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Archivio per la Categoria 'Fantasy'

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Recensione :: Romanzo :: L’ultima profezia

Ultima Profezia copertina Titolo originale: L’ultima profezia
Autore: Chiara Guidarini
Anno: 2007 (?)
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Casa Editrice: Traccediverse
Collana: D’Istanti (?)
Genere: Fantasy

Pagine: 112
Prezzo: 11 euro (brossura)

I due “(?)” derivano dal fatto che alcune fonti lo danno nella collana “Tralci di vite” per l’anno 2006 (IBS stesso ha commenti che arrivano a dicembre 2006), mentre il sito dell’editore segna “D’Istanti”… la copia che mi è arrivata è stata stampata nel 2007 e non riporta la collana. Vabbé, avranno fatto un cambio di collana tra la prima ristampa e la seconda forse…

La quarta di copertina:

Sono trascorsi venti anni da quando Nime, il Mago Oscuro, con un colpo di stato ha rovesciato la reggenza dell’arcimaga Amelia, proclamandosi sovrano assoluto di tutto il continente di Ancyria. Da quella tragica notte che vede la caduta degli Arcimaghi, viene tratta in salvo Elaine, figlia legittima di Amelia e sua erede, che si troverà ben presto coinvolta nei grandi eventi del suo tempo.

In un mondo leggendario e arcano, dominato dall’epica lotta tra il bene e il male, tra oscuri manieri, templi in rovina e divinità dimenticate, Elaine dovrà fare i conti con una dote affascinante e al contempo terribile insita in lei: la magia.

Quando il Capitano legge un libro, in particolare se pensa di recensirlo, cerca una di queste due cose: una piacevole lettura oppure una brutta lettura, ma con divertenti spunti da commentare.
Il primo libro di Anharra fornì una lettura piuttosto piacevole, con vari spunti negativi da commentare con mio personale sollazzo. I libri di Licia Troisi forniscono anch’essi una lettura “non proprio piacevole” (talvolta decisamente spiacevole), ma sono ricchi di spunti per costruire una divertente critica, arr. I racconti di George Martin uniscono alla piacevole lettura una discreta quantità di ottimo materiale da recensire con abbondante dose di elogi: un vero Maestro della fantascienza.
Questo libro invece, arr, mi spiace dirlo, ma non mi ha dato nessuna delle cose che cerco. Ha insita in sé una bruttezza banale dovuto non al pessimo stile né alla stupidità (vedesi “l’assedio” commentato in Krune da Gamberetta o i casi perfino più eclatanti della Troisi a cui dedicherò spazio in futuro), quanto piuttosto alla mancanza di anima, alla sinteticità, alla sensazione che siano “parole stampate”e nulla di più.
Una sensazione simile a quella che si ha leggendo tanti racconti o incipit di romanzi Fantasy amatoriali: magari la grammatica è corretta, ma non c’è un contenuto né un “mondo in cui entrare grazie alla storia” e l’unica cosa che rimane è la piatta banalità di parole che si inseguono senza dire nulla.
Arr, di fronte a un tal genere di brutto perfino il Capitano ha difficoltà a trovare le parole. E’ un libro che lascia per tutta la lettura la sensazione che sia stato accorciato, tagliato e sintetizzato selvaggiamente.
Una sensazione terribile, che distrugge ogni desiderio di leggere, e che mi ha portato a cercare riscontri all’idea che l’opera fosse stata mutilata.

In rete (ma non da pesca, arr) si trova un intervento del 18 giugno targato Chiara Guidarini che parla proprio dei problemi del libro (UP, Ultima Profezia).

UP è incompleto, spezzato, diviso in due e nuovamente tagliato.
Oggi mi chiedo come posso essere arrivata a questo. Mi si dice che i personaggi sono troppi per stare in cento pagine. Vero. Mi si dice che gli eventi sono troppi e troppo rapidi. Vero anche questo. Chino il capo, con triste rassegnazione, e la domanda torna, più insidiosa e violenta, ed esplode con forza nella mia testa: “come hai potuto permetterlo?”

“Il canto proibito” era un malloppo di 360 pagine, poi 320, poi 200 e poi 100.
Accettai di dividerlo in due per non doverlo tagliare ancora, per tenere più basso possibile il prezzo di copertina, e per tutta una serie di ragioni che mi sembravano sensate.

