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	<title>Commenti a: Il senso del meraviglioso</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Melmoth</title>
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		<dc:creator>Melmoth</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:04:15 +0000</pubDate>
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		<description>@ Gamberetta:

Egregia Gamberetta

c&#039;è nel tuo sito una sezione dove consigliare romanzi &lt;em&gt;fantastique&lt;/em&gt;? (a te e ai lettori)
Se c&#039;è, per favore indicamelo. Altrimenti avevo una mini-lista di cui mi piacerebbe avere un riscontro critico. Sono,

Hope Mirrlees, Lud-in-the-Midst, Gollancz
David Lindsay, Voyage to Artcurus, Gollancz

Non sono romanzi recenti (sebbene siano stati ristampati da poco) né sono reperibili in Italiano, ma sono quanto di meglio io abbia letto nel territorio del fantastico negli ultimi dieci anni. Su tutti e due c&#039;è una  buona sezione esplicativa su wikipedia.

Li cito qui perché non solo producono il &#039;sense of wonder&#039; di cui parli sopra ma addirittura ne fanno il tema dell&#039;opera (soprattutto il primo). Buona serata e buona lettura.

Melmoth</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gamberetta:</p>
<p>Egregia Gamberetta</p>
<p>c&#8217;è nel tuo sito una sezione dove consigliare romanzi <em>fantastique</em>? (a te e ai lettori)<br />
Se c&#8217;è, per favore indicamelo. Altrimenti avevo una mini-lista di cui mi piacerebbe avere un riscontro critico. Sono,</p>
<p>Hope Mirrlees, Lud-in-the-Midst, Gollancz<br />
David Lindsay, Voyage to Artcurus, Gollancz</p>
<p>Non sono romanzi recenti (sebbene siano stati ristampati da poco) né sono reperibili in Italiano, ma sono quanto di meglio io abbia letto nel territorio del fantastico negli ultimi dieci anni. Su tutti e due c&#8217;è una  buona sezione esplicativa su wikipedia.</p>
<p>Li cito qui perché non solo producono il &#8217;sense of wonder&#8217; di cui parli sopra ma addirittura ne fanno il tema dell&#8217;opera (soprattutto il primo). Buona serata e buona lettura.</p>
<p>Melmoth</p>
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	<item>
		<title>Di: Zweilawyer</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-18659</link>
		<dc:creator>Zweilawyer</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:04:02 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei linkare un libro di Konrath, scaricabile gratuitamente dal suo sito. Secondo me molto superiore a decine di titoli a pagamento.

http://www.anobii.com/books/Origin/01adcc5703270e95ca/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei linkare un libro di Konrath, scaricabile gratuitamente dal suo sito. Secondo me molto superiore a decine di titoli a pagamento.</p>
<p><a href="http://www.anobii.com/books/Origin/01adcc5703270e95ca/" rel="nofollow">http://www.anobii.com/books/Origin/01adcc5703270e95ca/</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-18658</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 17:30:56 +0000</pubDate>
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		<description>Per chi fosse interessato, &lt;a href=&quot;http://worldsf.files.wordpress.com/2010/01/the-wheel-of-samsara-by-han-song.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; si può leggere il racconto &quot;The Wheel of Samsara&quot; dello scrittore cinese Han Song. È un racconto interessante perché sembra una combinazione tra il racconto di Asimov e quello di Clarke.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse interessato, <a href="http://worldsf.files.wordpress.com/2010/01/the-wheel-of-samsara-by-han-song.pdf" rel="nofollow">qui</a> si può leggere il racconto &#8220;The Wheel of Samsara&#8221; dello scrittore cinese Han Song. È un racconto interessante perché sembra una combinazione tra il racconto di Asimov e quello di Clarke.</p>
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		<title>Di: Hypnos</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-18639</link>
		<dc:creator>Hypnos</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 23:34:17 +0000</pubDate>
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		<description>Io ho trovato del SoW qui personalmente:

http://www.viruscomix.com/page505.html

La trovo una gran bella storia e mi piacerebbe che qualcuno ne cavasse fuori un libro o un film. 

