<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Manuali 2 – Dialoghi</title>
	<atom:link href="http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/</link>
	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 00:07:32 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Marcantonio B.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-60335</link>
		<dc:creator>Marcantonio B.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:57:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-60335</guid>
		<description>Ciao Gamberetta, ho letto moltissimi tuoi post e ti ringrazio per quello che fai e che hai già fatto. Complimenti per la competenza.

So di essere fuori tempo massimo, non so se rileggerai ma posto qui di seguito il mio compito per casa. L&#039;immagine ovviamente è quella del topastro.

###

Il topo non si decideva a dare ordini.
Roman si bilanciò sul piede destro, attese, spostò il peso sul sinistro, smise. Si scrocchiò le dita: indice, medio, l&#039;anulare no, non gli dava mai soddisfazione. Si chinò ad allacciare una scarpa, ma era un mocassino. Sospirò e lo guardò negli occhi. Niente. Un&#039;immobile macchia grigia su fondo blu.
Roman si schiarì la voce una prima volta, e ancora. Niente. &quot;Quindi?&quot;, chiese infine.
Il topo corse sul letto fino al cuscino. Gli rivolse il muso e lo squadrò come se non l&#039;avesse mai visto. &quot;Morta?&quot;, chiese.
&quot;Morta&quot;, confermò Roman. Agitò il forchettone. &quot;Un colpo secco alla nuca, come avevi detto tu&quot;.
Le zampette sfregarono veloci sulla testiera, coprendo un eccitato squittio.
Roman scosse il capo. &quot;Eh?&quot;
&quot;Buo-no i-ni-zio&quot;, scandì il topo.
&quot;Inizio di cosa?&quot;
&quot;Fine di uomo&quot;.
Roman si avvicinò di un passo. Abbassò il capo e disse: &quot;Allora è come volevi tu&quot;.
Il topo resse lo sguardo e replicò: &quot;Anche tu vuoi, uomo. Oppure non devi iniziare, mese fa&quot;. Sbattè la coda sul cuscino. &quot;Oppure&quot;, aggiunse, &quot;tu ami uomini&quot;.
Roman si morse il labbro. Si rialzò, cercò qualche dito da scrocchiare, ma non ebbe soddisfazione.
&quot;Capo, io voglio che muoiano, mica li amo&quot;.
&quot;Allora fai cosa dico&quot;.
&quot;Se non comandi, cosa faccio?&quot;
La lampadina crepitò. Un cupo rombo, fuori.
&quot;Accusa Mossad&quot;, disse il topo.
&quot;Mossad, Mossad... E come ce lo tiro dentro il Mossad? Esther era dei loro&quot;.
&quot;Tu accusa con intervista. Tu fai intervista stasera a Jolenko. Tu fai dire che ha sospetti. Tu&quot;, ridacchiò sotto i baffi, &quot;buono manipolatore parole&quot;. 
Roman arricciò il naso, deglutì saliva che non c&#039;era. &quot;Mi scopriranno, stavolta... stavolta non ci riuscirò&quot;. Appoggiò il forchettone a terra, vicino alla porta.
&quot;Se vuoi fine di uomo, riesci&quot;.
Roman si grattò la guancia. &quot;Tu &lt;i&gt;non capisci&lt;/i&gt;. Jolenko non è Fattori - &lt;i&gt;quell&#039;idiota&lt;/i&gt; di Fattori, non è Fisher che andava coi ragazzini, non è Esther che sono bastati due biglietti per... Ah!&quot;
Abbassò gli occhi e incontrò quelli del topo appena sopra il suo piede sinistro. La lunga lingua dell&#039;animale stava stritolando la caviglia di Roger.
Scalciò per staccarlo da lì, ma il topo si tenne ben stretto. &quot;Molla!&quot;
Altro calcio, scrollata. Nessun risultato. Una giostra divertente per il suo partecipante. Non sentiva più il piede.
&quot;Dai, capo, lasciami!&quot;, esclamò Roman. Poi si fermò, gli occhi bagnati dal dolore. &quot;Farò come vuoi, ma... Ahi, lasciami!&quot;
Il topo staccò la presa. &quot;Uomo, io capo. Accusa Mossad&quot;.
Roman si bilanciò sul destro e ruotò l&#039;altro piede. Sì, sembrava tutto a posto
&quot;Dirò a Jolenko, beh, dirò che era una talpa, allora&quot;.
&quot;No! Non tu, lui deve dire!&quot;
&quot;&lt;i&gt;Farò&lt;/i&gt; dire, intendevo. Ma i russi non sono...&quot;
&quot;Non sono!&quot;, lo interruppe il topo, sbattendo forte la coda a terra. &quot;&lt;i&gt;Non&lt;/i&gt;? Uomini, sono! Russi, ebrei, americani, ONU, uomini! E noi vuole fine di uomo&quot;.
Roman tacque.
Il topo tornò sul letto, si rizzò sulle zampe e lo guardò dall&#039;alto in basso. &quot;Buono&quot;, disse.
Roman si rialzò e barcollò per un istante sulla gamba sinistra. Annuì e si avviò verso la porta.
&quot;Fine di uomo!&quot;, proclamò il topo, ergendosi in tutta la sua altezza e agitando le zampette anteriori.
Roman uscì e richiuse la porta. Tre mandate, due catenacci. Accese la luce del corridoio si diresse verso la stanza dalla parte opposta. Aprì la porta di legno scheggiato e rabbrividì: per quanto fosse piccolo, era sempre un locale freddo. Freddo come Ludmila, con le braccia conserte sul maglione sformato, la migliore collega per chi non vede l&#039;ora di staccare presto dal lavoro. Proprio la sua stanza. Anche la vernice scrostata si intonava alle sue guance avvizzite.
&quot;O mi date l&#039;aumento o io domani non torno&quot;, le disse, andando verso la cassetta di medicazione. Si rimboccò i calzoni, guardò il brutto segno rosso circolare, prese un pezzo di cotone, vi spruzzò sopra il disinfettante e iniziò a medicarsi.
Fece una smorfia di dolore al contatto col liquido. &quot;Sono state le due settimane peggiori della mia vita&quot;, ribadì. Buttò il cotone sporco di sangue nel cestino e rimise a posto i risvolti.
&quot;Completamente andato&quot;. Si spostò dal lato opposto, aprì il frigorifero, estrasse una lattina e la stappò.
Lei si alzò dalla sedia e si spostò contro al vetro rigato dalle gocce del temporale, le mani ancora strette al seno.
&quot;Quindi?&quot;, la sollecitò.
&quot;Non ha neanche tre giorni davanti&quot;, mormorò lei, inseguendo con lo sguardo una goccia che correva rapida sulla strada tracciata dalla precedente.
&quot;Ma ha tre secoli dietro&quot;, la rimbrottò. Riuscì a scrocchiarsi il medio della sinistra, non l&#039;anulare. Mai una soddisfazione. &quot;E con i suoi otto compari, centinaia di morti sulla coscienza. No, coscienza no. Quella non ce l&#039;hanno&quot;.
Ludmila fece una pausa prima di replicare. &quot;E&#039; l&#039;ultimo.&quot;
&quot;Quello di Johannesburg?&quot;
&quot;Morto ieri&quot;.
&quot;Meglio&quot;. Tirò una lunga sorsata. &quot;Si sa perché?&quot;
&quot;No, come gli altri. Neanche il loro scienziato capiva la malattia&quot;.
&quot;Los Angeles. E&#039; stato il primo a crepare. Almeno la coerenza non gli è mancata&quot;.
Guardò una donna che correva sul marciapiede fradicio, il bavero alzato e una sporta nella destra. &quot;Bell&#039;atmosfera che abbiamo. Quarantott&#039;ore e tutti erano spacciati&quot;, disse Ludmila.
&quot;Studenti veloci, con la nostra lingua e con la nostra morte&quot;, borbottò.
&quot;Lui&quot;, accennò col capo verso la porta che dava sul corridoio che dava sulla cella, &quot;è proprio l&#039;ultimo&quot;, disse lei, appoggiando il capo alla finestra.
Sorseggiò prima di ribattere. &quot;Eh, ho capito, l&#039;hai già detto.&quot;
&quot;No, cioè... quello di Edinburgo ha detto che loro erano gli ultimi &lt;i&gt;della razza&lt;/i&gt;. Avevano solo nove capsule, gli altri sono morti lassù&quot;.
&quot;Gli sta bene. Così imparano a lanciarsi in mezzo alle città con quei cosi&quot;. Una smorfia di dolore, lo sguardo che corre ai pantaloni. &quot;Nove&quot;. Un&#039;altra sorsata. &quot;A Edimburgo il chiacchierone. A Los Angeles il medico, a Perth lo storico... perché quello matto doveva cadere qui?&quot;
&quot;Non è matto!&quot;, gridò. Sciolse le braccia e gli agitò contro un dito con lo smalto mangiucchiato. &quot;E&#039;... &lt;i&gt;malato&lt;/i&gt;!&quot;
&quot;Ogni matto è malato&quot;, rispose calmo Roman. &quot;E noi siamo qui per curarli&quot;.
&quot;Con gli uomini è più facile&quot;, sussurrò Ludmila. Tornò a sedersi al tavolo e iniziò a scrivere.
L&#039;ultima sorsata. Tonfo della lattina nel cestino.
&quot;Ci vediamo domani&quot;.
&quot;Ci vediamo domani&quot;.

###

Ciao e grazie ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gamberetta, ho letto moltissimi tuoi post e ti ringrazio per quello che fai e che hai già fatto. Complimenti per la competenza.</p>
<p>So di essere fuori tempo massimo, non so se rileggerai ma posto qui di seguito il mio compito per casa. L&#8217;immagine ovviamente è quella del topastro.</p>
<p>###</p>
<p>Il topo non si decideva a dare ordini.<br />
Roman si bilanciò sul piede destro, attese, spostò il peso sul sinistro, smise. Si scrocchiò le dita: indice, medio, l&#8217;anulare no, non gli dava mai soddisfazione. Si chinò ad allacciare una scarpa, ma era un mocassino. Sospirò e lo guardò negli occhi. Niente. Un&#8217;immobile macchia grigia su fondo blu.<br />
Roman si schiarì la voce una prima volta, e ancora. Niente. &#8220;Quindi?&#8221;, chiese infine.<br />
Il topo corse sul letto fino al cuscino. Gli rivolse il muso e lo squadrò come se non l&#8217;avesse mai visto. &#8220;Morta?&#8221;, chiese.<br />
&#8220;Morta&#8221;, confermò Roman. Agitò il forchettone. &#8220;Un colpo secco alla nuca, come avevi detto tu&#8221;.<br />
Le zampette sfregarono veloci sulla testiera, coprendo un eccitato squittio.<br />
Roman scosse il capo. &#8220;Eh?&#8221;<br />
&#8220;Buo-no i-ni-zio&#8221;, scandì il topo.<br />
&#8220;Inizio di cosa?&#8221;<br />
&#8220;Fine di uomo&#8221;.<br />
Roman si avvicinò di un passo. Abbassò il capo e disse: &#8220;Allora è come volevi tu&#8221;.<br />
Il topo resse lo sguardo e replicò: &#8220;Anche tu vuoi, uomo. Oppure non devi iniziare, mese fa&#8221;. Sbattè la coda sul cuscino. &#8220;Oppure&#8221;, aggiunse, &#8220;tu ami uomini&#8221;.<br />
Roman si morse il labbro. Si rialzò, cercò qualche dito da scrocchiare, ma non ebbe soddisfazione.<br />
&#8220;Capo, io voglio che muoiano, mica li amo&#8221;.<br />
&#8220;Allora fai cosa dico&#8221;.<br />
&#8220;Se non comandi, cosa faccio?&#8221;<br />
La lampadina crepitò. Un cupo rombo, fuori.<br />
&#8220;Accusa Mossad&#8221;, disse il topo.<br />
&#8220;Mossad, Mossad&#8230; E come ce lo tiro dentro il Mossad? Esther era dei loro&#8221;.<br />
&#8220;Tu accusa con intervista. Tu fai intervista stasera a Jolenko. Tu fai dire che ha sospetti. Tu&#8221;, ridacchiò sotto i baffi, &#8220;buono manipolatore parole&#8221;.<br />
Roman arricciò il naso, deglutì saliva che non c&#8217;era. &#8220;Mi scopriranno, stavolta&#8230; stavolta non ci riuscirò&#8221;. Appoggiò il forchettone a terra, vicino alla porta.<br />
&#8220;Se vuoi fine di uomo, riesci&#8221;.<br />
Roman si grattò la guancia. &#8220;Tu <i>non capisci</i>. Jolenko non è Fattori &#8211; <i>quell&#8217;idiota</i> di Fattori, non è Fisher che andava coi ragazzini, non è Esther che sono bastati due biglietti per&#8230; Ah!&#8221;<br />
Abbassò gli occhi e incontrò quelli del topo appena sopra il suo piede sinistro. La lunga lingua dell&#8217;animale stava stritolando la caviglia di Roger.<br />
Scalciò per staccarlo da lì, ma il topo si tenne ben stretto. &#8220;Molla!&#8221;<br />
Altro calcio, scrollata. Nessun risultato. Una giostra divertente per il suo partecipante. Non sentiva più il piede.<br />
&#8220;Dai, capo, lasciami!&#8221;, esclamò Roman. Poi si fermò, gli occhi bagnati dal dolore. &#8220;Farò come vuoi, ma&#8230; Ahi, lasciami!&#8221;<br />
Il topo staccò la presa. &#8220;Uomo, io capo. Accusa Mossad&#8221;.<br />
Roman si bilanciò sul destro e ruotò l&#8217;altro piede. Sì, sembrava tutto a posto<br />
&#8220;Dirò a Jolenko, beh, dirò che era una talpa, allora&#8221;.<br />
&#8220;No! Non tu, lui deve dire!&#8221;<br />
&#8220;<i>Farò</i> dire, intendevo. Ma i russi non sono&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Non sono!&#8221;, lo interruppe il topo, sbattendo forte la coda a terra. &#8220;<i>Non</i>? Uomini, sono! Russi, ebrei, americani, ONU, uomini! E noi vuole fine di uomo&#8221;.<br />
Roman tacque.<br />
Il topo tornò sul letto, si rizzò sulle zampe e lo guardò dall&#8217;alto in basso. &#8220;Buono&#8221;, disse.<br />
Roman si rialzò e barcollò per un istante sulla gamba sinistra. Annuì e si avviò verso la porta.<br />
&#8220;Fine di uomo!&#8221;, proclamò il topo, ergendosi in tutta la sua altezza e agitando le zampette anteriori.<br />
Roman uscì e richiuse la porta. Tre mandate, due catenacci. Accese la luce del corridoio si diresse verso la stanza dalla parte opposta. Aprì la porta di legno scheggiato e rabbrividì: per quanto fosse piccolo, era sempre un locale freddo. Freddo come Ludmila, con le braccia conserte sul maglione sformato, la migliore collega per chi non vede l&#8217;ora di staccare presto dal lavoro. Proprio la sua stanza. Anche la vernice scrostata si intonava alle sue guance avvizzite.<br />
&#8220;O mi date l&#8217;aumento o io domani non torno&#8221;, le disse, andando verso la cassetta di medicazione. Si rimboccò i calzoni, guardò il brutto segno rosso circolare, prese un pezzo di cotone, vi spruzzò sopra il disinfettante e iniziò a medicarsi.<br />
Fece una smorfia di dolore al contatto col liquido. &#8220;Sono state le due settimane peggiori della mia vita&#8221;, ribadì. Buttò il cotone sporco di sangue nel cestino e rimise a posto i risvolti.<br />
&#8220;Completamente andato&#8221;. Si spostò dal lato opposto, aprì il frigorifero, estrasse una lattina e la stappò.<br />
Lei si alzò dalla sedia e si spostò contro al vetro rigato dalle gocce del temporale, le mani ancora strette al seno.<br />
&#8220;Quindi?&#8221;, la sollecitò.<br />
&#8220;Non ha neanche tre giorni davanti&#8221;, mormorò lei, inseguendo con lo sguardo una goccia che correva rapida sulla strada tracciata dalla precedente.<br />
&#8220;Ma ha tre secoli dietro&#8221;, la rimbrottò. Riuscì a scrocchiarsi il medio della sinistra, non l&#8217;anulare. Mai una soddisfazione. &#8220;E con i suoi otto compari, centinaia di morti sulla coscienza. No, coscienza no. Quella non ce l&#8217;hanno&#8221;.<br />
Ludmila fece una pausa prima di replicare. &#8220;E&#8217; l&#8217;ultimo.&#8221;<br />
&#8220;Quello di Johannesburg?&#8221;<br />
&#8220;Morto ieri&#8221;.<br />
&#8220;Meglio&#8221;. Tirò una lunga sorsata. &#8220;Si sa perché?&#8221;<br />
&#8220;No, come gli altri. Neanche il loro scienziato capiva la malattia&#8221;.<br />
&#8220;Los Angeles. E&#8217; stato il primo a crepare. Almeno la coerenza non gli è mancata&#8221;.<br />
Guardò una donna che correva sul marciapiede fradicio, il bavero alzato e una sporta nella destra. &#8220;Bell&#8217;atmosfera che abbiamo. Quarantott&#8217;ore e tutti erano spacciati&#8221;, disse Ludmila.<br />
&#8220;Studenti veloci, con la nostra lingua e con la nostra morte&#8221;, borbottò.<br />
&#8220;Lui&#8221;, accennò col capo verso la porta che dava sul corridoio che dava sulla cella, &#8220;è proprio l&#8217;ultimo&#8221;, disse lei, appoggiando il capo alla finestra.<br />
Sorseggiò prima di ribattere. &#8220;Eh, ho capito, l&#8217;hai già detto.&#8221;<br />
&#8220;No, cioè&#8230; quello di Edinburgo ha detto che loro erano gli ultimi <i>della razza</i>. Avevano solo nove capsule, gli altri sono morti lassù&#8221;.<br />
&#8220;Gli sta bene. Così imparano a lanciarsi in mezzo alle città con quei cosi&#8221;. Una smorfia di dolore, lo sguardo che corre ai pantaloni. &#8220;Nove&#8221;. Un&#8217;altra sorsata. &#8220;A Edimburgo il chiacchierone. A Los Angeles il medico, a Perth lo storico&#8230; perché quello matto doveva cadere qui?&#8221;<br />
&#8220;Non è matto!&#8221;, gridò. Sciolse le braccia e gli agitò contro un dito con lo smalto mangiucchiato. &#8220;E&#8217;&#8230; <i>malato</i>!&#8221;<br />
&#8220;Ogni matto è malato&#8221;, rispose calmo Roman. &#8220;E noi siamo qui per curarli&#8221;.<br />
&#8220;Con gli uomini è più facile&#8221;, sussurrò Ludmila. Tornò a sedersi al tavolo e iniziò a scrivere.<br />
L&#8217;ultima sorsata. Tonfo della lattina nel cestino.<br />
&#8220;Ci vediamo domani&#8221;.<br />
&#8220;Ci vediamo domani&#8221;.</p>
<p>###</p>
<p>Ciao e grazie ancora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giacomo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-36944</link>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 13:52:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-36944</guid>
		<description>C&#039;è un altro scrittore che non delimita i dialoghi fra virgolette, stanghette e quant&#039;altro: Cormac McCarthy, l&#039;autore di &quot;La Strada&quot;, il romanzo da cui è stato tratto il film &quot;The Road&quot;.

Dà un effetto curioso in effetti, all&#039;inizio ti sorprende, poi però ti immerge più nella storia. La pecca è che spesso non riuscivo a capire chi stesse parlando, aveva bisogno di mettere una virgola e dire: disse il bambino.

Esempio: è buona, disse il bambino.
Solo che se siccome non c&#039;è una delimitazione non ti aspetti il dialogo e non comprendi abbastanza in fretta che qualcuno sta per parlare, e solo dopo, quando dice &quot;il bambino&quot;, capisci che è stato lui, mentre con una limitazione lo si sarebbe potuto intuire. (Certo, lo si intuisce un attimo prima di leggere il bambino, ma si fa più fatica, e la cosa ti fa uscire dalla storia, effetto opposto a quello voluto dallo scrittore.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un altro scrittore che non delimita i dialoghi fra virgolette, stanghette e quant&#8217;altro: Cormac McCarthy, l&#8217;autore di &#8220;La Strada&#8221;, il romanzo da cui è stato tratto il film &#8220;The Road&#8221;.</p>
<p>Dà un effetto curioso in effetti, all&#8217;inizio ti sorprende, poi però ti immerge più nella storia. La pecca è che spesso non riuscivo a capire chi stesse parlando, aveva bisogno di mettere una virgola e dire: disse il bambino.</p>
<p>Esempio: è buona, disse il bambino.<br />
Solo che se siccome non c&#8217;è una delimitazione non ti aspetti il dialogo e non comprendi abbastanza in fretta che qualcuno sta per parlare, e solo dopo, quando dice &#8220;il bambino&#8221;, capisci che è stato lui, mentre con una limitazione lo si sarebbe potuto intuire. (Certo, lo si intuisce un attimo prima di leggere il bambino, ma si fa più fatica, e la cosa ti fa uscire dalla storia, effetto opposto a quello voluto dallo scrittore.)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-30119</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:23:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-30119</guid>
		<description>@C.M. I problemi non cambiano se i personaggi di un dialogo invece di essere 2 o 3 sono 5 o più. Forse l’unico accorgimento è magari non lesinare con i &lt;em&gt;tag&lt;/em&gt; (disse Andrea, disse Maria, disse Silvia, ecc.) perché con così tanti personaggi il lettore difficilmente può capire chi pronuncia una battuta solo dal flusso del dialogo.
D’altra parte puoi apposta eliminare i tag se vuoi dare l’impressione che tutti parlino contemporaneamente (se magari la discussione è accalorata) tanto che neppure il personaggio punto di vista distingue chi dice cosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@C.M. I problemi non cambiano se i personaggi di un dialogo invece di essere 2 o 3 sono 5 o più. Forse l’unico accorgimento è magari non lesinare con i <em>tag</em> (disse Andrea, disse Maria, disse Silvia, ecc.) perché con così tanti personaggi il lettore difficilmente può capire chi pronuncia una battuta solo dal flusso del dialogo.<br />
D’altra parte puoi apposta eliminare i tag se vuoi dare l’impressione che tutti parlino contemporaneamente (se magari la discussione è accalorata) tanto che neppure il personaggio punto di vista distingue chi dice cosa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: C.M.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-30080</link>
		<dc:creator>C.M.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 10:06:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-30080</guid>
		<description>Salve, Gamberetta, e complimenti per il sito.
Perdonami se la mia domanda ti sembrerà scema, ma volevo chiederti se per caso ci sono degli accorgimenti particolari quando si scrivono dialoghi tra un gran numero di personaggi (diciamo da 5 a 15, tutti abbastanza importanti ai fini della storia).
Ad esempio, come si fa con i &lt;i&gt;dialogue tag&lt;/i&gt;?
Grazie in anticipo per una tua eventuale risposta. Se invece eviterai di rispondermi, scusa per la domanda cretina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, Gamberetta, e complimenti per il sito.<br />
Perdonami se la mia domanda ti sembrerà scema, ma volevo chiederti se per caso ci sono degli accorgimenti particolari quando si scrivono dialoghi tra un gran numero di personaggi (diciamo da 5 a 15, tutti abbastanza importanti ai fini della storia).<br />
Ad esempio, come si fa con i <i>dialogue tag</i>?<br />
Grazie in anticipo per una tua eventuale risposta. Se invece eviterai di rispondermi, scusa per la domanda cretina.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-29988</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:33:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-29988</guid>
		<description>@Danju. Il problema di scrivere i dialoghi come nel tuo esempio è che nessun altro scrittore lo fa, dunque il lettore rimane perplesso, invece di seguire la storia si domanda perché imposti i dialoghi con una punteggiatura così bizzarra.
Hai due soluzioni. Se vuoi lasciare il nome del personaggio prima della battuta la forma più “corretta” è:
&lt;blockquote&gt;Reed disse (o dice): – Grazie dell’interessamento capitano.
Kane disse: – Ora vai pure a casa.&lt;/blockquote&gt;
Ma come spiegato nell’articolo questo modo di impostare i dialoghi li carica di molta enfasi e non sempre è il caso. Meglio:
&lt;blockquote&gt;– Grazie dell’interessamento capitano – disse Reed.
– Ora vai pure a casa – disse Kane.&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Danju. Il problema di scrivere i dialoghi come nel tuo esempio è che nessun altro scrittore lo fa, dunque il lettore rimane perplesso, invece di seguire la storia si domanda perché imposti i dialoghi con una punteggiatura così bizzarra.<br />
Hai due soluzioni. Se vuoi lasciare il nome del personaggio prima della battuta la forma più “corretta” è:</p>
<blockquote><p>Reed disse (o dice): – Grazie dell’interessamento capitano.<br />
Kane disse: – Ora vai pure a casa.</p></blockquote>
<p>Ma come spiegato nell’articolo questo modo di impostare i dialoghi li carica di molta enfasi e non sempre è il caso. Meglio:</p>
<blockquote><p>– Grazie dell’interessamento capitano – disse Reed.<br />
– Ora vai pure a casa – disse Kane.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Guardiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-29979</link>
		<dc:creator>Il Guardiano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 02:35:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-29979</guid>
		<description>Non so se è corretto &quot;secondo le regole&quot;, ma è orribile secondo il buongusto ^_^
Sembrano i dialoghi di &quot;Dune&quot;, che erano pietosi ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se è corretto &#8220;secondo le regole&#8221;, ma è orribile secondo il buongusto ^_^<br />
Sembrano i dialoghi di &#8220;Dune&#8221;, che erano pietosi ^_^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Danju</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-29974</link>
		<dc:creator>Danju</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 23:53:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-29974</guid>
		<description>Ciao, Gamberetta.
Prima di tutto volevo farti i complimenti per il tuo blog.
Cmq, secondo te è tanto brutto o sbagliato scrivere i dialoghe così ?

-Reed:Grazie dell’interessamento capitano. 
-Kane:Ora vai pure a casa.

Sai, tento di scrivere un libro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, Gamberetta.<br />
Prima di tutto volevo farti i complimenti per il tuo blog.<br />
Cmq, secondo te è tanto brutto o sbagliato scrivere i dialoghe così ?</p>
<p>-Reed:Grazie dell’interessamento capitano.<br />
-Kane:Ora vai pure a casa.</p>
<p>Sai, tento di scrivere un libro&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-28340</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 14:44:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-28340</guid>
		<description>@Mauro. Sei saldo nel punto di vista di Aurora, basta che scrivi:
&lt;blockquote&gt;Marco si alzò, rimase per un attimo fermo di fronte al muro, poi si girò. Quando la vide si bloccò.&lt;/blockquote&gt;
Tenendo presente che è comunque una frase meh, perché Marco non sta facendo niente per cui debba bloccarsi, in più il bloccarsi è un po’ raccontato. Confronta con:
&lt;blockquote&gt;Marco tirò un rovescio. Si voltò verso di lei. Sgranò gli occhi. La pallina da tennis lo colpì in fronte.&lt;/blockquote&gt;
Ed è implicito che Marco ha visto il personaggio PdV e si è bloccato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro. Sei saldo nel punto di vista di Aurora, basta che scrivi:</p>
<blockquote><p>Marco si alzò, rimase per un attimo fermo di fronte al muro, poi si girò. Quando la vide si bloccò.</p></blockquote>
<p>Tenendo presente che è comunque una frase meh, perché Marco non sta facendo niente per cui debba bloccarsi, in più il bloccarsi è un po’ raccontato. Confronta con:</p>
<blockquote><p>Marco tirò un rovescio. Si voltò verso di lei. Sgranò gli occhi. La pallina da tennis lo colpì in fronte.</p></blockquote>
<p>Ed è implicito che Marco ha visto il personaggio PdV e si è bloccato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-28296</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 15:09:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-28296</guid>
		<description>Sto poco per volta rimettendo mano al &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-21665&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;mio compito&lt;/a&gt;; non so quanto lo cambierò, ma intanto ci provo.
Lavorandoci, mi è venuto un dubbio; questo pezzo:

&lt;blockquote&gt;Il ragazzo si alzò, rimase per un attimo fermo di fronte al muro, poi si girò. Quando vide Aurora si bloccò&lt;/blockquote&gt;

è diventato:

&lt;blockquote&gt;&lt;u&gt;Marco&lt;/u&gt; si alzò, rimase per un attimo fermo di fronte al muro, poi si girò. Quando vide Aurora si bloccò&lt;/blockquote&gt;

perché Aurora non penserebbe a Marco come a &quot;Il ragazzo&quot;, quindi se il punto di vista è lei allora ci va il nome; però non penserebbe a sé stessa come &quot;Aurora&quot;, quindi il pezzo &quot;Quando vide Aurora si bloccò&quot; mi sa più di narratore, che di evento filtrato dal POV (stesso discorso per &quot;Quando la vide&quot;). Se quanto detto finora è giusto, c&#039;è un modo di rimanere in terza persona filtrando però quel pezzo, o cose simili sono insite nella terza persona?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto poco per volta rimettendo mano al <a href="http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-21665" rel="nofollow">mio compito</a>; non so quanto lo cambierò, ma intanto ci provo.<br />
Lavorandoci, mi è venuto un dubbio; questo pezzo:</p>
<blockquote><p>Il ragazzo si alzò, rimase per un attimo fermo di fronte al muro, poi si girò. Quando vide Aurora si bloccò</p></blockquote>
<p>è diventato:</p>
<blockquote><p><u>Marco</u> si alzò, rimase per un attimo fermo di fronte al muro, poi si girò. Quando vide Aurora si bloccò</p></blockquote>
<p>perché Aurora non penserebbe a Marco come a &#8220;Il ragazzo&#8221;, quindi se il punto di vista è lei allora ci va il nome; però non penserebbe a sé stessa come &#8220;Aurora&#8221;, quindi il pezzo &#8220;Quando vide Aurora si bloccò&#8221; mi sa più di narratore, che di evento filtrato dal POV (stesso discorso per &#8220;Quando la vide&#8221;). Se quanto detto finora è giusto, c&#8217;è un modo di rimanere in terza persona filtrando però quel pezzo, o cose simili sono insite nella terza persona?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-26690</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 11:02:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-26690</guid>
		<description>@Geppetto. Guarda &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2009/10/03/manuali-su-gigapedia/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. I link alle edizioni inglesi probabilmente non vanno più perché devo ancora sistemarli per farli puntare a library.nu, tuttavia i dati bibliografici italiani sono sempre validi. Leggi anche i commenti.
Inoltre ho segnalato tempo fa un manuale italiano presente su emule, vedi &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2010/10/16/manuale-di-scrittura-creativa/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Geppetto. Guarda <a href="http://fantasy.gamberi.org/2009/10/03/manuali-su-gigapedia/" rel="nofollow">qui</a>. I link alle edizioni inglesi probabilmente non vanno più perché devo ancora sistemarli per farli puntare a library.nu, tuttavia i dati bibliografici italiani sono sempre validi. Leggi anche i commenti.<br />
Inoltre ho segnalato tempo fa un manuale italiano presente su emule, vedi <a href="http://fantasy.gamberi.org/2010/10/16/manuale-di-scrittura-creativa/" rel="nofollow">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Geppetto</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-26664</link>
		<dc:creator>Geppetto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 21:36:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-26664</guid>
		<description>Molto bello il manuale! 
Dato che vorrei approfondire l&#039;argomento, sto cercando dei libri sull&#039;uso dei dialoghi, scritti in italiano e non in inglese. 
Qualcuno sa se esistono? Nel caso in cui qualcuno lo sapesse, potrebbe scrivere qui i titoli.
 I libri che ha elencato gamberetta, sono tutti titoli inglesi fino ad ora ho trovato solo il libro di james frey in italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello il manuale!<br />
Dato che vorrei approfondire l&#8217;argomento, sto cercando dei libri sull&#8217;uso dei dialoghi, scritti in italiano e non in inglese.<br />
Qualcuno sa se esistono? Nel caso in cui qualcuno lo sapesse, potrebbe scrivere qui i titoli.<br />
 I libri che ha elencato gamberetta, sono tutti titoli inglesi fino ad ora ho trovato solo il libro di james frey in italiano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pu*pazzo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24578</link>
		<dc:creator>pu*pazzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 23:15:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24578</guid>
		<description>ah dimenticavo ...gamberetta @ sul fatto della doppia identità sono d&#039;accordissimo! infatti ho cercato di mostrare fin dalle prime sue apparizioni  che è una persona molto instabile, che nasconde qualcosa, che ha paura e reagisce male a determinati discorsi.  Spero di esserci riuscito ò__ò</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ah dimenticavo &#8230;gamberetta @ sul fatto della doppia identità sono d&#8217;accordissimo! infatti ho cercato di mostrare fin dalle prime sue apparizioni  che è una persona molto instabile, che nasconde qualcosa, che ha paura e reagisce male a determinati discorsi.  Spero di esserci riuscito ò__ò</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pu*pazzo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24577</link>
		<dc:creator>pu*pazzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 23:08:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24577</guid>
		<description>beh io mi trovo d&#039;accordo con entrambi alla fine ...infatti ho deciso che i riferimenti alla guerra ci saranno, ma senza esagerare.  Penso che lo inserirò in un dialogo sulla situazione politica attuale, che è influenzata completamente dall&#039;esito della guerra. Non parlerò della guerra ma delle sue conseguenze, come potrebbero fare due persone che oggi parlano della questione palestinese e delle sue origini ....  vi sembra sensato?   mumble ...

per la magia credo che utilizzerò l&#039;espediente del mago che si sbaglia ... senza calcare troppo la mano, il resto in effetti verrà da se durante il romanzo.  l&#039;unica cosa che temo è l&#039;effetto &quot;il grande mago non poteva pensarci alla prima pagina?&quot; che tanto spesso si vede nei fantasy ç_ç

insomma nel mio mondo la magia è regolata da presenze soprannaturali, possiamo chiamarli &quot;dei&quot;, che pongono dei limiti specifici a coloro che la usano. Volendo un mago può contravvenire a questi divieti, ma rischia la vita e la sua stessa stirpe.  (insomma una visione un po&#039; greca del rapporto divino-umano etc etc ) 

ecco questo devo farlo capire in qualche modo... altrimenti quando il mago alla fine del libro compirà un incantesimo più grosso del solito (e ci resterà ovviamente secco XD) questo atto verrà spogliato del suo valore .... o no ? :/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh io mi trovo d&#8217;accordo con entrambi alla fine &#8230;infatti ho deciso che i riferimenti alla guerra ci saranno, ma senza esagerare.  Penso che lo inserirò in un dialogo sulla situazione politica attuale, che è influenzata completamente dall&#8217;esito della guerra. Non parlerò della guerra ma delle sue conseguenze, come potrebbero fare due persone che oggi parlano della questione palestinese e delle sue origini &#8230;.  vi sembra sensato?   mumble &#8230;</p>
<p>per la magia credo che utilizzerò l&#8217;espediente del mago che si sbaglia &#8230; senza calcare troppo la mano, il resto in effetti verrà da se durante il romanzo.  l&#8217;unica cosa che temo è l&#8217;effetto &#8220;il grande mago non poteva pensarci alla prima pagina?&#8221; che tanto spesso si vede nei fantasy ç_ç</p>
<p>insomma nel mio mondo la magia è regolata da presenze soprannaturali, possiamo chiamarli &#8220;dei&#8221;, che pongono dei limiti specifici a coloro che la usano. Volendo un mago può contravvenire a questi divieti, ma rischia la vita e la sua stessa stirpe.  (insomma una visione un po&#8217; greca del rapporto divino-umano etc etc ) </p>
<p>ecco questo devo farlo capire in qualche modo&#8230; altrimenti quando il mago alla fine del libro compirà un incantesimo più grosso del solito (e ci resterà ovviamente secco XD) questo atto verrà spogliato del suo valore &#8230;. o no ? :/</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alberello</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24554</link>
		<dc:creator>Alberello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 00:50:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24554</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Il punto è la doppia identità (adesso rispettabile, prima criminale), non credo cambi tanto se invece di essere criminale di guerra era criminale comune. Se invece di uccidere le sue vittime in un campo di concentramento le uccideva nel suo lavoro di infermiere. Dunque non ti focalizzare su un dettaglio – la guerra –, ma sul punto centrale: la doppia identità. Poi, certo, va bene anche la guerra, ma non è vero che il lettore ha bisogno di informazioni sulla guerra, il lettore ha bisogno di vedere che il personaggio non si comporta come dovrebbe.&lt;/blockquote&gt;
So che rischio la vita a dirlo ma… non sono del tutto d’accordo. Il modus operandi di colui che pratica omicidio influisce molto sul definire la persona stessa. Quando uccideva nel campo di concentramento godeva nel farlo ed applicava particolare violenza e passione? Oppure era freddo e calcolatore usando precisione clinica. Quando uccideva come infermiere lo faceva per un gesto di eutanasia non richiesta ma che secondo la sua visione era caritatevole nei confronti di un presunto accanimento terapeutico o semplicemente amava giocare a fare Dio con le vite altrui?
Questi che possono sembrare dettagli ininfluenti, sono invece molto importanti per sapere ora come vive la sua nuova identità. Se di notte ha gli incubi o vede dappertutto i volti di coloro che ha ucciso per rimorso. O se invece era sicuro di essere nel giusto e di averli liberati delle spoglie mortali e dunque è tranquillissimo. Se vive in modo caotico o se invece come killer preciso abbia uno stile di vita al limite della nevrosi per il controllo delle sue azioni. Secondo Freud e la sua teoria della sublimazione, un chirurgo ed un serial killer hanno lo stesso tipo di pulsione, solo applicata in maniera diversa. Ed in effetti a pensarci bene, ci vuole una freddezza incredibile per poter “aprire” una persona e fare ciò che fa un chirurgo, tanto quanto ci vuole una freddezza incredibile per agire come alcuni serial killer che praticano amputazioni ecc.

Tornando al discorso principale, è necessario che un lettore sappia tutto ciò? Probabilmente no, ma è fondamentale secondo me che lo sappia chi sta scrivendo. Il background deve essere impresso a caratteri cubitali in chi scrive per non muovere poi il personaggio in maniera incoerente con se stesso. Un freddo serial killer che vive nel disordine, un passionale omicida calmo e rilassato, un praticatore di eutanasie che salta sui piedi ad ogni accenno di polizia, un ex assassino da campo di concentramento in guerra che la sera beve una camomilla e si fa sane dormite, fanno perdere di credibilità al tutto. Soprattutto se poi lo scrittore in futuro vuole rivelarlo al lettore come colpo di scena. Non devi dire che c’è stata una guerra ed egli è un ex SS, basta che lo mostri nel suo modo di agire odierno di doppia identità, mi sta bene. Però questo non significa che l’importante è solo che abbia una doppia identità, altrimenti tutti i criminali sarebbero e si comporterebbero allo stesso modo, cosa oggettivamente non vera.

Per alcuni magari questo aspetto non è importante, ma è come se un appassionato di armi leggesse in un libro che la Colt M1911 utilizzata dal protagonista uccide un tizio dopo 10 colpi sparati in aria quando al massimo la suddetta arma ne può contenere meno. Sbaglierò, ma la penso così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il punto è la doppia identità (adesso rispettabile, prima criminale), non credo cambi tanto se invece di essere criminale di guerra era criminale comune. Se invece di uccidere le sue vittime in un campo di concentramento le uccideva nel suo lavoro di infermiere. Dunque non ti focalizzare su un dettaglio – la guerra –, ma sul punto centrale: la doppia identità. Poi, certo, va bene anche la guerra, ma non è vero che il lettore ha bisogno di informazioni sulla guerra, il lettore ha bisogno di vedere che il personaggio non si comporta come dovrebbe.</p></blockquote>
<p>So che rischio la vita a dirlo ma… non sono del tutto d’accordo. Il modus operandi di colui che pratica omicidio influisce molto sul definire la persona stessa. Quando uccideva nel campo di concentramento godeva nel farlo ed applicava particolare violenza e passione? Oppure era freddo e calcolatore usando precisione clinica. Quando uccideva come infermiere lo faceva per un gesto di eutanasia non richiesta ma che secondo la sua visione era caritatevole nei confronti di un presunto accanimento terapeutico o semplicemente amava giocare a fare Dio con le vite altrui?<br />
Questi che possono sembrare dettagli ininfluenti, sono invece molto importanti per sapere ora come vive la sua nuova identità. Se di notte ha gli incubi o vede dappertutto i volti di coloro che ha ucciso per rimorso. O se invece era sicuro di essere nel giusto e di averli liberati delle spoglie mortali e dunque è tranquillissimo. Se vive in modo caotico o se invece come killer preciso abbia uno stile di vita al limite della nevrosi per il controllo delle sue azioni. Secondo Freud e la sua teoria della sublimazione, un chirurgo ed un serial killer hanno lo stesso tipo di pulsione, solo applicata in maniera diversa. Ed in effetti a pensarci bene, ci vuole una freddezza incredibile per poter “aprire” una persona e fare ciò che fa un chirurgo, tanto quanto ci vuole una freddezza incredibile per agire come alcuni serial killer che praticano amputazioni ecc.</p>
<p>Tornando al discorso principale, è necessario che un lettore sappia tutto ciò? Probabilmente no, ma è fondamentale secondo me che lo sappia chi sta scrivendo. Il background deve essere impresso a caratteri cubitali in chi scrive per non muovere poi il personaggio in maniera incoerente con se stesso. Un freddo serial killer che vive nel disordine, un passionale omicida calmo e rilassato, un praticatore di eutanasie che salta sui piedi ad ogni accenno di polizia, un ex assassino da campo di concentramento in guerra che la sera beve una camomilla e si fa sane dormite, fanno perdere di credibilità al tutto. Soprattutto se poi lo scrittore in futuro vuole rivelarlo al lettore come colpo di scena. Non devi dire che c’è stata una guerra ed egli è un ex SS, basta che lo mostri nel suo modo di agire odierno di doppia identità, mi sta bene. Però questo non significa che l’importante è solo che abbia una doppia identità, altrimenti tutti i criminali sarebbero e si comporterebbero allo stesso modo, cosa oggettivamente non vera.</p>
<p>Per alcuni magari questo aspetto non è importante, ma è come se un appassionato di armi leggesse in un libro che la Colt M1911 utilizzata dal protagonista uccide un tizio dopo 10 colpi sparati in aria quando al massimo la suddetta arma ne può contenere meno. Sbaglierò, ma la penso così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: IlBianConiglio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24547</link>
		<dc:creator>IlBianConiglio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 18:39:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24547</guid>
		<description>@Gamberetta
Mentre lo scrivevo mi accorgevo del continuo inforigurgito, ma non sapevo come altro metterlo. Volevo fare una storia con un finale &#039;a sorpresa&#039; e utilizzare il dialogo spiegando ciò che era accaduto prima, per preparare così il lettore al colpo di scena.
Poco chiaro? E&#039; vero, lo è. Ma ho una &lt;strike&gt;buona&lt;/strike&gt; motivazione: se avessi dato più dettagli la storia sarebbe venuta ancora più lunga, e non volevo esagerare. Alla fine, altrimenti, sarebbe venuto fuori un vero e proprio racconto, magari con tanto di flashback. 

Comunque non temere: appena mi verrà l&#039;ispirazione riproverò quest&#039;esercizio, questa volta con il coniglietto spaziale. Eviterò gli avverbi, l&#039;inforigurgito e le ripetizioni dei nomi, o almeno spero.
Il dialogo non l&#039;avrà vinta, trionferò su di lui, conquisterò il mondo! bwahahahah...

Ok, stacco prima di delirare del tutto.
Grazie delle correzioni.
&lt;i&gt;E&#039; tardi, è tardi assai.&lt;/i&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta<br />
Mentre lo scrivevo mi accorgevo del continuo inforigurgito, ma non sapevo come altro metterlo. Volevo fare una storia con un finale &#8216;a sorpresa&#8217; e utilizzare il dialogo spiegando ciò che era accaduto prima, per preparare così il lettore al colpo di scena.<br />
Poco chiaro? E&#8217; vero, lo è. Ma ho una <strike>buona</strike> motivazione: se avessi dato più dettagli la storia sarebbe venuta ancora più lunga, e non volevo esagerare. Alla fine, altrimenti, sarebbe venuto fuori un vero e proprio racconto, magari con tanto di flashback. </p>
<p>Comunque non temere: appena mi verrà l&#8217;ispirazione riproverò quest&#8217;esercizio, questa volta con il coniglietto spaziale. Eviterò gli avverbi, l&#8217;inforigurgito e le ripetizioni dei nomi, o almeno spero.<br />
Il dialogo non l&#8217;avrà vinta, trionferò su di lui, conquisterò il mondo! bwahahahah&#8230;</p>
<p>Ok, stacco prima di delirare del tutto.<br />
Grazie delle correzioni.<br />
<i>E&#8217; tardi, è tardi assai.</i></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24543</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 16:00:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24543</guid>
		<description>@IlBianConiglio. Uhm. A parte il continuo ripetere “Clara” che probabilmente si può tagliare, il tutto ha l’aria molto inforigurgitosa. Si ha l’impressione che i due parlino per raccontare quello che è successo al lettore e non per perseguire i propri obiettivi. E tra l’altro non è che proprio si capisca quello che è successo: lui ha cercato di violentare Clara? Lei è venuta a scuola con una bomba? E ha appiccato un incendio? L’amica cos’era lì a fare? Mah.
Direi che di fondo c’è il problema già visto con altri dialoghi, ovvero: qual è lo scopo di lei nel parlare con lui? Qual è lo scopo di lui? Quali sono le basi del conflitto?
Non un brutto brano, ma un dialogo così così.

@pu*pazzo. In generale se senti il bisogno di spiegare qualcosa significa che &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; devi spiegarla. Se il personaggio ha un passato oscuro, emergerà da mille piccoli dettagli (ha paura di parlare con la polizia anche se è solo per un gatto scomparso, dorme con la pistola a portata di mano, per nessuna buona ragione è sempre pronto a traslocare, ecc.), ed è questo l’importante, &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; la guerra.
&lt;blockquote&gt;beh per riportarlo nel mondo nostro è come se il tuo professore universitario fosse un ex criminale di guerra che ha cambiato identità…&lt;/blockquote&gt;Il punto è la doppia identità (adesso rispettabile, prima criminale), non credo cambi tanto se invece di essere criminale di guerra era criminale comune. Se invece di uccidere le sue vittime in un campo di concentramento le uccideva nel suo lavoro di infermiere. Dunque non ti focalizzare su un dettaglio – la guerra –, ma sul punto centrale: la doppia identità. Poi, certo, va bene anche la guerra, ma non è vero che il lettore ha bisogno di informazioni sulla guerra, il lettore ha bisogno di vedere che il personaggio non si comporta come dovrebbe.

La magia: a meno che non sia  il fulcro della storia, anche qui lascerei perdere di spiegare. Mostra quello che succede e stop. Le spiegazioni annoiano e non danno particolare credibilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@IlBianConiglio. Uhm. A parte il continuo ripetere “Clara” che probabilmente si può tagliare, il tutto ha l’aria molto inforigurgitosa. Si ha l’impressione che i due parlino per raccontare quello che è successo al lettore e non per perseguire i propri obiettivi. E tra l’altro non è che proprio si capisca quello che è successo: lui ha cercato di violentare Clara? Lei è venuta a scuola con una bomba? E ha appiccato un incendio? L’amica cos’era lì a fare? Mah.<br />
Direi che di fondo c’è il problema già visto con altri dialoghi, ovvero: qual è lo scopo di lei nel parlare con lui? Qual è lo scopo di lui? Quali sono le basi del conflitto?<br />
Non un brutto brano, ma un dialogo così così.</p>
<p>@pu*pazzo. In generale se senti il bisogno di spiegare qualcosa significa che <strong>non</strong> devi spiegarla. Se il personaggio ha un passato oscuro, emergerà da mille piccoli dettagli (ha paura di parlare con la polizia anche se è solo per un gatto scomparso, dorme con la pistola a portata di mano, per nessuna buona ragione è sempre pronto a traslocare, ecc.), ed è questo l’importante, <strong>non</strong> la guerra.</p>
<blockquote><p>beh per riportarlo nel mondo nostro è come se il tuo professore universitario fosse un ex criminale di guerra che ha cambiato identità…</p></blockquote>
<p>Il punto è la doppia identità (adesso rispettabile, prima criminale), non credo cambi tanto se invece di essere criminale di guerra era criminale comune. Se invece di uccidere le sue vittime in un campo di concentramento le uccideva nel suo lavoro di infermiere. Dunque non ti focalizzare su un dettaglio – la guerra –, ma sul punto centrale: la doppia identità. Poi, certo, va bene anche la guerra, ma non è vero che il lettore ha bisogno di informazioni sulla guerra, il lettore ha bisogno di vedere che il personaggio non si comporta come dovrebbe.</p>
<p>La magia: a meno che non sia  il fulcro della storia, anche qui lascerei perdere di spiegare. Mostra quello che succede e stop. Le spiegazioni annoiano e non danno particolare credibilità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Guardiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24509</link>
		<dc:creator>Il Guardiano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 14:57:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24509</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;non esattamente: Padain Fain arriva nei Fiumi Gemelli e dice che, grosso modo, è un annetto che Logain s’è proclamato falso drago, e che le Aes Sedai gli stanno alle costole. Che è più come dire che in Senegal c’è al guerra civile e che le forze onu si stanno muovendo (LOL).
Con la differenza che i contadini di Emond’s Field la prendono molto sul serio e se ne preoccupano.&lt;/blockquote&gt;

Padain Fain arriva nel villaggio dicendo che Logain si è proclamato Drago Rinato. E&#039; così contemporaneo che quando Rand si trova a Caemlyn, Logain è stato catturato da poco e viene condotto a palazzo per essere mostrato al popolo e alla regina. 
Per quanto riguarda le distanze e i tempi penso sia un po&#039; come se a Milano scoppiasse una guerra e Emond&#039;s Fields si trovasse in Sicilia. Giustamente in Sicilia si interessano.

&lt;blockquote&gt;Mi trovo a dissentire. Nei fiumi gemelli di Arthur Hawking si sa solo il nome, delle guerre trolloc, la guerra delle dieci nazioni e via dicendo proprio nulla.
L’unica cosa che ricordano è che 2000 anni prima le Aes Sedai “praticarono un foro sulla prigione del Tenebroso e distrussero il mondo”: che è la base della loro religione. E’ come dire che tutti ricordano che Gesù Cristo è morto crocifisso per i nostri peccati [A PRESCINDERE che uno ci creda o meno: è solo un ESEMPIO!!]. E’ un elemento religioso, nessuno tranne gli studiosi sa cosa la Guerra dell’Ombra fu di preciso, molti neppure che ci fu.
Da qui la spiegazione di Moirane, che IMHO non è infodump: lei ha bisogno di motivare le persone e di fare un’immediata impressione su di loro per contrastare i Trolloc, creature mostruose alla cui esistenza nessuno crede: lo shock da superare è quindi fortissimo, e lei avendo valutato il carattere orgoglioso degli abitanti del luogo fa leva su loro presunte radici ancestrali ben sapendo che nominare i loro antenati li spronerà. E comunque non funziona con tutti (Mat, i Coplin, Buie ecc.).&lt;/blockquote&gt;

A ben vedere, su Gesù hai ragione. Non l&#039;avevo visto dal punto di vista della superstizione/religione.
Per quanto riguarda quell&#039;infodump bisogna vedere cosa si intende per infodump. Io intendo una marea di informazioni (quasi sempre noiose) sul comportamento di un popolo/magia/macchina. Quattro pagine sulla storia dei Fiumi Gemelli sono decisamenti Infodump pesanti. Tu mi dici che sono servite a spronare gli abitanti dei FG, io dico che Robert Jordan si sarebbe potuto limitare a (volendo esagerare) una pagina di storia o a qualche altro stratagemma... Certo, bisogna considerare come vengono dipinti &quot;testardi&quot; e orgogliosi gli abitanti dei FG, ma se una che io considero strega e che sto per linciare venisse a spiegarmi che discendo dai Romani, popolo che ha governato il mondo, non cambierei mica idea.
Non so, ne abbiamo già un po&#039; discusso su Anobii da qualche parte su come considero pesante il primo libro e su come sia delineati male i personaggi e i cattivi. 

&lt;blockquote&gt;Sbagliato :) Per Poitiers è vero, ma l’esempio l’ho fatto sulle Termopili non a caso: con 300 di Miller sono rientrate nell’immaginario collettivo. Ma in generale, se immaginiamo una società meno moderna, già solo un secolo fa tutti sapevano che Cesare aveva sconfitto i Galli in francia: il fascismo puntava molto sulla glorificazione dell’impero romano. E’ abbastanza normale che in un certo regno vengano ricordate le imprese di guerra del passato: i Francesi ancora oggi ricordano Napoleone e le sue campagne, noi Mussolini (e ci sono pure i nostalgici), gli Inglesi la Guerra dei Cent’anni e via dicendo.&lt;/blockquote&gt;

Non sono d&#039;accordo. 
Io non so da che famiglia discendi tu e se hai nonni in vita a cui poter chiedere, ma la mia che ha 80 anni e faceva la contadina non ti saprebbe dire niente di Cesare perché quando lei era giovane doveva solo badare a sopravvivere. Le scuole le hanno insegnato solo a leggere (e lei era una di quelle fortunate, altre vicine di casa di 80-90 anni non sanno nemmeno fare questo).
Potrebbe certo parlarti di Mussolini (naturalmente positivamente &quot;ah, quando c&#039;era lui &quot;un c&#039;eranu tutti sti cosi cca. Una putia jjiri allu jummi a lavari i panni senza mu si spagnava ca cci hacianu ancuna cosa&quot;... quando c&#039;era lui non succedevano tutte ste cose, Una ragazza poteva andare a lavare i panni al fiume e non doveva aver paura d&#039;essere stuprata.&quot;) ma oltre ai treni che partivano in orario, saprebbe ben poco.

&lt;blockquote&gt;Quindi insomma, esistono le guerre antiche, e allora O sono arcinote (termopili, guerre rilevanti localmente es. Cent’anni in francia / inghilterra) O sono sconosciute, e in questo caso le devi giocoforza far spiegare da un sapiente a un ignorante. Però se all’inizio del libro questo si evita è meglio. Se poi è elemento centrale dell’ambientazione, tipo la Guerra dell’Ombra allora -&gt; accenni -&gt; e più avanti spiegazione.&lt;/blockquote&gt;

Si ma qui confondi, a mio parere, le informazioni che si danno al PG e quelle che si danno al lettore.
La famosa scena di Moiraine che infodumpa per tutte quelle pagine è importante per il lettore? No...si potrebbe spiegare a tappe in avanti con la storia. E&#039; importante per il PG? Forse. Ma siccome un libro si scrive in funzione del lettore e non del PG, tutto quello che al lettore non importa o deve essere eliminato o deve essere ridotto al minimo.

Comunque mi sa che siamo andati ampiamente OT.
LoL.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>non esattamente: Padain Fain arriva nei Fiumi Gemelli e dice che, grosso modo, è un annetto che Logain s’è proclamato falso drago, e che le Aes Sedai gli stanno alle costole. Che è più come dire che in Senegal c’è al guerra civile e che le forze onu si stanno muovendo (LOL).<br />
Con la differenza che i contadini di Emond’s Field la prendono molto sul serio e se ne preoccupano.</p></blockquote>
<p>Padain Fain arriva nel villaggio dicendo che Logain si è proclamato Drago Rinato. E&#8217; così contemporaneo che quando Rand si trova a Caemlyn, Logain è stato catturato da poco e viene condotto a palazzo per essere mostrato al popolo e alla regina.<br />
Per quanto riguarda le distanze e i tempi penso sia un po&#8217; come se a Milano scoppiasse una guerra e Emond&#8217;s Fields si trovasse in Sicilia. Giustamente in Sicilia si interessano.</p>
<blockquote><p>Mi trovo a dissentire. Nei fiumi gemelli di Arthur Hawking si sa solo il nome, delle guerre trolloc, la guerra delle dieci nazioni e via dicendo proprio nulla.<br />
L’unica cosa che ricordano è che 2000 anni prima le Aes Sedai “praticarono un foro sulla prigione del Tenebroso e distrussero il mondo”: che è la base della loro religione. E’ come dire che tutti ricordano che Gesù Cristo è morto crocifisso per i nostri peccati [A PRESCINDERE che uno ci creda o meno: è solo un ESEMPIO!!]. E’ un elemento religioso, nessuno tranne gli studiosi sa cosa la Guerra dell’Ombra fu di preciso, molti neppure che ci fu.<br />
Da qui la spiegazione di Moirane, che IMHO non è infodump: lei ha bisogno di motivare le persone e di fare un’immediata impressione su di loro per contrastare i Trolloc, creature mostruose alla cui esistenza nessuno crede: lo shock da superare è quindi fortissimo, e lei avendo valutato il carattere orgoglioso degli abitanti del luogo fa leva su loro presunte radici ancestrali ben sapendo che nominare i loro antenati li spronerà. E comunque non funziona con tutti (Mat, i Coplin, Buie ecc.).</p></blockquote>
<p>A ben vedere, su Gesù hai ragione. Non l&#8217;avevo visto dal punto di vista della superstizione/religione.<br />
Per quanto riguarda quell&#8217;infodump bisogna vedere cosa si intende per infodump. Io intendo una marea di informazioni (quasi sempre noiose) sul comportamento di un popolo/magia/macchina. Quattro pagine sulla storia dei Fiumi Gemelli sono decisamenti Infodump pesanti. Tu mi dici che sono servite a spronare gli abitanti dei FG, io dico che Robert Jordan si sarebbe potuto limitare a (volendo esagerare) una pagina di storia o a qualche altro stratagemma&#8230; Certo, bisogna considerare come vengono dipinti &#8220;testardi&#8221; e orgogliosi gli abitanti dei FG, ma se una che io considero strega e che sto per linciare venisse a spiegarmi che discendo dai Romani, popolo che ha governato il mondo, non cambierei mica idea.<br />
Non so, ne abbiamo già un po&#8217; discusso su Anobii da qualche parte su come considero pesante il primo libro e su come sia delineati male i personaggi e i cattivi. </p>
<blockquote><p>Sbagliato :) Per Poitiers è vero, ma l’esempio l’ho fatto sulle Termopili non a caso: con 300 di Miller sono rientrate nell’immaginario collettivo. Ma in generale, se immaginiamo una società meno moderna, già solo un secolo fa tutti sapevano che Cesare aveva sconfitto i Galli in francia: il fascismo puntava molto sulla glorificazione dell’impero romano. E’ abbastanza normale che in un certo regno vengano ricordate le imprese di guerra del passato: i Francesi ancora oggi ricordano Napoleone e le sue campagne, noi Mussolini (e ci sono pure i nostalgici), gli Inglesi la Guerra dei Cent’anni e via dicendo.</p></blockquote>
<p>Non sono d&#8217;accordo.<br />
Io non so da che famiglia discendi tu e se hai nonni in vita a cui poter chiedere, ma la mia che ha 80 anni e faceva la contadina non ti saprebbe dire niente di Cesare perché quando lei era giovane doveva solo badare a sopravvivere. Le scuole le hanno insegnato solo a leggere (e lei era una di quelle fortunate, altre vicine di casa di 80-90 anni non sanno nemmeno fare questo).<br />
Potrebbe certo parlarti di Mussolini (naturalmente positivamente &#8220;ah, quando c&#8217;era lui &#8220;un c&#8217;eranu tutti sti cosi cca. Una putia jjiri allu jummi a lavari i panni senza mu si spagnava ca cci hacianu ancuna cosa&#8221;&#8230; quando c&#8217;era lui non succedevano tutte ste cose, Una ragazza poteva andare a lavare i panni al fiume e non doveva aver paura d&#8217;essere stuprata.&#8221;) ma oltre ai treni che partivano in orario, saprebbe ben poco.</p>
<blockquote><p>Quindi insomma, esistono le guerre antiche, e allora O sono arcinote (termopili, guerre rilevanti localmente es. Cent’anni in francia / inghilterra) O sono sconosciute, e in questo caso le devi giocoforza far spiegare da un sapiente a un ignorante. Però se all’inizio del libro questo si evita è meglio. Se poi è elemento centrale dell’ambientazione, tipo la Guerra dell’Ombra allora -&gt; accenni -&gt; e più avanti spiegazione.</p></blockquote>
<p>Si ma qui confondi, a mio parere, le informazioni che si danno al PG e quelle che si danno al lettore.<br />
La famosa scena di Moiraine che infodumpa per tutte quelle pagine è importante per il lettore? No&#8230;si potrebbe spiegare a tappe in avanti con la storia. E&#8217; importante per il PG? Forse. Ma siccome un libro si scrive in funzione del lettore e non del PG, tutto quello che al lettore non importa o deve essere eliminato o deve essere ridotto al minimo.</p>
<p>Comunque mi sa che siamo andati ampiamente OT.<br />
LoL.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alberello</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24508</link>
		<dc:creator>Alberello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 13:13:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24508</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Per quanto riguarda spiegare la Magia, l’idea di Alberello piace anche a me (te la frego! xD)&lt;/blockquote&gt;
Fate, fate pure. &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=N16A36lKUTI&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;L&#039;impero SIAE&lt;/a&gt; è già sulle vostre tracce. U_U (xD)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per quanto riguarda spiegare la Magia, l’idea di Alberello piace anche a me (te la frego! xD)</p></blockquote>
<p>Fate, fate pure. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=N16A36lKUTI" rel="nofollow">L&#8217;impero SIAE</a> è già sulle vostre tracce. U_U (xD)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: france</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24507</link>
		<dc:creator>france</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 12:50:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24507</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;La Ribellione ne “le cronache del ghiaccio e del fuoco” è un evento più recente della WWII…è tipo 20 anni prima, nemmeno una generazione. Una guerra così recente non può non avere strascichi. Già una guerra di 60-70 anni prima (come la WWII), in una società dove l’istruzione è inesistente, è abbastanza nebulosa. Il popolo saprà (si ricorderà) soltanto che i tedeschi sono dei crucchi, i francesi c’hanno rubato la monnalisa, i russi sono comunisti e gli americani bombardarono i civili assieme agli inglesi.&lt;/blockquote&gt;

Ma infatti, nelle Cronace della Ribellione di Robert il perché e il percome (il ratto di Lyanna) lo conoscono solo i Lord dell&#039;epoca e i loro figli: per il popolino è solo stata &quot;la guerra contro il Re pazzo Aerys&quot;. Che è più o meno, nell&#039;immaginario collettivo attuale, quello che è la WWII: &quot;la guerra contro quel pazzo di Hitler&quot;.

&lt;blockquote&gt;Il Falso Drago Logain in “la ruota del tempo” era contemporaneo alla storia narrata. Logain si proclamava Drago Rinato all’inizio del libro e a fine libro già era catturato se non sbaglio.&lt;/blockquote&gt;

non esattamente: Padain Fain arriva nei Fiumi Gemelli e dice che, grosso modo, è un annetto che Logain s&#039;è proclamato falso drago, e che le Aes Sedai gli stanno alle costole. Che è più come dire che in Senegal c&#039;è al guerra civile e che le forze onu si stanno muovendo (LOL).
Con la differenza che i contadini di Emond&#039;s Field la prendono molto sul serio e se ne preoccupano.
&lt;blockquote&gt;
Visto che parliamo de La Ruota del Tempo, dico solo due cose:
La prima è che IO non riesco a mandar giù il fatto che guerre successe 600-700 o 2000 anni prima siano così recenti nell’immaginario collettivo. 
[...]
La seconda è questo Infodump pesantissimo, un esempio da evitare. &lt;/blockquote&gt;
Mi trovo a dissentire. Nei fiumi gemelli di Arthur Hawking si sa solo il nome, delle guerre trolloc, la guerra delle dieci nazioni e via dicendo proprio nulla.
L&#039;unica cosa che ricordano è che 2000 anni prima le Aes Sedai &quot;praticarono un foro sulla prigione del Tenebroso e distrussero il mondo&quot;: che è la base della loro religione. E&#039; come dire che tutti ricordano che Gesù Cristo è morto crocifisso per i nostri peccati [A PRESCINDERE che uno ci creda o meno: è solo un ESEMPIO!!]. E&#039; un elemento religioso, nessuno tranne gli studiosi sa cosa la Guerra dell&#039;Ombra fu di preciso, molti neppure che ci fu.
Da qui la spiegazione di Moirane, che IMHO non è infodump: lei ha bisogno di motivare le persone e di fare un&#039;immediata impressione su di loro per contrastare i Trolloc, creature mostruose alla cui esistenza nessuno crede: lo shock da superare è quindi fortissimo, e lei avendo valutato il carattere orgoglioso degli abitanti del luogo fa leva su loro presunte radici ancestrali ben sapendo che nominare i loro antenati li spronerà. E comunque non funziona con tutti (Mat, i Coplin, Buie ecc.).

