Non c’è gnocca per noi a Boscoquieto
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Titolo originale: Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni Autore: Federico Ghirardi Anno: 2008 Genere: Urban fantasy, fyccina erotica |
Il titolo di questo articolo è una citazione dal romanzo: Giò, amico di Bryan, esprime la sua preoccupazione per la scarsezza di belle ragazze a Boscoquieto. Preoccupazione condivisa un po’ da tutti, buoni e cattivi. Per fortuna basta spostarsi di qualche chilometro, fino a Laietto, per trovarla la gnocca. Meno male!
* * *
Com’era facile prevedere, Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni è un brutto romanzo. Più che un fantasy è una sorta di fyccina erotica, la trama è sconclusionata, le idee balorde, lo stile zoppicante. Non è però un romanzo del tutto orribile, l’assenza di determinati cliché (elfi, viaggio della compagnia, Bene & Male chiaramente definiti) lo rende almeno superiore a robe nate morte come Gli Eroi del Crepuscolo. E la scrittura, benché piena di errori, a tratti scorre con piacere e una certa passione.
Nel complesso peggio della “miglior” Troisi (Nihal della Terra del Vento), ma appunto non al livello infimo della Strazzu.
Prima di procedere con la consueta recensione educativa e sarcastica, vorrei provare a esporre un concetto “serio”. Chi non è interessato, può saltare avanti.
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Un concetto serio Bryan di Boscoquieto danneggia tutti quanti perché occupa spazio. Le piccole case editrici, quelle senza distribuzione o quasi e che si affidano solo agli ordini online, fanno i salti di gioia se vendono 2-300 copie di un romanzo. Ma 300 copie di un romanzo non sono niente. Nel palazzo dove abito ci sono 300 persone: se prendo un mio scritto, lo fotocopio, e vado a bussare porta per porta in pratica ottengo lo stesso livello di “pubblicazione” che otterrei pubblicando con una casa editrice senza distribuzione. E questo non è pubblicare, non è rendere pubblico, non è al contempo esporre le proprie idee e divertire il prossimo, è solo perdere tempo. “Ma, ma Gamberetta, non capisci: la Newton Compton e le altre case editrici sono lì solo per denaro, cioè se le 10.000 copie le vendono per loro va tutto bene!” E allora? Qui è come se il condannato per omicidio si alzasse e spiegasse al giudice di non aver ucciso la sorella per sbaglio, no, l’ha proprio fatto apposta per prendersi l’eredità; e allora, d’accordo è assolto! Non me ne può fregare di meno se la Newton Compton insegue i suoi interessi. Gli interessi di milioni di lettori e il loro diritto a leggere opere degne è più importante del desiderio di quattro gatti alla Newton Compton di fare i soldi. O almeno dovrebbe esserlo in una società democratica. “Ma, ma Gamberetta, non capisci: decide il mercato!” Balle. Io penso che il “mercato” possa decidere, ma solo se tutti partono uguali. Bryan di Boscoquieto forse venderà uno sproposito, forse neanche una copia, ma una possibilità l’ha avuta, decine di migliaia di altri titoli no. Se Canale 5 trasmette in tutta Italia e Teleabruzzo21 nel raggio di pochi chilometri, non decide il “mercato”, decide tutta Italia contro pochi chilometri. “Ma, ma Gamberetta, non capisci: Bryan di Boscoquieto è stato stampato in così alto numero di copie proprio perché è strabello!!! Non solo per vendere, ma proprio perché è bellissimo!!!” E qui giunge l’utilità della recensione, perché quando si riempie un romanzo con le madornali stupidate che seguiranno, è davvero difficile parlare di “qualità”, qualunque parametro si voglia adottare. Ricapitolando: per pubblicare bisogna portare il proprio romanzo in libreria, in libreria lo spazio è poco, perciò ogni copia di un brutto romanzo in libreria danneggia tutti, perché sottrae spazio prezioso ad altre opere potenzialmente migliori.
Non hanno responsabilità solo le case editrici. Ma io non sono d’accordo, come molti fanno, a dare responsabilità ai lettori. È vero che la gente potrebbe adottare dei criteri di scelta più sofisticati di: “guarda, c’è un’elfa mezza nuda in copertina! Compro!”, ma in generale il ragionamento “se è stato pubblicato da Mondadori allora dev’essere bello”, dovrebbe poter essere giusto. Non è possibile diventare esperti di tutto. Una persona deve avere diritto a un servizio valido quando ne ha la necessità o il desiderio. Se vado al ristorante nessuno mi deve sputare nel piatto anche se non ho il palato fino per accorgermene, se vado dal dottore mi deve dare le medicine e non le pastiglie di zucchero, anche se non riuscirei a capire la differenza, se mi rivolgo a Mondadori devono essermi offerti romanzi validi, anche se il mio gusto non è particolarmente sviluppato. Se una persona ha il capriccio di provare a leggere un fantasy, deve trovarsi di fronte ottimi romanzi fra i quali scegliere, anche se, essendo magari la prima volta che esplora quel genere, non potrebbe capire che la Troisi scrive solo boiate. Ovviamente il problema non si risolverà mai sperando in un ravvedimento delle case editrici, lo so benissimo. La soluzione arriverà forse in futuro, con il superamento del libro fisico e la fine dei problemi di spazio. Nel frattempo però non fa male far notare la questione, e agire di conseguenza: non comprare se non libri che si è già letto con altri mezzi e sono piaciuti, e anche in quel caso favorire i canali con meno intermediari (in ordine di preferenza: pagare direttamente l’autore, acquistare al sito della casa editrice, acquistare via libreria online). |
La storia di Marta
La trama “ufficiale” di Bryan di Boscoquieto è a grandi linee questa: Bryan, un ragazzino che ha appena compiuto quattordici anni, va a trascorrere l’estate dai nonni, nel paesino di Boscoquieto. Qui, a fronte del risvegliarsi di uno Spirito maligno di sei secoli prima, scopre di non essere una persona comune, bensì di essere… una persona comune che può sparare raggi laser dalle mani
e creare invisibili barriere di energia. Grazie a questi poteri e all’aiuto di Morpheus, un mezzodemone che ha deciso di allenarlo, Bryan riuscirà a sconfiggere lo Spirito e riportare la quiete a Boscoquieto.
Morpheus, ben impressionato, offrirà a Bryan la possibilità di entrare a far parte della “Baia”, un’organizzazione segreta impegnata a combattere i malvagi del mondo, incarnati dalla “Comunità” e dal suo misterioso leader, un tizio vestito di verde che si fa chiamare l’Insorta.
Bryan accetterà entusiasta con questo brillante ragionamento (testuali parole):
“Se diventerò un discepolo potrò aiutare gli altri e proteggere la gente comune dai demoni e da tutti i mostri del cazzo”.
Ma Bryan potrebbe scoprire che i Buoni e i Cattivi non sono quelli che lui crede… (e non lo so neanch’io perché il romanzo non è autoconclusivo ma il primo di enne nella saga di Bryan di Boscoquieto…)

Ryu di Street Fighter è come Bryan di Boscoquieto! O sarà il contrario?
In realtà una sconcertante parte del testo è dedicata non a queste faccende più o meno fantastiche ma alla gnocca. In particolare alla vicenda di Marta, una specie di sogno proibito di Bryan. Marta, poveraccia, ne subirà di tutti i colori, con la complicità dell’autore.
Chi è Marta? Il personaggio è delineato in maniera magistrale: 18 anni (ma ne dimostra forse uno-due di meno), capelli biondi color oro, occhi blu, seno prosperoso e bella in forma, come dichiara un personaggio dopo averle palpato il culo.
Altri tratti della personalità di Marta non ricordo siano illustrati, sarebbero in ogni caso superflui. Marta ha inoltre una sorta di potere magico: riesce sempre a finire nuda (anzi, tutta nuda, come giustamente specifica l’autore) o in mutande, qualunque sia la situazione. Sembra quasi sia allergica ai vestiti. Senza contare poi che è “una giovane piuttosto scollata”, e posso assicurare sia un dramma essere piuttosto scollate: se non stai attenta ti cadono le dita delle mani, o ti perdi il naso per strada senza neanche accorgertene. Se non hai in borsa l’attaccatutto è un disastro.
Bryan è cotto di Marta, e lei non perde occasione per strusciarglisi contro, purtroppo però non lo considera un amante degno, abituata com’è a bulli di periferia e demoni violentatori, lo considera solo come un amico ragazzino, ma per questo la pagherà cara…
Per avere idea di come il tema “amoroso” sia intrecciato con il romanzo (e per molti versi lo soffochi), si può prendere la lunghissima scena nella quale Bryan e Marta stanno scendendo nei meandri della tana dello Spirito. Ho ampiamente tagliato, ma i miei lettori infoiati (ciao Duca!) non si preoccupino: le parti più succose le ho lasciate. Sigh.
[Bryan e Marta stanno percorrendo un corridoio nella base sotterranea dello Spirito. Mano nella mano e torce accese perché c'è completa oscurità]
La mano [di Marta] abbandonò la sua, sfilandosi velocemente dalle sue dita.
«Marta?», Bryan si volse, ma vide solo un’ombra sparire dietro la curva del cunicolo. La torcia della ragazza era a terra, spenta.
[Bryan parte all'inseguimento]
Gabriele [il "secondo in comando" dello Spirito] aveva preso Marta, l’aveva sollevata di peso ed era fuggito via.
La ragazza scalciava e si dimenava, ma la forza dell’altro era nettamente superiore alla sua. Tornarono alla stanza nella quale si era svolto il rito e Gabriele imboccò il cunicolo a destra. Era tutto buio, ma lui non aveva bisogno di vedere con gli occhi.
[Gabriele ha avuto l'improvviso impulso di violentare Marta: a lei capita spesso]
«Non farlo», lo supplicò la ragazza, mentre le lacrime le bagnavano le guance. «Sei ancora in tempo per…».
L’altro la bloccò con uno sguardo di ghiaccio. «Per che cosa? [...]»
«Non farmi questo».
«Non prenderla come una cosa personale. Se devo essere sincero, non sono interessato a te, ma per adesso sei l’unica donna disponibile sulla piazza e quindi ci si deve accontentare. Capisci no?».
Marta avrebbe voluto scoppiare a piangere, ma si contenne perché sapeva che non avrebbe fatto altro che partecipare al suo gioco.
[Bryan intanto combatte contro mostri sacrificabili che gli hanno bloccato la strada]
«Be’, per il momento torniamo a noi. Sei silenziosa», osservò, continuando a trattenere il collo della ragazza. «Hai paura?».
Marta non gli diede la soddisfazione di una risposta. Gabriele le sfilò i pantaloni dai piedi e li gettò via; rimase qualche secondo a rimirare le gambe della ragazza.
[Gabriele rimane in estasi ancora per po'...]
«Ehi», esordì [Marta] con tono dolce. «Non preferiresti che io facessi questa cosa di mia spontanea volontà?»
«Be’… sì», borbottò Gabriele, allentando la presa al collo della ragazza.
Marta gli rivolse un sorriso tirato. «Allora liberami».
Gabriele la lasciò andare e si sedette. Marta si tirò su e s’inginocchiò.
[Marta esita, finché...]
Marta gettò la vestaglia, che si andò ad accartocciare vicino ai jeans, e rimase tutta nuda a parte il pube. Sorrise debolmente a Gabriele e gli si avvicinò di qualche centimetro.
[Marta esita di nuovo e Gabriele sta per spazientirsi, allora lei...]
Marta levò in aria la mano che aveva tenuto dietro la schiena, nella quale reggeva un sasso grosso quanto un pugno. Vibrò un colpo alla nuca dell’ignaro Gabriele, che spalancò la bocca e cacciò un terribile grido.
