Fine della Pacchia

Mi sono stufata di lavorare gratis. Ragion per cui ho stabilito nuove regole:

Icona di un gamberetto Se siete un autore pubblicato, o che sarà presto pubblicato e volete valutazioni, editing, consulenze, sapere da me che ore sono: pagate. Prezzi e modalità saranno concordati di volta in volta, ma scordatevi di ottenere qualcosa gratis. Non più.
Inoltre è richiesto il massimo rispetto nei miei confronti: siete voi che venite da me, non viceversa, mettetevi in mente di trattarmi come trattereste l’avvocato o il medico. Non usate toni amichevoli se non siete miei amici, non cercate confidenza se non siete in confidenza. In altri termini: il prossimo perfetto sconosciuto che mi chiama “cucciola”, avrà la risposta che merita, altro che leggere il suo romanzo.
Nota: i soldi non mi fanno passare gli esami all’Università, né scrivono i romanzi che io voglio scrivere, dunque non stupitevi se comunque rifiuterò di aiutarvi. Avete alle vostre spalle una casa editrice: il mio aiuto dovrebbe in ogni caso essere superfluo.

Icona di un gamberetto Se volete una recensione sui Gamberi. Mandatemi il romanzo (sono accettati solo formati elettronici). Io, se avrò voglia, lo leggerò. E se lo riterrò interessante (nel bene o nel male) deciderò di recensirlo. Nel qual caso contatterò l’autore e spiegherò sinteticamente se si tratterebbe di recensione positiva o negativa. Se l’autore non vuole la recensione, io eviterò di scriverla.
In altre parole, non mi prendo più alcun obbligo di rispondere, rispondo solo se scelgo di leggere e sono impressionata in positivo o in negativo.
Nota: romanzi autoprodotti sono accettati, romanzi editi da case editrici a pagamento no. Non appariranno sui Gamberi altre recensioni o articoli dedicati a romanzi pubblicati con contributo.

Icona di un gamberetto Se non siete autori pubblicati, ma scrivete per divertimento, sono disposta – tempo permettendo – a dare un’occhiata ai vostri romanzi, racconti, quel che sia, senza chiedere soldi. Ma perché li legga fino in fondo, dev’esserci un livello minimo di decenza. Dunque non lamentatevi se smetto dopo 3 o 4 pagine.
Ne approfitto per scusarmi con chi aspetta da me una risposta su varie cose inviatemi, alcuni aspettano da molto tempo: purtroppo è un brutto periodo, ma spero per fine settembre di smaltire tutti gli arretrati.

Ovviamente eventuali accordi presi prima della pubblicazione di questo articolo sono ancora validi. Se ho promesso di aiutarvi, terrò fede all’impegno.

Taiga
Sì, sono di cattivo umore. Perché, non si vede?


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176 Commenti a “Fine della Pacchia”

Pagine: « 2 [1] Mostra tutto

  1. 76 al

    Gamberetta, ti lascio il link:
    http://www.avelion.it/

  2. 75 Gamberetta

    @al. Mai sentito questo Avelion. Mi informo.

    @Asher^Kunitz. È probabile che Il Silenzio di Lenth e La Scacchiera Nera li metta in lista. Prodigium volevo metterlo in lista l’anno scorso, ma al sito della Asengard davano dei tempi di spedizione di 10 giorni lavorativi: non sarei riuscita a leggerlo durante le vacanze di Natale, se avesse vinto.

    Intanto ai primi di ottobre esce per Fazi Buio il primo capitolo di una trilogia urban fantasy dell’esordiente Elena P. Melodia. Non so perché, ma credo sarà un buon candidato per una recensione spettacolare.

  3. 74 al

    “Ma stai parlando di ryuki, la cosplayer? Non sapevo scrivesse..”
    SI, una saga addirittura! Cmq sembra non farà più molto cosplayer, per ora si dedica di più ai libri.

  4. 73 Angra

    @Gamberetta:

    lei è di quelle assolutamente non in grado di accettare le critiche

    Vedrai gli altri, invece… ^___^

  5. 72 Vincent Law

    al ha scritto:
    Gamberetta, ti segnalo il libro “Avelion” di alessia mainardi, autoprodotto, per una tua recensione…curiosità di leggere la tua impressione altissima! L’autrice ha un blog e un sito dedicato al libro se ti può essere utile saperlo.

    Ma stai parlando di ryuki, la cosplayer? Non sapevo scrivesse..

  6. 71 Asher^Kunitz

    Uh, se andiamo a segnalazioni ti segnalo:

    I due nuovi libri piemme: la schacchiera nera e il silenzio di lenth
    l’ultimo di michele giannone
    Prodigium (mai letto, ma in base al tuo parere capirò se leggerlo o meno!)

    Accetti le candidature? Eddai!!! XDDD

  7. 70 al

    Gamberetta, ti segnalo il libro “Avelion” di alessia mainardi, autoprodotto, per una tua recensione…curiosità di leggere la tua impressione altissima! L’autrice ha un blog e un sito dedicato al libro se ti può essere utile saperlo.

  8. 69 Merphit Kydillis

    @ Angra e Gamberetta:

    Chiunque sia questo Azzolini, direi che è un esperto nel dire emerite stronzate. Chiedo venia per questa parola scurrile, ma sono andato a investigare sulla signora Debenedetti nel suo sito ufficiale. L’unica cosa da far impallidire è la laurea in chimica.
    Comunque scusa, Gamberetta: se non ho visto male, dovrebbe avere 50 anni. Direi, a mio parere, una persona abbastanza grande da poter ricevere critiche negative.
    E poi che storia è quella dei “premi” che dovrebbe aver preso, per essere diventata famosa non solo nella penisola italiana, ma anche nel circondario? M’immagino Jean-Paul Sartre rivoltarsi nella tomba.

  9. 68 gnappetta

    possono rifiutare la recensione solo quegli autori che loro per primi mi forniscono il romanzo

    e gli autori si precipitarono in massa ad intasare la mail di gamberetta con le proprie creazioni per garantirsi il privilegio di sfuggire alla pubblica gamberogogna…
    per generazioni quello fu ricordato come “l’anno del grande spam”

  10. 67 Maudh

    Fatemi indovinare: edita da Delos?

