinvolto non abbia posto rimedio a tali errori.

Per esempio – e mi si scuserà se metto solo il numero di pagina e non riporto per intero le citazioni, non sono divertenti in sé:

A pagina 71 Vandriyan spiega che per la buona riuscita della missione, la Compagnia dei Rinnegati(sic) dovrà fare affidamento solo su se stessa, e sarebbe controproducente affiancarle personale più qualificato. A pagina 122 viene accolto nella compagnia Ventel, militare di professione, al grido di “più siamo meglio è!” E nel corso della storia chiunque voglia unirsi alla Compagnia sarà accolto. In altre parole sarebbero potuti partire da subito alla testa dell’Alavento (le truppe d’elite del Reame), ma così si sarebbe rischiato di combinare qualcosa, e si sarebbe privato il lettore di un viaggio inutile di 500 e passa pagine…

A pagina 87 è descritta la partenza della Compagnia dei Rinnegati dalla capitale del Reame. I quattro giovanotti sono salutati da due ali di folla esultante, perché tutti sanno che lo scopo della loro missione è salvare la principessa Eileen, rapita dal Signore delle Tenebre. Ma a pagina 110 uno della Compagnia è reticente a rivelare la natura della missione a un suo parente, a pagina 114 Lyannen conferma che sono “partiti in gran segreto”. LOL!

A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici. Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte. Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di combattimento.

A pagina 325 si parla di una serata estiva molto calda, tanto che Slyman si lamenta. Lo stesso Slyman a pagina 333 è infastidito dalla finestra aperta, con tutti quegli spifferi potrebbe morire assiderato. E si trova in una camera con il camino acceso…

E così via. Certe scene poi sono così campate per aria da essere oltre la contraddizione. La Compagnia dei Rinnegati incontra i centauri. Ventel si fa portavoce presso gli equini perché ne conosce usi e costumi; malgrado ciò, quasi apposta fa infuriare il capo centauro. Durante lo scontro Lyannen combatte contro tre centauri contemporaneamente. Il corpo di uno gli cade addosso, e lui ha tutto il tempo di strisciare fuori, di rialzarsi e di ferire un altro centauro. Quando poi i nostri eroi sono in difficoltà – sul punto di lasciarci la pelle – un misterioso corno risuona nella foresta e i centauri scappano. È in arrivo un grande pericolo deducono quelli della Compagnia, perché solo un grande pericolo può aver terrorizzato i centauri.
Non arriverà nessun pericolo. La storia del corno sarà scordata cinque pagine dopo. Così, senza spiegazioni, senza raziocinio. Un momento sei circondato da centauri imbizzarriti, l’attimo dopo scappano. Ma è tutto ok, è fantasy!!! (per bambini deficienti).

Centauro e amazzone
Un feroce centauro in compagnia dell’amazzone Irdris

Altra roba marcia

Dialoghi insulsi. Quasi tutti i personaggi hanno la stessa “voce”, e sono indistinguibili uno dall’altro quando parlano. Non che si dicano molto, la gran parte dei dialoghi sono uno stucchevole rimarcare l’ovvio:
Narratore: «Gli elfi sono in guerra da quindici anni.»
Primo Elfo: «Lo sai che gli elfi sono in guerra da quindici anni?»
Secondo Elfo: «Sì, sapevo che gli elfi erano in guerra da quindici anni.»
Tra i tanti, spicca un dialogo tra Eileen, la principessa rapita, e il Signore delle Tenebre. Non credo di aver mai letto niente di così balordo, neppure scavando tra le fanfic o l’editoria a pagamento.
Ricordo che Eileen è l’unica erede al trono degli elfi (in realtà non è vero, ma lei non sa dell’altro erede) e che il Signore delle Tenebre è l’incarnazione stessa della Malvagità:

[Il Signore delle Tenebre ha appena accennato alla principessa che Lyannen è partito per salvarla, lei chiede conferma]
Il Signore delle Tenebre non parve per nulla impressionato. – Immagino che sia nelle sue intenzioni, – rispose.
– Non vedo altrimenti perché dovrebbe prendere l’eroica risoluzione di partire dal sicuro asilo della capitale con un paio di fidati amici e dirigersi a nord, convinto che nessuno sappia della sua partenza. [sì è un'altra contraddizione visto che come detto tutti sanno della partenza] Beata ingenuità. Comunque, visto che vi è così caro, cercherò di non distruggerlo [sic] subito, così almeno potrà morire felice dopo avervi rivista per l’ultima volta. Quanto sentimentalismo. Non mi trovate straordinariamente generoso?
Sorrideva. Eileen sapeva benissimo che quella era tutta una provocazione, e che avrebbe dovuto resistere. Ma il pensiero di Lyannen in pericolo, Lyannen che, non ne dubitava, doveva aver davvero lasciato Dardamen per andare da lei, era troppo. [troppo cosa?]
– Voi fate schifo, – disse, tra i denti. – Siete l’essere più disgustoso che questa terra abbia mai visto! Non trovo nemmeno le parole per descrivervi. Siete ripugnante, ecco quello che siete! [e siete vittima di un disdicevole caso di alopecia precoce] Ma state attento, voi e la vostra boria. Non sottovalutate Lyannen, e non sottovalutate gli Eterni. Hanno molte risorse che voi non potete neanche immaginare. Fate attenzione! Quelli che avete di fronte sono i valorosi che già tre volte hanno sconfitto la Tenebra, che era un milione di volte più potente di voi, [Eileen non sa che Il Signore delle Tenebre è la Tenebra!!!] e l’hanno messa in fuga! Credete davvero che si piegheranno di fronte a uno come voi?
– Un po’ di rispetto!
Lo schiaffo bruciò sulla guancia di Eileen con tanta improvvisa violenza da strapparle un piccolo grido. Sulle prime, non riuscì nemmeno a credere che lui l’avesse fatto per davvero; non aveva mai alzato le mani su di lei, in tutto il tempo che l’aveva tenuta sua prigioniera. [oh, no! La principessa ha fatto arrabbiare la Malvagità incarnata, e quella le ha dato uno schiaffo!!! Forte!!! Kome s e' xmessa???]
[...] – Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.

Dopo dialoghi del genere è naturale voltarsi di scatto alle spalle, si potrebbe sorprendere un folletto del marketing Einaudi che imbraccia una telecamera: «Sorridi, sei su Candid Camera !» Perché appunto una porcheria del genere non può essere altro che uno scherzo di cattivo gusto. A meno che non sia Candid Camera ma Ai Confini della Realtà

Ordini di grandezza. Qui sotto potete ammirare la mappa del mondo dove gli Eroi del Crepuscolo scorazzano.

Mappa del mondo
Un angolo di Sicilia? Clicca per ingrandire

Il riquadro in basso a sinistra ricorda la Sicilia. Ulteriore conferma la si ha tentando di desumere la grandezza del territorio rappresentato. Purtroppo in nessun punto del romanzo vengono fornite distanze precise tra due luoghi, ci si deve accontentare di sapere che il personaggio tal dei tali ha raggiunto la tal città, partendo dalla tal altra, in tot giorni, a piedi o a cavallo. In particolare è utile sapere che l’Esercito Nero, riunitosi presso il Cerchio dei Druidi, potrebbe raggiungere Dardamen in meno di otto giorni di marcia.
Facendo un po’ di conti, si può alla fine desumere che la mappa abbia un lato di circa 370 chilometri. A questo punto si sovrappone la mappa a una vera cartina della Sicilia: con tale chilometraggio, le distanze corrispondono.
Perciò Gli Eroi del Crepuscolo potrebbe essere ambientato in Sicilia in un’epoca mitica, o comunque è ambientato in un mondo delle stesse dimensioni della Sicilia. Niente di male in ciò, è anche un’idea parzialmente originale (già Zuddas aveva ambientato le sue storie di Amazzoni nel bacino del Mediterraneo).

