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Le Verità di Andrea Vincenzi

Piccola premessa: alcune delle belle “pensate” della Barca dei Gamberi non sono mie, ma di mio fratello. Poi lui se ne lava le mani con la scusa che io sarei quella brava a scrivere. Il che è vero, ma la colpa è lo stesso sua!

Settimana scorsa raccontavo di una mia amica che avrebbe scritto un giallo con sfumature soprannaturali, avente per protagonista tale Andrea Vincenzi. Invitavo anche a leggere un piccolo estratto e commentarlo. Ringrazio chi l’ha fatto e anche chi ha solo votato senza commentare.
Devo però confessare di non essere stata sincera. Per farla breve, in quell’articolo mischiavo alla verità qualche piccola e innocua bugia. La verità è che ho un’amica. Tutto il resto è falso!

Non era difficile da intuire. Figuriamoci se io, supponente, arrogante e testarda come sono, davvero vengo a chiedere il parere altrui per un’amica. Se io dico a una mia amica come stanno le cose, così stanno, non c’è alcun bisogno di una seconda opinione.
Dunque qual è la storia del Vincenzi? Be’, il Vincenzi è un estratto dal Più Brutto Romanzo del Mondo!
Vedo già le facce perplesse di alcuni: “Ma come, io ho letto tutti e sei i romanzi della Troisi eppure quella scena non la ricordo!” Comprendo la perplessità, ma in effetti esistono romanzi anche più brutti di quelli che scrive la Troisi, per quanto possa sembrare incredibile.

Copertina di Nihal della Terra del Vento
No, non è il romanzo più brutto del mondo!

Andiamo con ordine. PublishAmerica è la più grande casa editrice a pagamento degli Stati Uniti. Nonostante ciò sostengono di valutare con attenzione ogni manoscritto pervenuto e di pubblicare solo gli autori meritevoli. Per dimostrare la falsità di tali affermazioni, un paio di anni fa un gruppo di scrittori appartenenti all’associazione americana scrittori di fantascienza (SFWA – Science Fiction & Fantasy Writers of America) decise di creare il Più Brutto Romanzo del Mondo e di proporlo a PublishAmerica.

Una trentina di autori si mise all’opera, ognuno con il compito di scrivere un capitolo di questo monumento all’orrido. Tutti si presero la briga di scrivere il peggio possibile, e di evitare di tenersi aggiornati fra loro, in modo che la trama risultasse più sconclusionata possibile. Addirittura uno dei capitoli, il 34, è stato scritto non da un essere umano ma da un programma automatico di generazione testi!
Così nacque il Più Brutto Romanzo del Mondo, che ha titolo Atlanta Nights. Con lo pseudonimo collettivo di Travis Tea venne proposto a PublishAmerica che, inutile dirlo, decise di pubblicarlo!

Copertina di Atlanta Nights
Copertina di Atlanta Nights

La pubblicazione poi non andò in porto perché gli scrittori svelarono il loro piano, in compenso Atlanta Nights è da tempo disponibile per il download gratuito e per i masochisti è anche acquistabile in cartaceo via Lulu.com.
Io ho scaricato Atlanta Nights e ne ho tradotte un paio di pagine. Per depistare chi avesse il google facile ho italianizzato i nomi dei personaggi e sono stata imprecisa riguardo al capitolo: quello da me tradotto è l’inizio del capitolo quarto, non del capitolo terzo.
Durante la traduzione ho cercato di essere più letterale possibile, anche se non escludo di aver apportato qualche involontaria, minima miglioria. Non mi sono spremuta le meningi più di tanto, non è che tradurre il Più Brutto Romanzo del Mondo sia divertente!

Dunque c’erano da valutare due pagine dal Più Brutto Romanzo del Mondo. Il risultato dell’inchiesta avrebbe dovuto prevedere un 90% di “Fa schifo” con magari un paio di “Molto bello” ironici. I “Molto bello” ironici ci sono stati, il 90% di “Fa schifo” purtroppo no.

Vediamo un po’ più in dettaglio commenti e voti, alla luce del fatto che si sta parlando del Più Brutto Romanzo del Mondo.

Saryo, aspirante scrittore ma con già un romanzo pubblicato alle spalle, ha votato “Decente”. Nel complesso giudica il Vincenzi un testo godibile (…) e non ha trovato l’introspezione e i pensieri del protagonista né prolissi, né pesanti.

Miss Grumbler, anche lei scrittrice (Posso dirlo? L’ho detto!) con un romanzo già pubblicato, ha votato “Decente”. Ha apprezzato in particolare la minuziosa descrizione di alcune singole, piccole azioni che pare le abbiano fornito la capacità d’intuire l’indole del protagonista.

Federico Russo “Taotor”, giovane (ha la mia età) aspirante scrittore ha votato “Decente”. Però il suo commento ha almeno sottolineato alcuni degli errori marchiani presenti e soprattutto è stato l’unico a rilevare che sembrava quasi che il narratore stesse prendendo per il culo il lettore. Era proprio così!