Avvertenza: non leggere se detestate i wall-of-text e non volete cavarvi gli occhi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho trovato del SoW qui personalmente:</p>
<p><a href="http://www.viruscomix.com/page505.html" rel="nofollow">http://www.viruscomix.com/page505.html</a></p>
<p>La trovo una gran bella storia e mi piacerebbe che qualcuno ne cavasse fuori un libro o un film. </p>
<p>Avvertenza: non leggere se detestate i wall-of-text e non volete cavarvi gli occhi.</p>
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		<title>Di: Gargaros</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-18553</link>
		<dc:creator>Gargaros</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 10:10:46 +0000</pubDate>
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		<description>Forse il SoW è solo soggettivo. Oppure, il suo picco massimo era legato a unparticolare periodo culturale e sociale, ossia gli anni 40/50/60, quando la scienza &quot;seria&quot; cominciava a manifestare le sue potenzialità e bastava una minima descrizione in un raccondo di SF per aprire la mente a visioni di vasta meraviglia. Se così fossse, il SoW di oggi sarebbe solo un pallido fantasma. Cosa ci meraviglia più? E ci sono ancora scrittori in grado di produrre sogni?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse il SoW è solo soggettivo. Oppure, il suo picco massimo era legato a unparticolare periodo culturale e sociale, ossia gli anni 40/50/60, quando la scienza &#8220;seria&#8221; cominciava a manifestare le sue potenzialità e bastava una minima descrizione in un raccondo di SF per aprire la mente a visioni di vasta meraviglia. Se così fossse, il SoW di oggi sarebbe solo un pallido fantasma. Cosa ci meraviglia più? E ci sono ancora scrittori in grado di produrre sogni?</p>
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	<item>
		<title>Di: Paolo AKA demiurgo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-18428</link>
		<dc:creator>Paolo AKA demiurgo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:18:52 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; la prima volta che commento su questo blog, che seguo da poco ma con molto interesse. Tornado OnTopic, la mia opinione è che il fatto che oggi il senso del meraviglioso, in effetti, un elemento meno preponderante nelle opere fantastiche mi sembra normale. Ci sono due scuole di pensiero, come si dice nell&#039;articolo. Chi pensa che il meraviglio sia una cosa che fa presa sui ragazzini si sbagli, diciamolo, ma non del tutto. E&#039; comunque ovvio che: sei sei un ragazzino degli anni 60 ti basteranno cose molto semplici per essere meravigliato rispetto a un 60enne del 2000. Oltre che un fatto di età c&#039;è anche il fattore &quot;entertainment&quot;: tra cinema e un proliferare di letteratura tante cose per il lettore di oggi sono già viste, già lette, è quindi molto più difficile impressionarlo.
In alcune opere di asimov si descrivevano porti spaziali, astronavi gigantesche, macchine automatiche che sfornavano biglietti intergalattici e davano il resto (!) ma a leggerli oggi (in alcuni di questi passaggi, almeno) fanno abbastanza sorridere. L&#039;effetto ai tempi in cui il romanzo fu pubblicato era ben diverso.
Questo mi porta a pensare che l&#039;effetto &quot;wonder&quot; non regga facilmente la prova del tempo.
Oggi quando leggiamo Dick, per esempio, non pensioamo cose del tipo &quot;Wow, ci sono degli androidi indistinguibili dagli umani, ma più forti, e ci sono le macchine che volano invece che andare per strada!&quot;. Sono invece altri gli aspetti che ci rimangono impressi di un romanzo, nel caso di &quot;Do andoids dream of electric sheep?&quot; tra le altre cose, il tema dell&#039;empatia umana, la riflessione sull&#039;identità. Sono temi più profondi che attraverso immagini a volte veicolate da immagini che puntano in parte sul &quot;sense of wonder&quot; rimangono più impresse, risultano più vivide nella pagina.

Quindi la personale conclusione di questa piccola riflessione è che il senso del meraviglioso sia un elemento importante, nella misura in cui riesce a trasmettere ulteriori significati tramite le immagini che lo scatenano. Privo di questo aspetto duplice, può risultare un orpello poco efficace (specie se vediamo la storia in prospettiva). Infatti è comunque la qualità tematica della storia quella che regge nel tempo (e oggi è evidente), e come molti altri elementi della scrittura il sense of wonder andrebbe visto più che come un ingrediente principale, come un rafforzativo (uno dei possibili) funzionale a caratteristiche più centrali.

