Vittima natalizia + Bambolina omaggio

Quest’anno ho recensito meno fantasy italiani degli anni scorsi. Posso assicurare che non dipende dal fatto che sono diventata “buona”, tutt’altro: il mio cuore marcio trabocca come non mai di astio e invidia. Però mi sono stancata di ripetere sempre le stesse cose. È una questione di dignità: lo scrittore medio di fantasy italiano è un idiota fatto e finito, è degradante per me perderci del tempo appresso.

Per esempio, non so quante volte, in pubblico e in privato, ho sostenuto conversazioni tipo questa:

Io: «Non devi raccontare che Giulietta è cattiva, devi mostrarlo. Non so, falle picchiare la sorellina.»
Autore X: «Ma “show don’t tell” non si applica sempre!!!»
Che sarebbe come dire:
Io: «Non mordere la prolunga del televisore, potresti prendere la scossa.»
Autore X: «Ma l’elettricità non fa sempre male!!! Guarda il defibrillatore!!!»

Ha senso proseguire dialoghi del genere? No, è solo buttare del tempo che potrei spendere meglio fissando le macchie di umidità sul soffitto.

Ciò non vuol dire che mi adagerò nell’ipocrisia del “recensisco solo quello che mi è piaciuto”; continueranno a esserci recensioni oneste: se il romanzo è bello dirò che è bello, se fa schifo dirò che fa schifo. Però le recensioni saranno scelte con cura, saranno recensite solo opere che promettano qualcosa di interessante. Sono arcistufa di recensire ritardati.

Detto questo, come promesso, ho aperto il sondaggio per la recensione natalizia. Di seguito sono elencate dodici possibilità: leggete le descrizioni e scegliete con attenzione. Durante le vacanze di Natale mi sorbirò il romanzo vincitore e poi lo recensirò. Se sceglierete romanzi che non sembrano complete porcherie fin dal titolo ve ne sarò grata, ma sentitevi liberi di comportarvi come preferite.
EDIT del 19 dicembre 2009: Sondaggio chiuso, ha vinto Il Silenzio di Lenth.
EDIT del 16 gennaio 2010: Romanzo vincitore recensito.

Prima, però, un modesto consiglio per gli acquisti.
L’altro giorno ero in libreria. Mentre mi aggiravo per il reparto fantasy è arrivata una signora dall’aria smarrita. Dopo qualche minuto una commessa le ha chiesto se aveva bisogno di aiuto. La signora ha spiegato che voleva regalare un libro a una bambina di dodici anni – ha anche fatto gesto con la mano a indicare l’altezza della ragazzina, come se le stesse comprando un vestito. La commessa ha sorriso alla signora e le ha rifilato l’ultimo romanzo di Licia Troisi… un’altra bambina che avrà la vita rovinata per colpa di una madre mentecatta.
Signori genitori, non fatevi ingannare dalla retorica imbecille del “se legge è sempre meglio!!!”. Una bambina che legge le cretinate della Troisi o della Meyer si rovina il cervello. E quando il danno è fatto, rimane solo la trapanazione.
Perciò regalate videogiochi. I videogiochi rendono più intelligenti, è un fatto dimostrato. Ma se proprio volete spingere alla lettura un ragazzino o una ragazzina, il mio consiglio è di regalare Little Brother di Cory Doctorow, di cui è uscita da poco l’edizione italiana, con titolo X (sì solo “ics”, che cosa c’entri con “Little Brother” mi sfugge, ma pazienza). L’editore è Newton Compton.

Copertina di X
Copertina di X

Ho recensito il romanzo in lingua originale a suo tempo, qui. Non è un romanzo privo di difetti, ma è cento volte più interessante e coinvolgente di tutti i libri di Licia Troisi e Stephanie Meyer messi assieme. Almeno provateci a regalarlo: forse vostra figlia non è ancora una cerebrolesa e avete la possibilità di salvarla!

* * *

I dodici candidati, in ordine alfabetico. Le trame sono prese dalle schede dei libri su iBS.it.

Copertina di Bryan di Boscoquieto e il Talismano del Male#1.
Titolo: Bryan di Boscoquieto e il Talismano del Male (Newton Compton)

Trama: Da quando Bryan di Boscoquieto ha scoperto di possedere doti soprannaturali il suo mondo non è più lo stesso. Come se la sua percezione si fosse allargata fino a dilatare i confini tra la vita quotidiana e la magia, ora è in grado di rendersi conto di tutti gli strani esseri di cui l’universo è popolato. Capitani di una guerra millenaria, Morpheus il mezzodemone, fondatore della Baia, e Insorta, temuto leader della Comunità Ribelle, tentano di conquistarsi la fiducia di Bryan. Insieme a lui, la bellissima Gaia, la ladra di corpi, le imbattibili gemelle Alba e Aurora, e Achille, con le sue facoltà medianiche, compongono un piccolo esercito di eroi giovanissimi e pronti a tutto pur di disinnescare le minacce che si addensano intorno al leggendario e terribile Talismano del Male. Che la Terra continui a esistere o che tutto si risolva in uno spaventoso olocausto nucleare, a questo punto, dipenderà dalle gesta di Bryan, E dalla sua capacità di distinguere ciò che appartiene a questo mondo da ciò che si può soltanto sognare.

Autore: Federico Ghirardi. Ha esordito ancora minorenne l’anno scorso con Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni. Un giovane gegno. Senza dubbio.

Perché parto prevenuta: perché Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni l’ho letto.

Perché potrebbe essere decente: perché sarà pieno di gnocche tutte nude che si fanno sculacciare dai demoni? Non è quello che ogni ragazza sogna di leggere in un romanzo fantasy? Magari questa volta il Ghirardi saprà superarsi e mi regalerà una bella scena di stupro tentacolare!

Copertina di Buio#2.
Titolo: Buio (Fazi)

Trama: Diciassette anni, bellissima, apparentemente sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: “Sorrisi e lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo”. Se lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma scrive di notte, come in preda a un’inspiegabile trance, rendendosi conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell’assassino. Mentre la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro, che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano intorno.

Autore: Elena P. Melodia, al suo esordio.

Perché parto prevenuta: la signorina Melodia sarà sicuramente un’ottima scrittrice – altrimenti come potrebbe essere stata pubblicata da una prestigiosa casa editrice? – ma non è capace di mettere assieme una descrizione decente.

Perché potrebbe essere decente: Morgan – il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola – è troppo gnokko!!!

Copertina di Figli di Tenebra#3.
Titolo: Figli di Tenebra (Curcio)

Trama: La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell’ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L’obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all’apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un’epoca remota ha rischiato di annientare il mondo. Bisogna raggiungerlo, quindi, e in fretta: al destino non si può sfuggire, e necessario assecondarlo, è necessario costruirlo. Mentre nel mondo l’estate muore, Lothar e la sua compagnia penetrano terre malate, regolate da leggi insondabili e popolale dai figli di un atto di violenza sulla natura stessa: esseri né vivi né defunti in eterna putrescenza, dominati da un’intera casta di vampiri, che li corroderanno nell’anima e nel corpo. Lì, nella Gehenna, dove la sofferenza diventa disperazione e follia, l’odio e l’amore daranno a Lothar la forza, il Potere gli metterà in mano gli strumenti, i ricordi e le perdite saranno la ragione per lottare ancora… Fino a quando tornerà a sorgere la luna di sangue.

Autore: Marco Davide. Sì, due nomi e nessun cognome. Questo Figli di Tenebra è il terzo volume nella trilogia di Lothar Basler.

Perché parto prevenuta: il primo volume della trilogia, La Lama del Dolore, si era classificato secondo nel sondaggio natalizio dello scorso anno. Ho provato a leggere La Lama del Dolore: è scritto da cani, una roba insopportabile. Pur con tutta la buona volontà non sono riuscita a finirlo.

Perché potrebbe essere decente: nel frattempo Marco Davide ha imparato a scrivere?

Copertina de Gli Orchi di Kunnat#4.
Titolo: Gli Orchi di Kunnat (Delos Books)

Trama: “Pulsa. Tutto pulsa, freme e risplende come sempre, quando sono morfizzato. Aromi, suoni, movimenti, sensazioni e percezioni risultano amplificate come i cerchi concentrici di una goccia caduta in uno stagno: le formiche scuotono il terreno come elefanti, le foglie frusciano come valanghe, le coccinelle urlano e disegnano lente traiettorie nel cielo come tartarughe azzoppate e volanti, le feci lontane e ancora calde di un daino mi offuscano la mente inebriandola della loro essenza pungente, mentre le cortecce nodose degli alberi su cui faccio leva mi trasmettono l’energia della linfa e la solidità del legno. Sono invincibile e terrificante. Se gli umani mi vedessero adesso, scapperebbero urlanti. I più coraggiosi (o forse i più stupidi) tenterebbero di uccidermi. Come se fossi io il loro problema…”

Autore: Cristian Pavone, esordiente.

Perché parto prevenuta: il romanzo fa parte della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri”, una collana nata con l’idea che il pubblico è una massa di scimuniti e dunque è giusto guadagnare propinando sempre le stesse storie trite e ritrite. Ho recensito i primi due volumi qui.

Perché potrebbe essere decente: il pubblico si è dimostrato non così fesso come Delos sperava. Infatti il curatore della collana, Franco Forte, scrive: “Libro per noi (per me) importantissimo, perché segnerà il destino di questa collana. Si tratta infatti dell’ultimo tentativo di capire se il mercato è interessato a una collana fantasy come questa oppure no.” Perciò Gli Orchi di Kunnat è l’ultima possibilità per “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri”. Magari hanno scelto un romanzo tollerabile.

Copertina de I Cacciatori del Tempo#5.
Titolo: I Cacciatori del Tempo (Piemme)

Trama: Yonec ha sedici anni, è figlio di una fata e di un uomo misterioso di cui deve ancora scoprire l’identità, e vive nel Medioevo, nei primi anni del XII secolo. Janis ha quattordici anni, frequenta la prima liceo e una maledizione la costringe a vivere ai giorni nostri. Quando la madre la iscrive ad un severissimo collegio privato, Janis scopre di poter tornare per brevi periodi nel passato, sotto forma di lupa, accanto all’amato Yonec. Insieme dovranno trovare l’antica pergamena che contiene il segreto della costruzione della prima cattedrale gotica in Francia, Saint Denis. Ma una confraternita medioevale, i cui poteri oscuri e malvagi giungono fino alla nostra epoca, farà di tutto per impedirglielo. I due ragazzi saranno impegnati in una lotta all’ultimo sangue contro le forze che li ostacolano e che vogliono separarli per sempre.

Autore: Vanna De Angelis. Autrice di saggi storici, aveva già pubblicato due romanzi fantasy nella serie “Le Carovane del Tempo” per Edizioni San Paolo.

Perché parto prevenuta: la trama puzza. I due ragazzini separati dalla maledizione, l’antica pergamena, il segreto, i poteri oscuri e malvagi, zzz.

Perché potrebbe essere decente: i romanzi precedenti della De Angelis hanno suscitano l’entusiasmo della critica. Scrive per esempio “fliss”: “adoro qst trilogia.sn libri cn 1 stupendissima trama, li leggi tt d’un fiato e ti scaraventi nelle pagine cm se sei tu eva e company. è 1 libro coinvolgentissimo,rivivi le stesse emozioni,specialmente la storia d’amore tra eva e liam. sn libri stupendi. eva e liam si devono fidanzare. ho letto 100 libri e qst trilogia mi ha colpita assai. la preferisco ad harry pottre, twilight ecc.(libri ch nn mi piacciono). p.s.: eva e liam x ever.”
(nota per mamma e papà di “fliss”: questa è “fliss” dopo 100 libri. Non potevate comprarle la PlayStation 3?)

Copertina de Il Silenzio di Lenth#6.
Titolo: Il Silenzio di Lenth (Piemme)

Trama: Sono passate ore da quando Hertha del clan Fyerno e Kaas, il Sommo Sacerdote di Lenth, hanno intrapreso quel sentiero scosceso. La fatica li ha quasi sopraffatti; non possono permettersi di restare in quel luogo, quello è l’Esterno, abitato da creature malefiche contro cui i loro incantesimi non possono nulla. Sulla via del ritorno, però, hanno sentito in lontananza il pianto di un neonato e sono accorsi a salvarlo. Per Hertha, che fin da giovane non ha dimostrato di possedere le doti per diventare mago, il segno sulla fronte del piccolo non è che una macchia scura, ma Kaas lo ha subito riconosciuto: quello è un frigie, un simbolo magico, e il neonato è l’Eletto, l’incarnazione di Kexan, il dio che lui e la sua gente hanno temuto e odiato, e che pensavano sconfitto per sempre. Dopo aver fatto ritorno al villaggio, il Sommo Sacerdote mostra il fanciullo ai dieci del Consiglio Dominante e tutti si mostrano sconcertati e impauriti. Il bambino-dio deve essere eliminato. Ma grazie a uno stratagemma Kaas riesce a mantenere in vita il piccolo, a cui ha dato il nome Windaw. Una visione notturna, infatti, gli ha mostrato l’imminente invasione delle loro terre per mano dei terribili stregoni di Tarass, che solo la forza divina dell’Eletto può fermare. Sarà lui a custodire la Pietra Alchemica che i malvagi stanno cercando e a riportare la pace e il silenzio nella verde Terra di Lenth.

Autore: Luca Centi. Questo è il suo primo romanzo.

Perché parto prevenuta: ma si può, senza ironia, ideare una storia del genere? I malvagi, la Pietra Alchemica, il bambino con la macchia che non è una macchia ma un simbolo magico, il tizio che salva di nascosto il neonato… c’è un dettaglio – uno solo – che non sia un cliché?

Perché potrebbe essere decente: in copertina c’è un tipo incappucciato. Con un bastone!!!

Copertina de Il Principe delle Nebbie#7.
Titolo: Il Principe delle Nebbie (Piemme)

Trama: Dopo aver recuperato le pagine del Libro del Destino, la compagnia delle Cinque Razze Libere ha una nuova missione: partire alla ricerca di alleanze per combattere insieme il malvagio Signore delle Nebbie. Proprio alla vigilia della partenza, però, Eynis fugge all’improvviso dalle Foreste di Feira Haillen. La ragazza, erede della più potente stirpe magica degli elfi, è partita per seguire la traccia incerta e insistente di un ricordo che dovrebbe condurla a trovare un altro membro della famiglia degli Ethilin, sopravvissuto come lei alla strage compiuta dai Mohrger. Senza la sua potente magia, i suoi amici hanno poche speranze di sfuggite agli attacchi delle forze del male, e cerne se non bastasse anche Jadifh, il giovanissimo capo dei ribelli, abbandona la compagnia per seguirla. Ma durante il viaggio Eynis si accorge che Jadifh le nasconde qualcosa.

Autore: Elisa Rosso. È la più giovane autrice italiana di fantasy. A sedici anni è già al suo secondo romanzo. Un gegno al cubo!

Perché parto prevenuta: la Rosso è chiaramente troppo gegnale perché io possa apprezzarne le opere.

Perché potrebbe essere decente: uh… aehm… accetto suggerimenti.

Copertina de La Leggenda degli Eldowin#8.
Titolo: La Leggenda degli Eldowin (Fanucci)

Trama: Venti di guerra spirano sull’Arwal. Le mire espansionistiche di Adras, eminenza grigia dell’Argelar, sembrano inarrestabili. Manipolando come un fantoccio il piccolo sovrano di Rygan, il mago rivolge la propria attenzione al ducato di Vniri, dominio dei Doria-Malvolas e dei vampiri di corte, ultimo ostacolo in vista dell’ambiziosa invasione del Varlas. La tensione per il conflitto imminente sconvolge la vita di poveri e ricchi, nobili e villici, mortali e vampiri. Dal montuoso Tarvaal fino alle immense Terre dei Barbari, la maga Reven e il suo schiavo cercano disperatamente un’arma in grado di contrastare la minaccia dell’Oscuro, un tempo maestro e mentore della donna, ora suo acerrimo nemico. Intanto, sul bosco di Madian incombe e si rinforza la minaccia della rocca di Krun, al punto da spingere la Guardiana a inviare una delegazione verso l’inospitale Ovest, nella speranza di ottenere l’aiuto dell’unica autorità che potrebbe riunire contro il tiranno gli elfi dell’Arwal: i leggendari Eldowin.

Autore: Laura Iuorio. La Leggenda degli Eldowin prosegue la vicenda iniziata con Il destino degli Eldowin. La Iuorio è inoltre autrice della trilogia fantascientifica del “Sicario”.

Perché parto prevenuta: gli Eldowin sono elfi.

Perché potrebbe essere decente: ci sono anche i vampiri gli gnokki!!!

Copertina de La Scacchiera Nera#9.
Titolo: La Scacchiera Nera (Piemme)

Trama: Nello stesso istante, a migliaia di chilometri l’uno dall’altro, tre ragazzi Ryan, un americano, Morten, danese, e Milla, italiana -, entrano in possesso di una scacchiera ottagonale dall’aria molto antica. Il Guerriero, l’Arciere e il Ladro Nero sono le sole tre pedine rimaste sulla scacchiera e sembrano invitarli a fare la prima mossa. Ma appena le toccano, i tre ragazzi vengono trasportati in un mondo parallelo dove è in corso una guerra, una guerra sanguinosa e secolare che un mago ha trasferito sul tavoliere in modo che il mondo degli uomini potesse continuare a esistere. Così Ryan si accorge di essere diventato il Guerriero del Fuoco. Lui, però, non riesce a credere di essere un eroe e soprattutto che il Ladro Nero, quella ragazza dagli occhi di smeraldo e dall’aria indifesa, sia il suo più acerrimo nemico. Contro ogni regola del gioco, Ryan decide di fidarsi di quella ragazza che combatte contro il proprio lato oscuro, e scoprirà che a volte una mossa imprevedibile può cambiare le sorti di una partita.

Autore: Miki Monticelli. Ha già scritto diversi fantasy per bambini, questo però dovrebbe essere dedicato a un pubblico un po’ più adulto.

Perché parto prevenuta: Ryan, un americano; Morten, un danese; Milla, un’italiana entrano in un bar… la trama sembra una barzelletta.