  11. 66 Federico Russo "Taotor"

    Pardon, ho sbagliato link – quello era solo su Azzolini e la Redivo.
    Mi pare che avevo parlato altrove della Debenedetti, non ricordo. Vabe’, sto facendo troppo lo spammone. XD

  12. 65 Federico Russo "Taotor"

    Ah già, è vero. Sì, ho letto anch’io l’articolo di Angra.
    Della De Benedetti non ho letto nulla, però scrissi uno dei miei malaugurati post, “colpendo” (non era mia intenzione) sia lei che Azzolini.
    Non l’avessi mai fatto… ¬_¬

  13. 64 Gamberetta

    @Federico. La storia è così. Lì l’intervista comincia con queste parole del prode Azzolini:

    Presentare Milena Debenedetti non è un compito facile, non solo perché è un’autrice a tutto tondo con tanto di curriculum chilometrico da far impallidire chiunque (autore straniero o italiano che sia, di qualsiasi genere si stia parlando) [...]

    E si rimane un attimo di stucco, perché Milena Debenedetti ha scritto un romanzo (ora due) e una manciata di racconti, un po’ poco per far impallidire chiunque al mondo. Allora Azzolini per giustificare questa sua affermazione bislacca, ha detto sul forum che la Debenedetti ha un curriculum più ricco di quello della MZB, perché Milena ha vinto tutti i premi italiani più noti (il che non è vero, ma lasciamo stare), mentre MZB ha vinto un solo premio in patria. Ovviamente che MZB abbia scritto decine di romanzi, centinaia di racconti e sia conosciuta in tutto il mondo è un dettaglio per l’Azzolini.

    Detto questo, non ho proprio voglia di occuparmi di niente scritto dalla Debenedetti. Il suo nuovo romanzo sarebbe stato da cestinare alla quarta parola (ne ha già parlato Angra sul suo blog), e lei è di quelle assolutamente non in grado di accettare le critiche. Non vale la pena perderci tempo.

  14. 63 Federico Russo "Taotor"

    @Maudh: Angra si sta riferendo a questo. XD

    P.S. Sbaglio o il termine di paragone zimmeriano è stato modificato? :look:

  15. 62 Merphit Kydillis

    @ Gamberetta:

    Sei tu che gestisci i blog e scegli tu che argomenti trattare. Su questo non ci piove. Pertanto capirò se non sarà tua intenzione recensire Il Libro del Destino. di Elisa Rosso. Ma ho i miei motivi se questo Natale (o pure prima) dovessi farlo.
    E non solo perché c’è l’elfo stereotipo, il drago miope o bambini addestrati da Chuck Norris.
    Mi è capitato di finire in un certo forum (se me lo consenti, lo posto), nel quale l’autrice, tramite Anobii, aveva dato alcuni consigli per il suo romanzo (dato che la Rosso glielo aveva mandato e gli aveva chiesto dei pareri).

    Bada, lei gli aveva chiesto i pareri sul romanzo, non sulla sua persona. La persona in questione ha rispettato la cosa, ma la Rosso ha dato una lunga e allucinante risposta, credendo di essere stata offesa. Tra le risposte c’è ne una che, credo, mi autorizzerebbe a riderle in faccia.

    Mostra spoiler ▼

    Se la persona in questione ha detto il giusto, la lunga risposta sembra sia stata data non da una quindicienne che crede di essere diversa dai suoi coetanei perché non indossa D&G, no: sembra quella di una presuntuosa di 5 anni.

  16. 61 Maudh

    @ Angra
    E chi sarebbe?

  17. 60 Angra

    Posso suggerire invece una candidata che ha un curriculum da far impallidire Marion Zimmer Bradley? Secondo me ci viene un brodo più saporito ^__^

  18. 59 Gamberetta

    @Asher^Kunitz. Elisa Rosso mi pare fosse arrivata seconda nel sondaggio dell’anno scorso, si merita una nuova chance. La Strazzu e il Ghirardi è probabile che li inserirò tra i dieci, anche se spero il mio pubblico non sarà così crudele con me da votarli. Per gli altri non so ancora.

  19. 58 Asher^Kunitz

    Bello il sondaggio! Prima lo apri è meglio è allora, così leggiamo i romanzi e apprezziamo di più le recensioni! Io ad esempio ho un paio di libri in wishlist, forse sono nella rosa dei candidati? :D

    PS: Elisa Rosso no, ti prego! E’ stata massacrata ovunque ormai, ha perso gran parte del suo fascino (conta che ho lasciato perdere il suo libro a pagina 45!!)

    PPPPPSSSSS: Ma se togli Strazzulla, Ghirardi, Rosso e Troisi dalla lista, che autori ti rimangono? XD Non dirmi Falconi per favore!!

  20. 57 Gamberetta

    @Asher^Kunitz. La recensione di Natale sarà con le stesse procedure dell’anno scorso: elencherò una decina di romanzi “gustosi” e farò scegliere il pubblico. Non so ancora che titoli inserire, dipende anche da cosa uscirà in libreria nei prossimi mesi, ma in ogni caso cercherò di mettere tutti i “migliori”, da Elisa Rosso in giù.

  21. 56 Asher^Kunitz

    Gamberetta sono d’accordissimo con te! Aspetto tantissimo la recensione di Natale…… puoi darci qualche indizio? Si tratta di un autore o di una autrice? Di un romanzo nuovo o vecchio? Anzi, a dirla tutta, dicci direttamente il titolo così lo leggiamo e ci godiamo di più la recensione, tipo Club del Libro! XD

  22. 55 Gamberetta

    @seretur. Uhm, hai capito male o forse mi sono spiegata male io: possono rifiutare la recensione solo quegli autori che loro per primi mi forniscono il romanzo. Per il resto nessuno mi vieta di andare a comprare/scaricare un romanzo e recensirlo in maniera negativa (se lo merita).
    Inoltre c’è la recensione di Natale, indipendente dalla volontà degli autori.
    Infine, questa politica non l’ho adottata adesso, è in vigore da più di un anno. E non mi sembra siano mancate le stroncature.

    Poi c’è un problema di noia mia: per esempio ho letto altri romanzi della Troisi, ma non li ho recensiti. Non ne avevo voglia. Avrei dovuto perdere ore per ripetere sempre le stesse cose. Non vale la pena. Alla stessa maniera dubito che recensirò più altra roba scritta dalla Strazzulla o dal Ghirardi. Non è questione di “influenze politiche”, è questione che non ne posso più di certe schifezze.

  23. 54 seretur

    Leggendo questa ultima news sono rimasto subito allibito, ma a poco a poco la mia incredulità si è trasformata in delusione.
    Da qualche tempo mi sono interessato a questo blog, mi sono accorto con estremo piacere che la signorina gamberetta o qualunque sia il suo nome reale, “era” una delle poche persone in italia con le capacità tecniche e critiche per scrivere vere e proprie recensioni.
    A mio modesto parere a tutto campo, senza influenze politiche o clientelismi vari.
    Perciò sono rimasto incredulo alla sua affermazione “Se l’autore non vuole la recensione, io eviterò di scriverla.”

    Con questa condizione, sottesa alle recensioni pubblicate, verrebbero a mancare il sale e l’anima di tutto questo blog.
    Ed effettivamente anche il suo miglior pregio, che consiste nella imparzialità dell critiche apportate agli scritti.
    Sicuramente lei signorina capirà che quando,in questioni delicate come queste vi finisce in mezzo la componnte pecuniaria, anche le cose più semplici è immediate, si caricano di pesanti responsabilità.

    Detto questo voglio che sia chiaro che io non desidero e non ho nemmeno le facoltà, di esprimere pareri sui suoi problemi personali che l’hanno portata a trarre queste conclusioni.

    Ma mi sento di dire che a queste condizioni, il blog non sarebbe più utile a nessuno, tranne forse agli autori, per altro gia da lei recensiti che potranno continuare a pubblicare pessimi romanzi, liberati ormai dall’obbligo quanto meno morale, di confrontarsi con una delle poche voci di dissenso veramente attendibili del panorama italiano.

    Detto questo spero vivamente che lei ci ripensi, soprattutto sull’argomento recensioni e che non ci privi del gusto di veder demoliti, pezzo per pezzo tramite attente e capaci critiche, romanzi mediocri se non orribili e diseducativi, che qualcuno vorrebbe farci credere emeriti capolavori della letteratura.

  24. 53 Scrocco

    Un flash mi ha abbagliato alla fine della Fine della Pacchia! Una sorta di visione.

    Qualcuno, chiamiamolo Cazio, invia a Gamberetta un messaggio tipo “Ciao cucciola! Sai, sei strafichissima! Il tuo cranio erutta lapilli! Ho letto tutte le tue recensioni e devo dire che [blablabla] e sai, anche io scrivo eh, ma delle cosine proprio da nulla [blablabla] oddio, ci sarebbe questo libretto di quindicimila pagine, l’ho dato da leggere a tutti i miei amici e loro hanno detto [blabla] pubblicazione [bla] editing [bla] tu!”
    Lusingata e titillata proprio lì dove si trova il punto E, Gamberetta non può che rispondere on un “Ciao Cazio [bla] Recensione [blabla] nei ringraziamenti del libro [blabla] ok!”
    Ecco quindi che Gamberetta inizia la lettura analisi del libretto di quindicimila pagine, sminuzzandolo maniacalmente come sminuzza maniacalmente tutti i libri che recensisce (ah, non che ci sia niente di male, è una cosa che a me piace :D ) e finendo per riscrivere la storia in un libercolo di sedicimila pagine con tutte le correzioni possibili per rendere il mediocre libro di Cazio una grande, cioè, una grandissima figata che lo comprano tutte le persone intelligenti e tra un paio d’anni ci fanno un film.
    Cazio dice: “Grazie!”, lancia per terra una bombafumo ninja e si dilegua.
    Gamberetta dice un “Prego.” poco convinto, perché è strano che uno si dilegui con una bombafumo ninja. Ma, haha, ha detto che mette il ringraziamento! Magari ne parla addirittura nel suo blog!
    E così esce il libro di Cazio che, stranamente, è lungo sedicimila pagine invece che quindicimila. Non male, una storia che non fa gridare al miracolo ma ben lontana dalla mediocrità. Nei ringraziamenti ci sono tutti: famiglia, amici, animali domestici, i sette nani, Frate Indovino… tutti. Meno una.

    Non capisco se è un hobby che prendi come un lavoro, se è un lavoro che ti piacerebbe fare e allora pensi di poter iniziare così (idea bizzarra, magari funziona) o se semplicemente ti piace aprire le finestre per far entrare le arie.

    Ad ogni modo quest’idea di far pagare la tua “consulenza letteraria” è…ridicola. Legittimissima eh, puoi fare quello che vuoi, ma è ridicola.
    Se non ti diverte editare ma pensi che sia un buon modo per guadagnare dei soldi, lascia perdere xD fai come me il pizzapony e vedrai che guadagni di più con meno fatica, e avrai anche più tempo per i tuoi romanzi.
    Se ti diverte editare e vuoi semplicemente evitare che ti passino schifezze, allora dillo senza “ah, adesso mi pagate, gnegnegne”: è un deterrente anche per gente che non scrive schifezze.
    Se è uno sfogo del momento perché Cazio ha pubblicato, ed è stato tanto tanto poco carino… boh. La prossima volta sii meno picciona e più caridea. E scrivi ‘sto benedetto libro da pubblicare, che anche se fa schifo io per principio lo compro.

  25. 52 Gamberetta

    @Gary Sue. Non credo che tu volessi essere offensivo, ma scrivere che io ho una cultura basata principalmente sui manga, o che cerco il pelo nell’uovo suona come tale. Tra l’altro perché non è vero.
    Ti faccio inoltre notare che la narrativa è proprio azione e movimento. Non per me, è proprio così che funziona. Come dice non ricordo più chi: “un uomo che medita sulla morte non è un racconto; un uomo che si costruisce la bara lo è.”

    @Tutti. Non dite che le opinioni degli altri commentatori sono “stronzate”. Non dite che gli altri commentatori vi stanno sulle balle o simili. Potete farlo solo con me e con gli autori trattati nell’articolo.
    Se ugualmente volete prendervela con qualcuno, fatelo direttamente in Fogna. Grazie.

  26. 51 ikustang88

    …pardon, come sempre perdo le cose per strada. Sì, recensisci anche racconti. Bene, aspetterò.

    Intanto continuo a consigliarti i libri di Robin Hobb. Sissì.

  27. 50 ikustang88

    Ciao Gamberetta!
    Continuo a leggerti, e ti ringrazio per il “lavoro” che fai, non è facile e io lo apprezzo molto: mi spinge spesso a riflettere, a chiedermi se sto facendo le cose come si deve. A volte muoio dalla voglia di spedirti qualcosa, ma poi mi dico che sei sicuramente impegnatissima (e che forse sotto sotto preferisco rimanere nella beata ignoranza…forse). Ti inviterei nel mio blog ma sarebbe una mossa prematura…per caso recensisci anche racconti? ^_-
    Grazie, ti devo un post…

  28. 49 Diego

    @ Teo:
    Scusa se mi permetto. Correttamente dovresti scrivere:

    4) Quattro.
    5) Non ho mai attaccato [...]

    Solo per rispetto, eh, poi il tuo discorso non fa una grinza…

  29. 48 Teo

    @Lara

    Se avessi letto nei ringraziamenti dell’ultimo libro di E. Bunker “ringrazio Gamberetta e il sistema penitenziale americano per l’aiuto” avrei detto: “Cazzo!” prima, seguito da un “Speriamo che collabori al più presto con altri scrittori”.

    Ironia a parte, ho tirato fuori Esbat solo come unico esempio a me disponibile, e quindi termine di paragone riguardo all’argomento del topic. Non si tratta di strumentalizzare o meno, si tratta di una semplice sintesi scaturita dai dati di cui ero in possesso.

    Sulle ragazzine(i) ormonose(i) come ho già detto è un mio personale limite, non è bello essere intolleranti ma non le sopporto, le getterei in pasto ad AM per qualche secolo (vedi I Have No Mouth, and I Must Scream di Ellison).

  30. 47 Uriele

    @ Angra: ci sono proprio delle laure in Lettere/scrittura (anche se in America è un po’ diverso, ti crei in un certo senso anche il piano di studi. Quando hai tot esami rispetto al totale in quel corso sei laureato in quello… più o meno). Quello che volevo vedere è la faccia del professore universitario italiano quando lo studente gli sbatte un plico sulla cattedra e gli dice “questo l’ho scritto dopo essermi fatto una sega”. Penso che lo avrebbero cacciato in malo modo (la maggior parte di professori che ho visto si muovono con una ramazza su per il culo e algido distacco)

  31. 46 Lara

    Santa pazienza, Teo.
    Ovvio che puoi usare il mio libro come vuoi, anche come zeppa per il tavolo che traballa o come carta igienica, ci mancherebbe. Potevi farlo anche quando era “opera pubblicata” on line e non su carta (superando le difficoltà relative allo schermo del computer, certo).
    La mia contestazione riguarda semplicemente l’aver tirato fuori Esbat in questa occasione, e non nel post a Esbat dedicato. E lo dico NON perchè non voglia ricevere critiche, ma perchè non voglio che la collaborazione con Gamberetta venga strumentalizzata. Se non fossi stata chiara, ripeto: se ci sono cose che in Esbat ti fanno vomitare, è colpa MIA e non sua. Capito?

    Ps. Due cose ancora e poi chiudo. Per quanto riguarda le “ragazzine ormonose”. Sappi che ne ho conosciute e ne conosco con non poco sale in zucca, e con una capacità di scrittura, sia pure in un sito di fan fiction (sito, non fanzine), decisamente invidiabile anche da autori pubblicati. Ci sono pessime fan fiction e ottime fan fiction: così come ci sono pessimi, ottimi, mediocri libri.
    Seconda puntualizzazione: su Radio Alt, chiedo perdono. Pensavo che fossi il Matteo Baldi che si occupa di Fantasy, appunto, per Radio Alt. Mi scuso con te e con lui.

  32. 45 Teo

    @Lara

    1) Radio Alt… sarebbe?

    2) Il tuo libro, in quanto opera pubblicata, lo uso quanto mi pare. La persona non mi pare di averla toccata. Il fatto che reputi il tuo libro adatto a ragazzine ormonose non fa di te una ragazzina ormonosa, ci mancherebbe… potrebbe essere una semplice e comprensibilissima scelta commerciale (Pratchett ha scritto libri infantili ma questo non fa certo di lui un infantile). In quanto lettore è mio diritto leggere quello che voglio e in base al mio gusto esprimerne un parere. Se devo prendere un libro come esempio (o un film o altro) lo faccio liberamente. Ti potresti arrabbiare (giustamente aggiungo) se e solo se criticassi il tuo lavoro a priori senza averlo letto. Per me Esbat è un brutto libro -> Gamberetta non so in che misura ha consigliato, mediato, indirizzato in qualche modo alcune sue parti -> Gamberetta è meglio se non collabora e fa altro. L’IMHO lo ometto in quanto stupido. E’ ovvio che quello che scrivo rappresenta un mio discutibilissimo parere.

    3) Non ho parlato di odio per i manga (il fatto che non mi piaccia la Takahashi e che la trovi un’arraffa soldi non vuol dire che io non legga manga… Hayashida, Miura, Samura, Nihei e Endo sono più nelle mie corde, tutto qui)… il discorso sulle ragazzine da cosplay e sulla bassa qualità delle fanfiction è diverso. La ragazzina he si impara l’elfico per parlare di quanto è bello Legolas, scrive racconti pseudo yaoi e va alle fiere del fumetto vestita come una beota non la sopporto a prescindere. Ho preso Tolkien e una ragazzina come esempio, ma vale anche per il trekkie che se ne va in giro con le orecchie a punta et similia. Ancora una volta de gustibus.

    4) Non ho mai attaccato Gamberetta, anzi un paio di volte sono intervenuto per elogiare le sue recensioni.

  33. 44 Lara

    E allora, caro Matteo (Radio Alt, giusto?), non usare il mio libro (nè la mia persona: trovo pessimo, in questo caso come in altri, attaccare l’individuo a suon di ragazzinaormonosa ecc). Altrimenti l’intervento rischia di essere strumentale (con cosa posso attaccare Gamberetta oggi? Vediamo…), come è già avvenuto, nel post su Esbat, con la commentatrice che ce l’aveva con i manga. A ognuno i propri amori: chi stravede per gli elfi di Norrland, chi stravede per i manga. Ma, per favore, il disprezzo per le persone (e per i fan di qualcosa), lasciamolo da parte. Ognuno ha il diritto di appassionarsi per quel che vuole, senza per questo essere insultato.
    Stiamo andando OT e me ne scuso.

  34. 43 Teo

    Sì, effettivamente mi sono espresso male, intendevo il tipo di storia che si legge in una fanzine.

    Ho usato il tuo libro non in quanto tale, ma solo perché rappresenta l’unico esempio di collaborazione di Gamberetta di mia conoscenza (poi magari ha collaborato ad altri 256 libri migliori/peggiori…).

  35. 42 Lara

    Pardon. Leggasi Matteo invece di Marco. Chiedo scusa.

  36. 41 Lara

    Teo-Marco, rispetto la tua opinione. Aggiungo solo che una fanzine è una rivista amatoriale, mentre una fan fiction è una storia amatoriale. Suppongo che intendessi riferirti al secondo termine.
    Ad ogni modo, qualora intendessi discuterne, ti inviterei a farlo privatamente o nel mio blog o dove ritieni opportuno.
    Non contesto il tuo parere, contesto l’utilizzo di una valutazione negativa come arma nei confronti di Gamberetta.

  37. 40 Teo

    @Lara

    Adoro le recensioni di Gamberetta e la sua penna caustica, il mio discorso era sulle collaborazioni e, visto che Esbat è l’unica che io conosca, si basava su quella.

    Per il resto non mi sembra di essermi nascosto dietro un dito. Il tuo libro è una fanzine ispirata dall’ennesimo mediocre manga mangiasoldi della Takahashi. L’ho trovato noioso, da ragazzina ormonosa che se ne va felice ai raduni cosplay.
    Letto, pesato e trovato mancante.

    De gustibus, ovviamente. Mi scuso per l’off-topic visto che il post non parlava di Esbat, è stato da me utilizzato solo come esempio.

    Matteo Baldi

  38. 39 Angra

    @Uriele: forse c’è un malinteso: non intendevo interi corsi di laurea dedicati alla scrittura creativa, ma corsi di scrittura creativa all’interno del corso di laurea in Lettere o simili.

  39. 38 Angra

    @Uriele: be’, per esempio Scarlett Thomas, che è una scrittrice di successo (ed è anche molto brava) insegnava (forse insegna ancora, non so), scrittura creativa alla University of Kent.

  40. 37 Federico Russo "Taotor"

    Gamberetta

    Nel qual caso contatterò l’autore e spiegherò sinteticamente se si tratterebbe di recensione positiva o negativa. Se l’autore non vuole la recensione, io eviterò di scriverla.

    Brava, questa è una cosa giusta.

    Uriele

    Comunque le scuole di scrittura americane molte volte sono workshop privati esterni agli atenei

    Vero. Ci vanno molti scrittori famosi che hanno studiato Lettere, mi pare. Leggevo proprio ieri i pareri di Erikson riguardo alle idee (nel suo workshop) sul dramma che lui proprio non accettava. XD

  41. 36 Uriele

    Personalmente conosco solo il corso di laurea in Litterature/writing di San Diego come corso di laurea specializzato in scrittura (basta cercare LTWR per vedere i corsi):

    http://literature.ucsd.edu/cf/3qplanq2010.cfm

    Però quellO (solo uno) che ho conosciuto che ha frequentato quei corsi non era uno scrittore particolarmente brillante o smaliziato. Uno dei compiti che gli avevano dato però mi entusiasmò: dovevano scrivere la descrizione di una stessa cosa in stati d’animo e fisici differenti (e ovviamente dovevano scrivere anche qual era lo stato in cui avevano scritto). Lui ha descritto un tramonto in stato normale, senza aver dormito, dopo essersi fatto una canna, dopo un “jerk off” e dopo aver fatto sesso. Prese B+. Avrei voluto vedere cosa sarebbe successo da noi. :D

  42. 35 Uriele

    Questo è ovvio (anche se devo ammettere che nella tesi di ricerca mi aspettavo più ricerca, ma ne hanno approfittato anche per scaricarmi addosso un serie di lavori da mulo, oltre alle cose prettamente riguardanti la mia tesi). Comunque le scuole di scrittura americane molte volte sono workshop privati esterni agli atenei come quello di Palahniuk (oltre ai major in writing ovviamente, ma onestamente non so come sono)

  43. 34 Angra

    @Uriele: anche ammesso e non concesso che in ogni casa editrice ci siano editor più che validi, è anche una questione economica. In Italia si pubblicano una quantità spropositata di titoli che per la maggior parte vendono poco e niente. E’ chiaro che è economicamente improponibile l’idea di dedicare a tutti un editing accurato, che costa tempo e quindi denaro. Ci sono un’infinità di esempi di romanzi che è chiaro che editing dei contenuti non ne hanno visto, oppure è stato fatto da gente che pur lavorando in una casa editrice specializzata da una vita in fantasy non ne sa un tubo, altrimenti non avremmo mai visto l’orrore dell’ascia bilama al posto della bipenne.

  44. 33 Angra

    @Uriele: be’, come minimo si insegna scrittura creativa all’università. Poi siamo d’accordo che l’esperienza sul campo conta ecc. ecc., però quando sento che l’università e il pezzo di carta hanno poco valore e i soliti discorsi di questo tipo mi chiedo: com’è che tutti quando devono farsi solo che togliere l’appendice pretendono che a operarli sia un laureato in medicina? Nessuno si accontenta di uno che ha fatto esperienza sul campo… ^___^

    Poi, siamo OT, ma durante il dottorato l’esperienza te la stai già facendo perché fai ricerca a tutti gli effetti. Perlomeno, per me e tutti quelli che conosco è stato così. Inoltre, quando mi sono laureato io si può dire che se sceglievi una tesi di ricerca allora cominciavi prima ancora di laurearti.

  45. 32 Uriele

    Ma non c’è astio fra ingegneri e architetti, gli lanciamo gli ossi dal tavolo padronale e ci divertiamo vederli a combattere per contendersi i resti e scondinzolare (poi vabbè a dir la verità gli architetti sono i sottoposto naturali degli ingegneri edili e civili, non direttamente del mio indirizzo). Siate generosi anche voi Letterati con i vostri sottoposto di scienze delle comunicazione. ^_^
    Poi anche noi abbiamo gli indirizzi fatti per il Lulz, come ingegneria gestionale ( gli stessi professori dicono ” questo compito è così facile che lo farebbe anche un gestionale”) che sono quelle razze un po’ bastarde: non sono ingegneri, non sono economisti, sanno solo quello che non sono.

  46. 31 Okamis

    @ Uriele: Suppongo sia cosa nota l’attrito che esiste tra architetti e ingegneri. Ecco, tra noi di Lettere e loro di Scienze delle Comunicazione il rapporto è simile ^_^

  47. 30 Uriele

    Nei paesi anglosassoni ci sono ben due figure di editor, il copy (o line) editor e il content editor.

    Ci sono due figure professionali, ma ci sono scuole o si fanno le ossa sul campo lavorando per un editore? (è una domanda vera non una provocazione)
    Ad esempio, quando esci da fisica o da ingegneria sei un fisico e un dottore in ingegneria. Il che significa che “sai” la materia che hai studiato, poi fai un PhD per diventare ricercatore, ma quello che sai sono le basi, imparare a fare ricerca significa farsi le ossa sul campo.
    Altro esempio, prima della nascita delle scuole di giornalismo ( e si può fare anche adesso, solo che le scuole di giornalismo forniscono i contatti) potevi scrivere articoli su un giornale senza nessuna specializzazione o come pubblicista pubblicando saltuariamente (il professore di lettere di mia madre faceva così) o facendoti assumere e lavorando in redazione. Il requisito fondamentale era conoscere la lingua italiana e avere una licenza minima, non necessariamente universitaria. Imparavi sul campo e ti specializzavi all’interno del giornale.
    Se nel mondo anglosassone ci sono due figure professionali, non vuol dire automaticamente che ci sia una scuola da editor. Possono anche farsi le ossa all’interno della casa editrice con dello stagismo o del praticantato, come penso accada in Italia.
    Il fantasy da noi è un genere da ragazzini e non dubito che l’attenzione per la cura di libri di genere sia più scarsa di quella che viene considerata “Letteratura”, ma non penso che il signor Adelchi chiami il ragazzo delle consegne gli metta in mano un plico e dica:”Toh Antonio, leggi dimme se te torna. Da oggi sei capo editor perché mi tira”
    Comunque teoricamente vedrei più un laureato in scienze delle comunicazioni piuttosto che un laureato in lettere.

  48. 29 Angra

    La mancanza di editing professionale è un dato di fatto. Basti pensare che per diventare medici c’è la Facoltà di Medicina, per diventare avvocati c’è quella di Giurisprudenza, per diventare editor c’è… boh? Nemmeno un corso per corrispondenza alla Scuola Radio Elettra, perché a Lettere certo non lo insegnano (qualche facoltà comincia ora a istituire corsi di scrittura creativa). Nei paesi anglosassoni ci sono ben due figure di editor, il copy (o line) editor e il content editor. Qui se va bene arriviamo fino al primo, che dà un’occhiata a grammatica e sintassi e sistema la formattazione. Il content editing, quando c’è, è del tipo “è troppo lungo per il formato della collana, togliamo due o tre capitoli nel mezzo”. Almeno spero, perché se penso che ci si sono messi anche in più di uno per tirare fuori certe boiate, mi sento male.

  49. 28 Lara

    Teo, se devi attaccare Esbat attacca ME, non Gamberetta. Gamberetta mi ha dato consigli preziosissimi e altamente professionali: ma non è responsabile della scrittura. Quindi, gentilmente, non nasconderti dietro un dito: trovi blog e mail sotto la mia firma, e se devi insultarmi, accomodati. Ma non usarmi come alibi per attaccare Gamberetta.

  50. 27 Uriele

    - la carenza di editing professionale.
    Gamberetta non avrebbe, a mio avviso, le richieste che ha se gli scrittori ravvisassero negli editor della casa editrice personale preparato…

    Chi le chiede aiuto probabilmente:

    a) Apprezza lo stile cinematografico di Gamberetta

    b) Vuole evitare di essere smerdato in una recensione di Gamberi Fantasy. Molti amanti del fantasy usano questo sito come punto di riferimento (nel bene e nel male). Una recensione cattiva qua può essere una cattiva pubblicità, una recensione totalmente positiva (i miracoli capitano…) potrebbe dare una certa notorietà online a un esordiente

    @ Teo: se leggi alla fine di Esbat i ringraziamenti, Gamberetta ha dato una mano nel senso che ha letto il libro e dato dei consigli, non ha preso la penna e lo ha riscritto da capo. Inoltre nonostonte alcune cose (fra un cui uno strano POV che penso sia dovuto alla disattenzione dell’ impaginatore che si è scordato un interlinea a pagina 77), è un romanzo carino, semplice e divertente. Non è un capolavoro e non ho letto tutta questa miriade di esordienti italiani da dire che è altamente sopra la media del fantasy italiano, ma è carino. Mi è piaciuto più di altri romanzi segnalati sul sito e meno di altri.

    Per quanto riguarda il chiedere un compenso per il proprio aiuto, invece di farsi insultare gratuitamente, mi trovi perfettamente d’accordo. È una scelta giustissima e che condivido in pieno: non è bello dare qualcosa e non ricevere una contropartita o un ringraziamanento, ma solo sputi in faccia…

  51. 26 Maudh

    @ Teo: è innegabile che la trama e la struttura di Esbat possa non piacere, ma è pure innegabile che si tratta di un romanzo incredibilmente superiore alla media del fantasy italiano, scritto con almeno un po’ di capacità di scrittura.

  52. 25 Davide

    Oh, brava, Chiara. Secondo me hai fatto benissimo.

    Mi ricordo che mi sentii estremamente in colpa quando ti sottoposi uno dei miei aborti, ma pensai “Beh, al massimo mi risponderà che non ha voglia di leggerlo”. Mi rendo conto che avrei dovuto pensare che non ero l’unico ad aver riflettuto allo stesso modo!
    (comunque beh, il mio caso risale a più di un anno fa, quindi spero di non aver contribuito alla tua arrabbiatura ^^;;;).

  53. 24 Teo

    Se le collaborazione con Gamberetta produce perle del calibro di Esbat, è meglio che si dedichi ai suoi romanzi e agli studi.

  54. 23 An0n

    Mi sembra giusto, anzi avresti dovuto prendere questa decisione molto tempo addietro. Probabilmente si sarebbe evitata la controversia con quel pallone gonfiato che ha scritto Ancess-Le chiavi del Fato ( scusami ma non ricordo il nome dell’autore, solo la sua monumentale arroganza)

    Per il resto quoto il Duca, e nascondo il mio dispiacere per la questione “cucc..” ok, non lo dico ^_^

    In ogni caso anche se non ci conosciamo e questo articolo mi proibirebbe di usare una confidenza eccessiva, continua così ;D

  55. 22 Maudh

    @Gamberetta: Grazie per il bellissimo regalo di NataleXD
    In ogni caso, hai fatto bene a cambiare condotta, specie perchè immagino fossi a stretto contatto con gente di stupidità piuttosto elevata, se pensavano di mandarti una schifezza, farti la predica e uscirne indenni*!

    * e chiamarti cucciola… sig.

  56. 21 SiGnOrA OsCuRa

    avevo dimenticato di dire che anche io noto che la sindrome dello scrittore superiore… è incredibile, ma quando un riesce a pubblicare, automaticamente diventa arrogante e st****o. Almeno, ogni scrittore/scrittrice fantasy italiano/a a cui mi sono interessata. Non so come ma è così e insultano pure… forse pubblicare fa male? ha il suo aspetto negativo? Se un giorno io mai ci riuscirò (futuro assai prossimo) non è che ci tenga molto a diventare arrogante come loro o mia sorella. ma possibile che ogni cosa abbia i suoi pro e contro? uffa. -w-

  57. 20 SiGnOrA OsCuRa

    niente di più giusto! se c’è davvero ‘sta gentaglia che ti affibbia ‘sti soprannomi o che fa la superiore non ci trovo nulla di male a scroccare loro almeno quelche dindino, così potrai dire di aver guadagnato qualcosa anche con un idiota patentato…

    ma davvero correggevi i testi dei vari scirttori? questa mi è nuova! forse magari potrei… no, hai troppo lavoro e non credo che valga la pena che tu legga delle mie ambiguità… ^^

  58. 19 lilyj

    @ Gamberetta: era ora! Avevo seguito l’alterco fra te e “l’autore” che avevi aiutato, e la persona che non ci aveva fatto una bella figura non eri tu. E non chiedetemi chi fosse: l’ho perso nel marasma degli idioti, non mi ricordo qual’è.

  59. 18 Klaus

    Questo significa “niente più stroncature?” T_T

  60. 17 Landar

    Grazie per le risposte.

  61. 16 Landar

    @Gamberetta
    intendevi:

    Non appariranno sui Gamberi altre recensioni o articoli dedicati a romanzi pubblicati con contributo.

    contributo=pagamento

    io avevo inteso:

    Non appariranno sui Gamberi altre recensioni o articoli dedicati a romanzi pubblicati con (mio) contributo.

    contributo=apporto

    nel senso che non avresti più fatto recensioni o segnalazioni legati ad una tua collaborazione.

    fraintendimento risolto.

  62. 15 GiD

    Ma sono l’unico che si sta chiedendo chi ha avuto il coraggio di chiamarti “Cucciola”?
    Sarà stao via mail, perché a farlo di persona si rischierebbe la vita :D

    E dopo aver letto i commenti vorrei pure sapere chi è Ciccio… maledetta curiosità :D

  63. 14 Gamberetta

    @Dr Jack.

    Intendi le recensioni di autori non pubblicati, giusto? Oppure anche Chiara Strazzulla potrebbe chiederti di non farsi recensire da te?

    Intendo se un autore mi spedisce lui il romanzo. A quel punto mi sembra inelegante massacrare qualcuno che si è offerto di propria spontanea volontà (se c’è da massacrare). Però, come detto, non ci sono più giudizi privati: se non vuole la recensione, non avrà nessun tipo di commento, a parte un generico mi è piaciuto/non mi è piaciuto.

    @Maudh.

    Più che altro, verranno ancora scritte le stupende recensioni sadichesu libri stile Strazzulla o Ghirardi?

    Recensioni di romanzi palesemente boiate, solo a Natale. Infatti dopo il Ghirardi non ho più recensito nessun romanzo che si prospettasse già in partenza come stupidata assoluta (ok, ok, l’autore di Wunderkind era evidentemente un minorato, ma di solito un deficit mentale non ti impedisce di diventare scrittore).

    @Landar.

    l’irritazione è causata dall’enorme mole di romanzi inviati a Gamberetta? o dalla qualità dei romanzi?

    L’irritazione è dovuto al fatto che la qualità media dei romanzi è scarsissima, e più il testo è scarso, più l’autore invece di vergognarsi di aver scritto boiate del genere, si crede chissà chi e mi tratta da scema. Io non avevo problemi a lavorare in “amicizia”, ma la cosa dev’essere reciproca. Non che una persona guadagna anche sul mio lavoro (ciccio – e tu sai chi sei – è inutile che ti vanti che il tuo racconto è stato accettato dalla casa editrice tal dei tali, dato che se non te lo dicevo io tu manco sapevi di che genere si parlava), non ti dà niente in cambio e in più ha il coraggio di farti la predica.

    Nota: romanzi autoprodotti sono accettati, romanzi editi da case editrici a pagamento no. Non appariranno sui Gamberi altre recensioni o articoli dedicati a romanzi pubblicati con contributo.

    Una persona con un’indole maliziosa potrebbe interpretare questa affermazione come uno screzio/attrito con l’autrice di Esbat.

    Ma cosa stai dicendo? Lara Manni non è mica stata pubblicata a pagamento! Forse hai capito male: per “casa editrice a pagamento”, si intende una casa editrice che chiede all’autore del romanzo di pagare lui i costi di pubblicazione.

  64. 13 Landar

    Un’ esternazione completamente condivisibile. La mancanza di ulteriori spiegazioni però lascia adito a più di un dubbio:

    -l’irritazione è causata dall’enorme mole di romanzi inviati a Gamberetta? o dalla qualità dei romanzi?

    -Esistono autori pubblicati, o che saranno presto pubblicati che, per risparmiare il costo di una consulenza, sfruttano giovani ragazze talentuose?
    -Provocazione: esiste veramente qualcuno con una considerazione così alta di sè da credere che un suo romanzo possa passare indenne sotto le ‘Forche Caudine’ (rappresentate da Gamberetta)?

    @ Gamberetta, mi piacerebbe capire meglio le tue motivazioni, un esempio:

    Nota: romanzi autoprodotti sono accettati, romanzi editi da case editrici a pagamento no. Non appariranno sui Gamberi altre recensioni o articoli dedicati a romanzi pubblicati con contributo.

    Una persona con un’indole maliziosa potrebbe interpretare questa affermazione come uno screzio/attrito con l’autrice di Esbat.

    Finisco dicendo che non sono uno scrittore nè desidero diventarlo, sono solo un lettore. Uno di quelli perennemente ‘affamati’. Per questo lascio la mia mail, nel caso qualcuno voglia il mio parere. Con la promessa di leggere tutto quello che arriva. Mi impegno anche a rispondere con (solo) un piccolo commento.

    landarlegge@yahoo.it

  65. 12 Maudh

    Più che altro, verranno ancora scritte le stupende recensioni sadichesu libri stile Strazzulla o Ghirardi?

  66. 11 Dr Jack

    @Gamberetta:

    Sì, sono di cattivo umore. Perché, non si vede?

    Già… me lo immagino.
    Licia Troisi stamattina ti ha mandato una mail con scritto:
    “Ehi stronzetta, per i poteri concessomi dalla mondadori io esigo e ti ordino di farmi l’editing del mio prossimo romanzo!”
    :p

    Scherzi a parte…
    ERA ORA! :)
    E’ già tanto che tu abbia dato una mano gratuitamente a scrittori pubblicati case editrici in passato (nel senso, dal post pare di capire che tu lo abbia fatto).

    Se l’autore non vuole la recensione, io eviterò di scriverla.

    Intendi le recensioni di autori non pubblicati, giusto? Oppure anche Chiara Strazzulla potrebbe chiederti di non farsi recensire da te?

  67. 10 Uriele

    Vabbè, ma Palahniuk è quello che nelle sue lezioni di scrittura insegnava a scrivere come un meccanico, evitando qualsiasi verbo non meccanico; insegnava a scrivere prima l’ossatura di un racconto, fregandosene di tutte le descrizioni e mettendo sulla carta solo le azioni meccaniche in modo essenziale. I fronzoli, le figure vivide e virtuosismi dovevano essere tralasciati (segnateveli su un taccuino) e messi in seconda passata per mettere muscoli e grasso dove lo scheletro era già forte. Devo dire che come metodo di scrittura non era affatto male.

  68. 9 Angra

    Per Palahniuk il problema azione vs riflessione non si pone: dice che vanno evitate le forme del tipo:

    “…,” pensò Tizio.

    Quello che pensa Tizio lo devi far vedere attraverso le sue azioni.

  69. 8 Drest

    Hai ragione, cucc– okok, scherzavo, posa la mazza ferrata °_°”

  70. 7 Il Duca Carraronan

    Bene. Era ora che la smettessi di fare la Negra. Se vorranno il tuo aiuto gli Scrittori potranno pagare, come si è sempre fatto, e portare il dovuto rispetto invece di pretendere di avere sia il lavoro Gratis sia le leccate di culo (e poi fare le primedonne offese se non li si tratta da geni).

    Cos’è, pensano che li aiuti gratis per ingraziarteli?
    Mi pare offensivo: come dice pure Angra è tutta gente che non conta niente. Io se aiuto qualcuno lo faccio perché mi pare interessante farlo, non per chissà quale speranza futura che ricambi. Bah.

    È offensivo che questi Scrittorucoli credano di meritare ogni possibile coccola e deferenza (in stile “dammi del Lei che io ti do del Tu, schiavo”…) come se tu fossi così stupida da pensare che loro valgano qualcosa. La merda di cane vale quanto loro. Sei stata troppo buona e fai bene a smettere di esserlo, che ci guadagni solo calci nel culo da parte di checche isteriche.

    Occupati dei tuoi lavori e loro si fottano. O paghino. O dimostrino davvero di “volere” il tuo aiuto e non di “concederti” (grazie padrone bianco!!!) di aiutarli.

  71. 6 Gary Sue

    Il romanzo deve parlare del verisimile e deve intrattenere, questo è vero, ma deve anche dare degli insegnamenti da applicare poi nella vita di tutti i giorni. Ovviamente non parlo di roba moraleggiante alla l’amore vince su tutto o cavolate simili, parlo di metafore ben più articolate che magari un lettore più smaliziato può cogliere.
    Il romanzo fine a se stesso senza un punto centrale e senza un qualcosa che ti rimane dopo se non la bella storiella buttata lì giusto per, a me non piace personalmente ma si tratta ovviamente di gusti personali. Io non voglio soltanto divertirmi leggendo, voglio una storia particolare che abbia parvenza di verità, e che mi lasci qualcosa.

    P.s anche anime come evangelion o death note lasciano qualcosa.

  72. 5 Mari

    Perchè un romanzo deve far riflettere? Un romanzo deve intrattenere principalmente, se poi fa anche riflettere tanto meglio, ma per me non è una cosa fondamentale. Ma attenzione, intrattenere non vuol dire farlo in modo stupido. Anche un saggio serissimo può intrattenere (e alcuni con me lo hanno anche fatto in modo grandioso).
    La vita è già abbastanza tediosa per tutti, per vari problemi. Quando leggo qualcosa, che sia un libro o un manga (mai vista alcuna differenza, anche perchè una sola pagina di Planetes vale centinaia di Trosi) voglio che la mia mente si estranei da tutto e tutti, si tuffi nel mondo del libro e non ne esca per un po’. Mi è capitato anche con biografie storiche, scritte così bene (e realistiche, non romanzi storici) che ero presissima dalla lettura. Se il libro è scritto male, che faccia anche riflettere non importa, a me vien solo rabbia, per le insulsaggini, le banalità, che invece di “rapirmi” mi irritano, a prediscendere dal genere o “seriosità”.

  73. 4 Gary Sue

    Non avrei mai chiesto a Gamberetta di farmi da editing per 2 motivi fondamentali:

    - io non scrivo di mondi immaginari e folletti
    - Gamberetta ha una cultura basata principalmente sui manga e il mio romanzo di manga ha ben poco.
    - Gamberetta non ama le riflessioni, le domande retoriche, il contorcersi del pensiero del protagonista su se stesso.
    -Gamberetta ama l’azione e il movimento. Ad esempio ha detto che Vampire Kisses è carino… non è vero, è bruttino proprio perchè sterile. Una serie di eventi e basta, senza un minimo di riflessione. Il romanzo deve far riflettere.

    Però una recensione cattiva su gamberi. org mi piacerebbe un casino XD mi divertirebbe vedere come cerca il pelo nell’uovo pur di poter dire che è una schifezza.

  74. 3 Angra

    Mi sembra il minimo.

    I lecchini, in fondo, posso anche capirli. Diventare presidente di una banca, direttore di un giornale, primario in ospedale, son tutte cose per cui il gioco vale la candela. Invece mi mette una tristezza infinita vedere persone umiliarsi pubblicamente di fronte a gente ripugnante: cosiddetti autori che vengono pubblicati giusto perché siamo in Italia, editor narcisisti che godono a circondarsi di lacché. Per cosa? Per vedere pubblicato il proprio schifosissimo libro e venderene magari 80 copie.

    Ragazzi, sveglia: tanto il cosiddetto autore che vi state lisciando, chiunque sia, non vi aiuta. Primo perché crede di essere un genio superiore a chiunque, e che quindi nessuno meriti il suo aiuto. E poi, pensate davvero che il tizio abbia qualche voce in capitolo presso il suo editore? Pensate che il suo editor non sappia di avere per le mani un perfetto coglione che va bene giusto per un pubblico di coglioni? Pensate che la sua casa editrice gli stenda tappeti d’oro all’ingresso o che lo tratti con la sufficienza e il disprezzo che merita?

  75. 2 Mari

    Non sono un’aspirante scrittrice, preferisco la lettura, ma apprezzo molto questo sito e colgo questo articolo per augurarti buona fortuna per tutto, anche se non ci conosciamo.
    P.S. da me ora c’è proprio un temporale in corso ^_^!

  76. 1 Mariano

    Okay, okay, okay!!!

    Non è buon segno quando Haruhi Suzumiya o Gamberetta sono di cattivo umore: nell’uno o nell’altro caso, questo potrebbe provocare un temporale a New York, o, peggio, a casa mia!

    :DD

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