Ciao e ancora complimenti per il blog gamberetta e a tutti i pescatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la prima volta che commento su questo blog, che seguo da poco ma con molto interesse. Tornado OnTopic, la mia opinione è che il fatto che oggi il senso del meraviglioso, in effetti, un elemento meno preponderante nelle opere fantastiche mi sembra normale. Ci sono due scuole di pensiero, come si dice nell&#8217;articolo. Chi pensa che il meraviglio sia una cosa che fa presa sui ragazzini si sbagli, diciamolo, ma non del tutto. E&#8217; comunque ovvio che: sei sei un ragazzino degli anni 60 ti basteranno cose molto semplici per essere meravigliato rispetto a un 60enne del 2000. Oltre che un fatto di età c&#8217;è anche il fattore &#8220;entertainment&#8221;: tra cinema e un proliferare di letteratura tante cose per il lettore di oggi sono già viste, già lette, è quindi molto più difficile impressionarlo.<br />
In alcune opere di asimov si descrivevano porti spaziali, astronavi gigantesche, macchine automatiche che sfornavano biglietti intergalattici e davano il resto (!) ma a leggerli oggi (in alcuni di questi passaggi, almeno) fanno abbastanza sorridere. L&#8217;effetto ai tempi in cui il romanzo fu pubblicato era ben diverso.<br />
Questo mi porta a pensare che l&#8217;effetto &#8220;wonder&#8221; non regga facilmente la prova del tempo.<br />
Oggi quando leggiamo Dick, per esempio, non pensioamo cose del tipo &#8220;Wow, ci sono degli androidi indistinguibili dagli umani, ma più forti, e ci sono le macchine che volano invece che andare per strada!&#8221;. Sono invece altri gli aspetti che ci rimangono impressi di un romanzo, nel caso di &#8220;Do andoids dream of electric sheep?&#8221; tra le altre cose, il tema dell&#8217;empatia umana, la riflessione sull&#8217;identità. Sono temi più profondi che attraverso immagini a volte veicolate da immagini che puntano in parte sul &#8220;sense of wonder&#8221; rimangono più impresse, risultano più vivide nella pagina.</p>
<p>Quindi la personale conclusione di questa piccola riflessione è che il senso del meraviglioso sia un elemento importante, nella misura in cui riesce a trasmettere ulteriori significati tramite le immagini che lo scatenano. Privo di questo aspetto duplice, può risultare un orpello poco efficace (specie se vediamo la storia in prospettiva). Infatti è comunque la qualità tematica della storia quella che regge nel tempo (e oggi è evidente), e come molti altri elementi della scrittura il sense of wonder andrebbe visto più che come un ingrediente principale, come un rafforzativo (uno dei possibili) funzionale a caratteristiche più centrali.</p>
<p>Ciao e ancora complimenti per il blog gamberetta e a tutti i pescatori.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Rotolina</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17959</link>
		<dc:creator>Rotolina</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:00:01 +0000</pubDate>
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		<description>Non posso che essere d&#039;accordo! Io leggo proprio per il &quot;senso del meraviglioso&quot;, che tanto spesso manca.
Che poi, io lo interpreto più che altro come un &quot;stupiscimi!&quot;. Di mio ho una fervidissima immaginazione, faccio dei sogni che dovrei scrivere, e quindi quando prendo un libro voglio qualcosa di stupefacente, qualcosa che non mi aspetto.
Attualmente, così a memoria, sono pochissimi i libri fantasy che mi hanno dato questa sensazione. Si, forse il ciclo di &lt;em&gt;Terramare &lt;/em&gt;citato da &lt;em&gt;Jonnie &lt;/em&gt;.
Altrimenti gli altri son tutti di fantascienza.
Sempre a memoria, c&#039;è &lt;em&gt;Ubik di Philip Dick&lt;/em&gt;, sicuramente il &lt;em&gt;Ciclo del Fium di Philip josé Farmer&lt;/em&gt; e anche &lt;em&gt;La Prova del Fuoco di John Brunner&lt;/em&gt;.
Magari non sono perfetti dal punto di vista stilistico, non saprei. Ma sicuramente li trovo &quot;supefacenti&quot;.
Alla fine, quello che vorrei, e immagino lo vogliano molti dei lettori di questo blog, è semplicemente avere un libro in cui non prevedo ad ogni pagina quello che succederà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso che essere d&#8217;accordo! Io leggo proprio per il &#8220;senso del meraviglioso&#8221;, che tanto spesso manca.<br />
Che poi, io lo interpreto più che altro come un &#8220;stupiscimi!&#8221;. Di mio ho una fervidissima immaginazione, faccio dei sogni che dovrei scrivere, e quindi quando prendo un libro voglio qualcosa di stupefacente, qualcosa che non mi aspetto.<br />
Attualmente, così a memoria, sono pochissimi i libri fantasy che mi hanno dato questa sensazione. Si, forse il ciclo di <em>Terramare </em>citato da <em>Jonnie </em>.<br />
Altrimenti gli altri son tutti di fantascienza.<br />
Sempre a memoria, c&#8217;è <em>Ubik di Philip Dick</em>, sicuramente il <em>Ciclo del Fium di Philip josé Farmer</em> e anche <em>La Prova del Fuoco di John Brunner</em>.<br />
Magari non sono perfetti dal punto di vista stilistico, non saprei. Ma sicuramente li trovo &#8220;supefacenti&#8221;.<br />
Alla fine, quello che vorrei, e immagino lo vogliano molti dei lettori di questo blog, è semplicemente avere un libro in cui non prevedo ad ogni pagina quello che succederà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17907</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 00:51:59 +0000</pubDate>
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		<description>@ Cymon
Nell&#039;albero genealogico del sense of wonder c&#039;è sicuramente la meraviglia come la intendi tu, legata alla &lt;em&gt;contemplazione &lt;/em&gt;dell&#039;inspiegabile, dello strano, stile wunderkammer cinquecentesche. Ma il sense of wonder, secondo me, ha come parente più recente lo choc (esperienza estetica per antonomasia dell&#039;uomo moderno), alla cui base c&#039;è proprio un improvviso  straniamento/spostamento del soggetto, insomma una discontinuità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Cymon<br />
Nell&#8217;albero genealogico del sense of wonder c&#8217;è sicuramente la meraviglia come la intendi tu, legata alla <em>contemplazione </em>dell&#8217;inspiegabile, dello strano, stile wunderkammer cinquecentesche. Ma il sense of wonder, secondo me, ha come parente più recente lo choc (esperienza estetica per antonomasia dell&#8217;uomo moderno), alla cui base c&#8217;è proprio un improvviso  straniamento/spostamento del soggetto, insomma una discontinuità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cymon</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17902</link>
		<dc:creator>Cymon</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 22:38:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2782#comment-17902</guid>
		<description>Sono convinto anch&#039;io che non si possa vivere in una costante sensazione di stupore. Ma proprio per questo la mia idea di sense of wonder è differente. Il sense of wonder, per me, è quella sensazione di trovarti di fronte a qualcosa di diverso, di strano, di alieno ed essere stimolato a conoscerlo proprio per il fatto che è qualcosa di spiazzante. E non stiamo parlando di qualcosa di piccolo, anzi, negli anni migliori riguardo il sense of wonder, i &#039;50,  si campava proponendo interi pianeti nuovi e il fatto di esplorarli, conoscerli, rappresentava spesso l&#039;attrattiva principale di un racconto/romanzo.
Tornando a Dune: ok, come lettore vengo catapultato in questo pianeta desertico pieno di vermi che divorano trebbiatrici. E&#039; naturale, che, sul momento, dico UAU. Il sense of wonder, però, interviene dopo, quando l&#039;autore mi porta in giro per questo mondo e io sono incuriosito da questo ecosistema che funziona diversamente da come funziona il mio, da come le cose interagiscano fra loro con tutta questa sabbia intorno, da cosa si trovi dietro quella duna o dentro quella caverna. E&#039; l&#039;istinto dell&#039;esploratore, che non deve nascere necessariamente da uno shock, ma dalla semplice esistenza del diverso da me, un diverso che, ovviamente, deve apparirmi sublime, meraviglioso, deve, appunto, meravigliarmi.
Altrimenti sembra che si riduca la bellezza di un paesaggio al fatto che ti compare davanti all&#039;improvviso.

