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	<title>Gamberi Fantasy &#187; Marciume</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
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		<title>Due o tre parole su Harry Potter</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 17:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per ragioni che non posso rivelare – e anche se vi raccontassi l’intera storia non ci credereste, certi giorni faccio fatica a crederci io stessa – mi trovo nella necessità di leggere la saga di Harry Potter. Ho da poco iniziato il quarto volume, <em>Harry Potter e il calice di fuoco</em>.<br />
Dato che spesso mi è stato chiesto un parere su questa saga, voglio spendere due o tre parole sui primi tre volumi. Magari aggiornerò l’articolo o ne scriverò un altro dopo aver letto gli ultimi quattro.</p>
<p>Sono perplessa.</p>
<p>Avevo letto il primo volume di Harry Potter anni fa, quando ero piccina, e l’avevo trovato tra il bruttino e l’insignificante. Riletto oggi è una schifezza. Lo stile è tanto sciatto e dilettantesco da essere al limite dell’illeggibile, la trama è evanescente, i personaggi insipidi. Certo, se si paragona <em>Harry Potter e la pietra filosofale</em> al tipico fantasy elfico, Harry Potter sembra un trionfo del fantastico, ma in assoluto non c’è niente di particolarmente originale o fantasioso. Senza andare lontano, ho trovato il primo volume di Percy Jackson scritto meglio, più divertente e più ricco di trovate.</p>
<p>Devo ammettere che il secondo volume della saga, <em>Harry Potter e la camera dei segreti</em>, è scritto molto meglio del primo. Forse la Rowling ha imparato, o forse, visto il successo, la casa editrice ha deciso di investire una manciata di sterline in un editor. Intendiamoci: è ancora uno stile da vergognarsi, ma almeno non si ha l’istinto di tirare il volume fuori dalla finestra.<br />
Gli altri difetti rimangono, con l’aggiunta di deus ex machina piccoli e grandi, fino alla farsa della fenice con spada &#038; cappello. Stendiamo un velo pietoso.</p>
<p>Nel terzo volume, <em>Harry Potter e il prigioniero di Azkaban</em>, lo stile continua a migliorare e a tratti raggiunge la decenza, ma non mancano alcuni strafalcioni atroci. Ne cito uno:</p>
<blockquote><p>Harry non aveva idea di  come fosse riuscito a tornare nella cantina di <em>Mielandia</em>, nel tunnel e infine al castello. Sapeva solo che il viaggio di ritorno gli era parso rapidissimo, e che si era a stento reso conto di quello che faceva, perché nella sua testa rimbombava ancora la conversazione che aveva appena ascoltato.</p></blockquote>
<p>Già, come ha fatto Harry Potter a tornare nel retrobottega di <em>Mielandia</em>? Per uscirne ha avuto bisogno di un colpo di fortuna (tanto per cambiare), ma entrare a occhio è molto più arduo. Così arduo che la Rowling si stringe nelle spalle e fa in modo che neanche il personaggio punto di vista sappia quello che è succeso. Roba a livello di Strazzu &#038; Troisi. Spazzatura indegna di qualunque romanzo pubblicato, che abbia venduto milioni di copie o no. Nota: per le ragioni che non posso riferire citate all’inizio sto leggendo in italiano; so che ci sono dei problemi di traduzione, ma sono andata a controllare con l’originale ed è lo stesso.</p>
<p>A parte le cadute di stile, abbiamo una trama ancora più sfilacciata e campata per aria dei volumi precedenti, con buchi logici da far spavento e la ciliegina sulla torta di una macchina del tempo per forzare il lieto fine. Mai vista una trovata tanto idiota e gestita male, trovata che rende irrilevanti le centinaia di pagine già lette dei primi volumi.<br />
E anche ammettendo che con la GiraTempo non si possa tornare più indietro di 24 ore e non abbia potere ricorsivo (per altro sono mie ipotesi, la Rowling non lo dice), qualcuno mi spiega perché la McGranitt non l’ha usata per acchiappare Sirius Black le prime due volte che è entrato al castello? Bastava tornare indietro di qualche ora e appostarsi in corridoio.<br />
Ed Hermione, che dovrebbe essere quella “intelligente”, ci tiene tanto a sottolineare che possono solo fare quello previsto e modificare solo di poco gli avvenimenti: è troppo alto il rischio di sbagliare! Hermione, tesoruccio della mamma, se qualcosa va storto non devi fare altro che tornare indietro un’altra volta. Non ci vuole un genio.<br />
A proposito di geni: qualcuno mi spiega perché Lupin, uno degli autori della Mappa del Malandrino, e dunque a conoscenza di tutti i passaggi segreti per entrare e uscire dal castello, non avverte chi di dovere del passaggio nella statua della strega orba? E perché deve prendere una pozione per evitare di trasformarsi? Non basta che rimanga chiuso in casa? Perché la Luna c’era già quando era alla Stamberga Strillante e quando ha percorso il tunnel sotterraneo, ma lui si è trasformato solo quando l’ha <em>vista</em> al diradarsi delle nuvole. Si bendava, finito il problema.<br />
E la vicenda incresciosa del grifone? Una creatura così intelligente da capire gli insulti in linguaggio umano ma alla quale non si può spiegare di muovere il culo e volare via perché se no rischia la decapitazione.<br />
E tutti quegli <em>Expelliarmus!</em> a destra e a manca che lasciano maghi che dovrebbero essere espertissimi disarmati? Ma legarsi la bacchetta al polso con una catenella? No, eh? Spezzare le bacchette magiche altrui una volta che le hai in mano? Girare con una <em>pistola</em>? Ché si fa molto prima a sparare che a parlare.<br />
Che boiata repellente!, con un livello di attenzione ai dettagli degno del fantasy italiano.</p>
<p>La trama di <em>Azkaban</em> fa acqua anche perché la storia manca di tensione: Harry Potter è uno stupidotto viziato a cui va sempre tutto bene, senza alcuno sforzo o quasi.<br />
Emblematico è l’inizio: Harry gonfia la zia e fugge da casa; è solo, di notte, senza soldi, senza più una casa tra i babbani (i “normali” esseri umani privi di poteri magici) e siccome ha usato la magia essendo minorenne sarà espulso da Hogwarts. Sono buone premesse, fanno venir voglia di continuare a leggere, ci si domanda come farà il nostro eroe a cavarsela. Vediamo il grande Harry Potter cosa si inventa!<br />
<strong>Niente.</strong><br />
Senza che muova un dito l’autobus magico lo raccoglie; senza che muova un dito il Ministro della Magia lo perdona e in sovrappiù gli offre vitto e alloggio. E tutto nel giro di poche pagine.<br />
Appena Harry Potter è in difficoltà il mondo corre ad aiutarlo, si piegano per lui persino le leggi della fisica (vedi macchina del tempo). D’altra parte Harry Potter è l’unico che fin da neonato ha resistito agli incantesimi di Voldemort (perché il mago più malvagio di tutti i tempi non poteva prendere un coltello da cucina e sgozzarlo – e per piacere non tiriamo in ballo che si tratta di un romanzo per bambini, ché anche “Cappuccetto Rosso” è per bambini), è il più giovane giocatore di Quidditch della storia di Hogwarts (il Quidditch, gioco dalle regole cretine pensate solo per dare <em>sempre</em> un ruolo decisivo a Harry), è pieno di soldi (che non guasta mai, eh!), e per gli altri il regolamento della scuola si applica, per lui si interpreta.</p>
<p>E forse questa è la chiave del successo della Rowling. Vedo molta vicinanza tra Harry Potter, Bella (la svampita protagonista di <em>Twilight</em>) e per rimanere dalle nostre parti i personaggi dei romanzi di Moccia e di Licia.</p>
<blockquote><p>«Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»</p></blockquote>
<p>Esclama Nihal in <em>Nihal della Terra del Vento</em>.<br />
Io ho l’impressione che un’ampia fascia di pubblico non voglia (più?) storie costruite in maniera “tradizionale” e basate sul conflitto, ma cerchi solo un personaggio con cui identificarsi e attraverso il quale vivere i propri sogni senza ostacoli. Niente di male. Il mio problema però è che trovo questo tipo di narrativa <em>noiosa</em>. È come giocare con un videogioco in cui non puoi mai morire: senza sfida che divertimento c’è? A quanto pare un sacco, viste le vendite della Rowling e della Meyer.</p>
