Archivio per la Categoria 'Links'

  1. Ebook e Distribuzione Gratuita by Gamberetta
  2. Arte Noiosa by Gamberetta
  3. Come (non) scrivere fantasy by Gamberetta
  4. Un Grazie al Coniglietto Grumo! by Gamberetta

Ebook e Distribuzione Gratuita

Prima di entrare nel vivo dell’argomento è il caso di chiarire un paio di concetti, ovvero cosa sia un ebook, e come sia possibile leggerlo.

Cos’è un ebook

Un ebook è un libro in formato digitale. In pratica è un file che contiene almeno il testo del libro in questione, e nella maggior parte dei casi preserva anche impaginazione, eventuali illustrazioni e quant’altro.
Tali file si presentano sotto diverse fogge, i formati più comuni sono:

.pdf Portable Document Format (.pdf) Inventato da Adobe è forse il formato più diffuso di documento elettronico. Questa diffusione capillare fa sì che un PDF sia leggibile con qualunque tipo di computer o apparecchio. Ci sono lettori PDF per Windows, Linux, Mac OS e persino per i cellulari. Il PDF è forse il formato migliore se lo scopo è la stampa, tuttavia per la lettura a video su schermi di piccole dimensioni ci possono essere dei problemi, in quanto un PDF non è facilmente reimpaginabile (e per esempio non è possibile cambiare al volo la grandezza dei caratteri usati, si può al massimo effettuare un ingrandimento dell’intera pagina, ma non lasciando ferma la pagina ingrandire solo le parole).

.doc Document (.doc) È il formato di Microsoft Word. Diffusissimo perché Word è il programma di elaborazione testi più diffuso. È leggibile oltre che da Word anche da altri programmi di elaborazione testi (per esempio OpenOffice) ma la completa compatibilità è garantita solo con il programma di Microsoft. In altre parole non è una buona idea diffondere libri in formato DOC.

.rtf Rich Text Format (.rtf) Anche questo formato è stato inventato da Microsoft, ma a differenza del DOC, lo scopo dell’RTF era proprio quello di poter essere utilizzato anche da chi non avesse Word. L’RTF è simile all’HTML, cioè è testo con dei tag a definirne le proprietà. Per esempio con l’HTML per fare il testo in grassetto si usa il tag <b>testo in grassetto</b>, nell’RTF è {\b testo in grassetto}. Data questa semplicità, non ci sono problemi a leggere file in formato RTF con qualunque tipo di apparecchio.

.htm HTML (.html, .htm) Be’, non c’è bisogno di spiegazione. Si è diffuso con l’avvento di Internet ed è usabile dappertutto.

.chm Compiled HTML (.chm) Un altro formato di Microsoft. Il CHM è una serie di pagine HTML e relative immagini “incollate” assieme in un unico file. È leggibile direttamente da Windows, ma solo da Windows. Tuttavia Microsoft stessa offre un programma (HTML Help Workshop) per smontare un CHM e recuperare i file HTML che lo compongono. Nonostante questa scomodità è un formato piuttosto diffuso per gli ebook.

.lit LIT (.lit) Ancora un formato di Microsoft. Questa volta pensato per il Microsoft Reader un programma di Microsoft per leggere ebook. Il Microsoft Reader funziona solo sotto Windows (naturalmente) anche però sulle versioni di Windows usate da alcuni palmari e telefonini. Uno dei pochi negozi di ebook italiani, quello di Mondadori, vende i suoi libri in questo formato. Per fortuna esistono programmi (ConvertLIT) che consentono di convertire i file dal formato LIT ad altri formati più maneggevoli (HTML).

.prc Mobipocket (.pdb, .prc, .mobi). Mobipocket è una delle più importanti aziende che vendono ebook, e li vendono in un loro formato. Nel corso del tempo il formato si è evoluto e da qui i cambi nell’estensione del nome del file. Il formato Mobipocket è basato sull’HTML ed è pensato in particolare per i lettori portatili (palmari, cellulari, ecc.) tuttavia è leggibile anche da qualunque computer ed è facile, in caso di necessità, trasformarlo in HTML.

.txt Text (.txt) Il formato più semplice e leggibile ovunque e dovunque, lo stesso del Blocco Note di Windows. Purtroppo il TXT ha il problema di non potere mantenere l’impaginazione di un libro, né può contenere immagini o altro.

Ci sono poi decine di altri formati, ma quelli elencati sono i più diffusi e coprono il 99% di tutti gli ebook esistenti.
Da notare però che di certi libri e documenti non si trova il testo, bensì nient’altro che la fotografia delle pagine. In questo caso non si ha perciò un solo file, ma tante JPEG (.jpg) quante sono le pagine dell’opera. Infine, per risparmiare spazio, spesso i file sono “zippati” o “rarrati” (hanno estensione .zip o .rar) e prima di poter essere usati vanno decompressi. Esistono decine di programmi a tale scopo, sotto Windows uno dei più conosciuti è WinRAR.