Centosessanta pagine di tagli! Strappare via il 45% del romanzo: questa è follia pura, mi si passi il termine un po’ forte, arr. Come si può mutilare un’opera, la propria opera, in questo modo? A quale scopo? Solo per poterla pubblicare con una casa editrice di basso livello come “Traccediverse”? Nessun autore degno di questo nome al giorno d’oggi si abbasserebbe a pagare per essere pubblicato, ma neppure accetterebbe di compiere un simile scempio della propria creatura come se non contasse nulla, come se non fosse qualcosa su cui si è messa tutta la propria capacità e le proprie speranze. Nessuno dovrebbe umiliarsi tanto per una pubblicazione, seppur non a pagamento.
Come si può dire di amare la propria opera e poi farle questo?
E’ come amputare la gamba del proprio figlio per apparire in prima pagina su un quotidiano, né più né meno!

Avrebbe potuto pubblicare la propria opera in internet, con licenza Creative Commons come già fece (e ha tutto il mio rispetto per questo) Fabrizio Valenza con il suo Geshwa Olers. Oppure usare Lulu.com (con tanto di numero ISBN e pagina su IBS.it!) se proprio si vogliono avere delle copie cartacee da donare ad amici e famigliari.
C’erano possibilità ottime senza scendere a osceni compromessi e senza distruggere il proprio parto creativo.
Invece no, ha dovuto proprio cercare la casa editrice tradizionale (…almeno fosse stata una casa editrice più decente…) inseguendo il Dio Vanità della pubblicazione. Non dico “Dio Denaro” perchè nessuno, superati i 15 anni, si può illudere di fare soldi con un libro in Italia senza avere un’immensa botta di culo. Il “Dio Vanità” di chi vuole proprio essere stampato da un vero Editore e per questo commetterebbe qualunque atrocità, anche la più efferata come… come tradire la propria opera facendola a pezzi!

Sarò un vecchio marinaio, ma trovo questo atteggiamento IN-CON-CE-PI-BI-LE, arr.
Solo a pensare che uno scrittore possa distruggere la propria creatura per darla in pasto a un editore di bassa lega mi risalgono i gamberi dallo stomaco per lo sdegno.

Ho ripreso in mano “il canto proibito”, ne ho riletto una parte e l’ho confrontato con UP. È un altro scritto, non c’è altro da dire. Non è lo stesso malloppo. È il riassunto della stessa storia, forse.
Ma è un libro che amo, nel quale ho messo me stessa, e nel quale ho cercato di imbrigliare l’essenza di quello che volevo scrivere.

Se ama davvero il suo libro, la sua creatura, torni sui suoi passi signora Guidarini! Lo pubblichi in versione integrale, gratuitamente con licenza CC oppure a pagamento tramite lulu che le farà avere lo stesso il suo bel numeretto ISBN e lo spazio su ibs.
Se ama la sua opera forse è ancora in tempo per porre fine a questa atrocità (contratto permettendo): ci pensi!

Difendere la propria opera letteraria
Autore nell’atto di difendere con ogni mezzo la propria opera!

Giudicare un’opera così violentata dalla sua stessa madre ha poco senso, mi piacerebbe invece poter leggere un giorno l’opera integrale e poter valutare quella, ma in vendita al momento c’è questo libretto e quindi il mio giudizio si può limitare solo al disponibile.

La Storia in sintesi (sperando di ricordarla correttamente… tale era la sensazione di schifo nel leggere che temo di aver già cominciato a scordarla.)
Mostra spoiler ▼

I personaggi sono mal caratterizzati, privi di spessore psicologico, poco più che nomi volteggianti sulle pagine. La storia è banale, come troppo spesso succede col Fantasy, piena di stereotipi come il mago cattivo, il re coraggioso, il mago vecchio e saggio, la giovane segnata dal destino ecc… e non si riscatta con una rielaborazione di alto livello dato che lo stile narrativo risulta piatto, sintetico, tanto da non permettere di immergersi affatto nel mondo.

Un’appassionante lettura!

In parole povere è emozionante come leggere lo scontrino della spesa, arr!


Approfondimenti:
bandiera IT Blog dell’Autrice
bandiera IT Sito del libro
bandiera IT Opera su IBS

Giudizio:

Tristemente vuota… -1 Storia banale
  -1 Personaggi stereotipati…
  -1 …e in più approfondimento psicologico nullo!
  -1 Stile piatto, senza anima
  -1 Non fa immergere MAI il lettore nella storia
  -1 Opera mutilata indegnamente
  -1 Faticosissimo da leggere per la sua bruttezza banale
  -1 Discorsi irreali, forzati

3

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Zero no Tsukaima: Futatsuki no Kishi Episodio 3: Giulio Cesare!

Qualche volta mi capita di pensare che se mai dovessi visitare uno studio di animazione giapponese, mi toccherebbe indossare gli stivali. chikas_pink03.gif Infatti sono convinta che il pavimento sarebbe pieno di pozzanghere, inondato da una sostanza densa e appiccicaticcia: la Fantasia! chikas_pink27.gif Questi giapponesi devono letteralmente trasudare Fantasia per inventarsi certe cose! E nel caso specifico: il Papa ha ordinato a uno dei suoi Paladini, tale Giulio Cesare, di aiutare Henrietta e Tristania nella guerra contro Albione!

