Vittima natalizia + Bambolina omaggio

Quest’anno ho recensito meno fantasy italiani degli anni scorsi. Posso assicurare che non dipende dal fatto che sono diventata “buona”, tutt’altro: il mio cuore marcio trabocca come non mai di astio e invidia. Però mi sono stancata di ripetere sempre le stesse cose. È una questione di dignità: lo scrittore medio di fantasy italiano è un idiota fatto e finito, è degradante per me perderci del tempo appresso.

Per esempio, non so quante volte, in pubblico e in privato, ho sostenuto conversazioni tipo questa:

Io: «Non devi raccontare che Giulietta è cattiva, devi mostrarlo. Non so, falle picchiare la sorellina.»
Autore X: «Ma “show don’t tell” non si applica sempre!!!»
Che sarebbe come dire:
Io: «Non mordere la prolunga del televisore, potresti prendere la scossa.»
Autore X: «Ma l’elettricità non fa sempre male!!! Guarda il defibrillatore!!!»

Ha senso proseguire dialoghi del genere? No, è solo buttare del tempo che potrei spendere meglio fissando le macchie di umidità sul soffitto.

Ciò non vuol dire che mi adagerò nell’ipocrisia del “recensisco solo quello che mi è piaciuto”; continueranno a esserci recensioni oneste: se il romanzo è bello dirò che è bello, se fa schifo dirò che fa schifo. Però le recensioni saranno scelte con cura, saranno recensite solo opere che promettano qualcosa di interessante. Sono arcistufa di recensire ritardati.

Detto questo, come promesso, ho aperto il sondaggio per la recensione natalizia. Di seguito sono elencate dodici possibilità: leggete le descrizioni e scegliete con attenzione. Durante le vacanze di Natale mi sorbirò il romanzo vincitore e poi lo recensirò. Se sceglierete romanzi che non sembrano complete porcherie fin dal titolo ve ne sarò grata, ma sentitevi liberi di comportarvi come preferite.
EDIT del 19 dicembre 2009: Sondaggio chiuso, ha vinto Il Silenzio di Lenth.
EDIT del 16 gennaio 2010: Romanzo vincitore recensito.

Prima, però, un modesto consiglio per gli acquisti.
L’altro giorno ero in libreria. Mentre mi aggiravo per il reparto fantasy è arrivata una signora dall’aria smarrita. Dopo qualche minuto una commessa le ha chiesto se aveva bisogno di aiuto. La signora ha spiegato che voleva regalare un libro a una bambina di dodici anni – ha anche fatto gesto con la mano a indicare l’altezza della ragazzina, come se le stesse comprando un vestito. La commessa ha sorriso alla signora e le ha rifilato l’ultimo romanzo di Licia Troisi… un’altra bambina che avrà la vita rovinata per colpa di una madre mentecatta.
Signori genitori, non fatevi ingannare dalla retorica imbecille del “se legge è sempre meglio!!!”. Una bambina che legge le cretinate della Troisi o della Meyer si rovina il cervello. E quando il danno è fatto, rimane solo la trapanazione.
Perciò regalate videogiochi. I videogiochi rendono più intelligenti, è un fatto dimostrato. Ma se proprio volete spingere alla lettura un ragazzino o una ragazzina, il mio consiglio è di regalare Little Brother di Cory Doctorow, di cui è uscita da poco l’edizione italiana, con titolo X (sì solo “ics”, che cosa c’entri con “Little Brother” mi sfugge, ma pazienza). L’editore è Newton Compton.

Copertina di X
Copertina di X

Ho recensito il romanzo in lingua originale a suo tempo, qui. Non è un romanzo privo di difetti, ma è cento volte più interessante e coinvolgente di tutti i libri di Licia Troisi e Stephanie Meyer messi assieme. Almeno provateci a regalarlo: forse vostra figlia non è ancora una cerebrolesa e avete la possibilità di salvarla!

* * *

I dodici candidati, in ordine alfabetico. Le trame sono prese dalle schede dei libri su iBS.it.

Copertina di Bryan di Boscoquieto e il Talismano del Male#1.
Titolo: Bryan di Boscoquieto e il Talismano del Male (Newton Compton)

Trama: Da quando Bryan di Boscoquieto ha scoperto di possedere doti soprannaturali il suo mondo non è più lo stesso. Come se la sua percezione si fosse allargata fino a dilatare i confini tra la vita quotidiana e la magia, ora è in grado di rendersi conto di tutti gli strani esseri di cui l’universo è popolato. Capitani di una guerra millenaria, Morpheus il mezzodemone, fondatore della Baia, e Insorta, temuto leader della Comunità Ribelle, tentano di conquistarsi la fiducia di Bryan. Insieme a lui, la bellissima Gaia, la ladra di corpi, le imbattibili gemelle Alba e Aurora, e Achille, con le sue facoltà medianiche, compongono un piccolo esercito di eroi giovanissimi e pronti a tutto pur di disinnescare le minacce che si addensano intorno al leggendario e terribile Talismano del Male. Che la Terra continui a esistere o che tutto si risolva in uno spaventoso olocausto nucleare, a questo punto, dipenderà dalle gesta di Bryan, E dalla sua capacità di distinguere ciò che appartiene a questo mondo da ciò che si può soltanto sognare.

Autore: Federico Ghirardi. Ha esordito ancora minorenne l’anno scorso con Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni. Un giovane gegno. Senza dubbio.

Perché parto prevenuta: perché Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni l’ho letto.

Perché potrebbe essere decente: perché sarà pieno di gnocche tutte nude che si fanno sculacciare dai demoni? Non è quello che ogni ragazza sogna di leggere in un romanzo fantasy? Magari questa volta il Ghirardi saprà superarsi e mi regalerà una bella scena di stupro tentacolare!

Copertina di Buio#2.
Titolo: Buio (Fazi)

Trama: Diciassette anni, bellissima, apparentemente sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: “Sorrisi e lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo”. Se lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma scrive di notte, come in preda a un’inspiegabile trance, rendendosi conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell’assassino. Mentre la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro, che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano intorno.

Autore: Elena P. Melodia, al suo esordio.

Perché parto prevenuta: la signorina Melodia sarà sicuramente un’ottima scrittrice – altrimenti come potrebbe essere stata pubblicata da una prestigiosa casa editrice? – ma non è capace di mettere assieme una descrizione decente.

Perché potrebbe essere decente: Morgan – il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola – è troppo gnokko!!!

Copertina di Figli di Tenebra#3.
Titolo: Figli di Tenebra (Curcio)

Trama: La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell’ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L’obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all’apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un’epoca remota ha rischiato di annientare il mondo. Bisogna raggiungerlo, quindi, e in fretta: al destino non si può sfuggire, e necessario assecondarlo, è necessario costruirlo. Mentre nel mondo l’estate muore, Lothar e la sua compagnia penetrano terre malate, regolate da leggi insondabili e popolale dai figli di un atto di violenza sulla natura stessa: esseri né vivi né defunti in eterna putrescenza, dominati da un’intera casta di vampiri, che li corroderanno nell’anima e nel corpo. Lì, nella Gehenna, dove la sofferenza diventa disperazione e follia, l’odio e l’amore daranno a Lothar la forza, il Potere gli metterà in mano gli strumenti, i ricordi e le perdite saranno la ragione per lottare ancora… Fino a quando tornerà a sorgere la luna di sangue.

Autore: Marco Davide. Sì, due nomi e nessun cognome. Questo Figli di Tenebra è il terzo volume nella trilogia di Lothar Basler.

Perché parto prevenuta: il primo volume della trilogia, La Lama del Dolore, si era classificato secondo nel sondaggio natalizio dello scorso anno. Ho provato a leggere La Lama del Dolore: è scritto da cani, una roba insopportabile. Pur con tutta la buona volontà non sono riuscita a finirlo.

Perché potrebbe essere decente: nel frattempo Marco Davide ha imparato a scrivere?

Copertina de Gli Orchi di Kunnat#4.
Titolo: Gli Orchi di Kunnat (Delos Books)

Trama: “Pulsa. Tutto pulsa, freme e risplende come sempre, quando sono morfizzato. Aromi, suoni, movimenti, sensazioni e percezioni risultano amplificate come i cerchi concentrici di una goccia caduta in uno stagno: le formiche scuotono il terreno come elefanti, le foglie frusciano come valanghe, le coccinelle urlano e disegnano lente traiettorie nel cielo come tartarughe azzoppate e volanti, le feci lontane e ancora calde di un daino mi offuscano la mente inebriandola della loro essenza pungente, mentre le cortecce nodose degli alberi su cui faccio leva mi trasmettono l’energia della linfa e la solidità del legno. Sono invincibile e terrificante. Se gli umani mi vedessero adesso, scapperebbero urlanti. I più coraggiosi (o forse i più stupidi) tenterebbero di uccidermi. Come se fossi io il loro problema…”

Autore: Cristian Pavone, esordiente.

Perché parto prevenuta: il romanzo fa parte della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri”, una collana nata con l’idea che il pubblico è una massa di scimuniti e dunque è giusto guadagnare propinando sempre le stesse storie trite e ritrite. Ho recensito i primi due volumi qui.

Perché potrebbe essere decente: il pubblico si è dimostrato non così fesso come Delos sperava. Infatti il curatore della collana, Franco Forte, scrive: “Libro per noi (per me) importantissimo, perché segnerà il destino di questa collana. Si tratta infatti dell’ultimo tentativo di capire se il mercato è interessato a una collana fantasy come questa oppure no.” Perciò Gli Orchi di Kunnat è l’ultima possibilità per “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri”. Magari hanno scelto un romanzo tollerabile.

Copertina de I Cacciatori del Tempo#5.
Titolo: I Cacciatori del Tempo (Piemme)

Trama: Yonec ha sedici anni, è figlio di una fata e di un uomo misterioso di cui deve ancora scoprire l’identità, e vive nel Medioevo, nei primi anni del XII secolo. Janis ha quattordici anni, frequenta la prima liceo e una maledizione la costringe a vivere ai giorni nostri. Quando la madre la iscrive ad un severissimo collegio privato, Janis scopre di poter tornare per brevi periodi nel passato, sotto forma di lupa, accanto all’amato Yonec. Insieme dovranno trovare l’antica pergamena che contiene il segreto della costruzione della prima cattedrale gotica in Francia, Saint Denis. Ma una confraternita medioevale, i cui poteri oscuri e malvagi giungono fino alla nostra epoca, farà di tutto per impedirglielo. I due ragazzi saranno impegnati in una lotta all’ultimo sangue contro le forze che li ostacolano e che vogliono separarli per sempre.

Autore: Vanna De Angelis. Autrice di saggi storici, aveva già pubblicato due romanzi fantasy nella serie “Le Carovane del Tempo” per Edizioni San Paolo.

Perché parto prevenuta: la trama puzza. I due ragazzini separati dalla maledizione, l’antica pergamena, il segreto, i poteri oscuri e malvagi, zzz.

Perché potrebbe essere decente: i romanzi precedenti della De Angelis hanno suscitano l’entusiasmo della critica. Scrive per esempio “fliss”: “adoro qst trilogia.sn libri cn 1 stupendissima trama, li leggi tt d’un fiato e ti scaraventi nelle pagine cm se sei tu eva e company. è 1 libro coinvolgentissimo,rivivi le stesse emozioni,specialmente la storia d’amore tra eva e liam. sn libri stupendi. eva e liam si devono fidanzare. ho letto 100 libri e qst trilogia mi ha colpita assai. la preferisco ad harry pottre, twilight ecc.(libri ch nn mi piacciono). p.s.: eva e liam x ever.”
(nota per mamma e papà di “fliss”: questa è “fliss” dopo 100 libri. Non potevate comprarle la PlayStation 3?)

Copertina de Il Silenzio di Lenth#6.
Titolo: Il Silenzio di Lenth (Piemme)

Trama: Sono passate ore da quando Hertha del clan Fyerno e Kaas, il Sommo Sacerdote di Lenth, hanno intrapreso quel sentiero scosceso. La fatica li ha quasi sopraffatti; non possono permettersi di restare in quel luogo, quello è l’Esterno, abitato da creature malefiche contro cui i loro incantesimi non possono nulla. Sulla via del ritorno, però, hanno sentito in lontananza il pianto di un neonato e sono accorsi a salvarlo. Per Hertha, che fin da giovane non ha dimostrato di possedere le doti per diventare mago, il segno sulla fronte del piccolo non è che una macchia scura, ma Kaas lo ha subito riconosciuto: quello è un frigie, un simbolo magico, e il neonato è l’Eletto, l’incarnazione di Kexan, il dio che lui e la sua gente hanno temuto e odiato, e che pensavano sconfitto per sempre. Dopo aver fatto ritorno al villaggio, il Sommo Sacerdote mostra il fanciullo ai dieci del Consiglio Dominante e tutti si mostrano sconcertati e impauriti. Il bambino-dio deve essere eliminato. Ma grazie a uno stratagemma Kaas riesce a mantenere in vita il piccolo, a cui ha dato il nome Windaw. Una visione notturna, infatti, gli ha mostrato l’imminente invasione delle loro terre per mano dei terribili stregoni di Tarass, che solo la forza divina dell’Eletto può fermare. Sarà lui a custodire la Pietra Alchemica che i malvagi stanno cercando e a riportare la pace e il silenzio nella verde Terra di Lenth.

Autore: Luca Centi. Questo è il suo primo romanzo.

Perché parto prevenuta: ma si può, senza ironia, ideare una storia del genere? I malvagi, la Pietra Alchemica, il bambino con la macchia che non è una macchia ma un simbolo magico, il tizio che salva di nascosto il neonato… c’è un dettaglio – uno solo – che non sia un cliché?

Perché potrebbe essere decente: in copertina c’è un tipo incappucciato. Con un bastone!!!

