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	<title>Commenti a: Libri come se piovesse</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Zweilawyer</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17839</link>
		<dc:creator>Zweilawyer</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 15:37:26 +0000</pubDate>
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		<description>@Vincent
&quot;è vero, ci sono lettori che leggono e poi non comprano.
Questo è un problema italiano perché manca il senso di civiltà e onestà.&quot;

Direi che questo problema riguarda anche tutti gli altri paesi. Non mi sembra proprio che Spagna, Germania o Regno Unito siano baluardi dell&#039;onestà. 
Per rimanere più vicini basta prendere la Francia, dove il P2P ha subito una gravissima mutilazione con la legge dello scorso maggio. A prescindere dalla stortura giuridica introdotta, vorrei farvi riflettere su cosa sarebbe accaduto se un simile provvedimento avesse visto la luce qui in Italia (&quot;solo qui poteva accadere!&quot;; &quot;paese di merda!&quot;).

Zweilawyer</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Vincent<br />
&#8220;è vero, ci sono lettori che leggono e poi non comprano.<br />
Questo è un problema italiano perché manca il senso di civiltà e onestà.&#8221;</p>
<p>Direi che questo problema riguarda anche tutti gli altri paesi. Non mi sembra proprio che Spagna, Germania o Regno Unito siano baluardi dell&#8217;onestà.<br />
Per rimanere più vicini basta prendere la Francia, dove il P2P ha subito una gravissima mutilazione con la legge dello scorso maggio. A prescindere dalla stortura giuridica introdotta, vorrei farvi riflettere su cosa sarebbe accaduto se un simile provvedimento avesse visto la luce qui in Italia (&#8220;solo qui poteva accadere!&#8221;; &#8220;paese di merda!&#8221;).</p>
<p>Zweilawyer</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Vincent</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17836</link>
		<dc:creator>Vincent</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 14:47:04 +0000</pubDate>
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		<description>Per Mauro:

è vero, ci sono lettori che leggono e poi non comprano.
Questo è un problema italiano perché manca il senso di civiltà e onestà. 
Però come dimostrano i Wu ming c&#039;è anche della gente onestà in giro.
A questo punto la domanda è: ma chi scarica illegalmente che tipo di lettore è? 
Oppure alcuni autori dovrebbero iniziare a domandarsi che razza di lettori hanno.
I Wu Ming non hanno di questi problemi.

Che ti dicevo Uriele?
Chi semina raccoglie. (parlando dei Wu Ming)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Mauro:</p>
<p>è vero, ci sono lettori che leggono e poi non comprano.<br />
Questo è un problema italiano perché manca il senso di civiltà e onestà.<br />
Però come dimostrano i Wu ming c&#8217;è anche della gente onestà in giro.<br />
A questo punto la domanda è: ma chi scarica illegalmente che tipo di lettore è?<br />
Oppure alcuni autori dovrebbero iniziare a domandarsi che razza di lettori hanno.<br />
I Wu Ming non hanno di questi problemi.</p>
<p>Che ti dicevo Uriele?<br />
Chi semina raccoglie. (parlando dei Wu Ming)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17834</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 12:39:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17834</guid>
		<description>Anacarnil
&lt;blockquote&gt;Perché c’è gente disposta a pagare, e pure caro, un libro reperibile legalmente gratis?&lt;/blockquote&gt;
I motivi possono essere mille: quello che dici tu, il non sapere come reperirli (può sembrare strano, ma capita), ecc. Il punto è un altro: a me va bene che una casa editrice venda un testo che non è piú protetto da diritto d&#039;autore; e mi va bene anche che qualcuno lo compri: per qualcuno averlo già impaginato e corretto, invece di doverlo fare, varrà quei Dollari.
L&#039;assurdo è che un libro elettronico costi piú della copia cartacea &lt;i&gt;spese di spedizione incluse&lt;/i&gt;; carta, inchiostro, colla, carburante, ecc. Con quello elettronico che spese hai? Certo: banda, server, ecc., ma dubito che possano giustificare un simile prezzo.
Se uno mi viene a dire che scarica e poi non compra nemmeno se il libro gli è piaciuto &quot;perché tanto ce l&#039;ho già/non mi va di pagarlo/non voglio spendere/ecc.&quot;, non mi trovo d&#039;accordo; ma quando uno non compra perché è una presa in giro pagare l&#039;edizione elettronica il doppio di quella cartacea... onestamente non mi sento di dargli torto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anacarnil</p>
<blockquote><p>Perché c’è gente disposta a pagare, e pure caro, un libro reperibile legalmente gratis?</p></blockquote>
<p>I motivi possono essere mille: quello che dici tu, il non sapere come reperirli (può sembrare strano, ma capita), ecc. Il punto è un altro: a me va bene che una casa editrice venda un testo che non è piú protetto da diritto d&#8217;autore; e mi va bene anche che qualcuno lo compri: per qualcuno averlo già impaginato e corretto, invece di doverlo fare, varrà quei Dollari.<br />
L&#8217;assurdo è che un libro elettronico costi piú della copia cartacea <i>spese di spedizione incluse</i>; carta, inchiostro, colla, carburante, ecc. Con quello elettronico che spese hai? Certo: banda, server, ecc., ma dubito che possano giustificare un simile prezzo.<br />
Se uno mi viene a dire che scarica e poi non compra nemmeno se il libro gli è piaciuto &#8220;perché tanto ce l&#8217;ho già/non mi va di pagarlo/non voglio spendere/ecc.&#8221;, non mi trovo d&#8217;accordo; ma quando uno non compra perché è una presa in giro pagare l&#8217;edizione elettronica il doppio di quella cartacea&#8230; onestamente non mi sento di dargli torto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anacarnil</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17813</link>
		<dc:creator>Anacarnil</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 23:13:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17813</guid>
		<description>Sapessi, Mauro...
quando tempo fa ho saputo che Amazon vendeva &quot;1984&quot; per Kindle per una decina di dollari sono rimasto basito. Stiamo parlando di un&#039;opera per il quale in parecchi paesi (credo anche  il paese natio di Orwell) il copyright è già scaduto.
Perché c&#039;è gente disposta a pagare, e pure caro, un libro reperibile legalmente gratis? La risposta è che molti preferiscano la pappa pronta, anzichè quella economicamente conveniente. E all&#039;editoria sta bene spennare i polli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sapessi, Mauro&#8230;<br />
quando tempo fa ho saputo che Amazon vendeva &#8220;1984&#8243; per Kindle per una decina di dollari sono rimasto basito. Stiamo parlando di un&#8217;opera per il quale in parecchi paesi (credo anche  il paese natio di Orwell) il copyright è già scaduto.<br />
Perché c&#8217;è gente disposta a pagare, e pure caro, un libro reperibile legalmente gratis? La risposta è che molti preferiscano la pappa pronta, anzichè quella economicamente conveniente. E all&#8217;editoria sta bene spennare i polli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17802</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 11:54:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17802</guid>
		<description>Quando si parla di prese in giro... Tempo fa si era accennato al fatto che chi vende libri fa di tutto per incentivare la pirateria; avendo letto &lt;i&gt;The Graveyard Book&lt;/i&gt; da un mio amico e avendolo apprezzato, sono andato a vedere se esiste in versione elettronica. L&#039;ho trovato; costo: 17,99 Dollari, scontato a 15,78.
Su Amazon la versione cartacea costa 8,87 Dollari, 17,61 con spese di spedizione.
Sconto a parte, spenderei di meno a prenderlo cartaceo e farmelo spedire dall&#039;Inghilterra, rispetto al prenderlo elettronico. E spedizione a parte la versione elettronica scontata costa circa il doppio di quella cartacea.
Da notare inoltre che il costo cambia in funzione del formato:

- Mobi: 17,99 (scontato a 15,78).
- Adobe: 9,99 (7,96).
- Microsoft Reader: 9,99 (8,03).
- Palm: 9,99 (7,76).

Senza sconto costa sempre più di quella cartacea, e scontato siamo lì (Mobi a parte, che costa circa il doppio).
E poi si chiedono perché c&#039;è la pirateria...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di prese in giro&#8230; Tempo fa si era accennato al fatto che chi vende libri fa di tutto per incentivare la pirateria; avendo letto <i>The Graveyard Book</i> da un mio amico e avendolo apprezzato, sono andato a vedere se esiste in versione elettronica. L&#8217;ho trovato; costo: 17,99 Dollari, scontato a 15,78.<br />
Su Amazon la versione cartacea costa 8,87 Dollari, 17,61 con spese di spedizione.<br />
Sconto a parte, spenderei di meno a prenderlo cartaceo e farmelo spedire dall&#8217;Inghilterra, rispetto al prenderlo elettronico. E spedizione a parte la versione elettronica scontata costa circa il doppio di quella cartacea.<br />
Da notare inoltre che il costo cambia in funzione del formato:</p>
<p>- Mobi: 17,99 (scontato a 15,78).<br />
- Adobe: 9,99 (7,96).<br />
- Microsoft Reader: 9,99 (8,03).<br />
- Palm: 9,99 (7,76).</p>
<p>Senza sconto costa sempre più di quella cartacea, e scontato siamo lì (Mobi a parte, che costa circa il doppio).<br />
E poi si chiedono perché c&#8217;è la pirateria&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17546</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 15:01:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17546</guid>
		<description>Cubear
&lt;blockquote&gt;non so quanto la mia esperienza personale possa essere esemplificativa, ma da quando scarico i libri online leggendoli sul mio Bebook, i miei acquisti in libri cartacei sono aumentati, e direi di molto&lt;/blockquote&gt;
Io invece conosco diverse persone il cui approccio è: &quot;L&#039;ho già letto e l&#039;ho già su computer, perché dovrei comprarlo?&quot;; come fai tu, scaricare gratuitamente per valutare e acquistare in caso l&#039;opera sia valida, mi trova d&#039;accordo. Ma molti invece si comportano altrimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cubear</p>
<blockquote><p>non so quanto la mia esperienza personale possa essere esemplificativa, ma da quando scarico i libri online leggendoli sul mio Bebook, i miei acquisti in libri cartacei sono aumentati, e direi di molto</p></blockquote>
<p>Io invece conosco diverse persone il cui approccio è: &#8220;L&#8217;ho già letto e l&#8217;ho già su computer, perché dovrei comprarlo?&#8221;; come fai tu, scaricare gratuitamente per valutare e acquistare in caso l&#8217;opera sia valida, mi trova d&#8217;accordo. Ma molti invece si comportano altrimenti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17540</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 13:05:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17540</guid>
		<description>@Cubear, non dico che il free download è il demonio. In certi ambiti è buona cosa. Come te mio marito, che possiede migliaia di CD, ora approfitta del P2P per preascoltare la musica, e decidere se vale la pena poi comprare il CD. Ma io non condivido chi dice che il copyright è una gabella capitalista e poi propone che siano proprio le grandi concentrazioni di capitale a &quot;regalargli&quot; i libri.
Far gestire la diffusione dei libri a multinazionali dell&#039;informatica-informazione-intrattenimento (concentrazioni di interessi economici infinitamente maggiori delle semplici case editrici) per poterli avere gratis non mi sembra un gran passo avanti, se si ha a cuore la diffusione maggiore di opere di qualità. 
Dico solo di stare attenti a pensare che sia più libero un mondo dove si può scaricare tutto gratis, perchè non sarà tutto, ci sarà sempre chi decide e orienta. Cito un articolo dalla rivista musicale Blow up sui destini della musica dopo  l&#039;avvento del P2P e la crisi del CD: &quot;semplicemente il governo della musica e i soldi degli ascoltatori stanno passando di mano da EMI, Warner ecc. a Apple, IBM e Microsoft ( e musiche, giochi, abbigliamento )&quot; intendendo le multinazionali che promuovono mega eventi musicali come Coca Cola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Cubear, non dico che il free download è il demonio. In certi ambiti è buona cosa. Come te mio marito, che possiede migliaia di CD, ora approfitta del P2P per preascoltare la musica, e decidere se vale la pena poi comprare il CD. Ma io non condivido chi dice che il copyright è una gabella capitalista e poi propone che siano proprio le grandi concentrazioni di capitale a &#8220;regalargli&#8221; i libri.<br />
Far gestire la diffusione dei libri a multinazionali dell&#8217;informatica-informazione-intrattenimento (concentrazioni di interessi economici infinitamente maggiori delle semplici case editrici) per poterli avere gratis non mi sembra un gran passo avanti, se si ha a cuore la diffusione maggiore di opere di qualità.<br />
Dico solo di stare attenti a pensare che sia più libero un mondo dove si può scaricare tutto gratis, perchè non sarà tutto, ci sarà sempre chi decide e orienta. Cito un articolo dalla rivista musicale Blow up sui destini della musica dopo  l&#8217;avvento del P2P e la crisi del CD: &#8220;semplicemente il governo della musica e i soldi degli ascoltatori stanno passando di mano da EMI, Warner ecc. a Apple, IBM e Microsoft ( e musiche, giochi, abbigliamento )&#8221; intendendo le multinazionali che promuovono mega eventi musicali come Coca Cola.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cubear</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17500</link>
		<dc:creator>Cubear</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:57:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17500</guid>
		<description>Se posso permettermi suggerirei anche questo libro (che non tratta direttamente il tema dell&#039;editoria online ma può essere utile ad inquadrare il problema) :
&quot;Gratis&quot; diChris Anderson

Per quanto mi riguarda è possibile, e più concreto di quanto si possa pensare, realizzare un modello economico nel quale tutti ci guadagnino: da una parte i lettori, i quali accederanno alle opere che desiderano GRATUITAMENTE, dall&#039;altra gli autori che giustamente, investendo tempo ed energie nella creazione dell&#039;opera, vorrebbero avere un ritorno economico. Come? Semplicemente scaricando il prezzo dell&#039;opera non sul lettore, bensì su altri attori che hanno interesse affinchè l&#039;opera si dffonda. 
Fantascienza? No. E&#039; la stessa cosa che fa Ryanair ogni giorno, e tante altre aziende.

A Francesca: non so quanto la mia esperienza personale possa essere esemplificativa, ma da quando scarico i libri online leggendoli sul mio Bebook, i miei acquisti in libri cartacei sono aumentati, e direi di molto.
Perchè finalmente ho la possibilità di giudicare un&#039;opera prima di comprarla, e questo &quot;abbatte&quot; le mie (già  piuttosto basse) remore a spendere soldi in libri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se posso permettermi suggerirei anche questo libro (che non tratta direttamente il tema dell&#8217;editoria online ma può essere utile ad inquadrare il problema) :<br />
&#8220;Gratis&#8221; diChris Anderson</p>
<p>Per quanto mi riguarda è possibile, e più concreto di quanto si possa pensare, realizzare un modello economico nel quale tutti ci guadagnino: da una parte i lettori, i quali accederanno alle opere che desiderano GRATUITAMENTE, dall&#8217;altra gli autori che giustamente, investendo tempo ed energie nella creazione dell&#8217;opera, vorrebbero avere un ritorno economico. Come? Semplicemente scaricando il prezzo dell&#8217;opera non sul lettore, bensì su altri attori che hanno interesse affinchè l&#8217;opera si dffonda.<br />
Fantascienza? No. E&#8217; la stessa cosa che fa Ryanair ogni giorno, e tante altre aziende.</p>
<p>A Francesca: non so quanto la mia esperienza personale possa essere esemplificativa, ma da quando scarico i libri online leggendoli sul mio Bebook, i miei acquisti in libri cartacei sono aumentati, e direi di molto.<br />
Perchè finalmente ho la possibilità di giudicare un&#8217;opera prima di comprarla, e questo &#8220;abbatte&#8221; le mie (già  piuttosto basse) remore a spendere soldi in libri.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17437</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:01:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17437</guid>
		<description>@francesca. Tutto il discorso ebook/copyright/futuro-dell’editoria è lungo e complesso. Troppo lungo e complesso per essere portato avanti decentemente nei commenti di un blog. Se ti interessa l&#039;argomento suggerisco:
&lt;i&gt;Cultura Libera&lt;/i&gt; di Lawrence Lessig (Apogeo, 2005). L’edizione inglese può essere scaricata gratis dal sito dell’autore, &lt;a href=&quot;http://www.free-culture.cc/freecontent/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
&lt;i&gt;Remix&lt;/i&gt; di Lawrence Lessig (Etas, 2009). L’edizione inglese può essere scaricata gratis &lt;a href=&quot;http://www.bloomsburyacademic.com/remix.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
&lt;i&gt;Ebook: ovvero né E né book&lt;/i&gt; di Cory Doctorow. Lo trovi gratis &lt;a href=&quot;http://www.apogeonline.com/libri/88-503-1039-0/scheda&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
&lt;i&gt;Content&lt;/i&gt; di Cory Doctorow. Comprende la versione inglese di quanto sopra e altri saggi. Puoi comprarlo o scaricarlo gratis dal sito dell’autore, &lt;a href=&quot;http://craphound.com/content/download/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
&lt;i&gt;The Public Domain&lt;/i&gt; di James Boyle. Vedi la mia segnalazione &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2008/12/05/the-public-domain/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.
Infine c’è il mio vecchio articolo sul copyright, &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2008/09/16/sul-copyright/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@francesca. Tutto il discorso ebook/copyright/futuro-dell’editoria è lungo e complesso. Troppo lungo e complesso per essere portato avanti decentemente nei commenti di un blog. Se ti interessa l&#8217;argomento suggerisco:<br />
<i>Cultura Libera</i> di Lawrence Lessig (Apogeo, 2005). L’edizione inglese può essere scaricata gratis dal sito dell’autore, <a href="http://www.free-culture.cc/freecontent/" rel="nofollow">qui</a>.<br />
<i>Remix</i> di Lawrence Lessig (Etas, 2009). L’edizione inglese può essere scaricata gratis <a href="http://www.bloomsburyacademic.com/remix.htm" rel="nofollow">qui</a>.<br />
<i>Ebook: ovvero né E né book</i> di Cory Doctorow. Lo trovi gratis <a href="http://www.apogeonline.com/libri/88-503-1039-0/scheda" rel="nofollow">qui</a>.<br />
<i>Content</i> di Cory Doctorow. Comprende la versione inglese di quanto sopra e altri saggi. Puoi comprarlo o scaricarlo gratis dal sito dell’autore, <a href="http://craphound.com/content/download/" rel="nofollow">qui</a>.<br />
<i>The Public Domain</i> di James Boyle. Vedi la mia segnalazione <a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/12/05/the-public-domain/" rel="nofollow">qui</a>.<br />
Infine c’è il mio vecchio articolo sul copyright, <a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/09/16/sul-copyright/" rel="nofollow">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17433</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:23:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17433</guid>
		<description>Scusate in anticipo la logorrea, mi sto appassionando all&#039;argomento.
Pensavo: alcuni dicono, sono i portali che dovrebbero pagare gli editori-autori (rifacendosi con la pubblicità) e gli utenti dovrebbero scaricarli gratis. Ma non sarebbe proprio come la tanto odiata TV commerciale? Questi grandi portali (che non sono circoli di bibliofili illuminati, bensì società quotate in borsa, dunque devono solo generare profitto per i propri azionisti), con chi stringerebbero accordi commeciali? Con le piccole interessanti case editrici di nicchia? Oppure coi grandi colossi dell&#039;editoria (musica, film)? E che titoli proporrebero gratuitamente, tutti indistintamente o quelli che generano più contatti e dunque ritorni pubblicitari? I libri che poi generano pochi contatti pubblicitari sarebbero una perdita, quindi perchè il portale dovrebbe &quot;comprarli&quot; e renderli disponibili? Sì magari qualcuno per attirare un pubblico più vasto, ma non sarebbero certo la loro prima preoccupazione. Mai visto un film di Truffaut su Canale 5. Metto tutto sottoforma di domanda non per retorica, ma perchè si tartta di miei ragionamenti estemporanei, non supportati da una conoscenza profonda del tema. Ma a me pare che sarebbero solo una versione online delle librerie mainstream di adesso, piene di Dan Brown e Licia Troisi però gratis.

Infine sulle librerie: non voglio fare l&#039;apologo della libreria, ottimo anche comprare online, o gli ebook, ecc. ma a fianco delle infrequentabili fnac, feltrinelli mondadori c&#039;è un vasto e interessante mondo di librerie indipendenti che fanno un ottimo lavoro. Dove vado io i libri della Troisi non entrano neanche come carta igienica; se non trovo quello che voglio lo ordino ( o mando liste via mail poi quando arrivano passo a ritirare); i gestori mi consigliano titoli interessanti, organizzano mostre, reading, incontri, piccole feste o eventi culturali, diventando anche un luogo dove si incontrano persone a cui piace leggere. Forse ci sono anche librerie indipendenti dedicate al fantasy, fantascienza, manga...?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate in anticipo la logorrea, mi sto appassionando all&#8217;argomento.<br />
Pensavo: alcuni dicono, sono i portali che dovrebbero pagare gli editori-autori (rifacendosi con la pubblicità) e gli utenti dovrebbero scaricarli gratis. Ma non sarebbe proprio come la tanto odiata TV commerciale? Questi grandi portali (che non sono circoli di bibliofili illuminati, bensì società quotate in borsa, dunque devono solo generare profitto per i propri azionisti), con chi stringerebbero accordi commeciali? Con le piccole interessanti case editrici di nicchia? Oppure coi grandi colossi dell&#8217;editoria (musica, film)? E che titoli proporrebero gratuitamente, tutti indistintamente o quelli che generano più contatti e dunque ritorni pubblicitari? I libri che poi generano pochi contatti pubblicitari sarebbero una perdita, quindi perchè il portale dovrebbe &#8220;comprarli&#8221; e renderli disponibili? Sì magari qualcuno per attirare un pubblico più vasto, ma non sarebbero certo la loro prima preoccupazione. Mai visto un film di Truffaut su Canale 5. Metto tutto sottoforma di domanda non per retorica, ma perchè si tartta di miei ragionamenti estemporanei, non supportati da una conoscenza profonda del tema. Ma a me pare che sarebbero solo una versione online delle librerie mainstream di adesso, piene di Dan Brown e Licia Troisi però gratis.</p>
<p>Infine sulle librerie: non voglio fare l&#8217;apologo della libreria, ottimo anche comprare online, o gli ebook, ecc. ma a fianco delle infrequentabili fnac, feltrinelli mondadori c&#8217;è un vasto e interessante mondo di librerie indipendenti che fanno un ottimo lavoro. Dove vado io i libri della Troisi non entrano neanche come carta igienica; se non trovo quello che voglio lo ordino ( o mando liste via mail poi quando arrivano passo a ritirare); i gestori mi consigliano titoli interessanti, organizzano mostre, reading, incontri, piccole feste o eventi culturali, diventando anche un luogo dove si incontrano persone a cui piace leggere. Forse ci sono anche librerie indipendenti dedicate al fantasy, fantascienza, manga&#8230;?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17414</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 22:08:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17414</guid>
		<description>Inoltre (mi riferisco a quello che dice Gamberetta nel post), secondo me il discorso: le case editrici italiane non pubblicano i libri che mi piacciono dunque io li scarico gratis in modo pirata, non ha senso. Se  ti piace un libro di un editore straniero, puoi sempre comprarlo online invece di scaricarlo gratis illegalmente. Se no, invece di premiare gli autori che ti piacciono, e le case editrici che li pubblicano e fanno un buon lavoro investendo in opere di qualità, le danneggi &quot;rubando&quot; e/o diffondendo quello che loro hanno contribuito a creare. Non tutti gli editori sono avidi acchiappagonzi...

Per gli autori, è interessante l&#039;esempio dei Wu Ming...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltre (mi riferisco a quello che dice Gamberetta nel post), secondo me il discorso: le case editrici italiane non pubblicano i libri che mi piacciono dunque io li scarico gratis in modo pirata, non ha senso. Se  ti piace un libro di un editore straniero, puoi sempre comprarlo online invece di scaricarlo gratis illegalmente. Se no, invece di premiare gli autori che ti piacciono, e le case editrici che li pubblicano e fanno un buon lavoro investendo in opere di qualità, le danneggi &#8220;rubando&#8221; e/o diffondendo quello che loro hanno contribuito a creare. Non tutti gli editori sono avidi acchiappagonzi&#8230;</p>
<p>Per gli autori, è interessante l&#8217;esempio dei Wu Ming&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-17375</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 14:35:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-17375</guid>
		<description>Sulla questione meramente filosofica. Io non sono fissata col copyright, ma davvero un punto non mi è chiaro. Se ogni prodotto dell&#039;intelletto e della creatività fosse disponibile gratuitamente, di che vivrebbero gli artisti? E&#039; pensabile che un grande scrittore spenda tempo e denaro per scrivere, per ricerca, documentazione, editing...e sia d&#039;accordo poi di lasciare il frutto della sua fatica a disposizione gratuitamente su internet? Non mi è chiaro se si auspica una produzione creativa interamente &quot;dilettantesca&quot; oppure dove l&#039;industria editoriale dovrebbe cercare i suoi utili se non dalla vendita dei libri stessi... E soprattutto quale sarebbe il compenso per uno scrittore che con la sua capacità, fantasia e perizia è riuscito a farci sognare? Dovrebbe andare a lavorare al call-center per mantenersi, e scriverer gratis di notte così noi possiamo godere leggendo i suoi libri senza pagare? Non lo dico come polemica, questo punto non mi è chiaro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla questione meramente filosofica. Io non sono fissata col copyright, ma davvero un punto non mi è chiaro. Se ogni prodotto dell&#8217;intelletto e della creatività fosse disponibile gratuitamente, di che vivrebbero gli artisti? E&#8217; pensabile che un grande scrittore spenda tempo e denaro per scrivere, per ricerca, documentazione, editing&#8230;e sia d&#8217;accordo poi di lasciare il frutto della sua fatica a disposizione gratuitamente su internet? Non mi è chiaro se si auspica una produzione creativa interamente &#8220;dilettantesca&#8221; oppure dove l&#8217;industria editoriale dovrebbe cercare i suoi utili se non dalla vendita dei libri stessi&#8230; E soprattutto quale sarebbe il compenso per uno scrittore che con la sua capacità, fantasia e perizia è riuscito a farci sognare? Dovrebbe andare a lavorare al call-center per mantenersi, e scriverer gratis di notte così noi possiamo godere leggendo i suoi libri senza pagare? Non lo dico come polemica, questo punto non mi è chiaro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Uriele</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-16536</link>
		<dc:creator>Uriele</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 13:54:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-16536</guid>
		<description>Una bellissima risposta dei WM a proposito della distribuzione dell&#039;ebook in CC di Altai:
&lt;blockquote&gt;
&lt;strong&gt;Jonatha:&lt;/strong&gt;  Altai sarà disponibile gratuitamente in pdf sul sito? oppure sarà venduto in formato ebook?
&lt;strong&gt;WM:&lt;/strong&gt; Ciao Jonatha, sì, come tutti i nostri libri, sarà gratuitamente disponibile sul sito, in pdf, rtf e altri formati (compreso in note testo per iPod e iPhone). Ci sarà la possibilità di fare una donazione via PayPal, non per “pagare” il download, che è gratis, ma per sostenere il nostro lavoro in rete. 
Questo però, come è sempre stata la nostra politica, avverrà più avanti. C’è sempre uno scarto di tempo tra l’uscita in libreria e l’upload del file su wumingfoundation.com, perché noi le consideriamo due uscite distinte di due prodotti distinti (un oggetto-libro in un caso, una storia “smaterializzata” nell’altro), con due lanci distinti. Abbiamo sempre pensato che chi è disposto a spendere denaro per acquistare l’oggetto-libro (con tutto il valore-lavoro che contiene, la cura, le idee, le conquiste che incarna, dalla carta riciclata al copyleft) abbia diritto a una sorta di “pole position”, un piccolo vantaggio temporale, una sorta di premio per la dedizione, la fiducia, il sacrificio di una parte del proprio reddito. Senza queste persone che rispondono alla chiamata (l’uscita di un libro è una chiamata) già nei primi giorni, noi non riusciremmo a mandare un segnale chiaro all’editoria, ai media, alla comunità intorno a noi: tutto sarebbe “sfasato”, incerto, a ripresa lenta, e l’industria culturale avrebbe buon gioco a divorarci, a far sembrare l’uscita un flop. Molti non aspettano altro che questo. Invece, grazie a chi ha comprato il libro la settimana scorsa, siamo entrati nella classifica dei libri subito al quinto posto. Non è la classifica di per sé a contare, ma il messaggio che arriva dai nostri lettori. E noi li ringraziamo con la “pole position”, con lo ius primae lectionis. Chi non ritiene di dover acquistare il libro, potrà averlo gratis, ma con calma. Un po’ di pazienza, che fretta c’è?&lt;/blockquote&gt;

In poche parole loro pubblicano in CC, ma quelli che comprano il libro in cartaceo hanno un diritto di prelazione di qualche settimana o mese sulla lettura. Si sono fidati ed hanno il diritto di non far la figura dei coglioni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una bellissima risposta dei WM a proposito della distribuzione dell&#8217;ebook in CC di Altai:</p>
<blockquote><p>
<strong>Jonatha:</strong>  Altai sarà disponibile gratuitamente in pdf sul sito? oppure sarà venduto in formato ebook?<br />
<strong>WM:</strong> Ciao Jonatha, sì, come tutti i nostri libri, sarà gratuitamente disponibile sul sito, in pdf, rtf e altri formati (compreso in note testo per iPod e iPhone). Ci sarà la possibilità di fare una donazione via PayPal, non per “pagare” il download, che è gratis, ma per sostenere il nostro lavoro in rete.<br />
Questo però, come è sempre stata la nostra politica, avverrà più avanti. C’è sempre uno scarto di tempo tra l’uscita in libreria e l’upload del file su wumingfoundation.com, perché noi le consideriamo due uscite distinte di due prodotti distinti (un oggetto-libro in un caso, una storia “smaterializzata” nell’altro), con due lanci distinti. Abbiamo sempre pensato che chi è disposto a spendere denaro per acquistare l’oggetto-libro (con tutto il valore-lavoro che contiene, la cura, le idee, le conquiste che incarna, dalla carta riciclata al copyleft) abbia diritto a una sorta di “pole position”, un piccolo vantaggio temporale, una sorta di premio per la dedizione, la fiducia, il sacrificio di una parte del proprio reddito. Senza queste persone che rispondono alla chiamata (l’uscita di un libro è una chiamata) già nei primi giorni, noi non riusciremmo a mandare un segnale chiaro all’editoria, ai media, alla comunità intorno a noi: tutto sarebbe “sfasato”, incerto, a ripresa lenta, e l’industria culturale avrebbe buon gioco a divorarci, a far sembrare l’uscita un flop. Molti non aspettano altro che questo. Invece, grazie a chi ha comprato il libro la settimana scorsa, siamo entrati nella classifica dei libri subito al quinto posto. Non è la classifica di per sé a contare, ma il messaggio che arriva dai nostri lettori. E noi li ringraziamo con la “pole position”, con lo ius primae lectionis. Chi non ritiene di dover acquistare il libro, potrà averlo gratis, ma con calma. Un po’ di pazienza, che fretta c’è?</p></blockquote>
<p>In poche parole loro pubblicano in CC, ma quelli che comprano il libro in cartaceo hanno un diritto di prelazione di qualche settimana o mese sulla lettura. Si sono fidati ed hanno il diritto di non far la figura dei coglioni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Uriele</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-16027</link>
		<dc:creator>Uriele</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 22:39:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-16027</guid>
		<description>Uno dei difensori più accaniti del copyright è Harlan Ellison. Il suo punto è semplice: la storia è MIA. E&#039; un mio lavoro, se voglio distribuirlo gratuitamente in rete è un mio diritto e devo poterlo fare, ma se non voglio dovete pagarmi/andare in biblioteca/farvi prestare il libro/andare a culo:

http://www.youtube.com/watch?v=x-ozWI-Ls9Y

Altra cosa, in accordo da quanto detto con Gamberetta nell&#039;altro post: se io lavoro per te VOGLIO essere pagato se tu guadagni. Una pacca sulla spalla non basta:

http://www.youtube.com/watch?v=mj5IV23g-fE

E&#039; un punto di vista pragmatico e onesto sul copyright da uno che lo scrittore lo fa per vivere da molti anni (l&#039;ultima volta che ho controllato era l&#039;uomo che aveva vinto più premi Hugo al mondo, oltre ad aver vinto qualche Nebula, qualche Bram Stoker, il premio Bradbury e il Grand Master Award per la fantascienza). Magari potrebbe essere uno spunto di riflessione per chi vede tutto o bianco o nero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei difensori più accaniti del copyright è Harlan Ellison. Il suo punto è semplice: la storia è MIA. E&#8217; un mio lavoro, se voglio distribuirlo gratuitamente in rete è un mio diritto e devo poterlo fare, ma se non voglio dovete pagarmi/andare in biblioteca/farvi prestare il libro/andare a culo:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=x-ozWI-Ls9Y" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=x-ozWI-Ls9Y</a></p>
<p>Altra cosa, in accordo da quanto detto con Gamberetta nell&#8217;altro post: se io lavoro per te VOGLIO essere pagato se tu guadagni. Una pacca sulla spalla non basta:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mj5IV23g-fE" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=mj5IV23g-fE</a></p>
<p>E&#8217; un punto di vista pragmatico e onesto sul copyright da uno che lo scrittore lo fa per vivere da molti anni (l&#8217;ultima volta che ho controllato era l&#8217;uomo che aveva vinto più premi Hugo al mondo, oltre ad aver vinto qualche Nebula, qualche Bram Stoker, il premio Bradbury e il Grand Master Award per la fantascienza). Magari potrebbe essere uno spunto di riflessione per chi vede tutto o bianco o nero</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Uriele</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-4/#comment-15985</link>
		<dc:creator>Uriele</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:47:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-15985</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Ci sono molti autori che mettono on-line i propri lavori perché sanno che se ai propri fan piace il romanzo, lo comprano per onestà (parola mai di moda in Italia).&lt;/blockquote&gt;

Bell&#039;intervento,ma questa parte è quella che mi piace di più :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ci sono molti autori che mettono on-line i propri lavori perché sanno che se ai propri fan piace il romanzo, lo comprano per onestà (parola mai di moda in Italia).</p></blockquote>
<p>Bell&#8217;intervento,ma questa parte è quella che mi piace di più :D</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Vincent</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-3/#comment-15981</link>
		<dc:creator>Vincent</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:47:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=1979#comment-15981</guid>
		<description>Ciao , 

Condivido le opinioni di Dottor Jack, Uriele, Tapirulant, Mauro e Van, nei punti in cui convergono.
Però non capisco altri ragionamenti.
E di certo che in Italia (da sempre quartierino dei furbetti) determinati atteggiamenti la fanno da padrone.
Qualcuno pretende la cultura come un “servizio” fruibile gratuitamente senza nessun contributo per chi questa cultura la produce. 
Perché?
Si dice che la cultura deve essere gratuita perché è un diritto del popolo, in quanto tutti dobbiamo avere la possibilità di poterci istruire liberamente.
Veramente vogliamo tutti istruirci?
Secondo me non è scientificamente dimostrabile che tutti bramino dal desiderio di istruirsi (specie in Italia, dove nelle Università che sono diventate praticamente accessibili alla maggioranza della popolazione, tranne quelle ovviamente a numero chiuso, regna il fancazzismo generale e lo studio svogliato).  
Ma ammesso che sia così, il lavoro dell’autore chi lo paga?
Gamberetta sostiene, giustamente, che bisogna imparare a leggere in Inglese ne vale anche della nostra cultura perché ti puoi permettere di leggere saggi importanti e via discorrendo (Ah ma perché bisogna pagare una madrelingua? In fondo lei l’inglese lo sa perché è inglese?). Questi autori, però, guadagnano sulle opere che fanno (anche in prestigio presso i loro pari, soprattutto se sono professori) ma se tutti scaricassero le loro ricerche (che sono il frutto del loro lavoro: ricerca, documentazione, stesura, correzione, riscrittura, correzione, nuova documentazione, riscrittura, ecc.) mi sa proprio che Gamberetta dal 2011 in poi non avrebbe poi cosi tante novità da gustarsi.
Nessuno e dico nessuno inventa, crea, ricerca per il puro piacere e la passione (anche e soprattutto, guai se non ci fossero questi elementi). Gli scienziati durante il loro lavoro hanno bisogno di denaro per vivere e continuare gli studi serenamente (a questo proposito vi consiglio la lettura de “Lo Spirito Creativo” di Goleman, Kaufman e Ray).
Chiunque nella società attuale ha bisogno di introiti per “sopravvivere”. Il capitalismo non è morto. Qualcuno sta invece tentando di arricchirsi sfruttando l’arte. Poche persone hanno captato l’esigenza di una moltitudine: la propria espressione e la libera condivisione. Voi scaricate illegalmente le opere di artisti (e parlo di quelli che voi stimate, non della Licia Troisi dietro alla quale nascondete il vostro vero interrese: NON PAGARE) e ne limitate la libertà (prima di fare un nuovo libro ci penseranno due volte, visto che, non ricevendo più integrazioni dovranno dedicarsi interamente al loro primo lavoro per mantenersi, o addirittura cambiarlo). Voi state facendo arricchire, invece, chi vi offre il servizio (andate a vedere il capitale di certi social network) che non è vero che non chiede niente in cambio, perché funziona come la tv, solo che non ha limiti fisici, è immensa.
Poi  si è passati a parlare di INTRATTENIMENTO e non più di cultura. 
Tanto per essere chiari, solo in Italia si pensa ancora che quello dell’artista non sia un lavoro. Però a  quanto leggo sul blog di Gamberetta, lei si sforza di far comprendere che lo scrivere è una cosa seria non una cosa così semplice (salvo poi dichiarare che è utile scaricare GRATIS dissacrando quanto fatto di buono).
Quindi se parliamo d’intrattenimento, se da lettore pretendi un lavoro adeguato devi pagare la somma adeguata per lo sforzo che l’autore ha fatto. (Oggi si parla di denaro ma prima erano pere, mele, assistenzialismo di corte, do you know mecenatismo?). Addirittura c’è chi ha detto: ma a te autore chi te lo dice di scrivere!!!!!!
E a te lettore chi te lo dice di leggermi!!!!!!! Io non sono cultura sono intrattenimento!!!!!!!!  (Chissà se smettessero veramente di produrre sia cultura che intrattenimento che accadrebbe?).
Questi slogan pretendono una sorta di comunismo velleitario, senza conoscere il significato fondamentale di collettività. In una vera comunità dove il fattore fondamentale è la collettività ciascuno è funzionale all’altro, ciascuno lavora per il bene comune senza bisogno di avere denaro in cambio per vivere. Quindi io scrivo, tu coltivi la terra, un altro cura la gente mentre qualcuno altro produce i vestiti e via discorrendo. E i ruoli si possono anche scambiare. Non c’è dislivello di ricchezza, nessuno è povero, nessuno viene abbandonato. Perché la comunità è un organismo dove le parti hanno uguale valore. Non mi sembra che viviamo in questo sistema.  
Anzi.
Questo argomentare è l’atteggiamento di chi non è disposto a riconoscere e comprendere il lavoro altrui (valutandolo solo in senso monetario) e tenta in tutti i modi di FOTTERE l’altro. Vogliamo l’anarchia, tutto ci è dovuto ma noi non dobbiamo dare e fare niente. Come a dire io mi sbatto contro il sistema facendomi le pippe mentali senza mai proporre una soluzione perché è così e basta, e TU TA STARE MUTO perché IO TRAVVAGGHIU E TO BABBII.  Un tipico esempio può essere quello di chi sogna la rivoluzione mentre studia all’università, facendosi manomettere il cervello da idee oramai superate, protesta e fa bordello perché la vita deve essere una fiesta però quando la fiesta finisce, vanno al supermercato ad acquistare prodotti che qualcun altro ha lavorato per loro mentre facevano la rivoluzione sule loro palle. (Forse un sistema così esisteva in Grecia dove gli schiavi lavoravano e gli altri argomentavano).
Lo scrittore e gli operatori culturali sono fannulloni per la mentalità comune e non meritano mentre invece Kakà e Valentino Rossi, sono dei professionisti e dei gran lavoratori.
Ma io però a loro non li pago mica, dirà qualcuno.
Si convinciti di questo e non ti domandare da dove prende i soldi Moratti (per fare un esempio), di come farai a vedere le partite tra due anni, perché la benzina aumenta, a che cosa serve il digitale terrestre, a cosa serve facciadilibro, ecc.
È facile dare addosso ai lavoratori che non sono riconosciuti tali dal sistema, chissà che cosa accadrebbe se andassi a dire ad un calciatore: “Tu sei solo intrattenimento, tu sei un burattino per il mio svago e io devo vedere le tue partite allo stadio GRATIS, avere la riproduzione della tua maglietta GRATIS, il Dvd con i tuoi gol GRATIS. Non te l’ho chiesto mica io di fare il calciatore. E non mi venire a raccontare che fai esercizi fisici ogni giorno, che devi migliorarti, perché tanto non ci credo, tu vai solo a puttane”. 

Mi trovo d’accordo, invece, con chi ha sostenuto la causa del “lo provo, mi piace, ti pago”. Stimo chi cerca di capire il problema del copyright e cerca di proporre soluzioni che non trascurino gli interessi di nessuno.
Uriele ha fatto l’esempio dei Wu ming e dei Kai Zen.
Ho in mano il libro di Wu Ming 2 “Guerra agli umani” pubblicato con Einaudi, cito:
“L’autore difende la gratuità del prestito bibliotecario ed è contrario a norme direttive che, monetizzando tale servizio, limitino l’accesso alla cultura. L’autore e l’editore rinunciano a riscuotere eventuali royalties derivanti dal prestito bibliotecario di quest’opera. Si consentono la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purchè non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta”. (N.B chi ha detto che l’autore non guadagna, anche una minima parte, dal prestito bibliotecario?).
Sopra questa dicitura ci sono il marchio del copyright dell’agenzia letteraria Roberto Santachiara e dell’editore Einaudi.
Copyleft e copyright convivono, non si escludono.
Questo perché i Wu Ming (in questo caso Wu Ming 2) credono nella collettività e nel riconoscimento del proprio lavoro da parte di questa collettività. Perché i veri lettori dei Wu Ming li comprano i loro libri. Magari li leggono grazie al download (che si può fare dal loro sito, dove si può anche lasciare una donazione libera) ma una volta che hanno approvato la loro storia, comprano, sostengono, aiutano i propri scrittori perché lo meritano e affinché possano regalargli nuove storie.
Non li FOTTONO.
Adesso non mi uscite il discorso di Licia Troisi perché è banale.
Perché la Troisi ha un suo pubblico che la sostiene come lo hanno i Wu Ming, come lo ha la Swanwick, come lo ha Danilo Arona, ecc.
Ora che questo pubblico per voi è cerebroleso è evidente ma non si può obbligarli a non comprare le storie del “Mondo Emerso” solo perché per qualcuno fanno cagare. 
Ciascuno di noi ha il mito che si merita, in sacrosanta libertà.
Se non ti piace non lo compri e così torniamo al discorso fondamentale del “lo leggo, mi piace, lo compro”.

Bisogna acquisire una coscienza etica del lavoro. Una comprensione del lavoro  degli altri, quando merita, e non liquidare il tutto per una nostra e non loro svagatezza.
Se noi vivessimo in un paese dove tutti pagano le tasse, dove se truffi lo Stato hai truffato il popolo italiano (Italiano?) e meriti la galera (come accade nella tanto amata U.S.A. e dove è per questo che veramente funziona il sistema alla Wu Ming), dove ciascuno rispetta il lavoro dell’altro (quando lo merita, questo è chiaro), allora le soluzioni da voi trovate sarebbero naturali e condivise.
Invece qui, la paura regna perché siamo un popolo di furbi e ladri, dove non esiste la democrazia, perché ciascuno tira acqua al proprio mulino e la filosofia di vita è fottere il prossimo, perché il prossimo non può essere migliore, perché il prossimo è sempre peggiore di noi.  Perché siamo noi i soli numeri uno. 
La meglio gioventù. 

In America quelli che parlano di un avvento del comunismo lo fanno solo perché giocano sulle paure della popolazione che quando sente COMUNISMO si caga addosso. La realtà è che molte case editrici hanno paura di perdere guadagni notevoli a favore di Amazon. com. e nessuno parla di non pagare l’autore. Leggetevi il saggio “La coda lunga -da un mercato di massa ad una massa di mercati” di Chris Anderson.  Ci sono molti autori che mettono on-line i propri lavori perché sanno che se ai propri fan piace il romanzo, lo comprano per onestà (parola mai di moda in Italia).

Infine un frecciatina la lancio: 
ma perché qui in Italia non si capisce che la letteratura è un insieme vasto e infinito? Perché ci sono le schiere: o solo Fantasy, o solo Science-fiction o solo realismo, ecc. ecc. 
Perché ci sono le opposizione in un campo come la vita che è vario?
Io da essere umano affamato di sapere e d’informazione non mi limito a fare barriere, io qua tu là. Mi godo una storia fantastica di Gaiman e allo stesso tempo ringrazio Saviano per aver scritto Gomorra. Leggo l’uno e l’altro. Nella vita cerco di divertirmi e di capire e combattere certe mostruosità.
Perché non ammettere che entrambi servono alla nostra esistenza?
Forse perché ciascuno è chiuso nel proprio mondo e da lì non vuole uscire.
E allora come si fa a parlare di collettività???? 
Infatti se ne discute solo per le cose che ci premono, per i nostri piccoli e futili interessi. 

N.B.
Perché un romanzo non può costare 5 euro invece di 14 0 18?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao , </p>
<p>Condivido le opinioni di Dottor Jack, Uriele, Tapirulant, Mauro e Van, nei punti in cui convergono.<br />
Però non capisco altri ragionamenti.<br />
E di certo che in Italia (da sempre quartierino dei furbetti) determinati atteggiamenti la fanno da padrone.<br />
Qualcuno pretende la cultura come un “servizio” fruibile gratuitamente senza nessun contributo per chi questa cultura la produce.<br />
Perché?<br />
Si dice che la cultura deve essere gratuita perché è un diritto del popolo, in quanto tutti dobbiamo avere la possibilità di poterci istruire liberamente.<br />
Veramente vogliamo tutti istruirci?<br />
Secondo me non è scientificamente dimostrabile che tutti bramino dal desiderio di istruirsi (specie in Italia, dove nelle Università che sono diventate praticamente accessibili alla maggioranza della popolazione, tranne quelle ovviamente a numero chiuso, regna il fancazzismo generale e lo studio svogliato).<br />
Ma ammesso che sia così, il lavoro dell’autore chi lo paga?<br />
Gamberetta sostiene, giustamente, che bisogna imparare a leggere in Inglese ne vale anche della nostra cultura perché ti puoi permettere di leggere saggi importanti e via discorrendo (Ah ma perché bisogna pagare una madrelingua? In fondo lei l’inglese lo sa perché è inglese?). Questi autori, però, guadagnano sulle opere che fanno (anche in prestigio presso i loro pari, soprattutto se sono professori) ma se tutti scaricassero le loro ricerche (che sono il frutto del loro lavoro: ricerca, documentazione, stesura, correzione, riscrittura, correzione, nuova documentazione, riscrittura, ecc.) mi sa proprio che Gamberetta dal 2011 in poi non avrebbe poi cosi tante novità da gustarsi.<br />
Nessuno e dico nessuno inventa, crea, ricerca per il puro piacere e la passione (anche e soprattutto, guai se non ci fossero questi elementi). Gli scienziati durante il loro lavoro hanno bisogno di denaro per vivere e continuare gli studi serenamente (a questo proposito vi consiglio la lettura de “Lo Spirito Creativo” di Goleman, Kaufman e Ray).<br />
Chiunque nella società attuale ha bisogno di introiti per “sopravvivere”. Il capitalismo non è morto. Qualcuno sta invece tentando di arricchirsi sfruttando l’arte. Poche persone hanno captato l’esigenza di una moltitudine: la propria espressione e la libera condivisione. Voi scaricate illegalmente le opere di artisti (e parlo di quelli che voi stimate, non della Licia Troisi dietro alla quale nascondete il vostro vero interrese: NON PAGARE) e ne limitate la libertà (prima di fare un nuovo libro ci penseranno due volte, visto che, non ricevendo più integrazioni dovranno dedicarsi interamente al loro primo lavoro per mantenersi, o addirittura cambiarlo). Voi state facendo arricchire, invece, chi vi offre il servizio (andate a vedere il capitale di certi social network) che non è vero che non chiede niente in cambio, perché funziona come la tv, solo che non ha limiti fisici, è immensa.<br />
Poi  si è passati a parlare di INTRATTENIMENTO e non più di cultura.<br />
Tanto per essere chiari, solo in Italia si pensa ancora che quello dell’artista non sia un lavoro. Però a  quanto leggo sul blog di Gamberetta, lei si sforza di far comprendere che lo scrivere è una cosa seria non una cosa così semplice (salvo poi dichiarare che è utile scaricare GRATIS dissacrando quanto fatto di buono).<br />
Quindi se parliamo d’intrattenimento, se da lettore pretendi un lavoro adeguato devi pagare la somma adeguata per lo sforzo che l’autore ha fatto. (Oggi si parla di denaro ma prima erano pere, mele, assistenzialismo di corte, do you know mecenatismo?). Addirittura c’è chi ha detto: ma a te autore chi te lo dice di scrivere!!!!!!<br />
E a te lettore chi te lo dice di leggermi!!!!!!! Io non sono cultura sono intrattenimento!!!!!!!!  (Chissà se smettessero veramente di produrre sia cultura che intrattenimento che accadrebbe?).<br />
Questi slogan pretendono una sorta di comunismo velleitario, senza conoscere il significato fondamentale di collettività. In una vera comunità dove il fattore fondamentale è la collettività ciascuno è funzionale all’altro, ciascuno lavora per il bene comune senza bisogno di avere denaro in cambio per vivere. Quindi io scrivo, tu coltivi la terra, un altro cura la gente mentre qualcuno altro produce i vestiti e via discorrendo. E i ruoli si possono anche scambiare. Non c’è dislivello di ricchezza, nessuno è povero, nessuno viene abbandonato. Perché la comunità è un organismo dove le parti hanno uguale valore. Non mi sembra che viviamo in questo sistema.<br />
Anzi.<br />
Questo argomentare è l’atteggiamento di chi non è disposto a riconoscere e comprendere il lavoro altrui (valutandolo solo in senso monetario) e tenta in tutti i modi di FOTTERE l’altro. Vogliamo l’anarchia, tutto ci è dovuto ma noi non dobbiamo dare e fare niente. Come a dire io mi sbatto contro il sistema facendomi le pippe mentali senza mai proporre una soluzione perché è così e basta, e TU TA STARE MUTO perché IO TRAVVAGGHIU E TO BABBII.  Un tipico esempio può essere quello di chi sogna la rivoluzione mentre studia all’università, facendosi manomettere il cervello da idee oramai superate, protesta e fa bordello perché la vita deve essere una fiesta però quando la fiesta finisce, vanno al supermercato ad acquistare prodotti che qualcun altro ha lavorato per loro mentre facevano la rivoluzione sule loro palle. (Forse un sistema così esisteva in Grecia dove gli schiavi lavoravano e gli altri argomentavano).<br />
Lo scrittore e gli operatori culturali sono fannulloni per la mentalità comune e non meritano mentre invece Kakà e Valentino Rossi, sono dei professionisti e dei gran lavoratori.<br />
Ma io però a loro non li pago mica, dirà qualcuno.<br />
Si convinciti di questo e non ti domandare da dove prende i soldi Moratti (per fare un esempio), di come farai a vedere le partite tra due anni, perché la benzina aumenta, a che cosa serve il digitale terrestre, a cosa serve facciadilibro, ecc.<br />
È facile dare addosso ai lavoratori che non sono riconosciuti tali dal sistema, chissà che cosa accadrebbe se andassi a dire ad un calciatore: “Tu sei solo intrattenimento, tu sei un burattino per il mio svago e io devo vedere le tue partite allo stadio GRATIS, avere la riproduzione della tua maglietta GRATIS, il Dvd con i tuoi gol GRATIS. Non te l’ho chiesto mica io di fare il calciatore. E non mi venire a raccontare che fai esercizi fisici ogni giorno, che devi migliorarti, perché tanto non ci credo, tu vai solo a puttane”. </p>
<p>Mi trovo d’accordo, invece, con chi ha sostenuto la causa del “lo provo, mi piace, ti pago”. Stimo chi cerca di capire il problema del copyright e cerca di proporre soluzioni che non trascurino gli interessi di nessuno.<br />
Uriele ha fatto l’esempio dei Wu ming e dei Kai Zen.<br />
Ho in mano il libro di Wu Ming 2 “Guerra agli umani” pubblicato con Einaudi, cito:<br />
“L’autore difende la gratuità del prestito bibliotecario ed è contrario a norme direttive che, monetizzando tale servizio, limitino l’accesso alla cultura. L’autore e l’editore rinunciano a riscuotere eventuali royalties derivanti dal prestito bibliotecario di quest’opera. Si consentono la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purchè non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta”. (N.B chi ha detto che l’autore non guadagna, anche una minima parte, dal prestito bibliotecario?).<br />
Sopra questa dicitura ci sono il marchio del copyright dell’agenzia letteraria Roberto Santachiara e dell’editore Einaudi.<br />
Copyleft e copyright convivono, non si escludono.<br />
Questo perché i Wu Ming (in questo caso Wu Ming 2) credono nella collettività e nel riconoscimento del proprio lavoro da parte di questa collettività. Perché i veri lettori dei Wu Ming li comprano i loro libri. Magari li leggono grazie al download (che si può fare dal loro sito, dove si può anche lasciare una donazione libera) ma una volta che hanno approvato la loro storia, comprano, sostengono, aiutano i propri scrittori perché lo meritano e affinché possano regalargli nuove storie.<br />
Non li FOTTONO.<br />
Adesso non mi uscite il discorso di Licia Troisi perché è banale.<br />
Perché la Troisi ha un suo pubblico che la sostiene come lo hanno i Wu Ming, come lo ha la Swanwick, come lo ha Danilo Arona, ecc.<br />
Ora che questo pubblico per voi è cerebroleso è evidente ma non si può obbligarli a non comprare le storie del “Mondo Emerso” solo perché per qualcuno fanno cagare.<br />
Ciascuno di noi ha il mito che si merita, in sacrosanta libertà.<br />
Se non ti piace non lo compri e così torniamo al discorso fondamentale del “lo leggo, mi piace, lo compro”.</p>
<p>Bisogna acquisire una coscienza etica del lavoro. Una comprensione del lavoro  degli altri, quando merita, e non liquidare il tutto per una nostra e non loro svagatezza.<br />
Se noi vivessimo in un paese dove tutti pagano le tasse, dove se truffi lo Stato hai truffato il popolo italiano (Italiano?) e meriti la galera (come accade nella tanto amata U.S.A. e dove è per questo che veramente funziona il sistema alla Wu Ming), dove ciascuno rispetta il lavoro dell’altro (quando lo merita, questo è chiaro), allora le soluzioni da voi trovate sarebbero naturali e condivise.<br />
Invece qui, la paura regna perché siamo un popolo di furbi e ladri, dove non esiste la democrazia, perché ciascuno tira acqua al proprio mulino e la filosofia di vita è fottere il prossimo, perché il prossimo non può essere migliore, perché il prossimo è sempre peggiore di noi.  Perché siamo noi i soli numeri uno.<br />
La meglio gioventù. </p>
<p>In America quelli che parlano di un avvento del comunismo lo fanno solo perché giocano sulle paure della popolazione che quando sente COMUNISMO si caga addosso. La realtà è che molte case editrici hanno paura di perdere guadagni notevoli a favore di Amazon. com. e nessuno parla di non pagare l’autore. Leggetevi il saggio “La coda lunga -da un mercato di massa ad una massa di mercati” di Chris Anderson.  Ci sono molti autori che mettono on-line i propri lavori perché sanno che se ai propri fan piace il romanzo, lo comprano per onestà (parola mai di moda in Italia).</p>
<p>Infine un frecciatina la lancio:<br />
ma perché qui in Italia non si capisce che la letteratura è un insieme vasto e infinito? Perché ci sono le schiere: o solo Fantasy, o solo Science-fiction o solo realismo, ecc. ecc.<br />
Perché ci sono le opposizione in un campo come la vita che è vario?<br />
Io da essere umano affamato di sapere e d’informazione non mi limito a fare barriere, io qua tu là. Mi godo una storia fantastica di Gaiman e allo stesso tempo ringrazio Saviano per aver scritto Gomorra. Leggo l’uno e l’altro. Nella vita cerco di divertirmi e di capire e combattere certe mostruosità.<br />
Perché non ammettere che entrambi servono alla nostra esistenza?<br />
Forse perché ciascuno è chiuso nel proprio mondo e da lì non vuole uscire.<br />
E allora come si fa a parlare di collettività????<br />
Infatti se ne discute solo per le cose che ci premono, per i nostri piccoli e futili interessi. </p>
<p>N.B.<br />
Perché un romanzo non può costare 5 euro invece di 14 0 18?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anacarnil</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-3/#comment-15776</link>
		<dc:creator>Anacarnil</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 22:42:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ho sentito del Nook, tecnologicamente lo trovo interessante, lo schermo LCD per avere una maggiore interattività nel menu è una buona cosa, lo dico da amante dell&#039;iLiad. Ciò che mi rende perplesso, se non del tutto contrario, è il fatto che si tratta dell&#039;ennesimo scatolotto &lt;em&gt;closed&lt;/em&gt;, zeppo di DRM e legato a doppio filo con un negozio on-line.
Possibile che nell&#039;era attuale si debba avere il binario unico tra player e store? Amazon-Kindle, iPod-iTunes, adesso pure questo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sentito del Nook, tecnologicamente lo trovo interessante, lo schermo LCD per avere una maggiore interattività nel menu è una buona cosa, lo dico da amante dell&#8217;iLiad. Ciò che mi rende perplesso, se non del tutto contrario, è il fatto che si tratta dell&#8217;ennesimo scatolotto <em>closed</em>, zeppo di DRM e legato a doppio filo con un negozio on-line.<br />
Possibile che nell&#8217;era attuale si debba avere il binario unico tra player e store? Amazon-Kindle, iPod-iTunes, adesso pure questo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-3/#comment-15725</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 14:12:17 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;http://www.diesel-ebooks.com/cgi-bin/category/free_download&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; ci sono un po&#039; di libri gratuiti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.diesel-ebooks.com/cgi-bin/category/free_download" rel="nofollow">qui</a> ci sono un po&#8217; di libri gratuiti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Uriele</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-3/#comment-15663</link>
		<dc:creator>Uriele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 13:40:08 +0000</pubDate>
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		<description>Il nuovo ebook di B&amp;N sembra abbastanza interessante. La nuova feature Lend-me potrebbe essere quello che aspettavo per il lettori ebook:

&lt;code&gt;Another unique nook feature that drew much interest at the publishing-industry-and-press event held at New York City&#039;s Chelsea Piers: a &quot;lend-me&quot; function that allows one e-book owner to pass a favorite title along to a nook-owning friend for 14 days. After that, the e-book automatically reverts to the owner. (During the loan period, the original owner has no access to the book.) &lt;/code&gt;

Il libro in quel periodo non è visionabile dal proprietario. E dipendendo tutto da un contatore interno non è necessario essere collegati ad internet. Sarebbe bello poter definire il periodo del prestito. Una cosa del genere apre le porte alle librerie online

http://www.barnesandnoble.com/nook/compare/

Lo schermino LCD con le copertine dei libri è una trovata carina, ma mi sa che riduce brutalmente la durata della batteria durante la lettura (c&#039;è scritto che dura 10 giorni rispetto ai 14 del Kindle, mah... ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo ebook di B&amp;N sembra abbastanza interessante. La nuova feature Lend-me potrebbe essere quello che aspettavo per il lettori ebook:</p>
<p><code>Another unique nook feature that drew much interest at the publishing-industry-and-press event held at New York City's Chelsea Piers: a "lend-me" function that allows one e-book owner to pass a favorite title along to a nook-owning friend for 14 days. After that, the e-book automatically reverts to the owner. (During the loan period, the original owner has no access to the book.) </code></p>
<p>Il libro in quel periodo non è visionabile dal proprietario. E dipendendo tutto da un contatore interno non è necessario essere collegati ad internet. Sarebbe bello poter definire il periodo del prestito. Una cosa del genere apre le porte alle librerie online</p>
<p><a href="http://www.barnesandnoble.com/nook/compare/" rel="nofollow">http://www.barnesandnoble.com/nook/compare/</a></p>
<p>Lo schermino LCD con le copertine dei libri è una trovata carina, ma mi sa che riduce brutalmente la durata della batteria durante la lettura (c&#8217;è scritto che dura 10 giorni rispetto ai 14 del Kindle, mah&#8230; ).</p>
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	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/09/02/libri-come-se-piovesse/comment-page-3/#comment-14917</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 18:28:02 +0000</pubDate>
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		<description>Stavo pensando... forse, la prima cosa da fare, in quanto sta alla base di tutto (almeno, del mio discorso e forse delle divergenze), è rispondere a una domanda: secondo voi è giusto che ci sia un periodo di tempo in cui il romanzo non è scaricabile gratuitamente e l&#039;autore detiene i diritti economici (ossia, stante che voglia così, una cosa tipo la situazione attuale, &lt;em&gt;ma fortemente limitata nel tempo&lt;/em&gt;).
La lunghezza di tale periodo è un passo successivo (basta che sia seria: dieci minuti mi parrebbe palesemente ridicolo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo pensando&#8230; forse, la prima cosa da fare, in quanto sta alla base di tutto (almeno, del mio discorso e forse delle divergenze), è rispondere a una domanda: secondo voi è giusto che ci sia un periodo di tempo in cui il romanzo non è scaricabile gratuitamente e l&#8217;autore detiene i diritti economici (ossia, stante che voglia così, una cosa tipo la situazione attuale, <em>ma fortemente limitata nel tempo</em>).<br />
La lunghezza di tale periodo è un passo successivo (basta che sia seria: dieci minuti mi parrebbe palesemente ridicolo).</p>
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