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	<title>Commenti a: Scacchi e Scrittura</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Sul Gioco di Ruolo parte prima &#8211; Verosimiglianza e realismo &#124; Space of entropy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-60570</link>
		<dc:creator>Sul Gioco di Ruolo parte prima &#8211; Verosimiglianza e realismo &#124; Space of entropy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:46:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] seguente soluzione.   Credo sia perché quando giochi a D&amp;D parti dal presupposto che “hey, dopotutto è fantasy!” E visto che è fantasy, tutto e il contrario di tutto può avvenire. Non ti poni eccessivi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] seguente soluzione.   Credo sia perché quando giochi a D&amp;D parti dal presupposto che “hey, dopotutto è fantasy!” E visto che è fantasy, tutto e il contrario di tutto può avvenire. Non ti poni eccessivi [...]</p>
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		<title>Di: Maroc</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-47028</link>
		<dc:creator>Maroc</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 20:11:42 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Come ricordato non ci vuole più di un quarto d’ora per imparare a giocare, e ci vuole ancor meno tempo per la narrativa&quot;

&quot;Se il romanzo è di narrativa fantastica (fantasy, fantascienza, horror soprannaturale) e la qualità è alta, sì. Ma prima di segnalarlo devo leggerlo. E deve piacermi. E quando parlo di “qualità alta” intendo che è molto più facile che il romanzo venga pubblicato da Mondadori o da Rizzoli piuttosto che io lo ritenga degno&quot;.

Scusa, posso chiederti che esperienze letterarie hai avuto? No perchè a quanto pare mi sa che è ora di dedicare una letteratura al tuo personaggio. 
Dalle tue parole si deduce non solo che tu non sia assolutamente pericolosa per la letteratura, ma ANCHE E SOPRATTUTTO per il gioco degli scacchi. 
Piccola ignorantella.

Ops, ti ho insultato. Ma posso, giusto? Lo hai scritto nella FAQ.

Maroc</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Come ricordato non ci vuole più di un quarto d’ora per imparare a giocare, e ci vuole ancor meno tempo per la narrativa&#8221;</p>
<p>&#8220;Se il romanzo è di narrativa fantastica (fantasy, fantascienza, horror soprannaturale) e la qualità è alta, sì. Ma prima di segnalarlo devo leggerlo. E deve piacermi. E quando parlo di “qualità alta” intendo che è molto più facile che il romanzo venga pubblicato da Mondadori o da Rizzoli piuttosto che io lo ritenga degno&#8221;.</p>
<p>Scusa, posso chiederti che esperienze letterarie hai avuto? No perchè a quanto pare mi sa che è ora di dedicare una letteratura al tuo personaggio.<br />
Dalle tue parole si deduce non solo che tu non sia assolutamente pericolosa per la letteratura, ma ANCHE E SOPRATTUTTO per il gioco degli scacchi.<br />
Piccola ignorantella.</p>
<p>Ops, ti ho insultato. Ma posso, giusto? Lo hai scritto nella FAQ.</p>
<p>Maroc</p>
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		<title>Di: Uno qualsiasi</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-46540</link>
		<dc:creator>Uno qualsiasi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 20:14:52 +0000</pubDate>
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		<description>Dal momento che hai citato gli scacchi eterodossi, vi segnalo questo sito, dove è possibile provare a giocare le diverse varianti:

http://www.pathguy.com/chess/ChessVar.htm

(richiede java, anche una versione molto vecchia va bene)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal momento che hai citato gli scacchi eterodossi, vi segnalo questo sito, dove è possibile provare a giocare le diverse varianti:</p>
<p><a href="http://www.pathguy.com/chess/ChessVar.htm" rel="nofollow">http://www.pathguy.com/chess/ChessVar.htm</a></p>
<p>(richiede java, anche una versione molto vecchia va bene)</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: kurdt</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-45965</link>
		<dc:creator>kurdt</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 00:29:41 +0000</pubDate>
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		<description>Il numero di partite possibili è 10^120 il numero degli atomi nell&#039;universo è 10^80 è impossibile che un computer giochi la partita perfetta. 

E &quot;l&#039;immortale&quot; è bella, ma contiene un banale errore dell&#039;avversario di Andersen che la rende &quot;frutto&quot; appunto, di un errore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero di partite possibili è 10^120 il numero degli atomi nell&#8217;universo è 10^80 è impossibile che un computer giochi la partita perfetta. </p>
<p>E &#8220;l&#8217;immortale&#8221; è bella, ma contiene un banale errore dell&#8217;avversario di Andersen che la rende &#8220;frutto&#8221; appunto, di un errore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ettore</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40671</link>
		<dc:creator>Ettore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 09:47:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40671</guid>
		<description>Che poi, mi sembra che sottovaluti un po&#039; la narrativa di genere.
Dici di attenerti solo ai fatti, ma volente o nolente, quando mostri un mondo che hai creato e popolato, mostri un po&#039; di te, e questo è arte: l&#039;espressione di una persona, o almeno il meglio di lei.
Il discorso sulla morale è intimamente collegato al narratore onnisciente, che non va bene, ma quando scrivi lo fai come persona, e il tuo punto di vista, anche se non traspare, c&#039;è, muove le azioni dei personaggi e corrobora l&#039;atmosfera del racconto, è quello che rende il mondo &quot;vivo&quot;. Racconti di genere scritti male sono tali perché, oltre magari alle molte incongruenze ed errori tecnici, sono &quot;morti&quot;. L&#039;autore non c&#039;ha messo l&#039;anima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che poi, mi sembra che sottovaluti un po&#8217; la narrativa di genere.<br />
Dici di attenerti solo ai fatti, ma volente o nolente, quando mostri un mondo che hai creato e popolato, mostri un po&#8217; di te, e questo è arte: l&#8217;espressione di una persona, o almeno il meglio di lei.<br />
Il discorso sulla morale è intimamente collegato al narratore onnisciente, che non va bene, ma quando scrivi lo fai come persona, e il tuo punto di vista, anche se non traspare, c&#8217;è, muove le azioni dei personaggi e corrobora l&#8217;atmosfera del racconto, è quello che rende il mondo &#8220;vivo&#8221;. Racconti di genere scritti male sono tali perché, oltre magari alle molte incongruenze ed errori tecnici, sono &#8220;morti&#8221;. L&#8217;autore non c&#8217;ha messo l&#8217;anima.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gwenelan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40496</link>
		<dc:creator>Gwenelan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:48:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40496</guid>
		<description>@Ezra:
Non pensavo volessi trollare (altrimenti non avrei risposto), tranquillo :).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ezra:<br />
Non pensavo volessi trollare (altrimenti non avrei risposto), tranquillo :).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: arnica</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40491</link>
		<dc:creator>arnica</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:50:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40491</guid>
		<description>concordo con l&#039;interpretazione di Gwenelan</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con l&#8217;interpretazione di Gwenelan</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ezra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40476</link>
		<dc:creator>Ezra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 09:03:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40476</guid>
		<description>@Gwenelan
Beh, se è come dici, bene. Forse ho letto male e dunque capito male. (Sia chiaro: non volevo trollare). Anche se il passo di Gamberetta che ho citato, pur rileggendolo secondo i tuoi chiarimenti, ancora mi crea dei problemi. Ma appunto, forse è un problema mio e di cattiva lettura.
Ciao!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gwenelan<br />
Beh, se è come dici, bene. Forse ho letto male e dunque capito male. (Sia chiaro: non volevo trollare). Anche se il passo di Gamberetta che ho citato, pur rileggendolo secondo i tuoi chiarimenti, ancora mi crea dei problemi. Ma appunto, forse è un problema mio e di cattiva lettura.<br />
Ciao!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gwenelan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40475</link>
		<dc:creator>Gwenelan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:30:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40475</guid>
		<description>@Ezra: 
Scusa se mi intrometto, ma hai equivocato il passaggio di Gamberetta che citi. Lei non intende dire che la narrativa fantastica sia superiore alle altre forme di narrativa o ai saggi. Quando parla di &quot;creare nuove realtà&quot; si rifererisce a una storia qualunque. Quando tu hai in mente una storia - che si tratti degli alieni su Giove o del Raskol’nikov a Rimini - stai creando una nuova realtà. E il modo in cui scrivi la storia dev&#039;essere &quot;subordinato&quot; rispetto alla storia stessa. Per dire, l&#039;alieno su Giove non può cominciare una pippa sul razzismo, e Raskol’nikov non può cominciarne una sull&#039;inquinamento (a meno che fare pipponi non sia nel personaggio, ma beh, dipende dai casi). Quello che intende Gamberetta con:
&lt;blockquote&gt; Nessuno mi vieta di scrivere un saggio sul problema del razzismo nell’Europa del XXI secolo, e ne può venire un ottimo saggio, ma non sarà buona narrativa. La narrativa che si ferma a rielaborare la Realtà, senza andare oltre, senza aggiungere altro, è solo una perdita di tempo.
Ci sono autori che si compiacciono d’immergere le loro opere in un bagno di Angosciosi Problemi del Nostro Tempo; costoro credono che così facendo le loro opere di narrativa acquistino significato, invece succede l’opposto, ne vengono svilite. &lt;/blockquote&gt;
è che nella buona narrativa, di qualunque genere, devi prima pensare ad essere originale, creativo, a imbastire una buona storia, con personaggi vivi e credibili, e non a riempire il romanzo dei Grandi Problemi, perchè spesso questo rende la lettura pesante. Poi, se sei capace, riuscirai a coniugare le due cose senza fare disastri, senza riempire il libro di pipponi e senza suonare paternalistico. Ma di per sè, inserire le tematiche del razzismo, o dell&#039;inquinamento industriale o dei problemi dei ggiovani non rende la tua narrativa migliore. Al contrario, se questi temi ti interessano così tanto che, scrivendo, tutta la tua storia è subordinata a loro, fai meglio a scrivere un saggio (un *buon* saggio magari). Gamberetta non dice che &quot;leggere saggi è inutile&quot;, dice che un saggio non è narrativa :). Quindi l&#039;obiettivo è diverso. Nella narrativa, l&#039;obiettivo è la storia, nel saggio l&#039;obiettivo è l&#039;argomento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ezra:<br />
Scusa se mi intrometto, ma hai equivocato il passaggio di Gamberetta che citi. Lei non intende dire che la narrativa fantastica sia superiore alle altre forme di narrativa o ai saggi. Quando parla di &#8220;creare nuove realtà&#8221; si rifererisce a una storia qualunque. Quando tu hai in mente una storia &#8211; che si tratti degli alieni su Giove o del Raskol’nikov a Rimini &#8211; stai creando una nuova realtà. E il modo in cui scrivi la storia dev&#8217;essere &#8220;subordinato&#8221; rispetto alla storia stessa. Per dire, l&#8217;alieno su Giove non può cominciare una pippa sul razzismo, e Raskol’nikov non può cominciarne una sull&#8217;inquinamento (a meno che fare pipponi non sia nel personaggio, ma beh, dipende dai casi). Quello che intende Gamberetta con:</p>
<blockquote><p> Nessuno mi vieta di scrivere un saggio sul problema del razzismo nell’Europa del XXI secolo, e ne può venire un ottimo saggio, ma non sarà buona narrativa. La narrativa che si ferma a rielaborare la Realtà, senza andare oltre, senza aggiungere altro, è solo una perdita di tempo.<br />
Ci sono autori che si compiacciono d’immergere le loro opere in un bagno di Angosciosi Problemi del Nostro Tempo; costoro credono che così facendo le loro opere di narrativa acquistino significato, invece succede l’opposto, ne vengono svilite. </p></blockquote>
<p>è che nella buona narrativa, di qualunque genere, devi prima pensare ad essere originale, creativo, a imbastire una buona storia, con personaggi vivi e credibili, e non a riempire il romanzo dei Grandi Problemi, perchè spesso questo rende la lettura pesante. Poi, se sei capace, riuscirai a coniugare le due cose senza fare disastri, senza riempire il libro di pipponi e senza suonare paternalistico. Ma di per sè, inserire le tematiche del razzismo, o dell&#8217;inquinamento industriale o dei problemi dei ggiovani non rende la tua narrativa migliore. Al contrario, se questi temi ti interessano così tanto che, scrivendo, tutta la tua storia è subordinata a loro, fai meglio a scrivere un saggio (un *buon* saggio magari). Gamberetta non dice che &#8220;leggere saggi è inutile&#8221;, dice che un saggio non è narrativa :). Quindi l&#8217;obiettivo è diverso. Nella narrativa, l&#8217;obiettivo è la storia, nel saggio l&#8217;obiettivo è l&#8217;argomento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ezra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40470</link>
		<dc:creator>Ezra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 07:36:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40470</guid>
		<description>@Davide
ma finora abbiamo detto la stessa cosa. Io sono al 100% con te e Gamberetta, quando si tratta di analizzare il Fantasy e considerare le regole per scrivere nel migliore dei modi narrativa Fantasy.
Quello che sto dicendo è che è riduttivo affermare che la sola narrativa che ha senso (e Gamberetta vuole far passare questa sua opinione come un giudizio oggettivo) è la narrativa fantastica, perché è la sola che crea nuovi mondi.