Copertina de Il Principe delle Nebbie#7.
Titolo: Il Principe delle Nebbie (Piemme)

Trama: Dopo aver recuperato le pagine del Libro del Destino, la compagnia delle Cinque Razze Libere ha una nuova missione: partire alla ricerca di alleanze per combattere insieme il malvagio Signore delle Nebbie. Proprio alla vigilia della partenza, però, Eynis fugge all’improvviso dalle Foreste di Feira Haillen. La ragazza, erede della più potente stirpe magica degli elfi, è partita per seguire la traccia incerta e insistente di un ricordo che dovrebbe condurla a trovare un altro membro della famiglia degli Ethilin, sopravvissuto come lei alla strage compiuta dai Mohrger. Senza la sua potente magia, i suoi amici hanno poche speranze di sfuggite agli attacchi delle forze del male, e cerne se non bastasse anche Jadifh, il giovanissimo capo dei ribelli, abbandona la compagnia per seguirla. Ma durante il viaggio Eynis si accorge che Jadifh le nasconde qualcosa.

Autore: Elisa Rosso. È la più giovane autrice italiana di fantasy. A sedici anni è già al suo secondo romanzo. Un gegno al cubo!

Perché parto prevenuta: la Rosso è chiaramente troppo gegnale perché io possa apprezzarne le opere.

Perché potrebbe essere decente: uh… aehm… accetto suggerimenti.

Copertina de La Leggenda degli Eldowin#8.
Titolo: La Leggenda degli Eldowin (Fanucci)

Trama: Venti di guerra spirano sull’Arwal. Le mire espansionistiche di Adras, eminenza grigia dell’Argelar, sembrano inarrestabili. Manipolando come un fantoccio il piccolo sovrano di Rygan, il mago rivolge la propria attenzione al ducato di Vniri, dominio dei Doria-Malvolas e dei vampiri di corte, ultimo ostacolo in vista dell’ambiziosa invasione del Varlas. La tensione per il conflitto imminente sconvolge la vita di poveri e ricchi, nobili e villici, mortali e vampiri. Dal montuoso Tarvaal fino alle immense Terre dei Barbari, la maga Reven e il suo schiavo cercano disperatamente un’arma in grado di contrastare la minaccia dell’Oscuro, un tempo maestro e mentore della donna, ora suo acerrimo nemico. Intanto, sul bosco di Madian incombe e si rinforza la minaccia della rocca di Krun, al punto da spingere la Guardiana a inviare una delegazione verso l’inospitale Ovest, nella speranza di ottenere l’aiuto dell’unica autorità che potrebbe riunire contro il tiranno gli elfi dell’Arwal: i leggendari Eldowin.

Autore: Laura Iuorio. La Leggenda degli Eldowin prosegue la vicenda iniziata con Il destino degli Eldowin. La Iuorio è inoltre autrice della trilogia fantascientifica del “Sicario”.

Perché parto prevenuta: gli Eldowin sono elfi.

Perché potrebbe essere decente: ci sono anche i vampiri gli gnokki!!!

Copertina de La Scacchiera Nera#9.
Titolo: La Scacchiera Nera (Piemme)

Trama: Nello stesso istante, a migliaia di chilometri l’uno dall’altro, tre ragazzi Ryan, un americano, Morten, danese, e Milla, italiana -, entrano in possesso di una scacchiera ottagonale dall’aria molto antica. Il Guerriero, l’Arciere e il Ladro Nero sono le sole tre pedine rimaste sulla scacchiera e sembrano invitarli a fare la prima mossa. Ma appena le toccano, i tre ragazzi vengono trasportati in un mondo parallelo dove è in corso una guerra, una guerra sanguinosa e secolare che un mago ha trasferito sul tavoliere in modo che il mondo degli uomini potesse continuare a esistere. Così Ryan si accorge di essere diventato il Guerriero del Fuoco. Lui, però, non riesce a credere di essere un eroe e soprattutto che il Ladro Nero, quella ragazza dagli occhi di smeraldo e dall’aria indifesa, sia il suo più acerrimo nemico. Contro ogni regola del gioco, Ryan decide di fidarsi di quella ragazza che combatte contro il proprio lato oscuro, e scoprirà che a volte una mossa imprevedibile può cambiare le sorti di una partita.

Autore: Miki Monticelli. Ha già scritto diversi fantasy per bambini, questo però dovrebbe essere dedicato a un pubblico un po’ più adulto.

Perché parto prevenuta: Ryan, un americano; Morten, un danese; Milla, un’italiana entrano in un bar… la trama sembra una barzelletta.

Perché potrebbe essere decente: l’autrice assicura che la trama non corrisponde all’effettivo contenuto del romanzo.

Copertina de La Strada che Scende nell’Ombra#10.
Titolo: La Strada che Scende nell’Ombra (Einaudi)

Trama: In un mondo diviso e stanco, l’Ombra si è destata e le Otto Genti non sanno se ci sarà l’alba di una nuova èra, oppure la fine. I prescelti dalla profezia per raggiungere la Fortezza Impenetrabile e combattere il malefico potere sprigionato dalla Gemma Bianca sono i meno presentabili che si possa immaginare. Mentre la resa dei conti si avvicina e tutti i popoli entrano in guerra, il Magus guida la Compagnia più ribalda e riottosa che si sia mai vista verso il destino che trasformerà gli ultimi, i peggiori delle Otto Terre, nei nuovi Eroi.

Autore: Chiara Strazzulla. Giovanissima, è famosa per scrivere i suoi libri a forza di starnuti. Questo è il suo secondo romanzo.

Perché parto prevenuta: il primo romanzo della Strazzu, Gli Eroi del Crepuscolo, è attualmente il peggior romanzo fantasy mai pubblicato in Italia da un editore non a pagamento. L’ho recensito qui.

Perché potrebbe essere decente: non c’è alcuna possibilità che La Strada che Scende nell’Ombra possa essere un romanzo passabile. Per questo voglio fare un appello: risparmiatemi la Strazzu, ve ne prego! Sarò una brava bambina, prometto, croce sul cuore, ma non costringetemi a leggere 800 pagine di Strazzu. Grazie.

#11.
Titolo: Rimosso. (N/A)

Trama: Nessuna.
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Autore: Uno che non sa scrivere.

Perché parto prevenuta: N/A.

Perché potrebbe essere decente: N/A.

Copertina di Altro#12.
Titolo: Altro (Quell’Altro)

Trama: Segnalate nei commenti altri romanzi fantasy italiani degni di recensione, se ne ho dimenticati. Però:

Niente Troisi. Di Licia ho recensito quattro romanzi e ci sono altri due articoli dedicati a lei. È sufficiente. Inoltre non c’è più molto da aggiungere: non sa scrivere e non ha un briciolo di fantasia, fine della questione.

Niente romanzi pubblicati a pagamento. Mi spiace, ma se pubblicate a pagamento dimostrate di essere dei fessi, dunque non sono interessata a quello che scrivete.

I romanzi autoprodotti sono accettabili. Ma solo se scaricabili gratis. Il livello delle autoproduzioni è bassissimo (la media è ampiamente sotto la Strazzu), perciò a scatola chiusa soldi non ne spendo.

Se il romanzo segnalato è pubblicato da una piccola casa editrice che ha scarsa distribuzione in libreria, non garantisco di riuscire a procurarmelo per Natale. Però, se sembra interessante, lo recensirò lo stesso in un altro momento. Infine, se il romanzo si trova su emule o simile è ancora meglio. L’anno scorso così ho scoperto Lo Specchio di Atlante, ed è stata una bella scoperta.

Autore: Un Altro.

Perché parto prevenuta: uno vale l’Altro.

Perché potrebbe essere decente: Un Altro non è la Strazzu.

Che sfilata di schifezze. Mi domando se, avendo gli occhiali giusti, vedrei la verità, come nel film They Live (Essi Vivono, 1988) di John Carpenter.

L’amara verità che ci vogliono tenere nascosta

Sono sempre più convinta che il fantasy sia uno stratagemma degli alieni per rendere stupida la popolazione.

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Bambolina Omaggio

Gli ultimi due anni avevo recensito il romanzo vincitore del Premio Urania. Quest’anno non ci sono riuscita: sono arrivata a pagina 36 di E-Doll e non ce l’ho fatta ad andare avanti. Lo stile è pessimo – il Ghirardi scrive meglio, senza ironia – e le poche idee presenti sono banali o contraddittorie. Una roba raccapricciante.
Di seguito una parata di castronerie. Solo una minima parte dei problemi presenti nelle prime 36 pagine, che in effetti andrebbero riscritte da zero. La speranza – vana, lo so – è che qualcuno possa imparare qualcosa. Anche per sbaglio.

Copertina di E-Doll
Copertina del romanzo di Francesco Verso E-Doll

E-Doll è ambientato a Mosca nel 2053. Il mondo è rimasto più o meno quello che conosciamo, tranne gli e-doll. Gli e-doll sono androidi usati come schiavi sessuali in modo che la gente possa soddisfare le proprie perversioni senza rischi.
Premessa semplice che porta a delle incongruenze già nelle prime 36 pagine.

A pagina 15, scoperto un e-doll morto, il tenente incaricato delle indagini verifica che fino a quel momento non ci sono mai stati omicidi di e-doll in Europa (“[...] a una prima analisi, non vengono segnalati omicidi di e-doll in Europa.”) A pagina 20 un e-doll che passa per strada suscita l’interesse di tutti (“E la strada va in subbuglio, colta dallo stupore che si materializza intorno agli e-doll [...]“). A pagina 27 un personaggio “Ha preso questo andazzo da quando ha scovato su un sito web vietato ai minori l’esistenza degli e-doll.”
Cosa si deduce da questi tre accenni? Io ne deduco che gli e-doll siano molto pochi: scopri che esistono solo frequentando siti “loschi”, se ne vedi uno per strada ti fermi ammirato a guardarlo, e nessuno li ha mai ammazzati.
Ottimo.
Ma a pagina 31 è scritto:

Il loro [degli e-doll] business, incluso il variegato indotto, fatto di tecnici per la manutenzione, corrieri per il ritiro e la consegna a domicilio, stilisti d’avanguardia, visagisti estetici, programmatori di sensistema, addetti al marketing pornografico, finanziatori di sessoteche, si calcola sia paragonabile per grandezza e pervasività del settore a quello delle automobili del secolo scorso. Senza contare i gadget venduti a corredo e quelli spediti per posta anonima di cui tante case abbondano all’insaputa dei coinquilini.

A parte il blocco di inforigurgito spiattellato senza grazia, si dice che il mercato degli e-doll è al livello di quello delle automobili. Com’è possibile? Dovrebbero esserci milioni di e-doll! Ma questo è in contraddizione con quanto esposto all’inizio. Non si può neanche invocare la difesa d’ufficio, “tanto è fantasy!!!”, perché qui parliamo di fantascienza: estrapolare le conseguenze dei progressi scientifici è al cuore del genere. La coerenza è vitale.

A pagina 15 è scritto:

A testa bassa, Gankin scruta quel corpo indifeso, nato per soddisfare desideri e voglie inconfessabili: tutto ciò che in molti volevano senza sapere dove trovarlo. Fino alla comparsa degli e-doll.

A pagina 17 un e-doll ragiona su se stesso:

D’altro canto, è ciò che la gente s’aspetta da un essere attrezzato per solleticare le fantasie fino a percorrerne ogni ramificazione.

Desideri e voglie inconfessabili, fantasie percorse in ogni ramificazione: io mi aspetto che gli e-doll possano garantire all’acquirente qualunque tipo di perversione. Ma a pagina 35 un poliziotto della scientifica dice:

–… e a quanto ne so [gli e-doll] non sudano, sputano, puzzano o roba del genere. Fino a oggi non hanno mai defecato, né urinato. Può anche essere una limitazione della verosimiglianza, sta di fatto che i bisogni evacuativi degli umani non sono stati trasposti loro.

Delusione! Perciò questi e-doll, pronti a esaudire ogni fantasia, non possono far niente per gli amanti della coprofilia o dell’urofilia? Che è, razzismo?

È notevole vedere un autore che parte da una premessa semplicissima e già vista mille volte in altri romanzi e, nonostante ciò, non è capace di mantenere un minimo di coerenza.
Be’, rimedierà con uno stile brillante, giusto? Sbagliato. E-Doll è scritto male, anzi è scritto peggio.

In un sacco di passaggi la scrittura è vuota. Non comunica niente. Non solo non mostra, ma non racconta neanche. Sono frasi senza senso.
Esempio (pag. 19):

[Berenice Cubarskij] è rimasta impressionata dalle conturbanti doti di Angel [un e-doll], quando vi si è imbattuta al Cirque du Sex, dove lu/ei s’esibiva in veste di domatore di donne frustrate dall’atavico ruolo che la natura ha assegnato loro.
È in posti del genere, come lo scintillante Lubov sulla Bol’saja Sadovaja o il lugubre Dark Star sulla Precistenka nelle vicinanze degli austeri e polverosi Musei di Puskin e Tolstoj, che la Signora Cubarskij ha riscoperto il senso da attribuire a se stessa, assieme alle centinaia di altre donne che mal sopportano d’essere trattate come il codice genetico erroneamente prescrive loro da millenni.
Ultimamente, tali luoghi riservati, da sempre esistiti anche se poco reclamizzati, sono frequentati da splendidi sembianti incaricati di elargire ciò che la società aveva condannato come rigurgiti primordiali da sedare e disdicevoli devianze da arginare.
Quanto ai clienti, in egual misura distribuiti tra uomini e donne, essi ne sono consapevoli, ma preferiscono indulgere piuttosto che accettare un compromesso snaturante e disumano. E volentieri s’illudono, piuttosto che accontentarsi d’una felicità condivisa ma breve e ripetitiva.

172 parole e non c’è scritto un emerito tubo. Qual è l’atavico ruolo che la natura ha assegnato alle donne? Che senso ha scoperto da attribuire a se stessa Berenice? Cosa prescrive (erroneamente) il codice genetico? Che cosa elargiscono i sembianti? Che cosa la società aveva condannato come rigurgiti primordiali? Qual è il compromesso snaturante e disumano?
Qui non è questione di gusti, di stile, di punti di vista: questa è cacca. E no, a me la coprofilia non piace.

Esempio più corto ma altrettanto efficace (pag. 21):

Il suono abrasivo, di metallo stridente, ricorda ad Angel una ricorrenza remota, dei tempi della capsula vivificante presso i laboratori Silitron di Hanoi. Quasi cinque anni fa, un periodo breve in termini umani e ancor più breve per una macchina capace di eludere il fattore erosivo del tempo. Archiviata in una bolla di memoria, quando il suo sensistema era scevro d’esperienze libidiche e computazionali, eccezion fatta per le istruzioni base e le inferenze native.

Poi si parla d’altro. Ora, quale sarebbe la “ricorrenza remota” che Angel ricorda? È la “ricorrenza remota” il soggetto – una frase dopo – di “archiviata”? Cos’è, non è un romanzo ma un puzzle, dove io pago e poi devo riscrivere da zero per capirci qualcosa?

Poi c’è il blaterare sgradevole dello scrittore dilettante che si crede Artista (pag. 23):

Mosca è un universo vorticante e vandalizzato, è il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord, è l’ansia e al tempo stesso la malattia della vita.

Questa frase segnatevela perché un classico esempio di uso idiota delle metafore. Non vuol dire niente, però si percepisce la ricerca delle parole perché suonino pompose per impressionare i gonzi, con la città vista come “il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord”. Proprio. È lo scopo della narrativa, vero? Non far capire una mazza a chi legge, ma mettere in soggezione i pochi ignoranti che ancora pensano che scrivere sia mischiare paroloni a caso. Ciliegina sulla torta: questo sproloquio sono i pensieri di una ragazzina al primo anno di Liceo, preoccupata perché l’autobus è in ritardo; la mamma la sgriderà se rientra dopo l’orario stabilito. Siamo a livello di Sergio Rocca, l’immortale poeta (“«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.”)

Infine c’è il classico raccontare invece di mostrare. Passaggi così (pag. 24):

[la ragazzina di cui sopra è raggiunta da un tipo in macchina] Non sapendo che fare, le salta in mente un pensiero sconcio ma poi, incerta sugli esiti di eventuali imprevisti, storna lo sguardo.

Funziona in questo modo: io pago 4 euro e 20 centesimi e compro una porzioncina della fantasia dell’autore. Lui mi deve dire qual è il pensiero sconcio. Lui mi deve dire quali sono gli esiti degli imprevisti eventuali.
La ragazzina vuole farsi il tipo? Lo vuole frustare? Lo vuole appendere a testa in giù in una vasca piena di scarafaggi? Ma poi rinuncia perché l’ultima volta gli scarafaggi sono scappati e le hanno invaso la stanza? Devo pagare e poi scrivere io il romanzo?

Meno grave ma sempre fastidioso è il mostrare & raccontare. In particolare, quando il raccontare precede il mostrare fa venire i nervi.
Immaginate di essere al cinema, il tizio accanto a voi ogni dieci minuti vi sussurra: «Adesso vedrai cosa succede, vedrai come Jimmy si arrabbia.» oppure: «Adesso ascolta bene, eh, ascolta, sentirai che battutona!» Sono sicura che alla terza interruzione cambiate posto. Nella narrativa funziona uguale (pag. 30):

A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole. – Al contrario, non hai considerato lo stadio di avanzamento della mia passione necrofila…

“A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole” è l’equivalente del tizio rompiscatole al cinema. Preciso identico. Visto che mostri la “pericolosa iperbole”(sic), non c’è bisogno che l’anticipi prima. Svuoti di tensione il paragrafo.

Copertina del settimo volume di Chobits
Il settimo volume del manga Chobits delle CLAMP. In Chobits non ci sono e-doll, ma persocom. La storia ha diverse analogie con il romanzo di Verso, ma è realizzata molto, molto meglio

L’autore gestisce il punto di vista usando la tecnica del chi se ne frega, scrivo come mi capita. Nel primo capitolo, che comprende un’unica scena – l’esame del cadavere dell’e-doll da parte del tenente Gankin e del suo assistente Aleksej –, il punto di vista cambia almeno dodici volte, saltando di continuo da un personaggio all’altro. Senza alcuna giustificazione o alcun ritmo; ci sono pagine e pagine con Gankin, poi qualche paragrafo con Aleksej, poi si ritorna a Gankin per ancor meno spazio, poi Aleksej un po’ di più, tutto così come capita. Alla fine tocca rileggere più volte certi passaggi per capire a chi attribuire parole e pensieri. Un capitolo degno di Atlanta Nights.
Più avanti l’autore si supera, riuscendo a cambiare punto di vista all’interno di un singolo paragrafo (pag. 21):

Un cameriere addobbato con un’impeccabile livrea lattea compare sull’uscio e lu/ei [sempre Angel] viene annunciato alla signora Cubarskij, non prima d’essersi sistemato le sopracciglia decorate dalle mani fatate di Sharunas. L’ometto, barba e baffi curatissimi, gli rifila un’occhiata lasciva dall’angolo degli occhialini, ma pare più preoccupato di trovare un modo per non ascoltare ciò che sarebbe successo nel sotterraneo. Si ricorda di una cera d’antica memoria versata nelle orecchie di un re a salvaguardia della sua sanità mentale. Si ricorda che grazie all’espediente, egli riuscì a resistere a una tentazione letale.

Il paragrafo comincia con il punto di vista dell’e-doll. È confermato da quel “gli rifila un’occhiata lasciva [...] ma pare più preoccupato”: l’e-doll coglie l’occhiata del cameriere e ne deduce la lascivia e al contempo il desiderio di non ascoltare (come faccia questa deduzione è un mistero). Ma le frasi dopo? È l’e-doll che ricorda l’episodio di Ulisse e le Sirene o è il cameriere? Io ho riletto tre volte e non ne sono sicura. Mi sembra così innaturale che di punto in bianco si entri nella testa del cameriere, d’altra parte l’e-doll conosce Ulisse? E lui, macchina, ne ha solo un ricordo così approssimativo? Mah!

In altri momenti l’autore si contraddice nello spazio di un paragrafo (pag. 19):

L’olografia di Berenice Cubarskij la ritrae in pose provocanti: alla signora piace farsi vedere e proprio quella fantasia rappresenta il suo punto debole. Un aspetto su cui il marito non s’è interrogato, né s’è preoccupato d’esplorare, coinvolgendola in giochetti di mano in ascensore, lubrici amplessi tra le foreste di conifere o eccitanti fellatio durante le attese ai semafori…

Allora:
a) Berenice è esibizionista (“alla signora piace farsi vedere”).
b) Il marito coinvolge Berenice in una serie di atti sessuali all’aperto o in luoghi pubblici.
c) Dunque perché il marito non “s’è preoccupato d’esplorare” l’esibizionismo della moglie? Cosa doveva fare di più? Che senso ha ’sto paragrafo?

L’autore ha spiegato che Maya, la ragazzina in attesa dell’autobus, non frequenta molto i coetanei, tutti “delinquentelli” o “gallinelle”, poi scrive (pag. 26):

[Maya] Da qualche mese ha scoperto un altro passatempo, cose impensabili per dei ragazzini bifolchi ma già malavitosi in erba come loro. Gli unici a cui si concede e che se la godono tutta, sono quelli dell’ultimo anno, Roman “Frigo” Saratov in testa e poi Misha la Miccia, Pavel il Labbruto e il Peloso Ivan. Solo loro se la spupazzano a turno ma in ordine rigorosamente decrescente. La cosa strana però, agli occhi dei compagni, non è tanto la promiscuità di Maya e l’indifferenza a darsi in pubblico, doti ampiamente condivise dalle sue coetanee [...]

Nella prima frase il sesso è “cosa impensabile” per i coetanei di Maya, nell’ultima frase la promiscuità, addirittura “l’indifferenza a darsi in pubblico” sono doti ampiamente condivise per i coetanei di Maya.
Notare altre delizie: le cose sono impensabili per i ragazzini “bifolchi ma malavitosi”, che senso ha? È l’essere malavitoso che ti impedisce di scoprire il sesso? L’elenco dei quattro studenti che si “spupazzano”(sic) e si “godono tutta”(sic) Maya, sembra uscito da un romanzo inedito di Federico Ghirardi. E quel “in ordine rigorosamente decrescente”? Decrescente di cosa? Ordine alfabetico? Età? Lunghezza dell’uccello? Siamo alle solite, devo scrivere io il romanzo?
Passiamo a pagina 9:

[Gankin] Infilati guanti e mascherina, s’accosta al corpo, cabotandogli attorno per non incappare in sgradevoli sorprese quali contaminazioni a tempo o esalazioni a innesco, ultima moda degli attacchi terroristici, oggi in voga anche tra le bande metropolitane.

“Cabotare” significa navigare, spesso per tratti brevi (da qui l’espressione “piccolo cabotaggio”). Dunque Gankin “naviga” intorno al corpo a distanza ravvicinata… per non incappare in contaminazioni a tempo? Il legame logico sarebbe? Non dovrebbe scappare il più lontano possibile e stare lontano se vuole evitare le contaminazioni a tempo?
Nota di stile: quel “sgradevoli sorprese” è un altro errore. È ancora il tizio che ti dà di gomito al cinema. È inutile raccontare che ci sono sgradevoli sorprese se dopo le descrivi. Così non fai altro che smorzare la suspense.

Un’incongruenza a qualche paragrafo di distanza (pag. 11):

[Gankin] Allunga l’altra mano, scoprendo il resto della ferita. Gli occhi si trasformano in due feritoie orizzontali. Deve restare lucido e attento perché ogni volta lo stomaco gli manda dei singulti per avvertirlo di non abituarsi a quella vista. È una specie di campanello d’allarme con cui mantiene una barriera di separazione tra sé e quello che succede. Il giorno in cui saprà d’essersi assuefatto a quello spettacolo e potrà guardare quelle oscenità come se fossero un film o un documentario, sarà il giorno in un cui chiederà il trasferimento a un’altra sezione per un insormontabile conflitto d’interessi.

Ma poco prima così è descritta la ferita (pag. 10):

Sotto il vestito stropicciato, uno squarcio di 10 cm di profondità per 25 di lunghezza lo saluta truculento.

Idea mia, ma descrivere una ferita come 10×25 non è proprio “guardarla come se fosse un documentario”? Inutile dire che Gankin non ci pensa nemmeno a chiedere il trasferimento, né si accorgerà di questo “insormontabile conflitto d’interessi”.

Ok, lo stile è orribile; ok, le incongruenze abbondano, ma chissà questo romanzo di fantascienza com’è infarcito di interessanti questioni sulla robotica e le Intelligenze Artificiali!
E in effetti si possono gustare deliziosi passaggi senza capo né coda, ma pieni di technobabble (pag. 32):

– Dunque, il sensistema è stato cortocircuitato. Per l’esattezza tra la pompa cardiaca e il collettore di raccordo. Poi, versato il contenuto all’esterno dell’esemplare, s’è impedita la riparazione da parte dei nanobot che, diminuiti sotto la soglia di auto-alimentazione, hanno provocato lo spegnimento terminale del sensistema e con esso dell’e-doll. È un bug conosciuto e a più riprese l’abbiamo segnalato alla Silitron affinché intervenga. È il tipico difetto di fabbricazione che potrebbe risolversi con poco, anche perché è l’unico metodo di mandare in crash un organo wetware così sofisticato come il sensistema e inibire il ricaricamento e il successivo ripristino tramite vivificazione.
“Non è solo un danno alla proprietà della Silitron” pensa Gankin.
– Come sa, qualsiasi bioware è riciclabile e sostituibile ma il sensistema, insieme a ciò che vi è registrato sopra, reazioni emotive ed esperienze individuali incluse, va perso per sempre. [...]

Sigh. E in mezzo a questa valanga di termini inventati per dare una patina di scientificità a una marea di stupidate, nessuno chiede se c’è una copia di backup di “ciò che vi è registrato sopra”.

E stendiamo un velo pietoso quando (pag. 35) l’autore confonde la melatonina con la melanina
EDIT:L’autore replica: “[...] la melatonina funziona al contrario della melanina, schiarendo la pelle. Come ho già spiegato sul forum di fantascienza.com, c’è un refuso e la frase sarebbe dovuta essere “trasformare un meticcio in albino”.” Fornisce questi link: 1, 2, 3, 4.

* * *

Una volta sono stata accusata di prendere per scema la giuria del Premio Urania. Non è vero. Non sono io che prendo per scema la giuria del Premio Urania, è la giuria del Premio Urania che si prende per scema da sola, avendo deciso di premiare questo cumulo di spazzatura.

 


Approfondimenti:

bandiera IT Intervista a Federico Ghirardi
bandiera IT Intervista a Elena P. Melodia
bandiera IT Intervista a Marco Davide
bandiera IT Intervista a Cristian Pavone
bandiera IT Intervista a Luca Centi
bandiera IT Intervista a Elisa Rosso
bandiera IT Intervista a Laura Iuorio
bandiera IT Intervista a Miki Monticelli
bandiera IT Intervista a Chiara Strazzulla
bandiera IT Intervista a Massimo Bianchini
bandiera IT Intervista a Francesco Verso
bandiera IT Non ho trovato interviste recenti a Vanna De Angelis, perciò vi beccate il booktrailer del suo romanzo

 

Scritto da GamberettaGamberolinkLascia un Commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

452 Commenti to “Vittima natalizia + Bambolina omaggio”

Pagine: « 5 [4] 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 352 zweilawyer

    @Gamberetta
    Se non ti è piaciuto Il Segreto dell’Alchimista, ti consiglio l’opera seconda della Romagnoli: I Signori delle Colline.
    Questa volta su Ester e Nimeon si abbatte una tempesta di noia mortale, che buca le pagine e colpisce anche il lettore.
    Il tutto accompagnato da un booktrailer che è l’apoteosi del nerd-trash.

    Zweilawyer

  2. 351 Angra

    @Tim:
    be’, il mio discorso allora era ancora diverso. Dicevo: se un autore risponde “Taci tu, che non hai un Dottorato di Ricerca in Storia della Ruota negli Imperi Precolombiani e quindi non puoi criticare il mio romanzo”, allora dovrebbe rispondere la stessa cosa anche a chi lo elogia. Il mio discorso era quindi: perché per dire “è bello” non servono titoli mentre per dire “è brutto” non bastano mai?

  3. 350 Tim

    @ Angra:
    Mi scuso per la citazione non puntuale, mi riferivo al tuo interveno “riflessioni mattutine” letto tempo fa. Non riesco proprio a trovarlo però, l’avrei quotato altrimenti. Magari adesso ti è più chiaro cosa volessi intendere.

    @ Gamberetta. Io non offendo, ho precisamente detto che NON intendevo proporre un’immedesimazione. Penso tu sia una buona critica. Forse imbecille è stata un’espressione non funzionale per ciò che volevo dire.

    Comunque, vedete che con le parole si può dire e comprendere tutto e il contrario di tutto? Voi non avete neanche accennato a ciò che io vi ho segnalato, ma avete contestato il mio post come se fosse questione di vita o di morte su punti frivoli, non sul suo senso, solo su punti deboli della mia asserzione, su cavilli formali, espressioni storte.
    Questo tu Gamberetta lo fai TALVOLTA anche nelle recensioni, e non è un buon metodo.

    Io non attacco nessuno, io non voglio aver ragione, ma come dici anche tu, sono i fatti quelli che contano.
    Per gestire i fatti della scrittura talvolta una critica costruttiva serve, e una critica è costruttiva quando spinge a certe riflessioni qualitative sui lavori e non quando pensa solamente ad attaccare.

    Comunque, siccome non voglio prendere in giro né la mia intelligenza né tanto meno la vostra, la smetto di precisare, perché se volevate capire il senso del mio intervento, lo avevate fatto già da un pò.

    Ripeto, secondo me più strumenti si hanno meglio si fa un dato lavoro, se il lavoro è la critica letteraria, qualche esempio dalla tradizione non guasta.
    ‘Scusate’ se mi sono permesso di proporne uno.

    Comunque, non mi importa, ognuno fa quello che crede.

    Buona perpetrazione.

    P.S. Mi sembra paradossale che si vada a guardare pseudo offese personali quando il mio post invitava solo a prendere visione di un testo che poteva essere interessante.
    Questo a mio avviso dice molto più di qualsiasi commento.
    E’ paradossale che io mi debba quasi ’scusare’ per aver tentato di proporre qualcosa che poteva far ragionare (mi ci metto in mezzo, io non sono il professore di turno che porta i lumi).
    Ma a quanto pare qua l’unica prassi è di parlarsi addosso e stop.
    Va bene, prenderò atto, come hanno fatto già molti. Senza rancore. Mi spiace però. Buon proseguimento.

  4. 349 selerian

    Ahem. I due sono entrambi editi Piemme. E nel blog della Rosso è apparso poco tempo dopo un commento sbrodolante su “Il Silenzio di Lenth”, che apriva con “premetto che questa recensione non sarà oggettiva”. No comment.

    In compenso lui è una persona civile, ha persino risposto ad alcune critiche che gli ho fatto. La Rosso… ehm, ehm. Avete mai provato a svegliare qualcuno iniziando a suonare la chitarra elettrica nella stanza dove dormono? Ecco, lei ha reagito in modo molto meno composto e gentile. Non che questo migliori il libro di Centi, è ovvio…

  5. 348 Vincent Law

    Magari ci stava a provà con la Rosso, e quella di lodare i suoi romanzi era una tattica

  6. 347 Gamberetta

    @selerian. Esposti così anche la Strazzu e Bryan hanno un loro fascino. Ma per quest’anno l’obolo l’ho dato: se non compaiono su emule non ci penso neppure. Per la Rosso credo che ti sbagli: l’autore de Il Silenzio di Lenth ha recensito il romanzo e l’ha trovato molto bello. È lui è Scrittore, di queste cose se ne intende.
    Circa.
    Che squallore.
    Si è pure sperticato di lodi per i romanzi della Romagnoli… Il Segreto dell’Alchimista si trova su emule: è brutto da far vomitare le capre.

  7. 346 selerian

    Infatti, per la tua salute, era meglio la Strazzu II. “la strada che scende nell’ombra” (prologo killer a parte) è di una follia meno noiosa rispetto al silenzio di lenth – che non è neanche a livelli apocalittici di orrore, è sostanzialmente una gran palla. Con la Strazzulla avreste potuto godervi il geniale architetto che “per costruire una fortezza inespugnabile, la crea dall’esterno verso l’interno, fino a murarsi vivo nella stanza centrale (?????)”, che è una cosa da veder scritta sul serio per crederci.

    Comunque io ho votato Bryan di Boscoquieto due. Le OTTO PROVE sono una cosa epica. Riesce a ritrovarsi nudo in TUTTE E OTTO. Il libro della Rosso poi è il peggiore che ho mai letto, e l’autrice è una cosa assolutamente inqualificabile – ha risposto alle nostre critiche sostanzialmente dicendo “sì, perché io sono una bambina piccola!”

  8. 345 il_Fabri

    Dio santo, era meglio la Strazzu. Sigh.

    Il che ti obbliga a dargli almeno 20 gamberi marci (i cosi del crepuscolo ne prese 19) :D

  9. 344 Evangeline

    @ Gamberetta.
    “Dio santo, era meglio la Strazzu. Sigh.”
    Se recensirai anche lei te ne sarò immensamente grata! :’D

  10. 343 Gamberetta

    @Tim.

    Non voglio assolutamente proporre un’immedesimazione di Gamberetta col critico maleducato e imbecille e i vari autori come i geni incopresi, perché a tutti capita di ricoprire entrambe le posizioni e spesso contemporaneamente [...]

    Perché mi offendi? A “tutti” proprio per niente. Non sono mai stata imbecille, e tanto meno genio incompreso.

    [...] ma solo vedere come è stata gestita la cosa, perché, a mio avviso, che ne vogliano dire i più, è il ‘come’ si dicono le cose che fa le differenze, perché i contenuti sono sempre gli stessi.

    Non sono d’accordo che i contenuti siano sempre gli stessi, ma assumiamolo per ipotesi. Il mio ‘come’ è quello della chiarezza, semplicità e precisione: ovvero chiamo merda la merda. Qual è il problema?

  11. 342 Angra

    @Tim:

    per quanto Angra trecentocinquanta post fa (perdonate, non scorro le pagine dei post per citare puntualmente) sostenesse l’inutilità di avere la super laurea in sticazzologia per poter parlare di letteratura,

    Mi spiace contraddirti ma non credo di aver mai detto niente di simile. Al massimo potrò aver detto che all’università non si insegnano tecniche di scrittura creativa tranne qualche eccezione.

  12. 341 zweilawyer

    Vi annuncio che il Silenzio di Lenth ha avuto ufficialmente successo, visto che è già andato in prima ristampa.

    Zweilawyer

  13. 340 Il Duca Carraronan

    un essere orribile, alato, l’incarnazione di tutto ciò che di orrendo poteva esserci al mondo.

    Forse viene da uno degli affreschi del W…
    Un affresco il cui soggetto non era solo volgare, ma addirittura sinistro [...] figura centrale dando allo spettatore un’idea di malsano sadismo [...] un che di spettrale in quelle oscenità.

    Adesso mi sto scolando il cointreau che mamma dovrebbe usare per i dolci a Natale. Sarà molto dura arrivare fino in fondo – al romanzo, non alla bottiglia.

    Vuoi che ti porti una cassa di cognac per arrivare alla fine del libro? Per sicurezza potrei portarti via sonniferi, lacci delle scarpe, lamette, coltelli e altri strumenti atti ad abbreviare l’esperienza dolorosa del fantasy italiano… ^__^

  14. 339 Tim

    Ah, per la cronaca, non è vero che avevo votato la Strazzu, era solo una provocazione… ;)

    Saluti

  15. 338 Tim

    Per Gamberetta:

    Salve, sono ancora Tim, avevo scritto un commento riguardo alla questione e-doll più o meno duecento messaggi fa.
    Non ti preoccupare, non voglio rialimentare alcuna vacua discussione, ma solo ricollegarmi al mio “appunto” riguardo i toni, visto anche gli sviluppi della discusione con Bianchini.
    Il punto è sempre lo stesso.

    Siccome penso tu sia una persona di ampie vedute ( quindi non una persona che solo si atteggia tale) vista la mole di recensioni, segnalazioni e riferimenti, ti invito alla lettura di una cosa che mi è casualmente arrivata tra le mani.
    Spero tu la legga, se non altro per curiosità, penso non guasti.
    Dico casualmente perché mi ero ormai totalmente dimenticato e disinteressato del commento postato e della discussione. Però, studiando un esame, ho trovato una cosa che forse sottolinea meglio ciò che volevo dire.
    Niente di troppo palloso, si tratta della “Lettera a Monsieur Guillon” di Ugo Foscolo del 1807.
    Una lettera che Foscolo scrive per rispondere a una maldestra recensione di un critico da giornale riguardo ai ‘Sepolcri’.
    Non è robaccia erudita e non voglio passare per pedante, solo dire che, per quanto Angra trecentocinquanta post fa (perdonate, non scorro le pagine dei post per citare puntualmente) sostenesse l’inutilità di avere la super laurea in sticazzologia per poter parlare di letteratura, talvolta magari la consapevolezza del fatto che la ‘questione letteraria’ non nasca ora e che discuta sempre delle stesse cose, potrebbe far maturare un minimo e donare qualche strumento in più.
    Invito chiunque alla lettura, non è lunga, giusto per far vedere l’abisso di toni che avevano i nostri ‘avi’, e neanche troppo tempo fa, risultando comunque terribilmente attuali.
    Non voglio assolutamente proporre un’immedesimazione di Gamberetta col critico maleducato e imbecille e i vari autori come i geni incopresi, perché a tutti capita di ricoprire entrambe le posizioni e spesso contemporaneamente, ma solo vedere come è stata gestita la cosa, perché, a mio avviso, che ne vogliano dire i più, è il ‘come’ si dicono le cose che fa le differenze, perché i contenuti sono sempre gli stessi.

    Consiglio nel caso di leggere le note di Foscolo ogni volta se ne incontra una, altrimenti il senso non si coglie (è un po noioso perché non sono a piè di pagina).

    Ecco il link:

    http://ilfoscolo.interfree.it/foscolo_lettera_a_monsieur_guillon.html

    Magari in rete trovate una migliore edizione per la lettura, non so.

    Buona lettura

    Tim

  16. 337 Gamberetta

    Approfittando che oggi i negozi sono aperti, sono andata a comprare Il Silenzio di Lenth. In tram, tornando a casa, ho letto le prime pagine. Adesso mi sto scolando il cointreau che mamma dovrebbe usare per i dolci a Natale. Sarà molto dura arrivare fino in fondo – al romanzo, non alla bottiglia.

    Davanti a lei apparve un ragazzo di circa vent’anni, alto, con i capelli rossi e una vistosa cicatrice sulla guancia destra.
    Il suo sguardo era spento, gli occhi vitrei. Stava correndo armato di una spada in direzione di un essere orribile, alato, l’incarnazione di tutto ciò che di orrendo poteva esserci al mondo.

    Dio santo, era meglio la Strazzu. Sigh.

  17. 336 zweilawyer

    Certo Gamberetta che almeno per Natale avevi il diritto regalarti una lettura gradevole. Ho visto che recensisci anche libri in inglese, quindi potevi andare sul sicuro con The Last Wish (che avrai sicuramente letto), di cui nessuno ha acquistato i diritti qui in Italia, provocandomi lagrime amare.
    Nel libro ci sono diversi stereotipi (i religiosi cattivi su tutti), ma si legge che è un piacere e sono convinto che avrebbe un grande successo.
    Lo si trova su gigapedia, ma io ho speso 5 euro per il formato e-pub. Il mio personalissimo incentivo alla buona narrativa.

    Zweilawyer

  18. 335 Gamberetta

    @Zweilawyer. Confermo. Ho letto tempo fa un racconto romantico della Iuorio e non mi è dispiaciuto. Non era scritto in modo malvagio e la storia era cliché ma non del tutto banale. Invece è bastato un estratto di poche pagine dal primo volume degli Eldowin per farmi venir sonno. Per me gli Eldowin sono una mera manovra commerciale, scritti senza particolare passione.

  19. 334 zweilawyer

    Ogni pagina della Leggenda degli Eldowin equivale a una goccia di Lexotan. Alla cinquantesima sono stramazzato, e contate che sono grosso e muscoloso, quindi per le donne prevedo una resistenza minore. Ora, è possibile che dopo il racconto diventi adrenalina pura corroborata da profonde riflessioni, ma, vista la presenza di elfi, nani, vampiri e maghi, ne dubito fortemente. Della Iorio ho letto la trilogia del sicario (buono) e diversi racconti. Scrive bene, si è fatta le ossa con decine di premi letterari (dal suo sito sono scaricabili free tutti i suoi racconti), ma gli Eldowin sono soporoferi, non c’è nulla da fare.

    Zweilawyer

  20. 333 Mariateresa

    @Gamberetta: Sono contenta abbia vinto Il Silenzio di Lenth, anche se volevo avere un parere su La leggenda degli Eldowin. Se ti può consolare, il tema trattato (il rapporto tra fede e morale umana) è interessante. Purtroppo la storia lascia molto a desiderare nella parte tecnica. Sono curiosa di vedere se troverai gli stessi difetti che ho visto io nel libro, e se ne aggiungerai altri che mi sono sfuggiti(propendo per l’ultima ipotesi).

  21. 332 Angra

    Complimenti a Il Silenzio di Lenth per questa splendida e combattutissima vittoria su un concorrente di primo livello come la Strazzu.

    @Zweilawyer: ho il sospetto che Wunderkind 2 lo facciano uscire dopo Natale proprio per non correre il rischio di entrare in lista nel sondaggio ^__^

  22. 331 Massimo Bianchini

    @ Zweilawyer

    Ahahahah!!! Sì, sì, lo avevo capito, era solo una battuta ;)

    Ciao e grazie!

    Massimo

  23. 330 zweilawyer

    @Massimo Bianchini
    ahahahahaha hai fatto crollare prima me ahahhahaah
    ps. era a titolo esemplificativo, non ho certo intenzione di accanirmi su nephandum.

    Zweilawyer

  24. 329 Massimo Bianchini

    Sono uno di quei tipi che vorrebbe leggere, facendo un esempio recente, “il ponte era alto cinqunta piedi, lungo duecento e sorretto da pilastri del diametro di cinque iarde”, invece di “il ponte era immenso e imponente”.

