Archivio per il 2008

La Prossima Vittima

…tanto per parafrasare il racconto di Sheckley Seventh Vitcim (1953) diventato famoso in Italia perché dalla Settima Vittima è stato tratto il film La Decima Vittima (1965) con Marcello Mastroianni e Ursula Andress.

Locandina de La Decima Vittima
Locandina de La Decima Vittima

Una delle ragioni per cui negli ultimi mesi non sono apparsi molti articoli è che ho preso la decisione ufficiosa di rinunciare a recensire fantasy italiana che mi abbia deluso. Mi sono un pochino stufata di ripetere sempre le stesse cose, analizzare sempre gli stessi difetti e alla fine scoprire che l’autore del successivo fantasy non ha imparato niente.
Tuttavia ho ricevuto parecchia posta che mi chiedeva per piacere di recensire questo o quel romanzo o di parlare di questo o quell’altro “scrittore”. Dato che si avvicina Natale, accoglierò una richiesta. Di seguito elencherò una decina di fantasy italiani usciti negli ultimi mesi. Alcuni li ho già letti, altri no, ovviamente non vi dirò quali. Scegliete voi – votando mediante l’apposito widget in alto a destra – di quale morte dovrò morire durante le vacanze di Natale!

Se il vostro fantasy italiano preferito non è elencato, votate Altro e specificate quale fantasy vorreste vedere recensito nei commenti. Alcune limitazioni:
Icona di un gamberetto Niente Troisi. La Regina del Fantasy Italiano mi ha stufato l’anima. Ho letto il Prologo e il Primo Capitolo del nuovo romanzo e faccio volentieri a meno di proseguire. Ne ha parlato il Duca, se volete potete commentare lì, qui sui Gamberi personalmente non ho più voglia di occuparmi di Licia.
Non disperate però! Uno dei frequentatori del blog mi ha inviato tempo fa una recensione de La Ragazza Drago. La recensione ha bisogno di un po’ di editing, ma poi potrebbe apparire. Dunque si avrà ancora modo in un futuro prossimo di litigare per Licia – mio malgrado. Ma almeno non a Natale!
Icona di un gamberetto Niente piccoli editori con eccessivi tempi di attesa. A meno che il libro non sia disponibile via emule. Come detto mi dedicherò a questa lettura durante le vacanze natalizie, se per ordinare il libro via iBS.it o simile ci vuole più di qualche giorno slitta tutto a chissà quando.
Icona di un gamberetto Niente romanzi che ho già letto e di cui ho già parlato esprimendo un giudizio, anche se brevemente o nei commenti. Per esempio niente Estasia o Ethlinn La Dea Nascosta o Arthur e lo Stregone Nero. Per la cronaca nessuno dei tre mi è piaciuto.
Icona di un gamberetto Preferirei un fantasy recente, uscito nell’ultimo anno o giù di lì, anche per via della facilità di reperimento, ma se avete qualche idea per un bel fantasy più vecchio, si può fare.
Icona di un gamberetto Niente fantasy pubblicato da editori a pagamento. Da quando esiste il blog ho già litigato diverse volte con autori che sono stati pubblicati a pagamento. Non ne posso più della gente con la sindrome del genio incompreso.
Già che ci sono ricordo che un editore a pagamento non è tale solo se direttamente si paga per essere pubblicati. Un editore a pagamento è anche quell’editore che:

  • Chiede soldi per un indefinito lavoro di editing.
  • Chiede soldi per offrire promozione o maggiore distribuzione al libro.
  • Chiede soldi per il codice ISBN, il bollino SIAE, la registrazione presso il Tribunale dei Diritti del Coniglio o analoghi servizi.
  • Chiede all’autore di acquistare a prezzo pieno o scontato un certo numero di copie, fossero anche solo 10 o 20.
  • Obbliga l’autore all’acquisto delle copie in giacenza dopo un certo periodo di tempo.

Icona di un gamberetto Non ho invece nessuna particolare preclusione per le opere autoprodotte, specie se disponibili gratuitamente in formato digitale che per me è più comodo rispetto al libro cartaceo.
Icona di un gamberetto Infine ricordo che ho parlato di fantasy italiano, dunque niente Paolini, Meyer o quant’altri.

Ciò premesso i miei dieci candidati sono, in ordine alfabetico:

Copertina de Il Volto della Duplice Luna#1 Titolo: Aletheya – Il Volto della Duplice Luna (Flaccovio)

Trama: Re Stefanos è gravemente malato e non ha ancora scelto un erede per il suo trono. Il timore che alla sua morte possa seguire una guerra civile prende forma quando un assassino s’insinua nelle sale del Castello delle Sette Torri per colpire il sovrano con un pugnale avvelenato. Una congiura minaccia l’intero regno, ma Stefanos stravolge le regole del gioco affidando la sua corona proprio al sicario incaricato di ucciderlo. Perché il misterioso mandante dell’omicidio regale ha commesso l’errore di tendere una trappola anche all’uomo che aveva assoldato, guadagnandosi così la vendetta dei neri servitori di Iryanna. La decisione del vecchio re mette a contatto il mondo dei nobili e quello dei reietti che uccidono nel nome della Dea della Notte. Due realtà di Aletheya si incontrano dopo essersi ignorate per secoli, e lo fanno per salvare il regno dalle avide mire di chi vorrebbe mettere fine alla sua indipendenza. Galen è il re assassino, ma cosa vorrà dire questo per lui? In un fitto mosaico di interrogativi e intrighi sarà costretto a scoprirlo.

Autore: Egle Rizzo. La Rizzo è al suo terzo fantasy, avendo già pubblicato Ethlinn La Dea Nascosta e Il Viaggio di Aelin.

Perché parto prevenuta: Ethlinn La Dea Nascosta è forse il fantasy più soporifero che mi sia mai capitato tra le mani.

Perché potrebbe essere decente: sbagliando s’impara, guardate la mitica Licia!

Copertina di Bryan di Boscoquieto#2 Titolo: Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni (Newton Compton)

Trama: Accusato di aver avvelenato la figlia di un ricco mercante, Elias l’alchimista muore tra orribili torture e atroci sofferenze. Seicento anni dopo, lo spirito inquieto di questo ambiguo personaggio grida vendetta e arriva a possedere gli abitanti di Boscoquieto, un piccolo paese di montagna. Il tutto accade sotto gli occhi di Bryan, un quattordicenne a cui è stato concesso il dono di muoversi lungo il sottile confine che separa il naturale dal soprannaturale. A Bryan e ai suoi poteri è affidato il compito di scoprire la vera personalità del malvagio alchimista e di affrontarlo in una battaglia che spalancherà le porte dell’inferno e libererà sul mondo la malvagità degli spiriti dannati come Elias. Al fianco di Bryan, Morpheus, figlio di un demonio e di una donna umana, saprà iniziare il giovane mago ai misteri della Baia: l’organizzazione che, in perenne lotta con la Comunità Ribelle guidata dal potente Insorta, combatte per garantire alla Terra la necessaria protezione contro le creature delle tenebre, lugubri esseri mostruosi cacciati dagli uomini sotto la superficie del pianeta. Tra apparizioni magiche, attacchi psichici e paesaggi invisibili agli occhi dei comuni mortali, la lotta tra il Bene e il Male procede senza quartiere fino allo scontro finale.

