Due o tre parole su Harry Potter

Per ragioni che non posso rivelare – e anche se vi raccontassi l’intera storia non ci credereste, certi giorni faccio fatica a crederci io stessa – mi trovo nella necessità di leggere la saga di Harry Potter. Ho da poco iniziato il quarto volume, Harry Potter e il calice di fuoco.
Dato che spesso mi è stato chiesto un parere su questa saga, voglio spendere due o tre parole sui primi tre volumi. Magari aggiornerò l’articolo o ne scriverò un altro dopo aver letto gli ultimi quattro.

Sono perplessa.

Avevo letto il primo volume di Harry Potter anni fa, quando ero piccina, e l’avevo trovato tra il bruttino e l’insignificante. Riletto oggi è una schifezza. Lo stile è tanto sciatto e dilettantesco da essere al limite dell’illeggibile, la trama è evanescente, i personaggi insipidi. Certo, se si paragona Harry Potter e la pietra filosofale al tipico fantasy elfico, Harry Potter sembra un trionfo del fantastico, ma in assoluto non c’è niente di particolarmente originale o fantasioso. Senza andare lontano, ho trovato il primo volume di Percy Jackson scritto meglio, più divertente e più ricco di trovate.

Devo ammettere che il secondo volume della saga, Harry Potter e la camera dei segreti, è scritto molto meglio del primo. Forse la Rowling ha imparato, o forse, visto il successo, la casa editrice ha deciso di investire una manciata di sterline in un editor. Intendiamoci: è ancora uno stile da vergognarsi, ma almeno non si ha l’istinto di tirare il volume fuori dalla finestra.
Gli altri difetti rimangono, con l’aggiunta di deus ex machina piccoli e grandi, fino alla farsa della fenice con spada & cappello. Stendiamo un velo pietoso.

Nel terzo volume, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, lo stile continua a migliorare e a tratti raggiunge la decenza, ma non mancano alcuni strafalcioni atroci. Ne cito uno:

Harry non aveva idea di come fosse riuscito a tornare nella cantina di Mielandia, nel tunnel e infine al castello. Sapeva solo che il viaggio di ritorno gli era parso rapidissimo, e che si era a stento reso conto di quello che faceva, perché nella sua testa rimbombava ancora la conversazione che aveva appena ascoltato.

Già, come ha fatto Harry Potter a tornare nel retrobottega di Mielandia? Per uscirne ha avuto bisogno di un colpo di fortuna (tanto per cambiare), ma entrare a occhio è molto più arduo. Così arduo che la Rowling si stringe nelle spalle e fa in modo che neanche il personaggio punto di vista sappia quello che è succeso. Roba a livello di Strazzu & Troisi. Spazzatura indegna di qualunque romanzo pubblicato, che abbia venduto milioni di copie o no. Nota: per le ragioni che non posso riferire citate all’inizio sto leggendo in italiano; so che ci sono dei problemi di traduzione, ma sono andata a controllare con l’originale ed è lo stesso.

A parte le cadute di stile, abbiamo una trama ancora più sfilacciata e campata per aria dei volumi precedenti, con buchi logici da far spavento e la ciliegina sulla torta di una macchina del tempo per forzare il lieto fine. Mai vista una trovata tanto idiota e gestita male, trovata che rende irrilevanti le centinaia di pagine già lette dei primi volumi.
E anche ammettendo che con la GiraTempo non si possa tornare più indietro di 24 ore e non abbia potere ricorsivo (per altro sono mie ipotesi, la Rowling non lo dice), qualcuno mi spiega perché la McGranitt non l’ha usata per acchiappare Sirius Black le prime due volte che è entrato al castello? Bastava tornare indietro di qualche ora e appostarsi in corridoio.
Ed Hermione, che dovrebbe essere quella “intelligente”, ci tiene tanto a sottolineare che possono solo fare quello previsto e modificare solo di poco gli avvenimenti: è troppo alto il rischio di sbagliare! Hermione, tesoruccio della mamma, se qualcosa va storto non devi fare altro che tornare indietro un’altra volta. Non ci vuole un genio.
A proposito di geni: qualcuno mi spiega perché Lupin, uno degli autori della Mappa del Malandrino, e dunque a conoscenza di tutti i passaggi segreti per entrare e uscire dal castello, non avverte chi di dovere del passaggio nella statua della strega orba? E perché deve prendere una pozione per evitare di trasformarsi? Non basta che rimanga chiuso in casa? Perché la Luna c’era già quando era alla Stamberga Strillante e quando ha percorso il tunnel sotterraneo, ma lui si è trasformato solo quando l’ha vista al diradarsi delle nuvole. Si bendava, finito il problema.
E la vicenda incresciosa del grifone? Una creatura così intelligente da capire gli insulti in linguaggio umano ma alla quale non si può spiegare di muovere il culo e volare via perché se no rischia la decapitazione.
E tutti quegli Expelliarmus! a destra e a manca che lasciano maghi che dovrebbero essere espertissimi disarmati? Ma legarsi la bacchetta al polso con una catenella? No, eh? Spezzare le bacchette magiche altrui una volta che le hai in mano? Girare con una pistola? Ché si fa molto prima a sparare che a parlare.
Che boiata repellente!, con un livello di attenzione ai dettagli degno del fantasy italiano.

La trama di Azkaban fa acqua anche perché la storia manca di tensione: Harry Potter è uno stupidotto viziato a cui va sempre tutto bene, senza alcuno sforzo o quasi.
Emblematico è l’inizio: Harry gonfia la zia e fugge da casa; è solo, di notte, senza soldi, senza più una casa tra i babbani (i “normali” esseri umani privi di poteri magici) e siccome ha usato la magia essendo minorenne sarà espulso da Hogwarts. Sono buone premesse, fanno venir voglia di continuare a leggere, ci si domanda come farà il nostro eroe a cavarsela. Vediamo il grande Harry Potter cosa si inventa!
Niente.
Senza che muova un dito l’autobus magico lo raccoglie; senza che muova un dito il Ministro della Magia lo perdona e in sovrappiù gli offre vitto e alloggio. E tutto nel giro di poche pagine.
Appena Harry Potter è in difficoltà il mondo corre ad aiutarlo, si piegano per lui persino le leggi della fisica (vedi macchina del tempo). D’altra parte Harry Potter è l’unico che fin da neonato ha resistito agli incantesimi di Voldemort (perché il mago più malvagio di tutti i tempi non poteva prendere un coltello da cucina e sgozzarlo – e per piacere non tiriamo in ballo che si tratta di un romanzo per bambini, ché anche “Cappuccetto Rosso” è per bambini), è il più giovane giocatore di Quidditch della storia di Hogwarts (il Quidditch, gioco dalle regole cretine pensate solo per dare sempre un ruolo decisivo a Harry), è pieno di soldi (che non guasta mai, eh!), e per gli altri il regolamento della scuola si applica, per lui si interpreta.

E forse questa è la chiave del successo della Rowling. Vedo molta vicinanza tra Harry Potter, Bella (la svampita protagonista di Twilight) e per rimanere dalle nostre parti i personaggi dei romanzi di Moccia e di Licia.

«Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Esclama Nihal in Nihal della Terra del Vento.
Io ho l’impressione che un’ampia fascia di pubblico non voglia (più?) storie costruite in maniera “tradizionale” e basate sul conflitto, ma cerchi solo un personaggio con cui identificarsi e attraverso il quale vivere i propri sogni senza ostacoli. Niente di male. Il mio problema però è che trovo questo tipo di narrativa noiosa. È come giocare con un videogioco in cui non puoi mai morire: senza sfida che divertimento c’è? A quanto pare un sacco, viste le vendite della Rowling e della Meyer.

Ripeto: sono perplessa. Ho letto da molte parti che la saga di Harry Potter dovrebbe poter piacere anche agli adulti, ma lo trovo davvero difficile da credere. Se qualcuno si è sciroppato questi libri non a dodici anni, ma a venti o più, potrebbe spiegarmi come ha fatto a sopportarli?
E per piacere, mantenete la discussione in termini più tecnici possibile. Si parla di stile, personaggi, ambientazione, trama, ecc. Le considerazioni morali non mi interessano. Per essere ancora più esplicita, visto anche un recente flame a proposito: se davvero Harry Potter spingesse i bambini al satanismo sarebbe una delle poche qualità di questi libri; la presenza di una certa vena razzista di molti maghi nei confronti dei babbani non mi fa né caldo né freddo.

* * *

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564 Commenti a “Due o tre parole su Harry Potter”

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  1. 464 Zave

    sicuramente è stato aiutato ma era una caso letterario ben prima dei film.

  2. 463 ilmale

    Credo che Harry Potter abbia avuto un successo trascendentale perché è stato mooolto aiutato dal film. Questa è stata la fortuna della scrittrice; che sia chiaro, però, non sto polemizzando sulla sua bravura, sulla sua immaginazione e tanto altro, anzi…sto solo dicendo che lei, sì è brava, ma il successo è derivato dai film: i ragazzi hanno prima visto il film e poi hanno letto il libro.

  3. 462 luca

    Hai ragione gamberetta, in HP vi sono troppi deus ex machina. E qualche illogicita’ della trama di troppo. Premetto che li ho letti tutti in lingua inglese, e che ricordo grosso modo gli ultimi 4. Ho trovato lo stile della Rowling leggero ma allo stesso tempo molto “colorato”, ricco di dettagli in cui e’ facile immergersi. Ma cio’ che fa la differenza sono i personaggi, dai principali ai secondari, tutti splendidamente caratterizzati, da Luna, a Gilderoy allock etc. etc.
    Per me, HP e’ una delle migliori letture che ho mai avuto. E mi trovo spesso in sintonia con te, ho trovat Nihal insulso, non sopporto twilight, mi e’ piaciuto brandon sanderson e mistborn (a proposito, li hai letti?).. non sono un lettore alle primissime armi e di solito riconosco la porcheria dalle cose ben scritte, e sta volta sono in completo disaccordo con te. Ammetto pero’ che il fatto di averlo letto in inglese e non in ITA potrebbe avermi fatto non notare molte problematiche di stile (che pero’ ripeto, ho apprezzato molto).

    bye

  4. 461 Hendioke

    @Gamberetta

    commento direttamente il pezzo e non i commenti.

    Sinceramente non capisco la tua critica allo stile della Rowling che ho sempre trovato chiaro, semplice, preciso: tutti elementi che predichi sempre dovrebbero costituire lo scheletro d’ogni buon stile.
    Riconosco che lo stile è partito, nel primo libro, con un tono infantile per poi migliorare col tempo ma non l’ho mai trovato, neanche nel primo libro, indecente.
    Vorrei sapere con quali elementi supporti questa tesi stando che l’esempio che riporti e analizzi direttamente mi lascia perplesso.

    Già, come ha fatto Harry Potter a tornare nel retrobottega di Mielandia? Per uscirne ha avuto bisogno di un colpo di fortuna (tanto per cambiare), ma entrare a occhio è molto più arduo. Così arduo che la Rowling si stringe nelle spalle e fa in modo che neanche il personaggio punto di vista sappia quello che è succeso. Roba a livello di Strazzu & Troisi. Spazzatura indegna di qualunque romanzo pubblicato, che abbia venduto milioni di copie o no. Nota: per le ragioni che non posso riferire citate all’inizio sto leggendo in italiano; so che ci sono dei problemi di traduzione, ma sono andata a controllare con l’originale ed è lo stesso.

    Non stiamo parlando di una scena principale, o anche solo importante, del libro (scene che la Rowling mostra sempre con dovizia di particolari senza perdere in chiarezza e semplicità di linguaggio), ma stiamo parlando di una scena di conflitto (Harry vs. la sorveglianza) che sarebbe stato oggettivamente necessario mostrare solo se si fosse risolta male per il protagonista.

    Che senso avrebbe difatti mostrare Harry che si re-intrufola nel passaggio segreto e ci riesce? E’ vero che, come insegni tu, mostrare è più coinvolgente che narrare ma in questo caso per la Rowling sarebbe stato inutile coinvolgere l’attenzione del lettore su questo accadimento, addirittura dannoso.
    Sono le rivelazioni che Harry ha scoperto che l’autrice vuole occupino, adesso, la mente di Harry e del lettore, a che pro mostrare una scena ininfluente distraendo il lettore dal punto focale per la trama (le rivelazioni)?

    Ma soprattutto, qual è la tua critica stilistica al pezzo? Che la Rowling ha scelto di narrare invece di mostrare la scena o come l’ha narrata? Perché nel secondo caso avrebbe un senso ma nel primo sarebbe non una critica di stile ma di scelta narrativa (giacché stiamo parlando di una scena secondaria che l’autore può liberamente scegliere di mostrare o narrare), staresti cercando di affermare A commentando B, davvero insensato.

    Per quanto riguarda il resto del tuo pezzo riconosco che la saga, che personalmente adoro, ha dei piccoli buchi logici e dei deus ex machina anche grossi (preparati! Nel settimo libro vedrai uno dei deus ex machina più ignobili, io credo, della letteratura) ma molto di quel che scrivi più che mettere in luce pecche dei tre libri mette in luce la scarsa attenzione con cui li hai letti.

    I passaggi sulle pistole e sul coltello poi sono geGnali. La Rowling impiega buona parte delle sue energie a trasmettere al lettore le differenze fra società babbana e società magica, a mostrargli la mentalità magica, ti basterebbe leggere tutti i passaggi (descrizioni e azioni di personaggi soprattutto) e capirli per comprendere come queste tue osservazioni siano prive di senso.

    Altra toppata è la tua chiusura su Harry e i personaggi privi di conflitto a cui va tutto bene. Una chiusura che contribuisce a convincermi dell’idea che tu i libri li abbia giusto leggiucchiati e non ti sia sforzata di capire (anzi forse ti sei sforzata di non capire) la costruzione dei personaggi (altro punto forte della Rowling che non si può certo accusare, personaggi secondari tipo Gazza a parte, di costruire personaggi piatti semplici).
    Stai tranquilla che ben pochi si identificherebbero o vorrebbero essere Harry, nemmeno quelli come che hanno amato la saga e la considerano una delle maggiori opere dei nostri giorni.
    Che poi, detto da noi, la saga è bellissima ma Harry, soprattutto dal 5° libro in poi, lo riempirei di schiaffi ogni due per tre, e anche Silente si meriterebbe qualche calcio in culo.

  5. 460 Cecilia

    @arnica

    Non c’è polemica, solo osservazioni sui ragionamenti assurdi e, eventualmente, come gestire la cosa. Sono davvero molto diversi, chiunque vada oltre la sfigaggine (abbastanza farlocca per Harry, l’altro non so) e l’aspetto fisico può rendersene conto in 5 minuti.

    Il problema semmai è:

    Non credo ci sia stata una copiatura, solo che lo sarebbe sembrato agli occhi del pubblico e a suo tempo fu una delle motivazioni che circolò..

    in parole povere, cervelli all’ammasso e fan così accecati da essere irrecuperabili che rendono impossibili altri lavori.

  6. 459 arnica

    che io sappia,gaiman per primo ha detto che sì ci sono delle coincidenze,ma che tutto sommato dipendono dal fatto che entrambi hanno creato dei personaggi con molti stereotipi( il classico ragazzino sfigato ha gli occhiali,per dire, oppure si collega spesso gufi/civette a streghe e maghi).
    se lui per primo non ha niente da ridere,perchè bisogna starne a discutere qui?premetto che non ho letto books of magic e lo farò quanto prima,però bho,non capisco questa polemica ora O_O

  7. 458 Cecilia

    Perchè notoriamente il primo pensiero della maggior parte della gente che vede 2 opere simili è “vediamo quale è stata creata prima”, vero?