In questa chiave il declino del sense of wonder negli anni più vicini a noi è più logico. Negli anni 50 il bagaglio di paesaggi e immagini che una persona possedeva era limitato perché limitati erano i mezzi per ottenerne. Anche una semplice giungla era ricca di sense of wonder, visto che nessuno ne aveva vista una, nemmeno in foto.
Oggi scenari reali come scenari non reali ci vengono spiatellati davanti in tutte le direzioni. Trovare qualcosa di immaginifico che superi, in meraviglia, quello che possiamo ottenere da una copia del national geographic o andando nel cinema all&#039;angolo è realmente faticoso. E&#039; naturale che per intrigare il lettore si siano dovute scegliere altre vie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono convinto anch&#8217;io che non si possa vivere in una costante sensazione di stupore. Ma proprio per questo la mia idea di sense of wonder è differente. Il sense of wonder, per me, è quella sensazione di trovarti di fronte a qualcosa di diverso, di strano, di alieno ed essere stimolato a conoscerlo proprio per il fatto che è qualcosa di spiazzante. E non stiamo parlando di qualcosa di piccolo, anzi, negli anni migliori riguardo il sense of wonder, i &#8216;50,  si campava proponendo interi pianeti nuovi e il fatto di esplorarli, conoscerli, rappresentava spesso l&#8217;attrattiva principale di un racconto/romanzo.<br />
Tornando a Dune: ok, come lettore vengo catapultato in questo pianeta desertico pieno di vermi che divorano trebbiatrici. E&#8217; naturale, che, sul momento, dico UAU. Il sense of wonder, però, interviene dopo, quando l&#8217;autore mi porta in giro per questo mondo e io sono incuriosito da questo ecosistema che funziona diversamente da come funziona il mio, da come le cose interagiscano fra loro con tutta questa sabbia intorno, da cosa si trovi dietro quella duna o dentro quella caverna. E&#8217; l&#8217;istinto dell&#8217;esploratore, che non deve nascere necessariamente da uno shock, ma dalla semplice esistenza del diverso da me, un diverso che, ovviamente, deve apparirmi sublime, meraviglioso, deve, appunto, meravigliarmi.<br />
Altrimenti sembra che si riduca la bellezza di un paesaggio al fatto che ti compare davanti all&#8217;improvviso.</p>
<p>In questa chiave il declino del sense of wonder negli anni più vicini a noi è più logico. Negli anni 50 il bagaglio di paesaggi e immagini che una persona possedeva era limitato perché limitati erano i mezzi per ottenerne. Anche una semplice giungla era ricca di sense of wonder, visto che nessuno ne aveva vista una, nemmeno in foto.<br />
Oggi scenari reali come scenari non reali ci vengono spiatellati davanti in tutte le direzioni. Trovare qualcosa di immaginifico che superi, in meraviglia, quello che possiamo ottenere da una copia del national geographic o andando nel cinema all&#8217;angolo è realmente faticoso. E&#8217; naturale che per intrigare il lettore si siano dovute scegliere altre vie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: dr Jack</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17880</link>
		<dc:creator>dr Jack</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 13:36:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2782#comment-17880</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Lo si lega sempre a un cambiamento, drastico o no, nella situazione presente.&lt;/blockquote&gt;
Sarebbe più preciso dire che lo si lega sempre a qualcosa di fuori dagli schemi.
Ma questa è solo un precisazione. Effettivamente si cambia qualcosa rispetto alla realtà (anche se nella storia la cosa può rimanere la stessa).

&lt;blockquote&gt;Dal mio punto di vista il sense of wonder è qualcosa di “pervasivo”, appare nella prima pagina del romanzo e, nei casi felici, regge fino all’ultima.&lt;/blockquote&gt;
Non saprei. Essendo fuori dagli schemi ordinari il sense of wonder è legato a cose inverosimili e/o impossibili. E questa è una forte minaccia per la congruenza della storia. (come il bolognium :p)
Inserire un elemento che evoca sense of wonder è fattibile, magari anche due o tre. Ma dopo un po&#039; diventano troppi e il lettore potrebbe iniziare a chiedersi: 
Ma che stai dicendo? Non posso credere a tutte queste cose!

Lo stesso elemento non può continuare a evocare sense of wonder all&#039;infinito. La prima volta che vedi la balena volante i tuoi schemi mentali vengono violati. Ma la seconda volta che la vedi ormai hai già uno schema per definirla.
Mi sembra impossibile offrire sense of wonder per tutto il romanzo. Anche se mi piacerebbe vivere uno stato di continua estasi :).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Lo si lega sempre a un cambiamento, drastico o no, nella situazione presente.</p></blockquote>
<p>Sarebbe più preciso dire che lo si lega sempre a qualcosa di fuori dagli schemi.<br />
Ma questa è solo un precisazione. Effettivamente si cambia qualcosa rispetto alla realtà (anche se nella storia la cosa può rimanere la stessa).</p>
<blockquote><p>Dal mio punto di vista il sense of wonder è qualcosa di “pervasivo”, appare nella prima pagina del romanzo e, nei casi felici, regge fino all’ultima.</p></blockquote>
<p>Non saprei. Essendo fuori dagli schemi ordinari il sense of wonder è legato a cose inverosimili e/o impossibili. E questa è una forte minaccia per la congruenza della storia. (come il bolognium :p)<br />
Inserire un elemento che evoca sense of wonder è fattibile, magari anche due o tre. Ma dopo un po&#8217; diventano troppi e il lettore potrebbe iniziare a chiedersi:<br />
Ma che stai dicendo? Non posso credere a tutte queste cose!</p>
<p>Lo stesso elemento non può continuare a evocare sense of wonder all&#8217;infinito. La prima volta che vedi la balena volante i tuoi schemi mentali vengono violati. Ma la seconda volta che la vedi ormai hai già uno schema per definirla.<br />
Mi sembra impossibile offrire sense of wonder per tutto il romanzo. Anche se mi piacerebbe vivere uno stato di continua estasi :).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Russo "Taotor"</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17879</link>
		<dc:creator>Federico Russo "Taotor"</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 13:21:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2782#comment-17879</guid>
		<description>Proprio quest&#039;estate ho letto le raccolte di racconti di Asimov.
Oserei citare un altro suo racconto breve che a mio avviso è semplicemente bellissimo, sebbene sia semplice ma scritto leggermente meglio rispetto a tutti gli altri (Asimov è bravo, sì, ma ben lungi dall&#039;essere un buon narratore...). È &lt;i&gt;Robot Dreams&lt;/i&gt;, e secondo me è un esempio di come dovrebbe evolversi un racconto breve.

Asimov aveva ottime idee, ma un pessimo stile. &lt;i&gt;Abissi d&#039;acciaio&lt;/i&gt; per esempio è confusionale, e ci sono svariate insufficienze narrative e descrittive. La qualità si riscontra solo in alcuni racconti brevi; usa (addirittura!) i pov ed evita infodump. Tutto sommato sapeva sfruttare i colpi di scena che, insieme agli ottimi spunti, riuscivano a farti sorvolare gli orrori narrativi.

P.S. Buon Natale! ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio quest&#8217;estate ho letto le raccolte di racconti di Asimov.<br />
Oserei citare un altro suo racconto breve che a mio avviso è semplicemente bellissimo, sebbene sia semplice ma scritto leggermente meglio rispetto a tutti gli altri (Asimov è bravo, sì, ma ben lungi dall&#8217;essere un buon narratore&#8230;). È <i>Robot Dreams</i>, e secondo me è un esempio di come dovrebbe evolversi un racconto breve.</p>
<p>Asimov aveva ottime idee, ma un pessimo stile. <i>Abissi d&#8217;acciaio</i> per esempio è confusionale, e ci sono svariate insufficienze narrative e descrittive. La qualità si riscontra solo in alcuni racconti brevi; usa (addirittura!) i pov ed evita infodump. Tutto sommato sapeva sfruttare i colpi di scena che, insieme agli ottimi spunti, riuscivano a farti sorvolare gli orrori narrativi.</p>
<p>P.S. Buon Natale! ^_^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17877</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 12:59:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2782#comment-17877</guid>
		<description>@Cymon. Ti stupisci quando guardi la valle non per la valle in sé, ti stupisci per il subitaneo cambiamento. Prima c’era solo la roccia, le pareti anguste della montagna, poi, d’improvviso, l’orizzonte si apre. Il mondo non è una parete di roccia, il mondo è vastissimo! È questo che fa scattare il &lt;i&gt;sense of wonder&lt;/i&gt;, non la valle in sé; è l’aprirsi dell’orizzonte, è il cambiamento di prospettiva che compie la magia. Funzionerebbe anche se invece della valle ci metti un oceano, una città, qualunque altra cosa.
Poi non è vero che esclami “UAU!” dalla prima all’ultima pagina in &lt;i&gt;Dune&lt;/i&gt; (o in qualunque altro romanzo). Anche perché, fosse vero, sarebbe un romanzo illeggibile, visto che saresti in uno stato di continua estasi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Cymon. Ti stupisci quando guardi la valle non per la valle in sé, ti stupisci per il subitaneo cambiamento. Prima c’era solo la roccia, le pareti anguste della montagna, poi, d’improvviso, l’orizzonte si apre. Il mondo non è una parete di roccia, il mondo è vastissimo! È questo che fa scattare il <i>sense of wonder</i>, non la valle in sé; è l’aprirsi dell’orizzonte, è il cambiamento di prospettiva che compie la magia. Funzionerebbe anche se invece della valle ci metti un oceano, una città, qualunque altra cosa.<br />
Poi non è vero che esclami “UAU!” dalla prima all’ultima pagina in <i>Dune</i> (o in qualunque altro romanzo). Anche perché, fosse vero, sarebbe un romanzo illeggibile, visto che saresti in uno stato di continua estasi.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Cymon</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17876</link>
		<dc:creator>Cymon</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 12:48:49 +0000</pubDate>
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		<description>C?è qualcosa che non mi convince riguardo il meccanismo descritto per suscitare il sense of wonder. Lo si lega sempre a un cambiamento, drastico o no, nella situazione presente.
Secondo me non è così, anzi, molto spesso sono proprio situazioni molto stabili quelle che lo provocano. Il cambiamento, se mai, è nella testa del lettore che viene dalla situazione del mondo reale e si ritrova catapultato in un mondo diverso, che lo stupisce.
Prendiamo Dune, Dune è un romanzo che tracima sense of wonder, nonostante le sue idee più forti siano, per gran parte dell&#039;opera, immutabili. S rimane colpiti dal mondo desertico dove ogni due per tre potresti essere ingoiato da un verme e da queste strutture millenarie (millenarie, appunto) che procedono sempre secondo i loro interessi. Il lettore paragona questo universo che Herbert costruisce per tutta la lunghezza del libro alla sua vita reale e dice wow. Non solo, questo wow riesce a fargli superare in molti punti la prosa oggettivamente faticosa dello scrittore.
Dal mio punto di vista il sense of wonder è qualcosa di &quot;pervasivo&quot;, appare nella prima pagina del romanzo e, nei casi felici, regge fino all&#039;ultima. Non ha bisogno di un momento di sorpresa interno alla narrazione, è stupore puro.
Se vai sulla cima di un monte e contempli le valle intorno ti stupisci, dici wow, non c&#039;è bisogno che poi le valli, per dire, prendano fuoco. Anche questo, secondo me, è sense of wonder...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C?è qualcosa che non mi convince riguardo il meccanismo descritto per suscitare il sense of wonder. Lo si lega sempre a un cambiamento, drastico o no, nella situazione presente.<br />
