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Archivio per la Categoria 'Non Fantasy'

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Recensioni :: Film :: Grindhouse

L’ultimo progetto di Tarantino & Rodriguez era realizzare uno spettacolo che riproducesse l’esperienza di un drive-in anni ’70 dedito ai film di serie B. Per far questo ognuno dei due ha realizzato un film, da proiettarsi uno dietro l’altro, inframmezzati da trailer di film che non esistono.

Locandina di Grindhouse
Locandina di Grindhouse

Non ho idea se l’esperimento abbia avuto successo. Intanto negli anni ’70 non ero ancora nata, poi non sono mai stata in un drive-in in vita mia e infine in Italia e su DVD i film sono usciti separatamente e senza i trailer farlocchi (a pare quello per Machete, presente sul DVD di Planet Terror). In compenso le versioni DVD sono versioni estese dei due film (in particolare il film di Tarantino, Death Proof, ha quasi 25 minuti di pellicola in più).

Trailer di Grindhouse

Nel tentativo di rimanere fedele all’idea di partenza di Tarantino e soci, ho visto in una sera entrambi film e i trailer scaricati da YouTube, nell’ordine di proiezione originaria, ovvero:

  • Trailer per Machete (regia di Robert Rodriguez)
  • Film Planet Terror (Robert Rodriguez)
  • Trailer per Werewolf Women of the S.S. (Rob Zombie, regista di House of 1000 Corpses e The Devil’s Rejects)
  • Trailer per Don’t (Edgar Wright, Shaun of the Dead, Hot Fuzz)
    Trailer per Thanksgiving (Eli Roth, Hostel, Hostel: Part II)
  • Film Death Proof (Quentin Tarantino)

Premesso che i falsi trailer sono spassosissimi, il film di Rodriguez è senza pretese ma molto divertente, mentre quello di Tarantino è noioso, sebbene si risollevi nel finale. Nel complesso è stata una serata piacevole. Sia Rodriguez sia Tarantino sono ottimi registi, mi rimane però il dubbio che siano bravissimi a sfruttare le idee altrui, ma loro personalmente non abbiano niente di originale da dire.

Planet Terror
Death Proof


Planet Terror

Locandina di Planet Terror Titolo originale: Planet Terror
Regia: Robert Rodriguez

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Troublemaker Studios
Genere: Azione, Orrore, Commedia, Fantascienza
Durata: 1 ora e 45 minuti

Lingua: Inglese

Planet Terror è una sorta di parodia dei film dell’orrore con gli zombie e al contempo è esso stesso un decente film dell’orrore, con un’adeguata quantità di macelleria. In questo mi ha ricordato Shaun of the Dead, sebbene lo stile di Rodriguez sia diversissimo da quello di Wright. Per altro Planet Terror è un film divertente ma nulla più, mentre Shaun of the Dead è un mezzo capolavoro.

La trama di Planet Terror: alcuni reduci dall’Iraq tornano in America infettati da un’arma batteriologica che tramuta gli uomini in zombie mangia cervelli. Dalla base militare l’infezione si diffonde a una vicina cittadina texana e da lì al resto del mondo. I pochi immuni dovranno affrontare le orde dei morti viventi.
Gli immuni comprendono il misterioso El Wray, in grado di massacrare gli zombie con qualunque arma, la spogliarellista Cherry Darling, che si ritroverà un fucile mitragliatore montato al posto di un gamba divorata dai nonmorti, lo sceriffo Hague in compagnia del suo goffo assistente Tolo, e molti altri bizzarri personaggi.

Il film ha bel ritmo, con una serie dietro l’altra di sequenze d’azione grottesche e sanguinarie in maniera esagerata. Non mancano squartamenti, eviscerazioni, e un elicottero che vola radente al suolo mozzando la testa agli zombie con le pale (sì, c’è una sequenza praticamente identica anche in 28 Weeks Later, solo che almeno qui non si pretende venga presa sul serio).
L’ambientazione è moderna (il personaggio interpretato da Bruce Willis ha appena ucciso Bin Laden!) tuttavia il film ha un aspetto volontariamente trasandato, da residuato di magazzino non più proiettato da trent’anni. La pellicola è rovinata apposta, i colori spesso sono sbiaditi o troppo saturi, l’audio è pieno di rumori e addirittura manca un intero pezzo del film (con tanto di cartello di scuse da parte del gestore del cinema!)

