Non c’è gnocca per noi a Boscoquieto

Copertina di Bryan di Boscoquieto Titolo originale: Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni
Autore: Federico Ghirardi

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Newton Compton

Genere: Urban fantasy, fyccina erotica
Pagine: 407

Il titolo di questo articolo è una citazione dal romanzo: Giò, amico di Bryan, esprime la sua preoccupazione per la scarsezza di belle ragazze a Boscoquieto. Preoccupazione condivisa un po’ da tutti, buoni e cattivi. Per fortuna basta spostarsi di qualche chilometro, fino a Laietto, per trovarla la gnocca. Meno male!

* * *

Com’era facile prevedere, Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni è un brutto romanzo. Più che un fantasy è una sorta di fyccina erotica, la trama è sconclusionata, le idee balorde, lo stile zoppicante. Non è però un romanzo del tutto orribile, l’assenza di determinati cliché (elfi, viaggio della compagnia, Bene & Male chiaramente definiti) lo rende almeno superiore a robe nate morte come Gli Eroi del Crepuscolo. E la scrittura, benché piena di errori, a tratti scorre con piacere e una certa passione.
Nel complesso peggio della “miglior” Troisi (Nihal della Terra del Vento), ma appunto non al livello infimo della Strazzu.

Prima di procedere con la consueta recensione educativa e sarcastica, vorrei provare a esporre un concetto “serio”. Chi non è interessato, può saltare avanti.


Un concetto serio

Bryan di Boscoquieto danneggia tutti quanti perché occupa spazio.
Una delle tante critiche che rivolgono a me, a volerla esprimere in termini non ingiuriosi, è del tipo: vivi e lascia vivere! Cosa t’importa dei brutti libri o dei libri che tu pensi siano brutti? Questa roba qui di Boscoquieto sarà una schifezza, ma se il Ghirardi è contento, la sua casa editrice è soddisfatta e gli eventuali fan sono felici, qual è il problema?
Il problema è che i libri occupano spazio fisico, e lo spazio è poco. Se si consultano i dati ISTAT 2006 sulla lettura e la sintesi del Rapporto sullo Stato dell’Editoria in Italia per il 2008 dell’AIE, si può scoprire che l’unica possibilità per un romanzo di essere letto è di essere comprato “al dettaglio”. Ovvero un romanzo deve approdare in libreria, edicola, supermercato, centro commerciale. Le vendite via Internet (attraverso siti quali iBS.it o Bol.it o simili), benché in crescita, rappresentano ancora una percentuale minima delle vendite complessive; allo stato attuale, non c’è alcuna possibilità per un romanzo di raggiungere un pubblico significativo (qualche migliaio di persone) senza il passaggio in libreria.
Infatti secondo i dati AIE il fatturato dei rivenditori via Internet di libri (in generale, non solo romanzi) ha rappresentato nel 2007 solo circa il 5,0% del totale (era il 3,8% nel 2006 e il 3,0% del 2005). Una crescita c’è stata, anche notevole, ma queste percentuali sono ancora ben lontane da quelle di librerie (75%) e supermercati/ipermercati (18%). Invece l’inchiesta ISTAT aveva domandato a un campione di persone che leggono libri nel tempo libero (perciò è più probabile qui trattarsi di romanzi) come si sono procurati il loro ultimo libro letto: solo lo 0,5% degli intervistati ha risposto di averlo comprato online (2006). Nel 2000 la percentuale era dello 0,1. Sconfortante.

Le piccole case editrici, quelle senza distribuzione o quasi e che si affidano solo agli ordini online, fanno i salti di gioia se vendono 2-300 copie di un romanzo. Ma 300 copie di un romanzo non sono niente. Nel palazzo dove abito ci sono 300 persone: se prendo un mio scritto, lo fotocopio, e vado a bussare porta per porta in pratica ottengo lo stesso livello di “pubblicazione” che otterrei pubblicando con una casa editrice senza distribuzione. E questo non è pubblicare, non è rendere pubblico, non è al contempo esporre le proprie idee e divertire il prossimo, è solo perdere tempo.
Per pubblicare, nel senso proprio del termine – rendere pubblico – in Italia, nel 2009, è vitale essere presenti in libreria. Ben inteso, questo non garantisce di vendere, una marea di titoli nelle librerie non vende le 300 copie di cui sopra, la presenza in libreria non è condizione sufficiente, è però condizione necessaria.
Problema: nelle librerie lo spazio è poco, specie se paragonato alla quantità di volumi prodotti ogni anno (61.440 nuovi titoli pubblicati nel 2006).
Perciò quando la Newton Compton stampa 10.000 copie di Bryan di Boscoquieto non è una questione solo tra loro e gli eventuali acquirenti, ma è una questione che riguarda tutti. 10.000 copie di una schifezza sono una opportunità in meno per 10.000 altri titoli. Ognuno è libero di fregarsene di Boscoquieto, il danno c’è comunque.

“Ma, ma Gamberetta, non capisci: la Newton Compton e le altre case editrici sono lì solo per denaro, cioè se le 10.000 copie le vendono per loro va tutto bene!” E allora? Qui è come se il condannato per omicidio si alzasse e spiegasse al giudice di non aver ucciso la sorella per sbaglio, no, l’ha proprio fatto apposta per prendersi l’eredità; e allora, d’accordo è assolto! Non me ne può fregare di meno se la Newton Compton insegue i suoi interessi. Gli interessi di milioni di lettori e il loro diritto a leggere opere degne è più importante del desiderio di quattro gatti alla Newton Compton di fare i soldi. O almeno dovrebbe esserlo in una società democratica.

“Ma, ma Gamberetta, non capisci: decide il mercato!” Balle. Io penso che il “mercato” possa decidere, ma solo se tutti partono uguali. Bryan di Boscoquieto forse venderà uno sproposito, forse neanche una copia, ma una possibilità l’ha avuta, decine di migliaia di altri titoli no. Se Canale 5 trasmette in tutta Italia e Teleabruzzo21 nel raggio di pochi chilometri, non decide il “mercato”, decide tutta Italia contro pochi chilometri.

“Ma, ma Gamberetta, non capisci: Bryan di Boscoquieto è stato stampato in così alto numero di copie proprio perché è strabello!!! Non solo per vendere, ma proprio perché è bellissimo!!!” E qui giunge l’utilità della recensione, perché quando si riempie un romanzo con le madornali stupidate che seguiranno, è davvero difficile parlare di “qualità”, qualunque parametro si voglia adottare.

Ricapitolando: per pubblicare bisogna portare il proprio romanzo in libreria, in libreria lo spazio è poco, perciò ogni copia di un brutto romanzo in libreria danneggia tutti, perché sottrae spazio prezioso ad altre opere potenzialmente migliori.
Come si risolve il problema: con un cambio di mentalità, per cui una casa editrice ha come principale scopo produrre romanzi il più perfetti possibile sotto tutti i punti di vista, e solo come idea secondaria il guadagno. E questo non vale solo per le grandi casi editrici: una grossa fetta di quei 61.000 titoli che intasano il poco spazio viene per esempio dalle casa editrici a pagamento, le quali dovrebbero sparire e basta. In altri termini si chiede a una casa editrice di prendersi la responsabilità che deriva dal fatto di competere per una risorsa al contempo così scarsa e così agognata da tanti, come lo spazio nelle librerie.

Casetta di libri
Ecco un buon utilizzo per i libri di troppo: farne casette per gli gnomi!!!

Non hanno responsabilità solo le case editrici. Ma io non sono d’accordo, come molti fanno, a dare responsabilità ai lettori. È vero che la gente potrebbe adottare dei criteri di scelta più sofisticati di: “guarda, c’è un’elfa mezza nuda in copertina! Compro!”, ma in generale il ragionamento “se è stato pubblicato da Mondadori allora dev’essere bello”, dovrebbe poter essere giusto. Non è possibile diventare esperti di tutto. Una persona deve avere diritto a un servizio valido quando ne ha la necessità o il desiderio. Se vado al ristorante nessuno mi deve sputare nel piatto anche se non ho il palato fino per accorgermene, se vado dal dottore mi deve dare le medicine e non le pastiglie di zucchero, anche se non riuscirei a capire la differenza, se mi rivolgo a Mondadori devono essermi offerti romanzi validi, anche se il mio gusto non è particolarmente sviluppato. Se una persona ha il capriccio di provare a leggere un fantasy, deve trovarsi di fronte ottimi romanzi fra i quali scegliere, anche se, essendo magari la prima volta che esplora quel genere, non potrebbe capire che la Troisi scrive solo boiate.
È più ragionevole dare invece delle responsabilità anche agli autori. Se sono alle prime armi non possono avere l’esperienza di una casa editrice e d’altro canto è difficile valutare obbiettivamente se stessi, però molti uno sforzo in più potrebbero farlo. Troppo spesso si sentono presunti scrittori che fanno questo ragionamento: il mio romanzo dev’essere pubblicato perché è il mio sogno. Ecco, forse dovrebbero chiedersi se la pubblicazione realizza anche i sogni dei lettori.

Ovviamente il problema non si risolverà mai sperando in un ravvedimento delle case editrici, lo so benissimo. La soluzione arriverà forse in futuro, con il superamento del libro fisico e la fine dei problemi di spazio. Nel frattempo però non fa male far notare la questione, e agire di conseguenza: non comprare se non libri che si è già letto con altri mezzi e sono piaciuti, e anche in quel caso favorire i canali con meno intermediari (in ordine di preferenza: pagare direttamente l’autore, acquistare al sito della casa editrice, acquistare via libreria online).

La storia di Marta

La trama “ufficiale” di Bryan di Boscoquieto è a grandi linee questa: Bryan, un ragazzino che ha appena compiuto quattordici anni, va a trascorrere l’estate dai nonni, nel paesino di Boscoquieto. Qui, a fronte del risvegliarsi di uno Spirito maligno di sei secoli prima, scopre di non essere una persona comune, bensì di essere… una persona comune che può sparare raggi laser dalle mani chikas_pink03.gif e creare invisibili barriere di energia. Grazie a questi poteri e all’aiuto di Morpheus, un mezzodemone che ha deciso di allenarlo, Bryan riuscirà a sconfiggere lo Spirito e riportare la quiete a Boscoquieto.
Morpheus, ben impressionato, offrirà a Bryan la possibilità di entrare a far parte della “Baia”, un’organizzazione segreta impegnata a combattere i malvagi del mondo, incarnati dalla “Comunità” e dal suo misterioso leader, un tizio vestito di verde che si fa chiamare l’Insorta.
Bryan accetterà entusiasta con questo brillante ragionamento (testuali parole):
“Se diventerò un discepolo potrò aiutare gli altri e proteggere la gente comune dai demoni e da tutti i mostri del cazzo”.
Ma Bryan potrebbe scoprire che i Buoni e i Cattivi non sono quelli che lui crede… (e non lo so neanch’io perché il romanzo non è autoconclusivo ma il primo di enne nella saga di Bryan di Boscoquieto…)

Ryu
Ryu di Street Fighter è come Bryan di Boscoquieto! O sarà il contrario?

In realtà una sconcertante parte del testo è dedicata non a queste faccende più o meno fantastiche ma alla gnocca. In particolare alla vicenda di Marta, una specie di sogno proibito di Bryan. Marta, poveraccia, ne subirà di tutti i colori, con la complicità dell’autore.

Chi è Marta? Il personaggio è delineato in maniera magistrale: 18 anni (ma ne dimostra forse uno-due di meno), capelli biondi color oro, occhi blu, seno prosperoso e bella in forma, come dichiara un personaggio dopo averle palpato il culo.
Altri tratti della personalità di Marta non ricordo siano illustrati, sarebbero in ogni caso superflui. Marta ha inoltre una sorta di potere magico: riesce sempre a finire nuda (anzi, tutta nuda, come giustamente specifica l’autore) o in mutande, qualunque sia la situazione. Sembra quasi sia allergica ai vestiti. Senza contare poi che è “una giovane piuttosto scollata”, e posso assicurare sia un dramma essere piuttosto scollate: se non stai attenta ti cadono le dita delle mani, o ti perdi il naso per strada senza neanche accorgertene. Se non hai in borsa l’attaccatutto è un disastro.

Bryan è cotto di Marta, e lei non perde occasione per strusciarglisi contro, purtroppo però non lo considera un amante degno, abituata com’è a bulli di periferia e demoni violentatori, lo considera solo come un amico ragazzino, ma per questo la pagherà cara…
Per avere idea di come il tema “amoroso” sia intrecciato con il romanzo (e per molti versi lo soffochi), si può prendere la lunghissima scena nella quale Bryan e Marta stanno scendendo nei meandri della tana dello Spirito. Ho ampiamente tagliato, ma i miei lettori infoiati (ciao Duca!) non si preoccupino: le parti più succose le ho lasciate. Sigh.