Quando scrive cose del genere, capiscimi, non posso essere d&#039;accordo, perché qui Gamberetta dimostra di avere una concezione limitatissima della letteratura, nel senso che la riduce a un solo aspetto. C&#039;è sense of wonder? Allora è buona letteratura. Non c&#039;è? Allora è una buffonata. Leggi:

&lt;blockquote&gt;La narrativa non ha bisogno d’imitare la Realtà, può farlo, ma questo non è un merito, è un altro pasticciare da bambini stupidotti, è ancora un rifiuto del gioco per disegnare invece faccine carine. La narrativa deve ampliare la Realtà, generare nuove Realtà, allargare i confini dell’immaginazione della nostra specie.
Nessuno mi vieta di scrivere un saggio sul problema del razzismo nell’Europa del XXI secolo, e ne può venire un ottimo saggio, ma non sarà buona narrativa. La narrativa che si ferma a rielaborare la Realtà, senza andare oltre, senza aggiungere altro, è solo una perdita di tempo.
Ci sono autori che si compiacciono d’immergere le loro opere in un bagno di Angosciosi Problemi del Nostro Tempo; costoro credono che così facendo le loro opere di narrativa acquistino significato, invece succede l’opposto, ne vengono svilite. Questi autori rientrano anche loro nel calderone dei buffoni &lt;/blockquote&gt;

Farsi domande sul senso del proprio tempo (addirittura scrivere saggi) è cosa inutile. Gamberetta non sospetta che anche un romanzo che narra di una famiglia borghese dell&#039;Ottocento crea un mondo e un senso. Solo che Gamberetta passa per oggettivo quello che è un gusto e un interesse personale e crede che sia universale il &quot;desiderio di trovarsi su Giove&quot;. Questo è il limite del discorso di Gamberetta: non si coglie che universale è il desiderio di &quot;trovarsi altrove&quot;; mentre il &quot;dove&quot; (Giove o Rimini) è un elemento empirico che varia di persona in persona. Insomma fa lo stesso errore di chi privilegiando il romanzo psicologico perché pone al centro della realtà l&#039;uomo e i suoi conflitti interiori giudica come sciocchezze tutto il resto che serve solo a divertire. L&#039;errore è identico. Si prende un elemento del proprio interesse e lo si universalizza e da qui dimostrazioni che lasciano il tempo che trovano, perché appunto l&#039;esempio della scacchiera va bene se si considera la narrativa in senso stretto come una tecnica che ha un solo fine. Un approccio più equilibrato dovrebbe farci dire che quello della scacchiera è un ottimo esempio per quanto riguarda la narrativa fantastica. Esprimersi in modo risentito (mi pare sia così) contro la narrativa non-fantastica mi pare limitante, e qui l&#039;intelligenza (che non è poca) di Gamberetta pare abbia fatto posto al risentimento (magari per ribattere agli ottusi che credono che solo romanzi come &quot;I Buddenbrook&quot; possono considerarsi tali, mentre il resto è spazzatura). (Oddio, quest&#039;ultima è una congettura, ma credo di aver colto nel segno).
Ripeto, io mi sono trovato bene in posti come &quot;Gormenghast&quot; o sulle &quot;Montagne della follia&quot;... tuttavia mi sono trovato meglio, te l&#039;ho già detto, nella Pietroburgo di Dostoevskij. Perché? Forse perché Dostoevskij tratta temi universali rispetto i quali tutti DEVONO sentirsi coinvolti e rispetto i quali soltanto gli idioti NON SANNO che ne sono coinvolti? No... semplicemente perché un Raskol&#039;nikov o un Ivan Karamazov rispondono meglio di altri a quello che è il mio interesse attuale, o l&#039;altrove che qui ed ora desidero. Vai dalla persona che ha perduto il proprio amore che è fuggito a Rimini e chiedigli: preferisci andare su Giove o avere la possibilità di andare a Rimini e ritrovare la tua amata... la scelta sarà (probabilmente) per Rimini. Una scelta cretina? Sì, per chi crede che Giove sia un oggetto del desiderio universale. Per chi crede che universale sia il desiderio e che l&#039;oggetto cambi di persona in persona, allora un simile giudizio (&quot;la scelta è cretina&quot;) non si formula. E per fortuna c&#039;è chi è ancora disposta a sacrificare ogni cosa, compresa la sua vita, per riconquistare il proprio amore che si trova a Rimini. 

Sul resto, che sia necessario scrivere bene, fare film bene, far leggere a Gassman non la lista della spesa ma un sonetto di Shakespeare, ti ripeto: siamo d&#039;accordo.

Ciao!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Davide<br />
ma finora abbiamo detto la stessa cosa. Io sono al 100% con te e Gamberetta, quando si tratta di analizzare il Fantasy e considerare le regole per scrivere nel migliore dei modi narrativa Fantasy.<br />
Quello che sto dicendo è che è riduttivo affermare che la sola narrativa che ha senso (e Gamberetta vuole far passare questa sua opinione come un giudizio oggettivo) è la narrativa fantastica, perché è la sola che crea nuovi mondi.</p>
<p>Quando scrive cose del genere, capiscimi, non posso essere d&#8217;accordo, perché qui Gamberetta dimostra di avere una concezione limitatissima della letteratura, nel senso che la riduce a un solo aspetto. C&#8217;è sense of wonder? Allora è buona letteratura. Non c&#8217;è? Allora è una buffonata. Leggi:</p>
<blockquote><p>La narrativa non ha bisogno d’imitare la Realtà, può farlo, ma questo non è un merito, è un altro pasticciare da bambini stupidotti, è ancora un rifiuto del gioco per disegnare invece faccine carine. La narrativa deve ampliare la Realtà, generare nuove Realtà, allargare i confini dell’immaginazione della nostra specie.<br />
Nessuno mi vieta di scrivere un saggio sul problema del razzismo nell’Europa del XXI secolo, e ne può venire un ottimo saggio, ma non sarà buona narrativa. La narrativa che si ferma a rielaborare la Realtà, senza andare oltre, senza aggiungere altro, è solo una perdita di tempo.<br />
Ci sono autori che si compiacciono d’immergere le loro opere in un bagno di Angosciosi Problemi del Nostro Tempo; costoro credono che così facendo le loro opere di narrativa acquistino significato, invece succede l’opposto, ne vengono svilite. Questi autori rientrano anche loro nel calderone dei buffoni </p></blockquote>
<p>Farsi domande sul senso del proprio tempo (addirittura scrivere saggi) è cosa inutile. Gamberetta non sospetta che anche un romanzo che narra di una famiglia borghese dell&#8217;Ottocento crea un mondo e un senso. Solo che Gamberetta passa per oggettivo quello che è un gusto e un interesse personale e crede che sia universale il &#8220;desiderio di trovarsi su Giove&#8221;. Questo è il limite del discorso di Gamberetta: non si coglie che universale è il desiderio di &#8220;trovarsi altrove&#8221;; mentre il &#8220;dove&#8221; (Giove o Rimini) è un elemento empirico che varia di persona in persona. Insomma fa lo stesso errore di chi privilegiando il romanzo psicologico perché pone al centro della realtà l&#8217;uomo e i suoi conflitti interiori giudica come sciocchezze tutto il resto che serve solo a divertire. L&#8217;errore è identico. Si prende un elemento del proprio interesse e lo si universalizza e da qui dimostrazioni che lasciano il tempo che trovano, perché appunto l&#8217;esempio della scacchiera va bene se si considera la narrativa in senso stretto come una tecnica che ha un solo fine. Un approccio più equilibrato dovrebbe farci dire che quello della scacchiera è un ottimo esempio per quanto riguarda la narrativa fantastica. Esprimersi in modo risentito (mi pare sia così) contro la narrativa non-fantastica mi pare limitante, e qui l&#8217;intelligenza (che non è poca) di Gamberetta pare abbia fatto posto al risentimento (magari per ribattere agli ottusi che credono che solo romanzi come &#8220;I Buddenbrook&#8221; possono considerarsi tali, mentre il resto è spazzatura). (Oddio, quest&#8217;ultima è una congettura, ma credo di aver colto nel segno).<br />
Ripeto, io mi sono trovato bene in posti come &#8220;Gormenghast&#8221; o sulle &#8220;Montagne della follia&#8221;&#8230; tuttavia mi sono trovato meglio, te l&#8217;ho già detto, nella Pietroburgo di Dostoevskij. Perché? Forse perché Dostoevskij tratta temi universali rispetto i quali tutti DEVONO sentirsi coinvolti e rispetto i quali soltanto gli idioti NON SANNO che ne sono coinvolti? No&#8230; semplicemente perché un Raskol&#8217;nikov o un Ivan Karamazov rispondono meglio di altri a quello che è il mio interesse attuale, o l&#8217;altrove che qui ed ora desidero. Vai dalla persona che ha perduto il proprio amore che è fuggito a Rimini e chiedigli: preferisci andare su Giove o avere la possibilità di andare a Rimini e ritrovare la tua amata&#8230; la scelta sarà (probabilmente) per Rimini. Una scelta cretina? Sì, per chi crede che Giove sia un oggetto del desiderio universale. Per chi crede che universale sia il desiderio e che l&#8217;oggetto cambi di persona in persona, allora un simile giudizio (&#8220;la scelta è cretina&#8221;) non si formula. E per fortuna c&#8217;è chi è ancora disposta a sacrificare ogni cosa, compresa la sua vita, per riconquistare il proprio amore che si trova a Rimini. </p>
<p>Sul resto, che sia necessario scrivere bene, fare film bene, far leggere a Gassman non la lista della spesa ma un sonetto di Shakespeare, ti ripeto: siamo d&#8217;accordo.</p>
<p>Ciao!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40404</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 14:05:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40404</guid>
		<description>@Ezra:
&lt;blockquote&gt;Dico che se si vuole ridurre la narrativa solo a una tecnica che serve a “mostrare” nel modo più trasparente possibile un “mondo nuovo”, allora occorre riconoscere che la scrittura è una tecnica limitata e che è abbondantemente superata da altre tecniche: quella cinematografica in primis. &lt;/blockquote&gt;

Io infatti la vedo proprio cosi&#039;.  Perchè un viaggiatore perfetto (libero da vincoli e ottimamente disposto) deve accontentarsi di immaginare (libro) quando puo&#039; vedere/sentire/immaginare (film) ?
In realta&#039; il grosso problema e&#039; che realizzare un film e&#039;  &lt;u&gt;molto&lt;/u&gt; più complicato e costoso.  E poi il viaggiatore di solito ha delle tare tipo &quot;voglio viaggiare rigirandomi sul letto&quot; oppure &quot;oh no, odio Nicolas Cage, perchè proprio lui?&quot;.

Di nuovo: la scrittura e&#039; un mezzo per raggiungere uno scopo. Se un altro mezzo permette di raggiungere lo stesso fine ma in maniera migliore, allora e&#039; da preferirsi. 
Stesso discorso per i generi letterari: ogni genere letterario deve avere uno scopo ed essere giudicato per come lo raggiunge.
Se l&#039;obiettivo e&#039; far visitare Giove a tizio e scelgo la poesia, so già che non farò un lavoro ottimale. Non lo farò perche&#039; esiste il mezzo &quot;racconto&quot; che funziona meglio. O il mezzo &quot;film&quot;, meglio ancora. O il mezzo &quot;viaggio spaziale&quot;.  Poi sta a me capire quali mezzi sono in grado di usare e quali sono costretto a scartare per motivi economici.

Un dipinto astratto può aver valore se lo scopo e&#039; stupire con l&#039;astrazione, ne ha bel poco se lo scopo era ritrarre fedelmente una vecchia, ed in ogni caso ne ha meno di qualunque altro mezzo in grado di &quot;migliorare&quot; l&#039;obiettivo.

&lt;blockquote&gt; Insomma, perché non riconoscere che la scrittura può essere diversa da una partita a scacchi, per cui vi è solo e un solo scopo da raggiungere? (..)
 (..) diversa cosa (a mio avviso errata) invece è dire che il “bello stile” è una stronzata a prescindere, senza considerare che il “bello stile” ha un suo valore proprio (se non si intrude in generi che non lo possono tollerare)&lt;/blockquote&gt;

Sono d&#039;accordo. Il bello stile ha valore ma principalmente solo se lo scopo e&#039; quello di far bello stile (riconosco che potrebbero esserci altri fini, ma non ho voglia di immaginarmeli). Altrimenti diventa un contorno poco efficace. 
Se io scrivessi un libro pieno di punti esclamativi ed in mezzo ogni tanto la parola &quot;elfo&quot; con tutti i ghirigori, sarei poco efficace in letteratura esclamativa (a causa dei dannati elfi) oltre che un buffone nella letteratura fantasy. Non importa quanto difficile e artistitico sia scrivere &quot;elfo&quot; in quel modo. Certo qualcuno che apprezza i ghirigori si trova sempre.

