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	<title>Commenti a: Sondaggio su Alice</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Di: Recensione &#8211; &#8220;Alice nel paese della Vaporità&#8221; di Francesco Dimitri &#124; Il Sociopatico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-42876</link>
		<dc:creator>Recensione &#8211; &#8220;Alice nel paese della Vaporità&#8221; di Francesco Dimitri &#124; Il Sociopatico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 20:42:13 +0000</pubDate>
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		<description>[...] mio piccolo sono entrato in possesso del libro prima della celebre non-recensione/rant-natalizio su Gamberi Fantasy, quando ancora il romanzo era marketizzato come uno dei primi tentativi di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] mio piccolo sono entrato in possesso del libro prima della celebre non-recensione/rant-natalizio su Gamberi Fantasy, quando ancora il romanzo era marketizzato come uno dei primi tentativi di [...]</p>
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		<title>Di: madtora</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-27853</link>
		<dc:creator>madtora</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 23:35:52 +0000</pubDate>
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		<description>....un libro veramente ORRIBILE. Concordo nel non recensirlo, e sono contenta di averlo letto dal mio ragazzo cui è stato regalato, così nessuno di noi ha speso soldi inutili. 
La storia di per sè è carina, ma è stata scritta con i piedi. E la cosa peggiore è la pubblicità che l&#039;autore tenta di fare al suo libro precedente, facendolo trovare ad Alice insieme alla bibbia e al Signore degli anelli -.-
....e preferisco tacere per quanto riguarda i vampiri........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.un libro veramente ORRIBILE. Concordo nel non recensirlo, e sono contenta di averlo letto dal mio ragazzo cui è stato regalato, così nessuno di noi ha speso soldi inutili.<br />
La storia di per sè è carina, ma è stata scritta con i piedi. E la cosa peggiore è la pubblicità che l&#8217;autore tenta di fare al suo libro precedente, facendolo trovare ad Alice insieme alla bibbia e al Signore degli anelli -.-<br />
&#8230;.e preferisco tacere per quanto riguarda i vampiri&#8230;&#8230;..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Anthony Strange</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-25543</link>
		<dc:creator>Anthony Strange</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 20:18:13 +0000</pubDate>
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		<description>Che tristezza.
Pensare che la Salani ha rimbalzato opere ben più valorose</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che tristezza.<br />
Pensare che la Salani ha rimbalzato opere ben più valorose</p>
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	<item>
		<title>Di: queenseptienna</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-24028</link>
		<dc:creator>queenseptienna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 21:05:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gamberetta, io sono pro recensione (e ho intenzione di recensirlo per il WD non appena avrò digerito la lettura).
Ho letto Alice nel paese della Vaporità in due giorni e ne sono francamente disgustata, perché l&#039;idea buona di base è andata a quel paese nel giro di poche pagine.
La Vaporità in sé non è una cretinata, la Steamland è carina, solo che... questo non è steampunk. A parte il fatto che mi sento deficiente perché non ho capito in che anni è ambientata la storia, in quanto &quot;trench &amp; cigarettes&quot; mi hanno sviata abbastanza.
Vogliamo parlare poi del mettere la parola &quot;steam&quot; attaccata a qualunque cosa? Ma per favore...
Dimitri aveva un bel soggetto fra le mani e lo ha rovinato senza mezzi termini. L&#039;unico che mi è piaciuto è Chesy e tenendo conte volte appare, la cosa è inquietante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gamberetta, io sono pro recensione (e ho intenzione di recensirlo per il WD non appena avrò digerito la lettura).<br />
Ho letto Alice nel paese della Vaporità in due giorni e ne sono francamente disgustata, perché l&#8217;idea buona di base è andata a quel paese nel giro di poche pagine.<br />
La Vaporità in sé non è una cretinata, la Steamland è carina, solo che&#8230; questo non è steampunk. A parte il fatto che mi sento deficiente perché non ho capito in che anni è ambientata la storia, in quanto &#8220;trench &amp; cigarettes&#8221; mi hanno sviata abbastanza.<br />
Vogliamo parlare poi del mettere la parola &#8220;steam&#8221; attaccata a qualunque cosa? Ma per favore&#8230;<br />
Dimitri aveva un bel soggetto fra le mani e lo ha rovinato senza mezzi termini. L&#8217;unico che mi è piaciuto è Chesy e tenendo conte volte appare, la cosa è inquietante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: caesar</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-23723</link>
		<dc:creator>caesar</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 13:55:51 +0000</pubDate>
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		<description>Avevo adorato &quot;Pan&quot;.Su Anobii gli ho dato 4 stelle e avevo pensato di dargliene 5.&quot;Alice...&quot; non sono riuscito a finirlo.Mi chiedo ancora come sia possibile scrivere 2 romanzi tanto diversi qualitativamente.Che mi dite de &quot;La ragazza dei suoi sogni?&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo adorato &#8220;Pan&#8221;.Su Anobii gli ho dato 4 stelle e avevo pensato di dargliene 5.&#8221;Alice&#8230;&#8221; non sono riuscito a finirlo.Mi chiedo ancora come sia possibile scrivere 2 romanzi tanto diversi qualitativamente.Che mi dite de &#8220;La ragazza dei suoi sogni?&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: AndreaFurlan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-23410</link>
		<dc:creator>AndreaFurlan</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 19:11:03 +0000</pubDate>
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		<description>Avevo intenzione di comprarlo, mi stai facendo ricredere :-&#124;

Però ho ancora voglia di comprarlo... e se mi trovo una merda noiosissima?

Andrea di ilgiovanescrittore.wordpress.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo intenzione di comprarlo, mi stai facendo ricredere :-|</p>
<p>Però ho ancora voglia di comprarlo&#8230; e se mi trovo una merda noiosissima?</p>
<p>Andrea di ilgiovanescrittore.wordpress.com</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Libri per i mesi a venire &#171; Il Sociopatico</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22859</link>
		<dc:creator>Libri per i mesi a venire &#171; Il Sociopatico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 17:21:20 +0000</pubDate>
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		<description>[...] scorso. C&#8217;è l&#8217;Alice di Dimitri, comprato e mai letto anche per &#8220;colpa&#8221; di una stroncatura ricevuta su Gamberi Fantasy, c&#8217;è il weird steampunk Fuoco nella polvere di Lansdale, alcune [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] scorso. C&#8217;è l&#8217;Alice di Dimitri, comprato e mai letto anche per &#8220;colpa&#8221; di una stroncatura ricevuta su Gamberi Fantasy, c&#8217;è il weird steampunk Fuoco nella polvere di Lansdale, alcune [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lidia</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22636</link>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 05:45:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22636</guid>
		<description>@Marco Albarello.
Eh, eh, eh. Grazie. :D
E che un buon Natale scorra potente nelle nostre famiglie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco Albarello.<br />
Eh, eh, eh. Grazie. :D<br />
E che un buon Natale scorra potente nelle nostre famiglie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Albarello</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22617</link>
		<dc:creator>Marco Albarello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 16:45:10 +0000</pubDate>
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		<description>@tasso barbasso
Tranquillo, scherzavo. :) Anche a me ha appasionato la vicenda e la seguo silente dagli spalti del pubblico, già intervenni tempo addietro sul fatto.
Comunque con diatriba volevo intendere proprio il significato storico e non quello attuale, mi ricordate due filosofi che discutono di un argomento per il pubblico in ascolto. :)
E se ho parlato di tribunali e questione di vita o di morte è solo perchè mi piace spargere tragedia anche dove non c&#039;è!

«Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate.» (Alfred Hitchcock)

Pertanto non so dove arriverete, ma fate almeno spuntare un morto sul finale. xD</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@tasso barbasso<br />
Tranquillo, scherzavo. :) Anche a me ha appasionato la vicenda e la seguo silente dagli spalti del pubblico, già intervenni tempo addietro sul fatto.<br />
Comunque con diatriba volevo intendere proprio il significato storico e non quello attuale, mi ricordate due filosofi che discutono di un argomento per il pubblico in ascolto. :)<br />
E se ho parlato di tribunali e questione di vita o di morte è solo perchè mi piace spargere tragedia anche dove non c&#8217;è!</p>
<p>«Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate.» (Alfred Hitchcock)</p>
<p>Pertanto non so dove arriverete, ma fate almeno spuntare un morto sul finale. xD</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tasso barbasso</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22615</link>
		<dc:creator>tasso barbasso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:32:56 +0000</pubDate>
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		<description>@Marco Albarello.

