Warning: Creating default object from empty value in /storage/content/82/1008682/fantasy.gamberi.org/public_html/wp-content/plugins/paginated-comments/paginated-comments.php on line 37 Gamberi Fantasy » Blog Archive » Il Crepuscolo del Fantasy » Comment Page 5

Il Crepuscolo del Fantasy

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo Titolo originale: Gli Eroi del Crepuscolo
Autore: Chiara Strazzulla

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi

Genere: Fantasy, Elfi
Pagine: 772

Per tutti quelli che hanno a cuore il mio tempo libero, che si preoccupano che io sprechi la mia giovinezza a scrivere critiche inutili, ecco una recensione veritiera, precisa e di poche parole de Gli Eroi del Crepuscolo:

Gli Eroi del Crepuscolo è una schifezza.

Contenti? Avete la vostra recensione, potete chiudere la finestra del browser e passare ad altro. Se invece decidete di continuare, è una vostra scelta, non vi sto puntando una pistola alla tempia, perciò evitate di venire a rompermi l’anima riguardo quello che avrei o non avrei dovuto fare.

Piccola premessa

Nel corso della recensione non farò alcun riferimento all’età dell’autrice. Com’è giusto che sia: non credo che cambi per nessuno l’esperienza di lettura sapendo che l’autore ha 17 anni piuttosto che 71. O è un bel romanzo o non lo è, non importa chi l’ha scritto.
Tuttavia voglio prendere ad esempio la Strazzulla per rimarcare una certa differenza di mentalità fra gli autori nostrani e anglosassoni. Differenza che secondo me è una delle ragioni per cui gente come Crichton vende milioni di copie anche da noi, ma nessun nostro autore vende milioni di copie in Inghilterra o in America.

Come già avevo ricordato, la Strazzulla, alla presentazione del suo romanzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla scrittura che ho trovato poco condivisibili:

[...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

Sfogliando il volume The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective ho trovato questa lettera di un giovanissimo Harlan Ellison, indirizzata alla rivista Writer’s Digest:

bandiera EN Dear Editor:
I’ve been following W.D.’s wonderful material for years now, and couldn’t resist sharing the glad news with you. I’ve made my first sale, and I owe every bit of the kick I get out of it to good old DIGEST. Of course it was only six dollars, but I’m on my way. I’m only sixteen years old, so this means a lot to me. Everything in the DIGEST is tremendously helpful to young writers like me, so keep it coming.
Harlan Ellison

bandiera IT Caro Editor:
Seguo i meravigliosi contenuti del W.D. ormai da anni, e non ho resistito alla tentazione di condividere con voi la bella notizia. Ho venduto la mia prima storia, e il merito è tutto del buon vecchio DIGEST. Naturalmente si tratta di soli sei dollari, ma sono sulla giusta strada. Ho solo sedici anni, perciò significa molto per me. Ogni cosa nel DIGEST è tremendamente utile per i giovani scrittori come me, continuate così.
Harlan Ellison

L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.
Il video con le affermazioni “incriminate” della Strazzulla

Un romanzo da manuale

Un mondo abitato da elfi debosciati (qui chiamati Eterni) è minacciato dalla Tenebra, malvagia creatura, incarnatasi nel Signore delle Tenebre (d’oh!), all’anagrafe “Gylion Cuore di Ghiaccio”. I piani del Signore delle Tenebre sono tanto precisi quanto terrificanti:

A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta. Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

Per fortuna a difendere felicità, amore, pietà, speranza, democrazia e diritti degli animali, ci sono quattro baldi giovanotti adolescenti (in realtà hanno 300 anni circa, ma un elfo di 300 anni in rapporto agli altri della sua specie è più o meno come un umano di 16).
A guidare il gruppo, Lyannen, figlio di un’umana e di un elfo. Ovvero un mezzelfo! Lyannen si nota subito fra i suoi compatrioti perché gli altri hanno i capelli color oro, lui li ha corvini, gli altri sono alti due metri e mezzo, lui solo poco meno di due, gli altri sono nipoti del Re, lui è solo figlio del più importante generale dell’intero Reame, gli altri sono immortali, e lui pure, perché è uno dei pochi meticci con il tratto genetico dell’immortalità. Ah, è anche amante della principessa Eileen, sebbene sia un amore proibito (Ohhh!!!) Da non sottovalutare la sua abilità di spadaccino e l’essere uno dei pochi elfi (mezzi o no) a poter usare la magia, seppur inconsciamente.
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: uno così lo definirei proprio un reietto, o forse uno scarto, “diverso” ci può stare, così com’è “diverso” il Sultano del Brunei.

Il sultano del Brunei
Il Sultano del Brunei: tipico adolescente?

Le parole della Postorino sono la ragione per la quale così tante mie recensioni sono brutali: mi procura enorme fastidio sentire la gente mentire o raccontare stronzate con l’unico scopo di vendere, di guadagnare, di intascare un euro in più. Un minimo di dignità, che diamine!
Senza contare che anche la storia del “perdente” che diventa eroe è di per sé un cliché.
Dunque abbiamo una banda di eroi banali e stereotipati che cerca, senza riuscirci, di imitare una banda di eroi banali ma che seguono altri stereotipi. Geniale!

Gli Eroi del Crepuscolo è una presa per i fondelli. È stato preso un celeberrimo articolo, in Rete da anni, How to write a best selling fantasy novel, e lo si è seguito quasi alla lettera. Peccato quello sia nelle intenzioni dell’autore un articolo ironico.

Qualche citazione a caso.

How to:

bandiera EN Despite the need to keep the book long, some bits are just too hard to write. A thousand mile journey by foot is long, but easy to write. Battles on the other hand are hard because there’s a lot going on and you probably require some knowledge of military strategy. So if you’re writing a battle scene and it’s just getting too hard, simply have the hero suffer a wound and lapse into unconsciousness [...] Next thing our hero wakes on a white alabaster slab in the Healing Room where the Pure Maiden Warrior tells him that the battle is over and, Guess what? They won! Result: you’ve saved 50 pages of intricate military description.

bandiera IT Nonostante la necessità di mantenere il libro lungo, certe parti sono semplicemente troppo difficili da scrivere. Un viaggio di mille chilometri a piedi è lungo, ma facile da scrivere. D’altro canto le battaglie sono difficili da scrivere, perché sono piene d’azione e probabilmente richiedono che abbiate una qualche conoscenza delle strategie militari. Così, se state scrivendo una scena di battaglia e sta diventando troppo difficile andare avanti, semplicemente fate in modo che l’eroe si becchi una ferita e perda conoscenza [...] Subito dopo il nostro eroe si ritroverà sveglio su una tavola di alabastro bianco nell’Infermeria; la Guerriera Vergine lo informerà che la battaglia è finita e, indovinate? Hanno vinto! Risultato: vi siete risparmiati 50 pagine di intricate descrizioni belliche.

Strazzulla:

Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava, intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra, illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
– Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più beceri deus ex machina mai concepiti!

How to:

bandiera EN It will be necessary to create Bad Expendables. These are the orcs, goblins, trolls, dragons, wights or any other creatures that we are happy to kill in their thousands. They are usually black, hairy, sweaty or in some other way unacceptable by middle class Caucasian standards. Often they are deformed, based on the traditional belief that an ugly body reflects an ugly soul. It is our way of doing a service to the sick and disabled by reminding readers that people who are disfigured look that way because they’re evil.

bandiera IT Sarà necessario creare Malvagi Sacrificabili. Costoro sono orchi, goblin, troll, draghi, wight e altre creature che saremo felici di uccidere a migliaia. Normalmente sono creature nere, pelose, sudate o in qualche altra maniera poco accettabili per gli standard della classe media bianca. Spesso queste creature sono deformi, sulla base della tradizionale credenza che un corpo orribile riflette un’anima orribile. È il nostro modo per aiutare i malati o i disabili, ricordando ai lettori che se una persona ha un aspetto poco piacevole è dovuto al fatto che è una persona malvagia.

I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq). La Strazzulla è adamantina su questo punto:

E poi ci sono Brandan Fierolampo e Venissian l’Arciere, e Leidhall di Mymar, in persona! Vengono per combattere ovviamente: pare che il nemico arriverà qui a giorni. Figurati che c’è anche il Sire, tutto vestito di bianco, con Alvidrin che gli regge lo stendardo. Uno spettacolo. Sono così belli che inizi a chiederti come è possibile che stiano perdendo la guerra.

Ma niente paura! I Belli alla fine vinceranno, mentre i Brutti finiranno tutti quanti bruciati vivi, com’è giusto che sia. D’altra parte:

Lyannen non era mai parso bello come in quel momento, mentre da solo sbaragliava i pixies confusi e spaventati, menando fendenti a destra e a manca, i capelli scompigliati, gli abiti e la pelle luridi di sangue e di polvere. Quando infine con un solo colpo tagliò di netto le teste di due folletti, i tre o quattro pixies superstiti lasciarono cadere le armi e scapparono senza ritegno, andando a rifugiarsi nel bosco.

Quello che mi disturba in questo passaggio non è tanto l’esaltazione della violenza (cosa rende una persona più bella se non il decapitare nemici confusi e spaventati?), esaltazione perpetrata dal Narratore in persona, quanto la banalità di tutto ciò. Come ricordato anche dall’articolo, è cliché scontatissimo quello di Bello = Buono e Brutto = Cattivo. Sarebbe ora di andare oltre…

Uno gnometto
Uno gnometto. Avanti, Lyannen, fai vedere quanto sei uomo elfo, ammazza anche lui mentre scappa spaventato!

How to:

bandiera EN If Wizards and Lords actually used their magical powers they wouldn’t need the Loser/Hero to save them and the book will be over in a hundred pages. So, although wizards can bring trees to life, summon spirits from earth and sky, they have to use guile to defeat the stupidest troll.

bandiera IT Se i Maghi e i Signori effettivamente usassero i propri poteri magici, non avrebbero bisogno che lo Sfigato/Eroe li salvasse, e il libro sarebbe concluso in un centinaio di pagine. Così, sebbene i Maghi possano animare gli alberi ed evocare gli spiriti della terra e del cielo, devono farsi aiutare da un gonzo per sconfiggere anche il più stupido dei troll.

Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra, ma:

– Il punto è, – proseguì il Solitario, – che molto spesso è utile avere la magia a disposizione senza saperlo. Molte persone, pensando di poter contare sulla magia in ogni caso, ne diventano dipendenti. Si affidano sempre alla magia e sono incapaci di andare avanti da soli quando non possono usarla. E, fattelo dire da uno che usa la magia da sempre, non conviene affatto affidarsi a una forza del genere. Meglio contare su se stessi. –

In altri termini, non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti. Meglio una guerra lunga anni, un numero incalcolabile di morti, città distrutte e interi popoli annientati, piuttosto che diventare dipendenti della magia… Ovviamente Slyman, l’allievo del Solitario, la persona alla quale il Solitario si sta rivolgendo, accetterà senza batter ciglio le sagge parole del maestro.

How to:

bandiera EN Note: the Enemy’s fatal flaw will always be that he is over-confident.

bandiera IT Nota: il difetto fatale del Nemico sarà sempre la sua troppa sicurezza.

Strazzulla:

– Eileen, – ripeté. [...] – Dimmi dov’è Eileen, maledetto!
Questa volta fu Gylion a ridere. [...] – Ma sì, in fondo penso che te lo dirò, – concluse Gylion a sorpresa. Si accarezzò il mento liscio, senza smettere di sorridere in modo inquietante. – Tanto poi a chi andresti a dirlo? I morti non parlano –. [nota: qui oltre all’eccessiva confidenza c’è anche la cosa da non fare numero 7 per gli aspiranti Evil Overlord]

In realtà, al di là di questa citazione, Gylion perde perché si fida ciecamente del suo unico amico, il demone Scrubb. Scrubb, senza nessun buon motivo, lo tradirà.
E visto che ne parliamo, l’ottimo finale del romanzo è il seguente: i Buoni stanno perdendo la battaglia finale, Lyannen sta per essere ucciso; a questo punto Scrubb decide appunto di cambiare bandiera. Con assoluta nonchalance scatena fiamme magiche che:

  • Uccidono i soldati delle Truppe Nere (sì solo loro, la fiamma brucia solo i malvagi i brutti).
  • Uccidono Il Signore delle Tenebre (sì, così come se niente fosse).
  • Liberano Eileen dalla prigione senza uscite dov’era tenuta.

Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni. Ma perché privare il lettore di questo delizioso deus ex machina?

È sempre la solita solfa

Potrei fare copia/incolla dalla recensione di Nihal della Terra del Vento, e, cambiando le citazioni, potrei lasciare il testo identico. Con questo non voglio dire che Gli Eroi del Crepuscolo sia al livello dell’esordio della Troisi, voglio dire che è peggio. Sono presenti tutti i difetti già visti in Nihal, e manca invece il ritmo della Troisi, che almeno in quel romanzo riusciva a tenere lontana la noia. Da un punto di vista linguistico la Strazzulla è più brava, ha più dimestichezza con le parole, tuttavia non ha la stessa energia della Troisi. Nihal non lascia indifferenti, sebbene per le ragioni sbagliate; Gli Eroi del Crepuscolo è piatto, vuoto, inutile. Roba che si dimentica due giorni dopo averla letta.

Ciò premesso, ripetete in coro con me…

PRIMA DI SCRIVERE OCCORRE DOCUMENTARSI.
Chissà se prima o poi entrerà nella testa di qualcuno. Se si scrive di guerre e duelli (e purtroppo per la Strazzulla tali attività sono parti importanti della sua storia), bisogna conoscere l’argomento, altrimenti si fa la figura dei fessi.
E per l’ennesima volta, tendere un arco richiede forza! Ne richiede tanta!

E allora, all’improvviso, le frecce crosciarono come una pioggia, e il nemico, stupito dall’inaspettata pioggia mortale, si fermò e perse la sicurezza, e tutti levarono lo sguardo al cielo, stupiti. [...] sugli spalti, le mogli, le figlie, le madri avevano preso gli archi dei loro padri, fratelli, figli e mariti, e adesso tiravano sull’esercito nemico.

La popolazione femminile dell’Ultima Città sta riversando una “pioggia mortale” sulle truppe del Signore delle Tenebre, truppe che si trovano ad almeno 100 metri di distanza (ma con ogni probabilità la distanza è maggiore). Be’, è in pratica impossibile. Una persona, senza specifico addestramento, non è in grado di compiere un gesto del genere, e parliamo di anni d’addestramento.
In più, nella società degli elfi, le donne non solo non ricevono addestramento all’uso dell’arco, ma di nessun tipo. Il loro compito è badare alla casa e ai figli, non hanno nessun ruolo civile o militare. Dal fidanzamento fino al matrimonio devono anche girare velate, e si rivolgono al proprio sposo chiamandolo “Mio Signore”. Che bello!

Un brano da un tipico duello in stile “troisiano”, stile qui così ben imitato dalla Strazzulla:

L’essere misterioso aveva attaccato con un guizzo rapidissimo, che Lyannen non si sarebbe mai aspettato, ma dal canto suo Lyannen aveva subito provato una mossa d’alta scherma, e credeva che l’altro avesse notato la sua abilità. Lentamente allontanarono le spade, arretrando di un passo. Si squadrarono ancora, immobili, poi Lyannen tentò fulmineo un affondo. Dimostrando di nuovo una velocità e un’abilità ragguardevoli, l’essere rovesciò la lama e parò il colpo. Si separarono di nuovo, e ripresero a duellare con velocità crescente. Lo scontro proseguiva in un botta e risposta equilibrato: i due contendenti sembravano equivalersi per bravura, all’attacco di uno corrispondeva sempre una pronta parata e risposta dell’altro. Nessuno dei due abbassava la guardia, neppure per un momento, e d’altra parte nessuno dei due aveva davvero cercato di uccidere l’altro, ma solo di disarmarlo, o al massimo ferirlo in maniera non grave.