Perché potrebbe essere decente: l’autrice assicura che la trama non corrisponde all’effettivo contenuto del romanzo.

Copertina de La Strada che Scende nell’Ombra#10.
Titolo: La Strada che Scende nell’Ombra (Einaudi)

Trama: In un mondo diviso e stanco, l’Ombra si è destata e le Otto Genti non sanno se ci sarà l’alba di una nuova èra, oppure la fine. I prescelti dalla profezia per raggiungere la Fortezza Impenetrabile e combattere il malefico potere sprigionato dalla Gemma Bianca sono i meno presentabili che si possa immaginare. Mentre la resa dei conti si avvicina e tutti i popoli entrano in guerra, il Magus guida la Compagnia più ribalda e riottosa che si sia mai vista verso il destino che trasformerà gli ultimi, i peggiori delle Otto Terre, nei nuovi Eroi.

Autore: Chiara Strazzulla. Giovanissima, è famosa per scrivere i suoi libri a forza di starnuti. Questo è il suo secondo romanzo.

Perché parto prevenuta: il primo romanzo della Strazzu, Gli Eroi del Crepuscolo, è attualmente il peggior romanzo fantasy mai pubblicato in Italia da un editore non a pagamento. L’ho recensito qui.

Perché potrebbe essere decente: non c’è alcuna possibilità che La Strada che Scende nell’Ombra possa essere un romanzo passabile. Per questo voglio fare un appello: risparmiatemi la Strazzu, ve ne prego! Sarò una brava bambina, prometto, croce sul cuore, ma non costringetemi a leggere 800 pagine di Strazzu. Grazie.

#11.
Titolo: Rimosso. (N/A)

Trama: Nessuna.
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Autore: Uno che non sa scrivere.

Perché parto prevenuta: N/A.

Perché potrebbe essere decente: N/A.

Copertina di Altro#12.
Titolo: Altro (Quell’Altro)

Trama: Segnalate nei commenti altri romanzi fantasy italiani degni di recensione, se ne ho dimenticati. Però:

Niente Troisi. Di Licia ho recensito quattro romanzi e ci sono altri due articoli dedicati a lei. È sufficiente. Inoltre non c’è più molto da aggiungere: non sa scrivere e non ha un briciolo di fantasia, fine della questione.

Niente romanzi pubblicati a pagamento. Mi spiace, ma se pubblicate a pagamento dimostrate di essere dei fessi, dunque non sono interessata a quello che scrivete.

I romanzi autoprodotti sono accettabili. Ma solo se scaricabili gratis. Il livello delle autoproduzioni è bassissimo (la media è ampiamente sotto la Strazzu), perciò a scatola chiusa soldi non ne spendo.

Se il romanzo segnalato è pubblicato da una piccola casa editrice che ha scarsa distribuzione in libreria, non garantisco di riuscire a procurarmelo per Natale. Però, se sembra interessante, lo recensirò lo stesso in un altro momento. Infine, se il romanzo si trova su emule o simile è ancora meglio. L’anno scorso così ho scoperto Lo Specchio di Atlante, ed è stata una bella scoperta.

Autore: Un Altro.

Perché parto prevenuta: uno vale l’Altro.

Perché potrebbe essere decente: Un Altro non è la Strazzu.

Che sfilata di schifezze. Mi domando se, avendo gli occhiali giusti, vedrei la verità, come nel film They Live (Essi Vivono, 1988) di John Carpenter.

L’amara verità che ci vogliono tenere nascosta

Sono sempre più convinta che il fantasy sia uno stratagemma degli alieni per rendere stupida la popolazione.

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Bambolina Omaggio

Gli ultimi due anni avevo recensito il romanzo vincitore del Premio Urania. Quest’anno non ci sono riuscita: sono arrivata a pagina 36 di E-Doll e non ce l’ho fatta ad andare avanti. Lo stile è pessimo – il Ghirardi scrive meglio, senza ironia – e le poche idee presenti sono banali o contraddittorie. Una roba raccapricciante.
Di seguito una parata di castronerie. Solo una minima parte dei problemi presenti nelle prime 36 pagine, che in effetti andrebbero riscritte da zero. La speranza – vana, lo so – è che qualcuno possa imparare qualcosa. Anche per sbaglio.

Copertina di E-Doll
Copertina del romanzo di Francesco Verso E-Doll

E-Doll è ambientato a Mosca nel 2053. Il mondo è rimasto più o meno quello che conosciamo, tranne gli e-doll. Gli e-doll sono androidi usati come schiavi sessuali in modo che la gente possa soddisfare le proprie perversioni senza rischi.
Premessa semplice che porta a delle incongruenze già nelle prime 36 pagine.

A pagina 15, scoperto un e-doll morto, il tenente incaricato delle indagini verifica che fino a quel momento non ci sono mai stati omicidi di e-doll in Europa (“[...] a una prima analisi, non vengono segnalati omicidi di e-doll in Europa.”) A pagina 20 un e-doll che passa per strada suscita l’interesse di tutti (“E la strada va in subbuglio, colta dallo stupore che si materializza intorno agli e-doll [...]“). A pagina 27 un personaggio “Ha preso questo andazzo da quando ha scovato su un sito web vietato ai minori l’esistenza degli e-doll.”
Cosa si deduce da questi tre accenni? Io ne deduco che gli e-doll siano molto pochi: scopri che esistono solo frequentando siti “loschi”, se ne vedi uno per strada ti fermi ammirato a guardarlo, e nessuno li ha mai ammazzati.
Ottimo.
Ma a pagina 31 è scritto:

Il loro [degli e-doll] business, incluso il variegato indotto, fatto di tecnici per la manutenzione, corrieri per il ritiro e la consegna a domicilio, stilisti d’avanguardia, visagisti estetici, programmatori di sensistema, addetti al marketing pornografico, finanziatori di sessoteche, si calcola sia paragonabile per grandezza e pervasività del settore a quello delle automobili del secolo scorso. Senza contare i gadget venduti a corredo e quelli spediti per posta anonima di cui tante case abbondano all’insaputa dei coinquilini.

A parte il blocco di inforigurgito spiattellato senza grazia, si dice che il mercato degli e-doll è al livello di quello delle automobili. Com’è possibile? Dovrebbero esserci milioni di e-doll! Ma questo è in contraddizione con quanto esposto all’inizio. Non si può neanche invocare la difesa d’ufficio, “tanto è fantasy!!!”, perché qui parliamo di fantascienza: estrapolare le conseguenze dei progressi scientifici è al cuore del genere. La coerenza è vitale.

A pagina 15 è scritto:

A testa bassa, Gankin scruta quel corpo indifeso, nato per soddisfare desideri e voglie inconfessabili: tutto ciò che in molti volevano senza sapere dove trovarlo. Fino alla comparsa degli e-doll.

A pagina 17 un e-doll ragiona su se stesso:

D’altro canto, è ciò che la gente s’aspetta da un essere attrezzato per solleticare le fantasie fino a percorrerne ogni ramificazione.

Desideri e voglie inconfessabili, fantasie percorse in ogni ramificazione: io mi aspetto che gli e-doll possano garantire all’acquirente qualunque tipo di perversione. Ma a pagina 35 un poliziotto della scientifica dice:

–… e a quanto ne so [gli e-doll] non sudano, sputano, puzzano o roba del genere. Fino a oggi non hanno mai defecato, né urinato. Può anche essere una limitazione della verosimiglianza, sta di fatto che i bisogni evacuativi degli umani non sono stati trasposti loro.

Delusione! Perciò questi e-doll, pronti a esaudire ogni fantasia, non possono far niente per gli amanti della coprofilia o dell’urofilia? Che è, razzismo?

È notevole vedere un autore che parte da una premessa semplicissima e già vista mille volte in altri romanzi e, nonostante ciò, non è capace di mantenere un minimo di coerenza.
Be’, rimedierà con uno stile brillante, giusto? Sbagliato. E-Doll è scritto male, anzi è scritto peggio.

In un sacco di passaggi la scrittura è vuota. Non comunica niente. Non solo non mostra, ma non racconta neanche. Sono frasi senza senso.
Esempio (pag. 19):

[Berenice Cubarskij] è rimasta impressionata dalle conturbanti doti di Angel [un e-doll], quando vi si è imbattuta al Cirque du Sex, dove lu/ei s’esibiva in veste di domatore di donne frustrate dall’atavico ruolo che la natura ha assegnato loro.
È in posti del genere, come lo scintillante Lubov sulla Bol’saja Sadovaja o il lugubre Dark Star sulla Precistenka nelle vicinanze degli austeri e polverosi Musei di Puskin e Tolstoj, che la Signora Cubarskij ha riscoperto il senso da attribuire a se stessa, assieme alle centinaia di altre donne che mal sopportano d’essere trattate come il codice genetico erroneamente prescrive loro da millenni.
Ultimamente, tali luoghi riservati, da sempre esistiti anche se poco reclamizzati, sono frequentati da splendidi sembianti incaricati di elargire ciò che la società aveva condannato come rigurgiti primordiali da sedare e disdicevoli devianze da arginare.
Quanto ai clienti, in egual misura distribuiti tra uomini e donne, essi ne sono consapevoli, ma preferiscono indulgere piuttosto che accettare un compromesso snaturante e disumano. E volentieri s’illudono, piuttosto che accontentarsi d’una felicità condivisa ma breve e ripetitiva.

172 parole e non c’è scritto un emerito tubo. Qual è l’atavico ruolo che la natura ha assegnato alle donne? Che senso ha scoperto da attribuire a se stessa Berenice? Cosa prescrive (erroneamente) il codice genetico? Che cosa elargiscono i sembianti? Che cosa la società aveva condannato come rigurgiti primordiali? Qual è il compromesso snaturante e disumano?
Qui non è questione di gusti, di stile, di punti di vista: questa è cacca. E no, a me la coprofilia non piace.

Esempio più corto ma altrettanto efficace (pag. 21):

Il suono abrasivo, di metallo stridente, ricorda ad Angel una ricorrenza remota, dei tempi della capsula vivificante presso i laboratori Silitron di Hanoi. Quasi cinque anni fa, un periodo breve in termini umani e ancor più breve per una macchina capace di eludere il fattore erosivo del tempo. Archiviata in una bolla di memoria, quando il suo sensistema era scevro d’esperienze libidiche e computazionali, eccezion fatta per le istruzioni base e le inferenze native.

Poi si parla d’altro. Ora, quale sarebbe la “ricorrenza remota” che Angel ricorda? È la “ricorrenza remota” il soggetto – una frase dopo – di “archiviata”? Cos’è, non è un romanzo ma un puzzle, dove io pago e poi devo riscrivere da zero per capirci qualcosa?

Poi c’è il blaterare sgradevole dello scrittore dilettante che si crede Artista (pag. 23):

Mosca è un universo vorticante e vandalizzato, è il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord, è l’ansia e al tempo stesso la malattia della vita.

Questa frase segnatevela perché un classico esempio di uso idiota delle metafore. Non vuol dire niente, però si percepisce la ricerca delle parole perché suonino pompose per impressionare i gonzi, con la città vista come “il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord”. Proprio. È lo scopo della narrativa, vero? Non far capire una mazza a chi legge, ma mettere in soggezione i pochi ignoranti che ancora pensano che scrivere sia mischiare paroloni a caso. Ciliegina sulla torta: questo sproloquio sono i pensieri di una ragazzina al primo anno di Liceo, preoccupata perché l’autobus è in ritardo; la mamma la sgriderà se rientra dopo l’orario stabilito. Siamo a livello di Sergio Rocca, l’immortale poeta (“«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.”)

Infine c’è il classico raccontare invece di mostrare. Passaggi così (pag. 24):

[la ragazzina di cui sopra è raggiunta da un tipo in macchina] Non sapendo che fare, le salta in mente un pensiero sconcio ma poi, incerta sugli esiti di eventuali imprevisti, storna lo sguardo.

Funziona in questo modo: io pago 4 euro e 20 centesimi e compro una porzioncina della fantasia dell’autore. Lui mi deve dire qual è il pensiero sconcio. Lui mi deve dire quali sono gli esiti degli imprevisti eventuali.
La ragazzina vuole farsi il tipo? Lo vuole frustare? Lo vuole appendere a testa in giù in una vasca piena di scarafaggi? Ma poi rinuncia perché l’ultima volta gli scarafaggi sono scappati e le hanno invaso la stanza? Devo pagare e poi scrivere io il romanzo?

Meno grave ma sempre fastidioso è il mostrare & raccontare. In particolare, quando il raccontare precede il mostrare fa venire i nervi.
Immaginate di essere al cinema, il tizio accanto a voi ogni dieci minuti vi sussurra: «Adesso vedrai cosa succede, vedrai come Jimmy si arrabbia.» oppure: «Adesso ascolta bene, eh, ascolta, sentirai che battutona!» Sono sicura che alla terza interruzione cambiate posto. Nella narrativa funziona uguale (pag. 30):

A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole. – Al contrario, non hai considerato lo stadio di avanzamento della mia passione necrofila…

“A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole” è l’equivalente del tizio rompiscatole al cinema. Preciso identico. Visto che mostri la “pericolosa iperbole”(sic), non c’è bisogno che l’anticipi prima. Svuoti di tensione il paragrafo.

Copertina del settimo volume di Chobits
Il settimo volume del manga Chobits delle CLAMP. In Chobits non ci sono e-doll, ma persocom. La storia ha diverse analogie con il romanzo di Verso, ma è realizzata molto, molto meglio

L’autore gestisce il punto di vista usando la tecnica del chi se ne frega, scrivo come mi capita. Nel primo capitolo, che comprende un’unica scena – l’esame del cadavere dell’e-doll da parte del tenente Gankin e del suo assistente Aleksej –, il punto di vista cambia almeno dodici volte, saltando di continuo da un personaggio all’altro. Senza alcuna giustificazione o alcun ritmo; ci sono pagine e pagine con Gankin, poi qualche paragrafo con Aleksej, poi si ritorna a Gankin per ancor meno spazio, poi Aleksej un po’ di più, tutto così come capita. Alla fine tocca rileggere più volte certi passaggi per capire a chi attribuire parole e pensieri. Un capitolo degno di Atlanta Nights.
Più avanti l’autore si supera, riuscendo a cambiare punto di vista all’interno di un singolo paragrafo (pag. 21):

Un cameriere addobbato con un’impeccabile livrea lattea compare sull’uscio e lu/ei [sempre Angel] viene annunciato alla signora Cubarskij, non prima d’essersi sistemato le sopracciglia decorate dalle mani fatate di Sharunas. L’ometto, barba e baffi curatissimi, gli rifila un’occhiata lasciva dall’angolo degli occhialini, ma pare più preoccupato di trovare un modo per non ascoltare ciò che sarebbe successo nel sotterraneo. Si ricorda di una cera d’antica memoria versata nelle orecchie di un re a salvaguardia della sua sanità mentale. Si ricorda che grazie all’espediente, egli riuscì a resistere a una tentazione letale.

Il paragrafo comincia con il punto di vista dell’e-doll. È confermato da quel “gli rifila un’occhiata lasciva [...] ma pare più preoccupato”: l’e-doll coglie l’occhiata del cameriere e ne deduce la lascivia e al contempo il desiderio di non ascoltare (come faccia questa deduzione è un mistero). Ma le frasi dopo? È l’e-doll che ricorda l’episodio di Ulisse e le Sirene o è il cameriere? Io ho riletto tre volte e non ne sono sicura. Mi sembra così innaturale che di punto in bianco si entri nella testa del cameriere, d’altra parte l’e-doll conosce Ulisse? E lui, macchina, ne ha solo un ricordo così approssimativo? Mah!

In altri momenti l’autore si contraddice nello spazio di un paragrafo (pag. 19):

L’olografia di Berenice Cubarskij la ritrae in pose provocanti: alla signora piace farsi vedere e proprio quella fantasia rappresenta il suo punto debole. Un aspetto su cui il marito non s’è interrogato, né s’è preoccupato d’esplorare, coinvolgendola in giochetti di mano in ascensore, lubrici amplessi tra le foreste di conifere o eccitanti fellatio durante le attese ai semafori…

Allora:
a) Berenice è esibizionista (“alla signora piace farsi vedere”).
b) Il marito coinvolge Berenice in una serie di atti sessuali all’aperto o in luoghi pubblici.
c) Dunque perché il marito non “s’è preoccupato d’esplorare” l’esibizionismo della moglie? Cosa doveva fare di più? Che senso ha ‘sto paragrafo?

L’autore ha spiegato che Maya, la ragazzina in attesa dell’autobus, non frequenta molto i coetanei, tutti “delinquentelli” o “gallinelle”, poi scrive (pag. 26):

[Maya] Da qualche mese ha scoperto un altro passatempo, cose impensabili per dei ragazzini bifolchi ma già malavitosi in erba come loro. Gli unici a cui si concede e che se la godono tutta, sono quelli dell’ultimo anno, Roman “Frigo” Saratov in testa e poi Misha la Miccia, Pavel il Labbruto e il Peloso Ivan. Solo loro se la spupazzano a turno ma in ordine rigorosamente decrescente. La cosa strana però, agli occhi dei compagni, non è tanto la promiscuità di Maya e l’indifferenza a darsi in pubblico, doti ampiamente condivise dalle sue coetanee [...]

Nella prima frase il sesso è “cosa impensabile” per i coetanei di Maya, nell’ultima frase la promiscuità, addirittura “l’indifferenza a darsi in pubblico” sono doti ampiamente condivise per i coetanei di Maya.
Notare altre delizie: le cose sono impensabili per i ragazzini “bifolchi ma malavitosi”, che senso ha? È l’essere malavitoso che ti impedisce di scoprire il sesso? L’elenco dei quattro studenti che si “spupazzano”(sic) e si “godono tutta”(sic) Maya, sembra uscito da un romanzo inedito di Federico Ghirardi. E quel “in ordine rigorosamente decrescente”? Decrescente di cosa? Ordine alfabetico? Età? Lunghezza dell’uccello? Siamo alle solite, devo scrivere io il romanzo?
Passiamo a pagina 9:

[Gankin] Infilati guanti e mascherina, s’accosta al corpo, cabotandogli attorno per non incappare in sgradevoli sorprese quali contaminazioni a tempo o esalazioni a innesco, ultima moda degli attacchi terroristici, oggi in voga anche tra le bande metropolitane.

“Cabotare” significa navigare, spesso per tratti brevi (da qui l’espressione “piccolo cabotaggio”). Dunque Gankin “naviga” intorno al corpo a distanza ravvicinata… per non incappare in contaminazioni a tempo? Il legame logico sarebbe? Non dovrebbe scappare il più lontano possibile e stare lontano se vuole evitare le contaminazioni a tempo?
Nota di stile: quel “sgradevoli sorprese” è un altro errore. È ancora il tizio che ti dà di gomito al cinema. È inutile raccontare che ci sono sgradevoli sorprese se dopo le descrivi. Così non fai altro che smorzare la suspense.

Un’incongruenza a qualche paragrafo di distanza (pag. 11):

[Gankin] Allunga l’altra mano, scoprendo il resto della ferita. Gli occhi si trasformano in due feritoie orizzontali. Deve restare lucido e attento perché ogni volta lo stomaco gli manda dei singulti per avvertirlo di non abituarsi a quella vista. È una specie di campanello d’allarme con cui mantiene una barriera di separazione tra sé e quello che succede. Il giorno in cui saprà d’essersi assuefatto a quello spettacolo e potrà guardare quelle oscenità come se fossero un film o un documentario, sarà il giorno in un cui chiederà il trasferimento a un’altra sezione per un insormontabile conflitto d’interessi.

Ma poco prima così è descritta la ferita (pag. 10):

Sotto il vestito stropicciato, uno squarcio di 10 cm di profondità per 25 di lunghezza lo saluta truculento.

Idea mia, ma descrivere una ferita come 10×25 non è proprio “guardarla come se fosse un documentario”? Inutile dire che Gankin non ci pensa nemmeno a chiedere il trasferimento, né si accorgerà di questo “insormontabile conflitto d’interessi”.

Ok, lo stile è orribile; ok, le incongruenze abbondano, ma chissà questo romanzo di fantascienza com’è infarcito di interessanti questioni sulla robotica e le Intelligenze Artificiali!
E in effetti si possono gustare deliziosi passaggi senza capo né coda, ma pieni di technobabble (pag. 32):

– Dunque, il sensistema è stato cortocircuitato. Per l’esattezza tra la pompa cardiaca e il collettore di raccordo. Poi, versato il contenuto all’esterno dell’esemplare, s’è impedita la riparazione da parte dei nanobot che, diminuiti sotto la soglia di auto-alimentazione, hanno provocato lo spegnimento terminale del sensistema e con esso dell’e-doll. È un bug conosciuto e a più riprese l’abbiamo segnalato alla Silitron affinché intervenga. È il tipico difetto di fabbricazione che potrebbe risolversi con poco, anche perché è l’unico metodo di mandare in crash un organo wetware così sofisticato come il sensistema e inibire il ricaricamento e il successivo ripristino tramite vivificazione.
“Non è solo un danno alla proprietà della Silitron” pensa Gankin.
– Come sa, qualsiasi bioware è riciclabile e sostituibile ma il sensistema, insieme a ciò che vi è registrato sopra, reazioni emotive ed esperienze individuali incluse, va perso per sempre. [...]

Sigh. E in mezzo a questa valanga di termini inventati per dare una patina di scientificità a una marea di stupidate, nessuno chiede se c’è una copia di backup di “ciò che vi è registrato sopra”.

E stendiamo un velo pietoso quando (pag. 35) l’autore confonde la melatonina con la melanina
EDIT:L’autore replica: “[...] la melatonina funziona al contrario della melanina, schiarendo la pelle. Come ho già spiegato sul forum di fantascienza.com, c’è un refuso e la frase sarebbe dovuta essere “trasformare un meticcio in albino”.” Fornisce questi link: 1, 2, 3, 4.

* * *

Una volta sono stata accusata di prendere per scema la giuria del Premio Urania. Non è vero. Non sono io che prendo per scema la giuria del Premio Urania, è la giuria del Premio Urania che si prende per scema da sola, avendo deciso di premiare questo cumulo di spazzatura.

 


Approfondimenti:

bandiera IT Intervista a Federico Ghirardi
bandiera IT Intervista a Elena P. Melodia
bandiera IT Intervista a Marco Davide
bandiera IT Intervista a Cristian Pavone
bandiera IT Intervista a Luca Centi
bandiera IT Intervista a Elisa Rosso
bandiera IT Intervista a Laura Iuorio
bandiera IT Intervista a Miki Monticelli
bandiera IT Intervista a Chiara Strazzulla
bandiera IT Intervista a Massimo Bianchini
bandiera IT Intervista a Francesco Verso
bandiera IT Non ho trovato interviste recenti a Vanna De Angelis, perciò vi beccate il booktrailer del suo romanzo

 

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454 Commenti a “Vittima natalizia + Bambolina omaggio”

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  1. 154 Ai

    @ IRENE

    Qui non si dicute sulla bruttezza o meno, ognuno ha il diritto di dire la sua, ma non puoi criticare un apersona che tenta di difendere qualcosa di suo.

    E poi, se ognuno ha davvero il diritto di dire la sua, ognuno puo anche scrivere il cavolo che gli pare. Se gli viene pubblicato è un affare di mercato e lo scrittore poco c’entra.
    Se poi tu pensi che (leggendo due righe) quel romanzo ti faccia schifo nessuno ti soctringe a comprarlo.
    La questione è smeplice.
    Vogliamo fare i democratici, cavolo cerchiamo di essere coerenti allora no?
    A me la Troisi non piace nemmeno un po, Paolini men che meno, tutte le scemenze alla Twilight non le digerisco.
    Ciò non toglie, che non mi danno nessun fastidio a stare li dove stanno.
    Ognuno, insomma si sceglie il suo panorama.

    Se voi avetse un romanzo bruttino nel cassetto ma qualche casa editrice decide comunque di pubblicarlo, accettereste senza pensarci, non siamo ipocriti.
    Ed anch forse npon trovandolo un granchè, sareste comunque contenti di vedere che a qualcuno è piaciuto.

  2. 153 Lidia

    @Angra
    : ) Anche a me è piaciuto molto! Un po’ di umorismo nel fantasy ci sta così bene. Non capisco in nessun modo perché vogliano tutti prendersi così mortalmente sul serio. Che ne dici, sarà perché credono di dover dare un certo tenore al genere, bistrattato da così tanti? Peccato che in questo modo lo si affossi proprio.

    Ciao

  3. 152 dr Jack

    @ Venzo:
    Grazie per la fiducia.

    @Vincent:

    Mi sono riletto tutttttiiiiiii i commenti, non c’è stato uno che ha perlomeno insinuato una cosa del genere.

    Meno male. Dopo un po’ la gente ha capito che estrarre la carta “Autorità indiscriminata” non è utile in un discorso privo di censure.

    Fatti un giro anche in altri blog, e vedrai come una critica negativa può essere anche costruttiva.

    Una critica è costruttiva se quello che la riceve la usa in maniera utile.
    Per aiutare il criticato serve contenuto. Il linguaggio non ha la minima importanza purché sia comprensibile. La reazione emotiva del criticato è un suo problema, da non scaricare sul critico.
    I più forti e motivati impareranno.
    I piagnucolosi continueranno a fare quello per cui sono bravi.

    @ alla votazione:
    Secondo me i votanti sono stati sottoposti a influenze esterne dovute a questo commento:

    Un Altro non è la Strazzu.

    Altrimenti non riesco a credere come faccia la Strazzu ad avere così tanti voti.
    Va be’, è dura che il mio cavallo “La scacchiera nera” vinca, ma almeno potrebbe riuscirci il Silenzio di Lenth.
    Attenderò che la democrazia faccia il suo corso.

  4. 151 Il Duca Carraronan

    Io speravo che vincesse Lenth. In fondo qualcuno ne ha parlato bene e quindi, se fa schifo, può essere più divertente da maltrattare di uno schifo annunciato come Bryan o la Strazzu.
    Poi ho letto il prologo e l’inizio del primo capitolo e ho provato pietà per Gamberetta: è vero che è più corto, ma col suo stile atroce potrebbe essere pesante e letale quanto la Strazzu. Sarà una tortura in ogni caso, ma almeno risparmiamole la Strazzu: ne ha già parlato una volta, è inutile continuare.

    Forse la scacchiera nera può essere meglio, ma ormai il livello di ritardo mentale nel fantasy italiano da libreria è tale che è inutile sperare in qualcosa di minimamente decente: le vacanze natalizie di Gamberetta saranno rovinate in ogni caso con l’ennesimo romanzaccio brucia-neuroni.
    Un Natale dopo l’altro, a furia di romanzacci, la ridurremo a un vegetale sbavante (e magari pure Emo) :-(

    dopo mei-chan daily life

    Mai-chan’s Daily Life è bellissimo. ^___^

  5. 150 Vincent

    Per Matteo,

    ma se a te non piace il sesso nella fantascienza pechè devi imporre una storia senza sesso nella fantascienza.
    Cos’è il tuo un verba dixit?
    Accettate le tue motivazioni, capite le tue critiche, perchè questo accanimento?
    Che, te sei evangelista?
    Leggi altra fantascienza.
    Poi dalla trama e dalla copertina si capiva benissimo.

  6. 149 Tapiroulant

    @Uriele: Mi sembra che tu stia semplificando, sulla possibile funzione delle e-doll. Tu affermi che per pratiche alternative, ma tutto sommato diffuse e facilmente praticabili, dal pissing al puking a etc., non c’è alcun bisogno della bambolina elettronica, che tanto è pieno di persone in carne e ossa che lo fanno; quindi un mercato delle e-doll non potrebbe avere un boom in relazione a queste pratiche. Okay. Ma dimentichi un fattore, e cioè la vergogna e il pudore dell’interessato. Diverse persone non parteciperebbero mai ad alcuna di queste pratiche se ciò coinvolgesse altre persone reali, ma forse un tentativo lo farebbero – anche solo per curiosità – con una e-doll. L’e-doll (suppongo, non avendo letto il romanzo), essendo percepita come una cosa anziché come una persona, e non essendo una sfera individuale ed estranea che si interseca con la mia, ma qualcosa di integralmente racchiuso nel mio privato, mi permette di dare sfogo a fantasie che uno avrebbe troppa vergogna per proporre a persone reali (fantasie anche molto banali, tipo appunto il pissing, o molto imbarazzanti per un uomo, es. il pegging). Credo che uno dei punti d’interesse dell’e-doll sia quindi non tanto la possibilità di farci delle cose anatomicamente impossibili con un altro essere umano, quanto cose che non avresti il coraggio di fare con un altro essere umano.
    Detto questo, è anche vero che pensando alle e-doll mi sono subito venute in mente le possibili applicazioni gore o comunque più estreme. Supponendo un iniziale messa in produzione di e-doll che non fanno niente di più di quel che farebbe un normale corpo umano, si potrebbero negli anni a venire farsi largo versioni migliorate che comprendano il perfetto funzionamento degli organi interni e relativi apparati (e quindi possibilità di tutte quelle pratiche sopradette), una rigenerazione accelerata dei tessuti e degli organi (per praticare il gore senza dover poi essere costretti a ricomprare il giocattolo), fino ad espansioni e gadget (tentacoli? Arti vibranti di diametro modificabile per il fisting? Serbatoi aggiuntivi di sperma per un’intensa sessione di bukkake? Apparati riproduttori alternativi che emulino quelli di altre razze animali? Qui le possibilità sono davvero infinite).

  7. 148 Karmaburning

    Ho votato Nephandum, ma vedo che scarseggia molto in quanto a voti per il podio.
    Volevo farti anche i complimenti Gamberetta, fa piacere leggere articoli così curati e un po’ piccanti di recensione della narrativa fantastica.

    Un saluto.

  8. 147 Ste

    @matteo
    Scusa.. ho riletto la tua risposta 3 volte ma non l’ho capita.
    O meglio mi sembra che abbiamo scritto le stesse cose: ovvero che a causa di un “qualcosa” di atavico scritto nel dna delle donne, queste si sentono frustrate (non frustate) e per sentirsi meglio si fanno frustare e domare.
    Credo che per chiunque (forse tranne che per l’autore) la cosa non abbia alcun senso. O forse secondo l’autore tutte le donne sentono la necessita di farsi frustare perchè la natura ha voluto così?

  9. 146 Angra

    @Lidia: io l’ho letto (sarà un quarto di secolo fa), e lo ricordo con molto piacere. Molto disneyano appunto, in senso buono.

  10. 145 Lidia

    @Gamberetta

    Ho visto che in questa sede vorresti solo titoli italiani per la tua recensione. Ma ho una curiosità. Hai mai per caso letto qualcosa di Llloyd Alexander? Come la Saga di Prydain? E’ quella da cui è stato tratto anche il cartone Disney Taron e la pentola magica.
    Il protagonista si chiama in realtà Taran ed è un aiuto guardiano di maiali (mi pare che Blart abbia ripreso proprio questo ruolo per il protagonista, come parodia).
    Molti romanzi fantasy sono così seriosi che ci si chiede se gli scrittori, mentre scrivevano, erano svegli o già in face R.E.M.
    Ma Alexander a me pare più spiritoso, c’è ironia nelle sue storie, per quanto classiche. Il principe diseredato, accompagnato dalle sua arpa che perde pezzi quando lui mente era molto carina, a me è piaciuta!

  11. 144 Uriele

    contestavo il ragionamento, il puking era ironico ^^

    Dico solo che già adesso esistono bambole non senzienti high tech (orient-doll punto.com vende anche quelle autolubrificanti, con effetto vera pelle a forma di bambina) e se hai i soldi una prostituta disposta a fare cose particolari la trovi (ci sono anche dominatrici che lasciano i messaggi sul giornale). Esistendo già l’offerta perché usare un’androide (che di sicuro è molto più costoso). L’androide lo usi se puoi permettertelo (costerà di sicuro più di una bambola gonfiabile o di una donna vera) e vuoi soddisfare quelle fantasie che non potresti mai soddisfare con una donna vera (senza rischiare la galera) : cannibalismo, mutilazioni, impalamenti, pedofilia con violenza, eccetera… I giochi di ruolo e i feticismi semplici si possono soddisfare con persone in carne ed ossa o con oggetti (vedi pigmalionismo)

  12. 143 Vincent Law

    dopo mei-chan daily life e la gente che mette annunci del tipo “cerco uomo molto in carne per simpatica grigliata”, posso dire di aver visto (quasi) tutto rofl

    comunque non degeneriamo con commenti alla “chi trova la perversione più perversa vince”, sennò andiamo OT, se ne può parlare benissimo in fogna.

    L’autore di e-doll non ci ha messo 48969876 perversioni, eh vabbè, sarà lui puritano e bigotto oppure avranno sbagliato a definire il suo romanzo “filosofia sul bdsm”

  13. 142 castelloincantato

    no vi prego, la strazzu,no! sappiamo già come scrive ed è pure noiosa. a questo punto tifo per Lenth,secondo classificato, se non altro una new entry dei gamberi: sono curiosa di conoscere un nuovo autore. Ma Gamberetta se pareggiano andiamo al ballottaggio? ;P

  14. 141 lilyj

    Ok, allora mettiamoci anche il puking. Ma si stava parlando di pratiche per cui le bamboline sostituivano essere umani. Mi sembra che il genere bestiality si riferisca ad altro.

  15. 140 Uriele

    Se vogliamo metterci tutte le perversioni allora mancano anche le e-doll a forma di cavallo con una nerchia tanta o di cane (lo suppongo visto che G. ha usato il termine androidi), la zoofilia è una perversione sessuale come le altre o perché no, a forma di mostro tentacolare alieno per far piacere ai giapponesi. Perché non ci sono? eh? eh? eh? Allora nulla non le voglio ^^
    Quando penso a perversioni sessuali che hanno bisogno di un essere sintetico e non umano penso a mutilazioni e violenze oltre la soglia del sadomaso classico (nel BDSM ci sono le parole chiave che servono ad interrompere il rapporto quando diventa troppo intenso il dolore). Qualcosa che va oltre il gioco di ruolo, ad esempio il cannibalismo. Qualche hanno fa era uscita la notizia di un uomo che aveva la fantasia di mangiare un’altra persona. Ha messo un annuncio su internet, un uomo ha risposto e lui se l’è pappato. Mi pare che gli abbiano dato le attenuanti perché la vittima era consenziente.

    Di gente che si fa cagare volentieri in faccia o che ti vomita addosso (perché il puking non l’ha nominato nessuno?). Esiste un EroGuru giapponese che parla proprio di queste fantasie, Mei-Chan Daily Life.
    La trama in breve, se siete suggestionabili non leggetela:
    Mostra spoiler ▼

    Alla fine di uomini e donne disposti a farsi orinare o defecare addosso ne trovi, gente disposta a perdere un braccio o un occhio molta meno. :)

  16. 139 lilyj

    Tralasciando il ‘mi fa schifo/non mi fa schifo/mi piace da matti’: se ‘ste doll devono farsi carico di tutte le perversioni umane, tralasciare pissing e coprofilia è da censuratori ipocriti. Punto.

  17. 138 Adriano

    @tzenobite

    mi precisi la costruzione della tua frase? chi gioca coi mini pony di chi?

    Perdonami la pedanteria, ma il Mini Pony è sempre “mio” (il cartone infatti si intitolava “Mio Mini Pony”). Quindi, anche quello che appartiene a te o ad Artemis è sempre il Mio Mini Pony.
    Però se vuoi te lo presto per un pochino…
    Sia ben chiaro che sto scherzando. Non vorrei assolutamente offendervi.

    P.S. Non conosco il Marchese de Sade e ancora non ho un’opinone chiara sul BDSM e pratiche simili.

  18. 137 Adriano

    Bene, Gamberetta, sono contento che tu ci dia modo di esprimerci per scegliere la “vittima”. Certo è che avresti potuto anche usare un termine più neutro, come ad esempio “oggetto”: se dici “vittima” è ovvio che sarà già un stroncatura e poi l’autore parte prevenuto nei tuoi confronti. Ma la mia è solo un’opinione personale.
    Ti dico subito chi non scelgo. La Strazzulla e il Ghirardi si sono già visti su questo blog e, tenendo conto dei risultati precedenti, non mi pare sia il caso di infierire (per lo stesso motivo non avrei mai votato la Troisi). Escludo anche Rosso, Iuorio e Davide (sperando che questo sia il cognome), perché non si tratta dei primi volumi delle rispettive saghe e quindi non avresti di fronte il quadro complessivo.
    Tra i sei che rimangono scelgo infine Nephandum, di Massimo Bianchini. Sai, mi trovavo in quel di Lucca poco più di un mese fa, in occasione della fiera annuale e, mentre mi aggiravo cabotavo attorno ai banchi nello stand destinato a scrittori e giochi di ruolo, mi sentii chiamare. Era una ragazza carina che, tra una chiacchiera e l’altra, mi rifilò per 10€ due romanzi, uno dei quali era proprio quello che ho scelto. Poi provò anche a sbolognarmi la trilogia di Lothar Basler, ma lì la mia tirchieria ebbe il sopravvento sulla cavalleria e mi dileguai per sperperare altrove i miei risparmi.
    Comunque devo ammettere che come romanzo fa discretamente pena: ci sono ferite lievi che dopo due paragrafi diventano gravi (ma un editor che rilegge?), ponti per i quali il testo specifica che collegano due rive del fiume (ma va?), scheletri animati di scorpioni (qualcuno che abbia almeno le basi della biologia esiste in quella casa editrice?). Tieni conto che non ho la tua esperienza e lo ho letto solo una volta…
    Insomma, se non per questo Natale, facci un pensierino per il futuro.

    P.S. non entro nel merito dell’affaire E-Doll, ma io al tuo posto avrei scritto due post differenti, proprio per evitare di mescolare commenti goliardici (chi si prepara alla recensione di Natale) con altri dal tono più serioso (dopo tutto l’autore si è degnato di rispondere e ha portato i propri argomenti). Comunque ormai è andata così.

    Auguri!

  19. 136 tzenobite

    @greta: pero’ sta a te giudicare me, vero?
    uf, sono stanco di queste ‘difese’… lo dico anche a te: ne so abbastanza perche’ ne abbia ripulsione, e modestamente scribacchio ogni tanto qualche racconto erotico, nn per vantarmi, giusto per dire che nn sono un sessuofobo represso
    mi precisi la costruzione della tua frase? chi gioca coi mini pony di chi?

  20. 135 Gamberetta

    @Alric. È stato facilissimo resistere alla tentazione: è bastato guardarmi intorno. Se non si beccava la Troisi, rischiava di prendere la Rosso, la Strazzu o il Ghirardi. In fondo le è andata anche bene. Doctorow era tra i thriller da tutt’altra parte, al reparto fantasy ho visto solo schifezze.

  21. 134 Greta

    matteo, tesoro bello…evitare di parlare delle cose di cui non si sa niente no, eh? ^^
    A me, che il bdsm (non parlo di pratica, parlo di…boh, vogliamo chiamarlo genere? Leggo di bdsm, comunque) piace, De Sade non fa nè caldo nè freddo. Tutto questo osannarlo non so da dove parta, diciamo che ha dato inizio al genere, toh, ma no, secondo me non ti perdi niente a leggerlo.
    Comunque sì, può sembrare osceno e scandaloso e “ommiooddio che porcheria non ci posso credere internateli”, ma esiste gente che si eccita per coprofagia pissing and company.
    Non spetta a te giudicarli, splendore.
    Ora torna a giocare coi miei miny pony, va.

  22. 133 tzenobite

    ehm, scusate, sono matteo rientrato nella sua identita’ internetica ;-)

  23. 132 tzenobite

    @artemis: noto un rispetto delle altrui opinioni all’altezza delle mie aspettative…
    nn sapevo se aspettarmi ‘bigotto’ o ‘poca apertura mentale’ o anche ‘sessuofobo’… ipocrita mi mancava
    ormai quando esprimo la mia opinione riguardo al bdsm potrei anche scrivermi la risposta, sono tutte piu’ o meno uguali :-D
    dove sbagli anche tu? leggi bene: nn ho offeso nessuno, ho detto cosa penso del bdsm, nn cosa penso di te, e nessuno deve permettersi di giudicare le opinioni altrui, nn credi?
    perche’ nn provi a convincermi che sbaglio? lo dico solo come provocazione: ne so piu’ di quanto ne pensi, per questo personalmente mi fa schifo
    del resto, credimi se ti dico che lo scrivo sorridendo, tu ti permetti di darmi dell’ipocrita e puritano senza sapere nulla di me…

  24. 131 Artemis

    Scusate, mi riferivo a Matteo.

  25. 130 Alric

    Alla fine ho votato Buio, ma anche quello della Rosso mi incuriosiva.
    Ah, a proposito:

    La signora ha spiegato che voleva regalare un libro a una bambina di dodici anni – ha anche fatto gesto con la mano a indicare l’altezza della ragazzina, come se le stesse comprando un vestito. La commessa ha sorriso alla signora e le ha rifilato l’ultimo romanzo di Licia Troisi… un’altra bambina che avrà la vita rovinata per colpa di una madre mentecatta.

    No seriamente Gamberetta, come fai a resistere alla tentazione di consigliare qualcosa? Io di solito a costo di fare l’impicciona rompiscatole mi intrometto, e più di una volta le commesse ne erano sollevate XD In fondo è un impegno umanitario non da poco salvare innocenti frugoletti dalla Troisi..anche se come cura d’urto ha il suo perchè.

  26. 129 Artemis

    Sì, tesoro, sono pratiche diffuse.
    E se permetti, quello che uno fa sotto le coperte sono fatti suoi, e nessuno deve permettersi di giudicare, se lo fa con persone consenzienti.
    Tantomeno tu.
    A te fa schifo il bdsm? A me invece fanno parecchio schifo i puritani, perché è una maschera di pura ipocrisia.
    Che in un testo bdsm manchi la coprofagia è assurdo. She delle bambole atte a soddisfare i più perversi istinti sessuali non vadano oltre le manettine peluchose, mi fa chiedere: cosa si intende per “più perversi istinti sessuali?”. Forse violentare i pupazzi.
    Io credo che un essere umano non si scandalizza più di tanto per delle manette. Non vedo l’utilità di queste bambole.
    Io comincio a pensare che queste e-doll avessero la carica sessuale di un pupazzo Furby. Ecco perché le facevano fuori.

  27. 128 Vincent Law

    da ricerca effettuata su google:
    porn = 29,7 milioni di risultati
    pissing = 1,9 milioni di risultati

    un 7% circa di chi va a cercare porno su internet cerca la pratica del pissing, non è la più diffusa ma neanche totalmente trascurabile

  28. 127 Lulu

    Ammetto che non ho letto tutti i commenti (sono appena arrivata al commento di Verso e a qualche risposta degli utenti), ma prima procedo alla votazione:

    - Figli di Tenebra o La Scacchiera Nera a parimerito, ora sceglierò quale. Mi sembrano un minimo decenti rispetto al resto, ma non assicuro nulla. Più bella la copertina del primo.

    Mmm, sono alla copertina di “Chobits” della recensione della bambolina omaggio e anche con l’opzione “Trova” non vedo citata “Sky Doll” di Barbucci&Canepa, che a leggere la prima parte della recensione sembrava la trasposizione fumettistica (occidentale e recente) del soggetto del libro. In modo decisamente migliore, anche. Che poi, sarò io eccessivamente utopica, ma se hai la responsabilità di dare un premio letterario, un minimo di coscienza o spirito critico? Basta davvero mettere sesso e flussi di pensieri scomposti per far vedere che ci si ricorda dell’Odissea per meritarsi un riconoscimento, per quanto piccolo sia?
    Ho letto gli estratti e di virtuosismi della lingua che non mi portano da nessuna parte ne ho avuto abbastanza a scuola. Se da uno straccio di testo in cui mi vengono segnalati i soggetti che la compiono io comunque NON riesco a comprendere l’azione che stanno compiendo o dove finisce il loro pensiero, il suggerimento è di mettersi una mano sulla coscienza, prendere il foglio e rileggere ad alta voce per vedere dove sta il senso. A me se viene voglia di assistere a flussi di coscienza o a pensieri sconnessi scritti con criterio, mi affido a Joyce.

  29. 126 matteo

    @artemis. ps: pissing e coprofagia pratiche EROTICHE diffuse? fosse vero spererei tanto che i maya abbiano ragione

  30. 125 matteo

    @artemis: per carita’, a me basta la tua opinione
    e ti rigrazio moltissimo: avevo quasi un mezzo dubbio che nn aver mai letto de sade potesse essere una mia lacuna, ma grazie a te ora so che e’ una fortuna alla quale nn intendo rinunciare :-)
    posso dire pacatamente, quasi sommessamente, che il bdsm mi fa schifo?

  31. 124 Greta

    Mi fa tanto tanto tanto ridere vedere questa gentaglia difendere così accanitamente delle boiate del genere.
    Pur essendo affetta da insicurezza cronica posso dire di scrivere meglio io, di questo qui. Per lo meno con mi sbrodolo addosso con frasi poetiche che fanno ridere i polli.
    Detto da lettrice: il punto di un libro non è dirsi “oh, quanto sono figo, ho usato la parola “intrinseco” venti volte *O* Ma quanto sono bravo? Ho paragonato gli occhi di Pinco alle pianure blu sterminate di urano in cui pascolano elefanti rosa a pois verdi!”
    Il punto è che io, lettrice, capisca di che diavolo si stia parlando. Purtroppo per il signor Autore di cui si sta parlando, noi non leggiamo i libri per “intuire” la storia, leggiamo perchè ci sia detta. Se non ha voglia di parlare chiaramente, faccia un altro lavoro.
    Bah.
    Cosa ci sarà di così fenomenale nel fare lo scrittore per spingere tutte ‘ste capre a cimentarsi? Il prestigio sociale?

    Sono ancora indecisa con cosa torturare Gamberetta, ma verterei sulla Scacchiera Nera.
    Peccato che la Troisi non ci sia, mi piacerebbe tanto tanto tanto ç.ç

  32. 123 Artemis

    La cosa che più mi ha scioccata è la mancata possibilità di praticare pissing e coprofagia con le e-doll. Davvero, mi sento sconvolta.
    Sto leggendo (ri-leggendo, per l’esattezza) De Sade proprio ora e mi sembra un insulto alla sua memoria pensare che un autore di un libro definito BDSM nei contenuti si dimentichi, anzi, quasi cancelli con un colpo di spugna una pratica erotica così diffusa.
    Perché non è che si dimentica di citarla: uno potrebbe pensare che sia sott’inteso.
    No!
    Le e-doll praticamente sono esseri con cui ci si abbandona alle fantasie più perverse basta che non si vada oltre al sadomaso soft, quello con le fruste e le manette. Bene.
    Allora tanto vale che uno vada in un normale locale BDSM e frusti un essere umano consenziente!
    Fra le passioni di De Sade la coprofagia e il pissing rientrano fra le passioni semplici raccontate dalla Duclois durante il primo mese della scuola di Libertinaggio. Lascio solo immaginare l’abisso perverso che c’è oltre queste pratiche, andando avanti con la lettura: sono tre mesi di passioni sempre più depravate fino ad arrivare alle passioni assassine dell’ultimo mese.
    Passioni depravate, spinte, che le e-doll dovrebbero, dannazione, offrire per adempire alla loro ragion d’essere!
    E invece, no. Non si arriva neanche allo step in cui lo slave lecca i piedi alla mistress (pratica che prevede anche un po’ di sporcizia corporea di cui le e-doll, guarda caso, sono sprovviste).
    Mi chiedo quali siano le “pratiche perverse” che l’autore immagina di poter attribuire alle e-doll. Forse un po’ di frusta? “Uddio!!!”, avrà pensato, immagino “non sarà 1 po’ troppo??? Addirittura una frusta!!11!! Ma io sn antikonformista, la lascio perké sn tanto xverso! Bwahahah!”

    P.S. Io parlo da non praticante di BDSM, ma da amante di De Sade. Vorrei sapere cosa ne penserebbero uno slave o una mistress. Io mi sentirei un po’ offesa.

  33. 122 Angra

    “… che vale molto più di una”

  34. 121 Angra

    @gnap:

    la questione si può anche vedere così: cercare di scrivere qualcosa di tecnicamente ineccepibile è una dimostrazione d’amore nei fatti che vale molto più una sterile dichiarazione d’amore a parole.

  35. 120 Venzo

    sono indeciso sulla scacchiera nera e la leggenda degli eldowin

    ma siccome non ho fiducia nei miei coetanei e so per certo che la Iorio ha qualche anno in piu’ e qualche concorso l’ha anche vinto, mi viene da votare per la leggenda degli eldowin (sempre se hai letto anche il primo libro)… magari anche se ci sono gli elfi, dovrebbe essere di una qualita’ superiore a strazzula, bryan e co

    p.s. se uscisse… il mio voto sarebbe dirottato su “l’ombra dell’incantatrice” di dr jack, sono molto curioso di leggerlo e lo aspetto con ansia

  36. 119 gnap

    è un po’ che rimugino su questa storia dell’amore:
    credo sia del tutto insufficiente, ma altrettanto necessario.
    una storia scritta male resterà brutta per quanto amata, e su questo c’è davvero poco da discutere. ma se non c’è la minima traccia di amore, anche non del tutto sincero, per quel che si sta facendo, il massimo che si può ottenere è una schifezza tecnicamente ineccepibile. Che per carità, è sempre meglio di una schifezza e basta, ma sempre di schifezza si tratta…

  37. 118 Vincent Law

    “un romanzo che parla di filosofia bdsm”

    che francesco verso, il nuovo de sade, ci illumini.

  38. 117 matteo

    @ste: La natura al massimo può aver loro asseganto tutta la parte riguardante la gestazione ma questo (forse il tuo intelleto in gentica è superiore al mio) cosa c’entra con la frustrazione e il farsi domare?
    suppongo, in somma modestia, che sia un po’ per dire: fruste, dominazione, corde e nodi eccetera (giusto per far capire a chi passa di qua che di bdsm me ne intendo) in fondo e’ naturale…
    e’ un artificio che serve per giustificare su basi genetiche, e quindi indipendenti dalla volonta’, una sorta di ‘fato’, un dato comportamento
    qua nn si discute di bdsm, per cui mi fermo :-)

  39. 116 matteo

    gamberetta, nn preoccuparti del ten: ci sto gia’ litigando io per conto tuo :-D, tant’e’ che si apre un secondo fronte: gli amici di verso…
    per tua e di altri informazione, e-doll pare essere “un romanzo che parla di filosofia bdsm”, e gia’ la contraddizione in se’ mi fa ridere di gusto
    lo sdoganamento del bdsm ormai arriva da tutte le parti, ma che potessere essere spacciato per un romanzo di fantascienza mi mancava proprio

  40. 115 Angra

    @coso:

    @Angra:
    quello di Vincent non è un argomento, ma è vero.

    e… quindi? *_*

  41. 114 coso

    @ Francesco Verso:

    Non
    la conosco, ma
    credo
    che Lei abbia fatto un errore
    grosso,
    che fanno
    tanti
    scrittori, italiani e stranieri:
    ribattere alle critiche.
    NON
    si
    ribatte
    alle critiche.
    Quando il libro è scritto, è scritto.
    Si deve “difendere” da sè.
    Il silenzio è la pratica migliore.
    Anche
    più elegante,
    tra l’altro.

    @Angra:
    quello di Vincent
    non
    è un argomento,
    ma
    è
    vero.

  42. 113 Darlene Alibigie

    Bryan! BRYAN! Il primo romanzo l’ho letto anch’io e, lo dico senza una molecola d’ironia, era così brutto che era bello. Se mi sfiorasse il vago sospetto che è brutto apposta, direi che è un capolavoro.

  43. 112 Claudia

    Non so come finirà questo sondaggio ma so che hai fegato, io per criticare, con cognizione di causa, mi son letta due Moccia ma con la Troisi non ce l’ho fatta. Buona fortuna, spero che la tua crescita non subisca dei danni :D

  44. 111 Vincent Law

    Non saprai mai cosa si prova a creare qualcosa con le tue mani, se non ne sei capace…

    Ho fatto adesso un lupo con l’ombra proiettata delle mie mani, ho vinto qualcosa? E poi mi spieghi che abilità ci vuole, per esempio, a concepire un figlio? Penso siamo tutti capaci di inzuppare il biscotto, no? La capacità arriva quando il figlio lo devi crescere, educare, formare, e là sì che son dolori. Perché se applico la tua filosofia (amore incondizionato FTW) mi viene fuori un ciccione mammone che a 40 anni sta ancora a casa mia e forse ha la licenza elementare. Con un libro è la stessa cosa. BIsogna vincere l’amore incondizionato, e valutarlo per quello che è, oggettivamente. E valutare cose create “con le tue mani” oggettivamente richiede anni e anni di addestramento, perché non è facile. E’ proprio caratteristico dei bambini, come hai scritto tu, di vedere i loro scarabocchi come capolavori. Poi uno cresce e li vede per quello che sono: scarabocchi. Ci è affezionato, certo, ma non pretenderà di esporli a una mostra d’arte, no? Si cresce, e si acquista l’occhio critico (senza trapanazione magari), ma è un processo lento e pieno di ostacoli. Per definire una persona che non ha ancora raggiunto questo traguardo io uso un semplice aggettivo: “infantile.”

    Comunque è bello leggere commenti di persone che al di fuori del muro di internet si prenderebbero a schiaffi LOL
    Internet ci rende tutti più educati, sono contro questa cosa, ma vabbè.

    Epico il tizio che ha scritto “the show must go one“, sei un grande.

  45. 110 Blakie

    Dai ragazzi, vi prego..cambiate obiettivo! NO Ghirardi o Strazzulla! Perchè ripetere le stesse cose già dette in passato?? Io ho votato Lenth, perchè l’ho letto e ora mi piacerebbe una recensione gamberettiana.

  46. 109 Maudh

    Mi dispiace, non resisto, voto la Strazzu…

  47. 108 Tim

    @ Gamberetta. Eh già, è ira funesta la tua, niente da dire. Penso che a prescindere dal puntualizzare sulla figura retorica tu abbia capito cosa ho voluto intendere con il mio intervento, altrimenti avresti puntualizzato su altro.