No, per quanto mi riguarda non si tratta di una diatriba (perlomeno nella sua accezione più usuale e diffusa) ma di una discussione, magari poco interessante per i più e inopinatamente ripetitiva, su uno degli infiniti temi che rischiano di appassionare chi si interessi di linguaggio, letteratura e cultura in genere. La lunghezza di certe discussioni (non è questione di logorrea) dipende anche dal fatto che due persone “educate” tendono a rispondersi finché continuano a sentirsi, in un modo o nell’altro, interrogate. Comunque niente che abbia a che vedere con i tribunali o con la morte! Per carità!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco Albarello.</p>
<p>No, per quanto mi riguarda non si tratta di una diatriba (perlomeno nella sua accezione più usuale e diffusa) ma di una discussione, magari poco interessante per i più e inopinatamente ripetitiva, su uno degli infiniti temi che rischiano di appassionare chi si interessi di linguaggio, letteratura e cultura in genere. La lunghezza di certe discussioni (non è questione di logorrea) dipende anche dal fatto che due persone “educate” tendono a rispondersi finché continuano a sentirsi, in un modo o nell’altro, interrogate. Comunque niente che abbia a che vedere con i tribunali o con la morte! Per carità!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Albarello</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22613</link>
		<dc:creator>Marco Albarello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 14:59:13 +0000</pubDate>
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		<description>@Mauro @tasso
Se sapevo di scatenare una tal diatriba giuro che non mi azzardavo a far notare il femminile sul termine fantasy. xD
La cosa in un certo senso mi diverte perchè mi ricorda davvero l&#039;aula di un tribunale ove si deve decidere la sorte di qualcuno. Questione di vita o di morte!
Comunque mi rincuoro perchè pensavo di essere l&#039;unico logorroico sulle questioni considerate superflue (vengo spesso accusato di ciò nella vita), pertanto qui mi sento a casa. :D

@Lidia
Che la vaporità sia con te. xD</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro @tasso<br />
Se sapevo di scatenare una tal diatriba giuro che non mi azzardavo a far notare il femminile sul termine fantasy. xD<br />
La cosa in un certo senso mi diverte perchè mi ricorda davvero l&#8217;aula di un tribunale ove si deve decidere la sorte di qualcuno. Questione di vita o di morte!<br />
Comunque mi rincuoro perchè pensavo di essere l&#8217;unico logorroico sulle questioni considerate superflue (vengo spesso accusato di ciò nella vita), pertanto qui mi sento a casa. :D</p>
<p>@Lidia<br />
Che la vaporità sia con te. xD</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tasso barbasso</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22607</link>
		<dc:creator>tasso barbasso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:23:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22607</guid>
		<description>@Mauro.

&lt;blockquote&gt;“Scomodo” perché allunga inutilmente le frasi: se posso dire “Il fantasy che sto leggendo è italiano”, dire “Il &lt;i&gt;romanzo&lt;/i&gt; fantasy che sto leggendo è italiano” aggiunge termini senza, di norma, aggiungere reale informazione.&lt;/blockquote&gt;

Dire “Il &lt;i&gt;romanzo&lt;/i&gt; fantasy che sto leggendo è italiano” è una delle possibilità che la lingua italiana mi offre per dire, in sostanza,  che sto leggendo un testo di determinate caratteristiche. Potrei anche dire “Il fantasy che sto leggendo è italiano” (cosa che tra l’altro ho già preso in considerazione più volte, spiegandone anche le motivazioni in maniera dettagliata) ma se volessi specificare (perché lo &lt;b&gt;voglio&lt;/b&gt; dire, perché lo ritengo soggettivamente &lt;b&gt;rilevante&lt;/b&gt;) che si tratta proprio di un romanzo, dirò, per l’appunto e senza per questo sentirmi “scomodo” o logorroico: “Il romanzo fantasy che sto leggendo è italiano”.  

&lt;blockquote&gt;Dipende dal dizionario; WordReference per esempio riporta:
fantasy /?fænt?s?/nome
1. fantasia f. , immaginazione f.;
(untruth) fantasia f. , illusione f.;
psic. prodotto m. dell’immaginazione &lt;/blockquote&gt;

???
Non ci capiamo. Dopo aver riportato la definizione, in inglese, del vocabolo “fantasy” (tratta da un dizionario inglese (intendo inglese/inglese), ho anche riportato, per motivi esplicativi che mi sembrano evidenti, la definizione di “fantasia” (vocabolo italiano) tratta da un dizionario &lt;b&gt;italiano/inglese&lt;/b&gt; (intendo italiano/inglese, NON inglese/italiano). Se avessi citato anche la voce “fantasy”, tratta da un dizionario inglese/italiano, avrei senz’altro riportato (più o meno) la tua stessa citazione ma la cosa sarebbe stata ininfluente per le mie considerazioni.

&lt;blockquote&gt;In ogni caso, ho definito “artificioso” il non usare articoli e inserire altri termini perché, nella mia esperienza, la versione con termini esplicitati (romanzo fantasy, ecc.) è rara…&lt;/blockquote&gt;

Ti credo. Tuttavia ti assicuro che nella mia esperienza, invece, quel modo di parlare &lt;b&gt;non è raro&lt;/b&gt;. 
In ogni caso continuo a non vedere il nesso tra artificiosità e rarità. E in ultima analisi, anche se si potesse affermare che questo nesso esiste, non vedo come potrebbe esserne inficiata la tesi principale che ho esposto fin dall’inizio: ossia la ragionevolezza della &lt;b&gt;varia&lt;/b&gt; attribuzione di genere maschile o femminile (con o senza articolo, con o senza aggiunta di termine italiano specificativo, implicito o esplicito che sia), nell’ambito del discorso in italiano, al vocabolo inglese &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; o a &lt;b&gt;eventuali&lt;/b&gt; vocaboli “integrativi”. L’espediente di non usare (&lt;b&gt;laddove possibile, ragionevole e in linea con l’intento comunicativo&lt;/b&gt;) articoli o preposizioni concordate al genere, ovvero l’espediente di aggiungere nomi italiani “specificativi” o “integrativi”, mi sembrano logicamente una delle tante, lecite possibilità che la nostra (elastica e ricca) lingua ci offre.

&lt;blockquote&gt;A parte quello, gli esempi che fai dell’uso senza articolo (“Quanti fantasy hai letto?”) mi sembrano poco indicativi: anche in una frase con solo termini di origine latina non si userebbe l’articolo: quanti romanzi hai letto?&lt;/blockquote&gt;

Quello specifico esempio serviva solo per chiarire che una parola straniera può essere tranquillamente inserita anche (oltre che in tante altre strutture verbali) in frasi senza articolo e senza oggetto italiano “integrativo”, conservando comunque il genere assegnatogli sulla base dei tanti possibili ragionamenti già spiegati (in quel caso il genere viene “svelato” dal termine concordato &lt;i&gt;quanti&lt;/i&gt;).

&lt;blockquote&gt;L’assenza dell’articolo deriva quindi non dalla presenza di “fantasy” e dal modo in cui viene usato, quanto piuttosto dalla struttura stessa della frase.&lt;/blockquote&gt;

Infatti intendevo dire che in determinate frasi, data la loro struttura, non siamo costretti a “denunciare” il genere di una specifica parola (in questo caso &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt;), utilizzando “marcatori” come articoli o preposizioni. Un esempio (ma un po’ forzato, come ho già detto, visto che implica un uso particolarmente evocativo del linguaggio) potrebbe essere: “Salani, il sigillo fantasy”. In questo caso l’articolo è riferito a sigillo (vocabolo italiano di genere maschile) e non a fantasy. Ovviamente il senso di questa frase è diverso da quello del pay-off originale (&lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; diventa un attributo di &lt;i&gt;sigillo&lt;/i&gt;), ma l’esempio serve solo per indicare la possibilità concreta di utilizzare la parola &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; in strutture che non implicano una “marcatura” di genere.

&lt;blockquote&gt;Togliere, invece, l’articolo in frasi che lo richiedano può cambiarne il significato.&lt;/blockquote&gt;

E infatti (lo ripeto per l’ennesima volta) ho sempre detto che l’articolo o la preposizione in alcuni casi (nota bene: &lt;b&gt;in alcuni casi&lt;/b&gt;) potrebbero essere omessi “&lt;b&gt;laddove ragionevole e in linea con l’intento comunicativo&lt;/b&gt;”.

&lt;blockquote&gt;Sono convinto che il vocabolo inglese fantasy esistesse ben prima di essere utilizzato per indicare un genere narrativo o un determinato approccio alla letteratura; quindi quello che era un vocabolo applicato ad un ambito genericamente psicologico è stato poi utilizzato, in un altro ambito, per indicare anche un diverso oggetto. Ma questo cosa c’entra?
&lt;blockquote&gt;Semplicemente, nel valutare il genere di un termine guardando alla traduzione credo vada considerato anche l’ambito: se un termine ha più traduzioni, alcune maschili e altre femminili, le prime cui guardare sono quelle relative all’ambito in cui si sta usando il termine.&lt;/blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;

E infatti prima di arrivare a una conclusione (che poi, ti prego di notarlo, rimane aperta a molte ragionevoli possibilità) ho letto tutte le traduzioni e definizioni in mio possesso, dando anche parzialmente conto di quelle che mi apparivano significative.

&lt;blockquote&gt;Mentre sarebbe più giusto “la bandita”.&lt;/blockquote&gt;

E vada per la bandita!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.</p>
<blockquote><p>“Scomodo” perché allunga inutilmente le frasi: se posso dire “Il fantasy che sto leggendo è italiano”, dire “Il <i>romanzo</i> fantasy che sto leggendo è italiano” aggiunge termini senza, di norma, aggiungere reale informazione.</p></blockquote>
<p>Dire “Il <i>romanzo</i> fantasy che sto leggendo è italiano” è una delle possibilità che la lingua italiana mi offre per dire, in sostanza,  che sto leggendo un testo di determinate caratteristiche. Potrei anche dire “Il fantasy che sto leggendo è italiano” (cosa che tra l’altro ho già preso in considerazione più volte, spiegandone anche le motivazioni in maniera dettagliata) ma se volessi specificare (perché lo <b>voglio</b> dire, perché lo ritengo soggettivamente <b>rilevante</b>) che si tratta proprio di un romanzo, dirò, per l’appunto e senza per questo sentirmi “scomodo” o logorroico: “Il romanzo fantasy che sto leggendo è italiano”.  </p>
<blockquote><p>Dipende dal dizionario; WordReference per esempio riporta:<br />
fantasy /?fænt?s?/nome<br />
1. fantasia f. , immaginazione f.;<br />
(untruth) fantasia f. , illusione f.;<br />
psic. prodotto m. dell’immaginazione </p></blockquote>
<p>???<br />
Non ci capiamo. Dopo aver riportato la definizione, in inglese, del vocabolo “fantasy” (tratta da un dizionario inglese (intendo inglese/inglese), ho anche riportato, per motivi esplicativi che mi sembrano evidenti, la definizione di “fantasia” (vocabolo italiano) tratta da un dizionario <b>italiano/inglese</b> (intendo italiano/inglese, NON inglese/italiano). Se avessi citato anche la voce “fantasy”, tratta da un dizionario inglese/italiano, avrei senz’altro riportato (più o meno) la tua stessa citazione ma la cosa sarebbe stata ininfluente per le mie considerazioni.</p>
<blockquote><p>In ogni caso, ho definito “artificioso” il non usare articoli e inserire altri termini perché, nella mia esperienza, la versione con termini esplicitati (romanzo fantasy, ecc.) è rara…</p></blockquote>
<p>Ti credo. Tuttavia ti assicuro che nella mia esperienza, invece, quel modo di parlare <b>non è raro</b>.<br />
In ogni caso continuo a non vedere il nesso tra artificiosità e rarità. E in ultima analisi, anche se si potesse affermare che questo nesso esiste, non vedo come potrebbe esserne inficiata la tesi principale che ho esposto fin dall’inizio: ossia la ragionevolezza della <b>varia</b> attribuzione di genere maschile o femminile (con o senza articolo, con o senza aggiunta di termine italiano specificativo, implicito o esplicito che sia), nell’ambito del discorso in italiano, al vocabolo inglese <i>fantasy</i> o a <b>eventuali</b> vocaboli “integrativi”. L’espediente di non usare (<b>laddove possibile, ragionevole e in linea con l’intento comunicativo</b>) articoli o preposizioni concordate al genere, ovvero l’espediente di aggiungere nomi italiani “specificativi” o “integrativi”, mi sembrano logicamente una delle tante, lecite possibilità che la nostra (elastica e ricca) lingua ci offre.</p>
<blockquote><p>A parte quello, gli esempi che fai dell’uso senza articolo (“Quanti fantasy hai letto?”) mi sembrano poco indicativi: anche in una frase con solo termini di origine latina non si userebbe l’articolo: quanti romanzi hai letto?</p></blockquote>
<p>Quello specifico esempio serviva solo per chiarire che una parola straniera può essere tranquillamente inserita anche (oltre che in tante altre strutture verbali) in frasi senza articolo e senza oggetto italiano “integrativo”, conservando comunque il genere assegnatogli sulla base dei tanti possibili ragionamenti già spiegati (in quel caso il genere viene “svelato” dal termine concordato <i>quanti</i>).</p>
<blockquote><p>L’assenza dell’articolo deriva quindi non dalla presenza di “fantasy” e dal modo in cui viene usato, quanto piuttosto dalla struttura stessa della frase.</p></blockquote>
<p>Infatti intendevo dire che in determinate frasi, data la loro struttura, non siamo costretti a “denunciare” il genere di una specifica parola (in questo caso <i>fantasy</i>), utilizzando “marcatori” come articoli o preposizioni. Un esempio (ma un po’ forzato, come ho già detto, visto che implica un uso particolarmente evocativo del linguaggio) potrebbe essere: “Salani, il sigillo fantasy”. In questo caso l’articolo è riferito a sigillo (vocabolo italiano di genere maschile) e non a fantasy. Ovviamente il senso di questa frase è diverso da quello del pay-off originale (<i>fantasy</i> diventa un attributo di <i>sigillo</i>), ma l’esempio serve solo per indicare la possibilità concreta di utilizzare la parola <i>fantasy</i> in strutture che non implicano una “marcatura” di genere.</p>
<blockquote><p>Togliere, invece, l’articolo in frasi che lo richiedano può cambiarne il significato.</p></blockquote>
<p>E infatti (lo ripeto per l’ennesima volta) ho sempre detto che l’articolo o la preposizione in alcuni casi (nota bene: <b>in alcuni casi</b>) potrebbero essere omessi “<b>laddove ragionevole e in linea con l’intento comunicativo</b>”.</p>
<blockquote><p>Sono convinto che il vocabolo inglese fantasy esistesse ben prima di essere utilizzato per indicare un genere narrativo o un determinato approccio alla letteratura; quindi quello che era un vocabolo applicato ad un ambito genericamente psicologico è stato poi utilizzato, in un altro ambito, per indicare anche un diverso oggetto. Ma questo cosa c’entra?</p>
<blockquote><p>Semplicemente, nel valutare il genere di un termine guardando alla traduzione credo vada considerato anche l’ambito: se un termine ha più traduzioni, alcune maschili e altre femminili, le prime cui guardare sono quelle relative all’ambito in cui si sta usando il termine.</p></blockquote>
</blockquote>
<p>E infatti prima di arrivare a una conclusione (che poi, ti prego di notarlo, rimane aperta a molte ragionevoli possibilità) ho letto tutte le traduzioni e definizioni in mio possesso, dando anche parzialmente conto di quelle che mi apparivano significative.</p>
<blockquote><p>Mentre sarebbe più giusto “la bandita”.</p></blockquote>
<p>E vada per la bandita!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lidia</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22604</link>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 08:51:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22604</guid>
		<description>@Mauro.
:D
Credo che Dimitri non abbia inventato una parola in inglese al posto di steam per un motivo piuttosto ovvio: per rifarsi al termine steampunk. Una strizzatina d&#039;occhio, sebbene poi, come dice Gamberetta, di steampunk non ce n&#039;è. Io credo che non abbia inventato un termine fanstastico per &quot;steam&quot; proprio per rendere immediata l&#039;associazione.

Se avesse usato un&#039;altra parola, l&#039;associazione sarebbe andata in fumo. In italiano invece (dato che anche noi usiamo la parola steampunk inglese), ha voluto inventarne una.
Non c&#039;è altro da dire. E&#039; un discorso inutile, dopo i primi due o tre commenti. Davvero. L&#039;avevo già scritto post fa. Una questione marginale, di poco conto, che comincia a diventare stantia e noiosa. Quindi passo e chiudo. Ciao.
Buon Natale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.<br />
:D<br />
Credo che Dimitri non abbia inventato una parola in inglese al posto di steam per un motivo piuttosto ovvio: per rifarsi al termine steampunk. Una strizzatina d&#8217;occhio, sebbene poi, come dice Gamberetta, di steampunk non ce n&#8217;è. Io credo che non abbia inventato un termine fanstastico per &#8220;steam&#8221; proprio per rendere immediata l&#8217;associazione.</p>
<p>Se avesse usato un&#8217;altra parola, l&#8217;associazione sarebbe andata in fumo. In italiano invece (dato che anche noi usiamo la parola steampunk inglese), ha voluto inventarne una.<br />
Non c&#8217;è altro da dire. E&#8217; un discorso inutile, dopo i primi due o tre commenti. Davvero. L&#8217;avevo già scritto post fa. Una questione marginale, di poco conto, che comincia a diventare stantia e noiosa. Quindi passo e chiudo. Ciao.<br />
Buon Natale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22586</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 21:19:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22586</guid>
		<description>tasso barbasso:
&lt;blockquote&gt;Ovviamente la frase “something made by the imagination” non è una traduzione ma è una delle definizioni del vocabolo inglese fantasy, così come riportata da un moderno dizionario inglese (inglese/inglese)&lt;/blockquote&gt;
Il senso della mia osservazione era legato a quanto da te detto: «si dice “fantasy” anche nel senso di “something made by the imagination”, che a rigor di logica dovrebbe corrispondere a ciò che noi italiani chiamiamo “storia” o “letteratura” o “narrativa” o “opera fantastica con caratteri x,y e z” (tutti sostantivi femminili), ma anche “racconto” o “genere” o “ambito”, ecc. (cioè sostantivi di genere maschile)»; leggere quel pezzo mi aveva dato l&#039;impressione che tu, passando attraverso la definizione inglese del termine, stessi sostenendo che il genere di &quot;fantasy&quot; si potesse vedere anche attraverso &quot;narrativa&quot; e &quot;romanzo&quot;, sebbene non siano traduzioni.