Manca un pezzo di film!
ops…

Film divertente, con molte situazioni e dialoghi tanto assurdi da far sghignazzare. Alcune trovate però potrebbero apparire di cattivo gusto per chi non apprezza la macelleria.

 

Giudizio:

Macelleria a profusione. +1 -1 Che però potrebbe risultare di cattivo gusto per alcuni.
Bruce Willis ha un piccola ma importante particina. +1 -1 Anche Quentin Tarantino ha una particina, peccato non sappia recitare.
Divertente. Forse divertente in maniera un po’ cretina, ma sempre divertente. +1
Personaggi e storia bizzarri al punto giusto. +1

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Intermezzo

Trailer di Werewolf Women of the S.S.

Death Proof

Locandina di Death Proof Titolo originale: Death Proof
Titolo italiano: A Prova di Morte
Regia: Quentin Tarantino

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Troublemaker Studios
Genere: Thriller, Azione, Chiacchiere
Durata: 1 ora e 54 minuti

Lingua: Inglese

Nel film di Tarantino non ci sono zombie. In compenso c’è Kurt Russell nella parte di Stuntman Mike, uno stuntman psicopatico che usa la propria automobile di scena (rinforzata ad arte per essere 100% a prova di morte, appunto Death Proof) per massacrare mediante spettacolari incidenti ragazze non troppo furbe.
Detto così sembra divertente, e forse lo sarebbe, se gli atti di vandalismo stradale di Mike non fossero inframmezzati da estenuanti conversazioni tra le ragazze future vittime, che vanno avanti a chiacchierare per intere mezz’ore. E purtroppo non è un’esagerazione.

La prima strage di Stuntman Mike e il doppio inseguimento che chiude il film sono sequenze bellissime e spettacolari, purtroppo in totale non superano i 20 minuti su quasi due ore di film. Il resto è NOIA. Non succede niente, letteralmente, se non chiacchiere, e chiacchiere e ancora chiacchiere, fra l’altro su argomenti quali le auto d’epoca o la cinematografia anni ’70, argomenti che non dubito eccitino Tarantino, ma che personalmente mi lasciano indifferente.

Come nel film di Rodriguez l’azione si svolge ai nostri giorni, sebbene anche qui siano stati usati tutta una serie di espedienti per ricreare un’atmosfera anni ’70. Anche sotto questo aspetto Rodriguez credo abbia svolto un lavoro migliore, mentre Tarantino è incappato in alcune brutte cadute di stile (per esempio, ogni volta che un personaggio prende in mano un cellulare è sempre evidentissima la marca).
Tarantino si è riservato per sé una particina anche in Death Proof, con il risultato di confermare che come attore è ridicolo.

Stuntman Mike
Stuntman Mike

Film non bruttissimo ma eccessivamente lungo per la storia che vuole raccontare. Forse è il film meno riuscito nella carriera di Tarantino.

 

Giudizio:

Kurt Russell è ottimo nella parte di Stuntman Mike. +1 -1 Tarantino è protagonista di un altro penoso cameo.
Bel finale. +1 -1 Peccato ci vogliano due ore di noia per arrivarci.
-1 Quintali di chiacchiere su argomenti inutili.
-1 Pubblicità non troppo occulta.

Due Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti


Approfondimenti:

bandiera EN Grindhouse su IMDB
bandiera EN Planet Terror su IMDB
bandiera EN Death Proof su IMDB

bandiera EN Robert Rodriguez su Wikipedia
bandiera EN Quentin Tarantino su Wikipedia

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Robert Löhr – Scacco alla regina

SAR Titolo originale: Der Schachautomat
Autore: Robert Löhr
Anno: 2006
Casa Editrice: Bompiani
Genere: Storico
ISBN: 88-452-5701-0
Prezzo: 17,50 euro
Pagine: 450

Ottimo debutto per Robert Löhr come scrittore: questo è più o meno quanto c’è da dire su ” Der Schachautomat “, il suo primo romanzo.
In breve, questo volume ci narra delle vicende del Turco, un famosissimo automa inventato da Wolfang Von Kempelen, inventore alla corte dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. In realtà, al suo interno si celava un vero giocatore di scacchi, di cui nella realtà storica nulla si conosce (Kempelen riuscì a mantenere il segreto sul funzionamento dell’automa portandoselo nella tomba).
Löhr inventa la figura del nano veneziano Tibor e sviluppa nel romanzo il suo rapporto di lavoro con l’inventore e il suo assistente, l’ebreo Jakob, dalle fasi di collaudo della macchina alle sue numerose esibizioni nell’impero.
Grandissima importanza nella trama ha la tematica della libertà: Tibor è infatti prigioniero di Von Kempelen e sebbene non gli manchi un generoso compenso, la massima segretezza sul meccanismo dell’invenzione lo costringe a stare chiuso in casa Kempelen, avendo rapporti solo con l’inventore e l’assistente Jakob.
Sono presenti alcuni flashback sulla vita di Tibor prima di incontrare l’inventore e varie situazioni ai limiti dell’assurdo…

Il turco

Lo stile di Löhr è pulito e privo di inutili fronzoli: le descrizioni sono sufficienti a dare al lettore un quadro chiaro di ogni situazione, senza cercare ad ogni costo il suggestivo. Pecca di scarsa abilità invece, in alcune scene d’azione, descritte in modo fin troppo semplicistico e surreale.

Sono presenti alcune scene di sesso / erotismo che coinvolgono i tre protagonisti della narrazione in alcune occasioni: scene che nei punti giusti risvegliano l’attenzione del lettore e danno un po’ di brio al romanzo nei punti in cui ci si potrebbe addormentare. Ottimo artificio letterario che se usato con parsimonia e cognizione di causa può risollevare l’attenzione e strappare un sorriso. In questo caso nulla di sconvolgente o eccitante: sul fronte sensuale Lohr è sulla buona strada ma ha ancora molto da imparare (da autori come Clive Barker, per esempio).

Per quanto riguarda la ricostruzione storica del periodo (la narrazione inizia nel 1770), i personaggi della corte degli Asburgo, la nobiltà, città ed edifici, i quartieri ebraici ecc… sono molto caratterizzati. A fine romanzo l’autore spiega chiaramente quali elementi sono di pura invenzione letteraria e quali invece sono fedeli alla realtà storica: Lohr è riuscito a ritagliarsi infatti una nicchia tutta sua in cui esercitare la libertà di narratore, inventando la storia e l’identità del giocatore all’interno della macchina. Ottimo ed originale spunto per un debutto notevole.

In generale, la trama è molto ben sviluppata e la suddivisione dei capitoli in base al luogo in cui si svolgono le vicende è un punto a favore. Un libro che si lascia leggere molto facilmente e che intrattiene per qualche giorno il lettore su una favola storicamente interessante, con alcuni elementi di giallo (che coinvolgono addirittura l’automa in un misterioso omicidio) e situazioni davvero originali.


Approfondimenti:

bandiera EN Il turco su Wikipedia (en)
bandiera EN Wolfgang Von Kempelen su Wikipedia (en)

Giudizio:

Lettura facile e piacevole +1 Alcune descrizioni sono abbastanza inverosimili -1
Ambientazione storica consistente e piuttosto accurata +1 … ma qualche particolare in più avrebbe fatto comodo! -1
Scene di erotismo nei punti giusti +1 … ma nulla di realmente eccitante. -1
Trama coinvolgente +1
Situazioni sempre originali +1
Ottima caratterizzazione di Tibor, Jakob e Kempelen +1  
Inserimento di elementi di fantasia in punti oscuri di una storia vera +1  

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Masters of Science Fiction Episodio 4: The Discarded

Episodio quarto di Masters of Science Fiction. La regia questa volta è di Jonathan Frakes ovvero il Comandante William T. Riker di Star Trek: The Next Generation. Frakes però oltre che attore è appunto anche regista e ha diretto un paio di film di Star Trek (First Contact e Insurrection), vari episodi di telefilm e lo stupidino ma tutto sommato divertente Clockstoppers.