    Il fatto poi che si intenda con il fare poesia un corretto uso delle figure retoriche è stato superato (per fortuna) da quando si è smesso di leggere la “Poetica” di Aristotele come la Bibbia.
    Più o meno cinque secoli fa. :)
    Non cerco rogne, non fraintendermi.
    Rimarco solo la necessità di tenere ampi margini di valutazione e discussione.
    Perché vero ciò che hai detto, tutto quel groviglio di parole su Mosca, a me personalmente trasmette un dato colore, umore, suono, il ché, in una dimensione poetica, vale più della retorica, perché trasmette di più.
    Dunque?
    (Il fatto che la frase in questione sia magari montata a sproposito su contesto e personaggio, questo risulterebbe errore ben più consistente.)

    Un saluto, e buon lavoro.

    @ Vincent. Grazie. Anche a me è piaciuto il tuo, fa parte del gioco.
    Infatti voterò, e voterò esattamente Strazzulla, solo per fare un dispetto a Gamberetta, che, mostrandosi così appasionatamente colpita dalle ‘cose’, mostra il fianco ;)

    Saluti a tutti.

  48. 107 irene

    @ Ai, che scrive:

    Non saprai mai cosa si prova a creare qualcosa con le tue mani, se non ne sei capace…che sia una creatura di carne o di carta…e non hai classe nello screditare persone che almeno nella vita hanno costruito qualcosa, seppure ai tuoi occhi orribile.
    Il piu brutto degli scarabocchi di un bambino ha per lui un immenso valore, il più brutto dei bambini sulla faccia della terra è per sua madre un angelo.

    Come no; ma il ragionamento ha senso solo se il bambino se lo tiene nella sua cameretta, lo scarabocchio. Se insiste a mostrarlo agli altri, e se il suo scarabocchio è brutto, si deve beccare le critiche, e non può (a meno che sia, giustamente, un bambino) rispondere a esse dicendo “eh no, non potete criticare il mio orrido scarabocchio, perché c’ho messo il cuore”. Lui c’avrà anche messo il cuore, ma io ci rimetto lo stomaco!
    La morale è: aspiranti scrittori, se non volete venire valutati in modo imparziale, tacete. Nessuno vi costringe a pubblicare i vostri scritti. Teneteveli per voi e per le vostre mamme che tanto vi vogliono bene lo stesso anche se scrivete da cani.

  49. 106 Ste

    @Verso.
    innanzitutto scusa ma i post troppo lunghi mi annoiano per principio, quindi se le risposte aquello che sto per chiederti sono successive al punto che ho letto, basta, senza insultare, che mi dici dove sono. le mie domande sono solo 2.
    Dici che gli e-doll (se ho ben capito) non si distinguono dai normali umani e quindi passano inosservati, ma quindi come si fa a vedere (e quindi distinguere) un e-doll? Mi riferisco al punto in cui la vista di un e-doll suscita stupore.
    Secondo punto (ho contato fino a 100 prima di scrivere su questo punto) Tu scrivi:

    Eccola … Cosa prescrive (erroneamente) il codice genetico? Qui ti do atto che ci sarebbe bisogno di uno sforzo intellettivo. Ma fammi illudere che la maggior parte dei lettori ci siano arrivati

    Io sono genetista, lavoro da più di 3 anni con il codice genetico, ho alcune pubblicazioni riguardanti il DNA però non so, nel contesto in cui lo inserisci, cosa prescriva il codice genetico per le donne? Perchè tu hai scritto, nel romanzo: “…veste di domatore di donne frustrate dall’atavico ruolo che la natura ha assegnato loro.”
    La natura al massimo può aver loro asseganto tutta la parte riguardante la gestazione ma questo (forse il tuo intelleto in gentica è superiore al mio) cosa c’entra con la frustrazione e il farsi domare?

  50. 105 mhrrr

    voto anch’io per le streghe di corona. ma solo perché nessuno degli altri libri mi incuriosisce e quello, invece, potrebbe essere interessante.

    a presto

  51. 104 Gamberetta

    @Tim. Allora:
    “Mosca è un universo vorticante e vandalizzato, è il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord, è l’ansia e al tempo stesso la malattia della vita.”
    È una brutta frase, fastidiosa da leggere. Ma mettiamo pure che invece sprizzi poesia da ogni lettera. Ugualmente è un errore, perché:

    a) Lo scopo di una metafora è rendere più chiaro il concetto: non mi pare che definire una città “universo vorticante e vandalizzato” me la renda più chiara. Nebbia era prima (se non conosco Mosca) e nebbia è dopo (visto che, con tutta la buona volontà, non ho idea di come sia un universo vandalizzato).
    Uguale per “un’anima dispersa tra le nuvole”: com’è un’anima dispersa tra le nuvole? E anche senza nuvole? Io un’anima non l’ho mai vista.
    Ne so quanto prima se mi paragoni una cosa che non conosco a un’altra cosa che non conosco.
    Questo è un errore tecnico, un uso errato delle figure retoriche (come sbagliare l’ortografia di una parola), non importa se la frase sia bella o no.

    b) Che ruolo ha la frase nella scena? Nessuno. È come i cavoli a merenda, perché la scena riguarda una ragazzina che ha come problemi l’autobus in ritardo, la madre che l’aspetta, il vestito nuovo. In gergo l’inserimento di frasi “poetiche” che non svolgono ruolo nella storia se non suonare “poetiche”, si chiama purple prose. E viene considerato un errore. Non da Hollywood, è considerato un errore dai tempi di Orazio che già sconsigliava questo modo di scrivere.

    Perciò, al di là dell’ironia o meno sugli “Artisti”, la frase su Mosca è cattiva narrativa. Anche – e non è il caso – fosse stata sul serio poetica.

  52. 103 Vincent

    Tim il tuo intevento mi è piaciuto.
    Peccato che molti voterano per il peggior romanzo da recensire.
    Altrimenti se poi danno alla G. un ottimo romanzo, che scrive???
    The show must go one!
    Sali anche tu.

  53. 102 Uriele

    *efficace non efficacie

  54. 101 Blu

    Ho votato La Scacchiera Nera, cioè “il meno peggio” all’apparenza. Magari è davvero qualcosa di buono.
    Il Ghirardi mi tentava per la recensione che ne sarebbe uscita, ma ho avuto pietà per Gamberetta.

    Noto con piacere un altro autore che piange perchè qualcuno ha detto, motivandolo, cosa pensa della sua opera. Ho trovato il suo intervento così “pacato” e “ragionevole”, la premessa così rispettata!

    @Ai

    Il piu brutto degli scarabocchi di un bambino ha per lui un immenso valore

    non sono una bambina, ma mi diverto a disegnare di tanto in tanto pur non essendone capace. Disegno per me e non voglio opinioni di sconosciuti, quindi non pubblico ne tento di vendere un bel niente. Nel momento in cui pubblichi qualcosa (anche fosse gratuitamente su internet) ricerchi l’opinione altrui, e sinceramente l’immenso valore che per te possa avere la tua opera non conta. Se vuoi contestare le critiche che ti sono state mosse non alzi la voce dicendo agli altri che non possono capire nulla, che loro non hanno mai vinto alcun premio o riconoscimento per questo sono invidiosi e inaciditi. Se sei sicuro del tuo lavoro non ne hai bisogno.

  55. 100 Uriele

    @ Vincent: ehi, io sono un cerchiobottista cagacazzo. Di base non mi piace quando si spara troppo sulla croce rossa perché si riscia di farla fuori dal vaso. Devo dar ragione a Verso per la parte sulla melatonina/melanina per come è stata presentata (non ho letto il libro), il processo è fondamentale per gli anfibi, ma

    vale parzialmente anche per gli uomini

    . I brevetti costano, hanno un iter di 18-24 mesi per essere accettati o respinti e il loro mantenimento costa. A differenza degli articoli scientifici, i brevetti sono spesso basati semplicemente su osservazioni empiriche e non devono spiegare i motivi dell’instaurarsi di un certo fenomeno, anche se possono ipotizzarli. (es: una pellicola di Al attorno a un elettrodo di Afnio riduce l’erosione dell’elettrodo in un plasma reattivo per l’interazione chimica nella pozza fusa, il meccanismo di questa interazione non è ancora noto che riduce l’ossidazione, ma empiricamente funziona e la Inner Logic ha brevettato il sistema). In questo caso credo alla buona fede di Verso e al suo lavoro di ricerca sull’argomento. Per quanto riguarda lo stile, dai brani letti, però continuo ad essere d’accordo con Gamberetta: è pomposo, pesante e artefatto oltre che poco efficacie.

  56. 99 Tim

    Ciao Gamberetta.
    Sono un lettore occasionale e di solito, per politica personale riguardo non al tuo sito ma alla rete in quanto tale, mi astengo dal commentare.
    E so già di stare commettendo un errore.
    Però ti chiedo di dedicarmi solo qualche istante.
    Solitamente apprezzo il tuo acume nell’analizzare le opere che scegli e gli autori, e il tuo stile corrosivo non guasta.
    Però questa volta la sensazione (mia) non è stata piacevole nel leggere i toni con cui si è alimentata la ‘polemica’ riguardo e-doll.
    Per quanto per certi versi l’autore con il suo intervento si sia dato la zappa sui piedi, è anche vero che talvolta si percepisce da parte tua un compiacimento nello stroncare che, se realmente tale, non gioverebbe al tuo discorso.
    Al tuo lavoro, ai tuoi propositi, a ciò che ti spinge a recensire e dare qualche strumento in più alla critica inesistente di un genere sciagurato (ahimé).
    Dirai tu: “che ne sai di quello che mi spinge?”
    Non lo so, dico solo che, come ha detto qualcuno, il rischio è di non parlare più con rigore e puntualità di letteratura (narrativa, pardon), ma di giocare a specchio riflesso (e almeno fosse, un gioco).
    E se mi permetti, quando il tuo stile corrosivo diventa vittima di se stesso, viene spontaneo imputarti refrattarietà alla poesia.
    La frase su Mosca e il cielo è chiaro che si ponga in una dimensione poetica, cosa c’è da criticare? Non può avere spazio nella narrativa? La separazione degli stili l’ha superata Manzoni nel 1827.
    Ripeto, il rischio è di far passare un appunto di gusto soggettivo come oggettivo, come questione di etica compositiva dello scrivere.
    Ed è certo poi che nascono le baruffe.
    Accidenti, mi sembro Napolitano che invita a rendere più civile il confronto politico. Argh.
    Però forse è questo, perché altrimenti non c’è più Gamberetta e le sue recensioni e Francesco Verso e le sue difese, ma solo un clima di generale sconfitta del genere umano; e se allora questo è il presupposto, mettiamoci tutti a zappare e lasciamo scrittura e intelligenza alla prossima razza dominante.

    Leggetelo e-doll, leggete Gamberetta, leggiamo tutto e ancora di più, e perdiamo magari meno tempo a commentare sui forum come se con le nostre opinioni cambiasse l’effettiva natura delle cose…

    Con le parole si può dire tutto e il contrario di tutto.

    Ma la coscienza critica che affiniamo, quella è silenziosa, e non ha bisogno di azzannare alla giugulare per sentirsi appagata.
    E che dir si voglia, le nostre creazioni artistiche (quale che sia l’arte) sono figli nostri, eccome. E’ questo il grande problema.
    Così tutti si indignano e si sentono frustrati e incompresi, e così Gamberetta perché il fantasy italiano è tutto da buttare, e così i singoli autori, che hanno scritto con sincero slancio proprio perché il fantasy italiano è tutto da buttare e “io posso dare qualcosa di più”. Tutti così, nel lottare contro la mortificazione, si sentono mortificati.
    E via discorrendo… e passano le ere, le avanguardie, le controavanguardie, il ritorno al purismo etc. etc.
    E cosa cambia? Nulla.
    Una massa di parrucconi che si parla addosso, come le università.

    Cosa si salva da tutto questo? L’atto creativo. Rispettiamolo.

    Chi è che può reputare una frase poetica (nata tale dalla penna/anima del suo autore) non tale? Quale è il criterio?
    Chi è allora che è Artista e chi si vuole atteggiare tale?
    Che non si rischi davvero di vedere meschinità ovunque solo perché siamo noi stessi meschini?
    Chi è nella posizione di giudicare in questo modo?
    Il giudizio presuppone un dogma di partenza di fronte a cui un’idea è ritenuta ortodossa o non ortodossa.
    Ma qui si parla di letteratura, non vi è alcun dogma, e questa diatriba non nasce nel forum di Gamberi fantasy, ma è la ‘questione della lingua’ di ogni tradizione letteraria nazionale, tra corsi e ricorsi. Da sempre.

    Non bisogna andarci piano perché altrimenti ci si offende, ma perché la verità risiede sempre lontana dagli eccessi…

    Hai visto? Ci voleva il grillo parlante…

    Let’s save ourselves.

    Un saluto e buona lettura

  57. 98 Angra

    @Vincent:

    Non far caso ad Angra, è uno di quelli che aspetta ancora uan risposta da alcuni editori e si rode.

    Minchia, questo sì che è un argomento!!! ^_____^

  58. 97 Tiemme

    Innanzitutto il voto: da buon giocatore di ruolo, sono piuttosto interessato all’opra di Bianchini, che a volte seguo sui forum specialistici e non immaginavo in veste di autore.
    Il suo Gdr è stato recensito bene, magari il romanzo merita una lettura.

    In secondo luogo, un commento all’autore di e-doll: poveretto!
    In gergo giovanile ed informatico si potrebbe definire un “owning”, e la risposta piccata un “whine” in piena regola.
    In sostanza Gamberetta ha fatto una recensione argomentata della tua opera, e tu, rosso di rabbia e col dentino aguzzo, ti sei fiondato sul blog a rigurgitare migliaia di caratteri imbibiti di veleni assortiti.

    Capisco la frustrazione di non veder apprezzato il proprio lavoro, ma la risposta “Io sono io e tu non sei nessuno” è proprio fuori luogo. Le critiche mosse da Gamberetta sono sensate, e gli spezzoni che ha estrapolato sono francamente impresentabili. Capisco che immersi nel testo recuperino in parte la loro dignità, ma rimangono frasi involute e barocche, che fanno di più per rendere il teso incomprensibile piuttosto che per chiarirlo.
    La presentazione di Mosca non è poetica, è solo una sequenza di immagini astratte. Che il cielo russo sia pieno di cirri o meno, se usi una metafora devi necessariamente mettere in relazione due termini di cui uno – la metafora appunto – aiuti a veicolare con più facilità il concetto rappresentato dall’altro.
    Tra riflessi, nubi, cieli e sensazioni il lettore dopo aver letto quella frase non ha un’immagine più chiara di Mosca. Ha solo un caleidoscopio di fotogrammi, buona parte dei quali non sono concreti, bensì piuttosto inconsistenti (ansia, universo vandalizzato, malessere della vita,…). Dire che Gamberetta è arida non cogliendo l’Arte dietro a quelle associazioni vuol dire buttar via le definizioni stesse di figure retoriche. Ti piacerà la musicalità del passaggio, ma in quanto ad utilità esso è del tutto inefficace.

    In sostanza, se a livello artistico non sono in grado di rivaleggiare con la tua prosa, lascia almeno che ti dia un consiglio: prendi con umiltà le critiche, perché nessuno – come si dice – nasce imparato.
    Personalmente, leggendo il tono della tua risposta, l’idea che mi son fatto di te come persona non è proprio eccellente, e questo si tradurrà di certo in dubbio al momento di dover scegliere se acquistare o meno un tuo romanzo.

  59. 96 Vincent

    Francesco Verso,
    non cadere nel tranello in cui sono caduti altri scrittori.
    La polemica fa parte del progetto.
    Il progetto è la fama.
    Più polemiche più lettori.
    Più lettori più visibilità.
    Tant’è!
    Qui vieni ogni tanto come me e fatti quattro risate.
    Se hai voglia di arlarecon qualcuno, ci sono persone come Uriele, che amano il confronto civile.

    Non far caso ad Angra, è uno di quelli che aspetta ancora uan risposta da alcuni editori e si rode.
    Se ti va puoi vedere la grande critica de noiatri all’opera al suo meraviglioso romano: Le avventure di Silvia.
    Ispirato alla trapanazione del cranio.
    Minchia che fantasia!!!
    Che show don’t tell.

    Alla fine che te frega.
    Scrivi.
    Migliora.
    Impara.
    e affanculo tutto il resto.

  60. 95 Rotolina

    Un commento speciale a qualcuno che ha criticato gli scrittori che si difendono le loro opere con le unghie quasi fossero “figli loro”: non ricordo il tuo nome, perdonami non mi va di riscorrere tutti i commenti…..

    Son io ^^
    Mi correggo, che forse non mi sono spiegata bene.
    Ovvio che “si difende” la propria opera, ma con la precisazione “figli suoi” intendevo un concetto ben preciso che non ho specificato.
    Un figlio si difende senza domande. Che abbia torto o meno. Almeno di solito.
    Io vedo tutti qeusti autori che difendono la porpria opera per principio. Non ne ho visto uno, da Rocca a Verso ora, che abbiano difeso il proprio lavoro con delle spiegazioni logiche e ben fatte. Magari accettando certe critiche e contestandone altre, ma facendo dialogo.
    Qua ivnece arivano e difendono per puro principio la propria opera, senza neppure fermarsi a dire “ma questa critica è motivata o no?”. E non lo fanno, perché come si può leggere dalle risposte, di Verso più sotto, non c’è una “difesa” con una spiegazione. E’ una difesa per principio.

    Non saprai mai cosa si prova a creare qualcosa con le tue mani, se non ne sei capace…che sia una creatura di carne o di carta…e non hai classe nello screditare persone che almeno nella vita hanno costruito qualcosa, seppure ai tuoi occhi orribile.

    ehi, e che ne sai? :D
    Magari sono un’autrice in anonimato.
    Battute a parte, ho fatto pure io i miei lavori, non in campo di letteratura, che sono stati uccisi completamente da una “critica”. Obiettivamente? Ho valutato la critica, e mi sono resa conto che si. Facevano schifo.
    Altre volte mi sono resa conto che chi faceva la critica aveva sbagliato e ho esposto le mie ragioni.
    Questo è dialogo. Difendere per principio, non è dialogo. ;)

  61. 94 Diego

    Niente, ho bisogno di tempo per decidere. Certo però che ho letto l’inizio del libro del Ghirardi e la scena con i giganti gay ha del miracoloso, fa il paio con la smutandata dell’altro libro. Sto ragazzo comincia a starmi simpatico.

    @Uriele: eh, vuoi mettere Fanucci che offre 800 pagine di Goodkind a 11,90? Fa un centesimino e mezzo a pagina! Imbattibile! ^_^

  62. 93 Ai

    Uno di questi romanzi quì trucidaemente screditati è tra i miei preferiti in assoluto, ma non sto qui a dirvi quale perchè altrimenti giù prediche a dire che siamo patetici a difendere i nostri libri preferiti con le unghie….:D
    Anche perchè in fin dei conti è divertente vedervi cosi agguerriti a distruggere le opere degli altri…e in fondo perchè non siete comunque voi che date peso alla bilancia della fama di suddette opere….molte di loro hanno già i loro grandi riconoscimenti senza che i vostri interventi servano a molto per screditarli :D.
    Il mondo è bello perchè è vario, evviva!
    Comunque ammetto che siete un, seppur piccolissimo, simpatico spazio originale per farsi qualche risata.

    Un commento speciale a qualcuno che ha criticato gli scrittori che si difendono le loro opere con le unghie quasi fossero “figli loro”: non ricordo il tuo nome, perdonami non mi va di riscorrere tutti i commenti…..
    Non saprai mai cosa si prova a creare qualcosa con le tue mani, se non ne sei capace…che sia una creatura di carne o di carta…e non hai classe nello screditare persone che almeno nella vita hanno costruito qualcosa, seppure ai tuoi occhi orribile.
    Il piu brutto degli scarabocchi di un bambino ha per lui un immenso valore, il più brutto dei bambini sulla faccia della terra è per sua madre un angelo.
    Si puo discutere sull’orribilità o meno di determinate opere, in questo spazio, ma non credo si possa discutere sulla sensibilità di una persona che difede qualcosa di suo.
    E su questo forse, la stessa Gamberetta saprà comprendere. Dico forse, perche le persone non vanno mai sopravvalutate troppo :).

    Anyway, che producano cose mirabili o terribili, sempre meglio di chi non sa far uscire altro che qualche stupido commentino. :D

    Ora non prendetevela suvvia….non è un luogo dove regnano le critiche?
    Non ci insegnate forse voi che vanno accettate? E allora fate come me, rideteci su….ad ognuno la sua!

    Buona giornata! :)

  63. 92 Gamberetta

    @Davide. Be’, se conosci l’autore prova a chiedergli informazioni più dettagliate – se vuoi. Tieni conto comunque che per editore “a pagamento” non si intende solo quello che ti chiede soldi direttamente, sono a pagamento anche editori che:
    – chiedono all’autore l’acquisto di un certo numero di copie (fossero anche 10).
    – obbligano l’autore all’acquisto delle copie eventualmente invendute.
    – fanno pagare dei servizi che dovrebbero essere gratis (tipo l’editing o l’assegnazione dell’ISBN).
    ecc.

    @Elvezio. Non ci siamo mica. Troppi particolari concreti, non è più poesia. La poesia è così:
    “Il cielo di Milano è l’urlo della sabbia frustata dall’albedo suino”.

    @Francesco Verso. Ho trovato anch’io articoli simili, ma non mi pare che nel romanzo si parli di anfibi. In ogni caso più tardi metterò nell’articolo la tua replica e i tuoi link e ognuno deciderà.

    @Angra.

    Fino a quando c’è tempo per votare?

    Sabato 19 a mezzogiorno.

    @Flavio70. Non so. Non è ben chiaro se sia solo una truffa o si parli di streghe vere. Mi informerò.

  64. 91 Uriele

    @ Ste: L’altro giorno cercando di scaricare Altai dal sito dei WM (che non è ancora uscito e uscirà con un certo ritardo in versione digitale) mi sono inbattuto in questo:

    Per arricchire questi dati, ho poi calcolato il rapporto prezzo/pagine di alcuni titoli italiani pubblicati nelle ultime settimane. Altai, con 411 pagine a 19,50 euro, si attesta su 0,04 euro a pagina. Emmaus è a 0,09, Il peso della farfalla a 0,10, Figlia del sangue a 0,06 (come La rizzagliata e Pane e Tempesta). Veracruz, che ha dimensioni simili al nostro romanzo (332 pag), costa 0,05 a pagina, mentre La Nostra Guerra, di Enrico Brizzi, con le sue 640 pagine costa 20 euro, cioè 0,03 a pagina, ed è l’unico, in questa lista casuale, con un prezzo medio inferiore ad Altai. E’ evidente che, in proporzione, un libro di 150 pagine costa sempre molto di più di uno di 400, ma è comunque interessante vedere che il nostro romanzo, col prezzo a pagina dei libri di Baricco o De Luca, verrebbe a costare 40 euro…

    Spero, ma non credo, fosse ironico. Scrivere in 1000 pagine quello che può stare comodamente in 100 per me non è un pregio, è solo mancanza di capacità di sintesi e voglia di pisciare nel proprio brodo. Valutare il prezzo di un libro sulla base del costo unitario di pagina per giustificare l’aumento di prezzo sulla copertina è una cosa che mi fa cascar le braccia: Guerreros di Gibson ha circa 400 pagine e I reietti dell’altro pianeta della Le Guin solo 300, ma a parità di prezzo prenderei 10000 volte il li libro della Le Guin o le montagne della follia che non arriva alle 200

  65. 90 Ste

    Allucinante…..
    Il 90% delle trame sembra uscito da un’avventura di D&D o simili (come le copertine.. ma chi le sceglie?)
    E-doll… mi sa che l’autore ha visto un po’ troppo “ghost in the shell”.
    urania è della mondadori, visti i romanzi vincitori del premio urania si capiscono molte cose sui romanzi “fantasy” pubblicati.
    Una piccola curiosità: ma perchè si è convinti che un romanza per essere tale deve avere almeno 600-700 pagine? Perchè abbattere foreste per certe cose?

  66. 89 Uriele

    Dall’articolo di Science:

    MELATONIN (N-acetyl-5-methoxytryptamine) has been shown to be the most effective skin-lightening agent in amphibians.

    Ho chiesto ha un biologo, negli anfibi è verissimo, ma negli uomini ha qualche dubbio perché il processo di sbiancamento non è così importante nell’uomo. Comunque non sa. Nel brevetto invece dicono:

    Although melatonin can modify the production of A-MSH at the central level, and consequently the production of melanin, the literature suggests that exogenous melatonin has no effect on skin pigmentation in man

    Mi sono fatto spiegare la frase, in poche parole significa che la crema in sé non ha effetto sulla pigmentazione ma sulla pigmentazione, ma la melatonina può modificare la produzione di A-MSH che è il più importante stimolatore di Melanociti.
    Il processo schematico proposto per la formazione di melanina è il seguente:

    Tyrosine?Dopa?Dopaquinone?Dopachrome?Melanin

    Negli esperimenti hanno monitorato la produzione in vitro del dopacromo nel tempo per valutare l’effetto inibente sulla Tyrosina del loro composto basato sulla Melatonina. Da grafici si può vedere come con il passare del tempo la produzione die dopacromo usando l’inibitore sia pari al 20% di quella senza inibitore.

    Nota: il mio amico mi fa notare che il colore dipende più dallo stato di aggregazione della melanina che dalla sua concentrazione (se sei nero quindi ti schiarisci, ma non diventi latteo)

    In poche parole la melatonina ha un effetto indiretto sullo schiarimento della pigmentazione, anche se non rilevante come negli anfibi dove questo effetto è predominante. Non conosco il pezzo “a pagine 35″ quindi non posso sapere se quella della melatonina/melanina è una castroneria o no, ma devo dire che verso ha portato argomenti validi ( Nature è un ottimo giornale e parla dell’effetto sugli anfibi, i brevetti non hanno pretese scientifiche, ma solo applicative e industriali. Mantenere un brevetto però costa, come costa tutta la sperimentazione e può venire concesso solo dopo uno studio sistematico)

  67. 88 Flavio70

    @gamberetta
    Non so quanto sia e se sia fantasy, però in alternativa a quelli che che hai elencato potresti prendere in considerazione questo:
    http://www.ibs.it/code/9788804581116/corona-mauro/storia-neve.html

  68. 87 zio gio

    Mi sono letto la gustosa recensione di Gamberetta e le risposte di Francesco Verso. Poichè credo nella validità della fantascienza e mi piace vedere come la trattano gli autori italiani, aspetto sempre con curiosità l’uscita del Premio Urania. E, anche questa volta, ho tenuto le dita incrociate. Peccato. Il tema poteva anche essere interessante, ma l’autore lo ha buttato via. Sfrondando il romanzo dalle parole inutili, credo che in sessanta pagine poteva cavarsela. Lo stile di critica di Gamberetta è noto, arrabbiarsi con lei mi sembra puerile. Nel mio molto piccolo, qualcosina ho scritto anch’io e sentire l’editor che ti dice chiaro e tondo che pezzi interi della tua opera non vanno fa male, certo che fa male. Ma aiuta a crescere. Quando la finiremo (e la finiranno) di invocare l’assoluta inviolabilità dell’Opera e del Pensiero dell’Artista, pessima abitudine molto italica? Gamberetta: vai avanti così. C’è bisogno di onestà intellettuale.

  69. 86 Rotolina

    Eh eh…
    Ma solo io trovo così immensamente divertente leggere gli autori che vengono a commentare le recensioni/commenti sui loro piccoli capolavori? Difendendoli con le unghie e con i denti, manco fossero figli loro?
    Comunque.
    Visto che il libro ce l’ho, magari provo a leggerlo, per pura curiosità.
    Ma la prima risposta di Verso ha un sostanziale errore.
    Non è argomentata.
    Rispondi dando per vere e scontate delle cose che sono nella tua testa. Che le E-doll siano schiavi perché progettate per quello, che ce ne siano molte in giro. Ovvio, le hai inventate te, chiaro che saprai come sono fate.
    Peccato che da quanto riportato da Gamberetta, non si capisca.
    Capita. Hai fatto degli errori. E invece di dire “a mio parere, scrivere così e cosà doveva far capire” riportando puntalmente degli spezzoni in modo da documentare la tua tesi… Bhe invece di fare ciò, hai risposto con tono aggressivo, giustificando le tue scelte con un “perché si”.
    Brutta scelta.

  70. 85 zora

    Edito me stessa: Monzaemon è del diciassettesimo secolo, pardon, mai scrivere a ricordo

  71. 84 zora

    Ho votato la scacchiera perchè mi piaccioni gli scacchie ho un buon ricordo di Jumanji, sperem!

    lubrici amplessi tra le foreste di conifere

    Questa frase è peggio dei peggio luoghi comuni delle fanfiction erotiche o degli Harmony. Insomma, quasi quasi rimpiango lo “svettante membro”, accidentaccio.

    Per lo show don’t tell, riporto una citazione che già avevo messo in un mio commento fatto tempo fa, che mostra come sia un concetto molto americano e molto moderno:

    Il pathos per me è una questione di contenimento. La commozione nasce quando tutti gli elementi dell’arte sono controllati dal ritegno; più forti e più ferme sono la melodia e le parole, più dolorosa sarà l’impressione creata. Per questo motivo quando si dice che qualcosa di triste è triste, si perdono le implicazioni e, infine, anche l’effetto di tristezza sarà minimo. Non è importante dire che una cosa è “triste” ma è importante che sia triste in se stessa.

    By Chikamatsu Monzaemon, Giappone, quindicesimo secolo

  72. 83 Angra

    @ tutti quelli che hanno risposto al mio post, andatevi a rileggere la premessa.
    Ciao Gamberetta, cercherò di esaminare la tua recensione (?) allo stesso modo in cui hai fatto tu con e-Doll.

    Sì, ok, hai cercato ma non ci sei riuscito. In realtà credi di aver cercato, ma è proprio un’altra cosa.

  73. 82 Angra

    Fino a quando c’è tempo per votare?

    In caso di testa a testa fra Lenth e la Strazzu voterò il primo solo perché è lungo la metà, ma vista l’anteprima sospetto che le voci che lo danno come un romanzo decente debbano essere infondate.

  74. 81 Alice

    Recensione diGamberetta:
    –… e a quanto ne so [gli e-doll] non sudano, sputano, puzzano o roba del genere. Fino a oggi non hanno mai defecato, né urinato. Può anche essere una limitazione della verosimiglianza, sta di fatto che i bisogni evacuativi degli umani non sono stati trasposti loro.
    Delusione! Perciò questi e-doll, pronti a esaudire ogni fantasia, non possono far niente per gli amanti della coprofilia o dell’urofilia? Che è, razzismo?
    Verso: Ahi, altro errore pacchiano, gli e-Doll non sono una razza umana, al massimo sarebbe discriminazione.
    Io: Credo che il razzismo di cui parlava gamberetta non sarebbe contro gli e-doll ma contro i coprofili.

    @zave (commento 23)
    L’episodio del cunnilingus del vampiro l’ho letto in un libro…ora cerco il titolo.

  75. 80 Francesco Verso

    @ tutti quelli che hanno risposto al mio post, andatevi a rileggere la premessa.
    Ciao Gamberetta, cercherò di esaminare la tua recensione (?) allo stesso modo in cui hai fatto tu con e-Doll.

    @ Gamberetta, ho tirato giu’ da google questi link al volo.
    http://www.nature.com/nature/journal/v208/n5008/abs/208386a0.html
    http://www.naturmed.unimi.it/meteolab_cronobiologia.html
    http://www.freepatentsonline.com/5932608.html
    http://www.staibene.it/sb_dizionario.asp?diz_descr=y&id=1316

    Ovviamente saranno i lettori (e non solo di questo blog) a giudicare e-Doll, la tua recensione e la mia risposta, visto che stanno circolando in rete. Sono aperto al confronto. Contesto solo i toni sopra le righe, le urla isteriche e le pregiudiziali.

  76. 79 lisse

    Ho votato Il silenzio di Lenth perchè da quello che si dice in giro non sembra un brutto romanzo. In ogni caso mi piacerebbe leggere la recensione di un autore non ancora analizzato in questo blog.
    Faccio un’appello a chi deve ancora votare: non votate la Strazzulla così Gamberetta ci apre un altro sondaggio in estate! :)

  77. 78 Niccolo'

    @Dago Red: in realtà volevo dire Heller (Joseph), ma chissà come mai mi è venuto fuori Hassell che tra l’altro conosco solo di nome e non ho mai letto…

  78. 77 irene

    A parte che, va beh, immagino fosse un simpatico ammiccamento, sono certa che Verso stesse scherzando e sapesse benissimo come si scrive, o al limite si è trattato di un refuso, ma, così, per amore di precisione:
    si scrive “cui prodest”.

  79. 76 Elvezio

    Io che sto a Milano poi non potrò mai capire una fava del cielo di Mosca perché qua i nembostrati talvolta capricciano con lo smog e le fetide esalazioni delle industrie-mordor, formando una compatta, triste, depressiva, filamentosa, bituminosa massa di toni di grigio nella quale un’anima, più che cercare il suo riflesso incrinato, gli si incrina cuore e schiena, gli si, e si perde, insieme a quella di milioni di altri, cercando di uscire a riveder le stelle…

    Spero la Mondadori ora possa nuotarmi. Pardon, refuso, intendevo dire notarmi…

  80. 75 Angra

    Se tu avessi vissuto a Mosca, se tu avessi osservato quel cielo, non avresti preso le mie parole per casuali.

    Chiarito l’equivoco: il romanzo era destinato a un pubblico che abbia vissuto a Mosca.

  81. 74 Vincent Law

    L’intervento di Francesco mi è sembrato molto alla Sergio Rocca, per chi se lo ricorda, e non mi è piaciuto.
    Non commento direttamente ciò che ha scritto perché ho il grave difetto di reagire in modo impulsivo e volgare a questo tipo di persone, e non mi sembra giusto intasare il blog dei Gamberi di insulti e parolacce, visto che è noto per la sua politica di gestione dei commenti pro-educazione e civiltà. Purtroppo non sono in grado di contestare in maniera pacifica punto per punto il suo commento, non ne sono proprio capace, mea culpa. Perciò dico soltanto che Francesco mi ha fatto passare totalmente la voglia (se mai c’è stata e mai ci sarà) di leggere un suo romanzo.

  82. 73 irene

    Alzi una mano chi vede un’ombra di poesia nella frase
    “Mosca è un universo vorticante e vandalizzato, è il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord, è l’ansia e al tempo stesso la malattia della vita.”.
    Me lo vedo tantissimo Dantec usare una frase del genere, guarda.

    Verso, io grazie al cielo cirroso non ti conosco, ma leggendo il tuo commento m’è sembrato di tornare indietro nel tempo quando avevo tanta pazienza e mi ostinavo a discutere civilmente nei forum con dei tredicenni resi rabbiosi dall’acne, del tutto privi di spirito critico, civiltà e soprattutto padronanza dell’italiano. Il tuo modulo di reazione oscilla da “mi rifiuto di rispondere/spiegare perché sei tu che sei scema” a “specchio riflesso”; la tua povertà dialettica mi sbalordisce molto più delle castronerie citate da Gamberetta nella recensione.

    Gamberetta non è “la Critica”. Gamberetta è una che ti scrive un appunto, e ciò che dovresti fare è controbattere difendendo la tua opera con argomentazioni di carattere logico. L’idea che “difendersi” significhi invalidare l’attività critica in quanto tale o il diritto di parola della persona che ha mosso l’appunto, non ha il minimo senso; non l’avrebbe nemmeno all’interno di un campo accademico nella quale il principio di autorità bene o male ha ancora un peso, figurarsi in un blog.
    Verso, tu non ti sei difeso né sei riuscito a mostrare che gli appunti di Gamberetta sono sbagliati; hai frignato, hai detto che è cattiva, che è stupida, che non capisce il tuo stile, che non si deve permettere di parlarti così perché non ne ha i “titoli”, che se non è mai stata a Mosca allora non può capire (il che, se fosse vero, metterebbe fuori gioco tipo il 90% dei tuoi lettori, ma va beh), che non deve giudicarti con il metro delle regole di scrittura dato che tu ti metti al livello dei Maestri e quindi come loro sei ingiudicabile, e che comunque era un refuso.
    Non hai scritto NIENTE. Un commento lunghissimo, ma lunghissimo davvero!, e senza aver scritto niente. Non una parola di Gamberetta è stata confutata dalla tua “difesa”.

    Non penso di aver mai visto un autogol più clamoroso: la recensione seminava forti dubbi sul tuo lavoro, ma il tuo commento ti infanga dalla testa ai piedi. Che dire: i più sentiti (e sbalorditi) complimentI!

  83. 72 Clio

    A Gamberetta
    Ah già, non sono elfi qalsiasi, sono elfi che ridono >_> Infatti Nihal piange. Come ho potuto dubitare dell’inventiva della Rosso?

    Scherzi a parte, niente Strazzu, per pietà =_=

  84. 71 Sophitia

    Il settimo volume del manga Chobits delle CLAMP. In Chobits non ci sono e-doll, ma persocom. La storia ha diverse analogie con il romanzo di Verso, ma è realizzata molto, molto meglio. Ups… pubblicità neanche troppo velata. Qui prodest?

    Le Clamp hanno venuto milioni di copie di Chobits in tutto il mondo (basta una veloce ricerca per vedere in quante lingue è stato tradotto) e hanno bisogno di Gamberetta che gli faccia pubblicità XD scommetto che son già lì a firmare un assegno dal Giappone XDXDXDXD

  85. 70 dr Jack

    @Francesco:

    Ti vedo godere nello stroncare qualcuno, ti sento divertirti alle spalle degli altri. Vita meschina che deve riflettersi in qualcuno per darsi un’apparenza reale.

    Non potevi riassumere tutto con qualcosa del tipo “fottiti”?
    Secondo era più diretto ed efficace. Oltre che più sincero.
    In ogni caso perché te la prendi tanto?
    Come dice Gamberetta:

    Sono senza fantasia e senza poesia. Prendo atto.

    E aggiungi che qua siamo tutti stupidi privi di volontà propria incapaci di seguire tutti i ragionamenti così profondi come i concetti legati al ruolo atavico delle donne.
    La mia povera mente priva di controllo potrebbe darti circa 25 risposte al minuto. Non ho la tua capacità logica che ti fornisce come ovvia quell’unica verità che tu lasci intendere così evidente.

    Se sei passato come salvatore e portatore di luce, mi spiace per te. Ci hanno provato in tanti e alcuni di loro avevano una capacità persuasiva migliore (per quanto non eccezionale).
    Ma questo è un covo di dannati. E c’è gente veramente priva di speranza di tornare a pensare come te.
    Io ad esempio che dovrei smetterla di rispondere a messaggi come questo.

  86. 69 Clio

    Al Sig.Verso
    Rispondo solo a un’osservazione, è ricorronte con variazioni sul tema.

    non credo che Cervantes conoscesse questo metodo. Né credo che lo conoscesse Poe

    La letteratura non può fare astrazione dalla situazione storica. Lo Heike Monogatari è un poema estremamente interessante, se tieni presente da chi e quando è stato scritto. Un romanzo moderno in cui le maniche sono “fradice di lacrime” ogni tre paragrafi o in cui ci sono ottanta personaggi chiamati non col nome (troppo facile…) ma con la carica politica (Primo Consigliere Surnumerario della Destra ecc.) sarebbe uno schifo.
    “Ma (mettere qui nome di artista storico celebre) lo faceva” non è una buona scusa. Il risultato può essere ineressante nel migliore dei casi (tpo il tizio che ha scritto un poema di fantascienza in esametri omerici), ma non è il rifarsi al passato a rendere buono un libro. Può essere, a voler essere ultra-ottimisti, un “di più”.

  87. 68 Davide

    Io ho votato “Buio”, ma poi me ne sono un po’ pentito perché so già che è brutto… Avrei dovuto scegliere “La scacchiera nera”, visto che fra tutte le trame presenti è l’unica che mi ispiri vagamente. Almeno c’era la minima possibilità che ti ritrovassi a leggere qualcosa di carino… Scusa, Chiara.T__T

    “@Pyros. Pare editore a pagamento, vedi qui. A meno che tu non abbia informazioni in senso contrario, nel qual caso posta anche nel forum di WD.”

    Guarda, conosco l’autore di persona e non mi pare mi abbia mai parlato di pagamenti dovuti alla casa editrice. Magari è vero che – come da forum di WD – considerano “ogni libro una storia a sé” e su questo sperano di guadagnare qualcosa.

    Un appello a tutti: vi prego, non votate la Strazzulla né il Ghirardi. Gamberetta ha già dato, a riguardo. Non costringetela di nuovo ad una via crucis che ha già dovuto percorrere!

  88. 67 Gamberetta

    @Francesco Verso. Sono senza fantasia e senza poesia. Prendo atto. Non hai dimostrato un livello minimo di preparazione (esempio: non conosci l’italiano) per meritare ulteriore risposta. I lettori giudicheranno loro se le tue repliche sono sensate o no.
    Ti chiedo solo una fonte per l’affermazione la “melatonina funziona al contrario della melanina” perché prima di scrivere l’articolo ho controllato e non ho trovato niente del genere. Se mi fornisci qualche tipo di documentazione, correggerò l’articolo (se sarà da correggere).

  89. 66 Federico Russo "Taotor"

    Ho votato gli Orchi di Kunnat; il Duca mi ha linkato un thread di WM e sembra sia una specie di sfida. Se questo libro non va, “fallisce” la collana.
    Fermo restando che la qualità di quei romanzi è inversamente proporzio(a)nale alla bellezza delle copertine (mio Dio quanto sono fighe!), l’idea di fantasy pulp alla S&S, che normalmente dovrebbe far rabbrividire, mi piace.
    Se non fossero scritti come sono scritti, quei romanzetti sarebbero un’ottima lettura di svago, roba da leggere per esempio alla fermata del bus, o in bagno, ascoltando i Rhapsody of Fire o i Dragonforce, tra una partita di World of Warcraft e l’altra. Non sto scherzando, parlo sul serio. Una lettura leggera ma onesta.
    Peccato che – lo so – così non sarà. :(

    P.S. Vi prego, non la Strazzu né Braian. Insomma, so’ davvero pesanti!

  90. 65 Francesco Verso

    Posto i commenti in grassetto per chiarezza.

    E-Doll è ambientato a Mosca nel 2053. Il mondo è rimasto più o meno quello che conosciamo, tranne gli e-doll. Gli e-doll sono androidi usati come schiavi sessuali in modo che la gente possa soddisfare le proprie perversioni senza rischi.
    Premessa semplice che porta a delle incongruenze già nelle prime 36 pagine.
    Ciao Gamberetta, cercherò di esaminare la tua recensione (?) allo stesso modo in cui hai fatto tu con e-Doll. Spero che almeno mi darai l’opportunità di difendermi, visto che io ho dovuto sorbirmi le tue illazioni.
    Dunque, Gamberetta si crede una critica letteraria, si spaccia per una che può puntare il dito e addirittura dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ok, diamole credito e vediamo come sviluppa la sua analisi.
    Ahimé prima frase, primo errore: lo schiavo è tale solo se sa di esserlo, gli e-Doll no e quindi cominciamo maluccio per una critica che ha nomea di essere precisa e puntigliosa. Tanto per ribadire il concetto, gli e-Doll nascono appunto per non avere più degli schiavi umani del sesso.

    A pagina 15, scoperto un e-doll morto, il tenente incaricato delle indagini verifica che fino a quel momento non ci sono mai stati omicidi di e-doll in Europa (”[...] a una prima analisi, non vengono segnalati omicidi di e-doll in Europa.”) A pagina 20 un e-doll che passa per strada suscita l’interesse di tutti (”E la strada va in subbuglio, colta dallo stupore che si materializza intorno agli e-doll [...]“). A pagina 27 un personaggio “Ha preso questo andazzo da quando ha scovato su un sito web vietato ai minori l’esistenza degli e-doll.”
    Cosa si deduce da questi tre accenni? Io ne deduco che gli e-doll siano molto pochi: scopri che esistono solo frequentando siti “loschi”, se ne vedi uno per strada ti fermi ammirato a guardarlo, e nessuno li ha mai ammazzati. No, pur leggendo le frasi che hai scelto tu a caso, io ne deduco che sono poco visibili. Non c’è un sostantivo o un aggettivo numerico, non c’è nessun riferimento al loro numero. Da dove lo deduci? Se non ci sono omicidi di e-Doll in Europa, vuol dire che sono pochi di numero? Se un sito web è vietato vuol dire che gli e-Doll sono pochi? Mah, misteri della critica…
    Ottimo. Ma a pagina 31 è scritto:
    Il loro [degli e-doll] business, incluso il variegato indotto, fatto di tecnici per la manutenzione, corrieri per il ritiro e la consegna a domicilio, stilisti d’avanguardia, visagisti estetici, programmatori di sensistema, addetti al marketing pornografico, finanziatori di sessoteche, si calcola sia paragonabile per grandezza e pervasività del settore a quello delle automobili del secolo scorso. Senza contare i gadget venduti a corredo e quelli spediti per posta anonima di cui tante case abbondano all’insaputa dei coinquilini.
    A parte il blocco di inforigurgito spiattellato senza grazia, si dice che il mercato degli e-doll è al livello di quello delle automobili. Com’è possibile? Dovrebbero esserci milioni di e-doll! Ma questo è in contraddizione con quanto esposto all’inizio. Non si può neanche invocare la difesa d’ufficio, “tanto è fantasy!!!”, perché qui parliamo di fantascienza: estrapolare le conseguenze dei progressi scientifici è al cuore del genere. La coerenza è vitale. Infatti sei tu a essere partita da un presupposto sbagliato che ti sei inventata.
    A pagina 15 è scritto:
    A testa bassa, Gankin scruta quel corpo indifeso, nato per soddisfare desideri e voglie inconfessabili: tutto ciò che in molti volevano senza sapere dove trovarlo. Fino alla comparsa degli e-doll.
    A pagina 17 un e-doll ragiona su se stesso:
    D’altro canto, è ciò che la gente s’aspetta da un essere attrezzato per solleticare le fantasie fino a percorrerne ogni ramificazione.
    Desideri e voglie inconfessabili, fantasie percorse in ogni ramificazione: io mi aspetto che gli e-doll possano garantire all’acquirente qualunque tipo di perversione. Ma a pagina 35 un poliziotto della scientifica dice:
    –… e a quanto ne so [gli e-doll] non sudano, sputano, puzzano o roba del genere. Fino a oggi non hanno mai defecato, né urinato. Può anche essere una limitazione della verosimiglianza, sta di fatto che i bisogni evacuativi degli umani non sono stati trasposti loro.
    Delusione! Perciò questi e-doll, pronti a esaudire ogni fantasia, non possono far niente per gli amanti della coprofilia o dell’urofilia? Che è, razzismo? Ahi, altro errore pacchiano, gli e-Doll non sono una razza umana, al massimo sarebbe discriminazione. E poi se ci pensi bene, e ti chiedo di fare uno sforzo di fantasia, in realtà possono… non da attivi ma da passivi. Ok, non conosci il settore, non te ne faccio una colpa.
    È notevole vedere un autore che parte da una premessa semplicissima e già vista mille volte in altri romanzi e, nonostante ciò, non è capace di mantenere un minimo di coerenza. Già dimostrata la fallacità della tua osservazione tirata per i capelli. Be’, rimedierà con uno stile brillante, giusto? Sbagliato. E-Doll è scritto male, anzi è scritto peggio.
    In un sacco di passaggi la scrittura è vuota. Non comunica niente. Non solo non mostra, ma non racconta neanche. Sono frasi senza senso. Esempio (pag. 19):
    [Berenice Cubarskij] è rimasta impressionata dalle conturbanti doti di Angel [un e-doll], quando vi si è imbattuta al Cirque du Sex, dove lu/ei s’esibiva in veste di domatore di donne frustrate dall’atavico ruolo che la natura ha assegnato loro.
    È in posti del genere, come lo scintillante Lubov sulla Bol’saja Sadovaja o il lugubre Dark Star sulla Precistenka nelle vicinanze degli austeri e polverosi Musei di Puskin e Tolstoj, che la Signora Cubarskij ha riscoperto il senso da attribuire a se stessa, assieme alle centinaia di altre donne che mal sopportano d’essere trattate come il codice genetico erroneamente prescrive loro da millenni.
    Ultimamente, tali luoghi riservati, da sempre esistiti anche se poco reclamizzati, sono frequentati da splendidi sembianti incaricati di elargire ciò che la società aveva condannato come rigurgiti primordiali da sedare e disdicevoli devianze da arginare.
    Quanto ai clienti, in egual misura distribuiti tra uomini e donne, essi ne sono consapevoli, ma preferiscono indulgere piuttosto che accettare un compromesso snaturante e disumano. E volentieri s’illudono, piuttosto che accontentarsi d’una felicità condivisa ma breve e ripetitiva.
    172 parole e non c’è scritto un emerito tubo. Qual è l’atavico ruolo che la natura ha assegnato alle donne? O sei pigra o non così intelligente come vuoi far sembrare, le capacità medie di un lettore qualsiasi sono in grado di comprendere quale sia tale ruolo. Che senso ha scoperto da attribuire a se stessa Berenice? Ma non volevi la suspense? Eccola … Cosa prescrive (erroneamente) il codice genetico? Qui ti do atto che ci sarebbe bisogno di uno sforzo intellettivo. Ma fammi illudere che la maggior parte dei lettori ci siano arrivati. Che cosa elargiscono i sembianti? Si piega da solo oppure ti servono i sottotitoli? Che cosa la società aveva condannato come rigurgiti primordiali? La violenza, l’aggressività. Ovviamente se estrapoli una frase, non si capisce il contesto che è palese leggendo le pagine precedenti. Qual è il compromesso snaturante e disumano?
    Il banale contrario, l’accettazione del sesso convenzionale. L’autocensura della fantasia. Qui non è questione di gusti, di stile, di punti di vista: questa è cacca. E no, a me la coprofilia non piace. Però ti piace ricoprirci gli altri… :-) Magari non è una frase che gira benissimo, ma non ti pare di esagerare un tantino per creare un effetto?
    Esempio più corto ma altrettanto efficace (pag. 21):
    Il suono abrasivo, di metallo stridente, ricorda ad Angel una ricorrenza remota, dei tempi della capsula vivificante presso i laboratori Silitron di Hanoi. Quasi cinque anni fa, un periodo breve in termini umani e ancor più breve per una macchina capace di eludere il fattore erosivo del tempo. Archiviata in una bolla di memoria, quando il suo sensistema era scevro d’esperienze libidiche e computazionali, eccezion fatta per le istruzioni base e le inferenze native.
    Poi si parla d’altro. Ora, quale sarebbe la “ricorrenza remota” che Angel ricorda? È la “ricorrenza remota” il soggetto – una frase dopo – di “archiviata”? Cos’è, non è un romanzo ma un puzzle, dove io pago e poi devo riscrivere da zero per capirci qualcosa? La voglia di riscrivere ce l’hai nelle vene, no qui dovevi solo limitarti a capire che si tratta di un ricordo, e più precisamente del ricordo della nascita di Angel, cosa che si evince dal fatto che il sensistema è scevro di tutto, tranne che delle istruzioni di base. Domanda? Quand’è che un oggetto possiede solo le istruzioni di base? Ok, hai ragione, in fondo mi piacciono i puzzle…
    Poi c’è il blaterare sgradevole dello scrittore dilettante che si crede Artista (pag. 23): ahi, mi metti una maiuscola? Non credevo di meritare tanto…
    Mosca è un universo vorticante e vandalizzato, è il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord, è l’ansia e al tempo stesso la malattia della vita.
    Questa frase segnatevela perché un classico esempio di uso idiota delle metafore. Non vuol dire niente, però si percepisce la ricerca delle parole perché suonino pompose per impressionare i gonzi, con la città vista come “il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord”. Proprio. È lo scopo della narrativa, vero? Non far capire una mazza a chi legge, ma mettere in soggezione i pochi ignoranti che ancora pensano che scrivere sia mischiare paroloni a caso. Ok, andiamo sul personale ma non mi permetto, benché tu sia una Signora che non si esprime come tale usando impropriamente delle mazze, di abbassarmi al tuo livello. Se tu avessi vissuto a Mosca, se tu avessi osservato quel cielo, non avresti preso le mie parole per casuali. È proprio la mancanza di poesia che ti limita la vista. Sei così miope che ti aspetti che uno scrittore ti disponga le immagini a portata di mano. Che te le spieghi come con i bimbi. Che tuttavia compensano con la loro fantasia. Dov’è che s’è persa la tua? Altrimenti, oltre i centimetri del naso, mi viene da pensare che tu scorga solo il buio totale e allora ti viene di riempirlo con ciò che non intuisci, né capisci. È questa la frustrazione di chi critica, la mancanza di arte percepita intorno a sé. Che poi possa non essere arte eccelsa, ma è pur sempre l’emotività che, stando a quanto scrivi qui, ti difetta.
    Ciliegina sulla torta: questo sproloquio sono i pensieri di una ragazzina al primo anno di Liceo, preoccupata perché l’autobus è in ritardo; la mamma la sgriderà se rientra dopo l’orario stabilito. Siamo a livello di Sergio Rocca, l’immortale poeta (”«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.”) No, qui è il narratore esterno che parla, non è Maya. Rileggi bene la frase prima di gabbare l’ignaro lettore.
    Infine c’è il classico raccontare invece di mostrare. Passaggi così (pag. 24):
    [la ragazzina di cui sopra è raggiunta da un tipo in macchina] Non sapendo che fare, le salta in mente un pensiero sconcio ma poi, incerta sugli esiti di eventuali imprevisti, storna lo sguardo.
    Funziona in questo modo: io pago 4 euro e 20 centesimi e compro una porzioncina della fantasia dell’autore. Lui mi deve dire qual è il pensiero sconcio. Lui mi deve dire quali sono gli esiti degli imprevisti eventuali.
    La ragazzina vuole farsi il tipo? Lo vuole frustare? Lo vuole appendere a testa in giù in una vasca piena di scarafaggi? Ma poi rinuncia perché l’ultima volta gli scarafaggi sono scappati e le hanno invaso la stanza? Devo pagare e poi scrivere io il romanzo? No, se mai ti fosse capitato di scrivere un romanzo, dovresti sapere che lo “show, don’t tell” è la prima o la seconda lezione di un qualsiasi corso di scrittura creativa. È una pura questione stilistica, una sensibilità mediata dal cinema, dai bisogni di “mostrare” l’azione in presa diretta. Io propendo a credere che sia un’impostazione narrativa di derivazione americana. Una delle tante possibili. Scrittori russi quali Pelevin, Erofeev e Sorokin come pure i francesi Houellebecq o Dantec non ne fanno gran uso. Del resto, non credo che Cervantes conoscesse questo metodo. Né credo che lo conoscesse Poe. È una tecnica moderna e funzionale ma è come dire che dobbiamo tutti suonare la musica in 4/4… Oh Critica Suprema, lasciaci qualche nota da suonare e non bacchettarci se ogni tanto ti scombiniamo i foglietti con le regole scritte sopra… .-)
    Meno grave ma sempre fastidioso è il mostrare & raccontare. In particolare, quando il raccontare precede il mostrare fa venire i nervi. Immaginate di essere al cinema, il tizio accanto a voi ogni dieci minuti vi sussurra: «Adesso vedrai cosa succede, vedrai come Jimmy si arrabbia.» oppure: «Adesso ascolta bene, eh, ascolta, sentirai che battutona!» Sono sicura che alla terza interruzione cambiate posto. Nella narrativa funziona uguale (pag. 30):
    A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole. – Al contrario, non hai considerato lo stadio di avanzamento della mia passione necrofila…
    “A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole” è l’equivalente del tizio rompiscatole al cinema. Preciso identico. Visto che mostri la “pericolosa iperbole”(sic), non c’è bisogno che l’anticipi prima. Svuoti di tensione il paragrafo.
    Questo attiene allo stile che può non piacerti. Non mi dilungo oltre.