&lt;blockquote&gt;Se poi, per curiosità, volessimo andare a guardare anche un dizionario italiano/inglese, vedremmo che sotto la voce fantasia si legge: “(immaginazione) imagination; fancy; (cose immaginate) fantasy; phantasy: sono tutte fantasie, they are all fantasies”. Dal ché si deduce che volendo parlare di ciò che in italiano si rende con immaginazione o fantasia, in inglese si userebbero le parole imagination (le tales of mistery and imagination di Poe) o fancy, mentre con fantasy ci si riferirebbe soprattutto (e forse più propriamente) al prodotto della fantasia: i pensieri e tutto ciò che può essere inteso come il risultato dell’immaginare o del fantasticare&lt;/blockquote&gt;
Dipende dal dizionario; WordReference per esempio riporta:

fantasy /?fænt?s?/nome

   1. fantasia f. , immaginazione f.;
      (untruth) fantasia f. , illusione f.;
      psic. prodotto m. dell&#039;immaginazione 

In ogni caso, ho definito &quot;artificioso&quot; il non usare articoli e inserire altri termini perché, nella mia esperienza, la versione con termini esplicitati (romanzo fantasy, ecc.) è rara, parecchio meno usata dell&#039;altra possibilità; l&#039;ipotetica proposta di usarla normalmente va contro all&#039;uso che di norma viene naturale - almeno nella mia esperienza - ai parlanti, da cui il termine &quot;artificioso&quot;.
&quot;Scomodo&quot; perché allunga inutilmente le frasi: se posso dire &quot;Il fantasy che sto leggendo è italiano&quot;, dire &quot;Il &lt;i&gt;romanzo&lt;/i&gt; fantasy che sto leggendo è italiano&quot; aggiunge termini senza, di norma, aggiungere reale informazione.

A parte quello, gli esempi che fai dell&#039;uso senza articolo (&quot;Quanti fantasy hai letto?&quot;) mi sembrano poco indicativi: anche in una frase con solo termini di origine latina non si userebbe l&#039;articolo: quanti romanzi hai letto?
L&#039;assenza dell&#039;articolo deriva quindi non dalla presenza di &quot;fantasy&quot; e dal modo in cui viene usato, quanto piuttosto dalla struttura stessa della frase.
Togliere, invece, l&#039;articolo in frasi che lo richiedano può cambiarne il significato; se, per esempio, alla domanda: “Cosa stai leggendo?” mi rispondessi: “Fantasy”, il significato che mi arriva è diverso da quello comunicato da: &quot;Un fantasy&quot;. Il secondo indica che stai leggendo &lt;i&gt;un&lt;/i&gt; fantasy; il primo, nella sua genericità, potrebbe significare che vuoi stare sul vago; che in quel periodo stai leggendo fantasy, quindi riferito non alla singola opera, ma a un periodo temporale; che stai leggendo piú libri fantasy.

&lt;blockquote&gt;Sono convinto che il vocabolo inglese fantasy esistesse ben prima di essere utilizzato per indicare un genere narrativo o un determinato approccio alla letteratura; quindi quello che era un vocabolo applicato ad un ambito genericamente psicologico è stato poi utilizzato, in un altro ambito, per indicare anche un diverso oggetto. Ma questo cosa c’entra?&lt;/blockquote&gt;
Semplicemente, nel valutare il genere di un termine guardando alla traduzione credo vada considerato anche l&#039;ambito: se un termine ha piú traduzioni, alcune maschili e altre femminili, le prime cui guardare sono quelle relative all&#039;ambito in cui si sta usando il termine.

&lt;blockquote&gt;alcuni dicono la banditessa&lt;/blockquote&gt;
Mentre sarebbe piú giusto &quot;la bandita&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tasso barbasso:</p>
<blockquote><p>Ovviamente la frase “something made by the imagination” non è una traduzione ma è una delle definizioni del vocabolo inglese fantasy, così come riportata da un moderno dizionario inglese (inglese/inglese)</p></blockquote>
<p>Il senso della mia osservazione era legato a quanto da te detto: «si dice “fantasy” anche nel senso di “something made by the imagination”, che a rigor di logica dovrebbe corrispondere a ciò che noi italiani chiamiamo “storia” o “letteratura” o “narrativa” o “opera fantastica con caratteri x,y e z” (tutti sostantivi femminili), ma anche “racconto” o “genere” o “ambito”, ecc. (cioè sostantivi di genere maschile)»; leggere quel pezzo mi aveva dato l&#8217;impressione che tu, passando attraverso la definizione inglese del termine, stessi sostenendo che il genere di &#8220;fantasy&#8221; si potesse vedere anche attraverso &#8220;narrativa&#8221; e &#8220;romanzo&#8221;, sebbene non siano traduzioni.</p>
<blockquote><p>Se poi, per curiosità, volessimo andare a guardare anche un dizionario italiano/inglese, vedremmo che sotto la voce fantasia si legge: “(immaginazione) imagination; fancy; (cose immaginate) fantasy; phantasy: sono tutte fantasie, they are all fantasies”. Dal ché si deduce che volendo parlare di ciò che in italiano si rende con immaginazione o fantasia, in inglese si userebbero le parole imagination (le tales of mistery and imagination di Poe) o fancy, mentre con fantasy ci si riferirebbe soprattutto (e forse più propriamente) al prodotto della fantasia: i pensieri e tutto ciò che può essere inteso come il risultato dell’immaginare o del fantasticare</p></blockquote>
<p>Dipende dal dizionario; WordReference per esempio riporta:</p>
<p>fantasy /?fænt?s?/nome</p>
<p>   1. fantasia f. , immaginazione f.;<br />
      (untruth) fantasia f. , illusione f.;<br />
      psic. prodotto m. dell&#8217;immaginazione </p>
<p>In ogni caso, ho definito &#8220;artificioso&#8221; il non usare articoli e inserire altri termini perché, nella mia esperienza, la versione con termini esplicitati (romanzo fantasy, ecc.) è rara, parecchio meno usata dell&#8217;altra possibilità; l&#8217;ipotetica proposta di usarla normalmente va contro all&#8217;uso che di norma viene naturale &#8211; almeno nella mia esperienza &#8211; ai parlanti, da cui il termine &#8220;artificioso&#8221;.<br />
&#8220;Scomodo&#8221; perché allunga inutilmente le frasi: se posso dire &#8220;Il fantasy che sto leggendo è italiano&#8221;, dire &#8220;Il <i>romanzo</i> fantasy che sto leggendo è italiano&#8221; aggiunge termini senza, di norma, aggiungere reale informazione.</p>
<p>A parte quello, gli esempi che fai dell&#8217;uso senza articolo (&#8220;Quanti fantasy hai letto?&#8221;) mi sembrano poco indicativi: anche in una frase con solo termini di origine latina non si userebbe l&#8217;articolo: quanti romanzi hai letto?<br />
L&#8217;assenza dell&#8217;articolo deriva quindi non dalla presenza di &#8220;fantasy&#8221; e dal modo in cui viene usato, quanto piuttosto dalla struttura stessa della frase.<br />
Togliere, invece, l&#8217;articolo in frasi che lo richiedano può cambiarne il significato; se, per esempio, alla domanda: “Cosa stai leggendo?” mi rispondessi: “Fantasy”, il significato che mi arriva è diverso da quello comunicato da: &#8220;Un fantasy&#8221;. Il secondo indica che stai leggendo <i>un</i> fantasy; il primo, nella sua genericità, potrebbe significare che vuoi stare sul vago; che in quel periodo stai leggendo fantasy, quindi riferito non alla singola opera, ma a un periodo temporale; che stai leggendo piú libri fantasy.</p>
<blockquote><p>Sono convinto che il vocabolo inglese fantasy esistesse ben prima di essere utilizzato per indicare un genere narrativo o un determinato approccio alla letteratura; quindi quello che era un vocabolo applicato ad un ambito genericamente psicologico è stato poi utilizzato, in un altro ambito, per indicare anche un diverso oggetto. Ma questo cosa c’entra?</p></blockquote>
<p>Semplicemente, nel valutare il genere di un termine guardando alla traduzione credo vada considerato anche l&#8217;ambito: se un termine ha piú traduzioni, alcune maschili e altre femminili, le prime cui guardare sono quelle relative all&#8217;ambito in cui si sta usando il termine.</p>
<blockquote><p>alcuni dicono la banditessa</p></blockquote>
<p>Mentre sarebbe piú giusto &#8220;la bandita&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tasso barbasso</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22582</link>
		<dc:creator>tasso barbasso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 19:22:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22582</guid>
		<description>@Mauro.

Grazie per la citazione e per la nota bibliografica!

&lt;blockquote&gt;Attento a non confondere “traduzione” con “definizione”: &lt;i&gt;something made by the imagination&lt;/i&gt; è una delle definizioni di “fantasy”, ma dubito che rientri tra le sue traduzioni&lt;/blockquote&gt;

Mi sfugge il senso della tua osservazione. &lt;b&gt;Ovviamente&lt;/b&gt; la frase “something made by the imagination” non è una traduzione ma è una delle definizioni del vocabolo inglese &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt;, così come riportata da un moderno dizionario inglese (inglese/inglese). È evidente che la definizione inglese ci serve per comprendere il significato attribuito alla parola, e per individuare quei vocaboli italiani la cui definizione si avvicini maggiormente alla definizione (ossia al senso) del vocabolo inglese. Ma in questo specifico caso noi non vogliamo veramente tradurre, quindi ci limiteremo a individuare i generi dei vocaboli italiani corrispondenti al vocabolo inglese, per poi ricavarne gli articoli o le preposizioni eventualmente utilizzabili. Tutto qui.
Va da sé che la definizione italiana di un’eventuale (ideale) &lt;b&gt;traduzione&lt;/b&gt; in italiano del vocabolo inglese considerato, dovrebbe essere in grado di rendere il senso della &lt;b&gt;definizione&lt;/b&gt; inglese dello stesso vocabolo.

