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	<title>Commenti a: Persa per strada</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-19164</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:47:25 +0000</pubDate>
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		<description>E intanto sembra che il film &lt;a href=&quot;http://www.cineblog.it/post/20708/the-road-senza-distribuzione-per-il-mercato-italiano-perche-troppo-deprimente&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;non verrà distribuito&lt;/a&gt; in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E intanto sembra che il film <a href="http://www.cineblog.it/post/20708/the-road-senza-distribuzione-per-il-mercato-italiano-perche-troppo-deprimente" rel="nofollow">non verrà distribuito</a> in Italia.</p>
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		<title>Di: Skalda</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18707</link>
		<dc:creator>Skalda</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:27:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ma perchè per difendere Cormac McCarthy bisogna per forza appellarsi al &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_autorit%C3%A0&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Principio di autorità&lt;/a&gt;?
Magari rispondere sul merito aiuterebbe la comprensione delle ragioni di tutti.

Quanto al pregiudizio (tutto italiano, temo) secondo il quale ci sono scrittori &lt;em&gt;alti&lt;/em&gt; e scrittori &lt;em&gt;di genere&lt;/em&gt;, e ovviamente i secondi sono geneticamente inferiori ai primi, forse è ora di finirla.

E sì, gli scrittori &lt;em&gt;alti&lt;/em&gt;, quelli che vincono i premi, e fanno tanta Cultura, scrivono, a volte, romanzi di genere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perchè per difendere Cormac McCarthy bisogna per forza appellarsi al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_autorit%C3%A0" rel="nofollow">Principio di autorità</a>?<br />
Magari rispondere sul merito aiuterebbe la comprensione delle ragioni di tutti.</p>
<p>Quanto al pregiudizio (tutto italiano, temo) secondo il quale ci sono scrittori <em>alti</em> e scrittori <em>di genere</em>, e ovviamente i secondi sono geneticamente inferiori ai primi, forse è ora di finirla.</p>
<p>E sì, gli scrittori <em>alti</em>, quelli che vincono i premi, e fanno tanta Cultura, scrivono, a volte, romanzi di genere.</p>
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	<item>
		<title>Di: Emanuele</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18686</link>
		<dc:creator>Emanuele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:41:21 +0000</pubDate>
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		<description>Liquidare &quot;La strada&quot; come un romanzo monotono, con un finale pessimo e privo di idee originali sottolinea non tanto i difeeti del libro o le mancanze di chi lo ha scritto, quanto la superficialità,la mancanza di capacità critica, l&#039;incapacità di analisi di chi il libro lo ha letto e quindi giudicato. 
Che poi il libro in questione possa piacere o meno è tutt&#039;altra faccenda, ci mancherebbe; ma liquidarlo in modo così banale, senza dedicargli quell&#039;attenzione che merita, significa non aver capito niente di quello che si è letto, e la colpa non è certo di McCarthy.
Del resto dire che la strada è un &quot;fantasy&quot; già la dice lunga; prendere a suffragio delle proprie banali affermazioni il fatto che pur avendo vinto un pulitzer non ha neanche ottenuto un nebula, o un hugo o un qualche altro premio del genere sottolinea non tanto la pochezza del libro, ma l&#039;ignoranza di chi non capisce che &quot;La strada&quot; non è certo un fantasy, dimostrando che chi si lancia in tali avventurosi giudizi non sa neanche cosa sia un fantasy; cosa invece ben chiara nella mente di chi tali premi assegna. Ma anche ammettendo una bestemmia come questa, non è certo l&#039;assegnazione di un premio a sancire la bellezza di un libro, e pensare il contrario significa essere ben miseri lettori.
&quot;La strada&quot; appartiene al vasto panorama della narrativa contemporanea e non ha bisogno di essere etichettato come romanzo fantasy o di fantascienza, proprio perchè di fatto non appartiene nè ad un genere nè ad un altro; narrativa, pura e semplice. Volerlo etichettare forse da più sicurezza e senso di controllo a chi per comprendere un libro ha bisogno di circoscriverlo in un genere, ma non per questo corrisponde al vero.
In quanto alla mancanza di originalità ovviamente non si può dire che sia un&#039;idea nuova quella di immaginare e descrivere un futuro post-apocalittico, ci mancherebbe, ma costruire una situazione del genere intorno al rapporto tra un padre e un figlio che in questa ambientazione si muovono, far reggere l&#039;intera narrazione sul delicato e costante dialogo tra i due, beh, non è certo cosa da poco. 
La mancanza di una spiegazione concreta a ciò che è accaduto, l&#039;assenza di altri personaggi chiave, l&#039;evanescenza di altri ancora servono proprio a non interrompere tale rapporto, la vera chiave e la vera originalità del romanzo, ed insieme a rendere il tutto ancora più crudo e vero. E anche in questo caso, se non si capisce questo aspetto, la colpa non è certo di McCarthy.
In quanto ai presunti esercizi di stile dell&#039;autore, sono nulla rispetto a quelli di chi ha scritto tale recensione richiamando qua e là  estratti del libro e salendo in cattedra per dare lezioni a chi di lezioni come queste probabilmente non necessita. 