Autore: Federico Ghirardi. Diciassette anni, ha cominciato a scrivere il romanzo a quattordici. Newton Compton è rimasta abbagliata da tale bimbo prodigio e ha stampato subito 10.000 copie.

Perché parto prevenuta: il tizio ha scritto il romanzo a quattordici anni.

Perché potrebbe essere decente: più di una persona mi ha segnalato questo romanzo come l’apice dell’idiozia, ma così cretino che forse potrebbe essere divertente. Mah!

Copertina di Garmir l'Eclissiomante#3 Titolo: Garmir l’Eclissiomante (Baldini Castoldi Dalai)

Trama: Secondo un’antica profezia presto i tre Soli che danno vita al mondo tramonteranno a Est per non sorgere mai più. Solo recuperare i Sigilli, preziosissimi artefatti nascosti nelle Terre Innominate, può fermare il disastro. È allora che Garmir, bandito come eretico in tutte le Terre Vive per le sue magie, parte alla loro ricerca, accompagnato da un gruppo di prescelti come lui. C’è il mostruoso Putrivoro, che si nutre di resti decomposti; Kipam l’idromante, amico d’infanzia di Garmir; Sadlilit, un’elfa nata da genitori umani dotata di straordinari poteri; Alzand, ex soldato sfregiato in battaglia da un’arma maledetta (a cui si uniranno il chierico Mei, il grium Trafnuke il demone inverso Kikar); la bellissima Nephil, capace con le sue visioni di carpire frammenti di futuro e Xinaghul, uomo colossale che vive nella foresta e il cui volto resta sempre, inspiegabilmente, celato.

Autore: Thomas Mazzantini. Non ho scoperto molto su costui, se non che ha diciotto anni e ha iniziato a scrivere Garmir a sedici. Insomma prodigio, ma non quanto il Ghirardi!

Perché parto prevenuta: perché il tizio ha scritto il romanzo a sedici anni e la trama parla della consueta compagnia di spostati che deve salvare il mondo. Originalità, impiccati!

Perché potrebbe essere decente: be’, il protagonista a quanto pare è un eclissiomante, che non so che mestiere sia, ma almeno non è il solito mago, druido, guerriero, vampiro

Copertina de Il Libro del Destino#4 Titolo: Il Libro del Destino – L’Erede di Ahina Sohul (Piemme)

Trama: Il Signore delle Nebbie con il suo esercito di amorphi ha assaltato la città di Ahina Sohul, capitale delle terre di Nadesh, usurpato il potere del re e messo sul trono Pseudos, alleato delle forze del male. Quindici anni dopo, il custode Galdwin parte alla ricerca del giovane Bedwyr, vero erede al trono di Ahina Sohul, sopravvissuto al massacro della famiglia reale. Lo trova a Batilan, dove conosce anche Eynis, una ragazza dal passato misterioso e dalle incredibili doti. Bedwyr ed Eynis si uniranno ai rappresentanti delle cinque Razze Libere: Uomini, Elfi, Lupi, Nani e Draghi. Insieme cercheranno di ritrovare le pagine perdute del Libro del Destino, il libro profetico in grado di rivelare a chi lo possiede le sorti della Terra di Nadesh.

Autore: Elisa Rosso. Ha appena compiuto quindici anni. Nel suo blog scrive che: “Quando la mia testa diventò troppo piena di idee e minacciava di esplodere, ho iniziato a scrivere.” Invece prendere un’aspirina, no, eh?

Perché parto prevenuta: ‘sta tipa sembra ancora più svampita della Strazzu, e ha scritto un romanzo con gli Uomini e gli Elfi e i Lupi e i Nani e i Draghi…

Perché potrebbe essere decente: perché lo leggerò durante le vacanze di Natale, magari sarà il primo dell’anno e sarò ubriaca.

Copertina de Il Regno Nascosto#5 Titolo: Il Regno Nascosto (Flaccovio)

Trama: Althorf e i suoi due nipoti, Vitur e Tekkur, sono gli unici Nani rimasti nel villaggio di Cuterbor. Dopo aver condiviso il mondo con gli Uomini abitando quartieri all’interno delle loro città, i Nani hanno deciso di tornare ai tempi antichi, lasciando le loro case per cercare un luogo adatto per ricostruire il loro regno, nel grande Nord. Solo in pochi sono rimasti: Althorf del Clan Mahûk è tra questi. E dei suoi fratelli, partiti tanto tempo prima, non ha mai più avuto notizie. Dopo aver ascoltato le storie sull’antico Regno dei Nani e sulla potenza della loro gente, Vitur e Tekkur si metteranno alla ricerca di questo luogo leggendario.

Autore: Errico Passaro & Gabriele Marconi. Errico Passaro aveva già scritto un fantasy pubblicato per la Nord dal titolo Le Maschere del Potere. Qui la mia recensione.

Perché parto prevenuta: Errico Passaro ha scritto Le Maschere del Potere.

Perché potrebbe essere decente: Gabriele Marconi non ha scritto Le Maschere del Potere.

Copertina de Il Segreto dell'Alchimista#6 Titolo: Il Segreto dell’Alchimista (L’Età dell’Acquario)

Trama: Una catena di efferati omicidi sconvolge le Terre. Le vittime sono i maghi naturali, i pochi eletti in grado di utilizzare la magia in tutta la sua potenza. Mentre nelle regioni del Sud dilaga una misteriosa nebbia, che cela nelle sue profondità un segreto di distruzione e morte, Ester, insegnante di magia, e Nimeon, principe delle Colline, vengono investiti del Mandato che li condurrà a svelare una verità incredibile e inattesa. Accompagnati dal giovane matematico Van e da un gruppo di valorosi cavalieri, i due affronteranno la delicata indagine sulle tracce del temibile e astuto nemico, tra enigmi insoluti, incantesimi, intrighi e inquietanti scoperte. Quale segreto lega Ester all’assassino e all’antica leggenda custodita dai Reali delle Colline? E cosa nascondono le nebbie incantate che lentamente invadono le Terre? Un’avventura al confine tra due mondi. La storia di una donna in lotta contro se stessa. Un fantasy che sfuma nelle tinte moderne del giallo.

Autore: Antonia Romagnoli. Ha esordito l’anno scorso con La Magica Terra di Slupp, pubblicato attraverso Lulu.com.

Perché parto prevenuta: La Magica Terra di Slupp è una schifezza.

Perché potrebbe essere decente: La Magica Terra di Slupp è uno schifo perché la Romagnoli cerca di essere spiritosa senza riuscirci mai. La scrittura in sé non è male, e dunque alle prese con un soggetto “serio” potrebbe rivelarsi una scrittrice decente.

