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Apre l’agenzia del Duca

Con l’articolo di ieri, il Duca ha ufficialmente aperto il sito AgenziaDuca.it. Nelle parole del Duca medesimo:

AgenziaDuca.it nasce con l’obiettivo di fornire Editing di qualità per la Narrativa a un prezzo onesto. A differenza di altri siti che vendono Editing facendo capire ben poco della filosofia di fondo che applicheranno, lasciando intendere che forse nemmeno loro lo sanno, non dichiarando quali Generi sono disposti a trattare o come lavorano, AgenziaDuca.it intende fornire ai potenziali clienti tutti gli strumenti per capire dalla prima lettura del sito ciò che possono ottenere.

Nella pagine Che Genere di Narrativa? e Principi della Narrativa potete trovare informazioni sulla “nostra” visione della Narrativa. Nostra tra virgolette, visto che la Scuola di Chicago, Aristotele e gli autori Ford Madox Ford e Gustave Flaubert non li abbiamo certo inventati noi.
Non abbiamo nemmeno inventato l’idea della Narrativa come forma di Retorica: per questa scoperta straordinaria dobbiamo ringraziare Wayne Clayson Booth, uno tra i massimi critici ed esperti di Narratologia del Novecento.

Nel caso siate incerti tra le diverse tipologie di Editing, o su cosa sia in generale, abbiamo predisposto Cos’è l’Editing? e ve ne consigliamo la lettura prima di esplorare Servizi e Tariffe.

Se lo stemma in alto a sinistra e la scritta in latino vi hanno lasciati spaesati come coniglietti di notte di fronte ai fari di un’auto in avvicinamento, potete trovare in Suum Cuique una spiegazione del motivo di quel motto e di quali ideali sono alla base di AgenziaDuca.it e della nostra visione del futuro editoriale.

Nella pagina Chi Siamo sono elencati i collaboratori e i loro campi di competenza: come spiegato nella pagina sugli Editing, per un più efficace Content Editing è sempre meglio poter disporre di un editor che sia esperto nel Genere a cui appartiene il vostro romanzo e che abbia anche conoscenze ulteriori attinenti agli eventi dell’opera. Per adesso siamo pochi, ma in futuro forse saremo di più.

E anche se ho usato il pluralis maiestatis, per “voi” clienti non ci sarà alcun “noi”: saprete esattamente con chi lavorerete, nessun Editing verrà subappaltato di nascosto a persone diverse dopo che avrete scelto di lavorare con uno di noi, a differenza di quanto accade troppo spesso da altre parti. Soprattutto negli USA, come testimonia l’editor Michael Garrett (il primo con cui Stephen King lavorò).

Ci rivolgiamo a chi è interessato a Scrivere per davvero, e quindi a studiare e a investire tempo e denaro su di sé, non a chi è interessato solo ad Aver Scritto una schifezza e a essere Pubblicato con qualsiasi mezzo, per quanto disgustoso, pur di vantarsi con gli amici dell’essere uno Scrittore.
Vogliamo aiutare gli autori a migliorare le loro opere attuali e, soprattutto, insegnar loro a scrivere meglio in previsione delle opere future, fornendo le conoscenze che negli USA sono considerate alla base della buona scrittura.

Logo dell'agenzia del Duca
Lo stemma dell’Agenzia del Duca

A seconda delle richieste collaborerò anch’io, credo che sarò disponibile a svolgere lavori di valutazione ed editing almeno fino a questa estate. In ogni caso anche se scegliete di affidarvi al Duca siete in buone mani: garantisco che è la persona più competente nel campo che abbia mai incontrato; è difficile trovare editor più attenti e preparati.

* * *

Mi spiace di non aver aggiornato il sito dei Gamberi nelle ultime settimane: purtroppo il tempo è pochissimo e le motivazioni scarse; in più questo 2012 si prospetta ancora più impegnativo, dato che con ogni probabilità dovrò traslocare e cambiare città. Perciò non aspettatevi molto.
Inoltre mi rendo conto che i miei interessi nel campo della narrativa diventano sempre più specifici e di nicchia. Forse sarebbe il caso di aprire un nuovo sito, perché i Gamberi non sono più il luogo adatto; attirano un pubblico che non posso più soddisfare. Per fare un esempio, se sfoglio l’ultimo libro della nostra amata Licia, leggo questo incipit:

Aprì gli occhi piano. Tutto era buio e dolore. Non ricordava cosa fosse accaduto, non aveva idea di dove si trovasse. Tutto era confuso, incerto. Si sentiva la bocca secca, come mai gli era capitato prima. Da dove veniva, c’era acqua in abbondanza. Perché ora invece la pelle bruciava? Perché la sentiva squamarsi sotto le folate di un vento torrido? Non avrei mai dovuto venire qui. Non avrei mai dovuto desiderare di vedere.
Ma cosa fosse quel qui, non riusciva a ricordarlo, né ricordava cosa avesse desiderato così ardentemente vedere.

C’è il cliché del personaggio che si sveglia e non ricorda niente, ci sono le domande retoriche, c’è un’abbondanza di fastidiosi termini astratti. Per me è più che sufficiente per passare ad altro, non arrivo neanche a discutere le questioni astronomiche e di world building evidenziate nei commenti alla Segnalazione.
Però capisco che un lettore “normale” (parlo di una persona anche intelligente ma non particolarmente interessata ai meccanismi della narrativa) invece prosegua senza problemi; che, pur con tutta la buona volontà, non li veda proprio i problemi. Legittimo. Solo che non ho più voglia di fargli cambiare idea – può darsi non sia neanche giusto – e soprattutto non ho più voglia di leggere il resto del romanzo per poi discutere su quanto sia verosimile il sistema solare dei mezzelfi o com’è. Non ho idea se sia verosimile, ma non ha importanza, visto che il romanzo è già nel cestino della spazzatura dopo i primi due capoversi.

Vorrei occuparmi del fantastico che piace a me, ma trovo a malapena qualche ritaglio di tempo per leggere, mi manca la possibilità fisica di mettermi lì ore e ore per scrivere articoli degni di comparire sui Gamberi.
Se avessi tempo parlerei di nuovo di Bizarro Fiction e di Carlton Mellick III. Parlerei di come si può tirare fuori narrativa d’orrore dal nichilismo metafisico. Parlerei della collana Haikasoru e dei romanzi giapponesi di fantasy e fantascienza che sono stati tradotti in inglese negli ultimi anni. Ma non ho tempo. Perciò per ora accontentatevi dei link in fondo all’articolo.

Copertina di All You Need is Kill
All You Need is Kill di Hiroshi Sakurazaka: comincia bene, con belle premesse a base di enigmatici e mostruosi invasori alieni, mech e loop temporali; a metà perde colpi e quando il mistero si svela è un cumulo di stupidate incoerenti. Peccato. Buone idee sprecate

Sì, so che sono indietro anche con i promessi progetti di narrativa, a partire da S.M.Q., cercherò di riprendere, ma davvero non posso prevedere quando.


Approfondimenti:

bandiera IT L’Agenzia del Duca
bandiera IT Il blog del Duca

bandiera IT Il mio articolo sulla Bizarro Fiction

bandiera EN L’audio del simposio Dark Materialism
bandiera EN Collapse IV: Concept Horror in PDF presso il sito dell’editore
bandiera EN Could there have been Nothing? su library.nu
bandiera IT Could there have been Nothing? su Amazon.it
bandiera EN In the Dust of This Planet: Horror of Philosophy vol. 1 su library.nu
bandiera IT In the Dust of This Planet: Horror of Philosophy vol. 1 su Amazon.it
bandiera EN The Conspiracy Against the Human Race su library.nu
bandiera IT The Conspiracy Against the Human Race su Amazon.it
bandiera EN Cyclonopedia su library.nu
bandiera IT Cyclonopedia su Amazon.it
bandiera EN Il weblog di Reza Negarestani

bandiera EN Il sito ufficiale di Haikasoru
bandiera EN I libri della collana Haikasoru
bandiera EN All You Need is Kill di Hiroshi Sakurazaka su library.nu
bandiera EN Battle Royale: The Novel di Koushun Takami su library.nu
bandiera EN Brave Story di Miyuki Miyabe su library.nu
bandiera EN Harmony di Project Itoh su library.nu
bandiera EN ICO: Castle in the Mist di Miyuki Miyabe su library.nu
bandiera EN The Lord of the Sands of Time di Issui Ogawa su library.nu
bandiera EN Mardock Scramble di Tow Ubukata su library.nu
bandiera EN The Ouroboros Wave di Jyouji Hayashi su library.nu
bandiera EN Usurper of the Sun di Housuke Nojiri su library.nu
bandiera EN Yukikaze di Chohei Kambayashi su library.nu

 

Scritto da GamberolinkCommenti (45)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Libri come se piovesse

EDIT del 29 Aprile 2012. Purtroppo library.nu, ex gigapedia, ha chiuso definitivamente.


Un’altra Segnalazione un po’ particolare per un sito che esiste da anni ma che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi mesi, tanto da diventare una delle fonti più interessanti per procurarsi ebook: gigapedia. (EDIT: gigapedia si è trasferita sul nuovo dominio library.nu).

Il logo di gigapedia
Il logo di gigapedia

gigapedia, al momento in cui scrivo, indicizza e rende disponibili per il download 549.523 (cinquecentoquarantanovemilacinquecentoventitré) libri, compresa una piccola percentuale di audiobook e documentari.
Non stiamo parlando del Progetto Gutenberg o del Progetto Manuzio o di Google libri: su gigapedia si trovano quasi esclusivamente libri coperti da copyright e forniti in versione completa.

gigapedia è un sito in particolare dedicato alla saggistica e in questo ambito la fanno da padrone i libri di argomento storico e informatico. Tuttavia, rovistando tra i testi di critica letteraria e di narrativa, c’è di che sbizzarrirsi.

Qualche esempio di quello che si può trovare su gigapedia, spulciando qui e là:

Copertina di Historical Dictionary of Fantasy Literature Historical Dictionary of Fantasy Literature di Brian Stableford (The Scarecrow Press, 2005).
Un’enciclopedia di autori e tematiche fantasy. Non un’opera così monumentale come la The Encyclopedia of Fantasy di John Clute e John Grant, ma ugualmente vi si trovano nomi e spunti degni di interesse.
Copertina di Schrodinger's Rabbits Schrödinger’s Rabbits – The Many Worlds of Quantum di Colin Bruce (Joseph Henry Press, 2004).
Un testo introduttivo alla meccanica quantistica che propugna l’interpretazione di Oxford. Ne aveva già parlato Silvia. In copertina ci sono dei coniglietti!
Copertina di Kinematic Self-Replicating Machines Kinematic Self-Replicating Machines di Robert A. Freitas Jr. e Ralph C. Merkle (Landes Bioscience, 2004).
Un altro serioso saggio scientifico con in copertina dei coniglietti! Questa volta si parla di robotica e di macchine in grado di auto replicarsi.
Copertina di Robot Ghosts and Wired Dreams Robot Ghosts and Wired Dreams – Japanese Science Fiction from Origins to Anime di Christopher Bolton, Jr. & amici (University of Minnesota Press, 2007).
Una serie di saggi che tracciano la storia della fantascienza giapponese da inizio secolo ai giorni nostri. Affascinante per gli appassionati di cultura nipponica e per gli appassionati di fantastico in generale.
Copertina di Shadows of the New Sun Shadows of the New Sun – Wolfe on Writing / Writers on Wolfe a cura di Peter Wright (Liverpool University Press, 2007).
Una serie di interviste a Gene Wolfe (il celebre autore del ciclo del Nuovo Sole) e una serie di brevi saggi e articoli dello stesso Wolfe. Per i fan di Wolfe.
Copertina di Icons of Horror and the Supernatural Icons of Horror and the Supernatural – An Encyclopedia of Our Worst Nightmares a cura di S. T. Joshi (Greenwood Press, 2006).
Una raccolta di saggi che analizzano le figure più popolari della narrativa e del cinema horror: dall’alieno al vampiro, dallo zombie al licantropo, dalla strega ai mostri marini. I due volumi in un unico file!
Copertina di Six-legged Soldiers Six-legged Soldiers – Using Insects as Weapons of War di Jeffrey A. Lockwood (Oxford University Press, 2008).
Gli insetti sono stati usati nel corso della storia durante le guerre per gli usi più svariati: dalla tortura dei prigionieri a strumento di diffusione per armi biologiche. A me gli insetti fanno schifo, così ho letto il libro di Lockwood con morbosa fascinazione – e per giorni ho avuto la sensazione di avere piccoli ragni o vermi tra i vestiti. UAU!
Copertina di On SF On SF di Thomas M. Disch (University of Michigan Press, 2005).
Una raccolta di saggi, recensioni e articoli di Thomas M. Disch, il famoso scrittore di fantascienza da poco scomparso. Non sempre sono d’accordo con le opinioni di Disch, ma almeno sono opinioni che dimostrano un minimo di intelligenza, merce rara tra gli scrittori italiani.

Copertina di Ether Ether – The Nothing that Connects Everything di Joe Milutis (University of Minnesota Press, 2006).
Un saggio filosofico dedicato all’etere, con riferimenti che spaziano da Edgar Allan Poe e Mesmer fino a Evangelion. Cultura che cola da ogni pagina!

Copertina di Writing Fantasy & Science Fiction Writing Fantasy & Science Fiction di Lisa Tuttle (A&C Black, 2005).
Un manuale di scrittura per aspiranti autori di fantasy e fantascienza. Lo segnalo tanto per cambiare rispetto al solito Gerrold o Scott Card.

Potrei continuare ed elencare centinaia se non migliaia di titoli interessanti: saggi dedicati a questo o quell’altro autore, manuali di scrittura e di stile, testi scientifici e filosofici. Ce n’è per tutti i gusti, basta avere la pazienza di cercare.

Anche se gigapedia non è il sito migliore per recuperare narrativa, comunque si trovano lo stesso opere degne di download, per esempio:

Copertina di The City & The City The City & The City di China Miéville (Del Rey, 2009).
L’ultimo romanzo di Miéville. L’autore abbandona il mondo bizzarro di Bas-Lag, per scrivere una sorta di giallo surreale ambientato in due città che hanno una curiosa caratteristica in comune. Miéville ha sempre dimostrato notevole fantasia, ma in quanto a stile lascia molto a desiderare, tanto che a tratti la lettura dei suoi romanzi diventa faticosa. Però dall’ultima volta magari ha imparato a scrivere! The City & The City proverò a leggerlo.
Copertina di The Last Wish The Last Wish di Andrzej Sapkowski (Gollancz, 2008).
La raccolta di racconti con la quale ha esordito lo scrittore fantasy polacco Sapkowski, diventato famoso all’estero grazie al successo del videogioco The Witcher, basato sulle sue opere.
I racconti parlano di Geralt, un cacciatore di mostri addestrato fin dall’infanzia all’arduo compito. L’ambientazione è pseudomedievale, dunque non precisamente di mio gusto, ma meglio di gnente. Inoltre è stimolante esplorare autori che non siano anglosassoni o italiani.
Copertina di The Secret History of Moscow The Secret History of Moscow di Ekaterina Sedia (Prime Books, 2007).
Secondo romanzo dell’autrice russa (ma scrive in inglese) Ekaterina Sedia. Galina, la protagonista, si trova invischiata con il lato segreto di Mosca, dove la storia è scritta da creature fantastiche e spaventose. Urban fantasy al confine con il new weird.
Copertina di Satan Burger Satan Burger di Carlton Mellick III (Eraserhead Press, 2001).
Il più venduto romanzo di Mellick, il principale esponente della corrente letteraria della Bizarro Fiction. Un romanzo allucinato e bizzarro, così sopra le righe che in Alaska un tizio venne arrestato per aver prestato Satan Burger a un minorenne.

Usare gigapedia

Alcuni consigli per utilizzare al meglio il sito.

Icona di un gamberetto Innanzi tutto occorre registrarsi (è gratis), altrimenti non si possono vedere i link ai libri, né si può leggere o commentare sul forum.

Icona di un gamberetto Lo strumento principale per navigare tra i libri è la ricerca. È importante leggere la pagina di aiuto, perché certe funzionalità del motore di ricerca di gigapedia non sono né intuitive, né standard.

Icona di un gamberetto I file non sono ospitati direttamente sui server di gigapedia, ma forniti attraverso servizi esterni, tipo rapidshare.com. Normalmente per ogni libro sono offerti più link, se possibile è meglio scegliere i file presenti su ifile.it, perché questo sito non ha limiti di traffico, né tempi di attesa.

Icona di un gamberetto I file sono quasi sempre compressi. Il formato più diffuso è lo .zip, seguito dal .rar e dal .tar.gz. La soluzione più semplice per gestire questi archivi è procurarsi una copia di RAR/WinRAR dal sito del produttore. Si può usare senza remore la versione trial, che non ha limitazioni rispetto allo scompattare gli archivi.

Icona di un gamberetto In alcuni casi i libri sono forniti come una serie di PDF, uno per pagina. È un formato leggermente fastidioso, ma non è difficile usare un programma freeware, come questo o questo, per mettere assieme i vari PDF in un unico file.