E non perchè si chiami McCarthy, ci mancherebbe.
Non è la sudditanza psicologica a rendere bello &quot;La strada&quot;, neanche il pulitzer, ma il suo contenuto, le sue righe, il suo significato, che non tutti, evidentemente riescono a cogliere, al di là che possa piacere o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Liquidare &#8220;La strada&#8221; come un romanzo monotono, con un finale pessimo e privo di idee originali sottolinea non tanto i difeeti del libro o le mancanze di chi lo ha scritto, quanto la superficialità,la mancanza di capacità critica, l&#8217;incapacità di analisi di chi il libro lo ha letto e quindi giudicato.<br />
Che poi il libro in questione possa piacere o meno è tutt&#8217;altra faccenda, ci mancherebbe; ma liquidarlo in modo così banale, senza dedicargli quell&#8217;attenzione che merita, significa non aver capito niente di quello che si è letto, e la colpa non è certo di McCarthy.<br />
Del resto dire che la strada è un &#8220;fantasy&#8221; già la dice lunga; prendere a suffragio delle proprie banali affermazioni il fatto che pur avendo vinto un pulitzer non ha neanche ottenuto un nebula, o un hugo o un qualche altro premio del genere sottolinea non tanto la pochezza del libro, ma l&#8217;ignoranza di chi non capisce che &#8220;La strada&#8221; non è certo un fantasy, dimostrando che chi si lancia in tali avventurosi giudizi non sa neanche cosa sia un fantasy; cosa invece ben chiara nella mente di chi tali premi assegna. Ma anche ammettendo una bestemmia come questa, non è certo l&#8217;assegnazione di un premio a sancire la bellezza di un libro, e pensare il contrario significa essere ben miseri lettori.<br />
&#8220;La strada&#8221; appartiene al vasto panorama della narrativa contemporanea e non ha bisogno di essere etichettato come romanzo fantasy o di fantascienza, proprio perchè di fatto non appartiene nè ad un genere nè ad un altro; narrativa, pura e semplice. Volerlo etichettare forse da più sicurezza e senso di controllo a chi per comprendere un libro ha bisogno di circoscriverlo in un genere, ma non per questo corrisponde al vero.<br />
In quanto alla mancanza di originalità ovviamente non si può dire che sia un&#8217;idea nuova quella di immaginare e descrivere un futuro post-apocalittico, ci mancherebbe, ma costruire una situazione del genere intorno al rapporto tra un padre e un figlio che in questa ambientazione si muovono, far reggere l&#8217;intera narrazione sul delicato e costante dialogo tra i due, beh, non è certo cosa da poco.<br />
La mancanza di una spiegazione concreta a ciò che è accaduto, l&#8217;assenza di altri personaggi chiave, l&#8217;evanescenza di altri ancora servono proprio a non interrompere tale rapporto, la vera chiave e la vera originalità del romanzo, ed insieme a rendere il tutto ancora più crudo e vero. E anche in questo caso, se non si capisce questo aspetto, la colpa non è certo di McCarthy.<br />
In quanto ai presunti esercizi di stile dell&#8217;autore, sono nulla rispetto a quelli di chi ha scritto tale recensione richiamando qua e là  estratti del libro e salendo in cattedra per dare lezioni a chi di lezioni come queste probabilmente non necessita.<br />
E non perchè si chiami McCarthy, ci mancherebbe.<br />
Non è la sudditanza psicologica a rendere bello &#8220;La strada&#8221;, neanche il pulitzer, ma il suo contenuto, le sue righe, il suo significato, che non tutti, evidentemente riescono a cogliere, al di là che possa piacere o meno.</p>
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		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18506</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 23:00:08 +0000</pubDate>
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		<description>@igorilla. Ho scaricato ma non ho ancora guardato niente. Negli ultimi quindici giorni non ho combinato molto, a parte leggere &lt;i&gt;La Strada&lt;/i&gt; e istupidirmi di dolci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@igorilla. Ho scaricato ma non ho ancora guardato niente. Negli ultimi quindici giorni non ho combinato molto, a parte leggere <i>La Strada</i> e istupidirmi di dolci.</p>
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		<title>Di: igorilla</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18498</link>
		<dc:creator>igorilla</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 17:47:45 +0000</pubDate>
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		<description>@Gamberetta 

ho visto che hai aggiustato i link delle graphic novel che ho segnalato 

gli hai dato un&#039;occhiata?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta </p>
<p>ho visto che hai aggiustato i link delle graphic novel che ho segnalato </p>
<p>gli hai dato un&#8217;occhiata?</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18454</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 19:52:42 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che se andassimo a spulciare ogni riga di qualsiasi romanzo, di certo troveremmo qualche sbavatura, qualche &quot;errore&quot; o caduta di stile. Nonostante l&#039;autore e l&#039;editor siano bravi, è davvero arduo che una frase, un paragrafo, risultino sempre perfetti. 
Così McCarthy, che da insegnare, perdonami, sulla scrittura ne ha davvero tanto. 