Se poi, per curiosità, volessimo andare a guardare anche un dizionario italiano/inglese, vedremmo che sotto la voce &lt;i&gt;fantasia&lt;/i&gt; si legge: “(immaginazione) imagination; fancy; (cose immaginate) fantasy; phantasy: &lt;i&gt;sono tutte fantasie&lt;/i&gt;, they are all fantasies”. Dal ché si deduce che volendo parlare di ciò che in italiano si rende con &lt;i&gt;immaginazione&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;fantasia&lt;/i&gt;, in inglese si userebbero le parole &lt;i&gt;imagination&lt;/i&gt; (le &lt;i&gt;tales of mistery and imagination&lt;/i&gt; di Poe) o &lt;i&gt;fancy&lt;/i&gt;, mentre con &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; ci si riferirebbe soprattutto (e forse più propriamente) al prodotto della fantasia: i pensieri e tutto ciò che può essere inteso come il risultato dell’immaginare o del fantasticare. 
Ma il vero nocciolo della questione è che diversi vocaboli italiani (sia maschili che femminili) possono essere obiettivamente considerati una soddisfacente traduzione per del vocabolo inglese &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt;.

&lt;blockquote&gt;“fantasy” tradotto come “prodotto dell’immaginazione” è possibile; ma a parte che quel prodotto in Italiano si rende tranquillamente con “fantasia”…   &lt;/blockquote&gt;     

Così come quello stesso “prodotto” può tradursi, altrettanto tranquillamente, con l’aggettivo sostantivato &lt;i&gt;fantastico&lt;/i&gt; (il fantastico; ciò che è fantastico), o con il termine &lt;i&gt;fantasioso&lt;/i&gt;, oppure con le tante altre espressioni di genere maschile già citate.

&lt;blockquote&gt;certi vocabolari la danno come traduzione della psicologia, mentre qui siamo in ambito narrativo&lt;/blockquote&gt;

Sono convinto che il vocabolo inglese &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; esistesse ben prima di essere utilizzato per indicare un genere narrativo o un determinato approccio alla letteratura; quindi quello che era un vocabolo applicato ad un ambito genericamente psicologico è stato poi utilizzato, in un altro ambito, per indicare &lt;b&gt;anche&lt;/b&gt; un diverso oggetto. Ma questo cosa c’entra?

&lt;blockquote&gt;Sul non usare gli articoli, il problema è che è una soluzione artificiosa e che richiede l’inserimento di altri termini&lt;/blockquote&gt;

Su questo non sono d’accordo. Non usare gli articoli, laddove questi non siano obiettivamente necessari, mi sembra perfettamente sensato. In ogni caso non lo percepisco certamente come un espediente artificioso. Inoltre se pure lo si volesse a tutti i costi definire “espediente artificioso”, la cosa non mi disturberebbe affatto (del resto il linguaggio verbale non è altro che un codice, e dei più “artificiosi” che siano mai stati escogitati; in questo caso, poi, parliamo addirittura di comparazioni di codici!). Anche l’inserimento di termini aggiuntivi non mi appare artificioso o “faticoso” in sé, anzi mi sembra che nelle &lt;b&gt;buone traduzioni&lt;/b&gt; le aggiunte, le sottrazioni o le trasformazioni di vocaboli siano operazioni frequenti e necessarie. Esempi con articolo e oggetto implicito o esplicito: “il genere fantasy è quello che…” (oggetto maschile esplicito); “il fantasy è quello che…” (stesso oggetto maschile implicito); “ho letto un buon romanzo fantasy” (altro oggetto maschile esplicito); “ho letto un buon fantasy” (stesso oggetto maschile implicito). Esempi senza articolo: “quanti fantasy hai letto?” (senza articolo ma con oggetto implicito di genere maschile); “quante fantasy hai letto?” (senza articolo ma con oggetto implicito di genere femminile).  

&lt;blockquote&gt;difficile che prenda piede e comunque scomoda. &lt;/blockquote&gt;

In verità io lo faccio da sempre e la scomodità non la percepisco. Inoltre mi sembra che la cosa abbia già “preso piede”, come dimostrato dal fatto che la parola &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; (insieme a tutte le altre parole analoghe) viene già comunemente utilizzata, nell’ambito del discorso italiano, nei vari modi suddetti: con o senza articolo; con oggetto implicito o esplicito; con articolo e/o con oggetto (implicito o esplicito) sia di genere maschile che femminile.

&lt;blockquote&gt;Per quanto riguarda l’inglese, i nomi in italiano vengono usati come maschili o come femminili quando indicano esseri animati e, quindi, possono essere ricondotti al loro genere naturale: il &lt;i&gt;boy-friend&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;cameraman&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;ganster&lt;/i&gt;, la &lt;i&gt;star&lt;/i&gt;, le &lt;i&gt;girls&lt;/i&gt;. &lt;/blockquote&gt;

E qui ricadiamo nella considerazione generale (ovvia) che, potendo idealmente tradurre il vocabolo inglese con un corrispondente e appropriato vocabolo italiano, tenderemo ad attribuire alla parola inglese il genere della corrispondente parola italiana. Inoltre mi sembra interessante osservare che: il genere di &lt;i&gt;boy-friend&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;cameraman&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;girls&lt;/i&gt; è scontato, in quanto queste espressioni contengono vocaboli di genere inequivocabile (ragazzo, uomo e ragazza); la parola &lt;i&gt;star&lt;/i&gt; viene comunemente usata anche per gli uomini ma le viene sempre attribuito l’articolo &lt;i&gt;la&lt;/i&gt;, in quanto inequivocabilmente traducibile con il vocabolo italiano femminile &lt;i&gt;stella&lt;/i&gt; (nota bene: riferito a oggetto inanimato), oltretutto nell’ambito di un’espressione italiana identica a quella inglese (es.: “quel pianista è una vera stella”); la parola &lt;i&gt;gangster&lt;/i&gt; viene considerata maschile anche perché riferita a un’attività generalmente svolta da uomini (inoltre può essere tradotta con &lt;i&gt;bandito&lt;/i&gt;), ma è pensabile che ci si possa riferire a gangster donne e che si possa naturalmente dire &lt;i&gt;la gangster&lt;/i&gt; (alcuni dicono &lt;i&gt;la banditessa&lt;/i&gt;).

&lt;blockquote&gt;Nel caso di nomi indicanti cose, oggetti, concetti o azioni, di solito il genere è maschile: il &lt;i&gt;flipper&lt;/i&gt;, lo &lt;i&gt;smoking&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;gap&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;rally&lt;/i&gt;.&lt;/blockquote&gt;

Questa è una convenzione molto usata - in sé è chiaramente arbitraria ma è pur sempre un modo comunemente accettato per risolvere la questione (non è proprio la stessa cosa ma mi sembra interessante notare che, in senso antropologico, si dice perfino &lt;i&gt;l’uomo&lt;/i&gt; per intendere l’essere umano) - ma che si sovrappone a tante altre motivazioni e considerazioni. Il vocabolo &lt;i&gt;flipper&lt;/i&gt;, per esempio, è connesso al verbo &lt;i&gt;to flip&lt;/i&gt; (&lt;b&gt;1&lt;/b&gt; to send (something) spinning into the air with a light quick blow: &lt;i&gt;to flip a coin&lt;/i&gt; &lt;b&gt;2&lt;/b&gt; to turn over: &lt;i&gt;to flip the pages over&lt;/i&gt; &lt;b&gt;3&lt;/b&gt; to become angry, excited, etc.: &lt;i&gt;I knew you’d flip when you saw my new car&lt;/i&gt;) e dal vocabolo &lt;i&gt;flip&lt;/i&gt; (a quick light blow that sends something spinning into the air); inoltre la prima definizione di &lt;i&gt;flipper&lt;/i&gt; è “limb” (pinna; arto; membro). È chiaro che questa massa si suggestioni, traslati e sottintesi non può essere inequivocabilmente riferita a un unico vocabolo italiano implicito (sarebbe più semplice tradurre dicendo “facciamo una partita a pinnette”, per esempio), e quindi appare più ragionevole appoggiarsi alla regola generale per cui un genere neutro di natura “problematica” si può pur sempre considerare convenzionalmente di genere maschile, senza complicare inutilmente la questione. Inoltre &lt;i&gt;il flipper&lt;/i&gt; può essere visto come un particolare tipo di &lt;i&gt;piccolo biliardo&lt;/i&gt; o come un &lt;i&gt;biliardino&lt;/i&gt;: maschile, dunque.

&lt;blockquote&gt;Talvolta, però, il parlante “sente” un nome come femminile, perché femminile è, in italiano, il genere della parola corrispondente: la &lt;i&gt;subway&lt;/i&gt; (‘la metropolitana’), la &lt;i&gt;gang&lt;/i&gt; (‘la banda’), la &lt;i&gt;disco-music&lt;/i&gt;, la &lt;i&gt;privacy&lt;/i&gt;» (La Grammatica della Lingua Italiana, Marcello Sensini, CDE).&lt;/blockquote&gt;

E anche qui ricadiamo nella considerazione generale (ovvia) che, potendo idealmente tradurre il vocabolo inglese con un corrispondente e appropriato vocabolo italiano, tenderemo ad attribuire alla parola inglese il genere della parola italiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.</p>
<p>Grazie per la citazione e per la nota bibliografica!</p>
<blockquote><p>Attento a non confondere “traduzione” con “definizione”: <i>something made by the imagination</i> è una delle definizioni di “fantasy”, ma dubito che rientri tra le sue traduzioni</p></blockquote>
<p>Mi sfugge il senso della tua osservazione. <b>Ovviamente</b> la frase “something made by the imagination” non è una traduzione ma è una delle definizioni del vocabolo inglese <i>fantasy</i>, così come riportata da un moderno dizionario inglese (inglese/inglese). È evidente che la definizione inglese ci serve per comprendere il significato attribuito alla parola, e per individuare quei vocaboli italiani la cui definizione si avvicini maggiormente alla definizione (ossia al senso) del vocabolo inglese. Ma in questo specifico caso noi non vogliamo veramente tradurre, quindi ci limiteremo a individuare i generi dei vocaboli italiani corrispondenti al vocabolo inglese, per poi ricavarne gli articoli o le preposizioni eventualmente utilizzabili. Tutto qui.<br />
Va da sé che la definizione italiana di un’eventuale (ideale) <b>traduzione</b> in italiano del vocabolo inglese considerato, dovrebbe essere in grado di rendere il senso della <b>definizione</b> inglese dello stesso vocabolo.</p>
<p>Se poi, per curiosità, volessimo andare a guardare anche un dizionario italiano/inglese, vedremmo che sotto la voce <i>fantasia</i> si legge: “(immaginazione) imagination; fancy; (cose immaginate) fantasy; phantasy: <i>sono tutte fantasie</i>, they are all fantasies”. Dal ché si deduce che volendo parlare di ciò che in italiano si rende con <i>immaginazione</i> o <i>fantasia</i>, in inglese si userebbero le parole <i>imagination</i> (le <i>tales of mistery and imagination</i> di Poe) o <i>fancy</i>, mentre con <i>fantasy</i> ci si riferirebbe soprattutto (e forse più propriamente) al prodotto della fantasia: i pensieri e tutto ciò che può essere inteso come il risultato dell’immaginare o del fantasticare.<br />
Ma il vero nocciolo della questione è che diversi vocaboli italiani (sia maschili che femminili) possono essere obiettivamente considerati una soddisfacente traduzione per del vocabolo inglese <i>fantasy</i>.</p>
<blockquote><p>“fantasy” tradotto come “prodotto dell’immaginazione” è possibile; ma a parte che quel prodotto in Italiano si rende tranquillamente con “fantasia”…   </p></blockquote>
<p>Così come quello stesso “prodotto” può tradursi, altrettanto tranquillamente, con l’aggettivo sostantivato <i>fantastico</i> (il fantastico; ciò che è fantastico), o con il termine <i>fantasioso</i>, oppure con le tante altre espressioni di genere maschile già citate.</p>
<blockquote><p>certi vocabolari la danno come traduzione della psicologia, mentre qui siamo in ambito narrativo</p></blockquote>
<p>Sono convinto che il vocabolo inglese <i>fantasy</i> esistesse ben prima di essere utilizzato per indicare un genere narrativo o un determinato approccio alla letteratura; quindi quello che era un vocabolo applicato ad un ambito genericamente psicologico è stato poi utilizzato, in un altro ambito, per indicare <b>anche</b> un diverso oggetto. Ma questo cosa c’entra?</p>
<blockquote><p>Sul non usare gli articoli, il problema è che è una soluzione artificiosa e che richiede l’inserimento di altri termini</p></blockquote>
<p>Su questo non sono d’accordo. Non usare gli articoli, laddove questi non siano obiettivamente necessari, mi sembra perfettamente sensato. In ogni caso non lo percepisco certamente come un espediente artificioso. Inoltre se pure lo si volesse a tutti i costi definire “espediente artificioso”, la cosa non mi disturberebbe affatto (del resto il linguaggio verbale non è altro che un codice, e dei più “artificiosi” che siano mai stati escogitati; in questo caso, poi, parliamo addirittura di comparazioni di codici!). Anche l’inserimento di termini aggiuntivi non mi appare artificioso o “faticoso” in sé, anzi mi sembra che nelle <b>buone traduzioni</b> le aggiunte, le sottrazioni o le trasformazioni di vocaboli siano operazioni frequenti e necessarie. Esempi con articolo e oggetto implicito o esplicito: “il genere fantasy è quello che…” (oggetto maschile esplicito); “il fantasy è quello che…” (stesso oggetto maschile implicito); “ho letto un buon romanzo fantasy” (altro oggetto maschile esplicito); “ho letto un buon fantasy” (stesso oggetto maschile implicito). Esempi senza articolo: “quanti fantasy hai letto?” (senza articolo ma con oggetto implicito di genere maschile); “quante fantasy hai letto?” (senza articolo ma con oggetto implicito di genere femminile).  </p>
<blockquote><p>difficile che prenda piede e comunque scomoda. </p></blockquote>
<p>In verità io lo faccio da sempre e la scomodità non la percepisco. Inoltre mi sembra che la cosa abbia già “preso piede”, come dimostrato dal fatto che la parola <i>fantasy</i> (insieme a tutte le altre parole analoghe) viene già comunemente utilizzata, nell’ambito del discorso italiano, nei vari modi suddetti: con o senza articolo; con oggetto implicito o esplicito; con articolo e/o con oggetto (implicito o esplicito) sia di genere maschile che femminile.</p>
<blockquote><p>Per quanto riguarda l’inglese, i nomi in italiano vengono usati come maschili o come femminili quando indicano esseri animati e, quindi, possono essere ricondotti al loro genere naturale: il <i>boy-friend</i>, il <i>cameraman</i>, il <i>ganster</i>, la <i>star</i>, le <i>girls</i>. </p></blockquote>
<p>E qui ricadiamo nella considerazione generale (ovvia) che, potendo idealmente tradurre il vocabolo inglese con un corrispondente e appropriato vocabolo italiano, tenderemo ad attribuire alla parola inglese il genere della corrispondente parola italiana. Inoltre mi sembra interessante osservare che: il genere di <i>boy-friend</i>, <i>cameraman</i> e <i>girls</i> è scontato, in quanto queste espressioni contengono vocaboli di genere inequivocabile (ragazzo, uomo e ragazza); la parola <i>star</i> viene comunemente usata anche per gli uomini ma le viene sempre attribuito l’articolo <i>la</i>, in quanto inequivocabilmente traducibile con il vocabolo italiano femminile <i>stella</i> (nota bene: riferito a oggetto inanimato), oltretutto nell’ambito di un’espressione italiana identica a quella inglese (es.: “quel pianista è una vera stella”); la parola <i>gangster</i> viene considerata maschile anche perché riferita a un’attività generalmente svolta da uomini (inoltre può essere tradotta con <i>bandito</i>), ma è pensabile che ci si possa riferire a gangster donne e che si possa naturalmente dire <i>la gangster</i> (alcuni dicono <i>la banditessa</i>).</p>
<blockquote><p>Nel caso di nomi indicanti cose, oggetti, concetti o azioni, di solito il genere è maschile: il <i>flipper</i>, lo <i>smoking</i>, il <i>gap</i>, il <i>rally</i>.</p></blockquote>
<p>Questa è una convenzione molto usata &#8211; in sé è chiaramente arbitraria ma è pur sempre un modo comunemente accettato per risolvere la questione (non è proprio la stessa cosa ma mi sembra interessante notare che, in senso antropologico, si dice perfino <i>l’uomo</i> per intendere l’essere umano) &#8211; ma che si sovrappone a tante altre motivazioni e considerazioni. Il vocabolo <i>flipper</i>, per esempio, è connesso al verbo <i>to flip</i> (<b>1</b> to send (something) spinning into the air with a light quick blow: <i>to flip a coin</i> <b>2</b> to turn over: <i>to flip the pages over</i> <b>3</b> to become angry, excited, etc.: <i>I knew you’d flip when you saw my new car</i>) e dal vocabolo <i>flip</i> (a quick light blow that sends something spinning into the air); inoltre la prima definizione di <i>flipper</i> è “limb” (pinna; arto; membro). È chiaro che questa massa si suggestioni, traslati e sottintesi non può essere inequivocabilmente riferita a un unico vocabolo italiano implicito (sarebbe più semplice tradurre dicendo “facciamo una partita a pinnette”, per esempio), e quindi appare più ragionevole appoggiarsi alla regola generale per cui un genere neutro di natura “problematica” si può pur sempre considerare convenzionalmente di genere maschile, senza complicare inutilmente la questione. Inoltre <i>il flipper</i> può essere visto come un particolare tipo di <i>piccolo biliardo</i> o come un <i>biliardino</i>: maschile, dunque.</p>
<blockquote><p>Talvolta, però, il parlante “sente” un nome come femminile, perché femminile è, in italiano, il genere della parola corrispondente: la <i>subway</i> (‘la metropolitana’), la <i>gang</i> (‘la banda’), la <i>disco-music</i>, la <i>privacy</i>» (La Grammatica della Lingua Italiana, Marcello Sensini, CDE).</p></blockquote>
<p>E anche qui ricadiamo nella considerazione generale (ovvia) che, potendo idealmente tradurre il vocabolo inglese con un corrispondente e appropriato vocabolo italiano, tenderemo ad attribuire alla parola inglese il genere della parola italiana.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22556</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 20:28:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22556</guid>
		<description>Premesso che non ho detto che la parola mi abbia fatto schifo, sembra che non riesca a spiegarmi: non sto dicendo che Dimitri non avesse motivi per inventare un nuovo termine (anzi, io stesso ho ipotizzato che sia cosí), sto semplicemente dicendo che &lt;i&gt;steam&lt;/i&gt; significa &quot;vapore&quot;, e quindi non riesco a capire perché &lt;i&gt;Steamland&lt;/i&gt; andrebbe bene e &quot;Terra del Vapore&quot;, che ne è la traduzione, no.
Ora &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; sto parlando del termine &quot;Vaporità&quot; in sé, ma delle due versioni del titolo - inglese e italiana - a confronto: se in Italiano ha avuto bisogno di una parola specifica, che non fosse &quot;vapore&quot;, non capisco perché in Inglese la parola comune vada bene.
Per spiegarmi col tuo esempio, sarebbe come se Lucas avesse deciso che &lt;i&gt;Interstellar Plankton&lt;/i&gt; come nome va bene, ma che in Italiano non può essere usato &quot;Plancton Interstellare&quot; e qundi si deve creare un neologismo; come minimo, mi viene da chiedermi il perché.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che non ho detto che la parola mi abbia fatto schifo, sembra che non riesca a spiegarmi: non sto dicendo che Dimitri non avesse motivi per inventare un nuovo termine (anzi, io stesso ho ipotizzato che sia cosí), sto semplicemente dicendo che <i>steam</i> significa &#8220;vapore&#8221;, e quindi non riesco a capire perché <i>Steamland</i> andrebbe bene e &#8220;Terra del Vapore&#8221;, che ne è la traduzione, no.<br />
Ora <i>non</i> sto parlando del termine &#8220;Vaporità&#8221; in sé, ma delle due versioni del titolo &#8211; inglese e italiana &#8211; a confronto: se in Italiano ha avuto bisogno di una parola specifica, che non fosse &#8220;vapore&#8221;, non capisco perché in Inglese la parola comune vada bene.<br />
Per spiegarmi col tuo esempio, sarebbe come se Lucas avesse deciso che <i>Interstellar Plankton</i> come nome va bene, ma che in Italiano non può essere usato &#8220;Plancton Interstellare&#8221; e qundi si deve creare un neologismo; come minimo, mi viene da chiedermi il perché.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lidia</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22550</link>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 17:05:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22550</guid>
		<description>@Mauro.
Scusa il ritardo della risposta. Vedo che il discorso si è leggermente spostato, ma mi pareva giusto rispondere.
 Sì, lo so anch&#039;io che se uno inventa un mondo può far sì che il &quot;vapore&quot; abbia caratteristiche a se stanti, e quindi lasciare quel nome. Un po&#039; come La Forza di Guerre stellari poteva benissimo essere chiamata &quot;plancton Interstellare&quot;, dato che non è altro che un infinito ammasso di bestioline microscopiche (quando l&#039;ho sentito, ammetto che mi sono cadute braccia, gambe e sono rimasta di pietra come un troll al sole). Ma dato che Dimitri ha avuto voglia di usare un termine apposta, forse è per lui che Vapore era impreciso, o avrebbe scelto altrimenti. Io l&#039;ho interpretato così.
Come c&#039;è scritto nel suo blog: la Steamland è tutto ciò che sta fuori Londra. Un mondo mutante, reso tale da questa sostanza scoria. Quindi il termine Steam indica un mondo legato a questa roba &quot;vaporosa&quot; come è stato detto, ma poi, nello specifico, la sostanza ha un nome preciso.
Spero di essermi spiegata in modo esauriente.
Che poi, a me va bene Vapore, Steam, o Vaporità. Non è che mi cambia nulla. Come avevo già scritto, ero solo sorpresa che a qualcuno avesse proprio fatto schifo la parola. Ecco. 
Ciao :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.<br />
Scusa il ritardo della risposta. Vedo che il discorso si è leggermente spostato, ma mi pareva giusto rispondere.<br />
 Sì, lo so anch&#8217;io che se uno inventa un mondo può far sì che il &#8220;vapore&#8221; abbia caratteristiche a se stanti, e quindi lasciare quel nome. Un po&#8217; come La Forza di Guerre stellari poteva benissimo essere chiamata &#8220;plancton Interstellare&#8221;, dato che non è altro che un infinito ammasso di bestioline microscopiche (quando l&#8217;ho sentito, ammetto che mi sono cadute braccia, gambe e sono rimasta di pietra come un troll al sole). Ma dato che Dimitri ha avuto voglia di usare un termine apposta, forse è per lui che Vapore era impreciso, o avrebbe scelto altrimenti. Io l&#8217;ho interpretato così.<br />
Come c&#8217;è scritto nel suo blog: la Steamland è tutto ciò che sta fuori Londra. Un mondo mutante, reso tale da questa sostanza scoria. Quindi il termine Steam indica un mondo legato a questa roba &#8220;vaporosa&#8221; come è stato detto, ma poi, nello specifico, la sostanza ha un nome preciso.<br />
Spero di essermi spiegata in modo esauriente.<br />
Che poi, a me va bene Vapore, Steam, o Vaporità. Non è che mi cambia nulla. Come avevo già scritto, ero solo sorpresa che a qualcuno avesse proprio fatto schifo la parola. Ecco.<br />
Ciao :D</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22546</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 11:22:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22546</guid>
		<description>Una breve risposta a tasso barbasso: &lt;blockquote&gt;Fantasy può essere tradotto in italiano con “fantasia” (di genere femminile) ma anche con “prodotto della fantasia” (genere letterario, romanzo, racconto, ambito, ecc.). D’altra parte in inglese si dice “fantasy” anche nel senso di “something made by the imagination”&lt;/blockquote&gt;
Attento a non confondere &quot;traduzione&quot; con &quot;definizione&quot;: &lt;i&gt;something made by the imagination&lt;/i&gt; è una delle definizioni di &quot;fantasy&quot;, ma dubito che rientri tra le sue traduzioni (un po&#039; come &lt;i&gt;dog&lt;/i&gt; si traduce &quot;cane&quot;, non &lt;i&gt;a domesticated canid&lt;/i&gt;).
Inoltre bisogna vedere l&#039;ambito: &quot;fantasy&quot; tradotto come &quot;prodotto dell&#039;immaginazione&quot; è possibile; ma a parte che quel prodotto in Italiano si rende tranquillamente con &quot;fantasia&quot;, almeno certi vocabolari la danno come traduzione della psicologia, mentre qui siamo in ambito narrativo.

Sul non usare gli articoli, il problema è che è una soluzione artificiosa e che richiede l&#039;inserimento di altri termini; difficile che prenda piede e comunque scomoda.

A parte quelle note, il testo che dicevo: «Per quanto riguarda l&#039;inglese, i nomi in italiano vengono usati come maschili o come femminili quando indicano esseri animati e, quindi, possono essere ricondotti al loro genere naturale: il &lt;i&gt;boy-friend&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;cameraman&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;ganster&lt;/i&gt;, la &lt;i&gt;star&lt;/i&gt;, le &lt;i&gt;girls&lt;/i&gt;. Nel caso di nomi indicanti cose, oggetti, concetti o azioni, di solito il genere è maschile: il &lt;i&gt;flipper&lt;/i&gt;, lo &lt;i&gt;smoking&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;gap&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;rally&lt;/i&gt;. Talvolta, però, il parlante &quot;sente&quot; un nome come femminile, perché femminile è, in italiano, il genere della parola corrispondente: la &lt;i&gt;subway&lt;/i&gt; (&#039;la metropolitana&#039;), la &lt;i&gt;gang&lt;/i&gt; (&#039;la banda&#039;), la &lt;i&gt;disco-music&lt;/i&gt;, la &lt;i&gt;privacy&lt;/i&gt;» (&lt;i&gt;La Grammatica della Lingua Italiana&lt;/i&gt;, Marcello Sensini, CDE).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una breve risposta a tasso barbasso:<br />
<blockquote>Fantasy può essere tradotto in italiano con “fantasia” (di genere femminile) ma anche con “prodotto della fantasia” (genere letterario, romanzo, racconto, ambito, ecc.). D’altra parte in inglese si dice “fantasy” anche nel senso di “something made by the imagination”</p></blockquote>
<p>Attento a non confondere &#8220;traduzione&#8221; con &#8220;definizione&#8221;: <i>something made by the imagination</i> è una delle definizioni di &#8220;fantasy&#8221;, ma dubito che rientri tra le sue traduzioni (un po&#8217; come <i>dog</i> si traduce &#8220;cane&#8221;, non <i>a domesticated canid</i>).<br />
Inoltre bisogna vedere l&#8217;ambito: &#8220;fantasy&#8221; tradotto come &#8220;prodotto dell&#8217;immaginazione&#8221; è possibile; ma a parte che quel prodotto in Italiano si rende tranquillamente con &#8220;fantasia&#8221;, almeno certi vocabolari la danno come traduzione della psicologia, mentre qui siamo in ambito narrativo.</p>
<p>Sul non usare gli articoli, il problema è che è una soluzione artificiosa e che richiede l&#8217;inserimento di altri termini; difficile che prenda piede e comunque scomoda.</p>
<p>A parte quelle note, il testo che dicevo: «Per quanto riguarda l&#8217;inglese, i nomi in italiano vengono usati come maschili o come femminili quando indicano esseri animati e, quindi, possono essere ricondotti al loro genere naturale: il <i>boy-friend</i>, il <i>cameraman</i>, il <i>ganster</i>, la <i>star</i>, le <i>girls</i>. Nel caso di nomi indicanti cose, oggetti, concetti o azioni, di solito il genere è maschile: il <i>flipper</i>, lo <i>smoking</i>, il <i>gap</i>, il <i>rally</i>. Talvolta, però, il parlante &#8220;sente&#8221; un nome come femminile, perché femminile è, in italiano, il genere della parola corrispondente: la <i>subway</i> (&#8216;la metropolitana&#8217;), la <i>gang</i> (&#8216;la banda&#8217;), la <i>disco-music</i>, la <i>privacy</i>» (<i>La Grammatica della Lingua Italiana</i>, Marcello Sensini, CDE).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gamberetta</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22520</link>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 11:25:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22520</guid>
		<description>@Mauro. Posta pure qui, se poi la discussione degenera troppo nell&#039;OT sposto io.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro. Posta pure qui, se poi la discussione degenera troppo nell&#8217;OT sposto io.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22511</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 23:03:24 +0000</pubDate>
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		<description>Ho sottomano il testo che dicevo sul genere dei forestierismi; posso mandare qui o vado in Fogna?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sottomano il testo che dicevo sul genere dei forestierismi; posso mandare qui o vado in Fogna?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cocca</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22483</link>
		<dc:creator>Cocca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:16:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22483</guid>
		<description>@Gamberetta
Grazie, penso che mi affiderò proprio ai tuoi consigli e userò emule per i primi due libri che mi hai consigliato. E penso che darò una lettura anche a Leviathan, sono sicura che un mio amico me lo può prestare, così non spendo soldi e mantengo il piacere di sfogliare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Gamberetta<br />
Grazie, penso che mi affiderò proprio ai tuoi consigli e userò emule per i primi due libri che mi hai consigliato. E penso che darò una lettura anche a Leviathan, sono sicura che un mio amico me lo può prestare, così non spendo soldi e mantengo il piacere di sfogliare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22454</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 16:28:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22454</guid>
		<description>Lidia:
&lt;blockquote&gt;Se alla fine l’autore ha deciso di cambiare titolo, può anche essere che una piccola sfumatura diversa il termine Vaporità lo dava, no?&lt;/blockquote&gt;
Non a caso ho concluso il mio intervento: &quot;vorrei però sapere se c’è un motivo sensato dietro la scelta&quot;, invece che con un definitivo: &quot;È assurdo, fa schifo&quot;. Però proprio in forza di quel &quot;può anche essere che&quot; non parto dal presupposto che &quot;vapore&quot; sicuramente non andasse bene.

&lt;blockquote&gt;Dimitri non ha inventato un termine “vaporeschico” anche in inglese, che è rimasto dunque steam. Ma, dato che la storia l’ha scritta in italiano, ha inventato una parola che esprimesse questa diversità del vapore in questione&lt;/blockquote&gt;
Il mio punto è che, se &lt;i&gt;steam&lt;/i&gt; va bene, allora non capisco perché non va bene &quot;vapore&quot;; se &quot;vapore&quot; va bene, allora non capisco perché non vada bene &lt;i&gt;steam&lt;/i&gt;.
Magari c&#039;è un motivo, ma non sapendolo non do per assunto che ci sia e resto aperto ad entrambe le possibilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lidia:</p>
<blockquote><p>Se alla fine l’autore ha deciso di cambiare titolo, può anche essere che una piccola sfumatura diversa il termine Vaporità lo dava, no?</p></blockquote>
<p>Non a caso ho concluso il mio intervento: &#8220;vorrei però sapere se c’è un motivo sensato dietro la scelta&#8221;, invece che con un definitivo: &#8220;È assurdo, fa schifo&#8221;. Però proprio in forza di quel &#8220;può anche essere che&#8221; non parto dal presupposto che &#8220;vapore&#8221; sicuramente non andasse bene.</p>
<blockquote><p>Dimitri non ha inventato un termine “vaporeschico” anche in inglese, che è rimasto dunque steam. Ma, dato che la storia l’ha scritta in italiano, ha inventato una parola che esprimesse questa diversità del vapore in questione</p></blockquote>
<p>Il mio punto è che, se <i>steam</i> va bene, allora non capisco perché non va bene &#8220;vapore&#8221;; se &#8220;vapore&#8221; va bene, allora non capisco perché non vada bene <i>steam</i>.<br />
Magari c&#8217;è un motivo, ma non sapendolo non do per assunto che ci sia e resto aperto ad entrambe le possibilità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lidia</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22451</link>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 15:13:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22451</guid>
		<description>@Mauro.
Se alla fine l&#039;autore ha deciso di cambiare titolo, può anche essere che una piccola sfumatura diversa il termine Vaporità lo dava, no? : D
Altrimenti l&#039;avrebbe chiamato Alice in Steamland. 
Dimitri non ha inventato un termine &quot;vaporeschico&quot; anche in inglese, che è rimasto dunque steam. Ma, dato che la storia l&#039;ha scritta in italiano, ha inventato una parola che esprimesse questa diversità del vapore in questione.
Comunque, non credo sia così utile fermarsi alla copertina, no? Meglio sentir parlare di trama, logica o stile. Una parola inventata è una scelta dell&#039;autore. Può piacere, può far storcere il naso. Ma le cose più ghiotte dovrebbero essere altrove. Questa è solo questione di gusti. Una volta espressi bon, si passa al piatto forte.
Grazie per aver chiacchierato con me.
Ciao ciao!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.<br />
Se alla fine l&#8217;autore ha deciso di cambiare titolo, può anche essere che una piccola sfumatura diversa il termine Vaporità lo dava, no? : D<br />
Altrimenti l&#8217;avrebbe chiamato Alice in Steamland.<br />
Dimitri non ha inventato un termine &#8220;vaporeschico&#8221; anche in inglese, che è rimasto dunque steam. Ma, dato che la storia l&#8217;ha scritta in italiano, ha inventato una parola che esprimesse questa diversità del vapore in questione.<br />
Comunque, non credo sia così utile fermarsi alla copertina, no? Meglio sentir parlare di trama, logica o stile. Una parola inventata è una scelta dell&#8217;autore. Può piacere, può far storcere il naso. Ma le cose più ghiotte dovrebbero essere altrove. Questa è solo questione di gusti. Una volta espressi bon, si passa al piatto forte.<br />
Grazie per aver chiacchierato con me.<br />
Ciao ciao!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22432</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 07:28:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22432</guid>
		<description>Lidia:
&lt;blockquote&gt;il vapore non ha proprietà allucinatorie. O mi sono persa qualcosa sul nostro mondo? In più, la Vaporità si può cavalcare, mentre non mi pare che il vapore abbia tali caratteristiche&lt;/blockquote&gt;
Se sto creando un mondo altro, posso decidere che il vapore abbia tali caratteristiche; ma la mia domanda era un&#039;altra: se &lt;i&gt;Alice in Steamland&lt;/i&gt; sarebbe andato bene (ipotizzando che sia così), perché &lt;i&gt;Alice nel Paese del Vapore&lt;/i&gt; no? &lt;i&gt;Steamland&lt;/i&gt; è &quot;Paese del Vapore&quot;, non &quot;della Vaporità&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lidia:</p>
<blockquote><p>il vapore non ha proprietà allucinatorie. O mi sono persa qualcosa sul nostro mondo? In più, la Vaporità si può cavalcare, mentre non mi pare che il vapore abbia tali caratteristiche</p></blockquote>
<p>Se sto creando un mondo altro, posso decidere che il vapore abbia tali caratteristiche; ma la mia domanda era un&#8217;altra: se <i>Alice in Steamland</i> sarebbe andato bene (ipotizzando che sia così), perché <i>Alice nel Paese del Vapore</i> no? <i>Steamland</i> è &#8220;Paese del Vapore&#8221;, non &#8220;della Vaporità&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lidia</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/12/01/sondaggio-su-alice/#comment-22429</link>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 05:40:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5055#comment-22429</guid>
		<description>@Mauro.
Uff, perché il vapore non ha proprietà allucinatorie. O mi sono persa qualcosa sul nostro mondo? In più, la Vaporità si può cavalcare, mentre non mi pare che il vapore abbia tali caratteristiche. Vapore era impreciso. Vaporità, (almeno a me, è ovvio), dà subito l&#039;idea di: &quot;qualcosa simile al vapore, ma diverso.&quot;
Tutto qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mauro.<br />
Uff, perché il vapore non ha proprietà allucinatorie. O mi sono persa qualcosa sul nostro mondo? In più, la Vaporità si può cavalcare, mentre non mi pare che il vapore abbia tali caratteristiche. Vapore era impreciso. Vaporità, (almeno a me, è ovvio), dà subito l&#8217;idea di: &#8220;qualcosa simile al vapore, ma diverso.&#8221;<br />
Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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