Domenico, laureato in letteratura italiana e che attualmente sta seguendo un corso per diventare editor, ha votato “Decente”, senza però lasciare nessun commento a giustificazione di tale voto. Qui la faccenda è anche più spinosa che non nei casi precedenti. Se Domenico finisse il suo corso e trovasse lavoro presso una casa editrice, come potrebbe, chiamato a farlo, giudicare sulla qualità dei manoscritti quando per lui il Più Brutto Romanzo del Mondo è decente?
Purtroppo non sarebbe un caso isolato. Ho come l’impressione che la buona parte degli editor italiani non sappiano il loro mestiere, neanche per sbaglio. Ma verrà il giorno di un bell’articolo nel quale pretenderò di saperne di più degli editor di Flaccovio, Curcio, Nord, ecc. messi assieme. Per ora andiamo avanti.

Università di Pavia
Gli studi universitari non sono più quelli di un tempo?

Gli altri voti “Decente” appartengono a utenti che non hanno mai commentato sul blog o che wordpress non è riuscito a identificare come tali. Non so chi siate, condoglianze in ogni caso.

Barbara non è chiaro come abbia votato. Dal suo commento, per altro condivisibile, mi pare capire che volesse una via di mezzo fra “Decente” e “Brutto”. Be’, meno che decente è meglio che decente!

Editor senza qualità ha votato “Brutto”. I suoi appunti sono giusti ed è stato l’unico a intuire che poteva trattarsi di una traduzione. Perciò forse l’Editor senza qualità si sottovaluta. O forse è uno di quegli editor di cui sopra!

Nick Truth ha votato “Brutto”. Niente da dire sulle sue osservazioni. Solo che appunto la giusta conclusione sarebbe dovuta essere: “Fa schifo”!

Marcy non ha lasciato commento ma ha votato “Brutto”. Buon per lei, e per gli altri non identificati con lo stesso voto: un minimo buon gusto l’avete.

Congratulazioni alle tre persone che hanno votato “Fa schifo”. Spero l’abbiano fatto a ragion veduta e non solo perché sembrava la scelta giusta per dar fastidio. Infatti venerdì ho dovuto cancellare 10 “Fa schifo” tutti votati in poco tempo dal nostro amico troll “Cheese” (conosciuto anche come “Jim”). Secondo me il furbone credeva che me la sarei presa a sentir chiamare schifezza qualcosa scritto da una mia amica, o magari pensava che il Vincenzi l’avessi scritto io. Ingenuo.

Abbiamo poi il signor Zuddas che ha votato “Molto bello”. Il suo commento è ironico e molto divertente, ho paura abbia fiutato lo scherzo. Magari così è stato anche per l’altro che ha votato “Molto bello”. Glielo auguro.

Visto che alla maggioranza il Vincenzi è sembrato decente, sarà forse il caso ribadire che descrivere ogni cosa e analizzare ogni pensiero, fin nei più minimi e inutili particolari, non è un bella cosa! Il ridondante, il superfluo e l’inutile rendono la lettura pesante e tolgono il piacere della narrazione.
Anche se in questo caso la narrazione era senza capo né coda, così come il dialogo stralunato fra Vincenzi e Isalti, con tanto di punto di vista ballerino. Per altri dettagli, basta leggere i commenti già illustrati.

* * *

Alcune vie di fuga per chi pensa che il Vincenzi non faccia schifo.

«Gamberetta, la tua traduzione è tanto splendida da compensare il marciume originario! Sono stato ingannato dal tuo genio!»
Grazie! Sei perdonato!

«Ho votato come ho votato solo per incoraggiare la tua amica.»
Ecco, spero nessuno ragioni davvero così. Le persone vanno incoraggiate se dimostrano un minimo barlume di talento, se stanno scrivendo il Più Brutto Romanzo del Mondo, non vanno incoraggiate! Non è un atto di gentilezza, è far perdere tempo a loro e agli altri. Se sul serio una mia amica si presentasse da me con il Vincenzi, non solo l’incoraggerei, le darei proprio una spinta, fuori dalla finestra!

Fuori dalla finestra!
La voglio buttare giù dalla finestra, non voglio mica ammazzarla!

«Che ne capiscono di letteratura un branco di scrittori di fantascienza americani?! Sono così schiavi dei propri limiti autoimposti che appena se ne liberano, allora sì, non ne esce una schifezza, ma Arte!»
Ehm… sì, d’accordo, l’importante è crederci. I medicinali sono nello scaffale in basso.

«Se avessi potuto leggere l’intero romanzo avrei capito che faceva schifo!»
Lo spero bene! Ma ti assicuro che quelle due pagine bastavano e avanzavano…

«I gusti sono gusti!»
Nessuno lo mette in discussione. Si sta solo sottolineando come il gusto di alcuni sia un pessimo gusto.