    Dovrebbe, visto che è la cosa più ragionevole. D’altraparte è solo controllando che si possono evitare le smerdate del tipo:

    “Vampire Kisses è un copione di Twilight!!! Che pena!!!”
    “Ehm, cara? Guarda che Twilight è stato scritto dopo VK”
    —-segue silenzio imbarazzato della bimbominkia—-

    Riconoscendo che il mondo è pieno di menteccati sparastronzate, comunque c’è sempre qualcuno che prima o poi lo fa notare. Se la “nota” arrivava ai media giusti (e temo che per una diatriba HP/BoM ci sarebbero voluti i servizi al telegiornale), poi diventava di dominio pubblico e il problema era mezzo risolto.

    Studiando potresti arrivare a comprendere i principi della materia stessa e le correlazioni fra la gravità e il tuo essere umano; ma invece preferisci leggere libri fantasy e fantasticare sul voler fare le magie.

    Guarda che studiare i Massimi Sistemi del mondo o similari e leggere fantasy non sono in contraddizione. Io amo la letteratura medievale-rinascimentale, la storia medievale e quella moderna (e pure la storia dell’arte dello stesso periodo) e allo stesso tempo il/la fantasy: non vedo perché queste passioni dovrebbero escludersi.

  8. 457 AlexFrost

    Perchè notoriamente il primo pensiero della maggior parte della gente che vede 2 opere simili è “vediamo quale è stata creata prima”, vero?
    Penso che una buona percentuale avrebbe detto “ehi, ma questo è un clone di HP”

    AlexFrost

  9. 456 Realistic

    Ciao

    Solo a me salta l’incongruenza più grossa? Ovvero che la notte dell’arrivo di Voldy alla pucciosa casa Potter, i genitori potevano benissimo “materializzarsi” al polo, anche senza bacchetta? Se non il padre, almeno la madre avrebbe avuto il tempo di prendere il figlio e sparire, invece di stare e aspettare a morire.
    Vi pare? E’ un buco elogico enorme

  10. 455 Daniele

    Un mancato film di BoM può non essere un male: se lo avessero ridotto con il culo, mi sarei infastidito davvero, altroché!

  11. 454 Kirijava

    Chi di noi non avrebbe preferito imparare a far levitare gli oggetti invece che studiare geografia?

    Sono d’accordo. Infatti non mi spiego come ci possano essere gli asini a scuola di Harry (a parte con le materie puramente teoriche). Dimmi te come può mancarti la motivazione a imparare a fare magie!

    Studiando potresti arrivare a comprendere i principi della materia stessa e le correlazioni fra la gravità e il tuo essere umano; ma invece preferisci leggere libri fantasy e fantasticare sul voler fare le magie.

  12. 453 Cecilia

    Ma The Book of Magic è precedente, come avrebbero potuto dire “ha copiato HP”?

  13. 452 AlexFrost

    si, il problema è che ne dovevano fare un film.. ma a quanto pare il mercato riesce a supportare solo un maghetto occhialuto dai capelli neri e corti, un famiglio gufo ecc ecc…
    Non credo ci sia stata una copiatura, solo che lo sarebbe sembrato agli occhi del pubblico e a suo tempo fu una delle motivazioni che circolò..

  14. 451 Daniele

    Oddio, l’unica cosa che abbiano in comune The Book of Magic e Harry Potter è la somiglianza fisica dei loro protagonisti. Non so quanto Harry Potter possa aver causato l’affossamento di Book of Magic: si rivolgono a due tipi di pubblico differente – qua e la coincidente, come il sottoscritto.
    Ah, The Book of Magic l’ho comprato, Harry Potter l’ho scroccato da un amico :P

  15. 450 AlexFrost

    Per me HP ha sempre avuto l’infamia di aver segato le gambe a The Books of Magic. Sapere poi che la qualità è medio-scarsa non aiuta di certo.

    Quindi il meglio che posso fare è augurare alla Rowling brutte cose…
    bruttissime cose :)

    AlexFrost

  16. 449 Franek Miller

    anonima

    ok sarebbe difficile raccapezzarsi ma è pur sempre un metodo per mettere le cose a posto. Inoltre che si possa distruggere il proprio doppione mi sembra forzato nel caso specifico di harry che si fa avanti a suon di expelliarmus. Hermione in caso era con loro, dubito non avrebbe spiegato le dinamiche usando lei la clessidra dall’inizio dell’anno. Boh tutto sommato la cosa è plausibile ma appunto, suona parecchio di forzatura.

  17. 448 arnica

    chris, per pan(ma se vuoi possiamo pure andare di là a parlarne,visto che ‘c’è l’argomento apposito)ovviamente esagera ed estremizza perchè un dio minore come Pan ha bisogno del caos. Ma una via di mezzo ci potrebbe stare, sentire quel che si ha attorno, essere meno fissati per gli schemi che ci hanno imposto, senza seghe mentali per quel che gli altri penseranno…sarebbe bello,per me. Infatti nonostante l’estremizzazione, tifavo per Pan e combriccola :)

  18. 447 Giacomo

    Peccato, davvero peccato. L’idea di Harry Potter era molto bella e la saga ha appassionato per l’atmosfera anche me. In effetti qualcosa mi aveva lasciato un po’ stupito (la storia del medaglione e dell’ippogrifo che non scappa mi avevano fatto riflettere prima di leggere i commenti. Stupidamente non ho pensato, non so perché, alla questione cruciale della giratempo), ma ho pensato “mah, magari mi sbaglio”.

    Peccato… deluso davvero…

  19. 446 Chris_Eris

    Secondo me non c’è bisogno di giustificare al Rowling per la morale che ha inserito nel suo romanzo. Perché è la morale, qualcosa di diverso dallo stile e dalla trama. Un libro può piacere malgrado non se ne condivida il messaggio. Vedi Pan, in cui il messaggio finale è farsi riconquistare dalla meraviglia anche se questo comporta l’abbandono di leggi e regole di convivenza (comodo dirlo finchè non sei te quello aggredito e stuprato!). Non sono per nulla d’accordo, eppure il libro mi è piaciuto.

  20. 445 arnica

    immagino che la questione dell’amore sia dovuta al suo vissuto personale. La sua famiglia era disastrosa,si è ritrvata depressa a dover curare una bambila piccolissima con il terrore di perderla..quindi evidentemente per lei l’amore materno è qualcosa di molto forte e sentito. che poi io sia tutto tranne che materna e quindi consideri ‘sta trovata uno schifo è altra faccenda.

  21. 444 Momo

    Io sono d’accordo con lilyj e ribadisco il mio commento di prima. Il ragionamento di Christian_Eris mi sembra soggettivo quanto il mio. Potremmo avere ragione entrambi, per come sono messe le cose nel libro. Quindi ripeto: la Rowling avrebbe potuto scrivere meglio e ci saremmo evitati questa discussione, però per me il comportamento di Piton, pur essengo gestito male, non è un errore. E non ritengo che possa essere considerato tale a livello oggettivo.

  22. 443 Christian_Eris

    Quindi oltre al “ti vorrei morto perché sei figlio di Potter, ma ti salvo la pelle per Lily” ci metterei anche un “e mi torna utile trattarti come una pezza da piedi perché mi copre il doppio gioco con il Signore Oscuro”

    Sì ci ho pensato, ma queste sono trappole di psicologia inversa da cui poi non si esce. Il falso Malocchio Moody aveva ingannato Harry con un atteggiamento da amico, portandolo così al cimitero (che poi abbiano usato una passaporta andata e ritorno ed aspettato un torneo Tremaghi intero per fargliela toccare è un altro conto). Quindi sarebbe stato più logico anche per Piton simulare un comportamento amichevole con Harry per ingannare Voldemort.

    Chi di noi non avrebbe preferito imparare a far levitare gli oggetti invece che studiare geografia?

    Sono d’accordo. Infatti non mi spiego come ci possano essere gli asini a scuola di Harry (a parte con le materie puramente teoriche). Dimmi te come può mancarti la motivazione a imparare a fare magie!

  23. 442 lilyj

    Su Piton vorrei ricordare che deve anche pararsi il fondoschiena con il vecchio Voldy. Quindi oltre al “ti vorrei morto perché sei figlio di Potter, ma ti salvo la pelle per Lily” ci metterei anche un “e mi torna utile trattarti come una pezza da piedi perché mi copre il doppio gioco con il Signore Oscuro”. Di questo che mi dite? ò.ò

  24. 441 PlatinumV

    @ Christian: sono andata a leggere i tuoi commenti e non posso che essere d’accordo con te. A mio parere, comunque, che nonostante tutto ho apprezzato quei libri, non è tanto il “riscatto” di Harry a spingere alla lettura, quando l’immersione in un mondo magico, la scuola “magica”, gli scherzi “magici”, i libri “magici”… cioè una cosa comune come la scuola, che è capitata a tutti, rivisitata in un modo che ha del meraviglioso. Chi di noi non avrebbe preferito imparare a far levitare gli oggetti invece che studiare geografia?
    I primi 3 libri mi sono piaciuti molto. Gli altri 4 sono stati un orrore, avendo perso proprio quello spirito fantastico di cui dicevo sopra. Troppo cupi e poi la storia di “tutti odiano Harry ingiustamente, ma poi tanto vince lui” iniziava a stancare. Ribadisco quindi che “tutti quelli che hanno letto Harry Potter, in realtà odiano Harry Potter”. Io per prima, speravo crepasse -_-’
    V

    PS: abbiate pietà, ho sonno, spero il commento sia comprensibile! ‘notte!

  25. 440 Christian_Eris

    Siamo d’accordo. Confermo: Piton prova sentimenti contrastanti su Harry perché ne amava la madre ma odiava il padre. Però l’autrice l’ha gestita molto male. Mi aspetterei da un mago adulto capace di gesti tanto altruistici come mettere a rischio la propria vita per salvare i coniugi Potter e poi il ministero, tramando alle spalle di un Signore Oscuro dall’Avada Kevadra facile, un atteggiamento un po’ meno infatile rispetto a quello di vessare un ragazzino la cui unica colpa è essere figlio di James. E spesso in maniera pesante e viscida. Ripeto: la Rowling ci ha dato un personaggio da poter odiare felicemente ogni pagina visto che Voldemort prima di giugno non si fa vedere e i Dursley solo da luglio a settembre. E non è assolutamente una tattica sbagliata offrire un antagonista quotidiano. Anzi. Ha cercato di caratterizzarlo dal quinto in poi ma ormai il danno l’aveva fatto e la maschera di inguaribile in qualificabile carogna non se l’è più riuscita a togliere

  26. 439 Momo

    @Christian_Eris: Ho letto i libri troppo tempo fa per poter rispondere nello specifico. La mia ipotesi è che Piton si comporti da carogna perché Harry è il figlio di una persona che odiava. Il padre di Harry è il bastardo che gli ha portato via l’amore della sua vita, perciò Piton è contento di trovarsi in una condizione di potere (professore) per vessarlo con stupidate ogni volta che può (5 punti in meno a Grifondoro). Essendo però Lily la madre di Harry, mi sembra anche logico che Piton voglia preservarlo in salute. Insomma: non può amarlo perché detesta suo padre; non può lasciare che muoia perché ama sua madre.

    Da qui secondo me la “natura schizofrenica” del personaggio. Che poi sia stato ben costruito, è un altro paio di maniche (e dovrei rileggere i romanzi). Prendo atto delle tue opinioni soggettive, comunque.

  27. 438 Christian_Eris

    E adesso… attendo il lancio di pomodori!

    Tranquilla Platinum, se qualcuno dei provocatori è rimasto sono quelli contro Harry Potter, non pro. Quelli se ne sono andati verso il duecentesimo con un bello strascico di insulti. I contro sono ancora qui a distribuire le loro perle (sono ironico).
    Modestamente, sono di quelli che ha fatto a fettine il sistema della magia in Harry Potter. Scrolla in basso e cerca il panda su sfondo verde, specie il commento 267 e 275.
    Quella degli incantesimi non verbali sembra una menata per riempire il sesto volume. Infatti dal settimo in poi ricominciano tutti allegramente a pronunciarli a voce alta e nessuno si fa problemi riguardo. Forse perché le scene accompagnate dalla pronuncia degli incantesimi sono più teatrali. Ma urlarseli in testa mi fa sinceramente ridere. Come logica degli incantesimi non verbali mi sarei immaginato qualcosa tipo “indirizzare la propria volontà verso l’effetto che si vuole ottenere”, insomma qualcosa di più raffinato di “pronuncia le parole magiche” alla Mago Merlino Disney, ma è una cosa che la Rowling non vuole proprio approfondire. Da qualche parte parlo diffusamente di come quella di Harry Potter sia una magia senza volontà, quindi contraddizione in termini.
    La questione dell’amore protettivo è melensa, ma si tratta di un fatto personale, qualcuno la potrebbe trovare stupendamente romantica. Ciò che mi fa girare oggettivamente le palle è che questa protezione d’amore (e l’amore che dovrebbe essere, secondo SIlente, una magia che supera tutte le altre e l’unica che Voldy non conoscerà mai) venga aggirata con il rituale di rinascita alla fine del quarto libro (per cui Vold non si ustiona più al contatto con Harry) e che scada quando Harry diventa un mago maggiorenne. Infatti al suo 17mo compleanno deve scappare da casa Dursley perché la protezione di sua madre si spegne. La Rowling si contraddice!
    Sarebbe stato più sensato, a questo punto, che la Rowling si fosse inventata un superincantesimo protettivo per Harry, che funziona solo se il mago (la madre) muore subito dopo averlo invocato o cose del genere.

  28. 437 PlatinumV

    Non ho letto i commenti precedenti, volevo lasciare i miei 2 cents.
    Ci sono molte cose che non tornano nella saga di Harry Potter
    Mostra spoiler ▼

    In ogni caso, se ti consola, a TUTTI i lettori di Harry Potter sta sul cavolo Harry Potter (ammetto di aver letto gli ultimi solo nella speranza che morisse). Ma la cosa che mi ha lasciato più basita alla fine della saga è: ok, Harry è sopravvissuto a Voldemort quando era neonato… ma qualcuno ha capito PERCHE’? Perché se la ragione è:

    Mostra spoiler ▼

    E adesso… attendo il lancio di pomodori!
    V

  29. 436 Christian_Eris

    @ Momo
    Mmm… no. Ai miei occhi Piton si preserva odioso e quando è morto mi è dispaiciuto solo che non fosse stato Harry a provvedere personalmente. Però queste sono considerazioni mie molto soggettive.
    Non trovo altrettanto soggettivo il fatto che Piton, pur essendo l’angelo custode di Harry si comporti da carogna nei suoi confronti. Non ha senso. Sembra che l’autrice abbia cercato un personaggio di Howgarts per cui il lettore potesse provare una genuina antipatia (ai mesi estivi provvedono i Dursley) che sembri cattivo perfido ma poi si riveli sempre uno dei buoni, come colpo di scena. Solo che l’autrice ripete questo ciclo troppe volte perché il lettore ci caschi sempre.

  30. 435 Momo

    @Christian_Eris: Piton ha lottato per salvare i genitori di Harry; per sette anni lo ha protetto da nemici esterni e interni alla scuola; per tutta la vita ha cercato di impedire che lo uccidessero.

    Capisco che la caratterizzazione di questo personaggio possa risultare schizofrenica (colpa dell’autrice) però che Harry dia al figlio il nome Severus mi sembra il minimo. Io glielo avrei dato come primo nome, anzi. Tu stai mettendo sullo stesso piano delle “vessazioni” della serie “tuo padre era un maiale!” e “cinque punti in meno a Grifondoro!” (diosanto, ne ho subite io di peggiori) con 17 anni di Piton-salvavita. Harry sarebbe un bel coglione a non essergli grato, non credi?

  31. 434 Christian_Eris

    Peccato però, nel caso ci avrei tenuto a leggere una recensione “al vetriolo” di uno dei libri di Harry Potter, mi sarei divertita molto.

