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Let the Right One In

Uscita la DVDRip di questo film vampiresco che è passato nei cinema anche da noi un paio di mesi fa con il titolo Lasciami Entrare.

Locandina di Let the Right One In
Locandina di Let the Right One In

Låt den rätte komma in (Let the Right One In, 2008)
Let.The.Right.One.In.2008.DVDRip.XviD-VoMiT (DVDRip, ~1,39GB, Audio AC3 5.1)
(svedese con sottotitoli in inglese e spagnolo)
Trailer di Let the Right One In

Oskar è un dodicenne sfigato tormentato a scuola da un gruppetto di bulli. I genitori sono separati e lui è sempre da solo (oh, poverino!) Un giorno nel palazzo dove vive si trasferisce Eli, una ragazzina anche lei dodicenne. I due s’innamorano e sarebbero rose e fiori sennonché lei è un vampiro (oh, no!)

Letta così la trama richiama subito alla mente Twilight e in effetti siamo ancora da quelle parti. Let the Right One In è molto più curato e realistico, ma alla fin fine la storia è proprio la stessa di Twilight, con il vampiro centenario che s’innamora senza nessuna buona ragione dello sfigato di turno.
Oskar è debole, stupido, vigliacco, e non ha nessun hobby se non ritagliare dai giornali gli articoli di cronaca nera. Proprio come Bella non mi ha suscitato alcuna simpatia o empatia, ho sperato fin dalla seconda scena che i bulli lo ammazzassero di botte. Eli non è molto meglio, sebbene non luccichi al sole e quando è affamata non si faccia scrupolo a uccidere chiunque le capiti a tiro.
Il film non è divertente (non c’è traccia o quasi di ironia o anche solo humor nero) e non è pauroso. In più è prevedibile, non c’è un mezzo colpo di scena che sia mezzo. Non è spettacolare e non è intelligente. È noioso e pretenzioso.

Nondimeno ha ricevuto unanimi consensi dalla critica e (gratis) può essere una visione più interessante di tante altre. Forse sono io che sono arcistufa dei vampiri.
Per chi volesse fare un confronto con il romanzo di partenza, anch’esso è facilmente reperibile:

Icona di un mulo eBook.ITA.3540.John.Ajvide.Lindqvist.Lasciami.Entrare.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (3.317.917 bytes)

Copertina di Lasciami  Entrare
Copertina di Lasciami Entrare

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

8 Commenti a “Let the Right One In”

  1. 8 Tarlo

    Mio primo commento per la prima segnalazione che vedo sul blog con cui non riesco a trovarmi d’accordo nel modo più totale.
    Premetto che non ho letto il libro, ho solo visto il film. Mi è piaciuto molto. E mi sembra, cioè, tipo, follia allo stato puro, ecco, accostarlo a Twilight.
    Se ti è sembrato un noioso Twilight con una Bella sociopatica e un Edward non spalmato di polvere di fata, a mio parere decisamente dovresti riguardarlo, come suggerisce Gargaros con una disposizione d’animo differente.
    Prevedibile? Spesso sì, ma nel modo giusto: era chiaro che Oskar nella piscina veniva salvato, ma quando ho visto quel paio di scarpe farsi una vasca e le urla soffocate non ho potuto fare a meno di squittire come un pirla.
    E poi, è banale, non è intelligente? Bah. (SPOILER) C’è un finale angosciante. Tutti gli anelli di Eli, il rapporto ambiguo col “servitore” che sembra tanto una possibile evoluzione del rapporto con Oskar, la necessità di trovare qualcuno che la aiuti. Come già detto da Angra… davvero è solo l’amour che la spinge ad avvicinarsi a Oskar? Può darsi, ma con ogni probabilità il bambinetto anemico da grande sarà costretto a diventarlo, un serial killer.

  2. 7 Angra

    L’ho guardato ieri sera, e mi è piaciuto. Mi è sembrata una bella storia d’amore con alcune scene molto erotiche. Ho gradito anche la mancanza della tipica patina hollywoodiana, dei dialoghi convulsi e degli eccessi che purtroppo ci infliggeranno se mai faranno un remake statunitense. E’ vero, non è un horror, nel senso che non è più horror di quanto la vicenda richieda.

    Concordo con quanto dice Irene sulla personalità di Oskar. Ho passato l’età dai 7 ai 14 anni in una paese della riviera (Deiva Marina) in mezzo a ominidi subumani con i quali avere relazioni umane era, oltre che impossibile, soprattutto inutile. Serial killer si nasce e in questo caso ci sono segni distintivi (fare la pipì a letto, crudeltà verso i piccoli animali, appiccare incendi) o si diventa (passando infanzia e adolescenza a Deiva Marina). Credo che mi abbiano portato via appena in tempo.

    Riguardo all’innamoramento, quello di Eli non l’ho visto poi così disinteressato(*). Lei è un vampiro di quelli classici, che prendono fuoco alla luce del sole, e ha bisogno di un essere umano che la assista, mentre quello che ha al momento è diventato anziano e comincia a perdere colpi. Ovviamente non è che chiunque sia disposto a una vita del genere, mentre la personalità di Oskar calza a pennello.

    (*) Nella realtà l’innamoramento non lo è mai.

  3. 6 Gargaros

    Ma guarda che tu sbagli in partenza: il film non è un horror, non vuole esserlo, quindi non fallisce nel suo non essere horror. Non vuole spaventare. Non vuole innovare il tema vampiresco. Le intenzioni del regista sono ben altre.

    Penso che tu, partendo con questa premessa, ossia il genere dichiarato (dichiarato però per convenienza, mica per reale o totale appartenenza), abbia visto il film con una disposizione d’animo corrotto da determinate aspettative. Ovvio che, se uno s’aspetta un horror, e invece il film è drammatico, ne resta deluso.

    Comunque, opinioni personali. Mi spiace solo d’aver inviato il commento prima di rendermi conto che quella parola (“stronzate”) era troppo pesante e ingiusta.

    Per quanto mi riguarda, LTROI mi ha toccato il cuore. Forse dipende dalla bravura dei due attori, soprattutto Lina Leandersson, che in alcune scene mi ha commosso. Poi, l’unione che si forma tra due esseri reietti, diversi, che pure, anche nelle loro diversità, si ritrovano per sempre, e testimoniano il bisogno d’amore che ci assale… Dimmi tu se non è una morale valida, se non è un tema profondo. Certo un tema po’ scontato, ma portato sullo schermo con una bravura e una delicatezza uniche.

    Per me lo sottovaluti.

    In ogni caso, è una sempice segnalazione.

  4. 5 Gamberetta

    @Gargaros. Questa NON è una recensione, è solo la segnalazione dell’uscita in Rete, via P2P, del film. Dato che poi il film l’ho visto ho aggiunto qualche considerazione sparsa a titolo personale.

    Considerazioni che comunque ribadisco: film modesto, con una trama scontatissima, e senza alcun spunto “orrorifico” interessante. Poi è meglio di porcate come Twilight, ma non è che ci voglia molto.
    Il romanzo onestamente non ho nessuna voglia di leggerlo, come detto sono stufa di vampiri.

  5. 4 Gargaros

    Per la prima volta hai scritto stronzate. Per fortuna avanzi l’ipotesi che forse è un problema tuo il non aver trovato motivi d’apprezzamento per questo film. Quindi la recensione è alla stregua di un’innocente opinione pesonale.

    T’inviterei a rivedere il film, magari dopo aver letto alcune analisi di critici che di cinema ne sanno. Non solo scopriresti che è un film sorretto da uno stile granitico, ma anche che tutti quelli che “sembrano” difetti in verità… non lo sono!

    E non è vero che Eli s’innamora di Oskar senza motivo…

    Il romanzo l’ho letto tre volte (in questo mese, aprile), e sarebbe interessante leggere una tua stroncatura, perché ofre più motivi per farlo. Non solo la scrittura è ingenuotta per almeno il 90%, ha pure delle contraddizioni interne, passaggi poco chiari, e soprattutto una tendenza allo spettacolo orrifico da scrittorucolo da due soldi (e questo cozza incredibilmente con quegli elementi realistici che pure il regista ha preferito ai primi). Un romanzo insomma da rivedere da cima a fondo, quasi da riscrivere, lasciando inalterata però la trama che è degna di questo nome.

  6. 3 Vale

    Per lo meno non sono gli stucchevoli “vampirucci” meyeriani…
    Ho letto il romanzo, ma non so se ho voglia di guardare il film.

  7. 2 Gamberetta

    @irene.

    Oskar è ciò che nella realtà possono diventare i bambini sfigati, soli, anaffettivi, repressi: violenti, insensibili, senza scrupoli o rimorsi, completamente dissociati dalle norme sociali che nella loro vita non hanno avuto valore e che non hanno portato loro alcun vantaggio o almeno protezione. Oskar corrisponde all’infanzia di ogni profilo di serial killer, e il fatto che sia il protagonista “buono” già rende molto interessante il romanzo.

    Nel film la questione non viene molto approfondita: ad esempio si vede sempre Oskar giocare con un coltello ed è netta la sensazione che prima o poi lo caccerà nella pancia di qualcuno. Ma non avviene. Oskar alla fine del film è indifeso e pusillanime tanto quanto lo era all’inizio.

    Il romanzo è molto intenso, è la “piattezza” che si può riscontrare credo che sia in realtà dovuta a una sorta di scarto culturale: i personaggi sono intimamente svedesi. Vedrai che quando faranno il remake statunitense sarà veloce, pieno di colpi di scena e “intrattenente”!

    Ammetto la mia ignoranza in fatto di cinema svedese (a parte Il Settimo Sigillo), però l’anno scorso, quando è uscito il remake americano di The Invisible (Den Osynlige) ho visto l’originale svedese e non mi è dispiaciuto.
    Storia molto più movimentata di questo Lasciami Entrare e finale inconsueto (non a caso modificato nella versione USA). E poi Annelie si mangia Eli a colazione!

  8. 1 irene

    Parlerò del libro, non ho visto il film. Quindi chiedo scusa in anticipo se le mie osservazioni saranno fuori target.
    Oskar non è uno sfigato che genera compassione. Oskar è ciò che nella realtà possono diventare i bambini sfigati, soli, anaffettivi, repressi: violenti, insensibili, senza scrupoli o rimorsi, completamente dissociati dalle norme sociali che nella loro vita non hanno avuto valore e che non hanno portato loro alcun vantaggio o almeno protezione. Oskar corrisponde all’infanzia di ogni profilo di serial killer, e il fatto che sia il protagonista “buono” già rende molto interessante il romanzo.
    La buona ragione per diventare amica di Oskar, Eli ce l’ha, ed è che lei è molto sola, Oskar la tratta con simpatia e quasi-affetto, infine le è utile. Nel libro si spiega che Eli, diventando vampira da piccola, rimane piccola, e quindi è “normale” che voglia un amico – cosa che mi sembra di aver capito, dalle tue recensioni, non sia stato chiarito per i vampiri di Twilight, la cui vita adolescenziale è solo un fake e pure mal condotto.
    Il romanzo è molto intenso, è la “piattezza” che si può riscontrare credo che sia in realtà dovuta a una sorta di scarto culturale: i personaggi sono intimamente svedesi. Vedrai che quando faranno il remake statunitense sarà veloce, pieno di colpi di scena e “intrattenente”! In questo caso è un po’ come dire che i film giapponesi sono lenti: non sono loro lenti, siamo spesso noi – ovviamente non mi riferisco a te, che li ami – a non comprendere ciò che avviene in scena, e a dedurre che non avvenga “nulla”.
    Penso che “Lasciami entrare”, il libro, sia un grande romanzo horror, sia “forte” nella sua diversità dallo stereotipo, descriva perfettamente le relazioni alienate di un gruppo di personaggi più che realistici, e a proponga una figura di vampiro al tempo stesso tradizionale, che non tradisca insomma le prerogative classiche del vampiro, ma anche perfettamente rivisitato, senza facili trucchi o incoerenze. Ma, ehi, mica è un peccato essere stufi di vampiri! :)

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