Icona di un gamberetto Infine bisogna tener presente che 500.000 volumi possono sembrare tanti, ma sono una goccia minuscola nel mare di carta che si stampa ogni anno nel mondo. Perciò è molto probabile che il libro che si sta cercando, non lo si troverà! chikas_pink55.gif

gigapedia e lettori di ebook

Il livello di “amicizia” tra gigapedia e gli attuali lettori di ebook è così così. Il problema fondamentale è che buona parte dei libri (a occhio direi un 70%) sono in formato PDF A5. Non è un formato così balordo come l’A4, ma rimane una pagina troppo grande perché la si riesca a leggere con comodità su uno schermo da 5 o 6 pollici, qual è lo schermo dei lettori ebook più economici in commercio. Ci si può arrabattare convertendo il PDF, ma non sempre i risultati sono decenti.
Viceversa se si ha la fortuna di possedere un lettore ebook con schermo più grande – stile Kindle DX con i suoi quasi 10 pollici – non ci saranno difficoltà a consultare tutti i libri presenti su gigapedia.
Diciamo che siamo a uno-due anni di distanza dall’ottimo, quando i lettori di ebook con schermo grande probabilmente costeranno quanto gli attuali lettori con schermo ridotto.

iRex DR1000
L’iRex Digital Reader 1000 ha uno schermo da 10,2 pollici. Peccato costi uno sproposito

A proposito di lettori di ebook: secondo uno studio del Cleantech Group, l’uso di questi lettori potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di anidride carbonica, anche prevedendo una diffusione a livello globale modesta (circa 14 milioni di unità in tutto il mondo entro il 2012).
L’attuale industria editoriale spreca energia e inquina in maniera abominevole: i soli Stati Uniti nel 2008 hanno abbattuto 125 milioni di alberi per far fronte al fabbisogno di carta. Perciò, se avete a cuore l’ambiente, lasciate stare i libri di carta e usate gli ebook!

Considerazioni filosofiche

Icona di un gamberetto La prima considerazione è che vale la pena conoscere l’inglese. Lo sforzo di imparare a leggere in inglese è compensato dall’avere a disposizione una varietà sterminata di opere (gratuite). Se poi si intende scrivere con serietà, conoscere l’inglese diviene un obbligo: non si può aspettare – spesso in eterno – che saggi e romanzi interessanti vengano tradotti. Senza contare che il lavoro di documentazione su un qualunque argomento per un romanzo diviene dieci volte più facile se si possono consultare testi in inglese.

Icona di un gamberetto La seconda considerazione è che mi pare sempre più ovvio che non c’è modo di evitare la “pirateria”. Perciò case editrici, autori, librai e chiunque sia interessato ne deve prendere atto. Per rendersi conto di quanto sia folle pensare che si possa imporre il rispetto dell’attuale regime sul diritto d’autore, basti pensare a questo fatto: un ebook non è nient’altro che un numero, ed è un pochino difficile censurare i numeri.
Mi spiego meglio: un ebook è un file, ovvero una sequenza di byte. Un byte non è altro che un numero compreso tra 0 e 255. Dunque possiamo vedere un ebook come una serie di cifre una dietro l’altra. Una serie di cifre una dietro l’altra è un numero intero positivo. Certo un numero lunghissimo, un numero astronomico, un numero più grande del numero di atomi nell’Universo. Non ha importanza, dato che questi numeri non li dobbiamo gestire noi ma i computer, e per i computer attuali è una passeggiata, come per noi contare fino a cinque.
Perciò, come si può ragionevolmente credere di poter vietare alle persone di comunicarsi numeri ? Si imporranno delle regole per vietare che l’aritmetica si occupi di numeri troppo grandi, numeri che potrebbero – oh Dio, no! – rappresentare il testo di un libro?
L’informazione digitale, in quanto astrazione numerica, non può essere gestita nella stessa maniera delle merci fisiche. Magari i cultori del copyright potrebbero capirlo una buona volta e piantarla di cercare di rimettere la maionese nel tubetto già spremuto.
Ma questo è un blog democratico, segnalo perciò oltre all’articolo Sul Copyright, anche due libri che sostengono idee diametralmente opposte alle mie. Naturalmente i libri in questione sono disponibili su gigapedia, per la gioia degli autori!

Copertina di The Cult of the Amateur The Cult of the Amateur – How Today’s Internet is Killing our Culture di Andrew Keen (Currency, 2007).
Keen è un mentecatto e il suo “saggio” contiene una marea di errori oggettivi, tanto che Lessig ha preparato un wiki apposito per evidenziarli tutti. Comunque la tesi di Keen è che la disponibilità gratuita di musica, video, notizie, ecc. porterà al collasso dell’economia, alla morte della cultura e all’avvento del comunismo.
Il libro di Keen è stato tradotto in italiano con il titolo Dilettanti.com, l’editore è De Agostini. NON COMPRATELO.
Copertina di Digital Barbarism Digital Barbarism – A Writer’s Manifesto di Mark Helprin (Harper, 2009).
Helprin è uno scrittore, è autore anche di romanzi di narrativa fantastica. In questo suo di “saggio”, oltre a condividere le idee di Keen sulla morte della cultura, sull’avvento del comunismo, e su Wikipedia – istituzione maligna, destinata a condurre il genere umano all’estinzione –, Helprin propone la sua ricetta: la durata del copyright dovrebbe essere estesa in eterno. Semplicemente gegnale!

Icona di un gamberetto La terza considerazione è che la distribuzione tradizionale basata su librerie / centri commerciali / edicole / biblioteche è obsoleta. Personalmente non entro in una biblioteca da un paio d’anni e in una libreria dal Natale scorso.
Questo è un punto delicato. Prendiamo la televisione: è giusto protestare per l’invadenza della pubblicità, per il cattivo gusto di certi programmi o per la faziosità dei telegiornali? Be’, sì. Ma serve a qualcosa? Secondo me, no. Perché sono problemi non legati ai contenuti, ma al mezzo stesso. Sono problemi dovuti al fatto che la televisione deve indistintamente piacere a milioni di persone e spingerli ad acquistare i prodotti reclamizzati.
Dunque la reale soluzione è spegnere la televisione. Se vuoi vedere un film, telefilm, cartone animato, documentario, ecc. lo scegli con calma, lo scarichi e lo guardi (senza pubblicità). Non c’è mai una buona ragione per accendere la televisione – o per sorbirsi la pubblicità.
Ritorniamo all’editoria: c’è una buona ragione per entrare in una libreria ed essere soffocati da pile di romanzi di Licia Troisi, Stephenie Meyer, Paolini & soci – mentre Mellick, Ekaterina Sedia o Andrzej Sapkowski te li sogni? E la risposta è no.
Dunque la reale soluzione non è cercare di stimolare qualità nell’industria editoriale, è fregarsene dell’industria editoriale. Fregarsene del marketing, delle copertine, delle copie vendute e di tutta la melma commerciale.
Mi rattrista – mi piacerebbe che una persona entrasse in una libreria e trovasse solo bellissimi romanzi di eccelsa qualità –, ma mi sono convinta che sia una battaglia persa in partenza, come con la televisione.
Più utile invece spingere gli ebook e la cultura della condivisione. Che tra l’altro rende molto più felici! Frugare in gigapedia (o su emule o tra i siti di torrent o presso altri luoghi della Rete) è come visitare le bancarelle dei libri usati. Solo che i libri sono nuovi. Sono gratis. Non pesano a portarli. E le bancarelle si estendono per decine di chilometri.

Il finale a sorpresa

Oltre 500.000 libri a portata di mouse. In pochi secondi il volume scelto può essere nel lettore di ebook, pronto a essere letto. Ma ne vale la pena? Passi per la saggistica, in fondo impari qualcosa. Ogni tanto. Ma la narrativa? La narrativa di qualità discutibile?
Una delle frasi fatte che sento più spesso suona più o meno così: “Twilight o i romanzi di Licia Troisi saranno pure brutti, ma è meglio per una ragazzina leggere un libro piuttosto che perdere tempo con la playstation”.
Sarà vero? Io non so che effetto neurologico abbiano i libri della Meyer o quelli della Troisi. Ho il forte sospetto che provochino danni cerebrali, tuttavia è una posizione dibattibile. Viceversa per quanto riguarda i videogiochi qualche studio scientifico è stato svolto, per esempio è molto curioso questo:

 Playing an Action Video Game Reduces Gender Differences in Spatial Cognition di Jing Feng, Ian Spence, e Jay Pratt.

I ricercatori dell’Università di Toronto hanno dimostrato che basta passare poche ore con un videogioco d’azione per avere dei miglioramenti misurabili nella capacità di risolvere determinate categorie di problemi (come l’MRT – Mental Rotation Task, la capacità di ruotare mentalmente figure geometriche). Ancora più interessante, sono le ragazze ad avere particolare beneficio dai videogiochi. L’addestramento con i videogiochi è in proporzione più utile per le ragazze che non per i maschietti.
Ma non è finita! Non tutti i videogiochi funzionano. Funzionano i videogiochi d’azione e nel caso specifico è stato usato Medal of Honor: Pacific Assault, un FPS di quelli dove occorre sparare a chiunque ti capiti a tiro. Proprio il tipo di gioco che i cultori del Sacro Libro indicherebbero come diseducativo.
E c’è un ultimo particolare goloso: più giochi, più beneficio hai! Al diavolo la solita manfrina del “va bene, ma basta che non esageri”!

Perciò la Vera Risposta non sono le librerie, né gigapedia, la Vera Risposta è buttare i libri e giocare a Doom, Wolfenstein, Call of Duty, BioShock e Crysis, perché si diventa più intelligenti!

Uno screenshot da Medal of Honor: Pacific Assault
Uno screenshot da Medal of Honor: Pacific Assault. È così che si diventa più intelligenti, non leggendo stupidi libri!

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Ebook e Distribuzione Gratuita

Prima di entrare nel vivo dell’argomento è il caso di chiarire un paio di concetti, ovvero cosa sia un ebook, e come sia possibile leggerlo.

Cos’è un ebook

Un ebook è un libro in formato digitale. In pratica è un file che contiene almeno il testo del libro in questione, e nella maggior parte dei casi preserva anche impaginazione, eventuali illustrazioni e quant’altro.
Tali file si presentano sotto diverse fogge, i formati più comuni sono:

.pdf Portable Document Format (.pdf) Inventato da Adobe è forse il formato più diffuso di documento elettronico. Questa diffusione capillare fa sì che un PDF sia leggibile con qualunque tipo di computer o apparecchio. Ci sono lettori PDF per Windows, Linux, Mac OS e persino per i cellulari. Il PDF è forse il formato migliore se lo scopo è la stampa, tuttavia per la lettura a video su schermi di piccole dimensioni ci possono essere dei problemi, in quanto un PDF non è facilmente reimpaginabile (e per esempio non è possibile cambiare al volo la grandezza dei caratteri usati, si può al massimo effettuare un ingrandimento dell’intera pagina, ma non lasciando ferma la pagina ingrandire solo le parole).

.doc Document (.doc) È il formato di Microsoft Word. Diffusissimo perché Word è il programma di elaborazione testi più diffuso. È leggibile oltre che da Word anche da altri programmi di elaborazione testi (per esempio OpenOffice) ma la completa compatibilità è garantita solo con il programma di Microsoft. In altre parole non è una buona idea diffondere libri in formato DOC.

.rtf Rich Text Format (.rtf) Anche questo formato è stato inventato da Microsoft, ma a differenza del DOC, lo scopo dell’RTF era proprio quello di poter essere utilizzato anche da chi non avesse Word. L’RTF è simile all’HTML, cioè è testo con dei tag a definirne le proprietà. Per esempio con l’HTML per fare il testo in grassetto si usa il tag <b>testo in grassetto</b>, nell’RTF è {\b testo in grassetto}. Data questa semplicità, non ci sono problemi a leggere file in formato RTF con qualunque tipo di apparecchio.

.htm HTML (.html, .htm) Be’, non c’è bisogno di spiegazione. Si è diffuso con l’avvento di Internet ed è usabile dappertutto.

.chm Compiled HTML (.chm) Un altro formato di Microsoft. Il CHM è una serie di pagine HTML e relative immagini “incollate” assieme in un unico file. È leggibile direttamente da Windows, ma solo da Windows. Tuttavia Microsoft stessa offre un programma (HTML Help Workshop) per smontare un CHM e recuperare i file HTML che lo compongono. Nonostante questa scomodità è un formato piuttosto diffuso per gli ebook.

.lit LIT (.lit) Ancora un formato di Microsoft. Questa volta pensato per il Microsoft Reader un programma di Microsoft per leggere ebook. Il Microsoft Reader funziona solo sotto Windows (naturalmente) anche però sulle versioni di Windows usate da alcuni palmari e telefonini. Uno dei pochi negozi di ebook italiani, quello di Mondadori, vende i suoi libri in questo formato. Per fortuna esistono programmi (ConvertLIT) che consentono di convertire i file dal formato LIT ad altri formati più maneggevoli (HTML).

.prc Mobipocket (.pdb, .prc, .mobi). Mobipocket è una delle più importanti aziende che vendono ebook, e li vendono in un loro formato. Nel corso del tempo il formato si è evoluto e da qui i cambi nell’estensione del nome del file. Il formato Mobipocket è basato sull’HTML ed è pensato in particolare per i lettori portatili (palmari, cellulari, ecc.) tuttavia è leggibile anche da qualunque computer ed è facile, in caso di necessità, trasformarlo in HTML.

.txt Text (.txt) Il formato più semplice e leggibile ovunque e dovunque, lo stesso del Blocco Note di Windows. Purtroppo il TXT ha il problema di non potere mantenere l’impaginazione di un libro, né può contenere immagini o altro.

Ci sono poi decine di altri formati, ma quelli elencati sono i più diffusi e coprono il 99% di tutti gli ebook esistenti.
Da notare però che di certi libri e documenti non si trova il testo, bensì nient’altro che la fotografia delle pagine. In questo caso non si ha perciò un solo file, ma tante JPEG (.jpg) quante sono le pagine dell’opera. Infine, per risparmiare spazio, spesso i file sono “zippati” o “rarrati” (hanno estensione .zip o .rar) e prima di poter essere usati vanno decompressi. Esistono decine di programmi a tale scopo, sotto Windows uno dei più conosciuti è WinRAR.

Come leggere un ebook

Appurate le varie incarnazione di un ebook, come lo si legge?
Stampa. Si stampa il file e lo si legge. Per documenti di poche pagine non è un problema, ma per interi libri le cose non sono così semplici. Il miglior compromesso qualità/tempi/costi è probabilmente quello di una stampante laser con stampa fronte retro automatica. Ciò nonostante si può arrivare a spendere parecchio in termini di carta e consumo d’inchiostro, senza neanche entrare nel merito della rilegatura. Se l’ebook lo si è comprato, alla fine è probabile si venga a spendere più che non prenderlo direttamente di carta.
A video. La soluzione più semplice. Avendo a disposizione una poltrona comoda e un bel monitor LCD non è un’attività faticosa o particolarmente stancante. Ci sono però delle (grosse) limitazioni: il monitor non lo si può portare in giro, non si può leggere a letto o sul tram.
A video su un computer portatile. Ci ho provato, è molto scomodo, i “portatili” si chiamano così ma sarebbe più giusto chiamarli “trasportabili”. Pesano parecchio ed è difficile trovare una posizione comoda per leggere. Inoltre la batteria finisce in fretta.
A video su palmari o cellulari. È fattibile ma lo schermo è di solito molto (troppo) piccolo. Ci si affatica a fissarlo e rimane il problema della durata delle batterie.
A video su un lettore EPD. Questo è un caso che merita un capitolo a parte.

La Carta Elettronica e gli ebook

EPD sta per Electronic Paper Display, una tecnologia di visualizzazione inventata da un’azienda chiamata E Ink Corporation (per questa ragione il termine e-ink viene spesso usato al posto di EPD). Uno schermo e-ink ha una serie di vantaggi rispetto a uno schermo tradizionale o LCD:

  • È opaco. Non produce alcun tipo di luminosità, dunque non è un problema fissarlo per ore e ore, come succede con la carta.
  • Ha una risoluzione e un contrasto molto maggiori degli schermi LCD, tanto che all’apparenza uno schermo e-ink sembra proprio carta.
  • Non richiede energia per mantenere l’immagine. Ciò significa che un lettore basato su e-ink lavora solo quando c’è da “girare” pagina, altrimenti non consuma corrente. Infatti in questi apparecchi la durata delle batterie non è misurata in ore, ma in numero di pagine che si possono voltare. E siamo sulle 7.000-10.000 pagine (ovvero leggendo 200 pagine al giorno occorre ricaricare l’apparecchio meno di una volta al mese).
Sony Reader Bookeen Cybook Amazon Kindle iRex iLiad

Lo schermo di alcuni lettori e-ink. Clicca per ingrandire.

Ci sono anche degli svantaggi nell’e-ink: il più grosso è che il colore non è ancora supportato (ci sono prototipi di schermi e-ink colorati, ma niente in commercio). Gli schermi e-ink più sofisticati sono in bianco e nero a 16 livelli di grigio. L’altro svantaggio è che l’aggiornamento di uno schermo e-ink non è istantaneo, di solito richiede dal mezzo secondo al secondo.
Tuttavia questi due difetti non sono un ostacolo nella lettura dei libri: la buona parte dei libri non è a colori e un secondo per voltare pagina è accettabile (non si impiega meno tempo a voltare una pagina di carta).
Il primo apparecchio basato su e-ink è stato nel 2004 il Sony LIBRIé, venduto solo in Giappone.

