Nascita del Marciume

Ho deciso di non occuparmi più di narrativa fantastica italiana. Settimana prossima recensirò Il Silenzio di Lenth (EDIT: recensito), e sarà l’ultima recensione in ambito italiano. Ci ho pensato a lungo e non vale la pena che ci perda altro tempo, così tanto tempo.
Il livello medio del fantasy italiano è spazzatura. E negli ultimi due anni è andata sempre peggio. Oggi, un romanzo orribile quale Nihal della Terra del Vento è a tutti gli effetti uno dei migliori fantasy italiani in circolazione. Senza ironia. Licia Troisi che tanto sbeffeggiavo è tra gli autori più bravi. Questo può dare un’idea di come siamo caduti in basso.

Il fantasy italiano
Il fantasy italiano

Io voglio occuparmi di steampunk e new weird, di centauroidi rettiliani e light novel, mi interessa la tecnica narrativa e il bizzarro. Voglio scrivere le storie che piacciono a me e, se avanza tempo, tradurre i racconti di Cory Doctorow visto che la licenza lo permette. Gli autori italiani c’entrano qualcosa? No, neanche per sbaglio.
Per carità, li capisco: loro non si fanno ingabbiare. Loro sono Artisti e Scrittori, vivono in una dimensione rarefatta dove concetti come “originalità”, “fantasia”, o “tecnica narrativa” non esistono. Loro non scrivono romanzi, loro scrivono Libri con la ‘L’ maiuscola. Sono così gonfi di aria fritta che volano e ascendono al Cielo. Io rimango con i piedi per terra e faccio ciao ciao con la manina.

Tuttavia…

Tuttavia a me non piace neanche l’altro atteggiamento, quello di alzare le spalle, dire: “Siamo in Italia” e lasciar correre. Io sono orgogliosa di essere nata in Italia e non farei cambio con nessun’altra nazione. Mi fa enorme rabbia vedere come siamo ridotti male, almeno nell’ambito che io conosco e che mi interessa. Questo sito è nato proprio in risposta a una situazione di ignoranza e disonestà divenuta intollerabile.
Quando il Premio Urania – forse il più prestigioso premio per la narrativa fantastica in Italia – viene assegnato a un romanzo che più che un libro è una pila di cacca è inutile voltarsi dall’altra parte: la puzza ti raggiunge lo stesso.
Dunque inauguro il Marciume.
Nel Marciume finiranno quegli articoli che la Decenza mi impone di scrivere anche se so in partenza che non servirà a niente. Se fosse già stato attivo il Marciume, lì sarebbe finita l’analisi delle prime pagine di E-Doll, il famigerato vincitore del Premio Urania, oppure la polemica su un certo ponte sopra un fiume con due sponde.
Gli articoli del Marciume saranno rozzi, trattandosi di melma: niente immagini, niente link di approfondimento, e sarò brutale come più mi aggrada. In compenso il Marciume non apparirà in homepage; sarà una sezione separata del sito, come già succede per le Segnalazioni. Infine, non risponderò ai commenti lasciati agli articoli del Marciume, a meno che non siano commenti che dimostrino particolare intelligenza: il tempo è prezioso e non voglio più sprecarlo. Non del tutto.

Uva marcia
Marciume

Le porte del Marciume si spalancano su:

• Due o tre parole su Harry Potter
• Il Manzoni scrive da cani
• Mi piace la spazzatura?
• Copioni
• La qualità di FantasyMagazine, Aggiornamento
• Hai diritto a baciarmi i piedi
• L’importanza di essere simpatici


Approfondimenti:

bandiera IT Gli articoli nella categoria ‘Marciume’
bandiera IT Marciume acido su Wikipedia

 

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120 Commenti a “Nascita del Marciume”

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  1. 20 Sonia_Lilith

    E’ da un po’ che non commentavo, anche se leggo tutti gli articoli del blog. Non posso che essere d’accordo con te, Gamberetta.
    Ormai in Italia siamo a livelli indecenti non solo per quanto riguarda il fantasy, ma anche per molti altri generi. L’ultimo libro italiano che ho letto è stato il premio Strega 2009, un vero schifo, è quasi meglio la Troisi!
    In bocca al lupo per tutto, hai il mio totale appoggio!

  2. 19 Angra

    E negli ultimi due anni è andata sempre peggio. Oggi, un romanzo orribile quale Nihal della Terra del Vento è a tutti gli effetti uno dei migliori fantasy italiani in circolazione.