Jonathan Frakes
Jonathan Frakes

La storia alla base di quest’episodio è The Discarded (apparso anche con il titolo The Abnormals) un racconto breve di Harlan Ellison. Lo stesso Ellison si è occupato di sceneggiare per la TV il proprio racconto. Harlan Ellison non è tra i miei scrittori di fantascienza preferiti, e sono restia a concedergli il titolo di Maestro, tuttavia è indubbio che diversi suoi racconti siano dei classici chikas_pink23.gif (I Have No Mouth and I Must Scream, A Boy and his Dog, The Beast That Shouted Love at the Heart of the World, «Repent, Harlequin!» said the Ticktockman, ecc.)

Alone Against Tomorrow
La retrospettiva Alone Against Tomorrow, contenente il racconto The Discarded

La trama. Una misteriosa sindrome, la Malattia, trasforma gli esseri umani in mutanti deformi. Quelli colpiti sono esiliati dalla Terra e costretti a vivere su navi spaziali, perché nessuna colonia del Sistema Solare è disposta a ospitarli. In parte per paura del contagio, ma sospettano i malati, soprattutto per il loro aspetto ributtante. chikas_pink55.gif Un giorno una di queste navi è raggiunta da un ambasciatore terrestre, con una proposta che non si può rifiutare…

L'Ambasciatore terrestre
L’Ambasciatore terrestre

Dato che lo stesso Ellison si è occupato della sceneggiatura, non sorprende che l’episodio segua abbastanza fedelmente il racconto di partenza. L’unica differenza di un certo rilievo è l’omicidio, che nel racconto è atto volontario, e nell’episodio è quasi una fatalità.

Questo The Discarded è probabilmente il miglior episodio finora trasmesso di Masters of Science Fiction. Benché in assoluto non un granché, rispetto ai tre precedenti è una visione piacevole. chikas_pink37.gif Il difetto più evidente è una certa mancanza di ritmo dovuta probabilmente alla necessità di “stiracchiare” per quaranta minuti un racconto di poche pagine. Gli effetti speciali sarebbero dovuti essere migliori (è strano che, per esempio, sia stata tolta la scena degli uomini-pesce, se non partendo dalla considerazione che per renderli credibili si sarebbero dovuti spendere troppi soldi).

Due teste
Due teste sono meglio di una

Masters of Science Fiction Episodio 4: Quasi Decente.

Una piccola considerazione “filosofica”. Un’interpretazione superficiale ma non errata della storia è riassumibile nel detto: «Non si possono giudicare le persone dall’aspetto.» Bene, tuttavia uno dei punti del racconto è che queste “persone” sono ripugnanti; siamo davvero pronti a non giudicare di fronte a creature tanto orribili da non poterle neanche guardare per più di mezzo secondo? L’ABC non si è posta il problema, proponendo i suoi mutanti in versione molto edulcorata e politicamente corretta, è ovvio che in questi termini la questione non si presenta o quasi. Sarebbe stato più interessante avere nella storia non mutanti “divertenti” (la cheerleader con un occhio solo chikas_pink01.gif ), ma sul serio esseri disgustosi, il quesito morale di fondo sarebbe risultato molto più attinente.

Cheerleader Ciclope
Cheerleader Ciclope

Questo potrebbe essere stato l’ultimo episodio di Masters of Science Fiction, visto che IMDB non riporta alcun dettaglio riguardo le date di trasmissione dei due successivi, Little Brother e Watchbird. Se così fosse, Masters of Science Fiction è stata una delusione, ma nella vita ci sono delusioni peggiori: si muore, si va all’Inferno chikas_pink43.gif e fra una decina di giorni ricomincia la scuola…


Approfondimenti:

bandiera EN Harlan Ellison su Wikipedia

bandiera EN Celebri fenomeni da baraccone

Scritto da GamberolinkCommenti (1)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Fine settimana al cinema

Ho approfittato del fine settimana per guardare alcuni film che avevo in arretrato. Il mio sesto senso mi aveva indirizzato bene, tenendomene lontana, infatti nessuno dei film varrebbe neppure il tempo di una recensione. Perciò, li ho messi tutti e quattro assieme!