Sony LIBRIé
Il “vecchio” Sony LIBRIé

Da allora pian piano questi apparecchi si sono diffusi e ora sono disponibili anche in Italia.
Ne ho ordinato uno prima di Natale ma a causa grande richiesta e disguidi postali non è arrivato sotto l’albero. Mi è arrivato solo oggi, lo recensirò fra qualche giorno. AGGIORNAMENTO: recensito.

Procurarsi gli ebook

Stabilito cosa siano gli ebook e come si possa leggerli, entro nel merito: come procurarseli.
Già da alcuni mesi avevo notato una sempre maggiore disponibilità di ebook in rete, ma solo nell’ultimo periodo mi sono accorta di quanto l’offerta sia completa, tanto appunto da spingermi a chiedere a Babbo Natale in regalo il lettore. Più in dettaglio:

Libri di pubblico dominio. Rientrano in due categorie: i libri il cui copyright è scaduto e i libri volontariamente distribuiti in maniera gratuita dagli autori.
Per il primo caso uno dei siti più noti è il Progetto Gutenberg che mette a disposizione oltre 20.000 volumi nelle più svariate lingue (italiano compreso). Inoltre il Progetto Gutenberg cataloga anche libri presenti in altri siti analoghi, per un totale di 100.000 titoli!
In campo italiano c’è il Progetto Manuzio che offre le opere di centinaia di autori nostrani.
In generale non è difficile procurarsi un testo che sia sfuggito alle grinfie del copyright. Almeno nella sua lingua originale, purtroppo spesso la traduzione italiana si rivela essere ancora coperta da diritto.

In quanto agli autori che distribuiscono gratuitamente il loro lavoro, sono ovunque. In Italia sono ancora pochi, specie se si parla di autori affermati (i più famosi che adoperano questa politica sono i Wu Ming), ma all’estero l’idea della distribuzione libera si sta sempre più facendo strada.
I cinque finalisti nella categoria romanzo del premio Hugo 2007, uno dei premi più prestigiosi a livello mondiale per la fantascienza, sono stati:
Rainbows End di Vernor Vinge
Eifelheim di Michael Flynn
Glasshouse di Charles Stross
Blindsight di Peter Watts
e la nostra amica Naomi Novik con His Majesty’s Dragon (sì, l’Hugo non è più quello di una volta, forse è meglio il Nebula!)
tre due (aggiornamento del 19 marzo 2008: Eifelheim non è più online) di questi romanzi, come evidenziato dai link, sono leggibili e scaricabili senza dover pagare niente, compreso il romanzo vincitore, Rainbows End.

Copertina di Rainbows End
Copertina di Rainbows End

Ebook acquistabili online. Quando il libro è protetto da copyright e l’autore ha deciso di non distribuirlo, tale libro lo si può volendo comprare già in formato elettronico. Amazon.com, la più grande libreria online del mondo, offre questa possibilità, ma i libri così acquistati sono leggibili solo con l’apparecchio e-ink venduto da Amazon stessa, l’Amazon Kindle.
Altri rivenditori come Mobipocket, Ubibooks, BAEN o Fictionwise, sono meno restrittivi e permettono di scegliere quale formato di ebook comprare. I prezzi in generale sono alti, contando che un ebook non è costato niente all’editore in termini di carta e stampa.
In Italia si possono comprare alcuni ebook del catalogo Mondadori dal sito della casa editrice. Il catalogo è striminzito e i prezzi per nulla modici, però l’offerta nel campo fantasy (ovvero ‘ragazzi’ nella classificazione Mondadori) è discreta e a prezzi più abbordabili del resto.
Ci sono poi i servizi di print-on-demand, stile Lulu.com, che spesso consentono l’acquisto di un libro anche in formato elettronico.

Pirateria. Come esiste la pirateria di musica, film, videogiochi e quant’altro, esiste la pirateria libraria.
Innanzi tutto, è illegale scaricare un ebook coperto da copyright senza pagare? Non lo so. Fino al famigerato decreto Urbani, la risposta sarebbe stato un no secco, visto che per essere reato avrebbe dovuto sussistere lo scopo di lucro, ovvero uno avrebbe dovuto guadagnarci soldi dallo scaricare il suddetto libro. Ora come ora è una zona grigia. In ogni caso, lo dico senza pensarci due volte, non me ne importa niente se anche fosse illegale. Malgrado la propaganda contraria, la legalità di per sé non è un valore. È un valore fintanto che le leggi sono giuste. Le attuali leggi sul copyright sono ingiuste e contrarie al benessere della società, perciò non è immorale violarle (ma su questo ci tornerò più avanti).

Logo di piratebay.org
Il logo di piratebay.org, uno dei siti simbolo della lotta contro il copyright

La distribuzione di libri pirata avviene secondo i consueti canali del file sharing: eMule, bittorrent, newsgroup binari, FTP e quant’altro. In particolare pare che i distributori clandestini di libri si siano trovati bene con eMule che è forse la fonte principale per tale bene di consumo.
Uno dei preconcetti che circondano eMule è che sia un covo di pedofili e i file siano tutti infettati da virus. Non nego che possa capitare di scaricare involontariamente pornografia pensando di star prendendo tutt’altro o che qualche volta l’anti-virus dia di matto con file presi col mulo, ma sono eccezioni non la regola.

Dopo un minimo addestramento sono riuscita a individuare fonti sicure per gli ebook.
Per i libri in italiano, ci sono diverse “collezioni” e moltissimi volumi sciolti.
La collezione più famosa è la Biblioteca del Brivido. Sono solo romanzi di genere (orrore, fantasy, fantascienza, noir, thriller, giallo), ne escono dai 10 ai 20 a settimana, di norma il sabato pomeriggio, e in diversi formati (.pdf, .doc, .rtf, .lit). L’impaginazione è perfetta, quando ci sono immagini sono inserite nel testo nel giusto punto e i refusi credo siano gli stessi del libro cartaceo di partenza.
Il formato dei file è: eBook.ITA.xxxx.Nome.Autore.Titolo.(doc.lit.pdf.rft).[Hyps].rar dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 2850 volumi. Ogni volume contiene un elenco di tutti i volumi precedenti con relativi link ed2k. Esempio reale: eBook.ITA.2761.George.R.R.Martin.L’Ombra.Della.Profezia.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar
Un’altra collezione è Bluebook. Libri vari, anche se spesso prevalgono ancora libri di genere fantastico. I formati sono .doc, .pdf e .txt. Escono intorno ai 5 libri a settimana. La qualità è perfetta.
Il formato del file è: Bluebook.xxxx.ITA.Nome.Autore.Titolo.rar dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 330 volumi. Esempio reale: Bluebook.0316.ITA.Pullman.Philip.01.La.Bussola.D’Oro.rar
Una terza collezione è Free Book. Libri vari, ma chi li fornisce pare avere un debole per i romanzi rosa, sempre presenti nei 5-10 libri che escono ogni settimana. I formati sono .doc, .pdf, .odf, .rtf e .txt. La qualità è anche qui impeccabile.
Il formato del file è: Free-Book.ITA.xxxx.-.Nome.Autore.-.Titolo.zip dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 283 volumi. Esempio reale: Free-Book.ITA.0250.-.Jack.Vance.-.L’Ultimo.Castello.zip
Una quarta collezione è ITABOOK. Libri vari, formato .rtf e .pdf, le nuove uscite sono sporadiche. La qualità è ottima.
Il formato del file è: ITABOOK_xxxx_-_Nome,_Autore_-_Titolo.rar dove xxxx è un numero progressivo, finora sono usciti 163 volumi. Esempio reale: ITABOOK_0161_-_Allende,_Isabel_-_Il_piano_infinito.rar

eMule
Un’“istantanea” della Biblioteca del Brivido. Clicca per ingrandire

Per trovare i volumi sciolti occorre un po’ di scaltrezza. File più grossi di qualche MB non sono quasi sicuramente ebook a meno che non siano ebook formati dalle foto delle singole pagine. Da evitare anche i file .doc da fonte non verificabile perché potrebbero essere vettori di virus.

Riguardo al bittorrent, la soluzione più semplice è cercare il titolo del libro o il suo autore con un motore di ricerca apposito per i file .torrent, per esempio quello di isoHunt. Esistono poi comunità di scambio che si basano su bittorrent e hanno sezioni dedicate agli ebook, per trovarle basta darsi da fare con google. Una di queste è TNT Village.

Riguardo a newsgroup, FTP e quant’altro, ne parlerò magari in un’altra occasione: da un lato non sono ancora esperta e dall’altro credo di essermi già inguaiata abbastanza!

