Le Avventure della Giovane Laura

C’è voluto molto più di quanto avessi preventivato, ma, dopo aver passato ogni minuto libero delle ultime settimane a fare l’editing del mio primo romanzo, posso dirlo concluso. Come promesso a suo tempo, è ora disponibile qui sul blog.

* * *

La Giovane Laura è una ragazza come tante: è stupida, ignorante come una capra, ingenua, impacciata, e non è neanche tanto bella. In compenso… niente! Non ha superpoteri, non legge nel futuro, non parla con i morti, non possiede alcuna conoscenza arcana.
Ciò non le impedirà di essere coinvolta in una serie di avventure fantastiche intrecciate fra loro. Laura dovrà affrontare felini diabolici giunti da un’altra dimensione, vedersela con uno psicologo che ha la brutta abitudine di assentarsi in un mondo bislacco abitato da fate assassine, e alla fine scoprirà che tutte le sue disgrazie sono legate a una misteriosa cospirazione d’insospettabili.
Le Avventure della Giovane Laura è un romanzo urban fantasy con una forte componente di bizzarro, anche se non tale da farlo scivolare nel new weird. Il tono è spesso umoristico o parodistico, ma non del tutto comico come accade in alcuni romanzi di Douglas Adams o Terry Pratchett. Ho cercato più d’imitare lo stile semiserio di certi anime e light novel giapponesi, o di film come Shaun of the Dead e Hot Fuzz. Un altro esempio abbastanza vicino, in termini di stile, potrebbe essere Blart di Dominic Barker.
Nonostante questo non è un romanzo pensato per un pubblico di ragazzini o bambini. O meglio, credo – spero – che la storia possa essere apprezzata sia da chi ha undici anni sia da chi ne ha il doppio o più. La scrittura semplice non dovrebbe creare ostacolo a nessuno e la vicenda mi auguro possa appassionare chiunque.

Un'illustrazione di Ryohei Hase
Un’illustrazione di Ryohei Hase per creare la giusta atmosfera

Una precisazione per i pochi che avevano seguito il progetto di Laura fin dall’inizio: sì, non è questo il piano originario. Mi sono resa conto che mischiare in un unico romanzo le avventure di Laura adolescente e Laura adulta avrebbe complicato oltremodo la storia senza portare alcun particolare beneficio. Perciò saranno due libri separati e autoconclusivi.

* * *

Ogni commento sarà il benvenuto. Saranno particolarmente apprezzati quei commenti che segnaleranno eventuali errori, incongruenze o semplici refusi. Infatti ho intenzione di proporre il romanzo alle case editrici e vorrei fosse il più curato possibile.
In quest’ottica saranno gradite risposte, anche nette, alla seguente domanda:
“Avresti pagato volentieri 15 euro o quanti potrebbero essere per leggerlo?”

Comunque, al di là di un futuro che spero sia nelle librerie, il romanzo rimarrà disponibile con licenza Creative Commons. In parole povere significa che è possibile copiarlo e ridistribuirlo senza limitazioni. Non solo, la licenza autorizza le opere derivate, perciò se volete tradurre Laura in polacco potete farlo, se volete utilizzare personaggi e ambientazione per delle vostre opere potete farlo, se volete trarne un film o un videogioco potete farlo.

In conclusione voglio ringraziare tutti quanti hanno letto le varie parti in anteprima e mi hanno dato pareri e suggerimenti. E un ringraziamento particolare al Capitano e al Coniglietto Grumo.

Buon divertimento.


EDIT del 16 Marzo 2009
Aggiunto il PDF pensato per lo schermo dell’iLiad. Si ringrazia Anacarnil per la conversione.


EDIT del 14 Marzo 2009
In attesa di valutare modifiche più sostanziali, ho cominciato a correggere i refusi e le imprecisioni che mi sono stati segnalati. Un ringraziamento a tutti quelli che hanno commentato qui o via mail.


 Le Avventure della Giovane Laura in formato PDF A4 (leggibile a video e ideale per la stampa)
 Le Avventure della Giovane Laura In formato PDF per iLiad (ottimizzato per lo schermo del lettore di ebook iRex iLiad)
 Le Avventure della Giovane Laura in formato Mobipocket (per i lettori di ebook e altri dispositivi portatili)
 Le Avventure della Giovane Laura in formato RTF (formato leggibile da Microsoft Word e da praticamente tutti i programmi di elaborazione testi)
 Le Avventure della Giovane Laura in formato OpenDocument (il formato di OpenOffice, la suite per ufficio gratuita e open source. Per chi trova insopportabile Word e ogni formato proprietario)
 Un archivio .zip contenente tutti i file di cui sopra.


Approfondimenti:

bandiera EN Foxit Reader per Windows/Linux, un’ottima alternativa all’Adobe Acrobat Reader
bandiera EN Il sito Mobipocket dal quale scaricare il Reader/Creator
bandiera IT Il sito italiano di OpenOffice.org

bandiera IT Douglas Adams su Wikipedia
bandiera IT Terry Pratchett su Wikipedia
bandiera EN Shaun of the Dead su IMDb
bandiera EN Hot Fuzz su IMDb
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bandiera EN Il sito di Ryohei Hase

bandiera IT Creative Commons Italia

 

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235 Commenti to “Le Avventure della Giovane Laura”

Pagine: « 3 [2] 1 » Mostra tutto

  1. 135 Fos87

    Ma non si tratta di rendere Laura “normale”, o psicologicamente sfaccettata. Il problema è che mentre leggi ci sono degli eccessi che, se all’inizio sono divertenti, alla lunga diventano veramente fastidiosi.

  2. 134 Gamberetta

    A chi non piace il personaggio di Laura: ovviamente avete ragione, se un personaggio non è di vostro gradimento, non è di vostro gradimento. Il fatto che a me sia simpatico non è significativo.
    Però queste erano le avventure di Laura, come i viaggi di Gulliver. Chiuso il romanzo di Swift tornano in mente i giganti, i lillipuziani o le isole volanti, non quanto era sfaccettato e psicologicamente profondo il personaggio di Gulliver.
    Non mi spiace che alla fine rimangano più le bizzarrie che non Laura stessa.
    Sarebbe stata una storia migliore se Laura fosse stata “normale”? Non lo so, sarebbe stata una storia diversa, e non era quella che volevo raccontare.

  3. 133 Walter

    Ho letto con grande entusiasmo e partecipazione (e non poca curiosità) la tua opera, bramoso di vederti finalmente dall’altra parte della barricata…
    E devo dire che l’esperienza mi ha lasciato spiacevolmente deluso.
    Il racconto non mi è piaciuto (ma questo è questione di gusto personale), ma soprattuto quello che mi resta della lettura è un deciso sentore di occasione sprecata.
    Nel senso che la cornice generale della storia è tale da far sorgere grandi aspettative nel lettore (puntualmente ed inesorabilmente disattese), la protagonista potrebbe suscitare empatia ed immedesimazione, l’ambientazione ha il giusto tocco di follia ed esotismo.
    MA… dopo un attenta lettura resta solo quel senso di forze non finalizzate, di cose “buttate lì”, senza uno scopo preciso.
    In particolare Laura. Sembri troppo concentrata a dipingere la tua protagonista come una bambina ottusa, frivola, gretta e priva di verve, che la privi di spessore, e rendi le sue alzate d’ingegno meno credibili e (soprattutto) meno godibili.
    Da cartone animato è anche il rapporto con la madre, e l’approfondimento stesso della protagonista che è spesso incoerente con il suo Q.I. (molte cose che fa, dice o pensa sono decisamente al di là della sua portata per come l’hai delineata).
    Le citazione ed i voluti rimandi parodistici sono difficili da cogliere per chi non ha la tua stessa cultura, e molte volte fini a se stessi.
    Detto questo, il racconto in se non è male (a mio parere la migliore è la versione “condensed” in pdf), ed alcuni brani della protaginista vlagono da soli la fatica della lettura (imperdibile la scena dell’incontro finale con Carlo).
    Ottima anche l’idea della Coscienza (in generale), inparticolare per il brillante (delirante/psichedelico) stratgemma dell’evasione.
    In conclusione, si è trattato di una lettura accettabile, ma che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, e la sensazione di un capolavoro mancato.

  4. 132 Fos87

    Concordo con Sami nel giudizio su Laura, mentre riguardo alla storia direi che è un po’ troppo confusa, senza un filo conduttore chiaro e preciso. Non so, forse la cosa è volontaria, al fine di dare un tocco ancora più surreale alla vicenda, però non funziona e dopo un po’ stanca.

  5. 131 roberto

    Avevo scaricato e letto la prima parte del libro un mesetto fa, senza commentare.. dando un’occhiata agli ultimi commenti ho notato che molti lamentano una scarsa immedesimazione con la protagonista. Provo a dire la mia. Nella mia vita mi è capitato di leggere libri con protagonista (\voce narrante, ..) mediocre (il cappotto-Gogol), cattivo & stronzo all’inverosimile (Valerio Evangelisti), noioso e paranoico (Terry Brooks), volgare e ignorante (Irvine Welsh).. e poi pazzi, depressi e idioti di ogni sorta. Insomma, non è il fatto che il protagonista sia stupido (o comuqnue “negativo”) a impedire l’immedesimazione.. il fatto è che, IMHO, Laura non dà niente. A distanza di un mese io ricordo l’omicidio del professore, i gatti a due code, i gargoyle (solo per stare alle primissime pagine).. ma non ricordo nulla di Laura! Puoi rendere Laura stupida quanto vuoi, è una tua scelta, ma dovresti darle qualcosa che la renda un po più interessante. Renderla più “forte” ti consentirebbe di far “digerire” la componente weird anche a chi non è avvezzo a certe derive fantastico-oniriche (io sono uno di quelli..).
    Ad ogni modo, proverò prima o poi a rileggere tutto, della curiosità mi è rimasta.
    In bocca al lupo per revisione, pubblicazione e per i prossimi romanzi, faccio il tifo!

  6. 130 Samy

    Ho fatto uno sforzo per leggere il romanzo ma… nulla da fare.
    Sinceramente è proprio Laura che non mi convince. La sua demenza è eccessiva, è talmente caricata ed esasperata che non fa ridere. Eppure, nelle tue critiche dai la giusta dose all’ironia e alla caricatura. Qui è eccessivo, banale. Tutti sono capaci di dire che una è stupida facendola scrivere senza le doppie o le regole della terza elementare. Ci vuole qualcosa di più, ci vuole un’ironia più sottile e studiata. Capisco che tu voglia fare una caricatura delle scrittrici incapaci e dementi che ci circondano ma così scivoli solo nella banalità, in ciò che è più scontato ed ovvio. Sono arrivata neanche al terzo capitolo, proprio non mi piace! Cerca di rendere meno ovvio il tutto, l’effetto sarà più divertente. Vedendo gli altri commenti, si direbbe che non sono l’unica a pensarlo.

    Bè, in bocca al lupo in ogni caso ;-)

  7. 129 Lerajies

    Mah, sono una lettrice di bocca buona, pronta ad ingurgitare qualsiasi pappone, classico o di moda, ma la tua opera non mi convince.
    I passaggi non sono chiari, non si capisce cosa succede, direi che è monotono.
    Ho capito che a raccontare è la classica ragazzina deficiente convinta di essere un genio, ma forse avresti potuto trovare qualche altro modo per comunicare la sua demenza..

  8. 128 castelloincantato

    Qualche mia critica è già stata detta, ma meglio: se più persone criticano uno stesso punto, forse quel punto ha davvero qualcosa che non va.

    Dici che Laura è un personaggio che non ha nessuna dote particolare: in realtà è molto peggio: è una sfigata; gente che non la conosce nemmeno le dà dell’idiota, ma che senso ha? Specialmente se consideri che è lei a raccontare, è come se si desse della cretina da sola. E oltretutto lei non reagisce: se tutta la storia è una sua fantasia dovrebbe spaccare la lampada impertinente, dare una testata agli gnomi,… Queste mi sembrano più che altro le avventure della giovane Fantozzi.
    Un personaggio così non piace a nessuno, nessuno si identificherà mai con lei, è persino più insulsa di Bella, e non ha neppure un gnokko per riscattarsi: almeno nella sua fantasia lei dovrebbe essere un supereroe.
    Questa storia mi sembra più che altro la drammatizzazione dei tuoi desideri di voler insultare e umiliare le inette scrittrici Fantasy. Poteva essere una parodia, forse lo è, ma fa poco ridere, alcune scene più divertenti sono forse nella prima parte, ma tu le hai pure tagliate (mi riferisco a quelle presenti nella vecchia versione che avevi postato).
    Rispetto alla versione precedente hai tolto la scena di Rita con la mannaia, perché? A me quel pezzo aveva divertito, inoltre hai tagliato alcune frasi in cui descrivevi i libri di Laura e alcune pagine del diario: mi piaceva di più quella versione perché era uno scorcio della sua vita, aiutava a inquadrare il personaggio, la sua psicologia.
    L’intento di farmi “guardare il B-movie con i gargoyle accanto” non ti è riuscito: i gargoyle appaiono troppo poco; forse ti riesce di più nella prima parte, dato che sono + presenti e ogni tanto la narrazione di Laura si interrompe per tornare al presente. Nella seconda e nella terza parte questo non accade mai.
    La seconda parte poi non ha alcun contatto con la realtà: si è immaginata tutto? E’ un po’ tutto campato in aria, mancano i collegamenti sia con il presente che anche tra le varie parti del brano. Ad esempio non ho capito il punto in cui subentra la sua coscienza che ammazza l’elfo e Arturo (pagina 102): Laura ha sognato? Da come si conclude la vicenda pare di no, ma allora che posto era quello? Chi ce l’ha portata? Come fa dopo a risvegliarsi in mezzo agli altri visto che di lei non era rimasta nessuna traccia?

    Pag 56: Quando il conducente le chiede se lo psicologo è stato rapito da un mostro, non si capisce il senso della frase tra lineette: “eppure le parole della domanda le conosceva tutte!”; tu vuoi dire che nonostante conosca le parole non capisce il senso della frase, in questa circostanza però sembra che lei voglia dire che dato che conosce le parole dovrebbe sapere anche la risposta oppure che sia un commento ironico al fatto che invece non conosce tutte le parole perché non ha la più pallida idea di cosa siano le varie tabelle e appendici.

    A pag.83, la frase: “…preso da una tasca della giacca due fogli, in bianco se non per un timbro in un angolo e…”, quel in bianco dopo la virgola stona; secondo me è meglio: “preso da una tasca della giacca due fogli bianchi, tranne che per un timbro…” oppure: “due fogli completamente bianchi eccetto un timbro..” .

    pag 93: riferendoti agli gnomi usi la parola zampe: ok, non sono essere umani, ma non sarebbe meglio braccia?
    “dove aveva attraccato la notte prima l’autobus”: secondo me suona meglio: dove aveva attraccato l’autobus la notte precedente.

    116: Si svegliò subito: subito quando? C’è un cambiamento di scena in cui prima Laura spera di addormentarsi, e ora si sveglia subito; in realtà subito non è, dato che il pasto era già stato servito e lei non se n’è nemmeno accorta: al massimo può essersi svegliata di soprassalto; o sennò “subito” dopo cosa? Devi specificare.

    123 massa di carne sotto di lei: a che “carne” ti riferisci? Il suo corpo, quello delle altre Laure?

    172: in una catapecchia al secondo piano: così sembra che la catapecchia si trovi al secondo piano, meglio: al secondo piano di una catapecchia.

  9. 127 Gamberetta

    @Selerian.

    P.S.: off topic, ho visto su anobii che dai un punteggio molto alto a fanterie dello spazio: preferisci quello o “la luna è una severa maestra?”

    Fanteria. Ci sono parti (come tutte le lezioni “filosofiche”) che andrebbero meglio integrate nella storia, ma per un’appassionata di anime come me, l’invenzione delle Armature Potenziate vale il prezzo del biglietto.
    Poi è esemplare come partendo da un’ambientazione con determinate premesse sociali e tecnologiche si crei una storia assolutamente verosimile. Uno tra i migliori romanzi di fantascienza di sempre.

  10. 126 Selerian

    No, se continuo a leggere è per sincera curiosità: il libro – per le ragioni che ti ho detto – lo mollerei, ma visto che seguo volentieri il blog penso che mi sforzerò un pò a vedere come prosegue, mi spiacerebbe avere dato il mio giudizio solo su una parte dell’opera.

    Secondo me Swanwick è talmente sintetico che non provo alcuna emozione leggendo il suo libro (come se qualcuno mi dice “un terremoto ha sterminato due milioni di persone”: so che è una cosa terribile, ma non mi tocca in modo emotivo come la morte di qualcuno che conosco anche poco). Comunque non penso che ci siano basi logiche su cui discutere di chi sia “migliore” fra swanwick che dice poco e – diciamo – Erikson che si dilunga su tutto. Se il tuo modello è il primo, penso tu possa considerarti abbastanza soddisfatta, almeno a livello stilistico. Ciao!

    P.S.: off topic, ho visto su anobii che dai un punteggio molto alto a fanterie dello spazio: preferisci quello o “la luna è una severa maestra?”

  11. 125 Gamberetta

    @Selerian. Premessa: non sentirti obbligato a finire di leggere. A me piace ricevere commenti su quello che ho scritto (nel bene o nel male), però non è una “tassa”, se la lettura diventa un obbligo, lascia perdere, è un tuo sacrosanto diritto.

    Detto questo ho paura che i nostri gusti siano troppo lontani. Per me Miéville scrive male e Swanwick è tutt’altro che stringato, si può (si deve) essere ancora più “telegrafici” (ma io la chiamo eleganza).
    Così come i personaggi che “meditano” (si chiedono il perché degli avvenimenti): a me annoiano. Subito. Dunque ho cercato di evitare o di prenderla con ironia – Laura che di fronte all’assurdo pensa di essere stata rapita dai netturbini.

  12. 124 Selerian

    Ciao! Comincio specificando, come altri, che ho letto solo una parte della discussione – penso sia inevitabile. Se ripeto qualcosa di già detto scusami, ma penso che i commenti siano un pò più lunghi del libro ormai.

    Ho cercato di leggere il tuo racconto, sono arrivato al capitolo 11 prima di cedere definitivamente. E arrivato qui, posso rispondere con sicurezza alla domanda fondamentale: mi spiace, non darei 15 euro – ma nemmeno 12, o 8 – per comprare questo libro (il fatto che non riesca a finirlo nemmeno gratuitamente temo sia rappresentativo). Di norma se un libro non mi piace lo mollo senza dire altro, ma visto che seguo volentieri e da tempo questo blog penso che mi sforzerò di andare alla fine – intanto però ti do la mia opinione “di lettore”, quella che esprimerei se avessi trovato questo libro senza sapere nulla sull’autrice.

    “Le avventure della giovane laura” mi è sembrato troppo frammentario, rapido, e soprattutto privo di particolari spunti interessanti. Il primo impatto negativo è stato proprio quello stilistico: tutto succede troppo in fretta, con scarsissime descrizioni, nessuna pausa riflessiva né per noi né per il personaggio. Non riesco a figurarmi le scene che racconti. O meglio, ci riesco, ma è come un disegno stilizzato più che come un film: SO che c’è un gatto a due code sul tetto di una macchina, ma come immaginarlo? Di che dimensioni, in che atteggiamento? Cosa c’è attorno? Certo, tutto questo ha pochissima rilevanza – ma se mi interessasse solo cosa succede, leggeri direttamente i riassunti e i risvolti di copertina: io voglio IMMAGINARE cosa succede. Vero che posso decidere io come è fatto il nekamata e cosa sta facendo, ma personalmente pretendo che il libro mi aiuti.

    Devo anche dire una cosa a tuo vantaggio, però, qui: Swanwick (che avevo iniziato a leggere con un certo entusiasmo dopo una tua recensione, ma ho abbandonato) dal mio punto di vista aveva lo stesso identico problema. So che a te piace molto, quindi se il tuo “stile ideale” è quello penso che tu possa ritenerti abbastanza soddisfatta, una somiglianza fra i due direi che la vedo. Io, del resto, preferisco Mieville, e quale dei due stili narrativi sia il migliore penso sia impossibile a dirsi in modo oggettivo. (M. a volte esagera in complessità, ma su S. ricordo scene del tipo “scoppiò una bomba. Will riprese a camminare”, ci mancava solo “FINE TRASMISSIONE STOP”)

    Quanto alla trama in sé, l’ho trovata abbastanza ridicola. Sono abbastanza certo che nel riprendere una trama da fantasy incredibilmente trucido, con tanto di talismano da ricomporre e spiriti elementali, il tuo intento fosse satirico, e si vedeva. Ma c’è un problema fondamentale: cosa me ne frega a me, come lettore, che l’intento sia satirico o no? COMUNQUE mi trovo una storia di talismani e spiriti. Capire che ANCHE L’AUTORE la trova assurda non è di alcuna consolazione, mentre mi trovo costretto a sorbirmela. Qui varrebbe la pena di citare una delle regole fondamentali della satira, che ho sentito esprimere una volta (penso dalla Guzzanti): mostrare le assurdità esattamente come sono NON FA RIDERE. Infatti, fra le altre cose, anche se io adoro la letteratura comica (pratchett, gaiman e stroud mi sono piaciuti molto) non ho praticamente mai riso leggendo il tuo racconto. So che hai un bellissimo humour che apprezzo sempre nelle recensioni, ma trasferirlo in una storia è estremamente difficile. Cercare di farlo sfottendo quegli stessi cliché che però ritroviamo pressoché testualmente non funziona affatto.

    Un altro problema è la protagonista, Laura. è stupida, incredibilmente stupida, eppure dotata di uno humour piuttosto brillante – già è un personaggio poco credibile. Inoltre, leggendo il racconto, dà la fortissima sensazioe di essere un’invettiva più che un personaggio, una tua accusa alle ragazze con quoziente intellettivo pari al PIL pro capite del Burundi che sono fin troppo diffuse. Odio individuare fra le righe un giudizio dell’autore sui personaggi: è il motivo per cui ho detestato Dimitri, forse il narratore più impiccione che abbia mai trovato.

    C’è un problema, poi, comune a molte storie scritte da dilettanti: tutto succede troppo rapidamente, non hai il tempo di seguire la vicenda. I personaggi non hanno dubbi, non si chiedono “perché?” quando assistono a qualcosa di assurdo, le loro reazioni sembrano compresse in un’area riservata, del tipo “qui dolore disperato, poi non ne riparliamo per il resto del libro”.

    Va anche detto che magari il libro diventa meraviglioso dalla prossima pagina in poi. Non è per pigrizia che commento prima di finirlo (lo finirò – fammi sapere se ti interessano le conclusioni finali o ti ho ammorbata abbastanza), ma tenevo a spiegarti perché, se avessi comprato o trovato su internet il tuo libro, l’avrei mollato a questo punto – senza mai a venire a saperlo, nel caso dalla pagina successiva si fosse rivelato il racconto della mia vita.

    Spero che questo commento ti sia stato utile, ciao!

  13. 123 Angra

    @Gabriele N:

    Della virgola prima delle congiunzioni si è già parlato a lungo. Non è un errore. Può avere la funzione di pausa intonativa, L’Infinito di Leopardi ne fa largo uso. Ti rimando a un articolo sul sito dell’Accademia della Crusca.

  14. 122 Gabriele N.

    Ho letto una parte del tuo libro, quella che son riuscito a decifrare. I buoni spunti non mancano, ma sono scritti in maniera abbastanza confusa.
    Ti dilunghi davvero troppo in particolari inutili (cosa che rimproveravi tanto ad altri autori!); ci sono diversi strafalcioni, alcuni dei quali ti sono già stati segnalati; Laura è stupida (persino troppo, e questo è poco credibile..sembra da ricovero per ritardo); errori di punteggiatura frequenti, come le virgole prima delle congiunzioni coordinanti etc…
    Lo stile alterna passi di estrema semplicità, quasi banali, con pezzi direi alquanto noiosi e inutili (gli esempi della trigonometria etc sono di una pesantezza e ridondanza spaventosa).
    Ripeto, spunti interessanti ce ne sono, ma il lavoro di revisione da fare è veramente immenso.
    Detto ciò, buona fortuna.
    Gabri

  15. 121 Tordotardo

    @ Gamberetta

    Ciao, prima di tutto ti voglio ringraziare, sono capitato per caso su questo blog ma, come succede qualche volta, ho paura che ci rimarrò per un bel pò di tempo. Perchè è fantastico. Meraviglioso. Appassionante. Fa bene al cuore.In più, come ciliegina sulla torta, ho avuto la fortuna di trovare il tuo primo romanzo(che scaricherò immanentemente). Cosa chiedere di più dalla vita? Forse un Lucano, (come accompagnamento ad un cocktail di gamberi), e poi, mi vuoi sposare?

  16. 120 ???

    @ Gamberetta

    In un certo senso anche l’avventura nel sottosuolo serve a qualcosa: ci fa vedere come i nobili si possano stancare della loro vita (quello che e successo anche con Nat) e c’e la scena dell’umiliazione che viene riprese alla fine con Florian.

    Comunque capisco che ora come ora sia impossibile rimettere mano a tutto il tuo lavoro. Magari se il prossimo ha in comune l’aspetto picaresco, pensaci.

    Ciao

  17. 119 Samy

    Ciao, premetto che non ho letto il romanzo.
    Non l’ho fatto per un semplice motivo: non mi piace leggere gli e-book.
    Lascio questo commento proprio per dirti una cosa: sbagli, secondo me, a lasciare il libro disponibile gratuitamente qui.
    Ti spiego perchè: è difficile per uno scrittore diventare famoso al primo libro e vendere molte copie, questo blog sarebbe stata un’occasione d’oro per pubblicizzarti. Io leggo sempre questo blog, adoro le tue recensioni (soprattutto quelle cattive!) e credo che ci siano molte persone a farlo. Se avessi fatto pubblicare il romanzo senza farlo leggere, sicuramente i lettori del blog l’avrebbero adocchiato, non dico comprato perchè non so con che criteri la gente compri i libri. Non ci vuole un genio per capire, però, alcuni criteri di non-acquisto di un libro: se il tuo libro non è piaciuto (mi riferisco sempre a questa versione digitale) non lo comprano e il motivo mi pare ovvio, se è piaciuto poco/abbastanza non lo comprano perchè ce l’hanno già come e-book e probabilemente non lo rileggeranno, se è piaciuto molto hai qualche possibilità con persone disponibili a comprarlo in una libreria, non sono sicura che però molti tuoi lettori lo comprino se l’hanno già letto e ce l’hanno disponibile gratuitamente. So che posso sembrarti una persona che pensa solo al lato economico delle cose, ma dato che da quel che ho capito hai del talento come scrittrice e potrebbe anche essere il tuo mestiere in futuro, pensare al lato economico mi sembra necessario.
    Ormai il danno è fatto, il libro l’hai diffuso gratuitamente, però puoi sempre tentare di alleviare. Metti, ad esempio, le prime 50 pagine disponibili. Mi sembra più sensato, se il libro piace uno se lo va a comprare (anche magari in una versione PDF da 2 o 3 euro, se non da fastidio leggere dal computer), se non piace no. Così è dura vendere, puoi sperare in una pubblicità quasi nulla per gli scrittori esordienti.
    Questa è solo la mia opinione, spero che sia un consiglio utile quanto quelli sui dettagli (:

    Samy

  18. 118 Gamberetta

    @???. Fino a un certo punto, in Swanwick molti episodi rimangono fini a se stessi: vedi Small Room in Koboldtown o tutta la lunga avventura nel sottosuolo di Babele. Poi che sia più bravo di me, sì lo ammetto! ^_^

    Poi per Laura se ne riparla fra minimo due anni, dato che non mi sembra il caso di stravolgere questo e il romanzo che sto scrivendo adesso ha tutt’altra struttura.

  19. 117 ???

    @ Gamberetta

    Ho appena finito di leggere Dragons of Babel.
    Mi ha ricordato da vicino il tuo libro per il carattere picaresco. Inoltre mi ha convinto del fatto che quello che forse manca al tuo libro sia una connessione più fitta fra le varie avventure.

    Voglio dire che sia tu che Swanwick ci fate assistere a una serie di avventure che “capitano” ai vostri protagonisti, ma in Swanwick ogni singolo particolare alla fine ha un suo perchè. Ogni cosa cade al posto giusto e si scopre che ogni evento, per quanto potesse sembrare casuale, faceva parte di un piano.

    Tutto ha senso dopo la rivelazione della vera identita di Nat.

    Secondo me dovresti lavorare su quell’aspetto. Che ne pensi?

    Ciaoz

  20. 116 Gamberetta

    @arianna.

    laura parla di laura e quindi magari tu ne sei fuori, ok, ma io che leggo non ho un bastiano che legga al posto mio. a livello emotivo la situazione non è troppo diversa dal cercare di guardare un film, magari un bel B-movie di quelli da colica di popcorn, con un vicino di poltrona che continua a stuzzicarti con un grissino dicendo: “è un film. l’attore è appeso a una corda. tutto schermo blu…” eccetera.

    L’idea era più che tu guardavi il B-movie con i vampiri e accanto a te un lupo mannaro ti assicurava che i vampiri non esistono. Il fatto che siano dei gargoyle a negare l’esistenza dei nekomata dovrebbe essere sufficiente a far dubitare su cosa sia effettivamente vero e cosa no.

    Per le fanfiction non saprei: io ho avuto spesso la voglia (per fortuna sempre repressa) di scrivere fanfiction su Sailormoon, non ho mai pensato di scrivere fanfiction sui romanzi di Heinlein o Swanwick, e non per questo Sailormoon mi piace di più, anzi…

  21. 115 arianna

    o, in modo anche piu bieco:

    “non viene l’impulso di scriverci una fanfiction”

    non che sia un impulso da assecondare, anzi se venisse represso più spesso il mondo sarebbe migliore, però è un indice di gradimento abbastanza indicativo.

  22. 114 arianna

    ups… il commento vero e proprio.. ehm…

    cambiando argomento…
    laura parla di laura e quindi magari tu ne sei fuori, ok, ma io che leggo non ho un bastiano che legga al posto mio. a livello emotivo la situazione non è troppo diversa dal cercare di guardare un film, magari un bel B-movie di quelli da colica di popcorn, con un vicino di poltrona che continua a stuzzicarti con un grissino dicendo: “è un film. l’attore è appeso a una corda. tutto schermo blu…” eccetera.
    un pelo frustrante, quantomeno per il genere di lettore che cerca un biglietto aereo. chi cerca quello del circo, magari non se ne lagna.

  23. 113 Gamberetta

    @arianna. Aspetto il tuo commento vero e proprio. Per ora non sono sicura di capire bene quello che intendi. È vero, non ci credo, d’altra parte è Laura che narra di Laura, io cosa c’entro?

  24. 112 arianna

    Finito…

    Per il commento vero e proprio devo rimuginare un po’ di più.

    Una cosa: sembra che tu non voglia concedeti nemmeno per un istante il gusto di credere a quello che scrivi. Ok, sono balle. E allora? Ne avresti comunque il sacrosanto diritto (di godertele, intendo)…

    (Secondo me, tra l’altro, è questa la forza di Drancesco Dimitri. Lui se le gode. Talvolta anche troppo.)

    Naturalmente hai anche il sacrosanto diritto di non concedertelo. E di non concedercelo, di conseguenza.
    Però è un po’ come farsi le canne misurandosi le pulsazioni. (Conosco uno che l’ha fatto davvero.)

  25. 111 arianna

    prima di iniziare: “mah. quanto bene potrà mai scrivere un critico/editor?”
    primo paragrafo: “ma a questa l’italiano fa schifo?”
    professoressa Bocci: la cartuccia di nero sente un tremito nella forza
    gargoyle & yorkshire: la cartuccia di nero fa testamento
    suppergiù pagina 15: la cartuccia di nero si rende conto che sarà sacrificata per una buona causa.
    supperpiùgiù nella pagina 15: la cartuccia di nero accetta la cosa.

  26. 110 Il cappellano

    Ho finito di leggere, e’ stata una giornata un po’ pigra in ufficio…
    La prima parte mi e’ sembrata un po’ sottotono, un po’ parodia dei manga.
    La seconda parte l’ho trovata piu’ bella e fresca, in particolare mi e’ piaciuto il viaggio in quel mondo strano (quello dentro il buco dello studio dello psicologo) che mi ha ricordato Alice nel paese delle meraviglie (ma forse e’ solo una suggestione mia). La mia parte preferita.
    La terza parte e’ gradevole, molto teoria del complotto, il barbone dio mi ricorda in parte gli dei di Terry Preachett.

    L’appendice sugli Haku e’ una piccola perla.

    Ho letto tutto durante orario d’ufficio in circa uhmmm 7 ore o giu’ di li. Quindi significa che il romanzo acchiappa.
    Non so se ci spenderei 15 euro (forse 15 no, con questa crisi… 6/7 edizione economica gia’ sarebbe meglio).

    Beh che dire, ti auguro di essere “fortunata” come un furetto ;)

  27. 109 Gamberetta

    @Il cappellano. Grazie della segnalazione. Nella prossima revisione sarà corretto.

  28. 108 Il cappellano

    A pagina 79 c’e’ un errore di battitura:

    poi lui le ——>fecce<—– cenno di accomodarsi.

    spero che la segnalazione risulti utile.

  29. 107 Anacarnil

    @CMT
    Scrivendo “italiano”, mi hai fatto pensare che volessi distinguere tra la nostra patria e l’estero. Dilemma risolto.

    Sul fatto che ISDA si ambienti nelle campagne inglesi, non concordo. Vero che soprapponendo l’Europa alla Terra di Mezza la Contea non è troppo lontana dall’Inghilterra, ma se non ricordo male, l’Inghilterra viene fatta coincidere con Tol Eressea. Ad ogni modo si tratta di ere differenti: se fosse corretto dire così, dovrebbe anche dire che Attila arrivava dall’Unione Sovietica o.o

  30. 106 CMT

    Ah, per inciso, il Signore degli Anelli _è_ ambientato nelle campagne inglesi. !____!

  31. 105 CMT

    @Anacarmil: ho capito ora di quale arresto stavi parlando. ^__^
    Visto che subito dopo ti riferivi allo gnomo, davo per buono che parlassi dell’arresto avvenuto a Foltone, e non di quello per l’omicidio del professore.

    Comunque non ho mai detto che le cose funzionino così in Italia e non all’estero, dove l’hai letto? ?___? Ho scritto “italiano” perché era la cosa più logica a cui fare riferimento, “mondiale” sarebbe stato scorretto, e mica mi metto a fare una lista di paesi di riferimento… al più potevo scrivere “reale”, ma tant’è… ^__^

  32. 104 Anacarnil

    CMT scrisse:
    >dovresti aggiungere un bel “nostra” prima di realtà, e non è davvero nella >nostra realtà che si situa la scena in questione. In realtà non sarebbe neanche >necessario il surreale per giustificare la cosa, semplicemente non si può dare >per scontato (o richiedere) che il sistema della giustizia di un mondo X sia >identico a quello italiano. Prendi il sistema cardassiano di Star Trek, ad >esempio, dove il colpevole viene riconosciuto tale prima di fargli il processo. >Non c’è nessun problema di verosimiglianza: lì funziona così, punto.

    Non sono così d’accordo :)
    Capisco il tuo punto di vista, visto che comunque parliamo di un romanzo fantasy surreale. Però… voglio far notare alcune cose. Ovviamente per pura discussione accademica.
    Uno: Tu dici che così va in Italia e non all’estero. Non sono così ferrato in giurisprudenza internazionale, ciò nonostante, la base comune delle leggi nei paesi occidentali è proprio il diritto romano. E comunque in un paese non dittatoriale non credo che si possa arrestare qualcuno senza validi motivi.
    Due: Il primo arresto avviene nel mondo di Laura, che ha tutti i tratti del nostro mondo: scuola, professori, Sailor Moon eccetera. I nomi dei personaggi sono italiani e se non ricordo male, l’arresto lo fanno proprio i carabinieri, forza dell’ordine che non mi risulti esistere all’estero.
    Tre: Si potrebbe obiettare che anche se il mondo assomigli al nostro e il paese all’Italia, sia una sua versione fantastica con regole sue. Sì, ma da nessuna parte c’è una descrizione dell’ambientazione che mi faccia pensare che sia un mondo fantastico e non il nostro. In Star Trek è evidente che i fatti non si svolgano nella Bassa Bresciana. Nel Signore degli Anelli (per esempio) l’ambientazione originale è molto ispirata a quella delle campagne inglesi, ma si capisce che non si tratta di un romanzo ambientato là.

    Riconosco comunque che è un dettaglio, che peraltro ho notato solo io.

  33. 103 Simone Pietro Spinozzi

    Ho iniziato a leggere il tuo romanzo da poco, ma da quello che leggo diversi hanno genericamente avuto la mia reazione.

    Carina di base, forse hai ecceduto con due cose.

    1) Cambi di scena in stile Illuminatus, in quel libro si voleva creare una sensazione di complotto e angoscia nello stesso lettore. In un fantasy come questo una linea temporale con salti cosi’ veloci e’ un po’ come il prato erboso. E’ difficile che la lettura non diventi basata sull’analisi stilistica piu’ che un godersi la storia.

    2) l’anti-marysue della protagonista, e’ leggermente troppo forzato. Voler presentare un personaggio senza redenzione riduce l’immedesimazione e anche in questo caso si tratta di distanziare piuttosto che appassionare, si ridacchia della protagonista, ma non ci si interessa di essa.

    Continuando a leggere forse trovero’ una evoluzione della protagonista che mi permettera’ di immedesimarmi di piu’ o una linea temporale meno sballottolante per queste prime pagine sinceramente mi sono dovuto sforzare per continuare dopo il primo capitolo.

    Ad occhio e croce sembra che tu l’abbia scritto piu’ per rabbia alla solita storiella preconfezionata con lo stampino che non per prendere il lettore. Motivazione da parte mia condivisibile.

    Comunque sto studiando anch’io come diventare uno scrittore decente e non ho ancora finito di leggere la tua storia, quindi prendi i miei consigli con un po’ di sale.

  34. 102 izzy

    Ciao Gamberetta.
    Anche se credo sia ovvio, dico subito che non ho letto tutti i 100 e passa commenti, quindi se ripeto cose già dette abbi per favore pazienza.

    Ho letto tutto il tuo romanzo, e ci ho messo anche poco. La storia è particolarmente surreale, una letteratura a me estranea, e forse per questo l’ho apprezzata: di certo non è un classico fantasy.

    In linea di massima mi piace il tuo stile, lo trovo diretto e scorrevole. Ma allo stesso tempo, sotto alcuni aspetti, mi sembra troppo scarno. Il ritmo a volte mi sembra davvero troppo frenetico, e questo è tutta quesione di come scrivi. Inoltre nei cambi temporali di trama (non ho idea del termine tecnico, ma in pratica quando nella storia si passa da una scena ad un altra divisa da un certo periodo di tempo) mi sono sentito spesso confuso, smarrito. Ti ho visto ammonire romanzi perchè pieni di “fronzoli” stilistici che a tuo avviso distrevano il lettore dalla storia, però il troppo “sintetico” mi ha fatto lo stesso effetto. Sono dovuto tornare indietro a leggere le frasi precedenti per capire cosa stesse succedendo, e se ci fosse o no una pausa temporale in mezzo.
    Il disorientamento provato nei cambi di scena mi ha ricordato un romanzo di Stross, giungla di cemento, dove avevo ritrovato la stessa difficoltà, con i protagonisti che passavano di palo in frasca senza che si capisse il perché.

    Ho alcuni dubbi sulla storia, particolari che non ho capito. Credo sia “colpa” del mostrare a tutti i costi. Forse in alcuni punti ti aspetti troppo dal lettore, che capisca cose che magari solo per te sono facili da capire, essendo l’autrice.
    Per quanto tu possa essere brava, credo che a fare l’editing debba essere sempre una figura staccata dall’autore. Tu conosci troppo bene la storia, l’hai stampata in testa, per poterti rendere conto dove la narrazione potrebbe essere troppo povera, e il lettore abbia la necessità di un aiuto nel comprendere le situazioni.

    L’ultima parte l’ho trovata pesante, al punto da pensare che alcune scene narrate fossero parzialmente inutili, superflue. Forse perché mi stavo assuefacendo al minimalismo delle parti precendeti. Un cambio di stile troppo brusco.

    Se avrei speso 15 euro per questo romanzo? Nonostante creda abbia la necessità di un editing esterno, sì. Anche se devo ammettere che forse ora non lo farei, avendo già letto il romanzo in formato elettronico. Forse mi sarebbe più facile donarti direttamente 3 euro. In ogni caso lo letto volentieri.

    Ciao.

  35. 101 CMT

    @Anacarnil: io non ho detto che il surreale giustifica gli errori. Quello che ho detto è che in un mondo surreale è perfettamente plausibile che la giustizia non segua lo stesso iter del mondo reale. Il problema è che quando tu dici

    nella realtà un arresto avviene in presenza di gravi indizi o prove

    dovresti aggiungere un bel “nostra” prima di realtà, e non è davvero nella nostra realtà che si situa la scena in questione. In realtà non sarebbe neanche necessario il surreale per giustificare la cosa, semplicemente non si può dare per scontato (o richiedere) che il sistema della giustizia di un mondo X sia identico a quello italiano. Prendi il sistema cardassiano di Star Trek, ad esempio, dove il colpevole viene riconosciuto tale prima di fargli il processo. Non c’è nessun problema di verosimiglianza: lì funziona così, punto.

  36. 100 Diarista incostante

    @Gamberetta
    Sì, scusa, mi rendo conto che non mi sono spiegata in dettaglio.
    Nella prima parte ho avuto difficoltà con Laura, che come ti ho detto non mi piaceva, poi ho iniziato la seconda parte e lì è saltato fuori anche il bizzarro e nell’insieme per me è stato troppo e ho lasciato perdere.
    Come hai detto tu non è per forza un male, potrebbe essere solo una questione di gusti. Di opinioni ne hai sentite e ne sentirai ancora tante, quindi tira le somme e vedi tu.

  37. 99 Anacarnil

    @Gamberetta.
    Dire che può essere passato molto tempo non mi convince. In tutto il romanzo non ricordo salti temporali apprezzabili, e comunque mai nel mondo realistico in cui vive Laura. Che nel giro di tre righe passino giorni o settimane, senza che nemmeno sia scritto, a me appare una forzatura. E se eliminassi la parte dell’arresto? Non credo che si perderebbe moltissimo.

    Sul termine “pregiudicato” ho i miei dubbi. Sul dizionario Garzanti dà la stessa definizione che avevo trovato su un dizionario etimologico: “chi ha riportato in passato condanne penali”. Vedrò se trovo l’esatto significato giuridico.

    @CMT.
    Non credo che il fatto che si tratti di un romanzo surreale giustifichi eventuali errori. Altrimenti ricadiamo nel classico “è fantasy”, e giù con gli archi lunghi tesi dai bambini e dagli eserciti sconfitti da una manciata di straccioni che ha costruito una flotta in trentadue minuti netti.

  38. 98 Gamberetta

    @Diarista incostante. Il tuo commento mi preoccupa un po’: nel senso che la prima parte è di gran lunga quella meno bizzarra. Poi la storia è molto più stravagante. Ho paura che l’ultimo anno a base di new weird e film giapponesi abbia un attimo falsato la mia prospettiva. Ma forse non è un male.

  39. 97 CMT

    Sull’arresto e la battuta dello gnomo non mi sembra ci sia nessuna necessità di verosimiglianza, considerando che l’intero contesto è di per sé surreale. Se anche fosse stata rilasciata prima ancora dell’arresto non avrei visto alcun problema nella cosa, non ha certo meno senso del bus serpentone o della fiammella parlante… ^__^;

  40. 96 Diarista incostante

    Col treno della ghiaia arrivo anche io.
    Ho provato a leggerlo, ma alla fine ho desistito, mi dispiace. Ho abbandonato la lettura poco dopo la prima parte.
    Il fatto è che non ho trovato un appiglio che mi permettesse di andare avanti: la protagonista non mi piaceva, e la vicenda era così bizzarra che non riuscivo ad appassionarmi.
    Però la storia è scritta bene, ottimo ritmo (pure un po’ troppo frenetico alle volte) e dialoghi davvero credibili (ci si sente la tua voce dentro, a tratti pure un po’ troppo, a volte i personaggi finiscono per avere una voce simile). Alcune metafore sono proprio belle (carote = tessere del domino).

    In definitiva i casi sono due: o è tutta solo una questione di gusto per lo strampalato che tu hai e a me difetta, o magari potresti riscriverla con una Laura meno idiota (diciamo insopportabile? Diciamolo) e qualche sprazzo di quiete qua e là. Decidi tu.
    In ogni caso brava.

  41. 95 Gamberetta

    @Anacarnil.

    Un’ultima nota sulla verosimiglianza: Laura viene arrestata (per l’omicidio del professor Cosenza) e nel giro di poche ore viene scagionata. Queste sono cose da favoletta, nella realtà un arresto avviene in presenza di gravi indizi o prove, e col cavolo che si esce semplicemente dicendo di non aver fatto nulla.

    E chi dice che siano passate poche ore? Non c’è scritto, c’è solo scritto che venne rilasciata quando fu appurato che non era stata lei. Magari ha fatto appello al Tribunale della Libertà ed è passata una settimana, o anche più, non è incoerente con il resto della storia.

    “Mi spiace ma per legge non posso vendere mirini ai pregiudicati.”
    ma lei è solamente in arresto… per essere pregiudicati serve una condanna.

    Secondo il De Mauro, pregiudicato: “persona che ha già subito una o più condanne penali o misure di sicurezza personali”. Direi che essere arrestati è una misura di sicurezza personale. Inoltre è una battuta dell’Alto Gnomo, che (ipocritamente) ci tiene ad apparire zelante con le forze dell’ordine: se ti arrestano è come ti avessero già giudicato, figurati se il nostro sceriffo si sbaglia!

  42. 94 Anacarnil

    Con notevole ritardo, trascrivo le mie impressioni.

    Prima di tutto una valutazione generale: carino, ma arrivato a metà ho fatto fatica a finirlo. Troppo splatter che mi pare immotivato, poi una valanga di “stramberie” che, personalmente, non mi hanno dato nulla (se non disorientamento). Probabilmente i tuoi gusti sono questi, ma l’impressione che ho avuto è quella di una fantasia che se ne va per i fatti suoi, senza riuscire a formare un quadro preciso (come diceva quello spot “la potenza non è nulla, senza controllo”).

    Devo riconoscere che però fino alla gara di haiku, gridavo al miracolo. Davvero, la prima parte mi è piaciuta, stramba, ironica al punto giusto. L’inizio della seconda mi ha dato un flavour miyazakiesco (non saprei definirlo meglio), con quel serpente-bus, il biglietto animato eccetera. Poi, invece, mi è parso che volessi più che altro torturare la tua protagonista piuttosto che raccontare una storia, spargendo sangue e membra il più possibile nella tua opera di distruzione dei canoni fantasy.

    Riguardo allo stile, si vede la tua mano nel romanzo. Però certe cose che trovo adatte ad un post su un blog, trovo che stonino in uno scritto. Mi riferisco a:

    - moltissimi corsivi che usi per rafforzare un termine, specie nel parlato. Un po’ vanno bene, così trovo che perdano efficacia;
    - molte volte scrivi sostantivi astratti con la maiuscola, come se fossero entità ben precise (l’Ironia, la Rabbia, il Senso di Colpa, la Verità, ecc.);
    - commetti un sacco di ripetizioni, a volte davvero troppo ravvicinate per essere giustificabili;

    Un’ultima nota sulla verosimiglianza: Laura viene arrestata (per l’omicidio del professor Cosenza) e nel giro di poche ore viene scagionata. Queste sono cose da favoletta, nella realtà un arresto avviene in presenza di gravi indizi o prove, e col cavolo che si esce semplicemente dicendo di non aver fatto nulla. Anche in un altro punto ho notato una scarsa conoscenza giuridica: quando Laura viene arrestata a Foltone lo gnomo dice:

    ” Mi spiace ma per legge non posso vendere mirini ai pregiudicati.”

    ma lei è solamente in arresto… per essere pregiudicati serve una condanna.
    Visto che sei una persona piuttosto precisa, queste le dovresti correggere.

  43. 93 Serena

    Ti stimo devotamente!
    ***Laura è trp karina e simpa!!!*** :D

    Per ricambiare le risate condivido con te e con i lettori questa elevatissima parodia che ho trovato oggi navigando qua e là di un noto film tratto da un noto libro…
    http://www.cineblog.it/post/15758/twilight-una-divertentissima-parodia-italiana

  44. 92 the4rald

    In generale la penso come Drest.
    In particolare, Laura ha una doppia valenza nel testo e non mi convince in pieno: è la chiave per accedere alla “demenza onirica” con cui sono dipinte le avventure – che sono qui godibilissime in funzione della narrazione di Laura stessa, più che per i contenuti reali – ma c’è uno scalino esagerato fra la Laura narrante e la Laura agente, specialmente nella parte centrale.
    La storia non ha una sua coerenza interna, forse il romanzo unico non rende bene in questo senso. Unito al ritmo molto alto e alla difficoltà di inquadrare il mondo in cui tutto si svolge (e farlo attraverso Laura è faticoso, divertente ma limitante) ciò comporta la nascita di un microcosmo inadatto a qualcosa di così articolato: preferirei storie brevi o brevissime, quasi che Laura sia da “assumere a piccole dosi”.

    Detto questo, nonostante sia risultato divertente e abbia invenzioni degne di questo nome, il testo non mi ha preso appieno; complimenti comunque per lo stile e l’ottimo risultato raggiunto all’esordio.

  45. 91 Gamberetta

    @Conva. UAU! Grazie! Sono felicissima che qualcuno abbia davvero apprezzato il lato weird del romanzo. E grazie anche per la segnalazione, mi vergogno ad ammettere che non conoscevo tale autore (e invece pare che il Geni’chiro sia tutt’altro che uno sprovveduto).

  46. 90 Conva

    Devo ammettere che per leggere storie “bizzarre” ho speso molto più di 15 euro,considerando che erano molte meno le pagine…
    (Oppure dovrei cambiare libreria…i prezzi di quelli là mi puzzano..XD)

    In sostanza hai creato una atmosfera mooooooolto buona ( non perfetta perchè credo che la perfezione sia irraggiungibile da chiunque, ma poco ci manca.) e devo dire che,parlando per me , assiduo lettore di tutto ciò che salta fuori dalle menti più strane del pianeta, mi ha preso veramente.

    Concludo con un bel in bocca al lupo, e spero tantissimo che continuerai su questa strada.

    Ciau!

    P.s: La gara di Haiku in appendice è veramente una chicca!:P Hai sciolto il mio cuore di Nippomane!XD

    P.p.s: a proposito di roba strana e nippomani, ti consiglio caldamente
    “Sayonara, Gangsters!” di Takahashi Geni’chiro. See ya!

  47. 89 p.coso

    @Gamberetta. Se Don Chisciotte è il tuo romanzo preferito, ti consiglio di leggere Gogol’, soprattutto i racconti.

  48. 88 Warp

    Non vedevo l’ora di commentare questo libro.

    Comincerò dal principio.

    Ho sempre adorato le tue recensioni, così cattive ma al tempo stesso veritiere condite da un sarcasmo pungente. Ogni volta che ne trovavo una nuova la stampavo e la leggevo a chiunque.
    E i miei parenti ridevano.
    Il fatto più preoccupante è che non avevano mai letto nessuno di quei romanzi, però ridevano (o mi compativano).
    “ahah! Ma chi scrive queste recensioni?”
    “Una grande alcolizzata” scherzavo io. Ma GRANDE lo pensavo veramente.

    Però piano piano un dubbio si insinuava nella mia testa.
    Tutti possono scrivere cose cattive: c’è chi lo fa con stile, ma ne è capace il mondo intero di sibilare umilianti frasi su un sito internet.
    Un mio amico me lo ripeteva spesso, però non volevo crederci…
    Gamberetta? No, lei è una Grande!

    Dovevo dimostrarglielo! e finalmente… Ecco il libro!
    Quale miglior prova del fatto che una persona non sa solo criticare ma sa anche il fatto suo?
    L’ho iniziato subito. Sono circa a pag130. Di seguito alcuni errori che ho trovato in seguito ti invierò la recensione.

    Cap1 I gargoyle sono impassibili in troppe frasi.
    Cap4 “Un paio di cuscini e delle coperte. Aveva usato le coperte…”
    inserirei “Le aveva usate…”
    Poi non ho fatto una ricerca approfondita per cui non ti so dire altro però t’invierò presto un’accurata recensione dove ti esporrò l’opera.
    Se poi ti piace la potresti pubblicare sul sito ^^

    Grazie per l’attenzione,
    continua così
    Warp

  49. 87 elmastro

    Mannaggia.

    Mi sono fermato alla fine della seconda parte… O meglio all’inizio della terza.

    La prima parte è semplicemente Ottima. Demente, ignorante, priva di ogni contatto con la realtà (laura intendo).

    descrive e sfotte con brillante sarcasmo la lettrice tipo di Twilight… O almeno, la lettrice tipo di Twilight come a me piace immaginarla.
    E’ scorrevole, si legge tutta d’un fiato, fà ridere.

    La seconda parte cambia completamente registro.
    Immagino che il libro di per sè sia una specie di critica del classico fantasy bestseller moderno, che in genere è tutto fuorchè un bel libro.
    Percò la mia impressione è che tu ci dia troppo dentro con la “critica” al punto da appesantire inutilmente tutta la storia… Io l’ho letta come una specie di allegoriqa di quello che si trova in libreria, ma nel complesso è così pesante da togliere la voglia di andare avanti.
    L’elemento fantastico è così eccessivo da risultare quasi nauseante, la storia và a avanti trascinandosi, un evento insensato dietro l’altro, e sebbene io sia conscio (o almeno io l’ho interpretato così) che si tratta di “satira letteraria”, non riesco a trarne un sorriso od una ghignata.

    Laura è stupida, Ok, è in un mondo fantasy stupido, ok, gli incontri e gli avvenimenti sono surreali, ok… Ma poi?
    Cosa mi dovrebbe far continuare la lettura?

    E’ come leggere un saggio brilante ed arguto, che l’autore ha voluto però allungare inutilmente.

    Da quello che ho letto finora, potresti pubblicare come romanzo breve la prima parte, il resto… Stanca.

    Ora mi metto a leggere la terza parte. Forse era il sonno, forse gli occhi stanchi.
    Vediamo come và a finire.

  50. 86 Gamberetta

    @Melaenia. In assoluto Don Chisciotte, come fantasy Cuore d’Acciaio di Swanwick.

  51. 85 Melaenia

    una semplice domanda: non è per cattiveria, anzi XD
    Sapessi quante risate mi sono fatta con le tue critiche.
    Qual’è il tuo libro preferito?

  52. 84 Gamberetta

    @Paolo S. Sì, probabilmente hai ragione riguardo a “bacucco” (infatti mia nonna lo dice sul serio ^_^), ma questo non vuole essere un romanzo realistico in quel senso. Altrimenti Laura dovrebbe anche sbagliare tutti i congiuntivi e infilare di continuo parolacce.
    Il romanzo è ambientato in un generica Città forse negli anni 2000, non a Milano, Roma o Torino nel 2009. Laura non è gggiovane. È stupida ma non in quel senso.

    Per le lavagne, ci sono anche in grafite. E mi sembrava un termine più alla portata di Laura. Non di meno forse è da togliere (ma sostituirlo con ardesia non migliora la situazione).

    Ora, un piacere: non commentare ogni poche pagine, fai un commento solo alla fine, rende la conversazione più semplice.

  53. 83 Paolo S

    Ciao. 3 cose:
    1, quando manderai il manoscritto alle case editrici (e ti consiglio di non spedire i PDF, ma di mandare uno stampato) lasciaci ampi margini e usa un corpo mediogrnade, tipo 14 o 15. Gli editor e i “lettori” non sono tutti giovanissimi e i non più giovani apprezzano corpo grande e ampi margini.
    2, ma veramente i “giovani d’oggi” dicono vecchia bacucca? A me fa strano: è un espressione che usava mia nonna, il che è tutto dire. Va bene non usare un linguaggio “giovanileggiante”, ma non simulare nemmeno un linguaggio che non è il tuo. Editor e lettori hanno un sonar per queste cose.
    3, mi sono fermato a pagina 7, qui: “Annuì. Posò il gessetto contro la lavagna. Il nero della grafite sembrava volerla inghiottire. Invece non successe niente.” La grafite? Non sono fatte di ardesia, le nostre lavagne (wikipedia IT conferma!)? Ammesso che le lavagne uso oggi non siano quelle verdi e sintetiche ecc ecc. Niente qui nella frase segnala che l’ignoranza sia di Laura, e non dell’autore. Attenzione, perché l’effetto ispira antipatia: questo qui piglia in giro la ragazzina scema e ignora persino che le lavagne sono di ardesia. Sarebbe meglio girare la frase in modo che attribuisca chiaramente l’errore a Laura e non all’autore, se l’intento è questo…
    [to be continued...]

  54. 82 Drest

    Probabilmente il bizzarro filtrato per di più da un punto di vista particolare risulta troppo bizzarro per chi non apprezzi lo strano in sé.

    probabilmente per me è questo: deve essere veramente GENIALE perchè mi prenda il bizzarrobizzarro.

  55. 81 Jessica

    Ciao, mi chiamo Jessica e sono capitata qui per caso mentre cercavo informazioni su alcune case editrici. Anche io mi sto informando per pubblicare il mio libro Fantasy, ho iniziato a spedire qualche mese fa!
    è sempre un piacere scambiare qualche idea con pensone che condividono la stessa passione, quindi ho deciso di lasciare un commento!
    Per prima cosa complimenti, ho letto le prime 19 pagine e per ora lo trovo scritto bene ed è molto scorrevole… in compenso (forse è il mio PC) nel formato x testi arriva solo fino a pagina 19, quindi lì mi sono fermata!
    Cercherò di scaricare la parte restante…!! ^^
    Ah, ti volevo dire… se hai intenzione di pubblicarlo come inedito (che io sappia, ma è possibile che mi sbagli) non dovrebbe essere stato pubblicato in nessun modo. Mi spiego: alcune case editrici definiscono inedito un manoscitto che non sia stato mai pubcliacato, anche per mezzo internet, per almeno la maggior parte (x es: pubblichi 4/10 del manoscritto, ma non i 10/10 totali) altre invece intendono in complesso.
    Non ho la certezza di questo, al massimo prova a fare una ricerca, non vorrei che il tuo sogno di pubblicare il tuo lavoro non avvenga per questo.

    Scusa se mi sono intromessa così all’improvviso ^^ ma mi sono sentita di dirtelo! Comunque appena terminerò di leggere lascerò il mio commento!

    Jessica

  56. 80 Gamberetta

    @Drest. Non sei ostile, tutt’altro. E poi se il romanzo, o parte di esso, non ti ha “preso”, fai benissimo a dirlo.
    Probabilmente il bizzarro filtrato per di più da un punto di vista particolare risulta troppo bizzarro per chi non apprezzi lo strano in sé. O forse potevo far meglio io. Raccolgo pareri apposta per chiarirmi meglio le idee.

  57. 79 Drest

    Aggiungo al commento:
    Per me Onirico non è negativo nè positivo, di per se. Gaiman ci gioca molto, sull’onirico (e sandman lo amo alla follia), e lo fa bene (anche grazie al mezzo – almeno per sandman), trascinandosi dietro il lettore.
    A me il tuo romanzo (beh, la seconda parte, la prima e l’ultima non lo sono) non ha trascinato; più che altro mi sono sentito buttato di peso nella tana del bianconiglio, ma senza poterla vedere appieno, solo attraverso gli occhi (e le descrizioni stringate) di Laura.
    Non so, io non sono uno scrittore, però facendo il master di D&D ho imparato che certe volte la narrazione e la coerenza devono passare in secondo piano, se non sono più “godibili” loro stesse, altrimenti si perde l’attenzione dei giocatori.
    Per me è stato uguale: narrativamente è corretto che sia fatto così, ma è poco sopportabile e ammazza il resto.
    Non ti sei scelta un soggetto tanto facile da riportare in un libro eh? ;)

    Detto tutto questo, non vorrei sembrare ostile: adoro questo blog, e stavo per spedirti una mail per sapere se la barca si fosse dispersa in una tempesta!

  58. 78 Valberici

    Premetto che ormai rifuggo da ogni tipo di giudizio o considerazione oggettiva.
    Quindi ti dirò che a me piace. Potrebbe piacermi maggiormente se ci fossero almeno 100 pagine in più. A volte la storia è troppo “densa” di accadimenti e personaggi. Anche il tempo scorre a tratti un po’ troppo veloce.
    Il mio voto soggettivo, da uno a dieci, è sette. :)

  59. 77 Gamberetta

    @zeros. Non so, può essere che oggi l’hosting abbia dei problemi. Riprova fra un po’, altrimenti, se vuoi, te lo mando via mail.

  60. 76 zeros

    Vorrei leggere il romanzo ma proprio non riesco a scaricarlo: del file RTF riesco a scaricare al massimo 180 Kb, del PDF proprio nulla, delle altre versioni solo file incompleti che non funzionano.
    Spero che la cosa si possa risolvere perché sono piuttosto curiosa :)
    Buon lavoro di revisione|

  61. 75 Darlene Alibigie

    Qualunque commento sull’uso più o meno corretto delle virgole non ha senso. Contrariamente a quanto possono avervi insegnato a scuola, in italiano non esistono vere e proprie regole riguardanti la punteggiatura; ci sono solo convenzioni, il resto è una questione di gusti.

  62. 74 CMT

    @Babbolu: ribadisco che sì, puoi dire che un personaggio è geniale, ma non riuscirai mai a farlo agire _praticamente_ in maniera più intelligente di quanto faresti tu, perché non ci arrivi (o se ci arrivi non è vero che non sei altrettanto intelligente), tutto qui.

    Sulle virgole, spiacente, hai torto, e proprio quei tuoi due esempi sono casi in cui la virgola ci sta benissimo lì dove è stata messa.

    @Gamberetta: per me laura è tutto fuorché simpatica !___! È interessante come personaggio, te l’ho già detto, ma come “persona” a me sta decisamente sulle scatole :D

  63. 73 Babbollu

    mai detto che sia scritto male. ho detto che la parte in cui è laura a narrare sia scritta volutamente male per scelta narrativa (anche se qui volevo farti notare che mi è sembrato un po’ strano che all’inizio non sapesse scrivere per niente – molie, ecc- e poi azzeccasse tutti i congiuntivi o facesse alcuni citazioni e ragionamenti non proprio mediocri. per carità, non ti devo dire io quanto sia ignorante il tuo personaggio, ma mi ha lasciato un po’ interdetto), ma che, per il resto, lo stile sia molto scorrevole.
    beh, il termine onirico assume necessariamente un’accezione negativa, in questo caso: hai chiesto un parere sulla vendibilità del prodotto e per me questo carattere impresso al romanzo è eccessivo. come tu stessa hai detto in altre recensioni, se non ricordo male in quella de “le chiavi del cassonetto”, far estraniare con le proprie scelte stilistiche il lettore non è mai bene e, personalmente, l’effetto che ottieni è quello. ho detto che chi lo trova divertente mi lascia perplesso perché ritengo che, per trovare interessanti quelle parti, si deve necessariamente essere interessati a determinati ambienti culturali: quello manga, quello onirico. dato che sono ambienti che abbracciano, quantomento insieme (io leggevo manga anni, fa, ora non più), una cerchia di lettori piuttosto ristretta, dal punto di vista di una persona che lo debba comprare e di una casa editrice che lo debba pubblicare, è un suicidio.
    in sostanza, mi sta benissimo che tu mi dica: “sono scelte narrative; è il mio libro, ci faccio quel che mi pare”, ma se parti dal presupposto di una valutazione per la sua vendibilità, il giudizio è negativo.

  64. 72 Novek

    A me è il romanzo breve è piaciuto: una storia divertente e ricca di fantasia, che sconfina nel bizzarro e nel grottesco (geniale il furetto-flambé! XD ) ma che mantiene sempre la sua scorrevolezza, anche nei dialoghi, e la sua coerenza. Fantastiche pure le citazioni, in particolare al “racconto giapponese che inizia con il Kappa…” :D

    Non mi vedo d’accordo con certe critiche, per me il punto di forza della trama sta nel suo essere scanzonata, in contrasto anche a certe scene, e personalmente la parte che ho preferito è stata proprio la seconda, quella più onirica e fantasiosa.

    Quindi in bocca al lupo per la pubblicazione!

  65. 71 Gamberetta

    @Babbollu. Comprendo il tuo “entusiasmo” nel commentare ogni venti pagine o giù di lì, ma potevi tranquillamente esporre il tuo parere in un commento unico alla fine.
    In ogni caso:
    - Definisci (con Drest) il romanzo “onirico”. È vero. La differenza è che tu usi questo aggettivo in tono dispregiativo, per me è un complimento. Non è facile ricreare l’atmosfera tipica dei sogni. Io sono contenta di esserci riuscita.
    - Il romanzo non è scritto male. Almeno dal punto di vista della tecnica narrativa. Può non piacere, può avere svariati difetti, e avrebbe potuto essere scritto meglio, ma non è scritto male.
    - Manca una descrizione fisica di Laura perché è inutile ai fini della storia. Laura non ha nessuna caratteristica fisica saliente, né il suo aspetto cambia nulla nella vicenda. Dunque ognuno può immaginarla come vuole. Inoltre, essendo sempre la telecamera sulla sua spalla o nella sua testa, non c’è mai l’occasione d’inquadrarla.
    - Per le descrizioni in generale. Può essere che sia stata troppo stringata, è stata una scelta dovuta a da due esigenze:
    * Dare sempre un ritmo molto alto alla storia.
    * Mantenere sempre il punto di vista di Laura. Laura è come un animaletto: se le mostri una pallina colorata salta felice e concentra tutta la sua attenzione su quel giocattolo, quando togli la pallina l’attenzione diminuisce e l’ambiente sfuma nel generico.
    Laura è colpita dai singoli bizzarri particolari, non ha l’acume per un quadro d’insieme, dunque ci possono essere ben poche descrizioni particolareggiate o “ariose”. Ovviamente ci sono vantaggi e svantaggi: il vantaggio è avere un personaggio (secondo me) simpatico. Lo svantaggio è che il lettore potrebbe appunto essere frustrato da questo punto di vista limitato.
    Ma, nota generale, è meglio descrivere poco piuttosto che descrivere troppo.

    Per la storia delle virgole:

    Senz’altro ci sono casi più rigidi in cui la posizione della virgola risulta più vincolante dal punto di vista logico-sintattico (ad esempio, tra soggetto e verbo, tra verbo e complemento oggetto, tra un nome e un suo aggettivo, ecc.) ma, normalmente, l’uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore.

    L’Accademia della Crusca, nell’articolo citato da Angra. Come vedi non potresti parlare di errore neppure se la virgola fosse tra soggetto e verbo (“più vincolante”, non in assoluto vincolante).
    Dunque è: Sbaglio[breve pausa] o i cinque spiriti ora non ci sono?
    La virgola è lì per indicare quella pausa.

  66. 70 Angra

    @babbollu

    Quel “chiunque l’abbia letto e lo trovi divertente mi lascia perplesso” è offensivo. Sei padronissimo di offendere gli altri, niente di grave, ma non nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso. Tu non stai affatto cercando il dialogo costruttivo, stai facendo il furbetto.

    Venendo al punto,
    1) pag. 13 – Sbaglio, o i Cinque Spiriti ora non ci sono?
    2) pag. 9 – La vita era un tragico balletto che si concludeva tra le lacrime degli spettatori, e il mondo era una discarica [...]

    questi sono errori. in altri casi può essere usato, in questi no.

    No, dici una stronzata, e il fatto che lo ritieni un errore di poco conto non la rende una stronzata più lieve: il punto è che vorresti dimostrare competenza e invece esordisci con una stronzata. Nel post precedente ti avevo messo un link al sito dell’Accademia della Crusca dove si parla proprio dell’uso della virgola prima della e, faresti bene a leggerlo.

  67. 69 Babbollu

    detto questo, poiché non vorrei che gamberetta si offendesse per i miei commenti, ci tengo a sottolineare, come ho detto in altri post, che la ritengo una persona intelligente e divertente. anzi, da quando ho cominciato a leggere questo blog, son davvero curioso di conoscerla per avere scambi di opinioni. semplicemente non trovo il suo romanzo di mio gradimento perché non soddisfa dei requisiti che io ritengo fondamentali. poi può essere un problema tanto mio, di incompatibilità con i miei gusti, quanto del romanzo stesso, di effettiva carenza di ritmo e appeal.
    anche io ricevo critiche sul mio romanzo dagli amici a cui l’ho fatto leggere: talvolta le reputo giuste, su cose che non avevo valutato e che richiedono una correzione, talaltra sono loro a non aver capito la mia scelta o a non essere d’accordo.

  68. 68 Babbollu

    mi fa piacere vedere che c’è sempre lo sceriffo di turno ad ergersi paladino della giustizia…

    1) pag. 13 – Sbaglio, o i Cinque Spiriti ora non ci sono?
    2) pag. 9 – La vita era un tragico balletto che si concludeva tra le lacrime degli
    spettatori, e il mondo era una discarica [...]

    questi sono errori. in altri casi può essere usato, in questi no. avevo anche detto che fossero errori di poco conto, perché, avendo scritto anche io un romanzo, so quanto sia difficile scegliere una punteggiatura che rispecchi quanto più possibile il parlato e che, al tempo stesso, segua le regole grammaticali. i difetti pesanti del romanzo che ho rimarcato sono ben altri.
    detto questo, penso che gamberetta si sappia difendere da sola e non abbia bisogno di qualcuno che faccia lo splendido usando un termine inventato da corrado guzzanti.
    quando vorrai discutere costruttivamente, fammi un fischio.

  69. 67 Angra

    @babbollu

    chiunque l’abbia letto e lo trovi divertente mi lascia perplesso

    Lieto di perplimerti.

    il testo è sostanzialmente corretto, salvo qualche “e” e “o” congiunzione in seguito a delle virgole.

    Forse te lo diceva la maestra delle elementari che la virgola non si mette mai davanti alla congiunzione, ma è una solenne stronzata.

  70. 66 Babbollu

    ragazzi. sono a pagina 85. sono quasi a metà romanzo. rimpiango il manuale di diritto canonico.
    mi spiace, davvero. son partito con l’idea di trovare un bel romanzo. se qualcuno mi puntasse una pistola alla tempia e mi dicesse: “leggilo fino in fondo o ti faccio saltare le cervella” gli risponderei: “spara pure: soffrirò di meno.”
    non capisco. non so, sarò stupido io. questo pomeriggio scherzavo nella differenza fra supercazzola e genialità. evidentemente non mi sbagliavo più di tanto, perché la parte seconda mi sembra una supercazzola infinita. drest ha perfettamente ragione: non c’è mai un rapporto causa-effetto, è onirico. il senso che avevo faticato a trovare per la prima parte sembra essersi volatilizzato con la seconda o, quantomento, la noia è assurta a livelli tali da farmi passare l’interesse a che abbia un senso. il lettore si trova catapultato in una realtà che deve solo leggere, della quale non capisce le regole e dalla quale si estranea.
    chiunque l’abbia letto e lo trovi divertente mi lascia perplesso. nella seconda parte scompaiono persino le battutine acide che nella prima avevano di tanto in tanto ridestato l’attenzione. gli scoiattoli mirino, sinceramente, non li ho trovati per nulla divertenti. sono un vaneggiamento come il resto della storia.
    ripeto, vorrei tanto parlare “faccia a faccia” con l’autrice per avere chiarimenti.

  71. 65 Drest

    Letto.
    No, personalmente non lo comprerei. C’è da dire che l’urban fantasy non mi intriga molto.
    Non sono abbastanza competente per farne una disamina tecnica, quindi ti spiegherò brevemente perchè non mi è piaciuto molto.

    Il libro è indubbiamente molto fantasy: ci sono diverse trovate divertenti e originali (i criceti mirini su tutti, fantastici, credo li userò in qualche campagna di PnP). Il problema però è che tutti questi elementi non si legano bene con una trama quasi inesistente, troppo, almeno per i miei gusti, “onirica” (non so se il termine calzi…diciamo anche nonsense). Le tre parti sono praticamente slegate e molto diverse tra loro e questo non aiuta di sicuro una pubblicazione; più che un romanzo sembra una raccolta di racconti brevi.
    Laura è dipinta come un’idiota (e non un idiota divertente, o almeno non molto, anche se, come fatto notare da altri, non è un’idiota comune), e questo può andar bene avendo altri personaggi a sostegno, ma così, con solo lei durante tutta la storia (gli altri personaggi sono appena abbozzati – anche Carlo – probabilmente perchè volevi tenere la storia stringata), mi sono stufato presto sia di lei che delle sue avventure.
    E qui arrivo all’ultimo appunto che mi sento di farti: va bene non avere l’obbligo di scrivere un tomone da 1000 pagine, ma le tue 200 stringate forse sono troppo poche, potrebbero accogliere più dipinti delle aventure di Laura; oltre ai dettagli, molto viene lasciato all’immaginazione del lettore, e questo, almeno a me, ha infastidito.

    Comunque, voglio farti i complimenti: la *fantasia* non ti manca.

  72. 64 Babbollu

    mi correggo. non big fish. alice nel paese delle meraviglie. la seconda parte mi ricorda alla grande quella favola.

  73. 63 Babbollu

    … e io che ho detto? ho detto che mi sta bene che laura non sappia queste cose, perché la sua storia deve essere un esempio negativo di come si scriva (comprenda dunque la disinformazione e la pochezza narrativa). il problema è che poi quando il narratore non è più laura, ma gamberetta stessa, allora deve portare delle scene scritte come si deve.
    in pratica: le scene raccontate da laura all’interno della storia (per intenderci: nella prima parte, quelle in cui combatte con i gatti) devono essere scritte male; le altre (quelle narrate da gamberetta, cioè quelle in cui laura parla con i gargoyle) devono essere DI PIÙ (soprattutto, per dar ritmo alla narrazione) e scritte meglio di come siano nella prima parte.
    ora sto leggendo la seconda e mi ricorda tanto il film “big fish”. non so se ne abbia tratto spunto, è una mia sensazione. più che altro, di questa parte non ho ancora capito il senso, perché laura descrive meglio la storia (nella storia) rispetto alla prima, quindi vengono a mancare i presupposti di una sua mediocrità come narratrice. non so, vediamo come si evolve. vorrei tanto poterne parlare faccia a faccia con l’autrice per capire.

  74. 62 l89

    @Babbollu

    Non so quali fossero le intenzione dell’autrice ma dubito che Laura sia così sveglia da sapere che cos’è un’embolia gassosa e da mettersi a controllare che non ci siano bolle nella soluzione prima di iniettare, se lo facesse la coerenza del suo personaggio ne risentirebbe parecchio.

  75. 61 Babbollu

    come seconda cosa (ho iniziato un nuovo post perché l’altro, altrimenti, diventava troppo lungo e mi impallava il pc, non so perché), devi, secondo il mio punto di vista, aumentare le scene in cui ci si stacca dalla storia nella storia e si parla della “vera” laura. la parte che dovrebbe essere l’esempio negativo ha assunto, per come hai impostato tu la storia, un ruolo preponderante scalzando le vicende principali (che dovrebbero essere quelle della laura reale, non quella immaginaria). il risultato lo puoi ben immaginare da te: noianoianoia. è logico che, come tu stessa dici, quella parte è l’esempio negativo, se le dai un ruolo tanto importante il romanzo stesso diventa negativo. non coinvolge il lettore. ho letto 48 pagine di nulla. fumose. personaggi che non vedo, in ambienti che non conosco e con una storia insulsa. che mi starebbe anche bene, perché era quello il tuo intento, ma se non lo intermezzi con spezzoni della vita reale di laura narrati bene, tutto il romanzo diventa così e perde attrattiva.

    questa è l’impressione che ho avuto dalle prime 48 pagine. lo finirò comunque di leggere, perché per il resto è ottimo: scorrevole, con qualche battuta ogni tanto davvero divertente (potresti inserirne di più nella parte noiosa per tenere comunque alto l’interesse del lettore, sarebbe un buono stratagemma). aspetto una tua risposta.

  76. 60 Babbollu

    allora. sono arrivato all’inizio del capitolo 9 e ho bisogno di un chiarimento.
    il testo è sostanzialmente corretto, salvo qualche “e” e “o” congiunzione in seguito a delle virgole. sono scemenze, niente di che.
    il problema grosso, almeno per quello che ho ravvisato io, è come sia stato strutturato. mi spiego.
    la mia impressione è che tu, con questo romanzo, voglia dare un “esempio negativo”, calcare la mano sugli errori comuni nei libri fantasy, sulla pochezza della narrazione, sulla mediocrità dello scrittore comune. mi sta benissimo, ok. è un argomento che ti tocca, quindi vuoi scriverci un romanzo sopra. ora, io sono a pagina 48, quindi un quarto circa di libro, e, salvo due interventi di mezza pagina per volta, non c’è stato una situazione che facesse da contraltare, funzionale a far vedere la differenza al lettore fra un buono scritto e uno scritto pessimo. le due parti in cui laura è più adulta (a quanto mi è sembrato di capire) e parla con i gargoyle sono leggermente più curati del resto. voglio dire, mi sta bene che tu calchi la mano sulla pochezza narrativa di laura, sul fatto che non si ponga, per esempio, neanche il problema che per fare un’iniezione si debba come minimo controllare che non ci sia aria nella siringa, ma poi, quando ti ergi a narratore onniscente, devi dimostrare come si dovrebbe scrivere per davvero. aumentare le descrizioni in quelle parti, per esempio. io non ho idea di come sia davvero laura! non so, magari la descrivi meglio più avanti nel romanzo, ma non c’è una che una descrizione seria degli ambienti. questo può andar bene nella storia nella storia, ma non quando assumi il ruolo di terzo raccontatore.

  77. 59 Babbollu

    … rimando a quando avrò finito di leggere il romanzo (o stasera o domani) una valutazione seria, ma devo dire che, per il momento (sono a pag 29) ho l’impressione che tu voglia vendicarti sadicamente su di noi per aver dovuto leggere tante cagate. poi mi spiegherò meglio.

  78. 58 Babbollu

    @CMT
    Si può tranquillamente descrivere un personaggio come genio, pur non essendolo noi stessi. la maggior parte della gente non riuscirà comunque a rendersi conto se il personaggio sia realmente geniale o no.
    comunque, a parte le battute, non ho ancora letto il romanzo, quindi non so esattamente come sia strutturata la parte in esame, però che un personaggio stupido crei, in una storia nella storia, un personaggio geniale non è impossibile. di fatto, la genialità è eccezionale e, in quanto tale, non comprensibile ai più. sostanzialmente, la differenza fra una supercazzola alla amici miei e la genialità è molto sottile e consiste nella realtà delle cose affermate dal genio rispetto al supercazzolaro. ma se non si nota la differenza, chi può dire quale dei due sia il genio? una questione di apparenza, insomma.
    ribadisco che non ho ancora letto il libro, quindi rimando a… quando avrò la testa un po’ più libera dall’esame che sto preparando… una risposta pertinente .__.

    @gamberetta
    complimenti davvero per aver pubblicato sul tuo blog il romanzo, esponendolo a chiunque voglia usarlo come meglio crede. ti farò avere il mio pensiero appena possibile, ma leggendo i commenti, posso aggiungere una cosa: mentre tutti, riflettendo il tuo stile e quello di questo blog, pensano agli errori, alle contraddizioni e via dicendo, valuta tu in primis un aspetto che io considero fondamentale in un romanzo e cioè l’esprimere una scena come meglio credi e non come “dovrebbe” essere espressa. ho letto un commento in particolare in cui ti si “accusava” di non usare il tono giusto per un determinato argomento (mi pare circa l’alcolismo della protagonista e altri suoi vizi. viva gli spoiler… beh, me la sono cercata). spesso si tende a considerare errore una scelta dell’autore che non si condivide (un errore che mi è sembrato tu faccia in alcune recensioni, peraltro. forse dovuto alla spossatezza di dover leggere una immensa cagata, ma comunque un errore), ma che è e resta una scelta stilistica: se tu decidi di trattare l’argomento dell’alcolismo con noncuranza, evidentemente, dato che il punto di vista utilizzato è quello della protagonista, per lei o è una cosa di secondo piano oppure non vuole pensarci, pur sapendo che in realtà è rilevante.
    detto questo, stavolta mi aggiorno davvero a quando l’avrò letto.

  79. 57 CMT

    Eh eh… no, ovviamente no, ho solo scritto una cosa pensandone un’altra, o per meglio dire ho scritto quello che volevo in modo errato ^__^
    Ovviamente io posso scrivere un personaggio geniale pur non essendo un genio io stesso, il punto è che o la sua genialità la nomino ma non la descrivo in dettaglio, o se devo renderla all’atto pratico non farà mai nulla di più geniale di quello che io, che genio non sono, riesco a immaginare. Insomma posso dire che ha risolto un’equazione di quinto grado, ma non posso far vedere i passaggi perché dovrei io per primo conoscerli o essere capace di metterli in atto. Ma alcuni personaggi descritti da Laura si comportano in maniera chiaramente più intelligente di lei, quindi o lei non è scema, dopo tutto, e si spaccia per tale, o qualcosa non quadra perché riesce a immaginare che qualcuno si comporti così ma non si rende conto che lei non lo fa.

  80. 56 Gamberetta

    @CMT. Davvero? Perciò è “realisticamente impossibile” scrivere un romanzo con protagonista un genio a meno che anche tu non lo sia?

  81. 55 CMT

    @Valberici: e ti pareva! :P

    @Gamberetta: avevo dimenticato un’altra discordanza sul problema della voce narrante, ovvero che Laura riesce a inventarsi personaggi più intelligenti di lei, il che dovrebbe essere realisticamente impossibile (non puoi dare, neppure per interposta persona, dimostrazione di un livello di intelligenza che non possiedi)

  82. 54 Alf

    Wow non vedo l’ora di leggerlo, pero’ 190 pagine sono troppe per me da leggere su pc.
    Fra circa un mese mi arrivera’ in prova il Cybook e credo proprio che usero’ il tuo romanzo per testarlo.

    Quindi rimando di un po’ la lettura e’ un eventuale commento sul romanzo.

  83. 53 Valberici

    L’ho scaricato e lo leggerò con calma…comunque per il solo fatto che nel primo capitolo si parla di grappa…i 15 euro sono tuoi. ;)

  84. 52 CMT

    Alors… commento qui, a parte ti segnalo revisioni e annotazioni, anche perché ho il file a casa e sono altrove ^__^;
    A livello generale, non mi è piaciuto. L’idea in sé non è malvagia, lo stile è abbastanza scorrevole, ma ci sono troppe cose che non mi prendono.
    Innanzitutto: non sono un amante della narrazione in prima persona, tutt’altro, ma in questo caso, essendo Laura voce narrante delle sue stesse avventure, cosa che poi è sottolineata anche dal fatto che si veda solo ciò che lei vive o a cui assiste, che parli di sé stessa in terza persona mi sembra estremamente improbabile.
    La cornice con i gargoyle resta troppo sfumata, non si capisce cosa voglia essere, né nell’economia della storia né in generale (perché questa tizia vive con dei gargoyle? Da dove vengono fuori?)
    La prima parte, con i nekomata, è quella che si legge meglio, è scorrevole e dinamica, ma è anche abbastanza superficiale, dà l’idea, più che di un racconto, di un buon soggetto per un cartone animato o un fumetto (rigorosamente giapponesi), dove avrebbe il supporto (audio)visivo necessario a compensare una narrazione molto poco evocativa, a tratti quasi didascalica.
    La seconda parte è molto fantasiosa, ma anche lenta, mi ha annoiato parecchio, specie prima dell’inizio della “guerra”. Inoltre ricorda decisamente troppo Alice nel Paese delle Meraviglie, in una chiave però meno surreale/nonsense, e quindi inferiore (dato che è fondamentalmente quella a rendere Alice ciò che è in letteratura).
    La terza, in conclusione, è quella fatta meglio. La pecca, stavolta, è l’essere tirata via senza un minimo di approfondimento: è una serie di eventi rapidi come sciabolate e quasi sconnessi tra loro.

    Il personaggio (e dico il personaggio perché in realtà ce n’è uno solo, gli altri sono macchiette appena abbozzate) è senza dubbio interessante, ma il motivo per cui lo è (essere esattamente il contrario della classica eroina, per quanto riesca a farlo restando una Mary Sue, il che non è poco !___!) è anche qualcosa che rende il tutto ben poco adatto alla pubblicazione: manca la possibilità realistica che il lettore si identifichi con la protagonista (a meno di lettori masochisti), in effetti è più probabile che abbia voglia di ammazzarla di persona dopo le prime due o tre pagine. ^__^;;

  85. 51 Mirco

    Ho letto l’inizio e sembra divertente. Comunque a livello legale per evitare problemi scriverei:
    “Ogni riferimento a luoghi, persone e strazzulle è puramente casuale”

  86. 50 Benmot

    scarico e leggo! Curiosità portami via!

  87. 49 Molecola

    Io credo che come prima prova questo romanzo sia interessante: contiene spunti deliziosi (l’appendice con la gara di haiku), alcuni personaggi adorabili (il biglietto! ^_^), avventure rocambolesche e un’eroina molto credibile.
    Allo stesso tempo, devo dire che se fossi una casa editrice non ti pubblicherei (non prima di aver rivisto la seconda e la terza parte) e nemmeno pagherei 15 euro per il libro. Insomma, ribadisco, gli spunti ci sono, ma è tutto troppo poco coeso, troppo disorganico. Le avventure cadono sempre nell’improbabile e ogni realtà bizzarra è a sé: in pratica non si fa in tempo ad allinearsi a un mondo assurdo che già si cade in quello successivo. Ho capito che c’era l’intento di creare tensione, ma penso che il soggiorno nelle varie realtà dovrebbe essere un pochino più lungo in modo da permettere al lettore di acclimatarsi e magari affezionarsi…
    In ogni caso secondo me rimaneggiandolo può uscire un bel libro; in bocca al lupo!
    Ah, quasi dimenticavo… Menzione speciale al furetto flambé: geniale! : )

  88. 48 Lara

    Ugh.
    Scusate l’inizio, ma impallidisco un po’ leggendo i commenti: altro che passare un testo al microscopio.
    Ammetto che io non solo non mi ero accorta dei refusi, ma non mi ero posta nessuno dei problemi che vedo esposti.
    Per esempio. Sciachespir. A me sembrava evidentissimo che fosse il personaggio di Laura, già inquadrato dalle prime righe, a sbagliare dicitura nei suoi pensieri. Tecnicamente, vero, è il narratore. Ma credo che essere così didascalici nel volere il “pensò Laura” significhi fare torto a chi legge.
    Il problema dell’alcolismo non me lo pongo, perdonatemi: ci sta benissimo che una parodia della ragazzina egocentrica e dal basso QI si faccia sorsate di soft drink. Anzi. Ben venga.
    Passo alla storia.
    Io l’ho trovata deliziosa, cattiva, colta. Mi sono divertita moltissimo a leggerla e penso che un testo così ci voglia. L’unico dubbio, ma davvero poco conta, è che possa essere goduto in pieno solo da chi frequenta il mondo della narrativa fantastica in tutte le sue forme, compresi gli orrori.
    Faccio il tifo!

  89. 47 Gamberetta

    @l89. 1) & 2) Infatti lo scopo è creare ambiguità.
    Se vuoi razionalizzare:
    - I nekomata, i Cavalieri e i Dentisti esistono davvero.
    - Il mondo dentro il foro, la lettera, e l’uomo-pesce che esce dal fiume sono tutte creazioni/deformazioni della realtà dovute alla coscienza.
    Ma forse no. E in fondo è sempre tutto un racconto (inventato) della Laura adulta.

    3) Tieni conto che ci sono delle “interferenze” da parte della Laura adulta che racconta. Ogni tanto abbellisce la narrazione rendendo ad esempio Laura più coraggiosa di quanto sarebbe – non più intelligente, perché Laura non si rende conto di essere più stupida della media.

    4) Lo scopo dei Dentisti è dominare il mondo e plasmarlo come ritengono sia giusto, non a caso combattono la carie sociale. Per questo usano vari mezzi, come ad esempio l’inquinamento degli acquedotti (questo è basato su un fatto vero: in America, in molti stati, negli acquedotti è aggiunto del fluoro, su consiglio dei dentisti. L’idea sarebbe che bevendo si aiuta la prevenzione della carie. Ma i dati sull’efficacia sono discordi e le teorie cospiratorie sostengono che sia tutto il contrario: il fluoro così aggiunto danneggia i denti, la gente deve andare più spesso dal dentista, i dentisti diventano ricchissimi, i dentisti domineranno il mondo!)
    I Dentisti non hanno legami soprannaturali però grazie al fatto di poter condurre indisturbati esperimenti su cavie umane in larga scala, sono all’avanguardia in certi rami del sapere (come la bioinformatica o la cibernetica).

    I barboni sono solo allucinati/drogati, come spiegato al loro “dio” all’ospedale. Ci si potrebbe domandare se lo sia anche Laura, ed è una possibile risposta: in fondo ha già problemi con l’alcol e lo stucco ed è assuefatta al tanfo del fiume, fiume che è inquinato dagli stessi rifiuti tossici presenti sulla collina dei barboni.

  90. 46 Katie

    Bel libro, complimenti.
    La prima e l’ultima parte sono quelle che mi sono piaciute di più, soprattuto grazie a Carlo, che trovo un personaggio interessante. Ottimo finale per la loro “love story”, per un attimo ho avuto paura che Laura ignorasse il tentativo di ucciderla da aprte sua e i due vivessero per sempre felici e contenti.

    La parte centrale invece dopo un po’ mi ha stufata, finchè Laura e compagnia non si sono ritrovati prigionieri delle fate. Prima c’era un atmosfera troppo da “Alice nel paese delle meraviglie” malgrado i furetti flambé, i teneri elfi sventrati e l’orco, che mi sta molto simpatico.

    I personaggi che ho preferito sono stati il biglietto e Carlo (crudelmente simpatici), ma anche la coscienza, tanto che mi è dispiaciuto quando si è suicidata.

    Laura invece ha un personalità diversa durante il libro, a tratti è così scema che non sembra una ragazza normale, ma un caso da manicomio, altre volte è invece simpatica, coraggiosa e però, comunque, diversa da una ragazza normale, anche se in meglio.

  91. 45 l89

    Innanzitutto ti faccio i miei più vivi complimenti, ho trovato il tuo manoscritto piacevole e fantasioso, e quest’ultimo aggettivo non è affatto banale considerando il panorama letterario (italiano) attuale.
    Ho apprezzato soprattutto la parte sulle coscienze che si moltiplicano e sull’intervento quantistico dei dentisti, che è talmente strampalata e divertente che non vale nemmeno la pena di annotare le eventuali imperfezioni.
    Vorrei però che chiarissi alcuni miei dubbi.

    1) Qual è il ruolo della cornice: vedere Laura adulta che si rovina il fegato può anche essere divertente ma è abbastanza inutile ai fini della storia, introduce elementi di confusione per il lettore e aumenta ulteriormente la già eccessiva ambiguità tra le varie realtà ontologiche.

    2) Sempre a proposito di questa ambiguità non è chiaro come le arrivi a casa la multa del torpedone, non escludo di aver trascurato qualche dettaglio avendo letto lo scritto piuttosto
    in fretta, ma il dubbio rimane.

    3) La psicologia di Laura è abbastanza complessa, e mi viene il dubbio che (“coscienza” a parte) lo sviluppo della stessa sia avvenuto in più fasi.
    In particolare, in alcuni momenti Laura sembra una ragazzina cretina e arrapata, fatta apposta per stare sulle palle ai tuoi lettori, in altri momenti per quanto ingenua e pasticciona dimostra delle qualità niente affatto comuni, che è molto difficile trovare nell’adolescente media;
    il suo stesso interesse per i manga e gli rpg dimostra in realtà una sensibilità molto più sviluppata di quella di chi guarda “Uomini e donne” (questa è una mia inferenza, non citi nulla del genere) e ascolta i CD di Hilary Duff.
    Sempre su questo punto il racconto sulla splendida Principessa mi sembra eccessivamente forzato, avresti raggiunto il tuo scopo anche con una schifezza meno esplicita (bastava ispirarsi a un pezzo particolarmente stupido delle Cronache).

    4) Lo scopo ultimo del “Big Bad”. Che cosa vogliono i dentisti? Controllare il mondo in un modo che farebbe invidia alle idiote teorie del complotto su HAARP e le scie chimiche o far sparire la carie?
    Si tratta “solo” di una società segreta oppure hanno qualcosa di soprannaturale? Il fatto che fanno paura ai barboni-creatori farebbe propendere la seconda ipotesi ma effettivamente non dimostrano alcuna singolarità se non il possesso di una scienza degna dell’ultimo star trek.
    Qui c’è un problema annoso, se il barbone può inventare mondi in cui la “fuffa” sulla MQ funziona significa che egli opera a un livello talmente fondamentale che difficilmente potrebbe essere spaventato dalle azioni della Spectre…pardon…Associazione Dentisti.

    Saluti

  92. 44 Gamberetta

    @???.

    Prima di tutto alcune cose che mi sembrano sbagliate: [...]

    Domani ricontrollo.

    Per il punto 1: in realtà voleva proprio trasmettere l’immagine di una comare con il rosario. Perché? Perché la signora altri non è che la signora Salici, quella a cui i gargoyle hanno mangiato il cagnolino. Laura (adulta) sta raccontando, improvvisando, e dunque le viene naturale usare la signora, con cui ha parlato solo pochi minuti prima. Si dovrebbe capire perché sia la Salici, sia la signora a Foltone, entrambe piangono il marito morto di nome Mario.
    Per i crediti non so. Non è che avessi in particolare in mente i videogiochi, ma può essere un’associazione mentale verosimile. Invece il Tenente essendo Tenente è in uniforme, qui non vedo il problema.

    Per la suddivisione della storia puoi avere ragione, vedi anche la risposta a zora qui sotto.
    L’introduzione: non so. Da un lato è parte della storia che sia Laura adulta a narrare, dall’altro non volevo tenere la vecchia introduzione perché richiamava troppi elementi che poi qui non ci sono. Comunque ci penserò.

    @zora.

    Il susseguirsi incalzante di avvenimenti sempre più assurdi, però, riesce a comunicare il senso di angoscia della povera Laura. Il paragone più azzeccato che mi viene in mente è “American McGee’s Alice”.

    È vero, nel senso che non l’avevo in mente in maniera cosciente mentre scrivevo, ma è un gioco che mi è rimasto impresso. È probabile che ne sia rimasta un po’ influenzata anche senza volerlo.
    E hai ragione anche riguardo il passaggio dalla prima alla seconda parte. Mi accorgo che avendo tolto la Giovane Laura dal contesto originario un po’ del significato si è perso; in effetti, la seconda parte, nell’idea di partenza, era narrata dalla Laura adulta mentre era in ospedale.

    I soldi del libro li spenderei volentieri se ci fosse qualche bella e seria illustrazione all’interno (sarò frivola, ma è una storia che chiama immagini!)

    È una bella idea. Nelle light novel giapponesi spesso ci sono illustrazioni. Però io non so disegnare neppure per sbaglio, perciò se mai capiterà dovrà essere a carico di un eventuale editore.

    @Nocoldin. Grazie per il link. Proverò a rileggere il capitolo 17 per vedere di renderlo più chiaro (anche se una parte dell’ambiguità è voluta, dato che Laura non capisce molto bene quel che stia succedendo).

  93. 43 Nocoldin

    Simpaticissima la citazione della povera Licia, (Il Destino della Giovane Laura).
    Il libro è molto scorrevole, ma ho dovuto rileggere un paio di volte il capitolo 17.
    Ho messo anche un link per il download del tuo libro nel mio blog.

  94. 42 ???

    @ zora
    Pardon. Ho controllato meglio. In effetti il segno della croce era all’interno di un sogno.

    C’è da dire, però, che anche prima, a Foltone, si parlava della signora dicendo che andava a trovare il marito e che ricordava quello che lui le diceva da vivo.

    Sembrava proprio la comare col rosario in mano.

    A parte queste considerazioni rimane il distacco che si può provare.

    Forse sono un po’ pignolo.

  95. 41 ???

    @ zora

    Non so se fosse proprio un sogno. Il dottor Testa ne parla come di un dono che ha ricevuto e dice che Laura gliel’ha incasinato.
    Quindi Laura non ha propriamente sognato. Ne è prova il barbone che l’aiuta a chiudere il foro.

    Perciò la signora a Foltone è cristiana. Il che suona un po’ strano.
    Non sarebbe neanche un errore in realtà. E’ solo che, come ho detto, interrompe “l’immersione”.

  96. 40 zora

    Ed eccoci qui dopo la lettura.
    Ho sentito alle volte molto marcate le tue fonti di ispirazione, ad esempio leggendo parole scritte con la maiuscola nella mia testa balena subito il pensiero “Pratchett!”. Però non mi è mai parso sgradevole od odorante di scopiazzatura, insomma una buona rielaborazione.
    Da nipponista, il vermone-bus mi ha ricordato molto il neko-bus di Totoro.
    La prima parte è più scanzonata rispetto alle altre 2, sembra un anime demenzial-splatter. Dalla seconda in poi è un precipizio nel cupo, e gli sprazzi di ironia sollevano solo di poco l’atmosfera greve (c’è da dire che ho l’influenza, non so se questo ha alterato le mie percezioni). Dall’arrivo delle fate in poi si susseguono un mare di situazioni strambe, forse troppe. Questo però è un giudizio dettato dal mio gusto personale: ho bisogno di qualche pagina in più per apprezzare le invenzioni dell’autrice (criceti puntatori, caciotte psichedeliche, innesti sottocutanei di armi…), sono idee divertenti e sarebbe stato bello vederle sfruttare di più, per esempio tra le varie parti della storia.
    Il susseguirsi incalzante di avvenimenti sempre più assurdi, però, riesce a comunicare il senso di angoscia della povera Laura. Il paragone più azzeccato che mi viene in mente è “American McGee’s Alice”.

    Belle trovate infine:
    - gli omaggi al capolavoro di Licia (e addirittura una citazione per lei nella storia!) e al suo animale preferito
    - lo sfruttamento di temi tipici e leggende metropolitane (partita a scacchi con la morte, manipolazione menti attraverso internet, servizi segreti malefici…)

    @???: se non mi confondo la signora che si fa il segno della croce è dentro un sogno di Laura, la quale proveniendo da una qualche città italiana avrà associato alla signora anziana una fede che a lei era familiare.

    Commento finale che prescinde dalla storia. Spezzo una lancia in favore delle povere suore che gestiscono scuole di vario grado. Per fortuna non tutte girano con affilate bacchette e vedono ovunque blasfemie ;-)

    Dimenticavo una cosa importante!!!!
    I soldi del libro li spenderei volentieri se ci fosse qualche bella e seria illustrazione all’interno (sarò frivola, ma è una storia che chiama immagini!)

  97. 39 ???

    Ciao,
    rieccomi qua come promesso.

    Prima di tutto alcune cose che mi sembrano sbagliate:

    “…più di una volta valeva la pena imbalsamare il bambino, deliziosa scultura di carne frollata.”

    Dubbio: non ci va un “di” prima di imbalsamare?

    In queste frasi, invece, mi pare che ci volessero degli articoli indeterminativi.

    “Videro anche (la) seconda fata morta, impalata a un cancello divelto.”
    “(Il) manrovescio la buttò per terra”
    “Laura si rialzò e si trovò a fianco (la) ragazza con la faccia di criceto”

    C’e da dire che era notte quando ho segnato queste frasi.

    Per quanto riguarda il resto:

    Lo Stile: molto scorrevole. Non mi sono mai dovuto fermare per rileggere nulla. Poche similitudini e metafore, di cui la maggior parte azzeccate. Non m’è piaciuta quella della salsa.

    La Caratterizzazione dei Personaggi è buona: mi sono piaciuti soprattutto i personaggi secondari che danno colore al tutto, ma sembrano comunque reali. Due cose però mi hanno fatto storcere il naso, ovvero:

    1) “Laura arretrò di un passo. La signora si fece il segno della croce, il barbone rimase impassibile.”

    Siamo all’interno di un mondo fantastico. Cosa c’entra il cristianesimo?

    2) I Crediti

    Crediti sa troppo di videogioco, più che di mondo fantastico. Da lettore ho pesato: “Crediti? Perché crediti?” mi sono allontanato dalla storia per un po’.

    Lo stesso lieve fastidio l’ho provato con quel “Tenente Arturo Galli” che “Era vestito di nero, in quella che doveva essere un’uniforme.”
    Mi ha fatto pensare a un carabiniere e di nuovo mi sono chiesto: “Perché?” e mi sono allontanato.

    Gli spicchi per il tempo, invece, li ho accettati senza battere ciglio.

    A parte tutte queste cose, però, che ritengo secondarie, c’è qualcos’altro che mi ha rovinato un po’ l’esperienza.
    Sto parlando di 2 aspetti:

    1) La trama. Ora, lo so che questo libro si chiama “Le Avventure della Giovane Laura”, ma mi è sembrato troppo un collage. Mi ha fatto pensare a quello che è successo coi Pirati dei Caraibi: tre (due) episodi messi insieme per sembrare un’unica lunga storia. Soprattutto il secondo episodio qui sembra “infilato”.

    Esperimento.
    Prendete il viaggio nel mondo fantastico con Foltone e le fate.
    Fatto?
    Ecco, ora toglietelo dal libro.
    La storia non ne soffre affatto.

    E ciò mi è dispiaciuto, perché anche quella parte l’ho apprezzata molto.

    Penso inoltre che una trama più “collegata” aiuterebbe con le case editrici.

    2) L’introduzione. E’ interessante, ma dopo un po’ viene interrotta dal presente: Laura con i gargoyles. Io avevo già letto quella parte e non ho avuto problemi con gli stacchi, ma penso che un lettore “non informato” resti confuso. Penso che la versione vecchia, quella con laura che sgattaiolava all’interno del palazzo fosse migliore. Oppure un’altra soluzione sarebbe togliere del tutto la parte all’inizio e alla fine e tenere solo il necessario, ovvero “Le Avventure della Giovane Laura”.

    Se hai detto che per Laura adulta scriverai un’altro libro allora forse qui lei non serve.

    Detto questo, a mio parere, Le Avventure della Giovane Laura ha qualche difetto, ma al tempo stesso è uno dei migliori libri che ho letto da un bel po’ a questa parte. Una vera prova di fantasia: valga su tutto la quantità di avvenimenti che hanno luogo in appena 190 pagine. (Fantastici i Barboni/Creatori). Un libro diverso dal solito e molto interessante. L’ho letto in poche ore e questo non mi succede spesso coi libri.

    In bocca al lupo per la pubblicazione.

  98. 38 CMT

    Confermo, al liceo e oltre ci arriva chiunque, ormai, le scuole tendono a non bocciare neanche i casi più disperati, altrimenti poi non si iscrive più nessuno (non sono parole mie) e rischiano di chiudere.
    E anche ai miei tempi ho conosciuto gente al quinto superiore che scriveva come Laura e pure peggio.

  99. 37 Darlene Alibigie

    “Che poi, se Laura fosse davvero così tonta, come avrebbe fatto ad arrivare al liceo?”

    Conosco gente anche più stupida che è arrivata alla laurea.

  100. 36 Gamberetta

    @Flash.

    Qui c’è un problema piuttosto serio, che si ripresenta anche poi, che confonde chi “guarda” con chi “parla”: due cose che possono assomigliarsi ma sono ben diverse. [...]

    No, è sempre Laura, non il Narratore (che tra l’altro qui è tecnicamente ancora Laura). Infatti alla tua citazione si potrebbe aggiungere: “pensò Laura”. Ma dato che la telecamera è ben salda nella sua testa, non c’è bisogno di specificare.
    In quanto a Sciachespir anch’io nei miei pensieri lo scrivo come capita, senza andare a controllare lo spelling corretto. Non ci sono altri errori di ortografia – oltre le poche righe di Magikolandia – proprio perché, benché nel caso di Laura potrebbero essere realistici, appunto stufano in fretta.

    Sul tema dell’alcolismo non ti seguo per niente. Che l’alcolismo giovanile sia un tema forte(sic) non implica che io lo debba trattare in una determinata maniera. Io posso essere superficiale, sarcastica, banale o come mi pare su qualunque argomento, sia la religione, la pedofilia, il riscaldamento globale, o quel che mi pare. È mio diritto in un romanzo usare i temi come credo sia giusto nell’interesse della storia, non in base a quanto possano appassionare o essere importanti nel mondo reale.
    Comunque il fatto che Laura sia alcolizzata (e sniffi lo stucco e si spruzzi l’insetticida nel naso) forse non è un caso…

    Che poi, se Laura fosse davvero così tonta, come avrebbe fatto ad arrivare al liceo?

    Ehm, non so quanti anni hai, ma ti assicuro che di gente come Laura ce n’è a frotte nei licei. E non farmi citare l’ormai celebre dirigente telecom – laureato – che credeva che Napoleone avesse vinto a Waterloo. Ignoranza e stupidità non hanno mai ostacolato la carriera scolastica di nessuno.

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