Valgono sempre le solite considerazioni: innanzi tutto il duello è raccontato e non mostrato. E questo crea non pochi problemi al lettore: Lyannen prova una mossa d’alta scherma, ovvero? Cosa debbo immaginare nella mia testa? “una mossa d’alta scherma” sono solo parole, non sono immagini. Poi è un duello, un’attività emotivamente coinvolgente per i partecipanti, eppure il punto di vista è lontano, un debolissimo Narratore Onnisciente, che ciancia di parate e risposte e uguale abilità, senza però che ci sia alcuna partecipazione del lettore. Non assistiamo (perché non è mostrato) annoiati a uno spettacolo interpretato da gente che non conosciamo.

La prima stoccata arrivò piuttosto alta e non fu affatto il tipo di colpo che [Loredan] si sarebbe aspettato. Fu costretto a fare alta anche la sua parata e il peso che l’altro aveva caricato sulla lama fu tale che con la forza del proprio braccio e del polso quasi non riuscì a defletterla. Gli riuscì in qualche modo, ma fu costretto a fare un passo indietro e due a destra, scoprendosi il petto; non c’era nessuna speranza di un colpo di risposta. Prevedibilmente l’attacco successivo fu basso, ma il fatto che stavolta se lo aspettasse non rese meno complicato il pararlo. Due rapidi passi verso destra lo misero fuori portata, ma la sua guardia era tuttora troppo alta e una ferita al ginocchio destro che era rimasto scoperto, sarebbe stata la fine.
Fortunatamente il suo avversario optò invece per un’altra stoccata alta. Due passi indietro dettero a Loredan abbastanza spazio per parare di prima, caricando la lama di tutto il peso del proprio corpo e deviando così nettamente la spada dell’altro verso destra. A quel punto inclinò il polso per una botta corta, più che altro un fendente con il polso girato, diretto allo stomaco. Il suo avversario arretrò, ma non abbastanza in fretta; la punta della sua spada penetrò di qualche centimetro prima che Loredan la ritirasse [...]

Questo brano è invece preso da Tutti i Colori dell’Acciaio (Colours in the Steel) un fantasy di K.J. Parker. Parker non è un genio della letteratura, è un onesto scrittore, neanche poi tanto bravo. Ma appunto non bisogna essere dei geni per capire che occorre mostrare, che bisogna sapere di quel che si parla, e che è molto più efficace in una scena d’azione mantenere il punto di vista ancorato a un personaggio.

Copertina di Colours in the Steel
Copertina di Colours in the Steel

Ora mi rivolgo alla gentile editor del romanzo, Rosella Postorino, sperando che il mio tono sia abbastanza pacato perché vossignoria possa ritenere opportuno rispondermi. Se né lei né l’autrice ne capite niente di argomento bellico, non sarebbe stato il caso di assumere un consulente? Si risparmiava un po’ sul libretto pubblicitario pieno di disegni a colori, e si pagava qualcuno per dare una sistemata agli aspetti militari del romanzo. Funziona così, quando una casa editrice ha rispetto del pubblico.
E anche in mancanza di ciò, un editor dovrebbe forse correggere quando l’autore, per inesperienza o distrazione, non dipinge al meglio una scena. Gli errori commessi dalla Strazzulla sono elementari.

I problemi dal lato documentazione non finiscono certo qui. Non c’è niente di neanche vagamente razionale nel comportamento degli eserciti in campo. Nel mondo della Strazzulla è bandita ogni genere di strategia, tattica, catena di comando, ordine di battaglia; gli scontri si riducono a enormi risse senza capo né coda. Così come è sconclusionato l’uso dei termini, per esempio qualunque unità militare, da 30 a 5.000 uomini, è sempre un “plotone”.

Aveva gli occhi blu a pagina cinque e verdi a pagina diciotto

Le incongruenze possono essere più o meno gravi. In certi casi possono minare la credibilità della storia (il classico eroe che si salva sparando sette colpi, con una rivoltella che ne tiene nel tamburo solo sei), in altri casi possono solo sfregiarla.
È come andare dal concessionario, uscirne con un’auto nuova e scoprire che la carrozzeria è rigata. L’auto funziona lo stesso, ma non credo che si accetti la situazione con un’alzata di spalle.
Lo stesso vale per i romanzi. Le contraddizione e le incongruenze, anche quando non vitali per lo svolgimento della storia, sono comunque uno sputare in faccia al lettore. Non c’è nessuna buona ragione per la quale autore, editor e chiunque sia stato coinvolto non abbia posto rimedio a tali errori.

Per esempio – e mi si scuserà se metto solo il numero di pagina e non riporto per intero le citazioni, non sono divertenti in sé:

A pagina 71 Vandriyan spiega che per la buona riuscita della missione, la Compagnia dei Rinnegati(sic) dovrà fare affidamento solo su se stessa, e sarebbe controproducente affiancarle personale più qualificato. A pagina 122 viene accolto nella compagnia Ventel, militare di professione, al grido di “più siamo meglio è!” E nel corso della storia chiunque voglia unirsi alla Compagnia sarà accolto. In altre parole sarebbero potuti partire da subito alla testa dell’Alavento (le truppe d’elite del Reame), ma così si sarebbe rischiato di combinare qualcosa, e si sarebbe privato il lettore di un viaggio inutile di 500 e passa pagine…

A pagina 87 è descritta la partenza della Compagnia dei Rinnegati dalla capitale del Reame. I quattro giovanotti sono salutati da due ali di folla esultante, perché tutti sanno che lo scopo della loro missione è salvare la principessa Eileen, rapita dal Signore delle Tenebre. Ma a pagina 110 uno della Compagnia è reticente a rivelare la natura della missione a un suo parente, a pagina 114 Lyannen conferma che sono “partiti in gran segreto”. LOL!

A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici. Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte. Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di combattimento.

A pagina 325 si parla di una serata estiva molto calda, tanto che Slyman si lamenta. Lo stesso Slyman a pagina 333 è infastidito dalla finestra aperta, con tutti quegli spifferi potrebbe morire assiderato. E si trova in una camera con il camino acceso…

E così via. Certe scene poi sono così campate per aria da essere oltre la contraddizione. La Compagnia dei Rinnegati incontra i centauri. Ventel si fa portavoce presso gli equini perché ne conosce usi e costumi; malgrado ciò, quasi apposta fa infuriare il capo centauro. Durante lo scontro Lyannen combatte contro tre centauri contemporaneamente. Il corpo di uno gli cade addosso, e lui ha tutto il tempo di strisciare fuori, di rialzarsi e di ferire un altro centauro. Quando poi i nostri eroi sono in difficoltà – sul punto di lasciarci la pelle – un misterioso corno risuona nella foresta e i centauri scappano. È in arrivo un grande pericolo deducono quelli della Compagnia, perché solo un grande pericolo può aver terrorizzato i centauri.
Non arriverà nessun pericolo. La storia del corno sarà scordata cinque pagine dopo. Così, senza spiegazioni, senza raziocinio. Un momento sei circondato da centauri imbizzarriti, l’attimo dopo scappano. Ma è tutto ok, è fantasy!!! (per bambini deficienti).

Centauro e amazzone
Un feroce centauro in compagnia dell’amazzone Irdris

Altra roba marcia

Dialoghi insulsi. Quasi tutti i personaggi hanno la stessa “voce”, e sono indistinguibili uno dall’altro quando parlano. Non che si dicano molto, la gran parte dei dialoghi sono uno stucchevole rimarcare l’ovvio:
Narratore: «Gli elfi sono in guerra da quindici anni.»
Primo Elfo: «Lo sai che gli elfi sono in guerra da quindici anni?»
Secondo Elfo: «Sì, sapevo che gli elfi erano in guerra da quindici anni.»
Tra i tanti, spicca un dialogo tra Eileen, la principessa rapita, e il Signore delle Tenebre. Non credo di aver mai letto niente di così balordo, neppure scavando tra le fanfic o l’editoria a pagamento.
Ricordo che Eileen è l’unica erede al trono degli elfi (in realtà non è vero, ma lei non sa dell’altro erede) e che il Signore delle Tenebre è l’incarnazione stessa della Malvagità:

[Il Signore delle Tenebre ha appena accennato alla principessa che Lyannen è partito per salvarla, lei chiede conferma]
Il Signore delle Tenebre non parve per nulla impressionato. – Immagino che sia nelle sue intenzioni, – rispose.
– Non vedo altrimenti perché dovrebbe prendere l’eroica risoluzione di partire dal sicuro asilo della capitale con un paio di fidati amici e dirigersi a nord, convinto che nessuno sappia della sua partenza. [sì è un’altra contraddizione visto che come detto tutti sanno della partenza] Beata ingenuità. Comunque, visto che vi è così caro, cercherò di non distruggerlo [sic] subito, così almeno potrà morire felice dopo avervi rivista per l’ultima volta. Quanto sentimentalismo. Non mi trovate straordinariamente generoso?
Sorrideva. Eileen sapeva benissimo che quella era tutta una provocazione, e che avrebbe dovuto resistere. Ma il pensiero di Lyannen in pericolo, Lyannen che, non ne dubitava, doveva aver davvero lasciato Dardamen per andare da lei, era troppo. [troppo cosa?]
– Voi fate schifo, – disse, tra i denti. – Siete l’essere più disgustoso che questa terra abbia mai visto! Non trovo nemmeno le parole per descrivervi. Siete ripugnante, ecco quello che siete! [e siete vittima di un disdicevole caso di alopecia precoce] Ma state attento, voi e la vostra boria. Non sottovalutate Lyannen, e non sottovalutate gli Eterni. Hanno molte risorse che voi non potete neanche immaginare. Fate attenzione! Quelli che avete di fronte sono i valorosi che già tre volte hanno sconfitto la Tenebra, che era un milione di volte più potente di voi, [Eileen non sa che Il Signore delle Tenebre è la Tenebra!!!] e l’hanno messa in fuga! Credete davvero che si piegheranno di fronte a uno come voi?
– Un po’ di rispetto!
Lo schiaffo bruciò sulla guancia di Eileen con tanta improvvisa violenza da strapparle un piccolo grido. Sulle prime, non riuscì nemmeno a credere che lui l’avesse fatto per davvero; non aveva mai alzato le mani su di lei, in tutto il tempo che l’aveva tenuta sua prigioniera. [oh, no! La principessa ha fatto arrabbiare la Malvagità incarnata, e quella le ha dato uno schiaffo!!! Forte!!! Kome s e' xmessa???]
[...] – Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.

Dopo dialoghi del genere è naturale voltarsi di scatto alle spalle, si potrebbe sorprendere un folletto del marketing Einaudi che imbraccia una telecamera: «Sorridi, sei su Candid Camera !» Perché appunto una porcheria del genere non può essere altro che uno scherzo di cattivo gusto. A meno che non sia Candid Camera ma Ai Confini della Realtà

Ordini di grandezza. Qui sotto potete ammirare la mappa del mondo dove gli Eroi del Crepuscolo scorazzano.

Mappa del mondo
Un angolo di Sicilia? Clicca per ingrandire

Il riquadro in basso a sinistra ricorda la Sicilia. Ulteriore conferma la si ha tentando di desumere la grandezza del territorio rappresentato. Purtroppo in nessun punto del romanzo vengono fornite distanze precise tra due luoghi, ci si deve accontentare di sapere che il personaggio tal dei tali ha raggiunto la tal città, partendo dalla tal altra, in tot giorni, a piedi o a cavallo. In particolare è utile sapere che l’Esercito Nero, riunitosi presso il Cerchio dei Druidi, potrebbe raggiungere Dardamen in meno di otto giorni di marcia.
Facendo un po’ di conti, si può alla fine desumere che la mappa abbia un lato di circa 370 chilometri. A questo punto si sovrappone la mappa a una vera cartina della Sicilia: con tale chilometraggio, le distanze corrispondono.
Perciò Gli Eroi del Crepuscolo potrebbe essere ambientato in Sicilia in un’epoca mitica, o comunque è ambientato in un mondo delle stesse dimensioni della Sicilia. Niente di male in ciò, è anche un’idea parzialmente originale (già Zuddas aveva ambientato le sue storie di Amazzoni nel bacino del Mediterraneo).

Il problema è che gli elfi abitano la Sicilia da 250.000 (duecentocinquantamila) anni! Non 200 anni, non 2.000, non 20.000, ma 200.000! Ebbene in questo lasso di tempo enorme, i signori elfi non hanno neanche finito di esplorare tutta la Sicilia! Basta dare uno sguardo alla nostra di storia per rendersi conto di quanto sia assurdo tutto ciò… a meno che gli elfi della Strazzulla non condividano con i vampiri della Meyer (a cent’anni ancora al Liceo) un problema di ritardo mentale. Va da sé che non è così piacevole leggere romanzi con protagonisti dei cerebrolesi.

elfi
Sono sempre loro, gli elfi! Con un bel carico di tare genetiche dovuto ai matrimoni fra consanguinei

Fieri guerrieri tra le bolle di sapone. Per carità, ognuno può descrivere la sessualità dei propri personaggi come preferisce, tuttavia un autore deve rendersi conto che in determinati contesti certe scene sono ridicole:

[i protagonisti qui sono Vandriyan e Greyannah, due dei più grandi guerrieri del reame]
Per un po’ Vandriyan fece la spola tra l’acquaio e la vasca da bagno incassata nel pavimento di cotto rosso; portando secchi d’acqua calda. Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto. Si era appena immerso, con un sospiro di sollievo, e stava rilassandosi tra nuvole di schiuma candida [sob] quando sentì qualcuno tirare il chiavistello ed entrare a lunghi passi ticchettanti nell’anticamera, senza bussare né chiedere permesso. Imprecò a mezza voce, infastidito. Detestava essere disturbato mentre faceva il bagno.
Sempre senza bussare, il misterioso visitatore aprì la porta della stanza da bagno e comparve sulla soglia, alta silhouette scura. Vandriyan imprecò di nuovo.
– Ma insomma, è questo il modo… – cominciò, polemico. Poi alzò lo sguardo verso l’uomo sulla soglia. E la sua espressione corrucciata cedette il posto a un largo sorriso.
– Bella accoglienza mi tocca ricevere, signor Capitano! – esclamò allegro il Luogotenente Greyannah. – O forse vi spiace rivedere un vecchio amico?
[...]
Era identico a quando Vandriyan l’aveva visto per l’ultima volta. Alto, con un bel fisico muscoloso da combattente e un incarnato chiaro ma non pallido, aveva un aspetto nobile e severo, e insieme un po’ stravagante. Il suo volto era aperto e leale, illuminato da due begli occhi blu oceano con ciglia piuttosto lunghe per un uomo, di taglio allungato, scuri e vivaci sotto le sopracciglia arcuate. Aveva un bel naso dritto, a dire il vero un po’ lungo, che gli conferiva un profilo particolare, dall’aria sprezzante, e una sottile cicatrice bianca gli spaccava di traverso le labbra. All’orecchio sinistro portava un piccolo orecchino d’oro con incastonata un’antica gemma, di un perfetto blu elettrico. I capelli, lunghi e dorati, erano raccolti nell’inconfondibile acconciatura fatta da miriadi di trecce e treccine. Sorrideva, e scopriva bei denti bianchi e regolari.
Andò a sedersi sul bordo della vasca, scoppiando con un dito le bolle profumate che di tanto in tanto si levavano dalla superficie schiumosa.

… non commento, non sono una lettrice abituale di Harmony, perciò non saprei dire, mi sembra adeguato, ma penso la Strazzulla possa migliorare.
In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione. Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.
Qui c’è la differenza fra uno scrittore che ha davvero visto gli elfi immortali, e uno che invece parla di elfi immortali ma sta solo descrivendo uno gnokko qualunque, che sia vampiro, cantante alla moda, bello della scuola o debosciato abitatore dei boschi.

Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.

A mollo
Non c’è la schiuma ma il concetto è quello…

Fantasia portami via. Almeno per me c’è un elemento che può risollevare qualunque fantasy, anche il più disgraziato: una cospicua dose di fantasia. La ragione per la quale leggo fantasy e fantascienza è per stupirmi, per riuscire a riempire la fantasia con elementi nuovi, con cose che altrimenti da sola non sarei mai riuscita a immaginarmi.
Disgraziatamente anche sotto questo aspetto Gli Eroi del Crepuscolo non offre niente. Al di là delle solite razze preconfezionate (goblin, coboldi, fatine, centauri, folletti, ent, ecc.) non c’è nulla. In nessun angolino si annida una scintilla di sense of wonder.
Siamo al punto che, ripensandoci, gli occhi viola e i capelli blu di Nihal mi paiono trovate originali. Sigh.