Considerazioni morali

L’idea di fondo del copyright è di incentivare gli artisti a produrre nuove opere. Ovvero è sottointeso che nuove opere artistiche siano un beneficio per la società. Dunque, le leggi sul copyright sono a favore della società nel suo complesso non a favore degli artisti (o peggio ancora di eredi, editori e sfruttatori vari). L’artista è incentivato nella misura in cui produrrà di più a favore di tutti.
Non è più così per una serie di fattori:

  • Il copyright è troppo lungo, se un’artista può campare per tutta la vita (e settant’anni dopo la morte) con una sua opera, è finito l’incentivo a farne un’altra.
  • Il copyright non protegge in realtà l’artista, ma chi detiene i diritti dell’opera, e nel mondo moderno sono quasi sempre due figure distinte.
  • Infine il copyright ha spesso avuto l’effetto di stravolgere l’equazione: da incentivo è diventato unico scopo, l’artista produce non per il benessere della società, ma per l’esclusivo benessere suo. Non sempre i due benessere sono in contrasto ma potrebbero esserlo.

Purtroppo non esistono molti studi neutrali in materia, uno interessante è questo dell’Università di Cambridge che prova a fissare la durata ideale del copyright a 14 anni (mentre la Disney, pur di non lasciar libere le prime storie di Topolino, sta spingendo il congresso americano verso l’infinito, letteralmente).

Topolino
Topolino, simbolo di malvagità?

È anche interessante notare come il copyright sia un concetto relativamente recente (le prime leggi a riguardo sarebbero del 1662) e in questi secoli non pare che la produzione artistica abbia avuto nessun particolare impulso rispetto alla storia precedente. Tutto il Rinascimento non ha avuto paragoni come sviluppo artistico e il copyright non c’era. Nella Firenze dei Medici c’era una percentuale altissima di cittadini che vivevano della loro produzione artistica, percentuale mai più raggiunta in nessun altro periodo storico.

Infine, sarò ingenua, ma penso che la libera circolazione della conoscenza valga più del denaro. È meglio se 100 persone leggono un libro e l’autore guadagna 10, piuttosto che il libro lo leggano in 50 ma l’autore guadagni 20. E stiamo sempre parlando di “autore” in senso lato, perché nel caso dei libri quelli che guadagnano sono editori, distributori e librai. La percentuale dell’autore è minima, di solito non più di un 5-10% del prezzo di copertina.

C’è poi un fatto fondamentale da sottolineare. Io sono partita dal presupposto che una distribuzione gratuita in effetti possa ledere i guadagni di un autore, e sostengo che comunque dovrebbe essere consentita. Ma è vero che la distribuzione gratuita incide sulle vendite?
È un problema ancora più spinoso di quello del copyright, ed è molto difficile districarsi tra la propaganda. Perciò è di particolare interesse l’esperimento che ha organizzato il signor Tim O’Reilly. Tim O’Reilly è il fondatore della O’Reilly Media, una società editrice specializzata in editoria tecnica (in particolar modo informatica). Non una piccola società però, una delle più grandi del mondo in tal ambito. Dunque non si sta parlando dello scrittore che vuol farsi pubblicità o del piccolo editore che cerca vie nuove, si sta parlando di un grosso editore che vuol far soldi.
Il signor O’Reilly ha provato a mettere a disposizione per il download gratuito un libro appena pubblicato e ha tentato di analizzare l’andamento delle vendite. L’articolo completo è qui.

Copertina di Asterisk
Asterisk: The Future of Telephony, il libro offerto gratuitamente

In sostanza: l’andamento è in linea con gli altri libri, o in altri termini, chi voleva comprare il libro l’ha comprato comunque nonostante fosse disponibile gratuitamente. Perciò il download gratuito non ha inciso sulle vendite. Però, aggiungo io, tra le 180.000 persone che hanno scaricato il libro, qualcuna l’avrà letto e tra queste qualcuna avrà imparato qualcosa. La società nel suo complesso è migliorata, anche se di una briciola la cultura è aumentata. E il signor O’Reilly non ci ha rimesso un euro.
Se poi dal grosso editore si passa al singolo autore, devo ancora leggere di uno scrittore che si sia pentito di aver distribuito in maniera gratuita le proprie opere, basta leggere le varie interviste, da Cory Doctorow a Rudy Rucker e tanti altri.

Un altro caso clamoroso, di un paio di mesi fa.
The Man from Earth è un film di fantascienza realizzato con budget minimo da una piccola società di produzione. È un film che ha incuriosito gli appassionati perché segue una sceneggiatura di Jerome Bixby, sceneggiatura che Bixby ha impiegato quasi quarant’anni a scrivere! Ma al di là di questo è un film che sarebbe passato del tutto inosservato, a parte pochi entusiasti, se non fosse stato piratato. Pochi giorni prima dell’uscita in DVD, il film era disponibile in rete. Un guaio? Tutt’altro! Il produttore del film, in corrispondenza della release pirata, vede il traffico al suo sito aumentare del 3.000%, in pochi giorni su IMDb The Man from Earth diventa uno dei film più cercati. È una pubblicità enorme, che il produttore ammette non avrebbe mai potuto pagarsi in nessuna maniera. È al settimo cielo per tutto ciò, e promette che il prossimo film sarà lui stesso ad autopiratarselo! Si può leggere l’intera vicenda per esempio qui.

Locandina di The Man from Earth
Locandina di The Man from Earth

Conclusioni

Malgrado appaia chiaro (o almeno a me appare così) che la distribuzione gratuita non ha effetto sulle vendite e se lo ha è un effetto positivo, qualcuno si potrebbe domandare se a lungo andare, con il diffondersi di una cultura sempre più lontana dal concetto di pagare per l’intrattenimento, gli artisti non si ritroveranno a non poter più campare con il loro lavoro.
Io voglio essere ottimista e dico di no. O meglio, camperanno solo quelli bravi davvero. Prendo ad esempio me stessa e i DVD. Negli ultimi due-tre anni ho scaricato una gran quantità di film e non posso negare di aver ridotto i miei acquisti di DVD. Ma adesso sono tutti soldi spesi bene, indirizzati ad appoggiare chi se lo merita. Prima compravo il solito Spider-Man, il solito Harry Potter, il solito Pirati dei Caraibi. Schifezze, soldi buttati, ma ogni volta ci ricascavano non potendo saperlo prima e cedendo a quello che si chiama hype. Adesso Harry Potter & C. li scarico e magari prendo un solo DVD ma di qualche regista giapponese, o coreano o danese che davvero ha girato un bel film. 1 solo DVD contro 3 (o anche 5 o 10), ma un 1 DVD che vale la pena, contro i 3, 5, 10 che non facevano altro che alimentare la macchina produci spazzatura.
Io penso che il pubblico spesso faccia scelte così poco accorte (in campo librario basti pensare alla Troisi) perché non ha reale scelta. È come andare al ristorante cinese, avere il menu tutto in cinese con solo un piatto in italiano. Si va sul sicuro, perché non si hanno le risorse per rischiare.
La distribuzione gratuita consente a ognuno di rischiare, ognuno può “assaggiare” quel che gli pare e formarsi un gusto. Magari poi deciderà di dare lo stesso i soldi alla Troisi, ma magari forse no. Magari, se ha potuto anche solo sfogliare quegli altri romanzi che non avrebbe mai comprato, perché non pubblicizzati, perché le amikette non ne parlano, perché la copertina è brutta, forse potrà compiere scelte più consapevoli.

Come per un sacco di altri argomenti può essere che m’illuda, ma nel caso specifico cambia poco. Anche se davvero la pirateria libraria è un cancro che uccide gli scrittori (…) non c’è niente da fare. I libri in formato elettronico sono inevitabili, perché il risparmio di risorse rispetto alla carta è enorme. Così come sono spariti i vinile e sono in declino i CD, rimanendo solo gli MP3, allo stesso modo i libri cartacei hanno i giorni contati. Lo zoccolo duro dei feticisti della carta è più vasto che non in altri ambiti ed è probabile riuscirà a rimandare l’inevitabile il più possibile, ma se non sarà fra 5 anni sarà fra 10. A quel punto la pirateria raggiungerà gli stessi livelli che si vedono oggi per musica e film, con ogni singolo brano o spezzone prodotto in ogni angolo del mondo distribuito in rete con o senza autorizzazione. Dunque gli scrittori devono solo mettersi il cuore in pace.

Sento già i feticisti della carta brontolare, ché tanto il libro tradizionale non morirà mai! Be’, vedremo nelle prossime ore, per ora, da questo primo pomeriggio di lettura e-ink posso affermare che hanno torto marcio.

* * *

Ringrazio il Coniglietto Grumo per l’aiuto riguardo alcuni dettagli tecnici di questo articolo.


