Le Avventure della Giovane Laura

C’è voluto molto più di quanto avessi preventivato, ma, dopo aver passato ogni minuto libero delle ultime settimane a fare l’editing del mio primo romanzo, posso dirlo concluso. Come promesso a suo tempo, è ora disponibile qui sul blog.

* * *

La Giovane Laura è una ragazza come tante: è stupida, ignorante come una capra, ingenua, impacciata, e non è neanche tanto bella. In compenso… niente! Non ha superpoteri, non legge nel futuro, non parla con i morti, non possiede alcuna conoscenza arcana.
Ciò non le impedirà di essere coinvolta in una serie di avventure fantastiche intrecciate fra loro. Laura dovrà affrontare felini diabolici giunti da un’altra dimensione, vedersela con uno psicologo che ha la brutta abitudine di assentarsi in un mondo bislacco abitato da fate assassine, e alla fine scoprirà che tutte le sue disgrazie sono legate a una misteriosa cospirazione d’insospettabili.
Le Avventure della Giovane Laura è un romanzo urban fantasy con una forte componente di bizzarro, anche se forse non tale da farlo scivolare nel new weird. Il tono è spesso umoristico o parodistico, ma non del tutto comico come accade in alcuni romanzi di Douglas Adams o Terry Pratchett. Ho cercato più d’imitare lo stile semiserio di certi anime e light novel giapponesi, o di film come Shaun of the Dead e Hot Fuzz. Un altro esempio abbastanza vicino, in termini di stile, potrebbe essere Blart di Dominic Barker.
Nonostante questo non è un romanzo pensato per un pubblico di ragazzini o bambini. O meglio, credo – spero – che la storia possa essere apprezzata sia da chi ha undici anni sia da chi ne ha il doppio o più. La scrittura semplice non dovrebbe creare ostacolo a nessuno e la vicenda mi auguro possa appassionare chiunque.

Un'illustrazione di Ryohei Hase
Un’illustrazione di Ryohei Hase per creare la giusta atmosfera

Una precisazione per i pochi che avevano seguito il progetto di Laura fin dall’inizio: sì, non è questo il piano originario. Mi sono resa conto che mischiare in un unico romanzo le avventure di Laura adolescente e Laura adulta avrebbe complicato oltremodo la storia senza portare alcun particolare beneficio. Perciò saranno due libri separati e autoconclusivi.

* * *

Ogni commento sarà il benvenuto. Saranno particolarmente apprezzati quei commenti che segnaleranno eventuali errori, incongruenze o semplici refusi. Infatti ho intenzione di proporre il romanzo alle case editrici e vorrei fosse il più curato possibile.
In quest’ottica saranno gradite risposte, anche nette, alla seguente domanda:
“Avresti pagato volentieri 15 euro o quanti potrebbero essere per leggerlo?”

Comunque, al di là di un futuro che spero sia nelle librerie, il romanzo rimarrà disponibile con licenza Creative Commons. In parole povere significa che è possibile copiarlo e ridistribuirlo senza limitazioni. Non solo, la licenza autorizza le opere derivate, perciò se volete tradurre Laura in polacco potete farlo, se volete utilizzare personaggi e ambientazione per delle vostre opere potete farlo, se volete trarne un film o un videogioco potete farlo.

In conclusione voglio ringraziare tutti quanti hanno letto le varie parti in anteprima e mi hanno dato pareri e suggerimenti. E un ringraziamento particolare al Capitano e al Coniglietto Grumo.

Buon divertimento.


EDIT del 16 Marzo 2009
Aggiunto il PDF pensato per lo schermo dell’iLiad. Si ringrazia Anacarnil per la conversione.


EDIT del 14 Marzo 2009
In attesa di valutare modifiche più sostanziali, ho cominciato a correggere i refusi e le imprecisioni che mi sono stati segnalati. Un ringraziamento a tutti quelli che hanno commentato qui o via mail.


 Le Avventure della Giovane Laura in formato PDF A4 (leggibile a video e ideale per la stampa)
 Le Avventure della Giovane Laura In formato PDF per iLiad (ottimizzato per lo schermo del lettore di ebook iRex iLiad)
 Le Avventure della Giovane Laura in formato Mobipocket (per i lettori di ebook e altri dispositivi portatili)
 Le Avventure della Giovane Laura in formato RTF (formato leggibile da Microsoft Word e da praticamente tutti i programmi di elaborazione testi)
 Le Avventure della Giovane Laura in formato OpenDocument (il formato di OpenOffice, la suite per ufficio gratuita e open source. Per chi trova insopportabile Word e ogni formato proprietario)
 Un archivio .zip contenente tutti i file di cui sopra.


Approfondimenti:

bandiera EN Foxit Reader per Windows/Linux, un’ottima alternativa all’Adobe Acrobat Reader
bandiera EN Il sito Mobipocket dal quale scaricare il Reader/Creator
bandiera IT Il sito italiano di OpenOffice.org

bandiera IT Douglas Adams su Wikipedia
bandiera IT Terry Pratchett su Wikipedia
bandiera EN Shaun of the Dead su IMDb
bandiera EN Hot Fuzz su IMDb
bandiera IT La mia vecchia recensione di Blart
bandiera EN light novel su Wikipedia

bandiera EN Il sito di Ryohei Hase

bandiera IT Creative Commons Italia

 

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269 Commenti a “Le Avventure della Giovane Laura”

Pagine: « 3 [2] 1 » Mostra tutto

  1. 169 Fos87

    è tipico degli autori scarsi, un po’ ignoranti e faciloni pensare che il lettore debba sorbirsi contento il romanzo non perché scritto bene, non per la trama, non per i personaggi ma per l’originalissimo (secondo lui) insegnamento morale che ci sta dietro

    Cielo, che cattivo! Dai, di tanto in tanto la morale ci sta bene (anche se nel libro di Gamberetta ci sarebbe stata come i cavoli a merenda) :p

  2. 168 Fos87

    @Angra

    Con queste premesse, ti sembra verosimile che si metta così a nudo scrivendo un romanzo, come tu hai voluto credere?

    Angra, penso che mettersi a nudo sia inevitabile quando nello scrivere ci metti il cuore: qualcosa di te emerge sempre, che tu lo voglia o no, al di là dell’intelligenza, della lucidità o quant’altro.
    Il problema piuttosto è: è così facile psicanalizzare una persona esclusivamente a partire da un libro? Secondo me no, al più possono emergere i tratti del carattere più vistosi.

    Quanto al romanzo in sé, io concordo con questa affermazione riguardo il personaggio di Laura:

    Sì perchè tutto quello che succede a questa poveretta, le accade come deus ex machina, lei non lo vorrebbe, non lo cerca. Le capita.
    Diciamocelo: Laura è una poveretta.
    Il romanzo in cui è finita non è una storia, un mondo, è un lager e la sua perfida aguzzina non è un ufficiale delle SS, bensì Gamberetta in persona, tramutata, via via in orchi, barboni, fate assassine, Dentisti, gatti-mostro giapponesi etc…

    In effetti nel romanzo sembra che una qualche divinità ce l’abbia a morte con la protagonista, considerando che gliene capitano di cotte e di crude e non si capisce neanche perchè gliene capitano di cotte e di crude. La prima parte mi è piaciuta: c’è una trama, per quanto delirante, e non si sente particolarmente il bisogno di capire perchè stia capitando tutto proprio a Laura. Insomma, alcuni vincono alla lotteria, altri finiscono sotto un tram, altri ancora si trovano coinvolti in una guerra contro il male che prevede spiriti, spade e gatti demoniaci.
    Il problema arriva dopo, quando Laura continua a trovarsi invischiata in una marea di situazioni paradossali apparentemente senza motivo: le hanno lanciato una maledizione vodoo? I marziani ce l’hanno con lei? Ha assistito involontariamente ad un rito pagano, trascinandosi addosso l’ira divina (chi mi indovina la citazione vince un premio :p)?
    Certo, visto il genere la spiegazione sarebbe dovuta essere paradossale quanto tutto il resto, ma questo non toglie che ci dovesse essere.

  3. 167 Angra

    La discussione sul messaggio e la morale non è nuova. Personalmente non sono cose che vedo di buon occhio, perché è tipico degli autori scarsi, un po’ ignoranti e faciloni pensare che il lettore debba sorbirsi contento il romanzo non perché scritto bene, non per la trama, non per i personaggi ma per l’originalissimo (secondo lui) insegnamento morale che ci sta dietro. E’ una mentalità da scuole superiori, dove non si capisce mai se nel tema di italiano ti valutano la forma, le nozioni o le idee personali. Non ne faccio una regola assoluta del tipo “se dietro c’è una morale allora è una schifezza”, ma è probabile che sia così.

  4. 166 Walter

    Di quanto scritto da Fabio nella sua recensione, quoto in pieno questo

    Questo era il mio maggiore cruccio sul romanzo di Gamberetta: il bizzarro gratuito. Nel libro della Signorina non c’è morale, non c’è scopo, non c’è una struttura che si radichi nella realtà a cui tutti possiamo appigliarci. Io non metto in discussione l’utilizzo del bizzarro e dell’assurdo, ma deve avere una finalità, un intento a cui anche il lettore meno smaliziato può appigliarsi per entrare nella storia, vivendola e non vedendola soltanto. Le avventure della giovane Laura, si vedono chiaramente, nitide e abbacinanti restano impresse nella mente, ma non toccano il cuore, perchè l’anima di questo romanzo non viene fuori.

    Le altre considerazioni, quali esse siano, lasciano il tempo che trovano… Si è qui per discutere del libro, non dello stato psicologico-affettivo della signorina Gamberetta.
    Per il resto, a quando la pubblicazione della nuova opera (aka il famoso progetto che con Laura non centra nulla)?

  5. 165 aealith

    Ho letto il libro.
    Come scrittura mi sembra fatta bene: mi pare molto rapida, persino troppo per i miei gusti, di norma preferisco testi più “prolissi” ma appunto gusti miei, poi una scrittura pesante mal fatta è veramente illeggibile.
    Ho apprezzato la bizzarria (e la follia) della storia , sopratutto nella seconda parte: mi ricorda Abarat (che a sua volta ricorda Alice) con questo mondo allucinato e popolato da personaggi ancora più allucinanti:particolarmente la notte degli haiku e personaggi come Biglietto ,i dentisti e le fate. Simpatiche le citazioni(Leone!) e i cameo (capelli blu?).
    Il continuo susseguirsi di scene però mi ha lasciato un po’ confuso: i passaggi tra i vari pezzi mi spiazzavano eccessivamente come la scena del dagherrotipo o il ritorno allo studio dello Psic. Non mi convincono molto , forse scorrono troppo rapidi , mi sembrano un po’ come i passaggi di scena nella Guida Galattica , solo che questi ultimi per qualche ragione mi convincono di più(e parecchi sono anche più assurdi).

  6. 164 Fabio

    Bhe… in ogni caso le mail dimostravano quello che ho detto, a scanso di equivoci: cortesia vs acidità.
    Siamo inequivocabilmente due persone diverse (“e per fortuna!” pensò Fabio con sarcasmo, ripensando alla battutina acida della ragazza)

  7. 163 Fabio

    Bene, anche io chiudo sull’argomento. A scanso di tutto, cara Gamberetta, pubblicherò qui le due mail, io non ho niente da nascondere.

    Edit di Gamberetta. Non si pubblica la corrispondenza privata.

    Non aggiungo altro, la risposta non inizia neanche con un saluto. Già qui la cortesia va alle ortiche. Il resto, lo leggete. Niente di nuovo, è la solita Gamberetta. Ma non venitemi a dire che io non sono stato cortese, almeno non essere ipocriti, grazie.

    E qui chiudo. Sono stanco delle polemiche e dei confronti/scontri. Tutti noi, Gamberetta compresa, abbiamo di meglio da fare.

  8. 162 Gamberetta

    @Fabio.

    Inoltre, il mio tono della mail era cortese e pacato.

    Fabio, ma scherziamo? Tu mi hai detto che dovevo lavorare gratis sul tuo romanzo, in tempi strettissimi, e con il beneplacito dell’editore. Gentile sì, scema no. Questa non è più una collaborazione “amichevole” (e non siamo mai stati amici – per fortuna!), questo è sfruttare la gente.
    Non lo capisci? Problemi tuoi.

    Ora, se mi stimi davvero, lasciami in pace. Io sono la sadica infelice serial killer, lasciami nel mio brodo e occupati d’altro. Grazie.
    In ogni caso io non ti risponderò più, neppure qui.

  9. 161 Fabio

    Infatti, non serve, perchè è fin troppo “retorico” che la mia critica non vale niente visto che mossa dal risentimento di non essere stato accontentato, no? E’ così che funziona da queste parti, se non sei d’accordo, c’è per forza qualcosa che non va in te, non in quello che hai criticato.
    Strano, mi sa di critica a livello umano… ma ne fate anche voi?

  10. 160 Angra

    @Fabio:

    L’ho già scritto sul tuo blog: non ti sembra ridicolo sostenere di non essere vendicativo dopo che hai intitolato la tua “recensione” Chi la fa l’aspetti? E’ una domanda retorica, non serve che rispondi.

  11. 159 Fabio

    Cara Gamberetta, io sottoscrivo e ribadisco tutto quello che ho scritto nel blog che hai citato, non ho problemi e non è una cosa che ho MAI negato.
    Anche tu la vedi come una vendetta? Peggio per te, i sentimenti negativi sono per persone negative, quelle che invece di dire “ho investito il mio tempo per aiutarti” dicono “ho perso il mio tempo per aiutarti”.
    Ci siamo intesi?

    Inoltre, il mio tono della mail era cortese e pacato. Mi hai risposto con tono acido e supponente, che ti appartiene visto che è lo stesso che usi nelle tue recensioni. Però ti invito a fare distinzione dalle persone che nutrono una sincera stima nei tuoi confronti e che “osano” comunque muoverti delle critiche a livello umano perchè non ti idolatrano, da quelle che si divertono a leggere le tue invezioni da ribelle spaccatutto, e poi se ne fregano di sapere se tu sei una brava persona o meno.
    A me interessa. E mi sono interrogato.
    Quello che ho letto nel tuo libro era infelicità, e allora?
    Dimostrami di essere una persona felice e in pace col mondo, invece di stare a inveire contro una critica.
    Hai delle grandi qualità intellettuali, ma io penso che come persona devi crescere e capire che spesso lo scontro non è l’unica forma di confronto, anche quello virtuale. E posso citare migliaia di esempi nei quali hai scelto lo scontro come forma di confronto.

    Ma credo che sia inutile stare a discutere di cose che non vuoi capire e che i tuoi colleghi qui non vogliono prendere agli atti, per cui, se mi lasci il tuo numero di telefono lo scrivo nei cessi delle stazioni così sarete tutti contenti del mio gesto infantile, il cerchio si chiuderà e potrete tornare al vostro schema naturale delle cose.

  12. 158 Gamberetta

    @Fabio. Allora Fabio, la verità è molto semplice: tu pretendevi che io ti aiutassi con il tuo romanzo e in fretta ché per settembre dev’essere pronto. E questo dopo che io già due volte ho perso il mio tempo per darti una mano e ho ottenuto in cambio più insulti che ringraziamenti.
    Il bello è che non ho mai espresso giudizi su di te, non mi sono mai allontanata dal testo. Tu stesso hai ammesso che le mie critiche erano fondate e i suggerimenti sensati:

    Concludo – e torno alla quarta stesura – col ringraziare la persona che più di tutti mi ha aperto gli occhi, con freddezza e pugno di ferro, schiaffeggiandomi e prendendosi anche degli insulti. E’ l’editor migliore che io abbia mai incontrato, sincera, competente, preparata e diretta. Ha molti detrattori ma garantisco una onestà intellettuale di questa persona al di sopra di ogni parzialità. Si fa chiamare Gamberetta ed è il recensore più temuto del sito Gamberi Fantasy. Per quanto fior fior di editor o pseudo-tali, colleghi, amici e conoscenti, esperti e non, si siano prodigati in consigli e dritte, lei è stata l’unica che ha saputo farmi un’analisi dettagliata, accurata, minuziosa, torrenziale dei difetti del romanzo. E non le sarò mai grato abbastanza.

    Sto citando dal tuo blog.
    Ora, se io ti dico che non ho più tempo o voglia di aiutarti, tu te lo tieni e stai zitto.
    Ti ho aiutato una volta.
    Ti ho aiutato una seconda volta.
    Alla terza ti ho detto che preferivo andare in vacanza.
    È il risultato è che sono una sadica serial killer infelice (senza contare le mail precedenti).
    Dopodiché continua pure a parlar male della sottoscritta, se ti fa piacere. Ognuno si diverte come può.

  13. 157 Fabio

    Allora, Gamberetta è lucidissima, ma come ti ho già detto sul blog, scrivendo ci mettiamo comunque a nudo, perché quello che scriviamo fa parte di noi, e se, come dice Gamberetta, scriviamo di ciò che sappiamo, allora scrivere delle nostre emozioni ci fa dire cosa abbiamo provato, altrimenti è mentire al lettore.

    Io, personalmente, amo scrutate l’anima di chi scrive, la sua scala di valori, il modo in cui si relaziona con i suoi personaggi. Ammaniti è molto “fascista” con i suoi personaggi, li maltratta, gli da macigni emotivi da portare per tutto il romanzo, ma questo non li rende meno umani, anzi!

    Forse mi sono spiegato male nella recensione, non è il male che fai ai personaggi che ti rende un sadico, ci sta, è la vita, sono storie. Quello che ti rende un sadico è non indugiare mai sul dolore del tuo personaggio e quindi su quello che provo io lettore a leggerne. L’identificazione fa parte del patto col lettore, un personaggio può essere un killer, un sadico, un cannibale, ma chi interagisce con lui DEVE mostrare un minimo di umanità, perché noi siamo umani e disprezziamo le torture, soprattutto ai bambini.

    Io non ho letto questa umanità nel romanzo di Gamberetta, lei disprezza il suo personaggio esattamente quanto la fata pungolatrice o chiunque altro.
    Io penso questo.

    Hai detto che la mia è vendetta, puerile, vigliacca e presuntuosa. Ok, non posso dirlo certo io. So di non essere un tipo vendicativo (della serie mi offendi ti metto tra gli indirizzi spam… se questo è accettare le critiche…) né tanto meno ingenuo.
    Ma non esiste solo la logica nella scrittura. Presto o tardi, forse, lo capirete.

  14. 156 Angra

    @Fabio:

    la tua “psicanalisi” su Gamberetta povera infelice mi sembra, oltre che del tutto inutile ai fini della recensione, anche parecchio ingenua. Se è vero che lo scrittore tende a mettere se stesso in quello che scrive, è altrettanto vero che:

    1) Gamberetta lo sa benissimo
    2) è una delle persone più lucide che conosca.

    Con queste premesse, ti sembra verosimile che si metta così a nudo scrivendo un romanzo, come tu hai voluto credere?

  15. 155 Fos87

    A grandi linee concordo con quanto scritto da Fabio, anche se non mi pronuncio sugli eventuali stati d’animo di Gamberetta: ad esempio mio fratello ha l’abitudine di creare personaggi dal passato drammatico, destinati ad una fine ancora più drammatica e con il brutto vizio di seminare ovunque morte e distruzione, eppure non mi pare propriamente sull’orlo del suicidio…

  16. 154 Fabio

    Io l’ho letto e alla fine ho scritto questo:

    http://magiediomnia.blogspot.com/2009/06/chi-la-fa-laspetti.html

    ;-)

  17. 153 Tapiroulant

    @CMT: Quel punto sulla coscienza mi era chiaro x°D Chiedevo solamente perché i Dentisti dessero la caccia proprio a quella di Laura e non anche a quella di altre ‘vittime’, ma comunque lei ha risposto su questo punto, quindi sono a posto. Per quanto riguarda la promessa al lettore, non la trovo affatto una brutta cosa; né la ritengo un meccanismo opprimente. E’ semplicemente un meccanismo che permette al lettore di sapere di cosa il libro parlerà, e che c’è un percorso tracciato che il libro segue. Alcune sono più esplicite e dirette (nel Signore degli Anelli la promessa è un viaggio che dovrà concludersi con la distruzione dell’anello o con il trionfo di Sauron), altre meno (in 1984 o ne Il Mondo Nuovo, la promessa è che il protagonista e il Sistema arriveranno ad un conflitto che si risolverà con la vittoria di uno dei due). Né è un sistema particolarmente castrante per la creatività, perché una promessa può essere anche disattesa o cambiata di significata (tre quarti dei romanzi di Philip K. Dick fanno così, e in questo sta anche parte del loro bello). Si tratta semplicemente di un sistema che non rende il lettore completamente spaesato rispetto a, come potremmo chiamarlo, il ‘piano’ dell’opera (una ragione per cui non mi piacciono molti romanzi di Hemingway ad esempio, aldilà del fatto che sono noiosi, è che non c’è modo di immaginare dove diamine andranno mai a parare, potrebbero finire in un punto qualsiasi e non farebbe differenza). E poi, come chiariscono molti libri del tipo ‘How to write…’, la promessa al lettore è una delle prime cose che gli editor vanno a guardare quando vagliano i candidati alla pubblicazione.

    @Gamberetta: Grazie per avermi risolto i punti spinosi^^ Sì, la cosa della signora l’avevo intuita. Comunque ho capito il tuo punto di vista, anche se personalmente, sarò onesto, non lo condivido; mi sembra che l’architettura generale dell’opera sia più importante della bellezza o stranezza dei singoli tasselli. E infatti Lynch mi piaceva fino a Mulholland Drive (che anteponeva ancora l’architettura ai singoli elementi), ma Inland Empire mi ha un po’ nauseato (Rabbits invece non l’ho visto).

  18. 152 CMT

    @Tapiroulant: la coscienza di Laura non è speciale e non è neppure la coscienza di Laura, sebbene si spacci per tale, questo è molto chiaro nel testo.
    In quanto alla promessa al lettore… che gli dei della letteratura ce ne scampino e liberino, io non lo voglio un libro che mi indirizza dall’inizio a quello che accadrà dopo, ben vengano i cambi di rotta ^__^

  19. 151 Gamberetta

    @Tapiroulant.

    Come faceva il dottor Testa ad andare e venire dal mondo strano?

    Il dottor Testa (e tutto il mondo strano) sono creazioni della coscienza. Il vero dotto Testa, quello che telefona a casa, Laura non lo incontra mai. Il dottor Testa si sposta tra i mondi attraverso opportuni fori.

    E soprattutto come diamine faceva ad arricchirsi?

    Hai interpretato male il dialogo (o io non ho scelto le parole migliori). Il dottor Testa non si arricchisce in soldi. Il dottor Testa equipara la sua capacità di viaggiare e manipolare il mondo strano all’essere ricchi. Ma solo se lui rimane l’unico. Se altri individui possedessero la stessa abilità, non sarebbe più “ricco”.

    Perché quando il mondo viene sommerso di coscienze di Laura, lei si risveglia nello studio?

    La coscienza a quel punto non pensa al suicidio, dunque salva se stessa e Laura. La coscienza ha solo un controllo intuitivo del proprio potere e lei stessa non sa quanto dipenda da lei e quanto da Laura.

    Perché proprio la sua coscienza, e non quella di altre ragazze che siano andate dal dentista, è speciale?

    I Dentisti hanno inoculato una coscienza a migliaia di persone. Apparentemente l’unica coscienza a essersi sviluppata è stata quella di Laura. Ciò non esclude ce ne siano altre, che magari non hanno ancora manifestato il proprio potere. Comunque è speciale la coscienza, non Laura.

    Infine tieni conto che l’intera vicenda è raccontata da Laura adulta. Perché la signora a cui Laura adulta ha rubato il cagnolino è presente nel mondo strano? Appunto come indizio del fatto che forse non tutti i particolari sono veri.

    Il romanzo è fatto apposta – compresa la scelta della protagonista – perché non possa essere “razionalizzato”. Prendi appunto neanche “Inland Empire”, ma direttamente “Rabbits” sempre di Lynch: ci puoi perdere le ore a cercare (invano) di cavarne un senso. Però a me piace, è “bello” in sé.

  20. 150 Tapiroulant

    Limitare il punto di vista a quello di Laura rimane secondo me una scelta vincente in toto, perché pur non sacrificando niente alla chiarezza e alla scorrevolezza, ti permette di avere uno stile piuttosto personalizzato, che si sente che è diverso dal solito. Quindi bene. Comunque, riflettendoci, credo di aver individuato due problemi di fondo. Sono problemi sui quali si sono soffermati anche gli altri, quindi fondamentalmente non ti dico nulla di granché nuovo; ma spero di poterli esprimere in termini più precisi di quanto gli altri abbiano fatto finora:
    1. Quello che gli scrittori americani di letteratura di genere chiamano ‘patto con il lettore’ o ‘promessa al lettore’, cioè il fatto che fin dalle prime pagine di un romanzo al lettore è data un’idea della struttura del romanzo, e delle cose e dei tempi che vi verranno sviluppati, per essere poi risolti e chiusi nel finale. La promessa è essenziale al lettore per trovare dei punti di riferimento nella lettura e sapere, più o meno, che cosa sta leggendo. Io in questo momento sto leggendo La fine dell’eternità di Asimov; non è certo il libro più semplice o più scorrevole del mondo, e tuttavia ti trasmette un po’ di ‘sicurezza’ e sicuramente ti invoglia ad andare avanti, perché fin dal primo capitolo ti promette due cose essenziali: di spiegarti come funziona l’Eternità, ossia la gestione del viaggio nel tempo da parte di un pugno di uomini eletti, e come il protagonista, un tempo ligio ai suoi doveri di Eterno, finirà per distruggerla per amore. E anche se nei primi capitoli ti trovi completamente spaesato, perché Asimov ti sta raccontando qualcosa di veramente weird – una società sospesa nell’eternità, che gestisce la linea del Tempo ordinario – pure ti senti invogliato ad andare avanti, perché sai già che alla fine ogni mattoncino (o almeno quelli essenziali) andranno tutti al loro posto. Ma nelle Avventure di Laura questo non succede. Leggendo le prime pagine, si pensa che tema del romanzo sia la stupidità di una specie di Strazzulla che crede di scrivere un grande romanzo fantasy; ma poi la storia accantona completamente quell’aspetto, prendendo tutt’altra direzione! Un’altra promessa che il lettore si sente rivolto è quella che fa la Laura adulta ai gargoyle: una storia di amore e violenza con una scena di sesso. Okay. Ma poi finisce la prima parte, e il lettore si chiede: “Okay. E adesso? Vado avanti a leggere… perché? Qual’è il tema? Dove si vuole arrivare? Cosa mi si sta promettendo?”. Niente! Poi io vado avanti lo stesso, perché sono curioso. Ma l’elemento di traino diventa per l’appunto la curiosità per la prossima stranezza, l’attesa che succeda qualcosa di strambo – non c’è più alcun progetto a lungo termine che si possa seguire. E quando si arriva alla fine del romanzo e si scopre che l’autrice non ha nessuna intenzione di dare una giustificazione in trama del perché quello che è successo è successo, la mia reazione è stata la stessa che di fronte ad Inland Empire di Lynch: sì, okay, sei bravo, hai realizzato ottime scenografie e un’atmosfera molto suggestiva – ma perché? A cosa è servito? Qual’è il senso di Inland Empire? E come dice Nancy Kress in Beginnings, Middles & Ends (che, pensa, ho letto perché tu lo consigliavi! xD), il lettore finisce col sentirsi un po’ tradito rispetto alle proprie aspettative.
    2. Questa è una critica meno generale e più del dettaglio. Prendo di nuovo ad esempio Inland Empire (sperando che tu l’abbia visto): perché i conigli? Okay, sono strani, e sono uno spasso, e questo film ci perderebbe molto senza i conigli. Ma: perché i conigli? Lo spettatore desidererebbe capire le scelte del regista. Con te è la stessa cosa. Anche chiarito – sulla base di una propria interpretazione del personaggio di Laura – il senso generale dei suoi viaggi allucinatori, i singoli passaggi rimangono indecifrabili (e quindi sembrano ‘gratuiti’, messi così tanto per). Come faceva il dottor Testa ad andare e venire dal mondo strano? E soprattutto come diamine faceva ad arricchirsi? Perché quando il mondo viene sommerso di coscienze di Laura, lei si risveglia nello studio? (è un po’ come quando Nihal sviene, e poi quando si riprende è tutto già finito e risolto, senza che si sappia come!). Perché proprio la sua coscienza, e non quella di altre ragazze che siano andate dal dentista, è speciale? Eccetera. Poiché non viene offerto uno straccio di soluzione, molti di questi passaggi vengono percepiti o come deus ex machina, o come cose messe un po’ a caso, per puro gusto estetico. Il che non significa che tutto debba essere messo nero su bianco: io per esempio adoro Silent Hill 2, che è un gioco che lascia molte ambiguità nella trama, e richiede molte partite e una buona dose di immaginazione per essere spiegato. Ma in Silent Hill 2 il giocatore avverte un’unità di fondo, e quindi sente che tutto può essere spiegato sulla base di un minimo comune denominatore. Nelle Avventure di Laura, invece, tutto scappa in tutte le direzione, e poiché non si ha l’impressione di un ‘tutto’ interpretabile, ma di una serie di elementi giustapposti, uno non ci si prova nemmeno a spiegarseli.
    Ora, io mi rendo conto che probabilmente l’intenzione nello scrivere il romanzo era esattamente questa – quello di lasciare il lettore senza terreno solido sotto i piedi, di proiettarli in un mondo assurdo e fantasioso, eccetera – ma questo non risolve il problema; lo sposta soltanto alla radice.

  21. 149 Gamberetta

    @Tapiroulant. Il “senso” del romanzo era scrivere una storia di avventura in un “luogo” allucinante che a tratti si interseca o si sovrappone alla realtà che conosciamo. Lo scopo era offrire al lettore visioni weird, affascinanti (si spera), curiose, bizzarre. Tipo appunto I Viaggi di Gulliver ma con uno stile più vicino a registi quali Tsukamoto o Miike invece di Swift.

    Laura è “drogata”? In pratica sì. È un’alcolizzata. Sniffa la colla. Si spruzza l’insetticida nel naso. Il suo luogo di meditazione preferito è vicino a un fiume inquinato da materiale radioattivo.
    Tuttavia quello che le succede è in buona parte “vero” (ma il lettore è libero di dubitarne).

    Per quanto riguarda le similitudini hai ragione. Mi sono trovata in difficoltà a descrivere il mondo con il punto di vista (molto limitato) di Laura, e così ho probabilmente esagerato con le figure retoriche – ma sono contenta che nonostante ciò la lettura rimanga scorrevole.

  22. 148 Tapiroulant

    Dunque; ho appena finito di leggere il romanzo. Premetto che mi è piaciuto, e l’ho trovato estremamente soddisfacente sotto il profilo del sense of wonder. Ma viste le parole spese dai commentatori che mi hanno preceduto, per il momento volevo soffermarmi su qualcosa che mi sembra sia stato trascurato. Ora, il romanzo sarebbe stato più o meno generalmente interpretato, o comunque sentito, come qualcosa che sta tra la messa alla berlina del modo buonista e ‘poco fantasy’ di scrivere fantasy, e il viaggio allucinatorio in stile David Lynch – ma in ogni caso, come un romanzo che frapponeva una barriera di incredulità e distacco tra il lettore e la protagonista (troppo stupida, troppo assurda, etc.). Qualcuno ha anche detto che era impossibile identificarsi in Laura. Ora, può darsi che questo fosse esattamente nelle tue intenzioni – ma a me è successo qualcosa di diverso. Io mi sono identificato. E non nel senso che mi sembri di assomigliare a Laura (non è decisamente il caso); ma nel senso che sentivo sulla mia pelle quello che Laura provava sulla sua. Ed è terribile. Nessun romanzo mi ha mai provocato tanto disagio psicologico, e tanto estremo e prolungato, quanto questo. Sono stato male mentre lo leggevo, e dovevo fare delle pause per riuscire a digerire gli ultimi capitoli. Pensiamoci un attimo: Laura viene vessata, picchiata, derisa, insultata, minacciata di morte, umiliata, taglieggiata, perseguitata, torturata, e poi di nuovo picchiata, soffocata, stordita, sfottuta, tradita, e poi di nuovo ancora, e così via. E’ allucinante. Ed è particolarmente allucinante perché gratuito e immotivato (a meno che non consideriamo come motivo il fatto che ci provavano gusto). Infatti, tranne rare occasioni, il personaggio di Laura non ha alcuna colpa in quello che le succede. Semplicemente, tutti la perseguitano. Senza alcuna ragione plausibile, tutti la odiano, tutti sentono il bisogno di farle del male (o nella migliore delle ipotesi, sono semplicemente indifferenti al suo destino). Né si tratta di una crudeltà che si può confinare: perché caratterizza tanto i ‘mondi alternativi’ (il buco nello studio e il mondo sotterraneo dei Dentisti) quanto il mondo reale (lo schiaffo della mamma nel finale, da un punto di vista etico, è assolutamente inaccettabile e ingiustificabile). Leggendolo, sembrava quasi una versione più weird, e ancora più crudele, del Processo di Kafka. E il modo di fare di Laura accentua questa sensazione ancora di più; perché il suo accettare tutto, il suo non interrogarsi mai su quello che le sta succedendo, fa ricadere tutto il peso dell’assurdo e della crudeltà sul lettore (e infatti una delle tecniche più comuni per trasmettere l’assurdo è proprio quella di farlo accettare su due piedi al protagonista). Laura non sembra, semplicemente, una ragazza stupida: sembra un’eroinomane a cui si sta bruciando il cervello; una creatura completamente alienata e paranoide, talmente abituata alla violenza da non sorprendersi più di nulla. Non sto scherzando: sembra precisamente un’eroinomane! Tant’è vero che nell’ultimo capitolo della gente dà a Laura della tossica e la scaccia. Ora, tutta questo malloppo di commento non è una critica: perché io ho apprezzato tutto questo. Come dicevo, non avevo mai letto qualcosa che mi facesse stare tanto male.
    Ma a questo punto avrei due domande: 1. Era questo l’effetto ricercato? O il mio caso è un imprevisto? 2. Alla fine, qual’è il senso del romanzo? Solo questo? Trasmettere straniamento, disagio psicologico, ribaltare i cliché? O c’è dell’altro? Perché se è solo questo, è sicuramente molto ben riuscito – però mi pare un po’ poco, come ragion d’essere di un romanzo. Se invece c’è dell’altro, ti chiedo di illuminarmi perché non l’ho capito^^”
    Il romanzo comunque è molto ben scritto, e il tuo stile, conciso e preciso (molto fedele all’idea che trasmetti nelle tue recensioni) è estremamente piacevole da seguire. Forse abusi nell’uso di similitudini e metafore (soprattutto nei primi capitoli ambientati nel mondo del buco dello psicologo), ma visto che sono quasi sempre immagini molto belle, l’effetto complessivo rimane positivo. Poi avrei anche altre cose da dire, ma le rimando a un commento successivo quando questi nodi – se hai tempo e voglia di rispondermi – saranno risolti.

  23. 147 Gamberetta

    @igorilla. All’inizio del duello un nekomata prende la pistola di Laura e la butta via. Poi alla fine Laura per caso la ritrova. E sì, è una fantasia della Laura adulta.

    Per quanto riguarda i barboni è volutamente ambiguo. Credo che una buona ipotesi sia considerarli falliti esperimenti dei Dentisti. I barboni sono Dei, ma non hanno il potere di modificare in maniera radicale la realtà come può la coscienza.

  24. 146 igorilla

    il quesito nasce spontaneo: cosa ti hanno fatto i furetti? perche ti osessionano?

    la parte iniziale i gattoni e la spada subito non mi ha fato impazzire, la spada è una schifezza da bancarella tipo katana kobra http://i3.iofferphoto.com/img/item/414/743/36/o_PHARAOH-S-COBRA-KATANA-SWORD-103640.jpg

    si vede che prima di descrivere il combattimento ti sei informata (hai un amico kendoka?) ma nel complesso è bruttino. Ma.. poi con lo svogere della trama si capisce o rimane il sospetto che sia tutta una proiezione di quella promessa ai psicofarmaci che è laura, (sopratutto quando è riuscita ad andare a raccoglere la pistola?)

    mi hanno spassato:
    gli scoiattoli a infrarossi
    il torpedone
    le fate scacchiste cyborg
    l’underworld leprecano
    lo scienziato dentista con la testa di cane e i cassetti da tipografo nel petto

    sui barboni onnipotenti leggo trai commenti che sono comuni barboni strafatti di fluoro, un po mi spiace mi ero intagliato che fossero realmente degli dei, dei sconfitti dai dentisti che si sono rintanati in una bidonville tollerati dagli odontoiatri perchè ormai incapaci di nuocergli

  25. 145 Gamberetta

    @Diego. Sì, sto scrivendo un nuovo romanzo, ma prima che sia finito ci vorranno ancora mesi. Ho poi diverse avventure di Laura adulta, ma andrebbero risistemate e in questo periodo non sono in vena di occuparmi di nuovo di lei.
    Forse, se quest’estate trovo il tempo, metterò sul blog qualche altro racconto non lauresco.

    @Walter. Ripeto: hai ragione. La Città o altri aspetti della vita di Laura mancano di texture. Ma è appunto una scelta voluta perché non mi sembravano essenziali per la storia. Quello che è importante della Città è che ci vivono sottoterra i leprecauni, non molto altro.
    Poi non è detto che la mia sia stata la scelta migliore, però non sono pentita. Io sono per narrare solo l’essenziale, i tomi da 1.000 pagine dove ogni particolare è esplorato fino alla nausea mi annoiano e basta. Il mio ideale sono opere come Il Dottor Jekyll e Mr. Hyde o La Macchina del Tempo.
    Preferisco spendere un paragrafo per descrivere una bizzarria che non per parlare della mamma di Laura. Perché nel primo caso è vitale per quello che voglio raccontare, perché il weird è il cuore della vicenda, nel secondo caso è solo un particolare in più che non ha importanza.

    I professori di fisica. Perché Laura è stupida? In parte perché mi divertiva descriverla così, in parte è un’esigenza narrativa. Volevo poter affastellare le bizzarrie senza dover dare spiegazioni. Se Laura fosse una persona normale si sarebbe chiesta il perché di questo e quello, avrebbe cercato spiegazioni, avrebbe fatto continue deduzioni. Non volevo, non volevo diluire il weird, non volevo che il lettore potesse sfuggire al bizzarro attraverso la logica del personaggio (in realtà nel corso della storia Laura fa delle deduzione, ma quei pezzi sono una parodia del comportamento di personaggi “normali” in situazioni analoghe e non spiegano niente al lettore).
    Anche qui, ho sbagliato? Può essere. Secondo diversi che hanno commentato, se il weird fosse stato meno continuo, il ritmo più lento, la storia nel complesso sarebbe risultata migliore. Forse sì. Vedrò con il prossimo romanzo! ^_^

  26. 144 Walter

    Chiara, scusami, ma non ho capito l’accenno ai professori di fisica che hai fatto nell’ultimo commento.
    Sull’ambientazione, e poi ti giuro smetto, suggerisco la lettura di “La notte che bruciammo Chrome” di William Gibson.
    Non si tratta di urban fantasy strictu dictu, ma è scrittura con stile, capacità e di rara efficacia nel trattare e rendere credibile il mondo che crea con le sue visioni.
    OT: Complimenti ancora per la pazienza che dimostri nei confronti di chi ti commenta, soprattutto se nel farlo non ti copre di miele e non smussa le critiche.

  27. 143 Gamberetta

    @Walter. Sono considerazioni legittime. È voluto che la storia diventasse sempre più assurda, e volutamente non ci sono particolari “texture” sulla Città: non era essenziale, o meglio, non mi sembrava essenziale.
    Ciò non vuol dire che abbia fatto bene. Può essere che il romanzo con un ritmo diverso e una diversa distribuzione/descrizione del “normale” rispetto al weird avrebbe potuto essere migliore. Ma il tentativo era appunto di creare spaesamento nel lettore, di metterlo di fronte a una serie di situazioni/immagini strampalate e bizzarre, e senza essere guidato da un personaggio in grado di razionalizzarle (che comunque non è di per sé strano: non a caso Alice, Coraline o Chihiro sono bambine, non professori di fisica – si possono mettere anche i professori di fisica, ma viene un altro tipo di storia).

  28. 142 Momoshade

    Da un po’ non venivo a visitare il tuo blog, e non avevo idea che avessi postato finalmente il tuo romanzo! Sono contenta ;-)
    Non so ancora se si tratti dello stesso che ho letto poco tempo fa, ma appena potrò darò un’occhiata.

    Riguardo alla domanda sui 15 euro, la mia risposta è ovvio che sia “sì, sarei stata soddisfatta dell’acquisto” (i miei complimenti te li avevo già fatti in privato, sempre che si tratti dello stesso romanzo…). Però non credo che lo regalerei a un bambino di 11 anni…lo dico riguardo all’ “idea regalo” e a un tuo precedente commento. Secondo me per le scene un pochino crude (sempre che sia lo stesso! Sto commentando a vuoto, che cretina) andremmo dai 14 in su. Ma forse sono solo buonista.
    Ci sentiamo presto, un bacione!

  29. 141 Walter

    Su Laura: non è che mi stia antipatica, anzi. la protagonista mi è risultata simpatica, ma quando ti è, per così dire, “scappata di mano” e si mette ad agire e pensare motu proprio e non come l’hai originariamente concepita (un esempio su tutti, la scena finale con Carlo, che mi ha fatto morire); L’ho detestata invece nei momenti in cui parodiava una cosplayer, e nelle situazioni da Mary Sue in cui ricade (studente incompreso, professore cattivo, compagni “bulli”)
    Sui rimandi nipponici (che tanto hanno entusiasmato Landar): personalmente li trovo inutili e pesanti (un elemento di esotismo in più nella trama, ma fine a se stesso, dopotutto la storia non è ambiantata a Tokyo, ma in una città della Bassa, dove i nekomata, come ogni kami o oni, risultano del tutto O.T.).
    Sullo stile: Non commento, anche se personalmente non mi è sembrato questa prosa da Pulitzer, soprattutto all’inizio. La storia si traduce in una collezione di eventi, una sorta di folle ed allucinato delirio/viaggio sulle montagne russe via via sempre più inverosimile (fino al climax dele coscienze multiple, per cui meriti i giusti complimenti), con un momento di stasi (ritorno a casa) prima di ripiombare nel Weird più Weird. Pertanto, il senso di spaesamento che induce è assolutamente voluto?

    Sull’ambientazione: ti piace il new weird, e dubito che persino il più sprovveduto dei tuoi lettori non se ne sia accorto. Ma vale la pena di sprecare qualche riga anche sulla città… sai, giusto per aggiugnere un pò di texture al racconto. Ti dilunghi molto sui dettagli weird, e ti lasci indietro molte informazioni preziose sulla Città, su Laura stessa, sui suoi genitori, sulla sua famiglia… Della protagonista ci resta poco o nulla, e questo libro è “le avventure della giovane Laura”, non “I viaggi di Gulliver”

    Spero che i miei commenti, che sono opinioni personali ed opinabili possano aiutarti a migliorare un’opera che ha tutte le premesse per essere, se non un capolavoro, quantomeno un buon libro

    P.S. la gara di haiku non è male (soprattutto gli gnomi), peccato che con il resto non centri assolutametne un …
    (o si tratta di un astuto rimando circolare?)
    P.P.S. sulla domanda da 15 euro… In tutta onestà, a questo stato dell’opera assolutamente no.
    P.P.P.S. tutte queste critiche nascono dal fatto che il libro non è affatto una troisaggine, ma potenzialmente quacosa di succoso in cui affondare i denti.

  30. 140 Fos87

    Landar, io non sono mica invidiosa solo perchè faccio delle critiche all’autrice: ho visto dei difetti e li riferisco, tutto qui. Poi sta a Gamberetta tenerne conto oppure no.

  31. 139 Diego

    @Gamberetta: scusa il leggero OT, ma per curiosità stai scrivendo altro? Esistono altri tuoi lavori (ovviamente intendo di narrativa) scaricabili? Magari qualche racconto, che so.

  32. 138 Angra

    Sono d’accordo con Landar riguardo al fatto che l’identificazione col personaggio non è obbligatoria. L’identificazione non è l’unico modo possibile per suscitare l’interesse nel lettore, anzi se vogliamo è solo il più comodo e terra terra. Mi spiego meglio: se penso che il mondo sia pieno di impiegati frustrati che sognano di avere i superpoteri, allora gli rifilo Clark Kent-Superman e l’identificazione è assicurata. Un altro modo (banale) è rendere il personaggio attraente: il pubblico di Vampirella più che identificarsi col personaggio è facile che sia arrapato. Venendo a Laura, con lei non mi sono identificato, però mi fa tenerezza e mi ci sono affezionato. Ad altri non avrà fatto lo stesso effetto, e va benissimo. Non credo però che un personaggio più fiko sarebbe stato più utile alla storia, semmai il contrario.

  33. 137 Gamberetta

    @Landar. Sono contenta che il romanzo ti sia piaciuto, ma…
    non è assolutamente giusto sostenere che chi ha commentato in modo negativo sia invidioso o stupido o quant’altro.
    Ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimere la sua opinione, qualunque sia. Non voglio in nessuna maniera che si crei un clima per cui una persona non si senta libera di dire quello che pensa. Se qualcuno ha speso tempo con Laura e alla fine l’ha trovato uno schifezza, fa benissimo a venire qui a dirlo. E nessuno deve indagare le motivazioni.
    È vero, alcuni commenti sono troppo pignoli, ma altri hanno segnalato veri errori o mi hanno fatta riflettere su alcune cose che avrei potuto scrivere in altra maniera.
    Perciò nel complesso l’unico atteggiamento che trovo giusto è ringraziare chi commenta, qualunque sia il commento.

  34. 136 Landar

    Ciao Gamberetta, ieri ho finito di leggere il tuo romanzo.
    E’ doverosa questa premessa: sono un grande lettore di romanzi fantasy, di fantascienza, e devo dire che preferisco il genere “classico” rispetto all’urban fantasy e al new weird (che non apprezzo particolarmente). Ma alle volte, anche per spezzare la monotonia, non disdegno altri tipi di letture. Detto questo posso solo dire che il tuo romanzo mi è piaciuto, soprattutto la scorrevolezza, l’eleganza e la semplicità di scrittura che hai dimostrato. Ho trovato molto intriganti e divertenti gli innumerevoli richami nipponici (a Miyazaki, La gara di haiku (brava!), la katana (che mi sembra una parodia di Masamune..), e tanti altri) e i richiami “occidentali” (i titoli ‘famosi’ delle tre parti del romanzo (che mi sembra che nessun’altro abbia notato…), Lewis Carroll, D. Adams, io poi ci vedo anche un pò di P.K. Dick in “Follia per sette clan” e di “La matrice spezzata” di Bruce Sterlinge, inoltre nessuno ha riconosciuto la citazione da “Per un pugno di dollari” (o viene da Carlo Lucarelli che cita il suddetto film?!), anche qui ce ne sono troppi per elencarli tutti).
    Volevo però evidenziare, per quelli che non hanno ancora letto il romanzo, che è un romanzo originale, e le citazioni sono così lievi da essere quasi impercettibili. Sono più che altro dei cammeo.(Infatti gli eccelenti critici che hanno scritto prima di me non ne fanno parola..)Mi è piaciuta anche la sapiente dose di comicità iniziale che via via diminuisce nella seconda parte (senza mai estinguersi del tutto). E il cambio di stile dal capitolo 13 in poi (bello perchè divide il tono più leggero della prima parte da quello più cupo della seconda).

    In conclusione: si, io avrei comprato questo romanzo (magari anche un’altra copia come idea-regalo)

    OFF TOPIC: Provo una forte dose di invidia per le capacità di questa scrittrice/blogger, è molto brava, e le invidio anche la capacità di controllarsi di fronte alle evidenti incapacità (fisiche e mentali) di alcuni soggetti che hanno commentato questo romanzo prima di me:
    ..quelli che ogni 20 pagine di romanzo ritornavano qui a postare commenti inutili e inconsistenti..
    ..quelli che volevano trovare per forza un errore nel romanzo (che si attaccavano perfino ad una virgola(!))..
    ..quelli che non sapevano che cosa fosse un romanzo urban fantasy e quindi non hanno capito/apprezzato (ma perchè vi dovete per forza identificare con il personaggio principale di un romanzo? con Tolkien vi siete immedesimati in un tappo di 60 cm obeso e scalzo!? avete mai letto P.K.Dick (che poi non mi piace neanche), vi identificate nei suoi personaggi schizofrenici, post-atomici, drogati? o al modo si scrivere slegato-quasi da “unghie sulla lavagna mentale”- di tantissimi autori, come lo stesso Dick o Douglas Adams o Terry Pratchett? evidentemente no)..
    ..quelli che sono semplicemente maleducati (che con la scusa dell’anonimato fornito da Internet) postano commenti antipatici, volti a fiaccare lo spirito dell’ Autrice? (stiamo parlando di una ragazza di 19 anni, cri..bbio, è così che vi rivolgete a vostra sorella o alla vostra ragazza?)..

    Non ci vuole un genio per capire che nel caso di commenti negativi (a parte quelli che hanno tovato davvero un errore o un refuso) “il movente” non può essere altro che l’invidia, e un impacciato tentativo di emulare un’ottima scrittrice & recensionista. Tentativo miseramente fallito, l’unica penna fornita di talento e carica di vetriolo ce l’ha Gamberetta..

  35. 135 Fos87

    Ma non si tratta di rendere Laura “normale”, o psicologicamente sfaccettata. Il problema è che mentre leggi ci sono degli eccessi che, se all’inizio sono divertenti, alla lunga diventano veramente fastidiosi.

  36. 134 Gamberetta

    A chi non piace il personaggio di Laura: ovviamente avete ragione, se un personaggio non è di vostro gradimento, non è di vostro gradimento. Il fatto che a me sia simpatico non è significativo.
    Però queste erano le avventure di Laura, come i viaggi di Gulliver. Chiuso il romanzo di Swift tornano in mente i giganti, i lillipuziani o le isole volanti, non quanto era sfaccettato e psicologicamente profondo il personaggio di Gulliver.
    Non mi spiace che alla fine rimangano più le bizzarrie che non Laura stessa.
    Sarebbe stata una storia migliore se Laura fosse stata “normale”? Non lo so, sarebbe stata una storia diversa, e non era quella che volevo raccontare.

  37. 133 Walter

    Ho letto con grande entusiasmo e partecipazione (e non poca curiosità) la tua opera, bramoso di vederti finalmente dall’altra parte della barricata…
    E devo dire che l’esperienza mi ha lasciato spiacevolmente deluso.
    Il racconto non mi è piaciuto (ma questo è questione di gusto personale), ma soprattuto quello che mi resta della lettura è un deciso sentore di occasione sprecata.
    Nel senso che la cornice generale della storia è tale da far sorgere grandi aspettative nel lettore (puntualmente ed inesorabilmente disattese), la protagonista potrebbe suscitare empatia ed immedesimazione, l’ambientazione ha il giusto tocco di follia ed esotismo.
    MA… dopo un attenta lettura resta solo quel senso di forze non finalizzate, di cose “buttate lì”, senza uno scopo preciso.
    In particolare Laura. Sembri troppo concentrata a dipingere la tua protagonista come una bambina ottusa, frivola, gretta e priva di verve, che la privi di spessore, e rendi le sue alzate d’ingegno meno credibili e (soprattutto) meno godibili.
    Da cartone animato è anche il rapporto con la madre, e l’approfondimento stesso della protagonista che è spesso incoerente con il suo Q.I. (molte cose che fa, dice o pensa sono decisamente al di là della sua portata per come l’hai delineata).
    Le citazione ed i voluti rimandi parodistici sono difficili da cogliere per chi non ha la tua stessa cultura, e molte volte fini a se stessi.
    Detto questo, il racconto in se non è male (a mio parere la migliore è la versione “condensed” in pdf), ed alcuni brani della protaginista vlagono da soli la fatica della lettura (imperdibile la scena dell’incontro finale con Carlo).
    Ottima anche l’idea della Coscienza (in generale), inparticolare per il brillante (delirante/psichedelico) stratgemma dell’evasione.
    In conclusione, si è trattato di una lettura accettabile, ma che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, e la sensazione di un capolavoro mancato.

  38. 132 Fos87

    Concordo con Sami nel giudizio su Laura, mentre riguardo alla storia direi che è un po’ troppo confusa, senza un filo conduttore chiaro e preciso. Non so, forse la cosa è volontaria, al fine di dare un tocco ancora più surreale alla vicenda, però non funziona e dopo un po’ stanca.

  39. 131 roberto

    Avevo scaricato e letto la prima parte del libro un mesetto fa, senza commentare.. dando un’occhiata agli ultimi commenti ho notato che molti lamentano una scarsa immedesimazione con la protagonista. Provo a dire la mia. Nella mia vita mi è capitato di leggere libri con protagonista (\voce narrante, ..) mediocre (il cappotto-Gogol), cattivo & stronzo all’inverosimile (Valerio Evangelisti), noioso e paranoico (Terry Brooks), volgare e ignorante (Irvine Welsh).. e poi pazzi, depressi e idioti di ogni sorta. Insomma, non è il fatto che il protagonista sia stupido (o comuqnue “negativo”) a impedire l’immedesimazione.. il fatto è che, IMHO, Laura non dà niente. A distanza di un mese io ricordo l’omicidio del professore, i gatti a due code, i gargoyle (solo per stare alle primissime pagine).. ma non ricordo nulla di Laura! Puoi rendere Laura stupida quanto vuoi, è una tua scelta, ma dovresti darle qualcosa che la renda un po più interessante. Renderla più “forte” ti consentirebbe di far “digerire” la componente weird anche a chi non è avvezzo a certe derive fantastico-oniriche (io sono uno di quelli..).
    Ad ogni modo, proverò prima o poi a rileggere tutto, della curiosità mi è rimasta.
    In bocca al lupo per revisione, pubblicazione e per i prossimi romanzi, faccio il tifo!

  40. 130 Samy

    Ho fatto uno sforzo per leggere il romanzo ma… nulla da fare.
    Sinceramente è proprio Laura che non mi convince. La sua demenza è eccessiva, è talmente caricata ed esasperata che non fa ridere. Eppure, nelle tue critiche dai la giusta dose all’ironia e alla caricatura. Qui è eccessivo, banale. Tutti sono capaci di dire che una è stupida facendola scrivere senza le doppie o le regole della terza elementare. Ci vuole qualcosa di più, ci vuole un’ironia più sottile e studiata. Capisco che tu voglia fare una caricatura delle scrittrici incapaci e dementi che ci circondano ma così scivoli solo nella banalità, in ciò che è più scontato ed ovvio. Sono arrivata neanche al terzo capitolo, proprio non mi piace! Cerca di rendere meno ovvio il tutto, l’effetto sarà più divertente. Vedendo gli altri commenti, si direbbe che non sono l’unica a pensarlo.

    Bè, in bocca al lupo in ogni caso ;-)

  41. 129 Lerajies

    Mah, sono una lettrice di bocca buona, pronta ad ingurgitare qualsiasi pappone, classico o di moda, ma la tua opera non mi convince.
    I passaggi non sono chiari, non si capisce cosa succede, direi che è monotono.
    Ho capito che a raccontare è la classica ragazzina deficiente convinta di essere un genio, ma forse avresti potuto trovare qualche altro modo per comunicare la sua demenza..

  42. 128 castelloincantato

    Qualche mia critica è già stata detta, ma meglio: se più persone criticano uno stesso punto, forse quel punto ha davvero qualcosa che non va.

    Dici che Laura è un personaggio che non ha nessuna dote particolare: in realtà è molto peggio: è una sfigata; gente che non la conosce nemmeno le dà dell’idiota, ma che senso ha? Specialmente se consideri che è lei a raccontare, è come se si desse della cretina da sola. E oltretutto lei non reagisce: se tutta la storia è una sua fantasia dovrebbe spaccare la lampada impertinente, dare una testata agli gnomi,… Queste mi sembrano più che altro le avventure della giovane Fantozzi.
    Un personaggio così non piace a nessuno, nessuno si identificherà mai con lei, è persino più insulsa di Bella, e non ha neppure un gnokko per riscattarsi: almeno nella sua fantasia lei dovrebbe essere un supereroe.
    Questa storia mi sembra più che altro la drammatizzazione dei tuoi desideri di voler insultare e umiliare le inette scrittrici Fantasy. Poteva essere una parodia, forse lo è, ma fa poco ridere, alcune scene più divertenti sono forse nella prima parte, ma tu le hai pure tagliate (mi riferisco a quelle presenti nella vecchia versione che avevi postato).
    Rispetto alla versione precedente hai tolto la scena di Rita con la mannaia, perché? A me quel pezzo aveva divertito, inoltre hai tagliato alcune frasi in cui descrivevi i libri di Laura e alcune pagine del diario: mi piaceva di più quella versione perché era uno scorcio della sua vita, aiutava a inquadrare il personaggio, la sua psicologia.
    L’intento di farmi “guardare il B-movie con i gargoyle accanto” non ti è riuscito: i gargoyle appaiono troppo poco; forse ti riesce di più nella prima parte, dato che sono + presenti e ogni tanto la narrazione di Laura si interrompe per tornare al presente. Nella seconda e nella terza parte questo non accade mai.
    La seconda parte poi non ha alcun contatto con la realtà: si è immaginata tutto? E’ un po’ tutto campato in aria, mancano i collegamenti sia con il presente che anche tra le varie parti del brano. Ad esempio non ho capito il punto in cui subentra la sua coscienza che ammazza l’elfo e Arturo (pagina 102): Laura ha sognato? Da come si conclude la vicenda pare di no, ma allora che posto era quello? Chi ce l’ha portata? Come fa dopo a risvegliarsi in mezzo agli altri visto che di lei non era rimasta nessuna traccia?

    Pag 56: Quando il conducente le chiede se lo psicologo è stato rapito da un mostro, non si capisce il senso della frase tra lineette: “eppure le parole della domanda le conosceva tutte!”; tu vuoi dire che nonostante conosca le parole non capisce il senso della frase, in questa circostanza però sembra che lei voglia dire che dato che conosce le parole dovrebbe sapere anche la risposta oppure che sia un commento ironico al fatto che invece non conosce tutte le parole perché non ha la più pallida idea di cosa siano le varie tabelle e appendici.

    A pag.83, la frase: “…preso da una tasca della giacca due fogli, in bianco se non per un timbro in un angolo e…”, quel in bianco dopo la virgola stona; secondo me è meglio: “preso da una tasca della giacca due fogli bianchi, tranne che per un timbro…” oppure: “due fogli completamente bianchi eccetto un timbro..” .

    pag 93: riferendoti agli gnomi usi la parola zampe: ok, non sono essere umani, ma non sarebbe meglio braccia?
    “dove aveva attraccato la notte prima l’autobus”: secondo me suona meglio: dove aveva attraccato l’autobus la notte precedente.

    116: Si svegliò subito: subito quando? C’è un cambiamento di scena in cui prima Laura spera di addormentarsi, e ora si sveglia subito; in realtà subito non è, dato che il pasto era già stato servito e lei non se n’è nemmeno accorta: al massimo può essersi svegliata di soprassalto; o sennò “subito” dopo cosa? Devi specificare.

    123 massa di carne sotto di lei: a che “carne” ti riferisci? Il suo corpo, quello delle altre Laure?

    172: in una catapecchia al secondo piano: così sembra che la catapecchia si trovi al secondo piano, meglio: al secondo piano di una catapecchia.

  43. 127 Gamberetta

    @Selerian.

    P.S.: off topic, ho visto su anobii che dai un punteggio molto alto a fanterie dello spazio: preferisci quello o “la luna è una severa maestra?”

    Fanteria. Ci sono parti (come tutte le lezioni “filosofiche”) che andrebbero meglio integrate nella storia, ma per un’appassionata di anime come me, l’invenzione delle Armature Potenziate vale il prezzo del biglietto.
    Poi è esemplare come partendo da un’ambientazione con determinate premesse sociali e tecnologiche si crei una storia assolutamente verosimile. Uno tra i migliori romanzi di fantascienza di sempre.

  44. 126 Selerian

    No, se continuo a leggere è per sincera curiosità: il libro – per le ragioni che ti ho detto – lo mollerei, ma visto che seguo volentieri il blog penso che mi sforzerò un pò a vedere come prosegue, mi spiacerebbe avere dato il mio giudizio solo su una parte dell’opera.

    Secondo me Swanwick è talmente sintetico che non provo alcuna emozione leggendo il suo libro (come se qualcuno mi dice “un terremoto ha sterminato due milioni di persone”: so che è una cosa terribile, ma non mi tocca in modo emotivo come la morte di qualcuno che conosco anche poco). Comunque non penso che ci siano basi logiche su cui discutere di chi sia “migliore” fra swanwick che dice poco e – diciamo – Erikson che si dilunga su tutto. Se il tuo modello è il primo, penso tu possa considerarti abbastanza soddisfatta, almeno a livello stilistico. Ciao!

    P.S.: off topic, ho visto su anobii che dai un punteggio molto alto a fanterie dello spazio: preferisci quello o “la luna è una severa maestra?”

  45. 125 Gamberetta

    @Selerian. Premessa: non sentirti obbligato a finire di leggere. A me piace ricevere commenti su quello che ho scritto (nel bene o nel male), però non è una “tassa”, se la lettura diventa un obbligo, lascia perdere, è un tuo sacrosanto diritto.

    Detto questo ho paura che i nostri gusti siano troppo lontani. Per me Miéville scrive male e Swanwick è tutt’altro che stringato, si può (si deve) essere ancora più “telegrafici” (ma io la chiamo eleganza).
    Così come i personaggi che “meditano” (si chiedono il perché degli avvenimenti): a me annoiano. Subito. Dunque ho cercato di evitare o di prenderla con ironia – Laura che di fronte all’assurdo pensa di essere stata rapita dai netturbini.

  46. 124 Selerian

    Ciao! Comincio specificando, come altri, che ho letto solo una parte della discussione – penso sia inevitabile. Se ripeto qualcosa di già detto scusami, ma penso che i commenti siano un pò più lunghi del libro ormai.

    Ho cercato di leggere il tuo racconto, sono arrivato al capitolo 11 prima di cedere definitivamente. E arrivato qui, posso rispondere con sicurezza alla domanda fondamentale: mi spiace, non darei 15 euro – ma nemmeno 12, o 8 – per comprare questo libro (il fatto che non riesca a finirlo nemmeno gratuitamente temo sia rappresentativo). Di norma se un libro non mi piace lo mollo senza dire altro, ma visto che seguo volentieri e da tempo questo blog penso che mi sforzerò di andare alla fine – intanto però ti do la mia opinione “di lettore”, quella che esprimerei se avessi trovato questo libro senza sapere nulla sull’autrice.

    “Le avventure della giovane laura” mi è sembrato troppo frammentario, rapido, e soprattutto privo di particolari spunti interessanti. Il primo impatto negativo è stato proprio quello stilistico: tutto succede troppo in fretta, con scarsissime descrizioni, nessuna pausa riflessiva né per noi né per il personaggio. Non riesco a figurarmi le scene che racconti. O meglio, ci riesco, ma è come un disegno stilizzato più che come un film: SO che c’è un gatto a due code sul tetto di una macchina, ma come immaginarlo? Di che dimensioni, in che atteggiamento? Cosa c’è attorno? Certo, tutto questo ha pochissima rilevanza – ma se mi interessasse solo cosa succede, leggeri direttamente i riassunti e i risvolti di copertina: io voglio IMMAGINARE cosa succede. Vero che posso decidere io come è fatto il nekamata e cosa sta facendo, ma personalmente pretendo che il libro mi aiuti.

    Devo anche dire una cosa a tuo vantaggio, però, qui: Swanwick (che avevo iniziato a leggere con un certo entusiasmo dopo una tua recensione, ma ho abbandonato) dal mio punto di vista aveva lo stesso identico problema. So che a te piace molto, quindi se il tuo “stile ideale” è quello penso che tu possa ritenerti abbastanza soddisfatta, una somiglianza fra i due direi che la vedo. Io, del resto, preferisco Mieville, e quale dei due stili narrativi sia il migliore penso sia impossibile a dirsi in modo oggettivo. (M. a volte esagera in complessità, ma su S. ricordo scene del tipo “scoppiò una bomba. Will riprese a camminare”, ci mancava solo “FINE TRASMISSIONE STOP”)

    Quanto alla trama in sé, l’ho trovata abbastanza ridicola. Sono abbastanza certo che nel riprendere una trama da fantasy incredibilmente trucido, con tanto di talismano da ricomporre e spiriti elementali, il tuo intento fosse satirico, e si vedeva. Ma c’è un problema fondamentale: cosa me ne frega a me, come lettore, che l’intento sia satirico o no? COMUNQUE mi trovo una storia di talismani e spiriti. Capire che ANCHE L’AUTORE la trova assurda non è di alcuna consolazione, mentre mi trovo costretto a sorbirmela. Qui varrebbe la pena di citare una delle regole fondamentali della satira, che ho sentito esprimere una volta (penso dalla Guzzanti): mostrare le assurdità esattamente come sono NON FA RIDERE. Infatti, fra le altre cose, anche se io adoro la letteratura comica (pratchett, gaiman e stroud mi sono piaciuti molto) non ho praticamente mai riso leggendo il tuo racconto. So che hai un bellissimo humour che apprezzo sempre nelle recensioni, ma trasferirlo in una storia è estremamente difficile. Cercare di farlo sfottendo quegli stessi cliché che però ritroviamo pressoché testualmente non funziona affatto.

    Un altro problema è la protagonista, Laura. è stupida, incredibilmente stupida, eppure dotata di uno humour piuttosto brillante – già è un personaggio poco credibile. Inoltre, leggendo il racconto, dà la fortissima sensazioe di essere un’invettiva più che un personaggio, una tua accusa alle ragazze con quoziente intellettivo pari al PIL pro capite del Burundi che sono fin troppo diffuse. Odio individuare fra le righe un giudizio dell’autore sui personaggi: è il motivo per cui ho detestato Dimitri, forse il narratore più impiccione che abbia mai trovato.

    C’è un problema, poi, comune a molte storie scritte da dilettanti: tutto succede troppo rapidamente, non hai il tempo di seguire la vicenda. I personaggi non hanno dubbi, non si chiedono “perché?” quando assistono a qualcosa di assurdo, le loro reazioni sembrano compresse in un’area riservata, del tipo “qui dolore disperato, poi non ne riparliamo per il resto del libro”.

    Va anche detto che magari il libro diventa meraviglioso dalla prossima pagina in poi. Non è per pigrizia che commento prima di finirlo (lo finirò – fammi sapere se ti interessano le conclusioni finali o ti ho ammorbata abbastanza), ma tenevo a spiegarti perché, se avessi comprato o trovato su internet il tuo libro, l’avrei mollato a questo punto – senza mai a venire a saperlo, nel caso dalla pagina successiva si fosse rivelato il racconto della mia vita.

    Spero che questo commento ti sia stato utile, ciao!

  47. 123 Angra

    @Gabriele N:

    Della virgola prima delle congiunzioni si è già parlato a lungo. Non è un errore. Può avere la funzione di pausa intonativa, L’Infinito di Leopardi ne fa largo uso. Ti rimando a un articolo sul sito dell’Accademia della Crusca.

  48. 122 Gabriele N.

    Ho letto una parte del tuo libro, quella che son riuscito a decifrare. I buoni spunti non mancano, ma sono scritti in maniera abbastanza confusa.
    Ti dilunghi davvero troppo in particolari inutili (cosa che rimproveravi tanto ad altri autori!); ci sono diversi strafalcioni, alcuni dei quali ti sono già stati segnalati; Laura è stupida (persino troppo, e questo è poco credibile..sembra da ricovero per ritardo); errori di punteggiatura frequenti, come le virgole prima delle congiunzioni coordinanti etc…
    Lo stile alterna passi di estrema semplicità, quasi banali, con pezzi direi alquanto noiosi e inutili (gli esempi della trigonometria etc sono di una pesantezza e ridondanza spaventosa).
    Ripeto, spunti interessanti ce ne sono, ma il lavoro di revisione da fare è veramente immenso.
    Detto ciò, buona fortuna.
    Gabri

  49. 121 Tordotardo

    @ Gamberetta

    Ciao, prima di tutto ti voglio ringraziare, sono capitato per caso su questo blog ma, come succede qualche volta, ho paura che ci rimarrò per un bel pò di tempo. Perchè è fantastico. Meraviglioso. Appassionante. Fa bene al cuore.In più, come ciliegina sulla torta, ho avuto la fortuna di trovare il tuo primo romanzo(che scaricherò immanentemente). Cosa chiedere di più dalla vita? Forse un Lucano, (come accompagnamento ad un cocktail di gamberi), e poi, mi vuoi sposare?

  50. 120 ???

    @ Gamberetta

    In un certo senso anche l’avventura nel sottosuolo serve a qualcosa: ci fa vedere come i nobili si possano stancare della loro vita (quello che e successo anche con Nat) e c’e la scena dell’umiliazione che viene riprese alla fine con Florian.

    Comunque capisco che ora come ora sia impossibile rimettere mano a tutto il tuo lavoro. Magari se il prossimo ha in comune l’aspetto picaresco, pensaci.

    Ciao

  51. 119 Samy

    Ciao, premetto che non ho letto il romanzo.
    Non l’ho fatto per un semplice motivo: non mi piace leggere gli e-book.
    Lascio questo commento proprio per dirti una cosa: sbagli, secondo me, a lasciare il libro disponibile gratuitamente qui.
    Ti spiego perchè: è difficile per uno scrittore diventare famoso al primo libro e vendere molte copie, questo blog sarebbe stata un’occasione d’oro per pubblicizzarti. Io leggo sempre questo blog, adoro le tue recensioni (soprattutto quelle cattive!) e credo che ci siano molte persone a farlo. Se avessi fatto pubblicare il romanzo senza farlo leggere, sicuramente i lettori del blog l’avrebbero adocchiato, non dico comprato perchè non so con che criteri la gente compri i libri. Non ci vuole un genio per capire, però, alcuni criteri di non-acquisto di un libro: se il tuo libro non è piaciuto (mi riferisco sempre a questa versione digitale) non lo comprano e il motivo mi pare ovvio, se è piaciuto poco/abbastanza non lo comprano perchè ce l’hanno già come e-book e probabilemente non lo rileggeranno, se è piaciuto molto hai qualche possibilità con persone disponibili a comprarlo in una libreria, non sono sicura che però molti tuoi lettori lo comprino se l’hanno già letto e ce l’hanno disponibile gratuitamente. So che posso sembrarti una persona che pensa solo al lato economico delle cose, ma dato che da quel che ho capito hai del talento come scrittrice e potrebbe anche essere il tuo mestiere in futuro, pensare al lato economico mi sembra necessario.
    Ormai il danno è fatto, il libro l’hai diffuso gratuitamente, però puoi sempre tentare di alleviare. Metti, ad esempio, le prime 50 pagine disponibili. Mi sembra più sensato, se il libro piace uno se lo va a comprare (anche magari in una versione PDF da 2 o 3 euro, se non da fastidio leggere dal computer), se non piace no. Così è dura vendere, puoi sperare in una pubblicità quasi nulla per gli scrittori esordienti.
    Questa è solo la mia opinione, spero che sia un consiglio utile quanto quelli sui dettagli (:

    Samy

  52. 118 Gamberetta

    @???. Fino a un certo punto, in Swanwick molti episodi rimangono fini a se stessi: vedi Small Room in Koboldtown o tutta la lunga avventura nel sottosuolo di Babele. Poi che sia più bravo di me, sì lo ammetto! ^_^

    Poi per Laura se ne riparla fra minimo due anni, dato che non mi sembra il caso di stravolgere questo e il romanzo che sto scrivendo adesso ha tutt’altra struttura.

  53. 117 ???

    @ Gamberetta

    Ho appena finito di leggere Dragons of Babel.
    Mi ha ricordato da vicino il tuo libro per il carattere picaresco. Inoltre mi ha convinto del fatto che quello che forse manca al tuo libro sia una connessione più fitta fra le varie avventure.

    Voglio dire che sia tu che Swanwick ci fate assistere a una serie di avventure che “capitano” ai vostri protagonisti, ma in Swanwick ogni singolo particolare alla fine ha un suo perchè. Ogni cosa cade al posto giusto e si scopre che ogni evento, per quanto potesse sembrare casuale, faceva parte di un piano.

    Tutto ha senso dopo la rivelazione della vera identita di Nat.

    Secondo me dovresti lavorare su quell’aspetto. Che ne pensi?

    Ciaoz

  54. 116 Gamberetta

    @arianna.

    laura parla di laura e quindi magari tu ne sei fuori, ok, ma io che leggo non ho un bastiano che legga al posto mio. a livello emotivo la situazione non è troppo diversa dal cercare di guardare un film, magari un bel B-movie di quelli da colica di popcorn, con un vicino di poltrona che continua a stuzzicarti con un grissino dicendo: “è un film. l’attore è appeso a una corda. tutto schermo blu…” eccetera.

    L’idea era più che tu guardavi il B-movie con i vampiri e accanto a te un lupo mannaro ti assicurava che i vampiri non esistono. Il fatto che siano dei gargoyle a negare l’esistenza dei nekomata dovrebbe essere sufficiente a far dubitare su cosa sia effettivamente vero e cosa no.

    Per le fanfiction non saprei: io ho avuto spesso la voglia (per fortuna sempre repressa) di scrivere fanfiction su Sailormoon, non ho mai pensato di scrivere fanfiction sui romanzi di Heinlein o Swanwick, e non per questo Sailormoon mi piace di più, anzi…

  55. 115 arianna

    o, in modo anche piu bieco:

    “non viene l’impulso di scriverci una fanfiction”

    non che sia un impulso da assecondare, anzi se venisse represso più spesso il mondo sarebbe migliore, però è un indice di gradimento abbastanza indicativo.

  56. 114 arianna

    ups… il commento vero e proprio.. ehm…

    cambiando argomento…
    laura parla di laura e quindi magari tu ne sei fuori, ok, ma io che leggo non ho un bastiano che legga al posto mio. a livello emotivo la situazione non è troppo diversa dal cercare di guardare un film, magari un bel B-movie di quelli da colica di popcorn, con un vicino di poltrona che continua a stuzzicarti con un grissino dicendo: “è un film. l’attore è appeso a una corda. tutto schermo blu…” eccetera.
    un pelo frustrante, quantomeno per il genere di lettore che cerca un biglietto aereo. chi cerca quello del circo, magari non se ne lagna.

  57. 113 Gamberetta

    @arianna. Aspetto il tuo commento vero e proprio. Per ora non sono sicura di capire bene quello che intendi. È vero, non ci credo, d’altra parte è Laura che narra di Laura, io cosa c’entro?

  58. 112 arianna

    Finito…

    Per il commento vero e proprio devo rimuginare un po’ di più.

    Una cosa: sembra che tu non voglia concedeti nemmeno per un istante il gusto di credere a quello che scrivi. Ok, sono balle. E allora? Ne avresti comunque il sacrosanto diritto (di godertele, intendo)…

    (Secondo me, tra l’altro, è questa la forza di Drancesco Dimitri. Lui se le gode. Talvolta anche troppo.)

    Naturalmente hai anche il sacrosanto diritto di non concedertelo. E di non concedercelo, di conseguenza.
    Però è un po’ come farsi le canne misurandosi le pulsazioni. (Conosco uno che l’ha fatto davvero.)

  59. 111 arianna

    prima di iniziare: “mah. quanto bene potrà mai scrivere un critico/editor?”
    primo paragrafo: “ma a questa l’italiano fa schifo?”
    professoressa Bocci: la cartuccia di nero sente un tremito nella forza
    gargoyle & yorkshire: la cartuccia di nero fa testamento
    suppergiù pagina 15: la cartuccia di nero si rende conto che sarà sacrificata per una buona causa.
    supperpiùgiù nella pagina 15: la cartuccia di nero accetta la cosa.

  60. 110 Il cappellano

    Ho finito di leggere, e’ stata una giornata un po’ pigra in ufficio…
    La prima parte mi e’ sembrata un po’ sottotono, un po’ parodia dei manga.
    La seconda parte l’ho trovata piu’ bella e fresca, in particolare mi e’ piaciuto il viaggio in quel mondo strano (quello dentro il buco dello studio dello psicologo) che mi ha ricordato Alice nel paese delle meraviglie (ma forse e’ solo una suggestione mia). La mia parte preferita.
    La terza parte e’ gradevole, molto teoria del complotto, il barbone dio mi ricorda in parte gli dei di Terry Preachett.

    L’appendice sugli Haku e’ una piccola perla.

    Ho letto tutto durante orario d’ufficio in circa uhmmm 7 ore o giu’ di li. Quindi significa che il romanzo acchiappa.
    Non so se ci spenderei 15 euro (forse 15 no, con questa crisi… 6/7 edizione economica gia’ sarebbe meglio).

    Beh che dire, ti auguro di essere “fortunata” come un furetto ;)

  61. 109 Gamberetta

    @Il cappellano. Grazie della segnalazione. Nella prossima revisione sarà corretto.

  62. 108 Il cappellano

    A pagina 79 c’e’ un errore di battitura:

    poi lui le ——>fecce<—– cenno di accomodarsi.

    spero che la segnalazione risulti utile.

  63. 107 Anacarnil

    @CMT
    Scrivendo “italiano”, mi hai fatto pensare che volessi distinguere tra la nostra patria e l’estero. Dilemma risolto.

    Sul fatto che ISDA si ambienti nelle campagne inglesi, non concordo. Vero che soprapponendo l’Europa alla Terra di Mezza la Contea non è troppo lontana dall’Inghilterra, ma se non ricordo male, l’Inghilterra viene fatta coincidere con Tol Eressea. Ad ogni modo si tratta di ere differenti: se fosse corretto dire così, dovrebbe anche dire che Attila arrivava dall’Unione Sovietica o.o

  64. 106 CMT

    Ah, per inciso, il Signore degli Anelli _è_ ambientato nelle campagne inglesi. !____!

  65. 105 CMT

    @Anacarmil: ho capito ora di quale arresto stavi parlando. ^__^
    Visto che subito dopo ti riferivi allo gnomo, davo per buono che parlassi dell’arresto avvenuto a Foltone, e non di quello per l’omicidio del professore.

    Comunque non ho mai detto che le cose funzionino così in Italia e non all’estero, dove l’hai letto? ?___? Ho scritto “italiano” perché era la cosa più logica a cui fare riferimento, “mondiale” sarebbe stato scorretto, e mica mi metto a fare una lista di paesi di riferimento… al più potevo scrivere “reale”, ma tant’è… ^__^

  66. 104 Anacarnil

    CMT scrisse:
    >dovresti aggiungere un bel “nostra” prima di realtà, e non è davvero nella >nostra realtà che si situa la scena in questione. In realtà non sarebbe neanche >necessario il surreale per giustificare la cosa, semplicemente non si può dare >per scontato (o richiedere) che il sistema della giustizia di un mondo X sia >identico a quello italiano. Prendi il sistema cardassiano di Star Trek, ad >esempio, dove il colpevole viene riconosciuto tale prima di fargli il processo. >Non c’è nessun problema di verosimiglianza: lì funziona così, punto.

    Non sono così d’accordo :)
    Capisco il tuo punto di vista, visto che comunque parliamo di un romanzo fantasy surreale. Però… voglio far notare alcune cose. Ovviamente per pura discussione accademica.
    Uno: Tu dici che così va in Italia e non all’estero. Non sono così ferrato in giurisprudenza internazionale, ciò nonostante, la base comune delle leggi nei paesi occidentali è proprio il diritto romano. E comunque in un paese non dittatoriale non credo che si possa arrestare qualcuno senza validi motivi.
    Due: Il primo arresto avviene nel mondo di Laura, che ha tutti i tratti del nostro mondo: scuola, professori, Sailor Moon eccetera. I nomi dei personaggi sono italiani e se non ricordo male, l’arresto lo fanno proprio i carabinieri, forza dell’ordine che non mi risulti esistere all’estero.
    Tre: Si potrebbe obiettare che anche se il mondo assomigli al nostro e il paese all’Italia, sia una sua versione fantastica con regole sue. Sì, ma da nessuna parte c’è una descrizione dell’ambientazione che mi faccia pensare che sia un mondo fantastico e non il nostro. In Star Trek è evidente che i fatti non si svolgano nella Bassa Bresciana. Nel Signore degli Anelli (per esempio) l’ambientazione originale è molto ispirata a quella delle campagne inglesi, ma si capisce che non si tratta di un romanzo ambientato là.

    Riconosco comunque che è un dettaglio, che peraltro ho notato solo io.

  67. 103 Simone Pietro Spinozzi

    Ho iniziato a leggere il tuo romanzo da poco, ma da quello che leggo diversi hanno genericamente avuto la mia reazione.

    Carina di base, forse hai ecceduto con due cose.

    1) Cambi di scena in stile Illuminatus, in quel libro si voleva creare una sensazione di complotto e angoscia nello stesso lettore. In un fantasy come questo una linea temporale con salti cosi’ veloci e’ un po’ come il prato erboso. E’ difficile che la lettura non diventi basata sull’analisi stilistica piu’ che un godersi la storia.

    2) l’anti-marysue della protagonista, e’ leggermente troppo forzato. Voler presentare un personaggio senza redenzione riduce l’immedesimazione e anche in questo caso si tratta di distanziare piuttosto che appassionare, si ridacchia della protagonista, ma non ci si interessa di essa.

    Continuando a leggere forse trovero’ una evoluzione della protagonista che mi permettera’ di immedesimarmi di piu’ o una linea temporale meno sballottolante per queste prime pagine sinceramente mi sono dovuto sforzare per continuare dopo il primo capitolo.

    Ad occhio e croce sembra che tu l’abbia scritto piu’ per rabbia alla solita storiella preconfezionata con lo stampino che non per prendere il lettore. Motivazione da parte mia condivisibile.

    Comunque sto studiando anch’io come diventare uno scrittore decente e non ho ancora finito di leggere la tua storia, quindi prendi i miei consigli con un po’ di sale.

  68. 102 izzy

    Ciao Gamberetta.
    Anche se credo sia ovvio, dico subito che non ho letto tutti i 100 e passa commenti, quindi se ripeto cose già dette abbi per favore pazienza.

    Ho letto tutto il tuo romanzo, e ci ho messo anche poco. La storia è particolarmente surreale, una letteratura a me estranea, e forse per questo l’ho apprezzata: di certo non è un classico fantasy.

    In linea di massima mi piace il tuo stile, lo trovo diretto e scorrevole. Ma allo stesso tempo, sotto alcuni aspetti, mi sembra troppo scarno. Il ritmo a volte mi sembra davvero troppo frenetico, e questo è tutta quesione di come scrivi. Inoltre nei cambi temporali di trama (non ho idea del termine tecnico, ma in pratica quando nella storia si passa da una scena ad un altra divisa da un certo periodo di tempo) mi sono sentito spesso confuso, smarrito. Ti ho visto ammonire romanzi perchè pieni di “fronzoli” stilistici che a tuo avviso distrevano il lettore dalla storia, però il troppo “sintetico” mi ha fatto lo stesso effetto. Sono dovuto tornare indietro a leggere le frasi precedenti per capire cosa stesse succedendo, e se ci fosse o no una pausa temporale in mezzo.
    Il disorientamento provato nei cambi di scena mi ha ricordato un romanzo di Stross, giungla di cemento, dove avevo ritrovato la stessa difficoltà, con i protagonisti che passavano di palo in frasca senza che si capisse il perché.

    Ho alcuni dubbi sulla storia, particolari che non ho capito. Credo sia “colpa” del mostrare a tutti i costi. Forse in alcuni punti ti aspetti troppo dal lettore, che capisca cose che magari solo per te sono facili da capire, essendo l’autrice.
    Per quanto tu possa essere brava, credo che a fare l’editing debba essere sempre una figura staccata dall’autore. Tu conosci troppo bene la storia, l’hai stampata in testa, per poterti rendere conto dove la narrazione potrebbe essere troppo povera, e il lettore abbia la necessità di un aiuto nel comprendere le situazioni.

    L’ultima parte l’ho trovata pesante, al punto da pensare che alcune scene narrate fossero parzialmente inutili, superflue. Forse perché mi stavo assuefacendo al minimalismo delle parti precendeti. Un cambio di stile troppo brusco.

    Se avrei speso 15 euro per questo romanzo? Nonostante creda abbia la necessità di un editing esterno, sì. Anche se devo ammettere che forse ora non lo farei, avendo già letto il romanzo in formato elettronico. Forse mi sarebbe più facile donarti direttamente 3 euro. In ogni caso lo letto volentieri.

    Ciao.

  69. 101 CMT

    @Anacarnil: io non ho detto che il surreale giustifica gli errori. Quello che ho detto è che in un mondo surreale è perfettamente plausibile che la giustizia non segua lo stesso iter del mondo reale. Il problema è che quando tu dici

    nella realtà un arresto avviene in presenza di gravi indizi o prove

    dovresti aggiungere un bel “nostra” prima di realtà, e non è davvero nella nostra realtà che si situa la scena in questione. In realtà non sarebbe neanche necessario il surreale per giustificare la cosa, semplicemente non si può dare per scontato (o richiedere) che il sistema della giustizia di un mondo X sia identico a quello italiano. Prendi il sistema cardassiano di Star Trek, ad esempio, dove il colpevole viene riconosciuto tale prima di fargli il processo. Non c’è nessun problema di verosimiglianza: lì funziona così, punto.

  70. 100 Diarista incostante

    @Gamberetta
    Sì, scusa, mi rendo conto che non mi sono spiegata in dettaglio.
    Nella prima parte ho avuto difficoltà con Laura, che come ti ho detto non mi piaceva, poi ho iniziato la seconda parte e lì è saltato fuori anche il bizzarro e nell’insieme per me è stato troppo e ho lasciato perdere.
    Come hai detto tu non è per forza un male, potrebbe essere solo una questione di gusti. Di opinioni ne hai sentite e ne sentirai ancora tante, quindi tira le somme e vedi tu.

  71. 99 Anacarnil

    @Gamberetta.
    Dire che può essere passato molto tempo non mi convince. In tutto il romanzo non ricordo salti temporali apprezzabili, e comunque mai nel mondo realistico in cui vive Laura. Che nel giro di tre righe passino giorni o settimane, senza che nemmeno sia scritto, a me appare una forzatura. E se eliminassi la parte dell’arresto? Non credo che si perderebbe moltissimo.

    Sul termine “pregiudicato” ho i miei dubbi. Sul dizionario Garzanti dà la stessa definizione che avevo trovato su un dizionario etimologico: “chi ha riportato in passato condanne penali”. Vedrò se trovo l’esatto significato giuridico.

    @CMT.
    Non credo che il fatto che si tratti di un romanzo surreale giustifichi eventuali errori. Altrimenti ricadiamo nel classico “è fantasy”, e giù con gli archi lunghi tesi dai bambini e dagli eserciti sconfitti da una manciata di straccioni che ha costruito una flotta in trentadue minuti netti.

  72. 98 Gamberetta

    @Diarista incostante. Il tuo commento mi preoccupa un po’: nel senso che la prima parte è di gran lunga quella meno bizzarra. Poi la storia è molto più stravagante. Ho paura che l’ultimo anno a base di new weird e film giapponesi abbia un attimo falsato la mia prospettiva. Ma forse non è un male.

  73. 97 CMT

    Sull’arresto e la battuta dello gnomo non mi sembra ci sia nessuna necessità di verosimiglianza, considerando che l’intero contesto è di per sé surreale. Se anche fosse stata rilasciata prima ancora dell’arresto non avrei visto alcun problema nella cosa, non ha certo meno senso del bus serpentone o della fiammella parlante… ^__^;

  74. 96 Diarista incostante

    Col treno della ghiaia arrivo anche io.
    Ho provato a leggerlo, ma alla fine ho desistito, mi dispiace. Ho abbandonato la lettura poco dopo la prima parte.
    Il fatto è che non ho trovato un appiglio che mi permettesse di andare avanti: la protagonista non mi piaceva, e la vicenda era così bizzarra che non riuscivo ad appassionarmi.
    Però la storia è scritta bene, ottimo ritmo (pure un po’ troppo frenetico alle volte) e dialoghi davvero credibili (ci si sente la tua voce dentro, a tratti pure un po’ troppo, a volte i personaggi finiscono per avere una voce simile). Alcune metafore sono proprio belle (carote = tessere del domino).

    In definitiva i casi sono due: o è tutta solo una questione di gusto per lo strampalato che tu hai e a me difetta, o magari potresti riscriverla con una Laura meno idiota (diciamo insopportabile? Diciamolo) e qualche sprazzo di quiete qua e là. Decidi tu.
    In ogni caso brava.

  75. 95 Gamberetta

    @Anacarnil.

    Un’ultima nota sulla verosimiglianza: Laura viene arrestata (per l’omicidio del professor Cosenza) e nel giro di poche ore viene scagionata. Queste sono cose da favoletta, nella realtà un arresto avviene in presenza di gravi indizi o prove, e col cavolo che si esce semplicemente dicendo di non aver fatto nulla.

    E chi dice che siano passate poche ore? Non c’è scritto, c’è solo scritto che venne rilasciata quando fu appurato che non era stata lei. Magari ha fatto appello al Tribunale della Libertà ed è passata una settimana, o anche più, non è incoerente con il resto della storia.

    “Mi spiace ma per legge non posso vendere mirini ai pregiudicati.”
    ma lei è solamente in arresto… per essere pregiudicati serve una condanna.

    Secondo il De Mauro, pregiudicato: “persona che ha già subito una o più condanne penali o misure di sicurezza personali”. Direi che essere arrestati è una misura di sicurezza personale. Inoltre è una battuta dell’Alto Gnomo, che (ipocritamente) ci tiene ad apparire zelante con le forze dell’ordine: se ti arrestano è come ti avessero già giudicato, figurati se il nostro sceriffo si sbaglia!

  76. 94 Anacarnil

    Con notevole ritardo, trascrivo le mie impressioni.

    Prima di tutto una valutazione generale: carino, ma arrivato a metà ho fatto fatica a finirlo. Troppo splatter che mi pare immotivato, poi una valanga di “stramberie” che, personalmente, non mi hanno dato nulla (se non disorientamento). Probabilmente i tuoi gusti sono questi, ma l’impressione che ho avuto è quella di una fantasia che se ne va per i fatti suoi, senza riuscire a formare un quadro preciso (come diceva quello spot “la potenza non è nulla, senza controllo”).

    Devo riconoscere che però fino alla gara di haiku, gridavo al miracolo. Davvero, la prima parte mi è piaciuta, stramba, ironica al punto giusto. L’inizio della seconda mi ha dato un flavour miyazakiesco (non saprei definirlo meglio), con quel serpente-bus, il biglietto animato eccetera. Poi, invece, mi è parso che volessi più che altro torturare la tua protagonista piuttosto che raccontare una storia, spargendo sangue e membra il più possibile nella tua opera di distruzione dei canoni fantasy.

    Riguardo allo stile, si vede la tua mano nel romanzo. Però certe cose che trovo adatte ad un post su un blog, trovo che stonino in uno scritto. Mi riferisco a:

    - moltissimi corsivi che usi per rafforzare un termine, specie nel parlato. Un po’ vanno bene, così trovo che perdano efficacia;
    - molte volte scrivi sostantivi astratti con la maiuscola, come se fossero entità ben precise (l’Ironia, la Rabbia, il Senso di Colpa, la Verità, ecc.);
    - commetti un sacco di ripetizioni, a volte davvero troppo ravvicinate per essere giustificabili;

    Un’ultima nota sulla verosimiglianza: Laura viene arrestata (per l’omicidio del professor Cosenza) e nel giro di poche ore viene scagionata. Queste sono cose da favoletta, nella realtà un arresto avviene in presenza di gravi indizi o prove, e col cavolo che si esce semplicemente dicendo di non aver fatto nulla. Anche in un altro punto ho notato una scarsa conoscenza giuridica: quando Laura viene arrestata a Foltone lo gnomo dice:

    ” Mi spiace ma per legge non posso vendere mirini ai pregiudicati.”

    ma lei è solamente in arresto… per essere pregiudicati serve una condanna.
    Visto che sei una persona piuttosto precisa, queste le dovresti correggere.

  77. 93 Serena

    Ti stimo devotamente!
    ***Laura è trp karina e simpa!!!*** :D

    Per ricambiare le risate condivido con te e con i lettori questa elevatissima parodia che ho trovato oggi navigando qua e là di un noto film tratto da un noto libro…
    http://www.cineblog.it/post/15758/twilight-una-divertentissima-parodia-italiana

  78. 92 the4rald

    In generale la penso come Drest.
    In particolare, Laura ha una doppia valenza nel testo e non mi convince in pieno: è la chiave per accedere alla “demenza onirica” con cui sono dipinte le avventure – che sono qui godibilissime in funzione della narrazione di Laura stessa, più che per i contenuti reali – ma c’è uno scalino esagerato fra la Laura narrante e la Laura agente, specialmente nella parte centrale.
    La storia non ha una sua coerenza interna, forse il romanzo unico non rende bene in questo senso. Unito al ritmo molto alto e alla difficoltà di inquadrare il mondo in cui tutto si svolge (e farlo attraverso Laura è faticoso, divertente ma limitante) ciò comporta la nascita di un microcosmo inadatto a qualcosa di così articolato: preferirei storie brevi o brevissime, quasi che Laura sia da “assumere a piccole dosi”.

    Detto questo, nonostante sia risultato divertente e abbia invenzioni degne di questo nome, il testo non mi ha preso appieno; complimenti comunque per lo stile e l’ottimo risultato raggiunto all’esordio.

  79. 91 Gamberetta

    @Conva. UAU! Grazie! Sono felicissima che qualcuno abbia davvero apprezzato il lato weird del romanzo. E grazie anche per la segnalazione, mi vergogno ad ammettere che non conoscevo tale autore (e invece pare che il Geni’chiro sia tutt’altro che uno sprovveduto).

  80. 90 Conva

    Devo ammettere che per leggere storie “bizzarre” ho speso molto più di 15 euro,considerando che erano molte meno le pagine…
    (Oppure dovrei cambiare libreria…i prezzi di quelli là mi puzzano..XD)

    In sostanza hai creato una atmosfera mooooooolto buona ( non perfetta perchè credo che la perfezione sia irraggiungibile da chiunque, ma poco ci manca.) e devo dire che,parlando per me , assiduo lettore di tutto ciò che salta fuori dalle menti più strane del pianeta, mi ha preso veramente.

    Concludo con un bel in bocca al lupo, e spero tantissimo che continuerai su questa strada.

    Ciau!

    P.s: La gara di Haiku in appendice è veramente una chicca!:P Hai sciolto il mio cuore di Nippomane!XD

    P.p.s: a proposito di roba strana e nippomani, ti consiglio caldamente
    “Sayonara, Gangsters!” di Takahashi Geni’chiro. See ya!

  81. 89 p.coso

    @Gamberetta. Se Don Chisciotte è il tuo romanzo preferito, ti consiglio di leggere Gogol’, soprattutto i racconti.

  82. 88 Warp

    Non vedevo l’ora di commentare questo libro.

    Comincerò dal principio.

    Ho sempre adorato le tue recensioni, così cattive ma al tempo stesso veritiere condite da un sarcasmo pungente. Ogni volta che ne trovavo una nuova la stampavo e la leggevo a chiunque.
    E i miei parenti ridevano.
    Il fatto più preoccupante è che non avevano mai letto nessuno di quei romanzi, però ridevano (o mi compativano).
    “ahah! Ma chi scrive queste recensioni?”
    “Una grande alcolizzata” scherzavo io. Ma GRANDE lo pensavo veramente.

    Però piano piano un dubbio si insinuava nella mia testa.
    Tutti possono scrivere cose cattive: c’è chi lo fa con stile, ma ne è capace il mondo intero di sibilare umilianti frasi su un sito internet.
    Un mio amico me lo ripeteva spesso, però non volevo crederci…
    Gamberetta? No, lei è una Grande!

    Dovevo dimostrarglielo! e finalmente… Ecco il libro!
    Quale miglior prova del fatto che una persona non sa solo criticare ma sa anche il fatto suo?
    L’ho iniziato subito. Sono circa a pag130. Di seguito alcuni errori che ho trovato in seguito ti invierò la recensione.

    Cap1 I gargoyle sono impassibili in troppe frasi.
    Cap4 “Un paio di cuscini e delle coperte. Aveva usato le coperte…”
    inserirei “Le aveva usate…”
    Poi non ho fatto una ricerca approfondita per cui non ti so dire altro però t’invierò presto un’accurata recensione dove ti esporrò l’opera.
    Se poi ti piace la potresti pubblicare sul sito ^^

    Grazie per l’attenzione,
    continua così
    Warp

  83. 87 elmastro

    Mannaggia.

    Mi sono fermato alla fine della seconda parte… O meglio all’inizio della terza.

    La prima parte è semplicemente Ottima. Demente, ignorante, priva di ogni contatto con la realtà (laura intendo).

    descrive e sfotte con brillante sarcasmo la lettrice tipo di Twilight… O almeno, la lettrice tipo di Twilight come a me piace immaginarla.
    E’ scorrevole, si legge tutta d’un fiato, fà ridere.

    La seconda parte cambia completamente registro.
    Immagino che il libro di per sè sia una specie di critica del classico fantasy bestseller moderno, che in genere è tutto fuorchè un bel libro.
    Percò la mia impressione è che tu ci dia troppo dentro con la “critica” al punto da appesantire inutilmente tutta la storia… Io l’ho letta come una specie di allegoriqa di quello che si trova in libreria, ma nel complesso è così pesante da togliere la voglia di andare avanti.
    L’elemento fantastico è così eccessivo da risultare quasi nauseante, la storia và a avanti trascinandosi, un evento insensato dietro l’altro, e sebbene io sia conscio (o almeno io l’ho interpretato così) che si tratta di “satira letteraria”, non riesco a trarne un sorriso od una ghignata.

    Laura è stupida, Ok, è in un mondo fantasy stupido, ok, gli incontri e gli avvenimenti sono surreali, ok… Ma poi?
    Cosa mi dovrebbe far continuare la lettura?

    E’ come leggere un saggio brilante ed arguto, che l’autore ha voluto però allungare inutilmente.

    Da quello che ho letto finora, potresti pubblicare come romanzo breve la prima parte, il resto… Stanca.

    Ora mi metto a leggere la terza parte. Forse era il sonno, forse gli occhi stanchi.
    Vediamo come và a finire.

  84. 86 Gamberetta

    @Melaenia. In assoluto Don Chisciotte, come fantasy Cuore d’Acciaio di Swanwick.

  85. 85 Melaenia

    una semplice domanda: non è per cattiveria, anzi XD
    Sapessi quante risate mi sono fatta con le tue critiche.
    Qual’è il tuo libro preferito?

  86. 84 Gamberetta

    @Paolo S. Sì, probabilmente hai ragione riguardo a “bacucco” (infatti mia nonna lo dice sul serio ^_^), ma questo non vuole essere un romanzo realistico in quel senso. Altrimenti Laura dovrebbe anche sbagliare tutti i congiuntivi e infilare di continuo parolacce.
    Il romanzo è ambientato in un generica Città forse negli anni 2000, non a Milano, Roma o Torino nel 2009. Laura non è gggiovane. È stupida ma non in quel senso.

    Per le lavagne, ci sono anche in grafite. E mi sembrava un termine più alla portata di Laura. Non di meno forse è da togliere (ma sostituirlo con ardesia non migliora la situazione).

    Ora, un piacere: non commentare ogni poche pagine, fai un commento solo alla fine, rende la conversazione più semplice.

  87. 83 Paolo S

    Ciao. 3 cose:
    1, quando manderai il manoscritto alle case editrici (e ti consiglio di non spedire i PDF, ma di mandare uno stampato) lasciaci ampi margini e usa un corpo mediogrnade, tipo 14 o 15. Gli editor e i “lettori” non sono tutti giovanissimi e i non più giovani apprezzano corpo grande e ampi margini.
    2, ma veramente i “giovani d’oggi” dicono vecchia bacucca? A me fa strano: è un espressione che usava mia nonna, il che è tutto dire. Va bene non usare un linguaggio “giovanileggiante”, ma non simulare nemmeno un linguaggio che non è il tuo. Editor e lettori hanno un sonar per queste cose.
    3, mi sono fermato a pagina 7, qui: “Annuì. Posò il gessetto contro la lavagna. Il nero della grafite sembrava volerla inghiottire. Invece non successe niente.” La grafite? Non sono fatte di ardesia, le nostre lavagne (wikipedia IT conferma!)? Ammesso che le lavagne uso oggi non siano quelle verdi e sintetiche ecc ecc. Niente qui nella frase segnala che l’ignoranza sia di Laura, e non dell’autore. Attenzione, perché l’effetto ispira antipatia: questo qui piglia in giro la ragazzina scema e ignora persino che le lavagne sono di ardesia. Sarebbe meglio girare la frase in modo che attribuisca chiaramente l’errore a Laura e non all’autore, se l’intento è questo…
    [to be continued...]

  88. 82 Drest

    Probabilmente il bizzarro filtrato per di più da un punto di vista particolare risulta troppo bizzarro per chi non apprezzi lo strano in sé.

    probabilmente per me è questo: deve essere veramente GENIALE perchè mi prenda il bizzarrobizzarro.

  89. 81 Jessica

    Ciao, mi chiamo Jessica e sono capitata qui per caso mentre cercavo informazioni su alcune case editrici. Anche io mi sto informando per pubblicare il mio libro Fantasy, ho iniziato a spedire qualche mese fa!
    è sempre un piacere scambiare qualche idea con pensone che condividono la stessa passione, quindi ho deciso di lasciare un commento!
    Per prima cosa complimenti, ho letto le prime 19 pagine e per ora lo trovo scritto bene ed è molto scorrevole… in compenso (forse è il mio PC) nel formato x testi arriva solo fino a pagina 19, quindi lì mi sono fermata!
    Cercherò di scaricare la parte restante…!! ^^
    Ah, ti volevo dire… se hai intenzione di pubblicarlo come inedito (che io sappia, ma è possibile che mi sbagli) non dovrebbe essere stato pubblicato in nessun modo. Mi spiego: alcune case editrici definiscono inedito un manoscitto che non sia stato mai pubcliacato, anche per mezzo internet, per almeno la maggior parte (x es: pubblichi 4/10 del manoscritto, ma non i 10/10 totali) altre invece intendono in complesso.
    Non ho la certezza di questo, al massimo prova a fare una ricerca, non vorrei che il tuo sogno di pubblicare il tuo lavoro non avvenga per questo.

    Scusa se mi sono intromessa così all’improvviso ^^ ma mi sono sentita di dirtelo! Comunque appena terminerò di leggere lascerò il mio commento!

    Jessica

  90. 80 Gamberetta

    @Drest. Non sei ostile, tutt’altro. E poi se il romanzo, o parte di esso, non ti ha “preso”, fai benissimo a dirlo.
    Probabilmente il bizzarro filtrato per di più da un punto di vista particolare risulta troppo bizzarro per chi non apprezzi lo strano in sé. O forse potevo far meglio io. Raccolgo pareri apposta per chiarirmi meglio le idee.

  91. 79 Drest

    Aggiungo al commento:
    Per me Onirico non è negativo nè positivo, di per se. Gaiman ci gioca molto, sull’onirico (e sandman lo amo alla follia), e lo fa bene (anche grazie al mezzo – almeno per sandman), trascinandosi dietro il lettore.
    A me il tuo romanzo (beh, la seconda parte, la prima e l’ultima non lo sono) non ha trascinato; più che altro mi sono sentito buttato di peso nella tana del bianconiglio, ma senza poterla vedere appieno, solo attraverso gli occhi (e le descrizioni stringate) di Laura.
    Non so, io non sono uno scrittore, però facendo il master di D&D ho imparato che certe volte la narrazione e la coerenza devono passare in secondo piano, se non sono più “godibili” loro stesse, altrimenti si perde l’attenzione dei giocatori.
    Per me è stato uguale: narrativamente è corretto che sia fatto così, ma è poco sopportabile e ammazza il resto.
    Non ti sei scelta un soggetto tanto facile da riportare in un libro eh? ;)

    Detto tutto questo, non vorrei sembrare ostile: adoro questo blog, e stavo per spedirti una mail per sapere se la barca si fosse dispersa in una tempesta!

  92. 78 Valberici

    Premetto che ormai rifuggo da ogni tipo di giudizio o considerazione oggettiva.
    Quindi ti dirò che a me piace. Potrebbe piacermi maggiormente se ci fossero almeno 100 pagine in più. A volte la storia è troppo “densa” di accadimenti e personaggi. Anche il tempo scorre a tratti un po’ troppo veloce.
    Il mio voto soggettivo, da uno a dieci, è sette. :)

  93. 77 Gamberetta

    @zeros. Non so, può essere che oggi l’hosting abbia dei problemi. Riprova fra un po’, altrimenti, se vuoi, te lo mando via mail.

  94. 76 zeros

    Vorrei leggere il romanzo ma proprio non riesco a scaricarlo: del file RTF riesco a scaricare al massimo 180 Kb, del PDF proprio nulla, delle altre versioni solo file incompleti che non funzionano.
    Spero che la cosa si possa risolvere perché sono piuttosto curiosa :)
    Buon lavoro di revisione|

  95. 75 Darlene Alibigie

    Qualunque commento sull’uso più o meno corretto delle virgole non ha senso. Contrariamente a quanto possono avervi insegnato a scuola, in italiano non esistono vere e proprie regole riguardanti la punteggiatura; ci sono solo convenzioni, il resto è una questione di gusti.

  96. 74 CMT

    @Babbolu: ribadisco che sì, puoi dire che un personaggio è geniale, ma non riuscirai mai a farlo agire _praticamente_ in maniera più intelligente di quanto faresti tu, perché non ci arrivi (o se ci arrivi non è vero che non sei altrettanto intelligente), tutto qui.

    Sulle virgole, spiacente, hai torto, e proprio quei tuoi due esempi sono casi in cui la virgola ci sta benissimo lì dove è stata messa.

    @Gamberetta: per me laura è tutto fuorché simpatica !___! È interessante come personaggio, te l’ho già detto, ma come “persona” a me sta decisamente sulle scatole :D

  97. 73 Babbollu

    mai detto che sia scritto male. ho detto che la parte in cui è laura a narrare sia scritta volutamente male per scelta narrativa (anche se qui volevo farti notare che mi è sembrato un po’ strano che all’inizio non sapesse scrivere per niente – molie, ecc- e poi azzeccasse tutti i congiuntivi o facesse alcuni citazioni e ragionamenti non proprio mediocri. per carità, non ti devo dire io quanto sia ignorante il tuo personaggio, ma mi ha lasciato un po’ interdetto), ma che, per il resto, lo stile sia molto scorrevole.
    beh, il termine onirico assume necessariamente un’accezione negativa, in questo caso: hai chiesto un parere sulla vendibilità del prodotto e per me questo carattere impresso al romanzo è eccessivo. come tu stessa hai detto in altre recensioni, se non ricordo male in quella de “le chiavi del cassonetto”, far estraniare con le proprie scelte stilistiche il lettore non è mai bene e, personalmente, l’effetto che ottieni è quello. ho detto che chi lo trova divertente mi lascia perplesso perché ritengo che, per trovare interessanti quelle parti, si deve necessariamente essere interessati a determinati ambienti culturali: quello manga, quello onirico. dato che sono ambienti che abbracciano, quantomento insieme (io leggevo manga anni, fa, ora non più), una cerchia di lettori piuttosto ristretta, dal punto di vista di una persona che lo debba comprare e di una casa editrice che lo debba pubblicare, è un suicidio.
    in sostanza, mi sta benissimo che tu mi dica: “sono scelte narrative; è il mio libro, ci faccio quel che mi pare”, ma se parti dal presupposto di una valutazione per la sua vendibilità, il giudizio è negativo.

  98. 72 Novek

    A me è il romanzo breve è piaciuto: una storia divertente e ricca di fantasia, che sconfina nel bizzarro e nel grottesco (geniale il furetto-flambé! XD ) ma che mantiene sempre la sua scorrevolezza, anche nei dialoghi, e la sua coerenza. Fantastiche pure le citazioni, in particolare al “racconto giapponese che inizia con il Kappa…” :D

    Non mi vedo d’accordo con certe critiche, per me il punto di forza della trama sta nel suo essere scanzonata, in contrasto anche a certe scene, e personalmente la parte che ho preferito è stata proprio la seconda, quella più onirica e fantasiosa.

    Quindi in bocca al lupo per la pubblicazione!

  99. 71 Gamberetta

    @Babbollu. Comprendo il tuo “entusiasmo” nel commentare ogni venti pagine o giù di lì, ma potevi tranquillamente esporre il tuo parere in un commento unico alla fine.
    In ogni caso:
    - Definisci (con Drest) il romanzo “onirico”. È vero. La differenza è che tu usi questo aggettivo in tono dispregiativo, per me è un complimento. Non è facile ricreare l’atmosfera tipica dei sogni. Io sono contenta di esserci riuscita.
    - Il romanzo non è scritto male. Almeno dal punto di vista della tecnica narrativa. Può non piacere, può avere svariati difetti, e avrebbe potuto essere scritto meglio, ma non è scritto male.
    - Manca una descrizione fisica di Laura perché è inutile ai fini della storia. Laura non ha nessuna caratteristica fisica saliente, né il suo aspetto cambia nulla nella vicenda. Dunque ognuno può immaginarla come vuole. Inoltre, essendo sempre la telecamera sulla sua spalla o nella sua testa, non c’è mai l’occasione d’inquadrarla.
    - Per le descrizioni in generale. Può essere che sia stata troppo stringata, è stata una scelta dovuta a da due esigenze:
    * Dare sempre un ritmo molto alto alla storia.
    * Mantenere sempre il punto di vista di Laura. Laura è come un animaletto: se le mostri una pallina colorata salta felice e concentra tutta la sua attenzione su quel giocattolo, quando togli la pallina l’attenzione diminuisce e l’ambiente sfuma nel generico.
    Laura è colpita dai singoli bizzarri particolari, non ha l’acume per un quadro d’insieme, dunque ci possono essere ben poche descrizioni particolareggiate o “ariose”. Ovviamente ci sono vantaggi e svantaggi: il vantaggio è avere un personaggio (secondo me) simpatico. Lo svantaggio è che il lettore potrebbe appunto essere frustrato da questo punto di vista limitato.
    Ma, nota generale, è meglio descrivere poco piuttosto che descrivere troppo.

    Per la storia delle virgole:

    Senz’altro ci sono casi più rigidi in cui la posizione della virgola risulta più vincolante dal punto di vista logico-sintattico (ad esempio, tra soggetto e verbo, tra verbo e complemento oggetto, tra un nome e un suo aggettivo, ecc.) ma, normalmente, l’uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore.

    L’Accademia della Crusca, nell’articolo citato da Angra. Come vedi non potresti parlare di errore neppure se la virgola fosse tra soggetto e verbo (“più vincolante”, non in assoluto vincolante).
    Dunque è: Sbaglio[breve pausa] o i cinque spiriti ora non ci sono?
    La virgola è lì per indicare quella pausa.

  100. 70 Angra

    @babbollu

    Quel “chiunque l’abbia letto e lo trovi divertente mi lascia perplesso” è offensivo. Sei padronissimo di offendere gli altri, niente di grave, ma non nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso. Tu non stai affatto cercando il dialogo costruttivo, stai facendo il furbetto.

    Venendo al punto,
    1) pag. 13 – Sbaglio, o i Cinque Spiriti ora non ci sono?
    2) pag. 9 – La vita era un tragico balletto che si concludeva tra le lacrime degli spettatori, e il mondo era una discarica [...]

    questi sono errori. in altri casi può essere usato, in questi no.

    No, dici una stronzata, e il fatto che lo ritieni un errore di poco conto non la rende una stronzata più lieve: il punto è che vorresti dimostrare competenza e invece esordisci con una stronzata. Nel post precedente ti avevo messo un link al sito dell’Accademia della Crusca dove si parla proprio dell’uso della virgola prima della e, faresti bene a leggerlo.

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