Orco preconfezionato
Razza preconfezionata (attenzione! Normalmente non sono vendute già dipinte!)

Varia umanità. Ovviamente gli errori e i problemi non finiscono qui. Ci sono lunghe parti, in più punti, di riassunto; parti raccontate e non mostrate, quasi servissero all’autrice – più che al lettore – a ricordarsi dov’era arrivata. Ci sono scene nelle quali il punto di vista cambia da paragrafo a paragrafo, ci sono poi moltissime scene inutili per lo svolgersi della storia – il romanzo ha almeno 300 pagine di troppo – e ciò suscita noia. Il linguaggio cerca a tratti di sembrare aulico, ma ci sono fastidiosissime cadute sul moderno. Tipo personaggi che parlano di deja-vu, o che descrivono il ferire un orco metterlo “fuori uso”(sic), o Il Signore delle Tenebre che nella sua lettera di estorsione si autodefinisce “versione migliorata” del padre, per tacere poi di quell’orribile “testa di pigna” unico idiota insulto che gli elfi si scambiano.

Un gamberetto fresco

Le pagine che seguono la “morte” di Ventel e il suo ritorno in vita sono decenti. È l’unico momento semi passabile dell’intero romanzo.

Considerazione finale

Concludo con una considerazione generale. Nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, H.P. Lovecraft inquadra la storia della narrativa d’orrore in una chiave di evoluzione. Più passa il tempo, più, in media, gli scrittori diventano più bravi. L’analisi psicologica è sempre più approfondita, le fantasie più complesse, i personaggi più realistici. Le catene che sbatacchiano la notte ne Il Castello di Otranto di Walpole sono superate. Non bastano più a suscitare orrore, vero orrore.

bandiera EN The best horror-tales of today, profiting by the long evolution of the type, possess a naturalness, convincingness, artistic smoothness, and skilful intensity of appeal quite beyond comparison with anything in the Gothic work of a century or more ago. Technique, craftsmanship, experience, and psychological knowledge have advanced tremendously with the passing years, so that much of the older work seems naive and artificial; redeemed, when redeemed at all, only by a genius which conquers heavy limitations.

bandiera IT Le migliori storie dell’orrore odierne, grazie alla lunga evoluzione del genere, possiedono una naturalezza, una verosimiglianza, una rifinitura artistica e un fascino che non si possono riscontrare in nessuna opera Gotica del secolo scorso o antecedente. Tecnica, perizia, esperienza e conoscenze psicologiche sono cresciute tremendamente con il passare degli anni, così tanto che le opere più vecchie sembrano naïve e artefatte; riscattate, quando lo sono, solo dal genio che supera le più gravi limitazioni.

Mi piacerebbe vedere lo stesso nel fantasy. Eppure non solo non è facile scorgere questo tipo di evoluzione (se evoluzione c’è stata), ma addirittura spesso l’evoluzione è rifiutata.
Un romanzo come Gli Eroi del Crepuscolo imita in maniera maldestra Tolkien, e quel che è peggio, non aspira a niente di più. Il suo ambito è tra brutta copia di Tolkien e copia decente di Tolkien. Non sarebbe il caso di finirla? Il tempo passa, e Tolkien assomiglia sempre più a Walpole. Non sarebbe il caso di proporre qualcosa di nuovo? Così come i fantasmi che scuotono le armature non fanno più paura, i dannati elfi non accendono più la fantasia.

La nuova Regina

Non era facile. Era un’impresa che richiedeva menti raffinate, un piano studiato in ogni particolare, e un’esecuzione impeccabile. Perciò non posso far altro che complimentarmi con autrice, editor, e quanti altri coinvolti, era difficile, molto difficile, ma ce l’avete fatta: avete dato vita a un romanzo più brutto di Nihal della Terra del Vento! Congratulazioni! Sul trono d’immondizia sale un nuovo campione, il nuovo punto più basso del fantasy italiano: Gli Eroi del Crepuscolo.
Speriamo solo che il crepuscolo passi in fretta e scenda la notte, così certi orrori spariranno alla vista.

EDIT del 31 gennaio 2011. Per chi fosse interessato, il romanzo è ora disponibile su emule, come da segnalazione.

un reptiloide
Costui è un reptiloide. I reptiloidi sono alieni che si nascondo tra noi; una delle loro armi è il brutto fantasy, usato per ridurre l’umanità in uno stato di passività bovina. Ogni volta che sentite qualcuno dire: “non bisogna ragionare mentre si legge un romanzo fantasy perché… è fantasy!!!” state certi che da qualche parte un reptiloide sta gongolando


Approfondimenti:

bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
bandiera IT Il sito MySpace di Chiara Strazzulla
bandiera EN Un Add-on per Firefox che blocca l’accesso a MySpace
bandiera IT Un’intervista a Chiara Strazzulla
bandiera IT Chiara Strazzulla sulla Wikipedia siciliana
bandiera IT L’opuscolo pubblicitario con i disegni di Massimiliano Frezzato

bandiera EN The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective su Amazon.com
bandiera EN Il sito della rivista Writer’s Digest
bandiera IT Tutti i Colori dell’Acciaio presso Delos Store
bandiera IT Il sito ufficiale della regione Sicilia
bandiera EN The Castle of Otranto disponibile online
bandiera EN Supernatural Horror in Literature disponibile online
bandiera EN Per saperne di più su reptoidi, reptiloidi, rettiliani & soci

 

Giudizio:

Ogni tanto la scrittura è decente. +1 -1 Storia banale, già vista mille volte.
Ventel che muore e risorge. +1 -1 Storia incongruente, piena di controsensi.
-1 Storia infarcita di episodi inutili.
-1 Storia a tratti noiosa.
-1 Incipit orribile.
-1 Finale ancor peggiore.
-1 Assoluta mancanza di fantasia.
-1 Nessun lavoro di documentazione.
-1 Linguaggio non sempre all’altezza.
-1 Editing pessimo.
-1 Ennesimo fantasy per bambini scemi.
-1 Una marea di dannati elfi cerebrolesi.
-1 Gli elfi immersi nella schiuma.
-1 Gli elfi con i bei denti bianchi e regolari.
-1 Gli elfi che si dicono “testa di pigna”.
-1 Gli elfi che dicono qualunque cosa.
-1 Quel fesso di Lyannen.
-1 Quella cretina di Eileen.
-1 Quel mentecatto del Signore delle Tenebre.
-1 Quel lazzarone del Solitario.
-1 Dato che per lei a scrivere non s’impara, sinceri auguri alla Strazzulla: ne ha bisogno!

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

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517 Commenti a “Il Crepuscolo del Fantasy”

Pagine: « 6 [5] 4 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 417 Flavour

    @ Pelopida
    No, non è poi così brutto, ma non è certo un buon romanzo, lo classificherei più come inutile, nel senso che non dà idee nuove o spunti originali, non ti spinge a leggerlo tutto d’un fiato ma non mi sembra neppure scritto male (per quanto me ne possa intendere…); forse nel giudizio mi sono lasciato trasportare dallo spirito gamberettiano ed ho un po’ ecceduto con la polemica, però le cose che ho scritto sono facilmente riscontrabili e per ora non ho trovato abbastanza elementi positivi che possano controbilanciare quelli negativi, quindi non consiglierei ad un amico di comprarlo né di leggerlo, però non credo faccia danni sulle giovani menti quanto Bryan di OrmoneInquieto.
    Comunque, portate pazienza, sono 834 pagine! Cercherò di finirlo prima di darne un giudizio preciso e chiaro, e spero di potermi ricredere. Sono un inguaribile ottimista!

  2. 416 Angra

    Non buttate i soldi per qualcosa che già non vi convince, è immorale. Aspettate che esca la versione piratata, poi se invece vi piace siete sempre in tempo ad andarlo a comprare in libreria. Dico che è immorale perché poi quando l’editore si vanta di 15.000 copie vendute dentro ci sono anche quelle comprate da chi aveva la curiosità di vedere quanto il libro facesse schifo.

  3. 415 Annaf

    Io ho letto solo il prologo del nuovo libro: mi è bastato e avanzato.

  4. 414 Pelopida

    @Flavour: wow! Ma è davvero così brutto????? Io avevo già una mezza di idea di comprarlo, giusto per vedere com’era. Del resto in quasi 800 pagine dovranno pur esserci 2-3 capitoli decenti,no?

  5. 413 Flavour

    Ho da poco comprato il nuovo libro della Strazzulla, purtroppo ancora ignaro delle pesanti critiche qui lette e speranzoso di riuscire a leggere qualcosa di nuovo, incuriosito dalla quarta di copertina e deciso a scovare un romanzo fantasy decente dopo le tante cocenti delusioni (Troisi, Paolini, Meyer ecc).
    Devo ammettere tuttavia che per quanto ho letto finora – qualche centinaio di pagine – restano confermati i timori della vigilia e il dubbio di aver speso male quei sudati 22 euro!
    Non darò un giudizio complessivo del volume finché non l’avrò letto tutto, ma prometto di segnarmi fin d’ora tutte le incongruenze, banalità e scempiaggini che riscontrerò.

    Ecco intanto alcuni elementi:

    - la Cosmogonia iniziale “richiama” molto quella del Silmarillion, quindi non appare molto originale (sebbene si possa dire che tutte le cosmogonie si assomiglino un po’), ma a differenza di quella tolkieniana che si è stratificata in lunghi anni ed ha tutta una serie di complicate conseguenze, qui è tutto molto più banale, a tratti ingenuo e funzionale soltanto a motivare le immediate circostanze.

    - da subito nel romanzo compaiono creature di ogni tipo: otto genti (Goblin, Fate, Gnomi, Nani, Umani, Elfi, Demoni, Folletti) che mettono insieme tutte le razze più improbabili di Tolkien, Brooks, Warcraft e D&D; i Gremlins come nuovi mostri ed avversari, che da simpatiche creaturine maligne e guastatrici (tale è il loro ruolo nella “mitologia” americana) assurgono così al rango di neri orrori indescrivibili ed inafferrabili… buh, che paura!

    - la linearità e banalità della trama (nonostante la Strazzulla nell’intervista affermi che la trama sia mooolto più complessa che nel primo libro!), che dalle origini del mondo passa a descrivere le Ere, la Conta dei Giorni e il funzionamento del Consiglio delle Razze, senza lasciar niente all’immaginazione e alla suspance del lettore!
    In seconda di copertina c’è pure l’elenco dei personaggi buoni e cattivi!
    Mi spiego meglio: nel SdA (il libro, intendo!) non si cominciava spiegando per filo e per segno tutto il funzionamento del cosmo, le ere del mondo, la storia degli anelli ecc, ma la narrazione si espandeva con l’aumentare della consapevolezza dei protagonisti hobbit. Qui invece si capisce da subito come andrà a finire…

    - i cliché triti e ritriti: il Magus che rievoca da subito Gandalf, il Consiglio delle Genti come nel SdA, l’ordine dei Druidi come custodi dell’equilibrio (dal mondo di Shannara?), il diverso o l’improbabile come eroe (cfr. Frodo, l’elfo scuro Drizzt, il giovane Artù ecc).

    - l’impressione di trovarsi dentro un calderone in cui sono mescolate troppe idee poco originali, con un inutile spreco di personaggi…

    - la spiacevole sensazione di essere stati ingannati: dove sono i “serrati colpi di scena” e le “battaglie memorabili”? Pare più un romanzo per chi si avvicina per la prima volta al fantasy, dopo esser cresciuto con i Pokemon o le Winx, insomma per la fascia 12-15 anni.

  6. 412 DelemnO

    Alla Feltrinelli alcuni libri di Verne sono nei classici e altri nella sezione ragazzi con l’etichetta da 11 a 13 anni. Misteri della distribuzione.
    Comunque l’ho visto anche io l’ultimo della strazzu, non incellofanato ma cartonato, mi pare che gli Eroi non lo fosse, nemmeno alla prima edizione.

  7. 411 zeros

    Ieri ho visto in vendita non solo la nuova fatica della Strazzulla (in vendita non celofanata) ma anche Gli eroi del Crepuscolo, miracolosamente senza plastica a celarne i segreti.
    Tra l’altro c’erano anche Bryan di Ormone inquieto 1 (una ventina di copie ammassate in basso) e 2 (una decina di copie nell’espositore novità), nella sezione fantasy. Ma per trovare Luk’janenko e i suoi Guardiani della Notte e Guardiani del Giorno sono dovuta andare nella sezione ragazzi: adoro la grande distribuzione! O.o

  8. 410 Merphit Kydillis

    A quanto ho capito, il Dark Lord di turno ha rapito la principessa Eileen all’interno del suo castello, nella sua camera, lasciando nel suo letto la lettera (anche se non viene detto come ci sia riuscito).
    A questo punto, non era meglio invece:

    1) Teletrasportarsi, insieme a un nutrito numero di Truppe Nere, all’interno di Rocca Elfa:
    2) Farsi strada tra sangue e budella Eterna dei soldati di Sire Myrachon, arrivando a quest’ultimo e sgozzarlo sul posto:
    3) Imprigionare o ammazzare Eileen (ed eventuali eredi), giustiziare il padre di Lyannen poiché generale delle armate Eterne e proclamarsi re indiscusso e legittimo dei Regni Limitrofi. Gli Eterni che non sono d’accordo diventano cibo per orchi.

    Un vero e proprio colpo di Stato (con un esito ben diverso del putsch di Monaco) che, sicuramente, avrebbe stravolto gran parte della trama, magari vedendo la resistenza elfa contro l’OIscuro Usurpatore, e magari sarebbe uscita una storia ben diversa, e magari carina…

    Ma anche no: la Strazzulla ha perso un’occasione d’oro, facendo passare Gylion come uno scemo. Peccato. Almeno l’autrice avrebbe fatto avvenire il rapimento di Eileen in un altro modo, ad esempio catturarla mentre questi era fuori Dardamen per un pic-nic con Lyannen: quest’ultimo, in seguito, viene ostracizzato dai sudditi de re Eterno (e da Sire Myrachon in persona) poiché non ha saputo proteggere la principessa, e allora sì che il razzismo elfico sarebbe stata una buona componente! Ma poi riesce a farsi perdonare addossandosi qualunque responsabilità e, armato di Amici™, Speranza™ e Deus x Machina™, parte per salvare la sua amata… Ma anche no: le modalità del rapimento di Eileen rimarranno un segreto noto solo a un Gylion bruciacchiato.

    Pertanto, Gylion stesso ha rovinato gran parte del romanzo. Come giustamente ha notato Gamberetta, il malvagio non ha avuto modo di consulatre l’apposita guida per il Perfect Villain (di cui, modestamente, ho contribuito nella realizzazione con qualche regoletta concepita dal sottoscritto <.<)
    Vabbé, sarà alla prossima volta…

  9. 409 Gamberetta

    @ThN1saHead.
    – La Strazzulla sulla scrittura a starnuti: c’è lì l’intero filmato preso da YouTube senza tagli, ognuno giudichi come preferisce.

    – Non vedo come aggiungere “A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta” cambi qualcosa rispetto alla ridicola frase successiva, ma visto che ti fa contento, ho modificato.

    – La scena mancante tra pagina 628 e pagina 635: come dici tu c’è gente che PARLA. Ben diverso dal descrivere scene d’azione durante una battaglia. Il punto era mostrare che la Strazzu evita le parti difficili e tu confermi.

    – I belli e i brutti. Sì può discutere, ma la mia non è una citazione, dunque è fuori dal tuo argomento che io citi a sproposito.

    – Il talismano. Come da citazione: “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo” Se può fare qualsiasi cosa… be’, può fare qualsiasi cosa!

    – La conversione di Scrubb. Non mi sembra che sia credibile. Non è perché sei a disagio a cena che decidi di massacrare tutti i cattivi invece di tutti i buoni. In ogni caso non hai riportato citazioni mie travisate. Era su questo che si stava discutendo.

    – I compagni di viaggio di Lyannen hanno esperienza militare? No, come dichiara anche Vandriyan (pagina 55):

    Al centro della stanza, il Capitano Vandriyan stava ancora in piedi. Una mezza risata amara gli salì alle labbra. – E voi credere, – disse, e suonava quasi divertito – voi credete davvero che vi lasceranno andare? Quattro collegiali che non sanno nemmeno cos’è la guerra, ad affrontare una missione così pericolosa contro un nemico sconosciuto?

    Nella tua citazione Lyannen parla di generici amici, non delle persone che in particolare lo accompagneranno e poi seppelliranno i folletti.

    – I denti. Ancora: puoi non essere d’accordo con le mie argomentazioni, ma non vedo citazioni a sproposito.

    – La scena nella vasca da bagno: yaoi + incesto, andiamo bene!

  10. 408 ThN1saHead

    @Gamberetta

    Scusa se ci ho messo un po’ a rispondere, ma ho voluto cercare i riferimenti precisi all’interno del libro in modo da non incorrere in

    errori dozzinali doovuti al non aver ricontrollato i riferimenti sul testo (a nessuno piace fare gli errata corrige degli errata corrige).

    Dalla recensione:

    [...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che

    ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

    L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di

    starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.

    Riguardo questo estratto, la strazzulla ha pubblicato sul suo blog una rettifica in cui spiega dettagliatamente come andassero interpretate

    le sue parole. Che ne dici di contestare quello che lei pensa invece di insistere su un’interpretazione sbagliata di una singola battuta

    (che, tra l’altro, inserita nel discorso originale, mi era sembrata abbastanza inequivocabile: come si sia fatto a misinterpretarla non

    riesco a spiegarmelo… mah).

    Ma andiamo avanti.

    Dalla recenzione, citando il romanzo:

    Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento

    definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

    Peccato che tu abbia tagliato subito prima la frase “A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la

    vendetta” (siamo a pagina 295, per tutti coloro che vogliano verificare). È questo il momento in cui Tyke realizza che il loro nemico non è

    solo uno stregone che vuole diventare re, come invece il nemico stesso aveva lasciato trapelare dalla sua lettera (Pagina 52) dove le

    richieste da lui avanzate sono molto precise: “Quello che vi chiedo è l’immediata esecuzione del cosiddetto Sire Myrachon e del carissimo

    capitano Vandriyan, e l’altrettanto immediata cessione della corona del Reame all’unica persona alla quale spetti per diritto di sangue,

    che, è superfluo aggiungere, sono io”.

    Fino a questo punto io mi ero immaginato il signore delle tenebre come un individuo con la brama per il potere desideroso di conquistare il

    dominio sui Regni Limitrofi, e invece qui vengo a conoscenza del vero oggetto dei suoi desideri: non mi sembra, dunque, essere una

    descrizione fine a se stessa di un cattivo da operetta, come invece tu sostieni.

    Dalla recensione:

    Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava,

    intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra

    morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra,

    illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli

    attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
    – Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli

    continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

    In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più

    beceri deus ex machina mai concepiti!

    Prima dei secondi puntini di omissione siamo a pagina 628, dopo approdiamo miracolosamente a pagina 635. In mezzo si inserisce un’intera

    scena, per la precisione quella in cui Theresian guarisce Venissian, nella quale l’autrice ci spiega cosa siano le armi Taleth e

    approfondisce il personaggio di Theresian (che fino a quel momento non era ben chiaro se stesse con i buoni o con i cattivi).

    Tu contesti che la scena serva ad evitare la descrizione di una battaglia, descrizione che, però, continua (pressapoco dal punto in cui era

    stata interrotta) a pagina 638. A me sembra che questa scena finisca col fornire informazioni sulla battaglia (in particolare sulle armi)

    più che a evitare di darne, non trovi?

    Dalla recensione:

    I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto

    può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq).

    Strano, leggendo il libro scopro che con i cattivi combatte l’intero esercito dei mortali, che in nessun punto vengono descritti come

    brutti (anzi, sono della stessa razza del buono Tyke, allora o sono brutti entrambi o sono entrambi belli). Inoltre (e ho fatto veramente

    fatica a ritrovarla nel libro) c’è la descrizione del folletto Rabba Nix (buono) che non è certo una bellezza (siamo a pagina 235, la

    descrizione è lunga, ma ne riporto qualche stralcio)

    Rabba Nix gli sembrava una piccola creatura molto strana. Aveva la pelle di un verde vivace, un viso aguzzo e giovanile e

    grandi orecchie a punta [...] i capelli erano di un vivace arancione, lisci ma scompigliati, lunghi fino alla spalla. [...] Non era più

    alto di un metro e mezzo.

    Proseguiamo:

    Dalla recensione:

    Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un

    talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo

    [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra,

    ma:

    Non sono riuscito a trovare il punto in cui si dice che il talismano potrebbe fermare la guerra. Me lo indichi?

    In compenso, il Solitario (pagina 754) dice a Slyman che il talismano lo ha difeso, ma aggiunge subito dopo che già il solo sforzo

    necessario per difenderlo è stato tale da romperlo. Non direi che il talismano sembri essere in grado di sconfiggere la tenebra da solo,

    così, con uno schiocco di dita. A pagina 764, inoltre, Lyannen e Slyman giungono alla conclusione che tutt’al più a distruggere la tenebra

    è stata la azione congiunta di entrambi (e non certo il solo talismano di Slyman).

    Dalla recensione:

    Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di

    magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni.

    Purtroppo non posso quotarti tutto il libro, ma i rimorsi di coscienza di Scrubb lo percorrono tutto. Ti quoto, a titolo di esempio, pagina

    283, dove Scrubb brinda con il Signore delle Tenebre dopo avergli dato un consiglio per risolvere i suoi problemi (dunque dopo essersi

    schierato temporaneamente con i cattivi):

    Ma mentre alzava il bicchiere nel brindisi e se lo portava alle labbra, Scrubb provò ancora la sensazione di essere la persona

    sbagliata nel posto sbagliato, e di stare facendo le cose sbagliate.

    Dalla recensione:

    A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici.

    Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte.

    Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di

    combattimento.

    Falso. A pagina 37, Lyannen, parlando con suo padre proprio dei suoi amici, si lamenta che loro sono stati al fronte e lui no. in

    particolare citiamo:

    … a sentirli raccontare di tutte le cose grandiose che hanno visto e che hanno fatto al fronte, delle battaglie e tutto il

    resto.

    Gamberetta wrote:

    In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi

    sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione.

    Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due

    pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O

    forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.

    Mi auguro che l’autrice non se lo sia nemmeno chiesto. Evidentemente, come dici tu i denti degli elfi ricrescono di continuo. O forse sono

    di diamante, o forse sono protesi magiche, o forse ne hanno tre file come gli squali, o forse i loro dentisti sono dei virtuosi

    dell’amalgama. Sinceramente me ne frega di più della zanzara che è appena entrata dalla finestra.

    Ti lamenti che il libro è troppo lungo, per cui suggerire di allungarlo aggiungendo dettagli inutili mi sembra la tecnica migliore per

    accorciarlo. Per concludere, ti faccio notare che Galadriel è decisamente più vecchia, eppure Tolkien non si scomoda a spiegarci perché non

    sia ridotta a mangiare brodini al semolino.

    Gamberetta wrote:

    Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per

    consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini.

    Hai presente il fatto che Vandriyan sia il padre di Lyannen? Non ti è mai capitato che tua madre sia dovuta venire a prendere qualcosa in

    bagno mentre facevi la doccia (magari anche no, in effetti per parlare di certe cose è meglio che sia presente un assistente sociale).

    Io non vedo alcuna ambiguità nella scena, ma, Freud docet, il subconscio sa suggerire l’interpretazione che meglio si coonfà a ciascuno di

    noi.

    Detto tutto ciò, mi chiedo: manterrai la promessa e correggerai le imprecisioni?

  11. 407 Anacarnil

    Ho visto i due filmati dell’intervista a Chiara Strazzulla. Intervista poi per modo di dire, nel senso che, come in genere accade, più che domande, gli si dà il la per un monologo.

    Ma ho notato alcune cose che mi consento di rispondere a THN1saHead (spero di aver riportato giusto il nick). Lui testualmente afferma:

    Ti ricordo, inoltre, che Einaudi non pubblica fantasy, questo dovrebbe essere indicativo di come il libro non nasca con l’intento di essere un fantasy, bensì un romanzo di formazione.

    Però la Repubblica parla di lei come autrice di libri fantasy, l’intervistatrice definisce “La strada che porta nell’ombra” un fantasy, senza che la Strazzu la corregga… e pure sulla quarta di copertina Einaudi stessa fa stampare che è FANTASY!

  12. 406 Gamberetta

    Le case editrici (e in generale le aziende di qualunque tipo) ritengono giustificato raccontare balle se questo può avere un effetto positivo sulle vendite. Perciò le affermazioni del tizio Einaudi non mi sorprendono.

    Per quanto riguarda il discorso generale bisogna prendere atto della realtà: la Troisi poteva essere un caso “fortunato”, unico, ma è ovvio che non sia così. C’è una larga fetta di pubblico che è contento (e lo dimostra pagando) di passare da Meyer a Strazzulla, da Ghirardi a Paolini, per tacere del tizio dei pirati o di quell’altra del Libro del Destino. Se una persona è genuinamente felice di spendere fior di euro per leggere gli “autori” appena citati, be’, buon per lei.
    Certo, potrebbe impiegare il proprio tempo in attività più utili o meno dannose, quali fissare il soffitto o drogarsi, ma ognuno sceglie come preferisce.

  13. 405 Davide

    “Optammo subito per la Strazzulla riconoscendo un vero talento narrativo e anche per la sua cifra originale nel delineare le categorie di Bene e Male: negli Eroi del crepuscolo i vincenti erano una “sporca dozzina”. Non gli Eterni, immortali e prediletti dagli dei, ma gli ibridi e i mezzosangue. Non la stirpe degli alti e biondi, ma i neri”

    Ma ci prendono per i fondelli?O_O Cioé, i vincenti sono proprio eterni, alti e biondi, o sbaglio? Il fatto che Lyannen sia alto mezzo metro in meno e abbia i capelli neri non giustifica il chiamarlo un diverso o uno sfortunato… E’ come se io fossi il gemello di Brad Pitt e mi sentissi orribile perché invece di avere gli occhi azzurri li avessi neri. E’ una cosa che non ha assolutamente senso.

    E poi dove sta la “cifra originale nel definire le categorie di Bene e Male”? Con il Signore delle Tenebre che è un cattivo da operetta e dove i buoni sono ancora più belli (perchè i buoni sono sempre belli, ovvio) quando sono sporchi di liquami vari e trucidano altri esseri viventi?

    Dalle mie parti si dice: “Se non hai nulla di intelligente da dire, è meglio se taci”.

  14. 404 Rotolina

    Quando vado a vedere le interviste segnalate, prima del filamto parte una pubblicità sui fermenti lattici, per regolarizzare l’intestino…
    Ci sarà un significato nascosto? :P

  15. 403 Spike

    Una segnalazione veloce dell’intervista della strazzulla a repubblica.it in cui parla del nuovo romanzo ma anche delle critiche che le sono arrivate riguardo al suo primo romanzo. L’intervista è divisa in due parti:

    un libro tormentato

    le critiche, pervenute

  16. 402 Diego

    @Fracis: guarda, hai tutto il diritto ad avere la tua opinione, io però mi sto rompendo di sentir strillare “Ma se il libro ti faceva così schifo, chi te l’ha fatto fare di leggerlo?” e poi (a volte addirittura dalle stesse persone sigh): “Se non l’hai neanche letto come fai a commentarlo?”. Sorvolando poi sul fatto che tu tacci il recensore di invidia e malafede pur affermando in primis di non aver ancora letto il libro in questione… sinceramente l’atteggiamento prevenuto mi pare il tuo, ma sarà…

  17. 401 Cat

    @Fracis: Guarda che qui credo siano pochi ad avercela con l’autrice. La gente in questo blog se la prende perché l’Einaudi ha pubblicato un libro scritto male, e sicuramente poteva scegliere meglio. Ah, e non tutti qui sono scrittori, tesoro mio. Perché uno per fare una critica deve per forza essere avvelenato dall’invidia?

    Fermo restando che sono d’accordo che prendersela con l’autrice per aver colto l’opportunità è assurdo, e che fare recensioni preventive sul suo romanzo, partendo dalla quarta di copertina, infantile. Non mi riferisco a questo blog.

  18. 400 DelemnO

    Ma LOL, se non sono critiche costruttive quelle di Gamberetta non saprei quali. E comunque il fatto che le opere migliori nel campo del fantastico siano inglesi o americane è un fatto innegabile, e non credo che dipenda dall’immensa pubblicità perchè non mi pare di vedere cartelloni su cartelloni che pubblicizzino Westerfeld, o Di Filippo, o Mieville. Vice versa, la pubblicità influenza tantissimo erp quanto riguarda gli autori nostrani. Qui nessuno dice che la Strazzu non doveva pubblicare perchè si chiama Chiara e non Luisa o che so io, in teoria siamo tutti uguali di fronte all’editor. Ma se un libro non è originale, e contiene strafalcioni che ne minano la credibilità, non vedo perchè non dirlo.

  19. 399 Fracis

    Eh eh. L’invidia è una brutta bestia. Il libro ancora non l’ho letto ma credo lo leggerò presto.

    Che sia bello o brutto mi vien da ridere a leggere i commenti acidi e anche tutto quello che ha scritto l’autore di questo articolo.

    Non parlo del merito o demerito dell’opera. Ma del fatto che se anche il libro fosse bruttissimo come mai siete così inaspriti? Vi hanno obbligato a leggerlo con la forza? Sotto tortura? L’autrice vi ha ucciso la nonna? Lo avete scritto voi, ma ve lo ha rubato e ci ha guadagnato lei?

    Poi ognuno scrive ciò che vuole. Io tutto questo astio lo trovo ridicolo. E soprattutto trovo ridicolo inneggiare agli anglosassoni e intanto dire che questo libro ha successo solo perchè è stato pubblicizzato tanto. Ma secondo voi, se quello che va bene in America o Inghilterra arriva sempre da noi, ma non succede mai il contrario è perchè loro sono grandi artisti e gli altri no?
    NO! Loro arrivano da noi perchè la loro cultura è quella che si è imposta a livello mondiale… e se non è pubblicità questa.

    In ogni caso io mi sento di stare dalla parte dell’autrice… Ha scritto un libro, lo ha mandato ad una casa editrice e questa glielo ha pubblicato. Cosa faccia incazzare tanto non lo capisco. Quando vengono pubblicati libri come scusa ma ti chiamo amore (e anche questi per quanto non li ami hanno tutto il diritto di essere pubblicati), non vedo perchè il libro di questa ragazza non possa essere pubblicato.
    Scelte di einaudi che giustamente una volta che investe su un’opera la pubblicizza e mi sembrerebbe ridicolo il contrario. Siete così incazzati perchè avete dovuto pagare voi le spese?

    Per il resto auguro a tutti che vi pubblichino il vostro romanzo così forse smetterete di essere così acidi. Sarebbe bello leggere critiche costruttive ogni tanto.

  20. 398 Momoshade

    @ThN1saHead: Mi insierisco nella discussione dopo aver letto i precedenti commenti e aver notato una cosa un po’ fastidiosa. Voglio chiederti: perché hai ignorato la domanda di Gamberetta? Io ho letto il libro e non ho trovato UNO e dico UN ESTRATTO che, “estrapolato” dal contesto, avesse un significato differente da quello che chi recensiva ha lasciato intendere. Indicamene tu uno, se lo trovi. Fra l’altro mi sento di aggiungere che sarà pure questione di gusti, ma non si possono negare errori terribili in questo testo, che lo minano alla radice. Non ce l’ho affatto con la Strazzulla, e penso che abbia fatto bene a cogliere l’occasione di pubblicare. In più è proprio vero che, al di là del plagio, se non si scrive una storia coerente (fantasy o romanzo di formazione che sia) è inutile, superfluo e stucchevole inserire citazioni di altri autori, di qualsiasi livello essi siano e per qualsiasi ragione lo si faccia. Perché anziché perdere tempo a cercare di rendere omaggio a Tolkien o Baudelaire (che di gloria ne hanno anche troppa) la Strazzulla non ha cercato di migliorare la propria opera, creando un testo che portasse “gloria” a lei?

  21. 397 asterrrix

    Riguardo citazioni ecc: Tarantino è famoso per quello.

  22. 396 Tapiroulant

    1. Ti stai sbagliando: io non ho mai detto che la Strazzulla plagiasse. Non avrebbe senso. Io ho detto che citare o evocare Autori del passato non costituisce il minimo merito (come tu asserisci nella tua difesa del romanzo), e che anzi spesso – e sottolineo spesso: non è una regola assiomatica – denota immaturità nell’autore. Quindi la mia argomentazione resta corretta.
    2 & 3. tapiroulant@hotmail.com. Quando vuoi.

    E chiedo venia per aver detto che l’amorosa visione appartiene alla prosa (il che comunque non cambia di una virgola il succo del mio discorso, che ancora rimane corretto).

  23. 395 ThN1saHead

    il tipo di prosa di Boccaccio è una prosa in cui la presenza del Narratore, le sue osservazioni e i suoi giudizi sono importanti.

    In ogni caso l’”amorosa visione” non è in prosa.

  24. 394 ThN1saHead

    si tratta comunque di un gesto fine a sé stesso dell’autore,

    1. Finalmente ci siamo capiti! Allora lasciamo che la Strazzulla citi chi vuole senza continuare a gridare al plagio. Semplice, no?

    2. OT
    3. Decisamente OT

    Ne parliamo via mail?

  25. 393 Phlebas

    cito quell’imbecille di Callimaco (considerato uno dei must della letteratura greca antica; ma a mio avviso, un imbecille).

    aveva proprio ragione montale, su callimaco: ventinque lettori ogni secolo, ma che lettori!

  26. 392 Tapiroulant

    Ti rispondo per punti:
    1. Io non ho mai ‘casualmente’ dimenticato la seconda opzione. Ho continuato ad associarla alla terza come sintomo di ‘citazione inutile’. Che la Strazzulla citi Tolkien per dire “Guardate! Ho letto Tolkien!” (terza ipotesi) o per dire “Sappiate che stimo Tolkien!” (seconda ipotesi), non fa nessuna differenza: si tratta comunque di un gesto fine a sé stesso dell’autore, che non aggiunge meriti al romanzo.
    2. Riguardo a Boccaccio, due cose. a. Boccaccio non è ricordato perché cita Dante. Non è ritenuto un merito il fatto in sé che abbia citato Dante. Che lo citi o meno di per sé non fa differenza: altri sono i suoi meriti, altrove sta il ‘bello’ che ha fatto sì che Boccaccio fosse ricordato. Quindi: la citazione a scopo di omaggio non innalza la qualità del romanzo. b. Si tratta inoltre di un contesto differente. Boccaccio non sta scrivendo un romanzo, men che meno un romanzo di tipo immedesimativo: il tipo di prosa di Boccaccio è una prosa in cui la presenza del Narratore, le sue osservazioni e i suoi giudizi sono importanti. Dunque la presenza di quell’elemento è più in tema e più giustificabile.
    3. Per quanto riguarda gli altri autori, citami i passi che tu ritieni ratifichino la tua tesi e io li considererò. O mi stai dicendo di spiegare perché trovo che Foscolo e Pascoli siano pessimi?

  27. 391 ThN1saHead

    In realtà tu citi tre diversi motivi per inserire delle citazioni (sebbene poi casualmente te ne dimentichi una immediatamente sotto raggruppando insieme a tuo piacimento le ultime due).

    Si può citare un autore nell’intenzione di riprendere (e sviluppare) alcune loro tematiche e riflessioni

    si può citare un autore per il gusto di citarlo, o di rendergli omaggio,

    o per far sapere a tutti che si è letti quell’autore

    E io sostengo che le citazioni compiute nel libro rientrino nella seconda delle tre categorie. Aggiungiamo che Boccaccio nell’ “amorosa visione” cita Dante in più luoghi con riprese testuali al solo (e dichiarato) scopo di rendergli omaggio. Passino pure Shakespeare e Ariosto (anche se almeno su Shakespeare ci sarebbe molto da dire, ma non andiamo OT) ma che mi dici di tutti gli altri autori che ti ho citato?

  28. 390 Tapiroulant

    Non si spiega, in quest’ottica, perché quasi tutti i grandi della letteratura si citassero a vicenda: Boccaccio cita Dante, Pietro Bembo cita Petrarca, Ugo Foscolo cita Goethe e Catullo, Thomas Mann cita Marlowe, Shakespeare cita Plutarco e Seneca, Ariosto cita Boiardo, Pascoli cita Leopardi, Rimbaud cita Baudelaire e l’elenco potrebbe continuare ad aeternum.

    Con ciò non volendo paragonare la Strazzulla ai grandi dell’antichità, solo smentire il fatto che citare e tributare altri autori è cosa comune anche fra i grandi.

    Sì, hai ragione; ma con una differenza. Si può citare un autore nell’intenzione di riprendere (e sviluppare) alcune loro tematiche e riflessioni (è il caso di Shakespeare, di Boccaccio, di Ariosto…): e questo è un agganciarsi agli Autori finalizzato ad uno scopo. Oppure si può citare un autore per il gusto di citarlo, o di rendergli omaggio, o per far sapere a tutti che si è letti quell’autore (sfoggio di cultura): un agganciarsi agli Autori fine a sé stesso, o al limite all’autoesaltazione di sé. Ora, da come hai parlato sembra che il caso della Strazzulla sia il secondo: parli di ‘tributo a Tolkien’ inserendo le Entesse, o di ‘sottili riferimenti’ eruditi a Baudelaire. Di qui la mia risposta. Se invece non è il secondo ma il primo caso, ti prego di dimostrarmelo. Una precisazione: il fatto che un Grande Autore del Passato si comporti in un certo modo non rende di fatto quel certo comportamento una cosa encomiabile. Personalmente penso che Foscolo e Pascoli, per quanto studiatissimi, siano due esempi di pessima letteratura, e dei personaggi francamente dimenticabili. Per quanto riguarda precedenti illustri che si divertivano col gioco deteriore della citazione arguta e dell’erudizione fine a sé stessa, cito quell’imbecille di Callimaco (considerato uno dei must della letteratura greca antica; ma a mio avviso, un imbecille).

  29. 389 ThN1saHead

    @gugand

    Non e’ che da un libro fantasy uno si aspetti di leggere fantasy?

    Sostituisci il primo “fantasy” con “storia ad ambientazione fantastica” ed il secondo con “romanzo fantasy moderno” e ti sarà chiaro l’equivoco.

    @Tapiroulant

    Non ci vuole niente a fare delle operazioni del genere; tanto più che spesso sono lette come il marchio del dilettante piuttosto che dello scrittore navigato (che non sente il bisogno di rimarcare la sua cultura inserendo citazioni e omaggi agli Autori).

    Non si spiega, in quest’ottica, perché quasi tutti i grandi della letteratura si citassero a vicenda: Boccaccio cita Dante, Pietro Bembo cita Petrarca, Ugo Foscolo cita Goethe e Catullo, Thomas Mann cita Marlowe, Shakespeare cita Plutarco e Seneca, Ariosto cita Boiardo, Pascoli cita Leopardi, Rimbaud cita Baudelaire e l’elenco potrebbe continuare ad aeternum.

    Con ciò non volendo paragonare la Strazzulla ai grandi dell’antichità, solo smentire il fatto che citare e tributare altri autori è cosa comune anche fra i grandi.

  30. 388 DelemnO

    Temo però che vista la prestigiosa pubblicazione si abbandoni all’idea che per scrivere fantasy basta la fantasia ed aver letto Tolkien

    Ma magari, qui di fantasia non se ne vede nemmeno un po’, è quello il problema.

  31. 387 Gamberetta

    @ThN1saHead. Sulle citazioni sto sempre molto attenta. Ma può essere pure mi sia sbagliata: quale delle citazioni che ho riportato hanno un significato diverso nel libro? Se ci sono citazioni che cambiano significato dovessi aggiungere frasi precedenti o seguenti, dimmele, ché le correggo.

  32. 386 kanako91

    Temo però che vista la prestigiosa pubblicazione si abbandoni all’idea che per scrivere fantasy basta la fantasia ed aver letto Tolkien.

    Non dimentichiamo la necessità di starnuti e risate <3

  33. 385 Clio

    A ThN1saHead
    Personalmente ritengo Tolkien uno degli scrittori più eccezionali della Letteratura, ma se la Strazzulla ci teneva a citarlo, perché invece che limitarsi alle cose che hai evidenziato non ha ripreso la sua comptenza tecnica ed il realismo in ambito bellico?
    Il problema non sono solo le descrizioni (noiose o meno dipnde dai gusti), quanto paradossi come fanciulle arciere che dal nulla inchiodano nemici a cento metri o elfi che dopo decine di migliaia di anni non hanno nemmeno finito di esplorare un territorio grande come la Sicilia!
    Francamente non nutro per la Strazzulla il sincero disprezzo che ho per autrici come Meyer o Troisi: La Strazzulla era molto giovane, forse se avesse avuto più tempo e dei collaboratori decenti (non dei briganti) forse avrebbe ammassato abbastanza conoscienza tecnica da rendere decente una storia scontata. Temo però che vista la prestigiosa pubblicazione si abbandoni all’idea che per scrivere fantasy basta la fantasia ed aver letto Tolkien.

  34. 384 maudh

    Io amo le citazioni a Tolkien e Baudelaire, specie in acccoppiata a meravigliose descrizioni mai scontate, un uso oculato del deus ex machina, una grande sapienza in ambito militare e ai dialoghi stupendi e appassionanti.

  35. 383 Tapiroulant

    Dubito che inserire sottili citazioni, riferimenti, omaggi o reinterpretazioni delle opere di Baudelaire o Tolkien abbia il benché minimo merito letterario. Non ci vuole niente a fare delle operazioni del genere; tanto più che spesso sono lette come il marchio del dilettante piuttosto che dello scrittore navigato (che non sente il bisogno di rimarcare la sua cultura inserendo citazioni e omaggi agli Autori).

  36. 382 gugand

    @ThN1saHead
    Non e’ che da un libro fantasy uno si aspetti di leggere fantasy?

  37. 381 Angra

    @ThN1saHead: ma secondo te uno non distingue un bel romanzo da una porcheria solo perché ha sbagliato il genere in cui inquadrarlo?

  38. 380 ThN1saHead

    Carissima Gamberetta,

    Hai mai ventilato l’ipotesi che la Strazzulla non scriva romanzi per teenager e che produrre una trama mozzafiato e originale non sia il suo obbiettivo primario? Le descrizioni che tu esecri come “di una noia mortale” sono in realtà l’elemento più bello del romanzo, un elemento che, tuttavia non è facile apprezzare in gioventù.

    Ti ricordo, inoltre, che Einaudi non pubblica fantasy, questo dovrebbe essere indicativo di come il libro non nasca con l’intento di essere un fantasy, bensì un romanzo di formazione.

    Aggiungiamo il fatto che qualunque persona di buon senso, nel momento in cui decide di plagiare un’opera letteraria cerca di dissimulare più che può il misfatto; questo romanzo, invece, ci mostra citazioni palesi di Tolkien (in realtà al lettore più attento non sfuggono più sottili riferimenti a Baudelaire). Caso esemplare quello delle Entesse: in Tolkien gli Ent non sanno dove si trovino le loro compagne, l’autrice, decide che le loro compagne (per circostanze a noi non note) si trovino nella terra dove si svolge la vicenda (fatto perfettamente plausibile con la narrazione Tolkeniana), circostanza che le permette di dedicare un tributo (esplicitissimo) a Tolkien.

    Per concludere, carissima, ti faccio notare che pubblicare frammenti decontastualizzati è un ottima tecnica per gettare acqua al proprio mulino, ma non è molto corretta nei confronti dell’opera. Ti faccio un esempio: mettiamo che in un blog a caso, in cui non è chiaro che recensione tu stia compiendo, io pubblichi il seguente frammento

    non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti

    e ne concluda subito sotto che sei una pazza omicida che se potesse farebbe abolire tutti i medicinali del mondo per far morire la gente di diabete.

    Ti sembrerebbe corretto?

  39. 379 Mattia

    L’ho comprato.Ho provato a leggerlo.Dico sul serio.Ho veramente provato.Non ci sono riuscito.Non ce l’ho fatta a finirlo.Sono arrivato a pagina cento.Poi ho cominciato ad imprecare.Contro l’autrice,contro il libraio che me l’aveva venduto e contro l’imbecille,io,che l’aveva comprato.Il romanzo ricalca gli stereotipi che ogni ragazzina cretina,o donna con il cervello di una ragazzina cretina,può avere sul fantasy.Devo ammettere che nell’accezione ragazzina cretina non faccio necessariamente rientrare le ragazze stupide 0ma quelle che oltre ad essere stupide ritengono che “tutti i gusti sono gusti”.Non è vero.Ci sono cose belle e cose brutte in senso assoluto.Anche se difficilmente chiunque sa riconoscerle in quanto la visioone individuale e per definizione soggettiva.Dove volevo arrivare?Qui: “Gli eroi del crepuscolo”rientra nella seconda categoria.Quella delle cose brutte.In senso assoluto.Senza dubbio alcuno.
    Saluti.

  40. 378 Tapiroulant

    Beh dai, un romanzo dove ci sono Terra Gnoma e Terra Folletta dev’essere per forza belliximo!!!!!

  41. 377 Angra

    @Merphit Kydillis

    Il sito dell’Einaudi commenta “…e conferma il talento della piú giovane autrice di fantasy italiana. ”

    conferma il talento vuol dire che il romanzo è allo stesso livello del precedente, non che la Strazzu è migliorata! ^_^

  42. 376 Clio

    Mah, anche la copertina non la trovo speciale… Il solito gruppo di energumeni vestiti in modo poco intelligente che si agitano.
    Sarebbe un interessante romanzo se: i cattivi si scoprissero alla fine buoni e… pof! Essendo buoni non possono portare a termine la missione e vincono i Gremlins! :D

  43. 375 DelemnO

    Sì, la copertina è carina, però diamine, a giudicare dalla lista della spesa, pardon, dei personaggi, sarà un altra schifezza non originale. Blah. Non vedo l’ora di leggere una recensione crudele a tal merito ^^

  44. 374 Maudh

    @Merphit Kydillis:
    Mea culpa, mea culpa, mea culpa.
    Io non so veramente cosa dire: solo nella scheda del libro presentano 31 personaggi principali, questa non ne sa gestire uno!
    Rigorosamente i personaggi sono divisi in pratica cartella excel, ordinati per provenienza, ruolo (potagonista, alleato, amico, parente, ed inoltre) e se sarà un cattivissimo buono od un cattivo esemplare.

    P.S Naturalmente,conoscendo Strazzula, saranno tutti buoni esemplari e si scontreranno infine a colpi di magici raggi delll’àmmòre.

  45. 373 Merphit Kydillis

    Sono latore di brutte notizie (sono in ginocchio sui ceci mentre scrivo, giusto per penitenza).
    Ciò che sembravano solo voci o, addirittura, leggende metropolitane, corrispondono a verità.
    L’Einaudi pubblica il secondo libro della Strazzu.

    http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880619795/(desau)/chiara-strazzulla/(desti)/la-strada-che-scende-nell-ombra

    La strada che scende dall’ombra… mi pare più un titolo per romanzi noir che un fantasy. L’unica cosa che promette bene è la copertina, anche se immagino che il 90% delle spese siano state effettuate per l’aspetto artistico del romanzo anziché per il suo contenuto. Ma questa volta non mi fregano: almeno che non lo trovi gratis (in biblioteca o me lo prestano), non spenderò nemmeno un centesimo per loro. Siamo in un paese libero e sono io lettore a decidere se un libro è buono da leggere o no, checché ne dicano i promoter e l’Einaudi stessa.

    Il sito dell’Einaudi commenta “…e conferma il talento della piú giovane autrice di fantasy italiana. ” Spero che dicano il vero, altrimenti li denuncio per falsa pubblicità. Non sto scherzando: quando ho speso 20 euri per presunti mezzelfi discriminati avevo voglia di piombare a casa Einaudi e fare un bel discorsetto a Rosella Postorino o a Strazzu (meglio se tutte due), dicendogli che Gli Eroi del Crepuscolo erano una scopiazzatura tra il Signore degli Anelli e la Trilogia di Drizzt (quest’ultima mi sta sullo stomaco,e mai avrei pensato di trovare una sua variante in storie fantasy italiane).

    Spero VERAMENTE che Strazzu, a distanza di un anno, abbia migliorato la sua abilità narrativa… almeno che non abbia passato il tempo a starnutire e ridere. E che nessuno mi venga a dire “Eh, tu dici così perché lei ha 18 anni, ma voglio proprio vedere un libro scritto da te…”, perché uno, ho 19 anni, due, sto decidendo se scrivere un libro o no e tre, prendo molto male insulti.

    Per chi se lo domandasse: no, non è il seguito de Gli Eroi del Crepuscolo, ma elfi e altre creature fantasy (nani, draghi e folletti) ci sono lo stesso , così come si intravedono molti cliché. E poi: i figli dell’Ombra non ricordano i figli della Tenebra? Staremo a vedere, tanto i buoni vinceranno grazie a qualche Deus ex Machina magari grazie a Chuck Norris o Nyarlathotep (un momento, Nyarlathotep è malvagio! Ma ci sarà un motivo se lo chiamano il Caos Striciante <.<)…

  46. 372 fitz

    Il signor Duca che ammiro e rispetto in virtù del suo essere una creatura sessualmente riprovevole dovrebbe però smettere di tediarci coi calcoli meccanici sull’arco da guerra. Egli non sa forse che nelle terre del fentesi le armi di questo genere vengono fabbricate servendosi del legno dell’albero di Uaang cresciuto dai testicoli recisi del dio Appang e che tali ordigni consentono anche ad un bambino di lanciare dardi con la potenza e la precisione di un missile hellfire e senza spreco di Mana, purché chi li maneggi sia puro di quore e si batta per la Giusta Causa?
    La smetta quindi signor Duca e si documenti, per Cernunnu. Il fentesi é una cosa seria.

  47. 371 Etciù… letteratura (che se ne va)! « ?????? ??????? ?????????

    [...] frequenza possibile. Una buona recensione di “Gli Eroi del Crepuscolo”(1) la trovate qui. Non è imparziale ma sicuramente è curata in modo egregio. Siete convinti che la storia appena [...]

  48. 370 Merphit Kydillis

    Surymae, se devi fare un romanzo NON ambientarlo nel mondo reale come hanno fatto il Ghirardi e G.L.: mi secca ammetterlo, ma noi maschi preferiamo vedere Roma, Parigi, Tokio (e qualunque altra città del mondo reale) invasa da maghi smemorati e mezzidemoni con accento piemontese… l’unico fattore buono che riconosco nella Troisi e Strazzulla è che si è fatta un mondo tutto suo… anche se fra mezzelfi siciliani e mezzidemoni piemontesi una guerra alla Mondo Emerso come minimo dovrebbe starci!

    Un consiglio: se nel tuo romanzo ci sono gli elfi, mettiliin stile Harry Potter, e guai dire al cattivo di turno “Bello come un elfo” xP

  49. 369 Surymae Rossweisse

    Questa è stata la prima recensione che ho letto di Gamberetta, qualche mese fa. Che dire: concordo pienamente! Anch’io sono stata invischiata in questo libro, ma non in senso positivo; soltanto questo commento, però, mi ha fatto capire veramente che schifezza mi fossi portata a casa. E’ un libro noioso, che passa a momenti di pseudo linguaggio aulico (per niente ispirato da Tolkien) a termini giovanili come “puzzava da far schifo”. Per non parlare poi delle varie contraddizioni, dei personaggi piatti, della fine tirata via alla bell’e meglio (quando, per essere trattata decentemente, aveva bisogno di minimo altre 100 pagine)…
    Mi dispiace molto per l’autrice: ha pochi anni più di me, anch’io sto provando “l’ebbrezza” di scrivere fantasy, e quando ho letto il suo blog mi è sembrata una persona abbastanza intelligente e modesta (da quel poco che posso capire dal suo carattere). Però il suo romanzo non mi piace, punto. Leggerò anche il secondo romanzo, se lo troverò in biblioteca (ma non lo comprerò MAI), ma la trama ha scritto sopra, con lettere al neon colore giallo fosforescente: “Copia del Signore degli Anelli”.

    Ps: come ho scritto prima, anch’io sto scrivendo fantasy. Questo blog mi ha aiutato veramente molto a migliorare il mio stile, e di questo ne sono grata. Grazie mille, Gamberetta!

  50. 368 Gemini

    Non so se sia un seguito dell’altro romanzo, a occhio no. Ma quando ho letto la trama, con ‘gli esponenti più meschini e sleali di ogni Gente’ mi sono venuti in mente i ‘reietti’ del Crepuscolo… scommetto che questi bieschi esponenti, minimo minimo, barano quando giocano a briscola e rubano le caramelle all’autogrill.

    @Gamberetta: la notizia l’ho letta su wuz.it e lo dà in uscita a maggio; altri siti a luglio, però su quello della Einaudi non l’ho trovato.
    Mah… Einaudi, perseverare diabolicum!

  51. 367 Gamberetta

    @Gemini. Hai ragione, non ne avevo sentito parlare da nessuna parte. D’altra parte meno ne so, meglio è.

  52. 366 Diego

    @Gemini: Uh? Ma è una storia a se? Ho capito male o doveva esserci un seguito a ‘Gli eroi del crepuscolo’?

  53. 365 Gemini

    Scopro ora che tra poco uscirà il nuovo libro della Strazzulla! E sempre per la Einaudi! E costerà ben 22 euro!
    Ma sbaglio o questa volta la Einaudi non lo ha pubblicizzato per niente?

    Io non vedo l’ora che esca solo perché spero di leggermi la recensione di Gamberetta :)
    Eccolo qui:

    La strada che scende nell’ombra
    Strazzulla Chiara
    Prezzo € 22,00
    600 p., br.

    Nell’antichità le Otto Terre, abitate dalle Otto Genti, furono attaccate dai Gremlins, sconfitti grazie al sacrificio di otto maghi che riuscirono a intrappolare la magia nera all’interno di una pietra, la Gemma Bianca, che viene nascosta in un luogo segreto. Quando i Gremlins sembrano aver riacquistato la loro forza, il solo modo di sconfiggerli è entrare nell’Impenetrabile e distruggere la Gemma. Ma l’oracolo della Profetessa dice che dovranno farlo gli esponenti più meschini e sleali di ogni Gente. Cooptato più con le cattive che con le buone, e guidato dal Magus, partirà per la missione un gruppo di veri e propri malviventi, animati dalla reciproca diffidenza e dal desiderio di fuga e libertà.

  54. 364 Merphit Kydillis

    Allora… mi ritrovo a fare la tesina su prof. Tolkien (quest’anno ho gli esami di stato), e spero che la cosa riesca. Orbene, dopo aver scoperto questo bellissimo blog (poiché purtroppo sono finito nella trappola della Einaudi, e i venti euri non li rivedrò più), ho visto che, veramente, il SdA è stato vittima di un plagio mostruoso. Se Strazzu avesse fatto una parodia (tipo “Il Signore dei Tranelli”) magari la cosa sarebbe stata bella… ma anche no!
    Ad esempio, nel primo libro della Trilogia, vediamo Frodo colpito dal Re Nazgul con un pugnale magico. VI ricorda qualcosa? Ma sì, proprio nelle ultime pagine degli EdC uno dei amici del protagonista viene colpito da un pugnale magico. Ricopiato (quasi) le battute del SdA quando il suddetto pugnale viene analizzato dal mezzo-demone. Mi sa che Tolkien si rivolterebbe nella tomba…

  55. 363 caterinaA.

    “Da qualche parte, un gufo ululava. Un grido disperato”.
    Anch’io mi ero fatta la tua stessa idea ma continuando a leggero non ho trovato il perchè il gufo ululasse invece di gufare.

  56. 362 Gamberetta

    @caterinaA. Non ricordo il contesto, ed è molto probabile che la Strazzulla si sia sbagliata, ma in generale si può attribuire un verso di un animale a un altro, se lo scopo è comunicare un determinato tono o stato d’animo.
    Anche le persone abbaiano ordini e squittiscono felici.

  57. 361 caterinaA.

    ops…bazzecola…per un attimo sono stata posseduta dalla Strazzulla!!!

  58. 360 caterinaA.

    Della Strazzulla ho “amato” il gufo che ulula…mi sembra strano che sia sfuggito a Gamberetta…io mi chiedo: ok lei non sa, non capisce, non comprende, ha sbagliato…il gufo gufa e il lupo ulula…ma l’editor quando l’ha letto come ha fatto a non notarlo?…Questa è una bazzeccola…ma il resto…

  59. 359 Angra

    @Gladstone, Gamberetta:

    Dice la Strazzu:

    temo che il concetto che volevo esprimere in quel contesto sia stato frainteso, ed è doverosa una spiegazione. quel che volevo intendere con la mia metafora “scrivere è come una risata, come uno starnuto, ti viene” è che l’istinto dello scrivere, non il talento, è innato.

    Peccato che nel video la frase cominciasse con “Scrivere non è una cosa che si impara” ^_^

    Se comincia ad essere fraintesa già così giovane allora un giorno potrebbe arrivare alla Mondadori (nel senso di comprarsela).

  60. 358 caterinaA.

    Ti è sfuggita una piccolezza…chiamiamola così…i gufi che ululano…la Strazzulla ha dato ai gufi la capacità di ululare e di urlare… Mitico…se non è fantasia questa!

  61. 357 Gamberetta

    @Gladstone. Ho letto. Mi sembrano le solite frasi fatte. Può essere che per diventare grandi scrittori sia necessaria una dose di talento, ma qui non stiamo parlando di Arte, stiamo parlando di fantasy con gli elfi: contano molto di più tecnica ed esercizio. Non credo che per scrivere questo tipo di fantasy sia richiesto talento, è un mestiere come un altro.

  62. 356 Gladstone

    http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=351218466&blogID=468970250
    Guarda, gamberetta! Strazzu ti risponde!

  63. 355 Nocoldin

    Non capico perchè la Strazzu si ostina ad inserire ad ogni capitolo migliaia di personaggi nella compagnia senza caratterizzarli minimamente e riducendoli a merce sacrificabile e resuscitabile.
    Questo libro nonostante tutto mi ha impartito un importante lezione di vita:
    Mai comprare libri imballati senza prima leggere una recensione su internet!

  64. 354 KoShiatar

    Il problema è che gli editori, o perchè sanno che fa vendere o per controbilanciare il contenuto mediocre, spesso danno da illustrare le copertine di questi libri a degli ottimi artisti. Questo libro non fa eccezione. Peccato che poi quando uno poi se li compera, scopre che l’equazione “copertina bella = libro bello” non è valida.
    Peraltro io inviterei Gamberetta a spendere due parole sulle copertine dei libri, perchè la maggior parte di esse, per quanto ben fatte, sono tragicamente simili le une alle altre come stile, soggetto, esecuzione.

  65. 353 Sakura87

    Bella recensione. Mi hai fatto risparmiare un po’ di soldi. La voglia di leggere questo libro è aumentata (spesso le recensioni negative mi fanno venir voglia di *leggere* il libro per vedere se la penso allo stesso modo, molto più di quelle positive), ma quella di comprarlo è scemata del tutto. Mi affiderò ad altri mezzi o, eventualmente, al prestito.

    Purtroppo certe copertine mi attirano come il miele fa con le mosche. Devo smetterla, o rischio di incappare in un ennesimo Twilight.

  66. 352 Kya

    Condivido tutto quello che hai scritto, questo libro fa un bel po’ di acqua (diciamo che ha talmente tanti buchi da somigliare a uno scolapasta). Mi spiace davvero tanto per questa giovane autrice che è stata sbattuta, dopo fior fior di presentazione, in pasto ai lettori. Avessero scritto “romanzo per ragazzi dai 12 ai 15 anni” non avrei avuto nulla da ridire, ma visto che l’hanno osannato manco fosse un miracolo letterario, tanto da indurre Einaudi a pubblicarlo (parole di Einaudi stessa) e poi ritrovarsi in mano con questa “cosa” mi riempie di delusione e rabbia (soprattutto visto il costo).
    Capisco che la Strazzulla sia inesperta, ma chi ha coordinato il lavoro, chi lo ha supervisionato, lo ha mai riletto sto libro? Si è mai posto delle semplicissime domande quali “ma siamo sicuri che si possa fare davvero o che si scriva così?” perché quando leggo simili boiate mi si rivolta il sangue nelle vene. Uno può pure scrivere di getto, come la Strazzulla ha dichiarato nell’intervista, ma sarebbe buona cosa rileggerlo, sistemarlo, documentarsi quando non si sanno le cose, soprattutto se è qualcosa destinato a venire stampato e venduto!
    Ok è un fantasy, e nei fantasy solitamente accadono cose che nella realtà non potrebbero accadere (gente che resuscita, magie e affini ecc), ma un minimo di credibilità dove la mettiamo? A gettarsi della finestra?!
    Non solo il testo è di una noia mortale sia per le descrizioni minuziose, sia per le innumerevoli ripetizioni nella stessa facciata! (usare dei sinonimi no eh?) Ma anche per gli stessi concetti ripetuti fino alla nausea! A volte sembra che i personaggi siano affetti da amnesia o che si stiano prendendo per i fondelli o che siano totalmente deficienti!
    Oltretutto a volte compaiono dei termini ampollosi e ricercati in frasi dalla struttura semplicissima, o si trovano paragrafi dalla sintassi alla Yoda. Ok che è scritto da una di 17 anni, ma nessuno si è premurato di correggere queste imperfezioni?
    E tralasciamo pure la scopiazzatura, o se preferite “il prendere ispirazione”, da altri romanzi, ma non è possibile che sta benedetta ragazza non si ricordi le cose una pagina con l’altra. Posso capire se dopo 500 pagine non si ricordasse di un avvenimento o di un particolare, ma non da una facciata con l’altra (o quasi!) La più eclatante di queste dimenticanze, come tu stessa hai riportato, è quella della “missione segreta”.
    Un’altra cosa che proprio non ho apprezzato è l’uso inappropriato di alcune parole o scene campate per aria (4 sbarbatelli che non hanno mai messo il naso fuori dal Reame che si atteggiando a grande guerrieri veterani …). Non puoi scrivere “l’acqua era torbida e lattiginosa, ma potabile”! se l’acqua è torbida non è potabile per niente! Oltretutto il termine “torbido” vuol dire appunto “impuro”…
    E volgiamo parlare dei termini riguardanti le armi?! Secondo lei prima si tende l’arco e poi si incocca … vorrei davvero vedere chi riesce a fare una cosa simile, perché se ne fosse in grado bisognerebbe fargli tutti i complimenti del caso. Incoccare vuol dire “inserire la cocca nella corda dell’arco” ed è un procedimento che puoi fare solo prima di tendere la corda non dopo! Oltretutto nessuno mai estrarrebbe una freccia nel modo da lei descritto perchè è impossibile! (per non dire assai doloroso …) Le punte delle frecce sono fatte a V proprio per evitare di venire estratte. L’unico modo per estrarre una freccia è quella di farla uscire dalla parte opposta da cui è entrata (dopo aver spazzato parte dell’asta).
    In conclusione, più che un romanzo, sembra di leggere una fanfiction di varie serie più o meno famose, ricca di personaggi che ricordano uno shojo manga (tutti belli, alti, biondi, bellissimi, bravissimi, tuttosissimi. Se non fosse per le illustrazioni di Frezzato, che hanno conferito ai personaggi un minimo di vigore maschile, parrebbe di vedere un branco di verginelle), dalle tendenze a volte yaoi, infarcito di ripetizioni, errori grossi come case, disattenzioni, dialoghi al limite del ridicolo e banalità a gogo. 20 euro buttati dalla finestra …

  67. 351 WordSmuggler

    Innanzi tutto, complimenti per la recensione e il blog in generale – divertente, ben scritto e ben pensato, anche se magari su alcuni basi fondanti siamo in disaccordo (o forse è una questione di semantica: abbiamo due definizioni diverse della parola “rispetto”, per esempio).

