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  1. S.M.Q. di Gamberetta

S.M.Q.

Ogni tanto mi viene chiesto cosa stia scrivendo dopo Laura. Sto scrivendo un feroce romanzo di guerra. È un romanzo non facile da scrivere perché richiede notevole documentazione e non ha una trama semplicissima. Così procedo con molta calma.

Ma occorre sempre tenere allenata la scrittura. Per questa ragione ho iniziato un secondo romanzo, più leggero e che non richiede eccessiva pianificazione. Il romanzo si intitola S.M.Q. e ho deciso di pubblicarlo online a puntate. La protagonista, Silvia, ha aperto un blog per l’occasione. Lì potrete leggere i vari capitoli via via che li aggiungerò e anche scaricare un file unico contenente tutti i capitoli fino a quel momento pubblicati.
Qui sui Gamberi aggiornerò solo questo articolo inserendo di volta in volta i link ai nuovi capitoli. Perciò se S.M.Q. dovesse piacervi, seguite il blog di Silvia.

Capitoli pubblicati:

Icona HTML Capitolo 1.

Icona HTML Capitolo 2.

Icona HTML Capitolo 3.

Icona HTML Capitolo 4.

Icona HTML Capitolo 5.

Icona HTML Capitolo 6.

Icona HTML Capitolo 7.

Icona HTML Capitolo 8.

Icona HTML Capitolo 9.

Icona HTML Capitolo 10.

Icona HTML Capitolo 11.

Icona HTML Capitolo 12.

Il romanzo di guerra ha la priorità, dunque non garantisco un ritmo costante per S.M.Q., ma prometto di portare a termine la storia.

Con S.M.Q. sono voluta partire da un cliché, quello delle maghette negli anime, ma con l’idea di portarlo alle sue estreme conseguenze. Le mie fonti d’ispirazione vanno da Card Captor Sakura fino a Haruhi Suzumiya passando per H.G. Wells, Mack Reynolds, Rudy Rucker e un pizzico del Poul Anderson di Tau Zero. Andando avanti nel romanzo però ci sarà spazio anche per una buona dose di originalità, almeno spero.

Card Captor Sakura & Tau Zero
Fonti d’ispirazione: dal manga Card Captor Sakura al romanzo di fantascienza Tau Zero

La protagonista e voce narrante del romanzo è Silvia. Silvia ha alcuni punti in comune con Laura (giovane età, difficoltà in famiglia, problemi con alcool e droghe leggere) e forse abita persino nella stessa città, ma, a differenza di Laura, Silvia ha una normale intelligenza. E quando il Destino si accanirà contro di lei, avrà modo di combattere.
Ho deciso di scrivere il romanzo in prima persona, per esercizio, e sono abbastanza soddisfatta. Pur con tutte le cautele che derivano dal giudicare se stessi, credo che stilisticamente sia un testo migliore di Laura. Se non altro perché non sono più vincolata dall’avere come punto di vista una minorata mentale.

Ciò non vuol dire che Silvia risulterà più simpatica di Laura, o che sarà più facile identificarsi con lei. Anzi, Silvia è spesso sgradevole – indubbiamente per colpa della sottoscritta, il cui cuore trabocca di tristezza, odio, invidia e sadismo –, ma forse potrà cambiare. Perché questa è anche la storia di un incontro, l’incontro tra una ragazza e una persona speciale, che le stravolgerà la vita.

Devo aggiungere che le parti “scientifiche” sono per buona parte campate per aria e servono solo a dare colore alla storia. Si tratta di fantasy, al massimo di science-fantasy, non di fantascienza.

Come sempre ogni opinione — qui o sul blog di Silvia — sarà la benvenuta.

* * *

Approfitto per ringraziare di nuovo chiunque abbia letto Le Avventure della Giovane Laura, in particolare chi ha lasciato un commento o mi ha scritto in privato: faccio tesoro di ogni critica e di ogni consiglio. E se avete impiegato tempo a leggere e il romanzo non vi è piaciuto, accettate le mie sincere scuse.

Detto questo, vorrei dedicare due parole a chi ha trovato certi particolari – come i mostruosi gatti, i nekomata – troppo esotici, troppo orientali.
Seguite questo breve racconto:

Himeko sta portando il bestiame al pascolo, quando scopre di essere seguita da un gigantesco nekomata. Per la poveretta non ci sarebbe niente da fare se non intervenisse la Dea Amaterasu. La Dea, trasformatasi in enorme ratto, riesce infatti ad allontanare il terribile felino.

Qual è l’origine di questo racconto? Folklore nipponico? Invenzione di qualche manga-ka che si è preso troppe radiazioni atomiche? Parto del mio cuore marcio?

La Dea Amaterasu
La Dea Amaterasu (al centro)

In realtà io ho solo cambiato qualche termine a un fatto di cronaca italiano:

Negli anni ’20, nei pressi di Belluno, Serafina dal Pont scoprì un mostruoso gattomammone intento a spaventare alcune mucche al pascolo. La faccenda divenne pericolosa quando l’orribile gatto spostò la sua attenzione dal bestiame a Serafina. Ma per fortuna intervenne Santa Rita! La Santa, assunto l’aspetto di un gigantesco topo, indusse il gattomammone a inseguirla, finché entrambi non sparirono nella campagna.

E la morale della favola è un invito a non avere pregiudizi. La bellezza del fantastico giapponese risiede in parte proprio nel fatto che gli autori nipponici si fanno pochi scrupoli a mescolare culture, tradizioni, miti e leggende diversissime.
Non c’è un’intrinseca superiorità del folklore italico (o celtico, o indiano, o di qualunque altra provenienza) rispetto a quello di altri Paesi. E, come si è appena visto sopra, si possono trovare storie oscene in stile manga anche nella nostra immacolata tradizione.

Serafina dal Pont & il gattomammone
Serafina dal Pont fronteggia il gattomammone


Approfondimenti:

bandiera IT Il Blog di Silvia

bandiera EN Tau Zero in lingua originale su gigapedia
bandiera EN Card Captor Sakura leggibile online (tradotto in inglese)

bandiera EN La Dea Amaterasu su Wikipedia
bandiera IT Il Gattomammone su Wikipedia

 

Scritto da GamberolinkCommenti (57)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni