Archivio per il 2010

The Disappearance of Haruhi Suzumiya

Settimana scorsa è uscito in Giappone il Blu-ray e il DVD di The Disappearance of Haruhi Suzumiya, il film tratto dalla quarta light novel delle avventure di Haruhi. Il film è stato prontamente “fansubbato” in inglese e si può scaricare attraverso i consueti canali P2P.

Locandina di The Disappearance of Haruhi Suzumiya
Locandina di The Disappearance of Haruhi Suzumiya

Suzumiya Haruhi no shoshitsu (The Disappearance of Haruhi Suzumiya, 2010)
[Mazui]_Suzumiya_Haruhi_no_Shoushitsu_[1080p][3E0D82AE].mkv
(BDRip, ~3,6GB, 1080p, audio 5.1)
(giapponese con sottotitoli in inglese)

 

Trailer di The Disappearance of Haruhi Suzumiya

Per un’introduzione ad Haruhi, rimando alla recensione delle prime quattro light novel, qui.
Il film segue fedelmente la quarta light novel, e non ci saranno sorprese se si ha già letto il romanzo. Rimane un buon film, forse un po’ troppo lungo a 2 ore e 40 minuti. All’inizio e alla fine qualche scena dove non succede niente la si poteva tagliare senza danno.
Lo consiglio ai fan di Haruhi, mentre non so quanto possa essere comprensibile per chi non ha seguito la serie televisiva e/o letto le light novel. Il film è fondamentalmente una storia di viaggi nel tempo. Una storia di viaggi nel tempo incasinata, piena di riferimenti a fatti accaduti in precedenza. Situazioni e personaggi sono introdotti senza spiegazioni, contando sul fatto che chi guarda sappia già di cosa si sta parlando.
Dunque un bel film natalizio (la storia copre i giorni dal 16 al 24 dicembre) per gli appassionati di Haruhi, gli altri sarebbe meglio cominciassero con le light novel. A tal proposito, già da alcuni mesi gira voce che Mondadori avrebbe intenzione di tradurre la prima light novel, su amazon.it c’è addirittura la scheda, ma finora non si è visto niente. Peccato.

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A volte la magia funziona

Disponibile su emule il saggio di Terry Brooks A volte la magia funziona. Occorre cercare:

Icona di un mulo [XeLu_ebook 0016 - Ita] Terry Brooks - A VOLTE LA MAGIA
FUNZIONA, lezioni da una vita di scrittura (Sometimes the Magic
Works - Lessons from a Writing Life, 2003).doc
(817.152 bytes)

Copertina di A volte la magia funziona
Copertina di A volte la magia funziona

Nel volume sono raccolte una serie di considerazione di Brooks sulla scrittura, il fantasy, la propria carriera, e argomenti simili. È un libro sullo stile di On Writing di Stephen King.
I consigli tecnici riguardo la narrativa non sono molti, ma sono meglio di gnente.

Nota di biasimo per il traduttore, che rende “Show, don’t tell” con “Mostra, non descrivere”. Ma se non descrivi come fai a mostrare? Meglio che mi astenga dal commentare.

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Pausa

Speravo di scrivere almeno un altro articolo prima di Natale ma complice l’influenza non farò a tempo. Inoltre vorrei dedicarmi a S.M.Q. e agli altri progetti di scrittura che ho in sospeso. E vorrei verificare il materiale segnalato per l’Osservatorio Fatine. Senza contare gli impegni personali accantonati negli ultimi due mesi per dare spazio al blog.
Le regolari trasmissioni riprenderanno verso metà o fine gennaio. Posso anticipare che si riparlerà dell’Alice di Dimitri e ci sarà un altro articolo nella serie dei Manuali. Sarà dedicato alla gestione del punto di vista. A tale proposito voglio ringraziare tutte le persone che hanno letto il Manuali 3, hanno commentato e hanno provato con serietà a svolgere i compiti.
Un articolo come Manuali 3 richiede letteralmente mesi di lavoro, è molto lungo e tratta di un argomento di nicchia. C’erano molte possibilità che non interessasse a nessuno. Invece mi ha fatto grande piacere vedere così tanti commenti e così tanti esercizi. Forse qualcosa di buono si riesce a costruirlo.

