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	<title>Commenti a: Recensioni :: Romanzo :: Il Silenzio di Lenth</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 16:23:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: tasso barbasso</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20407</link>
		<dc:creator>tasso barbasso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 14:32:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20407</guid>
		<description>@Mauro.

&lt;blockquote&gt;Però, ci tengo a sottolineare una cosa: nessuno qui – né altrove, che io sappia – ha detto “Ha scritto ‘nonostante’, il libro fa schifo!”; semplicemente, c’è chi ha sostenuto che l’errore visto nel “nonostante” non esista, e a questi si è risposto dicendo semplicemente che sì, esiste; non sarà grave, ma c’è.&lt;/blockquote&gt;

Questo mi era già chiaro. Per quanto riguarda il &quot;nonostante&quot;, parlerei più di scelta discutibile e un po&#039; goffa, piuttosto che di “errore”, ma nella sostanza sono d&#039;accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.</p>
<blockquote><p>Però, ci tengo a sottolineare una cosa: nessuno qui – né altrove, che io sappia – ha detto “Ha scritto ‘nonostante’, il libro fa schifo!”; semplicemente, c’è chi ha sostenuto che l’errore visto nel “nonostante” non esista, e a questi si è risposto dicendo semplicemente che sì, esiste; non sarà grave, ma c’è.</p></blockquote>
<p>Questo mi era già chiaro. Per quanto riguarda il &#8220;nonostante&#8221;, parlerei più di scelta discutibile e un po&#8217; goffa, piuttosto che di “errore”, ma nella sostanza sono d&#8217;accordo.</p>
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		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20405</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 14:13:39 +0000</pubDate>
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		<description>tasso barbasso:
&lt;blockquote&gt;Sono d’accordo con te sul fatto che sarebbe bastato dire che la “gemma emanava un potente bagliore”. Per esempio: “ La gemma emanava un potente bagliore, capace di rischiarare perfettamente l’oscurità dell’abisso in cui erano scesi”. In altri termini, quel “nonostante” è un po’ impreciso ma potrebbe essere stato usato per dire che il bagliore era tanto intenso, da consentire di illuminare bene l’ambiente nonostante l’assenza di altre fonti di luce&lt;/blockquote&gt;
Può essere, ma resta comunque un errore; nota: non un errore tale da disqualificare il libro, infatti sono stati citati anche altri punti, ma comunque le difese portate per quel &quot;nonostante&quot; da chi non lo considera sbagliato non hanno base: linguisticamente, semanticamente, è un errore.
Tra l&#039;altro, personalmente eviterei anche cose come &quot;capace di rischiarare perfettamente l’oscurità dell’abisso in cui erano scesi&quot;: se è un bagliore &lt;em&gt;potente&lt;/em&gt;, l&#039;immagine che mi viene in mente è qualcosa che riesce a rischiarare l&#039;ambiente; piuttosto, farei la specificazione in caso contrario: &quot;emanava un bagliore potente, incapace però di illuminare l&#039;oscurità dell&#039;abisso&quot;.

Possibile invece che abbia voluto sottolineare che la gemma non si comporta come quelle cui siamo abituati; ma questo è uno strizzare l&#039;occhio al lettore, credendo che non sia in grado di capire dal semplice &quot;la gemma emanava un bagliore&quot; che, in effetti, emanava un bagliore. Personalmente non ne vedo la necessità; e comunque la frase non comunica quello.

Però, ci tengo a sottolineare una cosa: nessuno qui - né altrove, che io sappia - ha detto &quot;Ha scritto &#039;nonostante&#039;, il libro fa schifo!&quot;; semplicemente, c&#039;è chi ha sostenuto che l&#039;errore visto nel &quot;nonostante&quot; non esista, e a questi si è risposto dicendo semplicemente che sì, esiste; non sarà grave, ma c&#039;è.

Giorgio:
&lt;blockquote&gt;se partiamo dal presupposto fisico che una gemma può “emanare” luce solo riflettendola, il vedere una gemma brillare nell’oscurità più totale dovrebbe essere inteso dal lettore come un’anomalia, che quindi spiega il “nonostante”&lt;/blockquote&gt;
Immagino che tu intenda che quel presupposto sia vero nell&#039;ambientazione; anche accettandolo, il &quot;nonostante&quot; è comunque fuori luogo: l&#039;anomalia non è che la gemma emani &lt;em&gt;al buio&lt;/em&gt;, ma che la gemma &lt;em&gt;emani&lt;/em&gt;; se il &quot;nonostante&quot; la vuole sottolineare, deve riferirsi all&#039;emanazione stessa. Ossia, in quella frase non sottolinea l&#039;anomalia.
Piuttosto, la frase avrebbe dovuto essere: &quot;La gemma emanava luce, nonostante le gemme riflettessero solo&quot;. In questo caso sì, il &quot;nonostante&quot; avrebbe senso (ma, immagino, sarebbe stato meglio introdurre prima il concetto che una gemma non emana, eliminando da lì la seconda metà della frase).
Oppure, avrebbe senso se in quel mondo una gemma potesse emettere luce, ma non al buio (caso in cui l&#039;anomalia sarebbe in effetti l&#039;emissione in assenza di luce).
Ma, per come scritta la frase, in nessuna delle ipotesi fatte quel &quot;nonostante&quot; sta bene: perché abbia senso ci dovrebbe essere un motivo per cui l&#039;assenza di luce dovrebbe impedire l&#039;emanazione della gemma.

Poi, concordo che i limiti del romanzo sono altri; insisto su questo punto non perché lo consideri particolarmente importante, ma per spiegare perché, a differenza di quanto detto altrove, quel &quot;nonostante&quot; non è corretto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tasso barbasso:</p>
<blockquote><p>Sono d’accordo con te sul fatto che sarebbe bastato dire che la “gemma emanava un potente bagliore”. Per esempio: “ La gemma emanava un potente bagliore, capace di rischiarare perfettamente l’oscurità dell’abisso in cui erano scesi”. In altri termini, quel “nonostante” è un po’ impreciso ma potrebbe essere stato usato per dire che il bagliore era tanto intenso, da consentire di illuminare bene l’ambiente nonostante l’assenza di altre fonti di luce</p></blockquote>
<p>Può essere, ma resta comunque un errore; nota: non un errore tale da disqualificare il libro, infatti sono stati citati anche altri punti, ma comunque le difese portate per quel &#8220;nonostante&#8221; da chi non lo considera sbagliato non hanno base: linguisticamente, semanticamente, è un errore.<br />
Tra l&#8217;altro, personalmente eviterei anche cose come &#8220;capace di rischiarare perfettamente l’oscurità dell’abisso in cui erano scesi&#8221;: se è un bagliore <em>potente</em>, l&#8217;immagine che mi viene in mente è qualcosa che riesce a rischiarare l&#8217;ambiente; piuttosto, farei la specificazione in caso contrario: &#8220;emanava un bagliore potente, incapace però di illuminare l&#8217;oscurità dell&#8217;abisso&#8221;.</p>
<p>Possibile invece che abbia voluto sottolineare che la gemma non si comporta come quelle cui siamo abituati; ma questo è uno strizzare l&#8217;occhio al lettore, credendo che non sia in grado di capire dal semplice &#8220;la gemma emanava un bagliore&#8221; che, in effetti, emanava un bagliore. Personalmente non ne vedo la necessità; e comunque la frase non comunica quello.</p>
<p>Però, ci tengo a sottolineare una cosa: nessuno qui &#8211; né altrove, che io sappia &#8211; ha detto &#8220;Ha scritto &#8216;nonostante&#8217;, il libro fa schifo!&#8221;; semplicemente, c&#8217;è chi ha sostenuto che l&#8217;errore visto nel &#8220;nonostante&#8221; non esista, e a questi si è risposto dicendo semplicemente che sì, esiste; non sarà grave, ma c&#8217;è.</p>
<p>Giorgio:</p>
<blockquote><p>se partiamo dal presupposto fisico che una gemma può “emanare” luce solo riflettendola, il vedere una gemma brillare nell’oscurità più totale dovrebbe essere inteso dal lettore come un’anomalia, che quindi spiega il “nonostante”</p></blockquote>
<p>Immagino che tu intenda che quel presupposto sia vero nell&#8217;ambientazione; anche accettandolo, il &#8220;nonostante&#8221; è comunque fuori luogo: l&#8217;anomalia non è che la gemma emani <em>al buio</em>, ma che la gemma <em>emani</em>; se il &#8220;nonostante&#8221; la vuole sottolineare, deve riferirsi all&#8217;emanazione stessa. Ossia, in quella frase non sottolinea l&#8217;anomalia.<br />
Piuttosto, la frase avrebbe dovuto essere: &#8220;La gemma emanava luce, nonostante le gemme riflettessero solo&#8221;. In questo caso sì, il &#8220;nonostante&#8221; avrebbe senso (ma, immagino, sarebbe stato meglio introdurre prima il concetto che una gemma non emana, eliminando da lì la seconda metà della frase).<br />
Oppure, avrebbe senso se in quel mondo una gemma potesse emettere luce, ma non al buio (caso in cui l&#8217;anomalia sarebbe in effetti l&#8217;emissione in assenza di luce).<br />
Ma, per come scritta la frase, in nessuna delle ipotesi fatte quel &#8220;nonostante&#8221; sta bene: perché abbia senso ci dovrebbe essere un motivo per cui l&#8217;assenza di luce dovrebbe impedire l&#8217;emanazione della gemma.</p>
<p>Poi, concordo che i limiti del romanzo sono altri; insisto su questo punto non perché lo consideri particolarmente importante, ma per spiegare perché, a differenza di quanto detto altrove, quel &#8220;nonostante&#8221; non è corretto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20398</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 13:15:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20398</guid>
		<description>@ Mauro
Ho capito il tuo punto, e se noti avevo specificato, in fondo al mio intervento, che il ragionamento sarebbe caduto qualora la gemma effettivamente avesse emanato luce propria.
Tuttavia, se partiamo dal &lt;i&gt;presupposto fisico&lt;/i&gt; che una gemma può &quot;emanare&quot; luce solo riflettendola, il vedere una gemma brillare nell&#039;oscurità più totale dovrebbe essere inteso dal lettore come un&#039;anomalia, che quindi spiega il &quot;nonostante&quot;. Certo, alla frase dovrebbe seguire qualcosa del tipo &quot;...avvicinatosi alla pietra, xxx notò che la luce scaturiva dal suo interno&quot;, tanto per dire. Insomma, il &quot;nonostante&quot; dovrebbe sottolineare l&#039;anomalia di una pietra che brilla nel buio e giustificare la successiva curiosità dell&#039;osservatore.
Ma credo che i limiti del romanzo siano ben altri. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mauro<br />
Ho capito il tuo punto, e se noti avevo specificato, in fondo al mio intervento, che il ragionamento sarebbe caduto qualora la gemma effettivamente avesse emanato luce propria.<br />
Tuttavia, se partiamo dal <i>presupposto fisico</i> che una gemma può &#8220;emanare&#8221; luce solo riflettendola, il vedere una gemma brillare nell&#8217;oscurità più totale dovrebbe essere inteso dal lettore come un&#8217;anomalia, che quindi spiega il &#8220;nonostante&#8221;. Certo, alla frase dovrebbe seguire qualcosa del tipo &#8220;&#8230;avvicinatosi alla pietra, xxx notò che la luce scaturiva dal suo interno&#8221;, tanto per dire. Insomma, il &#8220;nonostante&#8221; dovrebbe sottolineare l&#8217;anomalia di una pietra che brilla nel buio e giustificare la successiva curiosità dell&#8217;osservatore.<br />
Ma credo che i limiti del romanzo siano ben altri. ;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tasso barbasso</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20394</link>
		<dc:creator>tasso barbasso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 12:40:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20394</guid>
		<description>@Mauro.

Grazie per il link al tuo post precedente! Non avevo seguito l’intera sequenza di considerazioni. Sono d’accordo con te sul fatto che sarebbe bastato dire che la “gemma emanava un potente bagliore”. Per esempio: “ La gemma emanava un potente bagliore, capace di rischiarare perfettamente l’oscurità dell’abisso in cui erano scesi”. In altri termini, quel “nonostante” è un po’ impreciso ma potrebbe essere stato usato per dire che il bagliore era tanto intenso, da consentire di illuminare bene l’ambiente nonostante l’assenza di altre fonti di luce. Come dire: l’effetto della luminosità (indipendentemente dalla sua origine) era più potente di quanto si potesse immaginare.
Rimane tuttavia possibile che l’autore volesse anche rafforzare ulteriormente (e qui vedo una ridondanza) la stranezza di una gemma che, anziché comportarsi come siamo abituati a credere, è capace di emanare luce pur in assenza di fonti luminose esterne. 
Il tutto sembra un po’ goffo, impreciso e ridondante, ma &quot;inezie&quot; di questo tipo mi sembrano quasi assimilabili a un refuso (editor disattento o, forse, troppo impiccione): goffaggini o sviste si possono trovare perfino nei grandi classici. Ovviamente in un buon romanzo, la qualità complessiva dell’opera riscatta abbondantemente la singola scelta infelice o discutibile. A questo proposito mi torna in mente un vecchio racconto umoristico di Asimov (lo ricordo vagamente), in cui si parla di una scimmia in grado di riprodurre con esattezza qualsiasi opera letteraria (perfino capolavori indiscussi) sulla sola base di un frammento di testo (probabilmente l’incipit). Se non ricordo male, la scimmia viene usata dai due protagonisti, uno scrittore e il suo editor, per stabilire chi di loro avesse ragione su un certo passaggio che l’editor voleva correggere. Alla fine la scimmia riscrive l’opera esattamente come avrebbe fatto l’editor, in ché consente all’autore di convincere l’editore che è più dignitoso mantenere la versione originale. ;)
Certo che nel nostro caso, l’autore del romanzo non arriva né al livello della scimmia/editor né al livello dell’autore del racconto di Asimov… ;)
Comunque mi sembra utile e divertente esercitarsi ad analizzare tutti i dettagli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.</p>
<p>Grazie per il link al tuo post precedente! Non avevo seguito l’intera sequenza di considerazioni. Sono d’accordo con te sul fatto che sarebbe bastato dire che la “gemma emanava un potente bagliore”. Per esempio: “ La gemma emanava un potente bagliore, capace di rischiarare perfettamente l’oscurità dell’abisso in cui erano scesi”. In altri termini, quel “nonostante” è un po’ impreciso ma potrebbe essere stato usato per dire che il bagliore era tanto intenso, da consentire di illuminare bene l’ambiente nonostante l’assenza di altre fonti di luce. Come dire: l’effetto della luminosità (indipendentemente dalla sua origine) era più potente di quanto si potesse immaginare.<br />
Rimane tuttavia possibile che l’autore volesse anche rafforzare ulteriormente (e qui vedo una ridondanza) la stranezza di una gemma che, anziché comportarsi come siamo abituati a credere, è capace di emanare luce pur in assenza di fonti luminose esterne.<br />
Il tutto sembra un po’ goffo, impreciso e ridondante, ma &#8220;inezie&#8221; di questo tipo mi sembrano quasi assimilabili a un refuso (editor disattento o, forse, troppo impiccione): goffaggini o sviste si possono trovare perfino nei grandi classici. Ovviamente in un buon romanzo, la qualità complessiva dell’opera riscatta abbondantemente la singola scelta infelice o discutibile. A questo proposito mi torna in mente un vecchio racconto umoristico di Asimov (lo ricordo vagamente), in cui si parla di una scimmia in grado di riprodurre con esattezza qualsiasi opera letteraria (perfino capolavori indiscussi) sulla sola base di un frammento di testo (probabilmente l’incipit). Se non ricordo male, la scimmia viene usata dai due protagonisti, uno scrittore e il suo editor, per stabilire chi di loro avesse ragione su un certo passaggio che l’editor voleva correggere. Alla fine la scimmia riscrive l’opera esattamente come avrebbe fatto l’editor, in ché consente all’autore di convincere l’editore che è più dignitoso mantenere la versione originale. ;)<br />
Certo che nel nostro caso, l’autore del romanzo non arriva né al livello della scimmia/editor né al livello dell’autore del racconto di Asimov… ;)<br />
Comunque mi sembra utile e divertente esercitarsi ad analizzare tutti i dettagli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20385</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:34:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20385</guid>
		<description>tasso barbasso:
&lt;blockquote&gt;In questo senso non appare assurdo dire (pur con leggera ridondanza): “emetteva luce propria”, oppure “emetteva luce riflessa”&lt;/blockquote&gt;
Personalmente in un libro eviterei di dire solo &quot;emette luce&quot;, se volessi comunicare che la riflette: crea confusione.
Comunque, il problema è un altro: quel &quot;nonostante&quot; implica che l&#039;assenza di luce normalmente dovrebbe impedire quanto scritto precedentemente; se la gemma riflettesse potrebbe avere senso, ma a quanto ho capito emette luce propria. Visto che l&#039;assenza di luce non impedisce che un corpo luminoso ne emetta, quel &quot;nonostante&quot; è fuori luogo (vedi &lt;a href=&quot;http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19075&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; per un approfondimento maggiore).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tasso barbasso:</p>
<blockquote><p>In questo senso non appare assurdo dire (pur con leggera ridondanza): “emetteva luce propria”, oppure “emetteva luce riflessa”</p></blockquote>
<p>Personalmente in un libro eviterei di dire solo &#8220;emette luce&#8221;, se volessi comunicare che la riflette: crea confusione.<br />
Comunque, il problema è un altro: quel &#8220;nonostante&#8221; implica che l&#8217;assenza di luce normalmente dovrebbe impedire quanto scritto precedentemente; se la gemma riflettesse potrebbe avere senso, ma a quanto ho capito emette luce propria. Visto che l&#8217;assenza di luce non impedisce che un corpo luminoso ne emetta, quel &#8220;nonostante&#8221; è fuori luogo (vedi <a href="http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19075" rel="nofollow">qui</a> per un approfondimento maggiore).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Solvente</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20360</link>
		<dc:creator>Solvente</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:32:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20360</guid>
		<description>Perchè una casa editrice pubblica narrativa di così basso livello?
Perchè, tra decine (centinaia?) di migliaia di autori più capaci e trame più originali e interessanti, viene premiata tale porcheria?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè una casa editrice pubblica narrativa di così basso livello?<br />
Perchè, tra decine (centinaia?) di migliaia di autori più capaci e trame più originali e interessanti, viene premiata tale porcheria?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tasso barbasso</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20359</link>
		<dc:creator>tasso barbasso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 16:53:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20359</guid>
		<description>@Mauro.