Secondo me non è così, anzi, molto spesso sono proprio situazioni molto stabili quelle che lo provocano. Il cambiamento, se mai, è nella testa del lettore che viene dalla situazione del mondo reale e si ritrova catapultato in un mondo diverso, che lo stupisce.<br />
Prendiamo Dune, Dune è un romanzo che tracima sense of wonder, nonostante le sue idee più forti siano, per gran parte dell&#8217;opera, immutabili. S rimane colpiti dal mondo desertico dove ogni due per tre potresti essere ingoiato da un verme e da queste strutture millenarie (millenarie, appunto) che procedono sempre secondo i loro interessi. Il lettore paragona questo universo che Herbert costruisce per tutta la lunghezza del libro alla sua vita reale e dice wow. Non solo, questo wow riesce a fargli superare in molti punti la prosa oggettivamente faticosa dello scrittore.<br />
Dal mio punto di vista il sense of wonder è qualcosa di &#8220;pervasivo&#8221;, appare nella prima pagina del romanzo e, nei casi felici, regge fino all&#8217;ultima. Non ha bisogno di un momento di sorpresa interno alla narrazione, è stupore puro.<br />
Se vai sulla cima di un monte e contempli le valle intorno ti stupisci, dici wow, non c&#8217;è bisogno che poi le valli, per dire, prendano fuoco. Anche questo, secondo me, è sense of wonder&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-2/#comment-17846</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 17:18:16 +0000</pubDate>
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		<description>@Dago Red. / @francy. L’articolo sulla magia è una buona idea. Purtroppo sono molte più le buone idee che il tempo a disposizione. Ci penserò, ma non garantisco niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Dago Red. / @francy. L’articolo sulla magia è una buona idea. Purtroppo sono molte più le buone idee che il tempo a disposizione. Ci penserò, ma non garantisco niente.</p>
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		<title>Di: francy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-1/#comment-17828</link>
		<dc:creator>francy</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 10:47:10 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate se alimento l&#039; OT, ma la proposta di Dago Red mi sembra molto interessante *^*
Anche a me piacerebbe leggere un articolo del genere e, perché no, magari come Manuale. ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se alimento l&#8217; OT, ma la proposta di Dago Red mi sembra molto interessante *^*<br />
Anche a me piacerebbe leggere un articolo del genere e, perché no, magari come Manuale. ^^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dago Red</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-1/#comment-17826</link>
		<dc:creator>Dago Red</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 06:54:02 +0000</pubDate>
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		<description>Pardon, noto di essermi confuso con Jacqueline Carey ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pardon, noto di essermi confuso con Jacqueline Carey ^^</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Dago Red</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-1/#comment-17824</link>
		<dc:creator>Dago Red</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 06:47:11 +0000</pubDate>
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		<description>Non ricordo bene. La Le Guin non è quella del fantasy sadomaso? ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ricordo bene. La Le Guin non è quella del fantasy sadomaso? ^^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Jonnie</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-1/#comment-17816</link>
		<dc:creator>Jonnie</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 00:23:39 +0000</pubDate>
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		<description>Non dimenticare la magia nei romanzi di Terramare di Ursula K. Le Guin. Mi pare ci sia un capitolo in cui un personaggio spiega tutte le sfumature e i poteri, tipo lezione universitaria. E c&#039;è anche una scuola per maghi. Ma in putti del tutto diversi del romanzo, chiaramente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dimenticare la magia nei romanzi di Terramare di Ursula K. Le Guin. Mi pare ci sia un capitolo in cui un personaggio spiega tutte le sfumature e i poteri, tipo lezione universitaria. E c&#8217;è anche una scuola per maghi. Ma in putti del tutto diversi del romanzo, chiaramente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dago Red</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-1/#comment-17810</link>
		<dc:creator>Dago Red</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 21:31:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2782#comment-17810</guid>
		<description>@Gamberetta: Sono OT, ma scrivo qui perchè non ho ben presente dove altro potrei farlo (mi pare che tu non frequenti molto &quot;la fogna&quot;).