The Bourne Ultimatum
28 Weeks Later
4: Rise of the Silver Surfer
Spider-Man 3


The Bourne Ultimatum

Locandina di The Bourne Ultimatum Titolo originale: The Bourne Ultimatum
Regia: Paul Greengrass

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Universal Pictures
Genere: Azione, Thriller
Durata: 1 ora e 51 minuti

Lingua: Inglese

Per certi versi, The Bourne Ultimatum appartiene a una categoria di film nuova, che sta emergendo negli ultimi anni: i film-videogioco. Vedere uno di questi film è come assistere a qualcuno che giochi con un videogioco d’azione: una serie di sequenze spericolate e che non hanno alcun rapporto con la fisica del nostro pianeta, intercalate da brevi cut scene per tutte quelle esigenze della trama che richiederebbero al giocatore di dover pensare. chikas_pink55.gif Per esempio, in The Bourne Ultimatum, Jason Bourne, pur essendo ricercato da FBI, CIA, Interpol, Carabinieri, Guardia di Finanza e le altre polizie di mezzo mondo, è in grado di viaggiare per ogni dove senza mai essere controllato, e senza neanche preoccuparsi di avere sempre la stessa identica faccia da tre anni. Per questo tali sequenze sono brevi cut scene: un aereo che vola, un treno che galoppa, un breve passaggio alla dogana, chikas_pink41.gif e voilà, si può passare al prossimo inseguimento o sparatoria in un nuovo scenario! Lo stesso dicasi di Bourne che si introduce in un palazzo della CIA o in qualunque altro posto: inquadratura di lui alla porta, di lui al terzo piano, di lui che esce, e via verso un nuovo pestaggio o l’ennesimo inseguimento!

Perciò, ricapitolando la trama di The Bourne Ultimatum:

    Livello 1

  • Scenario: Londra
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dal Giornalista
  • Bonus: Il Giornalista sopravvive
  • Mini-Boss: Il Cecchino
    Livello 2

  • Scenario: Madrid
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dall’Agente della CIA Traditore
  • Bonus: -
  • Mini-Boss: Squadra speciale CIA
    Livello 3

  • Scenario: Tangeri
  • Obbiettivo: Ottenere informazioni dall’Agente della CIA Traditore
  • Bonus: L’ex fidanzata sopravvive
  • Mini-Boss: Desh, il killer extracomunitario
    Livello 4

  • Scenario: New York
  • Obbiettivo: Raggiungere la sede dei Cattivi
  • Bonus: -
  • Mini-Boss: Il Cecchino (che ritorna con più HP!)
    Livello 5

  • Scenario: New York
  • Obbiettivo: Scoprire il segreto nel passato di Jason Bourne
  • Bonus: Rimanere vivi
  • Boss: Direttore della CIA / Lo Scienziato Pazzo / Il Cecchino (con ancora più HP!)

E lo sconvolgente segreto di Jason Bourne è…

Mostra spoiler ▼

Inutile dire che i film-videogioco sono vaccate, chikas_pink06.gif perché i giochi sono divertenti da giocare, non tanto da guardare.

Trailer di The Bourne Ultimatum

Giudizio:

Spettacolari scene d’azione. +1 -1 Spettacolari ma irrealistiche.
-1 Videogioco al quale non puoi giocare.
-1 Il segreto di Jason Bourne è il segreto di Pulcinella.
-1 Matt Damon in tre film di Bourne non è mai riuscito a cambiare espressione una volta…

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28 Weeks Later

Locandina di 28 Weeks Later Titolo originale: 28 Weeks Later
Titolo italiano: 28 Settimane Dopo
Regia: Juan Carlos Fresnadillo

Anno: 2007
Nazione: Regno Unito / Spagna
Studio: Fox Atomic
Genere: Orrore
Durata: 1 ora e 41 minuti

Lingua: Inglese

Il celebre Il Giorno dei Trifidi, di John Wyndham, comincia così:
«Quando un giorno che secondo voi dovrebbe essere mercoledì, vi sembra fin dall’inizio domenica, potete star certi che qualcosa non va.»
Il protagonista è in ospedale, e l’assenza dei familiari rumori di una giornata lavorativa chikas_pink03.gif l’avverte che il mondo non è più quello che crede. Negli stessi termini cominciava 28 Days Later, con il nostro eroe che si risveglia in ospedale e si aggira per una Londra deserta, 28 giorni dopo che un terribile virus ha ucciso buona parte della popolazione o l’ha trasformata in zombie.
Adesso sono passate 28 settimane, il regista non è più Danny Boyle e il film è la classica operazione commerciale che prevede seguiti per ogni pellicola che abbia anche solo marginale successo.

