Il Destino di Adhara

Disponibile via emule l’ultimo romanzo della nostra amata Licia, ovvero Il Destino di Adhara, primo volume di una nuova e scintillante trilogia, trilogia di cui si sentiva un disperato bisogno: le Leggende del Mondo Emerso.

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Copertina de Il Destino di Adhara
Copertina de Il Destino di Adhara

Trama:

Adhara si risveglia in un prato. Non ricorda come è arrivata in quel luogo, non riesce neppure a ricostruire in quale luogo si trovi, ma soprattutto non ricorda chi è. Muovendosi in un mondo che le è completamente sconosciuto, pian piano scopre di avere una serie di inquietanti capacità, mentre incontra Amhal, un giovane apprendista Cavaliere di Drago dall’animo tormentato che è pronto ad aiutarla a riscoprire se stessa. Ma sul Mondo Emerso, che da cinquant’anni vive un periodo di pace e prosperità, incombe una nuova, oscura minaccia, proveniente da un passato remoto e dimenticato. Il destino di Amhal e Adhara e di vecchie e nuove conoscenze si legherà sempre più strettamente alle forze occulte che stanno cercando di trascinare nuovamente.

Per chi fosse interessato a discutere più in dettaglio quest’ennesima “fatica” della signora Troisi, segnalo di nuovo l’articolo del Duca, basato sulla lettura del Prologo e del Primo Capitolo. Per quanto mi riguarda lascio volentieri perdere: come nel caso della Meyer, sono stata in passato troppo kattiva per meritarmi adesso l’onore di leggere altre opere di Licia.

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17 Commenti a “Il Destino di Adhara”

  1. 17 Ste

    @lapersianaperta
    La biologia questa sconosciuta!
    Hai più che ragione, oltre al fattore “anatomia e presenza di certi organi” bisogna anche vedere se sono compatibili umani e ninfe, io posso tenere uno stallone con “una rinoceronta” ma non avrò mai un unicorno!
    Ma l’aspetto di compatibilità genetica/biologica/fisiologica non sfiora minimamente le menti di molti autori di libri/film (vedi star trek)

  2. 16 lapersianaperta

    Ripassare qui dopo un paio d’anni e avere ancora qualcosa da ridire sul Mondo Emerso vuol dire due cose: che i libri della Troisi non valgono molto, e che io ho avuto un trauma leggendoli. Volevo solo fare un appunto, abbastanza inutile direi, ma è una cosa a cui ho pensato spesso e non so se già l’ho scritta: come fanno a esistere i discendenti delle ninfe? Posso capire che Adhara abbia qualcosa di ninfa perché è un patchwork, ma tutti gli altri, figli e nipoti di ninfe? Non è possibile! Nel primo libro l’autrice dice che quello tra Astrea e Galla è il primo matrimonio della storia tra ninfa e uomo, e che le ninfe sono tutte donne. Se allora le ninfe sono tutte donne, non hanno bisogno di uomini per riprodursi. Come è possibile che nel giro di pochi anni riescano ad avere figli con un’altra specie, senza che siano biologicamente fatte per avere dei figli con dei maschi?
    Tutto questo per ricordare che la Troisi suscita un sacco di interrogativi nelle sue storie, ma ti darà delle adeguate spiegazioni nell’anno del mai.
    Sconsigliatissima ogni sua opera se non sei una ragazzina interessata solo a inciuci sentimentali.

  3. 15 rossella

    ve lo consiglio: per il vostro bene, non leggete questo libro!è insignificante, non ha motivo di esistere, a distanza di 2 anni da quando l’ho letto, ricordo solo le scene di sbaciucchiamenti e abbracci modello anguilla tra la protagonista e il suo amico(tale solo inizialmente), mentre la trama per me rimane quasi totalmente dimenticata

  4. 14 Angela

    Avevo rinunciato a comprare i libri della Troisi dopo la delusione della seconda trilogia, ed è finita che me l’hanno regalato! Uahaha! Mi perseguiterà per sempre….
    L’ho letto e ho notato un’atmosfera generale piacevole, ma una trama abbastanza lenta. Fino alla fine della prima parte non succede praticamente nulla di notevole. E poi nel finale l’abisso, quel posto infernale dove le protagoniste della Troisi devono irrimediabilmente finire col cervello perché altrimenti non sarebbero degne di nota.
    Perché se c’era una cosa positiva in Adhara, era che non aveva un passato tragico, niente ricordi, niente tormenti esistenziali. Una cosa fantastica, se si pensa al confronto con le altre due.
    Sorvolo su tutta la faccenda di Amhal e San, che non ha né capo né coda; se poi andate a cercare, vedrete che la stessa motivazione di San per scatenare tutta questa storia è una motivazione idiota e patetica, degna dei traumi esistenziali di sua nonna e di Dubhe (mancando in Adhara, qualcuno questi traumi infantili doveva averli).
    Sarei stata quasi curiosa di andare a leggermi Figlia del sangue e quell’altro, ma già dal titolo e dalla copertina ti viene da pensare: “Bene, ora Adhara sa perché è stata creata e ha i suoi travagli mentali dovuti ovviamente più che altro alla faccenda sentimentale con Amhal che è diventata ancora più ingarbugliata; mi sa che mi diventa una guerriera tormentata e costretta dal dovere pure lei. Però è della Troisi che stiamo parlando, quella non infrange mai i sogni d’amore delle sue predilette. E allora se finisce bene che lo leggo a fare?”
    E l’ho proprio dimenticata; poi in libreria ho trovato l’ultimo libro di questa trilogia e mi sono letta lì il finale; e non è infatti molto diverso da quello che avevo pensato.
    Una cosa poi bisogna dirla: la Troisi è un mostro sfornatore di bei finali, dove tutto va bene, i protagonisti vivono felici e contenti e il mondo è salvo. Fino alla trilogia dopo, dove i vecchi amati protagonisti possono beatamente essere usati come carne da macello, in un tentativo forzato di bilanciare le sorti tra chi si salva e chi è sacrificabile.
    Io però ho una speranza: che con questa trilogia si chiuda il cerchio. Il finale dell’ultimo libro mi da buoni motivi di credere che il Mondo Emerso ce lo stiamo lasciando per sempre alle spalle.

  5. 13 Malkcontent

    Se avessi letto dieci pagine in più avresti scoperto che non erano i postumi di uno stupro, e personalmente solo leggendo la recensione del Duca mi era passata per la testa un’idea del genere, dato che è abbastanza chiaro che Adhara non è una ragazza stuprata ma un esperimento che non sa neanche di essere al mondo.
    A undici anni leggevo Ayla figlia della Terra e sono cresciuta benissimo, grazie. I miei figli, se a undici anni saranno abbastanza interessati alla lettura sceglieranno da soli quello che vorranno leggere, come ho sempre fatto io.

  6. 12 lilyj

    Dopo che avevate pubblicato questa segnalazione, sono passata in libreria (Feltrinelli). Ho visto questo “libro” nel reparto ragazzi, e gli ho dato un’occhiata. Poi sono andata dalla commessa e le ho chiesto per che età era consigliato. Undici anni. E allora perché il primo capitolo inizia con i postumi di uno stupro? La povera fanciulla è sbiancata. Grazi e arrivederci. Due giorni dopo il libro era sparito dalla sezione ragazzi. ^_^
    @Malkcontent: trovo più offensivo che un libro del genere venga spacciato per ragazzini di UNDICI anni (o anche solo pre libro decente), piuttosto che la critica del Duca. Almeno lui un po’ di testa (XD) ce la mette, nello scrivere. E davvero: tu glielo faresti leggere a tuo figlio undicenne un libro del genere?

  7. 11 Malkcontent

    A me è piaciuto. Rilassante, poco cervellotico, riempie bene i tempi morti dell’aspettare l’autobus e viaggiarci sopra. Se non altro abbiamo una protagonista che piange, ma resta sostanzialmente un personaggio debole che necessita di protezione, non passa da momenti di sconforto a momenti in cui è una virago che massacra gente a destra e a manca.

    Quel che non mi è piaciuto è stato proprio la recensione del Duca. Un conto è recensire, un conto è l’opinionismo acido e volgare.
    Capisco l’intento parodistico, ma certi riferimenti sono al limite del disgusto. Si può recensire senza tirar in ballo schiuma, eiaculazioni e sesso di gruppo.

  8. 10 gigia

    ma veramente adhara piange fin dal prologo stavolta la troisi mi ha fatto venire il latte alle ginocchia

  9. 9 zeros

    Hai ragione, Angra, ma quello che mi ha colpito immediatamente l’occhio era la castroneria architettonica, che lo stile non fosse il mssimo era dato per assodato…

  10. 8 Angra

    C’è anche un altro errore: dicendo “non ebbe bisogno di vedere” è l’autore che interviene, cosa che andrebbe evitata.

  11. 7 zeros

    Copio paro paro la citazione che fa Nocoldin nel suo blog: “una porta di legno, un architrave in pietra. Non ebbe bisogno di vedere il simbolo inciso sulla chiave di volta per sapere di essere arrivato”. Evviva la proprietà di linguaggio: l’architrave non ha una chiave di volta visto che l’architrave è un pezzo unico, solo un arco ha una chiave di volta. L’architettura e la documentazione ringraziano sentitamente per essere state nuovamente ingorate! T.T

  12. 6 Nocoldin

    Adhara, la protagonista piange fin dal prologo!
    Ho finito la recensione, per chi la volesse leggere ecco il link: LINK
    La seconda parte del libro è totalmente da buttare, mentre si salva per poco la terza.

  13. 5 Nocoldin

    Stò facendo una recensione di questo libro sul mio sito.
    Adhara è un personaggio inutile, non parla mai, non fà niente di eclatante e sopratutto si fà comandare a bacchetta da una ragazzina più giovane di lei!

  14. 4 Angra

    @xxx: tecnicamente, chi cagiona un grosso danno alla collettività per procurare un piccolo (in proporzione) vantaggio a se stesso è un bandito stupido. Il bandito intelligente invece è chi procura un piccolo danno alla società per ricavarne un grosso vantaggio personale. Lo stupido puro è quello che fa danno a se stesso e alla collettività, nel caso dell’editoria chi pubblica pessimi romanzi e non ci si paga nemmeno le spese.

  15. 3 xxx

    Perchè fanno fare un sacco di soldi! Chiamali fessi!!!

  16. 2 Annaf

    Come ho detto nel blog del Duca, anch’io ho letto il prologo (e l’ho fatto leggere a mia madre) e mi sono messa le mani nei capelli… mi sono chiesta più di qualche volta “Perché?”, anzi, per citare uno di Colorado, “Pecché” la Troisi continua a scrivere? Ma soprattutto “Pecché” continuano a pubblicare certe cose?

  17. 1 Angra

    Ho letto anch’io prologo e primo capitolo. Il prologo è molto brutto, il primo capitolo è carta sprecata. C’è anche chi ha il coraggio di dire, dopo averla criticata agli esordi, che la Troisi è molto migliorata.

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