Concludo dicendo che se Gassman leggesse una barzelletta al posto della lista della spesa, sarebbe più divertente. Allo stesso modo se leggesse una voce dell&#039;enciclopedia sarebbe più utile. Quindi la lista della spesa, se non devo andarci davvero al supermercato, come mezzo non e&#039; efficace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ezra:</p>
<blockquote><p>Dico che se si vuole ridurre la narrativa solo a una tecnica che serve a “mostrare” nel modo più trasparente possibile un “mondo nuovo”, allora occorre riconoscere che la scrittura è una tecnica limitata e che è abbondantemente superata da altre tecniche: quella cinematografica in primis. </p></blockquote>
<p>Io infatti la vedo proprio cosi&#8217;.  Perchè un viaggiatore perfetto (libero da vincoli e ottimamente disposto) deve accontentarsi di immaginare (libro) quando puo&#8217; vedere/sentire/immaginare (film) ?<br />
In realta&#8217; il grosso problema e&#8217; che realizzare un film e&#8217;  <u>molto</u> più complicato e costoso.  E poi il viaggiatore di solito ha delle tare tipo &#8220;voglio viaggiare rigirandomi sul letto&#8221; oppure &#8220;oh no, odio Nicolas Cage, perchè proprio lui?&#8221;.</p>
<p>Di nuovo: la scrittura e&#8217; un mezzo per raggiungere uno scopo. Se un altro mezzo permette di raggiungere lo stesso fine ma in maniera migliore, allora e&#8217; da preferirsi.<br />
Stesso discorso per i generi letterari: ogni genere letterario deve avere uno scopo ed essere giudicato per come lo raggiunge.<br />
Se l&#8217;obiettivo e&#8217; far visitare Giove a tizio e scelgo la poesia, so già che non farò un lavoro ottimale. Non lo farò perche&#8217; esiste il mezzo &#8220;racconto&#8221; che funziona meglio. O il mezzo &#8220;film&#8221;, meglio ancora. O il mezzo &#8220;viaggio spaziale&#8221;.  Poi sta a me capire quali mezzi sono in grado di usare e quali sono costretto a scartare per motivi economici.</p>
<p>Un dipinto astratto può aver valore se lo scopo e&#8217; stupire con l&#8217;astrazione, ne ha bel poco se lo scopo era ritrarre fedelmente una vecchia, ed in ogni caso ne ha meno di qualunque altro mezzo in grado di &#8220;migliorare&#8221; l&#8217;obiettivo.</p>
<blockquote><p> Insomma, perché non riconoscere che la scrittura può essere diversa da una partita a scacchi, per cui vi è solo e un solo scopo da raggiungere? (..)<br />
 (..) diversa cosa (a mio avviso errata) invece è dire che il “bello stile” è una stronzata a prescindere, senza considerare che il “bello stile” ha un suo valore proprio (se non si intrude in generi che non lo possono tollerare)</p></blockquote>
<p>Sono d&#8217;accordo. Il bello stile ha valore ma principalmente solo se lo scopo e&#8217; quello di far bello stile (riconosco che potrebbero esserci altri fini, ma non ho voglia di immaginarmeli). Altrimenti diventa un contorno poco efficace.<br />
Se io scrivessi un libro pieno di punti esclamativi ed in mezzo ogni tanto la parola &#8220;elfo&#8221; con tutti i ghirigori, sarei poco efficace in letteratura esclamativa (a causa dei dannati elfi) oltre che un buffone nella letteratura fantasy. Non importa quanto difficile e artistitico sia scrivere &#8220;elfo&#8221; in quel modo. Certo qualcuno che apprezza i ghirigori si trova sempre.</p>
<p>Concludo dicendo che se Gassman leggesse una barzelletta al posto della lista della spesa, sarebbe più divertente. Allo stesso modo se leggesse una voce dell&#8217;enciclopedia sarebbe più utile. Quindi la lista della spesa, se non devo andarci davvero al supermercato, come mezzo non e&#8217; efficace.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ezra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40383</link>
		<dc:creator>Ezra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 08:40:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40383</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Se preferisci andare in Russia perchè li ti mostrano Zangief che bara alla gara dei rimbalzi su fiume utilizzando folletti al posto dei sassi, io, Giove o non Giove, vengo con te.&lt;/blockquote&gt;

Solo per questo hai conquistato la mia simpatia!


Per quanto riguarda il discorso circa la &quot;trasparenza&quot;. Dico che se si vuole ridurre la narrativa solo a una tecnica che serve a &quot;mostrare&quot; nel modo più trasparente possibile un &quot;mondo nuovo&quot;, allora occorre riconoscere che la scrittura è una tecnica limitata e che è abbondantemente superata da altre tecniche: quella cinematografica in primis. E allora non si capisce perché scrivere, se ci sono modi migliori per &quot;creare nuovi mondi&quot;.
Io credo invece che la scrittura abbia un valore intrinseco, e in questo senso ha valore la narrativa fantastica che crea &quot;nuovi mondi fantastici&quot; (e che per crearli DEVE attenersi a rigide regole... e tre volte grazie a Gamberetta per aver divulgato queste regole). Ma pure altri generi hanno valore: la poesia (vabbé, troppo facile), il cosiddetto &quot;romanzo borghese&quot; (che crea mondi, sebbene non fantastici), ma anche quei generi che nascono dal bisticciare con le parole, e che invece di costruire &quot;mondi&quot; costruiscono architetture che magari non dicono nulla in termini di &quot;trama&quot; di &quot;storia&quot;, ma che sono geometricamente e stilisticamente ben riuscite (come un quadro astratto: che può essere piacevole da guardare a seconda dei vari equilibri di geometrie e di colore, ma che dice ben poco in termini di &quot;senso&quot;... al di là degli sbrodolamenti dei vari critici d&#039;arte). Ora, non si tratta di elenchi telefonici, ma di &quot;bello stile&quot;, come lo chiama Gamberetta... anche se ci si potrebbe chiedere (a proposito di elenchi) come mai un Gassman che legge &quot;La lista della spesa&quot; o un Carmelo Bene che bisticcia con i classici possono essere più piacevoli di un qualunque attore che recita Shakespeare a teatro: forse perché c&#039;è un quid che va oltre la semplice &quot;storia&quot; e che si precisa appunto nello &quot;stile&quot;? E se si riconosce uno &quot;stile&quot; recitativo che può valere a prescindere da ciò che la recitazione comunica come oggetto narrativo, perché non riconoscere anche uno &quot;stile&quot; di scrittura che può valere di per sé come genere proprio? Insomma, perché non riconoscere che la scrittura può essere diversa da una partita a scacchi, per cui vi è solo e un solo scopo da raggiungere?
Un conto è dire a uno che sta scrivendo Fantasy che si sta perdendo in &quot;stronzate&quot; (cioè in un modo di scrivere che in vista dell&#039;intero - cioè una storia fantasy - è per forza una stronzata); diversa cosa (a mio avviso errata) invece è dire che il &quot;bello stile&quot; è una stronzata a prescindere, senza considerare che il &quot;bello stile&quot; ha un suo valore proprio (se non si intrude in generi che non lo possono tollerare).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Se preferisci andare in Russia perchè li ti mostrano Zangief che bara alla gara dei rimbalzi su fiume utilizzando folletti al posto dei sassi, io, Giove o non Giove, vengo con te.</p></blockquote>
<p>Solo per questo hai conquistato la mia simpatia!</p>
<p>Per quanto riguarda il discorso circa la &#8220;trasparenza&#8221;. Dico che se si vuole ridurre la narrativa solo a una tecnica che serve a &#8220;mostrare&#8221; nel modo più trasparente possibile un &#8220;mondo nuovo&#8221;, allora occorre riconoscere che la scrittura è una tecnica limitata e che è abbondantemente superata da altre tecniche: quella cinematografica in primis. E allora non si capisce perché scrivere, se ci sono modi migliori per &#8220;creare nuovi mondi&#8221;.<br />
Io credo invece che la scrittura abbia un valore intrinseco, e in questo senso ha valore la narrativa fantastica che crea &#8220;nuovi mondi fantastici&#8221; (e che per crearli DEVE attenersi a rigide regole&#8230; e tre volte grazie a Gamberetta per aver divulgato queste regole). Ma pure altri generi hanno valore: la poesia (vabbé, troppo facile), il cosiddetto &#8220;romanzo borghese&#8221; (che crea mondi, sebbene non fantastici), ma anche quei generi che nascono dal bisticciare con le parole, e che invece di costruire &#8220;mondi&#8221; costruiscono architetture che magari non dicono nulla in termini di &#8220;trama&#8221; di &#8220;storia&#8221;, ma che sono geometricamente e stilisticamente ben riuscite (come un quadro astratto: che può essere piacevole da guardare a seconda dei vari equilibri di geometrie e di colore, ma che dice ben poco in termini di &#8220;senso&#8221;&#8230; al di là degli sbrodolamenti dei vari critici d&#8217;arte). Ora, non si tratta di elenchi telefonici, ma di &#8220;bello stile&#8221;, come lo chiama Gamberetta&#8230; anche se ci si potrebbe chiedere (a proposito di elenchi) come mai un Gassman che legge &#8220;La lista della spesa&#8221; o un Carmelo Bene che bisticcia con i classici possono essere più piacevoli di un qualunque attore che recita Shakespeare a teatro: forse perché c&#8217;è un quid che va oltre la semplice &#8220;storia&#8221; e che si precisa appunto nello &#8220;stile&#8221;? E se si riconosce uno &#8220;stile&#8221; recitativo che può valere a prescindere da ciò che la recitazione comunica come oggetto narrativo, perché non riconoscere anche uno &#8220;stile&#8221; di scrittura che può valere di per sé come genere proprio? Insomma, perché non riconoscere che la scrittura può essere diversa da una partita a scacchi, per cui vi è solo e un solo scopo da raggiungere?<br />
Un conto è dire a uno che sta scrivendo Fantasy che si sta perdendo in &#8220;stronzate&#8221; (cioè in un modo di scrivere che in vista dell&#8217;intero &#8211; cioè una storia fantasy &#8211; è per forza una stronzata); diversa cosa (a mio avviso errata) invece è dire che il &#8220;bello stile&#8221; è una stronzata a prescindere, senza considerare che il &#8220;bello stile&#8221; ha un suo valore proprio (se non si intrude in generi che non lo possono tollerare).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Davide</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40350</link>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 21:14:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40350</guid>
		<description>Grande articolo!

@Ezra provo a risponderti io.

&lt;blockquote&gt;ma non credi che un “film” (o una animazione) sia più trasparente della narrativa?&lt;/blockquote&gt;

Ovviamente si, e, aggiungo, vivere di persona una storia fantastica e&#039; ancora meglio e più trasparente. 

&lt;blockquote&gt;Insomma, non sono “buffoni” anche quelli che “creano nuovi mondi narrativi” quando tali mondi potrebbero essere meglio “mostrati” attraverso il medium cinematografico (visione+suoni)?&lt;/blockquote&gt;

Gamberetta da del buffone nell&#039;articolo a chi si diletta con il mezzo invece che con la storia. Nel caso cinematografico, immagina un regista che si prodiga ad esplorare la funzione zoom o a farti sentire come varia la qualità del suono piuttosto che mostrarti una storia.
Per quanto riguarda la domanda e&#039; lo stesso che chiedere &quot;non sono buffoni quelli che creano un documentario sulla giungla invece di pagare a tutti il biglietto e portarci li direttamente?&quot;.

&lt;blockquote&gt;Perché non riconoscere il valore anche di un genere letterario che si precisi – ad esempio – solo in giochi di parole?&lt;/blockquote&gt;

Perchè poi dovresti riconoscere anche il valore letterario di chi scrive l&#039;elenco del telefono. 

&lt;blockquote&gt;Ma non credi che anche leggere di “mondi popolati da fate” (o guardare la TV o passare ore coi videogiochi o studiare l’Egitto) sia parimenti una perdita di tempo o inutile? &lt;/blockquote&gt;

Non e&#039; una questione di inutilita&#039;. Il punto e&#039; che leggere l&#039;elenco del telefono o leggere un libro con le rime inventate dal parroco solitamente non e&#039; divertente. 

&lt;blockquote&gt;Detto questo, io preferisco di gran lunga andare nella Russa di Dostoevskij o nella Germania di Mann o nell’America di Franzen piuttosto che su Giove o al centro della terra&lt;/blockquote&gt;

E&#039; una preferenza legittima. Il punto del discorso e&#039; che nella letteratura fantasy e&#039; preferibile un racconto che stimola tanta fantasia ad uno che ne stimola meno.  Se preferisci andare in Russia perchè li ti mostrano Zangief che bara alla gara dei rimbalzi su fiume utilizzando folletti al posto dei sassi, io, Giove o non Giove, vengo con te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande articolo!</p>
<p>@Ezra provo a risponderti io.</p>
<blockquote><p>ma non credi che un “film” (o una animazione) sia più trasparente della narrativa?</p></blockquote>
<p>Ovviamente si, e, aggiungo, vivere di persona una storia fantastica e&#8217; ancora meglio e più trasparente. </p>
<blockquote><p>Insomma, non sono “buffoni” anche quelli che “creano nuovi mondi narrativi” quando tali mondi potrebbero essere meglio “mostrati” attraverso il medium cinematografico (visione+suoni)?</p></blockquote>
<p>Gamberetta da del buffone nell&#8217;articolo a chi si diletta con il mezzo invece che con la storia. Nel caso cinematografico, immagina un regista che si prodiga ad esplorare la funzione zoom o a farti sentire come varia la qualità del suono piuttosto che mostrarti una storia.<br />
Per quanto riguarda la domanda e&#8217; lo stesso che chiedere &#8220;non sono buffoni quelli che creano un documentario sulla giungla invece di pagare a tutti il biglietto e portarci li direttamente?&#8221;.</p>
<blockquote><p>Perché non riconoscere il valore anche di un genere letterario che si precisi – ad esempio – solo in giochi di parole?</p></blockquote>
<p>Perchè poi dovresti riconoscere anche il valore letterario di chi scrive l&#8217;elenco del telefono. </p>
<blockquote><p>Ma non credi che anche leggere di “mondi popolati da fate” (o guardare la TV o passare ore coi videogiochi o studiare l’Egitto) sia parimenti una perdita di tempo o inutile? </p></blockquote>
<p>Non e&#8217; una questione di inutilita&#8217;. Il punto e&#8217; che leggere l&#8217;elenco del telefono o leggere un libro con le rime inventate dal parroco solitamente non e&#8217; divertente. </p>
<blockquote><p>Detto questo, io preferisco di gran lunga andare nella Russa di Dostoevskij o nella Germania di Mann o nell’America di Franzen piuttosto che su Giove o al centro della terra</p></blockquote>
<p>E&#8217; una preferenza legittima. Il punto del discorso e&#8217; che nella letteratura fantasy e&#8217; preferibile un racconto che stimola tanta fantasia ad uno che ne stimola meno.  Se preferisci andare in Russia perchè li ti mostrano Zangief che bara alla gara dei rimbalzi su fiume utilizzando folletti al posto dei sassi, io, Giove o non Giove, vengo con te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ezra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40338</link>
		<dc:creator>Ezra</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 17:03:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40338</guid>
		<description>Non avevo letto questo articolo (e quello collegato cui si rinvia)... e che dire... l&#039;ho trovato &quot;singolare&quot;.

Domanda &quot;stupida&quot;: ma non credi che un &quot;film&quot; (o una animazione) sia più trasparente della narrativa? (Forse anche le scienze cognitive possono provare che la &quot;visione&quot; su schermo di Marte sia più coinvolgente della sua &quot;narrazione&quot; per quanto si domini al meglio la regola aurea dello &quot;show don&#039;t tell&quot;). E in questo caso, se si vuole ottenere la migliore trasparenza, non è meglio fare e vedere film? Insomma, non sono &quot;buffoni&quot; anche quelli che &quot;creano nuovi mondi narrativi&quot; quando tali mondi potrebbero essere meglio &quot;mostrati&quot; attraverso il medium cinematografico (visione+suoni)?

Ora, dire che è cosa da &quot;buffoni&quot; baloccarsi con le parole e che la narrativa deve solo &quot;creare mondi&quot; (in modo trasparente)... non è limitante? Perché non riconoscere il valore anche di un genere letterario che si precisi - ad esempio - solo in giochi di parole? Forse perché è una perdita di tempo o inutile? Ma non credi che anche leggere di &quot;mondi popolati da fate&quot; (o guardare la TV o passare ore coi videogiochi o studiare l&#039;Egitto) sia parimenti una perdita di tempo o inutile? 