Come leggere un ebook

Appurate le varie incarnazione di un ebook, come lo si legge?
Stampa. Si stampa il file e lo si legge. Per documenti di poche pagine non è un problema, ma per interi libri le cose non sono così semplici. Il miglior compromesso qualità/tempi/costi è probabilmente quello di una stampante laser con stampa fronte retro automatica. Ciò nonostante si può arrivare a spendere parecchio in termini di carta e consumo d’inchiostro, senza neanche entrare nel merito della rilegatura. Se l’ebook lo si è comprato, alla fine è probabile si venga a spendere più che non prenderlo direttamente di carta.
A video. La soluzione più semplice. Avendo a disposizione una poltrona comoda e un bel monitor LCD non è un’attività faticosa o particolarmente stancante. Ci sono però delle (grosse) limitazioni: il monitor non lo si può portare in giro, non si può leggere a letto o sul tram.
A video su un computer portatile. Ci ho provato, è molto scomodo, i “portatili” si chiamano così ma sarebbe più giusto chiamarli “trasportabili”. Pesano parecchio ed è difficile trovare una posizione comoda per leggere. Inoltre la batteria finisce in fretta.
A video su palmari o cellulari. È fattibile ma lo schermo è di solito molto (troppo) piccolo. Ci si affatica a fissarlo e rimane il problema della durata delle batterie.
A video su un lettore EPD. Questo è un caso che merita un capitolo a parte.

La Carta Elettronica e gli ebook

EPD sta per Electronic Paper Display, una tecnologia di visualizzazione inventata da un’azienda chiamata E Ink Corporation (per questa ragione il termine e-ink viene spesso usato al posto di EPD). Uno schermo e-ink ha una serie di vantaggi rispetto a uno schermo tradizionale o LCD:

  • È opaco. Non produce alcun tipo di luminosità, dunque non è un problema fissarlo per ore e ore, come succede con la carta.
  • Ha una risoluzione e un contrasto molto maggiori degli schermi LCD, tanto che all’apparenza uno schermo e-ink sembra proprio carta.
  • Non richiede energia per mantenere l’immagine. Ciò significa che un lettore basato su e-ink lavora solo quando c’è da “girare” pagina, altrimenti non consuma corrente. Infatti in questi apparecchi la durata delle batterie non è misurata in ore, ma in numero di pagine che si possono voltare. E siamo sulle 7.000-10.000 pagine (ovvero leggendo 200 pagine al giorno occorre ricaricare l’apparecchio meno di una volta al mese).
Sony Reader Bookeen Cybook Amazon Kindle iRex iLiad

Lo schermo di alcuni lettori e-ink. Clicca per ingrandire.

Ci sono anche degli svantaggi nell’e-ink: il più grosso è che il colore non è ancora supportato (ci sono prototipi di schermi e-ink colorati, ma niente in commercio). Gli schermi e-ink più sofisticati sono in bianco e nero a 16 livelli di grigio. L’altro svantaggio è che l’aggiornamento di uno schermo e-ink non è istantaneo, di solito richiede dal mezzo secondo al secondo.
Tuttavia questi due difetti non sono un ostacolo nella lettura dei libri: la buona parte dei libri non è a colori e un secondo per voltare pagina è accettabile (non si impiega meno tempo a voltare una pagina di carta).
Il primo apparecchio basato su e-ink è stato nel 2004 il Sony LIBRIé, venduto solo in Giappone.

Sony LIBRIé
Il “vecchio” Sony LIBRIé

Da allora pian piano questi apparecchi si sono diffusi e ora sono disponibili anche in Italia.
Ne ho ordinato uno prima di Natale ma a causa grande richiesta e disguidi postali non è arrivato sotto l’albero. Mi è arrivato solo oggi, lo recensirò fra qualche giorno. AGGIORNAMENTO: recensito.

Procurarsi gli ebook

Stabilito cosa siano gli ebook e come si possa leggerli, entro nel merito: come procurarseli.
Già da alcuni mesi avevo notato una sempre maggiore disponibilità di ebook in rete, ma solo nell’ultimo periodo mi sono accorta di quanto l’offerta sia completa, tanto appunto da spingermi a chiedere a Babbo Natale in regalo il lettore. Più in dettaglio:

Libri di pubblico dominio. Rientrano in due categorie: i libri il cui copyright è scaduto e i libri volontariamente distribuiti in maniera gratuita dagli autori.
Per il primo caso uno dei siti più noti è il Progetto Gutenberg che mette a disposizione oltre 20.000 volumi nelle più svariate lingue (italiano compreso). Inoltre il Progetto Gutenberg cataloga anche libri presenti in altri siti analoghi, per un totale di 100.000 titoli!
In campo italiano c’è il Progetto Manuzio che offre le opere di centinaia di autori nostrani.
In generale non è difficile procurarsi un testo che sia sfuggito alle grinfie del copyright. Almeno nella sua lingua originale, purtroppo spesso la traduzione italiana si rivela essere ancora coperta da diritto.

In quanto agli autori che distribuiscono gratuitamente il loro lavoro, sono ovunque. In Italia sono ancora pochi, specie se si parla di autori affermati (i più famosi che adoperano questa politica sono i Wu Ming), ma all’estero l’idea della distribuzione libera si sta sempre più facendo strada.
I cinque finalisti nella categoria romanzo del premio Hugo 2007, uno dei premi più prestigiosi a livello mondiale per la fantascienza, sono stati:
Rainbows End di Vernor Vinge
Eifelheim di Michael Flynn
Glasshouse di Charles Stross
Blindsight di Peter Watts
e la nostra amica Naomi Novik con His Majesty’s Dragon (sì, l’Hugo non è più quello di una volta, forse è meglio il Nebula!)
tre due (aggiornamento del 19 marzo 2008: Eifelheim non è più online) di questi romanzi, come evidenziato dai link, sono leggibili e scaricabili senza dover pagare niente, compreso il romanzo vincitore, Rainbows End.

Copertina di Rainbows End
Copertina di Rainbows End

Ebook acquistabili online. Quando il libro è protetto da copyright e l’autore ha deciso di non distribuirlo, tale libro lo si può volendo comprare già in formato elettronico. Amazon.com, la più grande libreria online del mondo, offre questa possibilità, ma i libri così acquistati sono leggibili solo con l’apparecchio e-ink venduto da Amazon stessa, l’Amazon Kindle.
Altri rivenditori come Mobipocket, Ubibooks, BAEN o Fictionwise, sono meno restrittivi e permettono di scegliere quale formato di ebook comprare. I prezzi in generale sono alti, contando che un ebook non è costato niente all’editore in termini di carta e stampa.
In Italia si possono comprare alcuni ebook del catalogo Mondadori dal sito della casa editrice. Il catalogo è striminzito e i prezzi per nulla modici, però l’offerta nel campo fantasy (ovvero ‘ragazzi’ nella classificazione Mondadori) è discreta e a prezzi più abbordabili del resto.
Ci sono poi i servizi di print-on-demand, stile Lulu.com, che spesso consentono l’acquisto di un libro anche in formato elettronico.

Pirateria. Come esiste la pirateria di musica, film, videogiochi e quant’altro, esiste la pirateria libraria.
Innanzi tutto, è illegale scaricare un ebook coperto da copyright senza pagare? Non lo so. Fino al famigerato decreto Urbani, la risposta sarebbe stato un no secco, visto che per essere reato avrebbe dovuto sussistere lo scopo di lucro, ovvero uno avrebbe dovuto guadagnarci soldi dallo scaricare il suddetto libro. Ora come ora è una zona grigia. In ogni caso, lo dico senza pensarci due volte, non me ne importa niente se anche fosse illegale. Malgrado la propaganda contraria, la legalità di per sé non è un valore. È un valore fintanto che le leggi sono giuste. Le attuali leggi sul copyright sono ingiuste e contrarie al benessere della società, perciò non è immorale violarle (ma su questo ci tornerò più avanti).

Logo di piratebay.org
Il logo di piratebay.org, uno dei siti simbolo della lotta contro il copyright

La distribuzione di libri pirata avviene secondo i consueti canali del file sharing: eMule, bittorrent, newsgroup binari, FTP e quant’altro. In particolare pare che i distributori clandestini di libri si siano trovati bene con eMule che è forse la fonte principale per tale bene di consumo.
Uno dei preconcetti che circondano eMule è che sia un covo di pedofili e i file siano tutti infettati da virus. Non nego che possa capitare di scaricare involontariamente pornografia pensando di star prendendo tutt’altro o che qualche volta l’anti-virus dia di matto con file presi col mulo, ma sono eccezioni non la regola.

Dopo un minimo addestramento sono riuscita a individuare fonti sicure per gli ebook.
Per i libri in italiano, ci sono diverse “collezioni” e moltissimi volumi sciolti.
La collezione più famosa è la Biblioteca del Brivido. Sono solo romanzi di genere (orrore, fantasy, fantascienza, noir, thriller, giallo), ne escono dai 10 ai 20 a settimana, di norma il sabato pomeriggio, e in diversi formati (.pdf, .doc, .rtf, .lit). L’impaginazione è perfetta, quando ci sono immagini sono inserite nel testo nel giusto punto e i refusi credo siano gli stessi del libro cartaceo di partenza.
Il formato dei file è: eBook.ITA.xxxx.Nome.Autore.Titolo.(doc.lit.pdf.rft).[Hyps].rar dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 2850 volumi. Ogni volume contiene un elenco di tutti i volumi precedenti con relativi link ed2k. Esempio reale: eBook.ITA.2761.George.R.R.Martin.L’Ombra.Della.Profezia.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar
Un’altra collezione è Bluebook. Libri vari, anche se spesso prevalgono ancora libri di genere fantastico. I formati sono .doc, .pdf e .txt. Escono intorno ai 5 libri a settimana. La qualità è perfetta.
Il formato del file è: Bluebook.xxxx.ITA.Nome.Autore.Titolo.rar dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 330 volumi. Esempio reale: Bluebook.0316.ITA.Pullman.Philip.01.La.Bussola.D’Oro.rar
Una terza collezione è Free Book. Libri vari, ma chi li fornisce pare avere un debole per i romanzi rosa, sempre presenti nei 5-10 libri che escono ogni settimana. I formati sono .doc, .pdf, .odf, .rtf e .txt. La qualità è anche qui impeccabile.
Il formato del file è: Free-Book.ITA.xxxx.-.Nome.Autore.-.Titolo.zip dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 283 volumi. Esempio reale: Free-Book.ITA.0250.-.Jack.Vance.-.L’Ultimo.Castello.zip
Una quarta collezione è ITABOOK. Libri vari, formato .rtf e .pdf, le nuove uscite sono sporadiche. La qualità è ottima.
Il formato del file è: ITABOOK_xxxx_-_Nome,_Autore_-_Titolo.rar dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 163 volumi. Esempio reale: ITABOOK_0161_-_Allende,_Isabel_-_Il_piano_infinito.rar

eMule
Un’“istantanea” della Biblioteca del Brivido. Clicca per ingrandire

Per trovare i volumi sciolti occorre un po’ di scaltrezza. File più grossi di qualche MB non sono quasi sicuramente ebook a meno che non siano ebook formati dalle foto delle singole pagine. Da evitare anche i file .doc da fonte non verificabile perché potrebbero essere vettori di virus.

Riguardo al bittorrent, la soluzione più semplice è cercare il titolo del libro o il suo autore con un motore di ricerca apposito per i file .torrent, per esempio quello di isoHunt. Esistono poi comunità di scambio che si basano su bittorrent e hanno sezioni dedicate agli ebook, per trovarle basta darsi da fare con google. Una di queste è TNT Village.

Riguardo a newsgroup, FTP e quant’altro, ne parlerò magari in un’altra occasione: da un lato non sono ancora esperta e dall’altro credo di essermi già inguaiata abbastanza!

Considerazioni morali

L’idea di fondo del copyright è di incentivare gli artisti a produrre nuove opere. Ovvero è sottointeso che nuove opere artistiche siano un beneficio per la società. Dunque, le leggi sul copyright sono a favore della società nel suo complesso non a favore degli artisti (o peggio ancora di eredi, editori e sfruttatori vari). L’artista è incentivato nella misura in cui produrrà di più a favore di tutti.
Non è più così per una serie di fattori:

  • Il copyright è troppo lungo, se un’artista può campare per tutta la vita (e settant’anni dopo la morte) con una sua opera, è finito l’incentivo a farne un’altra.
  • Il copyright non protegge in realtà l’artista, ma chi detiene i diritti dell’opera, e nel mondo moderno sono quasi sempre due figure distinte.
  • Infine il copyright ha spesso avuto l’effetto di stravolgere l’equazione: da incentivo è diventato unico scopo, l’artista produce non per il benessere della società, ma per l’esclusivo benessere suo. Non sempre i due benessere sono in contrasto ma potrebbero esserlo.

Purtroppo non esistono molti studi neutrali in materia, uno interessante è questo dell’Università di Cambridge che prova a fissare la durata ideale del copyright a 14 anni (mentre la Disney, pur di non lasciar libere le prime storie di Topolino, sta spingendo il congresso americano verso l’infinito, letteralmente).

Topolino
Topolino, simbolo di malvagità?

È anche interessante notare come il copyright sia un concetto relativamente recente (le prime leggi a riguardo sarebbero del 1662) e in questi secoli non pare che la produzione artistica abbia avuto nessun particolare impulso rispetto alla storia precedente. Tutto il Rinascimento non ha avuto paragoni come sviluppo artistico e il copyright non c’era. Nella Firenze dei Medici c’era una percentuale altissima di cittadini che vivevano della loro produzione artistica, percentuale mai più raggiunta in nessun altro periodo storico.

Infine, sarò ingenua, ma penso che la libera circolazione della conoscenza valga più del denaro. È meglio se 100 persone leggono un libro e l’autore guadagna 10, piuttosto che il libro lo leggano in 50 ma l’autore guadagni 20. E stiamo sempre parlando di “autore” in senso lato, perché nel caso dei libri quelli che guadagnano sono editori, distributori e librai. La percentuale dell’autore è minima, di solito non più di un 5-10% del prezzo di copertina.

C’è poi un fatto fondamentale da sottolineare. Io sono partita dal presupposto che una distribuzione gratuita in effetti possa ledere i guadagni di un autore, e sostengo che comunque dovrebbe essere consentita. Ma è vero che la distribuzione gratuita incide sulle vendite?
È un problema ancora più spinoso di quello del copyright, ed è molto difficile districarsi tra la propaganda. Perciò è di particolare interesse l’esperimento che ha organizzato il signor Tim O’Reilly. Tim O’Reilly è il fondatore della O’Reilly Media, una società editrice specializzata in editoria tecnica (in particolar modo informatica). Non una piccola società però, una delle più grandi del mondo in tal ambito. Dunque non si sta parlando dello scrittore che vuol farsi pubblicità o del piccolo editore che cerca vie nuove, si sta parlando di un grosso editore che vuol far soldi.
Il signor O’Reilly ha provato a mettere a disposizione per il download gratuito un libro appena pubblicato e ha tentato di analizzare l’andamento delle vendite. L’articolo completo è qui.

Copertina di Asterisk
Asterisk: The Future of Telephony, il libro offerto gratuitamente

In sostanza: l’andamento è in linea con gli altri libri, o in altri termini, chi voleva comprare il libro l’ha comprato comunque nonostante fosse disponibile gratuitamente. Perciò il download gratuito non ha inciso sulle vendite. Però, aggiungo io, tra le 180.000 persone che hanno scaricato il libro, qualcuna l’avrà letto e tra queste qualcuna avrà imparato qualcosa. La società nel suo complesso è migliorata, anche se di una briciola la cultura è aumentata. E il signor O’Reilly non ci ha rimesso un euro.
Se poi dal grosso editore si passa al singolo autore, devo ancora leggere di uno scrittore che si sia pentito di aver distribuito in maniera gratuita le proprie opere, basta leggere le varie interviste, da Cory Doctorow a Rudy Rucker e tanti altri.

Un altro caso clamoroso, di un paio di mesi fa.
The Man from Earth è un film di fantascienza realizzato con budget minimo da una piccola società di produzione. È un film che ha incuriosito gli appassionati perché segue una sceneggiatura di Jerome Bixby, sceneggiatura che Bixby ha impiegato quasi quarant’anni a scrivere! Ma al di là di questo è un film che sarebbe passato del tutto inosservato, a parte pochi entusiasti, se non fosse stato piratato. Pochi giorni prima dell’uscita in DVD, il film era disponibile in rete. Un guaio? Tutt’altro! Il produttore del film, in corrispondenza della release pirata, vede il traffico al suo sito aumentare del 3.000%, in pochi giorni su IMDb The Man from Earth diventa uno dei film più cercati. È una pubblicità enorme, che il produttore ammette non avrebbe mai potuto pagarsi in nessuna maniera. È al settimo cielo per tutto ciò, e promette che il prossimo film sarà lui stesso ad autopiratarselo! Si può leggere l’intera vicenda per esempio qui.

Locandina di The Man from Earth
Locandina di The Man from Earth

Conclusioni

Malgrado appaia chiaro (o almeno a me appare così) che la distribuzione gratuita non ha effetto sulle vendite e se lo ha è un effetto positivo, qualcuno si potrebbe domandare se a lungo andare, con il diffondersi di una cultura sempre più lontana dal concetto di pagare per l’intrattenimento, gli artisti non si ritroveranno a non poter più campare con il loro lavoro.
Io voglio essere ottimista e dico di no. O meglio, camperanno solo quelli bravi davvero. Prendo ad esempio me stessa e i DVD. Negli ultimi due-tre anni ho scaricato una gran quantità di film e non posso negare di aver ridotto i miei acquisti di DVD. Ma adesso sono tutti soldi spesi bene, indirizzati ad appoggiare chi se lo merita. Prima compravo il solito Spider-Man, il solito Harry Potter, il solito Pirati dei Caraibi. Schifezze, soldi buttati, ma ogni volta ci ricascavano non potendo saperlo prima e cedendo a quello che si chiama hype. Adesso Harry Potter & C. li scarico e magari prendo un solo DVD ma di qualche regista giapponese, o coreano o danese che davvero ha girato un bel film. 1 solo DVD contro 3 (o anche 5 o 10), ma un 1 DVD che vale la pena, contro i 3, 5, 10 che non facevano altro che alimentare la macchina produci spazzatura.
Io penso che il pubblico spesso faccia scelte così poco accorte (in campo librario basti pensare alla Troisi) perché non ha reale scelta. È come andare al ristorante cinese, avere il menu tutto in cinese con solo un piatto in italiano. Si va sul sicuro, perché non si hanno le risorse per rischiare.
La distribuzione gratuita consente a ognuno di rischiare, ognuno può “assaggiare” quel che gli pare e formarsi un gusto. Magari poi deciderà di dare lo stesso i soldi alla Troisi, ma magari forse no. Magari, se ha potuto anche solo sfogliare quegli altri romanzi che non avrebbe mai comprato, perché non pubblicizzati, perché le amikette non ne parlano, perché la copertina è brutta, forse potrà compiere scelte più consapevoli.

Come per un sacco di altri argomenti può essere che m’illuda, ma nel caso specifico cambia poco. Anche se davvero la pirateria libraria è un cancro che uccide gli scrittori (…) non c’è niente da fare. I libri in formato elettronico sono inevitabili, perché il risparmio di risorse rispetto alla carta è enorme. Così come sono spariti i vinile e sono in declino i CD, rimanendo solo gli MP3, allo stesso modo i libri cartacei hanno i giorni contati. Lo zoccolo duro dei feticisti della carta è più vasto che non in altri ambiti ed è probabile riuscirà a rimandare l’inevitabile il più possibile, ma se non sarà fra 5 anni sarà fra 10. A quel punto la pirateria raggiungerà gli stessi livelli che si vedono oggi per musica e film, con ogni singolo brano o spezzone prodotto in ogni angolo del mondo distribuito in rete con o senza autorizzazione. Dunque gli scrittori devono solo mettersi il cuore in pace.

Sento già i feticisti della carta brontolare, ché tanto il libro tradizionale non morirà mai! Be’, vedremo nelle prossime ore, per ora, da questo primo pomeriggio di lettura e-ink posso affermare che hanno torto marcio.

* * *

Ringrazio il Coniglietto Grumo per l’aiuto riguardo alcuni dettagli tecnici di questo articolo.


Approfondimenti:

Microsoft Reader, per leggere gli ebook in formato LIT
MOBIPOCKET Reader

MobileRead.com: il sito migliore per trovare informazioni su ebook, lettori e argomenti correlati
Tabella comparativa dei lettori e-ink in commercio
Simplicissimus, distributore italiano per iLiad e Cybook
Il sito ufficiale della E Ink
Prototipo di lettore con e-ink a colori

Il sito del Progetto Gutenberg
Il sito del Progetto Manuzio
Feedbooks: un sito che offre ebook classici e di pubblico dominio impaginati per la lettura su apparecchi e-ink

Il Premio Hugo
Il Premio Nebula
Sito ufficiale di eMule
La baia dei pirati
O’Reilly Radar, il blog di Tim O’Reilly
Il sito ufficiale di The Man from Earth
Jerome Bixby su Wikipedia
ZeroPaid: una delle principali fonti di notizie a riguardo di P2P e file sharing

Scritto da GamberettaGamberolinkCommenti (19)Lascia un commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

Arte Noiosa

Si prospetta una settimana piena d’impegni tanto inutili quanto improrogabili. Se vivessimo in una società giusta, non dovrei essere costretta a dimostrare, un giorni sì e uno no, la mia indubitabile intelligenza. Ma tant’è.

Perciò oggi voglio parlare di un argomento che non dovrebbe suscitare polemiche: la Troisi! No, scherzo! C’è di vero che ieri ho dato una sfogliata a Un Nuovo Regno. Mi sembra brutto, brutto anche per la Troisi, però non credo raggiunga il livello surreale d’idiozia di Nihal nella Terra del Vento.
Se poi qualcuno dovesse chiedere perché continuo a buttare soldi con i romanzi della Troisi, la risposta è: Morboso Collezionismo. È una malattia che non auguro a nessuno, più grave anche dell’Esterofilia e dell’Invidia Cronica.
Questo però è l’ultimo: qualunque cosa scriverà in futuro la Troisi, non la comprerò.

