Due o tre parole su Harry Potter

Per ragioni che non posso rivelare – e anche se vi raccontassi l’intera storia non ci credereste, certi giorni faccio fatica a crederci io stessa – mi trovo nella necessità di leggere la saga di Harry Potter. Ho da poco iniziato il quarto volume, Harry Potter e il calice di fuoco.
Dato che spesso mi è stato chiesto un parere su questa saga, voglio spendere due o tre parole sui primi tre volumi. Magari aggiornerò l’articolo o ne scriverò un altro dopo aver letto gli ultimi quattro.

Sono perplessa.

Avevo letto il primo volume di Harry Potter anni fa, quando ero piccina, e l’avevo trovato tra il bruttino e l’insignificante. Riletto oggi è una schifezza. Lo stile è tanto sciatto e dilettantesco da essere al limite dell’illeggibile, la trama è evanescente, i personaggi insipidi. Certo, se si paragona Harry Potter e la pietra filosofale al tipico fantasy elfico, Harry Potter sembra un trionfo del fantastico, ma in assoluto non c’è niente di particolarmente originale o fantasioso. Senza andare lontano, ho trovato il primo volume di Percy Jackson scritto meglio, più divertente e più ricco di trovate.

Devo ammettere che il secondo volume della saga, Harry Potter e la camera dei segreti, è scritto molto meglio del primo. Forse la Rowling ha imparato, o forse, visto il successo, la casa editrice ha deciso di investire una manciata di sterline in un editor. Intendiamoci: è ancora uno stile da vergognarsi, ma almeno non si ha l’istinto di tirare il volume fuori dalla finestra.
Gli altri difetti rimangono, con l’aggiunta di deus ex machina piccoli e grandi, fino alla farsa della fenice con spada & cappello. Stendiamo un velo pietoso.

Nel terzo volume, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, lo stile continua a migliorare e a tratti raggiunge la decenza, ma non mancano alcuni strafalcioni atroci. Ne cito uno:

Harry non aveva idea di come fosse riuscito a tornare nella cantina di Mielandia, nel tunnel e infine al castello. Sapeva solo che il viaggio di ritorno gli era parso rapidissimo, e che si era a stento reso conto di quello che faceva, perché nella sua testa rimbombava ancora la conversazione che aveva appena ascoltato.

Già, come ha fatto Harry Potter a tornare nel retrobottega di Mielandia? Per uscirne ha avuto bisogno di un colpo di fortuna (tanto per cambiare), ma entrare a occhio è molto più arduo. Così arduo che la Rowling si stringe nelle spalle e fa in modo che neanche il personaggio punto di vista sappia quello che è succeso. Roba a livello di Strazzu & Troisi. Spazzatura indegna di qualunque romanzo pubblicato, che abbia venduto milioni di copie o no. Nota: per le ragioni che non posso riferire citate all’inizio sto leggendo in italiano; so che ci sono dei problemi di traduzione, ma sono andata a controllare con l’originale ed è lo stesso.

A parte le cadute di stile, abbiamo una trama ancora più sfilacciata e campata per aria dei volumi precedenti, con buchi logici da far spavento e la ciliegina sulla torta di una macchina del tempo per forzare il lieto fine. Mai vista una trovata tanto idiota e gestita male, trovata che rende irrilevanti le centinaia di pagine già lette dei primi volumi.
E anche ammettendo che con la GiraTempo non si possa tornare più indietro di 24 ore e non abbia potere ricorsivo (per altro sono mie ipotesi, la Rowling non lo dice), qualcuno mi spiega perché la McGranitt non l’ha usata per acchiappare Sirius Black le prime due volte che è entrato al castello? Bastava tornare indietro di qualche ora e appostarsi in corridoio.
Ed Hermione, che dovrebbe essere quella “intelligente”, ci tiene tanto a sottolineare che possono solo fare quello previsto e modificare solo di poco gli avvenimenti: è troppo alto il rischio di sbagliare! Hermione, tesoruccio della mamma, se qualcosa va storto non devi fare altro che tornare indietro un’altra volta. Non ci vuole un genio.
A proposito di geni: qualcuno mi spiega perché Lupin, uno degli autori della Mappa del Malandrino, e dunque a conoscenza di tutti i passaggi segreti per entrare e uscire dal castello, non avverte chi di dovere del passaggio nella statua della strega orba? E perché deve prendere una pozione per evitare di trasformarsi? Non basta che rimanga chiuso in casa? Perché la Luna c’era già quando era alla Stamberga Strillante e quando ha percorso il tunnel sotterraneo, ma lui si è trasformato solo quando l’ha vista al diradarsi delle nuvole. Si bendava, finito il problema.
E la vicenda incresciosa del grifone? Una creatura così intelligente da capire gli insulti in linguaggio umano ma alla quale non si può spiegare di muovere il culo e volare via perché se no rischia la decapitazione.
E tutti quegli Expelliarmus! a destra e a manca che lasciano maghi che dovrebbero essere espertissimi disarmati? Ma legarsi la bacchetta al polso con una catenella? No, eh? Spezzare le bacchette magiche altrui una volta che le hai in mano? Girare con una pistola? Ché si fa molto prima a sparare che a parlare.
Che boiata repellente!, con un livello di attenzione ai dettagli degno del fantasy italiano.

La trama di Azkaban fa acqua anche perché la storia manca di tensione: Harry Potter è uno stupidotto viziato a cui va sempre tutto bene, senza alcuno sforzo o quasi.
Emblematico è l’inizio: Harry gonfia la zia e fugge da casa; è solo, di notte, senza soldi, senza più una casa tra i babbani (i “normali” esseri umani privi di poteri magici) e siccome ha usato la magia essendo minorenne sarà espulso da Hogwarts. Sono buone premesse, fanno venir voglia di continuare a leggere, ci si domanda come farà il nostro eroe a cavarsela. Vediamo il grande Harry Potter cosa si inventa!
Niente.
Senza che muova un dito l’autobus magico lo raccoglie; senza che muova un dito il Ministro della Magia lo perdona e in sovrappiù gli offre vitto e alloggio. E tutto nel giro di poche pagine.
Appena Harry Potter è in difficoltà il mondo corre ad aiutarlo, si piegano per lui persino le leggi della fisica (vedi macchina del tempo). D’altra parte Harry Potter è l’unico che fin da neonato ha resistito agli incantesimi di Voldemort (perché il mago più malvagio di tutti i tempi non poteva prendere un coltello da cucina e sgozzarlo – e per piacere non tiriamo in ballo che si tratta di un romanzo per bambini, ché anche “Cappuccetto Rosso” è per bambini), è il più giovane giocatore di Quidditch della storia di Hogwarts (il Quidditch, gioco dalle regole cretine pensate solo per dare sempre un ruolo decisivo a Harry), è pieno di soldi (che non guasta mai, eh!), e per gli altri il regolamento della scuola si applica, per lui si interpreta.

E forse questa è la chiave del successo della Rowling. Vedo molta vicinanza tra Harry Potter, Bella (la svampita protagonista di Twilight) e per rimanere dalle nostre parti i personaggi dei romanzi di Moccia e di Licia.

«Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Esclama Nihal in Nihal della Terra del Vento.
Io ho l’impressione che un’ampia fascia di pubblico non voglia (più?) storie costruite in maniera “tradizionale” e basate sul conflitto, ma cerchi solo un personaggio con cui identificarsi e attraverso il quale vivere i propri sogni senza ostacoli. Niente di male. Il mio problema però è che trovo questo tipo di narrativa noiosa. È come giocare con un videogioco in cui non puoi mai morire: senza sfida che divertimento c’è? A quanto pare un sacco, viste le vendite della Rowling e della Meyer.

Ripeto: sono perplessa. Ho letto da molte parti che la saga di Harry Potter dovrebbe poter piacere anche agli adulti, ma lo trovo davvero difficile da credere. Se qualcuno si è sciroppato questi libri non a dodici anni, ma a venti o più, potrebbe spiegarmi come ha fatto a sopportarli?
E per piacere, mantenete la discussione in termini più tecnici possibile. Si parla di stile, personaggi, ambientazione, trama, ecc. Le considerazioni morali non mi interessano. Per essere ancora più esplicita, visto anche un recente flame a proposito: se davvero Harry Potter spingesse i bambini al satanismo sarebbe una delle poche qualità di questi libri; la presenza di una certa vena razzista di molti maghi nei confronti dei babbani non mi fa né caldo né freddo.

* * *

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564 Commenti a “Due o tre parole su Harry Potter”

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  1. 364 Keane

    oh non ci vuole molto a inventarsi delle toppe per i buchi di trama.

    Non ci vuole molto a inventarsi dei buchi di trama, pure. Qualunque romanzo si può criticare, basta volerlo fare.
    Per esempio, il plot macchinoso in quel libro per te è un ostacolo, per altri no. La percezione è diversa. Non esiste oggettività.

    Ed è fisiologico per un romanzo anche di buona fattura contenere errori, chi lo apprezza ci passa sopra, chi lo schifa li trova evidenti e disastrosi. Usarli come UNICO pretesto critico* non ha senso perchè per correttezza e coerenza dovresti censurare 3/4 dei libri fantasy in circolazione, tra cui i migliori del genere.
    Naturalmente voi qui non lo fate, non si capisce bene se è perchè 1)siete conoscitori del genere e sapete benissimo che applicando rigidamente il Canone Gamberetta vi rendereste ridicoli o 2)non siete amanti del genere, non conoscete che pochi libri e vi esalta solo l’idea di criticare appena vi si sventola in faccia la bandiera delle REEEEGOLEH.

    Quindi, riassumendo: è sbagliata l’operazione che fa Gamberetta di accomunare Troisi e Strazzulla alla Rowling, la qualità e la quantità di errori non è paragonabile, neppure nei primi libri dell’autrice inglese.

    Principi, non regoleeehhhh. Se capite questo ne guadagnerete in agilità mentale, evitando di considerare un libro solo per i suoi errori.

    @makko: non penso proprio si possa considerare un “saggio”, comunque hai ragione, è un esempio che non calza perfettamente. Rifacciamo: un qualsiasi romanzo di R.E.Howard.

    *Come nell’esempio dei limiti stradali: mettiti con l’autovelox sul ciglio di una strada e vedrai quanti ne becchi:
    E’ chiaro che se la tua volontà è quella di criticare per forza un libro, basta impiegarsi con pazienza su ogni elemento del libro e chiedersi “ma perché questo?”, “ma perchè è fatto così?”, “qui racconta”, “qui cambia pov”…

    P.s.:Mi dici una cosa, Zave? Qual è il miglior romanzo fantasy che tu abbia mai letto? Non voglio polemizzare, è solo curiosità.

  2. 363 Davide

    Giles senza cattiveria: e’ un pò inutile discutere con te, così come e’ inutile discutere con Makko quando e’ sotto pressione.

    Perchè? Perchè non seguite la logica. Quando siete alle strette nel discorso v’inventate cose che non ho scritto, nemici che non ho, battute che non avrei capito.

    Ti piacerebbe che io fossi contro i manuali, vero?
    Oh no, non lo sono? Hai sbraitato per nulla evitando di spiegare i quote che ho riportato? Sembra proprio di si.

    intendi dire un’IA ? specializzata in fantasy ? Non si può fare, o, almeno, il risultato sarebbe mediocre, senza un intervento umano.

    Ah, le solide certezze. Credo che quella sia una delle frasi più sentite nella storia del mondo del lavoro.

  3. 362 Murasaki

    Come sarebbe a dire “perché conservare le profezie”?!?
    Prima di tutto, le fonti storiche si conservano sempre, quando è possibile.
    Secondo: nel dipartimento Misteri si conservano ANCHE QUELLE che nessuno mai ha ascoltato. Esistono. La copia registrata viene eseguita automaticamente non appena viene detta la profezia. Non c’è un tecnico incaricato di registrarle perché X ha detto “guarda, Y ha fatto una profezia su ZW”.
    Non tutte le profezie si avverano, per vari motivi che spiega Silente tra quinto e sesto libro, ovvero perché c’è il libero arbitrio. In effetti la maggior parte delle profezie non si avverano. Le altre si avverano a modo loro.
    Solo che è coinvolto in una profezia può ascoltarla…. se sa che questa profezia esiste. Ma siccome sono segrete e il dipartimento è segretissimo, le uniche profezie conosciute sono quelle che hanno avuto un tal numero di testimoni che non è stato possibile soffocarle.
    Questo perché il Ministero della Magia non ama molto gli aspetti irrazionali della magia e con le profezie vuole averci a che fare il meno possibile. Le regole sono state fatte proprio per soffocare il più possibile la diffusione delle profezie, comprese quelle sull’avvento di Oscuri Signori – che potrebbero anche non arrivare mai ma che ascoltando certe profezie potrebbero farsi venire strane idee.

  4. 361 Giles Habibula

    un bel programma per computer con input il mondo reale o una parte di esso; inserisco un elemento fantastico random alla volta; aspetto che il computer mi calcoli tutte le variazioni apportate al mondo reale dall’elemento fantastico (e questo soddisferà i pignoli di Gamberi Fantasy); creo personaggi e trame random da manuale; output un bel libro fantasy scritto ad arte.

    intendi dire un’IA ? specializzata in fantasy ? Non si può fare, o, almeno, il risultato sarebbe mediocre, senza un intervento umano.

    Forse, in un romanzo SF, potrebbe anche succedere

  5. 360 Giles Habibula

    shimatta, dopo Harry Potter ho criticato anche Tolkien, adesso merito la lapidazione nella pubblica piazza.

    Raccogliete i ciottoli ! Presto !

    Messaggero del maligno, comunque … lol, cool

    Parli di manuali che giudicano trama, personaggi e le intenzioni degli autori?

    guarda…

    Tuttavia, siccome repetita iuvant: i manuali non ti danno le idee.

    Secondo te un personaggio alla Wes Craven è ben costruito ? Un tizio che, sapendo che nel quartiere c’è un maniaco psicotico che affetta la gente con la motosega, organizza una gara di coraggio nella casa abbandonata ? E, poi, magari, consiglia anche di dividersi per controllare le stanze… geniale !

    Ma, poi, che mi scaldo a fare… probabilmente non sai neppure di cosa stia parlando.

    Questi manuali (i libri che non devono essere nominati) … ma ne hai mai provato a leggere qualcuno o è una cosa tipo la ribellione adolescenziale in cui le regole vanno combattute a prescindere, in quanto regole ?

    Ma si, viva la libertà ! Niente regole !

    E finiranno tutti felici e affettati con una motosega.

    BTW, buona vita anche a te, io rimango della mia opinione, se a te non sta bene, beh, me ne farò una ragione

  6. 359 Davide

    Cos’e’ di preciso che ti sfugge della parola random?
    Hai mai sentito parlare di quella storia delle scimmie chiuse in una stanza per anni a battere a macchina eccetera eccetera?
    Credi davvero di essere più fantasiosa nel gioco “scrivere parole a caso” di un random fatto sul dizionario italiano? E se ampliassimo il discorso a “scrivere frasi a caso”? E via via.
    Non e’ un problema di fantasia o di idee.

    Il problema casomai e’ mettere in relazione tutte le parole, le frasi e cosi’ via. In pratica questo punto del mio discorso e’ ancora lontano:

    [...] con input il mondo reale o una parte di esso

    Non che non esistano manuali per farlo. Manuali di fisica, chimica ed ogni materia (compresi quelli che vi piacciono tanto) per legare parole e significati, cause ed effetti: un lavoro immenso.

    Vabbeh fantasticavo di brutto Cecilia, non ti arrabbiare. Solo che forse in futuro scrivere fantasy non sarà più così romantico. Ringrazierete dei manuali per questo.