A livello discorsivo, nonostante l&#039;incongruenza, si dice spesso che un oggetto &quot;emette luce riflessa&quot;. In fin dei conti, a prescindere dalla terminologia scientifica (la quale e&#039; fatta pur sempre di convenzioni linguistiche), in termini logici si tratta pur sempre di una &quot;emissione&quot;. In questo senso non appare assurdo dire (pur con leggera ridondanza): &quot;emetteva luce propria&quot;, oppure &quot;emetteva luce riflessa&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.</p>
<p>A livello discorsivo, nonostante l&#8217;incongruenza, si dice spesso che un oggetto &#8220;emette luce riflessa&#8221;. In fin dei conti, a prescindere dalla terminologia scientifica (la quale e&#8217; fatta pur sempre di convenzioni linguistiche), in termini logici si tratta pur sempre di una &#8220;emissione&#8221;. In questo senso non appare assurdo dire (pur con leggera ridondanza): &#8220;emetteva luce propria&#8221;, oppure &#8220;emetteva luce riflessa&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20358</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 16:32:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20358</guid>
		<description>Giorgio:
&lt;blockquote&gt;Una gemma non è una lampadina e riflette la luce. Vederla emanare un potente bagliore in totale assenza di luce non è normale, quindi il “nonostante” ci sta&lt;/blockquote&gt;
In realtà no: se una gemma emette luce, il buio non le impedisce di farlo; quindi, quel &quot;nonostante&quot; è comunque fuori luogo.
Perché avesse senso, a seconda della situazione avrebbe per esempio potuto scrivere che era luminosa (senza specificare se per emissione o riflessione), oppure avrebbe prima dovuto specificare che la gemma &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; emette luce al buio (mentre magari lo fa in altre situazioni).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio:</p>
<blockquote><p>Una gemma non è una lampadina e riflette la luce. Vederla emanare un potente bagliore in totale assenza di luce non è normale, quindi il “nonostante” ci sta</p></blockquote>
<p>In realtà no: se una gemma emette luce, il buio non le impedisce di farlo; quindi, quel &#8220;nonostante&#8221; è comunque fuori luogo.<br />
Perché avesse senso, a seconda della situazione avrebbe per esempio potuto scrivere che era luminosa (senza specificare se per emissione o riflessione), oppure avrebbe prima dovuto specificare che la gemma <em>non</em> emette luce al buio (mentre magari lo fa in altre situazioni).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-20354</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 15:21:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-20354</guid>
		<description>Concordo con tutte le incongruenze lessicali riscontrate (a proposito, complimenti per l&#039;analisi) eccetto una, dove dici:
&lt;i&gt;&quot;Perché una gemma emana un bagliore potente &lt;b&gt;nonostante&lt;/b&gt; l’assenza di luce? Anzi, casomai è il contrario: se sono in un ambiente buio, una luce mi sembra più intensa di quanto sia in realtà.&quot;&lt;/i&gt;
Una gemma non è una lampadina e &lt;b&gt;riflette&lt;/b&gt; la luce. Vederla emanare un potente bagliore in totale assenza di luce non è normale, quindi il &quot;nonostante&quot; ci sta. A meno che, ovviamente, non fosse stato prima specificato che la gemma brillava di luce propria, nel qual caso ritiro quanto appena detto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con tutte le incongruenze lessicali riscontrate (a proposito, complimenti per l&#8217;analisi) eccetto una, dove dici:<br />
<i>&#8220;Perché una gemma emana un bagliore potente <b>nonostante</b> l’assenza di luce? Anzi, casomai è il contrario: se sono in un ambiente buio, una luce mi sembra più intensa di quanto sia in realtà.&#8221;</i><br />
Una gemma non è una lampadina e <b>riflette</b> la luce. Vederla emanare un potente bagliore in totale assenza di luce non è normale, quindi il &#8220;nonostante&#8221; ci sta. A meno che, ovviamente, non fosse stato prima specificato che la gemma brillava di luce propria, nel qual caso ritiro quanto appena detto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19336</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 13:01:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19336</guid>
		<description>Guardavo i commenti su Anobii a Lenth, e mi ha colpito una cosa.
Praticamnete è rilievo comune a tutti i commentatori (tranne amici &amp; parenti, ovvero quelli che iniziano il commento con &quot;Bravo Luca!&quot;, e l&#039;autore stesso) che:
-le prime 80-90 pagine pagine circa sono praticamente scollegate dalla vicenda principale, difficili da seguire, pesanti, poco coinvolgenti, confuse ecc. e che molti sono stati più volte tentati di abbandonare definitivamente la lettura. Poi, forse per ammoprtizzare la spesa...
In effetti mi sembra davvero una strategia narrativa sciamannata, iniziare un romanzo in questo modo...e se tutti i lettori hanno rilevato questo difetto, possibile che nè l&#039;autore nè l&#039;editor...?  
Poi da più parti si segnala che
-il finale non è un finale vero, la vicenda è interrotta brutalmente a seguito da destinarsi.
Queste due pecche però sono considerate veniali, infatti la maggiorparte dei lettori, superato lo scoglio iniziale delle 90 pagine, si sono appassionati a Lenth e non vedono l&#039;ora di leggerre il seguito del libro.
Insomma quasi nessuno è stato infastidito dalla strategia della minestra annacquata a 20 euro al piatto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guardavo i commenti su Anobii a Lenth, e mi ha colpito una cosa.<br />
Praticamnete è rilievo comune a tutti i commentatori (tranne amici &amp; parenti, ovvero quelli che iniziano il commento con &#8220;Bravo Luca!&#8221;, e l&#8217;autore stesso) che:<br />
-le prime 80-90 pagine pagine circa sono praticamente scollegate dalla vicenda principale, difficili da seguire, pesanti, poco coinvolgenti, confuse ecc. e che molti sono stati più volte tentati di abbandonare definitivamente la lettura. Poi, forse per ammoprtizzare la spesa&#8230;<br />
In effetti mi sembra davvero una strategia narrativa sciamannata, iniziare un romanzo in questo modo&#8230;e se tutti i lettori hanno rilevato questo difetto, possibile che nè l&#8217;autore nè l&#8217;editor&#8230;?<br />
Poi da più parti si segnala che<br />
-il finale non è un finale vero, la vicenda è interrotta brutalmente a seguito da destinarsi.<br />
Queste due pecche però sono considerate veniali, infatti la maggiorparte dei lettori, superato lo scoglio iniziale delle 90 pagine, si sono appassionati a Lenth e non vedono l&#8217;ora di leggerre il seguito del libro.<br />
Insomma quasi nessuno è stato infastidito dalla strategia della minestra annacquata a 20 euro al piatto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: l'indolente lestofante</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19293</link>
		<dc:creator>l'indolente lestofante</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:05:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19293</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Ho avuto modo di contattare il Sig. Centi, vi riporto le sue risposte DISARMANTI, praticamente ha eluso le mie domande con del no-sense. Giudicate voi.&lt;/blockquote&gt;

Secondo me siamo noi ad avere una mentalita&#039; ristretta. In verita&#039; non e&#039; quella un&#039;isola cirocandata dall&#039;oceano, ma un mare (o lago) circondato dalla terra! Cosi&#039; che quello li e&#039; davvero uno stretto e i &quot;fiumi&quot; non sono altro che crepe sul fondale marino. Tutta la vincenda in realta&#039; si svolge in una citta&#039; sotto il mare modello atlantideo. 

E&#039; come se, per esaltare il suo genio, l&#039;autore avesse disegnato la mappa in negativo.
ZA WARUDO!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ho avuto modo di contattare il Sig. Centi, vi riporto le sue risposte DISARMANTI, praticamente ha eluso le mie domande con del no-sense. Giudicate voi.</p></blockquote>
<p>Secondo me siamo noi ad avere una mentalita&#8217; ristretta. In verita&#8217; non e&#8217; quella un&#8217;isola cirocandata dall&#8217;oceano, ma un mare (o lago) circondato dalla terra! Cosi&#8217; che quello li e&#8217; davvero uno stretto e i &#8220;fiumi&#8221; non sono altro che crepe sul fondale marino. Tutta la vincenda in realta&#8217; si svolge in una citta&#8217; sotto il mare modello atlantideo. </p>
<p>E&#8217; come se, per esaltare il suo genio, l&#8217;autore avesse disegnato la mappa in negativo.<br />
ZA WARUDO!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Moreno Pedrinzani</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19290</link>
		<dc:creator>Moreno Pedrinzani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:44:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19290</guid>
		<description>Ho avuto modo di contattare il Sig. Centi, vi riporto le sue risposte DISARMANTI, praticamente ha eluso le mie domande con del no-sense. Giudicate voi. 
http://www.anobii.com/books/Il_silenzio_di_Lenth/9788838474309/0117d945cb67ed2144/


Io:

Sig. Centi, vorrei farle notare che i fiumi non vanno da mare a mare, bensì nascono da una sorgente o comunque da una fonte d&#039;acqua dolce e ,seguendo il percorso più breve, sfociano poi in mare per un effetto puramente gravitazionale.
In seconda istanza mi permetta di dirle che quello che lei chiama &quot;stretto&quot; è in realtà un &quot;istmo&quot;. Mi ha negativamente stupito visto che esempi di cosa sia uno stretto ne abbiamo tantissimi e molto famosi (Messina, Bosforo, Magellano, etc.)
Spero che il mio commento venga da lei accettato come costruttivo, non bisogna essere cartografi per disegnare una cartina credibile, però bisogna almeno documentarsi.