    Giuro che quel ponte lo faccio crollare nel secondo volume!!! :)

    Massimo Bianchini

  25. 328 zweilawyer

    @Tapiroulant
    Ho preso quel racconto di Lovecraft perchè è infarcito di aggettivi e descrizioni. Comunque ammetto di avere un certo amore per la precisione. Quando Lovecraft decrive i mostri e le costruzioni in modo meticoloso ne traggo un profondo godimento. Sono uno di quei tipi che vorrebbe leggere, facendo un esempio recente, “il ponte era alto cinqunta piedi, lungo duecento e sorretto da pilastri del diametro di cinque iarde”, invece di “il ponte era immenso e imponente”.

    Zweilawyer

  26. 327 Tapiroulant

    @Zweilawyer: Tra l’altro, se vuoi la mia opinione, Le montagne della follia non mi sono mai parse nemmeno molto brillanti nell’insieme dei racconti di Lovecraft. Molto meglio racconti come Il colore venuto dallo spazio, L’ombra su Innsmouth, La chiave d’argento, La ricerca onirica della sconosciuta Kadath… Le montagne della follia sono pesantine e molto poco adrenaliniche.

  27. 326 zweilawyer

    A preoccuparmi più di ogni altra cosa è quel 7 a Wunderkind. Davvero, la Ragazzo Drago e la Scacchiera Nera sono due libri per poppanti, ma Wunderkind è partito con altre pretese, addirittura ho letto paragoni con Berker (argh! Bastano dieci righe de La Casa delle Vacanze per capire la differenza). Tutta questa fanfara, e alla fine mi sono ritrovato pagine e pagine di autocompiacimento poetico, lontano anni luce dal ritmo coinvolgente che dovrebbe avere la prosa, e un universo, per dirla con i vocaboli preferiti dall’autore, tremendo, orrbile, infausto, osceno, crudele, insensato, mortale, maligno, volgare, folle. Sveglia, le Montagne della Follia ha quasi ottant’anni e Lovecraft spaventava con la cosmogonia costruita dietro le parole, non con gli aggettivi.

  28. 325 Gamberetta

    @zweilawyer.

    Magari però partirai meno prevenuta di me, che l’ho iniziato dopo aver dato un’occhiata alle recensioni di alcuni libri fatte dall’autore sul suo blog (Wunderkind 7; la Scacchiera Nera 8; la Ragazza Drago 7; il Libro del Destino 8 e via dicendo).

    La scala va da 1 a 100, giusto?

  29. 324 zweilawyer

    Ahi ahi ahi, è in arrivo un carrello della conad ricolmo di gamberi putrefatti. Ho letto il libro in questione (free, thanks to melbook) e scommetto un nummo che non riuscirai a raggiungere pagina 200.
    Magari però partirai meno prevenuta di me, che l’ho iniziato dopo aver dato un’occhiata alle recensioni di alcuni libri fatte dall’autore sul suo blog (Wunderkind 7; la Scacchiera Nera 8; la Ragazza Drago 7; il Libro del Destino 8 e via dicendo).

    Zweilawyer

  30. 323 Gamberetta

    Sondaggio chiuso, ha vinto Il Silenzio di Lenth. Speriamo non sia l’ennesima patacca.

  31. 322 Tyreal

    Lenth al fotofinish!
    Habemus Papam o andiamo al ballottaggio?

  32. 321 lilyj

    Prego per Gamberetta che vinca Lenth… sperèm! ^_^

  33. 320 Clio

    Due voti. E’ combattutissima!

  34. 319 Vincent Law

    Lenth in vantaggio per un voto! Mancano poche ore, si accettano scommesse

  35. 318 Gwenelan

    Anche io sono una di quelli che leggono sempre e non commentano (quasi) mai ^__^. Ho votato Lenth, più che altro per evitarti la Strazzulla (me la sono scocciata anche io ad esser sincera), ma non sono sicura di aver votato una volta sola: avevo provato qualche giorno fa, ma non mi era parso il voto fosse stato contato.

    Piccolo p.s.: spero davvero che le vacanze di natale ti riportino il buon umore. Io adoro i tuoi articoli, e non solo le stroncature sarcastiche, ma proprio tutti tutti. Ho letto anche quello della trapanazione con piacere e divertimento, nonostante io sia abbastanza impressionabile e l’argomento in sè non mi interessasse particolarmente.
    E grazie ai tuoi articoli, in famiglia abbiamo smesso di comprare libri “a scatola chiusa” :) .

  36. 317 Tapiroulant

    A essere sincero mi incuriosiva Gli orchi di Kunnat, non solo perché sarebbe l’ultima carta della Delos, ma anche perché mi pareva l’unico con uno spessore che potesse sopravanzare (anche di poco) gli altri candidati. Ma dato che non c’è chance, voto Lenth.

  37. 316 Vale

    Ah, allora no, visto che anche Lenth era tra le opzioni (se va bene) preferisco darlo a Lenth, il voto.
    Sperando che gli altri votanti non mi accusino di inquinare il voto…

  38. 315 Gamberetta

    Ancora 24 ore circa per votare.

  39. 314 Tyreal

    Questo testa a testa è emozionante.

  40. 313 Gamberetta

    @Vale. Onestamente non so quale possa essere il problema. Il fatto che altri votino doppio non incide sul voto di chi non ha mai votato. Se vuoi aggiungo io un voto ai Cacciatori, anche se ormai manca poco e vincerà o Lenth o la Strazzu.

  41. 312 Vale

    Può essere che i voti farlocchi siano (anche) miei?
    Io non riesco a votare. Ci ho provato, ma niente.
    Volevo votare I cacciatori del tempo, ma vabbè.

  42. 311 Rotolina

    @Tapiroulant:

    Mi chiedevo invece, che racconto è quello che citi? Mi incuriosisce parecchio.

    Trovato!
    Urania numero 1322, “Tutti i denti delmostro sono perfetti”, raccolta di Valerio Evangelisti.
    Il racconto è “Snuff Movie” di Nicoletta Vallorani.

    No è che sia un raccontone stupefacente, ma è il chiaro esempio di come, se devi parlare di cose abiette nel tuo libro (vedi argomento edoll) allora che siano davvero abiette, e non così così.

  43. 310 Diego

    Ma tu pensa… questo di scrivere 1 milione di parole era lo stesso suggerimento che davo io parlando con amici principianti, con la differenza che io alzavo il tiro a 1,5 e anche 2 milioni. Se a tre milioni ancora non sei in grado di produrre qualcosa di decente, okay, forse ALLORA è il caso di lasciar perdere. Ma diamine, dopo 3 milioni di parole credo che chiunque possa imparare a scrivere, anche la mia pianta d’appartamento. Almeno le basi. Interessante che Eddings sia su quella lunghezza d’onda, autore che peraltro non mi ha mai conquistato.

  44. 309 zweilawyer

    Il Rivan codex di Eddings (disponibile su gigapedia) è un buon testo per capire la parte sommersa dell’iceberg, ovvero tutto il lavoro che porta a far emergere un libro. Non sono un fan dell’autore dal punto di vista dei contenuti (ha lo stesso morbo di beautiful che affligge Martin e lo scomparso Jordan), ma indubbiamente i suoi sforzi per mantenere la coerenza interna della saga ed eleborare dei personaggi profondi sono stati immani.

    Zweilawyer

  45. 308 Gamberetta

    @Diego. No, non ho letto quel romanzo. Me lo segno, nel caso uscisse piratato.

    @lilyj. Eddings è anche quello che suggerisce di scrivere almeno 1.000.000 di parole di narrativa come esercizio prima di pensare alla pubblicazione. Se qui in Italia si seguisse il suo consiglio, ne guadagnerebbero tutti.

  46. 307 Ste

    Bhà….
    Ho notato che alcune persone tendono a rimanere ferme sui loro bastioni nonostante l’evidenza.
    Mi riferisco all’inutile e sterile questione dello scorpione.
    Ossa che prendono la forma di un animale che assomiglia a uno scorpione non è uno scorpione.
    Mi spiego meglio l’orbettino assomigliaa un serpente ma non è un serpente (ha 4 seppur minuscole zampette), il delfino assimiglia all’ittiosauro ma uno è un mammifero e l’altro un rettile. Quindi per quale motivo una creatura che ASSOMIGLIA a uno scorpione deve essere IDENTICO a uno scorpione? Altra nota il rifarsi al manuale delel creature di D&D ha mostrato una più che scarsa fantasia, nel senso che un manuale dei mostri di un gioco non è l’equivalente del vocabolario della lingua italiana per l’italiano.

    @ Gamberetta onestamente la tua decisione di togliere Nephandum sa più di ripicca che altro, e una ripicca “stupida” perchè bianchini è stato uno dei pochi autori che nei tuoi confronti ha avuto educazione e apertura, al contrario di altri che sono partiti direttamente con insulti.
    Voglio pensare e credere che al tua decisione sia stata influenzata dall’ora in cui la presa.

  47. 306 lilyj

    Dimenticavo: Eddings dovrebbe essere un over 60, scrive a quattro mani con la moglie per avere ‘voci’ femminili credibili e ha una laurea in lettere. Però non se la tira! XD

  48. 305 lilyj

    Giusto per rifarvi la bocca dopo lo schifo, consiglio a tutti le saghe di David Eddings, quella dei Belgariad per cominciare. Fantasy classico, ma senza elfi/nani/orchi e con dei personaggi vivi nonostante gli archetipi di partenza. A chi amerebbe cimentarsi nella scrittura -o fosse curioso- consiglio anche ‘The Rivan Codex’ (in italiano credo sia ‘Il Codice Rivano’), ovvero appunti e modus operandi di Eddings per la stesura della saga. Un monumento alla preparazione del ‘mondo’ e allo ’scrivi di ciò che sai’. E penso che Gamberetta amerebbe l’ironia e il sarcasmo dell’autore ^_^
    Buone Feste!

  49. 304 Diego

    @Gamberetta: OT, infogna pure il post se vuoi. Hai mai letto ‘La leggenda di Nifft’ di Michael Shea? E’ fuori catalogo da parecchi anni (ne uscirono due diverse edizioni per Mondadori) ma è un mio vecchio pallino, un fantasy che ho sempre adorato. Credo che potrebbe piacerti, lo trovi abbastanza facilmente via ebay (non so dire per il formato elettronico, però). Tra l’altro non è proprio sconosciuto: vinse il World Fantasy Award nel 1983. Poi il mitico autore è stato ehm… travolto da una bottiglia, diciamo. Da tante bottiglie…

  50. 303 Adriano

    Onestamente, se avessi saputo che il mio primo commento avrebbe portato a questo, forse avrei scritto altro. Purtroppo sono stato fuori tutto il giorno e solo ora posso sedermi tranquillamente per scrivere due righe.

    @Massimo Bianchini

    E’ apparso un commento che ha stroncato il romanzo (”fa decisamente pena”) per via di un ponte (!) e di uno scorpione (manco fossero le tematiche centrali della storia…)

    Il ponte e lo scorpione erano solo due esempi rapidi per fare capire che in alcuni casi la forma mi era parsa un po’ prolissa e ridondante, in altri si vedeva che eri poco attento al realismo di ciò che scrivevi. Così come l’esempio sulla ferita che si aggrava inspiegabilmente stava ad indicare un editing carente (e di questo non faccio colpa a te).
    Il romanzo a me non sarebbe piaciuto a prescindere, perché lo ho trovato, almeno a livello di atmosfera e carattere dei protagonisti, una copia di Dragonlance (che già non mi porta certo a fare salti di gioia). Non a caso, spero converrai, si tratta di opere tratte entrambe da dei giochi di ruolo.

    @Tapiroulant

    Dire con arroganza che l’autore ha ancora molta strada da fare sulla base di questi soli elementi, mi fa inarcare più di un sopracciglio.
    Piuttosto, a chi il romanzo l’ha letto, mi piacerebbe sapere cosa pensa della trama, della coerenza interna (sviste a parte come quella della ferita lieve), della gestione dei personaggi e della loro psicologia, dello stile in generale…

    Mi spiace, ma non volevo sembrarti arrogante. Purtroppo, e qui mi scuso con te e con l’autore, sono stato frainteso e avete giustamente pensato che i difetti da me rilevati fossero solo quelli che riportavo.
    Le cose che non vanno, invece, sono il gruppo costituito da personaggi stereotipati. Li possiamo anche definire archetipi, ma rimangono sempre delle macchiette prevedibili. Non va bene l’idea del gruppo di compagni d’arme che si ritrova dopo un tot di anni per proseguire le avventure: lo hanno già fatto sia Dumas che Salgari, oltre ai succitati Weis & Hickman. Non va bene la ripetitività delle sequenze di viaggio nelle quali non accade niente oltre alla descrizione del tempo atmosferico e di qualche battibecco.

  51. 302 Gamberetta

    @Diego. La situazione è ben peggiore di quello che sembra. Certo, i romanzi elencati sono scritti da schifo, spesso così male da essere illeggibili, ma quello è il meno.
    La roba davvero triste è che sono tutte storie scontate, è tutta fuffa riciclata, non c’è un briciolo di sense of wonder, non c’è un briciolo di vertigine.
    Vertigine che tra l’altro potrebbe compensare lo scarso stile. C’è un romanzo di Olaf Stapledon intitolato Infinito: è scritto da cani (in realtà essendo un romanzo con una struttura molto particolare ci sarebbe da discutere, ma per adesso assumiamo sia scritto sul serio male), ma se Stapledon redivivo venisse a commentare, potrebbe dire:
    «Oh, ‘azzo vuoi? Sarà scritto pure da schifo, ma dove lo trovi un altro romanzo che parla di 2 miliardi di anni di storia futura dell’umanità?»
    E Stapledon avrebbe ragione: di fronte a un simile balzo fantastico, si può sì passare sopra a un ponte mal descritto. Ma quando invece è la solita storia del nano, elfo, orco in pizzeria, se lo stile non è decente, cosa rimane?

    Siamo messi male. Se tu vai a chiedere ai presunti “scrittori” del fantastico italiano qual è la storia più grandiosa, fantasiosa, strabiliante che riescono a immaginare, hai queste risposte:
    «La campagna AD&D che abbiamo fatto l’hanno scorso! Che figata quando Jimmy il nano è stato mangiato dagli orchi!!!»
    «La storia più grandiosa? Con il mio kompagno di banko!!! Uno gnoko!!!»
    «Boh, non so… una storia che tipo alla fine si parla male degli amerikani e del consumismo.»

    Questo è il livello. Se mi fermo allo stile in così tante recensioni è perché sono generosa, se entrassi nello specifico, allora sì dovrei essere sgradevole.

  52. 301 Diego

    Ho letto tutti i prologhi/estratti che sono riuscito a trovare disponibili gratuitamente. Tra i libri in lista, mi spiace dirlo, è davvero una gara a scegliere il male minore. Mi concedo un brevissimo sfogo, porca paletta. Stiamo parlando di libri editi dalle maggiori case editrici nazionali: Piemme, Curcio, Einaudi, Newton. Se questo è il panorama c’è davvero solo da strapparsi i capelli, altro che polemizzare sui blog. Il libro del qui presente Angra forse non sarà un capolavoro e magari non sarà mai pubblicato (gli auguro di sì e presto, ovviamente), ma in proporzione vale almeno dieci volte il migliore tra quelli in esame. Gamberetta, potresti fare un’eccezione ai tuoi principi e recensire quello, secondo me sarebbe la scelta migliore. In caso contrario, dato che non mi piace la recensione-circense fatta tanto per godersi il massacro (che poi capirai che massacro… come picchiare neonati indifesi) per la votazione ho deciso di esercitare la facoltà di non-voto. Seguirò comunque la faccenda, come sempre ^_^

  53. 300 Gamberetta

    @Len. Purtroppo non c’è un metodo semplice per rimettere in gioco i voti finiti al romanzo-che-non-è-il-caso-di-nominare-per-quanto-è-brutto. Perciò niente, 40 voti persi. Pazienza.
    L’anno prossimo, se sarà ancora aperto il blog, e se farò il sondaggio natalizio, lo organizzerò meglio, premunendomi contro i truffatori (attualmente ci sono almeno un 10% di voti farlocchi) e premunendomi contro gli autori che mi fanno arrabbiare.

  54. 299 zweilawyer

    Della Scacchiera Nera ho letto le prime 20 pagine e non mi ha detto nulla. Poi vorrei proprio sapere chi corregge le bozze, se manca la virgola proprio davanti al primo “ma”, alla seconda riga.

  55. 298 Vincent Law

    Nephandum l’ho letto ed è per questo che non l’ho votato, mi ha fatto annoiare a morte, i personaggi li ho trovati piatti e indistinti e la trama abbastanza banale. Il “solito” romanzuccio fantasy scritto da chi non aveva voglia di scriverlo, questa è l’opinione che mi sono fatto leggendolo. Non mi piace quando uno scrittore scrive “tanto per…”, della serie: “Oh scribacchio qualcosa e se me lo comprano bene sennò stica”. Impressioni che mi ha dato l’autore leggendo il suo libro.
    Massimo Bianchini, voglio darti un consiglio: scrivi perché ti diverte farlo, mettici passione e impegno, studia manuali, leggi libri a manetta, chiedi consigli a chi ne sa più di te. Così una volta arrivato alla fine, dopo anni e litri di sudore, potrai dire soddisfatto: ebbene sì, questo l’ho scritto io!
    Sennò smetti proprio di scrivere, perché al livello attuale mi hai fatto schifo, e considero una ladrata assurda vedere il tuo libro in vendita a 15 euro.

  56. 297 AryaSnow

    @AryaSnow: sì, de La scacchiera nera trovi una lunga anteprima qui. Mi sembra molto brutto.

    Lette poche pagine: direi proprio di sì.
    Forse addirittura la peggiore delle anteprime che ho letto V_V

  57. 296 Len

    @Gamberetta
    Giusto per curiosità: ora che hai eliminato Nephandum dalla lista pensi di dare la possibilità, a chi lo aveva votato, di ri-votare per proporre altro? Altrimenti quella quarantina di voti che vedo andrà persa…

  58. 295 Dago Red

    C’entra poco forse, ma l’ho letto adesso.

    Mostra spoiler ▼

    Chi l’avrebbe detto che proprio in un momentaccio come questo il mercato avrebbe ricominciato a respirare?!

    Insomma, quale occasione migliore, caro utente, per far pubblicare il tuo nuovo capolavoro di 1800 pagine sulla straordinaria e originalissima prosopopea del regno magico minacciato dall’oscuro signore, a cui si opporrà un giovane trovatello con una strana voglia e una magica spada, coadiuvato, of course, dalla bionda amazzone popputa, dal muscoloso e irruento barbaro, dall’ombroso e silente assassino/gnokko/vampiro e dal vecchio mago dalla barba bianca?? Con un finale -scommetto- epico e sconvolgente, dove il Bene trionfa sul Male.
    Su, utente, ancora indugi?? Corrì a mandare fax e dattiloscritti.

    Emh, Gamberetta, cosa fai con quella P38 in mano?
    Perchè la punti verso di m…aargh!

  59. 294 Angra

    @AryaSnow: sì, de La scacchiera nera trovi una lunga anteprima qui. Mi sembra molto brutto.

  60. 293 Asher^Kunitz

    Se prima ero indeciso su nefandum, ora credo che lo lascerò perdere… eh già! Escludendo i Boschiquieti e le strazzulle della situazione, sono pochi i titoli decenti rimasti. Ora che rivedo bene la lista però, noto che ci sono quattro romanzi Piemme. Ma è un caso che tutte le sinossi siano fatte con i piedi? Posso dirlo bene avendo letto due dei romanzi in lista! Potevano sprecarsi un pochino di più alla fine, non credo ci voglia così tanto XD

  61. 292 Gamberetta

    @Miroku

    [...] ecco io devo fare un regalo ad una ragazza ggggiovane che ha letto Twilight e Moccia. Capisci l’urgenza! Mi chiedevo se a te (o agli altri commentatori) viene in mente qualche titolo fantasy tradotto in italiano in cui il tema dell’amore non sia trattato in modo becero. Anche un low fantasy.

    Prova con Vampire Kisses, io l’ho letto un anno fa e non mi dispiaciuto, nonostante il tema. Trovi la recensione qui.

  62. 291 Clio

    A Gamberetta
    Non chiudere bottega é_è C’è di peggio di Nephandum. Pensa a quando mi deciderò a sottoporti qualche gegnale kreassione mia di me ;)
    Presto saranno le vacanze (nove giorni a Jol!). Ganbatteyo!

  63. 290 Miroku

    Mmh quoto tapiroulant
    Se si sfronda dalla foga della discussione restano delle critiche fatte da Gamberetta su quello che ha letto (che non è ovviamente solo il “passaggio del ponte”) un autore non ancora esperto che pare pronto a ricevere critiche.

    Se Nephandum non è un bel libro ,per i problemi tecnici e stilistici rilevati (che evidentemente non colpiscono solo la parte del “ponte”) in ogni caso tutte le critiche finora fatte , a quel libro si riferiscono. Punto. Per il resto signor Bianchini alcuni utili strumenti per migliorare la sua tecnica (che hai lei stesso dichiarato di voler migliorare -e nonc’è cosa migliore di chi vuole imparare) gli strumenti dicevo li trova anche in questo blog (di certo non nei commenti in cui ci si fa prendere dal momento ma..) nei vari articoli a ciò dedicati.

    Perciò buon lavoro.

    Poi personalmente ritengo che la capacità di accettare critiche non sia un dato da non tener in considerazione quando si scrive per contribuire alla crescita altrui (come anche indirettamente molto materiale del blog vuole fare) perchè il primo passo per migliorarsi è riconoscere dove si sbaglia. Motivo per cui così a pelle direi che vedo un più roseo cammino di crescita per Bianchini piuttosto che per l’autore di Le chiavi di mia nonna.

    Detto questo Gamberetta volevo chiederti una cosa che è sul filo dell’offtopic. Tu hai parlato di roba da leggere per natale…e hai parlato di una madre che condannerà la figlia a leggere la Troisi…ecco io devo fare un regalo ad una ragazza ggggiovane che ha letto Twilight e Moccia. Capisci l’urgenza! Mi chiedevo se a te (o agli altri commentatori) viene in mente qualche titolo fantasy tradotto in italiano in cui il tema dell’amore non sia trattato in modo becero. Anche un low fantasy.
    Qualcosa che non sia “tv trppo bene love love” ma che non sia neanche “e il cavaliere Tartarus la penetrò violentemente col manico della sua ascia insanguinata all’ombra dello squamoso dragone Storm”

    Non so se mi spiego…

  64. 289 AryaSnow

    Ho letto l’anteprima del Silenzio di Lenth e da lì non mi sembra affatto un romanzo decente: una banalità che ti prende a pugni e scritto piuttosto male.

    Ci sono anteprime della Scacchiera Nera?

  65. 288 Angra

    @Francesca: io di Giuseppe Pederiali ho letto La compagnia della Selva Bella, che sarebbe il secondo della trilogia (una trilogia vera, tre storie indipendenti e autoconclusive che condividono l’ambientazione). Lo ricordo con molto piacere.

  66. 287 Massimo Bianchini

    @ Tapiroulant.

    Sì, hai ragione. Stavo scrivendo l’ennesima replica ma chiudiamo qui. Speravo di poter instaurare un dialogo, anche perché cose da dire riguardo il romanzo ne avrei, ma pazienza.

    Salvo ulteriori repliche, abbandono pure io. Se qualcuno vuole sapere perché il mio romanzo è scritto… così, può contattarmi via mia mail, che è il mio nome e il mio cognome con un punto in mezzo, gmail (Adesso lo so che mi becco l’accusa di essermi fatto pubblicità…)

    Saluti,

    Massimo Bianchini

  67. 286 Tapiroulant

    @Bianchini: Vabbè, dai… basta. Non ha nemmeno senso che tu continui a insistere: le posizioni si sono chiarite, Gamberetta ha messo la parola fine alla discussione, non c’è più nulla da dire.
    Anche se ha sbroccato, anche se è maleducata, ha comunque espresso concetti intelligenti, questo non va dimenticato. Per il resto, beh… se tu non vuoi più saperne di lei, non dovrà neanche infastidirti che getti del fango su di te.

    @Gamberetta: Ho capito benissimo il tuo punto. Ma se vuoi che le altre persone si appassionino e magari insegnino qualcosa a te, devi coltivare con loro un minimo di rapporto umano. Bianchini potrebbe, può, diventare un buono scrittore, e magari in futuro insegnarti qualcosa, anche se adesso gli sputeresti in faccia.

    Per la cronaca questo era un intervento NON polemico^^

  68. 285 Gamberetta

    @Massimo Bianchini.

    Da Gamberetta, anche dando per assodato che abbia ragione al 100%, mi sono preso una sequenza di insulti gratuiti che non mi viene da fare altro che sorridere. ;)

    A parte che non ti ho mai insultato, ho sempre solo insultato quello che hai scritto – ma offenditi pure, anch’io mi sento profondamente, terribilmente offesa quando un mio fan pubblica la roba che hai scritto tu – continui a girare intorno all’argomento. Non è importante quanto io sia educata o no; non importante la tua reazione gentile o meno; non è importante lo scherzo che accetti o no; il sondaggio più o meno burla; queste sono STRONZATE. Quello che è importante è che in libreria ci arrivino romanzi scritti con una minima tecnica. Minima tecnica che non hai. Questo è il fatto grave, il resto è fuffa.

    Dopodiché, io ho davvero finito. Non replicherò più né a te, né ad altri sull’argomento.

  69. 284 Massimo Bianchini

    Continui a girare la frittata come ti pare:

    una ci perde le mezz’ore per spiegargli parola per parola dove sbaglia e lui ci ride sopra

    Non ci ho riso sopra.
    Avevo commentato così.
    (Replico visto che ormai sarà sceso in fondo).

    @ Gamberetta: 70 righe di analisi per le 3 di un brano, avulso dal contesto. Aggiungo un punto al tuo elenco a-f.
    g) Sei (iper)critica perché ti perché ti piace farlo.

    D’altra parte a me piace leggerti (lo ribadisco), e sapevo bene che scrivendo un romanzo prima o poi sarei potuto passare sotto le tue forche caudine, anche solo per tre righe. Ringrazio Tapiroulant per le sue considerazioni in merito. Non sposterei una virgola a quanto esposto da lui: la mia risposta sarebbe identica.

    Massimo Bianchini

    Non capisco perché continui a voler gettare del fango, girando le frasi per screditarmi. Veramente… capisco che ci sia dell’astio nei confronti di chi scrive “M-A-L-E” (diamo anche per assodato che il tuo parere sia la Verità), però secondo me la tua è una reazione spropositata.
    E… tranquilla, non ho nessuna intenzione di diventare tuo “amico”. Me ne guardo bene.

    Massimo Bianchini

  70. 283 Gamberetta

    @Aigor. Nel caso specifico non è un problema perché tanto il libro in oggetto non l’avrei recensito comunque. E in generale non cambierà molto lo stesso, tanto le recensioni italiane d’ora in poi saranno pochissime in ogni caso.

    @Fos87. Dio, basta! Bianchini scrive male e questo è il più grosso difetto possa avere uno scrittore. Poi sarà una bravissima persona, gentilissima (non proprio vero, visto che una ci perde le mezz’ore per spiegargli parola per parola dove sbaglia e lui ci ride sopra), e nel tempo libero può scoprire la cura per il cancro. E allora? Scrive male!. Tutta la gentilezza del mondo non può compensare. Così come tutta la gentilezza del mondo non compensa il medico che sbaglia un intervento, il politico che prende decisioni errate, il tramviere che travolgere un passante.

    Io non ci butto ore e ore per fare conversazione. Io ci butto ore e ore perché spero che possa servire. Perché spero che altri si appassionino e al limite insegnino a me cose che non so. Non me ne frega niente di fare amicizia, non me ne frega niente delle buone maniere, non me ne frega niente del “però che persona gentile, come accetta bene le critiche!”
    A me interessa il fantastico e la tecnica narrativa. Fine.

  71. 282 Massimo Bianchini

    Francamente sono basito.

    Non ho chiesto di essere recensito e sono finito in un elenco di romanzi per un sondaggio-burla (“vittima natalizia”). Va bene, stiamo al gioco mi son detto… e mi sono pure autovotato.

    E’ apparso un commento che ha stroncato il romanzo (“fa decisamente pena”) per via di un ponte (!) e di uno scorpione (manco fossero le tematiche centrali della storia…), successivamente vengo insultato a ripetizione (non sto a ripeterli), replico credo in modo garbato, ricevendo anche qualche commento a sostegno (non voglio accattivarmi nulla, ma ringrazio chi lo ha fatto) e infine il romanzo viene tolto dal sondaggio (e meno male…!).

    E in più non ti rendi neanche lontanamente conto del problema.

    Frasi come queste le ritengo insultanti, perché mi tratti come un mentecatto (e ho qualche “prova” nella mia carriera editoriale che dimostra il contrario). Sì, hai ragione, non sorrido più, perché posso anche accettare l’idea di essere un pessimo narratore, ma questo è un comportamento da persone maleducate.

    Massimo Bianchini

  72. 281 Fos87

    Concordo con Aigor, inoltre Bianchini non si è comportanto in maniera tale da meritarsi un simile atteggiamento.

  73. 280 Aigor

    270 Gamberetta
    dicembre 16th, 2009 at 13:53

    @Massimo Bianchini. Hai ragione. Adesso lo levo. È ora di finirla di fare pubblicità gratuita alle porcherie.

    ————–

    Gamberetta stai creando pericolosi precedenti. Ti rendi conto che da oggi chiunque scriverà un fantasy verrà qui a romperti i coglioni preventivamente? Non sono sempre d’accordo con te, però ritengo giusto che ci sia un’anima libera che recensisca i libri stroncandoli nei modi e nei termini che ritiene opportuni.

    Questa libertà ti viene meno se cominci a boicottare gli scrittori che ti stanno sul cazzo. Secondo me dovresti scrivere le tue recensioni e fregartene dei commenti.

  74. 279 francesca

    Gamberetta, parlando di narrativa per ragazzi, argomento trattato en passant in questo post natalizio, ardisco segnalarti, se non lo conosci, un libro di avventura-fantasy italiana per ragazzi che lessi da ragazzina-ina-ina (roba antica, dunque) e che amai parecchio. Se non ricordo male, potrebbe essere un buon esempio per i giovani fantasisti d’oggi, e un gradito regalo di natale per cuginetti e fratellini.
    Trattasi di “Il tesoro del bigatto” (1980), di Giuseppe Pederiali (riedito poi nel 1994 da Mondadori)
    Trama (da Unilibro)
    Siamo in Emilia nell’anno 1077. Matilde di Canossa ospita papa Gregorio VII e attende l’arrivo di Enrico IV. Chiede a sant’Anselmo da Alberone di mettersi in viaggio con un’ambasceria per il patriarca di Aquileia. Il Diavolo cerca in ogni modo di impedire che sant’Anselmo porti a termine la sua delicata missione. Il romanzo racconta questo viaggio al tempo stesso propiziatorio e iniziatico in una misteriosa Padania medioevale che diventa lo scenario di audaci spedizioni e sortilegi d’amore.

  75. 278 Angra

    @Gamberetta:

    Mi associo a Carraronan: se non fossi mai incappato in Gamberi Fantasy non mi sarebbe mai venuta voglia di migliorare.

    E il bello è che per il fatto di averti conosciuta devo ringraziare FM ^__^

  76. 277 Gamberetta

    @Il Duca Carraronan. Sono stanca, ma non prenderò decisioni avventate. Spero che le vacanze di Natale mi facciano ritrovare il buon umore.

    @Tapiroulant. Non mi paga nessuno, né ho firmato alcun contratto. Posso cambiare i termini del sondaggio come mi pare e piace.

    @Massimo Bianchini. Sempre le solite noiose cretinate: il punto non è se io sono garbata o no; il punto non è se io posso giudicare o no da poche pagine (ché l’incipit è peggio del ponte), il punto è che scrivi M-A-L-E. Il punto è che vendi spazzatura a 15 euro (tu + l’editore + chi altro vuoi). Il punto è che un livello così scarso in libreria è un danno per tutti. E in più non ti rendi neanche lontanamente conto del problema.
    Per te scrivere un romanzo non tanto originale, avere poca esperienza alle spalle, lasciare errori più o meno grossi, non meditare più di tanto su ogni singola frase è normale.
    NON LO È. È brutto, è triste, non va bene. Alimenta il circolo vizioso per cui la gente compra/legge/scrive boiate. E il fatto che sia un mio dichiarato fan ad alimentare questo circolo mi dispiace moltissimo.
    Poi continua pure a ridere, se la situazione ti diverte tanto. Vorrei anch’io essere capace di divertirmi con così poco.

  77. 276 Miroku

    dove “negatiche” sta per “negative” :) (..e dove tutti gli altrie eventuali errori che ho battuto sono in realtà parole scritte correttamente )

    Ah comunque ho letto gli ulteriori commenti.
    Non credo ci sia bisogno di chiudere i battenti. Magari Bianchini è tuo fan da poco tempo! Dagli il beneficio del dubbio. Anche io non ho avuto tempo di fare i tuoi esercizi :( (certo…a mia discolpa posso dire che nel frattempo non ho pubblicato nulla)

  78. 275 zweilawyer

    @ Massimo Bianchini

    Innanzitutto complimenti per l’omonimo manuale della Collana Extreme Fantasy, a quanto mi dicono il migliore mai prodotto in Italia.
    Ho letto il tuo libro (senza comprarlo) alla Feltrinelli, dividendolo in quattro noiosi intervalli fra udienze e cancellerie del Consiglio di Stato. Nel mio primo post ne avevo letti 2/3, definendolo Immondum, ma devo dire che l’ultima parte scorre meglio, sebbene rimangano diversi errori.
    A me sembra che la fase di editing, dimmi se sbaglio, sia stata portata avanti in maniera artigianale, anzi, penso ci sia stata solo una correzione delle bozze.
    Visto che c’è stato un certo accanimento sul “pezzo del ponte”, voglio darti anche la mia opinione. Non sono contrario alle descrizioni statiche, purchè non si basino esclusivamente sugli aggettivi. Ad esempio, un’alternativa al dinamismo può essere quella della precisione smussata dalla prosa. “Il ponte era enorme” può essere sostituito da “Giunsero al ponte. Centocinquanta piedi di roccia che conficcavano gli artigli nell’altra sponda.”
    Comunque, sottolineando le pecche tecniche già esaminate da Gamberetta, voglio dirti che ho trovato poco curata anche l’impaginazione e la veste grafica della copertina. Il party appiccicato sul paesaggio scarno è di una tristezza infinita, sarebbe stato meglio elaborare una versione più dark del manuale, magari insistendo su quella bocca che sbuca dalle nubi.
    Il modo in cui ha accettato le critiche ti fa comunque onore.
    Un saluto.

    Zweilawyer

  79. 274 Miroku

    Due considerazioni random.

    @ Adriano
    Io penso non sia il caso di sorridere eccessivamente per l’inserimento di scorpioni di ossa in un romanzo fantasy. Il motivo è che anche uno “scorpione normale” ma grosso come un elefante è di per se poco credibile. O meglio, tu scrittore di genere che mi proponi uno scorpione enorme senza spiegarmi esattamente come funziona la biologia dello stesso, premetti che il tuo mondo è alternativo, quindi c’è stata un’evoluzione alternativa che giustifica una versione alternativa degli scorpioni noti. In sostanza giustifichi l’esistenza di qualcosa che nei fatti non esiste e non può esistere, semplicemente dando per assodato che nel tuo mondo fantasy la natura ha sfornato uno scorpione gigante (di cui non conosci e non riveli l’anatomia) per gli stessi principi per cui nella realtà esistono le megattere. A questo punto ha altrettanto senso che in un mondo in cui esiste la magia possano esistere creature fatte solo d’ossa.
    Se noti il più delle volte che Gamberetta ha criticato la fauna fantasy ha fatto notare incongruenze con normali leggi fisiche o con premesse dello stesso autore senza addentrarsi nelle incoerenze intriseche di una creatura che in realtà non esiste (sennò buttiamo nella pattumiera Golem e draghi sputafuoco).

    Seconda annotazione che faccio a Gamberetta. Più che un’annotazione è un parere personale lo puoi condividere come no: oltre al fatto di avere un nuovo fan, potresti anche gioire (dico “potresti” non “dovresti”) del fatto che lo scrittore in questione -pur avendo delle non meglio quantificate carenze tecniche che come tali potrebbero essere corrette con il proporzionato esercizio- si è posto in maniera …diciamo…”disponibile” (salvo un vago scazzo ,ma quando si discute capita).
    Se il tuo stile – per coerenza con te stessa- è caustico/ironico con tutti, allora a fare la differenza tra lo stroncare un autore e il correggere un autore, sta tutto nell’atteggiamento dell’autore stesso.
    Quando dici che il Bianchini non è adesso che deve fare tesoro delle critiche non gli dai nessun tipo di opzione. Certo, in riferimento a Nphandum è troppo tardi per seguire critiche. Il libro c’è, se è brutto come dici tutti gli effetti negativi della presenza di un fantasy italiano discutibile si sono purtroppo verificati (mi riferisco a tutte leimplicazioni negatiche che avrà sul genere, da te indicate in una vecchia recensione). A questo punto cosa resta da fare allo scrittore, che è arrivato ad ammettere i suoi attuali limiti se non imparare dalla critiche? Tu mi puoi rispondere “beh può smettere di scrivere” beh si ovvio ma è un’opzione poco costruttiva e forse evitabile :)

    Non so se ho chiarito la mia posizione. Sono sempre del parere che se si può crescere (in questo caso artisticamente) e c’è l’atteggiamento giusto ,possono uscire cose interessanti. E’ da vedere sequesto mergine di miglioramento c’è.

    Se ho fatto una critica che rientra fra quelle che di solito ti fanno e c’è un post con apposita risposta linkami quello :)

    Saluti.

  80. 273 Massimo Bianchini

    Sopravviverò.

    D’altra parte il tuo primo intervento è stato molto garbato (“mi cavo gli occhi dalla disperazione”/”Draghetta94 scrive meglio su un forum”), poi proseguito con il suggerimento di “vergognarmi” (ma forse qui è da suddividere con l’editore), e via dicendo: “non sei capace a scrivere”, “sei al livello della Strazzu”, “Nephandum è una porcheria” (ribadito un paio di volte) ecc.

    Tutto questo per tre righe su un ponte. :)

    E’ evidente che mi venga da sorridere :)

    Massimo Bianchini

  81. 272 Tapiroulant

    @Gamberetta: Ma che c’entra? Giuda ha tradito il Maestro, ma questo non implica di per sé che Gesù fosse uno stronzo.
    La tua reazione è completamente fuori scala. L’immortale Sergio Rocca ricevette un trattamento molto migliore. Se rimuovi Nephandum perché è scritto da cani e occupa spazio in libreria (e credo che di spazio fisico ne occupi ben poco), allora a rigor di logica dovresti rimuovere anche tutti gli altri e annullare il sondaggio.
    Incazzandoti invece di restare calma, inoltre, rendi un pessimo servizio a te stessa e alla causa del tuo blog…

  82. 271 Il Duca Carraronan

    @Gamberetta.
    C’è anche gente che ha imparato. Come Angra o alcuni miei amici/e che seguono i tuoi articoli. E tutti quelli che non postano mai commenti, ma ti leggono. Gli esercizi su descrizioni e dialoghi hanno mostrato che qualcuno capace di mettere assieme due righe c’è, con il giusto stimolo. Non sono tutti a livello “draghetta94″ o “collana Delos” o “io tre anni fa”.
    E per chi conosceva già gli argomenti perché aveva letto gli stessi manuali, sono piacevoli articoli di divulgazione scorrevoli e scritti con carattere.
    Non abbandonarci. :’-(

  83. 270 Gamberetta

    @Massimo Bianchini. Hai ragione. Adesso lo levo. È ora di finirla di fare pubblicità gratuita alle porcherie.
    Non rido, non è divertente. Il tuo intervento mi fa venire voglia di chiudere baracca e burattini. Perché se io ci passo le serate – se non le nottate – a preparare gli articoli per il blog, e poi chi si dichiara “fan” non ha imparato una virgola, be’, vuol dire che io non sono capace di spiegarmi. E allora tanto vale.

  84. 269 Massimo Bianchini

    Ma a un certo punto, affari loro. Tanto io non leggerò più niente del Bianchini manco se mi pagano.

    Eh no, eh!? :)
    E se Nephandum vince il sondaggio???
    Che fai, tiri il sasso e nascondi la mano?
    Mica l’ho chiesto io di essere candidato! :)

    “Il” Bianchini

  85. 268 Gamberetta

    @Tapiroulant. Non finisce a schifo. È già schifo quando appaiono in libreria porcherie come il Nephandum. Il danno è già fatto. Non è adesso che il Bianchini deve far tesoro delle critiche, e stupidate del genere. Doveva farlo prima, quando scriveva i 10 romanzi che non si sarebbe mai sognato di proporre a un editore. Ma d’altra parte perché no? Sono tutti geni: mai scritto narrativa in vita mia, voilà in quattro e quattr’otto ecco un romanzo!
    Heinlein, che vale 1.000 Bianchini, poteva passare una settimana su una singola frase per metterla giusta; Arthur Hailey si è fatto assumere da un’autofficina e ha lavorato per diversi giorni solo per poter poi scrivere in maniera corretta un singolo paragrafo.
    E per il Bianchini 70 righe di osservazioni è essere (iper)critica. In Italia – almeno tra gli “scrittori” di genere – manca completamente la mentalità adeguata. Non si rendono proprio conto di cosa voglia dire scrivere narrativa.
    Ma a un certo punto, affari loro. Tanto io non leggerò più niente del Bianchini manco se mi pagano.