Copertina de La Leggenda dei Cinque Ardenti#7 Titolo: La Leggenda dei Cinque Ardenti (Armenia)

Trama: Sono trascorsi duecentoventidue anni dalla nascita di Elsinor, elfa di Boscargento: ora, finalmente, il dono di Pirus sarà suo. Ma che cosa aveva previsto il vecchio saggio tanti anni prima? Già intuiva che il ghiaccio e il fuoco si sarebbero mossi nello stesso momento per impadronirsi del Regno? “Questo è il tempo in cui le profezie si avverano e il mito torna a camminare sulla terra”, proclama Eldaren il ghidra. Quando dal profondo nord discende un gelo innaturale e dal deserto avanza un popolo antico a reclamare la terra che gli fu tolta, agli abitanti del Regno, presi tra i Gelidi e i Tarraska, non resta che tentare un arcana e pericolosa evocazione: cinque eroi saranno chiamati a trasformare se stessi per virtù d’una Pietra che conferirà loro un potere ancora più grande e terribile al prezzo di…

Autore: Shanna O’Manley al secolo Debora Vannini. Non so altro, se non che lo pseudonimo O’Manley è dovuto all’amore dell’autrice per l’Irlanda.

Perché parto prevenuta: ehm, ci sono gli Elfi di Boscargento… devo aggiungere altro?

Perché potrebbe essere decente: la Vannini è maggiorenne.

Copertina di Lisidranda#8 Titolo: Lisidranda (Armenia)

Trama: Lo Spirito della Terra è perduto. Forse è stato rubato dagli Immortali quando hanno passato il Portale dopo l’ultima battaglia, abbandonando gli umani al loro destino. Ma dopo novecento anni il deserto ha preso il posto delle foreste, i fiumi sono inariditi, e nell’immenso regno di Hasgalen, i cui abitanti sono volti al profitto e al potere, il cielo è nascosto dalle nuvole perenni e la vita si sta spegnendo. Soltanto sull’Isola nel Mare d’Occidente i bambini sono ancora un bene abbondante, come pure la serenità e la bellezza.

Autore: Mariangela Cerrino. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 1966 e da allora ne ha pubblicati più di 20, tra western, storici, fantasy e fantascienza.

Perché parto prevenuta: la trama puzza di Noia lontano un chilometro.

Perché potrebbe essere decente: la Cerrino sa scrivere. Almeno ogni tanto.

Copertina de L'Ultimo Pirata#9 Titolo: L’Ultimo Pirata – La Clessidra del Potere (Mondadori)

Trama: Spinn è un ladro di tredici, o forse quattordici anni. Non ricorda quanto tempo è trascorso dal giorno in cui è nato, ma non potrà mai dimenticare quello in cui suo fratello è stato rapito da una banda di pirati sanguinari. Da allora Spinn porta una promessa nel cuore: diventare un pirata e ritrovarlo. Imbarcatosi sulla nave del capitano Yellowbeard, combatterà battaglie all’ultimo sangue imparando che anche in un mozzo può nascondersi un pirata coraggioso, pronto a dare la vita in un arrembaggio. Ala un’ombra demoniaca segue la scia del suo veliero: l’esercito dei non-morti è tornato, e la sua brama di carne umana sarà placata solo quando l’Oscuro Signore stringerà tra le mani la Clessidra del Potere e catturerà Spinn. Quale mistero lega un giovane mozzo allo strumento capace di donare il dominio assoluto sul mondo? La chiave per risolverlo è il più prezioso dei tesori, e la rotta per raggiungerla non è tracciata in nessuna mappa.

Autore: Matteo Mazzuca. Diciotto anni. Ha iniziato a scrivere ‘sta roba sui pirati a tredici anni. Dazieri ne è rimasto impressionato, ed eccolo pubblicato.

Perché parto prevenuta: tredici anni, i pirati, Dazieri… in più in copertina spicca un bel “Tortuga 1720”, orbene a Tortuga nel 1720 non c’erano più pirati.

Perché potrebbe essere decente: se e’ statto pblikato da 1 grnd editore cm Mondadori 1 ragone c dv exere!!11!!!!!

Copertina de La Lama del Dolore#10 Titolo: Trilogia di Lothar Basler – La Lama del Dolore (Curcio)

Trama: Il primo capitolo di una trilogia dal sapore gotico che parla, con il linguaggio del fantasy, del mondo “reale”. Lothar Basler torna a Lum dopo sette anni nell’esercito dei Principati. Lo sospinge l’arcana forza dell’odio, dell’amore e del dolore, che riporta in vita roventi verità sepolte insieme a una spada. La stanchezza è soffocante, i nervi sono rosi dall’attesa, la mente scorticata dal dolore. Ma l’impresa deve essere compiuta: prendono vigore misteriose forze pronte a tutto pur di possedere e manipolare il Potere, e solo ripercorrendo il sentiero di una memoria dolorosa sarà possibile contrastarle. Perseguitato da incubi oscuri e braccato da demoni e presenze occulte, Lothar affronta il destino assieme a un gruppo di compagni inciampati nelle trame della sua sorte.

Autore: Marco Davide. Sì, ha due nomi e nessun cognome. È un ingegnere e questo è il suo romanzo d’esordio. È da poco uscito il secondo volume della trilogia, Il Sangue della Terra.

Perché parto prevenuta: mesi fa avevo letto il primo capitolo disponibile online…

Perché potrebbe essere decente: da più parti ho letto che questo dovrebbe essere un romanzo cupo e violento.

 

* * *

Votate per la vostra vittima preferita! Il sondaggio rimarrà aperto da oggi fin verso il 20 di questo mese. Come sempre, se dovessi accorgermi di voti multipli da parte della stessa persona, li cancellerò.

EDIT del 21 Dicembre 2008. Il sondaggio è chiuso, è stato scelto Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni.


Approfondimenti:

bandiera IT Un’intervista a Egle Rizzo
bandiera IT Il sito di Federico Ghirardi
bandiera IT Un’intervista a Thomas Mazzantini
bandiera IT Il blog di Elisa Rosso
bandiera IT Un’intervista a Passaro & Marconi
bandiera IT Il sito di Antonia Romagnoli
bandiera IT Un’intervista a Debora Vannini
bandiera IT Il sito di Mariangela Cerrino
bandiera IT Un’intervista a Matteo Mazzuca
bandiera IT Il blog di Marco Davide

bandiera EN La Decima Vittima su IMDb

 

Scritto da GamberolinkCommenti (83)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

L’Ultimo Elfo

Su emule è comparso L’Ultimo Elfo un fantasy italiano di qualche anno fa (2004) scritto da Silvana De Mari che è anche autrice de L’Ultimo Orco, Gli Ultimi Incantesimi e un saggio sulla narrativa fantastica – Il Drago come Realtà.

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Copertina de L'Ultimo Elfo
Copertina de L’Ultimo Elfo

Trama:

In una landa desolata, annegata da una pioggia torrenziale, l’ultimo Elfo trascina la propria disperazione per la sua gente. Lo salveranno due umani che nulla sanno dei movimenti degli astri e della storia, però conoscono la misecordia, e salvando lui salveranno il mondo. L’elfo capirà che solo unendosi a esseri diversi da sé – meno magici ma più resistenti alla vita non solo sopravviverà, ma diffonderà sulla Terra la luce della fantasia.