Approfondimenti:

bandiera EN Microsoft Reader, per leggere gli ebook in formato LIT
bandiera EN MOBIPOCKET Reader

bandiera EN MobileRead.com: il sito migliore per trovare informazioni su ebook, lettori e argomenti correlati
bandiera EN Tabella comparativa dei lettori e-ink in commercio
bandiera IT Simplicissimus, distributore italiano per iLiad e Cybook
bandiera EN Il sito ufficiale della E Ink
bandiera EN Prototipo di lettore con e-ink a colori

bandiera EN Il sito del Progetto Gutenberg
bandiera IT Il sito del Progetto Manuzio
bandiera EN Feedbooks: un sito che offre ebook classici e di pubblico dominio impaginati per la lettura su apparecchi e-ink

bandiera EN Il Premio Hugo
bandiera EN Il Premio Nebula
bandiera EN Sito ufficiale di eMule
bandiera EN La baia dei pirati
bandiera EN O’Reilly Radar, il blog di Tim O’Reilly
bandiera EN Il sito ufficiale di The Man from Earth
bandiera EN Jerome Bixby su Wikipedia
bandiera EN ZeroPaid: una delle principali fonti di notizie a riguardo di P2P e file sharing

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Arte Noiosa

Si prospetta una settimana piena d’impegni tanto inutili quanto improrogabili. Se vivessimo in una società giusta, non dovrei essere costretta a dimostrare, un giorni sì e uno no, la mia indubitabile intelligenza. Ma tant’è.

Perciò oggi voglio parlare di un argomento che non dovrebbe suscitare polemiche: la Troisi! No, scherzo! C’è di vero che ieri ho dato una sfogliata a Un Nuovo Regno. Mi sembra brutto, brutto anche per la Troisi, però non credo raggiunga il livello surreale d’idiozia di Nihal nella Terra del Vento.
Se poi qualcuno dovesse chiedere perché continuo a buttare soldi con i romanzi della Troisi, la risposta è: Morboso Collezionismo. È una malattia che non auguro a nessuno, più grave anche dell’Esterofilia e dell’Invidia Cronica.
Questo però è l’ultimo: qualunque cosa scriverà in futuro la Troisi, non la comprerò.

Copertina di Un Nuovo Regno
Mai più!

Oggi vorrei parlare della patina di noia che avvolge l’Arte e la letteratura in particolare.

Partiamo da quello che è forse il dipinto più famoso al mondo, La Gioconda:

La Gioconda
Ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo

Un giorno abbiamo perso non so quante ore a parlare di tale crosta, e del famoso sorriso della tizia. Io ho detto che la signora Gioconda avrebbe dovuto dire NO! alla droga. Come al solito sono stata redarguita, non si è entrati neanche nello specifico del mio argomento, non si è neanche presa in considerazione la mia ipotesi che il soggetto ritratto da Leonardo fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ci si è solo concentrati sul fatto che io non devo osare esprimere certo genere di giudizi.
Per altro il mio vero giudizio è che La Gioconda è noiosa. Mi suscita solo un: “E allora?”
Magari è perché non l’ho vista dal vivo. Se uno guardasse la foto sulla carta d’identità di alcuni miei amici chissà cosa penserebbe, invece dopo che li hai conosciuti scopri che sono persone simpaticissime!

Questa mia noia non è solo mia, è condivisa da molti miei compagni. Siamo una generazione disgraziata o qualcosa del genere.
Ora però prendiamo quest’altra signorina. Spero non sia lei che debba guidare, altrimenti qui ci scappa il morto del sabato sera, visto che anche in questo caso l’abuso di sostanze psicotrope è evidente:

Viso della Venere Medica
Dite NO! alla droga!

Ma tale signorina ha una storia da raccontare, basta inquadrarle il corpo:

Venere Medica
Io vi avevo avvertito…

Wow! Sembra la Nuova Carne di Cronenberg! O forse H.R. Giger. È invece una “Venere Medica”, di tale Clemente Susini. Clemente Susini (1754 – 1814) è stato un maestro nell’arte di modellare la cera. La buona parte delle sue opere ha scopo didattico, atto a illustrare l’anatomia, ma non se ne può ignorare il fascino artistico.
Inoltre sono opere agli antipodi della noia: mi è bastata una sfuggevole occhiata all’immagine di cui sopra su un sito web che si occupava di tutt’altro, per farmi venir voglia di saperne di più.

Veniamo alla letteratura. La scuola, il Liceo in particolare, ma leggendo certi commenti ho paura anche l’Università, è responsabile per due disgrazie: non far leggere, e far leggere vaccate.

Partiamo dal primo problema. Io leggo da sempre; se non devo alzarmi la mattina successiva, non ho problemi a leggere un romanzo di media grandezza (2-300 pagine) in una notte o giù di lì. Tuttavia conosco persone, anche più grandi di me, che quando si dedicano al loro adorato Harry Potter, non solo usano un segnalibro, ma si segnano con una matita il punto esatto fino al quale sono giunti. Quasi che se fossero costrette a rileggere un paio di paragrafi, verrebbe loro un infarto per lo sforzo!
Non li biasimo, facevo anch’io così, in prima elementare.
La soluzione a questo problema è semplice: la scuola deve obbligare a leggere. Dalle elementari in poi dovrebbe essere prevista la lettura di almeno un romanzo a settimana, tagliando buona parte del programma d’italiano, che in effetti non serve a un tubo. La grammatica la si impara molto più in fretta e meglio per imitazione che non per studio, la storia della letteratura è solo nozionismo inutile, e il contorno socio-politico-economico-etico-metafisico che spesso si appiccica alle opere è questione specialistica che dovrebbe comparire solo all’Università.

Secondo problema, far leggere vaccate. Non si possono passare mesi sui Promessi Sposi. I Promessi Sposi sono una patacca, una specie di Harmony anteguerra, la settimana come delineata dalla soluzione al problema numero uno sarebbe sufficiente. Inoltre, e qui si entra nel cuore della questione, bisogna abbandonare l’ipocrisia. Si sente spesso dire che gli adolescenti, i giovani leggono pochissimo. È vero, ma se si vuole cambiare rotta, bisogna proporre letture che siano appassionanti, che possano competere con cinema, videogiochi, e tutto quello che offre Internet.

I Promessi Sposi
Dite NO! ai Promessi Sposi!

Storia Numero 1: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive[...]”

Storia Numero 2: “All’età di otto anni due mercenari la violentarono.”

Di quale Storia vorreste sapere il seguito?
D’accordo, d’accordo, generazione disgraziata. Io sono una di quelle che si sarebbe goduta lo spettacolo della ragazza travolta dal bus con il cervello sparpagliato sul marciapiede. Che diamine, potrei passare l’intera esistenza senza veder mai un tizio con il cervello sparpagliato sul marciapiede! Si chiama curiosità, è una cosa naturale, tanto più stimolata quanto più l’evento è raro. Non c’è proprio niente di male a essere curiosi.

In ogni caso, che sia un sentimento giustificato o un segno dell’imminente fine dei tempi, se si vuole invogliare la gente alla lettura, bisogna dimostrare loro che i libri possono essere più interessanti di cercare con google “film hard gratis”, come hanno fatto diversi finiti poi da queste parti (colpa della recensione di Live Free or Die Hard).

Il racconto che preferisco per mostrare come la letteratura possa competere con la miglior depravazione della Rete è “Budella” contenuto in Cavie di Chuck Palahniuk. Non è che sia un capolavoro, ed è scritto apposta per essere disgustoso, ma fa il suo effetto. È ideale per chi pensa che i libri siano noiosi. Non lo penserà più. Però non garantisco cosa poi penserà di voi.

Copertina di Cavie
Copertina di Cavie di Chuck Palahniuk

“Budella” ha anche il vantaggio di essere poche pagine: può essere letto persino da chi mette i segnetti ai paragrafi.
È possibile leggere “Budella” in lingua originale qui.

Se si può far conto sulla lettura di opere più lunghe, la fantasy/fantascienza di guerra funziona quasi sempre.
Uno dei romanzi che adoro è Cuore d’Acciaio di Michael Swanwick. Una delle recensioni su Amazon.com è di un padre che lamenta come già nel primo capitolo compaiano descrizioni esplicite di situazioni non adatte alla figlia tredicenne. In verità non adatte a nessuno. Per quello a me Cuore d’Acciaio piace!
Ciò non vuol dire che basti la depravazione. Palahniuk e Swanwick sono ottimi scrittori, le stesse perversioni in mano a scrittori con meno talento sarebbero risultate noiose o stupide.