Poi non capisco chi sono questi Sommi Scrittori che sono in realtà dei Buffoni. Insomma, posso immaginare i vari Joyce, Gadda e co., secondo quanto scrivi. Ma visto che attacchi anche chi scrive di cose &quot;reali&quot; (meglio andare a Rimini o su Giove?)... un Thomas Mann che scrive &quot;I Buddenbrook&quot; è un buffone? Detto questo, io preferisco di gran lunga andare nella Russa di Dostoevskij o nella Germania di Mann o nell&#039;America di Franzen piuttosto che su Giove o al centro della terra. Sono gusti: c&#039;è chi preferisce incontrare un &quot;uomo&quot; diverso da sé, altri invece preferiscono gli spazi siderali o i microbi... ma insomma, parlare di &quot;valore&quot; oggettivo e dire che Giove è meglio di Rimini mi pare eccessivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo letto questo articolo (e quello collegato cui si rinvia)&#8230; e che dire&#8230; l&#8217;ho trovato &#8220;singolare&#8221;.</p>
<p>Domanda &#8220;stupida&#8221;: ma non credi che un &#8220;film&#8221; (o una animazione) sia più trasparente della narrativa? (Forse anche le scienze cognitive possono provare che la &#8220;visione&#8221; su schermo di Marte sia più coinvolgente della sua &#8220;narrazione&#8221; per quanto si domini al meglio la regola aurea dello &#8220;show don&#8217;t tell&#8221;). E in questo caso, se si vuole ottenere la migliore trasparenza, non è meglio fare e vedere film? Insomma, non sono &#8220;buffoni&#8221; anche quelli che &#8220;creano nuovi mondi narrativi&#8221; quando tali mondi potrebbero essere meglio &#8220;mostrati&#8221; attraverso il medium cinematografico (visione+suoni)?</p>
<p>Ora, dire che è cosa da &#8220;buffoni&#8221; baloccarsi con le parole e che la narrativa deve solo &#8220;creare mondi&#8221; (in modo trasparente)&#8230; non è limitante? Perché non riconoscere il valore anche di un genere letterario che si precisi &#8211; ad esempio &#8211; solo in giochi di parole? Forse perché è una perdita di tempo o inutile? Ma non credi che anche leggere di &#8220;mondi popolati da fate&#8221; (o guardare la TV o passare ore coi videogiochi o studiare l&#8217;Egitto) sia parimenti una perdita di tempo o inutile? </p>
<p>Poi non capisco chi sono questi Sommi Scrittori che sono in realtà dei Buffoni. Insomma, posso immaginare i vari Joyce, Gadda e co., secondo quanto scrivi. Ma visto che attacchi anche chi scrive di cose &#8220;reali&#8221; (meglio andare a Rimini o su Giove?)&#8230; un Thomas Mann che scrive &#8220;I Buddenbrook&#8221; è un buffone? Detto questo, io preferisco di gran lunga andare nella Russa di Dostoevskij o nella Germania di Mann o nell&#8217;America di Franzen piuttosto che su Giove o al centro della terra. Sono gusti: c&#8217;è chi preferisce incontrare un &#8220;uomo&#8221; diverso da sé, altri invece preferiscono gli spazi siderali o i microbi&#8230; ma insomma, parlare di &#8220;valore&#8221; oggettivo e dire che Giove è meglio di Rimini mi pare eccessivo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ettore</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-40323</link>
		<dc:creator>Ettore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 13:57:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-40323</guid>
		<description>Guarda, quando parli di narrativa di genere secondo me ne sai a pacchi, sei un punto di riferimento per molte persone che vogliono scrivere. Ma questi discorsi sono un po&#039; limitanti:

&lt;blockquote&gt;Al lettore di literary fiction spesso piace darsi arie. Lui legge Letteratura con la L maiuscola, Arte con la A maiuscola, si compiace di perder tempo con Opere che mischiano in un unico pastrugno mezzo e fine, parole e loro significato. In realtà è come il tizio che non riesce ad andare oltre una faccina sorridente, non saprà mai quanto è molto più travolgente L’Immortale. Lo scrittore di literary fiction poi non lo prendo neanche in considerazione, è nient’altro che un buffone (so benissimo di aver appena dato del buffone a chissà quanti presunti Geni Riconosciuti della Letteratura, fatti loro!)
&lt;/blockquote&gt;

Posso immaginare che molte persone abbiano la puzza sotto il naso, ma ribadirlo con questo tono è un po&#039; come a giocare ai piccoli ribelli, o all&#039;Inner Circle dei blog di narrativa.
Abbiamo tutti il diritto che dire cosa &lt;i&gt;ci piace&lt;/i&gt; e cosa &lt;i&gt;non ci piace&lt;/i&gt;, ma su cose del genere non si può usare questo tono, se no sembra che vi diate un sacco di arie. In effetti, quando parli così, tra questi Geni Riconosciuti della Letteratura ti ci vedo bene, lo Sgarbi della controcultura.
Se poi dietro questo rancore c&#039;è qualcosa di personale, allora chiedo venia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda, quando parli di narrativa di genere secondo me ne sai a pacchi, sei un punto di riferimento per molte persone che vogliono scrivere. Ma questi discorsi sono un po&#8217; limitanti:</p>
<blockquote><p>Al lettore di literary fiction spesso piace darsi arie. Lui legge Letteratura con la L maiuscola, Arte con la A maiuscola, si compiace di perder tempo con Opere che mischiano in un unico pastrugno mezzo e fine, parole e loro significato. In realtà è come il tizio che non riesce ad andare oltre una faccina sorridente, non saprà mai quanto è molto più travolgente L’Immortale. Lo scrittore di literary fiction poi non lo prendo neanche in considerazione, è nient’altro che un buffone (so benissimo di aver appena dato del buffone a chissà quanti presunti Geni Riconosciuti della Letteratura, fatti loro!)
</p></blockquote>
<p>Posso immaginare che molte persone abbiano la puzza sotto il naso, ma ribadirlo con questo tono è un po&#8217; come a giocare ai piccoli ribelli, o all&#8217;Inner Circle dei blog di narrativa.<br />
Abbiamo tutti il diritto che dire cosa <i>ci piace</i> e cosa <i>non ci piace</i>, ma su cose del genere non si può usare questo tono, se no sembra che vi diate un sacco di arie. In effetti, quando parli così, tra questi Geni Riconosciuti della Letteratura ti ci vedo bene, lo Sgarbi della controcultura.<br />
Se poi dietro questo rancore c&#8217;è qualcosa di personale, allora chiedo venia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: La mappa definitiva del Giovane Esordiente « Werehare's Burrow</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-19626</link>
		<dc:creator>La mappa definitiva del Giovane Esordiente « Werehare's Burrow</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 13:55:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-19626</guid>
		<description>[...] su come impostare un dialogo; * Il punto sul fantasy italiano, Riassunto delle puntate precedenti, Scacchi e scrittura, On fairy stories, Educazione e timidezza, Gli scrittori e il troppo Amore, Come non scrivere [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] su come impostare un dialogo; * Il punto sul fantasy italiano, Riassunto delle puntate precedenti, Scacchi e scrittura, On fairy stories, Educazione e timidezza, Gli scrittori e il troppo Amore, Come non scrivere [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-15651</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:32:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-15651</guid>
		<description>@WordSmuggler. Hai ragione. Il Re è per forza in G1, perché poi dice che cattura il cavallo con l’alfiere che percorre la diagonale della regina, dunque il cavallo è in F3 o E2.
L’unica posizione che mi viene in mente è quella qui sotto:
&lt;img src=&quot;http://fantasy.gamberi.org/gamberi/immaginivarie/scacchi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;
Dove comunque c’è ancora una mossa per il bianco con l’alfieri poi in F1. Ma è tutto molto forzato e in ogni caso perché il bianco non si accorga di quello che succede vuol dire che il personaggio ha imparato a giocare da non più di mezzora.
La mia idea: Altieri non aveva in mente nessuna posizione precisa, è andato a caso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@WordSmuggler. Hai ragione. Il Re è per forza in G1, perché poi dice che cattura il cavallo con l’alfiere che percorre la diagonale della regina, dunque il cavallo è in F3 o E2.<br />
L’unica posizione che mi viene in mente è quella qui sotto:<br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/gamberi/immaginivarie/scacchi.jpg" alt="" /><br />
Dove comunque c’è ancora una mossa per il bianco con l’alfieri poi in F1. Ma è tutto molto forzato e in ogni caso perché il bianco non si accorga di quello che succede vuol dire che il personaggio ha imparato a giocare da non più di mezzora.<br />
La mia idea: Altieri non aveva in mente nessuna posizione precisa, è andato a caso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: WordSmuggler</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-15650</link>
		<dc:creator>WordSmuggler</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 21:55:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-15650</guid>
		<description>@merphit e gamberetta:

Mi son fatto l&#039;idea che &quot;intrappolato&quot; sia un&#039;iperbole e che il re sia in G1, con pedoni in G2 e H2, la &quot;diagonale di cavallo&quot; (che nella denominazione bislacca di questo brano immagino sia F2) coperta dalla regina (in diagonale dalla regina nera in H4 o in verticale con regina in colonna F), un alfiere interposto in riga 1 che viene mosso per catturare il cavallo e la torre nera che dà il matto muovendo A1. Di fatto non è matto, ma è comunque matto in una mossa: l&#039;alfiere può tornare a interporsi, ma poi la torre se lo mangia e siamo punto e daccapo.