    Per recensire il primo libro Gamberetta non saprebbe nemmeno da che parte iniziare. È stracolmo di difetti. Primo fra tutti il punto di vista balordo. Un po’ narratore onniscente, un po’ Harry, un po’ gli altri personaggi. Mi ricorda i romanzi di Rohal Dahl (forse perché l’illustratrice italiana è la stessa!) con la differenza che lui ha sempre scritto con la chiara intenzione di rivolgersi ad un pubblico di bambini.
    E poi, a dirla tutta, non trovo Piton questo gran personaggio. La Rowling ha cercato di renderlo complesso ma c’è tuttora qualcosa che non mi torna. Non trovo ancora una giustificazione plausibile al fatto che si comporti così da gran figlio di puttana (passatemi il termine) calando punti a Grifondoro per dispetto, insultando più o meno direttamente studenti e altri professori e tormentando Harry, la cui unica colpa è stato nascere dal seme di James, e poi Mostra spoiler ▼

    Non mi sembra un “carattere superficialmente stronzo ma con un gran desiderio di riscattarsi dal profondo dell’anima”, mi sembra davvero da schizofrenico! Ecco, se devo pensare ad un personaggio che ha effettivamente un comportamento incoerente è lui.
    Del resto è dal primo libro che è stato etichettato come “lo stronzo che sembra cattivo ma non lo è, in verità è solo uno stronzo”. La Rowling ha solo portato alle estreme conseguenze questa caratteristica, ottenendo effetti secondo me molto improbabili.
    Mostra spoiler ▼

  32. 433 DagoRed

    Comunque si scrive black bloc.

    Noioso e pignolo <.<

  33. 432 Zave

    ancora un piccolo sforzo e questo marciume entrerà negli articoli più discussi del blog. XD
    (sempre che gli articoli nella sezione marciume non siano esclusi)

  34. 431 Anonima

    Io al suo posto recensirei la saga nel complesso, ma non so se sia un metodo ortodosso.

    No, non credo, sarebbe un lavoro troppo impreciso. Peccato però, nel caso ci avrei tenuto a leggere una recensione “al vetriolo” di uno dei libri di Harry Potter, mi sarei divertita molto.

  35. 430 Anonima

    basterebbe viaggiare ulteriormente a ritroso nel tempo, prima che la giratempo venga avviata e avvertirli e/o bloccarli adoperando la giratempo ancora una volta.

    Non so se si può fare così, in teoria potrebbe essere… ma la Rowling non ha mai spiegato se è possibile arrivare fino al punto in cui i primi viaggiatori del passato stavano per partire. In ogni caso sarebbe un gran casino raccapezzarsi xD

    Poi una cosa che non mi son mai spiegato è il problemone di trovarsi faccia a faccia con se stessi: se si sa del funzionamento della giratempo, perchè dovrebbe portare a effetti collaterali?

    Be’, l’Harry del passato non sapeva ancora della Giratempo quando Hermione l’ha azionata, quindi se li avesse beccati nel momento in cui fossero entrati nella capanna di Hagrid ad acchiappare Minus avrebbe potuto pensare di essere impazzito o che ci fosse stata in atto una magia oscura. Ma non credo che sia obbligatorio per tutti i maghi, anche quelli che conoscono già l’effetto della Giratempo, né mi pare che la Rowling abbia mai detto una cosa del genere. Immagino che la frase di Hermione “tantissimi hanno finito per uccidere i loro sé, passati o futuri” si riferisse alla quantità industriale di errori che si possono commettere con i viaggi nel tempo. Ma questa è solo la mia opinione.

  36. 429 Christian_Eris

    Mi pare che il tizio non avesse avuto mai la bacchetta in mano e fosse riuscito a fare un paio di magie a mani nude (altra cosa mai approfondita dalla Rowling). Quando Harry capisce che può ustionarlo con il contatto gli tiene le mani addosso e quindi anche gli impedisce di procurarsela.
    DI per sè “l’amore ustionante” non è un’idea sbagliata di per sè. Alcuni la possono trovare troppo stucchevole ed infantile, ma è un dato soggettivo e non pregiudica la godibilità del romanzo. È oggettivo però che la Rowling si contraddica e che la suprema protezione d’amore che la madre gli ha dato come ultimo dono prima di morire, abbia le falle.
    Non penso che questi quattrocento e passa commenti abbiano fatto desistere Gamberetta dal recensire Harry Potter, sempre che lei abbia mai avuto questa intenzione, anzi. Gli unici commenti degni di tale definizione sono quelli che hanno cercato di analizzare obbiettivamente pregi e difetti del romanzo.
    Però si tratterebbe di un lavoro mastodontico fare una puntuale recensione di una saga da tremila pagine (più o meno) complessive. Il primo libro poi è tremendamente raffazzonato, una recensione delle sue non lo meriterebbe nemmeno. E poi gli errori grossi si ripetono per tutti i libri. Io al suo posto recensirei la saga nel complesso, ma non so se sia un metodo ortodosso.

  37. 428 Franek Miller

    Anonima: Non concordo, perché ci sarebbero stati l’Harry e l’Hermione del passato, quelli che erano andati nel passato la prima volta e dulcis in fundo quelli che erano andati nel passato la seconda volta, e il passato stesso sarebbe stato irrimediabilmente rovinato. Anche ammettendo che gli ultimi Harry e Hermione fossero saltati fuori all’improvviso per acchiappare i secondi Harry e Hermione e impedirgli di commettere gli errori che li avevano fregati al primo viaggio indietro nel tempo, come avrebbero fatto a non farsi notare da tutti coloro che erano veramente inseriti nel passato?

    basterebbe viaggiare ulteriormente a ritroso nel tempo, prima che la giratempo venga avviata e avvertirli e/o bloccarli adoperando la giratempo ancora una volta. Poi una cosa che non mi son mai spiegato è il problemone di trovarsi faccia a faccia con se stessi: se si sa del funzionamento della giratempo, perchè dovrebbe portare a effetti collaterali?

  38. 427 Annoyed_Grunt

    Potere ustionante dell’amore!
    Ok, glielo potrei pure concedere…se non fosse che da quando in qua i maghi hanno bisogno di toccare per uccidere?

    PS: beh, adesso non ricordo, forse il tizio aveva perso la bacchetta. Ma raccoglierla no?

  39. 426 Tapiroulant

    Comunque si scrive black bloc.

  40. 425 DagoRed

    400epassa commenti!

    Spero che un giorno vi svegliate e vi ritroviate i black block in tinello.

  41. 424 arnica

    *continuo a lurkare le vostre riposte..*
    secondo me tranne alcuni post,non si tratta di flame. e chi ha flammato,non ha flammato contro gamberetta e harry potter,ma contro certe persone. quindi se mai le verrà voglia,nn vedo perchè dovrebbe temere..

  42. 423 Anonima

    LOL, dopo il flame mostruoso che hanno scatenato queste due considerazioni in croce, se anche Gamberetta avesse mai davvero avuto voglia di recensire Harry Potter (del che dubito), sono sicuro che le è passata…

    Non avevo letto la maggior parte dei commenti quando ho inviato quel messaggio, ma adesso che me lo fai notare… diamine, è verissimo XD

  43. 422 Tapiroulant

    Hai intenzione di scrivere una recensione di uno dei libri di Harry Potter, un po’ come hai fatto con Nihal nella Terra del Vento o Twilight, oppure non ti esprimerai più sull’argomento?

    LOL, dopo il flame mostruoso che hanno scatenato queste due considerazioni in croce, se anche Gamberetta avesse mai davvero avuto voglia di recensire Harry Potter (del che dubito), sono sicuro che le è passata…

  44. 421 Christian_Eris

    @ Makko

    SE quello che c’è scritto qui sopra è vero, mi bastano queste tre righe per farmi decidere che NO, Herry Potter NON LO LEGGERO’ MAI. L’amore è la magia più forte… Ma per favore. E un “mettete i fiori nei cannoni” il sig. Silente non lo dice? Ah no, è vero: a Hogwarts i cannoni non si usano (meglio il “Ridiculus” contro i mostri).

    Se questo può incoraggiarti a leggere i libri ti dico che si tratta perlopiù di un bel discorso dei personaggi, ma che non trova applicazioni nella trama, dal primo libro in poi, tranne per il fatto che fino al suo diciasettesimo compleanno Voldy non può andare a stanare Harry a casa dei suoi zii perché l’amore di sua madre gliela rende invalicabile (una protezione con scadenza, sottolineo).
    Ma non ci sono scene stucchevoli per cui i protagonisti riescono in un’impresa “attingendo alla forza dell’amore”, no, questo epr fortuna la Rowling ce l’ha risparmiato.

  45. 420 Christian_Eris

    @ Clio

    Beh, però dimenticate l’ultimo ostacolo (lo specchio), che infatti Voldy non riesce a superare ^_^

    Hai ragione. Avevo proprio rimosso questo particolare. Forse perché è uno dei casi in cui la Rowling abusa maggiormente dell’assenza di regole poste alla sua magia. In pratica lo specchio materializza la pietra filosofale solo a chi la desidera, ma non per usarla per sè. Una spiegazione arzigogolata.

    Dal momento che nessuno avrebbe immaginato che Voldemort si infiltrasse proprio nella scuola, quella era considerata già di per sè una straordinaria misura di sicurezza. In fondo non mi sembra un ragionamento tanto assurdo.

    Se Howgarts fosse stata considerata una misura di sicurezza invalicabile, tanto valeva non allestire il “percorso ad ostacoli”.
    Ma ho già detto che il primo libro è mediocre. Tollerabile se viene considerato come favola. Se avessi iniziato la saga partendo da quello (io sono partito dal quarto) credo non l’avrei mai continuata.

    In realtà il Voldemort del primo libro è ancora ben lungi dall’essere “completo”, quindi è logico che la sua magia venga respinta dal residuo della “magia dell’Amore” che Lily ha lasciato su Harry morendo per lui. Ma, appunto, si tratta di un residuo, non paragonabile alla magia sprigionatasi nel momento del suo sacrificio. Quindi Voldemort, una volta tornato “intero”, nel quarto libro, può toccare Harry.

    Mi spiace ma questa spiegazione non la mando giù. La Rowling rivanga per sette libri il concetto che l’amore è la più potente di tutte le magie e il segreto della sconfitta di Voldy sarà nella sua incapacità ad amare. Quindi con affermazioni di questo calibro, mi viene da immaginare che Voldy potrebbere essere un dio in terra, capace di disintegrare grattacieli con lo sguardo, ma che continui ad ustionarsi se tocca Harry, visto che l’amore è la Magia più Potente di Tutte.
    Ma la Rowling si contraddice coi fatti. Voldemort nel quarto libro riesce a toccare Harry perché è stato usato il suo sangue per farlo rinascere.
    E questa magia è valida solo per gli under 17 visto che il giorno del suo diciasettesimo compleanno Harry deve scappare da Casa Dursley perché la protezione che la rendeva inacessibile a Voldemort ha superato la scadenza.
    Non c’è che dire, davvero un bell’affare!

  46. 419 MakKo

    @ Keane

    Si, ma infatti siamo (quasi) d’accordo… Io rispondevo a chi criticava perchè si è iniziato a parlare del SdA andando OT, non era una critica rivolta a te.
    Per il discorso “libri non letti” mi sono sentito (ri)chiamato in causa e quindi ho (ri)specificato. Nulla di più

  47. 418 Anonima

    Dimenticavo!
    @Gamberetta.
    Hai intenzione di scrivere una recensione di uno dei libri di Harry Potter, un po’ come hai fatto con Nihal nella Terra del Vento o Twilight, oppure non ti esprimerai più sull’argomento?

  48. 417 Anonima

    Grazie per la risposta, avevo bisogno di un commento “importante” ;-)
    Dunque, premetto due cose:
    a) Non ho letto tutti i commenti, vorrei rispondere solo all’aricolo principale.
    b) Non posso spiegare con ragioni al 100% oggettive perché Harry Potter sia una bella serie, perché non ne sono capace. Scivolerei sempre in una punta di soggettività, a volte i miei parametri di giudizio sarebbero diversi da quelli di questo blog e non sarebbe utile a nessuno. Ergo, per chi non fosse interessato a sentire cosa ne penso su “Due o tre parole su Harry Potter”, può smettere qui di leggere il mio commento e passare ad attività più interessanti.

    Cominciamo dal primo strafalcione:

    Già, come ha fatto Harry Potter a tornare nel retrobottega di Mielandia? Per uscirne ha avuto bisogno di un colpo di fortuna (tanto per cambiare), ma entrare a occhio è molto più arduo. Così arduo che la Rowling si stringe nelle spalle e fa in modo che neanche il personaggio punto di vista sappia quello che è succeso. Roba a livello di Strazzu & Troisi.

    XD Qui hai proprio ragione, devo ammetterlo. Tra l’altro, se la botola combaciava perfettamente con il pavimento e lui riesce a ritrovarla in men che non si dica o manca un “quasi” (combaciava quasi perfettamente con il pavimento) o per ricordarsi dov’è deve aver studiato a lungo la posizione esatta della botola prima di andarsene da Mielandia, all’andata, ma mi sembra che Harry non perda tempo lì ed esca subito fuori.
    Tuttavia, siccome l’intento di quella scena è concentrarsi sulle sensazioni di Harry dopo aver scoperto che Sirius Black era il Custode Segreto dei Potter, io non sento troppo la mancanza di una scena mostrata. Personalmente, se fosse stata la mia storia, avrei descritto l’ipotetico diversivo che Ron e Hermione mettono in atto per dargli il tempo di salire, magari il modo in cui Harry sembra apatico e continua a rimuginare sulla conversazione tra professori avvenuta ai Tre Manici di Scopa e non li saluta neanche, i suoi tre-quattro tentativi a vuoto di scoprire dov’è la botola e successivo ritrovamento. Insomma, è una caduta di stile e non si discute, ma le concedo (alla Rowling) un attenuante.

    A parte le cadute di stile, abbiamo una trama ancora più sfilacciata e campata per aria dei volumi precedenti, con buchi logici da far spavento

    Uhm, puoi farmi degli esempi di questi buchi logici? Perché io non ne ho trovati di tanto grossi. Forse sarà che tu sei più esperta di me in questo campo, o forse sarà che ho letto il terzo libro di Harry Potter a otto anni e ogni volta che lo rileggo mi lascio “risucchiare” in quel mondo e purtroppo potrei perdere obiettività.

    E anche ammettendo che con la GiraTempo non si possa tornare più indietro di 24 ore e non abbia potere ricorsivo (per altro sono mie ipotesi, la Rowling non lo dice), qualcuno mi spiega perché la McGranitt non l’ha usata per acchiappare Sirius Black le prime due volte che è entrato al castello? Bastava tornare indietro di qualche ora e appostarsi in corridoio.

    Anche qui hai ragione, avrebbero potuto fare così e probabilmente tutto il resto del romanzo sarebbe andato a farsi friggere XD. Non concordo con l’ultima frase, però; Sirius Black è un mago estremamente abile, quindi l’assoluta certezza di catturarlo non ce l’avrebbero avuta comunque.

    Ed Hermione, che dovrebbe essere quella “intelligente”, ci tiene tanto a sottolineare che possono solo fare quello previsto e modificare solo di poco gli avvenimenti: è troppo alto il rischio di sbagliare! Hermione, tesoruccio della mamma, se qualcosa va storto non devi fare altro che tornare indietro un’altra volta. Non ci vuole un genio.

    Non concordo, perché ci sarebbero stati l’Harry e l’Hermione del passato, quelli che erano andati nel passato la prima volta e dulcis in fundo quelli che erano andati nel passato la seconda volta, e il passato stesso sarebbe stato irrimediabilmente rovinato. Anche ammettendo che gli ultimi Harry e Hermione fossero saltati fuori all’improvviso per acchiappare i secondi Harry e Hermione e impedirgli di commettere gli errori che li avevano fregati al primo viaggio indietro nel tempo, come avrebbero fatto a non farsi notare da tutti coloro che erano veramente inseriti nel passato? (Se qualcuno di voi ha compreso il mio ragionamento è un genio).

    A proposito di geni: qualcuno mi spiega perché Lupin, uno degli autori della Mappa del Malandrino, e dunque a conoscenza di tutti i passaggi segreti per entrare e uscire dal castello, non avverte chi di dovere del passaggio nella statua della strega orba?

    Perché, come spiega lui stesso a Harry & co nella Stamberga Strillante, non è uno stinco di santo. Rivelare una cosa del genere a Silente avrebbe comportato il rivelare di tutte le sue scappatelle giovanili, le quali includevano l’aver indotto tre compagni a diventare Animagi illegalmente, averli fatti uscire dalla scuola di notte e averli coinvolti in avventure estremamente pericolose. Ammette lui stesso di essersi tormentato l’intero anno scolastico su questo punto e di non aver ceduto perché troppo vigliacco per dire davanti al Preside “Ho tradito la tua fiducia per anni senza che tu lo venissi a sapere”. Perciò si è autoconvinto (il potere della persuasione è molto forte) che Sirius Black si servisse di poteri oscuri per entrare a scuola e che i passaggi segreti da loro scoperti da ragazzi non gli sarebbero serviti a niente. Naturalmente non sto dicendo che Lupin abbia fatto (o meglio, non fatto) una cosa ragionevole, sto semplicemente spiegando il suo punto di vista.

    E perché deve prendere una pozione per evitare di trasformarsi? Non basta che rimanga chiuso in casa? Perché la Luna c’era già quando era alla Stamberga Strillante e quando ha percorso il tunnel sotterraneo, ma lui si è trasformato solo quando l’ha vista al diradarsi delle nuvole. Si bendava, finito il problema.

    No, no, no, non è che lui prende quella pozione per evitare di trasformarsi. Si trasforma lo stesso, ma resta innocuo. Si rannicchia nel suo studio e aspetta l’alba. Suppongo che il vero problema non sia tanto il vedere la luna quanto la presenza della luna libera dalle nuvole, il fatto di essere illuminati dalla luna. Se vuoi, puoi controllare tu stessa alle pagine 298-299.

    E la vicenda incresciosa del grifone? Una creatura così intelligente da capire gli insulti in linguaggio umano ma alla quale non si può spiegare di muovere il culo e volare via perché se no rischia la decapitazione.

    (Lupin mode: on) Hai ragione un’altra volta, Hermione!
    Presumo tu intenda “l’ippogrifo”, però. L’unica non-tanto-spiegazione che riesco a darmi, nel caso, è molto debole: che siccome la Rowling non ha specificato il tono di Malfoy quando lo ha insultato lui lo abbia detto in un modo che anche un animale avrebbe potuto prenderlo per insulto –ad esempio, il cane di mia zia capisce dal tono più che dalle parole stesse cosa si sta dicendo di lui. Magari è lo stesso anche con gli ippogrifi, chi lo sa.

    E tutti quegli Expelliarmus! a destra e a manca che lasciano maghi che dovrebbero essere espertissimi disarmati? Ma legarsi la bacchetta al polso con una catenella? No, eh? Spezzare le bacchette magiche altrui una volta che le hai in mano? Girare con una pistola? Ché si fa molto prima a sparare che a parlare.

    LOL XD

    La trama di Azkaban fa acqua anche perché la storia manca di tensione: Harry Potter è uno stupidotto viziato a cui va sempre tutto bene, senza alcuno sforzo o quasi.
    Emblematico è l’inizio: Harry gonfia la zia e fugge da casa; è solo, di notte, senza soldi, senza più una casa tra i babbani (i “normali” esseri umani privi di poteri magici) e siccome ha usato la magia essendo minorenne sarà espulso da Hogwarts. Sono buone premesse, fanno venir voglia di continuare a leggere, ci si domanda come farà il nostro eroe a cavarsela. Vediamo il grande Harry Potter cosa si inventa!
    Niente.
    Senza che muova un dito l’autobus magico lo raccoglie; senza che muova un dito il Ministro della Magia lo perdona e in sovrappiù gli offre vitto e alloggio. E tutto nel giro di poche pagine.
    Appena Harry Potter è in difficoltà il mondo corre ad aiutarlo, si piegano per lui persino le leggi della fisica (vedi macchina del tempo). D’altra parte Harry Potter è l’unico che fin da neonato ha resistito agli incantesimi di Voldemort (perché il mago più malvagio di tutti i tempi non poteva prendere un coltello da cucina e sgozzarlo – e per piacere non tiriamo in ballo che si tratta di un romanzo per bambini, ché anche “Cappuccetto Rosso” è per bambini), è il più giovane giocatore di Quidditch della storia di Hogwarts (il Quidditch, gioco dalle regole cretine pensate solo per dare sempre un ruolo decisivo a Harry), è pieno di soldi (che non guasta mai, eh!), e per gli altri il regolamento della scuola si applica, per lui si interpreta.

    Ti do ragione da vendere per quanto riguarda Harry: non per nulla sono affezionata a lui soltanto perché ho letto ed amato la serie da quando ero bambina e all’epoca non lo trovavo scialbo, ma come protagonista non è un personaggio molto riuscito.
    Non concordo però sul Quidditch e sul fatto che sia impossibile che a un anno abbia resistito a Voldemort (che tra l’altro, dài, col suo odio per i Babbani e i loro metodi e la possibilità di uccidere senza lasciare tracce grazie all’Avada Kedavra si sarebbe abbassato a prendere un coltello da cucina e sgozzarlo? XD), ma per capire perché non concordo dovresti leggere “Il Quidditch attraverso i secoli” (dove viene approfondito il gioco, spiegata la nascita ed elencate le squadre famose) e il quinto e il sesto libro della serie, dove viene chiarito

    Mostra spoiler ▼

    Mi rendo conto che senza aver letto soprattutto l’Ordine della fenice e il Principe Mezzosangue sembri l’ennesimo modo per parare il culo a Harry –perché sì, per quanto fan devo riconoscerlo, Harry è un paraculato della Madonna!

    E forse questa è la chiave del successo della Rowling. Vedo molta vicinanza tra Harry Potter, Bella (la svampita protagonista di Twilight) e per rimanere dalle nostre parti i personaggi dei romanzi di Moccia e di Licia.

    Sì, anche io ci vedo delle affinità tra Harry e Bella (non mi esprimo invece sui protagonisti di Licia Troisi perché non ho letto), ma penso che invece personaggi come Sirius, Piton, Silente, Grindelwald e Bellatrix la Meyer non avrebbe mai potuto inventarli.

    Ripeto: sono perplessa. Ho letto da molte parti che la saga di Harry Potter dovrebbe poter piacere anche agli adulti, ma lo trovo davvero difficile da credere. Se qualcuno si è sciroppato questi libri non a dodici anni, ma a venti o più, potrebbe spiegarmi come ha fatto a sopportarli?

    Io non sono la persona più indicata per rispondere perché ho letto i libri da bambina e da adolescente. Però tutti gli adulti che conosco che hanno amato Harry Potter
    a) non lo spacciavano per il capolavoro dell’ultimo millennio e ne riconoscevano i difetti
    b) mi hanno detto di aver apprezzato particolarmente gli ultimi tre libri della serie, dove lo stile matura –e ti sorprenderà, ma migliora anche Harry XD Però resta sempre un Gary Stu nell’ultimo libro.

  49. 416 Keane

    Makko rinfodera la coda di paglia, non mi riferivo a te, ma a chi porta a esempio supposti errori che solo chi non ha letto il libro può trovare tali.

    Tolkien non c’entra con la perfezione. Continuo a pensare che tu non abbia compreso il contesto in cui se ne parlava, quindi riassumo: la “maximum capacity” è una regola farlocca, nei libri più belli spesso ignorata per raccontarci LA storia. A usarla come regola iSdA sarebbe finito a pg 100 così come la saga di HP al quarto libro a pag 2.

  50. 415 Dan

    Non si può chiedere coerenza ad una fiaba… ISdA mantiene intatte le tre forme: fiaba, romanzo, epica. Ne fa una miscela di certo nuova, ma siamo sempre all’interno d’un mondo che ha criteri tutti personali. Gli Uomini si troverebbero in dubbio sull’istinto animale né più e né meno che come noi; c’è da intendere, inoltre, un’appassionata partecipazione del regno vegetale e animale man mano che la storia ha seguito, poiché (e do ragione tanto ad autore quanto a creature) non dobbiamo immaginarci un mondo perfettamente contento dell’agire dell’Uomo sulla terra… Tuttavia, queste forme intelligenti e animate sanno scegliere quando conviene prender parti… forse anche avvalendosi d’un istinto che informa loro se l’Uomo si sia effettivamente ‘riscattato’ da quanto deve alla Natura. La Natura ha un ruolo decisivo, nello svolgersi della vicenda; potremmo dire sia la vera protagonista del libro.

  51. 414 MakKo

    Infine, ci sono i radical chic. Alcuni, mi vien da ridere, non hanno neppure letto il libro. Ma inutile parlarne, s’è già detto di loro.

    E’ vero, io i libri non li ho letti. L’ho ammesso nel PRIMO post che ho scritto in questo articolo. MA ti sfido a citarmi un solo dei miei post in cui io critico i romanzi. Io ho fatto ben altro ma mi sono rotto i … di continuare a ripeterlo.

    (Poi Silente spiega la questione del potere ustionante dicendo che l’Amore è una magia più forte perfino di quella di Voldemort, ma lui riesce ad annullare la protezione nel quarto. QUindi decidiamoci, o è una magia che trascende tutte le altre o non lo è.)

    SE quello che c’è scritto qui sopra è vero, mi bastano queste tre righe per farmi decidere che NO, Herry Potter NON LO LEGGERO’ MAI. L’amore è la magia più forte… Ma per favore. E un “mettete i fiori nei cannoni” il sig. Silente non lo dice? Ah no, è vero: a Hogwarts i cannoni non si usano (meglio il “Ridiculus” contro i mostri).

    Un ultima nota (OT): il SdA lo ha tirato in ballo Keane. Nessuno qui ha mai detto che è perfetto (di certo non io). Usarlo per rinfacciare “vi piace un libro non perfetto” è ridiculus. Cmq Keane sono d’accordo con te: i Nazgûl sulle bestie (non sono draghi, ma è un dettaglio) non è chiaro perchè appaiano solo dopo un pò. Invece sul perchè non hanno usato le aquile, no. Le aquile non sono comandate da nessuno. Quando intervengono lo fanno di loro scelta. Poi siamo d’accordo… perchè intervengono qui e là (per salvare Gandalf da Isengard o durante la battaglia finale a Mordor) e non in altri momenti cruciali è un mistero.

  52. 413 Keane

    Gilas, stiamo però parlando di errori di ordine logico diverso. Un errore di scrittura non può essere affiancato a un errore di resa della trama o caratterizzazione del personaggio.
    Mostra spoiler ▼

    Il primo tipo è dimostrabile riportando il passo incriminato, del secondo non è certa nemmeno l’idea stessa dell’errore.

    Ecco, un’altra cosa che ho notato è che qui con la Rowling si sta facendo il giochino di mettere sullo stesso piano gli uni e gli altri.
    “Noi analizziamo gli errori perchè seguiamo i manuali” e poi mi sparate una critica di gusto.
    Poi ci sono quelli che dicono ” a me è piaciuto, ma ci sono errori”. Come in tutti i libri, rispondo.”Eh, ma l’errore è l’errore è l’errore, poteva essere scritto meglio”. E avevate bisogno di fare un blog dove gingillarvi in gruppo per concepire la perla che generalmente un prodotto della creatività umana “può essere fatto meglio”?
    Infine, ci sono i radical chic. Alcuni, mi vien da ridere, non hanno neppure letto il libro. Ma inutile parlarne, s’è già detto di loro.

    Su tutto questo spicca Gamberetta, le cui premesse critiche sono “Swanwick scrive “vero” fantasy, pieno di trovate e idee; Martin con il ghiaccio e con il fuoco scrive polpettoni pseudo-storici“.
    A me sta frase fa ridere per tali e tanti di quei motivi che ci vorrebbe una discussione a parte per sviscerarne tutta l’involontaria comicità; ma al di là di questo, è inutile che poi ci venga a recensire la Rowling, anzi è puro trolling per alzare le visite.

    Ma tant’è, se non altro è servito per farmi confrontare con gente interessata (e interessante!)al genere come Cecilia, Gherardo, Christian e Davide.

    ps: tu no, tu sei solo un troll e puzzi.
    pps: e devi ancora dirmi i librih! i librrriiihhh!!!Gile, Gile, redde mihi libres!

  53. 412 Gherardo Psicopompo

    @Giles:
    a questo punto sono quasi sicuro che tu stia spudoratamente trollando.
    E’ la seconda volta che mi citi e poi rispondi dimostrando di aver letto superficialmente quello che ho scritto.
    Le mie parole sono state:

    Perchè ha creato qualcosa che prima non c’era, o almeno non c’era in quella forma.

    Ora ho aggiunto un grassetto per far capire quale parte hai ignorato. Io ho letto Tolkien, e ho letto anche più o meno tutto quello che su Tolkien è stato scritto. So perfettamente che ha preso spunto dall’edda poetica, così come dalle tradizioni dei Veda e del Cristianesimo. Però gli ha dato una forma diversa. Che può non piacere, certo, ma che comunque ha creato lui. E l’high fantasy tolkeniano non c’azzecca niente con lo sword&sorcery di Howard.

    @Annoyed_Grunt

    (Poi Silente spiega la questione del potere ustionante dicendo che l’Amore è una magia più forte perfino di quella di Voldemort, ma lui riesce ad annullare la protezione nel quarto. QUindi decidiamoci, o è una magia che trascende tutte le altre o non lo è.)

    In realtà il Voldemort del primo libro è ancora ben lungi dall’essere “completo”, quindi è logico che la sua magia venga respinta dal residuo della “magia dell’Amore” che Lily ha lasciato su Harry morendo per lui. Ma, appunto, si tratta di un residuo, non paragonabile alla magia sprigionatasi nel momento del suo sacrificio. Quindi Voldemort, una volta tornato “intero”, nel quarto libro, può toccare Harry.
    Ah, per quanto riguarda la Pietra…hai dimenticato una misura di sicurezza, quella che in teoria avrebbe dovuto essere la principale: la pietra è a Hogwarts,
    Dal momento che nessuno avrebbe immaginato che Voldemort si infiltrasse proprio nella scuola, quella era considerata già di per sè una straordinaria misura di sicurezza. In fondo non mi sembra un ragionamento tanto assurdo.

    E comunque, per concludere, ecco qualcosa che metterà d’accordo tutti.

  54. 411 Clio

    Non c’è che dire, la pietra filosofale era stata messa per davvero al sicuro!

    Beh, però dimenticate l’ultimo ostacolo (lo specchio), che infatti Voldy non riesce a superare ^_^

  55. 410 Christian_Eris

    @ Annoyed_Grunt
    Beh credo che in mezzo ai 400 e passa commenti finora fatti ci sia qualcosa anche del primo libro. Il primo di sicuro è quello più noioso e raffazzonato. Non so davvero come abbiano fatto a farglielo pubblicare.
    Se ti riferisci al deus ex machina dell’amore della madre di Harry che diventa un potentissimo agente ustionante nei confronti di Voldemort… beh fa pena ma non potevo immaginarmi nemmeno io una maniera differente in cui un mago a malapena in grado di far galleggiare gli oggetti in aria potesse uscire vivo da un incontro con il Signore Oscuro.
    (Poi Silente spiega la questione del potere ustionante dicendo che l’Amore è una magia più forte perfino di quella di Voldemort, ma lui riesce ad annullare la protezione nel quarto. QUindi decidiamoci, o è una magia che trascende tutte le altre o non lo è.)
    Trovo molto più ridicolo il fatto che la pietra filosofale sia protetta da una serie di ostacoli che anche un terzetto di maghi undicenni, di cui solo una davvero brava a fare magie, riesce a superare. In sequenza:
    1) Un mastino a tre teste che si fa incantare da un flauto suonato sparando note a caso;
    2) Una pianta carnivora gigante che lascia alle sue prede il tempo di bisticciare e giungere con flemma alla conclusione che serve il fuoco per abbatterla;
    3) Una porta che si può aprire solo con una chiave che vola in uno stormo di altre chiavi volanti. Ma, toh! Vengono fornite delle scope volanti all’ingresso e la chaive giusta è di un colore diverso rispetto alle altre. ma che gentili!
    4) Una partita a scacchi gigante che non richiede alcun potere magico per esser superata;
    5) Un orco che guardacaso è già stato abbattuto;
    6) Un muro di fuoco magico che richiede la risoluzione di un indovinello per essere superato.
    Non c’è che dire, la pietra filosofale era stata messa per davvero al sicuro!
    Può starci se teniamo a mente che il primo libro è a tutti gli effetti un romanzo per ragazzi-bambini, comunque.

  56. 409 Annoyed_Grunt

    Ma è possibile che nessuno abbia quantomeno citato come errore imperdonabile il fatto che il primo libro – senza dubbio una noia mortale – faccia un (relativamente) “grande” tram tram per poi finire con un Deus Ex Machina pidocchiosissimo?

  57. 408 Christian_Eris

    @ Keane
    Anch’io vedo nell’aver scelto come Horcrux una serie di oggetti preziosi antichi e rintracciabili la coerenza del personaggio. Però al contempo è pure una scelta stupida. Le due cose non si escludono. Con i presupposti dati dalla Rowling, un mago adolescente contro il Mago Oscuro più potente di tutti i tempi, quest’ultimo doveva avere almeno una “fatale debolezza” per poter essere sconfitto. Altrimenti la saga sarebbe finita all’inizio del quarto libro con il Crouch fasullo che porta Harry al cimitero durante un ricevimento a settembre.

  58. 407 Davide

    Ok ce l’ho. In pratica, @Gamberetta, abbiamo concluso che le tue parole spese su Harry Potter non servono praticamente a nulla.
    Però scrivi bene.

  59. 406 Giles Habibula

    @Gherardo Psicopompo :

    Eppure è uno dei fantasy più letti al mondo. Perchè? Perchè ha creato qualcosa che prima non c’era, o almeno non c’era in quella forma. Si chiama arte. E questo è bastato, a milioni di lettori, per considerarlo uno dei capisaldi della letteratura fantastica

    Se parliamo di heroic fantasy e sword & sorcery, sbagli, quelli già esistevano. Howard scriveva heroic fantasy da prima di Tolkien.

    Se parliamo di elfi, nani, e draghi, sbagli di nuovo, Tolkien ha razziato le saghe norrene e la mitologia scozzese e irlandese per prenderne il materiale, e non solo di idee…

    Se non ti fidi dai un’occhiata qui : http://bifrost.it/GERMANI/Fonti/Eddapoetica-1.Voluspa.html#9

    Quello che Tolkien si è inventato un genere è un mito.

    @Keane :

    Tanto per dire, Gilas, le tue considerazioni su personaggi e trama sono soggettive al massimo; anche discutendone punto per punto in maniera approfondita torneremmo sempre a parlare di gusti.

    Certo che sono soggettive, come ho detto, se dovessi valutare in modo oggettivo dovrei usare pari pari quello che sta scritto su manuali di scrittura universalmente riconosciuti validi (che, a quanto ho capito, non ce ne sono).

    Dovrai comprare il/i manuale/i su come valutare i pregi di un romanzo, leggerlo/i e poi tornare a discuterne.

    Non credo sia chiara la cosa, da come lo dici sembra che stia valutando con un manuale per valutare i difetti. Non credo di aver capito molto bene.

    Quello che fate voi è ignorare gli errori dei libri che vi piacciono ed evidenziare quelli presenti nei libri che non gradite. E pretendere di spacciare questo per “analisi oggettiva”.

    E qui mi chiedo : “Sono veramente io quello che trolla ?”. No, per carità, non serve rispondere, è una tua opinione, non la condivido, ma la rispetto.

    Tutti glissano e liquidano i pregi dei libri con “sì a me sono piaciuti”, “mi hanno dato emozioni”, “mi hanno divertito” senza mai scendere nei particolari, mentre con gli errori si spulcia. E perchè?

    Perché gli errori (se abbiamo deciso di chiamarli così, spero di non offendere nessuno, altrimenti ditemi voi che termine usare) che bloccano l’immersione nella storia, li noti nel momento in cui non ne sei più immerso (per colpa dell’errore in questione).

    Per quanto riguarda i pregi (che dici di non aver visto), sbagli, in innumerevoli post si è detto e ridetto, ed è, credo, opinione generale, che l’autrice abbia fatto un buon lavoro con l’ambientazione.

    E io non parlerei di “intollerabili” errori come se fosse un dato di fatto: NON LO E’. E’ del tutto soggettivo

    E questo è già stato appurato, ma nessuno ha parlato di “errori intollerabili”, ne qualcuno ha affermato che la Rowling vada legata al palo e arsa viva, per averli commessi.

  60. 405 Clio

    @Gherardo

    Perchè no? Solo perchè non è epico? In fondo, dipende.

    Sarà, ma io potrei accettarlo solo in un romanzo comico. Immaginati A Song of Ice and Fire. La saga finisce col primo libro: I tre maschi Lannister importanti sono travolti da una frana mentre la loro carrozza passa per una strada di montagna. Va’ che Kulo.
    QUante famiglie sono morte così? Eppure sono certa che se Martin avesse adottato questa opzione tutti lo avrebbero spernacchiato. A ragione, secondo me.

    Per il resto, i pregi che ho trovato in HP li ho già elencati nei miei primi post. Riassumendo: storia simpatica, raccontata (per quantoriguarda i primi tre libri) con suffciente autoironia, trovate curiose per addobbare la scuola di magia, alcuni personaggi ben riusciti (vedi Piton).
    a parer mio resta un’opera di qualità non eccelsa, a tratti mediocre, ma a cui perdono volentieri i difetti proprio per il tono: non si prende sul serio, vuol solo distrarre e divertire.
    Non sono altrettanto incline a glissare quando vuol parlare di Storie Serie, perché allora tutti i difetti (grandi e piccoli) risaltano.
    Il più grande che io le trovo, è la caratterizzazione. Va bene i ragazzini banalotti e un po’ stereotipati nei primi tre libri. Quando prova a farli crescere a tratti è un disastro (e mi riferisco, ad esempio, a tutti quei ridicoli inciuci amorosi del sesto, dove pare che tutti i personaggi soffrano di un disordine della personalità: a tratti sono ragazzi svegli, già temprati da dure esperienze e all’erta contro i piani dell’Oscuro signore; a tratti sono degli adolescenti modello base, come quelli la cui preoccupazione più grante è il compito di Greco).

  61. 404 Gherardo Psicopompo

    altro esempio: non ricordo quale cazzutissimo Raja si ammazzò cadendo dalle scale del suo stesso trono. Ce lo vedi un romanzo dove il villain muore così?

    Perchè no? Solo perchè non è epico? In fondo, dipende. Dipende da quanto influisce la morte del cattivo principale sulla storia (potrebbe non essere più lui il problema principale), da che tono ha mantenuto il romanzo per tutta la narrazione, da quanti subplot aperti sono rimasti da chiudere…eh, hai voglia da quante cose dipende. Quindi sì, può succedere che un cattivo muoia cadendo per le scale, basta che sia coerente con tutto il resto. E’ chiaro che se a cadere per le scale è uno spettro senza corpo tipo Sauron, allora c’è un problema.

    Poi, sugli errori di HP: siamo d’accordo, ce ne sono, ok. Però mi sembra che piuttosto che fare una sorta di “recensione” di HP, qui si stia giocando al tiro al bersaglio, individuando tutti gli errori (micro e macro) senza considerare niente del resto. Tutti glissano e liquidano i pregi dei libri con “sì a me sono piaciuti”, “mi hanno dato emozioni”, “mi hanno divertito” senza mai scendere nei particolari, mentre con gli errori si spulcia. E perchè? Risposta: perchè se se ne dovessero elencare i pregi non basterebbero 10 pagine di commenti, se si usasse la stessa dovizia di particolari per elencarli.
    E io non parlerei di “intollerabili” errori come se fosse un dato di fatto: NON LO E’. E’ del tutto soggettivo. Io li ho trovati tollerabilissimi, pure dal quarto libro in poi.
    Sorvoliamo sulla questione horcrux, tanto Keane e altri hanno già risposto in maniera più che sensata.

    il Signore degli Anelli non ha niente delle buone regole della narrativa contemporanea, nemmeno di quelle che erano già state consolidate al tempo in cui è stato scritto

    Eppure è uno dei fantasy più letti al mondo. Perchè? Perchè ha creato qualcosa che prima non c’era, o almeno non c’era in quella forma. Si chiama arte. E questo è bastato, a milioni di lettori, per considerarlo uno dei capisaldi della letteratura fantastica. Non piace a Gamberetta, e quindi? Non piace nemmeno al Duca, se è per questo. E nemmeno al macellaio che abita al piano sotto al mio. Ripeto, e quindi? Alcune persone, che sono sicuramente molto informate in materia, non discuto, non lo ritengono apprezzabile per xyz motivi. Altrettante persone, altrettanto preparate ed informate, invece sì, per zyx motivi.
    I manuali, di qualsiasi secolo siano, non bastano a garantire oggettività. I manuali di Arte e di Storia dell’Arte dei primi del Novecento non avrebbero mai lasciato spazio a un artista come Fontana, o come Burri. Ma questo non basta a dire che la loro arte sia spazzatura.

    Per le altre questioni, quoto Keane. :D

  62. 403 Keane

    Avevo già spiegato io a Miss Tress la questione della scelta infelice degli Horcrux da parte di Voldemort. E anche se la Rowling spiega il motivo di questa scelta, non si può negare sia stata una scelta da gran p***a! Del resto, se Voldemort fosse stato intelligente, oltre che malvagio e potente, come avrebbero mai potuto i protagonisti sconfiggerlo?

    Essere malvagi è da pirla, essere arroganti è da pirla. Voler sottomettere il mondo intero è da pirla. Dove tu vedi stupidità io vedo la coerenza psicologica del personaggio: se fosse stato così lucido da fare scelte strategicamente migliori, non avremmo avuto quel tipo di storia e sarebbe stato un cattivo diverso.

  63. 402 Chris_Eris

    @ Keane. Avevo già spiegato io a Miss Tress la questione della scelta infelice degli Horcrux da parte di Voldemort. E anche se la Rowling spiega il motivo di questa scelta, non si può negare sia stata una scelta da gran p***a! Del resto, se Voldemort fosse stato intelligente, oltre che malvagio e potente, come avrebbero mai potuto i protagonisti sconfiggerlo?
    Comunque ribadisco: a me Harry Potter è piaciuto, mi ha regalato un bel sogno e mi ha fatto ridere. Discuterne i difetti è solo un atto di onestà. Non voglio essere uno di quei fan miopi che sono capaci di dire “Ma dai, Twilight ha tanta trama!” (esperienza personale).
    E poi (vado pure io OT) il Signore degli Anelli non ha niente delle buone regole della narrativa contemporanea, nemmeno di quelle che erano già state consolidate al tempo in cui è stato scritto: decine di pagine per scrivere di noiosissime attraversate e combattimenti glissati in quattro righe, infodump a carriolate, incipit e finali che non hanno nulla a che vedere con quella che dovrebbe essere la trama principale, 20 pagine dedicate a Sam che vuole farsi l’arrosto con le patate, maghi potenti ma del tutto inutili, personaggi femminili irrilevanti ecc.
    Citarne i difetti è pescare acciughe in un barile. Nemmeno Gamberetta lo considera buona narrativa.

  64. 401 Miss Tress

    @Keane: è proprio perchè gli ho letti. Se non avessi letto HP non mi sarei nemmeno presa la briga di leggere il post di Gamberetta, comunque.

  65. 400 Keane

    Gli horcrux sono la riprova di quanto è p***a Lord Voldemort: ma davvero, con tutti gli oggetti che poteva andare a scegliere perchè proprio tutti quelli legati ai fondatori della Scuola?

    Se avessi letto il sesto e il settimo libro non avresti questi dubbi.

  66. 399 Keane

    Clio, l’esempio non è ot, è pertinente: la schiacciate superiorità aerea non è mostrata, l’hai immaginata tu ex post; non c’è spionaggio aereo – con cui sauron avrebbe potuto seguirli tutti passo passo -, non c’è pattugliamento – con cui avrebbe potuto sgamarli nel tentativo di entrare in mordor.
    Non è questo che mi si criticava prima?Non spiegare quello che l’autore non spiega o mostra?
    E si, dopo i nazgul usano le bestie volanti, ma non è questo un buco logico, se tiriamo in ballo la maximum capacity?Perchè Sauron non li manda SUBITO con i draghi?Ha pure la superiorità aerea, non ha niente da temere. Certo, il libro sarebbe finito con Frodo che neanche arriva a Brea, ma ehi, trama perfetta.
    Non si capisce poi perchè la Compagnia non venga fatta montare sulle aquile giganti – che scusami, ma se ne fottono dei corvi – per raggiungere non dico mordor – che si sa,è pattugliato da esseri volanti invisibili – ma almeno a Gondor?Risparmiarsi settimane/mesi di scarpinate, agguati, separazioni, orrori, bordelli vari.

    A essere coerenti con questo tipo di analisi, ripeto, quasi nessun libro la scampa.
    Quello che fate voi è ignorare gli errori dei libri che vi piacciono ed evidenziare quelli presenti nei libri che non gradite. E pretendere di spacciare questo per “analisi oggettiva”.
    Ma il “se a me non è piaciuto dev’essere scritto male” non è una critica seria.
    Come uno dei commenti qui sotto che dice “i romanzi sono pieni di difetti innegabili e intollerabili”?Ma per chi?Per te forse, non certo per quei milioni di lettori che li hanno trovati tollerabilissimi.

    Il complotto giudaico-massonico dell’editoria, no.

    Non vedo come potremmo essere d’accordo. Tu parli di complotto ma non porti prove a sostegno. Da lettore, mi piacerebbe pensare che là fuoriesistano tanti bravi scrittori volutamente non pubblicati perchè non di moda…ma è meglio non indulgere troppo in fantasie paranoiche(e in false speranze).

    Il fatto che un racconto non possa venire giudicato applicando delle … canoni (tiè), no.

    Oh, no. Su questo siamo d’accordo, sei tu che vuoi trollare. I canoni mi vanno bene, ma devono essere completi, devono valutare gli errori ma anche i pregi.
    E devono essere applicati coerentemente.
    Cosa che voi non fate. State valutando negativamente un calciatore solo perchè ha sbagliato un rigore, ignorando che ha però segnato tre goal, e solo perchè non è della squadra per cui tifate.
    Tanto per dire, Gilas, le tue considerazioni su personaggi e trama sono soggettive al massimo; anche discutendone punto per punto in maniera approfondita torneremmo sempre a parlare di gusti.
    Dovrai comprare il/i manuale/i su come valutare i pregi di un romanzo, leggerlo/i e poi tornare a discuterne.

    @Cecilia:

    A furia di generalizzare si finisce per sparare idiozie, ed eccone una.

    A furia di leggere quello che si vuole, si interviene a sproposito. Non dico che la Rowling non faccia errori, è del fatto che questi errori rendano i suoi romanzi automaticamente spazzatura(o brutti, o poco validi, a seconda delle sfumature) che stiamo parlando. E del fatto che l’importanza di questi errori è relativa al piacere che ognuno trae da un libro, se per la rowling l’errore x è capitale, ma per il vostro scrittore preferito è passabile.
    Più chiaro ora?

  67. 398 Miss Tress

    E ho pure fatto un paio di errori di battitura, nonostante sia sobria. :D

  68. 397 Miss Tress

    @Christian_Eris:
    grazie mille. Sono arrivata fino a un certo punto con i commenti, poi non ci ho capito più capito un picchio. Ma a dire il vero ho scritto della Giratempo solo perchè mi era venuto in mente la mini scemenza pseudo-comica che ho scritto! ;)

  69. 396 Christian_Eris

    @ Miss Tress. Io ne avevo gia Parlato al commento 267:

    Vedo che qua ci siamo alambiccati il cervello sui paradossi temporali che potrebbe generare la giratempo, ma la verità è che l’autrice è stata la prima a non tenerli in considerazione. Usare la giratempo per frequentare più lezioni e non per prevenire disastri… ma per favore!
    Però devo confermarti un paio di cose [Gamberetta]: Voldemort usa un incantesimo per ammazzare Harry piuttosto che il coltello perché ripudia gli esseri umani e tutti i loro “surrogati di magia”. La cosa verrà spiegata nel sesto libro che approfondisce la psicologia di Voldemort. Questa caratteristica è presentata come la fatale debolezza di Voldemort, per cui inoltre…
    [Spoiler]
    Userà come Horcrux oggetti preziosi ed antichi, facilmente riconoscibili, quando gli sarebbe convenuto celare i pezzi della sua anima in oggetti comuni, molto più difficili da identificare e distruggere.

    D’altro canto questa può esser vista come una spiegazione posticcia: la puerilità di certi aspetti della trama dei primi tre libri viene camuffata come controproducente ossessione di Voldemort.

    Non preoccuparti è difficile capirsi con ben 400 commenti, una buona parte nemmeno attinenti all’articolo di Gamberetta.

  70. 395 Christian_Eris

    @ Miss Tress. Riguardo al fatto che gli ripetano ogni volta di somigliare al padre ma avere gli occhi della madre, perfino Harry ammette di essere stanco che glielo ripetano, verso il sesto libro.
    Verso il quinto o il sesto libro è lo stesso Piton ad affermare che Harry è ancora vivo non per abilità sua, ma per fortuna e aiuto da parte degli altri personaggi.
    In questo la Rowling è onesta: ammette i difetti della trama attraverso i suoi personaggi :-)

  71. 394 Miss Tress

    Gli horcrux sono la riprova di quanto è p***a Lord Voldemort: ma davvero, con tutti gli oggetti che poteva andare a scegliere perchè proprio tutti quelli legati ai fondatori della Scuola? Non poteva metterlo nelle mutande di Babbo Natale, nella giarrettiera della trisnonna di SIlente? E perchè dividere la sua anima in sole sette parti?
    Diciamo che se sono domande pure ovvie, non magari sviste data la complicazione della trama.

    Per la questione Giratempo, rileggendo le varie wiki su HP c’è scritto che alcune di esse permettevano viaggi più lunghi.
    Mi chiedo perchè a nessun seguace del SuperCazzutoLordDelDolore non sia venuto in mente di provare a fare una incursione al ministero, fregarne una e avvisare Voldy che se provava a far secco Potter ci restava fregato lui.

    Intermezzo: Peter Minus ruba la Giratempo e va da Voldy

    Era una notte buia e tempestosa. Le lunghe sottane dell’Oscuro Tenebbbbroso si muovevano agitate nell’aere a causa del vento troppo forte, creando una vomitevole riproduzione di Marilyn Monroe, senza naso e senza capelli, che cercava di nascondere le mutandine fragolose ricamate da nonna Gertrude per il suo diciottesimo compleanno.
    “The Potters, schiatterete tuttiiiiiii! Muahahahahaha. Ha. A.” tuonò, anzi no, quello era cielo.
    Impugnò la bacchetta, pronto a far saltare per aria il portoncino, quando si ritrovò davanti Codaliscia.
    “Non rompere i coglioni, servo di sticazzi. Non voglio fare tardi o mi perdo Angelica, fantastica cubista, sul cinque. E se provi a dire a qualcuno che ti ho confessato che ho una tivì, guardo canali babbani e per di più italiani, ti uccido.”
    “Signore, la avviso! Vengo dal futuro e se lei adesso entra con il botto, poi glielo mettono nel culo e sarà lei a esplodere come un fuoco d’artificio!”
    Lord VanDesMortis infilò la punta della Bacchetta Cazzuta su per la narice, cercando di sfilarsi una deliziosa caccola rimasta intrappolata tra i suoi lunghi crini neri come l’orefizio dove non batte il sole.
    “Ebbene, cosa dovrei fare, amico dal futuro?”
    “Bussi alla porta e si finga la vecchia zia babbiona di novantesimo grado che è venuta a sapere della nascita di Enrico Mondialcasa, per gli amici detto il “Pentolaio” e li faccia secchi tutti con biscottini al burro avvelenati e English Breakfast Tea al cianuro.”
    LordVoldemort tirò fuori la punta della bacchetta e prese la caccola tra le dita, cominciando a dare una forma palliforme.
    “Eccellente, Ratman. Solo una cosa… dici che non si insospettiscono se alle cinque gli offro un tea da colazione?”
    “Miseriaccia, non ci ebbi pensato. Ma credo che con un Earl Grey ci possiamo salvare il piano.”

  72. 393 Christian_Eris

    Sono d’accordo con Clio. Quello che cerchiamo nella vita reale non è assolutamente quello che rende interessante una fiction. E non sono paragonabili. A qualcuno può piacre Agatha Christie, ma di sicuro non farebbe i salti di gioia se si trovasse lo zio riverso sulla scrivania con un tagliacarte nella schiena.
    Un’altra illogicità di Harry Potter: le Horcrux sono evidentemente una trovata per allungare al saga di altri due libri e far fare qualcosa ai personaggi che non sia un contrasto diretto con Voldemort. E di sicuro la Rowling ai tempi de La Camera dei Segreti non pensava al Diario come un pezzo della collezione delle Horcrux, perché ancora non le aveva concepite.
    A parte questo, non ha nemmeno senso che i protagonisti si focalizzino su questa caccia al tesoro. Le Horcrux impediscono a Voldemort di morire completamente finchè almeno una è intatta, ok, ma in uno stato del tutto innocuo finchè non trova servi da ammaliare e nemici mortali da usare per la reincarnazione. E per farlo la prima volta ci ha messo 14 anni. Quindi non sarebbe prioritario prima far fuori Voldemort e poi distruggere con calma le Horcrux, visto che ora se ne conosce l’esistenza?

  73. 392 Clio

    @Gherardo

    Ma la vostra vita è davvero così lineare, pulita, chiara, priva di coincidenze apparentemente assurde, di strane e inspiegabili botte di culo, o di deus ex machina?

    Ci sono un sacco di cose che nella vita possono capitare e che nei romanzi stanno male. Un esempio?
    In un romanzo leggo:
    Ventimila guerrieri del potente Signore della Guerra Kwyrytre si accamparono sulla riva del fiume, per attendere a pié fermo l’esercito ribelle. Durante la notte però, si diffusero chiacchiere inquietanti sulla forza dei nemici. Ad un certo punto, qualcosa spaventò le anatre del canneto, che si alzarono in volo. Credendolo per un attacco a sorpresa, i guerrieri furono presi dal panico e si diedero alla fuga, ammazzandosi in diversi nella confusione.

    Converrai che come soluzione al problema “I ribelli devono vincere la battaglia” fa pietà.
    Peccato che sia accaduto davvero, durante la guerra di Genpei.
    Di episodi del genere la realtà ne è piena (altro esempio: non ricordo quale cazzutissimo Raja si ammazzò cadendo dalle scale del suo stesso trono. Ce lo vedi un romanzo dove il villain muore così?), ma una storia deve essere coerente. La botta di culo è qualcosa che ci può stare, ma deve essere usata con estrema parsimonia, perché nella vita reale esistono persone estremamente fortunate, ma in narrativa ciò si traduce in pigrizia da parte dello scrittore.

    A me HP è piaciuto in una certa misura. Ciò non toglie che sia una storia con innegabili difetti. Difetti che sono trascurabili nei primi tra libri, quando ancora si trattava di libri senza pretese per passare qualche ora di piacevole lettura. Diventano intollerabili quando la Row si mette in testa di scrivere un Romanzo SerioTM, perché allora la storia non segue più.

  74. 391 Gherardo Psicopompo

    Io non l’ho trovato emozionante, ne, tantomeno, gradevole, sicuramente non appassionante.

    Appunto, tu.
    Io infatti non ho detto che HP sia amato/apprezzato da tutti, bensì dai più. Io credo, ma dico così, a naso, senza aver fatto un’indagine degna di tal nome, che dei lettori di HP (quindi non contano i decerebrati che dicono che è brutto senza averlo letto solo perchè “cioè è commerciale”, nè quelli che hanno visto solo i film…anzi, siccome sono un po’ oltranzista non dovrebbero contare neanche quelli che non hanno letto tutti e 7 i libri, ma vabbè) la maggioranza lo ha apprezzato. E un buon 90% ha trovato almeno alcuni aspetti dei romanzi decisamente belli (tipo l’ambientazione, o alcune trovate). Quindi la mia affermazione risulterebbe esatta, proprio come la volevo io. Però ripeto, bisognerebbe iniziare un’indagine approfondita, con sondaggi ecc. E ovviamente non solo in questo blog, che ovviamente raccoglie una parte di pubblico già particolare di suo. Ma sarebbe cosa lunga et difficile.

    Ah, a proposito, leggevo in molti commenti che la trama ha i buchi e che succedono cose improbabili che non sono plausibili, o realistiche…e mi sorge spontanea un’altra domanda:
    Ma la vostra vita è davvero così lineare, pulita, chiara, priva di coincidenze apparentemente assurde, di strane e inspiegabili botte di culo, o di deus ex machina? Io, quando nei romanzi trovo certe cose (nei limiti del sopportabile, che poi sono soggettivi, è chiaro) non mi sento di gridare all’orrore: a me ne capitano di continuo. Lo trovo un modo in più di identificarmi nel personaggio…anzi, a volte mi aiutano paradossalmente a considerare più realistica la vicenda.

  75. 390 Miss Tress

    @Christian (scusa se abbrevio): guarda, quando l’ho letto ho detto “no, aspetta, sei tu che hai letto male, rileggi, non può essere una boiata simile!”, visto poi che tutti miei amici l’avevano persino trovata intelligente.
    E poi odioso il fatto che ogni volta a inizio libro ripeta sempre di quanto verdi siano gli occhi di Harry e di sua madre… io saltavo tassativamente quelle pagine per evitare l’orticaria!

  76. 389 Christian_Eris

    @ Miss Tress
    Alleluja alleluja finalmente si ricomincia a parlare di Harry Potter. Sono d’accordo con te sulla questione della bacchetta. Si sentiva benissimo che era una soluzione posticcia della Rowling per giustificare il fatto che Harry riuscisse, una seconda volta, ad averla vinta contro Voldemort. Ed è stata anche tirata molto per i capelli la logica delle fedeltà delle bacchette.
    Mostra spoiler ▼

    Gli intrecci della Rowling sono divenuti di libro in libro sempre più improbabili, e imprevisti proprio perché irrazionali, e il “cavillo” della fedeltà delle bacchette è stata l’apoteosi

  77. 388 Miss Tress

    Cavoli, quanti commenti! Prometto che con calma mi metterò alla pari, ma intanto mi piacerebbe dire la mia su HP.
    Ero una giovincella quando mi regalarono il volume 2 e mi ricordo che lessi le prime dieci pagine, lo trovai schifoso e lo accantonai. Poi lo rilessi. Credo che il due sia l’unico che mi sia veramente piaciuto dell’intera saga a livello di storia.
    L’unica cosa che mi piace della Rowling è l’atmosfera che ha saputo creare nel tratteggiare Hogwarts. Da un lato ho salvato anche il primo libro per questo, perchè di illogicità a livello di trama e deux ex machina ce ne sono a bizzeffe.
    Dal terzo in poi sono andata avanti a leggere la saga solo per vedere come finiva, anche se il finale era già scontatissimo dal primo volume.
    L’unico personaggio veramente interessante poi è Snape, gli altri sono i classici stereotipi del bene e del male.
    Una cosa che ho sempre detestato di HP è proprio il fatto che marmocchi, che stanno imparando a usare la magia, riescano a mettergliela nel didietro a maghi e streghe che hanno adirittura combattuto nella guerra magica e di esperienza in campo duellesco dovrebbero averla.
    Ho odiato l’idea del torneo tremaghi perchè sarà pur figo e allunga la storia, ma che senso ha rischiare di far accoppare Harry Potter visto che viene esplicitamente detto che il torneo è pericoloso e alcuni studenti sono pure schiattati, quando ai cattivi serve vivo?
    Per non parlare del settimo libro e di quella robaccia partorita sulla bacchetta di sambuco per salvare l’eroe alla fine. L’ho riletto un paio di volte perchè credevo di aver capito male, ho chiuso il libro e ho tirato un sospiro di sollievo.

  78. 387 Clio

    Mi intromento un istante per una considerazione OT

    Ma sei serio? Ma lo hai letto il libro o hai solo visto i pessimi film? Tutti i più potenti “eroi” si rifiutano anche solo di guardarlo l’anello per paura di esserne corrotti o essere “visti” dall’occhio di Sauron (il concetto è molto più complesso ma non ho voglia di scrivere un saggio).

    Non solo: più volte nel libro si fa capire che Sauron ha un’”aviazione” di una superiorità schiacciante (uccelli, Nazgul -anche se all’epoca del consiglio questi sono a terra-, ecc.). E’ impossibile entrare nello “spazio aereo” di Mordor senza farsi reperire :D
    Sonza contare, appunto, che l’aggeggio ha molto più potere quanto più potere ha chi lo porta.

  79. 386 MakKo

    @Keane

    @makko: si vabbè guarda il dito, non la luna eh, mi raccomando.
    Togli Gandalf, mettici la Compagnia. Cosa cambia?
    Ma almeno hai capito di cosa stavamo parlando?

    Ehi, io ho risposto alla tua critica al SdA… la tua risposta ti smentisce da sola: la compagnia, si. Ma non è quello che ha fatto Tolkien?
    Forse devo rileggermi il libro.

  80. 385 Giles Habibula

    @Gherardo Psicopompo
    il modo in cui si dice una cosa è importante, a volte ne può alterare il significato, comunque, si, siamo tutti (credo) d’accordo che ci siano delle … linee guida e che, non vanno necessariamente seguite, pena il taglio degli arti.

    Personalmente, penso che, prima di darmi alla sperimentazione, se dovessi scrivere un romanzo/racconto, comincerei seguendole/aiutandomi con esse.

    IMHO, sapendo cosa scrivere, un aiuto sul come non fa che bene, perché, come diceva Keane

    nessuno nasce imparato

    Se poi, per successo, si intende numero di copie vendute, allora ciao, Nihal della Valle del Vento è un Capolavoro della Letteratura, Twilight è un opera sublime… devo continuare ? no, non credo.

  81. 384 Giles Habibula

    Harry Potter, pur non rispettando tutte le regole del caso, risulta essere un libro (una serie di libri, vabbè) gradevole, appassionante per i più e anche emozionante (e questo è innegabile, carta canta, o sbaglio?)

    Io non l’ho trovato emozionante, ne, tantomeno, gradevole, sicuramente non appassionante. Dal mio punto di vista il protagonista è statico, secondo la mia opinione, l’autrice forza la trama e le scelte dei personaggi perché non riesce a creare un contesto in cui possano usare la loro maximum capacity, molte situazioni accadono per “esigenze di trama”, and so on.

    Solo io ho l’impressione che qui diverse persone che stanno discutendo hanno le stesse idee, le stesse opinioni, e stanno litigando sul come dirle?

    Facciamo un distinguo :
    il discorso dei manuali di scrittura e come scrivere un racconto, si.
    Il complotto giudaico-massonico dell’editoria, no.
    Il fatto che un racconto non possa venire giudicato applicando delle … canoni (tiè), no.

    Il romanzo m’è piaciuto ? L’autore poteva scriverlo meglio ? Certo, ci sarà sempre chi dirà cose del genere, è vero, ma non per questo vale la regola del “Ce l’hanno tutti, quindi non bisogna criticare”.

    La critica è lo strumento migliore che ci sia per migliorare lo stile.

    Mica è vero che se critico l’artista = non capisco l’arte.

    Io, come professionista (non letterario, certo), se un cliente mi fa notare una pecca, la correggo per dare un prodotto migliore. Quello che faccio posso considerarlo arte, ma se ne traggo profitto, punto all’eccellenza.

    Perché per gli autori non vale lo stesso principio ?

  82. 383 Mauro

    Gherardo:

    Solo io ho l’impressione che qui diverse persone che stanno discutendo hanno le stesse idee, le stesse opinioni, e stanno litigando sul come dirle?

    Capita parecchie volte: o sul come dirli (regole vs principi, ma poi il concetto dietro è lo stesso), o sulla magnitudine (solo mostrare vs principalmente mostrare, ma poi in realtà tutti d’accordo che mostrare debba essere la cosa principale e sia funzionale allo scopo).
    La cosa triste è quando queste cose creano fratture…

  83. 382 Gherardo Psicopompo

    Uhm…
    Solo io ho l’impressione che qui diverse persone che stanno discutendo hanno le stesse idee, le stesse opinioni, e stanno litigando sul come dirle?
    E soprattutto… solo a me questa cosa sembra assurda?

    Veramente, pagine e pagine di discussioni per dire una cosa riassumibile più o meno in: Harry Potter, pur non rispettando tutte le regole del caso, risulta essere un libro (una serie di libri, vabbè) gradevole, appassionante per i più e anche emozionante (e questo è innegabile, carta canta, o sbaglio?). Tuttavia si poteva scriverlo meglio. Cosa che del resto vale per il 99% della letteratura mondiale di tutte le epoche. Soprattutto considerandola a posteriori, e non mentre veniva scritta.

  84. 381 Cecilia

    tutti gli altri sono criticabilissimi;

    Ma certo che lo sono! Tu hai chiesto quali reputassi migliori/piaciuti di più, ti ho risposto. Punto. Tra l’altro, avevo premesso che di libri perfetti non ne esistono (e dunque possono tutti essere criticati) quindi questo tuo commento cosa vorrebbe dire?
    “Ah, ah, ah te la prendi con la Row e poi anche tu leggi schifezze, non puoi parlare!”, è questo il senso?

    trama, personaggi idioti, scelte idiote, qui racconta invece di mostrare(Gaiman), infodump, prese per il culo

    Non stento a crederlo, ma fammi degli esempi. Uno per libro, diciamo. Soprattutto l’infodump.

    I libri non vi sono piaciuti e allora usate le REGOLEH come scusa per criticarli

    A furia di generalizzare si finisce per sparare idiozie, ed eccone una.
    Tanto per tornare in topic, a me HP piace. Come mi è piaciuto Momo, nonostante l’irritantissimo narratore-di-favole-per-bimbi. Vedi quindi che il gusto non preclude la possibilità di riconoscere le pecche. Nessun dove ha una trama che più semplice e scontata non si può, riassumibile in “uomo normale diventa eroe e salva la principessa dal cattivo” eppure l’idea di rendere reali i nomi dei luoghi di Londra, Londra sotto e alcune capacità dei personaggi riescono a rendere interessante anche una “trama” tritissima.

    come pensavo storia del genere 0

    Scusa tanto se nella vita faccio anche altro oltre a leggere fantasy e ho cominciato ad interessarmene sul serio solo da due anni, eh. Davvero imperdonabile.

    Mi sfugge quindi la vostra spiegazione su come sia possibile che un romanzo che infrange le regoleh piaccia (fatto), abbia successo (fatto), sia apprezzato da altri autori del genere (fatto).

    Ci sarebbero da fare una marea di distinguo (specie sull’apprezzamento da parte di altri scrittori) ma il concetto in sé è semplice: quel romanzo avrà qualcosa (protagonista simpatico/in cui ci si immedesima, trovate geniali, invenzioni curiose) di talmente interessante o positivo da far passare in secondo piano le pecche. Mi viene in mente il motivo per cui continuo a leggere i libri di Artemis Fowl. Mi sono affezionata ai personaggi e voglio sapere cosa gli capita, tutto qui. In più, il mondo alternativo con le sue invenzioni mi piace parecchio. Ma se mi dici “Colfer ha una gestione a caso del POV e infodumpa di brutto”, sono perfettamente d’accordo con te, mica m’offendo.

  85. 380 Keane

    keane, ai torto e

    hai rabbrividito alla mancanza di h?
    embè,quella è una regola…non capisco perchè tu sia tanto contrario alle regole.

    Non lo capisci perchè non l’ho mai detto.
    Sono contrario a chi le applica in maniera idiota e ottusa, o a chi le usa e dimentica quando gli fa comodo.

  86. 379 Keane

    @makko: si vabbè guarda il dito, non la luna eh, mi raccomando.
    Togli Gandalf, mettici la Compagnia. Cosa cambia?
    Ma almeno hai capito di cosa stavamo parlando?

    Ma ritorna il discorso Lovecraft. Se la trama è coerente (nei limiti del fantastico), i personaggi sono ben costruiti e c’è stata documentazione a monte (cioè sai cosa stai scrivendo), il racconto è piacevole nonostante il raccontato al posto del mostrato.

    E’ quello che sto cercando di spiegarvi da venti post circa: fare un’analisi critica di un romanzo basandosi su solo META’ caratteristiche – gli ERRORI – tralasciando i PREGI, significa giudicare un libro per quello che fa o non fa male, senza guardare quello che fa o non fa bene.
    Ragion per cui, se sei deciso a stroncare un romanzo qualsiasi è facile considerare SOLO GLI ERRORI, omettendo i pregi (che non riesci a percepire, in quanto non ti è piaciuto), e trovandoti poi a comparare lo scrittore idiota X con l’ottimo scrittore Y sulla base dei soli ERRORI.

    Questo è quello che ha fatto Gamberetta, e altri nei commenti, ed è quello che io contesto.

  87. 378 arnica

    keane, ai torto e

    hai rabbrividito alla mancanza di h?
    embè,quella è una regola…non capisco perchè tu sia tanto contrario alle regole.

    scherzi a parte,a me harry potter è piaciuto,e anche tanto. sono andata alla prima del settimo film piangendo per l’ansia ecc ecc. EPPURE gli errori li vedo lo stesso.

  88. 377 Mauro

    E, giusto per evitare equivoci, il mio precedente commento non è riferito a Keane, ma a chiunque tiri in ballo il discorso “Non è obbligatorio seguirle, non sono regole!”.

  89. 376 Mauro

    Giusto perché le parole non vengano usate a caso:

    Keane:

    Principi, non regoleeehhhh. Se capite questo ne guadagnerete in agilità mentale, evitando di considerare un libro solo per i suoi errori

    Come detto altrove, la diatriba su principi e regole è infondata: chiamarle “regole” non solo è semanticamente giusto, ma non implica obblighi di qualche tipo a seguirle, né che siano le uniche cose giuste, ecc.
    Inoltre, ben pochi – se qualcuno – qui giudica un libro solo per i suoi errori (Gamberetta stessa giudica positivamente Last and First Men, nonostante gli errori).

  90. 375 Giles Habibula

    I libri non vi sono piaciuti e allora usate le REGOLEH come scusa per criticarli.

    Certo, altrimenti che basi hai per giudicare ? Perché l’autore s’è tagliato i capelli o s’è fatto cresce la barba ?

    Va benissimo, per carità, ma la vostra teoria deve valere sempre, altrimenti che cavolo di REGOLEHH sono?

    Certo, si applicano su tutti, senza esclusione

    Ma ritorna il discorso Lovecraft. Se la trama è coerente (nei limiti del fantastico), i personaggi sono ben costruiti e c’è stata documentazione a monte (cioè sai cosa stai scrivendo), il racconto è piacevole nonostante il raccontato al posto del mostrato.

    Ma non vale l’inverso, e cioè che, visto che Lovecraft raccontava invece di mostrare, allora, automaticamente la regola (o principio, come preferisci) è invalidata.

    Ovviamente, questi criteri si giudicano in modo soggettivo. L’unico modo oggettivo di giudicare un racconto/romanzo, è avere dei canoni fissi (ad esempio il numero di regole infrante).
    Se imponi l’elasticità il giudizio non sarà oggettivo, ma soggettivo, automaticamente.

    Keane, abbi pazienza, ma l’uso delle regole (o principi, come preferisci) non rende automaticamente un racconto/romanzo noioso, così come il non utilizzo, se ne sei in grado, rende automaticamente il racconto mediocre.

    Abbi pazienza, qui la divisione tra pro e contro la stai facendo sembrare una battaglia campale tra la psicopolizia e la resistenza.

    Rimango dell’idea che le critiche che fate alla Rowling siano soggettive.

    Ma questa è esattamente la definizione di opinione.

    Quindi, spiegami, cosa stiamo discutendo a fare ?

    Diverso è se mi dici che le regole (o principi, come preferisci), non siano state infrante nella stesura della saga.

    Al che ti posso rispondere che questa è la tua opinione, non una verità assoluta. E io non la condivido.

    Mi sfugge quindi la vostra spiegazione su come sia possibile che un romanzo che infrange le regoleh piaccia (fatto), abbia successo (fatto), sia apprezzato da altri autori del genere (fatto).

    Non ci sono verità assolute, solo opinioni, e sono state esposte. Se ti sfuggono
    a) Non le hai lette
    b) Le hai lette, ma non le hai capite
    c) Le hai lette, le hai capite, ma non le condividi

    nei primi due casi, rileggiti i commenti

    nel terzo, amen, è la tua opinione, niente da dire.

  91. 374 MakKo

    Avevo promesso, ma non resisto…

    e perchè Elrond e Gandalf non hanno preso l’anello e non sono volati con esercito e aquile a monte fato?Forse perchè il SdA sarebbe finito a pag. 100?

    @ Keane
    Ma sei serio? Ma lo hai letto il libro o hai solo visto i pessimi film? Tutti i più potenti “eroi” si rifiutano anche solo di guardarlo l’anello per paura di esserne corrotti o essere “visti” dall’occhio di Sauron (il concetto è molto più complesso ma non ho voglia di scrivere un saggio).
    Ora, se nel SdA ci sono pecche di coerenza, non è certo sulla scelta di come arrivare a distruggere l’anello…

  92. 373 Keane

    @Zave: e perchè Elrond e Gandalf non hanno preso l’anello e non sono volati con esercito e aquile a monte fato?Forse perchè il SdA sarebbe finito a pag. 100?

    Nessun manuale di scrittura impone la regola di scrivere una trama a prova delle più brillanti confutazioni del più geniale dei lettori.
    Qui basta un po’ di immedesimazione, se non hai mai scritto un racconto o una storia, per capire che c’è sempre chi potrà dirti “io avrei fatto così”, “io avrei scritto cosà” perchè tu non puoi tenere conto di tutti i tuoi lettori.
    A un certo punto, devi raggiungere un equilbrio perchè la cosa importante è la storia che vuoi raccontare.
    Come dicevo, per criticare qualsiasi romanzo, basta volerlo.

    Il piano, la macchinazione, sono da sempre un pretesto per raccontare altro – in questo caso il torneo, con in più il colpo di scena finale. Ottimo. Mi ha raccontato una storia.
    Come diceva giustamente Davide, se volete trattare la trama come un problema matematico, fate il programma “trama perfetta” dove tu inserisci N personaggi e poi il computer ti dice cosa fare oggettivamente, con le regoleh.
    Dato Voldemort X e
    dato Harry Y
    =
    X rapisce e uccide Y a pag.2, il libro finisce a pag3. C’è il sole, andiamo ai giardinetti a giocare a pallone.

    La trama è perfetta, la storia fa cagare.

    Poi non so,Voldemort è un genio?Non mi pare. Un mago molto potente, come Silente, ma anche quest’ultimo ha i suoi limiti spesso ribaditi. Hai citato Martin, ma sai quante critiche gli si potrebbero fare dal punto di vista della trama?Migliaia,a partire dagli isterismi di Catelyn a quel coglionazzo di Stark, ma siamo ot.

    @Cecilia: si insomma, niente a parte Ende che sia stato scritto prima del 1990, come pensavo storia del genere 0. Tra l’altro Ash e Stroud a parte, che non ho letto, tutti gli altri sono criticabilissimi; trama, personaggi idioti, scelte idiote, qui racconta invece di mostrare(Gaiman), infodump, prese per il culo – “ma questa è un’altra storia” di Ende, te lo ricordi? – e così via.

    Rimango dell’idea che le critiche che fate alla Rowling siano soggettive.
    I libri non vi sono piaciuti e allora usate le REGOLEH come scusa per criticarli.
    Va benissimo, per carità, ma la vostra teoria deve valere sempre, altrimenti che cavolo di REGOLEHH sono?
    Mi sfugge quindi la vostra spiegazione su come sia possibile che un romanzo che infrange le regoleh piaccia (fatto), abbia successo (fatto), sia apprezzato da altri autori del genere (fatto).

  93. 372 Giles Habibula

    @Davide :

    se sono autori di successo,da libreria, cioe’ pessimi, com’e’ che i loro manuali sono considerati autorevoli

    Sbagli i presupposti.
    In libreria, i libri li trovi TUTTI (o, almeno, così dovrebbe essere).
    E’ nella libreria che trovi (e compri) i libri.

    se sono autori di successo,da libreria, cioe’ pessimi

    Questa è una generalizzazione, e, nello specifico, è quello di cui parlavi in un reply precedente.

    Quando siete alle strette nel discorso v’inventate cose che non ho scritto, nemici che non ho, battute che non avrei capito.

    Uso parole tue.

    L’unica spiegazione sensata mi arriva da Keane: in quei manuali ci sono più che altro principi da seguire e non regole fisse che se non rispettate fanno scadere trama e personaggi.

    In quei manuali ci sono consigli per poter costruire trama, personaggi E ambientazione. Certo, non sono leggi, che se non seguite, è automatico lo psicocrimine.

    Nei manuali (specifichiamo i manuali, però, non perché è manuale, allora è valido) ci sono dei principi (certo, è indubbio) per evitare di costruire personaggi clichè, per scrivere la trama in modo che il lettore possa immergercisi, per costruire dei personaggi vivi e dinamici (nei limiti della carta stampata), per scrivere descrizioni che il lettore possa capire e, soprattutto, per scrivere cose sensate.

    Se mi scrivi che un fante armato di spada lunga taglia a metà un cavaliere in armatura completa, io mi sento insultato. L’autore/ice non si è documentato/a nemmeno un po.

    Poi, voglio ribadire una cosa :

    Se a te piace un libro, un genere, un autore, io non verrà mai a darti del mentecatto/stupido idiota . A te piace, amen, buon per te.

    Rispetto la tua opinione.

    Se c’è una discussione in corso, però, in cui te stai cercando di far valere le tue ragioni, non usare la retorica, dammi delle prove concrete, altrimenti la mia opinione, rimarrà tale.

    Se mi vieni a dire “Non puoi pensarla così, altrimenti elimini i 3/4 della narrativa dagli scaffali”, dal mio punto di vista non è un motivo valido, insistere non lo farà diventare tale.

    Personalmente sto esponendo un opinione, non il minimo interesse nell’evangelizzazione.

    Il discorso dell’offerta del mercato e dello standard basso e dei lettori zombie… abbi pazienza, ma io l’ho visto e non perché io sono fico, io sono saputo, io ho un QI di 153.

    Ma quando uno la domanda più frequente è il “libro con la copertina gialla che hanno fatto la pubblicità in tivvu” (realmente sentita), ma io che devo pensare ? Quando il cliente medio (attenzione, quello medio, non tutti), mi chiede il libro che ha vinto il premio Strega, senza nemmeno sapere chi sia l’autore o quale sia l’argomento, solo perché, in televisione ha sentito quella parola e ha visto un libro con un fulmine in copertina, ma io che devo pensare ? che il livello medio sia alto ?

    Poi, come sempre, se ti sei sentito preso in causa, o ti sei sentito offeso, se hai preso le mie parole come una attacco diretto alla tua persona, io, sinceramente, ti chiedo scusa, non era mia intenzione. Fin quando si discute, anche con ironia, va bene, ma non è mia intenzione offendere gratuitamente.

  94. 371 MakKo

    Scusate ma io adesso davvero sono in defoult cerebrale tra scherni e battibecchi, chiarimenti e insulti velati, allusioni e pretese di conoscenza di verità assolute.

    La letteratura è un’arte. L’arte, per definizione, ha in se un concetto di fondo che si chiama gusto.
    Qualcuno ha avuto l’ardire di indicare delle regole (Manuali di scrittura, ma in molte scuole ci sono anche corsi lunghi un quinquennio [mi chiedo se sia tempo sprecato]). Qualcuno le segue, i più se ne sbattono. Meglio i primi? Meglio i secondi? Io dico i primi, ma quello che ognuno di noi “sostiene” è personale e qualcun’altro lo può sempre snobbare.
    Riassumendo: un libro non è un buon libro solo perchè piace (a uno, cento, un milione o miliardo di lettori). Ma un libro può piacere anche se non è “perfetto”. Su questo mi sembra che cmq siamo tutti d’accordo.
    Personalmente non aggiungerò altro e passerò sopra a insulti e commenti velati (ancora devo capire perchè il sig. Davide ce l’ha con me).
    Aggiungo solo che io non sono uno scrittore (sono un giocatore di ruolo da più di vent’anni e ho scritto molte avventure, ma non mi reputo certo uno scrittore), sono un progettista e disegnatore tecnico quindi: NON ROSICO NEMMENO PER UN PO’.

    Infine, se proprio volete titoli di libri che ho apprezzato, così passate qualche ora a smontarli, eccovi serviti:
    Lovecraft (tutto quello pubblicato, almeno in italia); Moorcock (l’intera saga di Elrici di Melniboné); Fritz Lieber (ho letto solo Le spade di Lankhmar e I tre tempi del destino); Salgari (il ciclo di Sandokan e del Corsaro Nero); Jules Verne(Ventimila leghe sotto i mari, Viaggio al centro della terra, Il mondo sottosopra e altri che al momento non ricordo); Neil Gaiman (Nessun dove, Amercan Gods, I ragazzi di Anansi, Il figlio del cimitero, Il cimitero senza lapidi e altre storie nere, Buona apocalisse a tutti); Stephen King (ho letto praticamente tutto quello pubblicato fino al 2002 [ma col senno di poi, di "buono" non c'è poi molto] e l’intera saga della Torre Nera [purtroppo fumetti compresi]).
    Questo limitato al Fantasy e all’avventuroso. Poi leggo anche altro, dalla fantascienza al giallo ma non mi dilungo.

    Herry Potter mi manca. Forse un giorno rimedierò e magari mi troverò a dire: ma sai che Keane e Davide avevano ragione?!?. Ma, non so perchè, non ci credo/spero molto.

    Arrivederci ad un altro articolo di Gamberetta.

  95. 370 Davide

    @Cecilia mi piacerebbe spiegarti come la penso sulla fantasia, di come potrebbe essere replicata da un calcolatore o spiegare come il cervello umano non sia poi così speciale da creare cose irripetibili. Però hai ragione, per colpa mia e complice qualcuno un pò confuso su ironia e sequenzialità del discorso, siamo usciti dall’argomento Harry Potter.

    Riassunto (delle cose che premono a me):

    Gamberetta parlando di Harry Potter scrive

    la trama è evanescente, i personaggi insipidi

    Io non sono d’accordo ma…
    Qualcuno scrive che esistono manuali che confermano il giudizio. Manuali su trame e personaggi scritti da autori di successo. Il che, tra le altre cose, mi solleva una curiosità: se sono autori di successo,da libreria, cioe’ pessimi, com’e’ che i loro manuali sono considerati autorevoli?
    L’unica spiegazione sensata mi arriva da Keane: in quei manuali ci sono più che altro principi da seguire e non regole fisse che se non rispettate fanno scadere trama e personaggi. Oh ecco perchè la trama di HP non mi sembrava evanescente e i personaggi non mi sembravano insipidi.
    Infine qualcuno, felice di sapere che ci sono autori validi, chiede con quali libri permutare i 7 di Harry Potter.

  96. 369 Giles Habibula

    Ti piacerebbe che io fossi contro i manuali, vero?
    Oh no, non lo sono? Hai sbraitato per nulla evitando di spiegare i quote che ho riportato? Sembra proprio di si.

    Ah, no ?

    Interessante scoprire come ci sia un manuale per tutto. Siamo sempre più vicini al punto della scomparsa dell’autore: un bel programma per computer con input il mondo reale o una parte di esso; inserisco un elemento fantastico random alla volta; aspetto che il computer mi calcoli tutte le variazioni apportate al mondo reale dall’elemento fantastico (e questo soddisferà i pignoli di Gamberi Fantasy); creo personaggi e trame random da manuale; output un bel libro fantasy scritto ad arte.

    Allora ho capito male io, ma questo mi sembrava proprio ironia. No, no, per carità, ho capito male io, ti chiedo perdono.

    Perchè? Perchè non seguite la logica. Quando siete alle strette nel discorso v’inventate cose che non ho scritto, nemici che non ho, battute che non avrei capito.

    Un deja-vu ? o è una citazione ad una cosa che ho scritto io qualche post fa ? No, devo essermi sbagliato di nuovo, chiedo il tuo perdono, Davide.

    @Davide: hai notato come si guardino bene dal proporre i loro testi perfetti?LOL.

    E ora che mi hai fatto tana, hai vinto l’orsacchiotto ?
    Ma, forse, te, Keane, sei uno di quelli convinti che le critiche siano una cosa terribile, che fa piangere l’autore, non una cosa utile per migliorare.
    Vorrei poterti dare dei titoli, ma, sfortunatamente, al momento, le mie letture sono “Il piano dei Conti Europeo“, “Economia Aziendale“, “Data Warehouse“, “Programmazione Web lato Server” e “Apache Tomcat 7.0“. Non sono letture così entusiasmanti da meritare di venire consigliate, IMHO.

    Comunque ho apprezzato “Le spade di Lankhmar” di Fritz Lieber, se proprio hai necessità di un titolo.

    Ah, le solide certezze. Credo che quella sia una delle frasi più sentite nella storia del mondo del lavoro.

    Era un parere professionale, ma sei libero di metterne in dubbio la veridicità.

    A me sembra che chi rigetta le regole vi stia FOTTENDO alla grande, loro pubblicati e pagati, voi qui a rosikare di brutto.

    Keane, io un lavoro ce l’ho e guadagno anche abbastanza bene, quindi il rosik lo vedi solo te. E SE mi capitasse di scrivere un racconto/romanzo (cosa che non è ancora successa), stai tranquillo che non lo manderò alle case editrici, me lo distribuisco da solo con licenza CC, scaricabile dal mio sito.

    mi spiace che il dialogo che si era formato tra “chi ama harry potter vedendone i difetti” e gli altri sia andato un po’ a puttane negli ultimi post. si torna ai soliti toni acidi…

    eh, che ci vuoi fare, quando uno è convinto di stare vincendo qualcosa, come se fosse una gara a chi abbandona prima, non si potrà mai avere una discussione civile.

  97. 368 Cecilia

    Credi davvero di essere più fantasiosa nel gioco “scrivere parole a caso” di un random fatto sul dizionario italiano? E se ampliassimo il discorso a “scrivere frasi a caso”? E via via.

    Andiamo, non insultare la mia intelligenza (per quanto minuta sia ^^). Scrivere parole random non è “fantasia”, è scrivere a caso e non ne caverai mai nulla di sensato senza un ulteriore lavoro. Noto una certa differenza. Noi stavamo parlando di fantasia nell’inventare mondi, sistemi politici, scienze alternative, personaggi interessanti, sistemi magici ben delineati eccetera … il tutto cercando di essere il più possibili originali. Facendosi influenzare da tutte le proprie letture ma inserendo anche cose che nessuno o quasi aveva inserito prima. Credi che un generatore casuale sia in grado di farlo?

    Non e’ un problema di fantasia o di idee

    Invece sì, eccome se lo è.
    Chiarendo che nel caso della fantasia usciamo dall’ambito dei manuali, che è la tecnica, quindi la forma; ti faccio un esempio “da fantasy italiano”.
    Un bel giorno, una ragazzina di 14 anni scopre che da nessuna parte c’è la storia che le piacerebbe leggere. La scrive e qualche anno dopo riesce a pubblicarla. Un lettore di fantasy (senza 2000 romanzi f alle spalle) legge il suo libro e decreta: che schifezza.
    Perché? Perché da un’autrice che dichiara “non sapevo nemmeno che esistesse il fantasy prima di scrivere il mio libro” cos’altro si può pretendere? Il libro è pieno di ingenuità (il cattivo che abbandona il neonato per lui pericolosissimo anziché ucciderlo), cliché (il piccolo è il Prescelto!!! Solo lui alverà il mondo!) e banalità di questo genere. Non che a 14 si possa pretendere molto di più, ma è il concetto che lei esprime che conta. “Non ne avevo mai letto, ma ne scrivo” che sembra essere diventato il mantra di troppi scrittori fantasy italiani. Licia Troisi, GL, Elena Melodia, Strazzulla, Fiorentino tra i primi che mi vengono in mente. Loro hanno “scritto a caso” se così si può dire. Non si sono informati se una scelta fosse strausata o no, non si sono letti una marea di altri fantasy per capirlo. Sono rimasti chiusi nella loro stanza come la scimmia di cui parli tu, isolati dal resto della produzione, con solo le loro idee di base. E i risultati si vedono. Spiacente, ma ne ho davvero le palle piene di quelli che scrivono senza sapere di cosa parlano.

    @Keane

    A me sembra che chi rigetta le regole vi stia FOTTENDO alla grande

    E quindi? Dovrei fare come loro, così mi pubblicano? Ma neanche morta, se permetti.

    In quanto ai libri “perfetti”, non ce ne sono. Dovessi elencarti i quelli che reputo molto buoni (o per fantasia o per tecnica) tra quelli che ho letto… Ash, Nessun dove, la saga di Thursday Next, la Trilogia di Bartimeus e il prequel appena uscito, Il castello errante di Howl, Kafka sulla spiaggia, Momo, La storia infinita, alcuni libri della sterminata saga di Mondo Disco di Pratchett. Per gli italiani, Numero sconosciuto, Esbat (solo “buono”) e Quando il diavolo ti accarezza. Sono abbastanza?
    Uscendo dai libri, ma rimanendo in ambito fantasia, anche fumetti come Sandman e Lucifer sono ottimi.
    Se poi devo dire il mio libro preferito in assoluto, anche a prescindere dal’epoca, allora quello è la Commedia. E l’Inferno di Dante ha dei canti che più “Show, don’t tell” di così non si può (le Malebolge, per esempio).

  98. 367 Zave

    @Keane:
    anche se non era rivolto direttamente a me voglio prima di tutto disilluderti sul fatto che stia rosicando perché certi cani vengano pubblicati e io no. non ho mai scritto nulla e non penso di cominciare quindi non è certamente l’invidia a guidarmi.

    sul fatto che la rowling non sia la troisi hai ragione: la rowling è avanti anni luce rispetto alla troisi.
    questo non vuol dire che la rowling sia niente di speciale.
    ha avuto un successo spaventoso a livello planetario ma la cosa non è necessariamente sinonimo di grande qualità.
    anche twilight ha avuto un successo spaventoso a livello planetario e fa pena (è comunque meglio della roba della troisi).

    su harry potter mi spiace tanto ma non sono io che voglio vedere i buchi di trama ma sei tu che fai finta di niente.

    il quarto libro della saga è per buona parte incentrato sul torneo tremaghi.
    voldemort vuole rapire harry da hogwarts per usarlo per risorgere e per ucciderlo davanti ai suoi seguaci.
    ti ricordo che voldemort è un genio.
    ti riassumo il piano diabolico ordito da quel gegno di voldemort:
    fa infiltrare crouch a hogwarts con le sembianze di moody
    lo fa smanettare col calice di fuoco per far sì che harry venga obbligato a partecipare al torneo come quarto campione
    fa aiutare harry senza che nessuno noti la sua mano per fargli superare ogni singola prova.
    crouch porta la coppa al centro del labirinto e la trasforma in una portkey
    crouch aiuta harry anche nel labirinto per far sì che sia lui a toccare la coppa/portkey per primo

    ora forse sono io che ce la metto tutta a vedere buchi di trama, ma secondo me non ha proprio un cazzo di senso.

    i punti importanti per il raggiungimento dell’obiettivo che consiste nel rapire harry sono infiltrare crouch a hogwarts e far sì che harry tocchi una portkey creata da crouch.

    farlo partecipare al torneo non solo è uno sbattimento inutile ma è controproducente e presenta molti imprevisti che possono mandare tutto a puttane:
    1) avere harry come campione non fa altro che metterlo ancora di più al centro dell’attenzione e non mi pare una buona idea se l’obiettivo è rapirlo
    2) smanettare col calice per far designare harry come campione di una quarta scuola non fa altro che mettere tutti in guardia quando sarebbe stato molto meglio che nessuno sospettasse nulla
    3) per la riuscita del piano harry deve rimanere vivo dato che voldemort non ha bisogno esplicitamente di lui per risorgere ma vuole ucciderlo di persona per recuperare la faccia e farlo partecipare al torneo col rischio che ci rimanga secco non è una buona idea
    4) naturalmente la coppa è una portkey andata e ritorno, in modo di permettere ad harry di scappare comodamente toccandola una seconda volta…

    la partecipazione di harry al torneo avrebbe potuto avere senso se fosse stato fornito un motivo per cui dovesse essere proprio la coppa del tremaghi ad essere trasformata in portkey, ma non viene fornita nessuna spiegazione del genere quindi la trama del libro non ha un cazzo di senso.

    sinceramente non saprei dirti quale sia il migliore romanzo fantasy che io abbia mai letto.
    non ne ho uno in particolare ma visto che chiedi ti sparo la saga di martin “a song of ice and fire” visto che ho letto recentemente l’ultimo libro e la considero un’ottima saga (anche se non mi entusiasma più così tanto rispetto a quando avevo letto i primi libri quasi un decennio fa).

  99. 366 arnica

    tale commento finirà in fogna ma…
    mi spiace che il dialogo che si era formato tra “chi ama harry potter vedendone i difetti” e gli altri sia andato un po’ a puttane negli ultimi post. si torna ai soliti toni acidi…
    volemose bene,su.

  100. 365 Keane

    @Davide: hai notato come si guardino bene dal proporre i loro testi perfetti?LOL.
    Io prendo i pop corn.

    Ma si, viva la libertà ! Niente regole !
    E finiranno tutti felici e affettati con una motosega.

    *ironico mode on*
    A me sembra che chi rigetta le regole vi stia FOTTENDO alla grande, loro pubblicati e pagati, voi qui a rosikare di brutto.
    *ironico mode off*

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