    In secondo luogo, visto che lo vedo qui portato avanti dall’ennesimo enfant prodige della letteratura mondiale, vorrei dire la mia su un concetto che trovo al pari di “se non sai scrivere meglio, non criticare”, ovvero:

    “Chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere”

    Chiariamoci, non la trovo una baggianata in sé e per sé, ma lo trovo ridicolo e pericolosamente autoassolutorio quando si parla di pubblicazioni in qualsiasi forma – grandi case editrici, piccole case editrici, autoproduzioni, vanity press, siti di fanfiction.

    [Seconda Persona Generica, a Scanso di Equivoci] Se scrivi per te, tientelo per te. Se scrivi per condividere, far leggere, pubblicare – paghi il fio. Stai chiedendo alle persone di regalarti la più preziosa delle loro risorse, devi dar loro qualcosa in cambio. Olio di gomito e datti da fare. [/econda Persona Generica, a Scanso di Equivoci]

  68. 350 Okamis

    Ritorno su questo articolo solo per dire che dopo la bellezza di quattro (no, dico quattro!) mesi, FM ha infine deciso di pubblicare la mia recensione su “Gli er(r)o(r)i del crepuscolo”. Peccato che ormai il danno e fatto e molti si sono comprati il libro T_T

  69. 349 Carraronan

    Gamberetta ha giustamente parlato dell’importanza della forza per impiegare gli archi da guerra. Con il suo consenso mi ricollego alla questione fornendo il link a un mio articolo dedicato alle Performance dell’Arco da Guerra inglese, con gittate, fisica elementare dell’arco visto come molla, ipotesi sulla penetrazione delle armature al tempo di Crecy e successive, dati degli archi recuperati dalla Mary Rose ecc…
    Spero possa tornare utile a qualcuno.

  70. 348 leia87

    Secondo me, c’è un fraintendimento: penso che la Strazzulla volesse solo dire che (almeno all’inizio) uno scrittore scrive per un impulso, quindo per se stesso; ciò non toglie che poi l’aspirante scrittore non rielabori questo impulso cercando di mediare l’idea iniziale con le migliori tecniche letterarie, un lessico e uno stile che si sposi con ciò che l’autore vuole dire ed esprimere.
    Ovviamente per fare ciò l’autore deve essere informato, anche e soprattutto per rispetto verso coloro per i quali si propone di scrivere.
    Non avendo letto Gli Eroi del Crepuscolo (che, ironia, in inglese è twilight!), non entro nel merito della Strazzulla; ma rimango convinta che i capolavori migliori scaturiscano dal perfetto connubio ed equilibrio tra emozioni/idee/immagini che si vogliono esprimere per impulso personale e abilità/conoscenze tecniche.
    A mio parere sono importantissimi entrambi, anche perchè chi scrive non scrive solo per vendere, lo fa anche e soprattutto perchè gli piace.

  71. 347 Clio

    A vally
    Non mescoliamo Tolkien (che ha scritto un’opera davvero unica nel suo genere) con questo romanzetto.

    tutte le più grandi storie hanno un cattivo, un buono e una principessa da salvare ( Biancaneve, Cenerentola etc. )

    Te ne cito di altrettanto famose che non ce l’hanno:
    I dodici cigni (favola scandinava), i crisantemi verdi (favola cinese), la Baba-jaga (favola russa), La brutta notte di Ross O’Hara (favola irlandese), La teiera balluerina (favola giapponese), La bella Calitea (favola spagnola), Il serpente dell’arcobaleno (favole aborigena), Il mercante e l’angelo nero (favola fiamminga)…
    Vogliamo favole italiane?

    Prezzemolina, Giannino Rospo, La madonna aquilina, Cento amici a Napoli, Pigottino, Il mago mestolaio,Giovannin Senza Paura…

    La favola del buono che libera la principessa dal cattivo esiste, è una favola, ma ce ne sono migliaia di varianti, e tutte sono strutturate allo stesso modo: il buono parte, supera tre prove, vince e sposa la bella.
    La Strazzulla ha preso la fiaba e l’ha spogliata di ciò che la rende interessante (le tre prove), sostituendolo con ciò che rende il tipico romanzo fantasy noioso (un viaggio inutile).

    Ci sono contraddizioni indiscutibili, citate nella recensione, e trovate di dubbio gusto (il dialogo tra Cattivone e Principessa è veramente tamarro, non c’è niente da fare!).

    Infine, una cosa è una favola, una cosa è un romanzo. Una favola è solitamente breve, senza introspezione, a lieto fine (parlando di favole popolari). Un romanzo è solitamente più lungo, con personaggi psicologicamente più dettagliati, ed un finale che può essere lieto come no. Uno può ispirarsi ad una favola, ma per farne un romanzo deve elaborarla.

    In conclusione, il libro forse può piacere, ma io non vedo nessuna fantasia in un cattivo cattivissimo di nome Sognoredelletenebre, un buono che combatte benissimo con otto compari bravi quanto lui ed una principessa inutile da salvare. Poi può benissimo piacere, ma è un romanzetto, che non vale il suo prezzo né le stomachevoli lodi.

  72. 346 Diarista incostante

    @Vally
    Mi congratulo con te per aver trovato quel che avevi perso. Detto questo, ti contraddico. Ci sono grandi storie senza principesse. Ci sono storie amate da grandi e piccini addirittura senza cattivo. E tienti forte: ci sono storie grandi o meno scritte molto meglio degli eroi del crepuscolo.
    Lo so. Se ne impara sempre una nuova.

  73. 345 AryaSnow

    Vi ricordo, inoltre, che tutte le più grandi storie hanno un cattivo, un buono e una principessa da salvare ( Biancaneve, Cenerentola etc. )

    Ma che tristezza >_>

  74. 344 vally

    Sentite tutti,
    Questo mi ha fatto ritrovare il senso di fantasia che ho trovato SOLO nel signore degli anelli di Tolkien… e che a parer mio siete tutti voi gli STOLTI che credono al giudizio di un incompetente, la cui fantasia è andata persa, senza aver letto minimamente il libro.
    Vi ricordo, inoltre, che tutte le più grandi storie hanno un cattivo, un buono e una principessa da salvare ( Biancaneve, Cenerentola etc. )
    ma che sono amati da grandi e piccini.
    Il mio consiglio è che impariate a leggere ( e giudicare ) più con il cuore e il cervello che con il solo uso degli occhi !!!

  75. 343 Gamberetta

    @KopikO.

    Hai già fatto una recensione a proposito di Bryan di Boscoquieto? E’ un altro libro dell’ennesimo babyscrittore, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in merito…

    Per ora il Boscoquieto non rientra nei miei programmi di lettura, e in ogni caso deve prima apparire su emule, non è il tipo di libro per il quale rischio dei soldi.

  76. 342 KopikO

    Infatti, 20 euro per la solita solfa (principessina da salvare, il bello-e-impossibile e il super cattivo da sconfiggere) sono veramente troppi.
    E intanto il libro ha raggiunto i quattordici gamberi marci… va bene, mi avete convinto su quanto fa schifo questo libro.

    @ Gamberetta
    Hai già fatto una recensione a proposito di Bryan di Boscoquieto? E’ un altro libro dell’ennesimo babyscrittore, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in merito…

  77. 341 -Ayame-

    Un piccolo commento sulla tua recensione: come puoi pretendere un pò di dignità da parte degli editori quando tu spari a raffica su chiara strazzulla dicendole quanto fa schifo il suo libro? Mi piacerebbe davvero vedere un libro scritto da te e sapere che cosa ne pensano le altre persone, magari gli stessi scrittori che tu hai premiato con una cattiva recensione. Faresti meglio ad imparare che le persone hanno dei sentimenti, e gli scrittori non sono esclusi, sono solo quelli che hanno il coraggio di raccontarli nelle loro storie…

    Che assurdità. Che assurdità!
    Cosa c’entra il fatto che gli scrittori abbiano dei sentimenti? Noi lettori spendiamo SOLDI per leggere quello che scrivono e vogliamo leggere cose decenti, non porcherie. 20€ per leggere la solita boiata trita e ritrita, scritta pure in maniera pesante? No, grazie.
    Quando pubblica lo scrittore sa che è esposto a critiche…se ha paura delle critiche, se è troppo sensibile si tiene il suo libro, lo fa leggere all’amica/o del cuore e vive felice. PUNTO.
    E, per favore, smettiamola con la solfa vorrei vedere un libro scritto da te!
    Lo vogliamo capire o no che i lettori hanno DIRITTO di giudicare ciò che leggono?

  78. 340 Gamberetta

    @KopikO. Qui:
    http://fantasy.gamberi.org/2008/03/20/laura-e-gli-anime/

  79. 339 KopikO

    Da dove è possibile scaricare il racconto di Gamberetta?

  80. 338 Clio

    Vorrei intanto pormi delle domande… Questo è un blog, giusto? Perchè i loro proprietari non dovrebbero esprimervi i loro sinceri pareri? Perchè dovrebbero avere riserve? Qui ci stanno scritte le loro opinioni, se me le vengo a leggere è perchè m’interessano, altrimenti evito, no? Questo “potresti evitare”, “potresti aver più tatto”… Gamberetta avvalora le sue opinioni con un’analisi puntigliosa e interessante, quando potrebbe tranquillamente dire “fa schifo”, punto, e sarebbe perfettamente legittimo, dato che ci troviamo sul suo blog.
    Cela dit…

    Marta Persci:
    Forse non ci avete pensato ma di sicuro l’autrice l’avrà letto, e lo so perchè se anche io avessi scritto un libro mi sarei fiondata in internet a leggerle tutti i commenti.

    Well, Chiara Strazzulla ha pubblicato il libro, ergo è perfettamente naturale che la gente ne discuta e si esprima a suo riguardo. Se non voglio avere a che fare con opioni anche acide, la storia me la tengo sul pc e nessuno mi rompe le scatole. Quando tu pubblicherai, allora dovrai accettare critiche come questa, altrimenti ti consiglio di lasciar perdere.
    Anche perchè questa critica, con tutto il suo sarcasmo, può essere utilissima alla Strazzulla.

    Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo?

    Ehi, due gamberi freschi ce li ha ^_^

    Sarà che nessuno nasce “imparato”…però la scrittura è come l’arte. All’inizio si impara ma poi se non ti viene dal cuore non ha senso. Se non ti viene spontaneo scrivere come quando ridi, puoi aver avuto tutte le lezioni del mondo e aver letto tutte le riviste che vuoi, ma non sarai mai un autentico scrittore.

    Non so te, a me piace moltissimo scrivere, questo non significa che mi venga “spontaneo”! Magari la storia può essere frutto di un’”illuminazione”, ma di qui a scrivere un romanzo decente ce ne corre… Ti assicuro che passo la maggior parte del tempo a documentarmi, calcolare tempi, stagioni, e quant’altro, cose che mi piace fare essendo io una fanatica ed una masochista, ma che di solito sono considerate qualcosa di faticoso vedi noioso.
    Tutto sta nel cosa scrivi. Se vuoi scrivere una stupidaggine divertente, la puoi scrivere spontaneamente, se vuoi scrivere quacosa di qualità passi il tempo a tentare, studiare, riprovare, cancellare (e bere calvados…).
    Prendi un altro esempio, un affresco. La cappella degli Scrovegni non è nata con una risata, è frutto di fatica, studio, riflessione, polvere, intonaco e sudore.
    Con solo i ferri del mestiere sei un buon artigiano.
    Con solo l’ispirazione sei un fallito.
    E spesso vince il ricco, perchè il povero non ha i mezzi per procurarsi i ferri del mestiere…

    P.S. Non prendere questo commento come una critica perchè per criticare qualcuno bisogna credere di essere di più di quella persona.

    E perchè mai? Io ti sto criticando, mica mi credo più di te…

    Preparazione? Impegno? Non sono neccesari sono più che indispensabili! La Strazzulla non si sarà impegata in ogni pagina del suo libro, anzi in ogni riga?

    No, perchè ha scritto un sacco di stupidaggini:
    -fanciulle che tempestano di frecce una mischia a centinaia di metri di distanza;
    -elfi che in 200000 anni non sono riusciti ad esplorare un’isola grande come la Sicilia;
    -Il Solitario circondato da 50 nemici (forse si tratta di puffi)…
    Questi sono errori che fa gente che non si documenta. Un romanzo può piacere lo stesso, non dico di no, ma è un romanzo di bassa qualità che denota un impegno insufficiente o proprio menefrghismo.

    Poi, il libro avrà anche qualcosa di buono, non dico di no, però se questo qualcosa è affogato in banalità o errori, certo non viene voglia di cercarlo…

    M@r@:
    Mi piacerebbe davvero vedere un libro scritto da te

    Credo che un racconto di Gamberetta sia già in linea.
    Quanto al resto, vedi domande esistenziali iniziali…

  81. 337 Gamberetta

    @KopikO. La recensione è lì ed è veritiera. Gli Eroi del Crepuscolo è davvero un brutto romanzo. Ci sono passaggi, scene, situazioni, idee meno peggio di altre, ma punti sul serio belli non saprei indicarne, a parte forse la già citata resurrezione di Ventel. Ma 20 pagine semi decenti su 800 sono pochine…

  82. 336 Aletheia Loki

    Esiste una ragionevole spiegazione riguardo al perché soltanto chi è “superiore” dovrebbe poter criticare qualcuno? E perché questo indicherebbe l’inferiorità del criticato? Perché mi sfugge totalmente questo ragionamento. o_ò
    E perché tutti sfidano Gamberetta a pubblicare un libro? E’ come dire che se un film mi fa schifo non posso dirlo: non ho mica fatto un film, che voglio saperne? E poi il regista e lo sceneggiatore ci rimangono male! Come oso dire che fa schifo? Sono proprio un mostro.

    Vo a impiccarmi con una stringa di liquirizia per aver detto in lungo e in largo che il film di Eragon è bello come uno spadone a due mani su per l’intestino, chissà come hanno sofferto i produttori! ù_ù

  83. 335 Stefano

    Perchè marta e mara non ci spiegano cosa hanno amato di questo romanzo?

  84. 334 KopikO

    @ GiD

    Da questi commenti traspare l’immaturità di alcune persone (diciamocelo, l’uscita “scrivilo tu un libro” è ormai vecchia e scontata). Ma io ribadisco ciò che ha detto Marta: davvero non c’è nulla di buono nel libro? So bene che parecchi libri che vengono pubblicati non sono per niente belli, ma si è parlato tanto del fenomeno dei babyscrittori e soprattutto di quanto siano bravi, quindi la recensione mi lascia parecchio perplessa.
    Per il resto approvo ciò che Gamberetta dice a proposito del libro, soprattutto quando fa riferimento all’editor che afferma che “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.” Quindi Lyannen sarebbe uno scarto? Ne dubito fortemente.

  85. 333 DelemnO

    @ m@r@

    La frase che più mi salta agli occhi è “gli scrittori hanno dei sentimenti” . No, ma va? E allora? Ma dal momento che si pubblica qualcosa si deve essere pronti a ricevere critiche, anche negative. Che anzi, possono essere molto utili. Se secondo me un libro è penoso non vedo perchè non dovrei dirlo. Poi è chiaro, la cosa deve essere accompagnata da analisi e motivazioni. E lo dico da una che scrive.
    E poi c’è sempre quel ridicolo “mi piacerebbe vedere un libro scritto da te.” Cosa cavolo c’entra? Come se io chiamassi un idraulico per sistemare le tubature, se questi me le facesse che perdono da tutte le parti, io non avrei diritto di protestare perchè non sono un’idraulica, scusa? Era già stato fatto un discorso simile, con l’imbianchino,da qualche parte.