Hai mai pensato di scrivere un bell&#039;articolo sulla magia nel mondo fantasy, e sui diversi modo in cui i vari autori hanno costruito e interpetrato i propri sistemi magici?
Credo che l&#039;argomento sia interessante, e un esperto (o esperta) avrebbe molto da dire. 
Si va dalla magia scientifica di Full Metal Alchemist (lo so, è un manga, ma ci sta), a quella &quot;forza ancestrale&quot; di Tolken. Da quella squisitamente descritta ed elaborata di Death Gate, a quella &quot;allacazzodicane&quot; di Harry Potter.
Passando, of course, per le solite scontate e banali &quot;palle di fuoco&quot; dragonbolliane dei tanti autori di fantasy italiano

E&#039; solo una proposta, eh ^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta: Sono OT, ma scrivo qui perchè non ho ben presente dove altro potrei farlo (mi pare che tu non frequenti molto &#8220;la fogna&#8221;).</p>
<p>Hai mai pensato di scrivere un bell&#8217;articolo sulla magia nel mondo fantasy, e sui diversi modo in cui i vari autori hanno costruito e interpetrato i propri sistemi magici?<br />
Credo che l&#8217;argomento sia interessante, e un esperto (o esperta) avrebbe molto da dire.<br />
Si va dalla magia scientifica di Full Metal Alchemist (lo so, è un manga, ma ci sta), a quella &#8220;forza ancestrale&#8221; di Tolken. Da quella squisitamente descritta ed elaborata di Death Gate, a quella &#8220;allacazzodicane&#8221; di Harry Potter.<br />
Passando, of course, per le solite scontate e banali &#8220;palle di fuoco&#8221; dragonbolliane dei tanti autori di fantasy italiano</p>
<p>E&#8217; solo una proposta, eh ^^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/22/il-senso-del-meraviglioso/comment-page-1/#comment-17800</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 10:23:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2782#comment-17800</guid>
		<description>@Ian Delacroix: Prendere il concetto di &quot;sublime&quot; come qualcosa di dato una volta per tutte mi pare ingenuo... Tutti i pensatori che si sono occupati di estetica hanno dato la loro definizione, e molto spesso non queste definizioni non collimano tra di loro. Perché non citare Kant allora? O Adorno? O Kundera? Gamberetta ha fatto una scelta molto saggia a mio avviso: skippare la questione in blocco, perché una simile digressione non era sostenibile.
Ad ogni modo, anche a voler distinguere i due concetti come fa Dr. Jack, e ponendo l&#039;impuro come una sorta di equivalente negativo del sublime, la sostanza rimane identica (la questione è solo terminologica, quindi di scarsa importanza): il &lt;em&gt;sense of wonder&lt;/em&gt; dell&#039;horror è lo stesso del fantasy, anche se di segno opposto (negativo e sgradevole, anziché meraviglioso ed esaltante).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ian Delacroix: Prendere il concetto di &#8220;sublime&#8221; come qualcosa di dato una volta per tutte mi pare ingenuo&#8230; Tutti i pensatori che si sono occupati di estetica hanno dato la loro definizione, e molto spesso non queste definizioni non collimano tra di loro. Perché non citare Kant allora? O Adorno? O Kundera? Gamberetta ha fatto una scelta molto saggia a mio avviso: skippare la questione in blocco, perché una simile digressione non era sostenibile.<br />
Ad ogni modo, anche a voler distinguere i due concetti come fa Dr. Jack, e ponendo l&#8217;impuro come una sorta di equivalente negativo del sublime, la sostanza rimane identica (la questione è solo terminologica, quindi di scarsa importanza): il <em>sense of wonder</em> dell&#8217;horror è lo stesso del fantasy, anche se di segno opposto (negativo e sgradevole, anziché meraviglioso ed esaltante).</p>
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