Giulio Cesare
Giulio Cesare

Oltre a ciò, e al fatto che Giulio Cesare ha l’occhio destro di un colore diverso da quello sinistro, è stata una bella puntata. L’espressione di Louise mentre chiede a Saito di baciarla è deliziosamente carina! chikas_pink23.gif Kawaii! Invece la battuta di Giulio Cesare allo stesso Saito durante il loro duello mi sta facendo ancora rotolare per terra dalle risate. chikas_pink44.gif

Louise kawaii
Un bacino… per piacere…

Nella prossima puntata: arrivano le sorelle di Louise! chikas_pink47.gif Chissà se anche loro si divertono a prendere a frustate i propri amanti…

Sheffield
No, non è una delle sorelle di Louise, bensì la malvagia Sheffield!


Approfondimenti:

bandiera IT Giulio Cesare, quello vero…

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Videogiochi – Chrono Trigger

Chrono Trigger Confezione US Titolo originale:Kuronotoriga
Produttore: SquareSoft
Piattaforma: SNES
Anno: 1995
Genere: RPG

Oggi ero in mare sulla barca di capitan gambero e tirando la mia rete ho pescato questo meraviglioso gambero! A dire la verità stavo dormendo, dopo un lauto pasto a base di gamberi, che sono i crostacei più versatili e nutrienti di tutto il mare…

Ma veniamo al gioco: si tratta di un vero e proprio capolavoro nella storia degli RPG! ( il buon Bubba l’ha finito 4 volte, l’ultima delle quali vedendo tutti i… 13 finali! e portando i personaggi al livello 99 con tutti gli equipaggiamenti speciali ).

La storia ( in breve )

Il giocatore impersonifica un ragazzo, Chrono, che vive nell’anno 1000 A.D. Chrono deve recarsi alla fiera del millennio, dove la sua amica e inventrice Lucca sta facendo una dimostrazione… un nuovo fantastico macchinario per il teletrasporto! Solo che l’esperimento non andrà a buon fine… difatti un’altra amica di Chrono, Marle ( conosciuta per caso alla fiera ) , finirà inghiottita in un misterioso portale… che conduce nel medioevo! Questa sarà solo la prima delle avventure temporali di Chrono, che insieme a Marle, Lucca e tutti gli altri personaggi che incontrerà nelle varie ere del gioco dovrà affrontare pericolosi nemici e , come sempre in ogni buon RPG, salvare il mondo dalla distruzione… solo che lo farà viaggiando nel tempo e modificando gli eventi, in un modo del tutto libero che condizionerà il finale del gioco.

chrono_trigger_snes_screenshot2.jpg

Personaggi

Chrono: un ragazzo di poche parole, ma dal cuore generoso. Il suo elemento è il fulmine, l’arma che utilizza è la spada.

Lucca: inventrice e appassionata di tecnologia, insieme al padre Taban ha inventato il modo di viaggiare nel tempo. Il suo elemento è il fuoco, le armi che utilizza pistole.

Marle: falso nome per la principessa Nadia, erede al trono. Il suo elemento è il ghiaccio, la sua arma la balestra. Specializzata anche nelle magie curative.

Frog: una rana che un tempo fu un cavaliere… trasformato dal perfido Magus Frog utilizza la spada leggendaria, la Masamune. Il suo elemento è l’acqua.

Magus: perfido mago che proviene dal regno di Zeal, utilizza una falce. Il suo elemento è l’oscurità, ma conosce magie di ghiaccio, fuoco e fulmine.

Robo: robot umanoide riparato da lucca nel futuro, ha un cuore gentile e un animo generoso. La sua arma è il braccio, con cui tira delle legnate mostruose. Insieme ad Ayla è colui che fa i danni fisici migliori. Il suo elemento è… oscurità?

Ayla: primitiva dotata di coda, non sa utilizzare la magia. La sua arma è… il pugno. E fa un male cane. -__-

Mappa

La mappa di Chrono Trigger permette al giocatore di spostarsi da uno scenario all’altro andando a piedi oppure mediante la Epoch, una nave che permette anche il viaggio nel tempo! La mappa cambia in ogni epoca storica del gioco e di conseguenza cambia la geografia del mondo in cui è ambientato e ci sono strani intrecci ed eventi che si possono modificare andando ad agire in un determinato modo!