Copertina di Un Nuovo Regno
Mai più!

Oggi vorrei parlare della patina di noia che avvolge l’Arte e la letteratura in particolare.

Partiamo da quello che è forse il dipinto più famoso al mondo, La Gioconda:

La Gioconda
Ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo

Un giorno abbiamo perso non so quante ore a parlare di tale crosta, e del famoso sorriso della tizia. Io ho detto che la signora Gioconda avrebbe dovuto dire NO! alla droga. Come al solito sono stata redarguita, non si è entrati neanche nello specifico del mio argomento, non si è neanche presa in considerazione la mia ipotesi che il soggetto ritratto da Leonardo fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ci si è solo concentrati sul fatto che io non devo osare esprimere certo genere di giudizi.
Per altro il mio vero giudizio è che La Gioconda è noiosa. Mi suscita solo un: “E allora?”
Magari è perché non l’ho vista dal vivo. Se uno guardasse la foto sulla carta d’identità di alcuni miei amici chissà cosa penserebbe, invece dopo che li hai conosciuti scopri che sono persone simpaticissime!

Questa mia noia non è solo mia, è condivisa da molti miei compagni. Siamo una generazione disgraziata o qualcosa del genere.
Ora però prendiamo quest’altra signorina. Spero non sia lei che debba guidare, altrimenti qui ci scappa il morto del sabato sera, visto che anche in questo caso l’abuso di sostanze psicotrope è evidente:

Viso della Venere Medica
Dite NO! alla droga!

Ma tale signorina ha una storia da raccontare, basta inquadrarle il corpo:

Venere Medica
Io vi avevo avvertito…

Wow! Sembra la Nuova Carne di Cronenberg! O forse H.R. Giger. È invece una “Venere Medica”, di tale Clemente Susini. Clemente Susini (1754 - 1814) è stato un maestro nell’arte di modellare la cera. La buona parte delle sue opere ha scopo didattico, atto a illustrare l’anatomia, ma non se ne può ignorare il fascino artistico.
Inoltre sono opere agli antipodi della noia: mi è bastata una sfuggevole occhiata all’immagine di cui sopra su un sito web che si occupava di tutt’altro, per farmi venir voglia di saperne di più.

Veniamo alla letteratura. La scuola, il Liceo in particolare, ma leggendo certi commenti ho paura anche l’Università, è responsabile per due disgrazie: non far leggere, e far leggere vaccate.

Partiamo dal primo problema. Io leggo da sempre; se non devo alzarmi la mattina successiva, non ho problemi a leggere un romanzo di media grandezza (2-300 pagine) in una notte o giù di lì. Tuttavia conosco persone, anche più grandi di me, che quando si dedicano al loro adorato Harry Potter, non solo usano un segnalibro, ma si segnano con una matita il punto esatto fino al quale sono giunti. Quasi che se fossero costrette a rileggere un paio di paragrafi, verrebbe loro un infarto per lo sforzo!
Non li biasimo, facevo anch’io così, in prima elementare.
La soluzione a questo problema è semplice: la scuola deve obbligare a leggere. Dalle elementari in poi dovrebbe essere prevista la lettura di almeno un romanzo a settimana, tagliando buona parte del programma d’italiano, che in effetti non serve a un tubo. La grammatica la si impara molto più in fretta e meglio per imitazione che non per studio, la storia della letteratura è solo nozionismo inutile, e il contorno socio-politico-economico-etico-metafisico che spesso si appiccica alle opere è questione specialistica che dovrebbe comparire solo all’Università.

Secondo problema, far leggere vaccate. Non si possono passare mesi sui Promessi Sposi. I Promessi Sposi sono una patacca, una specie di Harmony anteguerra, la settimana come delineata dalla soluzione al problema numero uno sarebbe sufficiente. Inoltre, e qui si entra nel cuore della questione, bisogna abbandonare l’ipocrisia. Si sente spesso dire che gli adolescenti, i giovani leggono pochissimo. È vero, ma se si vuole cambiare rotta, bisogna proporre letture che siano appassionanti, che possano competere con cinema, videogiochi, e tutto quello che offre Internet.

I Promessi Sposi
Dite NO! ai Promessi Sposi!

Storia Numero 1: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive[...]”

Storia Numero 2: “All’età di otto anni due mercenari la violentarono.”

Di quale Storia vorreste sapere il seguito?
D’accordo, d’accordo, generazione disgraziata. Io sono una di quelle che si sarebbe goduta lo spettacolo della ragazza travolta dal bus con il cervello sparpagliato sul marciapiede. Che diamine, potrei passare l’intera esistenza senza veder mai un tizio con il cervello sparpagliato sul marciapiede! Si chiama curiosità, è una cosa naturale, tanto più stimolata quanto più l’evento è raro. Non c’è proprio niente di male a essere curiosi.

In ogni caso, che sia un sentimento giustificato o un segno dell’imminente fine dei tempi, se si vuole invogliare la gente alla lettura, bisogna dimostrare loro che i libri possono essere più interessanti di cercare con google “film hard gratis”, come hanno fatto diversi finiti poi da queste parti (colpa della recensione di Live Free or Die Hard).

Il racconto che preferisco per mostrare come la letteratura possa competere con la miglior depravazione della Rete è “Budella” contenuto in Cavie di Chuck Palahniuk. Non è che sia un capolavoro, ed è scritto apposta per essere disgustoso, ma fa il suo effetto. È ideale per chi pensa che i libri siano noiosi. Non lo penserà più. Però non garantisco cosa poi penserà di voi.