Buona giornata e tanti cari saluti.
- Moreno Pedrinzani


Centi:

Grazie per la precisazione! Sulla mia mappa personale i fiumi non sfociano nel mare, ma verranno sistemati in futuro. Lo stretto invece rimarrà tale perché non è un istmo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto modo di contattare il Sig. Centi, vi riporto le sue risposte DISARMANTI, praticamente ha eluso le mie domande con del no-sense. Giudicate voi.<br />
<a href="http://www.anobii.com/books/Il_silenzio_di_Lenth/9788838474309/0117d945cb67ed2144/" rel="nofollow">http://www.anobii.com/books/Il_silenzio_di_Lenth/9788838474309/0117d945cb67ed2144/</a></p>
<p>Io:</p>
<p>Sig. Centi, vorrei farle notare che i fiumi non vanno da mare a mare, bensì nascono da una sorgente o comunque da una fonte d&#8217;acqua dolce e ,seguendo il percorso più breve, sfociano poi in mare per un effetto puramente gravitazionale.<br />
In seconda istanza mi permetta di dirle che quello che lei chiama &#8220;stretto&#8221; è in realtà un &#8220;istmo&#8221;. Mi ha negativamente stupito visto che esempi di cosa sia uno stretto ne abbiamo tantissimi e molto famosi (Messina, Bosforo, Magellano, etc.)<br />
Spero che il mio commento venga da lei accettato come costruttivo, non bisogna essere cartografi per disegnare una cartina credibile, però bisogna almeno documentarsi.</p>
<p>Buona giornata e tanti cari saluti.<br />
- Moreno Pedrinzani</p>
<p>Centi:</p>
<p>Grazie per la precisazione! Sulla mia mappa personale i fiumi non sfociano nel mare, ma verranno sistemati in futuro. Lo stretto invece rimarrà tale perché non è un istmo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Azusa</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19263</link>
		<dc:creator>Azusa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:03:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19263</guid>
		<description>@Harold: penso che Silvana si prenderebbe una marea di gamberi marci.
Non scrive narrativa che rientri nei gusti di Gamberetta. :)
Io la amo moltissimo come autrice, e te la consiglio caldamente, a partire da [i]L&#039;ultimo elfo[/i]: che però, tieni conto, è un romanzo per ragazzi dai dieci, dodici anni. Il target si alza con i successivi, ma andiamo sempre intorno ai quindici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Harold: penso che Silvana si prenderebbe una marea di gamberi marci.<br />
Non scrive narrativa che rientri nei gusti di Gamberetta. :)<br />
Io la amo moltissimo come autrice, e te la consiglio caldamente, a partire da [i]L&#8217;ultimo elfo[/i]: che però, tieni conto, è un romanzo per ragazzi dai dieci, dodici anni. Il target si alza con i successivi, ma andiamo sempre intorno ai quindici.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19233</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:48:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19233</guid>
		<description>Cristiano, siamo d&#039;accordo: anche io me la &quot;prendo&quot; più con l&#039;editore delle ciofeche, per la sua disonestà. Dico solo che questo non redime o non giustifica  l&#039;incapacità dell&#039;autore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cristiano, siamo d&#8217;accordo: anche io me la &#8220;prendo&#8221; più con l&#8217;editore delle ciofeche, per la sua disonestà. Dico solo che questo non redime o non giustifica  l&#8217;incapacità dell&#8217;autore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: zizzio</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19232</link>
		<dc:creator>zizzio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 10:34:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19232</guid>
		<description>credo che blog come secondo piano o gamberi fantasy siano molto sia a far maturare intellettualmente gli autori emergenti che a mostare uno spaccato, moooooolto sconfortante, dell&#039;editoria italiana.

purtroppo, covando io stesso da anni il desiderio di emergere come autore, nel leggerli vengo immediatamente preso da un forte sconforto nel riconoscere, oltre a una mia obbiettiva mancanza di e mestiere e altresì altamente probabile mancanza di talento, il fatto che nell&#039;editoria non c&#039;è posto per tutti.

ciononostante credo che tale presa di coscienza possa solo essere un trampolino per auto-migliorarsi e sforzarsi di crescere. Se solo si avesse la volontà di non abbandonare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che blog come secondo piano o gamberi fantasy siano molto sia a far maturare intellettualmente gli autori emergenti che a mostare uno spaccato, moooooolto sconfortante, dell&#8217;editoria italiana.</p>
<p>purtroppo, covando io stesso da anni il desiderio di emergere come autore, nel leggerli vengo immediatamente preso da un forte sconforto nel riconoscere, oltre a una mia obbiettiva mancanza di e mestiere e altresì altamente probabile mancanza di talento, il fatto che nell&#8217;editoria non c&#8217;è posto per tutti.</p>
<p>ciononostante credo che tale presa di coscienza possa solo essere un trampolino per auto-migliorarsi e sforzarsi di crescere. Se solo si avesse la volontà di non abbandonare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19218</link>
		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:26:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19218</guid>
		<description>@Francesca

Non ci capiamo. Lo so che il tono non cambia la validità dei consigli, l&#039;ho scritto anche alla diretta interessata. Ma mi sembrava di esser stato abbastanza chiaro sul fatto che un autore &lt;strong&gt;deve&lt;/strong&gt; mandare un libro che ha curato nei minimi particolari. Magari però ha curato nei minimi particolari un libro oggettivamente bruttissimo. A quel punto un buon editore è tenuto a dirgli &quot;fa schifo ai cani morti&quot;. Oppure, se pensa che questo libro abbia del potenziale può dire: &quot;fa schifo ai cani morti ma ha anche delle cose che, lavorandoci su, lo rendono appetibile: questo, questo e questo&quot;. 
Nel momento in cui in libreria escono libri o scritti da cani o con errori tremendi, sicuramente l&#039;editore avrà pensato &quot;chissenefrega, pubblico lo stesso&quot;. Oppure l&#039;editor avrà pensato &quot;chissenefrega, gli errori li lascio&quot; e l&#039;editore avrà detto &quot;vabbuò&quot;. Per questo, per me la responsabilità ultima di un libro che io pago in apposita libreria è prima di tutto di editor/editore. Perché l&#039;ultima parola prima di andare in stampa non è più dell&#039;autore, ma è la loro. E quelli con cui bisogna prendersela (o prendersela di più, se proprio ci tenete) sono loro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesca</p>
<p>Non ci capiamo. Lo so che il tono non cambia la validità dei consigli, l&#8217;ho scritto anche alla diretta interessata. Ma mi sembrava di esser stato abbastanza chiaro sul fatto che un autore <strong>deve</strong> mandare un libro che ha curato nei minimi particolari. Magari però ha curato nei minimi particolari un libro oggettivamente bruttissimo. A quel punto un buon editore è tenuto a dirgli &#8220;fa schifo ai cani morti&#8221;. Oppure, se pensa che questo libro abbia del potenziale può dire: &#8220;fa schifo ai cani morti ma ha anche delle cose che, lavorandoci su, lo rendono appetibile: questo, questo e questo&#8221;.<br />
Nel momento in cui in libreria escono libri o scritti da cani o con errori tremendi, sicuramente l&#8217;editore avrà pensato &#8220;chissenefrega, pubblico lo stesso&#8221;. Oppure l&#8217;editor avrà pensato &#8220;chissenefrega, gli errori li lascio&#8221; e l&#8217;editore avrà detto &#8220;vabbuò&#8221;. Per questo, per me la responsabilità ultima di un libro che io pago in apposita libreria è prima di tutto di editor/editore. Perché l&#8217;ultima parola prima di andare in stampa non è più dell&#8217;autore, ma è la loro. E quelli con cui bisogna prendersela (o prendersela di più, se proprio ci tenete) sono loro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lerajies</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19217</link>
		<dc:creator>Lerajies</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:48:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19217</guid>
		<description>Bontà divina, Gamberetta sembra una a posto, un po arrogante a volte, un Rousseau che abbandona i figli all&#039;orfanotrofio e poi filosofeggia sul puercentrismo, ma certi suoi cani da guardia fanno venire il nervoso tanto latrano. 