<p>Ripeto: sono perplessa. Ho letto da molte parti che la saga di Harry Potter dovrebbe poter piacere anche agli adulti, ma lo trovo davvero difficile da credere. Se qualcuno si è sciroppato questi libri non a dodici anni, ma a venti o più, potrebbe spiegarmi come ha fatto a sopportarli?<br />
E per piacere, mantenete la discussione in termini più tecnici possibile. Si parla di stile, personaggi, ambientazione, trama, ecc. Le considerazioni morali <strong>non</strong> mi interessano. Per essere ancora più esplicita, visto anche un recente <em>flame</em> a proposito: se davvero Harry Potter spingesse i bambini al satanismo sarebbe una delle poche qualità di questi libri; la presenza di una certa vena razzista di molti maghi nei confronti dei babbani non mi fa né caldo né freddo.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>Il Manzoni scrive da cani</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 19:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marciume]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Fermo e Lucia]]></category>
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		<description><![CDATA[Volevo riprendere il discorso accennato nella nota all’articolo su Damon Knight. Lì ho affermato che al Liceo occorre fornire agli studenti strumenti e non nozioni: per illustrare il concetto farò un esempio, basato su fatti realmente accaduti. A me. A un certo punto, durante la soporifera lettura de I Promessi Sposi, la professoressa ci rifilò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo riprendere il discorso accennato nella <a href="/2011/03/17/cercando-il-meraviglioso-nei-posti-sbagliati/#cmp_nota_2">nota</a> all’articolo su Damon Knight. Lì ho affermato che al Liceo occorre fornire agli studenti strumenti e non nozioni: per illustrare il concetto farò un esempio, basato su fatti realmente accaduti. A me.<br />
A un certo punto, durante la soporifera lettura de <em>I Promessi Sposi</em>, la professoressa ci rifilò una serie di fotocopie. Erano su tre colonne, da una parte c’era un brano preso dal <em>Fermo e Lucia</em>, a fianco il brano corrispondente ne <em>I Promessi Sposi</em>, e nell’ultima colonna annotazioni sulle differenze.<br />
Perché io e i miei compagni siamo stati sottoposti a una simile tortura? Mai saputo, durante le ore di italiano sonnecchiavo e pensavo ad altro.<br />
Le fotocopie le ho stracciate, però ricordo abbastanza per ritrovare via Google i pezzi incriminati. Invece purtroppo non ricordo da quale libro fossero state prese le annotazioni, dunque quelle non posso riportarle fedelmente, ma non ha molta importanza per il discorso che voglio fare.</p>
<p>Primo brano, dal <em>Fermo e Lucia</em> (1821 – 1823):</p>
<blockquote><p>Sur una di quelle soglie stavasi ritta una donna il cui aspetto annunziava una giovinezza matura ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata ed offuscata da un lungo patire, ma non iscomposta; quella bellezza molle e delicata ad un tempo, e grandiosa, e, per così dire, solenne, che brilla nel sangue lombardo. I suoi occhi non davano lagrime, ma portavan segno di averne tante versate; come in un giardino antico e trasandato, una fonte di bianchissimi marmi che inaridita, tien tuttavia i vestigi degli antichi zampilli. V’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che raffigurava al di fuori un’anima tutta consapevole, e presente a sentirlo, e quel solo aspetto sarebbe bastato a rivolgere a sé gli sguardi anche fra tanta miseria; [...]</p></blockquote>
<p>Secondo brano, da <em>I Promessi Sposi</em> (1840 – 1842):</p>
<blockquote><p>Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c&#8217;era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un’anima tutta consapevole e presente a sentirlo.</p></blockquote>
<p>Non conosco abbastanza la letteratura del primo ottocento per dire se questo stile fosse lo stato dell’Arte nell’ambito nella narrativa; giudicando con i parametri odierni – i parametri che uso per le recensioni su questo blog – ci troviamo di fronte a una <strong>schifezza</strong>. Un testo del genere è al limite dell’illeggibile. E tra l’altro lo stile qui supporta un romanzetto rosa da quattro soldi (“Here is a book, equal in matter to any two of Cooper’s novels, and executed at least as well, which we receive at the moderate price of forty-two cents!” dalla recensione di E. A. Poe, e andate a chiedere a Mark Twain a proposito della qualità dei romanzi di Cooper&#8230;) non certo un’opera che allarga i confini dell’immaginario.<br />
Però bisogna ammettere che il Manzoni si è comportato da bravo pucciolotto e ci ha messo tanta buona volontà: le modifiche che ha effettuato hanno migliorato il testo. Segnalo le più significative:</p>
<ul>
<li>Nel <em>Fermo e Lucia</em> la donna è descritta impalata, ne <em>I Promessi Sposi</em> si dà una mossa, e come spiegato <a href="/2009/10/03/manuali-1-descrizioni/">nell’articolo sulle descrizioni</a>, questo è un fatto positivo.</li>
<p>
<li>Nel <em>Fermo e Lucia</em> c’è quella disgraziata similitudine tra le lacrime e gli zampilli della fontana: il Manzoni ha fatto benissimo a tagliarla, non si poteva proprio leggere.</li>
<p>
<li>Sono poi stati cambiati dei termini qui e là. Per esempio è sparito quell’inguardabile “per così dire”&#8230; purtroppo è invece rimasto il “non so che” che è una roba da dilettante senza talento. Manzoni, se non lo sai tu che ti spacci per scrittore, dovremmo saperlo noi? Chiarisciti le idee e poi scrivi, altro che “non so che”!</li>
</ul>
<p>Le annotazioni che accompagnavano le fotocopie erano di altro tenore, tranne la prima che ancora ricordo, perché già allora pensai: “Grazie tante, Capitan Ovvio!”. La prima annotazione diceva che nel <em>Fermo e Lucia</em> la donna era ferma mentre ne <em>I Promessi Sposi</em> la donna è in movimento. Punto. <strong>Non spiegava perché.</strong><br />
E infatti nella successiva interrogazione non dovevi fare alcun ragionamento, dovevi solo ripetere a pappagallo: “Le differenze tra il Fermo e Lucia e I Promessi Sposi sono questa e quest’altra. Nella scena che abbiamo studiato le differenze sono qui e lì.” Fine.<br />
Questo è un classico esempio di insegnamento <em>nozionistico</em>: ti inculcano un singolo elemento di informazione (o una serie di elementi) che di per sé non ha alcun valore, né alcuna utilità. Non hai imparato niente, se non forse la solita lezione: ripeti quello che il professore vuole sentirsi dire e non fare domande.<br />
Invece il professore dovrebbe <em>partire</em> dall’esempio di editing svolto dal Manzoni, <em>spiegare</em> perché una descrizione dinamica è migliore di una descrizione statica e <em>insegnare</em> agli studenti a fare altrettanto.<br />
All’interrogazione il professore non dovrebbe neanche nominarlo il Manzoni, invece dovrebbe scrivere alla lavagna una descrizione statica e chiedere allo studente di trasformarla in una dinamica. A quel punto lo studente ha <strong>imparato</strong> qualcosa. Quando leggerà il capitolo successivo de <em>I Promessi Sposi</em> (o di <em>Nihal della Terra del Vento</em>) non ci sarà più bisogno delle note.<br />
Sull’utilità o sul valore di questo strumento poi potremmo discutere, ma di sicuro ha più valore e più utilità della singola nozione. Così come sapere svolgere le addizioni ha molto più valore e utilità di sapere che la singola addizione 112 + 87 è uguale a 199.</p>
<p>La verità è che gli strumenti danno fastidio. Perché fanno sorgere domande, del tipo: “Come mai studiamo fino alla nausea un autore che scrive come un ritardato fuggito dalle fogne?”, “Come mai l’insegnante che ne sa meno di me dovrebbe giudicarmi?”, “Come mai abbiamo tra le mani queste annotazioni vomitate da un mentecatto?”, ecc.<br />
Che seccatura!<br />
Invece le nozioni sono una pacchia. Le nozioni sono “perché sì”, non hanno bisogno né di essere spiegate, né di avere una base razionale. È così e basta. O al massimo ci si appella all’Autorità: “Le annotazioni le ha scritte un Professore dell’Università di Vatte La Pesca!” Peccato che la deduzione sia: “L’Università di Vatte La Pesca è composta da incompetenti”, e  <strong>non</strong>: “Le note sono valide”.</p>
<p>Del resto non la si vede tutti i giorni questa manfrina? “Se l’editor di una Prestigiosa Casa Editrice™ dice che il romanzo è bello allora è bello”, “Se il critico sul Famoso Quotidiano Nazionale™ dice che il romanzo è bello allora è bello”, “Se l’autore pubblicato dalla Prestigiosa Casa Editrice™ recensisce sul Famoso Quotidiano Nazionale™ il romanzo di un suo collega, allora il romanzo è strabello!”<br />
Questo modo di pensare degno di un macaco è anche frutto degli “insegnamenti” al Liceo. Del miscuglio nozioni + autorità invece di strumenti + ragionamento.</p>
<p>Perciò la mia modesta proposta è di cambiare il modo di insegnare l’italiano nei Licei. Non si deve studiare la letteratura in sé (o peggio ancora la storia della letteratura); lo studio della letteratura deve essere solo un mezzo per dare agli studenti gli strumenti minimi con i quali esprimere le proprie idee e analizzare le idee degli altri.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Rispondo a qualche osservazione sollevata nei commenti all’articolo su Knight:</p>
<p><strong>Gamberetta, la tua idea è buona, ma manca il tempo.</strong><br />
&bull;&nbsp;Secondo me di tempo ce n’è fin troppo, basta non sprecarlo. Lo spreco di tempo deriva da due fattori: da un lato il fatto che gli studenti si <strong>annoiano a morte</strong> di fronte a un approccio nozionistico, e dunque bisogna ripetere all’infinito le stesse cose; dall’altro che si insegnano un sacco di cose inutili – il pensiero filosofico degli scrittori (al massimo è roba per filosofia), il contesto sociale/storico (roba specialistica), la minuziosa disamina delle opere (se dai gli strumenti non hai bisogno di entrare ogni volta in dettagli), <strong>cretinate</strong> come la parafrasi delle poesie&#8230; ecco, se c’è un’attività che dimostra quanto il Liceo sia stupido è la parafrasi delle poesie.<br />
Le poesie, per loro natura, sono <em>literary fiction</em>, ovvero una forma d’arte nella quale stile e contenuto sono indissolubilmente legati. Fare la parafrasi di una poesia è come prendere un quadro, grattare via il colore, e rimettere insieme le scagliette a riprodurre un disegno che abbia una vaga somiglianza con l’originale. Qualcuno sa spiegarmi a cosa dovrebbe servire?<br />
Mi rispondo da sola: <strong>a niente</strong>.<br />
Serve solo a dimostrare agli insegnanti che si è pronti a svolgere a comando un’attività inutile e noiosa. “Brava Chiara, continua a fare come ti viene detto senza domandarti se quello che fai ha un senso, e farai carriera!”</p>
<p><strong>Gamberetta, la tua idea è buona, ma richiede troppi soldi.</strong><br />
&bull;&nbsp;Richiede solo corsi di aggiornamento per gli insegnanti di italiano. Non ci sono i soldi? Pazienza, vorrà dire che gli studenti subiranno ancora questa generazione di professori e cominceranno il nuovo programma con la generazione successiva.</p>
<p><strong>Gamberetta, tu non capisci: se cento anni di critica letteraria dicono che il Manzoni è un genio chi sei tu per affermare il contrario?</strong><br />
&bull;&nbsp;Evidentemente sono una persona che ha maggiori conoscenze riguardo la narrativa di cento anni di critica letteraria. Non è mica strano. Qualunque studente al primo anno di fisica ne sa di più sull’argomento di Aristotele, San Tommaso, Sant’Agostino e altri Giganti del Pensiero™ messi assieme.</p>
<p><strong>Gamberetta, hai avuto brutte esperienze al Liceo e vuoi solo sfogarti.</strong><br />
&bull;&nbsp;Sì, voglio sfogarmi, e con questo? Il mio ragionamento non cambia di una virgola. </p>
<p>Nota finale per i troll pro Manzoni: evitate pure di commentare, tanto non sprecherò mezza parola per rispondervi.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>Mi piace la spazzatura?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 20:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Regolarmente ricevo spam dalle case editrici. Si tratta di comunicati stampa che annunciano l’uscita del tal romanzo, la traduzione del tale autore, l’organizzazione di una presentazione per il lancio dell’opera di mister X o mister Y, roba del genere. Sono le famose “notizie” che altri siti rivomitano ogni giorno: in realtà parliamo di una forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Regolarmente ricevo spam dalle case editrici. Si tratta di comunicati stampa che annunciano l’uscita del tal romanzo, la traduzione del tale autore, l’organizzazione di una presentazione per il lancio dell’opera di mister X o mister Y, roba del genere.<br />
Sono le famose “notizie” che altri siti rivomitano ogni giorno: in realtà parliamo di una forma di pubblicità, e neanche tanto mascherata.<br />
Quello che mi innervosisce, oltre al fatto di non aver mai chiesto di ricevere ‘sta fuffa, è che le case editrici cercano pubblicità <strong>gratuita</strong>. Tipo quella casa editrice che chiude le mail-comunicato con:</p>
<blockquote><p>Scarica qui la scheda editoriale completa<br />
Nella DOWNLOAD AREA troverete tutti i materiali necessari al vostro prezioso lavoro di segnalazione!<br />
Vi auguro buon lavoro!</p></blockquote>
<p>Anime belle, mi spiegate perché dovrei svolgere un <strong>prezioso lavoro</strong> (parole vostre) a vostro vantaggio senza essere pagata? Pubblicate opere degne e saranno segnalate, altrimenti fate un’offerta monetaria e se ne può parlare – ma probabilmente la risposta sarà no perché a me la pubblicità fa schifo.</p>
<p>Il colmo è arrivato qualche giorno fa. Ricevo una mail sconclusionata da una tizia di Mondadori Libri che magnifica le doti dell’app per iPad de <em>Le Creature del Mondo Emerso</em> di Licia Troisi. Ora, capisco benissimo che questo, essendo spam, è spedito a pioggia senza neanche sapere a chi appartengano gli indirizzi dei destinatari, lo stesso è patetico che un rappresentate di Mondadori venga da <strong>me</strong> a cercare pubblicità in favore delle porcherie di Licia.<br />
Rispondo alla tizia in questione che non sono interessata e per piacere di non mandarmi più niente. Lei conferma che farà così. Ottimo. Passa una decina di giorni e oggi un’altra tizia, questa volta di Mondadori Social Media, mi manda una mail che ha per oggetto:</p>
<blockquote><p>Ti piace Licia Troisi?</p></blockquote>
<p>Ma&#8230; WTF?<br />
La “notizia” sarebbe che Mondadori, per diffondere la lieta novella dell’app per iPad di cui sopra, ha preparato dei badge e:</p>
<blockquote><p>Se sei anche tu fan di Licia Troisi, se ti senti anche tu una creatura del mondo emerso o se sei semplicemente un&#8217;appassionata di fantasy, scarica il codice per embeddare il badge o invita i tuoi lettori a farlo.</p></blockquote>
<p><strong>No</strong>, non sono fan di Licia Troisi. Non sono mica scema. Come ti permetti di insinuare una roba del genere?<br />
<strong>No</strong>, non mi sento una creatura del mondo emerso. Non sono una cerebrolesa. Come ti permetti di insinuare una roba del genere?<br />
<strong>No</strong>, non mi sogno neanche di proporre ai miei lettori il badge. Io ho rispetto per le persone che mi seguono. Come ti permetti di insinuare il contrario?</p>
<p>Tizie di Mondadori: basta spam e basta prendere per i fondelli. Non si spediscono mail alla cazzo senza neanche spendere cinque minuti per verificare se la destinataria potrebbe essere interessata. Un minimo di civiltà. Grazie.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>Copioni</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/08/copioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 20:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Creative Commons]]></category>
		<category><![CDATA[Mega]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Twilight]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando è aperto il blog, i miei articoli sono stati spesso scopiazzati in giro per il web, in particolare la recensione di Twilight e quelle dedicate a Licia. Qualche volta non si è fatto neanche lo sforzo di copiare giusto (per esempio inserendo gli spoiler senza il javascript per farli funzionare), altre volte non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando è aperto il blog, i miei articoli sono stati spesso scopiazzati in giro per il web, in particolare la recensione di <em>Twilight</em> e quelle dedicate a Licia. Qualche volta non si è fatto neanche lo sforzo di copiare giusto (per esempio inserendo gli spoiler senza il javascript per farli funzionare), altre volte non è stata citata la fonte.<br />
Non ho mai detto niente perché non sono vanitosa. Mi interessa di più che le mie idee si diffondano piuttosto che vengano attribuite a me in particolare – ma, attenzione: il fatto che io non sia pignola non vuol dire che è giusto copiare senza attribuzione. Siete tenuti a rispettare la licenza Creative Commons del blog: se copiate (vostro diritto sancito dalla licenza) è <strong>dovere</strong> specificare che l’articolo originale è mio.<br />
Al mio non dire niente c’è un limite. Il limite è il commerciale. Se copiate da me e poi vi fate pagare non va più bene.</p>
<p>La pagina qui sotto è presa da una rivista cartacea a pagamento, “Mega” numero 160, pubblicata da Alastor.</p>
<p align="center"><a href="/wp-content/sss_mega160.jpg" rel="lightbox" title="Mega numero 160"><img src="/wp-content/sss_mega160_thumb.jpg" alt="Mega numero 160" /></a><br />
<em>Copioni Suck. Clicca per ingrandire</em></p>
<p>Dato che non si legge benissimo, riporto i paragrafi incriminati, scritti da tale Raffaele Martinelli:</p>
<blockquote><p>Vediamo cosa comporta essere vampiri nell’universo di Twilight: i vampiri sono tutti bellissimi, per citare la protagonista: “bellezza assurda&#8230; sovrannaturale&#8230; dio greco”, ecc. ecc.<br />
Essere vampiri implica l’immortalità. Avere forza, agilità e resistenza molto superiori a quelle umane. Avere i sensi molto più sviluppati e quando si compie la mutazione si ottiene anche un potere bonus: c’è chi predice il futuro, chi può influenzare lo stato d’animo altrui e il protagonista è un telepatico. I vampiri dell’universo di Twilight non devono neanche temere la luce del sole, non temono croci, aglio, acqua santa, non temono niente. In più non sono neppure obbligati a bere sangue umano, possono sopravvivere nutrendosi di animali.<br />
Perciò la domanda è: perché non diventano tutti vampiri?<br />
Ho ragionato su questo particolare: Edward è nato nel 1901, è diventato vampiro nel 1918, la storia è ambientata nel 2005, Edward è ancora al Liceo! Diventare vampiri nell&#8217;universo di Twilight fa diventare dei ritardati mentali!</p></blockquote>
<p>Le stesse parole della <a href="/2007/12/08/recensioni-romanzo-twilight/">mia recensione</a> di <em>Twilight</em>.</p>
<p>Ora, se fossi una compagnia discografica o l’<a href="http://nielsenhayden.com/makinglight/archives/010341.html">Associated Press</a> dovrei denunciare e chiedere i danni. Non lo farò, non ne vale la pena.<br />
Dunque perché ne parlo? Per ribadire che un comportamento del genere è sbagliato. <strong>Non è tollerabile</strong>. Il fatto che questa volta ci passi sopra, non significa che chiuderò un occhio anche la prossima.<br />
Siete pregati di leggere le FAQ al <a href="/faq-sui-gamberi/#faq_ask_15">punto appropriato</a> e rispettare la licenza. Grazie.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Qualcuno potrebbe pensare che sia ipocrita a parlare così data la mia posizione contro il copyright e date le mie segnalazioni di libri che compiano su emule o su altre reti P2P. Ma vorrei far notare che:<br />
&bull;&nbsp;Non mi sogno neanche di attribuirmi la paternità dei romanzi che segnalo.<br />
&bull;&nbsp;I romanzi su emule sono distribuiti <em>gratuitamente</em>.<br />
Un conto è distribuire liberamente informazioni a favore di tutti, un conto è guadagnare alle spalle del legittimo autore.</p>
<hr />
<strong>EDIT del 14 aprile 2011.</strong> Il signor Martinelli si è scusato (vedi riproduzione della pagina qui sotto) e direi che il caso è chiuso. </p>
<p align="center"><a href="/wp-content/sss_scuse.jpg" rel="lightbox" title="Pagina di scuse"><img src="/wp-content/sss_scuse_thumb.jpg" alt="Pagina di scuse" /></a><br />
<em>Scuse. Clicca per ingrandire</em></p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Ringrazio Alex Frost per aver segnalato il problema e per aver digitalizzato la pagina della rivista. Ringrazio Daniele per la scansione delle scuse.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<item>
		<title>La qualità di FantasyMagazine – Aggiornamento</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/03/la-qualita-di-fantasymagazine-aggiornamento/</link>
		<comments>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/03/la-qualita-di-fantasymagazine-aggiornamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 18:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marciume]]></category>
		<category><![CDATA[astronavi fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Donati]]></category>
		<category><![CDATA[FantasyMagazine]]></category>
		<category><![CDATA[Kinzica]]></category>
		<category><![CDATA[Seventy-Two Letters]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
		<category><![CDATA[steampunk]]></category>
		<category><![CDATA[The Warlord of the Air]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, mi lamentavo della qualità ridicola di un recente articolo di FantasyMagazine dedicato allo steampunk. Facevo anche notare che non era l’unico obbrobrio, per esempio indicando un altro articolo di maggio anche quello ripieno di errori. A più di una settimana dalla pubblicazione dell’articolo sullo steampunk, l’articolo stesso è stato modificato e l’autrice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, mi <a href="/2010/10/29/la-qualita-di-fantasymagazine/">lamentavo</a> della qualità ridicola di un recente articolo di FantasyMagazine dedicato allo steampunk. Facevo anche notare che non era l’unico obbrobrio, per esempio indicando un altro articolo di maggio anche quello ripieno di errori.</p>
<p>A più di una settimana dalla pubblicazione dell’articolo sullo steampunk, l’articolo stesso è stato modificato e l’autrice ha dichiarato nei commenti:</p>
<blockquote><p>Articolo corretto.</p></blockquote>
<p>Peccato che <strong>non</strong> sia vero. L’articolo <strong>non</strong> è corretto. Rimangono errori già segnalati da me e dal Duca, e rimangono errori che la prima volta non avevamo segnalato.<br />
Questo indica che non è vero che Kinzica (o chi per lei) si è documentata e ha sistemato di conseguenza, indica che Kinzica ha solo copiato <em>male</em> da me e dal Duca. Naturalmente senza ringraziare e senza citarci, in spregio alla licenza di entrambi i blog.</p>
<p>Esempio di errore già segnalato e ancora presente:<br />
– Si continua a sostenere che in <em>The Warlord of the Air</em> ci siano astronavi. Potete leggere il pezzo di Moorcock qui sotto.</p>
<table align="center" border="0" cellpadding="1" cellspacing="1">
<tbody>
<tr>
<td align="center" valign="bottom"><a href="/wp-content/sss_steam_m1.jpg" rel="lightbox[Pagine di The Warlord of the Air]" title="Pagina 13"><img src="/wp-content/sss_steam_m1_thumb.jpg" alt="Pagina 13" /></a></td>
<td align="center" valign="bottom"><a href="/wp-content/sss_steam_m2.jpg" rel="lightbox[Pagine di The Warlord of the Air]" title="Pagine 14-15"><img src="/wp-content/sss_steam_m2_thumb.jpg" alt="Pagine 14-15" /></a></td>
<td align="center" valign="bottom"><a href="/wp-content/sss_steam_m3.jpg" rel="lightbox[Pagine di The Warlord of the Air]" title="Pagina 16"><img src="/wp-content/sss_steam_m3_thumb.jpg" alt="Pagina 16" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="center"><em>Il pezzo di Michael Moorcock nell&#8217;antologia Steampunk. Clicca per ingrandire</em></p>
<p>Kinzica, dove sono le astronavi? Sono <em>dirigibili</em> e <em>aerei</em>. <strong>Non</strong> astronavi.</p>
<p>Esempio di errore non segnalato in precedenza e ancora presente:<br />
– Kinzica scrive:</p>
<blockquote><p>Non manca l’eccezionale Ted Chiang con <em>Seventy-Two Letters</em>: un mondo dove certi nomi impressi su oggetti inorganici (e anche organici, a volte) possono donare movimento e persino la vita.</p></blockquote>
<p>No, stellina. Il punto del racconto è proprio che <strong>non</strong> si possono imprimere nomi sulla materia organica (vedi pagina 183 nell’antologia). Perciò “anche organici, a volte” proprio per niente. Si può poi discutere se alla fine del racconto i personaggi abbiano superato questa limitazione, ma la premessa rimane che <strong>non</strong> sono animabili gli “oggetti organici” con la nomenclatura.</p>
<p>Naturalmente ci sono altri errori ancora (già segnalati e non) e rimangono quelle frasi che con un eufemismo Emanuele Manco (responsabile di FantasyMagazine) chiama “la nostra visione” e “impostazione critica” ovvero stupidaggini senza capo né coda come il rapporto con Tolkien o il legame tra “forza vapore” e Slipstream.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Diversi hanno sostenuto che io e il Duca siamo stati troppo duri, che avremmo dovuto essere più gentili e rispettosi. A parte che abbiamo dato prova di rara educazione e correttezza, cosa avremmo ottenuto a essere ancora più rispettosi e gentili? <strong>Niente</strong>.<br />
Prova ne sia che il giorno stesso della pubblicazione dell’articolo sullo steampunk, nei commenti, “Melian” aveva già fatto rilevare alcuni errori (per esempio che <em>The Windup Girl</em> non c’entra niente con lo steampunk) e “Melian” era stata gentilissima. Risultato: <em>The Windup Girl</em> è rimasto lì per giorni, fino alla “correzione” di ieri. Se io e il Duca fossimo stati zitti, l’articolo non sarebbe stato modificato di una virgola.<br />
Com’è successo con l’articolo di VanderMeer. Quello era lì sbagliato dal 19 maggio. Mesi e mesi di disinformazione nel menefreghismo di Kinzica e della redazione. E tra l’altro anche quell’articolo contiene ancora errori oggettivi.</p>
<p>E questi sono nient’altro che i sintomi della vera malattia.<br />
La vera malattia è che Kinzica scrive un articolo senza leggere i libri citati e non le sembra sbagliato. La vera malattia è che Emanuele Manco è responsabile di una rivista di narrativa fantastica e ammette candidamente di non aver mai letto niente di steampunk (sottogenere che non è stato proprio “inventato” ieri&#8230;)<br />
L’ignoranza come vessillo, l’incompetenza come vanto.</p>
<p>Ciliegina sulla torta, FantasyMagazine si compiace di essere una testata giornalistica regolarmente registrata. C’è proprio da esserne orgogliosi.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Pagine “congelate” dell’articolo sullo steampunk al momento in cui scrivo: <a href="http://www.freezepage.com/1288810645KRETDAIXXO">1</a>, <a href="http://www.freezepage.com/1288810568ZFWBTTDXRI">2</a>.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>La qualità di FantasyMagazine</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/10/29/la-qualita-di-fantasymagazine/</link>
		<comments>http://fantasy.gamberi.org/2010/10/29/la-qualita-di-fantasymagazine/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 11:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marciume]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Donati]]></category>
		<category><![CDATA[FantasyMagazine]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff VanderMeer]]></category>
		<category><![CDATA[Kinzica]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
		<category><![CDATA[steampunk]]></category>

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		<description><![CDATA[FantasyMagazine è nota per la disonestà delle sue recensioni. Quando parliamo di autori italiani sono anni e anni che non si vede una recensione decente. Non lo giustifico ma lo posso capire: l’editoria fantasy italiana va avanti a furia di scambi di favori, non è il caso essere “scortesi”. Ripeto: non lo giustifico ma capisco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FantasyMagazine è nota per la disonestà delle sue recensioni. Quando parliamo di autori italiani sono anni e anni che non si vede una recensione decente. Non lo giustifico ma lo posso capire: l’editoria fantasy italiana va avanti a furia di scambi di favori, non è il caso essere “scortesi”.<br />
Ripeto: <strong>non</strong> lo giustifico ma capisco perché succede.</p>
<p>Invece proprio non capisco che senso abbia scrivere stupidate negli articoli di “approfondimento”, come l’ultimo, inqualificabile, <a href="http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/13298/1/steampunk-ovvero-come-sarebbe-stato-diverso-il-p/">dedicato allo steampunk</a>. <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/10/29/disinformati-e-contenti-fm-sullo-steampunk/">Qui</a> potete leggere l’analisi del Duca.</p>
<p>Visto che il Duca si è stufato a pagina 1 dell’articolo incriminato, aggiungo io <em>qualche</em> nota riguardo pagina 2:</p>
<blockquote><p>Alcuni esempi steampunk sono nella <em>Steampunk Anthology</em> (2008) curata dai “Vandermeers”, Jeff e Anne</p></blockquote>
<p>L’antologia si chiama solo <em>Steampunk</em>, non “Steampunk Anthology”; la moglie di VanderMeer si chiama Ann e non Anne; e a essere precisi VanderMeer andrebbe scritto con la M maiuscola.<br />
Piccoli errori, d’accordo, ma ci vuole così tanto a verificare il titolo corretto di un libro e dei suoi autori?<br />
A quanto pare per l’autrice (Cristina Donati alias Kinzica) ci vuole proprio così tanto. Come dimostra questo <a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/12229/jeff-vandermeer-pubblicato-da-elara/">suo altro articolo</a> (<a href="http://www.freezepage.com/1288349121GXFQPDYHAR">freezepage</a>): <em>City of Saints and Madmen</em> è storpiato in “City of Saints and Mads” e <em>The Third Bear</em> è storpiato in “Big Bad Bear” (inoltre, cara autrice, <em>The Third Bear</em> è una raccolta di racconti, non è il terzo romanzo ambientato ad Ambergris, quello è <em>Finch</em>; ed è stato <em>Finch</em> candidato al Nebula 2009 – solo 2009, non 2009/2010, il premio Nebula non è come la stagione del campionato di lancio del mongoloide).</p>
<p>Segue poi un elenco parziale dei racconti presenti nell’antologia (perché non sono indicati tutti?) da cui si evince che l’autrice dell’articolo parla di un libro che <strong>non</strong> ha letto.<br />
Ora, non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma lo spiego perché a quanto pare io vivo su un altro pianeta. Dunque, se parli di un libro in un articolo hai due possibilità:<br />
1) Esprimi le tue considerazioni a ragion veduta avendo letto il libro in questione.<br />
2) Riporti le considerazioni altrui: “Come fa notare il Critico tal dei tali, il libro parla di questo e quest’altro”.<br />
Non metti parole a vanvera, tipo:</p>
<blockquote><p>e Michael Moorcock, padrino dello steampunk, con un brano di <em>The Warlord of the Air</em>, collocato in un universo edoardiano alternativo dove volano astronavi e la Grande Guerra non è mai scoppiata.</p></blockquote>
<p>Quali astronavi? Il brano in questione parla dell’invenzione di macchine volanti più pesanti dell’aria, ovvero di comunissimi <strong>aerei</strong>. Non c’è nessun viaggio tra gli astri. A proposito del periodo edoardiano: Edoardo VII è morto nel 1910, la storia è ambientata nel 1973.</p>
<p>D’altra parte quando più avanti l’autrice parla di un libro che ha letto (o almeno così sostiene nei commenti all’articolo stesso) dice ugualmente stupidaggini:</p>
<blockquote><p>Prodotto per un target molto young, <em>Leviathan</em> di Scott Westerfeld è invece una rivisitazione infantile dello steampunk, di cui riprende i clichè <em>ad usum delphini</em>: niente vapore, ma motori diesel per mezzi meccanici un po’ Tranformers della Lego, e un curioso sistema di propulsione “fisiologico” nelle bio-macchine  loro antagoniste.</p></blockquote>
<p>I mezzi meccanici dei Clanker non hanno molto a che vedere con i Transformers, visto che non si trasformano in un bel <strong>niente</strong>. I Transformers non sono della Lego, anzi, la Lego non ha neanche una linea di giocattoli dedicata al tema.<br />
E si può sapere quale sarebbe il “curioso sistema di propulsione fisiologico”? Gli animali ingegnerizzati dai Darwinisti usano ali e zampe, mentre la <em>Leviathan</em> si muove usando motori meccanici.</p>
<blockquote><p>Il genere ha un notevole potere mutageno e  un immediato potere contaminante, generando spinte narrative che si distaccano definitivamente dal modello Tolkeniano.</p></blockquote>
<p>No, davvero, ma come si fa a scrivere roba del genere? Da una parte le solite frasi vuote che non vogliono dire un’emerita mazza (potere mutageno? potere contaminante? Accidenti, <em>immediato</em> potere contaminante, mi sa che leggendo steampunk mi sono già beccata qualche brutta malattia), dall’altra Tolkien che c’entra come i cavoli a merenda.<br />
Quando mai lo steampunk ha avuto “spinte narrative” che invece si avvicinavano a Tolkien? Non si può “staccare definitivamente” perché non è mai stato attaccato, né vicino.</p>
<blockquote><p>La forza vapore anima i sotterranei di altre diramazioni, una sorta di “organismi diabolicamente modificati” che, sempre negli anni ’90 e seguenti, si chiamano <em>New Weird</em>, <em>Steam Fantasy</em>, <em>Slipstream</em> e forse in altri modi ancora.</p></blockquote>
<p>La “forza vapore” anima il New Weird? Sul serio? Pensa te che non me ne sono mai accorta. Io – ingenua! – credevo che ad animare il New Weird ci fosse il weird, ma evidentemente è la “forza vapore”. E lo Slipstream cosa cribbio c’entra? Diosanto&#8230;</p>
<p>Evito un’analisi dei romanzi successivamente citati: basti dire che forse solo le <strong>prime pagine</strong> di <em>Cuore d’Acciaio</em> hanno un minimo di senso se si parla di steampunk.</p>
<blockquote><p>Nel complesso, la percezione è che ogni cosa si mescoli e strabordi dal proprio contenitore</p></blockquote>
<p>Anch’io ho questa impressione. Lascio all’immaginazione del lettore la similitudine con i servizi igienici ostruiti e gli escrementi.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Naturalmente la redazione di FantasyMagazine si è ben guardata dal fare il minimo controllo. D’altronde FantasyMagazine “ha scopo principalmente informativo” e nell’articolo dedicato allo steampunk di informazioni ce ne sono a mucchi. Sbagliate dalla prima all’ultima, ma non cerchiamo il pelo nell’uovo.</p>
<p><strong>EDIT del 3 novembre 2010:</strong> <a href="/2010/11/03/la-qualita-di-fantasymagazine-aggiornamento/">Aggiornamento</a>.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>Hai diritto a baciarmi i piedi</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/10/10/hai-diritto-a-baciarmi-i-piedi/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 22:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marciume]]></category>
		<category><![CDATA[consigli utili]]></category>
		<category><![CDATA[disprezzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori arroganti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; dopo aver speso venti euro per comprare il mio romanzo. Questo è quello che pensano gli scrittori di fantasy nostrani. La loro idea è che il pubblico sia una massa di idioti che oltre a pagare deve anche complimentarsi, ogni altro commento è disdicevole. Non è un atteggiamento nuovo. Supponenza e disprezzo sono anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; dopo aver speso venti euro per comprare il mio romanzo. Questo è quello che pensano gli scrittori di fantasy nostrani. La loro idea è che il pubblico sia una massa di idioti che oltre a pagare deve anche complimentarsi, ogni altro commento è disdicevole.<br />
Non è un atteggiamento nuovo. Supponenza e disprezzo sono anni che fanno parte del codice genetico di certi scribacchini. Però ogni volta c&#8217;è qualcuno che riesce a far peggio, che riesce a sembrare ancora più arrogante degli altri.<br />
Per esempio un&#8217;Autrice che non nomino (non voglio più farle pubblicità) ci spiega come si dovrebbero comportare i lettori nell&#8217;esprimere il loro parere sui libri. Beninteso, regole di comportamento che hanno come scopo l&#8217;utile:<br />
<blockquote>Chiedo troppo? Forse sì. Ma, ripeto, non sarebbe più utile per tutti noi?</p></blockquote>
<p>Vediamo se sarebbe più utile &#8220;per tutti noi&#8221;&#8230;</p>
<p style="font-size:medium"><strong>Punto 1</strong></p>
<blockquote><p>- non attaccare la persona dell&#8217;autore (non solo accusandolo di avere problemi di prostata, come nel caso di Moresco, ma dandogli del pazzo, dell&#8217;ignorante, del visionario, della zoccola e via dicendo). Succede troppo spesso, e succede su aNobii.</p></blockquote>
<p>Questa è la vecchia storia de &#8220;il rispetto della persona innanzi tutto&#8221;. Su un piano teorico potrei essere d&#8217;accordo, ma guardiamo come funzionano le cose in pratica: in pratica un sacco di autori non hanno alcun rispetto per i lettori, dunque perché i lettori dovrebbero avere rispetto per gli autori?<br />
Siete al ristorante e la zuppa ha un sapore strano. Vi alzate per andare a protestare con il cuoco. Arrivate sulla soglia della cucina e vedete il cuoco che si cala i pantaloni e piscia nella pentola. Come reagite?<br />
&#8220;Oh, ma non bisogna <strong>mai</strong> attaccare la persona. Spiegherò al buon cuoco che la zuppa non è di mio gradimento.&#8221;<br />
Sul serio?<br />
Per me finisce a botte.<br />
E di scrittori fantasy italiani che pisciano nella zuppa sono piene le librerie. Perché dovrei rispettare una persona che mi chiede venti euro per un prodotto fatto col culo? Da me avrà solo disprezzo, ed è giusto così.<br />
Ma guardiamo al lato utilità. Un giudizio del tipo: &#8220;L&#8217;autore Tal Dei Tali è un idiota ignorante&#8221; è utile? Certo! Perché mi dice implicitamente di stare lontana da tutti i libri scritti da Tal Dei Tali. Se il giudizio è motivato e/o mi fido di chi lo esprime si tratta di un giudizio utilissimo. In Italia vengono pubblicati 60.000 libri all&#8217;anno, ogni giudizio che fa selezione è un giudizio utile.</p>
<p style="font-size:medium"><strong>Punto 2</strong></p>
<blockquote><p>- non attaccare il testo a partire da presunte supposizioni (l&#8217;editore l&#8217;ha pubblicato perchè è un furbo, perchè ci prende per cretini, perchè è lo zio dell&#8217;autore).</p></blockquote>
<p>Questo punto è confuso, a partire dal fatto che non è chiaro quali supposizioni non siano presunte. Comunque non vedo il problema di far notare che un autore è lo zio dell&#8217;editore, o di far notare che l&#8217;editore dimostra di prendere per cretini i lettori, o di far notare &#8220;furbizie&#8221; dell&#8217;autore o dell&#8217;editore. Sono fatti che possono essere utili per farsi un&#8217;idea se valga la pena o no leggere il romanzo in questione.</p>
<p style="font-size:medium"><strong>Punto 3</strong></p>
<blockquote><p>- non dire mai &#8220;io avrei fatto così&#8221;: svilisce immediatamente il giudizio, e anche il giudicante. A meno che il giudicante non sia davvero in grado di riformulare una frase o una trama con strumenti più che validi. Ma è molto raro, e in genere chi possiede quegli strumenti non ricorre a questo tipo di critica.</p></blockquote>
<p>Questo è il mio punto preferito! È un concentrato di stupidaggini che a farlo apposta non riesci a ficcarne così tante in così poche righe.<br />
Siamo in cucina. Il nostro cuoco sta pisciando nella zuppa. Gli dite (con il massimo della gentilezza, vedi il punto uno, non si attacca mai la persona): &#8220;Scusatemi se vi interrompo, signor cuoco. Vorreste avere la gentilezza di ascoltare questo mio umile consiglio: forse, ma per carità è parere personale, non dovreste pisciare nella zuppa. Io, se mai mi trovassi nella vostra posizione &#8211; non che questo sia possibile, dato che non ho né il vostro talento, né la vostra preparazione &#8211; non piscerei nella zuppa.&#8221;<br />
Bene, indovinate? Questa reazione vi sta svilendo&#8230; Come diavolo vi permettere di dire al cuoco quello che dovrebbe fare in cucina? Vergogna!</p>
<p>Per tornare al fantasy. Presente Chiara Strazzulla in arte Strazzu? L&#8217;autrice de <a href="/2008/07/03/il-crepuscolo-del-fantasy/"><em>Gli Eroi del Crepuscolo</em></a>, quella che scrive a forza di starnuti. Ora, se le dico: &#8220;Io scene con gli elfi gay che fanno i bagni nella schiuma non le avrei messe&#8221; mi sto svilendo.<br />
Dovete sempre tenere bene a mente: qualunque autore pubblicato è meglio di voi. Dovete pagare venti euro per il moccio della Strazzu ed esserne felici.<br />
Ci sarebbe una via di fuga: &#8220;A meno che il giudicante non sia davvero in grado di riformulare una frase o una trama con strumenti più che validi.&#8221;<br />
Ma&#8230;<br />
&#8220;Ma è molto raro, e in genere chi possiede quegli strumenti non ricorre a questo tipo di critica.&#8221;<br />
Colpo di genio! Così se dico che io non piscerei nella zuppa in automatico non so di ciò che parlo perché &#8220;chi possiede gli strumenti&#8221; non ricorre a questo tipo di critica.<br />
Sarà vero?<br />
Qualche esempio: in <em>Plot</em> Ansen Dibell contesta la trama di <em>Moby Dick</em>, lui avrebbe fatto diverso. In <em>Self-Editing for Fiction Writers</em> gli autori contestano alcune caratteristiche dello stile di Dostoevskij, loro avrebbero fatto in altro modo.<br />
Però sono quasi convinta che l&#8217;Autrice pensi che chi scrive manuali di scrittura non se ne intenda di narrativa. Cosa dire allora di Henry James che contesta il romanzo di H.G. Wells <em>The New Machiavelli</em>? Il romanzo è scritto in prima persona, ma Henry James pensa che sia uno sbaglio, andava scritto in terza. Lui avrebbe fatto così. Per tacere delle celeberrime critiche di Mark Twain a Fenimore Cooper.</p>
<p>A un livello più profondo &#8220;io avrei fatto così&#8221; è uno dei motori dell&#8217;arte. Si prendono opere già esistenti, idee sviluppate da altri e le si cambia e le si mescola. &#8220;Io avrei fatto così&#8221; e nasce una nuova opera.<br />
Dunque l&#8217;atteggiamento del &#8220;io avrei fatto così&#8221; è quanto di più <strong>utile</strong> possa esistere nel campo della narrativa.<br />
Senza contare che la situazione del fantasy italiano è tanto disgraziata che gli autori hanno da imparare da <em>chiunque</em>, e dovrebbero prestare attenzione ai consigli di <em>chiunque</em> si prenda la briga di darglieli. Magari potrebbero anche ringraziare.</p>
<p style="font-size:medium"><strong>Punto 4</strong></p>
<blockquote><p>- motivare, anche con una riga. Mi piace perchè ho sentito vicino quel personaggio. Non mi piace perchè la trama è poco avvincente. Ma motivare.</p></blockquote>
<p>Motivare, ma non troppo, eh. Giusto una riga, ché se si motiva troppo ci si avvicina pericolosamente al supponente &#8220;io avrei fatto così&#8221;.<br />
Concordo con l&#8217;Autrice e propongo il mio esempio: &#8220;Il romanzo fa schifo perché lo ha scritto un imbecille&#8221;.</p>
<p style="font-size:medium"><strong>Punto 5</strong></p>
<blockquote><p>- se ci sono scelte stilistiche non tradizionali e non gradite, possibilmente dire che sono lontane dai propri gusti, ma non dare dell&#8217;analfabeta all&#8217;autore. E&#8217; capitato a un&#8217;autrice che mi è cara, che non usa le virgolette per scelta, di ritrovarsi brani del libro su aNobii rivirgolettati dalla lettrice, che diceva &#8220;ecco, si fa così&#8221;.</p></blockquote>
<p>Oddio è &#8220;capitato a un&#8217;autrice che mi è cara&#8221;! Allora è un problema serio!<br />
Siamo sempre dalle parti del &#8220;io avrei fatto così&#8221;. Gli autori pubblicati non sbagliano mai, e al massimo compiono scelte che un lettore può trovare &#8220;lontane dai propri gusti&#8221;. <strong>Stronzate</strong>. Se un autore scrive boiate e il lettore lo corregge, l&#8217;autore dovrebbe solo ringraziare e promettere di non ripetere più l&#8217;errore.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;utilità, dire: &#8220;Usare le virgolette in questo modo è sbagliato, invece questo è il modo giusto&#8221; è utile, utile all&#8217;autore e a chiunque sia interessato all&#8217;argomento. Dire: &#8220;Usare le virgolette in questo modo è lontano dai miei gusti&#8221; non è utile a nessuno, non trasmette informazioni.</p>
<p>Infine mi sfugge per quale assioma un autore non potrebbe essere un analfabeta. È pieno il mondo di scrittori analfabeti.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Comodo far credere che il &#8220;secondo me&#8221; sia utile, vero? Perché se dico: &#8220;Secondo me questa scena è da rifare&#8221; il mio giudizio può essere liquidato con: &#8220;È solo il tuo gusto, e poi tu chi sei per dire una cosa del genere&#8221;. Ma se dico: &#8220;Questa scena è da rifare&#8221;, non è più il mio gusto. Sto dicendo che la scena è <strong>oggettivamente</strong> da rifare, e la questione si sposta sul piano della tecnica narrativa.<br />
Perché agli autori di fantasy nostrani piace tanto parlare di gusti e mai di tecnica narrativa? Perché sono ignoranti come delle capre. Odiano il &#8220;io avrei fatto così&#8221; perché mette in luce quanto siano scarsi e impreparati.<br />
Dunque se volete divertirvi entrate in argomento. Parlate di tecnica e non di gusti. Vi godrete come si imbizzarriscono per nascondere la loro cialtronaggine. E alla fine si rifugeranno nel:<br />
<blockquote>Non sono abituata a partecipare a conversazioni condotte con toni di questo tipo e francamente non le amo, quindi sono costretta a sottrarmi [...]</p></blockquote>
<p>come disse una editor che invece di fare quel mestiere dovrebbe zappare la terra.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>L’importanza di essere simpatici</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 20:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;esimio Duca, &#8220;il mondo editoriale è una pozza di piscio in cui galleggiano stronzi&#8221;.Quanto il Duca sia ottimista l&#8217;ho scoperto per caso pochi giorni fa, qui.Riassumo la situazione: un utente del forum Writer&#8217;s Dream scrive la recensione di un romanzo pubblicato da tale Edizioni Montag (editore non a pagamento che ha nel suo catalogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;esimio <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/">Duca</a>, &#8220;il mondo editoriale è una pozza di piscio in cui galleggiano stronzi&#8221;.<br />Quanto il Duca sia ottimista l&#8217;ho scoperto per caso pochi giorni fa, <a href="http://www.writersdream.org/forum/viewtopic.php?p=8964">qui</a>.<br />Riassumo la situazione: un utente del forum Writer&#8217;s Dream scrive la recensione di un romanzo pubblicato da tale Edizioni Montag (editore non a pagamento che ha nel suo catalogo anche alcuni romanzi fantasy). Due commentatori non entrano nel merito della recensione, ma si lamentano del prezzo di copertina, per loro troppo elevato (13 euro per 88 pagine). Interviene un rappresentate della casa editrice a redarguire i contestatori:<br />
<blockquote>ragazzi, io ve lo dico in maniera spassionata: voi gli editori li fate scappare via, ammesso che ve ne importi qualcosa di interagire con qualche addetto ai lavori. e non mi riferisco solo a questa discussione ma a tutto il contesto. non potete sempre e solo criticare ogni virgola e non provare a comprendere le ragioni. [...] E poi questo editing. Scusate, ma che palle!</p></blockquote>
<p>E già qui ci sarebbe molto da dire. Perché nel mondo normale, non quello alla rovescia, <strong>il cliente ha sempre ragione</strong>. Una persona ha il pieno diritto di lamentarsi del prezzo, dell&#8217;editing, dell&#8217;impaginazione, della copertina, del nome dell&#8217;autore e del giorno della settimana scelto per pubblicare il romanzo. In Italia ci sono 3.000 editori che sfornano 60.000 titoli ogni anno. Non c&#8217;è penuria né di case editrici, né di libri. Anzi, se di colpo sparisse il 90% della produzione libraria sarebbe <strong>meglio</strong>, perché ci sarebbe meno spazzatura a intasare le librerie.<br />Dunque il rappresentante di Montag potrebbe risparmiarsi di sputare in faccia ai suoi potenziali clienti, ma pazienza, ormai anche a questa ingiustificata arroganza sono abituata. Non ero ancora abituata al messaggio seguente del signor rappresentante delle Edizioni Montag:<br />
<blockquote>Vi assicuro che Writer&#8217;s Dream è molto seguito, non solo da noi che rispondiamo, e credo che come noi di Montag anche altri editori, quando vedono il testo di un nick non troppo simpatico, lo cestinano senza nemmeno aprire il file.<br />un consiglio: fatevi furbi, almeno.</p></blockquote>
<p>Analizziamo:<br />1) Writer&#8217;s Dream e presumo anche altri siti che si occupano di scrittura ed editoria sono frequentati da Montag e da altri editori.<br />2) Montag e altri editori si segnano gli utenti &#8220;non troppo simpatici&#8221; e se per caso riconoscono un manoscritto di costoro lo cestinano senza neppure leggere una parola.<br />3) L&#8217;invito è a farsi furbi. Penso indichi che è il caso di leccare o stare zitti. Oppure è un invito a usare nick e nomi falsi sui forum, così ti possono dire che sei una vigliacca e che se non ci metti la faccia non hai il coraggio delle tue opinioni.
</p>
<p>Abbiamo un editore che quasi si vanta pubblicamente di tenere un comportamento poco professionale, invita all&#8217;autocensura e in più sostiene che è anche quello che fanno i colleghi. Ora, per me siamo oltre il limite. Davvero, a cosa serve articolare un qualunque discorso quando i presupposti sono questi?<br />Notare che, in privato, più di un autore mi aveva già spiegato come fosse il caso di leccare. Al massimo male non fa. Invece criticare: no, no, no. Non si fa. Se critichi non fai gioco di squadra, e chi non fa gioco di squadra è meglio che non lo pubblicano. Ma un conto è un suggerimento amichevole, un conto è un editore che lo conferma in pubblico senza la minima vergogna. Vuol dire appunto che ormai siamo a testa in giù: il comportamento assurdo è considerato normale.
</p>
<p>Perciò se volete pubblicare leccate. Leccate tutti, leccate sempre. E state attenti ai commenti che lasciate, anche qui sui Gamberi: sarebbe un bel guaio se finiste nella lista dei personaggi &#8220;non troppo simpatici&#8221;.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, <a href="/2010/01/06/nascita-del-marciume/">qui</a>.</p>
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		<title>Nascita del Marciume</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 20:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di non occuparmi più di narrativa fantastica italiana. Settimana prossima recensirò Il Silenzio di Lenth (EDIT: recensito), e sarà l&#8217;ultima recensione in ambito italiano. Ci ho pensato a lungo e non vale la pena che ci perda altro tempo, così tanto tempo.Il livello medio del fantasy italiano è spazzatura. E negli ultimi due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di non occuparmi più di narrativa fantastica italiana. Settimana prossima recensirò <em>Il Silenzio di Lenth</em> (<strong>EDIT</strong>: <a href="/2010/01/16/recensioni-romanzo-il-silenzio-di-lenth/">recensito</a>), e sarà l&#8217;ultima recensione in ambito italiano. Ci ho pensato a lungo e non vale la pena che ci perda altro tempo, così tanto tempo.<br />Il livello medio del fantasy italiano è <strong>spazzatura</strong>. E negli ultimi due anni è andata sempre peggio. Oggi, un romanzo orribile quale <a href="/2008/01/16/recensioni-romanzo-nihal-della-terra-del-vento/"><em>Nihal della Terra del Vento</em></a> è a tutti gli effetti uno dei migliori fantasy italiani in circolazione. Senza ironia. Licia Troisi che tanto sbeffeggiavo è tra gli autori più bravi. Questo può dare un&#8217;idea di come siamo caduti in basso.</p>
<p align="center"><img src="/wp-content/mar_fantasy.jpg" alt="Il fantasy italiano" /><br />
<em>Il fantasy italiano</em></p>
<p>Io voglio occuparmi di <em>steampunk</em> e <em>new weird</em>, di centauroidi rettiliani e <em>light novel</em>, mi interessa la tecnica narrativa e il bizzarro. Voglio scrivere le storie che piacciono a me e, se avanza tempo, tradurre i racconti di Cory Doctorow visto che la licenza lo permette. Gli autori italiani c&#8217;entrano qualcosa? No, neanche per sbaglio.<br />Per carità, li capisco: loro non si fanno ingabbiare. Loro sono Artisti e Scrittori, vivono in una dimensione rarefatta dove concetti come &#8220;originalità&#8221;, &#8220;fantasia&#8221;, o &#8220;tecnica narrativa&#8221; non esistono. Loro non scrivono romanzi, loro scrivono Libri con la &#8216;L&#8217; maiuscola. Sono così gonfi di aria fritta che volano e ascendono al Cielo. Io rimango con i piedi per terra e faccio ciao ciao con la manina.
</p>
<p>Tuttavia&#8230;
</p>
<p>Tuttavia a me non piace neanche l&#8217;altro atteggiamento, quello di alzare le spalle, dire: &#8220;Siamo in Italia&#8221; e lasciar correre. Io sono orgogliosa di essere nata in Italia e non farei cambio con nessun&#8217;altra nazione. Mi fa enorme rabbia vedere come siamo ridotti male, almeno nell&#8217;ambito che io conosco e che mi interessa. Questo sito è nato proprio in risposta a una situazione di ignoranza e disonestà divenuta intollerabile.<br />Quando il Premio Urania – forse il più prestigioso premio per la narrativa fantastica in Italia – viene assegnato a un romanzo che più che un libro è una pila di cacca è inutile voltarsi dall&#8217;altra parte: la puzza ti raggiunge lo stesso.<br />Dunque inauguro il Marciume.<br />Nel Marciume finiranno quegli articoli che la Decenza mi impone di scrivere anche se so in partenza che non servirà a niente. Se fosse già stato attivo il Marciume, lì sarebbe finita l&#8217;analisi delle prime pagine di <em>E-Doll</em>, il famigerato vincitore del Premio Urania, oppure la polemica su un certo ponte sopra un fiume con due sponde.<br />Gli articoli del Marciume saranno rozzi, trattandosi di melma: niente immagini, niente link di approfondimento, e sarò brutale come più mi aggrada. In compenso il Marciume non apparirà in <em>homepage</em>; sarà una sezione separata del sito, come già succede per le <a href="/category/insalata/segnalazioni/">Segnalazioni</a>. Infine, non risponderò ai commenti lasciati agli articoli del Marciume, a meno che non siano commenti che dimostrino <strong>particolare intelligenza</strong>: il tempo è prezioso e non voglio più sprecarlo. Non del tutto.</p>
<p align="center"><img src="/wp-content/mar_marciume.jpg" alt="Uva marcia" /><br />
<em>Marciume</em></p>
<p>Le porte del Marciume si spalancano su:</p>
<p>&bull;&nbsp;<a href="/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/">Due o tre parole su Harry Potter</a><br />
&bull;&nbsp;<a href="/2011/03/22/il-manzoni-scrive-da-cani/">Il Manzoni scrive da cani</a><br />
&bull;&nbsp;<a href="/2011/02/21/mi-piace-la-spazzatura/">Mi piace la spazzatura?</a><br />
&bull;&nbsp;<a href="/2010/11/08/copioni/">Copioni</a><br />
&bull;&nbsp;<a href="/2010/10/29/la-qualita-di-fantasymagazine/">La qualità di FantasyMagazine</a>, <a href="/2010/11/03/la-qualita-di-fantasymagazine-aggiornamento/">Aggiornamento</a><br />
&bull;&nbsp;<a href="/2010/10/10/hai-diritto-a-baciarmi-i-piedi/">Hai diritto a baciarmi i piedi</a><br />
&bull;&nbsp;<a href="/2010/01/06/importanza-di-essere-simpatici/">L&#8217;importanza di essere simpatici</a>
</p>
<hr />
<p align="left"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<p align="left"><img src="/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="/category/marciume/">Gli articoli nella categoria &#8216;Marciume&#8217;</a><br />
<img src="/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marciume_acido">Marciume acido su Wikipedia</a>
</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
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