  7. 358 Cecilia

    Siamo sempre più vicini al punto della scomparsa dell’autore:

    Cos’è, di preciso, che nella frase “i manuali non ti dicono cosa scrivere ma come farlo” (ripetuta in questo e in altri siti fino alla nausea) sfugge?

    Come detto, è stato ripetuto alla nausea. Tuttavia, siccome repetita iuvant: i manuali non ti danno le idee. Non ti dicono “usa un personaggio adolescente complessato/un adulto alcolizzato” ti dicono “se hai scelto un psg alcolizzato, mostra delle scene dove si ubrica anziché scrivere solo ‘era alcolizzato’ “. Non ditemi che non vedete la differenza o che l’autore scompare.

  8. 357 Davide

    Veramente strana questa cosa che scrivi, @Giles:

    Di “oscuri testi del medioevo mesopotamico ittita” (??) ne hanno scritti anche autori di grande successo, come S. King, a volte, proprio per spiegare il successo delle loro stesse opere. Non ci sono regole che vanno seguite “perché si, perché è cool“, ma perché è dimostrato dal successo di opere che le seguivano, per insegnare a gente che non ne è capace, come scrivere un romanzo di successo, che possa piacere ed entusiasmare.

    Non trovi Giles? Stai parlando di successo. Ovvero del male. Certi scrittori che fanno parte dell’orda del male con covo “la libreria” scrivono manuali per diffondere l’oscurita’ e arricchire le fila. Cool.
    Non bastavano i lettori zombie, ora anche quei dannati scrittori darkmegalord della formula segreta pessimi editori + pessimi scrittori + le cipolle di tropea eccetera eccetera, tentano di riprodursi.

    Il buon Keane ha cercato di farti notare come tu, Giles, a tua insaputa, ti sia trasformato in un messaggero del maligno. Ma:

    @Giles:

    La Rowling non ha scritto manuali di scrittura, ne ha partecipato alla stesura di un manuale di scrittura

    Forse la Rowling e’ un demone minore?

    @Giles:

    A me Harry Potter non piace, perché penso che i personaggi siano costruiti male, che la trama sia stata sacrificata a favore dell’ambientazione e perché penso che l’autrice abbia iniziato a scriverlo come un racconto per bambini, ma che abbia puntato ad un pubblico più adulto verso gli ultimi romanzi e penso che non ci sia riuscita.
    Almeno, non dal mio punto di vista.
    Ora, il fatto che questa mia opinione (vera o meno, in senso universale, non ha importanza) sia confermata da manuali di scrittura e penso, anche, che alcuni di questi manuali possano contenere consigli utili a tanta gente (italiana e non).

    Qua evidentemente parli di altri manuali. Non di quelli per avere successo. Parli di manuali che giudicano trama, personaggi e le intenzioni degli autori? Sembra scritto li sopra.

    Interessante scoprire come ci sia un manuale per tutto. Siamo sempre più vicini al punto della scomparsa dell’autore: un bel programma per computer con input il mondo reale o una parte di esso; inserisco un elemento fantastico random alla volta; aspetto che il computer mi calcoli tutte le variazioni apportate al mondo reale dall’elemento fantastico (e questo soddisferà i pignoli di Gamberi Fantasy); creo personaggi e trame random da manuale; output un bel libro fantasy scritto ad arte.

    Cambiando argomento ma rimanendo nella polemica: non so ancora cosa leggere. Cosa posso apprezzare che non abbia personaggi piatti, trame insulse o sacrificate o che altro? Perchè Gandalf non si e’ infilato l’anello nel culo, così da averne solo un leggero bruciore corrompente, e non e’ andato a defecare dal bordo del monte fato? Eh l’autore doveva pensarci, mi ha reso infelice a non averne scritto.

  9. 356 Giles Habibula

    Solo una nota: il Silmarillion non è un romanzo, ma un saggio.
    Non credo sia corretto usarlo come termine di paragone. Al massimo si può usare Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Che, rimuginando sulle critiche fatte ai 7 HP nei commenti, mi sembra abbiano alla base lo stesso difetto di fondo:
    Lo Hobbit è poco più di una buona favoletta mentre il Signore degli Anelli, suo seguito, è un opera di certo molto più matura e questo contrasto è nettissimo

    Si, ma, una nota, prima

    Il signore degli Anelli e lo Hobbit sono due opere diverse, anche se, cronologicamente, l’uno è il seguito degli altri.

    Lo Hobbit venne concepito come “favola per bambini”, e pubblicato tale nelle prime edizioni illustrate (nel ’38). In seguito venne rimaneggiato e ripubblicato.

    Ora, per lo Hobbit, si, vale esattamente lo stesso discorso.

    Il Signore degli Anelli, invece, venne concepito e scritto per essere un racconto epico fantastico, quindi, no. Inoltre, la versione attuale del Lo Hobbit è successiva al Signore degli Anelli.

    Riguardo il Silmarillion, non può essere definito “un romanzo”, perché, nelle intenzioni dell’autore, era una serie di appunti (piuttosto disordinati, come classico di Tolkien), e pubblicato postumo, dopo che il figlio, Christopher, ne ha curato la stesura.

    Il Silmarillion è pesante da leggere, e questa è un’opinione condivisa anche tra gli amanti dei romanzi Tolkeniani. Leggere il Silmarillion per svago equivale a farsi colpire in faccia da una scorza di limone legata ad un lingotto d’oro. L’unico pregio del Silmarillion è di dare informazioni importanti per l’ambientazione.

    Lo Hobbit è poco più di una buona favoletta mentre il Signore degli Anelli, suo seguito, è un opera di certo molto più matura e questo contrasto è nettissimo (come quello rilevato da molti tra i primi HP e i successivi).

    Comunque, si, hai ragione, la penso come te, oltre a tanti altri difetti che, secondo me, sono presenti in molte delle opere tolkeniane (del padre e del figlio), prima tra tutte il fatto che J.R.R. Tolkien non prendesse appunti, ma tenesse tutto a mente, cosa che ha creato non pochi problemi logici (vedi disputa su Glorfindel).

    Inoltre, per la stesura del Signore degli Anelli, come anche per quella finale del Lo Hobbit, J.R.R.Tolkien ha copiato brutalmente dall’Edda Poetica, come anche da altri testi. I nomi dei personaggi, ad esempio, quelli originali, pensati da lui, si contano sulle dita di una mano. Gandalf, la maggior parte dei nomi dei nani e altri sparsi li trovi tutti ne “La profezia della Veggente” (Völuspá).

    PS – a me, il Signore degli Anelli piace, ma ne riconosco i molteplici difetti.

  10. 355 MakKo

    Solo una nota: il Silmarillion non è un romanzo, ma un saggio.
    Non credo sia corretto usarlo come termine di paragone. Al massimo si può usare Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Che, rimuginando sulle critiche fatte ai 7 HP nei commenti, mi sembra abbiano alla base lo stesso difetto di fondo:
    Lo Hobbit è poco più di una buona favoletta mentre il Signore degli Anelli, suo seguito, è un opera di certo molto più matura e questo contrasto è nettissimo (come quello rilevato da molti tra i primi HP e i successivi).

  11. 354 Giles Habibula

    Resta il fatto che devi essere bravo, molto bravo, a guidare, per farlo, non è cosa per tutti.

    E sicuramente io non chiudo un occhio se ci provi senza riuscirci.

    Il discorso Lovecraft, appunto

    ma tu guarda se ci si deve appigliare al pelo nell’uovo per dire che sette dico sette romanzi hanno BUCHI ENORMI LOGICI DI TRAMA NON SEQUITUR!ARMAGEDDON!

    Se per me è un difetto, è un difetto, la Rowling non è Lovecraft, stacce

  12. 353 Giles Habibula

    Vedi Giles, non è che mi scaldo, ma tu hai parlato della situazione editoriale ITALIANA, ti ho chiesto fatti, prove: hai prima svicolato, poi hai tirato in ballo il primo della Rowling, che non è italiano e neppure di questo secolo. Elementi concreti ZERO.
    Insomma, stai trollando, mi dispiace solo aver perso tempo a risponderti. L’attacco ad personam è inutile, direi che se non hai altro da proporre, oltre la fuffa, la nostra discussione finisce qui. Trova un modo più maturo di gestire un confronto, la prossima volta ^^

    Keane, un modo maturo per discutere con te non esiste, non hai nessun rispetto per il confronto, se gli argomenti dell’avversario ti disturbano.

    Io ho parlato dei lettori italiani e della distribuzione italiana (rileggiti i miei post, se vuoi). L’editoria Italiana e gli autori italiani non li ho mai nemmeno pensati, a parte usarli per fare esempi, li hai tirati in ballo te, perché ti fanno comodo per argomentare le tue ragioni.
    Certo, se ci pensi te un minuto, una casa editrice italiana, per pubblicare un autore straniero, ne acquista i diritti di pubblicazione e, di conseguenza, la il libro della Rowling,

    che non è italiano e neppure di questo secolo

    lo diventa, perché pubblicata da una casa editrice italiana (Salani, per la cronaca).
    E potrebbe essere anche vero che le case editrici straniere non hanno distribuzione in italia (falso), quindi potrebbe (tirandolo molto) valere il discorso “hai parlato di distribuzione italiana, quindi, di conseguenza parli dell’editoria ITALIANA“. Questa è una conclusione che hai tirato te, spero per ignoranza e non per malizia.

    Non sono sicuro di chi di noi due stia trollando, sai.

    Ti faccio un esempio, spero di spiegarmi meglio: quando si guida il principio è quello di rispettare i limiti di velocità, ma pochissimi lo fanno alla lettera; in un tratto di strada rettilineo tipo provinciale a due corsie il limite è – poniamo-70 km/h; la maggioranza va a una media di 90-100 km/h. Scrittori come la Troisi sono le auto che sfrecciano a 150+ km/h, e si notano subito, ma se fai diventare il principio una REGOLA dovresti segare via TUTTI ottusamente, tranne forse chi?I principianti*.

    Premesso che, superando il limite di oltre 50km/h, oltre alla sanzione, c’è il ritiro della patente, quindi, no, nessuno accomuna chi lo supera di 20km/h rispetto a chi di 100km/h, c’è una differenza enorme.

    E premesso anche che, magari, a me, dia fastidio, a prescindere, la gente che supera il limite di velocità (ad esempio per il fatto che mio padre è stato travolto nella sua macchina da un SUV che andava a 140km/h in una strada con limite di 50, situazione ipotetica), entrambi infrangono la legge, quindi è mio diritto criticarli entrambi.

    Certo, se uno, nonostante stia superando il limite, ha una tenuta di strada eccellente, mantiene la distanza di sicurezza e non mi sta appiccicato al culo, e ha una guida sicura e padrona del mezzo, hai ragione, perfettamente, il tuo discorso fila, e posso anche sentirmi tranquillo. Resta il fatto che devi essere bravo, molto bravo, a guidare, per farlo, non è cosa per tutti.

    E sicuramente io non chiudo un occhio se ci provi senza riuscirci. MA QUESTI SONO PUNTI DI VISTA. Non puoi impormi il tuo perché, altrimenti, sono malvagio.

  13. 352 Zave

    il problema è che tutte queste cose se le deve immaginare o inventare il lettore.
    oh non ci vuole molto a inventarsi delle toppe per i buchi di trama.
    solo che avrebbe dovuto farlo la rowling.

    quello comunque non era un buco di trama grosso, era un dettaglio.
    è che del quarto libro avevo già parlato ampiamente in commenti precedenti e non mi andava di ripetermi.
    il problema fondamentale del quarto libro è che la partecipazione di harry al torneo non ha nessun senso.
    voldemort vuole rapire harry e infiltra crouch a hogwarts. fin qui ha senso ma tutto lo sbattimento per far partecipare harry al torneo e aiutarlo a vincere per fargli toccare la coppa non solo è inutile ma è anche controproducente in quanto non fa altro che aumentare l’attenzione nei confronti di harry quando crouch avrebbe potuto rapirlo in tantissimi modi senza che nessuno se ne accorgesse.
    a questo plot hole che mina i 2/3 del romanzo si aggiungono altri buchi di trama gravi e meno gravi.
    come la coppa trasformata da crouch in portkey che invece di essere sola andata è andata e ritorno, il fatto che sia appellabile o meno è solo una cazzatina che mi è venuta in mente prima.
    come il fatto che lo spettro di james esca prima di lily dalla bacchetta di voldemort (corretto dopo la prima edizione), come tante altre cose.

    il quinto libro riesce ad essere ancora più brutto, forse il peggiore di tutta la serie, anche se col settimo è una dura lotta ma penso che il quinto la spunti.

    solo un commento sul quinto e poi vado a dormire:
    la profezia!
    ci si aspettava chissà cosa e alla fine tutto si risolte in una registrazione della trelawney che recita la sua profezia?
    patetico, insulso e insensato.
    in primo luogo è un turn down spaventoso scoprire che dopo tutte le menate sul dipartimento misteri l’oggetto in questione era la versione sfera di cristallo di una videocassetta.
    e poi non ha assolutamente senso che solo le persone oggetto di una profezia possano andare ad ascoltarla.
    che senso ha mettere una regola del genere?
    tutte le profezie, visto che il veggente non ha memoria di quanto ha vaticinato, sono fatte in presenza di qualcuno (altrimenti andrebbero perse inascoltate). se quel qualcuno è l’oggetto della profezia non ha alcun senso farne una registrazione, se non lo è significa che qualcuno non oggetto della profezia ne conosce il contenuto e può rivelarlo a chi vuole, indipendentemente dalle regole che si impongono sulle copie di backup delle profezie conservate nel dipartimento misteri.
    ma poi perché solo le persone oggetto della profezia dovrebbero conoscerne il contenuto?
    se viene profetizzata la venuta di un nuovo dark lord non è il caso che qualcuno lo venga a sapere per prepararsi al peggio invece permettere solo al dark lord in questione di sentirla? e se ad essere profetizzato è un disastro naturale o qualsiasi altro evento che non riguarda specifiche persone?
    tipo un asteroide?
    solo l’asteroide può visionare la registrazione?

  14. 351 Keane

    ma tu guarda se ci si deve appigliare al pelo nell’uovo per dire che sette dico sette romanzi hanno BUCHI ENORMI LOGICI DI TRAMA NON SEQUITUR!ARMAGEDDON!
    Lol.
    comunque…

    non è difficile immaginare che un incantesimo protettivo possa sparire non appena la coppa venga toccata(che poi è la condizione di vittoria no?)

  15. 350 Keane

    Vedi Giles, non è che mi scaldo, ma tu hai parlato della situazione editoriale ITALIANA, ti ho chiesto fatti, prove: hai prima svicolato, poi hai tirato in ballo il primo della Rowling, che non è italiano e neppure di questo secolo. Elementi concreti ZERO.
    Insomma, stai trollando, mi dispiace solo aver perso tempo a risponderti. L’attacco ad personam è inutile, direi che se non hai altro da proporre, oltre la fuffa, la nostra discussione finisce qui. Trova un modo più maturo di gestire un confronto, la prossima volta ^^

    @Zave: a te potrà sembrare un gioco di parole, al resto del mondo no. Principi e regole sono due cose diverse. Il punto di scontro è proprio qui.

    è un errore.
    se il suo libro si salva è NONOSTANTE e non GRAZIE ad esso.

    Guarda che nessuno qui, almeno, non io, dice il contrario. Ma a livello di critica c’è un abisso tra l’evidenziare l’infrazione di una regola e l’infrazione di un principio.