La strada, secondo me, è un romanzo bellissimo e agghiacciante insieme. Non ricordo se alle volte un dialogo traballava, ma la maggior parte dei dialoghi li ricordoinvece  perfetti. Le descrizioni evocativi, capaci come poche di disegnare una desolazione silenziosa, penetrante.
Certo, non accade niente. Non c&#039;è una guerra stile Ken shiro, non ci sono alieni. 
C&#039;è l&#039;uomo. La solitudine. E un bambino. In viaggio verso la vita.
Questo è forse poco?
Il romanzo procede a flash, paragrafi che illuminano quei pochi momenti importanti delle lunghe e disarmanti giornate di un viaggio allucinante. 
Naturalmente, ognuno poi ha i suoi gusti, le proprie preferenze. Tuttavia, questo non è un romanzo post-apocalittico, o di fantascienza.
E&#039; un romanzo. Un gran bel romanzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che se andassimo a spulciare ogni riga di qualsiasi romanzo, di certo troveremmo qualche sbavatura, qualche &#8220;errore&#8221; o caduta di stile. Nonostante l&#8217;autore e l&#8217;editor siano bravi, è davvero arduo che una frase, un paragrafo, risultino sempre perfetti.<br />
Così McCarthy, che da insegnare, perdonami, sulla scrittura ne ha davvero tanto. </p>
<p>La strada, secondo me, è un romanzo bellissimo e agghiacciante insieme. Non ricordo se alle volte un dialogo traballava, ma la maggior parte dei dialoghi li ricordoinvece  perfetti. Le descrizioni evocativi, capaci come poche di disegnare una desolazione silenziosa, penetrante.<br />
Certo, non accade niente. Non c&#8217;è una guerra stile Ken shiro, non ci sono alieni.<br />
C&#8217;è l&#8217;uomo. La solitudine. E un bambino. In viaggio verso la vita.<br />
Questo è forse poco?<br />
Il romanzo procede a flash, paragrafi che illuminano quei pochi momenti importanti delle lunghe e disarmanti giornate di un viaggio allucinante.<br />
Naturalmente, ognuno poi ha i suoi gusti, le proprie preferenze. Tuttavia, questo non è un romanzo post-apocalittico, o di fantascienza.<br />
E&#8217; un romanzo. Un gran bel romanzo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18450</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 18:49:54 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Inoltre la storia non è ambientata negli ’60, ci sono vari riferimenti più recenti, non so nel 2006 chi, anche in America, ha un bunker e lo tiene così ben rifornito.&lt;/blockquote&gt;
sì, io ho immaginato che la catastrofe fosse annunciata, o prevedibile, e dunque, come negli anni &#039;60, la gente si fosse messa a dotarsi di rifugi simili o ristrutturato i vecchi: magari la guerra con un paese dotato di atomica o che so un meteorite che da qualche anno si sapeva avrebbe colpito la terra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Inoltre la storia non è ambientata negli ’60, ci sono vari riferimenti più recenti, non so nel 2006 chi, anche in America, ha un bunker e lo tiene così ben rifornito.</p></blockquote>
<p>sì, io ho immaginato che la catastrofe fosse annunciata, o prevedibile, e dunque, come negli anni &#8216;60, la gente si fosse messa a dotarsi di rifugi simili o ristrutturato i vecchi: magari la guerra con un paese dotato di atomica o che so un meteorite che da qualche anno si sapeva avrebbe colpito la terra.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18446</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:51:32 +0000</pubDate>
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		<description>@abo. Il principio dietro lo &lt;i&gt;show don’t tell&lt;/i&gt;, ovvero il concreto invece dell’astratto (“Anna premette la pistola contro la tempia di Michele” invece di “Anna minacciò Michele”) è stato dimostrato. Se riesci a essere abbastanza concreto, attivi le zone del cervello del lettore corrispondenti alla situazione descritta. Ovvero il lettore “simula” quello che sta succedendo come se fosse lì.
Ciò non vuol dire che lo devi fare sempre. Non hai nessun vantaggio a costringere il lettore a “simulare” situazioni noiose, banali o ripetitive. Oppure altri lettori potrebbero trovare sgradevole la simulazione di scene di sesso o violenza. O magari vuoi comunicare un concetto ma non ti viene proprio in mente come mostrarlo. Pazienza, un buon raccontato può essere meglio di niente.
E un romanzo può essere un ottimo romanzo anche se pieno di errori. Ma è &lt;i&gt;nonostante&lt;/i&gt; gli errori, non per merito di questi. Come spiegavo nell’articolo sul senso del meraviglioso: il romanzo di Stapledon può piacere &lt;i&gt;nonostante&lt;/i&gt; lo stile particolare; ma perché ha altre qualità, non perché lo stile abbia dei meriti.

Ora, McCarthy non è vero che non segue il principio dello &lt;i&gt;show don’t tell&lt;/i&gt;. Il suo romanzo è quasi sempre mostrato. Anche le preoccupazioni del personaggio vanno bene, è naturale che abbia quei pensieri. Però si poteva fare di più. Se alle giuste preoccupazioni pensate si aggiungevano preoccupazioni concrete, &lt;i&gt;mostrate&lt;/i&gt;, sarebbe stato meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@abo. Il principio dietro lo <i>show don’t tell</i>, ovvero il concreto invece dell’astratto (“Anna premette la pistola contro la tempia di Michele” invece di “Anna minacciò Michele”) è stato dimostrato. Se riesci a essere abbastanza concreto, attivi le zone del cervello del lettore corrispondenti alla situazione descritta. Ovvero il lettore “simula” quello che sta succedendo come se fosse lì.<br />
Ciò non vuol dire che lo devi fare sempre. Non hai nessun vantaggio a costringere il lettore a “simulare” situazioni noiose, banali o ripetitive. Oppure altri lettori potrebbero trovare sgradevole la simulazione di scene di sesso o violenza. O magari vuoi comunicare un concetto ma non ti viene proprio in mente come mostrarlo. Pazienza, un buon raccontato può essere meglio di niente.<br />
E un romanzo può essere un ottimo romanzo anche se pieno di errori. Ma è <i>nonostante</i> gli errori, non per merito di questi. Come spiegavo nell’articolo sul senso del meraviglioso: il romanzo di Stapledon può piacere <i>nonostante</i> lo stile particolare; ma perché ha altre qualità, non perché lo stile abbia dei meriti.</p>
<p>Ora, McCarthy non è vero che non segue il principio dello <i>show don’t tell</i>. Il suo romanzo è quasi sempre mostrato. Anche le preoccupazioni del personaggio vanno bene, è naturale che abbia quei pensieri. Però si poteva fare di più. Se alle giuste preoccupazioni pensate si aggiungevano preoccupazioni concrete, <i>mostrate</i>, sarebbe stato meglio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: abo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18444</link>
		<dc:creator>abo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:15:38 +0000</pubDate>
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		<description>Quel che dice Gamberetta è vero, ed è una delle prime cose che si possono imparare nei corsi di scrittura creativa.
Resta il fatto che la formula &quot;Show, don&#039;t tell&quot; è una linea guida di massima, un impronta da seguire per rendere il racconto più vivo, &quot;visivo&quot;.
Secondo me però non va presa come un dettame che non può MAI essere messo da parte, neppure per un secondo. Ci sono romanzi che rompono la regola in più di un passaggio, senza per questo essere carta straccia. 
In questi giorni sto leggendo Pan, che Gamberetta ha recensito in passato, giudicandolo un bel romanzo. Anche Dimitri ogni tanto racconta qualcosa invece che mostrarlo, ma questo non inficia minimamente la qualità della sua opera (che fino ad ora sembra anche a me buona).
Non siamo troppo rigidi, altrimenti la scrittura diventa matematica, e credo siamo tutti d&#039;accordo che non sarebbe un miglioramento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quel che dice Gamberetta è vero, ed è una delle prime cose che si possono imparare nei corsi di scrittura creativa.<br />
Resta il fatto che la formula &#8220;Show, don&#8217;t tell&#8221; è una linea guida di massima, un impronta da seguire per rendere il racconto più vivo, &#8220;visivo&#8221;.<br />
Secondo me però non va presa come un dettame che non può MAI essere messo da parte, neppure per un secondo. Ci sono romanzi che rompono la regola in più di un passaggio, senza per questo essere carta straccia.<br />
In questi giorni sto leggendo Pan, che Gamberetta ha recensito in passato, giudicandolo un bel romanzo. Anche Dimitri ogni tanto racconta qualcosa invece che mostrarlo, ma questo non inficia minimamente la qualità della sua opera (che fino ad ora sembra anche a me buona).<br />
Non siamo troppo rigidi, altrimenti la scrittura diventa matematica, e credo siamo tutti d&#8217;accordo che non sarebbe un miglioramento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18442</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:08:42 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo invece che crei tensione perchè non sono pensieri oziosi, ma ci sono alte probabilità che l&#039;evento si verifichi anche nell&#039;immediato. Inoltre l&#039;uomo è osessionato da questa eventualità ed  essendo l&#039;unico PDV, è logico e per me interessante che noi si sappia cosa succede nella testa dell&#039;uomo:  e nel momento del pericolo lui fa, come farebbe chiunque, queste considerazioni senza aspettare l&#039;accadere dell&#039;evento stesso. Capisco che a chi ama i libri d&#039;azione o il genere fantastico questo possa non