Copertina di Cavie
Copertina di Cavie di Chuck Palahniuk

“Budella” ha anche il vantaggio di essere poche pagine: può essere letto persino da chi mette i segnetti ai paragrafi.
È possibile leggere “Budella” in lingua originale qui.

Se si può far conto sulla lettura di opere più lunghe, la fantasy/fantascienza di guerra funziona quasi sempre.
Uno dei romanzi che adoro è Cuore d’Acciaio di Michael Swanwick. Una delle recensioni su Amazon.com è di un padre che lamenta come già nel primo capitolo compaiano descrizioni esplicite di situazioni non adatte alla figlia tredicenne. In verità non adatte a nessuno. Per quello a me Cuore d’Acciaio piace!
Ciò non vuol dire che basti la depravazione. Palahniuk e Swanwick sono ottimi scrittori, le stesse perversioni in mano a scrittori con meno talento sarebbero risultate noiose o stupide.

Un altro che può venir buono per avvicinare alla lettura è Kafka. Kafka ha il vantaggio di aver fama di scrittore “serio”, perciò anche in ambito scolastico è difficile che qualcuno obbietti se si propone di leggerlo.
Il racconto che preferisco è Nella Colonia Penale. È il racconto di un’esecuzione capitale compiuta in maniera sadica e demente. Non è esplicito come Palahniuk e Swanwick ma una buona dose di morbosità c’è. Inoltre è moralmente ambiguo: il “cattivo” è subito identificato e non per un istante ne viene messa in dubbio la malvagità, eppure è difficile alla fine non provare se non proprio simpatia almeno comprensione.
È possibile leggere Nella Colonia Penale online, per esempio qui.

Franz Kafka
Kafka in persona! (dite NO! alla droga…)

Bel discorso finora… mi rendo conto campato in aria. In realtà chissà per ancora quanti anni si andrà avanti facendo credere agli studenti che sono scemi e superficiali se non si appassionano alle beghe di Don Abbondio, Fra’ Cristoforo, l’Innominato, e quei due fessi di Renzo e Lucia.
Parere personale: ipocrisia. In una società come la nostra, ovvero dove ancora la parola scritta è il principale mezzo di diffusione di cultura e conoscenza, è proprio compito della scuola scoraggiare i cittadini riguardo la lettura. Più le persone sono ignoranti, meglio è…

Sembro il Coniglietto Grumo quando ha le sue derive anarco-insurrezionaliste. Spero di rifarmi verso il fine settimana: sto preparando un articolo che sono sicura farà la felicità di grandi e piccini!


Approfondimenti:

Un Nuovo Regno su iBS.it

La Gioconda su Wikipedia

Clemente Susini su Wikipedia
Clemente Susini presso l’Università di Cagliari
Clemente Susini e altre meraviglie anatomiche presso biophemera.com
I modelli anatomici del Susini presso il museo de La Specola
Curious Expeditions, lo splendido blog degli autori delle foto di cui sopra

Videodrome di Cronenberg su IMDb, qui nasce la Nuova Carne
Videodrome su Wikipedia

Il sito ufficiale di H.R. Giger

I Promessi Sposi e altre opere del Manzoni disponibili presso Liber Liber

Il sito ufficiale di Chuck Palahniuk
“Budella” (”Guts”) in lingua originale
Cavie su iBS.it

Il sito ufficiale di Michael Swanwick
Cuore d’Acciaio su iBS.it

Franz Kafka su Wikipedia
Nella Colonia Penale online
La Colonia Penale e altri racconti su iBS.it

Inquietanti interrogativi…

Scritto da GamberettaGamberolinkCommenti (41)Lascia un commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

Come (non) scrivere fantasy

Uno dei miei sogni è diventare regista. Per ora il progetto è fermo a: “speriamo di riuscire a convincere i miei genitori a regalarmi la telecamera digitale che voglio per Natale chikas_pink53.gif “. Nel frattempo, qualche volta mi diverto a scrivere di quello che non posso (ancora) girare, o butto giù fanfiction di argomento fantastico dedicate al Coniglietto Grumo kaos-whiteusagi01.gif (chi altri?!)

Per imparare a scrivere è opinione comune che la prima regola sia leggere molto, e fin qui ci siamo. Seguono poi i consigli degli scrittori famosi, dai classici How to Tell a Story and other Essays e Fenimore Cooper’s Literary Offences di Mark Twain, a On Writing di Stephen King o How to Write Science Fiction and Fantasy di Orson Scott Gard (autore, fra gli altri, de Il Gioco di Ender). I suggerimenti in questi libri sono interessanti chikas_pink23.gif , anche se qualche volta in contrasto fra loro. Oggi però vorrei segnalare tre siti meno seriosi e che partono da un approccio differente: invece di spiegare come scrivere, indicano gli errori che più spesso si commettono.

Copertina di On Writing
Copertina di On Writing di Stephen King

Il primo sito è celeberrimo, ma la sua utilità non è diminuita nel corso degli anni:
Peter’s Evil Overlord List (The Top 100 Things I’d Do If I Ever Became An Evil Overlord)
È un lungo elenco di cose che un Signore del Male kaos-whiteusagi09.gif dovrebbe fare, o in altri termini, tutti gli errori che dovrebbe evitare. Leggendo la lista ci si rende conto della quantità immane di romanzi e film che basano il proprio progresso non su una gara di furbizia e abilità tra Buoni e Cattivi, bensì sull’incredibile stupidità di questi ultimi. Scrivere un romanzo o girare un film ai giorni nostri, senza aver prima consultato la Overlord List, è il primissimo errore da evitare chikas_pink59.gif !

Ming
Essere un Signore del Male non è così semplice come possa sembrare!

Secondo sito, meno famoso ma altrettanto utile:
How to write a best selling fantasy novel.
Il titolo è ironico. L’autore di questo divertente “how to” si prende gioco di tutte le banalità e i cliché che abbondano nel fantasy, amatoriale e non. Inutile dire che per scrivere un buon fantasy occorre seguire il meno possibile questa “guida” chikas_pink27.gif (anche a costo di non farne mai un best seller!)

Terzo sito:
Anti-Shur’tugal
Questo è un sito interamente dedicato a parlar male dei romanzi di Christopher Paolini, Eragon ed Eldest. Tra le critiche a Paolini e alle sue (orribili chikas_pink60.gif ) opere, si mischiano consigli e avvertenze su come scansare gli errori più comuni nello scrivere fantasy.

Che morale trarre dai libri sulle tecniche di scrittura e i siti web di cui sopra? Non ho idea! chikas_pink32.gif

In compenso, se dovessi isolare un singolo spunto che mi abbia maggiormente colpito, sarebbe il concetto che alcuni chiamano “stile cinematografico”.

Narrare una storia con questo stile significa raccontarla come se la si riprendesse con una telecamera immaginaria (proprio il mio caso! chikas_pink28.gif ) E il punto cruciale è che la “telecamera” in questione, con tale stile, è una telecamera a tutti gli effetti, come fosse vera, con le limitazioni del caso.
Un esempio:

In cima alla collina sorgeva la Torre del Sangue. Si era guadagnata quel nome perché per secoli i negromanti locali l’avevano usata per i loro esperimenti.
Nel cuore del ragazzo traboccò la paura, mentre varcava la soglia della diroccata costruzione.

Quante volte si leggono passaggi simili? Eppure, se si vuole seguire lo stile cinematografico, la buona metà di queste tre righe è sbagliata chikas_pink03.gif . Infatti la telecamera è vera, dunque non potrà inquadrare il perché la Torre si chiami come si chiama e tanto meno riprendere la paura che si diffonde nel cuore del ragazzo.
[Nota: alcuni registi, in effetti, riescono davvero a riprendere situazioni "impossibili" quasi filmassero un fatto qualunque, per esempio, l'incredibile sequenza dentro il corpo ricucito del papà morto in Tideland. D'altra parte Terry Gilliam chikas_pink39.gif è nella categoria di quelli troppo bravi per preoccuparsi delle regole.]

Tideland
La morte vista dall’interno. Fotogramma di Tideland

Insomma, lo stile cinematografico impone un sacco di restrizioni: non si può parlare di sentimenti, non si può divagare, non si possono dare spiegazioni, c’è solo il qui e l’ora davanti alla telecamera.
Lo scopo sarebbe quello che in termini filmici è detto “tenere lo spettatore incollato alla poltrona”. Se scriviamo che un personaggio è triste, essendo la tristezza concetto astratto, la mente di chi legge comincerà a vagare, allontanandosi dalla storia. Se invece scriviamo che un personaggio piange chikas_pink01.gif , l’occhio dello spettatore rimarrà fisso sul suo viso. Così come se parliamo dei negromanti, il lettore si distrarrà, lasciandosi scivolare nella negromanzia, quando invece dovrebbe seguire il ragazzo che sta entrando nella torre.
O almeno questa è la teoria. Non sono sicura sia corretta, ma mi pare una teoria molto interessante, per gli scrittori e per i registi armati solo di telecamere immaginarie! chikas_pink55.gif


Approfondimenti:

How to Tell a Story and other Essays disponibile al sito del progetto Gutenberg
Fenimore Cooper’s Literary Offences disponibile al sito del progetto Gutenberg
On Writing su Ibs.it
How to Write Science Fiction and Fantasy su Amazon.com

Terry Gilliam su Wikipedia

Scritto da GamberettaGamberolinkCommenti (5)Lascia un commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

Un Grazie al Coniglietto Grumo!

Per chi non lo sapesse, il Coniglietto Grumo è intelligentissimo, kaos-whiteusagi16.gif con molta probabilità la creatura più intelligente sulla Barca dei Gamberi. E oltre a essere così tanto intelligente, il Coniglietto Grumo conosce anche un sacco di cose! kaos-whiteusagi01.gif
Di recente mi lamentavo con lui riguardo al prezzo dei libri e lui mi ha spiegato che non è appunto giusto e che le opere d’Arte dovrebbero essere libere e disponibili a tutti (il Coniglietto Grumo ha spesso queste derive anarchiche kaos-whiteusagi09.gif ). Mi ha fatto l’esempio di scrittori quali Cory Doctorow (scrittore di fantascienza, è di recente uscito di suo Anime nel Futuro per i tipi di Fanucci), Sergej Lukjanenko (autore de I Guardiani della Notte / del Giorno / del Crepuscolo), e in Italia Wu Ming: tutti costoro permettono il download gratuito dei propri libri.

Cory Doctorow
Cory Doctorow

Allora io ho pensato: magari anche altri, meno famosi, adottano lo stesso sistema e io potrei trovare dei romanzi fantasy in italiano da scaricare senza spendere! Ho cercato e ne ho trovati, e presto verranno recensiti! chikas_pink16.gif

Perciò, Grazie Coniglietto Grumo! kaos-whiteusagi03.gif

Un Coniglietto
Un Coniglietto Carino, ma non è Grumo!


Approfondimenti:

I Libri di Doctorow
I Libri di Lukjanenko
I Libri di Wu Ming

 

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