28 Weeks Later ha tutto quello che un pessimo film d’orrore deve avere: trama illogica e piena di buchi (uno per tutti: il centro medico che può venire a contatto con il virus più letale della storia dell’umanità, non ha nessuna misura di sicurezza), assenza di spaventi, poca o inesistente macelleria, protagonisti antipatici (due dannatissimi bambini cretini) e scene d’azione riprese come se la telecamera fosse retta da un canguro epilettico (per usare le parole di un commentatore su IMDB).
Ciliegina sulla torta il finale, che già prefigura un bel 28 Months Later o qualcosa del genere. chikas_pink43.gif E in effetti hanno ragione: questo 28 Weeks Later è spazzatura, ma impegnandosi si può fare di peggio!
Trailer di 28 Weeks Later

Giudizio:

Niente. -1 Buchi enormi nella trama.
-1 Bambini cretini protagonisti.
-1 Niente paura o gore.
-1 Cameraman ubriaco.
-1 Concreta possibilità di un terzo film.

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4: Rise of the Silver Surfer

Locandina di 4: Rise of the Silver Surfer Titolo originale: 4: Rise of the Silver Surfer
Titolo italiano: I Fantastici 4 e Silver Surfer
Regia: Tim Story

Anno: 2007
Nazione: USA / Germania / Regno Unito
Studio: 20th Century Fox
Genere: Azione, Fantascienza, Stupidaggine
Durata: 1 ora e 32 minuti

Lingua: Inglese

Porcheria. Non saprei davvero da dove cominciare. Non c’è una trama, ci sono (pochi) effetti speciali che sfigurerebbero in un cartone animato, c’è Jessica Alba a un livello degno del mio nella recita di Natale alle elementari, e ci sono alcuni patetici tentativi di umorismo che hanno avuto l’unico effetto di farmi rimpiangere di non essere nata cieca. chikas_pink34.gif Il primo film dei Fantastici Quattro era brutto, ma poteva ancora essere considerato un film, questo è novanta minuti di pellicola sprecata.
La minuscola soddisfazione è constatare che le mie aspettative erano centrate: mi aspettavo una schifezza, ho visto una schifezza.

Trailer di 4: Rise of the Silver Surfer

Giudizio:

Niente. -1 Trama sconclusionata.
-1 Recitato da cani.
-1 Effetti speciali da oratorio.
-1 Umorismo che non fa ridere nessuno.
-1 La Donna Invisibile.
-1 La “Cosa”.
-1 La Torcia Umana.
-1 Il Signor Fantastico.
-1 Silver Surfer.

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Spider-Man 3

Locandina di Spider-Man 3 Titolo originale: Spider-Man 3
Regia: Sam Raimi

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Columbia Pictures
Genere: Commedia romantica, Fantascienza
Durata: 2 ore e 20 minuti

Lingua: Inglese

Noiosissimo chikas_pink20.gif terzo episodio delle avventure cinematografiche del ragno umano. Il fulcro della storia è che Kirsten Dunst non sa recitare, neppure per finta, così Mary Jane perde la parte nel musical di Broadway e si ritrova a dover fare la cameriera, Peter Parker non è lì pronto a consolarla perché deve giocare al supereroe e così lei si sente sola, povera cocca, interviene allora l’amico Harry che ha convenientemente perso la memoria e… e Spider-Man 3 è in pratica una soap-opera di quarta categoria. Compreso il “Cattivo”, un misero disgraziato uomo di sabbia che deve racimolare i soldi per aiutare la figlioletta malata.