    Ti faccio un esempio, spero di spiegarmi meglio: quando si guida il principio è quello di rispettare i limiti di velocità, ma pochissimi lo fanno alla lettera; in un tratto di strada rettilineo tipo provinciale a due corsie il limite è – poniamo-70 km/h; la maggioranza va a una media di 90-100 km/h. Scrittori come la Troisi sono le auto che sfrecciano a 150+ km/h, e si notano subito, ma se fai diventare il principio una REGOLA dovresti segare via TUTTI ottusamente, tranne forse chi?I principianti*.

    Nessuno dice che chi va a 100 km/h non stia infrangendo il limite, ma noi stiamo parlando di libri, non di quantità misurabili, e porre regole invece di principi equivale ad accomunare chi è sopra il limite di ~20km/h a chi va sopra i 150 km/h.
    Questo E’ MALE tanto quanto incrociare i fasci protonici.

    * c’è anche gente non principiante rispettosa del limite, ok, ma è un esempio.

  16. 349 Zave

    perché barare lol? vale tutto nel labirinto, è una gara a chi la prende per primo.
    ovviamente sarebbe idiota non aver protetto la coppa dagli incantesimi di appello quindi si assume che la cosa sia stata fatta, come anche per l’uovo dorato della prima prova. è sempre indice del modo grossolano della rowling di gestire la magia, perché visto che esistono gli incantesimi di appello è strano che non venga in mente ai personaggi di utilizzarli, senza successo, ma almeno farli provare.
    non ci vuole tanto a pensare, ma se ha evocato la firebolt non faceva prima a evocare l’uovo?

    tornando alla coppa comunque: se non è protetta è impensabile che nessuno dei quattro campioni l’abbia appellata, se invece è protetta è un buco di trama il fatto che harry la appelli nel cimitero.

  17. 348 arnica

    ah,fosre ho intuito..intendi nella prova stessa?invece di arrivare al centro del labirinto?
    beh,non so te,ma io agli esami non copio…fare accio coppa sarebbe stato barare,no?

  18. 347 arnica

    @zave- non ho capito la cosa della coppa. quando avrebbero dovuto/potuto appellarla?(non ti sto contestando,proprio non l’ho capito!)

  19. 346 Zave

    @Keane:
    no, hai ribaltato quanto ho scritto.
    io ho detto che un romanzo può avere dei pregi che lo rendano apprezzabile NONOSTANTE i difetti.
    se un romanzo abbonda di raccontato anche dove avrebbe dovuto esserci del mostrato è un errore. che il romanzo in questione possa piacere comunque non cambia il fatto che sia un errore.
    il tuo giocare con le parole “regole” e “principi” non porta da nessuna parte. non è che se definisci lo “show don’t tell” un principio allora diventa più valido raccontare quando invece dovresti mostrare.
    ci sono situazioni in cui è meglio mostrare e altre in cui è meglio raccontare. chiamala regola o principio ma se un autore non riesce a capire quale usare (o ancora peggio non sa nemmeno di cosa si stia parlando come certi autori pubblicati qui da noi) è un errore.
    se il suo libro si salva è NONOSTANTE e non GRAZIE ad esso.

    può darsi benissimo che quello che ti fa salvare o apprezzare harry potter non siano pregi oggettivi della saga ma i tuoi gusti personali tipo l’ambientazione che ti è piaciuta molto e ti ha fatto apprezzare il tutto senza badare ai difetti. ma i difetti ci sono e un lettore attento (non ci vuole molta attenzione per harry potter) o che comunque non si è innamorato di qualcosa che gli ha sblilanciato completamente il giudizio i difetti li vede e ne rimane infastidito.

    ci sono certe persone fissate con gli elfi, i draghi o i vampiri a cui piace anche la peggio spazzatura se è sugli elfi, i draghi o i vampiri.

    in harry potter a parte tutte le stramberie completamente irrazionali del mondo magico che sono eredità dei primi tre libri dove la rowling cercava più che altro di creare un’ambientazione incantevole per i bambini senza badare al fatto che molte cose non avessero senso, i buchi di trama sono così gravi e le banalità sono talmente tante che uno che non si è fatto incantare chiuderebbe il libro e tanti saluti.
    ogni volta che penso al quarto libro mi viene in mente qualche cazzata nuova che non ha nessun senso.
    esempio dell’ultimo minuto:
    con un incantesimo di appello si possono evocare anche oggetti molto lontani, lo abbiamo visto in azione sulla firebolt che harry evoca dal dormitorio durante la prima prova.
    come mai a nessuno viene in mente di evocare la coppa del tremaghi con un incantesimo di appello?
    potrai dire che l’avevano resa inappellabile proprio per quel motivo, peccato che al cimitero harry la recuperi proprio con un incantesimo di appello…

    il silmarillion non l’ho mai finito perché lo trovavo noioso, anche se è stato davvero molti anni fa quindi non saprei dirti quanto ci fosse di raccontato o mostrato.

  20. 345 Giles Habibula

    Ma devo farti delle scuse, Keane, perché penso che sia stato un misunderstanding.

    In uno dei miei commenti precedenti ho fatto un riferimento a merda e cioccolata Lindt. Credo che tu abbia preso quello che ho scritto in maniera troppo letterale, perché, come precisavo :

    PS – Il discorso è allegorico, non ti sto dando del mangiamerda e, se ti sei sentito offeso dalle mie parole, te ne chiedo scusa.

    Con quel commento non volevo assolutamente insinuare che “i libri che non apprezzo sono automaticamente libri di merda”, ma volevo esprimere il concetto della legge della domanda e dell’offerta.

    Nel post precedente c’è un errore che ne potrebbe compromettere il senso:

    Ora, il fatto è che questa mia opinione (vera o meno, in senso universale, non ha importanza) sia confermata da manuali di scrittura e penso, anche, che alcuni di questi manuali possano contenere consigli utili a tanta gente (italiana e non).

  21. 344 Giles Habibula

    Stiamo parlando della situazione italiana o sbaglio?

    Io no, si parla di Harry Potter, che di italiano ha solo la traduzione, in caso contrario è off topic. Che abbia preso, come esempi, romanzi italiani, è un caso.

    E, come ripeto, io sto esprimendo una mia opinione, non una legge universale.

    A me Harry Potter non piace, perché penso che i personaggi siano costruiti male, che la trama sia stata sacrificata a favore dell’ambientazione e perché penso che l’autrice abbia iniziato a scriverlo come un racconto per bambini, ma che abbia puntato ad un pubblico più adulto verso gli ultimi romanzi e penso che non ci sia riuscita.
    Almeno, non dal mio punto di vista.
    Ora, il fatto che questa mia opinione (vera o meno, in senso universale, non ha importanza) sia confermata da manuali di scrittura e penso, anche, che alcuni di questi manuali possano contenere consigli utili a tanta gente (italiana e non).

    Attenzione perché la parola chiave è “penso“. Ed è esattamente quella che si usa quando si esprime un’opinione.

    Io penso anche che tu, prima di continuare, dovresti fare un bel respiro e valutare con più attenzione quello che vuoi dire, perché , penso, ti stia emozionando troppo per il fatto che ho espresso un’opinione negativa nei confronti di un romanzo che a te piace.

  22. 343 Keane

    Stiamo parlando della situazione italiana o sbaglio?
    Guarda, se vuoi cazzeggiare così ti avviso che presto parlerai da solo.

  23. 342 Giles Habibula

    Voglio titoli, autori, case editrici che li hanno rifiutati e se hai anche le copie da condividere, ancora meglio.

    Titolo : Harry Potter and the Philosopher’s Stone
    Autore : J.K.Rowling

    She sent the book to an agent and a publisher, and then the second agent she approached spent a year trying to sell the book to publishers

    (Fonte : Wikipedia)

    Utilizzo un titolo che te reputi valido

    va meglio ?

  24. 341 Giles Habibula

    Fine discussione.
    Tre post per poi darmi ragione…

    Generalizzazione dell’inferenza: se l’avversario accetta la verità di fatti particolari dare per scontato che abbia accettato anche l’universale relativo.

    e ripeto

    Dichiarare la vittoria: dopo che l’avversario ha risposto a molte domande senza peraltro giungere alla conclusione desiderata, dichiarare la vittoria con una buona dose di faccia tosta.

    eh vabbè, hai preso la strada più semplice direi, anche questo è un trucco lo sai?

    Si, lo so, ma per risponderti è l’unica. Perdonami, ma se mi punti una lancia non ti attacco con un pugnale, son mica Nihal.

  25. 340 Keane

    Vero, non posso dimostrarlo

    Fine discussione.
    Tre post per poi darmi ragione…

  26. 339 Giles Habibula

    ma perché è dimostrato dal successo di opere che le seguivano, per insegnare a gente che non ne è capace, come scrivere un romanzo di successo, che possa piacere ed entusiasmare.

    Ti metto la citazione completa al mio reply, visto che la tua è parziale :

    Di “oscuri testi del medioevo mesopotamico ittita” (??) ne hanno scritti anche autori di grande successo, come S. King, a volte, proprio per spiegare il successo delle loro stesse opere. Non ci sono regole che vanno seguite “perché si, perché è cool“, ma perché è dimostrato [che funzionino, omissis] dal successo di opere [scritte dagli stessi autori che hanno scritto il manuale, omissis]che le seguivano, per insegnare a gente che non ne è capace, come scrivere un romanzo di successo, che possa piacere ed entusiasmare.

  27. 338 Keane

    @Makkok:

    Uno peggio dell’altro. Andiamo? Vuoi davvero negare che la Troisi scrive male? E se non lo neghi, davvero ti senti di consigliare libri simili?

    Non ci capiamo. Non penso e non ho mai scritto che la Troisi sia brava e non consiglierò mai i suoi libri finchè non imparerà a scrivere in modo decente(ammesso che).

    @Zave:

    “il romanzo tal dei tali è pieno di raccontato ma è comunque bello quindi la regola dello show don’t tell non vale!” non è il modo giusto di ragionare.
    piuttosto “il romanzo tal dei tali è bello nonostante sia pieno di raccontato, con più mostrato sarebbe stato meglio.”

    esattamente, ma allora sei d’accordo con me, perchè non parli di REGOLE, ma di PRINCIPI. Ed è il motivo per cui ancora stiamo discutendo della validità di HP.
    Lo “show don’t tell” è un principio, non una regola, altrimenti libri come il Silmarillion li buttiamo nel cesso, non solo le fantomatiche cronache troisiane. E per lo stesso motivo fare le pulci alla Rowling con le REGOLE non ha senso. Ma vedo che se non altro Makko su questo punto è d’accordo. Principi e non regole, e siamo tutti d’accordo.
    E no, non penso dovesse lavorare di più sulla coerenza della trama perchè ancora non mi è stato spiegato chiaramente qual è/sono gli errori che ha commesso :P

  28. 337 Giles Habibula

    Non ho tratto a forza niente. Ti ho chiesto: HP è una saga di successo, che piace ed entusiasma?

    La Rowling non ha scritto manuali di scrittura, ne ha partecipato alla stesura di un manuale di scrittura

    I rest my case

    Finchè non puoi portare fatti a sostegno della tua tesi, è fuffa. Retorica o non. Fammi i nomi dei libri.

    Vero, non posso dimostrarlo, ma posso dimostrare la mia tesi sulla legge della domanda e dell’offerta con autori non emergenti, ma già affermati.

    Primo volume della seconda trilogia della Troisi (al tempo in cui usci), in distribuzione : oltre le 10mila copie disponibili.
    Elric di Melnibonè (stessa distribuzione, Fanucci e Mondadori sono distribuite entrambe da Messaggerie Libri, su Roma) : meno di 5 copie disponibili.
    Un volume qualsiasi di Howard (Urania, su Fastbook) : meno di 10 copie.

    Questi numeri non sono ipotetici, gestivo la sezione Fantasy e Fantascienza, quindi li controllavo giornalmente.

    I rest my case x2

    E mi permetto di aggiungere

    Il fatto che gli autori emergenti vengano quasi automaticamente cestinati, è risaputo, è successo alla stessa Rowling, prima che gli accettassero il volume alla Bloomsbury (semi-sconosciuta, al tempo, ora casa editrice dell’anno 1999-2000).

    I rest my case x3

  29. 336 Keane

    eh vabbè, hai preso la strada più semplice direi, anche questo è un trucco lo sai?
    Ma non ti lascio cambiare argomento così facilmente:

    se non vengono pubblicati, non posso leggerli, ma, non per questo, puoi negarne l’esistenza

    E tu non la puoi dimostrare. Show me the Libris o gtfo :D
    Finchè non puoi portare fatti a sostegno della tua tesi, è fuffa. Retorica o non. Fammi i nomi dei libri.
    Voglio titoli, autori, case editrici che li hanno rifiutati e se hai anche le copie da condividere, ancora meglio.

    ps: è chiaro che se eviterai di rispondere a questo punto non ha senso continuare a discutere.

    ma perché è dimostrato dal successo di opere che le seguivano, per insegnare a gente che non ne è capace, come scrivere un romanzo di successo, che possa piacere ed entusiasmare.

    trarre a forza dalle affermazioni dell’avversario, con false deduzioni, tesi che non vi siano contenute

    Non ho tratto a forza niente. Ti ho chiesto: HP è una saga di successo, che piace ed entusiasma?
    Si. No. Ciao. C’è poco da argomentare, ti sei fregato da solo.
    E non ho tirato in ballo la Troisi, questo è “Forzare la consequenzialità” :D

  30. 335 Zave

    @Keane:
    secondo me sei tu che non comprendi.
    non metto in dubbio che ci siano opere che pur avendo dei difetti oggettivi sono comunque apprezzabili sotto certi aspetti e possono comuque piacere.
    nemmeno gamberetta l’ha mai negato.

    anche nelle opere degli scrittori più stimati si trovano difetti, a volte anche grossi.
    significa che sono questi difetti a renderli dei grandi scrittori o a rendere le loro opere delle grandi opere (arriva bertolaso)?
    forse la parola chiave è “nonostante”.

    “il romanzo tal dei tali è pieno di raccontato ma è comunque bello quindi la regola dello show don’t tell non vale!” non è il modo giusto di ragionare.
    piuttosto “il romanzo tal dei tali è bello nonostante sia pieno di raccontato, con più mostrato sarebbe stato meglio.”

    per parlare della saga a cui è dedicato questo topic ti chiedo, anche se non te la senti di cestinare la saga di harry potter (qualche pregio ce l’ha) non credi che sarebbe stata molto meglio se la rowling avesse lavorato di più sulla coerenza della trama tanto per dirne una?

    il fatto che secondo te i romanzi che seguono le regole sarebbero insipidi poi è una emerita stronzata: scrivere secondo le regole non è sufficiente per ottenere un buon romanzo, ovviamente.
    ma da come scrivi sembra che le regole siano un ostacolo e non è assolutamente vero.

  31. 334 Giles Habibula

    E mi permetto di aggiungere

    Il fatto che gli autori emergenti vengano quasi automaticamente cestinati, è risaputo, è successo alla stessa Rowling, prima che gli accettassero il volume alla Bloomsbury (semi-sconosciuta, al tempo, ora casa editrice dell’anno 1999-2000).

  32. 333 MakKo

    @ Keane

    Secondo me sbagli e di grosso. Sono ragazzini non è una scusa valida per restare a guardare un sistema schifoso che propina loro solo boiate.
    E il tuo ragionamento “confrontate i gradi maestri con i manuali di scrittura” non regge: ok l’eccezione, passi la svista, la caduta di stile ci sta… ma nel caso della Troisi parliamo di minimo una dozzina di romanzi (tra saghe del mondo emerso e ragazza drago e quant’altro). Uno peggio dell’altro. Andiamo? Vuoi davvero negare che la Troisi scrive male? E se non lo neghi, davvero ti senti di consigliare libri simili?
    Ora capisco che magari (scrivo magari perchè non posso dare un giudizio oggettivo) fare le pulci a HP è un pò rosicare, cercare gli sbavi a una saga che deve di certo avere molti pregi, ma su schifezze come Le cronache del mondo emerso, i libri della Strazzulla o del Ghirardi, non si può passare.

    Sinceramente io non ci sto a rassegnarmi a leggere cose che iniziano con: “L’assedio durava da più di tre ore!” e poche righe sotto scopri anche che l’assedio lo porta avanti UNA creatura sola. Io chiudo il libro ed è già tanto se non gli do fuoco in piazza (giusto per stare su Savonarola).

  33. 332 Giles Habibula

    In ogni caso vorrei fare una precisazione :

    In nessuno dei miei commenti ho scritto “Harry Potter fa cagare“, ma “A me non è piaciuto“. Ovviamente parlo per me, ma visto che mi hai risposto direttamente, mi sento preso in causa.

    Mi spieghi qual’è il problema nell’esprimere un opinione ? Qualcuno lo vieta ?

    La saga di Harry Potter è, di certo, superiore a molte altre, soprattutto nostrane, ma a me non è piaciuto. Devo venire lapidato per questo ?

  34. 331 Giles Habibula

    tu ti senti in dovere?E’ una missione speciale? Ma non la mandi a quel paese una persona del genere quando viene a rompere le balle a te?

    Denigrazione: per accantonare, o almeno rendere sospetta, un’affermazione dell’avversario ricondurla ad una categoria odiata dagli spettatori.

    come dici tu stesso, se una cosa è merda, chi la apprezza mangia la merda. Ora, non so tu, ma io personalmente mi batterò sempre perchè quest’idea non passi e questo pensiero venga smascherato molto più che contro chi scrive pessimi libri. Perchè i danni fatti da un brutto libro sono un inezia rispetto a quelli fatti dal censore fanatico. Un brutto libro puoi non leggerlo, Savonarola invece prima o poi verrà a bruciare anche i TUOI libri, quelli che ami.

    Ampliamento: interpretare l’affermazione dell’avversario nel modo più generale possibile, restringendo invece la propria.
    (Censura, peraltro mai sollevato. Io ho parlato di pari visibilità, non dell’eliminazione dell’uno o dell’altro)

    Il tuo discorso sul mercato non è dimostrato. Perchè, fino a prova contraria, è questo il meglio. Come del resto dice Gamberetta stessa, sconfortata.

    Argumentum ad verecundiam: invece che di motivazioni ci si appelli ad autorità rispettate dall’avversario. (Gamberetta)

    Petitio principii : rigettare le premesse dell’avversario come petitio principii. (Certo, se non vengono pubblicati, non posso leggerli, ma, non per questo, puoi negarne l’esistenza)

    e Harry Potter non è una una saga di stra-successo, che piace e che entusiasma?

    Forzare la consequenzialità: trarre a forza dalle affermazioni dell’avversario, con false deduzioni, tesi che non vi siano contenute (apagoge).
    (Anche Nihal eccita e appassiona una grossa fetta di pubblico, ma ti sfido a dichiararlo un capolavoro)

    Case, fuckin, closed direi.

    Dichiarare la vittoria: dopo che l’avversario ha risposto a molte domande senza peraltro giungere alla conclusione desiderata, dichiarare la vittoria con una buona dose di faccia tosta.

    tu rosiki perchè a loro piace una cosa che a te non piace?E’ assurdo. Ma lascia che le persone trovino il divertimenti e il piacere dove stracazzo vogliono, per Zeus

    Argumentum ad personam: come ultima risorsa diventare offensivi, oltraggiosi e grossolani.

    Fonte : Schopenhauer, “L’arte di ottenere ragione” (testo in tedesco con traduzione inglese a fronte : http://coolhaus.de/art-of-controversy/)

    I miei complimenti, da manuale :)

  35. 330 Keane

    @arnica: scusami.

    E’ triste, ok, ma sono ragazzini e nessuno nasce imparato; per questo la divulgazione è importante ma deve essere fatta bene- insultare non è la strategia migliore.
    Se poi uno decide di non ascoltare, bè saranno cavoli suoi no?

    In linea di massima però io contesto l’eccessiva rigidità di Gamberetta perchè, leggendo sci-fi e fantasy più o meno da quando lei è nata, so bene che prendere pari pari le sue regole e applicarle alla letteratura di genere ne distruggerebbe i 3/4, lasciandoci i libri più insipidi.
    Siate onesti, andate a leggervi i maggiori esponenti del fantasy, regole alla mano, e guardate quanto reggono all’esame.
    E se le regole si applicano bene alla pessima Troisi ma non ai grandi, allora non sono regole, ma principi.
    Ed è quello che sto cercando di spiegare.
    I principi richiedono elasticità e capacità di comprensione, maturità.
    Al contrario delle regole.

  36. 329 arnica

    kaene, non capisco…fino adesso hai parlato in maniera pacata,e ora sembri un limone.
    mai detto che non deve piacere per forza,ma è molto triste quando una persona legge e non capisce certe cose(l’episodio della finestra in nihal è patetico,suvvia) e pretendeche quello che legge sia un capolavoro.
    est claro?

  37. 328 Keane

    @arnica: tu rosiki perchè a loro piace una cosa che a te non piace?E’ assurdo. Ma lascia che le persone trovino il divertimenti e il piacere dove stracazzo vogliono, per Zeus, o vorresti vivere in una società dove c’è gente che decide a tavolino cosa deve piacere a tutti gli altri? Su quali basi poi?
    C’è un abisso tra dire “questo libro è scritto male” e “questo libro è scritto male quindi non DEVE piacerti“.

    @Giles Habibula: tu ti senti in dovere?E’ una missione speciale? Ma non la mandi a quel paese una persona del genere quando viene a rompere le balle a te?

    - come dici tu stesso, se una cosa è merda, chi la apprezza mangia la merda. Ora, non so tu, ma io personalmente mi batterò sempre perchè quest’idea non passi e questo pensiero venga smascherato molto più che contro chi scrive pessimi libri. Perchè i danni fatti da un brutto libro sono un inezia rispetto a quelli fatti dal censore fanatico. Un brutto libro puoi non leggerlo, Savonarola invece prima o poi verrà a bruciare anche i TUOI libri, quelli che ami.

    Il tuo discorso sul mercato non è dimostrato. Perchè, fino a prova contraria, è questo il meglio. Come del resto dice Gamberetta stessa, sconfortata. Un po’ di tempo fa sosteneva la tua tesi – ma quando io e altri le chiedemmo “ok allora quali sono questi libri, questi autori emergenti che la cricca e le case editrici sceme/cattive tengono lontano dagli scaffali?
    Nessuna risposta.
    E allora poi siamo passati alla realtà, e non alla fantasia, e cioè che questi che criticate sono il meglio [sic.] che c’è in giro.
    Ma sai che ti dico?Gamberetta ha un sacco di lettori, se esistono davvero buoni libri e bravi scrittori volutalmente ignorati dal sistema perchè si preferisce GL o la Troisi a loro, perchè non segnalarli qui sul sito?
    Fateci comprare i loro libri via gamberi.fantasy no?Del resto è quello che penso avverrà tra pochi anni.
    Più aumenteranno gli e-reader meno potere avranno le case editrici e siti come quello di Gamberetta, se coglieranno l’opportunità, saranno il solo e unico filtro (a pagamento, ofc) tra l’autore e il lettore.

    riguardo a questo:

    Non capisco… prima dici che non ha senso insultare, e poi utilizzi la stessa strategia ? Mi cogli impreparato.

    non è un insulto, mi scuso, non era l’intenzione: è una previsione. Già visto, già dato.Purtroppo.

    infine, questo mi ha strappato un sorriso:

    ma perché è dimostrato dal successo di opere che le seguivano, per insegnare a gente che non ne è capace, come scrivere un romanzo di successo, che possa piacere ed entusiasmare.

    e Harry Potter non è una una saga di stra-successo, che piace e che entusiasma?


    Case, fuckin, closed
    direi.

  38. 327 MakKo

    @Keane: Io “trollo”, cazzeggio, ironizzo e sproloquio dove mi pare e piace. Se poi Gamberetta (La PADRONA di casa) mi fogna, accetto e sto zitto, ma non prendo certo ordini da te.
    E per tutta la tua manfrina contro Gamberetta… Ma è forse tuo questo blog? Boh. Internet sarà anche un grande strumento ma spesso si valicano tutti i limiti del buon senso: tutti che vogliono comandare e dettare legge a tutti, anche in casa di altri.

    Comunque ci tengo a dire che il tuo discorso, in parte lo condivido. E’ vero che quando qualcuno “tocca” i nostri autori preferiti, un pò tutti ci comportiamo come avessimo le fette di salame sugli occhi.
    Però questo non prescinde dal concetto di base su cui Gamberetta (e chi come lei contribuisce a diffondere e difendere il messaggio) ha basato questo blog (e non mi stancherò mai di sostenerlo):

    Pessimi scrittori + Pessimi (e disonesti) editori = Pessimi lettori = sfacelo della letteratura.

    E’ il concetto di fondo che puzza ed è marcio: si fomentano e sostengo scribacchini (senza contare che si punta ai MINORENNI per far colpo, per dire “l’autore che ho pubblicato io HA SOLO quindici anni!”) perchè scrivano pagine e pagine di niente o, se va bene, cliché su cliché, purchè il tutto sia di moda, da propinare (a prezzi nefandi) a masse di gente convinte che “tanto il fantasy” è solo merda da svago.
    Tutto questo LEDE PESANTEMENTE tutti quegli autori che magari scrivono bene e si sentono dire: il suo lavoro è buono ma non ha mercato! (grazie al c…o, lo hai condizionato tu il mercato pubblicando monnezza modaiola)!
    Il succo è questo. Poi nel blog è stato detto centomila volte (anche dalla padrona di casa): volete leggere merda? Leggete merda, chi ve lo impedisce?
    Ma almeno non offendetevi se qualcuno vi fa notare che quella roba li E’ merda (sottolineando i difetti) e che forse si POTREBBE avere di meglio.

    PS: ora, io non so se HP si colloca nella merda o nei libri che vale la pena leggere (magari sta in una via di mezzo, in fondo il mondo non è tutto bianco o nero). Ma poichè ho avuto modo di constatare che Gamberetta solleva critiche sensate e corrette (la prima trilogia della Troisi, ma la sono letta purtroppo e mi hanno recentemente regalato Il Re Nero che ho sfogliato e leggiucchiato proprio per capire se le critiche fatte erano vere, ma che NON LEGGERO’ MAI), credo di potermi fidare del suo giudizio.

    Infine è davvero patetico venire qui a dire che le regole della buona scrittura possono essere ignorate perchè scritte su libri mesopotamici. Ma andiamo…

  39. 326 Giles Habibula

    [..]se il lettore arriva in libreria e trova una pila da 26 copie in bella mostra[..]

    Vorrei fare una precisazione riguardo questo punto.

    La scelta numerica delle 26 copie non è casuale. Esiste una cosa che si chiama “tredicesima”. La regola della “tredicesima”, per i volumi che la implementano, dice che se ordini 13 copie di un volume, la tredicesima copia non la paghi. Per questa ragione, per i volumi ad alta distribuzione, si tende ad ordinare multipli di 13.

    Inoltre, per la regola del “diritto di reso”, il libraio, parlando in termini di “vendita del prodotto tesa al guadagno“, è incentivato a vendere i volumi che implementano questa regola, perché guadagna di più.

    Per questo dico che affermare di “essere stato un libraio” non è un motivo di vanto, anzi, semmai è un motivo di vergogna, perché, per il bene del guadagno, si prostituisce l’arte. Il brutto è che dobbiamo pagare tutti l’affitto, quindi si scende a compromessi.

    Blog di opinione, come questo, dovrebbero venire tutelati dall’UNESCO perché danno, ai lettori la possibilità di valutare la qualità, dal punto di vista stilistico, di un volume e di migliorare lo standard esistente.

    Poi mi devi spiegare questo :

    Non capisco dove stia l’intelligenza in una strategia che prevede l’insultare potenziali alleati/lettori/persone informate

    è una spirale infinita quella in cui tu e i tuoi lettori affezionati vi state cacciando, piena di incredibili cazzoni saccenti che si urlano a vicenda citazioni da manuali, saggi di cui non frega un cazzo a nessuno, oscuri testi del medioevo mesopotamico ittita del professor Pirletti.

    Non capisco… prima dici che non ha senso insultare, e poi utilizzi la stessa strategia ? Mi cogli impreparato.

    Di “oscuri testi del medioevo mesopotamico ittita” (??) ne hanno scritti anche autori di grande successo, come S. King, a volte, proprio per spiegare il successo delle loro stesse opere. Non ci sono regole che vanno seguite “perché si, perché è cool“, ma perché è dimostrato dal successo di opere che le seguivano, per insegnare a gente che non ne è capace, come scrivere un romanzo di successo, che possa piacere ed entusiasmare.

    Poi non so, la scuola Craven insegna che queste regole funzionano. Sfido chiunque a dire che è normale per la Chearleader™ andare in giro per la scuola deserta, di notte, da sola, sapendo che c’è il Pericoloso Assassino di Chearleader™ in zona…

    Magari mi sbaglio, magari hai ragione tu ed è una terribile tragedia…

    Certo, sui gusti non si discute, ma, a me, HP non è piaciuto, per le ragioni sopracitate e per altre descritte nei commenti.
    E non perché, nei volumi medievali mesopotami-assiri sta scritto così e quindi è vangelo, ma per il motivo che non mi sono piaciute. Gusti, non si discute.

  40. 325 Giles Habibula

    Ok voi avete i libri belli e loro i libri brutti e voi siete fighi perché vi piacciono i libri GIUSTI. E allora?

    Non c’è una questione morale, nessuno vince qualcosa se legge i libri “giusti”.

    La questione è pratica. A te piace la merda ? bene, la troverai sempre disponibile. A me piace la cioccolata Lindt. Non la troverò mai, o raramente, perché non c’è abbastanza domanda, lo standard è la merda…

    E, a me, questo non piace, perché sono costretto a leggere merda. Le opinioni sono sacrosante, ma devo avere la possibilità di scegliere. Se posso scegliere tra merda e Lindt, per me non c’è problema che a te piaccia. Il problema è che, magari, provandola, ti piacerebbe anche la cioccolata Lindt, ma non la provi, perché c’è più merda a disposizione e tu continui con quella. Continuando in questo modo aumenti la domanda e la cioccolata Lindt finirà sempre più in alto sugli scaffali, sempre più nascosta, fino a sparire, perché tanto, la gente prende la merda.

    E questa non è un opinione, è un dato di fatto. Le leggi di mercato lo stabiliscono.

    PS – Il discorso è allegorico, non ti sto dando del mangiamerda e, se ti sei sentito offeso dalle mie parole, te ne chiedo scusa.

  41. 324 Giles Habibula

    Keane, vorrei risponderti un momento

    prima di tutto, se Nihal o Toilet, non mi piacciono, mi sento in dovere di dare un parere e se la lettrice media (o lettore medio) delle suddette saghe si sente in dovere di darmi del mentecatto per il solo motivo che le ho criticate, mi sento in diritto di fare lo stesso. Non voglio arrivare al “hai cominciato tu“, però…

    Tornando su HP, io ho riletto tutto il post prima di rispondere e non posso fare a meno di sottolineare il fatto che, a parte alcune opinioni, in nessun punto ne vengono insultati i lettori, a parte

    Se qualcuno si è sciroppato questi libri non a dodici anni, ma a venti o più, potrebbe spiegarmi come ha fatto a sopportarli?

    e, a me, questa pare una semplice domanda, che non intende “se ti sono piaciuti sei un pirla”. Un’interpretazione del genere è un tantinello forzata.

