Esbat

Una segnalazione un po’ particolare, perché riguarda un romanzo che non è uscito su emule – almeno per ora (EDIT: uscito). Il romanzo in questione è Esbat, pubblicato a inizio mese da Feltrinelli. L’autrice è Lara Manni.

Copertina di Esbat
Copertina di Esbat

È un romanzo che meriterebbe una recensione, ma purtroppo non sono nella posizione di farla. Infatti ho conosciuto via Internet l’autrice ormai più di un anno fa, ho discusso con lei la storia e le ho anche suggerito qualche idea per la trama. Sono orgogliosa che alcune di queste idee siano arrivate alla stesura finale.
Non potrei recensire in maniera imparziale un romanzo al quale ho contribuito, seppure in piccolissima parte.
Posso però dire di aver apprezzato. Secondo me è un bel romanzo. Ha la sua dose di difetti, ma i pregi sono in maggior numero. Più gamberi freschi che gamberi marci.

* * *

La protagonista di Esbat è una disegnatrice di manga cinquantenne. È ricca e famosa, e ha appena terminato di disegnare l’ultimo volume della sua serie più celebre. O meglio, crede di aver terminato, perché proprio quando sta per mettere la parola “fine” alla storia, si presenta da lei il demone Hyoutsuki, uno dei personaggi del manga.
Il demone è scontento di come finisce la serie e pretende che l’ultimo capitolo venga riscritto. Seguono complicazioni.

L’idea dei personaggi che escono dalle pagine e interagiscono con i loro creatori non è delle più originali, però in Esbat la vicenda prende svolte inattese e non scivola quasi mai nel banale.
Il romanzo è ambientato tra il Giappone e l’Italia. La parte giapponese dell’ambientazione è inconsueta e ben resa: penso possa incuriosire anche chi crede che gli otaku siano dolcetti alle mandorle.
Lo stile è scorrevole. C’è qualche problemino qui e là, ma anche scene descritte con maestria. Nel complesso il livello è ampiamente sopra la media.

È un romanzo urban fantasy che consiglio in particolar modo a chi è appassionato di manga e Giappone, fermo restando che credo possa piacere a chiunque.

* * *

Due noticine finali:

  • Su diversi siti ho visto Esbat catalogato come “horror”. Direi che non è vero. Ci sono alcune scene violente – logica conseguenza degli sviluppi della trama –, ma in nessun punto mi è parso che lo scopo dell’autrice fosse orripilare o terrorizzare il lettore. Anzi, l’autrice evita sempre il gore, la macelleria, anche quando tratteggia scene che si presterebbero (ovviamente qui ognuno giudichi secondo i suoi gusti se si tratti di pregio o difetto). Perciò, a meno che non siate come Bella di Twilight, che sviene alla vista di una goccia di sangue, non troverete chissà quali orrori in Esbat. Fantasia però sì.
  • È vero che Esbat è il primo volume di una trilogia. Ma la storia si conclude. È un romanzo autoconclusivo, niente di importante è lasciato in sospeso.

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

117 Commenti a “Esbat”

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  1. 17 Uriele

    @Tapiroulant: penso che intendesse fare un confronto con la recensione di Wunderkind, dove Gamberetta dove dice:

    “Dunque mi pare giusto chiarire che nel caso specifico non sono neutrale: l’autore del romanzo, G.L. D’Andrea (d’ora in poi G.L.), mi sta antipatico. E questa antipatia, a differenza di quanto accaduto con la signora Troisi, non nasce dalla lettura della sua opera. G.L. mi stava sullo stomaco prima che aprissi Wunderkind. ”

    In questo caso applicando “il metodo” e con una piccola premessa di questo genere, sarebbe interessante leggere una recensione di questo romanzo.
    Dimostrerebbe una volta per tutte che ci si può attenere solo al testo e recensirlo in modo obbiettivo.

    Detto questo, generalmente Feltrinelli non punta troppo sugli esordienti o gli sconosciuti al grande pubblico (anche Luttazzi è passato da mondadori e da altre case editrici prima di arrivare a Feltrinelli e i Wu Ming hanno incominciato, e continuano, con Enaudi Stile Libero che è una sottobranca della Mondadori), la cosa mi incuriosisce non poco. Potrebbe anche essere un bel libro se spinge una casa del genere a uscire tanto dai suoi schemi.

  2. 16 Vincent

    Infatti Gugand collega il cervello e leggi bene il mio post.

    Per tapirouland

    Il punto 3 della tua affermazione può essere applicato anchge agli altri recensori criticati dalla stessa G.
    Se recensore x fa 20 recensioni (che noi consideriamo insufficenti) a distanza di tempo e i libri da lui recensiti vendono ugualmente tanto (oppure i suoi lettori si fidano) vuol dire che il suo lettore condivide le sue recensioni, i suoi gusti.
    Cosa che hai fatto notare vale per G.
    Ma quindi vale anche per gli altri.
    e quindi agite allo stesso modo degli altri lettori.
    Sono cambiati solo i parametri, ma l’atteggiamento della fiducia a prescindere non è stato modificato

    Punto 1
    No perchè nel recensire Wunderkind G. era coinvolta ma lo ha fatto lo stesso invece di segnalarlo.
    Dovrebbe mostrarmi anche le cose che non vanno di questo romanzo o le cose che vanno in una sua recensione.
    Non può fare una segnalazione.

  3. 15 Tapiroulant

    @Vincent: Non capisco dove vuoi andare a parare. Comunque ti rispondo:
    1. Gamberetta qui è perfettamente coerente con sé stessa, quindi non capisco la tua critica alla sua scelta. Lei afferma che se si è amici dell’autore o si è collaborato in qualche modo alla forma finale del romanzo non si può essere obiettivi nel giudicarlo: perciò, non ritenendosi obiettiva, non ha fatto una recensione ma una segnalazione. La contraddizione ci sarebbe stata se invece lei avesse deciso di fare una recensione.
    2. Non c’è scritto che i personaggi sono poco originali. C’è scritto che è poco originale l’idea che sta alla base dell’esistenza di alcuni personaggi (quelli che escono dalla pagina). Gamberetta precisa che l’evoluzione dei personaggi e delle loro vicende non è soggetta a questa stessa mancanza di originalità.
    3. Se noi siamo portati a prestare fede anche ad una semplice segnalazione di Gamberetta, priva di una recensione puntuale, è per una ragione ben precisa: le sue passate recensore hanno creato in coloro che la seguono un’idea ben definita di ciò che trova bello e ciò che no. I lettori hanno ormai capito cosa lei trovi bello o brutto, benfatto o trascurato, e quindi sono in grado di farsi un’idea di Esbat anche con queste poche informazioni. Ma ricorda che questo è reso possibile comunque dall’accuratezza delle passate recensioni.
    4. Dovendo parlare di me personalmente, aggiungo che io non mi accontento della segnalazione di Gamberetta. Ho raccontato prima di aver saggiato io stesso questo Esbat leggendone in libreria il primo capitolo: la prova il libro l’ha superata, e quindi è probabile che uno dei prossimo giorni lo comprerò. Non ho smarrito il mio senso critico!

  4. 14 gugand

    @Vincent
    Prima di mettere mano sulla tastiera collega il cervello e guarda bene.
    E’ una segnalazione e come tale non e’ una recensione tanto che non c’e’ nemmeno il voto

  5. 13 Vincent

    Allora, prima di andare.
    Mi aveva incuriosito questo post.
    Perchè questo è l’esempio che andavo cercando.
    Qui non parlerò del merito o demerito dell’autrice ma una domanda è d’obbligo.
    C’è l’avete menato con me e altri che eravamo in malafede, che voi avevate senso critico e non fiducia (fede).
    Allora come diavolo fate a comprare un libro del quale G. non ha fatto una recensione basandosi sul metodo critico letterario da lei assunto?
    Perchè vi fidate.
    E non state comportandovi come tutti gli altri adepti che si fidanodel loro recensore?
    No, vero?

    Anche se la G. dice che ha contribuito al sudetto romanzo, dovrebbe a rigor di logica far una recensione, o sbaglio?
    Non era emotivamente coinvolta anche con D’Andrea.

    Ultima questione cito le sue parole: “L’idea dei personaggi che escono dalle pagine e interagiscono con i loro creatori non è delle più originali, però in Esbat la vicenda prende svolte inattese e non scivola quasi mai nel banale.
    Il romanzo è ambientato tra il Giappone e l’Italia. La parte giapponese dell’ambientazione è inconsueta e ben resa: penso possa incuriosire anche chi crede che gli otaku siano dolcetti alle mandorle.
    Lo stile è scorrevole. C’è qualche problemino qui e là, ma anche scene descritte con maestria. Nel complesso il livello è ampiamente sopra la media”

    1) Personaggi poco originali
    2) C’è qualche problemino qui e là

    Perchè non me li mostri questi problemini con i soliti stralci (vedi da chi ho imparato diario incostante?) del romanzo come hai fatto con gli altri romanzo da te degustati?
    Cosi io vedrò se comprarlo o meno?

    Già dimenticavo! Qui sorge il problemna della co-responsabilità.

  6. 12 Gamberetta

    @Framzero. Per quanto mi riguarda il (sotto)genere ha la sua importanza. Nel senso che è vero che ci sono i libri belli e i libri brutti, al di là del genere, ma è anche vero che i libri belli in generi che proprio non mi interessano (per esempio high fantasy elfico), continuano a non interessarmi.
    Mi sembra abbia una sua utilità per il lettore sapere più o meno a cosa va incontro. Se è una commedia romantica con vampiri, un fantasy metropolitano, o un romanzo d’orrore pieno di squartamenti.

  7. 11 Framzero

    Seguo da molto tempo il blog e apprezzo tanto gamberetta (che, tra l’altro, ha la mia stessa età), e avrei una domanda da porvi: è così importante il genere in cui un libro è classificato?

    (Esbat può considerarsi già comprato) ;-D

  8. 10 Tapiroulant

    Solo a me la copertina sembra una cosa molto alla End of Evangelion? (katana a parte)

  9. 9 Davide

    Tre/quattro giorni fa alla Feltrinelli di Milano li ho visti esposti e mi sono detto: “Chissà Gamberetta che ne pensa…”.

    A me la copertina simil-ukiyoe non ispira granché, ma ciò che importa alla fine è il contenuto. Vedrò di dargli un’occhiata più approfondita, quando mi capiterà di beccarlo in giro. U_U

  10. 8 Vale

    Eh eh! Chissà perché immaginavo che avresti recensito o segnalato Esbat…
    Non sapevo però del tuo contributo… Fermo restando che avrei comunque preso il libro, visto che leggendo il blog di Lara mi sono non poco incuriosita.
    Chissà, magari una recensione la farò io.
    Anche se non ho il tuo insuperabile stile…

  11. 7 Arrivi « Laramanni’s Weblog

    [...] By Lara Manni Mi è arrivata una bellissima fan art, appena riesco la posto! Ed è arrivato un articolo di Gamberetta, a cui vi [...]

  12. 6 Angra

    Forse per Feltrinelli vale ancora il ragionamento “se l’ha pubblicato Feltrinelli…”?

    Lo comprerò.

  13. 5 Marta Pareti

    Ottimo! Come tu ci insegni, aspetteremo che esca su emule per leggerlo!! Marta

  14. 4 kanako91

    E’ vero, Esbat è un bel libro. Cosa rara per uno scritto italiano, ultimamente.

    Vedendo nei ringraziamenti uno per te, Gamberetta, sono rimasta piacevolmente sorpresa (è da un po’ che seguo il blog XD). Una collaborazione che ha dato buoni frutti. Forse c’è ancora qualche speranza per il futuro, eh.

    Riguardo ai generi campati in aria, basti pensare che Twilight è stato definito horror o fantasy a seconda della luna. Sembra tanto che in Italia per essere horror è sufficiente inserire vampiri (gnokki o meno), demoni e qualche goccia di sangue. Poi non importa se il sangue è quello di un demone che si è sbucciato le ginocchia, cadendo a terra, e se i vampiri si riempiono di glitter o prendono il the con i Teletubbies.

  15. 3 DelemnO

    Oggi ho visto un’intera parete della feltrinelli tappezzata di questo romanzo, già sapevo di esso perchè avevo letto l’articolo del Duca a tal proposito. Comunque giappone e manga mi hanno ampiamente rotto le scatole, quindi non penso che lo leggerò.

  16. 2 Tapiroulant

    Uuuuh! Oggi ero alla Feltrinelli e sono stato a un passo dal comprarlo… All’ultimo ho esitato, ma sono abbastanza sicuro che lo prenderò una delle prossime volte. Ho comunque letto tutto il primo capitolo e mi aveva incuriosito abbastanza da volerne sapere di più, quindi direi che l’esame preliminare l’ha superato abbondantemente. Tra l’altro, sono rimasto colpito dal trovare, nei ringraziamenti alla fine del libro, un riconoscimento non soltanto a Gamberetta, ma anche a un’altra donna che stimo moltissimo: Caska Langley (anni fa, ricordo che passavo le ore a leggere alcune sue bellissime fanfic su Evangelion e FFVII, sebbene avesse questa brutta abitudine di non terminarle). Trovare tutti quei nomi noti in fondo al volume mi ha trasmesso una certa, piacevole aria di familiarità.

  17. 1 Mariano

    Hai capito Gamberetta?
    Brava, brava! Ora contribuisci anche in parte a un po’ di idee per romanzi urban fantasy. Ottimo!
    Spero presto di vederne anche uno tuo di romanzo. Sarò il primo ad acquistarlo.
    Prima acquisterò Esbat!

    Sulla questione del genere Horror/non Horror…Bè suggerirei di pensare a come Lansadale abbia ormai superato la divisione per generi, mera esigenza editoriale.

    Ciao.

    Mariano

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