MappaCT

Epoch

Ere

Mediante i portali temporali o con l’aiuto della Epoch, il giocatore potrà spostarsi a suo piacimento nelle varie ere del gioco:

65000 B.C. : La preistoria, dove l’uomo è allo stato primitivo. Abitata da dinosauri e da una forma di vita rettile intelligente ed evoluta, i reptites. Qui Chrono incontra Ayla, una ragazza con la coda! ( Il design di Akira Toryiama si fa sentire ! )

12000 B.C. : L’umanità è divisa in due. Da un lato ci sono coloro che praticano la magia, che abitano nel magico regno di Zeal, mentre sulla terraferma gli uomini che non conoscono la magia sono primitivi e la loro civiltà non è per nulla florida… E’ l’era da cui proviene Magus.

600 A.D. : E’ il medioevo, gli anni oscuri. Magus, un malefico stregone, capeggia i mistici, una popolazione che combatte contro l’umanità. E’ anche il periodo dal quale proviene Frog, una valorosa rana dotata di una spada magica, la Masamune.

1000 A.D. : Il presente, l’epoca da cui provengono Chrono, Marle e Lucca. E’ un periodo di pace e prosperità, dove la tecnologia inizia ad affacciarsi nel mondo proprio grazie alle invenzioni di Lucca e di suo padre Taban.

1999 A.D. : Il giorno di Lavos, quando l’umanità verrà distrutta da un’immane catastrofe.

2300 A.D. : L’umanità, già ridotta in miseria dalla tragedia del 1999 A.D. , si ritrova in un mondo freddo e inospitale, dove le macchine sono pericolosamente in rivolta contro gli esseri umani. E’ l’epoca da cui proviene Robo.

Sistema di combattimento

A differenza dei vari Final Fantasy, il sistema di combattimento non prevede incontri casuali sulla mappa, ma avviene direttamente sullo scenario. E’ un action RPG, direte voi… No! Semplicemente si può scegliere di evitare alcuni incontri dribblando i mostri sui vari scenari di gioco. Il giocatore governa un party che può essere composto da un massimo di 3 personaggi, scelti tra i 7 che a mano a mano inconterà sul proprio cammino. Ogni personaggio ha un livello, dei punti vita ( HP ) e dei punti magici ( MP ). Durante il combattimento, il giocatore può selezionare l’attacco fisico ( che comprende un critico che fa il doppio del danno, in base alla % di critico fornita dall’arma ) , oppure delle magie.

I Boss

Oltre ai normali mostri che si trovano negli scenari, il giocatore si troverà ad affrontare boss di diversi elementi. Per sconfiggerli, sarà bene utilizzare una combinazione di personaggi dell’elemento opposto o delle particolari tattiche / tecniche . Saranno d’aiuto anche gli oggetti magici raccolti durante le varie quest.

Le magie

Si dividono in singole, doppie e triple. Vale a dire che se ho un party con Chrono ( Lightning) , Marle ( Fire ) e Lucca ( Ice ) , per esempio:

- Ogni personaggio può fare magie del proprio tipo elementale;

- Può fare delle combo doppie con le combinazioni ( nell’esempio ) Chrono- Marle / Chrono-Lucca / Lucca-Marle , che sono un misto degli effetti dei differenti elementi coinvolti. ;

- Può eseguire una mossa tripla con gli altri personaggi.

Inutile dire che le combinazioni di magie che possono essere effettuate è molto più vasta di quella dei Final Fantasy, dove ogni personaggio può effettuare mosse singole… e basta. Una doppia e una tripla hanno un consumo di MP distribuito sui 3 personaggi, in modo anche asimmetrico. Ovviamente il giocatore può divertirsi a sbloccare tutte le possibili combinazioni di singole, doppie e triple.

Oggetti

L’equipaggiamento di ogni personaggio è ricchissimo: spade, armature, anelli speciali, pietre magiche e quant’altro servono per aumentare, modificare le molte statistiche del personaggio o per proteggere il suo status.

Finali

In base al punto della storia nel quale viene sconfitto il boss finale ( è sempre e comunque una decisione del giocatore ) , il filmatino finale cambia completamente!!!

Ecco qui una lista di possibili finali del gioco, e di come ottenerli:

Chrono Trigger Endings

Considerazioni finali

Un prodotto maturo e innovativo! Nel 1995 Chrono Trigger spianò la strada a un profondo e rivoluzionario cambiamento negli RPG, ma purtroppo il delizioso sistema di combattimento, le nuove idee e la ricchezza della trama non vennero mai più eguagliate nell’intera storia di questo genere. Il mio voto? Il massimo possibile. Questo non è un gambero qualunque, anzi… ha un sapore del tutto diverso dai normali gamberi!!!

Approfondimenti:

bandiera IT Articolo Wikipedia

bandiera IT Recensione di Gameplayer

bandiera EN Guide al gioco (Gamefaqs)

Giudizio:

Storia avvincente. +1
Sistema di combattimento ben strutturato. +1
Design dei personaggi impeccabile ( Akira Toriyama )! +1
Musiche imperdibili.+1  
No ai combattimenti casuali sulla mappa!+1  
Il giocatore può agire sulla storia e sul finale in massima libertà.+1  
Il party dei personaggi è estremamente vario e ogni personaggio è curatissimo nel design e nel suo ruolo all’interno della storia.+1  
I Boss sono ben caratterizzati e divertenti da sconfiggere. +1  
Godibile anche dai non appassionati al genere. +1  
Longevo. Le 20 ore di gioco diventano facilmente 60 se si vuole completare tutto al 100%+1  

5

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Il Segreto di Krune, il Coniglietto Grumo & l’Arte della Guerra

Per chi ancora non lo sapesse, il Coniglietto Grumo è intelligentissimo kaos-whiteusagi03.gif ! E non è solo intelligente: ha una grandissima esperienza nei più disparati campi, ad esempio, una delle sue ultime attività, prima di dedicarsi a tempo pieno a essere il mio Coniglietto, è stata quella di Ufficiale di Marina. kaos-whiteusagi16.gif
Infatti il Coniglietto Grumo ha studiato all’Accademia Navale di Annapolis dove si è diplomato con il massimo dei voti, primo del suo corso. In seguito ha prestato servizio su diverse navi da guerra, prima d’intraprendere la carriera di sommergibilista. Dopo più di quindici anni di studio e addestramento, è diventato comandante di un sottomarino nucleare, proprio nel periodo più caldo della guerra fredda.

Il conflitto navale nell’Atlantico. Rappresentazione schematica.

Il Coniglietto Grumo è stato il primo Coniglietto a comandare un sottomarino nucleare d’attacco, almeno in ambito NATO.

USS Night Rabbit
USS Night Rabbit, sottomarino nucleare di classe Los Angeles

Perciò, è facile capire come il Coniglietto Grumo sia particolarmente esigente in fatto di realismo quando si tratta di leggere romanzi d’ambientazione militare. kaos-whiteusagi05.gif Questo anche in campo fantasy e fantascienza, visto che in entrambi i generi la guerra è uno degli elementi più sfruttati. Da La Guerra dei Mondi a Il Signore degli Anelli, scontri e battaglie hanno sempre avuto ampio spazio nella narrativa fantastica.

Purtroppo, specie in ambito fantasy, l’elemento bellico è sfruttato malissimo, tanto da suscitare indignazione nel lettore un minimo accorto. Gli esempi si sprecano (e gli esempi più truci si meriteranno la loro recensione), ma l’ultimo affronto è stato tale che il Coniglietto Grumo, sdegnato, ha rifiutato la cena! kaos-whiteusagi09.gif

Coniglietto sdegnato
Un Coniglietto sdegnato, ma non è il Coniglietto Grumo!

L’ultimo affronto è Il Segreto di Krune di Michele Giannone (Dario Flaccovio Editore), uscito di recente. Di seguito non ci sarà una recensione di tale romanzo, visto che né io, né il Coniglietto Grumo l’abbiamo letto, bensì solo alcune considerazioni sulle prime pagine dello stesso, disponibili alla lettura presso il sito dell’Editore. Una dozzina di pagine che però già portano con sé un carico di gamberi marci (ed è per questo che nessuno qui sulla barca ha voglia di leggere l’opera completa, anche se forse in futuro qualcuno si sacrificherà in nome del Giornalismo). chikas_pink17.gif

Copertina del Segreto di Krune
Copertina de Il Segreto di Krune

La prima frase del romanzo, già da sola, è stata sufficiente per far rizzare il pelo sulla schiena del Coniglietto Grumo:

L’assedio durava da più di tre ore.

Sembra una frase innocente, tuttavia ha qualcosa che suona sbagliato: perché sottolineare che un assedio dura da più di tre ore? Ogni assedio, nel senso stretto del termine, deve per forza di cose durare più di tre ore! Ben più di tre ore! L’assedio durava da più di tre anni, ecco questo avrebbe avuto senso. Ma forse qui “assedio” è usato in senso metaforico? Autoironico? Basta proseguire di poco per scoprire che l’autore proprio intendeva assedio (o almeno una sua visione del termine assedio, che nessun manuale di tattica militare o vocabolario della lingua italiana accetterebbe).
Infatti la città di Sezzal è assediata da un mostro, un tale Vrula. Di certo, per assediare una città questo Vrula dev’essere creatura terribile, parente di Godzilla! chikas_pink56.gif La descrizione del Vrula rimane nel vago, anche se potrebbe essere quella di un essere simile all’orso, un particolare però viene specificato: è alto più di due metri! Proprio due metri, non venti, due. Ovvero una creatura, di due metri, due, una creatura, sta assediando un’intera città! Già a questo punto si è valicato il confine del fantasy, per entrare con entusiasmo nel territorio dell’Idiozia. E il viaggio è appena iniziato! chikas_pink14.gif

Godzilla
Godzilla assedia Tokyo!

L’assedio prosegue con il Vrula che cerca di abbattere il cancello della città, senza riuscirci (perciò oltre a essere un mostriciattolo, non è neanche particolarmente forte). I difensori della città, invece di rimanere sugli spalti a tirar olio bollente contro l’orso, decidono una sortita, e ignorando bellamente il fatto che sono sotto assedio, chikas_pink12.gif se ne escono da un altro cancello.
Il geniale piano è il seguente: attirare il Vrula lontano dalle mura della città, fin dentro una foresta. Circondarlo, ma non affrontarlo, tenendolo solo impegnato, infine ucciderlo con un colpo di balestra gigante. Primo particolare: è notte, chikas_pink35.gif e pure una notte coperta, ovvero non si vede niente! (e no, non li hanno ancora inventati i visori a infrarossi) Secondo particolare: la balestra ha un solo colpo a disposizione e deve centrare il Vrula dritto al cuore. Inutile sottolineare come sia un piano demente, che non funzionerà (unico particolare realistico di tutta questa storia). Tuttavia è interessante che la protagonista del romanzo, tale Mareq Tha, Prima Vigilante Militare di Sazzal, pensi che sia una buona idea! Non oso immaginarmi cosa avrebbe escogitato la Seconda Vigilante Militare! chikas_pink43.gif

Il piano appunto fallisce e il Vrula rimane vivo. Come accopparlo, ora che il Piano A ha fatto cilecca? Be’, semplice, siamo in un fantasy, e dunque il Piano B è: Magia! Mareq Tha che è strega, usa l’incantesimo Sussurro.
Piccola divagazione. Usare l’incantesimo Sussurro viene genericamente definito “rischioso”, quasi ad anticipare l’inevitabile domanda: perché non è stato subito usato tale sortilegio? chikas_pink03.gif Ma l’autore non avrebbe dovuto preoccuparsi di ciò: è già stato appurato dalla formulazione del Piano A che Mareq Tha è una deficiente, è normale che non faccia subito la cosa giusta!
Dunque,

dalla bocca di Mareq Tha eruppe il suono avvolgente della magia

e probabilmente qualcuno lanciò una coppia di dadi da dodici. Che effetto ha il Sussurro?

Sussurro infondeva in loro [nei soldati] la determinazione che poco prima la paura aveva strappato dai loro cuori.

Perciò è l’equivalente magico di quello che i generali terrestri chiamano ordine, e riproduce quello che negli eserciti terrestri è eseguire un ordine.
Manco a farlo apposta, i soldati uccidono il Vrula. E no, perché i soldati non l’abbiano attaccato prima invece d’inseguire il miraggio della balestra gigante o perché non siano stati inviati più soldati, sono domande che è meglio non fare, sarebbe maleducato.

Finita la battaglia, nel mondo di Mareq Tha non è previsto nessun servizio di assistenza per i feriti chikas_pink34.gif (o di riparazione per i mezzi, visto che i soldati sono considerati più strumenti che non esseri umani). Anzi, la stessa Mareq Tha ammazza uno dei feriti, per dar dimostrazione della propria autorità. Interessante il sistema con cui viene ucciso il povero disgraziato: mediante l’incantesimo Lame di Ghiaccio, che non è rischioso e ha effetto immediato. Usarlo contro il Vrula sarebbe stato sleale!

Tabitha
Anche Tabitha conosce l’incantesimo Lame di Ghiaccio!

Capisco possa sembrare incredibile, ma con le considerazioni di cui sopra ho solo sfiorato l’incompetenza e la stupidità delle poche pagine dell’estratto, un vero monumento all’idea che documentarsi prima di scrivere sia un peccato mortale.
Un’altra perla: chikas_pink28.gif

[I balestrieri si preparano al fuoco, i soldati stanno impegnando il Vrula] Mareq Tha si concesse un’altra occhiata al loro bersaglio.

E già, perché quando si comanda un assalto, una pensa ad altro, a quella definizione delle parole crociate che le sfugge, a se ha lasciato aperto il gas uscendo di casa, se ha dato da mangiare al gatto (o al Coniglietto Grumo! kaos-whiteusagi14.gif ), alla prenotazione del ristorante per la cena col fidanzato, e alla Luna, così romantica! Solo per sbaglio, ogni tanto, si concede un’occhiata allo scopo della missione!

Se fosse una recensione, Il Segreto di Krune sarebbe a dodici gamberi marci chikas_pink06.gif (uno per ogni pagina dell’estratto), ma non lo è, e forse il romanzo completo potrebbe essere meglio. Forse. No. Impossibile.

Mostra MiniFAQ Etica ▼


Approfondimenti:

bandiera IT La scheda del romanzo al sito dell’Editore, per scaricare l’estratto fare clic su “Abstract”

bandiera EN L’Accademia Navale di Annapolis

 

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Recensione :: Romanzo :: Anharra – Il santuario delle tenebre

Anharra Santuario delle Tenebre Titolo originale: Anharra, Volume 2 – Il santuario delle tenebre
Autore: J.P. Rylan
Anno: 2007
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Omnibus
Genere: Fantasy

Pagine: 334
Prezzo: 18 euro (hardcover)

Pochi giorni dopo aver rigettato in mare il primo volume di Anharra, gambero di seconda scelta, arr, mi ritrovo a pescare un gambero perfino meno promettente: “Anharra, volume 2 – il santuario delle tenebre“.
Se i miei doveri di Capitano di Nave per Gamberi (come sanciti dalla Prima Conferenza dei Pescatori di Gamberi del 1714) non mi obbligassero a recensire questo puzzolente frutto del mare, lo rigetterei volentieri nelle salmastre acque fingendo di non averlo mai trovato. Sfortunatamente i miei obblighi di Capitano di Barca per Gamberi mi costringono a turarmi il naso e a tenere a bordo questo turpe crostaceo quanto basta per sezionarlo dalle antenne alla coda il più in fretta possibile.
E’ un dovere nei confronti dell’Umanità, arr.

Chi ha letto la prima recensione sa che il Capitano non solo non è prevenuto verso il seguito del primo volume di Anharra, ma addirittura nutriva speranze che quel poco di buono che si era intravisto venisse sviluppato e che l’autore, avendo dismostrato con una certa padronanza stilistica di non essere il primo sprovveduto raccolto da sotto un cavolo, si impegnasse maggiormente dandoci un prodotto sempre migliore.
Inutile sperare: quel poco che c’era di buono è sparito, arr!
Le quaranta pagine in più rispetto al libro precedente mi fanno solo pensare ai danni causati dalla deforestazione.

Adolf Hitler e il discorso dell’anguria
La mappa è talmente inutile che non ve la mostrerò:
al suo posto Adolf Hitler che mangia l’anguria!

Perfino la mappa è un’inutile e ridicolo disegno privo di senso: una minuscola città messa a cavolo sopra uno zoccolo roccioso e un tempio a gradoni poco distante, a un tiro di schioppo. Alberi grandi come palazzi a contorno. Una mappa talmente brutta, stupida e inutile ai fine narrativi da non meritare nemmeno di essere mostrata.
Perfino Adolf Hitler nel celebre Discorso dell’Anguria è una scelta migliore da proporvi.

A voi la quarta di copertina, che perlomeno non offende la vista:

Nel cuore di Anharra, la città maledetta, il Re Vemerin ha atteso per trenta secoli, finché le stelle segnassero il tempo del suo ritorno. Un sonno vegliato dalle Tenebre, potenze infernali che gli hanno svelato il segreto della vita e della morte trascinandolo nella loro spaventosa follia. Vargo e Amnor hanno assistito al risveglio del Re pazzo. Alla ferocia con cui Vemerin si è avventato sulle terre dell’Impero, in cerca dei discendenti di coloro che tremila anni prima riuscirono a sconfiggerlo. Ma le sue armate non portano solo morte e distruzione: se riuscirà nel suo intento, il futuro stesso degli uomini sarà negato, e inizierà il regno delle Tenebre. Nessuno può resistere alle sue legioni, composte di vivi e di morti, di ibridi volanti e di terribili draghi meccanici. In una terra sconvolta da terremoti, piogge sulfuree e lotte intestine per il potere, Vargo, Amnor, il sergente Kon e le due Sgualdrine cercano le tracce del Popolo Ribelle, il solo che a suo tempo si oppose a Vemerin. Ma il potere del Re pazzo è troppo forte per sperare di sconfiggerlo in combattimento. Il filo sottile al quale si aggrappano le loro speranze è Athramala, la figlia del Re. Sospesa tra la vita e la morte in un sarcofago di cristallo, Athramala possiede il segreto del Trentesimo Canto, l’unico in grado di annientare Vemerin. I rischi però sono tremendi. Chi conosce il rito per strapparla al suo sonno senza ucciderla per errore? Quali ombre hanno impresso nella sua mente i sogni che l’hanno visitata in un tempo così lungo? E come essere certi che, una volta risvegliata, non decida di unirsi al padre, rendendolo invincibile? Una nuova sfida per Vargo, che può decidere il destino del mondo.

Ecco, questa è l’unica cosa che si salva di tutto il libro: ora che l’avete letta potete pure risparmiarvi la tortura di sorbirvi il resto e potrete rimanere con quei pochi bei ricordi che il primo Anharra ci ha lasciato.

Si conferma anche nel secondo volume la totale mancanza di spessore dei personaggi unita al loro utilizzo pessimo. Il triste passato di Vargo e la sete di conoscenza di Amnor non vengono sfruttati in alcun modo, lasciando spazio a un generale e costante “inno al glorioso eroe”: Vargo monopolizza l’attenzione, presentandosi come l’ennesimo eroe predestinato di serie B.
La facilità con cui reincontra il suo popolo, sbaraglia i nemici e infine giunge allo scontro finale è tale da lasciare basiti…
…di fronte alla consapevolezza di aver sborsato 18 euro per tutto ciò. Diciotto euro che sarebbero stati investiti meglio se fossero stati bruciati.
Perfino il trentesimo canto, la figlia di Vemerin, il tempio e la Torre delle Sgualdrine si riducono a niente, come se l’autore si fosse dimenticato di averli inseriti e li gettasse via in malo modo, senza nemmeno sforzarsi di sfruttare appieno le potenzialità insiste nelle proprie idee. Vemerin stesso non vale nemmeno la fatica di pronunciarne il nome, per quanto male è utilizzato da Rylan.

Le descrizioni diventano confusionarie, spesso abbozzate, e non permettono al lettore di immergersi nell’azione. Eppure la lotta nella capitale dell’Impero sarebbe potuta essere una grande scena di guerra, sangue e massacri. E’ difficile capire per quale motivo Rylan decida di gettare ogni possibilità di rendere l’opera interessante, cavalcando sempre lo spreco narrativo delle buone possibilità. L’unica cosa memorabile degli scontri rimane il fango, causato dalla semplice pioggia che scioglie i palazzi costruiti con mattoni di fango crudo. Nemmeno il buon senso di rivestirli con la calce, cosa che perfino i caprai dello Yemen fanno dall’alba dei tempi. Rylan ci parla del fango ogni volta che può, quasi con gioia feticistica, preferendolo evidentemente alla caratterizazione dei personaggi o alla descrizione degli scontri urbani.

E ora un po’ di Spoiler sul finale…

Mostra spoiler ▼

Terminare la lettura di questa oscenità è stato molto difficile, a differenza del primo libro che si era fatto leggere senza troppi problemi (meritandosi perfino un Gambero +1 per questo). Il Finale (vedi spoiler) lascia aperta la possibilità di un terzo volume, ma in realtà le vicende si sono già concluse con questo libro. La Mondadori sarà in attesa di scoprire i dati delle vendite di questa badilata di concime per decidere se dovrà commisionare a Jeep Rylan un ulteriore seguito.
Dal canto mio mi immagino Rylan che accoglie la notizia di doverlo scrivere con lo stesso entusiasmo con cui reagirebbe alla proposta di scrivere un tomo di mille pagine di ricette a base di pesce: qualunque cosa va bene, basta che venda.

Fate un favore al mondo:
se proprio volete leggerlo, fatevelo prestare!

Combattiamo la deforestazione globale scongiurando la pubblicazione di un terzo volume!


Curiosità:
Il suddetto libro, in data odierna, non è ancora in vendita su BOL, sito di vendita libri ufficiale Mondadori. Curioso.
Su IBS ricordo di aver letto dei commenti negativi, ora misteriosamente spariti da alcuni giorni… che ci sia lo zampino di Lord Mondador?

Approfondimenti:
bandiera IT Sito dedicato ad Anharra

Giudizio:

Evita descrizioni paesaggistiche inutili e altri vezzi lessicali da scrittore fantasy di terza categoria… +1 -1 …ma spesso è troppo sintetico e poco chiaro nelle descrizioni…
  -1 …e si capisce davvero poco di quel che accade nelle azioni concitate!
  -1 Situazioni gestite male, messe là tanto per scriverle, contornate da una trama inesistente.
  -1 Personaggi abbozzati e stereotipati. I pochi personaggi dotati di spunti interessanti vengono sprecati per la pessima gestione della storia.
  -1 Finale affrettato, pessimamente scritto e deludente.
  -1 Scrittura priva di personalità: non trasuda emozioni e non accende l’interesse del lettore.
  -1 Lo scontro nella capitale dell’Impero è a mala pena abbozzato e non permette al lettore di penetrare nell’azione per viverne la paura, il caos e la violenza.

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