Il problema è che gli elfi abitano la Sicilia da 250.000 (duecentocinquantamila) anni! Non 200 anni, non 2.000, non 20.000, ma 200.000! Ebbene in questo lasso di tempo enorme, i signori elfi non hanno neanche finito di esplorare tutta la Sicilia! Basta dare uno sguardo alla nostra di storia per rendersi conto di quanto sia assurdo tutto ciò… a meno che gli elfi della Strazzulla non condividano con i vampiri della Meyer (a cent’anni ancora al Liceo) un problema di ritardo mentale. Va da sé che non è così piacevole leggere romanzi con protagonisti dei cerebrolesi.

elfi
Sono sempre loro, gli elfi! Con un bel carico di tare genetiche dovuto ai matrimoni fra consanguinei

Fieri guerrieri tra le bolle di sapone. Per carità, ognuno può descrivere la sessualità dei propri personaggi come preferisce, tuttavia un autore deve rendersi conto che in determinati contesti certe scene sono ridicole:

[i protagonisti qui sono Vandriyan e Greyannah, due dei più grandi guerrieri del reame]
Per un po’ Vandriyan fece la spola tra l’acquaio e la vasca da bagno incassata nel pavimento di cotto rosso; portando secchi d’acqua calda. Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto. Si era appena immerso, con un sospiro di sollievo, e stava rilassandosi tra nuvole di schiuma candida [sob] quando sentì qualcuno tirare il chiavistello ed entrare a lunghi passi ticchettanti nell’anticamera, senza bussare né chiedere permesso. Imprecò a mezza voce, infastidito. Detestava essere disturbato mentre faceva il bagno.
Sempre senza bussare, il misterioso visitatore aprì la porta della stanza da bagno e comparve sulla soglia, alta silhouette scura. Vandriyan imprecò di nuovo.
– Ma insomma, è questo il modo… – cominciò, polemico. Poi alzò lo sguardo verso l’uomo sulla soglia. E la sua espressione corrucciata cedette il posto a un largo sorriso.
– Bella accoglienza mi tocca ricevere, signor Capitano! – esclamò allegro il Luogotenente Greyannah. – O forse vi spiace rivedere un vecchio amico?
[...]
Era identico a quando Vandriyan l’aveva visto per l’ultima volta. Alto, con un bel fisico muscoloso da combattente e un incarnato chiaro ma non pallido, aveva un aspetto nobile e severo, e insieme un po’ stravagante. Il suo volto era aperto e leale, illuminato da due begli occhi blu oceano con ciglia piuttosto lunghe per un uomo, di taglio allungato, scuri e vivaci sotto le sopracciglia arcuate. Aveva un bel naso dritto, a dire il vero un po’ lungo, che gli conferiva un profilo particolare, dall’aria sprezzante, e una sottile cicatrice bianca gli spaccava di traverso le labbra. All’orecchio sinistro portava un piccolo orecchino d’oro con incastonata un’antica gemma, di un perfetto blu elettrico. I capelli, lunghi e dorati, erano raccolti nell’inconfondibile acconciatura fatta da miriadi di trecce e treccine. Sorrideva, e scopriva bei denti bianchi e regolari.
Andò a sedersi sul bordo della vasca, scoppiando con un dito le bolle profumate che di tanto in tanto si levavano dalla superficie schiumosa.

… non commento, non sono una lettrice abituale di Harmony, perciò non saprei dire, mi sembra adeguato, ma penso la Strazzulla possa migliorare.
In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione. Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.
Qui c’è la differenza fra uno scrittore che ha davvero visto gli elfi immortali, e uno che invece parla di elfi immortali ma sta solo descrivendo uno gnokko qualunque, che sia vampiro, cantante alla moda, bello della scuola o debosciato abitatore dei boschi.

Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.

A mollo
Non c’è la schiuma ma il concetto è quello…

Fantasia portami via. Almeno per me c’è un elemento che può risollevare qualunque fantasy, anche il più disgraziato: una cospicua dose di fantasia. La ragione per la quale leggo fantasy e fantascienza è per stupirmi, per riuscire a riempire la fantasia con elementi nuovi, con cose che altrimenti da sola non sarei mai riuscita a immaginarmi.
Disgraziatamente anche sotto questo aspetto Gli Eroi del Crepuscolo non offre niente. Al di là delle solite razze preconfezionate (goblin, coboldi, fatine, centauri, folletti, ent, ecc.) non c’è nulla. In nessun angolino si annida una scintilla di sense of wonder.
Siamo al punto che, ripensandoci, gli occhi viola e i capelli blu di Nihal mi paiono trovate originali. Sigh.

Orco preconfezionato
Razza preconfezionata (attenzione! Normalmente non sono vendute già dipinte!)

Varia umanità. Ovviamente gli errori e i problemi non finiscono qui. Ci sono lunghe parti, in più punti, di riassunto; parti raccontate e non mostrate, quasi servissero all’autrice – più che al lettore – a ricordarsi dov’era arrivata. Ci sono scene nelle quali il punto di vista cambia da paragrafo a paragrafo, ci sono poi moltissime scene inutili per lo svolgersi della storia – il romanzo ha almeno 300 pagine di troppo – e ciò suscita noia. Il linguaggio cerca a tratti di sembrare aulico, ma ci sono fastidiosissime cadute sul moderno. Tipo personaggi che parlano di deja-vu, o che descrivono il ferire un orco metterlo “fuori uso”(sic), o Il Signore delle Tenebre che nella sua lettera di estorsione si autodefinisce “versione migliorata” del padre, per tacere poi di quell’orribile “testa di pigna” unico idiota insulto che gli elfi si scambiano.

Un gamberetto fresco

Le pagine che seguono la “morte” di Ventel e il suo ritorno in vita sono decenti. È l’unico momento semi passabile dell’intero romanzo.

Considerazione finale

Concludo con una considerazione generale. Nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, H.P. Lovecraft inquadra la storia della narrativa d’orrore in una chiave di evoluzione. Più passa il tempo, più, in media, gli scrittori diventano più bravi. L’analisi psicologica è sempre più approfondita, le fantasie più complesse, i personaggi più realistici. Le catene che sbatacchiano la notte ne Il Castello di Otranto di Walpole sono superate. Non bastano più a suscitare orrore, vero orrore.

The best horror-tales of today, profiting by the long evolution of the type, possess a naturalness, convincingness, artistic smoothness, and skilful intensity of appeal quite beyond comparison with anything in the Gothic work of a century or more ago. Technique, craftsmanship, experience, and psychological knowledge have advanced tremendously with the passing years, so that much of the older work seems naive and artificial; redeemed, when redeemed at all, only by a genius which conquers heavy limitations.

Mi piacerebbe vedere lo stesso nel fantasy. Eppure non solo non è facile scorgere questo tipo di evoluzione (se evoluzione c’è stata), ma addirittura spesso l’evoluzione è rifiutata.
Un romanzo come Gli Eroi del Crepuscolo imita in maniera maldestra Tolkien, e quel che è peggio, non aspira a niente di più. Il suo ambito è tra brutta copia di Tolkien e copia decente di Tolkien. Non sarebbe il caso di finirla? Il tempo passa, e Tolkien assomiglia sempre più a Walpole. Non sarebbe il caso di proporre qualcosa di nuovo? Così come i fantasmi che scuotono le armature non fanno più paura, i dannati elfi non accendono più la fantasia.

La nuova Regina

Non era facile. Era un’impresa che richiedeva menti raffinate, un piano studiato in ogni particolare, e un’esecuzione impeccabile. Perciò non posso far altro che complimentarmi con autrice, editor, e quanti altri coinvolti, era difficile, molto difficile, ma ce l’avete fatta: avete dato vita a un romanzo più brutto di Nihal della Terra del Vento! Congratulazioni! Sul trono d’immondizia sale un nuovo campione, il nuovo punto più basso del fantasy italiano: Gli Eroi del Crepuscolo.
Speriamo solo che il crepuscolo passi in fretta e scenda la notte, così certi orrori spariranno alla vista.

un reptiloide
Costui è un reptiloide. I reptiloidi sono alieni che si nascondo tra noi; una delle loro armi è il brutto fantasy, usato per ridurre l’umanità in uno stato di passività bovina. Ogni volta che sentite qualcuno dire: “non bisogna ragionare mentre si legge un romanzo fantasy perché… è fantasy!!!” state certi che da qualche parte un reptiloide sta gongolando


Approfondimenti:

Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
Il sito MySpace di Chiara Strazzulla
Un Add-on per Firefox che blocca l’accesso a MySpace
Un’intervista a Chiara Strazzulla
Chiara Strazzulla sulla Wikipedia siciliana
L’opuscolo pubblicitario con i disegni di Massimiliano Frezzato

The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective su Amazon.com
Il sito della rivista Writer’s Digest
Tutti i Colori dell’Acciaio presso Delos Store
Il sito ufficiale della regione Sicilia
The Castle of Otranto disponibile online
Supernatural Horror in Literature disponibile online
Per saperne di più su reptoidi, reptiloidi, rettiliani & soci

 

Giudizio:

Ogni tanto la scrittura è decente. +1 -1 Storia banale, già vista mille volte.
Ventel che muore e risorge. +1 -1 Storia incongruente, piena di controsensi.
-1 Storia infarcita di episodi inutili.
-1 Storia a tratti noiosa.
-1 Incipit orribile.
-1 Finale ancor peggiore.
-1 Assoluta mancanza di fantasia.
-1 Nessun lavoro di documentazione.
-1 Linguaggio non sempre all’altezza.
-1 Editing pessimo.
-1 Ennesimo fantasy per bambini scemi.
-1 Una marea di dannati elfi cerebrolesi.
-1 Gli elfi immersi nella schiuma.
-1 Gli elfi con i bei denti bianchi e regolari.
-1 Gli elfi che si dicono “testa di pigna”.
-1 Gli elfi che dicono qualunque cosa.
-1 Quel fesso di Lyannen.
-1 Quella cretina di Eileen.
-1 Quel mentecatto del Signore delle Tenebre.
-1 Quel lazzarone del Solitario.
-1 Dato che per lei a scrivere non s’impara, sinceri auguri alla Strazzulla: ne ha bisogno!

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

Scritto da GamberettaGamberolinkLascia un Commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

477 Commenti to “Il Crepuscolo del Fantasy”

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  1. 77 Morgante

    Ciao Chiara, ciao a tutti,

    mi chiamo Chiara anch’io.
    Leggo sempre volentieri questi articoli (tra i pochi che mi spingono in rete), molto meno i commenti che seguono, l’atmosfera si guasta, ecco, quando si divaga, o si finisce per insultarsi.
    Ehm, ehm, fin qui avete creduto che fossi l’autrice incriminata venuta qui a dar battaglia, eh? Eh, l’ho tirata lunga apposta. No, mettete giù i pomodori. Sarà per un’altra volta.
    Ho letto l’articolo sugli incipit (molto bello), delle varie uscite di romanzi fantasy italiani, delle crisi mistiche di Gamberetta sul destino della fantasia della penisola. Spesso qui si parla di come si arriva alla pubblicazione o sul rapporto con le case editrici o su cosa voglia dire amare le storie. Vorrei dare il mio piccolo contributo, con la mia esperienza; uno tra i tanti, ma sempre un altro viaggio nel mondo delle storie è, no?

    IL MIO STARNUTO E’ DURATO TRE ANNI E AVEVO FINITO I FAZZOLETTI
    Non ho 17 anni, ne ho 27. Ho scritto un romanzo, non è un fantasy, è un romanzo fantastico. Amo la fantascienza, l’horror e le storie fantastiche da sempre. Ho scritto mentre ero all’università e quando non ero a lezione, a volte scrivevo anche per 15 ore (non è un esempio che dico di seguire, ero pazza, problematica, andavo in pezzi: ero al vassoio della frutta e ho scoperto che era anche vuoto). Ma è andata così.
    Nel 2006 ero pronta (o così credevo), ho studiato i cataloghi delle case editrici, e sì, sono partita dalle grandi, per un unico motivo: mi dicevo, almeno quelle so per certo che non mi chiederanno contributi. Ho spedito un unico foglio di presentazione, trama, e 30 pagine.
    Due case editrici hanno risposto: una mi ha contattato per telefono dopo un mese e mezzo, l’altra dopo tre, dicendo che trovavano interessante l’idea e volevano leggere tutto il manoscritto.

    PERCHE’ I RIFIUTI FANNO ANCHE BENE
    Mi hanno rifiutato entrambe: entrambe le lettere sono arrivate il giorno dell’antivigilia di natale 2006. Uno dei natali peggiori della mia vita, dopo una grande perdita nella mia famiglia e la morte di un’altra persona cara. Ma ecco perché i rifiuti a volte fanno bene, ho capito che avevo rovinato tutto. Ero troppo preoccupata mentre scrivevo, triste, infuriata: è vero che nelle storie ci sono sempre i loro autori, in un modo o nell’altro, ma la storia è più importante, devi saperti fare da parte quando è giusto. Altrimenti datti alla diaristica. Non l’avevo fatto: il testo era troppo prolisso, teso, arrabbiato. In alcune storie questo funziona, ma con la mia strideva a morte. Lo stile strideva a morte con l’idea che avevo avuto anni prima e che volevo ancora fortemente.

    E’ LA STORIA, NON CHI LA RACCONTA
    Questa frase l’avevo appesa in camera, e credo che in quel periodo l’avessi quasi dimenticata. L’ha scritta Stephen King, in un racconto della raccolta Scheletri e Stagioni Diverse.
    Per me vuol dire qualcosa ogni volta che la leggo. Voleva dire:
    - taglia corto con le infiocchettature: “guardate che padronanza, che stile ardito.” La storia non ne ha bisogno.
    Oppure
    - anche se qualcosa per te è importante, se non lo è per la storia, fallo per lei, eliminalo.
    - o quando qualcosa nella tua vita è andato immensamente storto, se stai scrivendo un romanzo come Misery o le Metamorfosi di KafKa forse ti servirà, ma se non appartiene alla storia, perché la storia parla di altre esperienze, lascialo andare.

    Da qualunque parte la guardavo, era come quei quadri che sembra che ti seguano con gli occhi; quella frase mi riportava sempre al punto in cui avevo sbagliato, per ricominciare.
    Ho riscritto il romanzo due, tre, quattro volte. Ancora adesso (sempre nei momenti peggiori: alle 2 di notte) mi vengono in mente dialoghi migliori, debolezze di stile, o incongruenze che avevo sotto il naso.

    NOTIZIA FLASH: GLI EDITORS NON SONO ESTINTI
    Dopo i rifiuti mi sono rivolta anche ad un’agenzia. Mi sono trovata bene, l’incontro con l’editor è stato folgorante, ho incontrato qualcuno che conosceva perfino la storia che mi aveva ispirato, e non ne avevo mai incontrata un’altra! Mi ha aiutato, mi ha ripreso, mi ha strigliato. Alcuni dei momenti che ricordo con più piacere sono i suoi rimproveri (garbati, ma rimproveri erano).
    Ora hanno ricontattato le due prime case editrici che avevo contattato io, e una di loro, nonostante il primo rifiuto, ha chiesto se la storia era cambiata, e ha deciso di rileggerla. Aspetto una risposta per ottobre da altre due che hanno richiesto il libro. Ovviamente ho ricevuto altri rifiuti, ma il contatto con quell’editor è stata la prima vera esperienza nel mondo dell’editoria che abbia avuto, e nell’arco di un solo anno mi ha dato una maggiore sicurezza, un tocco di audacia in più, e ha aggiunto qualcosa anche all’amore infinito che ho per i dettagli più minuti.

    Diciamo che sto con i piedi per terra. Non ho idea di come andrà.
    Niente elfi, niente maghi, alchimisti, niente amore per le storie adolescenziali, niente miti nordici. Non so se andrà in porto la cosa: la mia storia è interamente ambientata in Italia. Non a Venezia, Roma o Firenze, o nel passato. In Italia e oggi. Sono stufa di limitazioni, sono stufa di vedere gente che si sforza di stare nelle scarpe di altri. Io voglio parlare di casa mia, che mi pare di capire ha ispirato centinaia di autori nel mondo, o no? Magari è l’unico punto originale (che tristezza che lo sia, siamo davvero messi male), e magari sarà il motivo per cui nessuno alla fine mi vorrà.
    Però osare è il pepe sulla mia pasta! E mi auguro da sola buon appetito.

    Scusate la lungaggine,
    e complimenti per il blog, Chiara.

    Ciao a tutti

  2. 76 Frau Blucher

    @Gamberetta

    Sono altrettanto beceri, e popolati di creature mortalmente noiose anche i mondi di Moccia e C. Quello che non cessa di sorprendermi è come gli adolescenti non se ne accorgano minimamente.

  3. 75 Clio

    A Gamberetta: Mah, nel pezzo che hai citato mi sembra che la rabbia e la meschinità lo facciano apparire anche più bello (quindi più buono, ça va sans dire). Secondo me la Strazzulla voleva far vedere che anche Lyannen può pestare duro ed essere un ferocissimo guerriero, ma per non farlo sembrar cattivo gli butta in braccio qualche povero umanoide, della cui sorte non interessa a nessuno.
    Ora, va bene, non dobbiamo esagerare, ma è un atteggiamento estremamente fastidioso!
    A Zio Blood: io viaggio per la ditta, se hanno voglia di darmi dell’antisemita facciano pure ^^

  4. 74 ZioBlood

    @Clio:
    Non parlare di ebrei, ché qua dentro ci stanno un paio di “cattolici lottatori per l’ugualgianza delle razze” che iniziano a sbraitare all’istante…

  5. 73 Gamberetta

    Adesso non esageriamo. A me è parsa solo ingenuità: la Strazzulla voleva mostrare che Lyannen, benché bello, possa essere lo stesso preda di passioni “meschine”, quali la rabbia. Ne è venuto fuori un deficiente inutilmente crudele, ma secondo me senza nessuna implicazione “ideologica”.
    Poi la società degli elfi così com’è presentata è marcia alla radice, è un mondo becero. Però è lo stesso in moltissimi altri fantasy simili, è un cliché.

  6. 72 wewec

    @ Fabrizio. Si, scherzavo: sono affezionato a Chalk ma riconosco che non è mai stato il massimo XD

  7. 71 Valpur

    @Frau Blucher (Iiiiihhhhh! Kabooom!)@

    Anche.

    Tra l’altro solidarietà coi folletti e coi centauri su tutta la linea.

  8. 70 Fabrizio

    @ wewec:
    sorry, ma Frezzato si puccia Gary Chalk nel latte al mattino.
    E io sono un super-fan del Kai Lord e di tutto quanto è Luposolitariabile.
    Ma il Frez è più bravo…

  9. 69 wewec

    Ehi, anche il mio commento!

  10. 68 Frau Blucher

    @Valpur

    Così nazi…

  11. 67 Valpur

    Secondo me la Strazzulla legge tantissime fanfiction yaoi.
    Sono tutti *così* belli, *così* aitanti, *così*… inconsistenti.
    Mah.

  12. 66 Clio

    O gli ebrei. No, sono passati di moda…
    (Prima che mi diano dell’antisemita, la mia è un’affermazione ironico-amareggiata)

  13. 65 Frau Blucher

    @Clio

    Poteva metterci dei Rom…

  14. 64 Clio

    Se Lyannen avesse incalzato esseri umani supplicanti sarebbe apparso cattivo… Allora schiaffiamogli dei folletti su un piatto d’argento.
    Facile, metto dei nemici non umani, e tutti sono felici quando muoiono.
    Che meschinità.

  15. 63 wewec

    @Frau Blucher. Così uke…

  16. 62 Loreley

    OMG, anche il mio commento ha fatto un salto nel passato! (e di quasi venti minuti!) Incredibile!

  17. 61 Clio

    A Frau Blucher

    Certo che una rivisitazione di Kurosawa da una che cita la Melevisione non te la aspetti.

    Si vede che la Strazzulla ha una cultura a 360° :)

  18. 60 Gamberetta

    @Gwen. Per la liberazione della principessa, mi pare che dica che le fiamme magiche di Scrubb ne bruciano la prigione. Come questo sia possibile non lo so.

    Per Theresian hai ragione, me ne ero dimenticata. C’è una situazione simile quando Lyannen riporta il tipo morto sulle spalle fino alla fortezza. “Neanche lui sapeva come aveva fatto a resistere ed evitare tutti i nemici”. Lyannen non lo sa, l’autrice non lo sa, lo devo sapere io?!

  19. 59 Clio

    Gwen scrive:

    il Signore delle Tenebre non uccide Eileen perchè secondo la profezia l’erede dev’essere “in catene” quindi la tiene prigioniera

    Sempre provvidenziali queste profezie ^_^

  20. 58 Frau Blucher

    @Clio

    Certo che una rivisitazione di Kurosawa da una che cita la Melevisione non te la aspetti.
    Dev’essere anche brava in logica, ha creato il Paradosso dei Due Eredi.

  21. 57 Gwen

    Complimenti per la recensione, hai sottolineato anche un paio di schifezze di cui leggendo non mi ero accorta (sarà che mi stavo addormentando sul libro). Vorrei specificare un paio di cose: il Signore delle Tenebre non uccide Eileen perchè secondo la profezia l’erede dev’essere “in catene” quindi la tiene prigioniera. Perchè non la ammazzi DOPO, quando sa che esiste un altro erede, non lo so. Poi: Slyman e Lyannen uccidono la Tenebra grazie ai ciondoli o come si chiamano, quei cosi potentissimi che hanno ricevuto dai loro padri (nel caso di Slyman, dal Solitario).
    Infine, hai lasciato fuori un paio di incongruenze enormi: come fa il demone a liberare Eileen? Ricordo che il Signore delle Tenebre le aveva detto che anche se Lyannen l’avesse ucciso non sarebbe mai stata libera perchè la prigione era magica e bla bla bla… quindi com’è che cade nelle braccia del demone o_O? Poi, la cosa che mi ha fatto cadere proprio le braccia: alla fine, quando Theresian, il mezzo-eterno/mezzo-demone, da l’amuleto a Lyannen “perchè sì”… ma l’autrice non sapeva più che inventarsi per la fine? Il libro fa pena ma l’ultima parte è proprio oltre l’assurdo!

    Comunque continua così, mi divertono un mondo le tue recensioni!

  22. 56 Loreley

    Bene, già non avevo alcuna curiosità di leggere il libro in questione, ma ora so che farò decisamente bene a tenermene lontana il più possibile.

    Ma poi voglio dire, qui si parla di principessine ed elfi con un alto tasso di gaietà, di bagnetti schiumosi e frizzantini con le palle della Lush, di signori tenebrosi ecc… ecc… ma nessuno pensa ai poveri Pixies?? Siamo impazziti? A leggere quel passaggio ho provato una cosa qui al petto che… insomma… poveretti…
    Facciamo qualcosa :(

  23. 55 Clio

    Il mio post ha fatto un salto indietro nel tempo… O.O

  24. 54 Frau Blucher

    @gamberetta

    L’ho capito io senza nemmeno prendere in mano il libro.

    Dal momento che nella sicilia parallela della Strazzy le donne contano come il due di coppe quando regna bastoni, il re si sarà detto: metto questa in vetrina come erede, tanto se me la sbudellano fa lo stesso.

    Dovesse accadere ciò, io tiro fuori l’erede 2.0, la versione migliorata.

  25. 53 Gamberetta

    @Clio. In realtà sia Lyannen sia Slyman possiedono un talismano come quello di cui si è già parlato, dal potere stratosferico (il talismano di Slyman è proprio quello che all’inizio è in possesso del Solitario). Però solo quando sono assieme e uno dei due è pronto a sacrificarsi per l’altro, solo in quel momento si manifesta la magia. Se non è questo il Potere dell’Amicizia™, non so quale sia! ^_^

    @Frau Blucher. L’unico personaggio femminile è l’amazzone Irdris, che ha un piccolo ruolo nella battaglia finale. Ma comparirà sì e no per 30 pagine su 700.
    L’altro erede è ramingo perché… non lo so. In teoria è stato allontanato dalla corte appena nato per proteggerlo, perché in quanto unico erede è gravato dalla profezia. Ma non essendo in effetti l’unico erede… boh, perché è fantasy?

  26. 52 Clio

    Frau Blucher ha ragione, è una nuova edizione della tecnica del kagemusha: gli sventolo sotto il naso un bersaglio fittizio mentre io me la cavo!
    Però la principessa si salva, dannatissima fanciulla in pericolo!
    Perchè in un fantasy le fanciulle in pericolo si salvano sempre?

    Quella storia dei talismani che funzionano solo insieme… mi ricorda quando a sei anni comprai delle nacchere, e ne regalai una alla mia migliore amica, perchè lo strumento suonasse solo se eravamo assieme ^_^ Diciamo che a sei anni avevo la scusante della giovane età… Ma questi di anni ce ne hanno seicento!

  27. 51 Frau Blucher

    Dunque era Slyman l’altro erede. Proprio un romanzo per niente prevedibile.

    Per curiosità, oltre all’elfa rimbambita altre donne ce n’è?
    E perchè l’altro erede era ramingo anzichè a farsi il bagnetto col suo
    papà?

    Complimentoni per il blog, mi spancio tutte le volte che lo leggo.

  28. 50 wewec

    @Gamberetta. Cosa?! Ma scherzi?! No dai, seriamente, come finisce?

  29. 49 Clio

    Non è davvero il Potere dell’Amicizia, vero?? Persino Walt Disney morirebbe di diabete!
    Altre domande mi frullano in testa, ma lascio perdere, Wewec ha ragione, se gli elfi si fanno il bagnetto nella spuma santa che fa tante bollicine non c’è nessun senso da cercare…

  30. 48 wewec

    @Clio. Tsk, ma come hai anche solo potuto pensare di trovare un senso in un libro dove gli elfi si fanno le treccine e il bagno nella schiuma?! Mi meraviglio di te XD

  31. 47 Gamberetta

    @Clio.

    Ma poi scusa, tu hai detto che alla fine è il suo amicone demone che fa tutto. E’ lui il fantomatico erede?

    No. Il fantomatico erede è dopo.
    Infatti la Tenebra essendo pura Malvagità non può essere distrutta, se ne possono solo uccidere le incarnazioni. Dopo la morte del Signore delle Tenebre, la Tenebra si rifugia in una dimensione parallela a riprender fiato come ha sempre fatto (e questa operazione richiede migliaia di anni).
    Ma non ha fatto i conti con Lyannen, che ricordiamolo è quello che si diverte a decapitare i folletti spaventati, il quale, invece di godersi la vittoria, decide di andare dalla Tenebra per ucciderla in modo definitivo.
    Solo non sa come fare, e infatti prende solo una manica di botte. Sul punto di crepare, è però raggiunto dal suo amico (ed erede al trono) Slyman. A questo punto Slyman non sarebbe più l’unico erede, visto che la principessa è ancora viva, ma tant’è: Slyman stringe Lyannen morente e credo grazie al Potere dell’Amicizia™, si genera una luce abbacinante che investe la Tenebra e la disintegra. Fine. (ma questo è una specie di sottofinale, in realtà la storia è appunto già conclusa con la disfatta del Signore delle Tenebre).

  32. 46 Clio

    @Wewec: Non ci avevo pensato! E’ un cattivo di fantasy, quindi il cervello gli funziona a fasi alterne. Hai ragione XD

  33. 45 wewec

    @Clio. Me l’ero appena chiesto anch’io!

  34. 44 Clio

    @Gamberetta
    Ma farla fuori e seppellirla in un deposito d’argilla?
    Forse non aveva cave d’argille nelle vicinanze.
    Ma poi scusa, tu hai detto che alla fine è il suo amicone demone che fa tutto. E’ lui il fantomatico erede?

  35. 43 wewec

    @Fabrizio. Personalmente non me ne frega proprio una bella Eva delle illustrazioni ( tanto al livello di Gary Chalk non c’è nessuno ): se compro un libro mi aspetto sia valido per quello che c’è scritto, non per i disegni o per la colonna sonora XD
    @Clio. Perchè è cattivo, no?! Scusa, ma da uno che si fa chiamare ” Il Signore delle Tenebre” cos’altro ti aspetti?

  36. 42 Fabrizio

    Ho visto satana in persona, reincarnato in un docente universitario, chiamare “signorine” le sue vittime.

    Al solo pensiero c’è chi perde il controllo della vescica…

  37. 41 Gamberetta

    @Clio.

    Ma poi perchè la rapisce?

    Perché c’è una profezia che racconta come l’unico erede al trono degli elfi riuscirà a sconfiggere la Tenebra. E la principessa è l’unica erede (o almeno così tutti credono). Perciò Il Signore delle Tenebre si premunisce tenendola in gabbia (perché non la uccida non è chiaro, forse sarebbe un gesto troppo malvagio anche per lui).

  38. 40 Clio

    Sto leggendo “How to write a best selling fantasy novel”! E’ bellissimo questo articolo XD
    Scegliere un eroe sfigato. La Strazzulla non ha chiaro il significato di “sfigato”…

    Poi mi chiedo: scrivi di elfi, bene, quindi di gente che campa millenni, ottimo… Chi ha trecento anni quindi è da considerarsi un “ragazzo”, perchè certamente ha meno esperienza di chi ne ha 5000 degli anni. Va bene, ma costui ha bene o male vissuto trecento anni, no?! Non si comporterà come chi ne ha vissuti solo diciotto, sono comunque trecento!

    Gamberetta, i denti agli elfi crescono in continuazione come alle arvicole, infatti mangiano cibi croccanti e ricchi di fible, a volte rosicchiano anche i rami degli alberi. Mi sorprende che certe cose tu non le sappia.

    Poi volete mettere un cattivo che chiama la prigioniera “signorina”. Io quando mi chiamano “signorina” tremo di terrore! Davvero! E non lamentatevi, che è già tanto non la chiami “signorinella”.

    Ma poi perchè la rapisce?

  39. 39 Dave

    Attenzione a disturbare i rettiliani… attenzione… se si incazzano poi vengono a cercarti! Poi le sonde anali fanno male! :D

  40. 38 Fabrizio

    O_______O

    Quindi la brochure distribuita in Fiera Libro era puramente promozionale?

  41. 37 Leekanh

    Forse perché non ci sono illustrazioni? A parte la copertina e la cartina (che è illustrazione fino a un certo punto, come già fatto notare a parte la fatina non c’è altro di “artistico”), il volume non presenta nessuna illustrazione.

    Wow, ed io che pensavo che il prezzo fosse così alto (cavolo, 20€ per una esordiente, in un genere esordiente per la casa editrice!) perchè l\’interno era ben illustrato, come lasciava presagire il volantino… E invece nulla… Almeno le illustrazioni eran belline (sprecate, addirittura!).
    Aggiungendo il fatto del celophan questo libro mi sa di presa in giro di dimensioni ciclopiche o_o speriamo solo non ritentino l’impresa…

  42. 36 Gamberetta

    @Fabrizio.

    Nemmeno un riferimento alle illustrazioni di Massimiliano Frezzato, forse la cosa migliore del volume…

    Forse perché non ci sono illustrazioni? A parte la copertina e la cartina (che è illustrazione fino a un certo punto, come già fatto notare a parte la fatina non c’è altro di “artistico”), il volume non presenta nessuna illustrazione.

  43. 35 Fabrizio

    @ Gamberetta:
    Potresti essere un rettiloide anche tu.
    Persino uno Skrull.

    Direi che nulla vieta alla Strazzulla di prendere spunto dalla cartografia Siciliana, senza per forza relazionarsi ad essa. Quella NON è la sicilia.
    Pure se ci somiglia.

    Nemmeno un riferimento alle illustrazioni di Massimiliano Frezzato, forse la cosa migliore del volume…

  44. 34 Lo Sparviero

    Gamberetta: Okay, Chiara, ora può anche bastare. Non vedi che a recensire queste merde con la copertina ti stai solo facendo del male? Lo so che il tuo intento è buono, ma devi tenere conto anche di te stessa, ti deprimi a leggere libri così, la tua mente è ormai tarata sulla ricerca costante di un errore o di un’incongruenza.
    Devi rilassarti, grazie a te sappiamo come evitare tutto ciò che nel genere Fantasy costituisce la merda, sappiamo che moltissimi scrittori italiani producono solo schifezze, ora, secondo me, è giunto il momento che Gamberi Fantasy analizzi meglio gli autori stranieri e i loro prodotti per capire in cosa e perché sono superiori a quelli italiani.
    Come hai detto tu: Ormai è sempre la solita solfa. Se è veramente così, allora basta, cambiamo, se è sempre la stessa storia non continuiamo, inutilmente, a ripeterla.
    Questo è solo un suggerimento: può essere anche deliberatamente ignorato. Io lo dico solo per te, perché continuando a leggere queste merde fai del male a te stessa, come ho già detto.
    Bell’articolo ;).
    L’Umilissimo Spaviero.

  45. 33 Gamberetta

    @alice. Avevo già lasciato dei commenti con i miei romanzi preferiti: qui e qui.

    @Blu. UAU La Melevisione! La Strazzulla si diletta in citazioni dotte!

  46. 32 Barbara

    Quando ho letto l’incipit del romanzo della Strazzulla non l’ho trovato poi così orrendo, anche se non ho sperato neanche per un attimo che il libro potesse essere bello.
    Quello che non sopporto sono i cliché, rasentano davvero il ridicolo.
    Il nome del “cattivo” che è talmente tanto cattivo da pronunciare frasi come: “Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.”
    Non c’è nulla di sbagliato nel concetto dell’eroe sfigato, basta saperlo sviluppare in maniera decente, cosa che evidentemente la Strazzulla non sa fare, visto che i suoi eroi tanto sfigati non sono.
    A me personalmente ha fatto rabbrividire questa frase: “Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto.”
    Ma non dovevano essere in guerra?
    La principessa da salvare, il cattivone oscuro (fa proprio paura, mamma mia, rabbrividisco all’idea) i mezz’elfi attratti irrimediabilmente dalle bolle di sapone…
    Fosse stato un libro ironico sarebbe stato anche attraente, a mò di storia fantastica di Goldman.

  47. 31 ZioBlood

    @mhrrr:
    Eggià…quella fatina mi arrapa non poco in effetti, eheh.

  48. 30 Angra

    @Marci: molti sostengono che anche le Strazzulle e i Ghirardi vanno bene, purché si crei interesse intorno al genere. Come conseguenza, chi aspira a scrivere e pubblicare fantasy dovrebbe parlare bene di qualunque autore italiano venga pubblicato (in altri siti lo fanno). A me pare che un atteggiamento del genere possa solo sprofondare il genere nella serie C della letteratura, sortendo l’effetto contrario. Penso che con gli Eroi del Crepuscolo la Einaudi non si rifarà nemmeno delle spese, e che il primo fantasy che hanno pubblicato sarà anche l’ultimo. L’unica consolazione è che molti recensori parlano di “fantasy per ragazzi” riguardo a questi titoli. Normalmente la cosa mi farebbe inorridire (“per ragazzi” non dovrebbe esistere), ora invece mi fa sperare che si possano limitare i danni al sottogenere.

  49. 29 Claudio

    Leggo sempre il tuo blog in cerca di recensioni divertenti e acute, mi raccomando continua così. :D

  50. 28 mhrrr

    meravigliosa come al solito, grazie.

    due appunti: gli elfi siculi hanno, ovviamente, i denti che ricrescono in continuazione, come gli zoccoli degli ungulati di montagna e, come loro, se non usano tali estremità esse crescono a dismisura. mi è parso un tantino inutilmente provocatorio il fatto che menzionassi questo come sfregio al testo.

    avete sbagliato a leggere la mappa, il cui unico dettaglio di una certa rilevanza è la fatina tettona in alto a sinistra. il resto sono inutili scarabocchi.

  51. 27 Blu

    “Testa di pigna” è stato ripreso da “La Melevisione”, un programma per bambini trasmesso su Rai3(non so se sia ancora in onda), è l’unico “insulto” che i personaggi si scambiano, se non ricordo male lo usa in particolare il folletto “barista”…

    http://www.melevisione.rai.it/

    http://it.wikipedia.org/wiki/Melevisione

  52. 26 marcy

    A meno di sconvolgimenti, le prossime recensioni saranno “Painlog” di Luca Zaffini e “Lamb” di Cristopher Moore.

    E’ molto interessante anche il libro Rupes Recta che ha partecipato con Zaffini al premio fantascienza.com del 2004.

    Per quanto riguarda “gli eroi del crepuscolo” mi chiedo solo quando il mercato sarà saturo di fantasy noiosi e si riprenderà a pubblicare qualcosa di decente.
    Marcy

  53. 25 alice

    @Gamberetta: mi potresti dire qual è il tuo libro fantasy preferito (possibilmente tradotto anche in italiano)? Così me lo leggo, anche se tra moooolto tempo dato che ho un pacco di libri da leggere. Grazie

  54. 24 alice

    Gamberetta, mi hai fatto un grande favore con questa recensione.
    Ho capito che non vale la pena di leggere questo libro, quindi vado a restituire il libro in biblioteca… così si riduce la lista dei libri che devo leggere (una ventina!).

    Ciao e auguri per la maturità (se non l’hai già finita…)

  55. 23 gugand

    …versione 2.0 :)

  56. 22 AryaSnow

    E’ quando leggo citazioni come quelle dal romanzo della Strazzulla che mi viene voglia di uccidere bambini a caso. ‘-_-

    Ghgh

    Inizio a capire come mai hanno deciso di incelofanare i libri: almeno il massacro non rischi di farlo in libreria, non fai scappare altri potenziali acquirenti.
    Un piano malefico del Signore delle Tenebre in persona…

  57. 21 stark

    Confesso che il genere fantasy da tempo immemore non mi appassiona più (la ragione l’hai centrata: Tolkien sto arrivando a odiarlo, data la masnada di pessimi epigoni che continua a generare), ma ho letto questa recensione con vivo interesse. Certe incongruenze sono talmente marchiane da far pensare non siano nemmeno passate per una rilettura.

    Ma non m’interessa soffermarmi su questo, hai già detto tutto tu. Più che altro mi ha infastidito la dichiarazione dell’autrice. Scrivere non s’impara, è puro istinto? E’ una vaccata colossale quanto presuntuosa, ma del resto capisco che ne sia convinta, visto che Einaudi (Einaudi!) il libro gliel’ha pubblicato, e con un battage che immagino non indifferente. Uno poi s’illude, è naturale.

  58. 20 Klaus

    E’ quando leggo citazioni come quelle dal romanzo della Strazzulla che mi viene voglia di uccidere bambini a caso. ‘-_-

  59. 19 Federico Russo "Taotor"

    In poche parole, una versione meno divertente di Will & Grace. ? Jack mi fa morire. Chissà che tipo è il luogotenente Greyannah… X°D

    P.S. … Testa di pigna… lol

  60. 18 AryaSnow

    La scena tra il Signore delle Tenebre e la principessa in effetti fa a dir poco rabbrividire… brrr… :-Z

  61. 17 Mari

    @Gamberetta
    Ah… Allora si è data dell’elfa eterna da sola.
    Tutto più chiaro, già.
    Per la cartina, sarà così palese che nessuno ha avuto il fegato di farglielo notare, magari.

  62. 16 Gamberetta

    @Mari. La Strazzulla è siciliana, è nata ad Augusta, in provincia di Siracusa, anche se adesso vive a Roma. Per la storia della Sicilia non lo so, non mi pare che ne abbia mai parlato nelle interviste o nei filmati, però cartina e distanze corrispondono.

  63. 15 Mari

    @ Clio
    Lei no, ma io sono alta, bionda e non disdegno la schiuma.
    Dici che sono immortale?
    O_o

  64. 14 Mari

    Ot
    @ZioBlood
    Infatti ti rispondo in italiano *^^*
    Anche se tutti dovrebbero imparare il siciliano… Dopotutto è elfico!

    Ok basta, ho finito, lo giuro.
    La storia della Sicilia però mi ha fatto troppo ridere!
    Gamberetta, ma sai se la Strazzulla ha dato una spiegazione alla sua scelta originale? Io ho letto che ha origini sicule (ommioddio…). Ha ammesso di aver copiato per amore dei natali dei suoi genitori/nonni/avi? Oppure va in giro vantandosi di avere inventato la Sicilia?

  65. 13 Clio

    A Mari: se è alta, bionda e fa il bagno nella spuma, è una mezzelf… mezzamortale in incognito…
    Non ce li facevo tutti ’sti elfi in Sicilia. Certo che in duecentomila anni potevano anche mettercelo il naso sulla costa occidentale… Ce c’è non gli va di vedere la Calabria? Che fetenzìe…

  66. 12 ZioBlood

    OT

    @Mari:

    A mia mi parsi c’a a zona ie chidda di Girgenti, ‘mmeci; a Caltanisseta mi sa ca un c’è mancu ‘u pirtusu di culu di nu sceccu! Comunque secunnu mia ‘a Strazzula avi i mostri no ciriveddu!!!

    E’ megghiu comunque c’a finemo di parrari ‘n siciliano camasinnò gamberetta ni sdavaca ‘nna Fogna e jò un ci vogghiu feniri XD

  67. 11 Mari

    Beh, se la mappa della Strazzulla dice il vero, sono lì! Dovremmo trovarli!

    Ho un’amica di Caltanissetta: domani le chiedo se è vero che ha 24 anni oppure finge e ne ha 500. Sai com’è: potrebbe essere una mezz’elfo eterna!

  68. 10 Clio

    Elfi a Caltanisetta? E che denti hanno? Fanno il bagno nella spuma?

  69. 9 Mari

    Ottima recensione, Gamberetta.
    Mi dispiace di aver contribuito a sottoporti alla tortura di quel libro, ma se può farti felice mi hai risparmiato (e non credo solo a me) lunghe ore di infelicità.

    In groppa al riccio (vediamo come rispondi XD) anche da parte mia per gli esami! … hai l’età delle mie cugine…mi sento tanto vecchia…

    Ps. permettetemi una risposta campanilistica a tono.
    @ZioBlood
    Chi ni rici di iri a ciccari erfi ‘nta zona di Caltanissetta? Si attruvamu quacchi cosa putemu fari ‘na foto e mannariccilla ‘a Strazzulla, accussì a facemu cuntenta! L’erfi ci sunu, ie sunu ccà!!!

  70. 8 avvocatospadaccino

    ma perchè una bruttina come strazzulla osanna tanto i belli nei suoi romanzi?
    Io approfitto sempre per vendicarmi dei belli/belle nei miei romanzi.
    E lasciamo stare la mia scadente arte.
    Alzi la mano chi non si è divertito con shrek! affanculo i principi azzurri e le princepesse sul pisello.
    dio, ma avete visto quella burrosa guerriera vicino al centauro obeso?
    come fate a preferire ancora i belli?
    vieni mozzarellona mia, andiamoci ad infrattare e fare tanti mostrolini, alla faccia di sti nazi-elfi biondi.
    allora aveva ragione spinrad: il fantasy (soprattutto quello scadente) è malato di eugenetica!

    p.s. stavolta la mia parola antispam è micro… angrino caro, mi sa che si riferisce a te, ha ha

  71. 7 ZioBlood

    Grazie. Sei un angelo ^^

  72. 6 Gamberetta

    @Leekanh. A meno di sconvolgimenti, le prossime recensioni saranno “Painlog” di Luca Zaffini e “Lamb” di Cristopher Moore.
    Il primo per me ha diversi difetti, ma compensati da altrettanti pregi. È stato venduto come fantascienza, ma lo è fino a un certo punto. La parte centrale, di gran lunga la migliore, è fantasy.
    “Lamb” invece è finora il miglior romanzo di Moore che ho letto. Molto bello, quasi bellissimo!
    Inoltre giusto ieri sera ho provato a leggere qualche pagina di “PAN” di Francesco Dimitri e mi sono ritrovata attaccata al romanzo fino a tarda notte. Storia originale (se intuisco giusto è qualcosa fra “American Gods” di Gaiman e “La Città Sostituita” di Philip K. Dick), scritto bene, una bella dose di ironia. A meno di disastri nel finale, mi pare un ottimo romanzo.