Ancora Elfi… per fortuna questo è l’ultimo! kaos-whiteusagi01.gif

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Recensioni :: Romanzo :: Il Dono di Svet

Copertina de Il Dono di Svet Titolo originale: Il Dono di Svet
Autore: Donato Altomare

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: più fantasy che fantascienza
Pagine: 352

Il vincitore del Premio Urania dell’anno scorso si è rivelato essere un brutto romanzo, scritto in maniera dilettantesca, pieno di paroloni della serie: “mamma! mamma! guarda quante parole conosco!”. Quest’anno è andata meglio. Il Dono di Svet è un romanzo scorrevole e nel complesso una lettura piacevole, sebbene i difetti siano maggiori dei pregi.

La prima perplessità nasce dal fatto che il Premio Urania 2007 nel suo bando specificava che “Il contenuto dovrà essere strettamente fantascientifico. Non saranno accettate opere di fantasy o di horror.”, mentre questo Il Dono di Svet non è fantascienza neanche per sbaglio. È un romanzo fantasy con tanto di protagonista dotata di poteri magico-onirici e demoni provenienti dall’Inferno cristiano.
Piacendomi il fantasy per me non è un problema, ma se qualcuno si aspettava fantascienza resterà deluso. E credo che chi abbia partecipato al Premio con un vero romanzo di fantascienza avrebbe ragione a lamentarsi.

Ambientazione

Il Dono di Svet è ambientato nei moderni Stati Uniti, però lungo una diversa linea temporale rispetto alla nostra: nel mondo di Svet la crisi dei missili a Cuba del 1962 si è trasformata nell’inizio della Terza Guerra Mondiale. Gli Americani hanno perso e sono stati invasi da truppe sovietiche e cinesi. Il romanzo comincia una ventina d’anni dopo, con gli USA ancora occupati e il potere nelle mani di Russi e Cinesi.
È una discreta premessa, anche se l’autore più di una volta si tira la zappa da solo sui piedi spiegando in dettaglio – senza che ce ne sia la necessità – com’è avvenuta la disfatta dei porci capitalisti. Secondo Altomare sono bastate poche bombe nucleari tattiche sovietiche contro la Casa Bianca, il Pentagono e Wall Street per mettere in ginocchio gli Americani e privarli di qualunque volontà di lotta, tanto da lasciarsi invadere senza opporre resistenza o quasi. Nessuno lancerà i missili stazionati in Turchia (missili che in 16 minuti potevano raggiungere Mosca – la loro installazione è una delle cause della crisi cubana), nessun comandante di sottomarino nucleare userà le sue armi, nessuna delle oltre 25.000 testate atomiche in possesso degli USA sarà impiegata, né nessun Paese membro della NATO prenderà parte al conflitto. Senza contare che nel 1962 era già operativo il NORAD (il comando congiunto Canada/Stati Uniti per la difesa aerea), sebbene la sua principale base, quella nel monte Cheyenne, resa famosa dal film WarGames, fosse ancora in costruzione.
La mancata reazione degli USA è a parer mio del tutto inverosimile. Tra l’altro Altomare pare credere possibile che si possa invadere un Paese sterminato nel giro di ore. Anche assumendo che Russi e Cinesi avessero i loro mezzi da sbarco pronti a partire e gli Americani non si fossero accorti dei preparativi, stiamo parlando di una campagna almeno della durata di mesi, duranti i quali i nemici siedono sopra una montagna di decine di migliaia di bombe atomiche senza muovere un dito…
Perciò le fondamenta storiche sono traballanti. Per fortuna tali fondamenta hanno un ruolo minimo nel romanzo, ugualmente l’autore avrebbe fatto meglio a glissare.

Lancio di un missile Polaris
Lancio di un missile balistico Polaris da un sottomarino

New York è la principale locazione, è dove vive la protagonista e si svolge buona parte della storia. È una New York occupata dai Russi con Governatore cinese, purtroppo è anche una New York indistinta. Se non si sapesse l’antefatto, potrebbe essere la stessa città già vista in un’infinità di film e romanzi. L’influenza del socialismo all’apparenza non ha creato grossi cambiamenti, se non magari meno gente in giro per i ristoranti. È un peccato che l’autore non abbia approfondito di più lo scenario, anche se, trattandosi fondamentalmente di un romanzo d’azione, è un’ambientazione adeguata.

Struttura

Il romanzo è diviso in cinque parti. Le cinque parti hanno in comune ambientazione e personaggi, ma narrano storie in gran parte autosufficienti. Il grosso problema è che queste storie appartengono a generi diversi, hanno tono diverso e sono in contraddizione fra loro.

  • La prima parte è un poliziesco fantapolitico; il tono è serio.
  • La seconda e la quarta parte sono un copione scartato da Buffy, e seguono la vicenda di un demone scappato dall’Inferno; il tono è meno realistico, a volte ironico.
  • La terza parte è azione pura, sullo sfondo di un intrigo internazionale con scienziato pazzo, come fosse un film di James Bond; il tono è da cartone animato.
  • La quinta parte è un tecno-thriller della domenica, un Tom Clancy dei poveri; il tono è semiserio.

Le contraddizioni nascono dal fatto che molti dei personaggi muoiono alla fine delle varie parti, per poi rinascere miracolosamente all’inizio della parte successiva. Il mondo è in effetti “resettato” prima dell’inizio di ogni parte e gran parte di quello che è successo prima viene scartato.
Questo è possibile perché Svet – Svetlana Tereskova, la protagonista – quando è tanto tanto tanto triste (come Nihal!!!) e si mette a sognare è in grado in maniera (semi)consapevole di modificare il passato. Il suo potere pare illimitato, potendo raggiungere chiunque in qualunque epoca. Svet può salvare il figlio ucciso da una bomba scoppiata il giorno prima così come alterare il corso degli eventi e salvare una famiglia di Salem nel 1692.

Processo a una strega
Processo a una strega di Salem. A Salem, nel Massachusetts, tra il febbraio 1692 e il maggio 1693 furono processate per stregoneria oltre 150 persone. 29 furono trovate colpevoli e 19 condannate a morte mediante impiccagione. A parte il solito bastiancontrario: costui al processo si rifiutò di dichiararsi colpevole o innocente. Per convincerlo a prendere posizione, fu fatto sdraiare nudo in un fosso e gli furono posate sulla pancia delle pietre. E altre pietre furono aggiunte più passava il tempo e lui si rifiutava di rispondere a tono, finché dopo due giorni morì schiacciato

Dopo che la protagonista scopre il proprio potere – il “dono” nel titolo –, il romanzo non ha più alcun senso. Infatti non si capisce come mai la nostra Svet non possa impedire la Terza Guerra Mondiale o se per quello anche la Prima e la Seconda o la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre.
E non solo: non solo la nostra eroina può mettere le mani dove le pare, ma i suoi cambiamenti sono immuni dall’effetto farfalla.
L’effetto farfalla è esemplificato dal detto: “Una farfalla batte le ali a Buccinasco e un grattacielo crolla a Los Angeles” o simili (“Predictability: Does the Flap of a Butterfly’s Wings in Brazil Set Off a Tornado in Texas?” è il titolo di una ricerca del 1972 del metereologo Edward Lorenz). Quello che succede è che il movimento delle ali della farfalla altera il clima intorno a lei, il cambiamento si propaga sempre più finché un bel tornado dall’altra parte del mondo non rade al suolo il palazzo. L’idea è che in determinati sistemi una minima variazione delle condizioni iniziali possa portare a cambiamenti radicali.
Questa nozione è sempre stata sfruttata dalla narrativa fantastica, anche prima che l’effetto venisse formalizzato. Nel celeberrimo racconto di Ray Bradbury Rumore di Tuono (A Sound of Thunder, 1952) l’uccisione di una farfalla nella preistoria da parte di un viaggiatore del tempo ha conseguenze imprevedibili nel presente. Un altro esempio meno famoso ma ugualmente divertente può essere Effetto Valanga (Depression or Bust, 1974) di Mack Reynolds nel quale la decisione di un tizio di annullare l’ordine per un nuovo frigorifero porta al collasso l’economia mondiale.

Copertina di Effetto Valanga
Copertina di Effetto Valanga

Invece Svet può manipolare a piacimento gli avvenimenti senza che ci siano conseguenze sgradite o impreviste. Qui troviamo anche la ragione chiave per classificare Il Dono di Svet tra i romanzi fantasy: Svet ha il potere che ha perché… perché è fantasy!!!

In realtà ho avuto l’impressione cha la faccenda si sia svolta così: Altomare aveva sottomano una serie di racconti separati, magari persino con protagonisti diversi, poi gli è venuta voglia di partecipare al Premio Urania, e così ha usato quest’emerita scemenza del “dono” come colla per unire tutto quanto. Peccato che le parti stiano attaccate con lo sputo; è un gran pastrocchio.
Dunque, a giudicarlo come un romanzo unico, Il Dono di Svet sarebbe una schifezza immonda. Ma è noto quanto io sia accomodante e sempre ben disposta, perciò farò finta di trovarmi di fronte a una serie di racconti, girando la testa dall’altra parte ogni volta che compare il “dono”.

I Racconti di Svet

Icona di un libro aperto La prima parte è la migliore. Svet, a capo della polizia metropolitana di New York, indaga su un traffico d’organi. Via via che l’inchiesta prosegue il pericolo aumenta e saranno coinvolti sia il Governatore cinese sia un gruppo di rivoluzionari che vuole liberare l’America dagli invasori. Il ritmo è ottimo, la tensione è palpabile, la scrittura scorrevole. Soprattutto si viene coinvolti dalla vicenda, si vuole sapere quello che succederà dopo.
Quello che succede dopo è che Svet usa per la prima volta il suo potere. Chi è morto resuscita, chi ha compiuto azioni malvage torna immacolato e vissero tutti felici e contenti.

Icona di un libro aperto La seconda e la quarta parte vedono Svet alla prese con un demone infernale. Costui prima cerca di violentare la nostra eroina poi cambia idea e prende a vagare di notte per New York, sgozzando preti. Come già accennato qui sembra di trovarsi in una puntata di Buffy (ci sono diverse analogie con l’episodio 8 della prima stagione I, Robot…You, Jane). Il ritmo rimane buono, nonostante lo scontro nella chiesa con il mostro sia tirato troppo per le lunghe, e la scrittura è ancora spigliata; purtroppo non c’è più alcuna tensione, in parte perché sappiamo che Svet potrà aggiustare qualunque torto con il suo “dono” (e lo farà) e in parte perché il tono è molto meno serio. Scoprire poi che il mostro è tale solo perché “maltrattato da piccolo” è tristissimo…

Moloch
Il cyberdemone Moloch di I, Robot… You, Jane

Icona di un libro aperto La terza parte vede Svet impegnata in un’indagine in Europa, dove qualcuno sta rapendo i bambini prodigio (gente come la Strazzu ma ancora più prodigiosa!) Qui la tensione è zero e il tono da cartone animato. È una squinternata avventura alla James Bond con tanto di cinese esperto di arti marziali che invece di sparare ai nostri eroi decide di ucciderli a mani nude (…) e alla fine c’è il conto alla rovescia per la bomba che farà saltare tutto quanto per aria. Svet per salvarsi…
mostra il piano geniale di Svet ▼

Questa parte è bruttina sia in confronto alle precedenti sia in assoluto. Non giova un lunghissimo dialogo inforigurgitoso che sembra appiccicato lì solo per far credere ai lettori ingenui che l’ambientazione è omogenea quando è palese che quest’avventura non c’entra un tubo con il resto.

Icona di un libro aperto La quinta e ultima parte vede svolgersi la resa dei conti fra i cattivi cinesi e i prodi patrioti americani, con Svet nel mezzo. L’azione si sposta a Cuba, perché gli Americani si sono asserragliati nella ex base di Guantanamo. I cinesi hanno progettato un piano diabolico per spazzare via i rivoltosi e già che ci sono sostituire Castro con qualcuno più di loro gradimento. Però non hanno calcolato di trovarsi in un romanzo di Altomare, non in uno di Clancy o McNab…
Dal punto di vista politico-militare questa parte è una stupidaggine, anche se dopo la parodia di James Bond e la conclusione della vicenda del demone non mi aspettavo niente di realistico. Il momento migliore è probabilmente quando Fidel Castro decide di tornare rivoluzionario e di non cedere alla perfidia dei musi gialli.
Tutto sommato passabile, non siamo al livello della prima parte, ma comunque un gradino sopra il resto.

Personaggi

Gli stessi personaggi popolano le varie parti, compresi i personaggi morti che vengono provvidenzialmente resuscitati all’occorrenza dal potere di Svet.
Svet è la protagonista assoluta, e il punto di vista è quasi sempre il suo. Svet ad appena trenta e qualcosa anni è già capo della polizia metropolitana. Svet è bellissima. Svet è intelligente. Svet è abile sia nel corpo a corpo sia con le armi da fuoco. Svet per fortuna non è così antipatica come le premesse lascerebbero immaginare. Non è il personaggio più carismatico del mondo, ma è facile, se non proprio identificarsi, farsi coinvolgere. È un buon personaggio.
Mark “Doppia Faccia” è invece il capo dei rivoltosi americani. Quando la storia non segue Svet, segue lui. Mark è una sorta di ladro gentiluomo, con una spruzzata di atomicpunk in stile Fallout:
mostra spoiler su Mark ▼

Anche lui non è il massimo ma lo si segue volentieri. La sua tentata fuga da un carcere, benché semplicistica, è una delle parti più divertenti del romanzo.
Molto meno interessanti i comprimari (il figlio di Svet è solo una rottura di scatole, meglio tratteggiato il barbone ex professore universitario) e i “cattivi”. I “cattivi”, poveretti, sono quasi sempre costretti a seguire il Copione, anche quando desidererebbero far altro.

Stile

Lo stile di Altomare è decente. A tratti buono, sebbene in diversi punti si sarebbero potuti togliere avverbi e aggettivi di troppo o buttare via inforigurgito molesto. Una limata sarebbe stata necessaria anche per certi dialoghi: ogni personaggio quando prende la parola spesso prosegue per molti paragrafi di seguito; in generale può andare, diventa inverosimile quando a parlare in questa maniera, senza tirare il fiato, è un prigioniero appena pestato a sangue.

Conclusione

È possibile ricavare un certo margine di divertimento da questo romanzo, anche tenendo presente il prezzo ridotto (3 euro e 90 centesimi). Per riuscirci è però necessario aver ben presente che:

  • non è un romanzo di fantascienza.
  • le varie parti sono separate e raccontano vicende distinte e autonome.
  • il “dono” di Svet non dev’essere preso in considerazione.

Con tali premesse si possono trascorre alcune ore piacevoli. Certo l’inizio lascia presagire qualcosa di meglio, molto meglio, ma tant’è.
È poi triste constatare come quello che dovrebbe essere uno dei migliori romanzi di fantascienza italiani dell’anno non è un romanzo di fantascienza e in pratica non è neanche un romanzo…

* * *

L’incipit:

– Bisogna chiedere rinforzi.

L’agente dal viso spiccatamente caucasico annuì. Pigiò un pulsante della piccola ricetrasmittente e chiese l’intervento di due pattuglie. Parlava a scatti, scandendo bene le parole e dando le indicazioni in maniera molto precisa.

– Prudenza.

Il maggiore della polizia metropolitana Svetlana Tereskova puntò la pistola verso il buio. La potente torcia stilo che reggeva con la sinistra illuminò un ambiente squallido. Le pareti erano coperte da disegni osceni e da grumi di qualcosa d’indefinibile. Sul pavimento c’era di tutto. Carogne di animali semi-imputridite, pezzi di oggetti d’ogni genere. Era molto difficile muoversi lì dentro. Almeno senza far rumore.

La donna fece un cenno col capo al poliziotto e, tenendo ben salda la pistola, entrò nella stanza vicina poggiando le spalle alla parete. Intorno aleggiava un odore rancido. Di sudore. Lì dentro, fino a pochi attimi prima, c’era stato qualcuno. Vide un movimento con la coda dell’occhio. – Alt! – gridò. – Farsi riconoscere o saremo costretti a sparare.

Per tutta risposta udì un tramestio. Girò la pistola dalla parte da dove proveniva il rumore.

Un lampo. Un colpo di pistola. La parete che si scheggiava a pochi centimetri dal suo viso. Si gettò per terra urtando qualcosa di molliccio. Preferì non chiedersi cosa fosse. Aveva tutti i sensi all’erta. Per fortuna, chi aveva sparato aveva usato un’antiquata pistola automatica con i vecchi proiettili. Se avesse avuto a disposizione una pistola a flap lei sarebbe passata a miglior vita. (Ammesso che la vita nell’al di là fosse davvero migliore.) Spense la luce stilo. – Nicolai, resta lì.

Nel buio quasi assoluto cominciò a distinguere l’ambiente. Le vernici usate per i murales erano fluorescenti, ad altissimo livello. Era bastata la luce della sua piccola torcia per stimolare i ricettori chimici a restituire parte della luminosità che avevano assorbito.

Un movimento dalla parte opposta della stanza. Lei scattò come una fiera in caccia. Nonostante i suoi trentadue anni era agile come una ragazzina. Avrebbe potuto colpire l’individuo in fuga, ma odiava uccidere. Inoltre voleva sapere cosa ci facesse lì dentro. E, da che il mondo era mondo, i cadaveri non parlano. Neanche sotto tortura.

S’infilò in un corridoio laterale piuttosto ampio e scorse la figura correre davanti a lei, in fondo c’era luce soffusa. La sagoma del fuggitivo si stagliava su quello sfondo, scura e forsennata.

– Idiota! – Svet non ci pensò due volte. Mise un ginocchio a terra, prese accuratamente la mira e sparò. Un solo flap. Udì il grido di dolore e vide l’individuo stramazzare sul pavimento. – Via libera.

L’agente le fu dietro in una frazione di secondo.

– Stanno arrivando rinforzi, sento le sirene.

– Dobbiamo entrare là dentro. – Indicò la porta dalla quale proveniva la luce, in fondo al corridoio.

– Subito?

– Subito.

Il poliziotto si addossò alla parete e cominciò a strisciare verso la porta illuminata. Svet invece aveva raggiunto il suo bersaglio che si lamentava al suolo. Vide che aveva un buco nella gamba sinistra, usciva molto sangue. Tirò fuori dalla sua divisa d’ordinanza una fascia elastica e della crema cicatrizzante. Non sarebbe servita a molto, ma avrebbe arrestato l’emorragia. Fece la fasciatura d’emergenza, raccolse la pistola del ferito che era finita poco lontano e la infilò nella cintura. Poi si mise dalla parte opposta del corridoio muovendosi verso la zona illuminata.

Nicolai l’aveva preceduta.

Lo vide entrare puntando in avanti la pistola.

Una sventagliata di flap lo falciò.


Approfondimenti:

bandiera IT Il Dono di Svet presso il blog di Urania
bandiera IT Una recente intervista a Donato Altomare

bandiera IT WarGames su IMDb
bandiera EN Un sito dedicato alla crisi dei missili a Cuba
bandiera EN Un sito dedicato ai processi per stregoneria a Salem
bandiera IT Effetto Farfalla su Wikipedia
bandiera EN A Sound of Thunder leggibile online
bandiera IT Effetto Valanga al DelosStore
bandiera EN I, Robot… You, Jane su BuffyGuide.com

 

Giudizio:

Ambientazione decente… +1 -1 …ma non abbastanza approfondita e con basi storiche non molto solide.
La scrittura è di buon livello… +1 -1 …ma si potevano evitare svariati errori.
I due protagonisti sono discreti personaggi. +1 -1 Il “dono” di Svet è una colossale idiozia.
Due parti nel complesso passabili… +2 -3 …tre meno.

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The Public Domain

James Boyle, professore di Legge presso la Duke University, ha da poco pubblicato The Public Domain: Enclosing the Commons of the Mind, un altro saggio sul copyright nell’era di Internet e problemi affini. È un ottimo saggio, scritto in maniera spigliata e divertente senza che l’autore abbia rinunciato al giusto rigore nelle argomentazioni. È un saggio che si legge come un romanz… ehm, no, è un saggio che si legge come un saggio sugli effetti sociali e legali di determinate politiche nei confronti del diritto d’autore. Tuttavia per chi è interessato all’argomento è forse uno dei testi migliori in circolazione (più scorrevole e preciso di Lessig, più dritto allo scopo rispetto a Doctorow).

Copertina di The Public Domain
Copertina di The Public Domain

Dato che questa è una Segnalazione, non entrerò nel vivo del discorso (restano valide le argomentazione già illustrane nell’articolo Sul Copyright), aggiungo solo un altro spunto, tra i tanti forniti dal libro di Boyle: il problema dell’arte orfana.
Secondo Boyle circa l’85% dell’arte (libri, film, ecc.) attualmente protetta da copyright è orfana. Questo significa che da un lato è arte non più distribuita e venduta nei negozi, e dall’altro è arte senza più un “padrone”: l’autore è morto, l’editore ha chiuso, gli eredi si sono trasferiti in Alaska a coltivare pomodori, ecc.
Dunque il pubblico è tagliato fuori dalla gran parte della produzione artistica, e non solo lo sarà per decenni e decenni, ma c’è il rischio che nel frattempo le poche copie di quest’arte orfana vengano accidentalmente o meno distrutte, e tutto questo senza che ci guadagni nessuno.

Il saggio di Boyle è distribuito con licenza Creative Commons: oltre a essere regolarmente acquistabile è anche leggibile gratis online.

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Recensioni :: Romanzo :: Bloodsucking Fiends

Copertina di Bloodsucking Fiends Titolo originale: Bloodsucking Fiends: A Love Story
Autore: Christopher Moore

Anno: 1995
Nazione: USA
Lingua: Inglese
Editore: Simon & Schuster

Genere: Urban Fantasy, Vampiri, Romantico
Pagine: 304

Un anno fa recensivo Twilight. Da quel giorno le fan della Meyer hanno sentito il bisogno di ricordarmi in continuazione quanto io sarei stupida, invidiosa, acida, kattiva e quant’altro. Ogni tanto tra gli insulti compaiono affermazioni del tipo: “perché, sentiamo, a te cosa piace??? Tre Metri Sopra il Cielo??? Harry Potter???” No, non mi piacciono granché né Moccia né la Rowling, invece mi piace, tra gli altri, Christopher Moore.

Bloodsucking Fiends è la storia d’amore tra un ragazzo e una vampira. È un romanzo del 1995, perciò scritto in tempi “non sospetti”, quando i vampiri innamorati non erano ancora così di moda (la serie televisiva di Buffy comincerà solo due anni dopo e dovranno passare dieci anni prima che la Meyer inizi a scrivere boiate soprannaturali). Nondimeno è un romanzo che sembra scritto oggi, e non solo per l’argomento centrale:

[Tommy, il protagonista, è in arresto accusato di omicidio, il suo compagno di cella è un tipo davvero poco raccomandabile...]
Tommy guessed the temperature in the cell to be about sixty-five, but even so, his cellmate, the six-foot-five, two-hundred-fifty-pound, unshaven, unbathed, one-eyed psychopath with the Disney-character tattoos, was dripping with sweat.
[...]
“So,” Tommy said, venturing an inch out of the corner, “what are you in for?” Thinking baby-stomping, thinking cannibalism, thinking fast-food massacre.
One-Eye hung his head. “Copyright infringement.”
“You’re kidding?”
One-Eye frowned. Tommy slid back into his corner, adding, “Really? That’s bad.”

* * *

Una sera Jody sta tornando a casa dall’ufficio, quando è aggredita. Si sveglia due giorni dopo, al tramonto. È sotto un cassonetto dell’immondizia, una mano è bruciata e qualcuno le ha lasciato quasi centomila dollari. Jody non impiega molto a scoprire che non è più quella di prima: è diventata un vampiro! Essere un vampiro a San Francisco non è facile, specie quando sei costretta a dormire tutto il giorno e gli uffici la sera chiudono. Così decide di reclutare qualcuno che l’aiuti con le questioni pratiche, mentre lei si dedicherà a cercare il vampiro che l’ha morsa e le ha lasciato i soldi.
L’aiutante prescelto si rivelerà essere C. Thomas Flood un giovane e ingenuo aspirante scrittore, arrivato da poco in città per morire di fame, seguendo il consiglio di un collega del padre:

“You got to go to a city and starve. I don’t know a Kafka from a nuance, but I know that if you’re going to be a writer, you got to starve. You won’t be any damn good if you don’t starve.”

Tra Jody e Tommy sarà amore a prima vista. Circa.

Vampiro
I vampiri sono persone serie! Quasi…

I vampiri di Moore sono vampiri “tradizionali” (bruciano al Sole, dormono di giorno, hanno forza e riflessi superiori a quelli umani, non possono nutrirsi altro che di sangue, ecc.) ma privi di quella crosta gotica-tenebrosa-bello-e-dannato che così spesso è appiccicata ai succhiasangue contemporanei.
La dannazione per i vampiri di Moore è la noia, la solitudine, l’impossibilità di condividere con qualcuno la propria condizione… oltre che trovare una lavanderia aperta in piena notte per togliere le macchie di sangue dai vestiti.
Moore è molto bravo nel mischiare “sacro e profano”. È divertente e ironico nel mostrare i paradossi della vita quotidiana del vampiro ma al contempo riesce a rendere emozionanti le situazioni drammatiche. Spesso si ride o si ghigna sotto i baffi, ma ugualmente i personaggi soffrono, si ammalano, e muoiono sul serio.

L’ambientazione è particolare. Pur essendo a prima vista San Francisco ai nostri giorni, Moore insinua una serie di dettagli bizzarri o grotteschi che fanno sospettare che la realtà del romanzo non sia la realtà che conosciamo. È interessante notare che non sono gli elementi fantastici i particolari fuori luogo, infatti della straordinarietà di questi elementi si accorgono anche i personaggi, bensì altre trovate, più subdole. Per esempio uno dei personaggi è un misterioso senzatetto, autoproclamatosi “Imperatore di San Francisco e Protettore del Messico”: gli altri personaggi lo trattano – senza ironia – come se fosse davvero un Imperatore…

Se l’ambientazione è particolare, i personaggi lo sono anche di più. Moore parte da due cliché: Tommy come già detto l’aspirante scrittore morto di fame; Jody la ragazza con una lavoro mediocre, un fidanzato mediocre, una vita mediocre, carina ma non bella, intelligente ma non troppo, insomma la ragazza qualunque. Da qui però i protagonisti crescono, si evolvono e svelano tratti del loro carattere affascinanti o meschini. Certo non suscitano empatia come possono farlo Edward e Bella (specie se hai tredici anni e un quoziente intellettivo a singola cifra), però sono due protagonisti interessanti.
Altrettanto interessanti sono gli altri personaggi e le comparse: il già citato Imperatore, una coppia di strani scultori, il vampiro che ha aggredito Jody e gli Animali. Gli Animali sono un gruppo d’impiegati del turno di notte di un supermercato che usano il negozio come loro parco giochi. Gli Animali avranno un ruolo importante nel finale del romanzo quando s’improvviseranno cacciatori di vampiri, un po’ come Sam Oliver e i suoi colleghi nel telefilm Reaper (e non escludo che certe situazioni di Reaper siano state direttamente ispirate dal romanzo di Moore).

Il cast di Reaper
Il cast di Reaper

Lo stile di Moore è diretto, preciso, senza fronzoli, spesso ironico. Se devo trovare un difetto è il suo intromettersi come Narratore qualche volta a sproposito. Ogni tanto Moore sente l’esigenza di divagare narrando aneddoti della vita dei personaggi o aggiungendo particolari “divertenti”. Non sempre funziona.
Credo però che se ne sia reso conto da solo: il suo primo romanzo, Practical Demonkeeping (1992), è infarcito di questi sbrodolamenti, che spesso durano pagine. In questo Bloodsucking Fiends (1995) Moore sgarra al massimo di qualche paragrafo, nel suo miglior romanzo, Lamb (2002), di divagazioni non ve ne sono o quasi.

In conclusione un ottimo romanzo. Una bella storia d’amore condita con pericolo, avventura, e le difficoltà nel trovare un frigorifero abbastanza grande per conservare un barbone dissanguato…

* * *

L’incipit del romanzo:

Sundown painted purple across the great Pyramid while the Emperor enjoyed a steaming whiz against a dumpster in the alley below. A low fog worked its way up from the bay, snaked around columns and over concrete lions to wash against the towers where the West’s money was moved. The financial district: an hour ago it ran with rivers of men in gray wool and women in heels; now the streets, built on sunken ships and gold-rush garbage, were deserted — quiet except for a foghorn that lowed across the bay like a lonesome cow.

The Emperor shook his scepter to clear the last few drops, shivered, then zipped up and turned to the royal hounds who waited at his heels. “The foghorn sounds especially sad this evening, don’t you think?”

The smaller of the dogs, a Boston terrier, dipped his head and licked his chops.

“Bummer, you are so simple. My city is decaying before your eyes. The air is thick with poison, the children are shooting each other in the street, and now this plague, this horrible plague is killing my people by the thousands, and all you think about is food.”

The Emperor nodded to the larger dog, a golden retriever.

“Lazarus knows the weight of our responsibility. Does one have to die to find dignity? I wonder.”

Lazarus lowered his ears and growled. “Have I offended you, my friend?”

Bummer began growling and backing away from the dumpster. The Emperor turned to see the lid of the dumpster being slowly lifted by a pale hand. Bummer barked a warning. A figure stood up in the dumpster, his hair dark and wild and speckled with trash, skin white as bone. He vaulted out of the dumpster and hissed at the little dog, showing long white fangs. Bummer yelped and cowered behind the Emperor’s leg.

“That will be quite enough of that,” the Emperor commanded, puffing himself up and tucking his thumbs under the lapels of his worn overcoat.

The vampire brushed a bit of rotted lettuce from his black shirt and grinned. “I’ll let you live,” he said, his voice like a file on ancient rusted metal. “That’s your punishment.”

The Emperor’s eyes went wide with terror, but he held his ground. The vampire laughed, then turned and walked away.

The Emperor felt a chill run up his neck as the vampire disappeared into the fog. He hung his head and thought, Not this. My city is dying of poison and plague and now this — this creature — stalks the streets. The responsibility is suffocating. Emperor or not, I am only a man. I am weak as water: an entire empire to save and right now I would sell my soul for a bucket of the Colonel’s crispy-fried chicken. Ah, but I must be strong for the troops. It could be worse, I suppose. I could be the Emperor of Oakland.

“Chins up, boys,” the Emperor said to his hounds. “If we are to battle this monster, we will need our strength. There is a bakery in North Beach that will presently be dumping the day-old. Let’s be off.” He shuffled away thinking, Nero fiddled while his empire went to ashes; I shall eat leathery pastries.

As the Emperor trudged up California Street, trying to balance the impotence of power with the promise of a powdered-sugar doughnut, Jody was leaving the Pyramid.

Leggere Moore

Tutti i romanzi di Christopher Moore, Bloodsucking Fiends compreso, si trovano su emule in lingua originale (basta cercare i titoli). Per chi ha problemi con l’inglese la faccenda non è altrettanto rosea: che io sappia solo cinque romanzi di Moore sono stati tradotti. Tre di questi si trovano su emule. In particolare:

Icona di un libro Practical Demonkeeping titolo italiano La Commedia degli Orrori. Su emule:
Icona di un mulo eBook.ITA.527.Christopher.Moore.La.Commedia.Degli.Orrori.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (1.491.382 bytes)

Copertina de La Commedia degli Orrori
Copertina de La Commedia degli Orrori

Icona di un libro Coyote Blue titolo italiano Il Ritorno del Dio Coyote. Su emule:
Icona di un mulo eBook.ITA.534.Christopher.Moore.Il.Ritorno.Del.Dio.Coyote.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (1.792.925 bytes)

Icona di un libro The Stupidest Angel: A Heartwarming Tale of Christmas Terror titolo italiano Tutta Colpa dell’Angelo. Un’Allegra Favola di Natale. Su emule:
Icona di un mulo Bluebook.0139.ITA.Moore.Christopher.Tutta.colpa.
dell’angelo.rar
(1.038.126 bytes)

Inoltre in libreria si può anche trovare A Dirty Job con il titolo Un Lavoro Sporco e, uscito da poco, Lamb: The Gospel According to Biff, Christ’s Childhood Pal con il titolo Il Vangelo secondo Biff. Amico di Infanzia di Gesù.

Copertina di Il Vangelo secondo Biff
Copertina di Il Vangelo secondo Biff

Scaricare La Commedia degli Orrori può essere un buon punto di partenza per conoscere Moore senza spendere. Come già accennato non è dal punto di vista della tecnica narrativa il suo miglior romanzo, ugualmente è una lettura divertente e da cui si può già capire se stile e temi di Moore siano di proprio gradimento.
Altrimenti si può puntare direttamente su quello che secondo me è il miglior Moore, ovvero Il Vangelo Secondo Biff. È una storia alternativa della vita di Gesù, nella quale il Messia – accompagnato dal suo miglior amico, Biff – incontrerà l’ultimo Yeti, affronterà gli adoratori della Dea Kalì, imparerà da un santone indiano a moltiplicare pani e pesci e dovrà vedersela con il Demone che centinaia di anni dopo sarà il protagonista di Practical Demonkeeping. Suona strano – è un romanzo strano, ma anche serio e commuovente, mi è piaciuto moltissimo.
Dato il periodo si può dare un’occhiata pure a Tutta Colpa dell’Angelo. È una tipica storiella natalizia (gli zombie che assediano la chiesa di una piccola cittadina la notte della vigilia) divertente ma senza troppe pretese, scritta con poco entusiasmo e uno stile approssimativo.


Approfondimenti:

bandiera EN Bloodsucking Fiends su Amazon.com
bandiera EN Christopher Moore su Wikipedia
bandiera EN Il sito ufficiale di Christopher Moore
bandiera IT Il Vangelo secondo Biff al sito dell’editore

bandiera EN Reaper su IMDb

 

Giudizio:

Una bella storia d’amore e vampiri… +1 -1 …ovvero una storia non proprio originale.
Buon stile, ironico e divertente. +1 -1 Ogni tanto qualche sbrodolamento di troppo.
Personaggi bizzarri e interessanti. +1
Ottima ambientazione. +1

Due Gamberi Freschi: clicca per maggiori informazioni sui voti

Scritto da GamberolinkCommenti (19)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

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