piacere, ma poichè La strada non è un libro di genere fantastico, e nessuno ha mai cercato di venderlo come tale, non è logico giudicarlo secondo i canoni del genere solo perchè è ambientato in un mondo apocalittico, non più di quanto sarebbe logico recensire Delitto e castigo come un noir solo perchè è incentrato su un assassinio o Lolita come un romanzo rosa perchè tratta della passione di un uomo per una donna. Per inciso anche questi due sono romanzi dove ci sono molti pensieri e meno azioni, però converrai che non sono malaccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo invece che crei tensione perchè non sono pensieri oziosi, ma ci sono alte probabilità che l&#8217;evento si verifichi anche nell&#8217;immediato. Inoltre l&#8217;uomo è osessionato da questa eventualità ed  essendo l&#8217;unico PDV, è logico e per me interessante che noi si sappia cosa succede nella testa dell&#8217;uomo:  e nel momento del pericolo lui fa, come farebbe chiunque, queste considerazioni senza aspettare l&#8217;accadere dell&#8217;evento stesso. Capisco che a chi ama i libri d&#8217;azione o il genere fantastico questo possa non piacere, ma poichè La strada non è un libro di genere fantastico, e nessuno ha mai cercato di venderlo come tale, non è logico giudicarlo secondo i canoni del genere solo perchè è ambientato in un mondo apocalittico, non più di quanto sarebbe logico recensire Delitto e castigo come un noir solo perchè è incentrato su un assassinio o Lolita come un romanzo rosa perchè tratta della passione di un uomo per una donna. Per inciso anche questi due sono romanzi dove ci sono molti pensieri e meno azioni, però converrai che non sono malaccio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18437</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 14:56:04 +0000</pubDate>
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		<description>@francesca.&lt;blockquote&gt;mentre restano nascosti tra le frasche il padre ripassa: in caso di cattura, uccidere il figlio con pistola. Se pistola si inceppa, si chiede, sarò in grado di spaccargli la testa con un sasso? Poi fa ripassare al figlio ; in caso di cattura del padre, se lui ha la pistola, si dovrà sparare in bocca. Voi avete fratellini, figli ecc.? Potete immaginarvi di spaccargli la testa con un sasso per il loro bene, o di spieinsegnargli come uccidersi? Per me è abbastanza potente, quantomeno come conflitti interiori e tensione evocata.&lt;/blockquote&gt;È &lt;b&gt;molto&lt;/b&gt; fiacco. Perché è raccontare invece di mostrare. Se arrivano due cannibali e acchiappano il bambino per le gambe e l’uomo ha un solo proiettile, cosa succede? Spara al bambino? Spara a uno dei due cannibali? Si suicida? Lascia perdere? Lascia perdere ma poi insegue i cannibali?
È così che c’è tensione e possiamo &lt;i&gt;vedere&lt;/i&gt; motivazioni e psicologia dei personaggi. L’azione ha sempre più impatto emotivo delle chiacchiere.
Quando Itto Ogami decide di intraprendere la Via dell’Inferno, non è che si domanda oziosamente se avrà il coraggio di uccidere il figlio, dovesse il bambino rifiutarsi di seguirlo. Invece piazza davanti al bambino la palla e la spada: se il figlio farà la scelta sbagliata, lo ammazzerà. La tensione e la psicologia sono &lt;i&gt;mostrati&lt;/i&gt;. È un metodo molto più efficace che non quello di McCarthy (e senza polemica, ma se ‘sto tizio è sul serio uno dei migliori scrittori viventi siamo messi male, altro che Troisi. Non che non sia bravo, ma non mi pare proprio un genio).

Per il bunker: non ho mai detto che non esistano, è solo molto sospetto che ne trovino uno proprio quando hanno bisogno. Anche il quinto cavalleggeri esiste, ma è un po’ strano che non si veda mai, tranne quando gli indiani stanno per superare le difese del forte.
Inoltre la storia non è ambientata negli ’60, ci sono vari riferimenti più recenti, non so nel 2006 chi, anche in America, ha un bunker e lo tiene così ben rifornito.

La glassa: non è solo la glassa, è la glassa sulla &lt;b&gt;torta&lt;/b&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@francesca.<br />
<blockquote>mentre restano nascosti tra le frasche il padre ripassa: in caso di cattura, uccidere il figlio con pistola. Se pistola si inceppa, si chiede, sarò in grado di spaccargli la testa con un sasso? Poi fa ripassare al figlio ; in caso di cattura del padre, se lui ha la pistola, si dovrà sparare in bocca. Voi avete fratellini, figli ecc.? Potete immaginarvi di spaccargli la testa con un sasso per il loro bene, o di spieinsegnargli come uccidersi? Per me è abbastanza potente, quantomeno come conflitti interiori e tensione evocata.</p></blockquote>
<p>È <b>molto</b> fiacco. Perché è raccontare invece di mostrare. Se arrivano due cannibali e acchiappano il bambino per le gambe e l’uomo ha un solo proiettile, cosa succede? Spara al bambino? Spara a uno dei due cannibali? Si suicida? Lascia perdere? Lascia perdere ma poi insegue i cannibali?<br />