Ciò non toglie che è un finale di partita goffo (non dai libertà di scorrazzare a una torre avversaria, se lo fai ti meriti di aver perso e dovevi abbandonare da un po&#039;) e che comunque è scritto in modo da farmi sollevare più d&#039;un sopracciglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@merphit e gamberetta:</p>
<p>Mi son fatto l&#8217;idea che &#8220;intrappolato&#8221; sia un&#8217;iperbole e che il re sia in G1, con pedoni in G2 e H2, la &#8220;diagonale di cavallo&#8221; (che nella denominazione bislacca di questo brano immagino sia F2) coperta dalla regina (in diagonale dalla regina nera in H4 o in verticale con regina in colonna F), un alfiere interposto in riga 1 che viene mosso per catturare il cavallo e la torre nera che dà il matto muovendo A1. Di fatto non è matto, ma è comunque matto in una mossa: l&#8217;alfiere può tornare a interporsi, ma poi la torre se lo mangia e siamo punto e daccapo.</p>
<p>Ciò non toglie che è un finale di partita goffo (non dai libertà di scorrazzare a una torre avversaria, se lo fai ti meriti di aver perso e dovevi abbandonare da un po&#8217;) e che comunque è scritto in modo da farmi sollevare più d&#8217;un sopracciglio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Merphit Kydillis</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-15646</link>
		<dc:creator>Merphit Kydillis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 19:21:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-15646</guid>
		<description>@ Gamberetta

Messaggio ricevuto... ma qualcosa mi dice che, se dovessi recensire &lt;em&gt;Magdeburg&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;nessuna pagina verrà risparmiata&lt;/em&gt;
Effettivamente non ci ho capito granché di questa rappresentazione degli scacchi. Però, piano, questo è uno dei miei romanzi preferiti :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gamberetta</p>
<p>Messaggio ricevuto&#8230; ma qualcosa mi dice che, se dovessi recensire <em>Magdeburg</em>, <em>nessuna pagina verrà risparmiata</em><br />
Effettivamente non ci ho capito granché di questa rappresentazione degli scacchi. Però, piano, questo è uno dei miei romanzi preferiti :D</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-15637</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 13:59:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-15637</guid>
		<description>@Merphit Kydillis.&lt;blockquote&gt;Parlando di scacchi: questo è il capitolo CXLIII (143) de &lt;i&gt;La Trilogia di Magdeburg – La Furia&lt;/i&gt; di Alan D. Altieri. Come lo giudichi questo passo?&lt;/blockquote&gt;Fa schifo. È pretenzioso e artefatto. Certe cose fanno sorridere tipo: “Alessandro spostò la torre nera destra. Da un estremo all’altro della scacchiera.” “la torre nera destra” non ha molto senso per indicare una torre, visto che entrambe possono essere a destra (di chi o cosa?) nella stessa colonna e notare “Da un estremo all’altro della scacchiera” come frase separata, per dare enfasi, quasi che spostare una torre di otto caselle sia più &lt;i&gt;cool&lt;/i&gt; di spostarla di una.
“«re bianco intrappolato dal vostro arrocco dietro gli ultimi due pedoni bianchi.»
Alessandro si rilassò contro lo schienale. «Unica via di fuga: la diagonale di cavallo. Sbarrata dalla regina nera.»”: non vuol dire &lt;b&gt;niente&lt;/b&gt;. Se il re bianco dopo l’arrocco è “intrappolato”(sic) dai pedoni bianchi, molto probabilmente è in H1, con pedoni in H2 e G2, l’unica mossa è muoversi da H1 a G1. Non ci sono diagonali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Merphit Kydillis.<br />
<blockquote>Parlando di scacchi: questo è il capitolo CXLIII (143) de <i>La Trilogia di Magdeburg – La Furia</i> di Alan D. Altieri. Come lo giudichi questo passo?</p></blockquote>
<p>Fa schifo. È pretenzioso e artefatto. Certe cose fanno sorridere tipo: “Alessandro spostò la torre nera destra. Da un estremo all’altro della scacchiera.” “la torre nera destra” non ha molto senso per indicare una torre, visto che entrambe possono essere a destra (di chi o cosa?) nella stessa colonna e notare “Da un estremo all’altro della scacchiera” come frase separata, per dare enfasi, quasi che spostare una torre di otto caselle sia più <i>cool</i> di spostarla di una.<br />
“«re bianco intrappolato dal vostro arrocco dietro gli ultimi due pedoni bianchi.»<br />
Alessandro si rilassò contro lo schienale. «Unica via di fuga: la diagonale di cavallo. Sbarrata dalla regina nera.»”: non vuol dire <b>niente</b>. Se il re bianco dopo l’arrocco è “intrappolato”(sic) dai pedoni bianchi, molto probabilmente è in H1, con pedoni in H2 e G2, l’unica mossa è muoversi da H1 a G1. Non ci sono diagonali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Merphit Kydillis</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-15555</link>
		<dc:creator>Merphit Kydillis</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 15:42:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-15555</guid>
		<description>Parlando di scacchi: questo è il capitolo CXLIII (143) de &lt;em&gt;La Trilogia di Magdeburg - La Furia&lt;/em&gt; di Alan D. Altieri. Come lo giudichi questo passo?

&lt;blockquote&gt;«Scacco»
Alessandro Colonna depose il cavallo nero, terza di torre. Ne ruotò il muso verso il sovrano bianco.
«Al re.»
Padre Cornelius van Straat appoggiò il mento sui palmi delle mani, dita intrecciate. Studiò la scacchiera in mezzo a loro.
«Mossa temeraria, Eminenza.»
«O temerariamente calcolata.»
«Dite?» Padre Cornelius indicò da un pezzo a un altro. «Non state esponendo il cavallo?»
Alessando non rispose.
Padre Cornelius tenne la mano sospesa sull&#039;alfiere bianco. Non toccò il pezzo. «A un controattacco in arretramento sulla diagonale di regina, intendo.»
Ancora silenzio da Alessandro.
«Prendo il vostro cavallo» risolse Padre Cornelius,
Prese il cavallo.
Alessandro spostò la torre nera destra. Da un estremo all&#039;altro della scacchiera.
«Scaccomatto.»
«Eminenza?»
«re bianco intrappolato dal vostro arrocco dietro gli ultimi due pedoni bianchi.» Alessandro si rilassà contro lo schienale. «Unica via di fuga: la diagonale di cavallo. Sbarrata dalla regina nera.»
«Lo scacco si merita...» Padre Cornelius alzò gli occhi dal cielo. «Questo vecchio troppo distratto.»
«Una magnifica partita comunque, Padre Cornelius.» Alessandro bevve un sorso di liquore d&#039;erbe. «Combattuta all&#039;ultimo sangue.»
«Tradizione dei Dekken.» Era stranamente privo di calore il sorriso di Padre Cornelius. «All&#039;ultimo sangue.»
(...)&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando di scacchi: questo è il capitolo CXLIII (143) de <em>La Trilogia di Magdeburg &#8211; La Furia</em> di Alan D. Altieri. Come lo giudichi questo passo?</p>
<blockquote><p>«Scacco»<br />
Alessandro Colonna depose il cavallo nero, terza di torre. Ne ruotò il muso verso il sovrano bianco.<br />
«Al re.»<br />
Padre Cornelius van Straat appoggiò il mento sui palmi delle mani, dita intrecciate. Studiò la scacchiera in mezzo a loro.<br />
«Mossa temeraria, Eminenza.»<br />
«O temerariamente calcolata.»<br />
«Dite?» Padre Cornelius indicò da un pezzo a un altro. «Non state esponendo il cavallo?»<br />
Alessando non rispose.<br />
Padre Cornelius tenne la mano sospesa sull&#8217;alfiere bianco. Non toccò il pezzo. «A un controattacco in arretramento sulla diagonale di regina, intendo.»<br />
Ancora silenzio da Alessandro.<br />
«Prendo il vostro cavallo» risolse Padre Cornelius,<br />
Prese il cavallo.<br />
Alessandro spostò la torre nera destra. Da un estremo all&#8217;altro della scacchiera.<br />
«Scaccomatto.»<br />
«Eminenza?»<br />
«re bianco intrappolato dal vostro arrocco dietro gli ultimi due pedoni bianchi.» Alessandro si rilassà contro lo schienale. «Unica via di fuga: la diagonale di cavallo. Sbarrata dalla regina nera.»<br />
«Lo scacco si merita&#8230;» Padre Cornelius alzò gli occhi dal cielo. «Questo vecchio troppo distratto.»<br />
«Una magnifica partita comunque, Padre Cornelius.» Alessandro bevve un sorso di liquore d&#8217;erbe. «Combattuta all&#8217;ultimo sangue.»<br />
«Tradizione dei Dekken.» Era stranamente privo di calore il sorriso di Padre Cornelius. «All&#8217;ultimo sangue.»<br />
(&#8230;)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angra</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-13019</link>
		<dc:creator>Angra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 14:34:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-13019</guid>
		<description>Aggiungerei un motivo per cui un libro viene comprato:

- è lungo 1200 pagine e il lettore fa il pendolare e passa molte ore in treno a leggere in uno stato di torpore. Idem se ha intenzione passare l&#039;estate a leggere sotto l&#039;ombrellone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungerei un motivo per cui un libro viene comprato:</p>
<p>- è lungo 1200 pagine e il lettore fa il pendolare e passa molte ore in treno a leggere in uno stato di torpore. Idem se ha intenzione passare l&#8217;estate a leggere sotto l&#8217;ombrellone.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-13016</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 13:10:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-13016</guid>
		<description>@LaCate. &lt;blockquote&gt;Non per fare polemica, solo qualche impressione. Mi pare che “prosa ornata” non sia lo stesso di “scrittura curata” e “scrittura trasparente” mi suona più come “minimo indispensabile”. Anche se ho capito che non intendi questo.&lt;/blockquote&gt;In generale “minimo &lt;b&gt;indispensabile&lt;/b&gt;” è una buona idea, qualunque concezione della scrittura tu abbia. Il narrare solo l’essenziale con meno parole possibili si chiama eleganza. È una qualità.

&lt;blockquote&gt;Quello che mi lascia perplessa è che per immedesimarsi basta troppo poco. Basta la quantità di pagine. Basti vedere i recenti fenomeni (Troisi, Larsson, Rowlings).&lt;/blockquote&gt;Se entriamo nel commerciale non ne usciamo più. Perché la gente non acquista un libro in base a considerazioni sulla (presunta) qualità del testo. Compra perché:
-- È al supermercato impilato in colonne più alte di un altro libro simile.
-- La copertina è accattivante.
-- Ci sono elfi o vampiri nella storia.
-- Ha sentito il nome dell’autore in TV.
E così via.
Inoltre libri come quelli della Troisi (e in parte la Rowling – non ho letto Larsson) si rivolgono a un pubblico inesperto (perché molto giovane o perché a digiuno di narrativa fantastica). È facile affascinare chi non ha termini di paragone. Anche la tortina preconfezionata presa al supermercato può sembrare buona se non sei mai stata in pasticceria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@LaCate.<br />
<blockquote>Non per fare polemica, solo qualche impressione. Mi pare che “prosa ornata” non sia lo stesso di “scrittura curata” e “scrittura trasparente” mi suona più come “minimo indispensabile”. Anche se ho capito che non intendi questo.</p></blockquote>
<p>In generale “minimo <b>indispensabile</b>” è una buona idea, qualunque concezione della scrittura tu abbia. Il narrare solo l’essenziale con meno parole possibili si chiama eleganza. È una qualità.</p>
<blockquote><p>Quello che mi lascia perplessa è che per immedesimarsi basta troppo poco. Basta la quantità di pagine. Basti vedere i recenti fenomeni (Troisi, Larsson, Rowlings).</p></blockquote>
<p>Se entriamo nel commerciale non ne usciamo più. Perché la gente non acquista un libro in base a considerazioni sulla (presunta) qualità del testo. Compra perché:<br />
&#8211; È al supermercato impilato in colonne più alte di un altro libro simile.<br />
&#8211; La copertina è accattivante.<br />
&#8211; Ci sono elfi o vampiri nella storia.<br />
&#8211; Ha sentito il nome dell’autore in TV.<br />
E così via.<br />
Inoltre libri come quelli della Troisi (e in parte la Rowling – non ho letto Larsson) si rivolgono a un pubblico inesperto (perché molto giovane o perché a digiuno di narrativa fantastica). È facile affascinare chi non ha termini di paragone. Anche la tortina preconfezionata presa al supermercato può sembrare buona se non sei mai stata in pasticceria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: LaCate</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-13013</link>
		<dc:creator>LaCate</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 10:35:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-13013</guid>
		<description>Sullo stile:
Mai letto l&#039;incipit in originale di Lolita (Nabokov, ma lo sai)? E&#039; una prosa d&#039;artista e l&#039;autore per primo ironizza sull&#039;uso dello stile: &quot;Si può sempre contare su un assassino per una prosa elegante&quot;.
Sono, in linea di massima, d&#039;accordo sul fatto che un obiettivo possibile della narrativa sia far vivere e anche io preferisco quello stile.
Esistono però esempi di buona narrativa in cui autore e lettore sono complici e assistono alle vicissitudini dei personaggi in modo distaccato ma non meno interessato. Tre uomini in barca, con il narratore inattendibile, è un esempio decente. Anche Ammanniti - che non amo più di tanto - usa questo sistema di narratore onnisciente credo anche dialogante con il lettore (della serie: &quot;non dimenticarti che questo è un libro e quelli sono personaggi, adesso guarda cosa combino&quot;)..
Di fatto esiste tutta una produzione di narrativa che non si impone come obiettivo la totale immedesimazione del lettore con l&#039;azione/protagonista. Anche Ellis e Mc Carthy credo possano rientrare in questi canoni. Io ci metterei pure molto Kafka in questo calderone.
Non per fare polemica, solo qualche impressione. Mi pare che &quot;prosa ornata&quot; non sia lo stesso di &quot;scrittura curata&quot; e &quot;scrittura trasparente&quot; mi suona più come &quot;minimo indispensabile&quot;. Anche se ho capito che non intendi questo.
Si dice che ci siano gli Scrittori e i Narratori. Gli scrittori hanno un bello stile. I narratori ti fanno vivere altri mondi e altre vite.
Tutti amano i narratori. Ovvio.
Quello che mi lascia perplessa è che per immedesimarsi basta troppo poco. Basta la quantità di pagine. Basti vedere i recenti fenomeni (Troisi, Larsson, Rowlings).
Con mille pagine ti immedesimi anche in uno stronzo nel mondo di fognaland.
A parità di soggetto scarso è lo stile che da la cifra dell&#039;autore. Nella maggioranza dei casi il romanzo che &quot;scorre&quot; e basta dovrebbe essere accantonato per le influenze o l&#039;estate. No?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sullo stile:<br />
Mai letto l&#8217;incipit in originale di Lolita (Nabokov, ma lo sai)? E&#8217; una prosa d&#8217;artista e l&#8217;autore per primo ironizza sull&#8217;uso dello stile: &#8220;Si può sempre contare su un assassino per una prosa elegante&#8221;.<br />
Sono, in linea di massima, d&#8217;accordo sul fatto che un obiettivo possibile della narrativa sia far vivere e anche io preferisco quello stile.<br />
Esistono però esempi di buona narrativa in cui autore e lettore sono complici e assistono alle vicissitudini dei personaggi in modo distaccato ma non meno interessato. Tre uomini in barca, con il narratore inattendibile, è un esempio decente. Anche Ammanniti &#8211; che non amo più di tanto &#8211; usa questo sistema di narratore onnisciente credo anche dialogante con il lettore (della serie: &#8220;non dimenticarti che questo è un libro e quelli sono personaggi, adesso guarda cosa combino&#8221;)..<br />
Di fatto esiste tutta una produzione di narrativa che non si impone come obiettivo la totale immedesimazione del lettore con l&#8217;azione/protagonista. Anche Ellis e Mc Carthy credo possano rientrare in questi canoni. Io ci metterei pure molto Kafka in questo calderone.<br />
Non per fare polemica, solo qualche impressione. Mi pare che &#8220;prosa ornata&#8221; non sia lo stesso di &#8220;scrittura curata&#8221; e &#8220;scrittura trasparente&#8221; mi suona più come &#8220;minimo indispensabile&#8221;. Anche se ho capito che non intendi questo.<br />
Si dice che ci siano gli Scrittori e i Narratori. Gli scrittori hanno un bello stile. I narratori ti fanno vivere altri mondi e altre vite.<br />
Tutti amano i narratori. Ovvio.<br />
Quello che mi lascia perplessa è che per immedesimarsi basta troppo poco. Basta la quantità di pagine. Basti vedere i recenti fenomeni (Troisi, Larsson, Rowlings).<br />
Con mille pagine ti immedesimi anche in uno stronzo nel mondo di fognaland.<br />
A parità di soggetto scarso è lo stile che da la cifra dell&#8217;autore. Nella maggioranza dei casi il romanzo che &#8220;scorre&#8221; e basta dovrebbe essere accantonato per le influenze o l&#8217;estate. No?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Papiri: Lara e Yoda sulla narrativa fantastica &#171; Laramanni&#8217;s Weblog</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-4358</link>
		<dc:creator>Papiri: Lara e Yoda sulla narrativa fantastica &#171; Laramanni&#8217;s Weblog</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 08:04:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-4358</guid>
		<description>[...] http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/ [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] <a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/" rel="nofollow">http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/</a> [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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