Ma il punto più basso è toccato con la creatura aliena che fa affiorare il Lato Oscuro di Peter Parker. Sotto l’influenza aliena, Peter Parker compie alcune azioni che gridano Malvagità! solo a elencarle:

  • Esce di casa spettinato.
  • Si veste di nero.
  • Balla per strada.
  • Mangia caramelle.
  • Cerca di sedurre la vicina di casa e/o le colleghe in ufficio, e, mi tremano le mani sulla tastiera a digitarlo:
  • Tenta di far ingelosire la ex fidanzata uscendo con un’altra!!!

Ora che ci penso, rileggendo l’elenco mi accorgo che anch’io sono Malvagia! chikas_pink27.gif O poco ci manca. E non ho neanche la scusa dell’infezione aliena…

Trailer di Spider-Man 3

Giudizio:

Il cameo di Bruce Campbell. +1 -1 Noioso e troppo lungo.
-1 Banale, festival del cliché.
-1 Kirsten Dunst non sa recitare.
-1 Il triste uomo di sabbia.
-1 Spider-Man cattivo che esce spettinato.
-1 Spider-Man cattivo che balla per strada.
-1 Spider-Man cattivo che mangia caramelle.
-1 Spider-Man cattivo ecc. ecc.

Sette Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti2


Approfondimenti:

bandiera EN The Bourne Ultimatum su IMDB
bandiera EN 28 Weeks Later su IMDB
bandiera EN 4: Rise of the Silver Surfer su IMDB
bandiera EN Spider-Man 3 su IMDB

bandiera EN Jason Bourne su Wikipedia
bandiera EN The Day of the Triffids su Wikipedia
bandiera EN I Fantastici Quattro su Marvel Universe
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Scritto da GamberolinkCommenti (20)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Masters of Science Fiction Episodio 3: Jerry Was a Man

Terzo episodio per Masters of Science Fiction, e ancora una volta un regista che non ha mai diretto film di fantascienza in vita sua, tale Michael Tolkin. chikas_pink03.gif In compenso il racconto sul quale si basa questo episodio è stato scritto da un vero Maestro della fantascienza: Robert A. Heinlein.
Non è chiaro però con quale criterio sia stato scelto Jerry Was a Man (titolo italiano: Jerry Era un Uomo) un racconto del 1947 e non certo uno dei migliori di Heinlein.

Copertina de Missione nell'Eternità
Copertina dell’antologia “Missione nell’Eternità”, contenente il racconto “Jerry Era un Uomo”

In più, dal racconto originale sono state tolte le parti più fantascientifiche (i Marziani), si è trasformato Jerry da scimmia modificata geneticamente a una specie di Data demente, è stata aggiunta una parte sullo sminamento che non c’entra un tubo e non si è resa giustizia neanche all’elefantino Napoleon, chikas_pink23.gif molto più intelligente nella storia di Heinlein. Infine il tono dell’episodio è sullo scherzoso/parodistico, dove Heinlein, benché non del tutto serio, non aveva scritto un racconto umoristico.

Jerry e Data
Jerry – Data

In ogni caso la trama: nel 2077 la plasto-biologia permette la realizzazione di ogni tipo di manipolazione genetica; i coniugi van Vogel si recano alla Controlled Genetics per acquistare un pegaso (compreranno invece un elefante in miniatura), un cavallo alato con il quale impressionare gli amici del circolo dei ricconi annoiati. chikas_pink20.gif Durante la visita ai laboratori, la signora van Vogel prende a cuore il caso di Jerry, una sorta di androide biologico destinato a diventare cibo per cani, in quanto non più utile. La questione se Jerry e gli altri come lui siano mera proprietà o possano avere diritti analoghi agli esseri umani, sarà oggetto di contenzioso in tribunale.

Napoleon
L’elefantino Napoleon, adorabile!

Masters of Science Fiction Episodio 3: Una Porcheria, chikas_pink06.gif se si escludono le poche scene con Napoleon.


Approfondimenti:

bandiera IT Robert Anson Heinlein su Wikipedia

bandiera EN La Realtà supera Heinlein! Forse.

Scritto da GamberolinkCommenti (1)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni