Il Crepuscolo del Fantasy

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo Titolo originale: Gli Eroi del Crepuscolo
Autore: Chiara Strazzulla

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi

Genere: Fantasy, Elfi
Pagine: 772

Per tutti quelli che hanno a cuore il mio tempo libero, che si preoccupano che io sprechi la mia giovinezza a scrivere critiche inutili, ecco una recensione veritiera, precisa e di poche parole de Gli Eroi del Crepuscolo:

Gli Eroi del Crepuscolo è una schifezza.

Contenti? Avete la vostra recensione, potete chiudere la finestra del browser e passare ad altro. Se invece decidete di continuare, è una vostra scelta, non vi sto puntando una pistola alla tempia, perciò evitate di venire a rompermi l’anima riguardo quello che avrei o non avrei dovuto fare.

Piccola premessa

Nel corso della recensione non farò alcun riferimento all’età dell’autrice. Com’è giusto che sia: non credo che cambi per nessuno l’esperienza di lettura sapendo che l’autore ha 17 anni piuttosto che 71. O è un bel romanzo o non lo è, non importa chi l’ha scritto.
Tuttavia voglio prendere ad esempio la Strazzulla per rimarcare una certa differenza di mentalità fra gli autori nostrani e anglosassoni. Differenza che secondo me è una delle ragioni per cui gente come Crichton vende milioni di copie anche da noi, ma nessun nostro autore vende milioni di copie in Inghilterra o in America.

Come già avevo ricordato, la Strazzulla, alla presentazione del suo romanzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla scrittura che ho trovato poco condivisibili:

[...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

Sfogliando il volume The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective ho trovato questa lettera di un giovanissimo Harlan Ellison, indirizzata alla rivista Writer’s Digest:

bandiera EN Dear Editor:
I’ve been following W.D.’s wonderful material for years now, and couldn’t resist sharing the glad news with you. I’ve made my first sale, and I owe every bit of the kick I get out of it to good old DIGEST. Of course it was only six dollars, but I’m on my way. I’m only sixteen years old, so this means a lot to me. Everything in the DIGEST is tremendously helpful to young writers like me, so keep it coming.
Harlan Ellison

bandiera IT Caro Editor:
Seguo i meravigliosi contenuti del W.D. ormai da anni, e non ho resistito alla tentazione di condividere con voi la bella notizia. Ho venduto la mia prima storia, e il merito è tutto del buon vecchio DIGEST. Naturalmente si tratta di soli sei dollari, ma sono sulla giusta strada. Ho solo sedici anni, perciò significa molto per me. Ogni cosa nel DIGEST è tremendamente utile per i giovani scrittori come me, continuate così.
Harlan Ellison

L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.

Il video con le affermazioni “incriminate” della Strazzulla

Un romanzo da manuale

Un mondo abitato da elfi debosciati (qui chiamati Eterni) è minacciato dalla Tenebra, malvagia creatura, incarnatasi nel Signore delle Tenebre (d’oh!), all’anagrafe “Gylion Cuore di Ghiaccio”. I piani del Signore delle Tenebre sono tanto precisi quanto terrificanti:

A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta. Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

Per fortuna a difendere felicità, amore, pietà, speranza, democrazia e diritti degli animali, ci sono quattro baldi giovanotti adolescenti (in realtà hanno 300 anni circa, ma un elfo di 300 anni in rapporto agli altri della sua specie è più o meno come un umano di 16).
A guidare il gruppo, Lyannen, figlio di un’umana e di un elfo. Ovvero un mezzelfo! Lyannen si nota subito fra i suoi compatrioti perché gli altri hanno i capelli color oro, lui li ha corvini, gli altri sono alti due metri e mezzo, lui solo poco meno di due, gli altri sono nipoti del Re, lui è solo figlio del più importante generale dell’intero Reame, gli altri sono immortali, e lui pure, perché è uno dei pochi meticci con il tratto genetico dell’immortalità. Ah, è anche amante della principessa Eileen, sebbene sia un amore proibito (Ohhh!!!) Da non sottovalutare la sua abilità di spadaccino e l’essere uno dei pochi elfi (mezzi o no) a poter usare la magia, seppur inconsciamente.
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: uno così lo definirei proprio un reietto, o forse uno scarto, “diverso” ci può stare, così com’è “diverso” il Sultano del Brunei.

Il sultano del Brunei
Il Sultano del Brunei: tipico adolescente?

Le parole della Postorino sono la ragione per la quale così tante mie recensioni sono brutali: mi procura enorme fastidio sentire la gente mentire o raccontare stronzate con l’unico scopo di vendere, di guadagnare, di intascare un euro in più. Un minimo di dignità, che diamine!
Senza contare che anche la storia del “perdente” che diventa eroe è di per sé un cliché.
Dunque abbiamo una banda di eroi banali e stereotipati che cerca, senza riuscirci, di imitare una banda di eroi banali ma che seguono altri stereotipi. Geniale!

Gli Eroi del Crepuscolo è una presa per i fondelli. È stato preso un celeberrimo articolo, in Rete da anni, How to write a best selling fantasy novel, e lo si è seguito quasi alla lettera. Peccato quello sia nelle intenzioni dell’autore un articolo ironico.

Qualche citazione a caso.

How to:

bandiera EN Despite the need to keep the book long, some bits are just too hard to write. A thousand mile journey by foot is long, but easy to write. Battles on the other hand are hard because there’s a lot going on and you probably require some knowledge of military strategy. So if you’re writing a battle scene and it’s just getting too hard, simply have the hero suffer a wound and lapse into unconsciousness [...] Next thing our hero wakes on a white alabaster slab in the Healing Room where the Pure Maiden Warrior tells him that the battle is over and, Guess what? They won! Result: you’ve saved 50 pages of intricate military description.

bandiera IT Nonostante la necessità di mantenere il libro lungo, certe parti sono semplicemente troppo difficili da scrivere. Un viaggio di mille chilometri a piedi è lungo, ma facile da scrivere. D’altro canto le battaglie sono difficili da scrivere, perché sono piene d’azione e probabilmente richiedono che abbiate una qualche conoscenza delle strategie militari. Così, se state scrivendo una scena di battaglia e sta diventando troppo difficile andare avanti, semplicemente fate in modo che l’eroe si becchi una ferita e perda conoscenza [...] Subito dopo il nostro eroe si ritroverà sveglio su una tavola di alabastro bianco nell’Infermeria; la Guerriera Vergine lo informerà che la battaglia è finita e, indovinate? Hanno vinto! Risultato: vi siete risparmiati 50 pagine di intricate descrizioni belliche.

Strazzulla:

Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava, intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra, illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
– Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più beceri deus ex machina mai concepiti!

How to:

bandiera EN It will be necessary to create Bad Expendables. These are the orcs, goblins, trolls, dragons, wights or any other creatures that we are happy to kill in their thousands. They are usually black, hairy, sweaty or in some other way unacceptable by middle class Caucasian standards. Often they are deformed, based on the traditional belief that an ugly body reflects an ugly soul. It is our way of doing a service to the sick and disabled by reminding readers that people who are disfigured look that way because they’re evil.

bandiera IT Sarà necessario creare Malvagi Sacrificabili. Costoro sono orchi, goblin, troll, draghi, wight e altre creature che saremo felici di uccidere a migliaia. Normalmente sono creature nere, pelose, sudate o in qualche altra maniera poco accettabili per gli standard della classe media bianca. Spesso queste creature sono deformi, sulla base della tradizionale credenza che un corpo orribile riflette un’anima orribile. È il nostro modo per aiutare i malati o i disabili, ricordando ai lettori che se una persona ha un aspetto poco piacevole è dovuto al fatto che è una persona malvagia.

I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq). La Strazzulla è adamantina su questo punto:

E poi ci sono Brandan Fierolampo e Venissian l’Arciere, e Leidhall di Mymar, in persona! Vengono per combattere ovviamente: pare che il nemico arriverà qui a giorni. Figurati che c’è anche il Sire, tutto vestito di bianco, con Alvidrin che gli regge lo stendardo. Uno spettacolo. Sono così belli che inizi a chiederti come è possibile che stiano perdendo la guerra.

Ma niente paura! I Belli alla fine vinceranno, mentre i Brutti finiranno tutti quanti bruciati vivi, com’è giusto che sia. D’altra parte:

Lyannen non era mai parso bello come in quel momento, mentre da solo sbaragliava i pixies confusi e spaventati, menando fendenti a destra e a manca, i capelli scompigliati, gli abiti e la pelle luridi di sangue e di polvere. Quando infine con un solo colpo tagliò di netto le teste di due folletti, i tre o quattro pixies superstiti lasciarono cadere le armi e scapparono senza ritegno, andando a rifugiarsi nel bosco.

Quello che mi disturba in questo passaggio non è tanto l’esaltazione della violenza (cosa rende una persona più bella se non il decapitare nemici confusi e spaventati?), esaltazione perpetrata dal Narratore in persona, quanto la banalità di tutto ciò. Come ricordato anche dall’articolo, è cliché scontatissimo quello di Bello = Buono e Brutto = Cattivo. Sarebbe ora di andare oltre…

Uno gnometto
Uno gnometto. Avanti, Lyannen, fai vedere quanto sei uomo elfo, ammazza anche lui mentre scappa spaventato!

How to:

bandiera EN If Wizards and Lords actually used their magical powers they wouldn’t need the Loser/Hero to save them and the book will be over in a hundred pages. So, although wizards can bring trees to life, summon spirits from earth and sky, they have to use guile to defeat the stupidest troll.

bandiera IT Se i Maghi e i Signori effettivamente usassero i propri poteri magici, non avrebbero bisogno che lo Sfigato/Eroe li salvasse, e il libro sarebbe concluso in un centinaio di pagine. Così, sebbene i Maghi possano animare gli alberi ed evocare gli spiriti della terra e del cielo, devono farsi aiutare da un gonzo per sconfiggere anche il più stupido dei troll.

Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra, ma:

– Il punto è, – proseguì il Solitario, – che molto spesso è utile avere la magia a disposizione senza saperlo. Molte persone, pensando di poter contare sulla magia in ogni caso, ne diventano dipendenti. Si affidano sempre alla magia e sono incapaci di andare avanti da soli quando non possono usarla. E, fattelo dire da uno che usa la magia da sempre, non conviene affatto affidarsi a una forza del genere. Meglio contare su se stessi. –

In altri termini, non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti. Meglio una guerra lunga anni, un numero incalcolabile di morti, città distrutte e interi popoli annientati, piuttosto che diventare dipendenti della magia… Ovviamente Slyman, l’allievo del Solitario, la persona alla quale il Solitario si sta rivolgendo, accetterà senza batter ciglio le sagge parole del maestro.

How to:

bandiera EN Note: the Enemy’s fatal flaw will always be that he is over-confident.

bandiera IT Nota: il difetto fatale del Nemico sarà sempre la sua troppa sicurezza.

Strazzulla:

– Eileen, – ripeté. [...] – Dimmi dov’è Eileen, maledetto!
Questa volta fu Gylion a ridere. [...] – Ma sì, in fondo penso che te lo dirò, – concluse Gylion a sorpresa. Si accarezzò il mento liscio, senza smettere di sorridere in modo inquietante. – Tanto poi a chi andresti a dirlo? I morti non parlano –. [nota: qui oltre all’eccessiva confidenza c’è anche la cosa da non fare numero 7 per gli aspiranti Evil Overlord]

In realtà, al di là di questa citazione, Gylion perde perché si fida ciecamente del suo unico amico, il demone Scrubb. Scrubb, senza nessun buon motivo, lo tradirà.
E visto che ne parliamo, l’ottimo finale del romanzo è il seguente: i Buoni stanno perdendo la battaglia finale, Lyannen sta per essere ucciso; a questo punto Scrubb decide appunto di cambiare bandiera. Con assoluta nonchalance scatena fiamme magiche che:

  • Uccidono i soldati delle Truppe Nere (sì solo loro, la fiamma brucia solo i malvagi i brutti).
  • Uccidono Il Signore delle Tenebre (sì, così come se niente fosse).
  • Liberano Eileen dalla prigione senza uscite dov’era tenuta.

Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni. Ma perché privare il lettore di questo delizioso deus ex machina?

È sempre la solita solfa

Potrei fare copia/incolla dalla recensione di Nihal della Terra del Vento, e, cambiando le citazioni, potrei lasciare il testo identico. Con questo non voglio dire che Gli Eroi del Crepuscolo sia al livello dell’esordio della Troisi, voglio dire che è peggio. Sono presenti tutti i difetti già visti in Nihal, e manca invece il ritmo della Troisi, che almeno in quel romanzo riusciva a tenere lontana la noia. Da un punto di vista linguistico la Strazzulla è più brava, ha più dimestichezza con le parole, tuttavia non ha la stessa energia della Troisi. Nihal non lascia indifferenti, sebbene per le ragioni sbagliate; Gli Eroi del Crepuscolo è piatto, vuoto, inutile. Roba che si dimentica due giorni dopo averla letta.

Ciò premesso, ripetete in coro con me…

PRIMA DI SCRIVERE OCCORRE DOCUMENTARSI.
Chissà se prima o poi entrerà nella testa di qualcuno. Se si scrive di guerre e duelli (e purtroppo per la Strazzulla tali attività sono parti importanti della sua storia), bisogna conoscere l’argomento, altrimenti si fa la figura dei fessi.
E per l’ennesima volta, tendere un arco richiede forza! Ne richiede tanta!

E allora, all’improvviso, le frecce crosciarono come una pioggia, e il nemico, stupito dall’inaspettata pioggia mortale, si fermò e perse la sicurezza, e tutti levarono lo sguardo al cielo, stupiti. [...] sugli spalti, le mogli, le figlie, le madri avevano preso gli archi dei loro padri, fratelli, figli e mariti, e adesso tiravano sull’esercito nemico.

La popolazione femminile dell’Ultima Città sta riversando una “pioggia mortale” sulle truppe del Signore delle Tenebre, truppe che si trovano ad almeno 100 metri di distanza (ma con ogni probabilità la distanza è maggiore). Be’, è in pratica impossibile. Una persona, senza specifico addestramento, non è in grado di compiere un gesto del genere, e parliamo di anni d’addestramento.
In più, nella società degli elfi, le donne non solo non ricevono addestramento all’uso dell’arco, ma di nessun tipo. Il loro compito è badare alla casa e ai figli, non hanno nessun ruolo civile o militare. Dal fidanzamento fino al matrimonio devono anche girare velate, e si rivolgono al proprio sposo chiamandolo “Mio Signore”. Che bello!

Un brano da un tipico duello in stile “troisiano”, stile qui così ben imitato dalla Strazzulla:

L’essere misterioso aveva attaccato con un guizzo rapidissimo, che Lyannen non si sarebbe mai aspettato, ma dal canto suo Lyannen aveva subito provato una mossa d’alta scherma, e credeva che l’altro avesse notato la sua abilità. Lentamente allontanarono le spade, arretrando di un passo. Si squadrarono ancora, immobili, poi Lyannen tentò fulmineo un affondo. Dimostrando di nuovo una velocità e un’abilità ragguardevoli, l’essere rovesciò la lama e parò il colpo. Si separarono di nuovo, e ripresero a duellare con velocità crescente. Lo scontro proseguiva in un botta e risposta equilibrato: i due contendenti sembravano equivalersi per bravura, all’attacco di uno corrispondeva sempre una pronta parata e risposta dell’altro. Nessuno dei due abbassava la guardia, neppure per un momento, e d’altra parte nessuno dei due aveva davvero cercato di uccidere l’altro, ma solo di disarmarlo, o al massimo ferirlo in maniera non grave.

Valgono sempre le solite considerazioni: innanzi tutto il duello è raccontato e non mostrato. E questo crea non pochi problemi al lettore: Lyannen prova una mossa d’alta scherma, ovvero? Cosa debbo immaginare nella mia testa? “una mossa d’alta scherma” sono solo parole, non sono immagini. Poi è un duello, un’attività emotivamente coinvolgente per i partecipanti, eppure il punto di vista è lontano, un debolissimo Narratore Onnisciente, che ciancia di parate e risposte e uguale abilità, senza però che ci sia alcuna partecipazione del lettore. Non assistiamo (perché non è mostrato) annoiati a uno spettacolo interpretato da gente che non conosciamo.

La prima stoccata arrivò piuttosto alta e non fu affatto il tipo di colpo che [Loredan] si sarebbe aspettato. Fu costretto a fare alta anche la sua parata e il peso che l’altro aveva caricato sulla lama fu tale che con la forza del proprio braccio e del polso quasi non riuscì a defletterla. Gli riuscì in qualche modo, ma fu costretto a fare un passo indietro e due a destra, scoprendosi il petto; non c’era nessuna speranza di un colpo di risposta. Prevedibilmente l’attacco successivo fu basso, ma il fatto che stavolta se lo aspettasse non rese meno complicato il pararlo. Due rapidi passi verso destra lo misero fuori portata, ma la sua guardia era tuttora troppo alta e una ferita al ginocchio destro che era rimasto scoperto, sarebbe stata la fine.
Fortunatamente il suo avversario optò invece per un’altra stoccata alta. Due passi indietro dettero a Loredan abbastanza spazio per parare di prima, caricando la lama di tutto il peso del proprio corpo e deviando così nettamente la spada dell’altro verso destra. A quel punto inclinò il polso per una botta corta, più che altro un fendente con il polso girato, diretto allo stomaco. Il suo avversario arretrò, ma non abbastanza in fretta; la punta della sua spada penetrò di qualche centimetro prima che Loredan la ritirasse [...]

Questo brano è invece preso da Tutti i Colori dell’Acciaio (Colours in the Steel) un fantasy di K.J. Parker. Parker non è un genio della letteratura, è un onesto scrittore, neanche poi tanto bravo. Ma appunto non bisogna essere dei geni per capire che occorre mostrare, che bisogna sapere di quel che si parla, e che è molto più efficace in una scena d’azione mantenere il punto di vista ancorato a un personaggio.

Copertina di Colours in the Steel
Copertina di Colours in the Steel

Ora mi rivolgo alla gentile editor del romanzo, Rosella Postorino, sperando che il mio tono sia abbastanza pacato perché vossignoria possa ritenere opportuno rispondermi. Se né lei né l’autrice ne capite niente di argomento bellico, non sarebbe stato il caso di assumere un consulente? Si risparmiava un po’ sul libretto pubblicitario pieno di disegni a colori, e si pagava qualcuno per dare una sistemata agli aspetti militari del romanzo. Funziona così, quando una casa editrice ha rispetto del pubblico.
E anche in mancanza di ciò, un editor dovrebbe forse correggere quando l’autore, per inesperienza o distrazione, non dipinge al meglio una scena. Gli errori commessi dalla Strazzulla sono elementari.

I problemi dal lato documentazione non finiscono certo qui. Non c’è niente di neanche vagamente razionale nel comportamento degli eserciti in campo. Nel mondo della Strazzulla è bandita ogni genere di strategia, tattica, catena di comando, ordine di battaglia; gli scontri si riducono a enormi risse senza capo né coda. Così come è sconclusionato l’uso dei termini, per esempio qualunque unità militare, da 30 a 5.000 uomini, è sempre un “plotone”.

Aveva gli occhi blu a pagina cinque e verdi a pagina diciotto

Le incongruenze possono essere più o meno gravi. In certi casi possono minare la credibilità della storia (il classico eroe che si salva sparando sette colpi, con una rivoltella che ne tiene nel tamburo solo sei), in altri casi possono solo sfregiarla.
È come andare dal concessionario, uscirne con un’auto nuova e scoprire che la carrozzeria è rigata. L’auto funziona lo stesso, ma non credo che si accetti la situazione con un’alzata di spalle.
Lo stesso vale per i romanzi. Le contraddizione e le incongruenze, anche quando non vitali per lo svolgimento della storia, sono comunque uno sputare in faccia al lettore. Non c’è nessuna buona ragione per la quale autore, editor e chiunque sia stato coinvolto non abbia posto rimedio a tali errori.

Per esempio – e mi si scuserà se metto solo il numero di pagina e non riporto per intero le citazioni, non sono divertenti in sé:

A pagina 71 Vandriyan spiega che per la buona riuscita della missione, la Compagnia dei Rinnegati(sic) dovrà fare affidamento solo su se stessa, e sarebbe controproducente affiancarle personale più qualificato. A pagina 122 viene accolto nella compagnia Ventel, militare di professione, al grido di “più siamo meglio è!” E nel corso della storia chiunque voglia unirsi alla Compagnia sarà accolto. In altre parole sarebbero potuti partire da subito alla testa dell’Alavento (le truppe d’elite del Reame), ma così si sarebbe rischiato di combinare qualcosa, e si sarebbe privato il lettore di un viaggio inutile di 500 e passa pagine…

A pagina 87 è descritta la partenza della Compagnia dei Rinnegati dalla capitale del Reame. I quattro giovanotti sono salutati da due ali di folla esultante, perché tutti sanno che lo scopo della loro missione è salvare la principessa Eileen, rapita dal Signore delle Tenebre. Ma a pagina 110 uno della Compagnia è reticente a rivelare la natura della missione a un suo parente, a pagina 114 Lyannen conferma che sono “partiti in gran segreto”. LOL!

A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici. Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte. Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di combattimento.

A pagina 325 si parla di una serata estiva molto calda, tanto che Slyman si lamenta. Lo stesso Slyman a pagina 333 è infastidito dalla finestra aperta, con tutti quegli spifferi potrebbe morire assiderato. E si trova in una camera con il camino acceso…

E così via. Certe scene poi sono così campate per aria da essere oltre la contraddizione. La Compagnia dei Rinnegati incontra i centauri. Ventel si fa portavoce presso gli equini perché ne conosce usi e costumi; malgrado ciò, quasi apposta fa infuriare il capo centauro. Durante lo scontro Lyannen combatte contro tre centauri contemporaneamente. Il corpo di uno gli cade addosso, e lui ha tutto il tempo di strisciare fuori, di rialzarsi e di ferire un altro centauro. Quando poi i nostri eroi sono in difficoltà – sul punto di lasciarci la pelle – un misterioso corno risuona nella foresta e i centauri scappano. È in arrivo un grande pericolo deducono quelli della Compagnia, perché solo un grande pericolo può aver terrorizzato i centauri.
Non arriverà nessun pericolo. La storia del corno sarà scordata cinque pagine dopo. Così, senza spiegazioni, senza raziocinio. Un momento sei circondato da centauri imbizzarriti, l’attimo dopo scappano. Ma è tutto ok, è fantasy!!! (per bambini deficienti).

Centauro e amazzone
Un feroce centauro in compagnia dell’amazzone Irdris

Altra roba marcia

Dialoghi insulsi. Quasi tutti i personaggi hanno la stessa “voce”, e sono indistinguibili uno dall’altro quando parlano. Non che si dicano molto, la gran parte dei dialoghi sono uno stucchevole rimarcare l’ovvio:
Narratore: «Gli elfi sono in guerra da quindici anni.»
Primo Elfo: «Lo sai che gli elfi sono in guerra da quindici anni?»
Secondo Elfo: «Sì, sapevo che gli elfi erano in guerra da quindici anni.»
Tra i tanti, spicca un dialogo tra Eileen, la principessa rapita, e il Signore delle Tenebre. Non credo di aver mai letto niente di così balordo, neppure scavando tra le fanfic o l’editoria a pagamento.
Ricordo che Eileen è l’unica erede al trono degli elfi (in realtà non è vero, ma lei non sa dell’altro erede) e che il Signore delle Tenebre è l’incarnazione stessa della Malvagità:

[Il Signore delle Tenebre ha appena accennato alla principessa che Lyannen è partito per salvarla, lei chiede conferma]
Il Signore delle Tenebre non parve per nulla impressionato. – Immagino che sia nelle sue intenzioni, – rispose.
– Non vedo altrimenti perché dovrebbe prendere l’eroica risoluzione di partire dal sicuro asilo della capitale con un paio di fidati amici e dirigersi a nord, convinto che nessuno sappia della sua partenza. [sì è un’altra contraddizione visto che come detto tutti sanno della partenza] Beata ingenuità. Comunque, visto che vi è così caro, cercherò di non distruggerlo [sic] subito, così almeno potrà morire felice dopo avervi rivista per l’ultima volta. Quanto sentimentalismo. Non mi trovate straordinariamente generoso?
Sorrideva. Eileen sapeva benissimo che quella era tutta una provocazione, e che avrebbe dovuto resistere. Ma il pensiero di Lyannen in pericolo, Lyannen che, non ne dubitava, doveva aver davvero lasciato Dardamen per andare da lei, era troppo. [troppo cosa?]
– Voi fate schifo, – disse, tra i denti. – Siete l’essere più disgustoso che questa terra abbia mai visto! Non trovo nemmeno le parole per descrivervi. Siete ripugnante, ecco quello che siete! [e siete vittima di un disdicevole caso di alopecia precoce] Ma state attento, voi e la vostra boria. Non sottovalutate Lyannen, e non sottovalutate gli Eterni. Hanno molte risorse che voi non potete neanche immaginare. Fate attenzione! Quelli che avete di fronte sono i valorosi che già tre volte hanno sconfitto la Tenebra, che era un milione di volte più potente di voi, [Eileen non sa che Il Signore delle Tenebre è la Tenebra!!!] e l’hanno messa in fuga! Credete davvero che si piegheranno di fronte a uno come voi?
– Un po’ di rispetto!
Lo schiaffo bruciò sulla guancia di Eileen con tanta improvvisa violenza da strapparle un piccolo grido. Sulle prime, non riuscì nemmeno a credere che lui l’avesse fatto per davvero; non aveva mai alzato le mani su di lei, in tutto il tempo che l’aveva tenuta sua prigioniera. [oh, no! La principessa ha fatto arrabbiare la Malvagità incarnata, e quella le ha dato uno schiaffo!!! Forte!!! Kome s e' xmessa???]
[...] – Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.

Dopo dialoghi del genere è naturale voltarsi di scatto alle spalle, si potrebbe sorprendere un folletto del marketing Einaudi che imbraccia una telecamera: «Sorridi, sei su Candid Camera !» Perché appunto una porcheria del genere non può essere altro che uno scherzo di cattivo gusto. A meno che non sia Candid Camera ma Ai Confini della Realtà

Ordini di grandezza. Qui sotto potete ammirare la mappa del mondo dove gli Eroi del Crepuscolo scorazzano.

Mappa del mondo
Un angolo di Sicilia? Clicca per ingrandire

Il riquadro in basso a sinistra ricorda la Sicilia. Ulteriore conferma la si ha tentando di desumere la grandezza del territorio rappresentato. Purtroppo in nessun punto del romanzo vengono fornite distanze precise tra due luoghi, ci si deve accontentare di sapere che il personaggio tal dei tali ha raggiunto la tal città, partendo dalla tal altra, in tot giorni, a piedi o a cavallo. In particolare è utile sapere che l’Esercito Nero, riunitosi presso il Cerchio dei Druidi, potrebbe raggiungere Dardamen in meno di otto giorni di marcia.
Facendo un po’ di conti, si può alla fine desumere che la mappa abbia un lato di circa 370 chilometri. A questo punto si sovrappone la mappa a una vera cartina della Sicilia: con tale chilometraggio, le distanze corrispondono.
Perciò Gli Eroi del Crepuscolo potrebbe essere ambientato in Sicilia in un’epoca mitica, o comunque è ambientato in un mondo delle stesse dimensioni della Sicilia. Niente di male in ciò, è anche un’idea parzialmente originale (già Zuddas aveva ambientato le sue storie di Amazzoni nel bacino del Mediterraneo).

Il problema è che gli elfi abitano la Sicilia da 250.000 (duecentocinquantamila) anni! Non 200 anni, non 2.000, non 20.000, ma 200.000! Ebbene in questo lasso di tempo enorme, i signori elfi non hanno neanche finito di esplorare tutta la Sicilia! Basta dare uno sguardo alla nostra di storia per rendersi conto di quanto sia assurdo tutto ciò… a meno che gli elfi della Strazzulla non condividano con i vampiri della Meyer (a cent’anni ancora al Liceo) un problema di ritardo mentale. Va da sé che non è così piacevole leggere romanzi con protagonisti dei cerebrolesi.

elfi
Sono sempre loro, gli elfi! Con un bel carico di tare genetiche dovuto ai matrimoni fra consanguinei

Fieri guerrieri tra le bolle di sapone. Per carità, ognuno può descrivere la sessualità dei propri personaggi come preferisce, tuttavia un autore deve rendersi conto che in determinati contesti certe scene sono ridicole:

[i protagonisti qui sono Vandriyan e Greyannah, due dei più grandi guerrieri del reame]
Per un po’ Vandriyan fece la spola tra l’acquaio e la vasca da bagno incassata nel pavimento di cotto rosso; portando secchi d’acqua calda. Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto. Si era appena immerso, con un sospiro di sollievo, e stava rilassandosi tra nuvole di schiuma candida [sob] quando sentì qualcuno tirare il chiavistello ed entrare a lunghi passi ticchettanti nell’anticamera, senza bussare né chiedere permesso. Imprecò a mezza voce, infastidito. Detestava essere disturbato mentre faceva il bagno.
Sempre senza bussare, il misterioso visitatore aprì la porta della stanza da bagno e comparve sulla soglia, alta silhouette scura. Vandriyan imprecò di nuovo.
– Ma insomma, è questo il modo… – cominciò, polemico. Poi alzò lo sguardo verso l’uomo sulla soglia. E la sua espressione corrucciata cedette il posto a un largo sorriso.
– Bella accoglienza mi tocca ricevere, signor Capitano! – esclamò allegro il Luogotenente Greyannah. – O forse vi spiace rivedere un vecchio amico?
[...]
Era identico a quando Vandriyan l’aveva visto per l’ultima volta. Alto, con un bel fisico muscoloso da combattente e un incarnato chiaro ma non pallido, aveva un aspetto nobile e severo, e insieme un po’ stravagante. Il suo volto era aperto e leale, illuminato da due begli occhi blu oceano con ciglia piuttosto lunghe per un uomo, di taglio allungato, scuri e vivaci sotto le sopracciglia arcuate. Aveva un bel naso dritto, a dire il vero un po’ lungo, che gli conferiva un profilo particolare, dall’aria sprezzante, e una sottile cicatrice bianca gli spaccava di traverso le labbra. All’orecchio sinistro portava un piccolo orecchino d’oro con incastonata un’antica gemma, di un perfetto blu elettrico. I capelli, lunghi e dorati, erano raccolti nell’inconfondibile acconciatura fatta da miriadi di trecce e treccine. Sorrideva, e scopriva bei denti bianchi e regolari.
Andò a sedersi sul bordo della vasca, scoppiando con un dito le bolle profumate che di tanto in tanto si levavano dalla superficie schiumosa.

… non commento, non sono una lettrice abituale di Harmony, perciò non saprei dire, mi sembra adeguato, ma penso la Strazzulla possa migliorare.
In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione. Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.
Qui c’è la differenza fra uno scrittore che ha davvero visto gli elfi immortali, e uno che invece parla di elfi immortali ma sta solo descrivendo uno gnokko qualunque, che sia vampiro, cantante alla moda, bello della scuola o debosciato abitatore dei boschi.

Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.

A mollo
Non c’è la schiuma ma il concetto è quello…

Fantasia portami via. Almeno per me c’è un elemento che può risollevare qualunque fantasy, anche il più disgraziato: una cospicua dose di fantasia. La ragione per la quale leggo fantasy e fantascienza è per stupirmi, per riuscire a riempire la fantasia con elementi nuovi, con cose che altrimenti da sola non sarei mai riuscita a immaginarmi.
Disgraziatamente anche sotto questo aspetto Gli Eroi del Crepuscolo non offre niente. Al di là delle solite razze preconfezionate (goblin, coboldi, fatine, centauri, folletti, ent, ecc.) non c’è nulla. In nessun angolino si annida una scintilla di sense of wonder.
Siamo al punto che, ripensandoci, gli occhi viola e i capelli blu di Nihal mi paiono trovate originali. Sigh.

Orco preconfezionato
Razza preconfezionata (attenzione! Normalmente non sono vendute già dipinte!)

Varia umanità. Ovviamente gli errori e i problemi non finiscono qui. Ci sono lunghe parti, in più punti, di riassunto; parti raccontate e non mostrate, quasi servissero all’autrice – più che al lettore – a ricordarsi dov’era arrivata. Ci sono scene nelle quali il punto di vista cambia da paragrafo a paragrafo, ci sono poi moltissime scene inutili per lo svolgersi della storia – il romanzo ha almeno 300 pagine di troppo – e ciò suscita noia. Il linguaggio cerca a tratti di sembrare aulico, ma ci sono fastidiosissime cadute sul moderno. Tipo personaggi che parlano di deja-vu, o che descrivono il ferire un orco metterlo “fuori uso”(sic), o Il Signore delle Tenebre che nella sua lettera di estorsione si autodefinisce “versione migliorata” del padre, per tacere poi di quell’orribile “testa di pigna” unico idiota insulto che gli elfi si scambiano.

Un gamberetto fresco

Le pagine che seguono la “morte” di Ventel e il suo ritorno in vita sono decenti. È l’unico momento semi passabile dell’intero romanzo.

Considerazione finale

Concludo con una considerazione generale. Nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, H.P. Lovecraft inquadra la storia della narrativa d’orrore in una chiave di evoluzione. Più passa il tempo, più, in media, gli scrittori diventano più bravi. L’analisi psicologica è sempre più approfondita, le fantasie più complesse, i personaggi più realistici. Le catene che sbatacchiano la notte ne Il Castello di Otranto di Walpole sono superate. Non bastano più a suscitare orrore, vero orrore.

bandiera EN The best horror-tales of today, profiting by the long evolution of the type, possess a naturalness, convincingness, artistic smoothness, and skilful intensity of appeal quite beyond comparison with anything in the Gothic work of a century or more ago. Technique, craftsmanship, experience, and psychological knowledge have advanced tremendously with the passing years, so that much of the older work seems naive and artificial; redeemed, when redeemed at all, only by a genius which conquers heavy limitations.

bandiera IT Le migliori storie dell’orrore odierne, grazie alla lunga evoluzione del genere, possiedono una naturalezza, una verosimiglianza, una rifinitura artistica e un fascino che non si possono riscontrare in nessuna opera Gotica del secolo scorso o antecedente. Tecnica, perizia, esperienza e conoscenze psicologiche sono cresciute tremendamente con il passare degli anni, così tanto che le opere più vecchie sembrano naïve e artefatte; riscattate, quando lo sono, solo dal genio che supera le più gravi limitazioni.

Mi piacerebbe vedere lo stesso nel fantasy. Eppure non solo non è facile scorgere questo tipo di evoluzione (se evoluzione c’è stata), ma addirittura spesso l’evoluzione è rifiutata.
Un romanzo come Gli Eroi del Crepuscolo imita in maniera maldestra Tolkien, e quel che è peggio, non aspira a niente di più. Il suo ambito è tra brutta copia di Tolkien e copia decente di Tolkien. Non sarebbe il caso di finirla? Il tempo passa, e Tolkien assomiglia sempre più a Walpole. Non sarebbe il caso di proporre qualcosa di nuovo? Così come i fantasmi che scuotono le armature non fanno più paura, i dannati elfi non accendono più la fantasia.

La nuova Regina

Non era facile. Era un’impresa che richiedeva menti raffinate, un piano studiato in ogni particolare, e un’esecuzione impeccabile. Perciò non posso far altro che complimentarmi con autrice, editor, e quanti altri coinvolti, era difficile, molto difficile, ma ce l’avete fatta: avete dato vita a un romanzo più brutto di Nihal della Terra del Vento! Congratulazioni! Sul trono d’immondizia sale un nuovo campione, il nuovo punto più basso del fantasy italiano: Gli Eroi del Crepuscolo.
Speriamo solo che il crepuscolo passi in fretta e scenda la notte, così certi orrori spariranno alla vista.

EDIT del 31 gennaio 2011. Per chi fosse interessato, il romanzo è ora disponibile su emule, come da segnalazione.

un reptiloide
Costui è un reptiloide. I reptiloidi sono alieni che si nascondo tra noi; una delle loro armi è il brutto fantasy, usato per ridurre l’umanità in uno stato di passività bovina. Ogni volta che sentite qualcuno dire: “non bisogna ragionare mentre si legge un romanzo fantasy perché… è fantasy!!!” state certi che da qualche parte un reptiloide sta gongolando


Approfondimenti:

bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
bandiera IT Il sito MySpace di Chiara Strazzulla
bandiera EN Un Add-on per Firefox che blocca l’accesso a MySpace
bandiera IT Un’intervista a Chiara Strazzulla
bandiera IT Chiara Strazzulla sulla Wikipedia siciliana
bandiera IT L’opuscolo pubblicitario con i disegni di Massimiliano Frezzato

bandiera EN The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective su Amazon.com
bandiera EN Il sito della rivista Writer’s Digest
bandiera IT Tutti i Colori dell’Acciaio presso Delos Store
bandiera IT Il sito ufficiale della regione Sicilia
bandiera EN The Castle of Otranto disponibile online
bandiera EN Supernatural Horror in Literature disponibile online
bandiera EN Per saperne di più su reptoidi, reptiloidi, rettiliani & soci

 

Giudizio:

Ogni tanto la scrittura è decente. +1 -1 Storia banale, già vista mille volte.
Ventel che muore e risorge. +1 -1 Storia incongruente, piena di controsensi.
-1 Storia infarcita di episodi inutili.
-1 Storia a tratti noiosa.
-1 Incipit orribile.
-1 Finale ancor peggiore.
-1 Assoluta mancanza di fantasia.
-1 Nessun lavoro di documentazione.
-1 Linguaggio non sempre all’altezza.
-1 Editing pessimo.
-1 Ennesimo fantasy per bambini scemi.
-1 Una marea di dannati elfi cerebrolesi.
-1 Gli elfi immersi nella schiuma.
-1 Gli elfi con i bei denti bianchi e regolari.
-1 Gli elfi che si dicono “testa di pigna”.
-1 Gli elfi che dicono qualunque cosa.
-1 Quel fesso di Lyannen.
-1 Quella cretina di Eileen.
-1 Quel mentecatto del Signore delle Tenebre.
-1 Quel lazzarone del Solitario.
-1 Dato che per lei a scrivere non s’impara, sinceri auguri alla Strazzulla: ne ha bisogno!

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

517 Commenti a “Il Crepuscolo del Fantasy”

Pagine: « 6 5 4 3 [2] 1 » Mostra tutto

  1. 117 Clio

    Take it easy, io l’ì per lì non me n’ero accorta, e dire che Astolfo è il mio personaggio preferito di tutta la letteratura ^_^

  2. 116 Okamis

    Ops, chiedo venia. Li ho proprio invertiti. ^_^ Vado a sotterarmi sotto l’Himalaya…

  3. 115 ZioBlood

    @Okamis: Confermo cio che è stato detto: quello dell’Astolfo sulla Luna è il passo più celebre del poema ariostesco (ed uno dei passi letterari miei preferiti in assoluto).

  4. 114 Clio

    Io ho buttato un po’ l’occhio in giro… Non sono brava su internet, ma per la Troisi erano fioriti commenti del gente “bellixxximoooo! uauauau!” e versi simili, mentre sulla Strazzulla ho trovato sollo marchette spudorate (nemmeno tante però) e qualche blogger che esecrava raccapricciato tanta banalità
    Sa anche a me che sarà un flop pauroso, forse la storia è troppo stupida perfino per i ragazzini in tempesta ormonale.
    Mi dispiace per lei: forse tra una decina d’anni sarebbe approdata a qualcosa di decente, invece così ha le ali tarpate in partenza…

  5. 113 Frau Blucher

    Sto cercando in rete qualche recensione seria, ma vengon fuori solo dei marchettoni.
    Prevedo un floppone, tanto più che l’Einaudi, a quanto pare, ha distribuito il volume incellophanato.
    Nel genio della Strazzulla non ci credono nemmeno loro…

  6. 112 wewec

    Già già: Boiardo scrisse un’opera seria successivamente proseguita con intento satirico da Ariosto.

  7. 111 Clio

    Già… sulla Luna ci va Astolfo nel Furioso!

  8. 110 wewec

    @ Okamis. Guarda che li hai invertiti: confondi il Furioso con l’Innamorato.

  9. 109 Clio

    Io sapevo che si prendeva anche beningamente gioco dei poemi dell’epoca. Poi io ho letto solo quello del genere di quel periodo, ma il professore ce la spiegò così se non ricordo male (e io non sono andata a leggermi gli autori minori per sicurezza, mi sono fidata e ho letto solo questo splendido poema ^_^).
    Ad ogni modo è un’opera umoristrica che non vuole assolutamente essere presa sul serio.
    Cosa che pretendono gente come Strazzulla o Troisi, for example…

  10. 108 Lo Sparviero

    Gamberetta: Chiara, sei grande! Ti amo XD!

  11. 107 Okamis

    @ Clio:

    L’ho già letto l’Orlando Furioso, un’opera magistrale ed umoristica che scherza e parodia i veri poemi cavallereschi.

    Ehm, non è che ti confondi con “L’orlando innamorato”? Ariosto tutto voleva tranne parodiare i poemi cavallereschi, cosa che invece era nelle intenzioni di Boiardo, di cui il momento più alto è la parte ambientata sulla luna alla ricerca del senno di Orlando.

  12. 106 Clio

    Si noti come sia “esile” e debole l’arciere… Se non fosse per la brarba potrebbe benissimo essere una fanciulla elfica che si affaccia all’adolescenza!

  13. 105 Gamberetta

    @Lo Sparviero. Le frecce arrivavano anche a più di 300 metri, solo non penetravano le armature.
    Per chiudere la questione, ho creato una pagina apposta.

  14. 104 Clio

    A Valberici

    Il punto è cosa maggiormente impedisce la “sospensione d’incredulità” ed io non penso che sia l’uso dell’ arco. ;)

    No, ci sono anche altre boiate, ma l’arco è ricorrente nel pattume letterario.

    E cavalli ed alabarde non necessariamente devono funzionare all’ “identico” modo. Trovami ad es. un cavallo che faccia le stesse cose di Ombromanto.

    Ombromanto è UN cavallo eccezionale, tanto eccezionale che è famoso in tutta Rohan e non solo. Quindi per favore non facciamo esempi balordi, sarebbe come se io sostenessi che tutti i personaggi dei fumetti americani volano perchè Superman lo fa. Se è per questo Beorn si trasforma in Orso. O perdincibacco, come farà mai? Beorn è UN uomo eccezionale. Di regola gli esseri umani non si trasformani in orsi.

    E ti consiglio di non leggere mai l’Orlando Furioso che troveresti cose che non stanno nè in cielo nè in terra.

    L’ho già letto l’Orlando Furioso, un’opera magistrale ed umoristica che scherza e parodia i veri poemi cavallereschi. Se in una parodia i dodicenni ammazzano armigeri a cinquanta metri, io rido. Se in un romanzo serio dodicenni ammazzano armigeri a cinquanta metri, io metto il libro al riciclo. Se UN dodicenne uccidesse armigeri a cinquanta metri, sarebbe Momotarou ed il libro potrebbe piacermi.
    Un romanzo storico racconta di cose VERE: in Shogun si narra di una nave Olandese che DAVVERO fece naufragio in Giappone, di un pilota inglese che è DAVVERO esistito, di una guerra che è stata DAVVERO gestita in quel modo (forse non nei minimi dettagli, concedo), e si è DAVVERO conclusa in quel modo (aggiungo che Clavell, avendo comunque romanzato i fatti storici, per onor del vero ha cambiato tutti i nomi in modo che fossero comunque riconoscibili i personaggi, delicatezza che molti scribacchini non hanno).
    Un romanzo fantasy parla di un altro mondo (od un mondo talmente lontano da non essere più il nostro), in cui, per esempio, esistono i draghi. Un mondo simile deve essere intrinsecamente coerente e realistico (se io scrivo che il mago Frt può pietrificare la gente con lo sguardo è incoerente che il mago Frt si faccia legnare in uno scontro diretto con un troll), “realistico” nel senso che se io parlo di cose che esistono anche nel mondo vero, queste devono funzionare alla stessa maniera (se non funzionano allo stesso modo bisogna specificarne il motivo). Quando carico con una lancia punto avanti i piedi per scaricare l’urto sulle spalle del cavallo. In tutto l’Universo. Se A i piedi li punta indietro o monta un cavallo magico che non si spessa la schiena, o l’autore ha fumato.

    Divertente però polemizzare sul “valore artistico” di un libro utilizzando logica e conoscenze tecnico-scientifiche. ;)

    Non si polemizza, sono osservazioni oggettive: se non ti documenti scrivi stupidaggini. E’ un fatto. Tra l’altro non serve essere emuli di Regine Pernaud per accorgersi di certe cavolate.

    In conclusione, un libro può essere greve di strafalcioni allucinanti e non essere da buttare: magari la trama è avvincente, oppure un certo personaggio è ben riuscito. Il film “Swords in the moon” sembra essere un sunto di assurdità storiche, ma la vicenda d’amicizia tra i due personaggi è bella e gli attori sono bravi: il film non è da buttare.
    Ugualmente un libro può essere rigorosissimo e curatissimo, ma avere una vicenda noiosa e scontata.
    In casi come Strazzulla (e per diversi aspetti Troisi, ma non solo) non solo il contesto presenta magagne (non solo gli archi, che ne sono anche altre), ma per di più le storie sono scontate. Ergo è letteratura-spazzatura. Poi può piacere lo stesso! Non è una questione di gusti, è una questione che l’opera in sè non vale nulla.

  15. 103 Lo Sparviero

    Valberici: Non è bello copiare da Wikipedia le nozioni sul Longbow che mi appresto a citare testualmente:

    « Il longbow costituiva una micidiale arma da guerra, senza concorrenti, permetteva infatti di scoccare anche 12 frecce al minuto (con una balestra se ne poteva scagliare non più di 1 al minuto) ad una distanza di anche 300 mt (impresa impossibile con gli altri archi diffusi in Europa in quel periodo), tuttavia era necessaria molta forza per essere teso, pertanto non erano molte le persone in grado di utilizzarlo (come i taglialegna). Durante la guerra dei cent’anni, combattuta tra il Regno d’Inghilterra e il Regno di Francia, il suo uso segnò la sconfitta della cavalleria pesante francese ».

    Se è un mito o no, lo lascio decidere a voi: anche Wikipedia può sbagliare!
    Il sapere è sacro, non dissacrarlo ;)!

  16. 102 Gamberetta

    @Frau Blucher. L’incoronazione di Slyman è la penultima pagina del libro, non si sa cosa succede dopo, magari ci sono state proteste in tutta Dardamen…

    @Valberici.

    Comunque un longbow era letale a trecento metri e si usavano freccie con punta aguzza, capaci di perforare pesanti corazze (Crecy).

    No, è un mito. Nessun cavaliere francese a Crecy è morto ucciso da una freccia a trecento metri di distanza. Non è semplicemente possibile, non c’era potenza sufficiente per penetrare le armature a quella distanza.
    In realtà la maggior parte dei cavalieri francesi non sono stati proprio uccisi dalle frecce, ma dalla fanteria inglese, che interveniva dopo che gli arcieri sconquassavano le successi cariche, mirando ai cavalli, che non avevano protezioni.
    Inoltre qui non si polemizza sul “valore artistico”, qui si invita a non scrivere boiate.

  17. 101 Lo Sparviero

    Valberici: L’arco viene associato ad un soldato debole perché:

    *L’arco è un’arma a lunga gittata, praticamente inutile in un corpo a corpo.

    *Di conseguenza l’arcere, a meno che non abbia anche una spada, rimane praticamente indifeso da un attacco frontale a distanza ravvicinata.

    *L’arcere non è protetto da un’armatura molto spessa e pesante, come quella dei fanti o dei cavalieri, deve potersi muovere con rapidità sul campo di battaglia, spostandosi in posti sicuri da cui poter scoccare le frecce indisturbato.

    *L’armatura, inoltre, lo renderebbe più impacciato e di conseguenza il movimento dello scoccare una freccia diventerebbe meno meccanico ed impreciso.

    *In alcuni videogiochi (ad esempio Age of Empires) gli arceri vengono presentati come unità deboli, ma il loro danno è elevato.

    *Dunque gli arceri sono una risorda preziosa, scoccando piogge di frecce possono rallentare l’avanzata di un esercito o disperedere i soldati più inesperti (e codardi) facendoli scappare come femminucce (citazione necessaria).

    *In quanto risorda preziosa, gli arceri vanno protetti, per questo vengono fatti appostare sulle mura o su zone rialzate e difficilmente accessibili per il nemico e questo compensa anche la loro debole ed abbastanza inefficace armatura.

    Spero di esserti stato di aiuto ;)!

    Il troppo tanto umilissimo Sparviero.

  18. 100 Valberici

    @Gamberetta: se vogliamo essere precisi è abbastanza incredibile che 50 sciabole sfiorino contemporaneamente un collo, semplicemente non c’è spazio a sufficienza. In ogni caso se circondo un collo con delle spade direi che la persona è immobilizzata, e se le spade vengono spinte in avanti mi sa che la testa cade (alcune lame si incrocerebbero), ovviamente servirebbe un volontario per provare. :D
    E caricare un’ antica balestra non è una passeggiata di salute. :)

    @Clio: ma stiamo parlando di romanzi storici o fantasy ?
    Comunque un longbow era letale a trecento metri e si usavano freccie con punta aguzza, capaci di perforare pesanti corazze (Crecy).
    E credo proprio che un dodicenne riuscirebbe a tirare una freccia a 50 metri in grado di perforare una corazza.
    Sono abbastanza sicuro di poterglielo insegnare in un ora di tempo.
    Naturalmente non riuscirei ad insegnargli come si mira e men che meno ad utilizzare un longbow, che viene teso utilizzando anche e soprattutto i muscoli della schiena.
    Però, ripeto, il punto non è questo.
    Potremmo discutere e polemizzare per ore sugli archi e magari potrei anche fare un esperimento.
    Il punto è cosa maggiormente impedisce la “sospensione d’incredulità” ed io non penso che sia l’uso dell’ arco. ;)
    E cavalli ed alabarde non necessariamente devono funzionare all’ “identico” modo. Trovami ad es. un cavallo che faccia le stesse cose di Ombromanto. E ti consiglio di non leggere mai l’Orlando Furioso che troveresti cose che non stanno nè in cielo nè in terra.

    Divertente però polemizzare sul “valore artistico” di un libro utilizzando logica e conoscenze tecnico-scientifiche. ;)
    Domani, se ho tempo, ripasso a trovarvi :)

  19. 99 Clio

    A Valberici

    Penso che un arco da 25 libbre possa essere usato da un ragazzo di 12 13 anni. Se si utilizzano frecce con punta metallica lanciate dall’ alto con traettoria a parabola, direi che un uomo lo puoi uccidere.

    Se non ricordo male, durante la crociata del Buglione è stato calcolato che gli arcieri potevano colpire ed uccidere ad una distanza di sessanta iarde o giù di lì. Una freccia non deve solo arrivare a destinazione, deve anche sfondare maglie d’acciaio, cuoio bollito, imbottiture, e una buona porzione di carne di cristiano.
    Se conosci un bambino di dodici anni che senza addestramento tira a cinquanta metri e sfonda una cotta di maglia con relativa imbottitura, allora portalo al Guinness dei Primati.
    Una fanciulla, anche di duecento anni, che non è mai stata addestrata, non può fisicamente tirare a cento metri e far del male, nemmeno con vento favorevole. Una scena simile equivale, quanto a verosimiglianza, a dire che usavano dei bazooka.

    A tirare senza mirare, tanto per creare una pioggia di frecce, si può insegnare in un poco tempo.

    Quale tempo? Dove? Questa è una reazione disperata, non imparano nulla, fanno e basta. Sono come le romane (erano romane, sì?) che si arrampicano sui tetti per tirare le tegole in testa a quelli dabbasso, non sono andate a nessun corso serale di lancio della tegola, combattono disperate fino all’ultimo. Solo che buttar di sotto una tegola è fattibile, tempestare di frecce gente armata a cento metri non lo è.

    il fatto è che leggere di donne e bimbi che partecipano ad un’ ultima difesa non è insolito.

    No, infatti, è il modo in cui lo fanno che è stupido.

    E l’arco, nell’ immaginario dei lettori, è molto spesso associato a soldati deboli, incapaci di impugnare “vere” armi.

    Perchè ai lettori si propinano baggianate, perchè chi scrive non si documenta (e lo dichiara ad alta voce, cfr Troisi), e chi scrive di cose di cui non ha idea scrive stupidaggini.

    Invece un personaggio che ha il collo circondato da 50 sciabole che lo sfiorano, e che nonostante questo reagisce, non l’avevo mai sentito

    Se lo attaccassero tutti insieme forse potrebbero sgozzarlo (non decapitarlo, sono sciabole, non spade laser), ma essendo che lo attacca uno solo per primo (perchè? Perchè è fantasy!) rompendo lo schieramento, è possibile che il tizio si salvi.

    Quanto a possibile ed impossibile… Fare magie pirotecniche è impossibile. Se mi presenti un mondo in cui il tale può sparare fiamme verdi, posso accettarlo, d’altronde è un mondo parallelo. Se però il tale delle fiamme verdi carica con un’alabarda in resta, questa è una scempiaggine, perchè se parli di robottoni o peteri magici parli di cose che tu inventi e che tu gestisci (con coerenza si spera), mentre i cavalli e le alabarde funzionano alla stessa maniera in tutto l’Universo. Sarebbe come scrivere che il tale delle fiamme verdi fa retromarcia con un aereo di linea guardando dal lunotto.

  20. 98 Frau Blucher

    @gamberetta

    Ma la massa elfica accetta come re uno mai visto e conosciuto?

    Mi fanno venire in mente gli avventori del saloon di West & Soda, che ridono quando Brutus e lo Smilzo dicono: “ridete” e giocano quando dicono “giocate!”.
    Ora, al contrario di te penso che si debba tenere presente che l’autrice è molto giovane, con un bagaglio culturale che più che ai miti greci, con buona pace della Postorino, sembra rifarsi ad un brutto modulo per AD&D. I suoi personaggi sono a tutti gli effetti dei Power Player.

    La Strazzulla deve crescere e maturare, le auguro di farlo, ma LONTANO dalle librerie.

  21. 97 Gamberetta

    @Valberici.

    E dal libro si evince che un eterno senza testa non sopravvive, converrai che con 50 sciabole che ti sfiorano la gola una decapitazione è più che probabile. :)

    No, direi proprio di no. A meno che non ti immobilizzino e poi ti taglino la testa, tipo esecuzione, nel corso dello scontro è altamente improbabile che riescano a tagliarti la testa. Tagliare la testa è un’altra di quelle cose che richiede moltissima forza e tutta una serie di situazioni propizie, che quasi mai si verificano nel corso di un combattimento.

    Però non è questo il punto.
    il fatto è che leggere di donne e bimbi che partecipano ad un’ ultima difesa non è insolito. E l’arco, nell’ immaginario dei lettori, è molto spesso associato a soldati deboli, incapaci di impugnare “vere” armi.

    Perché i lettori si sorbiscono boiate come quelle della Strazzulla o della Troisi. In realtà all’arciere era richiesta enorme forza e addestramento, tanto da deformare le ossa (come rilevato sugli scheletri degli arcieri inglesi).
    Ai soldati deboli al massimo si possono fornire balestre.

    @Frau Blucher. No. Eileen avrebbe portato in dote il titolo di Re, se nel frattempo non si fosse scoperto che Slyman era anche lui erede. Alla fine Slyman è proprio proclamato Re.

  22. 96 Frau Blucher

    @Gamberetta

    Diabete a parte, nel dialogo si evince una cosa:

    Eileen porta in dote a Lyannen il titolo di re. Vuol forse dire che Slyman è schiattato?

    Ti prego dimmi di si…

  23. 95 Valberici

    @Gamberetta: ma certo che è possibile (ovviamente se chi si avvicina prima solleva la sciabola), volevo fare l’esempio di qualcosa di improbabile pur essendo possibile. ;)
    E dal libro si evince che un eterno senza testa non sopravvive, converrai che con 50 sciabole che ti sfiorano la gola una decapitazione è più che probabile. :)

    Riguardo all’ arco il discorso si può approfondire.
    Penso che un arco da 25 libbre possa essere usato da un ragazzo di 12 13 anni. Se si utilizzano frecce con punta metallica lanciate dall’ alto con traettoria a parabola, direi che un uomo lo puoi uccidere.
    A tirare senza mirare, tanto per creare una pioggia di frecce, si può insegnare in un poco tempo. L’unica difficoltà consiste nel non colpirsi l’avambraccio con la corda.
    Poi, ripeto, dipende dal tipo di arco, il mio compound riusciresti a tenderlo senza problemi (ovviamente mantenerlo teso, mirare e non rovinarsi l’avambraccio è un altro discorso).
    Però non è questo il punto.
    il fatto è che leggere di donne e bimbi che partecipano ad un’ ultima difesa non è insolito. E l’arco, nell’ immaginario dei lettori, è molto spesso associato a soldati deboli, incapaci di impugnare “vere” armi.
    Invece un personaggio che ha il collo circondato da 50 sciabole che lo sfiorano, e che nonostante questo reagisce, non l’avevo mai sentito. Secondo me qui la Strazzulla ci mostra qualcosa che ci rende increduli.
    Poi, ovviamente, il discorso può essere soggettivo e qualche lettore sarà più infastidito dall’arco teso da una donna :)

  24. 94 Gamberetta

    @Valberici.

    Ecco, quando sei circondato da 50 esseri che ti sfiorano la gola con le sciabole, direi che è estremamente improbabile sopravvivere.

    Perché? Se non ti fa né caldo né freddo che una bambina possa uccidere con un colpo d’arco un nemico a centinaia di metri di distanza, non vedo perché dovrebbe disturbarti il fatto che un Eterno possa sopravvivere magari con decine di ferite al collo. Saranno tipi molto robusti. E anzi questa scena è teoricamente possibile, mentre quella dell’arco no, perché da come sono descritti gli Eterni e le loro donne, non hanno fisicamente la capacità di fare quel che hanno fatto.

    @Frau Blucher. Questa è l’unica scena nell’intero romanzo nella quale Eileen e Lyannen sono nella stessa stanza, la riporto di seguito per intero.

    [Lyannen è in infermeria dopo la battaglia, Eileen è stata appena liberata dal demone Scrubb]

    Eileen attraversò la stanza, e andò a sedersi ai piedi del suo letto, senza aspettare che lui la invitasse a farlo. Dopotutto, era quello il suo posto. Forse Lyannen non era il suo promesso marito? Sembrava così strano, a pensarci; appena qualche giorno prima, a Lyannen quella possibilità sarebbe sembrata più che remota. Eileen era sempre stata per lui non solo la donna che amava, ma anche la principessa del Reame, quella che avrebbe portato in dote a suo marito un’eredità di re, quella che lui non avrebbe mai neppure dovuto guardare. Adesso che molti nodi erano stati sciolti, che molte cose erano cambiate, che Dardamen era lontana e c’erano solo loro due nel silenzio dell’infermeria di Syrkun, tutto assumeva un significato nuovo, diverso. Eileen era adesso soltanto Eileen, quella che aveva popolato i suoi sogni inquieti per tutta la durata del suo viaggio, quella il cui pensiero lo aveva spinto avanti su strade che in pochi si sarebbero azzardati a percorrere. La amava. Tutto il resto aveva ben poca importanza.
    Le dita di Eileen stropicciavano un lembo della coperta, distratte; aveva smesso di guardarlo. – Lo sai, – mormorò infine, come se stesse riprendendo un discorso mai interrotto, – non riesco a trovare le parole. Ci ho pensato per tutta la strada dai miei alloggi fin qui: adesso andrò là dentro, mi dicevo, e ci sarà lui, e gli dirò questo e quest’altro. E poi ero lì sulla porta, e non avevo più parole.
    Lyannen esitò prima di mettere una mano su quella di lei. Era stato sempre così, sempre, da quando l’aveva conosciuta, e nulla era cambiato quando avevano iniziato ad amarsi: provava una sorta di strano timore nell’accostarsi a lei. – Se la cosa ti può consolare, – replicò, – io ho aspettato che tu venissi per due giorni, e non potevo neppure immaginare come sarebbe stato.
    Lei scosse il capo. – Non così.
    – No. Non così, – convenne Lyannen, e serrò la mano su quella di lei; e la sentì sussultare, come se non se l’aspettasse. – Pensavo a qualcosa di più ufficiale. Con Alvidrin che leggeva un patto matrimoniale davanti a tutta la fortezza, magari, e tre o quattro araldi con le trombe.
    Eileen rise, un riso divertito ma discreto, che Lyannen conosceva bene. – Sei sempre il solito stupido. – commentò.
    – Non basta la Tenebra a cambiare questa cosa, – replicò, asciutto. – Non più di quanto potesse cambiare il colore dei miei capelli. Temo che tu abbia accetta di sposare uno stupido, Eileen. Fai ancora in tempo a cambiare idea, non c’è niente di ufficiale.
    La mano di Eileen scivolò via da sotto la sua, e gli rifilò un buffetto sulla guancia. – Stupido il doppio. – la sentì sospirare. – Come puoi pensare che io possa cambiare idea? Non avrei cambiato idea quando eravamo a Dardamen e dovevamo nasconderci come due fuorilegge, Lyannen Mezzomortale, e per nessuna ragione lo farei ora.
    Era seria, convinta. Lyannen si sentì in qualche modo sollevato, quasi che quella conferma apparentemente superflua gli togliesse davvero un peso di dosso. – Ero arrivato a pensare che tu lo facessi proprio per questo, – confessò. – Perché era una cosa vietata. Pensavo che tu avessi scelto me proprio perché ero quello che non dovevi scegliere. Per spirito di ribellione, o che so io –. Alzò le spalle, con un mezzo sorriso. – Suona quasi ridicolo, è vero? Ma devi scusarmi, ho sempre avuto la pessima abitudine di pensare che la mente degli altri segua la stessa logica della mia. La maggior parte delle cose che ho fatto finora, le ho fatto soltanto per ribellarmi a qualcosa; non so nemmeno bene a cosa. Alle regole degli Eterni, forse. Al loro modo di pensare.
    Lo sguardo di Eileen luccicò nella penombra, indagatore. Sembrava quasi che emanassero luce propria, quegli occhi chiari. – Anche decidere di amarmi? – disse, in un soffio. – Anche quello l’hai fatto per ribellarti?
    Non c’era né rabbia, né dolore, nella sua voce; nemmeno preoccupazione, o uno qualsiasi degli altri sentimenti che Lyannen si sarebbe aspettato; soltanto un quieto bisogno di saperlo. Lyannen se ne sentì in qualche modo rassicurato. – No, – rispose. – Al contrario. L’ho fatto perché era una delle poche cose a cui non mi potevo ribellare -. Si chinò verso di lei, perché era geloso delle parole che stava per dirle, e non voleva che nessuno le potesse sentire, nessuno dei degenti che riposavano nelle altre sale dell’infermeria, né la guardia che sparita in fondo al corridoio e forse sarebbe tornata indietro, né l’erborista che a quell’ora della sera doveva essere impegnato nel suo giro di controllo tra i malati. – Sapevo benissimo che amarti non mi avrebbe portato altro che guai, che se anche tu mi avessi voluto, avrei ancora dovuto combattere con tutto il resto del mondo. Ma non era una cosa che potessi scegliere. Se avessi potuto, forse mi sarei risparmiato la sofferenza. Non sono affatto forte come mi immagini tu, Eileen. Ma non potevo fare a meno di amarti, e non posso farne a meno ora. È per questo che sono partito da Dardamen; non perché volessi dimostrare qualcosa. Non lo potevo evitare.
    Tacque e lei non gli rispose. Rimasero fermi, e non si guardavano; Eileen seguiva con gli occhi i riflessi guizzanti delle fiammelle dei lumi sul muro, Lyannen sembrava assorto in chissà quali pensieri, lo sguardo perso nel vuoto.
    – Sono contenta che tu non potessi evitarlo, – disse infine lei, senza voltarsi.
    Lyannen annuì. – Lo sono anch’io.
    Lei gli si avvicinò, e gli posò la testa sulla spalla; i suoi capelli avevano un leggero profumo di fiori, che riportò alla mente di Lyannen una pigra mattina di primavera sulla sponda del Rivargento, a Dardamen, quando lui aveva suonato sull’arpa una ballata per lei, che lo ascoltava e rideva, e aveva pensato che da qualche parte nel cielo limpido, gli dei dovevano essere lì che li osservavano, benevoli. Adesso, nell’infermeria, non c’era nessuno che li osservasse. Gli dei avevano altre cose a cui badare, la guerra glielo aveva dimostrato; nessuno di loro era intervenuto a fulminare il Signore delle Tenebre, nessuno gli avrebbe riportato Eileen se lui non avesse fatto la mossa irragionevole di andare a riprendersela. Eileen era vera al suo fianco, adesso, molto più che in quella lontana mattina di Dardamen, che forse aveva sognato, per quanto adesso gli pareva distante e irreale. Era reale, invece, il calore della mano di Eileen accanto a lui, e il profumo di fiori dei suoi capelli che si mischiava con quello di medicinali dell’infermeria. Tutto il resto non aveva importanza. Non aveva nessuna importanza.
    Mise un braccio sulle spalle della sua fidanzata, e sentì che questo era stato osare molto più di quanto lo fosse stato gridare la propria rabbia in faccia alla Tenebra o lanciarle la propria sfida.
    – Dimmi che non ci separeranno di nuovo, – sussurrò.
    Percepì il sorriso di Eileen senza bisogno di doverlo vedere.
    – Non credo ci riuscirebbero, anche volendo, – replicò lei, tranquilla.

  25. 93 Valberici

    Non sono molto d’accordo riguardo alla “recensione breve”.
    Il libro non mi ha procurato disgusto o ripugnanza, però mi ha annoiato quasi a morte.
    Io avrei scritto: Gli Eroi del Crepuscolo è di una noia mortale.
    E, tutto sommato, credo che non avresti dovuto perdere ulteriore tempo. ;)

    Ma nessuno è perfetto, tant’è che mi son letto tutta la recensione :D
    E dico la mia.

    Piccola premessa.
    Credo che la Strazzulla volesse semplicemente dire che per essere scrittori bisogna avere un talento innato. Si è espressa in maniera “poco felice” ma non ne farei un dramma o un elemento a sostegno di una teoria.

    Un romanzo da manuale

    Qui siamo sostanzialmente d’accordo, anche se forse spendi un po’ troppe parole ed esempi per dire che il libro è noioso. ;)
    Aggiungo solo che un reietto è tale perchè così si sente, indipendentemente da quanto è fortunato, osannato ecc…. Sarebbe stato interessante creare un personaggio credibile che, pur avendo fortuna, onori e potere si sentisse comunque escluso.

    E’ sempre la solita solfa

    Sono esterrefatto! Se continui così finirai per convenire con me che la Troisi è la migliore scrittrice fantasy italiana. :P
    Comunque io preferisco Licia anche dal punto di vista del linguaggio. ;)
    Non sono d’accordo invece su quanto scrivi in merito a duelli e guerre.
    Ci sono quattro categorie di impossibiltà (non è farina del mio sacco ma di un certo Popper):
    Impossibilità tecnologica (ad es non posso tagliare l’acciaio con un coltello laser, visto che non è ancora stato inventato)
    Impossibilità teorica (non posso superare la velocità della luce, vista l’attuale validità della teoria della relatività)
    Impossibilità scientifica (non posso viaggiare indietro nel tempo, sarebbe in contrasto con l’interpretazione scientifica dell’ Universo ovvero con la conoscenza che abbiamo di esso)
    Impossibilità logica (quando si va “contro” la logica aristotelica)
    La fantascienza “rende possibili” le prime tre categorie.
    Il fantastico infrange anche la quarta.
    Ritengo dunque inutile leggere un libro fantasy facendo ricorso alla logica ed alla scienza.
    Bisogna però ricordare una famosa citazione: “ L’uomo può credere all’ impossibile, non crederà mai all’ improbabile”.
    Quando leggo un libro fantasy la mia “sospensione dell’ incredulità” viene sempre infranta da qualcosa che ritengo improbabile, raramente dall’ impossibile, a meno che non susciti in me il senso dell’ “improbabilità”.
    L’ immagine di donne e bambini che usano un arco non mi fa diventare incredulo, non la trovo improbabile, ovviamente inserita in un romanzo fantasy.
    Siamo di fronte a donne “eterne”, molto più alte e robuste delle “umane”, ed anche i bambini avranno almeno 50 o 60 anni, visto che un adolescente ne ha più di 300.
    E non so neppure che tipo di arco usano.
    Quello che mi interessa è la probabilità che durante un assedio la necessità conduca a gesti estremi e disperati.
    Piuttosto trovo assolutamente improbabile l’ età di questi eterni.
    Non ritengo probabile che si mantengano emozioni ed un modo di pensare umano dopo essere vissuti per millenni.
    Parlando poi di duelli devo dire che quello che citi non ha sospeso la mia incredulità, mi ha solo fatto fare uno sbadiglio.
    E me lo fa fare anche Parker.
    Secondo me l’eccessivo tecnicismo è altrettanto noioso. Mi piacerebbe sapere quanti lettori sanno cos’è e come si porta una stoccata, figuriamoci poi se sanno come si para e cosa vuol dire “di prima”.
    Se vogliamo fare un esempio di duello “non noioso”:

    “Wulfgar fluì in avanti. La daikatana lampeggiò, andata ascendente, ritorno incrociato discendente. Geyser di sangue si dispersero contro le fiamme.
    Un dragone gli andò alle spalle, sollevò la Pappenheimer.
    Wulfgar rovesciò la presa sulla daikatana, colpì all’ indietro, affondo lineare. L’acciaio della Terra delle Lacrime sfondò ossa, dilaniò tendini, divaricò tessuti viventi.
    Il Reiter va giù, braccia spalancate. Altro sangue dilaga sulla polvere.
    Wulfgar estrasse la daikatana.
    Un rosso arco scintillante gorgoglia verso il cielo nero.
    Wulfgar falciò in diagonale bassa, medesimo flusso dinamico.
    Un ventre si aprì, cose purpuree si aprirono sotto di esso. Il Reiter di Berna vomitò la boccata di sangue conclusiva contro le fiamme.”

    Ovviamente nel libro è ben spiegato cosa sia una daikatana, una pappenheimer , ecc…

    Comunque negli Eroi del Crepuscolo non mancano situazioni e duelli che mandano a quel paese ogni “sospensione”.
    Ad esempio:
    “I pelosi strinsero il cerchio. Adesso le punte delle loro sciabole sfioravano la gola del Solitario. Quegli esseri sapevano come uccidere. Il capo dei pelosi levò una mano e ripetè l’ordine. Fu un lampo. Il peloso più vicino si era avvicinato per vibrare il colpo fatale, ma il colpo non arrivò mai; rapidissimo il Solitario era scattato, mozzando di netto la mano della creatura….”

    Ecco, quando sei circondato da 50 esseri che ti sfiorano la gola con le sciabole, direi che è estremamente improbabile sopravvivere.
    Ed è questa improbabilità che mi disturba, non certo insignificanti dettagli come il fatto che una sciabola è un’arma della moderna cavalleria.

    Altra roba marcia

    Sui dialoghi e le pagine di troppo sono d’accordo.
    Sui denti molto meno, e non sto neanche a dirti il perchè, sei una ragazza intelligente e , se vuoi, ci arrivi da sola. ;)

    Considerazione finale

    No, dai, non tutti gli autori moderni si ispirano a Tolkien.
    Pensa a Stroud, Lynch, Pratchett….e se vogliamo stare in italia: Falconi, Romagnoli, d’Angelo….
    Mi pare al contrario che Tolkien “ispiri” sempre meno, per fortuna ;)

  26. 92 Tizia qualunque ùù

    Nessuno si domanda come Il Signore delle Tenebre abbia attraversato di nascosto l’intero Reame, la seconda volta portandosi dietro la principessa. Sono domande che è meglio non porsi, sperando il lettore faccia uguale. <— volevo risp a questo sisi…e…come si mette la cosa per citare qualcun’altro @@? Perdonate questa povera ignorante.

  27. 91 Okamis

    @ Frau Blucher: Perchè sì! Perchè è fantasy!

  28. 90 Tizia qualunque ùù

    più che giusto ù_ù
    perchè spiegare le cose? fa più fiKo lasciare che il lettore se le immagina eeeeh già *ç*…
    …sparate a quell’autrice. è una rovina. (Quell’adorabile frase sullo scrivere mi ha agghiacciata T_T eccerto, non si impara… ma perchè illudere così le menti di quelle povere babbee che si convincono che possono scrivere anche loro e iniziano a produrre scadenti fanfiction all’ingrosso…manco fossero una fabbrica)

  29. 89 Frau Blucher

    @Gamberetta

    Grazie!

    Temo che io non sarei andata oltre pagina 3.
    Ma perchè Lyannen si innamora di Eileen, visto che i suoi gusti sembrano andare in tutt’altra direzione? Cosa li accomuna?

    Confesso che mi sarebbe piaciuta moltissimo una citazione di un momento intimo tra la principessa e il reietto. :D

  30. 88 Gamberetta

    @Frau Blucher. Non è spiegato. Un bel mattino la servitù entra nelle stanze della principessa a palazzo reale, nel cuore della capitale, e invece di trovare Eileen, trova una lettera vergata con inchiostro viola, scritta con elegante calligrafia: è Il Signore delle Tenebre che si presenta e chiarisce che è lui il sequestratore.

    Nessuno si domanda come Il Signore delle Tenebre abbia attraversato di nascosto l’intero Reame, la seconda volta portandosi dietro la principessa. Sono domande che è meglio non porsi, sperando il lettore faccia uguale.

  31. 87 Frau Blucher

    @Gamberetta

    Ho un quesito che mi assilla: ma come fa il Signore delle Tenebre a rapire la principessa? Da come hai detto sembrerebbe che le elfe stiano sempre in casa, non hanno ruoli civili nè politici, quindi è improbabile che la principessa sia stata mandata in giro per il mondo. Peraltro starà nel suo palazzo, non credo che sia così facile rapirla.

    Scusa la mia curiosità, ma sono disposta a tutto pur di NON leggere il romanzo.

  32. 86 Gamberetta

    @Okamis. Se ti riferisci a questo passaggio:

    Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”

    La prima citazione è presa dall’opuscolo illustrato, qui la pagina incriminata.
    La seconda citazione della Postorino è presa da questo commento.

  33. 85 Nutza

    Scusate il doppio commento, ma non avevo letto quello di Okamis.

    @ Nutza: Wow, ormai vengo pure citato nei blog altrui. Mi devo considerare una celebrità? XD (il mio piano di conquista del mondo procede a gonfie vele BWAHAHAHAHA *okamis si strofina le mani con sguardo e sorriso da tossico*)

    Per dovere di cronaca era giusto citarti: si dice il peccato e pure il peccatore :-P

  34. 84 Nutza

    la “fortuna” della Troisi è caso più unico che raro, se spedisci a Mondadori, furbastra o no, non ti pubblicano e basta. ^_^

    Già, infondo neanch’io credo che la Troisi abbia mandato il manoscritto solo alla Mondadori e che guarda caso la casa editrice sia rimasta folgorata tanto da proporre il contratto dopo 3 mesi!

    Molti comunque potrebbero scambiare il nostro “dare addosso” alla Troisi per invidia… in realtà si tratta di altro: è rabbia quello che provo, ma non verso la Troisi (che sarà sicuramente una persona dabbene), bensì verso il meccanismo perverso dell’editoria.
    Come sempre non possiamo farci nulla… se non, come ha spesso suggerito Gamberetta, acquistare solo i libri che veramente apprezziamo; mentre per gli altri… ci sono diversi modi di reperibilità ;-)

  35. 83 Okamis

    @ Nutza: Wow, ormai vengo pure citato nei blog altrui. Mi devo considerare una celebrità? XD (il mio piano di conquista del mondo procede a gonfie vele BWAHAHAHAHA *okamis si strofina le mani con sguardo e sorriso da tossico*)

    @ Gamberetta: Mera curiosità: dove hai reperito la citazione della Postorino? Lo “slogan” citato invece un paio di righe sopra per caso l\’hai preso da Metro? Non so perchè, ma mi ricorda un micro articolo letto poche settimane fa sulla loro “rubrica di libri”.

  36. 82 Gamberetta

    @Nutza.

    La domanda è: meglio fare i furbastri e gettarsi in pasto a qualche editrice-squalo con un romanzo inevitabilmente immaturo, sfruttando la moda del momento, oppure dare tempo al tempo e aspettare di sentirsi veramente pronti per esporre al mondo una propria opera?

    Escludendo le case editrici a pagamento, con le quali non vale mai la pena fare affari, secondo me il problema si pone fino a un certo punto: la “fortuna” della Troisi è caso più unico che raro, se spedisci a Mondadori, furbastra o no, non ti pubblicano e basta. ^_^

    Comunque, prima di pubblicare una persona dovrebbe fare due ragionamenti:
    1) È leggibile? Qui non si chiede di essere un genio della letteratura, ma il romanzo dev’essere abbastanza scorrevole perché nessuno si annoi dopo tre pagine.
    2) È originale? Quando (se) finirà in libreria, il romanzo sarà accanto alla Troisi, ma anche accanto a Martin, Swanwick, Tolkien padre & figlio, ecc. Se uno ha scritto un fantasy pseudomedievale guerresco, deve porsi la domanda: perché un lettore dovrebbe spendere 16 euro per me e non per Martin? È ci dev’essere una (buona) risposta. Qualcosa in stile, trama, ambientazione, ecc. dev’essere tale da far mettere da parte Martin e scegliere il nostro di romanzo.
    Se scrivo un fantasy romantico con i vampiri, non posso solo scopiazzare la Meyer, devo metterci qualcosa in più.
    Il ragionamento che invece non è da fare: se hanno pubblicato la Troisi, la Strazzulla, Moccia e le barzellette di Totti, possono pubblicare anche me! Anche fosse vero (e non sempre è così vero, quest’anno di romanzi di autori inediti ne ho letti moltissimi, ce ne sono a mucchi peggiori della Troisi) è una tristissima lotta fra disgraziati. L’obbiettivo dev’essere competere con i più bravi al mondo, non con il mentecatto sotto casa.

    @Morgante. Anch’io ho qualche perplessità riguardo le agenzie letterarie, in ogni caso auguri per il romanzo.

  37. 81 Morgante

    Ehm già, forse sono andata un po’ fuori tema, mi spiace. Ma i concetti partivano dagli argomenti di questo articolo.
    A Sandi:
    sarai dell’85 ma hai tutto il diritto di dire quello che vuoi, no? Mio fratello è dell’88 e parlo sempre con lui di libri, ascoltando anche i suoi consigli. Comunque, ognuno ha le sue esperienze, non volevo consigliare a nessuno di rivolgersi a un editor, parlavo solo per me. A me è andata bene. Poi magari non mi pubblicano, ma dei soldi me ne infischio (intendo guadagnati, per riferirmi a un messaggio più in su): il fatto è che sono maturata molto, e per me è stato importante. Mi piace che ognuno cerchi di arrivare e che provi in modo diverso: c’è più gusto. Per esempio io non scriverei mai fanfiction, proprio non riuscirei a usare personaggi già esistenti, non mi è mai passato di mente, ma se è un buon allenamento, se cominci a capire trucchi e soprattutto scrivi sempre con attenzione e cura, va benissimo anche quello.

    Va bene, ora sto divagando,
    mi censuro da sola.
    Ciao

  38. 80 Nutza

    Dunque dunque…

    Anche per me è il primo commento qui, ma seguo con vivo interesse le recensioni della barca dei gamberi già da parecchio tempo.

    Cercherò di essere chiara e concisa; mi riallaccio proprio all’ultima piega che questa discussione ha preso.

    La domanda è: meglio fare i furbastri e gettarsi in pasto a qualche editrice-squalo con un romanzo inevitabilmente immaturo, sfruttando la moda del momento, oppure dare tempo al tempo e aspettare di sentirsi veramente pronti per esporre al mondo una propria opera?

    Io parlo in base alla mia piccolissima esperienza (o forse sarebbe meglio dire non-esperienza): ho 20 anni e la scrittura è una delle tante attività artistiche a cui mi dedico fin da piccolina. Un anno fa ho avuto alcune idee interessanti per mettere giù una trilogia di romanzi fantasy: ho impiegato l’estate del 2007 per la prima stesura; ma alla rilettura mi sono resa conto che andava tutto storto. In poche parole ho capito che è controproducente mettersi a scrivere senza prima avere ben chiara in mente ambientazione, trama e personaggi (che siano credibili!). Insomma, creare un mondo ex novo è un’attività complessa e sfiancante (ma alla lunga il duro lavoro di progettazione ripaga in termini di coerenza del romanzo).
    Nel periodo della prima stesura iniziai a cercare su internet concorsi letterari e, dopo, pure case editrici, nella folle idea di inviare quelle pietre grezze (e anche bruttine) che erano i miei scritti tentando la sorte. Per fortuna ho abbandonato l’idea: ora è passato un anno, il mio mondo ha preso forma e con esso anche le tracce per i romanzi che ho intenzione di scrivere, ma da qui all’opera compiuta ce ne vorrà di strada! In ogni caso non mi scoraggio, perchè non voglio in alcun modo bruciare le tappe nè beccarmi rifiuti ovvi.

    Quanto allo spendere soldi per i libri… io aggiungo solamente che di recente ho acquistato su ibs dei libri fantasy di autori nostrani, e ahimè tra essi c’era anche “Un nuovo regno” della Troisi. Che non l’avessi mai fatto! (soprattutto perchè il libro è ancora più orribile dei precedenti – sempre a parer mio eh – e che giusto oggi ho visto che in libreria c’era l’edizione economica… 6 euro contro i 17 che ho speso io… mi mangio le mani a morsi!).

    Per fortuna che il peer-to-peer fa prodigi!

    P.S. Spero di non abusare di questo spazio se segnalo che nel mio blog (http://lestorieinfinite.blogspot.com) ho pubblicato una riflessione sulla famosa frase “Ma tanto è fantasy!“, correlata ad un esempio pratico di come si può sfruttare senza ritegno il deus ex machina (in particolare l’esempio è un passaggio tratto proprio da “Un nuovo regno“, un’incongruenza sulla quale mi scervello… credo invano, …tanto è fantasy!).

  39. 79 Sandy85

    È strano, fino ad ora non mi era mai capitato di non sapere come iniziare un commento qui… Penso che il titolo di questo post sia azzeccatissimo. Non ho letto il libro e non ho intenzione di farlo (potete dirmi fino alla nausea che sono la solita che giudica senza prima leggere, in questo caso sono felice di fare così, visti i precedenti), il libro non mi sembra valga neanche un centesimo. E non lo dico per tutto quello che ha scritto Gamberetta, ma era piuttosto scontato, fin da quando quella famosa (visto che la cito spesso) mia amica che mi consiglia i libri da leggere, mi ha passato il link di un articolo sul nuovo ‘astro nascente del fantasy italiano’ (ma certo come no, io allora sono Nonna Papera!).
    Sprecare dei soldi (purtroppo non ho emule) per leggere porcherie mi sembra un po’ autolesionista (purtroppo l’ho fatto anch’io quando ho comprato La setta degli assassini… quanto rimpiango quei sei euro) e mi sembra che questo punto ormai sia chiaro a tutti.

    Vorrei lasciare un consiglio a Chiara/Morgante: io sono più piccola di te e magari non avrò molto diritto di parola su certe cose – scrivo prevalentemente fanfiction e per scrivere qualcosa tipo racconti e romanzi prima mi documento anche troppo e, quando inizio a scrivere, mi blocco subito dopo il primo capitolo –: gli editors ormai non hanno più molto la mia fiducia, si prendono soldi per fare un lavoro pessimo il più delle volte (questo non sarà il tuo caso, ma non si sa mai), preferisco, quindi, dare il mio lavoro in mano a betareaders che, il più delle volte, sono meglio documentati degli editors e soprattutto fanno il lavoro gratuitamente. Lo fanno perché fa loro piacere, non perché ci speculano sopra.

    Comunque non voglio andare ulteriormente OT, quindi ora smetto di ammorbare lo spazio commenti.

  40. 78 Stefano

    Spero che Gamberetta non ti getti nella fogna dei commenti :-)
    Facci sapere se la pubblicazione va a buon fine e comunque… chi dice che non sia possibile scrivere un fantasy ambientato a casa nostra? Anche senza elfi, draghi e coboldi (volendo un nano già ce l’abbiamo :-) )

    Il problema degli agenti letterari è complesso: questi personaggi costano e non credo che i guadagni di un eventuale libro possano compensare. Ciò nonostante è utile disporre di qualcuno che sia in grado di fornire consigli competenti.
    In bocca al lupo

  41. 77 Morgante

    Ciao Chiara, ciao a tutti,

    mi chiamo Chiara anch’io.
    Leggo sempre volentieri questi articoli (tra i pochi che mi spingono in rete), molto meno i commenti che seguono, l’atmosfera si guasta, ecco, quando si divaga, o si finisce per insultarsi.
    Ehm, ehm, fin qui avete creduto che fossi l’autrice incriminata venuta qui a dar battaglia, eh? Eh, l’ho tirata lunga apposta. No, mettete giù i pomodori. Sarà per un’altra volta.
    Ho letto l’articolo sugli incipit (molto bello), delle varie uscite di romanzi fantasy italiani, delle crisi mistiche di Gamberetta sul destino della fantasia della penisola. Spesso qui si parla di come si arriva alla pubblicazione o sul rapporto con le case editrici o su cosa voglia dire amare le storie. Vorrei dare il mio piccolo contributo, con la mia esperienza; uno tra i tanti, ma sempre un altro viaggio nel mondo delle storie è, no?

    IL MIO STARNUTO E’ DURATO TRE ANNI E AVEVO FINITO I FAZZOLETTI
    Non ho 17 anni, ne ho 27. Ho scritto un romanzo, non è un fantasy, è un romanzo fantastico. Amo la fantascienza, l’horror e le storie fantastiche da sempre. Ho scritto mentre ero all’università e quando non ero a lezione, a volte scrivevo anche per 15 ore (non è un esempio che dico di seguire, ero pazza, problematica, andavo in pezzi: ero al vassoio della frutta e ho scoperto che era anche vuoto). Ma è andata così.
    Nel 2006 ero pronta (o così credevo), ho studiato i cataloghi delle case editrici, e sì, sono partita dalle grandi, per un unico motivo: mi dicevo, almeno quelle so per certo che non mi chiederanno contributi. Ho spedito un unico foglio di presentazione, trama, e 30 pagine.
    Due case editrici hanno risposto: una mi ha contattato per telefono dopo un mese e mezzo, l’altra dopo tre, dicendo che trovavano interessante l’idea e volevano leggere tutto il manoscritto.

    PERCHE’ I RIFIUTI FANNO ANCHE BENE
    Mi hanno rifiutato entrambe: entrambe le lettere sono arrivate il giorno dell’antivigilia di natale 2006. Uno dei natali peggiori della mia vita, dopo una grande perdita nella mia famiglia e la morte di un’altra persona cara. Ma ecco perché i rifiuti a volte fanno bene, ho capito che avevo rovinato tutto. Ero troppo preoccupata mentre scrivevo, triste, infuriata: è vero che nelle storie ci sono sempre i loro autori, in un modo o nell’altro, ma la storia è più importante, devi saperti fare da parte quando è giusto. Altrimenti datti alla diaristica. Non l’avevo fatto: il testo era troppo prolisso, teso, arrabbiato. In alcune storie questo funziona, ma con la mia strideva a morte. Lo stile strideva a morte con l’idea che avevo avuto anni prima e che volevo ancora fortemente.

    E’ LA STORIA, NON CHI LA RACCONTA
    Questa frase l’avevo appesa in camera, e credo che in quel periodo l’avessi quasi dimenticata. L’ha scritta Stephen King, in un racconto della raccolta Scheletri e Stagioni Diverse.
    Per me vuol dire qualcosa ogni volta che la leggo. Voleva dire:
    - taglia corto con le infiocchettature: “guardate che padronanza, che stile ardito.” La storia non ne ha bisogno.
    Oppure
    - anche se qualcosa per te è importante, se non lo è per la storia, fallo per lei, eliminalo.
    - o quando qualcosa nella tua vita è andato immensamente storto, se stai scrivendo un romanzo come Misery o le Metamorfosi di KafKa forse ti servirà, ma se non appartiene alla storia, perché la storia parla di altre esperienze, lascialo andare.

    Da qualunque parte la guardavo, era come quei quadri che sembra che ti seguano con gli occhi; quella frase mi riportava sempre al punto in cui avevo sbagliato, per ricominciare.
    Ho riscritto il romanzo due, tre, quattro volte. Ancora adesso (sempre nei momenti peggiori: alle 2 di notte) mi vengono in mente dialoghi migliori, debolezze di stile, o incongruenze che avevo sotto il naso.

    NOTIZIA FLASH: GLI EDITORS NON SONO ESTINTI
    Dopo i rifiuti mi sono rivolta anche ad un’agenzia. Mi sono trovata bene, l’incontro con l’editor è stato folgorante, ho incontrato qualcuno che conosceva perfino la storia che mi aveva ispirato, e non ne avevo mai incontrata un’altra! Mi ha aiutato, mi ha ripreso, mi ha strigliato. Alcuni dei momenti che ricordo con più piacere sono i suoi rimproveri (garbati, ma rimproveri erano).
    Ora hanno ricontattato le due prime case editrici che avevo contattato io, e una di loro, nonostante il primo rifiuto, ha chiesto se la storia era cambiata, e ha deciso di rileggerla. Aspetto una risposta per ottobre da altre due che hanno richiesto il libro. Ovviamente ho ricevuto altri rifiuti, ma il contatto con quell’editor è stata la prima vera esperienza nel mondo dell’editoria che abbia avuto, e nell’arco di un solo anno mi ha dato una maggiore sicurezza, un tocco di audacia in più, e ha aggiunto qualcosa anche all’amore infinito che ho per i dettagli più minuti.

    Diciamo che sto con i piedi per terra. Non ho idea di come andrà.
    Niente elfi, niente maghi, alchimisti, niente amore per le storie adolescenziali, niente miti nordici. Non so se andrà in porto la cosa: la mia storia è interamente ambientata in Italia. Non a Venezia, Roma o Firenze, o nel passato. In Italia e oggi. Sono stufa di limitazioni, sono stufa di vedere gente che si sforza di stare nelle scarpe di altri. Io voglio parlare di casa mia, che mi pare di capire ha ispirato centinaia di autori nel mondo, o no? Magari è l’unico punto originale (che tristezza che lo sia, siamo davvero messi male), e magari sarà il motivo per cui nessuno alla fine mi vorrà.
    Però osare è il pepe sulla mia pasta! E mi auguro da sola buon appetito.

    Scusate la lungaggine,
    e complimenti per il blog, Chiara.

    Ciao a tutti

  42. 76 Frau Blucher

    @Gamberetta

    Sono altrettanto beceri, e popolati di creature mortalmente noiose anche i mondi di Moccia e C. Quello che non cessa di sorprendermi è come gli adolescenti non se ne accorgano minimamente.

  43. 75 Clio

    A Gamberetta: Mah, nel pezzo che hai citato mi sembra che la rabbia e la meschinità lo facciano apparire anche più bello (quindi più buono, ça va sans dire). Secondo me la Strazzulla voleva far vedere che anche Lyannen può pestare duro ed essere un ferocissimo guerriero, ma per non farlo sembrar cattivo gli butta in braccio qualche povero umanoide, della cui sorte non interessa a nessuno.
    Ora, va bene, non dobbiamo esagerare, ma è un atteggiamento estremamente fastidioso!
    A Zio Blood: io viaggio per la ditta, se hanno voglia di darmi dell’antisemita facciano pure ^^

  44. 74 ZioBlood

    @Clio:
    Non parlare di ebrei, ché qua dentro ci stanno un paio di “cattolici lottatori per l’ugualgianza delle razze” che iniziano a sbraitare all’istante…

  45. 73 Gamberetta

    Adesso non esageriamo. A me è parsa solo ingenuità: la Strazzulla voleva mostrare che Lyannen, benché bello, possa essere lo stesso preda di passioni “meschine”, quali la rabbia. Ne è venuto fuori un deficiente inutilmente crudele, ma secondo me senza nessuna implicazione “ideologica”.
    Poi la società degli elfi così com’è presentata è marcia alla radice, è un mondo becero. Però è lo stesso in moltissimi altri fantasy simili, è un cliché.

  46. 72 wewec

    @ Fabrizio. Si, scherzavo: sono affezionato a Chalk ma riconosco che non è mai stato il massimo XD

  47. 71 Valpur

    @Frau Blucher (Iiiiihhhhh! Kabooom!)@

    Anche.

    Tra l’altro solidarietà coi folletti e coi centauri su tutta la linea.

  48. 70 Fabrizio

    @ wewec:
    sorry, ma Frezzato si puccia Gary Chalk nel latte al mattino.
    E io sono un super-fan del Kai Lord e di tutto quanto è Luposolitariabile.
    Ma il Frez è più bravo…

  49. 69 wewec

    Ehi, anche il mio commento!

  50. 68 Frau Blucher

    @Valpur

    Così nazi…

  51. 67 Valpur

    Secondo me la Strazzulla legge tantissime fanfiction yaoi.
    Sono tutti *così* belli, *così* aitanti, *così*… inconsistenti.
    Mah.

  52. 66 Clio

    O gli ebrei. No, sono passati di moda…
    (Prima che mi diano dell’antisemita, la mia è un’affermazione ironico-amareggiata)

  53. 65 Frau Blucher

    @Clio

    Poteva metterci dei Rom…

  54. 64 Clio

    Se Lyannen avesse incalzato esseri umani supplicanti sarebbe apparso cattivo… Allora schiaffiamogli dei folletti su un piatto d’argento.
    Facile, metto dei nemici non umani, e tutti sono felici quando muoiono.
    Che meschinità.

  55. 63 wewec

    @Frau Blucher. Così uke…

  56. 62 Loreley

    OMG, anche il mio commento ha fatto un salto nel passato! (e di quasi venti minuti!) Incredibile!

  57. 61 Clio

    A Frau Blucher

    Certo che una rivisitazione di Kurosawa da una che cita la Melevisione non te la aspetti.

    Si vede che la Strazzulla ha una cultura a 360° :)

  58. 60 Gamberetta

    @Gwen. Per la liberazione della principessa, mi pare che dica che le fiamme magiche di Scrubb ne bruciano la prigione. Come questo sia possibile non lo so.

    Per Theresian hai ragione, me ne ero dimenticata. C’è una situazione simile quando Lyannen riporta il tipo morto sulle spalle fino alla fortezza. “Neanche lui sapeva come aveva fatto a resistere ed evitare tutti i nemici”. Lyannen non lo sa, l’autrice non lo sa, lo devo sapere io?!

  59. 59 Clio

    Gwen scrive:

    il Signore delle Tenebre non uccide Eileen perchè secondo la profezia l’erede dev’essere “in catene” quindi la tiene prigioniera

    Sempre provvidenziali queste profezie ^_^

  60. 58 Frau Blucher

    @Clio

    Certo che una rivisitazione di Kurosawa da una che cita la Melevisione non te la aspetti.
    Dev’essere anche brava in logica, ha creato il Paradosso dei Due Eredi.

  61. 57 Gwen

    Complimenti per la recensione, hai sottolineato anche un paio di schifezze di cui leggendo non mi ero accorta (sarà che mi stavo addormentando sul libro). Vorrei specificare un paio di cose: il Signore delle Tenebre non uccide Eileen perchè secondo la profezia l’erede dev’essere “in catene” quindi la tiene prigioniera. Perchè non la ammazzi DOPO, quando sa che esiste un altro erede, non lo so. Poi: Slyman e Lyannen uccidono la Tenebra grazie ai ciondoli o come si chiamano, quei cosi potentissimi che hanno ricevuto dai loro padri (nel caso di Slyman, dal Solitario).
    Infine, hai lasciato fuori un paio di incongruenze enormi: come fa il demone a liberare Eileen? Ricordo che il Signore delle Tenebre le aveva detto che anche se Lyannen l’avesse ucciso non sarebbe mai stata libera perchè la prigione era magica e bla bla bla… quindi com’è che cade nelle braccia del demone o_O? Poi, la cosa che mi ha fatto cadere proprio le braccia: alla fine, quando Theresian, il mezzo-eterno/mezzo-demone, da l’amuleto a Lyannen “perchè sì”… ma l’autrice non sapeva più che inventarsi per la fine? Il libro fa pena ma l’ultima parte è proprio oltre l’assurdo!

    Comunque continua così, mi divertono un mondo le tue recensioni!

  62. 56 Loreley

    Bene, già non avevo alcuna curiosità di leggere il libro in questione, ma ora so che farò decisamente bene a tenermene lontana il più possibile.

    Ma poi voglio dire, qui si parla di principessine ed elfi con un alto tasso di gaietà, di bagnetti schiumosi e frizzantini con le palle della Lush, di signori tenebrosi ecc… ecc… ma nessuno pensa ai poveri Pixies?? Siamo impazziti? A leggere quel passaggio ho provato una cosa qui al petto che… insomma… poveretti…
    Facciamo qualcosa :(

  63. 55 Clio

    Il mio post ha fatto un salto indietro nel tempo… O.O

  64. 54 Frau Blucher

    @gamberetta

    L’ho capito io senza nemmeno prendere in mano il libro.

    Dal momento che nella sicilia parallela della Strazzy le donne contano come il due di coppe quando regna bastoni, il re si sarà detto: metto questa in vetrina come erede, tanto se me la sbudellano fa lo stesso.

    Dovesse accadere ciò, io tiro fuori l’erede 2.0, la versione migliorata.

  65. 53 Gamberetta

    @Clio. In realtà sia Lyannen sia Slyman possiedono un talismano come quello di cui si è già parlato, dal potere stratosferico (il talismano di Slyman è proprio quello che all’inizio è in possesso del Solitario). Però solo quando sono assieme e uno dei due è pronto a sacrificarsi per l’altro, solo in quel momento si manifesta la magia. Se non è questo il Potere dell’Amicizia™, non so quale sia! ^_^

    @Frau Blucher. L’unico personaggio femminile è l’amazzone Irdris, che ha un piccolo ruolo nella battaglia finale. Ma comparirà sì e no per 30 pagine su 700.
    L’altro erede è ramingo perché… non lo so. In teoria è stato allontanato dalla corte appena nato per proteggerlo, perché in quanto unico erede è gravato dalla profezia. Ma non essendo in effetti l’unico erede… boh, perché è fantasy?

  66. 52 Clio

    Frau Blucher ha ragione, è una nuova edizione della tecnica del kagemusha: gli sventolo sotto il naso un bersaglio fittizio mentre io me la cavo!
    Però la principessa si salva, dannatissima fanciulla in pericolo!
    Perchè in un fantasy le fanciulle in pericolo si salvano sempre?

    Quella storia dei talismani che funzionano solo insieme… mi ricorda quando a sei anni comprai delle nacchere, e ne regalai una alla mia migliore amica, perchè lo strumento suonasse solo se eravamo assieme ^_^ Diciamo che a sei anni avevo la scusante della giovane età… Ma questi di anni ce ne hanno seicento!

  67. 51 Frau Blucher

    Dunque era Slyman l’altro erede. Proprio un romanzo per niente prevedibile.

    Per curiosità, oltre all’elfa rimbambita altre donne ce n’è?
    E perchè l’altro erede era ramingo anzichè a farsi il bagnetto col suo
    papà?

    Complimentoni per il blog, mi spancio tutte le volte che lo leggo.

  68. 50 wewec

    @Gamberetta. Cosa?! Ma scherzi?! No dai, seriamente, come finisce?

  69. 49 Clio

    Non è davvero il Potere dell’Amicizia, vero?? Persino Walt Disney morirebbe di diabete!
    Altre domande mi frullano in testa, ma lascio perdere, Wewec ha ragione, se gli elfi si fanno il bagnetto nella spuma santa che fa tante bollicine non c’è nessun senso da cercare…

  70. 48 wewec

    @Clio. Tsk, ma come hai anche solo potuto pensare di trovare un senso in un libro dove gli elfi si fanno le treccine e il bagno nella schiuma?! Mi meraviglio di te XD

  71. 47 Gamberetta

    @Clio.

    Ma poi scusa, tu hai detto che alla fine è il suo amicone demone che fa tutto. E’ lui il fantomatico erede?

    No. Il fantomatico erede è dopo.
    Infatti la Tenebra essendo pura Malvagità non può essere distrutta, se ne possono solo uccidere le incarnazioni. Dopo la morte del Signore delle Tenebre, la Tenebra si rifugia in una dimensione parallela a riprender fiato come ha sempre fatto (e questa operazione richiede migliaia di anni).
    Ma non ha fatto i conti con Lyannen, che ricordiamolo è quello che si diverte a decapitare i folletti spaventati, il quale, invece di godersi la vittoria, decide di andare dalla Tenebra per ucciderla in modo definitivo.
    Solo non sa come fare, e infatti prende solo una manica di botte. Sul punto di crepare, è però raggiunto dal suo amico (ed erede al trono) Slyman. A questo punto Slyman non sarebbe più l’unico erede, visto che la principessa è ancora viva, ma tant’è: Slyman stringe Lyannen morente e credo grazie al Potere dell’Amicizia™, si genera una luce abbacinante che investe la Tenebra e la disintegra. Fine. (ma questo è una specie di sottofinale, in realtà la storia è appunto già conclusa con la disfatta del Signore delle Tenebre).

  72. 46 Clio

    @Wewec: Non ci avevo pensato! E’ un cattivo di fantasy, quindi il cervello gli funziona a fasi alterne. Hai ragione XD

  73. 45 wewec

    @Clio. Me l’ero appena chiesto anch’io!

  74. 44 Clio

    @Gamberetta
    Ma farla fuori e seppellirla in un deposito d’argilla?
    Forse non aveva cave d’argille nelle vicinanze.
    Ma poi scusa, tu hai detto che alla fine è il suo amicone demone che fa tutto. E’ lui il fantomatico erede?

  75. 43 wewec

    @Fabrizio. Personalmente non me ne frega proprio una bella Eva delle illustrazioni ( tanto al livello di Gary Chalk non c’è nessuno ): se compro un libro mi aspetto sia valido per quello che c’è scritto, non per i disegni o per la colonna sonora XD
    @Clio. Perchè è cattivo, no?! Scusa, ma da uno che si fa chiamare ” Il Signore delle Tenebre” cos’altro ti aspetti?

  76. 42 Fabrizio

    Ho visto satana in persona, reincarnato in un docente universitario, chiamare “signorine” le sue vittime.

    Al solo pensiero c’è chi perde il controllo della vescica…

  77. 41 Gamberetta

    @Clio.

    Ma poi perchè la rapisce?

    Perché c’è una profezia che racconta come l’unico erede al trono degli elfi riuscirà a sconfiggere la Tenebra. E la principessa è l’unica erede (o almeno così tutti credono). Perciò Il Signore delle Tenebre si premunisce tenendola in gabbia (perché non la uccida non è chiaro, forse sarebbe un gesto troppo malvagio anche per lui).

  78. 40 Clio

    Sto leggendo “How to write a best selling fantasy novel”! E’ bellissimo questo articolo XD
    Scegliere un eroe sfigato. La Strazzulla non ha chiaro il significato di “sfigato”…

    Poi mi chiedo: scrivi di elfi, bene, quindi di gente che campa millenni, ottimo… Chi ha trecento anni quindi è da considerarsi un “ragazzo”, perchè certamente ha meno esperienza di chi ne ha 5000 degli anni. Va bene, ma costui ha bene o male vissuto trecento anni, no?! Non si comporterà come chi ne ha vissuti solo diciotto, sono comunque trecento!

    Gamberetta, i denti agli elfi crescono in continuazione come alle arvicole, infatti mangiano cibi croccanti e ricchi di fible, a volte rosicchiano anche i rami degli alberi. Mi sorprende che certe cose tu non le sappia.

    Poi volete mettere un cattivo che chiama la prigioniera “signorina”. Io quando mi chiamano “signorina” tremo di terrore! Davvero! E non lamentatevi, che è già tanto non la chiami “signorinella”.

    Ma poi perchè la rapisce?

  79. 39 Dave

    Attenzione a disturbare i rettiliani… attenzione… se si incazzano poi vengono a cercarti! Poi le sonde anali fanno male! :D

  80. 38 Fabrizio

    O_______O

    Quindi la brochure distribuita in Fiera Libro era puramente promozionale?

  81. 37 Leekanh

    Forse perché non ci sono illustrazioni? A parte la copertina e la cartina (che è illustrazione fino a un certo punto, come già fatto notare a parte la fatina non c’è altro di “artistico”), il volume non presenta nessuna illustrazione.

    Wow, ed io che pensavo che il prezzo fosse così alto (cavolo, 20€ per una esordiente, in un genere esordiente per la casa editrice!) perchè l\’interno era ben illustrato, come lasciava presagire il volantino… E invece nulla… Almeno le illustrazioni eran belline (sprecate, addirittura!).
    Aggiungendo il fatto del celophan questo libro mi sa di presa in giro di dimensioni ciclopiche o_o speriamo solo non ritentino l’impresa…

  82. 36 Gamberetta

    @Fabrizio.

    Nemmeno un riferimento alle illustrazioni di Massimiliano Frezzato, forse la cosa migliore del volume…

    Forse perché non ci sono illustrazioni? A parte la copertina e la cartina (che è illustrazione fino a un certo punto, come già fatto notare a parte la fatina non c’è altro di “artistico”), il volume non presenta nessuna illustrazione.

  83. 35 Fabrizio

    @ Gamberetta:
    Potresti essere un rettiloide anche tu.
    Persino uno Skrull.

    Direi che nulla vieta alla Strazzulla di prendere spunto dalla cartografia Siciliana, senza per forza relazionarsi ad essa. Quella NON è la sicilia.
    Pure se ci somiglia.

    Nemmeno un riferimento alle illustrazioni di Massimiliano Frezzato, forse la cosa migliore del volume…

  84. 34 Lo Sparviero

    Gamberetta: Okay, Chiara, ora può anche bastare. Non vedi che a recensire queste merde con la copertina ti stai solo facendo del male? Lo so che il tuo intento è buono, ma devi tenere conto anche di te stessa, ti deprimi a leggere libri così, la tua mente è ormai tarata sulla ricerca costante di un errore o di un’incongruenza.
    Devi rilassarti, grazie a te sappiamo come evitare tutto ciò che nel genere Fantasy costituisce la merda, sappiamo che moltissimi scrittori italiani producono solo schifezze, ora, secondo me, è giunto il momento che Gamberi Fantasy analizzi meglio gli autori stranieri e i loro prodotti per capire in cosa e perché sono superiori a quelli italiani.
    Come hai detto tu: Ormai è sempre la solita solfa. Se è veramente così, allora basta, cambiamo, se è sempre la stessa storia non continuiamo, inutilmente, a ripeterla.
    Questo è solo un suggerimento: può essere anche deliberatamente ignorato. Io lo dico solo per te, perché continuando a leggere queste merde fai del male a te stessa, come ho già detto.
    Bell’articolo ;).
    L’Umilissimo Spaviero.

  85. 33 Gamberetta

    @alice. Avevo già lasciato dei commenti con i miei romanzi preferiti: qui e qui.

    @Blu. UAU La Melevisione! La Strazzulla si diletta in citazioni dotte!

  86. 32 Barbara

    Quando ho letto l’incipit del romanzo della Strazzulla non l’ho trovato poi così orrendo, anche se non ho sperato neanche per un attimo che il libro potesse essere bello.
    Quello che non sopporto sono i cliché, rasentano davvero il ridicolo.
    Il nome del “cattivo” che è talmente tanto cattivo da pronunciare frasi come: “Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.”
    Non c’è nulla di sbagliato nel concetto dell’eroe sfigato, basta saperlo sviluppare in maniera decente, cosa che evidentemente la Strazzulla non sa fare, visto che i suoi eroi tanto sfigati non sono.
    A me personalmente ha fatto rabbrividire questa frase: “Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto.”
    Ma non dovevano essere in guerra?
    La principessa da salvare, il cattivone oscuro (fa proprio paura, mamma mia, rabbrividisco all’idea) i mezz’elfi attratti irrimediabilmente dalle bolle di sapone…
    Fosse stato un libro ironico sarebbe stato anche attraente, a mò di storia fantastica di Goldman.

  87. 31 ZioBlood

    @mhrrr:
    Eggià…quella fatina mi arrapa non poco in effetti, eheh.

  88. 30 Angra

    @Marci: molti sostengono che anche le Strazzulle e i Ghirardi vanno bene, purché si crei interesse intorno al genere. Come conseguenza, chi aspira a scrivere e pubblicare fantasy dovrebbe parlare bene di qualunque autore italiano venga pubblicato (in altri siti lo fanno). A me pare che un atteggiamento del genere possa solo sprofondare il genere nella serie C della letteratura, sortendo l’effetto contrario. Penso che con gli Eroi del Crepuscolo la Einaudi non si rifarà nemmeno delle spese, e che il primo fantasy che hanno pubblicato sarà anche l’ultimo. L’unica consolazione è che molti recensori parlano di “fantasy per ragazzi” riguardo a questi titoli. Normalmente la cosa mi farebbe inorridire (“per ragazzi” non dovrebbe esistere), ora invece mi fa sperare che si possano limitare i danni al sottogenere.

  89. 29 Claudio

    Leggo sempre il tuo blog in cerca di recensioni divertenti e acute, mi raccomando continua così. :D

  90. 28 mhrrr

    meravigliosa come al solito, grazie.

    due appunti: gli elfi siculi hanno, ovviamente, i denti che ricrescono in continuazione, come gli zoccoli degli ungulati di montagna e, come loro, se non usano tali estremità esse crescono a dismisura. mi è parso un tantino inutilmente provocatorio il fatto che menzionassi questo come sfregio al testo.

    avete sbagliato a leggere la mappa, il cui unico dettaglio di una certa rilevanza è la fatina tettona in alto a sinistra. il resto sono inutili scarabocchi.

  91. 27 Blu

    “Testa di pigna” è stato ripreso da “La Melevisione”, un programma per bambini trasmesso su Rai3(non so se sia ancora in onda), è l’unico “insulto” che i personaggi si scambiano, se non ricordo male lo usa in particolare il folletto “barista”…

    http://www.melevisione.rai.it/

    http://it.wikipedia.org/wiki/Melevisione

  92. 26 marcy

    A meno di sconvolgimenti, le prossime recensioni saranno “Painlog” di Luca Zaffini e “Lamb” di Cristopher Moore.

    E’ molto interessante anche il libro Rupes Recta che ha partecipato con Zaffini al premio fantascienza.com del 2004.

    Per quanto riguarda “gli eroi del crepuscolo” mi chiedo solo quando il mercato sarà saturo di fantasy noiosi e si riprenderà a pubblicare qualcosa di decente.
    Marcy

  93. 25 alice

    @Gamberetta: mi potresti dire qual è il tuo libro fantasy preferito (possibilmente tradotto anche in italiano)? Così me lo leggo, anche se tra moooolto tempo dato che ho un pacco di libri da leggere. Grazie

  94. 24 alice

    Gamberetta, mi hai fatto un grande favore con questa recensione.
    Ho capito che non vale la pena di leggere questo libro, quindi vado a restituire il libro in biblioteca… così si riduce la lista dei libri che devo leggere (una ventina!).

    Ciao e auguri per la maturità (se non l’hai già finita…)

  95. 23 gugand

    …versione 2.0 :)

  96. 22 AryaSnow

    E’ quando leggo citazioni come quelle dal romanzo della Strazzulla che mi viene voglia di uccidere bambini a caso. ‘-_-

    Ghgh

    Inizio a capire come mai hanno deciso di incelofanare i libri: almeno il massacro non rischi di farlo in libreria, non fai scappare altri potenziali acquirenti.
    Un piano malefico del Signore delle Tenebre in persona…

  97. 21 stark

    Confesso che il genere fantasy da tempo immemore non mi appassiona più (la ragione l’hai centrata: Tolkien sto arrivando a odiarlo, data la masnada di pessimi epigoni che continua a generare), ma ho letto questa recensione con vivo interesse. Certe incongruenze sono talmente marchiane da far pensare non siano nemmeno passate per una rilettura.

    Ma non m’interessa soffermarmi su questo, hai già detto tutto tu. Più che altro mi ha infastidito la dichiarazione dell’autrice. Scrivere non s’impara, è puro istinto? E’ una vaccata colossale quanto presuntuosa, ma del resto capisco che ne sia convinta, visto che Einaudi (Einaudi!) il libro gliel’ha pubblicato, e con un battage che immagino non indifferente. Uno poi s’illude, è naturale.

  98. 20 Klaus

    E’ quando leggo citazioni come quelle dal romanzo della Strazzulla che mi viene voglia di uccidere bambini a caso. ‘-_-

  99. 19 Federico Russo "Taotor"

    In poche parole, una versione meno divertente di Will & Grace. ? Jack mi fa morire. Chissà che tipo è il luogotenente Greyannah… X°D

    P.S. … Testa di pigna… lol

  100. 18 AryaSnow

    La scena tra il Signore delle Tenebre e la principessa in effetti fa a dir poco rabbrividire… brrr… :-Z

Pagine: « 6 5 4 3 [2] 1 » Mostra tutto

Lascia un Commento.
Per piacere, rimanete in argomento. Per maggiori informazioni riguardo la politica dei commenti su questo blog, consultate la pagina delle FAQ.

  

Current day month ye@r *