&lt;blockquote&gt;soprattutto se negli ultimi 200 (400?) anni nei Fiumi Gemelli non ci sono stati conflitti conflitti; la gente tenderebbe a dimenticare la guerra e vivere nell’abbondanza o comunque nel miglioramento della qualità della vita dovuto alla mancanza di conflitto.&lt;/blockquote&gt;

Infatti è così che fanno o_O Sanno comunque che la guerra esiste e quant&#039;altro (Mazrim Taim, La Guerra Aiel) ma in casa loro non è mai arrivata: infatti sono un popolo di agricoltori, pastori, commercianti, dalle scarse risorse locali e per questo curate particolarmente (vendono sulla qualità, non sulla quantità).

&lt;blockquote&gt;Tornando al discorso di prima, Poitiers non è più “da storici” rispetto alle Termopili, eppure non sono argomenti che rientrano nella “giornata tipo” di due persone non addette ai lavori.&lt;/blockquote&gt;

Sbagliato :) Per Poitiers è vero, ma l&#039;esempio l&#039;ho fatto sulle Termopili non a caso: con 300 di Miller sono rientrate nell&#039;immaginario collettivo. Ma in generale, se immaginiamo una società meno moderna, già solo un secolo fa tutti sapevano che Cesare aveva sconfitto i Galli in francia: il fascismo puntava molto sulla glorificazione dell&#039;impero romano. E&#039; abbastanza normale che in un certo regno vengano ricordate le imprese di guerra del passato: i Francesi ancora oggi ricordano Napoleone e le sue campagne, noi Mussolini (e ci sono pure i nostalgici), gli Inglesi la Guerra dei Cent&#039;anni e via dicendo.

&lt;blockquote&gt;E oltre a Hitler e Mussolini, l’italiano medio conosce altri “eroi” dell’epoca? Eichmann, Himmler, Borghese, Galeazzo Ciano sono solo dei grandi punti interrogativi. Quasi non saprebbero chi è stato Salvo D’Acquisto se non c’avessero fatto un film.&lt;/blockquote&gt;

No, ma non ce n&#039;è bisogno. Basta sapere che è esistita quella guerra. Io mi sono apposta tenuto molto sul vago, citando il solo Hitler. Erano spunti su come si potesse introdurli nella storia senza infodump. Oltre a Hitler e Mussolini tutti sanno delle camere a gas e degli ebrei (magari scordando i 5 milioni di negri, omosessuali ecc.). Come dire: se il suo problema è che il Maestro dell&#039;Ottava Torre di Magia è così chiamato non perché di torri ce ne sono più di 5, ma perché si chiama Otto Von Kampf ed è un ex-SS :D non c&#039;è bisogno di parlare, che so, dei bombardamenti di Dresda: bastano accenni a Hitler, gli Ebrei, il capo suicida e gli ufficiali che scappano in sudamerica. Informazioni MOLTO stringate, non un infodump di 3 pagine.

&lt;blockquote&gt;A volte preferisco che i PG ne parlino tra di loro come se a loro fosse noto tutto, come se fosse la banalità più banale del mondo e far rimanere il lettore smarrito, salvo poi capire qualcosa qualche riga dopo che spiattellare tutto in una volta sola e dargli un pugno in un occhio.&lt;/blockquote&gt;

Stile Martin, e siamo d&#039;accordo: ma a seconda della situazione non è detto che tu lo possa sempre fare - e dipende anche il COME farlo.
Sulla Guerra dell&#039;Ombra di Jordan, che è al centro della religione locale, le cose funzionano come dici tu: per averne informazioni precise dovremo aspettare il IV libro e un &quot;tuffo nel passato&quot;; per il resto è allo stesso tempo un evento famoso ma banale perché arcinoto (parte del catechismo!). Nessuno ci chiacchiera sopra.

Ma ad esempio, quando Moirane deve spiegare del Manetheren, lì la &quot;lezioncina&quot; la deve tenere: i suoi ascoltatori sono più capre dei lettori! xD

E così in Martin: del Torneo della Falsa Primavera abbiamo solo accenni, di Sala dell&#039;Estate quasi nulla, della Ribellione di Robert ci facciamo un&#039;idea abbastanza precisa attraverso il PdV di molti che ci parteciparono o vissero all&#039;epoca, o ne vennero toccati (Dany attraverso Viserys, Cat, Ned, Tyrion, Jaime più avanti...).
Però quando è il momento di parlare della Guerra dei Draghi (Targaryen contro Blackfire), Maestro Aemon deve spiegarla per sommi capi a Jon (o Sam? non ricordo bene), che ne sanno poco (e sono pure nobili istruiti!).

Quindi insomma, esistono le guerre antiche, e allora O sono arcinote (termopili, guerre rilevanti localmente es. Cent&#039;anni in francia / inghilterra) O sono sconosciute, e in questo caso le devi giocoforza far spiegare da un sapiente a un ignorante. Però se all&#039;inizio del libro questo si evita è meglio. Se poi è elemento centrale dell&#039;ambientazione, tipo la Guerra dell&#039;Ombra allora -&gt; accenni -&gt; e più avanti spiegazione.

&lt;blockquote&gt;gli altri dubbi che ho riguardano invece le informazioni sulla magia e sul suo funzionamento. Che ne dite? sono utili o no? io penso che lo siano, per evitare la sensazione di “posticcio” e di “è così perché si” tipica di alcuni fantasy …però non vorrei scadere nel manuale per giovani maghi ecco ;) &lt;/blockquote&gt;

Per quanto riguarda spiegare la Magia, l&#039;idea di Alberello piace anche a me (te la frego! xD), in più ti consiglio di raccontare le sensazioni della magia attraverso i PG: Jordan, Hobb, Sanderson usano molto questa tecnica. Il PG si accorge che può vedere i flussi di potere, e wow, può muoverli con la forza della &lt;strike&gt;gnocca&lt;/strike&gt; mente!! Fantastico!
In più puoi buttare un occhio a &lt;a href=&quot;http://www.fantasyeydor.com/it/tag/magia&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questi post&lt;/a&gt;, molto specifici sull&#039;argomento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La Ribellione ne “le cronache del ghiaccio e del fuoco” è un evento più recente della WWII…è tipo 20 anni prima, nemmeno una generazione. Una guerra così recente non può non avere strascichi. Già una guerra di 60-70 anni prima (come la WWII), in una società dove l’istruzione è inesistente, è abbastanza nebulosa. Il popolo saprà (si ricorderà) soltanto che i tedeschi sono dei crucchi, i francesi c’hanno rubato la monnalisa, i russi sono comunisti e gli americani bombardarono i civili assieme agli inglesi.</p></blockquote>
<p>Ma infatti, nelle Cronace della Ribellione di Robert il perché e il percome (il ratto di Lyanna) lo conoscono solo i Lord dell&#8217;epoca e i loro figli: per il popolino è solo stata &#8220;la guerra contro il Re pazzo Aerys&#8221;. Che è più o meno, nell&#8217;immaginario collettivo attuale, quello che è la WWII: &#8220;la guerra contro quel pazzo di Hitler&#8221;.</p>
<blockquote><p>Il Falso Drago Logain in “la ruota del tempo” era contemporaneo alla storia narrata. Logain si proclamava Drago Rinato all’inizio del libro e a fine libro già era catturato se non sbaglio.</p></blockquote>
<p>non esattamente: Padain Fain arriva nei Fiumi Gemelli e dice che, grosso modo, è un annetto che Logain s&#8217;è proclamato falso drago, e che le Aes Sedai gli stanno alle costole. Che è più come dire che in Senegal c&#8217;è al guerra civile e che le forze onu si stanno muovendo (LOL).<br />
Con la differenza che i contadini di Emond&#8217;s Field la prendono molto sul serio e se ne preoccupano.</p>
<blockquote><p>
Visto che parliamo de La Ruota del Tempo, dico solo due cose:<br />
La prima è che IO non riesco a mandar giù il fatto che guerre successe 600-700 o 2000 anni prima siano così recenti nell’immaginario collettivo.<br />
[...]<br />
La seconda è questo Infodump pesantissimo, un esempio da evitare. </p></blockquote>
<p>Mi trovo a dissentire. Nei fiumi gemelli di Arthur Hawking si sa solo il nome, delle guerre trolloc, la guerra delle dieci nazioni e via dicendo proprio nulla.<br />
L&#8217;unica cosa che ricordano è che 2000 anni prima le Aes Sedai &#8220;praticarono un foro sulla prigione del Tenebroso e distrussero il mondo&#8221;: che è la base della loro religione. E&#8217; come dire che tutti ricordano che Gesù Cristo è morto crocifisso per i nostri peccati [A PRESCINDERE che uno ci creda o meno: è solo un ESEMPIO!!]. E&#8217; un elemento religioso, nessuno tranne gli studiosi sa cosa la Guerra dell&#8217;Ombra fu di preciso, molti neppure che ci fu.<br />
Da qui la spiegazione di Moirane, che IMHO non è infodump: lei ha bisogno di motivare le persone e di fare un&#8217;immediata impressione su di loro per contrastare i Trolloc, creature mostruose alla cui esistenza nessuno crede: lo shock da superare è quindi fortissimo, e lei avendo valutato il carattere orgoglioso degli abitanti del luogo fa leva su loro presunte radici ancestrali ben sapendo che nominare i loro antenati li spronerà. E comunque non funziona con tutti (Mat, i Coplin, Buie ecc.).</p>
<blockquote><p>soprattutto se negli ultimi 200 (400?) anni nei Fiumi Gemelli non ci sono stati conflitti conflitti; la gente tenderebbe a dimenticare la guerra e vivere nell’abbondanza o comunque nel miglioramento della qualità della vita dovuto alla mancanza di conflitto.</p></blockquote>
<p>Infatti è così che fanno o_O Sanno comunque che la guerra esiste e quant&#8217;altro (Mazrim Taim, La Guerra Aiel) ma in casa loro non è mai arrivata: infatti sono un popolo di agricoltori, pastori, commercianti, dalle scarse risorse locali e per questo curate particolarmente (vendono sulla qualità, non sulla quantità).</p>
<blockquote><p>Tornando al discorso di prima, Poitiers non è più “da storici” rispetto alle Termopili, eppure non sono argomenti che rientrano nella “giornata tipo” di due persone non addette ai lavori.</p></blockquote>
<p>Sbagliato :) Per Poitiers è vero, ma l&#8217;esempio l&#8217;ho fatto sulle Termopili non a caso: con 300 di Miller sono rientrate nell&#8217;immaginario collettivo. Ma in generale, se immaginiamo una società meno moderna, già solo un secolo fa tutti sapevano che Cesare aveva sconfitto i Galli in francia: il fascismo puntava molto sulla glorificazione dell&#8217;impero romano. E&#8217; abbastanza normale che in un certo regno vengano ricordate le imprese di guerra del passato: i Francesi ancora oggi ricordano Napoleone e le sue campagne, noi Mussolini (e ci sono pure i nostalgici), gli Inglesi la Guerra dei Cent&#8217;anni e via dicendo.</p>
<blockquote><p>E oltre a Hitler e Mussolini, l’italiano medio conosce altri “eroi” dell’epoca? Eichmann, Himmler, Borghese, Galeazzo Ciano sono solo dei grandi punti interrogativi. Quasi non saprebbero chi è stato Salvo D’Acquisto se non c’avessero fatto un film.</p></blockquote>
<p>No, ma non ce n&#8217;è bisogno. Basta sapere che è esistita quella guerra. Io mi sono apposta tenuto molto sul vago, citando il solo Hitler. Erano spunti su come si potesse introdurli nella storia senza infodump. Oltre a Hitler e Mussolini tutti sanno delle camere a gas e degli ebrei (magari scordando i 5 milioni di negri, omosessuali ecc.). Come dire: se il suo problema è che il Maestro dell&#8217;Ottava Torre di Magia è così chiamato non perché di torri ce ne sono più di 5, ma perché si chiama Otto Von Kampf ed è un ex-SS :D non c&#8217;è bisogno di parlare, che so, dei bombardamenti di Dresda: bastano accenni a Hitler, gli Ebrei, il capo suicida e gli ufficiali che scappano in sudamerica. Informazioni MOLTO stringate, non un infodump di 3 pagine.</p>
<blockquote><p>A volte preferisco che i PG ne parlino tra di loro come se a loro fosse noto tutto, come se fosse la banalità più banale del mondo e far rimanere il lettore smarrito, salvo poi capire qualcosa qualche riga dopo che spiattellare tutto in una volta sola e dargli un pugno in un occhio.</p></blockquote>
<p>Stile Martin, e siamo d&#8217;accordo: ma a seconda della situazione non è detto che tu lo possa sempre fare &#8211; e dipende anche il COME farlo.<br />
Sulla Guerra dell&#8217;Ombra di Jordan, che è al centro della religione locale, le cose funzionano come dici tu: per averne informazioni precise dovremo aspettare il IV libro e un &#8220;tuffo nel passato&#8221;; per il resto è allo stesso tempo un evento famoso ma banale perché arcinoto (parte del catechismo!). Nessuno ci chiacchiera sopra.</p>
<p>Ma ad esempio, quando Moirane deve spiegare del Manetheren, lì la &#8220;lezioncina&#8221; la deve tenere: i suoi ascoltatori sono più capre dei lettori! xD</p>
<p>E così in Martin: del Torneo della Falsa Primavera abbiamo solo accenni, di Sala dell&#8217;Estate quasi nulla, della Ribellione di Robert ci facciamo un&#8217;idea abbastanza precisa attraverso il PdV di molti che ci parteciparono o vissero all&#8217;epoca, o ne vennero toccati (Dany attraverso Viserys, Cat, Ned, Tyrion, Jaime più avanti&#8230;).<br />
Però quando è il momento di parlare della Guerra dei Draghi (Targaryen contro Blackfire), Maestro Aemon deve spiegarla per sommi capi a Jon (o Sam? non ricordo bene), che ne sanno poco (e sono pure nobili istruiti!).</p>
<p>Quindi insomma, esistono le guerre antiche, e allora O sono arcinote (termopili, guerre rilevanti localmente es. Cent&#8217;anni in francia / inghilterra) O sono sconosciute, e in questo caso le devi giocoforza far spiegare da un sapiente a un ignorante. Però se all&#8217;inizio del libro questo si evita è meglio. Se poi è elemento centrale dell&#8217;ambientazione, tipo la Guerra dell&#8217;Ombra allora -&gt; accenni -&gt; e più avanti spiegazione.</p>
<blockquote><p>gli altri dubbi che ho riguardano invece le informazioni sulla magia e sul suo funzionamento. Che ne dite? sono utili o no? io penso che lo siano, per evitare la sensazione di “posticcio” e di “è così perché si” tipica di alcuni fantasy …però non vorrei scadere nel manuale per giovani maghi ecco ;) </p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda spiegare la Magia, l&#8217;idea di Alberello piace anche a me (te la frego! xD), in più ti consiglio di raccontare le sensazioni della magia attraverso i PG: Jordan, Hobb, Sanderson usano molto questa tecnica. Il PG si accorge che può vedere i flussi di potere, e wow, può muoverli con la forza della <strike>gnocca</strike> mente!! Fantastico!<br />
In più puoi buttare un occhio a <a href="http://www.fantasyeydor.com/it/tag/magia" rel="nofollow">questi post</a>, molto specifici sull&#8217;argomento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alberello</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24496</link>
		<dc:creator>Alberello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 02:57:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24496</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Quella della ricorrenza è un idea interessante … però anche li necessita di un certo infodumping … mumble mumble …&lt;/blockquote&gt;
Non necessariamente. Prova ad usare un trucchetto tipico dei film in cui il protagonista sente sullo sfondo una radio o una televisione accesa o passando per strada uno strillone che vende giornali. In questo modo sia il personaggio che lo spettatore apprendono ciò che il regista vuole senza necessità di narratore.
Nel tuo mondo non c&#039;è questo tipo di tecnologia? Non fa niente, potrebbe essere il sindaco, l&#039;assessore, il tiranno, l&#039;arcimago, barbapapà ecc. Chiunque detenga una sorta di potere sul resto della popolazione che ricorda quell&#039;evento mentre il personaggio che ha il punto di vista sta passando in quel momento. Immagina l&#039;azione dinamica, non statica. Oppure per esempio Genoveffa si alza quella mattina, apre la finestra per dare aria alla stanza ed ode &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=OkMxPkk8iZ4&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;questo&lt;/a&gt;.
In questo modo si scopre che nel tuo mondo esistono i coltelli, gli ombrelli ecc. Ma non è infodump, soprattutto se non metti tutto il messaggio ma lo fai arrivare piano e lo lasci sfumare come se il tizio stesse passando e non sia fermo sotto la finestra. Chi sente è Genoveffa, chi legge deve leggere ciò che lei sente. Metti l&#039;indispensabile.
Oppure puoi fare il contrario, lei è per strada, uno apre la finestra e: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=54bY9OUo5tY&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Sorpresa&lt;/a&gt;!
Oppure passa e trova il manifesto della ricorrenza appeso ad una parete con scritto tipo: &quot;Oggi, 4 pignembre, si ricorda ai cittadini che verranno celebrati i caduti della battaglia delle more. Pochi diedero la vita per la libertà di molti, non lasciamo che il loro gesto sia dimenticato.&quot;

Insomma pensaci su, sono certo che qualcosa ti verrà in mente. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quella della ricorrenza è un idea interessante … però anche li necessita di un certo infodumping … mumble mumble …</p></blockquote>
<p>Non necessariamente. Prova ad usare un trucchetto tipico dei film in cui il protagonista sente sullo sfondo una radio o una televisione accesa o passando per strada uno strillone che vende giornali. In questo modo sia il personaggio che lo spettatore apprendono ciò che il regista vuole senza necessità di narratore.<br />
Nel tuo mondo non c&#8217;è questo tipo di tecnologia? Non fa niente, potrebbe essere il sindaco, l&#8217;assessore, il tiranno, l&#8217;arcimago, barbapapà ecc. Chiunque detenga una sorta di potere sul resto della popolazione che ricorda quell&#8217;evento mentre il personaggio che ha il punto di vista sta passando in quel momento. Immagina l&#8217;azione dinamica, non statica. Oppure per esempio Genoveffa si alza quella mattina, apre la finestra per dare aria alla stanza ed ode <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OkMxPkk8iZ4" rel="nofollow">questo</a>.<br />
In questo modo si scopre che nel tuo mondo esistono i coltelli, gli ombrelli ecc. Ma non è infodump, soprattutto se non metti tutto il messaggio ma lo fai arrivare piano e lo lasci sfumare come se il tizio stesse passando e non sia fermo sotto la finestra. Chi sente è Genoveffa, chi legge deve leggere ciò che lei sente. Metti l&#8217;indispensabile.<br />
Oppure puoi fare il contrario, lei è per strada, uno apre la finestra e: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=54bY9OUo5tY" rel="nofollow">Sorpresa</a>!<br />
Oppure passa e trova il manifesto della ricorrenza appeso ad una parete con scritto tipo: &#8220;Oggi, 4 pignembre, si ricorda ai cittadini che verranno celebrati i caduti della battaglia delle more. Pochi diedero la vita per la libertà di molti, non lasciamo che il loro gesto sia dimenticato.&#8221;</p>
<p>Insomma pensaci su, sono certo che qualcosa ti verrà in mente. :)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pu*pazzo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24494</link>
		<dc:creator>pu*pazzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 02:14:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24494</guid>
		<description>ahh interessante quello del mago che sbaglia ... è un ottima idea!  la utilizzerò sicuramente!! 
Quella della ricorrenza è un idea interessante ...  però anche li necessita di un certo infodumping ... mumble mumble ...
 

ps. no non ci sono elfi XD (neanche troll, orchi, goblin, nani, vampiri, angeli e draghi XD)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ahh interessante quello del mago che sbaglia &#8230; è un ottima idea!  la utilizzerò sicuramente!!<br />
Quella della ricorrenza è un idea interessante &#8230;  però anche li necessita di un certo infodumping &#8230; mumble mumble &#8230;</p>
<p>ps. no non ci sono elfi XD (neanche troll, orchi, goblin, nani, vampiri, angeli e draghi XD)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: pu*pazzo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24493</link>
		<dc:creator>pu*pazzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 02:07:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24493</guid>
		<description>il guardiano @  mi trovo abbastanza d&#039;accordo con te, infatti ho eliminato molte delle informazioni su quella guerra che non servivano prettamente alla trama. In ogni caso, sempre per restare nel nostro mondo, la guerra in questione possiamo vederla un po&#039; come la seconda guerra mondiale per Israele ...insomma abbastanza lontana ma comunque molto famosa perche ha cambiato totalmente il destino del paese.

gli altri dubbi che ho riguardano invece le informazioni sulla magia e sul suo funzionamento. Che ne dite? sono utili o no? io penso che lo siano, per evitare la sensazione di &quot;posticcio&quot; e di &quot;è così perché si&quot; tipica di alcuni fantasy ...però non vorrei scadere nel manuale per giovani maghi ecco ;)  (prima che me lo chiediate si, la famosa studentessa verrà istruita anche sulla magia, visto che lei non ne sa proprio nulla di nulla) 

GRAZIE A TUTTI PER L&#039;AIUTO, davvero :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il guardiano @  mi trovo abbastanza d&#8217;accordo con te, infatti ho eliminato molte delle informazioni su quella guerra che non servivano prettamente alla trama. In ogni caso, sempre per restare nel nostro mondo, la guerra in questione possiamo vederla un po&#8217; come la seconda guerra mondiale per Israele &#8230;insomma abbastanza lontana ma comunque molto famosa perche ha cambiato totalmente il destino del paese.</p>
<p>gli altri dubbi che ho riguardano invece le informazioni sulla magia e sul suo funzionamento. Che ne dite? sono utili o no? io penso che lo siano, per evitare la sensazione di &#8220;posticcio&#8221; e di &#8220;è così perché si&#8221; tipica di alcuni fantasy &#8230;però non vorrei scadere nel manuale per giovani maghi ecco ;)  (prima che me lo chiediate si, la famosa studentessa verrà istruita anche sulla magia, visto che lei non ne sa proprio nulla di nulla) </p>
<p>GRAZIE A TUTTI PER L&#8217;AIUTO, davvero :)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alberello</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24492</link>
		<dc:creator>Alberello</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 01:56:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24492</guid>
		<description>@pu*pazzo
&lt;blockquote&gt;beh per riportarlo nel mondo nostro è come se il tuo professore universitario fosse un ex criminale di guerra che ha cambiato identità….&lt;/blockquote&gt;
Andando per logica, secondo quanto hai scritto, la guerra non deve essere molto antica se il maestro di cui parli vi ha partecipato ed è ancora vivo. A meno che nel mondo che hai creato i suoi abitanti non vivano per molti anni (se hai usato gli elfi giuro che ti disconosco xD) o altre trovate.

Premesso questo, ti posso consigliare in ogni caso di usare come artifizio la ricorrenza. Decidi che in quel giorno nel tuo mondo si ricorda la fine della guerra in questione o un evento significativo di quel periodo. Sia per motivi di gioia, come può essere la festa del 4 luglio, l’indipendenza per gli americani o per motivi di mestizia, come può essere il 27 gennaio, la giornata della memoria per diverse nazioni europee. Questo dipende molto dal tipo di guerra che hai pensato, da quanto è stata cruenta, dalle conseguenze geopolitiche che ha avuto, se i tuoi protagonisti sono i vincitori o gli sconfitti, la loro filosofia riguardo la guerra (Tipo: «Non esistono grandi guerrieri. La guerra nessuno grande fa» Yoda). Ci sono alcune popolazioni che dopo aver conosciuto l’orrore della guerra non ne vogliono più sentir parlare, altre che ormai ci sono abituate come fosse l’aria ed altre ancora che la cercano a tutti i costi.

A questo punto mostri ciò nell’ambiente in cui svolgi la vicenda. Il capo della nazione che tiene un discorso mentre la tua allieva passa per la piazza, oppure festeggiamenti di altro tipo. In questo modo hai un motivo per il quale poi il maestro abbia un’aria contrita o mostri nervosismo, visto che questo giorno gli ricorda sempre il suo oscuro passato. Potresti far chiedere all’allieva il perché di quella tensione al che potresti lasciar rispondere un semplice: “Non preoccuparti, non è niente…” Quando è chiaro che invece è qualcosa di importante, ma il lettore non lo sa però se lo scrivi bene si incuriosisce e lo tieni legato a te almeno finché non lo scoprirà. Ti consiglio la visione del film &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Seven_Swords&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Seven Swords&lt;/a&gt;. Uno dei personaggi principali è un maestro di arti marziali che tiene celata la sua identità inizialmente in quanto era un torturatore per la precedente dinastia (ALLARME CLICHÉ!!! Scherzo xD).

Per quanto riguarda il sistema fisico della magia, potresti sfruttare la dabbenaggine di un altro mago o allievo o chiunque usi la magia. Esempio, fai passare il maestro per il giardino e si vede un mago che sta usando un incantesimo in un determinato modo, sbagliando. Al che interviene il maestro spiegando poi al tizio anche il perché abbia sbagliato introducendo le regole che tu hai stabilito. Oppure fai sbagliare il maestro per distrazione o per volontà nascosta (dipende dal tipo di pedagogia che hai scelto di fargli applicare).
L’apprendimento per prove ed errori è da sempre il più efficace metodo per insegnare qualcosa, sia per il mago in questione che per il lettore stesso.
“E’ sorprendente vedere come gli studenti possano perdere una parte della loro paura di sbagliare, profondamente radicata in loro, quando si trovano con un insegnante che non chiede loro di essere nel giusto, ma soltanto di unirsi a lui nella ricerca dell’errore: del suo come del proprio” (Neil Postman, 1981)

Non sono leggi assolute quelle che ho scritto, solo consigli che mi sono sentito di darti sui pochi dati che hai fornito, ovviamente sei libero di scrivere ciò che più ti aggrada. ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@pu*pazzo</p>
<blockquote><p>beh per riportarlo nel mondo nostro è come se il tuo professore universitario fosse un ex criminale di guerra che ha cambiato identità….</p></blockquote>
<p>Andando per logica, secondo quanto hai scritto, la guerra non deve essere molto antica se il maestro di cui parli vi ha partecipato ed è ancora vivo. A meno che nel mondo che hai creato i suoi abitanti non vivano per molti anni (se hai usato gli elfi giuro che ti disconosco xD) o altre trovate.</p>
<p>Premesso questo, ti posso consigliare in ogni caso di usare come artifizio la ricorrenza. Decidi che in quel giorno nel tuo mondo si ricorda la fine della guerra in questione o un evento significativo di quel periodo. Sia per motivi di gioia, come può essere la festa del 4 luglio, l’indipendenza per gli americani o per motivi di mestizia, come può essere il 27 gennaio, la giornata della memoria per diverse nazioni europee. Questo dipende molto dal tipo di guerra che hai pensato, da quanto è stata cruenta, dalle conseguenze geopolitiche che ha avuto, se i tuoi protagonisti sono i vincitori o gli sconfitti, la loro filosofia riguardo la guerra (Tipo: «Non esistono grandi guerrieri. La guerra nessuno grande fa» Yoda). Ci sono alcune popolazioni che dopo aver conosciuto l’orrore della guerra non ne vogliono più sentir parlare, altre che ormai ci sono abituate come fosse l’aria ed altre ancora che la cercano a tutti i costi.</p>
<p>A questo punto mostri ciò nell’ambiente in cui svolgi la vicenda. Il capo della nazione che tiene un discorso mentre la tua allieva passa per la piazza, oppure festeggiamenti di altro tipo. In questo modo hai un motivo per il quale poi il maestro abbia un’aria contrita o mostri nervosismo, visto che questo giorno gli ricorda sempre il suo oscuro passato. Potresti far chiedere all’allieva il perché di quella tensione al che potresti lasciar rispondere un semplice: “Non preoccuparti, non è niente…” Quando è chiaro che invece è qualcosa di importante, ma il lettore non lo sa però se lo scrivi bene si incuriosisce e lo tieni legato a te almeno finché non lo scoprirà. Ti consiglio la visione del film <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Seven_Swords" rel="nofollow">Seven Swords</a>. Uno dei personaggi principali è un maestro di arti marziali che tiene celata la sua identità inizialmente in quanto era un torturatore per la precedente dinastia (ALLARME CLICHÉ!!! Scherzo xD).</p>
<p>Per quanto riguarda il sistema fisico della magia, potresti sfruttare la dabbenaggine di un altro mago o allievo o chiunque usi la magia. Esempio, fai passare il maestro per il giardino e si vede un mago che sta usando un incantesimo in un determinato modo, sbagliando. Al che interviene il maestro spiegando poi al tizio anche il perché abbia sbagliato introducendo le regole che tu hai stabilito. Oppure fai sbagliare il maestro per distrazione o per volontà nascosta (dipende dal tipo di pedagogia che hai scelto di fargli applicare).<br />
L’apprendimento per prove ed errori è da sempre il più efficace metodo per insegnare qualcosa, sia per il mago in questione che per il lettore stesso.<br />
“E’ sorprendente vedere come gli studenti possano perdere una parte della loro paura di sbagliare, profondamente radicata in loro, quando si trovano con un insegnante che non chiede loro di essere nel giusto, ma soltanto di unirsi a lui nella ricerca dell’errore: del suo come del proprio” (Neil Postman, 1981)</p>
<p>Non sono leggi assolute quelle che ho scritto, solo consigli che mi sono sentito di darti sui pochi dati che hai fornito, ovviamente sei libero di scrivere ciò che più ti aggrada. ^^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Guardiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24488</link>
		<dc:creator>Il Guardiano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 23:29:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24488</guid>
		<description>La Ribellione ne &quot;le cronache del ghiaccio e del fuoco&quot; è un evento più recente della WWII...è tipo 20 anni prima, nemmeno una generazione. Una guerra così recente non può non avere strascichi. Già una guerra di 60-70 anni prima (come la WWII), in una società dove l&#039;istruzione è inesistente, è abbastanza nebulosa. Il popolo saprà (si ricorderà) soltanto che i tedeschi sono dei crucchi, i francesi c&#039;hanno rubato la monnalisa, i russi sono comunisti e gli americani bombardarono i civili assieme agli inglesi. 
Il Falso Drago Logain in &quot;la ruota del tempo&quot; era contemporaneo alla storia narrata. Logain si proclamava Drago Rinato all&#039;inizio del libro e a fine libro già era catturato se non sbaglio. 
Visto che parliamo de La Ruota del Tempo, dico solo due cose:
La prima è che IO non riesco a mandar giù il fatto che guerre successe 600-700 o 2000 anni prima siano così recenti nell&#039;immaginario collettivo. E&#039; una scemenza, soprattutto se negli ultimi 200 (400?) anni nei Fiumi Gemelli non ci sono stati conflitti conflitti; la gente tenderebbe a dimenticare la guerra e vivere nell&#039;abbondanza o comunque nel miglioramento della qualità della vita dovuto alla mancanza di conflitto.
La seconda è questo Infodump pesantissimo, un esempio da evitare. Un modo per dire &quot;&lt;i&gt;guardate che bravo scrittore sono, ho inventato un intero mondo con tutta la sua storia!&lt;/i&gt;&quot; (lo metto in spoiler perché è abbastanza lungo):
&lt;spoiler&gt;&lt;blockquote&gt;Bran si accigliò, ma prima che potesse replicare, Moiraine alzò sopra la testa il bastone intagliato e lo fece girare in aria, reggendolo a due mani. L&#039;ansito di Rand fu l&#039;eco di quello dei paesani: dalle estremità del bastone sgorgò una fiamma bianca e sibilante. Perfino Bran e Haral si scostarono. Moiraine tese le braccia davanti a sé, con il bastone parallelo al terreno, ma le due lingue di fiamma continuarono a protendersi, più vivide delle torce. Gli uomini arretrarono schermandosi gli occhi da quel bagliore doloroso.
«Così si è ridotto il sangue di Aemon?» disse l&#039;Aes Sedai, a voce bassa che però soffocò ogni altro suono. «Gentucola che si disputa il diritto di nascondersi come conigli selvatici? Avete dimenticato chi eravate, ma spe-ravo che nel sangue e nelle ossa vi restasse almeno il ricordo. Un briciolo che vi desse forza per la lunga notte in arrivo.»
Nessuno parlò. I due Coplin avevano l&#039;aspetto di chi non volesse più ria-prire bocca.
«Dimenticato?» disse Bran. «Non siamo mai cambiati. Onesti contadini, pastori, artigiani. Gente dei Fiumi Gemelli.»
«A meridione» disse Moiraine «c&#039;è il fiume che voi chiamate fiume Bianco; ma molto lontano da qui, a levante, gli uomini lo chiamano ancora
col giusto nome. Manetherendrelle. Nella Lingua Antica, Acque della Montagna Patria. Acque scintillanti che un tempo scorrevano in una terra di coraggio e di bellezza. Duemila anni fa, il Manetherendrelle sfiorava le mura di una città montana così bella che i costruttori Ogier venivano a guardarla pieni di stupore. Fattorie e villaggi ricoprivano questa regione, e quella che chiamate la Foresta delle Ombre, e le terre più in là. Ma tutta questa gente si riteneva il popolo della Montagna Patria, il popolo di Ma-netheren.
«Il loro re era Aemon al Caar al Thorin, Aemon figlio di Caar figlio di Thorin, e Eldrene ay Elian ay Carlan era la regina. Aemon era un uomo che non conosceva la paura, tanto che, per fare a un coraggioso il migliore complimento, anche fra i suoi nemici si diceva che aveva il cuore di Ae-mon. Eldrene era così bella che si diceva che i fiori sbocciassero per farla sorridere. Coraggio e bellezza, sapienza e amore, che la morte non avrebbe separato. Piangete, se avete un cuore, per la loro perdita, per la perdita per-fino del ricordo. Piangete, per la perdita del loro sangue.»
Moiraine tacque, ma nessuno parlò. Rand era prigioniero come gli altri dell&#039;incantesimo da lei creato. Quando Moiraine riprese a parlare, Rand pendeva dalle sue labbra, come tutti gli altri.
«Per quasi due secoli le Guerre Trolloc avevano devastato il mondo in lungo e in largo; dovunque infuriassero le battaglie, lo stendardo con l&#039;A-quila Rossa di Manetheren era in prima fila. Gli uomini di Manetheren e-rano una spina nel piede del Tenebroso e un rovo nella sua mano. Cantate di Manetheren, che non avrebbe mai piegato il ginocchio davanti all&#039;Om-bra. Cantate di Manetheren, la spada che non si sarebbe mai spezzata.«Erano molto lontano, gli uomini di Manetheren, nel Campo di Bekkar, detto il Campo di Sangue, quando seppero che un esercito di Trolloc si muoveva contro la loro casa. Non potevano fare altro che aspettare la noti-zia della morte della propria terra, perché le forze del Tenebroso intende-vano distruggerli tutti, uccidere la possente quercia tagliandone le radici. Potevano solo piangere. Ma erano gli uomini della Montagna Patria.
«Senza esitare, senza pensare alla distanza da percorrere, partirono dal campo della vittoria, ancora coperti di polvere, sudore, sangue. Giorno e notte marciarono, perché avevano visto l&#039;orrore che un esercito di Trolloc si lasciava alle spalle e nessuno poteva dormire, quando un simile pericolo minacciava Manetheren. Procedettero come se avessero le ali ai piedi, fe-cero più strada di quanto gli amici si augurassero o i nemici temessero. In qualsiasi altro momento, quella marcia, da sola, avrebbe ispirato poeti.
Quando gli eserciti del Tenebroso sciamarono sulle terre di Manetheren, gli uomini della Montagna Patria li affrontarono, con la schiena al Taren-drelle.
«L&#039;esercito che confrontò gli uomini di Manetheren bastava ad atterrire il cuore più coraggioso. Corvi oscuravano il cielo; Trolloc oscuravano la terra. Trolloc e i loro alleati umani. Trolloc e Amici del Tenebroso, a deci-ne e decine di migliaia, sotto il comando di Signori del Terrore. Di notte i fuochi da campo superarono in numero le stelle e l&#039;alba rivelò in prima li-nea lo stendardo di Ba&#039;alzamon. Ba&#039;alzamon, Cuore delle Tenebre. Un an-tico nome del Padre delle Menzogne. Il Tenebroso era ancora incatenato nella prigione di Shayol Ghul, altrimenti neppure tutte le forze dell&#039;umani-tà avrebbero potuto contrastarlo, ma lì c&#039;era potere. Signori del Terrore; e una sorta di male che faceva sembrare appena giusto quello stendardo di-struttore di luce e che mandava un brivido di gelo nell&#039;anima degli uomini che lo confrontavano.
«Eppure costoro sapevano che cosa bisognava fare. La loro terra natale si trovava appena al di là del fiume. Quell&#039;esercito e il potere che lo ac-compagnava dovevano essere tenuti lontano dalla Montagna Patria. Ae-mon aveva inviato messaggeri e ricevuto promesse di aiuti, se avessero re-sistito almeno tre giorni sulla sponda del Tarendrelle, contro forze che a-vrebbero dovuto spazzarli via nella prima ora. Eppure, con sanguinosi as-salti e difese disperate, resistettero per la prima ora e per la seconda e per le successive. Tre giorni combatterono e, anche se il terreno divenne simile a un mattatoio, non permisero la traversata del Tarendrelle. Ma la terza notte non giunse alcun aiuto, non giunsero messaggeri. Continuarono a combattere da soli. Per sei giorni. Per nove. E il decimo giorno Aemon co-nobbe l&#039;amaro sapore del tradimento. Non avrebbero ricevuto aiuti e non potevano più impedire la traversata del fiume.»
«Cosa accadde allora?» domandò Hari. La fiamma delle torce tremolava nella gelida brezza della notte, ma nessuno si mosse per stringersi addosso il mantello.«Aemon» continuò Moiraine «attraversò il Tarendrelle e distrusse i pon-ti. E ordinò al suo popolo in tutto il territorio di darsi alla fuga, perché i po-teri che sostenevano i Trolloc avrebbero trovato il modo di trasportare l&#039;or-da al di là del fiume. Mentre l&#039;ordine si spargeva, i Trolloc iniziarono la traversata e i soldati di Manetheren ripresero il combattimento per guada-gnare tempo, pagando con la propria vita. Nella città di Manetheren, El-drene organizzò la fuga del suo popolo nelle foreste più fitte e nei rifugi
sulle montagne.
«Ma alcuni non fuggirono. Prima come rivolo, poi come fiume, poi co-me inondazione, corsero non verso la salvezza, ma ad unirsi ai soldati che combattevano per la loro terra. Pastori armati d&#039;arco, contadini armati di forcone, boscaioli armati di scure. E anche donne, armate di quello che a-vevano trovato, marciarono a fianco a fianco con i loro uomini. Tutti sape-vano d&#039;intraprendere un viaggio senza ritorno. Ma quella era la loro terra, era stata dei loro padri e sarebbe stata dei loro figli. Andarono a pagare il prezzo. Non un palmo di terreno fu ceduto prima che fosse zuppo di san-gue, ma alla fine l&#039;esercito di Manetheren fu respinto fin qui, fino alla zona che oggi chiamate Emond&#039;s Field. E qui le orde di Trolloc lo circondarono.
«I cadaveri di Trolloc e di rinnegati formarono alti cumuli, ma sempre nuovi nemici scavalcavano i mucchi di vittime, in ondate di morte che non avevano fine. Una sola conclusione era possibile. Non un uomo né una donna, di coloro che all&#039;alba di quel giorno avevano combattuto sotto lo stendardo dell&#039;Aquila Rossa, al calare della notte sopravviveva. La spada che non si sarebbe mai spezzata era stata fatta a pezzi.
«Nelle Montagne di Nebbia, rimasta da sola nella città deserta di Mane-theren, Eldrene sentì Aemon morire e il suo cuore morì con lui. E al posto del cuore le rimase soltanto sete di vendetta, vendetta per l&#039;amato, vendetta per il suo popolo e la sua terra. Spinta dal dolore, Eldrene attinse alla Vera Fonte e scagliò l&#039;Unico Potere contro l&#039;esercito Trolloc. E i Signori del Ter-rore morirono lì dove si trovavano, mentre tenevano consigli di guerra o esortavano i soldati. In un batter di ciglio i Signori del Terrore e i generali del Tenebroso furono avvolti dalle fiamme. Il fuoco consumò il loro corpo e il terrore consumò l&#039;esercito vittorioso.«Tutti fuggirono come animali davanti all&#039;incendio della foresta, senz&#039;al-tro pensiero che la salvezza. Fuggirono a settentrione e a meridione. A mi-gliaia annegarono nel tentativo di attraversare il Tarendrelle senza l&#039;aiuto dei Signori del Terrore; e, varcato il Manetherendrelle, distrussero i ponti, per paura di quel che potesse inseguirli. Dove trovarono gente, uccisero e incendiarono, ma pensarono soprattutto alla fuga. Finché, in conclusione, nessuno di loro rimase sulle terre di Manetheren. Furono dispersi come polvere davanti ai turbini di vento. La vendetta finale giunse più lentamen-te, ma giunse, quando furono inseguiti da altri popoli, da altri eserciti in al-tre regioni. Nessuno sopravvisse, degli autori del massacro di Aemon&#039;s Field.
«Ma il costo fu alto, per Manetheren. Eldrene aveva attinto l&#039;Unico Pote-
re in quantità superiore a quanto un essere umano possa usare senza aiuto. Come morirono i generali nemici, così morì anche lei; e le fiamme che la consumarono, incenerirono anche la città deserta di Manetheren, perfino le sue pietre, fino alla roccia stessa delle montagne. Tuttavia il popolo era stato salvato.
«Niente rimase delle loro fattorie, dei loro villaggi, della loro grande cit-tà. Alcuni avrebbero detto che rimaneva loro soltanto la fuga in altre terre. Loro la pensarono diversamente. Per la loro terra avevano pagato, in san-gue e speranza, un prezzo mai pagato prima; e adesso erano legati a quella terra da legami più robusti dell&#039;acciaio. Altre guerre li avrebbero distrutti negli anni a venire; alla fine dimenticarono il loro angolo di mondo e le guerre e il modo di fare guerra. Manetheren non si risollevò mai più. Le sue altissime guglie e le fontane zampillanti divennero un sogno che piano piano svanì dalla mente del suo popolo. Ma loro, e i loro figli, e i figli dei loro figli, conservarono la terra che era stata loro, anche quando i secoli ne cancellarono dal ricordo i motivi. La conservarono finché, oggi, ci siete voi. Piangete per Manetheren. Piangete per ciò che è perduto per sempre.»
Le fiamme alle estremità del bastone di Moiraine si spensero; la donna lo abbassò come se pesasse cento libbre. Per un lungo momento si udì solo il gemito del vento. Poi Paet al&#039;Caar scostò i Coplin e venne avanti.
«Non so niente del tuo racconto» disse. «Non sono una spina nel piede del Tenebroso e non penso d&#039;esserlo mai. Ma il mio Wil cammina grazie a te e per questo mi vergogno d&#039;essere qui. Non so se mi perdonerai, ma an-che senza perdono, me ne vado. E per me resta pure a Emond&#039;s Field fin-ché ne hai voglia.»&lt;/blockquote&gt;&lt;/spoiler&gt;

Tornando al discorso di prima, Poitiers non è più &quot;da storici&quot; rispetto alle Termopili, eppure non sono argomenti che rientrano nella &quot;giornata tipo&quot; di due persone non addette ai lavori. 
Quando ti è capitato di parlare delle Termopili o Poitiers, se non perché giusto in quel momento stavano passando un documentario alla TV? 
E oltre a Hitler e Mussolini, l&#039;italiano medio conosce altri &quot;eroi&quot; dell&#039;epoca? Eichmann, Himmler, Borghese, Galeazzo Ciano sono solo dei grandi punti interrogativi. Quasi non saprebbero chi è stato Salvo D&#039;Acquisto se non c&#039;avessero fatto un film. 