Un altro che può venir buono per avvicinare alla lettura è Kafka. Kafka ha il vantaggio di aver fama di scrittore “serio”, perciò anche in ambito scolastico è difficile che qualcuno obbietti se si propone di leggerlo.
Il racconto che preferisco è Nella Colonia Penale. È il racconto di un’esecuzione capitale compiuta in maniera sadica e demente. Non è esplicito come Palahniuk e Swanwick ma una buona dose di morbosità c’è. Inoltre è moralmente ambiguo: il “cattivo” è subito identificato e non per un istante ne viene messa in dubbio la malvagità, eppure è difficile alla fine non provare se non proprio simpatia almeno comprensione.
È possibile leggere Nella Colonia Penale online, per esempio qui.

Franz Kafka
Kafka in persona! (dite NO! alla droga…)

Bel discorso finora… mi rendo conto campato in aria. In realtà chissà per ancora quanti anni si andrà avanti facendo credere agli studenti che sono scemi e superficiali se non si appassionano alle beghe di Don Abbondio, Fra’ Cristoforo, l’Innominato, e quei due fessi di Renzo e Lucia.
Parere personale: ipocrisia. In una società come la nostra, ovvero dove ancora la parola scritta è il principale mezzo di diffusione di cultura e conoscenza, è proprio compito della scuola scoraggiare i cittadini riguardo la lettura. Più le persone sono ignoranti, meglio è…

Sembro il Coniglietto Grumo quando ha le sue derive anarco-insurrezionaliste. Spero di rifarmi verso il fine settimana: sto preparando un articolo che sono sicura farà la felicità di grandi e piccini!


Approfondimenti:

bandiera IT Un Nuovo Regno su iBS.it

bandiera IT La Gioconda su Wikipedia

bandiera IT Clemente Susini su Wikipedia
bandiera IT Clemente Susini presso l’Università di Cagliari
bandiera EN Clemente Susini e altre meraviglie anatomiche presso biophemera.com
bandiera EN I modelli anatomici del Susini presso il museo de La Specola
bandiera EN Curious Expeditions, lo splendido blog degli autori delle foto di cui sopra

bandiera EN Videodrome di Cronenberg su IMDb, qui nasce la Nuova Carne
bandiera EN Videodrome su Wikipedia

bandiera EN Il sito ufficiale di H.R. Giger

bandiera IT I Promessi Sposi e altre opere del Manzoni disponibili presso Liber Liber

bandiera EN Il sito ufficiale di Chuck Palahniuk
bandiera EN “Budella” (“Guts”) in lingua originale
bandiera IT Cavie su iBS.it

bandiera EN Il sito ufficiale di Michael Swanwick
bandiera IT Segnalazione di Cuore d’Acciaio

bandiera IT Franz Kafka su Wikipedia
bandiera IT Nella Colonia Penale online
bandiera IT La Colonia Penale e altri racconti su iBS.it

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Come (non) scrivere fantasy

EDIT del 23 Maggio 2009. Per una trattazione molto più approfondita e organica degli stessi temi, rimando al Riassunto delle Puntate Precedenti.
Il presente articolo è da considerarsi solo come “curiosità storica”.


Uno dei miei sogni è diventare regista. Per ora il progetto è fermo a: “speriamo di riuscire a convincere i miei genitori a regalarmi la telecamera digitale che voglio per Natale chikas_pink53.gif “. Nel frattempo, qualche volta mi diverto a scrivere di quello che non posso (ancora) girare, o butto giù fanfiction di argomento fantastico dedicate al Coniglietto Grumo kaos-whiteusagi01.gif (chi altri?!)

Per imparare a scrivere è opinione comune che la prima regola sia leggere molto, e fin qui ci siamo. Seguono poi i consigli degli scrittori famosi, dai classici How to Tell a Story and other Essays e Fenimore Cooper’s Literary Offences di Mark Twain, a On Writing di Stephen King o How to Write Science Fiction and Fantasy di Orson Scott Gard (autore, fra gli altri, de Il Gioco di Ender). I suggerimenti in questi libri sono interessanti chikas_pink23.gif , anche se qualche volta in contrasto fra loro. Oggi però vorrei segnalare tre siti meno seriosi e che partono da un approccio differente: invece di spiegare come scrivere, indicano gli errori che più spesso si commettono.

Copertina di On Writing
Copertina di On Writing di Stephen King

Il primo sito è celeberrimo, ma la sua utilità non è diminuita nel corso degli anni:
Peter’s Evil Overlord List (The Top 100 Things I’d Do If I Ever Became An Evil Overlord)
È un lungo elenco di cose che un Signore del Male kaos-whiteusagi09.gif dovrebbe fare, o in altri termini, tutti gli errori che dovrebbe evitare. Leggendo la lista ci si rende conto della quantità immane di romanzi e film che basano il proprio progresso non su una gara di furbizia e abilità tra Buoni e Cattivi, bensì sull’incredibile stupidità di questi ultimi. Scrivere un romanzo o girare un film ai giorni nostri, senza aver prima consultato la Overlord List, è il primissimo errore da evitare chikas_pink59.gif !

Ming
Essere un Signore del Male non è così semplice come possa sembrare!

Secondo sito, meno famoso ma altrettanto utile:
How to write a best selling fantasy novel.
Il titolo è ironico. L’autore di questo divertente “how to” si prende gioco di tutte le banalità e i cliché che abbondano nel fantasy, amatoriale e non. Inutile dire che per scrivere un buon fantasy occorre seguire il meno possibile questa “guida” chikas_pink27.gif (anche a costo di non farne mai un best seller!)

Terzo sito:
Anti-Shur’tugal
Questo è un sito interamente dedicato a parlar male dei romanzi di Christopher Paolini, Eragon ed Eldest. Tra le critiche a Paolini e alle sue (orribili chikas_pink60.gif ) opere, si mischiano consigli e avvertenze su come scansare gli errori più comuni nello scrivere fantasy.

Che morale trarre dai libri sulle tecniche di scrittura e i siti web di cui sopra? Non ho idea! chikas_pink32.gif

In compenso, se dovessi isolare un singolo spunto che mi abbia maggiormente colpito, sarebbe il concetto che alcuni chiamano “stile cinematografico”.

Narrare una storia con questo stile significa raccontarla come se la si riprendesse con una telecamera immaginaria (proprio il mio caso! chikas_pink28.gif ) E il punto cruciale è che la “telecamera” in questione, con tale stile, è una telecamera a tutti gli effetti, come fosse vera, con le limitazioni del caso.
Un esempio:

In cima alla collina sorgeva la Torre del Sangue. Si era guadagnata quel nome perché per secoli i negromanti locali l’avevano usata per i loro esperimenti.
Nel cuore del ragazzo traboccò la paura, mentre varcava la soglia della diroccata costruzione.

Quante volte si leggono passaggi simili? Eppure, se si vuole seguire lo stile cinematografico, la buona metà di queste tre righe è sbagliata chikas_pink03.gif . Infatti la telecamera è vera, dunque non potrà inquadrare il perché la Torre si chiami come si chiama e tanto meno riprendere la paura che si diffonde nel cuore del ragazzo.
[Nota: alcuni registi, in effetti, riescono davvero a riprendere situazioni “impossibili” quasi filmassero un fatto qualunque, per esempio, l’incredibile sequenza dentro il corpo ricucito del papà morto in Tideland. D’altra parte Terry Gilliam chikas_pink39.gif è nella categoria di quelli troppo bravi per preoccuparsi delle regole.]

Tideland
La morte vista dall’interno. Fotogramma di Tideland

Insomma, lo stile cinematografico impone un sacco di restrizioni: non si può parlare di sentimenti, non si può divagare, non si possono dare spiegazioni, c’è solo il qui e l’ora davanti alla telecamera.
Lo scopo sarebbe quello che in termini filmici è detto “tenere lo spettatore incollato alla poltrona”. Se scriviamo che un personaggio è triste, essendo la tristezza concetto astratto, la mente di chi legge comincerà a vagare, allontanandosi dalla storia. Se invece scriviamo che un personaggio piange chikas_pink01.gif , l’occhio dello spettatore rimarrà fisso sul suo viso. Così come se parliamo dei negromanti, il lettore si distrarrà, lasciandosi scivolare nella negromanzia, quando invece dovrebbe seguire il ragazzo che sta entrando nella torre.
O almeno questa è la teoria. Non sono sicura sia corretta, ma mi pare una teoria molto interessante, per gli scrittori e per i registi armati solo di telecamere immaginarie! chikas_pink55.gif


Approfondimenti:

bandiera EN How to Tell a Story and other Essays disponibile al sito del progetto Gutenberg
bandiera EN Fenimore Cooper’s Literary Offences disponibile al sito del progetto Gutenberg
bandiera IT On Writing su Ibs.it
bandiera EN How to Write Science Fiction and Fantasy su Amazon.com

bandiera EN Terry Gilliam su Wikipedia

Scritto da GamberolinkCommenti (10)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

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