La ragazza si alzò e volse le spalle alla creatura che si lamentava e le lanciava mille imprecazioni. [...] Iniziò a correre per allontanarsi il più possibile da Gabriele, perché se fosse riuscito a prenderla una seconda volta…
[Bryan intanto combatte]
Marta correva nel buio del tunnel di pietra. I passi di Gabriele riecheggiavano dietro di lei, preceduti dalle sue bestemmie.
“Ti prego”, supplicò la ragazza, “fai che non mi prenda”. Si concesse un breve sguardo indietro e vide l’ombra dell’inseguitore, proiettata dalle fiaccole poste a intervalli regolari lungo le pareti. Se non ci fossero stati nemmeno quei lumi, non avrebbe avuto alcuna speranza di scappare.
[Ma Gabriele l'acchiappa]
Raggiunsero lo spiazzo e Gabriele la condusse dove si erano appostati prima, vicino ai vestiti della ragazza.
«Sdraiati», comandò. Marta distese la schiena nuda sulla roccia e venne percorsa dai fremiti del gelo. «Bene, bene così», annuì Gabriele, abbassandosi per la seconda volta i pantaloni.
[Elucubrazioni varie]
«Non farmi male», lo implorò, pur sapendo che ogni supplica era ormai vana.
Gabriele si portò una mano alla nuca e mostrò alla ragazza le dita sporche di sangue che si ripulì sul suo ventre contratto. Marta osservò inorridita la propria pancia sporca di sangue e poi tornò a rivolgere lo sguardo a Gabriele, che la guardava con occhi glaciali e con un ghigno diabolico.
«Mi hai fatto male e non avresti dovuto. Io ero il solo che ti separava da Elias [lo Spirito] e dal diventare sua schiava».
Gabriele la girò sottosopra con un unico brusco movimento. Marta gemette per il pietrisco che le pungeva pancia e seni. Strillò quando una mano si abbatté con cattiveria sul suo posteriore e ricominciò a piangere, per l’umiliazione più che per il dolore. Poi una seconda sculacciata, una terza e una quarta.
«Ti stai arrossando», osservò compiaciuto Gabriele, abbassando per la quinta volta la mano. Questa volta colpì così forte che lo schiocco che seguì rimbombò in tutto il locale di roccia. «Spero che ti basti la lezione».
«S-sì», bofonchiò la ragazza, asciugandosi le lacrime con il dorso di una mano.
«Non ti agitare», la ammonì. Le passò dietro e le cinse il ventre con le braccia. La sollevò con brutalità e le ordinò di rimanere sulle ginocchia. «Sei pronta?», gracchiò.
Marta artigliò la terra con le dita, chiuse gli occhi e strinse le labbra per costringersi a non urlarle.
C’è un po’ di tutto: Gabriele che riesce letteralmente a strappare di mano Marta a Bryan senza che questi se ne accorga, l’incoerenza in grassetto sul pianto, il fatto che la base sotterranea è immersa nell’oscurità tranne che per il corridoio che Marta deve fare di corsa tutta nuda (se corre al buio chi la guarda?), e una tristissima sequenza finale.
Gabriele, che non sarà il Cattivo con la C maiuscola, ma, per citare una sua precedente “impresa”, aveva appena accoltellato un gruppo di vecchietti nel sonno, guarda Marta “con occhi glaciali e con un ghigno diabolico” e poi… la sculaccia. Gegnale. Sì, è umiliante per Marta, ma lo è uguale per il lettore e anche per il povero Gabriele che non si merita dopo 600 anni di nequizie di diventare pupazzo delle fantasie adolescenziali del Ghirardi.
E non è finita qui. Perché a questo punto interviene Bryan, nel frattempo anche lui denudatosi,
e con un raggio laser stende Gabriele, salvando Marta. Marta gli si butta al collo, ma dura un attimo, poi lei è di nuovo solo affari, perché c’è ancora lo Spirito da sconfiggere e:
Marta gli porse i pantaloni.
Bryan scosse il capo. «Sono i tuoi».
Marta inarcò un sopracciglio e gli rivolse un’occhiata complice. «Ti serviranno per contenere la tua virilità. Non vorrei farti cascare dalle nuvole, ma lo Spirito è ancora qua in circolazione»
Francamente non vedevo il problema per Bryan di combattere con un’erezione in bella vista, non sarebbe stato episodio più scemo del resto.
Com’è che anche Bryan è senza vestiti? Perché a questo punto si scopre che lui è Lui: il Prescelto, il Numero Uno, Gesù Bambino, il Duce, Er Mejo, l’Erede, e in quanto tale ha un super potere extra, ovvero è in grado di diventare immateriale quando qualcuno lo sta per ammazzare. I mostri lo stavano per uccidere, ma Bryan, in maniera inconscia, ha usato questo suo potere della fantasmificazione ed è riuscito a scappare. Peccato che i vestiti siano rimasti indietro.
Dopo la battaglia Bryan e Marta vivono un periodo di felicità assieme, ma come detto, lei lo considera solo un amico, tanto che un giorno gli comunica che si è trovata un fidanzato, tale David. La reazione di Bryan è nihalesca:
Si ritrovò nel letto, con la testa affondata nel cuscino impregnato di lacrime. Un braccio era disteso, come pietrificato, lungo il corpo. Provò a muoverlo ma non ci riuscì, allora lo lasciò lì com’era. Tutto era vago e indefinito, come se si fosse appena risvegliato da un incubo. Si rialzò, barcollante, sollevò il braccio sano e mollò un pugno al muro, spellandosi le nocche. Poi, tenendosi il braccio dolorante che al minimo spostamento gli inviava fitte tremende, si avviò verso il bagno, con la vista annebbiata dal pianto. Completò il percorso in quattro tappe e vomitò nella tazza del water. Rimase inginocchiato sul pavimento freddo, con la fronte appoggiata all’asse fino a quando non lo raggiunse sua madre.
«Bryan! Che diavolo ti succede? Che hai fatto?».
Bryan mugugnò e si lasciò cadere indietro, sbattendo contro il mobiletto sottostante la lavabo.
Sarà che anche i veri uomini piangono, ma personalmente cominciano un po’ a stufarmi tutti questi protagonisti dalla lacrima facile. Ma forse Bryan è così sconvolto perché preoccupato per Marta, in fondo l’aveva avvertita che solo lui avrebbe potuto proteggerla.
Poco tempo dopo è visitato da questo bel sogno a occhi aperti:
Gionata si fermò appena raggiunte le ombre che sembravano immobili e cristallizzate. Marta aveva gli occhi velati dal terrore e invocava Bryan. Giò le strappò di dosso la gonna e la gettò a terra, dove affondò in un basso strato di nebbia.
«Non farlo!», gridò Bryan, continuando a sforzarsi di raggiungerli. Ormai la sua parte razionale si era accorta che non avrebbe potuto arrivare, ma lui la zittiva e non smetteva di tentare.
Gionata le strappò anche la camicia, facendo saltare via tutti i bottoni, e la buttò sul pavimento.
«Non ti azzardare!».
Gionata lo guardò divertito e fece scivolare le mani dietro le coppe del reggiseno, sugli abbondanti globi carnosi.[sic] Marta strillò.
«Lasciala andare, figlio di puttana!».
L’ombra del suo amico fece scendere la mano sinistra sotto il tanga rosso della ragazza. Il ragazzo vedeva le sue dita che si agitavano sotto la stoffa e notò lo sguardo acquoso di Marta, che subito dopo cominciò a gemere. Gionata inclinò la testa e le lasciò il segno arrossato di un succhiotto sul collo. La fece voltare con forza verso di lui e le insinuò in bocca la sua lingua demoniaca.
«Te lo impedirò! Te lo impedirò!». Ma per quanto Bryan si affaticasse e per quanto avanzasse, la distanza non diminuiva mai.
Gionata era sempre più divertito dai suoi vani sforzi. Estrasse la mano dalle mutande e la sfregò sul ventre di Marta, che rabbrividì e chiamò ancora Bryan.
«Non puoi farlo. So che da qualche parte ci sei ancora tu, Giò, e ti supplico di non farlo».
Gionata gli rise in faccia e costrinse Marta ad abbassare la schiena. Bryan si accorse che Giò non era nemmeno vestito.
«Ti prego, Bryan!», strillò Marta.
«Questo è per te, Bryan», disse Gionata, penetrando senza alcun indugio la ragazza curva, per metà avvolta nella nebbia. Marta strillò e spalancò gli occhi e la bocca.
Bryan gridò, gridò e gridò ancora fino a consumare tutto l’ossigeno dei polmoni; intanto continuava a cercare di raggiungerli, ma non riusciva nemmeno a capire se fossero i suoi piedi a essere ancorati, oppure il suolo gli scorreva via. Marta singhiozzava e ansimava, mentre Gionata si muoveva dietro di lei, mantenendo un’espressione di dura e impassibile follia.
Più avanti si scoprirà che Marta è stata violentata sul serio, e anzi ha passato diversi mesi in qualità di schiava sessuale di un Cattivo. Così la stronza impara a non mettersi con l’unico che poteva proteggerla!
Prima, dopo e durante, Marta è ancora il motore del romanzo, sebbene non più protagonista di scene così “pregevoli”. Solo normali molestie e pesanti allusioni.
Dove finisce Marta, non termina il porno. Per esempio la scena che conclude il romanzo vede questo tizio, l’Insorta, fare sesso con un personaggio mai visto prima, tanto per, senza che abbia alcuna importanza per la storia. In altri punti il sesso ha invece importanza, in una maniera che definire ridicola è poco.
In questa scena Bryan deve battersi contro le quattro cinture nere della locale palestra di Kung Fu e contro quattro donne ninja. Gli otto tizi sono però sotto l’effetto di un incantesimo e sono in pratica invulnerabili. Come risolve la faccenda Bryan? Così:
Gli altri otto lottatori erano tutti in piedi e pronti ad attaccarlo. Bryan corse incontro all’uomo che gli era più vicino, gli artigliò i pantaloni dalle tasche e lì tirò giù. L’uomo rimase interdetto e non seppe come reagire quando il ragazzo gli abbassò anche le mutande. Bryan, chinato, si accorse che gli altri lo avevano circondato. Si rialzò e rapidissimo denudò le parti basse degli altri uomini, sfruttando la loro perplessità.
[...]
Bryan imprecò, poi afferrò il braccio magro e forte di una delle donne, e lo torse. Allontanò gli altri con dei calci piazzati all’inguine e alle ginocchia e mantenne la presa sulla donna, incurvata davanti a lui.
«Avete bisogno di un ulteriore stimolo», sussurrò. Sempre tenendola bloccata per un braccio, le afferrò il bordo dei pantaloni e lo strattonò verso il basso, mettendo alla luce le gambe longilinee e sudate. Solo un perizoma rosso le copriva la parte intima. Bryan fece passare due dita dietro all’elastico e anche l’ultima copertura calò. Qualcuno lo colpì al capo, costringendolo a spingere via la giovane, che si scontrò con uno degli uomini. Nel frattempo Bryan venne colpito alle costole, avvertì uno scoppio di dolore e ruzzolò sulla strada.
[...]
L’ultima cosa che Bryan vide prima di chiudere gli occhi fu una scarpa che gli pioveva sulla faccia. Si preparò all’impatto, immaginando la propria testa ridotta in pezzi. Ma il colpo non arrivò. Il ragazzo riaprì cautamente gli occhi e si accorse che gli aggressori guardavano altrove e non lo degnavano più d’alcuna attenzione. Ne approfittò per sgusciare via, si alzò e capì cosa li aveva interessati.
La donna era appoggiata a terra sulle ginocchia e l’uomo si muoveva ritmicamente dietro di lei, tenendo le mani premute contro le sue natiche. I loro versi, da ringhi divennero bestiali gemiti di piacere. I loro compagni distolsero quel che rimaneva dell’attenzione dal ragazzo e si dedicarono alle donne.
In breve la banda di aggressori divenne un groviglio di membra e una fornace di lamenti.
Il problema qui è che se fosse stata una qualche parodia, tipo Il Signore dei Tranelli o Aerosol, il fratello furbo di Eragon non avrei avuto niente da dire, ma Bryan di Boscoquieto non è una parodia. Il romanzo ha, nonostante gli estratti, un tono per la buona parte serio, e l’(auto)ironia è minima.

Copertina di Aerosol, il fratello furbo di Eragon
I momenti volutamente “umoristici” poi sono di rara eleganza. Il mio preferito è questo:
[Bryan] Riprese a camminare. Il gruppo di Prigionieri [i Prigionieri del Bosco – esseri umani trasformati in mostri] era un’ombra che stava gradualmente svanendo fra gli arbusti.
«Perché sono uscito? Perché ho voluto seguir… Merda!», esclamò in un sussurro e subito sollevò il piede inzaccherato dalle feci. “Chi ha portato il cane a cagare…?” Esaminò gli escrementi con maggior attenzione e si accorse che erano umani. “Ecco perché si sono fermati! Ma porca…”.
Tutto questo miscuglio perverso-demente-goliardico-adolescenziale è divertente? In un modo cretino, a tratti sì. Vale 10 euro? Manco per sbaglio. Ha qualcosa ha che fare con il fantasy? Neanche per idea.
Per chiudere in bellezza questa sezione, vi lascio a Sarah Michelle Gellar (Buffy) che nei panni di Krysta Now canta Teen Horniness is not a Crime dalla colonna sonora del film Southland Tales (guardatelo! Nuove bizzarrie e “misticismo quantistico” da Richard Kelly, già regista di Donnie Darko).

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La licenza elementare
Come ripeto sempre, prima di scrivere un fantasy bisogna documentarsi, perché solo ambientazioni e situazioni ben ricercate possono suonare verosimili. Devo aggiungere una postilla: è probabile sia necessario aver completato con successo almeno le scuole elementari. In confronto a Bryan di Boscoquieto i problemi che assillavano la Troisi paiono astrofisica. Il Ghirardi ha difficoltà a contare fino a dieci…
«Una serratura a combinazione», mormorò, puntando la torcia sulla parte superiore della valigia. «Cinque posti e dieci numeri. Morpheus deve averci lasciato un qualche indizio. Non è possibile andare a caso…», continuò, parlando fra sé e sé. «Cinque alla decima». A conti fatti, si trattava di 9.765.625 differenti possibilità. Era stato suo padre a insegnargli il modo di calcolare le probabilità, elevando il numero delle cifre possibili (cinque) a quello dei numeri utilizzabili (dieci).
Ora, se tu hai un posto e dieci cifre (0 – 9) quante combinazioni ci saranno? Nessuno? 10, esatto! Brava Nihal! Se hai due posti e dieci cifre, quante combinazioni ci saranno? Da 0 a 99, 10×10, 100! Con tre posti da 0 a 999, 1000. Con quattro posti 10.000. Con cinque posti 100.000. Secondo il Ghirardi invece sono 9.765.625! Ma LOL, questa è roba appunto da elementari!
Il bello è che c’è anche mezzo paragrafo d’inforigurgito in cui l’autore spiega compiaciuto come calcolare in modo sbagliato le probabilità (che tali non sono perché sono combinazioni). E qui mi rivolgo anche alla Newton Compton nella figura dell’editor o di altro responsabile: capisco che non vi freghi niente della qualità di quello che pubblicate purché venda, ma rendetevi conto che non sapere neanche contare fino a 10 non è un bel biglietto da visita.

Con queste Self-Teaching Math Machines persino Ghirardi e il suo editor potrebbero imparare l’aritmetica!
E non c’è solo questo, la serie degli strafalcioni comprendere il considerare la Grande Guerra la Seconda Guerra Mondiale invece della Prima, lo sbagliare di almeno un secolo la data d’introduzione in Europa della polvere da sparo, il mostrare un personaggio che pensa di poter far esplodere il C4 con un accendino e altre assurdità simili.
Mi torna in mente quell’articolo del Corriere di qualche mese fa, quello sui nipotini di Tolkien(sic); iniziava in questo modo: “Fantasy di casa nostra. Sono arrivati i nipotini di Tolkien, ragazzi giovanissimi (sorpresa: anche italiani), dalle solide basi culturali, capaci di parlare ai loro coetanei [...]” Sì, basi culturali solidissime, di marzapane! Complimentoni anche al giornalista del Corriere.
E poi ci sono quelli che vanno in giro a dire scempiaggini del tipo: “sì, ma leggere un libro anche se brutto è pur sempre leggere. Leggere è sempre meglio”. Sempre meglio di cosa? Prendere a testate un’incudine? Ci sono ben poche attività che siano più inutili e diseducative di leggere Bryan di Boscoquieto.
Lo stile
Come avete potuto constatare dagli estratti lo stile è decente. Non manca però di una lunga serie di difetti a vari livelli. Uno dei più ricorrenti è il punto di vista traballante. Si va da errori macroscopici (tipo quando un personaggio morente sta ricordando la sua cattura e riesce a ricordare anche scene a cui non ha preso parte) ad altri meno rilevanti ma che alla lunga danno fastidio, esempio:
[1] Elias si alzò e guardò stancamente davanti a sé. La casa gli sembrava meno distante ora. Ogni passo gli era costato un enorme sforzo, però riuscì a trascinarsi fino a raggiungere la porta, bussò e vi accasciò contro.
[2] «Chi è?», la voce irritata di un uomo preoccupato rispose ai colpi di Elias.
[3] Nessuno rispose.
[4] L’uomo tolse l’asse di legno che aveva messo sulla porta per sbarrare l’uscio. Elias crollò e venne sostenuto dalle sue forti braccia [...]
Nella frase [1] il punto di vista è di Elias. Alla [2] comincia a vacillare (perché è strano che Elias ridotto com’è riesca a cogliere la sfumatura di irritazione dovuta a preoccupazione in una voce – sembra che da Elias si scivoli verso il Narratore). Alla [3] c’è il problema: il lettore è ancora più o meno con Elias, e dunque si aspetta un: “Elias non rispose”, “lui non rispose”, o anche solo “non rispose”, quel “Nessuno” sposta il punto di vista, tra l’altro a un personaggio che non abbiamo ancora incontrato, il che crea disagio. Alla [4] il punto di vista è dell’uomo dietro la porta.
Questi piccoli “fastidi”, che costringono magari a rileggere più volte una frase o un paragrafo, non sono difetti mortali, ma accumulandosi pian piano rendono la lettura faticosa e portano alla noia. Inutile dire che non ci sarebbe voluto molto per eliminarli in fase di editing.
Così come l’editor avrebbe dovuto tagliare decine di pagine piene di particolari inutili. Roba di questo tipo:
[Bryan] Entrò in casa sbadigliando e borbottando sottovoce. Salì al piano superiore e si lavò le mani. Lasciò il libro in bagno, sul ripiano dei cosmetici, e andò a mangiare. Un piatto di maccheroni fumanti era già pronto in tavola e la grattugia era accanto, ad attendere soltanto lui per una sventagliata di formaggio. Squillò il telefono quando arrivarono al secondo, ovvero carne di maiale grigliata e spinaci. Bryan si alzò e andò a rispondere al cordless appoggiato sulla scrivania in salotto. Attese un paio di secondi con il telefono in mano prima di premere il tasto che avrebbe attivato la comunicazione. Il suo pensiero era rivolto a Gionata.
«Pronto?»
«Ehi, Bryan».
«Ciao, Giò», lo salutò Bryan sogghignando. «Ho indovinato», diceva la sua espressione tronfia.
Questo livello di dettaglio non è di per sé sbagliato. Se Bryan stesse descrivendo un pranzo al Palazzo della Regina dei Dogorroni potremmo essere interessati a scoprire quali portate ci sono e da quali contorni è accompagno lo gnomo allo spiedo. Ma purtroppo non è così, questo è un frammento di vita quotidiana che ognuno può immaginarsi senza leggerlo e che non ha alcuna rilevanza per la storia. Come detto ci sono decine di pagine di “vita quotidiana” scritte così: una noia abissale.
L’uso del linguaggio è spesso approssimativo. Si va da obbrobri del tipo: “I paesani sono ancora riuniti per assistere allo spettacolo offerto dalla sua morte in diretta, minuto per minuto.” con punto di vista un personaggio del XV secolo – mi chiedo se i paesani siano in regola col canone –, all’aggettivazione eccessiva, specie per quanto riguarda i possessivi “La legna sotto i suoi piedi prende fuoco e le dita dei suoi piedi cominciarono ad ardere.”, fino alle frasi di gusto Troisi: “Bryan non poteva permettere che entrassero. Avrebbero ucciso tutti, trasformando i superstiti in altri servitori dello Spirito.” Uhm… “cazzarola!” come dice la madre di Bryan. E infine ci sono i nomi stessi; senza una buona ragione, in Italia nel XV e XX secolo, abbiamo mischiati: Bryan, Bob, David, John e Josh con Massimo, Viviana, Marta, Walter e Giuseppe. Sarà.
Ci sono poi le solite quisquiglie, che ormai devo dare per scontate parlando di fantasy italiano, cioè le incoerenze: un mercante non denuncia un tizio all’Inquisizione perché vuole dirigere la tortura di persona, ma quando il torturatore sta per cominciare, il mercante se ne va a pranzo. Un personaggio è stecchito a pagina tale e grida incitamenti poche pagine dopo. Si entra dal piano terra di un palazzo, si scende con un ascensore e si ci ritrova all’ottavo piano, con il rischio di sfracellarsi cadendo dalla finestra. Quattro donne ninja diventano cinque per sbaglio e poi tornano quattro. E così via.
Nonostante questo, lo stile del Ghirardi non è così atroce come quello di altri. Anzi, diverse pagine scorrono con la dovuta scioltezza, sebbene sia difficile emozionarsi. Anche quando il punto di vista si mantiene ravvicinato e focalizzato su Bryan l’empatia non scatta, il personaggio è troppo piatto e monocorde.
Lasciando Boscoquieto
Dieci euro buttati, ma si sapeva. Purtroppo per il Ghirardi anche nel campo dell’involontariamente demente la Troisi di Nihal rimane inarrivabile, anche se sotto questo aspetto lui si avvicina. È frenato dalle lunghe parentesi di vita quotidiana di Bryan, che rallentano troppo il ritmo e rendono la lettura farraginosa. Gli elementi fantastici sono da una parte banali, dall’altra inverosimili. Non ci sono elfi, e questo è un pregio, ma siamo lontani da situazioni originali. L’ossessione per la gnocca di buona parte dei personaggi non è divertente in un romanzo che vuole essere preso sul serio.
Gli unici due aspetti passabili sono l’ambiguità morale e uno stile che pur con i suoi limiti non è da buttar via.
Non si può neanche invocare la difesa d’ufficio del romanzo “per ragazzi”. Qui abbiamo sesso esplicito (neanche consensuale), violenza (comprese scene che scivolano nel gore, tipo quando un personaggio si cava un occhio con un cucchiaio), e lezioni di matematica sbagliate: non credo che con queste qualità possa rientrare nel “per ragazzi”. O sì? Probabilmente il “per ragazzi” è come “fantasy”: una categoria-calderone in cui mettere tutta la spazzatura che però lì buttata non può più essere sottoposta a critica, perché i “ragazzi” sono scemi.
Come al solito la casa editrice ha aiutato l’autore poco esperto con un bell’editing così-come-capita. È probabile non sia neanche un caso d’incapacità (per quanto disprezzi gli editor italiani, quanti editor non sanno contare fino a dieci?), ma proprio di completo menefreghismo. Tanto chi controlla?
E non posso dar torto alla Newton Compton: un editing adeguato, la coerenza, la scrittura scorrevole senza intoppi, e quant’altro sono particolari inutili. Non è questo che interessa al pubblico del fantasy. E il pubblico ha sempre ragione. O qualcosa del genere.
L’appuntamento con altri fantasy italiani che partono con queste premesse è per il prossimo Natale, uno all’anno è sufficiente.

Il Coniglietto Grumo si era un po’ ripreso negli ultimi mesi, poi ha letto Bryan di Boscoquieto: è ripiombato nella depressione. È molto triste, e dice che gli sembra di stare tutto il tempo chiuso in gabbia
Approfondimenti:
Bryan di Boscoquieto su iBS.it
Bryan di Boscoquieto presso il sito dell’editore
Il video di una presentazione
Il sito di Federico Ghirardi
Un’intervista a Federico Ghirardi
Il sito dell’Associazione Italiana Editori
Il Signore dei Tranelli su iBS.it
Aerosol su iBS.it
Richard Kelly su Wikipedia
Giudizio:
| Certe situazioni sono così sceme da sfiorare il divertimento. +1 | -1 Certe altre invece sono così sceme da dar fastidio. |
| Lo stile non è sempre da buttar via… +1 | -1 …ma da buttar via in un sacco di occasioni. |
| Ambiguità morale. +1 | -1 Più che un fantasy è una fyccina degenere. |
| -1 Personaggi piatti, animati solo dalla prospettiva della gnocca. | |
| -1 Elementi fantastici banali e inverosimili. | |
| -1 Strafalcioni in ogni ambito. | |
| -1 Trama sconclusionata. | |
| -1 Noioso per lunghi tratti. | |
| -1 Ironia assente o quasi, e quando c’è non fa ridere. | |
| -1 Dieci euro buttati e non è neppure un romanzo autoconclusivo. | |
| -1 10.000 copie di ‘sta roba intasano le librerie. |
Scritto da Gamberetta •
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settembre 19th, 2009 at 09:50
Sono stata oggi alla FNAC di Genova e mi sono molto stupita di vedere questo libro in “super mega offerta” a 4.90 euro (ma se avevi la carta soci fnac il prezzo di abbassava ancora) nella sezione dei libri per ragazzi (stessa sezione in cui ho trovato, tra l’altro, “Piedi d’argilla” di Terry Pratchett che cercavo da un po’).
Grande successo o stanno cercando di smerciare via le copie in ogni modo?
settembre 13th, 2009 at 12:07
[...] (?) della pirotecnica scena fantasy italiana – libro di cui abbiamo letto entusiastiche recensioni (qual’è il nome di quella figura retorica in cui si scrive una cosa per affermarne [...]
settembre 7th, 2009 at 07:38
@nikole:
Immagina questo: esci dalla sala operatoria dopo un’operazione di appendicite e ti ritrovi una gamba amputata. Il primario e tutta la gente intorno, di fronte alle tue rimostranze dicono:
settembre 6th, 2009 at 21:29
A nikole
Ergo, l’analisi del libro non l’hai letta. Però sai che è spazzatra. Uau…?
settembre 6th, 2009 at 21:23
io non ho seguito il discorso, ho letto solo i primi discorsi.. fino a “un concetto serio”.. che dire.. insulso so sito.. bah! non è nulla di esaltante, direi a dir poco patetico.. si critica senza sosta, fuori controllo! purtroppo non si nasce imparati.. e c’è sempre una prima volta in tutto.. gli errori si fanno.. Siamo esseri umani.. ha cominciato a scirvere il libro a soli 14 anni, bisogna apprezzare questo!
se si parla di riempire spazi con libri inutili come si sostiene in questo sito..
bè questo sito ha riempito uno spazio enorme!!!! potrebbe essere tranquillamente eliminato eppure no!! c’è chi ci scrive..
che scelleratezza..
questo sito è un sito SPAZZATURA!!
settembre 4th, 2009 at 19:19
Non l’ho letto ma.. che dire… decisamente un gambero marcio :S
settembre 1st, 2009 at 18:01
Temo sia la seconda.
Quelle cavolo di case editrici forse hanno rovinato quelli che in futuro sarebbero stati due discreti scrittori.
settembre 1st, 2009 at 16:16
@Fos87: ^_________^
Comunque, un amico libraio di Milano mi dice che per ora dei nuovi romanzi della Strazzulla e del Ghirardi non se ne vende una copia. Magari vendono nei supermercati, o magari è vero quello che dicevo sotto.
settembre 1st, 2009 at 15:26
Ok, prendete la mia frase finale come un’espressione di ottimismo.
settembre 1st, 2009 at 12:54
@Fos87:
No, non credo proprio. Se il Ghirardi fosse stato di vent’anni più vecchio e venti volte più bravo nessuno l’avrebbe preso in considerazione. E’ stato pubblicato perché aveva l’età giusta nel genere giusto al momento giusto e la roba che ha scritto era in un italiano leggibile. In altre parole, non è stato pubblicato a dispetto della giovane età, ma proprio a causa della giovane età.
La casa editrice (dal suo punto di vista) non è stata per niente sconsiderata: se hanno venduto 15.000 copie forse ci hanno anche guadagnato qualcosa. Ho l’impressione che abbiano fatto male i conti invece quando hanno deciso di pubblicare il volume 2 della saga, non considerando che una buona parte di quelli che si sono sorbiti il primo difficilmente vorranno leggere il secondo.
settembre 1st, 2009 at 10:10
Diarista, io sono la prima a dire che quel libro non sarebbe dovuto essere pubblicato, che ha più buchi di uno scolapasta e tutto il resto, ma ciò non significa che il Ghirardi non appia una certa attitudine alla scrittura. Mi rivolgo a quanti di voi scrivono: tra i 14 e i 16 anni avreste scritto di meglio? Non credo proprio. Semplicemente non avreste trovato una casa editrice tanto sconsiderata da pubblicarvi, avreste avuto tempo per crescere, migliorarvi e POI avreste fatto il vostro esordio nel mondo dell’editoria.
agosto 24th, 2009 at 11:06
Ironico?Giusto un po’…
agosto 23rd, 2009 at 23:39
Credo che Mattia fosse leggermente ironico :D
Effettivamente il suo post è ragionevole: essendo donna non avevo calcolato (colpa la mia ristrettezze di vedute) quanto potesse essere vitale la ricerca della gnocca.
agosto 23rd, 2009 at 20:15
@ Mattia
Paragonare Omero e il Tasso al Ghirardi? Questa mi mancava.
Un conto sono gli eroi che combattono per la nobildonna e per i valori che essa incarna (come Achille, Ivanhoe e l’Orlando). Un conto è un ragazzino che, mentre attraversa la fase della pubertà, si dedica a fantasie ed argomentazioni erotiche.
Inoltre un libro non deve essere per forza di carattere epico: al contrario, l’autore è libero di usare lo stile narrativo che vuole, a patto che poi il lettore riesca a comprendere quello che legge. Così come è libero di mettere o meno poesie, canzoni e compagnia. E non nego che il Ghirardi sia un buon scrittore. Ma il suo primo libro è una premessa tuttaltro che incoraggiante.
PS: che c’entra Eva Henger con la mitologia?
agosto 23rd, 2009 at 18:41
Saluti.Apro il commento con una domanda:che c’è di male nella ricerca della gnocca?Voglio dire quasi tutta la letteratura si basa sulla ricerca della gnocca.Alcuni esempi illustri sono l’Orlando Furioso,l’Iliade e naturalmente tutta la filmografia di Eva Henger.Ora solo perché”Bryan di Boscoquieto” non ha i livelli di narrazione epica dell’Iliade o la poesia ricca ed involuta dell’Orlando furioso o le meravigliose tette di Eva Henger non vedo il motivo di definirlo una schifezza.Però sorge un problema.Come può essere definito?Abbiamo scartato schifezza perché è un termine offensivo.Quindi?Beh ci sono molti modi che mi affollano la mente con cui definire l’opera.Nessuno dei quali è legale all’interno dei confini di molti stati civili.Piango per tutti noi che viviamo circondati da capolavori di autori incompresi come Ghirardi.
Saluti.
agosto 23rd, 2009 at 14:08
A me sembra un giudizio sintetico, invece. Le scene riportate da Gamberezza sfolgorano di idiozia. Riportane che sfolgorano di bellezza, altrimenti il tuo sdegno si ridce a un: “A me è piaciuto e sui gusti non si scaracchia”. Più che legittimo. Una sacco di oggettive stupidaggini possono piacere :)
L’autore può essere una bravssima persona, nessuno lo mette in dubbio. E un’ottimapersona può scrivere un pessimo libro.
agosto 22nd, 2009 at 17:27
Bryan è praticamente l’autore idealizzato -.- troppo sesso per i miei gusti. Non che sia sbagliato parlare di sesso, però a me questo romanzo sembra proprio scritto da un adolescente allupato. Scusate se lo dico. Non mi è piaciuto come tratta le donne- meri oggetti sessuali- e questa Marta prosperosa ecc sembra una bambola gonfiabile fatta su misura per accontentare i sogni erotici dell’autore (che poi ha fantasie sessuali molto ridicole a dirla tutta. La bambolona da play boy è di una banalità assurda)
agosto 22nd, 2009 at 14:22
Com’era facile prevedere, Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni è un brutto romanzo. Più che un fantasy è una sorta di fyccina erotica, la trama è sconclusionata, le idee balorde, lo stile zoppicante.
questa mi sembra un riassunto di tutte le cavolate all interno della recensione
questo credo risponda alla tua domanda Merphit Kydillis
sono lieto del fatto che uno a letto il libro e3 se non ti e’ piaciuto sono problemi tuoi. io non ho detto che nessuno ha letto il libro ma che quelli che non lo hanno letto dovrebbero stare zitti
non sono un acker e sta tranquillo che non ti disintegrero’ il computer solo perche’ hai espresso il tuo giudizio del tutto lecito
se vai sul forum ufficiale di Braian di Boscoquieto mi troverai sotto lo stesso nomignolo
se mi parli cosi sembri sulla difensiva,trattieniti dal giudicarmi come io mi sono trattenuto dal farlo con te
ora vado in vacanza ti rispondero’ quando torno sempre che il tuo commento non sia ancora infantile
agosto 21st, 2009 at 23:51
Il che non garantisce niente ai lettori, però. Quindi mi congratulo con Ghirardi per l’operosità e lo applaudo per la rettitudine (sul serio, non è una presa per il culo), ma mi rifiuto lo stesso di leggere briandiboscocosonellaterradeimezzicosi.
Dio ci scampi, anche se temo che, per come siamo messi al momento, purtroppo potresti avere ragione.
agosto 21st, 2009 at 23:20
@ DRACHEOM
1) Il link riportato nel tuo nickname non esiste, e la cosa non mi piace…
2) Scrivi in un italiano decente: il tuo stile di scrittura mi ricorda quei rompiballe di hacker che, facendosi passare per BancoPosta o giù di lì, m’intasano la posta scrivendomi che ho vinto un bonus “fedelta”, oppure che “il tuo di codice e bloccato dopo tre tentativi”.
3) Hai detto che su molti punti della recensioni non ti trovi d’accordo. Potresti dirci quali, e perché.
4) Il libro l’ho letto, quindi dico quello che mi pare.
agosto 21st, 2009 at 22:33
io sono un fan di BRIAN DI BOSCOQUIETO
e posso dire che la maggior parte delle recensioni che lei ha dato non mi sono piaciute per niente.Per essere coerenti ho riletto tutta la recensione e ci sono molti punti che mi trovano in disaccordo ma,come a’ detto lei,se voi siete felici a sentire queste baggianate diffamatorie sono problemi vostri.Per finire puntuoalizzo che Federico Ghirardi e’ un bravo ragazzo molto volenteroso ed,a parer mio, con un futuro da scrittore.
Spero di non aver offeso nessuno ma ho solo puntualizzato la situazzione.ci sono un paio di libri abbastanza belli che leggero’ a breve e sottolineati da voi.
grazie per la pazienza ed un saluto a tutti
P.S.:chi non ha leto il libro non dovrebbe permettersi di giudicare basandosi su questa recensione poco approfondita
agosto 6th, 2009 at 12:09
@Merphit Kydillis
In effetti, se mi metto nei suoi panni, non posso fare a meno di immaginare l’essere costretti a fare editing di una roba del genere come un’esperienza umiliante.
agosto 6th, 2009 at 10:52
Dal link postato da Jokerina:
Beh, se gli amici tuoi sono stati tentati dalla prospettiva di leggere un romanzo erotico pieno di gnocche… ci sono rimasti male >.>
Se Sigmund Freud fosse ancora con noi, avremmo avuto il complesso di Bryan. Invece no, si è dovuto accontentarsi di Edipo. Peccato.
Per quanto riguarda le “accuse” sui ruoli dei suoi personaggi femminili, Ghirardi risponde:
Non posso dare giudizi in questo commento dato che il secondo romanzo non lo leggerò MAI. Non voglio avere altri traumi letterali dopo Boscoquieto.
Quindi Gamberetta ha ragione riguardo all’editing: quando si tratta di fantasy non sanno fare un emerita cippa! A mio parere l’editor è rimasto più volte perplesso riguardo la trama (nonostante, a detta del Ghirardi, abbia fatto delle dovute correzzioni – ma dimostra nel contempo non avere la lincenza delle elementari), dopodiché si è detto “Quando è troppo è troppo” e ha deciso che lo scritto era pronto per essere pubblicato, dato che era stufo di trovarsi a leggere tale baggianata.
Per il tormentone “Non c’è gnocca per noi a Boscoquieto”:
Pensavo che era Bryan che avesse lobotomizzato il suo amico in seguito alle sue influenze negative. Se lo dice il Ghirardi vuol dire che ha ragione (o no?).
luglio 14th, 2009 at 16:02
Se vi interessa qui si sta tenendo un interessante incontro virtuale con il ghirardi *O*
luglio 9th, 2009 at 17:59
Non ho letto il libro. Però non mi sembra male l’idea del romanzo erotico che entra nella trama del romanzo, e, anzi, finisce proprio per essere quello che tutti stanno DAVVERO aspettando mentre si FINGONO interessati al libro. In fondo gran parte dell’eros nella letteratura e nel cinema degli anni 80-90 si è mosso così: bellone con le tette di fuori che non sono le vere protagoniste però hanno il ruolo centrale… si rispetta anche l’intimità del lettore, così, perché le scene “inbucate” sono più eccitanti di quelle imposte dei film porno (e persino di quelli erotici).
Un appunto sulla GNOCCA… il libro non l’ho letto, come dicevo.
luglio 6th, 2009 at 21:27
Ho trovato il secondo libro del Ghirardi.
Giusto oggi, sono andato con i miei a fare la spesa all’Ipercoop (Pescara), e stavo allegramente vedendo i libri in vendita quando mi sono imbattuto in Bryan 2: La vendetta di Marta.
Due cose mi hanno lasciato particolarmente perplesso: la prima è che il suddetto libro è stato ficcato in mezzo a romanzi STORICI italiani. Ditemi voi se è uno sbaglio oppure fa parte di qualche oscuro piano…
La seconda cosa… ritornando al mio commento precedente:
Bene: al retro del libro, a lettere cubitali, c’è scritto CHI NON SOGNA È PERDUTO!
Giuro, ho provato un qualcosa di angoscioso
giugno 26th, 2009 at 11:43
Riguardo al paragrafo “Licenza Elementare”, il numero “strano” salta fuori dal fatto che ha calcolato 5^10 (come se la valigetta avesse dieci rotelline con le cifre da inserire ognuna con 5 possibilità) e non 10^5 (valigetta con 5 cifre, ognuna con 10 possibilità, molto più “normale”) che fa, appunto, 100.000 combinazioni.
giugno 2nd, 2009 at 22:45
Ia, Shub-Ghirardi! Il Mezzodemone dai Boschiquieti!
… Okay, ORA sono serio.
Mi è capitato di avere fra le mani questa… cosa in una librearia. Stavo in crisi d’astinenza letteraria durante un pomeriggio di febbraio del 2008 (ovvero: mi stavo annoiando, e avevo bisogno di qualcosa di nuovo da leggere) e m’imbatto nel manoscritto. “Che roba è?” mi sono detto, e stavo per lasciarlo nello scaffale, ma 10 euri non è granché e poi non era tanto la copertina (solo adesso, rivedendo i commenti, ho scoperto che è stata copiata) ma perché l’autore era italiano. Dopo la trilogia della Troisi, che parla della lotta tra l’ultima discendente di Candy Candy e Giacomo Leopardi, mi sono detto “Volume unico, ragazzo 17enne, prezzo accettabile… una bella tripletta”. Ora, la cosa sembrerà un pò ridicola… ma la maggior parte dei libri che compro sono della Newton Compton perché li trovo in versione tascabili ma, soprattutto, più economici.
Ma veramente, 10 euri per quel libro… manco 10 centesimi! Sono rimasto traumatizzato, e non esagero! Era la prima volta che m’imbattevo in un obbrobrio letterario che nemmeno alle fan fiction può essere paragonato: trama non-sense, gatti squartati, nudiste, carri armati simil motociclette, mezzidemoni che ricordano ET, finale non-sense e + ne hai + ne metti! Io non pretendo che un libro debba essere un’opera letteraria come La Trilogia di Magdeburg (e quello È un’opera letteraria), ma almeno deve essere accettabile!
A quanto ho letto, il Ghirardi ha iniziato il romanzo dall’età di 13 anni, e l’ha finito a 17. Ora, a conti fatti ha avuto + o – 4 anni: in quest’arco di tempo capita qualunque cosa, compreso aumentare il proprio bagaglio culturare, fare le dovute correzzioni al romanzo o modificarne la trama originale… Ma anche no! La cosa che più mi ha fatto girare i cosiddetti, però, è stato trovare una sorta di fogliettino “allegato” alla copertina (non mi ricordo l’esatto nome dell’oggetto), dove un qualche giornalista aveva definito …il primo volume di una saga dedicata a chi ha ancora il potere di sognare… a me è sembrato un sogno di Nyarlathotep dovuto all’indigestione di orrori cosmici, agliate e gatti surgelati!
Citando la gamberetta: NON SI SCRIVE IN QUESTA MANIERA! PER LA MISERIA! Mi rivolgo a voi, Mondadori, Einaudi e qualunque casa editrice che voglia pubblicare libri fantasy scritti da noi italiani: se proprio non potete farne a meno di pubblicare simili oscenità (come gli elfi siculi della Strazzu), non solo chiediamo il rispetto nei confronti degli autori (evitando di fargli fare una figura di m***a), ma anche per noi lettori (che compriamo questi libri arricchendovi le vostre case editrici) correggendo errori ortografici, grammaticali e tanto altro! Diciamo che lo prendo sul piano personale perché anch’io sto cercando di scrivere un romanzo fantasy… ma il problema di noi ragazzi è che in un romanzo fantasy bisogna esserci per forza la battaglia tra buoni e cattivi: il protagonista sfigato ma “dotato” di qualche abilità: la storia d’amore che vede quest’ultimo con la bella di turno. Insomma, ma è possibile che a nessuno venga in mente di fare una cosa tipo Lo Hobbit?! Insomma: se il protagonista di un romanzo fantasy muore, mica il mondo cade in preda alle forze del male? No, nella vita reale se un soldato muore viene prontamente sostituito. Magari quel soldato che è stato ucciso in battaglia era uno dei più abili cecchini dell’esercito, ma sai quanti te ne trovi al mondo di cecchini (e forse più abili del caduto)? Giusto per fare un esempio…
Ai posteri l’ardua sentenza.
PS: è uscito Bryan di Boscoquieto in versione tascabile. Evitatelo come la peste!
maggio 30th, 2009 at 10:50
Vorrei segnalare questa notizia di ieri.
Davvero, al peggio non c’è mai fine.
Che tristezza.
Gamberetta, mi auguro che nessuno ti costringa a leggere anche questo. Sarebbe troppo crudele…!
maggio 8th, 2009 at 13:11
Ma difatti, chi crede a quella versione ufficiale? :-D
maggio 8th, 2009 at 10:45
@koshiatar: tieni presente che la pratica di creare copertine usando immagini preesistenti (che a volte c’entrano poco e niente col romanzo) è molto più la regola che l’eccezione, specialmente nel fantasy e SF. Si può anche capire: i costi sono già alti così, e la probabilità di rifarsi delle spese è bassa. Il fatto che per la Troisi le cose siano andate diversamente depone molto a sfavore della versione ufficiale, che vorrebbe una partenza in sordina senza grossi sforzi pubblicitari e con una prima tiratura di poche copie (9000, che sono già il doppio della tiratura media di un titolo).
maggio 8th, 2009 at 10:31
Mi dice l’autore che i diritti delle immagini sono stati pagati, quindi faccio marcia indietro.
Però continuo a pensare che non preoccuparsi di fornire a un libro una copertina un minimo originale sia segno di scarso interesse per il prodotto che si vende, e la mastectomia bilaterale è tristissima…
Bah, pare che comunque non valga la pena di far fare delle illustrazioni apposta, non vorrei un altro caso Troisi (belle illustrazioni sprecate su dei libri mediocri).
maggio 7th, 2009 at 17:11
Dopo aver chiesto direttamente a Don Santos (l’autore) riguardo le copertine, posso dire che la casa editrice ha acquistato i diritti per svariate di esse. Sicché io doverosamente faccio marcia indietro e voi spulciate il link che vi ho mandato al suo sito, probabilmente quando uscirà il terzo romanzo della serie quasi sicuramente in copertina avrà uno di quei dipinti. :P
Comunque continuo a trovare tristissimo che non si siano neppure preoccupati di dare al romanzo una copertina originale, e ancora più triste è la mastectomia della seconda copertina… :P
maggio 7th, 2009 at 16:44
Quindi il tizio in copertina (Bryan? Altro?) è in pratica una ragazza che ha subito una mastectomia doppia. Figo.
Che schifo questa copertina modificata. Preferisco il disegno originale. Viva le TETTE! Grosse TETTE e baionette!
^___^
maggio 7th, 2009 at 14:35
ups, questa m’era proprio sfuggita, c’è sempre da imparare. Quando si dice perdere una buona occasione per stare zitto ^_^
maggio 7th, 2009 at 14:33
Preferivo l’originale con le tette ^_^
maggio 7th, 2009 at 14:14
@Diego. In contesto editoriale “tipi” non significa persone.
Se io scrivo: “ho pubblicato un romanzo per i tipi di Mondadori”, non sto parlando di esseri umani. I tipi sono i caratteri di stampa, quei blocchetti con incisa la lettera da stampare.
maggio 7th, 2009 at 13:59
A quanto pare anche il recensore ha voluto mantenere una linea young-style: a quanto pare il personaggi è stato creato per i tipi della Newton Compton… yeah, troppo cisti!
maggio 7th, 2009 at 13:54
Difatti…
La copertina.
L’originale.
Tra l’altro quella specie di sigillo che l’autore usa come firma è stato cancellato come ben si può vedere sulla copertina del primo libro.
maggio 7th, 2009 at 13:45
@koshiatar. Una cosa che si nota confrontando la copertina di Boscoquieto (che ho qui davanti) con il disegno originale al sito dell’illustratore è che il disegno è molto più definito.
La copertina è “blurrata”. Magari è così per mettere in risalto il titolo o magari è così per nascondere gli artefatti che nascono dall’ingrandire un’immagine troppo piccola per la stampa.
D’altra parte NC non sono proprio gli ultimi arrivati, mi sembra un po’ strano che vadano a rubare illustrazioni in giro per il web, ma tutto può essere.
Vista adesso dopo la segnalazione di Angra la copertina del secondo volume: anche questa è dello stesso illustratore.
maggio 7th, 2009 at 13:33
Mi tremano un po’ le mani a scriverlo…
E’ USCITO IL SECONDO VOLUME!
http://www.horrormagazine.it/notizie/4078/
Immagino che la notizia l’abbiano messa su Horromagazine in quanto orrorifica in sé, più che per il genere del romanzo.
maggio 7th, 2009 at 13:20
Ma caxx… Dicevo:
Qui c’è la pagina del libro su Amazon e qui si può vedere il link all’illustrazione sul sito dell’autore.
Vorrei proprio sapere se hanno pagato diritti o chiesto permessi.
maggio 7th, 2009 at 12:30
@koshiatar. Ehm, mancano i link.
maggio 7th, 2009 at 12:11
A proposito di quanto sia brutto questo libro, guardate qua:
E qua:
In pratica, l’editore non ha neanche avuto la dignità di far fare un’illustrazione apposta ma ne ha RUBATO una senza accreditarla. Quanto mi fanno incazzare ste cose… adesso scrivo una mail all’autore.
febbraio 18th, 2009 at 17:42
Ragazzi, per chi volesse sapere come è realmente andata, e che meccanismi di pubblicazione ci sono di base, rileggetevi il commento di “Signor Stockfish”.
Sembra una parodia… ma è precisamente quanto è accaduto.
Anche io ero lì.
febbraio 16th, 2009 at 13:12
Questo ragazzo mi fa un po’ pena: mi sa che ormai si vergogna anche lui di quel libro, e se non ora lo farà tra un paio di anni…
Il fantasy più facile da scrivere, cosa mi tocca sentire…
febbraio 3rd, 2009 at 17:09
Bella recensione anche questa volta Gamberetta; anch’io pensavo questo fosse un libro per ragazzini, invece…
Il titolo sarebbe perfetto!
febbraio 1st, 2009 at 18:34
Ho sentito l’intervista. Mentre la ascoltavo mi mettevo le mani tra i capelli per lo stupore e la disperazione.
Come siamo caduti in basso, a pubblicare libri da queste persone… =ç=
Bella recensione, comunque…
febbraio 1st, 2009 at 15:16
Ho dato un’occhiata al libro. Io compredo che molte case editrici investano sui giovani, ma bisognerebbe fare anche delle selezioni. Bisogna inoltre chiedersi quanto il volume sia stato revisionato prima di essere pubblicato e, nonostante ciò, il contenuto è osceno in ogni caso e la forma necessita di molti ( ma davvero molti) cambiamenti e correzioni.
Cordialmente
gennaio 29th, 2009 at 20:12
A Gamberetta
Mi sto già sganasciando XD Ora piglio una penna e scrivo.
Questo articolo su tizio di bocoposto è stato l’anima della facezia in questa settimana. Il numero dei tuoi ammiratori è aumentato di 5;)
Pensa che bello: altri 5 che pur avendo 17 anni non manderanno alla Mondadori una storia di elfi ninja adolescenti e che continueranno a rileggere, correggere e studiare fino a che non avranno superato l’età giusta per pubblicare (ovvero i 20 anni).
gennaio 27th, 2009 at 01:31
Ah, e già che ci sono… mi sembra che nessuno abbia notato che tuttti questi stupri sembrano perfettamente ritagliati dai fumetti di Berserk, dove la gnokka di turno (kaska) viene regolarmente spogliata e violentata dai demoni di turno, mentre l’eroe spesso è costretto a guardare. Quindi non penso che sto Ghirardi sia pazzo, ma semplicemente un gran fruitore di manga… Anche la demenziale battaglia del leva-mutande mi ricorda qualcosa… Lamù forse? Preciso che non sono un esperto in materia…
gennaio 27th, 2009 at 01:25
Fantastiche come sempre le recensioni. Volevo chiederti un favore, Gamberetta. Ho appena scritto il primo capitolo della storia che ho in mente. Mi daresti un parere immediato? Più che altro se come stile ci sta; perchè certo, l’inizio non è super-originale ma nel prosieguo lo voglio far diventare ;)
gennaio 25th, 2009 at 23:02
@Clio. Eh, ma se preferisci la Strazzu allora dovresti seguire il suo di metodo, quello del ridere e starnutire un sacco…
gennaio 25th, 2009 at 22:51
1) Leggere un casino
2) Prendere qualcosa… tipo un foglio…
Grazie per aver postato l’intrvista, adesso ho i punti fondamentali per diventare scrittrice ^_^ Preparatevi!
Non c’è un’età per cominciare a scrivere, né per pubblicare, e nemmeno per fare figure tapine XD
Comunque personalmente preferisco roba tipo Strazzu. Non che sia un bel romanzo, né un libro di qualità, ma (sarà che non ci sono lottatori e ninja in crisi omonale) misembra che abbia un briciolo di dignità in più.
gennaio 25th, 2009 at 21:32
Ghirardi nella sua intervista fà il solito accostamento che ormai dovremmo abituarci a vedere:
L’anno scorso ho stampato diverse copie del mio romanzo e le ho inviate a svariati editori del genere fantasy e di narrativa per ragazzi
Molti editori sono convinti che il Fantasy sia automaticamente Narrativa per ragazzi e viceversa, e questo non và assolutamente bene!
gennaio 24th, 2009 at 21:30
da quello che ho letto qui, questo libro è davvero sconcertante… non mi vengono altre parole per definirlo! ed è sconcertante che qualcuno abbia deciso di pubblicare una simile schifezza.
spero che adesso tu stia leggendo qualcosa con cui rifarti gli occhi (e il cervello), Gamberetta! mamma mia che coraggio, per leggerlo fino alla fine.
gennaio 23rd, 2009 at 00:26
Mah, cara annaf, leggendo il topic del Ghiro sulle copie vendute non mi pare che l’erotomane accenni ai fan. E’ semplicemente contento di aver venduto 8000 copie, a prescindere dal resto. Almeno questo concediamoglielo!
gennaio 22nd, 2009 at 19:01
Dall’intervista postata da roberto si capisce tutto del perchè Bryan di Boscoquieto è venuto così.
Lui poi mi sembra davvero impacciatissimo, non sa manco che rispondere alle domande!
gennaio 22nd, 2009 at 14:00
Lo so, ma siccome si vanta tanto di aver venduto così tante copie, dà per scontato di avere altrettanti fan.
Quindi non è tanto la mia equazione a essere sbagliata, ma il modo di pensare del ragazzino.
gennaio 22nd, 2009 at 13:56
Non credo che 8000 copie vendute equivalgono ad altrettanti fan; è un’equazione un po’ azzardata, Annaf.
gennaio 22nd, 2009 at 13:21
“Contro la stupidità (degli editori), neanche gli Dei possono lottare”
gennaio 22nd, 2009 at 12:26
ma guardatetevelo in questa intervista… fa quasi tenerezza.. perchè scrivi un fantasy? risposta: perchè è più facile.. e dice di essersi ISPIRATO A STEPHEN KING?!?!?!?!?!?!?!?vabbè..
gennaio 22nd, 2009 at 10:17
Vero anche questo, peccato che il sacco in questione ne contine circa 8.000 XD
gennaio 22nd, 2009 at 00:19
Beh, credo che in un sacco di media grandezza 50 copie ci stiamo comode comode.U_U
gennaio 21st, 2009 at 20:25
@Ayame: magari prima l’hanno pubblicato, e dopo l’hanno letto.
gennaio 21st, 2009 at 19:49
BWAWAWAWAWAWAWAWAWA!
No, dai. Torno seria. Non c’è un picchio da ridere: ’sto coso è stato pubblicato da Newton Compton, non da Il Filo o da qualche altro editore a pagamento. N-e-w-t-o-n C-o-m-p-t-o-n.
L’hanno letto? Non lo so. Oggi un’utente del Writer’s Dream, nonché validissima scrittrice (non di fantasy) ha ricevuto una mail dalla NC in cui sembrava che il libro fosse stato letto. Ma boh, a ’sto punto.
gennaio 21st, 2009 at 09:57
@ Angra: allora io sono davvero decrepita, ben 32 anni!
Anche io ho scritto un romanzo a tredici anni, ma se me lo avessero pubblicato mi sarei vergognata da qui all’eternità.
Per le scene di sesso, io credo che debbano essere giustificate dalla storia. Una scena di sesso legata alla storia va bene, una scena fine a sé stessa è solo noiosa.
gennaio 21st, 2009 at 09:57
@Angra: Io non penso scompariranno gli stupri e neanche le altre scene di sesso. Nel suo forum (che conta sì e no 50 utenti e dove dice di aver venduto un sacco di copie… dove sono gli altri fan, allora?) e nel suo blog ha fatto vari sondaggi sulle scene di sesso in generale e la maggior parte dei fan ha detto che non ce ne sono troppe, anzi.
gennaio 21st, 2009 at 00:09
Vedremo, se in Bryan 2 saranno scomparsi gli stupri sadici vorrà dire che quei 5 minuti di notorietà qualche frutto l’hanno dato ;)
gennaio 20th, 2009 at 23:28
@avvocatospadaccino
Bè, a livello di sputtanamento, l’effetto più rilevante lo avrà avuto sulle compagne di classe magari…anche se nel video della presentazione ho visto ragazze che gli andavano vicino per avere una firma sul libro…che non lo avessero ancora nemmeno sfogliato??? Dubbi, destinati a non avere risposte.
gennaio 20th, 2009 at 19:15
ehilà, salve a tutti.
io vorrei sottolineare un altro aspetto.
Ma vi rendete conto di quanto si è sputtanato il Ghiri?
come fa a tornare in classe?
Minimo minimo nessuno si vorrà sedere accanto a lui e i prof lo rimanderanno a fine anno (si, lo so, non c’è da tempo il rimando…)
e tutto questo per cinque minuti di successo?
Ma ne vale la pena?
Mi sa che è meglio diventare autori postumi.
gennaio 20th, 2009 at 09:23
Sì, ma per quanto può essere bravo lo scrittore nello scrivere scene di sesso, deve anche saper trovare il momento giusto in cui metterle. Anche se una scena di sesso è scritta bene, se essa si trova in un momento sbagliato, che proprio non ha ragione di essere là, perde tutto. Penso che Glorelen abbia ragione a parlare anche di momento giusto; naturalmente il momento giusto non serve a niente senza l’abilità dello scrittore.
gennaio 20th, 2009 at 01:04
Glorelen says:
Per quanto mi riguarda il sesso in un libro non mi disturba, ma solo quando si tratta di ELEGANTE EROTISMO inserito al momento giusto e con BUONGUSTO.
Bè, da un punto di vista moralista, per esempio, Pan di Dimitri è scandaloso perchè presenta scene erotiche abbastanza forti (masturbazione di gruppo, sesso saffico ecc) ma a mio parere invece è un bel libro, quelle parti non disturbano affatto. Quindi più che di eleganza e buongusto parlerei di abilità dello scrittore.
gennaio 19th, 2009 at 21:46
Immaginavo che fosse un brutto libro, ma dopo aver letto questa recensione (complimenti, per la cronaca: hai assolutamente detto tutto quel che c’era di dire!) sono veramente demoralizzata. Non posso credere che una casa editrice pubblichi veramente una roba del genere: mi chiedo seriamente se qualcuno l’abbia letta prima di pubblicarla! Twilight per esempio è stupido e banale a modo suo, ma per certi versi è salvabile: questa non è altro che una brutta fanfiction pseudo-erotica. Non immaginavo fossimo arrivati a questi livelli: l’immagine di copertina e tutto il resto traggono veramente in inganno; io al peggio mi aspettavo l’ennesima “pappardella fantasy” di un adolescente e invece mi trovo un miscuglio alla american pie. E l’amaro in bocca resta: ci si sforza per inventare trame decenti, personaggi che funzionino e siano interessanti, per scrivere correttamente, si passano anni a correggere e ricorreggere le bozze dicendosi onestamente “questo va bene, questo è una cazzata”… e a un tizio di un anno più giovane di me pubblicano questa cosa senza dire bau? E’ snervante, davvero.
Grazie per le tue recensioni, sono sempre molto interessanti. Sai, mi piacerebbe leggerne qualcuna di più su libri che invece ti sono piaciuti: sembri una bene informata sul campo, ed è bello anche analizzare i libri che “funzionano” ogni tanto! Per la cronaca, io sto tentando di leggere “Il Libro del Destino” di Elisa Rosso che mi è stato prestato, ma sono ai primi capitoli e sto già soccombendo. Penso che potresti prenderlo in considerazione per una recensione… :-D
gennaio 19th, 2009 at 20:39
@angra:
c’è anche un piccolo particolare: Mozart era un genio. I geni ogni tanto nascono, per carità, e alcuni (non tutti) sono anche precoci.
Sicuramente; ma il punto era proprio questo: anche i geni hanno bisogno di esercitarsi parecchio prima di .. “affinare” il proprio talento. un ragazzino al primo romanzo difficilmente riuscirà a esprimere il suo genio, ammesso che ce l’abbia.
Quanto alle strategie editoriali: ho lavorato per qualche tempo nell’ambiente, mi sembra di poter dire che le case editrici (soprattutto quelle medio-grandi, sulle piccole ho meno riscontri) puntino sempre e comunque al best-seller: vogliono campare sui moccia, i faletti, le troisi, perchè un solo libro che vende centinaia di migliaia di copie li fa guadagnare molto di più di molte opere che restano nella nicchia. E dato che la formuletta per il successo non ce l’ha nessuno, seguono le mode. Se un fantasy scritto da un ragazzino vende tanto, pubblichiamo 20 ragazzini, sperando che almeno uno ripeta il successo. Se lucarelli (tanto per citare almeno un autore con un certo talento) vende tanti gialli, pubblichiamo 300 gialli, applicando questa etichetta anche a romanzi che col giallo non c’entrano nulla. Se il prossimo “caso” editoriale fosse una raccolta di poesie surrealiste scommetto che nel giro di un anno le librerie sarebbero invase di poeti surrealisti. Poi la moda passa, e restano solo le opere più valide. Credo che tra non molto usciranno molti meno fantasy italiani; possiamo solo sperare che il gusto del pubblico non sia troppo condizionato da certe schifezze.. o che almeno qualche ex-quattordicenne abbia imparato, col tempo, a scrivere, oltre che a farsi la barba..
gennaio 19th, 2009 at 20:08
@ Angra
Cacchio ma lo sai che ci avevo pensato anche io???
Il prossimo manoscritto lo mando con allegata la mia fototessera della patente :D :D :D
Ciao !
gennaio 19th, 2009 at 15:37
@Roberto: c’è anche un piccolo particolare: Mozart era un genio. I geni ogni tanto nascono, per carità, e alcuni (non tutti) sono anche precoci. Questa proliferazione di piccoli geni che stiamo vivendo nel fantasy sembra però statisticamente assai improbabile. Ma non è neanche questo il punto. Mestiere, abilità, esperienza, è evidente, sono aspetti secondari. Non sono cose che interessano agli editori. Ciascun editor, se chiamato in causa, dirà che è rimasto colpito da questo, questo e quest’altro. C’è la moda dei baby scrittori, sì, ma lui è l’eccezione, a lui il manoscritto è piaciuto davvero. Oppure no, non c’è neanche la moda: è solo un caso, una congiuntura fortuita che si pubblichino tutti questi minorenni. Tutte balle, ovviamente, gente che mente sapendo di mentire. Come andrà a finire? Non lo so. Questo Bryan molti se lo sono comprati per curiosità, e ora scrivono commenti schifati e inferociti. Comprerebbero Bryan 2? Non credo. Forse gli editori con questa esperienza capiranno che sì, l’interesse per il fantasy c’è, ma non per questo fantasy. Oppure no, con la fine degli scrittori ragazzini il fantasy tornerà nel dimenticatoio, o monopolio degli anglosassoni.
gennaio 19th, 2009 at 15:07
Ciao a tutti, leggo da un po’ e commento per la prima volta. Complimenti a gamberetta per le recensioni, sempre acute e divertenti.
Sperando di non andare troppo OT volevo segnalare questo articolo (in inglese, sorry).
Si parla di musica, ma credo che il ragionamento sia applicabile anche alla letteratura. Il concetto è questo: per diventare bravi artisti serve non (solo) il talento, ma pratica e allenamento; un musicista (quindi anche uno scrittore) ha bisogno di almeno 10.000 ore di pratica prima di diventare artisticamente rilevante. Mozart ha cominciato a comporre musica a 5 anni, ma non ha scritto niente di veramente importante prima dei 21, dunque con 16 anni di pratica sulle spalle; prima di diventare famosi i Beatles avevano suonato più di mille concerti.. e così via. (So che può sembrare un po’ troppo schematico indicare un numero esatto di ore di esercizio, tenete per buona l’idea di fondo).
In conclusione: io, semplicemente, non sono disposto a dare credito ad un autore che pubblica il suo primo libro a 17 anni (o 16, o 19), perchè, se anche ci fosse il talento, mancherebbe il mestiere, l’abilità, l’esperienza. ed ecco quindi le incongruenze, i punti di vista sballati, la comicità involontaria e tutti i difetti di questi fantasy “”"”per ragazzi”"”"” (e vabbè).
Forse qualcuno dovrebbe mettersi in testa che scrivere è un mestiere (anche per chi lo fa nel tempo libero), che richiede studio, lavoro, fatica, e senso di responsabilità e rispetto verso i lettori.
Scusate il tono da predica, è che certe cose mi danno proprio sui nervi..
gennaio 19th, 2009 at 13:43
Piccola info che mi ero scritto per segnalarla ai lettori del blog: ebbene, l’altro giorno sono capitato a casa di una amica che aveva ricevuto in regalo “Le Leggende del Mondo Emerso-Il Destino di Adhara”.
Spinto da curiosità improvvisa, ho aperto il libro a caso e ho letto un simpatico passaggio che mi ha stampato in faccia un sorriso da ebete per una buona mezz’ora, a ripensarci. Il passaggio (per chi malauguratamente avesse una copia sotto mano) si trova a pagina 188. Neor, principe del regno della Terra del Sole (se non erro) e figlio di Learco e Dubhe, incontra la nostra Adhara e vuole prenderla a corte come dama da compagnia per la figlioletta (di cui ora mi sfugge il nome), perchè Adhara gli dà l’impressione di essere una persona diversa dalle altre, e bla bla bla insomma, la solita manfrina^_^. Il passaggio è il seguente, è Neor a parlare:
“Nutro grande interesse per le persone che non hanno alcun condizionamento da parte della società. Sono diverse, sono fuori, come me.”
E più avanti, descrivendo la figlia:
“Sai, anche lei è fuori.”
Cioè…fantastico! Un principe di un regno, in un ambiente che vorrebbe essere simil-medioevale, che per descrivere se stesso e la figlia usa una frase con essere fuori.
Immaginatevi per un attimo, non so, un Gandalf che va da Aragorn e dice: “Dobbiamo stare attenti a Saruman! Aragorn, lui è fuori! E’ proprio fuori!”
A voi commentare, io intanto dico:
Licia….M I T I C A
gennaio 19th, 2009 at 12:38
@Davide: Capisco la questione tempo/voglia, ma ricorda che una promessa è una promessa!;)
Anche se, in fin dei conti, la laurea è (indubbiamente..anche per il soggetto da recensire^_^) moooolto più importante!
Eviti un pò di lavoro a Gamberetta, reduce dal cammino del martire in giro per Boscocoso
gennaio 19th, 2009 at 02:17
Oddio, “Le tre pietre”. Quel romanzo mi sconvolse in maniera sottile: per esempio, non riuscivo a togliermi dalla testa l’idea che le tre protagoniste avessero i visi delle tre ragazze di Rayheart (Una porta socchiusa ai confini del sole, per chi ha mediasettiana memoria).
@ Blakie: La recensione di Eragon la sto scrivendo io. Il mese prossimo mi laureo, poi prometto di continuare a lavorarci sopra (per il momento ho scritto l’introduzione, ma per tutto il resto devo rileggermi il libro e al momento sia voglia che tempo latitano abbastanza XD).
gennaio 18th, 2009 at 22:32
@Clio: sì.
gennaio 18th, 2009 at 22:31
@ Gamberetta: Le Tre Pietre è sul livello degli elfi ariani: buonista e sconclusionato. I personaggi si arrabbiano, innamorano o soffrono senza nessuna causa scatenante, le protagoniste sono chiaramente l’autrice e le due amiche/compagne di scuola, eccetera… l’ho letto tempo fa e non mi ricordo tutte le castronerie, ma c’è da divertirsi. Sarebbe un piacere vederlo smembrato, io a suo tempo mi ricordo di aver compilato (sull’esempio negativo) una lista di cose che mai e poi mai andrebbero fatte scrivendo.
Un punto a suo favore è che , da quanto mi ricordo, non ci sono elfi.
gennaio 18th, 2009 at 21:48
Angra, io ho 21 anni e spero aver finito entro un anno, dici che sarò troppo vecchia?
gennaio 18th, 2009 at 21:46
Peccato per la foto, avevo già pronta la cornice per Grumo…
Vabbuò, allora aspetto la recensine dei tre sassi. Mi è stato consigliato… dalla stessa tipa che m aveva prestatoil tramonto dei puffi, quindi dubito seriamente che sia leggibile ;)
gennaio 18th, 2009 at 20:56
PROPOSTA.
Credo che fra i frequentatori del blog ci siano anche diversi scrittori che aspirano alla pubblicazione, magari proprio in ambito fantasy. Io sono uno di quelli. La proposta è questa: d’ora in poi quando inviamo un manoscritto a una casa editrice indichiamo tutti come data di nascita un anno compreso fra il 1993 e il 1995. Io lo farò.
gennaio 18th, 2009 at 14:49
Ciao Gamberetta!
Leggo da un pò di tempo il tuo blog e anche se avevo votato “L’Ultimo Pirata” come libro da recensire, penso che l’ultima vittima (il Ghirardino^_^) decisamente non poteva mancare nella vetrina de “I Magnifici Fantasy Italiani scritti da ragazzi per ragazzi”.
Che poi…fantasy….mah…
Per rimanere nel campo dei ragazzi-scrittori-miracoli letterari, a quando la tanta annunciata (ma mai apparsa) recensione dei lavori del signor Paolini?
gennaio 18th, 2009 at 13:46
Non ne parliamo… dovrebbero invogliare i ragazzi alla lettura… l’unica cosa che riescono a fare è bloccargli la crescita ! Ricordo benissimo che alle elementari leggevo libri con l’etichetta “dai 16 anni” (ma quali sedici anni, mi chiedo ora ?) mentre a scuola ti facevano sempre leggere librettini con personaggi stupidi che facevano cose ancora più stupide, perchè come tutti sanno i bambini sono intellettualmente sottosviluppati e devono leggere libri che si adattino al loro livello di intelligenza…
O_O ancora oggi se sento parlare di narrativa per le scuole mi vengono i brividi.
gennaio 18th, 2009 at 11:16
Detto onestamente, quale maschio adolescente a 13-14 (ma anche dopo) non ha sognato di fare le peggiori zozzerie con la vicina di banco?
Il problema non è quello che pensa o scrive l’autore, che ha tutto il diritto di sognare la pubblicazione, fosse anche la lista della spesa e di proporla a un editore, ma dell’editore che ha stampato questa porcheria.
Per questo motivo ho iniziato a seguire il precetto di Gamberetta. Leggo quello che trovo in rete e il resto lo ignoro: se mi piace e reputo la merce degna di essere acquistata, compro il libro, altrimenti ciccia.
gennaio 18th, 2009 at 07:03
@Clio. Ci tengo a precisare che la foto ha solo scopo illustrativo e non ritrae il Coniglietto Grumo.
Ah, ho poi trovato su una bancarella in vendita a pochi centesimi Le Tre Pietre il fantasy scritto dalla francesina Flavia Bujor all’età di tredici anni. Così quando avrò un attacco di masochismo potrò soddisfarmi senza infierire sugli autori nostrani…
gennaio 18th, 2009 at 00:35
Wow, una foto di Grumo, questa la dovrò stampare!
I brutti ceffi dell’INALCO ci hanno riempiti di esami, ed è solo stasera che ho rimesso piede sul blog… Che dire, dopo tre ore di esami in giapponese Bryan d boscocoso è proprio quello che ci vuole! XD
Semplicemnte agghiacciante, leggendo sono rimasta così O.O Non dico che non è umanamente possibile pubblicare una porcata simile, sul mercato saltano fuori i prodotti più buffi, più che altro mi chiedo: con che faccia tu scrittore vai a proporre una cosa simile? Un combattimento in cui lottatori di Kung Fu calano letteralmente le braghe… Come diavolo fai a prenderti sul serio? Posso capire che un ragazzino in temepesta ormonale scriva certa roba, ma come gli viene in mente di pubblicarlo sul serio?
Io all’inizio avevo votato per l’Eclissomane, comunque grazie Gamberetta: adesso so che “Le crépuscule des elfes” non è il peggio, esiste roba inferiore, posso quindi aggiungere una nota al mi diario di mirabilia! Certo, inquello c’era la regina degli elfi in cotta di magla scosciata senza nulla sotto, e gli elfi erano blu… Oddio, forse che forse sono ala pari: almeno sto Bryan lascia tranquilli gli elfi.
gennaio 17th, 2009 at 23:16
Prima di tutto grazie della recensione e complimenti per la pazienza e la determinazione con cui sei riuscita ad arrivare fino in fondo.
Però ho l’impressione che ci sia qualcosa che sfugge a te e agli altri commentatori (e anche a me), che però non riesco a mettere bene a fuoco.
Una casa editrice non molto grande, ma nemmeno minuscola, decide di lanciarsi nell’ampio pascolo del Fantasy per Ragazzi e vedere se è rimasta un po’ d’erba anche per lei. Fa un libro con una classica Copertina Brutta per Libri da Ragazzi, mette un titolo allusivo (esiste un ciclo con i boschi, mi sembra siano le Cronache di Boscofondo, comunque uno degli autori si chiama Stewart, quel centinaio di pagine che sono riuscita a leggere erano di una noia atroce però sono Mondadori e quindi hanno avuto una certa visibilità), ma non ci avvia una collana di libri per ragazzi. Sul risvolto c’è scritto che l’autore è un ragazzino, ma non è detto che sia vero. E’ che ora va di moda dirlo, come vanno di moda le storie con protagonisti di 14 anni per i ragazzi.
Perché non dovrebbe essere narrativa per ragazzi? Riecheggia copertine e titoli di libri per ragazzi, è scritto male, contiene errori di matematica piuttosto seri… e poi segue gli stilemi più consueti del romanzo per ragazzi attuale: il protagonista ha 14 anni, ci ha i poteri, vorrebbe una ragazza ma va regolarmente in bianco. Quest’ultimo tratto in particolare non lo capisco: perché un quattordicenne sessualmente frustrato deve proiettarsi e immedesimarsi in un protagonista che non batte chiodo? Non gli basta vivere un’esistenza casta suo malgrado, ma dove almeno non gli violentano sotto gli occhi la ragazza che gli piace?
In pratica in questo libro tutti fanno sesso, compresa la ragazza (che oltre ai demoni stupratori ci ha pure un regolare fidanzato) tranne il protagonista con i superpoteri. Non mi sembra gratificante né per l’autore né per il lettore quattordicenne, e mi sembra pure piuttosto morboso. E mi fa pensare che sia stato previsto un ciclo, dove la povera Marta prima o poi farà definitivamente una brutta fine mentre Bryan troverà qualche bella ragazza dolce e gentile con un po’ (non troppi) poteri che non gliela darà lo stesso ma si metterà con lui. Oppure…
Non so. E’ una storia inquietante. E naturalmente l’aspetto più inquietante è che è stata scritta, nessuno l’ha data alle fiamme ma anzi l’hanno pubblicata e distribuita. Sciacallaggio editoriale, direi; l’ennesimo frutto avvelenato di Harry Potter – dove la Rowling è innocente ma gli editori italiani no, per niente.
Non so fino a che punto possa interessare ai ragazzi, una volta che si siano messi a leggere. Per quel che ho visto, non sempre gli adolescenti vanno matti per le storie scritte con i piedi, anche se spesso cercano di propinargliele (per esempio, le collane di narrativa per la scuola…)
gennaio 17th, 2009 at 22:20
per una volta sono d’accordo con gamberetta: Bryan di boscoquieto nn mi piace, ma il vero problema sta per i più piccoli… gli si traumatizza la crescita!!
xvincent law: guardi anke tu ergo proxy??
gennaio 17th, 2009 at 19:47
Ho scoperto questo bel sito da pochissimo, su suggerimento di una amica.
Mi piace molto, è bello vedere che c’è qualcuno che usa l’intelletto lucido per recensire i libri senza lasciarsi prendere dalla “follia delle masse”, non avendo paura di andare, in molti casi a quanto ho potuto vedere fino ad ora, giustamente contro corrente.
Detto questo…Questo libro qui recensito, “Brayn di Boscoquito” mi ha sconvolta. Davvero. Al di là di tutto quello già detto, mi spaventa sinceramente che ci siano due genitori o chi per loro che, leggendo le parole scritte dal proprio figlio, non si sia spaventato a morte e preoccupato per lui, portandolo immediatamente da un terapista per adolescenti.
Io lavoro con le persone malate ed in particolare con i bambini malati. Le idee di questo ragazzo sono chiare nel suo libro: non ha nessun rispetto per le donne o ragazze, in quanto fa subire con inaudita leggerezza facendole passare per normali, (dove non meritati dalla ragazza!!) ogni forma di abuso alla protagonista femminile, dimostrando ancora, è questo è davvero, davvero triste e doloroso, di non avere la minima idea di quanto cose come queste siano distruttive, possano distruggere per sempre la vita di una donna. E’ questo che vogliamo che pensino i ragazzi? Questo è il pensiero evuluto che speriamo loro comprendano e apprendano? Salute, siamo tornati indietro di 40 anni.
E che non mi si venga a dire che è “solo un romanzo, non quello che pensa”: aveva 14 anni quando ha scritto questa roba, all’inizio dell’adolescenza, e ci sono addiriura adulti che non sanno staccare completamente le loro composizioni dalle loro vere idee profonde, figuriamoci un ragazzo medio di 14 anni.
Ci sono altre idee qui espresse che mi fanno rabbrividire e dubitare della salute prisologica del ragazzo: l’idea che avere “superpoteri” o simili, insomma essere fighi (forse famosi) è l’unica cosa che conta, l’unica che indichi il possedimento di un qualche distorto valore personale. Senno sei un perdente, se no non vali nulla.
Ah ed un’altra cosa: al contrario del pensato comune, le parolacce e lo essere scurrili NON è nomale, NON è educativo ed E’ ancora offensivo e di cattivo gusto.
Tutto nel suo contesto: questo non è “Sin City”.
Ciao!
gennaio 17th, 2009 at 18:47
Da un titolo del genere e da una copertina del genere che altro ci si poteva aspettare?? ;P
Non avrei mai nei miei peggiori incubi desiderato comprare questo libro e vedo che la recensione mi dà ragione. Per quanto mi riguarda il sesso in un libro non mi disturba, ma solo quando si tratta di ELEGANTE EROTISMO inserito al momento giusto e con BUONGUSTO. Qua invece le scene oltre a essere troppo esplicite (davvero vanno bene solo per le pugnette dei nerd) sono assolutamente gratuite e ripetitive (altro che fissazione anale…).
Complimenti alla Newton & Compton, adesso capisco perchè dopo quasi un anno di attesa ancora non hanno fatto sapere niente del mio manoscritto: erano troppo impegnati con questo novello J.R.R. de Sade!! Ma non importa, mi chiamo Marta anche io e ormai sono abituata alle … inculate! :D
gennaio 17th, 2009 at 18:22
Esatto XD
E vedo troppa gente diventare famosa per niente. (Qualsiasi riferimento a Moccia, Meyer & co. è puramente casuale).
gennaio 17th, 2009 at 13:55
Infatti, quando i gamberi marci o freschi sono più di cinque segniamo gli altri solo come numero, altrimenti troppe immaginette di gamberi “sforerebbero” il template del sito.
gennaio 17th, 2009 at 13:45
E infatti i gamberi marci sono otto :D Però c’è spazio solo per sei icone, per cui ha segnalato “l’eccesso” con un “+3″.
gennaio 17th, 2009 at 11:15
MMh…Gamberetta, non so se sia io ad avere le traveggole o tu ad aver sbagliato ma…il giudizio che hai dato non sono 3 gamberi freschi? Dal conteggio dei +1/-1 dovrebbe risultare un bel 8 gamberi marci…!
gennaio 17th, 2009 at 00:49
Liz says:
Forse avrei dovuto dire che mandano un messaggio sbagliato: cioè che anche il più sfigato degli esseri umani può diventare un eroe senza aver fatto niente. Ho una particolare antipatia per messaggi del genere, dovete perdonarmi.
Ho capito, sei fan del “guadagnati la pagnotta” :]
Capisco il tuo punto di vista e sono d’accordo.
In effetti il messaggio di alcune opere (non parlo solo di libri, ma anche di fumetti/manga o di canzoni) sembra essere non un: “se ti sforzi alla fine sarai ripagato, sii il tuo miracolo!” Ma un: “aspetta e spera, che il miracolo prima o poi arriva…”
Inutile dire che preferisco il primo genere :]