È così che c’è tensione e possiamo <i>vedere</i> motivazioni e psicologia dei personaggi. L’azione ha sempre più impatto emotivo delle chiacchiere.<br />
Quando Itto Ogami decide di intraprendere la Via dell’Inferno, non è che si domanda oziosamente se avrà il coraggio di uccidere il figlio, dovesse il bambino rifiutarsi di seguirlo. Invece piazza davanti al bambino la palla e la spada: se il figlio farà la scelta sbagliata, lo ammazzerà. La tensione e la psicologia sono <i>mostrati</i>. È un metodo molto più efficace che non quello di McCarthy (e senza polemica, ma se ‘sto tizio è sul serio uno dei migliori scrittori viventi siamo messi male, altro che Troisi. Non che non sia bravo, ma non mi pare proprio un genio).</p>
<p>Per il bunker: non ho mai detto che non esistano, è solo molto sospetto che ne trovino uno proprio quando hanno bisogno. Anche il quinto cavalleggeri esiste, ma è un po’ strano che non si veda mai, tranne quando gli indiani stanno per superare le difese del forte.<br />
Inoltre la storia non è ambientata negli ’60, ci sono vari riferimenti più recenti, non so nel 2006 chi, anche in America, ha un bunker e lo tiene così ben rifornito.</p>
<p>La glassa: non è solo la glassa, è la glassa sulla <b>torta</b>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-2/#comment-18434</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 14:29:16 +0000</pubDate>
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		<description>Infine, mi lancio per ridere nell&#039;esegesi della glassa: suona in effetti piuttosto male in italiano, ma posso forse capire la scelta del vocabolo inglese icing o frosting - che hanno entrambi la stessa radice di ghiaccio (come anche il francese glace) e dunque la connotzione di qualcosa di freddo e incolore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infine, mi lancio per ridere nell&#8217;esegesi della glassa: suona in effetti piuttosto male in italiano, ma posso forse capire la scelta del vocabolo inglese icing o frosting &#8211; che hanno entrambi la stessa radice di ghiaccio (come anche il francese glace) e dunque la connotzione di qualcosa di freddo e incolore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18432</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 14:20:18 +0000</pubDate>
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		<description>ecco alcuni backyard fallout shelter (&#039;60)
http://johnfenzel.typepad.com/john_fenzels_blog/images/2007/03/19/shelter1960.jpg
http://www.life.com/image/50678711</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco alcuni backyard fallout shelter (&#8216;60)<br />
<a href="http://johnfenzel.typepad.com/john_fenzels_blog/images/2007/03/19/shelter1960.jpg" rel="nofollow">http://johnfenzel.typepad.com/john_fenzels_blog/images/2007/03/19/shelter1960.jpg</a><br />
<a href="http://www.life.com/image/50678711" rel="nofollow">http://www.life.com/image/50678711</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18431</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 14:02:24 +0000</pubDate>
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		<description>Mi trovo per lo più d&#039;accordo con abo e demonio pellegrino. Comuqneu sto rileggendo il libro, e aggiungo che dal mio punto di vista non è vero che non succede niente: i nostri rischiano la morte abbastanza spesso. 
Ad esempio dopo poche pagine il bambino è catturato da un cannibale e il padre lo (cannibale) spara in fronte. OK, questo è routine in certi romanzi, ma per i nostri personaggi, in cui (almeno in teoria, per me sì) il lettore si è nel frattempo immedesimato,  è un evento piuttosto pesante. Poi, dpo il bunker dei cannibali, i due rischiano di essere presi, e mentre restano nascosti tra le frasche il padre ripassa: in caso di cattura, uccidere il figlio con pistola. Se pistola si inceppa, si chiede, sarò in grado di spaccargli la testa con un sasso? Poi fa ripassare al figlio ; in caso di cattura del padre, se lui ha la pistola, si dovrà sparare in bocca. Voi avete fratellini, figli ecc.? Potete immaginarvi di spaccargli la testa con un sasso per il loro bene, o di spieinsegnargli come uccidersi? Per me è abbastanza potente, quantomeno come conflitti interiori e tensione evocata. I nostri rischiano poi più volte di morire di fame e di freddo, e di essere sgamati dai cannibali. Sono circa a metà. 
Per il bunker: durante gli anni 60-70, ovvero durante la guerra fredda e l&#039;incubo della catastrofe nucleare, non era affatto strano per gli americani costruirsi un bunker antiatomico in giardino. Ci sono molte testimonianze fotografiche di ciò, e molti saggi. E&#039; abbastanza un topos americano, tipo il drive-in. 