    C’è forse una gara di cui non mi hanno avvisato?Vince chi alla fine ha letto più libri belli degli altri?
    Chi legge troppi libri brutti finirà all’inferno?

    No, niente del genere, ma vorrei fare una precisazione, e te la faccio da ex addetto ai lavori.

    Il livello medio del lettore italiano è basso. L’utente medio che va in libreria chiede consiglio, perché non conosce quello che c’è a disposizione, non sa cosa prendere, e il consiglio del libraio, così come le locandine appese, la pubblicità e la disponibilità dei volumi, gioca un ruolo dominante in questa scelta. Perché, se il lettore arriva in libreria e trova una pila da 26 copie in bella mostra, ne viene attratto e tende ad ignorare il volume singolo nello scaffale. Ci sono anche altre tecniche per attirare l’attenzione del cliente, come quella di mettere una o due copie vicino alla cassa, in modo che la veda quando va a pagare, ma preferisco non dilungarmi.

    Tutto questo non centra nulla con l’effettiva qualità del libro, ma dipende solamente dalla pubblicità, dalla copertina e dalla distribuzione. Perché se il libro è distribuito con Messaggerie Libri, 10000 copie disponibili e consegna in 2 giorni, ordinabile sul portale, è differente rispetto ad un volume che devi ordinare direttamente alla casa editrice, per telefono, 20 copie disponibili, consegna entro la settimana, se va bene (esempio con numeri reali).

    Ora, che una minchiata come Nihal venga distribuito da Messaggerie perché pubblicato da Mondadori, mentre un altro volume (diciamo “Romanzo Generico di Autore Emergente di Buona Qualità” pubblicato da “Casa Editrice Minore Generica”) sia difficilmente reperibile, a me da fastidio, perché, non solo sto pagando per della pessima qualità, ma questa minchiata viene automaticamente bollata come “romanzo di buona qualità” e un autrice che non si documenta per niente (per sua stessa ammissione!) e, per questa ragione scrive minchiate e, per questa ragione offende la mia intelligenza, viene pagata per continuare a scrivere.

    Tutto questo soltanto perché il libro ha una buona distribuzione e una buona pubblicità. L’utente medio (letterariamente ignorante), lo eleggerà libro dell’anno, non per la qualità, ma per la disponibilità, e la casa editrice continuerà a pubblicare definendo uno standard. Altri autori, magari migliori, sia dal punto di vista stilistico, che per la costruzione della trama, non verranno pubblicati, perché non rientrano in questo standard.

    No, non c’è nessuna gara, ma rimango comunque inorridito da un futuro in cui autori migliori non possono trovare il loro posto nello scaffale perché lo standard è basso.

    E lo standard, purtroppo, lo impostano i lettori, con quello che comprano.

    Ora, sia chiaro, la mia opinione da ex libraio non voleva essere intesa come “sono più fico di te“, anzi, semmai il contrario. Te le dico da “persona informata sui fatti“, poi puoi intenderle come più ti piace.

    Personalmente, se la distribuzione digitale prendesse in modo adeguato, sarei la persona più felice del mondo, perché questo sistema verrebbe abbattuto alla radice, dando veramente la possibilità, al lettore, di giudicare la qualità, senza l’influenza della distribuzione.

  42. 323 arnica

    keane, l’insulto alle lettrici(o lettori,ma in genere è al femminile)di nihal e co è dovuto al fatto che non solo non si rendono conto dei difetti dei libri in questione,ma non hanno nemmeno intenzione di comprendere tali errori. e allo stesso tempo eleggono questi libri al capolavoro del secolo. a quel punto ti rode un attimo,perchè vedere gente che sborsa 20 euro per dei libri con errori mostruosi(uno su tutti: l’arco!!!!!!!!!)fa un attimo riflettere.
    non è che lettrice nihal=cerebrolesa. ma lettrice di nihal che scrv tt csì!1!Nihal e il lbr + bll d smpr!!!! a destare non poche perplessità..

    per i libri, che io sappia queste oscure materie era piaciuto a gamberetta, e credo(ma questo l’ho letto nei commenti,quindi non ho idea)anche pratchett. pan è piaciuto ma non è la perfezione, e ci sono altri scritti che qui in italia non si trovano o si trovano difficilmente (lo specchio di atlantide,mi pare).

  43. 322 Keane

    @Makkok, vai a trollare in un altro post, che ne dici? Non hai letto i libri, perché devi rompere le scatole?Almeno fossi divertente, ironico, ma no.

    @Davide, non sei solo in questa “lotta” :D

    Le “turbe di Jane di Cuore d’Acciaio”, cavoli mi hai capottato.
    Non sono quindi l’unico qui dentro a trovare quel libro assurdo.
    E mi sono fidato di Gamberetta poi, miseriaccia. Con quale coraggio si critica la Mayer e poi si apprezza Swancoso, lo sa solo lei.

    btw, come dici:

    la cosa più divertente di chi ha il palato sopraffino e’ che di solito, quando elenca i suoi libri migliori, diventa a sua volta preda di altri palati sopraffini.

    è il motivo per cui alla mia richiesta di “tirare fuori” i libri che rispettano il Canone Gamberetta™, tutti zitti.
    Già so come finirebbe una discussione del genere: a katane in faccia. Ognuno ha i suoi e tende a considerare quelli degli altri poco importanti, poco belli, poco interessanti. Io, per esempio, adoro Jack Vance e come un Musashi qualsiasi farei a fettine chi provasse a toccarmelo.
    Sono quasi sicuro che Vance non rispetti più punti del regolamento internazionale della buona scrittura, e per questo, ahimè, non vincerà il premio ScrittoreInGamba™ del XX°secolo; e di sicuro non finirà nell’elenco segreto dei buoni scrittori tenuto dagli utenti di questi sito. Ma tant’è.

    @Gamberetta: le tue analisi si sono spinte oltre il discorso tecnico: apprezzavo l’idea di porre uno standard qualitativo, con dei principi di base oggettivi, strumenti, tecniche, tutto sensato e ragionevole; ma poi c’è la realtà, e la realtà ci insegna che ogni libro ha i suoi difetti E i suoi punti di forza, che anche se non si trovano nello stile e la scrittura, ma altrove, lo possono rendere un buon libro lo stesso.
    Tu sei consapevole dei punti di forza della saga di Harry Potter?

    Poi,non ha senso distruggere la saga di HP tanto quanto dare dell’idiota alle lettrici di Twilight o della Troisi* se i motivi per cui un libro piace possono esulare dal mero aspetto tecnico.
    Se piacciono, lo scopo è stato raggiunto.
    Ok voi avete i libri belli e loro i libri brutti e voi siete fighi perché vi piacciono i libri GIUSTI. E allora?
    No, te lo chiedo con tutto il cuore: e allora?
    C’è forse una gara di cui non mi hanno avvisato?Vince chi alla fine ha letto più libri belli degli altri?
    Chi legge troppi libri brutti finirà all’inferno?

    *Non sto dicendo che siano scritti bene, nè che il fantasy italiano non sia una cricca di poveretti, mi trovi d’accordo su tutto.
    Ma è un grosso errore dirottare il discorso dall’analisi letteraria alla critica psicologica (è scritto male quindi chi lo legge è -inserisci insulto random-), dal libro al lettore del libro.
    Non capisco dove stia l’intelligenza in una strategia che prevede l’insultare potenziali alleati/lettori/persone informate.
    Perché?Perché si! Perché io sono Gamberetta, sono incazzata col mondo e sono onesta quindi vi dico in faccia che siete dei coglioni,oh.
    Tra l’altro non è neanche una questione di strategia buona o cattiva, è che c’è sempre il più puro che ti epura, quello che ti considera idiota perché non leggi i suoi raffinati libri; è una spirale infinita quella in cui tu e i tuoi lettori affezionati vi state cacciando, piena di incredibili cazzoni saccenti che si urlano a vicenda citazioni da manuali, saggi di cui non frega un cazzo a nessuno, oscuri testi del medioevo mesopotamico ittita del professor Pirletti.
    A che pro?
    Perché rovinare una bella possibilità di discussione e informazione con la fregola di criticare l’Altro?

  44. 321 Christian_Eris

    @ Cecilia

    in linea generale –quindi senza citare esempi specifici –la Rowling è più solita “mostrare” o “raccontare”?

    La Rowling racconta molto. La cosa sarebbe giustificabile perché ogni suo libro copre un arco di tempo di dieci mesi, ma ho avuto l’impressione che lo usi anche quando non necessario. Grazie al suo humour riesce comunque a rendere le parti raccontate non noiose e spesso strappa un sorriso. Quindi le concedo un’attenuante su questo. Non so se Gamberetta è della stessa idea

  45. 320 MakKo

    @Davide
    Sei talmente limitato che la battuta nemmeno l’hai capita. Prova a rileggerla una, due, dieci… cento volte. Forse ce la fai. Forse.

  46. 319 Gamberetta

    @Anonima.

    in linea generale –quindi senza citare esempi specifici –la Rowling è più solita “mostrare” o “raccontare”?

    Il primo volume è molto raccontato, ma poi come ho ammesso nell’articolo lo stile della Rowling è migliorato e così anche le parti raccontate si sono ridotte. Il terzo volume e la parte che ho letto del quarto sono in gran parte mostrati, anche se non mancano “cadute” di raccontato qui e là.

  47. 318 Anonima

    Oops! Per “lei” intendevo Gamberetta, eh xD

  48. 317 Anonima

    Ciao, scusate se mi intrometto così nella discussione.
    Seguo questo blog da un po’ e sebbene non mi trovi sempre d’accordo con quello che c’è scritto penso che sia utile a far riflettere e che sia scritto da persone coerenti e informate. In primis Gamberetta.
    Magari in questi giorni mi metterò a partecipare a qualche discussione, tra cui questa perché sono fan di Harry Potter (ma ne riconosco i difetti, eccome se li riconosco ;-)), per il momento volevo fare una domanda a lei: secondo te, in linea generale –quindi senza citare esempi specifici –la Rowling è più solita “mostrare” o “raccontare”?

  49. 316 Cecilia

    Quindi stai dicendo, nei due quote li sopra, che un libro scritto senza immaginazione, senza studio, secondo alcuni (tu no?) “rende scemi” mentre un libro che usa fantasia proprio no.

    No, io non penso che leggere Nihal o similari renda scemi. Penso semmai che leggere tanti libri scritti come Nihal (o Twilight o Fallen saga, quello che preferisci) renda molto difficile passare a libri migliori. Se ti abitui alle schifezze, cercherai altre schifezze. Nella maggior parte dei casi questi lettori non sanno neppure che in giro c’è di meglio. Che è uno dei motivi per cui m’incazzo se roba come Unika viene pubblicata e se gente che ha riconosciuto che fa schifo difende la sua esistenza dicendo “tanto non è pensato per uno abituato al fantasy”.
    Ci sono lettori di PR/Nihal che si comportano come imbecilli (vedi certi commenti alle recensioni) ma, IMHO, non sono questi libri ad averli ridotti così.

    un libro che usa fantasia proprio no

    Credo che o tu stia equivocando o io che non capisco cosa cerchi di dirmi. La fantasia è fondamentale in un libro fantasy (mi sento scema persino a scriverlo ^^) e per questo vengono schifati quei libri che sono fantasy di nome ma che di fatto la fantasia la salutano da lontano mentre girano la loro minestra riscaldata. E la fantasia è solo una parte. Come hai riportato tu, ci sono lo studio, la cura e il rispetto, che (insieme alla fantasia) faranno un buon libro. E io, questo sì, penso che un buon libro non renda mai scemi.

    Per una persona e’ impossibile svagarsi con le storie di Harry o di Nihal senza subire una menomazione?

    Non è il mio il pensiero, se è quello di altri si facciano avanti. Ma qui non parliamo di “mi piace/mi diverte/mi svaga” (a me piace Sailor Moon -e pure a Gamberetta-, ma riconosco tranquillamente che sia una stronzata con buchi logici degni della Fossa delle Marianne) parliamo di libri obiettivamente (per i criteri seguiti qui) belli o brutti.

  50. 315 Davide

    @Cecilia:

    Gamberetta e altri accusano alcuni fantasy di “rendere scemi” perché sono scritti da cani, senza immaginazione, senza studio, senza rispetto per il lettore. Questi sono gli unici motivi.

    Proprio non vedo su quale base “qualsiasi” libro fantasy possa essere accusato di rendere scemi. Sul fatto che si fa uso di fantasia per raccontare una storia?

    Basta, ora passo in attacco perchè e’ meno faticoso.
    Quindi stai dicendo, nei due quote li sopra, che un libro scritto senza immaginazione, senza studio, secondo alcuni (tu no?) “rende scemi” mentre un libro che usa fantasia proprio no. Per una persona e’ impossibile svagarsi con le storie di Harry o di Nihal senza subire una menomazione? Invece le turbe di Jane di Cuore d’Acciaio non hanno effetti collaterali per via che sono tanto tanto fantasiose? Siamo apposto stavolta lo dico io.

    @Makko smettila di farti le pippe. Ti piacerebbe ma non ho mai scritto che la saga di Harry e’ perfetta..
    Voglio recensire la tua battuta del baratro in maniera Gamberettiana. Allora e’ scritta da schifo perchè non hai riletto. La trama e’ senza senso: il protagonista deve spiaccicarsi in un baratro perchè tanto poi tu gli butti la corda? Utile. Poca immaginazione, poco studio, Makko e’ scemo? Io dico di no.

  51. 314 MakKo

    @Davide

    P.S.: ovviamente era “gettati IN un baratro”. Mi scordo sempre quel tasto assai utile che è Anterpima. Ma sai nessuno è perfetto…
    A no scusa, la Rowling si.

  52. 313 MakKo

    @Davide

    Cambiando discorso, ancora una volta resto sorpreso dal cervello fine di Makko. Non solo non ha letto Harry Potter, ora ha smesso di leggere anche quello che scrive. O forse, @Makko, ti sembrava così divertente come battuta che l’hai scritta tutta d’un fiato? Su su.

    Cavoli… non aver letto HP è un colpa gravissima… devo riparare.
    Ma poi mi ritroverò a dire: buona tecnica, discreti personaggi, ambientazione non sempre coerente, buchi logici nella trama, protagonista antipatico…
    Naaaa. Lasciamo perdere. In fondo c’è di meglio. Molto meglio.

  53. 312 Cecilia

    Perchè se fate tale accusa, potrei accusare ogni libro fantasy per lo stesso motivo.

    Sei d’accordo su questo?

    Ovviamente no. Proprio non vedo su quale base “qualsiasi” libro fantasy possa essere accusato di rendere scemi. Sul fatto che si fa uso di fantasia per raccontare una storia? Siamo a posto.
    Gamberetta e altri accusano alcuni fantasy di “rendere scemi” perché sono scritti da cani, senza immaginazione, senza studio, senza rispetto per il lettore. Questi sono gli unici motivi.
    Poi, tu cosa intendi per “scemo”? Se “tanti fantasy=scemi” allora qui siamo tutti più o meno dei cerebrolesi, visto che ne leggiamo a pacchi.

  54. 311 Giles Habibula

    Non si possono criticare i libri fantasy che non vi piacciono con l’accusa “rendono scemi o addormentano la mente”. Perchè se fate tale accusa, potrei accusare ogni libro fantasy per lo stesso motivo.

    Sei d’accordo su questo?

    Potrei fare il paragone coi videogiochi. Un gran bel videogioco con ambientazione coerente, personaggi succosi rende più cerebrolesi (o addormenta di più la mente) di un pac-man? Si, no, forse.
    Cosa ne pensi?

    Penso che sia una stupidaggine.

    Monkey Island è una serie di videogiochi con un ambientazione ben costruita e personaggi ben caratterizzati, e lo scopo del gioco è risolvere enigmi e problemi sempre più complessi.

    Pac-Man è un uno smile il cui scopo è mangiare pastiglie ed evitare i fantasmi.

    Per la letteratura è la stessa identica cosa. Preferisco migliaia di volte Ash a Nihal della Valle del Vento perché nel primo vivo le battaglie, nel secondo mi sveglio tutto sudato quando è finita la battaglia.

    e ti lascio con una citazione :

    I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva (Kristian Wilson, Nintendo Inc, 1989).

    Visto che è OT e che con HP centra poco, ti dico che un racconto dinamico è una cosa che si, ha struggle, ma che, in seguito a ciò, i personaggi crescono emotivamente ed evolvono. Un personaggio che non evolve, che non cresce, è statico e un racconto statico è noioso.

    I rest my case

  55. 310 Davide

    @Cecilia: i miei commenti che ti hanno fatto intervenire volevano dire questo (nel loro contesto):

    Non si possono criticare i libri fantasy che non vi piacciono con l’accusa “rendono scemi o addormentano la mente”. Perchè se fate tale accusa, potrei accusare ogni libro fantasy per lo stesso motivo.

    Sei d’accordo su questo?

    Potrei fare il paragone coi videogiochi. Un gran bel videogioco con ambientazione coerente, personaggi succosi rende più cerebrolesi (o addormenta di più la mente) di un pac-man? Si, no, forse.
    Cosa ne pensi?

    Cambiando discorso, ancora una volta resto sorpreso dal cervello fine di Makko. Non solo non ha letto Harry Potter, ora ha smesso di leggere anche quello che scrive. O forse, @Makko, ti sembrava così divertente come battuta che l’hai scritta tutta d’un fiato? Su su.

  56. 309 MakKo

    @ Davide

    Comunque mi dichiaro sconfitto dalla frase di @Anonimo Qualsiasi:

    Ma, diamine, io sono un uomo e voglio mangiare quello che è buono per gli uomini, e non accostarmi alla mangiatoia dove i porcare gettano tutto quello loro vogliono che io legga!

    Diavolo questo e’ parlare da uomini! Sono pronto a seguirti capitano!!

    Anonimo qualsiasi, ti prego gettati un baratro.
    A te la corda la lancio io…

  57. 308 Christian_Eris

    @ Giles Habibula. Meno male avevo paura di essermi trovato a che fare con uno degli altri provocatori (il termine tecnico per i forum quale sarebbe? Troll?). Concordo con te. L’ambientazione andava bene per un libro da ragazzi e cercare di renderlo un romanzo da adulti è stata una forzatura.
    Un’altra cosa che non riesco a mandare giù sono le bacchette magiche. Sono state giustificate come catalizzatori dei poteri dei magi eccetera eccetera, ma a mio parere sono state introdotte assieme a tutto quell’amabaradan di vestiti e accessori anacronistici per rendere i maghi più fiabeschi. E mi danno fortemente fastidio perchè il fatto che i maghi encessitino di questi strumenti per fare magie li rende meno magici ai miei occhi.
    Poi ovvio, sono servite all’autrice per porre qualche limitazione ai maghi: siccome con la loro magia possono fare tutto, bisogna creare perlomeno delle condizioni in cui la magia non la possono usare, ovvero quelle in cui non hanno la bacchetta in mano.
    Se seguissi la logica mi immaginerei che verso il sesto anno, piuttosto che gli incantesimi non verbali, introducessero i ragazzi ad usare la magia senza bacchette (del resto Harry aveva già gonfiato una zia ed aperto una porta chiusa a chiave senza bacchetta, e nel primo libro il professore di difesa contro le arti oscure aveva fatto comparire corde con uno schiocco di dita) ma sono mie elucubrazioni.
    Inoltre uno dei temi importanti del romanzo è l’utilizzo degli incantesimi di Disarmo contro incantesimi che invece feriscono ed ammazzano, dai risvolti morali abbastanza chiari. Rendere inutile il Disarmo avrebbe tolto ad Harry uno dei suoi pochi tratti caratteristici.

  58. 307 arnica

    quoto cecilia, abbiamo la stessa visione della faccenda.

  59. 306 Cecilia

    Non facevi prima a leggerti subito i libri divulgativi senza dover affrontare le orde di goblin che dimorano al cern?

    Ehm… magari perché prima di leggere quel fantasy non mi interessavano a sufficienza per farlo? Ho letto quello e da lì ho voluto approfondire. Anche perché non è che i libri scientifici siano proprio un piacere da leggere, almeno per me.

    Se poi vai sul personale e mi parli di stimoli che ti vengono dati dal fantasy, ti potrei chiedere se non facevi prima ad ottenerli comprandoti un focus usato.

    Prego? Non è che io legga il fantasy per avere degli “stimoli” di qualsiasi genere, se non quelli per scrivere il mio. Leggo fantasy perché mi piace, punto. Che poi dettagli o parti della storia mi facciano venire voglia di approfondire argomenti tecnici o specialistici che altrimenti non avrei mai guardato è un altro paio di maniche. Che c’entra il focus?

    Un romanzo fantasy (ma anche un romanzo qualsiasi) lo leggi per svago, un manuale tecnico per approfondire argomenti/studio/lavoro. C’è una bella differenza

    Oh, grazie. Quoto.

  60. 305 arnica

    a me hagrid piace.
    poi è abbastanza caratteristico,in italiano non rende, perchè nella nostra traduzione l’hanno fatto parlare un po’ male, in inglese invece parla proprio sgrammaticato e con forte accento. già questo me lo rende simpatico,non so perchè. poi,per come reagisce…quoto, lui ha ben più di una malefatta alle spalle(animali illegali in primis)quindi non è che sia propriamente felice all’idea di avere a che fare con la giustizia. non dimentichiamoci che la colpa dell’omicidio di mirtilla malcontenta è stato imputato al “povero”aragog e non a tom riddle(ed è questo il motivo della bacchetta spezzata,se non erro). poi bho,a me non sembra non ci sia un’evoluzione,nel 5 cerca pure di tornare sulle sue radici(nonchè una love-story con la gigantessa della scuola di magia francese)e scoprire di più,e si ritrova il fratello gigante mezzo scemo e decide di prendersene cura(a modo suo). poi vabbè,su facebook io sono iscritta alla pagina umorismo di piton e quindi non vedo più hagrid allo stesso modo XD

  61. 304 Giles Habibula

    No, anzi, concordo con quasi tutto quello che hai detto

    Il quote era per sottolineare (IMHO) il fatto che la caratterizzazione dei personaggi è impostata su “racconto per ragazzi” (direi anche bambini), quasi fiabesca (come, credo, fosse l’intenzione originale), per nulla in sintonia con l’evoluzione che ha avuto.
    In una favola per bambini ci sta anche il gigante buono, che non reagisce, ma se stai cercando di scrivere un racconto per un pubblico più adulto una caratterizzazione del genere può apparire come una forzatura.

    Un po come dicevi te quando scrivevi che Harry Potter tende ad essere passivo rispetto gli eventi e ad avere sempre la pappa pronta.

    Si, la caratterizzazione del personaggio è quella, d’accordo, ma la possibilità di crescita del personaggio ? E’ talmente distillata che non si capisce come facciano i personaggi, nonostante gli sconvolgimenti che li circondano, a non reagire in modo diverso da quello “deciso” dall’autrice per poter far proseguire la trama nella via che ha deciso.

    A me, come ad altri, se non erro, è parso di capire che l’autrice punti più all’ambientazione e a quello che succede che all’evoluzione dei personaggi.

    (Chiedo scusa se sono sembrato poco chiaro, i miei ultimi commenti sono più di 50 post fa)

  62. 303 Christian_Eris

    @ Giles Habibula
    Mi sfugge il motivo per cui tu mi abbia citato. Mi sembra che tu voglia criticare il comportamento di Hagrid, potrei sbagliarmi, visto che non sei chiaro. Comunque il comportamento di Hagrid è coerente. Ad alcuni può non piacere questo rude bonaccione, nemmeno io vado matto di per lui, però rientra nelle caratteristiche del personaggio non reagire quando si trova, a torto o a ragione, in guai legali. Era stato espulso da Howgarts a 15 anni, bacchetta spezzata, salvato dall’essere un reietto da Silente “grand’uomo” che l’ha messo a fare il guardiacaccia. Quindi se ci pensa due volte prima di prendere a pugni o far sbranare gli esponenti del Ministero, ci sta.
    Forse sì, avrebbe potuto reagire in un paio di situazioni, ma visto che non l’ho mai amato come personaggio, troppo favolesco, non ne ho affatto rimpianto la graduale emarginazione nel corso dei romanzi.

  63. 302 Giles Habibula

    Sul serio non ti accorgi di cosa non va nel tuo discorso? Hai letto un libro fantasy per poi leggere libri divulgativi su argomenti specifici. Non facevi prima a leggerti subito i libri divulgativi senza dover affrontare le orde di goblin che dimorano al cern?

    Magari, prima, ne ignorava l’esistenza

    perché un povero orfano condannato ad una vita grama viene salvato da un paladino “alto come due uomini e largo tre”

    costretto a subire le angherie dei cattivi senza quasi reagire quando gli basterebbero un paio di pugno a martello™ o scatenare l’orda di bestie che alleva…

    P.S. Alt! Parata! Se al contrario di @V scriverete che i libri di merda rendono scemi, obietterò che tutto il fantasy rende scemi/ruba del tempo ad un manuale tecnico di qualsiasi cosa.

    Un romanzo fantasy (ma anche un romanzo qualsiasi) lo leggi per svago, un manuale tecnico per approfondire argomenti/studio/lavoro. C’è una bella differenza

    Resta il fatto che, quando devo pagare per leggerlo

    chi preferite essere? Il palato fine o il mangiamerda?

    palato fine tutta la vita, se pago degli euri pretendo della qualità.

    E se, dopo averlo letto, non sono soddisfatto della qualità, è mio sacrosanto diritto criticarlo. Ho pagato dei soldi per avere questo diritto.

    Altra cosa se è distribuito gratuitamente. In quel caso, se anche mi sentissi in diritto di criticarlo, non posso che apprezzare l’onestà dell’autore quando dice “Il libro è gratuito, poi, se ti piace, in libreria, a 20 euri, c’è la versione cartonata con la sovracopertina illustrata da tal dei tali”.

  64. 301 Davide

    @Cecilia:

    Questa è un’idiozia grossa come una casa.Leggendo un fantasy “per bambini/ragazzini” io ho approfondito le mie magrissime conoscenze su Ponte di Einstein Rosen, CERN e wormhole. Fantasy che mi ha spinto a cercare libri divulgativi su tali argomenti per documentarmi, nonostante io faccia tutt’altro che una facoltà scientifica. Per cortesia, sparale credibili o quantomeno motivale.

    Sul serio non ti accorgi di cosa non va nel tuo discorso? Hai letto un libro fantasy per poi leggere libri divulgativi su argomenti specifici. Non facevi prima a leggerti subito i libri divulgativi senza dover affrontare le orde di goblin che dimorano al cern?
    Dunque io sparavo senza motivare che: leggere libri divulgativi su argomenti specifici rende sicuramente meno scemi del leggere un fantasy, semprechè qualcuno dica che leggere un cattivo fantasy renda scemi.
    Se poi vai sul personale e mi parli di stimoli che ti vengono dati dal fantasy, ti potrei chiedere se non facevi prima ad ottenerli comprandoti un focus usato.

    Comunque mi dichiaro sconfitto dalla frase di @Anonimo Qualsiasi:

    Ma, diamine, io sono un uomo e voglio mangiare quello che è buono per gli uomini, e non accostarmi alla mangiatoia dove i porcare gettano tutto quello loro vogliono che io legga!

    Diavolo questo e’ parlare da uomini! Sono pronto a seguirti capitano!!

  65. 300 Christian_Eris

    @ Aurora. Grazie dell’apprezzamento. Ho cercato di seguire le indicazioni di Gamberetta: attenersi a commenti di carattere tecnico. Non difendere il romanzo a spada tratta oppure rovesciargli secchiate di merda, senza fare argomentazioni sia in un caso che nell’altro. Lo stile lascia spesso a desiderare, la trama è forzata, tante cose, come lo statuto di segretezza (eh sì non mi va proprio giù) non hanno una motivazione plausibile, ma se si tratta di uno dei romanzi contemporanei più letti qualche merito bisogna riconoscerglielo, e non limitarsi ad invocare la stupidità del lettore medio. O meglio, discutere su quali corde il romanzo è riuscito a pizzicare, a prescindere dal fatto che siano cose che hanno assecondato i propri gusti personali.
    Ad esempio il fatto che Harry venga tirato fuori da casa Dursley ad 11 anni praticamente con la forza da Hagrid. È una cosa che entusiasma, perché un povero orfano condannato ad una vita grama viene salvato da un paladino “alto come due uomini e largo tre” e catapultato del fantastico mondo dei maghi. Ad alcuni la cosa può dare invece fastidio, perché Harry non fa nulla per riuscire a riprendersi le lettere che la scuola gli spedisce, a centinaia, fino a che non arriva Hagrid a protarlo via. Un personaggio sostanzialmente passivo che aspetta che siano gli altri a muoversi per lui, è vero. (Pessima lezione di vita, fra l’altro).
    Però rimane entusiasmante l’idea di venir strappato da un giorno all’altro alla triste quotidianità per finire in un mondo di magia. La Rowling è stata brava a pizzicare questa corda, fra l’altro condendola con la trovata abbastanza divertente delle lettere a mitraglia. E che sia una cosa condivisibile o meno, le va riconosciuto.

  66. 299 Cecilia

    che tutto il fantasy rende scemi/ruba del tempo ad un manuale tecnico di qualsiasi cosa.

    Questa è un’idiozia grossa come una casa.
    Leggendo un fantasy “per bambini/ragazzini” io ho approfondito le mie magrissime conoscenze su Ponte di Einstein Rosen, CERN e wormhole. Fantasy che mi ha spinto a cercare libri divulgativi su tali argomenti per documentarmi, nonostante io faccia tutt’altro che una facoltà scientifica. Per cortesia, sparale credibili o quantomeno motivale.

  67. 298 Anonimo Qualsiasi

    @Arnina

    Sì, però il mio sbaglio era iù grossolano. Non avevo letto comunque neanche fino al decimo intervento prima del mio, quindi che tu abbia “esagerato” è indifferente. Tra l’altro sono anche intervenuto ad ufo, se dobbiamo dirla tutta. XD
    Il tuo video lo cercavo da una vita! *_*
    Ti amo! (Platonicamente, visto che ti vedo come caratteri e pixel, dalla mia postazione XD)

    @Davide

    Il “mangiamerda” è libero di continuare.
    Così come si è liberi di andare al McDonald, preferendolo magari alla cucina della nonna (no, sono estremo, a tutti piacciono gli spaghetti della nonna… diciamo “ristorante” e finiamola così).

    Però il McDonald almeno è economico. I libri-spazzatura, essendo spesso dei format a vendita sicura, li paghi fino a 20 eurI (e un po’ di sano egoismo dovrebbe farci esclamare: “WTF?!?!?!?”).
    Il McDonald ti travia, il palato, ok, ma ti rovina anche la salute fisica, a lungo andare.
    I libri-spazzatura ti traviano il palato e poi, per coerenza, ti rovinano il cervello. Non che diventi una proto-scimmia lobotomizzata, semplicemente ti anestetizzano la mente, invece di aprirtela.

    E’ come nutrirsi di caramelle: tiri avanti, te le godi, ma non ti sazi e poi non è da escludere che ti senta male (la Troisi ha il dono di far incagliare i suoi lettori in pippe mentali sulla soglia del rosick, a mio avviso, per il fatto di avere personaggi dalla vita in discesa e agevolata; almeno il Trota l’hanno bocciato due volte, prima che lo salvassero in extremis alla terza!).

    Poi non esistono solo il bianco e il nero. Tornando in tema, Harry Potter in confronto alle “Leggende del Mondo Emerso” ti sembra paragonabile all’Odissea per qualità letteraria (bella forza… anche i miei temi del Biennio sembrano di Tolstoj, allora).

    Ovvio che quello che legge solo format di dubbia qualità abbia la vita facile. Va’ in libreria, acquista, consuma e torna quando gli pare.
    Il “raffinato” che cerca qualcosa di originale, passa la maggior parte del tempo a cercare.

    Ma, diamine, io sono un uomo e voglio mangiare quello che è buono per gli uomini, e non accostarmi alla mangiatoia dove i porcare gettano tutto quello loro vogliono che io legga!

    Fuck This Fucking System!

    (troppo ribellismo, ok… u_u’)

  68. 297 Davide

    @V:

    Chi li legge non è scemo: semplicemente, non sa che c’è di meglio, il suo gusto è diseducato dal mercato editoriale degenere, o è affetto da autolesionismo.

    Visto che si fanno fasci d’erba, ne faccio uno anche io, tanto per.

    E dico che la cosa più divertente di chi ha il palato sopraffino e’ che di solito, quando elenca i suoi libri migliori, diventa a sua volta preda di altri palati sopraffini. In buffa maniera questi Malcontenti da bagno delle femmine (e con questa citazione dovrei saltare la fogna credo) cadono nel “oh, beh tizio non e’ male, se si chiude un occhio a” -segue elenco di 45 difetti- ,oppure spesso inneggiano a libri introvabili e irripetibili e scritti in rapanui. Cosa significa? Significa che sono adulti, sanno cosa mangiano: poco ma buono diceva mia nonna. Poco ma mediocre, però, lo preferiscono.

    Figata, no?
    Invece prendiamo un fan di un libro di merda,cosi’ come spesso dipinto in questo sito. Non solo egli ha ingurgitato felicemente l’ultimo recensito, ma ha davanti a se interi scaffali di gustose porcherie. Non e’ un gran fortunello? Senza contare che poi, dovesse terminare finalmente il master in rapanui sull’isola di Pasqua, ha anche i libri consigliatigli dall’amico dal palato fine.

    Morale: chi preferite essere? Il palato fine o il mangiamerda? E perchè volete trascinare il mangiamerda tra gli emarginati? Poverino.

    Altro spunto: “la battaglia portata avanti da questo sito”. Ovvero la gara di sputi di Booty Island. Sul serio, se l’unico modo per avere più libri fichi e’ che i libri gia’ fichi vadano venduti/letti, che senso ha sputare sul lettore di Harry Potter,il quale probabilmente riempie tutto il 5% della popolazione convertibile? Non ha più senso recensire negativamente (ma con tanta dolcezza) quello che non vi va, consigliando alternative? O mirate solo alla distruzione del castello spirale?

    P.S. Alt! Parata! Se al contrario di @V scriverete che i libri di merda rendono scemi, obietterò che tutto il fantasy rende scemi/ruba del tempo ad un manuale tecnico di qualsiasi cosa.

  69. 296 arnica

    vabbè era una trentina di pagine e non una decina,ho sbagliato anche io!XD solo che dopo un po’ stufa.(tra le tante cose,ci sono paradie ben più simpatiche)

    allora,visto che ci siamo, io metto questa. per i bombaroli di questi commenti!
    (non ricordo se l’ho già postato oppure ho solo pensato di farlo..)
    http://www.youtube.com/watch?v=Tx1XIm6q4r4

  70. 295 Anonimo Qualsiasi

    Hai ragione, avevano anche risposto al 256 che “sarà geniale ma è la decima volta che lo postano fra i commenti”. XD

    Sorry, Arnica, my fault. :)

  71. 294 arnica

    ma infatti nessuno sta dicendo che se un libro piace,allora automaticamente è scritto bene.
    però a quanto pare se si ritiene che un libro è scritto male,chi se lo fa piacere(senza specificare in quale gradazione di piacere)è un coglione.

  72. 293 Anonimo Qualsiasi

    PS (per l’ultima volta): questo non toglie che un libro scritto male, sia inequivocabilmente scritto male. :P

    I gusti però esistono. E’ così e con questo la scienza c’entra poco e nulla.
    Altrimenti dovremmo pensare che il modello economico delle Case Editrici sia irrazionale. E non credo che Gamberetta lo pensi, ritenendolo infatti contrapposto ad ogni ideale di creazione fantasiosa e di “giustizia letteraria” (un libro scritto ad muzzum, senza rispetto di un lettore ideale, viene considerato maggiormente rispetto ad un libro con trama innovativa e stile ottimo, solo perché il primo risponde ai gusti del popolino).

  73. 292 arnica

    veramente il vide l’hanno linkato tipo una decina di commenti sotto il tuo ;) in questa pagina sicuramente.

    io più che con gamberetta(anche se il suo commento m’ha un pochino infastidita,come ho già detto),me la sono presa con V.

  74. 291 Anonimo Qualsiasi

    @Arnica
    Grazie per l’informazione. :-)
    Sinceramente, se non me lo avessero detto, di certo non l’avrei scoperto da solo nel leggere 286 commenti. Però avrei dovuto immaginarlo, in effetti.

    PS: sul divertimento dici il vero. Ma Gamberetta ha il difetto di voler essere al contempo positivista e critica letteraria.

    Per Gamberetta non esiste una vera soggettività, credo. Mi si corregga pure se sbaglio, ma questo mi pare leggendo alcune sue affermazioni.
    La soggettività si deve conformare ad un’oggettività scientificamente dimostrata. Altrimenti si è: a) ignoranti (nel senso puro e innocentemente constatativo del termine); b) idioti (nel senso “con problemi al sistema nervoso” o “non intellettivamente formati a dovere o completamente rispetto all’età”). Questo perché, a quanto induco, non ammette che esista alcunchè che trascenda, nell’uomo, dal sistema nervoso.

    Il punto è che il Positivismo ha fallito.
    Il Neo-Positivismo ha avuto maggiore successo, ma ha dovuto specificare un paio di cose. Ad esempio: 1) esiste la Scienza ed esiste la Fuffa; 2) la Verità è solo quella scientifica; 3) Narrativa, Arte Figurativa, Musica, etc… sono Fuffa (si è dibattuto a lungo anche sulla Matematica, infine considerata come uno “strumento” al pari della Logica, e sulla Fisica, riguardo la quale attualmente non so dire come e se si sia risolta la diatriba).

  75. 290 arnica

    @anonimo…
    sarà tipo la 35esima volta che postano quel video..

  76. 289 arnica

    jesus-no,lei parla di DIVERTENTE.
    e non mi risulta che la noia o il divertimento sia una cosa OGGETTIVA.
    posso capire se tu mi parli di stile,di ambientazione. ma di divertimento no,mi spiace,non ci sto,perchè cose che divertono una persona non divertono me e viceversa,devo dunque dire che le cose che divertono quella persona fanno schifo a prescindere perchè mi annoianoe quindi tale persona è autolesionista?
    (sorvolando sull’uso improprio di quest’ultima parola,ma dettagli.)

  77. 288 Anonimo Qualsiasi

    PS: pay attenction!

    Il video precedentemente esposto contiene due (o tre… dipende da quanto avete letto/saputo/visto al cinema) spoiler potenzialmente distruttivi!

  78. 287 Anonimo Qualsiasi

    L’unico appunto che non condivido è quello sulla giratempo: si può tornare indietro nel tempo, ma il proprio “Io del passato” rimane lì. Tornare nuovamente indietro nel tempo, significa aggiungere altri “Io” supplementari nel passato.

    La Fisica ha fortunatamente già analizzato la maggior parte dei paradossi possibili.

    La soluzione a questi paradossi? Non andare indietro nel tempo. Attualmente è una soluzione inoppugnabile. ^_^

    Per il mondo dei maghi il problema è forse la stessa giratempo: l’autrice ha fatto benissimo a toglierla letteralmente di mezzo (non ne ha parlato più, stile Breznev in USSR), dal momento che non poteva, nel senso che non era in grado (e non c’è nulla di male nel dirlo, visto che bisognerebbe avere un campo di competenze che oscilla fra Fisica e Filosofia) di giustificarla appieno; potremmo dire allora che ha fatto ugualmente malissimo ad introdurla. Ed infatti io penso che l’errore sia stato quello.

    Oso supporre che tu sia dello stesso parere.

    Potrei commentare altri argomenti, sia in modo positivo che negativo, ma mi limito a dire che le tue intuizioni sono già state esposte da questi tizi:

    L’ho trovato illuminante.

  79. 286 Aurora

    @Christian_Eris: sono d’accordo con te su tutto, specialmente sulla parte del piacere del riscatto, e finora ho trovato i tuoi commenti i più sensati tra tutti.

  80. 285 Christian_Eris

    Purtroppo mi trovo d’accordo con Jesus Quintana. Se un autore riesce a toccare le corde giuste il lettore ignora completamente certi difetti madornali. Vedi Twilight che è un bestseller, malgrado la trama inesistente, la scarsa originalità e i personaggi extrapiatti, perché la Meyer ha avuto l’idea di presentarci una nuova variante della favola del principe azzurro.
    Comunque non so cosa voglia tu voglia dire con “ambientazione incoerente”, il terzo punto. L’ambientazione a mio parere è coerente. Certo, stupido e completamente irrealistico, fra maghi che si ostinano ad usare penne doì’oca mantelli e pergamente, e devono rispettare uno statuto di segretezza, e faticano di più ad usare la magia per ammazzare piuttosto che per creare la vita dal nulla, il tutto senza motivo. Ma dire che è incoerente in sè non è vero.
    @ Arnica sui cellulari. Confermo, Harry personaggio è nato nel 1980, quindi l’assenza dei cellulari è plausibile

  81. 284 MakKo

    @ Jesus Quintana

    Non è necessario che un libro sia scritto bene per goderne la lettura, non è necessario che la trama fili senza sforzo perchè ti regali bei momenti, e non è necessario (anzi talvolta è pure un peso) che l’ambientazione sia coerente perchè ti lasci a bocca aperta.

    WTF? Ma sei serio?
    Ok per il punto uno (dove tutto sommato conta molto anche quanto uno è “in grado” di apprezzare e dare valore alla buona scrittura) ma gli altri due punti sono imprescindibili!!!
    No, dai, un’ambientazione coerente è un peso… cosa tocca sentire!

  82. 283 Jesus Quintana

    No arnica forse tu non hai capito la differenza tra un’ambientazione che ti piace, un libro che a te è piaciuto e ti ha regalato bei momenti, e un libro scritto bene, senza falle di trama, e con un’ambientazione coerente.

    Non è necessario che un libro sia scritto bene per goderne la lettura, non è necessario che la trama fili senza sforzo perchè ti regali bei momenti, e non è necessario (anzi talvolta è pure un peso) che l’ambientazione sia coerente perchè ti lasci a bocca aperta.

  83. 282 arnica

    no,forse è che certa gente non ha ben capito la concezione di “gusto personale”…non è che se non diverte, allora è noioso per forza e chi lo trova divertente è un ignorante sprovveduto.

  84. 281 V

    Il problema delle storielle potteriane e nihaliane è che non sono divertenti manco come letture leggere:

    1) universo finzionale fiacco;
    2) personaggi piatti;
    3) azione priva di serio sviluppo;
    4) linguaggio sciatto;
    5) dialoghi mosci.

    Ditemi, dov’è il divertimento?

    Chi li legge non è scemo: semplicemente, non sa che c’è di meglio, il suo gusto è diseducato dal mercato editoriale degenere, o è affetto da autolesionismo.

  85. 280 arnica

    guarda,per il personaggio banale patatico e irritante..no,non riesco a provare pietà. sarò sadica?ma per me o è un personaggio inutile,o è un personaggio bello. harry rientra nella prima categoria, ron ed hermione stanno nel mezzo e gli altri secondo me stanno nella prima.
    quindi avrei voluto davvero vedere harry. sarebbe stato più coerente. vederlo resuscitare mi ha fatto un po’ rodere il culo..del resto,come ho già scritto,non so se avrei scritto un finale diverso,fossi stata la row.
    detto questo, circa la smaterializzazione..beh,non è che lo sappiano fare tutti,e bene. devi prendere una specie di patente,e non è ovvio che la si prenda. quindi è una cosa molto innaturale per loro.

    ah,per chi ha parlato di email/telefoni ecc…non so se l’ho già detto,o se è stata già data la risposta,ma il settimo libro è ambientato nel 1996. mettiamo che la storia sia vera,che tutta ‘sta manfrina su voldemort ci sia stata davvero: io a quell’età avevo 6 anni,e i cellulari li avevano solo i ricconi. poi dopo poco sono diventati un’abitudine per tutti,ma non era certamente un oggetto che avevano tutti. come anche nel 1989 (se il 7 è nel 1996..),peggio ancora, avere un pc non era così ovvio. considerando che loro assorbono le tecnologie umane con estrema lentezza,assumendo che il mondo magico esista davvero,forse solo ora (2011)è riuscito ad assorbire la telefonia. anche se in effetti,a loro che frega?hanno mille modi per contattarsi in altra maniera..

  86. 279 Christian_Eris

    @ Arnica & Lilyj: deve trattarsi di una questione di sensibilità personale allora. Per quanto un personaggio possa essere banale, stupido e irritante, non posso fare a meno di provare empatia per lui, quando il narratore usa il suo punto di vista. Anche per quella inetta di Laura (il primo romanzo di Gamberetta) non sono riuscito a non provare dispiacere quando la bistrattavano ed un sadico piacere quando ha piantato un proiettile nella coscia di quel bastardo che l’ha usata per il sesso e quasi ammazzata (non mi ricordo il nome).
    Ok. la questione della magia infantile può essere giustificata in diverse maniere. Forse sindacalizzo su questo perché a me la questione della bacchetta non è mai andata giù. Mi sembra una trovata infantile e finisce col far sembrare i maghi i più deboli di tutti gli esseri magici perché gli altri, come gli elfi domestici non ne necessitno per usare le loro magie. Ma forse la Rowling voleva proprio questo: rendere da una parte i maghi più simili a quelli fiabeschi, dall’altra porgli una limitazione, cioè poter essere resi inermi se privati di bacchetta. Ma rimane l’incoerenza della smaterializzazzione: come mai necessitano della bacchetta e di una formula per far galleggiare gli oggetti in aria e non di una per dare un calcio nei denti alla fisica dei corpi macroscopici?

  87. 278 arnica

    vero,tra le tante cose non è che lei sapesse fare grandissime cose. sapeva far chiudere e aprire i fiori o cose del genere,ma non è detto che abbia imparatoa farlo. voglio dire,può succedere che un bambino raccolga fiori giocando nel parco,no?beh,allora se è un mago e ancora non lo sa,quando li raccoglie può capitare che questi reagiscano in maniera diversa rispetto alla norma. se poi lo sa,se ne compiace pure e lo fa vedere alla sorella. non mi pare niente di straordinario..

  88. 277 lilyj

    Concordo con Arnica. Io ho letto il 7° libro con la speranza che Harry schiattasse e restasse morto… speranza vana, ahimè. Semplicemente adoro l’ambientazione. Ho sempre detto che la row ha avuto una gran bella idea, ma che l’ha gestita coi piedi. Per quanto riguarda Lily Evans: era talentuosa, intelligente e si impegnava di brutto. Non mi sembra così fuori dal mondo.

  89. 276 arnica

    personalmente,no.
    ribadisco,harry mi sta altamente sulle scatole,quindi per quanto mi riguarda poteva pure marcire nello stanzino dei dursley fino agli 80 anni :)
    a me piace l’ambientazione.

  90. 275 Christian_Eris

    @ Arnica e Lilyj. Avrei approvato la tesi dei corti cirucuiti emotivi ma la Rowling si è fregata con quel flashback finale sull’infanzia-adolescenza di Piton e la madre di Harry, in cui lei risulta pienamente in grado di usare coscentemente la magia già da bambina. Ma criticare la coerenza della magia di Harry Potter è come pescare acciughe in un barile. Per questi maghi sembra più facile trasformare oggetti in animali (ergo creare al vita dal nulla) o smaterializzarsi (sfanculare la fisica dei corpi macroscopici) che ammazzare una persona con un incantesimo. Non ha senso. Sembra che la difficoltà degli incantesimi sia proprozionale solo agli aspetti etici dei loro effetti, non all’effettiva complessità.

    Comunque credo di aver capito quale sia uno degli aspetti che fa più amare la saga di Harry Potter: un continuo ciclo di riscatto. Harry vive di continuo protratti periodi negativi in cui subisce ingiustizie e angherie, per poi avere una riscossa finale, e questo fa godere il lettore assieme a lui. Alcuni esempi:
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    Eccetera eccetera.
    È questa a mio aprere una delle caratteristiche che rende così apprezzata la saga. Il lettore vive il piacere del riscatto e della rivalsa assieme ad Harry.
    Siete d’accordo?

  91. 274 arnica

    non è che siano capaci di fare magie meravigliose…essere capaci implica un certo controllo->voglio levitare,lo faccio.
    loro lo fanno in modo incontrollato. per quello poi quando devono incanalare certe capacità,possono essere più o meno bravi. non c’è scritto da nessuna parte che ron era capace di far volare robe giganti prima di arrivare ad hogwarts(o almeno,non mi risulta.se a voi risulta,chiedo scusa),quindi non è così incoerente che abbia difficoltà con la pronuncia di leviosa.
    e vista l’esperienza di ariana(una delle sottotrame più tristi di sempre,imho ç___ç)appoggio lily per il circuito emotivo.

  92. 273 lilyj

    Per gli scoppi di magia involontaria nei bambini, come spiegazione opterei per un “corto circuito emotivo”. Momenti di stress o picchi di emozioni fanno scattare il fenomeno, che, data l’età dei soggetti in questione, non sono in grado di controllare. Secondo me è per questo che poi, a Hogwarts, i pargoli possono avere difficoltà con gli incantesimi: carenza di controllo e concentrazione, cattiva pronuncia, scarsa fiducia nelle proprie capacità o scarso impegno. Quasi come la ginnastica artistica: puoi avere le potenzialità, ma devi metterci impegno e fare un sacco d’esercizio per riuscire a fare quello che desideri.

  93. 272 Christian_Eris

    @ Keane: io non mi associo assolutamente a chi ha dato dell’idiota ai lettori di Harry Potter, e nemmeno a chi ha posto l’equazione Harry=Nihal=Twilight. La stessa Gameberetta è stata corretta: ha criticato il romanzo, mica i lettori.
    @ Ken Racramuth: si potrebbe scrivere un articolo con post chilometrici solo su quanto è squinternato il sistema degli incantesimi di Harry Potter. Non dimentiachiamoci il fatto che per lanciare un incantesimo non verbale occorre urlarlo mentalmente (mi fa ridere il pensiero) e il mistero per cui i piccoli maghi prima degli undici anni fanno delle magie meravigliose (come levitare, far sbocciare i fiori, esplodere lumache o sparire vetrine) e al primo anno di Howgarts faticano a far galleggiare delle piume. E sì che ora hanno delle bacchette magiche!

  94. 271 arnica

    mhhhhm…per la questione scemo=chi legge nihal/harry potter o che,è vera fino ad un certo punto.
    voglio dire,se lo prendi per quello che è(una cazzata,una lettura leggera,come la si vuole mettere),hai diritto di leggerla.
    è quando esclami che è perfetto,che è un capolavoro della letteratura,che osanni quello stile e non ti applichi per capire cosa c’è che non va…e quindi tendi anche a imitare(scrivendo storie tue,fanfiction et similia),che non va bene.
    immagino che qui siano stati pochi quelli offesi,perchè come vedo la maggior parte di noi “potters/lettore di hp”riconosce certi difetti,ma semplicemnete arriva a quel compromesso di cui si è parlato.
    solo che addirittura stupirsi che qualcuno oltre gli 11 anni sia riuscito a leggerlo..mi pare esagerato.

  95. 270 Keane

    @Christian_Eris: rispetto?Davvero?Se dici a una persona “se ti piace questo sei scemo” il rispetto dov’è?Dovrebbe valere per tutti, e non puoi biasimare chi risponde incavolato, anche perchè le considerazioni sulle capacità intellettive dei lettori esula dalle vostre competenze e dal discorso letterario.

  96. 269 Ken Racramuth

    @V

    L’idea di riscrivere Harry Potter in versione fantascientifica è intrigante …
    e gli Horcrux ora mi ricordano da vicino i pezzi di cervello del dottor Bishop xD

  97. 268 Ken Racramuth

    Non posso che quotare in pieno Christian_Eris, specie per quanto riguarda l’uso della Magia.
    E io sono uno di quelli che alla fine è sceso a un compromesso per godersi la storia.
    Ad ogni modo non vedo l’ora di avere una recensione ( qualcosa di più di due o tre parole ) della saga completa. Magari libro per libro, se Gamberetta non si impicca prima

  98. 267 Christian_Eris

    Credo che il tema centrale dell’articolo e dei post correlati possa essere riassunto nell’analisi di questo singolo evento narrato nel terzo libro. Si tratta di una storiella accessoria, posso scriverne senza paura di fare lo spoiler:
    Harry riceve per posta i libri del terzo anno, uno di questi, quello di Cura delle Creature Magiche, è animato e molto aggressivo. Cerca di mordere Harry e lui è costretto a tenerlo chiuso con una cintura. Qualche pagina più avanti Harry va a spasso per Diagon Alley e vede nella vetrina della libreria gli stessi libri di testo sbranarsi fra di loro e ridursi a coriandoli mentre il negoziante urla esasperato per tutti i danni che stanno facendo. Successivamente siamo ad Howgarts, prima lezione di Cura delle Creature Magiche, ed Harry vede che tutti i suoi compagni di posano sui banchi i libri mordaci sigillati con cinture lacci, cravatte ecc. Hagrid allora insegna alla classe che basta accarezzarli perché si calmino e si lascino leggere.
    La scena è divertente secondo me, specie immaginarsi gli studenti che si guardano perplessi fra di loro coi libri che ringhiano e sbuffano sui banchi, e c’è pure una vaga morale finale del tipo “si ottiene di più con la gentilezza che con la forza”. Però, se attacco il cervello sorge subito un domanda: perché?!
    Perché animare dei libri in maniera che aggrediscano chi osa aprirli senza averli prima accarezzati?! Almeno scrivere sulla confezione che i libri vanno prima accarezzati, o anche meglio, non animarli affatto. Ma che cosa aveva in testa l’editore, il professore e il consiglio scolastico quando hanno approvato quei libri?! “Toh, usiamo pure dei libri mordaci tanto siamo in un romanzo di Harry Potter e nessuno prima di giugno si fa male in maniera seria”?
    Ecco, questo è il patto che occorre fare con Harry Potter: spegnere il proprio senso critico e lasciarsi incantare da questo mondo divertente e colorato. Farsi appassionare dai colpi di scena senza riflettere sul fatto che spesso e volentieri sono in verità forzature e i personaggi si comportano come vuole l’autrice, e non come dovrebbe essere nel loro carattere ed intelligenza, accettando il fatto che con la scusa della magia possono essere inseriti deus ex machina a piacimento.
    Meglio il teatrino dei libri mordaci o il comitato genitori che fa finalmente il culo alla direzione di Howgarts perché uno dei ragazzi ci ha quasi rimesso la mano per aprire un libro di testo?
    Meglio maghi che si sfidano in un pirotecnico duello di magia con decine di incantesimi i cui effetti spaziano dal comico all’atroce, o un colpo secco di pistola che chiude tutto subito?
    Vedo che qua ci siamo alambiccati il cervello sui paradossi temporali che potrebbe generare la giratempo, ma la verità è che l’autrice è stata la prima a non tenerli in considerazione. Usare la giratempo per frequentare più lezioni e non per prevenire disastri… ma per favore!
    Però devo confermarti un paio di cose: Voldemort usa un incantesimo per ammazzare Harry piuttosto che il coltello perché ripudia gli esseri umani e tutti i loro “surrogati di magia”. La cosa verrà spiegata nel sesto libro che approfondisce la psicologia di Voldemort. Questa caratteristica è presentata come la fatale debolezza di Voldemort, per cui inoltre…
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    D’altro canto questa può esser vista come una spiegazione posticcia: la puerilità di certi aspetti della trama dei primi tre libri viene camuffata come controproducente ossessione di Voldemort.
    E sì, il quidditch è uno sport profondamente idiota: la partita dipende dall’abilità e fortuna di un giocatore su sette. Se la partita si chiude con un distacco attorno ai 150 punti, è stata equilibrata, se il distacco è intorno ai 10 allora una delle due squadre è stata stracciata ma ha avuto la botta di culo che il proprio giocatore acchiappasse il boccino. È contro ogni logica sportiva. Infatti
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    Harry, poi, è un personaggio spettatore per la maggior parte del libro. La Rowling deve trovare una maniera di presentare il mondo magico al lettore e per questo sceglie come punto di vista un personaggio che di questo mondo non sa nulla finché non vi viene introdotto, e oltretutto non si documenta mai per conto proprio. Così il nostro Harry, affiancato da un mago purosangue e da un’enciclopedia ambulante, nonché una marea di altri personaggi solerti nell’informarlo, può avere la spiegazione servita, ed anche il lettore di conseguenza, ogni volta che casca dalle nuvole, il che succede abbastanza spesso. Cosa ne risulta? Un personaggio sostanzialmente passivo e amorfo, la cui principale funzione per la maggior parte dei romanzi fa da interfaccia per il lettore per la spiegazione delle dinamiche del mondo magico. Certo, la Rowling dopo ha cercato di aggiungergli altri tratti distintivi che non fossero la malinconia per la condizione di orfano e la moralità da paladino, ma sono state caratteristiche perlopiù negative (isteria, egocentrismo ecc.) che hanno reso il personaggio più antipatico.
    Quindi la trama è stata secondo me fortemente influenzata, in negativo, dalla decisione iniziale di adottare come protagonista di un personaggio spettatore: Buono per l’ambientazione, pessimo per tutto il resto.
    Alle fine, dal quarto volume in poi ho iniziato a sentire una sorta di stridore: Attrito tra una trama che cerca di diventare più adulta (di fatto chi aveva iniziato a leggerlo a 11 anni ormai ne aveva 16 o più) e il sistema della magia da cartone animato Disney. E per quanto la Rowling introduca incantesimi dagli effetti sempre più sinistri, lo stridore rimane o diventa addirittura più forte. L’apice viene toccato in un paio di occasioni.
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    Quindi l’incantesimo del silenzio sarebbe di gran lunga più efficace di qualsiasi expelliarmus stupeficium impedimenta avada kevadra ecc. perché, visto che solo una minoranza dei maghi sa usare gli incantesimi non verbali, li rende inermi fin da subito. Perché diamine non lo usano come primissima mossa?! Sarebbe una cosa troppo intelligente?
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    Quindi quella di Harry Potter è magia senza volontà. Contraddizione in termini. Non oso nemmeno immaginare cosa succederebbe se dessimo in mano ad uno di quei maghi una versione di altino a leggere a voce alta.
    Infine:
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    A parte il fatto che si tratta nuovamente di magia senza volontà, l’autrice ci vuole spiegare come è possibile finire di pronunciare Sectumsempra prima di Crucio, quando la parola Crucio è già arrivata a Cru-?
    C’è chi accetta questo patto – metti da parte la razionalità e ti darò la meraviglia – e apprezza il romanzo (faccio parte di questi), c’è chi invece, come Gamberetta, non può, e la sua posizione va rispettata. Non va accusata di odio preventivo. Prova un solo un legittimo riflusso di bile perché vede osannata una serie di romanzi che secondo lei sottovalutano molto l’intelligenza di chi legge.

  99. 266 V

    A quanto pare ti ritrovi dunque a leggerlo per non meglio precisate cause di “forza maggiore” (o magari di forza minore, ma comunque tali da non poter essere eluse).

    Coraggio. Siamo tutti solidali con te.

    P. s.

    Eradicare la piaga-Potter dalle menti dei ragazzi è arduo. Una volta ho provato a farlo mostrando a una classe sul momento come si potesse leggerne un passo (l’unico mai letto della saga-sega) e ritrasformarlo senza fatica in fantascienza da quattro soldi, semplicemente cambiando gli alberi parlanti in trifidi, le scope in space-scooter e le bacchette magiche in pistole laser. Nessun risultato, solo una ribellione di tonti. Sigh.

    P. p. s.

    Qualcuno da qualche parte ha avuto anche sufficienti peli sullo stomaco da scrivere un libro sulla “Fisica di Harry Potter”, Ahimè!

  100. 265 Mgcgio

    Finalmente leggi Harry Potter! Devo dire che ero molto curioso di avere un tuo giudizio su questa saga (che a me è piaciuta, pur riconoscendo che ha alti e bassi). Soprattutto, sono curioso di conoscere il misterioso motivo che ti ha portato a leggere la saga….
    Devo dire che i successivi tre romanzi (cioè dal quarto al sesto) sono molto diversi dai primi tre, quindi sono ancor più curioso di sapere cosa ne pensi (sono molto meglio dei primi tre). Inoltre, il settimo è diverso da tutti gli altri (e ti anticipo che ha dei difetti enormi, davvero enormi).
    Mi lasciano però perplesso alcune tue critiche.
    Ad esempio, il ritorno a Mielandia. Scusa, ma l’escamotage usato dalla Rowling mi sembra piuttosto sensato. Insomma, a quel punto della trama, chi se ne frega di come è tornato a Mielandia? Se avesse raccontato dettagliatamente il ritorno, avrebbe appesantito la storia inutilmente
    Sulla giratempo: se la McGranitt fosse tornata indietro per catturare Sirius, correva il rischio di essere vista prima del tempo dagli alunni, e il piano va a farsi friggere, o di essere vista da Sirius stessa ed essere uccisa (lei crede che sia un mangiamorte), visto che non sa come è venuto, non può essere sicura di non essere “beccata”, ecc. E ha ragione Hermione: se qualcosa va storto, puoi correre il rischio di non poter usare di nuovo la giratempo. Ad esempio se vieni ucciso. O se si rompe la giratempo. Insomma, che viaggiare nel tempo sia rischioso è una costante in tutti i libri e film sui viaggi del tempo, così come si sa che bisogna stare attenti a non modificare troppo il passato, altrimenti le conseguenze sono inimmaginabili, ecc. Insomma, credo che questo sia abbastanza scontato, e mi sembra strano che proprio una lettrice esperta di narrativa fantastica come te si ponga simili dubbi.
    Il motivo per cui Lupin non rivela il passaggio segreto è detto nel romanzo, se non ricordo male. Per quanto riguarda la trasformazione in lupo mannaro: se la luna è coperta interamente dalle nuvole, non si trasforma. Ammetto però che non è chiaro.
    Ci sono poi altre considerazioni da fare, ma il mio messaggio è già troppo lungo.

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