Non so, forse è una questione di gusti personali, ma a me le storie delle grandi battaglie non piacciono, soprattutto in una dose massiccia. A volte preferisco che i PG ne parlino tra di loro come se a loro fosse noto tutto, come se fosse la banalità più banale del mondo e far rimanere il lettore smarrito, salvo poi capire qualcosa qualche riga dopo che spiattellare tutto in una volta sola e dargli un pugno in un occhio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Ribellione ne &#8220;le cronache del ghiaccio e del fuoco&#8221; è un evento più recente della WWII&#8230;è tipo 20 anni prima, nemmeno una generazione. Una guerra così recente non può non avere strascichi. Già una guerra di 60-70 anni prima (come la WWII), in una società dove l&#8217;istruzione è inesistente, è abbastanza nebulosa. Il popolo saprà (si ricorderà) soltanto che i tedeschi sono dei crucchi, i francesi c&#8217;hanno rubato la monnalisa, i russi sono comunisti e gli americani bombardarono i civili assieme agli inglesi.<br />
Il Falso Drago Logain in &#8220;la ruota del tempo&#8221; era contemporaneo alla storia narrata. Logain si proclamava Drago Rinato all&#8217;inizio del libro e a fine libro già era catturato se non sbaglio.<br />
Visto che parliamo de La Ruota del Tempo, dico solo due cose:<br />
La prima è che IO non riesco a mandar giù il fatto che guerre successe 600-700 o 2000 anni prima siano così recenti nell&#8217;immaginario collettivo. E&#8217; una scemenza, soprattutto se negli ultimi 200 (400?) anni nei Fiumi Gemelli non ci sono stati conflitti conflitti; la gente tenderebbe a dimenticare la guerra e vivere nell&#8217;abbondanza o comunque nel miglioramento della qualità della vita dovuto alla mancanza di conflitto.<br />
La seconda è questo Infodump pesantissimo, un esempio da evitare. Un modo per dire &#8220;<i>guardate che bravo scrittore sono, ho inventato un intero mondo con tutta la sua storia!</i>&#8221; (lo metto in spoiler perché è abbastanza lungo):<br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1789006961'), this, 'Mostra spoiler &#9660;', 'Nascondi spoiler &#9650;');">Mostra spoiler &#9660;</a></p>
<div id='SID1789006961' style='display:none;'>
<blockquote><p>Bran si accigliò, ma prima che potesse replicare, Moiraine alzò sopra la testa il bastone intagliato e lo fece girare in aria, reggendolo a due mani. L&#8217;ansito di Rand fu l&#8217;eco di quello dei paesani: dalle estremità del bastone sgorgò una fiamma bianca e sibilante. Perfino Bran e Haral si scostarono. Moiraine tese le braccia davanti a sé, con il bastone parallelo al terreno, ma le due lingue di fiamma continuarono a protendersi, più vivide delle torce. Gli uomini arretrarono schermandosi gli occhi da quel bagliore doloroso.<br />
«Così si è ridotto il sangue di Aemon?» disse l&#8217;Aes Sedai, a voce bassa che però soffocò ogni altro suono. «Gentucola che si disputa il diritto di nascondersi come conigli selvatici? Avete dimenticato chi eravate, ma spe-ravo che nel sangue e nelle ossa vi restasse almeno il ricordo. Un briciolo che vi desse forza per la lunga notte in arrivo.»<br />
Nessuno parlò. I due Coplin avevano l&#8217;aspetto di chi non volesse più ria-prire bocca.<br />
«Dimenticato?» disse Bran. «Non siamo mai cambiati. Onesti contadini, pastori, artigiani. Gente dei Fiumi Gemelli.»<br />
«A meridione» disse Moiraine «c&#8217;è il fiume che voi chiamate fiume Bianco; ma molto lontano da qui, a levante, gli uomini lo chiamano ancora<br />
col giusto nome. Manetherendrelle. Nella Lingua Antica, Acque della Montagna Patria. Acque scintillanti che un tempo scorrevano in una terra di coraggio e di bellezza. Duemila anni fa, il Manetherendrelle sfiorava le mura di una città montana così bella che i costruttori Ogier venivano a guardarla pieni di stupore. Fattorie e villaggi ricoprivano questa regione, e quella che chiamate la Foresta delle Ombre, e le terre più in là. Ma tutta questa gente si riteneva il popolo della Montagna Patria, il popolo di Ma-netheren.<br />
«Il loro re era Aemon al Caar al Thorin, Aemon figlio di Caar figlio di Thorin, e Eldrene ay Elian ay Carlan era la regina. Aemon era un uomo che non conosceva la paura, tanto che, per fare a un coraggioso il migliore complimento, anche fra i suoi nemici si diceva che aveva il cuore di Ae-mon. Eldrene era così bella che si diceva che i fiori sbocciassero per farla sorridere. Coraggio e bellezza, sapienza e amore, che la morte non avrebbe separato. Piangete, se avete un cuore, per la loro perdita, per la perdita per-fino del ricordo. Piangete, per la perdita del loro sangue.»<br />
Moiraine tacque, ma nessuno parlò. Rand era prigioniero come gli altri dell&#8217;incantesimo da lei creato. Quando Moiraine riprese a parlare, Rand pendeva dalle sue labbra, come tutti gli altri.<br />
«Per quasi due secoli le Guerre Trolloc avevano devastato il mondo in lungo e in largo; dovunque infuriassero le battaglie, lo stendardo con l&#8217;A-quila Rossa di Manetheren era in prima fila. Gli uomini di Manetheren e-rano una spina nel piede del Tenebroso e un rovo nella sua mano. Cantate di Manetheren, che non avrebbe mai piegato il ginocchio davanti all&#8217;Om-bra. Cantate di Manetheren, la spada che non si sarebbe mai spezzata.«Erano molto lontano, gli uomini di Manetheren, nel Campo di Bekkar, detto il Campo di Sangue, quando seppero che un esercito di Trolloc si muoveva contro la loro casa. Non potevano fare altro che aspettare la noti-zia della morte della propria terra, perché le forze del Tenebroso intende-vano distruggerli tutti, uccidere la possente quercia tagliandone le radici. Potevano solo piangere. Ma erano gli uomini della Montagna Patria.<br />
«Senza esitare, senza pensare alla distanza da percorrere, partirono dal campo della vittoria, ancora coperti di polvere, sudore, sangue. Giorno e notte marciarono, perché avevano visto l&#8217;orrore che un esercito di Trolloc si lasciava alle spalle e nessuno poteva dormire, quando un simile pericolo minacciava Manetheren. Procedettero come se avessero le ali ai piedi, fe-cero più strada di quanto gli amici si augurassero o i nemici temessero. In qualsiasi altro momento, quella marcia, da sola, avrebbe ispirato poeti.<br />
Quando gli eserciti del Tenebroso sciamarono sulle terre di Manetheren, gli uomini della Montagna Patria li affrontarono, con la schiena al Taren-drelle.<br />
«L&#8217;esercito che confrontò gli uomini di Manetheren bastava ad atterrire il cuore più coraggioso. Corvi oscuravano il cielo; Trolloc oscuravano la terra. Trolloc e i loro alleati umani. Trolloc e Amici del Tenebroso, a deci-ne e decine di migliaia, sotto il comando di Signori del Terrore. Di notte i fuochi da campo superarono in numero le stelle e l&#8217;alba rivelò in prima li-nea lo stendardo di Ba&#8217;alzamon. Ba&#8217;alzamon, Cuore delle Tenebre. Un an-tico nome del Padre delle Menzogne. Il Tenebroso era ancora incatenato nella prigione di Shayol Ghul, altrimenti neppure tutte le forze dell&#8217;umani-tà avrebbero potuto contrastarlo, ma lì c&#8217;era potere. Signori del Terrore; e una sorta di male che faceva sembrare appena giusto quello stendardo di-struttore di luce e che mandava un brivido di gelo nell&#8217;anima degli uomini che lo confrontavano.<br />
«Eppure costoro sapevano che cosa bisognava fare. La loro terra natale si trovava appena al di là del fiume. Quell&#8217;esercito e il potere che lo ac-compagnava dovevano essere tenuti lontano dalla Montagna Patria. Ae-mon aveva inviato messaggeri e ricevuto promesse di aiuti, se avessero re-sistito almeno tre giorni sulla sponda del Tarendrelle, contro forze che a-vrebbero dovuto spazzarli via nella prima ora. Eppure, con sanguinosi as-salti e difese disperate, resistettero per la prima ora e per la seconda e per le successive. Tre giorni combatterono e, anche se il terreno divenne simile a un mattatoio, non permisero la traversata del Tarendrelle. Ma la terza notte non giunse alcun aiuto, non giunsero messaggeri. Continuarono a combattere da soli. Per sei giorni. Per nove. E il decimo giorno Aemon co-nobbe l&#8217;amaro sapore del tradimento. Non avrebbero ricevuto aiuti e non potevano più impedire la traversata del fiume.»<br />
«Cosa accadde allora?» domandò Hari. La fiamma delle torce tremolava nella gelida brezza della notte, ma nessuno si mosse per stringersi addosso il mantello.«Aemon» continuò Moiraine «attraversò il Tarendrelle e distrusse i pon-ti. E ordinò al suo popolo in tutto il territorio di darsi alla fuga, perché i po-teri che sostenevano i Trolloc avrebbero trovato il modo di trasportare l&#8217;or-da al di là del fiume. Mentre l&#8217;ordine si spargeva, i Trolloc iniziarono la traversata e i soldati di Manetheren ripresero il combattimento per guada-gnare tempo, pagando con la propria vita. Nella città di Manetheren, El-drene organizzò la fuga del suo popolo nelle foreste più fitte e nei rifugi<br />
sulle montagne.<br />
«Ma alcuni non fuggirono. Prima come rivolo, poi come fiume, poi co-me inondazione, corsero non verso la salvezza, ma ad unirsi ai soldati che combattevano per la loro terra. Pastori armati d&#8217;arco, contadini armati di forcone, boscaioli armati di scure. E anche donne, armate di quello che a-vevano trovato, marciarono a fianco a fianco con i loro uomini. Tutti sape-vano d&#8217;intraprendere un viaggio senza ritorno. Ma quella era la loro terra, era stata dei loro padri e sarebbe stata dei loro figli. Andarono a pagare il prezzo. Non un palmo di terreno fu ceduto prima che fosse zuppo di san-gue, ma alla fine l&#8217;esercito di Manetheren fu respinto fin qui, fino alla zona che oggi chiamate Emond&#8217;s Field. E qui le orde di Trolloc lo circondarono.<br />
«I cadaveri di Trolloc e di rinnegati formarono alti cumuli, ma sempre nuovi nemici scavalcavano i mucchi di vittime, in ondate di morte che non avevano fine. Una sola conclusione era possibile. Non un uomo né una donna, di coloro che all&#8217;alba di quel giorno avevano combattuto sotto lo stendardo dell&#8217;Aquila Rossa, al calare della notte sopravviveva. La spada che non si sarebbe mai spezzata era stata fatta a pezzi.<br />
«Nelle Montagne di Nebbia, rimasta da sola nella città deserta di Mane-theren, Eldrene sentì Aemon morire e il suo cuore morì con lui. E al posto del cuore le rimase soltanto sete di vendetta, vendetta per l&#8217;amato, vendetta per il suo popolo e la sua terra. Spinta dal dolore, Eldrene attinse alla Vera Fonte e scagliò l&#8217;Unico Potere contro l&#8217;esercito Trolloc. E i Signori del Ter-rore morirono lì dove si trovavano, mentre tenevano consigli di guerra o esortavano i soldati. In un batter di ciglio i Signori del Terrore e i generali del Tenebroso furono avvolti dalle fiamme. Il fuoco consumò il loro corpo e il terrore consumò l&#8217;esercito vittorioso.«Tutti fuggirono come animali davanti all&#8217;incendio della foresta, senz&#8217;al-tro pensiero che la salvezza. Fuggirono a settentrione e a meridione. A mi-gliaia annegarono nel tentativo di attraversare il Tarendrelle senza l&#8217;aiuto dei Signori del Terrore; e, varcato il Manetherendrelle, distrussero i ponti, per paura di quel che potesse inseguirli. Dove trovarono gente, uccisero e incendiarono, ma pensarono soprattutto alla fuga. Finché, in conclusione, nessuno di loro rimase sulle terre di Manetheren. Furono dispersi come polvere davanti ai turbini di vento. La vendetta finale giunse più lentamen-te, ma giunse, quando furono inseguiti da altri popoli, da altri eserciti in al-tre regioni. Nessuno sopravvisse, degli autori del massacro di Aemon&#8217;s Field.<br />
«Ma il costo fu alto, per Manetheren. Eldrene aveva attinto l&#8217;Unico Pote-<br />
re in quantità superiore a quanto un essere umano possa usare senza aiuto. Come morirono i generali nemici, così morì anche lei; e le fiamme che la consumarono, incenerirono anche la città deserta di Manetheren, perfino le sue pietre, fino alla roccia stessa delle montagne. Tuttavia il popolo era stato salvato.<br />
«Niente rimase delle loro fattorie, dei loro villaggi, della loro grande cit-tà. Alcuni avrebbero detto che rimaneva loro soltanto la fuga in altre terre. Loro la pensarono diversamente. Per la loro terra avevano pagato, in san-gue e speranza, un prezzo mai pagato prima; e adesso erano legati a quella terra da legami più robusti dell&#8217;acciaio. Altre guerre li avrebbero distrutti negli anni a venire; alla fine dimenticarono il loro angolo di mondo e le guerre e il modo di fare guerra. Manetheren non si risollevò mai più. Le sue altissime guglie e le fontane zampillanti divennero un sogno che piano piano svanì dalla mente del suo popolo. Ma loro, e i loro figli, e i figli dei loro figli, conservarono la terra che era stata loro, anche quando i secoli ne cancellarono dal ricordo i motivi. La conservarono finché, oggi, ci siete voi. Piangete per Manetheren. Piangete per ciò che è perduto per sempre.»<br />
Le fiamme alle estremità del bastone di Moiraine si spensero; la donna lo abbassò come se pesasse cento libbre. Per un lungo momento si udì solo il gemito del vento. Poi Paet al&#8217;Caar scostò i Coplin e venne avanti.<br />
«Non so niente del tuo racconto» disse. «Non sono una spina nel piede del Tenebroso e non penso d&#8217;esserlo mai. Ma il mio Wil cammina grazie a te e per questo mi vergogno d&#8217;essere qui. Non so se mi perdonerai, ma an-che senza perdono, me ne vado. E per me resta pure a Emond&#8217;s Field fin-ché ne hai voglia.»</p></blockquote>
</div>
<p>Tornando al discorso di prima, Poitiers non è più &#8220;da storici&#8221; rispetto alle Termopili, eppure non sono argomenti che rientrano nella &#8220;giornata tipo&#8221; di due persone non addette ai lavori.<br />
Quando ti è capitato di parlare delle Termopili o Poitiers, se non perché giusto in quel momento stavano passando un documentario alla TV?<br />
E oltre a Hitler e Mussolini, l&#8217;italiano medio conosce altri &#8220;eroi&#8221; dell&#8217;epoca? Eichmann, Himmler, Borghese, Galeazzo Ciano sono solo dei grandi punti interrogativi. Quasi non saprebbero chi è stato Salvo D&#8217;Acquisto se non c&#8217;avessero fatto un film. </p>
<p>Non so, forse è una questione di gusti personali, ma a me le storie delle grandi battaglie non piacciono, soprattutto in una dose massiccia. A volte preferisco che i PG ne parlino tra di loro come se a loro fosse noto tutto, come se fosse la banalità più banale del mondo e far rimanere il lettore smarrito, salvo poi capire qualcosa qualche riga dopo che spiattellare tutto in una volta sola e dargli un pugno in un occhio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: france</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/#comment-24485</link>
		<dc:creator>france</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 16:22:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2470#comment-24485</guid>
		<description>Se hai già tagliato tutto il tagliabile... 
bè, partiamo dall&#039;inizio: guerra recente (es. WWII) o guerra antica (es. Poitiers)?
Evento noto perlopiù agli studiosi (Poitiers) o a chiunque (WWII)?

Se è recente e noto a tutti (WWII) non serve parlarne: i PG ne parleranno spesso, come di cosa nota. Ci saranno battutine in merito (la sai quella di Hitler e il pagliaccio?), modi di dire (&quot;malvagio come hitler&quot;), riferimenti anche cittadini (sì, questo palazzo è stato tirato già dai bombardamenti). Es. La Ribellione di Robert ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Se è recente e noto a pochi (es. guerra civile in africa) un buon modo per proporlo potrebbe essere far incotrare al PG un attivista per i diritti umani o un mercante di passaggio o giù di lì. Quello lo riempie di spam e il lettore pure. Es. il Falso Drago Logain ne La Ruota del Tempo (I libro).

Se è antico e noto a tutti (es. le Termopili) due amici potrebbero veramente parlarne nei toni di cui parlava Il Guardiano, cioè tipo &quot;se i persiani avessero vinto, a quest&#039;ora saremmo tutti induisti e la civiltà occidentale non sarebbe mai esistita!&quot;. Non è una cosa così strana. Es. La Guerra dell&#039;Ombra, sempre ne La Ruota del Tempo.

Se è antico e noto a pochi... taglialo :P Verrà fuori quando sarà il momento, semmai lascia qualche indizio sparso qua e là. In generale è qualcosa che il PG NON E&#039; tenuto a sapere, e quindi nemmeno il lettore. Es. la I Ribellione Angelica in Queste Oscure Materie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se hai già tagliato tutto il tagliabile&#8230;<br />
bè, partiamo dall&#8217;inizio: guerra recente (es. WWII) o guerra antica (es. Poitiers)?<br />
Evento noto perlopiù agli studiosi (Poitiers) o a chiunque (WWII)?</p>
<p>Se è recente e noto a tutti (WWII) non serve parlarne: i PG ne parleranno spesso, come di cosa nota. Ci saranno battutine in merito (la sai quella di Hitler e il pagliaccio?), modi di dire (&#8220;malvagio come hitler&#8221;), riferimenti anche cittadini (sì, questo palazzo è stato tirato già dai bombardamenti). Es. La Ribellione di Robert ne Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.</p>
<p>Se è recente e noto a pochi (es. guerra civile in africa) un buon modo per proporlo potrebbe essere far incotrare al PG un attivista per i diritti umani o un mercante di passaggio o giù di lì. Quello lo riempie di spam e il lettore pure. Es. il Falso Drago Logain ne La Ruota del Tempo (I libro).</p>
<p>Se è antico e noto a tutti (es. le Termopili) due amici potrebbero veramente parlarne nei toni di cui parlava Il Guardiano, cioè tipo &#8220;se i persiani avessero vinto, a quest&#8217;ora saremmo tutti induisti e la civiltà occidentale non sarebbe mai esistita!&#8221;. Non è una cosa così strana. Es. La Guerra dell&#8217;Ombra, sempre ne La Ruota del Tempo.</p>
<p>Se è antico e noto a pochi&#8230; taglialo :P Verrà fuori quando sarà il momento, semmai lascia qualche indizio sparso qua e là. In generale è qualcosa che il PG NON E&#8217; tenuto a sapere, e quindi nemmeno il lettore. Es. la I Ribellione Angelica in Queste Oscure Materie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