Riguardo al libro, sono arrivata alle prime 20 pagine circa, per ora è semplicemente..noioso e sconclusionato. Vediamo come procede per le altre 410 pagine..
Non trovo che la mancanza di descrizione o di una mappa sia un difetto, sono le parti che spesso e volentieri salto senza problemi(ma può essere che spesso le descrizioni sono fatte talmente male da non chiarire un tubo), e anche raccontare i combattimenti invece di mostrarli non mi da fastidio, le scene di guerra mi annoiano.
Concordo però che cose come questa &lt;blockquote&gt;    (pag. 114) Keira continuava a guardare gli abitanti del posto con aria curiosa, manifestando a voce alta il suo stupore ogni qualvolta notava oggetti fuori dal comune.&lt;/blockquote&gt; sono veramente oscene</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bontà divina, Gamberetta sembra una a posto, un po arrogante a volte, un Rousseau che abbandona i figli all&#8217;orfanotrofio e poi filosofeggia sul puercentrismo, ma certi suoi cani da guardia fanno venire il nervoso tanto latrano. </p>
<p>Riguardo al libro, sono arrivata alle prime 20 pagine circa, per ora è semplicemente..noioso e sconclusionato. Vediamo come procede per le altre 410 pagine..<br />
Non trovo che la mancanza di descrizione o di una mappa sia un difetto, sono le parti che spesso e volentieri salto senza problemi(ma può essere che spesso le descrizioni sono fatte talmente male da non chiarire un tubo), e anche raccontare i combattimenti invece di mostrarli non mi da fastidio, le scene di guerra mi annoiano.<br />
Concordo però che cose come questa<br />
<blockquote>    (pag. 114) Keira continuava a guardare gli abitanti del posto con aria curiosa, manifestando a voce alta il suo stupore ogni qualvolta notava oggetti fuori dal comune.</p></blockquote>
<p> sono veramente oscene</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19216</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:14:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19216</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;il link che hai postato è a un blog, non all’homepage di una casa editrice. Per quanto chi lo scrive sia un addetto ai lavori, si vede già che ha un contesto differente (metti anche il linguaggio più confidenziale e pure abbastanza supponente che dubito vedrei in uno spazio più “professionale”&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;
è il blog di un&#039;editor di casa editrice. Il tono è quel che è, non cambia la sostanza dei &quot;consigli agli aspiranti&quot; (analogo consiglio ho letto altrovre, ad esempio in &quot;Voglio fare lo scrittore&quot;, dieci editor di case editrici parlano del loro lavoro e danno consigli agli esordienti).&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>il link che hai postato è a un blog, non all’homepage di una casa editrice. Per quanto chi lo scrive sia un addetto ai lavori, si vede già che ha un contesto differente (metti anche il linguaggio più confidenziale e pure abbastanza supponente che dubito vedrei in uno spazio più “professionale”</p></blockquote>
<blockquote><p>
è il blog di un&#8217;editor di casa editrice. Il tono è quel che è, non cambia la sostanza dei &#8220;consigli agli aspiranti&#8221; (analogo consiglio ho letto altrovre, ad esempio in &#8220;Voglio fare lo scrittore&#8221;, dieci editor di case editrici parlano del loro lavoro e danno consigli agli esordienti).</p></blockquote>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Harold</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19214</link>
		<dc:creator>Harold</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 17:41:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19214</guid>
		<description>Cara Gambera, mi farebbe molto piacere una tua recensione di un libro di Silvana De Mari. Non ho letto niente di suo, e vorrei un tuo parere.
Ho letto che non vuoi più fare recensioni e blablabla. Uno ci prova.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Gambera, mi farebbe molto piacere una tua recensione di un libro di Silvana De Mari. Non ho letto niente di suo, e vorrei un tuo parere.<br />
Ho letto che non vuoi più fare recensioni e blablabla. Uno ci prova.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19205</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 15:38:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19205</guid>
		<description>@Cristiano:

&lt;blockquote&gt;Messa giù così, però fa molto “vieni assimilato o perisci”. Non so se sia proprio un bene come dici in toto, considerato che la qualità di un autore sta anche e soprattutto nel rompere gli schemi.&lt;/blockquote&gt;

Voglio però ricordarti una cosa. I famosi autori che realmente &#039;rompono gli schemi&#039;, che rivoluzionano il panorama artistico, che sono precursori di estetiche successive etc., hanno una caratteristica in comune: che vengono &quot;riscoperti&quot; una o più generazioni più tardi. Perché? Perché la loro rivoluzione non può essere &#039;compresa&#039; dai contemporanei (o detta altrimenti, la loro opera fa schifo ai contemporanei: può piacere solamente a chi ha accettato la rivoluzione concettuale, e quindi ha accettato le nuove regole che questo autore porta con sé). Autori considerati &#039;rivoluzionari&#039; come Thomas Pynchon  sono stati apprezzati soltanto alcune decine d&#039;anni dopo il loro esordio, perché giustamente ai contemporanei fecero inizialmente cagare.
E&#039; vera una cosa, però: nel Novecento, con tutte le &#039;rivoluzioni concettuali&#039; che ci sono state, siamo diventati più tolleranti rispetto agli autori rivoluzionari. Abbiamo la percezione del fatto che cose che ora ci fanno schifo e non capiamo, in futuro saranno considerate capolavori o caposaldi della letteratura. Tanto che questo ha prodotto l&#039;atteggiamento deleterio di chi, preoccupato di essere deriso dai posteri, parla bene a prescindere delle opere che non capisce (o ancora meglio, di tutte le opere); atteggiamento ben peggiore di quello, più onesto, che si limita a trovare bello ciò che è in sintonia con il gusto dell&#039;epoca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Cristiano:</p>
<blockquote><p>Messa giù così, però fa molto “vieni assimilato o perisci”. Non so se sia proprio un bene come dici in toto, considerato che la qualità di un autore sta anche e soprattutto nel rompere gli schemi.</p></blockquote>
<p>Voglio però ricordarti una cosa. I famosi autori che realmente &#8216;rompono gli schemi&#8217;, che rivoluzionano il panorama artistico, che sono precursori di estetiche successive etc., hanno una caratteristica in comune: che vengono &#8220;riscoperti&#8221; una o più generazioni più tardi. Perché? Perché la loro rivoluzione non può essere &#8216;compresa&#8217; dai contemporanei (o detta altrimenti, la loro opera fa schifo ai contemporanei: può piacere solamente a chi ha accettato la rivoluzione concettuale, e quindi ha accettato le nuove regole che questo autore porta con sé). Autori considerati &#8216;rivoluzionari&#8217; come Thomas Pynchon  sono stati apprezzati soltanto alcune decine d&#8217;anni dopo il loro esordio, perché giustamente ai contemporanei fecero inizialmente cagare.<br />
E&#8217; vera una cosa, però: nel Novecento, con tutte le &#8216;rivoluzioni concettuali&#8217; che ci sono state, siamo diventati più tolleranti rispetto agli autori rivoluzionari. Abbiamo la percezione del fatto che cose che ora ci fanno schifo e non capiamo, in futuro saranno considerate capolavori o caposaldi della letteratura. Tanto che questo ha prodotto l&#8217;atteggiamento deleterio di chi, preoccupato di essere deriso dai posteri, parla bene a prescindere delle opere che non capisce (o ancora meglio, di tutte le opere); atteggiamento ben peggiore di quello, più onesto, che si limita a trovare bello ciò che è in sintonia con il gusto dell&#8217;epoca.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19203</link>
		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 15:27:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19203</guid>
		<description>Messa giù così, però fa molto &quot;vieni assimilato o perisci&quot;. Non so se sia proprio un bene come dici &lt;em&gt;in toto&lt;/em&gt;, considerato che la qualità di un autore sta anche e soprattutto nel rompere gli schemi. 
Anzi, diciamo di no. Diciamo che sarebbe bene, almeno per me, che un autore accetti determinate regole quando sono le migliori possibili per raccontare quello che deve raccontare. 
Però capisco cosa vuoi dire. Ora come ora, un autore che scrivesse davvero come Lovecraft verrebbe preso a pernacchie potenti. Che lo si voglia o no, in ogni epoca (con un scarto sempre più rapido) un&#039;estetica vince su altre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Messa giù così, però fa molto &#8220;vieni assimilato o perisci&#8221;. Non so se sia proprio un bene come dici <em>in toto</em>, considerato che la qualità di un autore sta anche e soprattutto nel rompere gli schemi.<br />
Anzi, diciamo di no. Diciamo che sarebbe bene, almeno per me, che un autore accetti determinate regole quando sono le migliori possibili per raccontare quello che deve raccontare.<br />
Però capisco cosa vuoi dire. Ora come ora, un autore che scrivesse davvero come Lovecraft verrebbe preso a pernacchie potenti. Che lo si voglia o no, in ogni epoca (con un scarto sempre più rapido) un&#8217;estetica vince su altre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tapiroulant</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19202</link>
		<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 15:16:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19202</guid>
		<description>@AnotherPointOfView: Posto che, con ogni probabilità, un romanzo come quello di Centi o come la maggior parte di quelli recensiti su Gamberi sarebbe stata considerata oggettivamente brutta in &lt;em&gt;ogni&lt;/em&gt; epoca, vorrei soffermarmi su un tuo passaggio piuttosto interessante:

&lt;blockquote&gt;Iperboli: cosa penserebbe Giuseppe Verdi dei Metallica? o Degas di Fullmetal Alchemist? o un Indios amazzonico della carbonara?
Forse la sequenza delle note dei Metallica è SBAGLIATA rispetto a quella di Verdi? O forse viceversa?&lt;/blockquote&gt;

La musica dei Metallica, nell&#039;Ottocento, sarebbe stata giudicata brutta, sbagliata, orribile, da CHIUNQUE. In altre parole, nell&#039;Ottocento la musica dei Metallica sarebbe stata &lt;em&gt;oggettivamente brutta&lt;/em&gt;.  Su questo soltanto Gamberetta, a mio avviso, ha torto: nel credere che le regole oggettive da lei definite siano costanti nel tempo. Non è vero. Il new weird, nell&#039;Ottocento, sarebbe stato oggettivamente orrendo quanto i Metallica; per non parlare della Bizarro fiction. Ma anche i criteri tecnico-stilistici messi in evidenza da Gamberetta e dagli autori anglosassoni sarebbero stati oggettivamente sbagliati nell&#039;Ottocento.
Perché? Perché ogni epoca definisce i propri criteri estetici. Però li definisce in modo oggettivo: e in genere quest&#039;oggettività la fa la critica, e la fanno gli artisti più in vista e più letti. Nella prima metà dell&#039;Ottocento, il culmine della perfezione stilistica era raggiunto da Flaubert, e posso arrivare a dire che la bellezza tecnica di un romanzo di quel periodo si può stabilire nella misura in cui esso si avvicina allo stile di Flaubert. Ma se &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; Gamberetta dovesse recensire Flaubert, lo riempirebbe di Gamberi marci. Perché? Perché i criteri sono cambiati. Nel Duecento lo stilnovo era il punto più alto della poesia occidentale, e seguiva delle regole definite in modo insindacabile: oggi, quei poeti ci fanno ridere per la loro ingenuità, ci disgustano per la loro melensaggine e in generale ci annoiano. Del resto, è probabile che tutta (o quasi) la grande fantascienza del Novecento imbarazzerà a morte i nostri pronipoti.
Nella nostra epoca, gli autori più importanti e più riconosciuti nelle varie branche della letteratura, seguono delle regole e degli stilemi che le nuove generazioni devono assecondare per produrre dei lavori accettabili. Ed è un bene: l&#039;assenza di regole impedisce la valutazione della propria opera così come quella delle altre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@AnotherPointOfView: Posto che, con ogni probabilità, un romanzo come quello di Centi o come la maggior parte di quelli recensiti su Gamberi sarebbe stata considerata oggettivamente brutta in <em>ogni</em> epoca, vorrei soffermarmi su un tuo passaggio piuttosto interessante:</p>
<blockquote><p>Iperboli: cosa penserebbe Giuseppe Verdi dei Metallica? o Degas di Fullmetal Alchemist? o un Indios amazzonico della carbonara?<br />
Forse la sequenza delle note dei Metallica è SBAGLIATA rispetto a quella di Verdi? O forse viceversa?</p></blockquote>
<p>La musica dei Metallica, nell&#8217;Ottocento, sarebbe stata giudicata brutta, sbagliata, orribile, da CHIUNQUE. In altre parole, nell&#8217;Ottocento la musica dei Metallica sarebbe stata <em>oggettivamente brutta</em>.  Su questo soltanto Gamberetta, a mio avviso, ha torto: nel credere che le regole oggettive da lei definite siano costanti nel tempo. Non è vero. Il new weird, nell&#8217;Ottocento, sarebbe stato oggettivamente orrendo quanto i Metallica; per non parlare della Bizarro fiction. Ma anche i criteri tecnico-stilistici messi in evidenza da Gamberetta e dagli autori anglosassoni sarebbero stati oggettivamente sbagliati nell&#8217;Ottocento.<br />
Perché? Perché ogni epoca definisce i propri criteri estetici. Però li definisce in modo oggettivo: e in genere quest&#8217;oggettività la fa la critica, e la fanno gli artisti più in vista e più letti. Nella prima metà dell&#8217;Ottocento, il culmine della perfezione stilistica era raggiunto da Flaubert, e posso arrivare a dire che la bellezza tecnica di un romanzo di quel periodo si può stabilire nella misura in cui esso si avvicina allo stile di Flaubert. Ma se <em>oggi</em> Gamberetta dovesse recensire Flaubert, lo riempirebbe di Gamberi marci. Perché? Perché i criteri sono cambiati. Nel Duecento lo stilnovo era il punto più alto della poesia occidentale, e seguiva delle regole definite in modo insindacabile: oggi, quei poeti ci fanno ridere per la loro ingenuità, ci disgustano per la loro melensaggine e in generale ci annoiano. Del resto, è probabile che tutta (o quasi) la grande fantascienza del Novecento imbarazzerà a morte i nostri pronipoti.<br />
Nella nostra epoca, gli autori più importanti e più riconosciuti nelle varie branche della letteratura, seguono delle regole e degli stilemi che le nuove generazioni devono assecondare per produrre dei lavori accettabili. Ed è un bene: l&#8217;assenza di regole impedisce la valutazione della propria opera così come quella delle altre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19201</link>
		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 15:07:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19201</guid>
		<description>Aggiungo solo una cosa: il link che hai postato è a un blog, non all&#039;homepage di una casa editrice. Per quanto chi lo scrive sia un addetto ai lavori, si vede già che ha un contesto differente (metti anche il linguaggio più confidenziale e pure abbastanza supponente che dubito vedrei in uno spazio più &quot;professionale&quot;).
Onestamente? le case editrici devono vendere e io penso che, se trovassero un romanzo che abbia davvero qualcosa da dire ma che necessiti di correzioni, non te lo rimanderebbero indietro per una questione di principio. 
Questo però non è una scusa: un autore deve &lt;strong&gt;comunque&lt;/strong&gt; mandare qualcosa di cui sia convinto e su cui abbia sudato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo solo una cosa: il link che hai postato è a un blog, non all&#8217;homepage di una casa editrice. Per quanto chi lo scrive sia un addetto ai lavori, si vede già che ha un contesto differente (metti anche il linguaggio più confidenziale e pure abbastanza supponente che dubito vedrei in uno spazio più &#8220;professionale&#8221;).<br />
Onestamente? le case editrici devono vendere e io penso che, se trovassero un romanzo che abbia davvero qualcosa da dire ma che necessiti di correzioni, non te lo rimanderebbero indietro per una questione di principio.<br />
Questo però non è una scusa: un autore deve <strong>comunque</strong> mandare qualcosa di cui sia convinto e su cui abbia sudato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: The3rdPointOfView</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19200</link>
		<dc:creator>The3rdPointOfView</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:58:35 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Iperboli: cosa penserebbe Giuseppe Verdi dei Metallica? o Degas di Fullmetal Alchemist? o un Indios amazzonico della carbonara?
Forse la sequenza delle note dei Metallica è SBAGLIATA rispetto a quella di Verdi? O forse viceversa?&lt;/blockquote&gt;
Commento semplicemente con un LOL! XD Non pensavo si arrivasse a fare discorsi del genere pur di difendere un romanzo mal scritto.
*Sputa a terra*
Minchia, sono un macchiaiolo! (e non osate contraddirmi, l&#039;arte è soggettiva).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Iperboli: cosa penserebbe Giuseppe Verdi dei Metallica? o Degas di Fullmetal Alchemist? o un Indios amazzonico della carbonara?<br />
Forse la sequenza delle note dei Metallica è SBAGLIATA rispetto a quella di Verdi? O forse viceversa?</p></blockquote>
<p>Commento semplicemente con un LOL! XD Non pensavo si arrivasse a fare discorsi del genere pur di difendere un romanzo mal scritto.<br />
*Sputa a terra*<br />
Minchia, sono un macchiaiolo! (e non osate contraddirmi, l&#8217;arte è soggettiva).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristiano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/#comment-19199</link>
		<dc:creator>Cristiano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:58:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=2897#comment-19199</guid>
		<description>Ma infatti la mia non è una scusa per cui un autore debba mandare un testo di merda, sia chiaro. 
Un autore deve mandare un testo che sia, per lui, il migliore possibile. E&#039; un dovere professionale verso se stessi e chi ti legge. Poi però è possibile che ciò che tu reputi migliore non lo sia in senso più o meno oggettivo. Di norma, anzi, reputo molto difficile che un autore esordiente abbia una consapevolezza troppo definita dei suoi limiti, senza confrontarsi con i più o meno addetti ai lavori. Anche con addetti ai lavori che gli dicano seccamente &quot;che schifo&quot;. 
Quello che dico è che un editore decente dovrebbe operare una scelta: la storia che sto leggendo è un dannato disastro o ha delle potenzialità che possono venir fuori dopo un lavoro di editing? E&#039; una scala di responsabilità:
1 - responsabilità dell&#039;autore: scrivere il miglior testo possibile.
2- responsabilità dell&#039;editore: capire se la roba che ha sotto al naso ha un valore o se può rimanere nel cassetto di un dilettante.
3- responsabilità dell&#039;editor: valorizzare ciò che è passato dalla selezione e darle un senso, sfrondando le vaccate.
Ovvio che se salta uno di questi anelli, le cose vanno male. 
Se io autore mando un testo svogliato, su cui non lavoro e che tiro via, difficilmente un editore si prenderà a prescindere la briga di &quot;trovarci qualcosa&quot;. Parlando, sempre, di editori seri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma infatti la mia non è una scusa per cui un autore debba mandare un testo di merda, sia chiaro.<br />
Un autore deve mandare un testo che sia, per lui, il migliore possibile. E&#8217; un dovere professionale verso se stessi e chi ti legge. Poi però è possibile che ciò che tu reputi migliore non lo sia in senso più o meno oggettivo. Di norma, anzi, reputo molto difficile che un autore esordiente abbia una consapevolezza troppo definita dei suoi limiti, senza confrontarsi con i più o meno addetti ai lavori. Anche con addetti ai lavori che gli dicano seccamente &#8220;che schifo&#8221;.<br />
Quello che dico è che un editore decente dovrebbe operare una scelta: la storia che sto leggendo è un dannato disastro o ha delle potenzialità che possono venir fuori dopo un lavoro di editing? E&#8217; una scala di responsabilità:<br />
1 &#8211; responsabilità dell&#8217;autore: scrivere il miglior testo possibile.<br />
2- responsabilità dell&#8217;editore: capire se la roba che ha sotto al naso ha un valore o se può rimanere nel cassetto di un dilettante.<br />
3- responsabilità dell&#8217;editor: valorizzare ciò che è passato dalla selezione e darle un senso, sfrondando le vaccate.<br />
Ovvio che se salta uno di questi anelli, le cose vanno male.<br />
Se io autore mando un testo svogliato, su cui non lavoro e che tiro via, difficilmente un editore si prenderà a prescindere la briga di &#8220;trovarci qualcosa&#8221;. Parlando, sempre, di editori seri.</p>
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