E&#039; invece davvero uno scivolone il fatto delle uova. E, aggiungo, c&#039;è persino del burro! Chissà che buono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo per lo più d&#8217;accordo con abo e demonio pellegrino. Comuqneu sto rileggendo il libro, e aggiungo che dal mio punto di vista non è vero che non succede niente: i nostri rischiano la morte abbastanza spesso.<br />
Ad esempio dopo poche pagine il bambino è catturato da un cannibale e il padre lo (cannibale) spara in fronte. OK, questo è routine in certi romanzi, ma per i nostri personaggi, in cui (almeno in teoria, per me sì) il lettore si è nel frattempo immedesimato,  è un evento piuttosto pesante. Poi, dpo il bunker dei cannibali, i due rischiano di essere presi, e mentre restano nascosti tra le frasche il padre ripassa: in caso di cattura, uccidere il figlio con pistola. Se pistola si inceppa, si chiede, sarò in grado di spaccargli la testa con un sasso? Poi fa ripassare al figlio ; in caso di cattura del padre, se lui ha la pistola, si dovrà sparare in bocca. Voi avete fratellini, figli ecc.? Potete immaginarvi di spaccargli la testa con un sasso per il loro bene, o di spieinsegnargli come uccidersi? Per me è abbastanza potente, quantomeno come conflitti interiori e tensione evocata. I nostri rischiano poi più volte di morire di fame e di freddo, e di essere sgamati dai cannibali. Sono circa a metà.<br />
Per il bunker: durante gli anni 60-70, ovvero durante la guerra fredda e l&#8217;incubo della catastrofe nucleare, non era affatto strano per gli americani costruirsi un bunker antiatomico in giardino. Ci sono molte testimonianze fotografiche di ciò, e molti saggi. E&#8217; abbastanza un topos americano, tipo il drive-in.<br />
E&#8217; invece davvero uno scivolone il fatto delle uova. E, aggiungo, c&#8217;è persino del burro! Chissà che buono.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: [Il capolavoro del 2009] La strada - Il Forum ufficiale di Multiplayer.it, con discussioni, sondaggi e le ultime informazioni</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18402</link>
		<dc:creator>[Il capolavoro del 2009] La strada - Il Forum ufficiale di Multiplayer.it, con discussioni, sondaggi e le ultime informazioni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 23:24:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/#comment-18402</guid>
		<description>[...]     No, davvero. Merita tantissimo     Ne avevo letto ultimamente in un luogo non propriamente amichevole    Cymon  Follow the Rabbit! Il primo risultato di Google se cercate &quot;adolescenti [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]     No, davvero. Merita tantissimo     Ne avevo letto ultimamente in un luogo non propriamente amichevole    Cymon  Follow the Rabbit! Il primo risultato di Google se cercate &quot;adolescenti [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: abo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18391</link>
		<dc:creator>abo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:53:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/#comment-18391</guid>
		<description>@AryaSnow
Su &quot;Meridiano di sangue&quot; sono perfettamente d&#039;accordo con te, lì la ripetizione è davvero eccessiva e sfiancante, anche a causa della discreta lunghezza del romanzo.
&quot;La strada&quot;, e ovviamente è un gusto personale, io non l&#039;ho trovato affatto noioso.
In un commento precedente ho parlato di monotonia, ma non intendevo assolutamente indicare che il libro sia un mattone; anche perché si legge in tre ore, se uno ci si mette.
Con monotonia intendevo più una sensazione di ineluttabilità, il fatto che la strada, in fin dei conti, non porti da nessuna parte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@AryaSnow<br />
Su &#8220;Meridiano di sangue&#8221; sono perfettamente d&#8217;accordo con te, lì la ripetizione è davvero eccessiva e sfiancante, anche a causa della discreta lunghezza del romanzo.<br />
&#8220;La strada&#8221;, e ovviamente è un gusto personale, io non l&#8217;ho trovato affatto noioso.<br />
In un commento precedente ho parlato di monotonia, ma non intendevo assolutamente indicare che il libro sia un mattone; anche perché si legge in tre ore, se uno ci si mette.<br />
Con monotonia intendevo più una sensazione di ineluttabilità, il fatto che la strada, in fin dei conti, non porti da nessuna parte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: AryaSnow</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18386</link>
		<dc:creator>AryaSnow</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 19:23:32 +0000</pubDate>
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		<description>1) Ho il sospetto che ciò che rende un po&#039; noioso il libro non sia l&#039;assenza di scene di battaglia. Dello stesso autore ho letto altri libri, tra cui &lt;em&gt;Meridiano di Sangue&lt;/em&gt;. E&#039; &lt;em&gt;pieno zeppo&lt;/em&gt; di battaglie, di stragi e di cattiveria. Però le azioni alla lunga diventano davvero ripetitive. Ci sono questi cacciatori di scalpi che vagano per tutto il tempo: strage in un villaggio, lunga descrizione paesaggistica, sbronza nella taverna di un altro villaggio, lunga descrizione paesaggistica... e poi riprende tutto daccapo :-P Adesso sto semplificando, non dico che ci sia &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; questo, ma c&#039;è questo meccanismo ripetitivo per cui a tratti mi sono annoiata.

2) Per me non c&#039;entra niente fare literary fiction o meno, la noia è &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; ugualmente un male. Penso che nessuno voglia leggere allo scopo di annoiarsi. Anche perchè questa distinzione tra literary fiction e letteratura di genere, per quante definizioni abbia letto, non mi ha mai tanto convinta nè l&#039;ho mai del tutto capita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1) Ho il sospetto che ciò che rende un po&#8217; noioso il libro non sia l&#8217;assenza di scene di battaglia. Dello stesso autore ho letto altri libri, tra cui <em>Meridiano di Sangue</em>. E&#8217; <em>pieno zeppo</em> di battaglie, di stragi e di cattiveria. Però le azioni alla lunga diventano davvero ripetitive. Ci sono questi cacciatori di scalpi che vagano per tutto il tempo: strage in un villaggio, lunga descrizione paesaggistica, sbronza nella taverna di un altro villaggio, lunga descrizione paesaggistica&#8230; e poi riprende tutto daccapo :-P Adesso sto semplificando, non dico che ci sia <em>solo</em> questo, ma c&#8217;è questo meccanismo ripetitivo per cui a tratti mi sono annoiata.</p>
<p>2) Per me non c&#8217;entra niente fare literary fiction o meno, la noia è <em>sempre</em> ugualmente un male. Penso che nessuno voglia leggere allo scopo di annoiarsi. Anche perchè questa distinzione tra literary fiction e letteratura di genere, per quante definizioni abbia letto, non mi ha mai tanto convinta nè l&#8217;ho mai del tutto capita.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valentino</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18371</link>
		<dc:creator>Valentino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 13:58:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/#comment-18371</guid>
		<description>@Abo: 
se il mio tempo libero dedicato alla lettura fosse una risorsa infinita, sicuramente leggerei il libro di McCarthy.
Purtroppo, non lo è. E ho una lista enorme di cose da leggere che mi &#039;sembrano&#039; più interessanti e divertenti, visto che io leggo per diletto (non per dovere professionale, come fa a volte Gamberetta).
Devo quindi per forza fidarmi dei pareri altrui, soprattutto se li ritengo autorevoli, per decidere cosa leggere e cosa no.
Poi possono benissimo sbagliare, anzi è inevitabile talvolta.

Valentino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Abo:<br />
se il mio tempo libero dedicato alla lettura fosse una risorsa infinita, sicuramente leggerei il libro di McCarthy.<br />
Purtroppo, non lo è. E ho una lista enorme di cose da leggere che mi &#8217;sembrano&#8217; più interessanti e divertenti, visto che io leggo per diletto (non per dovere professionale, come fa a volte Gamberetta).<br />
Devo quindi per forza fidarmi dei pareri altrui, soprattutto se li ritengo autorevoli, per decidere cosa leggere e cosa no.<br />
Poi possono benissimo sbagliare, anzi è inevitabile talvolta.</p>
<p>Valentino.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: abo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18370</link>
		<dc:creator>abo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 13:41:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/#comment-18370</guid>
		<description>Se il pregiudizio di cui parli c&#039;è, è sicuramente sbagliato.
Però credo che troppa azione qui avrebbe snaturato tutta la costruzione del libro, che si svolge e ha una sua ragion d&#039;essere proprio nella ripetitività, nell&#039;impossibilità di arrivare da qualche parte.
Questione di gusti, probabilmente.

@Valentino:
scusa la pignoleria, ma se il libro non l&#039;hai letto come fai a sapere che i personaggi di Russel sono molto più divertenti? Non voglio dire che non lo siano, e capisco che ti fidi della recensione di Gamberetta, però forse sarebbe più sensato se ti formassi una tua opinione leggendo il romanzo, non trovi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se il pregiudizio di cui parli c&#8217;è, è sicuramente sbagliato.<br />
Però credo che troppa azione qui avrebbe snaturato tutta la costruzione del libro, che si svolge e ha una sua ragion d&#8217;essere proprio nella ripetitività, nell&#8217;impossibilità di arrivare da qualche parte.<br />
Questione di gusti, probabilmente.</p>
<p>@Valentino:<br />
scusa la pignoleria, ma se il libro non l&#8217;hai letto come fai a sapere che i personaggi di Russel sono molto più divertenti? Non voglio dire che non lo siano, e capisco che ti fidi della recensione di Gamberetta, però forse sarebbe più sensato se ti formassi una tua opinione leggendo il romanzo, non trovi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Aleagio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/comment-page-1/#comment-18369</link>
		<dc:creator>Aleagio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 13:32:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2009/12/31/persa-per-strada/#comment-18369</guid>
		<description>Salve.
il commento di abo e la risposta di gamberetta mi pare sintetizzino bene l&#039;opposizione Literly Fiction Vs Genre Fiction. Se si guarda a &quot;La Strada&quot; come un libro letterario (nel senso non-di-genere) la monotonia non è un problema grave, perché è più importante lo stile, l&#039;aderenza all&#039;atmosfera, cose così. Questo non toglie che la noia sia un male, solo che è meno male. Un discorso simile per l&#039;ambientazione: uno scenario post-apocalittico  è una soluzione, se non originale, quanto meno poco vista, nell&#039;ambito della letteratura non di genere (intasata di quotidianità e piccole cose), mentre è molto banale nel campo della SF.
Fermo restando che la glassa come metafora è infelice e che la noia non è mai bella e tutto il resto, poi uno valuta questo secondo la propria idea di letteratura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve.<br />
il commento di abo e la risposta di gamberetta mi pare sintetizzino bene l&#8217;opposizione Literly Fiction Vs Genre Fiction. Se si guarda a &#8220;La Strada&#8221; come un libro letterario (nel senso non-di-genere) la monotonia non è un problema grave, perché è più importante lo stile, l&#8217;aderenza all&#8217;atmosfera, cose così. Questo non toglie che la noia sia un male, solo che è meno male. Un discorso simile per l&#8217;ambientazione: uno scenario post-apocalittico  è una soluzione, se non originale, quanto meno poco vista, nell&#8217;ambito della letteratura non di genere (intasata di quotidianità e piccole cose), mentre è molto banale nel campo della SF.<br />
Fermo restando che la glassa come metafora è infelice e che la noia non è mai bella e tutto il resto, poi uno valuta questo secondo la propria idea di letteratura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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