* * *

Il problema di giudicare il Vincenzi è un caso particolare di un problema più generale che riguarda la capacità di giudizio. In particolare per gli (aspiranti) scrittori è importante essere in grado di valutare il livello di quanto scrivono, in assoluto e rispetto agli altri.
Spesso mi capita di leggere frasi di questo tono: “questi scrittori anglosassoni, tutti lo stesso stile, tutti la stessa solfa, saprei far di meglio!” oppure (un classico): “il tal dei tali non ha niente da invidiare agli scrittori esteri nel tal genere.”
Valutando lo scrittore anglosassone stesso-stile stessa-solfa come la media, in entrambi i casi si sostiene di poter far meglio. In altre parole si è giudicato l’operato proprio o altrui sopra la media.

Sarà vero? È impossibile rispondere se non caso per caso, ma sono stati svolti esperimenti per valutare in linea generale la capacità critica delle persone.
In sostanza in questi studi vengono proposti una serie di test, che vanno dai classici test d’intelligenza, a test di cultura generale o di altro tipo, e ai partecipanti viene chiesto, oltre che rispondere ai quesiti, anche di provare a stimare quali saranno i propri risultati rispetto alla media.
Tali esperimenti hanno dimostrato che le persone hanno la tendenza a sopravvalutarsi. E non di poco. Solo chi è molto bravo è in grado di esprimere giudizi realistici sulle proprie capacità (anzi, chi è bravo sul serio tende, anche se di poco, a sottovalutarsi), gli altri pensano tutti di essere sopra la media. Anche chi sbaglierà la risposta a ogni singola domanda avrà l’impressione di aver svolto un test nella media.

Risultato di un test
Risultato di uno dei test. Come si vede dal grafico, tutti si considerano sopra la media (la linea scura, che indica come i partecipanti al test hanno giudicato la propria prova), ma solo una piccola percentuale ha ragione! Lo studio completo, di cui questo grafico fa parte, è qui (formato PDF).

In altri termini è difficile capire se la propria capacità di giudizio sia affidabile. Ancor più, aggiungo io, in un campo come quello letterario dove il rumore di fondo del “i gusti sono gusti” rende difficile ogni valutazione oggettiva.
Persino il più analfabeta sarà convinto di aver scritto un ottimo romanzo, peggio, essendo di ciò convinto, non prenderà neanche in considerazione l’idea di migliorarsi e rimarrà analfabeta.

Per questo il Vincenzi può avere una sua utilità. Il Vincenzi è brutto per definizione, progettato sotto ogni aspetto per essere indecente, è una piccola ma concreta pietra di paragone per le proprie capacità di giudizio. Ognuno ne tragga le debite conclusioni.

Io, per mia fortuna, non ho problemi a ottenere giudizi sempre obbiettivi e veritieri, mi basta chiedere alla più saggia creatura dell’universo: il Coniglietto Grumo!

Coniglietto Saggio
Nella foto, un Coniglietto saggio quasi quanto Grumo!


Approfondimenti:

bandiera EN La storia di Atlanta Nights
bandiera EN Atlanta Nights su Lulu.com
bandiera EN Il sito di Travis Tea
bandiera IT Atlanta Nights su Fantascienza.com (attenzione! contiene diverse imprecisioni)

bandiera EN Il sito di PublishAmerica
bandiera EN Science Fiction & Fantasy Writers of America, Inc.

Scritto da GamberolinkCommenti (28)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Andrea Vincenzi

Andrea Vincenzi è il nome del protagonista di un romanzo che una mia amica sta scrivendo. Anzi, ormai l’ha terminato, sebbene sia ancora incerta riguardo al finale. È un giallo, con sfumature soprannaturali.

Copertina di un Giallo Mondadori
Il termine “giallo” deriva dal colore della copertina dei Gialli Mondadori

Io ho letto ampi stralci del romanzo, e dato che sono davvero sua amica, le ho detto chiaro e tondo che non mi piaceva, in base a quelle “regolette” che da queste parti sono così poco popolari.
Viste le polemiche degli ultimi tempi, vorrei che ne leggeste un paio di pagine e ne deste un giudizio. Voglio capire se davvero sono cosi “sfasata” rispetto alla sensibilità generale come qualche volta mi pare.

Da queste due pagine, sono l’inizio del capitolo terzo, capisco non si possa dir niente riguardo alla storia. Però, almeno per me, si può già dir molto sullo stile e sulla “presa” che hanno sull’attenzione del lettore. Dunque votate, e se vorrete aggiungere un commento nel quale spiegate il perché avete votato come avete votato, io e l’autrice ve ne saremo grate.

Io mi asterrò dal votare e dal commentare, per non influenzare nessuno. Cercherò invece di far intervenire l’autrice, che è poco presente perché da mesi lotta con Telecom per ottenere l’ADSL. Ma ci arrangeremo.

Leggi l’inizio del capitolo terzo online, qui.

Leggi l’inizio del capitolo terzo, in formato PDF, qui.

Per votare scegliete una delle opzioni in alto a destra nella sidebar.

Aggiornamento del 1 Dicembre 2007: Le votazioni sono chiuse. Potete ugualmente lasciare un commento. Poi proseguite qui.


Approfondimenti:

bandiera it Il Giallo Mondadori su Wikipedia

bandiera EN Foxit Reader, un’ottima alternativa all’Adobe Reader per leggere i PDF

Scritto da GamberolinkCommenti (9)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni