Clipart

Disponibile su emule il romanzo di fantascienza Clipart scritto da Elisabetta Vernier.

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Copertina di Clipart
Copertina di Clipart

Trama:

Qual è il terribile segreto celato nella clip video che minaccia di distruggere la reputazione di David Xander, il più ammirato uomo d’affari della City, bello come una rockstar e ricco come pochi al mondo? Deve scoprirlo Alexandra Hill, la sua responsabile della sicurezza, in una caccia senza tregua attraverso la Periferia e le Wastelands sulle tracce di un misterioso ricattatore. Intorno a lei si muovono personaggi curiosi e indimenticabili, come Rue la ragazza hacker, gli squinternati Faxer, i nomadi del deserto radioattivo e Candy la bomba sexy.

Il romanzo è uscito una prima volta nel 2003, ha poi vinto il prestigioso Premio Italia 2004 nella categoria fantascienza e l’anno scorso Delos Books l’ha ripubblicato.

Personaggi come Rue “ragazza hacker” o Candy “bomba sexy” non ispirano molto, ma non si sa mai. Magari lo leggerò.

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248 Commenti a “Clipart”

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  1. 148 Angra

    @Silvio Sosio:

    Ultimissima cosa, non venire a fare lezioni di civiltà, visto che qui ti sei presentato come troll (Starsky e John Steed) fino a che non sei stato sgamato. Poi non contento te ne sei tirato dietro un altro dal tuo harem… o magari sei sempre tu che posti da un altro PC, non saprei.

  2. 147 ???

    @ Sosio

    Era solo per dare una mano, mica per offendere.
    Comunque lo so, quello che ho scritto è banale e risaputo…. ma FM queste basi non le caga granchè.

  3. 146 Silvio Sosio

    @???: possiamo parlare di principi, ma guarda che non ho chiesto una lezione su come si fa una recensione.

    @Dr Jack: forse non hai capito che non ti stavo rispondendo, ti stavo solo compatendo. Le tue non sono osservazioni, sono sparate, che a nessun titolo meritano risposte.
    S*

  4. 145 Angra

    @Silvio Sosio:

    Io scrivo su riviste di informatica dal 1986, Angra certamente non era neanche nato.

    Certamente! Continui a sparare stronzate ^_^

    Tieni presente poi che Emilio Fede e Bruno Vespa hanno cominciato prima di te.

    Gamberetta argomenta e discute abbastanza civilmente, anche se ovviamente non condivido (tutti) i contenuti; tu abbai e sbraiti come un diavolo della Tasmania.

    In effetti lecchino è più civile che leccaculo.

    Io ho posto delle questioni precise riguardo al fatto se sia lecito o no prendere soldi per la pubblicità di romanzi che poi vengono anche recensiti. A te sembra così normale (ma solo a te) che forse non capisci nemmeno quello che dico e tutto quello che senti è un abbaiare confuso, ma è un problema tuo se hai questo blocco psicologico.

    Ho fatto l’esempio dati alla mano di una serie di romanzi per pubblicizzare la quale FM ha preso dei soldi, e poi a fronte di una recensione negativa (pubblicata forse mentre eri in ferie) è corsa subito ai ripari. Nessuno ha risposto.

    Comunque, finiamola lì: non ha senso continuare a discutere con chi è in malafede, e ti faccio notare che fra noi due sei tu quello che ha interessi da difendere. N.B. il fatto che io pensi che sei in malafede e fai solo finta di non capire puoi prenderlo come un complimento.

  5. 144 Dr Jack

    @ Silvio Sosio:
    Sei un professionista?
    Se un professionista permette di pubblicare recensioni atte a ingannare (sapendolo, dato che è un professionista che sa conoscere quando un libro non ha un minimo di qualità) stai facendo qualcosa di contrario all’interesse del lettore che dovresti soddisfare. Lo trai in inganno, o lo fai trarre in inganno da qualcun altro.
    Qui non si parla di de gustibus o di libertà di espressione (che comunque avete detto limitare per vostra politica). Si parla di offrire ai lettori un MINIMO DI DECENZA.

    Poi girala come vuoi o lamentati di me che cerco lo scontro, chiama pure in causa concetti come proletariato e menate varie, o dici che ognuno ha diritto a dire la sua (travisando educatamente i lettori :p).

    A me più che altro interesse l’opinione di Emanuele Manco, lui almeno mi era sembrato in buona fede…

  6. 143 Drest

    C’è anche la possibilità di dichiarare all’inizio le proprie linee guida, nella recensione: già quello basterebbe a salvarvi da questo tipo di critiche.

  7. 142 ???

    @ Sosio

    Finalmente un minimo comiciamo a venirci incontro.
    Solo una cosa: puoi lasciare libertà a chiunque, ma devi dare delle linee guida ben precise.

    Es. In ogni recensione dovete parlare di: Forma (stile), Trama, etc. (Magari con una bella suddivisione schematica, dove indichi di cosa parlerai in un paragrafo o nell’altro.)

    Soprattutto, però, dovete farlo ARGOMENTANDO.

    Perché sennò ogni linea guida è mandata a puttante e la recensione diventa nulla.

    Voi state fornendo un servizio al lettore, non è il lettore che deve sforzarsi di capire la forma mentale di ogni recensore, altrimenti non si finisce più! E tieni conto che ogni persona e diversa, e c’è chi crede a ogni cosa che gli si dice senza farsi domande.

  8. 141 Silvio Sosio

    Insomma, mi sembra che, al di là degli insulti e delle accuse di truffa e balle varie, da vari di voi emerga un elemento comune, e cioè che le recensioni di FantasyMagazine dovrebbero avere un comune denominatore di criteri critici, dichiarati e ai quali il lettore possa far riferimento.

    È un’opinione interessante e un argomento su cui si può anche ragionare (più Emanuele che io, in realtà) . Tuttavia, mentre mi sembra facile da realizzare per un sito più o meno mono-autore e che pubblica una recensione ogni quindici giorni come questo, è decisamente più difficile quando si parla di un sito al quale lavorano parecchie persone (solo alle recensioni cinque o sei) e che pubblica un elevato numero di contributi ogni settimana.

    Non so neanche se sia per forza positivo. Secondo me ogni autore dovrebbe avere il suo criterio, e penso che, come è sempre avvenuto ovunque, il lettore lo individua da solo senza che gli venga spiegato una volta che ha letto qualche recensione dello stesso autore.
    Faccio un esempio: se vuole collaborare con noi tizio appena uscito dal liceo, possiamo dargli indicazioni e insegnargli il lavoro. Ma se mi manda una recensione una persona che ha esperienza, un nome e una carriera, mica posso dirgli “uniformati al nostro cliché”. Lo ringrazio e basta.
    Il fatto che l’autore della recensione debba avere meno direttive possibili dalla testata non è una politica “de gustibus”, è lasciare libertà di pensiero, cosa che mi sembra il minimo.
    Dr Jack ha detto qualcosa su “pubblicare recensioni truffa e censurare le recensioni critiche”, come se Gamberetta ogni volta che scrive qualcosa qui la mandasse prima a noi e noi la rifiutassimo. Noi non censuriamo nulla, tutt’al più possiamo non accettare collaborazioni perché non conformi ai nostri standard. Qualcuno della redazione di FM mi ha detto che tempo fa Clun rifiutò delle recensioni di Gamberetta; non so come sia andata, ma sono certo che il motivo non era certamente il fatto che fossero negative.

    Quanto al fatto che il lettore sia truffato perché legge bene di un libro che poi non gli piace, ce ne faremo una ragione. Un recensore potrebbe consigliarmi “Alla ricerca del tempo perduto” e a me potrebbe sembrare una palla mostruosa e soldi buttati. Capita.

    @Gamberetta: ho letto ora la storia della faccenda di Gerstmann su Wikipedia. Mi sembra francamente poco credibile che un editore come C|Net licenzi un direttore su pressioni di un cliente. Anche controproducente. Se però così fosse, che devo dire, pirla ce ne sono dappertutto, anche nell’editoria.
    S*

  9. 140 Maudh

    Maledetta macchina dei commenti, prima mi dice che non posso inviare e poi mi fa fare il doppio post!
    Ci si beffa del povero Maudh!

  10. 139 Maudh

    Tornando all’argomento Recensione de il destino di Adhara, non mi interessa che sia o no comprata da Mondadori, ma il fatto che le recensioni si contraddicono non su un aspetto che magari un recensore ha trovato tanto interessante o innovativo da alzare il voto, ma su cose basilari come bellezza della trama e profondità dei personaggi.
    Se la prima recensione (**) dice che “i personaggi sono piatti, i due protagonisti non all’altezza di Sennar e Nihal” e che “l’intreccio è povero e non riesce a tener conto delle novità che la Troisi ha inserito”, l’altra recensione (****) sostiene che “tutti i protagonisti hanno un’analisi introspettiva accurata, specie la protagonista” e che “la trama sorprende, nessuna situazione sa di già visto, la tensione è sempre alta”.
    Togliendo il mio lungo commento sul libro (è un harmony che dura 300 pp. di troppo e ci si infila un povero drago per il sadiso della Troisi)
    La differente valutazione degli stessi elementi si spiega secondo me o con una differenza nei metri di giudizio dei due recensori (e basterebbe mettere una pagina dedicata su FM con esempi da 5*, 4* etc. o con una serie di elementi da giudicare secondo una scala abbastanza rigida), oppure con a poca esperienza in campo fantasy dell’autore della seconda recensione.
    Costerebbe così tanto stilare una breve lista di immancabili per poter formare un giudizio critico in ambito fantastico agli eventuali recensori?
    Ecco perchè poi si parla della disonestà intellettuale di FM, perchè, almeno da questa recensione double, sembra che l’autore della seconda critica non abbia letto fantastico e si azzardi a parlare di cose che non capisce.
    Ben inteso che io, per il mio noto buonismo, non vi accuso di un bel nulla, se non che 5* mi sembra un tipo di voto scemo e di essere troppo generosi (se puoi dare al massimo 5* a Tolkien, poi non puoi dare 4* a Troisi!). Saluti!

  11. 138 Maudh

    Tornando all’argomento Recensione de il destino di Adhara, non mi interessa che sia o no comprata da Mondadori, ma il fatto che le recensioni si contraddicono non su un aspetto che magari un recensore ha trovato tanto interessante o innovativo da alzare il voto, ma su cose basilari come bellezza della trama e profondità dei personaggi.
    Se la prima recensione (**) dice che “i personaggi sono piatti, i due protagonisti non all’altezza di Sennar e Nihal” e che “l’intreccio è povero e non riesce a tener conto delle novità che la Troisi ha inserito”, l’altra recensione (****) sostiene che “tutti i protagonisti hanno un’analisi introspettiva accurata, specie la protagonista” e che “la trama sorprende, nessuna situazione sa di già visto, la tensione è sempre alta”.
    Togliendo il mio lungo commento sul libro (è un harmony che dura 300 pp. di troppo e ci si infila un povero drago per il sadiso della Troisi)
    La differente valutazione degli stessi elementi si spiega secondo me o con una differenza nei metri di giudizio dei due recensori (e basterebbe mettere una pagina dedicata su FM con esempi da 5*, 4* etc. o con una serie di elementi da giudicare secondo una scala abbastanza rigida), oppure con a poca esperienza in campo fantasy dell’autore della seconda recensione.
    Costerebbe così tanto stilare una breve lista di immancabili per poter formare un giudizio critico in ambito fantastico agli eventuali recensori?
    Ecco perchè poi si parla della disonestà intellettuale di FM, perchè, almeno da questa recensione double, sembra che l’autore della seconda critica non abbia letto fantastico e si azzardi a parlare di cose che non capisce.
    Ben inteso che io, per il mio noto buonismo, non vi accuso di un bel nulla, se non che 5* mi sembra un tipo di voto scemo e di essere troppo generosi (se puoi dare al massimo 5* a Tolkien, poi non puoi dare 4* a Troisi!).

  12. 137 Drest

    Che bello il panorama dell’editoria italiana…il brutto è che è così in tutti i settori.

  13. 136 Gamberetta

    @Silvio Sosio. Ti rispondo un’ultimissa volta. Secondo me tu o chi per te di FM deve decidersi.
    O credi sul serio al “de gustibus”, o non ci credi.
    Se ci credi cosa ti lamenti a fare?
    Io leggo una recensione di FM e dico: “guarda te che leccata”. È vero? È falso? Che importa? È il mio gusto e come tale è insindacabile.
    “Questa recensione sembra un comunicato stampa Mondadori mascherato.” È un’opinione espressa in italiano corretto? Sì. È vera? È falsa? Che importa? È il mio gusto e come tale è insindacabile.
    Se credi al de gustibus ti tieni del lecchino. Perché il de gustibus funziona così, non ha bisogno di prove, ragionamenti o quant’altro.
    Se viceversa non sei proprio convinto che il criterio del de gustibus sia una buona idea – secondo me non lo è –, ripeto, devi (tu o chi è responsabile) esporre i criteri di valutazione dei libri. In merito a stile, contenuti e quant’altro.
    I criteri possono essere diversissimi dai miei, ma devono esserci. Come dicevo in altro articolo, ci sono ad esempio siti che fanno recensioni filmiche “cristiane” e che basano il giudizio sull’aderenza dell’opera a principi religiosi. Per me non è un buon criterio, ma finché è espresso chiaramente e chiaramente seguito, quei siti rimangono intellettualmente onesti.
    Se l’unico criterio di FM (a parte la cura formale dei testi) è il “de gustibus” dei recensori, il mio giudizio è: FM è intellettualmente disonesta. E tu te lo tieni e zitto, perché è “de gustibus”.

    Una noticina sulle riviste di informatica. Lo sai vero che Gerstmann è stato buttato fuori da Gamespot perché non ha dimostrato abbastanza entusiasmo per un gioco degli inserzionisti?
    Ma figurati se queste cose succedono anche da noi. Quando mai. Infatti da noi non c’è bisogno di cacciarlo Gerstmann: i Gerstmann nostrani non si sognano manco per sbaglio di dare pareri onesti. Non è così? Che importa, “de gustibus”.

  14. 135 ???

    @ Sosio; Dr Jack

    La verità sta nel mezzo.

    Il problema di base è che le recensioni su FM non hanno metodo, possono essere scritte da chiunque, ma soprattutto non sono argomentate.

    “Il libro è scritto da Dio.”

    Non dice nulla a chi lo legge.

    “Il libro è scritto con gran proprietà del liguaggio e immaginazione. Ne riportiamo ad esempio un passaggio (segue estratto)”

    Questo è gia meglio, no?

    Poi concocordo con Sosio che il linguaggio debba essere posato, ma bisogna essere onesti sul contenuto.

    La Merda la puoi chiamare Escrementi o Feci, ma comunque fai capire che cos’è.

    Purtroppo, questo su FM non succede mai. Potrebbero conquistare un pubblico di lettori più smaliziati se lo facessero, ma non lo fanno.

    Forse hanno paura di fare un passo falso. Non vogliono sputare sul piatto in cui mangiano, mordere la mano che li nutre, lo capisco.
    Ma cazzo, nell’imprenditoria chi non risica non rosica. Hanno il potenziale per offrire qualcosa di diverso e invece abbassano le brache impauriti.

    Di nuovo, mi scuso per la forma, ma non per il contenuto.

  15. 134 Dr Jack

    Non voglio sfogarmi :p, il mio discorso mi sembra perfettamente lecito.
    La domanda a me sembra chiara la ma porrò ancora più esplicitamente:

    La vostra policy tramite cui scegliete le recensioni ha un problema:
    1) Permette alla gente di travisare i lettori pubblicando recensioni prive di dati essenziali per essere recensioni.
    2) Evita a recensioni oneste di venire pubblicate causa loro linguaggio.

    Quindi…
    Perchè pubblicate permettete di pubblicare recensioni che ti truffano educatamente mentre evitate recensioni oneste causa loro linguaggio?
    Non sarebbe più corretto fare il contrario dato che il LINGUAGGIO è un’inezia mentre il CONTENUTO è la cosa più importante?
    Perché non cambiate la policy, rendendola più onesta?

  16. 133 Silvio Sosio

    Rimane che nessuno mi ha ancora spiegato come mai la policy di FM fornisce spazio a recensioni ipocrite, vuote che aiutano la Mondadori a truffare i lettori, mentre censura Gamberetta che fornisce un servizio gratuito.

    Ti sembra una domanda a cui uno possa dare una risposta? Se vuoi una discussione fai una domanda. Se vuoi fare a botte ti consiglio di iscriverti in una palestra, potrai sfogarti meglio e magari ti fa anche meglio alla salute.
    S*

  17. 132 Dr Jack

    Avete evitato di rispondere ai miei quesiti.

    Rimane che nessuno mi ha ancora spiegato come mai la policy di FM fornisce spazio a recensioni ipocrite, vuote che aiutano la Mondadori a truffare i lettori, mentre censura Gamberetta che fornisce un servizio gratuito.

    Ho usato la parola truffare perché io ho letto un sacco di recensioni fantastiche… e… sono andato a comprarmi i primi due libri del mondo emerso.

    Beh… mi hanno fregato. Pensare che non volevo credere ai miei amici che dicevano che non era piaciuto…

    Ora… perché diavolo la vostra policy blocca recensioni oneste solo per il suo modo di parlare e pubblica recensioni che portano a fregare un lettore educatamente?

    Se mi saltate fuori a dire che “i gusti sono gusti” o che “il libro vende allora è bello” o tutte le altre menate io avrei difficoltà a identificarvi come professionisti.
    Chiunque conosca un minimo della fiction si rende conto dell’enormità delle pecche del mondo emerso.

    Non mi interessa se ‘non siete voi direttamente a scriverle’ e cercate di scaricare il barile. Siete voi a stabilire la policy… la responsabilità rimane vostra.

  18. 131 SpinOne

    Bravo Angra.
    Ora applica la reductio ad hitlerum, strappati i bottoni, pesta i piedi e dì: “Io con te non ci gioco, e comunque la palla è mia”.
    Anche se non credo che tu abbia palle.
    Quando sarai grande, ti spiegherò come si vive. Fortunatamente non dobbiamo correre il rischio che tu ti riproduca.
    E ora, sempre per restare in topic, ti dirò: hai fatto domande, hai avuto le risposte, non arrivi a capirle, pazienza. Però non prendertela con gli altri.

  19. 130 Silvio Sosio

    Il tuo padrone, prima di condurti qui a scorrazzare per la gioia di grandi e piccini (senza il rassicurante sottofondo d’appoggio di un troll classe Metalupo si sente nudo), ha detto della comunista anni ‘70 a Gamberetta. Mettetevi un po’ d’accordo.

    Veramente le ho dato dall proletaria, non della comunista. Ma tu e Gamberetta siete la stessa persona? Siete gemelli monozigoti? Fratelli? Cugini? Fidanzati? No, perché allora non si capisce perché non si debba dare a lei della proletaria e a te del berlusconiano. Tra l’altro scrivete in modo abbastanza diverso: Gamberetta argomenta e discute abbastanza civilmente, anche se ovviamente non condivido (tutti) i contenuti; tu abbai e sbraiti come un diavolo della Tasmania.

    Giusto per chiudere l’argomento, non per te ma per gli altri che leggono. Io scrivo su riviste di informatica dal 1986, Angra certamente non era neanche nato. Ho scritto per una dozzina di editori e per quasi tutte le maggiori riviste, da MC Microcomputer a PC Week, per Mondadori, Jackson, IDG, JCE, Nuova Periodici e altre.
    Avrò scritto un migliaio di articoli, parlando bene, parlando male, esaltando e distruggendo. Non mi è mai capitato, nemmeno una volta, nemmeno un accenno, che qualcuno mi dicesse “senti, lima un pochino, sei stato troppo duro e questo è un nostro inserzionista”.
    Questo per chiarire meglio perché ho fatto il paragone con le riviste di informatica: non per dire “lo fanno tutti” ma per dire che il mondo non funziona affatto come pensa Angra con le sue manie di complottismo.
    Lo stesso ovviamente vale per Delos Books. Nessun inserzionista si è mai sognato di venirci a chiedere di parlare bene di qualcosa di suo. Ti chiedono, questo sì, di parlarne. Quante volte abbiamo parlato male dei dvd della Universal, nonostante le loro campagne pubblicitarie che abbiamo ospitato, ben di più di quelle della Mondadori?

    Del resto il concetto è piuttosto banale da capire. Alle aziende interessa poco la pubblicità su siti fatti apposta per la pubblicità. Basta informarsi sulle tariffe per scoprire che la pubblicità sui giornalini gratuiti che contengono quasi solo quella viene pagata pochissimo, anche se magari sono diffusi in milioni di copie.
    Alle aziende interessa la pubblicità su siti che siano letti dalla gente. E la gente legge i siti che ritiene affidabili. Chi adotta la tattica di parlar bene per piaggeria non dura.
    Il nostro gruppo fa riviste online da quindici anni e fra quindici anni sarà ancora qui a farle.
    S*

  20. 129 Angra

    @SpinOne:

    sicuramente usi metodi berlusconiani nelle discussioni.

    Il tuo padrone, prima di condurti qui a scorrazzare per la gioia di grandi e piccini (senza il rassicurante sottofondo d’appoggio di un troll classe Metalupo si sente nudo), ha detto della comunista anni ’70 a Gamberetta. Mettetevi un po’ d’accordo.

    Sul fatto di recensire le stesse cose che si pubblicizzano il tuo padrone perlomeno ha risposto (delle stronzate), Manco invece ha preferito andare a dormire perché era stanco. Chi legge potrà farsi la sua idea.

    Quanto a te, potrai capire che voglia che ho di andare avanti a discutere col servo sciocco che ha imparato a memoria il Manuale del Troll in versione semplificata.

    @Okamis:

    ma ciò non significa che tutto ciò che viene pubblicato su FM sia merda o che chiunque ci lavori sia un imbecille.

    Non ho detto questo. La seconda recensione di Adhara però era una marchetta. Anche una sola scredita tutto il resto, perché io che leggo non posso sapere se ho di fronte una recensione onesta o un’altra marchetta.

  21. 128 Okamis

    @ Angra:
    Per quanto raro, non mi pare che la recensione del penultimo romanzo della Troisi sia stato l’unico caso di doppia recensione (positiva e negativa). Ora non ricordo con esattezza quali erano gli altri casi (spero mi perdonerai se all’una di notte non mi metto a cercarli ;-), ma domani ci do un’occhiata.

    Riguardo il punto 2, una parziale risposta è che, come è stato detto, buona parte delle recensioni giungono da collaboratori esterni e/o occasionali. Ti ricordo che pure io, seppur in merito a un solo libro, ho scritto su FM e ai tempi non ero ben visto proprio per via della mia simpatia verso Gamberetta e Carraronan.

    La questione, per come la vedo io, è che nessuna delle due parti ha ragione al 100% (da qui la ragione per cui, sino a questo momento, non sono intervenuto nella discussione, pur trovandola interessante). Sul fatto che le recensioni spesso siano di livello amatoriale posso darti pienamente ragione (e infatti ho espresso tale pensiero sul forum di FM proprio in questi giorni riguardo Sanctuary), ma ciò non significa che tutto ciò che viene pubblicato su FM sia merda o che chiunque ci lavori sia un imbecille. Rimando pensieri più complessi a quando avrò meno sonno ^_^

  22. 127 SpinOne

    Angra… Velatamente?
    No no, non so se sei forzaitaliota, ma sicuramente usi metodi berlusconiani nelle discussioni.

    E stasera ho il turno di notte, grazie, a dormire ci andrò domani a mezzogiorno, quando tu ti alzi.

  23. 126 Angra

    @SpinOne: se continui a darmi velatamente del forzitaliota vengo a spaccarti le rotule a martellate.

    Ora prenditi le gocce e vai anche tu a dormire, da bravo.

  24. 125 SpinOne

    Oh, scusa, già che ci sono faccio un riassunto degli interventi “Contra Fantasy Magazine” anche io…

    1) “Io ciò raggione”.

    2) Le Toghe Ross… Ehm i redattori di Fantasy Magazine sono corrotti. Perché? Ma perché pubblicano pubblicità a tema, è evidente!

    3) Io ciò raggione. Chi non se ne rende conto è un comunista.

    4) Qualsiasi cosa venga detta che contraddice quel che dico io è falsa, perché la dicono i corrotti (come dimostratosi nel punto 2).

    6) Non esiste alcun numero compreso da 4 e 6. Chi afferma il contrario è un pericoloso sovversivo.

  25. 124 SpinOne

    Visto che mi sono preso l’ingrato compito di sottolineare gli errori del Gamberopensiero, che informa tutti gli utenti di questo forum (accidenti, e pensare che un mio amico me ne parla tanto bene…).

    Se io fossi Manco, visto che hai avuto le tue risposte (anche se ti tappi le orecchie e urli “COMUNISTACOMUNISTACOMUNISTA” per non sentirle), riterrei superfluo darti ancora biada per le tue elucubrazioni, che ormai cominciano a suonare false come una moneta da 19 centesimi.

  26. 123 Angra

    Essendo probabilmente rimasto solo a difendere la trincea, faccio un riassunto.

    1) E’ perfettamente normale prendere soldi per pubblicizzare gli stessi libri che poi recensisci.

    2) Questo denaro non va a condizionare né il recensore, né la scelta della redazione su quali recensioni pubblicare e quali no. Come tutto ciò è possibile? Perché sì.

    3) Che la Mondadori abbia pagato FM per pubblicizzare i libri della Troisi, e che l’unica recensione a riguardo che oltraggiava l’ultimo capolavoro della Regina con solo due stellette sia stata affiancata a tempo di record da un’altra che le rendeva omaggio, caso unico finora per FM di doppia recensione, è da ritenersi puramente casuale.

    4) Chiunque abbia qualcosa da ridire sui precedenti punti è in palese malafede, ridicolo, invidioso e frocio marcio.

    Ora che Verità e Giustizia sono state ristabilite, posso andare a dormire anch’io il sonno del Giusto.

    Buona notte a tutti.

  27. 122 Angra

    @Emanuele Manco:

    Nel frattempo vado a dormire nella mia villa al mare, quella che mi sono comprato con i soldi della Mondadori. :)

    Un “preferisco non rispondere” sarebbe stato più onesto.

  28. 121 emanuele manco

    @gamberetta
    Forse non mi sono spiegato. Pazienza. Non esistono verità, decaloghi ricopiati da manuali di scrittura. Probabilmente applicando le teorie astratte e molti presunti metodi “oggettivi” verrebbero classificati come schifezze anche capolavori assoluti. Io non giudico le recensioni dalla lunghezza. Possono bastare poche frasi ma ben mirate per stroncare o esaltare un libro.
    Alla mia età ho smesso di avere certezze assolute. Il tuo metodo mi ha convinto e divertito a volte, la tua battuta sul vampiro di 160 anni che va ancora al liceo è divertente. Detto questo ognuno deve scrivere per come sa.
    Quando ti esponi mettendo ogni giorno il tuo nome, come facciamo noi di FM, siamo pronti a tutto. E riceviamo sia pacche sulle spalle che pesci in faccia. Fa parte del gioco, piacere a tutti non si può. Non c’è materia più soggettiva della letteratura. il fatto che sia soddisfatto del riscontro delle nostre recensioni non significa che non sia pronto ad accettarne altre, scritte con metodi diversi. Sai dove siamo.
    Detto questo ringrazio te e i tuoi lettori che hanno dimostrato di capire la mia sincerità. Durante la settimana non potrò leggere questo blog perché sarò al lavoro e le giornate ahimè hanno solo 24 ore, forse la notte, non so, avete la mia mail, vi rispondo senz’altro. Nel frattempo vado a dormire nella mia villa al mare, quella che mi sono comprato con i soldi della Mondadori. :)
    buonanotte

  29. 120 Angra

    @Emanuele Manco: non far finta di non capire anche tu, per favore. Parlavo di pagamenti per i banner pubblicitari Mondadori, c’è scritto a chiare lettere.

  30. 119 SpinOne

    Angra, giochiamo con le stesse regole: se tu fraintendi le parole altrui per dimostrare le tue tesi, lo faccio anch’io.

  31. 118 emanuele manco

    @angra
    ti rispondo puntualmente. le rare eccezioni erano riferite al ringraziamento. il pagamento per una recensione, per fortuna, non l’ho mai ricevuto.

  32. 117 Angra

    @SpinOne: sei scemo o fai finta? Delos (con la sua metastasi FM) non è solo un sito, è una casa editrice che è anche negozio di libri che è anche rivista online che è anche venditore di pubblicità.

  33. 116 SpinOne

    Appunto, caro Angra, appunto.
    Vede che accusare un sito di vendersi è una potente cazzata?

  34. 115 Angra

    @SpinOne:

    Certo, sul filo di queste paranoie, viene il sospetto: in questo periodo di crisi, come può una diciassettenne permettersi un sito e l’acquisto di numerosi libri fantasy, se non è sponsorizzata da qualcuno?
    Ma sono, ovviamente, cose da neurodeliri.

    No, sono figure di merda per uno che prima si spaccia per esperto e poi dice delle potenti cazzate.

    Un sito costa 8 euro all’anno, e per i numerosi libri fantasy ci sono le biblioteche.

  35. 114 SpinOne

    Ma su, ma su, Angra, Lei se la prende per troppo poco. Sono ben altri i drammi della vita, e certo non mi offendo se Lei mi sfancula. Alla mia età, ho preso la mia dose di fanculi in carta da zucchero e fuori confezione.
    Sono contento che il Mossad abbia fondi per queste nobili attività, e che la finanzi adeguatamente per le feste a Villa Certosa alle quali certamente partecipa.
    Fatto sta che una testata regolarmente registrata non può rifiutare una pubblicità senza motivazione, è illegale (mi creda, lo so, in gioventù lavorai in pubblicità).
    Ma Lei ha ragione nel sottolineare la possibilità di un sospetto. Certo, sul filo di queste paranoie, viene il sospetto: in questo periodo di crisi, come può una diciassettenne permettersi un sito e l’acquisto di numerosi libri fantasy, se non è sponsorizzata da qualcuno?
    Ma sono, ovviamente, cose da neurodeliri.

    Gambera: in breve, tutte le riviste che fanno recensioni sono disoneste, secondo questo principio.
    E continui a rifiutare il confronto, te ne rendi conto, vero?

  36. 113 Angra

    @Silvio Sosio:

    Sempre più ridicolo… sta a vedere che adesso ci autotagliamo il budget per non correre il rischio che dei paranoidi come te si facciano idee.

    Questa poi è bella, uno che non si beve le tue stronzate per te è un paranoide, si vede che sul tuo forum ti sei abituato male.

    Sai cosa c’è di ridicolo? Il fatto che tu trovi ridicola l’idea di non accettare soldi da chi poi dovresti recensire con imparzialità, cosa che in un mondo normale dovrebbe essere il minimo. Ancora più esilarante è l’idea che come unico argomento porti il fatto che così fan tutti.

  37. 112 Angra

    @Silvio Sosio: come minimo Quattroruote non pubblicherà due prove su strada della stessa auto dicendo su una che è una merda e sull’altra che è una gran macchina. Loro perlomeno hanno dei criteri standard su cui basare i giudizi.

    Comunque, di quello che fa Quattroruote me ne frega meno di zero: se anche loro fossero dei venduti allora vuol dire che va bene così?

  38. 111 Silvio Sosio

    uno tutto sommato dovrebbe preferirebbe non metterlo, piuttosto che generare sospetti (per usare un eufemismo) di conflitti d’interesse

    Sempre più ridicolo… sta a vedere che adesso ci autotagliamo il budget per non correre il rischio che dei paranoidi come te si facciano idee. Se vuoi occuparti di conflitti di interesse, guarda che ce ne sono di molto più interessanti in Italia!
    Comunque è un bel concetto. Infatti le riviste di informatica pubblicano solo pubblicità di profumi, e Quattroruote solo pubblicità di assorbenti. Così non corrono il rischio. Oh, ma aspetta: sarà certamente successo che Quattroruote abbia parlato bene di qualche auto che ha anche pubblicizzato: sono dei corrotti capitalisti anche loro!
    S*

  39. 110 Angra

    @SpinOne: non La mando a fare in culo perché ha un modo tutto sommato simpatico di insultare la gente, ce ne fossero di più come Lei.

    non so quanto prenda Fantasy Magazine per un banner, ma conosco i prezzi che girano, e se Lei ritiene che qualcuno possa “vendersi” per quelle cifre, immagino che lo stipendio ideale per Lei si aggiri sui 50 eurocent mensili.

    No, il Mossad mi gira un sacco di soldi per denigrare FM. Su quanto abbiano preso per quei banner non lo so nemmeno io, però vede, se fossero pochi soldi uno tutto sommato dovrebbe preferirebbe non metterlo, piuttosto che generare sospetti (per usare un eufemismo) di conflitti d’interesse. E poi sa, fossero anche 50 sacchi, quando uno ha tutte quelle bollette da pagare…

    Non dico che FM si venda, o non si venda. Non essendo del giro, non ne ho idea. Leggendolo spesso, direi di no.

    Ne ha parlato col suo neurologo medico oculista?

  40. 109 Gamberetta

    @SpinOne.

    Lui ha detto che la sua rivista e Gamberi hanno stili diversi. Tu hai detto che questo è sintomo di disonestà intellettuale. Posso dire che è una cazzata?

    No, io ho detto che lo stile di FM denota scarsa onestà intellettuale perché non è uno stile che definisce a priori i criteri di valutazione dei romanzi. Non li definisce la redazione, né li definiscono i singoli redattori/recensori.

    Tu proponi le tue recensioni (le rece, come dite voi gioveni) al dott. Manco, senza cambiare la sostanza, ma mettendole in un linguaggio meno offensivo. Poi parlate, e vedete se si riescono a pubblicare.

    Gli articoli sono CC, FM può pubblicarli quando vuole e chiunque, compreso tu, può prenderli e spedirli. Comunque appena possibile specificherò sul sito in maniera più formale la licenza.

  41. 108 Dr Jack

    @ emanuele manco:
    E’ un piacere sentire qualcuno che parla in modo così ragionevole :).

    Ho rivalutato un po’ FM dopo averti ascoltato, ma mi sembra di notare alcune pecche.
    Tu stesso hai detto che vendete spazio (pubblicità agli sponsor) perchè ne avete bisogno… giustamente uno si può domandare fino a che punto ne avrete bisogno e fino a che punto vi venderete.
    Certo… dici tu… ne avete bisogno per sopravvivere… eppure Gamberetta e molti altri vanno avanti senza prendere nulla e riescono a fare critica DA SOLI.

    Certo tu dici che siete professionisti e i soldi sono soldi… e i soldi vengono dalle case editrici.
    Ma siete sicuri che continuerebbero a pagarvi (per avere banner) se ammettereste a gran voce che i libri del mondo emerso sono orribili?
    Non vi fate influenzare neanche un po’?
    La questione della doppia recensione prima con poche stelle subito rifatta puzza di imbroglio…
    E noi non sapremo mai cosa succede dietro le vostre quinte possiamo solo supporlo.

    L’altra cosa più importante è che non pubblicheresti gamberetta per il suo modo di parlare…
    mentre accetti recensioni piene di ipocrisia, senza contenuto e riempite di termini vuoti.
    Be’ penso che queste recensioni che avete pubblicato siano MOLTO PEGGIO dei modi di gamberetta, che in ogni caso sembrano molto apprezzati dai più. Andiamo… Gamberetta non sarebbe così carismatica si parlasse come un vecchio burocrate.

    Per il resto mi sembri uno in buona fede :), apprezzo la tua disponibilità.
    Ciaus.

  42. 107 SpinOne

    Chiedo venia per l’errore sul sesso, ho alcune amiche che si firmano “Angra”, ed il di Lei modo di scrivere è tutt’altro che mascolino.
    In quanto alla barba, ahimé, molte signorine ne sono dotate.

    Mi ripeto.
    Angra, lei è sempre più malandrino.
    Prima di dire che un banner è “un pagamento”, Le consiglio di munirsi di naso rosso di gomma e trucco adeguato alla clownerie: non so quanto prenda Fantasy Magazine per un banner, ma conosco i prezzi che girano, e se Lei ritiene che qualcuno possa “vendersi” per quelle cifre, immagino che lo stipendio ideale per Lei si aggiri sui 50 eurocent mensili.
    Non dico che FM si venda, o non si venda. Non essendo del giro, non ne ho idea. Leggendolo spesso, direi di no.
    Poi, La lascio a rigirar le frasi come Le pare; se Lei è sicuro che una volta una casa editrice abbia pagato Fantasy Magazine, La prego, esibisca pure le ricevute in suo possesso, e tutta la documentazione relativa.
    Ma per favore, non cerchi di distogliere il discorso dal fatto che è stata fatta un’offerta alla Gambera, offerta alla quale ancora non ha risposto.

  43. 106 Angra

    @Silvio Sosio: io mi copro di ridicolo? Ci credo solo io? ^_^

    Fammi capire, gliel’avete ospitato gratis?

  44. 105 Silvio Sosio

    Angra, ma la vuoi finire una buona volta con questa stronzata del banner della Troisi? Ma non vedi che ti copri di ridicolo? Che ci credi solo tu a questi complotti? Sei davvero solo rumore di fondo, ma dai fastidio alle orecchie.
    S*

  45. 104 Angra

    @SpinOne:

    Basta il buonsenso a comprendere che il “salvo rare eccezioni” si riferisce ai ringraziamenti, non ai pagamenti,

    Quindi Lei mi sta dicendo che di norma le case editrici pagano FM? Se è successo una volta (e di questo siamo sicuri), e non è una rara eccezione, allora vuol dire che è la prassi, o sbaglio?

    Per inciso, non è che tutto quello che finisce per “a” sia femmina, si veda Andrea, Gionata, Battista, Luca… nella fotina il mio avatar ha pure la barba di tre giorni.

  46. 103 SpinOne

    Angra, lei è una malandrina.
    Basta il buonsenso a comprendere che il “salvo rare eccezioni” si riferisce ai ringraziamenti, non ai pagamenti, e Lei, cara Angra, di buon senso ne ha, anche se raramente la vedo usarlo.

  47. 102 Angra

    @Emanuele Manco:

    [...]case editrici, che non ci pagano, né ringraziano, salvo rare eccezioni, [...]

    Fra le rare eccezioni c’è la Mondadori che ha pagato FM per ospitare i banner dei romanzi della Troisi, siamo d’accordo su questo?

    Il caso della doppia recensione dell’ultimo romanzo della Troisi a distanza di quattro giorni, la prima da due stelle e la seconda da quattro, a firma di Leonardo Nolé che per FM ha fatto solo quella recensione è un caso unico, giusto?

    Ricapitolando, abbiamo una rara eccezione che copula con un caso unico per opera di una persona che ha scritto una sola recensione. Una di quelle combinazioni che, per uno dei teoremi fondamentali del calcolo delle probabilità P(A & B) = P(A)P(B), dovrebbe succedere una volta ogni trenta universi.

  48. 101 SpinOne

    Quella Gambera, è vero che il blog è tuo e puoi fare come ti pare, ma mi faccio delle domande su questa tua ultima risposta al dott. Manco.
    Prima di tutto, perché non hai risposto al suo post, ma a una versione inventata del suo post?
    Lui ha detto che la sua rivista e Gamberi hanno stili diversi. Tu hai detto che questo è sintomo di disonestà intellettuale. Posso dire che è una cazzata?
    Fai così. Tu proponi le tue recensioni (le rece, come dite voi gioveni) al dott. Manco, senza cambiare la sostanza, ma mettendole in un linguaggio meno offensivo. Poi parlate, e vedete se si riescono a pubblicare.
    A questo punto, direi, il problema dell’onestà intellettuale (che secondo me comincia dal firmare le recensioni con nome e cognome, ma ovviamente è una mia opinione) si risolverà implicitamente. Non pensi?

  49. 100 Gamberetta

    @emanuele manco.

    Ho ammesso “l’errore”, se di errore si può parlare. Ma tu ti fideresti di qualcuno che senza conoscerti usa un simile linguaggio nei tuoi confronti?

    Di chi stai parlando, del tuo collega che che aveva detto che chiaramente dimostro di essere in malafede?

    Io non ho nessun preconcetto nei tuoi confronti, anzi da lettore, ti ho seguito prima e ti leggo anche adesso. Tu sembri pensare che noi siamo servi del potere editoriale.

    Il problema è semplice: io adotto dei criteri per giudicare i romanzo, ho l’onestà intellettuale di dire prima che metodo userò. Tu (inteso come redazione di FM) no. I tuoi sono solo criteri di grammatica/sintassi/“bello scrivere”, per cui magari “fesso” è sostituibile da sinonimo meno “volgare”. Sono quisquiglie di scarsissima importanza.
    Non si può in una recensione scrivere (Sanctuary su FM):

    Ognuno di questi racconti meriterebbe un’analisi profonda, perché temi e caratteristiche sono molteplici e tutti degni d’interesse.

    Se non approfondisce la recensione chi approfondisce? Il recensore può giudicare come vuole, ma deve dimostrare e illustrare quello che dice.
    Come fai ad accettare la recensione di una raccolta di racconti (12 o 13 a secondo di come consideri introduzione/epilogo di Azzolini – non 50), nella quale il racconto di Giannone è ridotto a “un mito molto autoctono è presente nel Ditirambo di Samarat”, 10 parole compreso il titolo del racconto? Come si fa ad accettare che il lettore si sorbisca una cosa del genere, che non comunica niente? Da cosa deduco se valga impegnare il mio tempo a leggere Giannone o no?

    La mia idea è che si evita di entrare nello specifico perché se si entra nello specifico il de gustibus non funziona più e non è bello dire cose spiacevoli. Mi hanno fatto notare una discussione sul forum di FM riguardo Bryan di Boscoquieto. Interessante che tutti i commentatori si riferissero alla mia di recensione, non a quella di FM. Perché? Perché c’erano puntuali citazioni, per cui ognuno, anche senza condividere il parere della sottoscritta, poteva farsi la sua idea.

    Come il signor Sosio ha avuto l’impressione che io sia in malafede, io ho la netta impressione che FM lecchi. Poi quando vedrò una recensione puntuale, documentata, dove ogni passaggio è sottolineato da citazioni ed esempi, magari cambierò idea.

  50. 99 emanuele manco

    @gamberetta.
    L’esempio che tu riporti è quello che la mia gestione sta cercando di evitare, ma come si dice, sbagliare è umano. Ti ringrazio per avermelo segnalato. Queste segnalazioni sono importanti se rivolte con la giusta misura. Tu l’hai definita una “leccata”. Io dico troppa enfasi. Non ho problemi ad ammetterlo. Una leccata no. Non ci guadagniamo niente. E in ogni caso, non lo dico per scaricare le responsabilità, quell’articolo ha una firma, se invenzione c’è è dell’articolista, che è adulto e magari ha letto il romanzo e gli è piaciuto. Chi sono io per sindacare la sua opinione, non avendo letto il romanzo? Io rispetto le opinioni delle mie firme. Ma sono d’accordo che come curatore dovevo stare attento ad essere più chiaro nella distinzione tra informazione e recensione. Ci lavoreremo sopra.
    Il tuo blog è giustamente l’espressione della tua visione delle cose. E’ più facile avere una voce. Noi no. Noi abbiamo più voci. Alcune tendono ad entusiasmarsi più di altre.

    Per quanto mi riguarda quando arriva una recensione la responsabile la valuta in autonomia. Considera che se c’è da rivedere delle cose lo fa anche con me. E dico io giustamente.
    Gode della la mia piena fiducia. La qualità delle nostre recensioni non la giudico io, ma il nostro pubblico del quale siamo entrambi a servizio. Io non penso affatto che siano scadenti. Ma penso che si possa sempre migliorare.
    Se la tua recensione fosse arrivata in redazione io direi, nella mia ingenuità, perché no? Ma sono convinto che ci sarebbe stato da lavorare. E non lo dico con supponenza ne con volontà di censurare nessuno. Ma FM e questo blog usano linguaggi diversi. Entrambi legittimi nel loro contesto, ma non intercambiabili. Le opinioni sui racconti, sull’introduzione sono tue e legittime. Non ho ancora letto Sancuary. Non posso sindacare, e anche se l’avessi letto, de gustibus.
    Ci sono solo alcune cose che riterrei non pubblicabili, ma perchè fanno parte del come gestisci, nella tua autonomia, il tuo spazio. Nel nostro contesto non avrebbero lo stesso significato. Tanto per fare un esempio, secondo me, la parola fesso, esprime la tua idea, ma che però possa essere espressa senza quella parola. Gli stessi concetti possono essere espressi con forme diverse. Così come certe frasi che fanno parte del modo di comunicare ipertestuale, come immagini e vignette, e il concetto di gamberi marci, carino, ma basterebbe dire “pollice verso”.
    Ma non sono qui per insegnarti nulla. Anche io sulle fanzine scrivevo in modo diverso. Penso che però si possa usare altri toni, senza sembrare servo del potere, mantenendo intatta la forza.
    Ma delle forme si può parlare. Quando mi sono proposto a una redazione ho sempre accettato che le mie idee, che rimanevano tali, fossero plasmate in una forma che rispettasse una linea editoriale. Così va il mondo nel professionismo. Cosa diversa dalla pur pregevole blogosfera, fonte di tante utili ispirazioni e informazioni.
    Se però arrivasse una tua recensione avrei una sola remora, ossia quella di una firma è di una persona che ci ha definito “lecchini”.
    Ho ammesso “l’errore”, se di errore si può parlare. Ma tu ti fideresti di qualcuno che senza conoscerti usa un simile linguaggio nei tuoi confronti?
    Allora il punto è che dobbiamo chiarirci. Noi facciamo il nostro lavoro con onestà intellettuale.
    Ma a nessuno piace essere insultato non credi? La critica l’accetto. L’insulto no.
    Io non ho nessun preconcetto nei tuoi confronti, anzi da lettore, ti ho seguito prima e ti leggo anche adesso. Tu sembri pensare che noi siamo servi del potere editoriale.
    Io so come svolgiamo il nostro lavoro e ribadisco che non è così.
    A me sembra uno stallo questo. A te?

  51. 98 Silvio Sosio

    Le collaborazioni con FM le sceglie Emanuele; da un punto di vista di politica dell’editore, quella di Sanctuary non potrebbe essere pubblicata perché è chiaramente già uscita altrove, e tendenzialmente cerchiamo di pubblicare testi in esclusiva.
    Per un’altra recensione (anche dello stesso libro), al di là della valutazione della stessa, non credo che avrebbe problemi ad essere accettata. Posto che ovviamente, secondo il nostro metodo, verrebbe pubblicata con nome e cognome dell’autore, non sono nickname.
    S*

  52. 97 Gamberetta

    @Emanuele Manco.

    Le recensioni sono sottoposte quindi alla normale cura redazionale, e tutte quelle ci arrivano e sono scritte correttamente sono suscettibili di pubblicazione.

    Dunque se io inviassi la recensione di Sanctuary verrebbe pubblicata? Mi sembra sia scritta in italiano corretto, ed essendo in pratica con licenza CC (immagini escluse) non ho problemi se appare su altri siti.
    E se non fosse candidata alla pubblicazione, perché?
    Io credo che molti vorrebbero maggiori informazioni sul significato di quel “suscettibile di pubblicazione”. Perché l’idea mia e non solo mia, è che qualunque criterio venga adottato per scegliere le recensioni su FM, alla fine compaiano recensioni di qualità molto scadente (senza entrare nel merito dei voti positivi o negativi).
    Inoltre sarebbe bello nelle notizie che fosse ben chiaro dove comincia e finisce il comunicato stampa o la quarta di copertina. Perché, per fare un esempio, il comunicato stampa di Wunderkind può associare tale romanzo a Gaiman o Barker, ma il bell’avverbio giustamente è stata una trovata della redazione di FantasyMagazine.
    E sarebbe bello che dopo segnalazione (tipo questa), l’avverbio sparisse, oppure fosse giustificato, con ampi stralci delle opere e degli autori in esame.

    Quarta di copertina:

    Potente come un romanzo di Gaiman e inquietante come il Barker più efferato [...]

    FantasyMagazine:

    Come giustamente riportato nel risvolto di copertina questo romanzo ricorda molto da vicino il miglior Gaiman e il più inquietante dei romanzi di Barker.

  53. 96 Maudh

    Sappiate che questo post è in gran parte numeri su numeri e statistiche, ed è pure lungo ed in gran parte speculativo, quindi se non digerite voti e percentuali passate oltre.
    @ vincent:

    Vorremo segnalazioni e recensioni di buone opere, cortesemente.
    Mi sembra che qui ci sia solo questo motto:
    “seek and destroy”

    A ben vedere il seek and destroy c’è solo in recensioni dei beniamini del blog (Troisi, Strazzulla, Ghirardi), che hanno il monopolio dei voti pessimi.
    Per le recensioni dei libri abbiamo i seguenti dati:
    I romanzi/racconti/saggi/antologie recensiti sono in totale 41, di questi 15 sono recenzioni positive, 23 negative, di cui 15 pessime, altri tre libri non sono commentati o hanno preso 0.
    Ora, dei sedici pessimi, abbiamo il Ghirardi, la Strazzulla, l’anonimo che ha scritto Anharra, Andrea d’Angelo, 4 romanzi della Troisi, 2 della linea fantasy della Delos, un romanzo di tale Guidarini, tale Festa, tale Passaro, ed infine “tali” Meyer e Martin (libro carino, ma costo di €11 di troppo).
    Ora, dopo aver sottolineato che non a caso i 13/15 dei “pessimi” sono italiani, rimane il fatto che i voti veramenti orrendi sono quelli a Troisi e Strazzulla, quindi quei libri con la parola ILLEGGIBILE con la i maiuscola, e anche il resto.
    Poi, considerando la nota pignoleria e rigidità di gamberetta, un -1, -2 può ancora essere considerato leggibile, il che significa che 21 libri su 41, ovvero il quorum, è considerato Leggibile.
    E qua dentro (qui è dichiarata, ma vige anche fuori) vige la legge di Sturgeon.
    Se Gamberetta presentasse un giudizio di tutti i libri letti in ampito fantastico verrebbe probabilmente fuori che solo, cifre a caso, 20 libri su 100 letti meritano da -2 in su.
    Ora, dato che più della metà delle recensioni è a suo modo neutrale o positiva, significa che Gamberetta & Co. in realtà fanno in modo di premiare la maggior parte dei romanzi belli o decenti letti, e di punire solo una parte minima di quelli brutti e Orrendi.
    E poi quelle recensioni negative sono indispensabili, io ho corso il rischio di Morire di Elfonellebbolle-ite.

    P.S. La mia impressione che i romanzi che hanno un voto di -1 o -2 è motivata dal fatto che solitamente in queste recensioni non si dice che il libro sia brutto o olleggibile, è solo che manca una componente immagginifica o un’abilità dello scrittore che lo distingua dal 90% di stupidaggini.
    Se ho frainteso, chiedo umilmetne perdono a tutti i pescatori ed al Mio Dio, l’Onnipotente Grumo!

  54. 95 SpinOne

    Ma è una mia impressione o vedo una strisciante paranoia di scrittori frustrati vs. editori malvagi?
    E se invece di criticare i romanzi altrui imparaste a scriverne?
    Io, che non so scrivere o criticare, ne leggerei volentieri uno o due.

    Ai miei tempi si diceva:
    “Chi sa fa, chi non sa insegna, chi non sa e non sa insegnare fa il critico”.

  55. 94 Emanuele Manco

    Salve,
    intervengo in questo tread senza spirito polemico. Ma visto che oltre che di politiche editoriali della Delos, che non mi appartengono, si è parlato anche dell’operato della redazione di FM mi sembra opportuno dirvi il mio punto di vista.
    Una questione che mi preme sottolineare è che è vero, non sono favolette, le recensioni di FM sono l’espressione dei singoli autori. Nessuna forma di censura o di pressione per parlare bene o male di qualcuno. E’ il nostro punto d’orgoglio. Idem per le segnalazioni. Le segnalazioni librarie sono quasi sempre una elaborazione del comunicato stampa. Le fascette e le quarte sono sempre molto generose, si sa. Sono una cosa ben diversa dalla recensione, e anche diversa dai banner pubblicitario, che servono a coprire i costi. Se pensate che questa distinzione non sia chiara parliamone. E’ un servizio gratuito che prestiamo nei confronti del lettore, non della case editrici, che non ci pagano, né ringraziano, salvo rare eccezioni, al contrario dei lettori, che ci onorano di leggerci e commentarci.
    Le recensioni sono sottoposte quindi alla normale cura redazionale, e tutte quelle ci arrivano e sono scritte correttamente sono suscettibili di pubblicazione. Di negative ne arrivano meno. Forse perché chi scrive per noi pensa che non sia necessario perdere del tempo per parlare male di qualcosa. Sono scelte singole. La mia prima recensione per FM, ero un redattore all’epoca, fu una stroncatura, Sacrificio di Sharon Bolton, nessuno mi disse che non era il caso di pubblicarla. Anche il caso incriminato, non ero ancora curatore ma lo ricordo , la doppia recensione, non nacque per rimediare ad atti di lesa maestà, ma perché arrivò una recensione che venne considerata ben scritta e si pensò che un altro parere ben argomentato meritasse la pubblicazione. Concettualmente non esiste la “recensione di Fantasy Magazine”. FM è la somma delle tante parti, coordinate da una redazione, ma non ha un pensiero unico. Abbiamo tante firme storiche. Ma in questi mesi di nuove se ne sono aggiunte. E’ una struttura aperta.
    Tra l’altro il soggetto in causa non scrisse più per noi. Non è la prima volta che capita. Siamo sempre aperti a collaborazioni. Se vorra riproporci qualcosa sa dove siamo.
    Altro punto a cui tengo. è l’intervista a Viviani. Il rispetto per un professionista che lavora da prima che io nascessi non è una marchetta. Abbiamo in “casa” una persona che ha contribuito a creare un mercato, chiedergli qualcosa del suo lavoro pensiamo possa essere d’interesse. così come le future interviste a traduttori, redattori, e altri operatori. Non vedo motivi per non parlare di quello che fa la Delos. Dal mio punto di vista è una casa editrice come le altre. Intervisteremo chi lavora per la Delos tanto quanto altri.
    Liberi di credere o meno a quanto scrivo. Posso solo dire che alla mail della redazione rispondo io. Se pensate che FM non vi soddisfi siete invitati anche a dare il vostro contributo, sia con legittime critiche che con proposte di nuovi argomenti. E’ quanto ho fatto in questi mesi, ed è quanto farò nei prossimi anni, finchè avrò la fiducia dei lettori e dell’editore.
    saluti a tutti
    Emanuele Manco

  56. 93 Tapiroulant

    @Vincent: Guardando nell’indice delle recensioni del blog, ho verificato che è stata data una valutazione positiva a 9 romanzi, 2 saggi, 1 raccolta di raccolti e 1 racconto singolo.

  57. 92 Vincent

    Vorremo segnalazioni e recensioni di buone opere, cortesemente.
    Mi sembra che qui ci sia solo questo motto:
    “seek and destroy”

  58. 91 Hellfire

    Le tue recensioni sono in larga maggioranza distruttive. Allora, o sei masochista, o ti diverti particolarmente a distruggere, o ritieni una tua missione mettere in guardia l’umanità dal marciume che avanza.

    E se la quantità di porcate passate dal convento fosse superiore alle cose buone?
    A me pare parli di ciò che vede e legge, nient’altro.

    Vuoi un esempio di critica “perchè fa figo”? Zero Punctuation.

  59. 90 Silvio Sosio

    @Gamberetta: non so se sei in malafede; certo s’è qualcosa che non va. I recensori che possono scegliersi da soli cosa recensire tendono mediamente a fare più recensioni positive che negative; questo semplicemente perché tenderanno a voler leggere libri che apprezzano e di cui pensano valga la pena di parlare. Le tue recensioni sono in larga maggioranza distruttive. Allora, o sei masochista, o ti diverti particolarmente a distruggere, o ritieni una tua missione mettere in guardia l’umanità dal marciume che avanza. La mia personale impressione è che rientri nella seconda spiegazione. Fra l’altro, coi tuoi metodi critici si può facilmente demolire qualsiasi cosa. Questa è la mia opinione, ma è l’opinione di uno che non ti conosce di persona e quindi basata solo su un’impressione. Impressione che, devo dire, viene purtroppo accentuata dai commenti di molti – non tutti, anzi forse una minoranza ma che si fa sentire – che più che allo spirito critico sembrano interessati al livore, perché magari hanno avuto la fortuna (può anche darsi immeritata, ce n’è a palate di questi casi) di trovare un editore mentre loro no. Altri hanno certamente i loro motivi personali di screzio con l’uno o con l’altro autore o editore, vedi per esempio il buon Sciallis, che quando ha bisogno di qualcosa da me mi scrive letterine tutte gentili e poi viene qui a sparare insulti ad alzo zero.

    @Lidia: quando parlo di fantasy in flessione intendo il fantasy propriamente detto, non il fantastico in generale. I vampiri ovviamente adesso sono in piena esplosione; e penso che anche l’urban fantasy stia crescendo. La flessione di cui parlo si riferisce a maghi, cavalieri, draghi e via discorrendo, la buona vecchia fantasy stile Tolkien.
    E comunque è una flessione nel senso che ha raggiunto l’apice e ora è in discesa, non nel senso che non vende più. Per ancora cinque o sei anni penso che gli scaffali continueranno a essere pieni.

    @Tapiroulant: credo che stiamo dicendo cose simili ma non ci capiamo bene sui termini. Probabilmente quando tu intendi un minimo di qualità intendi un libro leggibile, senza errori macroscopici. Certo, Twilight e Nihal hanno queste caratteristiche immagino. Ciò che secondo me non li qualifica come libri di qualità è che prendono troppo a piene mani da cose già viste, che non hanno una trama strutturata come si deve (almeno Twilight), cose del genere.
    Non è che il mercato sia una roulette: con la strategia, l’analisi critica, l’analisi di mercato e tutti gli strumenti che puoi avete puoi ovviamente dominarlo fino a un certo punto. Ossia, fare libri che vendono bene. L’imponderabile è ciò che fa scattare i cosiddetti “fenomeni”; mi riferisco a casi come Rowling, Meyer, Dan Brown, queste cose qui. Non alla Troisi, vero, anche se anche in quel caso qualcosa mi sfugge.
    Quali fattori: mi sembra che l’avevo detto in precedenza; nel caso della Meyer c’è ovviamente un fattore di identificazione adolescenziale. Credo che anche nei casi di Troisi o Paolini funzionino cose del genere, attingendo a piene mani a formule prese da manga, anime eccetera, in modo abbastanza riconoscibile.

    @Doarcissa: penso che si debba distinguere tra grandi editori e piccoli editori. Fai caso a un elemento: i grandi editori tendono a far sparire le collane. Pubblicano libri che sono venduti come “prodotto libro” a se stante; i piccoli editori invece mettono la collana in evidenza. Questo perché il piccolo editore cerca molto di più la fidelizzazione del lettore; insieme al libro vende anche la propria opera di selezione. Il lettore può anche comprare un libro di cui sa poco, perché conosce la collana e sa che le scelte rispecchiano i suoi gusti; inoltre è motivato ad andarsela a cercare. Il “bestseller” conta più sulle montagne di copie che invadono il supermercato. Indicare una collana o un genere a questo punto sarebbe una limitazione, perché attirerebbe un pubblico di nicchia allontanando il resto.

    S*

  60. 89 Doarcissa

    @Angra: sono d’accordo con te.

    Intendevo dire che, anche con Internet, la figura dell’editore “ideale” che cura e seleziona sarebbe utile. Purtroppo l’editore “reale”, non facendo il proprio lavoro, non serve a niente, e` solo un’altra bocca che il lettore deve sfamare, in libreria come su Internet. Ma questo perche` non fa il proprio lavoro, non perche` sia un elemento superfluo in se`. Su Internet, essendo piu` “controllato”, l’editore diventerebbe, anche controvoglia, piu` onesto. Come dici tu e` impossibile aggirare o zittire le critiche sul web. Questa e` per me una grande speranza!

    Piccola precisazione: per me e` “editore” chiunque curi e commercializzi un libro che ha selezionato.

    In generale non sono una sostenitrice del .pdf gratuito, perche` non capisco per quale ragione ministri, imbianchini e dog sitter debbano essere pagati per il proprio lavoro e uno scrittore no. E` – o dovrebbe essere – sempre un professionista.

    Sono molto favorevole alla vendita diffusa di ebook a basso prezzo.

  61. 88 Angra

    @Doarcissa: rispondo a te, dunque. La differenza tra le cose come stavano prima e come stanno ora è che nei veicoli pubblicitari e di informazione tradizionali non esisteva il contraddittorio. Andava in onda la pubblicità del caffè Rinko e tu non potevi alzare la mano dicendo “a me veramente ha fatto un buco nello stomaco”. Ora la pubblicità e l’informazione lasciano sempre più i mass media per spostarsi su internet, dove se proprio non c’è il contraddittorio nel sito stesso che le ospita, puoi trovare modo di esprimerti due pagine più in là. Chi vuole vendere una schifezza può cercare di soffocare la tua voce con legioni di lecchini addestrati, ma qualche voce dissonante verrà fuori comunque. Sul milione di .pdf senza preselezione hai ragione, ma davvero il passaggio per un editore migliora le cose? Prendi IBS, si parla di volumi cartacei ma il discorso è lo stesso, ci sono i giudizi dei lettori per aiutarti a orientarti. Ci vuole un attimo a distinguere fra i commentatori i deficienti, i lecchini, i parenti dell’autore e le persone di giudizio. Lo stesso succederà per i .pdf gratuiti, anche lì fra i commenti dovrai andare a scegliere quelli che ti sembrano più sinceri ed espressi con cognizione di causa.

  62. 87 Angra

    OOOPS, ho sbagliato commento! ^__^

    Sarà la digestione. Sosio mi scuserà, siamo vecchi amici.

  63. 86 Doarcissa

    … Angra, non sono Sosio!!

  64. 85 Angra

    Mi piace tanto discutere con Sosio, perché il suo pensiero è come un sistema di scatole cinesi pieno di tesori, dove puoi trovare tutto e il contrario di tutto.

    Dopo aver spiegato a noi poveri baluba digiuni di Scienza Editoriale che il mestiere dell’editore consiste nello spacciare porcate immonde che gli consentano di pagare le bollette, cambia radicalmente idea riguardo agli ebook, come se la differenza la potesse fare il supporto fisico.

    Non credo che la diffusione via Internet di libri porti alla scomparsa degli editori. O meglio: non me lo auguro. Purtroppo Internet e` democratico, non meritocratico, e chiunque puo` scrivere la porcata piu` immonda e diffonderla. Viva la liberta` di espressione, ma l’idea di trovarmi davanti a un milione di .pdf scadenti (anche se consigliati da milioni di tredicenni deficienti) non la trovo un passo avanti.

    L’editore dovrebbe curare il testo e, soprattutto, selezionare.

    E’ interessante anche notare come Sosio ami solo i tredicenni che vanno a esprimersi sul forum di Fantasymagazine secondo le modalità:

    Grnde licia 6 trpp mtka!!!!!1111 Sennar t amo!!!!!1111!!!!!

    Quando si permettono di esprimere un parere articolato su qualcosa che a lui non serve per pagare le bollette, ecco che per magia diventano tutti dei deficienti.

  65. 84 Lidia

    @Silvio Sosio.

    Mi intrufolo nella discussione solo con una una domanda ( nessuna polemica dietro, è semplice curiosità). Dici che secondo te il genere fantasy è già in flessione, ma in qualche commento precedente ti mostravi fiero della crescita di vendite di Delos, prossimamente in arrivo in nuove librerie. A me pare che molte delle pubblicazioni Delos appartengano al genere fantasy, e quelle sui vampiri certo non rientrano nel genere “rosa” o di vita quotidiana. Quindi, chiedo: allora il fantasy è in flessione per altre case editrici ma in crescita per Delos…O altro? Non ho capito bene cosa intendevi. Grazie.

  66. 83 Marcuzzo

    Ma Sosio in realtà dice che il fantasy non gli piace, non che non lo legge…

  67. 82 Doarcissa

    [Scusate, non sono proprio una habitue` del commento, ma mi inserisco]

    Non credo che la diffusione via Internet di libri porti alla scomparsa degli editori. O meglio: non me lo auguro. Purtroppo Internet e` democratico, non meritocratico, e chiunque puo` scrivere la porcata piu` immonda e diffonderla. Viva la liberta` di espressione, ma l’idea di trovarmi davanti a un milione di .pdf scadenti (anche se consigliati da milioni di tredicenni deficienti) non la trovo un passo avanti.

    L’editore dovrebbe curare il testo e, soprattutto, selezionare. Credo – e spero! – che il futuro dell’editoria sia: editore competente che cura e seleziona, e vende sul proprio sito i propri libri a prezzi bassi per il lettore e alti per se` e per l’autore (4 euro da smezzare, per dire). Si diffonderanno copie pirata… Credo che l’unica arma contro la pirateria sia il connubio: facile accesso e prezzo basso. Lo dico da pirata in gonnella, non perdo ore a scaricare un libro per risparmiare 4 euro. Ma per risparmiare 20 euro si`. Farei anche di peggio, per 20 euro!

    Non sono del settore (nel senso che non scrivo/vendo libri, ma li leggo), ma non e` probabile che il numero di lettori in Italia cresca di molto, a meno che non si riesca a cambiare il modo in cui si insegna a leggere a scuola, ore e ore a imparare le teorie e le biografie senza che venga insegnato a leggere criticamente.

    Se questo avvenisse forse potremmo diminuire il numero di persone che acquistano libri in base a massicce campagne di marketing. Ma in assenza di un cambiamento a questo livello i lettori “hard”, lo zoccolo duro delle case editrici, sono sempre quelli, e pubblicare schifezze (= scarsa cura) e pubblicizzare schifezze (= scarsa selezione) li allontana e basta. Attira mandrie di ottenebrati da fenomeni di marketing, ma respinge il lettore cerebro-dotato.
    E lo spinge tra le braccia di Gamberetta, del Duca, Okamis, etc etc! :P

    Io ne sono un esempio… e io neanche leggo fantasy! Apprezzo pero` l’onesta` e la competenza, e soprattutto mi piace trovarmi davanti a qualcuno che non ha come obiettivo spillarmi dei soldi rifilandomi una patacca. Non mi mi piace sentirmi un pollo da spennare.

    (Anche se nel caso del Duca seguo il suo sito principalmente perche` lui e` insensatamente sexy!)

    Concludendo: la vita dell’editore sara` dura (o no, non s’e` capito), ma puntare sul fenomeno-truffa perdendo una clientela fedele, come e` quella dei lettori soddisfatti della qualita` del prodotto, secondo me, non e` conveniente.
    Fossi un editore vorrei un tot di lettori affezionati su base regolare, piuttosto che un miliardo di zucche vuote una tantum.

    Ciao!

  68. 81 Tapiroulant

    Internet si è mangiato la prima parte del mio post, che naturalmente era rivolta a rispondere all’ultimo post di Silvio Sosio. Eccola qui:

    il mio ragionamento ti sembra senza senso perché non hai capito il senso, forse sono stato poco chiaro. Non ho espresso giudizi sulla Troisi; l’ho confrontata con la Meyer proprio per dire che certi fenomeni non sono correlati alla qualità dell’opera ma ad altri fattori.

    Quali fattori? Boh! Mistero! Non lo dici! Se sei poco chiaro non è perché esprimi concetti difficili, ma perché lasci le cose a metà e non sembri molto sicuro di quello che dici.

    Segue il testo del post precedente.

  69. 80 Tapiroulant

    Non dico che la Troisi scriva cose belle – a me non piacerebbero di sicuro, ma a me in generale non piace il fantasy – dico che piace ai suoi lettori. Sostenere che i libri vendono bene se sono di qualità o che come minimo è richiesto un minimo di qualità è un’ingenuità che non è corroborata dai fatti.

    Allora dimmi quali libri privi anche solo di un minimo di qualità hanno avuto buon successo di pubblico. Dammi dei titoli: sono proprio curioso di vedere se hai ragione tu. Fino a che non me li darai, mi riserverò di non crederti. E guarda che Twilight e Nihal HANNO un minimo di qualità stilistica.

    Ho difficoltà ad ammettere il successo di un’opera? A questi livelli sì. Lo ammetto. Dal tuo punto di vista di critico puoi tirar fuori tutte le tesi che vuoi. Dal mio punto di vista di editore comprendere il successo di queste cose vuol dire essere capaci di trovare libri che abbiano un successo del genere. Ci provano tutti, ci riesce solo qualcuno ogni tanto.

    Beh, senti; io, nella mia ‘ingenuità’ di profano che si limita ad analizzare la realtà, provo quantomeno ad elaborare una teoria che spieghi i fatti del mercato. Tu invece, dall’alto della tua esperienza sul campo, tutto ciò che sai dire sull’argomento è: BOH. Non formuli ipotesi, non avanzi spiegazioni, dici soltanto che a volte va bene, a volte va male. Massì, il mercato è solo una grande roulette, come no!! Balle: le tendenze di mercato possono essere analizzate matematicamente, e interi staff vengono pagati dalle grandi compagnie per elaborare strategie di mercato. Il successo di un prodotto non è determinato dal caso. Io credo che la tua sia soltanto pigrizia mentale. O, in alternativa, che tu faccia finta. Quale delle due, non so.

  70. 79 Angra

    Vediamo un po’, visto che si parla di malafede: è più probabile che sia in malafede chi dal proprio comportamento ci guadagna(*), come FM, o chi col proprio comportamento al limite rischia di chiudersi qualche porta, come Gamberetta?

    (*) Ci guadagna poco? Tanto? Non si capisce, perché su questo punto Sosio ha difficoltà a trovarsi d’accordo con se stesso.

  71. 78 Dr Jack

    @ Silvio Sosio:
    Mi sembra che tu stia tentennando alla fine :p.
    Sei un editore, il tuo ruolo dovrebbe essere soddisfare i lettori e trarne un guadagno. A me sembra una cosa che può offrire una situazione WIN WIN :p.

    Trascurando la pagliacciata iniziale in cui hai usato nickname diversi (che comunque mi ha fatto ridere, quindi può anche passare :p), sembra che tu sia qua per volerci convincere di qualcosa, anche se a volte riesce difficile capire cosa :p.

    Trascuriamo anche la questione FM (certo che anche se non sei il direttore potresti fare qualcosa :))

    Invece che stare lì ad agitarti tanto e a lamentarti di tutte le difficoltà che devi sopportare potrebbe esserti molto più utile sentire le opinioni di noi clienti per poter migliorare il tuo servizio.
    Saresti il primo editore che lo fa… e non penso che rischi nulla a farlo :p.

  72. 77 Gamberetta

    @Silvio Sosio. Ah, be’, i gusti sono gusti. Ognuno ha i suoi criteri. Tranne nel caso della sottoscritta. In quel caso è:

    È vero però che nel mondo del fandom – e gamberetta lo dimostra benissimo – c’è chi scrive in malafede o comunque con forti sbilanciamenti anche per altre ragioni: per dimostrare una tesi, perché gli sta antipatico qualcuno, perché gli sta simpatico qualcuno, eccetera.

    Parole tue dai commenti di questo articolo. Io sono in malafede, vero?
    Da una parte c’è lo schermo letteralmente sommerso dalla pubblicità. Di qui neanche mezzo banner, ma io sono in malafede.
    Qui ci sono pagine e pagine di citazioni e analisi, dall’altro ci sono “recensioni” che si riducono a pochi paragrafi di “gusti”. Ma io sono in malafede.

    E poi hai pure il coraggio di dire che fantasy non ne leggi. Mi spieghi come fai a sapere che i miei giudizi sono in malafede se per tua stessa ammissione fantasy non ne leggi?
    Sosio, per quanto mi riguarda io ho terminato. Tu, se vuoi, continua pure a commentare come ti piace. Non avrai da me altre risposte. Semplicemente non hai la benché minima competenza (non leggi fantasy) per discutere con la sottoscritta. Ne hai giusto per fare l’editore di FM che non devi occuparsi di fantasy deve occuparsi di leccare.

  73. 76 Silvio Sosio

    Brevemente:
    @Tapiroulant: il mio ragionamento ti sembra senza senso perché non hai capito il senso, forse sono stato poco chiaro. Non ho espresso giudizi sulla Troisi; l’ho confrontata con la Meyer proprio per dire che certi fenomeni non sono correlati alla qualità dell’opera ma ad altri fattori. Non dico che la Troisi scriva cose belle – a me non piacerebbero di sicuro, ma a me in generale non piace il fantasy – dico che piace ai suoi lettori. Sostenere che i libri vendono bene se sono di qualità o che come minimo è richiesto un minimo di qualità è un’ingenuità che non è corroborata dai fatti. Ho difficoltà ad ammettere il successo di un’opera? A questi livelli sì. Lo ammetto. Dal tuo punto di vista di critico puoi tirar fuori tutte le tesi che vuoi. Dal mio punto di vista di editore comprendere il successo di queste cose vuol dire essere capaci di trovare libri che abbiano un successo del genere. Ci provano tutti, ci riesce solo qualcuno ogni tanto.

    @Glorelen: il mio post duro nei tuoi confronti era semplicemente una risposta al tuo commento irriguardoso nei confronti dell’allora curatore di FM.
    Dov’è finito lo sdegno di qualche anno fa: non è che non ci sia più. Ma ritengo che il boom del fantasy sia ormai un fenomeno in flessione. Attualmente ci sono cose nella vita pubblica italiana che si meritano molto di più il mio sdegno, per cui i libri fantasy passano in second’ordine.
    In FM come in tutti i siti Delos segnalazioni dei libri e recensioni sono chiaramente distinte. Le recensioni sono quelle nella sezione Recensioni, le segnalazioni sono quelle nelle notizie, e non contengono generalmente opinioni se non quelle che sfuggono da eventuali comunicati stampa.

    @Gamberetta:

    Poi dici che la Meyer scrive porcate. Concordo. Su FM la recensione è 3/5, perché? O 3/5 indica “porcata”? Perché non si può avere un minimo di onestà? E adesso non tirarmi fuori la storiella che ogni recensore fa storia a sé. Non c’è molta storia di fronte alle porcate.

    È facile trovare un accordo con te, basta giudicare qualcosa una porcata ;-)
    Francamente non capisco dove stia la disonestà. La mia opinione è che la Meyer sia una cosa illeggibile senza capo né coda (non l’ho letta, comunque, mi fido del giudizio altrui che me ne hanno fatto ampi resoconti, forse non dovrei). Qualcuno su FM gli ha dato 3 stelle? Ok, vuol dire che a lui/lei ci avrà trovato quel minimo per meritargli la sufficienza.
    Posso sbagliarmi io, può sbagliarsi il recensore, possiamo avere idee diverse. Io non pretendo che tutti la pensino come me. Che qualcuno apprezzi Twilight è evidente. E non è detto che i criteri che adotto io per considerare una cosa di qualità siano condivisi; anzi, se c’è una cosa che si impara facendo l’editore è che la gente ha i criteri più vari.
    Poi sono un po’ stufo di dover fare l’avvocato di FantasyMagazine, di cui sono l’editore, non il direttore. Io mi occupo di Fantascienza.com e parzialmente di Robot.
    S*

  74. 75 Dr Jack

    @ Tapiroulant:
    Quando parlo di marketing non intendo pubblicità (o meglio, non solo la pubblicità :)).
    Intendo anche:
    - Formazioni guidata di gruppi di fan per sostenere il libro.
    - Creazione di luoghi dove si possa coltivare la twilight mania
    - Sfruttamento correnti del mercato già attivate da altri (nel qual caso i vampiri andavano di moda (ciao Buffy :p), e l’editore si è limitato a pescare un libro sui vampiri per sfruttare l’onda)
    - Creazione di gadget da vendere

    La sinergia di marketing con il film può anche venire dopo.

    Ps: Tieni conto che però io twilight non l’ho letto e non ho visto il film, sto solo valutando ipoteticamente la questione qualità e marketing.
    In ogni caso do per scontato che twilight sia un brutto romanco, escludendo le recensioni dei venditori, tutte le recensioni dei lettori (italiani o anche stranieri) lo hanno catalogato come orribile.

  75. 74 Glorelen

    editoriale

    scusate mancava il link all’editoriale di Sosio.

  76. 73 Glorelen

    @ Sosio
    Vorrei capire dove sia finito lo sdegno con cui accoglievi il boom di Licia Troisi un po’ di anni fa:

    Mi pare che la situazione sia addirittura peggiorata rispetto al 2004

  77. 72 Glorelen

    @ Sosio
    Non permetterti mai più di rivolgermi certi insulti senza neanche avere idea di cosa tu stia parlando. E soprattutto nascondendoti sotto alias: veramente patetico.

    Questa discussione comunque assomiglia a quella che infiammava il forum di FM qualche settimana fa quando era stata commentata l’uscita del secondo libro di Ghirardi. Anche lì c’è stato un acceso dibattito sulla qualità delle opere fantasy pubblicate negli ultimi due/tre anni (a parte il discorso sul Ghirardi/sesso nello specifico). Come ho detto anche là, capisco che l’editoria sia un’industria e che abbia bisogno di soldi, ma assieme alla merda blockbuster dovrebbe avere più riguardo nei confronti di emergenti di talento.
    Fantasy Magazine dal canto suo dovrebbe evitare il termine “recensione”, visto che non sono recensioni quelle che pubblica, limitandosi a fornire una vetrina sulle novità in libreria (magari ampliando lo spettro e segnalando anche gli editori piccoli oltre che le majors).

  78. 71 Tapiroulant

    @Silvio Sosio: Permettimi di dire, pur essendo tu dell’ambiente, che ho seri dubbi sulle tue capacità di comprendere le ragioni del successo di un’opera. Parlando di Twilight dici che fa schifo e che ha successo per via di un meccanismo che “non è facile da capire o da spiegare” (più in sintesi: non hai la più pallida idea del perché abbia avuto successo), parlando delle Cronache dici che, poiché sono piaciute a tanti, allora devono essere belli (cioè, scambi l’effetto con la causa). A parte il fatto che, in linea teorica, se il ragionamento vende = è bello si adatta alla Troisi, non si capisce perché non dovrebbe valere per la Meyer. Rimane il fatto che quanto affermi circa il successo di queste due opere è senza senso.
    Al contrario, se andiamo ad applicare i miei criteri, tutto si spiega perfettamente. Entrambi hanno queste caratteristiche: 1. Superano la soglia minima della qualità stilistica (la Meyer ci fa cagare perché disprezziamo l’argomento, la trama, i personaggi, cioè i contenuti; ma in un’ottica meramente stilistica, Twilight è scorrevole, rapido, in qualche modo ‘acchiappante’). 2. Parlano di qualcosa che interessa a grandi masse di lettori (il che non è un giudizio di qualità, ma di statistica). 3. Hanno una buona pubblicità alle spalle. Il meccanismo si innesca così: la pubblicità fa conoscere a molti potenziali lettori l’esistenza del libro. L’argomento del libro cattura l’interesse di molti di questi lettori, che lo comprano. Lo stile che supera la soglia minima li fa arrivare soddisfatti fino in fondo, cosicché poi potranno consigliare il libro alle amiche e compreranno i seguiti. E’ tutto molto semplice.

    @DrJack: Quello che dici non è del tutto esatto. Innanzitutto la pubblicità di per sé non è sufficiente, se i primi due criteri non sono rispettati (il blog di Gamberetta mi ispira un esempio: Dragon Wars, il film coreano che negli States fu superpubblicizzato ma ebbe pochissimo successo perché faceva cagare e la critica di aveva sparato a zero sopra). Inoltre Twilight non partiva come una grande operazione di marketing: questa si è avviata *dopo* il successo del libro libro. I film sono arrivati decisamente dopo; e il fatto che nessuno se l’aspettata è reso evidente dal fatto che il primo film fu realizzato in pochissimo tempo.

  79. 70 Gamberetta

    @Silvio Sosio.

    Di Licia Troisi non ho mai letto nulla se non qualche pagina

    -

    Del libro della Troisi all’epoca ne avevo letto abbastanza per farmi un’idea

    Se ho ben capito ti sono bastate poche pagine per desumere che il romanzo della Troisi non fosse di qualità. Possibilissimo.

    Allora: al di là che piaccia alla gente, è un romanzo di qualità o no? E secondo te una recensione deve tener conto del fatto che sia o meno un romanzo di qualità, o, se piace alla gente, va tutto bene?
    Poi dici che la Meyer scrive porcate. Concordo. Su FM la recensione è 3/5, perché? O 3/5 indica “porcata”?
    Perché non si può avere un minimo di onestà? E adesso non tirarmi fuori la storiella che ogni recensore fa storia a sé. Non c’è molta storia di fronte alle porcate.

    Rispondi pure quando avrai tempo. Noi siamo sempre qui.

  80. 69 Silvio Sosio

    Adesso però basta se no oggi non concludo più niente, e ho un casino di lavoro arretrato. Scusate se non risponderò alle prossime cose. Grazie della discussione.
    S*

  81. 68 Silvio Sosio

    Questa roba l’hai scritta tu in altra sede. Vorrei sapere come fai a dire che le Cronache non sono un libro di qualità, se non l’hai letto. Vorrei anche sapere come fai a dire che ricorda mille altri libri, se non l’hai letto.

    Prima del pezzo che hai citato c’era il resto dell’articolo che dava un senso alla cosa. Del libro della Troisi all’epoca ne avevo letto abbastanza per farmi un’idea. Del resto la mia non era una recensione e non parlavo nemmeno del libro, quanto dell’operazione di marketing che lo aveva promosso.

    Comunque, avevo torto. L’ho detto più volte ormai.
    Per quanto qui dentro possiate continuare a ripetere che Licia Troisi fa schifo, la verità è che non vende solo perché è Mondadori, perché c’è il marketing, perché c’è la pubblicità e tutte le altre razionalizzazioni che si possono tirar fuori per cercare di convincersi che le cose hanno un senso. La Troisi vende perché piace. Ha legioni di appassionati che non aspettano altro che leggere un suo nuovo libro. Come mai?
    La stessa cosa accade per la Meyer (StephEnie, Fanucci, con la E), che non vende perché “scrive bene”, via, scrive porcate senza capo né coda del tutto illeggibili. Ma: che fanno presa su un certo tipo di pubblico che vi si riconosce. E allora scatta un meccanismo che non è facile da capire o da spiegare, ma per l’editore è la gallina dalle uova d’oro.

    e la recensione di FM è positiva. Misteri.

    Non mi risulta di aver scritto recensioni di Licia Troisi, né su FM né altrove.
    E no, i recensori di FM sono persone con una testa propria, non detto loro cosa scrivere (chissà perché dovrei farlo, non sono neppure nella redazione di FM).
    S*

  82. 67 Dr Jack

    (non hanno tradotto nessun autore serio) …
    Preciso… non hanno sostenuto seriamente. Magari tradotto lo hanno fatto :p

  83. 66 Dr Jack

    @ Tapiroulant:
    Twilight ha puntato tutto sul marketing e zero sulla qualità, non avrebbe venduto se non fossero stati spesi capitali immensi per produrre film, fare pubblicità e creare una tribù.
    Le Cronache invece hanno speso tutto su buona grafica di copertina + aggiunta di cartelloni e recensioni inventate + eliminazione di potenziali concorrenti (non hanno tradotto nessun autore serio) + puntavano sulla simpatia che l’italiano ha per un autore italiano.
    (credo almeno, come ti ho detto del marketing sono profano.)

    Se hai scritto il libro più piacevole del mondo, ma nessuno lo sa, come faranno a leggerti?

    Ripeto… la pubblicità non è un problema in sé. Il marketing può funzionare anche su prodotti di scarsa qualità se la campagna è fatta bene. Questa è pubblicità menzogna, usata per fregare il lettore.
    Da i suoi frutti, ma a lungo andare si perde. Soprattutto ora che i lettori possono parlare tra loro.
    Ma se vogliamo parlare di come si fa marketing forse stiamo uscendo dall’argomento. A me è piaciuto molto la Mucca Viola di Seth Godin se vuoi leggere qualcosa in merito.

  84. 65 Tapiroulant

    @DrJack: Io credo che circa la vendibilità valga più o meno quello che ha detto Gugand. Naturalmente la pubblicità da sola non è sufficiente per promuovere un libro, che deve possedere anche queste due caratteristiche:
    1. Deve superare una soglia di qualità minima. Non è necessario che sia scritto particolarmente bene o che sia in qualche modo originale o profondo; basta che riesca a non essere noioso o illeggibile. E la cosa non è scontata: Bryan di Gnoccaquieta per esempio non ci riesce.
    2. Deve centrare gli interessi del momento del lettore; e tanto più potrà avere successo, quanta più gente è coinvolta da tali interessi. Un romanzo scritto benissimo che ruota attorno alla meccanica quantistica è difficile che abbia grande successo.
    Twilight supera la soglia minima, parla di amori adolescenziali e di vampiri tenebrosi, che sono di estremo interesse per un’elevata percentuale di adolescenti. Quindi ha successo. Le Cronache superano la soglia minima, parlano di donne coraggiose che sfidano la morte e superano qualunque difficoltà, e che al contempo sono piagnucolose per permettere l’identificazione alle adolescenti. Quindi ha successo. Poi, oltre alle caratteristiche del libro, la pubblicità è un fattore importante, perché fa sì che tali caratteristiche vengano conosciute da parte del grande pubblico. Se hai scritto il libro più piacevole del mondo, ma nessuno lo sa, come faranno a leggerti?

  85. 64 Tapiroulant

    @Silvio Sosio:

    Tornando nel mondo reale, un editore non può anteporre sempre la qualità alla vendibilità, altrimenti chiude. Qualsiasi editore ha bisogno di vendere un sacco di libri che vendono per poi potersi permettere di pubblicare il libro bello che magari non si sa se vende. Un po’ come un attore di Hollywood, che fa i film indipendenti ma ogni tanto fa un blockbuster per pagare le bollette.

    Scusami eh, ma a me sembra che tu abbia una cattiva memoria. Queste cose che tu stai dicendo, sono esattamente quello che avevo detto io discutendo con te e Gamberetta non più di tre-quattro ore fa!! A parte che ti rimando a quanto già avevo scritto ad Angra: bisogna distinguere tra due accezioni di ‘qualità’. Può essere intesa come indice di originalità, di sperimentalismo, di innovazione, nel qual caso hai ragione a dire che un libro che risponda a questo criterio possa vendere poco. Ma se la intendi come indice di competenza tecnica, di capacità di scrivere bene, allora di certo non può nuocere alle vendite. Twilight è un libro ridicolo e deteriore, ma è scritto piuttosto bene: e infatti vende. La grossa parte del fantasy italiano invece è scritta in modo talmente pressapochista, ed è talmente soporifera, da non riscuotere alcun successo. Quindi non puoi dirmi che qualità e vendibilità siano due caratteristiche antitetiche, scusami tanto.

    Io ho detto a cosa serve l’editor, non ho detto che tutti gli editor facciano un lavoro perfetto. Di Licia Troisi non ho mai letto nulla se non qualche pagina, non leggo fantasy e anche se sono famoso tra i fan della Troisi come suo detrattore, in realtà l’unica cosa che posso dire è che vende un sacco di libri, quindi c’è un sacco di gente a cui piace. Il fatto che non piacca a Gamberetta è irrilevante. Se ci sono persone che traggono piacere dai suoi libri è giusto che vengano venduti, mi pare ovvio, o vogliamo instaurare la dittatura della critica? “no, tu leggi solo quello che io ti dico che è bello”?

    Ci sono alcune differenze fondamentali tra il tipo di selezione adottato dall’editoria e quello adottato da persone come Gamberetta. 1. Gamberetta non proibisce ai lettori di leggere quello che vogliono. La sua funzione, come dovrebbe essere poi la funzione di tutta la critica, è quella di indirizzare, dando consigli: ti dico quali libri sono buoni e quali fanno cagare, così poi ti orienti. Ma l’utente rimane libero di fare ciò che vuole. Al contrario, dove la selezione è operata solo dall’editoria, i libri che scarta rimangono del tutto preclusi al pubblico (a meno che l’autore non li distribuisca gratuitamente su Internet): è più l’editoria che Gamberetta, a dire ‘tu leggi solo quello che ti dico io che va bene’. 2. Il modo in cui opera Gamberetta è – e questo è l’aspetto migliore – che opera in completa trasparenza e onestà. Ti dice da subito quali sono i criteri che adotta nell’analizzare i libri, e li segue in modo abbastanza scrupoloso. Non dice ‘questo è bello’, ‘questo fa schifo’ punto, anzi ci spende dietro abbastanza tempo e abbastanza cura da permettere a qualsiasi lettore di farsi nel frattempo la propria idea. Tant’è vero che molti utenti, non essendo d’accordo con quanto detto da Gamberetta, hanno avuto gli appigli per farglielo notare.

    @Gugand: E su quello che dici sono decisamente d’accordo.

  86. 63 Dr Jack

    @ Tapiroulant:
    Ciaus, nel tuo posto mettivi in dubbio che la qualità da sola non bastava per mandare avanti un editore.

    Boh… effettivamente è una possibilità. Io sono un profano del marketing moderno, ma sicuramente il marketing torna utile a chi vuole vendere.
    Alle volte addirittura la campagna di marketing basta da sola… ma rimane il fatto che secondo me non è una buona strategia a lungo termine.
    Il consumatore ha ormai il potere di parola, per questo se non pubblichi libri di qualità sei destinato a cadere.

    Inoltre… il problema in questione sono le recensioni fasulle. Cioè quelle dove gli editori cercano di fregarti. Quelle sono controproduttive e qua in Italia si abusa di esse.

    A proposito…

    E poi quell’altro: FM lascia più spazio ai venditori che ai lettori? FM i commenti dei lettori non li cancella, a differenza di quanto avviene qui piuttosto spesso. Venditori non ce n’è, ci sono solo segnalazioni di libri; che è un servizio per il lettore, non per i venditori.

    Allora… qualcuno ha appena detto che FM lascia parlare liberamente i lettori… e che gamberetta censura le gente?
    Ho capito bene :p?
    Aahahah.

  87. 62 gugand

    Sinceramente a me non scandalizza che la Troisi venda molto, ma che i testi di qualita’ migliore non vengano publicizzati a dovere e quindi la gente non viene abituata alla qualita’.
    Cioe’, “Troisi non e’ monnezza, ma c’e’ mlto di meglio” sarebbe il commento piu’ corretto che un recensore potrebbe fare, ma senza paragoni non si puo’ dire.

  88. 61 ???

    Vogliamo solo ONESTA’ e VERITA’ da chi dice di volerci dare una mano.

  89. 60 Gamberetta

    @Silvio Sosio.

    Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto [...]

    Questa roba l’hai scritta tu in altra sede. Vorrei sapere come fai a dire che le Cronache non sono un libro di qualità, se non l’hai letto. Vorrei anche sapere come fai a dire che ricorda mille altri libri, se non l’hai letto.
    Strana questa tua idea che le Cronache non sono di qualità: non l’hai letto, e la recensione di FM è positiva. Misteri.

  90. 59 ???

    @ Sosio

    Ognuno è libero di leggere ciò che vuole, ma se FM vuole essere d’aiuto al lettore deve dire (in toni pacati):

    Licia Troisi scrive di merda! Non cosigliamo assolutamente il libro. Stellette: 0 o 1.

    Non mi fa incazzare che la Troisi venda, ma che non ci sia sincerità.

  91. 58 gugand

    Bella ‘sta discussione. Per ora sembra che il dialogo sia ancora fattibile.
    Direi che il ragionamento di Gamberetta non faccia una grinza. Se i libri gratuiti sono di qualita’ paragonabile a quella del venduto e’ ovvio che la gente, tempo di informarsi come e dove reperire i libri, andra’ verso i libri gratuiti e i piccoli distributori che non riescono ad avere una visibilita’ adeguata e/o senza proporre testi di qualita’ eccellente finiranno per scomparire. Il successo di vendita e’ quasi indipendente dalla qualita’. Dico quasi perche’ una qualita’ troppo scadente si trasforma in un boomerang (costi pubblicitari non coperti con l’aggiunta di pubblicita’ negativa di chi si e’ incazzato per aver buttato via i soldi), ma una qualita’ minima, tutt’altro che elevata, e la buona pubblicita’ fanno miracoli, specie se si becca il periodo giusto.

  92. 57 Silvio Sosio

    Mi sembra che personaggi come Gamberetta, che peraltro fanno quello che fanno senza il minimo lucro, compiano un lavoro di critica al testo decisamente superiore a quello della media degli editor.

    Io ho detto a cosa serve l’editor, non ho detto che tutti gli editor facciano un lavoro perfetto. Di Licia Troisi non ho mai letto nulla se non qualche pagina, non leggo fantasy e anche se sono famoso tra i fan della Troisi come suo detrattore, in realtà l’unica cosa che posso dire è che vende un sacco di libri, quindi c’è un sacco di gente a cui piace. Il fatto che non piacca a Gamberetta è irrilevante. Se ci sono persone che traggono piacere dai suoi libri è giusto che vengano venduti, mi pare ovvio, o vogliamo instaurare la dittatura della critica? “no, tu leggi solo quello che io ti dico che è bello”?

    Tornando nel mondo reale, un editore non può anteporre sempre la qualità alla vendibilità, altrimenti chiude. Qualsiasi editore ha bisogno di vendere un sacco di libri che vendono per poi potersi permettere di pubblicare il libro bello che magari non si sa se vende. Un po’ come un attore di Hollywood, che fa i film indipendenti ma ogni tanto fa un blockbuster per pagare le bollette.

  93. 56 Angra

    @ Silvio Sosio

    Angra, vedo che hai il dente avvelenato con FantasyMagazine, cavoli tuoi.

    Capisco il tuo dramma. Se provassi una volta a rispondere senza svicolare e raccontare palle probabilmente moriresti di shock anafilattico.

  94. 55 Angra

    @ ???

    Aggiungici pure che il recensore di quella a 4 stelle, tale Leonardo Nolé, a tutt’oggi:

    Articoli pubblicati: 1
    Primo articolo pubblicato il 12 gennaio 2009
    Ultimo articolo pubblicato il 12 gennaio 2009

    La “recensione” riparatrice è stata l’unica cosa che abbia mai pubblicato su FM, se a qualcuno fosse venuto qualche dubbio riguardo al fatto che la doppia recensione sia stata un fatto casuale.

  95. 54 Silvio Sosio

    Angra, vedo che hai il dente avvelenato con FantasyMagazine, cavoli tuoi.

    @Tapiroulant: se parli di “inferno” sottintendi che sia un’esperienza orribile; non lo è. Dura? certo, non si può fare quello che si vuole, bisogna lottare, fare qualche compromesso, oh, la vita è così, no?
    La distribuzione nei supermercati ha canali diversi da quelli delle librerie, e questo in genere include anche le librerie dei centri commerciali. Normalmente prendono libri da una certa tiratura in su; noi forse potremmo quasi entrarci coi libri dei vampiri, ma non è semplice.
    io ho dei tabulati dove c’è scritto quali e quante librerie Feltrinelli vendono i nostri libri e quanti ne hanno venduto. Sono decisamente parecchie, anche se ovviamente non saranno tutte le Feltrinelli. Siamo distribuiti anche nelle librerie Giunti, che sono la terza catena italiana dopo Feltrinelli e Mondadori. E a breve saremo anche nelle Mondadori.

  96. 53 Tapiroulant

    @Silvio Sosio. E aggiungo:

    Non è un fatto, è un errore. Probabilmente la stampa potrà essere sostituita da internet, lo spero vivamente – del resto io facevo l’evangelist degli ebook quanto tu eri ancora alle elementari, se non faccio male i conti – non gli editori, che hanno il ruolo di selezione.

    Ciò che contestiamo è appunto il ‘ruolo di selezione’ degli editori. E questo perché gli editori, quali propaggine di un mercato che mira ovviamente al profitto, selezionano non le opere più meritevoli, ma le opere che immaginano gli faranno fare più soldi con il minimo della spesa. Il che si traduce in un danno per quei lettori che ricercano la qualità. Poi, puoi anche dire che la Delos Book antepone sempre la qualità a tutto il resto; ma anche fosse vero, restereste un raro esempio in un mercato che si comporta diversamente. Ergo: è giusto che il ‘ruolo di selezione’ passi nelle mani di qualcun’altro.

    Controllo di qualità? Sarebbe tutto qui? Guarda che gli editor delle case editrici lavorano con gli autori, li aiutano a crescere e a formarsi. Gli editor creano fenomeni letterari, correnti. Non li puoi mica sostituire con quattro lettori qualsiasi che danno un voto da uno a cinque. Mi stupisco che tu non ti renda conto di queste cose.

    Ma di cosa stiamo parlando…? Se davvero fosse così, come mai la seconda trilogia della Troisi è assolutamente identica alla prima (salvo forse l’essere ancora più soporifera)? O la Troisi era già perfetta così com’era – ma non credo sia il caso – o la storiella degli editor che aiutano a crescere e a migliorare gli scrittori è una stronzata (e mi appello a Frankfurt!). Mi sembra che personaggi come Gamberetta, che peraltro fanno quello che fanno senza il minimo lucro, compiano un lavoro di critica al testo decisamente superiore a quello della media degli editor. Questo, almeno, se vogliamo attenerci all’osservazione della realtà.

  97. 52 ???

    @ Sosio
    Domanda: ma se non si fa pubblicità su FM allora mi potresti spiegare che è successo col “Destino di Adhara” della Troisi?

    Fate solo una recensione per ogni libro, ma quando quella per “Il Destino…” era bassa (2 stelle) ne avete pubblicata un’altra (4 stelle)
    giustificandola come “un confronto di due pareri diversi” o cose così.

    Perchè non lo fate con tutti i libri, allora?

    Questa e PUBBLICITA’ e SUDDITANZA alla Reggina Gegno del Fentasy Itagliano.

    Per una volta che eravate stati sinceri al 100%…

    Il caso Troisi è una vergogna… vorrei sentirlo dire anche a te, o credi il contrario?

    Mi scuso per il tono, ma non per il contenuto.
    (Ne ho le palle piene dell’ipocrisia. ^__^)

  98. 51 Angra

    Silvio Sosio:

    Che stronzata, non sei capace di distinguere la pubblicità dai contenuti?

    Non far finta di non capire. Se uno prende dei soldi per pubblicizzare la Troisi coi banner pagati dalla Mondadori, è molto difficile che poi ne parli male tre righe più sotto, non ti pare? Era tutto molto più onesto quando sul sito avevate messo le pubblicità delle prostitute, almeno non c’era conflitto di interessi trattandosi di forme molto diverse di meretricio.

    FM i commenti dei lettori non li cancella, a differenza di quanto avviene qui piuttosto spesso.

    FM ha come ospiti fissi una banda di squadristi a cui tutto è permesso contro quegli utenti che sollevano temi sgraditi e contrari gli interessi di Delos. Voglio ricordarti una comica lite fra te e il sottoscritto riguardo alla tragica gestione del Premio Fantasymagazine: dopo esserti più volte ma senza volere sputtanato insieme al tuo predecessore e a tutta Delos, sei andato indietro a cancellare e modificare i tuoi precedenti commenti senza pensare (povero cocco) che mi ero salvato tutte le schermate (se vuoi le ritiro fuori così ci facciamo tutti due risate). Mi hai cancellato dei post dicendo che il tono non era tollerabile mentre il tono era più che educato, diciamo pure che erano senz’altro i contenuti che ti mettevano in grave imbarazzo.

    Venditori non ce n’è, ci sono solo segnalazioni di libri; che è un servizio per il lettore, non per i venditori.

    Secondo te è un buon servizio per il lettore il fatto che nelle vostre segnalazioni qualsiasi stronzata (vedi Ghirardi) venga presentata come l’opera di un “talento-rivelazione”?

  99. 50 Tapiroulant

    @Silvio Sosio: Andiamo, su… buona parte delle tue critiche sembrano fatte per il puro desiderio di litigare. Continui a sottolineare a Gamberetta che la vita dei piccoli editori è dura e che bisogna lottare continuamente per non essere in passivo, ma quando io dico che è un lavoro d’inferno, di colpo t’impunti e dici che non è vero. Cos’è, ‘inferno’ sarebbe un espressione troppo dura? Mi sembra irrilevante: il succo era esattamente quello che dicevi tu: è un lavoro duro che non garantisce buoni risultati. Il fatto che poi a te piaccia e dia soddisfazioni, francamente, non è importante nel merito di una indagine di mercato. Stessa cosa per la critica a ‘b’: è ovvio che ci sono delle limitazioni, ma questo emergeva già da quanto io e Angra avevamo detto. Dunque, fermo restando ciò che tu hai ribadito e che già noi avevamo puntualizzato, ‘b’ rimane una verità. Circa la questione di Taotor, il suo volgarissimo e irripetibile insulto all’autore, per cui si è meritato praticamente il linciaggio della folla di FM, era qualcosa del tipo: “consiglierei all’autore di prendersi una pausa di riflessione dalla scrittura”. Circa invece il problema della distribuzione, Gamberetta parlava di supermercati, ma io posso dirti che frequento abbastanza spesso le librerie Feltrinelli, e posso dire che nella sezioni apposite non ho mai visto un libro Delos che fosse uno. E direi che le Feltrinelli siano un campione abbastanza attendibile delle grandi catene librarie. Poi boh, magari i libri Delos li trovi nelle piccole librerie da quartiere, ma appunto si tratta di piccola distribuzione allora.

  100. 49 Silvio Sosio

    Stai andando per la tangente. Io ti sto dicendo che il ruolo tradizionale di una casa editrice (pubblicare, ovvero rendere pubblico) può essere sostituito da Internet. E questo è un fatto.

    Non è un fatto, è un errore. Probabilmente la stampa potrà essere sostituita da internet, lo spero vivamente – del resto io facevo l’evangelist degli ebook quanto tu eri ancora alle elementari, se non faccio male i conti – non gli editori, che hanno il ruolo di selezione.

    Il problema del controllo di qualità è un altro problema. È un grosso problema, ma onestamente non mi pare insuperabile.

    Controllo di qualità? Sarebbe tutto qui? Guarda che gli editor delle case editrici lavorano con gli autori, li aiutano a crescere e a formarsi. Gli editor creano fenomeni letterari, correnti. Non li puoi mica sostituire con quattro lettori qualsiasi che danno un voto da uno a cinque. Mi stupisco che tu non ti renda conto di queste cose.

    Detto questo, rimane il punto che, anche senza ricorrere alla pirateria, posso leggere gratis Doctorow, Rudy Rucker, Coelho, e pure Wells o Salgari (oltre ai fantomatici emergenti). Perché devo comprare i libri di Delos? Delos deve competere con questi signori che sono bravi e sono gratis. Il che vuol dire che deve offrire libri eccezionali, almeno se vuole i miei di soldi.

    Ti ricordo che il punto iniziale era “non leggo i libri Delos Books però me li scarico gratis dal mulo”, che è un punto un tantino diverso. Poi leggi quello che vuoi, che c’entro io?
    S*

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