    @Okamis. Non credo di aver abbassato i toni apposta. È che (ri)letto Nihal la sensazione è stata di rabbia (“come si fa a pubblicare una porcheria del genere?!”), mentre letto il romanzo della Strazzulla… be’, ho dovuto scrivere subito la recensione perché già sbiadiva.
    In altre parole non c’è niente da “odiare”, per quello secondo me è anche peggio della Troisi: non emoziona, neanche in negativo.
    Poi hai ragione sulle descrizioni dei personaggi. Fra l’altro nella gran parte dei casi inutili, visto che ‘sti elfi sono tutti alti, belli & biondi.

    @ZioBlood. Ho intuito che dovrei tradurre le citazioni in inglese. In effetti mi era venuto il dubbio in qualche occasione, ma visto che appunto nessuno si lamentava… d’ora in poi le tradurrò. E grazie per gli auguri. ^_^

  73. 5 ZioBlood

    ‘Nsomma a quantu pari a Strazzulla quannu scrivi fa chianciri.
    Ti vulia diri puru ca com’essempri li to scritti su meravigghiusi. Però na cosa m’abbuta: li citazioni n’inglisi. Porcu ‘nfami nun sinni capisci nenti; na traduzioni nica nica di sutta c’a puttissi mettiri…’Nfatti scrissi accussì pi’ farriti accapiri comu ci si senti a nun capiri ‘nso cu si leggi.

    Si ti serbi na traduzioni ta dugnu. Ma si s’i Siciliana unni avrai d’abbisognu.

    Complimenti. Doppu tutti sti esami na bedda risata m’abbisugnava.
    E penso che anche tu quest’anno abbia fatto gli esami…anche se ti conosco (?) solo con il nome di gamberetta volevo farti un “in bocca al lupo grosso come una casa”.
    Ciao :-)

  74. 4 Okamis

    Ho come l’impressione che questa volta tu abbia voluto abbassare i toni, Gamberetta (almeno rispetto ad altre tue recensioni), e la cosa non mi dispiace affatto. Intendiamoci, lungi da me consigliarti di mutare lo stile delle tue recensioni, ma se nelle precedenti occasioni, pur trovandomi d’accordo con le tue tesi, mi sentivo distante dall’odio verso l’autore di turno, questa volta non mi è successo (fatta solo eccezioni per un punticino).

    Detto questo, dopo aver letto il libro due volte (la seconda delle quali, a dire il vero ancora in corso), ai difetti da te indicati ne aggiungerei comunque un’altro. Riguardo lo stile della Strazzulla ho notato una tendenza alla ripetizione senza precedenti. Innanzitutto, tutte (ma proprio tutte) le sue descrizioni fisiche sono strutturate nella stessa maniera. Pur non essendo un fan di Terry Brooks, ho molto apprezzato un passaggio nella sua autobiografia in cui sostiene (a mio avviso giustamente) che nelle descrizioni fisiche l’autore dovrebbe cercare di limitare quanto più possibile la “descrizione diretta” e “mostrare” (parola a te, come a me, tanto cara) invece il più possibile. Per fare un esempio:

    - “Gianni non aveva una mano.” (descrizione diretta, possibilmente da evitare)
    - “Gianni si guardò là dove una volta si trovava la sua mano.” (questo è mostrare nelle descrizioni)

    Ovviamente questa regola non vale sempre. Però è altrettanto ovvio affermare che mentre la struttura di una descrizione diretta è grosso modo sempre la stessa, così non è con il mostrare, grazie al quale si possono sfruttare letteralmente centinaia (per non dire infiniti) stratagemmi (più o meno efficaci, a seconda dell’abilità dell’autore). Invece la Strazzulla effettua sempre descrizioni dirette (oltretutto molto simili tra loro), e arrivato al centesimo personaggio finisci per scorrere il ditino sulla pagina alla ricerca del punto in cui il narratore riprende con la storia.
    Se a ciò aggiungiamo poi che i sinonimi usati dalla Strazzulla sono davvero pochini…

    Come dici anche te, ci troviamo comunque di fronte a un risultato migliore (sempre dal punto di vista stilistico) della Troisi. Mi auguro solo, come ho già avuto modo di dire in altri miei commenti, che l’Einaudi si metta una mano sulla coscienza e che per il prossimo libro (perchè è ovvio che siamo solo all’inizio, visto anche il finale semiaperto) affianchi alla Strazzulla un editor serio… e magari, come sempre da te sottolineato, uno o più consulenti esterni.

  75. 3 Clio

    Finalmente! devo dire che questo articolo è più divertente e ricco di quello dedicato a Dubhe. Documentarsi non di moda da molto tempo tra romanzieri, non lo è tra quelli che scribacchiano “romanzi storici”, quelli che si dedicano al fantasy forse pensano che, essendo fantasy, tutto è permesso. Le fanciulle che tirano dagli spalti è una trovata! se non ricordo male l’arco lungo inglese attentava seriamente ad una distanza di sessanta-sessantaquattro iarde circa (55-60 m). Ovvio che una freccia può arrivare più lontano, ma si presume che, scagliata, debba anche bucare una cotta di cuoio e delativa imbottitutura, almeno! Quindi il pericolo “pioggia mortale” è rilevante tra i cinquanta ed i sessantacinque metri dal tiratore. Sempre che a tirare sia un arciere inglese. Se è una fanciulla di quattordicianni allora occhio a chi sta a cento metri di distanza!
    Ma perchè documentarsi fa tanta fatica? Se uno scrittore tratta fantasy medievaloide si presume che il medioevo gli piaccia, quindi documentarsi è un piacere, non solo una necessità, sou desu ne?

  76. 2 Leekanh

    Mi auto commento solo per aggiungere che nonostante gli sforzi dei reptiloidi qualche buon romanzo ogni tanto esce, e infatti le prossime recensioni in programma sono recensioni positive di opere belle o almeno decenti.

    Bene! Ci vuole qualche suggerimento per bei libri per passare l’estate, ormai di Pratchett e Lovecraft ho letto quasi tutto, sob, mi sono finite le scorte!

    Ottima recensione, comunque, mi guarderò bene dal leggere il romanzo allora, non che volessi farlo viste le premesse… Ma ora ne ho la certezza!
    Praticamente ogni errore che poteva essere fatto è stato fatto, ci vuole un certo impegno!
    Elfi guerrieri nelle bolle, sigh…

  77. 1 Gamberetta

    Mi auto commento solo per aggiungere che nonostante gli sforzi dei reptiloidi qualche buon romanzo ogni tanto esce, e infatti le prossime recensioni in programma sono recensioni positive di opere belle o almeno decenti.

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