[Bryan e Marta stanno percorrendo un corridoio nella base sotterranea dello Spirito. Mano nella mano e torce accese perché c'è completa oscurità]
La mano [di Marta] abbandonò la sua, sfilandosi velocemente dalle sue dita.
«Marta?», Bryan si volse, ma vide solo un’ombra sparire dietro la curva del cunicolo. La torcia della ragazza era a terra, spenta.
[Bryan parte all'inseguimento]
Gabriele [il "secondo in comando" dello Spirito] aveva preso Marta, l’aveva sollevata di peso ed era fuggito via.
La ragazza scalciava e si dimenava, ma la forza dell’altro era nettamente superiore alla sua. Tornarono alla stanza nella quale si era svolto il rito e Gabriele imboccò il cunicolo a destra. Era tutto buio, ma lui non aveva bisogno di vedere con gli occhi.
[Gabriele ha avuto l'improvviso impulso di violentare Marta: a lei capita spesso]
«Non farlo», lo supplicò la ragazza, mentre le lacrime le bagnavano le guance. «Sei ancora in tempo per…».
L’altro la bloccò con uno sguardo di ghiaccio. «Per che cosa? [...]»
«Non farmi questo».
«Non prenderla come una cosa personale. Se devo essere sincero, non sono interessato a te, ma per adesso sei l’unica donna disponibile sulla piazza e quindi ci si deve accontentare. Capisci no?».
Marta avrebbe voluto scoppiare a piangere, ma si contenne perché sapeva che non avrebbe fatto altro che partecipare al suo gioco.
[Bryan intanto combatte contro mostri sacrificabili che gli hanno bloccato la strada]
«Be’, per il momento torniamo a noi. Sei silenziosa», osservò, continuando a trattenere il collo della ragazza. «Hai paura?».
Marta non gli diede la soddisfazione di una risposta. Gabriele le sfilò i pantaloni dai piedi e li gettò via; rimase qualche secondo a rimirare le gambe della ragazza.
[Gabriele rimane in estasi ancora per po'...]
«Ehi», esordì [Marta] con tono dolce. «Non preferiresti che io facessi questa cosa di mia spontanea volontà?»
«Be’… sì», borbottò Gabriele, allentando la presa al collo della ragazza.
Marta gli rivolse un sorriso tirato. «Allora liberami».
Gabriele la lasciò andare e si sedette. Marta si tirò su e s’inginocchiò.
[Marta esita, finché...]
Marta gettò la vestaglia, che si andò ad accartocciare vicino ai jeans, e rimase tutta nuda a parte il pube. Sorrise debolmente a Gabriele e gli si avvicinò di qualche centimetro.
[Marta esita di nuovo e Gabriele sta per spazientirsi, allora lei...]
Marta levò in aria la mano che aveva tenuto dietro la schiena, nella quale reggeva un sasso grosso quanto un pugno. Vibrò un colpo alla nuca dell’ignaro Gabriele, che spalancò la bocca e cacciò un terribile grido.
La ragazza si alzò e volse le spalle alla creatura che si lamentava e le lanciava mille imprecazioni. [...] Iniziò a correre per allontanarsi il più possibile da Gabriele, perché se fosse riuscito a prenderla una seconda volta…
[Bryan intanto combatte]
Marta correva nel buio del tunnel di pietra. I passi di Gabriele riecheggiavano dietro di lei, preceduti dalle sue bestemmie.
“Ti prego”, supplicò la ragazza, “fai che non mi prenda”. Si concesse un breve sguardo indietro e vide l’ombra dell’inseguitore, proiettata dalle fiaccole poste a intervalli regolari lungo le pareti. Se non ci fossero stati nemmeno quei lumi, non avrebbe avuto alcuna speranza di scappare.
[Ma Gabriele l'acchiappa]
Raggiunsero lo spiazzo e Gabriele la condusse dove si erano appostati prima, vicino ai vestiti della ragazza.
«Sdraiati», comandò. Marta distese la schiena nuda sulla roccia e venne percorsa dai fremiti del gelo. «Bene, bene così», annuì Gabriele, abbassandosi per la seconda volta i pantaloni.
[Elucubrazioni varie]
«Non farmi male», lo implorò, pur sapendo che ogni supplica era ormai vana.
Gabriele si portò una mano alla nuca e mostrò alla ragazza le dita sporche di sangue che si ripulì sul suo ventre contratto. Marta osservò inorridita la propria pancia sporca di sangue e poi tornò a rivolgere lo sguardo a Gabriele, che la guardava con occhi glaciali e con un ghigno diabolico.
«Mi hai fatto male e non avresti dovuto. Io ero il solo che ti separava da Elias [lo Spirito] e dal diventare sua schiava».
Gabriele la girò sottosopra con un unico brusco movimento. Marta gemette per il pietrisco che le pungeva pancia e seni. Strillò quando una mano si abbatté con cattiveria sul suo posteriore e ricominciò a piangere, per l’umiliazione più che per il dolore. Poi una seconda sculacciata, una terza e una quarta.
«Ti stai arrossando», osservò compiaciuto Gabriele, abbassando per la quinta volta la mano. Questa volta colpì così forte che lo schiocco che seguì rimbombò in tutto il locale di roccia. «Spero che ti basti la lezione».
«S-sì», bofonchiò la ragazza, asciugandosi le lacrime con il dorso di una mano.
«Non ti agitare», la ammonì. Le passò dietro e le cinse il ventre con le braccia. La sollevò con brutalità e le ordinò di rimanere sulle ginocchia. «Sei pronta?», gracchiò.
Marta artigliò la terra con le dita, chiuse gli occhi e strinse le labbra per costringersi a non urlarle.

C’è un po’ di tutto: Gabriele che riesce letteralmente a strappare di mano Marta a Bryan senza che questi se ne accorga, l’incoerenza in grassetto sul pianto, il fatto che la base sotterranea è immersa nell’oscurità tranne che per il corridoio che Marta deve fare di corsa tutta nuda (se corre al buio chi la guarda?), e una tristissima sequenza finale.
Gabriele, che non sarà il Cattivo con la C maiuscola, ma, per citare una sua precedente “impresa”, aveva appena accoltellato un gruppo di vecchietti nel sonno, guarda Marta “con occhi glaciali e con un ghigno diabolico” e poi… la sculaccia. Gegnale. Sì, è umiliante per Marta, ma lo è uguale per il lettore e anche per il povero Gabriele che non si merita dopo 600 anni di nequizie di diventare pupazzo delle fantasie adolescenziali del Ghirardi.

E non è finita qui. Perché a questo punto interviene Bryan, nel frattempo anche lui denudatosi, chikas_pink32.gif e con un raggio laser stende Gabriele, salvando Marta. Marta gli si butta al collo, ma dura un attimo, poi lei è di nuovo solo affari, perché c’è ancora lo Spirito da sconfiggere e:

Marta gli porse i pantaloni.
Bryan scosse il capo. «Sono i tuoi».
Marta inarcò un sopracciglio e gli rivolse un’occhiata complice. «Ti serviranno per contenere la tua virilità. Non vorrei farti cascare dalle nuvole, ma lo Spirito è ancora qua in circolazione»

Francamente non vedevo il problema per Bryan di combattere con un’erezione in bella vista, non sarebbe stato episodio più scemo del resto.

Com’è che anche Bryan è senza vestiti? Perché a questo punto si scopre che lui è Lui: il Prescelto, il Numero Uno, Gesù Bambino, il Duce, Er Mejo, l’Erede, e in quanto tale ha un super potere extra, ovvero è in grado di diventare immateriale quando qualcuno lo sta per ammazzare. I mostri lo stavano per uccidere, ma Bryan, in maniera inconscia, ha usato questo suo potere della fantasmificazione ed è riuscito a scappare. Peccato che i vestiti siano rimasti indietro.

Dopo la battaglia Bryan e Marta vivono un periodo di felicità assieme, ma come detto, lei lo considera solo un amico, tanto che un giorno gli comunica che si è trovata un fidanzato, tale David. La reazione di Bryan è nihalesca:

Si ritrovò nel letto, con la testa affondata nel cuscino impregnato di lacrime. Un braccio era disteso, come pietrificato, lungo il corpo. Provò a muoverlo ma non ci riuscì, allora lo lasciò lì com’era. Tutto era vago e indefinito, come se si fosse appena risvegliato da un incubo. Si rialzò, barcollante, sollevò il braccio sano e mollò un pugno al muro, spellandosi le nocche. Poi, tenendosi il braccio dolorante che al minimo spostamento gli inviava fitte tremende, si avviò verso il bagno, con la vista annebbiata dal pianto. Completò il percorso in quattro tappe e vomitò nella tazza del water. Rimase inginocchiato sul pavimento freddo, con la fronte appoggiata all’asse fino a quando non lo raggiunse sua madre.
«Bryan! Che diavolo ti succede? Che hai fatto?».
Bryan mugugnò e si lasciò cadere indietro, sbattendo contro il mobiletto sottostante la lavabo.

Sarà che anche i veri uomini piangono, ma personalmente cominciano un po’ a stufarmi tutti questi protagonisti dalla lacrima facile. Ma forse Bryan è così sconvolto perché preoccupato per Marta, in fondo l’aveva avvertita che solo lui avrebbe potuto proteggerla.
Poco tempo dopo è visitato da questo bel sogno a occhi aperti:

Gionata si fermò appena raggiunte le ombre che sembravano immobili e cristallizzate. Marta aveva gli occhi velati dal terrore e invocava Bryan. Giò le strappò di dosso la gonna e la gettò a terra, dove affondò in un basso strato di nebbia.
«Non farlo!», gridò Bryan, continuando a sforzarsi di raggiungerli. Ormai la sua parte razionale si era accorta che non avrebbe potuto arrivare, ma lui la zittiva e non smetteva di tentare.
Gionata le strappò anche la camicia, facendo saltare via tutti i bottoni, e la buttò sul pavimento.
«Non ti azzardare!».
Gionata lo guardò divertito e fece scivolare le mani dietro le coppe del reggiseno, sugli abbondanti globi carnosi.[sic] Marta strillò.
«Lasciala andare, figlio di puttana!».
L’ombra del suo amico fece scendere la mano sinistra sotto il tanga rosso della ragazza. Il ragazzo vedeva le sue dita che si agitavano sotto la stoffa e notò lo sguardo acquoso di Marta, che subito dopo cominciò a gemere. Gionata inclinò la testa e le lasciò il segno arrossato di un succhiotto sul collo. La fece voltare con forza verso di lui e le insinuò in bocca la sua lingua demoniaca.
«Te lo impedirò! Te lo impedirò!». Ma per quanto Bryan si affaticasse e per quanto avanzasse, la distanza non diminuiva mai.
Gionata era sempre più divertito dai suoi vani sforzi. Estrasse la mano dalle mutande e la sfregò sul ventre di Marta, che rabbrividì e chiamò ancora Bryan.
«Non puoi farlo. So che da qualche parte ci sei ancora tu, Giò, e ti supplico di non farlo».
Gionata gli rise in faccia e costrinse Marta ad abbassare la schiena. Bryan si accorse che Giò non era nemmeno vestito.
«Ti prego, Bryan!», strillò Marta.
«Questo è per te, Bryan», disse Gionata, penetrando senza alcun indugio la ragazza curva, per metà avvolta nella nebbia. Marta strillò e spalancò gli occhi e la bocca.
Bryan gridò, gridò e gridò ancora fino a consumare tutto l’ossigeno dei polmoni; intanto continuava a cercare di raggiungerli, ma non riusciva nemmeno a capire se fossero i suoi piedi a essere ancorati, oppure il suolo gli scorreva via. Marta singhiozzava e ansimava, mentre Gionata si muoveva dietro di lei, mantenendo un’espressione di dura e impassibile follia.

Più avanti si scoprirà che Marta è stata violentata sul serio, e anzi ha passato diversi mesi in qualità di schiava sessuale di un Cattivo. Così la stronza impara a non mettersi con l’unico che poteva proteggerla!

Prima, dopo e durante, Marta è ancora il motore del romanzo, sebbene non più protagonista di scene così “pregevoli”. Solo normali molestie e pesanti allusioni.
Dove finisce Marta, non termina il porno. Per esempio la scena che conclude il romanzo vede questo tizio, l’Insorta, fare sesso con un personaggio mai visto prima, tanto per, senza che abbia alcuna importanza per la storia. In altri punti il sesso ha invece importanza, in una maniera che definire ridicola è poco.
In questa scena Bryan deve battersi contro le quattro cinture nere della locale palestra di Kung Fu e contro quattro donne ninja. Gli otto tizi sono però sotto l’effetto di un incantesimo e sono in pratica invulnerabili. Come risolve la faccenda Bryan? Così:

Gli altri otto lottatori erano tutti in piedi e pronti ad attaccarlo. Bryan corse incontro all’uomo che gli era più vicino, gli artigliò i pantaloni dalle tasche e lì tirò giù. L’uomo rimase interdetto e non seppe come reagire quando il ragazzo gli abbassò anche le mutande. Bryan, chinato, si accorse che gli altri lo avevano circondato. Si rialzò e rapidissimo denudò le parti basse degli altri uomini, sfruttando la loro perplessità.
[...]
Bryan imprecò, poi afferrò il braccio magro e forte di una delle donne, e lo torse. Allontanò gli altri con dei calci piazzati all’inguine e alle ginocchia e mantenne la presa sulla donna, incurvata davanti a lui.
«Avete bisogno di un ulteriore stimolo», sussurrò. Sempre tenendola bloccata per un braccio, le afferrò il bordo dei pantaloni e lo strattonò verso il basso, mettendo alla luce le gambe longilinee e sudate. Solo un perizoma rosso le copriva la parte intima. Bryan fece passare due dita dietro all’elastico e anche l’ultima copertura calò. Qualcuno lo colpì al capo, costringendolo a spingere via la giovane, che si scontrò con uno degli uomini. Nel frattempo Bryan venne colpito alle costole, avvertì uno scoppio di dolore e ruzzolò sulla strada.
[...]
L’ultima cosa che Bryan vide prima di chiudere gli occhi fu una scarpa che gli pioveva sulla faccia. Si preparò all’impatto, immaginando la propria testa ridotta in pezzi. Ma il colpo non arrivò. Il ragazzo riaprì cautamente gli occhi e si accorse che gli aggressori guardavano altrove e non lo degnavano più d’alcuna attenzione. Ne approfittò per sgusciare via, si alzò e capì cosa li aveva interessati.
La donna era appoggiata a terra sulle ginocchia e l’uomo si muoveva ritmicamente dietro di lei, tenendo le mani premute contro le sue natiche. I loro versi, da ringhi divennero bestiali gemiti di piacere. I loro compagni distolsero quel che rimaneva dell’attenzione dal ragazzo e si dedicarono alle donne.
In breve la banda di aggressori divenne un groviglio di membra e una fornace di lamenti.

Il problema qui è che se fosse stata una qualche parodia, tipo Il Signore dei Tranelli o Aerosol, il fratello furbo di Eragon non avrei avuto niente da dire, ma Bryan di Boscoquieto non è una parodia. Il romanzo ha, nonostante gli estratti, un tono per la buona parte serio, e l’(auto)ironia è minima.

Copertina di Aerosol
Copertina di Aerosol, il fratello furbo di Eragon

I momenti volutamente “umoristici” poi sono di rara eleganza. Il mio preferito è questo:

[Bryan] Riprese a camminare. Il gruppo di Prigionieri [i Prigionieri del Bosco – esseri umani trasformati in mostri] era un’ombra che stava gradualmente svanendo fra gli arbusti.
«Perché sono uscito? Perché ho voluto seguir… Merda!», esclamò in un sussurro e subito sollevò il piede inzaccherato dalle feci. “Chi ha portato il cane a cagare…?” Esaminò gli escrementi con maggior attenzione e si accorse che erano umani. “Ecco perché si sono fermati! Ma porca…”.

Tutto questo miscuglio perverso-demente-goliardico-adolescenziale è divertente? In un modo cretino, a tratti sì. Vale 10 euro? Manco per sbaglio. Ha qualcosa ha che fare con il fantasy? Neanche per idea.

Per chiudere in bellezza questa sezione, vi lascio a Sarah Michelle Gellar (Buffy) che nei panni di Krysta Now canta Teen Horniness is not a Crime dalla colonna sonora del film Southland Tales (guardatelo! Nuove bizzarrie e “misticismo quantistico” da Richard Kelly, già regista di Donnie Darko).

Sarah Michelle Gellar

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La licenza elementare

Come ripeto sempre, prima di scrivere un fantasy bisogna documentarsi, perché solo ambientazioni e situazioni ben ricercate possono suonare verosimili. Devo aggiungere una postilla: è probabile sia necessario aver completato con successo almeno le scuole elementari. In confronto a Bryan di Boscoquieto i problemi che assillavano la Troisi paiono astrofisica. Il Ghirardi ha difficoltà a contare fino a dieci…

«Una serratura a combinazione», mormorò, puntando la torcia sulla parte superiore della valigia. «Cinque posti e dieci numeri. Morpheus deve averci lasciato un qualche indizio. Non è possibile andare a caso…», continuò, parlando fra sé e sé. «Cinque alla decima». A conti fatti, si trattava di 9.765.625 differenti possibilità. Era stato suo padre a insegnargli il modo di calcolare le probabilità, elevando il numero delle cifre possibili (cinque) a quello dei numeri utilizzabili (dieci).

Ora, se tu hai un posto e dieci cifre (0 – 9) quante combinazioni ci saranno? Nessuno? 10, esatto! Brava Nihal! Se hai due posti e dieci cifre, quante combinazioni ci saranno? Da 0 a 99, 10×10, 100! Con tre posti da 0 a 999, 1000. Con quattro posti 10.000. Con cinque posti 100.000. Secondo il Ghirardi invece sono 9.765.625! Ma LOL, questa è roba appunto da elementari!
Il bello è che c’è anche mezzo paragrafo d’inforigurgito in cui l’autore spiega compiaciuto come calcolare in modo sbagliato le probabilità (che tali non sono perché sono combinazioni). E qui mi rivolgo anche alla Newton Compton nella figura dell’editor o di altro responsabile: capisco che non vi freghi niente della qualità di quello che pubblicate purché venda, ma rendetevi conto che non sapere neanche contare fino a 10 non è un bel biglietto da visita.

Self-Teaching Math Machines
Con queste Self-Teaching Math Machines persino Ghirardi e il suo editor potrebbero imparare l’aritmetica!

E non c’è solo questo, la serie degli strafalcioni comprendere il considerare la Grande Guerra la Seconda Guerra Mondiale invece della Prima, lo sbagliare di almeno un secolo la data d’introduzione in Europa della polvere da sparo, il mostrare un personaggio che pensa di poter far esplodere il C4 con un accendino e altre assurdità simili.

Mi torna in mente quell’articolo del Corriere di qualche mese fa, quello sui nipotini di Tolkien(sic); iniziava in questo modo: “Fantasy di casa nostra. Sono arrivati i nipotini di Tolkien, ragazzi giovanissimi (sorpresa: anche italiani), dalle solide basi culturali, capaci di parlare ai loro coetanei [...]” Sì, basi culturali solidissime, di marzapane! Complimentoni anche al giornalista del Corriere.
E poi ci sono quelli che vanno in giro a dire scempiaggini del tipo: “sì, ma leggere un libro anche se brutto è pur sempre leggere. Leggere è sempre meglio”. Sempre meglio di cosa? Prendere a testate un’incudine? Ci sono ben poche attività che siano più inutili e diseducative di leggere Bryan di Boscoquieto.

Lo stile

Come avete potuto constatare dagli estratti lo stile è decente. Non manca però di una lunga serie di difetti a vari livelli. Uno dei più ricorrenti è il punto di vista traballante. Si va da errori macroscopici (tipo quando un personaggio morente sta ricordando la sua cattura e riesce a ricordare anche scene a cui non ha preso parte) ad altri meno rilevanti ma che alla lunga danno fastidio, esempio:

[1] Elias si alzò e guardò stancamente davanti a sé. La casa gli sembrava meno distante ora. Ogni passo gli era costato un enorme sforzo, però riuscì a trascinarsi fino a raggiungere la porta, bussò e vi accasciò contro.
[2] «Chi è?», la voce irritata di un uomo preoccupato rispose ai colpi di Elias.
[3] Nessuno rispose.
[4] L’uomo tolse l’asse di legno che aveva messo sulla porta per sbarrare l’uscio. Elias crollò e venne sostenuto dalle sue forti braccia [...]

Nella frase [1] il punto di vista è di Elias. Alla [2] comincia a vacillare (perché è strano che Elias ridotto com’è riesca a cogliere la sfumatura di irritazione dovuta a preoccupazione in una voce – sembra che da Elias si scivoli verso il Narratore). Alla [3] c’è il problema: il lettore è ancora più o meno con Elias, e dunque si aspetta un: “Elias non rispose”, “lui non rispose”, o anche solo “non rispose”, quel “Nessuno” sposta il punto di vista, tra l’altro a un personaggio che non abbiamo ancora incontrato, il che crea disagio. Alla [4] il punto di vista è dell’uomo dietro la porta.
Questi piccoli “fastidi”, che costringono magari a rileggere più volte una frase o un paragrafo, non sono difetti mortali, ma accumulandosi pian piano rendono la lettura faticosa e portano alla noia. Inutile dire che non ci sarebbe voluto molto per eliminarli in fase di editing.

Così come l’editor avrebbe dovuto tagliare decine di pagine piene di particolari inutili. Roba di questo tipo:

[Bryan] Entrò in casa sbadigliando e borbottando sottovoce. Salì al piano superiore e si lavò le mani. Lasciò il libro in bagno, sul ripiano dei cosmetici, e andò a mangiare. Un piatto di maccheroni fumanti era già pronto in tavola e la grattugia era accanto, ad attendere soltanto lui per una sventagliata di formaggio. Squillò il telefono quando arrivarono al secondo, ovvero carne di maiale grigliata e spinaci. Bryan si alzò e andò a rispondere al cordless appoggiato sulla scrivania in salotto. Attese un paio di secondi con il telefono in mano prima di premere il tasto che avrebbe attivato la comunicazione. Il suo pensiero era rivolto a Gionata.
«Pronto?»
«Ehi, Bryan».
«Ciao, Giò», lo salutò Bryan sogghignando. «Ho indovinato», diceva la sua espressione tronfia.

Questo livello di dettaglio non è di per sé sbagliato. Se Bryan stesse descrivendo un pranzo al Palazzo della Regina dei Dogorroni potremmo essere interessati a scoprire quali portate ci sono e da quali contorni è accompagno lo gnomo allo spiedo. Ma purtroppo non è così, questo è un frammento di vita quotidiana che ognuno può immaginarsi senza leggerlo e che non ha alcuna rilevanza per la storia. Come detto ci sono decine di pagine di “vita quotidiana” scritte così: una noia abissale.

L’uso del linguaggio è spesso approssimativo. Si va da obbrobri del tipo: “I paesani sono ancora riuniti per assistere allo spettacolo offerto dalla sua morte in diretta, minuto per minuto.” con punto di vista un personaggio del XV secolo – mi chiedo se i paesani siano in regola col canone –, all’aggettivazione eccessiva, specie per quanto riguarda i possessivi “La legna sotto i suoi piedi prende fuoco e le dita dei suoi piedi cominciarono ad ardere.”, fino alle frasi di gusto Troisi: “Bryan non poteva permettere che entrassero. Avrebbero ucciso tutti, trasformando i superstiti in altri servitori dello Spirito.” Uhm… “cazzarola!” come dice la madre di Bryan. E infine ci sono i nomi stessi; senza una buona ragione, in Italia nel XV e XX secolo, abbiamo mischiati: Bryan, Bob, David, John e Josh con Massimo, Viviana, Marta, Walter e Giuseppe. Sarà.

Ci sono poi le solite quisquiglie, che ormai devo dare per scontate parlando di fantasy italiano, cioè le incoerenze: un mercante non denuncia un tizio all’Inquisizione perché vuole dirigere la tortura di persona, ma quando il torturatore sta per cominciare, il mercante se ne va a pranzo. Un personaggio è stecchito a pagina tale e grida incitamenti poche pagine dopo. Si entra dal piano terra di un palazzo, si scende con un ascensore e si ci ritrova all’ottavo piano, con il rischio di sfracellarsi cadendo dalla finestra. Quattro donne ninja diventano cinque per sbaglio e poi tornano quattro. E così via.

Nonostante questo, lo stile del Ghirardi non è così atroce come quello di altri. Anzi, diverse pagine scorrono con la dovuta scioltezza, sebbene sia difficile emozionarsi. Anche quando il punto di vista si mantiene ravvicinato e focalizzato su Bryan l’empatia non scatta, il personaggio è troppo piatto e monocorde.

Lasciando Boscoquieto

Dieci euro buttati, ma si sapeva. Purtroppo per il Ghirardi anche nel campo dell’involontariamente demente la Troisi di Nihal rimane inarrivabile, anche se sotto questo aspetto lui si avvicina. È frenato dalle lunghe parentesi di vita quotidiana di Bryan, che rallentano troppo il ritmo e rendono la lettura farraginosa. Gli elementi fantastici sono da una parte banali, dall’altra inverosimili. Non ci sono elfi, e questo è un pregio, ma siamo lontani da situazioni originali. L’ossessione per la gnocca di buona parte dei personaggi non è divertente in un romanzo che vuole essere preso sul serio.
Gli unici due aspetti passabili sono l’ambiguità morale e uno stile che pur con i suoi limiti non è da buttar via.

Non si può neanche invocare la difesa d’ufficio del romanzo “per ragazzi”. Qui abbiamo sesso esplicito (neanche consensuale), violenza (comprese scene che scivolano nel gore, tipo quando un personaggio si cava un occhio con un cucchiaio), e lezioni di matematica sbagliate: non credo che con queste qualità possa rientrare nel “per ragazzi”. O sì? Probabilmente il “per ragazzi” è come “fantasy”: una categoria-calderone in cui mettere tutta la spazzatura che però lì buttata non può più essere sottoposta a critica, perché i “ragazzi” sono scemi.

Come al solito la casa editrice ha aiutato l’autore poco esperto con un bell’editing così-come-capita. È probabile non sia neanche un caso d’incapacità (per quanto disprezzi gli editor italiani, quanti editor non sanno contare fino a dieci?), ma proprio di completo menefreghismo. Tanto chi controlla?
E non posso dar torto alla Newton Compton: un editing adeguato, la coerenza, la scrittura scorrevole senza intoppi, e quant’altro sono particolari inutili. Non è questo che interessa al pubblico del fantasy. E il pubblico ha sempre ragione. O qualcosa del genere.

L’appuntamento con altri fantasy italiani che partono con queste premesse è per il prossimo Natale, uno all’anno è sufficiente.

Coniglietto in gabbia
Il Coniglietto Grumo si era un po’ ripreso negli ultimi mesi, poi ha letto Bryan di Boscoquieto: è ripiombato nella depressione. È molto triste, e dice che gli sembra di stare tutto il tempo chiuso in gabbia


Approfondimenti:

bandiera IT Bryan di Boscoquieto su iBS.it
bandiera IT Bryan di Boscoquieto presso il sito dell’editore
bandiera IT Il video di una presentazione
bandiera IT Il sito di Federico Ghirardi
bandiera IT Un’intervista a Federico Ghirardi

bandiera IT Il sito dell’Associazione Italiana Editori
bandiera IT Il Signore dei Tranelli su iBS.it
bandiera IT Aerosol su iBS.it
bandiera IT Richard Kelly su Wikipedia

 

Giudizio:

Certe situazioni sono così sceme da sfiorare il divertimento. +1 -1 Certe altre invece sono così sceme da dar fastidio.
Lo stile non è sempre da buttar via… +1 -1 …ma da buttar via in un sacco di occasioni.
Ambiguità morale. +1 -1 Più che un fantasy è una fyccina degenere.
-1 Personaggi piatti, animati solo dalla prospettiva della gnocca.
-1 Elementi fantastici banali e inverosimili.
-1 Strafalcioni in ogni ambito.
-1 Trama sconclusionata.
-1 Noioso per lunghi tratti.
-1 Ironia assente o quasi, e quando c’è non fa ridere.
-1 Dieci euro buttati e non è neppure un romanzo autoconclusivo.
-1 10.000 copie di ‘sta roba intasano le librerie.

Otto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti3

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210 Commenti a “Non c’è gnocca per noi a Boscoquieto”

Pagine: « 3 [2] 1 » Mostra tutto

  1. 110 Blakie

    Sì, ma per quanto può essere bravo lo scrittore nello scrivere scene di sesso, deve anche saper trovare il momento giusto in cui metterle. Anche se una scena di sesso è scritta bene, se essa si trova in un momento sbagliato, che proprio non ha ragione di essere là, perde tutto. Penso che Glorelen abbia ragione a parlare anche di momento giusto; naturalmente il momento giusto non serve a niente senza l’abilità dello scrittore.

  2. 109 Vincent Law

    Glorelen says:
    Per quanto mi riguarda il sesso in un libro non mi disturba, ma solo quando si tratta di ELEGANTE EROTISMO inserito al momento giusto e con BUONGUSTO.

    Bè, da un punto di vista moralista, per esempio, Pan di Dimitri è scandaloso perchè presenta scene erotiche abbastanza forti (masturbazione di gruppo, sesso saffico ecc) ma a mio parere invece è un bel libro, quelle parti non disturbano affatto. Quindi più che di eleganza e buongusto parlerei di abilità dello scrittore.

  3. 108 Laura

    Immaginavo che fosse un brutto libro, ma dopo aver letto questa recensione (complimenti, per la cronaca: hai assolutamente detto tutto quel che c’era di dire!) sono veramente demoralizzata. Non posso credere che una casa editrice pubblichi veramente una roba del genere: mi chiedo seriamente se qualcuno l’abbia letta prima di pubblicarla! Twilight per esempio è stupido e banale a modo suo, ma per certi versi è salvabile: questa non è altro che una brutta fanfiction pseudo-erotica. Non immaginavo fossimo arrivati a questi livelli: l’immagine di copertina e tutto il resto traggono veramente in inganno; io al peggio mi aspettavo l’ennesima “pappardella fantasy” di un adolescente e invece mi trovo un miscuglio alla american pie. E l’amaro in bocca resta: ci si sforza per inventare trame decenti, personaggi che funzionino e siano interessanti, per scrivere correttamente, si passano anni a correggere e ricorreggere le bozze dicendosi onestamente “questo va bene, questo è una cazzata”… e a un tizio di un anno più giovane di me pubblicano questa cosa senza dire bau? E’ snervante, davvero.
    Grazie per le tue recensioni, sono sempre molto interessanti. Sai, mi piacerebbe leggerne qualcuna di più su libri che invece ti sono piaciuti: sembri una bene informata sul campo, ed è bello anche analizzare i libri che “funzionano” ogni tanto! Per la cronaca, io sto tentando di leggere “Il Libro del Destino” di Elisa Rosso che mi è stato prestato, ma sono ai primi capitoli e sto già soccombendo. Penso che potresti prenderlo in considerazione per una recensione… :-D

  4. 107 roberto

    @angra:
    c’è anche un piccolo particolare: Mozart era un genio. I geni ogni tanto nascono, per carità, e alcuni (non tutti) sono anche precoci.

    Sicuramente; ma il punto era proprio questo: anche i geni hanno bisogno di esercitarsi parecchio prima di .. “affinare” il proprio talento. un ragazzino al primo romanzo difficilmente riuscirà a esprimere il suo genio, ammesso che ce l’abbia.
    Quanto alle strategie editoriali: ho lavorato per qualche tempo nell’ambiente, mi sembra di poter dire che le case editrici (soprattutto quelle medio-grandi, sulle piccole ho meno riscontri) puntino sempre e comunque al best-seller: vogliono campare sui moccia, i faletti, le troisi, perchè un solo libro che vende centinaia di migliaia di copie li fa guadagnare molto di più di molte opere che restano nella nicchia. E dato che la formuletta per il successo non ce l’ha nessuno, seguono le mode. Se un fantasy scritto da un ragazzino vende tanto, pubblichiamo 20 ragazzini, sperando che almeno uno ripeta il successo. Se lucarelli (tanto per citare almeno un autore con un certo talento) vende tanti gialli, pubblichiamo 300 gialli, applicando questa etichetta anche a romanzi che col giallo non c’entrano nulla. Se il prossimo “caso” editoriale fosse una raccolta di poesie surrealiste scommetto che nel giro di un anno le librerie sarebbero invase di poeti surrealisti. Poi la moda passa, e restano solo le opere più valide. Credo che tra non molto usciranno molti meno fantasy italiani; possiamo solo sperare che il gusto del pubblico non sia troppo condizionato da certe schifezze.. o che almeno qualche ex-quattordicenne abbia imparato, col tempo, a scrivere, oltre che a farsi la barba..

  5. 106 Glorelen

    @ Angra
    Cacchio ma lo sai che ci avevo pensato anche io???
    Il prossimo manoscritto lo mando con allegata la mia fototessera della patente :D :D :D
    Ciao !

  6. 105 Angra

    @Roberto: c’è anche un piccolo particolare: Mozart era un genio. I geni ogni tanto nascono, per carità, e alcuni (non tutti) sono anche precoci. Questa proliferazione di piccoli geni che stiamo vivendo nel fantasy sembra però statisticamente assai improbabile. Ma non è neanche questo il punto. Mestiere, abilità, esperienza, è evidente, sono aspetti secondari. Non sono cose che interessano agli editori. Ciascun editor, se chiamato in causa, dirà che è rimasto colpito da questo, questo e quest’altro. C’è la moda dei baby scrittori, sì, ma lui è l’eccezione, a lui il manoscritto è piaciuto davvero. Oppure no, non c’è neanche la moda: è solo un caso, una congiuntura fortuita che si pubblichino tutti questi minorenni. Tutte balle, ovviamente, gente che mente sapendo di mentire. Come andrà a finire? Non lo so. Questo Bryan molti se lo sono comprati per curiosità, e ora scrivono commenti schifati e inferociti. Comprerebbero Bryan 2? Non credo. Forse gli editori con questa esperienza capiranno che sì, l’interesse per il fantasy c’è, ma non per questo fantasy. Oppure no, con la fine degli scrittori ragazzini il fantasy tornerà nel dimenticatoio, o monopolio degli anglosassoni.

  7. 104 roberto

    Ciao a tutti, leggo da un po’ e commento per la prima volta. Complimenti a gamberetta per le recensioni, sempre acute e divertenti.
    Sperando di non andare troppo OT volevo segnalare questo articolo (in inglese, sorry).
    Si parla di musica, ma credo che il ragionamento sia applicabile anche alla letteratura. Il concetto è questo: per diventare bravi artisti serve non (solo) il talento, ma pratica e allenamento; un musicista (quindi anche uno scrittore) ha bisogno di almeno 10.000 ore di pratica prima di diventare artisticamente rilevante. Mozart ha cominciato a comporre musica a 5 anni, ma non ha scritto niente di veramente importante prima dei 21, dunque con 16 anni di pratica sulle spalle; prima di diventare famosi i Beatles avevano suonato più di mille concerti.. e così via. (So che può sembrare un po’ troppo schematico indicare un numero esatto di ore di esercizio, tenete per buona l’idea di fondo).
    In conclusione: io, semplicemente, non sono disposto a dare credito ad un autore che pubblica il suo primo libro a 17 anni (o 16, o 19), perchè, se anche ci fosse il talento, mancherebbe il mestiere, l’abilità, l’esperienza. ed ecco quindi le incongruenze, i punti di vista sballati, la comicità involontaria e tutti i difetti di questi fantasy “”””per ragazzi””””” (e vabbè).
    Forse qualcuno dovrebbe mettersi in testa che scrivere è un mestiere (anche per chi lo fa nel tempo libero), che richiede studio, lavoro, fatica, e senso di responsabilità e rispetto verso i lettori.
    Scusate il tono da predica, è che certe cose mi danno proprio sui nervi..

  8. 103 Blakie

    Piccola info che mi ero scritto per segnalarla ai lettori del blog: ebbene, l’altro giorno sono capitato a casa di una amica che aveva ricevuto in regalo “Le Leggende del Mondo Emerso-Il Destino di Adhara”.
    Spinto da curiosità improvvisa, ho aperto il libro a caso e ho letto un simpatico passaggio che mi ha stampato in faccia un sorriso da ebete per una buona mezz’ora, a ripensarci. Il passaggio (per chi malauguratamente avesse una copia sotto mano) si trova a pagina 188. Neor, principe del regno della Terra del Sole (se non erro) e figlio di Learco e Dubhe, incontra la nostra Adhara e vuole prenderla a corte come dama da compagnia per la figlioletta (di cui ora mi sfugge il nome), perchè Adhara gli dà l’impressione di essere una persona diversa dalle altre, e bla bla bla insomma, la solita manfrina^_^. Il passaggio è il seguente, è Neor a parlare:
    “Nutro grande interesse per le persone che non hanno alcun condizionamento da parte della società. Sono diverse, sono fuori, come me.”
    E più avanti, descrivendo la figlia:
    “Sai, anche lei è fuori.”
    Cioè…fantastico! Un principe di un regno, in un ambiente che vorrebbe essere simil-medioevale, che per descrivere se stesso e la figlia usa una frase con essere fuori.
    Immaginatevi per un attimo, non so, un Gandalf che va da Aragorn e dice: “Dobbiamo stare attenti a Saruman! Aragorn, lui è fuori! E’ proprio fuori!”
    A voi commentare, io intanto dico:
    Licia….M I T I C A

  9. 102 Blakie

    @Davide: Capisco la questione tempo/voglia, ma ricorda che una promessa è una promessa!;)
    Anche se, in fin dei conti, la laurea è (indubbiamente..anche per il soggetto da recensire^_^) moooolto più importante!
    Eviti un pò di lavoro a Gamberetta, reduce dal cammino del martire in giro per Boscocoso

  10. 101 Davide

    Oddio, “Le tre pietre”. Quel romanzo mi sconvolse in maniera sottile: per esempio, non riuscivo a togliermi dalla testa l’idea che le tre protagoniste avessero i visi delle tre ragazze di Rayheart (Una porta socchiusa ai confini del sole, per chi ha mediasettiana memoria).

    @ Blakie: La recensione di Eragon la sto scrivendo io. Il mese prossimo mi laureo, poi prometto di continuare a lavorarci sopra (per il momento ho scritto l’introduzione, ma per tutto il resto devo rileggermi il libro e al momento sia voglia che tempo latitano abbastanza XD).

  11. 100 Angra

    @Clio: sì.

  12. 99 zora

    @ Gamberetta: Le Tre Pietre è sul livello degli elfi ariani: buonista e sconclusionato. I personaggi si arrabbiano, innamorano o soffrono senza nessuna causa scatenante, le protagoniste sono chiaramente l’autrice e le due amiche/compagne di scuola, eccetera… l’ho letto tempo fa e non mi ricordo tutte le castronerie, ma c’è da divertirsi. Sarebbe un piacere vederlo smembrato, io a suo tempo mi ricordo di aver compilato (sull’esempio negativo) una lista di cose che mai e poi mai andrebbero fatte scrivendo.
    Un punto a suo favore è che , da quanto mi ricordo, non ci sono elfi.

  13. 98 Clio

    Angra, io ho 21 anni e spero aver finito entro un anno, dici che sarò troppo vecchia?

  14. 97 Clio

    Peccato per la foto, avevo già pronta la cornice per Grumo…
    Vabbuò, allora aspetto la recensine dei tre sassi. Mi è stato consigliato… dalla stessa tipa che m aveva prestatoil tramonto dei puffi, quindi dubito seriamente che sia leggibile ;)

  15. 96 Angra

    PROPOSTA.

    Credo che fra i frequentatori del blog ci siano anche diversi scrittori che aspirano alla pubblicazione, magari proprio in ambito fantasy. Io sono uno di quelli. La proposta è questa: d’ora in poi quando inviamo un manoscritto a una casa editrice indichiamo tutti come data di nascita un anno compreso fra il 1993 e il 1995. Io lo farò.

  16. 95 Blakie

    Ciao Gamberetta!
    Leggo da un pò di tempo il tuo blog e anche se avevo votato “L’Ultimo Pirata” come libro da recensire, penso che l’ultima vittima (il Ghirardino^_^) decisamente non poteva mancare nella vetrina de “I Magnifici Fantasy Italiani scritti da ragazzi per ragazzi”.
    Che poi…fantasy….mah…
    Per rimanere nel campo dei ragazzi-scrittori-miracoli letterari, a quando la tanta annunciata (ma mai apparsa) recensione dei lavori del signor Paolini?

  17. 94 Liz

    (per esempio, le collane di narrativa per la scuola…)

    Non ne parliamo… dovrebbero invogliare i ragazzi alla lettura… l’unica cosa che riescono a fare è bloccargli la crescita ! Ricordo benissimo che alle elementari leggevo libri con l’etichetta “dai 16 anni” (ma quali sedici anni, mi chiedo ora ?) mentre a scuola ti facevano sempre leggere librettini con personaggi stupidi che facevano cose ancora più stupide, perchè come tutti sanno i bambini sono intellettualmente sottosviluppati e devono leggere libri che si adattino al loro livello di intelligenza…
    O_O ancora oggi se sento parlare di narrativa per le scuole mi vengono i brividi.

  18. 93 fabbiuzz

    Detto onestamente, quale maschio adolescente a 13-14 (ma anche dopo) non ha sognato di fare le peggiori zozzerie con la vicina di banco?
    Il problema non è quello che pensa o scrive l’autore, che ha tutto il diritto di sognare la pubblicazione, fosse anche la lista della spesa e di proporla a un editore, ma dell’editore che ha stampato questa porcheria.
    Per questo motivo ho iniziato a seguire il precetto di Gamberetta. Leggo quello che trovo in rete e il resto lo ignoro: se mi piace e reputo la merce degna di essere acquistata, compro il libro, altrimenti ciccia.

  19. 92 Gamberetta

    @Clio. Ci tengo a precisare che la foto ha solo scopo illustrativo e non ritrae il Coniglietto Grumo.
    Ah, ho poi trovato su una bancarella in vendita a pochi centesimi Le Tre Pietre il fantasy scritto dalla francesina Flavia Bujor all’età di tredici anni. Così quando avrò un attacco di masochismo potrò soddisfarmi senza infierire sugli autori nostrani…

  20. 91 Clio

    Wow, una foto di Grumo, questa la dovrò stampare!

    I brutti ceffi dell’INALCO ci hanno riempiti di esami, ed è solo stasera che ho rimesso piede sul blog… Che dire, dopo tre ore di esami in giapponese Bryan d boscocoso è proprio quello che ci vuole! XD
    Semplicemnte agghiacciante, leggendo sono rimasta così O.O Non dico che non è umanamente possibile pubblicare una porcata simile, sul mercato saltano fuori i prodotti più buffi, più che altro mi chiedo: con che faccia tu scrittore vai a proporre una cosa simile? Un combattimento in cui lottatori di Kung Fu calano letteralmente le braghe… Come diavolo fai a prenderti sul serio? Posso capire che un ragazzino in temepesta ormonale scriva certa roba, ma come gli viene in mente di pubblicarlo sul serio?

    Io all’inizio avevo votato per l’Eclissomane, comunque grazie Gamberetta: adesso so che “Le crépuscule des elfes” non è il peggio, esiste roba inferiore, posso quindi aggiungere una nota al mi diario di mirabilia! Certo, inquello c’era la regina degli elfi in cotta di magla scosciata senza nulla sotto, e gli elfi erano blu… Oddio, forse che forse sono ala pari: almeno sto Bryan lascia tranquilli gli elfi.

  21. 90 Murasaki

    Prima di tutto grazie della recensione e complimenti per la pazienza e la determinazione con cui sei riuscita ad arrivare fino in fondo.
    Però ho l’impressione che ci sia qualcosa che sfugge a te e agli altri commentatori (e anche a me), che però non riesco a mettere bene a fuoco.
    Una casa editrice non molto grande, ma nemmeno minuscola, decide di lanciarsi nell’ampio pascolo del Fantasy per Ragazzi e vedere se è rimasta un po’ d’erba anche per lei. Fa un libro con una classica Copertina Brutta per Libri da Ragazzi, mette un titolo allusivo (esiste un ciclo con i boschi, mi sembra siano le Cronache di Boscofondo, comunque uno degli autori si chiama Stewart, quel centinaio di pagine che sono riuscita a leggere erano di una noia atroce però sono Mondadori e quindi hanno avuto una certa visibilità), ma non ci avvia una collana di libri per ragazzi. Sul risvolto c’è scritto che l’autore è un ragazzino, ma non è detto che sia vero. E’ che ora va di moda dirlo, come vanno di moda le storie con protagonisti di 14 anni per i ragazzi.
    Perché non dovrebbe essere narrativa per ragazzi? Riecheggia copertine e titoli di libri per ragazzi, è scritto male, contiene errori di matematica piuttosto seri… e poi segue gli stilemi più consueti del romanzo per ragazzi attuale: il protagonista ha 14 anni, ci ha i poteri, vorrebbe una ragazza ma va regolarmente in bianco. Quest’ultimo tratto in particolare non lo capisco: perché un quattordicenne sessualmente frustrato deve proiettarsi e immedesimarsi in un protagonista che non batte chiodo? Non gli basta vivere un’esistenza casta suo malgrado, ma dove almeno non gli violentano sotto gli occhi la ragazza che gli piace?
    In pratica in questo libro tutti fanno sesso, compresa la ragazza (che oltre ai demoni stupratori ci ha pure un regolare fidanzato) tranne il protagonista con i superpoteri. Non mi sembra gratificante né per l’autore né per il lettore quattordicenne, e mi sembra pure piuttosto morboso. E mi fa pensare che sia stato previsto un ciclo, dove la povera Marta prima o poi farà definitivamente una brutta fine mentre Bryan troverà qualche bella ragazza dolce e gentile con un po’ (non troppi) poteri che non gliela darà lo stesso ma si metterà con lui. Oppure…
    Non so. E’ una storia inquietante. E naturalmente l’aspetto più inquietante è che è stata scritta, nessuno l’ha data alle fiamme ma anzi l’hanno pubblicata e distribuita. Sciacallaggio editoriale, direi; l’ennesimo frutto avvelenato di Harry Potter – dove la Rowling è innocente ma gli editori italiani no, per niente.
    Non so fino a che punto possa interessare ai ragazzi, una volta che si siano messi a leggere. Per quel che ho visto, non sempre gli adolescenti vanno matti per le storie scritte con i piedi, anche se spesso cercano di propinargliele (per esempio, le collane di narrativa per la scuola…)

  22. 89 SiGnOrA OsCuRa

    per una volta sono d’accordo con gamberetta: Bryan di boscoquieto nn mi piace, ma il vero problema sta per i più piccoli… gli si traumatizza la crescita!!
    xvincent law: guardi anke tu ergo proxy??

  23. 88 Bri

    Ho scoperto questo bel sito da pochissimo, su suggerimento di una amica.
    Mi piace molto, è bello vedere che c’è qualcuno che usa l’intelletto lucido per recensire i libri senza lasciarsi prendere dalla “follia delle masse”, non avendo paura di andare, in molti casi a quanto ho potuto vedere fino ad ora, giustamente contro corrente.
    Detto questo…Questo libro qui recensito, “Brayn di Boscoquito” mi ha sconvolta. Davvero. Al di là di tutto quello già detto, mi spaventa sinceramente che ci siano due genitori o chi per loro che, leggendo le parole scritte dal proprio figlio, non si sia spaventato a morte e preoccupato per lui, portandolo immediatamente da un terapista per adolescenti.
    Io lavoro con le persone malate ed in particolare con i bambini malati. Le idee di questo ragazzo sono chiare nel suo libro: non ha nessun rispetto per le donne o ragazze, in quanto fa subire con inaudita leggerezza facendole passare per normali, (dove non meritati dalla ragazza!!) ogni forma di abuso alla protagonista femminile, dimostrando ancora, è questo è davvero, davvero triste e doloroso, di non avere la minima idea di quanto cose come queste siano distruttive, possano distruggere per sempre la vita di una donna. E’ questo che vogliamo che pensino i ragazzi? Questo è il pensiero evuluto che speriamo loro comprendano e apprendano? Salute, siamo tornati indietro di 40 anni.
    E che non mi si venga a dire che è “solo un romanzo, non quello che pensa”: aveva 14 anni quando ha scritto questa roba, all’inizio dell’adolescenza, e ci sono addiriura adulti che non sanno staccare completamente le loro composizioni dalle loro vere idee profonde, figuriamoci un ragazzo medio di 14 anni.
    Ci sono altre idee qui espresse che mi fanno rabbrividire e dubitare della salute prisologica del ragazzo: l’idea che avere “superpoteri” o simili, insomma essere fighi (forse famosi) è l’unica cosa che conta, l’unica che indichi il possedimento di un qualche distorto valore personale. Senno sei un perdente, se no non vali nulla.
    Ah ed un’altra cosa: al contrario del pensato comune, le parolacce e lo essere scurrili NON è nomale, NON è educativo ed E’ ancora offensivo e di cattivo gusto.
    Tutto nel suo contesto: questo non è “Sin City”.
    Ciao!

  24. 87 Glorelen

    Da un titolo del genere e da una copertina del genere che altro ci si poteva aspettare?? ;P
    Non avrei mai nei miei peggiori incubi desiderato comprare questo libro e vedo che la recensione mi dà ragione. Per quanto mi riguarda il sesso in un libro non mi disturba, ma solo quando si tratta di ELEGANTE EROTISMO inserito al momento giusto e con BUONGUSTO. Qua invece le scene oltre a essere troppo esplicite (davvero vanno bene solo per le pugnette dei nerd) sono assolutamente gratuite e ripetitive (altro che fissazione anale…).
    Complimenti alla Newton & Compton, adesso capisco perchè dopo quasi un anno di attesa ancora non hanno fatto sapere niente del mio manoscritto: erano troppo impegnati con questo novello J.R.R. de Sade!! Ma non importa, mi chiamo Marta anche io e ormai sono abituata alle … inculate! :D

  25. 86 Liz

    Ho capito, sei fan del “guadagnati la pagnotta” :]

    Esatto XD
    E vedo troppa gente diventare famosa per niente. (Qualsiasi riferimento a Moccia, Meyer & co. è puramente casuale).

  26. 85 Gamberetta

    Infatti, quando i gamberi marci o freschi sono più di cinque segniamo gli altri solo come numero, altrimenti troppe immaginette di gamberi “sforerebbero” il template del sito.

  27. 84 La Sonicchiana

    il giudizio che hai dato non sono 3 gamberi freschi? Dal conteggio dei +1/-1 dovrebbe risultare un bel 8 gamberi marci…!

    E infatti i gamberi marci sono otto :D Però c’è spazio solo per sei icone, per cui ha segnalato “l’eccesso” con un “+3″.

  28. 83 Rorschach

    MMh…Gamberetta, non so se sia io ad avere le traveggole o tu ad aver sbagliato ma…il giudizio che hai dato non sono 3 gamberi freschi? Dal conteggio dei +1/-1 dovrebbe risultare un bel 8 gamberi marci…!

  29. 82 Vincent Law

    Liz says:
    Forse avrei dovuto dire che mandano un messaggio sbagliato: cioè che anche il più sfigato degli esseri umani può diventare un eroe senza aver fatto niente. Ho una particolare antipatia per messaggi del genere, dovete perdonarmi.

    Ho capito, sei fan del “guadagnati la pagnotta” :]
    Capisco il tuo punto di vista e sono d’accordo.
    In effetti il messaggio di alcune opere (non parlo solo di libri, ma anche di fumetti/manga o di canzoni) sembra essere non un: “se ti sforzi alla fine sarai ripagato, sii il tuo miracolo!” Ma un: “aspetta e spera, che il miracolo prima o poi arriva…”
    Inutile dire che preferisco il primo genere :]

  30. 81 Beatrice

    Gamberetta noooo ç_ç

    è quello che ho pensato quando ho saputo che avresti recensito questo abominio…
    cioè, io avevo cominciato a leggerlo (sono arrivata a quando Bryan va nel bosco e incontra Morpheus e già ne avevo a noia e l’ho sconsigliato a tutti i miei amici) ma non immaginavo che la parte succosa sarebbe arrivata proprio DOPO quel momento… in ogni caso sono felice di non aver continuato, mi sono liberata di una grande perdita di tempo… *_*
    Per inciso, l’articolo sui nipotini italiani di Tolkien ce l’ho appeso all’armadio perché il mio sogno è quello di essere davvero degna di quel titolo… quando mi viene in mente che hanno reputato Ghirardi un nipotino di Tolkien mi viene voglia di punire corporalmente e moralmente l’autore di quell’articolo… -____- povero nonno Tolkien!! Quali abomini!!

    Comunque bravissima, hai fatto proprio tutti gli appunti che avevo notato anche io ad una prima lettura!!! xDD

  31. 80 Sonia_Lilith

    Buona sera!
    Stra-quoto tutta la parte “Un concetto serio”, anche perchè a me girano parecchio quando entro in libreria e ci sono 1000 coppie dei libri della Meyer o Moccia e di libri decenti ne anche l’ombra…
    Questo libro mi sembra veramente una boiata. Pubblicano veramente qualunque cosa…

  32. 79 Annaf

    Ma una casa editrice dovrebbe avere la decenza di non pubblicare certe cose, no? O almeno stabilire una categoria precisa nella quale inserire certa roba, come buonsenso suggerirebbe.

  33. 78 Fos87

    Ma cosa vi aspettate che scriva un adolescente tra il 14 e i 17 anni? L’Essere dice che a quella età i maschi sono tutti “coguari in calore”…

  34. 77 izzy

    Fossi un genitore che si è visto il figlio 12enne tornare a casa con sta roba farei causa all’editore. In genere trovo le recensioni di gamberetta troppo “alla ricerca del pelo nell’uovo”, con tutte quelle analisi maniacali eccetera. Ma qui si parla proprio di contenuti fuori dal mondo! Posso capire l’editing, l’impaginazione e qualche errore grammaticale, ma questo romanzo (bestemmia definirlo tale) è solo spazzatura maniaco-adolescenziale. Squallido e ridicolo. E secondo me anche un adolescente si sentirebbe imbarazzato a leggere ste robe.

  35. 76 selena

    anche io l’ho letto, e devo dire che non mi ricordavo mica di tutta sta roba sessuale, degli stupri e tanga rossia go go… sarà che ho rimosso… comunque dal poco che ricordo mi è piaciuta solo la descrizione dei mostri, alle prime mi sembrava realistica, poi però essendo esseri umani mi sono indignata alla strage gratuita, ma proprio gratuita che c’è stata… per il resto il libro non mi è piaciuto per niente, e che della storia non ho capito un’H… mi sa che Ghiri non si è fatto un plot iniziale e ha fatto venire la stesura come veniva… si passa da un demone sconfitto a metà del libro e poi dell’arrivo di un altro nemico quasi subito, della serie gl ieroi di turno non hanno mai vita facile, perchè sconfitto uno ne arriva un altro… è il cliché più comune per fare andare avanti una storia, e se non sai dosarlo con attenzione risulta ridicolo…

  36. 75 Gamberetta

    @mhrrr. Confermo che Il Signore dei Tranelli non fa ridere. Per Aerosol non saprei, non l’ho letto, ce n’era in rete un estratto tempo fa ma ora non lo trovo.

    @Francesco. Guarda questo vecchio commento (tra l’altro in risposta a un tuo omonimo).

  37. 74 Liz

    >Liz, il 99.99% è esagerato.

    Scusa, intendevo il 99,99% dei libri fantasy che ho letto ^^” Ho lasciato un paio di parole.

    >E poi personalmente non ci credo in questa fesseria del programma televisivo diseducativo, il libro diseducativo, il fumetto diseducativo, il videogioco diseducativo… la principale fonte di educazione per i bambini sono i loro genitori. E basta sparare minchiate per coprire il fatto che i genitori se ne fregano della prole.

    Ti assicuro che se cerchi qualcuno che vada a prendere a calci nel sedere tutti quei genitori che lasciano fare ai loro figli quel che cazzo vogliono hai trovato la persona giusta… sono d’accordo con te, in televisione ci potranno anche essere dei programmi ‘diseducativi’, ma secondo me a quel punto deve intervenire il genitore e spegnerla, la tv.
    Forse avrei dovuto dire che mandano un messaggio sbagliato: cioè che anche il più sfigato degli esseri umani può diventare un eroe senza aver fatto niente. Ho una particolare antipatia per messaggi del genere, dovete perdonarmi.

  38. 73 Francesco

    Gamberetta, fai training autogeno per resistere a certi abissi di pseudo-letteratura in cui ti immergi?
    Posso sapere quali sono i fantasy che più ti sono piaciuti, tra quelli che hai letto per puro piacere personale e non per indagarne i difetti, si intende.

    Esempio: la saga di Terramare della LeGuin(sempre sia lodata!), ne hai mai parlato?

    Comunque, complimenti per il sito e le disamine feroci.
    fre.

  39. 72 Angra

    @Fos87: certo, anche Conan il Barbaro rientra in quella categoria, diciamo che è un esempio un po’ meglio riuscito. Anche Howard pubblicò il primo racconto a 19 anni: possiamo tranquillamente dire che come scrittore era più dotato ;)

    C’è pieno di trentenni che scrivono molto meglio di Ghirardi e nessun editore se li fila, per cui il discorso di dire al Ghirardi di ripassare fra qualche anno non avrebbe senso: quello che interessa è la giovane età, stop.

    Ce lo spiega il Ghirardi stesso (tagliandosi le palle da solo):

    “Perché quello che scrive Chambers dovrebbe essere più autentico di ciò che scrive un ragazzo che adolescente lo è per davvero? Un adolescente conosce altri adolescenti e pensa come un adolescente. Certo, se si vuole ottenere un dettagliato quadro psicologico di questa fase della vita, forse un ragazzino non è in grado di fornirlo, ma se si tratta di descrivere situazioni, sensazioni ed emozioni credo proprio che lo sia.”

    Secondo questo ragionamento, quando il Ghirardi sarà adulto sarà uno scrittore peggiore di come è adesso, per questi motivi:

    1) Lo stile e la tecnica non miglioreranno di una virgola. Secondo voi uno che vende 10.000 copie a 17 anni pensa di dover studiare e migliorare? Caso Troisi docet.

    2) Diventando adulto perderà anche la capacità di descrivere la fase dell’adolescenza (è una stronzata, ovviamente: adolescenti lo siamo stati tutti e con un piccolo sforzo ce lo ricordiamo bene). Sarà quindi un adulto con scarse capacità letterarie, di cui nessuno saprà che farsene.

  40. 71 Fos87

    Angra, a quella età è normale creare personaggi che sono propri altereghi fighi, potenti e di successo, l’hanno fatto tutti gli scrittori, anche i più grandi.
    Il problema è quando certe cose le pubblicano: per me il ragazzo ha un potenziale, se non altro perchè è riuscito a finire di scrivere un libro con una trama coerente, cosa non comune a quella età. Se quelli della Newton avessero avuto un minimo di decenza, gli avrebbero detto di ripassare tra qualche anno, quando il suo stile sarà cresciuto e non infilerà più donne nude ad ogni pagina. Invece l’hanno pubblicato per fare scalpore, per sfruttare la sua giovane età e così vendere di più; ‘sto poveraccio o scriverà qualcos’altro di veramente notevole, o rimarrà per sempre come quello che ha scritto “Non c’è gnocca per noi a Boscoquieto”.

  41. 70 Annaf

    @Diarista: Per quanto riguarda il discorso sul rating è inutile che riscriva ciò che ho già detto, perché la sostanza era quella che ho già sottolineato (basta rileggere i miei commenti). Se poi qualcuno vuole far finta che non abbia scritto certe cose, non è colpa mia.

    Per la puntualizzazione “intelligente diverso da normale” ci sarebbe da ridire, ma non è questo il luogo e sarebbe un discorso troppo lungo… ognuno la pensa come vuole, io non penso le due cose siano poi così diverse.

  42. 69 Angra

    Vorrei chiarire meglio il mio pensiero. A me non interessa se Bryan di Boscoquieto è educativo o no o se fa male alla psiche dei giovani o no (tranne per la questione della valigetta e delle altre informazioni sbagliate). In qualsiasi libreria è possibile trovare Mein Kampf di Hitler, ed è giusto che ci sia. Quando dico che nella letteratura “per ragazzi” non c’è sesso riporto un dato di fatto, non sto dicendo che sia giusto che non ci sia. Per dirla tutta, credo non dovrebbe esistere la letteratura “per ragazzi”: ci sono milioni di titoli al mondo, ciascuno troverà i suoi.

    Il problema per me non è morale, ma letterario: se l’autore piega la trama alla necessità delle proprie fregole ormonali, è facile che venga fuori una cagata di libro. Più in generale, succede tutte le volte che allo scrittore urge dire la sua su un argomento che di per sé avrebbe poca attinenza con la storia, e di cui la storia farebbe volentieri a meno. Più in generale ancora, rientra nel fatto che la presenza dell’autore dovrebbe sentirsi il meno possibile. Quando l’autore scrive dal punto di vista di un certo personaggio, dovrebbe diventare quel personaggio, e non succedere il viceversa. Particolarmente fastidioso e ridicolo è quando (come mi pare di capire in questo caso) il protagonista non è altro che l’autore stesso in versione delirio supereroistico.

  43. 68 Diarista incostante

    @ Annaf
    E infatti che cos’avevo scritto io? Che il rating va fatto bene. Comunque normale non significa automaticamente intelligente, son due cose diverse.
    Concordo sul fatto che Ghirardi doveva pensare mille volte prima di scrivere. Lui sarebbe ancora lì a riflettere e Boscotrullallero non sarebbe mai stato messo su carta.

  44. 67 mhrrr

    uff, scusa per la formulazione pessima del precedente commento. dormito poco.

  45. 66 mhrrr

    vado per punti:
    1) grazie gamberetta, al solito. ma aerosol merita? mi incuriosisce: la fantasy parodica (dalla quale escludo pratchett, che ritengo faccia solo fantasy comica) mi incuriosisce, anche se il signore dei tranelli era noioso e mi sono divertito solo con le parodie di rat-man.
    2) quoto vincent law: la colpa è dei genitori disinteressati.

    a presto

  46. 65 Davide

    O_O

    Quando ho votato Bianca e Bernie nella terra di Boscoquieto, qui, non credevo di ritrovarmi davanti ad una simile bruttura, davvero.

    Cioé, non è un libro, è una fyccina pruriginosa scritta da un adolescente in crisi ormonale! A questo punto mi aspetto che qualcuno stampi in volume anche le Harry/Draco che recensivamo ai tempi di Fanfictionsfever, tanto il passo ormai è breve (giusto il problema della paternità dei due personaggi in questione, poi una volta risolto quello…).

    Sul serio, la Newton & Compton a che target pensava di indirizzare il romanzo? Ai sedicenni infoiati? No, davvero, lo voglio sapere. Se io avessi un figlio di quell’età piuttosto che “Le avventure erotiche di Bryan” gli comprerei un numero di Playboy, a questo punto, almeno lì le donnine affette da improvvisa carenza di vestiario hanno un motivo valido per spogliarsi (la questione del “l’eroina finisce sempre in mutande” fa molto commedia giapponese ricolma di fan service alla “Love Hina”. Dato che ci sono ninja e samurai magari nel secondo volume il Ghirardi ci piazzerà una bella scena alle terme per la gioia di tutti i fan di Marta).

    Bene, constatato che ormai nell’editoria italiana non c’è limite al peggio mi sono almeno consolato con la recensione di Gamberetta (fantastica come al solito, ovviamente) e con la mia dolce Sarah Michelle Gellar (maledizione anche alla distribuzione cinematografica italiana! Southland Tales me lo hanno fatto sudare e anche ora che è uscito solo in Dvd non riesco a trovarlo da nessuna parte! Dovrò ordinarlo online, alla fine…).

  47. 64 Fos87

    Concordo con Vincent a riguardo della questione dell’educazione.
    Comunque questo libro pare abbastanza una pena: tropo morboso.

  48. 63 Vincent Law

    Liz, il 99.99% è esagerato. Cioè, non lo sarebbe se il mondo si chiamasse Boscoquieto o Terre Emerse, ma siamo sulla Terra. Si, ci sono alcuni libri che parlano di eroi con poteri innati e straordinari, ma non puoi dire che mancano anche quelli dove il protagonista la sua fortuna se la costruisce da sé (Il primo che mi viene in mente è Ged, de Il Mago). E poi personalmente non ci credo in questa fesseria del programma televisivo diseducativo, il libro diseducativo, il fumetto diseducativo, il videogioco diseducativo… la principale fonte di educazione per i bambini sono i loro genitori. E basta sparare minchiate per coprire il fatto che i genitori se ne fregano della prole.

  49. 62 Liz

    Una considerazione che mi viene spontanea… (a parte quella sulla pornografia per ragazzini) per quale motivo nel 99,99% dei fantasy (italiani e non) l’eroe scopre così, all’improvviso, di possedere dei poteri straordinari ? In tutta la mia vita ho letto un solo libro in cui il protagonista i poteri se li è guadagnati con quindici anni di studio e sacrifici. Secondo me è fortemente diseducativo leggere di persone che diventano eroi senza aver fatto niente, giusto perchè il Signore ha voluto che fossero speciali.

  50. 61 Annaf

    Infatti, come molti altri…

  51. 60 Angra

    Sì, probabilmente quelli della Feltrinelli non avevano idea di che roba fosse e si sono basati sulla copertina.

  52. 59 Annaf

    @Angra: In libreria (più precisamente da Feltrinelli), il volume è stato messo tra le cose per bambini e ragazzi, quindi ho dedotto che fosse per quella data categoria di persone. Comunque è anche vero che la copertina inganna tantissimo.

  53. 58 Grim

    Io l’avrei intitolato “Bryan di OrmoneInquieto” tanto per restare in tema!
    Comunque complimenti per la recensione, come al solito impeccabile!

  54. 57 Moloch

    Bellissima recensione, come al solito.
    Mi ha stupito moltissimo il fatto che un libro simile abbia visto la luce e sia distribuito in libreria nonostante la pessima padronanza della lingua italiana dell’autore.

    E’ davvero un prodigio inspiegabile. XD

  55. 56 Benmot

    a me fa semplicemente sorridere il fatto che mentre certa robaccia (non perchè ci siano scene di sesso.. ma scene di sesso narrate da un adolescente che vuole ammantare i peggio american pie a fantasy…) viene etichettata ‘per ragazzi’ quando poi vengono censurati gli schizzi di sangue negli anime.
    E magari, leggendo quel ‘boscoquieto’ chissà quanti genitori aderenti al MOIGE hanno comprato rassicurati questo fantasy ai loro pargoletti. A parte questo, mi pare che Ghirardi stia attraversando una fase delicata della sua adolescenza, e con permesso nobiliare del Duca, lo inizierei davvero al porno fantasy.
    A parte questa sequela di boiate che ho scritto.. sottoscrivo in pieno l’angolo serio di Gamberetta.

  56. 55 Angra

    @Annaf: non credo che l’editore pubblicizzi il romanzo come “per ragazzi”, dal sito non sembra che abbia nemmeno una collana apposita. Certo invece il titolo e lo stile della copertina inducono a pensarlo. Non riesco davvero a capire quale pubblico avessero in testa.

  57. 54 gugand

    @Auletride
    Infatti il problema non e’ tanto degli autori che giustamente credono che il loro romanzo sia per lo meno decente (altrimenti mica lo scrivevano) , ma gli editor ed editori che puntano tutto sulla pubblicita’, verificano che la lettura non sia pesante e del contenuto se ne sbattono.
    Grazie ad Harry Potter e i film del signore degli anelli il fantasy ha un periodo felicie, ma il bieco interesse riportera’ il fantasy al suo posto, cioe’ ritornera’ ad essere considerato roba infantile piena di assurdita’ perche’ questi romanzi sono proprio cosi.

  58. 53 Nocoldin

    Questo Bryan è veramente perverso!

  59. 52 Auletride

    Come si fa a non apprezzare l’originalità di un combattimento vinto abbassando le mutande alla gente? E’ geniale! A parte che più che essere erotica la scena mi ricorda quelle vecchie comiche stile Stanlio e Ollio, dove scoppia una lite tra due e in meno di venti secondi tutto il quartiere si sta strappando le giacche di dosso e tirando torte in faccia…

    Seriamente, non riesco a essere troppo severa con questi ragazzini-scrittori, la colpa è di chi li manda allo sbaraglio; abbiamo scritto tutti boiate a quattordici anni, credendole belle e interessanti, se fosse venuto un editore a dirci che eravamo bravi ci avremmo creduto!

    Questo non per giustificare la spazzatura pubblicata, ma per sottolineare come anche l’autore sia vittima di tutto ciò, prima illuso, ora deriso da un sacco di gente…magari aveva delle potenzialità (anche se solo per il porno-demenziale ^__^) e si è bruciato così, che tristezza.

  60. 51 Federico Russo "Taotor"

    (OT sulla canzone)

    All your legislation can’t stop teen’s masturbation

    LOL

    Gamberetta, a parte la recensione bellissima, ho molto gradito il Concetto Serio; spero che lo leggano in tanti e che lo capiscano in tanti. Sono davvero stufo dei ragazzini idioti e delle loro stupide giustificazioni (“è fantasy!!!1″).
    E forse è una mia impressione, ma ho notato che col tempo i Gamberi vengono letti e appoggiati da sempre più persone. Ottimo.

  61. 50 Annaf

    @Diarista incostante: Prima cosa la mia è una semplice opinione e mettere questo libro nella categoria “lettura per bambini-ragazzi” è il primo errore che la casa editrice ha fatto.
    Seconda cosa: sono in parte d’accordo con ciò che dici, ma sembra che una parte del mio precedente commento a riguardo sia stata saltata a piè pari

    Le persone abbastanza intelligenti capiscono che è solo un libro e non danno molto peso a ciò che c’è scritto, vedono vari messaggi impliciti nelle parti dove magari ci sono amicizia, amore, ecc.

    Quindi la tua affermazione sul ragazzino normale è già stata “eliminata” dai casi che ho riportato.
    Poi, certo, ognuno ha la propria intelligenza e sa distinguere le varie cose, però si ritorna sempre alla “prima cosa” che ho detto: “mettere questo libro nella categoria “lettura per ragazzi” è il primo errore”.
    Non ho certo detto di limitare la fantasia di nessuno, solo che se prima di scrivere qualcosa del genere uno ci pensa mille volte è sempre meglio.

  62. 49 Diarista incostante

    Annaf, con tutto il rispetto per Ghirardi fidati che c’è più gente che legge la Bibbia di quanta ne abbia mai letta e mai leggerà brian di boscocoso.

    In quanto al concetto di “non scrivere cose che possano mettere strane idee in testa a dei balordi immaturi” mi ricordi quelle associazioni di genitori americani che vogliono abolire cappuccetto rosso perchè ritenuto nocivo. Non c’entra la bigotteria, è semplice buonsenso. Dato che non si sa mai cosa aspettarsi dalla gente cosa facciamo? Non scriviamo più storie ma solo saggi morali? Leggiamo solo fratel coniglietto e winnie the poo? Io se vedo uno stupro al cine non ho voglia di stuprare nessuno una volta finito il film. Nè di farmi stuprare. E scommetto che non sono l’unica.

    Il problema non è eliminare scene cruente o forti da libri e film (se il rating è fatto bene) bensì valutare la testa caso per caso. Un ragazzo con problemi di varia natura che non vede l’ora di violentare la compagna di banco non va tenuto lontano dagli stimoli pericolosi perchè sennò agisce e la stupra, va aiutato prima. O pensi sul serio che un ragazzino normale da un momento all’altro potrebbe saltare fuori e smutandare la prima che passa in pieno giorno? Non funziona così.

  63. 48 Sakura87

    Ommiodio *_* Twilight al maschile!

    - Gnocca vs Gnokko
    - Stupri vs ‘Mi ami? Ma quanto mi ami?’
    - Demoni vs Vampiri
    - Tette vs Pelle che brilla al sole come se fosse ricoperta da tanti diamanti

    Il resto? U-gua-le!

  64. 47 zeros

    Recensione molto interessante e accurata, al solito. Che pena di libro, che tristezza di scrittura… e che storia del menga!

  65. 46 Annaf

    @ fabbiuzz: Certo, ma qui stiamo parlando di qualcosa di più letto (a detta dello stesso autore), ormai la Bibbia è lettura di pochi (e ti prego di non farmi affrontare il discorso Bibbia, perché non ho voglia di intavolare questioni teologiche e/o simili sull’argomento… non oggi, almeno).

  66. 45 Angra

    @Aletheia Loki: mi hai appena tolto una grande curiosità. Mi sembrava appunto strano che non fosse successo che una nonna avesse regalato il romanzo alla nipotina di 11 anni per riportarlo poi indietro inferocita. Dal titolo alla copertina all’età dell’autore tutto farebbe infatti pensare al solito fantasy “per ragazzi”.

  67. 44 DelemnO

    Ma..ma dai, io credevo che fosse uno di quei romanzi ambientati in un mondo fantasy ma con dei patetici nomi all’inglese, anche perchè Boscoquieto può essere solo il nome di una città in un videogioco dei Pokemon. Non mi sembra granchè,comunque.

  68. 43 Gamberetta

    @AryaSnow.

    scusa, forse mi è sfuggito qualche passaggio, ma l’ambiguità morale in pratica starebbe nel fatto che ’sto Byran qui pensa sempre al sesso? Nel fatto che l’autore ha messo scene “scandalose”?

    No, l’ambiguità morale non è legata alle scene di sesso. Nel corso del romanzo sia i “buoni” sia i “cattivi” si comportano in maniera non proprio esemplare, tanto che è difficile capire chi siano gli uni e chi gli altri. Alla fine anche lo stesso Bryan sospetta di essersi schierato dalla parte sbagliata. Questo aspetto del romanzo è sicuramente interessante.

  69. 42 fabbiuzz

    Annaf gli stupri, spesso “benedetti” da dio in persona, sono presenti anche nella Bibbia.

  70. 41 Annaf

    Non avevo dubbi sulla (non) qualità del testo, ma non mi sarei mai aspettata una vera e propria ficcyna porno uguale a tante altre scritte da tredicenni in piena tempesta ormonale e che si trovano in giro per la rete.
    Se è anche qualificata come “letteratura per ragazzi” direi che una bella denuncia per oltraggio al pudore all’autore e alla casa editrice non gliela toglie nessuno. (naturalmente scherzo, sono di mente abbastanza aperta, anche se certe cose non le definirei “per ragazzi”)
    Sono veramente contenta di non essere così stupida da accontentarmi di cose del genere e di ricercare una certa coerenza/cultura/intelligenza nei libri che leggo.

    Non ricordo chi lo abbia detto nei commenti precedenti, ma vorrei fare una piccola puntualizzazione (forse più opinione personale) sul fatto che il testo anche se infarcito di sesso e stupri non sia deleterio e non faccia male a nessuno: c’è sempre da ricordare che anche il libro che sembra più innoquo, per qualcuno possa essere vera e propria fonte di ispirazione, soprattutto quando si hanno una protagonista come Marta e qualche altro arrapato cattivo. Le persone abbastanza intelligenti capiscono che è solo un libro e non danno molto peso a ciò che c’è scritto, vedono vari messaggi impliciti nelle parti dove magari ci sono amicizia, amore, ecc. Ma ci sono anche persone che leggendo un libro del genere dicono “Dài proviamo, tanto male non fa” e prendono la prima poverina che capita loro a tiro e cercano di rifare le cose appena lette in un libro.
    So che è una cosa abbastanza estrema, però ci sono persone del genere, ci sono persone che pensano che uno stupro sia una cosa da poco (quante ficcyne ci sono in giro dove la protagonista viene stuprata e poche frasi dopo la si ritrova ad una festa, come se niente fosse successo? Troppe). Forse ho frainteso io quello che avete detto, ma il punto è che la letteratura, come la televisione e internet, ha un grande potere e bisogna sempre stare attenti a ciò che si dà in mano a qualcuno, non importa che sia un adolescente o una persona adulta.
    Scusate la tirata un po’ bigotta, ma non si sa mai cosa aspettarsi dalle persone.

    Per quanto riguarda il discorso serio fatto da Gamberetta mi trova pienamente d’accordo.

  71. 40 Aletheia Loki

    Stamattina il mio ragazzo è andato in una grande libreria nelle vicinanze (non posso citare il nome u_ù pardon) per comprarsi codesto libro (“Voglio leggerlo e parlarne male anche io!”, cit.). Ebbene è tornato a mani vuote! Gli hanno detto che Bryan di Boscoquieto non lo tengono più perché diversi clienti l’hanno addirittura riportato indietro, lamentandosi. o___o
    Complimenti, Ghirardi! :D

    Mi sento un po’ felice per ciò.

  72. 39 AryaSnow

    @Gamberetta: scusa, forse mi è sfuggito qualche passaggio, ma l’ambiguità morale in pratica starebbe nel fatto che ‘sto Byran qui pensa sempre al sesso? Nel fatto che l’autore ha messo scene “scandalose”?

    Comunque la recensione è divertentissima. Mi spiace, lo so che è una tortura leggere romanzi schifosi, ma devo proprio dirtelo: le tue recensioni negative sono le più simpatiche. Almeno di tanto in tanto regalacene una XD

    Sul tuo “discorso serio” per molti versi concordo. Però non ho una posizione definita in merito.

    Il romanzo è… allucinante O_o
    Non perchè affronta gli stupri in modo poco delicato. Non è tanto questo il punto. Per me nella letteratura non bisogna mica mantenere a tutti i costi una “correttezza morale”, nè la volgarità in sè mi dà fastidio. Anzi, meglio le cose “scandalose” piuttosto che gli elfi =P
    Però dai, queste scene sono troppo delle fanfiction porno di ragazzini segaioli.
    Ma la cosa peggiore non sono nemmeno le scene di sesso… E’ quella scena della “battaglia erotica” che è una delle cose più ridicole che abbia mai letto in vita mia. Ma questo autore ci è o ci fa? Come si fa a scrivere roba del genere, senza che sia una parodia? In confronto, le scene di Nihal che doveva entrare nell’accademia sono l’apice della serietà letteraria.

    E’ un libro catalogato come “per ragazzi”? Wow XD

  73. 38 Jaime Lannister

    Questa recensione si merita una paypal donation.
    Vorrei tanto leggere un approfondimento su Faletti, Baricco o altre (a mio parere) porcherie immani non fantasy. Ci sarebbe taaanto da dire ;)
    Un saluto, ti seguo sempre

    Diego

  74. 37 Vincent Law

    Ho letto alcune light novel hentai che erano scritte meglio di questa cagata. Gamberetta, sei stata pure troppo buona, io sto ancora cercando Ghirardi per tirargli 10.000 sputi in faccia.

  75. 36 Drest

    @Gamberetta: per carità, non chiedevo una recensione su qualche altro libro immondo. Per quanto siano divertenti, non vorrei toglierti la voglia di leggere (o gli occhi, nel caso te li strappassi per non continuare) e privare così i lettori tutti di queste spassosissime critiche letterarie.
    Volevo solo sapere che avevi in programma di leggere (e nel caso) recensire prossimamente.

  76. 35 vagabond

    …mamma mia hai coraggio da vendere a leggere questi libri!!
    Te ne consiglio uno per una tua prossima lettura – mi piacerebbe avere una tua recensione – me l’hanno regalato ma non ho il coraggio di leggerlo!! Aislinn, “Il Portatore di Tenebra”

  77. 34 Uriele

    @ barbara: se è per questo la Mazzantini non scrive neppure malaccio e “Non ti muovere” mi è anche piaciuto. Non è il capolavoro della letteratura mondiale e neppure un libro particolarmente leggero, ma è ben scritto e si legge bene riuscendo a toccare le corde giuste senza essere smielato o melodrammatico.
    Visto il giudizio lapidario o voleva accattivarsi i lettori pseudointellettualiimpegnati, che snobbano tutto e hanno Cechov o Wallace ancora incelofanati sul comodino (direi che è una possibilità remota vista che la piattaforma di queste dichiarazioni era la Gazza), oppure semplicemente non ha letto altri fantasy oltre a quelli in bella vista nelle vetrine di Feltrinelli di fianco ad Amore14 (possibilità molto più verosimile).
    Insomma anche nella mia famiglia mia madre e mia sorella fanno storie quando si propongono libri fantasy o di fantascienza (anche se a onor del vero classici come Dune, Straniero in Terra Straniera, il signore degli anelli, il mondo nuovo, eccetera… li hanno letti e pure apprezzati)

  78. 33 Angra

    Per la precisione, in calcolo combinatorio quelle della valigetta si chiamano “disposizioni con ripetizione”. La differenza con le combinazioni è che nelle disposizioni l’ordine conta, nelle combiazioni no.

  79. 32 Angra

    No.

    Non serve fare calcoli: in 5 cifre puoi scrivere tutti i numeri compresi fra 00000 e 99999, che sono 100.000

    Il calcolo combinatorio dice che le combinazioni sono 10 elevato alla 5, che sono appunto 100.000

    Ciao

  80. 31 The Jackal

    Scusate la pignoleria ma, sfruttando la formula delle combinazioni con ripetizioni, il numero di combinazioni possibili con 5 posti a 10 cifre non dovrebbe essere 2002?! A 17 anni, oltre all’aritmetica si dovrebbe anche fare un poco di calcolo combinatorio…

  81. 30 Angra

    @Gamberetta: 8000 copie vendute con un prezzo di copertina di 9,90 euro e un contratto standard vorrebbe dire per N&C aver guadagnato un decimo di quello che ha fatto guadagnare a Ghirardi, qualche centinaio di euro che vada bene contro 5000-6000 euro. Non è che sia proprio un grande affare. Ma magari non è un contratto standard…

    Poi, visti tutti i commenti schifati che si leggono in giro, dubito che Bryan II venderebbe altrettanto.

  82. 29 barbara

    Beh Uriele, la Meyer scrive fuffa, su questo non si può che concordare. ^_-

    La recensione è bella e divertente come al solito, però non credo di averne trovate di positive per questo libro quindi già mi aspettavo qualcosa del genere.

    Per la qualità dei testi in Italia sinceramente sono molto perplessa anche io, non posso credere che vendano certa roba e che soprattutto convenga più alle case editrici vendere spazzatura piuttosto che libri di qualità o comunque discreti.
    Cioè guardando (due secondi al massimo) quello che passa per la tv generalista già è dura mandar giù che le persone preferiscano certi programmi osceni, ma sapere che anche in letteratura si preferisce leggere boiate è in un certo senso anche peggio, voglio dire: già mi devo impegnare un minimo per leggere e non sono solo uno spettatore passivo, visto che ci sono mi posso impegnare un po’ di più e leggere qualcosa di almeno decente.

    Mi rendo conto che a volte si possa desiderare qualcosa di poco impegnativo, ma un minimo sindacale ci dovrebbe essere, se no a questo punto tanto vale leggersi le ficcine in giro per la rete, oppure faccio scrivere qualcosa direttamente a mia nipote di 6 anni, magari viene anche meglio :)

  83. 28 Gamberetta

    @Gladstone. Ottimo! Così magari per Bryan di Boscoquieto II tireranno subito 20.000 copie. È anche la dimostrazione che appunto Newton Compton ha fatto bene a non sprecarsi più di tanto in editing, come si vede non importa a nessuno.

  84. 27 Gladstone

    http://bdbofficialforum.forumfree.net/?t=35898265, ecco, visto che non appare il link.

  85. 26 Gladstone

    Qui il Ghirardi annuncia di aver venduto 8000 e rotte copie. Ciao Gamberetta!

  86. 25 Uriele

    Veramente interessante il concetto serio, un’ analisi condivisibile e ben fatta.Complimenti.

    E’ al limite dell’assurdo il caso della combinazione. L’autore ha confuso numeratore con esponente, una svista tutto sommato perdonabile, ma poi ha preso la calcolatrice per ottenere il risultato esatto e non gli è venuto neppure il dubbio che se hai un numero a cinque cifre le possibili permutazioni non possono essere di due ordini di grandezza più grandi? Se si vogliono mettere risultati numerici, come minimo è necessario che siano plausibili per un lettore medio. Nell’incertezza è meglio rimanere sul vago.

    Per quanto riguarda il valore medio dei testi fantasy pubblicati in Italia, ormai ho preso un DISCUTIBILISSIMO punto di vista alla Barnard: è giusto che le case editrici cerchino di lucrare (non sono buoni samaritani) e che forniscano un prodotto più commerciabile, anche a scapito della qualità, se la maggior parte dei lettori non se ne accorge o non è interessata attivamente ad avere di meglio.
    Un editing buono richiede tempo, un lavoro di ricerca notevole e costi elevati. Se il mercato è “di bocca buona” e ti permette di limitare spese e tempi senza intaccare significativamente le vendite, perché non approfittarne per massimizzare il profitto? E’ più conveniente spendere quei soldi per comprare uno spazio in vista dentro Feltrinelli, pubblicare pubblicità o recensioni positive sulle testate nazionali e investire su un buon copertinista.
    Questo è un discorso che vale per le grandi case editrici, le piccole realtà editoriali sono costrette ad investire sulla qualità, non possono permettersi i grandi investimenti delle altre, e devono per forza occupare una nicchia se vogliono sopravvivere.

    Questo non vuol dire che le grandi case non sfornino ANCHE prodotti di qualità, ma, nella letteratura di genere più mainstream, valutano che il parametro di giudizio in media sia meno rivolto alla qualità del testo che alla dimensione della spada, del mostino o delle tette dell’elfa in copertina, e agiscono di conseguenza.

    Poi abbiamo fini intellettuali italiani, come la Mazzantini, che rilasciano dichiarazioni su testate di alta cultura, come la Gazzetta dello sport, dicendo che loro fanno CultuVa, non come gli imbVattacaVte fantasy (Rowling e Meyer portate come esempio di TUTTA la categoria) che fanno solo Fuffa. E’ un genere guardato ancora dalla maggior parte degli italiani, specialmente over40, come qualcosa di insulso di cui non vale la pena parlare, qualcosa senza una propria dignità. Questo non aiuta sicuramente!

  87. 24 Nutza

    Continuo ad essere sconvolta…

    A tal proposito segnalo un thread nel forum del Ghirardi.

    Lì c’è chi storce un attimo il naso per le scene di sesso ritenute inutili, e viene rimbeccato da altri con un “Non sono troppe e sono adeguate!“, “Rendono più realistico un fantasy!”, e dulcis in fundo pure il paragone con Nihal, che sarebbe preferibile a Bryan perchè è un’eroina tutta dedita al suo compito e non si fila nessun masKio

    Dopo il paragone di preferenza con Nihal ho davvero letto tutto… :-|

    Qui il sondaggio proposto dallo stesso autore.

  88. 23 Angra

    @WordSmuggler: è una fantasia misogina, senz’altro, ma adolescenziale, va presa per quello che è. Sono bello, intelligente, fiko, ma non me la danno. Perché?! GRRRR!!!

    Il problema è che ad arrabbiarsi non è Bryan, è l’autore. Non è Bryan a vendicarsi di Marta, ma il Ghirardi stesso. Poi, dopo il climax della fantasia sadica, si rende conto che la sua vittima è una persona che soffre, non un oggetto, e ne prova pietà. Allora la guarisce con l’amnesia per togliersi il senso di colpa: mi sono divertito, ma non ti ho fatto davvero male, no?

    Questo fa di lui un bravo ragazzo, ma uno scrittore ancora peggiore ^_^

  89. 22 WordSmuggler

    @Angra:Sono d’accordo sul fatto che sia la descrizione di una “fantasia (consensuale) di stupro” e non di uno stupro vero e proprio, e non ho dubbi sul fatto che né il Ghirardi né i suoi lettori non diverranno certo stupratori solo per aver letto Bryan di Eccetera. Mi salta la mosca al naso perché è l’ennesima descrizione dello stupro come se fosse una “fantasia (consensuale) di stupro” – e nel suo piccolo va a rafforzare l’orientamento pesantemente misogino della nostra cultura. Son fatto così, che ci vuoi fare. :-)

    Sotto un altro profilo, è anche pessima arte dello scrivere e insufficienza (mancanza!) di ricerca. A uno stupratore non può importare di meno se la vittima gli si concede volontariamente – la violenza è parte integrante e condizione necessaria per la sua soddisfazione. Mica c’è bisogno diiscriversi a psichiatria, basta guardare Criminal Minds :-)

    Altro dettaglio: se una è tanto “action girl” da non perdere il sangue freddo e riuscire a convincere il povero fesso, la sassata in testa è un’idea del cavolo: basta che durante i preliminari una carezza nei punti giusti diventi una mano ben stretta a pugno attorno ai punti giusti (o alla risultante marmellata dei medesimi) e non c’è bisogno dell’intevento del bianco cavalier dal gran cimiero.
    Ma ovviamente, deve esserci bisogno dell’intervento dell’avatar dell’autore, anche perché la poverina non sa fare un accidente da sola (si diceva, della misoginia culturale?).

    @Gamberetta:Be’, dai, violazione mentale per rimediare alla violazione fisica: chiodo schiaccia chiodo. :-)

  90. 21 Pede

    Quindi con quali post ci delizierai durante lunga attesa XD?

  91. 20 Gamberetta

    @Drest.

    Il prossimo quale sarà?

    Non ho ancora deciso, ma come detto dovrà passare parecchio tempo prima che mi metta a leggere un altro libro che parte con certe premesse.

    @Lidia. Per quanto riguarda l’editing, non saprei che dire. Quello che mi sembra ormai chiaro è che le case editrici non considerano il fantasy genere degno di un lavoro di editing accurato. Quel che viene, viene, tanto è fantasy!!!
    Grazie per le segnalazioni, ora sistemo.

    @WordSmuggler. In realtà il Ghirardi ha il dubbio che le continue sevizie subite da Marta potrebbero avere conseguenze deleterie per la psiche della poverina, e infatti nel corso del romanzo per tre volte Bryan & soci le entrano in testa e le ripuliscono selettivamente i ricordi (ovviamente senza chiedere prima il suo consenso).

  92. 19 Angra

    Scusate, la risposta era per WordSmuggler, non per buoni presagi.

  93. 18 Angra

    @buoni presagi: non sarei così duro. Sono fantasie di adolescente con gli ormoni che gridano vendetta a Dio, che un po’ di normale frustrazione fa sfociare in fantasie di stupro (per interposta persona) e punizione con le sculacciate e tutto il resto. Niente di tragico: la scrittura in questo caso funziona come valvola di sfogo, e induce ragionevolmente a ritenere che il Ghirardi da grande sarà un bravo cittadino e non uno stupratore. Normali fantasie di adolescente, quindi. Il problema è: perché dovrei pagarle 10 euro?

  94. 17 Aletheia Loki

    Ma è un romanzo per ragazzi che si masturbano, eh? Cioè… o.o’ Non riesco a dargli senso in altro modo.
    Che poi… ma che uno dev’essere minorenne al giorno d’oggi per pubblicare qualcosa? Domani scrivo un libro e mi spaccio per bambina di dieci anni, così mi pubblicano subito. E perché una volta gli scrittori riuscivano a darti un bellissimo romanzo di 500 pagine o meno, che lo finivi ed eri soddisfatto, e oggi se non scrivi una trilogia di 3000 pagine sei una pippa e nessuno sa raccontare una storia in meno di tre libri? Sono tanto triste (ma felice che non abbiamo preso ‘sto libro al negozio).

    Grazie, Gamberetta, perché le tue recensioni mi fanno ridere e mi danno coraggio: mi fanno sapere che c’è altra gente oltre a me che non ama i romanzi-spazzatura. Luv! <3

  95. 16 Signor Stockfish

    Io c’ero, so come è andata.

    INT. GIORNO Uffici della Newton & Compton

    Entra il direttore editoriale.

    D: “A Cristià, ma che, me stai ancora a le straggi e a li servizzi deviati? Svejate bello! Queli de la Enaudi stanno a fa’ er botto co ‘a Strazzu, e noi ce stamo a fa’ magnà er manfano da le mosche! Quelli ce fanno ‘n bucio così!”

    A: “Vabbe’, ma che dovrei fare?”

    D: “Te devi d’aripijà! Trovame n’artro moccicoso che scrive robbe de draghi, prima de subbito!”

    Esce sbattendo la porta.
    Armati, sospira, chiude il faldone con gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta. Scende nel seminterrato e apre il bidone della carta da riciclare, tira fuori i manoscritti fantasy arrivati negli ultimi sei mesi. Scarta tutti quelli dove l’autore è nato prima del 1990, e dei rimanenti legge la prima pagina, seduto su una pila di libri alla luce della lampadina da 15 Watt. Fa una sosta all’una e un quarto per un tramezzino, poi si rimette al lavoro. Scarta tutti quelli che non sono scritti in italiano. Alle 16,23 ne è rimasto solo uno: Bryan di Boscoquieto.

    Alle 16,24 è nell’ufficio del direttore editoriale e glielo molla sulla scrivania.

    A: “Eccolo qua, una bomba.”
    D: (sbirciando il titolo) “Ma sei sicuro? Braian de Boscocoso?”
    A: “Assolutamente. Mai letto niente di simile.”
    D: “Vabbe’, daje: me fido. Tiramone 10.000 copie e stamo a vede’ che succede.

    Armati se ne torna in ufficio con un senso di sollievo, e si rimette a fare cose più serie.

  96. 15 Vale

    @ Lidia:

    Però leggendo le prime pagine sembra da subito una storia non umoristica. Non capisco: Newton Compton, Mondadori e altri, pubblicano anche bei romanzi (parlo in generale, senza limiti di genere). Vuol dire che in quei casi c’è stata una gran cura e un attento lavoro di editing, o semplicemente quelli erano scrittori già bravi di loro, e quindi, pur senza un editing approfondito, sono riusciti a dare alle stampe qualcosa di valore? Proprio non capisco.

    Probabilmente la seconda che hai detto, i romanzi migliori sono scritti da scrittori più abili. Oppure pur non essendo tutti grandi scrittori, fanno la fatica di studiarsi quello che non sanno, o forse hanno qualcuno che fa oro da editor al posto dei dipendenti delle case editrici che poi li pubblicano.
    Io scrivo, ma non manderei mai un mio racconto se prima non passa tra le grinfie di mio marito…

    Comunque, per tornare in topic, più che divertita ieri ero arrabbiata. Come si fa a pubblicare una cosa del genere…

  97. 14 Mr. Lunastorta

    Ma davvero questo è un romanzo per ragazzi?
    Poi ci si stupisce che le nuove generazioni diventino una massa di deficienti…

  98. 13 buoni presagi

    Complimenti per il post nel post dedicato ai problemi della proliferazione di titoli e dell’affollamento delle librerie.
    Il problema grosso è che, nonostante tutto, il modo in cui un lettore in Italia viene a sapere della pubblicazione di un libro è perché lo vede in libreria. Pubblicità, televisione e giornali sono ancora relativamente ininfluenti (chiaro che qualcosa fanno, ma per una percentuale risibile dei titoli pubblicati).
    Di conseguenza, le case editrici che possono permetterselo stampano tirature alte anche se una parte dei libri servirà solo e unicamente a sostenere la “torre” in libreria o a fare “parete”.
    Se mai ti capitasse di vistare il magazzino di qualche distributore che tratta remainders, beh, è una cosa da far venire i brividi vedere quale sia la massa di libri che nessuno comprerà mai o perché stampati solo per far volume o perché nessuno li ha mai visti.

  99. 12 WordSmuggler

    Non mi aspettavo qualcosa che cadesse così in basso.

    Il protagonista avatar idealizzato del giovine autore, quello me l’aspettavo. Le trovate da due soldi pure. Le incoerenze anche. L’ostentazione di sicumera nell’esporre un ragionamento sbagliato, anche (ehi, li ho avuti anch’io sedici anni, me li ricordo).

    Ma le versioni mascherate dell’apologia di stupro, o comunque qualsiasi cosa che dipinga lo stupro come diverso da un evento emotivamente devastante, mi mandano fuori dalla grazia di ChiPerLui. Quindi smetto di commentare in merito e mi limito a ringraziarti dell’ottima recensione.

  100. 11 Pede

    Bella recensione!
    Oggettiva e spassosa come sempre.

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