  86. 332 GiD

    @ Marta Pesci

    Io apprezzo il tono del tuo commento perché mi sembri aperta al dialogo (non come chi risponde con frasi del tipo “scrivilo te un libro!”).
    Alcuni concetti però non li condivido per niente.

    Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo? Come ha fatto ad essere pubblicato allora?

    Questo ragionamento “se lo hanno pubblicato allora è bello” è infantile. Da come scrivi penso che tu abbia almeno 14/15 anni, dovresti essere abbastanza matura per capire che le case editrici pubblicano ciò che sanno di poter vendere, o anche ciò che vogliono pubblicare (in caso di raccomandazioni). Ti ricordo che una persona compra un libro prima di leggerlo, quindi una buona campagna pubblicitaria può fare miracoli.

    “chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere”

    In questa frase ci sono due problemi di fondo.
    1)”chi scrive scrive per sé”: una persona che decide di pubblicare deve avere coscenza che scrive per essere letta. Un diario lo si scrive per sé, un romanzo che aspira alla pubblicazione lo si scrive perché sia letto.
    2)”perché scrivere non è una cosa che s’impara”: questa idea è sbagliatissima. Ci sono doti innate (che comunque vanno sviluppate) e ci sono meccanismi e tecnicismi che si imparano. Che si devono imparare.

    Un tipo qualunque non può prendere lezioni di pittura senza capire perchè dipinge.

    Ti assicuro, da disegnatore, che una persona incline al disegno, anche brava, se non fa uno studio accurato dell’anatomia e della prospettiva non arriverà mai a fare disegni validi.

    Forse non ci avete pensato ma di sicuro l’autrice l’avrà letto, e lo so perchè se anche io avessi scritto un libro mi sarei fiondata in internet a leggerle tutti i commenti.

    Scusa ma questi sono problemi dell’autrice. Se un autore pubblica un romanzo deve essere consapevole che il libro verrà giudicato da chiunque lo leggerà. Chi pubblica pretende del denaro in cambio del suo lavoro e si presenta al lettore come scrittore. Se secondo me lo scrittore in questione non sa scrivere è giusto che io lo dica. Qui si critica la scrittrice, non la persona. La Strazzulla potrà essere un’ottima persona, ciò non toglie che per Gamberetta è una pessima scrittrice.

    Certe volte mi è sembrato pure che le critiche siano del tutto ingiustificate.

    Ecco, questo è un altro discorso, ma questa frase da sola non serve a molto. Se secondo te alcune critiche sono ingiuste elencale. Scrivi dove secondo te Gamberetta è ingiusta.

    Non prendere questo commento come una critica perchè per criticare qualcuno bisogna credere di essere di più di quella persona.

    Questo come ragionamento è insieme infantile e ipocrita, perché non prende atto del fatto che il giudicare è un normale comportamento di qualunque essere dotato di intelleto. Non si critica per dispetto o per superiorità, si critica e basta. Si critica in senso positivo se una cosa piace, in senso neagtivo se una cosa non mi piace.
    Una critica, poi, può anche essere poco valida, ma ciò non toglie che tutti hanno il diritto di criticare.

  87. 331 m@r@

    Un piccolo commento sulla tua recensione: come puoi pretendere un pò di dignità da parte degli editori quando tu spari a raffica su chiara strazzulla dicendole quanto fa schifo il suo libro? Mi piacerebbe davvero vedere un libro scritto da te e sapere che cosa ne pensano le altre persone, magari gli stessi scrittori che tu hai premiato con una cattiva recensione. Faresti meglio ad imparare che le persone hanno dei sentimenti, e gli scrittori non sono esclusi, sono solo quelli che hanno il coraggio di raccontarli nelle loro storie…

  88. 330 Marta Pesci

    Pensavo di poter scrivere un commento senza essere insultata…uff…evidentemente se leggo libri fantasy e mi piacciono il mio cervello deve essere pur un pò indietro. Non so se qui avete delle recensioni positive io ho letto tutte quelle dei libri che conoscevo e non ne ho trovate. Bho. Ho detto solo la mia, non mi sembra di averti attaccanto in qualche modo o averti offeso ma si vede che i pareri differenti qui non si possano scrivere. Le boiate le ho pensate da sola mi spiace non sono salvabile, perchè non ho creduto ha fandonie ma me le sono create. Joseph Conrad doveva tenere molto hai suoi libri e se dopo otto ore non trovava cosa scrivere lo trovava dopo suppongo, e suppongo anche che amasse il suo lavoro alrimenti non l’avrebbe fatto. Preparazione? Impegno? Non sono neccesari sono più che indispensabili! La Strazzulla non si sarà impegata in ogni pagina del suo libro, anzi in ogni riga? Non voglio iniziare a litigare o mettere inutili commenti che allunghino solo la sfilza. Commenti stupidi che fanno solo male. Volevo sapere se il libro Gli eroi del crepuscolo ha dentro qualcosa di buono, perchè ripeto per quanto i libri degli adolescenti vendano ci sarà pur stato qualcosa per cui l’hanno pubblicato. Tutto qui.

  89. 329 Gamberetta

    @Marta Pesci.

    Se non ti viene spontaneo scrivere come quando ridi, puoi aver avuto tutte le lezioni del mondo e aver letto tutte le riviste che vuoi, ma non sarai mai un autentico scrittore.

    Ma ‘ste boiate chi te le racconta? Scrivere, scrivere bene, può essere divertente, ma richiede un sacco d’impegno e preparazione. Col cavolo che è spontaneo come quando ridi! Joseph Conrad racconta come spesso dopo otto ore passate di fila a scrivere, si ritrovasse con sole tre misere frasi, che neanche gli piacevano. Così cancellava quel poco scritto e si alzava dal tavolo disperato. Ma evidentemente Conrad non era un autentico scrittore, visto che non riusciva a essere spontaneo come quando sorrideva…

    P.S2 Sono una fan di Licia Troisi e adoro i suoi libri. Specialmente Nihal della terra del vento :)

    Questo spiega molte cose… ^_^

  90. 328 Angra

    @Marta Pesci:

    Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo? Come ha fatto ad essere pubblicato allora? Sono domande che mi sorgono spontanee.

    Provo a risponderti. E’ stato pubblicato perché la moda del momento nel fantasy è quella di lanciare autori sempre più giovani, con l’idea che tanto i lettori son tutti scemi e quello che conta è solo un adeguato investimento pubblicitario. Ogni casa editrice spera di scoprire il Paolini de noatri e fare un sacco di soldi.

    “chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere”

    Non è una frase molto bella, è una fesseria anche parecchio presuntuosa. Per seguire il tuo discorso, è come dire “io sono un genio”. I geni esistono, per carità, ma sono casi molto rari. Quando compro un romanzo non mi aspetto di leggere l’opera di un genio, ma quella di un onesto artigiano che ha studiato, ha fatto pratica e col suo lavoro mi dà un prodotto che vale quello che lo pago. Non pretendo un capolavoro, ma nemmeno mi sta bene un pacco di fogli sputazzati di starnuti.

    Tieni presente poi che specialmente in un caso come questo una critica anche feroce al romanzo non va intesa come diretta all’autore ma solo al romanzo stesso, e semmai all’editore che ha avuto la faccia tosta di pubblicarlo.

  91. 327 Marta Pesci

    Vorrei fare un commento all’articolo, non sono mai venuta su questo sito e non credo che ci tornerò però mi sento in dovere di dire la mia. Questo articolo è come dire…una totale e crudele demolizione del libro della Stazzulla. Forse non ci avete pensato ma di sicuro l’autrice l’avrà letto, e lo so perchè se anche io avessi scritto un libro mi sarei fiondata in internet a leggerle tutti i commenti. Non ho letto gli eroi del crepuscolo ma ho letto Bryan di Boscoquieto e sarà brutto quanto volete però io ho spedito un e-mail all’autore dicendogli chiaramente che non mi era piaciuto e gli ho detto cosa non era secondo me giusto e invece quali erano i suoi punti di forza. Questo articolo è solo un pugno in faccia. Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo? Come ha fatto ad essere pubblicato allora? Sono domande che mi sorgono spontanee. Certe volte mi è sembrato pure che le critiche siano del tutto ingiustificate. All’nizio la scrittrice dice una frase molto bella:
    “chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere”
    Sarà che nessuno nasce “imparato”…però la scrittura è come l’arte. All’inizio si impara ma poi se non ti viene dal cuore non ha senso. Se non ti viene spontaneo scrivere come quando ridi, puoi aver avuto tutte le lezioni del mondo e aver letto tutte le riviste che vuoi, ma non sarai mai un autentico scrittore. Un tipo qualunque non può prendere lezioni di pittura senza capire perchè dipinge, imparare tutte le tecniche e poi pensare di poter essere paragonato ai grandi artisti perchè lui ha imparato da persone che ne sapevano di più dei loro maestri. Se fosse così non ci sarebbero i geni. Se fosse così vincerebbe sempre il riccone che si può permettere di imparare dai grandi invece che il povero che impara da solo e segue il suo cuore. Non è mai successo che vincesse il ricco. Per me almeno è così.

    P.S. Non prendere questo commento come una critica perchè per criticare qualcuno bisogna credere di essere di più di quella persona. Io sono lettrice e scrittrice ma non sono niente di più di un altro qualunque scrittore o sognatore del pianeta.
    P.S2 Sono una fan di Licia Troisi e adoro i suoi libri. Specialmente Nihal della terra del vento :)

  92. 326 mariateresa

    Concordo in pieno con Angra…ma, parlando degli eroi del crepuscolo, dove sono le “razze”? Voglio dire, spero che una razza non si dica tale solo perchè tutti i suoi appartenenti hanno la stessa capigliatura bionda e gli stessi occhi azzurri(parlo degli Eterni).

  93. 325 Angra

    Più in generale, sono del parere che utilizzare in maniera pedissequa o troppo simile creature già utilizzate da altri finisca con lo svilire l’elemento fantastico delle proprie opere.

    Basta con gli umani, quindi! ^_^

    A parte gli scherzi, non credo che il problema stia nelle razze. Orecchie a punta o tonde, le razze sono nella maggior parte dei casi sfondo, colore, scenografia, e un pretesto per scannarsi. Pretesto quantomai realistico, per carità, si vedano Utu e Tutsi. Credo che sia molto difficile per un umano inventarsi la psicologia di un qualcosa che umano non è e che questa costruzione possa reggere per centinaia di pagine senza cadute e incoerenze. Il problema lo vedo su altri aspetti: perché la storia della seconda guerra mondiale è più varia e interessante della maggior parte di storie di guerre fantasy che ci sono in circolazione? A mio avviso perché il signore del male che si fa chiamare Signore del Male e i buoni che vanno in giro con la maglietta con scritto BUONI non rende le cose interessanti. Nemmeno Hitler adorava Satana. Intratteneva rapporti ambigui col Vaticano e questo rende la storia varia e complessa. I suoi nemici come Churchill e Stalin non erano meno cinici di lui, forse anzi di più perché meno idealisti. Vabbe’, penso che il concetto sia chiaro…

  94. 324 mariateresa

    Intendo dire che queste violenze faranno sviluppare ai personaggi una parte di carattere che non credevano di avere. Nel caso della donna, questa viene stuprata sotto gli occhi del marito, e muore. Il marito tira fuori un carattere forte e deciso che non credeva di avere, quasi freddo alle volte. Nel secondo caso, il bambino impara ad odiare e vive solo per vendicarsi.

  95. 323 Carraronan

    La violenza sessuale in questione si ripete due volte…la prima è su una donna

    Non ho nulla contro la violenza sulle donne. Non capisco perché la tua amica non l’apprezzi! Un vicolo buio, un negrone armato di coltello, due napoletani con la sigaretta che pende in bocca, il fascino dell’avventura di una sera…

    la seconda è uno stupro di gruppo nei riguardi di un bambino.

    Ci vogliono, servono allo sviluppo dei miei personaggi.

    Un bello stupro, ecco quello di cui hanno bisogno i giouvani d’oggi! Un bello stupro è meglio di anni di liceo e università per il loro sviluppo psicofisico!
    ^__^

  96. 322 mariateresa

    La violenza sessuale in questione si ripete due volte…la prima è su una donna, la seconda è uno stupro di gruppo nei riguardi di un bambino. Ci vogliono, servono allo sviluppo dei miei personaggi.

  97. 321 DelemnO

    Bhe, forse sentirsi dedicare una scena di violenza sessuale non le è sembrato il massimo XD però concordo, specialmente nei fantasy la violenza ci vuole, imho. E nel mio libro non manca. Per le scene di sesso dovete aspettare il secondo, per ragioni di trama.

  98. 320 mariateresa

    FInalmente qualcuno che ama il crudo! la mia migliore amica mi ha tartassato sulla scena di violenza sessuale che metto nel racconto che le ho dedicato! la violenza, purtroppo, fa parte della vita

  99. 319 barbara

    Non vorrei offendere nessuno ma mi sembra che gli estratti postati non siano così diversi da quelli della Strazzulla (che non ho letto), ovvero descrizioni lunghissime e molto particolareggiate di esseri non umani che risultano comunque noiose.
    Premetto che non scrivo niente ma sono solo una semplice lettrice anche di fantasy. Quello che cerco in un libro fantastico è appunto la fantasia, ma non limitata al solo inventarsi 1000 razze diverse che non mi dicono niente o una ambientazione favolistica stile Troisi, buttata li a casaccio e non approfondita tra l’altro, ma avventure possibilmente non banali e soprattutto una introspezione psicologica dei personaggi eccellente, oltre al fattore sorpresa naturalmente, se intuisco la storia prima di averla letta il piacere si dimezza notevolmente.
    Ci metterei anche la cura dei piccoli particolari che rendono l’ ambientazione più reale, senza esagerare ma quel tanto che basta per immedesimarsi completamente, ad esempio un odore, un cibo, un rumore ecc.
    Per gli Elfi non ho problemi a trovarli alla Tolkien o come rappresentanti del Piccolo Popolo, diciamo che se non ci sono proprio ho meno problemi ancora visto che non mi piacciono particolarmente.
    Altra cosa preferisco storie un po’ crude, con sesso e violenza, sempre che siano funzionali alla trama e non fini a se stesse, che storielle di adolescenti cerebrolesi che devono salvare il mondo.

  100. 318 mariateresa

    Ma gli elfi dei racconti di Tolkien non sono di Tolkien, li ha presi dalla mitologia nordica, così come tutte le sue creature. La mitologia è un pozzo dove ognuno attinge le basi per costruire determinati caratteri più o meno simili agli uomini, con lo scopo di rappresentare meglio le varie parti del loro carattere. In particolare, Tolkien si serve degli elfi per rappresentare la natura immortale(era cattolico, questo è da tener presente)e nobile dell’essere umano. Essere originali non significa rinnegare la tradizione, significa aggiungervi qualcosa di nuovo, che non sia in contrasto con il vecchio o risulterà tutto falso. Guardate la Strazzulla:nel tentativo di rendere i suoi Eterni più originali, cercando di farli diventare belli ed intelligenti al di là di ogni limite, li ha rovinati e trasformati in una massa di stereotipi ambulanti. Gli elfi di cui parla Tolkien invece hanno un aspetto del tutto umano, qualche eccezione fatta per le orecchie leggermente a punta e per la vista più acuta, e soprattutto ognuno ha il suo carattere distintivo sia estetico che caratteriale. Alcuni sono malinconici come detto nel post precedente al mio, altri invece allegri come bambini, altri ancora saggi e pieni di ricordi. Ma ci sono anche quelli violenti e passionali, come il famoso Feanor. Non differisco in nulla dall’animo umano, se non forse che si elevano verso un piano più nobile e più”spirituale” essendo simili alle divinità. Ma in un elfo Tolkeniano ci si può immedesimare almeno. Provate ad immedesimarvi in un Dobby o in un elfo della Strazzulla! Il primo è assolutamente ridicolo, ma almeno ha un suo accenno di carattere, il secondo…beh…voi conoscete persone alte 2,20(che non sia giocatore di basket)con i capelli ossigenati e il corpo privo di ciccia?
    Se si, ditemi dove che ci vado subito!

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