    Il settimo volume del manga Chobits delle CLAMP. In Chobits non ci sono e-doll, ma persocom. La storia ha diverse analogie con il romanzo di Verso, ma è realizzata molto, molto meglio. Ups… pubblicità neanche troppo velata. Qui prodest?
    L’autore gestisce il punto di vista usando la tecnica del chi se ne frega, scrivo come mi capita. Nel primo capitolo, che comprende un’unica scena – l’esame del cadavere dell’e-doll da parte del tenente Gankin e del suo assistente Aleksej –, il punto di vista cambia almeno dodici volte, saltando di continuo da un personaggio all’altro. Senza alcuna giustificazione o alcun ritmo; ci sono pagine e pagine con Gankin, poi qualche paragrafo con Aleksej, poi si ritorna a Gankin per ancor meno spazio, poi Aleksej un po’ di più, tutto così come capita. Alla fine tocca rileggere più volte certi passaggi per capire a chi attribuire parole e pensieri. Un capitolo degno di Atlanta Nights. Sei tu che fai fatica a seguire il testo o è proprio il concetto di punto di vista che secondo te deve essere UNO e INDIVISIBILE? Anche la Chiesta ammette una certa flessibilità su certi temi delicati. E poi, solo qualche riga sopra, non ti piaceva lo “show, don’t tell” quello con la camera alla mano? Eppure quando viene fatto (presente quei fastidiosissimi film di Lars Von Trier in presa diretta?) pare che non ti piaccia?
    Più avanti l’autore si supera, riuscendo a cambiare punto di vista all’interno di un singolo paragrafo (pag. 21):
    Un cameriere addobbato con un’impeccabile livrea lattea compare sull’uscio e lu/ei [sempre Angel] viene annunciato alla signora Cubarskij, non prima d’essersi sistemato le sopracciglia decorate dalle mani fatate di Sharunas. L’ometto, barba e baffi curatissimi, gli rifila un’occhiata lasciva dall’angolo degli occhialini, ma pare più preoccupato di trovare un modo per non ascoltare ciò che sarebbe successo nel sotterraneo. Si ricorda di una cera d’antica memoria versata nelle orecchie di un re a salvaguardia della sua sanità mentale. Si ricorda che grazie all’espediente, egli riuscì a resistere a una tentazione letale.
    Il paragrafo comincia con il punto di vista dell’e-doll. No, ancora una volta hai problemi a concentrarti sulla lettura. Dai, leggi bene, “un cameriere compare [...] e Angel viene annunciato… È confermato da quel “gli rifila un’occhiata lasciva [...] ma pare più preoccupato”: Il punto di vista è del cameriere, non so come tu abbia fatto a vedere l’azione su Angel. C’è un soggetto grande come una casa “L’ometto”. L’e-doll coglie l’occhiata del cameriere e ne deduce la lascivia e al contempo il desiderio di non ascoltare (come faccia questa deduzione è un mistero). Se leggi la frase dopo si capisce chiaramente. Hai troppa fretta di dimostrare il tuo ragionamento, e usando il microscopio ti perdi le frasi successive. Ma le frasi dopo?. È l’e-doll che ricorda l’episodio di Ulisse e le Sirene o è il cameriere? Io ho riletto tre volte e non ne sono sicura. Mi sembra così innaturale che di punto in bianco si entri nella testa del cameriere, d’altra parte l’e-doll conosce Ulisse? E lui, macchina, ne ha solo un ricordo così approssimativo? Mah! Tutte panzane che ti servono per far bella figura, per apparire arguti nell’approssimazione.
    In altri momenti l’autore si contraddice nello spazio di un paragrafo (pag. 19):
    L’olografia di Berenice Cubarskij la ritrae in pose provocanti: alla signora piace farsi vedere e proprio quella fantasia rappresenta il suo punto debole. Un aspetto su cui il marito non s’è interrogato, né s’è preoccupato d’esplorare, coinvolgendola in giochetti di mano in ascensore, lubrici amplessi tra le foreste di conifere o eccitanti fellatio durante le attese ai semafori…
    Allora:
    a) Berenice è esibizionista (”alla signora piace farsi vedere”).
    b) Il marito coinvolge Berenice in una serie di atti sessuali all’aperto o in luoghi pubblici. Qui mi viene il dubbio che tu sia proprio dura. L’hai anche copiato senza averlo letto? Il marito NON s’è interrogato, né s’è preoccupato…
    c) Dunque perché il marito non “s’è preoccupato d’esplorare” l’esibizionismo della moglie? Se avessi letto oltre, avresti trovato il motivo. Cosa doveva fare di più? Esattamente quello che non ha fatto, vedi frase sopra. Che senso ha ’sto paragrafo. Quello che non hai neppure intuito.
    L’autore ha spiegato che Maya, la ragazzina in attesa dell’autobus, non frequenta molto i coetanei, tutti “delinquentelli” o “gallinelle”, poi scrive (pag. 26):
    [Maya] Da qualche mese ha scoperto un altro passatempo, cose impensabili per dei ragazzini bifolchi ma già malavitosi in erba come loro. Gli unici a cui si concede e che se la godono tutta, sono quelli dell’ultimo anno, Roman “Frigo” Saratov in testa e poi Misha la Miccia, Pavel il Labbruto e il Peloso Ivan. Solo loro se la spupazzano a turno ma in ordine rigorosamente decrescente. La cosa strana però, agli occhi dei compagni, non è tanto la promiscuità di Maya e l’indifferenza a darsi in pubblico, doti ampiamente condivise dalle sue coetanee [...]
    Nella prima frase il sesso è “cosa impensabile” per i coetanei di Maya, nell’ultima frase la promiscuità, addirittura “l’indifferenza a darsi in pubblico” sono doti ampiamente condivise per i coetanei di Maya. Le cose “impensabili” non sono le stesse della promiscuità e dell’indifferenza. Perché le vedi come sinonimi? Un altro azzardo rischioso. L’uso del microscopio ti impedisce di vedere oltre il vetrino. Non stai cercando di “entrare” nel testo, te ne stai solo tenendo alla larga, analizzandolo dagli abissi del pianeta Critico. Mi chiedo quale organo del corpo usi per scrivere?
    Notare altre delizie: le cose sono impensabili per i ragazzini “bifolchi ma malavitosi”, che senso ha? È l’essere malavitoso che ti impedisce di scoprire il sesso? No è l’essere bifolco, ma tu hai scelto di vedere l’altro sostantivo per qualche strano motivo. L’elenco dei quattro studenti che si “spupazzano”(sic) e si “godono tutta”(sic) Maya, sembra uscito da un romanzo inedito di Federico Ghirardi. E quel “in ordine rigorosamente decrescente”? Decrescente di cosa? Se avessi continuato a leggere l’avresti scoperto. Ordine alfabetico? Età? Lunghezza dell’uccello? Siamo alle solite, devo scrivere io il romanzo? No, però leggerlo non guasterebbe. E magari ti sarebbe piaciuto riscriverlo se lo fai notare così spesso…
    Passiamo a pagina 9:
    [Gankin] Infilati guanti e mascherina, s’accosta al corpo, cabotandogli attorno per non incappare in sgradevoli sorprese quali contaminazioni a tempo o esalazioni a innesco, ultima moda degli attacchi terroristici, oggi in voga anche tra le bande metropolitane.
    “Cabotare” significa navigare, spesso per tratti brevi (da qui l’espressione “piccolo cabotaggio”). Dunque Gankin “naviga” intorno al corpo a distanza ravvicinata… per non incappare in contaminazioni a tempo? Il legame logico sarebbe? Il contatto, si capisce se uno ci prova. Non dovrebbe scappare il più lontano possibile e stare lontano se vuole evitare le contaminazioni a tempo? No, non dovrebbe scappare se non lo tocca. Ma mi pare di chiederti uno sforzo immaginifico troppo elevato, quindi ti do ragione. Leggere un romanzo nel modo in cui lo leggi tu, annoierebbe chiunque. :-)
    Nota di stile: quel “sgradevoli sorprese” è un altro errore. Ma è rosso o blu? È ancora il tizio che ti dà di gomito al cinema. È inutile raccontare che ci sono sgradevoli sorprese se dopo le descrivi. Così non fai altro che smorzare la suspense. Grazie dell’ennesimo prezioso consiglio ma si da il caso che “le contaminazioni a tempo o esalazioni a innesco” siano una specificazione del termine generico di sopra. E che, a mio insindacabile giudizio, merita di essere approfondito. E sia, mi prendo questa libertà!
    Un’incongruenza a qualche paragrafo di distanza (pag. 11):
    [Gankin] Allunga l’altra mano, scoprendo il resto della ferita. Gli occhi si trasformano in due feritoie orizzontali. Deve restare lucido e attento perché ogni volta lo stomaco gli manda dei singulti per avvertirlo di non abituarsi a quella vista. È una specie di campanello d’allarme con cui mantiene una barriera di separazione tra sé e quello che succede. Il giorno in cui saprà d’essersi assuefatto a quello spettacolo e potrà guardare quelle oscenità come se fossero un film o un documentario, sarà il giorno in un cui chiederà il trasferimento a un’altra sezione per un insormontabile conflitto d’interessi.
    Ma poco prima così è descritta la ferita (pag. 10):
    Sotto il vestito stropicciato, uno squarcio di 10 cm di profondità per 25 di lunghezza lo saluta truculento.
    Qui sono io che non capisco te. Perché un squarcio di 10×25 non può avere una parte rimasta coperta? Ti da fastidio la misura? O doverla vedere?
    Idea mia, ma descrivere una ferita come 10×25 non è proprio “guardarla come se fosse un documentario”? Inutile dire che Gankin non ci pensa nemmeno a chiedere il trasferimento, né si accorgerà di questo “insormontabile conflitto d’interessi”. Tiri a indovinare sulla trama senza aver letto il finale? È questo il servizio che rendi ai tuoi lettori? Questa tua presunzione è davvero un grave peccato di superbia nei loro confronti. :-) No, forse ho capito, lo fai per non rovinare loro la sorpresa…
    Ok, lo stile è orribile; ok, le incongruenze abbondano, ma chissà questo romanzo di fantascienza com’è infarcito di interessanti questioni sulla robotica e le Intelligenze Artificiali! E in effetti si possono gustare deliziosi passaggi senza capo né coda, ma pieni di technobabble (pag. 32):
    Dunque, il sensistema è stato cortocircuitato. Per l’esattezza tra la pompa cardiaca e il collettore di raccordo. Poi, versato il contenuto all’esterno dell’esemplare, s’è impedita la riparazione da parte dei nanobot che, diminuiti sotto la soglia di auto-alimentazione, hanno provocato lo spegnimento terminale del sensistema e con esso dell’e-doll. È un bug conosciuto e a più riprese l’abbiamo segnalato alla Silitron affinché intervenga. È il tipico difetto di fabbricazione che potrebbe risolversi con poco, anche perché è l’unico metodo di mandare in crash un organo wetware così sofisticato come il sensistema e inibire il ricaricamento e il successivo ripristino tramite vivificazione.
    “Non è solo un danno alla proprietà della Silitron” pensa Gankin. Come sa, qualsiasi bioware è riciclabile e sostituibile ma il sensistema, insieme a ciò che vi è registrato sopra, reazioni emotive ed esperienze individuali incluse, va perso per sempre. [...]
    Sigh. E in mezzo a questa valanga di termini inventati per dare una patina di scientificità a una marea di stupidate, nessuno chiede se c’è una copia di backup di “ciò che vi è registrato sopra”. Ovvero ti faccio diventare bianco il nero… C’è UN solo termine inventato, “vivificazione”. Il resto è italiano o inglese. L’errore caso mai sta nell’usare wetware e bioware in due righe vicine. Però il tuo termine technobabble dovrebbe passare d’ufficio?
    E stendiamo un velo pietoso quando (pag. 35) l’autore confonde la melatonina con la melanina… Non confondo nulla, sei tu che ignori che la melatonina funziona al contrario della melanina, schiarendo la pelle. Come ho già spiegato sul forum di fantascienza.com, c’è un refuso e la frase sarebbe dovuta essere “trasformare un meticcio in albino”. Quando si scrive, gli errori scappano, quando si è superficiali, gli errori non si vedono. :-)
    * * *
    Una volta sono stata accusata di prendere per scema la giuria del Premio Urania. Non è vero. Non sono io che prendo per scema la giuria del Premio Urania, è la giuria del Premio Urania che si prende per scema da sola, avendo deciso di premiare questo cumulo di spazzatura.

    Mi viene il dubbio che tu non abbia mai passato neppure la prima selezione di un premio. Tanta acredine, tanta frustrazione saccente… Ma smentiscimi pure con titoli, pubblicazioni e onorificenze varie, io accetto il confronto se posso difendermi. O forse sei una di quelle persone che schifa così tanto tutto e tutti che scrive soltanto per sé, per il proprio narcisismo che non ammette repliche (a parte scrivere un blog ma – sii onesta tu questo lo chiami scrivere? – in realtà fai della macelleria letteraria come farebbe una iena affamata del lavoro altrui). Ti vedo godere nello stroncare qualcuno, ti sento divertirti alle spalle degli altri. Vita meschina che deve riflettersi in qualcuno per darsi un’apparenza reale. Pensi davvero che basti così poco per darsi un tono da critica letteraria? Ma tu preferisci analizzare il mondo col tuo noiosissimo microscopio dagli abissi del pianeta Critico. Francesco Verso

  91. 64 Gamberetta

    @Clio. Clicca sull’approfondimento dedicato a Elisa Rosso, alla fine parla degli elfi e spiega che i suoi sì che non sono i soliti elfi… ammetto che i romanzi della Rosso mi tentano molto, ma anch’io devo limitare il sadismo perché non voglio che Babbo Natale mi metta nella lista dei bambini cattivi che non ricevono regali.

  92. 63 Clio

    La leggenda degli Eldowin. Mi piacerebbe sapere se esiste un libro con gli elfi che non faccia schifo. Finora (escludendo il vecchio Prof) ho trovato leggibile Pug l’apprendista, e c’erano gli elfi… molto pochi, il che salvava in parte il libro =_=

  93. 62 Artemis

    Io ho votato il Principe delle Nebbie, perché sto mordendo il fazzoletto pensando a quella pischella che ha già pubblicato due libri mentre io sono qui a stare dietro a tutto quello che mi danno da studiare…
    Io, cerca di capirmi, sto qui a lamentarmi del fatto che non posso esercitarmi nella scrittura, perché devo studiare di Ariosto che si lamenta che non può esercitarsi nella scrittura perché deve lavorare.
    Mi sento un po’ presa in giro, Ludovico è qui che mi compiange.

    P.S. Ho avuto la tentazione di votare la Strazzulla perché godo come un porcellino nel leggere recensioni negative belle e crudeli come le tue, ma mi sono trattenuta perché sono ottocento pagine e sento che, se ci fosse un inferno, ci sarei caduta di certo.

  94. 61 lilyj

    @Maudh: abbi pietà per Gamberetta, siamo a Natale! XD

  95. 60 Maudh

    Devo decidere tra il mio istinto sadico e crudele (Strazzulla!!! Strazzulla!!! Strazzulla!!!) e ciò che sembra meo peggio (Lenth).
    Datemi del tempo.

  96. 59 Gamberetta

    @Pyros. Pare editore a pagamento, vedi qui. A meno che tu non abbia informazioni in senso contrario, nel qual caso posta anche nel forum di WD.

  97. 58 Pyros

    Propongo “Lampo Verde” di Valentino Notari: http://www.edizionicroce.com/libro.asp?idlibro=77

  98. 57 Angra

    @Gamberetta:

    100% G-E-G-N-O. O no?

    Forse 100% generatore automatico ^___^

  99. 56 Vincent Law

    E’ abbastanza desolante votare il “meno peggio”, già, come se a cena mi preparo la bistecca “meno peggio” che ho trovato dal macellaio, cioè mi passa proprio la fame così. Ho votato La scacchiera qualcosa perché mi sembrava il meno peggio, sob

  100. 55 p.coso

    Il libro della Rosso se non sbaglio è il seguito del suo romazo precedente. Per recensire il secondo volume non devresti aver letto anche il primo? Due romanzi del genere a Natale?

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