  86. 267 Massimo Bianchini

    @ Tapisroulant: Non è che finisce a schifio: con te ci dialogo perché hai fatto delle osservazioni che ritengo sensate e puntuali. Da Gamberetta, anche dando per assodato che abbia ragione al 100%, mi sono preso una sequenza di insulti gratuiti che non mi viene da fare altro che sorridere. ;)

    Massimo Bianchini

  87. 266 Tapiroulant

    ==’
    Ma perché deve sempre finire a schifio?

  88. 265 Massimo Bianchini

    Grazie Tapisroulant.

    Veramente, sto cercando di fare tesoro delle sottolineature in rosso che mi vengono fatte, e sono perfettamente consapevole che alcune cose le ho sbagliate di brutto. L’errore più grosso è senz’altro la brusca accelerata che prende la trama nell’ultima parte, dopo circa due terzi del romanzo ad andamento moderato. Detto questo, in linea generale sto ricevendo commenti positivi anche da persone che pensavo usassero il romanzo come carta per il caminetto. ;)

    Ciao Gamberetta :)

    Massimo Bianchini

  89. 264 Gamberetta

    @Massimo Bianchini. Io non sono antipatica, sei tu che non sei capace a scrivere. Ma sul serio. Proprio zero. Dalle parti della Strazzu. Dopodiché, non devi affrontarmi, devi lasciarmi in pace. Io farò lo stesso, perché non sei minimamente al livello di poter discutere con me. Addio.

  90. 263 Tapiroulant

    (oddio: l’ultimo post dell’autore mi fa lievemente riconsiderare il mio ottimismo. Ma non è detta l’ultima parola!!)

  91. 262 Tapiroulant

    Però secondo me bisogna riconoscere una cosa, ossia che Bianchini si è comportato molto bene e ha accolto le critiche in modo maturo, anche dove ad essere sbagliate erano le critiche (la questione dello scorpione di ossa) – e questa è una cosa per niente scontata, visti gli ultimi trascorsi di questo ed altri blog.
    L’autore riconosce molte sue manchevolezze ed è deciso a migliorarsi, a differenza di una Troisi che si crogiola nel proprio successo e sforna un romanzo identico dopo l’altro. Nephandum è una trilogia giusto? Quindi ha ancora un paio d’occasioni per rifarsi. Non stilettiamolo a oltranza, se ha già capito.

    @Bianchini: Sì, sono d’accordo con l’ultima formulazione di Gamberetta. Ossia, se il ponte non è importante, riduci al minimo lo spazio dedicato. Se il ponte è importante, fai in modo che il lettore lo ‘viva’ di più.

  92. 261 Massimo Bianchini

    E’ dal 1997 che scrivo e pubblico (non romanzi) e di Gamberette ne ho affrontate di ben più antipatiche, quindi anche l’ultima replica mi strappa un sorriso. D’altra parte l’arma (il portafoglio) è dalla parte dell’acquirente: non ti piace un romanzo per via della preview di un capitolo o di scorpioni d’ossa o di tre righe su un ponte? Non comprarlo, semplice no? :)

    P.S. Ho detto che sottoscrivo la replica di Tapisroulant. Da esperta filologa capirai bene che significa altro rispetto alla fanciullesca reazione “dell’andare d’accordo” (con me o con te). ;)

    Un saluto.

    Massimo Bianchini

  93. 260 Gamberetta

    @Massimo Bianchini.

    g) Sei (iper)critica perché ti perché ti piace farlo.

    No. Ribadisco che le mie osservazioni sono a un livello bassissimo. Non sono (iper)critica, sono generossissima. Sul serio. Dopodiché, io rido e scherzo, ma il punto è che Draghetta94 non chiede 15 euro per i suoi raccontini. Se non hai esperienza nello scrivere, non devi essere pubblicato. C’è da vergognarsi.

    P.S. Tapiroulant è d’accordo con me.

  94. 259 Massimo Bianchini

    @ Angra: Queste sono le critiche che secondo me hanno un senso. Mio malgrado, devo anche dire di essere pienamente d’accordo con te. Fanno parte della mia inesperienza nella narrazione, che non sto a negare. La sbrodolata del primo capitolo (“La partenza dal baluardo …” ecc., è una parte che, riletta a posteriori, è pesante. E anche con i dialoghi ho dovuto prendere una certa dimestichezza. Penso che in seguito migliorino, ma insomma, capisco che molta gente leggendo il primo capitolo non arriverà mai al “seguito”, ma mi sta bene così. Non sono Scecspir e non sono Tolkien. E’ la prima volta che scrivo narrativa fantasy e mi è venuto così. Ritengo che ci sia di peggio in giro (tutto lì).

    @ Gamberetta: 70 righe di analisi per le 3 di un brano, avulso dal contesto. Aggiungo un punto al tuo elenco a-f.
    g) Sei (iper)critica perché ti perché ti piace farlo.

    D’altra parte a me piace leggerti (lo ribadisco), e sapevo bene che scrivendo un romanzo prima o poi sarei potuto passare sotto le tue forche caudine, anche solo per tre righe. Ringrazio Tapiroulant per le sue considerazioni in merito. Non sposterei una virgola a quanto esposto da lui: la mia risposta sarebbe identica.

    Saluti :)

    Massimo Bianchini

  95. 258 Tapiroulant

    @Gamberetta: Okay, su questo sono assolutamente d’accordo. Mi hai convinto^^
    (anche se vedo che non puoi proprio fare a meno di inserire particolari bizzarri per il puro gusto barocco della bizzarria… prima un elefante, adesso un brontosauro? lol! Spero che abbiano un’economia nella storia xD)

  96. 257 Angra

    @Massimo: anch’io non ne faccio una questione di dettagli sul tale o il talaltro mostro. Se vado a leggere un estratto su FM, quello che non mi fa venir voglia di continuare a leggere è proprio come il romanzo è scritto.

    - dopo poche battute di dialogo c’è un lungo inforigurgito molesto, da “Partiti dal Baluardo tre giorni prima…” fino a “era ben presto scomparso.” E’ una pagina e mezzo di roba, davvero insostenibile messa in quel modo.

    - i dialoghi stessi sono poco incisivi, dovrebbero essere molto più asciutti. Non traspare il carattere dei personaggi.

    - la descrizione ha un tono impersonale e distaccato, del tipo “‘[...]l’aria era pesante e fetida ben oltre quanto fosse lecito aspettarsi in un insediamento orchesco.” L’impressione non è che il tono così distaccato della narrazione sia voluto, né d’altra parte si vede una ragione valida per volerlo. Per dare al lettore il punto di vista di un personaggio non devi dire che l’aria era più fetida di quanto fosse lecito aspettarsi (usi proprio una forma impersonale!), devi invece far rivoltare lo stomaco al tuo personaggio.

  97. 256 Gamberetta

    @Tapiroulant. Se la descrizione non è importante, non metterla:

    Giunsero al ponte.

    Se è solo transizione è più che sufficiente. Se ti metti a descrivere, devi descrivere bene. Non c’è mai spazio per la sciatteria.
    E comunque anche in poche parole si può fare di meglio:

    Il fiume ruggiva contro gli argini del ponte. Uno spruzzo d’acqua bagnò la testa del brontosauro che li precedeva sulla rampa.

    21 parole proprio come la descrizione originaria – ci sono gli stessi concetti (ampiezza del ponte, fiume) ma la situazione è più dinamica e molto meno generica.

  98. 255 Tapiroulant

    @Gamberetta: Invece delle solite domande idiote, ne farò un’altra un po’ diversa.

    Ossia: che peso ha questo passaggio – il raggiungimento e attraversamento del ponte – nell’economia del romanzo? E’ una frase con un’importanza, o solo una scena di transizione prima di arrivare dall’altra parte?

    Lo domando con un’intenzione.
    Questa frase, così com’è, scialba, essenziale, poco “vissuta” a livello sensoriale com’è, occupa tre righe scarse. Immaginiamo la variante inserita da Gamberetta: è sicuramente molto più vivida, lascia un’impressione più forte, ma quanto spazio mi occupa? Direi parecchie frasi, quindi parecchie righe.
    Ora. Questo metodo non si può applicare a tutti i passaggi descrittivi di un romanzo, semplicemente perché una roba di 200 pagine diventerebbe di 400. O, detto altrimenti: un romanzo diverrebbe sovrabbondante a forza dell’inserimento di questi particolari.
    Torniamo al ‘peso’ della scena. Se la scena del ponte è importante, se è una scena su cui l’autore vuole che il lettore si soffermi, la variante di Gamberetta è manna che piove dal cielo: è quello che ci vuole. Ma una scena di raccordo tra due scene principali (es. l’arrivo in città vero e proprio), non può rubare spazio senza una buona ragione, e può essere giustificata nell’essere scialba, ridotta all’essenziale (= c’era un ponte sul fiume. Loro lo passano. Punto. Okay?). E lo dico perché un romanzo fantasy centrato sull’idea della grande quest (dove quindi si girerà molto e si visiteranno molti ambienti) cumulerebbe migliaia di pagine a doversi soffermare in questo modo su ogni particolare per renderlo vivido e corposo. Certe scene, semplicemente, non è importante che siano corpose.

    Ora, se poi tu mi dici che il romanzo in generale ha sempre questo stile, anche nei suoi punti salienti, è un altro paio di maniche e capisco benissimo. Ma che una descrizione “non corposa” vada eliminata o riscritta per principio, mi sembra grossolano e semplicistico.

  99. 254 Gamberetta

    @Adriano. /@Massimo Bianchini. Non intendo recensire Nephandum, a meno che non vinca il sondaggio – il che però mi pare improbabile. E comunque, anche se mi venisse voglia di recensirlo per qualche ragione che ora mi sfugge, dovrei averlo piratato, non ci spendo soldi.

    La frase del fiume:

    Infine giunsero nei pressi del ponte principale, un’imponente struttura arcuata, con ampie rampe inclinate che congiungeva le due sponde del fiume.

    È scritta con lo stesso stile delle prime pagine che ho letto, ed è lo stile appunto di Draghetta94 – intesa non come minorenne, ma intesa come persona che ha scarsa esperienza con la narrativa, nel suo caso per colpa della giovane età.
    Potrebbe essere o no pleonastico specificare che c’è un fiume sotto al ponte, dipende dal contesto, ma non è quello il problema. Il problema è la descrizione statica e generica, dove gli aggettivi fanno la parte del leone. È la tipica descrizione di chi non ha l’abitudine a scrivere narrativa.

    È tutto fiacco, i sensi del lettore non sono stimolati.
    Partiamo dagli aggettivi:
    “principale” => posso vedere, sentire, odorare, toccare la “principalità”? No. Dunque è inchiostro sprecato.
    “imponente” => un po’ meglio perché stimola la vista, ma rimane molto generico. “Imponente” può essere il Golden Gate, “imponente” può essere il ponte sullo stretto di Messina, “imponente” è il ponte che congiunge due pianeti in un romanzo di Charles Sheffield. Se dici “imponente” in un fantasy non dici molto.
    “arcuata” => ok, sappiamo che il ponte non è piatto. Meglio che niente, ma non certo la specificazione più interessante.
    “ampie” => generico e pleonastico (se il ponte è “imponente” è ovvio che le rampe siano “ampie”).
    “inclinate” => pleonastico dato che il ponte è “arcuato”.
    “due” => pleonastico. Le sponde di un fiume è difficile che non siano due.

    C’è pochissima carne per il lettore. Poco per far lavorare l’immaginazione. Qui hai scritto, parafrasando, che “c’era un grosso ponte sopra a un fiume.” È un po’ poco per chiedere soldi in cambio.
    Non aiutano altri dettagli: “giunsero” è funzionale, ma anche qui generico. Non evoca passi di corsa o al contrario una persona che si avvicina con cautela. Andrebbe bene accoppiato a una vivida descrizione del ponte (l’attenzione del lettore è catturata dal ponte e non da come è raggiunto), ma così è altro fastidio.
    Poi la frase inizia con “Infine” e termina con “fiume”: ovvero nei punti dove è maggiore l’attenzione del lettore, ci sono due termini entrambi probabilmente pleonastici.

    Ora, come bisognava scrivere? Come volevi, ma cercando di stimolare il lettore.
    Non so: i nostri sentono delle grida, si mettono a correre, arrivano al ponte e un elefante è azzoppato, sdraiato di traverso lungo la rampa. Le mercanzie che l’elefante trasportava stanno ancora rotolando giù. Gli altri commercianti che hanno le loro botteghe sul ponte si fanno appresso all’elefante caduto, ma rimane ancora spazio per far passare un mastodonte della guardia cittadina.
    E così via.
    E la spiego a scanso di equivoci: i particolari del ponte, quali l’inclinazione della rampa o la sua imponenza, invece di essere spiattellati davanti al lettore, sono mostrati attraverso l’azione.

    Detto questo, per rispondere alle solite considerazioni idiote:
    a) A me la frase piace moltissimo!!! Ottimo, buon per te. Gli errori rimangono.
    b) Se analizzassi così tutte le frasi dei libri troveresti errori in tutte!!! Non è vero. Ma se fosse vero vorrebbe dire che è ora di buttare tutti i libri e darsi ai videogiochi, non che tutti i libri sono belli.
    c) Anche in Scespir ci sono frasi così!!! Certo. Anche i bravi scrittori hanno cadute di stile. Però qui le (poche) pagine che ho letto erano tutte una continua caduta di stile.
    d) È cercare il pelo nell’uovo!!! No. È proprio roba terra terra, l’ABC della narrativa. Ovviamente libero di non crederci.
    e) Non puoi giudicare il romanzo da un frase!!! E chi giudica il romanzo? Ho solo detto che non intendo leggerlo.
    f) Sei invidiosa, acida, frustrata!!! Sì, e me ne vanto. Problemi?

  100. 253 Tapiroulant

    @Uljanka: C’è già una differenza. I pornorobot sono il fulcro del romanzo, sono ciò che presta il titolo all’opera e uno compra il libro perché è interessato a loro, e a ciò che su di loro dirà l’autore. Quindi i pornorobot devono essere fatti bene.
    Ma Nephandum uno non lo compra “perché c’è lo scorpione di ossa”…

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