    Non riesco a immaginare cosa sarà fra altri due o tre anni.

  3. 18 Marcello

    Grandissima.
    Io e il collega Valerio ti seguiamo da un po’.
    Ancora, grandissima.

  4. 17 cate

    Era ora.
    Le stroncature sono divertenti ma temo servano davvero a poco.
    Invece che aspettare il miracolo italiano – che arriverà indipendentemente dall’impegno che ci metti nel recensire tutto il recensibile – preferisco leggere di libri più bilanciati. L’offerta è vasta e i buoni consigli sono sempre una manna.
    Non so chi legga il fantasy italiano. Io me ne tengo ben lontana. Mi sono avvicinata al blog in cerca di consigli di lettura ma all’inizio, a parte qualche risata, non ho trovato un granchè. Poi spulciando…
    Scrivi di ciò che leggi e leggi cose almeno ti potrebbero piacere (il masochismo ha un limite). Le stroncature ci saranno lo stesso.

  5. 16 Gweniver

    Ciao Gamberetta,
    anche se frequento questo blog da poco tempo devo ammettere che mi aspettavo un post del genere.
    Condivido la valutazione generale della fantasy italiana, però credo che sei prevenuta nel giudizio. Mi sono infatti convinto che la fantasy (intesa come sword & sorcery) non sia propriamente di tuo gusto.
    Il mio sospetto viene confermato, fra le altre cose, anche dall’aver detto “Nihal della terra del vento è uno dei migliori”…
    Il libro della Troisi non sarebbe uno dei migliori neppure se fosse l’unico. Ora, io non conosco la fantasy italiana così bene, ma trovo che, per fare l’esempio di un romanzo recensito su questo blog, “L’acchiapparatti di Tilos” sia di gran lunga migliore di Nihal e che non meriterebbe affatto di finire nel “Marciume”.
    In altre parole, le recensioni “tirate via” sminuirebbero solo il tuo blog e, per me, faresti prima a non scriverle affatto.
    Dai, non vorrai davvero toglierci il divertimento?
    :-)

  6. 15 Gamberetta

    @Sophitia. Non è che chiudo il blog. Ci saranno ancora gli articoli sui Manuali e recensione di romanzi, solo non saranno romanzi scritti da italiani. In fondo già l’anno scorso avevo ridotto tantissimo le recensioni degli italiani, non mi sembra che dopo tutto siano mancante a nessuno.

    @zio Gil. Perché in Italia le cose vanno come vanno.
    Ci sono un paio di problemi contingenti.
    Il grande successo della Troisi e anche le vendite più che buone della Strazzu o del Ghirardi hanno dimostrato due cose:
    1) Se c’era esterofilia nel pubblico italiano adesso è sparita o quasi. Gli autori italiani vendono tanto quanto quelli stranieri, se non di più. Con il vantaggio che non devi acquistare i diritti e non devi tradurre.
    2) La qualità del testo non ha importanza. A un livello che non credo si fosse mai visto (per quanto una Stephanie Meyer scriva male, non mi vengono in mente più di 2-3 autori italiani di fantastico che scrivono sicuramente meglio).
    Date queste premesse viene naturale che le librerie vengano invase dalla spazzatura. Così si crea il circolo vizioso: se leggi spazzatura, quando ti viene voglia di scrivere, finirai con lo scrivere altra spazzatura.

    D’altra parte questo agli editori non interessa. Né interessa tenersi il pubblico, non gliene frega niente se una persona dotata di un minimo di gusto dopo un romanzo della Troisi non compra mai più fantasy in vita sua. Come ha spiegato Dazieri in un’intervista, loro si rivolgono al pubblico che non frequenta abitualmente le librerie. In altri termini, avranno fatto i loro calcoli e scoperto che basta fregare gli sprovveduti una volta.

    L’altro problema è che non esiste una critica. A leccare ci sono solo vantaggi, a criticare vai incontro a ogni genere di rogna (dalle minacce di morte al fatto che avrai problemi a pubblicare se hai questo genere di aspirazioni).
    E non solo a livello di Internet e di piccoli editori. Valerio Evangelisti non ha problemi a dire che Ethlinn. La Dea Nascosta è “un intreccio complesso ma avvincente e plausibile, che trascina in un mondo fantastico reso reale dalla coerenza con cui è dipinto. Anche il genere fantasy, in Italia, entra nell’età adulta.”
    Ethlinn ho provato a leggerlo: è noioso in maniera allucinante, è uno dei pochi romanzi che non sono mai riuscita a finire. Però per Evangelisti è “avvincente e plausibile”. Ora, ci sarebbe dovuto essere un coro del genere: “Evangelisti piantala di dire stronzate!” Io non l’ho sentito.
    Ed è un esempio fra mille.

    Un altro problema, più generale, è lo stesso che rilevava Elvezio: da noi c’è il concetto che la narrativa è Arte. E come tale non giudicabile, non misurabile, sacra. Filosoficamente parlando può essere una posizione sostenibile, all’atto pratico con questo atteggiamento non si impara mai a scrivere.
    Ma è importante? Viste le considerazioni precedenti, puoi essere pubblicato e ammirato anche se scrivi da cani, dunque perché migliorare?

    Poi io non so come vada negli altri paesi, sta di fatto che non molto tempo fa stavo leggendo una raccolta di racconti con la miglior fantascienza del 2007 e l’antologia si apriva con una racconto di una scrittrice finlandese (Finlandia, popolazione: 5.180.000 abitanti). Racconto il cui contenuto può piacere o meno, ma che era scritto molto bene. A un livello che qui non raggiunge nessuno o quasi.
    Ovviamente nell’antologia di italiani non ce n’erano. Sarà perché all’estero sono razzisti.

  7. 14 Okamis

    Per quanto mi riguarda, non mi cambia molto questo leggero cambio di direzione. A me, sinceramente, che un romanzo sia italiano, inglese, cingalese o austro-finno-ungarico non importa molto. M’importa che il libro sia buono. E visto che, in buona parte, mi trovo in sintonia con i gusti di Gamberetta, preferisco di gran lunga che su questi lidi si dia maggiore spazio alla buona narrativa (che esiste, grazie al cielo!) piuttosto che agli scribacchini.

  8. 13 Sophitia

    Grazie al tuo blog io mi sento un po’ più cresciuta e un po’ più critica come lettrice fantasy (non posso dire come scrittrice perchè non mi interessa scrivere) perciò comunque vada, nel mio piccolo ti ringrazio.

  9. 12 Luigi

    Questo articolo mi ha dato una grande tristezza.
    La cosa peggiore è che Gamberetta ha ragione, la vita è troppo breve per occuparsi della mediocrità.
    Ma davvero la letteratura fantastica non è nelle capacità degli italiani?
    Spero di no, desidero credere che vi siano centinaia di ottimi manoscritti chiusi nei cassetti dei nostri futuri scrittori.
    Il problema è: li potremo mai leggere?

  10. 11 Elvezio

    Non saprei indicarti un preciso perché, Zio Gil.
    Non saprei perché non conosco come funziona una casa editrice, non so cosa passi per la testa dei curatori,degli scrittori, degli editori e dei lettori.

    Posso limitarmi, questo sì, a fare congetture o a portare, per contro, alcuni esempi concreti.

    Una delle congetture è che magari i curatori (parlo principalmente del non-genere horror, che conosco meglio) non seguono/leggono quel che viene pubblicato all’estero e quindi quando scelgono i titoli da tradurre si basano giusto su qualche tipo di hype, vedasi la scadente trilogia zombesca di Wellington.
    Oppure gli autori bravi costano di più, ripeto, non so. Non conosco l’editoria, non so.

    Quel che credo è che in Italia si verifichino, nell’editoria e nella critica, in piccolo, gli stessi meccanismi della scena politica e sociale ormai marcescente ma che chi è veloce, velocissimo a denunciare il suo disgusto per certi accadimenti nel Paese sia poi altrettanto svelto a far finta di nulla quando ha, da quegli stessi comportamenti devianti, qualcosa da guadagnarci in ambito editoriale.

    Questione di mentalità da parte dei vari settori, credo.
    Posso fare uno o due esempi non facendo nomi.
    Qualche anno fa ebbi la fortuna di tradurre alcuni racconti di autori statunitensi molto affermati. Questi mi avevano concesso l’uso gratuito una tantum di un loro racconto e già la direbbe lunga. Alcuni di questi racconti non vennero poi pubblicati e pazienza, progetto abortito, grande esperienza comunque.
    Con due di questi osai muovere alcune annotazioni e suggerire possibili migliorie ai racconti. Non so perché ci provai, forse perché non avevo nulla da perdere.
    Risultato?
    Grasse risate da parte loro, totale approvazione degli interventi suggeriti, tutti felici e contenti.