Lo so che parlare sempre di stile non è divertente come prendere in giro Licia & soci, ma se ci si vuole occupare seriamente di narrativa non si può svicolare. Anche perché tanti errori che sembrano errori di logica e di mancanza di documentazione sono in realtà errori di stile.
Quando Licia parla dei cavalieri che si affrontano con le spade in groppa ai draghi è un problema di stile. Perché se si vanno a leggere quei passaggi si scopre che Licia racconta i colpi furibondi e la lotta feroce. Se risolvesse questo problema di stile – ovvero mostrasse invece di raccontare – sparirebbe l’incongruenza: si renderebbe conto persino lei che non si può mostrare un fenomeno fisicamente impossibile e dunque dovrebbe trovare un’altra soluzione (per esempio sostituire alle spade i fucili).
Detto in altri termini: uno stile concreto ed efficace oltre ad aiutare il lettore a immergersi nella storia, aiuta anche l’autore a scrivere una storia più solida.

Inoltre, come sottolinea John Mullan nell’introduzione di How Novels Work:

bandiera EN A novel absorbs us, I would say, not because of what it is about, but because of how it is written.
So this is a book about matters of form: how novels work rather than what they contain. It is here that a critic might have something to offer, apart from just another opinion. For criticism can make visible techniques and effects of which we are often only half-aware as we read.

bandiera IT Direi che un romanzo ci cattura non per l’argomento ma per come è scritto.
Per questa ragione il presente libro è dedicato alle questioni della forma: come funzionano i romanzi piuttosto che il loro contenuto. È in quest’ambito che un critico può avere qualcosa da offrire, qualcosa oltre la sua semplice opinione. Perché la critica può rendere visibili effetti e tecniche di cui spesso siamo solo parzialmente consci mentre leggiamo.

Copertina di How Novels Work
Copertina di How Novels Work

Il critico che parla di contenuti offre solo un’altra opinione; il critico che parla di tecnica mette in luce il funzionamento della narrativa. Molto più interessante!

* * *

Per concludere segnalo un sito particolare: questo. Un tizio che non fornisce molte informazioni su di sé sta scrivendo una sorta di fanfiction a puntate con la sottoscritta tra i protagonisti – nella storia sono “Luana”.
Io e mio fratello, anni fa, agli albori del blog, eravamo già stati i personaggi di un racconto a puntate, ma lì apparivamo poco e alla fine venivamo divorati dagli zombie. Stavolta invece pare che io abbia un ruolo di primo piano, anche se ho paura non sarà un ruolo positivo. Credo che Luana sia tra i “cattivi”.
Purtroppo lo stile dell’anonimo autore lascia molto a desiderare, ma ho letto di peggio. Inoltre ha azzeccato un paio di particolari: per esempio trovo solo giusto che i miei seguaci si rivolgano a me chiamandomi “regina”; in alternativa va bene anche “principessa” o “hime-sama”.

Coniglietto Grumo natalizio
Il Coniglietto Grumo augura a tutti Buon Natale & Felice Anno Nuovo! Nota: la foto ha solo valore indicativo e non ritrae il Coniglietto Grumo


Approfondimenti:

bandiera EN John Mullan su Wikipedia
bandiera EN How Novels Work su gigapedia
bandiera IT How Novels Work su Amazon.it

bandiera EN Il sito di Babbo Natale

 

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X

È apparsa su emule l’edizione italiana del romanzo Little Brother di Cory Doctorow. Per imperscrutabili ragioni, l’edizione nostrana è diventata X. Occorre cercare:

Icona di un mulo FsBook.136.Doctorow.Cory.X.rar (3.537.141 bytes)

Copertina di X
Copertina di X

Trama:

Nella severissima Chavez High School, a San Francisco, il preside ha Installato un sistema ultramoderno per monitorare le attività degli studenti minuto per minuto. Ma uscire dalla scuola senza permesso non è mai stato un problema per Marcus, noto sul web come “w1n5tOn”: lui conosce tutti i segreti della rete ed è in grado di neutralizzare qualsiasi dispositivo di sorveglianza. E mentre i compagni rimangono a scuola, Marcus e i suoi amici Darryl, Vanessa e Jolu si divertono per le strade della città, All’improvviso una terribile esplosione: il più efferato attacco terroristico della storia distrugge il centro dì San Francisco, e i quattro, al posto sbagliato nel momento sbagliato, vengono arrestati perché ritenuti coinvolti nella strage. Chiusi in carcere senza alcun processo e torturati perché confessino, i ragazzi sperimentano sulla loro pelle la violenza e la crudeltà della polizia.

Ho recensito l’edizione inglese quando è uscita, qui. Rimando a quell’articolo per un giudizio approfondito, ma in sintesi: pur essendo un romanzo per young adult è un buon romanzo, apprezzabile da chiunque. Il difetto peggiore è forse una certa tendenza all’inforigurgito didattico, ma non si rivela un difetto capitale. Senza contare che se devo sorbirmi una pagina di inforigurgito è meglio una pagina dedicata alla crittografia a chiave pubblica che alle leggende elfiche. E questo non perché la crittografia a chiave pubblica sia “vera” o “utile” (per altro è così) ma perché è in sé più affasciante di tanto fantasy privo di fantasia.

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Sondaggio su Alice

Come annunciato nell’articolo sulla riapertura del blog, quest’anno non ci sarà sondaggio natalizio. Non intendo recensire boiate italiane neanche a Natale. Non parlerò neppure del Premio Urania, non comprerò proprio il volume.

Avevo invece idea di recensire intorno a Natale Alice nel Paese della Vaporità di Francesco Dimitri, ma è sorto un problema: mi viene il vomito. Oggi stavo riordinando gli appunti (circa 11.000 parole, più parole della recensione di Nihal della Terra del Vento), quando ho avuto la nausea.
Ok, sono stanca e infreddolita. Ok, sto covando l’influenza.
Ma veramente non ce la faccio più a essere presa per il culo.

Copertina di Alice
Copertina di Alice nel Paese della Vaporità Fuffosità

Perché di altri posso pensare che siano fessi, ma Dimitri non è scemo, non è inesperto e non ha tredici anni. In più il suo romanzo precedente, pur non essendo un capolavoro, era comunque un libro dignitoso, di buon livello assoluto, non solo confrontato con la situazione nostrana.

Quando Dimitri scrive nel suo blog:

Ora. Io, in fase di bozze, sono maniacale. Me ne rendo conto. Ma credo sia necessario. Siete voi a comprare il mio libro – e voglio vendervi quanto di meglio io possa dare in questo momento. Soprattutto con Alice, una storia che in otto anni è passata attraverso centinaia di riletture e decine di riscritture.

E, sapete cosa? Questo lavoro mi piace moltissimo. Calcolare l’equilibrio di una parola, di un punto, di una virgola, conciliare grammatica e ritmo narrativo, sintassi ed effetti sonori: ho il dovere di farlo, verso di voi, ed è un piacere farlo, per me. Le cose che scrivo possono non piacere (tutti i gusti sono gusti), ma nessuno deve poterle accusare di scarsa professionalità, scarsa attenzione. Questo mai.

Voi mi pagate perché pensate che io vi possa raccontare una buona storia, una che vi inchioda e appassiona, e magari che vi cambia un po’. I soldi non sono tutto – ma sono un simbolo importante. E non è il solo: c’è anche il tempo.

Mi date un valore, comprando il mio libro, dedicandoci tempo, tempo che nessuno vi restituirà mai. Leggendomi, mi date un pezzetto delle vostre vite. Ed è una responsabilità enorme.

Meritarla sta a me. E’ compito mio, e non è concessa pigrizia.

Virgole, punti, singole parole – colpi di lima. Sono un falegname e voglio fare la sedia migliore che ci sia, sempre, comunque. Comoda e bella e rifinita. Non solo per voi, non vi mentirò dicendovi questo – anche per me. Per orgoglio, per il mio ego, mettetela come vi pare.

Io sono disposta a credergli. Sono disposta a comprare il romanzo e persino a procurarmi una copia autografata (grazie Duca!). Non è assurdo dire che stimavo Dimitri, nonostante le mie idee siano lontanissime dalle sue – in Pan io tifavo per Greyface.

Autografo di Dimitri
Lo sgorbio al centro è l’autografo di Dimitri. Clicca per ingrandire

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 15) [Solomon] Vide il corpo di una ragazzina, nudo, di spalle: la combattente di poco prima. Era incatenata al muro con pesanti anelli di ferro che le stringevano polsi e gambe. Un uomo con la faccia da faina – il suo manager – la stava penetrando da dietro.

Dato che lei è una ragazzina (magrissima e di non più di otto anni) e lui è un uomo, è probabile che lui la copra con il proprio corpo, dunque le spalle della ragazzina non le vedi. Ma anche assumendo che spunti un briciolo di spalla, mi spieghi come la riconosci la faccia da faina? Il personaggio vede la ragazzina di spalle e l’uomo la penetra da dietro, dunque anche lui è di spalle. Ha la faccia sulla nuca?

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 16)[...] e comunque basta con questa noiosa storia-prima-della-storia, pensò. Tutto ha importanza, ma niente ne ha troppa. Arriviamo a tempi più recenti. All’inizio dell’ultima parte, quella cruciale. Quella che ci porta a ora e tutto il resto.

Già il narratore onnisciente non è una grande scelta, ma che almeno non prenda per i fondelli, non trovi Francesco? Se la scena precedente (la storia-prima-della-storia) è noiosa – è lo è, oltre a essere scritta con i piedi – tu la riscrivi finché non è più noiosa. Io non ti pago per leggere scene noiose che sai che sono noiose.

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 19) Nella nebbia tutti i passanti sembrano passare: la lucetta distingueva quelli in cerca di passaggio a vapore.

Ma stiamo scherzando? Otto anni e decine di riletture e mi scrivi che i fottuti passanti passano? Peggio de “i mercanti mercanteggiavano” di Licia.

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 68) «Una botola» osservò Alice, stupita.
«Molto di più» disse Marty. Diede fuoco all’estremità di una torcia di legno e la puntò verso il basso. Lo stupore di Alice s’impennò.
Sotto la botola c’era un muro di metallo, con una scaletta che andava giù.

Sotto la botola c’era un muro di metallo con una scaletta che andava giù? Ma sul serio? Ma che razza di scrittura da mentecatto è? Al massimo sotto la botola c’era un pozzo con le pareti di metallo dalle quali spuntavano i pioli di una scaletta. O no? E lo stupore che si impenna? Devo commentare?

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 103) Era vestito come un pilota di mongolfiera – o almeno, così lo vedeva Alice. Occhialoni, giacca di pelle, eccetera.

Eccetera un cazzo. Finisci la descrizione e se ti accorgi che stai scivolando nel cliché del pilota di dirigibili – dirigibili Francesco, non mongolfiere, le mongolfiere vanno dove le porta il vento, non si pilotano – steampunk, ecco fai uno sforzo di immaginazione in più e aggiungi dettagli originali.
In Pan gli eccetera erano brutti ma potevano passare, riferendosi a particolari del nostro mondo. Nella Steamland dove tutto può succedere, fai succedere qualcosa di interessante, altro che “eccetera”.

Dirigibile Giffard
Il dirigibile con motore a vapore costruito nel 1852 da Henri Giffard. È considerato il primo dirigibile funzionante della storia. Per maggiori informazioni si può consultare per esempio: Zeppelin Rigid Airships 1893-1940 di Peter W. Brooks

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 157) Zap lanciò un urlo e fu terribile.
No! No!… Sì! Alice morire…
Il ragazzo-castoro si sollevò dal suolo. Le iridi scomparvero. Negli occhi rimase solo il bianco – un bianco enorme, percorso da mille viuzze rosse.
Improvvisa, da lui partì un’esplosione. Era un muro di vento che si abbatteva sul mondo, il muro di vento di un uragano, o di un enorme vuoto che la Natura si affretta a riempire. Decine di corpi furono sollevati e spazzati via, all’improvviso leggerissimi. Vennero scagliati lontano, nella nebbia e nel fragore, e rovinarono per terra, spezzati, distrutti. I cumuli di tecnoimmondizia si scomponevano. I rifiuti vorticavano tra il sangue e i corpi.
Un immenso ground zero si allargava da Zap.

Ora, questa scena è un deus ex machina: i nostri eroi ci stanno lasciando le penne quando il ragazzo-castoro, che mai aveva manifestato poteri del genere, li salva uccidendo i nemici come descritto. Il particolare tristissimo è che la scena è quasi uguale a una scena analoga scritta da Licia:

Nihal chiuse gli occhi. Non voglio morire! Non ancora!
«No!» urlò Laio tra i singhiozzi.
Dietro le palpebre serrate, Nihal percepì un forte bagliore. L’elsa della spada divenne bollente. Aprì gli occhi. Una barriera argentata circondava lei e Laio.
[...]
La vibrazione si fece sempre più forte. Il suolo sembrò scosso da un terremoto e il rombo aumentò di volume fino a diventare intollerabile. Nihal e Laio si portarono le mani alle orecchie. Poi la barriera esplose.
L’onda d’urto si propagò verso l’esterno e investì i fammin con la violenza di un uragano. I mostri furono sbalzati all’indietro per parecchie braccia. Alcuni vennero sbattuti contro i tronchi degli alberi e crollarono a terra in modo scomposto, gli arti piegati in posizioni innaturali, i crani sfondati. Altri sparirono nel buio, travolti dallo spostamento d’aria.

Tra l’altro Licia ha scritto questa scena meglio. Ma ti sei rincitrullito o appunto stai solo prendendo per il culo chi ha speso soldi per il tuo romanzo?

E dopodiché mi fermo qui perché non ho voglia di recensire il romanzo. Non ho voglia di parlare dei buchi logici grandi come una casa, degli strafalcioni informatici, delle spade magggiche, dell’esercito dei morti, del fatto che Alice si dimentichi opportunamente che può volare nella Vaporità o che esiste la sinestesia, dei dialoghi atroci e di tanto altro.
Non ho voglia di recensire il romanzo.
Tuttavia avevo promesso di farlo.
Perciò se mi date una buona ragione perché scriva la recensione potrei mettermi lì comunque e buttarla giù. Ma se non ci sono obiezioni stenderei un velo pietoso e passerei oltre. Tanto è solo una perdita di tempo. Non sono neanche errori originali, è la solita mistura di mancanza di documentazione & sciatteria nello scrivere – anche nelle cose più terra terra: Francesco, “armi corte” è un termine tecnico che indica le armi da fuoco a canna corta, non pugnali o tirapugni e il tuo personaggio punto di vista ha la cultura per saperlo.

* * *

Nota: non apro un sondaggio formale perché tanto i troll lo manderebbero in vacca, come parzialmente successo con il sondaggio natalizio dello scorso anno.


Approfondimenti:

bandiera IT Il sito ufficiale del romanzo
bandiera IT Alice nel Paese della Vaporità Fuffosità su Amazon.it
bandiera IT Il blog di Francesco Dimitri

bandiera EN Zeppelin Rigid Airships 1893-1940 su gigapedia

 

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