    Qui in Italia invece mi è capitato di lavorare su decine e decine di racconti di esordienti o semi-pro.
    Con le dovute e ovvie eccezioni 8che però rimangono tali) la regola era che se gli facevo notare che ha si scrive con l’h ricevevo, quando andava bene, il commento standard: “non capisci niente, cerchi il Canone e l’Accademia ma l’Arte non si può imbrigliare, il talento soffre le regole e poi chi cazzo sei tu, hai pubblicato roba per osare farmi notare queste cose? Perché vuoi cambiarmi, cambiare il MIO racconto, hai di sicuro qualche bastardo guadagno personale”.

    E nel riportare il concetto, ti assicuro, sono stato garbato.

    Stesse cose quando muovevo critiche a qualsiasi tipo di progetto o realtà.
    Arrivati alle minacce (anche legali), alle hate mail fra l’altro scritte in modo terribile, con metodi mafiosi che non intendo raccontare, ho detto basta.

    In base alla mia esperienza (ma, appunto, rimane esperienza personale, non so se corrisponda alla media) all’estero la scrittura e la critica (e, per Cthulhu, la lettura) sono vissute in modo più professionale e leggero, critico e sportivo di quanto avvenga purtroppo qui.

    A fronte di queste personali constatazioni, non avendo ormai più tempo da perdere e volendo leggere roba buona, emigrare è un obbligo. Lo è ancora di più anche perché, come ha fatto notare Selerian, ormai tutto il mondo è lì sul comodino, l’Italia da nazione è diventata un piccolo quartiere e se non potrò mai più visitare un piccolo quartiere di Milano perché tirano pietre dalle finestre bé, amen, me ne farò una ragione a fronte di poter girovagare per l’intera città.

  11. 10 zio Gil

    Dopo Malpertuis anche Gamberi decide di “rinunciare” agli italiani. Anche un mio amico avido lettore e critico mi ha appena confessato che in tutta la roba italiana che legge non trova un barlume di interesse. Si sta generando un triste zeitgeist.
    Ho una discreta ignoranza della produzione italiana (ma pure con quella internazionale non è che io brilli…), l’unica cosa Nazionale che ho letto negli ultimi 5 anni è stato “Pan” di Dimitri, che a dire il vero ho trovato stimolante.

    Assumendo che il marciume sia effettivamente quello che qui e altrove viene denunciato, me ne chiedo il perché.
    In Italia la gente non sa scrivere?
    In Italia si ritiene pubblicabile solo il prodotto banale, medio-basso, purché mercificabile secondo presunti criteri editoriali?
    In Italia la gente che sa(prebbe) scrivere è perlopiù inconcludente e perciò non produce nulla di presentabile a un editore (dunque intrinsecamente non sa scrivere)?
    Oppure queste e altre cause concorrono a creare un circolo melmoso percui la bassa qualità media non produce un buon terreno per far maturare eventuali talenti?

    È vero che bisogna guardare al mondo e non al proprio orticello, che grazie a internet posso scoprire ottima letteratura fantastica e incontrare gente decente con cui discuterne; ma l’Italia resta comunque il posto dove sono nato e vivo, e saperla fantasticamente così malridotta mi scoraggia un po’.

  12. 9 selerian

    Io continuo a trovare un’inesauribile divertimento nel leggere e stroncare il fantasy italiano, come facciamo con passione dalle nostre parti. Ma immagino che se uno cercha di fare recensioni interessanti oltre che umoristiche, alla centesima boiata potrebbe anche stufarsi.

    Solo una cosa. Come lettore, non capisco cosa me ne dovrebbe fregare dello stato del fantasy nostrano. è questo che mi lascia perplesso nelle discussioni sull’argomento. L’orrrrgoglio di nascita lo lascio volentieri ad altri: non perché l’Italia faccia particolarmente schifo, solo perché non capisco proprio che senso abbia.

    Volendo c’è il vantaggio che i libri italiani possiamo leggerli in lingua originale, per cui potrebbero interessarci un filino di più. Ma io leggo senza problemi in inglese, e penso che valga per buona parte della mia generazione – almeno di quelli che sanno leggere in generale. A questo punto, capisco che la situazione possa essere frustrante per chi vorrebbe pubblicare, la vedo meglio per il cammello obeso attraverso la cruna dell’ago che per il manoscritto decente attraverso Piemme. Ma come lettore, che i buoni libri li scrivano in italia, in inghilterra o in canada, sinceramente non me ne potrebbe importare di meno. Ho sul comodino Erikson finito e Mieville in lenta e goduriosa lettura. C’è anche Wunderkind, per quando ho voglia di sghignazzare.

    Saluti a tutti.

  13. 8 il_Fabri

    Comprensibile, ad un certo punto la pazienza finisce.
    Però dispiace, perchè le recensioni di certe schifezze mi sarebbe piaciuto leggerle.
    Capisco però che avere continuamente gente che ti cerca per dirti quant’è bbbbello e lovvoso il romanzo che hanno appena letto e quanto ti odiano sia, tutto sommato, più un fastidio che fonte di divertimento.

  14. 7 Elvezio Sciallis

    Hai tutta, tutta la mia solidarietà e comprensione.

    Non è questione di voltare le spalle o che altro, si tratta da un lato di semplice sopravvivenza (non so da te, ma dalle mie parti il volume delle hate mail è allucinante) e dall’altra di fare quel che più ci piace.
    Se in Italia Fantasy e Horror navigano in pessime acque ci si dirige da altre parti, è davvero molto semplice.

    Perché dovrei perdere tempo e fegato a parlare di quanto X non sappia dirigere le collane o Y faccia pena come scrittore (ricevendo insulti e minacce) quando appena dietro l’angolo ci sono tonnellate di autori validi?

    Fossi pagato potrei rifletterci sopra, ma così no, grazie.

    Il 2010 è davvero l’anno del cambio di rotta per quelle poche persone che ancora pensavano a un fantastico diverso e la chiave di volta è appunto in quel “dietro l’angolo”. Ormai, grazie a Internet, non siamo più costretti a subire la scena italiana in quanto tutto il resto del mondo è a distanza di un click, basta un minimo di inglese.

    Capisco anche il voler in qualche modo proseguire, anche se a scarto ridotto, ne Il Marciume, hai meno anni e ne hai viste di meno, io oggi come oggi trovo gli stessi meccanismi tremendi di 20 anni fa MA decuplicati in peggio, quindi non inauguro nemmeno il Marciume, ma tu fai bene.

    In più eviti anche la pericolosa deriva di eventuali visitatori che vengono qui solo per il sangue, per il flame e l’insulto: si alzerà il livello qualitativo dei romanzi presi in esame e non ci sarà spazio per i facinorosi.

    E, per finire, farai comunque comprare meno libri di merda, fosse anche solo una copia in meno, non parlandone.

    Molto, molto bene, ottima notizia, vado a nanna felice dopo aver visto una terribile trasposizione cinematografica del già scadente Dolan’s Cadillac, buonanotte!

  15. 6 Gamberetta

    @Mauro. Non escludo in linea di principio di recensire altri romanzi italiani se belli. Ma devono essere belli sul serio, belli in assoluto, non belli in rapporto al fantasy italiano.

    @AryaSnow. Vedremo Natale prossimo quale sarà il mio umore.

  16. 5 GSeck

    La Trosi si commuoverà quando leggerà quest’articolo.
    Buon anno a tutti, anche al neonato Marciume.

  17. 4 Asher^Kunitz

    Il silenzio è davvero così orribile? Forse allora sono strano io, a me era piaciucchiato; avrà le sue pecche ma è meno banale di una strazzu o di un ghiro! XD

  18. 3 aealith

    Reazione comprensibile. Il silenzio dev’essere stata la goccia. Non oso immaginare la reazione se avessi dovuto leggere la Strazzu.
    Immagino che nell’improbabile caso uscisse qualcosa di decente in italiano non verrebbe segnalato nel marciume. Tanto dubito che ci sia qualcosa di buono da segnalare nell’immediato.

  19. 2 AryaSnow

    Oggi, un romanzo orribile quale Nihal della Terra del Vento è a tutti gli effetti uno dei migliori fantasy italiani in circolazione.

    Questo è davvero preoccupante O___o

    Ma nemmeno per le feste ci saranno recensioni “belle” di spazzatura? ^___^

  20. 1 Mauro

    Nel caso tu legga un libro italiano e questo si riveli meritevole, farai ancora la recensione o la metterai comunque nella nuova sezione (o cos’altro)?

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